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piovese gen2019 n5

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Sport p.18

p.33

Salute p.27

GENNAIO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI - n.5

Cultura p.17

del Piovese

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IL PROGETTO

Un mondo di valori SCOPRI DI PIÙ raccontato in tante a pag. 36 6 lingue diverse

on-line: Legge di bilancio in chiaro scuro Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaglio, come vorrebbe farci credere qualcuno, ma perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimanere nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno a posto. Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli servizi a pag 4 di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.

A Piove non si nascerà mai più? Il sindaco non ci sta Il primo cittadino lamenta il protrarsi di una sospensione delle attività del punto nascite e accusa la Lega locale e regionale di non fare abbastanza. La replica di Recaldin

OPERE PUBBLICHE

Il piano triennale tra continuità e nuovi progetti IN CITTÀ

La demolizione della scuola “Regina Margherita” CRAUP

La nomina del consigliere diventa un caso politico IL TRASLOCO

La Guardia di finanza si sposta a Palazzo Pinati Valeri CODEVIGO

Una casa di riposo privata da 114 posti

Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi TERRITORIO mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!

Un libro sulle bellezze architettoniche da tutelare

Legge di bilancio in chiaro scuro Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio controfirmata dal Presidente della Repubblica. Un risultato che non era scontato viste le diverse esigenze delle due principale forze politiche in campo. Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da segue a pag 3 Bruxelles.

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Facciamo. il punto

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I valori di tutti raccontati in tante lingue diverse

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Il progetto di inclusione della scuola Dante Alighieri

a scuola primaria “Dante Alighieri” di via Petrarca da anni si connota come una scuola fortemente inclusiva, ancorata al territorio ed attenta alle sue esigenze. Trovarsi in quartiere storicamente multietnico, quello di Sant’Anna che un tempo era visto quasi come un “ghetto”, è indubbiamente diventata un’opportunità di fare di una scuola non solo un ambiente fine a se stesso, ma inserito pienamente nel contesto della vita delle persone. Se l’inclusione è una scelta culturale ed etica, la scuola diventa uno spazio aperto a tutti, in grado di valorizzare le differenze di ciascuno e di creare legami sociali. Un piccolo ma significativo esempio di tutto ciò si è concretizzato nei giorni scorsi con il momento conclusivo di un progetto, quello dell’Accademia Natalizia, nato e cresciuto per la volontà di una squadra formata da genitori, insegnanti ed alunni. “In un mondo, come quello attuale, in cui a farla da padrone è l’esasperazione delle differenze e dei conflitti - hanno spiegato all’unisono dalla scuola - questa giornata di festa è stata l’occasione per dimostrare che è molto di più, in realtà, ciò che ci unisce. L’intervento di genitori di diverse nazionalità e credo religioso che hanno raccontato nella Germana Urbani >direttore@givemotions.it< loro lingua d’origine i valori universali del Natale (pace, amore, accoglienza) con le traduzioni in italiano degli alunni, è stato un’importante lezione di consapevolezza: siamo ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio controfirmata dal Presidente della Repubblica. cittadini del mondo!”. Un risultato che non era scontato viste le diverse esigenze delle due principale forze politiche in campo. Alessandro Cesarato Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di >ale.cesarato@gmail.com< fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da È un periodico formato da 16 edizioni localiBruxelles. mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e a pag 3Redazione: segue

E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaglio, come vorrebbe farci credere qualcuno, ma perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimanere nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno a posto. Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.

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Chiuso in redazione l’11 gennaio 2019


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Piove di Sacco

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Sanità Punto nascita

Il sindaco Gianella: “No alla chiusura” Torna all’attacco il primo cittadino: “Solo a Piove non si nasce più?” si chiede accusando la Lega locale e quella regionale di mancanza di volontà politica

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he nessuno nascesse all’Immacolata Concezione era più che certo. Da luglio l’attività della sala parto è “sospesa” per il venire meno degli standard di sicurezza dettato della carenza di medici specialisti. La sospensione delle attività di Punto nascita, trasformato temporaneamente in Centro maternità, sarebbe dovuta durare, secondo una nota di luglio dell’Usl 6 Euganea, “il tempo necessario a garantire il reperimento e la stabilizzazione delle risorse specialistiche previste, ad adeguare il modello organizzati-

vo, aumentare le competenze professionali per garantire gli standard di personale e organizzativi idonei a mantenere in sicurezza la struttura”. Sei mesi dopo la situazione non è cambiata. “Sospensione del servizio - ha dichiarato il sindaco Davide Gianella - significa in realtà chiusura? A Piove di Sacco evidentemente sì! Dopo infinite richieste, lettere, incontri a Roma, Venezia e Padova, il dato oggettivo è che per la prima volta non c’è stato un “primo nato”. Anche se Andrea Recaldin

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e i suoi hanno dimostrato di non tenere al futuro del nostro ospedale, bisogna continuare a combattere, perché a Camposampiero e Cittadella le soluzioni sono state trovate. A Portogruaro addirittura si è arrivati al potenziamento, nonostante i 200 parti annui. Non è questione di numeri, ma di volontà. La politica regionale e la Lega locale, se vogliono riscattarsi, devono potenziare l’ospedale con nuovi reparti. Ci sono strade e possibilità: ora serve la volontà! Altrimenti, anche l’autonomia, tanto decantata, a cosa serve? A

spogliare i territori locali?”. “Era dal 1860, grazie alla saggezza di chi ha fatto sorgere l’ospedale - ha aggiunto Stefano Mancin, presidente della commissione consiliare per la Sanità - che nascevano bambini a Piove. Ora che non accade più, vorremmo che tutta la Saccisica sapesse chi deve ringraziare… Prendere atto che in tutta la provincia si può nascere nel proprio territorio ma non nella Saccisica, ci fa sentire figli di un dio minore, veneti di serie b”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<

Recaldin replica: “Il decreto Lorenzin è del Pd”

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l Decreto Lorenzin, che fissava in 500 il numero minimo di parti - ha contrattaccato il gruppo consiliare della Lega guidato da Recaldin - è del 2015, quando al Governo c’era il Pd del sindaco Davide Gianella che, allora, non sollevò nulla a riguardo. Solo la Regione (leghista) predispose una delibera per chiedere una deroga. Siamo concordi sul fatto che il Punto nascite sia un servizio importante, come siamo sempre più consapevoli che la Sanità del futuro punterà sulle eccellenze e le specificità, nonostante Gianella sia rimasto l’unico in Provincia a credere il contrario. Capiamo però l’imbarazzo del sindaco che si è sempre vantato di non avere a bisogno di legami diretti con ministeri e governatori per amministrare. Ora, che dovrebbe invece dimostrare di essere in grado di avere rapporti con gli enti preposti e avere una visione strategica che vada oltre un marciapiede, dimostra come le cose stiano diversamente. Con l’ovvia conseguenza di lasciare Piove fuori dai giochi più importanti” “L’hanno chiuso loro - ha replicato Gianella - il Punto nascite! Come mai il decreto Lorenzin vale solo per Piove e non per, ad esempio, Portogruaro che è a guida leghista? L’importante è continuare con le brutte figure… Chi lavora in Regione per la lista Zaia, al posto di attaccare il sottoscritto, chieda supporto ai propri colleghi di partito: insieme faremo quadrato attorno al Punto nascite. Invece si continua ad attaccare il sindaco: è molto più comodo rispetto a cambiare il Decreto Lorenzin (la Lega governa da quasi un anno oramai) oppure dire con chiarezza cosa A.C. pensi la Regione sull’ospedale Immacolata Concezione”.


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Piove di Sacco

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Amministrazione Approvato il documento unico di programmazione per i prossimi tre anni

Un bilancio tra continuità e passaggio, tra completamento di progetti e avvio di nuovi D

iscusso e approvato in consiglio comunale il Documento unico di programmazione per il prossimo triennio. Si tratta del primo bilancio di previsione della nuova amministrazione Giannella dopo la riconferma a primavera. “Abbiamo voluto - ha spiegato il vicesindaco Lucia Pizzo nella sua dettagliata presentazione del documento approvarlo, nonostante la scadenza sia stata posticipata a fine febbraio, entro la fine dell’anno per ottimizzare i tempi e non bloccare e rallentare opere in corso e in fase di programmazione. E’ un bilancio in continuità e allo stesso tempo di passaggio, che prevede il completamento di progetti e la partenza di nuovi. Continua a diminuire l’indebitamento, ora vicino al 2%: quando siamo arrivati era oltre il 12%. Le aliquote fiscali, come abbiamo spiegato ai cittadini, non possono essere state ritoccate immediatamente per non bloccare improvvisamente le opere in corso e già pianificate. Tra l’altro, abbiamo aumentato i contributi alle scuole paritarie dell’infanzia che, insieme alle nostre cooperative sociali, saranno penalizzate L’opposizione, dal raddoppio dell’Ires deciso a Roma. Per il 2019 ancora opere con Recaldin pubbliche. Altri 500 mila euro e Zennaro, saranno destinati alle asfaltacontesta: ture, 380 mila all’illuminazione pubblica. Sono previsti il com“Tasse pletamento del terzo stralcio al massimo, degli orti sociali e del secondo della pista ciclabile di Piovega, altrettanto e ulteriori 210 mila euro per imle indennità” plementare la videosorveglianza. Oltre un milione sarà invece investito per via Contarina, ancora priva di sottoservizi. Nel 2020 partirà anche l’iter per la nuova pista ciclabile di via Righe”. Bilancio bocciato dall’opposizione, con i relativi consiglieri che hanno formulato in consiglio quasi una settantina di domande di chiarimento. “L’amministrazione targata Pd - dichiarano alla fine i capigruppo Andrea Recaldin ed Enrico Zennaro - per il 2019 regala ai cittadini tasse al massimo. Nel programma elettorale promettevano di diminuire le tasse. L’indennità per la Giunta è al massimo: perché non si sono usate queste risorse per coprire i tagli a giovani e sport, o destinarle a chi un lavoro non l’ha più? Bene i lavori pubblici, ottima la scelta di lavorare sulle asfaltature. Se si fosse voluto, si sarebbe potuto però fare di più, soprattutto per i cittadini”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<

Gianella risponde alle accuse di Recaldin: “Mi aspettavo un voto positivo dall’opposizione”

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uando la volpe dice che l’uva è acerba? Quando per due volte non riesce a raggiungerla - ha detto, parafrasando Esopo, il sindaco Gianella nel suo intervento finale. - Abbiamo il dovere di dare risposte serie ai cittadini e a una città che per crescere ed essere moderna ha bisogno di investimenti milionari, non di qualche migliaio di euro da spostare da un capitolo all’altro. In questo bilancio il programma elettorale diventa una programmazione istituzionale reale e realizzabile con i relativi stanziamenti di bilancio. E’ il frutto del lavoro di un gruppo che ha scommesso compatto in un’idea di città e fatto una scelta di futuro.

La riduzione delle tasse? Il mandato dura 5 anni, in questo momento non possiamo e non vogliamo sforare con l’indebitamento. Le indennità? Sono quelle stabilite dalla legge: nel passato mandato eravamo stati criticati perché ce le eravamo volontariamente decurtate. Una polemica stucchevole che arriva da chi, per il solo staff del sindaco, ha speso 331 mila euro in pochi anni. In realtà mi aspettavo un voto positivo al bilancio da parte delle opposizioni che, su una spesa corrente di 13 milioni di euro, ha presentato emendamenti solo per circa 20 mila euro, pari a uno 0,14%. Desumo quindi che sul rimanente 99, 86% siano quindi d’accordo”. A.C.

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Piove di Sacco

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Via alla demolizione della vecchia scuola “Regina Margherita”

Sistemate le strade bianche del territorio

Si trattava di un vecchio fabbricato degli anni Sessanta dove generazioni di piovesi hanno frequentato le scuole

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ddio alla vecchia scuola media “Regina Margherita”. Macchine operatrici al lavoro in queste settimane in via Castello per la demolizione dello stabile sulla cui area nascerà il nuovo parcheggio pubblico a servizio del centro storico. L’edificio, un vetusto prefabbricato degli anni Sessanta, ha accolto gli alunni fino alla scorsa estate quando poi c’è stato il trasloco nel nuovissimo plesso di via De Andre, inaugurato a settembre nel contesto del polo scolastico di Sant’Anna. Il destino della vecchia “Regina Margherita” è stato segnato tre anni fa quando il Comune ha ottenuto un contributo statale di 2 milioni di euro per costruire una nuova scuola. L’alternativa sarebbe stata quella di rinunciare al sostanzioso finanziamento e alla possibilità di dotare la città di

un’opera moderna, e di mettere necessariamente mano, con costi esorbitanti, alla riqualificazione di uno stabile ormai a fine vita, del tutto inefficiente dal punto vista energetico. E’ innegabile però che, emotivamente, per molti piovesi, che in quelle aule e corridoi hanno trascorso la loro giovinezza, vedere scomparire l’edificio è come perdere una parte di sé. L’ intervento, quello della demolizione in corso, particolare e delicato, durerà circa un mese. Si procederà quindi con la costruzione vera e propria del parcheggio, un cantiere sul quale l’amministrazione ha investito 765 mila euro. Nel giro di qualche mese, sulle ceneri del prefabbricato, sorgerà un park gratuito da 140 posti con anche le colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Per consentire i lavori è sta-

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Nel giro di qualche mese sulle ceneri del prefabbricato sorgerà un parcheggio gratuito da 140 posti che sarà a servizio del centro storico

to istituito il divieto di sosta lungo gran parte di via Castello che, con l’avanzamento del cantiere, sarà poi chiusa temporaneamente al traffico. “Si sta procedendo - ha spiegato il sindaco Davide Gianella - secondo cronoprogramma. Finalmente per la primavera ci sarà un nuovo parcheggio a servizio della città e del suo meraviglioso centro storico”. Alessandro Cesarato

ltimata secondo cronoprogramma la sistemazione delle strade bianche prevista nel piano degli interventi per il 2018. In particolare sono state oggetto di sistemazione via Brentella Destra, via Adige, via 25 Aprile, via Argine Destro e Sinistro, via Monte Cengio e via Chioggiotto. “Si tratta - spiega il sindaco Davide Gianella - di un intervento per il quale abbiamo investito 17 mila euro, eseguito con fondi delle casse comunali. L’obiettivo era sistemare tutta una serie di problematiche che con la stagione invernale erano destinate a peggiorare. E’ doveroso cercare di dare risposte concrete in tempi certi ai cittadini, in casi come questi possibili grazie alla professionalità dell’ufficio dei Lavori pubblici e al lavoro di squadra”.

