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La Piazza del Piovese mag2020 n70

Page 1

Sport p.19

Regione p.21

Salute p.33

on-line: La prova del nove

MAGGIO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.70

Cultura p.17

del Piovese

Questa copia è certificata da

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CONCORSO

Ripensare gli spazi urbani in modo creativo

L’associazione “Piove amica” si mobilita per promuovere la rinascita economica e chiama all’appello le forze migliori del territorio. Anche artisti locali in prima linea

Buoni spesa e aiuti per 200 famiglie FERROVIA LOCALE

Treni elettrici per la linea Adria-Mestre CERIMONIE

La processione solitaria al tempo del Covid-19 Chiama Ora

351-6777004 Santa Margherita la scuola materna non riaprirà PA SS

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di garantire il rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanservizio a pag 5 cio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

Attività commerciali pronte a ripartire con la testa e col cuore

SOCIALE

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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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Sofia Ferrarese www.lapiazzaweb.it/vacanze

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Nelle ultime pagine del giornale

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a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci attende una sfida non meno impegnativa. La ripartenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molteplicità di aspetti. Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita.

È un periodico formato da 18 edizioni locali mensilmente recapitato a 300.000 famiglie del Veneto.

è un marchio registrato di proprietà Srl di

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Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Brecce · Loreto (An)

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Facciamo. il punto

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Trattamento benessere gratuito per ringraziare medici e operatori sanitari Questa copia è certificata da

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L’iniziativa dell’estetista Krizia rivolta a chi in questi ultimi mesi ha combattutto in prima linea contro il coronavirus

n piccolo e originale gesto di ringraziamento nei confronti degli operatori sanitari in prima linea contro il Covid-19. Da una parteOra ci sono i problemi legati a un’attività Chiama 351-6777004 sospesa ormai per mesi, dall’altra la consapevolezza che, in momento come questo, ci sono delle persone che rischiano la vita tutti i giorni per gli altri. “Ho pensato che nel mio piccolo - esordisce Krizia Renzo, trentenne titolare del Touch Estetica di via Michiel - potevo regalare qualcosa a loro”. www.lapiazzaweb.it/vacanze L’idea di Krizia è quella di offrire gratuitamente una ventina diall’interno trattamenti di benessere a medici, infermieri e operatori Scopri le favolose offerte sanitari. Lei lo chiama scelte esclusivamente per te! già il trattamento “Thank you”. Una selezione periodica di viaggi “Un’ora di relax puro - spiega Krizia - per distendere la ad un prezzo vantaggioso! muscolatura sottoposta a forte stress e coccolare la pelle diViaggia con noi eai nostri sidratata causagiornalisti! dei mille strati di protezione. Insomma, un Visita la sezione dedicata sul nostro momento per dimenticare l’incubo che quotidianamente sito www.lapiazzaweb.it queste persone stanno affrontando. Sicuramente non potrà restituire loro le ore di sonno perse e ridare la serenità con cui lavoravano mesi fa. Magari per un attimo potrò donargli un attimo di spensieratezza. Sarà il mio modo di esprimere l’apprezzamento per tutto quello che fanno per noi ogni giorno”. Krizia, che è anche tatuatrice dermopigmentista specializzaNicola Stievano >direttore@givemotions.it< ta, non è nuova a nobili gesti di questo tipo. Nei mesi scorsi, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, si è a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci messa a tatuare gratuitamente le sopracciglia a tutte le donne attende una sfida non meno impegnativa. La riimpegnate nella battaglia contro la malattia. partenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con “Per ricevere questo mio regalo - conclude - qualsiasi operala riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una tore sanitario può contattarmi per fissare un appuntamento. sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molSarò lieta di ospitarlo, appena sarà possibile, nel mio centro”. teplicità di aspetti. Alessandro CesaratoDopo settimane di attesa il Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita. PA SS

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Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di garantire il rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilancio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

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È un periodico formato da 18 edizioni locali mensilmente recapitato a 300.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo e Polverara per un numero complessivo di 11.879 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

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Piove di Sacco

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Commercio L’iniziativa di “Piove Amica”

Pronti a ripartire con la testa e col cuore L’associazione si attiva per impegnare la città alla rinascita economica del territorio. Anche artisti locali coinvolti nel progetto

Alcune immagini della campagna promossa da “Piove Amica”

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ronti a ripartire con la testa e con il cuore. E’ questo il motto scelto da “Piove Amica”, l’associazione che riunisce i commercianti cittadini. “Questa iniziativa - spiegano i portavoce dell’associazione - intende coinvolgere cittadinanza, autorità locali e organizzazioni impegnate nel territorio in questo difficile frangente. Lo scopo è unire e convogliare tutte le energie positive possibili verso l’obiettivo comune di un’immediata rinascita dell’attività economica, già duramente colpita da mesi di forzato stop, e di sostenere le realtà più danneggiate. Con il “cuore” si intende rianimare e sostenere la vita commerciale e sociale del nostro centro storico, raccogliendo anche contributi per le famiglie più colpite dalla crisi. Con la “testa” i commercianti sono pronti ad adeguare le attività alle nuove norme legislative di sicurezza, assicurando ai clienti i massimi standard di igienizzazione di locali, personale e prodotti”. Una maniera per rilanciare subito lo shopping, con il sorriso anche se dietro una mascherina, in un grande polo del commercio che conta, tra centro e frazioni, più di 170 negozi di tutte le categorie. “Abbiamo iniziato - continua Piove Amica - con l’affissione in città da parte dei commercianti di locandine che testimoniano la volontà di ripartire. Continueremo con una sottoscrizione a favore di realtà del territorio impegnate e particolarmente colpite dall’e-

mergenza del Coronavirus. Tutta l’iniziativa è anche accompagnata da un video artistico, dai forti contenuti emotivi, girato con il contributo di artisti e professionisti piovesi che hanno volontariamente aderito a questa iniziativa per aiutare il rilancio dell’attività commerciale locali e il sostegno alle famiglie più colpite dalla crisi”. Alessandro Cesarato

Ripensare gli spazi della città in modo creativo: si raccolgono idee e suggerimenti in un concorso

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ensare a piccole idee e iniziative che possano essere utili alla città e a tutti coloro che ogni giorno lavorano con impegno e abnegazione. E’ questa la missione di “Piove CREAttiva”, il bando di gara proposto da Cescot Veneto, l’ente di formazione della Confesercenti, in collaborazione con il Comune, Ascom, la Pro loco e tutti i partner di rete di “Piove di Shopping”, il distretto commerciale che punta alla valorizzazione del centro storico della città sostenendone la competitività e promuovendone le eccellenze. Il progetto in questione, nel dettaglio, è alla ricerca di idee innovative per la riattivazione e la rigenerazione di alcuni spazi, in particolare di via Garibaldi. Quello che viene richiesto sono proposte concrete come percorsi di animazione, laboratori itineranti, nuovi modelli di utilizzo e fruizione degli spazi, format ibridi innovativi finalizzati al rilancio del commercio, azioni di recupero e riuso temporaneo di spazi inutilizzati per dare nuova vita a ciò che è stato finora dimenticato.

La partecipazione al bando è gratuita e aperta a tutti coloro che operano nel settore creativo e culturale. “Abbiamo promosso questa “open call” - spiegano i responsabili Cescot del progetto - quando non si immaginava minimamente quello che stava per accadere. Le premesse sono da ripensare, come pure stanno cambiando i desideri e i bisogni della città. E’ vero che ora, con senso di responsabilità, bisogna stare in casa e adeguarsi. Questo non toglie però l’opportunità di pensare e di creare. L’emergenza del momento ci mette di fronte a città diverse, tutte chiedono aiuto. Con questo bando di gara chiediamo, a creativi e non, di non essere troppo prudenti ma di azzardare idee”. “Piove CREAttiva” prevede anche un premio di 2 mila euro per la proposta giudicata più interessante da un’apposta giuria. Per partecipare c’è tempo fino al prossimo 5 giugno. Tutte le informazioni e la documentazione corredata è disponibile sul sito www.cescotveneto.it.

