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GENNAIO 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI - n.8
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della Riviera del Brenta
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Legge di bilancio in chiaro scuro FIAMMENGO STEFANO
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IMPRESE FUNEBRI
E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaSERVIZIO ma glio, come vorrebbe farci credere qualcuno, REPERIBILITÀ perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimane24 ORE re nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno • ORIAGO DI MIRA · Piazza Mercato, 3/a 338 1808208 a posto. • MIRANO · Via della Vittoria, 68 Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli servizio a pag 8 di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.
Linea Mestre-Adria, tanti disagi e ritardi
È prevista una vera e propria rivoluzione degli orari con possibili tagli delle corse a causa del nuovo impianto di gestione. Utenti inferociti in Riviera
MIRA
Bilancio, non aumentano i costi dei servizi MIRA
Dispersioni delle ceneri, Chiesa contraria MIRA
Aree mercatali e pescherie, al via la riqualificazione DOLO
Tornado 2015, fondi per nuove alberature DOLO
Pane artigianale, boom sulle tavole del comprensorio
Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi DOLO mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!
Furti in casa, i consigli dei carabinieri
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ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio controfirmata dal Presidente della Repubblica. Un risultato che non era scontato viste le diverse esigenze delle due principale forze politiche in campo. Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da segue a pag 3 Bruxelles.
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Facciamo. il punto
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Mira, nuove piazzole per i rifiuti È
Ne arriveranno una cinquantina in più, per i condomini
E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaglio, come vorrebbe farci credere qualcuno, ma perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimanere nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno a posto. Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.
stato approvato il nuovo regolamento dei rifiuti a Mira che consentirà la realizzazione di nuove piazzole ecologiche condominiali (Pec) per il loro conferimento. Saranno una cinquantina in più, e ci sarà l’inasprimento delle sanzioni per punire i trasgressori che sversano abusivamente. “Si tratta di un altro impegno preso con i cittadini - dichiara il sindaco Marco Dori. Adesso possiamo migliorare il servizio per chi abita nei condomini. Le multe salate per chi abbandona i rifiuti e non rispetta l’ambiente sono sacrosante. Su questo tema non possiamo abbassare la guardia, anche perché poi a pagare lo smaltimento sono le persone per bene”. In tema di Pec, il Comune ne favorirà la realizzazione, laddove sia richiesta e ve ne siano le condizioni, anche su suolo pubblico (con spese a carico dei richiedenti), ovviamente valutata la fattibilità di concerto con il gestore del servizio di raccolta Veritas (per quanto riguarda, ad esempio, la movimentazione dei mezzi). “È un’opportunità per i cittadini - commenta l’assessore all’Ambiente Maurizio Barberini. Prevediamo di avvicinarne alcune di già esistenti accorpandole con altre per le quali è già stata data l’autorizzazione. E siamo pronti a valutare le richieste per nuove isole: l’obiettivo è venire incontro alle esigenze in particolare dei condomini che si sono trovati in difficoltà nella gestione di SPECIALITÀ TRAMEZZINI numerosi bidoni presenti nelle aree di pertinenza”. “Dopo la prima promessa mantenuta, relativa alla raccolta porta a porta del verde, già entrata in vigore, questa è la seconda promessa che manteniamo - conclude Barberini. Così favoriamo il corretto conferimento e diGermana Urbani >direttore@givemotions.it< pari passo va l’inasprimento delle sanzioni contro chi abbandona i ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio rifiuti: in proposito va sottolineato che la collaborazione con i Rancontrofirmata dal Presidente della Repubblica. gers d’Italia, avviata in virtù dell’apposita convenzione, sta dando Un risultato che non era scontato viste le diverse esiottimi risultati in termini di contrasto e di prevenzione”. Proprio in genze delle due principale forze politiche in campo. queste ultime settimane purtroppo si sono avuti nuovi sversamenti Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di di rifiuti, anche eternit a ridosso dell’idrovia e ai lati della bretella fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato Alessandro Abbadir Mira Lanza. possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da È un periodico formato da 16 edizioni localiBruxelles. mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e a pag 3Redazione: segue
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Chiuso in redazione l’11 gennaio 2019
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Mira
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Approvato il bilancio, non aumentano i costi dei servizi Previsti 28 milioni di euro per il triennio 2019-2021. Investimenti prevalentemente su scuole, viabilità e impianti sportivi
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l Comune di Mira ha approvato il bilancio dell’ente nei tempi previsti. Si tratta di circa 28 milioni di euro per il triennio 2019-2021 tra spesa corrente e investimenti. La manovra finanziaria si colloca, secondo la maggioranza di centrosinistra che l’ha approvata, all’interno di una sostanziale stabilità delle entrate a fronte di un incremento della spesa compensato dagli oneri di urbanizzazione. “Pur in un quadro di difficoltà in termini di risorse disponibili - illustra l’assessore al Bilancio Fabio Zaccarin - è stata lasciata invariata la pressione fiscale e quella tariffaria a fronte dello stesso livello di erogazione dei principali servizi alla collettività quali per esempio il trasporto scolastico, l’asilo nido, l’assistenza domiciliare e quelli
legati alle politiche sociali”. “Un bilancio - afferma il sindaco Marco Dori - che garantisce servizi ed investimenti senza aumentare le tasse. Adesso ci aspetta un 2019 di grande lavoro per non perdere nessuna opportunità di sviluppo e miglioramento della città”. Ma non solo. “L’aver approvato il bilancio entro l’anno - spiega l’assessore Fabio Zaccarin - la seconda volta di seguito dopo 9 anni che ciò non accadeva, consentirà di mettere a disposizione fin dal 1° gennaio le risorse necessarie per i servizi, le opere pubbliche e le manutenzioni di cui Mira necessita”. Nel dettaglio per la spesa corrente i capitoli di maggior impegno economico sono rappresentati dai servizi sociali e cimiteriali, i servizi scolastici, alla cultura e per la manuten-
zione ordinaria della viabilità e delle illuminazioni pubbliche. Per i nuovi investimenti, sono stati stanziati circa 3 milioni di euro di cui 2 con fonti di finanziamento da subito disponibili, che si aggiungono ai quasi 5 milioni del 2018. Ulteriori investimenti che nel 2019 saranno utilizzati per: l’adeguamento della scuola Petrarca a Borbiago, l’eliminazione di alcune barriere architettoniche a
Marano, la manutenzione straordinaria della viabilità comunale, la messa in sicurezza della palestra dell’impianto sportivo del polo del Valmarana, il rifacimento dei marciapiedi di Via Cadore, Lomellina e Romagna, la riqualificazione del centro urbano di Piazza Vecchia. Sono previsti, inoltre, altri investimenti per circa 400 mila euro per manutenzioni varie. Alessandro Abbadir
Auto senza assicurazioni
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uto senza revisione e assicurazione, arrivano cifre impressionanti dal Comune di Mira in questi ultimi mesi, e cioè da agosto 2018 fino a fine anno. Da quando si fanno i controlli in collegamento con le segnalazioni che arrivano dai portali di controllo, sono state date in media 50 multe al mese a conducenti e proprietari di mezzi che circolavano senza copertura assicurativa. È un fenomeno gravissimo che rischia di provocare danni sociali ingenti. Quasi 500 invece sono i mezzi pescati a circolare negli ultimi 5 mesi del 2018 con la revisione scaduta e sanzionate. Più del doppio (oltre 1000) invece sono i mezzi immortalati al passaggio dei portali di videosorveglianza nel territorio comunale mirese. In un primo tempo vi era l’autorizzazione da parte del ministero competente di segnalare agli automobilisti o proprietari sorpresi, le situazioni di irregolarità che rappresentavano, ma negli ultimi mesi il ministero non ha più promosso l’iniziativa. Possibilità di avere dei risarcimenti per chi resta coinvolto in un incidente con mezzi privi di copertura assicurativa, ce ne sono poche. (A.A.)
Imbrattata la lapide di Romeo Isepetto
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arabutto”, è l’insulto scritto qualche settimana fa sulla lapide dedicata a Giare di Mira, al partigiano Romeo Isepetto che morì in in incidente di pesca nell’agosto del 1947 in laguna sud, nell’area di Mira. A denunciare l’accaduto alcuni cittadini e l’Anpi presieduto da Tullio Cacco. “L’insulto a Isepetto e a Giuseppe Fabbian che morì con lui nel 1947 – spiega Cacco è il segno dei tempi. È il segno dello sdoganamento delle ideologie più bieche del Novecento condannate dalla storia e che hanno provocato una guerra mondiale causato decine di milioni di morti. La comunità condanni questo insensato gesto fatto da un vigliacco con il favore della notte. Il farabutto è chi ha scritto l’insulto”. Comune e associazioni poi hanno fortemente condannato il gesto. Ma chi era Isepetto? Romeo Isepetto fu una figura simbolo, durante gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, dell’antifascismo della Riviera, e fu catturato come resistente e antifascista dai tedeschi durante un rastrellamento dopo l’8 settembre del 1943. Finì nel campo di concentramento di Mauthausen dal quale riuscì a tornare a guerra finita. Era un pescatore, e proprio pescando in barena a Giare, nel 1947, perse la vita. Stava pescando di frodo, con l’esplosivo, in una valle privata. Il suo era una sorta di “esproprio proletario”, verso quei personaggi che avevano fiancheggiato il fascismo. Isepetto, il pesce pescato, tolto quello per la sua famiglia, lo donava gratuitamente ai poveri del posto. Fu segretario locale del Pci. Alla figura di Isepetto, il cantastorie Gualtiero Bertelli, anche lui mirese, ha A.A. dedicato una struggente ballata.
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Mira
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Società Il sindaco Marco Dori annuncia la novità in arrivo con il 2019
Nuovo regolamento per la dispersione delle ceneri, contraria la Chiesa L
a Chiesa Cattolica contro le ceneri “in ricordi commemola dispersione delle ceneri. rativi, in pezzi di gioielleria o in Sempre più persone si affidano altri oggetti”. A chiarirlo è monsidopo il funerale, alla pratica della gnor Dino Pistolato parroco della cremazione a Mira e nel resto del- chiesa di San Giovanni Battista a la Riviera del Brenta. Le percen- Gambarare. “Il canone 1176 del tuali dei defunti cremati sfiorano codice di diritto canonico - sottonel mirese il 60 %. Per questo en- linea monsignor Pistolato - non tro quest’anno il Comune di Mira nega la possibilità della cremaapproverà un regolamento cimi- zione al fedele, a patto che non teriale che prevede la dispersio- vi sia dispersione delle ceneri. La ne, adeguandosi alla legge nazio- dispersione è un atto contrario al nale. La Chiesa Cattolica, spiega culto della memoria dei defunti però Monsignor Dino Pistolato proprio della Chiesa Cattolica. È parroco di Gambarare, si oppo- un atto che punta a rimuovere ne a questa pratica: “che allon- dimenticare il momento della tana dal culto della memoria dei morte e la memoria del defundefunti e della resurrezione dei to. Comprendiamo il Comune di corpi”. Ma ecco la posizione del Mira che adegua il regolamento Comune. “Quest’anno con l’ap- alla normativa nazionale vigente, provazione di un ma la Chiesa resta nuovo regolamento contraria a questa Nelle scorse - spiega il sindaco pratica”. Contraria settimane c’è alla dottrine dalla di Mira Marco Dori - verrà favorita ulteChiesa ammonisce stato chi ha riormente la pratica Don Dino Pistolato, proposto una è anche la conserdella cremazione che permette di vazione dell’urna piattaforma non intasare i cimicineraria del dedi fronte alla teri. Approveremo funto in casa. “Per un nuovo regolala Chiesa Cattolica laguna mento cimiteriale e la comunità di che prevede la possibilità di di- credenti - chiarisce il parroco di sperdere, con le dovute modalità, Gambarare - la morte di una perle ceneri dei defunti. Pratica che sona e la memoria di un defunto non era stata consentita fino ad non è un fatto privato, esclusiora”. È sempre più diffusa negli vo, riservato a una cerchia di poultimi anni poi, anche l’usanza di chi, relegato ai parenti più stretti tenere le urne cinerarie in casa. come figli o congiunti. Si tratta Se il Comune di Mira introdurrà invece un fatto pubblico e non si questa pratica (eventualmente può negare, un posto, una tomper i non cattolici praticanti), va ba, in cui sono depositate le sporicordato che la Chiesa Cattolica glie del defunto, in cui chiunque ha ribadito il sì alla cremazione, può portare un fiore o fare una indica nella sepoltura la pratica preghiera per lui“. Nelle scorse preferibile, mentre spiega che e settimane c’è stato chi sui social non è concessa la conservazio- ha proposto di realizzare una ne dell’urna in casa o la disper- piattaforma per la dispersioni sione delle ceneri nella terra, in delle ceneri a Giare di fronte alla acqua o nell’aria. È vietata per la laguna. Alessandro Abbadir Chiesa anche la conversione del-
Don Dino Pistolato
Nuovo finanziamento di 25 mila euro dalla Regione per lo sportello Antiviolenza della Riviera
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ia libera dalla Regione al finanziamento dello Sportello Antiviolenza della Riviera. La somma di 25mila euro è stata ottenuta tramite un bando di finanziamento di interventi per l’istituzione di nuovi centri e sportelli antiviolenza. Un contributo, frutto del lavoro della cooperativa Iside che insieme alle istituzioni del territorio hanno voluto dare una risposta adeguata ad un fenomeno crescente e allarmante legato alla violenza di genere. Il progetto è stato promosso dal Comune di Mira, ha raccolto l’adesione degli altri comuni della Riviera: Dolo, Fiesso, Stra, Pianiga, Campagna Lupia, Camponogara, Campolongo, Vigonovo, Fossò. “Siamo soddisfatte di questo risultato condiviso - spiegano le
assessore Elena Tessari e Chiara Poppi - poichè lo sportello in meno di un anno di apertura ha raccolto le richieste di aiuto da parte di 43 donne, evidenziando così un fenomeno preoccupante e di fronte al quale il Comune non può che attivarsi, creando rete con il mondo associativo, e anche con gli altri comuni del territorio per poter coprire al meglio tutta l’area della Riviera. Grazie a questo finanziamento sarà possibile garantire una giornata di apertura a settimana, e non una ogni 15 giorni, come è stato finora. Ricordiamo che nell’83% dei casi le donne che hanno chiesto aiuto hanno dei figli, che sono quindi vittime anch’essi. Info contatti: mail estiantiviolenza@ isidecoop.com. (A.A.)
