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La Piazza di padova ott2020 n150

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Salute

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OTTOBRE 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.150

Regione

Turismo

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on-line: Dopo il trionfo la prova dei fatti

di Padova

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ANALISI DEL VOTO

Bellomo: “Zaia il migliore interprete del Veneto di oggi” RADIO PADOVA

Lazzari: “Siamo una superstation con un + 47% di ascolti”

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Confermato alla guida del Veneto a furor di popolo, verrebbe da dire consacrato “doge”, come piace sottolineare alla folta schiera dei suoi più fedeli sostenitori, ora per Zaia è il momento di mettersi “pancia a terra”, prendendo a prestito proprio una sua espressione che centinaia di volte abbiamo sentito nelle sue uscite pubbliche di questi mesi. Dai veneti ha ottenuto una indiscutibile delega, supportata da una fiducia sempre crescente, via via conquistata sul campo, anche grazie alla abile e ben nota capacità comunicativa. Ma ora che la campagna elettorale è finita è tempo di guardare alle grandi sfide che attendono il Veneto, una regione che reclama l’autonomia e che vuole contare sempre di più in ambito nazionale, intenzionata a dettare l’agenda su temi fondamentali e a riuscire finalmente a chiudere la partita aperta quasi tre anni fa con la vittoria del referendum. Zaia, a questo proposito, ha già fatto sapere che eserciterà un forte pressing sul Governo centrale e sulle altre regioni. Ma non c’è solamente Servizi questo. da pag. 5 Il Veneto si trova a fare i conti con contraddizioni, criticità storiche ed emergenze più attuali, questioni che dovranno essere affrontate di petto. A partire dalla sanità, competenza specifica della Regione: che il Veneto brilli a livello nazionale per l’eccellenza di molti ospedali e centri di ricerca e cura è fuori discussione, ma non mancano delle zone d’ombra, a partire dalla riduzione di posti letto e servizi riscontrata in alcuni territori, a ritardi cronici nella realizzazione di nuove strutture come il polo ospedaliero padovano, fino al caso drammatico del batterio killer all’ospedale di Verona. L’altra grande partita si gioca sul piano ambientale, saldamente interconnesso con quello delle infrastrutture: la nostra regione ha pagato un gravoso tributo alla cementificazione e il territorio è ferito e fragile, per questo va difeso e protetto, con attenzione e risorse adeguate, lasciando da parte preconcetti e ideologismi. Il Veneto attende il completamento di grandi e tribolate opere, come il Mose e la Pedemontana, anche qui ci sarà molto da lavorare.

G20 DELLA SALUTE? C’È SOLO PADOVA La città del Santo sfida la Lombardia per ospitare il summit europeo della sanità

PADOVA EST

Il “dopo” via Anelli inizia dalla nuova Questura INCENERITORE

La quarta linea per 300 tonnellate di rifiuti al giorno ANTONELLO BELLUCO

“Nel mio film su San Leopoldo il racconto della città”

Foto di Riccardo Stefani

Dopo il trionfo la prova dei fatti Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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rmai è quasi superfluo sottolineare la netta vittoria di Luca Zaia, un vero e proprio trionfo personale oltre che un’operazione politica che blinda il Consiglio Regionale per i prossimi cinque anni. Forte del responso delle urne, il governatore inaugura il suo terzo mandato con pieni poteri, sostenuto dalla compagine di centrodestra in cui la Lega la fa da padrona. Ora però Zaia è chiamato alla È un periodico formato da 18 edizioni localiprova mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 5 Redazione: dei fatti.

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La notizia del mese

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OTTOBRE 2020

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Il G20 Salute 2021? Solo a Padova ha un senso C

Il summit europeo avrà al centro la pandemia: in corsa il duo Milano-Bergamo

Confermato alla guida del Veneto a furor di popolo, verrebbe da dire consacrato “doge”, come piace sottolineare alla folta schiera dei suoi più fedeli sostenitori, ora per Zaia è il momento di mettersi “pancia a terra”, prendendo a prestito proprio una sua espressione che centinaia di volte abbiamo sentito nelle sue uscite pubbliche di questi mesi. Dai veneti ha ottenuto una indiscutibile delega, supportata da una fiducia sempre crescente, via via conquistata sul campo, anche grazie alla abile e ben nota capacità comunicativa. Ma ora che la campagna elettorale è finita è tempo di guardare alle grandi sfide che attendono il Veneto, una regione che reclama l’autonomia e che vuole contare sempre di più in ambito nazionale, intenzionata a dettare l’agenda su temi fondamentali e a riuscire finalmente a chiudere la partita aperta quasi tre anni fa con la vittoria del referendum. Zaia, a questo proposito, ha già fatto sapere che eserciterà un forte pressing sul Governo centrale e sulle altre regioni. Ma non c’è solamente questo. Il Veneto si trova a fare i conti con contraddizioni, criticità storiche ed emergenze più attuali, questioni che dovranno essere affrontate di petto. A partire dalla sanità, competenza specifica della Regione: che il Veneto brilli a livello nazionale per l’eccellenza di molti ospedali e centri di ricerca e cura è fuori discussione, ma non mancano delle zone d’ombra, a partire dalla riduzione di posti letto e servizi riscontrata in alcuni territori, a ritardi cronici nella realizzazione di nuove strutture come il polo ospedaliero padovano, fino al caso drammatico del batterio killer all’ospedale di Verona. L’altra grande partita si gioca sul piano ambientale, saldamente interconnesso con quello delle infrastrutture: la nostra regione ha pagato un gravoso tributo alla cementificazione e il territorio è ferito e fragile, per questo va difeso e protetto, con attenzione e risorse adeguate, lasciando da parte preconcetti e ideologismi. Il Veneto attende il completamento di grandi e tribolate opere, come il Mose e la Pedemontana, anche qui ci sarà molto da lavorare.

hi ospiterà il prossimo G20 Salute? Dopo l’annuncio della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che nel 2021 il summit europeo dedicato alla sanità si terrà in Italia, si è scatenata la sfida alle sedi candidate. Se è scontato che il Global Health Summit sarà incentrato sulla pandemia da Covid-19, non sembra altrettanto naturale che la sede per discuterne sia Padova. Qui, come sottolinea il sindaco Sergio Giordani, “nasce la medicina moderna, qui la nostra università fa scoperte eccezionali, qui stiamo procedendo per costruire quella che sarà la più grande e moderna azienda ospedaliera del Paese, qui la scienza ha attuato sperimentazioni e ricerche sul Covid-19 che hanno avuto risonanza internazionale”. Potremmo fermarci qui, senza permetterci di ricordare di come Padova e il Veneto abbiano saputo gestire e frenare la pandemia. Eppure. Eppure le candidature pullulano. Sotto i riflettori dell’attenzione nazionale c’è il duo Milano-Bergamo, i cui primi cittadini Giuseppe Sala e Giorgio Gori hanno già preparato un ticket, ottenendo pure il supporto del governatore della Lombardia Attilio Fontana, che ha proposto e ottenuto di inserire nel gemellaggio anche Lodi. Incassando al contrario il pollice verso di Andrea Crisanti, che come sempre non le ha certo mandate a dire. “Durante l’emergenza in Lombardia a livello sanitario è stato sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare. E chiederne ora la candidatura significa avere sprezzo della decenza”, dice lo scienziato, che auspica che vengano riconosciuti i meriti di chi ha lavorato meglio e non di chi ha messo al centro la sanità privataNicola Stievano >direttore@givemotions.it< penalizzando quella pubblica. Padova - Rubano · Tel. 049 650 005 rmai è quasi superfluo sottolineare la netta Una querelle che per ora sembra essere sottotono, ma che costituivittoria di Luca Zaia, un vero e proprio trioninfo@iofartigiana.it sce un’occasione da non perdere per Padova. Giordani si dice pronto fo personale oltre che un’operazione politica che a proporre al Governo la candidatura della città, coinvolgendo tutti gli blinda attori del territorio, facendo squadra. Se Roma la respingesse, per dirla il Consiglio Regionale per i prossimi cinque SEZIONE NECROLOGIE anni. Forte del responso delle urne, il governatore alla Crisanti, sarebbe davvero una vergogna. inaugura il suo terzo mandato con pieni poteri, soSara Salin stenuto dalla compagine di centrodestra in cui la Lega la fa da padrona. Ora però Zaia è chiamato alla È un periodico formato da 18 edizioni localiprova mensilmente Direzione, Amministrazione Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin seguee a pag 5 Redazione: dei fatti.

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Questa edizione raggiunge i quartieri di Padova per un numero complessivo di 98.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

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Elezioni regionali

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Il dopo voto L’analisi dell’esperto

Zaia, il migliore interprete del Veneto di oggi Per costruire il “dopo” è necessario interrogarsi sulle caratteristiche che rendono il riconfermato governatore così dentro la testa e il cuore della gente

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ia nonna Maria, la mamma di mia mamma, mi raccontò, più di una volta, come fosse solita aggiungere un piatto quando apparecchiava la tavola. Quel piatto in più, diceva ridendo, era per Corrado o per Mike Bongiorno: ormai “virtualmente” di casa e protagonisti – attraverso la televisione – della routine domestica quasi a costituire un nucleo familiare allargato. Corrado con il suo “Pranzo è servito” o Mike con uno dei suoi quiz sono diventati, per i miei nonni, una realtà così tangibile da non poter essere messa in discussione. Ovviamente la questione del “piatto in più a tavola” era un modo ironico per simboleggiare quella costante. Mia nonna il piatto mica lo metteva veramente, era il suo modo di scherzare sopra questa sua così profonda abitudine. Cercare di spiegare le motivazioni della vittoria a valanga del presidente Luca Zaia alle elezioni regionali con questo esempio famigliare farà certamente contenta mia mamma, perché mi permette di ricordare mia nonna, ma rischia di creare un enorme fraintendimento: il presidente più votato in Italia non ha vinto perché ogni giorno all’ora di pranzo è stato in tv (e chissà se mia nonna avrebbe messo un piatto anche per lui?) ma perché è stato semplicemente

“il più vicino”. Zaia c’è e c’è ovunque: in televisione, sui social, sui giornali, alla sagra del paese, in caso di calamità, a proteggerci dal virus. Il suo “esserci” così vicino, così amichevole, lo rende parte del nostro vissuto al di là dei meriti, al di là delle dichiarazioni che possono anche contraddirsi a distanza di 24 ore, al di là di quanto fatto o non fatto. In definitiva, dunque, possiamo tranquillamente dire che il risultato di Zaia, anzi di Luca come si fa abitualmente chiamare, è assolutamente oltre i confini della politica e non soltanto in termini numerici. I veneti si sono riconosciuti, affidati, a tratti immedesimati. La sua è stata un’assunzione a laico patrono del Veneto: con la politica non ha nulla a che vedere; è stato proclamato, non eletto, per caratteristiche personali, per abilità nelle relazioni e nella comunicazione, non per una “piattaforma politica e amministrativa”. In questo senso l’attrazione giornalistica per il confronto/ scontro Zaia – Salvini, pur essendo ampiamente legittima perché è l’unica partita da commentare, appare fuorviante. Il modello Zaia è un modello veneto e per il Veneto fatto da un veneto. Non si può esportare con le stesse caratteristiche e, con tutta probabilità, con gli stessi risultati.

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Nel privato i più critici nei confronti di Zaia sono quegli alleati orfani del periodo d’oro di Galan. L’idea del “Grande Veneto” Galaniano, fatto di grandi infrastrutture strategiche, di macro regione europea, di sostegno al mondo produttivo e finanziario, non c’è più. Quello di Zaia è il “Veneto del quotidiano”, delle cose da fare, della retorica delle maniche rimboccate, del “non mettiamoci troppo in mostra” e, in modo evidente, della rivendicazione identitaria per la quale la riforma autonomista è stata caricata di un significato - referendum compre-

so - che va oltre i confini stessi di questa tanto attesa revisione dei rapporti tra Regioni e Stato. Chi si è proposto in alternativa a Zaia nulla ha potuto. Denunciare mancanze e carenze dell’amministrazione regionale (che pure ci sono), proporre idee alternative, promuovere una visione diversa di Veneto (assolutamente legittima) era come voler giocare a briscola quando la partita era a Scala 40. Tutto giusto, ma fuori tema. Covid e dirette televisive altro non hanno fatto se non allargare di qualche punto le dimensioni della vittoria. Zaia è il miglior politico italiano

e il più grande amministratore locale che si sia mai visto nella storia? Probabilmente, no! È il più capace interprete del Veneto di oggi? Assolutamente, si! E chi vuole ripartire dopo la batosta presa o chi vuole iniziare a costruire per il “dopo Zaia” dovrebbe interrogarsi proprio sulle caratteristiche e sui motivi che rendono Luca, il governatore, così dentro la testa (e il cuore) dei cittadini veneti. I programmi, le bandiere dei partiti, le assemblee, le primarie, le direzioni, le candidature a consigliere, vengono molto dopo. Matteo Bellomo

• Chi è Matteo Bellomo

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onsulente di Comunicazione e Giornalista. Inizia “fin da piccolo” a scrivere per Il Gazzettino di Venezia per poi dedicarsi alla consulenza strategica e di comunicazione. Ogni anno si ripromette di non seguire più campagne elettorali, ma poi ci ricasca sempre perché, in fondo, è la sua vera passione.

