Sport p.18
Animali p.27
p.37
on-line: La scuola da salvare
OTTOBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.156
Cultura p.17
di Padova Nord
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UNIONE MEDIO BRENTA
Si farà il progetto premiato dal Ministero
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Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Via Cavour, 2 · 35010 Vigonza (Pd) Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vatel/fax 049 8096713 · info@lafonteimmobiliare.it canti sonowww.lafonteimmobiliare.it 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere a pag 4 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti;servizio e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
Cadoneghe sconta due anni di tasse per i nuovi negozi Il sindaco Schiesaro introduce la misura per favorire le attività commerciali insieme a provvedimenti a favore delle aziende locali
CADONEGHE, INTERVENTI
Edifici scolastici da rimodernare, servono soldi VIGODARZERE, IL CASO
Al via le ispezioni anti degrado in cimitero CURTAROLO, CONTROLLI
Ponte sul Brenta in azione la video sorveglianza LIMENA, L’INIZIATIVA
Qualificazione urbana grazie ai nuovi murales
I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb
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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Istruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. segue a pag 3
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Il percorso di scioglimento non minerà il progetto
mportante riconoscimento per Veneto Adapt, il progetto che vede tra i suoi protagonisti l’Unione dei Comuni del Medio Brenta. Ma mentre il Ministero premia, per l’Unione si sta già recitando il de profundis. Gli amministratori assicurano che il percorso di scioglimento non minerà il progetto. Obiettivo del lavoro premiato lo sviluppo di metodologie per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici. Il Ministero dell’Ambiente lo ha dichiarato “progetto del mese” così da entrare nella ristretta lista dei migliori progetti europei attivi in Italia nell’ambito del “Programma per l’ambiente e l’azione per il clima”. Veneto Adapt è nato per fronteggiare in maniera più efficace i problemi climatici. Nell’ambito del progetto, l’Unione dei Comuni del Medio Brenta sta implementando il Sistema Informativo Territoriale per i comuni di Cadoneghe, Curtarolo e Vigodarzere, con l’adeguamento del Piano delle acque e dei Piani per di Protezione Civile e l’integrazione dei dati relativi alla valutazione di “Rischi e Vulnerabilità”, nonché delle informazioni utili per l’amministrazione e per il pubblico. “Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento, che premia soprattutto i nostri tecnici che si sono impegnati, nel difficile compito di trovare soluzioni >redazione@givemotions.it< innovative al problema dei cambiamenti climatici – hanno detto gli amministratori dell’ Unione Medio Brenta - è fonda- uarda al modello finlandese ma di fronte si trova mentale trovare soluzioni innovative per cercare di sopperire ai una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Iproblemi derivanti dal mutamento del clima, con l’ambizione struzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto di fare del nostro territorio un esempio da imitare nel resto l’intricata matassa della scuola italiana. d’Europa. L’attuale percorso di scioglimento dell’Unione non L’anno scolastico è iniziato con la paradossale siavrà effetti sulla prosecuzione di Veneto Adapt, che verrà actuazione di avere gli alunni in classe e non gli insecompagnato fino alla sua naturale scadenza”. (n.m.) gnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue
Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
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recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Cadoneghe, Curtarolo, Limena e Vigodarzere per un numero complessivo di 12.397 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Cadoneghe
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La novità Incontro con l’Ascom
Nuovi negozi niente tasse per due anni Agevolazione per incentivare le attività commerciali in paese, al via la variante per ampliare le attività produttive
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etassazione di due anni per chi apre un nuovo negozio, area ex Grosoli, ampliamento della zona produttiva ed iniziative per il prossimo Natale. Questi i temi al centro dell’incontro dei rappresentanti dell’Ascom Confcommercio, ricevuti in municipio dal sindaco, Marco Schiesaro e dall’assessore al commercio e vicesindaco, Devis Vigolo. A far parte della delegazione Ascom la fiduciaria Elisabetta Ghion, il direttore generale Otello Vendramin e la presidente delle Botteghe di Cadoneghe Chiara Schiavon. Schiesaro ha sottoline-
ato il valore del comparto terziario. “Il commercio è un fattore di sviluppo e di equilibrio per una realtà come Cadoneghe – ha detto Schiesaro – che, nei prossimi anni, intende perseguire l’obiettivo di zero consumo del suolo”. Un progetto importante che i rappresentanti della Confcommercio, a partire proprio dalla detassazione di due anni per chi apre una nuova attività (ovviamente per i tributi locali). Tra le altre richieste, evitare, oltre alle cementificazioni, che, nel territorio comunale, trovino spazio grandi strutture di vendita. Si
In alto, il sindaco Schiesaro con i rappresentanti dell’Ascom.
tratterebbe di insediamenti i cui effetti rischierebbero di rivelarsi alquanto negativi sul commercio di vicinato non solo del Comune di Cadoneghe, ma anche nei Comuni limitrofi. Di rilievo, in questo contesto, l’annuncio della V variante al piano degli interventi, presentata durante l’ultimo consiglio comunale, e chiamata col nome della giunta: “Variante Schiesaro”. “Sarà uno strumento molto importante per il mondo produt-
tivo – ha detto il sindaco –: andremo ad aiutare le piccole, medie e grandi aziende che hanno interesse a instaurarsi o a espandersi nel nostro comune, o che hanno bisogno di poter fare un ampliamento, una nuova distribuzione dei locali, o semplicemente di rinunciare a delle cubature: siamo contrari al consumo di suolo indiscriminato e all’interno della variante verranno sottratti metri cubi in alcune aree”. Nicoletta Masetto
“Scegli il verde”, appello diretto ai cittadini
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cegli il verde” è il nuovo progetto attraverso il quale il Comune di Cadoneghe affiderà la manutenzione del verde pubblico, non tutto ma in particolare aiuole e rotonde, direttamente ai cittadini. “Con questa iniziativa – ha detto il sindaco Marco Schiesaro – vogliamo lanciare un appello ai cittadini privati, ma non solo. L’invito è esteso anche ad associazioni ed aziende. Gli spazi verdi sono numerosi, ma gran parte giace nell’incuria e nella trascuratezza. Stiamo tamponando le situazioni di emergenza con un programma straordinario di sfalci e potature, ma vogliamo anche attivare la partecipazione della cittadinanza”. L’invito a un coinvolgimento diretto è lanciato anche dall’assessore al Verde pubblico, Elisa Bettin «Con un’unica clausola – aggiunge Bettin -, quella di raccordarsi con l’amministrazione, presentando un piccolo progetto di ciò che si vuol fare, così da creare un’armonia tra le varie zone. Per le “porte d’ingresso” del territorio comunale, abbiamo progetti precisi vale a dire aree verdi poste in corrispondenza di alcune rotatorie soggette a grosso flusso veicolare e, quindi, di grande interesse dal punto di vista della visibilità, anche a fini pubblicitari»”. Dopo che gli uffici avranno terminato il censimento delle aree che potranno essere date in concessione, sarà indetto un avviso pubblico, sottolinea l’assessore Nicolò Comis. Le richieste dovranno pervenire entro il 31 dicembre allegando i progetti da realizzare. La durata della concessione andrà da 1 a 3 anni. (e.m.)
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Cadoneghe
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Lavori ai blocchi di partenza Si inizia con la primaria Boschetti Alberti per il tetto e la sicurezza
Autunno di cantieri nelle scuole il Comune a caccia di fondi europei A
l via a ottobre i lavori riguar- Borsellino dove si dovranno uldanti la sistemazione e il ri- timare recinzione e giardino olfacimento di numerose scuole. tre a installare una tettoia, oggi Uno stato quello degli edifici non mancante, all’ingresso. Sempre sarebbe delle migliori tanto che in base alla ricognizione tecnica, il Comune ha inviato, a firma del all’elementare Galilei, in alcuni sindaco, una richiesta fondi an- punti, si è staccato il copriferro, che all’Unione Europea. il metallo rischia di arrugginirsi e Il primo plesso a essere interes- di sfaldarsi, parte dei serramenti sato dai cantieri sarà la primaria sono ancora in metallo con veBoschetti Alberti: verrà rifatto il tro singolo e nei piani superiori il tetto e saranno messi in sicurez- tipo di apertura non ne consente za gli impianti. Ma i lavori non la pulizia. Infine, anche la scuola finiscono qui. Sulla scorta di somedia reclama una ristrutturapralluoghi e verifiche, eseguiti zione non più prorogabile. nei vari plessi dai tecnici, sono Insomma davvero tanti i lavori emerse molte criticità. Nel corri- da eseguire al punto che il Comudoio e all’ingresso della Boschetti ne sta cercando di reperire fondi Alberti, ad esempio, la pavimen- europei. Il sindaco ha sottoscrittazione si è rigonfiata, l’impianto to, nei giorni scorsi, la manifestadi riscaldamento zione di interesse al non è al massimo “Patto dei sindaci Il sindaco: dell’efficienza, l’a2050”, da inviare al “Stiamo nello antincendio Comune capofila, necessita di riparaAlmada in Portoeseguendo zione e i serramenti gallo. interventi metallici disperdo“L’Unione Euno calore. In verità, ropea ha previsto urgenti ma ci come sottolinea risorse proprio per servono altre m o d e r n i z z a r e i l il sindaco Marco Schiesaro “avremterritorio all’inserisorse” mo preferito abgna del risparmio battere e ricostruire la Boschetti energetico e della lotta al riscalAlberti: sarebbe stato meno one- damento globale – spiega Schieroso e più sostenibile in tutti i saro -. Ci stiamo attrezzando per sensi. Purtroppo l’appalto per il predisporre una struttura dedirifacimento del tetto, deciso dal- cata all’europrogettazione, indila precedente giunta, ci vincola. spensabile per attirare capitali. Dovremo ristrutturarla un po’ Oggi stiamo programmando gli alla volta, con tempi e costi deinterventi urgenti, ma purtroppo stinati a risultare molto più alti”. le risorse non ci permettono di Anche nella scuola dell’infanzia realizzare tutto e subito. Quello Girasole, e nella mensa vicina, i che possiamo e dobbiamo, alserramenti metallici sono ormai lora, fare è stabilire una scala di da sostituire, si sono registrate priorità che metta in testa a ogni infiltrazioni dalla copertura della intervento la sicurezza di bambimensa ed è stato segnalato un ec- ni e insegnanti, poi a seguire, gli cessivo riscaldamento della fac- ambienti e, per finire, l’efficienciata sud in primavera e in estate. tamento energetico”. Troppo caldo sempre sul lato sud Nicoletta Masetto anche all’elementare Falcone e
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Giro di vite sul gioco d’azzardo, controlli a tappeto sugli orari d’uso delle slot
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ontrolli a tappeto da parte della Polizia Locale i controlli in tutti i pubblici esercizi dotati di slot machine o videolotterie, per verificare il rispetto dell’ordinanza dello scorso luglio sulla riduzione degli orari di funzionamento degli apparecchi. Tutti i locali dotati di slot presenti nel Comune hanno ricevuto la visita dei vigili, tranne due chiusi per ferie. Dopo il primo giro di controlli, sono stati sanzionati ben sei esercizi su sette. In seguito dei quattro esercizi controllati, due bar e due tabaccherie, tre sono risultati in regola. Nel quarto, gestito da cittadini cinesi, due slot machine erano accese fuori orario, nonostante i cartelli indicassero correttamente il divieto. Dopo 3 viola-
Autofficina
STOCCO RENZO
zioni è stata chiusa, infatti, la sala slot di piazzale Castagnara. La titolare dell’esercizio, una cittadina cinese, era stata multata una prima volta lo scorso aprile dai Carabinieri di Cadoneghe, che avevano trovato il locale aperto alle 2 di notte, quindi in luglio e in agosto con aperture anche al mattino presto e all’ ora di pranzo. E’ scattata così la sanzione accessoria prevista in casi di particolare gravità e recidiva. “La maggioranza degli esercenti ha capito l’antifona e si è adeguata alle nuove regole – rileva Schiesaro –, ma continueremo a vigilare sul rispetto di un provvedimento pensato per ridurre i gravi danni causati dal gioco d’azzardo”. (n.m.)
