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del Piovese

Periodico d’informazione locale. Anno XXI n. 19 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Maltempo Il Veneto deve risolvere il problema acqua pagg.

Legnaro Si presentano in oltre 600 per un posto fisso in Comune

Servizi Potrebbe aprire a Piove di Sacco uno sportello Siae

4-5

www.lapiazzaweb.it

pag.6

pag.

21

EDITORIALE

Scuola e lavoro: la cooperativa degli studenti-imprenditori

Ad ogni pioggia intensa il nostro Veneto va in crisi di Nicola Stievano

L’istituto superiore “De Nicola” si fa start-up per piccoli imprenditori grazie alla sinergia tra gli insegnanti di economia aziendale, la Banca di Credito Cooperativo e l’Irecoop Veneto. pag. 10

Elezioni amministrative: candidati ufficiali e possibili

Saranno tre a Brugine, salavo colpi di scena dell’ultimo minuto, le liste in corsa per le elezioni amministrative. Il centrosinistra candida Marzo Miazzi: sarà lui a guidare la civica “Abc amiamo Brugine e Campagnola”. pagg. 12, 14, 18, 21 10%

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O

Arrivati ai Comuni della Saccisica quasi 450mila euro

Sono parte dei fondi sbloccati dalla Ragioneria Generale dello Stato e serviranno per saldare i debiti verso le imprese

L

a Ragioneria Generale dello Stato ha sbloccato 850 milioni di euro che permetteranno a più di seimila Comuni italiani di saldare i propri debiti verso le imprese o effettuare investimenti oltre i limiti imposti dal Patto di stabilità interno. Si definiscono, in gergo tecnico, “spazi finanziari”, ma altro non sono che importanti risorse a disposizione degli enti locali che, ognuno per la propria quota parte, potranno impiegare per spese in conto capitale, ovvero per quello che genericamente rientra

nella categoria degli investimenti. Lo spazio concesso (in base alla legge di stabilità 2014) è pari a 850 milioni. Una quota di 10 milioni è stata riservata alla Regione Sardegna e ai Comuni della Provincia di Olbia danneggiati dal maltempo dell’8 novembre scorso. Gli spazi finanziari, precisa la nota della Ragioneria di Stato, possono essere utilizzati “esclusivamente per pagamenti in conto capitale da sostenere entro il primo semestre del 2014”. Quasi 450 mila euro sono andati ai Co-

muni della Saccisica. Nel dettaglio 71.315 euro a Piove di Sacco; 65.637 a Legnaro; 65.604 ad Arzegrande; 62.364 a Pontelongo; 39.697 a Polverara; 36.272 a Brugine; altri 36.341 a Sant’Angelo; 34.318 a Codevigo e 24.045 a Correzzola. “Questo sconto sul Patto di Stabilità deriva da una norma contenuta nell’ultima Legge finanziaria del 2013” spiega Andrea Recaldin, esperto di finanza locale per Anci Veneto. pag. 8

rmai è un dato di fatto, una tendenza confermata anno dopo anno. Ogni pioggia intensa, in qualsiasi periodo dell’anno, si trasforma il “allerta meteo” con la concreta possibilità che il sistema dei nostri fiumi entri in crisi in più punti contemporaneamente, provocando allagamenti tanto nei centri urbani quanto in aperta campagna. L’ultimo episodio è la prova che ormai il nostro territorio non è più in grado di reggere l’urto delle precipitazioni sempre più concentrate e intense. Se fino a qualche anno fa in queste occasioni si parlava di “evento eccezionale”, ora siamo di fronte se non alla norma, a fenomeni che si ripetono cono una certa frequenza, almeno due - tre volte nel corso dell’anno. Un fatto del quale bisogna prendere atto, evitando di trincerarsi dietro all’ineluttabilità del clima. Del resto le responsabilità delle emergenze continue e dell’ormai evidente dissesto idrogeologico non possono essere scaricate esclusivamente sulle “avverse condizioni meteo”, ma vanno individuate sull’impatto di decenni di espansione urbanistica, per molti aspetti selvaggia o quantomeno poco controllata, di sviluppo di infrastrutture che non è andato di pari passo con gli interventi su una rete idraulica e di scolo rimasta ferma agli inizi del Novecento, quando non addirittura peggiorate. continua a pag. 3

L’Intervento

“Sulla difesa idrogeologica la Regione ha speso male e poco” di Lucio Tiozzo*

S

ulla difesa idrogeologica del territorio, il Veneto si gioca il proprio futuro. L’errore politico, culturale, in ogni caso storico, compiuto puntualmente da chi ha governato e governa il Veneto da vent’anni, è stato quello di considerare questo capitolo di bilancio come un investimento ‘a fondo perduto’. *Capogruppo PD in Consiglio regionale

continua a pag.

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EDITORIALE

segue da pag.

1

Ad ogni pioggia intensa il nostro Veneto va in crisi

Terme Euganee, gli ultimi dati

turismo in calo c’è preoccupazione

C’è preoccupazione negli alberghi di Montegrotto Terme, la cui diminuzione di presenze si sta aggravando di anno in anno di cinque punti percentuali, raggiungendo nel rapporto 2013/2012 un brusco -6,55%. Dato che viene lenito dalla situazione aponense, che dopo una serie di anni negativi dall’inizio del secondo decennio, registra una boccata d’ossigeno. Basti guardare la situazione degli ospiti stranieri che rispetto al 2012 a Montegrotto è diminuita del 9,12% nelle presenze e dell’11,73% negli arrivi, mentre ad Abano è aumentata rispettivamente dell’8,62% e dell’11,58%, quasi vi fosse stato un travaso di clientela.

Girando fra i centri invasi o minacciati dall’acqua si sente spesso dire, per lo più dagli anziani: “Quando ero giovane vedevo scavare lungo i fiumi, adesso da molti, troppi, anni non si fa più”. Un luogo comune? In parte può essere, ma è un dato di fatto che i nostri fiumi sono stati lasciati in balia di sé stessi e quelli più fragili, come il Bacchiglione, per fare un esempio, ne risentono parecchio. Per non parlare di altri corsi d’acqua, dal Muson dei Sassi al Fratta Gorzone, che presentano un regime quasi torrentizio. L’alluvione del novembre del 2010 ha insegnato qualcosa e ha spinto la Regione ad investire sulle opere di prevenzione del rischio, a monte come a valle, mettendo in cantiere, non senza difficoltà in questo periodo di grave crisi economica, lavori che dovrebbero portare a qualche beneficio. La strada però è ancora lunga e tutta in salita, come ha dimostrato l’ultima emergenza. Il nostro territorio, dalla pedemontana al litorale, dal Polesine ai Colli Euganei, martoriati dalle frane che inghiottono vigneti e strade, è costellato da decine di criticità che possono avere conseguenze drammatiche durante le ondate di maltempo. Così, ancora una volta, prima bisogna cercare i soldi per riparare i danni e magari riconoscere anche qualcosa a chi ha avuto l’acqua in casa o ha riportato gravi conseguenze nella propria azienda. Di nuovo il denaro serve per intervenire dopo l’emergenza, rendendo ancora più impegnativo trovare le risorse per tutte le opere che dovrebbero invece servire a prevenire e a ridurre le calamità. Siamo comunque di fronte ad una maggiore coscienza civica su questo tema, dopo un lungo periodo di sostanziale indifferenza, perché ormai nessuno può dirsi veramente tranquillo di fronte alle conseguenze del dissesto idrogeologico, nessuno può chiamarsi fuori dalla responsabilità di tutelare il nostro territorio. di Nicola Stievano

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Laboratorio innovazione sociale

tecnologia e ricerca per il terzo settore

Il Centro Culturale San Gaetano ha ospistao il Festival per l’Innovazione, la Ricerca, il Sociale e il Territorio che l’associazione L.I.S. – Laboratorio per l’Innovazione sociale ha proposto per riflettere sull’innovazione sociale, su quella nuova modalità di produrre beni e servizi per rispondere a bisogni sociali con le nuove tecnologie. Lenta inversione di tendenza

l’industria locale riprende fiato

La ripartenza dell’industria padovana è in carreggiata, ma è discontinua e incerta e affidata solo alla domanda estera. Il quarto trimestre 2013, informa Confindustria Padova, segna un punto di significativa inversione di tendenza per la produzione. Gli ordini tornano positivi, pur permanendo ridotta visibilità. Ancora in calo (più contenuto) la domanda interna. Accelera l’export, trainato dalle vendite extra-Ue. Si stabilizza l’occupazione. Migliorano le prospettive di inizio anno ma la dispersione è elevata.

Rifiuti

commercio e imprese

Adesione “movimentata” di Piove di Sacco al Consorzio Padova Sud pag. 6

agricoltori

Eletta Paola Franceschin ai vertici della Cia

S. Angelo

pag.

10

Il Comune destina 50mila euro ai cittadini in difficoltà pag. 14

La marcia dei mille padovani a Roma “siamo esasperati” pag. 24

ambiente

Piazzale Boschetti, Legambiente: “facciamone un grande parco” pag. 27

scienza a padova

Costruito in città il telescopio della sonda spaziale pag.

34

Regione società

L’Orto Botanico dell’Università di Padova pronto a sbarcare all’ Expo di Milano 2015. Un’appendice del giardino unico al mondo sarà infatti presente a Milano il prossimo anno. Un «matrimonio» molto importante, che porta vantaggi all’Expo, che potrà vedere ampliata la propria offerta dal richiamo dell’Orto Botanico, e a Padova e alla sua Università. River Film Festival a maggio

Cyberbullismo, i giovani e le insidie della rete pagg. 28-29-30

sicurezza

Povertà o racket? Lotta congiunta agli accattoni pag. 33

arte Al Museo Correr l’architettura di Léger pag.

“Metteremo in sicurezza il raccordo tra la tangenziale sud est e la A13, un tratto di strada che dal 2008 al 2013 ha visto 47 incidenti con 71 feriti e 2morti. Non possiamo certo stare a guardare”. Così Ivo Rossi vicesindaco reggente di Padova e Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego, presentanto il progetto che dovrebbe essere realizzato entro l’estate. Sarà allargato un tratto dello svincolo, la carreggiata sarà separata da un guardrail e illuminata. Il progetto comporta una spesa di 563mila euro, di cui 433mila per la curva della tangenziale Sud.

orto botanico star dell’expo 2015

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Provincia

tangenziale sud messa in sicurezza

Collaborazione con l’Università

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Piovese

Entro l’estate partono i lavori

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il grande cinema in riva al piovego

L’Associazione Culturale Researching Movie in collaborazione con il Comune di Padova - assessorato alla Cultura continua la sua attività in preparazione dell’ottava edizione del River Film Festival, che si terrà a Padova, a Porta Portello in riva al fiume Piovego, dal 28 maggio al 9 giugno. Al centro della scena ci sarà come sempre il grande schermo galleggiante sul quale ogni sera verranno proiettati i film. La novità? Un film in 100 secondi: nasce una nuova sezione dedicata alle opere girate con cellulari, tablet, I-pad, fotocamere che saranno visibili in streaming e che il pubblico potrà votare online.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà di

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Padova, via Lisbona 10 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo, Polverara per un numero complessivo di 16.614 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

Venezia Padova Rovigo Treviso

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 26 febbraio 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese TERRITORIO Le zone colpite sono state tantissime: Veneto orientale, Bassa e Terme padovane, Pedemontana di Treviso e Vicenza, litorali veneziani e il bellunese a causa della neve. Pesanti i danni alle rete di infrastrutture viarie e di servizio (145 milioni) e alla rete idraulica principale e secondaria (213 milioni di euro concentrati nel Veneziano e nel Padovano). E’ piovuta molta più acqua che nel 2010. Non ci sono stati crolli arginali

Alluvioni, danni per oltre

di Alessandro Abbadir

Zaia: “Per la messa in sicurezza del territorio ci servono 2 miliardi 700 milioni”

L’Autorità di Bacino accusa: troppa cementificazione e un sistema di difesa idraulico fermo

A

lluvioni in Veneto, danni per centinaia di milioni di euro (oltre mezzo miliardo) con oltre 130 territori comunali coinvolti dall’ondata di maltempo. Questo il bilancio fatto nelle scorse settimane da comuni, protezioni civili e Regione a fronte di eventi che hanno messo in ginocchio tantissime aree della nostra regione, e che si sono sviluppati lungo un inverno nevoso in montagna e piovoso in pianura. Le zone colpite sono state tantissime: Veneto orientale, Bassa e Terme padovane, Pedemontana di Treviso e Vicenza, litorali veneziani e per il problema della neve la montagna bellunese. Ma ecco la conta dei danni nello specifico presentata dal governatore Luca Zaia al Governo e al capo della protezione civile Franco Gabrielli, costo che si aggira sul mezzo miliardo di euro ma che al conto consuntivo sarà superata di molto. Pesanti i danni alle rete di infrastrutture viarie e di servizio (145 milioni) e ancor più quelli alla rete idraulica principale e secondaria (213 milioni di euro concentrati nel Veneziano e nel Padovano); quindi le famiglie e le attività produttive colpite da nevicate ed esondazioni (73 milioni); i dissesti idrogeologici (37 milioni); la rimozione di neve, lo smaltimento di rifiuti, gli interventi igienico-sanitari (15); le sofferenze dell’agricoltura (10); le operazioni di soccorso pre-

nel padovano

Assegnati 2 milioni di euro al Genio Civile

E

’ arrivata quest’anno parte dei fondi per le alluvioni del padovano del 2010. A gennaio infatti quasi due milioni di euro sono stati assegnati al Genio Civile di Padova per interventi urgenti finalizzati al ripristino di situazioni di particolare criticità, conseguenti ai danni provocati dall’alluvione del 2010. L’assegnazione, disposta con un provvedimento della giunta regionale su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, rientra nel piano di assegnazione delle risorse finanziarie ripartite con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2013. Per il 2013 in tutta la Regione sono state destinate risorse per circa 10 milioni di euro “per realizzare interventi in conto capitale nei territori colpiti dagli eventi alluvionali in Veneto che hanno determinato l’esondazione di fiumi e torrenti, con conseguenti allagamenti di centri abitati e movimenti franosi, nonché gravi danni alle infrastrutture, agli edifici pubblici e privati e ai beni mobili, l’interruzione di collegamenti viari. Per il superamento dell’emergenza il governo aveva provveduto anche alla nomina di un Commissario delegato”. E’ stata rinviata a successivi provvedimenti la programmazione delle risorse relative alle annualità 2014 e 2015. A.A.

state dai vari corpi e dal personale civile (5). Tutto ciò senza tener conto dei contraccolpi alla stagione turistica invernale e dei disagi subìti dalla popolazione dell’area del bellunese a causa di nevicate di 4 metri. In ginocchio anche la rete turistica in pianura, basti pensare alle decine di alberghi nell’area di Montegrotto Terme, Terme Euganee e Tribano che sono stati messi direttamente fuori uso per settimane. E poi le alluvioni nel Portogruarese e le mareggiate sui litorali che hanno devastato chilometri di arenile a Jesolo e Sottomarina. Il governatore del Veneto sottolinea però che dal 2010 diverse cose sono state fatte. ”E’ piovuta molta più acqua che nel 2010 - spiega Luca Zaia - quando finirono allagati 150 km quadrati di territorio. Però i 925 interventi puntuali di ripristino, consolidamento e realizzazione di interventi di difesa idraulica attuati in questo triennio si sono per ora dimostrati decisivi. Non abbiamo avuto stavolta crolli arginali come allora. Ma i danni sono altissimi. “Gli allagamenti ci sono anche questa volta ma più limitati, con centinaia di famiglie evacuate e aziende in sofferenza. Ma il vero problema ogni volta è e sarà anche nel futuro, la tenuta degli argini. Con il piano straordinario successivo all’alluvione del 2010 la Regione ha erogato 24 milioni nel 2013 e ne

stanzierà ulteriori 100 milioni da qui al 2015. Noi abbiamo iniziato a lavorare sui primi bacini di espansione, ma per attuare integralmente un piano di messa in sicurezza ci servono 2 miliardi 700 milioni - spiega Zaia - a fronte dei quali come Regione riusciamo a reperire dai 50 ai 100 milioni l’anno: troppo poco. Lo Stato deve intervenire, il governo deve dimostrare coraggio e volontà di finanziare i grandi bacini di laminazione. Poi c’è anche un problema di burocrazia che è risolvibile, dando ai Presidenti di regione pieni poteri in tema di lavori pubblici”. ”I fenomeni atmosferici sono sempre più intensi e violenti per i cambiamenti climatici e a questo va aggiunta la trasformazione del territorio. La cementificazione del territorio produce che a parità di piogge le acque superficiali sono di più. Anche le piogge aumentano. E se questo è colpa del clima, la trasformazione del territorio è opera dell’uomo. C’è da sottolineare inoltre che la rete di difesa idraulica è quella del secolo scorso. Gli ultimi interventi sono stati fatti durante il fascismo e prevedevano difese per un territorio agricolo. Nel frattempo i campi sono diventati un’area metropolitana, capannoni, villette e cemento. Il sistema non regge più. Una rete più moderna aiuterebbe a ridurre l’emergenza”.

il Gruppo Deeptel alla co

”Monselice: Si preannuncia l’

Il Gruppo Deeptel, è la catena di negozi di telefonia al dettaglio più importante della Bassa Padovana con punti vendita di tutti i gestori telefonici. Deeptel è nata nel 2004 a Monselice, in Piazza Ossicella, dove oggi è ancora presente il Centro TIM del gruppo, dalla passione e competenza tecnica e commerciale del Presidente Enrico Cremonese, oggi affiancato da un team di veri esperti del settore. I negozi del Gruppo Deeptel hanno come obiettivo la soddisfazione del cliente e la qualità nel servizio offerto, differenziandosi proprio per la cura e la passione nel gestire ogni operazione. Il nuovo negozio in Via Cristoforo Colombo 34, di fianco al distributore Q8 lungo la Strada Statale 10, va a completare il piano di sviluppo per Monselice del gruppo. Il punto vendita si estende per 80mq di esposizione vetrinati e porta la nuova insegna del gruppo: “Deeptel Multi Store”. In questo negozio si può trovare quindi tutto quello che serve per la telefonia fissa e mobile ben suddiviso in settori.

La parte WIND INFOSTRADA occupa una buona porzione del negozio, per poter servire la sempre più esigente clientela del gestore arancione, differenziandosi dai negozi concorrenti per la completezza delle informazioni fornite, data la decennale esperienza con Wind del gruppo.


