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padova est nov2019 n173

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Sport p.20

Motori

NOVEMBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.173

Cultura p.17

on-line: Al voto, senza autonomia

di Padova Est

Questa copia è certificata da

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TERRITORIO

Un logo per il distretto del florovivaismo

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 ViaeCavour, 2 · 35010 Vigonza (Pd) stelle, il cammino annunciato dal segretario tel/fax 049 8096713 · info@lafonteimmobiliare.it regionalewww.lafonteimmobiliare.it dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del goverservizio a pag 7 no Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

Rifiuti, a Vigonza è boom della raccolta differenziata Il Comune sfiora il 73%. Fra i dati più significativi c’è la riduzione del rifiuto secco non riciclabile. Nei primi 6 mesi del 2019 è calato del 12,5%

PONTE SAN NICOLÒ

Nasce un nuovo bosco a Roncajette NOVENTA PADOVANA

Più servizi a domicilio per gli anziani NOVENTA PADOVANA

“Piazza Europa è un costo continuo” SAONARA

Consumo di droga, è allarme fra i minorenni

Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

S

ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percentualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con segue a pag 3 Alessandra Moretti cinque anni fa.

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Facciamo. il punto

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Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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Un logo per rilanciare il florovivaismo P

Per il nuovo logo si poteva scegliere fra 165 proposte

resentato all’ultima edizione di Flormart, il salone internazionale del verde a Padova, il nuovo logo del distretto florovivaistico di Saonara, considerato uno dei più importanti siti di produzione e coltivazione di fiori e piante a livello nazionale. Il marchio, vincitore del concorso promosso dalla Camera di Commercio di Padova, evoca i raggi del sole e il concetto di energia floreale ed è stato inventato da Rossella Ruzza, di Occhiobello, in provincia di Rovigo che ha vinto un premio di 3mila euro. Il logotipo è, per forma e colori, facile da decifrare e mira ad assicurare un’associazione immediata tra la percezione visiva e il distretto che intende promuovere: rappresenta la stilizzazione dei pistilli di una rosa visti dall’alto. La stessa grafica però può essere intesa anche come la visione, in prospettiva grandangolare, di alberi con altezze diverse o come l’insieme dei percorsi dei singoli imprenditori che, seppur diversi nelle individualità (di prodotti) sono uniti perché parte di un unico gruppo e territorio, il distretto appunto. La contestualizzazione geografica viene affidata alla scritta “Saonara” posta orizzontalmente al centro della composizione e parte integrante della grafica stessa, tanto da diventare un pittogramma vero e proprio. Il bando indetto dalla Camera di Commercio di Padova, in collaborazione con il Comune di Saonara, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori e Confagricoltura, ha registrato una grande partecipazione: sono infatti pervenute 165 proposte da quasi tutte le regioni d’Italia,Germana Urbani >direttore@givemotions.it< anche dall’estero. “Il nuovo logotipo aiuterà certamente quest’area ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai produttiva ad essere valorizzata di più e a crescere in termini di competitività”, ha evidenziato il presidente della Camera di Commerciostata. di Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Padova, Antonio Santocono. Il distretto di Saonara è infatti il nucleo Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo di un’area con una rinomata tradizione florovivaistica in particolare parlando di un’altra era geologica, e il risultato percenElena Callegaro nella coltivazione di rose ed alberi da frutto. tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Direzione, e a pag 3 Redazione: segue anni Amministrazione fa.

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

Al voto, senza autonomia

S

di Padova Est

è un marchio registrato di proprietà Srl di

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Ponte San Nicolò, Noventa Padovana, Vigonza e Saonara per un numero complessivo di 13.045 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019


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Ponte San Nicolò

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Ambiente L’assessore Ziglio alla piantumazione

“Un nuovo bosco per Ponte San Nicolò” Sono state poste a dimora 600 piantine autoctone in via San Fidenzio a Roncajette

“S

to piantando il primo albero. Questo ha già 5 anni ed è un carpino bianco. L’ ho regalato affinché faccia da supervisore agli altri alberi, che sono molto più piccoli ad hanno 1/2 anni”. Sono le parole dell’assessore all’Ambiente Alessia Ziglio che ad ottobre ha partecipato alla “nascita del bosco vivo di Ponte San Nicolò” nei pressi di via San Fidenzio a Roncajette e durante la cerimonia, a cui hanno preso parte centinaia di persone, sono state poste a dimora 600 piantine autoctone. In questo momento nel quale si parla molto di clima e di iniziative per assicurare al pianeta di sopravvivere, l’amministrazione comunale e l’associazione “Spiritus Mundi” hanno sottoscritto una convenzione che prevede da parte del Comune la messa a disposizione di terreni per la piantumazione e la manutenzione

delle aree, e da parte dell’associazione le piantine. La giornata è stata aperta a tutta la cittadinanza per aumentare la collaborazione e lasciare un segno forte per la ricerca di un futuro migliore. “Dobbiamo ringraziare il Csv provinciale di Padova - ha aggiunto Alessia Ziglio - per aver sostenuto il progetto e l’associazione “Pino Verde” per aver collaborato con la distribuzione di bibite e panini. La giornata è stata dedicata in particolar modo ai più piccoli. Nel mio discorso, ho interagito con loro chiedendogli di dirmi dove si svolgono le fiabe come Biancaneve ed i 7 nani, Cappuccetto Rosso, Raperonzolo, La bella addormentata nel bosco e così via. “Nel bosco” è stata la risposta, ed ho cercato di far capire loro che senza il bosco le favole non potevano esistere e quindi noi, piantando un nuovo bosco, davamo nuova

vita anche alle favole. È per questo - ha sottolineato - che ho fatto leggere ai bambini l’inizio di una favola che mi sono inventata ed ho chiesto loro di pensare a come continuarla inviandomi una poesia, un disegno o uno scritto. La fiaba inizia con “C’era una volta, a Ponte San Nicolò, un prato verde, ma solitario. Un giorno, dei nobili cavalieri, donarono al regno dei piccoli alberelli, in modo che il prato non si sentisse più solo. Principi e principesse accorsero numerosi per aiutare i piccoli alberelli a trovare una nuova casa e...” “Tra qualche anno - ha proseguito Alessia Ziglio - quando il bosco avrà iniziato a crescere, faremo una giornata dedicata alla lettura degli scritti ricevuti. Sono già al lavoro per cercare altre aree da dedicare alla piantumazione e sto pensando ad un progetto di manutenzione più efficace delle

SAONARA

A

A DU

❱ Lunedì e giovedì ore 18:30-19:30 presso Palestra Scuole V. Bachelet - Saonara ❱ Martedì e venerdì ore 19:30-20:30 presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora

IANI

A NZ

❱ Lunedì e giovedì ore 15:00-16:00 (antalgica) presso Patronato - Saonara

Attività rivolte ai soci dei comuni di:

❱ Martedì e venerdì ore 8:30-9:30 e 9:30-10:30 (over 60) presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora

A DU

LTI

❱ Martedì e venerdì ore 17:30-18:30 presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora

Lino Perini

“No alla trasformazione dell’ospedale Sant’Antonio” LTI

❱ Lunedì e giovedì ore 17:30-18:30 e 18:30-19:30 presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora

piante esistenti”. Christian Marcolin, presidente dell’associazione “Spiritus Mundi” ha ricordato: “la pianura padana è una delle zone più inquinate d’Italia. La pianura un tempo era un bosco, si stima che ci fossero circa 700 mila ettari che ora sono scomparsi, il nostro obiettivo è di ricreare i boschi per riportare l’aria pulita di un tempo”. L’assessore Ziglio ha, poi, aggiunto. “Inoltre, sempre per sensibilizzare i bambini sul tema ambientale ed in particolar modo sulle 3R (ridurre, riciclare, riutilizzare), ho lanciato la proposta di regalare delle borracce con indicazione dell’ #psnplasticfree, progetto che è già in lavorazione, stiamo attendendo la consegna dal fornitore per poi consegnarle a tutti i bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie del territorio.”

❱ Martedì e venerdì ore 18:30-19:30 presso Palazzetto dello Sport Via XI Febbraio - Villatora ❱ Mercoledì ore 20:00-21:00 presso la palestra delle Scuole Via Bachelet - Saonara

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FOSSÒ (VE) GINNASTICA RITMICA KARATE

STRA (VE) GINNASTICA RITMICA w w w . u n o a c e n t o . i t

nche il Comune di Ponte San Nicolò è contrario alla trasformazione dell’ospedale di Sant’Antonio. A ribadirlo il sindaco Martino Schiavon che durante l’ultima conferenza dei sindaci ha presentato e letto un documento sottoscritto sia dalla maggioranza che dalle opposizioni. Il sindaco ha dichiarato “Cercheremo di farci ascoltare”. Come noto la programmazione regionale prevede la cessione dell’ospedale di Sant’Antonio all’azienda ospedaliera di Padova ma tutto il territorio collegato al nosocomio ha chiesto e ritenuto indispensabile che l’Azienda Ulss 6 Euganea mantenga la gestione del presidio per garantire tutti i livelli di assistenza, da quelli ospedalieri a quelli territoriali e di prevenzione. È stata scritta anche una lettera al governatore Luca Zaia ed alla giunta regionale del Veneto, per conoscenza anche ai direttori dell’Ulss 6 Euganea Domenico Scibetta ed a quello dell’azienda ospedaliera di Padova Luciano Fior perchè siano riviste le schede ospedaliere regionali. Fra l’altro, nel cronoprogramma del trasferimento, la data del 1° gennaio 2020 risulta assolutamente inappropriata per le conseguenze che ne deriverebbero, compresa la riduzione del numero di posti letto in alcuni reparti. Le preoccupazioni nascono anche dalle diverse funzioni dell’ospedale Sant’Antonio, che garantisce servizi socio sanitari ed assistenziali ad elevata integrazione e del mantenimento e la promozione del recupero psico-fisico, con quello dell’azienda ospedaliera, che ha come funzione l’assistenza ad alta complessità ed alto contenuto tecnologico in ambito provinciale. Il sindaco si chiede come la nuova gestione garantirà l’integrazione e se verranno garantite e tutelate per i cittadini di Ponte San Nicolò tutte le funzioni ed i servizi già in essere dal Sant’Antonio. L.P.