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Vigodarzere
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Servizi scolastici integrativi stanziati oltre 40 mila euro
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Dall’accoglienza anticipata, al trasporto al doposcuola pomeridiano
S
ono partiti i servizi di supporto alle famiglie di alunni e studenti. È di oltre 40 mila euro l’investimento voluto dal Comune per i servizi integrativi scolastici avviati. Lo scopo è quello di agevolare gli spostamenti di genitori che lavorano. Anche per questo motivo è stato attivato il servizio pre scuola che consente di accogliere, attraverso il lavoro di operatori di una cooperativa, gli alunni nelle diverse sedi a partire dalle 7.25. Il servizio è diventato operativo lo scorso 16 settembre. Per la necessità di salvaguardare la continuità didattica della sede nella piccola frazione di Terraglione, altrimenti compromessa dalla crisi demografica, l’amministrazione ha investito nella realizzazione di servizi integrativi pomeridiani. “Il lunedì pomeriggio – spiega l’assessore all’Istruzione, Mo-
nica Cesaro – è a disposizione un’attività di assistenza didattica e aiuto compiti. Il mercoledì è invece proposto un corso di animazione musicale e il giovedì un corso per il primo apprendimento della lingua inglese. Per chi fosse invece interessato all’attività motoria, è al via un corso il venerdì pomeriggio”. Le attività pomeridiane assicurano anche il servizio di refezione. La cooperativa “Lunazzurra” affidataria quest’anno del servizio, curerà le attività comprese quelle di assistenza alla mensa. Sin dal primo giorno di scuola, è assicurata su tutti i plessi la sorveglianza dei nonni vigili, mentre non mancano iniziative a supporto dei ragazzi delle primarie e della secondaria di primo grado in situazione di difficoltà di apprendimento. Anche su questo fronte sono al via ini-
Sulla Smfr il sindaco scrive alla Regione
ziative di assistenza scolastica in un contesto inclusivo e di socializzazione fra pari. L’attenzione del Comune per i servizi scolastici trova espressione anche in sovvenzioni concesse alle famiglie per supportare le spese del pendolarismo scolastico. “È’ imminente – ha spiegato il sindaco, Adolfo Zordan – l’approvazione in giunta di un ban-
do riservato alle famiglie con figli iscritti alle scuole superiori di Padova o della provincia per assegnare loro contributi per abbonamenti a bus e treni. L’entità complessiva delle sovvenzioni è di 5 mila euro che concorreranno a sostenere le spese di trasporto per l’intero anno 2019”. Il bando sarà consultabile sul sito del Comune. NIcoletta Masetto
l progetto è importante e permetterà un incremento del traffico su rotaia significativo, quindi di sicuro il nostro Comune è favorevole alla realizzazione dell’opera. Tuttavia, non abbiamo trovato traccia delle richieste fatte nel 2017, nella documentazione progettuale presentata”. Questo il succo della nota inviata in Regione dal Comune di Vigodarzere, firmata dal sindaco Zordan, sul progetto definitivo della SMFR, tratto Padova-Vigodarzere e ponte sul Brenta. Come spiegano sindaco e assessore ai lavori pubblici Omar Giacometti sono state inviate queste osservazioni formali al progetto: la prima, riguarda il mantenimento del ponte ferroviario attuale, richiedendo che la struttura venga gestita per un diverso utilizzo dai comuni interessati, Padova e Vigodarzere. Si è chiesto, poi, lo stralcio del progetto di demolizione del ponte, prevista quando sarà ultimato ed in funzione quello nuovo. (n.m.)
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Vigodarzere
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Dopo l’ispezione Il sindaco Zordan
“Sul controllo dei cimiteri saremo attenti e inflessibili” “Sul controllo dei cimiteri saremo inflessibili”. Ad annunciarlo il sindaco di Vigodarzere, Adolfo Zordan. “Si volta pagina sui cimiteri comunali” L’annuncio arriva all’indomani dell’ispezione effettuata dallo stesso primo cittadino sui luoghi di sepoltura per rendersi conto, in prima persona, di alcune situazioni di disagio lamentate dalla cittadinanza. Zordan assicura un giro di vite nei confronti dell’azienda addetta alla manutenzione e di quanti continuano a commettere furti a danni del caro estinto. “Ho già preso contatti con il responsabile dell’azienda che effettuerà
previste dalle norme”. Il sindaco ha disposto la chiusura dei magazzini dei cimiteri, lasciando nella disponibilità della ditta solo i locali necessari al deposito degli attrezzi necessari alle operazioni manutentive. Supera-
te le difficoltà tecniche, che hanno determinato, sia pure in modo episodico, la mancata chiusura automatica dei cancelli, il primo cittadino ha assicurato il pronto avvio dei lavori per il rifacimento delle cornici marmoree dei loculi,
la cui usura è stata la causa della mancata chiusura dei manufatti con le lapidi. “È’ necessario assicurare – conclude – che le lastre di marmo siano stabili e sia scongiurata la possibilità di cadute con possibili incidenti”. (n.m.)
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Fototrappole per i predatori delle tombe, in arrivo nuove tariffe Mano pesantissima per gli autori dei furti nei cimiteri più volte al centro delle cronache (ripetuti, ad esempio, quelli denunciati da Ettore Fornea sulla tomba del figlio Mirko morto in un incidente stradale).. Il Comune ha deciso di installare “fototrappole” (telecamere completamente autonome in grado di realizzare sia foto che filmati di giorno e di notte) a rotazione nei vari cimiteri. Nell’operazione è stata chiesta e ottenuta la collaborazione dei Carabinieri. A breve sono, poi, previste alcune modifiche tariffarie dei servizi cimiteriali. “Nessun aumento
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Due immagini del cimitero, il sindaco annuncia maggiori controlli
sino all’ottobre del 2020 i servizi cimiteriali, spiegando che i controlli del Comune sulle modalità di effettuazione del servizio e sulle modalità di manutenzione delle aree verdi comunali, saranno continui. Saremo inflessibili nell’applicare le sanzioni previste dal contratto in caso si venisse meno agli obblighi di corretta gestione dei luoghi, soprattutto per quanto attiene allo smaltimento dei rifiuti, che dovrà essere fatto puntualmente e con le modalità
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– assicura il sindaco – visto che il Comune assicura il pagamento per i residenti che desiderano cremare il caro estinto. Appesantiremo, invece, le tariffe per coloro che non accettano di far cremare la salma dopo il periodo di collocamento a terra o in loculo. Gli spazi nei cimiteri purtroppo sono esigui”. L’ultimo richiamo, stavolta scritto, ai parenti, sia pure lontani di tante tombe abbandonate. (n.m.)
