Limena, inaugurato il nuovo pulmino solidale per il trasporto sociale
La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.
Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.
La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.
Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia
Nord
alle pag. 4-5
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
• Nicola Stievano
l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e uff ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.
Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità
AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”
segue a pag. 3
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FACCIAMO IL PUNTO
CADONEGHE E VIGONZA UNISCONO LE FORZE
Un nuovo progetto sportivo prende forma tra Cadoneghe e Vigonza con l’obiettivo di rafforzare il calcio dilettantistico del territorio e off rire ai giovani atleti un percorso di crescita più completo e strutturato. I presidenti di Unione Cadoneghe, Vigontina San Paolo e Patavium Cadoneghe hanno infatti annunciato l’avvio di una collaborazione strategica che metterà in rete competenze tecniche, strutture e visione sportiva.
L’iniziativa coinvolgerà complessivamente oltre 650 iscritti e guarda già alla prossima stagione sportiva con l’ambizione di creare un polo calcistico capace di unire formazione di base, settore giovanile, attività agonistica e prime squadre. L’integrazione delle rose e delle strutture organizzative consentirà di costruire squadre nelle diverse categorie giovanili, anche di livello élite, garantendo percorsi adeguati alle capacità e alle esigenze di crescita dei ragazzi. Grazie al ruolo di Patavium Cadoneghe, impegnata in Seconda Categoria e nei campionati provinciali, il progetto punta a mantenere un’offerta sportiva inclusiva, permettendo ad ogni atleta di inserirsi nel contesto tecnico più adeguato, dai livelli regionali a quelli provinciali. Un elemento centrale del progetto sarà il collegamento tra settore giovanile e prime squadre. L’obiettivo è creare un vivaio in grado di alimentare in prospettiva la Prima Squadra dell’Unione Cadoneghe, attualmente impegnata nel campionato di Promozione, off rendo ai ragazzi la possibilità di debuttare in un ambiente conosciuto, protetto e organizzato. “Questa collaborazione rappresenta un passaggio importante non solo per le società sportive coinvolte, ma anche per i nostri territori. Cadoneghe e Vigonza condividono una tradizione calcistica significativa e questa sinergia può diventare un punto di riferimento per tanti giovani padovani”, dichiarano le amministrazioni comunali di Cadoneghe e Vigonza. Il progetto è già entrato nella fase operativa in vista della prossima stagione sportiva.
• Giulia Turato
Nasce un nuovo polo del calcio dilletantistico tra Unione Cadoneghe, Vigontina San Paolo e Patavium Cadoneghe
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale. Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.
Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste
infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’eff icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.
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di Padova
RIVOLUZIONE DIGITALE A CURTAROLO “OCCASIONE UNICA E IRRIPETIBILE”
Il Pnrr ha messo a disposizione degli enti locali importanti risorse per la digitalizzazione e il Comune di Curtarolo ha colto questa opportunità partecipando a specifici bandi che consentiranno di ottenere finanziamenti per complessivi 328.500 euro. “Per il nostro Comune è una cifra significativa - spiega l’assessore Alessandro Mazzon - che ci permette di raggiungere importanti obiettivi legati all’innovazione tecnologica e alla modernizzazione della macchina amministrativa comunale. Si tratta di un’occasione unica, probabilmente irripetibile, per rendere il Comune sempre più moderno, efficiente e vicino ai cittadini, attraverso strumenti e soluzioni capaci di incidere concretamente sull’organizzazione interna, sulla gestione dei servizi e sul rapporto con la cittadinanza. L’obiettivo è quello di semplificare procedure e meccanismi burocratici, migliorando l’accessibilità ai servizi pubblici e rendendo il nostro Ente sempre più a misura di cittadino, con uno sguardo rivolto al futuro e al coinvolgimento dell’intera comunità”.
Tra gli interventi già avviati e che verranno completati nei prossimi mesi rientrano l’offerta di servizi digitali sempre più eff icaci, eff icienti e tecnologicamente avanzati per cittadini e imprese; il rafforzamento della
Medici
sicurezza informatica del Comune; la creazione di nuovi punti di contatto digitali tra Ente e cittadino; il supporto alla migrazione al cloud, per garantire maggiore sicurezza dei dati e continuità dei servizi; il raggiungimento della piena interoperabilità tra le banche dati comunali e quelle delle altre Pubbliche Amministrazioni; la realizzazione di piattaforme digitali sempre più semplici e intuitive; il potenziamento delle competenze digitali dei cittadini, incentivando l’utilizzo dei servizi online con vantaggi sia in termini di tempi che di costi.
“Questa trasformazione digitale - prosegue l’assessore - parte da interventi concreti che garantiranno, attraverso il sito istituzionale del Comune, maggiore accessibilità, inclusività e integrazione con le principali piattaforme nazionali come SPID, CIE, pagoPA e APP IO, il cui utilizzo sarà progressivamente ampliato.
Tra i progetti previsti rientra inoltre l’installazione di pannelli LED nelle frazioni di Pieve, Curtarolo e Santa Maria di Non, con l’obiettivo di ampliare la rete di comunicazione digitale del territorio. I nuovi strumenti consentiranno di informare tempestivamente la cittadinanza su eventi, opportunità, bandi, notizie e video istituzionali, oltre a rappresentare
un importante supporto per comunicazioni di pubblica sicurezza legate a maltempo, calamità o particolari divieti. Nei prossimi mesi sarà fondamentale completare tutte le procedure già avviate e successivamente
al lavoro alla Casa di Comunità di Limena ma restano i dubbi sulla riforma e la piena operatività
La Casa di Comunità di Limena, in via Cabrelle, è ormai operativa con l’attivo dei sette medici di medicina generale della Medicina di Gruppo Integrata e il trasferimento del punto prelievi. sanità territoriale compie un nuovo passo in avanti con l’attivazione della Casa della Comunità di Limena, dove sono operativi sette medici . A sottolineare l’importanza della struttura come punto di riferimento per i comuni vicini è la Fimmg Padova, il sindacato dei medici di medicina generale, che accoglie positivamente l’apertura del nuovo presidio ma richiama anche la
necessità di accelerare sul completamento della riforma territoriale prevista dal Pnrr.
“Le Case della Comunità rappresentano una sfida importante e condivisa dai medici di medicina generale, che stanno partecipando con responsabilità a questo cambiamento”, aff erma il segretario provinciale Andrea Dini.
“Tuttavia – aggiunge – mancano ancora certezze operative: la scadenza del 30 giugno impone che tutte le strutture siano pienamente attive, ma i tempi rischiano di non essere rispettati”.
“Il trasferimento nella Casa della Comunità di
Limena rappresenta un salto di qualità per l’assistenza ai cittadini”, evidenzia il medico referente della Medicina di Gruppo Integrata Pietro Sorbo. “L’obiettivo è coniugare innovazione e continuità del rapporto di fiducia tra medico e paziente, che resta centrale nel sistema di cure primarie. Non possiamo arrivare alla scadenza senza risposte concrete” - conclude Dini - “I cittadini hanno bisogno di certezze sul futuro della sanità territoriale e sull’effettiva operatività del nuovo sistema”.
promuovere momenti di formazione e informazione dedicati alla cittadinanza, attraverso serate a tema utili a far conoscere le nuove tecnologie e a renderle sempre più vicine alle esigenze delle famiglie, delle imprese e dell’intera collettività”.
Resta infatti la preoccupazione per i nodi ancora irrisolti legati all’avvio completo del nuovo modello organizzativo. In particolare, secondo la Fimmg, mancano indicazioni operative chiare sulle modalità di copertura dell’assistenza nella fascia oraria 8-20, elemento considerato decisivo per garantire la piena funzionalità delle Case della Comunità.
CADONEGHE: SCUOLE E SERVIZI AL CITTADINO
ALLA PROVA DEI FATTI DOPO LA FINE DEI LAVORI
Il Comune di Cadoneghe si conferma uno dei centri più attivi nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con una strategia che punta con decisione su due pilastri fondamentali: la modernizzazione dei servizi al cittadino e il potenziamento delle infrastrutture per l’infanzia. Due le linee di intervento principali, per un totale di 2 milioni e 460 mila euro, di cui 2,3 finanziati con il Pnrr: un lato è ormai
realtà la trasformazione digitale già conclusa al 100%; dall’altro, importanti cantieri scolastici che procedono spediti verso il completamento.
L’amministrazione comunale ha saputo sfruttare tempestivamente i fondi per l’innovazione tecnologica. Risultano infatti interamente saldati e operativi i servizi legati alla migrazione al cloud (121,99 mila euro) e il miglioramento dell’esperienza digitale del cittadino attraverso il nuovo
Stazione di Posta a Vigodarzere
portale istituzionale, un investimento da oltre 155 mila euro.