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Umberto I Il caso sollevato dalle minoranze

Craup senza consigliere, l’opposizione chiede lumi sulla nomina La provvisoria mancata nomina del nuovo consigliere (e probabilmente futuro presidente) del cda della casa di riposo “Umberto I” diventa motivo di dibattito tra le forze politiche cittadine. Il posto è vacante ormai da due mesi, dopo le dimissioni improvvise di Antonietta Ranzato. Le minoranze consigliari, che ancora gongolano per avere trovato il cavillo giuridico che ha portato la maggioranza ad annullare la nomina dell’ex capogruppo di Forza Italia Giorgio Zampieri, ora chiedono lumi sulle intenzioni della Giunta. “Dopo la maldestra nomina di Zampieri - sottolineano senza un po’ di ironia Andrea Recaldin ed Enrico Zennaro, capigruppo della Lega e della civica Recaldin Sindaco - arruolato nel corso dell’ultima campagna elettorale da Gianella, il Craup è ancora orfano del presidente. Come opposizione abbiamo chiesto al segretario comunale, responsabile della trasparenza, quali fossero le azioni del caso da intraprendere per responsabilizzare i vari attori e tutelare gli interessi dell’ente”. Per superare l’apparente impasse le minoranze fanno altri nomi. “In un’ottica di controllo ma anche di collaborazione e di costruzione di opportunità - aggiungono - chiediamo al sindaco di valutare un nominativo. Dopo quello, evidentemente tramontato dell’ex primario Fornasiero, circola il nome di Bruno Coccato, persona conosciuta e competente, impegnata nel sociale e inserita nel tessuto del territorio. Riteniamo essere questo un nome che potrebbe rilanciare l’attività del Craup e permettere di voltare pagina dopo questo maldestro e

infelice episodio, figlio evidente di accordi pregressi conclusisi in modo inglorioso”. “Rassereno tutti - risponde alla provocazione il sindaco Davide Gianella - la nomina sarà espressa dalla maggioranza nei tempi previsti, visto che il nome della minoranza leghista è già stato fatto a suo tempo. Usare la no-

stra Ipab per ottenere un po’ di visibilità, lo trovo disgustoso e indegno. Come previsto dal regolamento votato all’unanimità dal consiglio comunale, la nomina sarà eseguita entro il termine previsto del 20 gennaio. Evidentemente questa minoranza si è resa conto di non avere fatto fino in fondo il bene della propria co-

munità. Mi sarei aspettato una presa di posizione su altri temi più importanti, come contro il raddoppio dell’Ires deciso da questo Governo e che metterà in crisi proprio enti come le nostre case di riposo”.

Madonna delle Grazie, 3mila euro dal Comune per rimuovere la barriera architettonica

Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<

Il Comune contribuirà con 3 mila euro ai lavori della parrocchia della Madonna delle Grazie per l’eliminazione di una barriera architettonica nell’area esterna al santuario. La parrocchia, lo scorso marzo, aveva richiesto l’autorizzazione a eseguire un nuovo percorso pedonale nel piazzale esterno al santuario, situato in prossimità della statua settecentesca che affianca il ponte di attraversamento del Fiumicello e ricadente in parte in area di proprietà parrocchiale e in parte in area pubblica. Lo scopo alla base dell’intervento è quello di eliminare la barriera costituita dalla pavimentazione in acciottolato, che ostacola il libero transito ai diversamente abili e ai pedoni. A dicembre il Ministero per i beni e le attività culturali, tramite la Soprintendenza, ha rilasciato alla parrocchia l’autorizzazione per i lavori di realizzazione di nuovo marciapiede in trachite. Considerata la funzione di utilità sociale svolta dall’intervento, anche in ragione del fatto che parte dello stesso ricade su suolo appartenente al demanio comunale, l’amministrazione ha deciso di sostenere parte delle spese, cofinanziando il cantiere con il contributo alla parrocchia.


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Piove di Sacco

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Trasloco per la Guardia di Finanza

La pista ciclabile a Corte dopo due anni di lavori

Il Comune mette a disposizione il restaurato Palazzo Pinati Valeri durante i consistenti lavori alla caserma di via Ortazzi

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a Tenenza della Guardia di finanza si appresta a traslocare temporaneamente nei locali del restaurato palazzo Pinato Valeri. Il Comune, vista la conclusione dei lavori all’ex liceo di via Garibaldi, si è messo in moto in questi giorni per creare le condizioni per ospitare al meglio i finanzieri durante il periodo in cui saranno eseguiti i consistenti miglioramenti alla caserma di via Ortazzi. Un gioco a incastro che si è reso necessario nel momento in cui, per motivi di sicurezza, non è più stato possibile fare coesistere la presenza degli uffici delle Fiamme gialle nel contesto di avanzamento del più ampio cantiere di ampliamento dell’ex Pretura, edificio comunale destinato appunto a ospitare la nuova tenenza e in futuro, nei propositi, il comando di Compagnia. Il cantiere di via Ortazzi, per il quale l’amministrazione aveva già inizialmente investito 310 mila euro, si è improvvisamente bloccato nei mesi scorsi quando, in

corso d’opera, sono emersi inimmaginabili e non preventivabili vizi occulti riguardanti l’armatura delle fondazioni. Per potere continuare con l’opera il Comune ha deciso di aggiungere altri 500 mila euro, subito disponibili grazie ad un’oculata gestione degli avanzi di amministrazione degli anni passati. A fine ottobre il sindaco Davide Gianella, insieme ai responsabili dei comandi regionale e provinciale della Guardia di finanza, aveva poi concordato il trasferimento provvisorio nell’ex liceo. L’alternativa? Che la Finanza lasciasse la città senza la garanzia di un suo rientro. L’amministrazione, che punta da tempo ad avere a Piove, a disposizione della collettività, un servizio radicato e un presidio aggiuntivo in termini di sicurezza per tutto il territorio, ha deciso subito, senza indugi, di mettere a disposizione in maniera temporanea palazzo Pinato Valeri, appena restaurato. Il Comune si prenderà in carico, da un punto di vista finanziario,

anche di tutti gli oneri necessari a rendere fruibile l’immobile da parte della Finanza, comprese le spese per il trasloco. Sono previsti, tra le diverse cose, l’implementazione della blindatura del locale armeria e del locale trasmissione dati, delle reti dati, elettrica e telefonica, oltre alla realizzazione di un sistema di videosorveglianza, di una recinzione e di un parcheggio interno.

ono serviti quasi due anni di lavori ma finalmente la frazione di Corte ha la sua pista ciclabile. Un’opera, attesa da tempo immemore dai residenti, che ha permesso di mettere in sicurezza i pericolosi collegamenti stradali, per pedoni e ciclisti, che congiungono il centro del paese con La posa della passerella in acciaio sul Fiumazzo le località di Sampieri e di Beverare, entrambe poste al di là del fiume Brenta e sino ad ora collegate solo attraverso la pericolosissima Sp 53. A fine anno è stata posata anche la nuova passerella in acciaio sul Fiumazzo. Un manufatto da quasi 20 metri che collega via Ferrin con via Cima 12. Il cantiere per la realizzazione della pista era partito nella primavera del 2016 ed è avanzato con degli stralci funzionali che hanno permesso al Comune, nel frattempo, di finanziarlo. Da un punto di vista cronologico il progetto era stato inserito per la prima volta nel Piano delle opere pubbliche già alla fine del 2005 ma dovette subire delle modifiche per accogliere delle richieste tecniche richieste dal Consorzio di bonifica Bacchiglione. “Mancano - precisa il sindaco Davide Gianella - le ultime lavorazioni di dettaglio, compreso un passaggio pedonale protetto ed illuminato che deve essere fatto in gocciolato e termoplastico, che necessita quindi di temperature più miti per la lavorazione. Sarà migliorata anche la rampa che sale sull’argine. Per i primi di marzo l’opera sarà completa. Complessivamente, sono stati investiti quasi 900 mila euro”.

Alessandro Cesarato

A.C.

Palazzo Pinati Valeri

Il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, ospite del sindaco Il vescovo di Padova Claudio Cipolla, impegnato nel periodo dell’Avvento nella visita pastorale alla comunità cittadina, è stato accolto anche nella sede municipale di palazzo Jappelli dal sindaco Davide Gianella. “È stato un incontro - ha fatto sapere il sindaco - in cui abbiamo avuto modo confrontarci sulle grandi sfide che attendono le istituzioni e la Chiesa. Una persona semplice, umile, brillante. Lo ringrazio per l’opportunità e per gli spunti di riflessione che ci ha lasciato, sui quali sicuramente tutta la comunità piovese continuerà a confrontarsi e ragionare. Nell’occasione abbiamo poi consegnato al vescovo due pensieri realizzati per lui dai ragazzi dello Sprar”.

Le borse di studio in ricordo della prof Bonfà Sono state consegnate al liceo “Einstein” le tre borse di studio da 500 euro ciascuna in ricordo di Maddalena Bonfà, la professoressa di Lettere mancata prematuramente due anni fa. Ad aggiudicarsele sono stati Gioele Franchin, Marta Pegoraro e Jessica Mercanzin. Il concorso è stato bandito dai familiari della docente, in collaborazione con il liceo, allo scopo di valorizzare e sostenere il profitto scolastico degli studenti meritevoli e capaci, e per incoraggiare la prosecuzione degli studi. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al vicepreside, i familiari, gli insegnanti e gli studenti dell’istituto.

Le future mamme benedette dal vescovo Sono state più di una ventina le future mamme che hanno ricevuto la benedizione del vescovo Claudio Cipolla. La funzione, che generalmente si tiene in Duomo a Padova,

quest’anno è stata eccezionalmente ospitata nel santuario della Madonna delle Grazie vista la concomitanza della visita pastorale del vescovo alle parrocchie della città. Si tratta di un appuntamento, nato all’interno del progetto “Un attimo di pace” che regalava spazi quotidiani di riflessione e attenzione sulla Parola di Dio e occasioni di incontro, che da alcuni anni la Diocesi di Padova propone la domenica prima

di Natale. Le mamme in gravidanza, insieme ai loro compagni e mariti, sono state accolte, alla presenza di un nutrito numero di fedeli, nel chiostro del santuario dal parroco, don Giorgio De Checchi, che ha spiegato la valenza della cerimonia. La parola è poi passata all’ équipe diocesana “Arte e catechesi” (che vede coinvolti l’Ufficio diocesano per l’Annuncio e la Catechesi e il Museo diocesano) che ha portato l’attenzione dei presenti sull’immagine della “Madonna con Bambino” attribuita al pittore veneziano Giovanni Bellini, opera che campeggia in un altare laterale del santuario. La particolarità della cerimonia, oltre alla benedizione, è infatti anche la sua valenza culturale: regalare anche un momento di conoscenza e meditazione artistica di fronte a un’opera d’arte. E il vescovo Claudio? Si è mescolato ai fedeli quatto quatto e, senza farsi notare, si è seduto alle loro spalle ad ascoltare. Successivamente è salito sull’altare e, alle mamme in fila, ha imposto le mani sul pancino per la benedizione. Al termine ha anche consegnato a ciascuna di loro un’immagine di Maria e il crisma, l’olio profumato che il vescovo consacra a Pasqua e che viene utilizzaA.C. to nel Battesimo.


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Piove di Sacco

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Con l’adesione al gruppo Iccrea si apre una nuova fase della Banca Patavina Durante un’affollata assemblea straodinaria dei soci, cui hanno partecipato in 1600, viene sancito l’ingresso ufficiale

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soci della Banca Patavina hanno approvato all’unanimità l’adesione al gruppo bancario Iccrea. Si apre così una nuova fase nella vita della Bcc, che oggi amministra risparmi e finanziamenti per oltre 3 miliardi di euro sul territorio delle province di Padova e di Venezia con 37 sportelli, 330 collaboratori dipendenti al servizio degli oltre 60 mila clienti. La Banca Patavina, che ha la sede operativa in via Valerio, era nata per effetto della fusione tra la Bcc di Piove di Sacco, fondata nel 1894, e quella di Sant’Elena. All’assemblea straordinaria, convocata eccezionalmente in fiera a Padova, hanno partecipato più di 1.600 soci, ben oltre il quorum minimo previsto: circa 900 i soci presenti e oltre 700 le deleghe al voto. Tutti i sei punti proposti dal Cda sono stati approvati all’unanimità, sancendo così l’ingresso ufficiale di Banca Patavina nel gruppo bancario Iccrea, di fatto la prima “banca locale” del Paese con 2.593 sportelli in 1.720 Comuni. “La grande partecipazione registrata in assemblea e l’approvazione unanime - ha affermato il presidente Leonardo Toson - rappresentano un importante segnale della fiducia e della stima che i nostri soci hanno voluto testimoniare nei confronti della banca. Ora si apre una nuova fase che ci permetterà di essere più forti e incisivi nel rapporto con la nostra clientela e il nostro territorio. Le modifiche statutarie approvate hanno la finalità di regolamentare i rapporti tra la capogruppo e la nostra banca, mentre nulla varia nei rapporti tra la Bcc e i suoi soci. Il testo approvato è frutto di un’intensa attività di scambio e confronto tra le strutture istituzionali di riferimento del credito cooperativo. E’ stato ricercato il punto di equilibrio tra le esigenze di garanzia e sicurezza del sistema bancario cooperativo e la necessità di preservare l’identità, i valori e le caratteristiche distintive delle nostre Bcc”. “Banca Patavina affronta questa nuova fase in piena salute ha aggiunto il direttore generale

L’assemblea straordinaria dei soci

Gianni Barison - i dati previsionali di fine anno confermano il trend positivo che la banca sta seguendo da alcuni anni e che le consentono di entrare nel nuovo gruppo bancario con le carte in regole per giocare un ruolo di rilievo nel panorama del credito cooperativo. I nostri soci sono arrivati a questo storico appun-

Et lab inciume rem voluptas et etur? Aborit endist, enis quodi dolupta queXimusam, aut endempossint ulpa sedit faccatia cus

tamento preparati ed informati, anche grazie ai cinque incontri territoriali rivolti alla base sociale organizzati nei mesi scorsi che hanno visto la partecipazione di circa mille soci e favorito una più ampia e consapevole conoscenza delle tematiche e delle argomentazioni alla base delle modifiche proposte”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<

L’annuale ritrovo della Fdc

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Annuale momento di ritrovo in occasione delle festività per la sezione piovese dell’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra, presieduta dal cavaliere della Repubblica Aimo Trolese, vera anima dell’associazione. Un’occasione per stare insieme nella convivialità e per fare il bilancio sociale dell’anno con soci e sostenitori. Un riconoscimento particolare è andato a Francesco Stocco e Savino Ferrato, porta bandiera sempre presenti alle manifestazioni. Al ritrovo erano presenti anche l’assessore Luca Carnio, a testimonianza della consolidata collaborazione della Fdc con il Comune, don Massimo Draghi e una rappresentanza cittadina dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Il ritrovo si è concluso, come da tradizione, con le parole di Tarcisio Creuso, poeta che collabora con l’associazione, che ha ricordato in maniera toccante le atrocità della guerra invitando a non ripetere gli errori del passato.