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Ponte San Nicolò

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Politica Intervengono i consiglieri Filippa Renna e Leonardo Volpin del gruppo di opposizione “Facciamo Ponte - Progetto Civico”

“Salute, ambiente, volontariato e sicurezza idraulica, le nostre priorità” F

acciamo il punto del lavoro nell’inserire tale intervento nella delle opposizioni sentendo sua programmazione triennale”. i due esponenti eletti nella lista Per il futuro cosa vi propone“#Facciamo Ponte - Progetto Ci- te? vico”, i consiglieri Filippa Renna “Il Gruppo consiliare #Facciae Leonardo Volpin. “Il nostro im- mo Ponte continuerà a segnalare pegno è quello di rappresentare eventuali problematiche del nole istanze ed i bisogni dei cittadi- stro territorio, e chiedere agli enti ni. Per questo motivo chiediamo preposti di intervenire. Nel Dup maggior attenzione a tutto ciò (Documento Unico di Programche riguarda la promozione della mazione) certi obiettivi, sopratsalute e del benessere, allo svi- tutto quelli di medio-breve termiluppo sostenibile a zero consumo ne, sono enunciati con generalità di suolo, alla riqualificazione dei ed incompletezza e ciò, appare centri di tutte le frazioni, ma an- inaccettabile alla luce della “conche all’abbattimento delle barrie- solidata” esperienza in qualità di re architettoniche e ci impegnia- amministratori, del sindaco e di mo alla vigilanza sull’attuazione alcuni assessori. Capiamo perdegli interventi per prevenire i fettamente che sono documenti rischi idrogeologici”. di programmazione e non di imDa parte vostra mediata esecutività, su che cosa conma il nostro gruppo “Vanno centrerete gli sforzi ha chiesto maggior tutelati i maggiori? chiarezza e una vicittadini di Rio sione complessiva, “Innanzitutto assicureremo sosteper rispetto delle dagli odori gno al volontariato cittadine e dei citnauseabondi ed alle associaziotadini di Ponte San ni del territorio. Ci Nicolò”. di attività assumiamo, fin da Cosa c’è da milocali” subito, l’impegno di gliorare, secondo sostenere le azioni voi? promosse dal comitato nato per “Abbiamo appreso positivatutelare la salute dei cittadini di mente l’inserimento nel Dup di Rio dalle emissioni odorigene opere pubbliche che i cittadini nauseabonde della locale polle- sannicolesi aspettavano da tanria, affinché venga risolto defini- ti anni. Abbiamo rilevato, però, tivamente il problema”. che le risorse destinate alla perRecentemente in consiglio co- sona, alla famiglia, allo sport ed munale si è discussa la vostra in- all’infanzia ci sono sembrate solo terrogazione sullo smottamento quelle strettamente necessarie dell’argine sinistro del Roncajet- per mantenere i servizi offerti e te, come giudicate l’esito della non sono stati previsti interventi discussione? riguardanti la viabilità sosteni“Siamo soddisfatti che la nostra bile, l’ambiente, la fusione con i segnalazione sia stata accolta dal- comuni, come anche il tema della maggioranza e che sia stata in- la digitalizzazione. Perciò, con le viata alla Regione ed al Genio Ci- competenze nostre e dei cittadini vile, incaricati del monitoraggio continueremo a lavorare per la dei nostri argini. Grazie al nostro salute e la sicurezza dei residenLino Perini lavoro, la Regione si è impegnata ti”.

Un novembre ricco di appuntamenti culturali, civici e legati alla tradizione

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iamo uno sguardo alle principali iniziative che saranno patrocinate o promosse dall’amministrazione comunale, in particolare dall’assessorato alla Cultura, nelle prossime settimane. Un appuntamento importante è in programma sabato 9 novembre, nella Chiesa di Roncaglia, con il concerto di musica barocca per commemorare i 30 anni della caduta del muro di Berlino che ha cambiato la storia dell’Europa. Sabato 23 novembre si svolgerà invece una marcia silenziosa lungo le strade comunali, organizzata dal “Gruppo Donne”, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Da venerdì 8 a sabato 16 novembre sarà

allestita, nell’atrio del municipio, la mostra degli artisti locali con titolo “Passione in Mostra”, una rassegna a tema libero organizzata in collaborazione con la “Ragnatela”. Lo scopo dell’iniziativa è quello di valorizzare gli artisti locali e di farli conoscere alla cittadinanza. Da venerdì 6 a domenica 8 dicembre si terrà la “Festa di San Nicola” con i mercatini di Natale. Tre giorni di festeggiamenti dedicati al Santo Patrono, protettore dei bambini, nel corso dei quali si svolgeranno tante attività: un concorso, una mostra delle opere artistiche dei bambini con relative premiazioni, fiabe animate, teatro di strada, laboratori L.P. musicali, marcia dei bambini.


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Vigonza

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Boom per la raccolta differenziata dei rifiuti

È allarme per le truffe porta a porta

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Il dato più significativo è la riduzione del rifiuto secco non riciclabile. Nei primi 6 mesi del 2019 è calato del 12,5%

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a raccolta differenziata trionfa a Vigonza. Le nuove modalità di raccolta adottate dal settembre 2018, hanno dato i frutti attesi: nel periodo gennaio-giugno 2019, infatti, la raccolta differenziata dei rifiuti a Vigonza è cresciuta fino a sfiorare il 73%. “Il sistema introdotto – commenta il presidente del Consiglio di Gestione di Etra, Andrea Levorato - ha permesso di innalzare di molto la percentuale di rifiuti differenziati, ma anche di commisurare maggiormente la tariffa alla quantità di rifiuto secco prodotto da ciascun utente, secondo il principio europeo “chi inquina paga”. Quindi ora possiamo dire che il sistema di raccolta adottato a Vigonza è di livello europeo”.

Il dato più significativo è certamente la riduzione del rifiuto secco non riciclabile che nel primo semestre 2019 è risultato pari a 1314 tonnellate a fronte delle 1502 tonnellate dello stesso periodo 2018: un calo del 12,5%.Vigonza è il terzo comune del bacino di Etra per abitanti: è chiaro che dovendo gestire una popolazione di oltre 23.000 abitanti e con diverse centinaia di aziende, le problematiche esistono. “Innanzitutto un ringraziamento alla cittadinanza che ha mostrato fin dall’introduzione della novità di raccolta una sensibilità ed un’attenzione particolare che i dati tendenziali confermano con un miglioramento di ben quattro punti percentuali – spiega il sindaco di Vigonza Innocente Marangon.

Abbiamo, tutti, la consapevolezza che non possiamo abbassare la guardia e dobbiamo far sempre meglio, per l’ambiente e per i nostri figli. Uno dei temi più urgenti, quando si parla di gestione del ciclo rifiuti è quello del contrasto all’abbandono: su Vigonza il problema maggiore è proprio questo, spesso, però,

riconducibile a punti di passaggio dove non sono i vigontini ad inquinare, ma incivili che transitano ed abbandonano i loro rifiuti in aree verdi o presso corsi d’acqua. Invito i cittadini a fare ogni segnalazione utile in tal senso per identificare i responsabili”. Manuel Matetich

ttenzione alle truffe! L’amministrazione comunale di Vigonza ha lanciato un appello in queste settimane a tutta la cittadinanza con il seguente monito: “Non aprite o fate entrare in casa sconosciuti che si presentano come venditori di energia elettrica o gas. I malintenzionati truffatori si presentano come addetti dell’Enel e chiedono di visionare la bolletta dell’energia elettrica o del gas. Nel caso di insistenza chiamate le forze dell’ordine (112 o 113) o la Polizia Locale ai numeri di telefono 049/8095120 oppure 049/8090379.” La casistica delle truffe è purtroppo ampia e in continuo sviluppo. Ci proponiamo di elencare qui alcune note comuni alle truffe: di norma i truffatori agiscono in coppia; Cercano di entrare nel vostro appartamento con un pretesto. Uno dei due vi parla con insistenza, mentre l’altro, inosservato, perlustra le stanze dell’appartamento, usano dei modi e toni gentili e affabili, ma decisi. E ancora una volta, ripetiamo: Fate attenzione!. (M.M.)


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Vigonza

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Cultura In programma 3 rassegne con 30 proposte

Al via la nuova stagione teatrale del Quirino de Giorgio Vigonza, nella città del borgo storico il teatro è… al centro È iniziata la nuova stagione 2019/2020 del teatro Quirino de Giorgio di Vigonza con 3 rassegne e oltre 30 proposte rivolte ad un pubblico di tutte le età. #TempoPresente teatro danza e musica al Borgo di Vigonza, la stagione amatoriale “Ritratti d’attore”, A teatro con le scuole, laboratori e residenze artistiche. Ecco il ricco cartellone del teatro vigontino. La rassegna teatrale è iniziata ad ottobre con lo spettacolo “Tramonto” e continuerà nei prossimi weekend con lo spettacolo di danza “Calore della compagna” Enzo Cosimi, sabato 16 novembre con “La Scimmia” di Giuliana Musso, e lo show teatrale Or “Non Vedi tu?” la domenica del 1 dicembre, per poi continuare con la stagione di spettacoli di teatro amatoriale, portati in scena dalle più talentuose compagnie amatoriali regionali, tra cui la padrona di casa, ovvero la Compagnia Teatrotergola di Vigonza. “La nuova stagione del Quirino de Giorgio - ha dichiarato il sindaco Stefano Marangon - si presenta come una proposta a 360 gradi, in cui saranno rappresentate molte delle sfaccettature che un Teatro riesce ad accogliere. Non solo generi diversi, bensì espressioni artistiche diverse, perché il teatro è Il palcoscenico. Mi piace sottolineare come la proposta sia il frutto di un intenso e fruttuoso lavoro di squadra” L’assessore alla cultura di Vigonza, Greta Mazzaro, ha invece commentato così la nuova stagione del Quirino de Giorgio: “Andare a teatro produce una discontinuità nella nostra routine: non andiamo semplicemente a vedere qualcosa, ma veniamo proiettati nelle dimensioni dell’invenire e dell’interrogare: il teatro ci dà l’opportunità di scoprire chi siamo attraverso le immagini e i

suoni delle parole, sollecitando dubbi e curiosità, risvegliando frammenti di memoria. Sentiamo di avere il compito di tutelare la forza formatrice del teatro in quanto luogo dell’incontro con gli altri e con sé stessi” “Mai come nel caso di Vigonza, tra le province di Padova e Venezia, - aggiunge Cristina Pa-

lumbo, coordinatrice artistica al Teatro Comunale - il teatro non è solo spazio adibito ad attività culturali, di spettacolo e varie, ma è soprattutto luogo storico identitario della comunità locale. È da poco stato avviato un percorso di ri-definizione della sua funzione di portatore di valore e visibilità

al Borgo intero, come centro di promozione culturale e sociale dell’intera comunità, che insieme all’importante Archivio delle opere di Quirino De Giorgio aggiorni e rilanci quella vocazione ad agorà cittadino immaginata dall’architetto negli anni Trenta”. Manuel Matetich

