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Salute
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GENNAIO 2021
Periodico d’informazione locale - Anno XXVIII n.11
Regione
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di Padova
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RACCOLTA DIFFERENZIATA
Chiara Gallani: “Orgogliosa dei padovani”
on-line: Raggiungi i tuoi potenziali clienti con noi. Carta, Web, Mobile. Dentro il territorio Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< nel cuore della gente! In queste settimane ancora segnate dall’in18 Edizioni Locali. certezza e condizionate dalla curva dei contagi, Oltredall’alto 300.000 numero di ricoveri ospedalieri e, purfamiglie raggiunte.
Scuole e imprese le sfide di oggi
troppo, dalla una lista di decessi sempre più lunga, si fa ancora più pressante la necessità di non perdere di vista l’impatto sul tessuto economico e produttivo e il destino delle nostre scuole. Due macro settori che da quasi un anno, ormai, si trovano in balia degli eventi, tra chiusure e rinvii, dubbi e passi falsi. Ovviamente nessuno ha la ricetta pronta e di sicuro successo per uscire indenni dalla crisi sanitaria, economica e sociale del secolo, ma proprio perché stiamo vivendo una situazione fuori dall’ordinario sono quantomai necessarie misure straordinarie e coraggiose. Meno proclami e più fatti, verrebbe da6dire, Servizi da pag. finomeno a pag 10 annunci e più concretezza per sostenere chi sta pagando un alto prezzo alla pandemia. Da una parte c’è chi sta rischiando in proprio, dall’altra è in gioco la tenuta del nostro sistema scolastico. In questi mesi migliaia di aziende e attività sono costrette a limitazioni forzate che incidono sull’occupazione e sulla redditività. Si è parlato molto di ristori e di aiuti ma, a sentire i diretti interessati, la situazione resta drammatica e ancora non si intravede la fine del tunnel. Le imprese chiedono di essere messe nelle condizioni di lavorare e produrre oppure, quando ciò non è possibile, di essere adeguatamente sostenute e di poter contare su interventi di carattere fiscale e finanziario in grado di mitigare l’onda d’urto della crisi. La scuola, intanto, si trova ancora nell’occhio del ciclone dopo mesi complicati. Gli studenti delle superiori sono costretti ancora alla didattica a distanza mentre non è ancora sciolto il nodo del trasporto locale che tanto condiziona il rientro in classe. Chi invece affronta la didattica in presenza fa i conti con le difficoltà quotidiane di una gestione complessa e i molti interrogativi ancora aperti. Ma quel che non possiamo permetterci è un nuovo lockdown dell’istruzione.
RIFIUTI, SFIDA DA VINCERE La città chiede soluzioni. Ma sul piano, avviato dieci anni fa, le idee sono diverse e spesso contrastanti
RAPPORTO ISPRA
In città raccolta differenziata al 60 per cento MASSIMO BITONCI
“Porta a porta? Un sistema superato da nuove tecnologie” UBALDO LONARDI
“Il Comune non rifaccia gli stessi errori ad Arcella Est” DIEGO BONAVINA
L’assessore allo sport: “Al via i lavori per lo stadio” CENTRO DONNA
Intervista alla presidente Mariangela Zanni INTERVISTA A LUCA ZAIA
“Sanità ed economia, non dobbiamo abbassare la guardia”
Scuole e imprese le sfide di oggi Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
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’augurio che tutti ci siamo scambiati all’inizio di questo 2021 è stato quello di lasciarci alle spalle il prima possibile la pandemia con tutte le sue conseguenze, dall’emergenza sanitaria permanente alle limitazioni “a colori” che ormai scandiscono la nostra vita da mesi e ci condizionano la nostra quotidianità. A sostenere questa speranza l’impegno quotidiano degli operatori sanitari, a tutti i livelli e in qualsiasi struttura, e la proÈ un periodico formato da 18 edizioni localigressiva mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 5 Redazione: segue diffusione del vaccino.
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La notizia del mese
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Scuole e imprese le sfide di oggi
GENNAIO 2021
L’appello del sindaco
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
“Vaccino, una grande sfida comune” Questa copia è certificata da
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’avvio di questo nuovo anno ci responsabilizza ancora di più a considerare i tempi che viviamo come decisamente straordinari, per questo tutti noi dobbiamo corrispondere uno sforzo assoluto per essere all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Mentre osservo piuttosto incredulo quanto accade a Roma, con bisticci e trattative nell’ora più buia per l’Italia, non posso non soffermarmi sul fatto che oggi ad ogni livello e ciascuno per le sue competenze siamo tutti responsabili del lavoro per assicurare la massima efficienza e velocità per battere il virus. Serve accorciare al massimo i tempi di questa liberazione, dobbiamo spenderci uniti per far uscire presto dall’incubo le nostre comunità e i cittadini. Purtroppo appare sempre più chiaro che serviranno ancora mesi di sacrifici, ma le persone per accettarli hanno bisogno di vedere efficienza da parte dello stato nelle sue articolazioni. Adesso le nostre speranze sono rivolte sulla campagna vaccinale e qui si apre la necessità di un lavoro corale e celere. La catena di azioni che porta a una campagna vaccinale di massa è molto articolata e vede difficoltà rispetto alle quali tutti dobbiamo adoperarci per ottenere soluzioni. Temi logistici, modalità di conservazione, temi di informazione e sensibilizzazione collettiva, temi di spazi idonei da allestire nella cooperazione tra diverse istituzioni. Quello che ci deve assillare da qua in poi è accelerare, fare presto e in sicurezza. Certo arriveranno via via nuovi sviluppi, nuovi vaccini autorizzati e speriamo dotazioni sempre più consistenti ma il punto è che il sistema paese deve vivere ogni giorno in un lavoro di squadra a 360 gradi per dare rapidità o diversamente le persone non capiranno, monterà la rabbia, arriveremo tardi ad agganciare la ripartenza e quindi a riprenderci la libertà. Non è questo tempo di polemiche, né di osservare dalla finestra cosa capita, né di commentare quante dosi vengono somministrate al giorno scorrendo grafici. Non è tempo di scarica barile. Se coinvolti, i Sindaci possono dare una mano sotto alcuni aspetti e io sono a piena disposizione. La regione e le autorità sanitarie ci convochino, ci dicano cosa possiamo fare. Coordiniamoci con
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spirito positivo per dare risposte alle persone. Un sistema con una gestione centrale può essere utile per dare una visione nazionale coordinata ma poi ogni territorio deve rimboccarsi le maniche e, come veneti, anche vista la situazione critica in cui versiamo, dobbiamo mettere doppio impegno in dedizione e operatività. Come ci ha ricordato il Capo dello Stato questo è tempo di costruttori. Io sono una persona pratica, focalizziamo la sfida: vaccinare più persone possibili nel più breve tempo possibile. Se c’è qualcosa che i Comuni, in particolare quelli di grandi dimensioni, possono fare per centrarla allora coinvolgeteci. A Padova siamo pronti a dare il massimo ma processi complessi vanno pianificati per tempo e data l’urgenza direi che non c’è tempo da perdere. Sergio Giordani Sindaco della Città di Padova
Raggiungi i tuoi potenziali clienti con noi. Carta, Web, Mobile. Dentro il territorio nel cuore della gente! 18 Edizioni Scuole e imprese le sfide di oggi Locali. Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Oltre 300.000 ’augurio che tutti ci siamo scambiati all’inizio di famiglie questo 2021 è stato quello di lasciarci alle spalle il raggiunte. prima possibile la pandemia con tutte le sue conseguen-
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ze, dall’emergenza sanitaria permanente alle limitazioni “a colori” che ormai scandiscono la nostra vita da mesi e ci condizionano la nostra quotidianità. A sostenere questa speranza l’impegno quotidiano degli operatori sanitari, a tutti i livelli e in qualsiasi struttura, e la proÈ un periodico formato da 18 edizioni localigressiva mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 5 Redazione: segue diffusione del vaccino. recapitato a 316.016 famiglie del Veneto.
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In primo piano
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Raccolta differenziata Il punto sul progetto avviato nel 2011 da Flavio Zanonato
Il porta a porta secondo Chiara Gallani “Orgogliosa dei padovani e della loro risposta” D
ici raccolta differenziata e c’è “Oltre quarantamila padovani coinvolchi a Padova si mette le mani ti, che ci hanno consentito di superare fra i capelli e scuote la testa. Gli chiedi la metà degli abitanti raggiunti dal porperché e allora saltano fuori i ritardi ta a porta. Si è trattato di un momento nel completamento del progetto del importantissimo per proseguire, ma il porta a porta, le quattro modalità di- Covid ci ha costretti a rallentare”. verse di raccolta urbana, l’Arcella diArcella Ovest, dove il piano è stato visa a metà, la quantità di secco che fa avviato il primo novembre 2019, per della città del Santo il penultimo ca- Chiara Gallani è un fiore all’occhiello. poluogo veneto nella lista dei virtuosi “È il simbolo più importante della citdi Legambiente in regione. E chi più tà, perché siamo andati ad aggredire ne ha più ne metta. Per capirci di più il quartiere più popoloso di Padova e abbiamo bussato alla porta di Chiara la zona maggiormente preda dell’abGallani. L’assessora all’ambiente della bandono dei rifiuti anche da fuori. giunta Giordani parte riavvolgendo il La risposta è stata ottima, un risultanastro fino al 2011, anno in cui Flavio to virtuoso che va ben oltre il boom Zanonato decide di avviare il porta a iniziale che si registra solitamente porta partendo dalla cintura e con gli con l’avvio del porta a porta”. A fine anni ecco che il piano inizia ad entrare 2020 la percentuale di raccolta ha tocnei quartieri. “Ma quando siamo arri- cato il 73,52%. “Un risultato ottimo”, vati a Palazzo Moroni abbiamo dovulo definisce l’assessora, che annuncia to riprendere tutto in l’imminente avvio anmano e lavorarci un che nella parte Est del L’assessora anno intero per poter quartiere: “Quattro ripartire all’inizio di all’ambiente punta mesi di preparazione e ottobre del 2018. C’era si parte”. il dito contro un buco di programUn quartiere diviso Bitonci: “Con lui mazione, mancavano in due per una questiola pianificazione e il ne di numeri. Il piano non c’era più un piano di investimento comunale prevede inpiano, oltre un e quindi l’azienda non fatti partenze a gruppi era pronta”. che vanno da 8mila a anno per Il piano economico non oltre 16mila abiriprogettare” finanziario complessitanti. Perché la quevo per il porta a porta stione va affrontata è un investimento che vale 45 milio- con le assemblee di quartiere, con la ni di euro. Ma senza programmazio- progettazione di isole ecologiche nei ne e pianificazione AcegasApsAmga, condomini, con una comunicazione multiutility del gruppo Hera, non può mirata. I risultati dipendono da quanto agire. “Sotto Bitonci non c’era più un i cittadini si sentono coinvolti, dalla piano”. Gallani punta il dito sull’ex sensibilizzazione, da come differenamministrazione e spiega così perché ziano. Un piano che non avrebbe mai nel 2017 la sua giunta non abbia po- potuto azzardare un giorno zero per tuto fare altro che ricominciare da lì tutta la città, come è successo a Trevidove tutto si era fermato, progettando so. E non solo per la diversa popolosità quattro step per riuscire a chiudere il dei due capoluoghi. “Padova è diversa cerchio. Primo passo, Arcella Ovest. per urbanizzazione e per caratteristi-
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Sopra Chiara Gallani
che”, sostiene l’assessora all’ambiente. Padova ha un polo universitario di 6070mila persone con ricadute diverse sui rifiuti rispetto a un cittadino. Padova ha un polo ospedaliero che è una città nella città. Padova ha una zona industriale importante. “Ci stiamo lavorando. Abbiamo iniziato con il Centro Ingrosso Cina, che non differenziava la plastica. Stiamo dialogando con l’Università. Perché questa è una città costretta a lavorare in due direzioni ed è per questo che sono orgogliosa che per la prima volta questa amministrazione sia riuscita ad incrementare la raccolta differenziata, dando un’accelerata notevole. Ottantamila persone in più coinvolte nel porta a porta lo considero un ottimo risultato”, dichiara Gallani. La prima grande sfida era l’Arcella
Ovest, con “polemiche che ci hanno dato modo di valutare nuovi parametri e proposte, perché chi viene investito dal cambiamento ha paura e io devo avere la giusta attenzione e sensibilità”. Gli obiettivi del 2021 sono il completamento dell’Arcella – “un quartiere caldo che si sta dimostrando migliore di altri” – e la continuazione dell’opera nella zona industriale. Nel frattempo è stata creata una squadra ambientale formata da polizia locale, personale degli uffici comunali, AcegasApsAmga che, grazie alla collaborazione dei cittadini, cerca di contrastare l’abbandono dei rifiuti. Pronta, in sinergia con l’assessorato alla sicurezza urbana e polizia locale guidato da Diego Bonavina, anche una telecamera mobile. Sara Salin
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In primo piano
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ISPRA 2020 Nel rapporto Padova è terza in Italia nella classifica delle città con più di 200mila abitanti
La differenziata raggiunge il 60% G
li ultimi numeri forniti da AcegasApsAmga sono dello scorso novembre e affermano che a Padova la raccolta differenziata complessiva ha raggiunto il 60%. Un balzo in avanti importante che colloca la città al terzo posto nella classifica di raccolta differenziata tra le città con più di 200mila abitanti. Più sette punti percentuale rispetto al 2019, quando era stato raggiunto un 53% che sembrava già un successo per la crescita dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Un risultato reso possibile – come spiega l’azienda del gruppo Hera a cui è affidato il servizio – grazie al consolidamento della raccolta porta a porta nella zona Ovest dell’Arcella, all’ottimizzazione delle raccolte stradali servite dalla tecnologia (come HergoAmbiente e la app il Rifiutologo) e alla valorizzazione dei centri di raccolta, supportati anche dalle iniziative dei sabati ecologici in piazzale Azzurri d’Italia. Senza dimenticare l’impegno dei padovani, che hanno saputo cogliere positivamente le evoluzioni dei
servizi ambientali e hanno partecipato attivamente a una differenziata con una maggiore qualità. “Con il prossimo step di porta a porta che interesserà la zona dell’Arcella Est si completerà un tassello importante nel servizio di raccolta rifiuti domiciliare di Padova, che arriverà a contare ben oltre la metà della città servita da questo sistema. Si tratta – spiega Giovanni Piccoli, responsabile dei servizi ambientali di AcegasApsAmga – di un percorso che, negli anni, abbiamo portato avanti in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale. In questo anno particolare e complesso, repentino nella sua continua mutevolezza e incerto, abbiamo garantito la continuità del servizio e il contatto con i cittadini, anche attraverso modalità di comunicazione innovative”. Per Piccoli i risultati del 2020, rendicontati anche dall’ultimo rapporto Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), “testimoniano il concreto impegno per il comple-
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Per AcegasApsAmga si tratta di risultati ottenuti grazie alla stretta collaborazione fra azienda, Comune e cittadini “E ora via al completamento del porta a porta anche all’Arcella Est” tamento delle modalità di gestione del servizio nelle aree ancora non interessante dal porta a porta, secondo un modello personalizzato e una serie di azioni finalizzate a promuovere la raccolta differenziata e una cultura ambientale”. Altri dati positivi sono il tasso di riciclo, ovvero quanto materiale viene effettivamente riciclato, che nel 2019 ha raggiunto il 49% (con un 2% in più rispetto
al 2018), e dato relativo al tipo di raccolta effettuata dai padovani: il report “Sulle tracce dei rifiuti” con cui AcegasApsAmga analizza il 2019 afferma è stato mediamente destinato al recupero il 95% di quanto raccolto in modo differenziato, pari a 301 chilogrammi per abitante. Senza dimenticare che la città è stata premiata da Comieco (il consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballi a base cellu-
losica) come “Miglior Comune riciclone per la raccolta di carta e cartone nell’area Nord Italia”. Un premio che tiene conto non solo della quantità raccolta ma anche delle modalità di realizzazione e promozione attuali e future. Padova è ampiamente sopra la media nazionale e del Veneto, con 76,59 chilogrammi per abitante all’anno contro una media delle altre città venete che si ferma a 60,8 e nazionale di 57,5. (s.s.)