Cadoneghe è ora un comune pienamente integrato nelle piattaforme nazionali: l’attivazione di PagoPA (23,14 mila euro), dell’App IO (17,15 mila euro) e della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (20,34 mila euro) ha raggiunto la quota del 100% dei pagamenti. Allo stesso modo, sono stati completati gli interventi per l’estensione dell’identità digitale CIE, l’implementazione della Piattaforma Notifiche Digitali e l’aggiornamento dei registri dello stato civile tramite ANPR. Se la burocrazia si fa digitale, l’edilizia risponde con opere concrete per le famiglie. L’intervento più significativo riguarda la realizzazione del nuovo Asilo Nido in Via Ariosto, un’opera da 1,72 milioni di euro. Attualmente gli interventi sono in fase di avanzamento, con una parte rilevante dei fondi già erogata per garantire il rispetto dei cronoprogrammi. Già completati da tempo invece i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della mensa scolastica presso la scuola primaria Falcone-Borsellino di Via Tiziano Vecellio, progetto dal valore di 350 mila
punto
di riferimento per il territorio, completata la svolta digitale
Sono ormai ultimati i lavori di realizzazione della nuova Stazione di Posta a Vigodarzere, uno dei progetti di spicco nel settore sociale per l’intero territorio della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Con oltre un milione di euro impegnato, l’edificio di Via Roma sarà destinato destinato a centro servizi per il contrasto alla povertà, al rafforzamento dei servizi domiciliari con teleconsulto e alle attività di formazione per gli operatori sociali. “I lavori interni sono pressoché ultimati - spiega il vice sindaco Roberto Zanovello, che ha seguito l’avanzamento dell’opera - grazie all’impiego strategico dei fondi Pnrr (Missione Inclusione e Coesione), i locali sono ora pienamente accessibili. Questo ci permette di concludere il servizio di supporto e inclusione già avviato dal Comune, off rendo spazi moderni e funzionali alla nostra comunità. Come previsto dal cronoprogramma e dalle normative di finanziamento, i lavori di sistemazione delle aree esterne saranno conclusi entro il termine. L’inclusione non è solo un progetto, ma un impegno concreto che prende forma nei tempi stabiliti In un panorama nazionale complesso, Vigodarzere corre e rispetta i tempi confermandosi uno dei Comuni in linea con le scadenze del Pnrr. Un risultato che testimonia la serietà della nostra programmazione e l’impegno costante degli uff ici tecnici”. Inoltre il Comune prosegue con decisione il proprio percorso di modernizzazione sfruttando i fondi del PNRR,
con un’attenzione particolare rivolta alla semplificazione dei servizi per i cittadini e al potenziamento delle infrastrutture sociali e scolastiche. Sul fronte dell’innovazione tecnologica, Vigodarzere ha già raggiunto il 100% dei pagamenti per la quasi totalità dei suoi progetti digitali. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, l’opera principale è la costruzione del nuovo asilo nido “Il Piccolo Principe” di Busiago, un investimento da 2,10 milioni di euro.
euro. La mensa è stata inaugurata lo scorso febbraio. Anche il mondo della scuola partecipa attivamente a questa stagione di investimenti attraverso l’Istituto Comprensivo Statale di Cadoneghe, che gestisce cinque progetti specifici. Tra questi, spicca per eccellenza il programma di formazione del personale scolastico alla transizione digitale. Sono in fase di avanzamento gli interventi per l’acquisto di nuovi arredi
e attrezzature didattiche digitali, per i quali è stato previsto un investimento di oltre 212 mila euro. Proseguono inoltre i percorsi formativi dedicati agli studenti e le attività di implementazione e personalizzazione del sito web scolastico, tasselli fondamentali per garantire un’offerta educativa all’avanguardia e in linea con gli standard europei.
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Ascoltaci
• Nicola Stievano
L’inaugurazione della nuova mensa scolastica, lo scorso febbraio
Un dettaglio della nuova Stazione di Posta a Vigodarzere
La manovra. Approvata la variazione di bilancio
OLTRE 2 MILIONI PER OPERE, SICUREZZA E MANUTENZIONI SU TUTTO IL TERRITORIO
“Una variazione che non disperde risorse, ma le orienta verso opere utili, attese e sostenibili per la comunità”. Con queste parole, l’assessore al Bilancio e ai Lavori pubblici Nicolò Comis sintetizza la variazione al bilancio di previsione 2026-2028 approvata nei giorni scorsi dal consiglio comunale di Cadoneghe. La manovra prevede infatti nuove risorse per opere pubbliche, manutenzioni e interventi strategici per il territorio, mantenendo al contempo gli equilibri di bilancio e un saldo di cassa non negativo.
Nel dettaglio, quasi 149 mila euro saranno investiti per interventi sulla viabilità comunale, 125 mila euro per la realizzazione di nuovi blocchi ossari al cimitero comunale, 136 mila euro per l’integrazione del quadro economico dell’asilo nido montessoriano e oltre 91 mila euro per manutenzioni straordinarie negli edifici scolastici.
Stanziati inoltre 130 mila euro per il nuovo impianto di climatizzazione della caserma dei Carabinieri e degli uff ici adibiti alla Polizia locale, oltre a risorse per manutenzioni sugli immobili comunali e per il progetto Pnrr “Risorse in Comune”.
Tra gli interventi più significativi figura la messa in sicurezza di via Augusta e la realizzazione della nuova pista ciclabile, inserita nel piano triennale delle opere pubbliche per un importo complessivo di 2 milioni di euro.
Sul fronte contabile, la manovra prevede l’utilizzo di 301.374 euro dell’avanzo di amministrazione 2025, di cui 143.274 euro di avanzo vincolato e 158.100 euro destinati agli investimenti.
“Questa variazione di bilancio, unitamente a quella adottata lo scorso aprile, è il risultato di un lavoro puntuale di programmazione e di equilibrio – dichiara l’assessore al Bilancio e ai Lavori pubblici Nicolò Comis –.
Abbiamo scelto di destinare risorse importanti a interventi concreti: dalla manutenzione della viabilità agli edifici scolastici, dal cimitero agli immobili comunali, fino alla sistemazione di via Augusta e alla nuova pista ciclabile.
Allo stesso tempo abbiamo rafforzato le poste di bilancio necessarie a garantire prudenza e correttezza contabile, perché amministrare bene significa anche tenere insieme investimenti e solidità dei conti”.
La manovra interviene anche sulla parte corrente del bilancio con l’adeguamento del Fondo crediti di dubbia esigibilità per 101.917 euro, resosi necessario a seguito del riaccertamento ordinario dei residui. Si tratta di un passaggio tecnico-contabile finalizzato a garantire una gestione prudente e corretta delle poste di bilancio.
“Questa variazione di bilancio conferma una linea precisa: usare le risorse disponibili in modo responsabile e orientato ai bisogni reali del territorio – dichiara il sindaco Marco Schiesaro –. Mettiamo a terra interventi importanti, dalla viabilità alle scuole, dal cimitero agli immobili comunali, fino alla messa in sicurezza di via Augusta e alla pista ciclabile. Sono opere che parlano di sicurezza, cura del patrimonio pubblico e qualità della vita quotidiana dei cittadini”.
• Giulia Turato
SCATTA IL NUOVO PIANO DI RIASFALTATURE, INTERESSATI 8 CHILOMETRI E MEZZO
Un nuovo pacchetto di interventi di riasfaltatura partirà in diverse vie del territorio comunale di Cadoneghe, per migliorare sicurezza, qualità della circolazione e decoro urbano. I lavori, eseguiti dalla ditta Salima, prenderanno avvio indicativamente da metà giugno, con un secondo stralcio previsto per la fine luglio. Complessivamente saranno riasfaltati circa 8500 metri quadrati di superficie stradale e interesseranno via Redipuglia, via Montegrappa, via Trento, via Trieste, via Montello, via Venezia, piazzale della Castagnara, via Firenze e via Asiago. L’intervento si sviluppa su due fronti: 5.200 metri quadrati saranno riasfaltati nell’ambito degli interventi collegati ad AP Reti Gas, mentre gli altri 3.300 saranno finanziati
direttamente dal Comune con uno stanziamento di 148 mila euro, approvato nell’ultima seduta del Consiglio comunale. Accanto al rifacimento del manto stradale, previsto anche un intervento sulle caditoie, con la sostituzione degli elementi in cemento con nuove strutture in ghisa più funzionali, resistenti e adeguate alle esigenze di manutenzione e durata nel tempo. “Si tratta di un intervento importante e diffuso, che riguarda diverse zone del nostro territorio e che nasce da una programmazione precisa – dichiara Nicolò Comis, assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni. Da un lato andiamo a completare le sistemazioni legate agli interventi sulle reti, dall’altro il Comune ha scelto di aggiungere risorse proprie per ampliare il più possibile
il numero delle strade coinvolte. Non parliamo solo di asfaltature, ma anche di dettagli tecnici fondamentali, come il rifacimento delle caditoie, che contribuiscono alla sicurezza e alla corretta gestione delle acque meteoriche”. Il piano si inserisce in un programma più ampio di manutenzione del patrimonio stradale comunale, con particolare attenzione alle zone che presentano maggiore necessità di ripristino o che sono state interessate da lavori sui sottoservizi. Durante l’esecuzione dei lavori potranno rendersi necessarie modifiche temporanee alla viabilità e alla sosta nelle aree interessate dai cantieri.