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Piove di Sacco

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Sociale L’assessore Ranzato: “Assegnate risorse per 120mila euro; un conto corrente per raccogliere fondi”

Buoni spesa e aiuti, sono quasi 2000 i piovesi che ne hanno usufruito S

ono quasi due mila i piovesi in e raccogliere richieste da parte difficoltà che hanno usufruito dei cittadini interessati al bando. dei buoni spesa statali per l’emer- Spesso hanno raccolto loro stessi i genza Covid-19. moduli, aiutando chi fosse impos“Al nostro Comune - spiega Pa- sibilitato nella consegna e in diffiola Ranzato, assessore al Sociale coltà con la compilazione. La rete - sono state assegnate risorse per di aiuti in atto è però più ampia. 113 mila euro, che sono diventati “Con i Servizi sociali - aggiunge 120 mila euro grazie alle ulteriori l’assessore - abbiamo attivato un agevolazioni sugli acquisti appli- numero per accogliere richieste di cati direttamente dai punti vendi- sostegno a situazioni di fragilità e ta. Abbiamo scelto di fare una con- anziani soli. Il servizio a domicilio venzione con le quattro strutture è poi svolto dalle nostre sei opepiù grandi, punti vendita in cui po- ratrici. Abbiamo scelto di operare tere trovare tutto, evitando così con personale professionale perdi fare girare troppo le persone. ché l’approccio nelle case e con le Seguendo le linee guida dell’Anci persone in difficoltà meritava molabbiamo concordato con i superta attenzione anche sulla sicurezmercati che fossero loro stessi a za. Oltre ai consueti utenti assistiti, emettere delle tessere prepagate se ne sono ora aggiunti tanti. Sono per rendere più gepiù di 80 le situazioIl Comune sta stibile così la correni che seguiamo a sponsione del consostenendo 500 domicilio. Il centro tributo per la spesa. di ascolto della Cafamiglie, la A seguito del bando ritas, con i suoi voil Comune sta solontari, è un partner maggior parte stenendo qualcosa importante con cui sono situazioni sosteniamo altri nucome 500 famiglie”. “La maggior parte clei in difficoltà con nuove, entrate - continua Ranzato pacchi spesa consein difficoltà a sono situazioni nuognati a casa sempre causa delle ve, entrate in diffidalle nostre operacoltà a causa delle conseguenze del trici coordinate dalconseguenze del Cole assistenti sociali. Coronavirus ronavirus. Ci sono Abbiamo aperto il molte famiglie italiaconto corrente “Pione, più della metà, con bambini. Il ve solidarietà” per raccogliere fonbuono spesa era indirizzato pro- di a sostegno delle famiglie, perprio alle situazioni in emergenza ché quest’emergenza, cosa che ci per virus e quindi principalmente appare chiara, porterà delle cona situazioni nuove o già fragili, so- seguenze di emergenza sociale ed prattutto famiglie”. economica non indifferente e su Un ruolo importante è stato questo ora dobbiamo pensare di svolto dai volontari della Protezio- ragionare”. ne civile che ha coadiuvato i SerAlessandro Cesarato vizi sociali nel dare informazioni

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L’assessore Paola Ranzato

Emergenza sanitaria: “salta” anche “Saccisica in mostra” la fiera dell’artigianato

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celta dolorosa ma inevitabile. L’amministrazione ha deciso di annullare “Saccisica in mostra”, la fiera dell’artigianato in programma nella settimana centrale di questo mese. La manifestazione organizzata dall’assessorato alle Attività Produttive in piazzale Bachelet è storicamente una vera e propria vetrina del territorio della Saccisica che coinvolge differenti realtà locali, con mostra mercato, stand gastronomici, spettacoli ed eventi serali. “La fiera dell’artigianato che rappresenta un intero territorio - ha dichiarato l’assessore Luca Carnio - quest’anno non si farà. L’emergenza Covid-19 ci impone il rinvio al prossimo anno. Dispiace perché negli ultimi

anni la mostra era ritornata a essere una grande manifestazione, che vedeva la partecipazione di tutti i Comuni della Saccisica e rappresentava tanta parte del tessuto sociale del territorio”. L’annullamento di “Saccisica in mostra” va ad aggiungersi alla lista dei numerosi eventi già depennati in città a causa del Coronavirus. Il programma primaverile degli eventi, come sempre d’altra parte con l’amministrazione di Davide Gianella, era davvero fitto e variegato, con appuntamenti per tutti i gusti e le fasce d’età. In queste settimane il centro storico avrebbe dovuto ospitare il carnevale, “Piove da gustare”, il Festival del romanzo storico, la Festa della Sicurezza, “Piove in fiore” e alcuni eventi sportivi.

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Treni elettrici nella linea AdriaMestre, si va verso la progettazione La società Infrastrutture Venete ha deliberato di procedere con il bando. Questa fase apre a quella successiva dei lavori di elettrificazione della linea pianificati per il prossimo anno

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reni elettrici, si va verso la progettazione. La società regionale Infrastrutture Venete in queste settimane ha deliberato di procedere con il bando per l’affidamento della progettazione definitiva dell’intervento di elettrificazione della linea ferroviaria Adria-Mestre. Si tratta di una vera e propria rivoluzione per il binario unico a scartamento standard lungo poco più di una cinquantina di chilometri da quasi un secolo solcato dalla “Vaca Mora”, la littorina a gasolio di Sistemi Territoriali. L’affidamento del progetto avverrà con una procedura aperta (che si chiuderà il 22 giugno), con

applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del migliore rapporto qualità prezzo, secondo quanto stabilito dal Codice dei contratti pubblici e nel rispetto degli indirizzi forniti dall’Autorità nazionale anticorruzione. Nel contesto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 questo bando è stato ritenuto un procedimento urgente e indifferibile in quanto l’attività di progettazione è propedeutica ai prossimi lavori di elettrificazione pianificati già per il prossimo anno e da ultimare in tempi compatibili con la consegna dei nuovi treni a trazione elettrica prevista nel pe-

La storica littorina de “la Vaca Mora”

Si tratta di una vera rivoluzione nel collegamento ferroviario lungo poco più di una cinquantina di chilometri da quasi un secolo solcato dalla mitica littorina “Vaca Mora”

riodo secondo semestre del 2022. “Con questa progettazione - ha sottolineato Elisa De Berti, assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti - si apre finalmente una nuova fase per la Adria-Mestre, una delle linee ferroviarie del Veneto che necessita maggiormente di interventi di riqualificazione, velocizzazione e messa in sicurezza. La società Infrastrutture Venete sta confermando la sua importanza strategica nell’azione di potenzia-

mento della mobilità regionale e l’elettrificazione di questa tratta consentirà di migliorare il servizio secondo modelli più performanti e rispondenti alle esigenze dell’utenza”. L’importo a base di gara, al netto degli oneri, è di circa 450 mila euro. I 22 milioni di euro necessari per l’elettrificazione della linea sono già stati finanziati lo scorso anno dalla Regione. Alessandro Cesarato

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Viabilità A maggio la Regione ha ceduto al Comune il terreno dell’Ulss 6

Prosegue l’iter della rotonda per il nuovo accesso all’Ospedale P

rosegue l’iter per la realizzazione del nuovo accesso viario su via Circonvallazione, in aggiunta a quello di via San Rocco, a servizio dell’ospedale “Immacolata Concezione”. Il consiglio comunale, a inizio marzo, aveva approvato il progetto e la variazione di bilancio per inserire i 250 mila euro che serviranno alla realizzazione della rotatoria funzionale alla nuova entrata che sarà, appunto, su via Circonvallazione, all’altezza del curvone dove si affaccia il cancello posteriore del nosocomio e che fino a qualche tempo era usato per il transito delle ambulanze. Una seconda entrata permetterà di separare i percorsi tra i veicoli di servizio, quelli dei fornitori e quelli dei visitatori e togliere un po’ di traffico da via San Rocco. A inizio maggio la Regione, con una specifica delibera della V Commissione, ha formalmente ceduto a titolo gratuito al Comune, come da accordi, la porzione di terreno dell’Usl 6 addicente alla strada. “Lo avevo detto già cinque anni fa al mio insediamento ha annunciato Fabrizio Boron, presidente della Commissione che questo ospedale era e resta un presidio ospedaliero strategico nel territorio. L’efficienza e la funzionalità di un ospedale passano anche attraverso decisioni come queste. Cedere un’area per realizzare una rotatoria che cambierà la viabilità di accesso al presidio, diventa un passaggio importante per il suo sviluppo. La Regione sta dimostrando con i fatti l’importanza strategica dell’Immacolata Concezione. Dopo una riforma sanitaria e con le nuove schede ospedaliere che ne hanno rafforzato la sua presenza con aumento di posti letto e apicalità, ora investire nella sua viabilità di accesso consente di programmare ulteriori futuri sviluppi. “Un risultato positivo costante - ha applaudito Andrea Recaldin, capogruppo leghista in consiglio comunale - che è merito di una filiera che funziona e di una presenza costante della Regione che è costantemente al nostro fianco per la salute dei cittadini piovesi”.