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La città che cambia
Massimo Bitonci L’ex sindaco replica a muso duro all’assessora all’ambiente
“Gallani chieda conto a Zanonato & Co. del perché il Comune oggi ha le mani legate” Per il deputato leghista il porta a porta è un sistema superato da nuove tecnologie che consentono di differenziare i rifiuti direttamente dopo la raccolta
Massimo Bitonci
“L
’occupazione principale dell’assessora dovrebbe essere quella di preoccuparsi di aver aumentato del cinque per cento la tassa sui rifiuti e di aver previsto un ulteriore aumento per il 2021 nonostante la grave crisi economica in atto, dimenticandosi invece dei tagli consistenti alla tariffa, ma anche all’Irpef, fatti dalla mia amministrazione. Sulla tassazione non ha fatto nulla”. Massimo Bitonci non le manda certo a dire e risponde così a Chiara Gallani, che definisce “l’impreparata assessora del governo Giordani”. La titolare della delega all’ambiente del Comune di Padova sostiene infatti che, negli anni in cui il leghista è stato primo cittadino, non ci fosse più un piano per la raccolta differenziata. Lui sorride. “È l’ennesima dimostrazione che siamo di fronte ad un’amministrazione ferma, capace solo di concludere le opere iniziate da noi”. L’ex sindaco non ci sta proprio a passare per il responsabile di un piano che a suo avviso (fa tutt’altro che negarlo) è comunque sbagliato. “In due anni e mezzo non hanno trovato la soluzione e i cittadini sono molto scontenti. Sono lontani dalle esigenze della gente e questo è ancora più grave visto che possono fare riferimento ad un colosso come AcegasApsAmga, che fa parte del gruppo Hera. La loro è una linea demagogica e non solo per quanto riguarda ambiente e rifiuti, ma anche trasporti e sicurezza”. Tassazione e demagogia, quindi. Alla fine la domanda rimane: i ritardi nella realizzazione del piano a chi vanno imputati? “Trovo ridicolo che un’amministrazione che ha governato per così tanti anni con Zanonato e poi con Rossi adesso dia la colpa a noi dei ritardi. Quando sono diventato sindaco – afferma Bitonci – ho trovato una gestione ferma e non in linea con le esigenze dei cittadini. A Padova si può fare la raccolta differenziata senza il porta a porta”. Sia chiaro, per il deputato il sistema spinto di raccolta differenziata non è da demonizzare in senso assoluto. Negli anni in cui è stato sindaco di Cittadella il porta a porta è stato un grande successo. Solo che si parla di un comune più piccolo e di quasi vent’anni fa. “Oggi va ascoltata la gente e non si deve spingere sul porta a porta”, ripete come fosse un mantra. “Ma il mio consiglio rimane inascoltato”. A onor del vero negli anni in cui ha governato la città Massimo
Bitonci non ha chiuso il piano in un cassetto. La Guizza, per esempio, è partita. “È vero, siamo andati avanti. Ma c’era un progetto in corso per rivoluzionare la raccolta differenziata voluto dall’amministrazione precedente. Ho portato avanti la Guizza, ma prima ho cercato di capire le esigenze degli abitanti e ho cercato di fare in modo che fosse un cambiamento il meno pesante possibile”. C’è da chiedersi perché, al di là delle difficoltà che i residenti possono incontrare nello stravolgere le proprie abitudini di vita, Bitonci sia così fermamente convinto che il porta a porta non sia il sistema migliore per Padova. “Perché non è più adeguato ai tempi. Perché non sono più gli anni in cui si doveva ini“Ho fatto partire ziare a differenziare la Guizza ma prima e soprattutto perché oggi esistono nuove ho cercato di capire tecnologie e nuovi le esigenze sistemi di differenziazione del rifiuto dei cittadini facendo che consentono di in modo che il operare sul prodotto cambiamento fosse successivamente alla raccolta anche senil meno pesante za il porta a porta”. possibile” Come dire, un piano anacronistico. “E la città adesso è lontana, perché chi ha governato negli ultimi quindici anni non ha voluto operare un rinnovamento”. Ma non finisce qui. Bitonci è un fiume in piena e non risparmia i colpi. “Forse l’amministrazione è preoccupata per gli investimenti sull’inceneritore e quindi ha pensato che fosse maggiormente conveniente continuare su questa linea”, ipotizza l’ex numero uno di palazzo Moroni. Che chiude con un invito rivolto direttamente all’assessora all’ambiente Chiara Gallani: “Chieda conto a Zanonato & Co. e agli amici di Giordani anche delle conseguenze dell’aver scelto di cedere quote importanti del Comune di Padova della società che oggi gestisce la raccolta dei rifiuti. Comune che oggi, per quella scelta, non conta assolutamente nulla e non ha più voce in capitolo per poter dare delle indicazioni politiche diverse”. Sara Salin
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La raccolta nei quartieri
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Ubaldo Lonardi Il vicepresidente del Consiglio comunale interviene sul “caso” Arcella
“Differenziata non è il porta a porta” Per Lonardi, con il sistema adottato ad Arcella Ovest, è stata tolta dignità a molti condomini. “Non rifacciamo lo stesso errore ad Arcella Est” A fianco Ubaldo Lonardi
“R
accolta differenziata non significa porta a porta. Sostenere questo è mistificatorio. Differenziare i rifiuti è una conquista relativamente recente che consente un risparmio fondamentale attraverso un riciclo virtuoso degli stessi. Porta a porta, invece, è semplicemente una modalità di raccolta dei rifiuti delle abitazioni, degli uffici e negozi. Far coincidere le due questioni è una falsità ideologica”. Non le manda a dire nemmeno Ubaldo Lonardi, vicepresidente del Consiglio comunale, in prima linea da anni non solo sulla questione della raccolta differenziata all’Arcella, dove vive e lavora, ma anche sul futuro del quartiere. “L’obiettivo, che tutti condividiamo da sempre, è differenziare: sul come è necessario discuterne – afferma –. Differenziano anche i cittadini che continuano a conferire i rifiuti nei cassonetti collocati in aree pubbliche ben attrezzate e controllate, come accade a Firenze, città storica, o Belluno, città veneta cosiddetta “verde” dopo la sperimentazione fallimentare del porta a porta. Differenziano anche i quartieri londinesi più avanguardisti che non occupano più i loro balconi con i rifiuti, ma, umido a parte, li raccolgono tutti insieme per differenziarli in impianti industriali robotizzati di nuova concezione. La modalità porta a porta non aggiunge quindi nulla, a parte il numero esorbitante di bidoni che hanno invaso l’Arcella modificando e umiliandone l’aspetto esteriore, già non dei migliori”. Per Lonardi “la costruzione di isole ecologiche, chiamate così perché popolate da squadre di roditori, tolgono spazio ai condomini ai quali vengono sottratte aree verdi o parcheggi di proprietà privata. Non solo. I cittadini sono costretti a pagare tasse maggiorate per l’asporto rifiuti e farsi carico di organizzare un servizio per la pulizia di queste aree e per lo sposta-
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mento dei bidoni sulla strada – afferma il vicepresidente del consiglio comunale –. In questo modo viene tolta la responsabilità alle aziende pubbliche di asporto rifiuti che, a causa dell’aumento inevitabile dei costi con il porta a porta, riducono gli svuotamenti mensili trasformando le famose aree ecologiche in tanti depositi di cui sono responsabili i cittadini (e questo spiega l’inverosimile aumento del numero di bidoni rispetto allo stato precedente). E così possono tranquillamente continuare a fare utili che sono “rubati” ai cittadini ma consentono di ingraziarsi gli amministratori pubblici!”. Con il porta a porta attuato all’Arcella, aggiunge: ”è stata tolta dignità a molti condomini, oltraggiati da questi nuovi depositi di rifiuti che sono divenuti il nuovo simbolo della reale volontà di una amministrazione che si era proposta di recuperare il degrado di un quartiere tanto popoloso quanto problematico. Simbolo della “nuova rinascita” del quartiere Arcella, è diventata così l’area ecologica all’incrocio più importante, tra via Tiziano Aspetti e via Ansuino da Forlì. Una vergogna che resterà come l’emblema che si traduce in concreto con quel famoso ritornello “Amo Padova” che ogni giorno sentiamo ripetere dal Sindaco”. È fondamentale, pertanto, secondo Lonardi che “questo sistema non venga allargato alla parte est del quartiere e che si proceda alla progettazione e realizzazione di modalità diversa di raccolta dei rifiuti sull’esempio di realtà sempre più innovative di aree ecologiche pubbliche interrate, possibilmente con controllo elettronico del conferimento (smart). Potrebbe essere il primo banco di prova dell’incarico dato allo studio dell’archistar Boeri per la valorizzazione di uno dei quartieri più popolosi della città”. Nicoletta Masetto
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Ambiente
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Il progetto Un ammodernamento da 100 milioni di euro pronto per il 2025
Fra dubbi e proteste presentata la nuova linea del termovalorizzatore di San Lazzaro U
n investimento di 100 milioni di euro per realizzare la nuova linea del termovalorizzatore di San Lazzaro. Un impianto all’avanguardia, capace di massimizzare il recupero dell’energia, trattando 300 tonnellate di rifiuti al giorno e contenendo le emissioni del 50% rispetto a quanto avviene con le linee attuali – la 1 e la 2 – avviate negli anni Sessanta e Settanta, non più al passo con i tempi nonostante gli interventi di miglioramento. Un progetto presentato in Regione il 9 dicembre scorso e che, una volta concluso l’iter e ottenuta l’approvazione, sarà realizzato dal settembre del 2022 e pronto a entrare in funzione nel giugno del 2025. Solo allora le vecchie linee saranno dismesse e demolite. Hanno partecipato quasi in duecento alla presentazione pubblica del progetto organizzata da Hestambiente il 4 gennaio. Su Zoom, naturalmente. Il che non ha scoraggiato né l’esserci né le domande scritte. Ne sono arrivate 150: l’amministratore delegato Paolo Cecchin e i progettisti non si sono sottratti a precisazioni tecniche e preoccupazioni. Mantenendo sempre lo sguardo puntato dritto sull’obiettivo: dotarsi di un impianto nuovo, che dia garanzie, che non si inceppi, che sia in grado di produrre 176mila MW all’anno di energia elettrica (il 67% in più rispetto a quanta se ne produce oggi, arrivando a soddisfare l’equivalente del fabbisogno di 25.900 famiglie), di cedere energia termica, di bruciare sia rifiuti solidi non pericolosi che rifiuti liquidi come percolati e Pfas. E soprattutto di avere un impatto ambientale minimo, garantito anche da un sistema di monitoraggio continuo delle emissioni, dalla modifica dell’ingresso e della viabilità interna, da una nuova opera di presa d’acqua sul Piovego a sostituzione di quella attuale. Oltre che l’annunciata promessa della diminuzione delle Pm10 in città fino al 15%. Il nodo cruciale Hestambiente lo ha affrontato in premessa. Perché dotarsi di un termovalorizzatore così importante, che va già ben oltre il fabbisogno del territorio? Perché bruciare i rifiuti quando la strada intrapresa è quella della raccolta differenzia-
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ta? “Perché l’obiettivo del Veneto è la discarica zero”, ha dichiarato Cecchin. Una strada ancora lunga, se si considera che oggi a livello regionale sono 240mila le tonnellate annue di rifiuti recuperate in termovalorizzatore, ma oltre 600mila quelle che finiscono ancora in discarica. “Per questo è fondamentale mantenere il termovalorizzatore”. Che brucia non solo i rifiuti non riciclabili ma anche quelli che arrivano dagli scarti della differenziata. Più aumenta la raccolta più c’è bisogno di recuperare quegli scarti. Come? Producendo energia. Chiudendo così il cerchio dell’economia circolare. Filosofia chiara ma dibattito più che mai aperto. Per il sindaco Giordani “non c’è nessun preconcetto a priori e prima di dirmi contrario a un progetto di ammodernamento sugli standard di sicurezza ed emissioni più moderni a livello europeo vorrò approfondire tutto con la giunta. Allo stesso tempo su alcune questioni vogliamo capire bene e capire tutto, perché noi cerchiamo e perseguiamo anzitutto la tutela dei padovani e del nostro territorio”. Aggiunge Giacomo Cusumano, consigliere comunale del M5S: “Nel 2021 gli inceneritori andrebbero chiusi e non aperti come vogliono fare a Padova. Sul piede di guerra i cittadini dei Comitati Stanga, San Lazzaro e No quarta linea: “A Padova est si sono registrati varie morti per tumore ai polmoni e casi frequenti di malattie respiratorie e allergie. Siamo la seconda città più inquinata d’Italia, è assurdo parlare di un inceneritore vicino al centro, a fianco di un polo ospedaliero e all’interno di un quadrante destinato a un grande sviluppo”. Rassicurazioni vengono chieste anche dal Pd con il segretario cittadino Davide Tramarin e il capogruppo in consiglio comunale Gianni Berno. Critica la posizione di Coalizione Civica: “Troppe questioni non sono chiare. Qualche esempio? Il progetto presentato prevede lo smantellamento delle prime due linee: dove sono le garanzie di una reale e soprattutto contestuale dismissione?”. Dubbi, infine, da Legambiente: “Non vorremmo che con questo importante potenziamento si finisse per smaltire il secco di quattro province”. (n.m. – s.s.)
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Il personaggio
Diego Bonavina L’assessore allo sport annuncia il via ai lavori per lo stadio
“Questione di testa...e di cuore” D
iego Bonavina è prima di tutto un signore che non ha paura a nascondere i propri sentimenti pur sapendo che quando si è chiamati ad amministrare la “cosa pubblica” lo si deve fare con attenzione e piena coscienza senza lasciarsi trascinare dalle emozioni. Ciononostante i sentimenti in questa storia c’entrano eccome. Perché l’attuale assessore e avvocato Diego Bonavina ha un passato da talentuoso centrocampista. Un centrocampista con un unico cruccio praticamente sino al termine della propria carriera agonistica: non essere mai riuscito a giocare nel Calcio Padova, la squadra per la quale tifa. Così nell’estate del 1999 accettò la proposta dei Biancoscudati e lasciò il Treviso. Non una scelta semplice: il Padova militava in serie C2, l’assetto societario non era dei più intraprendenti e la squadra appariva in caduta libera tanto da infilare retrocessione dopo retrocessione. A Treviso, invece, Bonavina era un vero e proprio idolo: capitano indiscusso di una squadra che aveva scalato le categorie sino ad approdare in Serie A. “Non era un periodo semplice per il Calcio Padova – spiega Bonavina – e i fasti, i successi, i trionfi sportivi della presidenza di Sergio Giordani erano ormai soltanto un bel ricordo. Però io volevo giocare nella squadra della mia città e non ci ho pensato due volte accettando la proposta di un contratto biennale. Credevo di poter dare il mio contributo al rilancio del Calcio Padova e, infatti, alla fine del girone d’andata le cose andavano alla grande e la squadra era saldamente al secondo posto a soltanto un punto di distacco dalla prima. Poi tutti degenerò. Addirittura il presidente di una squadra avversaria ci minacciò con una pistola nel tunnel che dagli spogliatoio portava al campo. Voleva che perdessimo, voleva che il Padova andasse male. Secondo qualcuno sperava che un fal-
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limento sportivo gli avrebbe consentito di comprare la nostra squadra a prezzo di soldo al termine di quella stagione. Non so se fosse vero. Però noi quella partita la vincemmo 2 a 0 e io, da capitano, denuncia quel presidente. Da quell’episodio in poi, però, il nostro ambiente non si riprese più, lo spogliatoio si spaccò, fu il caos. Terminammo la stagione in modo del tutto anonimo e io, nonostante avessi un altro anno di contratto, decisi di ritirarmi dal calcio”. Dopo 20 anni Bonavina si ritrova con un’altra “casacca”, quella di assessore allo sport, guidato da un sindaco che, poi, è anche il presidente
Diego Bonavina, oggi assessore e avvocato, è stato un talentuoso centrocampista approdato sino ai campi della serie A
per il quale avrebbe voluto giocare a Padova. E per le mani si ritrova il “dossier stadio”. “Abbiamo studiato tutto con grande attenzione e rifare lo stadio Plebiscito non avrebbe avuto alcun senso, mentre il potenziamento dell’Euganeo, oltre ad essere economicamente più sostenibile, ci permette di compiere realmente un passo in avanti”. E i conti in questo senso sono presto fatti. Il potenziamento dell’Euganeo costa 4milioni e 800mila euro oltre Iva e spese tecniche: 2milioni arrivano dal Bando Periferie, 800mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio e i rimanenti 3, gli unici che pagheran-
no direttamente i padovani, saranno acquisiti attraverso un finanziamento a tasso zero dal Credito Sportivo. Il progetto redatto dall’amministrazione Bitonci per la sola sistemazione dell’area parcheggio del Plebiscito prevedeva un investimento di 2milioni e 950mila euro. “Costruire una nuova curva Sud a ridosso del rettangolo di gioco e non più a 70 metri come è adesso ci consente di ricavare lo spazio, utilizzando anche la curva attuale per ricavare due palazzetti dello sport da 1200 posti per il basket e il calcio a 5. Inoltre avere finalmente una curva “utile” garantirà, finalmente, una casa ai nostri tifosi con i quali abbiamo condiviso questo importate progetto ascoltando i loro preziosi suggerimenti e avvertendo tutto i loro incoraggiamento ad andare avanti con assoluta determinazione. Siamo consapevoli di compiere un’operazione in controtendenza rispetto alla strada che molte società hanno imboccato ovvero quella degli stadi di proprietà. Ma attraverso questa operazione noi garantiremo non soltanto uno stadio per il Calcio Padova, ma anche due palasport e una grande struttura, sicura e capiente, per il rugby e i concerti: elementi centrali nella vita della nostra Città. A ottobre termineranno i lavori per la costruzione della Sud, ma ci stiamo già muovendo per trovare i fondi, con l’aiuto dell’imprenditoria privata, per la curva Nord. Oggi il Padova occupa i primi posti nel proprio girone di serie C: speriamo che un impianto così importante sia di buon auspicio”. Certo, questa è la ragione della scelta più giusta. Ma pensare che nel grande lavoro dell’assessore Bonavina che sognava, da calciatore, di guidare la squadra della propria città verso una giusta rinascita non ci sia una bella dose di sentimento appare veramente difficile. (m.b.)
