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La Piazza di Padova nord mag2020 n77

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Sport p.19

Regione p.21

Salute p.31

on-line: La prova del nove

MAGGIO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.77

Cultura p.17

di Padova Nord

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CADONEGHE SOLIDALE

Il giovane Fabio e l’asta delle sorprese

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme Via Cavour,e 2da· armonizzare, 35010 Vigonza (Pd) di gada comprende cercando tel/fax 049 8096713 · info@lafonteimmobiliare.it rantire ilwww.lafonteimmobiliare.it rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanalle pagine 3 e 10 cio da svariati miliardi che servizi ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

“E’ il momento di sostenere l’economia di casa nostra” A Curtarolo il sindaco stanzia contributi per i commercianti, Cadoneghe e Vigodarzere chiedono di favorire la ripartenza per tutti i settori

CADONEGHE, L’ORDINANZA

Stop al 5G, “no a nuove autorizzazioni” VIGODARZERE, L’OMAGGIO

Lucia “anima” del sociale per quarant’anni VIGODARZERE

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L’appello “Partiamo davvero” F

I sindaci Schiesaro e Zordan scrivono a Conte sulle riaperture

inalmente hanno riaperto i battenti numerosi esercizi Chiama Ora commerciali e 351-6777004 artigianali, negozi dei Comuni di Cadoneghe e Vigodarzere. Proprio sulle ripartenze i sindaci Schiesaro e Zordan hanno scritto al premier Conte e al Prefetto Franceschelli. Schiesaro, insieme con le imprese, ha chiesto di far ripartire subito le attività. “Il presidente Conte ha, e avrà sempre, il dovere di ascoltare lawww.lapiazzaweb.it/vacanze voce di chi produce la linfa vitale di cui si nutre l’intero sistema italiano. Le risorse per mantenere in piedi l’amministrazioScopri all’interno le favolose offerte nescelte statale, il sistema la stessa sanità pubblica, esclusivamente per pensionistico, te! derivano interamente dalle tasse pagate da imprese e lavoratoUna selezione periodica di viaggi ri. Senza lavoro non può esistere neppure la salute”, ha detto il ad un prezzo vantaggioso! Viaggia con noi e i nostri giornalisti! primo cittadino firmatario della lettera insieme con Devis VigoVisita la sezione dedicata sul nostro Enrica Negrisolo, presidente Cna lo, assessore al Commercio, sito www.lapiazzaweb.it Padova Nord, Matteo Massarotto Cna Veneto, Chiara Schiavon, presidente di Botteghe di Cadoneghe, Elisabetta Ghion ed Enore Micaglio fiduciari Ascom per Cadoneghe. Anche Adolfo Zordan, sindaco di Vigodarzere e parlamentare, ha scritto al Prefetto, ha scritto a Conte e al Prefetto lanciando un accorato appello. “Nelle vesti di sindaco di un Comune veneto, oltre che di Deputato della Repubblica Italiana ho modo Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< di toccare quotidianamente con mano l’ampiezza e la vitalità a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci della rete del piccolo commercio e dei servizi, soprattutto a attende una sfida non meno impegnativa. La risupporto delle realtà delle piccole e medie aziende. Si trattapartenza di da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con una voce importante per quello che potrebbe costituire il “prola riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una dotto interno lordo” delle nostre comunità che ha la necessità sorta di “prova del nove” su più fronti e per una moldi ripartire per far ripartire l’intero Paese”. teplicità di aspetti. PA SS

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All’asta la maglia di Pasquato, lui la ricompra e la dona ancora Protagonista della bella storia di altruismo il giovanissimo Fabio Luciano: il suo idolo si è aggiudicato e gli ha restituito il cimelio

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veva deciso di donare la maglia più preziosa che aveva, vale a dire quella del suo idolo: il calciatore Cristian Pasquato, attaccante, già del Padova e oggi al Campodarsego. Protagonista di questa storia Fabio Luciano, giovanissimo cittadino di Cadoneghe. A fargli prendere questa decisione una buona causa: l’aveva data al sindaco Marco Schiesaro perché la mettesse all’asta così da ricavare fondi per la comunità di Cadoneghe e, in particolare, per i bambini e le famiglie in difficoltà. Ad aggiudicarsi l’asta è stato niente meno che…lo stesso Pasquato. Il calciatore, nel corso di una cerimonia pubblica in municipio alla presenza del sindaco, ha ricevuto la casacca biancoscudata col numero 20 dalle mani dello stesso Fabio a cui l’aveva regalata anni fa. Era stato proprio Fabio a chiederla nel 2014 a Pasquato, quando faceva il raccattapalle per il Padova. Era il 2014 e la maglia era quella con cui l’attaccante aveva giocato la partita Padova-Lanciano, match che aveva visto la squadra di casa trionfare per 5 a 1. A rac-

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Cadoneghe

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contare l’epiosidio lo stesso Fabio che si era avvicinato al giocatore, chiedendogli la maglietta. A sorpresa ad aggiudicarsela è stato proprio Pasquato che ha devoluto i 250 euro dell’asta alla tesoreria comunale. “È un momento bellissimo – ha detto Pasquato, emozionato quanto Fabio, durante l’incontro - ha detto il calciatore -. Quando mi hanno raccontato dell’iniziativa non ci ho pensato due volte: ho offerto la cifra più alta proprio per riuscire ad aggiu-

dicarmela perché so che valore affettivo ha per lui questa maglietta. Me lo ha confermato anche sua sorella, che mi aveva contattato chiedendomi di mantenere il segreto per fargli una sorpresa. Sono emozionato e fiero di averla comperata e, ora, di avergliela ridonata. Il gesto di Fabio è straordinario. Non è tanto importante il valore in sé della maglia, quanto i valori essa che rappresenta. Complimenti anche alla sua famiglia che N.M. lo ha cresciuto bene”.

Didattica a distanza l’appello dei genitori

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cuole chiuse, didattica a distanza e famiglie, soprattutto con i figli alla primaria, tuttora alle prese con indicazioni spesso confuse, fotocopie da fare, compiti sparsi oppure concentrati in pochi giorni e, ancora, scarsa comunicazione. Questo lo spaccato del mondo della scuola, ai tempi del coronavirus, in tutta Italia, Cadoneghe inclusa. L’appello per una maggiore attenzione della scuola nei confronti di bambini e famiglie arriva da genitori della primaria Galiei. Lanciano un appello chiedendo di avviare in maniera organica e continuativa attività, lezioni, recuperi e di prevedere, per il futuro, soluzioni che vadano incontro alle esigenze di tanti genitori ora rientrati al lavoro. “Non vogliamo colpevolizzare nessuno, sia chiaro – spiegano alcune mamme – ma la didattica a distanza è andata avanti abbastanza a singhiozzo. Non si può fare di ogni erba un fascio, molti insegnanti sono sempre stati presenti, però…vorremmo lo fossero di più. Capiamo bene che, in un momento

di emergenza mondiale, non c’è certo spazio per le critiche, siamo consapevoli delle mille difficoltà che ciascuno si trova ad affrontare. Chiediamo, però, si faccia un passo in più nel garantire il diritto a maggiore attenzione, contatto, dialogo nei limiti concessi. Siamo andati, ad esempio, a scuola a prendere libri e quaderni solo dopo settimane (nella foto), quando già molti di noi lavoravano. Abbiamo subito posto le questioni al dirigente, ci ha promesso che si attiverà per una soluzione. Siamo convinti che il futuro parta anche da una corretta ripartenza, ancor di più dal lavoro di squadra tra scuola e famiglie”. (n.m.)

