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piovese ott2019 n149

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Sport p.18

Animali p.27

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on-line: La scuola da salvare

OTTOBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.149

Cultura p.17

del Piovese

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CORTE

Elementare “Zanella”, agevolazioni per il doposcuola

>redazione@givemotions.it<

Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere a pag 4 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti;servizio e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.

Piove legge ma... senza l’aiuto della Regione

Biblioteche, l’assessore alla Cultura di Piove di Sacco si lamenta degli scarsi fondi, 1238 euro, destinati al bacino bibliografico della Saccisica e del Conselvano

EVENTI

Appuntamento con la festa della “Suca baruca” FINANZE COMUNALI

Destinati gli introiti dalle dismissioni immobiliari LEGNARO

Atti vandalici, denuncia sulla pagina Fb del Comune LEGNARO

Debuttano i gruppi di Controllo di vicinato

I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb

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La scuola da salvare >redazione@givemotions.it<

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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Istruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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La scuola da salvare

Libri usati per restaurare l’organo della Madonna delle Grazie

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Foto tratta da wikipedia.org. Autore: Alessandro Marchiori

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Inaugurata a fine settembre la bottega allestita dai volontari

ibri usati per restaurare l’organo del santuario della Madonna delle Grazie. E’ stato inaugurato a fine settembre, in via Garibaldi, la “Bottega del libro usato”, punto vendita allestito dall’associazione “Madonna delle Grazie”, realtà di volontari nata per aiutare, abbellire e fare conoscere il Santuario. “In questi anni - spiega Zita Chinaglia dell’associazione - siamo riusciti a fare restaurare parecchi quadri, gli ex voto, i due angeli lignei e un altarino del ‘700”. “Ora - prosegue - ci stiamo impegnando a raccogliere fondi per il restauro dell’organo del XIX secolo, realizzato dai fratelli Giacobbi, detti anche Maggiotto, di Bassano del Grappa”. “Nello spazio allestito in centro - conclude la volontaria - ci saranno migliaia di libri ad offerta libera. Si potranno trovare opere classiche e moderne, romanzi, libri di narrativa, per bambini, vocabolari e tanto altro”. La bottega è aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.

Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.

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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova

Alessandro Cesarato una situazione… da terzo mondo. >ale.cesarato@gmil.com<Ha ereditato un non facile compito il ministro all’I-

del Piovese

è un marchio registrato di proprietà Srl di

struzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo e Polverara per un numero complessivo di 11.879 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

consigli preziosi per i nostriChiuso amici a 4 zampe in redazione il 4 ottobre 2019


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Saccisica

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Biblioteche Un contributo di 1.238 euro

Piove legge senza l’aiuto della Regione L’assessore alla Cultura Paola Ranzato si lamenta degli scarsi fondi destinati al Bacino bibliografico della Saccisica e del Conselvano

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olo briciole da parte della Regione per il Bacino bibliografico della Saccisica e del Conselvano. Le biblioteche dei 15 Comuni che fanno capo a Piove di Sacco, hanno ricevuto da Venezia, per la gestione e il funzionamento delle loro attività, un contributo annuale di 1.238,96 euro. Non che sia andato meglio agli altri, visto che per tutta la Provincia sono stati erogati in tutto 7.577,23 euro. Senza aiuti concreti il servizio è però sempre più in difficoltà. Il sistema piovese-conselvano, che descrive un bacino di circa

86 mila persone, può contare su oltre 30 mila tesserati e un patrimonio librario di circa 230 mila libri. Quest’ anno i prestiti sono già stati 80 mila. “Nei nostri comuni più piccoli - commenta l’assessore alla Cultura Paola Ranzato - la biblioteca rappresenta l’unico presidio culturale. La Regione ha inteso, a conti fatti, sostenerle con 79 euro a testa. È vergognoso. Questa rete, con risorse proprie messe insieme dai comuni che ne fanno parte con una convenzione, riescono a realizzare quest’anno, in collaborazione con “Scenari di

L’assessore alla Cultura del Comune di Piove di Sacco, Paola Ranzato

carta”, 30 letture spettacolo. Anche in questa stagione ci saranno tanti laboratori, 45 per la precisione, per le varie biblioteche. Riusciamo anche a tenere una piccola quota per acquistare libri per ragazzi per ogni biblioteca, specie per chi ha più difficoltà. Ci sosteniamo a vicenda e cerchiamo di fare vera rete. Abbiamo un nostro centro di catalogazione e un servizio di circuito che porta i libri richiesti dagli utenti in tutte le biblioteche. Il tutto non di certo con 1.200 euro regionali ma grazie ai comuni che sanno quanto valgono luoghi come bi-

blioteche, non solo come spazi di prestito libri. Facciamo due volte l’anno formazione ai bibliotecari e docenti. A ottobre avremo tre date con un grande scrittore per ragazzi, che tiene un seminario sulle tecniche di scrittura. Peccato che i fondi regionali non sono convogliati anche nel sostegno di tutto questo. Si dovrebbe creare un tavolo dedicato alle biblioteche in cui si può fare conoscere queste realtà e tutte le competenze. A Piove investiamo molto nell’acquisto di libri e in tutte le attività di promozione alla lettura, tanto che

dal 2017 il Mibac e il Centro italiano del libro ci hanno conferito il titolo di Città che legge”. Tutto questo negli stessi giorni di “Veneto che legge”, iniziativa promossa proprio dalla Regione che vede tutte le biblioteche pubbliche regionali mobilitate per questa manifestazione di promozione alla lettura. “Invitano biblioteche e scuole ad aderire e fare tante belle maratone di lettura usando il logo regionale - aggiunge Ranzato - e viene poi chiesto di documentare tutto con foto, video e locandine. Il tutto a costo ovviamente zero per la Regione, con uno scandaloso coinvolgimento dell’Aib Veneto”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<

Palazzo Priuli Stazio riapre al pubblico

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i sono riaperte al pubblico le porte di palazzo Priuli Stazio, la storica villa di via Borgo Rossi oggi di proprietà della famiglia Ballan. In concomitanza con le Giornate europee del patrimonio, è stata inaugurata la mostra didattica curata da Alessandra Zabbeo e dedicata alla storia dell’edificio e dei personaggi che nei secoli l’hanno posseduto e frequentato. L’apertura al pubblico della residenza è stata possibile grazie all’impegno dell’associazione degli Amici del Gradenigo che, dopo avere promosso nei mesi scorsi una ricerca storica sull’antica dimora che si è concretizzata nella pubblicazione di un volumetto, continua il progetto di valorizzazione del patrimonio architettonico cittadino. La mostra, costituita da pannelli illustrativi che accompagneranno i visitatori in un percorso tra stanze e saloni, sarà aperta al pubblico tutte le domeniche fino al 13 ottobre. Durante questi appuntamenti si sta tenendo anche un ciclo di quattro incontri che permetteranno al pubblico di approfondire, grazie alla voce e al racconto di esperti, alcuni aspetti della vita e dei passatempi in villa. A.C.


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Piovese

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Scuola Il Comune stanzia un contributo per garantire un’alternativa al tempo pieno

Elementare “Zanella” a Corte, sostanziose agevolazioni economiche per il doposcuola A

gevolazioni economiche giorni la settimana sono possibili per il doposcuola per le fa- ma non godranno dell’agevolamiglie che hanno iscritto i loro zione. bambini alla classe prima della “Siamo riusciti - dice il vicesinscuola elementare “Zanella” di daco Lucia Pizzo - ad ottenere la Corte. Dopo le vicissitudini dei deroga al numero minimo di 13 mesi scorsi che avevano messo alunni ma non è stata data seguiin discussione addirittura la forto alla richiesta dell’introduziomazione della classe, il Comune ne del tempo pieno. Come promette in pratica una delle politi- messo ci siamo però impegnati che di sostegno prospettate per a garantire e sostenere il potengarantire la continuità scolastica ziamento dell’offerta formativa nella frazione. della scuola. Si tratta di un soLa Giunta del sindaco Gianel- stegno straordinario che l’amla ha stanziato un ministrazione ha Il vicesindaco contributo che conintenzione di gasentirà, a chi usurantire anche per Lucia Pizzo: fruirà del servizio il prossimo anno “Ci siamo che inizierà in quescolastico. Si tratta sti giorni e durerà di un servizio molimpegnati fino a tutto il prosto flessibile. In una a garantire simo maggio, di diprospettiva più e sostenere il mezzare i costi. Il generale abbiadoposcuola, che si potenziamento mo già iniziato un svolgerà dal lunedì percorso di intesa dell’offerta al venerdì dalle 13 con le scuole parialle 18, sarà orgaformativa della tarie dell’infanzia nizzato dall’assodelle frazioni per scuola. Si tratta progetti educativi ciazione culturale “Non solo compiti” di un sostegno verticali e con le con insegnanti quanuove dirigenze straordinario lificati. scolastiche perché Per il pranzo i riteniamo che non che si vuole bambini potranno debbano più verimantenere fermarsi a scuola e ficarsi situazioni di anche per consumare un paconcorrenza tra i sto portato da casa plessi. il prossimo oppure richiederlo Siamo dell’idea anno” all’associazione, che si possa manche si appoggerà tenere l’offerta alla cooperativa sociale “Il Ger- scolastica su tutto il territorio comoglio”, al costo di 5 euro. munale ma molto dipende anche I costi mensili del dopo scuola, dalla volontà e dalle scelte, in pria seconda dei giorni di frequenmis, dei genitori”. za, varierà dai 140 ai 130 euro, la Per le informazioni e le iscrimetà dei quali sarà presa in cari- zioni al servizio: nonsolocompico dal Comune. Il contributo co- tiasd@gmail.com e 324/6999703. munale è finalizzato a sostenere una frequenza continuativa, di Alessandro Cesarato almeno 3 giorni a settimana. >ale.cesarato@gmail.com< Eventuali iscrizioni per 1 o 2

