FEBBRAIO 2024
Periodico d’informazione locale - Anno XXXI n. 37
della Riviera del Brenta
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Veneto inquieto Nicola Stievano
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orse Carlo Mazzacurati ne avrebbe ricavato qualche spunto per un nuovo film o uno dei suoi indimenticabili personaggi di un Veneto irrequieto e inquieto, sempre un po’ border line e alle prese con le proprie contraddizioni. Chissà se il grande regista, scomparso troppo presto dieci anni fa, avrebbe aggiunto alla sua potente galleria di veneti fuori dagli schemi anche “fleximan”, il giustiziere degli autovelox osannato sui social. Chissà come avrebbe raccontato le prodezze di questo vandalo (ammesso che sia uno solo) che a colpi di flessibile ha imposto a livello nazionale la narrazione del povero automobilista vessato dalle multe che risolve il problema da sé e che entra persino nel dibattito politico, facendo il paio con la crisi isterica provocata dalla “scoperta” delle città a 30 all’ora. Ancora una volta emerge la figura dell’eroe solitario, un po’ rude e un po’ romantico, pronto a combattere il “sistema” con le sue mani, pronto ad appianare le ingiustizie e le prevaricazioni con un taglio netto al palo che sorregge gli autovelox insieme ai nostri alibi. Allora non c’erano i social ma i “serenissimi”, giusto per fare un esempio, avrebbero goduto della stessa popolarità sul web. E’ la fin troppo facile scorciatoia che rifugge la complessità, la riflessione, il confronto civile.
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A MIRA SCOPPIA LA POLEMICA SULLE STRADE CON IL LIMITE DEI 30 ALL’ORA Il consigliere comunale Paolo Lucarda di Coraggio Italia annuncia una petizione. Il sindaco Marco Dori difende il provvedimento Servizio a pag. 10
Viabilità
AUTONOMIA, PRIMA VITTORIA IN AULA AL SENATO: ESULTA IL CENTRODESTRA MA ORA LO SCONTRO SI FA PIU’ ACCESO, OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO
Servizio a pag. 28
FINE VITA BOCCIATO PER UN VOTO, IL CONSIGLIO REGIONALE SI DIVIDE TRA SORPRESA E NUOVE POLEMICHE Servizio a pag. 27
ELEZIONI E GRANDI MANOVRE NEI PARTITI, L’INCOGNITA SUL TERZO MANDATO E LA MOSSA DEL LEGHISTA STEFANI
Il nodo delle riforme
Servizio a pag. 30
segue a pag. 5
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Autonomia, stiamo cambiando il Paese Luca Zaia Governatore Regione Veneto
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l voto favorevole del Senato al disegno di legge sull’autonomia differenziata rappresenta la pietra miliare che segna l’accelerata finale verso un traguardo di rinascita per il Paese; per tutto il Paese. Il Veneto, la nostra Regione, è stata l’apripista di un percorso che, una volta portato termine, sarà occasione di progresso e giovamento per tutte le realtà territoriali, anche quelle verso le quali rimane indispensabile un’attenzione solidale. segue a pag. 5
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Facciamo il punto
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Autonomia, stiamo cambiando il Paese Luca Zaia Governatore Regione Veneto
L’Autonomia sarà il volano, anche in termini di entusiasmo e partecipazione alla vita pubblica, che condividiamo con le nuove generazioni, con i ragazzi che vedono nel cambiamento del Paese le basi per costruire con orgoglio e passione il loro futuro. Ringrazio i Senatori che hanno consentito di coronare questo primo voto positivo del Parlamento. Anche a fronte di tante affermazioni udite in questi giorni sento di dover ripetere e confermare che l’autonomia non vuole lasciare indietro nessuno, non è la fuga dei ricchi dalla nave in difficoltà. È un nuovo modo di unire e progredire insieme, superando con un moderno regionalismo le rovine di uno statalismo che, questo sì, nei decenni passati ha prodotto territori a differenti velocità. Di fronte alla portata storica della riforma che si sta profilando va ribadito chiaramente come l’autonomia non è la secessione dei ricchi che qualcuno si ostina a fare credere. Nessuna regione sarà privata di qualcosa e godrà, invece, di maggiori opportunità di crescita. La cabina di regia dei Lep mette a terra importanti e maggiori diritti dei cittadini, che saranno la garanzia di prestazioni e servizi uniformi su tutto il territorio nazionale. Lo stesso termine ‘differenziata’ non indica diversità tra le regioni ma identifica un sistema di autonomia articolato e virtuoso, già sperimentato con successo in altri grandi paesi europei come la Germania.
“Algoritmi di pace”, 2000 in marcia a Dolo O
ltre 2000 persone hanno partecipato a Dolo alla Marcia della Pace inter diocesana con il Patriarca Francesco Moraglia e il vescovo di Padova Claudio Cipolla, dal titolo “Algoritmi di pace L’intelligenza artificiale a confronto con il tema della pace”. Hanno partecipato oltre al sindaco di Dolo Gianluigi Naletto, anche gli amministratori di Fosso’, Pianiga, Fiesso d’Artico, Camponogara, Vigonovo, Campolongo Maggiore, Campagna Lupia, e alcuni vicesindaci assessori dei comuni di Padova, Mira e Stra e Quarto d’ Altino. C’erano tantissimi giovani e famiglie con striscioni colorati che inneggiavano alla pace e alla necessità di coniugare sviluppo tecnologico al rispetto dell’uomo. “Marciare per la pace è desiderare la conversione del proprio cuore alla misericordia - ha detto di fronte alla folla in Piazza Mercato a Dolo il vescovo Claudio Cipolla Cipolla - è alzare lo sguardo e accorgersi che non siamo soli. Ricordiamo tutti i conflitti, come in Ucraina e nella Striscia di Gaza, e quelli dimenticati nelle terre d’Africa, Asia, Medio Oriente e America latina. Camminare insieme per la pace significa dire da che parte stiamo”. Caloroso il discorso del sindaco di Dolo Gianluigi Naletto. “Dolo, vi accoglie e vi abbraccia - ha detto. La storia di questa comunità è sempre stata all’insegna del dialogo, dello scambio”. La prima tappa della marcia si è tenuta davanti all’ospedale dove si è riflettuto sul tema della fragilità, grazie alla testimonianza dei giovani in servizio civile alla cooperativa di Dolo “Il Portico”. La marcia ha poi proseguito il suo itinerario attraversando la Brentana si è fermata in Piazza Cantiere, dove le imbarcazioni veneziane del Polo nautico di Dolo hanno fatto da scenografia alla riflessione sulla trasformazione delle forme di lavoro. Qui il Patriarca Moraglia ha ribadito la necessità di essere portatori di pace nella differenza delle culture. La terza tappa è stata al monumento dei caduti in via Mazzini con la testimonianza di un giovane sudanese dell’associazione “Popoli Insieme”, fuggito dalla guerra. Sono stati intonati cori e canzoni. Il corteo è proseguito verso la palestra del liceo Galileo Galilei dove il Patriarca ha presieduto la celebrazione eucaristica conclusiva.
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C’erano il vescovo Cipolla e il Patriarca
Continua a fare molta più presa l’idea della “lotta” contro i cosiddetti “poteri forti”, via via identificati nell’autorità, nelle leggi, nelle regole che stanno alla base della società democratica nella quale abbiamo la fortuna di vivere. Ed è proprio perché siamo liberi di esprimere il nostro pensiero che molti possono osannare anche un gesto criminale come quello di abbattere un bene pubblico, che dovrebbe servire a migliorare la sicurezza sulle strade. Certo è il segnale dell’esasperazione di automobilisti, gente che va al lavoro e che ogni giorno è in automobile per necessità, di chi si sente braccato e punito ingiustamente. Sicuramente c’è qualcosa che non va nella gestione di questi apparecchi così come della mole di multe che staccano in continuazione, alle quali si aggiungono altre gabelle che fanno lievitare cifre già importanti. Ma non serve imbracciare un flessibile nel cuore della notte per cambiare le cose. Ora in tanti auspicano una “riflessione”: ben venga, purché non si limiti a facili e vuoti slogan. continua da pag. 1
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Alessandro Abbadir
della Riviera del Brenta
è una testata giornalistica di proprietà di Srl
È un periodico formato da 23 edizioni locali mensilmente recapitato a 506.187 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mira e Dolo per un numero complessivo di 13.319 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Brecce · Loreto (An) Chiuso in redazione il 5 febbraio 2024
Mira
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Politica. La maggioranza e il sindaco annunciano l’approvazione di un atto simbolico
Mira revocherà la cittadinanza a Benito Mussolini I
gruppi consiliari di maggioranza hanno presentato nelle scorse settimane un ordine del giorno a prima firma del consigliere capogruppo Dario Frezza (Lista Dori) per revocare la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini il 18 maggio 1924 dall’allora consiglio comunale di Mira. L’ordine del giorno presentato mette l’accento sui fatti storici, ricordando anche che l’attuale sede istituzionale del municipio è sita in Piazza IX Martiri, in memoria proprio dei 9 partigiani miresi che persero la vita lottando per la liberazione del paese dal nazifascismo. Inoltre, il documento presentato ricorda come nel 2019 l’assemblea mirese conferì la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, che ha vissuto in prima persona
Per le opposizioni di centrodestra i problemi di cui si dovrebbe occupare l’amministrazione sono ben altri le persecuzioni causate dalle leggi razziali introdotte in Italia proprio da Mussolini. Motivo in più per decidere, per la maggioranza, sulla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini. Il sindaco Marco Dori sottolinea la necessità di questa scelta che nei giorni successivi è stata applaudita dalle associazioni, in particolar modo dall’Anpi. “Negli archivi comunali - spiega il sindaco Marco Dori - è stata trovata copia degli atti di quegli anni, relativi alla cittadinanza. Alla luce di questo ritrovamento non possiamo che agire di conseguenza, anche per una evidente incompatibilità con il riconoscimento
dato a Liliana Segre, perseguitata a causa delle leggi razziali introdotte da Mussolini, o la nostra Adele Zara”. Se da un lato la decisione del sindaco è stata condivisa da tutte le forze di maggioranza, qualche dubbio serpeggia fra quelle di opposizione di centrodestra. Ad andare all’attacco sono Lega e Fratelli d’ Italia. “Sinceramente - dice Denis Gennari segretario della Lega - Liga Veneta di Mira discutere la cittadinanza a Benito Mussolini, con tutti i problemi che hanno i cittadini è fuorviante. Abbiamo ben altri problemi urgenti: il Pat votato dopo decenni è ancora un contenitore vuoto, il palazzetto dello sport perso nelle commissioni, problemi di viabilità e di sicurezza ed in tutto questo la priorità di questa amministrazione sembra essere la cittadinanza a Benito Mussolini. Probabilmente la giunta Dori è talmente debole che solo così si può ricompattare”. “Come Fratelli d’Italia in qualità di capogruppo - dice il consigliere Antonio Mendolia - mi chiedo se questa amministrazione e la maggioranza che la tiene a galla non provino un senso di mortificazione a proporre una questione come questa che rappresenta solamente la memoria storica italiana. Che pensino invece, se ne sono capaci, a risolvere i problemi che affliggono Mira da decenni invece di alimentare inutili polemiche. Che riparino le strade dissestate, che sistemino l’illuminazione pubblica, che procurino case per i cittadini, che facciano qualcosa per risollevare questo Comune ridotto dalla sinistra a fanalino di coda di tutti i paesi della Riviera del Brenta”. Alessandro Abbadir
Il municipio di Mira e Benito Mussolini
Via Bastiette, intervento idraulico concluso Si è concluso l’intervento di riduzione del rischio idraulico in via Bastiette. Lungo la via è stata installata una nuova rete di caditoie, per intercettare l’acqua piovana ed evitare qui pericolosi accumuli che rendevano la strada soggetta a importanti ristagni d’acqua. Per completare questo intervento, il Comune di Mira ha investito circa 50mila euro. “Con questo ultimo lavoro - spiega il sindaco di Mira Marco Dori - abbiamo affrontato una criticità nota da tempo, ma ora con questo nuovo sistema di raccolta dovremo aver risolto il problema. Nell’ultimo anno abbiamo poi continuato ad investire nella prevenzione del rischio idraulico. Siamo intervenuti ad Oriago nel parcheggio di via Monte Cesen, in via Ghebba, in via Ticino e in via Rialto, o
Sintonizzati sul futuro. PIZZERIA
GRAZIE
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per averci scelto e per continuare a sceglierci
a Mira lungo via Tirreno o in Riviera Silvio Trentin”. Nel 2024 verranno poi realizzati altri interventi molto attesi, come la messa in sicurezza idraulica di via Rugoletto e in via Sabbiona. “Sono opere che realizzeremo grazie a dei fondi del valore di circa 100mila euro che abbiamo intercettato da dei bandi regionali - ricorda il sindaco Dori - e in questo caso si tratterà di realizzare nuove condotte per la raccolta delle acque piovane e la risagomatura dei fossati, così da renderli più performanti. Stanno poi per concludersi i lavori in via Malpaga da parte di Veritas, ma auspichiamo che la società possa poi continuare ad intervenire anche in via Ticino, con il secondo lotto già stabilito”.