Educatori professionisti per i bambini

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umerosi i servizi attivati anche a Cadoneghe per sostenere i cittadini in tempo di covid-19. Per le famiglie con bambini e ragazzi da 0 a 15 anni, il Comune e l’associazione Junior Camp mettono a disposizione un servizio di baby sitting a prezzo calmierato che continua anche nelle prossime settimane. Educatori professionisti e con esperienza garantiranno ai bambini ore di svago e divertimento, grazie a un contributo del Comune,il costo sarà di 5 euro l’ora. Per aderire, è possibile prenotarsi nella sezione dedicata nel sito www.juniorcamp. info. Per informazioni: Sara, 3331500757. È, inoltre, operativo anche un servizio di ascolto e sostegno psicologico a distanza. La cooperativa sociale “Quattro Petali” con il patrocinio dell’Aulss 6 e del Comune offre un servizio di ascolto gratuito grazie alle sue professioniste, competenti e formate. Il servizio è rivolto alla cittadinanza e al personale sanitario: 0498257848, lunedì dalle 9.30 alle 12.30. (n.m.)


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Cadoneghe

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L’ordinanza Il Comune non autorizzerà nessuna installazione di antenne

Schiesaro chiude le porte al 5G “dico no ai progetti calati dall’alto” N

o a all’antenna 5G. Il Comune l’obbligo della cautela e della verifica. di Cadoneghe non autorizzerà E poi, non saranno certo i cittadini di alcuna installazione di antenne per Cadoneghe le cavie per le sperimentelecomunicazioni e telefonia cellu- tazioni. Dopo aver sentito anche il lare 5G. Il diniego è arrivato dal pri- Comitato Ambiente di Cadoneghe, mo cittadino Marco Schiesaro con abbiamo deciso di applicare il prinuna ordinanza con la quale si vieta a cipio della salvaguardia della salute. chiunque l’installazione e l’attivazioConosciamo davvero poco o nulla di ne sul territorio comunale di impianti questo tipo di tecnologie, in gran parcon tecnologie 5G e le sue varianti, te in mano ai cinesi, che avrebbero, quali 4G+, 4GPlus, 4G Evoluto. Il prov- così, libero accesso a tutti i nostri dati vedimento sospende, di fatto, tutti i personali”. procedimenti amministrativi in corso Il primo cittadino si augura che per le relative autorizzazioni. Un di- possa essere avviato un approfondiniego che era stato preceduto da per- to dibattito pubblico sul tema. “Un plessità che lo stesso Schiesaro aveva confronto che, almeno finora, è manespresso, appena ricevuta la richiesta cato sia a livello nazionale che locadi installazione, con avviso ai cittadini le. I cittadini sia di Cadoneghe che di pubblicato sul sito del Comune. qualsiasi altra parte del Paese hanno «Ci è pervenuta in Comune la do- il diritto di essere informati: non è manda da parte di ammissibile l’impiego “Nessun Wind Tre spa – spiega di nuove tecnologie il sindaco Schiesaro –. in mancanza di studi consenso da L’apparecchio avrebscientifici definitivi, parte nostra be dovuto essere posiche stabiliscano olsenza un zionato su un palo alto tre ogni ragionevole 34 metri, in via Mardubbio la loro sicurezserio esame coni a Mejaniga, viciza dal punto di vista scientifico delle della salute, oltre che nissimo a un impianto già esistente, in un’adella protezione dei conseguenze a rea privata. Nessuna dati personali”. Sulla breve e lungo informazione, però, è vicenda c’era stata antermine sulla stata data al Comune che presa di posizione sull’uso che la comdel M5S di Cadoneghe popolazione” pagnia avrebbe inteso che, col consigliere farne. È mio dovere, come sindaco e Nicola Longo, aveva presentato una come prima autorità sanitaria locale, mozione. «Ci siamo mossi subito assicurarmi che nessun progetto di chiedendo al Comune di esprimere, questo tipo possa essere sbrigativa- almeno sino a quando non sarà gamente calato sulle teste dei residenti, rantita la completa sicurezza di quesenza un serio esame scientifico delle sta nuova tecnologia, parere negaticonseguenze, a breve e lungo termi- vo riguardo l’estensione sul territorio ne. Prima vanno verificati gli eventua- comunale della nuova tecnologia 5G. li effetti nocivi di tali tecnologie. Se In una questione così delicata era imrisultano sicure allora possono esse- portante non perdere tempo nel porre re installate: ma io come sindaco ho i tanti interrogativi”. (n.m.)

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Al Parco della Repubblica si naviga gratis acceso il segnale “wi-fi” ad alta velocità

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i-fi gratuito al Parco della Repubblica. Nelle scorse settimane l’amministrazione comunale di Cadoneghe ha dato l’annuncio della nuova possibilità di connessione, rivelatasi mezzo importante in periodo di lockdown. Il Comune ha presentato il nuovo servizio Wifi a cui i cittadini potranno accedere gratuitamente recandosi al Parco della Repubblica. Il servizio è stato installato al Parco della Repubblica che si trova ai Cadoneghe. Per tanti cittadini, dunque, connettersi sarà molto semplice: basterà, infatti, recarsi al Parco della Repubblica e cercare tra i vari segnali “WIFI4EU”, pigiare sopra e navigare. Sulla nuova opportunità l’assessore all’Innovazione, Nicolò Comis spiega: “la connessione avrà una velocità di 90 megabyte: sono stati effettuati tutti i test e la rete risulta essere buona con un’ottima velocità di navigazione”. Sull’arrivo del Wifi al Parco della

Repubblica interviene anche il primo cittadino Marco Schiesaro. “A Cadoneghe stiamo portando avanti lo sviluppo tecnologico migliorando la connettività che i cittadini avranno la possibilità di sperimentare, non appena potranno uscire di casa, in un grande parco pubblico di Cadoneghe afferma il sindaco Schiesaro -. I cittadini potranno utilizzare liberamente internet all’interno del parco della Repubblica. Sono tanti piccoli passi verso il miglioramento tecnologico del nostro Comune”. (n.m.)

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Per quarant’anni vicina alle necessità delle famiglie

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L’omaggio del paese a Lucia Vettore, storica figura di riferimento dei Servizi Sociali, arrivata alla pensione

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er quarant’anni vicina ai bisogni della gente, e “cuore pulsante” dei servizi all’infanzia e alla popolazione adulta avviati dal Comune di Vigodarzere. Lascia davvero un’eredità “pesante” Lucia Vettore, figura “storica” delle Politiche sociali che ha tagliato lo scorso 30 aprile il traguardo della pensione. L’entusiasmo e la dedizione ai bisogni dei cittadini, in particolare di quelli più in difficoltà, sono stati l’elemento che ha contraddistinto il suo lavoro. Lucia, come “decana” dei servizi comunali, è stata per anni al centro organizzativo di un vasto lavoro concretizzatosi in importanti iniziative per la collettività. Oltre ai servizi scolastici ha supportato lo sviluppo dell’asilo nido. Instancabile, poi, l’appor-

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to nelle politiche assistenziali che, oltre a porla al centro di una fitta serie di interventi per le emergenze abitative, per i bisogni degli anziani e dei nuclei in difficoltà, non ha trascurato progettualità importanti, in particolare per infanzia e adolescenza. L’impegno civico, svolto per anni nelle vesti di consigliera comunale a Cadoneghe (di cui tuttora ricopre la carica nelle file dell’opposizione), hanno costituito un valore aggiunto al suo operato soprattutto nella realizzazione di iniziative per la tutela delle pari opportunità e nella istituzione dello sportello Donna. “Lucia Vettore – ha riconosciuto il sindaco Adolfo Zordan – ha lavorato sino all’ultimo giorno della sua carriera con l’entusia-

L’appello: “Etra distribuisca gli utili ai Comuni”

smo di chi la inizia. Non è un caso che oltre alla stima e alla considerazione delle amministrazioni che si sono succedute, abbia conquistato anche quella di tantissimi cittadini che ha guidato ed assistito”. La festa che i suoi colleghi avrebbero voluto organizza-

re è solo rimandata al termine dell’emergenza coronavirus”. “Il nostro grazie – ha aggiunto l’assessore alle Politiche sociali, Monica Cesaro – è però immediato e grandissimo, come solo può essere quello dovuto a una vera “colonna” del nostro Comune”. (n.m.)

