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La Piazza di Padova est mag2020 n78

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Sport p.19

Regione p.21

Salute p.31

on-line: La prova del nove

MAGGIO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.78

Cultura p.17

di Padova Est

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TERRITORIO

Tangenziale est, demolizione acrobatica

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme Via Cavour,e 2da· armonizzare, 35010 Vigonza (Pd) di gada comprende cercando tel/fax 049 8096713 · info@lafonteimmobiliare.it rantire ilwww.lafonteimmobiliare.it rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanalle paginedi5,essere 7, 10, 11 cio da svariati miliardi servizi che ora aspetta tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

Il commercio parte in salita fra aiuti, proteste e speranze A Noventa Padovana manifestazione degli esercenti in piazza. I Comuni cercano di andare incontro alle esigenze dei negozianti con plateatici gratis e tagli delle tasse

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Corti a Ponte il festival è stato un successo PONTE SAN NICOLO

Il sindaco Schiavon programma la “fase 3” VIGONZA

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Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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Tangenziale Est demolizione “acrobatica” I

Smontato in diretta il ponte su via Vigonovese

lavori sul cavalcavia della angenziale Est che passa su via VigonoChiama Ora vese sono stati anticipati, 351-6777004 approfittando della pesante riduzione del traffico imposta dal lockdown e della deroga concessa ai cantieri strategici. Lo scopo: creare meno disagi alla viabilità. Si tratta di un’opera che interessa direttamente abitanti e pendolari residenti in tutti i Comuni del quadrante Est di Padova anche perché per realizzarla è necessaria la chiusura di una carreggiata della tangenziale, una delle arterie più trafficate della città in quanto collega il casello autostrawww.lapiazzaweb.it/vacanze dale di Padova Est con la zona industriale. Anche in questo modo si Scopri all’interno le favolose offerte riparte pensando giàperalte!ripristino della normalità, ad iniziare da quei scelte esclusivamente lavori pubblici improcrastinabili per la sicurezza delle infrastrutture. Una selezione periodica di viaggi La nuova tranche di lavori ha previsto una demolizione “acrobatica” ad un prezzo vantaggioso! Viaggia con noi e i nostri giornalisti! del ponte come l’ha definita l’assessore ai Lavori Pubblici di Padova, Visita la sezione dedicata sulha nostro Andrea Micalizzi, che illustrato i lavori in tempo reale con una disito www.lapiazzaweb.it retta su facebook: “acrobatica per non rischiare di tagliare il filo della fibra ottica che porta i dati in zona industriale”. Di fatto a partire da fine aprile il ponte è stato “tagliato a fette”, imbragato per poi essere spostato un pezzo alla volta. La fine dei lavori è prevista per fine maggio con la posa del nuovo ponte già assemblato. L’operazione sarebbe stata prevista per l’estate, ma dal momento che le previsioni parlano di una stagione anomala con gran parte della popolazione che resteràNicola Stievano >direttore@givemotions.it< al lavoro per cercare di tamponare le pesanti perdite subite durantea la lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci chiusura forzata, è stato deciso di anticipare la partenza dei cantieri. attende una sfida non meno impegnativa. La riAnche per non rischiare code in autunno, quando, si spera, la viabilità partenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con dovrebbe essere tornata normale. La prima parte della struttura, che la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una risultava deteriorata in diversi punti, era già stata demolita ancora sortaladi “prova del nove” su più fronti e per una molscorsa primavera e sostituita da un nuovo viadotto in acciaio. teplicità di aspetti. PA SS

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Attività economiche L’allarme dell’Ascom

Plateatici gratis e taglio delle tasse per aiutare il commercio L

a chiusura delle attività commerciali ha messo in difficoltà i negozianti, che devono fare i conti con mancati incassi e imposte da pagare. La situazione è critica, con problemi diversi per ogni categoria, come spiega Paolo Nardo, delegato Ascom per Ponte San Nicolò. “Molti soffrono l’incertezza – dice. Gli unici che hanno avuto un po’ di respiro sono i piccoli negozi di alimentari”. Per chi resiste, altrettanti faticano. “I bar, confronto con il Comune su come quando riapriranno, sono a ri- uscire dalla crisi. Confronto che ci schio affollamento: speriamo che sarà, promette il sindaco Martino in futuro non si facciano pagare i Schiavon: a breve partiranno dei plateatici. È dura anche per i ne- tavoli di lavoro con i rappresengozi di abbigliamento, che hanno tanti degli esercenti, per vagliare dovuto chiudere proposte e soluappena arrivata la zioni. “La nostra Il Comune ha merce della nuova abitudine è sentire stagione”. L’emerstanziato 50mila sempre il portatore genza è un duro di interesse – spieeuro per la colpo all’economia ga – Abbiamo già locale, che aveva categoria, che individuato delgià visto alcune le possibili aziodovrebbero attività abbassani, ma vogliamo andare ad re le saracinesche coinvolgere gli imnell’ultimo anno. prenditori e sentialleviare le “Sembra che arrire le loro idee. Ci imposte veranno aiuti dal saranno dei grupgoverno – continua pi di persone che Nardo – ma se non sono a fondo lavoreranno per cercare di asseperduto c’è il rischio di trovarsi a condare le esigenze del mondo dover pagare i fornitori e al tempo imprenditoriale”. Il Comune ha stesso restituire i soldi allo Stato”. stanziato 50mila euro per la cateConclude con una speranza di goria, che dovrebbero andare ad