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Il 20 ottobre torna “Suca Baruca col mocolo impissà”

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omenica 20 ottobre torna “Suca Baruca col mocolo impissà”, la manifestazione dedicata alla zucca giunta alla sua ventottesima edizione. Ad organizzarla nei minimi dettagli è la Pro loco con la collaborazione del Comune. Si tratta di una delle feste più amate, che vede la città vestirsi dei colori e delle atmosfere dell’autunno. La festa trova origine dalla tradizione di intagliare le zucche meno pregiate (sùca barùca), svuotandole, per inserirvi poi una candela (mòcolo) accesa (impissà) ed esporle sui davanzali delle finestre. L’intaglio della zucca può determinare varie figure che, grazie anche alla luce interna della candela, possono risultare allegre o minacciose per chi le incontra. Il centro storico per tutta la

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giornata sarà caratterizzato dalla presenza di zucche di tutte le misure, protagoniste assolute della festa. Dalle 9 mostra mercato di zucche, prodotti dell’agricoltura e dell’artigianato locale, fiori e piante. Le piazze e le vie del centro saranno animate da musica e spettacoli con le esibizioni itineranti. Ritornano anche le gare di intaglio della zucca e “Zucc Art”, l’evento riservato ai bambini delle scuole che si cimenteranno nell’arte del disegno. Non mancheranno un ricco stand gastronomico in piazza Vittorio Emanuele II, con la novità della pizza gourmet, e la mostra di trattori e attrezzature d’epoca. Durante la giornata saranno aperti anche tutti i negozi. A.C.

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Nelle casse del Comune altri 2,5milioni con le dismissioni immobiliari

All’Umberto I una sala dedicata ad Emanuela Perin

Nell’ultimo consiglio comunale la sola maggioranza ha votato la variazione di bilancio che destinava gli introiti delle vendite

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e recenti dismissioni immobiliari hanno portato nelle casse del Comune 2,5 milioni di euro. Con la quarta variazione al bilancio di previsione triennale, discussa nell’ultimo consiglio comunale, sono stati recepiti i sostanziosi introiti ricavati della vendita del terreno di via Valerio (2,2 milioni), sul quale sarà costruito un supermercato, e dello stabile di via Co’ Cappone a Corte (293 mila euro). Quest’ultimo è stato ceduto, mediante asta pubblica, alla cooperativa sociale Magnolia che già lo utilizzava per le proprie attività e che da tempo si era presa in carico la manutenzione straordinaria. “Queste entrate - ha spiegato in consiglio il vicesindaco Lucia Pizzo - sono destinate per legge a investimenti in conto capitale.

Un 10%, obbligatoriamente, va poi accantonato per l’estinzione anticipata, o comunque la riduzione, di mutui esistenti. Poiché la nostra posizione debitoria è più che virtuosa, stiamo studiando attentamente su quali posizioni sia più conveniente intervenire”. L’amministrazione sta già comunque pianificando dove investire le fresche risorse disponibili. Una prima parte sarà destinata alla sistemazione degli spogliatoi degli impianti sportivi del quartiere di Sant’Anna e della frazione di Arzerello. Dopo la manutenzione delle strutture dello stadio “Vallini”, altri 75 mila euro saranno quindi investiti sulle realtà funzionali alle attività sportive. La variazione di bilancio in oggetto è servita anche per dirottare altre risorse su nuovi investimen-

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Il vicesindaco Lucia Pizzo

ti. Dal fondo “autovelox” saranno presi 25 mila per la sostituzione di un vecchio autocarro comunale da rottamare. Quello nuovo, che sarà alimentato a biometano, potrà tra l’altro per due anni rifornirsi gratuitamente al distributore di Sesa spa presente all’interno dell’ecocentro e a servizio dei mezzi per la raccolta rifiuti. “Nella variazione abbiamo anche - ha aggiunto la Pizzo - implementato alcuni capitoli come

quello per le emergenze relative alla manutenzione delle strade per 10 mila euro. Ulteriori 5 mila euro sono stati riservati per la manutenzione degli edifici scolastici, 7 mila euro per progetti sociali e di inclusione nelle scuole”. La variazione di bilancio è stata votata dalla sola maggioranza, mentre le minoranze si sono astenute. Alessandro Cesarato

l Craup “Umberto I” di via Botta è stata dedicata una sala ad Emanuela Perin, la cinquantenne compianta direttrice scomparsa prematuramente nel marzo del 2018. Il presidente Bruno Coccato, insieme a tutto il consiglio di amministrazione, ha accolto favorevolmente e deliberato sulla richiesta avanzata all’unisono da tutto il personale della casa di riposo che la Perin aveva diretto per quasi vent’anni. Alla cerimonia ufficiale della posa della targa di intitolazione in quella che era la sala “del caminetto”, che si è tenuta in occasione dell’annuale festa della residenza per anziani per gli ospiti e le loro famiglie, erano presenti il marito e il figlioletto della Perin, oltre al sindaco Davide Gianella.

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Un momento della cerimonia pubblica che si è tenuta a Teatro Marconi

Economia Ricorrenze e celebrazioni

La banca del territorio ha festeggiato 125 di storia Centoventicinque anni di credito, cooperativismo, mutualità e solidarietà a servizio del territorio. Banca Patavina, già Cassa Rurale, festeggia in questo periodo la propria fondazione. “Se quest’anno festeggiamo i 125 anni di storia - ha osservato il presidente Leonardo Toson in occasione della cerimonia pubblica che si è tenuta al teatro Marconi di via Gauslino - lo dobbiamo proprio alla natura cooperativa di queste banche. Se fossero state aziende private probabilmente sarebbero state scalate o vendute. Pian piano non sarebbero più state considerate patrimonio del territorio e della gente che le aveva volute. Invece siamo ancora qui, con un patrimonio di valori consolidato nel tempo, che ci aiuta ad affrontare le sfide di oggi”. A gettarne le basi, il 2 settembre 1894, nella sala del Paradiso del Duomo, furono monsignor Roberto Coin, il conte Prospero Radini Tedeschi e 51 soci. Una risposta alle necessità dei contadini, dei commercianti e degli artigiani di difendersi dallo sfruttamento e dall’usura, valorizzando quanto di buono poteva offrire il territorio. Con queste prerogative originarie, l’allora Cassa Rurale non poteva che essere una banca locale, uno spazio, un luogo, un protagonista strettamente legato, anzi in simbiosi, con il territorio nel quale aveva trovato origine ed era sorta, cresciuta. Una caratteristica decisiva, che ha portato la Banca dei Piovesi, divenuta nel tempo punto di rife-

rimento anche per altre genti del Padovano e del Veneziano. Da allora molto è cambiato, tranne i protagonisti di quell’evento: la Saccisica e la Banca. Oggi Banca Patavina conta oltre 55 mila clienti, più di 300 dipendenti e

moci se dobbiamo pensare solo ad essere competitivi oppure se le nostre Bcc devono anche essere in grado di intercettare determinati valori, di lavorare a livello culturale”. Alessandro Cesarato

quasi 9.500 soci. E’ operativa in 77 Comuni tra le province di Padova e Venezia, con 37 sportelli organizzati nei tre distretti Piovese - Clodiense, Euganeo - Estense e Padova. “Oggi fare banca - ha aggiunto

Toson - è molto più complesso, servono risorse adeguate, serve una struttura più ampia e solida per affrontare le nuove regole del sistema economico. La competizione globale porta alla nascita di grandi aggregazioni ma chiedia-

Domenico De Luca è il nuovo capitano dei Carabinieri La Compagnia piovese dei carabinieri ha un nuovo capitano. Si tratta di Domenico De Luca che a metà settembre ha preso il posto del capitano Enrico Zampolli che ha lasciato la città dopo sei anni per prendere servizio a Castelfranco Veneto. De Luca, originario di Benevento, ha 36 anni ed è sposato. Arruolatosi come maresciallo nel 2002, fino al 2010 ha prestato servizio a Legnano, nel milanese. Nel 2011 è stato comandante di Plotone nella Scuola Marescialli e Brigadieri di Brindisi per poi arrivare in Veneto nel 2012 per dirigere il Nucleo operativo di Chioggia e quando,

dal 2016, quello di Venezia. Nel 2018, per alcuni mesi, ha anche coordinato l’operato dei militari della Tenenza di Dolo. Il capitano De Luca è già operativo. In questi giorni sta facendo visita alle varie stazioni della Compagna, oltre che ad incontrare e conoscere le varie realtà del territorio. A.C.