Cenizro Speciizlizizizizo

Pizdova


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Economia

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Cordis, la community del baratto 4.0 Dall’11 novembre, utilizzando una app che geolocalizza chi aderisce, aziende e privati potranno acquistare beni o servizi, compensandoli con qualsiasi prodotto delle proprie aziende

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arte da Padova il progetto Cordis Community. Si tratta di una sorta di baratto 4.0, con pagamenti in parte attraverso la cessione di altre utilities. Avrà lo scopo di dare immediata liquidità alle imprese del territorio, salvaguardare l’occupazione e riattivare l’economia locale messa in ginocchio dall’emergenza Covid. L’iniziativa, che entro l’anno sarà estesa a tutto il Veneto, è stata illustrata a Palazzo Moroni, presenti Franco Pasqualetti (Camera di Commercio), Nicola Rossi (Confesercenti), Lino Fabbian (Confartigianato), Otello Vendramin (Confcommercio), l’avvocato Antonio Di Giorgio e Alberto Fraticelli, direttore di TreCuori. A idearla la società benefit TreCuori con il sostegno di molte categorie economiche, oltre a Comune e Provincia. Camera di Commercio, Confartigianato, Confcommercio-Ascom, Confesercenti e Appe sono già coinvolte attivamente. Si inizia da una base di più di 800 imprese e 6 mila persone già attive nella provincia di Padova con il welfare aziendale e il marketing

sociale di TreCuori. All’interno del circuito commerciale Cordis le aziende aderenti stabiliscono come scambiarsi beni e servizi in una logica di compensazione che le parti decidono preventivamente. Ogni acquisto può prevedere che il pagamento sia corrisposto solo in parte, mentre il resto del valore può essere pagato in compensazione con altri servizi (un cordis = un euro). “A partire dall’11 novembre, utilizzando un’app che geolocalizza chi aderisce – ha spiegato Fraticelli –, aziende e privati potranno acquistare beni, o servizi, potendoli poi compensare, in modo totale o parziale a seconda degli accordi pattuiti, con qualsiasi prodotto delle proprie aziende, anche in un momento successivo e senza intermediari”. “È un progetto che garantisce maggiore liquidità alle imprese – ha detto l’assessore al Commercio, Antonio Bressa – con un sistema innovativo che può portare alla creazione di un grande valore condiviso”. “La Camera di Commercio - ha aggiunto Pasqua-

Nella foto, da sinistra Fraticelli, Fabbian, Bui, Di Giorgio, Rossi, Pasqualetti, Vendramin

letti - guarda con attenzione a questa sperimentazione su Padova. Ora le categorie devono coinvolgere tutti gli associati, assieme a noi, in modo che si crei quel volano necessario per ravvivare il mercato e muovere l’economia”. Per Rossi “il periodo difficile era iniziato nel 2018 e ora il lockdown ha bloccato del tutto i consumi. Abbiamo 10mila negozi, 2mila ambulanti, 4 mila attività di servizi alla persona e 5

mila autorizzazioni per la ristorazione che rappresentano il 30% del Pil. Tra un anno, alla fine della sperimentazione, avremo la risposta”. Infine, Bui: “Vince chi ha idee innovative come questa: che riattiva la domanda interna e permette a ogni cittadino di essere artefice del rilancio del territorio. La Provincia vuol essere partner, facendo da traino alle 102 municipalità padovane”. (n.m.)

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Mobilità

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Padova si rinnova, addio ai vecchi parcometri La sfida di Aps al passo di una città che cambia. Installati 146 nuovi parcometri per una sosta sempre più pratica e veloce 2020_aps_istruzioni-parcometro_PRINT.pdf

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a città di Padova si rinnova e Aps Holding sta al passo del cambiamento. Dopo ben quindici anni l’azienda, che in città si occupa, tra i vari servizi offerti, anche di mobilità e parcheggi, manda finalmente in soffitta i vecchi parcometri scegliendo di affidarsi a nuovi strumenti al passo con i tempi, innovativi nell’utilizzo e accattivanti nella veste esterna. “La città è completamente cambiata e, di certo, la nostra azienda non poteva stare a guardare – afferma con soddisfazione Riccardo Bentsik, al timone della holding in qualità di amministratore delegato – e si meritava questo upgrade tecnologico. A fine luglio abbiamo completato la posa delle nuove macchine: 146 nuovi strumenti che nulla hanno a che vedere con il passato, con il pregio di introdurre modalità innovative. Il parcometro installato è il Presto 600, una macchina dalla tecnologia avanzata che offre un’esperienza d’uso veloce, semplice e intuitiva. Una scelta che Aps ha programmato da tempo e che, grazie ad esempio alla tecnologia basata sulla registrazione del numero di stallo, sarà possibile organizzare e raccoglie tutta una serie di dati che saranno di grande utilità anche per i settori della mobilità e del traffico.”. Il parcometro, che è risultato vincitore di un bando di gara aperta cui hanno preso parte i migliori produttori sul mercato, è il “Presto 600” della ditta svizzera IEM spa, commercializzato in Italia da Parkit srl di Perugia. Si tratta di una struttura monoblocco con pannello solare completamente integrato che va ad alimentare il “cuore” della macchina, capace di “pulsare” con consumi ridotti a minimo: solo 6 volt, fino a quattro volte meno dei suoi competitor. Un design e una realizzazione volute sia per rendere l’aspetto lineare ed accattivante, ma soprattutto per evitare atti vandalici, in quanto la “cassaforte” vanta uno spessore di 12 mm (un record) e in più, non presentando sporgenze, non offre punti di appiglio per la forzatura. Il nuovo sistema garantisce una facilità dell’in-

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ISTRUZIONI PER IL PAGAMENTO DELLA SOSTA PAGAMENTO CON MONETE

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P A D O V A terfaccia per un utilizzo pratico e dinamico da parte dell’utenza anche grazie al touchscreen grafico da 7” e un più ampio e completo ventaglio di sistemi di pagamento attualmente in uso, vale a dire monete, tessere proprietarie, carte di credito, bancomat, ma anche con tecnologia contacless e nfc, Google Pay, Apple Pay, Samsung Pay oltre alle varie App, ivi compresa easyPadova, l’ultima concepita dalla stessa APS e in questi giorni rinnovata nelle sue funzioni. Un dato importante: l’apparecchio è stato concepito, progettato e realizzato nel rispetto degli utilizzatori diversamente abili: tutte le componenti e i dispositivi (intesi come fessura d’inserimento e ritiro ticket, vaschetta ritiro resto e ricevuta, fessura inserimento banconote, fessura inserimento monete) sono infatti collocati ad un’altezza idonea. Il nuovo parcometro è di dimensioni e ingombri ridotti (il più piccolo presente attualmente sul mercato), esteticamente gradevole e funzionale e che ben si inserisce nel contesto urbano di Padova. info@parcheggipadova.it www.parcheggipadova.it

• Come funziona Se si utilizzano le monetine: Si digita il numero di stallo e si conferma (spunta verde). Poi s’inseriscono le monetine e dopo la conferma della tariffa è fatta. Resta solo da ritirare il ticket ed esporlo sul cruscotto. Se si utilizzano bancomat e carte di credito: Si digita il numero di stallo e si avvicina o s’inserisce la carta di credito/bancomat. Si seguono le istruzioni sul display e, anche qui, resta solo da ritirare il ticket ed esporlo sul cruscotto…

• Lettore carte di credito e bancomat contactless

• Lettore carte di credito ad inserimento con pinpad in policarbonato resistente al calore di fiamme vive, collanti e agenti chimici, funge anche da protezione per l’utente da sguardi indiscreti e tentativi di furto.

• Tasto scelta lingua • Tasto giallo schermata precedente • Tasto rosso annulla

Riccardo Bentsik, amministratore delegato Aps Holding: “Scelta strategica in linea con il cambiamento, la nostra azienda sempre al passo delle innovazioni”

• Il dispositivo di inserimento e riconoscimento delle monete, ha un sistema meccanico, comandato da un pulsante in acciaio, che permette di far espellere eventuali materiali incastrati • Il display grafico multifunzione da 7” full Touchscreen è di tipo antisfondamento • Corazza monoblocco in acciaio, spessore 12 mm

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Sguardo sulla città

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Luca Lazzari Parla il direttore artistico dell’emittente

Radio Padova, la musica al centro Una superstation con un +47% di ascolti I

n diciassette anni è passato dal professionismo alla Champions League, lasciando Radio Padova all’inizio del 1995 per trasferirsi a Roma. Prima Dimensione Suono, poi RDS 100% Grandi Successi, in mezzo l’esperienza su Radio1 e Radio3 Rai, Radio Globo, Radio M100 e infine Radio Mediaset con R101. Luca Lazzari a cinquant’anni ha deciso di tornare a casa. Il 9 settembre 2019 gli ascoltatori dell’emittente padovana hanno ritrovato il suono della sua voce. Non solo: a Lazzari è stata affidata la direzione artistica di Radio Padova e Easy Network. E in un anno ha creato quella che ama definire una superstation. “Siamo contenti, ma come potrebbe essere altrimenti con un più 47% di ascolti in un anno? Il segreto? Abbiamo rimesso le cose importanti al centro. La musica e la vocazione regionale che questa radio ha da sempre”, afferma Lazzari. Parlare a tutti i veneti, quindi. Non solo ai padovani. “Perché la nostra è una regione che dal punto di vista radiofonico costituisce un caso unico in Italia. Se sei ascoltabile, qui fai davvero tanti ascolti e le emittenti nazionali di conseguenza faticano ad imporsi”. È tornato con un progetto preciso. Plasmare una radio inclusiva che accoglie tutti e parla a tutti. “Siamo una music station al 75%. Musica alla quale si affiancano gli interventi dei conduttori, che intervengono su ogni tema, ma in modo soft ed elegante”. Per Il direttore artistico di Radio Padova “l’educazione in onda è fondamentale, hai una responsabilità quando sei davanti ai microfoni, il conduttore deve tornare al suo ruolo originario”. Una stazione radio educata e rassicurante, per contenuti e toni. “Qualcosa che in Veneto mancava. Come ormai mancava il dj che racconta le storie e non si limita a scegliere la musica”. Max Dupré, Simonetta Nardi, Domy Grande, Maurizio Modica (ex RDS, Capital e RTL), Nino Carollo, Franco Ghirardello, Claudia Valentini, Alberto Martin, Luca Pagan e naturalmente lui, Luca Lazzari. “Un team in diretta sette giorni su sette con un formato musicale rythmic contemporary – la musica del momento, perché la radio porta il nome di una città vivace – per regalare ai radioascoltatori The Beat Of Your Life”,

claim di una radio che durante il lockdown ha trasmesso ininterrottamente giorno e notte per essere vicina alla gente. L’ultima novità del palinsesto è “Good morning friends”, programma condotto dalla coppia Dupré-Nardi e partito alle 6 di lunedì 28 settembre. Uno show di musica e parole, in perfetto stile Lazzari. Che annuncia: “Fra un mese andremo in diretta fino a mezzanotte”. Sara Salin

Fondata nel 1975 l’emittente padovana oggi è presente in tutte le piattaforme digitali

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l marchio è storico, con i suoi quarantacinque anni di presenza sulla frequenza 103.9 (89.4 per l’Altopiano di Asiago) dove tutto il Veneto si sintonizza. Radio Padova – che ha i propri studi all’interno del centro di produzione di Noventa Padovana assieme alle emittenti Radio Company, Radio 80, Radio Easy Network, Radio WoW e Radio Valbelluna – fa parte del Gruppo Sphera Holding, nato dalla fusione di due storici gruppi radiofonici del Nord Italia, Company Group e il Gruppo Radio Padova.Il segnale FM è stato potenziato, ma la radio è oggi è fruibile anche in televisione sul canale 701, in streaming su radiopadova.com, su app, smartspeaker e in tutte le piattaforme digitali. Una presenza a tappeto che porta Radio Padova a potere essere ascoltata in tutta Italia e all’estero. Se nel 1975, anno della fondazione, l’emittente ha saputo incanalare l’entusiasmo delle radio libere e con il tempo è diventata un punto di riferimento per il territorio e le sue iniziative, con la scelta di affidarne un anno fa la direzione artistica a Luca Lazzari (che ha la responsabilità dei palinsesti sia di Radio Padova che di Easy Network) c’è stato un preciso cambio di passo. L’imprinting di un professionista che nel 2019 ha accettato di tornare nel suo Veneto, nella stessa “casa radiofonica” in cui a partire dal 1990 ha costruito il proprio trampolino di lancio nazionale, costellato di grandi successi.


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Obiettivo quartieri

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Padova Est Entro fine anno il bando per la progettazione della nuova sede della Polizia

Il Comune sarà “stazione appaltante” per la realizzazione della nuova Questura S

arà il Comune la “stazione appaltante” di tutte le attività relative alla realizzazione della nuova sede della Questura nell’area dell’ex complesso Serenissima, in via Anelli. Un segnale forte della volontà del Comune di essere vicina alle necessità delle Forze di Polizia, mettendo a disposizione la nuova sede nel minor tempo possibile, ma anche la conferma concreta dell’impegno a riqualificare la zona della Stanga. Il Ministero degli Interni ha inviato l’apposito schema di convenzione che si inquadra nell’ambito della collaborazione istituzionale già avviata con il Protocollo d’Intesa firmato il 20 giugno 2018, nel quale le due istituzioni hanno stabilito la permuta tra l’area di via Anelli e l’ex Caserma Prandina e la realizzazione, proprio in via Anelli, della nuova Questura. Da un punto di vista tecnico, la convenzione è necessaria perché il Comune possa attivarsi come “centrale di committenza” in modo da poter curare, anche per conto degli enti aderenti, l’aggiudicazione di contratti pubblici per la realizzazione di lavori, servizi e fornitura di beni. Cosa farà quindi il Comune per conto del Ministero? Fungerà da stazione appaltante espletando tutte le procedure di gara per l’appalto dei lavori a partire dal progetto di fattibilità fino al progetto definitivo e poi esecutivo, al bando di gara per selezionare la ditta che realizzerà i lavori e alla loro aggiudicazione definitiva, seguendo la direzione lavori fino all’emissione del certificato finale di collaudo. Tutte queste fasi saranno approva-

Le autorità cittadine durante la demolizione delle palazzine

Micalizzi: “Mai più ghetti nella Padova del futuro”

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ia Anelli non esiste più. Colpo di benna anche per l’ultima palazzina del complesso Serenissima. “Questa non è la metafora della ruspa che spazza, ma il cantiere di un futuro nuovo per la Stanga e per Padova – afferma l’assessore Andrea Micalizzi che ha seguito sin dall’inizio la vicenda –. Abbiamo lavorato con grande determinazione per un risultato che sembrava impossibile. Tre anni di lavoro duro e appassionante in cui abbiamo acquistato 200 appartamenti da 200 proprietari diversi, demolito 43 mila metri cubi di edifici con 14 mila metri cubi di detriti e non ci siamo fermati nemmeno di fronte al problema dell’amianto portando via 100 tonnellate di materiale contaminato. Con questa operazione Padova diventa un esempio di Italia che funziona, di politica che si assume le proprie responsabilità e trova soluzioni. Via Anelli è stato il simbolo di scempio urbanistico, convivenza difficile e richiesta di sicurezza: lo abbiamo affrontato con concretezza e abbiamo

vinto la sfida. Il mio pensiero e il mio grazie va soprattutto a chi ha vissuto lunghi anni di difficile convivenza con questo posto. Penso ai residenti della Stanga che oggi possono contare in un futuro diverso per le loro case e il loro quartiere e penso a chi ha vissuto dentro quei palazzi e che oggi può spendersi invece un’opportunità nella nostra città: una Padova in cui i ghetti non devono più esistere.