Festival “Corti a Ponte”

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l festival “Corti a Ponte”, rassegna e concorso di cortometraggi cinematografici, non si ferma nemmeno con il coronavirus. Anzi, l’edizione 2020 si sdoppia in primo e secondo tempo: una parte si è svolta dal 4 all’11 maggio, e la rassegna si concluderà con un’altra settimana di festival in autunno. Il “primo tempo” online si è articolato in tre sezioni. La sezione 3.20 è dedicata ai cortometraggi realizzati da bambini e ragazzi delle scuole, divisi per fasce di età. I 67 video provenienti da tutto il mondo sono stati proiettati sul web e i migliori sono stati premiati. C’è stato poi il concorso 48ore, una sfida in cui i partecipanti hanno due giorni per realizzare un cortometraggio su un tema specifico. I concorrenti potevano formare squadre tra conviventi o organizzarsi per lavorare a distanza. Infine la sezione colonne sonore, rivolta ai musicisti. Per il “secondo tempo” l’appuntamento è dal 31 ottobre al 7 novembre, quando si terrà il concorso ufficiale con i cortometraggi d’autore. (c.r.)

Cav. Giorgio Masetto alleviare le imposte. “Secondo noi sono da impegnare in uno sconto della Tari – dice il sindaco. Siccome non possiamo non pagarla come Comune, non si può esentare gli imprenditori, ma pensiamo di pagare noi una parte. Una quota sarà direttamente versata dall’amministrazione, sarà come una nuova opera pubblica”. Intanto le imposte comunali sono posticipate e pare sarà possibile non far pagare la Tosap. “Poi pensiamo di ampliare i plateatici e gli orari di apertura: sto valutando di firmare il permesso per l’apertura 7 giorni su 7 e dalle 7 alle 22 per alcuni esercizi commerciali, come parrucchieri ed estetisti, dal momento in cui potranno aprire. Ma non può essere solo il sindaco a decidere, bisogna rendere partecipi della discussione i veri portatori di interesse”.

L’arte del costruire

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Un concorso di poesie per combattere il coronavirus

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ra le preoccupazioni, la solitudine (e a volte la noia) della quarantena, Ponte San Nicolò riscopre il potere della poesia. L’associazione Lagom, con il patrocinio del Comune, ha lanciato una bella iniziativa chiamata “Un Ponte con la poesia”, con cui da fine marzo propone una volta al giorno dei componimenti, di diversi generi e scritti da vari autori. I versi vengono recitati da Davide Giacometti, presidente di Lagom, in dei video postati su YouTube e sul sito dell’associazione. “L’idea è dare alle persone ogni giorno una poesia motivante – spiega Giacometti – che durante la quarantena offra uno spunto di riflessione e stimoli a pensare. Con questo nel nostro piccolo vogliamo dare un contributo, per quanto minimo, in un periodo difficile. L’obiettivo è continuare probabilmente fino a giugno, o comunque fino a quando non saremo tutti liberi di

tornare a uscire”. I versi proposti variano ampiamente nel tema e nello stile, spaziando dalle poesie per i bambini a quelle contemporanee, alle più tradizionali scritte in dialetto. “Tra quelle recitate finora – aggiunge il presidente di Lagom – le più significative per me sono una in dialetto (“L’amicissia” di Angelo Sartori), “L’educazione” di Rossini e Urso e “Tieni sempre presente” di Madre Teresa di Calcutta”. Insomma, a Ponte San Nicolò il virus si combatte con i versi, come dimostra anche una recente iniziativa di un cittadino di Roncaglia, che ha appeso delle poesie al cancello di casa invitando i compaesani ad aggiungerne altre. E per chi preferisse un buon romanzo, la biblioteca comunale ha attivato il servizio di prestito libri a domicilio, fino al 18 maggio quando riaprirà i battenti per prestito e restituzione. (c.r.)