Parte la campagna vaccinale contro l’influenza stagionale Vigonza si vaccina contro l’influenza stagionale. La campagna vaccinale contro l’influenza partirà fra pochi giorni e terminerà verso fine dicembre. Tanti depliant informativi sono stati distribuiti sul territorio. L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha autorizzato l’aggiornamento per la stagione 2019-2020 della composizione dei vaccini influenzali. Il periodo della campagna vaccinale è basato sulla situazione climatica e l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia salvo specifiche indicazioni che saranno fornite, se necessario, nel caso di eventi legati ai vaccini o all’andamento epidemiologico stagionale dell’influenza. I vaccini che saranno usati sono quelli approvati secondo la procedura registrativa centralizzata coordinata dall’Agenzia europea dei medicinali. L’Aifa ricorda che la protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per un periodo di sei/otto mesi per poi decrescere. Per tale motivo, poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale. Oltre alle misure di protezione e cura basate su vaccinazioni e all’eventuale uso di farmaci antivirali, una misura importante nel limitare la diffusione dell’influenza è rappresentata da una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie (ad esempio lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna). (M.M.)


DGR 851-852-853-854-855-856 DEL 6/2019 - DGR 1986 DEL 12/2016 â&#x20AC;&#x201C;DGR 2029 DEL 12/2017 DGR 1799 del 27/11/2018 - DDR 42 del 14/01/2019 - DGR 762 del 04/06/2019


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Noventa Padovana

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Casa di riposo, più servizi domiciliari Convenzione tra il Comune e la struttura di via Roma. Il presidente Cacciatori: “Così cerchiamo di posticipare l’ingresso nelle strutture residenziali e migliorare la qualità della vita”

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uova convenzione tra il Comune e la Casa di riposo di Noventa Padovana per ritardare il più possibile il ricovero nelle strutture residenziali. Ai residenti nel territorio comunale viene infatti data la possibilità di usufruire d’assistenza domiciliare, tutti i giorni dalle 7 alle 20, per il supporto nelle attività e commissioni quotidiane (spesa, medico, farmacia), il riordino e la pulizia della casa, l’igiene e cura della persona, il trasporto per il disbrigo di pratiche burocratiche e visite, ma anche per la preparazione e somministrazione dei pasti. Il servizio è rivolto ai cosiddetti “anziani fragili”, che per motivi di età, salute, o svantaggio psicosociale si trovano in condizioni di necessità: lo scopo è preservare quanto possibile l’autonomia della persona allungando la permanenza in casa propria. Il costo è calcolato in base alla situazione economica dei richiedenti (è calcolato in base al valore Isee) e va

La casa di riposo di via Roma

da un minimo di 2 a un massimo di 16 all’ora, fino ad arrivare a 23 per chi viene da fuori comune. “Al momento stiamo seguendo in questo modo una decina di anziani sul territorio di Noventa Padovana - spiega Denis Cacciatori, presidente della Casa di riposo. Ne seguiamo invece altri 60 circa che rientrano nel progetto per pensionati dell’Inps -Gestione Dipendenti Pubblici o loro familiari residenti a Noventa Padovana, Padova, Vigonza, Saonara e Cadoneghe: oltre all’assistenza domiciliare viene data la possibilità di frequenza al centro diurno, o l’accesso a servizi riabilitativi. La prospettiva è di mettere sempre di più a disposizione la nostra competenza anche al di fuori”. Dunque, a pagamento, il personale della Casa di Riposo fornisce numerosi servizi tra cui ad esempio la preparazione e la consegna dei pasti caldi a domicilio (solo pranzo 9, anche cena 12,5), ma anche consulenze specialistiche,

dal fisioterapista allo psicologo. “Pensiamo a chi può avere bisogno di fare iniezioni, - conclude Cacciatori - oppure a quegli anziani con difficoltà motorie che possono essere accompagnati nella nostra struttura per un bagno assistiti da un operatore

Mensa scolastica, nuove tariffe si paga in cartoleria e tabaccheria Aggiornate dal Comune le nuove tariffe della mensa scolastica: 4,30 euro per il pasto intero, 3,60 euro per il pasto agevolato con Isee fino a 11mila euro. Le modalità di pagamento attualmente attive: solo con Pos alla cartolibreria Edicola Maddalosso in via Roma, solo con contanti alla tabaccheria Favaretto in via Risorgimento.

Affido familiare incontro per “fare rete” ll Casf (Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare) di Padova Ovest e il Comune di Noventa Padovana organizzano un incontro di formazione e informazione sul progetto “Famiglie al centro: la forza delle reti” per promuovere la solidarietà tra famiglie per bambini e ragazzi in situazioni di lieve e temporanea difficoltà. Appuntamento l’11 novembre dalle 20.45 alle 22.45 in biblioteca (via Roma). Partecipazione libera.

Scuola gratuita di italiano per stranieri fino a giugno Sono ripartite le lezioni della Penny Wirton, scuola gratuita di lingua italiana per stranieri, proseguiranno fino al mese di giugno nella biblioteca in via Roma al lunedì dalle 9.30 alle 11 e dalle 18.30 alle 20. Gli insegnanti sono volontari. Un bel servizio che va inconto chi vuole integrarsi nel nostro paese. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune: 049.8952134.

Sicurezza, chat per i commercianti Controllo di vicinato, i gruppi attivi sul territorio di Noventa Padovana sono 4: due nella zona del centro, uno a Noventana e uno a Oltrebrenta.

Per un totale di 63 cittadini che da qualche mese partecipano già a tutti gli effetti all’iniziativa. Allo studio dell’amministrazione comunale però c’è anche per il prossimo futuro l’opportunità di creare una “linea” dedicata per i commercianti del paese, in 7 hanno comunque già dato disponibilità, così da mettere insieme orari e necessità simili. Ad ogni gruppo corrisponde una chat su

qualificato”. La Casa di Riposo in via Roma è una Ipab (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza) accreditata dalla Regione per 20 ospiti al centro diurno “Le Magnolie” più 96 non autosufficienti residenziali. Elena Callegaro

Whatsapp che a sua volta fa capo ad un coordinatore di progetto, l’unica persona tra i partecipanti ad avere il contatto diretto con le Forze dell’Ordine e che valuta se sia il caso o meno di dar corso alla segnalazione. “Sono operativi ormai da maggio, - spiega l’assessore comunale alla Polizia locale e alla Sicurezza, Silvia Bernardo - ma ancora nessuna comunicazione dei cittadini è arrivata fino ai nostri agenti. Sulla composizione dei gruppi una sorpresa mi è arrivata dalla zona di Oltrebrenta, che ha fatto registrare il minor numero di adesioni, al momento soltanto 9”. Restano ancora esclusi dalle chat già attive alcuni cittadini che si erano fatti avanti ma al momento si trovano in aree che ancora non hanno raggiunto il numero idoneo per poter costituire un gruppo che abbia efficacia. Altre vie invece, come via San Pio X, hanno fatto registrare un numero molto elevato di partecipanti. “Questo grazie anche all’entusiasmo di alcuni cittadini che sono riusciti a coinvolgere i loro vicini di casa, spiega ancora l’assessore - in questo modo centrando perfettamente il senso di questo progetto, che è anche quello di creare una rete sociale, e far nascere nuove relazioni”. A breve, nelle zone già coperte dal servizio, verranno posizionati E.Cal. i cartelli.


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Noventa Padovana

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“Piazza Europa, 35mila euro all’anno per la manutenzione” manutenzione la dobbiamo fare per forza, ma si potrebbe pensare ad esempio alla trasformazione delle vasche in aiuole”. Insomma una questione che rimane aperta e a cui l’amministrazione comunale di Noventa Padovana è chiamata a rispondere in continuazione.