Argomento del mese 5 In provincia

e mezzo miliardo di euro Consorzi di bonifica Il presidente Giuseppe Romano indica quali sono le opere indispensabili

“Sicurezza idraulica, piano quinquennale da 1,3 miliardi per il Veneto” di Nicola Stievano

U

spalla pag 5 per padova

n piano di investimenti da un miliardo e 350 milioni, con centinaia di cantieri lungo i corsi dei fiumi per i prossimi cinque anni, per la sicurezza idraulica in Veneto. Lo chiedono i consorzi di bonifica, ricordando che i progetti ci sono già, ma è necessario recuperare le risorse. “Già dal 2010 - ricorda Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche - per garantire la difesa idraulica veneta i consorzi hanno presentato 629 progetti del valore di 1 miliardo e 350 milioni euro. E’ il più grande piano di difesa idraulica della Regione, prevede opere infrastrutturali necessarie come il potenziamento e l’ammodernamento degli impianti idrovori, la realizzazione di casse di espansione per contenere le ondate di piena e di canali scolmatori o collettori, consolidamenti arginali e sistemazioni idrauliche; tutti interventi necessari la maggior sicurezza del nostro territorio”. Il sistema idraulico veneto è complesso e delicato, e oltre ai grandi fiumi comprende una rete di canali e corsi d’acqua minori che solcano l’intera pianura. Durante le allerte meteo sono almeno cinquecento uomini della bonifica impegnati a sorvegliare, 24 ore su 24, il livello dei fiumi, il funzionamento degli impianti e manufatti con l’impiego di circa un migliaio di mezzi e macchine operatrici (trattori, escavatori, pompe idrovore mobili), lungo le reti idrauliche. Inoltre, 400 impianti idrovori, grazie alle loro 1000 pompe, muovono 1milione e mezzo di litri d’acqua al secondo, continuando l’incessante attività di pompaggio per evitare la sommersione di ampie distese di territorio e per ripristinare le situazioni più critiche. I consorzi, dopo l’ultima emergenza maltempo, ribadiscono la necessità di destinare risorse al settore della difesa idraulica per la realizzazione di un grande piano, che preveda la concretizzazione delle grandi opere e delle infrastrutture necessarie.

onquista di Via Colombo

’arrivo di Qualità e Cortesia” A grande richiesta dei clienti e del gestore telefonico, torna finalmente a Monselice FASTWEB con un presidio completo per dare supporto a vecchi e nuovi clienti. Assente da circa 2 anni, Fastweb torna con Deeptel a servire Monselice con offerte tutte nuove e in particolare un’offerta di telefonia fissa completa e competitiva, data la copertura dedicata a 20 mega in tutto il Comune di Monselice, per dare le migliori prestazioni in termini di qualità e prezzo. Ma Deeptel è da sempre portatore di novità e offre in esclusiva a Monselice per i negozi di telefonia, il servizio di NOVERCA gestore mobile virtuale presente già dal 2008 in Italia, oggi con offerte per tutti a prezzi convenienti e per tutte le esigenze. Per chi invece cerca una soluzione economica per avere una connessione internet sempre attiva e senza limiti di traffico, Deeptel propone il servizio LINKEM. Operatore nazionale che si serve della tecnologia senza fili Wi-Max, Linkem copre tutto il territorio di Monselice e della Bassa Padovana, da Tribano fino a Saletto con due ripetitori, uno nella zona industriale di Monselice ed un secondo ad Este.

A differenza della normale ADSL, che usa gli oramai vecchi cavi telefonici in rame, che a seconda della distanza dal centro del paese fanno degradare le prestazioni di connessione, Linkem riesce a fornire una connettività stabile a 7 megabit, anche ai clienti distanti dal centro di Monselice, come ad esempio il Quartire Marco Polo, la Zona Industriale, Marendole e Ca’ Oddo. La forza di Linkem è anche il prezzo, 23 €uro, per sempre. Deeptel e il suo staff vi aspettano con tutte le offerte e ottimi prezzi su tutti i Cellulari e Smartphone, per tutte le esigenze! Cosa aspetti? Scegli Deeptel! I negozi del Gruppo Deeptel: Centro TIM P.zza Ossicella Monselice e C.C. Lando Conselve, 3Store C.C. Airone Monselice e Lando Conselve, Deeptel Multi Store C.C. Lando Conselve e Via Colombo Monselice. Fastweb Store Centro Storico Ferrara.

Padova dopo l’emergenza

“L’Idrovia va completata” C

ompletare e collegare il Bacchiglione al Brenta, sfruttando l’Idrovia di Padova: questa la ricetta invocata ormai con un coro quasi unanime per mettere in sicurezza buona parte della provincia dall’emergenza fiumi. Il Bacchiglione infatti si ingrossa facilmente ad ogni perturbazione intensa e raggiunge piene sempre più difficili da gestire. Completando l’Idrovia in zona industriale sarebbe possibile, osservano comitati, esperti e amministratori, trovare una via di sfogo per l’acqua in eccesso. Bisogna però trovare i soldi e in fretta, così come servono altri milioni di euro per avviare un serio intervento di scavo dell’alveo del Bacchiglione, anche se resta il problema di dove portare il terreno estratto dal fondo del fiume, visto che dall’attuale legislazione è considerato un rifiuto. Altre opere idrauliche vanno poi programmate nella Bassa Padovana, in particolare lungo l’asta del Fratta - Gorzone e del Frassine. Ma nel territorio padovano non sono solo i fiumi a fare paura. La Provincia di Padova ha avviato le indagini necessarie a individuare gli interventi per ripristinare le Strade provinciali colpite dalle frane nei Colli Euganei. “Da una prima quantificazione – ha spiegato la presidente della Provincia di Padova Barbara Degani – abbiamo stimato in circa 4 milioni di euro i danni causati dall’alluvione lungo le nostre Strade provinciali, in particolare a causa delle frane. Sono interventi ingenti, per questo proprio nei giorni scorsi ho chiesto e ottenuto la disponibilità della Regione di prevedere un fondo per realizzare le Altro fronte opere necessarie. È arrivato il momen- critico sui Colli to di affrontare il problema del rischio Euganei tra frane, idraulico alla radice anche insieme al smottamenti Genio civile e ai Consorzi di bonifica e allagamenti affinché si adottino tutte le buone pratiche necessarie. In particolare, abbiamo invitato i consiglieri e la giunta regionale ad attivarsi quanto prima per creare un fondo apposito in vista del bilancio previsionale della Regione Veneto”. In particolare, lungo la strada provinciale 77 di Rovolon è emersa la particolare importanza del movimento franoso che ha origine a monte della strada e prosegue verso valle per un’estensione totale di circa un ettaro di terreno. La frana è in movimento e, dopo la relazione dei geologi, sarà necessario avviare specifiche indagini geotecniche per capirne le origini e poter ipotizzare gli interventi. Intanto la Provincia cercherà di predisporre nei tempi più rapidi possibili, un primo intervento provvisorio in modo da incanalare le acque a monte e, mediante degli attraversamenti, scaricarle verso valle oltre la strada. Sono in corso di studio anche delle soluzioni relative alla strada 63 “del Cataio” a Battaglia Terme. A seguito dell’alluvione e dell’allagamento della strada, si è verificato un cedimento delle sponde dello scolo consortile che ha interessato parte della carreggiata stradale. Inoltre le mura di recinzione del complesso del Cataio si presentano in uno stato precario tanto che potrebbero collassare coinvolgendo la strada. La Provincia sta quindi analizzando delle ipotesi di intervento tra cui la posa di un guard rail a protezione del manufatto e un risanamento con la riasfaltatura della carreggiata in modo da riaprire la strada il più presto possibile. Finora la Provincia ha stanziato circa 380 mila euro per i primi interventi urgenti alla viabilità. N.S.


6 Piove di Sacco Servizi e territorio Nel 2009 la chiusura a Polverara dopo la consistente riduzione di sedi e organico

Siae, forse a Piove apre uno sportello Il condizionale è d’obbligo ma ne aveva parlato a gennaio l’ex ministro ai Beni culturali Bray in risposta ad una interrogazione di Massimo Bitonci di Martina Maniero

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otrebbe riaprire a Piove di Sacco lo sportello della visione della pianta organica aziendale. In particolare Società italiana degli autori ed editori chiuso a gli uffici dirigenziali sono passati da 57, nel 2009, giugno a Polverara. La notizia non è ufficiale e agli attuali 49 con il conseguente dimezzamento delil condizionale è d’obbligo, tenuto conto del mutato le figure apicali. Alcune sedi della Società sono state panorama politico nazionale, ma dell’eventualità ne trasformate in presidi; le filiali in sedi mandatarie e ha parlato a gennaio l’ormai ex ministro ai Beni cul- queste ultime sono state a loro volta ridotte a 100 turali, Massimo Bray, in risposta a una interrogazione unità. Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo parlamentare presentata quest’estate dal senatore della Lega a Piove di Sacco, Andrea Recaldin, che già a luglio si era interessato alla Massimo Bitonci (Lega Nord). vicenda. L’agenzia Siae, presente a L’agenzia Siae era “La risposta all’interrogaPolverara dal 2009, ha chiuso i presente a Polverara battenti il 28 giugno scorso e da fino al 2009, serviva un zione parlamentare presentata allora gli utenti di ben 17 Comuni bacino di 17 comuni tra dal senatore Bitonci è chiara – tra il Piovese e il Conselvano, per il Piovese e il Conselvano rileva Recaldin – spiace tuttavia che, per esigenze di budget, i tutte le pratiche del caso sono costretti a scomode trasferte per raggiungere all’uffi- cittadini perdano un riferimento dell’agenzia sul tercio mandatario più vicino, ovvero quello di Dolo, nel ritorio, problema che tra l’altro il sindaco di Polverara aveva giustamente e correttamente evidenziato a suo veneziano. Una situazione di disagio di cui si è fatta interpre- tempo. Ora però, a fronte della risposta del Ministero, te anche il sindaco di Polverara, Sabrina Rampin, che ci aspettiamo che la nuova sede cui si fa riferimento ha protestato alla sede regionale della Società. Dietro venga inaugurata proprio a Piove di Sacco, città ecola decisione di chiudere lo sportello ci sarebbero tutta nomicamente e culturalmente viva, che lo merita, in una serie di provvedimenti resisi necessari per risanare virtù del ruolo centrale nella Saccisica”. “Il Ministero dei Beni e delle Attività culturali – il bilancio dell’ente, tra questi anche una profonda re-

Lo sportello potrebbe essere aperto a Piove, città centrale della Saccisica prosegue il consigliere - nonostante l’accentuazione del profilo privatistico dell’ente, riconosce alla Siae la sua immutata funzione pubblica, che non può essere demandata ad altri. Vigileremo quindi affinché quanto auspicato dal Ministero venga messo in atto al più presto”. L’auspicio è che l’impegno venga mantenuto.

NEWS Per l’Ulss 16 la carica è incompatibile

Il consigliere Battistello ha rassegnato le dimissioni

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l consigliere di maggioranza Lino Battistello ha rassegnato le proprie dimissioni. Il suo è un addio obbligato: l’Ulss 16 ha deciso di applicare un decreto dell’8 aprile 2013 che stabilisce per i propri dirigenti “l’incompatibilità per chi ricopre la carica della componente della giunta o del consiglio, di una provincia, di un comune superiore ai 15.000 abitanti ricompresi nella stessa regione dell’amministrazione locale che ha conferito l’incarico”. “Non ero a conoscenza di tale legge né la direzione dell’Ulss mi aveva avvisato per tempo, cioè ad aprile 2013, che intendeva applicare questo decreto legislativo” tiene a precisare Battistello, in una lettera inviata all’indirizzo della giunta e degli ormai ex colleghi di maggioranza. “Anche se volessi avvalermi di un parere giuridico di oppormi a tale interpretazione per mantenere la carica di consigliere è comprensibile che i miei rapporti di professionista e dipendente con l’Ulss 16 non sarebbero i migliori, con probabile danno non solo per me stesso ma anche per l’unità operativa complessa che ne deriva e per l’ospedale di Piove di Sacco in generale”. “Come cittadino - scrive l’ex consigliere - mi sento defraudato dei miei diritti politici e pertanto non mi sento in obbligo o in dovere di andare ancora a votare in un paese che applica la legge soltanto per una categoria di lavoratori (medici ospedalieri dipendenti); tanto da farmi dubitare di poter esercitare ancora il mio volontariato in altre attività o istituti in qualche modo correlati all’Ulss”. Ma.Ma.

Rifiuti, Adesione “movimentata” di Piove al Consorzio Padova sud

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Il sindaco Davide Gianella e Andrea Recaldin

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agarre in consiglio comunale: è passata, tra le polemiche, l’adesione al Consorzio Padova Sud. Il Comune di Piove di Sacco ha deciso di aderire “con riserva” al nuovo ente che si occuperà, d’ora in avanti, della gestione e della raccolta dei rifiuti urbani, lasciando fino al 2015 le proprie quote al Bacino Padova 4. L’amministrazione sostiene che alla base del trasferimento delle funzioni vi dovrebbe essere una convenzione, e quindi ha deciso di procedere alla ratifica della cessione del contratto dal Bacino al Consorzio. Non hanno partecipato al voto i consiglieri di minoranza. Il capogruppo della Lega, Andrea Recaldin, ha lasciato l’aula, in polemica con il sindaco Davide Gianella. L’esponente del Carroccio ha criticato la modalità con cui è stata gestita l’intera faccenda, evidenziando come, su cinquanta Comuni chiamati ad aderire al Consorzio, solo Piove di Sacco ha espresso una volontà politica differente, approvando un documento proprio e mancando quindi qualunque

pianificazione territoriale. Minimizza il primo cittadino, secondo il quale, l’opposizione starebbe montando un caso inesistente. La delibera è poi passata con i voti della maggioranza. Il Bacino Padova Sud è un ente di secondo livello, nato sulle ceneri di Bacini Padova 3 e 4 e che in questi mesi sta completando un’operazione iniziata nel 2011, che dovrebbe consentire di uscire dalle difficoltà di gestione dei due Bacini, commissariati dalla Regione in attesa di una riforma, in materia di rifiuti, che ancora non è arrivata. Sono una cinquantina i Comuni a sud di Padova chiamati a votare nei rispettivi consigli comunali l’adesione al Consorzio. Un passaggio pressoché obbligato (l’alternativa è quella che il Comune prenda a gestire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti) ma che a Piove di Sacco non ha mancato di sollevare polemiche. Ancora una volta tra Gianella e Recaldin. Ma.Ma.


8 Piove di Sacco L’Intervento

Primo piano

“Sulla difesa idrogeologica la Regione ha speso male e poco”

Finanze Lo “sconto” al Patto di stabilità votato nell’ultima Finanziaria

Quasi 450mila euro ai Comuni della Saccisica

di Lucio Tiozzo*

segue da pag.

di Martina Maniero

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a Ragioneria Generale dello Stato ha sbloccato 850 milioni di euro che permetteranno a più di seimila Comuni italiani di saldare i propri debiti verso le imprese o effettuare investimenti oltre i limiti imposti dal Patto di stabilità interno. Si definiscono, in gergo tecnico, “spazi finanziari”, ma altro non sono che importanti risorse a disposizione degli enti locali che, ognuno per la propria quota parte, potranno impiegare per spese in conto capitale, ovvero per quello che genericamente rientra nella categoria degli investimenti. Lo spazio concesso (in base alla legge di stabilità 2014) è pari a 850 milioni. Una quota di 10 milioni è stata riservata alla Regione Sardegna e ai Comuni della Provincia di Olbia danneggiati dal maltempo dell’8 novembre scorso. Gli spazi finanziari, precisa la nota della Ragioneria di Stato, possono essere utilizzati “esclusivamente per pagamenti in conto capitale da sostenere entro il primo semestre del 2014”. Quasi 450 mila euro sono andati ai Comuni della Saccisica. Nel dettaglio 71.315 euro a Piove di Sacco; 65.637 a Legnaro; 65.604 ad Arzegrande; 62.364 a Pontelongo; 39.697 a Polverara; 36.272 a Brugine; altri 36.341 a Sant’Angelo; 34.318 a Codevigo e 24.045 a Correzzola. “Questo sconto sul Patto di Stabilità deriva da una norma contenuta nell’ultima Legge finanziaria del 2013 – spiega Andrea Recaldin, esperto di finanza locale per Anci Veneto - qui, infatti, come stabilito dal comma 535, vengono assegnati 850 milioni, poi diventati 840 per sostenere, con 10 milioni di euro, le calamità in Sardegna, al comparto dei Comuni. La distribuzione di questo bonus però è

FOCUS

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Fanno parte degli 850 milioni di euro che la Ragioneria Generale dello Stato ha sbloccato che consentiranno a quasi 6mila Comuni italiani di saldare i propri debiti verso le imprese o effettuare investimenti oltre i limiti imposti dal Patto di stabilità In gergo tecnico sono definiti “spazi finanziari” ma altro non sono che importanti risorse a disposizione degli enti locali vincolata all’utilizzo dell’importo, ora stabilito entro e non oltre il 30 giugno di quest’anno”. “Come sempre – ricorda Recaldin - queste risorse dovranno essere impiegate per pagare i fornitori degli enti: la volontà del bonus infatti è quella di “sbloccare” i tristemente famosi investimenti, in stallo proprio per via del Patto di Stabilità”. “La quota che spetta a ciascun Comune è ovviamente differente da ente ad ente – spiega – non c’è nessuna correlazione con la dimensione dell’ente, ma, piuttosto, con l’obiettivo di Patto che ogni ente avrebbe dovuto raggiungere nel 2014. Partendo da questo obiettivo, è stato poi fissato il singolo sconto a cia-

scun ente, sconto che, se non sarà utilizzato entro il primo semestre dell’anno, verrà meno”. “In sostanza – dice – si tratta di una boccata d’ossigeno per i Comuni, che aiuta ma non risolve alla radice la criticità del problema alla base, ovvero quel Patto di stabilità che continua a bloccare i Comuni e gli enti locali nel loro complesso”. “Un esempio concreto – evidenzia Recaldin, che è anche capogruppo della Lega al consiglio comunale di Piove di Sacco - lo vediamo con la circonvallazione del Cristo di Arzerello a Piove di Sacco, dove la Provincia di Padova, pur avendo messo a bilancio l’opera, non può dare seguito ai lavori. Un paradosso che è tutto italiano”.

Un errore fatale per due motivi. Da un lato perché l’incuria e la scarsa manutenzione hanno trasformato anche gli eventi atmosferici di media portata in una spada di Damocle calamitosa. Dall’altro perché si è rivelata tremendamente miope la visione di chi non ha mai considerato la tutela ambientale come risorsa, come garanzia di una tenuta economica e produttiva di un intero territorio: basti pensare a quante famiglie e aziende sono state irrimediabilmente messe in ginocchio a causa di un’alluvione. Cambiare passo significa spostare le logiche di gigantismo che, fisicamente, hanno intasato fino all’inverosimile la terra veneta in direzione dell’unica, vera, grande opera che doverosamente deve essere ora compiuta, rendendo sicure, compatibili con l’ambiente ed ugualmente produttive le nostre terre. Questo lo si può fare approvando una nuova legge regionale contro il consumo del suolo, proposta che il PD ha presentato da mesi. Ma anche puntando su norme urbanistiche, anche importanti per l’economia locale, come il Piano Casa, che non privino comunque le amministrazioni locali del loro compito di vigilare su ogni forma di speculazione dannosa per il territorio stesso. Di sicuro è indispensabile mettere a disposizione le risorse: per la voce ‘Tutela del territorio’ la Giunta Zaia aveva previsto per il 2014 uno stanziamento di 166,8 milioni. Praticamente gli stessi soldi del 2013 (165,9 milioni) e addirittura meno di quelli stanziati nel 2012 (175,6 milioni). E’ evidente che così non va e che si debba fare uno sforzo straordinario per aumentare di molto questa cifra. Il PD ha proposto un piano di investimenti decennale: 100 milioni in più, rispetto alla proposta della Giunta, nel 2014 e 50 milioni per ognuno dei successivi nove anni, da destinare esclusivamente ad opere infrastrutturali straordinarie di difesa permanente, che esulano dall’ordinaria manutenzione. Basti pensare ai bacini di laminazione, piuttosto che alle barriere subacquee per la tutela degli arenili, per i quali ormai la periodica attività di ripascimento si rivela dispendiosa ed insufficiente. Il presidente Zaia non si limiti ad invocare finanziamenti statali, gli stessi che peraltro hanno consentito di realizzare una parte di interventi negli ultimi anni: decida di fare la propria parte e di investire per il futuro del Veneto.