• (G.T.)
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Dove lo butto? Umido organico
L’Umido pulito è il rifiuto organico privo di
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Comune di CADONEGHE
CONTRIBUTO DA 8000 EURO
Arriva un sostegno importante per “Occupati a Luglio”, il progetto estivo che da alcuni anni coinvolge ragazze e ragazzi del territorio in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, collaborazione e crescita personale. Per l’edizione 2026, il Comune di Cadoneghe risulta tra i benefi ciari del bando “Centri estivi 2026” di Fondazione Cariparo, con un contributo destinato proprio a “Occupati a Luglio 2026”.
Non si tratta solo di “riempire” le settimane estive: l’idea del progetto è offrire ai più giovani un’occasione vera per mettersi in gioco, sperimentare il valore del lavoro di squadra e sentirsi parte della comunità. Nel corso delle attività, i partecipanti vengono coinvolti in iniziative utili al territorio e alle persone, imparando che prendersi cura di un luogo signifi ca prendersi cura anche di chi lo vive.
Un modo semplice, ma potente, per coltivare responsabilità, rispetto e senso di appartenenza.
Il contributo di Fondazione Cariparo rappresenta un riconoscimento concreto alla qualità del progetto e permette di rafforzarne l’organizzazione, ampliando opportunità e strumenti a disposizione dei ragazzi e di chi li accompagna. È anche un segnale importante: investire sui giovani non signifi ca solo proporre momenti ricreativi, ma creare percorsi che lasciano competenze, relazioni e consapevolezza.
“Occupati a Luglio” è, in questo senso, un’esperienza che unisce estate, partecipazione e comunità: un mese in cui i ragazzi possono fare qualcosa di utile, conoscersi meglio, stringere amicizie e tornare a casa con la soddisfazione di aver lasciato un segno positivo.
Un’estate in inglese, ma con il sorriso: Mamiù propone ormai da quattro edizioni un centro estivo in lingua pensato per imparare divertendosi, tra attività, gioco e movimento. “English & Sport Summer Camp” centro estivo in lingua inglese per bambini della scuola primaria (6-10/11 anni), frequenza a tempo pieno, con pranzo incluso presso il Centro Famiglie dall’8 al 26 giugno 2026.
La formula unisce l’approccio ludico (che rende la lingua “viva” e quotidiana) a momenti sportivi e laboratoriali, con un’attenzione particolare all’età dei bambini e ai ritmi delle famiglie. All’uscita la proposta ha avuto il tutto esaurito in poche ore, se ci fosse qualche rinuncia vi preghiamo di contattare : info.mamiu@gmail.com
Marco Schiesaro Sindaco di Cadoneghe
L’estate a Cadoneghe si accende con il calendario della Pro Loco, che porta in paese una rassegna fatta di serate all’aperto, musica e appuntamenti per tutte le età. La linea è chiara: concerti live, cinema per bambini, proposte di street food e momenti di intrattenimento pensati per ritrovarsi in comunità. A chiudere il programma, il format “di punta”: un gran finale di tre giorni dedicato a food, drink & music, con atmosfera festival e spazi di socialità (l’idea è quella di un evento “diffuso” tra gusto e spettacolo, sul modello delle edizioni più recenti).
Una rassegna che non è solo divertimento: è un modo semplice e potente per vivere i luoghi di Cadoneghe, incontrarsi e dare valore alle sere d’estate, insieme.
Per informazioni contattare info@prolococadoneghe.it
Cell 375 849 7332
CADONEGHE
Animali.
Un incontro partecipato alla Sala Calvino per informare e responsabilizzare i cittadini
DALLA STERILIZZAZIONE ALLE ADOZIONI: UNA SERATA PER I GATTI E IL TERRITORIO
Conoscerli, rispettarli, proteggerli. Sono stati questi gli obiettivi della serata informativa e formativa dedicata ai gatti che, nelle scorse settimane, si è tenuta alla Sala Italo Calvino di via San Pio X a Cadoneghe.
L’iniziativa, promossa dal comune e aperta a tutta la cittadinanza, è nata con l’obiettivo di sensibilizzare, informare e responsabilizzare cittadini e istituzioni non solo sul benessere animale, ma anche sulla corretta gestione del territorio e delle responsabilità condivise che riguardano l’intera comunità.
Nel corso della serata sono stati approfonditi diversi aspetti legati alla cura e alla tutela dei gatti nelle famiglie, nelle colonie e negli spazi urbani. Si è parlato di alimentazione, salute, prevenzione, vaccinazioni, con un particolare focus sulla sterilizzazione come strumento fondamentale per la tutela e la prevenzione dell’animale. Spazio anche alle normative che regolano la protezione degli animali, la gestione delle colonie feline fino alle procedure corrette per segnalare situazioni critiche, animali feriti o colonie da tenere sotto controllo.
L’incontro è servito inoltre a fare chiarezza su false credenze ancora molto diffuse, come quella secondo cui una gatta dovrebbe partorire almeno una volta, evidenziando le conseguenze sanitarie e sociali di una gestione incontrollata delle nascite.
“La tutela degli animali è una responsabilità collettiva” – sottolinea il sindaco Marco Schiesaro – “Come Amministrazione vogliamo favorire momenti di informazione seri, concreti e utili, perché il tema non venga affrontato solo quando diventa emergenza. La cura dei gatti, delle colonie feline e degli animali fragili passa dalla collaborazione tra cittadini, Comune, Polizia Locale, veterinari, associazioni e volontari. Solo facendo rete possiamo costruire risposte eff icaci e sostenibili”. Tra coloro che hanno portato il loro contributo la dott.ssa Monica Alberoni, commissario del Nucleo Tutela Animali della Polizia Locale di Padova, i veterinari Beatrice Martinelli ed Edoardo Lacava, oltre a referenti e volontari delle associazioni locali. Sono intervenuti anche il sindaco Marco Schiesaro, la consigliera comunale Enza Pala e Rossella Salvan, promotrice e referente del progetto
“Felinia – Il Regno dei Gatti”. L’incontro ha rappresentato anche un’occasione per valorizzare il lavoro spesso poco visibile ma essenziale dei volontari che ogni giorno si occupano di recuperi, cure veterinarie, stalli, sterilizzazioni e adozioni. Un ruolo imprescindibile per il territorio che richiede tempo, competenze, risorse e continuità.
“Questa serata vuole essere un punto di partenza” – evidenzia la consigliera comunale Enza Pala, delegata agli animali – “Parlare di gatti significa parlare di responsabilità, rispetto e convivenza. Vogliamo aiutare i cittadini
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a capire cosa fare, a chi rivolgersi e come collaborare nel modo corretto, evitando improvvisazioni che rischiano di peggiorare le situazioni. Il benessere animale si costruisce con il cuore, ma anche con regole, metodo e consapevolezza”. Uno dei momenti centrali dell’incontro è stata la presentazione del progetto “Felinia – Il Regno dei Gatti”, pensata come possibile presidio territoriale dedicato all’accoglienza, alla cura e alla gestione organizzata dei gatti. L’idea prevede spazi separati per gatti sani, animali malati o operati, mamme con cuccioli e situazioni di quarantena, oltre a percorsi di volontariato formati, attività educative rivolte alle scuole, campagne di sterilizzazione e un sistema organizzato per la raccolta e la distribuzione di cibo e materiali. “Felinia – Il Regno dei Gatti non nasce per limitare la libertà, ma per eliminare abbandono, fame, malattia e pericoli” –dichiara Rossella Salvan – “È restituire a ogni gatto cura, dignità e futuro”. L’iniziativa avrà infine un’importante finalità solidale: i cittadini che parteciperanno potranno portare una donazione di cibo, lettiere e altri beni materiali destinati ai gatti, da mettere a disposizione delle realtà che operano sul territorio. Non sono previste donazioni in denaro. Accanto all’aspetto informativo, la serata ha avuto anche un risvolto solidale. I cittadini presenti hanno risposto all’invito portando donazioni di cibo, lettiere e altri materiali utili destinati alle associazioni e ai volontari che si occupano quotidianamente delle colonie feline e dei gatti in diff icoltà.