Il consigliere leghista Bano propone di chiudere le fontane per farci aiuole e di rivalersi contro il progettista: “Difetti evidenti”

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iazza Europa, quanto ci costi. “Tra manutenzione ordinaria, straordinaria, e utenze: il conto si aggira tra i 30 ai 35mila euro all’anno. Più i 2 milioni e 266mila euro pagati per realizzarla”, spiega Marcello Bano consigliere comunale leghista e vicepresidente della Provincia, che ha deciso di fare due calcoli dall’inaugurazione, che risale al 2012, a oggi. “Questa piazza è un pozzo senza fine, - dice Bano non credo che i nostri cittadini siano felici di continuare a sborsare cifre simili per ritrovarsi con un’area pubblica che di fatto continua ad essere un cantiere aperto, sempre soggetta a microinterventi. È tempo di rivalersi sul progettista, ma anche di pensare a soluzioni più intelligenti”. I l consigliere di opposizione si è documentato con gli uffici comunali per vedere, nero su bianco, a quanto ammontano le spese sostenute dal Comune per conservare e riparare nel tempo le parti ammalorate: “Abbiamo in essere un contratto con Aps per 13.166 euro all’anno che riguarda la manutenzione delle fontane. - spiega Bano. Il problema è che paghiamo lo stesso anche se non sono attive, in parte perché ci sono delle perdite alle quali si potrebbe porre rimedio solo con nuove canaline in acciaio, lavori che ci costerebbero altri 35mila euro, e in parte perché l’acqua ci costa uno sproposito. All’epoca non è stato considerato che le vasche sono poco profonde e c’è molta evaporazione. Mi è stato detto che il costo in più verrebbe compensato con la pulizia della gradinata, che però non mi risulta sia mai stata fatta”. E poi si apre tutta la partita delle manutenzioni straordinarie, dai marmi che si staccano, al legno delle panchine: “Su questo fronte dal 2014 a oggi abbiamo già pagato 74.724 mila euro. Se andiamo avanti così, in 10 anni ci costerà più di 350mila euro, ce ne sarebbe per rimettere a nuovo la palestra”. Risale a fine settembre l’ultima determina con la quale il Comune ha affidato

ad una impresa di Sant’Angelo di Piove di Sacco la sistemazione dei rivestimenti marmorei della piazza per un importo che si aggira intorno ai 20mila euro (iva compresa). “Così non si può continuare - conclude Bano. I difetti di progettazione sono evidenti, la

Elena Callegaro

Piazza Europa in centro a Noventa Padovana

Chiuso il centro di accoglienza Il centro di accoglienza straordinaria per migranti all’Hotel Paradiso in zona Oltrebrenta ha chiuso i battenti, i 31 richiedenti asilo sono stati destinati ad altre strutture nel Padovano. Ora l’albergo, che negli ultimi 4 anni ha ospitato in tutto oltre 200 migranti con punte massime di 80/85, sarà riconvertita alla sua attività originaria per intercettare i turisti della Riviera del Brenta.

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I sindacati hanno chiesto la proroga della cassa integrazione che scadrà il 31 dicembre prossimo per gli ex dipendenti di Mercatone Uno, sono 37 a Noventa. Durante l’ultimo incontro al Mise è emerso che ci sarebbero già 24 società interessate a comprare i 55 punti vendita, in blocco o con la formula dello “spezzatino”, i commissari straordinari hanno comunque stabilito che le acquisizioni dovranno diventare esecutive entro l’anno.


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Saonara

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Droga fra i minorenni, è allarme nel territorio

Premiati 10 alunni meritevoli

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Il sindaco di Saonara Walter Stefan punta a far diventare il Comune un ente capofila nella lotta allo spaccio

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ossicomanie e giovani, un binomio devastante, ma sempre più attuale. Nella società odierna una delle difficoltà più gravi con cui dobbiamo convivere è lo spaccio e l’assunzione di droga. Questo fenomeno sta diventando sempre più serio e preoccupante soprattutto tra i minorenni. Recenti accertamenti effettuati dai carabinieri hanno rilevato come già a 12 massimo 13 anni i ragazzini oltre ad aver provato la prima sbornia, hanno già fumato anche una canna. Il Comune di Saonara non è esente da questa criticità. Le cronache hanno più volte evidenziato situazioni di spaccio in ambienti giovanili. Di fronte a questa situazione tutt’altro che serena, il sindaco Walter Stefan ha rotto gli indugi e ha chiamato a raccolta

tutti gli attori in causa con l’obiettivo di stroncare questa drammatica realtà. “Vogliamo diventare Comune capofila nella lotta allo spaccio e all’assunzione delle sostanze stupefacenti soprattutto tra i giovani. Non abbiamo la presunzione di risolvere il problema, ma desideriamo mettere a disposizione delle famiglie tutti gli elementi per raddrizzare situazioni a rischio e prevenire situazioni di oggettivo pericolo”. Stefan è convinto che al centro di questo progetto debba esserci proprio la famiglia. Nel focolare domestico devono essere impartiti i primi insegnamenti. Ma la strada non è semplice. “Scuola, patronati, parrocchie, ambienti sportivi, forze dell’ordine e, appunto, i vertici municipali, devono fare quadrato e aiutare i nostri giova-

ni. Faremo corsi, lezioni a scuola di prevenzione, inviteremo medici e psicologi per illustrare progetti di prevenzione, ma anche spiegare i danni lancinanti che la droga provoca. Anche alla prima fumata o sniffata”. La comunità di Saonara, soprattutto quella costituita da famiglie che hanno figli minorenni stanno vivendo questo periodo con comprensibile apprensione. I giovani sembrano incontrollabili, troppe sono le attrazioni che la società propone,

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a dispetto di una fragilità psichica che i giovani inevitabilmente hanno. “Ogni giovane che convinceremo a divertirsi con attrazioni più sane ed educative della droga - ha concluso il primo cittadino - sarà una nostra vittoria. Tutte le parti in causa sono chiamate a dare il proprio contributo. In ballo c’è il nostro futuro, le nuove generazioni, la qualità della vita e dell’ambiente dell’Italia che verrà”. Cesare Arcolini

ieci studenti che hanno superato l’esame di terza media con il massimo dei voti sono stati premiati nella sala Sandro Pertini di Saonara nel corso di una seduta di consiglio comunale. Il premio è stato istituito lo scorso anno dal consiglio comunale in memoria di Gino Bolla, lo sfortunato giovane scienziato di origine saonarese, tragicamente scomparso negli Stati Uniti dove risiedeva, per un banale incidente domestico. Alla cerimonia hanno partecipato le principali autorità civili e militari del territorio. I premiati, visibilmente emozionati sono stati Tommaso Boscaro, della media Rigato di Villatora, Rebecca Cazzaro, della media Todesco di Padova, Camilla Crovato della Rigato di Villatora, Laura di Marco della De Gasperi di Vigonovo, Anita Friso, Rigato di Villatora, Giovanna Miniati sempre della Rigato, Chiara Pasqualini del collegio Dimesse di Padova, Francesco Salvato della Santini di Noventa Padovana. Teresa Toninato della Rigato di Villatora e Giulia Verrecchia della Rigato. (C.A,

Spaccature tra i consiglieri di minoranza

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rosse novità negli ambienti amministrativi di Saonara. Il gruppo consiliare “Insieme per cambiare” che fino a qualche tempo fa contava tre consiglieri di minoranza con Andrea Dian nelle vesti di capogruppo ed ex candidato sindaco, si è di fatto sfaldato. Nelle ultime ore a prendere le distanze dal gruppo è stato il consigliere Lisa Bado. Tempo fa aveva preso le distante il consigliere Francesca Burlon Boraso, leader locale e segretario della Lega a Saonara. Bado avrebbe mal digerito dichiarazioni rilasciate da Dian anche a suo nome che di fatto non coincidono con le sue idee. Tra i nodi della discordia vi è l’ormai nota regola comunale che vieta le bestemmie in paese, soprattutto negli ambienti giovanili, con una sanzione pecuniaria di 400 euro ai trasgressori. “Nel mio piccolo mi farò sempre e comunque promotrice di una politica del rispetto e dell’educazione - ha detto il consigliere Bado - quando vedo che altri minimizzano il problema mi irrigidisco. Se poi queste dichiarazioni vengono rilasciate a nome del gruppo “Insieme per cambiare” è inevitabile che decida di prendere le distanze e di proseguire il mio cammino amministrativo in maniera indipendente”. Dopo questo “abbandono” la nuova radiografia del consiglio comunale vede il gruppo consiliare “Insieme per cambiare” rappresentato dal solo Andrea Dian. Sempre come centro destra, ma indipendenti vi sono ora Francesca Burlon Boraso e Lisa Bado. Rimane inalterato il Movimento 5 Stelle con il consigliere Omero Badon e Marcella Marzollo. Delle spaccature all’interno del gruppo di centro destra facente capo a Dian è al corrente il sindaco Stefan che per il momento non vuole rilasciare dichiarazioni in merito. Lo scenario più credibile che si apre all’orizzonte è quello che nasca una civica con Bado e C.A. Burlon Boraso nelle vesti di protagoniste.


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Provincia

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Il personaggio Roberto Ramazzotto, ex insegnante ed ex allenatore

“Dalla panchina gestiamo emozioni e motivazione” “I

bravi allenatori sono principalmente abili gestori”. Roberto Ramazzotto, di Este, è un insegnante di educazione fisica in pensione che in passato ha avuto una serie di incarichi come allenatore nel calcio dilettantistico e come preparatore atletico anche nel mondo del professionismo. “La svolta per me è stata quando nei primi anni Novanta ho conosciuto Carlo Muraro, ex ala dell’Inter, che all’epoca guidava la primavera del Vicenza.