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Curtarolo
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Gino Danieli, omaggio 10 anni dopo L’evento in memoria del “pittore dei casoni” e autore di restauri importanti come il Caffè Pedrocchi e le Poste di Venezia. La figlia Gianna ha istituito un concorso per aiutare le scuole materne del paese
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’ stato il ristorante Falco d’Oro ad ospitare, a dieci anni dalla sua scomparsa, il pranzo in ricordo del pittore Gino Danieli. L’evento ha voluto ricordare l’artista curtarolese, allievo di Ludovico Fortuna che ha lavorato al restauro di importanti edifici come il Caffè Pedrocchi di Padova e le Poste di Venezia. Conosciuto anche come il “pittore dei Casoni”, tipica costruzione veneta abitata dalle famiglie povere di un tempo, Gino Danieli esprimeva attraverso la pittura l’amore per la sua terra. Ancora oggi le sue opere si trovano in importanti collezioni in Belgio, Francia, Svizzera, Germania e Stati Uniti. Nel 2007 ha ricevuto anche un importante riconoscimento ufficiale dal suo Comune di origine. La figlia Gianna Danieli, organizzatrice del ritrovo, ha voluto cogliere l’occasione per creare un premio a nome del padre e ha dichiarato: “Eravamo partiti con l’idea di una borsa di studio, ma lo
stesso sindaco, da cui mi ero recata per chiedere aiuto nel divulgare l’iniziativa, al quale ha concesso il patrocinio, ha poi pensato ad un vero e proprio premio intitolato a papà Gino. Il riconoscimento sarà donato alle due scuole materne di Curtarolo, Santa Maria Goretti e Don E. Romanato, che concorreranno tra loro il prossimo anno”. Durante il pranzo, tra le 54 persone presenti, è stato sorteggiato un fortunato commensale che ha ricevuto in dono il quadro del pittore intitolato “Glicine”. All’avvenimento ha voluto presenziare anche il sindaco Martina Rocchio, per omaggiare l’artista curtarolese. “Ho vissuto all’estero per molto tempo e quando sono tornata ho pensato che per il decimo anno dalla scomparsa del papà bisognasse fare qualcosa. L’iniziativa si è presto ampliata grazie al passaparola – ha continuato la figlia -. Ho tentato di fare il meglio per ricordare il lavoro di papà”.
A fianco Gianna Danieli, figlia del pittore Gino Danieli a cui è stato dedicato l’evento
La somma raccolta è temporaneamente custodita dal proprietario del ristorante dove si è svolto il pranzo, che ha provveduto a rilasciare due ricevute, una al primo cittadino e l’altra a alla figlia Gianna. “Abbiamo scelto il Falco d’Oro
Ponte sul Brenta, telecamere per far rispettare il divieto
Il sindaco Martina Rocchio dà il via alla corsa
A nulla è servita la limitazione imposta dal Comune al traffico pesante sul ponte sul fiume Brenta. Che i mezzi pesanti superiori alle 18 tonnellate non rispettassero il divieto di transito o che più in generale gli automobilisti non avessero cura del limite di velocità di 30 km/h era cosa nota a tutti da tempo. La Provincia stessa ha provveduto a svolgere un’ispezione per monitorare la situazione che ha prodotto un risultato per niente rassicurante: i limiti imposti erano di fatto regolarmente ignorati. Sollecitati polizia, carabinieri e Guardia di finanza ad intensificare i controlli per salvaguardare lo stato di sicurezza del ponte, nelle scorse settimane, si è provveduto a installare dei sensori per registrare potenziali vibrazioni anomale. Non solo, per scoraggiare i “furbetti” sono state installate delle camere per riconoscere i contravventori e per registrare la velocità di marcia. Se il monitoraggio che avverrà nelle prossime settimane continuerà a confermare le infrazioni, cominceranno a scattare le sanzioni. Automobilisti e camionisti avvisati. (e.m.)
Corsa in rosa per 150 atlete La pioggia non ha fermato l’Extreme Famale Race, la gara di corsa tutta al femminile. L’evento ha radunato moltissime donne che hanno voluto mettersi alla prova, sfidando i propri
limiti in un percorso di circa 7 km con 20 ostacoli alternati a brevi tratti di corsa e adatti a tutte le atlete senza vincoli di età. La prima Ocr (Obstacle course race) in Italia totalmente al femminile è stata organizzata da Rambla, associazione storica del territorio patavino, e consiste in un percorso disseminato di ostacoli naturali ed artificiali da oltrepassare
come location dell’evento, un po’ perché papà lì era di casa e un po’ perchè nelle pareti non ci sono quadri appesi, ma i suoi dipinti sul muro – ha concluso la figlia -. Papà Gino era presente tra noi in tutti gli aspetti”. Erika Masiero
grazie al proprio equilibrio, forza, ma soprattutto determinazione. Presente anche il primo cittadino, Martina Rocchio che ha dato il via alla gara e in primis ha sostenuto il progetto: “Sono orgogliosa, sia come sindaco che come donna di ospitare un’importante manifestazione come la Extreme ha dichiarato entusiasta il sindaco -, un evento a scopo benefico, il primo spero di molti altri”. E ha continuato: “Parte del ricavato andrà a finanziare il progetto per la realizzazione di uno sportello di primo ascolto con lo scopo di tutelare le donne contro la violenza”. Le 150 partecipanti, provenienti da tutta Italia, hanno accettato la sfida mettendosi alla prova in una competizione fisica e mentale. Con loro anche un team del Comando Forze operative nord composto da Silvia Franzon, Antonia Madonna, Romina Marenda e Michela Angela De Amicis. Tra gli ostacoli da superare ci sono stati una parete orizzontale, il climbing, il ponte tibetano, il passaggio sotto la rete militare. La presenza poi della campionessa di lancio del peso Chiara Rosa e della pugile professionista Silvia Bortot è stato motivo di entusiasmo tra le atlete che hanno potuto cimentarsi nelle loro discipline. Erika Masiero
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Limena
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Street art: Limena all’avanguardia nota di colore con i due murales Progetto di arredo urbano promosso dalla associazione “Otto Miglio” grazie ai proventi del Porto Vecchio Festival, dipinte due cabine della linea elettrica
L
’Associazione Ottavo Miglio ha dato via al progetto “Arredo urbano attraverso la street art” che coinvolge E-Distribuzione ed il Comune di Limena. Grazie ai proventi del Porto Vecchio Festival 2018, kermesse annuale organizzata dall’Associazione nell’area naturalistica del Tavello, si è destinata una parte degli introiti per la realizzazione di due opere d’arte su altrettante cabine di E-Distribuzione, Società del Gruppo Enel per la gestione della rete di media e bassa tensione. “Nell’ambito del progetto culturale voluto dall’Associazione Ottavo Miglio, – afferma il sindaco Stefano Tonazzo – relativamente all’edizione 2018 del Porto Vecchio Festival, è stata realizzata la decorazione della seconda struttura di E-Distribuzione presenti nel nostro territorio. L’impianto si trova in via San Francesco in prossimità della casetta dell’acqua”. Grazie infatti, alla collaborazione di E-Distribuzione, rappresentata dal responsabile della zona di Padova-Rovigo, Stefano Leviti, ed il Comune di Limena rappresentato dal sindaco Stefano Tonazzo, si è potuta realizzare l’idea dei giovani di Ottavo Miglio di far dipingere la struttura attraverso la tecnica del “Aerosol-art”. “Nel contesto paesaggistico odierno, queste costruzioni sorte in mezzo ai condomini o lungo le vie, risultano spesso oggetto di atti vandalici con scritte e danneggiamenti vari. Per questo si è pensato che coinvolgendo writers padovani di fama nazionale ed indicando loro dei temi legati alla natura queste cabine potessero cambiare “vita”, diventando appunto “arredo urbano” e allo stesso tempo delle opere d’arte d’ammirare” dichiara il referente del progetto per l’Associazione Ottavo Miglio Massimiliano Lazzarotto. I due artisti padovani che hanno realizzato le opere sono in arte Boogie (Maurizio Compagnin classe 71) e Made 514 (Alberto Capozzi classe 75) che hanno dipinto rispettivamente la cabina tra via San Francesco e la
Uno dei nuovi murales comparsi a Limena di recente grazie al progetto di arredo urbano
statale SSn47, e la cabina nel parcheggio del cinema “The Space”. “Già dal 2011 anno della fondazione dell’Associazione venivano chiamati writers durante i nostri eventi a dipingere dal vivo su pannelli di legno. Siamo contenti che questa forma d’arte abbia preso sempre più piede anche nel nostro Comune, diventando forse uno dei pionieri nell’utilizzo della street art per riqualificare vari edifici pubblici” conclude il presidente dell’Associazione Alberto Carraro. Fanny Xhajanka
“Cantando in Teatro” Da martedì 29 ottobre riprende “Cantando in Teatro” in collaborazione con Telecittà. Il programma tv, in diretta dal Teatro “Falcone e Borsellino” di Limena, è presentato dall’Assessore Jody Barichello ed Enrico Marchiante. Le undici serate, con più di venti orchestre che si alterneranno sul palco, verranno trasmesse in diretta tv. (f.x.)
Incontro con Tartaglia Venerdì 15 novembre nella Sala Consiliare del Municipio alle 21.00 si terrà l’appuntamento di “Storie e Pagine” con l’autore, sociologo, semiologo ed esperto nella comunicazione Filiberto Tartaglia e il suo libro “Spudoratezza” edizioni Direct Publishing. Presenta l’evento Simone Toffanin. Ingresso gratuito. Info www.ilcast.it. (f.x.)
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Limena
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Limenamente Teatro “raddoppia” La nuova edizione diretta da Simone Toffanin ospita anche il festival regionale dell’Unione Italiana Libero Teatro con i cinque spettacoli finalisti che si contenderanno il posto per la sfida nazionale Al centro “L’onorevole Campodarsergo”, a fianco “Rumors” e “Commedia in barca”
A
l via la nuova edizione di “Limenamente - Teatro” dal 4 ottobre al 8 dicembre 2019 che si terrà nella Sala Teatro Falcone e Borsellino in via Roma 44 alle ore 21 con la direzione artistica di Simone Toffanin. “Sono molto felice che anche quest’anno, come due anni fa, – spiega il direttore artistico della rassegna Simone Toffanin – la UILT abbia scelto Limena come sede per il suo Festival Regionale che vedrà impegnate compagnie da tutto il Veneto. La rassegna, infatti, ospita il Festival Regionale della UILT, in esclusiva a Limena, ci saranno i cinque spettacoli finalisti fra tutte le compagnie del Veneto iscritte alla UILT, della fase regionale. L’idea di unire la rassegna ed il Festival è stata molto apprezzata dal pubblico che ormai segue le attività teatrali di Limena sempre con maggiore interesse”.