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Economia. Gli imprenditori artigiani fanno il punto della situazione per il 2024
Il settore edile tiene, difficile reperire manodopera “I
l settore dell’edilizia in Riviera? Chiusura delle pratiche del super bonus 110 % permettendo, il lavoro nel comprensorio non manca. Tanti i cantieri che si sono aperti dopo la disastrosa grandinata dello scorso 19 luglio e dei giorni seguenti, mentre resta sempre difficile reperire manodopera”. A spiegarlo è Loris Menegazzo referente della categoria degli edili dell’Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta” e il segretario Giorgio Chinellato. Le aziende della filiera sono circa 170 nel comprensorio dei 10 Comuni (di queste una sessantina quelle degli impiantisti). L’ Associazione ricorda che a livello nazionale tra il 2019 e il 2022 ben 2,1 punti di crescita del Pil sono arrivati dai maggiori investimenti in costruzioni in Italia rispetto al resto dell’eurozona. Inoltre, tra il quarto trimestre 2019 e la fine del 2022 il settore delle costruzioni ha fatto registrare un aumento di 257mila occupati. Ovviamente il 2023 ha fatto registrare un calo vista la decisione del Governo di chiudere l’esperienza, e il 2024 ne rappresenterà l’epilogo. “Va detto - spiega Menegazzo - che anche se tante aziende della zona avevano pun-
tato sul Superbonus 110%, già nel corso dei mesi nel 2023, molte si sono ricollocate sul mercato tradizionale. Tanti lavori sono stati commissionati e ora sono in atto a causa della disastrosa grandinata dello scorso 19 luglio, che ha danneggiato i tetti delle case e delle attività produttive di interi paesi della Riviera del Brenta. I lavori per mettere tegole in cemento sono richiestissimi visto che i tetti in coppi sono andati in tanti casi distrutti dalle grandinate e le tegole offrono maggior resistenza”. Le zone colpite dalla grandinata dello scorso luglio sono in Riviera Dolo, Fossò, Fiesso, Stra, Vigonovo, Camponogara, Campagna Lupia, Pianiga e in misura minore Mira. Resta il fatto poi che in edilizia reperire manodopera è sem-
pre più complicato. “Lavoratori italiani da anni non se ne trovano praticamente più conclude Menegazzo - e anche quelli stranieri ormai sono difficili da trovare. Ci sono delle scuole di edilizia in Veneto che stanno stanno formando dei giovani per il settore. Sono esperienze positive da incentivare sul territorio”. Sul versante degli impiantisti il futuro in arrivo non appare roseo. “Le aziende edili in diversi casi sono ferme spiega Andrea Bernardi referente dell’area impiantisti - e questo si ripercuote anche sulle commissioni degli impiantisti. I nuovi bonus che sono stati ideati poi, ai privati non appaiono per ora convenienti come il Superbonus 110”. Riccardo Musacco
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Centri estivi per disabili, previste 4 settimane Per l’estate del 2024 le settimane destinate a centri estivi per i disabili della Riviera del Brenta e del Miranese saranno 4. Non si ripeterà cioè il disguido che ha fatto infuriare la polemica lo scorso anno, quando l’offerta alle famiglie interessate era stata di sole 2 settimane. A spiegarlo è il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 3 Andrea Martellato. L’anno scorso il problema era sorto per problemi legati alla diminuzione delle risorse destinate ai centri estivi per i ragazzi disabili. Si era discusso inizialmente di una prospettiva con solo 2 settimane. “Alla fine nell’estate del 2023 - spiega il presidente dei sindaci Andrea Martellato - di settimane se ne fecero 4. Ora si sono coinvolte fin da subito in un processo di concertazione le associazioni che rappresentano le esigenze delle famiglie di questi ragazzi, possiamo già dire che le settimane per i centri estivi saranno 4“. Se le iscrizioni saranno in linea con quelle dello scorso anno, su 400 persone che sono monitorate con il sistema di valutazione della disabilità Sis nell’area del distretto sanitario di Dolo e Mirano, circa 120 sono quelle che si sono iscritte ai centri estivi.
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Urbanistica. Approvato nelle scorse settimane dal parlamentino cittadino
Ok al Piano di Assetto del Territorio Lo strumento urbanistico, che andrà a sostituire il vecchio Prg, punta principalmente sulla qualità dell’abitare e sulla rigenerazione urbana. Dopo l’adozione del Pat, ora si apre una nuova finestra di confronto con gli altri enti di pianificazione.
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ia libera del Consiglio Comunale di Mira nelle scorse settimane all’adozione del Pat, il nuovo Piano di Assetto del Territorio di Mira. Lo strumento urbanistico, che andrà a sostituire il vecchio Prg, punta principalmente sulla qualità dell’abitare e sulla rigenerazione urbana. Ad illustrare il piano che è stato approvato dal parlamentino cittadino è direttamente il sindaco di Mira Marco Dori. “Questo piano era molto atteso dalla cittadinanza - spiega il sindaco Dori - ma ora la nostra città ha a disposizione uno strumento di programmazione moderno, in linea con le sfide e le necessità della nostra contemporaneità, per disegnare la città del domani, attenta più alla qualità che alla quantità e capace di promuovere le sue potenzialità”. Dopo l’adozione del Pat, ora si apre una nuova finestra di confronto con gli altri enti di pianificazione e con gli stakeholders. L’amministrazione provvederà a rendere consultabili gli atti con trenta giorni di pubblicazione, ai quali seguiranno altri trenta giorni per la presentazione delle osservazioni e poi anche per l’invio alla commissione di valutazione ambientale strategica per il parere di competenza. A seguire ci sarà una ulteriore fase di confronto con la Città Metropolitana di Venezia. “Un percorso di profonda revisione degli strumenti di programmazione e pianificazione -
Il centro di Mira
spiega il vicesindaco e assessore all’urbanistica Gabriele Bolzoni - intrapreso dall’amministrazione con la redazione di un Pat incardinato sui temi del benessere, nella sua più ampia accezione, e della qualità, intesa in termini estetici e prestazionali ed arricchito inoltre da un innovativo apparato conoscitivo e normativo (la disciplina della sostenibilità) in grado di supportare e governare l’evoluzione della città, seguendo la disciplina e la definizione degli interventi riferiti agli ambiti strategici delle quattro immagini identitarie di città: Mira città residenziale, Mira città d’arte, Mira città verde, Mira città d’Acque”. “La riorganizzazione della componente strutturale in tal senso - sottolinea il vicesin-
daco Bolzoni - riconduce il Pat di Mira alle fattispecie dei cosiddetti piani di terza generazione. Strumenti urbanistici che, fatti salvi i contenuti previsti dalla Legge Regionale 11/2004 sono incardinati su una visione di città collettivamente condivisa, fanno propri gli obiettivi dell’Agenda 2030, assumono la città pubblica come trama ordinatrice e si attrezzano dal punto di vista metodologico per governare in termini di adattività, sostenibilità e reciprocità le trasformazioni urbane e territoriali assumendo in termini operativi la disciplina dei servizi eco sistemici”. Insomma si tratta di uno strumento indispensabile adatto all’evoluzione delle necessità del territorio mirese.
Successo di pubblico per le rassegne a Teatro Villa di Leoni ”La rassegna al Teatro Villa dei Leoni “Mira Il Teatro fa centro” si conferma una proposta di punta che ha raccolto un grande interesse da parte del pubblico con 266 abbonamenti (+ 25% rispetto all’anno precedente) e con 9 appuntamenti praticamente quasi tutti già esauriti tra abbonati e prevendite”. A dirlo l’assessore comunale Albino Pesce. “Il mix di nomi di punta e compagnie giovani di alto livello - sottolinea Pesce - ha saputo soddisfare un pubblico variegato. La rassegna dedicata alle famiglie “Millemondi” è quest’anno in una veste nuova con 8 appuntamenti condivisi e alternati tra il Teatro Villa dei Leoni e il Teatro di Mirano, per la prima volta in un unico cartellone. Una sinergia tra il Comune di Mira ed il Comune di Mirano che è stata premiata dal
pubblico con l’adesione alle varie nuove formule di abbonamento (124 tessere di abbonamento tra Mira e Mirano con un incremen-
to del 53% rispetto alla stagione scorsa). Infine è stata molto gradita anche l’offerta di “Natale a Teatro” con due spettacoli per bambini e famiglie durante le festività natalizie a ingresso
gratuito che hanno coinvolto in tutto 475 spettatori”. “La rassegna “Teatro Scuola” - aggiunge l’assessore Pesce - si conferma anche quest’anno un’offerta ampia e diversificata per le scuole del Comune di Mira e non solo, rivolta ad un pubblico dai 3 ai 13 anni, con più di 20 repliche di spettacoli suddivisi per fasce d’età e selezionati tra i migliori nel panorama del teatro ragazzi italiano. Le prenotazioni hanno raggiunto oltre le 5.400 presenze previste che si distribuiranno fino ad aprile 2024”. “Questi risultati - conclude l’assessore Pesce - sono frutto di un lavoro di squadra tra l’assessorato alla cultura, Arteven e il centro di produzione teatrale La Piccionaia con cui collaboriamo da anni e ne riconosciamo l’affidabilità e la professionalità”.