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Mira
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Aree mercatali e pescherie, al via la riqualificazione
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L’intervento complessivo per le 2 aree di Mira e Oriago è di circa 360 mila euro e comprende un finanziamento di 50 mila euro
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l via con l’inizio di quest’anno anno ai lavori per l’adeguamento dell’area della pescheria di Mira Taglio. Si tratta del 1° stralcio del progetto complessivo di riqualificazione anche igienico sanitario e funzionale delle aree mercatali di Mira Taglio e Oriago. La giunta guidata dal sindaco Marco Dori, infatti a fine dicembre scorso, ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo per i lavori da attuare nell’area pescherie di Mira di proprietà dell’ente pubblico. Ai i primi di ottobre la stessa aveva approvato, lo studio di fattibilità tecnica ed economica relativo ai lavori di riqualificazione e adeguamento igienico sanitario e funzionale delle aree mercatali di Oriago e Mira Taglio, comprensiva dell’area pescherie, un intervento
atteso da tempo da parte degli operatori del settore. L’intervento complessivo per le due aree mercatali è di circa 360 mila euro e comprende un finanziamento di 50 mila euro, già posto a bilancio, e che verrà utilizzato per la riqualificazione delle aree stesse partendo dalla sistemazione dell’area a ridosso del municipio. “Siamo soddisfatti - afferma l’assessore al Commercio Vanna Baldan - che questo primo progetto sia stato approvato nei tempi previsti. Rappresenta un passo importante di avvio di attuazione del progetto complessivo, per il quale dobbiamo ringraziare il lavoro degli uffici che si sono adoperati per il rispetto delle tempistiche preventivate”. I lavori per la sistemazione dell’area delle pescherie di Mira Taglio
Una coperta delle nonne per le partorienti
e la loro messa a norma igienico-sanitaria, costituisce l’inizio del percorso di attuazione della riqualificazione delle aree mercatali di Mira. La riqualificazione successiva riguarderà: l’area del mercato rionale di Oriago del martedì che si trova in Piazza Mercato, che verrà affrontata per prima, in quanto presenta una conformazione più complessa anche dal punto
di vista urbano poiché la zona è priva di parcheggi e coinvolge uno snodo importante della viabilità che sarà realizzata nel 2019. Poi partiranno i lavori per l’area di Mira Taglio in Riviera Silvio Trentin, dall’incrocio con la brentana alla chiesa di San Nicolò (nel 2020), che invece presenta una propria conformazione più definita e consoliAlessandro Abbadir data.
e nonne in aiuto alle nuove vite. Una coperta per le partorienti dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso fatta dalle ospiti della Residenza per Anziani “Adele Zara” di Mira. Si tratta nello specifico del progetto “Mani di lana” che prevede incontri di tecnica del lavoro a maglia per le signore della residenza accompagnate da un’esperta del settore. “La dottoressa Sonia Segato - spiega la casa di riposo - familiare di una ospite e ostetrica dell’ospedale di Treviso“ Ca’ Foncello”, venuta a conoscenza del progetto, ha proposto di realizzare una coperta da consegnare alle partorienti, partecipando così al progetto “Skin to Skin” indetto dallo staff dell’ospedale. Il personale della struttura ha coinvolto alcune ospiti che hanno accettato la sfida e grazie alle loro “mani d’oro”, hanno confezionato una coperta a ferri, poi donata al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Treviso “Ca’ Foncello”. (A.A.)
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Trasporti Dopo il collaudo di fine dicembre sulla tratta ferroviaria
Linea Mestre – Adria, scoppia il caos, ritardi e disagi Amare sorprese questo mese per gli utenti della linea ferroviaria MestreAdria dopo la chiusura forzata per collaudo durante le festività natalizie dell’intera tratta. Alla riapertura si sono registrate fin da subito anomalie e ritardi che hanno sfiorato l’ora per ogni corsa. La società che gestisce il servizio per conto della Regione, Sistemi Territoriali è pronta a rimborsare gli utenti per i disagi patiti. Disagi che purtroppo si prevede, continueranno anche se in maniera più attenuata, fino a fine mese. Furiosi gli utenti, i comitati e i sindaci dell’area, che chiedono chiarimenti. E intanto è prevista una vera e propria rivoluzione degli orari con possibili tagli delle corse a causa dell’introduzione del nuovo impianto di gestione ferroviaria (Scmt). Un impianto installato per evitare terribili incidenti ai treni su linee a binario unico. Nei primi giorni dei disagi, Sistemi Territoriali si è impegnata a risolvere le due più grosse anomalie che provocano grossi ritardi. Le anomalie riguardano un problema collegato allo scambio di dati informatici fra le due linee, problema che ha costretto i treni ad andare a velocità ridotta nel tratto fra Cona - Cavarzere ed Adria. Una seconda anomalia si è avuta su una curva a ridosso della stazione di Mira Buse. Quello che però deve essere chiaro, fa sapere la società con il suo direttore Gian Michele Gambato, è che, con questo nuovo sistema di sicurezza automatico della linea che di fatto può essere testato con i convogli in funzione, le corse dureranno mediamente 15 minuti in più. A questo punto alcune corse nel necessario riordino degli orari, rischiano di saltare. La società tendenzialmente e dell’idea di potenziare quelle al mattino. Quelle cioè di cui fruiscono pre-
valentemente dalla Riviera verso Mestre e Venezia, migliaia fra pendolari e studenti. La velocità dei treni con questo nuovo sistema, rallenta fortemente in automatico a ridosso delle stazioni. I sindaci del comprensorio avevano chiesto in diverse occasioni incontri con Sistemi Territoriali, per fare il punto, già nei mesi scorsi. Nelle scorse settimane i
sindaci di Mira, Campagna Lupia, Campolongo, Camponogara e Piove di Sacco hanno protestato con la Regione per questa situazione che si è venuta a creare. Critico anche il comitato Opzione Zero con il suo portavoce Mattia Donadel. “Invece di rendere efficiente - spiega - un sistema di trasporto, che è alternativo al traffico automobilistico che crea
inquinamento, si gestisce un servizio in maniera pessima, creando disagi. Vogliamo chiarimenti dai responsabili su cosa è successo. Siamo pronti a presentare un esposto alle autorità competenti per verificare eventuali responsabilità”. Gli utenti hanno anche fatto scattare una petizione on line per avere una linea più efficiente e puntale. Sistemi Territo-
riali in tema di rimborsi fa sapere che probabilmente saranno dati sotto forma di bonus a partire dal prossimo mese. Alessandro Abbadir
“Suor Armanda”, solidarietà ai ragazzi del paese Tanta solidarietà da una associazione di Oriago soprattutto in favore dei giovani, e bambini del territorio comunale meno fortunati. Sono stati donati infatti a 21 famiglie 9.300,83 euro, per aiutare 16 ragazzi e 18 ragazze di Mira in difficoltà. È il bilancio del 2018 dell’associazione “Suor Armanda” che ha la sua sede in via Ferrara 7 a Oriago. Ma ecco le donazioni nel dettaglio: 4.169 euro sono stati spesi per l’acquisto di libri, 1.139 per i buoni mensa, 1.027 per viaggi di istruzione, 1.644 per trasporto scolastico, 271 per l’iscrizione scolastica e 848 per materiale didattico. Il presidente Ugo Semenzato ha però lanciato un monito e un appello per i prossimi mesi, che saranno decisivi per il proseguo dell’attività. “Ci avviciniamo al decimo anniversario della nostra associazione intitolata a una religiosa di Oriago che tanto si è spesa per i bambini - spiega Semenzato. L’associazione “ Suor Armanda” che tanto si dà da fare per aiutare le persone bisognose e soprattutto i ragazzi di Mira e Oriago e di tutto il territorio comunale, vive un momento di difficoltà organizzativa ed economica e chiede un aiuto. Ci mette in difficoltà in particolare la “riforma del Terzo Settore” che ci impone di acquisire nuove risorse per gestire l’attività, pena la cessazione già nel 2019”. Insomma per poter continuare ad aiutare, stavolta serve un aiuto. (A.A.)
