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Piovese sport ott2015 n122

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CALCIO

Intervista al capitano: “Carte in regola per una buona stagione” pag. 3

TENNIS

Luchian Cosmin Constantin, la giovane promessa del tennis pag. 13

Irene Bettio e i suoi cavalli

IPPICA

MOUNTAINBIKE

pag. 14

Marco: 370 km in quattro giorni, Brugine-Assisi pag. 17

Scuola di calcio, …scuola di vita

Da società calcistica dedita solo al settore giovanile a vera e propria scuola. La scuola è intitolata a Pippo Maniero, ex calciatore che ha messo a disposizione la propria esperienza professionale per il progetto di formazione a

Inaugurazione Volley, Beach arena a Villatora pag. 6

Moto Lorenzo, campione delle due ruote pag. 8

pag. 4

Tiro con l’arco Codevigo “adotta” la campionessa europea pag. 10

Piove di Sacco - Sant’Anna di Piove di Sacco - Sant’Angelo di Piove di Sacco - Chioggia - Dolo - Adria - Mestre


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Sport

Calcio 3

L’intervista Matteo Deinite

“Siamo partiti bene, possiamo disputare una bella stagione” di Gianni Patella

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opo cinque giornate del campionato di Eccellenza la Piovese non è affatto messa male in classifica. Occupa il quarto posto in condominio con Bardolino e Vigasio. Tre vittorie, un pari e una sconfitta è lo score finora dei ragazzi di Michele Florindo (riconfermato) con 9 gol fatti e 5 subiti. Si può già cantare vittoria e pensare in grande per i biancorossi? Lo abbiamo chiesto a capitan Matteo Deinite faro della squadra a centro campo. “Assolutamente no – ha risposto – occorrono almeno altre cinque giornate per farsi un’idea sia pure in embrione delle possibilità che abbiamo con questa squadra”.  A proposito di possibilità, secondo te quali sono, sia pure sulla carta, per ora? “Ora come ora abbiamo buone probabilità di disputare un buon campionato e provare a rimanere nella parte alta della classifica, secondo me a passare direttamente e disputare un campionato a parte è l’Adriese poi ci sono altre due squadre forti, il Caldiero Terme e il Vigasio, noi dobbiamo comunque provarci”.  Vediamo di valutare la squadra per reparti, attacco centrocampo e difesa. “Per quanto concerne l’attacco siamo messi bene con cinque attaccanti forti da poter far ruotare a seconda delle squadre che si incontrano e delle condizioni del campo, non dimentichiamoci che dobbiamo affrontare l’inverno. Quindi Moranti, Lucchini, Talato, Bez, e Ghezzo davanti costituisconouna forza d’urto non indifferente tale da poter attuare un modulo che sappia fornire molte palle agli attaccanti”.  E il centrocampo con la tua classe va sicuramente forte. “Non scherziamo, nessuno di noi fa

Il capitano si dice ottimista anche se non si sbilancia. La squadra ha un buon attacco, un bel centrocampo e una valida difesa: le premesse per disputare un bun campionato ci sono tutte reparto da solo, ma sicuramente ho dei validi supporti ad iniziare da Dalla Via, come me esperto, poi abbiamo dei giovani che vengono su bene come Degan e Dei Poli sulla sinistra ed altri giovani che scalpitano”.  Ed ora parliamo della difesa, come siamo messi? “Direi che questo reparto è sicuramente valido con i tre centrali di esperienza e forti fisicamente come Mantovani, Tiozzo e Grigoletto, sulle fasce c’è il già citato Dei Poli e Favorido e Cassandro sulla sinistra. Ed in porta abbiamo la grande sicurezza che ci dà

l’esperto Boscolo con esperienza in serie D”. Matteo Deinite è un ragazzo davvero affidabile, schietto e leale che sa fare da chioccia ai più giovani e amalgamarsi con l’intero gruppo, non per nulla è da cinque anni che veste la casacca biancorossa. Eppure di esperienza ne ha da vendere ed il suo curriculum calcistico parla di presenze in serie C col Trento, Portogruaro, Sangiovannese, e Pizzighettone e in serie D a Legnago, quindi la sua calata sul Vallini. A 32 anni ha ancora molto da dare in eccellenza.

Sopra Matteo Deinite, a fianco una formazione della Piovese ad inizio stagione, sotto un’azione di gioco della scorsa stagione (foto tratte dal profilo facebook: Piovese calcio Ssdarl

LA CLASSIFICA DOPO LA 5° GIORNATA


Sport

4 Calcio L’Asd Legnaro

Scuola di calcio, …scuola di vita

di Alessandro Cesarato

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’A.s.d. Legnaro è una società calcistica dedicata esclusivamente al settore giovanile e da quest’anno è diventata anche scuola calcio. Non poteva che prendere il nome da Filippo “Pippo” Maniero, ex calciatore professionistico che ha scelto di mettere a disposizione tutta la sua esperienza e passione per la società del suo paese. “Essere scuola calcio qualificata - spiega Maniero - significa fornire ai nostri ragazzi e alle loro famiglie un servizio completo finalizzato all’apprendimento del gioco del calcio secondo quelli che sono i sani principi dello sport: divertimento, socializzazione, competenza”. La risposta nei confronti del progetto è positiva visto che gli atleti, dai 6 ai 16 anni, in un paio anni sono cresciuti da 135 a 160 unità. “Il nostro obiettivo - continua Pippo - è riuscire dare qualcosa di positivo ai ragazzi attraverso l’abbinamento in cui aspetto educativo e cultura calcistica procedano di pari passo. Un ruolo fondamentale in quest’ottica è offerto dai nostri istruttori, tutti insegnanti Isef nonché praticati dello stessi di questo sport”. Tra i compiti della scuola calcio c’è anche quello di organizzare incontri formativi per i propri dirigenti, allenatori e anche per i genitori dei ragazzi. Uno di questi si è tenuto proprio ad inizio ottobre e ha visto la partecipazione come relatore, insieme allo stesso Maniero, anche di Carlo Perrone, ex calciatore professionista ed ora tecnico e dirigente, che ha messo a disposizione dei presenti tutta la sua esperienza, preparazione e professionalità. L’argomento della serata ha riguardato i cambiamenti della gestione del settore giovanile intercorsi negli ultimi trent’anni, in particolare per quanto riguarda la gestioni dei rapporti tra le varie figure in causa. “Le regole comportamentali - dice Maniero - sono sempre le stesse. Quello che è cambiato è la gestione dei rapporti che è sempre più delicata. Diventa fondamentale per i ragazzi imparare ad accettarle, perché sono insegnamenti non limitati allo spogliatoio e al campo, ma che trovano applicazione anche nella loro vita. La nostra missione è quella di formarli in primo luogo sotto l’aspetto umano”.

Da società calcistica dedita solo al settore giovanile a vera e propria scuola. La scuola è intitolata a Pippo Maniero, ex calciatore che ha messo a disposizione la propria esperienza professionale per il progetto di formazione

Filippo “Pippo” Maniero

Carlo Perrone

Un percorso che deve essere necessariamente condiviso anche con le famiglie che giocano un ruolo fondamentale anche quando si tratta di pratica sportiva. “Facciamo degli incontri anche con i genitori - aggiunge - per dare dei parametri formativi. Il loro compito deve essere quello di sostenere i propri figli creando le condizioni perché siano tranquilli e sereni e prendano il calcio per quello che è, ovvero un gioco e un divertimento. Le troppe pressioni possono avere degli effetti negativi, come il fenomeno dell’abbandono precoce. Se un ragazzo ha delle doti, queste alla fine usciranno sempre, indipendentemente da dove giochi”.

Piove di Sacco. Calcio a 5 UNA SCUOLA PER I PIÙ PICCOLI

I

l Calcio Padova C5 ha attivato anche nella Saccisica una scuola dedicata ai bambini che avranno così la possibilità di giocare a futsal e di indossare la prestigiosa casacca della società patavina. L’attività si svolge nella palestra del patronato de Duomo ed è dedicata ai bambini dai 5 ai 12 anni. “Il calcio a cinque o fusa - spiega Enrico Buonfiglio, responsabile per la Saccisica della scuola calcio - è uno sport che non può essere considerato semplicemente come una sorta di calcio giocato indoor. Pur condividendo alcune caratteristiche, si differenzia in termini di regole di gioco, di gesti tecnici, di comportamenti tattici. E’ pertanto una disciplina specifica e autonoma. Si tratta di uno sport che, dal punto di vista fisico, chiama in causa aspetti di rapidità nei movimenti, di velocità e di resistenza allo sforzo. Come sport di squadra promuove la collaborazione reciproca, la coesione e lo spirito di gruppo”. L’idea del progetto del Calcio Padova C5 è quella di creare una compenetrazione tra calcio a 5 e calcio a 11. Una proposta ambiziosa, unica nel suo genere in Italia: sarebbe, infatti, la

prima società professionista italiana a sposare questa iniziativa. Risulta invece essere un’esperienza ampiamente consolidata a livello europeo e mondiale, Spagna e Brasile ne sono testimonianza. La compenetrazione tra due discipline comporta atleti con una doppia formazione tecnica, con possibilità di interscambio tra calcio a 5 e a 11 e tecnici qualificati grazie all’apprendimento di due metodologie che vanno a completarsi. “Il progetto - continua Buonfiglio - si avvale del contributo di tecnici e istruttori altamente qualificati, che sanno riconoscere i bisogni dei bambini e dei ragazzi, garantendo livelli graduali di partecipazione, da quello ludico-ricreativo a quello agonistico, e che danno grande importanza non solo agli aspetti tecnicotattici, ma anche all’insegnamento dei principi del fair play”. “C’è spazio per tutti - tiene infine a precisare indipendentemente dalle qualità. Bisogna ricordarsi che per i bambini di questa età la cosa più importante è comunque praticare un’attività motoria”. A.C.

Il progetto del Calcio Padova C5 è di mettere insieme il calcio a 5 con quello a 11


Sport U.S.Codevigo

Calcio 5

Campionati in vacanza

Un’estate dedicata alla manutenzione degli impianti di Alessandro Cesarato

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’U.s. Codevigo non si ferma mai. Neppure nel periodo estivo, quando i campionati sono conclusi e si respira aria di vacanze. Per la dirigenza c’è, infatti, non solo da programmare la nuova annata sportiva, ma anche intervenire in prima persona sulle strutture e gli impianti comunali perché si possano presentare al meglio al momento dell’avvio dell’attività. A dare l’esempio quest’anno è stato lo stesso presidente Adriano Viale che insieme al suo vice Bruno Tommasi e al factotum Renzo Bellan hanno provveduto alla tinteggiatura degli spogliatoi e dei locali connessi e alla pulizia delle vetrate, nonché alla disinfestazione dei servizi. Oltre ad altri piccoli interventi di manutenzione ordinaria. La società ha poi provveduto a fare risistemare il manto verde. C’è tuttavia ancora molto da fare, come ammette lo stesso Viale. “Gli impianti sportivi, in generale - dice il presidente - possono essere sempre migliorati. Nel nostro caso c’è il problema dell’illuminazione del terreno di gioco che avrebbe bisogno di essere potenziata. Purtroppo le risorse sono sempre poche”. “La nostra società - aggiunge fiducioso - ha molte idee, anche per l’impianto. Speriamo di poterle realizzare quanto prima”.