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Ponte San Nicolo’

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Amministrazione Intervista al sindaco Martino Schiavon sulla gestione dell’emergenza

“Ora programmiamo la fase 3 con categorie economiche e sociali del territorio” L

’emergenza coronavirus è una sfida dia, soffrirà un po’. Per quanto riguarda le per gli amministratori, che devono opere pubbliche tenteremo di mantenetrovare nuove risorse e fare grandi sforzi re quello che avevamo già programmato. per affrontarla. Il sindaco Martino Schia- Quest’anno e il prossimo, invece, di sicuro von riassume il lavoro fatto e quello futuro ci saranno minori entrate dall’Irpef. Sarà per Ponte San Nicolò. preoccupante, ma intanto ragioniamo con Quali sono stati i primi passi a sostegno le forze che abbiamo”. dei cittadini? Come lavorerete nel prossimo futuro? “Appena possibile abbiamo avviato la “Nelle prossime settimane per organizspesa a casa, distribuendo una lettera con zare la “fase 3” iniziamo con dei tavoli di le varie possibilità di spesa. Abbiamo atti- lavoro su 4-5 temi, tra cui il mondo imvato un ulteriore servizio per circa 2.000 prenditoriale: si redigerà un piano di riaultra 75enni, con dei numeri da chiamare pertura e di eventuali contributi. Lo stesso dando la lista della spesa. I volontari se ne faremo per lo sport, per il mondo dei raoccupano nei nostri “casolini” e super- gazzi e per il sociale. Sono molto preoccumercati, sostenendo il commercio locale. pato per le due fasce laterali della popolaCon i buoni spesa, poi, abbiamo indica- zione: bambini e soprattutto gli anziani, to tutti gli esercizi che una categoria spesso li accettavano, inclusi dimenticata.” “Per quanto riguarda quelli che non facevano Insomma, siete pronle opere pubbliche servizio a domicilio”. ti per ripartire. Ci sono anche aiuti “A me non piace usatenteremo di mantenere economici? re il termine “ripartenquelle programmate. “Abbiamo fatto una za”, perché non voglio variazione di bilancio pensare di aver buttaQuest’anno e di circa 250mila euro, to due mesi. Preferisco il prossimo, invece, suddivisi in più capidire che continuiamo, toli. 50mila euro per facciamo quello che fadi sicuro ci saranno materne e nidi e altri cevamo prima ma con minori entrate 50mila per il mondo maggiore sforzo”. della scuola: elementaSu questa nota, i ladall’Irpef. Ragioniamo ri, medie e anche supevori pubblici prosecon le forze a nostra riori. Con questi soldi guono. disposizione” andiamo a dare alle fa“L’11 maggio sono miglie dei voucher fino partiti i lavori di Villa a 100 euro per acquistare materiale scola- Crescente, la prima pietra del nuovo polo stico. Altri 50mila euro li abbiamo messi letterario. Con il primo stralcio da 1,3 miper il mondo imprenditoriale”. lioni ristrutturiamo la villa: recupero di In conseguenza della crisi economica struttura e mobilio, e abbiamo anche riprevede delle sofferenze del bilancio? cevuto un finanziamento per il risparmio “Purtroppo sì. Faremo una “pulizia” di energetico. Poi sono finiti i lavori notturalcune voci travasando i soldi dove c’è ni di asfaltatura della statale 516. Siamo più bisogno. Per esempio, sposteremo i riusciti a farla tutta nonostante all’inizio finanziamenti delle manifestazioni saltate. dovesse essere solo metà, è un buon risulPurtroppo l’aspetto culturale e ludico, in tato.” Carlo Romeo cui il Comune è sempre stato all’avanguar-

“Il mio posto felice” un progetto educativo per far ripartire i bambini dopo la quarantena

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l Mio Posto Felice” è un progetto di dopo scuola che nasce dalla passione e dall’interesse nel rispondere ad un bisogno di bambini, ragazzi e genitori; con lo scopo di fornire un sostegno nello svolgimento, nell’organizzazione e nella responsabilizzazione verso i compiti scolastici” A dirilo è la direttrice Giada Nicoletti. “Siamo presenti nel territorio di Ponte San Nicolò – dice - da settembre 2017 e abbiamo creato una piccola famiglia, di cui i principali ingredienti sono condivisione, aiuto reciproco e amicizia. I nostri bambini sono a casa da più di due mesi, pensiamo alla loro frustrazione nel non poter andare a scuola, nel non poter interagire con i coetanei, nel non poter praticare sport

e semplicemente nell’essere bambini liberi di giocare con i propri amici. È importante che possano piano piano ricominciare a crescere in un ambiente stimolante”. “Come possiamo ora riempire i loro giorni a seguito di questi due mesi di quarantena e di isolamento?- si chiede Nicoletti. “Questo stop scolastico avrà delle ripercussioni - conclude - come anche tutto il lavoro che è stato svolto dal nostro centro per incrementare le loro competenze scolastiche. Sfruttiamo le risorse e le opportunità che ci offre il nostro territorio, il nostro centro privato ha sempre lavorato con numeri estremamente ristretti di bambini per garantire la massima qualità, siamo una “cosa” diversa e unica”.