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La scuola di oggi
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Scuola
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Istituto “A. EINSTEIN” - Piove di Sacco “Imparare e’ un’esperienza, tutto il resto e’ solo informazione” (A.Einstein)
’istituto ‘A. Einstein’ di Piove di Sacco, con i suoi indirizzi liceali (scientifico tradizionale e ad opzione scienze applicate, scienze umane ad opzione economico-sociale, linguistico e classico), unitamente agli indirizzi del Tecnico Cardano (elettronica, elettrotecnica, automazione e informatica) si propone al territorio come una realtà integrata, impegnandosi decisamente in un processo educativo grazie al quale i ragazzi possano inserirsi con spirito critico nel vivere d’oggi. Secondo i dati 2018 di Eduscopio (Organo della Fondazione Agnelli che compara scuole di pari indirizzo del medesimo territorio in ambito nazionale) la realtà dei nostri licei, nel confronto con le scuole di tutta la provincia di Padova, è valutata appena sotto il primo gradino di un virtuale podio per lo Scientifico, preceduta solo da una scuola paritaria, e al primo posto per il Linguistico e le Scienze umane - opzione economico-sociale. Inoltre essa appare più inclusiva degli altri Istituti in vetta alle classifiche in quanto raggiunge tali risultati senza il ricorso a criteri rigidamente selettivi. Gli indirizzi del Tecnico evidenziano un’ottima preparazione per l’accesso in tempi brevi al mondo del lavoro. Purtroppo dovremo attendere ancora un anno accademico per vedere comparata anche la realtà del liceo classico. Il regolamento di Eduscopio, oltre a prendere in considerazione i risultati degli allievi al momento del conseguimento del diploma presso lo specifico Istituto, valuta anche il loro percorso universitario; pertanto non sarà possibile vedere i dati prima del 2019/20 (dato che i primi diplomati appartengono all’anno scolastico 14/15). Nel frattempo nell’analisi valutativa della preparazione dei nostri allievi in uscita siamo comunque orientati dai risultati raggiunti, p.e., nelle prove INVALSI. Anche solo considerando l’andamento dell’anno sc. 17/18, visto che l’Istituto nel suo complesso si pone in posizione di eccellenza nel confronto con provincia, regione e nazione è realistico immaginare, per analogia con gli standard dei nostri allievi degli altri indirizzi, almeno pari risultati universitari. A lungo si è pensato che la preparazione offerta agli istituti tecnici trovasse sbocco solamente nel mondo lavorativo. Secondo gli ultimi dati forniti dal
Ministero dell’Istruzione, più della metà di quanti ottengono un diploma tecnico prosegue la carriera universitaria e ogni 100 laureati in ingegneria e architettura, 30 provengono da scuole tecniche. Proprio tale fenomeno, unito alla preoccupazione per una scelta sull’indirizzo triennale prescelto, informato, consapevole e responsabile, ha spinto la scuola ad organizzare un incontro lo scorso 4 dicembre, per illustrare la realtà occupazionale del piovese, con un gradito ospite, Luigi Rossi Luciani, Presidente della CAREL S.p.A. , Presidente di Confindustria Veneto e attuale Presidente dell’Istituto Tecnico Superiore del Veneto, alla presenza di genitori e studenti dei percorsi tecnologici. Le aziende del piovese richiedono tecnici in grado di unire conoscenza teorica a capacità pratica; i nostri diplomati in elettrotecnica, in automazione e in elettronica sono molto ricercati
e la scuola non riesce a soddisfarne la richiesta, dato che il mercato reclama giovani che abbiano dimestichezza con le nuove tecnologie. Le valutazioni finora ottenute dal nostro Istituto ci portano a considerare decisive le scelte educativo-didattiche adottate e caratterizzate da un’attenzione alla crescita integrale della persona. La preparazione dei docenti, la continuità negli anni unitamente ad un approccio dialogico appaiono fattori decisivi del successo dei nostri allievi. Si sono rivelate vincenti la spinta all’innovazione didattica (p.e. un computer e un videoproiettore in ogni aula) e tra tutti, a titolo esemplificativo, la scelta di puntare molto sul progetto Virgilio (peer
to peer; studente tutor-studente allievo) per non lasciare indietro nessuno. La crescita poi nell’inclusione dei ragazzi diversamente abili ha favorito lo sviluppo identitario dell’istituto oltre che una maggiore attenzione per tutti noi all’humanitas. Visitare il nostro istituto induce, giustamente, a cogliere una realtà assimilabile ad un Campus in progress: ai ragazzi viene data la possibilità di vivere la scuola tra lezioni mattutine teoriche o laboratoriali e attività pomeridiane di approfondimento come musica, teatro, conferenze, preparazione per certificazioni linguistiche, studio assistito, sempre protese tra teoria e pratica, aspirazione ed esperienza.
Vanno inoltre segnalate le molteplici opportunità ed i successi nelle esperienze sportive e nelle attività culturali. La Notte dell’Einstein organizzata l’11 gennaio, in cui la scuola si è aperta alla cittadinanza e al territorio, soprattutto alle famiglie e ai genitori di studenti di scuola media, è l’esempio più immediato di abilità combinate con il desiderio di mettersi in gioco dei nostri allievi. L’Istituto Einstein si pone l’obiettivo di educare gli studenti alla conoscenza e alla sua pratica, imparando l’amore per la verità che rende liberi: liberi di pensare, cimentandosi con il saper vivere nella complessità del presente, consapevoli delle proprie potenzialità.
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Dolo
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Tornado 2015, soldi per nuovi alberi La Regione ha destinato oltre un milione di euro per riqualificare le aree verdi devastate dall’evento atmosferico del luglio 2015. Il risultato è frutto di una azione congiunta con i comuni di Mira e Pianiga.
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a Regione Veneto ha destinato 1,081 milioni di euro per il ripristino delle alberature e delle sponde del Naviglio distrutte dal tornado. A stabilirlo il decreto n. 172 con cui l’ente locale ha accolto la richiesta avanzata dai sindaci di Dolo, Pianiga e Mira, destinando la cifra (somma residuante dalla contribuzione per il ripristino degli immobili danneggiati dal tornado) al “Ripristino delle alberature e delle sponde del Naviglio Brenta, nonché di aree verdi contermini danneggiate dall’evento atmosferico calamitoso dell’8 luglio 2015 con destinazione a uso pubblico”. Il 15 novembre dell’anno scorso il sindaco di Dolo Alberto Polo, insieme ai colleghi Federico Calzavara di Pianiga e Marco Dori di Mira, aveva inviato alla “Struttura regionale di progetto per la gestione delle post emergenze connesse a eventi calamitosi” una proposta di riqualificazione delle aree verdi interessate dal tornado. “Con
delibera di giunta n. 1024/2018 - spiega il Comune di Dolo - la Regione Veneto aveva stabilito che le eventuali economie derivanti dalla messa a disposizione delle risorse per la ricostruzione degli immobili potessero essere destinate al ripristino delle aree pubbliche alberate danneggiate dal tornado”. Il Comune di Dolo aveva già convocato nel 2016 un tavolo tecnico tra la Soprintendenza, la Regione Veneto, il Corpo Forestale dello Stato e l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Venezia per discutere e presentare proposte di riqualificazione delle aree verdi interessate dall’eccezionale evento atmosferico. Riprendendo quell’idea, i sindaci avevano proposto alla Regione di ricollocare gli alberi nei loro sedimi originari (antecedenti il tornado), di sistemare le sponde secondo una strategia di riqualificazione naturalistica e di allestire percorsi pedonali e attrezzature con utilizzo pubbli-
Alberto Polo e una foto dei danni sulle sponde del Naviglio
co. “Un ottimo risultato - hanno detto il sindaco Alberto Polo e l’assessore Matteo Bellomo - frutto di un’iniziativa congiunta dei Comuni di Dolo, Pianiga e Mira. Il progetto di massima è stato già inviato alla Regione, ora procederemo con la pianificazione. Grazie
“Fiori de Menecao”, arriva la quarta edizione
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stata presentata, nella barchessa di Villa Concina in via Comunetto, la quarta edizione de “Fiori de Menacao” antologia che raccoglie testi di scrittori della Riviera del Brenta e delle province di Padova e Treviso. Il progetto è promosso dall’associazione “La Pentola dei Nodi”. L’iniziativa pensata quattro anni fa da Francesco Danieletto, Fabrizio Destro e Giuliano Pasqualetto, vuole promuovere la scrittura tra la popolazione e per scoprire nuovi talenti. In questa edizione sono presenti undici autori con le loro opere che spaziano dai racconti alle poesie sia in italiano che in dialetto siciliano. Il nome dell’antologia “Fiori de Menacao” fa riferimento all’approdo sul Naviglio in centro a Dolo, dove nel secolo scorso venivano attraccate le chiatte che trasportavano merci lungo il corso d’acqua nel tratto tra Padova e Venezia. Erano trainate da cavalli e quando si fermavano da terra, il personale della chiatta gridava: “mena el cao” per farsi lanciare la cima, “cao” appunto in dialetto, e poterla fissare al terreno. Sono presenti in questa quarta edizione dell’antologia, divenuta ormai un classico di fine anno, poesie di Francesco Danieletto e di Lorella Barizza, poesie in dialetto siciliano proposte da Maria Grazia Mirabella. Inoltre ci sono opere di Ezio Evesi, Giovanni Urso, Luisa Salvagno, Lucia Gastaldi, Alberto Coletto, Antonella Bergamasco, Virginio Gracci e Leris G.P. Marchiori.
FC Dolo 1909, calcio solidale Si è svolta al cinema Italia la Festa di Natale del Fc Dolo 1909, società calcistica dolese. Durante la serata è stato rimarcato il connubio fondamentale tra sport e sociale. Alla festa erano presenti il presidente Moreno
Volpe, il direttivo al completo, il responsabile dell’attività di base Alberto Barina e il vice presidente Renato Iacovone che hanno ricordato come la società è stata insignita, per il terzo anno consecutivo, della qualifica di “Scuola Calcio Elite”. “Ringraziamo gli allenatori e gli addetti ai lavori - hanno detto - che hanno contribuito in modo tangibile al raggiungimento di tale traguardo, quest’anno im-
dunque agli uffici comunali e ai colleghi amministratori degli altri due Comuni, che hanno ben chiaro come la Riviera del Brenta sia patrimonio di tutti”. Insomma, ci sarà la possibilità di rivedere aree verdi che erano state distrutte. Giacomo Piran
preziosito dalla collaborazione con l’associazione “Dad Onlus” con la quale è stato condiviso un progetto seguito dal responsabile tecnico della scuola calcio Francesco Parisi. Si tratta de “Il calcio oltre le barriere della disabilita” rivolto ai ragazzi diversamente abili che avranno la possibilità di allenarsi e divertirsi coordinati dai tecnici della società”. Alla serata hanno partecipato i ragazzi del “Dad Onlus” accompagnati sul palco da Davide Meneghini, consigliere comunale di Padova. Presente anche Marco Aventi, responsabile nazionale società affiliate con la Spal, che ha illustrato il rinnovo della collaborazione tra la società ferrarese e l’Fc Dolo 1909. Poi il responsabile tecnico del settore giovanile Gianni Buson ha portato sul palco tutte le squadre. In chiusura il presidente Moreno Volpe ha illustrato le future iniziative per festeggiare i 110 anni della società tra cui il progetto “Un pallone, un amico” che si svolgerà in primavera e che vedrà come protagonista la squadra esordienti di Amatrice che sarà ospite per alcuni giorni a Dolo. Insomma una bella iniziativa in favore di chi è in difficoltà e che potrà fare sport e divertirsi senza problemi. G.P.
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Boom del pane artigianale sulle tavole del comprensorio Nel periodo festivo le vendite sono aumentate fino al 10%. I panifici artigianali in Riviera sono circa una cinquantina
“I
prodotti artigianali dei panificatori della Riviera del Brenta, vanno alla grande sulle tavole imbandite a festa dei cittadini in questo periodo”. A spiegarlo sono Denis Riatto capo categoria dei panificatori del comprensorio, il presidente Luca Vanzan, dell’associazione Artigiani e Piccola e Media Impresa “Città della Riviera del Brenta”, e Giorgio Chinellato, segretario dell’associazione Artigiani. “Nel periodo festivo abbiamo assistito - spiega Denis Riatto - ad un aumento di ordinazioni e vendite di focacce, panettoni, pane artigianale e prodotti della pasticceria artigianale nei nostri negozi e laboratori. L’aumento è quantificabile tra il 5 e il 10 %. Rispetto a qualche anno fa, le persone ordinano i prodotti più a ridosso delle feste, ma questo per il semplice fatto che chiedono proprio prodotti artigianali e non surgelati o già preconfezionati”. Il presidente Luca Vanzan e il segretario Giorgio Chinellato, proseguono nell’analisi. “Il settore dei panifici - sottolineano poi Vanzan e Chinellato - ha affrontato il periodo della crisi economica, da cui stiamo uscendo non senza difficoltà, con grande capacità imprenditoriale e spirito di sacrificio. Il settore dei panificatori artigiani comunque, a differenza di altri comparti, ha avuto meno impatti negativi dalla crisi economica decennale, e si è sempre contraddistinto per ricerca di un prodotto di qualità e legato al territorio, come ad esempio il cosiddetto pane a chilometro zero”. I panifici artigianali in Riviera del Brenta sono circa 50, di cui una trentina iscritti all’associazione Artigiani che ha sede a Dolo in via Brentabassa. “Si tratta - continua Denis Riatto - di imprese prevalentemente a conduzione famigliare che danno lavoro complessivamente a circa 150 persone. Le persone e le famiglie della nostra zona, al pane fresco e certificato non ci rinunciano, ed è proprio su questi prodotti che noi puntiamo. Questa tendenza è stata dimostrata anche durante le festività natalizie di quest’anno. Le persone si fidano del panificatore artigiano e scelgono del pane di alta qualità ad un buon prezzo”. Si analizza poi la “convenienza”, dal punto di vista imprenditoriale, nell’aprire un panificio. “La no-
Denis Riatto capo categoria dei panificatori del comprensorio
stra, continua a restare nonostante le innovazioni - ribadisce Riatto una professione dura. Per preparare e produrre il pane, paste e i dolci ci si deve alzare ogni giorno alle 3 del mattino e nell’attività è impegnata quasi sempre una famiglia intera. Va detto comunque che con molto sacrificio e lavoro, le prospettive economiche alla fine non mancano e questo nonostante il periodo economico non facile che è stato attraversato, e con cui abbiamo ancora a Giacomo Piran che fare”.