te dal Ministero dell’Interno. Grazie a questo accordo il Comune decide di essere parte attiva fondamentale nel percorso di realizzazione della nuova Questura, seguendo in prima persona l’iter dei lavori e, grazie alla vicinanza sul territorio, alla capacità di gestione di progetti complessi, minimizza il rischio di allungamento dei tempi di realizzazione. Soddisfatto il sindaco Sergio Giordani: “Ci assumiamo in prima persona una responsabilità verso la città e verso lo Stato con l’obiettivo di fare come sempre il massimo per Padova. La nuova Questura è un’opera che serve presto: faremo del nostro meglio per accorciare i tempi in piena collaborazione con tutti gli attori e ovviamente in primis la Polizia di Stato nelle sue articolazioni locali e nazionali. Contiamo di spingere al massimo i tempi per giungere alla permuta Caserma Prandina-via Anelli così da procedere, immediatamente dopo, con il bando di progettazione entro il 2020. Questo risultato è il modo più concreto e fattivo che come amministrazione abbiamo per mostrare tutta la nostra vicinanza e tutto il nostro rispetto alla Polizia e alle Forze dell’Ordine e, più in generale, la dimostrazione del nostro massimo impegno su una progettualità strategica che darà anzitutto più sicurezza ai cittadini di Padova. Su questo terreno la differenza non la fanno le parole ma i fatti. Ringrazio il Prefetto e la struttura del Ministero degli Interni per l’ottima collaborazione e per la fiducia che ci accordano”. Nicoletta Masetto

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Obiettivo quartieri

Pontevigodarzere Viaggio tra voci e immagini raccolte in un libro “cartonero”

Gli abitanti raccontano il quartiere che verrà P

ontevigodarzere: com’è cambiato il quartiere in questi decenni? Quali risorse e quali visioni per il futuro? A dare una risposta a questi interrogativi ci ha provato, per una volta, un libro. Ma non un libro qualsiasi. Dentro ogni pagina, foto, parola c’è il lavoro e l’amore per il proprio quartiere di chi a Pontevigodarzere ci vive, a cominciare dai più piccoli e dai ragazzi. La presentazione di “Pontevigodarzere. Viaggio tra le voci e le immagini degli abitanti sul quartiere che verrà” è stata l’occasione per rimettere al centro passato, presente e futuro dell’intera zona. All’incontro, moderato da Roberta Polese, oltre a tanti cittadini, c’erano anche gli assessori comunali Francesca Benciolini e Diego Bonavina. “Pontevigodarzere non è abbandonato”, ha ribadito Benciolini. “Lo sport e l’attività ricreativa sociale-culturale – le ha fatto eco Bonavina – possano essere dei modi per riappropriarci del nostro quartiere”. Non è, allora, un caso che uno dei primi passi sia stata la riapertura della piastra polisportiva ubicata tra il giardino della scuola media Copernico e il Parco Cortivo, chiusa da anni perché non in sicurezza. Bonavina ha, poi, annunciato la prossima apertura della palestra Bettini e la ristrutturazione dell’impianto di Pontevigodarzere. Protagonista indiscusso il libro “cartonero”, realizzato con il contributo del Comune e della Fondazione Cariparo. Racconta il quartiere attraverso un reportage scritto dal giornalista Gianni Belloni, le fotografie scattate dagli studenti della scuola media Copernico che hanno partecipato a un workshop fotografico curato da Mara Scampoli e i disegni dei bambini della scuola Deledda, grazie al lavoro svolto con gli insegnanti e gli esperti Diego Di Masi e Alessio Surian. La pubblicazione, che fa parte del progetto “Padova Città Policentrica”, è frutto di mesi di interviste tra gli abitanti del quartiere. Durante la presentazione, organizzata da LIES - Laboratorio dell’Inchiesta Economica e Sociale, Pangea Libreria e Rete Progetti, è stato possibile ammirare le foto del quartiere scattate dai ragazzi. Nicoletta Masetto

Palestra rinnovata alla parrocchia della Natività

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uovo look per la palestra della Nativitas nella parrocchia della Natività in via Bronzetti, L’arcostruttura dell’impianto, costruito nel 2007, è stata rinnovata con un intervento finanziato dall’amministrazione comunale. I lavori di ristrutturazione e rimessa a nuovo hanno visto la sostituzione del tendone con una copertura fissa coibentata, l’ampliamento del campo di gioco e la sostituzione del pavimento con un materiale adatto alle attività sportive indoor come la pallavolo e il calcio a cinque. Il costo dell’intervento è stato di 250 mila euro. La palestra torna, inoltre, a essere disponibile al mattino per le scuole. Il completamento dei lavori e l’apertura ufficiale si sono svolti nei giorni scorsi con una festa inaugurale presieduta dal parroco don Francesco Tondello, alla presenza dell’assessore allo sport del Comune di Padova, Diego Bonavina e di numerosi rappresentanti della diocesi e delle associazioni sportive che utilizzeranno la struttura. Un momento importante per l’aggregazione e il “fare comunità”, come è stato sottolineato nel corso della celebrazione, in particolare dopo che, a causa del covid-19, si è dovuta annullare la tradizionale sagra parrocchiale. (n.m.)


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San Lazzaro In cantiere la quarta linea del termovalorizzatore

Inceneritore, si apre la grande “partita” Il potenziamento dell’impianto prevede una nuova linea capace da sola di trattare 300 tonnellate di rifiuti al giorno

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ra i progetti di Herambiente, la società del gruppo Hera che gestisce il termovalorizzatore di San Lazzaro, l’avvio di una quarta linea per aumentare la funzionalità di un impianto che oggi brucia una quantità di rifiuti molto di sotto di quanto autorizzato dal piano regionale. L’intervento vedrà la sostituzione delle prime due linee, che trattano 150 tonnellate di rifiuti al giorno ciascuna, con una nuova, la quarta, dalla capacità di 300 tonnellate al giorno. “Un po’ come avviene per un’autovettura datata – spiega Herambiente –, la necessità di manutenzione delle due attuali linee non risulta più economicamente conveniente rispetto all’investimento in una nuova linea, la cui realizzazione, del valore di circa 80 milioni di euro, sarà capace di generare rilevante occupazione in fase di realizzazione e di rappresentare un volano significativo per l’economia locale. Al di là dell’efficienza industriale, l’investimento comporterà un ulteriore miglioramento delle performance ambientali complessive dell’impianto, a partire da una riduzione delle emissioni, già oggi fra le più

basse in impianti di questo tipo in Italia e ampiamente al di sotto dei limiti di legge”. Il potenziamento va a inserirsi in un quadro ben più ampio al centro di interessi, alleanze, prese di posizione destinate a captare l’attenzione nei prossimi mesi. Nel risiko: il capitolo “autorizzazioni” che prevede, ad esempio, una procedura totalmente pubblica di informazione e partecipazione dei cittadini per arrivare allo scenario, già allargatosi oltre Padova, che mette in campo la gestione dei rifiuti all’interno della grande “partita” delle multiutility italiane tra partnership e aggregazioni. Proprio l’inceneritore di San Lazzaro potrebbe essere posto sul piatto di future operazioni. A completare il quadro due carichi da novanta: il piano regionale dei rifiuti che scadrà a fine anno e la presenza - che le autorizzazioni non potranno ignorare -, del nuovo polo ospedaliero nato dall’accordo di programma firmato lo scorso 22 aprile da Regione, Comune, Provincia, Università e Azienda ospedaliera. Nicoletta Masetto

La preoccupazione dei residenti, i dubbi delle forze politiche

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iamo preoccupati, da anni siamo vittime delle polveri. Nessun investimento è stato fatto per i residenti e per diminuire l’inquinamento. Speravamo nel teleriscaldamento che poteva spegnere migliaia di caldaie, ma non abbiamo mai sentito proposte”, affermano i Comitati dei residenti di Stanga e San Lazzaro. “Con un piano rifiuti in scadenza e scenari già superati dagli obiettivi – aggiunge Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – per l’economia circolare non ci possiamo permettere di ragionare su autorizzazioni e modelli di gestione del passato”. A chiedere che la parte pubblica faccia la sua parte anche il sindaco Giordani: “Gli assetti che il nostro territorio ha trovato con il gruppo Hera – ha detto in consiglio – sono soddisfacenti sia in termini di erogazione del servizio che di equilibri interni e governance complessiva. In caso di nuovi scenari è ovvio che io debba difendere e valo-

rizzare il ruolo della città in tutti i processi e con gli strumenti a mia disposizione”. Tante le prese di posizione, contrari Pd e M5S. “Qual è realmente il piano di Hera per San Lazzaro? – chiedono i Dem -. Che provenienza avranno i rifiuti? Si vuol fare di Padova l’hub per tutto il Veneto e magari anche del Nord Est? Saranno rifiuti urbani o la nuova linea verrà dedicata allo smaltimento di quelli speciali?”.

A Padova le città europee della solidarietà

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opo il Festival Solidaria proseguono a buon ritmo gli appuntamenti di Padova capitale europea del volontariato fino al 5 dicembre 2020. Ad ottobre tra i principali appuntamenti, soprattutto per il carattere europeo, ci sarà dal 20 al 23 ottobre il congresso d’autunno del CEV – Centro Europeo del volontariato. All’interno del Congresso si inseriscono diversi eventi che vedranno Padova protagonista di un confronto con altre città d’Europa: una visita studio della città di Padova per le candidate capitali europee del volontariato passate e future, il seminario “Il volontariato come risorsa di solidarietà in tempi di crisi”, la presentazione delle città candidate capitali del volontariato per l’anno 2022, la conferenza “Ricuciamo insieme la solidarietà” e l’assemblea generale del CEV. Il congresso è sostenuto dal programma Europe for Citizens, dal Comune di Padova e dal Centro Servizio per il volontariato. Saranno presenti volontari, rappresentanti di associazioni, rappresentanti delle municipalità e istituzioni europee. La partecipazione sarà possibile online e offline. Attraverso il seminario “Il volontariato come risorsa di solidarietà in tempi di crisi” si vuole esplorare il vero valore del volontariato durante i momenti di crisi mentre con la conferenza “Ricuciamo insieme la solidarietà”, si condivideranno strategie per combattere la stigmatizzazione e la discriminazione nei confronti di migranti, rifugiati, persone svantaggiate e minoranze. Il programma dettagliato e tutti gli aggiornamenti di Padova capitale sono disponibili nel sito www.padovacapitale.it


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Il personaggio Antonello Belluco

San Leopoldo, il “martire del confessionale” Nel film “Sulle mie spalle” il regista e produttore padovano racconta la storia di San Leopoldo Mandić, il frate cappuccino, oggi patrono dei malati di cancro, che confessò migliaia di persone

A sinistra Antonello Belluco, a fianco alcune scene del film

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rascorse gran parte della sua vita nel convento di Santa Croce (dal 1914 al 1942, anno in cui morì). Pur rimanendo sempre dentro a una celletta di pochi metri quadri, incontrò migliaia di persone. Andavano a Padova “a confessarsi da padre Leopoldo”, il piccolo, umile frate, oggi santo, protagonista di “Sulle mie spalle” del regista padovano Antonello Belluco. Il film, nelle sale del Nordest da qualche settimana (l’anteprima di marzo è slittata a causa del covid-19), racconta di San Leopoldo Mandić, frate cappuccino, alto nemmeno 1 metro e 40 centimetri, di cui, ancora oggi, i più vecchi ricordano la figura curva, gli arti deformati dall’artrite e la mano sulla testa in segno di assoluzione. Ed è un affresco della Padova di quegli anni, vi si riconoscono palazzi, piazze e persino il mitico stadio Appiani, ricostruito con la grafica digitale, in cui si gioca Padova-Juventus (14 gennaio f1925), finita 2-1 per i padroni di casa. “Padova è la mia città – afferma Belluco -. Sono nato vicino alla chiesa del Carmine, ma quasi subito ci siamo trasferiti in via dei Cappuccini proprio a ridosso del convento, già allora meta di pellegrinaggi. Nonna Maria, che mi ha fatto da madre, si preoccupava che avessi sempre un santino di padre Leopoldo in tasca. Era slovena e molto devota. Mi accompagnava quasi tutti i giorni in chiesa, ricordo che mi divertivo a buttare un soldino nel pozzo del ‘500 che, essendo illuminato, faceva scintillare le monetine”. Nel titolo del film “Sulle mie spalle” sta racchiusa la santità del piccolo frate nato in Dalmazia,

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penultimo di 16 fratelli, da inizio anno dichiarato patrono dei malati di cancro: l’ascolto continuo e il farsi carico dei drammi di tante persone a cui diceva “butta tutto sulle mie spalle”. “Da lui arrivavano ‘non solo popolari, ma specialmente persone intellettuali e aristocratiche, professori e studenti dell’università e il clero’ si legge negli Annali della Provincia veneta dei Cappuccini – aggiunge il regista –.È sempre stato molto amato: tutti andavano da lui a chiedere grazie. Lo consideravano già Santo, mentre San Leopoldo proprio Santo non si pensava. Siamo riusciti a rintracciare alcune persone, oggi novantenni: anche se all’epoca avevano 10 o 12 anni, ne rammentano ancora la mano sulla testa, gli occhi svegli e attenti mentre li confessava. Era amato perché era visto come il buon vicino di casa, l’uomo pronto a non giudicare e caricare su di sé le preoccupazioni, gli errori e le fragilità degli uomini e delle donne che si rivolgevano a lui”. Il film è, inoltre, un grande affresco sulla Padova dell’epoca vissuto attraverso la storia di una famiglia. “Anche allora, dopo la crisi economica del 1929, ci furono imprenditori che pensarono al suicidio. Nel film uno di loro, quando aveva ormai deciso di farla finita, viene salvato proprio da san Leopoldo e da un altro sacerdote. Uno spaccato non distante dall’oggi e da una crisi, esasperata dall’emergenza sanitaria, che ha già avuto gravi conseguenze sulle famiglie e sulle imprese”. Richiesto da molti Paesi europei, avrà un’anteprima a novembre in Sudafrica col titolo inglese “On My Shoulders”. Nicoletta Masetto


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Volontariato

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Il 7 novembre i festeggiamenti per i 70 anni