Giulio Balasso riunisce imprenditori e amici e promuove una raccolta di fondi

sindrome di down, Raccolti 3mila euro per la fondazione del dottor baccichetti

uando si parla di solidarietà lui è sempre pronto a mettersi in prima fila. Giulio Balasso si è attivato ed ha raccolto quasi tremila euro a favore della Fondazione del dottor Paolo Carlo Baccichetti che opera a sostegno di chi è colpito dalla Sindrome di Down, aiutando così sia chi ne è affetto ma, soprattutto, offrendo un valido sostegno alle loro famiglie. Giulio Balasso si è attivato facendo opera di sensibilizzazione fra i suoi amici e alcune aziende ed enti del Piovese. Li ha radunati tutti per una cena al ristorante “Ai

Merli” durante la quale è stata messa in essere una sottoscrizione che ha prodotto la raccolta fondi. Naturalmente, era presente anche il dottor Baccichetti che nel corso del convivio ha spiegato come la sua fondazione interviene a favore dei soggetti affetti dalla sindrome di Down: “Prima di tutto ringrazio tutti i circa 130 presenti per la loro sensibilità – ha detto Baccichetti – ed in particolare Giulio Balasso il fautore di questa serata di beneficenza, e lo faccio a nome dei ragazzi e delle loro famiglie. Ricordo che il numero dei ragazzi

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Down è destinato ad aumentare e che le famiglie colpite spesso sono lasciate sole ad affrontare una situazione che le mette a dura prova. Ringrazio in modo particolare il presente dottor Claudio Gallo del servizio di Odontoiatria di Comunità dell’ospedale piovese, l’unico centro nel Veneto ad operare in questo delicato settore e noi tutti dobbiamo andare fieri di avere questo servizio”. Ha poi preso la parola Giulio Salasso che ha ringraziato in special modo Gianni Barison, direttore generale della Bcc, Regina Bertipaglia, Leonardo Padrin, An-

* Capogruppo PD in Consiglio regionale

Da sx Gallo, Baccichetti e Balasso gelo Sartori, Alfredo Luise, e l’oreficeria di Genni Sartori per la loro generosità. Alla fondazione Baccichetti attualmente si sono rivolte 162 famiglie nella struttura padovana a Camin messa a disposizione dal dottor Bussi. Dal 2008 ha messo a disposizione un’analoga struttura a Vittorio Veneto che incontra le famiglie residenti nelle province di Traviso, Belluno, Udine e Pordenone. Gianni Patella


10 Piove di Sacco Scuola e territorio Start-up all’istituto superiore “De Nicola”

Nasce la cooperativa degli studenti-imprenditori

Un progetto nato dalla sinergia tra gli insegnanti di economia aziendale, la Banca di Credito Cooperativo e l’Irecoop Veneto, dopo un corso di formazione rivolto agli studenti di Alessandro Cesarato

NEWS

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istituto superiore “De Nicola” si fa start-up per piccoli imprenditori. Dalla sinergia tra gli insegnanti di economia aziendale, la Banca di Credito Cooperativo e l’Irecoop Veneto, dopo un corso di formazione per educare gli studenti al senso di responsabilità e cooperativismo, è nata infatti la cooperativa scolastica Acs-Targ. E’ formata da venti studenti–soci, con tanto di statuto e sottoscrizione dell’atto costitutivo alla presenza di un notaio. L’intento del progetto è quello di diffondere e promuovere la cultura d’impresa, far conoscere il mondo cooperativo, la forma d’impresa sociale, i principi e i valori sui quali si fonda, sviluppare abilità sociali attraverso un approccio esperienziale e incentivare lo spirito di imprenditorialità. Che cosa hanno imparato i piccoli imprenditori del corso della loro formazione? Soprattutto a riflettere e condividere le decisioni in modo democratico, partecipato e collaborativo; assegnare a ognuno un ruolo e quindi una responsabilità riconosciuta accettata e decisa con e per gli altri.

Confederzione italiana Agricoltori

Eletta una donna alla guida della Cia, e’ paola franceschin

P L’istituto superiore “De Nicola” “Una testa - un voto” è stata un po’ la parola chiave di questo percorso formativo: che cosa produrre, per chi produrre, dove produrre, il capitale da apportare, il logo, il nome della cooperativa, come ripartire l’utile in parti uguali tra un’associazione di volontariato di Piove di Sacco. La costituzione dell’Acs (Associazione Cooperativa Scolastica) rientra nella più ampia attività dei “Percorsi di alternanza scuola lavoro” che il “De Nicola” sta realizzando già da

alcuni anni. “L’esperienza è efficace - commenta il dirigente scolastico Silvia Polato - quando i ragazzi hanno la possibilità di sperimentare direttamente il lavoro in un’ottica di opportunità formativa. Ecco che questi progetti si dimostrano così una strategia efficace per l’orientamento e la motivazione, un modo per di relazionarsi con nuove figure professionali e ruoli favorendo il confronto, l’interazione sociale e professionale”.

aola Franceschin è la nuova presidente di zona della Cia di Piove di Sacco. Sarà una donna, l’unica scelta in questa tornata elettorale, alla guida della Confederazione Italiana Agricoltori. L’elezione è avvenuta nell’ambito del percorso congressuale che porterà gli agricoltori ad assumere il ruolo di dirigenti della Confederazione. Imprenditrice agricola, membro del gruppo Donne della Confederazione, da oltre due anni si dedica all’attività della vendita diretta, dando l’opportunità ai cittadini di acquistare prodotti freschi, colti dai campi alle prime ore del mattino e venduti in giornata. L’assemblea territoriale, svoltasi a febbraio all’auditorium Giovanni Paolo II a Piove di Sacco, ha portato anche alla

Paola Franceschin definizione della nuova direzione di zona. Ne fanno parte Luciano Borgato; Pietro Bragato; Vito Cacco; Alberto Carraro; Mirella Dartora; Giovanni De Poli; Federico Faverato; Davide Ferro; Pierangelo Fornaro; Mirko Pittaro; Loris Schiavon e Alfredo Soncin. Ma.Ma.


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12 Polverara Infrastrutture Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un gruppo di cittadini di Polverara

Bretella Sud, via libera alla ripresa dei lavori

Con questa nuova pronuncia il Consiglio ha accolto integralmente le difese del Comune, mettendo in evidenza come l’annullamento della variante sia intervenuto per ragioni esclusivamente formali di Martina Maniero

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ia libera alla ripresa dei lavori della Bretella Sud: il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da un gruppo di cittadini di Polverara che chiedeva l’attuazione della sentenza con cui i magistrati della Quarta sezione, nel 2010, avevano bloccato i lavori della superstrada riscontrando una serie di vizi di forma nella procedura adottata dal Comune per l’approvazione della variante al Piano regolatore. Con questa nuova pronuncia il Consiglio ha accolto integralmente le difese del Comune, mettendo in evidenza come l’annullamento della variante sia intervenuto per ragioni esclusivamente formali e che quindi, in sede di riadozione del documento urbanistico, con la corretta procedura, non fosse necessario acquisire nuovi pareri idraulici, né stipulare nuovi protocolli d’intesa, né rinnovare la gara d’appalto o la procedura di finanziamento. Con lo stesso provvedimento il Consiglio ha escluso vi siano preclusioni di carattere idrogeologico alla realizzazione dello svincolo stradale alle provinciali 30 e 35, dal momento che il Piano di assetto del territorio depositato dal Comune non classifica l’area interessata ai lavori tra quelle a rischio.

Il sindaco Rampin soddisfatta: “L’opera è necessaria per deviare il traffico pesante dal centro” Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Sabrina Rampin e dall’esecutivo locale. “L’opera è quanto mai necessaria per deviare il traffico pesante dal centro e per mettere in sicurezza pedoni e ciclisti in un’area molto frequentata sia per via delle attività commerciali, sia per le scuole e gli altri servizi” il commento del primo cittadino. “Il cantiere per la Bretella – ricorda il sindaco - fermo dal 2010 a seguito del primo ricorso, aveva ripreso l’iter e nonostante ci fosse stata l’immissione in possesso del terreno da parte del Comune, l’opera è rimasta in stand by a causa di questo secondo ricorso. In questi anni il collegamento poteva essere realizzato e utilizzato, risparmiando denaro pubblico al Comune che ha dovuto difendersi pagando un proprio legale. Adesso, finalmente, riprenderemo i lavori da dove li avevamo lasciati”.

Il centro di Polverara

NEWS Amministrative

Sindaco, Due i probabili candidati in lizza

Sabrina Rampin potrebbe tentare la corsa per il secondo mandato

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aranno due, con ogni probabilità, i candidati in lizza per la poltrona di sindaco alle elezioni amministrative che si terranno il prossimo 25 maggio. L’unica lista ufficializzata è la civica dei Giovani pensatori, al debutto sulla scena politica locale. Sono tutti, o quasi, volti nuovi e giovani, come suggerisce il nome del gruppo, tra questi Marco Loreggia, 23 anni, capo scout, membro del consiglio pastorale di Polverara e animatore; Alice Bulgarello 30, architetto, attiva in parrocchia; Chiara Pengo, 24, residente a Isola dell’Abbà e membro del comitato Difesa di Isola. Con loro anche gli attuali capigruppo di minoranza Marta Melina (Insieme per Polverara) ed Enrico Sturaro (Polverara cambia). Sarà perciò una lista trasversale. Non è ancora stato ufficializzato tuttavia il nome del candidato alla fascia tricolore, né il nome degli altri aspiranti consiglieri in lista. Non è arrivato ancora alcun annuncio ufficiale dalla coalizione di centrodestra, lista della maggioranza uscente. Sebbene da più parti si parli della candidatura dell’attuale sindaco Sabrina Rampin, al momento manca una conferma o una smentita da parte della diretta interessata. Lei, 43 anni, insegnate di scuola primaria, un’esperienza decennale al tavolo del consiglio comunale, prima in maggioranza nella giunta dell’allora sindaco Olindo Bertipaglia, poi come primo cittadino, potrebbe ricandidarsi per un secondo mandato elettorale, mettendo sul piatto una lunga esperienza politica e amministrativa in Comune. Ma.Ma.


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14 Brugine-S.Angelo Elezioni amministrative Appuntamento con le urne il 25 maggio prossimo a Brugine

Liste civiche si “svincolano” dai partiti

Il centrosinistra è compatto attorno alla candidatura di Marco Miazzi, alla guida di “Abc amiamo Brugine e Campagnola”. Il centrodestra è diviso: da una parte la lista della maggioranza uscente “Progetto Comune 2.0”, dall’altra “Insieme si può” di Martina Maniero

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aranno tre a Brugine, salavo colpi di scena dell’ultimo minuto, le liste in corsa per le elezioni amministrative di primavera. Il centrosinistra candida Marco Miazzi: sarà lui a guidare la civica “Abc amiamo Brugine e Campagnola”. Il gruppo, al debutto sulla scena politica locale, non farebbe esplicito riferimento agli attuali partiti e gruppi politici, pur collocandosi nell’area del centrosinistra. Il candidato d’altronde vanta un lungo curriculum politico tra le fila del Partito democratico (renziano della prima ora, dal 2008 al 2013 è stato segretario del Pd di Brugine ed è attualmente impegnato nel direttivo provinciale del partito) e un’esperienza amministrativa quinquennale al tavolo del consiglio comunale in veste di capogruppo all’opposizione. La sua, tiene a precisare, sarà una lista trasversale, senza bandiere, unita dalla volontà di dare al paese una nuova classe

Prevale la scelta di proposte trasversali, senza bandiere e un nuovo stile di amministrare il territorio Il alto Marco Miazzi, candidato della lista “Abc amiamo Brugine e Campagnola”, Oddone Zecchin, probabile candidato di “Progetto Comune 2.0”, Michele Giraldo, si vocifera candidato di “Insieme si può” dirigente, incentrata sulle capacità e sulle competenze. Il centrodestra invece si presenterà diviso, in una corsa che promette essere senza esclusione di colpi tra ex colleghi di coalizione. Lo strappo in maggioranza si è consumato a soli quattro mesi dal voto, con la revoca delle deleghe e delle nomine agli assessori Michele Giraldo e Sabrina Baldin, rispettivamente segretari della Lega e dell’Udc. Una

presa di posizione forte, quella del sindaco Davide Zanetti, voluta anche dai consiglieri di maggioranza, dopo le dichiarazioni di Giraldo e Baldin che annunciavano l’intenzione di correre in quota ad un’altra lista per le amministrative di maggio. Fuori anche i consiglieri di maggioranza Jhonny Caron e Giovanni Battista Milanetto, entrambi esponenti del Carroccio, che seguiranno il segretario nella nuova espe-

rienza politica. In maggioranza, da qui al rinnovo del consiglio comunale, non ci sarà comunque alcun nuovo ingresso: gli incarichi (lavori pubblici, ambiente, viabilità, identità veneta per Giraldo; sociale e pari opportunità per la Baldin) saranno assunti ad interim dal sindaco. Alle urne il centrodestra si presenterà dunque a ranghi separati. Da una parte ci sarà la lista della maggioranza uscente,

“Progetto Comune 2.0”, che ancora non ha ufficializzato il nome del candidato alla fascia tricolore, anche se si vocifera che la scelta possa ricadere sull’attuale vicesindaco e assessore all’Istruzione, Oddone Zecchin. Per certo non sarà il sindaco uscente che già da qualche mese ha fatto sapere di rinunciare alla candidatura per una seconda legislatura per questioni di carattere personale e lavorativo, dichiarando tuttavia l’intenzione di voler mantenere un ruolo attivo all’interno del gruppo. Dall’altra parte ci sarà invece la lista civica “Insieme si può” di cui fanno parte Giraldo, da più parti indicato come il potenziale candidato sindaco, e la Baldin. Nonostante siano entrambi segretari di circoli politici, i due hanno voluto sottolineare che la loro non sarà una lista di partito “ma una lista civica fatta da persone che vogliono scommettere su un nuovo modo di amministrare il territorio”.

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Sant’Angelo

Il Comune destina 50mila euro a cittadini in difficoltà, compresi gli imprenditori

C

inquantacinquemila euro da destinare alla spesa sociale per aiutare i cittadini in difficoltà. Risorse che il Comune impegnerà in progetti e incentivi a sostegno dell’occupazione e del reddito, per far fronte all’emergenza sociale che sta colpendo anche persone fino a ieri insospettabili, in difficoltà oggi a causa di una crisi economica senza precedenti. L’obiettivo è quello di affiancare all’attività assistenziale anche una risposta lavorativa, seppur temporanea. A beneficiarne saranno in tutto 8 persone, tutte residenti in paese e al momento disoccupate. Sono 3 i santangiolesi che dal mese di marzo presteranno servizio in municipio e che verranno retribuiti attraverso i voucher lavoro: in tutto 5 mila euro, messi a disposizione dal Fondo straordinario di solidarietà cofinanziato dal Comune, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Caritas. I lavoratori verranno impegnati in attività che spaziano da piccoli interventi di giardinaggio all’organizzazione di eventi manifestazioni, comunque tutte attività che andranno a beneficio della collettività. Altre 4 persone senza occupazione verranno selezionate per lavori di pubblica utilità attraverso un progetto della Regione confinanziato, anche in questo caso, dal Comune, dal Fondo straordinario di solidarietà, dalla Cassa di Risparmio e dal Bacino Padova Sud per un totale di 17.700 euro. L’avviso è pubblicato sul sito del Comune www.santangelopio-

Il sindaco Romano Boischio ve.net e ci sarà tempo fino al 22 marzo per parteciparvi. Saranno all’incirca 130 invece le famiglie che potranno beneficiare dei 32.400 euro che l’amministrazione andrà a destinare, tramite bando, al pagamento delle spese per i consumi elettrici (gas, energia elettrica, gasolio, pellet e legna). L’iniziativa, in questo caso, è stata estesa anche agli imprenditori che siano stati costretti a chiudere l’attività. “Sono misure in aiuto e in sostegno alle fasce deboli della popolazione che rispondono alla precisa volontà di questa amministrazione” il commento del sindaco Romano Boischio. “Tutti interventi – ha aggiunto l’assessore al Sociale, Guglielmo Bazzato – in continuità e in aggiunta rispetto alle misure già in atto”. Di certo questi interventi non risolveranno i problemi strutturali delle famiglie in difficoltà, ne è consapevole anche l’amministrazione, che comunque vuole lanciare un segnale positivo, con interventi corretti secondo l’indicatore Isee che diventerà il parametro di riferimento per la concessione Ma.Ma. degli aiuti.


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Pontelongo-Codevigo 17 NEWS

Villa Foscarini Erizzo L’iniziativa “Fai l’aperitivo in villa”

L’happy hour culturale che porta solidarietà

A.S. Millecampi

le mille proposte dell’associazione

di Alessandro Cesarato

V

illa Foscarini Erizzo è stata la protagonista dell’edizione 2014 di “Fai l’aperativo in villa”, organizzata dal gruppo Fai Giovani di Padova, in collaborazione con il Leo Club e l’assessorato alla Cultura. “È una delle iniziative che il gruppo Fai di Padova organizza per promuovere la cultura e far riscoprire beni storico architettonici di valore” ha spiegato il responsabile Marco Boscolo Meo. Dalla prima edizione del 2012 “Fai l’aperitivo” ha consentito la visita di edifici come la Torre di Piove di Sacco e Villa Roberti a Brugine. “Il fine è anche quello di raccogliere fondi - ha aggiunto Boscolo Meo - per sostenere i comuni colpiti dall’alluvione di questi ultimi giorni. Già in altre occasione i fondi ricavati dalle iniziative Fai sono stati utilizzati a sostegno dei territori colpiti da calamità. Lo scorso anno il ricavato è stato interamente devoluto a favore della ricostruzione del municipio di Finale Emilia gravemente danneggiato dal terremoto del 2012”. Ogni trenta minuti i volontari del Fai hanno accompagnato gli ospiti alla scoperta della villa, oggi sede municipale, costruita nel 1570 da Nicolò Foscarini come luogo di villeggiatura, azienda agricola e sede di promozione di attività “industriali”, come ad esempio una fabbrica per la lavorazione del corallo, allora pescato in Dalmazia. Dal punto di vista strutturale e architettonico, l’edificio ripropone in pianta lo schema della casa veneziana con un salone centrale con le stanze laterali. Come ogni residenza di villa dei patrizi veneziani il complesso era composto da un edificio domenicale, da due barchesse laterali e, nella parte posteriore, da un brolo e un piccolo giardino. Con gli anni, il giardino fu ampliato e, nel corso del Settecento, esso raggiunse un’estensione ragguardevole. In questo palazzo morì nel 1763 il grande doge e storico Marco Foscarini, una delle figure più importanti sul piano politico e culturale del Settecento. veneto. Il suo segretario, Gasparro Gozzi, scrittore e poeta, vi soggiornò a lungo. Il palazzo divenne poi proprietà di Andrea Erizzo, importante uomo politico veneziano ambasciatore alla corte di San Pietroburgo e provveditore generale straordinario con vigilanza sul Polesine, il Padovano, il Vicentino e il Bassanese, che vi apportò delle trasformazioni nell’assetto architettonico e negli edifici annessi. Procedette, anzitutto, a un rifacimento in stile neoclassico, mantenendo le semicolonne ioniche ma interponendo un piano attico tra la trabeazione e il timpano; e furono decorate con stucchi le sale del piano nobile, con pitture murali le stanze del primo piano e le pareti esterne dell’edificio. Se le decorazioni esterne sono ormai illeggibili, si possono tuttavia ammirare quelle interne, in particolare quella del soffitto del salone e quelle della “stanza di Apollo”. Fu infine proprietà dei Serravalle, prima di essere acquisito nel 1876 dal Comune che ne fece la propria sede municipale.