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Viabilità. Il consigliere Paolo Lucarda va all’attacco dell’amministrazione comunale
“Stop alle strade a 30 all’ora, al via una petizione” S
coppia la polemica a Mira sui limiti di velocità di 30 chilometri all’ora messi dal Comune su diverse strade del territorio comunale. Ad accendere la discussione nelle scorse settimane è stato il consigliere di Coraggio Italia Paolo Lucarda. Per Lucarda l’idea di mettere un limite di 30 chilometri all’ora in tante strade centrali di Mira e frazioni provoca più disagi che benefici. “Diciamo - spiega Lucarda - che è ora di dare uno stop alle strade che fissano il limite 30 chilometri all’ora. Siamo pronti a fare una raccolta di firme per far desistere da questa condotta questa amministrazione di centrosinistra che sta creando traffico insostenibile ed inquinamento nel centro cittadino”. “Ci sono strade importanti come Riviera Matteotti o Riviera Silvio Trentin o anche Riviera San Pietro ad Oriago - sottolinea Lucarda - in cui le auto sono costrette ad andare più lente di chi transita in bicicletta”. Il consigliere comunale non si sottrae ad un ragionamento sulla necessità di una mobilità lenta anche per motivi di sicurezza, ma boccia nel concreto la decisione del Comune di moltiplicare queste strade. “Capiamo - spiega - l’esigenza di una mobilità lenta ma in tanti casi in questo modo si rasenta l’assurdo. Per fermare questa deriva dal sapore ideologico, e che non serve alle esigenze dei cittadini di Mira, siamo pronti a far partire una petizione fra i cittadini che poi presenteremo al sindaco. Nel frattempo farò anche una interrogazione in consiglio comunale. Non è possibile che possano essere date multe se magari si va a 36 chilometri all’ora”. Lucarda invita il sindaco Dori a procedere alla messa in sicurezza di tutti i passaggi pedonali sulla Brentana illuminandoli nelle ore notturne invece di moltiplicare le strade con il limite dei 30 all’ora. Le strade in cui il Comune di Mira ha messo il limite dei 30 chilometri all’ora sono circa una trentina e spesso sono strade in cui c’è la presenza di piste ciclabili o vicine a scuole o centri civici. Il sindaco Marco Dori però non fa marcia indietro. “Rivendico - dice Dori in una nota pubblicata anche sui so-
cial - la decisione di istituire il limite di velocità a 30 km orari per gli autoveicoli in transito attraverso molte zone di Mira, di Oriago, di Borbiago e altre parti del territorio comunale. Non si tratta solo di promuovere una viabilità sostenibile, ma anche di prevenire incidenti stradali e ridurre la gravità delle loro conseguenze. Quanto alle petizioni, ogni giorno l’amministrazione riceve segnalazioni dalla cittadinanza, relative
all’eccessiva velocità di chi corre con la propria auto anche lungo le strade più strette, e che chiedono appunto interventi di moderazione come questo”. Sui social lo scontro fra Lucarda e il sindaco, ha scatenato dibattito creando inevitabilmente fazioni contrapposte di chi è a favore e chi è contrario. E il dibattito sulla questione è destinato a proseguire anche nelle prossime settimane. Alessandro Abbadir
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Addio al pittore Clauco Benito Tiozzo E’ scomparso nelle scorse settimane all’età di 95 anni Clauco Benito Tiozzo, pittore nato a Mira nel 1928 è stato uno fra i più importanti pittori della Riviera e del veneziano di questo e del secolo scorso. Tiozzo nel 1948 aveva conseguito la maturità artistica a Venezia, dove aveva stretto un particolare legame con Arturo Martini. Nel 1958, si era diplomato in pittura all’Accademia Belle Arti di Venezia. Ricordava sempre con orgoglio di aver servito la patria come ufficiale dell’esercito italiano. La sua è stata una vita dedicata all’arte, attraverso la cattedra di pittura all’Accademia di Venezia, l’attività di restauro svolta e lo studio delle opere d’arte e dell’ambiente. Appassionato del suo territorio, la Riviera del Brenta, ha pubblicato numerosi studi in merito e a lui si deve la riscoperta dei pittori Andrea Urbani e Mattia Bortoloni. Dal 1971 è stato socio effettivo dell’Ateneo Veneto e dal 1979 al 1982 fu il primo presidente, dopo averla fondata, dell’Associazione per le Ville Venete. Era questo un periodo storico particolare che vedeva la chiusura dell’ente per le ville venete e, anche grazie a questa associazione, l’apertura dell’Istituto Regionale Ville Venete. Aveva una grande passione per la storia veneta che lo portò, oltre a pubblicare nel 1977 il libro “Le ville del Brenta da Lizza Fusina alla città di Padova”, ad acquistare, con enormi sacrifici familiari, riscattandola dal degrado, villa Querini Stampalia, a Mira, scoprendone all’interno un ciclo d’affreschi cinquecenteschi ascrivibili alla bottega di Bonifacio De Pitati. I restauri lo videro impegnato in un ampio territorio che spazia dall’Emilia Romagna al Friuli Venezia Giulia, sempre con un forte impegno nel Veneto: suoi i restauri su opere dei principali pittori della cultura veneta e, fra tutte, molte opere dei Tiepolo, tra cui la “Gloria della famiglia Pisani” nella villa Nazionale di Strà. (a.a)
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Mira
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Sicurezza. Un investimento dell’ente locale per rispondere alle istanze del territorio
15 nuove telecamere in arrivo nel capoluogo e nelle frazioni
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l territorio mirese sarà completamente video sorvegliato in tutte e 7 le frazioni. Ad annunciarlo nelle scorse settimane è stato il sindaco Marco Dori. “Saranno coperti da altre 15 telecamere - spiega Dori in una nota - tutti i paesi di Mira, dal capoluogo alle frazioni. Le telecamere alla fine saranno complessivamente quasi una sessantina. L’aumento delle delle telecamere è una risposta alla percezione di pericolo che hanno i residenti di fronte alle razzie e al loro bisogno di sicurezza, anche se i dati ci dicono che percentualmente i furti sono in diminuzione. A Mira sono oltre una quarantina attualmente le telecamere installate. L’intervento, realizzato con un contributo ministeriale, permetterà di coprire l’intero territorio. Saranno installate sia telecamere modello varchi, per la lettura targhe, ma anche per la sorveglian-
za territoriale, a supporto delle forze dell’ordine”. Il Comune va nel dettaglio delle aree che saranno alla coperte dalla nuova videosorveglianza: a Porto Menai saranno messe telecamere in via Stradona, la via che corre verso la frazione di Sambruson di Dolo. E poi: nel centro di Piazza Vecchia, nel centro di Mara-
Saranno installate telecamere modello varchi, ma anche per la sorveglianza territoriale, a supporto delle forze dell’ordine
Telecamere nel territorio mirese
no e cioè lungo via Caltana, nella piazzetta di Malcontenta poco distante da villa Widmann Foscari a Mira Porte nella piazzetta settecentesca, sul ponte di Piazza Mercato, ad Oriago davanti alla chiesa di Santa Maria Maddale-
na sulla Brentana a Forte Poerio che si trova in via Risorgimento, nel parcheggio della Stazione di Marano sulla linea ferroviaria Mestre - Padova in cui si sono verificati nel corso del tempo molti furti soprattutto ai danni delle automobili in sosta e a Dogaletto
nell’area dell’Idrovia dove spesso gli incivili scaricano rifiuti anche pericolosi come l’eternit. “Queste nuove telecamere - conclude il sindaco - si aggiungono a quelle già presenti presso le scuole medie del territorio, i principali parchi, le grandi vie di comuni-
cazioni (autostrade, provinciali, Romea), e a quelle territoriali già presenti a Mira Taglio, Oriago Centro, Borbiago”. A queste telecamere fisse poi si potranno aggiungere a discrezione della polizia locale anche foto trappole per individuare anche con l’ausilio degli ispettori Veritas chi scarica abusivamente. A Forte Poerio infine oltre a una telecamera di videosorveglianza, saranno messi dei paletti per impedire il parcheggio selvaggio nelle aree verdi. “Purtroppo - conclude il sindaco Marco Dori - in passato abbiamo avuto diverse segnalazioni di persone che, nonostante i divieti presenti, si avventuravano con le auto negli spazi verdi del Forte. Con la Polizia Locale siamo intervenuti e in alcuni casi sono state fatte delle multe. Con i nuovi interventi dovremo risolvere questo problema”. Alessandro Abbadir
9 ponti sul Naviglio intitolati a personaggi della storia locale Il Comune di Mira intitolerà i ponti del Naviglio a personaggi conosciuti della storia locale. L’idea era stata proposta dal consigliere di Coraggio Italia Paolo Lucarda. “Come Comune di Mira abbiamo fatto propria la proposta - sottolinea l’assessore Pesce - del consigliere Paolo Lucarda di intitolare i 9 ponti che attraversano il Naviglio del Brenta a personaggi famosi della storia locale. La delibera di giunta con cui è stata presa questa decisione, ora dovrà essere attuata con un percorso ben preciso”. I ponti sul Naviglio che saranno intitolati a personaggi conosciuti della storia locale sono: quello di Mira Taglio pedonale, quello davanti al municipio veicolare, quello davanti alla chiesa di san Nicolò, quello delle conche di Mira Porte, quello di via Riscossa, quello di Oriago in Piazza
Mercato, la passerella pedonale di Oriago a ridosso della chiesa di Santa Maria Maddalena, il ponte di Oriago di via Sabbiona e quello di Malcontenta vicino alla villa Widmann Foscari La Malcontenta. “Per arrivare all’intitolazione - spiega Pesce - abbiamo deciso di incaricare una commissione che coinvolga le scuole del territorio, per scegliere attraverso ricerche guidate dai docenti una rosa di candidati a cui intitolare i ponti. Di questi ponti un terzo saranno scelti dalle scuole gli altri due terzi dai cittadini attraverso un sondaggio votazione che sarà indetto dal Comune stesso”. Paolo Lucarda che ha avanzato la proposta, qualche nome ce l’ha già, ma si tratta di idee che andranno confrontate, fa capire, visto che si è deciso di seguire un percorso ben preciso.