• Giulia Turato
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DECOLLANO I “PROGETTI DEL CUORE”, DONATO IL PULMINO DELLA SOLIDARIETÀ
Èstato inaugurato il nuovo pulmino solidale “Progetti del cuore” patrocinato dal Comune di Limena in collaborazione con il Centro Anziani e la solidarietà delle imprese del territorio attente ai cittadini. Un progetto di trasporto sociale per i cittadini che necessitano di aiuto e di accompagnamento negli spostamenti per le visite mediche, per raggiungere i luoghi di cura o di riabilitazione di cui hanno bisogno. “Avere un mezzo attrezzato per il trasporto è un’opportunità eccezionale che ci permette di dare risposte alle esigenze del territorio. – aff erma il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Cristina Turetta – Nel 2025 sono state trasportate 1.438 persone, sono stati percorsi 44.530 km dagli autisti volontari garantendo un servizio fondamentale per chi deve raggiungere ospedali, ambulatori e
centri di cura. Oggi consegniamo molto più di un semplice mezzo di trasporto. Consegniamo un aiuto concreto per il nostro Centro Anziani e per tutte le persone che ogni giorno usufruiscono dei servizi di accompagnamento. Questo importante risultato è stato possibile grazie alla collaborazione con “Progetti del Cuore”, realtà che da anni promuove iniziative di mobilità sociale sul nostro territorio. Un ringraziamento speciale va agli imprenditori e agli artigiani del territorio che hanno sostenuto questo progetto, dimostrando sensibilità, generosità e attenzione verso la comunità Limenese. Grazie anche ai nostri autisti volontari che, con il loro tempo, il loro impegno e la loro disponibilità, rendono possibile ogni giorno un servizio prezioso per tante persone”.
“È stato inaugurato un nuovo pulmino –
aggiunge il presidente del Centro Anziani di Limena Giuseppe Costa – acquistato grazie alle donazioni fatte dai nostri imprenditori, commercianti, artigiani, esercenti che ancora una volta hanno dimostrato una grande sensibilità e un grande cuore off rendo un contributo per l’acquisto del pulmino attrezzato anche per il trasporto di persone disabili. Questo pulmino verrà donato in comodato d’uso gratuito al Centro Anziani di Limena di cui mi onoro di essere il Presidente. Questo importante servizio svolto dagli autisti del Centro ai quali va il mio grande ringraziamento è riservato alle persone disabili che devono recarsi nelle strutture sanitarie, diagnostiche e terapeutiche. Ci tengo a ringraziare l’Amministrazione Comunale sempre vicina alla nostra Associazione”.
• Fanny Xhajanka
Kit antizanzara da ritirare gratuitamente in Comune
Èdisponibile all’ingresso del municipio il kit antizanzara, che può essere ritirato il lunedì, mercoledì e venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00 e il mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30. “È importante cercare di contenere la riproduzione delle zanzare, – spiega il consigliere incaricato all’ambiente Lorenza Sartori – il kit è composto da una pastiglia larvicida da inserire nei tombini privati e nelle caditoie e si rivela particolarmente efficace quando il caldo è intenso e si susseguono tante giornate soleggiate, le zanzare infatti hanno un ciclo riproduttivo di circa una settimana. È molto importante che tutti i cittadini collaborino alla lotta alle zanzare utilizzando il kit fornito gratuitamente e provvedendo a svuotare i recipienti, coprire quelli contenenti acqua, deporre il larvicida nei
tombini. La lotta è solo larvicida, diventa adulticida solo nel momento in cui si verifica un caso di arbovirosi, perché gli insetticidi ucciderebbero tutti gli insetti distruggendo la biosfera e hanno attestati eff etti tossici sull’uomo, in particolar modo sui bambini. Dagli studi, la lotta larvicida è più eff icace e a minor impatto ambientale. Le specie di zanzare più pericolose sono la zanzara comune che agisce maggiormente in primavera, ha abitudini notturne e crepuscolari, depone le uova direttamente sulla superficie dell’acqua e percorre anche 3/5 km per il richiamo alla biodiversità, è portatrice della West Nile. La seconda è la zanzara tigre che depone le uova in luoghi che poi, venendo bagnati, ne permetteranno la schiusa, è abbastanza stanziale, non si muove oltre i 200 m, non ha bisogno di grandi superfici
di acqua per deporre le uova ed è portatrice di arbovirosi quali la Chikungunya, la Dengue e la Zika”. “L’amministrazione comunale – conclude il consigliere Lorenza Sartori – rispetta le indicazioni dell’ULSS 6 Euganea, redige un piano comunale di disinfestazione di tombini e fossati e applica, in tutte le 4200 caditoie stradali e nei fossati con acque stagnanti, idonei larvicidi con interventi che si susseguono tra la fine di aprile e gli inizi di ottobre. Confidiamo nell’aiuto di tutti i cittadini e nel passaparola per rendere la lotta ancor più eff icace”. Nei giorni di apertura al pubblico degli uff ici comunali è possibile ritirare il kit oppure scrivendo una e-mail ad ambiente@comune. limena.pd.it
• (F.X.)
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Scuola. Arte e partecipazione: i ragazzi coinvolgono
la comunità con i loro progetti
GLI STUDENTI IN MOSTRA PER L’AMBIENTE E LA PACE
Gli studenti delle scuole di Curtarolo si sono fatti promotori di un messaggio che unisce la salvaguardia del pianeta e la cultura della pace, dimostrando grande sensibilità attraverso l’arte e la creatività. I ragazzi sono stati protagonisti di due importanti percorsi didattici e civici, che hanno trovato la loro espressione in momenti di condivisione pubblica, coinvolgendo la cittadinanza in una profonda riflessione collettiva. La prima iniziativa, intitolata Per l’acqua della Terra, bombe di semi, consisteva in una speciale mostra allestita dall’undici al ventotto maggio nella sala consiliare. Lo spazio istituzionale si è trasformato in una galleria d’arte ecologica, che ha ospitato i lavori creativi realizzati con passione dagli alunni delle scuole primarie Anna Frank di Curtarolo e Umberto I di Pieve. L’esposizione, a ingresso completamente gratuito, è stata concepita come un’opportunità per guardare il mondo con gli occhi dei più piccoli e per comprendere la centralità della sostenibilità ambientale e della tutela
delle risorse idriche. Il progetto ha visto la sinergia di numerose realtà locali e nazionali che hanno patrocinato e sostenuto l’evento, tra cui l’amministrazione comunale, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, l’associazione culturale Andromeda M31, il gruppo Alpini della sezione ANA di Padova e il comitato Ca’ Brenta di Campo San Martino. Accanto all’impegno ecologico delle primarie, il diciotto maggio è stata la volta degli studenti della scuola secondaria di primo grado, che hanno dato vita al momento conclusivo del percorso legato al Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. Gli alunni hanno presentato il progetto finale, risultato vincitore tra tutte le varie proposte elaborate dalle classi durante l’anno scolastico. Il nucleo centrale attorno al quale ha ruotato l’intera attività è stato il concetto profondo della pace, che i giovani della scuola media sono riusciti a tradurre in azioni estremamente concrete e visibili. Nel giardino del plesso scolastico è stato infatti piantato un ulivo, scelto come emblema universale di dialogo, speranza
e costruzione del futuro. Intorno a questo nuovo elemento verde, i ragazzi hanno realizzato un coloratissimo murale che richiama i valori della fratellanza universale, mentre le fronde dell’albero si sono arricchite di foglie speciali, costituite da componimenti poetici e pensieri sinceri scritti dagli stessi studenti sul tema del rispetto reciproco. La mattinata si è rivelata un’esperienza intensa per gli insegnanti e per gli operatori della Bottega dei Ragazzi.
• Cristina Salvato
Spartum festeggia 40 anni sul palco del Ferrari
Festa grande al teatro Ferrari di Camposampiero per i tradizionali saggi di fine anno dell’associazione sportiva Spartum, attiva nelle discipline della ginnastica ritmica, artistica, danza e hip hop. Il palcoscenico del teatro si è trasformato in un concentrato di emozioni e passione, dove gli allievi hanno mostrato i frutti del lavoro di un intero anno. Il programma degli spettacoli ha incantato il pubblico, a partire dalla rappresentazione de Il Gobbo di Notre Dame, per poi proseguire l’indomani con le magiche atmosfere di Barbie e le dodici principesse danzanti e concludersi con la determinazione di Mulan.
Le esibizioni di quest’anno hanno assunto un significato ancora più
profondo, coincidendo con il quarantesimo anniversario della fondazione di Spartum, nata nel biennio 1985-1986. Al termine di ogni spettacolo, famiglie, insegnanti e amici si sono ritrovati per un grande buffet con brindisi, un momento ideale per condividere l’entusiasmo. Ai festeggiamenti si è unito anche il sindaco di Curtarolo, Martina Rocchio, che ha espresso grande soddisfazione per questo eccezionale traguardo di dedizione e disciplina. La prima cittadina ha voluto sottolineare il valore della presenza sul territorio di una realtà così solida e strutturata, capace di mettere al centro della propria attività la crescita sana dei giovani attraverso lo sport.