Iniziativa promossa dal gruppo Fai di Padova, giunta alla terza edizione, che coniuga cultura, “mondaneità” e solidarietà

Villa Foscarini Erizzo, attualmente sede municipale, aperta al pubblico

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Privatassistenza un nuovo servizio per gli abitanti di chioggia e piove di sacco radiografie a domicilio PrivatAssistenza è un marchio leader nel panorama italiano che offre servizi integrati a 360° gradi per anziani, malati e disabili 24 ore su 24. In una società che corre a ritmi sempre più serrati, molte famiglie si ritrovano incapaci di dare tutte le attenzioni necessarie ai loro cari nei momenti del bisogno. I centri PrivatAssistenza di Chioggia e Piove di Sacco sono diventati in breve tempo un punto di riferimento per i bisogni socio assistenziali delle famiglie offrendo un servizio personalizzato ed integrato, avvalendosi di operatori professionali, altamente qualificati. Il responsabile del centro, sig. Emanuele Sanfilippo commenta con entusiasmo i risultati ottenuti dai 2 centri Privatassistenza “Quotidianamente mettiamo il massimo impegno per aiutare tutte le famiglie che hanno bisogno di assistenza, stiamo diventando un punto di riferimento per la nostra collettività ; per noi la qualità e la serietà sono requisiti indispensabili in un campo così delicato come l’assistenza. Ci siamo resi conto che spesso ci chiedevano radiografie presso i domicili cosi abbiamo deciso di implementare i nostri servizi e rendere possibile questa nuova prestazione.” Le attività offerte dai Centri spaziano dall’assistenza domiciliare diurna e notturna all’assistenza nei luoghi di ricovero o di degenza diurna e/o notturna. E’ possibile richiedere servizi di accompagnamento a persone anziane e/o disabili o interventi domiciliari per l’igiene personale. Il centro inoltre propone servizi socio assistenziali personalizzati, occasionali

o continuativi per l’assistenza ad ammalati, anziani e disabili o l’erogazione di prestazioni fisioterapiche o infermieristiche (medicazioni, cateterismi, flebo, iniezioni, prelievi, clisteri,…) I centri PrivatAssistenza offre anche il servizio di sostituzione della badante sia per lunghi periodi o semplicemente per la pausa durante i giorni di riposo della badante stessa. Il servizio garantisce la massima serietà del personale. Per quanto concerne la degenza ospedaliera il centro offre assistenza diurna e notturna o assistenza al pasto, questo servizio permette alle famiglie di vivere in maniera più serena la degenza del parente nella struttura ospedaliera. Oggi in Italia ci sono oltre 150 centri PrivatAssistenza dislocati sul territorio Affidarsi a PrivatAssistenza significa poter contare in ogni momento del giorno e della notte su una seria organizzazione al servizio di chi ha bisogno di aiuto. Migliaia di famiglie italiane affidano quotidianamente a PrivatAssistenza un compito di grande responsabilità: assistere con amore e competenze i loro anziani, malati e/o disabili. E’ possibile concordare una visita domiciliare gratuita di un responsabile del centro, al fine di conoscere al meglio il contesto e le esigenze della persona, individuando così il servizio più adeguato. Inoltre il responsabile del centro seguirà con la massima attenzione il rapporto tra operatore e cliente, assicurandosi giornalmente che tutto proceda come stabilito.

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Fra le tante proposte anche attività con le canoe

rescono le associazioni sportive del territorio comunale. Tra queste l’associazione sportiva Millecampi che è stata fondata nel 2007 per volontà del suo attuale presidente Rino Ranzato e del dirigente Filippo Bacco. L’attenzione principale della polisportiva è stata da subito rivolta soprattutto al mondo giovanile, per garantire spazi e occasioni di sana aggregazione, nel rispetto dello sviluppo psicofisico di ciascun individuo. Tra le attività svolte dalla polisportiva spicca il volley con le squadre femminili che partecipano al campionato di Prima divisione e Under 14, oltre ad una squadra mista Under 12. Ci sono poi dei corsi di “giocosport” dedicati a bambini dai 5 ai 12 che vogliono solo giocare e divertirsi. “Un ringraziamento va fatto innanzitutto a tutti i nostri collaboratori - dice il presidente Ranzato - che gratuitamente da anni mettono a disposizione il loro tempo e le loro capacità. Ci sono poi gli sponsor che svolgono un ruolo essenziale dal punto di vista economico, senza i quali non potranno di certo svolgere le attività in programma”. Nonostante le tante buone intenzioni non mancano però le difficoltà, in particolare legate ai limitati spazi comunali a disposizione per svolgere alcune attività. Le ragazze più grandi del volley sono, infatti, costrette ad allenarsi a Piove di Sacco. La polisportiva è animata anche dall’obiettivo di promuovere e valorizzare le aree di interesse naturalistico presenti nel territorio comunale, in particolare il Cason delle Sacche, situato nella splendida valle lagunare di Codevigo. A tal scopo è stata costruita, vicino al casone, la “Cavana del Moro” che mette a disposizione di tutti canoe ed equipaggiamenti necessari per effettuare escursioni tra canali e barene alla scoperta della bellezza di un ambiante incontaminato e ricco di fascino. Organizza inoltre anche giornate ecologiche in cui ci si trova tutti insieme all’insegna dello spirito ecologico e dell’amore per la natura. Il prossimo appuntamento è fissato per il 12 aprile. La stagione canoistica prenderà il via invece il 25 aprile con un’esperienza di “pagaiando sotto le stelle” che sarà ripetuta con altri appuntamenti distribuiti nei mesi successivi. Per tutta la stagione estiva sarà poi possibile prenotare uscite in canoa con istruttori e guide. I volontari della polisportiva sono sempre disponibili ad accogliere gruppi scout, ragazzi dei centri estivi, scuole elementari e medie e centri che operano con i disabili. Per tutte le informazioni: www.polisportivamilleA.C. campi.it e 340/6129279.


18 Pontelongo Elezioni amministrative Candidati e programmi

Marino Zenna: “La medicina integrata, uno dei pilastri del programma di Pontelongo 2000” “Possiamo diventare il motore di questa proposta del nuovo Piano socio sanitario regionale, sollecitando il Distretto sociosanitario e i medici di base per creare le condizioni favorevoli” di Alessandro Cesarato

L

a medicina di base integrata tracciata dal nuovo Piano socio sanitario regionale è un’opportunità assolutamente da non mancare. Ne è convinto il candidato sindaco Marino Zenna che, con la sua lista Pontelongo 2000, fa della questione uno dei pilastri del suo programma elettorale in vista delle amministrative di fine maggio. Un programma che mette al suo centro la persona e le sue esigenze, contestualizzandole in una comunità in mutamento al suo interno e nei confronti di ciò che le accade intorno. “Il Piano disegna un sistema sanitario spiega Zenna - nel quale il paziente è preso in carico dai medici di base aggregati e dai servizi territoriali, va in ospedale quando ce n’è bisogno e una volta dimesso è preso in carica da una serie di strutture intermedie capaci di fornire assistenza sanitaria e ria-

Il candidato Marino Zenna bilitativa”. Sul solco di queste linee di principio, che tuttavia per il momento sono ancora sulla carta, Zenna intravede delle importanti opportunità per Pontelongo che potrebbe diventare un punto di riferimento non solo per

le esigenze della sua comunità ma anche di un territorio più ampio. Sì, perché la presenza in loco della casa di riposo, con le sue eccellenze, può realmente sia trasformarsi in un centro di servizi di tipo specialistico per la persona, sia rappresentare l’ubicazio-

ne ideale dove potrebbe trovare finalmente risposta l’idea di una medicina di base a presidio dei cittadini per tutto il giorno e durante tutta la settimana. Un’idea in realtà già paventata qualche anno fa ma che poi, con il cambio di amministrazione, non trovò seguito. Inoltre il potenziamento dei servizi sanitari in paese potrebbe in qualche maniera tamponare e rendere meno pesanti i tagli perpetrati con le nuove schede ospedaliere all’ospedale Immacolata Concezione di Piove di Sacco che si tradurranno, tanto per riportare qualche dato, in 88 posti letto in meno e una decurtazione di 41 ore di servizi socio sanitari. “Il Piano, pur prevedendo tutto questo - continua il candidato, - non fornisce gli indirizzi e gli strumenti per realizzarlo, lasciando alla discrezionalità e alle singole iniziative la loro attuazione���.

Ed è proprio qui che, secondo Pontelongo 2000, diventa fondamentale l’azione amministrativa. “Possiamo diventare protagonisti e artefici del nostro futuro - dice Zenna - diventando il motore, lo stimolo e il supporto di questa proposta, sollecitando il Distretto socio sanitario e i medici di base per creare le condizioni favorevoli affinché tale obiettivo possa essere raggiunto anche nella nostra comunità. Come? Individuando le strutture adeguate e le risorse necessarie. Abbiamo la responsabilità di dare le risposte più giuste, cedibili e fattibili. Non vogliamo che simili decisioni passino sopra la nostra testa e per questo ci assumeremo la responsabilità di questi cambiamenti proponendoci di essere protagonisti degli stessi”.


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Legnaro 21 Elezioni amministrative I candidati scendono in campo

Il centrosinistra diviso fra Collesei e Bianchini, nel centrodestra lavori in corso Lorenzo Collesei si presenta alla guida della lista “Per Legnaro”, sostenuta da Pd, Sel e Centro moderato; Bianchini invece è alla guida di Comitato Legnaro Nuova, nel centrodestra si discute su una seconda candidatura del sindaco in carica Ivano Oregio Catelan o del suo vice Giovanni Bettini Martina Maniero

È

partita ufficialmente la campagna elettorale a Legnaro. Il primo ad ufficializzare la propria candidatura è Lorenzino Collesei, che si presenterà alla guida della lista di centrosinistra “Per Legnaro” e sarà sostenuto dal Partito democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e il Centro moderato. 59 anni, assessore e consigliere negli anni Novanta, ora capogruppo all’opposizione per la lista “Vivere Legnaro”, Collesei si candida per offrire un’alternativa politica ai 15 anni di governo del centrodestra, “perché il paese – ha detto - merita di essere ben governato e le prossime elezioni sono l’occasione per il cambio di rotta e di passo di cui Legnaro ha bisogno”. La sua sarà una lista dove contano le alleanze politiche (all’interno ci sono anche il segretario del Pd, Elia Bozzolan e quello di

Il municipio di Legnaro. A destra in alto Collesei e sotto Bianchini Sel, Bruno Favero), ma che sa parlare alla società civile. Forte sarà la rappresentanza femminile, superiore anche alle “quote rosa” previste dalla nuova legge elettorale. Nel programma elettorale si dice basta al consumo del territorio: “Stop all’urbanizzazione disordinata – spiega Collesei - e agli aumenti di cubatura come quello dell’ultima variante al Piano urbanistico che ha porta-

to 30.000 metri cubi di edificato in più da realizzare in zona agricola. Si dovrà invece pensare ad un riuso di quanto già esiste”. Un altro punto chiave del programma è il progetto che ruota attorno alla Corte Benedettina (non a caso è l’immagine scelta per il logo della lista). “Il complesso – spiega il candidato deve essere trasformato da spazio vuoto a

centro di aggregazione e tornare ai legnaresi”. “Saranno da riscrivere – aggiunge Collesei – anche le relazioni con le associazioni sportive e i rapporti con l’università, così come si dovrà mettere mano ai servizi pubblici, per troppo tempo trascurati, e alla viabilità locale, che dovrà essere a misura di pedone”. Prima che alle urne il candidato lancia la sfida sulla trasparenza: “pubblicheremo online il resoconto dettagliato delle nostre spese elettorali, sfidiamo le liste concorrenti a fare altrettanto”. Appare certa anche la candidatura di Davide Bianchini (consigliere comunale all’opposizione in quota alla lista Vivere Legnaro) che dovrebbe presentarsi a capo della civica Comitato Legnaro Nuova. Mancato l’accordo con il centrosinistra per la pre-

Il concorso Arrivano in comune oltre seicento domande per un posto da impiegato

P

osizione: impiegato comunale. Titolo informatiche possedute”. di studio: diploma di maturità. Requisiti Il Comune ha quindi deciso di passare al minimi: maggiore età, idoneità fisica concorso pubblico. All’esame vero e proprio all’impiego, fedina penale pulita. Stipendio saranno ammessi solo i primi venti candidati lordo annuale: 19.454 euro, a cui va ag- che supereranno una prova di preselezione in giunta indennità di comparto, tredicesima programma il 10 marzo alle ore 15 all’audimensilità e, se dovuto, l’assegno di nucleo torium del Centro congressi Papa Luciani di familiare. Contratto: tempo indeterminato. Padova. Uno solo verrà poi assunto, ma tutti Posti disponibili: uno. Candidati ammessi: gli altri candidati possono sperare di entrare seicentoventi. Il sogno del posto fisso è al Co- tra i primi posti della graduatoria, che resterà mune di Legnaro, che ha indetto un concorso valida per i prossimi tre anni, e alla quale poper assumere un istruttore amministrativo. In tranno attingere anche altri enti locali prima precedenza è stata avviata anche la proce- di indire un eventuale concorso. dura di mobilità volontaria, ovvero una seleLa prova in programma consiste in una zione rivolta a persone serie di quesiti a rispogià inserite nel pubblico In 612 presentano sta multipla sulle mateimpiego. Un atto dovu- la domanda in rie oggetto delle prove to, prima di procedere Comune per un concorsuali e quindi ad un eventuale con- posto fisso, prevista diritto costituzionale, corso pubblico, per una preselezione civile e amministrativo, accertare l’esistenza ordinamento degli enti di dipendenti pubblici già in servizio e dotati locali e nozioni in tema di pubblico impiego. della necessaria professionalità richiesta per Seguirà una prova pratica, che impegnerà i poter ricoprire i posti vacanti, e che a Legnaro candidati nella redazione di un documento sarebbero state assunte al settore economico o di un provvedimento amministrativo. La finanziario, a pari categoria e profilo profes- prova orale invece verterà sulle materie della sionale. Tutti gli otto candidati in lista però prova scritta; sull’accertamento della lingua sono stati bocciati. straniera scelta attraverso la traduzione di Nessuno infatti ha superato il colloquio un testo e sulla verifica delle conoscenze in con la commissione, che ha valutato con materia di applicazioni informatiche. esito negativo, si legge nel verbale, “la preTutte le comunicazioni istituzionali parazione professionale specifica in relazione verranno pubblicate sul sito www.comune. al posto da coprire, il grado di autonomia legnaro.pd.it alla sezione “bandi”. Ma.Ma. nell’esecuzione del lavoro e le conoscenze

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sentazione di un’unica lista da contrapporre a quella della maggioranza uscente, strada battuta più volte dallo stesso Bianchini, il gruppo ha rinunciato ad unire attorno ad un unico programma tutte le persone che in questi anni hanno fatto opposizione e andrà quindi da solo. La terza lista in corsa per le elezioni è quella del centrodestra. Dall’entourage del sindaco Ivano Oregio Catelan non filtra nessuna anticipazione sulle intenzioni del primo cittadino. Si ipotizza una sua ricandidatura per una seconda legislatura ma anche un rientro dell’attuale vicesindaco Giovanni Bettini, che a Legnaro è già stato sindaco per due mandati. Tutte supposizioni che, al momento, vanno prese con il beneficio del dubbio, dal momento manca ancora il pronunciamento dei diretto interessati.


22 Cultura locale Strade e popolazione Storie di famiglie

Via San Rocco e i “casati” che la abitavano

Personaggi singolari che animarono la strada fino alla fine della seconda guerra mondiale e che poi si trasferirono a Milano o in Piemonte di Paolo Tieto

A

nche via San Rocco, o meglio la strada del cimitero, come comunemente viene chiamata dai piovesi, non è più quella di un tempo. Ed è cambiata non solo nella configurazione urbanistica, ma nella stessa popolazione, nelle stesse famiglie. Le quali, fino ai tempi dell’ultimo conflitto mondiale, erano quelle, le stesse, che vi si conoscevano da decenni e decenni, e che poi invece si sono trasferite gradatamente altrove, sono andate a vivere in altre località. Non si poteva pensare a tale rione mezzo secolo addietro senza accostarvisi il casato dei Milani, soprannominati Damo, che, essendo formato di cinque fratelli ( la sesta era una donna e si era fatta suora “imperando” quindi con la sua autorevolezza e con la sua saggezza a Varedo, nel milanese) aveva dato vita a cinque nuclei familiari nettamente distinti. Dire pertanto San Rocco significava evocare terra per antonomasia dei Milani-Damo. E accanto a questo insigne ceppo, quello, o meglio quelli, dei Longo, che si diceva fossero, tutti insieme, tanti quanti una terra di canne (quanti i gambi di granoturco di un campo). Assai bene figuravano anche i Rosso, per cui, volendoli distinguere gli uni dagli altri, bisognava fare ricorso a dei soprannomi, e i Bacco, ritenuti tra i maggiori benestanti della zona. E c’erano donne dall’aspetto ora raffinato qual di casato aristocratico (vedi le sorelle Chinaglia) e donne dotate d’imponenza e di autorevolezza come l’Elvertica e la Elena “Sachetina” (Bertin), ritenute e apprezzate da piccoli e grandi come regine, in grado di comandare e di ottenere. E vi era la Mora Trolese cui tutti, si può

Nani Belan nella raffigurazione del dipinto di Mario Salmaso ben dire, dimostravano affetto e gratitudine per la sua singolare generosità, per il suo altruismo nei confronti di chi aveva di meno. Era sempre pronta, quando si trovava ad avere qualcosa di singolare, di raro, a far parte con gli altri. Ma anche tra gli uomini non mancavano i tipi dotati di particolare originalità. Basterà ricordarne uno per tutti, il noto Nani Belan (effigiato in uno splendido dipinto dal concittadino Mario Salmaso) che, alla genialità della lavorazione del legno (quando gli tornava bene di praticarla) univa le prerogative di affascinante dicitore, di funambolesco acrobata, di improvvisatore di scenetta e di sketch comici, doti tutte che lo rendevano oltremodo simpatico e caro a quanti di volta in volta diventavano spettatori delle sue estemporanee esibizioni. Sì, perché era un’autentica macchietta, un uomo dagli atteggiamenti di pagliaccio, ma dal cuore d’oro. Le prime avvisaglie di trasformazione, di radicale cambiamento del rione di San Rocco si

sono avute a seconda guerra mondiale conclusa, quando gli operatori agrari hanno scoperto che in suolo lombardo e piemontese si sarebbe potuto vivere più serenamente, senza l’apprensione, senza il terrore di temporali e grandinate che in un solo batter d’occhio avrebbero potuto portar via, distruggere interi raccolti, messi belle e pronte per essere riposte nei granai, e pertanto decisero di lasciare abitazione e campi e di trasferirsi in ambiti più nord occidentali, là dove fabbriche e industrie si esibivano con orgoglio ad ogni angolo di strada. Si profilava per tutti all’orizzonte una nuova era, un periodo che avrebbe archiviato tassativamente e per sempre i giochi di strada, gli arguti confabulari di donne e di uomini all’ombra di un tiglio, i commenti alle novità, del giorno in corso, per lasciare spazio a nuove forme di vita, a differenti comportamenti, a sempre incalzanti inedite novità. Agli aspetti tutti di un’era nuova, dell’età presente, d’oggidì.

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Rodolfo Saltarin, Morcelliana, 2013

tommaso da olera

Il prezioso volumetto è stato scritto per fare meglio conoscere la vita, l’attività e la profonda spiritualità del frate francescano Tommaso da Olera (cittadina del bergamasco), vissuto in pieno Cinquecento, in un momento di singolare fermento e di grandi cambiamenti per la chiesa cattolica romana. Ne è valente autore Rodolfo Saltarin (del medesimo ordine religioso) ma parecchie pagine, in particolare sul carattere mistico del cuore di Gesù, sono state vergate da fra’ Tommaso stesso, quando egli era ancora in vita e si faceva promotore di tante iniziative per accrescere ognor più la devozione nei fedeli verso il cuore di Cristo. Si hanno così stralci di straordinari scritti indirizzati a personaggi illustri del tempo quali Francesco Eccher, Maria Cristina, Leopoldo V, Eva Maria Rettinger e via via di seguito, ma anche a persone semplici, di modesto rango, affascinate, in dimensione mistica, a profondo amore per il Figlio di Dio. Fanno seguito alcuni capitoli, scritti sempre dal noto cappuccino, quando egli si trovava ad operare a Padova, Verona, Vicenza, Valle dell’inn e in altre località dove ha lasciato profondo ricordo della sua fede e della sua viva spiritualità in tanti, tanti credenti del suo tempo, vale a dire della seconda metà del Cinquecento. Il volume conclude con due appendici, una delle quali frutto di attenta ricerca di Ubaldo Badan, che ha voluto così ritornare sull’argomento “Un precursore di Paray Le Monial”, già discusso negli anni di licenza in teologia fondamentale nel corso accademico 1955-56 all’Università Gregoriana di Roma. A

cura di

Luciano Sanavia, Ecomuseo

homo faber

della

Saccisica, 2013

Il titolo, tratto da una espressione latina, pone a fuoco quella che a metà Novecento è stata una delle maggiori modifiche ed evoluzioni del Pievado. Un plurisecolare abitato trasformato da zona eminentemente rurale in (almeno parzialmente) centro industriale, in acciaieria. Fatto che, essendo accaduto circa settant’anni fa, arrischiava di essere dimenticato, obliato per sempre, ed invece, grazie ad un’idea del prof. Luciano Sanavia e per merito ancora del liceo “A. Einstein” di Piove, ha avuto sorte felice, s’è conclusa con una testimonianza grafico-illustrativa destinata a superare i secoli, a permanere per sempre. Il poderoso volume (238 pagine) apre con una nota dell’arciprete abate di Piove, mons. Giorgio Facchin, che sottolinea oltretutto il fine pratico della pubblicazione, ovvero il restauro del settecentesco oratorio, posto al limite di via Davila e inizio di via Scardovara, dedicato alla madre della Madonna, a Sant’Anna. Fanno seguito, alternandosi a note storiche redatte da illustri personaggi della cultura, le ricerche, i saggi, le interviste ad ex operai della fonderia Valbruna, praticate dagli studenti stessi della scuola chiamata per l’appunto a redigere il testo del tomo in questione. Di grande interesse appaiono quindi le tecniche operative adottate all’epoca in cui la “fabbrica” della famiglia Romaro entrò in funzione, le modellature, il ramolaggio, le finiture e quanto altro ancora doveva essere fatto prima di pervenire al completamento dei lavori preventivati. Una qualità eccezionale del volume è data sicuramente dalle immagini, sia per numero sia per rarità; immagini che costituiscono una reale testimonianza storica unica, irrepetibile e pertanto di straordinaria valenza documentaristica, di raro pregio.