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Obiettivo quartieri
Consulta 3A Un anno di partecipazione attiva
Cittadini protagonisti della vita del quartiere
“È
stato un anno difficilissimo per pulizia per la riqualificazione di spazi in tutti. Abbiamo cercato di essere, stato di incuria e degrado, un appuntaper quanto possibile, presenti, facendo- mento fisso ogni ultima domenica del ci portavoce di necessità, aspettative, mese. I volontari dell’associazione Rebisogni”. La Consulta di Quartiere 3A take hanno coinvolto e accompagna(Stanga, San Lazzaro, Mortise, Torre, to i cittadini partecipanti, impegnati a Ponte di Brenta), presieduta da Silvia migliorare i rioni ripulendoli dai rifiuBresin, racconta il 2020 guardando al ti abbandonati. Domenica 29 novemfuturo. bre si è intervenuti, in contemporanea, “Una premessa è necessaria: le Con- nei quattro quartieri di Torre, Ponte di sulte non sono uffici comunali o as- Brenta, Stanga e Mortise. Il progetto, sociazioni di volontariato. Il nostro che non si ferma, ha lo scopo di procompito, in qualsiasi cosa facciamo, è muovere occasioni di aggregazione, soconsentire ai cittadini di partecipare at- cialità e senso civico sviluppando, inoltivamente alla vita e alle scelte che ri- tre, amicizie e spirito di cooperazione guardano i singoli rioni, alla gestione tra vicini di casa”. dei beni comuni, alla vita sociale e culUno dei progetti più interessanti, firturale dei luoghi in cui si vive e si opera”. mati dalla Consulta 3A e tuttora in corIn quest’ottica sono state realizzate so, è “A spasso nella cultura dei nostri numerose attività: dalla distribuzione rioni”. Consiste in un breve video che delle mascherine, durante il lockdown, vuol far conoscere alcuni dei beni culai negozi richiedenti a incontri on line turali nei rioni. Per ogni sito è stato insui temi del “ben-essere” (in collabo- dividuato un “cittadino esperto”, che razione con l’associazione “Con amore ne parla come voce narrante, soffere con rabbia”, si è parlato di demenza), mandosi sulle caratteristiche storiche, che proseguono nel artistiche e culturali. 2021 con altri approfonQuesta la prima parte dimenti. “Di recente si dei siti individuati. TorLa Consulta 3A è svolto “Un mio gioco re: Chiesa Arcipretale di (Stanga, San per il tuo albero” – proSan Michele Arcangelo, Lazzaro, Mortise, segue la Consulta 3A –, Oratorio Gaudio e Bariniziativa solidale molto chesse ex Villa Gaudio, Torre e Ponte di partecipata. Sono stati Villa via Fornaci e CaBrenta) racconta raccolti giocattoli e mapitello annesso; Ponte teriale scolastico, che il 2020 tra pandemia di Brenta: Chiesa San si è provveduto a saniMarco Evangelista, Vile attenzione verso la Breda e Capitello, ficare e confezionare in pacchetti regalo, da collegamento a Stefano i propri rioni far trovare, grazie anBreda, antica stazione, che a parrocchie e CaIppodromo Breda; Morritas, sotto l’albero a bambini che non tise: reperti archeologici Mortise-Torre, avrebbero potuto riceverli. Abbiamo, Oratorio dell’Immacolata Concezione poi, attivato il progetto di solidarietà in- della Beata Vergine; San Lazzaro: Chietergenerazionale: “Adotta un nonno”. setta ex Cappella del Lazzaretto”. I bambini che frequentavano i Centri Archiviato il 2020 si guarda al futuro. estivi a Mortise, organizzati da varie re- Per gli intervistati Giulia Bosetti e Alaltà territoriali, hanno scritto una let- fredo Drago, tra i membri della Consultera o fatto un disegno, recapitandoli ta 3A: “nel 2021 servirà attenzione, ad ai nonni o a persone sole del quartiere, esempio, sulle dinamiche territoriali, del grazie alla collaborazione della Consettore commercio e terziario” (Bosetti) sulta e sempre con l’aiuto di realtà del e “con il Piano degli interventi, prediterritorio. I nonni, a loro volta, hanno sposto dal Comune, per il quadrante est risposto ai bambini con disegni e frasi di si apriranno nuovi scenari da tenere in affettuosa accoglienza”. debita considerazione” (Drago). Tra le altre iniziative, a cui ha dato Nicoletta Masetto supporto la Consulta 3A, interventi di
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Obiettivo quartieri
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Consulta 6A L’agenda 2021 tra progetti e interventi a Brusegana, Cave e Chiesanuova
Sardena: “il nostro impegno per la vivibilità del territorio” I
l quartiere 6 Ovest non si ferma. Dalla viabilità alla valorizzazione degli spazi verdi, dalla messa in sicurezza delle aree in prossimità delle scuole all’illuminazione lungo i passaggi pedonali: sono davvero tanti i progetti nell’agenda 2021 della Consulta di quartiere 6A che comprende le unità urbane di Brusegana, Cave e Chiesanuova. “Anche se differenti tra loro, tutti i progetti hanno un obiettivo comune: migliorare sempre più la vivibilità del nostro territorio – spiega Luciano Sardena, presidente della Consulta di Quartiere 6A –. Attualmente sono allo studio alcuni interventi le zone di Chiesanuova, Cave, Brusegana e Santo Stefano”. In cantiere, ad esempio, opere per garantire maggiore sicurezza lungo via Chiesanuova. E ancora: si è al lavoro per realizzare l’illuminazione del passaggio pedonale sul ponte di Brentelle di Sopra e un passaggio pedonale in via Pelosa, all’altezza del Centro sportivo Brentella “Raciti”. Altrettanto importante sarà la riqualificazione del parcheggio, di proprietà della Provincia, accanto alla scuola materna Rossi in via Monte Frassanelle a Brusegana; quindi, tra i progetti, alcuni interventi su viabilità e sicurezza lungo via Cave/via dei Colli come un nuovo accesso al Centro socio sanitario ai Colli. Un impegno a cui la Consulta tiene molto è quello riguardante il miglioramento della sicurezza per le migliaia di studenti che frequentano (ovviamente in periodo non di chiusura) gli istituti di via Cave, costretti a fare slalom tra le auto in sosta, durante gli orari di punta. Tra gli impegni, sui quali la Consulta 6A si è già confrontata al suo interno, è confermato il convinto no al nuovo polo scolastico che verrebbe realizzato in un quadrante già troppo denso di strutture pubbliche e istituti superiori di competenza provinciale. Una presa di posizione supportata da ragioni legate, in particolare, a problemi di sicurezza e densità di traffico. In una delle prossime sedute sarà discussa una mozione sul tema, in consiglio comunale a Padova, presentata dal consigliere Gianni Berno e condivisa con la Consulta 6A. Tra i progetti su cui si sta lavorando rientrano la valorizzazione del parco San Benedetto da Norcia e la realizzazione della
nuova passerella ciclopedonale sul Ponte di Brentelle di Sotto in via dei Colli. “Non dimentichiamo, infine, due progetti fondamentali – conclude il presidente –: la rigenerazione dell’ex Caserma Romagnoli e la realizzazione della linea est – ovest del tram che passerebbe per via Chiesanuova da intendersi soprattutto come un’occasione per ripensare la vivibilità e la mobilità di zona Chiesanuova attualmente spaccata a metà dalla strada più pericolosa di Padova”. Nicoletta Masetto
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Nuove luci lungo l’argine BrentellaBacchiglione
T
ra gli interventi realizzati in questi mesi, collegati alla vivibilità del quartiere, al benessere ma anche alla sicurezza, c’è il nuovo impianto di illuminazione del lungo tratto arginale Brentella-Bacchiglione (Lungargine Brentella e Lungargine Boschetto). Va da Chiesanuova sino a Brusegana e poi fino a sud dell’aeroporto per arrivare a via Col Moschin - via Isonzo. L’intervento, fortemente voluto dal territorio, è stato fatto dal Comune in stretto accordo con la Consulta di Quartiere 6A. Finanziato nel 2018 per 550mila euro è stato ultimato nel 2020. Ora, come già succede sul Lungargine Scaricatore, i cittadini possono godersi una passeggiata dopo il lavoro sfidando il buio invernale e transitare in sicurezza in forza di 180 punti luce allocati su un percorso di circa 5 km. “ Il nostro impegno – spiega la Consulta insieme con Gianni Berno, capogruppo Pd in consiglio comunale e residente – è concentrato sulla realizzazione di alcuni accessi intermedi che rendano più fruibili questi due bellissimi tratti arginali (un accesso all’altezza di via Monte Cinto a metà del Lungargine Boschetto e un altro all’altezza circa di via Eulero - via 7 Martiri) nonché a sistemare quelli esistenti eliminando le barriere architettoniche e rendendo gli argini accessibili anche alle persone disabili. Verranno, inoltre, installate come previsto nel progetto anche delle fontanelle e dei cestini e qualche panca. La presenza di persone di ogni età in questi argini contribuirà a rendere più presidiato e sicuro anche questo luogo”.
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Csv “Per Padova noi ci siamo, ancora” il progetto non si ferma
Anche le Guide di Quartiere per incontrare la solidarietà I
l progetto “Per Padova noi ci siamo, ancora” ha messo le gambe e trovato linfa nuova nella capacità di auto organizzazione dei quartieri cittadini. Il modello che Comune di Padova, CSV provinciale e Diocesi hanno promosso si basa, infatti, sulla possibilità di attivare un aiuto di prossimità che abbia al centro la capacità dei quartieri e dei rioni di mobilitarsi grazie a un tessuto sociale ricco di associazioni, parrocchie, comitati di base, ma anche di servizi ed istituzioni che fanno della territorialità un tratto distintivo. Sono nate sei Guide ai Servizi dove sono stati raccolti tutti i servizi che possono essere contattati per un aiuto. La guida in forma digitale sarà costantemente aggiornata nella versione online sul sito www.padovaevcapital.it/noicisiamo-ancora. La maggior parte di questi servizi e attività sono garantiti grazie all’impegno di persone che stanno dedicando gratuitamente parte del loro tempo. Un segnale forte di una città solidale che non intende lasciare indietro nessuno. In poco più di un mese sono molte le forze in campo che stanno lavorando per sostenere la terribile situazione generata dalla pandemia che non si allenta: 111 volontarie e volontari hanno terminato il percorso formativo su sicurezza e relazione d’aiuto e ora sono volontarie e volontari di comunità pronti a dare la propria disponibilità alle associazioni del territorio; 68 enti del Terzo Settore tra associazioni, parrocchie, cooperative, insieme alle Consulte di quartiere, hanno dato la loro adesione proponendo attività e servizi a favore delle fasce di cittadini più fragili. Ciascuna guida, oltre alla presentazione del progetto, illustra le associazioni aderenti per ciascun quartiere, i servizi attivati nel quartiere, i servizi attivati interquartiere, i servizi del Comune. E ancora: 1506 telefonate e 441 mail gestite dal Centralino “chiamacipure” gestito dal Comune dalla sua riattivazione il 9 dicembre. Numerosi i servizi attivati anche nei giorni di festa: lettere con un messaggio di auguri e un disegno realizzato dai bambini delle scuole
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Gli auguri natalizi con i disegni dei bambini inviati a 520 anziani soli
Nascono 6 Guide ai Servizi, una per quartiere, grazie ad un percorso che ha coinvolto più di 250 volontarie e volontari e decine di associazioni
di Padova inviate a 520 anziani soli del Comune dalla Federazione delle donne per la pace nel mondo; l’iniziativa dell’associazione Junior Camp che ha raccolto, sanificato e distribuito più di 5 mila giocattoli a 500 famiglie; la distribuzione di generi alimentari e di prima necessità con una attivazione di rete in modo da migliorare il servizio e ridurre gli sprechi; il contatto con i Centri sociali e socioculturali per anziani attivato dal Comune per poter chiamare gli iscritti e raccogliere eventuali necessità particolari; la performance musicale proposta dall’associazione Kalétheia con il progetto “Estemporanea Contemporanea” e in collaborazione con la Consulta 3A e 3B il 18 dicembre e riproposta l’8 gennaio presso i due totem, installazioni di piazza Forcellini e via Dorighello. La Guida ai servizi è stata distribuita in questi giorni, iniziando dagli anziani soli in modo da creare un’occasione di contatto. Proseguirà, infine, il percorso partecipativo con le associazioni e l’attivazione delle volontarie e dei volontari di comunità all’interno delle associazioni. (n.m.)
• Il presidente Alecci “L’impegno rimane costante”
P
er Emanuele Alecci, Presidente Csv Padova: “Stiamo giungendo al termine di questo anno straordinario da molti punti di vista, ma l’impegno rimane costante oggi come nei prossimi mesi. In questa nuova fase del progetto “Per Padova noi ci siamo, ancora”, “il Csv Padova sta coordinando i processi, cercando di mettere a frutto le relazioni rinforzate nel corso dell’anno. Le associazioni e le volontarie e i volontari, insieme a noi, sono maturate molto, e hanno acquisito una grande capacità di leggere i bisogni e adattare le risposte. Siamo orgogliosi di tutto questo e continueremo ad essere di supporto, anche attraverso raccolte fondi dedicate, come quella attivata con Va’Buono!. Anche in questo caso una novità: una donazione abbinata ad un invito a dedicare anche parte del proprio tempo per scoprire dal vivo il mondo del volontariato”. Anche per le assessore del Comune, coinvolte nel progetto, Marta Nalin, Francesca Benciolini e Cristina Piva: “Padova capitale del volontariato nei fatti non si ferma. La vicinanza che si è dimostrata nei confronti delle persone fragili e il rafforzamento delle reti sociali che abbiamo messo in campo sono patrimonio della città che dobbiamo continuare a coltivare. Il ruolo del volontariato sarà centrale nel proseguire il percorso, in un’ottica di vicinato sociale e territorialità”.
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Orientamento scolastico
Scuola Internazionale Italo Cinese Primo collegio europeo trilingue
Sui banchi una grande famiglia internazionale Dalla scuola dell’infanzia ai licei un’offerta formativa a tutto tondo e ben tre lingue: italiano, cinese, inglese... e anche lo spagnolo
L
a Scuola Internazionale Italo Cinese, primo collegio europeo paritario trilingue con il cinese come seconda lingua, è l’unica scuola nel suo genere in Italia ad aver ottenuto l’approvazione dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il suo programma full-time. La sede è in quartiere Arcella, precisamente in via Palladio 51/B e occupa una superficie totale di 6500 mq con strutture di 2500 mq. La scuola - nata da un’idea lungimirante della preside Li Xuemei già docente di Lingua e Letteratura cinese all’Università Ca’ Foscari di Venezia - offre un insegnamento trilingue delle materie (italiano/cinese/ inglese), un programma scolastico conforme a quelli previsti dal Miur e dalle scuole cinesi. Ad ora l’offerta didattica comprende la Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di Primo Grado, il Liceo Linguistico e il Liceo Scientifico. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca rilascerà i diplomi alla fine del conseguimento della Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di Primo Grado e i Licei. L’obiettivo principale che la Scuola si prefigge è il raggiungimento della completa padronanza delle lingue italiana, cinese e inglese, e dal liceo è impartita anche la lingua spagnola a tutti gli studenti. A questo si aggiunge una propensione per un pensiero aperto ed elastico, per l’apprendimento dei valori e un por-
tamento elegante, per la laboriosità, l’amore verso lo studio, l’educazione, il rispetto tra alunni e insegnanti e una giusta collaborazione tra le parti al fine di ottenere impeccabili profitti. La Scuola, inoltre, predilige la creazione di un ambiente multiculturale e multietnico, in cui ogni singolo studente è parte integrante del gruppo, senza esclusioni e, per tale ragione, gli studenti sono seguiti uno ad uno, gradualmente, cercando di valorizzare ognuno di loro per stimolarli sempre più nell’apprendimento. Per arricchire le attività didattiche, viene proposta una vasta scelta di attività extracurriculari (danza, nuoto, calligrafia, attività manuali, pianoforte, pianola elettronica, flauto cinese, canto, teatro, arti marziali, ecc.) con personale qualificato. Per offrire un ambiente consono allo sviluppo delle attitudini individuali e per accrescere uno spiccato interesse verso lo studio, la Scuola organizza vari viaggi d’istruzione. A conclusione dell’anno scolastico (giugno-luglio), la Scuola propone interessanti corsi estivi e durante i mesi di luglio e agosto organizza vacanze studio in Cina, Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda e in altri paesi. La Scuola Italo Cinese è ormai diventata una grande famiglia internazionale che ospita bambini e ragazzi di diverse nazionalità. Per informazioni e iscrizioni: 049 0983405, info@siic.it.