Secondo i precedenti accordi il Comune finanzierà e realizzerà l’opera, mentre l’Usl 6 si occuperà in futuro del riassetto completo della viabilità interna alla struttura ospedaliera. “Da parte di Boron non una parola - ha commentato amareggiato il sindaco Davide Gianella - di ringraziamento al Comune che, in meno di un anno, ha avuto l’idea, fatto il progetto e finanziato interamente l’opera con un bilancio che ha visto il

voto contrario proprio dell’opposizione leghista. Purtroppo qualcuno è sempre campagna elettorale. Sarebbe stato bello per il nostro territorio sentire invece quando saranno nominati i primari di Urologia e di Geriatria, quando aumenterà l’organico dei medici di Anestesia e Rianimazione, quando sarà integrato il personale di comparto o ancora quando sarà ripristinato il Punto nascite”. Alessandro Cesarato

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Ristrutturazione dell’obitorio, se ne torna a parlare

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i torna a parlare dell’obitorio cittadino, da tempo bisognoso di lavori di ristrutturazione. La struttura dedicata alle salme dei defunti si trova in via San Rocco, nell’area ospedaliera, a qualche centinaio di metri dall’ingresso del nosocomio. A sollevare la questione, con un’interrogazione in consiglio comunale nelle scorse settimane, è stato il consigliere di minoranza Enrico Zennaro, capogruppo di Forza Piove. “Nel 2013 - ha illustrato Zennaro - in consiglio comunale fu presentata un’interrogazione sul pietoso stato in cui versava già allora l’obitorio. Un edificio ormai vecchio, una struttura inadeguata sia per le famiglie che non trovano un luogo consono per piangere i loro cari sia per gli operatori sanitari che quotidianamente svolgono il loro lavoro”. In quell’occasione il sindaco Davide Gianella, precisando che l’obitorio non è del Comune e che la competenza è dell’Usl, confermò che i lavori erano necessari e che ci sarebbe stato l’impegno a richiedere alla Regione uno stanziamento di risorse, al tempo non disponibili, per permettere all’Usl di avviare le procedure necessarie all’inizio dei cantieri. “Interroghiamo - ha continuato Zennaro - per sapere se effettivamente sia stato dato seguito a quanto promesso e le eventuali risposte ricevute”. “Dal 2013 a oggi - ha risposto il sindaco Gianella - si sono succeduti nella nostra Usl tre direttori generali e quattro direttori medici ospedalieri. La questione è stata discussa più volte nei vari tavoli di lavoro. La priorità in questi anni è stata data alla riorganizzazione dell’Usl. C’è stato un grande lavoro, ad esempio, per rimappare e cambiare i catastali di alcune parti dell’ospedale che risultavano ancora intestate all’Usl 23 (poi diventata 14, quindi 16 e ora 6 Euganea). La notizia positiva è che a quante pare ci sia sul tavolo una nuova linea di finanziamento regionale per l’Immacolata Concezione, con dei progetti che riguardano da una parte le dotazioni mediche dall’altra le infrastrutture”.


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Piove di Sacco-Pontelongo

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Processione solitaria ai tempi della nuova “peste” In tempo di emergenza sanitaria le cerimonie religiose dedicate alla Madonna che si svolgono a Pontelongo e a Piove sono state vissute a distanza ma con partecipazione. Come nel ‘600, i fedeli invocano la Vergine perché cessi il flagello

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’ stato un inizio di maggio davvero particolare anche per alcune ricorenze religiose dalla tradizione secolare. Tuttavia, mai come quest’anno i Voti alla Modonna di Pontelongo e Piove di Sacco hanno assunto un significato così profondo e sono stati vissuti con tanto raccoglimento. Nel paese tagliato in due dal fiume Bacchiglione, come vuole tradizione, il Voto si è celebrato la prima domenica del mese. Si è trattato della 344esima volta. Dal 1676, ininterrottamente, la comunità ricorda che “Pontelongo si trovò colpito da un’epidemia devastante e i suoi abitanti invocarono la Vergine perchè cessasse il flagello”. “Oggi pare che la storia si ripeta - hanno annunciato congiuntamente prima del rito il parroco don Carlo Pampalon e il sindaco Roberto Franco, - come allora non dobbiamo disperare e, come i nostri antenati cercarono nella fede conforto, noi rinnoveremo ancora una volta quel patto storico. La peste odierna, il Coronavirus, ci

impedirà di svolgere la sentita processione per le vie del paese. Per questo, in rappresentanza della nostra intera comunità, abbiamo deciso assieme di celebrare da soli il Voto, con una breve processione della Madonna che sarà portata da quattro volontari dal suo altare alle porte della chiesa”. Il 6 maggio anche la città di Piove di Sacco ha mantenuto fede al voto del 1631 alla Madonna delle Grazie. Nel tardo pomeriggio si è rinnovato il rito della processione che dalla sala della Comunità del municipio, attraversando il centro storico, giunge al santuario. Il 27 aprile del 1631, dopo che la peste aveva raggiunto anche Piove di Sacco, il consiglio comunale si riunì per prendere provvedimenti, a cominciare dalla richiesta di aiuto a Dio onnipotente, in forma pubblica e solenne, con l’invocazione del patrocinio della Beata Vergine. Si stabilì che ogni anno dovesse avvenire una processione al Santuario, con la partecipazione delle autorità civili e religiose pronte a

Sopra la statua della Madonna di Pontelongo, a fianco la singolare processione a Piove di Sacco

offrire un cero e assistere alla messa solenne. Nel rispetto delle norme sanitarie, in un clima quasi surreale ma di grande raccoglimento, alla processione hanno partecipato, accompagnati da un megafono che diffondeva la recita del rosario, solo l’arciprete don Massimo Draghi e il vicesindaco Lucia Pizzo, insieme agli assessori Paola Ranzato e Martina Rostellato. Ad aspettarli al santuario, per la messa, c’erano anche alcuni sindaci della Saccisica in rappresentanza dei rispettivi territori. Alessandro Cesarato

I contributi comunali per lo smaltimento corretto dell’amianto

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ono disponibili anche per l’anno in corso i contributi comunali per l’avvio a corretto smaltimento di manufatti contenenti amianto provenienti da abitazioni. L’entità del contributo è fino al 50% della spesa sostenuta, con un massimo di 350 euro. Devono essere soddisfatti i criteri di “Microraccolta” stabiliti nella legge regionale, cioè quelle condizioni che snelliscono le procedure per la rimozione e smaltimento di piccoli quantitativi di materiali contenenti amianto come ad esempio le coperture di “eternit” aventi superfici massime fino a 75 metri quadrati. Al momento il Comune ha messo a disposizione complessivamente quasi 6 mila euro. L’assegnazione dei contributi sarà effettuata secondo l’ordine cronologico di presentazione del modulo di manifestazione di interesse. Le richieste possono essere presentate fino al 30 settembre, salvo esaurimento dei fondi prima di tale termine. Chi richiederà il contributo avrà 4 mesi di tempo per eseguire il lavoro di rimozione e smaltimento dopo il ricevimento della lettera di conferma inviata dall’Ufficio Ambiente. La liquidazione della somma spettante avvera entro 2 mesi dal ricevimento da parte del Comune della documentazione finale relativa al lavoro eseguito. Per informazioni e la modulistica bisogna rivolgersi al Polisportello di viale degli Alpini: 049/9709333 e polisportello@comune. piove.pd.it.