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Il progetto esecutivo per l’ottimizzazione della gestione delle acque irrigue nella Riviera ha ricevuto il contributo del 100% dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, rientrando nella graduatoria provvisoria del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale. L’assegnazione del finanziamento è stata comunicata durante un incontro tra il Consorzio di bonifica Bacchiglione e i sindaci dei comuni interessati (Campagna Lupia, Campolongo, Camponogara, Dolo, Fossò, Stra e Piove di Sacco). I lavori consisteranno in 2 tipi di interventi: da un lato si procederà con la creazione di un’area umida lungo lo scolo Brentoncino in comune di Dolo e la ricalibratura con annesso allargamento dell’alveo dello scolo II, diramazione Brentoncino nel comune di Camponogara. Dall’altro, i rimanenti 25 interventi prevedranno l’installazione di sistemi di automazione e telecontrollo dei manufatti idraulici individuati nell’area. “Siamo molto soddisfatti di aver raggiunto anche questo obiettivo - dice Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione. Questo è un ulteriore intervento volto al miglioramento di quest’area non solo per quanto riguarda la funzione irrigua, ma per garantire la sicurezza idraulica. La costruzione di nuovi volumi di invaso, tornerà utile nei momenti di piena”. L’opera tiene in considerazione la duplice funzione sia irrigua che di bonifica della rete consortile e interviene, realizzando nuovi volumi d’invaso per trattenere le acque durante gli eventi di piena. (G.P.).
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Dolo
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Furti nelle abitazioni, controlli e consigli dei carabinieri
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Nelle scorse settimane è scattato l’allarme fra i residenti per diverse incursioni dei ladri in più paesi della Riviera del Brenta
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ella scorse settimane si sono verificati numerosi furti nelle abitazioni nelle aree di competenza della Compagnia dei carabinieri di Chioggia, in Riviera. Tanti furti sono stati segnalati a Dolo, Fiesso, Stra, Fossò e Campagna Lupia. L’Arma ha avviato da tempo indagini sul fenomeno, in sinergia tra tutti i comandi stazione del comprensorio ed i reparti specializzati. “Con grande sforzo - spiegano i carabinieri - nelle fasce orarie tardo pomeridiane e serali, in Riviera sono presenti numerose pattuglie, supportate da quelle della compagnia di intervento operativo del 4° Battaglione Carabinieri di Mestre. È fondamentale che i cittadini segnalino immediatamente qualunque situazione anomala dovessero rilevare: chiamando immediatamente il 112 ed evitando
assolutamente di diffondere tramite i social network immagini o informazioni utili alle indagini”. I carabinieri comunque hanno dato indicazioni per rafforzare la sicurezza. “È necessario tener presente - spiegano i militari dell’Arma che i ladri agiscono ove ritengono vi siano meno rischi: ad esempio, un alloggio momentaneamente disabitato. Un ruolo fondamentale ha la collaborazione tra i vicini di casa”. Fra i semplici accorgimenti da mettere in atto: “chiudere il portone d’accesso al palazzo, installare dispositivi antifurto, collegati con il 112, conservate i documenti personali nella cassaforte o in un altro luogo sicuro. È utile: far installare,una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza, ok a telecamere a circuito chiuso è un accorgimento utile.
Accertatevi che la chiave non sia facilmente duplicabile”. “Se si ha bisogno della duplicazione di una chiave - continuano i carabinieri - provvedete personalmente o incaricate una persona di fiducia. Evitate di attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo. Se si abita in un piano basso o casa indipendente, mettete delle grate alle finestre o vetri antisfondamento. Non mettete al corrente tutti dei vostri spostamenti. Sulla segreteria
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Gianni Naletto nominato Cavaliere
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telefonica, la forma più adeguata non è “siamo assenti”, ma “in questo momento non possiamo rispondere”. E poi: “Non lasciate mai la chiave sotto lo zerbino. Nel caso in cui vi accorgete che la serratura è stata manomessa o che la porta è socchiusa, non entrate in casa e chiamate immediatamente il 112. Se entrati vi rendete conto che la vostra casa è stata violata, non toccate nulla, per non inquinare le prove”. Alessandro Abbadir
ianni Naletto, noto macellaio dolese, è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. A consegnare l’onorificenza è stato il Prefetto Vittorio Zappalorto, durante una cerimonia svoltasi a Venezia. Classe 1947, coniugato dal 1969 con Annamaria Finotto, padre di due figli, Gianni Naletto è un esperto di carni bovine, quanto a competenza, etica professionale ed esperienza. Da 48 anni è titolare dell’omonima macelleria di via Guolo. Nella sua carriera professionale ha ricevuto vari riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui la medaglia d’oro all’impegno professionale e sociale della Camera di Commercio di Venezia e il premio speciale di Confartigianato Imprese del Veneto. Gianni Naletto ha fatto della responsabilità sociale d’impresa il suo valore aggiunto. L’uomo è molto attivo anche nelle attività sociali e culturali del territorio e in particolare nella parrocchia di San Rocco di Dolo. (G.P.)
Decreto Salvini, le sollecitazioni ai sindaci
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rriva ai sindaci di centrosinistra della Riviera del Brenta un invito affinché dispongano che gli uffici anagrafe tengano in sospeso il decreto sicurezza come fatto da altri primi cittadini d’ Italia. A lanciare l’appello è l’ex consigliere comunale di Dolo Vincenzo D’Agostino. “Il decreto sicurezza - dice D’Agostino nega la possibilità di concedere la residenza a chi straniero emigrante ha già un permesso di soggiorno. Ma la iscrizione alla anagrafe, come ha ben chiarito l’ex presidente della Corte Costituzionale professor Valerio Onida, serve a stabilire solo che una persona esiste ed è radicata in un determinato territorio, e non ha nulla a che a fare con la concessione della cittadinanza. E allora chiedo a voi sindaci del centro sinistra che governate i comuni in Riviera del Brenta perché non disponete come i vostri colleghi di Palermo, Parma, Firenze e altre città che gli uffici dell’anagrafe tengano in sospeso la pratica dell’iscrizione, fino a quando non sarà chiarita la questione della costituzionalità o meno della legge voluta da Salvini? Basta una nota inviata al responsabile dell’ufficio anagrafe, il cui conseguente comportamento non ha rilevanza penale. Questa legge colpisce il rispetto dei diritti umani, puzza di razziale, di regresso culturale ed etico, e richiede non solo un atto di disobbedienza civile ma anche un impegno di lotta politica a difesa dei valori violati”. Dal presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera Caterina Cacciavillani una breve, ma decisa presa di posizione. “Si tratta di una legge dello Stato - spiega. Ritengo che eventuali dubbi circa la costituzionalità vadano sollevati davanti agli orA.A. gani competenti”.
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Il caso La chiusura del centro di accoglienza
Base svuotata, Conetta torna come 3 anni fa C
ancelli chiusi, all’interno dell’ex base non c’è più nessuno: Conetta è stata svuotata, i richiedenti asilo sono stati trasferiti altrove. C’è silenzio. La frazione di Cona è tornata indietro di 3 anni e mezzo, quando arrivarono i primi 50 migranti spediti dietro il filo spinato dell’ex base militare dalla prefettura di Venezia. Da allora ha avuto inizio una convivenza difficile, non senza polemiche e paure da parte della popolazione. D’altra parte, arrivare a ospitare fino a 1500 migranti in un paese di 180 persone non è cosa da poco. Ora però è
getti di cooperazione decentrata, prendendo anche in esame i rimpatri volontari assistiti, come fanno le altre nazioni in Europa”. “Questa esperienza mi ha aiutato a maturare come amministratore e come uomo - riflette - e ho avuto la possibilità di misurarmi con tantissime istituzioni a livello italiano ed europeo. Dunque da questo punto di vista io non ho fatto un passo indietro, anzi, tutt’altro ho capito che un amministratore deve essere competente per parlare di questa materia”. Inevitabile chiedersi: quello
che è stato fatto ora, non poteva essere fatto prima? “Il precedente governo ha dissipato molte risorse che, se inserite in una
progettualità gestita dal governo stesso, avrebbero potuto certamente dare dei frutti da un punto di vista umanitario, ma anche
Il sindaco Alberto
Giorgia Gay
Il governatore del Veneto Zaia: “Salvini ha onorato l’impegno”
Panfilio: “Mi auguro che nessuno più utilizzi quel luogo per quella incivile accoglienza” tutto finito. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ordinato la chiusura del mega centro di accoglienza veneziano e il prefetto Vittorio Zappalorto l’ha attuata. Lo svuotamento è stato possibile, fa sapere la prefettura, soprattutto per la conclusione dell’iter di richiesta di protezione avviato da molti ospiti della base, che hanno visto rigettata la domanda, uscendo di fatto dall’accoglienza e, in molti casi, diventando fantasmi in Italia o altri paesi europei. Gli altri ospiti della struttura sono stati invece trasferiti altrove, anche in altre regioni d’Italia a seconda delle disponibilità. Per il sindaco Alberto Panfilio, che la questione migranti l’ha vissuta giorno dopo giorno cercando di gestire il più possibile la situazione, si chiude un capitolo significativo della propria vita amministrativa. “Tutto quello che non si dovrebbe fare nell’accoglienza è esattamente ciò che è stato fatto in tre anni e mezzo a Conetta - riassume, ripensando alle condizioni di vita in cui sono stati costretti i richiedenti asilo in questi tre anni -. La gestione dei flussi dovrebbe invece andare nella direzione dell’accoglienza, della formazione, dell’eventuale integrazione, ma anche dei pro-
elettorale. Invece bene sappiamo come è andata” sottolinea Panfilio. Ma davvero è tutto finito? Il prefetto di Venezia ha ammesso che qualora i flussi migratori dovessero riprendere a crescere e i sindaci dovessero continuare a opporsi all’accoglienza, Conetta potrebbe riaprire. “Di fatto la base è ancora di disponibilità del ministero dell’Interno - ammette il sindaco -. Mi auguro che nessuno più utilizzi quel luogo per quella incivile accoglienza”.
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razie a Salvini che ci permette di dimostrare che gli impegni che vengono presi vengono anche onorati”. ha espresso la propria soddisfazione con queste parole il presidente della Regione Luca Zaia per la chiusura del centro di accoglienza per immigrati di Cona, che assieme a quello di Bagnoli, nel padovano, era il più grande del Veneto. Impegno dunque mantenuto quello preso dal ministro degli interni che aveva promesso la chiusura di Cona entro Natale.
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Trasporti Le novità nei tratti gestiti da Cav
Autostrade, scattano gli aumenti dei pedaggi, prorogato lo sconto Mirano/Dolo-Padova A
umentano del 2,06% i pedaggi autostradali sulle competenze di Concessioni Autostradali Venete Spa. L’aumento è scattato 1° gennaio. Per quanto riguarda le tratte gestite da Cav Spa (A4 da Padova Est al bivio con la A57, il Passante di Mestre e la A57-Tangenziale di Mestre), dopo 3 anni di tariffe invariate il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha riconosciuto un aggiornamento tariffario che si traduce in un aumento dei pedaggi di 10 centesimi massimo per le auto e anche di 20 centesimi per i mezzi pesanti. La società fa alcuni esempi. La tariffa applicata tra la barriera di Venezia-Mestre e Padova Est passa da 2,70 a 2,80 euro per le automobili e da 6,70 a 6,80 euro per gli autoarticolati a 5 assi. Per chi invece viaggia da Padova Est a Preganziol, la tariffa alle autovetture è aggiornata da 4,00 a 4,10 euro, per gli autoarticolati passa da 9,70 a 9,80 euro. Infine il pedaggio per le auto da Padova est a Spinea nel nuovo anno è di 1,70 euro (fino al 2018 era 1,60), mentre da Padova est a Martellago-Scorzè è di 2,80 euro (lo scorso anno: 2,70). Aumenti più consistenti riguardano solamente i mez-
zi pesanti a 5 assi su alcuni percorsi, come ad esempio tra i caselli della A57 (VeneziaMestre, Mirano-Dolo e Mira-Oriago) e quelli del Passante: a Martellago-Scorzè da 9,40 a 9,60 euro, a Preganziol da 12,50 a 12,70 euro. L’adeguamento delle tariffe viene calcolato attraverso una formula che tiene conto di due componenti: il tasso di inflazione degli ultimi 12 mesi e gli investimenti realizzati dalla Concessionaria e riconosciuti dal Ministero. Su richiesta di Cav, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha concesso la proroga per altri 12 mesi (fino al 31/12/2019) delle agevolazioni tariffarie che riguardano il traffico pendolare tra i caselli di Mirano-Dolo e Padova Est. Intanto sarà dunque valido anche per il nuovo anno l’abbonamento che riguarda i residenti dei comuni di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga che effettuano almeno 20 transiti mensili tra le stazioni di Mirano-Dolo e Padova Est, scadeva con dicembre 2018. Sugli aumenti interviene il presidente di Cav Luisa Serato. ”L’adeguamento – spiega la Serato – è stato riconosciuto dal Ministero
Luisa Serato, presidente di Cav
anche sulla base della particolare mission della nostra società, che ha per vincolo statutario l’investimento complessivo degli utili in infrastrutture per il Veneto, di concerto con la Regione e lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Questo assetto societario rende Cav, società partecipata al 50% da Anas e al 50% dalla Regione Veneto, unica nel panorama delle concessioni autostradali italiane, per cui non è prevista alcuna redistribuzione dei dividendi fra i due soci”. Nonostante ciò però non sono mancati i malumori fra gli automobilisti che speravano in un congelamento dei prezzi e invece si sono sono visti scattare l’aumento, anche Alessandro Abbadir se contenuto.