Uno dei ponti sul Naviglio
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Riccardo Sandre
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Dolo
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Territorio. Approvato dalla giunta comunale lo schema di accordo
Al via lo spostamento del deposito Actv dal centro L
a giunta comunale di Dolo ha approvato a fine gennaio, lo schema di accordo per lo spostamento del deposito Actv da via Matteotti alla bretella che congiunge la regionale 11 al casello autostradale in un’area assolutamente infrastrutturata e distante dalle abitazioni. Questo passo rappresenta, di fatto per il Comune, la “certificazione” del buon esito del lavoro condotto in questi anni dal sindaco di Dolo, Gianluigi Naletto e dal vicesindaco, Matteo Bellomo che è anche il presentatore della delibera. Il passaggio successivo prevede la convocazione di un incontro congiunto con Actv e Città Metropolitana per firmare il protocollo. L’area nella quale sarà trasferito il deposito, già individuata e adeguata dal punto di vista urbanistico, è di proprietà privata e sarà acquistata dal Comune di Dolo che, poi, la metterà a disposizione di Actv che si occuperà direttamente della costruzione della nuova stazione dei pullman. “Spostare il deposito degli autobus dal centro abitato - commentano il sindaco di Dolo, Gianluigi Naletto e il vicesindaco, Matteo Bellomo - era un impegno assunto da questa amministrazione per riqualifica-
re l’intera porta Est del nostro Comune, per alzare il livello di qualità della vita di tutti i cittadini che risiedono in quel quartiere. Dopo decenni di promesse la nostra amministrazione, come per altre partite fondamentali per tutta la cittadinanza, è riuscita a sbloccare una situazione che, nel corso
degli anni, ha creato non pochi problemi. Ci abbiamo sempre creduto sapendo che l’iter sarebbe stato lungo e che i passaggi molto complessi, ma la nostra determinazione, la professionalità dei nostri uffici e la grande disponibilità di Actv e città Metropolitana hanno reso possibile compiere questo ulteriore passo nella riqualificazione complessiva della nostra Città”. “Ovviamente l’iter prevede - continuano - l’indizione di una conferenza dei servizi con tutti gli enti coinvolti per acquisire tutti i pareri necessari e per l’approvazione del progetto che sarà redatto dai professionisti incaricati da Actv. La prima fase, che sarà la più rapida, garantirà lo spostamento del parco mezzi, quindi nel vecchio deposito non ci saranno più gli autobus, mentre il secondo vedrà la costruzione, nel nuovo sito, dell’officina, della stazione di lavaggio e del distributore di carburante. Per l’area dell’attuale deposito, di proprietà di Actv, l’accordo non prevede incrementi di capacità edificatoria, quindi la vecchia ipotesi di condomini alti diversi piani, prospettata nel corso degli anni passati, è definitivamente tramontata”.
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Villa Angeli, la passerella sarà ripristinata Sarà ripristinata la passerella sul Naviglio di collegamento fra la regionale 11 e villa Angeli. Dopo il lavoro di coordinamento che il Comune di Dolo ha intessuto per ottenere gli assensi e la partecipazione di Regione e Veneto Strade, la giunta ha approvato lo schema di
convenzione che consentirà di “sbloccare” l’intervento di “Ripristino delle alberature e delle sponde del Naviglio Brenta, nonché delle aree verdi contermini danneggiate dall’evento atmosferico calamitoso dell’8 luglio 2015 con destinazione a uso pubblico”. Si tratta della ripartizione dei fondi destinati al risanamento delle opere danneggiate dal tornado del 2015. Il Comune aveva provveduto, a sua volta, a vincolare anche risorse a carico del bilancio, per la ricostruzione. Si chiude così il percorso amministrativo. Soddisfatti il sindaco Gianluigi Naletto e il vicesindaco Matteo Bellomo: “oltre 1.956.000 euro sono destinati al territorio, per la realizzazione di opere importanti. E’ una soddisfazione, avere portato a compimento un progetto che garantisce la sicurezza agli studenti degli istituti superiori che li hanno sede, e l’accessibilità al parco monumentale”. (l.p.)
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Dolo
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Sanità. Sale la preoccupazione del Comitato Marcato e dei sindacati in Riviera del Brenta
“Il reparto materno-infantile ritorni all’ospedale di Dolo” “Il reparto di pediatria di Dolo chiude alle ore 20 e per tutte le visite bisogna andare a Mirano con notevole disagio specie per chi abita ai confini geografici dell’Usl (Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Vigonovo)”
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ornerà il reparto maternità e infanzia nell’ospedale di Dolo? Se lo chiedono con preoccupazione i comitati e le organizzazioni sindacali che hanno raccolto il malumore dei cittadini rivieraschi costretti a migrare verso località distanti e scomode. “Il silenzio assordante della dirigenza dell’Usl 3 e dei sindaci della Riviera del Brenta sembra confermare il timore da sempre manifestato che il reparto materno infantile non ritorni più a Dolo - osserva il Comitato Marcato. I cittadini della Riviera del Brenta sono molto preoccupati, dopo aver subito i notevoli disagi dovuti al trasferimento provvisorio dei reparti a Mirano non vedono ancora la luce in fondo al tunnel. Durante il periodo del Covid ci si doveva spostare anche di 40 chilometri per interventi chirurgici e altro, sopportando con abnegazione e nella speranza che i reparti sarebbero rientrati, già nel passato alcuni reparti (vedi Orl, Neurologia) erano stati dislocati a Mirano provvisoriamente e poi non più tornati. Attualmente il reparto materno infantile spostato provvisoriamente nel periodo Covid a Mirano, continua a creare notevoli disagi ai pazienti. Il reparto di pediatria di Dolo chiude alle ore 20 e per tutte le visite bisogna andare a Mirano con notevole incomodo specie per chi abita ai confini geografici
L’ospedale di Dolo
dell’Usl (Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Vigonovo)”. Altro, grave disagio è la mancanza del punto nascite che porta ad aumentare le nascite presso altre Usl limitrofe. “Esiste - aggiungono al Comitato - uno squilibrio di collocazione per l’accesso sanitario tra Mirano e Mestre e tra Dolo e l’intero bacino sud dell’Usl, una disuguaglianza territoriale priva di logica tra aree geografiche con, da una parte una concentrazione di strutture ospedaliere per la troppa vicinanza tra Mirano e Mestre, e dall’altra un vasto territorio con l’ospedale di Dolo non più in grado di rispondere ai bisogni sanitari perché privato dei suoi servizi”. Anche la Cgil veneziana si fa portavoce del problema attraverso le parole del segretario generale Daniele Giordano
ed il segretario Fp Marco Busato che contestano scelte che incidono sulle famiglie del territorio. “Nessuno può nascondere il calo demografico in atto ma ci sono elementi che però sono frutto di decisioni assunte dalle istituzioni e dalla Regione - affermano i due sindacalisti - e la questione indubbiamente più lampante è la chiusura del punto nascite di Dolo, avvenuta con il Covid, che rappresenta un errore confermato dal fatto, che quei parti, in una misura sempre maggiore, sono andati in territori limitrofi fuori dall’area veneziana. Come Cgil e Fp abbiamo contestato quella scelta e continuiamo a ritenere che abbia impoverito il territorio della Riviera, determinando il fatto che molte famiglie si sono rivolte a Padova”. Lino Perini
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Ridurre le emissioni inquinanti e migliorare la qualità dell’abitare unita ad un risparmio economico, alla base dell’accordo di partenariato pubblico-privato messo in atto dall’amministrazione comunale dolese. L’obiettivo è quello di intervenire su 14 edifici pubblici e ridurre il riscaldamento energetico di circa il 15%. Si tratta di una concessione alla ditta Cristoforetti Servizi Energia spa che avrà il compito di gestire per quindici anni il servizio calore degli edifici pubblici dolesi e che, inoltre, fornirà il combustibile. Una serie di interventi che vanno dall’installazione di valvole termostatiche alla sostituzione dei terminali di calore come ventilconvettori, valvole, generatori di calore, pompe e serramenti, oltre
all’installazione dei contatori e di nuovi sistemi di coibentazione e isolamento delle coperture. A carico del concessionario è prevista anche l’intera manutenzione degli
impianti oltre a quella straordinaria per i beni di efficientamento della scuola primaria De Amicis di Dolo e della scuola dell’infanzia “Isola del tesoro”, sempre di Dolo, e la
manutenzione ordinaria dei presidi antincendio. Interessati sono gli alloggi comunali di via Dauli, villa Concina e l’attigua barchessa ovest, la palestra Giotto, la media Gandhi di Sambruson, lo stadio Walter Martire, la scuola primaria e la palestra Manin di Sambruson, la sede della protezione civile, la scuola media Giuliani di Dolo, l’ex-macello e la sede della Polizia Locale. Si tratta di un investimento complessivo di 1.050.000 euro a fronte di un canone annuo a carico dell’amministrazione comunale di 159.990 euro e un contributo in conto capitale di circa 359.000 euro che secondo le stime effettuate per il Comune dovrebbe comportare un risparmio di circa 128.000 euro. (l.p.)