Prima le mamme e i bambini La sfida di Medici con l’Africa N

ella Padova Capitale europea del volontariato 2020 un posto speciale è occupato dai settant’anni del Cuamm, che il 7 novembre al Gran Teatro Geox festeggerà il prestigioso traguardo, seppur con un numero ridotto di partecipanti rispetto a quanto previsto prima dell’inizio del Covid. Sono molti i fronti “caldi” in cui l’associazione sta operando. L’ultimo paese in cui sono stati avviati gli interventi è la Repubblica Centrafricana, che secondo l’indice di sviluppo umano è al 188esimo posto su 189 paesi. Altro fronte, il Sud Sudan, dove la situazione è sempre molto precaria e instabile. E la Sierra Leone, paese nel quale la mortalità materna è la più alta al mondo. Ma tra le tante sfide in campo, nel cuore di Medici con l’Africa ci sono soprattutto le mamme e i bambini, ai quali la Ong diretta da don Dante Carraro ha dedicato un programma specifico, nato ancora nel 2010 in occasione dei 60 anni dell’organizzazione per favorire il diritto di una madre di far nascere il proprio figlio senza morire e il diritto di un bambino a nascere e vivere Nei paesi più fragili sano. Una prima fase che si era posta l’obiettivo di assisteassistenza al parto re 125mila persone: alla fine e cura delle del percorso di cinque anni i parti assistiti sono stati quasi malnutrizioni 135mila in quattro paesi. per 10mila bambini La seconda fase di “Prima le mamme e i bambini. 1.000 di questi giorni” è stata lanciata il 5 novembre 2016 a Padova alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Iniziato nel 2017, proseguirà fino al 2021. Coinvolge tutti e sette i paesi di intervento del edici con l’Africa Cuamm è la prima organizzazione italiana che si Cuamm, dieci ospedali e i loro distretti di rispende per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni afriferimento, con l’obiettivo di garantire l’assicane. Oltre 1.600 persone inviate in 41 paesi di intervento, soprattutto in Africa, stenza medica a mamme e bambini nei primi per portare cure e servizi anche a chi vive nelle località più povere del mondo. mille giorni: quelli cioè che vanno dall’inizio L’avventura di Cuamm è iniziata nel 1950 e non si è mai interrotta. Oggi opera della gravidanza fino al secondo anno di vita del in Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud bambino, con un’attenzione particolare al tema Sudan, Tanzania e Uganda a fianco di medici e infermieri locali negli ospedali, della nutrizione e al diritto al parto assistito. nei distretti, nelle scuole e nelle università. Sierra Leone, Sud Sudan, Angola, Mozambico, Tanzania, Uganda ed Etiopia. Qui, nelle

• Che cos’è Cuamm

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Trova Trovae epaga pagail ilparcheggio parcheggio Scarica Scarica l’App l’App dallo dallo store store Android Android o iOS. o iOS.

parti più fragili del continente africano, i volontari assistono un bacino di utenza di tre milioni di persone, con un impegno economico di 15 milioni di euro, in parte sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, dalla Fondazione Cariplo, dalla Fondazione Cariverona e dalla Compagnia di San Paolo, ma anche da grandi e piccoli donatori privati. Il programma materno-infantile vede Medici per l’Africa assistere nel parto 320mila donne e accompagnare nella crescita cinquantamila bambini. Sono diecimila i più piccoli che vanno curati dalla malnutrizione acuta severa. Mille giorni è la somma di questo percorso di nascita e crescita. Nove mesi – 280 giorni – di gravidanza, un giorno per il parto, sei mesi (180 giorni) di allattamento al seno, diciotto mesi (539 giorni) per svezzamento e crescita. Nelle quattro fasi del programma vengono innanzitutto sensibilizzate le donne sull’importanza delle visite prenatali e di una corretta alimentazione in gravidanza per sé e per il nascituro, Vengono effettuati controlli nutrizionali e campagne di vaccinazioni, controlli per l’anemia, la glicemia e la pressione, i test per l’Hiv/Aids, la tubercolosi e la sifilide, oltre alle raccomandazioni all’utilizzo dei trasporti e dell’ambulanza in caso di emergenza ostetrica. I medici del Cuamm e gli operatori locali garantiscono alle donne il parto assistito e, in caso di complicanze, cesareo e trasfusioni di sangue. Dopo il parto, alle neomamme vengono insegnate le norme igieniche di base per il neonato e, se il bambino è prematuro, viene promossa la terapia della “mamma canguro”, che sfrutta il contatto con la pelle per prevenire l’ipotermia. Una nuova vita per la quale i medici volontari incentivano l’allattamento al seno fino al sesto mese, essenziale per la crescita. Ogni bambino viene seguito con il monitoraggio di peso e crescita, con vaccinazioni contro tutte le principali malattie infettive, cure adeguate per la malnutrizione cronica, promuovendo all’interno della famiglia un’educazione alimentare capace di rispettare le risorse disponibili nel contesto in cui si trovano a vivere. (s.s.)


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Novità in libreria

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Il Rinascimento dark di Matteo Strukul Tra romanzi, fumetti e videogiochi: l’autore padovano è sempre più multimediale (e internazionale)

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atteo Strukul oggi è uno dei romanzieri italiani più letti del mondo. Dopo la vittoria al Premio Bancarella 2017 grazie al best seller “I Medici. Una dinastia al potere”, in questi tre anni ha scalato le classifiche internazionali, dalla Colombia alla Russia, dalla Serbia alla Corea. Il suo penultimo romanzo, “Le sette dinastie”, presto sarà pubblicato anche nei Paesi di lingua araba aggiungendo un nuovo capitolo all’ormai lunga lista di mercati in cui l’autore padovano è tradotto. Il 4 ottobre è uscito in Italia “La corona del potere”, pubblicato da Newton Compton, che Strukul ha presentato in prima nazionale al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco in occasione della sesta edizione di Chronicae, Festival Internazionale del Romanzo Storico. Con “La Corona del potere” hai concluso un arco narrativo monumentale iniziato con “Le sette dinastie”. Immagino che per te sia stato uno sforzo notevole. “Sì, sono stati due romanzi impegnativi, innanzitutto per la mole di pagine. “La corona del potere” è lungo 512 pagine, mentre “Le sette dinastie” era ancora più lungo. Stiamo parlando di più di mille pagine scritte in due anni, con decine di personaggi. Ho dovuto documentarmi e studiare moltissimo, non è stato facile”. Quali sono i personaggi a cui sei più legato in questo romanzo? “Rispetto al primo romanzo, ambientato più sull’asse tra Venezia e Milano, in questo mi sono concentrato più su Roma. Tra i personaggi principali ci sono i Borgia, una delle dinastie simbolo del Rinascimento: Papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia) e i suoi figli, Cesare Borgia (il Duca di Valentino, che Machiavelli descrive nel settimo capitolo de “Il Principe”) e Lucrezia Borgia. Proprio sul personaggio di Lucrezia Borgia ho fatto un lavoro particolare, ho cercato di reinterpretarla inserendola in un gioco di potere più grande di lei (di qui il titolo del libro). Ho provato a mostrare come fosse una pedina nello scacchiere di suo padre. Ci sono poi due personaggi “minori”, a cui sono particolarmente affezionato: Caterina Sforza, la tigre di Forlì, donna guerriera dal temperamento incredibile, e poi Gianconte di Brandolini, il signore di Castelbrando, il castello di Cison di Valmarino, in provincia di Treviso. È un personaggio iconico, un capitano di ventura terribile. Basti dire che il simbolo nei suoi sten-

A sinistra Matteo Strukul, a fianco le copertine di due dei suoi romanzi

dardi era uno scorpione e, infatti, lui veniva chiamato lo Scorpione”. Il centro della narrazione è imperniato su Roma, però in questo tuo nuovo romanzo c’è comunque tanto Veneto. “Sì, amo il mio Veneto e cerco sempre di raccontarlo. Ne “La corona del potere” c’è spazio per Venezia e per la dinastia Condulmer, in particolare per Antonio Condulmer, il Maestro delle Spie della Serenissima. E poi Alessandro Benedetti, maestro di anatomia che studiò a Padova. Tra quattro e cinquecento inventò il tavolo anatomico mobile, oltre a scoprire i primi sistemi per contenere il cosiddetto “mal francese”, ovvero la sifilide”. La tua scrittura è sempre più multimediale: fumetti, videogiochi… “La graphic novel dedicata a Vlad Tepes, il personaggio storico che ha ispirato Bram Stoker per la creazione di Dracula, è uscita da

poco negli USA. Scout Comics ha acquistato i diritti da Feltrinelli, editore con cui l’ho pubblicata in Italia. Negli Stati Uniti i primi due numeri sono andati in ristampa perché esauriti, mentre il terzo è uscito da poco. Per degli italiani è molto difficile trovare spazio in un mercato tradizionalmente chiuso come quello del fumetto americano, quindi non posso nasconderti che la cosa mi ha fatto davvero piacere. Da quello che ho potuto leggere nel web è piaciuto molto l’approccio “europeo” alla scrittura del fumetto, oltre allo stile grafico strepitoso di Andrea Mutti naturalmente. Il videogioco invece uscirà nel 2021 e racconterà la storia di Marco Badoer, un capitano di ventura veneziano al soldo di Lorenzo De Medici. Uscirà prima per steam e per PC, poi anche per le varie consolle (Play Station, XBox, ecc)”. Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

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ato e cresciuto a Padova, dopo la laurea si trasferisce a Milano. Lavora a Radio Deejay, Radio Italia Network, Radio Kiss Kiss, Sky TG24, collaborando con Andrea & Michele, Alex Cattelan, Camila Raznovich, Ivan Zazzaroni, Marco Montemagno, Gene Gnocchi e tanti altri. Torna in Veneto nel 2009 e dal 2010 è Editor in Chief di LA CASE Books, casa editrice digitale californiana. È presidente di Sugarpulp con cui organizza festival ed eventi culturali. Da gennaio 2019 è uno dei consiglieri della Veneto Film Commission. Up the irons!


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Music & Music

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La magia della musica torna ad animare le città Dall’Anfiteatro del Venda fino ad Arcella Bella e al Rise Festival gli operatori del settore non si son fermati cercando di andare oltre l’emergenza

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na musica può fare” cantava nel 1999 Max Gazzè sul palco di Sanremo. E non si sbagliava perché la musica è in grado di fare moltissimo e lo si è visto bene in questi mesi: la musica non si è fermata. Mai come prima musicisti, cantanti e operatori culturali si sono organizzati per volgere uno sguardo oltre l’emergenza. Nonostante le numerose difficoltà del periodo storico - molti festival e concerti sono stati rinviati, come per esempio Sherwood festival di Padova e Home festival di Treviso - la voglia di ripensare la programmazione estiva, secondo le nuove prescrizioni di sicurezza, e proporre concerti “reali” con un palco e il pubblico, è stata per molti un’opportunità di crescita. Ne è un esempio l’Anfiteatro del Venda, uno dei luoghi d’ascolto open air più suggestivi dei Colli Euganei, che a metà giugno ha inaugurato la sua stagione, ospitando alcuni dei più importanti musicisti del panorama veneto: il veneziano Marco Iacampo, in arte “Iacampo”, cantautore sopraffino, empatico ed emotivo, moderno ma al contempo classico, folk, jazzy ed etno; la pluripremiata cantautrice e cantastorie bellunese Erica Boschiero, definita dalla critica “Menestrello fatto donna”, “la nuova Joni Mitchell” e il trevigiano Ricky Bizzarro. Ognuno ha interpretatoi propri pezzi accompagnati dalla fisarmonica del Maestro Sergio Marchesini. Alcune città del Veneto hanno saputo rileggersi e continuare a rimanere punto di riferimento della musica emergente nel Veneto. Padova negli ultimi anni ha saputo scommettere sulle realtà musicali emergenti e nel proporre festival musicali undergroud. Ne è un esempio Arcella Bella, un giardino estivo, nel cuore della città del Santo, nel quartiere più aperto ai cambiamenti sociali e urbani, dove una pluralità di attività culturali e musicali favoriscono la partecipazione culturale, l’inclusione sociale e la valorizzazione del verde urbano. Tra i giovanissimi musicisti presenti da segnalare, sicuramente, i padovani Joe D. Palma e il duo vicentino Allen formato da Killian & Demu Sick. Presenti da quattro anni sulla scena musicale, la band padovana, non è si fermata e il 27 marzo 2020 esce con il loro ultimo singolo Piove Fino a Luglio (Costello’s Records / Grifo Dischi,

distribuito da Artist First). Un brano che si distingue dagli altri per un sound più pop e ci riporta a quella quotidianità che in questo periodo abbiamo perso. La band ha dichiarato “Sarà un concerto sicuramente speciale per noi, uno degli ultimi per un po’ prima di rinchiuderci in gattabuia per concentrarci al cento per cento sul nuovo disco!”. Questi sono dei buoni presupposti per attendere chissà, in primavere, l’esordio del loro nuovo disco. Conosciuti tra i banchi del liceo, tra un pianoforte nell’aula magna e un’improvvisazione sonora, nasce

il duo vicentino Allen formato da Killian & Demu Sick. Cominciano a collaborare nel 2016 alla ricerca della loro modalità di espressione, interessati al cantautorato jazzy, una sorta di Mannarino ma con una chitarra acustica jazz, per arrivare ad un progetto più ampio che intreccia digitale e analogico, toccando diverse influenze per appoggiarsi su un sound altrenative R&B. Animale è il titolo del loro singolo di debutto (26 giugno 2020) Un brano che dipinge quel senso di inadeguatezza e di estraneità rispetto a ciò che circonda: l’ambiente della provincia rende più facile sentirsi fuori posto e più difficile equilibrare istinti spesso in contrasto con l’irrazionalità di un mondo schematico. In meno di tre mesi il duo esce con il secondo singolo Mr Nobody, un nuovo progetto che intreccia digitale e analogico e che si muove tra influenze elettroniche, venature di lo-fi e urban. Scommessa vinta anche per il Rise Festival, ovvero quella di riconfermare un format ricco di appuntamenti e un’offerta culturale gratuita per la città del Santo. Protagonista del festival Ulisse Schiavo. One man band, voce, chitarra e cassa. Folk Blues caldo, nervoso, diretto e delicato. La musa dei suoi testi è l’esperienza. Pizzica corde e racconta squarci della sua vita e riflette sulla nostra. Pubblica i suoi primi brani nel 2015 e da allora entra nel blues italiano con la sua voce cristallina e una presenza inconfondibile.