NEWS Teatro

L’edizione 2014 di “scenari di carta” si conclude con un bilancio positivo: 10 spettacoli, 45 letture e 5 letture spettacolo in 14 comuni tra padova e venezia

S

i è conclusa domenica 23 febbraio l’edizione 2014 di “Scenari di Carta”, rassegna di teatro e letture per ragazzi inserita nel circuito RetEventi della Regione Veneto e della Provincia di Padova. In scena all’auditorium Giovanni Paolo II, sotto la direzione artistica e organizzativa della compagnia Barabao Teatro, l’associazione culturale Teatrimperfetti di Udine con lo spettacolo “Naso Rosso”, di e con Maria Ellero. Al termine della rappresentazione si è tenuta la premiazione del concorso di disegno “Mi ha emozionato” con la consegna ai bambini vincitori dei biglietti d’oro,

d’argento e di bronzo che daranno diritto all’accesso gratuito agli spettacoli della prossima edizione di “Scenari di Carta”. Per quest’ultimo spettacolo erano presenti tutti gli sponsor che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione, e quindi BCC di Piove di Sacco, libreria “Al Buco”, bottega equosolidale “Tam Tam”, pasticceria “Antichi Sapori” e Due.8 Photoclub. La seconda edizione di “Scenari di Carta” conferma il successo della manifestazione, che si dimostra un appuntamento ormai consolidato nel territorio. A dirlo sono i numeri: da ottobre a febbraio “Scenari di Carta” ha portato in scena comples-

sivamente 10 spettacoli, 45 letture e 5 letture spettacolo in 14 Comuni tra Padova e Venezia. Oltre alla Provincia hanno aderito al progetto i Comuni di Codevigo (ente capofila), Anguillara Veneta, Bagnoli di Sopra, Bovolenta, Brugine, Correzzola, Fossò, Noventa Padovana, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Ponte San Nicolò, Sant’Angelo di Piove e Saonara. Dieci le compagnie teatrali che si sono alternate sul palco: Barabao Teatro (Piove di Sacco) in testa; Drammatico Vegetale (Ravenna); Luca Ronga (Rimini); Prometeo Teatro (Bolzano); Teatrimperfetti (Udine); Teatro la Gran Guardia (Padova); Teatro Telaio (Bre-

La locandina dell’edizione 2014 scia). Soddisfazione è stata espressa anche da Romina Ranzato, direttore artistico della compagnia teatrale, che guarda già ai prossimi impegni primaverili: “Stiamo lavorando ai workshop intensivi sul clown che terrà Mirco Trevisan e quelli sull’utilizzo della voce di cui si occuperà Cristina Ranzato (responsabile organizzativo della compagnia)”. “Inoltre – ha aggiunto – stiamo

preparando dei corsi di lettura espressiva che terrò da giugno a ottobre, e che coinvolgeranno le biblioteche di Brugine, Saonara e Ponte San Nicolò”. “Con i nostri spettacoli – ha concluso la Ranzato - saremo presto in Svizzera e al prestigioso Festival di Porto Sant’Elpidio con lo spettacolo Patatrak”. Martina Maniero


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VIAGGIO IN

PROVINCIA

La manifestazione nella capitale Folta la delegazione dei padovani

PADOVA

A Roma mille imprese “così dobbiamo chiudere” Oltre 60 mila imprenditori sono scesi in piazza per ribadire che tasse e burocrazia li soffocano di Martina Celegato

P

iù di mille sono state le imprese venete che hanno preso parte alla manifestazione a Roma per far sentire la propria voce nella capitale. Una voce straziata dalla crisi che negli ultimi mesi e settimane non ha mancato di scene disperate che ancora di più hanno dimostrano la profondità della crisi che, a poco a poco, sta distruggendo le realtà imprenditoriali del nord est. Una manifestazione, quella dello scorso febbraio, organizzata da Confartigianato UPA, Ascom Confcommercio, Cna, Confesercenti e Casartigiani le grandi associazioni di rappresentanza nazionale che meglio si sono insediate nella realtà padovana dimostrandone la forza e l’importanza a livello non solo italiano ma anche internazionale. Al grido di “Senza impresa non c’è Italia” i piccoli imprenditori, artigiani e commercianti sono andati a portare la loro voce fra le vie di Roma ribadendo la loro importanza per la crescita del Paese che si trova ad affrontare, come affermano i portavoce, una sorta di forzatura da parte delle istituzioni che, invece di facilitare i processi di crescita ed investimenti, si accaniscono rendendo troppo difficoltose le procedure per la creazione di nuove imprese, e quindi posti di lavoro, e bersagliando con tasse ed imposte le attività commerciali, già sofferenti. Ma non solo tematiche legate alla crisi sono state quelle portate all’attenzione nazionale dal folto gruppo di rappre-

sentanti di Padova. Sulla questione della sicurezza, sia dei Ascom anch’essi riconoscibili dai caschi blu e dalla casacca cittadini che dei lavoratori, si è concentrata l’attenzione dei anti tasse e dalla tenuta di gladiatori. A guidare il folto commercianti del centro storico di Padova che, nell’ultimo gruppo, Fernando Zilio, attuale presidente della Camera di periodo, si trovano ad affrontare situazioni a dir poco rischio- Commercio di Padova, il vice presidente Patrizio Bertin, il se dovute a rapine e spaccate nelle storiche vie patavine da presidente e il direttore del Centro Grossisti Alberto Ferro e sempre ricche di piccole botteghe e negozi artigianali che a Federico Barberiato. Una manifestazione, definita dagli poco a poco, causa crisi e frequenti irrustessi organizzatori come “una rivolta zioni di malviventi, stanno chiudendo i Rivolta pacifica pacifica delle imprese”, che ha raccolto battenti impoverendo non solo l’offerta con la presenza a Roma all’incirca 60 mila commercommerciale ma soprattutto il cuore del numero uno cianti e imprenditori guidata dal Nord pulsante della città. A portare a Roma della Camera di Italia (9 mila le partecipazioni registraquesta tematica è stata l’Associazione Commercio Zilio te) ma con rappresentanze di tutto il commercianti centro di Padova, già promotrice delle passeggiate solidali, che ha portato anche un bel paese, che, da Piazza del Popolo, ha chiesto a gran voce primato alla manifestazione essendo la prima associazione meno tasse e burocrazia con rispetto e compostezza che non di categoria a partecipare ad un corteo di portata na- hanno ribadito la posizione dei commercianti nei confronti zionale organizzata da Rete Imprese Italia. Una questione, del Governo e dei cambiamenti che negli ultimi anni hanno quella legata alla sicurezza, che l’associazione ha voluto messo a dura prova tutto il settore. Non sono mancati mesportare all’attenzione delle autorità per la gravità che sta saggi rivolti al nuovo premier Matteo Renzi che comunque raggiungendo nell’ultimo periodo e che sta causando danni non hanno portato tafferugli o scontri con le forze dell’ordiequiparabili alla crisi economica. ne accorse come di consueto. Una manifestazione tranquilla e civile che ha visto i Richieste concrete che non possono non arrivare all’atcommercianti del centro, riconoscibili da bandiere e cappel- tenzione delle autorità preposte che, necessariamente, non lini realizzati a tre mesi dalla fondazione dell’associazio- possono più ignorare la condizione del motore economico ne, affiancati ai navigati rappresentanti di Confesercenti e dell’Italia.

LA DINAMICA DELLE IMPRESE NONOSTANTE TUTTO C’E’ CHI CI CREDE

L

a situazione di crisi è senza dubbio drammatica come dimostrano molti casi di cronaca locale che negli ultimi mesi hanno popolato le pagine di giornali la situazione economica padovana sembra essere in ripresa come dimostrano i dati dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Padova. Numeri alla mano la provincia con 13.431 unità, di cui 9.836 sono sedi legali e 3.595 unità locali (sedi secondarie, negozi, depositi) si posiziona al 22 esimo posto in Italia per numero di imprese del settore e al secondo in Veneto solo dopo Venezia. A seguire si posizionano Verona, Treviso e Vicenza. I segnali di ripresa sono evidenti se si confrontano con quelli degli anni precedenti. Ben 162 attività commerciali in più rispetto al 2011 con un aumento del 1,2% percentuale ben superiore a quella nazionale e veneta pari

a +0,1%. Una crescita dovuta anche all’aumento di imprese che investono nel commercio elettronico, +9,4%, dimostrando ancora una volta quanto sia fondamentale puntare in tale direzione non solo per prodotti tecnologici ma anche per tutte le altre categorie merceologiche. Oggetto dell’e-commerce infatti non solo prodotti tecnologici ma anche abbigliamento, alimentari regionali tipici, prodotti informatici e relativi alle telecomunicazioni. Tra il 2012 e 2013 è aumentata anche la presenza di imprese a maggioranza extracomunitaria, passate da 7 a 77, che vedono la loro attività concentrarsi in particolari tipologie commerciali come distributori automatici, abbigliamento, ambulanti alimentali e ambulanti della moda. Un quadro che lascia ben sperare in una ripresa ancor più notevole nel 2014. M.C.

Triste primato dei suicidi

un numero verde per un primo aiuto

U

n triste primato, quello detenuto dalla provincia di Padova, che conta il maggior numero di suicidi da quando la crisi ha cominciato a mettere a dura prova l’economia locale e le piccole medie imprese, che ne sono le fondamenta. I recenti suicidi hanno portato alla luce una situazione ancora drammatica per l’economica locale che non cessa di dimostrarsi in tutta la sua tragicità.Una situazione che ha portato ad istituire un numero verde anti suicidi che, a conferma del dato precedente, riceve il maggior numero di chiamate provenienti dalle provincie di Padova e Vicenza. All’800 33434 in 19 mesi sono arrivate 1.137 chiamate frutto della disperazione di imprenditori soprattutto veneti (poco più di un centinaio le chiamate da fuori regione) che hanno ricevuto supporto e sono stati accompagnati in un percorso verso la serenità. M.C.


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Spazi Spazi Aperti aperti 27 13 La proposta di Legambiente Secondo Lorenzo Cabrelle del direttivo la soluzione è quella di modificare la destinazione d’uso

“Piazzale Boschetti nuova area verde” L’ex stazione delle corriere di Padova potrebbe essere punto di collegamento con l’area monumentale degli Scrovegni

Trasferito il progetto dell’auditorium l’associazione punta all’ambiente

di Emanuele Masiero

L

a prossima sfida di Legambiente? Rendere Padova una città sostenibile. A partire dagli spazi verdi, ma in generale stando molto più attenti alla gestione del tessuto urbano e visto il periodo elettorale il primo appello è andato ai candidati sindaci. Con una cartolina molto eloquente, Legambiente ha esortato gli sfidanti in lizza per la poltrona di primo cittadino, ad avere cura di Padova con uno slogan che non lascia spazio a dubbi: “Via le mani dalla città, salviamo il paesaggio”. Proprio in questi giorni, si sta consumando un dibattito acceso sulle sorti dell’ex stazione delle corriere di Padova. Un’area di grandi dimensioni situata nel cuore di Padova a ridosso del principale corso d’acqua e dei giardini dell’Arena. La proposta di Legambiente è chiaramente quella di trasformare piazzale Boschetti in un’area verde. “Le ultime esternazioni del presidente della Provincia Barbara Degani parlano della volontà di contestare il contratto di permuta, stipulato nel 2007 – ha commentato Lorenzo Cabrelle del Direttivo Legambiente Padova - in ragione di questo contratto la Provincia ha ceduto al Comune l’area di piazzale Boschetti ricevendo in cambio, senza alcun conguaglio, una potenzialità edificatoria di

40.000 metri cubi all’interno del PP1 (piano di trasformazione urbanistica dell’area dell’ex gasometro tra via Valeri e via Trieste)”. Le prime ipotesi, già tramontate a causa di una serie di imprevisti, prevedevano una torre di oltre cento metri e una doppia schiera di ville urbane oppure un auditorium. Ma le proposte non hanno preso vita e Provincia e Comune si sono ritrovati con due aree edificabili da riprogettare. “Tra i rappresentanti delle due amministrazioni sono iniziate delle accuse reciproche, attraverso esternazioni che tradiscono più la volontà di alimentare la competizione politica che non quella di ricercare assieme una soluzione che garantisca il migliore assetto urbanistico delle due aree, nell’interesse della città e dei suoi abitanti – ha continuato Cabrelle - La proposta della Degani di rientrare in possesso dell’area Boschetti per destinarla a parco è senza dubbio interessante. Peraltro anche il sindaco reggente Ivo Rossi, quando ha deciso di trasferire altrove l’Auditorium, aveva indicato nella sistemazione a parco la futura destinazione dell’area, pur non rinunciando a realizzare una certa volumetria a ridosso dei due edifici esistenti”.

La vasta zona di piazzale Boschetti, ora si parla di una sua riconversione da zona urbanistca a parco cittadino

Il problema sembra essere proprio la capacità edificatoria delle due aree di proprietà del Comune e della Provincia. La soluzione non può essere la revoca del contratto di permuta perchè il presidente della Provincia si troverebbe nella stessa situazione del sindaco reggente di dover giustificare la rinuncia al valore immobiliare dell’area qualora decidesse di attrezzarla a parco. Ma mentre il Comune può decidere di spostare la capacità edificatoria di piazzale Boschetti altrove, risolvendo così l’aspetto economico della diversa destinazione d’uso, ciò non è possibile per la Provincia, che rischia di essere imputata di danno patrimoniale qualora dovesse rinunciare al proprio volume edificabile. Per Legambiente la soluzione più logica va in di-

rezione del rispetto per l’ambiente. “Proponiamo una variante urbanistica che preveda la destinazione a verde pubblico dell’area di piazzale Boschetti – ha spiegato Cabrelle – in questo modo si risolvono, per entrambe le amministrazioni, gli aspetti patrimoniali relativi alle volumetrie soppresse. Un punto fermo deve rimanere la vocazione culturale di questo brano della città, dove l’area a verde di piazzale Boschetti deve essere collegata ai giardini dell’arena e rappresentare la porta verde di accesso all’area monumentale della cappella degli Scrovegni e del complesso degli Eremitani, nonché del percorso culturale che si sviluppa verso il centro Altinate S. Gaetano e verso le basiliche del Santo e di Santa Giustina”.

UN LAvORO PER 135 DISOCCUPATI

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35 disoccupati avranno di nuovo un lavoro, coinvolgendo 48 Comuni della bassa padovana, Regione Veneto, Fondo Straordinario di Solidarietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Padova Tre, Confcooperative e Consorzio Padova Sud, per un finanziamento complessivo che si avvicina al milione di euro. Un progetto importante che ha preso forma grazie alla scelta di elaborare una proposta unitaria per reperire i fondi necessari e inserire il maggior numero di persone. Una scelta attuata con la cabina di regia del Consorzio Padova Sud, un ente che si occupa principalmente di gestione rifiuti e tematiche ambientali. La Regione Veneto ha stanziato 5 milioni di euro per finanziare un’iniziativa finalizzata a dare una risposta lavorativa alle persone senza occupazione e senza la tutela degli ammortizzatori sociali, dando la possibilità a gli over 35 disoccupati di beneficiare di questi finanziamenti. Sono molteplici le figure che hanno permesso la realizzazione di questo progetto: la Regione Veneto che ha finanziato il progetto con 296.125 euro per i Comuni sopra i 5.000 abitanti, la Fondazione Cariparo che con il contributo di 250.000 euro ha permesso anche ai piccoli comuni di partecipare al progetto, Padova Tre che ha contribuito per 200.000 euro ed infine il contributo importante dei Comuni pari a 191.228 euro per un ammontare finale complessivo di 937.353 euro. “Grazie a questi finanziamenti sarà possibile assumere nel corso del 2014, nel-

le varie cooperative presenti nel territorio, 135 persone disoccupate, per un periodo di 6 mesi per 16 ore settimanali – ha spiegato Stefano Tromboni, Direttore del Consorzio Padova Sud - Questo reinserimento nel mondo lavorativo darà a queste persone la possibilità di confrontarsi con un modo di lavorare differente dal loro, relazionandosi con soggetti diversi per rimettersi in gioco. I 48 comuni coinvolti avranno a disposizione nuova forza lavoro che potrà essere impiegata nelle biblioteche o nei musei, svolgere attività amministrative, di assistenza ai convegni, di supporto scolastico e assistenza agli anziani o saranno coinvolti in altri servizi a beneficio del cittadino come interventi di igiene urbana, pulizia del territorio o giardinaggio di aree pubbliche”. E.M.