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Pontelongo

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Gli obiettivi del 2019 per lo zucchero Canfagricoltura sostiene la campagna della cooperativa di produttori bieticoli che gestiscono gli zuccherifici di Pontelongo e Minerbio “Salviamo lo zucchero italiano seminando le bietole” Lo zuccherificio di Pontelongo

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redicimila ettari coltivati nel solo Veneto, con un prezzo garantito di almeno 40 euro a tonnellata. Sono questi gli obiettivi, di certo ambiziosi, fissati da Coprob per il rilancio della coltivazione della barbabietola nel 2019. A fianco della cooperativa di produttori bieticoli che gestisce gli zuccherifici di Pontelongo e Minerbio (BO) e della sua campagna “Salviamo lo zucchero italiano seminando bietole”, si schiera convinta Confagricoltura che, per discutere del futuro della coltivazione e della prossima campagna bieticola, sta invitando gli agricoltori a partecipare a una serie di incontri nel corso dei quali dirigenti e tecnici di Coprob spiegheranno i dettagli del progetto e gli obiettivi a medio e lungo termine. “Dopo una campagna bieticola difficile, in cui si sono incrociati gli effetti di un mercato dello zucchero ai minimi storici e un clima estivo avverso - hanno spiegato i vertici di Confagricoltura Veneto nel

L’obiettivo del 2019: 13mila ettari coltivati in Veneto, con un prezzo garantito di almeno 40 euro a tonnellata

corso del primo appuntamento che si è svolto nelle scorse settimane - intendiamo dare sostegno alla campagna promossa da Coprob, che rappresenta un impegno concreto per preservare ciò che resta dell’importante produzione agroindustriale. L’obiettivo di Coprob per il 2019 è raggiungere un investimento di 13 mila ettari nel Veneto e 16 mila ettari in Emilia Romagna. Traguardi ambiziosi, ma

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necessari per garantire un futuro all’attività dei due zuccherifici. Il prezzo garantito partirebbe da 40 euro a tonnellata per raggiungere oltre 90 euro nel caso di produzione biologica. C’è da tenere presente che l’aiuto accoppiato della Pac è stato aumentato e, se le superfici complessive a livello nazionale si attesteranno come previsto sui 32 mila ettari, il prossimo anno sarà di circa 700 euro per ettaro”.

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Prestigioso premio per il Molino Rossetto E’ tra i protagonisti più dinamici del mercato, in termini di fatturato, redditività e sviluppo del brand

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Nel Padovano la barbabietola da zucchero rappresenta una coltivazione importante nell’avvicendamento dei seminativi, oltre che un’alternativa colturale utile per differenziare il rischio produttivo. “Analogamente alle altre colture - aggiunge Confagricoltura - anche per la bietola non è garantita la redditività, ma con un’attenta scelta delle varietà e della tecnica colturale è stato dimostrato che è possibile ottenere buoni risultati produttivi. In ogni caso si chiede agli agricoltori un ulteriore atto di fiducia per una produzione importante, che in Italia coinvolge 7 mila imprese agricole e una filiera agroindustriale di tutto rispetto. La concorrenza straniera rischia di schiacciare definitivamente i produttori italiani. Lo zuccherificio di Pontelongo rappresenta il punto di riferimento per oltre 3 mila produttori, che conferiscono 2 milioni di quintali di bietole”.

uovo riconoscimento per il Molino Rossetto, realtà storica del mercato delle farine e preparati speciali. A Milano, nelle scorese settimane, nell’ambito di “Save the Brand 2018”, l’azienda ha ricevuto il premio “Best Practice Financial Performance”, aggiudicandosi un posto importante tra le eccellenze italiane più virtuose dei tre settori Fashion, Food, Furniture. La giuria ha esaminato oltre mille aziende che negli ultimi anni hanno dominato il panorama per la loro eccellenza economica, in termini di crescita del fatturato, redditività, marketing e potenziale di sviluppo del brand. Tra tutte queste Molino Rossetto si è particolarmente distinta, risultando, dalle ricerche di mercato, tra i protagonisti più dinamici del mercato delle farine del canale “retail”, dove detiene una quota del 3,8% per un fatturato pari a 18 milioni di euro. “Siamo davvero orgogliosi e felici - ha commentato l’ad Chiara Rossetto - di aver chiuso l’anno con quest’altro riconoscimento. Il 2018 è stato infatti ricco di sorprese in tal senso, segno che l’azienda non solo è sempre più riconosciuta e apprezzata ma rappresenta anche un punto di riferimento del settore”.


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Scuola

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Istituto “A. EINSTEIN” - Piove di Sacco “Imparare e’ un’esperienza, tutto il resto e’ solo informazione” (A.Einstein)

’istituto ‘A. Einstein’ di Piove di Sacco, con i suoi indirizzi liceali (scientifico tradizionale e ad opzione scienze applicate, scienze umane ad opzione economico-sociale, linguistico e classico), unitamente agli indirizzi del Tecnico Cardano (elettronica, elettrotecnica, automazione e informatica) si propone al territorio come una realtà integrata, impegnandosi decisamente in un processo educativo grazie al quale i ragazzi possano inserirsi con spirito critico nel vivere d’oggi. Secondo i dati 2018 di Eduscopio (Organo della Fondazione Agnelli che compara scuole di pari indirizzo del medesimo territorio in ambito nazionale) la realtà dei nostri licei, nel confronto con le scuole di tutta la provincia di Padova, è valutata appena sotto il primo gradino di un virtuale podio per lo Scientifico, preceduta solo da una scuola paritaria, e al primo posto per il Linguistico e le Scienze umane - opzione economico-sociale. Inoltre essa appare più inclusiva degli altri Istituti in vetta alle classifiche in quanto raggiunge tali risultati senza il ricorso a criteri rigidamente selettivi. Gli indirizzi del Tecnico evidenziano un’ottima preparazione per l’accesso in tempi brevi al mondo del lavoro. Purtroppo dovremo attendere ancora un anno accademico per vedere comparata anche la realtà del liceo classico. Il regolamento di Eduscopio, oltre a prendere in considerazione i risultati degli allievi al momento del conseguimento del diploma presso lo specifico Istituto, valuta anche il loro percorso universitario; pertanto non sarà possibile vedere i dati prima del 2019/20 (dato che i primi diplomati appartengono all’anno scolastico 14/15). Nel frattempo nell’analisi valutativa della preparazione dei nostri allievi in uscita siamo comunque orientati dai risultati raggiunti, p.e., nelle prove INVALSI. Anche solo considerando l’andamento dell’anno sc. 17/18, visto che l’Istituto nel suo complesso si pone in posizione di eccellenza nel confronto con provincia, regione e nazione è realistico immaginare, per analogia con gli standard dei nostri allievi degli altri indirizzi, almeno pari risultati universitari. A lungo si è pensato che la preparazione offerta agli istituti tecnici trovasse sbocco solamente nel mondo lavorativo. Secondo gli ultimi dati forniti dal

Ministero dell’Istruzione, più della metà di quanti ottengono un diploma tecnico prosegue la carriera universitaria e ogni 100 laureati in ingegneria e architettura, 30 provengono da scuole tecniche. Proprio tale fenomeno, unito alla preoccupazione per una scelta sull’indirizzo triennale prescelto, informato, consapevole e responsabile, ha spinto la scuola ad organizzare un incontro lo scorso 4 dicembre, per illustrare la realtà occupazionale del piovese, con un gradito ospite, Luigi Rossi Luciani, Presidente della CAREL S.p.A. , Presidente di Confindustria Veneto e attuale Presidente dell’Istituto Tecnico Superiore del Veneto, alla presenza di genitori e studenti dei percorsi tecnologici. Le aziende del piovese richiedono tecnici in grado di unire conoscenza teorica a capacità pratica; i nostri diplomati in elettrotecnica, in automazione e in elettronica sono molto ricercati

e la scuola non riesce a soddisfarne la richiesta, dato che il mercato reclama giovani che abbiano dimestichezza con le nuove tecnologie. Le valutazioni finora ottenute dal nostro Istituto ci portano a considerare decisive le scelte educativo-didattiche adottate e caratterizzate da un’attenzione alla crescita integrale della persona. La preparazione dei docenti, la continuità negli anni unitamente ad un approccio dialogico appaiono fattori decisivi del successo dei nostri allievi. Si sono rivelate vincenti la spinta all’innovazione didattica (p.e. un computer e un videoproiettore in ogni aula) e tra tutti, a titolo esemplificativo, la scelta di puntare molto sul progetto Virgilio (peer

to peer; studente tutor-studente allievo) per non lasciare indietro nessuno. La crescita poi nell’inclusione dei ragazzi diversamente abili ha favorito lo sviluppo identitario dell’istituto oltre che una maggiore attenzione per tutti noi all’humanitas. Visitare il nostro istituto induce, giustamente, a cogliere una realtà assimilabile ad un Campus in progress: ai ragazzi viene data la possibilità di vivere la scuola tra lezioni mattutine teoriche o laboratoriali e attività pomeridiane di approfondimento come musica, teatro, conferenze, preparazione per certificazioni linguistiche, studio assistito, sempre protese tra teoria e pratica, aspirazione ed esperienza.

Vanno inoltre segnalate le molteplici opportunità ed i successi nelle esperienze sportive e nelle attività culturali. La Notte dell’Einstein organizzata l’11 gennaio, in cui la scuola si è aperta alla cittadinanza e al territorio, soprattutto alle famiglie e ai genitori di studenti di scuola media, è l’esempio più immediato di abilità combinate con il desiderio di mettersi in gioco dei nostri allievi. L’Istituto Einstein si pone l’obiettivo di educare gli studenti alla conoscenza e alla sua pratica, imparando l’amore per la verità che rende liberi: liberi di pensare, cimentandosi con il saper vivere nella complessità del presente, consapevoli delle proprie potenzialità.

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- Piove di Sacco (PD) Via Parini 10 - Tel. 049 5840195 - 049 5840094 - Fax: 049 9701108 Web: http://www.istitutoeinstein.net Email: pdis00200d@istruzione.it PEC: pdis00200d@pec.istruzione.it


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Codevigo - Correzzola

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Sociale L’amministrazione ha scelto tra le quattro offerte quella dell’impresa di costruzioni Frimat spa

A Codevigo verrà realizzata una casa di riposo privata da 114 posti U

na casa di riposo privata da 114 posti, collocata lungo la Sp 4, in un terreno ora incolto di un ettaro abbondante di superficie. La costruirà la Frimat Spa, impresa di costruzioni di Roma con sede operativa a Rossano Veneto (VI) la cui proposta, tra le quattro manifestazioni di interesse pervenute in municipio, è stata scelta dall’amministrazione nelle scorse settimane come la più adeguata in termini di rilevanza dell’interesse pubblico. Una struttura privata costruita su un terreno privato con un investimento anche questo totalmente privato. In questi casi al Comune spetta di approvare e completare l’iter amministrativo entro i termini previsti. La Regione, tramite i piani di zona sanitari, aveva concesso i posti letti già nel 2014 all’amministrazione del sindaco Annunzio Belan che tuttavia si era arenata sulle concessioni anche a causa di un ricorso al Tar avanzato da una delle due ditte che in un primo momento si erano proposte. A giugno, la nuova amministrazione, per non perdere l’opportunità in scadenza a fine anno, ha preso di petto la questione. Ha riaperto il bando, ha valutato nuove offerte e scelto un nuovo progetto stipulando una convenzione per le opere perequative. In base all’accordo pubblicoprivato la Frimat eseguirà a favore del Comune per un valore di 200 mila euro: un parcheggio privato a uso pubblico e gratuito nella parte antistante la struttura da cento posti, una pista ciclo pedonale di collegamento lungo via Vittorio Emanuele III, un’area verde e il completamento della viabilità di raccordo con il quarterie del Pn 31. “Abbiamo ereditato - precisa subito il sindaco Francesco Vessio - una scelta politica che comunque, in linea di principio, condividevamo. Quello che abbiamo fatto appena ci siamo insediati è stato capire però se la strada intrapresa era quella giusta. Abbiamo quindi riaperto una finestra di un mese per raccogliere altre proposte di accordo pubblico-privato e nel frattempo richiesto una proroga, poi ottenuta, di un anno sui tempi iniziali di scadenza dei termini. Si è passati quindi alla scelta della proposta, tra quelle pervenute, più interessante sotto tutti i punti

In alto il sindaco Francesco Vessio

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di vista, non solo economico. La presenza di una simile struttura rappresenta un’indubbia opportunità per tutto il paese, anche in termini di posti di lavoro e servizi. Saranno realizzate delle opere pubbliche perequative e in futuro contiamo di potere contrattare delle condizioni favorevoli per i bisogni sociali della comunità”. Perplessità su tutta la questione arrivano però dal gruppo di minoranza “Impegno civico”. “Crediamo in maniera convinta che un Rsa - dice il capogruppo Valentina Agatea - sia un investimento importante. Per questo reputiamo fosse necessaria una discussione preliminare che coinvolgesse maggiormente anche le minoranze e la cittadinanza. Non può ridursi tutto a una mera speculazione edilizia. Un parcheggio e una pista ciclabile non possono essere sufficienti a motivare tanta fretta nel volere procedere con l’opera. Rimangono aperti tanti interrogativi: le corrette modalità di calcolo del valore del terreno che Frimat ha acquistato quando ancora era un terreno agricolo, la scelta poco felice di collocare la struttura davanti al cimitero, le ripercussioni del traffico sull’adiacente quartiere residenziale e il mistero su chi andrà poi a gestire il servizio”. Alessandro Cesarato

Correzzola, restaurata la lapide

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Restaurata la lapide commemorativa posta sulla facciata del municipio di Correzzola, ospitato in un’ala della Corte Benedettina. La lapide, con l’iscrizione “Alla Vergine Maria questo Comune fu consacrata il 31 maggio 1953” fu posta 65 anni fa in occasione dell’Anno Mariano dedicato alla Madonna pellegrina.