Presidente e vice, rispettivamente Adriano Viale e Bruno Tommasi, insieme al factotum Renzo Ballan si sono dedicati alla tinteggiatura degli spogliatoi e dei locali connessi, oltre alla pulizia delle vetrate e a risistemare il manto verde


Sport

6 Saonara Inaugurata a Villatora la “Beach Arena”

Il polo sportivo su sabbia più attrezzato del Veneto di Alessandro Cesarato

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naugurata in viale dello Sport a Villatora la “Beach Arena”, il primo polo sportivo su sabbia, in ambito provinciale, aperto tutto l’anno. Il suo biglietto da visita? Essere il più grande e il più attrezzato del Veneto. Una struttura di prima qualità che sarà gestita dalla società Real Beach Arena che ha ottenuto la concessione dal Comune e ha investito circa 140 mila euro per farne il

punto di riferimento di tutti gli appassionati della regione. Si tratta di una struttura sportiva su sabbia di 1.100 metri quadrati pensata principalmente per il beach volley professionale. L’area, che raggruppa quattro campi che nella stagione invernale saranno coperti e riscaldati, è progettata per svolgere anche altre attività come beach tennis, fitness

Sarà gestito dalla società Real Beach Arena. Si tratta di una struttura di 1.100 mq pensata principalmente per il beach volley professionale

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IL DIRITTO DI CAMBIARE

e preparazione atletica, beach soccer e altro. La sabbia è di altissima qualità, la stessa utilizzata in tutte le più importanti manifestazioni nazionali e internazionali. Qui troverà casa l’unica scuola di beach volley della Provincia, la Real Beach Volley School, attiva già da sette anni e che ha già raccolto, prima dell’inaugurazione, oltre un centinaio di iscrizioni. Per gli appassionati di questo sport, poterlo praticare in tutte le stagioni è un vero e proprio sogno che si avvera. Tra l’altro i maestri sono tra i più

quotati e famosi giocatori di beach volley del Veneto. Tra questi Andrea Garghella (primatista di presenze nell’indoor con la Pallavolo Padova), Emilio Maniero, Dario Bovolenta e Luca Marianni. La struttura sarà messa a disposizione anche delle società sportive per la fase di preparazione atletica e di chi vorrà effettuare attività preventiva o riabilitativa sfruttando le potenzialità della sabbia. Saranno inoltre previsti corsi di avviamento allo sport per anziani e disabili.


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Un’infanzia comune a m che hanno poi saputo im li. Nato da una famiglia p giovanissimo come mec te a Piove di Sacco (Pad anni, Severino Veggian difficoltà e trovato il mod

Arzergrande Lorenzo Cavalletto

Un piccolo campione delle due ruote di Alessandro Cesarato

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n sogno che sta diventando realtà. Lorenzo Cavalletto non ha ancora sette anni ma è già una promessa delle due ruote. Quando a tre anni è salito su una moto giocattolo nel giardino di casa se n’è subito innamorato e il suo unico pensiero è stato quello di diventare un vero pilota. Detto fatto. A quattro anni ha iniziato a correre su una minimoto, ad allenarsi in pista e a partecipare alle prime gare. Nel suo palmares il giovanissimo pilota vanta già diversi piazzamenti e una medaglia d’oro conquistata alla Festa dello sport 2014 in Prato della Valle a Padova. Negli ultimi mesi si è classificato quarto nella categoria Primi Passi al Trofeo d’Italia e ha guadagnato il terzo gradino del podio al Trofeo Persico di Ferrara. Una passione quella

di Lorenzo assecondata dai genitori Fabio e Linda che stanno facendo di tutto per permettere al loro cucciolo di realizzare questo sogno. Anche perché, al contrario di quello che può sembrare, si tratta di uno sport in cui le precauzioni sono davvero estreme. Oltre a casco e guanti il piccolo centauro indossa una tuta di pelle che pesa quasi quattro chili con protezioni in titanio per la schiena e le braccia. Dietro a queste grandi soddisfazioni c’è anche un notevole impegno da parte di tutti perché Lorenzo deve essere accompagnato per gli allenamenti e le gare in Emilia Romagna dove ci sono le piste della società per cui corre. Fa parte, infatti, del Team RXP di Cattolica diretto da Luca Pasini, per il quale ha corso gente come Simoncelli e Valentino Rossi.

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promessa. Negli ultimi mesi si è classificato quarto nella

categoria Primi Passi al Trofeo d’Italia e ha guadagnato il terzo gradino del podio al Trofeo Persico di Ferrara


ma. A 14 anni la “folgorazione” per il freddo: Veggian lavora per w massaggio publiredazionale un carrozziere della zona, tra i OSPITE VEGGIAN DEL CRAZYLAB OSPITE DEL CRAZYLAB primi a realizzare furgoni frigorimolti imprenditori Un’infanzia del Nordest, comuneauto, a molti imprenditori Nordest, auto, la scuderia Ferraridel a Marala scuderia Ferrari a Maraferi. Dopo due anni eccolo entramporsi nei mercati cheinternazionahanno poi saputo imporsi nei mercati internazionanello, ma anche la Cappella degli nello, ma anche la Cappella degli re alla Hiross, società padovana Severino Veggian povera ha cominciato li. Natoa da lavorare una famiglia poveradihaPadova cominciato a lavorare Scrovegni Scrovegni e l’acquario di Padova e l’acquario - diINGLESE (vari livelli)Nel - SCRITTURA CREATIVA ccanico in un negozio giovanissimo bicicletcome in un2010 negozio di bicicletdimeccanico Lisbona. poi la decidi Lisbona. Nel 2010 poi la decigià attiva nella refrigerazione. Qui dova). Rimasto senza te a -Piove papà di a Sacco 11 (Padova). Rimasto senza papà a 11 sione di cedere il gruppo agli svesione di cedere il gruppo agli sveCon lui due dipendenti con i quali lavorava fino a notte SPAGNOLO (vari livelli) - TECNICO DEL SUONO Eda-aiSeverino giovani ha conosciuto fin anni, piccolo le Veggian ha conosciuto fin da piccolo le desi di Swegon. desi di Swegon. ha voglia di imparare crescere, chiede spesso al ca- fonda, per sperimentare e produrre macchine innova- TECNICO DELLEeLUCI LINGUA E CULTURA GIAPPONESE do di superarle.difficoltà e trovato superarle. tuttodi inizia molto tempo priMa tutto inizia molto tempo pripresenti al ilMamodo -A SOCIAL MEDIA - ARABO D perché E MfinYdalle poreparto di fare sempre qualcosa di diverso. Ed è in tive. “Il nome A ma. A 14 anni la “folgorazione” ma. 14 anni la “folgorazione” BlueCBoxAè nato WEB MARKETING FRANCESE incubatore per il freddo: Veggian lavora per per il- periodo freddo: Veggian lavora per i primi condizionatori cubatore Ilil -primo quel che arrivano in Italia nuovo incubatore di imprese di origini avevo capito che bisogna puntare sull’eun carrozziere un carrozziere zona, tra i - GALATEO della a TAVOLA - TEDESCO (vari livelli) della zona, tra i Piovegiovani di Sacco, ha dato la frigoriricetta primi i per provenienti dall’Inghilterra, strumenti innovativi da stu- stero e serviva un nome primi a realizzare furgoni a realizzare furgoni frigoriINIZIO chiaroCORSI e che non si poFILOSOFIA - DEGUSTAZIONE VINI BASE E AVANZATO feri. Dopo due anni eccolo entraferi. Dopo due anni eccolo entrasemplice-semplice per riuscire nella diare.- Veggian Dunque 3d si èPER fattopadovana trasferire nel reparto collaudi tesse storpiare”,12 imprese Severino Veggian - DEGUSTAZIONE BIRRA STAMPA ADULTI E RAGAZZI re alla Hiross, società re alla Hiross, società continua l’imprenditore padovano. OTTOBRE 2015 vita imprenditoriale: “Ci padovana voglionoSeverino giàeattiva nella refrigerazione. Qui già attiva nella refrigerazione. Qui EDUCAZIONE SESSUALE PER GENITORI ED EDUCATORI CUCINA BASE AVANZATO per conoscere alCon meglio tuttidipendenti i segreti diconqueste lui due i qualimaclavorava Con lui finodue acapito notte dipendenti con i quali lavorava fino a occornotte cose ha pervogliariuscire: passione, “Avevo che per resistere ed espandersi Etre ai giovani di imparare e crescere, chiede ha spesso voglia di al imparare cae crescere, chiede spesso al cafonda, MUSICALI per sperimentare e produrre macchine fonda, per innovasperimentare e produrre macchine innovaSTRUMENTI - PASTICCERIA BASEe Ecostanza”. AVANZATO presenti al chine- VARI misteriose che producevano fredda. Poi determinazione poreparto di fare sempre qualcosa di poreparto diverso. Eddièfare in sempre qualcosa diaria diverso. 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Dunque collaudi sidièsettore, fatto trasferire Nata a imprenditoriale: livelloPARLARE artigianale nel 1986,si“Ci Bluevogliono Box ha sa- COME PUBBLICO - MAGIA GENERALE EperCARTOMAGIA continua l’imprenditore tesse storpiare”, storpiare”, (sopra Palestra) l’ideapadovano. di cedere la continua società. “L’economia erapadovano. cambiata oriale: “Civita vogliono per conoscere al meglio tutti i segreti per di queste conoscere mac-al meglio tutti i segreti di queste macriuscire: tre passione, cose per riuscire: passione, “Avevo capito che per resistere ed espandersi “Avevo capito occorche per resistere ed espandersi occor2Dchine E 3D -reparto FUMETTO delfredda. Ricerca &producevano Sviluppo dellaaria società. puto- AUTOCAD imporsi a livello internazionale come società lea-ariachine via Petrarca 31 che producevano misteriose Poi la che fredda. 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Sport

10 Tiro con l’arco Guendalina Sartori

Codevigo “adotta” la campionessa europea di Alessandro Cesarato

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bita in paese da qualche anno ma pochi sanno di avere come concittadina una campionessa europea di tiro con l’arco. Ora è stata adottata ufficialmente con una premiazione avvenuta nel corso del “Codevigo Settembrino”, tradizionale appuntamento organizzato dalla locale Pro loco. Guendalina Sartori, ventisettenne di Monselice, risiede a Codevigo dal 2012 ma spesso è in giro per il mondo a scagliare frecce contro un bersaglio con la maglia della nazionale italiana. Una passione, la sua, nata, come spesso capita, un po’ per caso da ragazzina. Ad affascinarla e ispirarla sono state le manifestazioni della giostra della Rocca della sua Monselice. Da allora ha partecipato a diverse gare amatoriali in giro per il Veneto finché nel 2008 il suo talento naturale è stato notato da tecnici esperti, i quali, hanno pensato che per quella ragazzina era giunta l’ora di far parte della nazionale maggiore. Così dal 2009 gareggia Guendalina nei campi di tiro con l’arco del mondo in rappresentanza dell’Italia. In carriera ha iniziato a tirare con l’arco con la squadra Arcieri Sagittario del Veneto, mentre attualmente è atleta dell’Aeronautica Militare. In passato si è classificata prima nei campionati mondiali a squadre di Torino 2011. Il 2015 è stato un anno di grandi soddisfazioni per lei. Durante l’estate conquistato la medaglia d’oro ai Giochi Europei di Baku, in Azerbaijan. Nella competizione a squadre, insieme alla trentina Elisa Tonetta e a Natalia Valeeva, ha superato in finale la Bielorussia. Mirabile la prova della padovana che ha aperto subito la gara centrando il bersaglio grosso realizzando un bel dieci. In luglio, ai Mondiali di Copenaghen, ha conquistato il lasciapassare olimpico per Rio 2016 superando l’azera Olga Senyuk nel torneo che assegnava le carte olimpiche individuali.