• Chi è Sara Busato

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a semp r e ha coltivato una forte passione per la comunicazione e l’organizzazione di eventi culturali. Nel corso degli anni la sua passione si è trasformata in professione. Molto curiosa del mondo, ama le avventure e le sfide. Quando ha un momento libero passa le giornate in cerca di una montagna da raggiungere o di percorsi ciclabili da esplorare con la musica a fare da colonna sonora.


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Cultura

Musei L’esposizione permanente di Storia della Medicina è in via S. Francesco 94

Da ottobre il Musme riapre alle scuole A grande richiesta il MUSME riapre le visite guidate infrasettimanali per le scuole e i gruppi, in totale sicurezza A fianco il Musme

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grande richiesta, le scuole tornano al Museo di Storia della Medicina di Padova. In un momento così delicato ma di ripresa delle attività per gli istituti scolastici, sono gli stessi insegnanti a chiedere la disponibilità di visite guidate in presenza durante la settimana, riconoscendo l’attualità dei contenuti del Museo e la sua capacità formativa e divulgativa. 2471 sono state le scolaresche, provenienti da tutta Italia, 891 solo l’anno scorso, che hanno scoperto quanto pesa un cuore, chi ha studiato la circolazione sanguigna, quante ossa formano il corpo umano, come si auscultano i polmoni, quali erano le cure per la poliomelite fino al secolo scorso, o l’importanza della rieducazione motoria e dell’impegno di campioni come Bebe Vio, Martina Caironi e Alex Zanardi, tanto per citare solo alcuni dei tantissimi temi degli exhibit interattivi del MUSME. Da ottobre, il museo propone gli “open day” per docenti di ogni ordine e grado con “Live Musme”, l’attività di esplorazione delle varie sale e degli exhibit interattivi con un animatore scientifico, in diretta on line su Instagram. E’ possibile iscriversi a “Live MUSME” e richiedere informazioni per le visite guidate in presenza sul sito www.musme.it. Intanto, si può visitare quello che fu il primo “hospitale” di Padova tutti i sabato e domenica dalle 9.30 alle 19, nel totale rispetto delle norme anti COVID19.Nel museo dove “è vietato NON toccare” si vive un’esperienza innovativa, interattiva, divertente e scientificamente entusiasmante, in tutta sicurezza. L’importanza del Museo di Storia della Medicina di Padova nella sua attività di divulgazione medica e scientifica, è stata riconosciuta da molti enti pubblici e da imprenditori illuminati

che, grazie al loro supporto, ne rendono possibile l’apertura ogni fine settimana dal 12 settembre 2020. Una buona notizia resa speciale dall’operazione fortemente voluta dalla Fondazione MUSME, che ha regalato 1.500 biglietti d’ingresso ai medici, agli infermieri, alle ostetriche e agli operatori sanitari dell’Azienda Ospedaliera di Padova, dell’Unità Locale Socio-Sanitaria Ulss 6 Euganea di Padova e dell’Istituto Oncologico Veneto, che in questi mesi di emergenza hanno rischiato la loro salute per il bene comune. “Un grazie simbolico – sottolinea il Presidente della Fondazione Francesco Peghin - che vuole essere un gesto di attestazione della nostra stima e riconoscenza.” Il Museo, che lo scorso 5 giugno ha compiuto cinque anni, ha raggiunto finora 185 mila visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero, 50mila solo nel 2019, e 2471 scolaresche. Un’impresa che in cinque anni d’intenso lavoro avrebbe voluto, anche quest’anno, celebrare, oltre alle migliaia di visitatori, i premi, le recensioni entusiastiche a livello nazionale, le mostre, le collaborazioni con altri importanti enti e istituti, le conferenze, i progetti condivisi con prestigiose istituzioni, i frutti di una gestione congiunta di pubblico e privato, che fino al 3 marzo 2020 era un unicum positivo e in crescita. Anche a porte chiuse, il Museo, in questi mesi, ha continuato la sua attività di divulgazione sia storica sia scientifica organizzando “live tour” in diretta Instagram con esperti dedicati, visite guidate virtuali alla mostra “Io Vivo Sano”, laboratori didattici per famiglie e per bambini, attestandosi, così, come uno dei primi musei italiani a proporre un ricco palinsesto di esperienze non solo virtuali ma interattive. (ni.ma.)

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Cinema

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L’analisi dell’esperto Nella bulimia di video, il cinema rischia di trasformare se stesso e il suo linguaggio

La stagione è appena cominciata Ci vediamo in sala! S

tiamo pian piano tornando al cinema e l’augurio è di non dover spegnere i proiettori. Mai più. Eravamo rimasti alla notte degli Oscar, alla corsa per vedere e commentare Parasite, il pluripremiato capolavoro di Bong Joon-ho e ci preparavamo a giudicare l’esordio di Francesco Lettieri passato dal videoclip al lungometraggio. Il regista napoletano aveva preparato l’uscita del suo Ultras e sognava quello che sognano tutti i registi: vedere proiettato in sala, sul grande schermo il proprio lavoro. Il film di Lettieri è stata una delle prime vittime di questa pandemia cinematografica. Solo Netflix ha salvato il salvabile promuovendo il film nelle settimane successive. E questo è stato il momento dirompente. Nella storia del cinema, solo in un’altra occasione i proiettori restarono al buio e per raccontarvelo parto da una storia interessante. Sono stato di passaggio a Hanover, New Hampshire, nel 2001. Era la settimana dello spring-break, ma la ricordo per una delle tempeste di neve peggiori del decennio. Ad Hanover non c’è molto da vedere a parte la sua Università, il Dartmouth College. È una delle otto Università della Ivy League, la lega dei più antichi college privati americani. L’atmosfera di quei luoghi è da film alla David Lynch o se volete ricorda il video del 2009 di Bat For Lashes, What’s A Girl To Do. Mistero, isolamento e inquietudine. Per ironia della sorte il film che viene ricordato, perché ambientato al Dartmouth College, è Animal House. Qualche settimana fa mi è capitato sull’homepage di Dartmouth un piccolo tesoro. L’intervista a Peter Carini, l’archivista del College. Ci riporta queste righe estratte da una vecchia lettera dell’archivio: “La Chiesa è chiusa, i cinema chiusi e tutte le celebrazioni per i 150 anni del College sono state cancellate… L’epidemia ha ucciso quello che era la vita del college quaggiù”. 27 Settembre, 1918. Questo è uno stralcio di una lettera scritta

da uno studente del primo anno, Clifford Orr, al padre. L’epidemia era l’influenza spagnola. I cinema si riaprirono tutti entro la fine del 1919, ma la ripresa economica del comparto cinematografico si registra solo a partire dal 1921. Nel frattempo il Mondo era cambiato e con esso la distribuzione cinematografica dove si iniziavano a fare largo gli studios. Cominciavano quelli che passarono alla storia come i ruggenti anni venti, dove a un certo punto tutto sembrava possibile e anche il cinema in pochi anni trasforma il suo linguaggio, diventa meno espressionista e col sonoro si compie il passaggio a mezzo narrativo. La riflessione dell’archivista Carini volge il pensiero su quello che lasceranno gli studenti di oggi del Covid 19. La maggior parte di loro sta affidando i propri pensieri a video di Tik Tok, stories di IG, Snapchat o videochiamate con Zoom e affini. C’è tutto in quegli scampoli di vita, come se fossero scene di film, ma la domanda è: si salverà qualcosa per i posteri? “Il mondo elettronico è più transiente di molti sistemi di comunicazione del passato. Abbiamo questa idea che tutto venga salvato e conservato, ma sarà molto difficile da catalogare. Sono convinto che stiamo perdendo molta documentazione che avremmo potuto avere altrimenti” afferma Carini. Questi video racconti della propria quotidianità esistono da sempre e una volta facevano parte del cinema del reale, che è sopravvissuto grazie alla pellicola. Chilometri di pellicole super8 nascoste nelle soffitte o negli scantinati di milioni di famiglie. Non so cosa ne sarà di questi scampoli di racconti digitali, ma una volta passata la pandemia il cinema che conosciamo sarà diverso. Nel giro di qualche anno. Saranno diverse le sale. Molte chiuderanno, altre resisteranno, altre ancora si trasformeranno. Ci sarà spazio probabilmente per alcuni grandi multisala in provincia e per le piccole sale d’essai in città, che dovranno per forza dotarsi di nuove

formule più aggreganti, a partire da una vocazione polifunzionale, inclusi i bistrot, come insegnano le esperienze del Kino a Roma o del Cinemino a Milano. Saranno diversi i linguaggi. Siamo bulimici di video e questo rischia di trasformare tutto in “content”. Il pericolo è che sentiremo sempre meno la necessità di immergerci in storie di due ore e per farlo difficilmente sceglieremo di uscire di casa e pagare un biglietto. Il cinema, non solo come luogo, ma anche come linguaggio, è ancora necessario o ci stiamo sempre più avvicinando alla comodità e alla immediatezza delle piattaforme on demand affezionandoci a personaggi che ci accompagnano per settimane? I giovanissimi guardano le serie TV, i film, o il loro bisogno di storie è soddisfatto dai video di YouTube e dalla raffica mediatica di Tik Tok? Tra mille incognite ci sono anche segnali positivi. Le arene estive e i Festival registrano da anni un continuo segno positivo in termini di presenze e soddisfazione del pubblico. Così scopriamo che non solo abbiamo voglia di aggregazione, ma la cerchiamo di qualità. La riflessione è aperta, ma una cosa è sicura: il futuro del cinema dipende da noi spettatori. La stagione è appena cominciata, ci vediamo in sala.

• Chi è Christian Cinetto

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hristian Cinetto è un regista, autore TV e creative producer. Ha scritto e diretto decine di documentari per la TV, è stato direttore artistico di Avventure Film Festival. Il suo lungometraggio A tempo debito è uscito in sala nel 2015.

Christian Cinetto

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#Regione

Il Elezioni dopo voto regionali L’analisi Il governatore dell’esperto uscente stravince, il centrosinistra incassa la sconfitta

Zaia trionfa: “Vince il Veneto Zaia, il migliore interprete ora Veneto portiamo casa l’autonomia” del di aoggi C Per costruire il “dopo” è necessario he Luca Zaia fosse confermato con facilità per il terzo mandato alla guida del Veneto nessuno lo metteva in discussione, così come che potesse vincere con un risultato schiacciante. Ma leggere, nero su bianco, quella percentuale, 76,8 per cento, dà nonna della Maria, la mamma l’esattaiamisura vittoria e del di mia mi racconconsenso di mamma, cui il governatore tò, più una volta, come fosse gode in di tutta la Regione. solita aggiungere piatto quanUn consenso in un larga parte perdo apparecchiava la tavola. Quel sonale, visto che la Lista Zaia ha piatto in più,tutti diceva era surclassato gli ridendo, altri partiti per o per Mike BongiordelloCorrado schieramento con oltre 916 no: di casa milaormai voti e“virtualmente” che ci sono stati altri e300 protagonisti – attraverso telemila elettori che hannola messo visione della routine la croce–solamente sul domestica nome del quasi a costituire un nucleo candidato Luca Zaia, anchefamipraliare allargato. ticando il voto disgiunto, oggetto conalla il suo “Pranzo serdiCorrado polemiche vigilia del èvoto. vito” Mike con personale uno dei suoi Che iloconsenso siaquiz stasono diventati, per per lai miei nonni, to determinate una vittoria una tangibile da non così realtà netta ecosì schiacciante è fuori poter essere messa in discussione. discussione e ci restituisce l’imOvviamente la questione “piatmagine di un Veneto indel sintonia to tavola” eranonostante un modo coninil più suo apresidente, ironico per le simboleggiare quella le criticità, contraddizioni e le costante. Mia nonna il piatto mica zone d’ombra messe in evidenza lo metteva veramente, era il suo dagli sfidanti. modo di scherzare questa Ma gli avversari,sopra nonostante sua così profonda abitudine. l’impegno, devono accontentarsi spiegareRegionale,di le motivadi Cercare 9 seggi indiConsiglio zioni della vittoria a valanga che del cui 8 al Partito Democratico presidente con il 12% Luca scarsoZaia dei alle votielezioni ha ragregionali con minimo questo esempio giunto il suo storico. faLa migliare farà certamente contenta coalizione di Arturo Lorenzoni sì è fermata al 15,7% e la lista “Il Vene-

interrogarsi sulle caratteristiche che rendono il riconfermato governatore così dentro la testa e il cuore della gente