Anche quest’anno attenzione alle famiglie, i ragazzi sotto i 14 anni accompagnati da un adulto entreranno gratis agli spettacoli
“Siamo veramente soddisfatti di aprire la stagione Autunnale di Limenamente - Teatro, orgogliosi ed onorati di ospitare all’interno della rassegna per la seconda volta il Festival Regionale della UILT – afferma il Consigliere delegato alla Cultura del Comune di Limena Daniela Favaro – Il teatro è una presenza importante nel-
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lo scenario culturale Limenese, con il teatro lo spazio ed il tempo si fondono, lo spettatore diventa protagonista grazie a quello speciale dialogo interiore con gli attori e, con questa sua peculiarità, la cultura passa a ttivamente dal palcoscenico allo spettatore. Grazie all’organizzazione, come sempre eccellente di Simone
Toffanin del CAST, avremo modo di vedere spettacoli di qualità e per tutti i gusti, temi importanti e temi brillanti ad un prezzo contenuto ed alla portata delle famiglie. Il costo del biglietto è di 5 euro ed i ragazzi sotto i 14 anni, accompagnati da un adulto, non pagano”. “L’Unione Italiana Libero Teatro, attiva da vent’anni in Veneto per diffondere la passione per il teatro, torna a Limena per presentare la terza edizione del Festival Uilt Veneto – aggiunge il Presidente UILT Veneto Michele Teatin – Cinque compagnie venete presenteranno qui i propri spettacoli grazie al rinnovato sodalizio fra l’Unione Italiana Libero Teatro, il Comune di Limena e gli organizzatori della rassegna “Limenamente”. Sodalizio che già nella passata edizione si è dimostrato un ottimo veicolo per avvicinare il pubblico”. (f.x.)
Da Pirandello a don Camillo tutte le proposte sul palco A dicembre è in programma la premiazione del Festival Regionale, preceduta dalla improvvisazione
I
l 4 ottobre è iniziata la rassegna con la prima serata della Compagnia teatrale La Ribalta che è andata in scena con “La banda delle oneste” mentre gli appuntamenti del Festival Regionale UILT in programma sono venerdì 18 ottobre con la Compagnia teatrale Gli inesistenti e lo spettacolo “La signora Morli uno e due” di Luigi Pirandello e la regia di Mario Simonato, venerdì 25 ottobre con La Gazza Ladra “La Commedia in barca” di Claudia Contin Arlecchino, venerdì 8 novembre con La Colonna Infame che presenta “Rumors” di Neil Simon, venerdì 22 novembre con il Teatro Armathan “Così è se vi pare” di Luigi Pirandello e la regia di Marco Cantieri. Venerdì 29 novembre appuntamento con il Teatro Arlecchino in scena con “L’onorevole Campodarsego” di Libero Pilotto e la regia di Gabriele Brugnolo. Venerdì 6 dicembre altra serata con il Festival Regionale UILT e la Compagnia teatrale il Teatro Che Pazzia che presenta “Don Camillo” tratto dai racconti di Giovannino Guareschi e la regia di Marco Sartorello e domenica 8 dicembre alle ore 15.30 con Cambi Scena “Prova Generale” spettacolo d’improvvisazione teatrale e a seguire si terrà la Premiazione del III Festival Regionale UILT ad ingresso libero. (f.x.)
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Provincia
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L’appello della Provincia Il presidente Fabio Bui teme pesanti ripercussioni
“Ponte a Curtarolo in attesa e Valsugana declassata” L
a Provincia lancia un appello alla Regione per collaborare insieme per risolvere alcune problematiche che stanno mettendo a dura prova l’economia locale e la rete viaria del territorio a nord di Padova, in particolare le località attraversate dalla Sp 47 “Valsugana” oltre alle imprese e ai cittadini che ogni giorno utilizzano il ponte sul fiume Brenta a Curtarolo. “Il declassamento a Strada provinciale della Valsugana – ricorda
“Chiedo alla Regione che l’arteria torni ad essere una strada statale mentre per il ponte siamo molto preoccupati, abbiamo stanziato 4 milioni e non c’è termpo da perdere” il presidente della Provincia Fabio Bui – è stata una scelta non solo inopportuna, ma illogica e dannosa per il territorio anche alla luce del fatto che tutti gli altri tratti sono ancora di competenza dell’Anas o regionale. Non serve discutere i motivi che dettarono tale scelta, ma oggi è il momento di intervenire”. Bui ha proseguito chiedendo quindi a Zaia, “Di intraprendere qualsiasi azione utile a riclassificare la Sp 47 “Valsugana” in Strada statale. Ciò favorirebbe la possibilità per la Provincia di Padova di porre in essere gli interventi richiesti dai sindaci che lamentano da anni la necessità di opere che mitighino i disagi subiti dall’attraversamento di un’arteria fondamentale per il traffico internazionale”. C’è poi il ponte sul fiume Brenta a Curtarolo. Un’infrastruttura che dovrà essere rimessa a nuovo con la partecipazione finanziaria della Regione Veneto. “Non possiamo permetterci di arrivare a un’ordinanza di chiusura – ha ribadito Bui – sarebbe infatti un disastro per l’economia locale e per l’intera rete viaria del nord padovano. Fino al 2017 la gestione
dell’opera era di competenza di Veneto Strade che purtroppo ha ignorato lo stato di conservazione del manufatto. Se fossimo costretti a chiudere il ponte, sarebbe una implicita dimostrazione dell’incapacità di porre in essere azioni istituzionali a difesa del nostro territorio. Ricordo che già con la limitazione del traffico in atto, sia gli amministratori locali che le categorie produttive coinvolte, hanno calcolato danni per circa 9 milioni di euro. Soldi che
A fianco il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui
sarebbero bastati a costruire ben due ponti. Noi come Provincia abbiamo impegnato già 4 milioni di euro e in questi giorni stiamo affidando l’incarico di progettazione. Certamente, però, né noi né i sindaci interessati da queste due delicate questioni possono essere lasciati soli. Siamo certi che la Regione si farà ora interprete di queste priorità”.
Nuovi ecografi per le diagnosi di precisione
E
’ proprio il caso di dirlo, ci sono delle immagini che possono salvare una vita. Siamo immersi nel mondo dell’immagine, ma ci sono “fotografie” che nulla hanno a che vedere con l’estetica. Istantanee preziosissime che, sempre più nitide e accurate, sono in grado di “leggere” l’organismo. A marzo di quest’anno erano stati acquistati 26 nuovi ecotomografi, ora ne sono arrivati altri 12: nell’arco di un semestre l’Ulss 6 Euganea completa così il rinnovo delle proprie apparecchiature ecografiche a ultrasuoni per la diagnostica ad alta precisione, grazie a un finanziamento di 751mila euro della Regione del Veneto che complessivamente ammonta a 2 milioni e 84mila euro. Tre dei dodici ulteriori ecografi acquisiti dall’Azienda sanitaria di via Scrovegni sono stati collocati nei reparti di Ginecologia di Camposampiero, Cittadella e Piove di Sacco, due nei poliambulatori di via Temanza e via dei Colli, cinque nei Consultori familiari di Monselice e Conselve, uno al Distretto di Carmignano di Brenta e uno al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita
di Cittadella. Si tratta di ecografi multidisciplinari di media e alta gamma, ambulatoriali o portatili, capaci di fondere assieme gli esiti di Tac o di risonanze magnetiche e le immagini ecografiche. L’impiego in ambito ostetrico delle nuove apparecchiature permetterà di avere ricostruzioni morfologiche del feto in 3D e addirittura in 4D, aggiungendo cioè alle tre dimensioni canoniche dello spazio quella del tempo, dunque con possibilità di valutare con più accuratezza la vitalità del bambino direttamente dai suoi movimenti nella pancia della madre. noltre, rispetto alle precedenti dotazioni, la maggiore precisione dei nuovi ecografi consente di individuare eventuali anomalie della crescita fetale.
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Provincia .