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nche il sindaco Adolfo Zordan, insieme ai colleghi sindaci e onorevoli Alberto Stefani di Borgoricco e Germano Racchella di Cartigliano (Vicenza), ha chiesto a Etra Spa “il riparto degli utili Etra tra i Comuni soci così da abbassare le tasse su famiglie ed imprese”. “Con tale utile sarà possibile per Vigodarzere e non solo – ha detto Zordan - abbassare l’imposizione fiscale su famiglie ed imprese. In questo momento, in cui serve liquidità come l’ossigeno, è necessario usare tutte le armi a disposizione. Lavoriamo in squadra e difendiamo il nostro territorio!”I tre parlamentari hanno lanciato l’appello ed Etra, col suo presidente Andrea Levorato, ha accolto subito la richiesta. L’utile che risulterà dall’approvazione del consuntivo potrà essere destinato, ovviamente se approvato dall’assemblea, ai municipi. Si parla di una cifra che dovrebbe arrivare a 3 milioni e mezzo di euro, quasi il doppio rispetto al 2018. (n.m.)

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Sociale Il Gruppo R apre un nuovo laboratorio

Profit e no profit si incontrano creando occasioni di aiuto reciproco Un nuovo spazio per sviluppare percorsi occupazionali, lavorativi o di sostegno al reddito di persone in condizioni di difficoltà. Tutto questo grazie alla cooperativa sociale del Gruppo R che ha scelto nuovamente Vigodarzere, già sede di due importanti spazi, per aprirne un terzo e creare un polo che traduce nella realtà l’incontro prefetto tra profit e no profit. Si tratta del nuovo laboratorio che va ad affiancarsi ad altri due spazi, tutti nel territorio di Vigodarzere. Il sito produttivo storico si trova in via Lungargine Muson 53 a Terraglione. In vista di un ampliamento delle

Due momenti dell’apertura del nuovo laboratorio del Gruppo R

attività, è stato quindi acquisito e ristrutturato il nuovo edifico in via Olimpiadi 57 sempre a Vigodarzere. Oltre al sito storico di via Lungargine Muson e a quello appena aperto di via Olimpiadi, esiste anche un terzo impianto a Saletto, attivo da fine 2017. Con l’occasione è stato, inoltre, lanciato il nuovo marchio che rappresenta l’intero polo produttivo della cooperativa: Remix. All’apertura erano presenti gli assessori Elisa Cavinato e Federico Ce-

sarin, quindi un rappresentante del Comune di Padova e uno del Comune di Cadoneghe, un delegato del Rettore dell’Università di Padova ed il parroco di Terraglione Don Alessandro. Il nuovo impianto di Vigodar-

zere è pari a 830 mq, di cui 130 solo per uffici e servizi. Costo dell’intervento 515 mila euro. Nel nuovo sito produttivo l’attività è di tipo logistico e di assemblaggio, il magazzino da 300 posti pallet è interamente dedi-

cato a queste due attività. Otto le persone occupate, emergenza sanitaria permettendo, ma sarà possibile arrivare fino a 10 unità. Di queste, 2 sono persone svantaggiate, una in inserimento lavorativo, 3 in tirocinio. (n.m.)

Emanuela Tacchetto: “favoriamo un circolo virtuoso a beneficio di tutti”

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al 2015 ad oggi i soci lavoratori coinvolti nei laboratori di Gruppo R sono passati da 12 a 26, il fatturato da 475 mila euro a 965 mila euro. Remix nasce, dunque, proprio da questo percorso e dalle nuove sinergie con le aziende del territorio. “Come per il nuovo laboratorio di Vigodarzere, il nostro obiettivo primario – spiega Emanuela Tacchetto, referente area Inserimento lavorativo di Gruppo R - è quello di sviluppare percorsi occupazionali, lavorativi o di sostegno al reddito. Accanto ad operatori e operai specializzati, nei laboratori Remix lavorano persone con svantaggio psichico, fisico e sociale. Per questi soggetti l’acquisizione di competen-

ze professionali garantisce un maggior grado di autonomia. Da una parte, l’investimento in questa nuova sede ha risposto alla necessità di gestire l’aumento progressivo della capacità produttiva, di migliorare l’efficienza gestionale, innescare circuiti virtuosi di ottimizzazione dell’organizzazione, produzione e gestione dei nostri impianti produttivi. Dall’altra, a cascata, ha generato, attraverso tale investimento, nuove opportunità di lavoro per il territorio”. (n.m.)


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C C II T TR RO OË ËN N


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Curtarolo

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Contributi alle scuole e ai negozi La “Fase 2” si è aperta con un aiuto alle materne e al nido, per abbattere la retta a carico delle famiglie, e alle attività commerciali penalizzate dalla chiusura prolungata. Consegna simbolica delle chiavi

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niziata la tanto attesa fase 2 dell’emergenza Coronavirus anche nel Comune di Curtarolo che ora si appresta a fornire sostegni alla comunità. “Abbiamo istituito due contributi economici. Uno è stato rivolto alle famiglie e in particolare all’aiuto alle scuole materne che sono due, a Santa Maria di Non e a Pieve di Curtarolo e nello specifico all’asilo nido Europa – ha raccontato il primo cittadino -. Abbiamo deciso di devolvere questo contributo che andrà a coprire i mesi di aprile e di maggio. Chiaro invece che per quanto riguarda la retta di Spes (Servizi Alla Persona Educativi e Sociali), essendo un’Ipab, è un organismo differente e non sono ancora chiare le sorti soprattutto della cassa integrazione delle insegnanti. Per le altre scuole materne invece il contributo vuole abbattere la retta che devono sostenere i genitori”. “Si tratta di un segnale che l’amministrazione ha voluto dare

per andare incontro alle famiglie che come sappiamo si sono trovate a sostenere ulteriori costi, quali ad esempio baby sitter, per poter far fronte agli impegni di lavoro e allo stesso tempo avere un posto sicuro nel quale lasciare i propri bambini – ha continuato l’avvocato Martina Rocchio -. Il secondo contributo è legato alle piccole attività commerciali, comprese quelle della cura della persona (parruchieri, estetisti), ma anche molte altre. Si tratta di un bando, in via di formazione, al quale potranno accedere tutte queste realtà che sono state enormemente penalizzate, poiché i vari Dpcm ne hanno decretato la chiusura. Questo sarà un piccolo contributo che vuole essere un segnale di vicinanza a tutte queste attività commerciali che chiedono un aiuto, ma soprattutto di poter lavorare, chiaramente in sicurezza”. La simbolica consegna delle chiavi dei negozi non è mancata neanche qui: “Nelle scorse set-