• Enaip Open Days sportello orientamento
E
naip Veneto offre l’opportunità, ai ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado e alle loro famiglie, di svolgere un colloquio di orientamento con un esperto per un confronto di approfondimento su vari temi tra cui: le opportunità di riorientamento e revisione del percorso scolastico; le caratteristiche del sistema di istruzione e formazione professionale; le modalità didattiche delle varie scuole; tutta l’offerta formativa presso le sedi Enaip del Veneto. Il servizio di orientamento è gratuito, su appuntamento, dal lunedì a venerdì dalle 9 alle 13. Il colloquio viene svolto online attraverso la piattaforma Google Meet. Per richiedere un appuntamento è possibile contattare il numero 049 865 89 55, oppure scrivendo a: orientamento@enaipveneto.net. Per visitare o conoscere le varie scuole Enaip consultare la pagina dedicata agli Open Days: https:// www.enaip.veneto.it/open-day. In particolare, nella sede di Padova (via Ansuino da Forlì, 64), la formazione avviene per 4 settori: meccanica industriale, meccatronico e carrozziere, elettrico e domotica e ristorazione: cucina, sala e bar. È possibile acquisire la qualifica professionale triennale e il diploma professionale. Padova è, inoltre, punto di riferimento per l’aggiornamento e la riqualificazione degli adulti anche con i servizi al lavoro e la formazione a catalogo. Le aziende ospitano gli studenti in stage curricolari e in tirocinio con contratto di apprendistato (Sistema Duale). (n.m.)
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Sguardo sulla città
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Il racconto di Nino Carollo, in onda dalla notte dei tempi della radiofonia privata
“Sono l’Highlander di Radio Padova” L
a mia avventura con la radio nasce per gioco, quando da dodicenne mi divertivo a curiosare nel garage di alcuni ragazzi più grandi di me che, fra saldatori, stagno, pasta stagna, transistor, microfoni e antenne stavano cercando di realizzare il bizzarro progetto che avrebbe presto preso il nome di R2L - Radio Lugo Libera. Il mio contributo era l’entusiasmo semplice e spontaneo di chi, non essendo evidentemente capace di aiutare in altro modo la propria squadra, si era giustamente meritato il soprannome di “el bocia rompibae”. Era settembre del 1976 l’anno in cui annunciai il mio primo disco: “Don’t go breaking my heart” di Elton John e Kiki Dee, titolo un pochino arduo da pronunciare per il “Ninetto” del tempo che parlava ancora il dialetto vicentino e non conosceva affatto l’inglese. Da lì tutto è partito: interi pomeriggi passati in radio (con conseguenze sui curricula scolastici non trascurabili), mance consumate tra cassette e vinili e, da non sottovalutare, le citofonate a casa da parte delle ragazze del paese che, conoscendomi solo per fama, rimanevano puntualmente deluse quando la mamma mi chiamava per le visite e le poverette si trovavano di fronte ad un bambino che scimmiottava al microfono la voce di un uomo. Quegli anni passarono tra molta musica, molte radio e, soprattutto, molta leggerezza. Posso dire infatti che nello stesso spirito di giocosità nacque anche la mia avventura con Radio Padova, quando da ragazzo appena diciannovenne e già conduttore di Onda Radio (all’epoca nota emittente vicentina) decisi di spedire un provino a quel colosso radiofonico del Veneto senza riporre alcuna speranza di essere preso seriamente in considerazione. Era luglio del 1983 l’anno in cui, mentre mi godevo una vacanza in Sardegna con gli amici, ricevetti da parte di mio papà un’inaspettata telefonata che si svolse all’incirca così: “Ciao Nino, come xea? Scolta, ga ciamà quei de Radio Padova e i voria sentirte al pi presto possibie”. Io subito pensai che fosse uno scherzo, eppure l’insistenza di mio padre mi convinse che non lo era affatto. Mi precipitai a chiamare dal telefono fisso del villaggio vacanze il mitico 45044 da cui mi rispose Renata, storica segretaria di Radio Padova. Ero stato inserito nel palinsesto, avrei condotto
Nino Carollo quando ha cominciato e oggi
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la parte centrale del “Crazy Time” dalle ore 15.00 alle 18.00 con partenza il primo agosto dello stesso anno. Quel giorno ha segnato per me l’inizio del lungo cammino che tuttora percorro insieme a questa storica emittente, grande compagna d’innumerevoli ricordi testimoniati anche da un inaspettato e recente ritrovamento di una vecchia valigia contenente decine di musicassette con le registrazioni dei miei primissimi interventi radiofonici. Ho poi avuto modo di lavorare in molte altre radio del territorio (Radio Gemini, Prima Rete, Radio Company, Radio City Fm, per citarne alcune). Tuttavia sono da molti anni tornato nella famiglia che nel corso del tempo ho visto evolversi e crescere rendendomi oggi, di fatto, lo speaker più anziano dello staff. Mi chiamo Nino Carollo, conduco la fascia pomeridiana dalle ore 14.00 alle 17.00 e sono il membro più anziano, tengo a precisarlo, non per l’età! Posso dire che negli ultimi anni Radio Padova ha ritrovato se stessa cambiando molto, e in meglio. È infatti tornata ad avere un indirizzo prettamente musicale che, a mio parere, è la vera missione di una stazione radiofonica, proponendo contenuti leggeri, informando e intrattenendo gli ascoltatori. Inoltre, con i nuovi editori e la nuova direzione si è creato finalmente un gruppo di lavoro compatto grazie al quale ci si confronta ogni giorno per migliorare la qualità del prodotto. Oggi lavorare a Radio Padova mi fa sentire nuovamente la bellezza di vivere la musica con lo stesso entusiasmo che nutrivo da ragazzo, ovvero con la spinta e la ricerca di un suono giovane, non perché adatto ai più piccoli, ma perché figlio del nostro tempo. È infatti la contemporaneità uno degli aspetti fondamentali che caratterizza lo stile di questa radio che, pur essendo radicata nel presente, non dimentica la sua importante storia e quindi propone tuttora quei classici che l’hanno accompagnata nel corso della sua evoluzione. Se volete ascoltarmi vi aspetto sui 103.9, in streaming (anche video) dal nostro sito www.radiopadova. com o scaricando gratuitamente la nostra app nei vostri dispositivi.
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Musica
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“Empatía”, l’album-testimonianza di Antonella Ruggiero per i volontari L
’ultimo concerto prima del lockdown. Un pubblico attento e coinvolto. Una Basilica stracolma. Tre elementi che hanno dato vita ad un momento unico e irripetibile. È l’atmosfera del Concerto per la Pace di Antonella Ruggiero, l’8 febbraio, nella meravigliosa Basilica di Sant’Antonio per l’inaugurazione di Padova capitale europea del volontariato 2020. Un concerto, promosso dal Centro Servizi Volontariato della città, dedicato al mondo del volontariato in piena pandemia, che assume un significato molto particolare tanto da voler lasciare un documento concreto. Il 5 dicembre, infatti, è uscito il nuovo lavoro di Antonella Ruggiero, “Empatía”. Un titolo forte, testimone di un momento ricco di contenuti musicali e umani. Una dedica speciale da parte dell’artista genovese è impressa all’interno dell’album: “Per chi ha voluto questo evento, per chi mi ha invitata, per chi c’era e, in particolar modo, per chi non è potuto essere presente. Ho voluto intitolare il concerto Empatía, parola significativa che accomuna tutti i volontari e che meglio rappresenta il loro prezioso lavoro, soprattutto in questo momento storico. È stata una serata molto intensa. In Basilica eravamo tantissimi, uniti da una vera empatia”. “Costruire un ponte fra le persone e i musicisti - sorride Maurizio Camardi -. Anche in musica l’empatia è una condizione necessaria per cercare di ottenere un risultato artistico. Ed è ciò che si è creata quella sera: un’unione forte tra noi e il pubblico numeroso presente. È una di quelle magie che capitano raramente”. L’album, registrazione fedele del concerto, è composto da 15 tracce interpretate dalla inconfondibile voce della Ruggiero. “Antonella – racconta Camardi – indaga, da molti anni, nel repertorio della musica sacra a tutto tondo. Confrontandomi con lei e Roberto Colombo, suo produttore discografico, abbiamo deciso di riprendere alcuni capisaldi di questa sua ricerca, alcuni pezzi forti del repertorio e due scritti da me. Brani che fossero adattabili anche all’organico musicale del gruppo Sabir. Bisognava quindi trovare una strada compatibile sia da un punto di vista etico e sonoro legato al luogo scelto”. Due pezzi sono stati scritti appositamente da Camardi: l’intenso brano originale Nos Padre. “Questo brano - racconta l’autore - ha aperto la serata del concerto. È composto su una preghiera scritta in lingua franca: un miscuglio di lingue tra cui il veneziano e l’arabo, parlata nel 1500 da navigatori, pirati e corsari, utile per i commerci e gli scambi tra le diverse popolazioni; il secondo è Armaduk, che prevede il solo utilizzo del vocalizzo, alternato alla presentazione del tema eseguita dal duduk, antico strumento a fiato armeno. Altri brani, di matrice sacra, sono stati riarrangiati per l’occasione come Ave Maria di Fabrizio De André. “Nella scaletta della serata abbiamo scelto alcune selezioni del repertorio di Antonella - Echi d’infinito, Cavallo bianco - un viaggio sonoro nella spiritualità e nei suoni del Mediterraneo. In fase di missaggio sono stati tralasciati gli applausi del pubblico e si è cercato di evidenziare gli interventi più significativi di ogni strumento” racconta il sassofonista padovano. Sul palco oltre a Camardi con saxofoni, duduk
Il jazz mediterraneo di Maurizio Camardi e la voce di Antonella Ruggiero in questo nuovo progetto live
e flauti, il quartetto veneto Sabir formato da Alessandro Tombesi all’arpa; Ilaria Fantin all’arciliuto; Annamaria Moro al violoncello e Alessandro Arcolin alle percussioni, oltre a Roberto Colombo, al vocoder e organo liturgico. “Avevo il desiderio di creare un gruppo composto da giovani musicisti veneti – aggiunge Camardi -. Mi piaceva l’idea di dar loro la possibilità di confrontarsi con una musicista come Antonella. Dal confronto e dagli scambi possono nascere grandi progetti. E il disco ne è la prova: è l’assoluta riproposizione di quello che abbiamo suonato dal vivo. In chiusura due bonus track: Barene, brano strumentale composto da Alessandro Tombesi, con l’arpa in primo piano; quindi, Soltanto, adattamento in italiano, scritto e cantato da Annamaria Moro sulla musica tradizionale yiddish main rue platz”. “Adoro lavorare con i giovani musicisti, quelli che non vogliono un successo immediato e studiano – spiega Antonella Ruggiero –. Qui c’è un quartetto straordinario. Auguro a loro e a tutti i giovani musicisti, nonostante le difficoltà del momento, di avere un lungo percorso di soddisfazioni artistiche”. Il risultato di “Empatia” è la creazione di universi musicali che si incontrano, si scambiano stimoli ed energie. Un intreccio perfetto nel quale vibra fortissima l’emozione di Antonella Ruggiero, interprete magistrale, capace di emozionarsi e farci emozionare. Il nuovo anno è appena iniziato e l’augurio è di ritornare ad ascoltare la musica dal vivo, rivivendo le emozioni e l’empatia di questo grande progetto artistico. Sara Busato
• Chi è Sara Busato
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a sempre ha coltivato una forte passione per la comunicazione e l’organizzazione di eventi culturali. Nel corso degli anni la sua passione si è trasformata in professione. Molto curiosa del mondo, ama le avventure e le sfide. Quando ha un momento libero passa le giornate in cerca di una montagna da raggiungere o di percorsi ciclabili da esplorare con la musica a fare da colonna sonora.
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Sociale
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Intervista a Mariangela Zanni, nuova presidente del Centro Veneto Progetti Donna
Pandemia e lockdown, l’anno terribile per la violenza contro le donne C
’è un lato oscuro dietro la pandemia. Oscuro perché non si vede, perché è subdolo e forse se ne parla poco o troppo poco. Nel 2020 sono state poco più di 900 le donne che si sono rivolte al Centro Veneto Progetti Donna di Padova riuscendo a trovare il coraggio di chiedere aiuto. Tante? Niente affatto. Nel 2019 sono state 1.082. Ad allarmare è che sia il primo anno in cui il trend si inverte. Ma una cosa è certa: la violenza non si è fermata, è solamente rimasta subita e taciuta. “Avevamo un incremento positivo, perché dal 2015 stavamo riuscendo ad erodere un elevato tasso di sommerso. Il 28% delle donne non parla con nessuno della violenza subita, solo il 12% denuncia alle autorità e meno del 5% si rivolge a un centro antiviolenza. Ma a febbraio è arrivato il Covid, poi il lockdown e c’è stato il tracollo”. A parlare è Mariangela Zanni, la nuova presidente del Centro, succeduta a fine ottobre a Patrizia Zantedeschi. Un cambio al vertice morbido, il loro, visto che erano dieci anni che la Zanni affiancava la Zantedeschi nella gestione di quella che è diventata una delle organizzazioni più strutturate e importanti in città e in provincia. Donne controllate ventiquattro ore su ventiquattro da mariti e compagni maltrattanti. Donne private dello spazio mentale per chiedere aiuto. Donne strette fra famiglia, smartworking e un uomo violento. Donne violentate economicamente o segregate con una doppia mandata, perché nel lockdown andare a fare la spesa costituiva una delle pochissime chance di uscire di casa e allora niente soldi, tu resti chiusa qui, esco io. E ancora, quella convivenza forzata che ha portato a continue richieste di rapporti sessuali costretti e accettati per la paura di essere oggetto di ulteriori violenze e per tenerlo tranquillo. Sì, il lockdown è stato anche questo. “Il calo delle richieste è stato immediatamente drastico. A marzo abbiamo registrato il 56% in meno di nuovi accessi rispetto allo
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Mariangela Zanni
stesso periodo dell’anno precedente. Sono arrivate in 27, nel 2019 erano state 61. Ma non abbiamo mollato – racconta Mariangela Zanni – siamo riuscite a mantenere il contatto da remoto e a inventarci strategie per riuscire a farle sopravvivere”. È stato come gettare benzina sul fuoco. “La situazione si è aggravata e le violenze sono diventate più forti. La causa per la quasi totalità è stata dettata dallo stare insieme sempre e forzatamente, ma anche di un clima familiare e personale reso ancora meno sereno dalla paura della pandemia. Perfino nelle coppie in cui non c’è violenza è stato complicato condividere quei mesi senza valvole di sfogo, senza lavoro, senza amici. Immaginiamoci cosa ha scatenato dove invece la violenza c’è”. Tanto che in
otto in quel periodo sono state accolte dal Centro e messe in sicurezza perché in pericolo di vita. La campagna di comunicazione dei centri antiviolenza padovani non si è mai fermata e una volta terminato il lockdown ecco il boom di chiamate. La prima settimana di maggio le richieste di aiuto sono tornate di colpo ai livelli degli anni precedenti. “L’emergenza sanitaria causata dal Covid ha avuto un impatto significativo anche sulle donne che si trovano in situazioni di violenza e sui loro figli”, afferma la presidente del Centro, che sottolinea come la rete di aiuto abbia sempre continuato e continui a operare. “Ci siamo e nonostante le restrizioni negli ambienti domestici, uscire dalla relazione con un
uomo violento è possibile”. La pandemia ha stravolto il modus operandi di chi combatte la violenza contro le donne. Per questo nei mesi scorsi è stato attivato un tavolo con la Prefettura, le forze dell’ordine, sindaci e l’Ulss. “Abbiamo bisogno di dare risposte veloci, di poter utilizzare di più lo strumento dell’allontanamento del maltrattante, per inserire le donne nelle strutture protette con una corsia preferenziale per i tamponi, di avere nuovi posti temporanei. Ci siamo già incontrati – dichiara Zanni – ed è stata creata una sorta di allerta in sinergia con le istituzioni e nei prossimi giorni sarà attiva in provincia una nuova struttura residenziale. Speriamo sia sufficiente”.