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L’ISTITUTO TECNICO-PROFESSIONALE “G. MARCONI” DI CAVARZERE SI PRESENTA

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’Istituto Tecnico-Professionale “G. Marconi” di Cavarzere si presenta nel territorio con due corsi Tecnici, un corso Professionale e un corso di Istruzione e Formazione, un percorso di Istruzione per gli Adulti (serale). ISTRUZIONE TECNICA - indirizzi quinquennali • CHIMICA e BIOTECNOLOGIE articolazione BIOTECNOLOGIE SANITARIE • ELETTRONICA ed ELETTROTECNICA articolazione ELETTROTECNICA • Corso Serale: CHIMICA e BIOTECNOLOGIE articolazione BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI ISTRUZIONE PROFESSIONALE - indirizzi quinquennali • MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA FORMAZIONE PROFESSIONALE - indirizzo triennale • OPERATORE ALLA RIPARAZIONE DI VEICOLI A MOTORE Tra il terzo e il quinto anno sono previste esperienze di Stage, Tirocinio e Alternanza scuola lavoro: strumenti formativi che hanno in comune la concezione del luogo di lavoro come luogo di apprendimento complementare a quello dell’aula e del laboratorio. Il percorso di studi più indicato, oltre all’Università (nel campo medico - sanitario, ingegneria, sicurezza…) per i corsi quinquennali è la libera professione, l’impiego in aziende pubbliche e/o private. L’offerta formativa triennale di Istruzione e Formazione Professionale si articola in - un’area di istruzione generale, che integra i saperi tecnico-

professionali e i saperi linguistici e storico sociali, utili nell’ambito professionale e per una valida cittadinanza attiva; - un’area di indirizzo, POTENZIATA NELLE ORE DI LABORATORIO (portate a 10 per anno) che fornisce le competenze spendibili in vari contesti di vita e di lavoro, mettendo i qualificati in grado di collaborare e operare autonomamente nei processi produttivi e di servizio. LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO In tutte le attività del nostro Istituto la precedenza assoluta è data

alla Sicurezza dei nostri utenti e di tutto il personale che vi opera quotidianamente. Corsi d’aggiornamento, formazione e informazione obbligatoria del personale e degli studenti (per questi ultimi Patentino di Primo Soccorso e Patentino Antincendio Alto Rischio spendibili direttamente nel mondo del lavoro), simulazioni periodiche di situazioni di emergenza e di evacuazione (incendio, terremoto) e individuazione degli addetti in ambito di primo intervento e di messa in sicurezza dei lavoratori e delle strutture, sono tutte le principali attività curate direttamente dalla Dirigenza.


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Provincia .

Completamento Idrovia, Ruzzante “proposta bocciata” “Trovo incomprensibile la bocciatura del mio emendamento sull’Idrovia”. “Chiedevo semplicemente di stanziare 5 milioni del bilancio 2019-2021 per il progetto funzionale al completamento dell’opera. Ne deduco che manca da parte della Lega la volontà di arrivare entro i prossimi 3 anni non dico ad aprire i cantieri, ma nemmeno di affidare la redazione del progetto! Eppure il completamento dell’Idrovia è nel Defr e nel programma della Lega”. Così il consigliere regionale Piero Ruzzante a margine della seduta del Consiglio regionale del Veneto nella quale è stato bocciato il suo emendamento sull’Idrovia Padova-Venezia. “La Giunta regionale è autorizzata ad affidare la redazione delle fasi progettazione funzionali al completamento dell’idrovia Padova-Venezia come canale navigabile ed invaso con funzioni idrau-

liche”, questa la proposta di Ruzzante, respinta dalla maggioranza, per la quale il consigliere di Liberi e Uguali aveva previsto uno stanziamento di 5 milioni di euro a partire dal 2019. “Invece anche questo bilancio si chiude con 0 euro sul capitolo Idrovia – commenta Ruzzante – quando si contano ormai a decine i Comuni del che hanno approvato una mozione con la quale si chiede il completamento della Idrovia Padova-Venezia in tempi brevi. E non a caso: si tratta di un opera fondamentale per la sicurezza idraulica del territorio, di un’area vasta che va dal padovano al veneziano. La Lega, che governa a Roma e Venezia, tradisce ancora una volta le promesse fatte ai cittadini”, conclude Ruzzante. Sul completamento dell’idrovia è in corso da tempo il dibattito proprio sulla necessità di far partire al più presto l’iter progettuale per il completamento del canale proprio per preventire eventuali rischi di alluvioni a causa della piena del Bacchiglione che metterebbe a repentaglio buona parte del territorio padovano.

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Intervento chirurgico unico al mondo U

na task-force di specialisti, cardiochirurghi, urologi, chirurgi epatobiliari rimuove tumore renale esteso al cuore aspirandolo senza aprire il torace con nuova tecnica. E’ la prima volta al mondo, succede all’Azienda Ospedaliera di Padova e il paziente, dopo questo intervento eccezionale, completato il recupero tornerà presto alla sua vita normale. L’ospedale di Padova fa ancora notizia e mette a segno un primato in ambito chirurgico. Coordinati e capitanati dal Prof. Gino Gerosa i chirurghi hanno studiato a tavolino il caso clinico. “Affetto da numerose patologie e già sottoposto ad intervento di triplice by-pass aorto-coronarico – spiegano i medici - il paziente, 77 anni, ha scoperto durante una visita di controllo di essere affetto da una patologia renale. L’esame ecografico prima e la TC addominale dimostravano la presenza di un tumore renale destro esteso fino al cuore. Per la presenza delle numerose patologie ed in particolare per il pregresso intervento con i bypass l’approccio tradizionale era proibitivo”. La storia di questo paziente ha imposto agli specialistidi cercare una soluzione alternativa all’intervento classico, e così

Un momento della delicata operazione a Padova

è stata messa in piedi la task-force di cardiochirurghi, urologi e chirurghi epatobiliari, coadiuvati da cardioanestesisti e personale sanitario per realizzare il delicato intervento, mai effettuato prima. “Abbiamo optato per l’approccio innovativo microinvasivo con sistema AngioVac e entrando nel vivo dell’intervento i professionisti si sono susseguiti per specialità, alternandosi al tavolo operatorio come in una staffetta. L’operazione realizzata da 28 professionisti susseguitisi in sala operatoria per oltre 12 ore ha richiesto un notevole sforzo che si è rivelato un arricchimento per le specialità coinvolte”.


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Cultura .

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Un libro su Palazzo Priuli Stazio Il nuovo volume realizzato dagli Amici del Gradenigo per far conoscere, con il patrimonio artistico locale, l’importanza della sua salvaguardia e valorizzazione. Approfondisce la storia della villa veneta cinquecentesca di via Borgo Rossi

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onoscere il proprio patrimonio artistico per cogliere fino in fondo l’importanza della sua salvaguardia e valorizzazione. E’ questo l’obiettivo del nuovo volume realizzato dall’associazione culturale Amici del Gradenigo, dedicato interamente alla storia di Palazzo Priuli Stazio. Si tratta della villa veneta cinquecentesca di via Borgo Rossi, oggi di proprietà della famiglia Ballan. Per realizzarlo ci sono voluti oltre dieci anni di certosino lavoro d’archivio. “La necessità di approfondire la storia di questo edificio - spiega il curatore Renzo Fontana, docente di Storia dell’arte alla Ca’Foscari e già presidente di Italia Nostra oltreché cofondatore degli Amici del Gradenigo - è nata nel 2004 quando il Comune ha lottizzato l’area dell’ex fonderia che un tempo rappresentava l’immenso parco della villa. La crisi del mercato immobiliare ha poi frenato una possibile speculazione ma

non l’ha esclusa. Attraverso questo libro, che evidenzia il valore di questo patrimonio architettonico ai più sconosciuto, c’è la volontà anche di sollecitare i pubblici poteri a risolvere anche questo vincolo urbanistico che rappresenterebbe una tragedia per il palazzo”. La ricostruzione della storia di Palazzo Priuli Stazio è passata attraverso i preziosi ritrovamenti negli archivi di Stato di Udine. Fondamentali sono stati i numerosi e frequenti inventari che hanno dimostrato come negli interni fossero custodite centinaia di opere d’arte, collezioni varie e un’armeria già storica per l’epoca. Di proprietà inizialmente della famiglia Stazio, commercianti svizzeri che acquistarono i titoli nobiliari a Venezia, l’edificio entrò nella disponibilità della famiglia veneziana Priuli in occasione di un matrimonio. Gli Stazio, che non avevano eredi maschi, fecero sposare una

Associazioni: un sostegno dall’amministrazione di 7 mila euro

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ontributi per associazioni ed enti: distribuiti complessivamente 7 mila euro. La Giunta comunale a fine anno ha deliberato l’erogazione di contributi sulla base delle richieste motivate presentate nel corso del 2018. Si tratta di un riconoscimento e soprattutto di un sostegno da parte dell’amministrazione, che si concretizza anche attraverso la concessione di spazi e attrezzature, nei confronti di realtà che cooperano alla crescita culturale e sociale della città. Associazioni, ma anche istituzioni scolastiche e centri parrocchiali, che, con modalità differenti, affiancano come partner il Comune o promuovono in prima persona eventi ed iniziative aperte a tutta la cittadinanza. “Sono contributi - spiega Simone Sartori, assessore alle Associazioni - destinati ad associazioni iscritte al registro comunale, per attività, collaborazioni e iniziative svolte durante l’anno in ambito prevalentemente culturale. Altri contributi, sempre nello stesso settore, sono erogati sulle base di convenzioni in essere. E’ un modo per sostenere l’attività delle realtà associative presenti nel territorio, che di fatto rappresentano un elemento essenziale della vita sociale e culturale della città. Si tratta di volontariato: proprio per questo merita un plauso ancora più grande. Un’attività che muove un impegno quotidiano di moltissime donne e uomini che contribuiscono con il loro lavoro e la loro passione ad arricchire la nostra comunità”. “Si tratta - aggiunge l’assessore alla Cultura Paola Ranzato - fatte di concerto tra i due assessorati dato che molte attività operano sul territorio con proposte di grande qualità artistica e culturale. Spesso le associazioni sono un supporto fondamentale per le attività ideate dall’amministrazione e contribuiscono alla loro buona riuscita. Ci sono poi rapporti consolidati da convenzioni che garantiscono la realizzazione nel tempo di attività A.C. ormai collaudate”.

Uno scorcio di Palazzo Priuli Stazio

Miotto: “E’ stata ricostruita una nuova storia del palazzo, che ha corretto le ricostruzioni fuorvianti e approssimative fatte in passato”

figlia proprio con un Priuli, pretendendo, in cambio del palazzo, la registrazione del doppio cognome. Palazzo Priuli Stazio, oltre agli sfarzosi interni, era dotato di un parco profondo quasi un chilometro e ospitava un “oratorium publicum”, dunque aperto anche al popolo, edificio dedicato alla Beata Vergine della Salute. Al libro hanno lavorato anche Alessandra Zabbeo, che ha spulcia-

to meticolosamente gli archivi, e Sara Grinzato che si è occupata delle vicissitudini del Novecento, il periodo più buio per l’edificio. “E’ stata ricostruita - aggiunge il presidente degli Amici del Gradenigo, Mario Miotto - una nuova storia del palazzo, che ha corretto le ricostruzioni fuorvianti e approssimative fatte in passato”. Per informazioni: 338/1199983. Alessandro Cesarato


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Sport

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In alto a sinistra Gino Freo e il titolo europeo vinto in Francia con Luca Rigoldi di seguito con Devis Boschiero, vittorie UE a Milano, sotto con Sanavia e il presidente Andrea Scalise

Pugilato

Il Piovese Gino Freo è il miglior maestro dell’anno O

ra è veramente una celebrità in campo pugilistico. Per il secondo anno consecutivo, infatti, è stato premiato dalla Federboxe il miglior maestro di pugilato dell’anno. Stiamo parlando di Gino Freo, maestro e fondatore della mitica Boxe Piovese. Ha prevalso vincendo la concorrenza di circa tremila tecnici e maestri di boxe e a giorni verrà premiato a Roma. Ma non sono finiti gli allori per il pugilato piovese, visto che la Boxe Piovese verrà premiata con la medaglia d’argento per meriti sportivi. “Una vita nella boxe” si potrebbe intitolare un libro che narrasse la vita sportiva di Freo. Ha ini-

ziato nel ‘69 quando ha disputato da pugile il primo dei due match per il titolo italiano dei professionisti. Poi, per anni, ha cullato nel suo cuore il sogno di rimanere nello sport tanto amato e aiutare i giovani a praticarlo e ad essere seguiti come lui non lo era stato da pugile. Detto e fatto nel 1984 con alcuni amici diede vita alla Boxe Piovese che in questi 34 anni con la sua costanza ed esperienza ha fruttato al sodalizio piovese 36 titoli italiani, 3 europei e 2 dell’Unione Europea. A Freo chiediamo un bilancio dell’anno appena trascorso. “ Il 2018 è iniziato bene: in aprile Naichel si è aggiudicato il titolo