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di Ornella Jovane

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li atti di prepotenza e le forme di comporta- proprio dall’anonimato, si trasformino e diano il peggio mento aggressivo che si esercitano nel web di sè”. possono creare danni enormi sugli adolescenti Ma, forse, il peggiore dei connotati che si possono che le subiscono perché si sentono fragili, soli e indifesi attribuire al cyberbullismo è la disumanizzazione dell’atto proprio in quel mondo virtuale nel quale si erano rifugiati. stesso. Incapaci di affrontare la minaccia o, nei casi più gravi la “Se nella realtà - esemplifica lo psicoterapeuta - fra persecuzione, vivono con disperazione l’umiliazione della gli spettatori che assistono ad un atto di prepotenza o di vessazione che si traduce in pensieri tormentati, difficoltà violenza ad un certo punto c’è chi interviene per fermare esistenziale ed incapacità di trovare una via di uscita”. lo scempio, nella rete manca il ritorno empatico, si assiste Il bullismo informatico e le nefaste conseguenze “passivi” come se si stesse vedendo un film, senza che che può avere sulla vita dei ragazzi è un tema di gran- nessuno intervenga”. de attualità che la cronaca ha recentemente richiamato “I social network - commenta Busato - sono una inteall’attenzione dei media con il caso della ragazza di Cit- ressante forma di partecipazione e di comunicazione che tadella che si è tolta la vita lanciandosi dall’ultimo piano tuttavia va utilizzata con responsabilità. Fondamentale da di un albergo, spinta a suicidarsi dalle offese di probabili questo punto di vista è il ruolo degli adulti che devono, sencoetanei sul sito web Ask.fm. Quali sono le caratteristiche za remore e con autorevolezza, lavorare sull’educazione del bullismo informatico, quali le degli adolescenti”. In che modo? conseguenze e come difendersi dagli Un atteggiamento “Rendendo - risponde concluimbarazzante attacchi on-line? dendo Busato - i giovani consape“Il cyberbullismo - risponde Lino si può trasformare voli di rischi e pericoli della rete, Busato, psicologo e psicoterapeuta in video che sviluppando nei nostri ragazzi il - ha delle specifiche caratteristiche si ricorderà all’infinito senso critico per attrezzarli a saper che rendono, rispetto al bullismo distinguere tra il bene e il male. nella vita reale, ancora più disastrose le conseguenze. Non è un compito facile nè circoscritto alle occasioni ma un Innanzitutto è sufficiente un singolo episodio per procurare lavoro che si deve svolgere nei tempi lunghi, sin dalla scuodanni enormi nei confronti della vittima. Un atteggiamento la primaria. E’ fondamentale il passaggio dell’educazione imbarazzante, colto magari occasionalmente durante una socioaffettiva, insegnare cioè ai bambini a stare insieme, festa, si può trasformare in un video scomodo o umiliante educarli all’accettazione dell’altro, al rispetto dell’altro e a che postato, sui social network, apre ad una vetrina ster- vedere e sentire le sofferenze e le emozioni di chi ci sta minata di testimoni. L’umiliazione sarà dilagante anche nel di fronte”. tempo. Il fatto in sè non è circoscritto al momento in cui “Comportamenti basati su forme di prepotenza eserciaccade, ma disponibile 24 ore su 24 nel web. La vittima tate da uno o più soggetti su un minore, ovvero i cosiddetti dell’aggressione subisce l’umiliazione e, nei casi più gravi, atti di bullismo legati all’età, ci sono sempre stati. Ciò che la persecuzione senza tregua, che si dilata all’infinito nello è cambiato, nella rete, non è tanto l’impatto in termini spazio e nel tempo”. quantitativi del fenomeno quanto, piuttosto, il grado di “L’anonimato dietro cui si può tranquillamente na- percezione dello stesso e soprattutto la gravità dell’effetto scondere il “carnefice” è un’altra delle caratteristiche del provocato su chi lo subisce”. Tommaso Palumbo, primo cyberbullismo - prosegue Busato - che spiazza e inquieta la dirigente della Polizia di Stato, dirigente del Compartimenvittima. Accade che ragazzi che nella vita reale non avreb- to Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto, è bero mai comportamenti discutibili, nel web, incoraggiati impegnato in iniziative di sensibilizzazione ed informazio-

In alto Lino Busato, psicologo e psicoterapeuta, sotto tommaso Palumbo, dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto

ne rivolte ai giovani e agli adulti, genitori ed educatori, sul ficazione della vittima”. tema dei social network, della navigazione sicura e sui “Nei nostri uffici – racconta – giungono genitori che pericoli, più o meno nascosti, della rete. richiedono di oscurare video o rimuovere foto e messag“Un tempo – spiega – ci si muoveva in modo sponta- gi mortificanti per i propri figli. Va precisato tuttavia che neo, oggi l’attività in chiave di prevenzione è strutturata e l’operazione richiede il necessario intervento dell’Autorità progettata. La Polizia Postale e la Polizia di Stato si muove giudiziaria e non sempre è agevole e scontata. Senza conin team con il Dipartimento di Pubblica sicurezza del Mi- tare il fatto che, nel tempo di permanenza in rete, video, nistero dell’Interno, col Miur e in partnership con le stesse foto e messaggi possono essere scaricati e i fruitori si molaziende che offrono servizi per la navigazione in internet”. tiplicano a dismisura”. Rivolge l’attenzione in modo specifico al mondo dei Ci sono poi da tener presente le conseguenze legali e social network il progetto itinerante “Una vita da social” penali causate dalla richiesta di rimozione o oscuramento che la Polizia Postale e la Polizia di Stato stanno portando di materiali da internet, dal momento in cui si decide di sul territorio. “Ci muoviamo con un trak attrezzato con fare ricorso alle autorità giudiziarie. aula multimediale – spiega il primo dirigente – nel quale Insomma quella che nella vita reale può essere conorganizziamo incontri con gli studenti e la cittadinanza. siderata una ragazzata, legata alle intemperanze dell’età La presenza di testimonial, personaggi famosi del mon- e catalogata come un comportamento tipico adolescendo dello sport, della cultura e dello ziale, da punire ma nell’ambito spettacolo vicini ai giovani, aiutano Quello che nella vita ristretto della famiglia o comunque a veicolare in modo ancora più reale è una del contesto nel quale si consuma, efficace i messaggi “educativi e “ragazzata” nella rete e tuttavia con una buona dose di informativi” che andiamo portando può diventare un tolleranza, nella rete può diventare reato perseguibile in giro per le città”. facilmente un reato perseguibile. Le tappe venete del percorso “Le nuove tecnologie – fa ositinerante sono programmate per il prossimo 14 aprile a servare il dirigente di Polizia postale - che hanno potenPadova e il 15 a Venezia. zialità enormi, possono perciò diventare insidiose in caso Ed è proprio la tematica dei social network che richia- di comportamenti “insani”, come appunto gli atti di bullima la maggiore attenzione e soprattutto invita a tenere smo, che, se nella vita reale abbiamo imparato ad arginaalta la guardia nell’ambito degli incontri a rischio cyber re, non siamo ancora in grado di gestire con padronanza bullismo. nel web, soprattutto perché non abbiamo ancora fatto gli “La maggiore differenza tra un atto di bullismo nella anticorpi per tenere sotto controllo le conseguenze, che a vita reale e uno subito nella rete – spiega Palumbo – è volte possono essere davvero dolorose”. l’enorme risonanza che quello informatico riesce ad avere, L’unico fronte sul quale si può lavorare con profitto per la possibilità, che offre il web, di moltiplicare all’in- rimane dunque quello della prevenzione. finito i testimoni e l’atto stesso. Una scena di violenza “I figli – conclude Tommaso Palumbo - vanno seguiti, ripresa dallo smartphone – non necessariamente da un ancora prima che nella rete, nella vita reale: vanno responamico o conoscente della vittima che subisce ma anche da sabilizzati ed educati ai valori e al rispetto dell’altro. Vanno una persona sconosciuta che si trova per caso ad assistere sensibilizzati e va insegnato loro che ogni azione che comall’atto di bullismo – una volta postata su Facebook o piono nei confronti degli altri ha delle conseguenze delle su WhatsApp avrà una platea sterminata di visitatori. E quali sono essi stessi responsabili e di cui sono chiamati a questo con la conseguenza di aumentare lo stato di morti- rispondere”.

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IL DIRITTO DI CAMBIARE


Il Veneto in primo piano 11 29 Il saggio”Il profumo dei limoni Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” di don Jonah Lynch

Dall’illusione di essere ovunque al rischio di distacco dal mondo reale di Ornella Jovane

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l profumo intenso dei limoni, il ruvido della buccia gialla, il loro sapore asprigno. Tatto, olfatto e gusto: sono i tre sensi stimolati dalla vista delle piante che si affacciano nel giardino, verso il quale casualmente lo sguardo si rivolge. La realtà in tutta la sua pienezza non può essere vissuta nella rete: tre quinti di essa, tre dei cinque sensi, non viene percepita. E’ questa la premessa che ha ispirato “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” il saggio pubblicato da don Jonah Lynch nel 2011 e che tutt’ora ispira il vicerettore del seminario della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo a Roma negli incontri con i genitori e docenti sul tema in questione. Recente, al riguardo, il suo intervento a fine febbraio a Vigonza (nel Padovano) sul tema “Io voglio educare”, un ciclo di incontri per non lasciare soli i figli (e anche i genitori) nel mondo virtuale. Nel suo libro “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” lei analizza l’orizzonte delle nuove tecnologie, ne rileva le utilità e i vantaggi ma mette in guardia anche dai limiti e dai disagi. Ci aiuta don Lynch a capire? “È bellissimo poter comunicare in tempo reale con chiunque, in qualunque parte del mondo, raggiungere agevolmente informazioni un tempo quasi introvabili. Al tempo stesso, questa quasi “onnipotenza” del web e della tecnologia in ge-

nerale è anche il suo lato insidioso: l’illusione di poter essere ovunque, poter sapere tutto e contattare chiunque. La vita digitale presenta questa illusione di illimitatezza, che può generare un distacco dal mondo in cui possiamo agire, toccare, sentire i profumi…”. La tecnologia ha avuto un impatto significativo nella vita di tutti, ma imponente in quella dei giovani, tant’è che noi adulti definiamo le nuove generazioni come “nativi digitali”. Non è che in nome di questa definizione accettiamo - noi adulti - in modo incondizionato e talvolta acritico la massiccia invadenza della dimensione virtuale nella vita dei nostri ragazzi? “Secondo lei, i nostri figli appartengono alla nostra stessa specie? Cioè, chi è nato dopo la rivoluzione tecnologica, che ha prodotto Facebook, Google e gli altri, ha la stessa natura di me e di lei? A mio parere, la natura umana più perfetta è quella di Maria, madre di Gesù. E il Concilio Vaticano II ha detto che Cristo svela l’uomo all’uomo. In Lui, cioè, impariamo chi siamo. Certamente Cristo non è stato un passo intermedio nell’evoluzione verso l’”uomo digitale”. Educare ai tempi di Facebook non è poi così semplice: gli adulti hanno gli strumenti e le conoscenze adeguate per dare ai ragazzi un’educazione idonea a sapersi gestire con autonomia e senza farsi male nella vita che sgorga in “rete”, nelle relazioni che si creano con i social

network? “Educare non è mai stato semplice. La realtà tutta mette sempre alla prova la nostra libertà. Siamo sempre liberi di scegliere di allontanarci dalla verità, da ciò che è bello e vero, ma portiamo anche le conseguenze di quelle scelte. Partecipare alla vita dei ragazzi significa partecipare alla loro giornata, interessarsi a loro, ascoltarli. Educarli vuol dire anche proporre le cose più belle che conosciamo. Se siamo convinti di ciò che diciamo, saremo credibili. In particolare, nell’educazione all’uso delle tecnologie, della rete, vale come sempre dare l’esempio. Quanti di noi adulti sanno rinunciare alle notizie sul telefonino o all’ultimo video su Facebook? Ai ragazzi che educo ho proposto il “digiuno digitale”, il fare a meno, per gran parte della giornata, degli strumenti tecnologici. Domandiamoci: utilizziamo i nostri mezzi di comunicazione, o ne siamo schiavi? Impariamo noi adulti a decidere: ora spengo il cellulare, mi concentro interamente sulla persona che è qui, davanti a me. Questa riscoperta può darci la forza di accompagnare anche i nostri ragazzi”. Si possono creare relazioni di qualità attraverso i social network? O una società iperconnessa in realtà rivela solo delle enormi solitudini, o quanto meno delle relazioni superficiali? “Senza dubbio l’”iperconnessione” può assottigliare lo spessore dei nostri rapporti, può renderli fugaci, veloci come

A lato Don Jonah Lynch sotto il suo volume “Il profumo dei limoni. tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook”

un tweet o un sms. D’altra parte, però, il web e tutto ciò che offre fa parte della realtà, il web stesso è parte della realtà. Nell’esperienza di una grande amicizia, l’altra persona diventa parte di me, in maniera così profonda che sentiamo la ristrettezza del canale digitale, che è, per sua natura, selettivo, che lascia da parte, inevitabilmente, tante sfumature della realtà”.

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30 12 Il Veneto in primo piano Il docente e le nuove tecnologie. Consigli del professor Pietro Gavagnin agli educatori

“Anche gli adulti devono esserci in rete, senza paura” “Una delle vie maestre per la promozione della sicurezza on line è una combinazione equilibrata di protezione e responsabilizzazione” di Ornella Jovane

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l cielo in una stanza: opportunità e pericoli della rete” è il titolo emblematico di un ciclo di tre appuntamenti che iniziati il 14 marzo a Mestre, presso la scuola media “Don Milani”, proseguiranno il 27 del mese a San Donà di Piave, all’istituto “Ippolito Nievo”, e il prossimo 11 aprile a Chioggia al Galileo Galilei. Agli incontri, organizzati dal Forum provinciale associazione genitori scuola di Venezia, prenderà parte il professor Pietro Gavagnin, docente al Liceo Morin di Mestre, vincitore con il suo progetto pgava.net della sezione “docente dell’anno” al premio nazionale 2013 “Anp per l’innovazione”. Una iniziativa, giunta alla quinta edizione, che si pone come obiettivo quello di diffondere l’uso delle tecnologie informatiche nell’insegnamento. E’ lui, insegnante ed esperto di informatica, che spiega agli adulti, genitori ed educatori, come gestire il confronto con la wireless generation. Quali sono le opportunità e i pericoli della Rete per gli adolescenti?

“Di pericoli ce ne sono. Ma sono sostanzialmente gli stessi pericoli che incontriamo nella vita: quando usciamo, quando ci rapportiamo agli altri, quando manipoliano i nostri dati. L’importante è non farsi prendere dal panico perché altrimenti non lasceremo più uscire i nostri figli neppure per strada o dagli amici. Un innocuo coltello da cucina può servire per spezzettare alcuni semplici rametti di prezzemolo ma può essere anche un’arma pericolosissima! Opportunità ce ne sono molte ed anzi, oggi quando non possiamo connetterci tutti noi sentiamo come una sensazione di mancanza. Internet non solo è serbatoio quantitativamente sconfinato di conoscenza ma può essere il motore o l’occasione per instaurare nuove relazioni (pur con le dovute cautele). Se si usa con acutezza. Se si usa con competenza. Se si usa con coscienza. Se si usa con conoscenza”. Come possono i genitori “prevenire” i pericoli? “Non credo servano proibizioni (che

hanno un effetto spesso contrario). Con i giovani le figure di “mediazione” (genitori, insegnanti) devono convincersi che sia importante “esserci”, nonostante noi genitori sappiamo bene che a volte è difficile: i nostri figli devono sapere che ci siamo. Per aiutarli, per consigliarli, per indirizzarli, per proteggerli. Una delle vie maestre per la promozione della sicurezza on line è una combinazione equilibrata di protezione e responsabilizzazione”. Cosa dire ai ragazzi perché si proteggano dalle violazioni del web? “Quello che ci si sente dire quotidianamente: non “distribuire” a cuor leggero dati personali. Non accettare facilmente “amicizie” da persone che non si conoscono. Non aprire allegati o compilare e spedire form senza la consapevolezza di ciò che si sta facendo. Purtroppo però uno dei pericoli della rete che purtroppo sta diventando sempre più una moda è il Sexting (sex+texting = autoscatti in pose sexy). E qui ritorniamo al discorso di prima. Per noi adulti è necessario esserci. Ma non passivamente. Ciò a cui

Il professor Pietro Gavagnin dobbiamo tendere è una educazione, una formazione complessiva della personalità del ragazzo che serva sempre, online e offline”. Come possono gli adulti inserirsi con autorevolezza e tutelare i ragazzi dalle insidie che il web nasconde se ne sanno meno e sono meno attrezzati di loro? “Devono attrezzarsi. Ovvio. Scusi se mi ripeto ma in quell’”esserci” di cui ho parlato in precedenza ci sta dentro tutto! Lo so, può essere difficile. Ma può risultare anche divertente e…utile! Per quanto riguarda gli insegnanti ad esempio è assolutamente necessario saper usare il web, e per questo è necessario praticarlo. E’ lo stesso motivo per il quale nelle scuole professionali insegnano docenti che praticano un certo mestiere. Quando mi riferisco alla necessità di un aggiornamento serio da parte degli insegnanti non voglio sottolineare l’importanza di “contenuti” (e qui si spiega l’inutilità dei

vari corsi e progetti che l’amministrazione negli anni ha organizzato) quanto l’importanza di pratiche, di “buone” pratiche. E’ fondamentale non avere paura del mezzo, è fondamentale saperlo dominare”. E’ vero che i ragazzi temono il bullismo virtuale? In che misura? “Il bullismo è molto più diffuso offline che online ma esser vittima di cyberbullismo è un’esperienza dolorosa per la maggior parte dei ragazzi intervistati nelle indagini scientifiche che si fanno periodicamente. Per questo motivo, dati alla mano, posso confermare che il bullismo virtuale faccia male (l’85% dei giovani che l’hanno provato si sono dichiarati infastiditi o turbati) credo anche per una sensazione di solitudine e di impotenza che la vittima sente e che viene moltiplicata e amplificata dalla “solitudine” tipica del mezzo: usiamo la rete standocene da soli”.

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Anche in Italia si ricorre al ritocco estetico per apparire più giovani nella foto di Facebook

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i solito è l’impietosa videocamera del telefono o del computer, oppure è una fotografia scattata da amici e condivisa in rete. Capita di rivedersi da un’ottica diversa e, spesso, si scopre un’immagine di sé che non ci si aspetta. Doppio mento, occhiaie e qualche ruga che erano sfuggite, magari, davanti allo specchio, vengono invece alla luce con i nuovi social network e i nuovi media. E la bellezza nell’era 2.0 non fa sconti a nessuno. “Oggi si scattano foto o si girano video con maggiore frequenza rispetto al passato e ci sono quindi anche più occasione per confrontarsi con la propria immagine e con i segni del tempo - osserva Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano -. Si notano più facilmente i cambiamenti: una piccola ruga, l’occhiaia più marcata o la palpebra leggermente cadente che attribuisce un’aria stanca ci fanno vedere come effettivamente ci vedono gli altri”. Negli Stati Uniti hanno già ribattezzato la tendenza “facebook-lift”. Pur essendo difficile misurare il fenomeno, qualche segnale del diverso approccio dei pazienti c’è anche in Italia: innanzitutto “i pazienti quando

si presentano in studio hanno ben chiaro dove vogliono intervenire e cosa attenuare. Inoltre i modelli di riferimento non sono più tanto i divi del cinema o delle passerelle, come poteva essere fino a qualche tempo fa, quanto loro stessi, solamente qualche anno prima”, continua il chirurgo estetico. I social stanno diventando quindi lo specchio del tempo che passa. Cambiando così l’approccio alla chirurgia estetica. “In effetti prima ci si rivolgeva dal medico estetico in occasioni di importanti cambiamenti nella propria vita: un matrimonio o una separazione, una gravidanza o un nuovo lavoro, erano questi i principali motivi che spingevano i pazienti, indistintamente uomini e donne, in studio -, ricorda Gilardino. - Oggi la tendenza è diversa. Chi era diffidente anche davanti ad una iniezione di filler, chiede di poter migliorare il proprio aspetto attenuando qualche segno del tempo dal proprio viso”. Le richieste si concentrano prevalentemente nella zona del volto. “Nella maggior parte dei casi si tratta di attenuare qualche ruga del contorno occhi oppure restituire volume a delle labbra che si sono assottigliate troppo”.