Dal 2009 gareggia per i colori italiani. Il 2015 è stato un anno di grandi soddisfazioni: durante l’estate ha conquistato la medaglia d’oro ai Giochi Europei di Baku, in Azerbaijan. Nella competizione a squadre, insieme alla trentina Elisa Tonetta e a Natalia Valeeva, ha superato in finale la Bielorussia. In luglio, ai Mondiali di Copenaghen, ha conquistato il lasciapassare olimpico per Rio 2016


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Sport

Tennis 13

Piove di Sacco A soli 13 anni è l’unico ragazzo che pratica a livello agonistico

Dentro al territorio nel cuore della gente

Luchian Cosmin Constantin, la giovane promessa del tennis di Alessandro Cesarato

S

egni particolari: il rovescio a una mano. Una rarità in tempi in cui la didattica tennistica propende per l’omologazione di quello a due mani. Per lui è invece un gesto naturale, come il talento che potrebbe portarlo lontano. Per il momento però è solo una giovane promessa, un fiore in attesa di sbocciare. Luchian Cosmin Constantin ha tredici anni e frequenta la terza media alla scuola Regina Margherita. La sua specificità? Essere l’unico ragazzo del Piovese a praticare il tennis a livello agonistico. La passione per la racchetta è scoppiata tre anni fa, quando ha iniziato a tirare i primi colpi nei campetti della città. E dire che al tennis ci è arrivato un po’ per caso, dopo avere provato altri sport che però non lo appassionavano fino in fondo. Dopo le prime selezioni è stato subito scelto per uno stage a Padova, dove gli è stato proposto di allenarsi con continuità. Oggi, all’inizio del terzo anno di attività agonistica, il giovane tennista ha iniziato a raccogliere le prime soddisfazioni dopo un primo periodo caratterizzato dalle delusioni di tanti piazzamenti che per un momento lo avevano anche fatto vacillare. Nel corso di questi anni hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione La passione per maestri come Filippo Zambonin, Paolo Frasson, la racchetta è Massimo Barella e Alessandro Arena. Durante l’estate, nella splendida location dei campi di scoppiata un po’ per Sottomarina del tennis club Chioggia, Cosmin si è imposto in un importante torneo Fit riservato alle caso tre anni fa, ha giovani promesse del tennis veneto. Nell’Under tanto talento. La 14 ha trionfato, in una finale a senso unico, sua peculiarità: il battendo per 60 61 il suo avversario. Non pago ha raggiunto la semifinale anche nel tabellone rovescio a una mano Under 16, cedendo il pass per la finale solo alla fine di un match molto lottato su tre set, contro un avversario più grande di età e con una classifica migliore. Nel mese di settembre è arrivato in finale anche al torneo di Cervarese Santa Croce. Una passione quella di Cosmin, che è resa possibile anche dal grande sostegno di papà Luca Ferrara e della mamma che lo accompagnano praticamente tutti i giorni a Padova per gli allenamenti e lo seguono durante i tutti i tornei. “Preferisco i campi veloci - racconta il giovane tennista - e praticare un gioco d’attacco”. Cosa gli piace di questo sport? “E’ una disciplina individuale - dice - che t’insegna a essere responsabile di te stesso. Ti da la libertà di prendere autonomamente le tue decisioni ma allo stesso tempo puoi fare conto solo su te stesso e sulle tue forze. Richiede una continua concentrazione e un impegno costante”.

20 anni fa ha preso fo f rma quello che poi è diventato il giornale laPiazza – mensile d’info f rmafo zione locale, recapitato – per primo in italia – attraverso una distribuzione dedicata e poste italiane a oltre 310.000 nuclei familiari e attività commerciali, mensili laPiazza sono diventati oggetto di una crescente e partecipata attenzione da parte dei cittadini e delle comunità locali. Un’info f rmazione locale attenta al territorio ed alle fo sue problematiche, aspetti spesso scarsamente considerati. Ogni edizione rappresenta oltre che uno strumento di info f rmazione, anche uno spazio di dibattito sociale e politico e fo di approfondime f fondime nto culturale. Ogni mese, da 20 anni, più di trecento attività commerciali scelgono La Piazza per comunicare con i propri clienti.

Il portale d’info f rmazione de laPiazza, dove le notizie arrivano fo ancor prima che nelle case. Ogni mese una selezione dei migliori articoli viene pubblicata sul web rendendola disponibile al commento e al dibattito tra i lettori. La sezione dedicata alle notizie nazionali, invece, viene aggiornata quotidianamente con le principali news che riguardano la vita del Paese. Non mancano sondaggi, annunci con le ultime novità su motori, moda, tecnologia, ecologia, benessere e gossip. Un piccolo spazio è destinato anche a La PiazzaTv T , il monitor dal quale si possono Tv seguire le notizie che arrivano direttamente dall’’Amministrazione regionale.

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Sport

14 Ippica Grandi sfide

Irene Bettio e la sua grande passione per i cavalli di Alessandro Cesarato

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na passione che è diventata un lavoro. Per Irene Bettio l’amore per i cavalli è sbocciato quando aveva appena tre anni, dopo averli ammirati al circo. Oggi, a ventinove anni, Irene è titolare di un’azienda agricola, la New Horse di via Gelsi, dove alleva sedici cavalli, tra i quali anche Ianka e Quandra con i quali a fine settembre ha partecipato all’European Haflinger Championship che si è tenuto nel milanese, a Vermezzo. Non una competizione qualunque, ma l’evento più importante dedicato alla razza Haflinger, proprio

Un amore nato al circo quando aveva solo tre anni. Ora di cavalli ne alleva 16 tra cui anche due campioni, Ianka e Quandra, a fine settembre ha ottenuto lusinghieri risultati all’European Haflinger Championship

quella a cui Irene Bettio si è sempre dedicata. In particolare ha partecipato nella categoria “adulti” in sella a Ianka e in quella “giovani” con Quandra nella specialità del salto a ostacoli, ottenendo un ottimo nono posto nella classifica finale. Irene non è nuova alle competizioni. Nel 2012 aveva già partecipato al campionato europeo. Un infortunio al suo cavallo la bloccò purtroppo a metà classifica nelle gare individuali, ma la squadra italiana di cui faceva parte raggiunse comunque una prestigiosa quarta posizione, ad un passo dal podio.

Il Cavallo Haflinger, una razza dell’Alto Adige che risale al Medioevo

I

l Cavallo Haflinger ha avuto origine ed è indiscutibilmente legato alla regione italiana dell’Alto Adige (Südtirol). La tradizione vuole che fino dal Medioevo nella zona vicino alla località di Hafling (Avelengo), esistesse un tipo di cavallo da montagna non molto alto, abbastanza robusto e discendente da un famoso allevamento di cavalli importati dal Regno dei Borgognoni e di cui l’imperatore Lodovico IV fece dono nel 1342 al figlio Lodovico, Margravio di Brandeburgo, in occasione delle sue nozze con Margherita Maultasch, Principessa del Tirolo. Al di là della tradizione è sicuro che la popolazione autoctona di equini tradizionalmente allevata nella regione fino da quei remoti secoli avesse lo scopo di trasportare le merci attraverso le Alpi sfruttando i

valichi e i percorsi lungo le vallate dell’Adige e dell’Inn. La popolazione equina nell’Alto Adige, nel corso dei secoli, ha subito molti influssi, soprattutto grazie all’importazione di soggetti dall’Oriente, dove si recavano per scopi commerciali i signori proprietari dei numerosi castelli che ancora oggi si possono ammirare disseminati sul territorio alpino. Dal nome di Hafling (Avelengo), paese vicino a Merano, ha preso nome la Razza: il Cavallo di Hafling, o Haflinger, ha da sempre indicato il cavallo da montagna allevato in quelle zone, da lavoro e non molto pesante. Il nome Avelignese, invece, non è che la diretta conseguenza dell’italianizzazione del nome Hafling che veniva indicato con il A.C. nome di Aveligna o Avelengo.

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“Come sta lo sport in italia? siamo in una giungla” Paolo Bordin, manager attivo nel settore da più di vent’anni, parla della situazione: “C’è troppa approssimazione, non c’è distinzione tra chi in questo mondo ci lavora con professionalità da anni e chi invece fa l’hobbista”

“Stiamo vivendo in una giungla: non c’è distinzione tra chi in questo mondo ci lavora e chi invece fa l’hobbista, tra chi investe milioni di euro in impiantistica sportiva e chi prende in affitto una palestra comunale per due euro l’ora”. Paolo Bordin, 45 anni, da 20 anni si occupa di sport. Manager dello sport, attualmente è direttore della catena Crazy Body Palestre e di molti altri impianti pubblici e privati siti in provincia di Padova, Venezia e Rovigo. E’ presidente della Pallavolo Piove ed è stato consigliere della Piovese Calcio e del Venezia Calcio a 5 quando militava in seria A. E’ stato per dieci anni Assessore allo Sport a Campolongo Maggiore (Ve). Siamo all’inizio di una nuova stagione sportiva, com’è la situazione dello sport a Piove di Sacco e più in generale in Saccisica? Prima di parlare di Saccisica è bene parlare di Italia e se posso essere franco la situazione è quella tipica della giungla: mancano le regole e ognuno fa quello che vuole. Non c’è distinzione tra chi in questo mondo ci lavora e chi invece fa l’hobbista, tra chi investe milioni di euro in impiantistica sportiva e chi prende in affitto una palestra comunale per due euro l’ora. Mi è capitato di vedere corsi di “zumba posturale”: un’amenità totale e un conflitto di termini permesso solo in questo paese. Poi ancora: c’è chi paga i collaboratori regolarmente, mentre ad altri è permesso di operare mediante volontariato non professionale (il postino che di pomeriggio allena, il bidello che di pomeriggio fa il preparatore). E chi dovrebbe porre rimedio alla situazione? E’ in questo momento in discussione in Parlamento una legge sullo sport che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) fare chiarezza su una situazione che ormai è sfuggita di mano a tutti. Da quello che pare di capire la legge dovrebbe affrontare alcuni nodi anche se ad oggi non è chiara quale sarà la stesura definitiva. Quali sono i nodi principali da affrontare a tuo avviso? Prima di tutto dovrebbe essere affrontato un nodo fondamentale, quasi non considerato nemmeno dalle famiglie, ovvero che chi opera in questo mondo dovrebbe avere una professionalità certificata da anni di studio. Per fare un esempio l’insegnante di danza che fino a ieri faceva l’allievo non dovrebbe aprire una scuola magari in un ex magazzino e mettersi ad insegnare usando come leva promozionale una quota mensile ridotta. Qui però la gran parte delle colpe ricade sulle famiglie, che ragionano solo basandosi sulla retta mensile e fidandosi spesso delle chiacchiere e del passa parola. Quindi professionalità dei docenti, ma anche strutture adeguate? Ovviamente sì, ma qui torniamo nella giungla: una ASD, anche neo costituita, può aprire dove vuole e nessuno verifica nulla, può prendere uno spazio libero, lo ridipinge un po’, installa un insegna all’esterno, magari chi la gestisce appende dieci diplomi presi in un week end ed il gioco è fatto. E poi è chiaro che può fare concorrenza agli operatori seri che nelle strutture hanno investito cifre anche a sei zero in euro e che di anno in anno continua a fare investimenti per migliorare le strutture. Ma regole certe e stringenti si traducono in quote di frequenza più elevate? E questo è l’altro nodo della questione ovvero le risorse disponibili, una persona che fa sport in una struttura adeguata, con attrezzature a norma, con docenti qualificati come detto prima e con una frequenza bisettimanale dovrebbe versare una quota mensile di cento/centoventi euro per permettere alla gestione di coprire tutti i costi. Come ben sappiamo la quota media è oggi pari a circa un terzo anche qui da noi. In questa situazione è difficile reggere. Infatti dovrebbero esserci dei contributi pubblici a sostegno dello sport? Ci sono, ma non sono distribuiti con alcun criterio logico, ci sono società anche a Piove di Sacco che ricevono migliaia di euro all’anno e società come le nostre che ricevono zero. E il bello è che noi a Piove di Sacco, nel complesso, siamo il primo operatore sportivo. Poi ci sono

Paolo Bordin

fenomeni strani: c’è una società sportiva che almeno da cinque anni non paga i canoni di locazione delle palestre e ovviamente può permettersi di fare “concorrenza” a qualunque operatore sportivo che invece i canoni li paga con scrupolo. E allora c’è chi somma contributi a canoni non pagati e chi è costretto a fare miracoli per restare in piedi. Voi disponete di strutture e non dovete pagare i canoni di utilizzo? Bella domanda questa! Le strutture private di cui disponiamo le mettiamo a disposizione delle città, che ci ospitano dopo aver pagato tutti i costi. Oppure operiamo come privati, ma facciamo un servizio pubblico. Nel caso invece delle strutture pubbliche potrei scrivere un libro sulle stranezze che ho riscontrato nella mia vita. C’è un Comune della Saccisica che per affidare un suo impianto agli “amici degli amici” ha declassato la struttura da “struttura a rilevanza economica” a “struttura senza rilevanza economica” e così si è risparmiato la gara d’appalto e ha fatto contenti gli amici. In un mondo così non si riesce a fare impresa sana, si opera in base agli umori di chi governa. Per dirne un’altra a Piove di Sacco abbiamo appena rinnovato la gestione del palasport e ci è stato aggiunto un onere improprio ovvero i consumi relativi agli utilizzi scolastici. Ogni volta che i bimbi fanno attività motoria di mattina noi paghiamo i costi di luce, acqua e gas…Una stranezza che non si riscontra da nessuna altra parte e che ci porta a sperare che quest’inverno non faccia troppo freddo. Ne ho parlato con il Sindaco e si è impegnato a porre rimedio intanto per questa stagione termica il problema dei costi c’è. Quindi sarebbe meglio non disporre di impianti e fare come quel tale che da cinque anni non paga nulla e che quando viene richiamato minaccia tutti di chiudere l’attività. Ma tornando alla Saccisica vedi solo problemi e difficoltà?