• (CRIS.S.)
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L’intervento. Primo lotto da 140mila euro per sicurezza, viabilità e rilancio delle imprese
VIA DELL’INDUSTRIA RINASCE: PRIMO PASSO PER IL RILANCIO DELLA ZONA PRODUTTIVA
La riqualificazione della zona industriale di Curtarolo compie il suo primo, decisivo passo verso una modernizzazione complessiva delle infrastrutture locali. Con la conclusione, nel corso del mese di maggio, dei complessi lavori di asfaltatura e messa in sicurezza che hanno interessato via dell’Industria, l’amministrazione comunale ha dato una prima risposta alle richieste del comparto produttivo. L’intervento,
che ha richiesto uno stanziamento economico complessivo pari a circa 140mila euro attinti dal bilancio dell’ente, è partito dal tratto stradale adiacente al Mag Moda: poi si estenderà progressivamente lungo l’intera arteria logistica del paese. Si tratta di un’opera strategica di ampio respiro, mirata a risanare in modo completo, profondo e definitivo un manto stradale che appariva ormai seriamente compromesso, logorato
Sportivando Run fa il pieno di sorrisi
Gli impianti sportivi San Francesco di via Kennedy, a Curtarolo, hanno fatto da cornice alla quarta edizione di Sportivando Run. La manifestazione podistica non competitiva e totalmente pianeggiante ha trasformato il Comune in un vivace palcoscenico all’aperto, dove il benessere e la condivisione sono stati i veri protagonisti. L’appuntamento, fortemente voluto dall’associazione sportiva CSM Runners e realizzato con la stretta collaborazione e il patrocinio dell’amministrazione comunale, si è confermato un’opportunità straordinaria per coniugare l’esercizio fisico al desiderio di aggregazione. I tre percorsi disponibili, rispettivamente di sette, tredici e diciannove chilometri, hanno permesso a chiunque di partecipare, dai podisti più preparati alle famiglie con bimbi piccoli, fino ai semplici camminatori. Fin dalle prime ore del mattino l’attività motoria è andata di pari passo con lo spettacolo, grazie alla colonna sonora firmata da Radio Bellla & Monella, che ha acceso l’entusiasmo del pubblico fin dalle otto con i dj set di M-Bit e Monica Morgan. Verso le dieci la diretta della trasmissione radiofonica in piazza ha regalato una ventata di irresistibile comicità con gli sketch del celebre trio comico Marco e Pippo. Sull’ottima riuscita dell’evento è intervenuta il primo cittadino Martina Rocchio, che ha sottolineato
dal passare degli anni e messo a dura prova dal transito costante e pesante dei mezzi legati alle aziende. L’apertura del cantiere e il suo rapido completamento hanno registrato un forte e positivo impatto tra i residenti, i dipendenti e i titolari delle attività della zona, raccogliendo commenti di grande calore e soddisfazione da parte della cittadinanza. Molti cittadini hanno tenuto a sottolineare, anche attraverso un vivace passaparola, come quel preciso tratto stradale non venisse sistemato in modo così radicale da tantissimo tempo, ricordando che via dell’Industria rappresenta a tutti gli eff etti il vero e proprio biglietto da visita per chiunque acceda al territorio comunale di Curtarolo. Questo primo blocco di opere stradali era stato inserito con assoluta priorità nella programmazione elettorale della squadra di governo, proprio per dare un segnale immediato a un’esigenza sentita e non più differibile.
La profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto è stata espressa dal primo cittadino Martina Rocchio, che ha voluto rimarcare la forte valenza politica, economica e sociale dell’opera, definendola una promessa mantenuta nei confronti sia del mondo imprenditoriale sia dell’intera comunità. Il sindaco ha spiegato che il comparto produttivo merita un’attenzione e una cura speciali
come questa giornata rappresenti un momento di fondamentale importanza per l’identità locale. Il sindaco ha espresso profonda soddisfazione, evidenziando che l’amministrazione ha investito molte energie nel progetto poiché riflette principi cruciali per la cittadinanza, quali l’adozione di abitudini quotidiane salutari e il recupero di spazi di spensieratezza e socializzazione collettiva. E ha rivolto un sentito ringraziamento ai numerosi partecipanti, agli amici che hanno voluto portare un saluto e all’indispensabile operato di tutti i volontari.
• (CRIS.S.)
da parte delle istituzioni, in virtù del ruolo occupazionale e del valore cruciale che ricopre per lo sviluppo economico di tutto il territorio padovano. L’obiettivo dichiarato della Giunta comunale è quello di offrire soluzioni concrete a chi rischia, investe e lavora ogni giorno in paese, potenziando la sicurezza stradale, la funzionalità della rete e la viabilità generale. Quello appena terminato in
via dell’Industria non rimarrà comunque un caso isolato, ma costituisce solo il primo lotto funzionale di una serie di manutenzioni già pianificate a registro e destinate a rendere l’area artigianale e industriale sempre più moderna, eff iciente, sicura e vicina alle reali necessità quotidiane delle imprese.
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• Cristina Salvato
SVOLTA GREEN E OPPORTUNITA’: NASCE LA COMUNITÀ ENERGETICA RINNOVABILE
La Comunità Energetica Rinnovabile di Vigodarzere è uff icialmente al via. Il primo incontro pubblico di presentazione ha registrato una partecipazione molto significativa, con oltre sessanta cittadini presenti, a dimostrazione dell’interesse del territorio verso la transizione energetica, la condivisione dell’energia e i benefici legati alle fonti rinnovabili. Si tratta di un progetto promosso dal Comune di Vigodarzere, che ha scelto di farsi promotore della CER e di invitare cittadini, imprese, attività commerciali ed enti del terzo settore a parteciparvi. A guidare l’iniziativa è l’assessore all’Ambiente Alessandra Bergamin, presente con il sindaco Adolfo Zordan. La parte tecnica è stata curata dall’ingegner Giorgio Soloni di Cercreator S.r.l., società che gestirà la CER e che ha accompagnato la cittadinanza nella comprensione del suo funzionamento, dei vantaggi e delle modalità di adesione.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili consentono anche a chi non possiede un impianto fotovoltaico di partecipare come consumatore, condividendo l’energia prodotta da chi ne ha uno. Maggiore è la quantità di energia prodotta e consumata nello stesso momento dai membri della Comunità, maggiore è l’incentivo economico riconosciuto dal Gestore dei Servizi Energetici. Tale incentivo viene suddiviso tra i partecipanti e prevede una quota destinata a un fondo etico per sostenere progetti sociali e ambientali sul territorio. L’adesione è libera, gratuita, non richiede di cambiare fornitore e si rivolge a tutti i titolari di un contatore elettrico: cittadini, imprese, attività commerciali e pubbliche amministrazioni. Sul fronte degli impianti, il Comune sta avviando studi di fattibilità sui propri edifici per valutare lo stato dei tetti degli immobili pubblici e farsi trovare pronto in vista dei bandi dedicati alle CER, al fine di cogliere le opportunità di finanziamento disponibili. “La partecipazione di questa prima serata conferma che la CER è un progetto in cui i nostri cittadini credono — sottolinea l’assessore Alessandra Bergamin — e dimostra un’amministrazione che crede nella transizione ecologica come scelta concreta, non come
slogan, e una cittadinanza pronta a fare la propria parte. La CER ci permette di ottenere sostenibilità ambientale, condivisione dei benefici delle rinnovabili e coesione del territorio”. Il percorso proseguirà con un incontro dedicato alle imprese, per illustrare le opportunità per le attività produttive, e con una seconda serata pubblica aperta alla cittadinanza per approfondire le modalità di adesione, le cui date saranno comunicate attraverso i canali del Comune.
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Il Comune di Vigodarzere introduce una svolta importante sul fronte della sicurezza: venerdì 19 giugno la sala comunale La Brenta ha ospitato un incontro pubblico per presentare il progetto del controllo di vicinato, iniziativa promossa dall’amministrazione, a seguito del protocollo siglato dal Comune con il Prefetto di Padova. La convenzione nasce dalla convinzione che una comunità attiva possa off rire un supporto prezioso alle forze dell’ordine. Il progetto partirà in via sperimentale, poiché è fondamentale individuare i volontari giusti: serviranno cittadini seri, capaci di osservare con equilibrio senza farsi prendere dal panico o dal desiderio di giustizia privata. Il residente non deve sostituirsi alla polizia, ma agire come una sentinella qualificata sul territorio.