La chiesa della frazione di Tognana

La chiesa di Tognana ricorda la “dedicazione” Il 25 aprile si è ricordato il 78esimo anniversario della “dedicazione” della chiesa di Tognana. Per l’occasione la locale Unità pastorale, vista la concomitante

emergenza sanitaria, ha celebrato una messa a porte chiuse trasmessa per i fedeli sulla piattaforma di Facebook. La chiesa di San Paterniano è documentata sin dal 1221, con l’edificio che ha subito diverse modifiche strutturali, anche radicali, nel corso dei secoli. Nel 1942 ricevette la consacrazione ufficiale con la presenza del vescovo Carlo Agostini. “Il popolo - si legge nella cronistoria dell’allora parroco don Pie-

tro Lazzaro - venne preparato al grande avvenimento con un triduo di predicazione, tenuto dal Molto Reverendo Don Ugo Giovannello, arciprete di Solesino. Vi furono durante il triduo istruzioni particolari per le diverse categorie di persone sulla purezza del costume e sulla dignità della vita. Le case per il gran giorno, la chiesa, il campanile erano paretate di sempreverdi e di striscioni inneggianti al vescovo. Il Sacro Rito venne assistito da numerosi sacerdoti e dalla massa dei fedeli, che devoti e attenti seguirono tutta la cerimonia, culminò nella Santa Messa solenne, cantata dall’Abate di Piove di Sacco, Monsignor Migliorin, durante la quale l’amato Presule disse alla brava gente di Tognana la sua paterna parola di compiacimento, aggiungendovi poi i suoi preziosi ammonimenti”. “La “dedicazione” - spiega adesso don Giuliano Piovan, attuale parroco della frazione - è un rito solenne celebrato dal vescovo, dopo un’adeguata preparazione, con il quale l’edificio viene destinato al culto del Signore. Non coincide necessariamente con l’inaugurazione. A settembre, pandemia permettendo, il vescovo Claudio è atteso nella frazione di Piovega per la dedicazione della chiesa in occasione del cinquantesimo della sua inaugurazione”.


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Corte Verrà organizzata dopo l’estate

Una consultazione popolare deciderà le sorti del centro U

na consultazione popolare per decidere se cambiare o meno la conformazione del centro di Corte. È quella che proporrà il Comune ai residenti della frazione in merito alla rotatoria che potrebbe sostituire l’incrocio semaforico tra via Provinciale e le laterali via Righe e via Villa. Posizionata tra scuole, negozi e chiesa parrocchiale, andrebbe a mutare completamente le dinamiche viarie del cuore del paese. “La proposta -, dichiara il sin-

Si tratterà di stabilire la collocazione della rotatoria che potrebbe sostituire l’incrocio semaforico tra via Provinciale e le laterali vie Righe e Villa daco Davide Gianella, - è nata alla fine dello scorso anno nel corso del periodico incontro pubblico con i residenti. È stato un momento partecipato, nel quale è nata una discussione interessante e proficua. Durante i rilievi per le nuove piste ciclabili di via Sampieri e di via Righe e nell’ambito della sistemazione del secondo lato di via Provinciale sul quale abbiamo già investito 170 mila euro, abbiamo commissionato anche un progetto di fattibilità per una nuova rotonda. Quello che abbiamo presentato ai cittadini è l’unica soluzione possibile perché, interessando una strada provinciale, deve rispettare tutta una serie di requisiti tecnici su misure, angoli di curvatura e assi degli anelli”. Come richiesto dai residenti in paese sarà allestito un grande telo cantiere con la presentazione del progetto nei minimi dettagli. “I cittadini - continua Gianella - avranno tutto il tempo per farsi un’idea e fare tutti gli approfondimenti del caso. Si tratta di un’opera impattante. Già in sede di presentazione pubblica i pareri non sono stati uniformi. Per tutte queste ragioni l’amministrazione prenderà una posizione neutrale sul progetto e lascerà

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Piove di Sacco-Arzergrande-Codevigo

che siano gli abitanti di Corte a decidere. Sarà una maniera anche per sperimentare una forma di democrazia diretta”. La consultazione sarà organizzata fra qualche mese, presumibilmente dopo l’estate, anche perché la scelta condizionerà la progettazione delle varie piste ciclabili, già in fase di realizzazione, relativamente alla conformazione dei tratti che confluiscono in centro paese. “Siamo aperti senza pregiudi-

La frazione di Corte

zio - conclude il sindaco - a tutte le soluzioni. Quando i cittadini si esprimeranno, quella concordata sarà la scelta definitiva e sulla base della quale saranno modellate le nuove opere infrastrutturali. Nel caso non passasse il progetto della rotatoria, il progetto sarà definitivamente accantonato”. Alessandro Cesarato

INSTALLAZIONE - MANUTENZIONE ELEVATORI per DISABILI e ANZIANI

Arriva la banda larga

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d Arzergrande arriva la banda larga. Il Comune ha posto le basi con la Openfiber, la società concessionaria incaricata a eseguire i lavori di posa della fibra, per l’apertura del cantiere. “Finalmente - ha annunciato soddisfatto il sindaco Filippo Lazzarin - potremmo mettere a disposizione dei cittadini un servizio all’avanguardia. Il cantiere, dal punto di vista documentale, è stato aperto. Ora manca il via libera ai lavori attualmente sospesi a causa delle limitazioni relative al contenimento del Coivid-19. Sarà coperto dal servizio la maggior parte del territorio (circa l’80%) del capoluogo e della frazione di Vallonga. Il cantiere resterà aperto per una decina di mesi. La posa della fibra non comporta costi per il Comune cui è chiesta solo la disponibilità delle aree e la collaborazione tramite l’Ufficio tecnico”.

Piano asfaltature

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Via Verdi, 63 35020 Tribano (Pd) Tel. 049 9585480 Cell. 336 859554 info@iemelevatori.it www.iemelevatori.it

’ amministrazione di Codevigo vara un importante piano di asfaltature delle strade comunali. In consiglio comunale, nell’ambito di approvazione del bilancio di previsione, è stato confermato che nei prossimi mesi partirà il primo stralcio delle opere di asfaltatura per un valore complessivo di 297 mila euro. La Regione comparteciperà ai costi con un finanziamento pari a metà dell’importo. “Il contributo regionale - ha spiegato il sindaco Francesco Vessio è stato richiesto e ottenuto da questa amministrazione. Credo sia un merito riuscire a operare cercando di utilizzare meno risorse interne possibili, riuscendo piuttosto a fare buon uso dei finanziamenti esterni che riusciamo a intercettare”. La sistemazione delle strade riguarderà tutto il territorio, frazioni comprese, sulla base di una mappatura fatta in base allo stato di degrado delle stesse e dando priorità a quelle più trafficate.


Una nuova auto per la Polizia locale

Santa Margherita Scuola dell’infanzia

Il prossimo anno non riaprirà

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n nuovo mezzo è in dotazione da queste settimane alla Polizia locale. Si tratta di una Jeep Renegade che è andata a sostituire un vecchio Fiat Doblo. “Era da tempo - spiega il sindaco Francesco Vessio - che l’ufficio vigilanza necessitava di questo intervento poichè la precedente auto di servizio era ormai troppo usurata e aveva bisogno di continua manutenzione straordinaria. Siamo molto contenti di avere trovato le risorse per mettere a disposizione del nostro comando uno strumento che permetterà di migliorare il servizio ed essere più efficienti nel controllo del territorio. Si tratta di un’auto di ultima generazione, dotata di tutti gli strumenti ed accessori necessari per le pattuglie di servizio diurno e notturno. Abbiamo pensato ad un modello che possa permettere di percorrere con più facilità le strade sterrate, arginali e più tortuose del nostro territorio”. (a.c.)