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mia mamma, perché mi permette di ricordare mia nonna, ma rischia di creare un enorme fraintendimento: il presidente più votato in Italia non ha vinto perché ogni giorno all’ora di pranzo è stato in tv (e chissà se mia nonna avrebbe messo un piatto anche per lui?) ma perché è stato semplicemente “il I consiglieri regionali nei eletti dall’incontro con Salvini più vicino”. c’è e c’è ovunque: in dell’ex televi- laico patrono del Veneto: con toZaia che vogliamo” a sostegno si aggiungono i 9 della Lega e ila5 sione, sui social, giornali, nond’Italia, ha nullapartito a che vedere; vice sindaco di sui Padova nonalla ha politica di Fratelli che ha sagra del paese, in caso di sua calamistato proclamato, nondei eletto, sfondato nemmeno nella cit- èsfiorato il 10 per cento voti.per Gli tà, raccogliendo a proteggerciappena dal virus. Il suo personali, abi-e il 2% dei caratteristiche equilibri dunque sono benper chiari “esserci” vicino,annunciata così amiche-e lità nelle relazioni e nella comunivoti. Unacosì sconfitta la formazione della nuova giunta vole, lo rende parte del nostro vis- cazione, non per una “piattaforma prevista, ma pur sempre bruciante sicuramente porterà all’ingresso suto al di là dei meriti, al di là delle politica amministrativa”. e deludente, che ha già provocadi altri eesponenti leghisti, visto dichiarazioni che di possono Ininquesto senso l’attrazione to i primi scambi accuse anche all’in- che questo gruppo si trovano la contraddirsi a distanza di 24 ore,e giornalistica il confronto/ terno dello stesso schieramento maggior parte per dei possibili assesal là di quanto o non fatto. scontro Zaia –Zaia Salvini, essensori. Intanto nonpur nasconde deidisingoli partiti.fatto Restano a bocca In definitiva, possiamo do ampiamente sia legittima perché la soddisfazione per il risultato asciutta tutti glidunque, altri contendenti, tranquillamente dire che il 5risultal’unica partita commentare, che perda quello dell’intea partire dal Movimento Stelle èpersonale to Zaia, anzi didiLuca comealmesi fa appare fuorviante. Zaia ra coalizione e non Ilhamodello mai mancachediora cercherà ottenere abitualmente chiamare, assoluveneto e persquadra il Veneno un posto in consiglioè con un ètoun dimodello ringraziare l’intera tamente oltre i confini della politi- to dasostenuto un veneto. Nonhasiconpuò ricorso dall’esito incerto. chefatto lo ha e che caZaia e nondunque soltantoè in termini numecondimensioni le stesse caratteristiper la terza vol- esportare tribuito alle della vitrici. I veneti sidel sono riconosciuti, e, con probabilità, gli ta presidente Veneto con un che toria. Se latutta prima elezione,con come affidati, a tratti risultati. Consiglio in cuiimmedesimati. la sua lista con- stessi ha ricordato lo stesso Zaia, era staLa sua è stata a i più critici nei conquista più dellaun’assunzione metà dei seggi toNel perprivato lo più un risultato politico, destinati alla maggioranza,a cui dovuto alla somma dei voti rac-

fronti di singoli Zaia sono quegli alleati colti dai partiti, quest’ultiorfani del periodo di Galan. ma invece, oltre a d’oro confermare la L’idea del “Grande Veneto” Galanetta predominanza del centroniano, di grandi infrastrutdestra, fatto è anche una innegabile ture strategiche, di macro regione affermazione personale. “Penso europea, di sostegno mondo sia stata premiata tutta al l’amminiproduttivo e finanziario, c’è strazione, quindi ringrazionon ancora più. tutta la mia squadra. – commenta Quello di voto Zaia dei è il veneti “Veneto Zaia - È un perdel il quotidiano”, coseche da sono fare, Veneto. Pensodelle ai veneti della delle ma maniche qui daretorica generazioni ancherimagli boccate, del che “non mettiamoci ultimi arrivati hanno un protroppo mostra” e, in modo evigetto diinvita nella nostra regione. dente, dellaèrivendicazione idenL’obiettivo solo uno: portare a titaria per la quale la riforma aucasa l’autonomia”. Già, l’autonotonomista stata caricata mia, vero eè proprio totem di perun il significato - referendum governo Zaia, che quasi compretre anni so - che va oltre confini stessi di fa gli è valso un ialtro clamoroso questa tanto attesa revisione dei successo con l’affermazione del referendum. Da allora però l’at-

tesa non è ancora terminata e il rapporti tra Regioni e Stato. Veneto aspetta i passi del Governo Chi siStato è proposto in alternativa e dello centrale. “Rispetto a Zaia hail potuto. Denunciare dieci nulla anni fa Veneto ora è una remancanze e carenze dell’ammigione che conta a livello nazionale nistrazione pure ci e che viene regionale ascoltata-(che aggiunge il sono), proporre idee alternative, governatorecontinueremo a far promuovere unapeso visione diversa di sentire il nostro e a pretendeVeneto (assolutamente re risposte concrete.Saràlegittima) mia preera come voler giocare a briscola mura rappresentare tutti coloro quando partita era aSarà Scala 40. che sonolaqui in Veneto. l’amTutto giusto, madifuori ministrazione tutti.tema. I veneti si Covid e molto direttedatelevisive aspettano noi, non altro posnon hanno fatto seEnon allargare di siamo deluderli”. il rapporto con qualche punto le dimensioni della la Lega, visto che le elezioni regiovittoria. nali sono state viste come un deril miglior“Mi politico italiano byZaia Zaiaè–Salvini? sono presenetato il più amministratore locongrande una mia lista ma non c’è cale che si sia mai visto nella sto-I nessuna polemica con la Lega. ria? Probabilmente, no! sono tutti candidati della lista Zaia È il più capace interprete del Vedella Lega. Mi spiace che qualcuneto di oggi? si! in no veda una Assolutamente, contrapposizione E chi risultato. vuole ripartire dopo la baquesto Non ho nessuna tosta presa statale, o chi vuole iniziare ambizione la mia missio-a costruire per il “dopo Zaia” done è amministrare lavorando sul vrebbe interrogarsi proprioe sulle territorio. Amministreremo porcaratteristiche e sui progetti motivi che teremo avanti nuovi inrendono il governatore, così novativi”.Luca, Zaia traccia già l’agenda dentro la testagiunta: (e il cuore) citper la nuova “Con dei questo tadini veneti. I programmi, le banconsenso – sottolinea il governadiere partiti, lepermetterci assemblee, di le tore -dei possiamo primarie, le direzioni, le candidafare delle grandi rivoluzioni: dalla ture a consigliere, vengono molto riforma sanitaria alle infrastrutdopo. ture, dal policlinico universitario Matteo di Padova alla vicenda deiBellomo Pfas. E Consulente di comunicazione poi la rivoluzione digitale, il piano giornalista dei trasporti, la difesa edel suolo e molto altro ancora”.

Movimento 5 stelle La reazione di Enrico Cappelletti

“La vittoria del referendum non è bastata” E nrico Cappelletti, candidato presidente del Movimento 5 Stelle,non fa tanti giri di parole nel commentare il risultato delle elezioni. “Abbiamo perso. Punto”. In effetti il 3 per cento dei voti è una forte delusione in Veneto, mitigata solo in parte dal successo del referendum. !”Abbiamo perso il giorno che… abbiamo vinto. – continua Cappelletti nel suo ragionamento - Vincere il referendum non è stato un risultato da poco. Abbiamo vinto dove negli anni tutti gli altri avevano fallito, dal centro-

destra al centro-sinistra. Su questo fronte abbiamo dimostrato di saper essere molto più in sintonia con i cittadini, rispetto ai rappresentanti di tutti gli altri gruppi”. Ma il voto per il Consiglio regionale Veneto è andato diversamente e il Movimento fa i conti con una sconfitta che brucia e sulla quale Cappelletti invita tutti i militanti a riflettere per trovare un nuovo slancio e “non mollare. Continueremo a lottare con le unghie e con i denti perché questa regione diventi una regione migliore. Non smettiamo di

crederci”. Intanto lancia delle provocazioni su quello che ha pesato in questa campagna elettorale. “Adesso smettiamola di chiederci perché, a fronte di un referendum che riduce i costi della politica, i cittadini abbiano votato una lista che i costi della politica li aumenta, ed anche di molto, avendo introdotto in regione 10 comode poltrone in più, per altrettanti assessori esterni. Smettiamola anche di chiederci se sia giusto che l’unica infrastruttura rilevante realizzata in Veneto negli ultimi 20 anni, Pedemon-

tana Veneta, costi 10 miliardi in più del suo costo di realizzazione. Smettiamola di chiederci perché nonostante una legge regionale sul consumo di suolo zero, il Veneto sia la peggiore regione d’Italia per consumo di suolo. Smettiamola di chiederci perché in Veneto il 18% di cittadini sia sulla soglia della povertà e a rischio emarginazione sociale (dato peggiore di tutte le regioni del centro e nord Italia).Chiediamoci piuttosto perché, di tutti questi fatti, in Veneto, non ne parli mai nessuno”.


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Regione

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Lega Roberto Marcato, il più votato in Veneto

Partito Democratico L’analisi del segretario regionale Bisato

“Premiati perché siamo “Va costruita tra la gente e parliamo l’alternativa al pensiero la stessa lingua” dominante” R

oberto Marcato, di soprannome “bulldog”, assessore regionale uscente allo Sviluppo Economico, padovano di Piombino Dese, è stato il vero mattatore della competizione, un caterpillar delle preferenze. Con 11.600 voti, il 40 per cento in più rispetto alla precedente tornata, è stato il più votato in tutto il Veneto. “Dedico questa straordinaria, incredibile vittoria al me unico paron: el popolo veneto – esordisce –. Con un grazie a tutti i miei collaboratori, fidatissimi, instancabili, insostituibili. Il segreto del successo? Una campagna elettorale si fa, ma non si inventa. Mi spiego meglio: il consenso non si improvvisa, gli elettori non perdonano chi si presenta all’ultimo solo per portare a casa un voto. Io non sono andato sul territorio solo nelle settimane prima delle elezioni. Io sul territorio ci sono sempre, lo giro in lungo e in largo sette giorni su sette, 12 mesi all’anno. Sono attaccato fisicamente alla sedia quel tanto che è necessario per prepararmi, studiare le leggi, aggiornarmi di continuo. Il resto del tempo lo passo incontrando le persone nei luoghi dove abitano, lavorano, studiano, si incontrano. Credo sia questo il motivo per cui la gente ha scelto me, ma prima ancora la Lega. Prima che un partito siamo un vero popolo di militanti, caratteristica che altre forze politiche hanno dimenticato da tempo. Nelle scorse settimane ho girato molto in tutto il Veneto, nei tanti posti in cui sono stato non ho visto, ad esempio, un banchetto ad esempio del M5S. La politica non può essere altro rispetto alla piazza, alle persone, al dialogo. Sappiamo parlare alla

pancia non perché siamo esperti di tecniche mediatiche, ma perché noi la gente siamo abituati ad ascoltarla da sempre, parliamo la stessa lingua vale a dire che, da bravi veneti, andiamo al sodo delle questioni, senza tanti giri di parole, e cerchiamo insieme le soluzioni”. Sul dualismo a tutti i costi Zaia-Salvini, ha le idee altrettanto chiare: “Capisco si voglia trovare per forza lo scontro, ma in questo caso non c’è. Sono amici, il loro rapporto è strettissimo, il dna è lo stesso, non sono due anime differenti. È come avere due cassette di mele e affermare che una è di frutta e l’altra di mele. Hanno gli stessi ideali, ma fanno due cose differenti, sono come due rette parallele. A Zaia, ad esempio, non è mai interessato, tanto meno ora, ricoprire una carica meramente politica come una segreteria fosse anche nazionale. Lui sa fare l’amministratore, e questo vuole fare ora e sempre al meglio”. Marcato è stato votato ovunque. “La politica è una passione, un movimento perpetuo, una ricerca quotidiana non di tornaconti o di interessi, ma di dialogo. Credo che questo arrivi dritto alla gente che ne percepisce l’autenticità”. Un mettere passione nelle cose e nelle relazioni che ha ereditato da mamma Rainelda: “In questo siamo due gocce d’acqua, è la mia prima ultrà”. Prossimi obiettivi? “L’autonomia, mi batterò con tutte le mie forze per ottenerla. E poi due questioni oggi determinanti: l’emergenza sanitaria e quella economica. Il Veneto è un popolo indomito, non ho dubbi che ne usciremo ancora più forti”.

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’ultima parola spetta al congresso del Partito Democratico veneto del 9 ottobre, chiamato ad analizzare il voto delle regionali e a decidere che direzione prendere per invertire la tendenza, intanto il segretario veneto Alessandro Bisato ha già fatto una sua scelta, mettendo il mandato a disposizione del partito. Sindaco di Noventa Padovana da quasi un decennio, consigliere provinciale, primo dei non eletti nonostante le oltre cinquemila preferenze raccolte, Bisato è convinto che siano necessarie scelte coraggiose. “Il mio mandato scade la prossima primavera quindi non ho difficoltà a rimettere il mio ruolo a disposizione. Auspico che vi sia subito una vera, profonda e schietta analisi sui motivi per cui non siamo riusciti ad intercettare il voto dei veneti e a parlare ad intere fasce dell’elettorato. Penso in particolare al mondo delle imprese e del lavoro, agli artigiani, ai commercianti, agli agricoltori, a chi intraprende, intere categorie con le quali dobbiamo entrare in sintonia”. Cosa è venuto a mancare in questa campagna elettorale? “L’analisi del voto conferma che fuori dalle ZTL, fuori dai centri storici dove c’è una tenuta, il partito si polverizza e si disperde, non viene percepito come alternativa al mainstream dominante imposto da questa maggioranza. Questo nonostante non manchino i segnali in controtendenza, come il continuo fiorire di comitati civici, di movimenti sensibili ai temi ambientali, ad esempio, critici nei confronti di ciò che non funziona e che andrebbe cambiato. Poi al momento del voto, scatta l’atteggiamento contraddittorio e risulta vincente il messaggio dominante, ci si affida al comune sentire”.

A cosa è dovuto questo distacco? Da questo dovrebbe partire l’analisi all’interno del Partito Democratico, dal fatto che mentre siamo bravi ad amministrare alcuni comuni, anche di grandi dimensioni, e ci viene riconosciuta dai cittadini la capacità di saper mediare e coniugare il progresso con l’ambiente, l’attenzione al mondo delle imprese e ai bisogni sociali, fuori dall’ambito amministrativo perdiamo la nostra forza e la nostra identità. E’ per questo che ritengo necessario rafforzare il dialogo con chi lavora e intraprende, con le imprese e le categorie, come facciamo a livello locale”. E’ venuto meno il rapporto diretto con i cittadini? “Io in mezzo alla gente ci sono da sempre e ci sono stato in questa campagna elettorale, ma dobbiamo scrollarci di dosso la tendenza ad essere un po’ salottieri. A livello personale, pur non nascondendo un po’ di amarezza, ringrazio chi mi ha votato anche perché sono convinto che buona parte delle oltre 5 mila preferenze siano dovute proprio al mio impegno amministrativo sul territorio”. Ai consiglieri eletti cosa chiede? “Chiedo loro di fare un’opposizione dura ma costruttiva che faccia emergere le contraddizioni fortissime dell’attuale proposta dominante, che deve essere scalfita per togliere la patina della propaganda e andare nella concretezza dei temi. Ci sono infatti tanti aspetti che non sono mai stati conosciuti appieno dall’opinione pubblica e che meritano delle riflessioni attente. Chiedo loro di assumere impegni concreti e veri per i territori, per migliorare la qualità della vita dei veneti, che dovrebbe essere il primo motivo per chi scende in politica”. Nicola Stievano

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SUPERBONUS: DETRAZIONE, CESSIONE E SCONTO IN FATTURA Il credito d’imposta è fruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso. Non si applica il limite generale di compensabilità previsto per i crediti di imposta e contributi pari a 700.000 euro (elevato a 1 milione di euro per il solo anno 2020), né il limite di 250.000 euro applicabile ai crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. Inoltre, non si applica il divieto di utilizzo dei crediti in compensazione, in presenza di debiti iscritti a ruolo per importi superiori a 1.500 euro. I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di successive cessioni. La cessione può essere disposta in favore:

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dei fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) di istituti di credito e intermediari finanziari.