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Alessandra, l’infermiera supermamma Ha cinque figlie, la più grande va all’università la più piccola all’asilo. Una famiglia superorganizzata, in cui tutti gli impegni si inseriscono ad incastro. “Non ho voluto lasciare il lavoro - racconta Alessandra - perché è la mia passione”

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oniugare l’essere mamma con il portare avanti il proprio lavoro per molte donne purtroppo è impossibile. Non lo è stato invece per Alessandra Nichetto, 47 anni di Villatora di Saonara, che di professione fa l’infermiera da vent’anni e nel frattempo di figlie ne sono arrivate ben cinque. E’ stata a Chioggia, a Trieste, nel Veronese e quindi all’ospedale cittadino dell’ Immacolata Concezione, prima in Neurologia e adesso in Riabilitazione e lungodegenza. La figlia più grande, Maria, ha 19 anni e tra pochi giorni inizierà l’Università. La più piccola, Marta, ne ha 5 e va all’asilo. Poi ci sono Anna, 14 anni che frequenta le superiori, Elisabetta 12 che va alle medie ed Elena 6 che ha debuttato alle elementari. “Come faccio?” si confessa la supermamma “Negli anni ho goduto di cinque part-time, uno per figlia. Adesso lavoro 18 ore

a settimana. Il part-time mi ha aiutato e mi sta aiutando tanto. Se non l’avessi avuto avrei dovuto licenziarmi. Mio marito è un ingegnere libero professionista, spesso si deve assentare quindi noi viviamo a incastro: la scuola, le visite, lo sport, la nostra è un’autogestione totale. Con lui tante volte ci siamo chiesti se io avessi dovuto lasciare il posto per dedicarmi alle figlie, ma il mio lavoro è la mia grande passione, mi piace il contatto con le persone, lo stare in gruppo, l’agire in équipe. Avrei perso una parte di me, quindi ho preferito rimboccarmi le maniche. Dimostrare alle nostre figlie che una persona riesce a gestire una famiglia e contemporaneamente una passione, lo riteniamo una cosa molto preziosa. Le difficoltà esistono, gli imprevisti pure, ma come genitori ci siamo, e questo fa la differenza”. “Ci piace molto il modo con cui i nostri dipendenti onorano

Alessandra Nichetto, infermiera all’ospedale di Piove di Sacco

il lavoro - commenta il direttore generale dell’Usl 6 Euganea, Domenico Scibetta - e onorano la famiglia, crescendola con dedizione e con il valore della presenza. Dal canto nostro ci sforziamo di incentivare il benessere dei dipendenti, profondamente convinti come siamo dell’importanza del part-time, utile a conciliare le esigenze della persona lavoratrice con le necessità organizzative aziendali”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<

Il Museo del Bottone di Vigorovea “sbarca” a Venezia

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a piccola frazione di Vigorovea può vantare la partecipazione alla prestigiosa “Venice Glass week”: il festival internazionale della città di Venezia dedicato all’arte del vetro. Sono 220 gli esemplari di bottoni prestati al Comune di Venezia dal Museo storico del bottone “Sandro Partesotti” e rimasti in mostra nei locali della biblioteca civica di Mestre fino al 22 settembre scorso. Oltre 8.500 i bottoni raccolti e conservati a Vigorovea da Leda Siliprandi Partesotti (in foto) - fondatrice del Museo che porta il nome del figlio scomparso - che alla mostra “Il bottone racconta il vetro” ha prestato alcuni esemplari unici nel loro genere, realizzati nel tempo a Murano secondo le indicazioni delle case di moda e l’estero dei maestri di fornace. Pezzi unici di un artigianato di alta qualità e d’eccellenza, caratterizzati da lavorazioni di paste cromate e pregiate quali le murrine, i micromosaici, le perline di “conterie” o i suggestivi bottoni presse papier. Negli stessi giorni di settembre il Museo è stato inserito tra i siti del Veneto da visitare in occasione delle Giornate europee del patrimonio. La struttura di via Padana ospita una pregevole collezione di bottoni, risultato di una attenta ricercata nella storia, che va dal Diciassettesimo secolo al 1970, fa già parte del circuito Wigwam e nel 2017 è stata dichiarata dalla Regione uno dei siti di interesse locale per il valore culturale delle collezioni. Martina Maniero

Pierino Trabuio davanti alla sua scuola

Pierino Trabuio festeggia 40 anni di scuola guida Quarant’anni di attività per l’Autoscuola Trabuio. Eravamo alla fine dell’estate del 1979 quando Pierino Trabuio, dopo un decennio passato a insegnare nella scuola guida “Nogara” di Pontelongo, decise

di mettersi in proprio e aprire in città una propria scuola. A Piove di Sacco è rimasta l’unica. Ora, a settant’anni compiuti, Pierino, insieme alla moglie Clelia, sovraintende al lavoro portato avanti con passione dalle figlie Federica ed Elena, anche se non mancano le occasioni per sedersi ancora in auto, come istruttore, per dispensare preziosi insegna-

menti e consigli agli aspiranti automobilisti. Generazioni di piovesi hanno conseguito la patente da Pierino. Come per tutte le cose, anche in questo campo, i tempi sono inevitabilmente cambiati. Non solo gli esami di guida sono diventati più complessi e rigorosi e i vincoli per potere svolgere l’attività di autoscuola sempre più stringenti, ma sono mutate anche le caratteristiche degli allievi. “Una volta i ragazzi - racconta Trabuio - non vedevano l’ora di prendere la patente e s’iscrivevano quando ancora non avevano compiuto i 18 anni. Tutti, magari in maniera grossolana, avevano già un po’ di pratica del volante, acquisita magari manovrando un trattore. Oggi invece non c’è più questa corsa a bruciare i tempi e l’età media dei neopatentati si è alzata. Chi si iscrive, poi, è veramente alla sua prima guida”. A segnare il cambiamento dei tempi, e forse anche a sfatare qualche vecchio luogo comune, c’è inoltre la diversa predisposizione che si nota tra ragazze e coetanei maschi. “Sono decisamente - constata sempre Pierino - più mature, decise e autonome rispetto ai ragazzi, alcuni dei quali vengono a iscriversi e alle prime lezioni accompagnati dai genitoA.C. ri”.


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Denuncia social per atti vandalici a Brugine; il sindaco: “Si facciano avanti i colpevoli” Alcuni giovani sono stati ripresi a bivaccare all’esterno della palestra comunale di cui hanno imbrattato le porte. La denuncia sulla pagina Facebook del Comune

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enuncia social contro gli atti vandalici alle strutture sportive. Sulla pagina Facebook del Comune, per la prima volta, è stato pubblicato un frame del video registrato dalle telecamere di videosorveglianza che riprende un gruppo di giovani bivaccare vicino l’entrata secondaria della palestra comunale. Lo scatto precede di pochi istanti il tentativo dei ragazzi di dare alle fiamme i cartoni della pizza consumata poco prima e accatastati vicino alla centrale termica dell’edificio. I danni si sono limitati alle porte della palestra, annerite per via del fumo ma è la noncuranza delle conseguenze della bravata ad aver convinto il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Jhonny Caron a pubblicare le immagini online. “Il padre di uno dei ragazzi ripresi dalle videocamere - ha fatto sapere il sindaco Michele Giraldo - mi ha contattato immediatamente spiegando che il figlio aveva ammesso le sue colpe”. “A tutti gli altri - ha avvisato il primo cittadino - abbiamo dato tempo fino alla fine del mese di settembre per presentarsi in Comune e concordare un percorso per rimediare agli errori commessi”. “In caso contrario - ha annunciato - ci attiveremo nelle sedi opportune perché i responsabili vengano puniti e le famiglie si facciano carico delle spese per la sistemazione degli spazi”. Non è la prima volta che la palestra e il vicino campo da calcio vengono presi di mira da vandali che imbrattano pareti e danneggiano l’arredo urbano. Negli stessi giorni anche nel vicino Comunale di Polverara sono stati danneggiati parte degli allestimenti dei giardini pubblici. Dura denuncia via social anche da parte del sindaco Alice Bulgarello. Martina Maniero >martinamaniero@alice.it<

Sulla pagina facebook del Comune è stato pubblicato per la prima volta un frame del video registrato dalle telecamere di sorveglianza

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Il progetto Disability friendly È partito anche a Brugine il progetto “Disability friendly”. Il Comune ha deciso di sostenere l’iniziativa organizzando per martedì 22 ottobre un incontro con tutti i commercianti che vorranno aderire al progetto, promosso dalle associazioni “Famiglie e Abilità” e “Oltre il muro” in collaborazione con la Cooperativa Magnolia. A spiegare l’iniziativa è l’assessore alle Politiche sociali Sofia Pinato. « “l progetto - ha detto - si rivolge principalmente ai titolari degli esercizi commerciali coinvolgendoli attivamente in un cammino di conoscenza e accoglienza delle persone con disabilità cognitiva e motoria”. Cinque le fasi del progetto: quella conoscitiva con la presentazione pubblica dell’iniziativa; il sopralluogo nelle strutture aderenti per il posizionamento delle pecs (tessere immagini per la comunicazione aumentativa); la creazione di pecs adatte ai locali visionati; il posizionamento delle pecs e la consegna del logo con affissione che identifica il negozio come locale disability friendly. Infine al termine un incontro che servirà da feedback. “Questo - ha concluso l’assessore Pinato - è un progetto che alla nostra amministrazione stava molto a cuore, tanto da averlo inserito nel nostro programma elettorale di maggio. Ringraziamo tutti coloro che ci stanno aiutando a portare avanti l’iniziativa e siamo certi che tutti i nostri esercizi commerciali accoglieranno con gioia e disponibilità questo progetto”. Ma.Ma.


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Gruppi di controllo di vicinato, debuttano a Legnaro Lo scorso 23 settembre la prima riunione informativa e, a seguire, le prime adesioni. Le aree interessate inizialmente saranno contrada Borghetto, il centro, contrada Ronchi, Prà, le frazioni Casone e Volparo

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ono una decina le adesioni raccolte nel giro di pochissimi giorni ai gruppi di “Controllo di vicinato”. Una prima riunione informativa si è svolta il 23 settembre scorso in Corte Benedettina. Erano un centinaio i presenti in sala Agricoltura per conoscere le finalità del progetto e le modalità di espletamento. Relatori due referenti per il “Controllo di vicinato attivo” del triveneto: Rossella Salvan e Giorgio Tripodi. Il “Controllo di vicinato” si serve della cosiddetta “sicurezza partecipata” ovvero di una serie di attività di controllo del territorio e coordinamento tra le forze dell’ordine, le istituzioni e i cittadini. Questi ultimi, in qualità di osservatori qualificati, potranno contribuire al controllo della propria zona di residenza, fungendo da deterrente contro azioni illecite segnalando situazioni inusuali, comportamenti sospetti e fattori di rischio.