La scuola dell’Infanzia di Santa Margherita Sotto il sindaco Francesco Vessio

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a mancanza di iscrizioni condanna la scuola dell’infanzia comunale della frazione di Santa Margherita che il prossimo anno scolastico non riaprirà. L’Ufficio scolastico regionale ha deciso, dati i numeri, di non assegnare personale docente per l’anno 2020/2021. Una scelta dolorosa ma inevitabile, figlia di un andamento demografico che non risparmia nessuno. “La chiusura di una scuola - esordisce il sindaco Francesco Vessio - è una sconfitta sociale, prima ancora che politica. Nel nostro territorio negli ultimi 15 anni il numero di bimbi nati nell’anno solare è sceso di circa il 50%, passando dai 90 nel 2005 ai 43 dell’anno scorso. Le scuole materne sono in tutto cinque (tre comunali e due paritarie) e i bambini da inserire 43 in tutto. Il numero minimo di alunni per plesso, per avere garantita la presenza di almeno un docente, è 13, salvo deroghe particolari che abbiamo ottenuto negli ultimi anni per Santa Margherita dove i bimbi erano solo 11. Quest’anno purtroppo escono dalla scuola dell’infanzia della frazione 5 bambini, contro una sola nuova iscrizione. I conti

sono presto fatti: ad oggi, a Santa Margherita, sono iscritti solo sette bambini”. In questi mesi la questione è stata affrontata e sviluppata nel corso di molteplici incontri con le famiglie interessate, con i dirigenti scolastici e con il comitato dei genitori. Tutti questi sforzi, però, hanno dovuto affrontare l’ostacolo insormontabile delle statistiche. “Per il Comune - continua Vessio - non ci sarebbero impedimenti a tenere aperta comunque la scuola visto che i costi di gestione e le spese sono fisse. Il problema è di organico docenti”. “Appena insediati - aggiunge l’assessore Monia Rubin - ci siamo resi conto che i numeri non erano promettenti, nonostante negli anni diversi lavori di migliorie strutturali siano stati eseguiti, la nostra amministrazione ha fatto un bagno per disabili e l’ampia struttura tutta su un piano, l’unica del Comune, la dovrebbe rendere appetibile, la sua collocazione territoriale invece molto meno. La frazione è la meno popolosa e confina con Codevigo e Conche che sono servite da due scuole paritarie. Alessandro Cesarato

Un inventario sistematico di tutti i servizi e i sottoservizi sul territorio di competenza

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l Comune sta effettuando un inventario sistematico di tutti i servizi e i sottoservizi dislocati su tutto l’ampio territorio di competenza. “L’obiettivo - esordisce il vicesindaco Ettore Lazzaro - è quello di creare finalmente una mappatura completa e digitalizzata che possa essere consultata con facilità dall’ufficio tecnico e che possa essere aggiornata in tempo reale in maniera da potere monitorare la situazione ed eventualmente pianificare interventi e intervenire con puntualità in caso di emergenze”. Si tratta, in pratica, di censire, armati di pazienza, ogni punto luce, ogni contatore di gas e luce, oltre che ricostruire i tracciati interrati

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Codevigo

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delle linee elettriche, telefoniche e fognarie. In questi giorni si è cominciato con la conta dei cestini pubblici, risultati essere quasi un centinaio tra capoluogo e frazioni. Un’operazione necessaria anche perchè il Comune è in procinto di cedere il servizio di svuotamento alla società che si occupa della raccolta dei rifiuti domestici. “Il censimento dei cestini - aggiunge Lazzaro - è stato fatto dai volontari della nostra Protezione civile che hanno provveduto anche allo svuotamento degli stessi visto che, per l’emergenza sanitaria, Gestione Ambiente ha temporaneamente sospeso questo tipo di servizio”.

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Estate L’appello Cia per le settimane verdi

Le fattorie didattiche sono pronte per accogliere in sicurezza i bambini “L

e 54 fattorie didattiche della Provincia sono pronte ad organizzare le settimane verdi per i bambini, con tutte le misure di sicurezza del caso”. È l’appello di Luca Trivellato, vicepresidente Cia Padova e titolare della locale azienda agricola La Masseria. Ad aprile Cia Veneto ha inviato una lettera al presidente della Regione, Luca Zaia e agli assessori Federico Caner, Elena Donazzan, Manuela Lanzarin e Giuseppe Pan

Ferro Fini, e alla Cia, chiedendo una soluzione condivisa. “Raccogliamo il loro invito continua il direttore Antonini - in quanto portano avanti una funzione sociale fondamentale, soprattutto in vista della ripresa di buona parte delle attività produttive. Con le mamme e i papà al lavoro e le scuole chiuse fino a settembre, serve trovare un’alternativa di qualità per i bambini”. Nelle settimane verdi sono

coinvolti potenzialmente oltre mille bimbi in tutta la Provincia, per una copertura oraria che va dalle 8 alle 17. “Predisponiamo laboratori

ad hoc - aggiunge Trivellato - e attività manuali oltre all’aiuto compiti. Desideriamo venire incontro alle famiglie”. Martina Maniero

Luca Trivellato: “Nelle settimane verdi sono potenzialmente oltre mille bambini in tutta la provincia. L’auspicio è che non si perda quanto di buono è stato realizzato fin d’ora in queste strutture” chiedendo di avviare a stretto giro un tavolo di confronto. “Nella nostra Regione vi sono 300 fattorie didattiche - sottolinea Cia - Tutte chiuse a motivo del Covid 19. In prospettiva, durante i mesi estivi, queste strutture offrono un servizio essenziale alle famiglie in termini di sostegno e crescita educativa dei loro figli. Siamo consapevoli che vi sono molte problematiche da affrontare in questo periodo; tuttavia riteniamo sia opportuno avviare un dialogo, assieme agli enti competenti, sulla ripresa delle attività”. Iniziative, sottolinea Cia, che verranno svolte in spazi all’aperto con personale formato. “Lo scorso 17 aprile, in occasione di un tavolo verde che si è tenuto in Regione - osserva il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini - abbiamo fatto presente le difficoltà del settore. L’auspicio è che non si perda quanto di buono è stato realizzato fin d’ora da queste strutture”. Nelle scorse settimane ben 62 aziende agricole didattiche hanno inviato una missiva a Palazzo

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Legnaro, via alla raccolta di rifiuti meccanizzata

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esa si appresta ad avviare anche a Legnaro la raccolta dei rifiuti porta a porta con mezzi meccanizzati. Più veloci negli svuotamenti, più sicuri per gli operatori, più sostenibili per l’ambiente. E più cari per i cittadini. Chi già non lo avesse fatto dovrà infatti dotarsi di bidoni carrellati per il vetro e per il verde. Se acquistati dalla Società estense il costo sarà di 30 euro per il contenitore da 120 litri del vetro e di 40 euro per quello da 240 litri delle ramaglie. La spesa, una tantum, sarà addebitata in bolletta. La comunicazione è arrivata in queste settimane tramite informativa recapitata casa per casa, e in paese monta la protesta. Ci si chiede perché i cittadini debbano accollarsi parte delle spese per la modernizzazione del servizio; perché non si adoperi la società nel fornire ai suoi dipendenti mezzi e strumenti per la loro sicurezza e perché non si sia valutata la permuta dei bidoni andando a sostituire a costo zero quelli rotondi con i nuovi carrellati. “Non abbiamo voluto questi costi all’interno del Piano economico finanziario, garantendo così una quota annua Tari molto bassa rispetto ad altri Comuni che forniscono i bidoni “gratuitamente” ma chiedono agli utenti una quota annua pesante - hanno dichiarato in una nota congiunta il sindaco Vincenzo Danieletto e l’assessore all’Ambiente Cristina Licata. -Pensare, oggi di impegnarsi per fornire “gratuitamente” il bidone alle 3.834 utenze significa aumentare le quota variabile di 115.020 euro che porterebbe a un aumento generalizzato della tariffa Tari del 21 per cento indistintamente per tutti gli utenti, che usufruiscano o meno del servizio”. “Ci sembra più onesto - dicono - dare la possibilità ai cittadini di dotarsi, se necessario, del bidone carrellato in modo autonomo o tramite l’offerta di Gestione Ambiente”. Sindaco e assessore ricordano che il verde si può ancora conferire in fascine o smaltire all’ecocentro convenzionato di Brugine. I condomini inoltre potranno acquistare un solo bidone e utilizzarlo in più famiglie.(ma.ma.)