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Dolo
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Sicurezza. Dopo una escalation di borseggi nelle ultime settimane
Mercato, il Comune aumenta i controlli della Polizia Locale L
a sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico è uno dei punti di maggiore interesse dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Gianluigi Naletto. Per questo nelle scorse settimane l’amministrazione comunale si è attivata soprattutto per combattere un fenomeno che stava diventando sempre più ingestibile: quello dei furti che si verificano settimanalmente al mercato che si tiene il venerdì a Dolo. Si tratta in genere di furti di denaro, tessere bancarie, chiavi di casa e vari documenti che i ladri compiono sottraendoli in modo accorto e professionale da borselli o borse che le vittime portano con sé e che nella confusione posta agli acquisti, dimenticano di prestare attenzione. I ladri, una volta eseguito il furto spesso si sbarazzano della refurtiva che non interessa gettando borse o borselli ma anche portadocumenti, nella zona attigua all’ospedale, naturalmente conservando ciò che ritengono più utile, soldi ovviamente e talvolta anche le chiavi di casa dei malcapitati. In particolare si è riscontrata una maggiore frequenza di furti nei pressi dei banchi del pesce solitamente molto affollati e dove l’interesse per l’acquisto porta ad avere meno attenzione da parte delle persone. Proprio per far fronte a questa escalation l’amministrazione comunale ha chiesto di intensificare i controlli anti-borseggio da parte della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta durante le giornate del venerdì in Piazza Mercato. Così il sindaco Gianluigi Naletto si è attivato prontamente. “Anche a seguito di alcune segnalazioni, si è provveduto ad implementare il servizio a piedi degli agenti della Polizia Locale all’interno del piano di controllo dell’ordine pubblico e della sicurezza comunale - spiega. Durante i prossimi eventi in programma, inoltre, sarà garantito un attento e diffuso presidio delle forze dell’ordine sul capoluogo e sulle frazioni, attraverso una sinergica azione di coordinamento tra la Polizia Locale e la tenenza dei carabinieri”. “Nel corso delle festività - ha concluso Naletto - fondamentale è stata la collaborazione della cittadinanza per alcune importanti azioni di prevenzione e contrasto di alcuni eventi criminosi, oltre ad alcuni significativi interventi a tutela della salute di cittadini an-
Chiesetta della Madonna della Salute i lavori continuano
ziani soli in casa. L’aiuto di tutti è davvero importante”. Nonostante nella giornata del venerdì le forze dell’ordine abbiano intensificato l’opera di controllo, è comunque opportuno che le persone prestino molta attenzione a chi si avvicina furtivamente o sembra che inavvertitamente le urti nella ressa che fatalmente si crea fra le bancarelle, perchè non sempre sono situazioni casuali ma invece finalizzate al furto. Lino Perini
L’area del mercato rionale di Dolo
Continuano i lavori di restauro della parte edile esterna ed interna della chiesetta della Madonna della Salute, situata all’interno dell’ospedale, in via Riviera XXIX Aprile, 2, ed il cui oratorio fu dedicato alla Beata Vergine Maria dopo la terribile peste che colpì Venezia nel 1630-1631, in segno di gratitudine per la fine del morbo e su suggerimento del vescovo Giorgio Cornelio alla famiglia Barbarigo, proprietaria dell’edificio. Il santuario è meta ogni anno dei dolesi ma anche dei rivieraschi in occasione della ricorrenza del 21 novembre, giornata dedicata
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alla Madonna della Salute. In questa giornata sono migliaia coloro che si recano a pregare e chiedere alla Beata Vergine di conservare in salute se stessi e i propri famigliari. Nella Madonna della Salute si celebrano anche le messe domenicali. A dirigere i lavori è stato chiamato l’ingegnere Baldassare Elia Farinati per conto dell’azienda Usl3 Serenissima. Al suo fianco in qualità di coordinatore dell’esecuzione dei lavori è stato nominato l’ingegnere dolese Ferdinando Garbin. “Il restauro - ha precisato il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto - è stato promosso dal Comune ma realizzato da Usl 3, dalla parrocchia e dalla cappellania dell’ospedale, che ringraziamo, ha già restituito gli interni nella loro lucentezza, con le pareti e il soffitto splendide nei loro colori d’origine”. “È ancora in corso, invece, il restauro esterno - ha aggiunto il sindaco Naletto - e rinnoviamo l’appello ai fedeli perché aiutino, con le loro offerte, la buona riuscita del progetto”. I lavori hanno preso il via lo scorso giugno e la durata prevista per il loro completamento è di 727 giorni. L’importo a base d’asta è di 900.000 euro a cui si aggiungono 40.000 euro di oneri per la sicurezza. (l.p.)
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La storia. Adiconsum denuncia un caso conseguente al maltempo dello scorso luglio in Riviera
Danneggiato dalla grandine, non avrà alcun rimborso
Il sindaco Naletto designato componente del Cal Importante incarico assegnato dalla conferenza metropolitana di Venezia al sindaco di Dolo Gianluigi Naletto che è stato designato componente del Consiglio delle Autonomie Locali della Regione per il territorio metropolitano. “Sono grato alla
N
essun rimborso spetta, secondo l’assicurazione, se per i danni subiti dal maltempo è stato decretato lo stato di emergenza. E’ quanto è stato risposto a D.S. professionista di Dolo, che lo scorso 19 luglio è stato vittima della violenta grandinata che ha distrutto la carrozzeria della sua macchina. A distanza di mesi si è aggiunta anche la sgradita sorpresa perché la sua assicurazione gli ha negato il rimborso di quanto pagato alla carrozzeria, per una clausola che esclude la copertura economica per quel devastante evento atmosferico e che si riferisce all’emanazione dello stato di emergenza da parte del Governo come specificato nella raccomandata inviatagli dall’assicurazione. “Abbiamo provveduto alla necessaria attività istruttoria, tuttavia, ci corre l’obbligo di rilevare che gli accadimenti proposti debbano considerarsi in correlazione diretta con le recenti calamità naturali di portata straordinaria che hanno portato alla emanazione, da parte del Consiglio dei Ministri, dello Stato di emergenza. In ragione del disposto contrattuale afferente alla sua polizza e, nostro malgrado, non possiamo ritenere operante la copertura assicurativa”.
Il professionista si è rivolto all’Adico e il presidente Carlo Garofolini, ha fatto notare l’assurdità della situazione. “Sembra una cosa surreale eppure proprio il fatto - ha spiegato - che quell’evento atmosferico sia stato considerato di una gravità molto rilevante ha bloccato la copertura assicurativa per il professionista di Dolo che ora si è rivolto a noi. L’emanazione dello stato d’emergenza rientrava fra quelle famose clausole che spesso i diretti interessati non conoscono neppure e che emergono frequentemente in caso di sinistri. Seguiamo molte volte soci che denunciano la mancata copertura assicurativa per vicende per le quali si è teoricamente assicurati. Ed ecco che vengono fuori quei cavilli che alla firma del contratto
non erano emersi in modo chiaro. Nel caso in questione, è stata sottoscritta una polizza contro gli eventi atmosferici per poi ritrovarsi a mani vuote perché, fatalità, la copertura non è prevista quando viene proclamato lo stato d’emergenza”. Ora bisognerà capire se vi sarà la possibilità per il professionista di attingere da eventuali ristori da parte di Stato o Regione. Quella capitata a D.S. non è l’unica anomalia legata alla grandinata del 19 luglio e seguita dall’Adico. L’ associazione ha seguito il caso di un automobilista, sempre di Dolo, che si è visto negare dalla propria assicurazione la copertura per la riparazione della vettura perché giudicata antieconomica . Lino Perini
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Conferenza metropolitana per la fiducia - ha osservato soddisfatto e conscio della responsabilità, il sindaco Naletto - che ricambierò con disponibilità ed impegno. Le funzioni del Cal sono fondamentali per offrire al legislatore regionale contributi qualificati in materia di enti locali. Da parte mia la volontà e’ quella di portare alto il valore della territorialità e della sussidiarietà nell’ambito della valorizzazione delle autonomie locali”. Il Consiglio delle Autonomie Locali è un organo regionale che svolge attività consultiva, concertativa e propositiva ed esprime, nei tre ambiti, vari pareri obbligatori. Vi fanno parte, fra gli altri, il sindaco della Città metropolitana di Venezia e 14 sindaci, due per ciascuna provincia. (l.p.)
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Economia
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L’analisi di Camera di Commercio e Unioncamere. La provincia ha importato prodotti per 1,8 miliardi
Con la crisi di Suez soffrono l’import e l’export delle imprese veneziane L
a riduzione del transito di navi per il Canale di Suez preoccupa le imprese veneziane e rodigine. Pesanti le possibili ripercussioni sui traffici commerciali non solo da e verso l’Asia orientale, ma anche sugli scambi con Iraq, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Yemen, Pakistan, India, Bangladesh, Sri Lanka. Si tratta infatti di aree strategiche per la provincia di Venezia: la provincia ha importato da questi paesi prodotti per 1,8 miliardi di euro (il 21,6% dell’import provinciale). Di questi 1,1 miliardi arrivano dall’Asia Orientale (nello specifico dalla Cina 625 milioni, il 7,6% dell’import provinciale) e 324 milioni dall’India (4,3% dell’import). Le prime voci merceologiche di questi flussi sono prodotti tessili e abbigliamento, Coke e prodotti petroliferi raffinati, prodotti alimentari e bevande, sostanze e prodotti chimici, apparecchi elettrici. Oltre al gas naturale le principali voci sono sostanze e prodotti chimici, prodotti alimentari e bevande, metalli di base e prodotti in metallo, prodotti delle altre attività manifatturiere. Sul fronte dell’export l’impatto è minore, con poco meno di 1 miliardo di euro, di cui 848 milioni di esportazioni dalla provincia di Venezia, pari al 12% dell’export provinciale. Principali voci dell’export per Venezia sono mezzi di trasporto, metalli di base e prodotti in metallo, macchinari e apparecchi, prodotti tessili e abbigliamento, articoli in gomma e materie plastiche. A dare l’allarme sui contraccolpi della crisi sul territorio per l’intera regione è anche Unioncamere Veneto. Il cambio di rotta rispetto a Suez rischia così di provocare ritardi o blocchi negli approvvigionamenti e un conseguente aumento dei costi. Il possibile impatto sull’interscambio commerciale della nostra regione è evidente. “Molte delle nostre imprese, alla luce del quadro geopolitico degli ultimi anni, dalla crisi pandemica ai conflitti in atto, hanno già dovuto ripensare il proprio inserimento nelle catene globali del valore – commenta il presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza. Non c’è evidenza che quest’ennesima crisi e l’allargamento del conflitto in Medio Oriente possano risolversi in tempi brevi. E sicuramente la criticità e l’incertezza degli scenari internazionali sono destinati a durare,
anche alla luce delle ultime tensioni sorte tra Stati Uniti e Cina dopo l’esito delle elezioni a Taiwan. Quindi bisogna pensare di riportare la produzione all’interno del Mediterraneo e di riavvicinare impianti e produzione, creando una nuova filiera per non farsi travolgere. Il nearshoring può essere una soluzione e il sistema camerale c’è per accompagnare il Made in Italy e sostenere le nostre imprese. Su questo aspetto gli imprenditori possono sfruttare anche la
rete delle 86 Camere di Commercio italiane all’estero, che sono un altro elemento a supporto per individuare nuovi mercati, opportunità di insediamento e aree produttive. Proprio in queste ore Assocamere Estero ha firmato una convenzione con la Conferenza delle Regioni italiane e delle province autonome per sostenere l’internazionalizzazione e l’attrazione degli investimenti esteri per sostenere lo sviluppo economico dei territori”.
Il 2024 parte bene per Fincantieri: tre navi in lavorazione
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Inizio anno di impegni e lavoro per il Fincantieri a Venezia, con almeno tre navi in arrivo, una ormai pronta per i viaggi e due all’inizio della progettazione. La prima a prendere la via del mare con il varo sarà la Queen Anne che lo stabilimento Fincantieri di Marghera sta ultimando per il marchio premium Cunard Line del gruppo Carnival Corporation e Plc. Dopo le prove in mare e il carenaggio già effettuati tra fine gennaio e inizio febbraio, la nave sarà consegnata il prossimo aprile. In contemporanea, sono già in fase iniziale di realizzazione le nuove navi di classe “Prima Plus” per Norwegian Cruise Line. La prima, Norwegian Aqua, sarà pronta nel marzo del prossimo anno mentre la seconda che non ha ancora un nome ufficiale, sarà consegnata entro marzo 2026, mantenendo dunque i ritmi costanti di una consegna finale ogni primavera, con altre consegne che sarebbero già in fase di pre-progettazione per gli anni seguenti. Il cantiere di Marghera dal 1990 ad oggi ha costruito ben 33 delle più importanti navi da crociera che solcano i mari di tutto il mondo (appunto una all’anno), con come ultima consegna la Norwegian Viva, seconda di una serie di sei navi da crociera di nuova generazione della nuova classe Prima per Norwegian Cruise Line, gruppo crocieristico statunitense fra i primi al mondo. E i numeri sono chiari: Il cantiere impiega oltre mille persone, quasi tutti residenti a Mestre e Marghera, con un riscontro positivo, non trascurabile, sull’economia locale: all’incirca due miliardi di euro di valore nell’ultimo triennio secondo gli studi più recenti eacquisti in Veneto per circa 380 milioni di eurodistribuiti tra circa 400 aziende, prevalentemente piccole e medie. (m.t.)