Il progetto ha ottenuto il via libera dalla Prefettura. Non si tratta di sostituirsi alle forze dell’ordine ma di segnalare situazioni sospette

Informazioni condivise, con gli iscritti alla chat di whatsapp per esempio e che verranno filtrate da un coordinatore, opportunamente formato, in contatto con carabinieri e forze di polizia. Quello che i residenti non possono fare è – ovviamente – sostituirsi alle forze dell’ordine e quindi intervenire attivamente in una situazione che potrebbe mettere in pericolo la loro inco-

lumità e quella degli altri. Fungeranno inoltre da deterrente i cartelli con la dicitura “Zona di controllo del vicinato” affissi all’ingresso delle vie. Il progetto ha ottenuto il via libera dalla Prefettura che chiede a Legnaro - e agli altri sedici Comuni padovani sottoscrittori del protocollo d’intesa - un resoconto periodico e puntuale sull’andamento delle segnalazioni e delle relative verifiche.

Le aree che inizialmente verranno interessate al “Controllo di vicinato” saranno il centro cittadino, contrada Borghetto, contrada Ronchi-Prà e le frazioni Casone e Volparo. I cittadini che desiderano impegnarsi per questa attività possono inviare la propria adesione utilizzando il modulo, scaricabile dal sito www.comune.legnaro.pd.it. Martina Maniero >martinamaniero@alice.it<

Christian Marcolin vince il concorso di Veneto Agricoltura

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E’ il fondatore e presidente dell’associazione “Spiritus Mundi” che promuove interventi di rimboschimento nei Comuni

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’ Christian Marcolin il vincitore della prima edizione del concorso “Jean Giono - L’uomo che piantava gli alberi” di Veneto Agricoltura. Il premio, ben mille piante prodotte dal Centro dell’Agenzia regionale per la Biodiversità vegetale e Fuori foresta di Montecchio Precalcino (Vi) va al fondatore e presidente dell’associazione “Spiritus Mundi” di Legnaro, che promuove interventi di rimboschimento in diversi Comuni del padovano. La Onlus ne ha realizzati a Polverara e ad Albignasego, per esempio, ed è impegnata diversi progetti scolastici. Gli alberi e gli arbusti vinti al concorso verranno utilizzati per la realizzazione di un nuovo impianto o per l’integrazione dell’esistente. Marcolin ha fatto sapere che condividerà questo “tesoro” con i cinque sfidanti arrivati con lui alla finale. La premiazione si è tenuta al Flormart 2019 di settembre a PadovaFiere. La manifestazione ha visto la partecipazione dei soci della comunità degli “Stati generali dei boschi di pianura” che si riuniscono proprio in occasione della storica fiera padovana per fare il punto sull’attuazione della “Carta di Sandrigo” del 2017, il cui obiettivo è quello di portare le estensioni dei boschi di pianura in Veneto dagli attuali Ma.Ma. 500 a 5.000 ettari entro il 2050.


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Legnaro Il bilancio dei primi 100 giorni

Danieletto: “Non abbiamo perso tempo, procediamo in continuità” A poco più di tre mesi dalla nomina a sindaco, Vincenzo Danieletto tira le somme dei suoi primi cento giorni alla guida del Comune di Legnaro. Lavori pubblici, mobilità, sicurezza, edilizia e urbanistica sono i primi ambiti di intervento dell’esecutivo Danieletto. Tra i primi risultati ricordati dal primo cittadino c’è il proseguimento della pista ciclabile lungo la Statale 516 in direzione di Sant’Angelo. L’opera ha ottenuto anche un finanziamento di 810 mila euro dalla Regione per il suo completamento. Recente è anche il completamento dei lavori di manutenzione straordinaria in via Bellini con l’ampliamento dei posti auto (40 in tutto) e modifiche alla viabilità con l’introduzione del senso unico di marcia e nuovi collegamenti pedonali. Sul fronte dell’edilizia scolastica Danieletto elenca i lavori di modifica della mensa alla primaria Don Milani, l’adeguamento dell’ex aula scienze alle medie del centro, l’acquisto di nuovi arredi (nuovi banchi e uno schermo touch screen per oltre 10 mila euro di investimento). Approvato invece il progetto per l’ampliamento delle medie Verdi che sarà inviato al tavolo della giunta regionale per richiederne un finanziamento. Procede anche il progetto per il Controllo di vicinato che ha ricevuto il via libera dalla Prefettura. Danieletto evidenzia anche l’approvazione della Variante 6 al piano degli interventi “che prevede la trasformazione area ex Forman da zona D (industriale)

a zona B (di completamento)”. “Questo - ha detto - rappresenta un esempio pratico di rigenerazione urbana dove verranno costruiti quattro edifici con caratteristiche energetiche in classe di prestazione elevata al posto di

vecchi fabbricati industriali”. Quanto all’edilizia ha aggiunto, “Sono state firmate le convenzioni di numerosi Piani Urbanistici Attuativi che, senza nessun costo a carico dell’amministrazione, permetteranno la realizzazione

di opere di interesse pubblico tra cui il completamento pista ciclo pedonale via Monte Grappa, il completamento del parco verde via Don Forte, la realizzazione della nuova pista ciclopedonale su via Garibaldi per un valore di

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225 mil euro e lo sviluppo urbano della zona Ronchi/Prà con la realizzazione di una piazza con parcheggio”. “Infine - ha ricordato sindaco - è in redazione la bozza di regolamento per la nuova casa associazioni del parco di via Cavour, la definizione dello sblocco dei lavori dell’area Morassutti e iniziative volte alla riqualificazione della Casa delle Associazioni di Casone”. Danieletto ha elencato i tavoli di lavoro aperti: Pirlo per la definizione dei lavori di riqualificazione della Corte Benedettina, quello per il progetto Sem (navette senza autista a servizio in via sperimentale per la zona universitaria) e quello per l’istituzione del “Caffè Corretto” (spazio dedicato alle persone anziane a rischio di isolamento) con la partecipazione delle associazioni locali. “Avevamo promesso - ha concluso il sindaco - che non avremmo perso nemmeno un giorno utile e che, in continuità a quanto fatto negli anni scorsi, avremmo messo da subito il massimo impegno per attuare e realizzare il nostro programma”. Martina Maniero


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Territorio

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Il nodo viario Resta in sospeso la questione della bretella nord, la Provincia pensa al progetto

Un ponte tutto nuovo per Bovolenta ora passano anche i mezzi pesanti C

onselvano e Piovese tornano ad essere un po’ più vicini con la riapertura del ponte di Bovolenta. Completati i lavori come da calendario, non solo la circolazione è tornata alla normalità ma finalmente potranno transitare anche i camion, per un anno e mezzo costretti ad una lunga deviazione. La nuova struttura, di color antracite e del peso di ben 165 tonnellate, è infatti di prima categoria, senza limitazioni quindi al traffico pesante, inoltre rispetterà tutte le norme antisismiche. Prima di Ferragosto è avvenuto lo spettacolare varo del nuovo ponte, quindi i lavori di completamento fino alla riapertura lo scorso 6 settembre. A finanziare l’opera è stata la Provincia, con una spesa di 350 mila euro, somma che ha permesso di dare a Bovolenta un nuovo ponte e di risolvere il problema del traffico pesante, visto che an-

che il vicino ponte della Riviera è interdetto ai mezzi superiori alle 3,5 tonnellate. “Il nuovo colore grigio antracite è stato scelto d’accordo con la Soprintendenza - spiega Marcello Bano, vice presidente della provincia con delega alla viabilità - anzitutto perché, a differenza dell’azzurro, è di minor impatto visivo e quindi più integrato nel paesaggio. Inoltre è opportuno che questo ponte, del tutto nuovo rispetto al precedente, lo sia anche nel colore, in modo da distinguerlo”. La corsia misura 5 metri, più larga di quella del vecchio ponte, mentre sotto la passerella pedonale di un metro e mezzo di larghezza sono stati fatti passare anche i tubi per i collegamenti elettrici e telefonici. Il ponte è transitabile sempre a senso unico alternato e dopo il tramonto la corsia sarà illuminata da due strisce led. Rispetto al precedente è leggermente ar-

cuato. “Questa leggera pendenza verso il centro - aggiunge Bano permette anche di avere un po’ di aria in più sotto al ponte in caso di piena del fiume. Il calcestruzzo usato per la gettata è composto da una miscela particolare che ha

permesso di ridurre di una settimana il tempo di attesa perché si stabilizzasse, prima di procedere con il collaudo per testare la pressione e la resistenza della struttura. E’ un ponte nuovo in tutti i sensi, progettato dall’archi-

tetto della Provincia di Padova Nicola Gennaro, quindi concepito e realizzato “in casa”. Siamo soddisfatti del lavoro eseguito». Intanto a Bovolenta ferve il dibattito, tra favorevoli e contrari, sull’opportunità di realizzare la nuova bretella nord. Ad esprimersi per il sì sono gli agricoltori di Coldiretti Padova. “Abbiamo affrontato l’argomento nel nostro Consiglio provinciale - spiega il presidente Massimo Bressan - e siamo arrivati alla conclusione che il progetto di costruzione della bretella sia la soluzione migliore e definitiva. Naturalmente, come ogni nuova strada, in questa fase di progettazione vanno previsti tutti gli accorgimenti tecnici per mitigare e ridurre al minimo l’impatto ambientale della bretella, tenendo conto anzitutto di chi abita in zona. Auspichiamo che la Provincia metta in atto tutti gli interventi necessari”.