Puoi scriverci all'indirizzo spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:
Cadoneghe, Via Gramsci, 95; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 17.30 Limena, Via Beato Arnaldo, 26; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Piazzola sul Brenta, Via della Roggia, 5 int. 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00
La sperimentazione inizierà dalle aree che statisticamente sono state più colpite: l’intenzione dell’amministrazione sarebbe di partire dalla frazione di Tavo, che nell’ultimo periodo ha sofferto maggiormente il fenomeno dei furti in casa, con la prospettiva di estendere l’iniziativa anche a Terraglione e alle altre zone del territorio comunale. Tutto dipenderà dalla risposta dei cittadini: se ci saranno persone collaborative e coordinate, il sistema funzionerà con eff icacia. L’incontro alla sala La Brenta ha rappresentato l’occasione ideale per approfondire come funzionerà il servizio, comprendere le modalità operative di adesione e gettare le basi di questa cooperazione attiva.
• Cristina Salvato
L’assessore all’Ambiente Alessandra Bergamin
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Il mercato dell energia sta cambiando ma la vera a i te icina e consapevo
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Pulizia dei fossi, scoppia la polemica
lavori di risagomatura e pulizia dei fossi di scolo sono finalmente partiti a Vigodarzere, ma la tempistica e le modalità dell’intervento scatenano una dura polemica politica. A sollevare il caso è l’ex assessore ai lavori pubblici e attuale consigliere comunale Moreno Boschello, che attraverso una serie di video-denunce sui canali social accusa la Giunta di muoversi solo per rincorrere le emergenze. Secondo Boschello, infatti, la macchina pubblica si sarebbe attivata per pulire i canali soltanto dopo la diffusione dei suoi filmati, che stanno di fatto dettando l’agenda operativa alla prima cittadina di fronte a una situazione di prolungata incuria. La manutenzione della rete idrica minore rappresenta un nodo cruciale per la sicurezza del territorio, storicamente esposto al rischio di allagamenti in caso di precipitazioni intense. L’ex assessore rivendica di aver più volte sollecitato questi interventi quando si trovava alla guida del settore, scontrandosi tuttavia con il rifiuto del sindaco, che avrebbe sempre preferito dare la priorità ad altre opere pubbliche. Pur accogliendo positivamente l’apertura dei cantieri, il consigliere contesta radicalmente la scelta di intervenire in piena primavera.
Una programmazione corretta avrebbe dovuto prevedere i lavori in autunno o in inverno: l’apertura dei cantieri in questo periodo rischia infatti di danneggiare le coltivazioni nella fase di germogliazione e di compromettere la riproduzione degli anfibi e la nidificazione degli uccelli acquatici nelle zone umide.
La battaglia si sposta poi sulle risorse finanziarie: Boschello ricorda di aver chiesto inutilmente, durante l’ultima variazione di bilancio, un aumento dei fondi rispetto ai 40mila euro stanziati l’anno precedente, giudicati del tutto insufficienti per coprire la vasta rete di fossi comunali. Il diniego del sindaco era stato decisivo per il suo voto contrario in aula. La comparsa dei nuovi
Estate in città, si parte con la Notte Bianca VIGODARZERE
cartelli di cantiere, che indicano ora un investimento complessivo di 122mila euro, dimostra per il consigliere che le risorse economiche potevano essere recuperate fin da subito. E auspica che in questa cifra sia ricompresa anche la realizzazione di alcuni attraversamenti stradali in via Ca’ Zusto, fondamentali per il corretto deflusso idrico. Il ritardo accumulato sulle manutenzioni ordinarie e sulle strade bianche viene quindi attribuito a una precisa scelta della linea politica di vertice, che negli ultimi anni ha preferito concentrare l’attività degli uff ici tecnici su grandi progetti come il nuovo asilo nido e la stazione di posta.
• Cristina Salvato
Anche quest’anno il Comune di Vigodarzere propone un ricco cartellone di appuntamenti culturali all’aperto. L’evento clou della stagione, promosso dall’associazione Botteghe Unite, è stata la Notte Bianca, che per la prima volta è durata ben tre giorni consecutivi, dal venerdì alla domenica, trasformando il centro cittadino in un palcoscenico a cielo aperto. In Piazza Bachelet ogni sera si è iniziato con un aperitivo accompagnato da panini, birra, cocktail e intrattenimento. La colonna sonora ha visto alternarsi venerdì 5 giugno l’energia di Lady Brian e Igor S, sabato 6 giugno il travolgente show 90 Rewind e domenica 7 giugno la chiusura aff idata all’Ottanta Forever Summer Tour con Sansone Deejay. Proprio il sabato, durante la vera e propria
notte bianca, i numerosi presenti hanno invaso anche via Roma per divertirsi tra stand gastronomici, artisti di strada, esposizioni di motori e spettacoli sportivi. L’intrattenimento continuerà per tutta l’estate con la rassegna Estate in Villa nella splendida cornice del parco di Villa Zusto. Il cartellone propone eventi eterogenei a ingresso libero fino a esaurimento posti. Si spazierà dalle melodie immortali della serata lirica con un quartetto di tenori il 18 giugno, passando per il ballo sportivo con campioni regionali il 26 giugno e la commedia brillante in dialetto veneto il 3 luglio. Spazio anche alla grande musica il 9 luglio con il tributo della OI&B Zucchero Celebration Band e, in chiusura il 17 luglio, al teatro dedicato ai bambini.
• (CRIS.S.)
Il consigliere Boschello al cantiere di pulizia dei fossi
Caro-vita. L’allarme della Caritas: “Siamo di fronte all’emergenza dei working poor”.
L’INFLAZIONE SPAVENTA 7 PERSONE SU 10 COLPITI DISOCCUPATI, CASALINGHE E OPERAI
La corsa incessante dei prezzi e il caro-vita si confermano come le minacce più sentite e destabilizzanti per l’opinione pubblica del Nord Est. I dati della più recente indagine condotta da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est, pubblicata a maggio scorso, delineano un quadro macroeconomico e sociale drammatico: ben il 70% degli intervistati (pari a 7 cittadini su 10) dichiara di provare una forte paura (“molto” o “moltissimo”) che la propria famiglia non riesca più a mantenere un tenore di vita dignitoso nel prossimo futuro. Soltanto una netta minoranza si dichiara poco preoccupata (26%) o per nulla intimorita (4%) dall’attuale spirale inflazionistica. Il timore legato al caro-prezzi tende a crescere soprattutto tra i cittadini in età centrale, specificamente nella fascia tra i 30 e i 44 anni (77%) e tra
i 55 e i 64 anni (75%), ovvero i segmenti di popolazione maggiormente esposti ai carichi familiari, ai mutui e alla gestione dei figli, seguiti dal target 45-54 anni (69%) e dai più giovani tra i 18 e i 29 anni (66%), per chiudere con gli over 65 (65%). Al contrario, i rincari e la perdita di potere d’acquisto risultano sensibilmente meno sentiti all’interno delle grandi città e dei grandi centri urbani, dove la preoccupazione si ferma al 60%, rispetto ai comuni con meno di 15.000 abitanti, dove la quota di cittadini allarmati schizza al 71%. Sul fronte professionale, l’inflazione si configura come una vera e propria tassa regressiva che colpisce in modo asimmetrico le fasce economicamente più deboli della società. Se tra gli imprenditori e i liberi professionisti l’allarme si attesta intorno al 50% e tra gli studenti scende al 58%, la
percentuale sale vertiginosamente tra i disoccupati (81%), gli operai (78%), le casalinghe (77%) e i pensionati (69%), seguiti da vicino da tecnici e impiegati (71%).
L’impatto sociale descritto dai dati trova drammatico riscontro nelle testimonianze sul campo delle organizzazioni assistenziali del territorio. La Caritas rileva un aumento delle richieste di aiuto da parte di famiglie inserite in una situazione di povertà e, sempre più spesso, non si tratta di persone senza lavoro o disoccupate. Si riscontrano crescenti difficoltà anche tra le persone stabilmente occupate: molte famiglie continuano a vivere in condizioni di indigenza assoluta perché gli stipendi restano troppo bassi rispetto all’aumento del costo della vita. La fascia grigia è oggi composta da lavoratori dipendenti con stipendi bassi e qualifiche in-
suff icienti, unita alla discontinuità lavorativa e alla disparità tra uomo e donna, in un contesto in cui l’imprenditore spesso non riconosce adeguatamente il valore del lavoro. L’economista Paolo Legrenzi definisce l’inflazione come “una tassa iniqua che colpisce solo alcuni”,
CONGRESSI E TURISMO, È BOOM A PADOVA E PROVINCIA
La provincia di Padova sta vivendo un’epoca da assoluta protagonista del panorama turistico nazionale. Le previsioni elaborate dalle associazioni di categoria confermano un trend straordinario, con le strutture ricettive del centro città, dell’area termale di Abano e Montegrotto e delle località dei Colli Euganei che viaggiano spedite verso il tutto esaurito per queste settimane estive. Secondo Confcommercio Padova si registra un tasso di occupazione dei posti letto che ha già toccato l’80% in moltissimi alberghi, con i sold-out che si stanno progressivamente estendendo anche alle strutture ricettive di dimensioni minori. A spingere i visitatori, che arrivano in massa sia da fuori regione sia dalle
aree limitrofe per un turismo a “chilometro zero”, è una combinazione vincente basata sull’attrattività culturale dei siti d’arte patavini, sul richiamo religioso della festività di Sant’Antonio e su un ricchissimo palinsesto di eventi collaterali.