Sinceramente ci sono anche delle belle realtà sportive, ci sono un sacco di professionisti preparati, molti dei quali lavorano con noi. Nella Saccisica c’è un buon tasso di praticanti l’attività motoria rispetto ad altre zone, ma ci sono tutte le difficoltà che si riscontrano anche altrove e che ho evidenziato in precedenza. Ma in Saccisica è operativo anche un gruppo come il vostro che è un po’ il leader in provincia e forse in Veneto… Questo è vero, ma siamo diventati leader nell’indifferenza totale delle istituzioni, senza nessun appoggio da parte del mondo delle imprese, delle categorie... Siamo nati e cresciuti nell’indifferenza del sistema. La cosa bella è che siamo invece molto sostenuti dai nostri utenti, dalle famiglie dei ragazzi e da tutti coloro che ogni giorno ci scelgono per il loro benessere. Cosa auspichi per il futuro? Auspico regole certe, spero che chi fa impresa in questo ambito sia difeso e tutelato, spero che si arrivi in un ambiente diverso dalla giungla: perché in quel mondo vince il più forte o il più furbo e noi fortunatamente siamo forti, ma ogni giorno c’è un furbo che ci sorpassa a destra, tanto nessuno lo sanziona.


Sport

Mountain Bike 17

Brugine

Ad Assisi in quattro giorni e 370 chilometri

di Alessandro Cesarato

S

fida vinta per Marco Santiglia che in meno di quattro giorni è riuscito a pedalare sino ad Assisi. Un viaggio fatto in compagnia solo della sua mountain bike con la quale ha colmato i 370 chilometri che lo dividevano dalla cittadina umbra. Il trentenne parrucchiere originario di Rosara di Codevigo, non nuovo a esperienze di questo tipo, per la sua avventura ha scelto un percorso alternativo, con un tracciato che ha attraversato paesini e borghi, incorniciato da paesaggi per lunghi da togliere il fiato. Durante il viaggio ha fatto delle tappe intermedie a Ravenna, Cattolica e Gubbio, dove si è accampato per trascorrere la notte. Anche questa volta con la sua “vecchia” Bemmex (prodotta da una ditta di Vigorovea di Sant’Angelo di Piove). “Peccato per la pioggia - scherza Santiglia al momento del ritorno - che mi ha accompagnato per quasi metà del percorso”. “E’ stata un’esperienza bellissima, una prova non solo fisica ma anche psicologica. Immerso nel silenzio, ho potuto fare conto solo sulla mie energie e sulla forza di volontà, misurando così i miei limiti e le mie potenzialità”. Ad aspettarlo all’arrivo la moglie Roberta con la quale è poi tornato in auto. “Avevo una sola settimana di ferie - spiega - ho dovuto limitarmi solo al viaggio di andata”.

Marco Santiglia vince una nuova sfida sulle due ruote e si cimenta con successo nel suggestivo viaggio fino alla cittadina umbra in compagnia solo della sua “vecchia” Bemmex. Una bella prova fisica ma anche psicologica, racconta entusiasta al suo ritorno

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Sport

18 Boxe A Piove di Sacco i Campionati veneti Schoolboy, Junior e Youth

I fratelli Millas si qualificano per le finali nazionali

In breve IL MAESTRO GINO FREO SARÀ PREMIATO DAL CONI

di Gianni Patella

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ontinuano i festeggiamenti della gloriosa Boxe Piovese: il maestro benemerito Gino Freo verrà premiato dal Coni con una palma di bronzo per i risultati ottenuti.

LA DOLOROSA SCONFITTA DI DEVIS BOSCHIERO

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Appuntamento a Napoli il 30 ottobre e l’1 novembre. Gino Freo fiducioso: “Possiamo fare bene”

I

n collaborazione con l’assessorato allo Sport città di Piove di Sacco, la Boxe Piovese ha organizzato nei primi giorni di ottobre una 3 giorni di Boxe al palajunior Borgo Rossi. Si trattava dei Campionati Veneti riservati ai Schoolboy, (14 anni) - Junior (15,16 anni) e Youth (17, 18 anni) e si sono svolti in tre giornate: quarti di finale, semifinali, 4 finali. Due nostri pugili si sono qualificati per le finali nazionali, sono i fratelli “terribili” Millas da Legnaro. Millas Naichel, (schoolboy) ha vinto nei confronti di Stepich Cristian della scuola di Castelfranco e così approda alle finali nazionali previste il 30 ottobre e 1 novembre a Napoli ed è considerato una testa di serie. Nella città

partenopea dovrà vedersela con i ragazzi delle regioni del sud, molto agguerriti. “Andiamo fiduciosi di far bene – afferma il suo maestro Gino Freo - poiché il ragazzo ha classe e voglia di vincere”. Joscioal, junior di 16 anni, ha vinto la finale veneta contro Giovanni Piovesan di San Donà del Piave. Anche lui approda alle finali di Napoli con buone possibilità di far bene e di portare a casa l’ennesimo tricolore per la Boxe Piovese. Complimenti dal presidente del Comitato Regionale Veneto della FPI, Favaro, al presidente della Boxe Piovese Andrea Scalise per l’ottima organizzazione della tre giorni pugilistica piovese.

Hanno combattuto anche altri pugili della scuola di Gino Freo e dei suoi fidi collaboratori, fuori programma. Match inseriti nel programma dei campionati per fare esperienza in vista dei campionati riservati agli Elite, che si svolgeranno a Chioggia dal 13 al 15 novembre. Hanno vinto Nicola Fasolo, super welter, Sergiu Sinigur, peso massimo - grande match il suo - Davide Nalin, welter, che ha perso per ferita. Il capitano Stefano Mantegazza, welter, e Andrea Tommasi si sono imposti ai punti. Il prossimo impegno per i ragazzi del pluridecorato maestro Gino Freo è per il 23 ottobre sotto lo stand della mostra dell’Artigianato Saccense.

a dolorosa sconfitta di Devis Baschiero. Due parole su Devis Boschiero, nostro pugile, scoperto, allevato e valorizzato come pochi altri. da luglio 2014 non si allena più in palestra della Boxe Piovese sotto la guida del mestro Gino. Dopo 17 anni, durante i quali ha vinto 4 titoli di campione italiano dilettanti, campione italiano professionisti, campione Ue e campione assoluto Europeo, sempre qui a Piove di Sacco. Quasi campione Mondiale Wbc se un verdetto scandaloso non lo avesse penalizzato.Sabato 19 settembre ha combattuto a Liverpool contro un inglese: Stephen Smith, in palio una semifinale mondiale IBF. Avversario tosto ma non un fuoriclasse, sicuramente alla portata del miglior Boschiero. “Tutti abbiamo visto il match in TV, - commenta Gino Freo - brutta sconfitta Ko 6a ripresa. Io l’ho guardato in casa con alcuni amici. Ho visto subito che devis non era sereno e concentrato. Sono stato male tutta la notte poichè in 17 anni avevamo costruito un gioiellino sul ring. La sconfitta nello sport ci sta, così, dopo aver proclamato che la preparazione e tutto il resto era stata magnifica come non mai......, non si “capisce” quella prestazione. Auguriamo a Boschiero una pronta riscossa”.


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Sport

20 In provincia L’intervista Fabio Mazzucco, giovane promessa del ciclismo padovano, racconta la sua avventura

“La fuga è il momento più bello” di Walter Lotto

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a vecchia bici “ Berma” conservata in soffitta, a testimonianza dell’attività giovanile di papà Simone Mazzucco, ora presidente del Gs cicloamatori di Conselve, emana un fascino particolare, contagioso, questo e i lunghi pomeriggi passati sul divano di casa a guardare il giro in tv, sono le scintille di passione che hanno acceso nei tre figli di Simone lo spirito di emulazione, la voglia di ciclismo. Comincia Claudio classe 96, buone doti da scalatore che dopo un anno da Juniores chiude l’attività. Nel 2006 irrompe Fabio, e si capisce subito che sta nascendo una stella, nel suo primo anno di attività vince 16 delle 17 corse in programma, una caduta gli preclude l’en plain. Negli anni successivi nei Giovanissimi forma con il compagno Ivan Berto un binomio che mette a segno vittorie a grappoli, Fabio si incarica di provocare la selezione e quando non riesce a staccare tutti ci pensa Berto a giustiziare gli avversari con potenti volate. Alla Cartura Nalin, dove nel frattempo anche Stefano terzo rampollo di famiglia Mazzucco ha cominciato l’attività, gongolano ma sono gelati quando Fabio comunica che passerà esordiente tra le fila della Santangiolese. Il secondo anno firma 6 vittorie rigorosamente per distacco, 4 secondi posti tra cui quello a Borgo Valsugana nella coppa di sera, sorella minore della coppa d’oro.