A fianco e sotto: il sindaco Rocchio riceve le chiavi dai commercianti di Curtarolo

timane parrucchieri ed estetisti hanno voluto manifestare per far sentire la propria voce, in modo estremamente pacato. Ho incontrato ciascuno di loro e spero che questa piccola protesta pacifica possa in qualche modo scuotere e far prendere delle decisioni alle

Supporto psicologico per chi è solo o si trova in isolamento

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n questi giorni di restrizioni, segnati da solitudine e isolamento domiciliare, il Comitato Croce Rossa di Vigodarzere ha attivato un servizio gratuito di supporto psicologico telefonico per tutti coloro che nel territorio hanno bisogno di rapportarsi con una voce amica. Per accedere al servizio è sufficiente telefonare al numero 331 988 2387, dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 12.e dalle 15 alle 19. Il servizio si va a sommare con quello offerto dall’Auser di Campo San Martino e Curtarolo. “L’Auser ha iniziato nelle scorse settimane a dare un supporto ai propri iscritti, ossia alla fascia più fragile: quella delle persone anziane – ha commentato Rocchio -. La loro attività consiste nel rimanere in contatto, tramite una vicinanza telefonica. Il servizio si va ad abbinare al sostegno psicologico messo a disposizione ai genitori e agli insegnanti”. Attivo anche il numero della Regione Veneto 800 33 43 43 del servizio “inOltre” attivo dal 2012 come servizio di promozione della salute e gestione delle emergenze, per dare un contributo in questo particolare momento che la comunità veneta sta affrontando, e lo sportello “Psicologi online”, attivato dall’Università degli Studi di Padova, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19: basterà mandare una mail a emergenza.psicologionline.dpss@unipd.it, o chiamare il numero 0498276496 (Skype dalle 9 alle 18). (e.m.)

Continua a scendere il numero dei cittadini positivi, molti sono ormai guariti

L’emergenza è rientrata Dopo molti giorni difficili e segnati dall’incertezza l’emergenza sanitaria sembra finalmente rientrare.

“I casi di Covid-19 sono calati moltissimo – ha commentato la sindaca -: in base agli ultimi aggiornamenti che ci fornisce il dipartimento di prevenzione siamo a 4-5 casi di persone attualmente positive, rispetto ai 30 - 35 ai quali eravamo arrivati”. Ed è proprio all’interno del territorio comunale che si era registrato il primo caso di positività di una bambina all’interno della

attività competenti per quanto riguarda la possibilità di anticipare l’apertura” ha commentato il sindaco. “Ringrazio i miei cittadini perché i più sempre stati molto ligi a rispettare tutte le norme e prescrizioni”. Erika Masiero

Regione Veneto, che aveva fatto molto scalpore poiché nome, cognome ed indirizzo erano trapelati in una chat Whatsapp che aveva fatto il giro della città, scatenando una vera e propria caccia all’untore che ha portato la famiglia non solo a dover combattere il virus, ma anche l’ignoranza della gente. Ora è guarita, sta bene e i suoi affetti possono tirare un sospiro di sollievo. “Siamo tutti felicissimi che la piccola sia guarita – ha dichiarato la Rocchio -. La guarigione di questa bambina ha fatto felice tutti quanti, ma ci deve far pensare e riflettere”. Proprio la sindaca era stata accusata di aver fatto trapelare i dati sensibili della giovane: accusa che è stata prontamente definita infondata dalla stessa che ha sporto denuncia per diffamazione. “All’inizio dell’epidemia era scoppiato il caso di questi dati personali e della violazione della privacy della minorenne e non solo. Dobbiamo riflettere su queste cose, pensando che sicuramente la paura e il panico a volte porta a fare delle cose sconsiderate come quelle che sono successe, però proprio questi avvenimenti ci devono insegnare che fatti del genere non possono più verificarsi – ha sottolineato -. La tutela delle persone, soprattutto di quelle più fragili come ad esempio possono essere i minorenni è fondamentale, sempre”. (e.m.)


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Limena

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Inclusione sociale, condivisione, lavoro: un futuro diverso è possibile La cooperativa Vite Vere Down Dadi segue passo passo il percorso verso l’autonomia dei giovani attraverso attività che esaltano le singole attitudini

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n gruppo di genitori di persone con disabilità si impegna per creare un futuro diverso da quella vita fortemente protetta, unica possibilità offerta. Grazie al prezioso contributo di operatori motivati è nata nel 2015 la Cooperativa Vite Vere Down Dadi. Ne parliamo con la presidente Patrizia Tolot. Quali le vostre attività? “Offrire ad ogni famiglia un Progetto di Vita che, ad iniziare dalla nascita, accompagni la persona con disabilità e la sua famiglia nelle varie fasi della vita. Si inizia con Il Centro autorizzato Dadi per l’età evolutiva dove gettare le basi per quel percorso verso l’Autonomia che porterà al “Mettiamo su Casa”, ad oggi già due gruppi hanno raggiunto il traguardo di vivere nelle propria casa sganciati dalla famiglia di origine. Si lavora anche sul fronte dell’inclusione occupazionale che vede i ragazzi impegnati nel loro negozio, Dadi Shop, il primo in Italia dentro ad un centro commerciale, presso Alì il Bacchiglione di Selvazzano Dentro. E’ un gift shop dove i prodotti sono stati personalizzati e creati dai ragazzi stessi nel loro Atelier creativo”. Cosa prevede la convenzione con il Comune di Limena? “Si tratta di Casa Vela, una vera e propria casa dove iniziare i primi percorsi di autonomia in età pre adolescenzale. Nella settimana si alternano circa 50 ragazzi che a turni in piccoli gruppi imparano come gestire le attività domestiche dentro e fuori la casa nonché le prime nozioni sull’uso e valore del denaro imparando a fare la spesa per esempio”. Come sta procedendo il percorso di autonomia all’interno dell’appartamento a Limena? “La location è ottimale e permette ai ragazzi di apprendere le regole della vita di gruppo in un contesto protetto, lontano dalla frenesia della città”. Come stanno vivendo questa emergenza? “Tutte le attività sono sospese e, come per ogni cittadino, ciò

Importante il rapporto che si instaura fra i giovani

significa rinunciare alla libertà d’azione che una Vita Vera offre a ciascuno di noi. Grazie alla tecnologia e al nostro personale si cerca di mantenere le relazioni sociali nonché le capacità di autonomia acquisite”. Un vostro sogno nel cassetto? “Riprendere quanto prima e, considerando che non abbiamo alcun contributo per il grande lavoro svolto, di riuscire a trovare risorse necessarie per dare risposte alle famiglie che credono nelle potenzialità dei propri figli”. Fanny Xhajanka

Polizia locale quinto agente

S

i potenzia il Comando di Polizia Municipale con l’arrivo del quinto agente Jacopo Cantelli. “Ci teniamo a dare il benvenuto e ad augurare buon lavoro al quinto agente di Polizia Locale arrivato in forza al nostro Comando dal mese scorso. – sottolinea il Sindaco Stefano Tonazzo – Con l’Assessore alla Sicurezza Jody Barichello si potranno rimodulare i turni e le pattuglie per essere nel territorio il più possibile. Auguro che sappia mettersi a servizio della nostra comunità, per far rispettare le regole di convivenza civile”. “L’arrivo del nuovo agente – aggiunge l’assessore Jody Barichello – permetterà di avere una copertura più costante del territorio, facendo in modo che i turni siano più omogenei. Le priorità in questo momento saranno i pattugliamenti presso le attività commerciali e nei luoghi dove possono crearsi assembramenti”. (f.x.)