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Sono nate molte realtà che aiutano i privati e le aziende ad ottenere i vantaggi per il cliente e per il fornitore, al 110%! È nata Bonuscasasystem che ha stipulato accordi con molti partner, sia imprese che professionisti, e con diversi General Contractor. È quindi in grado di offrire supporto alle aziende associate perché usufruiscano agevolmente e con serenità della cessione del credito d’imposta con acconti a inizio lavori e a saldo. Bonuscasasystem segue tutta la filiera e la raccolta documenti, il tutto viene assicurato da primarie compagnie di assicurazioni; le certificazioni e asseverazioni finali vengono fatte da organizzazioni importanti anche a livello internazionale. Bonuscasasystem è l’unica realtà che riesce a gestire e garantire l’intera filiera dell’operazione. Grazie al Superbonus 110% e a Bonuscasasystem si può aumentare il valore della propria casa, ottimizzare e risparmiare sui consumi, viverci meglio e avere una casa con certificato green! www. bonuscasasystem.it

LE OFFERTE DELLE BANCHE Tra le prime a fare offerte concrete in questa direzione ci sono i colossi del settore, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Banca Nazionale del Lavoro ha rassicurato che tra spese e commissioni non si supererà il 10%. Ma non si lasciano aspettare troppo anche le offerte di altri gruppi, alcune già definite altre in pubblicazione entro il mese di ottobre 2020.

Iniziano ad arrivare le prime proposte delle banche per la gestione della cessione dei crediti derivanti dal SuperBonus 110%

Vediamone alcune (ndr: disponibili alla data di chiusura in redazione):

INTESA SAN PAOLO Il corrispettivo della cessione sarà pagato entro 5 giorni lavorativi dalla data in cui il credito risulterà nel cassetto fiscale della banca alle seguenti condizioni: d’acquisto del credito fiscale •fissoun eprezzo valido per tutti i clienti per le spese sostenute relative al Superbonus fino al 31 dicembre 2021 e per i soli IACP o altri enti aventi le stesse finalità per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022 Intesa Sanpaolo si impegna a mantenere invariato il prezzo di acquisto del tuo credito d’imposta, maturato nelle modalità previste dalla legge. la percentuale di acquisto prevista per la cessione del credito è calcolata sull’aliquota del bonus previsto per i lavori effettuati e varia in base al numero di anni stabiliti dalla normativa fiscale per il recupero fiscale del credito. L’importo liquidato è quindi pari a: -102 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni (pari al 92,7% del valore nominale del credito d’imposta maturato) -90,91 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 5 anni (pari al 90,91% del valore nominale del credito di imposta maturato) -80 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni (pari all’80% del valore nominale del credito d’imposta maturato)

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Banca Patavina è pronta a sostenere i propri territori di competenza, agevolando l’utilizzo dei nuovi incentivi fiscali fino al 110% EcoSismabonus. In particolare Banca Patavina, aderente al Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA, ha deliberato lo stanziamento di un apposito plafond di 50 milioni di euro per l’acquisto diretto del credito di imposta dal privato contribuente e dalle singole aziende clienti, rendendosi disponibile a valutare il finanziamento dei lavori utilizzando

il nuovo catalogo di prodotti di finanziamento ConEnergy appositamente creato. Banca Patavina inoltre, al fine di supportare al meglio i propri clienti e le imprese nel territorio tra le province di Padova e Venezia, ha aderito all’accordo trilaterale ICCREA/Eni Gas e Luce/ Harley&Dikkinson che la Capogruppo ICCREA ha sottoscritto. Aderendo a questo accordo, Banca Patavina darà la possibilità ad aziende, professionisti e amministratori dicondominio di accreditarsi al circuito di Eni Gas e Luce.

Prezzo di acquisto crediti fiscali* non riferiti al Superbonus 110%: € 102 per ogni 110€ di credito fiscale acquistato € 100 per ogni 110€ di credito fiscale acquistato € 78 per ogni 100€ di credito fiscale acquistato Il prezzo di acquisto potrebbe essere soggetto a cambiamenti nel tempo. È necessario aprire un conto corrente dedicato, da tenere aperto fino al termine della gestione dei flussi e del finanziamento erogato, inoltre non ci sono costi fissi fino a 30 operazioni. *Prezzo di acquisto crediti fiscali per Persone fisiche e Condomini valido fino al 30/9. Prezzo di acquisto crediti fiscali per Imprese riferiti al Superbonus valido fino al 30/9

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on-line: OTTOBRE 2020

Salute Prevenzione

Influenza stagionale, la raccomandazione è vaccinarsi

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a stagione influenzale 2020-21 è alle porte e mai come quest’anno è importante tenere sotto controllo la situazione, considerata la possibilità della circolazione di influenza in contemporanea con l’infezione da SARS-CoV-2. La situazione epidemiologica legata al Covid -19 nelle ultime settimane conferma la ripresa del virus, partita a luglio, con l’aumento graduale dell’incidenza dei contagi, collegato al periodo delle vacanze, prima, e al ritorno al lavoro, successivamente. Sotto osservazione ora l’impatto della riapertura degli istituti scolastici. E’ importante non abbassare la guardia e mantenere il quadro generale quanto più possibile stabile e sotto controllo. In questo contesto risulta strategico anche il tema della vaccinazione antinfluenzale. Proprio per questo motivo il Ministero della Salute ha anticipato, rispetto agli anni precedenti, le raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza nella stagione 2020-21.

Antinfluenzale, perché quest’anno è importante la vaccinazione Vaccinazione antinfluenzale: a chi è raccomandata, come comportarsi con i bambini

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Salute

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Prevenzione

Influenza stagionale, la raccomandazione è vaccinarsi

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Le Le indicazioni indicazioni del del Ministero Ministero della della salute salute

Vaccinazione antinfluenzale: a chi è raccomandata, come comportarsi con i bambini

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ll vaccino vaccino antinfluenzale antinfluenzale èè indicato indicato per per tutti tutti ii soggetti soggetti che che non non abbiano abbiano specifiche specifiche controindicazioni. controindicazioni. Tuttavia Tuttavia èè molto molto importante importante vacvaccinarsi per coloro che, cinarsi per coloro che, aa causa causa delle delle loro loro condizioni condizioni personali, personali, corrano corrano un un maggior rischio di andare maggior rischio di andare incontro incontro aa complicanze complicanze nel nel caso caso contraggano contraggano l’influenza. l’influenza. Sulla Sulla base base della della Circolare Circolare del del 44 giugno giugno 2020 2020 Prevenzione Prevenzione ee controllo controllo dell’influenza: dell’influenza: raccomandazioni raccomandazioni per per la stagione 2020-2021, la stagione 2020-2021, la la vaccinavaccinazione zione antinfluenzale antinfluenzale èè raccomandata raccomandata per: per: -- Donne Donne che che all’inizio all’inizio della della stagiostagione ne epidemica epidemica si si trovano trovano in in gravidangravidanza za ee nel nel periodo periodo “postpartum”. “postpartum”. -- Soggetti Soggetti dai dai 66 mesi mesi ai ai 65 65 anni anni di età affetti da patologie che di età affetti da patologie che auaumentano mentano ilil rischio rischio di di complicanze complicanze da da influenza: influenza: malattie malattie croniche croniche aa carico dell’apparato respiratorio carico dell’apparato respiratorio (inclusa (inclusa l’asma l’asma grave, grave, la la displasia displasia broncopolmonare, broncopolmonare, la la fibrosi fibrosi cistica cistica ee la la broncopatia broncopatia cronico cronico ostruttivaostruttivaBPCO); BPCO); malattie malattie dell’apparato dell’apparato carcardio-circolatorio, comprese dio-circolatorio, comprese le le cardiocardiopatie patie congenite congenite ee acquisite; acquisite; diabete diabete mellito e altre malattie mellito e altre malattie metaboliche; metaboliche; insufficienza insufficienza renale/surrenale renale/surrenale cronicronica; malattie degli ca; malattie degli organi organi emopoietici emopoietici ed ed emoglobinopatie; emoglobinopatie; tumori tumori ee in in corcorso so di di trattamento trattamento chemioterapico; chemioterapico; malattie malattie congenite congenite oo acquisite acquisite che che

comportino comportino carente carente produzione produzione di di anticorpi, anticorpi, immunosoppressione immunosoppressione inindotta dotta da da farmaci farmaci oo da da HIV; HIV; malattie malattie infiammatorie croniche infiammatorie croniche ee sindromi sindromi da da malassorbimento malassorbimento intestinali; intestinali; papatologie per le quali sono tologie per le quali sono programprogrammati mati importanti importanti interventi interventi chirurgici; chirurgici; patologie associate patologie associate aa un un aumentato aumentato rischio rischio di di aspirazione aspirazione delle delle secreziosecrezioni ni respiratorie respiratorie (ad (ad es. es. malattie malattie neuneuromuscolari); romuscolari); epatopatie epatopatie croniche. croniche. -- Soggetti Soggetti di di età età pari pari oo superiore superiore aa 65 anni. 65 anni. -- Bambini Bambini ee adolescenti adolescenti in in trattrattamento a lungo termine con tamento a lungo termine con acido acido acetilsalicilico, acetilsalicilico, aa rischio rischio di di Sindrome Sindrome di di Reye Reye in in caso caso di di infezione infezione influeninfluenzale. zale. -- Individui Individui di di qualunque qualunque età età ricoricoverati presso strutture per lungodeverati presso strutture per lungodegenti. genti. -- Familiari Familiari ee contatti contatti (adulti (adulti ee bambini) di soggetti ad alto bambini) di soggetti ad alto rischio rischio di di complicanze complicanze (indipendentemente (indipendentemente dal dal fatto fatto che che ilil soggetto soggetto aa rischio rischio sia sia stato stato oo meno meno vaccinato). vaccinato). -- Soggetti Soggetti addetti addetti aa servizi servizi pubpubblici di primario interesse blici di primario interesse collettivo collettivo ee categorie categorie di di lavoratori: lavoratori: Medici Medici ee personale sanitario di assistenza personale sanitario di assistenza in in strutture strutture che, che, attraverso attraverso le le loro loro atattività, tività, sono sono in in grado grado di di trasmettere trasmettere l’influenza l’influenza aa chi chi èè ad ad alto alto rischio rischio di di complicanze complicanze influenzali; influenzali; Forze Forze di di popolizia; lizia; Vigili Vigili del del fuoco. fuoco.

-- Personale Personale che, che, per per motivi motivi di di lalavoro, voro, èè aa contatto contatto con con animali animali che che potrebbero potrebbero costituire costituire fonte fonte di di infeinfezione da virus influenzali non zione da virus influenzali non umaumani: ni: Allevatori, Allevatori, Addetti Addetti all’attività all’attività di di allevamento, addetti al allevamento, addetti al trasporto trasporto di di animali animali vivi, vivi, Macellatori Macellatori ee vaccivaccinatori, Veterinari natori, Veterinari pubblici pubblici ee liberoliberoprofessionisti professionisti -- Donatori Donatori di di sangue sangue II bambini bambini devono devono fare fare la la vaccinavaccinazione antinfluenzale? zione antinfluenzale? L’inserimento L’inserimento dei dei bambini bambini ee adoadolescenti sani nelle categorie lescenti sani nelle categorie da da imimmunizzare munizzare prioritariamente prioritariamente contro contro l’influenza l’influenza stagionale stagionale èè oggetto oggetto d’intensa d’intensa discussione discussione da da parte parte della della comunità comunità scientifica scientifica internazionale. internazionale. Molti Molti Paesi Paesi la la raccomandano raccomandano ee la la ofoffrono gratuitamente, a partire dai frono gratuitamente, a partire dai 66 mesi mesi di di età età solo solo ad ad alcune alcune categorie categorie di rischio. di rischio. Quest’anno Quest’anno la la circolare circolare ministeriaministeriale mostra l’opportunità le mostra l’opportunità di di raccomanraccomandare dare la la vaccinazione vaccinazione in in età età pediatripediatrica, ca, anche anche per per ridurre ridurre la la circolazione circolazione del del virus virus influenzale influenzale fra fra gli gli adulti adulti ee gli gli anziani nell’attuale fase pandemica. anziani nell’attuale fase pandemica. II vaccini vaccini antinfluenzali antinfluenzali non non vanvanno somministrati invece nei no somministrati invece nei piccoli piccoli di di età età inferiore inferiore aa 66 mesi; mesi; la la vaccivaccinazione della mamma e degli nazione della mamma e degli altri altri familiari, familiari, che che ne ne hanno hanno cura, cura, èè una una possibile possibile alternativa alternativa per per proteggerli proteggerli in in maniera maniera indiretta. indiretta.

dati più recenti tra quelli disponibili in possesso del ministero, relativi all’anno 2018-19, evidenziano che solo il 22% delle persone fra i 18 e i 64 anni affette da patologia cronica, considerate tra quelle più a rischio, ha fatto ricorso alla vaccinazione antinfluenzale, malgrado venga raccomandata. Ampliare lo spettro della copertura quest’anno è considerato cruciale, non solo per il controllo dell’influenza ma anche per evitare che i contagi vadano a sovrapporsi con quelli del Coronavirus. Anche il Veneto si è attrezzato per aumentare le scorte del 40% rispetto allo scorso inverno, dotandosi per questa stagione di più di 1.300.000 dosi, con l’obiettivo di incrementare (come da indicazioni nazionali) la copertura vaccinale almeno al 75 per cento. Vaccinarsi è dunque una raccomandazione valida per tutti ma lo è soprattutto per gli ultrasessantenni e per coloro che soffrono di patologie a rischio. Per queste categorie (quest’anno anche per la fascia d’età compresa tra i 60 e i 64 anni) l’antinfluenzale oltre che raccomandata (e comunque non obbligatoria) è gratuita. Verosimilmente da metà ottobre e fino a metà dicembre verrà avviata la campagna di profilassi contro l’influenza, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta si attiveranno per fornire informazioni e fare opera di sensibilizzazione, oltre che per somministrare (in caso di adesione avranno a disposizione le dosi gratuite per gli aventi diritto) il vaccino. L’antinfluenzale può essere somministrata anche negli ambulatori vaccinali delle aziende sanitarie locali. Coloro che non rientrano in quelle categorie che hanno diritto alla vaccinazione gratuita, ma che hanno intenzione di aderire alla profilassi antinfluenzale, possono acquistare il vaccino in farmacia. La vaccinazione, ripetono gli esperti, oltre ad essere un importante elemento di protezione che riduce il rischio di complicanze legate all’influenza, consentendo anche una minore pressione sulle strutture ospedaliere, comporta in correlazione al Coronavirus dei significativi vantaggi, intanto perché consente una semplificazione della diagnosi e della gestione dei casi sospetti, a causa della sintomatologia sovrapponibile all’inizio per alcuni aspetti con il Covid 19, ma anche una protezione in più contro quest’ultimo. Infatti un soggetto già indebolito dall’influenza potrebbe riscontrare conseguenze più serie nel contrarre il Covid 19. L’antinfluenzale dunque è un utile strumento per tutti coloro che possono vaccinarsi senza andare incontro a particolari controindicazioni. L’appello che viene rinnovato anche dalla Regione Veneto è quello di vaccinare in particolare i bambini, a partire dai sei mesi, ma anche gli adolescenti che con la ripresa della scuola hanno ulteriormente incrementato il numero dei loro contatti. La manifestazione dei primi sintomi sospetti potrebbe costringerli a ricorrere nel dubbio all’iter previsto per la diagnosi di infezione da Coronavirus, anche quando si tratta di sindrome influenzale, sovraccaricando il sistema sanitario e le famiglie di ulteriori incombenze. Lo stesso virologo Andrea Crisanti, professore di Microbiologia dell’Università di Padova, incoraggia fortemente la vaccinazione antinfluenzale per gli studenti delle scuole elementari e medie. “Ogni anno - ha affermato - abbiamo circa 8 milioni di malati di influenza, soprattutto concentrati tra i 4 e i 15 anni. Sicuramente un ragazzo malato di influenza in questo momento fa scattare tutto il meccanismo di protezione anti-Covid che distoglie tante risorse preziose”.