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Carnevale di Venezia, si parte con i festeggiamenti il 16 febbraio Fino a martedì grasso, il prossimo 5 marzo, si terranno i tradizionali appuntamenti, nella laguna e nell’entroterra, che ne fanno un evento famoso in tutto il mondo
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l Carnevale di Venezia, della laguna e dell’entroterra, si preannuncia, come ormai da tradizione, ricco di appuntamenti, di divertimento e di promesse per l’edizione 2019 che si aprirà ufficialmente il 16 febbraio in serata, con la prima parte della Festa Veneziana sull’acqua. IN LAGUNA Giochi di luce e suggestivi spettacoli lungo il Rio di Cannaregio saranno l’anteprima alla Festa vera e propria del 17 quando prenderà il via alle 11 la sfilata delle gondole e delle maschere, accompagnate da frittelle e galani e spettacoli di animazione. Il 23 febbraio invece si svolgerà alle 11 in Piazza San Marco l’am-
bito concorso della maschera più bella, mentre nel pomeriggio si terrà la Festa delle Marie con tanto di corteo che partirà alle 14,30 da san Pietro di Castello e arriverà in Piazza San Marco alle 16. Emozione, con il Volo dell’Angelo, domenica 24 in piazza San Marco: Erika Chia, la Maria vincitrice dell’edizione 2018 del Carnevale, si cimenterà nello spettacolare volo. Il 3 marzo alle 11 altro volo spettacolare, dal campanile di San Marco fino al palcoscenico, con un vip, il cui nome non è ancora stato reso noto, che sarà protagonista del Volo dell’Aquila. Chiusura alla grande, martedì grasso, 5 marzo, con lo Svolo del
Gli affreschi del Tiepolo tornano a Mira
Leon: il Leone alato, simbolo di Venezia, rappresentato su di un grande telo volerà dal campanile di San Marco sul pubblico in piazza e sulle dodici Marie, le fanciulle tra le quali sarà scelta la vincitrice. NELL’ENTROTERRA Il Carnevale a Burano partirà ufficialmente il prossimo 28 febbraio con festeggiamenti, musica e maschere. Si concluderà quindi
il 5 marzo con la sfilata dei carri allegorici. Il 2 marzo l’appuntamento è a Marghera con la sfilata dei carri mascherati e gruppi in maschera, concludendo con la premiazione dei gruppi partecipanti. Il 3 marzo, a partire dalle 11, in centro a Mestre si terrà il Volo dell’Asino, una versione ironica e divertita del contemporaneo Volo dell’Aquila, che dal 2002 si
svolge in Piazza Ferretto. A Zelarino si replica una lunga tradizione con il Carnevale dei ragazzi che, giunto alla 52esima edizione, avrà il suo momento più animato nel corso della sfilata dei carri allegorici lungo le vie del paese. L’appuntamento è fissato per il 5 marzo, a partire dalle 14,45. Il tempo dei festeggiamenti si avvicina, non resta che entraO.J. re nell’atmosfera.
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i sono voluti 125 anni, di cui 34 di delicato lavoro diplomatico per giungere a questo risultato: poter ammirare il salone di ingresso di Villa Pisani Contarini, meglio conosciuta come Villa dei Leoni, a Mira, così com’era quando le sue pareti erano impreziosite dagli affreschi di Giambattista Tiepolo. Oggi è possibile, grazie alla realizzazione di una copia digitale ad altissima resa realistica che si serve della tecnologia TattoWall e che riproduce in modo estremamente fedele l’opera del grandissimo pittore veneziano del XVIII secolo, celebre virtuoso dell’affresco. L’inaugurazione si è svolta alla presenza del sindaco Marco Dori, l’ex sindaco Stefano Simioni, allo storico dell’arte Giandomenico Romanelli, al dirigente del settore Cultura Luciano Bertolucci e ad Antonio Brigato, titolare di Graphic Report, la società che ha realizzato gli affreschi digitali. “Non potete immaginare la mia emozione – ha raccontato l’ex sindaco Stefano Simioni, il primo a dare il via negli anni ’80 a questo progetto – quando ho incontrato il sindaco Dori e ho scoperto, non sapendo che stava lavorando a quest’opera, di trovarmi davanti all’ultimo corridore della staffetta di questa importante sfida che era passata per ben 8 mani. Non dimentichiamo che i miresi di fine 1800 si opposero alla vendita degli affreschi, pur essendo questa Villa di proprietà privata e molti di loro non li avevano neppure mai visti. Erano però coscienti del valore del loro patrimonio artistico e dobbiamo esserlo anche noi. La città può andare fiera di questo A.A. luogo, identificarsi, sentirlo suo”.
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A Scorzè Assegnati i nuovi titoli provinciali della specialità
Ciclocross, negli open vincono Stefano Sala e Francesca Baroni F
ederico Ceolin (Team Velociraptors) negli open maschili, Silvia Persico (Sorgente Pradipozzo) nelle donne open, Edoardo Bolzan (Sorgente Pradipozzo) negli allievi primo anno, Edoardo Tagliapietra (Libertas Scorzè) negli allievi secondo anno, Mattia Settin (Team Velociraptors) negli esordienti, Giovanni Meneghin (Sorgente Pradipozzo) negli juniores e Ruggero Ranzato (Team Bellato) negli amatori fascia 2. Questi sono i nuovi campioni provinciali di Venezia di ciclocross per la Federazione Ciclistica Italiana. I titoli sono stati assegnati il 30 dicembre scorso in occasione del “45esimo Trofeo Cartoveneta” gara di ciclocross che si è svolta a Scorzè. La manifestazione sportiva, organizzata dalla società della Libertas Scorzè, era valida come nona tappa del “Trofeo Triveneto di Ciclocross” oltre che come campionato provinciale di Venezia per la specialità. I crossisti hanno gareggiato su un percorso pianeggiante di 2,5 km con ostacoli naturali reso ancora più difficoltoso dalla presenza di fango e che è stato affrontato varie volte a seconda della categoria. Le corse
Stefano Sala e Francesca Baroni
sono state molto combattute e spettacolari. Alla manifestazione hanno partecipato oltre 350 corridori tra cui il campione europeo professionisti su strada Matteo Trentin (Mitchelton Scott). Nella corsa open, la vittoria è stata conquistata da Stefano Sala (Selle Italia) davanti a Martino Fruet (Team Lapierre) ed al campione italiano di ciclocross Luca Braidot (Carabinieri). Il titolo provinciale è stato vinto da Federico Ceolin (Team Velociraptors) giunto sesto. Nell’open femminile Francesca Baroni (Selle Italia) ha trionfato precedendo Sara Casasola (Dp 66) e Silvia Persico (Sorgente Pradipozzo). Negli allievi a vincere sono stati Edoardo Bolzan (Sorgente Pradipoz-
zo) per il 1’ anno ed Edoardo Tagliapietra (Libertas Scorzè) per il 2° anno mentre tra gli esordienti successo di Mattia Settin (Team Velociraptors). Negli juniores maschile, vittoria di Davide Toneatti (Dp 66). Tra le donne vittoria Alice Papo (Dp 66) tra le allieve, di Valentina Corvi (Melavì) tra le esordienti e di Alessandra Grillo (Selle Italia) tra le juniores. Nelle categoria amatoriali maschili vittoria di Carmine Del Riccio (Team Zanolini) nella fascia 1, di Davide Montanari (Spilla Bike) nella fascia 2 e di Giuseppe Dal Grande (Cicli Olympia) nella fascia 3, mentre tra le donne successo di Elis Simeoni (Asd Sacilese). Giacomo Piran
Fabio Caramel cavaliere
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l Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito a fine dicembre l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Fabio Caramel, 26 anni calciatore di Marcon tesserato con il Fc Spinea 1966. Questa la motivazione dell’onorificenza assegnata a Fabio Caramel: “Per aver testimoniato in prima persona il valore e la responsabilità della scelta di donare il midollo”. Fabio Caramel a febbraio dell’anno scorso aveva saltato una partita di calcio per donare il proprio midollo osseo per salvare la vita ad una persona bisognosa. Il calciatore aveva iniziato a donare il sangue all’età di 18 anni e aveva eseguito anche la tipizzazione iscrivendosi poi all’Admo. A dicembre del 2017 aveva ricevuto una telefonata che gli spiegava che il suo midollo era risultato compatibile con quello di una persona bisognosa. Fabio Caramel è attivo presidente dell’associazione filantropica “Uguale” che è impegnata nel crowdfunding per il sociale. (G.P.)
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o Cavalli goooo! Il 2018 è un anno davvero da incorniciare per l’associazione sportiva di Chioggia Marathon Cavalli Marini che conta più di 140 associati e un davvero consistente aumento delle quote rosa negli ultimi anni grazie anche all’allenamento collettivo del giovedì sera “Corri per Ciosa e Marina”. I corridori-camminatori si ritrovano ogni giovedì da ottobre a maggio - si parte alle 19,30 - in piazzale Europa a Sottomarina per poi seguire i “pacer” con le pettorine arancione a seconda delle varie andature e infine concludere nello stesso piazzale dove è previsto un piccolo ristoro (acqua, tè caldo, qualche dolcetto…). Così tante persone che prima correvano per lo più “solitarie” ora si ritrovano assieme uniti dalla passione per la corsa. Moltissimi gli appuntamenti agonistici (maratona, mezza maratona…) a cui i Cavalli Marini hanno partecipato in Italia - Firenze, Treviso, Napoli, Garda, Padova, Venice Marathon con l’acqua alta… - ma anche all’estero: Spagna, Irlanda, Inghilterra (un gruppetto andrà nuovamente alla maratona di Londra a marzo 2019…). Bisogna anche considerare i numerosi eventi non competitivi ed anche vari trail tra le colline e i monti del Triveneto. I prossimi impegni sportivi: le non competitive in tutto il Veneto, i giovedì sera con la “Corri per Ciosa e Marina”, i vari percorsi della Montefortiana, la maratona di Rimini, quella di Londra, Padova, Treviso, Venezia, la 36a edizione della “Caminà per CioEugenio Ferrarese sa e Marina”.