Prestigioso riconoscimento al fondatore della Boxe Piovese che traccia un bilancio della sua attività e dell’anno appena trascorso

europeo Youth dei medi e poi la sua partecipazione alle Olimpiadi giovanili (unico pugile italiano n.d.r) a Buenos Aires” racconta e aggiunge “Sempre Naichel Millas in novembre ha vinto il suo quarto titolo italiano della sua categoria. Tra i professioni voglio ricordare la grande performance del figliol prodigo Devis Boschiero (super piuma) che si è aggiudicato per la seconda volta il titolo dell’Unione Europea. Ma la ci-

liegina sulla torta me l’ha messa Luca Rigoldi che, attualmente, è l’unico pugile italiano con un titolo europeo in tasca conquistato in Francia”. Nelle varie sedi dove ha operato Gino Freo in questi anni sono entrati decine e decine di ragazzi, quasi tutti con problemi di socializzazione o sbandati, e lui li ha sempre accolti sapendo che poteva dar loro una possibilità di rivedere il loro comportamento e rientrare nei cosiddetti binari della normalità. “Se io con la mia scuola ho ottenuto tanti successi – aggiunge Freo - lo devo anche ai molti amici che mi hanno sostenuto, non ultimo l’attuale presidente Andrea Scalise che proviene anche lui dal pugilato, e le varie amministrazioni comunali che mi hanno sempre dato una mano nell’organizzare riunioni o migliorare i locali della mia scuola”. Gianni Patella

Este Calcio, brusca battuta d’arresto

D

opo un ottimo avvio di stagione, l’Este Calcio chiude l’anno in modo poco brillante nel girone C di serie D. A inizio dicembre è arrivato lo smacco di Adria: la capolista Adriese ha inflitto un pesante 3-0 ai giallorossi. Da quel momento in poi la marcia di Lorello e compagni è stata piuttosto incerta. Nella quattordicesima giornata contro il Levico la squadra atestina non è andata oltre l’1-1, acciuffando il pari nella ripresa con Giusti. Stesso risultato nella trasferta di Chioggia: la Clodiense è partita forte, passando in vantaggio a fine primo tempo per poi essere raggiunta nel secondo da Marini. Il 16 dicembre l’Este ha affrontato tra le mura amiche una delle formazioni più attrezzate del campionato, l’Arzignano Valchiampo. Il pubblico ha assistito in quell’occasione a un match vibrante di emozioni: i padroni di casa hanno sbloccato il tabellino con il solito Giusti di testa, dovendo però fare i conti con l’espulsioni di Gilli attorno alla mezz’ora. In dieci, i giallorossi sono però riusciti a siglare il raddoppio su calcio di rigore di De Giorgio, rigore con cui è giunta anche l’espulsione di un difensore avversario per il fallo commesso su Debeljuh. Sembrava fatta, invece i vicentini hanno aumentato la pressione e infine trovato la meritata rimonta. Nel turno successivo gli uomini di mister Zanini sono usciti sconfitti per 1-0 a Brunico contro il St. Georgen. Dopo la prima gara di ritorno (ko con lo stesso risultato contro il Montebelluna) gli atestini sono a quota 26 punti: niente è compromesso, ma in casa giallorossa sanno bene che per ambire ai playoff ed evitare di essere risucchiati nei bassifondi della classifica è necessario riprendere a fare punti con continuità. (d.p.)


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#Politica

Giustizia in ginocchio: in Veneto mancano magistrati e i giudizi pendenti si accumulano Un dossier realizzato dalla Cgia di Mestre e commissionato dal Governatore Zaia che si dice molto preoccupato dalla situazione contingente

E

’ emergenza organici nella giustizia in Veneto, dove la Corte d’Appello di Venezia e la sua Procura Generale sono ultimi in classifica, o quasi, in Italia per dotazione di magistrati rispetto agli indicatori più rilevanti che determinano il bisogno di giustizia di un territorio. Basti pensare che i giudizi pendenti a fine 2017 erano 26.964 (529 per ogni magistrato in attività contro una media nazionale di 439) e che, se anche non ne arrivasse nemmeno uno di nuovo, per smaltire il volume di pendenze occorrerebbero più di due anni e mezzo di lavoro dei 51 magistrati oggi in servizio. L’inedito spaccato di una crisi evidente, spesso evocata ma mai con il supporto di uno studio scientifico statistico lo ha fornito un dossier informativo realizzato dalla Cgia di Mestre, presentato a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, presenti il Presidente della Regione, Luca Zaia, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Venezia, Antonio Mura, il Presidente della Corte d’Appello di Venezia, Ines Marini, il Segretario della Cgia di Mestre, Renato Mason. Lo studio, e qui sta la sua unicità, non si è limitato a mettere in fila i dati di organici e giudizi pendenti e sopravvenuti, ma li ha messi a confronto con le necessi-

tà di giustizia espressa dalla realtà sociale ed economica del Veneto. Ne emerge una situazione preoccupante: in termini di magistrati di Corte d’Appello, il Veneto può contare solo sul 4% del totale in Italia, che diventa il 4,2% per quanto riguarda la Procura Generale, ma questi devono occuparsi del 7,9% della popolazione italiana, dell’8,3% delle imprese, del 9,2% degli occupati, del 9,3% del valore aggiunto, del 13,7% dell’export, del 16,4% di presenze turistiche. “Da anni, anche in segno di rispetto e considerazione verso la Magistratura– ha detto Zaia – partecipo all’inaugurazione dell’anno giudiziario di fine gennaio. Ascoltando gli allarmi che si sono susseguiti, ho pensato fosse necessario affrontare la questione con la sistematicità e la scientificità di uno studio organico. In estate ne ho parlato con la Cgia, e oggi abbiamo un dossier praticamente unico in Italia, che invierò al Premier, al Ministro di Grazia e Giustizia, al Governo, al Parlamento e a tutti gli stakeholders perché, da basi solide come questa, si possa avviare un cammino di riequilibrio della situazione, che non è più sostenibile. Non stiamo facendo ‘lamentopoli’ – ha aggiunto il Governatore – ma siamo molto preoccupati, perché la richiesta di giustizia che

viene dalla società civile è alta, e non può prescindere dai mezzi messi a disposizione per dare risposte. Ne va della giustizia in senso lato – ha detto – ma anche della competitività del sistema economico e delle imprese, che hanno bisogno di risposte celeri ai loro contenziosi, al punto che uno dei freni all’arrivo di investitori esteri è proprio la lentezza in questo ambito”. Da parte loro, la Presidente Marini e il Procuratore Mura hanno sottolineato di “apprezzare molto la collaborazione proposta dalla Regione e il lavoro realizzato dalla Cgia, e il fatto che Istituzioni e società civile si facciano interpreti del problema giustizia, che interessa l’intera collettività”. “E’ un modo – ha detto anche la Marini – per chiedere più considerazione dallo Stato su basi scientifiche e inoppugnabili e per poter ottenere il minimo indispensabile per poter competere in produttività giuridica con le sedi italiane più performanti”. “Erogare giustizia – ha aggiunto Mura – significa fare gli interessi della collettività, anche rispetto a obbiettivi di sicurezza e di competitività. Mi auguro che questo studio possa essere di aiuto al decisore nazionale che deve concepire e organizzare le corrette dotazioni organiche”.

• La scheda Tra i molti dati interessanti contenuti dallo studio della Cgia emerge, ad esempio, che l’aumento dei giudizi sopravvenuti in Veneto tra il 2015 e il 2017 è stato del 28,3% rispetto alla media nazionale del 15,2%; che la Corte d’Appello di Venezia è ultima in Italia nel rapporto tra numero di Magistrati e abitanti (1,1 magistrato ogni 100 mila abitanti contro una media nazionale del 2,1); penultima nel rapporto tra dipendenti amministrativi e cittadini (i 113 addetti sono 2,4 ogni 100 mila contro il 4,9 nazionale); ultima per quanto riguarda i magistrati della Procura Generale (che sono 11 pari allo 0,2 per centomila abitanti, metà della media nazionale); penultima per i casi sopravvenuti (214 per ognuno dei 51 magistrati contro una media nazionale di 190).


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Politica

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Economia

Accesso al credito per la piccola e media impresa, garanzie fino a 280 milioni di euro

Appalti pubblici, lavori senza gara fino a 150mila euro

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“R

mpegno straordinario da parte della Regione per sostenere le imprese venete per le quali l’accesso al credito risulta essere un percorso a ostacoli”. A dirlo è l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato annunciando che, a seguito di una riallocazione delle risorse interne del più generale sistema degli strumenti di garanzia regionali, con apposita delibera la giunta veneta ha ampliato le possibilità operative del Fondo di riassicurazione gestito da Veneto Sviluppo, portandolo a circa 28,5 milioni di euro di euro, rispetto ai 24 milioni precedentemente disponibili. “La decisione – spiega Marcato - è stata presa constatando come fra la gamma degli strumenti di garanzia questo risulti particolarmente apprezzato dagli operatori del mercato del credito”. Lo strumento in questione è sofisticato e basato su di un meccanismo di funzionamento piuttosto complicato. Semplificando al massimo, tale meccanismo può essere così descritto: la banca concede alla PMI un finanziamento (che potrà essere sia a breve che a medio termine). Al fine di ridurre il rischio sostenuto nei riguardi dell’impresa, la banca ottiene da un Confidi una garanzia, a parziale copertura del finanziamento concesso. A sua volta, il Confidi che ha rilasciato la propria garanzia, può coprire il rischio impresa, assunto in correlazione al rilascio della garanzia, riassicurando la sua garanzia presso Veneto Sviluppo, a valere sui fondi regionali stanziati per queste finalità. Facendosi carico di una parte del

Il vicepresidente del Consiglio Regionale Massimo Giorgetti

itengo assolutamente positiva la disposizione che consente alla pubblica amministrazione di affidare lavori senza gara d’appalto fino alla soglia di 150mila euro”. A dirlo, il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti (Forza Italia - Alleanza per il Veneto) che in una nota commenta la norma introdotta dal governo tramite un emendamento alla legge di bilancio 2019 in Senato. “Si tratta innanzitutto precisa Giorgetti - di assecondare un principio di fondo: maggiore libertà significa maggiore responsabilità. In seconda battuta, ritengo sbagliato invocare in questo caso il tema della trasparenza: anche la trattativa privata è sottoposta alle regole dell’evidenza pubblica e quindi si continuerà a far pervenire alle pubbliche amministrazioni una serie di preventivi; inoltre, ci saranno controlli politici ai quali si aggiungono i controlli contabili dei revisori dei conti”. “L’appesantimento dei controlli e delle procedure burocratiche - puntualizza il Vicepresidente - non sono sinonimo di maggiori garanzie di qualità: pensiamo al “caso Consip”, un organismo che costa e che non è certo rimasto esente dagli scandali, oppure alle gare impostate sul massimo ribasso, sinonimo spesso di lavori svolti male. I numeri per descrivere ciò di cui stiamo parlando, peraltro, sono chiari: su oltre 43mila gare d’appalto nel periodo tra gennaio e aprile 2018, quelle fino a 150mila euro formano la metà del totale, ma rappresentano a malapena un 1/10 del valore generale degli appalti, stimato in oltre 40 miliardi di euro, numeri poco significativi rispetto al tema della concorrenza. Il vero problema sta in questo caso nei grandi appalti, dove lavorano più avvocati che operai e dai quali sorgono i veri problemi”.

rischio, i fondi pubblici utilizzati in tal strumento in argomento riesce a memodo, consentono ai Confidi di rilaglio interagire. Analizzando i dati sul sciare un volume di garanzie superiore volume complessivo degli interventi, a quello che potrebbero dare normal- risulta che nel 2018, con un utilizzo mente, sempre mantenendosi rispet- di risorse del fondo accantonate a gatosi delle regole di vigilanza imposte ranzia pari a circa 20,5 milioni, Veneto dagli Istituti Centrali. Sviluppo ha potuto sostenere riassi“In tal modo – aggiunge Marcato - curazioni per circa 226 milioni che, a aumentando l’ampiezza dell’ombrello loro volta, hanno garantito un portadi protezione dei foglio di finanziaRoberto Marcato: Confidi, la Regione menti complessivo facilita l’accesso al per circa 570 milio“Straordinaria credito alle PMI in ni, con un effetto operazione che un momento in cui, moltiplicatore, tra come testimoniano sviluppa finanziamenti risorse impiegate e i dati Bankitalia, è finanziamenti soper 700 milioni per proprio la fascia di stenuti, pari a circa imprese più picco- l’economia del Veneto” 1:27. Il tutto riparle quella che magtito su 9.131 operagiormente soffre per la stretta crediti- zioni di finanziamento, per un importo zia”. medio singolo appunto di 62.000 euro. L’importo medio del singolo finanAlla luce dei dati sopra riportati, ziamento concesso, nel 2018, è sceso l’operazione approvata ieri in Giunta infatti a circa 62.000 euro, dai circa consentirà di ampliare il volume di fi71.000 euro registrati nel 2013: segno nanziamenti alle PMI fino a circa 700 che è proprio sul micro-credito che lo milioni.

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Politica

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Autonomia: il 15 febbraio il Premier Conte firmerà l’intesa con Zaia L

’anno nuovo per i veneti è cominciato con le migliori prospettive dato che il vicepremier Luigi Di Maio ha confermato quanto aveva già detto anche lo scorso dicembre e cioè che “l’autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”. “Non ci sono dubbi - ha ribadito - da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo, stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l’autonomia sulle materie richieste prima possibile”. Se ne è subito rallegrato il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia che ha commentato le parole del Vicepremier Di Maio sottolineando che oramai si tratta di “una questione di coerenza, e Di Maio dimostra di essere coerente confermando l’impegno per l’autonomia e smentendo certi soloni che tentano di con-

Luca Zaia

Giuseppe Conte

trastarla”. “Il contratto di Governo – ricorda Zaia – l’abbiamo firmato con Di Maio, e per noi è lui l’unica voce ufficiale che oggi ha posto una pietra tombale su tutti coloro che coltivano aspettative di bloccare questo processo”. Prima delle dichiarazione di Di Maio, però, non erano mancate affermazioni di illustri pentastellati che andavano in direzione completamente opposta. Tanto che la presidente del Gruppo Zaia Presidente Silvia Rizzotto era più volte intervenuta sull’argomento

ricordando, in particolare come il Movimento 5 Stelle avesse fatto del cambiamento la sua bandiera, in campagna elettorale, salvo poi tirarsi indietro proprio sull’autonomia. “I Veneti - è intervenuta la Rizzotto - sono stanchi di leggere ogni giorno dichiarazioni dei rappresentanti pentastellati diverse e contraddittorie. Il 15 febbraio ci aspettiamo tutti che Di Maio e colleghi firmino quello che l’Italia aspetta da decenni: una vera riforma autonomista”. “Se, quindi, qualche rappresentante pen-

tastellato - aveva concluso - non afferma: “Come Centro Destra Veè d’accordo con il contratto di neto/Autonomia e Libertà siamo Governo sottoscritto, nel quale si fiduciosi che si possa siglare con parlava chiarissimamente di Au- il Governo nazionale un accordo tonomia, si chiarisca con i suoi vero sull’autonomia. Se così non superiori. Per quanto ci riguarda, fosse, saremmo di fronte a un atl’Autonomia è un impegno che va teggiamento eversivo da parte del approvato: i Veneti non hanno più Governo, che non rispetterebbe tempo da perdeun voto demore con le beghe cratico ed una Restano i dubbi: dei 5 Stelle e il 15 col’accordo riguarderà procedura febbraio è semstituzionale”. tutte le 23 materie “Il Governatore pre più vicino” ! Ma la conferma Zaia fa bene a chieste? Saranno di Di Maio e la specificare che garantite risorse posizione storinon prenderà in ca dell’altro Vigiro i cittadini adeguate? cepremier Salviveneti sottoscrini sembra aver quietato gli animi vendo un accordo sull’autonomia l’autonomia appare più vicina. vuoto di contenuti – conclude SteOccorrerà vedere, però, a cosa sarà fano Casali - L’autonomia deve necessario rinunciare. Qualche riguardare tutte le 23 materie, al dubbio sulla natura dell’accordo Veneto devono essere garantite c’è. Infatti il Centro Destra Vene- risorse adeguate e i soldi prodotti to lo ribadisce attraverso le parole dai suoi cittadini con il lavoro e il del consigliere Stefano Casali che sacrificio”.