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Riapertura, presi d’assalto parchi e piste ciclibili Il sindaco Stefano Innocente Marangon illustra le novità ma chiede comunque ai cittadini di continuare a rispettare le prescrizioni

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arissimi Vigontini, e ben ritrovati a questo appuntamento periodico con le informazioni di questo sistema di carattere digitale.” Sono queste le parole di apertura del discorso del sindaco di Vigonza, Stefano Innocente Marangon, nel ormai consueto salotto video-virtuale per salutare la cittadinanza e informare degli ultimi aggiornamenti riguardanti il territorio annunciand la fase di riapertura. “Vi voglio comunicare alcune cose già avvenute, e la ribadisco volentieri, è riferita alla riapertura dei cimiteri. Dal 27 aprile i cimiteri sono riaperti, tutti i giorni feriali, dalle ore 8 alle 19. Da maggio sono stati riaperti tutti i parchi, anche quello di Villa Bettatini o Castello dei Da Peraga, che prevede

solo l’accesso da via Paolo VI. Bisogna rispettare alcune prescrizioni. L’apertura dei parchi è possibile per le passeggiate e nel rispetto di talune prescrizioni a cui mi affido al senso civico e di responsabilità di tutti quanti che finore voi vigontini non avete fatto mancare per la grande maggioranza” . L’apetura ai parchi ha portato a tantissimi visitatori nelle ultime settimane. Le aree pubbliche potranno essere visitate rispettando le prescrizioni. Continua il sindaco : “ è obbligatorio l’uso delle mascherine, sono vietati gli assembramenti, ed è obbligatorio mantenere la distanza di almeno 1 metro tra persona e persona. Da lunedì 4 maggio sono state riaperte anche le ciclabili: quelle sul Brenta e quella del Tergola,

anche l’asse viario di collegamento tra Perarolo e Vigonza, e viceversa”. “Continuo prima di tutto a ringraziarvi per il senso di responsabilità - conclude il primo cittadino di Vigonza che in tutto questo periodo veramente difficile, la stragrande maggioranza di voi vigontini ha dimostrato. Grazie, veramente grazie da parte mia. E confido,

anche per le prossime prescrizioni che gradualmente ci riporteranno ad una vita sociale ( bar ristoranti attività commerciali) abbastanza normale, faccio sempre appello al vostro senso civico e di responsabilità affinchè rispettiate le prescrizioni che prevedono le frequentazioni di determinati luoghi”. Manuel Matetich

Un’estate senza sagre

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n’estate senza sagre. Con il passar dei giorni sembra essere proprio questo l’infausto futuro che anche Vigonza dovrà subire, come il resto del territorio nazionale. La ripartenza delle attività, dopo la quarantena legata al Covid-19, nella fase 2, non includerà le tradizionali gustose sagre e feste di paese che animano l’estate nel territorio vigontino. Questo sembra essere l’orientamento generale dei vari organizzatori in vista della programmazione estiva. Per tutti vale un aspetto comune richiamato in queste ultime settimane , a livello provinciale: “Per ragioni organizzative, aspetti tecnico-logistici, ambiti di approvvigionamento, autorizzazioni e pratiche amministrative, ad oggi le sagre sono da ritenersi annullate…“. L’emergenza Covid-19, quindi, porta con sè un’altra dura mazzata per il nostro territorio: la chiusura delle sagre, richiamo e attrazione storica per tutti i vigontini e non. Questa la prospettiva reale ad ora. Pur utilizzando gli interrogativi e condizionali del caso, sarebbe un miracolo il via libera alle nostre storiche sagre. (m.m.)


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Vigonza

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Sociale A causa della crisi provocata dalla pandemia

Orti sociali, utilizzo contingentato

Sono centinaia le richieste per usufrire di buoni spesa A

Vigonza continua la solidarietà per le famiglie. Ad ora sono state ricevute 306 domande per buoni spesa dal Comune. A partire da aprile, l’amministrazione ha messo a disposizione dei nuclei familiari residenti, la possibilità di presentare una domanda o eventuale rinnovo, attraverso apposito modulo , per dei “Buoni Spesa”. “Buoni alimentari, non sussidi – sottolinea Rosario Agricola, assessore alle politiche sociali – Vigonza ha ragionato sulla soglia del minimo vitale, allargando la platea di cittadini prevista dal decreto ministeriale, inglobando più famiglie possibili. Questi aiuti sono rivolti a chi si trova davvero in difficoltà. In questi anni non abbiamo mai ricevuto richieste di aiuto, ma con la situazione dovuta al Covid-19 le forme assistenziali non governative, presenti sul territorio, sono state sobbarcate di domande, e questo ha riversato inevitabilmente la situazione di sostegno anche a livello comunale” La valutazione delle domande dei buoni spesa comunali considera diversi elementi: la soglia del minimo vitale; le disponibilità reddituali ed economiche; la presenza o assenza di ulteriori misure di sostegno pubblico; l’assenza di proprietà immobiliari oltre alla prima casa; la disponibilità di valori finanziari non superiori a 5 mila euro; la mancata sospensione di mutuo per abitazione principale. Il buono spesa, spendibile per generi alimentari e prodotti di prima necessità, ha un valore mensile ed è assegnato una tantum pronucleo familiare, eventualmente ripetibile considerando il limite della disponibilità comunale pari a circa 122 mila euro. Il valore massimo del buono è pari a 200 euro per 1 persona, 350 euro per 2 persone, 500 euro per 3 persone, 650 euro per persone, e 800 euro oltre le 5 persone.“Ad aprile abbiamo ricevuto 306 domande. – continua Agricola – Dopo aver analizzato e interpellato ogni singolo richiedente (269 domande istruite correttamente), solo 148 richieste sono risultate positive

per il buono spesa. Da inzio aprile alla prima decade di maggio, abbiamo erogato 41.410 mila euro alle famiglie bisognose, e solo nei primi dieci giorni di maggio abbiamo ricevuto già 118 domande di supporto economico. Questa è

la fotografia del dramma che questa epidemia sta portando con sè a livello economico nel territorio.” Conclude l’assessore: “Voglio elogiare il grande impegno dei dipendenti dei servizi sociali di Vigonza, che hanno lavorato giorno e notte