Parallelamente ai successi del turismo del tempo libero, Padova consolida in modo definitivo il proprio posizionamento d’eccellenza nel settore congressuale internazionale. I dati uff iciali della classifica 2025 dell’ICCA (International Congress and Convention Association) incoronano il capoluogo del Santo come un hub di rilievo mondiale. Padova si piazza infatti al 7° posto assoluto in Italia e conquista un lusinghiero 63° posto nella classifica europea,
evidenziando come agisca in modo invisibile modificando radicalmente la percezione psicologica del benessere economico dei singoli e riducendo il potere d’acquisto reale a parità di stipendio percepito.
• Vincenzo Gottardo
compiendo un balzo straordinario rispetto alla 90ª posizione occupata nel 2023 e alla 75ª del 2024. La città mantiene saldamente il record di prima città italiana non capoluogo di regione presente nel ranking globale.
Questo traguardo storico è stato reso possibile grazie ai 24 congressi internazionali di alto valore scientifico e accademico ospitati sul territorio, un risultato agevolato dalla presenza trainante dell’Università degli Studi di Padova, dei centri di ricerca e di un comparto medico-scientifico d’avanguardia.
• (V.G.)
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“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”
Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia differenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.
“Siamo alla fine di lunga stagioneafferma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a
tutte le Regioni a Statuto ordinario”
Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia differenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione rafforzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando
di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.
“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia differenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza
LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE
Presente alla Commissione Aff ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione
trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui
da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici
medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.
diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.
Chiara Luisetto Giovanni Manildo
L’intervista. Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio regionale, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Vicenza
“ALTA VELOCITÀ: SERVE IL CORAGGIO
DI DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE”
Francesco Rucco, lei è stato a lungo sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oggi è vice presidente del Consiglio Regionale: c’è una sfida imminente che la città si accinge ad aff rontare, e che poi toccherà a tutto il resto del Nord-Est: quella dell’Alta Velocità. Dal suo punto di vista, si rischia un pantano burocratico e operativo?
Secondo me l’attuale sindaco Possamai sta di fatto rallentando l’opera per evitare di prendere decisioni nette. Credo che lo abbiano capito anche i vicentini: l’obiettivo è non fare scelte impopolari in vista delle elezioni del 2028, per evitare contraccolpi sul risultato elettorale. Bisogna però considerare che sono già passati tre anni, ne passeranno altri cinque e l’opera in città ancora non è arrivata. Parliamo di un cantiere che durerà oltre dieci anni nel tessuto cittadino, portando un disagio enorme. Chi fa l’amministratore non può fare calcoli elettorali, deve avere il coraggio di aff rontare la situazione e decidere una volta per tutte. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere come il treno uscirà dalla stazione di Vicenza
verso Padova, incidendo quindi anche sul territorio padovano. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione, ma credo che entro l’autunno una decisione definitiva vada presa.
La presidente di Confindustria Vicenza ha spiegato che siamo ormai al terzo anno di “decrescita infelice” della produzione industriale. In questo scenario economico, che ruolo sta avendo e può avere la Regione?
La Regione ha un ruolo fondamentale, e lo dimostra anche la recente e importante nomina di Massimo Giorgetti — già assessore regionale veronese — alla presidenza di Veneto Sviluppo. Veneto Sviluppo è la finanziaria che sostiene le nostre aziende. In questi anni è rimasta un po’ troppo ferma e deve riprendere il ruolo centrale del passato, immettendo liquidità e denaro dove necessario per sostenere imprese che oggi sono in netta difficoltà. Il Veneto non è più quello di venti o trent’anni fa, sta soff rendo. Durante la campagna elettorale ho visitato almeno un centinaio di aziende e continuo a farlo tuttora; pochi giorni fa ero in un’azienda casearia di livello
internazionale. La richiesta che arriva unanimemente dal mondo produttivo è chiara: meno burocrazia e più elasticità. Da questo punto di vista, il presidente Stefani e l’assessore Bitonci hanno aperto tavoli strategici per la sburocratizzazione. Sul fronte dei trasporti, inoltre, dopo la Pedemontana è vitale ragionare sull’A31 e sul collegamento a nord con l’Europa: non è solo un raccordo verso Trento, ma un’apertura commerciale, imprenditoriale e turistica verso l’Europa centrale e del Nord che sarebbe una manna dal cielo per l’economia veneta.
Spostandoci sul fronte politico, come si spiega l’alto consenso di tanti vicentini verso figure come Vannacci, Valdegamberi o Joe Formaggio? Sicuramente Vannacci rappresenta l’elemento di novità. Quando si apre uno spazio politico nuovo, com’era accaduto a suo tempo con il Movimento Cinque Stelle, si attirano inevitabilmente quelle persone che non hanno trovato risposte o spazio nei partiti classici. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma di cui bisogna comprendere a fondo il messaggio. Devo dire che alcune delle
posizioni che Vannacci sta esprimendo sono un po’ contraddittorie: sul tema del femminicidio, ad esempio, le sue dichiarazioni non mi trovano affatto d’accordo. Come si trova in questa nuova veste da consigliere regionale dopo tanti anni passati a fare il sindaco e cosa significa aver ricevuto un così alto numero di consensi?
Fare il sindaco è, a mio avviso, il ruolo più bello in assoluto in politica. C’è un legame viscerale: è la tua città, la ami naturalmente e ti trovi a lavorare ogni giorno per il tuo territorio e per la tua comunità. Il Consiglio regionale rappresenta una realtà completamente diversa. È un’assemblea legislativa, il cui approccio assomiglia molto a quello del Parlamento italiano, un vero e proprio “Parlamento veneto” che lavora sulla produzione delle leggi regionali. Devo dire, però, che il livello dei componenti di questo consiglio è molto alto e l’aula è composta da amministratori di ottimo spessore. Il risultato elettorale è un bellissimo risultato, frutto di un lavoro capillare e costante svolto sul territorio a stretto contatto con i cittadini.
Consiglio Provinciale, si impone lo schieramento di centrodestra,
alta l’affluenza al voto
VIOLENZA DI GENERE, LANZARIN: “PREVENZIONE E FORMAZIONE CONTRO UN FENOMENO PERVASIVO”
E“I’ il centrodestra ad imporsi alle elezioni per il nuovo Consiglio della Provincia di Padova con oltre il 61% delle preferenze e 10 seggi. Il voto, espresso in modo esclusivo da Sindaci e Consiglieri comunali in carica, ha registrato un’altissima affluenza alle urne: hanno infatti votato ben 1.122 elettori sui 1.380 aventi diritto, un dato finale pari all’81,30% del corpo elettorale. Il meccanismo normativo del voto ponderato, calcolato attribuendo pesi specifici e indici differenziati in base alle diverse fasce demografiche
l Veneto può contare su una rete antiviolenza solida e strutturata, composta da 25 Centri Antiviolenza, 42 Case Rifugio e 37 Sportelli. Tuttavia, i dati ci confermano che la violenza contro le donne resta un fenomeno pervasivo e che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura del rispetto”. Manuela Lanzarin (Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione, interviene con forza sul tema della violenza di genere e sull’attività dell’Osservatorio regionale permanente.