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Cultura .

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Teatro ai Colli, spettacoli per tutti Nella nuova stagione conferme e novità con tredici appuntamenti fino a primavera sotto la direzione artistica di Gioele Peccenini. Saranno 18 le proposte dedicate alle scuole per avvicinare i giovani al teatro

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’ un cartellone importante quello che la compagnia teatrale Teatro Fuori Rotta ha pensato per la nuova stagione del Teatro ai Colli di via Monte Lozzo, la sala di comunità diventata un punto di riferimento per l’offerta culturale e di spettacolo della città. La stagione 2019/20 avrà tante conferme, format che tornano ma più ricchi, con più appuntamenti e nuove compagnie. Tredici spettacoli riempiranno la programmazione fino al 18 aprile 2020. La direzione artistica, guidata da Gioele Peccenini, continua il suo lavoro unendo la tradizione dei drammaturghi veneti, ad apprezzati interpreti del territorio, ai grandi interpreti della scena teatrale italiana. Tornerà il Satiro Teatro con A Republica dei mati, Andrea Pennacchi in Raixe Storte nella produzione di Teatro Boxer poi Hemingway tra le lagune venete e Cuba, uno spettacolo di teatro musica con Giovanni Giusto del Teatro dei Pazzi, L’archibugio con il suo Mercante di Venezia. Sa-

liranno sul palco del Teatro Beppe Servegnini, atteso il 16 novembre con “Diario sentimentale di un giornalista”, Marina Massironi con Roberto Citran saranno i protagonisti di “La verità di Bakersfield” l’8 febbraio, e Giobbe Covatta non mancherà di far sorridere e riflettere il pubblico con “Scoop. La donna è superiore all’uomo” il 22 febbraio. Visto il successo della scorsa edizione torna la rassegna domenicale “Famiglie a teatro”, che cresce e propone 10 messe in scena, dal 22 dicembre al 5 aprile. Le storie scelte accontenteranno il giovane pubblico, dai più piccoli che potranno godersi “Camilla, Giorgio e il drago” alla divertente “Pippi Calzelunghe”. Tante le occasioni pensate anche per i ragazzi più grandi, che avranno l’occasione di gustarsi un pomeriggio diverso con “Storia del principe alla ricerca della verità” con gli attori di Fontemaggiore Centro di Produzione Teatrale o “Zeus e il fuoco degli dei” di Teatro Verde di Roma. Alla rassegna do-

PianoP, La grandemusica musicaealspettacolo concerto al Plaza di Abano lirico di San ZaccariaTerme a Codevigo

Marina Massironi e Roberto Citran (foto di Marina Alessi)

menicale si affianca “Una Mattina a teatro”, dedicata alle scuole con 18 spettacoli scelti dalle migliori produzioni italiane, per avvicinare bambini e ragazzi al mondo del teatro trattando anche tematiche importanti, dal bullismo alla comunicazione. Argomenti a volte difficili da affrontare con bambini e ragazzi, raccontati con storie e personaggi grazie al lavoro delle compagnie teatrali professioniste che mettono a punto drammatur-

gie con il giusto linguaggio, per avvicinare un pubblico giovane ma attento ed esigente. Verranno proposti “Metti via quel cellulare” a “Balla col bullo”, passando per un altro tema caldo come la violenza di genere con “PierinA e il lupo”. In programma anche spettacoli che ricordano i grandi protagonisti della storia come “Leo inventa tutto” e in lingua inglese, con “Free Mandela” ad un grande classico come “A Christmas Carol”. Chiude

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questa prima parte del cartellone “Padova è musical”, un contenitore pensato per dare spazio alle compagnie che hanno scelto di mettere sul palco spettacoli con musica, danza, recitazione e particolarmente coinvolgenti. Il primo appuntamento è l’8 novembre con l’opera musical teatrale – The Big Beat, che raccoglie le canzoni dei Beatles cantate e suonate dal vivo da Ivo Zorzi e la Compagnia Teatrale Arte Povera. Il 22 novembre arriva ARS – Creazione Spettacolo con “Fino alle stelle”. Il 6 dicembre omaggio alla musica e alla parola con Faber fragile amico degli Otogrì, dedicato a Fabrizio De Andrè. Ancora grandi autori il 13 con I.F.Production che mette in scena Dylan 66. Il 22 la rassegna chiude con Il pianeta degli alberi di Natale” del Teatro Fuori Rotta. Info www.teatroaicolli.it.

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he la Pro loco di Codevigo ami proporre cultura ed in particolare concerti di musica è un dato di fatto che non ha bisogno di dimostrazioni. Dopo le varie attività promosse nel “Codevigo Settembrino” si sta avvicinando l’atteso appuntamento annuale della in occasione festività di all’Hotel san Zaccaria, Prima edizione rassegnadella PianoP ospitata Plaza patrono paese.un nuovo format che unisce musica, spettacolo di Abanodel Terme, concertodell’intrattenimento lirico di San Zaccaria, programma nella serata alIlconcetto diinqualità, ideato l’organizdel 2 novembre, anche quest’anno vedrà artistica la presenza di imporzazione di Ursula Eventi e la direzione di Alessandra tanti personalità del mondo dell’opera lirica. Pascali. Ne esce un calendario di 23 serate, divise tra il venerdì ed il ufficialmente celebre tenoreiluruguayano Carlos il Ospite sabato d’onore sera, chesarà parte 19 ottobre con ospitiVenspetre, da successi recentemente, Europapiù ed famoso in sud cialireduce della serata I Neri colti, per caso, il gruppo ain cappella America, ma anche con “Turandot” alla Fenice di disco Venezia. ed apprezzato in Italia, che presenterà il nuovo “We love LaBeatles”, serata sarà dedicata veneto Gianfranco the un lavoro cheal hatenore visto la partecipazione diCecchele, numerorecentemente scomparso. Altriiprotagonisti della serata si artisti italiani per ricantare successi dei Fab Four. Lasaranno vocalità iltorna soprano Chiara Passudetti, mezzosopranoseguenti, Alessia Nadin, protagonista anche negliil appuntamenti a PiailnoP clarinettista Lorenzo accompagnati al pianoforte saranno ospiti ancheGuzzoni, Choritaly, i Vovalica e i Blubordò a cui da Bruno il Volpato. vi sarà pure la dicembre. partecipazione del Coro è affidato compitoMa di festeggiare il 31 Tra i nomi più Teatro Padova sotto lacidirezione del icone maestro Roberto attesi eVerdi noti aldigrande pubblico, sono alcune della musiRossetto. ca italiana: Mal dei Primitive, Paolo Vallesi e Andrea Mingardi. edcon interessante conswing, branisoul dalle opere SiIntenso continua gli omaggiilaiprogramma grandi artisti, e jazz in di Verdi (Nabucco, Rigoletto, il Don Carlo), di ilDonizetti (Anna compagnia della Sauro’Band, Modem.Xtet, Movie Trio, poi Bolena, La favorita, Lucrezia Borgia), Kenn di Bizet (Carmen), Puccini il cantante e sassofonista londinese Baily, La Banda del (Edgar, Turandot), Saint-Saens (Sansone Dalila) e disiPablo Sottomarino giallo, Simone Grassi Swingset.e A dicembre entra Sorozàbal (La tabernera preceduti dalla assieme presenta-a nell’atmosfera natalizia del conPuerto), Santa Claus is coming zione da Paolo Padoan. L’inizio è previsto per le 20,Monel Erika curata De Lorenzi accompagnata dal chitarrista Alessandro palasport entrata liberae l’indimenticabile fino all’esaurimento dei denese, il comunale, concerto dicon Irene Guglielmi duetto posti disponibili.con Stevie Biondi e Alessandra Pascali. Tutto il indimenticabile Alessandro Cesarato programma www.pianop.club.

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Sport

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Calcio Prima Categoria Girone D

Monselice 1926 subito a caccia di vittorie T

ra le formazioni più blasona- nanzitutto un amico. Ma come te del girone D del campio- mi sono sempre promesso, per nato di calcio di Prima Catego- il bene del Monselice ho sempre ria c’è sicuramente il Monselice distinto le due cose. Se lui è il no1926, che per la nuova stagione stro allenatore per il quinto anno ha presentato una serie di im- consecutivo è perché ha le qualiportanti novità. Una di queste è tà giuste per farlo. La sua riconl’arrivo di due nuovi soci. “L’inferma ha trovato vecchi e nuovi gresso in società di Renato Com- dirigenti allineati e per noi è moparini e Mattia Mazzon rispetti- tivo d’orgoglio: tenere un tecnico vamente come vicepresidente e così a lungo vuol dire fargli sentidirettore sportivo si è concretiz- re fiducia e appoggio, lasciandozato già da fine marzo. Loro han- lo lavorare con tranquillità. Cosa no portato uno staff di persone ormai rara nel calcio” evidenzia che ha favorito la creazione di un il dg. Ma a quali traguardi ambisettore giovanile, permettendoci scono i biancorossi? “Abbiamo anche di poter alzare l’asticella allestito una squadra competiticon la prima squadra” spiega il va. È presto per dire dove si potrà direttore generale Stefano Lover- arrivare. Di certo abbiamo una ro. A proposito di prima squadra, rosa diExpress buoni giocatori, con dei Riparazioni a guidarla in panchina c’è anco- valori umani importanti. Il rera mister Simonato. “Luca è in- sto dipenderà solo da noi”. Oltre

alla rinascita delle giovanili (“È sempre stata una mancanza che ci faceva camminare zoppi. L’ingresso di Renato e Mattia ci ha garantito quel mix di esperienza e stabilità che serviva”), un altro progetto interessante è quello relativo al calcio femminile.