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Pagare con la carta Formazione imprese di credito? L’Ascom: 16 milioni in tre anni “sì ma senza spese” N “I pagamenti con carte di credito a noi vanno benissimo, purchè non finiscano per ingrassare le banche”. Il presidente dell’Ascom di Padova, Patrizio Bertin, entra deciso sulla questione e invita a spostare il punto di vista. “Non siamo certo noi commercianti - precisa - quelli che si oppongono al pagamento tramite mezzi elettronici, però vorremmo non fare la figura dei “cornuti e mazziati”, ovvero di quelli che vengono additati come i soggetti che vogliono il mantenimento del contante perchè incalliti evasori quando invece chiediamo che contante e carte di credito abbiano lo stesso costo, cioè zero”. Tradotto: ben vengano i pagamenti coi pos purchè in presenza di commissioni bancarie nulle per i piccoli pagamenti. “Quando sento - continua Bertin - che in America tutti pagano col bancomat anche un semplice
caffè, mi tolgo tanto di cappello. Peccato che da noi il pagamento di un semplice caffè con la moneta elettronica rischi di costare all’esercente di più del caffè stesso ed in questo senso le esperienze pregresse non ci fanno stare sereni”. Il riferimento è ai pagamenti elettronici “a costo zero” che avrebbero dovuto riguardare i rifornimenti di carburante a tutela dei gestori vittime troppo spesso di rapine, un progetto avviato e poi miseramente accantonato. ”Direi di più - propone Bertin -: si potrebbe incentivare l’uso dei mezzi elettronici di pagamento istituendo un credito d’imposta per i consumatori o introducendo detrazioni e deduzioni fiscali sui pagamenti tracciabili. Agli ultra 65enni, che hanno meno dimestichezza con queste forme di pagamento, si potrebbero distribuire carte prepagate. Ovviamente, e torniamo sempre lì, senza costi”. Quanto alla tassa sui contanti, non mi pare che sia un’ipotesi praticabile. Chi usa la cartamoneta o la moneta metallica deve poterlo fare senza sentirsi un criminale”.
egli ultimi tre anni Fòrema, la storica società di formazione degli industriali padovani (fondata nel 1983), ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese, non solo Pmi (tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi). Solo nel 2018 ha formato 25mila persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati, over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole; ha erogato 63.480 ore di formazione a 1.684 aziende, e oltre 55mila ore in e-learning. Consolidandosi tra le maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. Dal mese scorso Fòrema è ripartita dal territorio padovano, con una struttura di primo livello di 60 professionisti, completamente operativa. E alza l’asticella dell’offerta formativa, in sinergia con la trevigiana Unis&f (operativa nel territorio di Treviso): 130 corsi - per un totale di 190 giornate di formazione - suddivisi in 6 aree di competenza che toccano tutti gli ambiti della gestione d’impresa, dall’innovazione e sviluppo del prodotto alla
Sabrina Carraro, presidente di Unis&f
gestione finanziaria, dall’organizzazione alla logistica, dalla Lean al 4.0, dalla trasformazione digitale al marketing strategico. In aggiunta a salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente. “Nell’ambito di Assindustria Venetocentro e grazie alla progressiva sinergia tra le nostre società - afferma Sabrina Carraro, Presidente di Unis&f - rilanciamo questo impegno per dare alle imprese una formazione continua, tecnica e manageriale, di primo livello, sempre più tarata sulle loro reali esigenze e fabbisogni, e per attrezzarle a cogliere i cambiamenti e le grandi opportunità per il futuro”.
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Teatro ai Colli, spettacoli per tutti Nella nuova stagione conferme e novità con tredici appuntamenti fino a primavera sotto la direzione artistica di Gioele Peccenini. Saranno 18 le proposte dedicate alle scuole per avvicinare i giovani al teatro
E
’ un cartellone importante quello che la compagnia teatrale Teatro Fuori Rotta ha pensato per la nuova stagione del Teatro ai Colli di via Monte Lozzo, la sala di comunità diventata un punto di riferimento per l’offerta culturale e di spettacolo della città. La stagione 2019/20 avrà tante conferme, format che tornano ma più ricchi, con più appuntamenti e nuove compagnie. Tredici spettacoli riempiranno la programmazione fino al 18 aprile 2020. La direzione artistica, guidata da Gioele Peccenini, continua il suo lavoro unendo la tradizione dei drammaturghi veneti, ad apprezzati interpreti del territorio, ai grandi interpreti della scena teatrale italiana. Tornerà il Satiro Teatro con A Republica dei mati, Andrea Pennacchi in Raixe Storte nella produzione di Teatro Boxer poi Hemingway tra le lagune venete e Cuba, uno spettacolo di teatro musica con Giovanni Giusto del Teatro dei Pazzi, L’archibugio con il suo Mercante di Venezia. Sa-
liranno sul palco del Teatro Beppe Servegnini, atteso il 16 novembre con “Diario sentimentale di un giornalista”, Marina Massironi con Roberto Citran saranno i protagonisti di “La verità di Bakersfield” l’8 febbraio, e Giobbe Covatta non mancherà di far sorridere e riflettere il pubblico con “Scoop. La donna è superiore all’uomo” il 22 febbraio. Visto il successo della scorsa edizione torna la rassegna domenicale “Famiglie a teatro”, che cresce e propone 10 messe in scena, dal 22 dicembre al 5 aprile. Le storie scelte accontenteranno il giovane pubblico, dai più piccoli che potranno godersi “Camilla, Giorgio e il drago” alla divertente “Pippi Calzelunghe”. Tante le occasioni pensate anche per i ragazzi più grandi, che avranno l’occasione di gustarsi un pomeriggio diverso con “Storia del principe alla ricerca della verità” con gli attori di Fontemaggiore Centro di Produzione Teatrale o “Zeus e il fuoco degli dei” di Teatro Verde di Roma. Alla rassegna do-
Marina Massironi e Roberto Citran (foto di Marina Alessi)
menicale si affianca “Una Mattina a teatro”, dedicata alle scuole con 18 spettacoli scelti dalle migliori produzioni italiane, per avvicinare bambini e ragazzi al mondo del teatro trattando anche tematiche importanti, dal bullismo alla comunicazione. Argomenti a volte difficili da affrontare con bambini e ragazzi, raccontati con storie e personaggi grazie al lavoro delle compagnie teatrali professioniste che mettono a punto drammatur-
gie con il giusto linguaggio, per avvicinare un pubblico giovane ma attento ed esigente. Verranno proposti “Metti via quel cellulare” a “Balla col bullo”, passando per un altro tema caldo come la violenza di genere con “PierinA e il lupo”. In programma anche spettacoli che ricordano i grandi protagonisti della storia come “Leo inventa tutto” e in lingua inglese, con “Free Mandela” ad un grande classico come “A Christmas Carol”. Chiude
questa prima parte del cartellone “Padova è musical”, un contenitore pensato per dare spazio alle compagnie che hanno scelto di mettere sul palco spettacoli con musica, danza, recitazione e particolarmente coinvolgenti. Il primo appuntamento è l’8 novembre con l’opera musical teatrale – The Big Beat, che raccoglie le canzoni dei Beatles cantate e suonate dal vivo da Ivo Zorzi e la Compagnia Teatrale Arte Povera. Il 22 novembre arriva ARS – Creazione Spettacolo con “Fino alle stelle”. Il 6 dicembre omaggio alla musica e alla parola con Faber fragile amico degli Otogrì, dedicato a Fabrizio De Andrè. Ancora grandi autori il 13 con I.F.Production che mette in scena Dylan 66. Il 22 la rassegna chiude con Il pianeta degli alberi di Natale” del Teatro Fuori Rotta. Info www.teatroaicolli.it.
PianoP, musica e spettacolo al Plaza di Abano Terme
Prima edizione della rassegna PianoP ospitata all’Hotel Plaza di Abano Terme, un nuovo format che unisce musica, spettacolo al concetto dell’intrattenimento di qualità, ideato l’organizzazione di Ursula Eventi e la direzione artistica di Alessandra Pascali. Ne esce un calendario di 23 serate, divise tra il venerdì ed il sabato sera, che parte ufficialmente il 19 ottobre con ospiti speciali della serata I Neri per caso, il gruppo a cappella più famoso ed apprezzato in Italia, che presenterà il nuovo disco “We love the Beatles”, un lavoro che ha visto la partecipazione di numerosi artisti italiani per ricantare i successi dei Fab Four. La vocalità torna protagonista anche negli appuntamenti seguenti, a PianoP saranno ospiti anche Choritaly, i Vovalica e i Blubordò a cui è affidato il compito di festeggiare il 31 dicembre. Tra i nomi più attesi e noti al grande pubblico, ci sono alcune icone della musica italiana: Mal dei Primitive, Paolo Vallesi e Andrea Mingardi. Si continua con gli omaggi ai grandi artisti, swing, soul e jazz in compagnia della Sauro’Band, il Modem.Xtet, il Movie Trio, poi il cantante e sassofonista londinese Kenn Baily, La Banda del Sottomarino giallo, Simone Grassi Swingset. A dicembre si entra nell’atmosfera natalizia con Santa Claus is coming assieme a Erika De Lorenzi accompagnata dal chitarrista Alessandro Modenese, il concerto di Irene Guglielmi e l’indimenticabile duetto indimenticabile con Stevie Biondi e Alessandra Pascali. Tutto il programma www.pianop.club.