Altro cambio di maglia al passaggio tra gli allievi dove Fabio indossa la storica livrea veneziana della Mirano con il fratello Stefano, e arriva la conferma delle sue doti: 8 vittorie complessive e prestazioni eccellenti non solo quando la strada si inerpica, ma anche a cronometro con il secondo posto ai tricolori di Cavarzere a squadre il terzo nella crono individuale sempre valevole per il titolo italiano e il campionato regionale vinto in pista sull’inseguimento, Marino Bettuolo suo attuale diesse dice di lui: “in 38 anni di attività mai ho avuto un talento così puro, ha doti di passista scalatore enormi, quando attacca è uno spettacolo e se prende 50 metri di vantaggio lo rivedono al traguardo, oltre a questo è umile gentile ed educato, se saprà tenere queste doti ci troviamo di fronte un ragazzo che farà parlare di se anche in futuro ne sono certo”.  Abbiamo incontrato l’atleta nella sua casa di Conselve attorniato dai fratelli, papà Simone e mamma Tiziana. Fabio le tue vittorie hanno sempre il marchio dell’impresa, cosa senti durante le tue fughe che sensazioni hai? “E’ talmente alta la concentrazione sullo sforzo che non recepisco altro che il dover dare tutto per arrivare, poi a pochi metri dalla meta quando mi giro e vedo il vuoto allora sono pervaso da grande felicità e mi godo il calore

della gente, le braccia al cielo bellissimo”.  Si dice di te che vinci tanto ma negli appuntamenti importanti qualvolta ti fai tradire dalla pressione. “Fesserie, c’è sempre un motivo per quello che succede, ai regionali di Monselice sono arrivato stanco perché durante la settimana avevo lavorato duramente in pista, agli italiani di Boario senza un banale errore di valutazione sarei andato a podio, e poi a mio favore depongono i risultati ottenuti in pista e agli italiani di crono”.  Hai appena corso l’attesissima coppa d’oro vinta dal lombardo Bagioli, in molti ti pronosticavano come è andata? “Era un appuntamento a cui tenevo tanto, purtroppo a causa di un attacco febbrile nei giorni scorsi non ho potuto allenarmi a dovere e in corsa non ho avuto la forza di resistere alla selezione finale imposta dai migliori sono davvero dispiaciuto, di questa corsa tengo vivo il ricordo dello scorso anno quando attaccai a fondo, rimasi solo ma mi ripresero poco prima dell’ultimo chilometro poi fui ottavo in volata”.  Ecco la volata, dicono che sia il tuo punto debole che ne pensi? “Di solito do tutto per fare selezione e arrivo nelle volate stanco, sono consapevole che non vincerò mai uno sprint di gruppo compatto, ma dopo certe corse dure posso dire la mia,per la

Fabio Mazzucco taglia il traguardo conferma basta andare a vedere gli ultimi ordini d’arrivo delle corse a cui ho partecipato e che si sono risolte in volata, dove ho fatto un terzo e un quarto posto”.  La prossima stagione sarai Juniores hai scelto la squadra? “Correrò con la Rinascita Ormelle Borgo Mulino, ho avuto tantissime richieste, e colgo questa occasione per ringraziare tutti coloro che si sono interessati a me, ho scelto il team trevigiano perché mi ha proposto un avvicinamento alla prossima stagione che mi

consente di aver tempo anche per gli studi, sono al terzo anno di tecnico manutentore al Bernardi e ci tengo molto a fare bene”. Sedici anni compiuti ad aprile, un giovanotto dai modi garbati, idee chiare, che quando mette il numero sulla schiena diventa feroce e determinato, questo il ritratto di Fabio Mazzucco, che con Davide Boscaro re delle volate (costretto al ritiro per una guaio meccanico alla coppa d’oro) rappresenta in questo momento il meglio del movimento allievi del ciclismo padovano.

Campionato Sbandieratori, vinta la Tenzone Aurea

Danza City

MONTAGNANA REGINA DELLA BANDIERA

NON SOLO MOVIMENTO MA FASCINO E DIDATTICA

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’ ancora Montagnana la regina incontrastata dalla bandiera italiana. I musici e sbandieratori del gruppo Città Murata di Montagnana si sono infatti aggiudicati l’edizione numero 35 della Tenzone Aurea, il massimo campionato nazionale riservato a sbandieratori e musici di tutta Italia. Dopo il quinto posto dell’anno scorso, dunque, per gli atleti montagnanesi è arrivata pronta la rivincita. La Tenzone si è tenuta a metà settembre nel palasport di Ferrara (il meteo avverso ha dirottato qui la manifestazione, inizialmente prevista e disputata in Piazza Municipale) e ha visto Città Murata primeggiare davanti al Palio del Niballo di Faenza e al Palio di Ferrara, rispettivamente sul secondo e terzo gradino del podio. La squadra montagnanese è riuscita ad ottenere il punteggio massimo della combinata grazie al secondo posto nella piccola squadra (dietro a Faenza), al primo nella grande squadra, al quarto nella gara dei musici (vinta da Ascoli Piceno), e ancora al bronzo ottenuto nel singolo tradizionale con Francesco

Cirelli e con il settimo posto nella coppia, che ha visto gareggiare il duo Govoni-Cirelli. Per la Città Murata è l’ottavo titolo di campione nazionale: l’ultimo era arrivato nel 2009 ed aveva chiuso un ciclo di quattro trionfi di fila. Ora la speranza è se ne sia aperto un altro ancor più felice. Il successo al massimo campionato nazionale era peraltro stato “annunciato” dal dominio dei rossoneri al Palio dei 10 Comuni. Il gruppo dei musici e sbandieratori Città Murata di Montagnana ha dominato la kermesse, ottenendo il primo posto in tutte le categorie. Nei singoli il podio è andato ad Alberto Girlanda (Città Murata) seguito da Francesco Cirelli (ancora Città Murata Nella coppia, il duo Cirelli-Govoni (Città Murata) ha ottenuto il primo posto, mentre nella piccola squadra dietro alla compagine montagnanese si sono classificati i gruppi di Saletto e Santa Margherita d’Adige. Città Murata ha quindi primeggiato nella grande squadra e anche nella categoria dei musici e nella combinata. N.C.

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traordinaria storia culturale, estetica, sociale e antropologica, la storia della danza corre insieme a quella dell’uomo e vi s’intreccia, intesa come linguaggio del corpo e primo strumento espressivo. La danza è un insopprimibile impulso universale al movimento”. L’impulso al movimento è stato utilizzato come vera e propria parola nelle varie culture, con o senza accompagnamento di strumenti musicali. Anche Platone parla della danza come intrattenimento degli dei e delle muse. Nella storia del linguaggio del corpo, la danza rappresenta un patrimonio soggettivo, derivante da tante caratteristiche personali, da un bagaglio di gesti e movimenti e da una memoria conscia e inconscia. La danza è una suggestione momentanea che accade e si esaurisce nell’attimo in cui viene eseguita, si nutre di sensazioni, di concentrazione, di sinergie, di stati d’animo. Non andando molto indietro nel tempo, si può dire che il ‘900 è stato sicuramente il secolo della danza, per la nascita di illustri coreografi che introdurranno nuove e rivoluzionarie idee coreografiche. I nuovi coreografi subiranno l’ influenze di musicisti, scenografi, pittori legati alle avanguardie storiche. La vera destabilizzazione avviene nel 1900 con la nascita della rivoluzionaria Isadora Duncan, che destruttura la tecnica e danza scalza, vestita spesso di pepli ellenistici. I suoi sono movimenti naturali inneggianti alla purezza e all’armonia. Al giorno d’oggi la danza ha subito grandissime evoluzioni, arricchendosi di elementi legati alla ricerca di nuove dinamiche di movimento. I coreografi

“usano” i danzatori per le loro suggestioni oniriche, per mettere in scena la plasticità e la forza del corpo umano, per rapire l’occhio dello spettatore e proiettarlo in un sogno. Sempre di più “eroici” direttori di compagnie continuano a portare avanti il loro progetto tra mille difficoltà. Purtroppo le grandi produzioni diminuiscono sempre di più in virtù di una crisi economica e culturale che sta penalizzando molto il settore; i grandi Enti Lirici non hanno fondi necessari per investire su produzioni di balletto interni al teatro; le compagnie di danza non hanno la possibilità di veicolare il loro lavoro di ricerca e formare i danzatori in maniera adeguata. Eppure le scuole di danza, piccole o grandi che siano, continuano a proliferare, segnale questo che è un’arte ancora estremamente affascinante che gode di una fascinazione particolare. Certo è che il concetto della danza, inteso come formazione didattica ma anche culturale ha subito delle trasformazioni. Resta innegabile che il fascino del balletto è ancora capace di coinvolgere e gode di una dimensione senza tempo.


GRANDE SUCCESSO PER KLAUDIA E VIRGINIA DI “AMICI” A PIOVE DI SACCO

Le due finaliste della passata stagione sono state ospiti CrazyBody con due seguitissimi stages di danza classica e moderna Oltre 200 ballerine provenienti da diverse province del Veneto si sono date appuntamento a fine settembre alla palestra Crazy Body Village (via Gelsi 86 a Piove di Sacco). Ospiti d’onore le due star di “Amici” Virginia e Klaudia, che hanno tenuto due lezioni di danza. Virginia Tomarchio e Klaudia Pepa, sono state rispettivamente vincitrice e finalista nella categoria danza di Amici 14, le due stelle della trasmissione condotta da Maria De Filippi. Presso la palestra Crazy Body di Piove di Sacco hanno tenuto due stages: classico e moderno. Per la felicità della ragazze e delle loro mamme ad accompagnare le due stelle di Amici c’era anche Amilcar Moret Gonzalez, ballerino professionista cubano, con una vasta esperienza maturata sui palcoscenici di tutto il mondo. In Italia è tra i professionisti impegnati nella realizzazione del famoso talent show Amici, condotto da Maria de Filippi, e ha danzato assieme a Rossella Brescia in opere del calibro della Carmen e di Cassandra, entrambe di Luciano Cannito.

“E’ stata una bellissima giornata dedicata alla danza classica e moderna, con Virginia e Klaudia grandi talenti della danza, ma anche insegnanti molto disponibili a trasmettere questa passione per la danza alle ragazze che hanno partecipato”, spiega Isabella Campaci direttrice della scuola Obiettivo danza che opera all’interno di Crazy Body Village. “Ma le novità non finiscono qui – prosegue Paolo Bordin, direttore delle palestre CrazyBody – la nostra collaborazione con gli artisti di “Ami-

ci” continuerà per tutto l’anno prossimo perché vogliamo distinguerci dalla tanta improvvisazione che ha subito questo mondo negli ultimi anni. Stiamo infatti organizzando dei nuovi stages: controllate la nostra pagina facebook per essere aggiornati”. E grande successo ha avuto anche l’Open day organizzato sempre al Crazy Body domenica 27 settembre. Per la stagione 2015-2016 ci sono nuove discipline: boxe amatoriale, fit

cross, gestualita’ e portamento femminile, ginnastica artistica maschile, hatha yoga, mini atletica, pole dance, rebounding, samba fit, shiatsu, tango argentino, zumba special, tessuti aerei, pilates circuit e body free. Sempre nella prossima stagione sarà riaperta l’ampia area saune e sarà aperto anche lo store DIADORA, infatti il noto marchio dello sportsystem ha scelto Crazybodypalestre come impianto pilota per dare avvio ai punti vendita mono marchio del noto gruppo veneto delle scarpe e dell’abbigliamento sportivo. Il gruppo Crazybodypalestre è uno dei principali operatori attivi nel settore della gestione delle palestre oggi presente in Veneto ed è un punto di riferimento per l’intero settore del benessere e del tempo libero.


Sport

Auto e motori 23

“Il Macinino – Autostoriche”

Le auto del Novecento protagoniste al XVI raduno di Eugenio Ferrarese

A

lcune rarità come la Alfa Romeo Dauphine del 1962 o la Lancia Flavia Cabrio Vignale del 1963 (solo 3 esemplari costruiti), ma anche le imponenti Cadillac convertibile del 1962 (giunta dalla Marche) e una Cadillac Eldorado del 1973 accanto alla ben più piccola Fiat 500 Francis Lombardi datata1968. Possiamo aggiungere anche le più “antiche” Lancia Appia del 1958, una Fiat 110 Cabrio del 1948, una Triumph TR3 A del 1958 e una Fiat Balilla 3 marce del 1932. E poi le sempre prestigiose Porsche, Ferrari, Mercedes, Jaguar… Il XVI raduno “Il Macinino – Autostoriche” ha animato le strade di Chioggia e Sottomarina domenica 20 settembre consentendo ai moltissimi appassionati di auto e motori di poter ammirare delle

vetture che hanno davvero segnato la storia del Novecento. Una sessantina in tutto gli equipaggi giunti da varie parti d’Italia e non solo dal Veneto che hanno percorso un tragitto fino ad Albarella e alle valli da pesca per poi ritornare alla zona lagunare di Chioggia e dintorni “scortati” dal Club “le Vespe del Bosco” fino al Lungomare Adriatico nei pressi dello Stabilimento balneare “Clodia”. Le caratteristiche delle auto storiche sono state presentate al pubblico e poi premiate le più datate, quelle più caratteristiche e curiose, più particolari… La 16a edizione de “Il Macinino” è stata realizzata in collaborazione con il Club Venezia Auto Moto Storiche e la Città di Chioggia.