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per analizzare il più velocemente possibile le domande pervenuteci. Sono davvero orgoglioso di ricoprire l’incarico di assessore e lavorare con questa meravigliosa squadra”. Manuel Matetich

orna la primavera anche a Vigonza e quindi è tempo di giardinaggio. Ma, quest’anno, a seguito dell’emergenza Coronavirus, anche i tanto amati orti sociali hanno dovuto adeguarsi a delle nuove regole per riaprire. Tutti i pollici verdi e gli amanti delgli ortaggi a chilometro zero hanno accolto positivamente le misure preventive dettate dall’amministrazione comunale. Gli orti sociali comunali sono stati aperti, purchè vengano rispettate alcune regole, ad esempio: le aree concesse siano utilizzate, in maniera alternata, esclusivamente in corrispondenza dei giorni di calendario dispari o pari, in base alla rispettiva numerazione assegnata al proprio lotto. Può accedere solo il singolo concessionario del lotto, rimanendo a distanza sempre di 1 metro uno dall’altro, con mascherina e guanti protettivi; in tutta l’area è vietata l’aggregazione, e dovrà sempre essere mantenuto il distanzia-

mento di 1 metro tra ogni individuo. Il distanziamento dovrà essere osservato anche per accedere e uscire dai cancelli predisposti, come per prendere e riporre gli strumenti di lavoro. L’accesso è strettamente concesso per il tempo strettamente necessario per coltivare e raccogliere i frutti dell’orto per l’economia familiare, non è consentito mangiare o bere; non è consentito l’uso della “casetta” a fini comuni. E’ possibile l’utilizzo dell’orto anche da parte di cittadini concessionari residenti fuori Provincia; chi si occupa di più orti, potrà accedere solo nelle giornate pari o dispari per coltivare entrambi nei giorni prestabiliti. La movimentazione del cittadino concessionario dell’Orto sociale deve essere giustificata da autocertificazione, che evidenzi il luogo di partenza e di arrivo, in caso di controllo delle forze di polizia. (a.a.)


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Noventa Padovana

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“Boulevard verde” davanti al municipio Un piccolo viale alberato percorrerà tutto il piazzale per collegare la sede comunale al passaggio pedonale. Le piante, alternate con delle fioriere, e le aiuole faranno da protezione ai passanti sul lato che da su via Roma

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catterà con la fase 2 anche la ripartenza dei lavori per il rifacimento del piazzale del Municipio all’insegna della sicurezza, del verde, della sostenibilità ma anche della funzionalità. Si tratta di un’area di oltre mille metri quadri che rappresenta una sorta di biglietto da visita per il paese. Il progetto prevede di evidenziare i percorsi per i pedoni ed in particolar modo il punto di attraversamento di via Roma con due aiuole a protezione. Una rivoluzione estetica dunque anche grazie all’introduzione di un piccolo viale alberato che percorrerà tutto il piazzale per collegare il Municipio al passaggio pedonale. Le piante, alternate con delle fioriere, e le aiuole a protezione dei passanti lungo il lato che da su via Roma, conferiranno un aspetto più in armonia con il contesto complessivo del luogo. Il numero dei posti auto rimarrà quasi invariato mentre è confermato lo spazio per i mezzi

che dovranno rifornirsi di energia elettrica. Sarà resa più confortevole la fermata del bus che porta in città. Il cantiere, dopo la sospensione causata dall’emergenza Covid-19 è ripartito

Riaperti al transito pedonale gli argini su Piovego e Brenta Revocato con l’arrivo della fase 2 anche il punto dell’ordinanza comunale disposta per impedire la diffusione di contagi da Coronavirus e che prevedeva la chiusura, con conseguente interdizione ai cittadini, degli argini destro e sinistro del Piovego e del Brenta nei tratti sterrati che rientrano nei confini del territorio comunale.

Donati 240 kg di derrate alimentari dalla Sodexo al Comune Sodexo Italia ha donato 240 Kg di derrate alimentari ai Servizi Sociali di Noventa Padovana per dare il proprio contributo in aiuto delle famiglie che si trovano in difficoltà a causa del Covid 2019. Un’iniziativa di solidarietà in linea con l’impegno dell’azienda in materia di responsabilità sociale e alimentare.