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#Politica
Giustizia in ginocchio: in Veneto mancano magistrati e i giudizi pendenti si accumulano Un dossier realizzato dalla Cgia di Mestre e commissionato dal Governatore Zaia che si dice molto preoccupato dalla situazione contingente
E
’ emergenza organici nella giustizia in Veneto, dove la Corte d’Appello di Venezia e la sua Procura Generale sono ultimi in classifica, o quasi, in Italia per dotazione di magistrati rispetto agli indicatori più rilevanti che determinano il bisogno di giustizia di un territorio. Basti pensare che i giudizi pendenti a fine 2017 erano 26.964 (529 per ogni magistrato in attività contro una media nazionale di 439) e che, se anche non ne arrivasse nemmeno uno di nuovo, per smaltire il volume di pendenze occorrerebbero più di due anni e mezzo di lavoro dei 51 magistrati oggi in servizio. L’inedito spaccato di una crisi evidente, spesso evocata ma mai con il supporto di uno studio scientifico statistico lo ha fornito un dossier informativo realizzato dalla Cgia di Mestre, presentato a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, presenti il Presidente della Regione, Luca Zaia, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Venezia, Antonio Mura, il Presidente della Corte d’Appello di Venezia, Ines Marini, il Segretario della Cgia di Mestre, Renato Mason. Lo studio, e qui sta la sua unicità, non si è limitato a mettere in fila i dati di organici e giudizi pendenti e sopravvenuti, ma li ha messi a confronto con le necessi-
tà di giustizia espressa dalla realtà sociale ed economica del Veneto. Ne emerge una situazione preoccupante: in termini di magistrati di Corte d’Appello, il Veneto può contare solo sul 4% del totale in Italia, che diventa il 4,2% per quanto riguarda la Procura Generale, ma questi devono occuparsi del 7,9% della popolazione italiana, dell’8,3% delle imprese, del 9,2% degli occupati, del 9,3% del valore aggiunto, del 13,7% dell’export, del 16,4% di presenze turistiche. “Da anni, anche in segno di rispetto e considerazione verso la Magistratura– ha detto Zaia – partecipo all’inaugurazione dell’anno giudiziario di fine gennaio. Ascoltando gli allarmi che si sono susseguiti, ho pensato fosse necessario affrontare la questione con la sistematicità e la scientificità di uno studio organico. In estate ne ho parlato con la Cgia, e oggi abbiamo un dossier praticamente unico in Italia, che invierò al Premier, al Ministro di Grazia e Giustizia, al Governo, al Parlamento e a tutti gli stakeholders perché, da basi solide come questa, si possa avviare un cammino di riequilibrio della situazione, che non è più sostenibile. Non stiamo facendo ‘lamentopoli’ – ha aggiunto il Governatore – ma siamo molto preoccupati, perché la richiesta di giustizia che
viene dalla società civile è alta, e non può prescindere dai mezzi messi a disposizione per dare risposte. Ne va della giustizia in senso lato – ha detto – ma anche della competitività del sistema economico e delle imprese, che hanno bisogno di risposte celeri ai loro contenziosi, al punto che uno dei freni all’arrivo di investitori esteri è proprio la lentezza in questo ambito”. Da parte loro, la Presidente Marini e il Procuratore Mura hanno sottolineato di “apprezzare molto la collaborazione proposta dalla Regione e il lavoro realizzato dalla Cgia, e il fatto che Istituzioni e società civile si facciano interpreti del problema giustizia, che interessa l’intera collettività”. “E’ un modo – ha detto anche la Marini – per chiedere più considerazione dallo Stato su basi scientifiche e inoppugnabili e per poter ottenere il minimo indispensabile per poter competere in produttività giuridica con le sedi italiane più performanti”. “Erogare giustizia – ha aggiunto Mura – significa fare gli interessi della collettività, anche rispetto a obbiettivi di sicurezza e di competitività. Mi auguro che questo studio possa essere di aiuto al decisore nazionale che deve concepire e organizzare le corrette dotazioni organiche”.
• La scheda Tra i molti dati interessanti contenuti dallo studio della Cgia emerge, ad esempio, che l’aumento dei giudizi sopravvenuti in Veneto tra il 2015 e il 2017 è stato del 28,3% rispetto alla media nazionale del 15,2%; che la Corte d’Appello di Venezia è ultima in Italia nel rapporto tra numero di Magistrati e abitanti (1,1 magistrato ogni 100 mila abitanti contro una media nazionale del 2,1); penultima nel rapporto tra dipendenti amministrativi e cittadini (i 113 addetti sono 2,4 ogni 100 mila contro il 4,9 nazionale); ultima per quanto riguarda i magistrati della Procura Generale (che sono 11 pari allo 0,2 per centomila abitanti, metà della media nazionale); penultima per i casi sopravvenuti (214 per ognuno dei 51 magistrati contro una media nazionale di 190).
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Politica
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Economia
Accesso al credito per la piccola e media impresa, garanzie fino a 280 milioni di euro
Appalti pubblici, lavori senza gara fino a 150mila euro
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mpegno straordinario da parte della Regione per sostenere le imprese venete per le quali l’accesso al credito risulta essere un percorso a ostacoli”. A dirlo è l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato annunciando che, a seguito di una riallocazione delle risorse interne del più generale sistema degli strumenti di garanzia regionali, con apposita delibera la giunta veneta ha ampliato le possibilità operative del Fondo di riassicurazione gestito da Veneto Sviluppo, portandolo a circa 28,5 milioni di euro di euro, rispetto ai 24 milioni precedentemente disponibili. “La decisione – spiega Marcato - è stata presa constatando come fra la gamma degli strumenti di garanzia questo risulti particolarmente apprezzato dagli operatori del mercato del credito”. Lo strumento in questione è sofisticato e basato su di un meccanismo di funzionamento piuttosto complicato. Semplificando al massimo, tale meccanismo può essere così descritto: la banca concede alla PMI un finanziamento (che potrà essere sia a breve che a medio termine). Al fine di ridurre il rischio sostenuto nei riguardi dell’impresa, la banca ottiene da un Confidi una garanzia, a parziale copertura del finanziamento concesso. A sua volta, il Confidi che ha rilasciato la propria garanzia, può coprire il rischio impresa, assunto in correlazione al rilascio della garanzia, riassicurando la sua garanzia presso Veneto Sviluppo, a valere sui fondi regionali stanziati per queste finalità. Facendosi carico di una parte del
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è distribuita con il Sistema
Il vicepresidente del Consiglio Regionale Massimo Giorgetti
rischio, i fondi pubblici utilizzati in tal strumento in argomento riesce a memodo, consentono ai Confidi di rilaglio interagire. Analizzando i dati sul sciare un volume di garanzie superiore volume complessivo degli interventi, a quello che potrebbero dare normal- risulta che nel 2018, con un utilizzo mente, sempre mantenendosi rispet- di risorse del fondo accantonate a gatosi delle regole di vigilanza imposte ranzia pari a circa 20,5 milioni, Veneto dagli Istituti Centrali. Sviluppo ha potuto sostenere riassi“In tal modo – aggiunge Marcato - curazioni per circa 226 milioni che, a aumentando l’ampiezza dell’ombrello loro volta, hanno garantito un portadi protezione dei foglio di finanziaRoberto Marcato: Confidi, la Regione menti complessivo facilita l’accesso al per circa 570 milio“Straordinaria credito alle PMI in ni, con un effetto operazione che un momento in cui, moltiplicatore, tra come testimoniano sviluppa finanziamenti risorse impiegate e i dati Bankitalia, è finanziamenti soper 700 milioni per proprio la fascia di stenuti, pari a circa imprese più picco- l’economia del Veneto” 1:27. Il tutto riparle quella che magtito su 9.131 operagiormente soffre per la stretta crediti- zioni di finanziamento, per un importo zia”. medio singolo appunto di 62.000 euro. L’importo medio del singolo finanAlla luce dei dati sopra riportati, ziamento concesso, nel 2018, è sceso l’operazione approvata ieri in Giunta infatti a circa 62.000 euro, dai circa consentirà di ampliare il volume di fi71.000 euro registrati nel 2013: segno nanziamenti alle PMI fino a circa 700 che è proprio sul micro-credito che lo milioni.
itengo assolutamente positiva la disposizione che consente alla pubblica amministrazione di affidare lavori senza gara d’appalto fino alla soglia di 150mila euro”. A dirlo, il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti (Forza Italia - Alleanza per il Veneto) che in una nota commenta la norma introdotta dal governo tramite un emendamento alla legge di bilancio 2019 in Senato. “Si tratta innanzitutto precisa Giorgetti - di assecondare un principio di fondo: maggiore libertà significa maggiore responsabilità. In seconda battuta, ritengo sbagliato invocare in questo caso il tema della trasparenza: anche la trattativa privata è sottoposta alle regole dell’evidenza pubblica e quindi si continuerà a far pervenire alle pubbliche amministrazioni una serie di preventivi; inoltre, ci saranno controlli politici ai quali si aggiungono i controlli contabili dei revisori dei conti”. “L’appesantimento dei controlli e delle procedure burocratiche - puntualizza il Vicepresidente - non sono sinonimo di maggiori garanzie di qualità: pensiamo al “caso Consip”, un organismo che costa e che non è certo rimasto esente dagli scandali, oppure alle gare impostate sul massimo ribasso, sinonimo spesso di lavori svolti male. I numeri per descrivere ciò di cui stiamo parlando, peraltro, sono chiari: su oltre 43mila gare d’appalto nel periodo tra gennaio e aprile 2018, quelle fino a 150mila euro formano la metà del totale, ma rappresentano a malapena un 1/10 del valore generale degli appalti, stimato in oltre 40 miliardi di euro, numeri poco significativi rispetto al tema della concorrenza. Il vero problema sta in questo caso nei grandi appalti, dove lavorano più avvocati che operai e dai quali sorgono i veri problemi”.
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Politica
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Riforme
Autonomia: il 15 febbraio il Premier Conte firmerà l’intesa con Zaia L
’anno nuovo per i veneti è cominciato con le migliori prospettive dato che il vicepremier Luigi Di Maio ha confermato quanto aveva già detto anche lo scorso dicembre e cioè che “l’autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”. “Non ci sono dubbi - ha ribadito - da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo, stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l’autonomia sulle materie richieste prima possibile”. Se ne è subito rallegrato il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia che ha commentato le parole del Vicepremier Di Maio sottolineando che oramai si tratta di “una questione di coerenza, e Di Maio dimostra di essere coerente confermando l’impegno per l’autonomia e smentendo certi soloni che tentano di con-
Luca Zaia
Giuseppe Conte
trastarla”. “Il contratto di Governo – ricorda Zaia – l’abbiamo firmato con Di Maio, e per noi è lui l’unica voce ufficiale che oggi ha posto una pietra tombale su tutti coloro che coltivano aspettative di bloccare questo processo”. Prima delle dichiarazione di Di Maio, però, non erano mancate affermazioni di illustri pentastellati che andavano in direzione completamente opposta. Tanto che la presidente del Gruppo Zaia Presidente Silvia Rizzotto era più volte intervenuta sull’argomento
ricordando, in particolare come il Movimento 5 Stelle avesse fatto del cambiamento la sua bandiera, in campagna elettorale, salvo poi tirarsi indietro proprio sull’autonomia. “I Veneti - è intervenuta la Rizzotto - sono stanchi di leggere ogni giorno dichiarazioni dei rappresentanti pentastellati diverse e contraddittorie. Il 15 febbraio ci aspettiamo tutti che Di Maio e colleghi firmino quello che l’Italia aspetta da decenni: una vera riforma autonomista”. “Se, quindi, qualche rappresentante pen-
tastellato - aveva concluso - non afferma: “Come Centro Destra Veè d’accordo con il contratto di neto/Autonomia e Libertà siamo Governo sottoscritto, nel quale si fiduciosi che si possa siglare con parlava chiarissimamente di Au- il Governo nazionale un accordo tonomia, si chiarisca con i suoi vero sull’autonomia. Se così non superiori. Per quanto ci riguarda, fosse, saremmo di fronte a un atl’Autonomia è un impegno che va teggiamento eversivo da parte del approvato: i Veneti non hanno più Governo, che non rispetterebbe tempo da perdeun voto demore con le beghe cratico ed una Restano i dubbi: dei 5 Stelle e il 15 col’accordo riguarderà procedura febbraio è semstituzionale”. tutte le 23 materie “Il Governatore pre più vicino” ! Ma la conferma Zaia fa bene a chieste? Saranno di Di Maio e la specificare che garantite risorse posizione storinon prenderà in ca dell’altro Vigiro i cittadini adeguate? cepremier Salviveneti sottoscrini sembra aver quietato gli animi vendo un accordo sull’autonomia l’autonomia appare più vicina. vuoto di contenuti – conclude SteOccorrerà vedere, però, a cosa sarà fano Casali - L’autonomia deve necessario rinunciare. Qualche riguardare tutte le 23 materie, al dubbio sulla natura dell’accordo Veneto devono essere garantite c’è. Infatti il Centro Destra Vene- risorse adeguate e i soldi prodotti to lo ribadisce attraverso le parole dai suoi cittadini con il lavoro e il del consigliere Stefano Casali che sacrificio”.