La Alfa Romeo Dauphine del 1962 o la Lancia Flavia Cabrio Vignale del 1963 (solo 3 esemplari costruiti), ma anche le imponenti Cadillac convertibile del 1962 (giunta dalla Marche) e una Cadillac Eldorado del 1973 accanto alla ben più piccola Fiat 500 Francis Lombardi datata1968. La Lancia Appia del 1958, una Fiat 110 Cabrio del 1948, una Triumph TR3 A del 1958 e una Fiat Balilla 3 marce del 1932. E poi le sempre prestigiose Porsche, Ferrari, Mercedes, Jaguar hanno sfilato per le vie di Chioggia

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Avete avuto una giornata pesante … non vedete l’ora di stendervi sulla vostra poltrona preferita … Avete mal di schiena? Avete problemi alle gambe? Fate un lavoro sedentario? Non fate abbastanza attività fisica, anche sapendo che vi farebbe bene? E così vi sentite anche in colpa … Carissimi, è necessario rilassarsi. Vi siete mai sottoposti a un massaggio? Quando è stata l’ultima volta? Ecco un invito per voi …

Festival del massaggio alle Terme Krka A novembre vi invitiamo caldamente alle Terme Krka – dove vi aspetta il Festival del massaggio. Durante le meritate vacanze autunnali, presso i nostri alberghi, potete concedervi numerosi trattamenti rilassanti, in particolare diversi tipi di massaggi, offerti per di più a prezzi convenienti. Sarebbe un peccato non approfittare di questa occasione per sperimentare nuovi modi per rilassarsi e rigenerarsi, passando una vacanza semplicemente favolosa!

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Certo, i massaggi non sono l’unico modo per rilassare e risollevare il corpo e la mente … A novembre, presso le Terme Krka, avrete diversi modi a disposizione per liberarvi da ansie e preoccupazioni … Potrete fare una sauna, fare yoga, o abbandonarvi ai massaggi delle bollicine delle vasche o alla terapia del suono del gong. Comunque sia, gli alberghi Terme Krka, all’interno dei quali troverete i centri benessere Vitarium, Balnea e Salia, non si trovano per caso immersi in una natura favolosa, dove regna la calma. Qui ci si può dedicare completamente a se stessi e al proprio corpo …

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L’autunno è la stagione del relax …

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Il massaggio è uno dei metodi più antichi e semplici di trattamento terapeutico, adatto a chiunque, indipendentemente dall’età. Lo stress del lavoro quotidiano accumula tensione nel nostro corpo che si manifesta con dolori muscolari, difficoltà di movimento e malessere in generale. I mesi in arrivo possono comportare ulteriori problemi, come mancanza di energia, stanchezza e scarsa reattività. L’autunno è la stagione naturale per calmarsi e forse non sarete in grado di fare tutto ciò che desiderate, non con la rapidità che volete.

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Sport

Cavarzere 25

Karate

Desi Rubini conquista i campionati regionali di Nicola Ruzza

L

’Asd Karate Shotokan Cavarzere inizia la stagione agonistica sotto i migliori auspici: domenica 27 settembre, presso la palestra della scuola “Copernico” di Padova, Desi Rubini si è aggiudicata il titolo di campionessa regionale nella categoria Cadetti classe -66 kg. La giovane karateka cavarzerana ha condotto la gara in maniera davvero convincente, dando prova di una grande abilità tecnico-tattica e sfoggiando pregevoli tecniche di calcio e di pugno: la finale, poi, combattuta contro la bellunese Lisa Crestani dell’A.S. Fujiyama Karate Do Sette Comuni, è stata a senso unico, in quanto Rubini ha condotto la

gara fin dall’inizio, battendo l’avversaria con un secco 5 a 0. Ora l’atleta dello Shotokan Cavarzere sarà impegnata nei campionati nazionali, che si svolgeranno a fine ottobre a Roma, poiché la vittoria nella competizione regionale dà l’accesso alla fase nazionale. Grande la soddisfazione del direttore tecnico M° Ettore Mantovan, del tecnico Devis Braggion, che ha assistito Desi durante la competizione fornendole preziosi consigli e di tutti gli atleti dello Shotokan Cavarzere i quali, con l’allenamento in palestra, contribuiscono in maniera determinante ai successi degli agonisti.

Tennis

IL TORNEO GIUNGE A CONCLUSIONE

È

giunto recentemente al termine il 4° torneo di tennis categoria singolare organizzato dal Tennis Club di Stefano Favaro, realizzato in collaborazione con l’associazione Cavarzeriamo e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Cavarzere. “Il torneo ha visto una ventina di partecipanti, dunque un buon numero – afferma Matteo Pavanello, presidente di Cavarzeriamo – che conferma il rinnovato interesse per il tennis a Cavarzere. Infatti, da quanto è nato il nuovo tennis club, il numero dei soci ha avuto un incremento notevole: in soli due anni, il circolo vanta già ben 150 iscritti”. I primi quattro classificati sono stati: Daniele Mori, che si è aggiudicato un orologio e una coppa (offerti rispettivamente dall’Ottica Sacchetto e da Pavanato Global Service), Davide Visentin che, avendo conquistato la piazza d’onore, ha vinto un set di prodotti cosmetici (offerto dall’Hair Salon

Rinnovato interesse per questo sport. Da quando è nato il nuovo tennis club il numero dei soci ha ripreso a crescere, sono arrivati a quota 150 in due anni Pavanello), mentre Marco Rodella e Matteo Pavanello si sono classificati al terzo e al quarto posto. La premiazione si è svolta a Villa Momi’s (sponsor principale della manifestazione) assieme a tutti i soci del Tennis Club, durante la quale l’associazione Cavarzeriamo e l’assessore alla Cultura Paolo Fontolan hanno consegnato i riconoscimenti ai primi quattro classificati. “Desidero ringraziare tutti gli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa – continua Pavanello – cioè: Villa Momi’s, Ottica Sacchetto, Hair Salon Pavanello, Pavanato Global Service, Acustic Clinic, Loro distributori, Soffio di mare e dare appuntamento ai cavarzerani per le feste natalizie, quando l’associazione da me presieduta allestirà, insieme alla Pro Loco, la pista di pattinaggio che tanto successo ha avuto l’anno scorso, in una versione nuova e ancora più grande, per accogliere tutti gli appassionati dei pattini a rotelle”. N.R.

Lo scorso 27 settembre a Padova, l’atleta cavarzerana ha conquistato il titolo. Il prossimo impegno è per fine ottobre a Roma con i campionati nazionali


Sport

26 Motonautica Formula 4

Alberto Comparato campione mondiale F4 di Daniele Venturini

A

lberto Comparato figlio del grande campione di motonautica Fabio Comparato - che gli fa ora da allenatore e lo accompagna in tutte le sue gare - ha riconfermato il titolo di campione mondiale di motonautica Formula 4, titolo vinto anche l’anno scorso. Nell’ultima gara disputata in Germania a Duren gli è bastato arrivare al nono posto per diventare matematicamente campione del Mondo, grazie alle vittorie precedenti conquistate a Brindisi e Nottingham e il secondo posto in Francia. “Avevamo una barca più forte di quella dell’anno scorso – racconta Alberto Comparato - con nuove eliche collaudate da mio padre, però gli avversari erano molto forti, soprattutto i finlandesi”.

Questa vittoria lo ripaga dello sfortunato Campionato Europeo in Polonia dove Alberto si è dovuto ritirare. Nella prossima stagione Fabio passerà dalla Formula 4 alla più impegnativa Formula 2 e la barca nuova sarà pronta a gennaio. “Spero di eguagliare mio papà – è l’auspicio - che è stato l’ultimo italiano campione mondiale nel 2001 in Formula 2”. Fabio riceverà dal Presidente della Repubblica la medaglia d’oro al valore atletico per il mondiale vinto l’anno scorso.

Si conferma per il secondo anno consecutivo ai vertici mondiali. Nella prossima stagione passerà alla Formula 2. “Spero di eguagliare mio padre” si augura accingendosi ad affrontare questa nuova sfida

D

Fisurf. Igea Marina CHIARA NORDIO CAMPIONESSA D’ITALIA

opo una stagione di ottimi piazzamenti e grandi allenamenti la gara definitiva di Igea Marina l’ha vista salire sul podio più alto e concludere con tutti gli onori. Si tratta di una disciplina nella quale si pagaia stando in piedi su una tavola da surf, e oltre 170 atleti si sono fronteggiati nelle gare per ottenere il titolo italiano che apriva le porte ai prossimi mondiali Isa. Nella seconda gara di 8 km, Chiara si era classificata terza, ma quel che ha pesato è stato il risultato della prima gara di 12 km. Con una partenza razzo ha messo subito un bel distacco tra sé e le altre riders, Barausse e Mecucci: per tutta la manche le due riders hanno cercato di raggiungerla ma Chiara ha dato prova di una grande forza, tenendo duro e classificandosi prima. Chiara era raggiante e sorridente (come sempre). Nei suoi ringraziamenti ha voluto citare Flavio Vendramin e Line Up per il supporto e RRD per la “super” tavola con la quale ha corso un Razzledazzle. Risultati ottenuti grazie all’impegno e alla dedizione nel seguire la preparazione fisica invernale con il preparatore atletico Enrico Boscolo, e la costanza di allenarsi in acqua tutti i giorni con qualsiasi condizione meteorologica. E i sacrifici l’hanno ripagata, e per la prossima stagione Chiara Nordio punta a gareggiare anche D.V. ai Campionati Europei di categoria. Classifica: 1° classificata - Chiara Nordio 2° classificata - Erika Barausse 3° classificata - Silvia Mecucci

Si tratta di una disciplina nella quale si pagaia stando in piedi su una tavola da surf. Dopo una stagione di grandi sacrifici e ottimi piazzamenti la vittoria nella gara decisiva


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Sport

28 Karate Centro Sportivo Personal Best Agkai di Chioggia

Alberto Cavallarin a “Tu si que vales” di Eugenio Ferrarese

E

’ ripresa l’attività del Centro Sportivo Personal Best Agkai di Chioggia diretto dal Maestro Walter Meneghini. Nel mese di luglio gli atleti selezionati per la partecipazione al Campionato del Mondo WKU-GCO (World Karate Union – Global Combat Organization) hanno seguito le tabelle di preparazione ginnico/ atletica nel campo dell’isola dell’Unione per poi passare alla fase tecnica e specifica per le specialità che li vedranno impegnati a

fine Ottobre ad Albir (Spagna). La grande passione e determinazione di Alberto Cavallarin, già campione del Mondo individuale ed a squadre per la specialità del Freestyle con armi e musica, gli hanno permesso di superare brillantemente le fasi di selezione al format televisivo “Tu si que vales” e a Roma davanti ai giudici Maria De Filippi, Jerri Scotti, Rudy Serbi nonché la presentatrice Belen Rodriquez è stata registrata la sua performance che è andata in onda in una delle scorse trasmissioni. Grande perciò la soddisfazione di tutto il Personal Best di Chioggia per questo nuovo importante appuntamento e nuova sfida intrapresa dall’atleta chioggiotto e tutti i compagni di palestra si sono stretti intorno a lui per spronarlo a dare il massimo.