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IPERALIMENTARE


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Llimena

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L’iniziativa Con “Spiritus Mundi”

“Bosco vivo” Limena green L

imena è stato il primo Comune ad aderire al progetto green della Provincia di Padova e dell’associazione Spiritus Mundi “Il Bosco Vivo” che porterà a nuove e numerosissime piantumazioni di alberi e che prenderà vita a settembre, ma nel frattempo l’amministrazione comunale ha già avviato le piantumazioni di numerosi alberi che andranno ad incrementare il verde nel territorio. “Puntiamo ad una Limena sempre più verde. – sottolinea l’assessore all’Ambiente Eleonora Paccagnella – Abbiamo da subito accolto positivamente questa iniziativa che si va ad inserire nell’obiettivo che mi sono prefissata come assessore, ma che sta a cuore a tutta l’amministrazione di portare nel nostro territorio più verde possibile. Sono stata la prima ad inoltrare in Provincia la richiesta per le nuove piantumazioni fra i mille e duemila alberi, indicando tre aree. La prima è nella zona industriale per cercare di contenere l’inquinamento atmosferico, a cui si aggiungono due zone centrali per migliorare la qualità dell’aria. Oltre a queste sono in corso anche altre piantumazioni che abbiamo programmato dando seguito al nostro progetto di accrescere il

verde nel territorio”. Il Comune di Limena ha accolto da subito il progetto “Il Bosco Vivo” che si apre a tutti i 102 Comuni padovani che vogliano sottoscrivere una convenzione con la Provincia e l’associazione Spiritus Mundi per piantare nuovi alberi e per migliorare la qualità dell’aria in tutto il territorio provinciale. Per partecipare al progetto è necessario individuare aree urbane, o vicine ai centri abitati, della grandezza di circa un ettaro dove possono essere piantumati gli alberi donati dalla onlus tramite il vivaio creato da Veneto Agricoltura a Montecchio Precalcino in provincia di Vicenza. Il Comune, infine, dovrà garantire la manutenzione necessaria a garantire la vita delle piante. “Voglio sottolineare anche l’attenzione costante dell’amministrazione per nuovi interventi e accorgimenti per salvaguardare e rispettare l’ambiente con un arredo urbano sempre più green. Nelle aree pubbliche, attrezzate con le giostrine per i bambini, sono stati realizzati nuovi giochi come per esempio l’altalena made in italy creata con la plastica riciclata seconda vita” conclude l’assessore Paccagnella. Fanny Xhajanka

A sinistra, i volontari Christian e Silvia, sotto, l’assessore Eleonora Paccagnella

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“Abbiamo individuato tre aree per mettere a dimora tra i mille e i duemila alberi, in zona industriale e in centro, per migliorare la qualità dell’aria e del nostro ambiente” Noi arriviamo dove gli altri si arrendono.

“Ogni nuovo albero è un segno di speranza per il nostro futuro”

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’ associazione “Spiritus Mundi” è nata a Padova nel 2016. Un gruppo di amici determinati a contribuire al miglioramento della situazione ambientale e sociale del territorio. “Portiamo avanti con passione progetti di forestazione urbana – spiega il Presidente dell’associazione Christian Marcolin – creando boschi per tutti in aree pubbliche inutilizzate, destinati a rendere più verde e sana la Pianura Padana coinvolgendo enti, associazioni e cittadini. Vogliamo far capire che l’unico modo per attuare un cambiamento concreto sarà possibile solo se saremo uniti nel farlo. Promuoviamo una cultura rispettosa dell’ambiente e cosciente del ruolo della società umana nei confronti del mondo che ci circonda attraverso eventi aperti a tutti, giornate di sensibilizzazione nelle scuole e conferenze”. Il nome Spiritus Mundi deriva dal latino e significa “respiro del mondo”: ogni albero grazie alla fotosintesi produce ossigeno, capta CO2 e inquinanti e offre moltissimi servizi necessari alla vita del nostro ecosistema ed alla nostra salute. “Recen-

ti studi inoltre – aggiunge il Presidente Marcolin – documentano come l’epidemia di Coronavirus che ci ha colpiti sia stata intensificata nelle zone più inquinate della Pianura Padana. Rimettere al centro la natura quindi diventa prioritario e chi pianta un albero, pianta una speranza. Ci tengo anche a ricordare che a Limena abbiamo un’ottima collaborazione con l’associazione “Ottavo Miglio” che si è resa partecipe con noi e l’amministrazione. Tra l’altro uno dei nostri membri fondatori, Silvia De Paoli, è stata socia e tra i fondatori della stessa associazione limenese”. (f.x.)

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Provincia

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Volontariato Federico Morandi, vice presidente e co-fondatore della Onlus

“Il coraggio di Giorgia Libero mette le ali alla solidarietà” L

’associazione Giorgia Libero Onlus è stata costituita a settembre 2016 in ricordo di Giorgia, giovane ragazza padovana di Casalserugo, mancata all’età di 23 anni, dopo una lotta di quasi due anni a causa di un linfoma. “Creare un’organizzazione che potesse essere di supporto a giovani e pazienti colpiti dallo stesso tipo di malattia e problematiche connesse era già di per sé un desiderio di Giorgia, la quale avrebbe realizzato questa associazione anche nel caso in cui fosse riuscita a guarire da questo male. Grazie a questa sua volontà e per dare seguito al suo esempio di lotta coraggiosa per la vita, i suoi genitori, Gigliola e Marino, il fratello Fabio, il compagno Federico e il suo migliore amico Alberto hanno deciso di concretizzare questo suo grande desiderio”. Quali le principali attività? “Fin dal principio la Onlus si è focalizzata nel dare supporto al reparto di Ematologia e Immunologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Padova dove Giorgia è stata per i ricoveri e le cure”. Significativa è stata la vostra recente raccolta fondi per il reparto di Terapia Intensiva dell’Azienda Ospedaliera di Padova che sta affrontando l’emergenza. Come donerete la cifra raccolta? “La raccolta fondi è stata da subito sorprendente, nemmeno noi quattro rappresentanti (io, Alberto, Diego e Alessandro con l’affiancamento dei genitori di Giorgia) ci saremmo aspettati una soddisfazione simile. Quella sera, nel bel mezzo di alcune riflessioni ci è venuta l’idea di offrire un aiuto concreto. L’obiettivo iniziale era quello di raccogliere 5.000,00 euro come contributo per acquistare dispositivi di protezione per il personale sanitario e per i pazienti, ma dopo poche ore, grazie alle numerose donazioni la raccolta fondi aveva già raggiunto cifre considerevoli superando in 24 ore i 100.000 euro e i 200.000 dopo le prime 48 ore. Per far fronte alle necessità più urgenti, abbiamo deciso di anticipare subito una prima tranche di � 49.900 per poi far seguire quella più ingente di � 450.100 a seguito dell’accredito delle pri-

me somme giunte dalla raccolta fondi ed erogate da Facebook. Entrambe le donazioni sono tracciate e documentate per consentire a tutti di rimanere aggiornati e per dare prova piena della nostra trasparenza e serietà. Oltre a questo versamento complessivo di � 500.000,00 abbiamo, con l’approvazione degli utenti che hanno partecipato e risposto al sondaggio indetto nella pagina, deciso di aiutare anche la struttura il covid hospital di