• Cos’è Centro Veneto Progetti Donna
C
entro Veneto Progetti Donna è un’associazione di volontariato onlus che offre sostegno a donne italiane e straniere in difficoltà e coinvolte in situazioni di violenza e maltrattamento familiare e non. Nato a Padova nel 1990 per iniziativa di un gruppo di donne per dare risposte concrete alle numerose richieste di aiuto, da trent’anni il Centro lavora perché la violenza contro le donne non continui a essere un fatto normale. L’associazione gestisce quattro centri antiviolenza riconosciuti a livello provinciale, collaborando – grazie alla presenza di psicologhe, avvocate, educatrici e volontarie – con tutte le realtà pubbliche e del privato sociale. Se sei vittima di violenza, se conosci una donna che ha subìto violenza, chiama il numero verde gratuito 800 81 46 81.
Sara Salin
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Cultura
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“Racconto il cyber-colpo del secolo per parlare di inclusione” C
“La Ling Gao Gang” è il nuovo romanzo di Carlo Callegari al centro di un’inedita operazione editoriale che coinvolge l’agenzia site By site, LINEA edizioni e Sugarpulp
arlo Callegari torna in libreria con una storia attualissima e dai diversi piani di lettura. “La Ling Gao Gang”, oltre a essere un romanzo che racconta in maniera diversa dagli stereotipi l’inclusione e la disabilità, è anche al centro di un progetto editoriale innovativo ideato e prodotto dall’agenzia di comunicazione site By site in collaborazione con Sugarpulp e Linea edizioni.
La storia Il romanzo parte dal cyber-colpo del secolo: un furto di 100 milioni di dollari ad Alibaba, il colosso dell’eCommerce cinese. Un’agenzia internazionale mette una taglia milionaria sui colpevoli, e così quattro amici disabili creano un improbabile gruppo di investigatori per risolvere il mistero. Nasce la Ling Gao Gang: Carlo, Lars, Poppe e Ling Gao affronteranno le loro disabilità cementando la loro amicizia, vivendo situazioni in bilico fra le risate e il noir, fino all’imprevedibile ed esplosivo finale. “Volevo raccontare una storia nuova” racconta Callegari. “Dopo tre romanzi e il film con Marco Bocci e Francesco Pannofino ho messo da parte la banda dei tre per esplorare nuovi territori. Quando Matteo Strukul di Sugarpulp mi ha proposto di scrivere un romanzo per la collana Digital Investigation ho capito che era l’occasione giusta per mettere insieme le storie che mi frullavano in testa da un pezzo. Ho scelto di raccontare la disabilità alla mia maniera: black humor dissacrante e tanta azione. Se sono riuscito a farlo devo ringraziare Filippo Visentin, ex presidente dell’Unione Italiana Ciechi e mio amico da una vita, ma anche gli amici dell’associazione Muoversi in Libertà. Grazie a tutti loro ho imparato a superare gli stereotipi e a capire che una persona non può essere definita dalla sua disabilità. Bisogna tornare a mettere le persone al centro, lasciamo da parte categorie come disabili o altro che non sono utili a nessuno”.
Il progetto Digital Investigation è il nome della collana inaugurata dal nuovo romanzo di Callegari. L’idea è partita da Nicola Bruno, co-fondatore dell’agenzia di comunicazione site By site in collaborazione con Sugarpulp e Linea edizioni con i quali abbiamo dato vita al primo titolo della collana Digital Investi-
gation. Questo progetto rappresenta per noi una sfida: riuscire a far comprendere il digitale e le sue potenzialità anche a chi non è del mestiere come noi, attraverso racconti di scrittori e scrittrici capaci di coinvolgere i lettori”. C’è anche un motivo molto “personale” alla base del libro. “Sì, spesso quando devo spiegare ai miei genitori qual è il mio lavoro, mi trovo sempre in difficoltà. Per questo abbiamo voluto integrare il libro con un glossario che spieghi tutti quei termini e quelle espressioni che sono normali per noi che lavoriamo con il digitale, ma non lo sono affatto per gli altri. Chissà che, leggendo questo libro (e i prossimi che completeranno la collana), i miei capiscano finalmente qual è il mio lavoro!” Lisa Marra è l’editrice di Linea. Lisa, sembra quasi ti sia innamorata di questo libro e di questo progetto… “La Ling Gao Gang è stato amore a prima lettura. È un libro che scardina i luoghi comuni e lo fa attra-
verso personaggi indimenticabili e dialoghi di un’ironia travolgente. Solo la grande letteratura coinvolge il lettore, lo porta a immedesimarsi nei protagonisti, fa vibrare le emozioni e suscita in lui profonde riflessioni. Quando si chiude l’ultima pagina si sente già la mancanza di quei quattro protagonisti così speciali che viene voglia di ricominciare il libro dall’inizio! Linea edizioni ha da tempo intrapreso un percorso editoriale che pubblica romanzi noir dal forte impatto sociale che diventano strumenti di impegno civile. La Ling Gao Gang va in questa direzione”. Un romanzo che riesce a divertire lanciando messaggi importanti. “L’obiettivo è proprio questo. Al di là dei messaggi forti su grandi temi, è utile anche a chi (come la sottoscritta!) non è espertissima con il digitale. Del resto non c’è niente di meglio che imparare divertendosi!”. Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
N
ato e cresciuto a Padova, dopo la laurea si trasferisce a Milano. Lavora a Radio Deejay, Radio Italia Network, Radio Kiss Kiss, Sky TG24, collaborando con Andrea & Michele, Alex Cattelan, Camila Raznovich, Ivan Zazzaroni, Marco Montemagno, Gene Gnocchi e tanti altri. Torna in Veneto nel 2009 e dal 2010 è Editor in Chief di LA CASE Books, casa editrice digitale californiana. È presidente di Sugarpulp con cui organizza festival ed eventi culturali. Da gennaio 2019 è uno dei consiglieri della Veneto Film Commission. Up the irons!
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Libri x
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“Delitto al Caffè Pedrocchi”, la nuova inchiesta del vice ispettore Zanca È ambientato nello storico Caffè senza porte l’ultimo giallo di Alberto Raffaelli. “Attraverso l’inchiesta sull’omicidio di un professore universitario di Fisica ho voluto raccontare Padova”
I
l Caffè senza porte, vale a dire lo storico Caffè Pedrocchi, apre le sue porte per ospitare l’ambientazione del nuovo romanzo di Alberto Raffaelli, il terzo, dopo “L’Osteria senza oste” e “Il Maestro vetraio” uscito in queste settimane. Come i precedenti “Delitto al Caffè Pedrocchi” trova la sua ambientazione nella provincia veneta. Ma come la prova d’esordio era di impronta trevigiana – l’azione avviene sulle colline del Prosecco – e la seconda era ambientata tra Venezia e Marghera, con quest’ultimo giallo la protagonista assoluta è Padova. Una città segnata dalle figure simbolo di Galileo Galilei e sant’Antonio, dai mondi dell’università e della basilica del Santo, della scienza e della religiosità popolare. Il tutto innestato nel terreno in continua e rapida trasformazione del nord est laborioso, a cui un imprenditore illuminato, Antonio Pedrocchi, ha dato una sede: il Caffè che porta il suo nome. È in questo scenario che si sviluppala nuova inchiesta del vice ispettore Giovanni Zanca, protagonista anche dei precedenti thriller esistenziali dell’autore. “L’idea - spiega Raffaelli - nasce dal desiderio di raccontare Padova, attraverso le vicende del professor Visonà che trascina con sé, in questo viaggio e in queste scoperte, lo stesso Giovanni Zanca con la sua inchiesta .La parola pietà è la nota di fondo che ho voluto lasciar emergere qua e là, nelle varie vicende del romanzo. Pietà che costituisce la struttura profonda che tiene insieme la stessa città perché, come spiega una frase di Luigi Giussani che mi è particolarmente cara, “la realtà non è davvero affermata se non è affermato il suo senso ultimo”.
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L’indagine del vice ispettore si sviluppa a partire da una sera di metà novembre, quando un professore universitario di Fisica, Eugenio Visonà, viene trovato morente nei bagni del Pedrocchi. Ricoverato d’urgenza all’ospedale Giustinianeo si trova a lottare tra la vita e la morte. La voce che fin da subito trova credito sui giornali è che abbia cercato di togliersi la vita per via dei debiti e degli ambienti del malaffare in cui era finito. Ma l’anziano primario del reparto di rianimazione (il professor Nigro, uno dei personaggi del romanzo più ispirati a persone reali, anche per ragioni anagrammatiche) ha qualche dubbio, alcuni particolari non gli tornano. Forse non si è trattato di suicidio, forse la verità è un’altra. “Delitto al Caffè Pedrocchi” è l’indagine sulla vita di un uomo e su quelle che lui ha incrociato. “In fondo - confessa a se stesso, una sera, il vice ispettore Zanca - è ciò che ognuno, presto o tardi, è costretto a fare con la propria vita, quando una fatalità o qualcos’altro lo costringe ad andare a ritroso per cercare il segreto della sua esistenza. Vale a dire quell’unica cosa necessaria che aveva smarrito, dimenticato o di cui non si era mai interessato”. Nicoletta Masetto
• Chi è Alberto Raffaelli
A
lberto Raffaelli nasce in Trentino, a Rovereto nel 1959. Trascorre l’infanzia a Volano, un paese della Val d’Adige tra Rovereto e Trento. Durante gli anni del liceo pratica sport a livello agonistico e partecipa agli eventi dei movimenti studenteschi degli anni Settanta. Per mantenersi gli studi fa l’operaio in catena di montaggio, il manovale in un’impresa edile e il boscaiolo nel servizio forestale della Provincia di Trento. Si laurea in Filosofia a Venezia nella Facoltà guidata da Emanuele Severino. Dal 2009 dirige una Scuola di Formazione Professionale nel settore della Ristorazione. Attualmente è preside a Valdobbiadene (TV). Sposato con Luisa, incontrata sui banchi del liceo, ha cinque figli maschi e (per ora) nove nipotini.
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City Life
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Vino, il rilancio solidale premia Vo’ La stampa turistica assegna al progetto della Cantina sociale Colli Euganei il riconoscimento per il rilancio del territorio e dell’enogastronomia
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uando venne dichiarata prima zona rossa in Italia (assieme a Codogno), la cittadina di Vo’ Euganeo si trovò a fronteggiare una sindrome allarmistica da pandemia. E questo non solo dal punto di vista dell’accessibilità, ma anche in termini di impatto commerciale su una delle “industrie” più rilevanti del territorio: il vino. Sì, perché in pieno disorientamento da coronavirus ci sono state cantine che si son viste annullare gli ordini già perfezionati a causa di assurde ipotesi di possibile contaminazione del vino. Eppure, da quei giorni drammatici, la cittadina sui Colli Euganei ha tratto forza e ha studiato un riscatto che ha trovato compimento già nel 2020.
Rilancio solidale Oltre ad ospitare il Consorzio Vini Euganei, Vo’ è anche sede della Cantina Sociale Colli Euganei che è un punto di riferimento per 530 soci. Con una produzione di 4 milioni di bottiglie e un fatturato che si attesta a circa 16 milioni di euro, la cantina è stata messa sotto
pressione dalla crisi, ma ha tenuto vendendo molto nella grande distribuzione e per il 70% in Italia. Proprio dalla cantina di Vo’ è nato un progetto di rilancio e solidarietà, che ha fatto della zona rossa un volano per la ripartenza in piena pandemia. Il progetto della Colli Euganei prevedeva infatti la vendita al supermercato o nei punti vendita di due vini rappresentativi del territorio – il Serprino Spumante Doc Colli Euganei e il Rosso Doc Colli Euganei – ad un prezzo predefinito (4,95 euro), garantendo per ogni bottiglia venduta una donazione di 1 euro all’Università di Padova per la ricerca e di 10 centesimi al Comune per finanziare la ripresa economica del paese e del territorio. Per questa iniziativa è stata dedicata una produzione di 100mila bottiglie. La ciliegina sulla torta è arrivata con la vittoria del premio di categoria al Gist Travel Food Award 2020 di Rimini come miglior progetto italiano per il rilancio del territorio e dell’enogastronomia. “Il riconoscimento del
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GIST non premia solo la cantina, ma tutto il nostro territorio – commenta Lorenzo Bertin, presidente di Cantina Colli Euganei – Questo traguardo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione del Comune e dei grandi marchi della gdo, che fin da subito hanno creduto nella bontà della nostra idea e ci hanno permesso di creare un progetto virtuoso, dal forte legame sociale”. Il GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica) ha scelto di dedicare l’edizione 2020 alle campagne per il rilancio del territorio dopo l’e-
mergenza sanitaria. E se Vo’ è stato il primo comune in Italia ad essere colpito dall’emergenza Covid, grazie al progetto è diventato simbolo della ripartenza.
Annata splendida Il 2020 per il vino di Vo’ e dei Colli Euganei è stata un’ottima annata dal punto di vista della qualità del prodotto. Un paradosso se si pensa alla situazione dal punto di vista sanitario, ma le condizioni climatiche registrate durante l’anno hanno permesso una vendemmia di altissima qualità. “È stata una ven-
demmia da incorniciare le vigne non sono praticamente mai andate sotto stress – rimarca l’enologo Daniele Stenico - Il clima dal punto di vista fitosanitario ci ha avvantaggiato. I bianchi che andranno sul mercato tra pochi mesi sono molto profumati mentre dai rossi, viste le condizioni di maturazione dell’uva, ci aspettiamo molto. La qualità dei vini c’è, ora speriamo che riparta bene anche il mercato”. Fior d’Arancio Docg, Rossi frutto di uvaggi di Merlot e Cabernet, Serprino e poi le varietà bordolesi (Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Carmenere) sono i vini caratteristici di questo territorio collinare nel mezzo della pianura padana, con terreni che variano dall’argilloso al calcareo. “Il 75% della produzione è destinato al mercato italiano, mentre il restante 25% va all’estero”, spiega il direttore della cantina sociale Alessio Equisetto, che per il 2020 prevede una chiusura di bilancio in tenuta nonostante la crisi rispetto ai risultati del 2019. Giambattista Marchetto
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#Regione
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Intervista al Governatore Luca Zaia
“Sanità ed economia da salvaguardare non dobbiamo abbassare la guardia” L
’anno nuovo si apre con una dopPresidente Zaia, nel confronto pia sfida per il Veneto, da un lato quasi quotidiano con il Governo non l’impennata dei contagi e dei ricove- sono mancati i motivi di attrito e di ri, con tutte le conseguenze del caso, scontro, quali sono le sue richieste a dall’altra la partita delle vaccinazioni. Roma oggi? “Si sente ripetere spesso questo Il Presidente del Veneto Luca Zaia è chiamato alla sfida più impegnativa di ritornello di uno scontro con il Goquesto tempo di pandemia. “Nella no- verno centrale. Io continuo a far presente che dall’inizio della pandemia stra regione abbiamo una macchina sanitaria e logistica pronta e collau- non c’è stato un decreto del Governo data. Se le previsioni del Commissario che non sia stato votato non dico dal nazionale Arcuri saranno confermate, Veneto ma da tutte le Regioni. Sono entro il 25 gennaio arriveranno e sa- stati tutti accolti e applicati con spiranno erogate in Veneto 186.225 pri- rito di collaborazione istituzionale e me dosi di vaccino. Se riceveremo i grande senso di responsabilità. Resta vaccini promessi, secondo le quantità comunque un dato da cui non si può e i tempi stabiliti con il Governo, sare- prescindere: siamo tutti consapevoli mo in grado di completare la copertu- che non si può abbassare la guardia ra della popolazione prima dell’estate. contro il Covid ed è necessario conA seguire, da febbraio a marzo, sarà la centrare ogni sforzo possibile a salvolta delle categorie a rischio elevato: vaguardia prima di tutto della salute gli ultraottantenni anzitutto (sono cir- pubblica, ma altrettanto sappiamo ca 360 mila) e poi la fascia d’età 79-70 che è necessario che ai settori penaanni bersaglio prediletto del Covid, le lizzati vada garantito il sostegno ecofasce “sensibili” sul versante (malati nomico statale con immediatezza, in cronici e immunodepressi, pazienti modo che permetta loro di sopravproblematici segnalati dai medici di vivere e di non licenziare per tutto il tempo che sarà base) quanti lavorano nei servizi giudiEntro il 25 gennaio necessario. Questa non solo è urcati essenziali: forze saranno erogate le misura gente ma deve essere dell’ordine e armate, vigili del fuoco, in- prime 186 mila dosi, certa. Come avevano richiesto le Regioni, segnanti, farmacisti, “speriamo ne avrebbe dovuto esseaddetti al trasporto e arrivino anche più re già stata garantita alle poste, giornalisti, tra gli altri; un bacino del previsto, saremo senza indugi e automaticamente ai destimato in 1,6 milioni di utenti.Il capitolo in grado di rilasciare creti governativi che si sono susseguiti. Se conclusivo, tra magil passaporto è giusto che alcuni gio e giugno, si aprirà sanitario” settori cooperino più con gli over 60 e prodi altri alla lotta cocederà secondo criteri anagrafici decrescenti, arrestandosi mune al virus, è anche vitale che essi alla soglia dei sedici anni. A scanso di debbano avere un aiuto per tutto ciò equivoci abbiamo anche un milione che non possono guadagnare con il di siringhe pronte all’uso in magazzi- lavoro”. Il suo consenso dimostra come no. Siamo anche pronti ad affrontare la partita con l’anagrafe vaccinale in- anche un elettorato non dichiarataformatizzata, che per primi abbiamo mente leghista o di centrodestra l’abcostituito a livello nazionale, e che bia votato. Con quali azioni intende sarà preziosa qualora vi fosse la neces- rappresentarlo? “Un consenso superiore al 76% non sità di certificare l’avvenuta vaccinazione o di pensare a quello che viene lo si può certamente ricondurre in comunemente definito ‘il passaporto un ambito partitico ma nemmeno in sanitario’, che saremo in grado di rila- quello di una sola area politica. È una grande attestazione di fiducia ma, risciare in tempo reale”.