A guidare la prima squadra c’è mister Luca Simonato: ci sono i pressupposti per vedere all’opera una squadra competitiva che potrà fare strada

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ter ritornare ad allenarmi con i miei compagni per novembre, ma non voglio fare previsioni. I ragazzi comunque non mi stanno facendo rimpiangere”. Il Monselice, intanto, continua ad avere un legame strettissimo con la città. “L’amore smisurato che la gente ha per questa squadra è dovuto alla sua storia. Aver fatto cinque anni di serie C ha dato quel valore aggiunto. Ma non tutto è stato rose e fiori, anzi. I tifosi sono stati messi più volte alla prova, basti pensare ai tanti saliscendi di categoria fino al fallimento del 2012. Eppure la passione non solo non si è spenta, ma è addirittura cresciuta. E nel 2014 è arrivata la rinascita”. Davide Permunian

Avvio in salita per l’Este nonostante l’impegno

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Di recente infatti è stato siglato un accordo di collaborazione con la Virtus Padova. “Ci darà la possibilità entro breve di avere la prima squadra femminile con il nome del Monselice. Nel frattempo stiamo già allestendo una squadra di ragazzine per la categoria Esordienti. È un mondo in piena espansione e ci puntiamo molto. Il concetto secondo cui il calcio è solo ‘uomo’ è obsoleto”. Loverro non è solo il direttore generale della società, ma anche un suo giocatore che sta recuperando la condizione. “È il mio quarto intervento alla cartilagine del ginocchio e ben tre hanno interessato il destro. Sono in linea con la tabella di marcia, ma non voglio avere fretta. Mi piacerebbe tanto po-

vvio di campionato un po’ in salita per l’Este Calcio, che nelle prime giornate del girone C di serie D ha raccolto meno di quanto probabilmente meritava. I giallorossi hanno esordito all’inizio dello scorso mese a Belluno, ottenendo un pareggio (0-0). Nel secondo turno hanno invece incontrato l’ambiziosa Luparense, contro la quale sono stati protagonisti di una prestazione molto positiva. Gli uomini di mister Nicola Zanini, passati in svantaggio nel primo tempo, hanno rimesso la sfida in equilibrio grazie a De Giorgio e ribaltato il risultato con il neo acquisto Tardivo. Uno sfortunato rigore ha poi consentito agli ospiti di strappare il 2-2 finale. Nella terza partita la prima sconfitta contro l’Adriese: uno 0-1 che ha forse punito oltremisura Pozza e compagni, capaci di costruire alcune occasioni importanti su un campo difficile. Amaro anche l’epilogo dell’atteso derby con il Campodarsego. L’Este per più di mezz’ora ha avuto una netta supremazia territoriale, senza però riuscire a creare veri e propri pericoli nell’area avversaria. Così nella ripresa i biancorossi hanno cominciato ad affacciarsi minacciosamente dalle parti di Vencato, trovando l’1-0. I padroni di casa hanno agguantato il pari con una splendida conclusione al volo dell’onnipresente Pozza, ma alla fine si sono dovuti arrendere di fronte alle qualità e alla concretezza degli avversari. È invece terminata 1-1 la gara contro il Legnago, che ha visto sbloccarsi l’attaccante polacco Kitlinski. Nei primi cinque turni, nonostante i soli tre punti racimolati e le oggettive difficoltà ad andare in rete, la compagine giallorossa ha prodotto sempre un buon gioco: un segnale che fa comunque ben sperare per il futuro della stagione. (d.p.)


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#Politica

Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud

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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-

Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it

Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin

dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-

nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono

stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.

Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in

città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-

dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.

Claudio Sinigaglia

L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale


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Politica

Civica per il Veneto Franco Ferrari

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Partito Democratico Piero Ruzzante

Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F

ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di

borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi sviluppi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir

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ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate

del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.

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Politica

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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni

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n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-

da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi

Graziano Azzalin

anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O

ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono

battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”. Marco Scarazzatti

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on-line: OTTOBRE 2019

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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!

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I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.

E loro capiscono noi?

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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!

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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.

Osserviamo la loro bocca A

bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non

arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.

Lo sbadiglio ha più significati: come per noi, può indicare sonno o fame, certo, ma spesso è invece indice di stress e, sempre come accade a noi, è contagioso!

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Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.

Se le labbra si sollevano...

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il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.


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Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione

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parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-

pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.

Sicurezza evidente

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ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto

si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”. Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.

Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta

PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale

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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.


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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.

N

ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-

A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre

mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può

essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:

“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.

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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio C

’è una Food Valley in Emilia meno famosa e più appartata delle altre, discreta e amante dell’intimità per sua natura. Capace di declinare i suoi straordinari tesori del gusto con le atmosfere oniriche che generano certi suoi borghi e certi suoi castelli, nascosti in suggestivi angoli dell’Appennino. E’ la provincia di Piacenza. Nelle sue vallate nascono tesori gastronomici rari e preziosi come la coppa, la pancetta e il sala-

di Renato Malaman

me (salumi locali protetti da una triplice Dop) e si producono vini tradizionali e schietti come il Gutturnio o il Vin Santo di Vigoleno. Food Valley appartata ma capace di dare ali ai sogni, si diceva. Basta entrare al Museo degli Orsanti di Vigoleno per averne un’idea, dedicato a quegli artisti di strada che già nel XVIII secolo giravano di paese in paese con i loro spettacoli da circo, allestiti per sbarcare il lunario. Erano cantastorie,

ammaestratori di animali e regalavano emozioni a chi conduceva una vita misera e il mondo non lo avrebbe girato mai. Il Museo degli Orsanti, memoria viva di quella irripetibile epopea dello spettacolo popolare, è nato dalla passione di Maria Teresa Alpi, che nel secolo scorso ha dedicato la vita per rimettere insieme, come in un mosaico, le tessere di quel mondo onirico fatto di ammaestratori di scimmie e domatori di orsi. continua alla pag. seguente


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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio

Viaggio nell’altra Food Valley, quella dei Colli Piacentini, fra Castell’Arquato, Vigoleno e Gropparello, dove all’ombra di borghi turriti e castelli si scoprono tante gustose tipicità di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

E

sembra uscito da una commedia fantasy anche il castello di Gropparello, trasformato con il suo immenso parco - da Rita e Gianfranco Gibelli - in un villaggio di fiaba, teatro di attività didattiche di ogni genere. Proposte a ritmo continuo. Un maniero ancora vivo, con tanto di storie di fantasmi e una cornice ambientale che avrebbe suggestionato anche Walt Disney. Piacenza e le sue valli, Piacenza e i suoi borghi. Un piccolo universo di cose buone e belle da scoprire, oggi capace di diventare volano di un marketing turistico dal volto nuovo, fresco, inedito. Dove l’intreccio fra enogastronomia di qualità alta, seppur semplice nei suoi valori tradizionali, e un sistema costituito da gemme turistico-culturali di primordine è elemento distintivo. Vedi il borgo di Castell’Arquato, a pieno titolo fra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Tci per la qualità dei suoi servizi, dove sono osterie e taverne a far da contorno gustoso al centro medievale, alla piazza, al palazzo Ducale e a quello del Podestà, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea. Osterie e taverne che propongono anche i salumi piacentini tradizionali e i formaggi della zona, accanto alla pasta fresca, fra cui i caratteristici pisarei’ e fasö, e a tanti altri gustosi prodotti di fattura artigianale. Come la batarö, caratteristiche focaccine da farcire con i salumi, o la chisöla, focaccia con i ciccioli di maiale. Da queste parti lo gnocco fritto si chiama chisulén ed è prodotto De.Co. da ricordare anche gli anolini, lo stracotto di asinina, la pìcula ‘d cavall a base di carne equina tritata finemente e la tasca di vitello. Fra i dolci la torta sbisigona, fatta con ingredienti semplici e i farsö, frittelle tipiche della festa di San Giuseppe. Oppure il latte in piedi, versione locale del crème caramel.

Le tre stelle del territorio sono le Dop dei salumi: coppa, pancetta e salame. Dalle cantine arriva il profumo dolce e antico del Vin Santo. Da Piacenza tanti tour per un turismo culturale nuovo

Anche il borgo di Vigoleno, frazione di Vernasca, si fregia degli stessi marchi di qualità turistica e sorprenderà per la ricchezza del suo corredo architettonico e artistico-culturale, stretto com’è nelle sue fortificazioni, intervallate da possenti torri, da cui si possono godere dei bellissimi panorami sulle valli dell’Ongina

e dello Stirone, fiumi che scorrono su ampi letti di ciotoli verso la pianura. La Pieve di San Giorgio esprime bene il carattere austero e solenne della storia di questo piccolo borgo turrito, dove poi si scoprono sorprese come il Museo degli Orsanti, luoghi di una memoria rara, tramandata (fino alla creazione del museo) dalla

pura trasmissione orale. Negli oggetti esposti rivive un mondo che ci ricorda quello di Pinocchio. Le escursioni del gusto portano anche a visitare le tante cantine della zona, dove accanto al Gutturnio (la cui briosità è nota agli appassionati del genere: c’è contiguità peraltro con

l’area della ‘cugina’ Bonarda) è in vetrina il Vin Santo di Vigoleno, Doc dal 1996, frutto di uve Santa Maria, Melara, Bervedino o Ortrugo e Trebbiano e frutto di un processo di affinamento che dura ben 60 mesi, di cui 48 in botte. Sono ben 21 i vini della Doc “Colli Piacentini” E poi c’è Piacenza città, dominata dall’angelo di rame che svetta sul campanile del duomo, capoluogo riservato e tranquillo, seppur di nobile lignaggio come testimoniano il Palazzo Gotico e l’aristocratica Piazza Cavalli. Piacenza da cui è partita la riscossa turistica di tutta la provincia, espressa anche da iniziative come quelle promosse dal Consorzio Turistico Promo Piacenza Emilia o da piacenzawinecastletour.com Esperienze consigliate. A Castell’Arquato: B&B di charme Dimora del Podestà e ristorante Stradivarius; a Cadeo il Relais (con ristorante) Cascina Scottina; a Vigoleno le cantine Lusignani e Visconti, oltre naturalmente al Museo degli Orsanti. A Gropparello il castello della famiglia Gibelli con relativa Taverna. Per gli amanti dello shopping in grande stile c’è il Fidenza Outlet Village, poco lontano dall’uscita dell’autostrada di Fidenza. Un parco commerciale anche bello da vedere oltreché ricco di proposte. Anche gastronomiche, perché il Piacentino… piace sempre.