Alcuni dei ragazzi dell’associazione “Giorgia Libero”

Schiavonia, per l’acquisto di un monitor MostCare Up – Endless completo di accessori per la valutazione emodinamica mini invasiva finalizzata a guidare la gestione farmacologica e fluidica nei pazienti con shock settico. Tale apparecchiatura sarà utile anche in seguito, a emergenza conclusa”. Fanny Xhajanka

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Marangoni: “la forza delle nostre fragilità” Guido Marangoni, dall’ingegneria informatica agli spettacoli a teatro e ai libri. Cosa unisce queste passioni? “Scherzando dico sempre che il mio sogno è sempre stato quello di fare l’attore comico, ma a causa di una balbuzie molto importante ci ho rinunciato e mi sono rifugiato dietro al computer perché era molto più facile digitare parole su una tastiera che recitare parole davanti ad un pubblico. Poi ho capito che le due dimensioni stanno bene insieme e mi completano”. Come nasce il suo libro “Anna che sorride alla pioggia”? “Il libro nasce dal grande desiderio di raccontare a tutti un mio grande errore: confondere mia figlia Anna con la sua disabilità. È un errore che ho fatto spesso, ma l’incontro cambia tutto. Nel libro racconto, con leggerezza, il mio incontro con Anna”. Cosa le hanno lasciato gli oltre 300 incontri? “La grande scoperta è che siamo tutti molto più uniti e legati di quello che pensiamo. C’è un grande e potente denominatore comune: la nostra fragilità”.

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Qual è la dedica preferita? “Le dediche a cui tengo sono quelle che, alla fine di ogni mio incontro e spettacolo, chiedo a chi ho davanti. Quando chiedo al pubblico di farmi loro una dedica gli occhi si illuminano e mi regalano condivisioni meravigliose”. “Buone notizie secondo Anna” come nasce la rubrica? “E’ un modo diverso di invitare tutti noi, me per primo, a non rinunciare all’incontro. Un tentativo di rendere quel momento di imbarazzo, che la disabilità e la diversità spesso mettono in evidenza, un po’ più accogliente tramite la leggerezza”. Quali i sogni per il futuro? “Ne ho moltissimi, forse troppi direbbe mia moglie Daniela. In questo periodo di confinamento sto scrivendo molto, ma anche pensando a qualcosa on line. Non nascondo che quello che manca davvero di più sono gli incontri, gli spettacoli, gli sguardi e gli abbracci”. (f.x.)


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Provincia .

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“Donne in casa Le maglie di Salviato esposte alla violenza all’asta per un aiuto non lasciamole sole” U In queste settimane in cui è stata stravolta anche la routine quotidiana delle emozioni, le operatrici, le volontarie e le socie del Centro Veneto Progetti Donna vogliono dire a tutte le donne che ci sono.

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n concomitanza con l’emergenza sanitaria è iniziata la Campagna #iorestoacasa ma #laviolenzanonsiferma che invita le donne a continuare a chiamare il numero verde gratuito 800 81 46 81 dalle ore 8.00 alle ore 20.00, il numero fisso 049.8721277 dalle ore 9.30 alle ore 15.30 dal lunedì al venerdì oppure scrivere alla mail info@centrodonnapadova.it, oltre che sulla pagina Facebook nella sezione messaggi della loro pagina Centro Don-

na Padova Auser, o nel profilo Instagram centrovenetoprogettidonna. “In un momento in cui è giusto fermarsi, per la salute pubblica e per il bene di tutte e tutti noi - spiega Patrizia Zantedeschi, Presidente del Centro Veneto Progetti Donna - Siamo consapevoli che alcuni fenomeni non si arrestano, e la violenza nelle relazioni intime è uno di questi, che al contrario nei momenti di crisi si amplifica. Le case, che per la maggior parte di noi sono il luogo più sicuro oggi per limitare il rischio di contagio, non lo sono per moltissime donne che sono costrette a passare molto più tempo con un partner che le maltratta. Chiediamo a tutte e tutti di pensare che situazioni di violenza continueranno, anche e soprattutto durante questa emergenza, e di non lasciare sole le donne e i loro figli per i quali questo periodo rischia di diventarre un inferno nell’inferno”. Per questo l’assocazione invita a non abbassare la guardia ed è pronta ad intervenire in caso di necessità per trovare una soluzione che permetta di risolvere il disagio. (f.x.)

n viaggio iniziato nel settore giovanile biancoscudato, dove è cresciuto e ha spiccato il volo: da Mantova a Livorno, da Lanciano a Cremona, passando per Novara, Pescara e Bari, per poi tornare a giocare nel Padova. Simone Salviato, che oggi milita nella Luparense, può vantare una carriera di tutto rispetto, con oltre 260 presenze tra serie B e Lega Pro, al fianco di compagni e avversari con i quali ha scambiato la maglia al termine delle partite. Quei cimeli, ricordi di amicizie e rivalità, sono stati messi all’asta su Ebay per sostenere l’Ospedale di Padova nell’emergenza Coronavirus tramite Onlus Live, l’associazione nata dopo la scomparsa del calciatore Piermario Morosini, compagno di squadra di Simone hai tempi di Livorno. “Stavo sistemando la cantina e ho ritrovato le maglie raccolte negli anni - spiega Salviato - Alcune erano davvero speciali e ho pensato che per un collezionista potessero aver un valore: quella del Milan di Antonio Donnarumma in finale di Coppa Italia, quella del Livorno di Andrea Luci durante il primo “Moroday” o quella di Damiano Longhi del Padova in serie A, solo per fare qualche esempio”. Nasce così l’idea di aprire un’asta benefi-

Il calciatore Simone Salviato

ca: “In questi anni con Onlus Live abbiamo acquistato e donato oltre 200 defibrillatori in tutta Italia - continua Simone - Continueremo a farlo anche in futuro, ma in questo momento abbiamo pensato ad aiutare chi è impegnato nella lotta al Covid19”. Durata tre settimane, l’asta ha riscosso il successo desiderato, anche oltre oceano. “La maglia di Giani dello Spezia è stata aggiudicata ad un appassionato degli Stati Uniti, davvero incredibile!”. In tutto, sono stati raccolti 965 euro, che sono già stati donati donati all’Ospedale di Padova. (e.b.)

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Cultura .

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Giorgia Mazzucato L’attrice si racconta

Giorgia Mazzucato

“Il teatro è esperienza dal vivo”

sento l’urgenza di dover fare la mia parte. Sei diventata anche insegnante di Teatro, giusto? Negli ultimi dieci anni mi sono dedicata anche alla pratica dell’insegnamento teatrale all’interno di svariate scuole e accademie italiane. A maggio dell’anno scorso ho fondato la mia Scuola e Casa di produzione teatrale: Shakespeare’s Box a Roma. In questa scuola c’è tutto il teatro in cui credo: un teatro fatto di condivisione, libertà, sperimentazione, gioia e domande importanti.