“Durante i 90 minuti è impensabile viaggiare sempre al massimo, a fare la diffierenza è la voglia di fare, di recuperare la palla e andare in rete, serve lavorare sulla personalità Grazie a lui ho cominciato a vedere questo sport da un punto di vista più completo”. In seguito sono arrivate per Ramazzotto altre esperienze significative. Tra queste l’ingresso nello staff del Modena di mister Alberto Malesani, che nella stagione 20032004 disputava il campionato di serie A. “Negli anni ho capito una cosa in particolare: il prerequisito indispensabile di una squadra che vuole essere protagonista di una stagione importante è l’atteggiamento. Durante i 90’ di partita è impensabile viaggiare sempre a cento all’ora. Ma a fare la differenza è comunque la fame: la voglia di correre, di recuperare un pallone vagante, di segnare un gol. Poi vengono le altre componenti: quella tecnica, quella atletica e quella tattica. Ecco perché i grandi allenatori sono in primis straordinari motivatori e gestori di personalità”. In carriera Ramazzotto, che in gioventù è stato un esterno offensivo dell’Ac Este, ha seguito diversi calciatori infortunati. “Per riacquistare la condizione ottimale ci sono dei tempi di recupero biologici che vanno rispettati. Oggi dopo la riabilitazione si tende anche a prevedere una fase di rieducazio-

ne funzionale, durante la quale il giocatore si riabitua a secco, cioè senza palla, a compiere i gesti specifici più ricorrenti del calcio, ad esempio i cambi di direzione. L’aspetto psicologico è sempre determinante: prima di rientrare ci si deve sentire come prima”. Cosa non va nel mondo del pallone attuale? “La bellezza di questo sport sono le tante soluzioni di gioco, che qualche volta permettono anche alle squadre considerate deboli di vincere. Ma non

Roberto Ramazzotto ha lavorato con formazioni calcistiche di Serie A

mi piace l’enorme differenza di budget tra i club di prima fascia e gli altri. E poi manca spesso la capacità di accettare la sconfitta, che andrebbe vissuta quale stimolo a migliorarsi. D’altronde oggi siamo immersi nella cultura del successo. Si tende a bruciare tutto e subito, non trovando più nessuna reale gratificazione”. Davide Permunian

Neri Marcorè sul palcoscenico a Montagnana

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arà Neri Marcorè ad aprire la nuova stagione cinemateatro Bellini di Montagnana. Dieci appuntamenti, da dicembre a marzo, porteranno nella città murata nomi di rilievo nazionale. Il 6 dicembre il comico proporrà “Le mie canzoni altrui”: senza far mancare al pubblico la sua ironia, Marcorè porterà in scena un concerto che spazia nel mondo dei cantautori italiani e stranieri, dal folk al pop, inanellando pezzi noti e meno noti che in qualche modo rappresentano la sua formazione musicale. Il 18 dicembre toccherà a un ospite fisso della rassegna montagnanese, Angelo Pintus, che arriverà col suo “Destinati all’estinzione”, viaggio tra abitudini e luoghi comuni degli italiani. Il 17 gennaio in programma c’è “Chiedimi se sono di turno” con Giacomo Poretti (il Giacomo del trio di Aldo e Giovanni), una memoria di un’esperienza personale vissuta tra le corsie ospedaliere. E ancora, il 24 gennaio ritorna la Rimbamband, che con “Rimbamband Show” mette in campo la grande versatilità artistica declinata tra musica, recitazione, improvvisazione.

Edoardo Leo sarà il 31 gennaio a Montagnana con “Ti racconto una storia”, reading-spettacolo in cui l’attore ripercorre vent’anni di carriera. “Trascendi e sali” del 7 febbraio è invece lo spettacolo di Alessandro Bergonzoni, mostro sacro della comicità italiana. Il 14 febbraio, il palco sarà di Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta e dello spettacolo “Scusa sono in riunione…ti posso richiamare?”. Giovanni Vernia fa tappa nel teatro di via Berghetta il 28 febbraio con “Vernia o non Vernia: questo è il problema”, quindi l’11 marzo tocca a “Belle ripiene” con Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo. La rassegna si chiude il 25 marzo con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia impegnati in “Maurizio IV – Pirandello Pulp”. I biglietti vanno dai 40 ai 28 euro. Nicola Cesaro


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Cultura .

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Belzoni, il nostro “Indiana Jones” Al Centro Altinate di Padova la grande esposizione dedicata all’esploratore ottocentesco che ha svelato al mondo intero i fasti dell’antico Egitto. Viaggio multisensoriale tra reperti originali e documenti unici A fianco il ritratto di Giovanni Battista Belzoni, a cui è dedicata la grande mostra

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e sue avventure alla scoperta dell’antico Egitto hanno ispirato nientemeno che il regista George Lucas per il suo fortunato Indiana Jones dei “Predatori dell’arca perduta”. Il padovano Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) è stato esploratore, attore, ingegnere esperto di idraulica: è difficile racchiudere in una definizione una personalità esuberante che in pochi conoscono ma che ha contribuito in modo significativo a “importare” nel Vecchio Continente le meraviglie della terra dei Faraoni. L’avventura ha accompagnato tutta la sua vita e ora la sua città natale celebra con una grande mostra archeologica i 200 anni dal suo ritorno dall’Egitto e lo fa con un’esposizione di reperti originali, disegni e racconti che narrano l’epopea di questo personaggio sui generis. Il materiale proviene da prestigiosi musei italiani ed europei, con alcuni pezzi e documenti esposti per la prima volta al Centro

Altinate, cuore pulsante delle attività culturali cittadine. “L’Egitto di Belzoni, Un gigante nella terra delle piramidi”, inaugurata lo scorso 25 ottobre, resterà aperta al pubblico fino al 28 giugno e già fioccano le prenotazioni di gruppi, scolaresche, famiglie. La mostra racconta in modo suggestivo la vita eccezionale di un per-

sonaggio che, partito dalle oscure vie del Portello, ha trascorso alcuni anni in Inghilterra per poi proiettarsi - a partire dal 1815 - sugli appassionanti scenari della civiltà dell’Egitto, allora quasi del tutto sconosciuta in Europa. Centrale è la narrazione sul personaggio, sulla sua eccezionalità, sulla sua acutezza intellettuale. Ricostruzioni di am-

bienti, tecnologia digitale ed effetti speciali si snodano lungo il percorso espositivo, il cui filo conduttore è costituito dai tre viaggi compiuti da Belzoni lungo il Nilo tra il 1816 e il 1818: in tal modo al visitatore sarà possibile rivivere l’emozione della scoperta. Veri protagonisti sono però i reperti archeologici, prestati da prestigiose Istituzioni italiane

e straniere: Belzoni, padovano, ha contribuito in modo fondamentale alla creazione della collezione egizia del British Museum di Londra e di altre collezioni europee. Il percorso racconta la vita del “grande Belzoni” alternando sistemi di visita tradizionali, con teche e pannelli esplicativi, a momenti di grande impatto emotivo con il ricorso a tecnologie innovative, effetti multisensoriali e multimediale a effetto immersivo. Il visitatore, coinvolto in spettacoli teatrali e in giochi d’acqua virtuali, attraverserà anche passaggi stretti e labirintici, che richiamano i cunicoli all’interno delle sepolture. I monitor touch screen aiuteranno ad approfondire singoli dettagli. La mostra diventa anche una grande opportunità didattica per le scuole e ’interattività sarà alla base di ogni percorso e laboratori alla scoperta dell’antico Egitto. Informazioni su www.legittodibelzoni.it.


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Cultura .

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Teatro a Padova, stagione “stellare” Al Verdi e al Maddalene, fresco di riapertura, in programma 30 titoli e 130 serate di spettacoli per 7 mesi in un mix di proposte tra grandi classici e autori contemporanei, con gli appuntamenti per famiglie

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renta titoli e più di 130 serate di spettacolo: si presenta con questi numeri la stagione di prosa 2019-2020 del Teatro Stabile del Veneto, che andrà in scena a Padova al Teatro Verdi e al Teatro Maddalene, riaperto al pubblico in un rinnovato splendore. Apertura ufficiale il 2 novembre con un’anteprima fuori abbonamento dal titolo “1919”, uno spettacolo in cui le sinfonie dell’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Marco Angius, insieme alle riflessioni storicoculturali del giornalista, scrittore e filosofo Marcello Veneziani, racconteranno il memorabile 1919 attraverso diversi fili narrativi. Durante la stagione, che si concluderà il 24 maggio 2020, saranno ben dodici le produzioni e co-produzioni del Teatro Stabile del Veneto, con due prime nazionali: “Da qui alla luna” del padovano Matteo Righetto, dal 6 al 10 novembre, e “Morte di un commesso viaggiatore” di Ales-

sandro Haber e Alvia Reale, in programma dal 5 al 9 febbraio. Tra i classici, troviamo “Romeo e Giulietta” di Shakespeare reinterpretato da Ale e Franz, dal 27 novembre al 1 dicembre; “La Casa Nova” di Carlo Goldoni, dal 26 febbraio al 1 marzo; “Il Giardino dei Ciliegi” di �echov, dal 25 al 29 marzo. Tra gli autori contemporanei, oltre a Matteo Righetto, spiccano Marco Paolini con “Nel Tempo degli dei” dal 13 al 17 novembre; Romolo Bugaro con “Una banca popolare” dal 1 al 12 gennaio e Ascanio Celestini con “Barzellette”, dal 6 al 10 maggio. Impreziosiscono il cartellone stagionale gli autori stranieri: Jan Fabre interpretato dall’attore Lino Musella dal 22 al 26 gennaio, Agrupación Señor Serrano dal 30 gennaio al 2 febbraio, Rocío Molina con un abbagliante spettacolo di flamenco dal 19 al 23 febbraio, Ferdinand Von Schirach e il suo show interattivo dal

De Andrè canta De André Cristiano De Andrè torna a Padova il 29 novembre al Geosx con “Storia di un impiegato”, il suo nuovo tour ispirato al celebre concept album del padre. Un’opera rock con arrangiamenti nuovi, scenografie e proiezioni, uno spettacolo multimediale capace di smuovere le coscienze a 50 anni dalle rivolte sociali del 1968. Inizio alle ore 21.15. (e.b.)

Maria Callas rivive al Gran Teatro Geox il 15 novembre Quarantadue anni dopo la sua scomparsa, il soprano Maria Callas torna in Italia, sul palco padovano del Gran Teatro Geox, grazie ad uno straordinario show dedicato alla sua carriera, realizzato con una speciale tecnologia laser. Il 15 novembre, lo spettacolo “Callas in Concert - The Hologram Tour” debutta nel nostro Paese, dopo aver registrato un successo strepitoso in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Sud America, passando per le principali città europee. L’orchestra sinfonica dal vivo, diretta da Eimear Noone, accompagna lo show. Inizio alle 21.15. (e.b.)