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Food & Drink BARDOLINO E CASTAGNE: I PROTAGONISTI DELL’AUTUNNO SUL MONTE BALDO

IL RISOTTO DEL GIORNALISTA A ISOLA VINCE STRAMAZZO, PREMI A MALAMAN

Dal 10 ottobre al 10 novembre San Zeno di Montagna quattro appuntamenti per scoprire il vino che meglio si abbina ai piatti della tradizione e ai profumi della stagione Dal 10 ottobre al 10 novembre San Zeno di Montagna quattro appuntamenti per scoprire il vino che meglio si abbina ai piatti della tradizione e ai profumi della stagione ll Bardolino, assieme ai marroni di San Zeno DOP, alle castagne del Monte Baldo e al formaggio Monte Veronese, sarà il protagonista di quattro appuntamenti dedicati ai sapori autunnali del monte Baldo, in programma a San Zeno di Montagna (Verona) a partire dal mese di ottobre. Di un luminoso colore rubino e con i suoi profumi di ciliegia, fragola, lampone, cannella, pepe e chiodo di garofano caratteristici dei vini rossi ottenuti prevalentemente dalle uve di Corvina Veronese, il Bardolino si sposa perfettamente con i piatti autunnali, a maggior ragione con quelli della tradizione del suo territorio d’origine, il lago di Garda e il monte Baldo. Ad aprire la stagione sarà la 22esima edizione della rassegna San Zeno Castagne, Bardolino e Monte Veronese, in programma dal 10 ottobre al 10 novembre: per tutto il mese cinque ristoranti proporranno dei menù a base di castagne in abbinamento con il Bardolino. Tra i piatti della rassegna, il minestrone con verdure e marroni DOP proposto dal Ristorante al Cacciat o re, g l i gnocchi di farina di cas t ag ne e ricotta su pesto di ortiche con dadolata di zucca e salvia fritta del Ristorante Bellavista, le tagliatelle di zucca e castagne con ragout di carni bianche e scaglie di Monte Veronese preparate dal Ristorante Costabella, il capriolo con castagne e polenta del Ristorante Sole, la pancetta di maialino croccante con salsa ai marroni, purè di pastinaca e pere caramellate da assaggiare alla Taverna Kus. I menù completi sono disponibili sul sito www.ristosanzeno.it. Il secondo appuntamento in calendario è la 47esima Festa delle Castagne e 16esima Festa del Marrone di San Zeno DOP, che si terrà sempre a San Zeno il 19, il 20, il 26 e il 27 ottobre, l’1, il 2 e il 3 novembre: negli stand di piazza Schena le associazioni locali cucineranno le caldarroste e altri piatti tradizionali insieme con il Bardolino, mentre nel ristorante allestito nella tensostruttura il vino rosso bardolinese accompagnerà i piatti preparati con i marroni di San Zeno Dop. Venerdì 25 ottobre, alle ore 17.00, nello storico palazzo Cà Montagna

ci sarà invece un convegno dedicato ai prodotti tipici del territorio. Alla conferenza interverrà Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio del Bardolino, che parlerà della sottozona Montebaldo, di prossima istituzione all’interno della Doc Bardolino. Sem-

pre il 25 ottobre, alle ore 20.00, nel ristorante all’interno della tensostruttura di piazza Schena verrà servito il Bardolino della futura sottozona Montebaldo di tre diverse annate (2015, 2016 e 2017) abbinato ai piatti preparati con il marrone di San Zeno DOP.

Il titolare della rubrica “Sì Viaggiare” de “La Piazza” Renato Malaman con lo chef Paolo Businaro e il loro risotto che ha vinto due premi al concorso

Sfida all’ultimo tocco alla 53ª Fiera del Riso di Isola della Scala (Vr). Risotto con peperoni, cozze Mitilla di Pellestrina (una varietà sempre più apprezzata) e burrata: questo il miglior piatto della quarta edizione del concorso enogastronomico Risotto del Giornalista, che si è tenuto alla 53ª Fiera del Riso di Isola della Scala (Vr). A prepararlo Mario Stramazzo, direttore di Vinoecibo.it e membro dell’Accademia Italiana della Cucina, accompagnato ai fornelli dall’amico-cuoco Roberto Zanca. La sfida ha visto gareggiare sei giornalisti che hanno presentato altrettanti risotti, valutati da una giuria tecnica composta soprattutto da chef. Il premio dell’ “Autocritica”, un premio quindi deciso dal fairplay assegnato dagli stessi concorrenti a uno dei piatti in gara, è andato alla ricetta con polvere di porcini e ceviche di capesante preparata da Renato Malaman del Mattino di Padova e della Guida Espresso, ai fornelli con lo chef Paolo Businaro della Trattoria Antico Molino di Pernumia (Pd). La coppia ha vinto anche il premio per la migliore composizione del piatto, rifinito graziosamente con fiori eduli. Successo completato dal secondo posto assoluto, a soli due punti dalla coppia vincitrice. Il piatto della coppia Malaman-Businaro era abbinato al Rivoli Pinot Grigio Terredeiforti 2016 dell’azienda Roeno di Brentino Belluno (Vr), selezionato insieme al sommelier Stefano Cipolato. Il miglior abbinamento risottovino è stato quello tra la ricetta ai porri, scamorza affumicata e trippe – preparata da Alberto Tonello del Giornale di Vicenza, accompagnato dallo chef del Degusto di San Bonifacio, Matteo Grandi - e il Lessini Durello Metodo Classico 60 Mesi della cantina GianniTessari Wine. Complimenti in sala anche agli altri piatti in concorso.


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HOTEL TERME MILLEPINI, IL FANGO È SERVITO! L’unico prodotto termale protetto da brevetto europeo e da marchio D.O.C. è ad un passo da casa.

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otrebbe far ricordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi princìpi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, a conferma di quanto già espresso a livello nazionale nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. Una giornata, quella iniziata nel panificio, che finisce nelle case di ciascuna famiglia ad allietare i momenti di convivio, mentre quella del fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte termali scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista.

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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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La prevenzione non ha età Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.

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Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-

Autunno

Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto ’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,

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te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.

quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.

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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”

S

essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della

società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono

d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle

origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera

fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.

Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra

l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach

Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.

• Approvato un documento che chiede di ripensare formazione • e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero • almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico • bbiamo un pacchetto di proposte •

“A

concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici

• •

FARMACIA CESTER - Porto Viro (Ro) FARMACIA DOTT. COLLA - Corbola (Ro) IKONOMU di Rosolina (Ro) intervenire su punti, relativiFARMACIA a cinque diversi ambiti - Volto nazionale e adesso occorre FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio tutto il sistema dellaAriano formazione e del nel Polesine sanitario nazionale, le nuove(Ro) esigenze di reclutamento con misure urgenti, come MEDICO - Porto già Tolle (Ro) a fare in Veneto. formazione, laCENTRO programmazione futuraDELTA del abbiamo iniziato FARMACIAnecessari NADALINI numero di professionisti alla - Adria Quelle(Ro) che proponiamo sono tutte cose FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier fare di PortoTolle (Ro) sanità italiana, le strategie per rendere più che si possono presto e bene. Penso FARMACIA SAN PAOLO Loreo (Ro) attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e -ad esempio al tema dell’inserimento negli gli interventi FARMACIA necessari a raggiungere gli ospedali dei medici(Ve) laureati e abilitati ma SAN GIUSEPPE - Cavarzere standard europei in materia di tempi e non ancora-specializzati e a quello PARAFARMACIA NATURFARMA Taglio di Po (Ro) di poter funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione

trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.