Il Veneto in primo piano 13 33 Sicurezza Troppi mendicanti professionisti che, spesso, molestano i cittadini

Povertà o racket? Lotta congiunta agli accattoni Le tre provincie Padova, Treviso e Venezia stringono un patto per combattere l’accattonaggio crescente mettendo insieme le forze di polizia

Mendicanti violenti Le donne hanno paura

di Germana Urbani

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iro di vite per arginare un fenomeno crescente dietro al quale, però, non c’è solo la miseria. Probabilmente c’è anche la malavita organizzata. Da marzo polizie locali, questure e prefetture dei tre capoluoghi Padova, Treviso e Venezia si riuniranno per fare il punto della situazione e definire strategie per affrontare il problema come un’unica realtà urbana: la città metropolitana. Al vertice saranno invitati anche i funzionari delle rispettive Questure. La giunta di Treviso ha dato il via a quest’azione congiunta sicura che ci voglia una visione ampia del problema per provare a risolverlo, in quanto esisterebbe una struttura organizzata che usa alternativamente le tre città facendo leva su persone disperate che finiscono in questa rete. Le prime voci di denuncia di questo fenomeno sono venute da chi i poveri li conosce bene. Tra loro il direttore della Caritas veneziana, monsignor Dino Pistolato, che ha accolto la decisione con un plauso. “L’elemosina è un atto di misericordia – ha detto – ma più volte abbiamo denunciato che l’accattonaggio sta diventando un business per qualcuno. Furboni che chiedono il pizzo per mendicare in un angolo di strada, con percosse e minacce, che sfruttano e ricattano gente in situazione d’indigenza. Quindi bene se si riesce a fare una barriera comune in un territorio vasto e che chi se ne occuperà colpisca davvero il racket e non i veri poveri”. Contro l’accattonaggio i primi cittadini e la polizia locale non possono quasi nulla, solo elevare delle sanzioni che dovrebbero servire almeno come deterrente ma che in realtà non risolvono granché. A Padova nel 2013 sono state elevate 619 sanzioni per accattonaggio molesto. “Siamo arrivati a oltre 50 a carico di una singola persona - precisa Ivo Rossi -. Questa attività

ha già portato la polizia locale a fare richiesta alla questura di allontanamento di 8 persone”. A Treviso nello stesso anno sono state 250 le sanzioni e dall’inizio del 2014 sono già una settantina. Non serve a nulla neanche sequestrare il denaro che il mendicante ha raccolto sino al momento della sanzione. Questi torna comunque a fare il suo “mestiere” il giorno dopo. “Quando le sanzioni non hanno più effetto – ha detto il vicesindaco e assessore alla sicurezza di Treviso Roberto Grigoletto – occorre trovare rimedi efficaci. Gli accattoni molesti legati al racket verranno riconosciuti dalla polizia locale, saranno identificati dagli agenti e accompagnati in questura. Verrà loro notificato un provvedimento di pubblica sicurezza, il foglio di via. Se torneranno a Treviso nei tre anni di allontanamento, verranno definitivamente allontanati con un decreto penale”. “Sono contrario all’introduzione del divieto di accattonaggio” aveva detto l’estate scorsa il sindaco di Venezia Orsoni, dichiarando in anticipo che non aveva intenzione di replicare Cacciari che, per risolvere la questione del centro storico, fece un’ordinanza apposita tra mille polemiche. Certo con la prefettura si è valutata l’applicazione del foglio di via con rientro coatto, e ora questa convenzione PaTreVe dà una ulteriore spinta verso la regolamentazione di un fenomeno che a Mestre e Venezia è davvero pesante. I tre sindaci solleciteranno anche interventi su scala nazionale per colpire le organizzazioni criminali che molto spesso stanno dietro a questi mendicanti: “Chiederemo - conferma il primo cittadino di Treviso l’introduzione di un reato che punisca lo sfruttamento in forma associativa dell’accattonaggio”.

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In alto a sinistra il sindaco di Padova Ivo Rossi, di seguito Giorgio Orsoni sindaco di Venezia e sotto Giovanni Manildo, sindaco di treviso

veva alzato un vero e proprio polverone la scelta del parroco di San Lorenzo a Mestre che, nei giorni della messa aveva deciso di impiegare dei giovani come “guardie parrocchiali” allo scopo di allontanare i mendicanti rom che, appostati sul sagrato o, peggio, durante le unzioni all’interno della chiesa, chiedevano ai fedeli l’elemosina. Quindi don Fausto Bonini, un uomo mite, aveva deciso di blindare le messe. “Se anche don Fausto Bonini – aveva commentato il sindaco Orsoni -, che è una persona di grande equilibrio e dedito alla carità, è arrivato a prendere questi provvedimenti è chiaro che il problema il problema ha raggiunto un grado limite”. Orsoni ci tiene però a sottolineare come occorra stare attenti a non fare di tutta l’erba un fascio. “Confondere l’accattonaggio riconducibile al racket con chi mendica per necessità sarebbe un errore. E anche sul fronte del racket – ha proseguito Orsoni - serve una netta distinzione tra sfruttati e sfruttatori. Ma di questo se ne devono occupare le forze dell’ordine”. Ma il problema sicurezza c’è e lo sentono soprattutto le donne che, mentre fanno le loro spese in centro si vedono improvvisamente avvicinare da uomini che insistentemente chiedono un euro o di più. “Mendicare è possibile – afferma Leda Cossu, anima del volontariato mestrino – ma la violenza è un’altra cosa. Tra gli accattoni violenti c’è chi alza anche minaccioso il bastone verso le donne, fingendo di zoppicare, controllandole a distanza. Una violenza che fa paura”. E certo di questa situazione non sono felici i commercianti che conoscono bene il problema che, a detta loro è stato tollerato o sottovalutato troppo a lungo. “ In molte zone della città – ha detto Dario Corradi, dell’Ascom - si è abbassato il livello di vivibilità. E quando sento che i turisti di un bus vengono circondati e viene loro impedito di scendere perché non sganciano l’euro, allora dico che non è accattonaggio, ma criminalità, che va combattuta e che danneggia l’immagine della città. Noi commercianti però vediamo i vigili solo quando si tratta di controllare se lo spazio del plateatico è stato sforato di cinquanta centimetri. È giusto che lo facciano, non voglio dire di no, ma ci piacerebbe venderli in azione anche per prevenire episodi come questi”.

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34 Cultura provinciale

Cultura provinciale 17

Scienza ed esplorazione L’Università di Padova partecipa all’ambiziosa missione di respiro europeo

Padovani gli “occhi” sullo spazio

fino al 2015

Al via la progettazione del sistema di telescopi che sarà installato sui satelliti alla ricerca di pianeti di Laura Organte

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uattrocento anni dopo Galileo, che con il suo cannocchiale spinse l’occhio umano dove mai nessuno aveva potuto guardare, Padova torna ad essere al centro di una grande impresa scientifica, sui passi del grande scienziato. Sarà qui infatti che verrà progettato il cuore – costituito da un sistema di telescopi – di uno dei due satelliti che avranno il compito di scovare i gemelli della terra. Il compito di Cheops e Plato, questi i nomi delle due sonde spaziali, sarà quello di comprendere la struttura di altri sistemi solari, scoprire la composizione e la struttura dei loro esopianeti e trovare la collocazione, nelle vicinanze del Sistema Solare, di quelli che hanno le medesime caratteristiche della Terra. Cheops volerà nel 2017 in orbita attorno alla Terra, mentre Plato salirà in rampa di lancio nel 2024 per immettersi in orbita attorno al Sole. I telescopi montati sui due satelliti, veri e propri osservatori astronomici specializzati in queste ricerche, saranno molto diversi fra loro. Su Cheops uno uni-

eventi e moStre

Il Sottopasso della Stua co scruterà una stella alla volta, mentre il rivoluzionario Plato avrà ben 34 obbiettivi grandangolari che scandaglieranno per 8 anni il cielo. Sembra l’inizio di un romanzo di fantascienza, ma si tratta di una svolta epocale per la storia dell’astronomia: “Verrà prodotto un inventario di pianeti che sarà oggetto di ricerche per decenni a venire – spiega il professor Giampaolo Piotto dell’Università di Padova – una rivoluzione culturale comparabile a quella dei primi cataloghi stellari”. Il gruppo padovano che lavorerà alla costruzione dei due satelliti e allo sfruttamento scientifico dei dati comprende ricercatori dell’Osservatorio Astronomico di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Galileo Galilei” dell’Università di Padova ed è finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana. “Gli occhi di Plato - spiega Roberto Ragazzoni dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - sono costati lo sforzo di un gruppo a cura di Laura Organte

“EXCALIBU” AL TEATRO GEOX Il 30 marzo al Gran Teatro Geox approda “Excalibur”, un musical scritto e diretto da Mario Restagno con musiche di Giovanni Maria Lori, prodotto da Teatro dei Sogni. Excalibur porta in scena una delle storie più fantastiche e avvincenti di tutti i tempi: Maghi e Streghe, innamoramenti e filtri magici, eroici cavalieri, belle dame e insidiosi tradimenti. Lo spettacolo stupisce il pubblico con potenti colpi di scena ma chiede di usare memoria e intelligenza per entrare nel profondo della storia, dove si celano tematiche forti che interrogano l’esistenza umana. Per maggiori informazioni consultare il sito internet dedicato allo spettacolo.

MUSICA E SAPORI D’IRLANDA Nuove tensostrutture, aree all’aperto, ma soprattutto 100 bands da tutto il mondo che avranno a disposizione ben tre palchi. Si annuncia così l’evento dedicato all’Irlanda in scena anche quest’anno al Gran Teatro Geox di Padova dal 12 al 17 marzo. Non mancheranno il mercatino, ristoranti a tema e un vero pub irlandese per entrare nell’atmosfera. E per bambini e famiglie, animazioni, giochi e spazi per il divertimento, per tutti gli amanti dell’Irlanda, della sua musica, dei suoi sapori e dell’allegria contagiosa che distingue questo Paese.

GALÀ DELLA LIRICA CON BATTISTINI Dopo il successo del 2013, torna il 6 aprile al Gran Teatro Geox il Gran Galà della Lirica. Nel 2013 fu Verdi il riferimento, quest’anno saranno invece le più belle arie del ’900 ad essere protagoniste, tra Puccini e Verdi, con alcune sorprese come Saint Saens o Arrigo Boito. Sul palco quattro importanti nomi della lirica internazionale, come la soprano Raffaella Battistini, il tenore Ernesto Grisales, la mezzo soprano Anna Maria Chiuri e il baritono Alberto Gazale. Ad accompagnarli la prestigiosa Orchestra Sinfolario, diretta dal Maestro Roberto Gianola. Il coro sarà quello della Città di Rimini, diretto da Gaetano Salvemini.

Sottopasso della Stua, nuovo modo di fare cultura

R Il satellite “Plato” sarà costruito in parte anche a Padova di giovani scienziati padovani che per alcuni anni hanno concepito, disegnato, realizzato un prototipo che è stato testato nelle condizioni estreme del vuoto cosmico, convincendo l’Agenzia Spaziale Europea che i tempi erano maturi per questo epocale progetto”. E l’approvazione è arrivata proprio lo scorso 20 febbraio. “Con un contributo italiano di rilievo anche nel campo dell’elettronica di bordo – osserva la prof.ssa Isabella Pagano, dell’INAF-Osservatorio di Catania –, la

costruzione degli strumenti di Plato è una straordinaria opportunità non solo per i ricercatori italiani (oltre un centinaio quelli coinvolti) ma anche per la nostra industria che vanta competenze di punta proprio nei settori dell’ottica e dell’elettronica spaziali”. Entrambe le missioni godono di un respiro europeo e sono giunte alla selezione dopo una dura sfida che ha visto in competizione le migliori proposte spaziali di tutto il vecchio continente.

iqualificare il Sottopasso della Stua attraverso proposte culturali innovative. Con questo obiettivo l’assessorato alla cultura ha dato in gestione questo spazio fino a tutto il 2015 alle associazioni Kinima e Sugarpulp, selezionate tramite avviso pubblico. Il Sottopasso della Stua, con la sua nuova forma creata e curata da Kinima e Sugarpulp, offrirà dei nuovi servizi ai cittadini, che potranno consultare e usufruire del servizio prestito libri e fumetti, utilizzare l’accogliente ambiente per consultare internet attraverso il servizio hotspot wifi e, soprattutto, trovare nella nuova sede operativa delle due associazioni un luogo di discussione, di confronto e di condivisione. Il Sottopasso della Stua sarà aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. L.O.

L’esposizione Fino al 31 marzo le suggestive incisioni di Miyayama Hiroaki

“Splendori dal Giappone” viaggio ai Musei Civici U

na mostra tra arte e letteratura porta il visitatore nel cuore dell’affascinante cultura giapponese. Fino al 31 marzo i Musei Civici (ingresso da Piazza Eremitani), ospitano l’esposizione “Splendori dal Giappone. Le storie del principe Genji nella tradizione Edo e nelle incisioni di Miyayama Hiroaki”. Protagonista è la suggestione visiva del Genji Monogatari, un romanzo giapponese di 54 capitoli scritto dalla dama di corte Murasaki Shikubu nel periodo Heian (XI secolo), considerata il più importante romanzo dell’epoca e il primo romanzo psicologico o moderno della letteratura giapponese. Nel testo sono raccontati gli amori e le avventure del Principe Genji, noto come il Principe Splendente, fascinoso esempio di cultura e di eleganza di vita. La storia del principe fu illustrata fin dai tempi della sua redazione in rotoli orizzontali risalenti alla fine del periodo Heian e continuò a richiamare l’attenzione degli artisti fino al periodo Edo e ancora nella versione manga, molto popolare in Giappone. Anche la grafica contemporanea si è dedicata ad evocare le ambientazioni raffinate e le vicende di questa storia affascinante. All’interno di quest’ultima spiccano per straordinaria qualità le 55 tavole

Una delle opere esposte

dell’artista di Tokyo Miyayama Hiroaki, che costituiscono il nucleo centrale della mostra. Si tratta di raffinatissime stampe calcografiche, il cui incredibile risalto, del tutto innaturalistico, comporta una tecnica vertiginosa, che prevede l’ottenimento di ogni singolo colore mediante il passaggio di cinque diverse lastre. Il fondo oro su carta preparata a colla è eseguito in un secondo momento, in qualche modo “ritagliando” con contorni impercettibili le immagini già presenti sul foglio. Nelle tavole di Miyayama particolare risalto è dato ai soggetti floreali, che costantemente contornano le storie evocate. Queste presenze sono ben più che un divertissement naturalistico, cosa di cui ci avverte già la loro resa iperrealistica, ma si configurano come un’allusione alla teoria buddista sulla dignità e potenzialità di ogni forma di vita. La documentazione grafica e documentaria della fortuna dell’illustrazione del Genji Monogatari costituisce però solo il secondo nucleo della mostra. In apposite vetrine sono infatti esposte copie della documentazione più antica, esemplari di tavole d’epoca, conservate al Museo Orientale di Venezia ed edizioni del romanzo, che danno conto della sua fortuna e della sua ricezione. Laura Organte


L'Osteria dell'Angolo propone "La cena degli sconosciuti", evento esclusivo per la cittĂ  di

Chiuso domenica sera e lunedĂŹ

Padova, propone la serata il secondo e l'ultimo

mercoledĂŹ del mese una cena che ha aiutato molte persone in tutta Italia a trovare l'anima gemella.


14 Cultura veneta 36 Grandi mostre Fino al 2 giugno al il Museo Correr di Venezia

L’architettura di Léger Oltre 100 opere tracciano la vita artistica di un pittore che ha riflettuto e indagato i mutamenti sociali e tecnologici avvenuti nel corso del Novecento di Alain Chivilò

L

’opera “La ville” (La città) di Fernand Léger eseguita nel 1919, proveniente dal The Philadelphia Museum of Art, rappresenta un valido motivo per visitare la mostra, “Léger. La visione della città contemporanea” che, fino al 2 giugno, il Museo Correr di Venezia propone ai visitatori italiani e non solo. Oltre 100 opere tracciano la vita artistica di un pittore che ha riflettuto e indagato i mutamenti sociali e tecnologici avvenuti nel corso del Novecento, evidenziando anche aspetti meno conosciuti, lungo un percorso di cinque sezioni che caratterizzano l’esposizione: la metropoli prima della Grande Guerra, il pittore della città, la pubblicità, lo spettacolo e lo spazio. Léger, nato in Normandia ad Argentan nel 1881 e deceduto a Gif-sur Yvette ad agosto 1955, elabora uno stile personale che trae le basi dal movimento cubista, passando per una scomposizione astratta e futurista, quest’ultima in una versione statica. La sua pittura è un’ideazione architettonica all’interno della quale gli scenari e le persone vivono di vita propria in equilibri di forme geometriche e colori. A un occhio contemporaneo le forme umane richiamano mondi cibernetici molto più vicini a una visione fantascientifica dei nostri giorni. Lo stesso maestro nel 1914 scrisse un interessante pensiero basilare per il suo proseguo artistico: “Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna l’ha richiesto… La vista dal

finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha alterato l’aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte più impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo… La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme, sono il risultato di tutto questo”. Ecco dunque la chiave di lettura per un’arte d’avanguardia all’interno di un mutare continuo di cent’anni fa. Nel percorso espositivo si possono ammirare dipinti quali il “Fumo sui tetti” datato 1911, “Il tipografo” del 1919, “L’uomo con un bastone” (1920), “Elemento meccanico” (1925) fino al cortometraggio “Ballet mécanique” (1924) e al film, caratterizzato da oggetti d’uso comune che interagiscono attraverso differenti prospettive, “L’inhumaine” che vide la presenza di Man Ray a livello artistico e Dudley Murphy alla regia. Nell’ambito della rappresentazione urbana, vero filo rosso del Correr, sono presenti opere di artisti che hanno condiviso una sperimentazione innovatrice come Robert Delaunay, Francis Picabia, Marcel Duchamp, Charles-Edouard Jeanneret-Gris conosciuto come Le Corbusier, Piet Mondrian e Lazar’ Markovic Lisickij con pseudonimo El Lissitzky. Dunque una mostra imperdibile, per la qualità delle opere, per un Légier che come definiva Le Corbusier è “l’unico i cui dipinti richiedano una nuova architettura”.

Oltre 130 fotografie sono ospitate all’Istituto veneto di Scienze, Lettere e Arti di venezia

IL COLORE DI FONTANA

Cà Pesaro, “Dialoghi americani” fino al 4 giugno

Giuseppe Panza di Biumo, un collezionista d’annata

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otografare è un atto di conoscenza: è possedere. Quello che si fotografa non sono immagini ma è una riproduzione di noi stessi. La creatività non illustra, non imita, ma interpreta diventando la ricerca della verità ideale. La fotografia creativa non deve riprodurre ma interpretare rendendo visibile l’invisibile”. Così il fotografo modenese Franco Fontana, classe 1933, introduce il suo concetto per click impressi partendo da un’inquadratura della realtà. In Italia è stato uno dei primi a intendere il colore non come elemento che ponga troppa evidenza ai dettagli di un ritratto o di uno scenario, ma come un attore protagonista ricco di messaggi. Fu proprio una sua foto, scattata nel 1978 a Baia delle Zagare in Puglia caratterizzata da essenziali fasce cromatiche, ad assumere il manifesto per il suo modo d’intendere l’arte fotografica. Tutto questo viene riunito all’interno della prima retrospettiva che la città di Venezia dedica a Fontana. Oltre 130 fotografie sono ospitate all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti per un’ampia panoramica della sua carriera. Gli esordi partono dagli anni ’60 partendo da elementi tipici del Neorealismo per porre successivamente il suo focus a componenti estetici ed esiti visivi. Dopo viaggi all’estero, tra cui New York, dal 1984 dedica la sua attenzione al ciclo Piscine nel quale porzioni di corpi, maggiormente di donna, sono esaltati da colori veraci. Nel 2000 con i Paesaggi Immaginari, attraverso anche l’elaborazione digitale, unisce alla realtà una buona visione d’immaginazione. La sua forza rimane comunque in paesaggi reali che nella sua personale scelta di rappresentazione vivono in costanti ritmi dimensionali sospesi in un equilibrio tra irreale e reale vera sua connotazione artistica. Suggestioni naturali che diventano quasi introspettive, nelle quali l’assenza dell’uomo traccia quasi la sua presenza, mentre gialli vivi si evidenziano in scenari d’effetto. Una mostra di Franco Fontana che, dopo Gianni Berengo Gardin, Maurizio Galimberti e Sebastião Salgado, pone Venezia capitale della fotografia. Al.Ch.