Il governatore del Veneto Luca Zaia
tengo, anche sia il riconoscimento di una buona amministrazione in questi anni, a beneficio di tutti i Veneti non solo di una parte. Sarebbe cieco, però, non considerare che un simile risultato lo abbiamo ottenuto contestualmente alla battaglia per il raggiungimento dell’Autonomia. Non solo è la conferma di quanto sia sentita la necessità di autonomia nella nostra regione ma anche che si tratta di una richiesta trasversale e non contro qualcuno come da qualche parte si sostiene ancora. Raggiungere al più presto questo obbiettivo è dunque la priorità”. Passando in casa Lega, esiste ancora il conflitto Veneto - Lombardo? Come si profila lo schema in vista delle prossime politiche? “In questi giorni le preoccupazioni in calendario sono altre per me. Non ritengo comunque che ci sia alcun conflitto lombardo-veneto. Confermo quello che sto ripetendo da mesi: tra un ruolo a Roma e il Veneto scelgo il Veneto, non c’è dubbio. Per quanto riguarda la Lega, poi, il segretario federale è Matteo Salvini e con lui ho
ottimi rapporti. Io, resto concentrato sulla mia Regione dove ho preso un impegno”. Nel 2022 si eleggerà il nuovo Presidente della Repubblica. Ci fa un suo nome? “Quando sarà il momento il Veneto parteciperà coi suoi grandi elettori come prevede la Costituzione. Ora le preoccupazioni, purtroppo, sono su tutt’altro fronte. Certamente, però, dovrà essere una persona in grado di sentire proprio il ruolo di garante delle autonomie regionali oltre che dell’unità nazionale”. Dieci anni fa il Veneto era ancora sotto choc per l’alluvione, sul fronte della sicurezza idraulica quali saranno i prossimi passi? Dieci anni fa sono stati i giorni tristi dell’alluvione nelle province di Vicenza e Verona. Ma anche negli anni successivi si sono ripetuti nuovi fenomeni fino a Vaia sulle Dolomiti e l’Acqua Granda dell’anno scorso a Venezia e sul Litorale. Nella tragedia, quello di dieci anni fa è stato un importante campanello d’allarme.
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Regione
Intervista al Presidente della Regione Il punto sulle grandi opere attese in Veneto
“Sicurezza idrogeologica, il lavoro continua” Come Regione ci siamo affidati Finalmente abbiamo visto il ad un’autorità di livello mon- Mose in funzione, sarà davvero diale, il professor Luigi d’Alpaos, il salvatore di Venezia? per curare un piano regionale di “Pur non essendo un’opera vasta portata. Una serie di in- in carico alla Regione, nei giorterventi idraulici del valore di 2 ni dell’Acqua Granda del 2019 a miliardi e 700 milioni. Di questi, chi mi chiedeva del Mose risposi 637 milioni sono già stati inve- che a fronte di una situazione stiti e, tra le opere più significa- simile doveva essere portato tive, sono già una realtà per la all’utilizzo e doveva funzionare. sicurezza del Vicentino i nuovi Ad ottobre è stato messo in funbacini di laminazione di Caldo- zione e pare che i risultati ci siagno, Trissino e Colombaretta no. Ma è un traguardo che non grazie ad una spesa di 75 milioni deve sottrarre nessuno da un di euro complessivi. Importanti impegno più ampio. Il tema amstanziamenti sono stati impe- bientale della salvaguardia della gnati nel ripristino della rete sia Laguna e della città di Venezia, principale sia secondaria, anche infatti, deve avere una visione tramite la destinazione ai con- complessiva e può passare solo sorzi di bonifica. Il lavoro non è attraverso investimenti su tutto ancora finito, continua. Nell’ot- il bacino scolante”. tica della sicurezza idrogeoloCon la Pedemontana Veneta gica di tutto il Veneto, il lavoro a che punto siamo? sarà completato quando anche “Di recente è stata aperta la sul bacino del Piave sarà portato terza tratta, dal casello di Brea termine quanto necessario”. ganze a quello di Bassano del Che ne sarà del completa- Grappa Ovest. Con questi ultemento dell’iriori 15 chilodrovia Padova Entro la primavera metri si arriva a – Venezia? una percorribibuona parte della lità complessiva La Regione ha inserito l’iprovvisoria di Pedemontana drovia sia nella circa 35 chiloVeneta sarà pianificaziometri della più ne delle operilevante infracompletata re idrauliche struttura viaria sia nel piano trasporti. Ha anin costruzione in Italia; quanche approvato con 1,3 milioni do sarà completata, coprirà 94 di euro il progetto preliminare, chilometri, attraversando 36 chiedendo ripetutamente il ficomuni, con 14 caselli, per un nanziamento dell’opera allo investimento di 2 miliardi e 258 Stato perché si tratta di un pro- milioni di euro. È stato aperto, getto del valore di oltre mezzo quindi, un tratto strategico che miliardo di euro. Lo scorso lu- consentirà di dimezzare i temglio, la Camera ha approvato pi di percorrenza tra le diverse la mozione con cui si impegna località servite, in quello che è il Governo al completamento il cuore produttivo del Veneto. dell’opera. Noi non molliamo Da Bassano è possibile raggiunl’obbiettivo e continueremo a gere Vicenza in poco più di 30 fare la nostra parte per quanto minuti anziché 55, Breganze in ci compete. 10 minuti anziché 25, Malo in
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17 minuti anziché 45, liberando i centri abitati dell’area interessata dai flussi di traffico, soprattutto quelli pesanti, riducendo le emissioni di gas di scarico e abbattendo la pericolosità delle strade comunali. Nonostante i rallentamenti provocati dal Covid, contiamo di completare l’opera nella primavera di quest’anno, eccezion fatta per la galleria di Malo e l’innesto sulla A27 a Villorba per i quali dovremo aspettare il 2022”. E per l’Ospedale di Padova?
“La svolta è avvenuta lo scorso aprile con la firma dell’accordo di programma tra tutte le Istituzioni interessate. Pur nel periodo della pandemia, abbiamo aperto la frase progettuale, preludio imprescindibile per quella realizzativa. Sarà una grande operazione di infrastrutturazione ospedaliera con un nuovo ospedale da 900 posti letto nell’area denominata “Padova Est-San Lazzaro”, la completa riqualificazione dell’attuale Ospedale Giustinianeo, con ulteriori 900
posti letto, la valorizzazione delle strutture sanitarie esistenti e la futura realizzazione del “Parco delle Mura” di Padova”. Non possiamo non ricordare il referendum sull’autonomia, dopo tre anni di attesa cosa dobbiamo aspettarci? “Il 22 ottobre del 2017, due milioni di veneti si sono espressi alle urne, rivendicando la scelta corale dell’autonomia regionale; rimane una giornata storica. L’impegno che ho preso con tutti i cittadini è concreto. Il percorso fatto fino ad oggi si riassume in una serie di passaggi politici e istituzionali importanti, culminati ormai più di un anno fa, nella consegna della proposta della Regione Veneto per l’autonomia differenziata al ministro per gli Affari regionali. Atto a cui il rappresentante del Governo nazionale ha replicato garantendo l’impegno a proseguire il negoziato. Le aspettative, rimangono ancora l’approvazione della legge quadro e la sottoscrizione dell’intesa, quindi una necessaria accelerazione dell’iter parlamentare e la definizione condivisa con il Governo per giungere quanto prima alla conclusione. Intanto non siamo mica fermi: è in elaborazione una rilevazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali utilizzate dallo Stato nel territorio veneto nelle 23 materie che la Regione chiede le vengano riconosciute. Questo non per rivendicare qualcosa ma per migliorare ulteriormente la qualità dei servizi ai cittadini. Anche in questi giorni di pandemia è emerso chiaramente quanto sia indispensabile una chiara assunzione di responsabilità ai fini di una buona amministrazione”. (s.c., o.j., n.s.)
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Regione
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Istruzione Attivate 26 nuove figure di operatore e 29 di tecnico
La formazione guarda allo sviluppo e all’innovazione: al via il nuovo piano L’assessore regionale Elena Donazzan: “In questo momento la programmazione è fondamentale per il rilancio e punta sulle figure professionali preparate”
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entre il mondo dell’istruzione sta vivendo un periodo di incertezza legato all’emergenza sanitaria e al suo impatto sulla didattica, con il nodo degli istituti superiori ancora da sciogliere, la giunta regionale veneta guarda al futuro. E’ rivolta proprio agli istituti scolastici del secondo ciclo e alle scuole di formazione professionale e in sussidiarietà negli istituti professionali di stato la nuova programmazione dell’offerta formativa per il 2021-2022. “In questo momento la formazione diventa un elemento ancora più fondamentale per il rilancio. – afferma Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione e alla formazione - La Regione è pronta per far sì che l’offerta formativa evolva sempre verso l’innovazione, nella consapevolezza che alla crisi pandemica seguirà
un forte rilancio per il quale sono necessarie figure professionali altamente qualificate e preparate ad operare in un contesto sociale e professionale profondamente mutato. La nuova programmazione - aggiunge l’assessore Donazzan - prevede indirizzi che rispondono in maniera puntuale allo sviluppo economico e sociale del Veneto che, già da alcuni anni, ha una vocazione sempre più green e di innovazione nei servizi dell’accoglienza legati al turismo, maggiore settore economico veneto”. Con il prossimo anno scolastico, in virtù dell’accordo fra Regioni e ministeri del lavoro e dell’istruzione, vengono introdotte nuove figure di qualifica e diploma: 26 figure di “operatore” declinate complessivamente in 36 indirizzi nazionali e 29 figure di “tecnico” declinate in
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54 indirizzi nazionali. Tra le novità previste nella programmazione scolastica, per quanto riguarda i profili tecnici, all’IIS “CattaneoMattei” di Monselice (PD) è stato approvato l’indirizzo di Meccanica meccatronica energia nell’articolazione “Energia”, all’IS “LeviPonti” di Mirano (VE) sarà attivato all’istituto professionale l’indirizzo “Servizi commerciali”, all’IIS “Vendramin-Corner” di Venezia ci sarà l’indirizzo Serale dell’Istituto Tecnico tecnologico “Meccanica, Meccatronica ed Energia”, nell’articolazione “Meccanica e meccatronica”. All’Enaip Veneto di Dolo è stato autorizzato il nuovo corso per “Operatore grafico ipermediale, mentre a Venezia, all’IP “Barbarigo” saranno attivati due nuovi indirizzi dell’istituto professionale “Servizi culturali e dello spettaco-
lo” e Enogastronomia e ospitalità alberghiera nell’articolazione di “Arte Bianca e Pasticceria”. In provincia di Treviso, il percorso per “Operatore ai servizi di promozione e accoglienza” della Fondazione Lepido Rocco prevede un trasferimento temporaneo di percorso triennale presente nella sede di Castelfranco Veneto presso la sede di Lancenigo di Villorba, permanendo la volontà di mantenerlo presso la sede originaria. Sempre in provincia di Treviso, a Castelfranco Veneto viene autorizzata all’ente Scuola Segra la nuova attivazione del percorso per “Operatore del benessere indirizzo acconciatura”, ad invarianza del numero di corsi attivabili nella stessa sede. All’Istituto Fusinieri di Vicenza viene attivato il Serale dell’istituto
Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione e alla formazione
tecnico economico nell’indirizzo Amministrazione Finanza e marketing con articolazione “Sistemi Informativi Aziendali”. All’IS Masotto di Noventa Vicentina nuova opzione “Economico sociale” nel Liceo delle Scienze Umane. Infine, al Patronato Leone XIII di Vicenza via libera al percorso per “Operatore agricolo – indirizzo Coltivazione piante erbacee orticole e legnose in pieno campo e serra”.
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Regione
Il dibattito in consiglio regionale Gli esponenti Dem evidenziano i punti deboli della manovra
“Bilancio ordinario, manca di coraggio” “Q
uesta manovra che ha le caratteristiche dell’ordinarietà. Serviva invece più coraggio nelle scelte e nelle misure da adottare, proprio perché viviamo un momento straordinario”. Attraverso le parole del Capogruppo, Giacomo Possamai, i Consiglieri regionali del Pd Veneto Vanessa Camani, Francesca Zottis, Andrea Zanoni, Anna Maria Bigon e Jonatan Montanariello spiegano così il voto finale contrario al bilancio regionale di previsione per il 2021. Secondo gli esponenti dem la manovra presenta diversi punti deboli. “Mancano direttrici politiche chiare. Questo bilancio - sottolineano i consiglieri del Pd- lascia aperte molte contraddizioni. Se da un lato, ad esempio, la linea programmatica della Giunta è quella di favorire l’export delle nostre aziende, contemporaneamente non si registrano, Pedemontana Veneta a parte, sostegni e interventi concreti. Da sinistra Jonatan Montanariello e Francesca Zottis Ma di questi risvolti, di evidente stridore tra buoni propositi e fatti reali, ce ragionamento sull’addizionale Irpef ne sono altri. Dalla scelta di continuare hanno aggiunto i consiglieri Dem- ana prevedere aperture indiscriminate che se alla fine i segnali concreti non di centri commerciali medi e grandi a sono arrivati. Resta tuttavia il fatto podispetto degli annunci sui sostegni ai litico importante. Riteniamo sia giusto, soprattutto piccoli esercenti. in questa fase Senza dimentiI consiglieri del Partito di drammatica care la falla nei Democratico: “evidenti difficoltà legata settori del turicontraddizioni, tagli a turismo alla pandemia, smo e della culche chi ha di più tura: malgrado il e cultura”. Accolti alcuni dia anche di più, Veneto sia una degli emendamenti proposti, in maniera proregione leader, siamo ai tagli a dal finanziamento ai Comuni per gressiva”. Il gruppo dei pioggia. Non da gli interventi contro il dissesto democratici, atultima la sicurezza urbana, idrogeologico all’aumento delle traverso gli interventi dei conche non potrà risorse per la lotta alla criminalità siglieri Zottis, avere mai efficaZanoni, Bigon e cia se continua e la promozione della legalità Montanariello, ad essere anche quest’anno mancante di vere politiche mette l’accento sul pacchetto di emendamenti e proposte che hanno ottenusociali di coesione”. Sul fronte delle tasse una prima to il via libera dell’aula: “Dai 4,5 milioni apertura: “Positiva la disponibilità di finanziamento ai Comuni, tramite dell’assessore Bilancio ad aprire un le Province, per gli interventi contro il
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Sostegno al credito alle imprese intervento esteso a tutto il 2021
L’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato
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dissesto idrogeologico, all’inserimento dei liberi professionisti nella platea di chi avrà diritto a beneficiare dei 10 milioni di stanziamenti per il sistema produttivo veneto. Dall’aumento del 50% delle risorse originariamente previste per la lotta alla criminalità organizzata e la promozione della legalità, all’impegno per l’introduzione di un contributo di solidarietà per le donne vittime di violenza che hanno pieno diritto a rifarsi un’esistenza serena. Dalla svolta sul fronte ambientale, che vincola la Regione a prevedere norme e piani di riduzione dei gas serra nelle attività produttive del Veneto, ai sostegni per il distretto veneto del calzaturiero, una risorsa preziosa e di eccellenza della nostra economia. Non da ultima, l’approvazione di un nostro emendamento che stanzia risorse per rafforzare la campagna di formazione e informazione sulle vaccinazioni, con particolare attenzione ai professionisti della sanità e della scuola”.
iuti alle aziende venete alle prese con gli effetti economici del Covid, la Regione estende a tutto il 2021 le misure di accesso al credito attivate la scorsa primavera attraverso un intervento straordinario da 30 milioni di euro per la concessione di finanziamenti agevolati. “Le prime domande risalgono a luglio 2020 – spiega l’assessore regionale allo sviluppo economico ed energia Roberto Marcato – e, dai dati del monitoraggio tramesso da Veneto Sviluppo a metà novembre, si deduce che la linea di intervento attivata registrava 310 domande presentate, per un controvalore in termini di finanziamenti pari a circa 12 milioni di euro, delle quali 251 erano già state ammesse all’agevolazione, per un controvalore di circa 10,3 milioni di euro, di cui 408 mila euro di contributo a fondo perduto. Dell’originario plafond di 30 milioni di euro risultava impegnato al 40% circa”. L’intervento è gestito da Veneto Sviluppo e prevede il coinvolgimento di intermediari finanziari vigilati che si convenzionano con la stessa finanziaria regionale. “Abbiamo scelto di prorogare le misure alla luce del perdurare della crisi e dell’esito della sperimentazione, - aggiunge Marcato - si tratta di un ulteriore strumento a disposizione delle imprese venete che continuano a chiedere aiuto e trovano in questa misura l’opportunità di accedere a liquidità alle migliori condizioni. Con questa misura, infatti, le imprese possono ottenere un finanziamento a costo zero, cioè senza spese di interessi e commissioni, che vengono interamente sostenute dalla Regione”.