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Eventi
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Venezia. Ancora una volta la firma è del direttore artistico Massimo Checchetto
La magia del Carnevale si rinnova e celebra la figura di Marco Polo L’assessore Venturini: “Da non perdere in laguna gli spettacoli all’Arsenale e le tante iniziative tra campi e campielli ma faranno sicuramente il pienone anche le sfilate dei carri mascherati in terraferma e nelle isole”
“I
l Carnevale quest’anno incarna a pieno l’animo avventuriero e curioso di Marco Polo, il viaggiatore per antonomasia. Quando ci siamo seduti attorno a un tavolo per sviluppare idee e iniziative in vista di questa edizione del Carnevale, che fino al 13 febbraio coinvolgerà laguna e terraferma, siamo partiti da lui, narratore di mondi fantastici e lontani, commerciante che con sprezzo del pericolo ha conosciuto culture e tradizioni inimmaginabili. Per questo lo slogan della kermesse è ‘Ad Oriente... il mirabolante viaggio di Marco Polo’. Celebreremo i 700 anni dalla sua morte facendoci promotori del suo messaggio e del suo esempio. Che è poi l’esempio dei Grandi della Storia, sospinti dalla curiosità di spingersi sempre un po’
più in là”. Parola dell’assessore al Turismo Simone Venturini che sottolinea la volontà di dar vita a un palinsesto di eventi diffusi che possano coinvolgere tutti, ma proprio tutti. “Da non perdere in laguna gli spettacoli all’Arsenale e le tante iniziative tra campi e campielli - aggiunge - ma faranno sicuramente il pienone anche le sfilate dei carri mascherati in terraferma e nelle isole. Una tradizione che sta prendendo sempre più piede”. Tutto il territorio comunale diventa la mappa di un viaggio fantastico caratterizzato da spettacoli, musica e arte per un Carnevale “capillare” e fantasioso. Un’edizione che avrà come filo rosso l’impresa più grande di tutte: l’arrivo di Marco Polo alla corte del Gran Khan in Cina e il suo
racconto minuzioso e intrigante giunto a noi attraverso le pagine de Il Milione, capolavoro della letteratura mondiale. L’edizione del Carnevale di Venezia 2024 vede ancora una volta la firma del direttore artistico e scenografo del Teatro La Fenice Massimo Checchetto e ha riservato molte sorprese fin dal primo fine settimana con l’atteso corteo
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acqueo capitanato dalla mitica “Pantegana” lungo il Canal Grande e con gli spettacoli nei teatrini orientaleggianti allestiti in piazza San Marco, in piazza Ferretto e in altri campi e luoghi della città. “E poi ancora il corteo delle Marie sabato 3 febbraio, le mostre, la cultura, l’attesissimo spettacolo notturno in Arsenale - aggiunge l’assessore Venturini - ‘Terra incognita. Il mirabolante viaggio di Marco’ (il 2 febbraio, ndr) sarà uno show che riempirà di magia lo specchio d’acqua della Darsena Grande. Un racconto immaginifico, liberamente ispirato a Il Milione, narrato in chiave fantastica attraverso i diversi linguaggi creativi dell’arte”. Venezia incontrerà l’Estremo Oriente anche grazie a un’iniziativa organizzata dall’Associazione per la Promozione della Cultura e del Turismo Italia-Cina (ICCtpa).
In occasione del Capodanno cinese il 9 febbraio, nel pomeriggio, partirà un’imponente parata per le vie pedonali di Mestre: draghi e serpenti procederanno festosi affiancati da bambini e ragazzi in abiti tradizionali (lanterne alla
Il 3 febbraio appuntamento con il Corteo delle Marie. Festeggiamenti anche per il Capodanno Cinese del 9 febbraio mano) per celebrare, insieme al pubblico, il countdown verso la mezzanotte cinese (ore 17 locali). A Venezia, invece, Campo San Polo sarà allestito a tema per l’evento, mentre l’Arsenale ospiterà spettacoli di arte cinese e l’M9 di Mestre, infine, darà vita a laboratori ad hoc.
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Cultura
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Arte. Artisti Chioggiotti contemporanei. Dal Vedutismo Veneto all’Intelligenza Artificiale
Centoventi artisti appassionati di Chioggia, Accademia delle Belle Arti en plein air P
ittori, scultori, illustratori, vedutismo, astrattismo, arte Naif, surrealtotemismo, arte informale, arti applicate e decorative: un’ampia panoramica di 120 artisti che hanno caratterizzato la passione per l’arte a Chioggia. Dopo aver realizzato i ponderosi volumi “Pittori stranieri a Chioggia”, “Pittori italiani a Chioggia” e “Pittori del mondo a Chioggia”, Sebastiano Melis propone una nuova pubblicazione, “Artisti Chioggiotti contemporanei. Dal Vedutismo Veneto all’Intelligenza Artificiale” (Art&Print editrice 2023), col patrocinio della Città di Chioggia e dell’associazione “Amici di Chioggia Città d’Arte”, frutto di una approfondita ricerca e la collaborazione di artisti e loro familiari che hanno contribuito ad arricchire e approfondire le informazioni raccolte. Ogni artista, chioggiotto di nascita o di adozione, attivo dagli anni Cinquanta del secolo scorso ad oggi, è presentato con una scheda che ci informa sui dati anagrafici, gli studi artistici, l’attività espositiva accompagnata dalla riproduzione di alcune opere. Gli artisti sono raggruppati per il genere pittorico prevalente e in ordine
E’ il frutto di una approfondita ricerca e della collaborazione di artisti e loro familiari che hanno contribuito ad arricchire e ampliare le informazioni raccolte
CASA Sintonizzati temporale di attività. Nel secondo dopoguerra a Chioggia il gallerista Alfredo Bordin (Ta-Ho-Ma) ha animato e contribuito alla vita culturale della città facendo conoscere e incontrare importanti artisti e intellettuali. Negli anni Sessanta e settanta la zona di Vigo fu interessata dalla presenza di Circoli Artistici, Gallerie e Centri Culturali, una piccola “Montmartre”, dove allestivano mostre artisti già affermati o alle loro prime esperienze. D’altra parte, Chioggia, come aveva affermato il pittore lombardo Mosè Bianchi nel 1883, è una “Accademia di Belle Arti en plein air” e in particolare la pittura è nel Dna dei chioggiotti
come testimoniano i dipinti sui bragozzi, sulle vele, all’interno dei cantieri navali, i capitelli nelle calli, le “tolele” ex-voto presenti nelle chiese del territorio clodiense. “Quest’ultimo lavoro del nostro concittadino - ha scritto l’assessore alla Cultura del Comune di Chioggia Elena Zennaro nella presentazione del libro di Sebastiano Melis - mette in evidenza il legame speciale che questa magica città crea tra chi la sceglie come meta ispiratrice di creazioni artistiche e chi semplicemente la vive consapevole o meno - di essere in un immenso museo a cielo aperto”. Eugenio Ferrarese
Le mostre da visitare a Venezia “Marcel Duchamp e la seduzione della copia”, c’è ancora poco tempo, fino al prossimo 18 marzo, per visitare la mostra a cura di Paul B. Franklin presso la Peggy Guggenheim, che il museo veneziano dedica a Duchamp, tra gli artisti più influenti e innovativi del Novecento, amico e consigliere della mecenate americana.“Dino Buzzati e la città di Venezia”, si conclude il 25 febbraio prossimo la mostra “Buzzati, Venezia e la pop art”, un evento unico al Centro Candiani che vuole esplorare la connessione tra il celebre scrittore, la città lgunare e il movimento artistico della pop art.“Il ritratto veneziano dell’Ottocento”, un secolo da ripercorrere nei volti e nelle opere dei suoi protagonisti con la mostra a Ca’
Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna fino al prossimo 1° aprile, un evento curato da Elisabetta Barisoni e Roberto De Feo. In esposizione le opere di Hayez, Molmenti, Grigoletti, Schiavoni, Lipparini, artisti che hanno vissuto, si sono formati a Venezia, lasciando testimonianze preziose della società, dello spirito dell’epoca, dei suoi protagonisti e dei suoi grandi stravolgimenti. “L’Asse del Tempo: Tessuti per l’Abbigliamento in Seta di Suzhou”, ha inaugurato le celebrazioni per i 700 anni della morte di Marco Polo, la ostra sarà aperrta al pubblico fino al prossimo 29 febbraio al museo di Palazzo Mocenigo. Una esposizione che rimarca il legame storico tra Venezia e Suzhou, ufficialmente gemella-
te dal 1980, due città fortemente legate alla figura di Marco Polo. Le due città sull’acqua che segnano gli estremi della via della seta, da Venezia a Suzhou, che Marco Polo visitò su incarico del Kublai Kan rimanendone affascinato.