iuseppe Panza di Biumo è stato un collezionista e appassionato d’arte che ha dedicato una vita a scovare e comprare opere di artisti che si sono affermati successivamente o che lo erano già. Di famiglia possidente, nacque a Milano nel 1923 lasciando definitivamente la sua collezione nel 2010 sempre nella città della Madonnina. La sua passione per l’arte iniziò dalla metà degli anni cinquanta, trovandosi nel pieno fiore dell’arte che stava passando da moderna a contemporanea. Lo sviluppo della pittura d’azione, dell’informale, della pop art, dell’arte concettuale e di altri movimenti lo videro presente nel periodo cruciale dell’arte mondiale. Di estrema sensibilità scoprì nuovi artisti ponendosi come mecenate degli stessi, perché il collezionare era una vera e propria filosofia di vita che doveva attribuire alla sua vita un’etica e un’estetica. Proprio per questo successe che non comprò le opere di Lucio Fontana in quanto all’epoca non gli diede un sentimento artistico positivo. Valutazioni che fece anche per altri artisti, ma nessuna delle sue scelte inficiò l’abnegazione encomiabile che negli anni fu avvalorata da donazioni ai più importanti musei mondiali. Nel 2014 Venezia, nelle sale di Cà Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, dedica un omaggio a Giuseppe Panza di Biumo con la mostra “Dialoghi americani” fino al 4 giugno. Una quarantina di lavori provenienti dalla stessa collezione Panza, dal Moca di Los Angeles e dal Guggenheim di New York testimoniano il percorso artistico attraverso 27 artisti. Una piccola parte di una collezione vastissima suddivisa in tre periodi: 1955 – 1965 dall’informale europeo alla pop art, 1966 – 1976 arte minimale, concettuale e ambientale, 1987 – 2010 arte organica, arte dei piccoli oggetti e arte monocroma. Si potranno vedere Franz Kline con Buttress acquistato nel 1956, Claes Oldenburg, Robert Rauschenberg, Walter De Maria, Roy Lichtenstein, Mark Rothko, Richard Serra, Donald Judd, Joseph Kosuth, Hanne Darboven e Al.Ch. altri sempre di alto contenuto artistico.

muSica i remorSe feSteggiano 20 anni

È

un anno importante per i Remorse, la band veneziana che festeggia i suoi primi 20 anni di carriera, con una storia di spessore alle spalle e un’altra, almeno guardando i presupposti, altrettanto interessante davanti. È l’occasione per Daniele Zabeo, Riccardo Cavicchiolo e Samuele Favaro, per guardarsi indietro e tracciare un bilancio del loro percorso, mentre esce in questi giorni il loro quinto disco, su etichetta Hot Steel Records, anticipato dal singolo “Evasore sociale”. La band nasce come quartetto punk-hardcore nel febbraio 1994, per uscire con il primo demo-tape “Cracker” un anno dopo, subito scritturata dalla Nobrain Records. Il debutto su cd arriva alla fine del 1998 quando esce “Handle with care”, con ottimi riscontri di vendite e buone recensioni nazionali. A supporto del disco, i Remorse partono per un tour di spalla ai francesi Burning Heads, toccando tutta la penisola, da Palermo a Treviso. Nel 2000 il gruppo effettua due tour italiani di una trentina di date di spalla ai Raw Power. A settembre 2001 i Remorse girano l’Europa, ancora con i Raw Power e a novembre esce “Balance of visions” su Nobrain Rec, ospite Mauro “Mp” Codeluppi dei Raw Power. I responsi della critica ufficiale sono lusinghieri. All’inizio del 2002 ecco anche il primo video, “Face scored with scars”. Durante tutto l’anno la band suona moltissimo e comincia a scrivere i nuovi pezzi: agli inizi del 2004 esce il nuovo album dal titolo “A clown smile” su Sana Records che porta la band a firmare un contratto con la canadese Sudden Death Records. Il disco contiene “Eleven: changed”, scritto dal poeta Gongales Jr., che all’indomani dell’11 settembre 2001 aveva scritto un articolo-poesia su un giornale della Florida che poi ha concesso alla band. Il disco porta i Remorse ad una notevole considerazione a livello nazionale e non solo, con importanti riscontri in campo hardcore-crossover-metal. A metà del 2005 la band decide di bloccare i live per scrivere i nuovi pezzi e intraprende un nuovo percorso. Nel marzo 2009 esce Commutarte, il disco del cambiamento. La band volta pagina, allontanandosi dalle influenze musicali hardcore, cantando un disco interamente in italiano e con sonorità più vicine al funk-alternative-rock. Qualcosa di nuovo, destinato a un vasto pubblico, dagli amanti dei Primus a quelli dei Verdena, passando per i Pearl Jam, Metallica, Red Hot Chili Peppers, Afterhours ed Angeli. Il gruppo è di nuovo spalla, stavolta di Meganoidi, Pino Scotto, Sick Tamburo. Nel 2012 i Remorse hanno eseguito tre date esclusive per il diciottesimo anno di attività che poi li ha portati a settembre a suonare al prestigioso Home F.D.G. Festival di Treviso con Il Teatro Degli Orrori, Afterhours e altri.


Da 20 anni, dentro al territorio nel cuore della gente. del Delta

1, NE/PD 46) art. 1, comma 27/02/2004 n° (convertito in Legge Postale - D.L. 353/2003 in Abbonamento s.p.a. - Spedizione n. 128 - Poste Italiane locale. Anno XX Periodico d’informazione

di Rovigo

pag.

eb.it

www.lapiazzaw

Enti locali Taglio delle Province, Delrio fa partire il countdown 34

Porto Tolle Tensioni all’interno del Partito Democratico pag. 17

Centrale Enel Assolti i 25 attivisti di Greenpeace

pag.

14

PORTO VIRO. ECOCENTRO NTI PRONTO PER I CONFERIME

EDITORIALE

Davanti al “dio palanca” così fan tutti di Nicola Stievano

non ci avanti al dio palanca parenti”: sono fratelli, amici o è una delle frasi pronunciate intercettazioni della in una delle decine di rete di corruzione recente inchiesta sulla Poche parole legata agli appalti pubblici. una volta se ce ne che sintetizzano, ancora è il criterio adottato qual bisogno, il fosse infedeli e da imprenda funzionari pubblici ovviamente, che ditori complici. Il denaro, e grandi, gli “aggiustifica i favori piccoli procedure, il ritocco giustamenti” di gare e pag. 6 a danno del pubin corso d’opera, sempre di ciascuno di noi. ZIONE blico e, di conseguenza, ROSOLINA, RIQUALIFICANORGE basta anche qualche CARCERE, IL pag. 8 Il denaro, sia “cash”, SERT DEL QUARTIERE euro di tanto in LE CONDIZIONI MIGLIORA banconota da 50-100 SANITARIE di “regali” come pag. 26-27 sottoforma che tanto, anche una mano di il viaggio esotico ma piccolo lavoretto bianco in casa o qualche di piccorruzione nostrana, EDITORIALE dalla “extra”. E’ la pezzatura, quella dalla Giunta ed approvate colo cabotaggio e piccola consiliare predisposte grigia di cui nessuno regionale. Geremia Gennari, alla questione, la sala entro la C’è stato un taglio che alimenta una zona bassopolesane in merito è stata recentemente teatro V commissione E’ il primo Potranno avere inizio già giorno approvato ad l coro delle forze politiche portovirese i contorni con chiarezza. ricordando l’ordine del cazione di risorse, soprattutto considerevole unanime e trasversalmente dell’incontro pubblico “L’ospedale di Porto consiglio comunale conosce poi giustifica tutti gli altri, fino ad dell’anno i lavori di riqualifi che in ne fi alzato di è si fornitura all’unanimità certi farmaci, che di passo che Rosolina dalla schede soccorso al agosto se del quartiere Norge di del presidio ospedaliecontro la perdita decretata ospedalie- Viro mutilato da Venezia: pronto scandali. Il tutto in nome procurarsi pagando, vogliono devono ai residenti di potersi capogruppo per il mantenimento una volta precisare che arrivare ai grandi presidio di Alessan permetteranno quindi alle persone ancora ovviamente, ma anche soccorso” promosso dal ospedaliere regionali del voluto pronto dro ha del palanca”, ro, “dio detenute oltre a Salute Abbad del e all’aperto della Giacon ir* di un millimetro: alla libertà viene di moralità e di godere al meglio gli spazi ro della casa di cura Madonna Uniti per Porto Viro Thomas “Porto Viro non arretrerà tolta di una distorta concezione centro della frazione che permetteva di di diversi rappresentanti sbarcare a Venezia, scandalizzarsi loro anche la salute. alle urne di Porto Viro, appellativo del 24 e18 cui hanno partecipato se c’è da urlare o da civico. Perché dunque pag. senso assoluta 25 di regionali febbraio posizione Fondamentale emerge una situazione porrescorso compresi i consiglieri il nosocomio in l’intervento se “così fan tutti”? e che nel istituzionali Azzalin, oltre lo faremo. ine- alla sanità pubblica stricabile, o perlomeno davvero prestato dal Sert. parità rispetto Cristiano Corazzari e Graziano tutti accomu50% 40% pag. 3 difficilmente di Agenas (Agenzia Naziorisolvibile. Un continua a pag. 10 30% all’onorevole Diego Crivellari, il declassacaos politico che rapporto annuale 6 60% 50% pagg. 4-5 e rischia sanitari) ha indicato come portare spediti unico scopo dopo 30% 20% a nuove consultazinale perdii servizi nel trat- nati da un SULLA S.S. 434 50% ospedaliere 10% prio quello che Pro- miglior centro del Veneto avvenuto con le schede secondo iloni. 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ALLA DENTIER A! strategica S.S. 434 meglio nota Nella nostra regione ADDIO agosto come giornata senza Transpolesana. però, inserite con decreto legge lo scorso fissi quello sorprende più denti alato grave aveva chein La decisione è e recentissime modifiche legislative, che il SPACCIO DI FABBRICA stata definito il Cen. presa dall’Anas. 2013, hanno recepito grillini (che è stato un evento boom deibisturi, tagli e punti di sutura Ser la presidente Polemico Corazzari agli amministratori”. e convertito in legge il 15 ottobre , 12 - ROVIGO Loc. BORSEA generalizzato su che ha indicato della Provincia, della Convenzione Infatti per tentare VIA DEL COMMERCIO territorio italiano), tutto il nelle voragini aperte qualche anno fa. 0425 474954 le raccomandazioni europee di mento per è il crollo verticale LA FATTORIA - TEL. 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Va eventi fu affidato il compito di organizzar eb.it consensi l’elezione di Luca www. tuttavia, non sembrata (fi e essere così il sito del giorn Zaia a governato Crivellari, che negli il neodeputato Diego prevalenteere, convegni, presentazioni, re ecc...) struttura significativa per il rilancio della del Veneto. La Lega crolla ultimi anni si è ale Entra in dal 35% a poco dell’ex zuccherifi compiuto presso mente, ma non esclusivam un importante lavoro più Rete con del 10% cio e in molti oggi ente, di questa ultima il Centro Servizi di risanamento noi! ti. “Di questo – tornata eletdei con- prefi di Rovigo. Lo scopo pensano che una nuova vita torale. Il Pdl dal sso ha spiegato - va della struttura 2008 perde 10 potrebbe essere dato atto il Cen.Serera, ed è tuttora, quello di far punti e si assesta sotto il garantita da un sì che bio di 20%. di Rovigo diventasse totale camrotta. luogo di riferiPeriodico d’informaz ione

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’eccezionale ondata di maltempo non ha fermato il movimento dei podisti che si sono presentati in 2000 per la 19. edizione della marcia dei mulini, presso l’antico borgo di Pontemanco a Due Carrare. Percorso tradizionale e collaudato di 7, 13 e 21 km che è si snodato tra i pregiati vigneti carraresi, dal terreno intriso di fango e gli argini dei canali gonfiati a dismisura dalle ultime abbondanti precipitazioni. Il trofeo per la speciale classifica che premia il gruppo più numeroso è andato al gruppo Podistico Tribano (65) davanti ai podisti della Croce Verde (53) bronzo per il gruppo Conselvano (46). Alla premiazione sono intervenuti il vice sindaco Carrarese Claudio Garbo unitamente all’assessore allo sport Mario Romanato. L’associazione Riviera di Pontemanco, organizzatrice dell’evento, rende noto che come di consueto l’incasso della manifestaWalter Lotto zione sarà devoluto in beneficenza.

asterebbero i numeri a decret cesso del “Join the Game”, il pallacanestro giovanile che lo febbraio si è tenuto in tutta Italia e nostra provincia è stato ospitato dag di Abano Terme. I numeri parlano ch 700 atleti da tutta la provincia (e ov decine di genitori), 170 squadre e infinita di canestri che hanno infiamm nei palazzetti di via Vittorino da Fe Pillon. Cifre a parte, è l’entusiasmo d atleti ad aver vinto: quest’anno l’e riservato alle categoria Under13 e maschili e femminili. Il torneo è stato to dalle squadre cittadine. Per la categoria Under14 ma trionfato la Virtus Verde, che in una fi zafiato ha avuto la meglio sulla Virtu In semifinale erano state eliminate e Petrarca 4. In campoo femminile andato al Rhodigium 1 a spese de Martino e di Thermal e Padova 2, el semifinale. L’Under13 femminile ha

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tare il sucl torneo di scorso 24 e che nella gli impianti hiaro: oltre vviamente una serie mato il tifo eltre e via dei giovani evento era Under14, to domina-

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di Nicola Cesaro

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CICLISMO. Al via la nuova stagione tra buoni auspici

anno 58 per la cartura nalin, doloroSa la rinuncia al Settore degli allievi

Gli atleti della Cartura Nalin schierati per l’inizio della stagione

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nauguriamo il nostro 58mo anno consecutivo di attività al servizio dei giovani e del ciclismo, siamo una delle società più longeve e blasonate dell’intero panorama del ciclismo nostrano con all’attivo 19 titoli nazionali, 3 allori mondiali con tanti atleti “accompagnati” al dilettantismo e al professionismo”. Con queste parole, intrise d’orgoglio, ha esordito Flavio Milani ex vice presidente vicario della Fci Italiana e socio fondatore, nel lontano 1956, della Cartura Nalin alla presentazione del programma 2014. Cerimoniale nel solco della tradizione, dopo la messa al duomo di Cartura foto ufficiale innanzi alla banca Annia credito cooperativo di Cartura e del Polesine, uno degli sponsor della società, quindi convivio al ristorante Distillerie Clandesine di Cagnola da anni “covo” biancorosso, dove il presidente Enzo Rango ha illustrato la programmazione dell’imminente stagione, denunciando purtroppo un

ridimensionamento dell’attività a causa della crisi economica sempre più stringente che limita le risorse: “saremo in campo con un buon numero di giovanissimi, per confermare gli oltre 30 podi della scorsa stagione, tra gli esordienti puntiamo forte sull’astro nascente Giovanni Sergiano, talento purissimo con all’attivo 11 vittorie nella stagione scorsa”. Fin qui le note positive poi il presidente biancorosso annuncia la dolorosa scelta della rinuncia alla categoria allievi: “il mancato sostegno finanziario ci ha costretti a rivedere le nostre programmazioni , con il trasferimento “pro-tempore” dei nostri ottimi allievi Ivan Berto ed Emanuele Barison alla Beni di Monselice, vogliamo sperare e ci impegneremo perché ogni difficoltà venga presto superata e dalla prossima stagione tutto ritorni come da nostra tradizione”. Poi il doveroso ringraziamento agli sponsor che contribuiscono al mantenimento societario. Walter Lotto

asterebbero i numeri a decretare il successo del “Join the Game”, il torneo di pallacanestro giovanile che lo scorso 24 febbraio si è tenuto in tutta Italia e che nella nostra provincia è stato ospitato dagli impianti di Abano Terme. I numeri parlano chiaro: oltre 700 atleti da tutta la provincia (e ovviamente decine di genitori), 170 squadre e una serie infinita di canestri che hanno infiammato il tifo nei palazzetti di via Vittorino da Feltre e via Pillon. Cifre a parte, è l’entusiasmo dei giovani atleti ad aver vinto: quest’anno l’evento era riservato alle categoria Under13 e Under14, maschili e femminili. Il torneo è stato dominato dalle squadre cittadine. Per la categoria Under14 maschile ha trionfato la Virtus Verde, che in una finale mozzafiato ha avuto la meglio sulla Virtus Bianco. In semifinale erano state eliminate Red Este e Petrarca 4. In campoo femminile il titolo è andato al Rhodigium 1 a spese del Fila San Martino e di Thermal e Padova 2, eliminate in semifinale. L’Under13 femminile ha premiato

Un momento delle competizioni ad Abano il Thermal Giallo che in finale ha domato il Dolcital San Martino. Le due formazioni avevano eliminato Thermal Rosso e Rhodigium 2. Nel maschile, vittoria del Petrarca 4 sulla Virtus Verde. Terzo posto della Virtus Giallo sulla Virtus Bianco. Non sono mancate le soddisfazioni per le formazioni della Bassa Padovana. Oltre al buon piazzamento del Redentore Este nell’Under14, spicca l’ottimo risultato degli Under13 del Monselice: la squadra della Rocca è arrivata fino agli ottavi di finale (dove è stata battuta dalla Virtus Padova) e ha quindi ottenuto il pass per le finali regionali. Buono anche il piazzamento degli Under13 del Mon-

tagnana (Cesaro, Rizzo e Ferrarato), secondi su otto nel girone di qualificazione, dove il passaggio al turno successivo è mancato solamente per la differenza canestri. Non è mancato nemmeno il momento del cordoglio: prima della gara d’apertura del torneo, gli atleti hanno osservato un minuto di raccoglimento per commemorare la tragica scomparsa della giovane atleta Benedetta Moroni, giocatrice di 12 anni di Ancona morta dopo una partita di basket a Pesaro. Il “Join the Game” continua il prossimo 6 aprile a Treviso con la fase regionale, che mette in palio il pass per l’ultimo atto previsto a Fano per il 17 e 18 maggio.

CICLISMO. Al via la nuova stagione tra buoni auspici

anno 58 per la cartura nalin, doloroSa la rinuncia al Settore degli allievi

Gli atletiiTALiAnA della Cartura Nalin schierati per MuLTipLA, l’inizio della stagione Aism, AssociAzione scLerosi nauguriamo il nostro 58mo anno ridimensionamento dell’attività a causa e i notAi ti invitAno A pArtecipAre AgLi inconTri consecutivo di attività al servizio della crisi economica sempre più stringente dei giovani e del ciclismo, siamo limita le risorse: “saremo in campo con grATuiTi per ricevere risposTe ALLecheTue doMAnde. una delle società più longeve e blasonate un buon numero di giovanissimi, per confer-

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dell’intero panorama del ciclismo nostrano mare gli oltre 30 podi della scorsa stagione, con all’attivo 19 titoli nazionali, 3 allori tra gli esordienti puntiamo forte sull’astro mondiali con tanti atleti “accompagnati” nascente Giovanni Sergiano, talento purissial dilettantismo e al professionismo”. Con mo con all’attivo 11 vittorie nella stagione queste parole, intrise d’orgoglio, ha esordito scorsa”. Fin qui le note positive poi il preFlavio Milani ex vice presidente vicario del- sidente biancorosso annuncia la dolorosa la Fci Italiana e socio fondatore, lontano escelta della rinuncia alla categoria allievi: “il Con il nel patrocinio mancato sostegno finanziario ci ha costretti 1956, della Cartura Nalinlaalla presentazio- del collaborazione ne del programma 2014. Cerimoniale nel a rivedere le nostre programmazioni , con il solco della tradizione, dopo la messa al trasferimento “pro-tempore” dei nostri ottiduomo di Cartura foto ufficiale innanzi alla mi allievi Ivan Berto ed Emanuele Barison banca Annia credito cooperativo di Cartura alla Beni di Monselice, vogliamo sperare e ci e del Polesine, uno degli sponsor della so- impegneremo perché ogni difficoltà venga cietà, quindi convivio al ristorante Distille- presto superata e dalla prossima stagione rie Clandesine di Cagnola da anni “covo” tutto ritorni come da nostra tradizione”. Poi biancorosso, dove il presidente Enzo Rango il doveroso ringraziamento agli sponsor che ha illustrato la programmazione dell’immi- contribuiscono al mantenimento societario. nente stagione, denunciando purtroppo un Walter Lotto

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2 notti

3 notti

Vile***

98,00

125,00

Hotel Svoboda****

158,00

237,00

Prezzo (in EUR) vale a persona.

Talaso Strunjan, Slovenia T: 00 386 5 67 64 100 E: booking.strunjan@terme-krka.si www.benessere.si

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