Sostegno al nido “Il Giardino”, sospese le rette La giunta ha deliberato la sospensione del pagamento delle rette di frequenza al servizio di asilo Nido integrato comunale Il Giardino. E’ stato inoltre demandato a successivo provvedimento, l’adozione di specifiche misure riferite al contratto di servizio tra Comune e il concessionario del servizio stesso.

- spiega il vicesindaco Fabio Borina - e a breve darà nuova eleganza alla nostra casa comunale. Un’attenzione dovuta su questo luogo, all’interno di un significativo intervento com-

plessivo che rimette a nuovo diversi tratti di strade comunali”. L’operazione di fronte al Comune rientra infatti nel più ampio piano di riqualificazione delle principali strade di Noventa

Padovana, per un investimento di oltre 400mila euro. Tra le vie interessate c’è la centralissima via Roma nel tratto compreso dalla rotatoria con via Valmarana, dove sono state sostituite anche tutte le caditoie con una tipologia più performante nella raccolta delle acque, e via Marconi fino alla rotatoria con via Caduti sul lavoro e piazzetta Giovanelli. In arrivo anche l’asfaltatura di via Kennedy in un tratto di circa 200 metri, mentre sono previsti cantieri per il ripristino del manto bituminoso usurato in particolar modo per il cattivo drenaggio delle acque meteoriche anche su via San Marco, dall’incrocio con via Venezia fino alla statale 11 Padana Superiore. E ancora i lavori comprenderanno anche un tratto di via Marco Polo, dall’incrocio con via Cellini fino al civico 23, di via Argine Destro, via Sabbioni, via Cavour e via Primo Maggio. Elena Callegaro

La protesta silenziosa dei commercianti P

rotesta silenziosa davanti alla chiesa di Noventana dei commercianti di Noventa Padovana. A contestare pacificamente, e nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale, molti esercenti e artigiani del paese, rigorosamente muniti di mascherina, che hanno ritenuto di far sentire il loro grido: “Fateci lavorare, il lavoro è dignità, vogliamo lavorare”. Ad organizzare la manifestazione Sara Centis, titolare dell’estetica Beauty 101, che spiega i motivi dell’iniziativa: “Comprendiamo e rispettiamo- ha detto- l’esigenza di proteggere le persone, ma chiediamo soltanto di riprendere a lavorare laddove sono assicurate tutte le misure per impedire la diffusione del virus. Non pretendiamo sussidi, molti di noi però non ce la fanno ad andare avanti, stiamo comunque continuando a sostenere spese, tasse, mutui e affitti. Chiediamo il rispetto del diritto al lavoro”. A scendere in piazza insieme ai commercianti anche i consiglieri comunali di opposizione, Marcello Bano (in qualità anche di vicepresidente della Provincia, Nicola Cannistraci e Gianmaria Cac-

co. “I commercianti hanno manifestato il loro disappunto, - ha detto Bano - in maniera composta ristoratori, estetisti e parrucchieri hanno chiesto esclusivamente di poter lavorare in tutta sicurezza per non essere costretti a chiudere. Siamo al loro fianco”. Da Bano anche un appello al sindaco di farsi portavoce con il governo per portare avanti le istanze di chi ha un’attività. Il primo cittadino, in una successiva diretta Fb, ha espresso “vicinanza sostanziale” alle categorie economiche spiegando: “Nel ruolo che rivesto non posso assecondare ini-

Un momento della protesta dei commercianti

ziative pubbliche che vadano al di là del segno posto dalle norme, ma sono aperto al confronto con i commercianti per provare a mettere in campo soluzioni di cui potremmo farci portavoce presso Regione e Stato”.


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Noventa Padovana

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Stop a Redentore e Sagra del folpo, slittano al 2021 L’analisi della situazione del presidente Pro Loco Dino Bozzato: “Tra le ipotesi ci sarebbe un salvataggio in extremis della Sagra in dicembre, ma sono ragionamenti ancora prematuri”

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esta del Redentore sul ponte del Piovego, se ne riparlerà (speriamo) nel 2021. L’ormai tradizionale appuntamento fisso dell’estate per Padova e per buona parte della Riviera del Brenta quest’anno salta a causa dell’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia da Covid 2019. “Siamo riusciti a fare solo la festa della Befana e poi ci siamo fermati, il primo evento ad essere annullato è stato il Carnevale e purtroppo abbiamo già rinunciato anche ad organizzare il Redentore”, spiega il presidente della Pro Loco di Noventa Padovana, Dino Bozzato. Dietro l’angolo però c’è anche un altro più che probabile rinvio, quello della Sagra del Folpo, e a memoria sarebbe la prima volta che l’evento viene cancellato. Tra le ipotesi ci sarebbe allo studio l’eventualità di un salvataggio in extremis in dicembre, ma sono ragionamenti ancora prematuri. “Non c’è ancora niente di ufficiale, parliamo del penultimo weekend di ottobre, - prosegue Bozzato - ma già abbiamo conferma di molti eventi e concerti programmati per settembre che sono già stati annullati. Al momento ci è difficile pensare che la sagra, nelle modalità a cui siamo abituati, possa svolgersi regolarmente, anche perché bisognerebbe in qualche modo avviare già adesso tutta la macchina organizzativa. E questo al momento non è proprio possibile”. A rimetterci saranno soprattutto i gestori di bettole e bettolini, anche per la stessa Pro Loco sarà una perdita non indifferente. “Nessuno di noi potrà dire cosa succederà da qui a ottobre, conclude il presidente della Pro Loco - e anche a pensare di fare un’edizione ridotta, limitando gli accessi o il numero di posti a sedere nei baracconi, non avrebbe senso perché andrebbe proprio a togliere il piacere di stare insieme, di ritrovarsi in comunità e con gli amici”. E’ la