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l teatro come vocazione fin da quando era bambina. Il palcoscenico come luogo dove esprimere le proprie urgenze. Lo spettacolo come fucina di memoria condivisa. Ha solo 30 anni, ma la profondità con cui Giorgia Mazzucato si racconta ti entra dentro. Quando è iniziato il tuo viaggio nel mondo del Teatro? Le primissime esperienze risalgono alla scuola media, avevo 12 anni. Il vero e proprio battesimo, però, è avvenuto al Liceo Fermi di Padova, dove ho iniziato a recitare e scrivere brani su consiglio del mio primo Maestro, Andrea Pennacchi. È lui che mi ha trasmesso l’amore per il teatro, lo considero il mio mentore. Poi? Mi sono laureata presso la Magistrale di Discipline dello Spettacolo dal vivo all’Alma Mater Studiorum di Bologna, con una tesi di ricerca su Shakespeare. Chi sono i tuoi Maestri? Oltre a Pennacchi, ho avuto l’onore di formarmi con Maestri del calibro di Natalino Balasso, Marco Baliani, Massimiliano Bruno, Patti Stiles, Antonio Vulpio e Jill Farris. Tra tutte le esperienze formative, però, ho il privilegio di aver partecipato ai corsi

di Dario Fo e Franca Rame alla Libera Università di Alcatraz nel 2013, pochi mesi prima che Franca morisse. Non li dimenticherò mai, per l’energia e l’umanità che mi hanno trasmesso. Sei giovane, ma hai già vinto moltissimi premi. Già, ho vinto numerosi premi, tra cui Miglior Artista Internazionale al San Diego Fringe Festival 2017, Premio OFF al Roma Fringe Festival 2017, Miglior Spettacolo al Teatro Avogaria di Venezia. Parlaci dei tuoi spettacoli… Il primo che ho scritto, diretto e interpretato si intitola “Viviamoci”. Ha vinto numerosi premi e - nella sua versione inglese Lifegate - mi ha portato in tournée in California. Un’esperienza indimenticabile. Il secondo si chiama “Comunque”, uno spettacolo in stile “bergonzoniano”, in cui protagonista è la parola, con i suoi giochi e suoni meravigliosi. Poi ho portato in scena “Guerriere”, un omaggio alle donne durante la prima Guerra Mondiale. Infine ho dato vista a “Gesù aveva l’erre moscia”, uno spettacolo in cui emerge il volto umano di Cristo, ma che ha fatto molto discutere per il suo titolo. Prima dell’emergenza sanitaria,

Enrico Beda

erano tutti e quattro in tournée nazionale. A proposito, come cambiata la programmazione con il Coronavirus? Ovviamente tutti gli spettacoli in programma sono stati annullati o rinviati. A differenza di altri, però, rifiuto nel modo più categorico l’idea che il teatro possa essere filtrato da un computer o da uno smartphone. Per me il teatro è empatia con il pubblico: vibrazioni, risate, lacrime, carne ed ossa. In passato ho realizzato dei corti web, ma sono tutt’altra cosa. Cosa fai, quindi, durante queste giornate a casa? Ne approfitto per studiare e scrivere il mio prossimo spettacolo. Si chiara “Komorebi” e parlerà di omobitransfobia. Sto raccogliendo tantissime testimonianze, studi e documenti e che mi permetteranno di raccontare il fenomeno con la profondità che merita. C’è una battaglia culturale da fare in questo campo e

“Stagione sul sofà” Cartellone digitale

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na stagione sul sofà”: titola così il cartellone digitale del Teatro Stabile del Veneto, che ha scelto di alzare un sipario virtuale per continuare a proporre spettacoli e intrattenere il pubblico anche in questo momento difficile. I canali social YouTube, Facebook e Instagram, infatti, trasmettono nuovi contenuti, live o on demand, fruibili comodamente e gratuitamente da casa: video integrali di spettacoli, fiabe e racconti per famiglie, laboratori teatrali, aperitivi letterari, video letture di grandi romanzi. “Volevamo dimostrare che il teatro è vivo, che il teatro c’è ancora nonostante le sale chiuse. Per questo abbiamo pensato di aprire virtualmente il sipario nelle case dei nostri spettatori, non per essere invadenti, ma per essere utili in un momento difficile” afferma Giampiero Beltotto, Presidente Teatro Stabile del Veneto. Le proposte sono davvero per tutte le età: la rubrica “Famiglie connesse” pubblica fiabe, favole

e racconti, gli “Aperitivi letterari” permettono di trascorrere l’aperitivo casalingo in compagnia dei grandi autori letti dagli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza, il “Nordest in Tournée” offre spettacoli ogni weekend, dai grandi classici ai capolavori contemporanei. Non mancano i momenti di formazione interattiva come il laboratorio teatrale di cittadinanza online “L’ora d’aria” o il torneo di poesia performativa “Zoom Poetry Slam”. “I nostri soci hanno accolto questo progetto con entusiasmo - continua Beltotto - Ci auguriamo che questa idea venga accolta con lungimiranza, per il bene e per il futuro delle compagnie, degli artisti, della prosa, degli spettatori e del teatro tutto”. (e.b.)

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Sport

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L’intervista L’arciere padovano

la Federazione mi darà la possibilità, mi piacerebbe seguire i ragazzi del settore giovanile. Amo questo sport, vorrei trasmettere la mia passione ai più giovani”. Se dovessi raccontare il tiro con l’arco ad un bambino, cosa gli diresti? “Gli direi che per vincere serve carattere, ma allo stesso tempo gli spiegherei che questo sport aiuta il carattere a formarsi. Aiuta ad auto gestirsi, a non mollare, a reagire nei momenti difficili, a non avere mai paura. E poi lo inviterei a provare, per capire di persona le emozioni che il tiro con l’arco può regalare.

Galiazzo: “Tokio 2021 ci aspetta” L

’esperienza e la determina- ria di questo sport. Ad Atene 2004, zione nella faretra, la quinta sei stato il primo arciere italiano a Olimpiade nel mirino: l’arciere vincere l’oro olimpico. padovano Marco Galiazzo, primo “Un’emozione incredibile. Era il campione olimpico nella storia del mio esordio a cinque cerchi, avevo tiro con l’arco italiano, si racconta solo 21 anni e non sentivo molte in vista dell’appuntamento di Tok- pressioni. Ricordo tutto di quei yo, ora rimandato al 2021. giorni: il villaggio olimpico, l’atmoCredi sia stato corretto rinviare sfera unica, la gioia incontenibile i Giochi? per quella vittoria storica. Me la “Credo sia stata una decisione sono proprio goduta”. difficile ma necesCome è cam“Ora mi sto allenando biata la tua vita? saria, per garantire la sicurezza di tutti. a casa. Amo questo sport “Ho continuato Ci prepareremo al a fare ciò che fae vorrei continuare meglio per l’anno cevo prima, senza a trasmettere la passione montarmi la teprossimo”. A 37 anni potresti sta. Ho fondato la ai più giovani” essere uno dei veteA.S.D. Arcieri Rio rani della spedizione azzurra. Ma a Ponte San Nicolò, la società a cui cosa ricordi dei tuoi esordi? sono ancora iscritto”. “Ho iniziato a tirare con l’arco a Poi a Pechino 2008 è arrivato 14 anni, insieme a mio padre che l’argento a squadre. A Londra 2012 oggi è anche il mio allenatore. È l’oro, sempre a squadre. stato un amore a prima vista, mi “Anche a Londra è stato un redivertivo moltissimo e subito ho cord: mai l’Italia aveva vinto l’oro capito che avrebbe potuto essere a squadre nel tiro con l’arco. Aver il mio sport. La mia prima società condiviso il primo gradino del poè stata la Compagnia Arcieri Pado- dio olimpico con Michele Frangilli vani, ho vinto praticamente tutti e Mauro Nespoli, ha reso ancora i campionati giovanili e a 16 anni più speciale quella medaglia. Vinsono stato convocato per la prima cere in squadra ha un sapore spevolta in nazionale”. ciale, anche in uno sport indiviLì hai iniziato a scrivere la sto- duale come il nostro”.