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Intervento di Luca Zaia*

“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”

“C

Anche chi si prende cura delle persone che ama ha bisogno di aiuto

on il nuovo piano sociosanitario regionale il Veneto farà da apripista nell’affrontare l’emergenza nazionale della carenza di medici. Abbiamo deciso di sperimentare nuove soluzioni, pronti a metterle a disposizione del paese. Non possiamo permettere che un sistema di assistenza e di cura che è ai vertici delle classifiche internazionali dell’Oms per qualità dei professionisti e delle prestazioni e per buona organizzazione venga meno per gli errori della programmazione nazionale”. Il presidente della Regione Luca Zaia commenta così una delle principali novità dell’atto di programmazione della sanità e del sistema sociosanitario veneto del prossimo quadriennio, approvato a fine dicembre dal Consiglio regionale del veneto. “La prima risorsa del sistema sanitario sono i medici e il personale della sanità – prosegue Zaia – Non permetteremo che gli ospedali e i centri di cura del Veneto siano sottorganico o debbano chiudere reparti per carenza di medici. Ci sono priorità, e la salute dei cittadini è una di queste, sulle quali una amministrazione non può arretrare. Per questo il Veneto prenderà a prestito modelli organizzativi già consolidati all’estero e sperimenterà nuovi canali di formazione e reclutamento per il personale sanitario. Anche al prezzo di dover fare qualche braccio di ferro con il ministero o le autorità contabili”. *Governatore del Veneto

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Il Commento di Stefano Fracassoe Claudio Sinigaglia, Consiglieri regionali Pd

Il Piano Socio Sanitario per il Pd è un provvedimento opaco

“È

un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena

Stefano Fracasso

copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli

Claudio Sinigalia

ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.

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L’intervento di Luca Zaia

“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”

“È

un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.

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Salute

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La Tac dentale Cone Beam (ricostruzioni 3D) P

resso il centro Uni-X Medica è attivo il servizio di TC DENTALE e STUDIO ORL che si avvale di un’apparecchiatura dedicata MAXISCAN NEWTOM VGi con tecnologia CONE BEAM che permette la diagnosi di patologie e anomalie strutturali con una precisione senza precedenti. La nuova strumentazione è un valido supporto alla chirurgia degli ottavi inclusi, per la pianificazione di interventi di rialzo del seno, per lo studio nell’infanzia di eventuali elementi inclusi e/o soprannumerari, per lo studio delle articolazioni temporo-mandibolari e nelle pianificazioni cefalometriche ortodontiche. Le ricostruzioni 3D e le immagini assiali DICOM ad alta risoluzione permettono precise rilevazioni per valutazioni di implantologia, aiutando il chirurgo nell’accuratezza della diagnosi e nell’analisi pre-chirurgica dei trattamenti. E’ uno strumento molto utilizzato anche nelle problematiche delle vie respiratorie e dei seni paranasali: le ricostruzioni volumetriche 3D permettono di filtrare la componente ossea lasciando in rilievo solo le vie aeree per un’immediata visione delle stesse da parte del chirurgo. Integrata alla TC MAXISCAN NEWTOM VGi, vi è la TECNOLOGIA SafebeamTM che adatta automaticamente la dose in

base alle dimensioni del paziente. La tecnologia controlla automaticamente e costantemente le operazioni del sistema, eliminando così la possibilità di dosaggi sovrastimati e ciò ha particolare importanza nello studio in età pediatrica, in quanto il piccolo paziente riceve fino al 40% in meno di radiazioni. Il tempo di scansione è brevissimo, va dai 20 ai 30 secondi. E’ assolutamente indolore, il paziente può rimanere in piedi o seduto, aumentandone così confort e accessibilità, anche a pazienti in sedia a rotelle. Le immagini Maxiscan Newtom vengono prodotte in formato DICOM compatibile con tutti i più recenti software per implantologia guidata, Ortodonzia 3D e simulazione di interventi di chirurgia Maxillo-Facciale.

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L’occhio secco

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’occhio ha la necessità di essere regolarmente e sufficientemente lubrificato. Perché ciò avvenga è necessario che vi sia un normale quantitativo di lacrime che ad ogni chiusura di palpebre viene distribuito sulla superficie oculare. Questo equilibrio fra produzione, distribuzione e smaltimento del “film” lacrimale può rompersi e causare non pochi disturbi. Genericamente possiamo definire questa patologia come “occhio secco” dove si ha un danno a carico della superficie oculare per scarsa produzione di lacrime o per aumentata evaporazione delle stesse per perdita della sua componente acquosa. Spesso le due forme coesistono tra di loro rendendo difficile la diagnosi. E’ frequente e conosciuta l’associazione tra occhio secco e malattie autoimmuni reumatologiche più frequenti nei giovani e nelle femmine; in questo gruppo, tra i quadri più gravi, ricordiamo la sindrome di Sjogren caratterizzata da artrite, secchezza della bocca, del naso e dell’occhio. Altro fattore importante che causa occhio secco per riduzione della secrezione lacrimale è l’invecchiamento: sopra i 60 anni è quasi nella norma soffrire per un deficit della secrezione lacrimale. E’ alta l’incidenza del disturbo nelle donne che raggiungono l’età della menopausa per modificazioni indotte dalle condizioni ormonali caratteristiche di questo periodo della vita di una donna. Spesso sono le condizioni ambientali che ogni giorno ci circondano che determinano deficit della parte acquosa del film lacrimale. Pensiamo all’uso della aria condizionata in auto o nell’ambiente di lavoro o in casa. In queste situazioni l’evaporazione della parte acquosa aumenta considerevolmente. Ruolo importante gioca anche l’inquinamento atmosferico, sia ambientale che nel posto di lavoro, che porta l’occhio a contatto con sostanze irritanti responsabili di patologie acute che possono anche cronicizzare. La scarsa lacrimazione interessa chi sta molto tempo davanti al videoterminale. In questo caso si verifica un aumento dell’evaporazione lacrimale per scarso ammiccamento. Non va sottovalutata la secchezza oculare legata ad assunzione di farmaci per via sistemica come certi antiipertensivi, diuretici, miorilassanti, ansiolitici. Inoltre, alcune patologie della superficie oculare sono responsabili di occhio secco, come ad esempio le blefariti

(infiammazioni del bordo palpebrale), in cui si ha produzione di secrezione lipidica (grassa) che altera il film lacrimale, o le congiuntiviti allergiche, o le infiammazioni da virus della cornea o della congiuntiva. L’ occhio secco può manifestarsi per uso improprio delle lenti a contatto quando queste sono indossate per troppe ore o quando ci si ostina al loro utilizzo in mancanza di un film lacrimale abbondante. I sintomi da occhio secco classici sono sensazione da corpo estraneo, palpebre pesanti, bruciore, a volte prurito con diminuzione del visus. All’inizio i sintomi sono poco apparenti ed il paziente spesso li trascura. Se la patologia peggiora, il sintomo più importante è il dolore, per l’ insorgere di una cheratite. In questo caso si ha un riflesso associato di lacrimazione creando un apparente controsenso nella diagnosi. La terapia dell’ occhio secco nonostante la presenza in commercio di oltre 100 tipi di lacrime artificiali è sconfortante. Le lacrime cercano di ristabilire un normale film lacrimale attenuando la sintomatologia. L’instillazione delle gocce può variare dalle 4 volte al giorno, nei casi cronici, ad una instillazione ogni ora, nei casi acuti. Nei pazienti gravi si può ricorrere alla chirurgia con l’occlusione dei puntini lacrimali che sono le normali vie di scarico per le lacrime. Si può ricorrere anche a farmaci per via orale contenenti aminoacidi e acidi grassi insaturi in grado di migliorare la sintomatologia.

Dott. Valerio Crepaldi dirigente medico ospedale S.Antonio e Piove di Sacco Studio: Padova mailvcrepaldi@libero.it tel. 049 663855

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Salute

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La salute orale della donna durante la gravidanzadi u La sofferenza può influire sulla salute del bimbo nascituro? a casa ricade su tu I

n Italia la gravidanza ed il parto costituiscono gli interventi assistenziali più frequenti delle nostre strutture sanitarie e rappresentano, soprattutto, momenti centrali e rilevanti per ogni donna. Grazie ai notevoli progressi in ambito ginecologico e neonatale e grazie alla soddisfazione dei nuovi bisogni assistenziali dei nascituri, le neo mamme italiane si sentono tutelate sotto ogni punto di vista. In ambito odontoiatrico la promozione della salute orale nelle donne in gravidanza è fondamentale. La bocca è una delle principali zone del corpo ad essere interessata dai cambiamenti fisiologici e ormonali che avvengono durante la gravidanza. L’infiammazione delle gengive tende ad aumentare durante la gravidanza, anche se si esegue una buona igiene orale domiciliare; infatti le donne in gravidanza possono manifestare gengivite gravidica, epulide gravidica (gonfiore localizzato) o parodontite. Tali condizioni non comportano danni irreversibili ai tessuti del cavo orale della futura mamma e tendono a scomparire normalmente nei mesi successivi al parto. Tuttavia ogni donna dovrebbe effettuare dei controlli periodici dal proprio dentista per mantenere un corretto

livello di igiene orale e quindi di salute della bocca. In letteratura scientifica è ben documentata la correlazione tra il livello di igiene orale della madre e la trasmissione verticale (cioè da madre a figlio) di batteri al nascituro, infatti la presenza l numero dei Centri Sollievo in Veneto volontari, l’apporto di medicipuò di di malattiecon dentali nella gestante continua ad espandersi e aumentano le medicina e sanitari aumentaregenerale, il rischiospecialisti di carie nel bambirisorse finanziarie che la Regione Veneto dei il decadimento cognitivo, no. centri Infine per prove scientifiche emergenti dedica a queste esperienze di sostegno dei servizi distrettuali e comunali mostrano l’associazione tra infezionee alle persone affette da decadimento del volontariato organizzato. I Centri parodontale ed esiti negativi della gracognitivo o patologie come Parkinson Sollievo, espressamente previsti eddal vidanza come il parto pretermine il e Alzheimer e di affiancamento alle piano sociosanitario basso peso alla nascita. del Veneto, famiglie, attive in quasi la metà dei sono perni diedsupporto Tuttiuno gli dei odontoiatri i sanitaridelle docomuni del Veneto. La delibera di politiche di domiciliarità. Di pari passo vrebbero pertanto consigliare alle donne fine anno, approvata dalla Giunta ègestanti andatovisite aumentando anche sostegno periodiche dellail loro bocregionale su proposta dell’assessore al finanziario della Regione, dal ca prima , durante e dopo la passato gravidanza. sociale Manuela Lanzarin, assegna un milione e 115 mila euro del 2016 al L’obiettivo ultimo infatti non è solamilione e mezzo di euro dei fondi della milione e 500 mila euro messo a bilancio mente la salute orale della madre ma sanità regionale ai 141 Centri Sollievo per il 2018”. la salute del bimbo. soprattutto attualmente attivi in Veneto. La risorse, confermate con la delibera “Il progetto iniziale, avviato a Vedelago di fine anno, saranno assegnate alle nei primi anni del Duemila su iniziativa Ulss in proporzione al numero di abitanti degli amministratori e del volontariato ultrasessantacinquenni e al numero Dott.ss Chiara Pilotto locale, si èMaria rapidamente diffuso ed delle persone in carico ai Centri. I Odontoiatra esteso al territorio regionale – sottolinea territori più finanziati risultano essere la Via Roma, 88 - Loc. Pegolotte l’assessore - Nell’ultimo biennio i Centridi Cona Marca(Ve) trevigiana (293.900 per l’Ulss 2), 3389140967 sonotel. aumentati dai 106 del 2016 agli il Veronese (280.900 euro per l’Ulss 9) oltremail: 140 mariachiaraplt@hotmail.it del 2018. Assistono oltre e il Padovano (232.900 euro per l’Ulss 6 1500 persone e impegnano circa 1400 Euganea). Seguono l’Ulss 3 Serenissima

I centri sollievo sono 141 in Veneto e assistono 1500 persone, ma non bastano mai

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In letteratura scientifica è ben documentata la correlazione tra il livello di igiene orale della madre e la trasmissione verticale (cioè da madre a figlio) di batteri al nascituro, infatti la presenza di malattie dentali nella gestante può aumentare il rischio di carie nel bambino. Infine prove scientifiche emergenti mostrano l’associazione tra infezione parodontale ed esiti negativi della gravidanza come il parto pretermine ed il basso peso alla nascita.

I consultori sono un valore per tutta la comunità

(216.900 (116.600 euro), l l’Ulss Po Veneto O “L’evi anni di l’assess Sollievo persona

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a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben note capacità cliniche e chirurgiche, è

quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.