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Sport locale
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Rugby. Una realtà sportiva mirese che si è imposta a livello nazionale
Rugby Riviera 50 anni di successi nel segno della correttezza U
na realtà sportiva rugbystica che da quasi 50 anni promuove i valori dello sport partendo dai più piccoli fino ad arrivare a giocarsi le competizioni al più alto livello, divulgando il più possibile il verbo della correttezza e dal fair play, da sempre pilastri fondamentali del gioco del rugby. Il “Rugby Riviera 1975” di Mira, negli anni ha dato l’opportunità a migliaia di ragazze e ragazzi di poter crescere e formarsi in un ambiente sano che secondo lo spirito del rugby, più di ogni altra disciplina di squadra, ha valori intrinseci quali il coraggio, il sacrificio, la generosità, la correttezza, lo spirito mutualistico e la lealtà, il rispetto per l’avversario. Di conseguenza, l’obiettivo superiore a cui tendono tutte le attività che vengono svolte è quello di migliorare il servizio alla comunità di riferimento e l’essere punto di riferimento
per ragazzi, giovani e adulti che frequentano l’associazione. Ne è un esempio la collaborazione con l’Avis della Riviera del Brenta. Attualmente la società, Asd animata dallo stesso spirito volontaristico e sociale degli inizi ha aggiunto ora obiettivi, competenze ed esperienze propri di una società moderna ed ambiziosa,
La Seniores femminile è stata Campione d’Italia per 6 volte tra il 2004 e il 2013 sia con la sezione femminile che con il maschile e il rugby integrato. Gli atleti tesserati sono 300 e le categorie di attività sono Seniores Femminile Serie A, Seniores Maschile Serie C, Mini-rugby U6, U8, U10, U12, Junior-rugby
Il Rugby Riviera femminile
U14, U16, U18, Rugby Integrato “Lupastri” per atleti diversamente abili, Old Touch-rugby. Da sottolineare gli straordinari risultati ottenuti dalle prime squadre, ossia con la Seniores femminile campione d’Italia per 6 volte tra il 2004 e il 2013 mentre la Senior
maschile la partecipazione a due campionati in serie A tra il 2009 e il 2011 con il secondo chiuso al quinto posto. L’impianto è quello di Mira in via Oberdan, con una tribuna da 1000 posti a sedere e due campi da gioco arricchito di recente, per volontà
del direttivo di un’accogliente Club House che permette di costruire attorno al rugby il valore aggiunto della socialità e convivialità che lo caratterizzano a tutte le latitudini e livelli in cui viene praticato. Interessante anche il progetto “Lupastri”, rivolto all’inclusione, con l’obiettivo di accrescere la partecipazione al gioco, anche a favore di chi nella vita, debba fare i conti con delle barriere. “Siamo convinti che il Rugby sia di tutti - spiegano dalla direzione - per questo motivo abbiamo aderito all’iniziativa Fir del Rugby Integrato mettendo a disposizione, oltre agli spazi del nostro impianto sportivo, anche tecnici ed educatori volontari. I nostri atleti e atlete hanno una età tra i 20 e i 30 anni e si ritrovano ogni giovedì dalle 18.30 per dar vita ad un’ora di sano divertimento”. Riccardo Musacco
Calcio, il Dolo 1909 Pianiga è corso ai ripari Non è stato sinora un campionato ricco di soddisfazioni per il Calcio Dolo1909 Pianiga che al termine del girone di andata si è trovato ad essere in una posizione di metà classifica, fluttuante fra il rischio dei play-out ma non distante dal poter ancora sperare di agganciare il treno che porta ai play-off. Proprio per invertire questa situazione la società ha deciso d’intervenire in modo deciso nel corso del mercato invernale, cosiddetto “mercato di riparazione”, operando con numerose e importanti operazioni condotte dal direttore sportivo Massimo Cernigliaro che hanno permesso di arricchire la rosa a disposizione dell’allenatore Matteo Milan con nuovi innesti in grado di migliorare la rosa in tutte le zone del campo. In entrata da segnalare gli arrivi di Mattia Gasparini, attaccante classe 2001, con trascorsi importanti nelle fila di Plateola e San Giorgio in Bosco,
società da cui proviene. Marko Rode, attaccante 1998, con esperienze in Eccellenza e Promozione, Marco Taddia, giocatore poliedrico a tutta fascia, classe 1997, con numerose stagioni giocate in Eccellenza, un breve periodo anche al Venezia, e l’ultimo periodo allo Spinea. Ancora David Shaholli, centrocampista avanzato, classe 2003, e soprattutto il fiore all’occhiello rappresentato da Matteo Bedin, centrocampista classe 1989, che vanta oltre 300 presenze tra i cadetti della B e la serie D, fra cui Padova, Mestre, Triestina, Francavilla, Fidelis Andria e Rimini, in arrivo dal Rovigo. Contemporaneamente hanno salutato la compagine granata i centrocampisti Eric Batillana, Carmine Monaco e la punta Marco Dovico, oltre ad alcuni giovani della Juniores elite, inizialmente aggregati alla prima squadra, che sono stati girati in squadre di Prima categoria. (l.p.)
Matteo Bedin del Calcio Dolo 1909
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Dese: domenica 28 gennaio Chirignago: domenica 4 febbraio Pellestrina: giovedì 8 febbraio Lido di Venezia: venerdì 9 febbraio Marghera: sabato 10 febbraio Burano: sabato 10, domenica 11 e martedì 13 febbraio Campalto: domenica 11 febbraio Mestre: lunedì 12 febbraio Zelarino: martedì 13 febbraio
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Il caso. Determinante per la bocciatura della legge l’astensione della dem Bigon
Sul fine vita il Consiglio regionale si spacca Il presidente Zaia si dissocia dalla sua maggioranza e divide la Lega, mentre il Pd fa autogol, festeggiano Fratelli d’Italia e Forza Italia
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ssere la prima regione chiamata a votare le disposizioni che normano la pratica del suicidio medicalmente assistito, non è certamente impresa semplice. E così il Veneto, tra mille fraintendimenti e distinguo, alla fine bocciando la legge ha deciso di non scegliere. Ma andiamo con ordine. Il suicidio medicalmente assistito in Italia è consentito a seguito di un Pronunciamento della Corte Costituzionale che, con propria sentenza, ha di fatto colmato il vuoto da un’assenza legislativa. In buona sostanza i Giudici della Corte hanno detto “Caro Parlamento visto che i casi sono frequenti e tu non ti decidi a fare una legge, ci pronunciamo noi”. Quindi cosa si doveva votare in Veneto? Grazie all’impegno dell’Associazione Luca Coscioni e delle oltre 9000 firme depositate nella nostra regione i consiglieri sono stati chiamati a votare una legge di iniziativa popolare che, nelle sostanza, definiva le tempistiche e i protocolli ai quali le differenti ULSS del Veneto si do-
vevano attenere. Quindi il voto non prevedeva di esprimersi su suicidio medicalmente assistito si o no, ma tecnicamente su quali categorie di persone lo potessero richiedere e in quanto tempo gli ospedali fossero chiamati a somministrare i farmaci per compiere questa scelta. Il Centrodestra si è dichiarato compatto per il “no”. Senza però tenere conto della variabile Zaia: il presidente della Regione crede fermamente in questa possibilità di autodeterminazione tanto da averla ampiamente trattata in molte occasioni pubbliche e anche in alcuni dei suoi libri. Il suo posizionamento ha fatto si che il 50% della maggioranza consigliare votasse, seguendolo, a favore del provvedimento. Un’autostrada, si dirà, questa per il centrosinistra che di un tema tanto sensibile al proprio elettorato ha fatto una bandiera. E invece no. La consigliera del Partito Democratico, Annamaria Bigon, sin dall’inizio, non ha voluto sentire ragioni, è rimasta in
aula e si è astenuta. Questo suo voto è stato, di fatto, determinante, per la bocciatura della legge. Il vicecapogruppo Dem, Jonathan Montanariello ha immediatamente presentato le sue dimissioni da quel ruolo in polemica evidente con i vertici di gruppo e partito. Il ragionamento dell’ormai ex vicecapogruppo poggia su un presupposto: se il suicidio medicalmente assistito è stabilito dalla sentenza della Corte e la legge al voto era di natura puramente tecnica perché doveva solo dare a tutte le ULSS Venete l’indicazione di comportarsi allo stesso modo in termini di procedure e tempi, non si può invocare la libertà di coscienza proprio perché procedure e tempi non sono un tema etico. Una considerazione, questa, che è andata in rotta di collisione con un approccio, a suo dire, troppo morbido di segretario regionale e capogruppo. Da qui un profluvio di dichiarazioni di leader locali e nazionali, circoli in fermento, petizioni, rabbia e incredulità nella base dei Democratici. Nelle ore in cui stiamo andando in stampa si è consumata una Direzione Regionale del Partito particolarmente tesa nel corso della quale
Zaia e Lanzarin durante la discussione in Consiglio regionale
oltre una ventina di componenti (parlamentari, consiglieri regionali, segretari provinciali) hanno presentato un documento con il quale hanno chiesto alla Consigliera Bigon, non per il suo voto in consiglio ma per le dichiarazioni politiche che ha rilasciato nei giorni successivi, di considerare se possa considerarsi ancora rappresentativa di tutte le minoranze come vice presidente della Commissione Sanità. I proponenti hanno scelto di non chiedere il voto sul documento poiché, con
ogni probabilità, avrebbero ottenuto la maggioranza lacerando, così, profondamente il partito al quale, in ogni caso, chiedono maggiore coinvolgimento e un cambio di passo. Festeggiano, invece, Forza Italia e Fratelli d’Italia che compattamente hanno votato no. E festeggia anche il Leader Nazionale della Lega e Ministro, Matteo Salvini schierato, a sua volta, contro questa legge e sempre più distante, anche nelle dichiarazioni pubbliche, da Luca Zaia. (r.r.)
L’intervista. Alessandra Moretti, eurodeputata del Partito Democratico
“In Regione ormai la maggioranza non c’è più” “S
i sta sfaldando abbastanza velocemente il consenso politico del presidente del Veneto”: a sostenerlo è la Alessandra Moretti, parlamentare europea del Partito Democratico. Secondo lei dove sta andando la maggioranza che governa la Regione? “Il voto sul fine vita manifesta una profonda difficoltà all’interno del centrodestra all’interno della Lega. Dimostra che gli unici motivi per cui l’attuale maggioranza resta unita riguardano la gestione del potere, in quanto si vede plasticamente come quella maggioranza che aveva sostenuto lo stesso Zaia tre anni fa, oggi non ci sia più”. Da Bruxelles come vede la questione dell’autonomia regio-
nale? “C’è un problema gigante: finché non vengono approvati dei livelli essenziali e degli standard che possano garantire a tutti i cittadini adeguata assistenza, soprattutto per quanto riguarda la sanità, è impossibile fare un discorso e un ragionamento serio su questo tema. Perché rischia, così come è scritta, di creare delle profonde fratture, delle grandi discriminazioni tra cittadini italiani. E siccome la sanità in particolare versa, anche nella nostra regione, in una condizione di grave difficoltà, è chiaro che questa autonomia – così come è scritta dalla maggioranza, andrebbe a rafforzare queste forme di discriminazione e disuguaglianza”. Mancano meno di cinque
mesi alle elezioni europee, lei si ricandiderà? “Io mi ricandido, poi a fare la scelta definitiva sarà il mio partito. Ho fatto un mandato in Europa, ho lavorato su temi importanti e rilevanti e mi piacerebbe continuare il mio lavoro. Stare in Europa significa lavorare su delle questioni molto complicate, poiché l’Europa ormai incide su più dell’80% delle scelte che si prendono a livello nazionale. Quindi noi abbiamo bisogno di mandare in Europa persone che sono in grado di impegnarsi nel difendere gli interessi nazionali. E questa è una grandissima sfida e serve una classe dirigente all’altezza”. A proposito di candidature per le europee, come valuta quelle dei segretari di partito?
“Io credo che stia ai leader, insieme agli organismi di partito, prendere queste decisioni. Non mi piace la personalizzazione, perché a differenza del Movimento Cinque Stelle, a differenza di Fratelli d’Italia, per esempio, il Partito Democratico ha una classe dirigente molto preparata e quindi noi vorremmo che le elezioni europee non fossero una battaglia tra leader, ma una battaglia di idee, di contenuti. E anche che vedano protagonisti i diretti interessati, quelli cioè che poi a Bruxelles ci vanno e ci restano. Ecco, quindi sarebbe sbagliata, a mio avviso, una personalizzazione troppo evidente, anche perché non ha mai portato troppo lontano. Mi piacerebbe che sulle europee si iniziasse a
Alessandra Moretti
discutere veramente di contenuti e di politica, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere bene la nostra idea di Europa”. (g.g.)