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Tradizioni Arsego
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Successo per la Maratonina del Graticolato
Successo per la Maratonina del Graticolato
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rande successo per la Maratonina del Graticolato giunta quest’anno alla 13° edizione, organizzata da Asd Atletica Foredil-Macchine con la super direzione sportiva di Diego Bovolato, svoltasi ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche. La competizione è Campionato assoluto regionale e Master. A dominare è il Kenya, con ben 4 atleti fra i primi 5 all’arrivo e vittoria per Alfred Kimeli Rono. Il runner kenyiota è molto conosciuto in zona e nel padovano. Con il suo tempo di 1h04’42, raggiunto sotto un tempo ostico a causa della pioggia battente,ha finito per stabilire il secondo tempo di sempre nella mezza maratona di Arsego. Il successo più bello, oltre a quello di Kono, è quello dell’in-
stancabile e immensa Giovanna Ricotta: padovana, 47 anni, ha vinto la maratonina femminile conquistando la quinta vittoria sul Graticolato romano, nove anni dopo il suo ultimo successo. Sono oltre 320 atleti alla partenza di una classica molto attesa. Tra gli stranieri manca solo l’attesissimo eritreo Mogos Shumay che vantava un personale di 1h00’40. Non mancano però ai nastri di partenza tutti gli altri favoriti, dai kenyani Rono, Kirui, Siteki e Mutai al burundese Niyomuzika e agli italiani Solone, Avon, Picello, Casolin e Cortiana. Tra le donne, invece, non ci sono due superfavorite come Gadamnesh e Cunico e per Giovanna Ricotta i giochi si presentano da subito agevoli senza grandi av-
La padovana Giovanna Ricotta vince la maratona femminile e conquista dopo nove anni la sua quinta vittoria sul Graticolato romano
rande successo per la Maratonina del Graticolato giunta quest’anno alla 13° edizione, organizzata da Asd Atletica Foredil-Macchine con la super direzione sportiva di Diego Bovolato, svoltasi ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche. La competizione è Campionato assoluto regionale eversarie. Master.Alla A dominare è il Kenpartenza, con temya, con ben 4 atleti i primi 5 peratura fresca per fra la stagione, all’arrivo Kima senzae vittoria pioggia,per gliAlfred africani meli Rono. Il runner kenyiota è partono subito velocissimi. Kirui molto conosciuto in zona e nel segna il ritmo. Dietro il gruppo padovano. Con il suodatempo di degli italiani guidati Casolin, 1h04’42, raggiunto sotto un temPicello, Vecchietti e Solone. Al po ostico a causa perdono della pioggia quarto chilometro conbattente,ha finito per stabilire tatto prima Mutai e poi Suteki ile secondo tempo sempre nella si forma un trio diditesta con Kirui, mezza maratona di Arsego. Niyomuzika e Rono. Il successo a A metà gara più suglibello, atleti oltre si scaquello di pioggia Kono, èviolentissima. quello dell’intena una Il
Il momento della partenza
trio non si scompone mantenendo il ritmo sino alla fine con una cinquantina di metri di distacco su Siteki e un minuto su Mutai. Seguono gli italiani il cui distacco via via aumenta. La tredicesima Maratonina si decide al diciottesimo chilometro: l’allungo deciso di Rono fa selezione finale; Kirui cerca di resistere ma cede terreno, Niyomuzika deve arrendersi. Uomini: 1. Alfred Kimeli Rono stancabile e immensa Giovanna (Kenya) 1h04’42, 2. Robert Kirui Ricotta: anni, ha (Kenya) padovana, 1h05’09, 3. 47 Jean-Marie vinto la maratonina femminile Niyomuzika (Burundi) 1h05’28, conquistando la quinta vittoria 4. Stanley Siteki (Atl. Potenza sul Graticolato nove Picena) 1h05’50,romano, 5. Ken Mutai anni dopo il suo ultimo Run’N Live) 1h08’29, 6.successo. Luca SoSono oltre 320 atleti alla parlone (Biotekna Marcon) 1h11’58, tenza di Avon una classica molto atte7. Diego (Tornado) 1h11’59, sa. Tra gli Picello stranieri mancaPadosolo 8. Mattia (Spak4 l’attesissimo Mogos Shuva) 1h11’59, eritreo 9. Michael Casolin may che Marathon) vantava un1h12’36, personale (Vicenza 10. di 1h00’40. Non mancano però Matteo Vecchietti (Valle di Cemai nastri di partenza tutti gli albra) 1h14’28. triDonne: favoriti, dai kenyani Rono, Ki1. Giovanna Ricotrui, Siteki e Mutai al burundese ta (Boscaini Runners) 1h23’55, Niyomuzika agli italiani Solone, 2. Federica eSchio (Lupatotina) Avon, Picello, Casolin e Cortiana. 1h29’04, 3. Lisa Carraro (VicenTra le donne, invece, non4.ciMadsono za Marathon) 1h29’25, due superfavorite come Gadamdalena Fontana (Atl. Vicentina) nesh e Cunico e per Giovanna 1h29’55, 5. Arianna Miolato (ViRicotta i giochi si1h31’58. presentano da cenza Marathon) Nicoletta Masetto subito agevoli senza grandi av-
Quando l’amicizia dà vita ad un evento-istituzione
Quando l’amicizia dà vita ad un evento-istituzione
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a Maratonina del Graticolato ha una lunga storia di passione e impegno. Sono passati venticinque anni da quel 4 febbraio, quando tredici amici diedero vita al gruppo podistico “Amatori Sarmeola”. Proprio tra un’ombretta e l’altra, è nata l’idea di dar vita ad un vero e proprio gruppo podistico. Gli atleti, tutti amanti della buona cucina e della buona cantina, hanno sottoscritto un patto di amicizia che dura ancora oggi. Il nucleo fondatore era composto da: Lorenzo Penello, Siro Penello, Ilario Benetazzo, Sergio Callegaro, Gianfranco Giacchetto, Paolo Fornasiero,Francesco Zin,Antonio Faggin, Danilo Greggio, Paolo Negrin, Giovanni Negrin e Giuseppe Paccagnella. E’ proprio Paccagnella che è stato il primo sostenitore alle nascenti iniziative del gruppo che, da “Amatori Sarmeola”, si trasformò in “Atletica Foredil Macchine”. A rafforzare il clima di amicizia sono state le epiche partecipazioni alle maratone internazionali in ogni angolo del mondo da Vienna a New York. L’impegno ha fatto nascere nel 2002 la “Maratonina sul Graticolato Romano”, manifestazione rivolta a tutte le categorie nazionali e dal risvolto sociale è tutt’ora fiore all’occhiello della società. Nel 2009 la nascita della “Santa Klaus Running”, manifestazione suggestiva e di grande impatto sociale. L’impegno costruttivo, attraverso lo sport, ha trovato una particolare sensibilità nel gruppo Foredil, che con la passione per l’attività sportiva e per l’atletica in particolare, ha saputo Gi.Bo. proporre tante esperienze in favore della comunità.
a Maratonina del Graticolato ha una lunga storia di passione e impegno. Sono passati venticinque anni da quel 4 febbraio, quando tredici amici diedero vita al gruppo podistico “Amatori Sarmeola”. Proprio tra un’ombretta e l’altra, è nata l’idea di dar vita ad un vero e proprio gruppo podistico. Gli atleti, tutti amanti della buona cucina e della buona cantina, hanno sottoscritto un patto di amicizia che dura ancora oggi. Il nucleo fondatore era composto da: Lorenzo Penello, Siro Penello, Ilario Benetazzo, Sergio Callegaro, Gianfranco Giacchetto, Paolo Fornasiero,Francesco Zin,Antonio Faggin, Danilo Greggio, Paolo Negrin, Giovanni Negrin e Giuseppe Paccagnella. E’ proprio Paccagnella che è stato il primo sostenitore alle nascenti iniziative del gruppo che, da “Amatori Sarmeola”, si trasformò in “Atletica Foredil Macchine”. A rafforzare il clima di amicizia sono state le epiche partecipazioni alle maratone internazionali in ogni angolo del mondo da Vienna a New York. L’impegno ha fatto nascere nel 2002 la “Maratonina sul Graticolato Romano”, manifestazione rivolta a tutte le categorie nazionali e dal risvolto sociale è tutt’ora fiore all’occhiello della società. Nel 2009 la nascita della “Santa Klaus Running”, manifestazione suggestiva e di grande impatto sociale. L’impegno costruttivo, attraverso lo sport, ha trovato una particolare sensibilità nel gruppo Foredil, che con la passione per l’attività sportiva e per l’atletica in particolare, ha saputo Gi.Bo. proporre tante esperienze in favore della comunità.
La pa Giov vince femm e con nove quin sul G roma
Sport
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adovana vanna Ricotta e la maratona minile nquista dopo e anni la sua nta vittoria Graticolato ano
versarie. Alla partenza, con temperatura fresca per la stagione, ma senza pioggia, gli africani partono subito velocissimi. Kirui segna il ritmo. Dietro il gruppo degli italiani guidati da Casolin, Picello, Vecchietti e Solone. Al quarto chilometro perdono contatto prima Mutai e poi Suteki e si forma un trio di testa con Kirui, Niyomuzika e Rono. A metà gara sugli atleti si scatena una pioggia violentissima. Il
trio non si scompone mantenendo il ritmo sino alla fine con una cinquantina di metri di distacco su Siteki e un minuto su Mutai. Seguono gli italiani il cui distacco via via aumenta. La tredicesima Maratonina si decide al diciottesimo chilometro: l’allungo deciso di Rono fa selezione finale; Kirui cerca di resistere ma cede terreno, Niyomuzika deve arrendersi. Uomini: 1. Alfred Kimeli Rono (Kenya) 1h04’42, 2. Robert Kirui (Kenya) 1h05’09, 3. Jean-Marie Niyomuzika (Burundi) 1h05’28, 4. Stanley Siteki (Atl. Potenza Picena) 1h05’50, 5. Ken Mutai Run’N Live) 1h08’29, 6. Luca Solone (Biotekna Marcon) 1h11’58, 7. Diego Avon (Tornado) 1h11’59, 8. Mattia Picello (Spak4 Padova) 1h11’59, 9. Michael Casolin (Vicenza Marathon) 1h12’36, 10. Matteo Vecchietti (Valle di Cembra) 1h14’28. Donne: 1. Giovanna Ricotta (Boscaini Runners) 1h23’55, 2. Federica Schio (Lupatotina) 1h29’04, 3. Lisa Carraro (Vicenza Marathon) 1h29’25, 4. Maddalena Fontana (Atl. Vicentina) 1h29’55, 5. Arianna Miolato (Vicenza Marathon) 1h31’58.
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Il momento della partenza
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#Politica
Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud
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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-
Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it
Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin
dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-
nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono
stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.
Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in
città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-
dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.
Claudio Sinigaglia
L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale
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Politica
Civica per il Veneto Franco Ferrari
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Partito Democratico Piero Ruzzante
Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F
ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di
borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi sviluppi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir
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ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate
del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.
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Politica
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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni
I
n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-
da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi
Graziano Azzalin
anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O
ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono
battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”. Marco Scarazzatti
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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!
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I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.
E loro capiscono noi?
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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!
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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.
Osserviamo la loro bocca A
bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non
arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.