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GENNAIO 2021
Salute Campagna vaccinale: l’obiettivo è l’immunità di gregge
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Al via la campagna di vaccinazione contro il Covid Covid, da gennaio via ai test rapidi in farmacia
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S.o.s. il progetto per l’assistenza da remoto dei pazienti stomatizzati
a preso il via lo scorso 27 dicembre anche in Veneto la campagna vaccinale contro il Covid e, se le previsioni verranno rispettate, entro il 25 gennaio nella nostra regione verranno erogate le prime 186.225 dosi. Con la somministrazione delle prime dosi del vaccino, messo a punto seguendo tutte le fasi della sperimentazione clinica e autorizzato dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), si è partiti con la profilassi, gratuita per i cittadini e, al momento, su base volontaria. Entro 12 mesi si dovrebbe raggiungere l’obiettivo dell’immunità di gregge per il Sars CoV2. Nel rispetto del protocollo delle categorie prioritarie da vaccinare, anche in Veneto, in questo step iniziale le prime dosi sono state somministrate agli operatori della sanità, ai dipendenti e gli ospiti delle Case di riposo. La seconda fase, invece, prevede l’estensione agli anziani con più di 80 anni, quindi alle persone tra 60 e 79 anni e chi è affetto da almeno una malattia cronica, e quindi altre categorie professionali e, via via, tutti gli altri. Prosegue alla pag. seguente
Il Gioco dell’oca che insegna a difendersi dal Coronavirus
Salute
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Consulenza scientifica
Covid, da gennaio via ai test rapidi in farmacia
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est antigenici rapidi per la sorveglianza Covid 19 senza prescrizione medica e direttamente in farmacia. Da gennaio anche in Veneto, dopo Emilia Romagna, Lazio e Trentino, si possono effettuare i test rapidi per verificare l’eventuale positività al virus in modo snello ed economico, nella farmacia sotest antigenici per lad’intesa sorveglianza Covid 19 senza tenza ordinaria, saranno allestiti gazebo esterni oppure Definito ilrapidi protocollo to casa. e direttamente i tamponi potranno essere somministrati all’interno della tra prescrizione FederFarmamedica e Regione Veneto, in farmacia. Da gennaio anche indell’approvaVeneto, dopo Emilia Romagna, farmacia, ma durante gli orari di chiusura al pubblico. compiuto il passaggio Lazio einTrentino, si possonodall’inizio effettuare i test rapidi per ve- L’esito del test che si ottiene nel giro di pochi minuti, pozione Giunta regionale, rificare positività al virus o negativo, viene inseritomedinella del 2021l’eventuale è stato avviato il nuovo ser- to nella pagina web di FederFarma sitivo abitazione e attivare il proprio in modo snello ed economico, nella – sono eseguiti da un infermiere piattaforma regionale di otracciamenvizio presso le farmacie, delle 1145 co di medicina generale la guardia pochi minuti costo farmaciache sotto casa. Definito il pro- In Nel caso positivo metvenete, hanno dato la loro volonspecializzato all’interno aldelle far- to. medica per di la esito richiesta del si tampotocollo d’intesa tra FederFarma e Re- macie nel massimo rispetto delle tono in atto le procedure dal taria adesione. ne molecolare che vienepreviste effettuato di 26 euro si può gione Veneto, compiuto il passaggio fondamentali condizioni di sicurezza. protocollo sanitario: il cittadino deve presso i servizi dell’Ulss con lo scopo effettuare lo screening. dell’approvazione regiona- Laddove la propria contagio. abitazione e Come funziona.inIl Giunta test antigenico non ci fosse la possibilità di raggiungere di accertare l’eventuale le, dall’inizio del 2021 èsenza statoprescriavviato creare percorsi alternativi all’utenza attivare il proprio medico di medicipuò essere effettuato Non serve la il nuovo servizio presso le farmacie, o la “La guardia medicaè per zione medica e viene offerto a quei ordinaria, saranno allestiti gazebo na Igenerale commenti. farmacia un prescrizioneesterni medica, delle 1145 venete, richiesta delqualificato, tampone molecolare cittadini che vor- che hanno dato la oppure lapolo sanitario sicuro, ma In pochi minuti al costo iprenotare loro volontaria adesione. viene effettuato i servizi ranno sottoporsi tamponi po- che anche sotto casa ed presso è quindi partiè sufficiente dell’Ulss concomodo lo scopo di accertare all’accertamento tranno essere colarmente a tutti, ma sodi 26 euro si può Come funziona. Il test antigenico ma è un servizio volontariamente s o m mrivolto i n i s t r a t i l’eventuale prattutto a contagio. chi non può spostarsi con effettuare esserecarico, effettuato senza prescri-lo screening. apuò proprio all’interno della facilità” ha commentato Andrea Belagli asintomatici zione che medica e viene offertoNon a queiserve la I commenti. farmacia Veneè un ma siano farmacia, ma lon, presidente di“La FederFarma cittadini che E’vorranno sottoporsi qualificato, sicuro, ma asintomatici. durante gli orari polo to – sanitario le farmacie si assumono l’onere prescrizione medica, all’accertamento a proprio carico, ma di anche sotto casa quindi particolarmente comodo a sufficiente per volontariamente chiusura al eddiè acquistare il test e di organizzare che siano asintomatici. E’ sufficiente per questi ultimi pubblico. tutti, ma soprattutto a chi nondel puòpersonale spostarsi sanitario con facilità” questi ultimi re- è sufficiente L’esito l’operato ofprenotare recarsi farmacia, dopo aver fissato un appuntamento, del ha commentato Bellon, presidente di FederFarma carsi in in farmacia, test che siAndrea frendo un servizio a costo veramente è un servizio rivolto con carta e codice fiscale per garantire la trac- ottiene Veneto –nelle farmacie si assumono di acquistare dopo averd’identità fissato ma giro molto contenutol’onere al cittadino”. ciabilità. il test e di organizzare l’operato del personale sanitario un appuntamendi pochi minuti, “Le farmacie – ha ribadito l’assesagli asintomatici servizio screening ha un costo di 26 euro a carico positivo offrendo un a costo veramente molto contenuto to,Ilcon cartadid’io servizio ne- sore regionale alla sanità, Manuela del cittadino che richiede il test. al cittadino”. dentità e codice gativo, viene Lanzarin - si confermano un punto La procedura. I test – è spiegato nella pagina “Le farmacie – ha di ribadito l’assessore regionale alla safiscale per garantire la tracciabilità. inserito nellaweb piattaforma regionale riferimento molto importante, di IlFederFarma – sono eseguiti da un infermiere specia-Nelnità, Lanzarin - si confermano unnei punto di rifeservizio di screening ha un costo di tracciamento. casoManuela di esito poaddirittura strategico punti più lizzato all’interno farmacieche nel massimo rispetto in atto rimento molto importante, addirittura strategico nei punti di 26 euro a caricodelle del cittadino sitivo si mettono le procedure disagiati del territorio. E aggiungono delle fondamentali condizioni di sicurezza. Laddove più disagiati E aggiungono il loro richiede il test. previste dal non protocollo sanitario:delilterritorio. il loro servizio a quello che servizio continuaa ci La fosse la possibilità di –creare percorsicittadino alternativi all’uquello che continua con con ii medici medici di di medicina medicina generale”. generale”. procedura. I test è spiegadeve raggiungere la propria
Covid, da gennaio via ai test rapidi in farmacia
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Al via la campagna di vaccinazione contro il Covid Cos’è e a cosa serve, quali sono le controindicazioni, quali sono le modalità? Di seguito alcuni chiarimenti e risposte, pubblicate, aggiornate al 4 gennaio 2021, sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Che cos’è e a che cosa serve? Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia. Come viene somministrato? In due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra. La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto il prodotto? Gli studi sui vaccini anti COVID-19, compreso il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), sono iniziati nella primavera 2020, perciò sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali, ma hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza. Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione. Quanto è efficace? I risultati di questi studi hanno dimostrato che due dosi del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono evitare al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie. La protezione è efficace subito dopo l’iniezione? No, l’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose. Quanto dura la protezione indotta dal vaccino? La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi. Il vaccino può provocare la malattia COVID-19 o altre alterazioni genetiche? Questo vaccino non utilizza virus attivi, ma solo una componente genetica che porta nell’organismo di chi si vaccina l’informazione per produrre anticorpi specifici. Non sono coinvolti virus interi o vivi, perciò il vaccino non può causare malattie. L’mRNA del vaccino come tutti gli mRNA prodotti dalle cellule si degrada naturalmente dopo pochi giorni nella persona che lo riceve. È stata segnalata una nuova variante del virus SARS-CoV-2: il vaccino sarà efficace anche verso questa nuova variante? I virus a RNA come SARS-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto e le componenti del virus. Molte varianti di SARS-CoV-2 sono state segnalate nel 2020, ma finora queste varianti non hanno alterato il comportamento naturale del virus. La variante segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine della superfice del virus e sono in corso valutazioni sugli effetti che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia, mentre appare improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione. I bambini possono essere vaccinati? Questo vaccino non è al momento raccomandato nei bambini di età inferiore a 16 anni. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha concordato con l’azienda produttrice un piano per la sperimentazione del vaccino nei bambini in una fase successiva. Le persone che hanno fatto la vaccinazione anti influenzale da poco tempo possono vaccinarsi contro il COVID-19? Non vi sono ancora dati sull’interferenza tra vaccinazione anti COVID-19 e altre vaccinazioni, tuttavia la natura del vaccinoCOVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) suggerisce che sia improbabile che interferisca con altri vaccini. Comunque il distanziamento di un paio di settimane può essere una misura precauzionale. La vaccinazione consente di tornare alla vita di prima? Anche se l’efficacia del vaccino è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione.
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Connected care. L’Ulss 6 Euganea promuove la sperimentazione
S.o.s. il progetto per l’assistenza da remoto dei pazienti stomatizzati Il primo servizio “Connected care” per la salute delle persone con stomia e incontinenze
La sperimentazione delle “televisite” in Cardiologia a Piove di Sacco
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n progetto sperimentale per l’assistenza da remoto dei pazienti stomatizzati. L’Usl 6 Euganea sta investendo in medicina di prossimità lanciando il progetto “S.O.S. – Smart Stomy Support”, messo a punto dalla Federazione Associazioni Stomizzati e Incontinenti (FAIS) per l’assistenza a distanza dei pazienti cronici portatori di stomia ed ex stomizzati in fase riabilitativa. Al modello di cura tradizionale, basato sull’interazione in presenza tra paziente e infermiere stomaterapista, S.O.S. affianca la possibilità di “consulenze virtuali” secondo modalità di telemedicina e con personale operante anche in regime di smart working. Pur nelle difficoltà legate alla contingenza Covid-19, il progetto S.O.S. è in fase di partenza con il reclutamento dei primi pazienti coinvolti nella sperimentazione e prossimamente sarà estesa anche all’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli “Fondazione Pasca-
le” e alla Fondazione Poliambulanza di Brescia. Premiato come miglior progetto italiano di “cure connesse” al Forum PA Sanità 2019 per la categoria “Associazioni no profit”, il progetto va a integrare l’attuale modello di assistenza con l’utilizzo di un’apposita App per la formazione pre e post intervento dei pazienti e per monitorare la loro aderenza terapeutica. “L’innovazione la poniamo a servizio dei più fragili, per questo abbiamo aderito con entusiasmo all’attuazione del progetto “S.O.S. – Smart Ostomy Support”, messo a punto dalla Federazione Associazioni Stomizzati e Incontinenti (FAIS) per l’assistenza a distanza dei pazienti cronici portatori di stomia ed ex stomizzati in fase riabilitativa” ha commentato il direttore generale Domenico Scibetta. “S.O.S. ci è parso da subito coerente con l’interesse aziendale per lo sviluppo della medicina di prossimità,
- ha concluso nel suo commento - che mette il paziente nelle condizioni di veder garantita, anche da remoto e con “consulenze virtuali”, una forma di assistenza più accessibile, via smartphone o tablet. La soluzione progettuale ideata non sostituisce tuttavia l’attuale forma di assistenza, ma la integra e la migliora, rendendola peraltro più sicura in questo periodo così delicato di recrudescenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19. La medicina di prossimità e le cure connesse rientrano tra i nostri obiettivi aziendali e il progetto S.O.S. risponde appieno ai modelli di sviluppo della Regione del Veneto”. Tra Padova e provincia gli stomizzati sono circa 1.400, con quasi 250 nuovi accessi all’anno nei cinque ambulatori dedicati sul territorio. S.O.S. li metterà nelle condizioni di vedere garantita, anche da remoto, una forma di assistenza innovativa, “smart” e di più facile accesso.
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e cure connesse: la pandemia di Covid 19 ha accelerato il percorso di profonda revisione dei modelli organizzativi sanitari e quello delle visite a distanza, senza che il paziente debba uscire dal proprio domicilio, rappresenta una risposta a questo cambiamento di erogazione dell’assistenza. L’Ulss 6 Euganea ha ideato e messo a punto l’app Health Meeting che consente visite a distanza in real time e referti online. La sperimentazione è partita lo scorso 20 novembre alla Cardiologia dell’Ospedale di Piove di Sacco, diretta dal dottor Domenico Marchese ma sarà presto estesa a tutti i reparti di Cardiologia dell’Euganea e anche ad altre specialità. Ai primi dieci pazienti coinvolti sono stati forniti altrettanti tablet muniti di webcam, per “annullare la distanza” con il cardiologo e facilitare l’accesso alle cure. “Ormai è chiaro - spiega il direttore generale dell’Ulss 6 Euganea Domenico Sciabetta - che gli ospedali sono luoghi ad alto rischio biologico, cui è essenziale recarsi solo in caso di necessità. Giocoforza le alternative date dalla medicina da remoto ne sono uscite potenziate, e certamente sarà questa la strada su cui intendiamo puntare, Covid o non Covid”. “Noi lavoriamo per il cambiamento del modello culturale di erogazione dell’assistenza che punta sul mobile e recepisce rapidamente modalità smart da tempo già in uso in molti settori della nostra vita ordinaria, le cui abitudini vengono monitorate costantemente. Ora la possibilità di vedere l’assistito e visitarlo in tempo reale è un’ulteriore passo in avanti in questa direzione, il cui percorso è ormai tracciato”.