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Intervento di Luca Zaia*
“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”
“C
Anche chi si prende cura delle persone che ama ha bisogno di aiuto
on il nuovo piano sociosanitario regionale il Veneto farà da apripista nell’affrontare l’emergenza nazionale della carenza di medici. Abbiamo deciso di sperimentare nuove soluzioni, pronti a metterle a disposizione del paese. Non possiamo permettere che un sistema di assistenza e di cura che è ai vertici delle classifiche internazionali dell’Oms per qualità dei professionisti e delle prestazioni e per buona organizzazione venga meno per gli errori della programmazione nazionale”. Il presidente della Regione Luca Zaia commenta così una delle principali novità dell’atto di programmazione della sanità e del sistema sociosanitario veneto del prossimo quadriennio, approvato a fine dicembre dal Consiglio regionale del veneto. “La prima risorsa del sistema sanitario sono i medici e il personale della sanità – prosegue Zaia – Non permetteremo che gli ospedali e i centri di cura del Veneto siano sottorganico o debbano chiudere reparti per carenza di medici. Ci sono priorità, e la salute dei cittadini è una di queste, sulle quali una amministrazione non può arretrare. Per questo il Veneto prenderà a prestito modelli organizzativi già consolidati all’estero e sperimenterà nuovi canali di formazione e reclutamento per il personale sanitario. Anche al prezzo di dover fare qualche braccio di ferro con il ministero o le autorità contabili”. *Governatore del Veneto
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Il Piano Socio Sanitario per il Pd è un provvedimento opaco
“È
Stefano Fracasso
copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli
L’intervento di Luca Zaia
“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”
“È
Il Commento di Stefano Fracassoe Claudio Sinigaglia, Consiglieri regionali Pd
un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena
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Claudio Sinigalia
ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.
un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.
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La sofferenza di un famigliare assistito a casa ricade su tutta la famiglia I centri sollievo sono 141 in Veneto e assistono 1500 persone, ma non bastano mai
I
l numero dei Centri Sollievo in Veneto continua ad espandersi e aumentano le risorse finanziarie che la Regione Veneto dedica a queste esperienze di sostegno alle persone affette da decadimento cognitivo o patologie come Parkinson e Alzheimer e di affiancamento alle famiglie, attive in quasi la metà dei comuni del Veneto. La delibera di fine anno, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin, assegna un milione e mezzo di euro dei fondi della sanità regionale ai 141 Centri Sollievo attualmente attivi in Veneto. “Il progetto iniziale, avviato a Vedelago nei primi anni del Duemila su iniziativa degli amministratori e del volontariato locale, si è rapidamente diffuso ed esteso al territorio regionale – sottolinea l’assessore - Nell’ultimo biennio i Centri sono aumentati dai 106 del 2016 agli oltre 140 del 2018. Assistono oltre 1500 persone e impegnano circa 1400
volontari, con l’apporto di medici di medicina generale, specialisti e sanitari dei centri per il decadimento cognitivo, dei servizi distrettuali e comunali e del volontariato organizzato. I Centri Sollievo, espressamente previsti dal piano sociosanitario del Veneto, sono uno dei perni di supporto delle politiche di domiciliarità. Di pari passo è andato aumentando anche il sostegno finanziario della Regione, passato dal milione e 115 mila euro del 2016 al milione e 500 mila euro messo a bilancio per il 2018”. La risorse, confermate con la delibera di fine anno, saranno assegnate alle Ulss in proporzione al numero di abitanti ultrasessantacinquenni e al numero delle persone in carico ai Centri. I territori più finanziati risultano essere la Marca trevigiana (293.900 per l’Ulss 2), il Veronese (280.900 euro per l’Ulss 9) e il Padovano (232.900 euro per l’Ulss 6 Euganea). Seguono l’Ulss 3 Serenissima
I consultori sono un valore per tutta la comunità
“L
a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben note capacità cliniche e chirurgiche, è
quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.
(216.900 euro), l’Ulss Pedemontana (116.600 euro), l’Ulss Berica (113.600 euro), l’Ulss Dolomiti (93.600 euro), l’Ulss Polesana (90.600 euro) e l’Ulss del Veneto Orientale (61.000 euro). “L’evidenza scientifica di questi anni di sperimentazione – commenta l’assessore – conferma che i Centri Sollievo aiutano la permanenza della persona anziana il più a lungo possibile
a casa propria, ritardano il processo involutivo sostenendo e rinforzano le abilità residue. Sono un punto di incontro e di socializzazione per le persone anziane, ma costituiscono anche un servizio significativo per i famigliari che, nelle figure specializzate e nei volontari dei centri, trovano appoggio, consulenza e supporto. Si tratta appunto di un servizio di
‘sollievo’, che alleggerisce i carichi di assistenza e cura e rompe il cerchio di isolamento che circonda questi nuclei familiari”. Il finanziamento regionale è destinato al coordinamento dei servizi distrettuali, alla formazione dei volontari e al pagamento delle attività offerte, con priorità per i servizi alle persone e per gli interventi di ottimizzazione dell’esistente.
Un intervento chirurgico senza precedenti a Padova
“L
a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben
note capacità cliniche e chirurgiche, è quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni - Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.
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Sekal Microchirurgia Rovigo compie 20 anni
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEI PAZIENTI SEKAL IN ITALIA
I
l dott. Massimo Camellin, Medico Chirurgo Specialista in Oftalmologia, dirige ormai da 20 anni questa struttura oculistica con lo scopo di fornire un servizio completo per la diagnosi e la terapia medico-chirurgica delle malattie dell’occhio (dalla cornea alla retina). La passione per la diagnostica e la chirurgia che ha coltivato negli anni il Dott. Camellin hanno fatto sì che la strumentazione presente sia un raro esempio in Italia di completezza ed aggiornamento (oltre 24 strumenti diagnostici). Tali attrezzature permettono diagnosi e trattamenti all’avanguardia, il tutto cementato da attente analisi statistiche dei risultati che consentono continue partecipazioni ai più importanti convegni Nazionali ed Internazionali (oltre 500 congressi, oltre 120 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali). Il dott. Camellin mette dunque a disposizione dei suoi pazienti una lunga e qualificata esperienza pluritrentennale nel settore della chirurgia e diagnostica oculare che gli hanno permesso di ricercare e perfezionare tecniche di chirurgia con Laser ad Eccimeri (chirurgia per eliminare gli occhiali) mettendo a punto prima la LASEK (1998) e successivamente l’Epi-LASEK (2008). Queste metodiche, che si sono diffuse a livello
Da sinistra il dott. Massimo Camellin (foto di repertorio del 1998), e parte dello staff medico e paramedico di Sekal Microchirurgia Rovigo
mondiale, sono utilizzate per la correzione dei difetti di vista come miopia, ipermetropia ed astigmatismo tramite laser ad eccimeri. Al fine di perfezionare i risultati negli interventi di cataratta ha messo a punto il primo programma adatto allo scopo (IOL Calculator 1 Camellin-Calossi, 1999). Questa è la prima formula interamente italiana per il calcolo della lente intraoculare tuttora utilizzata in tutto il mondo essendo stata inserita in 4 strumenti diagnostici di diverse ditte produttrici. Nel 2002 è stato effettuato presso il Centro SEKAL di Rovigo il primo link topo-aberrometrico a livello Mondiale. Da allora sono stati trattati quasi 1000 occhi con patologie di curvatura estremamente complesse, trapianti di cornea, cicatrici da traumi, esiti di cheratiti o precedenti interventi di chirurgia refrattiva; dunque, le anomalie più complesse possono essere
corrette con questa sofisticata metodica. Nel 2010, grazie alla fattiva collaborazione con la ditta Schwind (Germania) produttrice del Laser Amaris, è stato messo a punto un profilo di foto ablazione impiegato in tutti i laser Schwind a livello mondiale. Oggi, dopo 20 anni dalla nascita, il centro Sekal si propone, assieme a specialisti nelle varie sotto specialità dell’occhio, offrendo un servizio sempre aggiornato ed all’avanguardia. In oltre 20 anni di attività sono stati effettuati migliaia di interventi e visite ad una clientela che proviene da tutta Italia e dai paesi esteri confinanti. Attualmente Sekal Microchirurgia Rovigo, che possiede certificazione di qualità CERSOI, ha un organico di 14 persone, di cui 7 medici (quattro oculisti, due anestesisti, un medico chirurgo); inoltre, la struttura è utilizzata da altri medici oculisti per atti-
vità diagnostica e chirurgica. Al presente, Sekal Microchirurgia Rovigo è abilitata alla formazione degli studenti di Ortottica ed Assistenza Oftalmologica in convenzione con l’Università degli studi di Ferrara dove il dott. Massimo Camellin è professore a c. di Ottica Fisiopatologica. Sono passati 20 anni, ma ancora oggi la missione del centro SEKAL rimane quella di garantire un rapporto diretto con il paziente, ogni tele-
fonata o richiesta viene gestita con la massima urgenza ed il paziente ha la certezza di non essere minimamente trascurato. Il centro oculistico SEKAL crede nell’impegno e costante aggiornamento del personale medico e paramedico, con il solo scopo di incrementare la qualità del risultato e la soddisfazione di tutti i suoi pazienti.
Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it
Un intervento chirurgico senza precedenti a Padova
“L
a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben note capacità cliniche e chirurgiche, è quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o
meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni - Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.
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La Parodontite o “Piorrea” L’apparato di sostegno del dente, noto come parodonto, è costituito dalla gengiva, da fibre elastiche di collegamento (legamento parodontale), dal cemento radicolare del dente e dall’osso alveolare di sostegno. La parodontite, nota anche come “piorrea”, è una malattia del parodonto ad eziologia batterica e a patogenesi infiammatoria. Approfondiamo per voi una problematica di salute orale di diffuso interesse proprio perché coinvolge tre quarti della popolazione adulta.. COME SI RICONOSCE? È una patologia piuttosto subdola che, se non curata, porta alla distruzione dei tessuti che assicurano sostegno e stabilità ai denti. Inizia generalmente come gengivite, con infiammazione limitata alla gengiva, ed evolve come vera parodontite, flogosi estesa ad osso e legamento. Spesso i sintomi precoci come alitosi, leggero rossore, leggero sanguinamento allo spazzolamento o cattivo sapore in bocca vengono spesso sottovalutati; mentre i sintomi successivi che allarmano il paziente consistono nell’aumento della mobilità dentale e nella recessione gengivale “sporca”. In assenza di trattamenti adeguati la malattia progredisce
allo stadio più avanzato in cui si assiste alla caduta del dente per perdita del suo naturale sostegno: il parodonto. QUALI SONO LE CAUSE? L’eziologia è multifattoriale: ci sono cause locali (eliminabili o controllabili) e cause genetiche (non eliminabili). La gengivite, come del resto la parodontite, è primariamente dovuta alla placca dentale, accumulo biancastro composto da colonie batteriche e residui di cibo, quella sorta di patina appiccicosa che si distribuisce sulla superficie dei denti al termine dei pasti. Tanto più vengono lasciati liberi di proliferare e tanto più questi batteri aderiscono tenacemente alla superficie del dente, richiamando minerali ed altre sostanze, presenti nella saliva, che fungono da vero e proprio “scudo protettivo”. Questa sorta di corazza è chiamata tartaro e la sua durezza è tale per cui nemmeno i normali interventi di igiene orale (spazzolamento, collutorio, filo interdentale) riescono a scalfirla; l’unica soluzione, in questi casi, è sottoporsi ad un intervento di detartrasi professionale, nota come igiene, nello studio del dentista. Una infiammazione da gengivite trascurata porta ad una retrazione del normale solco gengivale, fino a formare le cosiddette tasche parodontali. A queste condizioni alcu-
ni batteri della placca (i germi anaerobi) si moltiplicano estendendo l’infiammazione al parodonto e alle ossa che fanno da base ai denti. Le tossine prodotte durante il loro metabolismo aggrediscono le cellule dei tessuti parodontali, inclusi gli osteoblasti (cellule adibite alla riproduzione dell’osso che sostiene il dente). COME SI CURA? IL GIUSTO TRATTAMENTO È LA CORRETTA PREVENZIONE? Purtroppo, tanto più tardivamente viene diagnosticata e tanto più la malattia è difficile da trattare con aumento dei costi per il paziente. Il miglior mezzo di prevenzione della parodontite consiste nella pulizia dei denti fatta “a casa” regolare e accurata, con attenzione anche agli spazi tra un dente e l’altro; non solo spazzolino dunque, ma anche filo interdentale e/o scovolino. È importante ridurre i fattori di rischio come il fumo di sigaretta, poiché le tossine in esso contenute non possono che facilitare l’azione lesiva dei batteri. L’assicurazione sulla salute dei propri denti è completata da regolari controlli odontoiatrici con richiami regolari di igiene professionale, che permettono di riconoscere i segni precoci della parodontite ed eventualmente intraprendere
interventi mirati. Nei casi di malattia di grado moderatograve si può intervenire con lo scaling o igiene profonda sottogengivale, mediante l’ausilio di specifiche punte ultrasoniche e curette manuali. In determinati casi si rende necessario uno scaling “a cielo scoperto” con lembo. In questo modo è possibile prevenire i fattori di rischio modificabili, non si può invece intervenire in maniera diretta sulla suscettibilità genetica alla parodontite. LO SAPEVI CHE… L’igiene orale è molto importante anche per la salute generale dell’organismo. Secondo recenti studi la parodontite, oltre ai classici problemi alla dentatura, aumenta il rischio di subire malattie cardiovascolari e, nella gestante, di partorire prematuramente; è inoltre più grave nel paziente diabetico, affetto da morbo di Crohn o colpito da altre patologie che minano le difese immunitarie e/o i tessuti connettivi delle gengive.