“Incontro e abbraccio” Apre il 16 novembre a Palazzo del Monte di Pietà “Incontro e abbraccio nella Scultura del Novecento, da Rodin a Mitoraj”, una mostra capace di esplorare le molteplici singolarità della condizione umana, attraverso una rassegna di 120 sculture del secolo scorso. I capolavori compongono un percorso che offre una visione dell’uomo aperto e positivo, in contrapposizione a chiusure e indifferenza. La mostra ad ingresso gratuito, rimarrà aperta fino al 12 gennaio 2020. (e.b.)

Il Teatro Verdi di Padova si prepara ad una nuova e prestiogiosa stagione

22 al 24 maggio, solo per citarne alcuni. Non mancheranno i momenti per ridere: ampio spazio, infatti, è dedicato alla rassegna di spettacoli “Divertiamoci a Teatro” con grandi comici: Nino Frassica il 17 e 18 gennaio, Lillo e Greg il 14 e 15 febbraio, Ennio Marchetto e i suoi celebri costumi di carta il 5 marzo, gli Oblivion il 4 aprile, i padovani Marco

e Pippo il 2 e 3 maggio, con il loro nuovo spettacolo. Sulla scia dello scorso anno, anche per questa stagione il cartellone accoglie la presenza di spettacoli di “Evoluzioni Stagione di Danza”: da non perdere Virgilio Sieni il 7 marzo, il Balletto di Roma il 21 marzo, Cristiana Morganti il 2 aprile e Tango Brujo il 29 aprile. Non poteva manca-

re, infine, la rassegna “Famiglie a Teatro” con sette titoli che raccolgono il meglio della produzione nazionale di teatro e musical per adulti e bambini: “Pinocchio” il 24 novembre, “Bonvià! La piccola grande odissea di Timul” l’8 dicembre, “Favole al telefono” il 19 gennaio, “Peter Pan” il 16 febbraio, “Raperonzolo” il 22 marzo, “Fa-Vola. Quando le storie mettono le ali” l’8 marzo, “I viaggi di Gulliver” il 16 maggio. “Una stagione stellare”, quindi, che porterà sotto i riflettori padovani del Teatro Verdi e del Teatro Maddalene il meglio del panorama italiano ed internazionale, in un equilibrato cartellone in grado di soddisfare tutti i gusti e tutte le età. Ingressi disponibili presso la biglietteria del Teatro Verdi e sul sito teatrostabileveneto.it. Enrico Beda


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Sport

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La storia Polisportiva “Pallalpiede”

La formazione della Polisportiva Pallalpiede del carcere Due Palazzi di Padova

Calcio dietro le sbarre, lezione di vita I

l calcio che unisce le storie più difficili. Il calcio che educa al rispetto delle regole e dei ruoli. Il calcio che supera le barriere, anche quando sono le mura di una prigione. La storia della Polisportiva Pallalpiede, la squadra di calcio del carcere di Padova, è la storia di un progetto coraggioso, nato formalmente nel 2014 con la prima iscrizione al campionato FIGC di terza categoria. “In realtà l’idea era nata due anni prima, ma c’è voluto un po’ di tempo per creare la società, omologare il campo, iscrivere la squadra al campionato - spiegano Lara Mottarlini e Paolo Piva, rispettivamente Presidente e Presidente Onorario della Polisportiva - Siamo partiti da zero e inizialmente le difficoltà sono

state davvero tante, ma grazie all’aiuto dei dirigenti del carcere, della FIGC, delle istituzioni e di qualche sostenitore siamo riusciti a realizzare ciò che sembrava solo un sogno”. Il sogno era quello di creare una squadra vera e propria, composta dai detenuti del carcere di Padova. L’intuizione è stata quella di “normalizzare” una situazione inedita e di farlo attraverso lo sport. Ecco perchè non bastava più tirare quattro calci al pallone nel campetto del Due Palazzi: era necessario costruire un percorso che si sviluppasse dentro le forme e le regole di tutti i club: visite mediche, tesserini, allenamenti e partite vere. “Appena si è sparsa la voce, l’entusiasmo tra i ragazzi è stato contagioso: in 120

hanno chiesto di prendere parte alla squadra e la federazione ci affiancò Valter Bedin per selezionare i 32 giocatori della rosa - ricorda Piva - Lui si innamorò del progetto e decise di rimanere come allenatore”. Inizia così il primo campionato: i colori sociali sono il bianco e il rosso, come quelli del Calcio Padova, la squadra della città. Per motivi di sicurezza Pallalpiede gioca tutte le partite in casa, il sabato pomeriggio al Due Palazzi: fuori classifica, ma dentro “un girone vero” con le altre padovane. “Tutti i giocatori sottoscrivono un codice etico - conti-

nua Mottarlini - Ognuno di loro si impegna a rispettare le regole, gli avversari, l’arbitro, i dirigenti e anche se stesso”. I risultati non tardano. Seppur esclusa dalla classifica a punti, la squadra partecipa alla Coppa Disciplina, vincendola per quattro anni di fila. “Solo guardandoli giocare ci siamo resi conto di quanto il calcio sia un linguaggio universale - aggiungono i dirigenti della Polisportiva - durante gli allenamenti e nei 90 minuti di partita non esistono etnie, gruppi e distinzioni sociali. Esiste solo il campo, come in tutte le squadre del mondo”.

L’amalgama tra i giocatori cresce. Con il passare degli anni gli allenamenti diventano più impegnativi, la qualità si alza, le vittorie si moltiplicano. In panchina arriva Fernando Badon e nella stagione 2018-2019 Pallalpiede vince il campionato. “Una soddisfazione immensa commenta Lara Mottarlini - che va oltre il risultato sportivo. Grazie al calcio spieghiamo a questi ragazzi che il rispetto delle regole è fondamentale, in campo e nella vita. In questi anni siamo riusciti a far incontrare le storie del carcere con tantissime squadre della nostra provincia, i cui dirigenti e giocatori si sono sempre dimostrati curiosi ed entusiasti di contribuire al progetto”. Dal 2014 la Polisportiva ha fatto passi da gigante. A bordo campo oggi c’è una piccola tribuna dove altri detenuti possono fare il tifo; una cosa impensabile fino a qualche anno fa, quando il terreno di gioco veniva delimitato con i nastri da cantiere. “Il sogno? Poter giocare le partite anche in trasferta” auspica la Presidente . Mai dire mai, nel calcio. Enrico Beda

Ottant’anni di alpinismo alla scuola “Piovan”

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#Politica

Regionali 2020, la corsa è partita

Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria

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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.

Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli

estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,

sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.

Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari

venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle

Matteo Renzi

adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.


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Politica

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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico

Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega

“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”

“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”

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I

laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente

paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda

n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.

Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”. Alessandro Abbadir


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Politica

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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto

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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno

Cristiano Corazzari

portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali

di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,

con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline

sportive associate. Si tratta di tutte quelle riconosciute dal Coni. Abbiamo 5.549 società sportive, che corrispondono all’8,7% di tutte quelle italiane. Siamo la terza regione per numero di società. In tutte le nostre azioni ci accompagna la Carta etica dello sport veneto, con la quale riconosciamo il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva”. Infine un pensiero alle prossime elezioni regionali. “E’ prematuro parlare di candidature, ma quel che è certo è che resto a disposizione e ringrazio per l’opportunità che il presidente Zaia mi ha dato. Continuerò ad impegnarmi al massimo, anche sui i temi del Polesine. Continuerà ad esserci la mia massima disponibilità per risolvere le problematiche a tutti i tavoli regionali e non solo, per affrontare insieme le nuove sfide”. Marco Scarazzatti

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Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U

na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità. A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può

prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno più di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra

Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli

cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della città, che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario

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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano più di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. È ancora forte e radicata la loro tradizione, così come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdere” nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sé, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunità di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle località più gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferro”.

Freddo: la tua sicurezza dipende dagli pneumatici

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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolarità relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standard”) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.


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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?

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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-

gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.

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VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4

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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.

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Camionisti: dire no al diesel fa male?

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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le

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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?

emissioni delle polveri sottili dovute alle auto e all’autotrasporto diesel sono appena il 4% del totale. Perché le PM vengono dalle abitazioni (il 46%) e dall’industria (il 44%). I produttori dell’automotive hanno investito fior di miliardi di euro per migliorare l’ecosostenibilità dei loro mezzi, ma il vero problema è che ci sono

cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?

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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala

’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-

di Renato Malaman

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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente


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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala

Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a

NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE

Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid.


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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente

La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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Il bando regionale fa il pieno di candidati

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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però

Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-

calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.

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L’iniziativa

Il Veneto di corsa contro il cancro

P

erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.

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Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di candidati S

e lo dice Repubblica, che con la Lega e col Veneto in particolare non è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla mano, la nostra regione risulta la prima in Italia per la capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) ai propri cittadini. Il quotidiano ha analizzato decine di indicatori ministeriali e di dati forniti dalle regioni stesse nelle tre aree di indagine (ospedale, distretto e prevenzione), assegnando al Veneto 222 punti su un massimo raggiungibile di 225. Sul podio anche Toscana ed Emilia Romagna (con 220 punti), seguite da Piemonte (218) e Lombardia (215 punti), mentre a chiudere la classifica sono Campania (170), Sicilia (165) e Calabria (146 punti, 14 sotto la soglia minima richiesta). Il problema è che garantire un futuro in linea con i risultati di oggi non sarà facile. E tra gli ostacoli il più impegnativo è rappresentato dalla mancanza di medici. Qualcosa però inizia a muoversi: dopo un’estate segnata dalle polemiche per i vuoti negli organici, e in attesa di qualche segnale da parte del Ministero, in corsia arriveranno presto alcune centinaia di giovani medici, laureati e abilitati ma non ancora specializzati, grazie

(ne mancano 53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In attesa che da Roma arrivino fatti concreti e non teorie, abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi». Intanto è partito il secondo bando, che prevede 150 posti per l’area internistica. E nel frattempo proseguono gli incontri tra la Regione e le Università di Padova e Verona per definire una strategia comune. L’ultimo ha visto alla stesso tavolo il presidente della Regione e i due

rettori. «Un incontro proficuo e costruttivo – sottolinea il Rettore di Padova, Rosario Rizzuto – nel quale abbiamo riconfermato l’impegno forte dei nostri due Atenei a sostegno della sanità veneta con le nostre attività di ricerca, formazione e assistenza. Sulla carenza di medici abbiamo riscontrato la volontà comune di collaborare per dare in tempi rapidi una soluzione all’emergenza che si è creata». Di “un incontro storico”parla anche il Rettore di Verona Nocini, «nel quale – ha detto – abbiamo gettato le basi per colmare il gap creatosi nella sanità veneta sul fronte dei medici. Le Università di Padova e Verona sono pronte a lavorare direttamente alla formazione dei giovani che la Regione sta reclutando. Ed è significativa anche la collaborazione avviata sulla possibilità di coinvolgere nell’operazione gli specializzandi dal terzo al quinto anno».

Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico

ai bandi promossi dalla Regione. Il primo, per l’inserimento nei Pronto soccorso, ha visto arrivare ben 224 domande che sono ora al vaglio per dare poi il via alla formazione accademica affiancata dal tirocinio pratico in corsia. «L’adesione è stata importante – commenta il presidente Zaia – il che

Un nuovo ambulatorio a Chioggia

dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità: obbligatorie ma previste in numero largamente inferiore ai laureati in medicina. Parte da qui la carenza di medici, ormai diventata un’emergenza in tutta Italia

Linfedema, adesso c’è una cura

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’Ospedale di Chioggia della Ulss circa 8.000 prestazioni all’anno per 3 Serenissima si potenzia con questa disciplina, mentre a Venezia l’attivazione di un nuovo servizio: ne registriamo circa 4000. Credo che l’ambulatorio di Odontostomato- anche Chioggia si attesterà su quallogia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilabitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». forza rivolgersi all’Ospedale di MeIl nuovo servizio ha come refestre o a quello di Venezia, un disagio rente il dottor Daniele Ferro, visto finalmente risolto grazie all’integra- la sua lunga esperienza di lavoro zione tra ospedali e professionisti presso l’Ospedale hub di Mestre: nella Ulss 3 Serenissima. Si accede medico specialista in chirurgia maal servizio tramite xillofacciale è di impegnativa del origine romano, Attivo il servizio di medico curante ma mestrino di e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunCup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, attraverso consuMestre nel 2007 e basta “trasferte” lenze richieste dai dal 2011 si occupa fino a Mestre vari reparti ospedi chirurgia orale dalieri. «Ci si può e maxillofacciarivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente gato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomanli – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del Poliambulatorio articolari temporomandibolari e la Fabiana Veronese e l’infermiera prochirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon.

ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenos Aires la comunità scientifica internazionale ha inteso così premiare l’attività di chirurgia linfatica effettuata a Mestre per la prevenzione e il trattamento dei linfedemi degli arti. «Il linfedema – spiega il dottor Alessandro Busetto, microchirurgo linfatico – è il ristagno di linfa che provoca il rigonfiamento in un arto. Si manifesta purtroppo con frequenza dopo un intervento ma può comparire anche a distanza di anni dall’operazione risultando spesso invalidante». Di solito è affrontato con massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A Mestre, invece, gli specialisti della Chirurgia Vascolare hanno messo in atto da alcuni anni un iter terapeutico che cura e addirittura previene il formarsi del linfedema con la realizzazione di veri e propri bypass, che “evitano” il vaso linfatico ostruito costruendo chirurgicamente dei percorsi alternativi. Gli studi clinici presentati ai due congressi sono frutto della collaborazione con il Centro di riferimento oncologico di Aviano e con l’ospedale di Udine, grazie a un progetto culminato, nel 2016, nella creazione di una rete tra le eccellenze trivenete. L’Ospedale dell’Angelo è l’unico cen-

L’Ospedale all’Angelo premiato a Bruxelles e Buenos Aires per la sua innovativa tecnica chirurgica in grado di risolvere un problema altamente invalidante tro ospedaliero del Nordest in grado oggi di offrire il trattamento microchirurgico del linfedema. L’intera attività, sia diagnostica che terapeutica chirurgica, è offerta in regime di sanità pubblica, anche attraverso un ambulatorio dedicato nel quale attualmente vengono seguiti più di 300 pazienti affetti da linfedema con problematiche chirurgiche. Rappresenta un polo d’attrazione

non solo per il territorio provinciale, ma anche per quello extra-regionale, grazie alle sinergie sviluppate con altri centri specialistici oncologici. A gennaio il tema sarà al centro del “Lymphedema UpDate”, all’Ospedale Civile di Venezia, che vedrà numerosi scienziati discutere su come migliorare i trattamenti, sia medici che chirurgici, di questa patologia ad alto impatto sociale.


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Diagnosi e trattamento delle cefalee in età evolutiva

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Parte 1: Epidemiologia e diagnosi differenziale Le cefalee costituiscono un disturbo con elevata prevalenza in età evolutiva, rappresentando il sintomo neurologico piu’ frequente e la piu’ comune manifestazione di dolore da parte del bambino: in circa l’1% dei casi sono la causa di accesso in Pronto Soccorso. Spesso determinano un marcato impatto sulla qualità di vita e richiedono, quindi, un approccio diagnostico differenziale accurato e tempestivo. L’odierna classificazione (ICHD III 2018) suddivide le forme primarie di cefalea da quelle secondarie a svariate condizioni morbose: le prime rappresentano la grande maggioranza (es emicrania, cefalea di tipo tensivo, cefalea a grappolo, ecc.) ma le forme secondarie possono essere determinate da patologie anche gravi che quindi devono essere tempestivamente diagnosticate. Iter Diagnostico a) Anamnesi L’inquadramento diagnostico della cefalea in età evolutiva si basa su un’anamnesi personale mirata, che analizzi il pattern cefalalgico (modalità di esordio, frequenza, intensità e durata della cefalea, sintomi di accompagnamento, eventuali fattori allevianti e scatenanti, ecc.), un’attenta anamnesi familiare e il rilievo di un’eventuale comorbilita’.

b) Esame obbiettivo Segue poi un attento esame obiettivo e neurologico comprensivo del fundus oculi,degli indici auxologici e della pressione arteriosa. L’anamnesi e l’esame obiettivo consentono, per lo piu’, di formulare una diagnosi corretta nella maggior parte dei casi. (TABELLA 1) Gli accertamenti strumentali vanno richiesti se il pattern della cefalea è sospetto, cioè se vi siano sintomi e/o segni di allarme, se l’esame neurologico risulta positivo o se la cefalea è di recente insorgenza (< 3 mesi) e ingravescente. c)Esami Strumentali L’elettroencefalogramma(EEG) non è in dicato di routine nel bambino con cefalea ricorrente, ma è utile in caso di dubbie crisi epilettiche, aura emicranica atipica o sospet- ta encefalite. Le indicazioni alla Risonanza Magnetica cerebrale (RMN) includono i casi con esame neurologico alterato, o quelli con esame neurologico normale, ma con fattori di rischio (attacchi notturni, vomiti ripetuti associati, eta’ prescolare, crisi epilettiche) La rachicentesi è indicata solo in casi selezionati (sospetto di meningo-encefalite, emorragia subaracnoidea o pseudotumor cerebri). d) Segni di allarme NEL SOGGETTO IN ETA’ EVOLUTIVA CON CEFALEA, DEVONO DESTARE ATTENZIONE

Emicrania: prevalenza in età evolutiva.

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Se l’esameϮϬϬϴ neurologico è negativo ed il Nei 2 capitoli successivi (Parte 2 e Parte <ĂŶ ϮϬϬϬ͖ >ĞǁŝƐ ϮϬϬϬ͖ DĞĚŝŶĂ ϮϬϬϭ͖ ^ĐĂŐŶŝ E POSSONO RICHIEDERE UN IMMEDIATO pattern della cefalea è benigno, la diagnosi 3) verrà trattata terapia dell’emicrania (sinCONTROLLO MEDICO I SEGUENTI SINTOMI: deve orientarsi verso una forma primaria e tomatica e profilattica),costituendo tale ce-Il dolore sveglia il bambino di notte pertanto la strategia migliore risulta quella falea primaria la forma clinica più importante -Vi è stato un recente trauma cranico -Mutamento della personalità e/o nel com- di instaurare un trattamento personalizzato e meglio conosciuta anche nel corso dell’ età portamento del bambino (astenia, depressio- sul singolo paziente e prevedere un adegua- evolutiva. Essa presenta un trend crescente nel corso dell’età (TABELLA 2) ne, calo del rendimento scolastico, irritabilità, to follow-up. sonnolenza, disappetenza) Emicrania: -Vomito specie se indipendentemente dal prevalenza in età evolutiva. Emicrania: mal di testa Prof. Pier Antonio Battistella - Specialista in prevalenza in età evolutiva. -Cefalea ad esordio esplosivo Neuropsichiatria Infantile e Neurologia anni beneficio dall’utilizzo % di analgesici sesso -Scarso Affidea – Poliambulatorio Morgagni -Alterazioni dello stato di coscienza, rigidiVia Cavazzana 39, Padova - Tel. 049 8787479 anni % sesso tà nucale info.morgagni@affidea.it 3-7 o comunque presenza 3% di altri sin- ♂ >e-mail: ♀ tomi oltre al mal di testa (come, ad esempio, www.affidea.it 3-7 3% febbre) 7-11 4-11% ♂♂ >> ♀♀

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(Lewis, Neurology 2002)