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Brugine .

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Sofia è Alfiere della Repubblica

Dispencer “patriottici” per il Comune

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito il 22 aprile scorso venticinque attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica”.

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i ha conferiti ad altrettanti giovani che si sono distinti attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali. Tra i premiati anche Sofia Ferrarese, 16 anni di Brugine, “Per aver promosso la conoscenza della montagna e il rispetto della natura, per la passione e l’impegno con cui lavora al ripristino dei sentieri montani danneggiati dalla tempesta Vaia nell’ottobre 2018”. Sofia, insieme al gruppo scout “Brugine 1” di cui fa parte, ha lavorato al ripristino dei sentieri a Lorenzago di Cadore, nel bellunese. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Sentieri per domani” a cui collaborano gli scout di Agesci e il Club alpino italiano. “In seicento - racconta Sofia - tra Rover e Scolte abbiamo preso parte all’iniziativa, lavorando intensamente al fianco degli alpini, condividendo impegno, sacrificio e soprattutto un grande

amore per il nostro territorio”. “Man mano che muovevamo i nostri passi lungo quei percorsi devastati - ricorda - la voglia di rendersi utili prendeva il posto della fatica e la soddisfazione, una volta visto il lavoro finito, ha ampiamente ripagato ogni sforzo. Quest’esperienza mi ha fatto toccare con mano la responsabilità che ognuno di noi ha di prendersi cura di ciò che ci è stato donato e di custodirlo, per lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”. “Sofia - dichiara il sindaco Michele Giraldo - rappresenta al meglio la nostra gioventù, che spesso viene bistrattata, considerata pigra e svogliata ma in realtà ha cura e rispetto del prossimo e dell’ambiente in cui viviamo. La generazione, che con la filosofia del lavoro silente, migliora il nostro territorio e il nostro pianeta”. Martina Maniero

re dispenser di gel igienizzante mani, verniciati in tricolore, sono stati donati il 25 aprile scorso al Comune, nel giorno dell’anniversario della Liberazione, dalla Zanetti F.Z. Srl. A progettare e produrre i dispositivi è stato l’ex sindaco Davide Zanetti, titolare della ditta di Brugine che da quarant’anni si occupa di impianti di aspirazione e lavorazione lamierati. “Come imprenditore mi sono sentito in dovere di fare qualcosa per il paese perché ho sempre pensato che un’azienda deve saper arricchire il territorio in cui opera - ha dichiarato Zanetti. - Mettendo insieme passione per il nostro lavoro, amore per il nostro paese e le necessità dettate da questo nuovo stile di vita a cui dovremmo abituarci sono nate queste tre colonnine igienizzanti. Ringrazio i miei collaboratori per avermi supportato in questo progetto”. Un gesto apprezzato dal sindaco Michele Giraldo: “Appena ho visto il numero di Davide sul display del telefono ho temuto fosse successo qualcosa. Poi però quando mi ha spiegato il valore dell’iniziativa mi sono subito rallegrato. Sentire che una importante azienda del nostro territorio ci avrebbe fatto un così bel regalo non poteva che trovare il nostro consenso”. Il primo cit-

I dispencer tricolore di gel igienizzante

tadino non perde l’occasione per criticare il governo: “In questo momento di difficoltà, in cui lo Stato, che finora ha agito solo con proclami e prestiti che rischiano di indebitare le aziende, in un clima di abbandono totale per le piccole e medie imprese, un gesto così non può che dar lustro agli autori”. “Ringrazio Davide - ha concluso Giraldo - che essendo stato a sua volta sindaco (dal 2009 al 2014) sa quanto sia difficile amministrare in questi momenti”. I dispenser “patriottici” sono stati posizionati in municipio a servizio dei dipendenti comunali e dei cittadini. Ma.Ma.


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Cultura .

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Spettacoli La compagnia Barabao Teatro

Le “Storie di carta per grandi e piccini” S

i chiama “Storie di Carta per grandi e piccini”, l’iniziativa della compagnia Barabao Teatro per le domeniche pomeriggio delle famiglie prima in quarantena e ora ancora orfane dei teatri. Da anni Barabao Teatro, tra le diverse attività, propone rassegne di racconti, spettacoli, laboratori, incontri con l’autore e letture per ragazzi e famiglie che coinvolge una rete di Comuni padovani veneziani e il Bacino bibliografico della Saccisica. “Quando l’emergenza sanitaria è esplosa - spiega Romina Ranzato che segue la direzione artistica della compagnia - dopo un primo momento di smarrimento, inevitabile, un pomeriggio, mentre riordinavo la mia libreria, ho ritrovato Billy e Kid, due pirati di carta che avevo comprato anni fa a Londra. Queste due piccole sagome hanno scelto di rivivere nelle mie mani e guardandole ho avuto l’idea di tornare, con il loro aiuto, al precinema quando teatro e cinema si sono incontrati. Sono nati così gli episodi di “Storie di Carta”, tutti realizzati utilizzando la tecnica delle ombre”. Il progetto unisce pochi

ma efficaci ingredienti: due semplici sagome di pirati di carta, l’esperienza teatrale di Romina e una connessione internet. E’ così che Billy, il pirata smemorato e Kid, l’avido capitano, accompagnati da un sottofondo musicale, appaiono sullo schermo digitale di ogni famiglia, attraverso una sorta di lanterna magica che proietta sullo sfondo bianco i due pirati intenti ad attraversare mari, oceani, foreste, baie misteriose, lugubri grotte alla continua e insaziabile ricerca di un tesoro che chissà se un giorno riusciranno mai a trovare. Tre minuti di avventure coinvolgenti capaci di far viaggiare la fantasia di adulti e bambini in mondi lontani e avventurosi. “Cinque giorni di lavoro per creare ogni episodio - continua Romina - scrivo la sceneggiatura, disegno l’ambientazione, scelgo le musiche, mi diverto a inventare suoni nuovi con la voce e al termine mi occupo del montaggio video. Per chi fa il mio mestiere è impensabile rimanere totalmente fermi e soprattutto senza il calore del pubblico. Era vitale per me creare

Il teatro ai tempi della quarantena, sotto Romina Ranzato

RICERCA AGENTI

un legame con tutti i bambini che solitamente seguono i nostri spettacoli che spero presto ricominceremo a presentare dal vivo”. Per vedere le storie basta collegarsi al canale Youtube di Romina Ranzato. Ogni domenica pomeriggio un nuovo episodio che resta sempre disponibile in rete. Alessandro Cesarato

“Stagione sul sofà” Cartellone digitale

laPiazza e

laPiazzaweb cercano AGENTI.

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na stagione sul sofà”: titola così il cartellone digitale del Teatro Stabile del Veneto, che ha scelto di alzare un sipario virtuale per continuare a proporre spettacoli e intrattenere il pubblico anche in questo momento difficile. I canali social YouTube, Facebook e Instagram, infatti, trasmettono nuovi contenuti, live o on demand, fruibili comodamente e gratuitamente da casa: video integrali di spettacoli, fiabe e racconti per famiglie, laboratori teatrali, aperitivi letterari, video letture di grandi romanzi. “Volevamo dimostrare che il teatro è vivo, che il teatro c’è ancora nonostante le sale chiuse. Per questo abbiamo pensato di aprire virtualmente il sipario nelle case dei nostri spettatori, non per essere invadenti, ma per essere utili in un momento difficile” afferma Giampiero Beltotto, Presidente Teatro Stabile del Veneto. Le proposte sono davvero per tutte le età: la rubrica “Famiglie connesse” pubblica fiabe, favole e racconti, gli “Aperitivi letterari” permettono di trascorrere l’aperitivo casalingo in compagnia dei grandi autori letti dagli allievi

Offriamo rimborso spese, alte provvigioni, formazione della Scuola Teatrale d’Eccellenza, il “Nordest in Tournée” offre spettacoli ogni weekend, dai grandi classici ai capolavori contemporanei. Non mancano i momenti di formazione interattiva come il laboratorio teatrale di cittadinanza online “L’ora d’aria” o il torneo di poesia performativa “Zoom Poetry Slam”. “I nostri soci hanno accolto questo progetto con entusiasmo - continua Beltotto - Ci auguriamo che questa idea venga accolta con lungimiranza, per il bene e per il futuro delle compagnie, degli artisti, della prosa, degli spettatori e del teatro tutto”. (e.b.)