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Salute

Sekal Microchirurgia Rovigo compie 20 anni

DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEI PAZIENTI SEKAL IN ITALIA

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l dott. Massimo Camellin, Medico Chirurgo Specialista in Oftalmologia, dirige ormai da 20 anni questa struttura oculistica con lo scopo di fornire un servizio completo per la diagnosi e la terapia medico-chirurgica delle malattie dell’occhio (dalla cornea alla retina). La passione per la diagnostica e la chirurgia che ha coltivato negli anni il Dott. Camellin hanno fatto sì che la strumentazione presente sia un raro esempio in Italia di completezza ed aggiornamento (oltre 24 strumenti diagnostici). Tali attrezzature permettono diagnosi e trattamenti all’avanguardia, il tutto cementato da attente analisi statistiche dei risultati che consentono continue partecipazioni ai più importanti convegni Nazionali ed Internazionali (oltre 500 congressi, oltre 120 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali). Il dott. Camellin mette dunque a disposizione dei suoi pazienti una lunga e qualificata esperienza pluritrentennale nel settore della chirurgia e diagnostica oculare che gli hanno permesso di ricercare e perfezionare tecniche di chirurgia con Laser ad Eccimeri (chirurgia per eliminare gli occhiali) mettendo a punto prima la LASEK (1998) e successivamente l’Epi-LASEK (2008). Queste metodiche, che si sono diffuse a livello

Da sinistra il dott. Massimo Camellin (foto di repertorio del 1998), e parte dello staff medico e paramedico di Sekal Microchirurgia Rovigo

mondiale, sono utilizzate per la correzione dei difetti di vista come miopia, ipermetropia ed astigmatismo tramite laser ad eccimeri. Al fine di perfezionare i risultati negli interventi di cataratta ha messo a punto il primo programma adatto allo scopo (IOL Calculator 1 Camellin-Calossi, 1999). Questa è la prima formula interamente italiana per il calcolo della lente intraoculare tuttora utilizzata in tutto il mondo essendo stata inserita in 4 strumenti diagnostici di diverse ditte produttrici. Nel 2002 è stato effettuato presso il Centro SEKAL di Rovigo il primo link topo-aberrometrico a livello Mondiale. Da allora sono stati trattati quasi 1000 occhi con patologie di curvatura estremamente complesse, trapianti di cornea, cicatrici da traumi, esiti di cheratiti o precedenti interventi di chirurgia refrattiva; dunque, le anomalie più complesse possono essere

corrette con questa sofisticata metodica. Nel 2010, grazie alla fattiva collaborazione con la ditta Schwind (Germania) produttrice del Laser Amaris, è stato messo a punto un profilo di foto ablazione impiegato in tutti i laser Schwind a livello mondiale. Oggi, dopo 20 anni dalla nascita, il centro Sekal si propone, assieme a specialisti nelle varie sotto specialità dell’occhio, offrendo un servizio sempre aggiornato ed all’avanguardia. In oltre 20 anni di attività sono stati effettuati migliaia di interventi e visite ad una clientela che proviene da tutta Italia e dai paesi esteri confinanti. Attualmente Sekal Microchirurgia Rovigo, che possiede certificazione di qualità CERSOI, ha un organico di 14 persone, di cui 7 medici (quattro oculisti, due anestesisti, un medico chirurgo); inoltre, la struttura è utilizzata da altri medici oculisti per atti-

vità diagnostica e chirurgica. Al presente, Sekal Microchirurgia Rovigo è abilitata alla formazione degli studenti di Ortottica ed Assistenza Oftalmologica in convenzione con l’Università degli studi di Ferrara dove il dott. Massimo Camellin è professore a c. di Ottica Fisiopatologica. Sono passati 20 anni, ma ancora oggi la missione del centro SEKAL rimane quella di garantire un rapporto diretto con il paziente, ogni tele-

Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

fonata o richiesta viene gestita con la massima urgenza ed il paziente ha la certezza di non essere minimamente trascurato. Il centro oculistico SEKAL crede nell’impegno e costante aggiornamento del personale medico e paramedico, con il solo scopo di incrementare la qualità del risultato e la soddisfazione di tutti i suoi pazienti.


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La Maremma nella poesia del Morellino di Renato Malaman

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erra di Maremma, terra ruvida e selvatica, appartata e talvolta persino scorbutica. Eppure terra che sa diventare dolce come poche se ci si avvicina con il desiderio di coglierne l’anima più intima. La Maremma è un orizzonte diverso, è la parte più profonda della Toscana, scrigno di valori ancestrali e di riti che si perpetuano nel tempo. Non solo butteri e bovini bianchi dalle lunghe corna come vorrebbe l’iconografia turistica tradizionale: questa parte della Toscana è anche paesaggio arcaico, borghi dove il vivere quotidiano scorre secondo i ritmi di una volta, osterie e

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botteghe sempre vocianti, prodotti che sanno di buono e di genuino capaci di “raccontare” i valori di questa terra. Il vino è uno di questi. La Maremma è la terra del Morellino, rosso toscano schietto e sincero che - pur non avendo la diffusione del Chianti o il blasone del Brunello o del Nobile - ha un grande pregio: riflette il carattere schivo ma autentico di questa terra e quello della sua gente. In Maremma c’è un turismo del vino che ancora si focalizza su questi valori nascosti e invita a scoprire i territori proprio a partire dal vino e da chi lo produce. continua alla pag. seguente


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La piscina più profonda del mondo è a Montegrotto Terme Y-40 The Deep Joy: l’opera da record iscritta nel Guinness dei Primati

Ha da poco compiuto 4 anni di attività Y-40® The Deep Joy, l’unica piscina per subacquei con acqua termale, e i record collezionati sono stati numerosissimi fin dal primo giorno

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La Maremma nella poesia del Morellino

Che affinità di carattere fra il grande vino rosso profumato di mare e il territorio che ne fa da scrigno, ricco di borghi antichi e di sapori autentici. Da Scansano a Montemerano, poi giù fino a Capalbio, lungo un itinerario dedicato al buon vivere di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

I

Il Morellino porta innanzitutto a Scansano, la patria di questo nuovo gioiello dell’enologia toscana (Docg dal 2007) che pur attingendo al grande patrimonio del Sangiovese presenta delle caratteristiche particolari: dei sentori di mare, di resina e di erbe aromatiche che raccontano anche del vicino litorale, delle sue lagune e delle terre bonificate. Racconta di colline accarezzate dalla brezza di mare proveniente dall’Argentario. Il Morellino con i suoi tannini levigati, la sua struttura equilibrata e i suoi sentori di frutti di bosco è davvero lo specchio di un territorio atipico. A Scansano, accanto ai monumenti più famosi – le tantissime chiese, la sontuosa porta di Grosseto e il solitario castello di Montepò – non può mancare una visita al Museo della vite e del vino allestito dal Consorzio di Tutela del Morellino che racconta – in fondo – la civiltà legata a questo vino. Nella vicina Montemerano, frazione di Saturnia (paese famoso per le sue terme a cascate bianche), si ritrova lo spirito dei borghi medievali, con scorci da cartolina e negozietti di cose genuine: dai pici alle salsicce di cinghiale, ai formaggi pecorini. Dentro le mura degli Aldobrandeschi, avviluppate come in un abbraccio, stanno le case, molte delle quali hanno conservato il fascino semplice delle origini. Poco fuori l’abitato c’è Villa Acquaviva, un luogo che rispecchia tanti valori di questa zona, dall’accoglienza all’amore per il vino e il cibo d’autore. Serafino D’Ascenzi e la sua famiglia (la moglie Valentina e il figlio Fabrizio) hanno saputo dare un’anima a questo luogo, trasformando un’ex residenza nobiliare in un raffinato e “caldo” agriturismo con i mobili tradizionali e i letti in ferro battuto, portando nel contempo la tenuta vitata a 15 ettari. Il relais di campagna è

Serafino D’Ascenzi, Elisabetta Tommasoni e Lorenzo d’Amico: tre storie di “conversioni” all’agricoltura di qualità, testimonianza di scelte audaci fatte nel nome dell’amore per la natura e i suoi frutti

NELLA FOTO DI COPERTINA IL MORELLINO ABBINATO AL PECORINO E AI SALUMI TRADIZIONALI DI MAREMMA: VIENE PROPOSTO ALLA FINE DELLA VISITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL VINO E DELLA VITE DI SCANSANO. SOTTO PAESAGGIO MAREMMANO DALLA TENUTA IL PONTE DI CARIGE, LA CANTINA DELL’AZIENDA ACQUAVIVA DI MONTEMERANO, ALLEVAMENTO DI BOVINI MAREMMANI E I TIPICI PICI AL CACIO E PEPE. IN QUESTA PAGINA: LA PORTA DI GROSSETTO A SCANSANO, UNO DEI TANTI GATTI DI MONTEMERANO, SCORCIO DELL’AGRITURISMO VILLA ACQUAVIVA, LA TENUTA POGGIO ALLA LUNA E UN TAGÙ DI CINGHIALI. SOTTO (ACCANTO AL TITOLO): UNA VEDUTA SU CAPALBIO, PIÙ SOTTO SERAFINO D’ASCENZI TRA LE SUE VITI, DUE CARATTERISTICI SCORCI DI MONTEMERANO, UNA TAVOLATA DA ELISABETTA TOMMASONI, L’ARMATORE LORENZO D’AMICO NELLA SUA AZIENDA “IL PONTE” E UNA VEDUTA DI SCANSANO

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oggi un tempio dedicato al buon vivere e al buon vino, con tanto di enoteca e ristorante - La Limonaia - per celebrare nel piatto i sapori più schietti di questa terra. Serafino nella grande cantina conserva pure le sue vecchie (e nuove) moto. Altra bellissima storia di Maremma è quella di Elisabetta Tommasoni, immobiliarista romana che ha lasciato la città per “sposare” la filosofia del biologico e mettersi a produrre vino. La sua azienda Poggio alla Luna si confonde fra i vigneti e le distese d’argilla di questa terra senza tempo. I figli la aiutano, ma è lei a condurre l’azienda con piglio autorevole. Spesso è da sola con i suoi amati asini e gli altri animali della fattoria. Violante Gardini, figlia d’arte e attuale presidente del Movimento Turismo del Vino, svela che sono molte in Toscana le donne “convertitesi” con successo al mondo del vino. “Un grande valore – ha detto – per questo territorio unico”. Altro angolo di Maremma vera è Capalbio, conosciuto dai più per la sua spiaggia “radical-chic” ma che la sua bellezza più autentica la svela nel borgo antico. Che sta

in alto e domina un paesaggio da favola. Lorenzo d’Amico, armatore, manager della compagnia marittima mercantile d’Amico fondata a Roma dal padre Cesare, è stato “folgorato” dalle suggestioni che regala il mestiere di winemaker. La sua società agricola “Il Ponte”, che dà lavoro a numerosi giovani, è una realtà nuova nel settore del vino di Maremma. Sorge nella frazione di Carige confondendosi armoniosamente nell’ambiente naturale. Papà Cesare volle preservare persino la macchia mediterranea nelle terre coltivate. 13 gli ettari dedicati alla vite, da cui si ricavano i vini T-Lex, fra cui il Rosso che rientra nella Doc Capalbio, di cui l’azienda è portabandiera. Altri 13 ettari sono stati dedicati all’olivo, per una produzione olearia di qualità. Queste tre belle realtà - alle cui spalle ci sono storie di vita che testimoniano passione, coraggio e tenacia - sono la conferma che la Maremma più nascosta e riservata è terra da grandi sfide. Terra che dà e riceve cuore. Terra dove il vivere quotidiano sembra sospeso in un’altra dimensione. Serena e senza tempo.

Lo Studio SDC opera nel nostro territorio da oltre 45 anni. Competenza, professionalità e passione, nei decenni, hanno permesso di poter fornire alla propria Clientela una gamma di servizi trasversali e specialistici, che ci consentono di poterci porre come unico interlocutore rispetto ad ogni esigenza, necessità e/o tematica che può interessare la vita di ogni impresa. L’obiettivo dello Studio SDC è quello di dare valore aggiunto ad ognuno dei propri Clienti, che consenta ad ogni imprenditore di sentirsi tutelato e di poter operare con serenità e tranquillità. Oggi ci pregiamo di servire oltre 1.000 clienti, segno tangibile della fiducia di cui gode lo Studio SDC, e che per noi costituisce motivo per mirare costantemente all’eccellenza del servizio, mediante continui investimenti in risorse umane: le persone, per noi, fanno la differenza. LE NOSTRE COMPETENZE: • Servizi contabili, fiscali e amministrativi • Consulenza del Lavoro • Operazioni straordinarie aziendali e di finanza strutturata • Controllo di gestione e finanza ordinaria d’azienda • Incarichi in organi di controllo • Servizi vari per le imprese (Sicurezza, Privacy, Antiriciclaggio…) • Servizi legali


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Food & Drink L’INVERNO PORTA IL “RANPUSSOLO” SUL PIATTO Il raperonzolo è un protagonista eccellente nei piatti dei ristoranti vicentini per i mesi di gennaio e febbraio Gennaio e febbraio 2019 all’insegna del “Ranpussolo” di Villaga (VI), ovvero il raperonzolo, che in questo territorio circondato dai Colli Berici ha unito Questa copia sotto la propria “bandiera” produttori e ristoratori impegnati nella valorizzazione del prodotto autoctono. Qui, infatti, il “Ranpussolo”, è distribuita uno straordinario ortaggio caratterizzato e certificata dada tenere e gustose foglie ma soprattutto da una apprezzatissima radice aromatica, cresce spontaneo grazie ad un microclima ideale, ma è anche coltivato in serra, grazie al lavoro di appasSCOPRI DI PIÙ sionati agricoltori. E poi portato in tavola a pag. 6 di ristoratori che lo da una squadra affiatata propongono ogni anno nei suoi classici e in apprezzate varianti, in una rassegna organizzata dal Comune e dai Ristoratori Confcommercio. Per il 2019 sono previsti 6 appuntamenti enogastronomici in altrettanti locali della zona, oltre che speciali menu degustazione in tutti i locali aderenti, tutti accomunati dal titolo della rassegna “Ranpussolo e dintorni”. Si inizia sabato il 12 gennaio 2019 all’Agriturismo Belvedere di Villaga che propone, tra gli altri, piatti come il “Risotto con Ranpussolo” e i “Ravioli ricotta e Ranpussolo”. Si prosegue venerdì 18 gennaio al ristorante Ai Canonici di Barbarano Vicentino, dove in