Sekal Microchirurgia Rovigo è una struttura privata • TRAPIANTO DI CORNEA, di chirurgia oculistica classificata come struttura CROSS-LINKING PER CHERATOCONO extraospedaliera di chirurgia. Dispone delle più • CORREZIONE DEI DIFETTI DI VISTA TRAMITE: moderne tecnologie sia diagnostiche che terapeutiche, potendo offrire trattamenti - LASER AD ECCIMERI E LASER A FEMTOSECONDI all’avanguardia garantendo l’approccio - IMPIANTO DI LENTI INTRAOCULARI medico/chirurgico che più si adatta • TRATTAMENTI LASER PER LA CURA alla condizione del paziente. DELLE MOSCHE VOLANTI Direttore Sanitario: Dott. Massimo Camellin • INIEZIONI E TRATTAMENTI LASER PER il centro è certificato LA CURA DELLE DEGENERAZIONI RETINICHE CERSOI 䴀椀挀爀漀挀栀椀爀甀爀最椀愀 CON 刀漀瘀椀最漀  甀渀愀 猀琀爀甀琀琀甀爀愀 瀀爀椀瘀愀琀愀 搀椀 挀栀椀爀甀爀最椀愀 漀挀甀氀椀猀琀椀挀愀 挀氀愀猀猀椀昀椀挀愀琀愀 挀漀洀攀 猀琀爀甀琀琀甀爀愀 •匀攀欀愀氀 ZEPTOCATARATTA IMPIANTO 攀砀琀爀愀漀猀瀀攀搀愀氀椀攀爀愀 搀椀 挀栀椀爀甀爀最椀愀⸀ 䐀椀猀瀀漀渀攀 搀攀氀氀攀 瀀椀豈 洀漀搀攀爀渀攀 琀攀挀渀漀氀漀最椀攀 猀椀愀 搀椀愀最渀漀猀琀椀挀栀攀 挀栀攀 琀攀爀愀瀀攀甀琀椀挀栀攀Ⰰ DI LENTI MULTIFOCALI 漀昀昀爀椀爀攀 琀爀愀琀琀愀洀攀渀琀椀 愀氀氀ᤠ愀瘀愀渀最甀愀爀搀椀愀 •瀀漀琀攀渀搀漀 LUCE PULSATA PER LA CURA DELL’OCCHIO最愀爀愀渀琀攀渀搀漀 SECCO 氀ᤠ愀瀀瀀爀漀挀挀椀漀 洀攀搀椀挀漀⼀挀栀椀爀甀爀最椀挀漀 挀栀攀 瀀椀豈 猀椀 愀搀愀琀琀愀 愀氀氀愀 挀漀渀搀椀稀椀漀渀攀 搀攀氀 瀀愀稀椀攀渀琀攀⸀ • VISITE OCULISTICHE PER ADULTI E BAMBINI 䐀椀爀攀琀琀漀爀攀 匀愀渀椀琀愀爀椀漀㨀 䐀漀琀琀⸀ 䴀愀猀猀椀洀漀 䌀愀洀攀氀氀椀渀 CON ATTREZZATURA ALL’AVANGUARDIA 䤀氀 挀攀渀琀爀漀  挀攀爀琀椀昀椀挀愀琀漀 䌀䔀刀匀伀䤀 • VISITE PER CHIRURGIA PLASTICA PALPEBRALE Via Jean-Henri Dunant, 10/12 · 45100 Rovigo (Ro) 吀爀愀瀀椀愀渀琀漀 搀椀 挀漀爀渀攀愀Ⰰ  tel e fax 0425 411 357

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Appuntamenti

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Rovigo città segreta 16, 23, 30 novembre

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i rinnova anche quest’anno la manifestazione promosso da Pro Loco e comune all’insegna del mistero. Il ritrovo per la partenza è previsto sotto il gazebo rosso di Palazzo Roverella. Sabato 16 si andrà sulle tracce di storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo. Sabato 23 si scruteranno le apparizioni al crepuscolo: il fantasma del “leone bianco”. Sabato 30, invece si ripeterenno le storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo.

Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria” 23 novembre Conegliano, Treviso

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l Teatro Accademia va in scena lVeronica Pivetti con la famosa commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Berlino, Repubblica di Weimar, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata e affamata, arriva in città. Condivide la sorte col collega Vito Esposito. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto. Strepitosa Veronica Pivetti in un crescendo di esilarante qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione. Per informazioni: www.teatroaccademia.it

Escursione alle Grotte del Caglieron 24 Novembre, Fregona, Treviso

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scursione alle Grotte del Caglieron: uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Durante questa escursione ci lasceremo ammaliare dalla bellezza di un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo. Queste grotte sono in realtà delle cave aperte dagli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron, per ottenere la “piera dolza”. Ci inoltreremo nel bosco e proseguiremo il nostro cammino accompagnati da un panorama mozzafiato sulla pianura e Fregona. Lungo il percorso avremo modo di cogliere gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente particolare ma anche di immergerci nella realtà artigianale del passato, contraddistinta non solo dall’attività di estrazione della pietra ma anche dalla presenza di diversi mulini. Ritrovo: alle 9.45 davanti al centro visite Grotte del Caglieron, via Ronzon, 31010 Fregona TV. Per Informazioni: giulia@ beescover.com.

Children’s Museum Verona

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ille metri quadrati su due piani, un percorso che si snoda su aree diverse, attraverso esperienze emozionali e immersive. Acqua e aria, musica e colori, luce e arte: leve e prospettive diverse, così come mutano i modelli pedagogici pensati ad hoc per le varie fasi evolutive del bambino. Children’s Museum Verona è movimento e divertimento, proprio come insegna l’educazione informale. Entrando – rigorosamente senza scarpe – in CMV tutti i sensi del bambino vengono attivati. Ad attendere i bimbi, ma anche i loro genitori, colori vividi, profumi diversi, o musica e rumori bianchi concilianti. Aree diverse per un continuum di divertimento e di scoperte. Maggiori info sul sito www.cmverona.it

Momix

We will rock you

La Venezia ebraica

Padova, Teatro Geox, 7-8 dicembre

Padova, Teatro Geox, 30 novembre

24 novembre

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osa ci racconta Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, direttore artistico di Momix, il cui ultimo lavoro, ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà a Brescia (Gran Teatro Morato) e Padova (Gran Teatro Geox) a dicembre 2019. Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti, tra le più famose al mondo, che vanta al suo attivo numerosi spettacoli teatrali e apparizioni cinematografiche e televisive. Tornano ora in Italia dopo il successo di spettacoli come ‘Passion’, ‘Opus Cactus’, ‘Sun Flower Moon’, ‘Bothanica’ e ‘W Momix Forever’.

opo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, torna in tour We Will Rock You! Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza.

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isita guidata al Ghetto ebraico di Venezia, forse uno dei più famosi al mondo e sicuramente uno dei più antichi. Un decreto del 1516 del governo della Repubblica stabilì che la comunità ebraica dovesse risiedere nel ghetto, che tutt’oggi si trova nel Sestiere di Cannareggio. Durante la passeggiata per il ghetto la guida ci illustrerà moltissimi aspetti riguardanti la storia, la vita e la cultura del popolo ebraico a Venezia. Per prenotarsi o chiedere informazioni: info@viaggiarecuriosi.com

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata con mais

Medaglioni alla salsa di funghi

Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 2 carote - ½ caspo di lattuga - 4 C di mais in chicco - 1 C di gomasio - olio, sale, limone q. b.

Ingredienti per i medaglioni: acqua - sale - farina di mais q. b. Per la salsa di funghi: 300 g di funghi - 1 cipolla - 1 carota - 1 gambo di sedano 100 g di pomodoro - 1 rametto rosmarino - 2 C d’olio - sale q. b.

Focaccia di mais Ingredienti: ½ di latte - 2 C di olio - 5 C di zucchero di canna - 1 uovo - 100 g di farina di mais - 1 pizzico di vaniglia - 100 g di uvetta - 2 mele - 2 mandaranci spremuti - 8 fichi - 1 pizzico di sale.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: lavare le verdure, tagliare il cavolo cappuccio il più sottile possibile, grattugiare le carote, spezzettare la lattuga, condire separatamente. Porre il mais al centro del piatto.

Preparazione: preparare una polentina della giusta consistenza, stenderla su un piano oliato, livellarla con un cucchiaio di legno bagnato (deve essere circa 1 cm e ½ di spessore). Con un bicchiere formare dei dischi. Passare in forno calcolando il tempo in cui saranno serviti (devono essere bollenti), disporre su ogni disco la salsa di funghi (vedi salsa di funghi). Salsa di funghi: tritare la cipolla, la carota e il sedano, mettere in una casseruola oliata, far saltare qualche minuto, unire i funghi, il pomodoro, il sale e il rosmarino, cuocere il tutto circa 10 minuti. Togliere il rosmarino e frullare il tutto.

Preparazione: bollire il latte, versare la farina a pioggia fino a formare una polentina consistente, cuocere per 2-3 minuti e spegnere. Mettere in una terrina, aggiungere la spremuta, il sale, lo zucchero, la vaniglia, l’uovo e l’olio; mescolare gli ingredienti, aggiungere l’uvetta, i fichi, le mele, amalgamare molto bene. Versare in una tortiera oliata e passata con il pan grattato, mettere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti. Servire tiepido.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli

Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici

Novembre Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli

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Bilancia Determinazione e slancio daranno una bella spinta alla carriera: qualunque cosa abbiate in mente andrà bene

Scorpione Liti e malintesi in vista: se alla coppia potrebbe far bene un chiarimento, sul lavoro andateci cauti

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Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate

Verrete colpiti profondamente da qualche gesto genitle inaspettato, attenti invece alle stilettate sul lavoro

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Una discussione accesa con il partner farà emergere problemi irrisolti. Confrontarsi approfondirà la vostra unione

La fortuna in amore si propagherà con effetto domino anche alla vita professionale. Si avvererà ciò che attendete

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Le persone che amate vi chiederanno di trascorrere più tempo con loro: non trascuratele o saranno guai

La seconda metà del mese sarà un saliscendi di emozioni, perciò ricordatevi che dopo ogni tristezza ci sarà gioia

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Concedetevi una pausa di riflessione per decidere con calma come muovervi nei mesi a venire. Rispolverate vecchi progetti

Se state ultimando un vecchio progetto state attente agli errori di distrazione: potrebbero danneggiarvi


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