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a ricchezza e l’unicità delle Thermae Abano Montegrotto risiedono, prima di tutto, nel loro fango, un farmaco naturale brevettato che non ha paragoni al mondo, nè per le proprietà che lo contraddistinguono, nè per gli effetti benefici che ha sull’organismo umano. Il fango termale euganeo è frutto di un lungo processo di maturazione, periodicamente monitorato e della durata di almeno due mesi, al quale è sottoposta l’argilla estratta dai laghetti di Arquà Petrarca e Lispida. Tale processo avviene in apposite vasche di acqua termale disponibili all’interno di ogni hotel e stabilimento. Il contatto con l’acqua termale fatta scorrere a ritmo costante ad una temperatura di almeno 40° C, consente al fango di acquisire nuove proprietà terapeutiche, oltre alle caratteristiche chimico-fisiche, biologiche e minerali che lo rendono un preparato terapeutico ad elevata azione antinfiammatoria. Una volta maturato, questo fango termale viene applicato, seguendo le

indicazioni del medico termalista e in funzione dellla terapia prescritta, all’interno del reparto cure di cui ogni stabilimento è dotato (autorizzato all’esercizio ai sensi della LR 22/02 dalla Regione Veneto). Il fango termale euganeo è stato per almeno due secoli oggetto di studi e ricerche, le più avanzate delle quali sono state condotte negli ultimi 30 anni dal Centro Studi Termali Veneto Pietro D’Abano, in collaborazione con istituzioni come l’università di Padova o l’Istituto Mario Negri Sud. Nel 2005, ad esempio, è stata dimostrata la pari efficacia nella riduzione dell’antifiammazione tra la terapia a base di fango maturo di Abano Montegrotto e le terapie farmacologiche a base di Fans ma senza effetti collaterali a danno dell’apparato gastrointestinale. La capacità antinfiammatoria di questo fango, dovuta alla presenza di particolari microorganismi come il cianobatterio Phormidium Sp Ets05 (da Euganean Thermal Spring) - depositato all’Istituto Pasteur di Parigi - ha ottenuto nel

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icorda un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini 4* di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, come già riconosciuto nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. E se il pane raggiunge ogni casa allietando i momenti di convivio,

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Il personaggio Nei suoi locali a Padova ha imposto la pizza in pala in decine di versioni

Gianni Calaon, quando la pizza è una continua “rivoluzione” D

a quando ha “messo le mani in pasta” per la prima volta, poco più che adolescente, non si è più fermato, sempre nel nome della pizza: le prime esperienze in ristorante, poi l’apertura di un locale tutto suo, quindi le gare internazionali che gli hanno valso quattro titoli mondiali, i corsi tenuti in tutto il mondo, nuove attività e nuove insegne che si accendevano, un grande laboratorio, i voli in Estremo Oriente. Una rivoluzione senza fine quella di Gianni Calaon, 50 anni, per tutti “il campione del mondo” della pizza, sempre pronto ad esplorare nuove strade, a lanciare nuove tendenze, ad abbracciare scelte ardite e coraggiose, anche a mettersi in discussione se necessario. Lavoro, passione, ricerca, creazione: questi i quattro punti cardinali che guidano il pizzaiolo - gourmet, imprenditore e formatore che ha saputo trasformare l’arte tutta italiana della pizza in una lunga serie di opportunità e di altrettante sfide. Dopo aver imposto la sua specialità che gli ha valso quattro titoli mondiali, la pizza in pala come vera e propria “pizza social”, un prodotto da gustare in decine di varianti e da condividere con la famiglia e gli amici, dopo essere stato premiato per il suo originale dolce “tirami pizza”, ora per il Natale 2020 ha in serbo il “suo” panettone. “Ovviamente sarà un prodotto artigianale da particolare impasto - spiega Calaon - ottenuto con il lievito madre e quindi di qualità superiore, ad alta digeribilità. Lo proporremo nella versione classica, con canditi, uvetta e glassa, ma anche in una veste alternativa con pere e cioccolato”. La “rivoluzione” di Calaon, dunque, non conosce fine, e per avere un’idea di quanta ricerca e passione vi sia nelle sue pizze è sufficiente fare visita al suo storico locale di Padova, nel quartiere Arcella. Guardacaso, si chiama “Rivoluzione Piazza” e non è solo il nome a rovesciare tutti i luoghi comuni. Le sue pizze in pala giganti, che troneggiano sui tavoli colorate e farcite con prodotti sempre nuovi e ricercati, sono fatte apposta per essere condivise e per esaltare al meglio le qualità del particolare impasto, soffice e fragrante, che ha portato Calaon al successo. Proposta anche in versioni particolari come alla canapa o al carbone, ma anche alla spirulina, la base è l’ideale per accogliere decine di ingredienti scelti e dosati con cura. Ovviamente non mancano le proposte vegetariane o vegane, senza glutine, integrali o al kamut. Una pizza dai mille volti, “rivoluzionaria” per l’appunto, nella forma, nella sostanza e nel risultato. “Con l’arrivo dell’autunno cambiamo il menù e lo calibriamo sui prodotti

Per il Natale 2020 è in arrivo il panettone artigianale, nella versione classica oppure con pere e cioccolato

Il quattro volte campione del mondo ha ideato la pizza “social” e il suo laboratorio sforna sempre nuove idee

stagionali, a partire dalla zucca, che ci permette numerose soluzioni”, ricorda Gianni, che può contare sull’aiuto della moglie Nicoletta Fornasiero, sempre al suo fianco. All’altro capo della città, in via Bembo, ecco la versione “take away” di Rivoluzione Pizza, con un’ampia offerta di pizze da ordinare e gustare a casa. Anche in questo caso le proposte sono il frutto di una continua ricerca, ma anche della curiosità, dell’amore per i sapori del territorio, dell’entusiasmo per le novità. Lo stesso approccio lo si trova anche a “Casa Penelope” il grande laboratorio che Calaon ha aperto ad Albignasego per sfornare le sue basi pizza sempre più richieste dalla ristorazione e dalla grande distribuzione in Italia come in Europa. “Abbiamo tutti gli strumenti per preparare delle basi pizza a regola d’arte, dall’impasto alla lievitazione, dalla stesura alla cottura, seguita dall’abbattimento della temperatura per mantenere intatte le caratteristiche dell’impasto e permettere il confezionamento e la spedizione in tutta Europa”. Nel laboratorio c’è anche un ampio spazio riservato alla sperimentazione e alla formazione, aperto a chi si vuole avvicinare al mondo della pizza e a tutto ciò che gli gira attorno. Del resto Calaon ha conquistato per quattro volte il titolo di campione del mondo della pizza, dal 2010 al 2017, tre individuali e due di squadra, proprio grazie a questa continua ricerca ma anche al lavoro in team e alla voglia di proporre idee innovative anche per un prodotto super tradizionale come la pizza. L’ultima frontiera, ci racconta, è quella del “super food”, vale a dire dei nuovi ingredienti come l’alga spirulina, ideale sia per l’impasto che per la preparazione di una originale mouse con la ricotta di bufala, oppure la canapa, felice riscoperta di un prodotto dalle numerose virtù. “Nelle pizze mi piace soprattutto l’equilibrio. - sottolinea Calaon - Estetica, sapori e aromi devono andare a braccetto; sono un creativo esigente e per me l’impatto visivo è fondamentale. Perché tutti noi prima mangiamo con gli occhi. E poi, amo i gusti e le tipicità del territorio, nelle mie pizze nessuno prevale e l’insieme si risolve in un concerto armonioso di sapori e profumi”. Nicola Stievano


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Ingredienti: 400 g di fave - 4 porri - 2 cipolle - 2 spicchi d’aglio - prezzemolo - olio - sale.

Ingredienti: 250 g di farina - 1 uovo - 1 pizzico di sale - 1 C di olio - 1 dl. di acqua calda - ½ c di lievito da dolci - 2 mele - 100 g di uvetta sultanina - 1 C di zucchero - 1 C di pane grattugiato - 100 g di mandorle o pinoli - 3 C di marmellata - 2 C di malto.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. Preparazione: tritare l’aglio e metà basilico; pelare lo zenzero e tritarlo grossolanamente. Tritare il resto del basilico e mescolarlo al parmigiano grattugiato. Affettare a rondelle i cipollotti e le zucchine, farle imbiondire in una padella con l’olio, il trito di aglio e saltarci a fuoco alto zucchine e cipollotti per cinque minuti. Unire lo zenzero, salare e insaporire per altri 2 minuti. Cuocere i ferricelli e saltarli in padella mescolando. Aggiungere qualche cucchiaiata dell’acqua di cottura se necessario. Spegnere e condire con un filo d’olio, il basilico tritato, qualche foglia di basilico e, a piacere, dei pomodorini.

Preparazione: mettere le fave a bagno per almeno 24 ore, sgocciolarle, pelarle e pestarle assieme alle cipolle, all’aglio e ai porri tagliati affettati. Amalgamare bene tutti gli ingredienti e unire il prezzemolo tritato; l’impasto dovrà risultare simile a una purea. Fare delle polpettine, passarle nella farina, metterle in una teglia da forno con olio e tamari. Far cuocere in forno per 40 minuti, girarle e continuare la cottura finchè non saranno dorate.

Preparazione: setacciare la farina, aggiungere un pizzico di sale, l’uovo, l’acqua calda, il lievito e impastare il tutto. Lasciare riposare per 20 minuti, stendere su una tovaglia la pasta molto sottile. Spalmare la marmellata sulla sfoglia, distribuire le mele affettate sottilmente, spargere l’uvetta, lo zucchero, il pane grattugiato e le mandorle sfilettate o i pinoli. Arrotolare e porre in una teglia oliata, infornare a 220° per mezz’ora. Appena estratto dal forno spennellare lo strudel con un po’ di malto sciolto con un goccio d’acqua. Il restante si può usare come guarnizione sul piatto.

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Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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L’Oroscopo di Ottobre Ariete

Bilancia

L’arrivo dell’autunno restituisce energia e voglia di fare. Attenzione all’emotività, una situazione di tensione potrebbe disturbare le vostre giornate. Il buon senso riporta tutto al suo posto

Toro

Si apre una fase di passaggio che assorbirà molte delle vostre energie e delle vostre attenzioni. Vi capiterà di essere a volte distratti nella routine di tutti i giorni perché impegnati ad inseguire i vostri pensieri

Saprete soppesare le cose nei vostri bilanci: distinguere tra ciò che funziona e ciò a cui è tempo di dare una svolta. La vostra intraprendenza e la vostra carica vi aiuteranno a riequilibrare le situazioni

Autunno di assestamento per ripartire più forti

Gemelli

Sagittario

E’ giunto il tempo di cambiare marcia e di aggiungere un po’ di brio alle vostre giornate. Siete allegri, carichi e ispirati in questa fase che si preannuncia tutta in discesa. Sarete più sicuri di voi stessi, sentirete il desiderio di osare un po’ di più

Sarete dinamici e attivi, saprete riempire le vostre giornate di persone ed esperienze che vi fanno stare e bene e vi danno soddisfazione. Valorizzate al massimo questo periodo

Cancro

Capricorno

Potreste sentivi come in giostra, tra alti e bassi. Valorizzate gli aspetti positivi e cercate di capire qual è il motivo all’origine di quelli no. Saprete rimuovere gli ostacoli che complicano le vostre giornate

Questa è la fase dell’attesa, armatevi di pazienza e cercate di gestire la vostra ansia. Riuscirete a soddisfare le vostre aspettative e ad ottenere ciò che da tanto tempo desiderate

Leone

Acquario

Inizia un bel periodo che vi permetterà di incanalare al meglio tutta la vostra energia, lo spirito d’iniziativa e l’entusiasmo. Siate creativi e divertitevi. Saprete esprimervi al meglio in tutti i contesti

Vergine

Si prospetta un mese particolarmente felice nello spazio che saprete dedicare a voi stessi. Vivete a pieno il vostro tempo libero: potreste fare nuovi incontri, ritrovare piacevoli amicizie e cimentarvi in interessanti esperienze

Scorpione

Vi aspettate un autunno scoppiettante ma dovrete pazientare qualche settimana prima di riuscire a far partire tutti i progetti che avete in mente. La costanza e i buoni propositi vi consentiranno di rendere questo periodo davvero fruttuoso

Ottobre si presenta come un mese sereno e piacevole. Se riuscirete a mantenere la calma e a non far prevalere le emozioni sarà per voi un periodo molto positivo e rigenerante

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Pesci

Si conclude un periodo impegnativo, si apre una fase di soluzioni a tutti i vostri dubbi e alle questioni in sospeso che vi trascinate. Questa condizione vi restituirà la serenità per vivere al meglio anche il vostro tempo libero


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