prima volta che saltano tutte le giornate, in passato era capitato di dover finire prima a causa dell’allerta meteo o in tempi più recenti dell’alluvione, ma non era mai successo di dover annullare tutto. “Anche le ele-

zioni per il rinnovo delle cariche della Pro Loco sono slittate di un anno e andremo a finire nel 2021, - spiega ancora Bozzato - forse si riuscirà a tenere qualche evento a dicembre ma il condizionale è d’obbligo,

ora come ora ci troviamo nella più totale incertezza. La parola finale per la sagra - conclude spetta comunque al comitato fiera e all’Amministrazione comunale”. Elena Callegaro

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Al Comune 4mila mascherine

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olidarietà ai tempi della pandemia. Andrea Napoli, titolare della ditta Locare Srl Innovativa, ha donato 2mila mascherine al Comune: verranno distribuite agli over 65. Altre 2mila mascherine chirurgiche sono state donate insieme ad altrettanti paia di guanti da un cittadino di origine cinese. A questi dispositivi si vanno ad aggiungere le mascherine, già consegnate, realizzate da Mediagraf insieme ad altre aziende e partners del territorio.

Cantieri alla media Santini

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ontinua la didattica a distanza ma nel frattempo i volontari della Protezione civile hanno consegnato a domicilio i libri e i quaderni rimasti nelle aule prima della chiusura. Con l’avvio della fase 2 il sindaco ha inoltre annunciato la ripresa dei lavori all’istituto Santini: “Anche la facciata cambierà,- ha detto Alessandro Bisato - entro la fine dell’anno solare vi troverete di fronte a un edificio completamente rifatto e rinnovato”.


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Un nuovo supermercato verrà costruito nell’area dei vivai È

in arrivo un nuovo supermercato a Saonara: sarà della catena Alì e verrà costruito sul terreno compreso tra via dei Vivai, via Ungaretti e via Vittorio Emanuele. Il Comune ha rilasciato il titolo edilizio per la realizzazione della struttura, che avrà una superficie di 2.700 metri quadri, di cui 1.500 di area vendita e 1.200 per il deposito merci. A fianco del supermarket si estenderà un vasto parcheggio per i clienti, ampio 6.200 metri quadri e con 229 posti auto. I lavori complementari prevedono anche l’allargamento di via Ungaretti, che sarà dotata di marciapiedi sul lato nord, e l’installazione di due colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Inoltre la viabilità della zona verrà migliorata con la creazione di una seconda corsia di accesso al centro abitato di Saonara, che si innesterà sulla rotonda tra via dei Vivai e via Vittorio Emanuele. Infine verrà realizzata una seconda rotatoria, di dimensioni più ridotte, all’incrocio tra via Vittorio Emanuele e via Ungaretti, per facilitare l’accesso al punto vendita e ridurre la velocità dei veicoli in transito. I lavori partiranno entro giugno e dureranno circa 18 mesi. “La concessione edilizia per la realizzazione di un nuovo supermercato a Saonara – afferma il sindaco Walter Stefan – risponde a un’esigenza vivamente espressa dalla

Avrà una superficie di 2.700 metri quadri, di cui 1.500 di area vendita e 1.200 per il deposito merci. A fianco si estenderà un vasto parcheggio per i clienti, ampio 6.200 metri quadri e con 229 posti auto popolazione per una struttura di vendita di cui il paese di Saonara era attualmente sprovvisto. Ci fa piacere che in un momento di difficoltà economiche come questo, ci siano imprenditori che investono, creando nuovi posti di lavoro”. “Siamo contenti di realizzare un nuovo supermercato – gli fa eco Gianni Canella, vice presidente di Alì Supermercati. Sarà un punto vendita ecosostenibile: oltre alle colonnine per le auto elettriche, la struttura sarà dotata di pannelli fotovoltaici e avrà dei rivestimenti fotoattivi che assorbiranno le polveri sot-

tili, riducendo l’inquinamento. Sarà come piantare degli alberi in più, oltre a quelli che metteremo nel parcheggio. All’interno, poi, nei nostri supermercati siamo stati i primi a mettere le porte ai banchi frigo per risparmiare energia, e riutilizziamo il calore prodotto dai motori degli impianti per riscaldare l’acqua che utilizziamo. Ringrazio il Comune per la collaborazione e speriamo di aprire quanto prima, per dare un servizio alla cittadinanza con la qualità e la convenienza che contraddistinguono Alì”. Carlo Romeo