Direttore Sanitario Dr. Giorgio Penzo via Veneto, 15 · Vigonovo (Ve) tel. 049 7389718 · www.vigodent.it
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La Maremma nella poesia del Morellino di Renato Malaman
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erra di Maremma, terra ruvida e selvatica, appartata e talvolta persino scorbutica. Eppure terra che sa diventare dolce come poche se ci si avvicina con il desiderio di coglierne l’anima più intima. La Maremma è un orizzonte diverso, è la parte più profonda della Toscana, scrigno di valori ancestrali e di riti che si perpetuano nel tempo. Non solo butteri e bovini bianchi dalle lunghe corna come vorrebbe l’iconografia turistica tradizionale: questa parte della Toscana è anche paesaggio arcaico, borghi dove il vivere quotidiano scorre secondo i ritmi di una volta, osterie e
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botteghe sempre vocianti, prodotti che sanno di buono e di genuino capaci di “raccontare” i valori di questa terra. Il vino è uno di questi. La Maremma è la terra del Morellino, rosso toscano schietto e sincero che - pur non avendo la diffusione del Chianti o il blasone del Brunello o del Nobile - ha un grande pregio: riflette il carattere schivo ma autentico di questa terra e quello della sua gente. In Maremma c’è un turismo del vino che ancora si focalizza su questi valori nascosti e invita a scoprire i territori proprio a partire dal vino e da chi lo produce. continua alla pag. seguente
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La Maremma nella poesia del Morellino
Che affinità di carattere fra il grande vino rosso profumato di mare e il territorio che ne fa da scrigno, ricco di borghi antichi e di sapori autentici. Da Scansano a Montemerano, poi giù fino a Capalbio, lungo un itinerario dedicato al buon vivere di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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Il Morellino porta innanzitutto a Scansano, la patria di questo nuovo gioiello dell’enologia toscana (Docg dal 2007) che pur attingendo al grande patrimonio del Sangiovese presenta delle caratteristiche particolari: dei sentori di mare, di resina e di erbe aromatiche che raccontano anche del vicino litorale, delle sue lagune e delle terre bonificate. Racconta di colline accarezzate dalla brezza di mare proveniente dall’Argentario. Il Morellino con i suoi tannini levigati, la sua struttura equilibrata e i suoi sentori di frutti di bosco è davvero lo specchio di un territorio atipico. A Scansano, accanto ai monumenti più famosi – le tantissime chiese, la sontuosa porta di Grosseto e il solitario castello di Montepò – non può mancare una visita al Museo della vite e del vino allestito dal Consorzio di Tutela del Morellino che racconta – in fondo – la civiltà legata a questo vino. Nella vicina Montemerano, frazione di Saturnia (paese famoso per le sue terme a cascate bianche), si ritrova lo spirito dei borghi medievali, con scorci da cartolina e negozietti di cose genuine: dai pici alle salsicce di cinghiale, ai formaggi pecorini. Dentro le mura degli Aldobrandeschi, avviluppate come in un abbraccio, stanno le case, molte delle quali hanno conservato il fascino semplice delle origini. Poco fuori l’abitato c’è Villa Acquaviva, un luogo che rispecchia tanti valori di questa zona, dall’accoglienza all’amore per il vino e il cibo d’autore. Serafino D’Ascenzi e la sua famiglia (la moglie Valentina e il figlio Fabrizio) hanno saputo dare un’anima a questo luogo, trasformando un’ex residenza nobiliare in un raffinato e “caldo” agriturismo con i mobili tradizionali e i letti in ferro battuto, portando nel contempo la tenuta vitata a 15 ettari. Il relais di campagna è
Serafino D’Ascenzi, Elisabetta Tommasoni e Lorenzo d’Amico: tre storie di “conversioni” all’agricoltura di qualità, testimonianza di scelte audaci fatte nel nome dell’amore per la natura e i suoi frutti
NELLA FOTO DI COPERTINA IL MORELLINO ABBINATO AL PECORINO E AI SALUMI TRADIZIONALI DI MAREMMA: VIENE PROPOSTO ALLA FINE DELLA VISITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL VINO E DELLA VITE DI SCANSANO. SOTTO PAESAGGIO MAREMMANO DALLA TENUTA IL PONTE DI CARIGE, LA CANTINA DELL’AZIENDA ACQUAVIVA DI MONTEMERANO, ALLEVAMENTO DI BOVINI MAREMMANI E I TIPICI PICI AL CACIO E PEPE. IN QUESTA PAGINA: LA PORTA DI GROSSETTO A SCANSANO, UNO DEI TANTI GATTI DI MONTEMERANO, SCORCIO DELL’AGRITURISMO VILLA ACQUAVIVA, LA TENUTA POGGIO ALLA LUNA E UN TAGÙ DI CINGHIALI. SOTTO (ACCANTO AL TITOLO): UNA VEDUTA SU CAPALBIO, PIÙ SOTTO SERAFINO D’ASCENZI TRA LE SUE VITI, DUE CARATTERISTICI SCORCI DI MONTEMERANO, UNA TAVOLATA DA ELISABETTA TOMMASONI, L’ARMATORE LORENZO D’AMICO NELLA SUA AZIENDA “IL PONTE” E UNA VEDUTA DI SCANSANO
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oggi un tempio dedicato al buon vivere e al buon vino, con tanto di enoteca e ristorante - La Limonaia - per celebrare nel piatto i sapori più schietti di questa terra. Serafino nella grande cantina conserva pure le sue vecchie (e nuove) moto. Altra bellissima storia di Maremma è quella di Elisabetta Tommasoni, immobiliarista romana che ha lasciato la città per “sposare” la filosofia del biologico e mettersi a produrre vino. La sua azienda Poggio alla Luna si confonde fra i vigneti e le distese d’argilla di questa terra senza tempo. I figli la aiutano, ma è lei a condurre l’azienda con piglio autorevole. Spesso è da sola con i suoi amati asini e gli altri animali della fattoria. Violante Gardini, figlia d’arte e attuale presidente del Movimento Turismo del Vino, svela che sono molte in Toscana le donne “convertitesi” con successo al mondo del vino. “Un grande valore – ha detto – per questo territorio unico”. Altro angolo di Maremma vera è Capalbio, conosciuto dai più per la sua spiaggia “radical-chic” ma che la sua bellezza più autentica la svela nel borgo antico. Che sta
in alto e domina un paesaggio da favola. Lorenzo d’Amico, armatore, manager della compagnia marittima mercantile d’Amico fondata a Roma dal padre Cesare, è stato “folgorato” dalle suggestioni che regala il mestiere di winemaker. La sua società agricola “Il Ponte”, che dà lavoro a numerosi giovani, è una realtà nuova nel settore del vino di Maremma. Sorge nella frazione di Carige confondendosi armoniosamente nell’ambiente naturale. Papà Cesare volle preservare persino la macchia mediterranea nelle terre coltivate. 13 gli ettari dedicati alla vite, da cui si ricavano i vini T-Lex, fra cui il Rosso che rientra nella Doc Capalbio, di cui l’azienda è portabandiera. Altri 13 ettari sono stati dedicati all’olivo, per una produzione olearia di qualità. Queste tre belle realtà - alle cui spalle ci sono storie di vita che testimoniano passione, coraggio e tenacia - sono la conferma che la Maremma più nascosta e riservata è terra da grandi sfide. Terra che dà e riceve cuore. Terra dove il vivere quotidiano sembra sospeso in un’altra dimensione. Serena e senza tempo.
Lo Studio SDC opera nel nostro territorio da oltre 45 anni. Competenza, professionalità e passione, nei decenni, hanno permesso di poter fornire alla propria Clientela una gamma di servizi trasversali e specialistici, che ci consentono di poterci porre come unico interlocutore rispetto ad ogni esigenza, necessità e/o tematica che può interessare la vita di ogni impresa. L’obiettivo dello Studio SDC è quello di dare valore aggiunto ad ognuno dei propri Clienti, che consenta ad ogni imprenditore di sentirsi tutelato e di poter operare con serenità e tranquillità. Oggi ci pregiamo di servire oltre 1.000 clienti, segno tangibile della fiducia di cui gode lo Studio SDC, e che per noi costituisce motivo per mirare costantemente all’eccellenza del servizio, mediante continui investimenti in risorse umane: le persone, per noi, fanno la differenza. LE NOSTRE COMPETENZE: • Servizi contabili, fiscali e amministrativi • Consulenza del Lavoro • Operazioni straordinarie aziendali e di finanza strutturata • Controllo di gestione e finanza ordinaria d’azienda • Incarichi in organi di controllo • Servizi vari per le imprese (Sicurezza, Privacy, Antiriciclaggio…) • Servizi legali
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata di cappuccio al cumino Ingredienti: 600 g di cavolo cappuccio - 80 g di olive nere snocciolate - 2 C di semi di cumino - 4 C di limone 2 C di olio - sale q. b.
Preparazione: lavare il cavolo, eliminare il torsolo e affettarlo a striscioline sottili. Tritare le olive e unirle al cavolo, aggiungere il succo di limone, l’olio, il sale e i semi di cumino. Lasciarlo macerare 10 minuti prima di servire.
Polpette di verdure
Torta di carote
Ingredienti: 1 gambo di sedano 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.
Ingredienti: 250 g di carote 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale 1 C di miele - 2 C di uvetta 1 C di pinoli - 1 uovo.
Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 cucchiai di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia oliata, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Ariete Un inizio anno in cui potreste sentirvi in stand by. Attendete qualcosa che faticherà ad arrivare. Pazienza
Toro Gennaio sarà davvero un bellissimo periodo. Vi sentirete come rinati e capirete molte cose, degli altri e di voi stessi
Gennaio Il sole torna a splendere quasi per tutti i segni. Un inizio d’anno degno dell’inverno ma ricco di buoni auspici per il 2019
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Bilancia Intoppi ed equivoci a giorni vi faranno ammattire. State certi che sui tempi lunghi tutto andrà meglio e potrete respirare
Scorpione Gli astri sono con voi. Divertimento, nuove amicizie, gite, partenze, renderanno soddisfacente le vostre giornate
Gemelli
Sagittario
Attenzione soprattutto alle tensioni emotive, all’irritabilità di sottofondo che potrebbe farvi sfuggire di mano la situazione
Vi aspetta un periodo nervoso, di scombussolamenti emotivi, di dubbi e incertezze. Affrontatelo con coraggio
Cancro
Capricorno
Un mese denso di emozioni, di apertura e disponibilità concreta verso chi vi circonda. Voglia di coccole ma attenzione agli equivoci
Vivrete momenti appaganti e potrete lasciarvi alle spalle eventuali tensioni o delusioni. Buoni risultati in arrivo
Leone
Acquario
E’ il momento giusto per pianificare e riflettere sul futuro. Avrete delle opportunità ma occorrerà decidere
Riflettete sui traguardi raggiunti e preparatevi ai prossimi pianificando le strategie in ogni ambito. Seminate e raccoglierete
Vergine
Pesci
Vi aspetta un periodo contradditorio specie negli affetti famigliari. Cercate di comunicare a cuore aperto
Avete vissuto giornate pesanti e ti meritate tutta la comprensione e l’affetto che riceverete in dosi abbondanti.
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