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Regione
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Lo scenario. Dopo il via libera del Senato la proposta passa alla Camera, scontro con l’opposizione
Se autonomia sarà, che autonomia sarà? Tra favorevoli e contrari quella che sta per uscire dal Parlamento sembrerebbe una riforma dai contenuti molto diversi da quelli attesi, il lungo percorso per la definizione dei Lep. Intanto il centrodestra canta vittoria e festeggia il primo traguardo
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artiamo da un dato di fatto: uno dei due punti chiave della proposta autonomista veneta, ovvero la possibilità di trattenere i 9/10 delle tasse certamente non ci sarà come appare complicato poter ottenere una completa competenza regionale su tutte e 23 le materie in gioco. Il difficile dibattito verso la riforma in senso autonomista del nostro Paese appare più come una corsa a ostacoli nella quale le forze in campo faticano a prevalere e vanno oltre gli schieramenti tradizionali. All’assalto c’è certamente la Lega che, nonostante sappia di non poter “portare a casa” proprio tutto quello che sperava, non demorde ed è determinata a segnare un punto importante nella consapevolezza che, intanto, si comincia e poi si fa sempre in tempo ad aggiungere elementi strada facendo. Nettamente contraria sembrerebbe essere Fratelli d’Italia molto
più interessata ad una riforma del Paese attraverso un Premierato Forte. Le posizioni, però, nelle ultime ore appaiono sempre meno inconciliabili, tanto che il senatore e segretario regionale del Partito Democratico Veneto, Andrea Martella ha parlato di “Barattellum”: un baratto, di fatto, tra un po’ di autonomia per far contenta la Lega in cambio di un via libera del Carroccio al Premierato. Dentro queste divisioni, poi, ce ne sono altre e, per molti versi ancora più profonde, di natura, diciamo così, geografica: il Centro e il Sud del nostro Paese, in modo trasversale a tutte le forze politiche, vedono nella riforma autonomista una seria minaccia per quelle regioni già meno forti di quelle del Nord e maggiormente bisognose di sostegno e investimenti di scala nazionale. I meccanismi di solidarietà proposti, in questo senso, non sembrano una sufficiente
Il momento della votazione della proposta di legge al Senato
rassicurazione. Il via libera al Senato rappresenta, in ogni caso, il primo passo; la proposta dovrà poi passare alla Camera e per essere attuata dovranno prima essere approvati i LEP. La concessione di una o più “forme di autonomia”, infatti, è subordinata alla determinazione dei LEP, Livelli Essenziali di Prestazione. Si tratta dei criteri che
determinano il livello di servizio minimo che deve essere garantito in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. La determinazione dei costi e dei fabbisogni standard, e quindi dei LEP, avverrà a partire da una ricognizione della spesa storica dello Stato in ogni Regione nell’ultimo triennio. L’articolo 4 del Disegno di Legge precisa, inoltre,
che il trasferimento delle funzioni alle singole Regioni sarà concesso solo successivamente alla determinazione e al finanziamento dei LEP. Un percorso lungo, dunque, sul quale potrebbe pesare, nel caso che appare scontato di voto favorevole nei due rami del Parlamento, anche un referendum abrogativo già minacciato dalle opposizioni. (r.r.)
De Poli: “E’ una pagina storica, una vittoria dei cittadini” “Stiamo vivendo una giornata storica. Lo dico da veneto, anche con un po’ di emozione. L’autonomia rappresenta un tornante storico per il Veneto e per noi veneti”. Quando raggiungiamo al telefono il senatore Antonio De Poli a Palazzo Madama sono trascorsi pochi minuti dall’approvazione, in prima lettura, del disegno di legge sull’autonomia differenziata. “Manteniamo l’impegno preso dal centrodestra. Stiamo realizzando la volontà di 2,3 milioni di veneti. E’ una vittoria dei cittadini e per i cittadini”. Adesso cosa succede? Si tratta del primo passaggio parlamentare, ora il provvedimento passa all’esame della Camera. Seguirà l’intesa trapassa Governoal e sistema di ultima Veneto24 Regionegenerazione per la gestione delle materie di comDAB che permette Antonio Dedi Poliascoltare anche petenza. Siamo soddisfatti: abbiamo deciso
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di non mandare alle calende greche la volontà espressa dai nostri Cittadini. L’autonomia impone un cambio di mentalità. Diciamo sì ad una riforma che premia chi amministra bene. Il cittadino deve sapere chi gestisce la cosa pubblica come lo fa, in modo che sia egli stesso a giudicare chi lo fa bene e chi invece lo fa male, senza inutili scaricabarili. La sinistra parla di spacca-Italia. Come risponde? L’autonomia non è un capriccio del centrodestra. Stiamo parlando di un caposaldo della nostra Costituzione. Non è un caso, che 14 regioni ordinarie su 15 chiedano, a diverso titolo, l’autonomia e, fra questi , ci sono anche governatori di centrosinistra. Da oggi comincia un percorso nuovo, di rinascita delle nostre istituzioni e le istanze conserva-
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trici della sinistra (che minaccia il ricorso al referendum ndr) non ci spaventano. In Veneto è stata bocciata la proposta di legge Cappato sul fine-vita. La sinistra vuole ripresentarla alla Camera. Cosa ne pensa? Una vita non ha prezzo, per noi è sacra. E’ un valore che non può essere calpestato e quindi diremo “no” a suicidio assistito ed eutanasia. Siamo custodi di quei Principi che fanno parte della nostra cultura e della nostra storia. In Veneto ha vinto la cultura della cura e dell’attenzione nei confronti del malato. Noi siamo convinti che si debba perseguire un’altra strada: implementare le cure palliative e rafforzare quei servizi per tutelare la dignità della persona, anche e soprattutto quando è più fragile.
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Elezioni. La Lega ci prova, parte del PD potrebbe starci, FDI si oppone e FI punta a prenotare il Veneto
Un’incognita chiamata terzo mandato Il segretario della Liga Veneta Alberto Stefani presenta una proposta di legge che elimina i vincoli per “lasciare ai cittadini la possibilità di scegliere liberamente da chi essere rappresentati”
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erzo mandato si, no, forse. La Lega ha presentato una proposta di legge per introdurre il terzo mandato per i Presidenti di Regione. La proposta, a firma di Alberto Stefani, segretario della Liga Veneta e presidente della Commissione Bicamerale per il Federalismo Fiscale, modifica la legge del 2004 che fissava a due il numero massimo di mandati consecutivi per i presidenti di Regione “al fine di valorizzare il lavoro svolto dai governatori - si legge - e lasciare ai cittadini la possibilità di scegliere liberamente da chi essere rappresentati”. Una notizia, questa, che il Presidente del Veneto Luca Zaia ha accolto con una certa soddisfazione poiché se la legge fosse in-
trodotta potrebbe candidarsi e concorrere per quello che, di fatto, sarebbe il suo primo mandato poiché il primo, antecedente al 2004 quando fu fissato il limite di due, non rientrerebbe nel conteggio. Ma non è l’unico Zaia ad osservare con grande attenzione quale sarà l’iter parlamentare di questa proposta di legge. Spettatori più che interessati i Presidenti PD dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, della Puglia, Michele Emiliano e della Campania, Vincenzo De Luca giunti tutti alla fine del proprio secondo quinquennio alla guida delle rispettive regioni. La segretaria nazionale Dem, Elly Shlein da sempre si dice contraria in nome del rinnovamento, ma non è detto che i gruppi par-
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lamentari, con questi tre nomi di peso in campo, seguiranno fino in fondo la sua indicazione di voto. Assolutamente contraria Fratelli d’Italia che, forte di un consenso assolutamente vasto, vede nelle prossime scadenze elettorali, in primis proprio quelle regionali, l’occasione di moltiplicare in modo esponenziale il proprio numero di amministratori sui territori. Il segretario Regionale di Forza Italia, Flavio Tosi, da sempre acerrimo rivale di Luca Zaia fa sapere, proprio in queste ore, di essere contrario al terzo/quarto mandato e di sperare che il Veneto possa toccare, nella spartizione nazionale, proprio agli azzurri non disdegnando, neppure, di poter essere lui il candidato Presidente. Menzione a parte merita il caso Liguria: Giovanni Toti giunge al termine del suo secondo mandato e, nonostante abbia fondato nel 2022 il suo movimento “Italia al centro” fu indicato la prima volta come candidato proprio in quota Forza Italia. (r.r.)
Veneto24 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche Aumentati i fondi regionali per la con lottauna allaqualità violenzaaudio sulle perfetta. donne la radio Elisa Venturini: “Sportelli anche nelle università, è un problema che va affrontato con risorse adeguate” “La tragedia di Giulia Cecchettin ha scosso tutti noi ma ha avuto anche la forza di spingere tante ragazze e tante donne a rivolgersi alle istituzioni per denunciare e segnalare le situazioni di disagio e di potenziale pericolo. La Regione da sempre è attenta a questo fenomeno e per il 2024 ha aumentato i fondi messi a disposizione che sono passati da 1.000.000 di euro a 1.550.000 per sostenere i 26 centri antiviolenza e le 28 case rifugio presenti in Veneto: ai fon-
di regionali si aggiungono quelli stanziati dallo stato che nel 2023 erano di 2,9 milioni di euro. Le modalità di assegnazione verranno definite nell’apposito tavolo di coordinamento regionale che si terrà entro febbraio”: a parlare è Elisa Venturini, capogruppo di Forza Italia in consiglio Regionale. “L’aumento delle segnalazioni da parte delle donne è al tempo stesso un segnale positivo, perché indica una crescente fiducia nelle istituzioni, ma anche un segnale negativo perché sta a significare che le situazioni potenzialmente a rischio sono molte: in questo senso va svolta una forte e determinata campagna culturale e di sensibilizzazione indirizzata specialmente ai giovani.
Prendendo atto anche della richiesta di maggiori risorse che arriva dal territorio, la Regione ha aumentato in modo significativo i fondi destinati a queste iniziative: in particolare credo che vada segnalata una importante novità che è quella dell’apertura di sportelli all’interno delle università, per offrire un servizio semplice da raggiungere alle ragazze più giovani ed anche alle tante studentesse fuori sede che hanno scelto il Veneto per la loro formazione. Le violenze (sia fisiche che psicologiche) di genere sono un grave problema che va affrontato con la collaborazione di tutti: singoli cittadini, istituzioni ed associazioni di volontariato. Per questo è giusto che la Regione faccia, come sta facendo, la sua parte in modo concreto”.
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Elisa Venturini, consigliere regionale di Forza Italia
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