Enrico Beda

Atene, Pechino, Londra, Rio. Tokyo sarebbe la tua quinta Olimpiade. “Proprio così. Mi preparerò al meglio per poter conquistare la qualificazione a squadre. Partecipare ancora alle Olimpiadi, sarebbe per me un sogno”. Come e dove si svolgono i tuoi allenamenti? “L’emergenza sanitaria ha stravolto la nostra preparazione: in queste settimane sto facendo allenamento a casa. Solitamente mi alleno al Centro Federale a Cantalupa, in provincia di Torino, sei giorni a settimana: ogni seduta prevede circa 200 tiri in situazioni di stress: con pesi, elastici, in equilibrio precario. Due volte al mese, inoltre, partecipo ai raduni della nazionale”. Stai già immaginando il tuo futuro? “Finché continuerò a divertirmi e a raggiungere buoni risultati, continuerò a tirare. Poi mi piacerebbe rimanere nell’ambiente: se

È ARRIVATO IL MOMENTO DI RISTRUTTURARE IL TUO BAGNO? Hai un vecchio bagno che non ti piace più e vuoi rifarlo ma non sai da dove cominciare? Gli interventi di ristrutturazione a volte possono diventare dei veri e propri problemi … soprattutto se non ci si affida a dei seri professionisti … La soluzione migliore per ristrutturare il tuo bagno è quella di affidarsi a un unico referente che sappia in primis ascoltarti e capire le tue esigenze e poi coordinare il lavoro dall’inizio alla fine.

Pallavolo Tregarofani l’attività non si ferma

E

sercizi fisici quotidiani, suggeriti online dagli allenatori e raccontati dalle squadre attraverso i social network. L’emergenza sanitaria e la “permanenza forzata” tra le mura domestiche non hanno scalfito la voglia di allenarsi delle ragazze della Pallavolo Tregarofani, storica società padovana nata negli anni ’60 nel patronato di Madonna Pellegrina, oggi composta da oltre 120 atlete di ogni età, dal mini volley alla prima divisione. “Quando abbiamo capito che lo stop dell’attività sportiva sarebbe stato duraturo, ci siamo adoperati con tutti gli allenatori per proporre alle atlete esercizi fisici di potenziamento e mantenimento, che consentissero di non disperdere la forma fisica acquisita nei

mesi precedenti - spiega Michela Santinon, Direttore Tecnico della società - Prepariamo schede personalizzate per ognuna delle nostre squadre, che inviamo alle ragazze via WhatsApp. Dalla prima squadra al settore giovanile, le nostre atlete continuano ad allenarsi anche in queste settimane, dal salotto o dal giardino di casa”. L’iniziativa ha riscosso entusiasmo tra le ragazze, che ogni giorno raccontano i loro allenamenti su Facebook e Instagram. “Abbiamo chiesto alle atlete di immortalarsi durante gli allenamenti, ma anche durante i momenti di studio o di svago continua il Direttore Tecnico - I capitani di ogni squadra raccolgono le varie testimonianze e le condividono nei canali social del-

PAVIMENTI RIVESTIMENTI ARREDO BAGNO

le società, utilizzando l’hashtag #FacciamoSquadra”. Un’iniziativa semplice ma efficace, che contribuisce a mantenere il senso di appartenenza al club anche in queste settimane. “Al di là dell’aspetto sportivo conclude Santinon - è fondamentale che le ragazze continuino ad essere legate, a comunicare e a condividere le loro esperienze. Anche questo significa far parte di una squadra”. (e.b.)

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#Regione

Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli

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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto

“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la

“L

dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.

’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-


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Regione

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L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici

“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P

rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-

scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le

uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”. Giorgia Gay

“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”

“A

questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.

Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative

Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N

ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-

venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto

dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili

le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.


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Regione

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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione

“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico

M

aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-

tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.

Maurizio Conte

“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?

“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.

EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.

L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto

“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I

l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-

tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?

“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal

vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.


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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

Qualche consiglio utile per affrontare il caldo

Estate: come proteggere i nostri amici animali

Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli

acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e

ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!

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Filariosi Mai abbassare la guardia!

Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S

appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini

è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.

La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.

La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici

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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”

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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:

“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-

so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).


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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria a pag 32

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rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità

Mascherine, istruzioni per l’uso a pag 33

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Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria sulla qualità dell’aria

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uale legame può esserci tra Couale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? vid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenl’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del zione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del persoagenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, nale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbia“Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina tiva nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitodati delle nostre stazioni di monitoraggio”. raggio”. Già prima della nascita della task Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientaforce nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle li, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle

egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.

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del biossido di azoto (NO2) maggiordel biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento e quindi favorevole al miglioramento dell’aria. dell’aria.

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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male

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ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzio-

nare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come membro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti.

4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione 5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’e-

sercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di intensità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60-120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.

Il Coronavirus, suggerimenti ai bambini con i cartoni animati del Gruppo Alcuni Tre brevi video anche in versione Lis, la lingua dei segni italiana

“B

ambini? Occhio al virus cattivo, che è come un grannellino di sabbia che può entrare dentro di noi e ci può far male, tanto male: è una delle spiegazioni che troviamo nei cartoni animati dei Mini Cuccioli, dove viene raccontato il Coronavirus ai bambini, descrivendo il pericolo del momento che si sta vivendo senza spaventare”. Il Dottor Luca Sbrogiò, Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 spiega l’iniziativa Mini Cuccioli di “Raccontiamo la Salute” al tempo del Coronavirus che è stata realizzata con la Regione del Veneto-Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria insieme al Gruppo Alcuni. E’ infatti il Gruppo Alcuni che ha il compito di realizzare i brevi cartoni animati che spiegano il periodo di emergenza ai bambini e li invitano a rimanere a casa, suggerendo modi creativi e divertenti per passare il tempo. “Anche se il lockdown è per molti praticamente terminato – ha aggiunto il Dottor Sbrogiò – soprattutto per questioni di tipo lavorative, va tenuto comunque presente che ai più piccoli si dice ancora che è meglio rimanere il più possibile a casa. In questa fase, inoltre, si è an-

che pensato di realizzare una versione dei cartoni animati ad hoc per i bambini sordi con la versione LIS (Lingua dei Segni Italiana)”. Questa versione LIS è stata realizzata a cura della cooperativa sociale Blhyster e ENS Belluno con il patrocinio del Comune di Belluno. Ed ecco i link dei tre video realizzati: Occhio al coronavirus! Facciamo i bravi… Link Youtube della versione in LIS: https://youtu.be/D5ZWpRAmCJ8 Sconfiggiamo il virus con la fantasia – 1 Link Youtube della versione in LIS:https://youtu.be/KsfYBdyNB_U Sconfiggiamo il virus con la fantasia – 2 Link Youtube della versione in LIS:https://youtu.be/bK8icOg0dUQ


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