I dati Istat tracciano un quadro drammatico: il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza nel corso della propria vita. Una realtà che bussa ogni giorno alle porte dei servizi territoriali: nel solo 2024, i Centri Antiviolenza e gli Sportelli veneti hanno registrato 8.366 contatti, prendendo in carico e accompagnando 3.780 donne. In questo contesto diventa centrale il lavoro dell’Osservatorio regionale, nato grazie a un voto condiviso da tutte le forze politiche. Durante la seduta della Quinta Commissione,
dei Comuni, ha decretato la netta affermazione della lista “Centrodestra per Padova e Provincia”. La coalizione vincente, che ha riproposto alcuni consiglieri uscenti accanto a nomi nuovi, ha ottenuto il 61,38% dei consensi complessivi, raggiungendo una cifra elettorale finale pari a 51.889 voti ponderati. Alla seconda forza politica in campo, l “Tutta la Provincia uniti per il territorio”, è andato il restante 38,62% delle preferenze, corrispondente a 32.651 voti ponderati. Sulla base di questi conteggi formali, i 16 seggi previsti per
la presidente Roberta Ruggeri ha illustrato il bilancio dei primi sei mesi e le prossime iniziative. L’obiettivo è duplice: monitorare il fenomeno attraverso dati scientifici, grazie a un protocollo con l’Università di Padova, e far crescere una consapevolezza diff usa. “La formazione rappresenta uno strumento fondamentale – sottolinea Lanzarin – e dovrà coinvolgere avvocati, assistenti sociali, personale sanitario, giornalisti e personale scolastico”. Il prossimo passaggio sarà l’esame della relazione in Consiglio regionale.
comporre l’assemblea di Palazzo Santo Stefano sono stati proporzionalmente ripartiti in 10 seggi alla lista di centrodestra e 6 seggi all’altra formazione. Il nuovo Consiglio Provinciale risulta dunque ufficialmente composto dai consiglieri elencati per voti di preferenza ponderati, fra loro diversi sindaci: Michele Sigolotto (7.617 voti), Davide Moro (5.471), Luigi Sabatino (5.367), Moreno Giacomazzi (5.046), Umberto Perilli (4.686), Elena Pagetta (4.122), Stefano Agujari Stoppa (4.113), Sofia Pinato (4.040), Enrico Perusin (4.026), Stefano Baraldo (3.993),
Manuela Lanzarin
Francesco Rucco
Vincenzo Gottardo (3.896), Bruno Cacciavillani (3.823), Enrico Turrin (3.801), Marco Concolato (3.799), Massimo Cavazzana (3.673) ed Emanuela Gastaldello (3.365).
Il nuovo Consiglio della Provincia di Padova
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Despar Nord investe sul Veneto
Ioccupazione e presenza sul territorio
l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, l’azienda ha rafforzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con
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che
DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO
coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli scaffali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.
U n percorso di crescita confermato
di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 aff iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori
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proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.
lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare
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Apoco più di due settimane dall’attivazione, il numero europeo armonizzato 116117 sta già entrando nelle abitudini dei cittadini padovani. Il servizio, operativo dal 19 maggio nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, ha infatti registrato oltre 6.800 chiamate nei primi quattordici giorni di attività, confermando l’interesse e la necessità di uno strumento dedicato alle esigenze sanitarie non urgenti.
Il 116117 rappresenta una delle principali novità introdotte nel sistema sanitario territoriale. Si tratta del numero telefonico gratuito che permette ai cittadini di entrare in contatto con la continuità assistenziale, ottenere informazioni sui servizi sanitari e ricevere indicazioni appropriate quando il problema di salute non richiede l’intervento immediato del Pronto Soccorso.
I dati raccolti nelle prime due settimane mostrano una media di quasi 500 chiamate al giorno, con picchi particolarmente elevati nelle fasce orarie serali e durante i fine settimana, quando gli ambulatori dei medici di medicina generale sono chiusi. Un risultato che evidenzia come il servizio stia rispondendo a un’esigenza concreta della popolazione, offrendo un punto di riferimento unico per orientarsi all’interno della rete sanitaria. Attraverso il 116117 è possibile contattare il servizio di continuità assistenziale, ex guardia medi-
ca, ricevere informazioni su medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ottenere indicazioni sulle farmacie di turno e sugli altri servizi sanitari presenti sul territorio. Il numero non sostituisce invece il 118 o il 112 per le emergenze e le urgenze, che continuano a rappresentare il riferimento per tutte le situazioni che richiedono un intervento immediato. L’introduzione del servizio rientra nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Il sistema consente infatti di indirizzare il cittadino verso la risposta più adeguata al proprio bisogno, evitando sovraccarichi alle strutture di emergenza per problematiche che possono essere gestite in altri contesti assistenziali.
I numeri registrati nelle prime settimane testimoniano una risposta positiva da parte della popolazione di Padova e provincia. Per questo l’Ulss Euganea invita i cittadini a ricordare e utilizzare il 116117 ogni volta che si presenta un problema sanitario non urgente o quando si ha bisogno di informazioni e orientamento all’interno del sistema sanitario. Un servizio destinato a diventare sempre più centrale nella gestione dell’assistenza territoriale e nel rapporto quotidiano tra cittadini e sanità pubblica.
Quasi 7 mila chiamate in due settimane al 116117, il nuovo numero sanitario entra nelle abitudini dei cittadini
“Ho provato il 116117 e vi racconto com’è andata”
• di Nicola Stievano
Sono una delle circa settemila persone che hanno composto il numero unico 116117 per le richieste sanitarie non urgenti in Veneto nelle prime settimane di attività. Il Numero Europeo Armonizzato, che di fatto dal mese scorso rappresenta l’accesso al servizio di continuità assistenziale - l’ex guardia medica - ma anche il punto di prima informazione di carattere sanitario, è gratuito e raggiungibile sia dal telefono fisso che dal cellulare. Ma veniamo alla mia personale esperienza proprio nei primi giorni di avvio del nuovo numero unico. Dopo una notte pressoché insonne a casua di un insistente dolore ad un orecchio, di buon mattino, alle 6.50 per la precisione, ho composto il 116117 per chiedere l’eventuale assistenza della guardia medica, visto che era sabato. L’attesa è durata qualche istante e la risposta pressoché immediata. Sono stato messo in comunicazione con una giovane donna che ha raccolto la mia segnalazione e i miei dati. Dopo avermi fatto qualche domanda per completare il quadro mi ha
spiegato che avrebbe girato la segnalazione alla continuità assistenziale del mio distretto dell Ulss 6 e che sarei stato contattato direttamente dal medico. Mi ha raccomandato infine di rispondere anche ad un eventuale numero privato. Da quel momento è iniziata l’attesa ma non è stato un problema visto che non si trattava di un’urgenza, per la quale altrimenti avrei agito diversamente. La telefonata è arrivata dopo mezz’ora, da un numero privato in effetti. Il medico aveva le informazioni lasciate al numero unico e, dopo qualche altra domanda, mi ha dato appuntamento all’ambulatorio della continuità assistenziale alle 10.45. Anche in questo caso l’attesa davanti all’ambulatorio è durata pochi istanti. Dopo una breve visita il medico ha prescritto la cura e sono tornato a casa. L’esperienza pertanto è stata positiva, con attese ridotte, nessun disguido e con un riscontro immediato e positivo. Se il servizio confermerà questa prima impressione rappresenterà senz’altro un passo avanti nel rendere più semplice il rapporto tra assistenza sanitaria e cittadini.
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale. Ospedali. Più continuità assistenziale, meno accessi impropri ai Pronto
Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24
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a Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasformandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni». L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20.
Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24. Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attuazione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.
In Oncologia il make-up aiuta i pazienti a sentirsi meglio durante le cure
Migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici prima, durante e dopo le cure. È questo l’obiettivo di “Esteticamente DH”, progetto giunto alla seconda edizione e ospitato nei giorni scorsi nell’Unità operativa di Oncologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa è stata organizzata con il supporto di una squadra di specialisti e si è articolata in due momenti distinti. La prima parte, aperta anche ai familiari, è stata dedicata all’informazione e al confronto. Durante gli incontri sono stati illustrati gli effetti delle terapie su pelle e mucose, con suggerimenti pratici per affrontare al meglio i disagi legati alle cure e consigli utili per la gestione quotidiana. Non è mancato uno spazio dedicato alle domande e alla condivisione delle esperienze dei pazienti.
La seconda fase, riservata agli assistiti, ha trasformato alcune stanze del reparto in una “Temporary Beauty SPA”. Qui sono stati proposti massaggi a viso e mani, riflessologia plantare e consulenze personalizzate dedicate all’immagine, al trucco correttivo, all’armocromia e alla cura dei capelli.
«In una delle stanze solitamente dedicate alle terapie, e che per l’occasione cambiano veste, si eseguono massaggio viso e mani e riflessologia plantare, con un operatore dedicato per ogni paziente», ha spiegato la dottoressa Laura Merlini, direttore della struttura. «Tutte queste attenzioni danno la connotazione di “coccola” alla parte pratica».
Le indicazioni fornite durante il laboratorio sono state condivise con il personale sanitario coinvol-
to nel progetto, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a vivere il percorso di cura in modo più consapevole e partecipato.
«Lo scopo dell’evento, che rappresenta un valore aggiunto alla nostra quotidianità, è quello di informare le pazienti per migliorare il loro benessere e far vivere l’ospedale non solo come luogo di cura, ma anche come spazio in cui ci si prende cura della persona a tutto tondo», ha aggiunto la dottoressa Merlini, ringraziando la Fondazione Altre Parole per il sostegno all’iniziativa già avviata lo scorso anno a Piove di Sacco e ora estesa ai due poli ospedalieri.
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