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Tre doni “speciali” per la sanità veneziana U

na buona sanità dipende da molti fattori, non ultima la capacità del territorio e dei suoi abitanti di sostenere lo sforzo delle istituzioni. E tre storie che arrivano dal Veneziano aiutano a comprendere perché il Veneto continua a essere un’eccellenza in campo non solo nazionale. La prima buona notizia arriva da Dolo, dove la Pediatria può ora contare su nuovi arredi donati da un imprenditore locale, Graziano Scantamburlo, che già in passato aveva dimostrato la sua generosità. Questa volta ha regalato al reparto un televisore e quattro tavolini con sedie, tutto a misura di bambino, per rendere ancor più accogliente la sala di attesa che ogni giorno accoglie tanti bambini coi loro genitori. Dietro la donazione, c’è però più dell’impegno di un singolo. “Il signor Graziano – ha raccontato il Primario della Pediatria, il dottor Vecchiato – da qualche anno invita i suoi clienti a lasciare un’offerta prima di uscire dal negozio: un modo concreto per far partecipare la comunità ad un bene superiore che è quello comune” Mirano, invece, deve ringraziare Omar Rosa, di Maerne, e gli amici che hanno

Grazie alla generosità di imprenditori, ex dipendenti e familiari dei pazienti Dolo, Mirano e Mestre sono oggi più funzionali e attrezzati a rispondere ai bisogni dell’utenza

partecipato alla colletta raccogliendo 1.600 euro utilizzati per l’acquisto di ausilio e dispositivi utili all’attività del reparto di Neurologia. Una scelta nata dal desiderio della moglie Caterina, scomparsa a soli 43 anni dopo essere stata curata con dedizione, competenza e gentilezza proprio nel reparto neurologico dell’ospedale veneziano. “Si tratta di una donazione che per noi assume un doppio valore – ha sottolineato il primario di Neurologia, Luigi Bartolomei – perché contribuisce certamente ad aumentare la qualità del nostro servizio assistenziale, ma soprattutto evidenzia come ci sono cittadini che danno merito al lavoro che svolgiamo, lo riconoscono. Un lavoro delicato, che necessita di attenzione verso il prossimo, dove si cerca di dare le risposte che vengono attese, sia per l’assistenza specificatamente sanitaria, ma anche per l’aspetto relazionale”. L’ultimo dono è arrivato invece al pronto soccorso dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre: dieci carrozzine “su misura” sono il regalo che Francesco Sorato ha voluto lasciare a suggello di quarant’anni di lavoro come infermiere, consegnandole al direttore generale

La Tac dentale Cone Beam (ricostruzioni 3D) V Quasi sette milioni di euro per la sanità padovana dalla Regione

ia libera dalla Giunta regionale ad altri 9 milioni di euro di finanziamenti in edilizia e macchinari per resso il centroUllss Uni-Xvenete: la 1 Dotre importanti Medica attivo ile la 9 Scaligera. lomiti, la è6 Euganea servizio di TC DENTALE I finanziamenti sonoestati approvati, STUDIO ORL chedell’assessore si avvasu proposta alla Sanile dità,un’apparecchiatura Manuela Lanzarin, dopo che si è dedicata MAXISCAN l’iter di valuta- 350 mila euro) e in attrezzature sanitaconcluso positivamente NEWTOM con teczione deiVGi progetti da parte della Com- rie (3 milioni 507 mila euro). nologia CONERegionale. BEAM che missione «Tenere i conti in ordine, come si permette la diagnosi All’Ulss 1 Dolomitidisono stati asse- fa nella sanità veneta – sottolinea patologie anomalie gnati 360 emila euro per lavori di ristrut- l’assessore Lanzarin – ci consente di strutturali condiuna preciturazione alcune stanze del reparto proseguire con continuità in una posionedi senza precedenti. Medicina dell’Ospedale di Pieve di litica di investimenti alla quale, ogni LaCadore. nuovaL’Ulss strumenta9 Scaligera ha ottenuto anno, riusciamo a destinare almeno zione1 milioni è un valido 754 sup70 milioni di portomila allaeuro. chirurgia Sa- degli Tre Ulss venete si spartiscono euro. Ognuno ottavi inclusi, per la piaranno utilizzati 9 milioni per attrezzature e di questi euro nificazione di interventi per l’acquisto viene anche in edilizia. di rialzo del seno, perinvestimenti lo studio nell’infanzia di eventualiAltri ele- base alle dimensioni del paziente. di attrezzature utilizzato al 11 progetti menti inclusi e/o disoprannumerari, per presto lo studiofinanziati delle articolaLa tecnologia all’Ospedale meglio, per- controlla automaticamente e costantemente le zioniSan temporo-mandibolari eper nelle13 pianificazioni operazioni Bonifacio, ché ogni del pro-sistema, eliminando così la possibilità di dosaggi milioni ecefalometriche mezzo ortodontiche. Le ricostruzioni 3D e le immagini assiali DICOM sovrastimati e ciò ha particolare importanza nello studio in età per accessori getto, prima ad alta risoluzione permettono rilevazioni per valutazioin quanto il piccolo paziente riceve fino al 40% in relativi ad attrezzature giàprecise realizzate di essere finanziato, èpediatrica, valutato con ni dinell’Ulss implantologia, il chirurgo della meno di radiazioni. Il tempo di scansione è brevissimo, va dai e per i aiutando relativi lavori di ade- nell’accuratezza attenzione dalla Commissione regiodiagnosi e nell’analisi E’ uno 20 ai 30 quindi, secondi. guamento edilizio. pre-chirurgica dei trattamenti. nale. Nemmeno un centesimo, strumento molto utilizzato anche nelle delle vie E’ assolutamente indolore, il paziente può rimanere in piedi L’investimento maggiore riguar-problematiche rischia di essere sprecato». respiratorie e dei seni paranasali: ricostruzioni o seduto, aumentandone così confort e accessibilità, anche a da però l’Ulss 6 Euganea. Alla le sanità Convolumetriche la stessa delibera, la Giunta re3D permettono di filtrare la componente lasciando in ri- altri pazienti in sedia a rotelle. padovana vanno 6 milioni e 857 mila ossea gionale ha autorizzato 11 progetti lievoeuro, solo le aeree per un’immediata da Le immagini chevieserviranno a copertura fi-visione per delle circa stesse 13,5 milioni, che saranno Maxiscan Newtom vengono prodotte in formato partenanziaria del chirurgo. DICOM provvecompatibile con tutti i più recenti software per implanper investimenti in conto ca- finanziati con un successivo Integrata alla 2019 TC MAXISCAN NEWTOM vi è la TECNO- tologia guidata, Ortodonzia 3D e simulazione di interventi di pitale anno in edilizia (3 milioni VGi, dimento. LOGIA SafebeamTM che adatta automaticamente la dose in chirurgia Maxillo-Facciale.

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dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e al personale. «Sono lieto di fare questo dono – ha spiegato Francesco Sorato, ora in pensione ma sempre attivo nel volontariato – e ancor di più sono lieto del lavoro che abbiamo fatto per pensare e consegnare delle carrozzine particolarmente adatte a quest’area particolare: con la loro dotazione che consente di sollevare, in qualunque posizione necessaria, gli arti di una persona, permetteranno ai pazienti in attesa di sostare in condizioni migliori rispetto a una normale sedia». Con le nuove carrozzine anche la movimentazione dei pazienti negli spazi del Pronto Soccorso e all’interno dell’Ospedale potrà essere fatta al meglio, come ha ricordato nel ringraziarlo il direttore generale: “Oggi con questo dono rendiamo più ricca la dotazione di strumentazioni del Pronto Soccorso; ma credo conti ancora di più il fatto che ci sentiamo più ricchi quanto a sostegno e attenzione: il signor Sorato rappresenta, con la sua opera di volontariato svolta all’Angelo, tutto quel mondo fatto di volontari e di associazioni che non si stanca di partecipare alla vita dell’Ospedale, e a cui va il nostro sincero ringraziamento”.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di cavolfiore

Polpette di cuscus ai funghi

Crostata esotica

Ingredienti: 1 cavolfiore medio - 5 scalogni - 1 spicchio d’aglio 100 g di fiocchi di cereali a scelta 1 pizzico di maggiorana - 1 pizzico di curry - 2 foglie di alloro - brodo vegetale e sale q. b.

Ingredienti: 300 g di cuscus - 200 g di funghi - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - una manciata di curry - 1 uovo - 1 C di parmigiano grattugiato - pane grattugiato q. b.

Ingredienti: 300 g di farina tipo 2 - 100 g di burro - 100 g di zucchero - 2 tuorli - 1 C di succo di mela la scorza grattugiata di un limone - 1 pizzico di sale - marmellata di frutta esotica (o altro tipo).

Preparazione: cuocere il cavolfiore nel brodo vegetale (indicativamente una ciotolina a persona). Intanto in una padella oliata fare rosolare gli scalogni e l’aglio, quindi aggiungerli al cavolfiore, unire la maggiorana, il curry, il sale e i fiocchi; passare con il frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema della giusta densità. Servire in coppette e guarnire a fantasia.

Preparazione: cuocere il cuscus come da ricetta base. A parte preparare i funghi, scolarli e farli cuocere in una pentola con un po’ d’olio e l’aglio schiacciato. Salare e, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Quando sia il cuscus, sia i funghi sono cotti, amalgamare il tutto, unire il curry, l’uovo, il parmigiano e formare delle polpette. Passarle quindi nel pane grattugiato e disporle in una placca da forno precedentemente oliata. Metterle in forno a dorare e servirle ben calde su fette di pane grigliato.

Preparazione: lavorare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero e i tuorli. Amalgamare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciarla riposare per circa mezz’ora in luogo fresco. Quindi lavorare ulteriormente l’impasto, infarinare una tortiera e stenderlo in questa (tenendo da parte un po’ di pasta per il bordo e la guarnizione). Bucherellare con una forchetta, stendervi la marmellata e guarnire a scelta. Infornare per 25 minuti circa. Sfornare e servire sia tiepida che a temperatura ambiente.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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Toro Sole, Venere e Mercurio vi daranno la carica giusta per raggiungere quegli obiettivi sul lavoro a cui tenete tanto

Ottobre Questo mese vi regala un tempo ancora mite e favorevole per passeggiate all’aria aperta e investimenti sul futuro molto proficui. Non temete nulla!

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Scorpione Anche se sentirete il bisogno di isolarvi per riflettere, ricordate che avete talento e risolverete le questioni professionali

Gemelli

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Una storia sentimentale cominciata da poco subirà una fase di stallo. Meglio chiudere che trascinare ciò che non va

La luna piena vi regala istanti con il partner destinati a lasciare ricordi che porterete per sempre nel cuore

Cancro

Capricorno

Rinnovare i vostri spazi è un’esigenza. Date libero sfogo alla fantasia per renderli il più originale possibile

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