Il campione di Chioggia ha superato le fasi di selezione del format televisivo per la specialità del Freestyle con armi e musica. Andrà in onda nelle prossime settimane. Intanto gli atleti del Centro Sportivo Personal Best Agkai si preparano al Campionato del mondo

T

erza vittoria consecutiva per il Team Sportissimo nella “6xAndrea” cronometro a squadre di ciclismo, dedicata ad Andrea Pinarello, che si è svolta il 20 settembre a Jesolo. La formazione modenese ha anche migliorato il record della manifestazione, che lei stessa deteneva, chiudendo i 24 km della prova con il tempo di 27’07” alla media oraria di 52,86 km/h. La squadra era formata da Fabio Bulgarelli, Diego Giuntoli, Giacomo Mazzuola, Fabrizio Amerighi, Massimiliano Grazia e Sandro Di Renzo. Al secondo posto sono giunti i trevigiani del Mem Active Wear (27’37”, media 51,90) seguiti da Stemax Team (27’41”). Per la categoria femminile successo del Team 69 Cronowomen (Cristina Risoli, Elisa Benedet, Monica Messori, Michela Marmiroli, Stefania Bontempo, Annalisa Mondi) che hanno vinto in 34’21” davanti al Tinky Ladies Pinarello (34’54”) e al Pedale Feltrino Women (36’49”). Tra le formazioni con almeno due donne, i più veloci sono stati gli

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CICLO ESCURSIONI IN INVERNO atleti del Team New Line Rovolon (31’13”) formata da Carola Skarabela, Stefania Bagnoli, Alberto Salgarolo, Dario Pegoraro, Ermanno Negro, Nicola Muzzolon, davanti al Bielle Team Asd (31’28”) e al Pedale Feltrino Mix (32’20”). Alla manifestazione hanno partecipato oltre 700 ciclisti provenienti da tutta Italia, per darsi battaglia nel percorso nel cuore di Jesolo in un circuito di 12 km da percorrere due volte. Entusiasta il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, accompagnato dalla assessore Daniela Donadello e dal consigliere Gino Pasian: “Questa manifestazione ha avuto una crescita esponenziale e quest’anno si è gemellata con la bellezza di Miss Italia. Direi che l’appuntamento per il 2016 è d’obbligo”. Il grazie è arrivato anche dalla famiglia Pinarello, da Carla, sorella di Andrea che ha voluto ricordare

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l’importante lavoro dei volontarie e delle forze dell’ordine; di Gloria Piovesan Pinarello, moglie di Andrea: “C’è stato un pubblico incredibile e tantissime squadre hanno partecipato a questa cronometro cui Andrea teneva moltissimo, sono certa che da lassù sarà stato felice di vedere il successo di questa manifestazione”. La cronometro a squadre era anche la tappa finale del circuito di 4 granfondo del Grand Prix Maglia Nera, dedicato a Giovanni “Nani” Pinarello, fondatore dell’azienda di biciclette Pinarello oggi leader nel mondo. Sono stati premiati i leader di classifica delle varie categorie e tutti gli ultimi di classifica, le cosiddette “maglie nere”. Un premio speciale alle squadre che hanno partecipato più numerose. Hanno vinto i granfondisti del Team Pinarello che hanno percorso 42149 km. W.L.

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Sport

30 2 Turismo SÌ, VIAGGIARE Balcani

Sorprendente Albania, il futuro è iniziato Lontani i tempi della dittatura di Hoxha e delle ripetute ondate di profughi il “paese delle aquile” sta crescendo a grandi passi e ama l’Italia e gli italiani (tutti conoscono la nostra lingua) offrendo le sue bellezze al turismo

di Renato Malaman

N

oi italiani abbiamo sempre fatto finta di non vederlo questo “vicino del mare accanto”. Abbiamo sempre dato l’impressione di ignorarlo, di non considerarlo. Prima perché era governato da una dittatura feroce che fino alla sua caduta (nel 1990) ha alimentato questa distanza ideologica e la conseguente netta separazione fra mondi opposti, poi percé la “terra delle aquile” è diventata di colpo la terra da cui partivano le temute prime ondate di profughi, scaricate quotidianamente sulle coste della Puglia da gommono o vecchie carrette del mare. Lo stereotipo è rimasto e condiziona ancora nell’immaginario collettivo l’idea che abbiamo di questo paese, che si trova ad appena 70 chilmetri da Otranto. Al di là dell’Adriatico. Niente di più sbagliato e di ingiusto, perché oggi l’Albania si sta aprendo a noi con una solarità e un desiderio di buoni rapporti che chiunque può riscontrare recandovisi per la prima volta. Un paese che smania di mostrare i suoi grandi passi in avanti, anche se per misurarli bisogna tener conto che sotto la dittatura marxista-leninista di Enver Hoxha e, negli ultimi anni, di Ramiz Alia non c’erano nemmeno macchine per le strade e lo stato di povertà era così palese da lasciare choccati, mitigato solo dalla grande dignità di questo popolo, sempre mostratosi fiero di fronte a qualsiasi difficoltà, anche quando nel corso del XX secolo dovette combattere per la libertà contro nemici più grandi di lui. L’Impero Ottomano prima (che l’ha soggiogato per cinque secoli, fino al 1912) e l’Italia Fascista poi, che lo trasformò in un suo possedimento dal 1939 al 1943. Oggi l’Albania si affaccia a pieno titolo nel panorama europeo, facendo tesoro dei tanti aiuti ricevuti, in termini di cooperazio-

ne economica ma soprattutto di formazione (aiuti arrivati specialmente dall’Italia), ma anche di una grande voglia di riscatto. Quello che più colpisce è l’atmosfera che oggi circonda l’ospite straniero, specie quello italiano. Innanzitutto la lingua, visto che tutti conoscono, parlano e amano l’italiano (imparato grazie alla tv o all’immigrazione di ritorno). Poi la disponibilità all’accoglienza, a fornire un aiuto in qualsiasi circostanza. Persino la polizia sfodera sorrisi non usuali in uomini in divisa. In Albania si può dire senza esagerare che l’Italia è un mito. Forse c’è anche un sentimento di riconoscenza in questo, per tutto ciò il nostro Paese ha fatto nei durissimi anni del post dittatura, quando in

ogni angolo dell’Albania spuntavano ancora sinistri i bunker fatti costruire negli anni ’70 da Hoxha (in tutto un milione, una follia) per trasmettere alla popolazione la sindrome da accerchiamento. Non a caso uno dei reati puniti con maggiore frequenza allora era l’installazione di rudimentali antenne per ricevere i programmi della televisione italiana. Che l’Albania oggi sia un’altra cosa lo testimonia anche il colore. Il colore che si coglie nell’ambiente e nei nuovi quartieri. E che fa risaltare la cura dei restauri e delle nuove costruzioni. Certo, molte contraddizioni rimangono, come gli innesti diretti nelle tre autostrade di stradine di campagna, come nel traffico caotico e indisciplinato di


Sport

Turismo 31 3 SÌ, VIAGGIARE

NELLA IMMAGINE PRINCIPALE IL CASTELLO DI KRUJE CHE OSPITA IL MUSEO DEDICATO A SKANDERBEG, L’EROE NAZIONALE. A SINISTRA LA PIAZZA PRINCIPALE DI TIRANA E, SOTTO, SCORCI DI MARE NEL SUD DEL PAESE (IN UNO SI COLGONO ALCUNI BUNKER FATTI COSTRUIRE DA HOXHA) OLTRE ALLE ROVINE DELLA FORTEZZA DI ROSAFA A SCUTARI. A DESTRA: IL MARE DI KSAMIL, LA STORICA BANDIERA DELL’ALBANIA, IL MONUMENTO A SKANDERBEG E UN CAOTICO SBARCO DI PROFUGHI IN PUGLIA NEL 1991. PIÙ SOTTO: BERAT, LA CITTÀ DALLE MILLE FINESTRE Tirana, o come nella volontà di voler copiare anche gli aspetti negativi del modello di sviluppo italiano. Però la sensazione di fondo è quella di un paese in crescita, dove anche le diverse confessioni religiose (musulmani, cattolici e ortodossi) convivono in armonia e reciproca tolleranza, secondo un modello molto laico. L’estate appena conclusa ha registrato un boom di presenze italiane e, forse, la fine di un tabù. Tutto ciò favorito dalla semplicità delle formalità di ingresso nel paese (basta la carta di identità), della prenotazione di un hotel o del noleggio di un’auto all’aeroporto internazionale “Madre Teresa di Calcutta” di Tirana-Rinas. Facile anche per chi arriva in traghetto a Durazzo o a Valona. Dire che l’Albania è bella è fin troppo riduttivo. Il Paese è straordinario e si può girare in libertà senza più rischi per la propria sicurezza. L’aumentato benessere ha fatto diminuire furti ed episodi di microcriminalità. Il costo della vita è basso, tanto che una cena costa dai 5 ai 10 euro, salvo che nelle località più alla moda. E per dormire si spendono dai 15 ai 25 euro per una camera doppia in alberghi dignitosi, prenotabili anche attraverso booking.com. Il turismo fa perno su ben tre siti tutelati dall’Unesco come “Patrimonio dell’Umanità”, tutti con-

centrati nel sud del paese: si tratta della città di Berat con le sue splendide architetture ottomane, che le sono valse l’appellativo di “città dalle mille finestre”; la città di Argirocastro (o Gjirokaster) arroccata su uno sperone montuoso, rilucente dei suoi tetti d’argento (vi nacquero Enver Hoxha e il poeta Ismail Kadaré, tuttora vivente, più volte candidato al Nobel), il sito archeologico di Butrinto portato alla luce negli anni ’20 dall’archeologo italiano Luigi Maria Ugolini e la cui età d’oro fu quella augustea (di grande impatto l’anfiteatro). Ma vanno inserite nell’itinerario di un viaggio in Albania la capitale Tirana con i suoi innumerevoli musei; la dinamica Durazzo affacciata dolcemente sull’Adriatico (c’è anche una fortezza veneziana); l’antica Scutari, che è forse la città più elegante, vivace e culturalmente importante dell’Albania; Kruje, vecchia capitale che celebra le gesta di Georgi Castriota Skanderbeg, l’eroico condottiero albanese che nel ‘400, in trent’anni di sanguinose battaglie riuscì a respingere i turchi (che dilagarono nel paese solo alla sua morte, avvenuta per malaria); Pogradec, cittadina placidamente distesa sul lago di Ocrida, al confine con la Macedonia; Korcia, famosa per essere stata la città da cui partì la rivolta contro i turchi nel 1912; la lucente Valona,

Le migliorate condizioni di sicurezza permettono di viaggiare nella massima libertà per conoscere la vivace capitale Tirana, città antiche come Berat, Argirocastro Scutari, Durazzo, Kruje, Valona, Butrinto e le località di mare della splendida costa sud porto strategico dove l’Adriatico diventa Jonio e poi tutta la spettacolare costa sud, da Dhermi a Borsh a Saranda (la Rimini albanese) per finire nella coccola Ksamil, ameno porticciolo turistico fra gli scogli con piccole spiaggette dove si affacciano graziosi ristorantini, nei quali (udite, udite) si possono ancora trovare anche i proibitissimi datteri di mare. Certo, l’Albania non offre ancora tutti i comfort di altre destinazioni turistiche, specie di quelle più alla moda, ma il bello in fondo è proprio questo. Lo spirito di accoglienza semplice e sincero degli albanesi, che rende il viaggio un viaggio vero. Alla scoperta delle bellezze di un Paese ma anche dello spirito fiero di un popolo unico, per lingua a tradizione. Andare per credere.