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menu troviamo, solo per citare alcune specialità, la “Guancetta di vitello su crema di Ranpussoli con i suoi contorni” e un dolce particolare: le “Frittelle ai Ranpussoli con crema zabaione”. Sabato 26 gennaio la Trattoria Berica di Pozzolo di Villaga delizierà il palato dei buongustai, ad esempio, con un antipasto come la “Lonza di maiale marinata con Ranpussoli in agrodolce ed insalata invernale”, oppure con un primo come i “Trucioli di semola con pesto di Ranpunssoli e mandorle”. Venerdì 1 febbraio il “testimone” passa alla Trattoria Sabrina di Villaga dove, tra le specialità, troviamo il “Risotto al Ranpussolo e fiori di calicanto” o, tra i dessert, il “Cheescake di patate dolci e velata di Ranpussoli”. Al Barbagianni Osteria con cucina di Toara di Villaga, in menu nella serata di venerdì 8 febbraio si potrà trovare, tra l’altro, un “Tortino di Ranpussolo con tartufo dei Berici e crema al gorgonzola dolce” e un “Petto d’anitra con Ranpussoli e polenta di Maranello”. Quindi, alla Pizzeria Cà Martina di Zovencedo, mercoledì 13 febbraio, si potranno gustare una serie di pizze a tema, tra le quali vanno citate la “Pizza crunch con burrata, prosciutto crudo di Parma DOP e pesto di Ranpussoli” e la Pizza mozzarella, tastasale, Ranpussoli e

lardo di Colonnata”. Per chi vuole assaporare però il “classico dei classici” in tema di Ranpussolo, la richiesta giusta da fare al ristorante è il “Salame ai Ferri accompagnato da Ranpussoli conditi con lardo e aceto”, un piatto che viene proposto in alcune serate, ma che si può sempre trovare nei menu a tema proposti dai ristoranti aderenti alla rassegna. E a proposito di menu a tema, piatti a base di Ranpussolo si potranno trovare, tra gennaio e febbraio, anche alla Trattoria Gemma Dei Berici di Pozzolo di Villaga, alla Trattoria Tipica Valle Verde di Pozzolo di

Villaga e alla Pizzeria all’Alpino di Pozzolo di Villaga. Nei ristoranti, oltre che assaporare il pregiato ortaggio, sarà anche possibile conoscere altre produzioni della zona, come i vini dell’Azienda Vitivinicola Piovene Porto Godi, la squisita grappa della premiata distilleria Li.di.a, i formaggi del locale caseificio artigianale “Sapori di Montegnago” ed il miele dell’Apicoltura Gardin. Per saperne di più sulla rassegna e sui menu completi proposti in ogni serata l’invito è di consultare il sito www.ristoratoridivicenza.it.

VINO. LA PRIMA DOC BIO D’EUROPA STA NASCENDO NEL VICENTINO

AGLIO BIANCO POLESANO DOP: NELL’ULTIMO ANNO AUMENTATE DEL +25% LE SUPERFICI SEMINATE

Il primo vino Doc Bio d’Europa sta per vedere la luce in un’azienda Veneta. Si tratta dell’Azienda Vinicola Masari di Maglio di Sopra, in provincia di Vicenza, che ha ricevuto anche i complimenti del presidente della Regione Luca Zaia. “I protagonisti, Massimo Dal Lago e Arianna Tessari – ha sottolineato Zaia – hanno compiuto una scelta strategica, molto difficile, ma che costituisce il futuro del settore”. “Ho avuto modo di vedere di persona il vigneto in questione – dice Zaia – ed è davvero un esempio di scuola, ma anche di passione. Mi auguro, e la Regione è e resta a disposizione di Massimo e Arianna con l’assistenza tecnica necessaria, che al più presto si possa arrivare anche all’approvazione governativa come biodistretto”. Masari nasce nel 1998 quando Massimo Dal Lago e Arianna Tessari, unendo la loro

L’Aglio Bianco Polesano DOP sta cercando di promuoversi e differenziarsi dall’offerta estera non solo a livello comunicativo, ma anche sotto il profilo qualitativo, approfondendo le peculiarità nutrizionali, salutistiche e organolettiche del prodotto. Servono più cultura e più informazione, per capire che dietro al marchio ci sono valori forti: il rispetto dell’ambiente e della biodiversità attraverso le rigide regole imposte per la produzione, ma anche il valore storico e sociale, che si tramuta anche in valore turistico, dato che tale coltura è intrinsecamente connessa con il territorio, le sue tradizioni e la sua storia. Le superfici investite alla coltivazione di Aglio Bianco DOP stanno aumentando in modo sensibile e si stanno moltiplicando gli investimenti tecnologici da parte dei produttori e dei confezionatori: segnali di un processo di sviluppo che deve essere promosso e sostenuto. Nell’ultimo anno sono aumentate le superfici seminate DOP in questo ultimo anno con un +30%; mentre

passione e le loro esperienze, riprendono la viticoltura nella Valle d’Agno ricercando i vecchi vigneti e le varietà locali per coltivarli con grande attenzione e rispetto. L’obiettivo fu, fin dall’inizio, creare vini d’eccellenza che fossero l’espressione più autentica del loro territorio di origine. I vigneti sono perfettamente inseriti in un ecosistema integro tra i boschi. Le viti assieme agli ulivi sono coltivate su terrazzamenti sostenuti da fitti muri a secco testimoni di un’antica tradizione agricola di grande determinazione e pazienza. I muretti a secco, di basalto nero nella zona vulcanica e di pietra bianca nella zona calcarea, arricchiscono il paesaggio verde intenso in cui ci si trova immersi. E adesso la scelta del Doc biologico disegna una nuova strada nella produzione di questi vini. Non resta che assaggiare!

anche a livello commerciale il 2016 ha avuto un importante incremento del +20%. Dati assolutamente incoraggianti di sviluppo per tutto il comparto. L’aglio Bianco Polesano DOP è sinonimo di alta qualità, ricerca e innovazione dei processi produttivi, sicurezza alimentare grazie ai rigorosi controlli interni ed esterni. Un valore che va promosso e sostenuto anche attraverso provvedimenti mirati. Come posizionare in modo corretto ed efficace sul mercato interno i prodotti a marchio, ad esempio facendo in modo che la Gdo regionale inserisca obbligatoriamente nei propri punti vendita i Dop/Igp/bio del territorio. Si distingue per la sua forma regolare e compatta, il colore bianco lucente, il profumo delicato e l’aroma intenso, non pungente, ma molto persistente e grandi doti di serbevolezza. A renderlo speciale è il terreno alluvionale ricco di calcio, magnesio, fosforo e potassio, sono le condizioni pedoclimatiche, ma anche il fattore umano, fatto di esperienza tramandata di padre in figlio.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata di cappuccio al cumino Ingredienti: 600 g di cavolo cappuccio - 80 g di olive nere snocciolate - 2 C di semi di cumino - 4 C di limone 2 C di olio - sale q. b.

Preparazione: lavare il cavolo, eliminare il torsolo e affettarlo a striscioline sottili. Tritare le olive e unirle al cavolo, aggiungere il succo di limone, l’olio, il sale e i semi di cumino. Lasciarlo macerare 10 minuti prima di servire.

Polpette di verdure

Torta di carote

Ingredienti: 1 gambo di sedano 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.

Ingredienti: 250 g di carote 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale 1 C di miele - 2 C di uvetta 1 C di pinoli - 1 uovo.

Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 cucchiai di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia oliata, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.

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Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.


Oroscopo

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Ariete Un inizio anno in cui potreste sentirvi in stand by. Attendete qualcosa che faticherà ad arrivare. Pazienza

Toro Gennaio sarà davvero un bellissimo periodo. Vi sentirete come rinati e capirete molte cose, degli altri e di voi stessi

Gennaio Il sole torna a splendere quasi per tutti i segni. Un inizio d’anno degno dell’inverno ma ricco di buoni auspici per il 2019

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Bilancia Intoppi ed equivoci a giorni vi faranno ammattire. State certi che sui tempi lunghi tutto andrà meglio e potrete respirare

Scorpione Gli astri sono con voi. Divertimento, nuove amicizie, gite, partenze, renderanno soddisfacente le vostre giornate

Gemelli

Sagittario

Attenzione soprattutto alle tensioni emotive, all’irritabilità di sottofondo che potrebbe farvi sfuggire di mano la situazione

Vi aspetta un periodo nervoso, di scombussolamenti emotivi, di dubbi e incertezze. Affrontatelo con coraggio

Cancro

Capricorno

Un mese denso di emozioni, di apertura e disponibilità concreta verso chi vi circonda. Voglia di coccole ma attenzione agli equivoci

Vivrete momenti appaganti e potrete lasciarvi alle spalle eventuali tensioni o delusioni. Buoni risultati in arrivo

Leone

Acquario

E’ il momento giusto per pianificare e riflettere sul futuro. Avrete delle opportunità ma occorrerà decidere

Riflettete sui traguardi raggiunti e preparatevi ai prossimi pianificando le strategie in ogni ambito. Seminate e raccoglierete

Vergine

Pesci

Vi aspetta un periodo contradditorio specie negli affetti famigliari. Cercate di comunicare a cuore aperto

Avete vissuto giornate pesanti e ti meritate tutta la comprensione e l’affetto che riceverete in dosi abbondanti.


Igiene Orale Otturazione Semplice Ortopantomografia OPT Corona in Ceramica Impianto in Titanio Protesi Mobile

Sbiancamento Dentale Corona Metallo/Ceramica Igiene e Prevenzione Conservativa Endodonzia

Chirurgia Implantologia Protesi fissa Protesi mobile

La Parodontite o “Piorrea” L’apparato di sostegno del dente, noto come parodonto, è costituito dalla gengiva, da fibre elastiche di collegamento (legamento parodontale), dal cemento radicolare del dente e dall’osso alveolare di sostegno. La parodontite, nota anche come “piorrea”, è una malattia del parodonto ad eziologia batterica e a patogenesi infiammatoria. Approfondiamo per voi una problematica di salute orale di diffuso interesse proprio perché coinvolge tre quarti della popolazione adulta.. COME SI RICONOSCE? È una patologia piuttosto subdola che, se non curata, porta alla distruzione dei tessuti che assicurano sostegno e stabilità ai denti. Inizia generalmente come gengivite, con infiammazione limitata alla gengiva, ed evolve come vera parodontite, flogosi estesa ad osso e legamento. Spesso i sintomi precoci come alitosi, leggero rossore, leggero sanguinamento allo spazzolamento o cattivo sapore in bocca vengono spesso sottovalutati; mentre i sintomi successivi che allarmano il paziente consistono nell’aumento della mobilità dentale e nella recessione gengivale “sporca”. In assenza di trattamenti adeguati la malattia progredisce

allo stadio più avanzato in cui si assiste alla caduta del dente per perdita del suo naturale sostegno: il parodonto. QUALI SONO LE CAUSE? L’eziologia è multifattoriale: ci sono cause locali (eliminabili o controllabili) e cause genetiche (non eliminabili). La gengivite, come del resto la parodontite, è primariamente dovuta alla placca dentale, accumulo biancastro composto da colonie batteriche e residui di cibo, quella sorta di patina appiccicosa che si distribuisce sulla superficie dei denti al termine dei pasti. Tanto più vengono lasciati liberi di proliferare e tanto più questi batteri aderiscono tenacemente alla superficie del dente, richiamando minerali ed altre sostanze, presenti nella saliva, che fungono da vero e proprio “scudo protettivo”. Questa sorta di corazza è chiamata tartaro e la sua durezza è tale per cui nemmeno i normali interventi di igiene orale (spazzolamento, collutorio, filo interdentale) riescono a scalfirla; l’unica soluzione, in questi casi, è sottoporsi ad un intervento di detartrasi professionale, nota come igiene, nello studio del dentista. Una infiammazione da gengivite trascurata porta ad una retrazione del normale solco gengivale, fino a formare le cosiddette tasche parodontali. A queste condizioni alcu-

ni batteri della placca (i germi anaerobi) si moltiplicano estendendo l’infiammazione al parodonto e alle ossa che fanno da base ai denti. Le tossine prodotte durante il loro metabolismo aggrediscono le cellule dei tessuti parodontali, inclusi gli osteoblasti (cellule adibite alla riproduzione dell’osso che sostiene il dente). COME SI CURA? IL GIUSTO TRATTAMENTO È LA CORRETTA PREVENZIONE? Purtroppo, tanto più tardivamente viene diagnosticata e tanto più la malattia è difficile da trattare con aumento dei costi per il paziente. Il miglior mezzo di prevenzione della parodontite consiste nella pulizia dei denti fatta “a casa” regolare e accurata, con attenzione anche agli spazi tra un dente e l’altro; non solo spazzolino dunque, ma anche filo interdentale e/o scovolino. È importante ridurre i fattori di rischio come il fumo di sigaretta, poiché le tossine in esso contenute non possono che facilitare l’azione lesiva dei batteri. L’assicurazione sulla salute dei propri denti è completata da regolari controlli odontoiatrici con richiami regolari di igiene professionale, che permettono di riconoscere i segni precoci della parodontite ed eventualmente intraprendere

interventi mirati. Nei casi di malattia di grado moderatograve si può intervenire con lo scaling o igiene profonda sottogengivale, mediante l’ausilio di specifiche punte ultrasoniche e curette manuali. In determinati casi si rende necessario uno scaling “a cielo scoperto” con lembo. In questo modo è possibile prevenire i fattori di rischio modificabili, non si può invece intervenire in maniera diretta sulla suscettibilità genetica alla parodontite. LO SAPEVI CHE… L’igiene orale è molto importante anche per la salute generale dell’organismo. Secondo recenti studi la parodontite, oltre ai classici problemi alla dentatura, aumenta il rischio di subire malattie cardiovascolari e, nella gestante, di partorire prematuramente; è inoltre più grave nel paziente diabetico, affetto da morbo di Crohn o colpito da altre patologie che minano le difese immunitarie e/o i tessuti connettivi delle gengive.

Direttore Sanitario Dr. Giorgio Penzo via Veneto, 15 · Vigonovo (Ve) tel. 049 7389718 · www.vigodent.it


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