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Sport

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L’intervista L’arciere padovano

la Federazione mi darà la possibilità, mi piacerebbe seguire i ragazzi del settore giovanile. Amo questo sport, vorrei trasmettere la mia passione ai più giovani”. Se dovessi raccontare il tiro con l’arco ad un bambino, cosa gli diresti? “Gli direi che per vincere serve carattere, ma allo stesso tempo gli spiegherei che questo sport aiuta il carattere a formarsi. Aiuta ad auto gestirsi, a non mollare, a reagire nei momenti difficili, a non avere mai paura. E poi lo inviterei a provare, per capire di persona le emozioni che il tiro con l’arco può regalare.

Galiazzo: “Tokio 2021 ci aspetta” L

’esperienza e la determina- ria di questo sport. Ad Atene 2004, zione nella faretra, la quinta sei stato il primo arciere italiano a Olimpiade nel mirino: l’arciere vincere l’oro olimpico. padovano Marco Galiazzo, primo “Un’emozione incredibile. Era il campione olimpico nella storia del mio esordio a cinque cerchi, avevo tiro con l’arco italiano, si racconta solo 21 anni e non sentivo molte in vista dell’appuntamento di Tok- pressioni. Ricordo tutto di quei yo, ora rimandato al 2021. giorni: il villaggio olimpico, l’atmoCredi sia stato corretto rinviare sfera unica, la gioia incontenibile i Giochi? per quella vittoria storica. Me la “Credo sia stata una decisione sono proprio goduta”. difficile ma necesCome è cam“Ora mi sto allenando biata la tua vita? saria, per garantire la sicurezza di tutti. a casa. Amo questo sport “Ho continuato Ci prepareremo al a fare ciò che fae vorrei continuare meglio per l’anno cevo prima, senza a trasmettere la passione montarmi la teprossimo”. A 37 anni potresti sta. Ho fondato la ai più giovani” essere uno dei veteA.S.D. Arcieri Rio rani della spedizione azzurra. Ma a Ponte San Nicolò, la società a cui cosa ricordi dei tuoi esordi? sono ancora iscritto”. “Ho iniziato a tirare con l’arco a Poi a Pechino 2008 è arrivato 14 anni, insieme a mio padre che l’argento a squadre. A Londra 2012 oggi è anche il mio allenatore. È l’oro, sempre a squadre. stato un amore a prima vista, mi “Anche a Londra è stato un redivertivo moltissimo e subito ho cord: mai l’Italia aveva vinto l’oro capito che avrebbe potuto essere a squadre nel tiro con l’arco. Aver il mio sport. La mia prima società condiviso il primo gradino del poè stata la Compagnia Arcieri Pado- dio olimpico con Michele Frangilli vani, ho vinto praticamente tutti e Mauro Nespoli, ha reso ancora i campionati giovanili e a 16 anni più speciale quella medaglia. Vinsono stato convocato per la prima cere in squadra ha un sapore spevolta in nazionale”. ciale, anche in uno sport indiviLì hai iniziato a scrivere la sto- duale come il nostro”.

Enrico Beda

Atene, Pechino, Londra, Rio. Tokyo sarebbe la tua quinta Olimpiade. “Proprio così. Mi preparerò al meglio per poter conquistare la qualificazione a squadre. Partecipare ancora alle Olimpiadi, sarebbe per me un sogno”. Come e dove si svolgono i tuoi allenamenti? “L’emergenza sanitaria ha stravolto la nostra preparazione: in queste settimane sto facendo allenamento a casa. Solitamente mi alleno al Centro Federale a Cantalupa, in provincia di Torino, sei giorni a settimana: ogni seduta prevede circa 200 tiri in situazioni di stress: con pesi, elastici, in equilibrio precario. Due volte al mese, inoltre, partecipo ai raduni della nazionale”. Stai già immaginando il tuo futuro? “Finché continuerò a divertirmi e a raggiungere buoni risultati, continuerò a tirare. Poi mi piacerebbe rimanere nell’ambiente: se

Pallavolo Tregarofani l’attività non si ferma

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sercizi fisici quotidiani, suggeriti online dagli allenatori e raccontati dalle squadre attraverso i social network. L’emergenza sanitaria e la “permanenza forzata” tra le mura domestiche non hanno scalfito la voglia di allenarsi delle ragazze della Pallavolo Tregarofani, storica società padovana nata negli anni ’60 nel patronato di Madonna Pellegrina, oggi composta da oltre 120 atlete di ogni età, dal mini volley alla prima divisione. “Quando abbiamo capito che lo stop dell’attività sportiva sarebbe stato duraturo, ci siamo adoperati con tutti gli allenatori per proporre alle atlete esercizi fisici di potenziamento e mantenimento, che consentissero di non disperdere la forma fisica acquisita nei

mesi precedenti - spiega Michela Santinon, Direttore Tecnico della società - Prepariamo schede personalizzate per ognuna delle nostre squadre, che inviamo alle ragazze via WhatsApp. Dalla prima squadra al settore giovanile, le nostre atlete continuano ad allenarsi anche in queste settimane, dal salotto o dal giardino di casa”. L’iniziativa ha riscosso entusiasmo tra le ragazze, che ogni giorno raccontano i loro allenamenti su Facebook e Instagram. “Abbiamo chiesto alle atlete di immortalarsi durante gli allenamenti, ma anche durante i momenti di studio o di svago continua il Direttore Tecnico - I capitani di ogni squadra raccolgono le varie testimonianze e le condividono nei canali social del-

le società, utilizzando l’hashtag #FacciamoSquadra”. Un’iniziativa semplice ma efficace, che contribuisce a mantenere il senso di appartenenza al club anche in queste settimane. “Al di là dell’aspetto sportivo conclude Santinon - è fondamentale che le ragazze continuino ad essere legate, a comunicare e a condividere le loro esperienze. Anche questo significa far parte di una squadra”. (e.b.)

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#Regione

Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli

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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto

“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la

“L

dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.

’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-


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Regione

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L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici

“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P

rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-

scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le

uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”. Giorgia Gay

“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”

“A

questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.

Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative

Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N

ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-

venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto

dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili

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le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.

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Regione

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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione

“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico

M

aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-

tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.

Maurizio Conte

“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?

“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.

EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.

L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto

“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I

l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-

tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?

“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal

vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.


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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

Qualche consiglio utile per affrontare il caldo

Estate: come proteggere i nostri amici animali

Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli

acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e

ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!

In vacanza con Fido

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n treno? E’ conveniente di giorno e con cani di taglia piccola. In nave non c’è una regola, le condizioni le stabilisce ogni singola compagnia. In aereo è più complicato e molto faticoso per i cani di taglia grande e media e le condizioni le condizioni di trasporto vengono stabilite dalle compagnie. In auto è di certo il modo migliore, anche se possono esserci alcuni proiblemi, quali il mal d’auto e la sete! I cani possono infatti soffrire l’auto, come noi, per motivi fisici (cinetosi) o psicologici. I sintomi sono nausea, vomito, paura, agitazione e a volte tentativi di fuga. Ma non dimentichiamo che Fido non sa che stiamo andando in vacanze… quindi non ci spazientiamo se dovesse avere qualche problema di mal d’auto e di agitazione!

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Filariosi Mai abbassare la guardia!

Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S

appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini

è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.

La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.

La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici

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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”

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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:

“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-

so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).


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I Centri di Affidea Veneto sono aperti, in ottemperanza alle direttive regionali vigenti e nel totale rispetto delle disposizioni ministeriali.

Padova Piove di Sacco Monselice

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In tutti i centri è stato disposto un pre-triage telefonico per accedere alle strutture.

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L’accesso alle strutture è controllato per evitare assembramenti, dando priorità ad anziani, disabili e donne in gravidanza e ad un numero minimo di accompagnatori.

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Nelle aree comuni e nei servizi igienici sono disponibili dosatori per disinfettanti e gli utenti sono invitati a disinfettarsi e/o lavarsi le mani con apposita cartellonistica.

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Gli operatori sanitari e di segreteria sono dotati di DPI (mascherine, guanti, occhiali, visiere, camici monouso, cuffia) e il loro utilizzo razionale è regolamentato dall’OMS.

Le prestazioni sono erogate in condizioni di massima sicurezza per utenti e operatori, secondo rigidi Protocolli Clinici Operativi.

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Dopo l’esecuzione di ogni esame o visita, si procede alla disinfezione delle apparecchiature e degli strumenti impiegati, allo smaltimento dei DPI nei contenitori per i rifiuti speciali, ad aerare e pulire i locali. Successivamente si provvede alle operazioni di pulizia giornaliera e alla sanificazione degli ambienti.

ISTITUTO DIAGNOSTICO ANTONIANO: Via Cavazzana 39/4, 35123 Padova - T 049 663055 - info.ida@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott.ssa Valeria Beltrame POLIAMBULATORIO MORGAGNI: Via Cavazzana 39/2, 35123 Padova - T 049 8787479 - info.morgagni@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Giovanni Gardellin DELTA MEDICA: Via Rialto 12, 35043 Monselice (PD) - T 0429 783000 - info.deltamedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Gizzo Salvatore INIZIATIVA MEDICA: Via Rialto 14, 35043 Monselice (PD) - T 0429 786666 - info.iniziativamedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Stefano Puggina UNI-X MEDICA: P.za Giuseppe Dossetti 1, 35028 Piove di Sacco (PD) - T 049 9708666 - info.unixmedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Simone Bernardini UNI-X POLIAMBULATORIO: P.za Giuseppe Dossetti 1, 35028 Piove di Sacco (PD) - T 049 9708688 - info.unixpoliambulatorio@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Christos Frangos

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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

Coronavirus, il piano per la Banca del plasma a pag 34

rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità

Mascherine, istruzioni per l’uso

Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

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uale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitoraggio”. Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle

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Sperimentazione

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.

Un progetto di ricerca studia le relazioni tra inquinamento e Covid 19. L’Agenzia ambientale veneta e la Protezione civile nella task force nazionale stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla pandemia. L’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione

del biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento dell’aria.

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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sito internet dell’Istituto superiore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 146832019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del

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Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per distinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute ha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. Di seguito alcune affermazioni che sono circolate in rete e che sono smentite dal Ministero della Salute. Una volta che mi sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o su-

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peralcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma espone al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 40- 60 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.

sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.


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“Progetto Promozione Salute per il COVID-19” Che cos’è il COVID-19? Il COVID-19 (Corona Virus Disease-19) è una malattia causata da un nuovo Coronavirus SARS-CoV2. I Coronavirus generalmente diffondono tra essere umani, mammiferi e volatili e possono causare varie forme patologiche. Al momento si conoscono sette specie di Coronavirus note per causare malattie nell’uomo. Quattro ceppi sono diffusi e causano sintomi simil-influenzali, SARSCoV, MERS-CoV e 2019 nCoV sono di origine animale e collegati a malattie gravi talvolta fatali. Che cos’è il progetto Promozione Salute di Affidea per il Coronavirus? Il progetto Promozione della Salute di Affidea è un’iniziativa rivolta a tutti gli utenti dei Centri Affidea e alle aziende, a cui proponiamo una visita specialistica di Pneumologia, Immunologia, Medicina Interna o branche equipollenti, all’esecuzione di un test rapido COVID-19 ed eventualmente alla misurazione della saturazione dell’ossigeno nel sangue. Nell’ambito di questa iniziativa, offriamo questa opportunità anche alle aziende per i propri dipendenti, sempre di concerto con i medici competenti, i datori di lavoro e i RLS delle stesse aziende Che cos’è il test rapido COVID-19? Il test rapido Codvid-19 un è test immunocromatografico in fase solida marcato CE per il

rilevamento rapido, qualitativo e differenziale di anticorpi IgM e IgG anti CoVID-19 in sangue intero, siero o plasma umano. Il test riconosce la presenza di anticorpi sviluppati dal sistema immunitario in caso di infezione da nuovo coronavirus. È un test preliminare e non rappresenta un sostituto del tampone naso-faringeo. La presenza di anticorpi IgM ed IgG viene rilevata dalla comparsa di bande colorate sulla membrana di nitrocellulosa attraverso un’azione capillare. Non è uno strumento autodiagnostico ma solo per uso professionale. Gli anticorpi IgG e IgM anti-Covid-19 possono essere rilevati entro 1-3 settimane dall’esposizione. Il tasso di sieroconversione cioè il livello di anticorpi cresce rapidamente nelle prime due settimane dall’esposizione. In combinazione con altri test ed incrociato con dati clinici il rilevamento di anticorpi rappresenta un importante metodo per tracciare il decorso della malattia. È importante ricordare che si tratta di un test preliminare nell’ambito di una visita specialistica / visita medica e non rappresenta un sostituto al metodo RT PCR con tampone naso-faringeo né questa iniziativa di Promozione della Salute di Affidea si sovrappone ad eventuali studi di siero prevalenza da parte di Asl e Regioni.

Chi esegue il test? Il test rapido anti-coronavirus viene eseguito da personale medico dotato di tutti i dispositivi di sicurezza (DPI) e seguendo rigidi protocolli nell’ambito di una visita specialistica (pneumologica, interna o immunologica). Qual è il grado di attendibilità di questo test e quali sono le certificazioni finora ottenute? Come evidenziato dal documento “CLINICAL GENERAL REPORT”, che riassume i singoli Clinical Test eseguiti dall’azienda produttrice dei test rapidi Covid-19 in uso nei nostri Centri Affidea, su n° 704 campioni analizzati con il test rapido e con il metodo

Affidea Italia gestisce una rete di 21 strutture sanitarie private e convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale presenti in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio ed Umbria, che erogano prestazioni di diagnostica per immagini, medicina nucleare, specialistica ambulatoriale, fisioterapia e riabilitazione funzionale, analisi di laboratorio e odontoiatria. I valori di Affidea sono: affinità con medici e pazienti, fedeltà e fiducia, miglioramento continuo grazie alle idee e all’innovazione. La sicurezza del paziente è l’interesse primario in tutti i centri Affidea, dove viene applicato il programma “Dose Excellence” per la riduzione della dose di radiazioni durante tutti gli esami di tomografia computerizzata.

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RT PCR la concordanza sui campioni positivi è stata del 93,9%, la concordanza sui campioni negativi è stata del 99.1% e la concordanza totale è stata del 97.2%. Il test è inoltre Marcato CE ed è iscritto al Ministero della Salute come Dispositivo Medico IVD al N. 1936723 I centri Affidea in Veneto: Poliambulatorio Morgagni di Padova, Poliambulatorio Delta Medica a Monselice e Uni X Poliambulatorio di Piove di Sacco offrono la possibilità di effettuare la visita specialistica e i test in regime di solvenza. Consulta il sito www.affidea.it per trovare i recapiti di contatto.

Affidea - Uni-x Poliambulatorio P.za Giuseppe Dossetti 1, 35028 Piove di Sacco (PD) - T 049 9708688 Dir. Sanitario: Dott. Christos Frangos www.deltamedica.affidea.it

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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male

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ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzionare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come membro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina

chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti. 4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione

5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce

l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’esercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di inten-

sità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.


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