Lo sbadiglio ha più significati: come per noi, può indicare sonno o fame, certo, ma spesso è invece indice di stress e, sempre come accade a noi, è contagioso!
Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.
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il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.
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Serve una visione d’insieme
Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione
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parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-
pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.
Sicurezza evidente
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ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto
si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”. Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.
Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta
PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale
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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.
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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.
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ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-
A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre
mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può
essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:
“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.
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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio C
’è una Food Valley in Emilia meno famosa e più appartata delle altre, discreta e amante dell’intimità per sua natura. Capace di declinare i suoi straordinari tesori del gusto con le atmosfere oniriche che generano certi suoi borghi e certi suoi castelli, nascosti in suggestivi angoli dell’Appennino. E’ la provincia di Piacenza. Nelle sue vallate nascono tesori gastronomici rari e preziosi come la coppa, la pancetta e il sala-
di Renato Malaman
me (salumi locali protetti da una triplice Dop) e si producono vini tradizionali e schietti come il Gutturnio o il Vin Santo di Vigoleno. Food Valley appartata ma capace di dare ali ai sogni, si diceva. Basta entrare al Museo degli Orsanti di Vigoleno per averne un’idea, dedicato a quegli artisti di strada che già nel XVIII secolo giravano di paese in paese con i loro spettacoli da circo, allestiti per sbarcare il lunario. Erano cantastorie,
ammaestratori di animali e regalavano emozioni a chi conduceva una vita misera e il mondo non lo avrebbe girato mai. Il Museo degli Orsanti, memoria viva di quella irripetibile epopea dello spettacolo popolare, è nato dalla passione di Maria Teresa Alpi, che nel secolo scorso ha dedicato la vita per rimettere insieme, come in un mosaico, le tessere di quel mondo onirico fatto di ammaestratori di scimmie e domatori di orsi. continua alla pag. seguente
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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio
Viaggio nell’altra Food Valley, quella dei Colli Piacentini, fra Castell’Arquato, Vigoleno e Gropparello, dove all’ombra di borghi turriti e castelli si scoprono tante gustose tipicità di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
E
sembra uscito da una commedia fantasy anche il castello di Gropparello, trasformato con il suo immenso parco - da Rita e Gianfranco Gibelli - in un villaggio di fiaba, teatro di attività didattiche di ogni genere. Proposte a ritmo continuo. Un maniero ancora vivo, con tanto di storie di fantasmi e una cornice ambientale che avrebbe suggestionato anche Walt Disney. Piacenza e le sue valli, Piacenza e i suoi borghi. Un piccolo universo di cose buone e belle da scoprire, oggi capace di diventare volano di un marketing turistico dal volto nuovo, fresco, inedito. Dove l’intreccio fra enogastronomia di qualità alta, seppur semplice nei suoi valori tradizionali, e un sistema costituito da gemme turistico-culturali di primordine è elemento distintivo. Vedi il borgo di Castell’Arquato, a pieno titolo fra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Tci per la qualità dei suoi servizi, dove sono osterie e taverne a far da contorno gustoso al centro medievale, alla piazza, al palazzo Ducale e a quello del Podestà, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea. Osterie e taverne che propongono anche i salumi piacentini tradizionali e i formaggi della zona, accanto alla pasta fresca, fra cui i caratteristici pisarei’ e fasö, e a tanti altri gustosi prodotti di fattura artigianale. Come la batarö, caratteristiche focaccine da farcire con i salumi, o la chisöla, focaccia con i ciccioli di maiale. Da queste parti lo gnocco fritto si chiama chisulén ed è prodotto De.Co. da ricordare anche gli anolini, lo stracotto di asinina, la pìcula ‘d cavall a base di carne equina tritata finemente e la tasca di vitello. Fra i dolci la torta sbisigona, fatta con ingredienti semplici e i farsö, frittelle tipiche della festa di San Giuseppe. Oppure il latte in piedi, versione locale del crème caramel.
Le tre stelle del territorio sono le Dop dei salumi: coppa, pancetta e salame. Dalle cantine arriva il profumo dolce e antico del Vin Santo. Da Piacenza tanti tour per un turismo culturale nuovo
Anche il borgo di Vigoleno, frazione di Vernasca, si fregia degli stessi marchi di qualità turistica e sorprenderà per la ricchezza del suo corredo architettonico e artistico-culturale, stretto com’è nelle sue fortificazioni, intervallate da possenti torri, da cui si possono godere dei bellissimi panorami sulle valli dell’Ongina
e dello Stirone, fiumi che scorrono su ampi letti di ciotoli verso la pianura. La Pieve di San Giorgio esprime bene il carattere austero e solenne della storia di questo piccolo borgo turrito, dove poi si scoprono sorprese come il Museo degli Orsanti, luoghi di una memoria rara, tramandata (fino alla creazione del museo) dalla
pura trasmissione orale. Negli oggetti esposti rivive un mondo che ci ricorda quello di Pinocchio. Le escursioni del gusto portano anche a visitare le tante cantine della zona, dove accanto al Gutturnio (la cui briosità è nota agli appassionati del genere: c’è contiguità peraltro con
l’area della ‘cugina’ Bonarda) è in vetrina il Vin Santo di Vigoleno, Doc dal 1996, frutto di uve Santa Maria, Melara, Bervedino o Ortrugo e Trebbiano e frutto di un processo di affinamento che dura ben 60 mesi, di cui 48 in botte. Sono ben 21 i vini della Doc “Colli Piacentini” E poi c’è Piacenza città, dominata dall’angelo di rame che svetta sul campanile del duomo, capoluogo riservato e tranquillo, seppur di nobile lignaggio come testimoniano il Palazzo Gotico e l’aristocratica Piazza Cavalli. Piacenza da cui è partita la riscossa turistica di tutta la provincia, espressa anche da iniziative come quelle promosse dal Consorzio Turistico Promo Piacenza Emilia o da piacenzawinecastletour.com Esperienze consigliate. A Castell’Arquato: B&B di charme Dimora del Podestà e ristorante Stradivarius; a Cadeo il Relais (con ristorante) Cascina Scottina; a Vigoleno le cantine Lusignani e Visconti, oltre naturalmente al Museo degli Orsanti. A Gropparello il castello della famiglia Gibelli con relativa Taverna. Per gli amanti dello shopping in grande stile c’è il Fidenza Outlet Village, poco lontano dall’uscita dell’autostrada di Fidenza. Un parco commerciale anche bello da vedere oltreché ricco di proposte. Anche gastronomiche, perché il Piacentino… piace sempre.
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otrebbe far ricordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi princìpi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, a conferma di quanto già espresso a livello nazionale nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. Una giornata, quella iniziata nel panificio, che finisce nelle case di ciascuna famiglia ad allietare i momenti di convivio, mentre quella del fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte termali scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista.
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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.
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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto
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’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,
Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-
te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.
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Autunno
Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.
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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”
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essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della
società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono
d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle
origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera
fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.
Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra
l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach
Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.
Approvato un documento che chiede di ripensare formazione e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico
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bbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici
punti, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio sanitario nazionale, le nuove esigenze di formazione, la programmazione futura del numero di professionisti necessari alla sanità italiana, le strategie per rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e gli interventi necessari a raggiungere gli standard europei in materia di tempi e funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione
nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto. Quelle che proponiamo sono tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.
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Osas: cenni diagnostico-terapeutici L
’OSAS (sindrome delle apnee ostruttive nel sonno) è una patologia respiratoria caratterizzata dal collassamento parziale o totale (completa chiusura) delle alte vie aeree (faringe e laringe) dovuta nella maggioranza dei casi al sovrappeso. Colpisce circa l’8% della popolazione, in gran parte di sesso maschile. E’ causata dall’infarcimento, da parte delle cellule adipose, dei muscoli tensori del faringe, i quali durante il sonno, complice il naturale rilassamento, non riescono più a garantire la pervietà completa delle alte vie aeree. In rari casi le apnee possono essere dovute a cause diverse dal sovrappeso, ovvero alterazioni anatomiche quali ipertrofia dell’ugula, macroglossia, retrognazia. A livello sintomatologico l’OSAS è caratterizzata dai seguenti sintomi: risvegli con comporta esclusivamente un problema sensazione di soffocamento, sonnolenza acustico e di relazione con il partner, ma diurna, frequenti minzioni notturne, diminon ha implicazioni cliniche. Invece dunuzione della libido e della performance rante l’apnea si verifica sessuale, cefalea mattutiuna pausa (generalmente na, difficoltà a concentrarColpisce circa di 20-30 secondi) nella si. Il russamento semplice, l’8% della respirazione che comporta che colpisce il 25% della popolazione, una riduzione dell’ossigepopolazione, precede spesso di molti anni la comparin gran parte di nazione a livello di tutti gli organi e tessuti del corpo. sa delle apnee notturne ed sesso maschile In particolare ne risentono è dovuto all’ipertrofia delle il cervello, il cuore, i reni, mucose delle alte vie aeree, predisponendo la successiva comparsa di che vibrando in maniera anomala duranipertensione arteriosa, eventi ischemici te il sonno, producono il caratteristico e cardiaci e cerebrali. Inoltre le improvvise fastidioso rumore. Tuttavia il russamento
variazioni di pressione intratoracica durante lo sblocco dell’apnea, determinano una trazione a livello delle pareti cardiache che predispongono alla cardiopatia dilatativa ed allo scompenso cardiaco. In ultimo, il sonno del paziente apnoico è molto leggero, non ristoratore, destrutturato in quanto continuamente frammentato da risvegli prevalentementi sub-coscienti (arousal), che determinano poi la sonnolenza diurna. Durante la visita con lo Pneumologo attraverso un’accurata anamnesi è possibile già diagnosticare con buona probabilità la malattia. La conferma avviene tramite l’esecuzione di una poligrafia eseguibile
anche a domicilio come da linee guida internazionali (American Academy of Sleep Medicine). L’esame prevede il monitoraggio notturno della respirazione attraverso alcuni sensori (saturimetro al dito, sensore di pressione oro-nasale, sensore di russamento), elettrocardiogramma, nonché il posizionamento delle fasce toracica ed addominale per la rilevazione dei rispettivi movimenti. La presenza di più di 5 apnee (o ipopnee) per ora di sonno, conferma la diagnosi di OSAS. Se di grado lieve (tra 5 e 15 apnee/ipopnee per ora di sonno), richiede una terapia dietetica personalizzata ed una corretta igiene nel sonno (dormire in decubito laterale, pasti leggeri la sera, astensione da bevande alcooliche e fumo di sigaretta), salvo non siano presenti comorbidità (ipertensione arteriosa, cardiopatia, pregresso IMA o ictus, sonnolenza diurna importante). In tal caso e quando presenti più di 15 apnee/ipopnee è necessario l’utilizzo notturno di un
ventilatore a pressione positiva continua (CPAP), che eroga aria nelle vie aeree, garantendo in tal modo la pervietà delle stesse. Il paziente eseguirà un trial di titolazione a domicilio per circa un mese con un ventilatore auto-tarante (Auto-CPAP) al fine di individuare la corretta pressione da applicare in seguito mediante la CPAP. Il follow-up prevede visite semestrali e poi annuali al fine di controllare la compliance alla terapia, mediante lo scarico dei dati di funzionamento del ventilatore, verificare l’assenza di apnee durante l’utilizzo del ventilatore e risolvere eventuali problematiche insorte. In alcuni selezionati casi, previa valutazione ORL e odontoiatrica, è possibile il posizionamento di apparecchi di avanzamento mandibolare (MAD) o interventi chirurgici ORL (spesso mediante laserterapia). In oltre il 90% dei casi la terapia ventilatoria notturna rimane il gold standard di trattamento, ovviamente associato al calo ponderale.