In foto il dottor Domenico Marchese assieme al dottor Leonardo Marinaggio, cardiologo co-responsabile dell’ambulatorio scompenso cardiaco a Piove di Sacco
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Il Gioco dell’oca che insegna a difendersi dal Coronavirus In 62 caselle un percorso online dedicato ai bambini della scuola dell’infanzia e della primaria messo a punto dalla Regione Veneto, insieme con l’Ulss 3 Serenissima e la collaborazione del Gruppo Alcuni
Ambienti domestici. Sei regole per mantenere una buona qualità dell’aria in casa
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a casa è un ambiente in cui trascorriamo molto tempo della nostra giornata, a maggior ragione negli ultimi mesi. E’ necessario rendere dunque questo ambiente il più possibile salubre, soprattutto per mantenere una buona qualità dell’aria che, altrimenti, potrebbe essere compromessa dal numero di inquinanti presenti all’interno delle mura domestiche. L’Istituto superiore di Sanità ha realizzato un breve video con sei regole chiave. Non fumare in casa è la prima regola: il fumo rilascia inquinanti chimici che rimangono anche per lungo periodi su pareti, arredi, tende e tappezzerie. Regola numero due: non miscelare i prodotti per le pulizie, è pericoloso farlo soprattutto se detergenti contenenti candeggina o ammoniaca vengono in contatto con sostanze acide, come gli anticalcari o altri prodotti. E’ importante leggere le etichette dei prodotti per le pulizie – è la regola numero tre -, rispettare i consigli e le indicazioni sull’utilizzo dei prodotti e non impiegarne quantità maggiori di quelle raccomandate. Arieggiare la casa spesso, cambiare spesso l’aria aprendo le finestre è la quarta regola. E’ preferibile aprire quelle lontane dalle strade più trafficate. Vanno aperte soprattutto mentre si fanno le pulizie o si cucina. In quest’ultimo caso è consigliabile usare anche la cappa ispiratrice. E’ buona abitudine controllare temperatura e umidità della casa. Valori troppo elevati possono favorire il proliferare di muffe, acari e altri agenti biologici fastidiosi. Infine se in casa ci sono animali domestici… è bene pulire e arieggiare gli ambienti con una frequenza maggiore, passare regolarmente l’aspirapolvere e un panno umido sui pavimenti e sulle altre superfici su cui potrebbero depositarsi gli allergeni insieme alle polveri.
iocando s’impara anche a difendersi dal Coronavirus. E’ così il classico Gioco dell’oca ha ispirato un singolare quanto divertente strumento didattico, pensato per i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria ma accessibile a tutti, per insegnare o ribadire quali sono i comportamenti corretti da osservare per evitare la diffusione del contagio e quelli che vanno accuratamente evitati. Si chiama “Gioca & Impara” ed è un progetto proposto dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria della Regione del Veneto sviluppato all’interno del Programma “Guadagnare Salute” del Piano Regionale Prevenzione con la direzione scientifica del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 Serenissima ed è un percorso digitale che si snoda lungo 62 caselle, realizzato in collaborazione con il Gruppo Alcuni - Animations Studio. Di casella in casella, i Mini Cuccioli, tra cartoni animati e coloratissimi disegni, scelti tra i più di 1000, tra arcobaleni, strumenti musicali e supereroi, creati dai bambini di tutto il Veneto durante il lockdown della scorsa primavera ev indirizzati al presidente della regione Veneto Luca Zaia, spiegano per esempio l’importanza di mantenere il distanziamento sociale, di non abbracciare i compagni, di non scambiarsi la merenda e non strofinarsi gli occhi con le mani sporche, di gettare subito i fazzoletti usati o di coprire naso e bocca con l’incavo del gomito quando si strarnutisce. Le pedine che si muovono sulla plancia di gioco
sono quelle dei sei personaggi del cartone animato di Rai Yoyo, insieme al leoncino Marco. I Mini Cuccioli mostrano inoltre ai bambini in otto filmati con contenuti extra (Pedala che ti passa, Mini cuccioli alla giornata dello sport, La mensa è un’occasione, I fagioli: che bontà, Laviamo le mani, Virulandia, Sconfiggiamo il virus con la fantasia, Occhio al virus) come possiamo prenderci cura di noi stessi adottando degli stili di vita sani, come ad esempio seguire una corretta alimentazione e fare più attività motoria, perché uno stile di vita salutare aiuta a prevenire non solo le malattie croniche non trasmissibili (ipertensione, colesterolemia, ecc.), ma è anche un fattore protettivo per le malattie infettive. Il gioco prevede la partecipazione da 2 fino a un massimo di 7 giocatori (in classe il gioco può essere effettuato in gruppi). Il gioco può essere utilizzato anche da un solo giocatore in questo caso “giocherà” contro un avversario virtuale. Tutti i cartoni animati presenti nel gioco sono dotati di una scheda alla visione critica del filmato, che possono essere utilizzate durante il gioco, compatibilmente con il tempo a disposizione, o eventualmente possono essere ripresi e affrontati più approfonditamente in altri momenti dell’anno scolastico. Si può giocare gratuitamente online, collegandosi al sito della Regione del Veneto, nella sezione dedicata alla Prevenzione, all’indirizzo https://www.regione.veneto.it/web/sanita/gioco-oca-covid/gioco/
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GUIDA AL SUPERBONUS
LEGGE DI BILANCIO 2021: PROROGA E NOVITÀ PER IL SUPERBONUS 110%!
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2020, nei commi dal 66 al 75 la Legge di Bilancio 2021 innanzi tutto conferma quanto tutti auspicavano e cioè la proroga del Superbonus 110%, ma approva anche molte novità.
La scadenza per beneficiare della maxi detrazione per gli interventi di efficienza energetica e antisismici effettuati sugli edifici dal 1° luglio 2020 viene portata dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022, è possibile arrivare fino al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini se entro il 30 giugno dello stesso anno risulta effettuato almeno il 60% dell’intervento complessivo.
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Si allunga di conseguenza anche la possibilità di beneficiare dello sconto in fattura o della cessione del credito. Proroga temporale anche per gli istituti autonomi case popolari (IACP) che possono usufruire dell’agevolazione per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022 e non più solamente fino al 30 giugno 2022. Si arriva fino al 30 giugno 2023 se entro il 31 dicembre 2022 risulta effettuato il 60% degli interventi. Negli emendamenti approvati si definiscono anche alcuni importanti chiarimenti, non previsti dal Decreto Rilancio, che sancì l’entrata in vigore del Superbonus 110%, quali ad esempio: si chiariscono le modalità per le deliberazioni dell’assemblea del condominio che hanno per oggetto l’imputazione ad uno o più condomini dell’intera spesa ma anche i requisiti necessari al rispetto dell’obbligo di sottoscrizione della polizza di assicurazione da parte dei soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni; l’unità immobiliare può essere definita funzionalmente indipendente, qualora sia dotata di almeno tre
delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva: impianti per l’approvvigionamento idrico; impianti per il gas; impianti per l’energia elettrica; impianto di climatizzazione invernale.
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+ 9 8 35 4 91 6 4 + 9 5 21 4 54 6 4
Con il pacchetto di emendamenti approvato alla Camera prima ed al Senato poi, dall’1 gennaio 2021 la Legge di Bilancio 2021 introduce molte novità e modifiche legate al Superbonus 110%.
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Vengono inclusi inoltre nella possibilità di accedere all’agevolazione:
48%
• gli interventi finalizzati alla eliminazione
delle barriere architettoniche (art.16-bis, comma I, lettera e) del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917) e anche nel caso siano effettuati in favore di persone con più di 65 anni (già ribattezzato Bonus Ascensori) anche gli edifici privi di attestato di prestazione energetica perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, a patto che al termine degli interventi raggiungano una classe energetica in fascia A; gli interventi per la coibentazione del tetto, senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente; le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, per gli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche;
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Viene modificato anche un altro importante “cavallo di battaglia” del Superbonus 110%. La Legge di Bilancio 2021 contiene infatti anche alcune novità per l’installazione delle colonnine di ricarica nei condomini. Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 per gli interventi di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, la detrazione è riconosciuta nella misura del 110 per cento nel rispetto dei seguenti limiti di spesa e fatti salvi gli interventi in corso di esecuzione: 2.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente
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indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno; 1.500 euro per edifici plurifamiliari o condomini che installino un numero massimo di otto colonnine; 1.200 euro per edifici plurifamiliari o condomini che installino un numero superiore ad otto colonnine.
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E’ stata anche introdotta nella Legge di Bilancio 2021 l’estensione a tutti i comuni interessati da eventi sismici avvenuti dopo il 2008 per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza per beneficiare dell’aumento del 50% dei limiti delle spese ammesse agli incentivi fiscali per gli interventi di ricostruzione di fabbricati danneggiati da terremoti.
DETRAZIONE, CESSIONE E SCONTO IN FATTURA Ricordiamo i sistemi di pagamento legati al Superbonus 110%
Una delle peculiarità del Superbonus 110%, inserito nel “Decreto Rilancio” e ovviamente confermati e prorogati dalla Legge di Bilancio 2021, è la possibilità di effettuare i lavori avendo varie opzioni per i pagamenti. Le agevolazioni possono essere sfruttate infatti in tre modi: detraendo l’importo pari alla somma dei lavori realizzati, più il 10% in 5 anni; cedendo il credito da parte del committente direttamente alla banca in cambio della cifra necessaria per pagare le opere; oppure chiedendo lo sconto in fattura all’impresa incaricata dei lavori, fino all’ammontare massimo della spesa, cedendole i crediti fiscali.
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LEGGE DI BILANCIO 2021: MOLTI I BONUS, NUOVI O CONFERMATI. BONUS AUTO Tra tutti, il più importante per il comparto automotive, ma anche e soprattutto per la svolta “green” che si cerca di dare al nostro Paese, è di certo il Bonus Auto. Incentivi per chi acquista auto elettriche, ibride e euro 6, con un contributo del 40% in favore delle famiglie con ISEE inferiore a 30mila euro per l’acquisto di veicoli elettrici. Con la Legge di Bilancio 2021, arriva la conferma agli incentivi per l’acquisto di automobili nuove a basso impatto ambientale, con motore elettrico, ibrido o termico Euro 6. Gli incentivi sono suddivisi per tre fasce di emissione di anidride carbonica: chi acquisterà un’auto con emissioni di CO2 fra 0 e 20 g/km, quindi un’auto elettrica o ibrida ricaricabile, avrà un incentivo di 10.000 euro se
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rottamerà contestualmente una vecchia auto; di 8.000 euro senza rottamazione; per le auto con emissioni fra 21 e 60 g/km, prevalentemente quelle con motore ibrido ricaricabile, saranno concessi 6.500 euro con rottamazione e 3.500 euro senza; per quelle con emissioni fra 61 e 135 g/km, le più diffuse e abbordabili, e anche con motore termico, arriveranno 3.500 euro solo in caso di rottamazione. Per incentivare la diffusione delle auto elettriche, nella Legge di Bilancio 2021 è contenuta un’importante agevolazione per i nuclei famigliari: quelli con un reddito complessivo (Isee) inferiore a
30.000 euro potranno avere dallo Stato uno sconto per l’acquisto dell’auto elettrica pari al 40% del prezzo d’acquisto. L’incentivo viene concesso per l’acquisto di auto elettriche con prezzo di listino inferiore a 36.600 euro e di potenza fino a 204 CV. L’incentivo sarà in vigore fino al 31 dicembre 2021. La Legge di Bilancio prevede anche il rifinanziamento del bonus mobilità
BONUS CARGO BIKE Archiviato il bonus bici e monopattini (che ha avuto un enorme successo, nonostante le iniziali difficoltà tecniche), arriva il bonus cargo bike per le microimprese che si occupano di trasporto merci urbano e che intendano acquistare bici a due o a tre ruote con rimorchio. Si tratta di un credito di imposta al 30 per cento della spesa sostenuta fino a 2 mila euro per le cargo bike, con o senza pedalata assistita.
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BONUS IDRICO Il bonus idrico, destinato alle persone fisiche residenti in Italia, è pari a 1.000 euro per ogni beneficiario, da impiegare entro il 31 dicembre 2021: riguarda interventi di rimpiazzo di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti ovvero singole unità immobiliari. Al bonus idrico si accompagna un credito d’imposta del 50% delle spese sostenute per acquisto e installazione di sistemi di filtraggio e miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo ed erogate da acquedotti.
BONUS MOBILI Rifinanziato anche il bonus casa, assieme al bonus mobili incluso e con un tetto massimo di spesa che
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aumenta a 16 mila euro (dagli attuali 10 mila). La detrazione resta del 50% delle spese documentate per l’acquisto di mobili in fase di di ristrutturazioni edilizie.
Stato”.Questo bonus permette di ottenere per un anno uno smartphone in comodato d’uso connesso a Internet.
BONUS OCCHIALI
BONUS TV Confermato anche il bonus tv per le famiglie con Isee fino a 20 mila euro. Consiste in un voucher o buono di 50 euro per l’acquisto di un televisore nuovo e di nuova generazione, per favorire il rinnovo o la sostituzione del parco degli apparecchi televisivi non idonei alla ricezione dei programmi con le nuove tecnologie DVBT2 e favorire il corretto smaltimento degli apparecchi obsoleti, attraverso il riciclo. Il bonus viene erogato sotto forma di sconto praticato dal venditore sul prezzo del prodotto acquistato.
BONUS SMARTPHONE La Legge di Bilancio prevede anche, nel cosiddetto “kit di digitalizzazione” un incentivo per uno smartphone per nuclei familiari con Isee sotto 20 mila euro, già soprannominato “smartphone di
Anche chi ha bisogno di ausili per la vista potrà contare su un incentivo: il bonus occhiali e lenti progressive 2021. In particolare il testo della Legge di Bilancio 2021 prevede l’introduzione del “fondo di tutela della vista”, con una dotazione di 5 milioni di euro per il 2021, 2022 e 2023. Si tratta di un voucher da 50 euro una tantum destinato alle famiglie con un Isee inferiore ai 10 mila euro per l’acquisto di occhiali e lenti a contatto progressive.
HEADLINES
BONUS PUBBLICITÀ Viene inoltre confermato anche per gli anni 2021 e 2022 il bonus pubblicità nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, entro il medesimo tetto di spesa pari a 50 milioni di euro annui.
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A tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema ai fiocchi
Quinoa alle spezie
Carote all’arancia
Ingredienti: 1 L d’acqua - 1 gambo di sedano - 1 carota 4 porri - olio - 4 C di fiocchi d’avena piccoli - un pizzico di prezzemolo.
Ingredienti: 250 g di quinoa - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - 1 bustina di zafferano - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di peperoncino - 1 C di erba cipollina - 1 C di maggiorana - 1 C di menta - sale q. b.
Ingredienti: 500 g di carote - 1 arancia - 1 C di pangrattato 1 C d’olio.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: in una pentola mettere l’acqua, il sale, la carota, il sedano e i porri; fare cuocere per 20 minuti circa. Quindi togliere la carota e il sedano, passare invece i porri, unire i fiocchi d’avena e far cuocere ancora per 10-15 minuti. Spegnere, condire con un filo d’olio e il prezzemolo tritato.
Preparazione: lavare e mettere a cuocere la quinoa con l’acqua (2 volte il suo volume) per 15-20 minuti. Tritare l’aglio e la cipolla sottilissimi e farli appassire. In una ciotolina mettere l’olio, le spezie e le erbe aromatiche (fresche o secche) e lasciare macerare. Quando la quinoa è pronta condirla con la cipolla e l’aglio, le erbe aromatiche e unire il prezzemolo tritato.
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Preparazione: cuocere a vapore le carote, tagliarle nel senso della lunghezza e metterle in una teglia da forno oliata, spruzzarvi sopra il succo d’arancia, e una spolverata di pane grattugiato. Coprire e mettere in forno per 10 minuti, aggiungere un filo d’olio, scoprire e fare gratinare..
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
Ariete Prende il via un periodo di grande energia ed entusiasmo, che a volte dev’essere tenuto sotto controllo ma che consentirà di raggiungere i buoni propositi di inizio anno
Toro Il nuovo anno prende il via nel segno della creatività. E’ il momento giusto per pensare di introdurre migliorie e portare un po’ di novità alla routine quotidiana
Gemelli Cambiamenti e situazioni inconsuete possono caratterizzare questo periodo: accanto agli obiettivi prefissati ci saranno insoliti e innovativi propositi
Gennaio L’anno delle sfide e dei nuovi propositi. Il 2021 inizia con grandi aspettative e speranze Raggiungi i tuoi potenziali clienti con noi. Carta, Web, Mobile. Dentro il territorio nel cuore della gente! 18 Edizioni Locali. Oltre 300.000 famiglie raggiunte.
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Bilancia Una grande sensibilità condizionerà le vostre scelte, a volte in modo efficace altre volte frenando gli entusiasmi. Nel dubbio muovetevi secondo le vostre abitudini
Scorpione Nessuno riuscirà a turbarvi e a togliervi il buon umore che dall’inizio dell’anno vi accompagna. Non è tempo di cambiamenti: la situazione che state vivendo corrisponde alle vostre aspettative
Sagittario Non sarà sempre facile tornare al ritmo quotidiano dettato dal lavoro o dallo studio. Molte distrazioni caratterizzeranno questo periodo
Cancro
Capricorno
Le novità a volte preoccupano e spaventano, creando un po’ di stress. Eppure le trasformazioni possono essere sinonimo di crescita e miglioramento
Continuità è la parola che caratterizza questo inizio d’anno. Si procede esattamente come prima. Una coerenza che produrrà i suoi frutti
Leone
Acquario
Gennaio potrebbe essere il mese della rinascita e dell’uscita dalla strada convenzionale. Le nuove sfide sono alla vostra portata: non c’è nulla che non siete in grado di affrontare
Sarete perseveranti nei vostri propositi e affidabili nelle vostre promesse. Si apre un periodo molto produttivo, soprattutto sul piano lavorativo
Vergine
Pesci
Si apre una fase di ricerca e di crescita personale che potrebbe portarvi ad isolarvi un po’ da chi vi circonda. E’ il vostro tempo, di meditazione e cura di voi stessi
La fantasia colorerà i vostri progetti lavorativi ma anche i vostri interessi, portandovi a scoprire nuove strade che percorrerete con curiosità ed entusiasmo
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