Sport

32 1 Concerti e non solo IN VENETO EVENTI 1152

Pagina a cura di Graziano Edi Corazza

IN VENETO Gran Teatro Geox - Padova - venerdì 23 ottobre 2015, ore 21:30 - sabato 24 ottobre 2015, ore 21:30

JESUS CHRIST SUPERSTAR

Torna in scena l’opera rock più amata di tutti i tempi: con Ted Neeley, storico interprete della prima versione dello show. Sul palco l’Orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello e una compagnia di 24 acrobati e ballerini Jesus Christ Superstar, il capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice in arrivo al Gran Teatro Geoxo di Padova il 23 e 24 ottobre, è ormai passato alla storia come uno dei Musical più famosi e amati di tutti i tempi, nel mondo intero. La versione italiana in lingua originale firmata da Massimo Romeo Piparo ha compiuto 20 anni e vanta ormai numerosi record, con numeri di tutto rispetto: quattro diverse edizioni, 11 anni consecutivi in cartellone nei Teatri italiani dal 1995 al 2006, oltre 1.100.000 spettatori, più di 120 artisti che si sono alternati nel cast, e più di 1.200 rappresentazioni. La chiave del grande successo sta nell’ottimale combinazione fra la musica rock, il musical e una grande storia immortale. Il musical, nell’imponente allestimento prodotto dalla PeepArrow Entertainment, ha partecipato come unica produzione italiana ospite al celebre Uitmarkt di Amsterdam, uno dei principali eventi culturali del Paesi Bassi. Nell’ambito del Musical Sing-a-Long, la serata in diretta tv dedicata ai musical con le migliori produzioni provenienti da tutto il mondo, l’amatissimo attore americano Ted Neeley nei panni di Gesù è stato protagonista di una spettacolare esibizione aerea che ha letteralmente mandato il pubblico in delirio. Con lui sul palco anche Feysal Bonciani nel ruolo di Giuda, accompagnato dal corpo di ballo. Un vero e proprio bagno di folla che consacra Jesus Christ Superstar come il Musical più amato di tutti i tempi e che conferma il valore del lavoro artistico e produttivo di Massimo.

Al Teatro Toniolo di Mestre il 30 ottobre

JACK SAVORETTI

Jack Savoretti ritorna dal vivo in Italia. Ospite di Veneto Jazz, sarà venerdì 30 ottobre al Teatro Toniolo di Mestre (Ve), inizio concerto ore 21.00, per la rassegna Cultnet, nell’evento organizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia. Sul palco vibreranno le atmosfere e i suoni del suo nuovo disco “Written in Scars” (BMG), disponibile dal 18 settembre nel nuovo repackaging dal titolo Written in scars new edition con i due inediti Back where I belong, brano dalle atmosfere seventies, e la ballad Catapult dove gli strumenti si aggiungono a ogni strofa e l’emotività cresce progressivamente. Ad impreziosire la nuova versione dell’album, cinque brani live (Written in scars, Back to me, Fight ‘till the end, Home, Broken Glass) registrati dal vivo a Roma nel suo ultimo tour e due remix (Jack in a box e The Other side of love) realizzati dal dj danese Alexander Brown che rivelano le inedite declinazioni della musica del cantautore e ci portano direttamente alle atmosfere dei migliori club internazionali. A fianco al giovane talento del rock internazionale ci sarà la sua band originale: Pedro Vitor Vieira De Souza, alla chitarra elettrica, Jesper Lind Mortensen, alla batteria e percussioni, John Michael Bird, al basso elettrico, e Henry William Bowers-Broadbent, alle tastiere. Quest’anno Jack Savoretti è stato premiato agli ONSTAGE AWARDS 2015, concorso indetto dalla rivista ONSTAGE MAGAZINE dedicato ai migliori performer ed eventi live dell’anno, come Miglior Nuova Proposta Internazionale con 520.000 voti del pubblico e le preferenze di una giuria di addetti ai lavori. “Molti dei brani sono stati scritti insieme a Sam Dixon, che è il produttore musicale di Adele e il co-autore principale di Sia” commenta Jack Savoretti “Ho scritto anche con Matt Benbrook che ha lavorato con Jake Bugg e Faithless e per finire, naturalmente, ho scritto con il mio chitarrista Pedro Vito e Seb Sternberg (già al fianco di Pedro in diverse produzioni). Ho preso ispirazione da tutti loro”.

Prima di partire live 2015 - 14 novembre e 4 dicembre - Gran Teatro Geox, Padova

NEK RADDOPPIA LA DATA DI PADOVA

Nek sarà in concerto al Gran Teatro Geox il 14 novembre ed a grande richiesta, tornerà in scena il 4 dicembre 2015. Prosegue dunque il successo del nuovo tour di NEK, “Prima di Parlare Live 2015”, che farà tappa nei teatri delle principali città italiane. Dopo il raddoppio delle date di Milano e Torino e l’aggiunta di nuove date al già fitto calendario, il Gran Teatro Geox di Padova ospiterà il nuovo spettacolo di NEK non solo il 14 novembre ma anche il 4 dicembre. Il nuovo tour segue la pubblicazione dell’ultimo album di NEK, “Prima di Parlare” (Warner Music), già certificato disco d’oro, che contiene i brani “Fatti Avanti Amore”, con il quale l’artista si è piazzato al secondo posto nella categoria Big” al Festival di Sanremo, “Se Telefonando”, con il quale ha vinto il premio Miglior Esibizione Cover a Sanremo, e il terzo attesissimo singolo estratto “Io Ricomincerei”, da pochi giorni in radio.

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GRUPPI VENETI questo mese parliamo dei padovani JENNIFER GENTLE

I

Jennifer Gentle sono un gruppo di rock psichedelico/acid rock veneto nato nel 1999 a Padova e primo gruppo europeo a ricevere un contratto dalla Sub Pop di Seattle (USA). Dopo aver realizzato la colonna sonora di un film indipendente, pubblicano il loro primo album “I am you are” nel 2001. L’album era stato già composto da Marco Fasolo quando egli chiamò Alessio Gastaldello alla batteria, Isacco Maretto alla chitarra e Nicola Crivellari al basso: per registrare il disco. Le sonorità del lp richiamano fortemente le atmosfere acide della scena musicale inglese dei tardi anni Sessanta, Syd Barrett su tutti; non a caso il gruppo prende il nome da una strega citata in un brano dei Pink Floyd, ossia “Lucifer Sam”, pezzo inserito nel primo album del gruppo, “The piper at the gates of dawn”, del 1967 (relazionato nel mio libro “50 anni di Rock” con voto 8+ !). Il loro secondo album, “Funny creatures lane” (2002) è considerato tra i migliori lp di rock indie mai pubblicati in Italia. Sempre nello stesso anno viene stampato “The wrong cage”, contenente tre brani registrati dal vivo e che vede la collaborazione del chitarrista giapponese Kawabata Makoto dei Acid Mothers Temple (album ristampato nel 2008 da A Silent Place). Il loro terzo album, “Valende”, uscito nel gennaio del 2005, è il primo disco italiano dall’etichetta di Seattle. I Jennifer Gentle diventano cosi’ il primo gruppo italiano ad essere messo sotto contratto dalla casa discografica statunitense Sub Pop Records, celebre per aver lanciato i Nirvana. Subito dopo partono per un primo lungo tour negli Stati Uniti, 40 date in 45 giorni, coast to coast da New York a San Francisco. A novembre 2006 esce per la A Silent Place, etichetta indipendente di Andria (Puglia), il disco “A New Astronomy”, uscito in precedenza solo in tiratura

limitata per la Sub Pop. L’album contiene tredici tracce tra le più sperimentali scritte dalla band ed è ispirato alla vita di Giovanni Paneroni. Qualche mese prima per la stessa etichetta è uscito un lp su insolito vinile rosa, dal titolo “Sacramento Session/5 of 3”, testimonianza di una jam session registrata negli studi della radio KDVS durante il loro precedente tour negli Stati Uniti; sul secondo lato, invece, sono incisi dei brani di Fasolo risalenti presumibilmente allo stesso periodo delle registrazioni di “A new astronomy”. Esce nel giugno 2007 “The Midnight Room”, quarto album in studio dei Jennifer Gentle e secondo per l’etichetta americana Sub Pop Records. Scritto, prodotto e suonato dal solo Marco Fasolo. Le registrazioni si sono svolte a Cavarzere (Ve), in una vecchia scuola anni Trenta che durante la guerra fu ospedale da campo. Vengono invitati da Jarvis Cocker, leader dei Pulp, nella sua unica data italiana e aprono per i Sebadoh a Londra. L’attenzione inglese per la band si concretizza ancor più quando il brano “Take My Hand” viene incluso in un allegato curato dalla rivista Mojo e nella tradizionale compilation Rough Trade Shops, che segnala le migliori uscite indie dell’anno. Nella primavera 2008 esce l’EP “Evanescent Land”, edito dalla neonata etichetta inglese Heron Recordings, contenente l’inedita “She’s alright” e la rivisitazione fedele ai live di tre brani contenuti in “Funny Creatures Lane”. Nell’inverno del 2008, durante le sessioni di registrazione di “Concentric”, disco sperimentale che uscirà solo nel 2010, i rapporti interni alla band si fanno sempre più tesi. Malumori e dissapori portano ad un cambio di formazione, lasciando i soli Marco Fasolo e Liviano Mos a condurre un tour in Svizzera, Germania,

Paesi Bassi e Belgio. Dopo qualche mese il duo si completa con Stephen Gilchrist, batterista londinese già nel progetto solista di Graham Coxon dei Blur. Nel novembre 2009 al duo Marco Fasolo-Liviano Mos si uniscono per alcune date live due terzi dei Verdena, ossia Alberto Ferrari al basso e Luca Ferrari alla batteria. Nella primavera 2010 esce “Concentric”, album di musica d’avanguardia e sperimentale per l’etichetta A Silent Place. Nell’estate e successivamente anche nell’autunno del 2012 il duo Marco Fasolo-Liviano Mos torna in tour accompagnati nuovamente dai membri dei Verdena: Alberto Ferrari (al basso) e Luca Ferrari (alla batteria). Il 17 aprile 2013 Marco Fasolo, con l’aiuto del manager Marco Damiani e del produttore Jean-Charles

Carbone, pubblica a nome Universal Daughters l’album di covers “Why Hast Thou Forsaken Me?”. Il disco è un progetto benefico per La Città della Speranza, fondazione di Padova che si occupa di sostenere la ricerca sulle neoplasie infantili, a cui hanno partecipato musicisti italiani e stranieri tra cui Verdena, Lisa Germano, Chris Robinson, Jarvis Cocker dei Pulp, Mark Arm dei Mudhoney, Swamp Dogg ed altri. L’8 giugno 2013 suonano al festival MI AMI di Rockit con una formazione completa che vede, oltre al duo storico Fasolo-Mos, il ritorno di Francesco Candura al basso, Diego Dal Bon alla batteria e Guido Giorgi a vari strumenti (chitarra, tastiere, percussioni). Nel 2015 sono stati in tour come gruppo spalla dei Verdena ed hanno ristampato i primi due albums (“I Am You Are” e “Funny Creatures Lane”) per Bomba Dischi. (tratto da Wikipedia).


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COUS COUS AL PESTO DI SPINACI E MANDORLE Giustificate da un condimento più morbido e quasi dolce, pe questa ricetta abbiamo preferito utilizzare il cous cous tradizionale anziché quello integrale. Poi, alla ricerca di una preparazione ancora estiva e più leggera, vi abbiamo aggiunto davvero pochissimi ingredienti. Il pesto di spinaci, già utilizzato nel condimento di primi piatti, ci aveva particolarmente conquistato per la sua cremosità e dolcezza, ci è sembrato quindi un’ottima idea per questa pietanza dai sentori internazionali. Per arricchire, azzeccatissimi sono stati una ricotta dura e decisamente saporita tipica palermitana, e delle gustose, e soprattutto piccantine, acciughe in olio al peperoncino. Un’idea veloce e semplice, per preparare un piatto diverso.

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Procedimento Preparare il pesto di spinaci: frullare la verdura con olio, aglio sminuzzato e sale. Cuocere il cous cous come indicato nella confezione: scaldare 2 bicchieri di acqua, al momento del bollore salare, quindi togliere dal fuoco e versare il cous cous con un cucchiaio di olio. Lasciare riposare per circa 5 minuti, poi sgranare con una forchetta. In una ciotola mescolare il cous cous con il pesto di spinaci, le mandorle, le acciughe spezzettate e la ricotta; aggiustare di sale ed eventualmente aggiungere qualche cucchiaio di olio per ammorbidire. Lasciare riposare prima di servire.

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