Dr. Marco Fontana Specialista in pneumologia e malattie dell’apparato respiratorio Affidea – Poliambulatorio Morgagni Via Cavazzana 39, Padova - Tel. 049 8787479 e-mail: info.morgagni@affidea.it www.affidea.it
Studio dentistico Dott. GIANFRANCO BRUNI Il Dott. Gianfranco Bruni Odontoiatra ma anche specialista in Otorinolaringoiatra e Audiologia esercita la sua attività professionale nei suoi studi di Padova centro (corso del Popolo) e Campodarsego. L’ultra decennale esperienza gli consentono di affrontare con successo le molteplici problematiche inerenti le terapie anche le più complesse. Il contatto del paziente con il Dott. Bruni sarà costante dal momento della prima visita fino al completamento delle terapie. Particolare ascolto verrà posto alle esigenze di ogni singolo caso sia per quanto riguarda i trattamenti nonché la modulazione dei pagamenti. STUDIO DENTISTICO DOTT. GIANFRANCO BRUNI Via Mameli, 10 – 35129 Padova (PD) | Tel. 049 662574 | Cell: 338 4822895 Via De Toni, 1 – 35011 Campodarsego (PD) | Tel. 049 5565672 | Cell. 389 8756323 E-mail: studiogianfrancobruni@yahoo.it
Appuntamenti
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Venice Fashion Week 2019 Dal 17 al 26 ottobre 2019
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filate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile a Venezia: un evento che si svolgerà dal 17 al 26 ottobre 2019. Arrivata alla sua 9^ edizione la manifestazione è un evento di cultura della moda rivolto a designer e marchi nazionali e internazionali che ha nel programma tra palazzi, hotel e boutique; sfilate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile, sartoriale, artigianale, etica e slow. Made in Italy e arte contemporanea, palazzi e atelier artigiani aperti con sfilate e mostre, giovani creativi, alto artigianato, moda sostenibile e ospiti internazionali: Venice Fashion Week è una manifestazione nata per promuovere il potenziale della città di Venezia e del Veneto come luogo produttivo, creativo e di ispirazione.
Padova, concerto Jethro Tull Gran teatro Geox
Venezia, grandi concerti
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l 3 novembre la mitica band dei Jethro Tull sarà al Gran teatro Geox. I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale. Hanno all’attivo più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo. Era il 2 febbraio del 1968 nel famoso Marquee Club di Wardour Street, quando i Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Per celebrare questo anniversario, Ian Anderson porta in tutto il mondo il Jethro Tull 50 Anniversary Tour. Tra le band più importanti e influenti di tutti i tempi nel progressive rock, l’immenso catalogo di opere dei Jethro Tull comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ogni concerto del tour cinquantennale sarà un ampio mix degli album storici della band, da This Was fino ai giorni nostri.
Teatro Toniolo
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enerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Toniolo di Venezia c’è Antonella Ruggiero in concerto con La vita imprevedibile delle canzoni, live dell’omonimo album del 2016 (Sony Music Classical), con il maestro Andrea Bacchetti a dirigere un ensemble d’archi sulle celebri canzoni dei Matia Bazar. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Antonella Ruggiero. Ancora al Teatro Toniolo, sabato 19 ottobre, alle 21, va in scena Francesco Renga, in concerto con L’altra metà tour. Qui è possibile acquistare i biglietti per il concerto di Francesco Renga. Prodotto da Michele Canova Iorfida e composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo, il nuovo album rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche. Sabato 2 novembre, al Teatro Goldoni di Venezia, ci sono Stefano Bollani e Chucho Valdés in concerto, nell’ambito del Venezia Jazz Festival Fall Edition. L’estro musicale e la fantasia versatile di Bollani e l’energia afro-cubana e il ritmo latino di Valdés danno vita a uno spettacolo musicale di fortissimo impatto. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Stefano Bollani e Chucho Valdés.
Giornate FAI d’Autunno a Treviso e provincia In 260 città
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abato 12 e domenica 13 ottobre 2019 torna in 260 città il weekend dedicato alla bellezza. 700 luoghi del nostro Paeseinaccessibili o poco valorizzati da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. Sarà l’occasione per visitare l’abbazia di Follina aperta sabato, 14:00 – 18:00 e domenica 10:00 – 12:30 / 14:00 – 18:30. O Il Lanificio Poletti, sempre a Folina. La mattina di domenica 13 ci sarà la possibilità di visitare il Lanificio con i macchinari in funzione, per poter meglio apprezzare questo magnifico esempio di manifattura tessile avente oltre duecento anni di storia, ancora oggi in funzione. Queste visite speciali saranno riservate agli iscritti FAI (per chi non lo fosse ci sarà la possibilità di iscriversi in loco). Partenza visite ore 10:00, 10:30, 11:00 e 11:30. Prenotazione obbligatoria. Alla fine di queste visite verrà offerto un buffet durante la pausa pranzo.
Rovigo, Il Giapponismo in Europa Palazzo Roverella
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a mostra è dedicata all’influenza che l’arte giapponese ha avuto sulla cultura figurativa europea tra Otto e Novecento. Quella del Giapponismo è stata una tendenza che ha influenzato le nuove generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, dalla Germania all’Olanda, al Belgio, dalla Francia all’Austria, alla Boemia, fino all’Italia. Sono numerosi gli autori che si sono lasciati sedurre dalle composizioni grafiche, dalle linee e dai colori tipici dell’arte giapponese. Qualche esempio? Paul Gauguin, Herri de TouluseLautrec, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha.
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di cavolfiore
Polpette di cuscus ai funghi
Crostata esotica
Ingredienti: 1 cavolfiore medio - 5 scalogni - 1 spicchio d’aglio 100 g di fiocchi di cereali a scelta 1 pizzico di maggiorana - 1 pizzico di curry - 2 foglie di alloro - brodo vegetale e sale q. b.
Ingredienti: 300 g di cuscus - 200 g di funghi - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - una manciata di curry - 1 uovo - 1 C di parmigiano grattugiato - pane grattugiato q. b.
Ingredienti: 300 g di farina tipo 2 - 100 g di burro - 100 g di zucchero - 2 tuorli - 1 C di succo di mela la scorza grattugiata di un limone - 1 pizzico di sale - marmellata di frutta esotica (o altro tipo).
Preparazione: cuocere il cavolfiore nel brodo vegetale (indicativamente una ciotolina a persona). Intanto in una padella oliata fare rosolare gli scalogni e l’aglio, quindi aggiungerli al cavolfiore, unire la maggiorana, il curry, il sale e i fiocchi; passare con il frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema della giusta densità. Servire in coppette e guarnire a fantasia.
Preparazione: cuocere il cuscus come da ricetta base. A parte preparare i funghi, scolarli e farli cuocere in una pentola con un po’ d’olio e l’aglio schiacciato. Salare e, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Quando sia il cuscus, sia i funghi sono cotti, amalgamare il tutto, unire il curry, l’uovo, il parmigiano e formare delle polpette. Passarle quindi nel pane grattugiato e disporle in una placca da forno precedentemente oliata. Metterle in forno a dorare e servirle ben calde su fette di pane grigliato.
Preparazione: lavorare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero e i tuorli. Amalgamare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciarla riposare per circa mezz’ora in luogo fresco. Quindi lavorare ulteriormente l’impasto, infarinare una tortiera e stenderlo in questa (tenendo da parte un po’ di pasta per il bordo e la guarnizione). Bucherellare con una forchetta, stendervi la marmellata e guarnire a scelta. Infornare per 25 minuti circa. Sfornare e servire sia tiepida che a temperatura ambiente.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Una storia sentimentale cominciata da poco subirà una fase di stallo. Meglio chiudere che trascinare ciò che non va
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