Nuovo municipio, piovono critiche dall’opposizione

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Saonara

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’ opposizione a Saonara critica i lavori sul municipio, si dice contraria, propone di usare i fondi per altri scopi. “Non si capisce perché si debbano spendere 3 milioni di euro – dice Andrea Dian, consigliere di “Insieme per Cambiare” – per ampliare una struttura che è già sufficiente così com’è. Inoltre con il Covid ci saranno nuovi modelli di lavoro come lo smart working, cambieranno i modelli organizzativi e la gestione dei rapporti con il pubblico. In questo momento in cui sta cambiando il mondo del lavoro, ci pare assurdo spendere tutti quei soldi per l’ampliamento del municipio. Ci sono altri servizi da implementare: potenziamo le connessioni internet e le risorse informatiche, facciamo formazione digitale per i dipendenti comunali”. L’idea del consigliere è puntare di più sul lavoro a distanza e sull’uso della tecnologia. “Sono cambiate le pri-

orità – aggiunge – non è possibile spendere soldi su un progetto che già era vecchio prima, ora ancor di più”. Tra le proposte, non solo l’innovazione, ma anche stimolare l’economia locale. “In piazza Aldo Moro a Villatora ci saranno 10-15 negozi completamente chiusi – dice Dian. Sono in mano a privati, ma il Comune potrebbe spingere per riattivare la piazza attraverso dei bandi. Visto che ci sono tanti soldi si potrebbe fare un progetto in questo senso, noi dell’opposizione siamo disponibili a collaborare. Si crei un sistema per rivitalizzare questa parte di Saonara, magari con dei contributi per i giovani che investono. Per esempio, si potrebbero mettere insieme le capacità dei vivaisti di Saonara con le nuove sfide dell’architettura e della sostenibilità. Il Comune può e deve avere un ruolo, spendiamo quei 3 milioni in maniera utile”. (c.r.)

Zanzare, disinfestazioni al via

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i avvicina la stagione estiva e con questa le temute zanzare. Il Comune di Saonara ha emanato un’ordinanza, con una serie di buoni comportamenti per limitare il proliferare degli odiosi insetti. I cittadini sono tenuti a coprire ermeticamente tutti i contenitori, come cisterne o bidoni, in cui si trovi dell’acqua e a non lasciare all’aperto qualsiasi oggetto in cui si possa accumulare dell’acqua piovana. Chi si dedica alla cura delle piante deve eliminare i sottovasi se possibile, o comunque evitare il ristagno al loro interno, facendo attenzione a riporre secchi e annaffiatoi capovolti dopo averli lavati. Bisogna inoltre svuotare e pulire giornalmente le ciotole dell’acqua dei propri animali domestici, mentre grondaie, caditoie e tombini vanno controllati per evitare la loro ostruzione. Il Comune, dal canto suo, sarà impegnato nella disinfestazione, attraverso degli interventi antilarvali, ripetuti da aprile a ottobre su fossati, scoli e tombini, presenti sul suolo pubblico.


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Provincia

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Volontariato Federico Morandi, vice presidente e co-fondatore della Onlus

“Il coraggio di Giorgia Libero mette le ali alla solidarietà” L

’associazione Giorgia Libero Onlus è stata costituita a settembre 2016 in ricordo di Giorgia, giovane ragazza padovana di Casalserugo, mancata all’età di 23 anni, dopo una lotta di quasi due anni a causa di un linfoma. “Creare un’organizzazione che potesse essere di supporto a giovani e pazienti colpiti dallo stesso tipo di malattia e problematiche connesse era già di per sé un desiderio di Giorgia, la quale avrebbe realizzato questa associazione anche nel caso in cui fosse riuscita a guarire da questo male. Grazie a questa sua volontà e per dare seguito al suo esempio di lotta coraggiosa per la vita, i suoi genitori, Gigliola e Marino, il fratello Fabio, il compagno Federico e il suo migliore amico Alberto hanno deciso di concretizzare questo suo grande desiderio”. Quali le principali attività? “Fin dal principio la Onlus si è focalizzata nel dare supporto al reparto di Ematologia e Immunologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Padova dove Giorgia è stata per i ricoveri e le cure”. Significativa è stata la vostra recente raccolta fondi per il reparto di Terapia Intensiva dell’Azienda Ospedaliera di Padova che sta affrontando l’emergenza. Come donerete la cifra raccolta? “La raccolta fondi è stata da subito sorprendente, nemmeno noi quattro rappresentanti (io, Alberto, Diego e Alessandro con l’affiancamento dei genitori di Giorgia) ci saremmo aspettati una soddisfazione simile. Quella sera, nel bel mezzo di alcune riflessioni ci è venuta l’idea di offrire un aiuto concreto. L’obiettivo iniziale era quello di raccogliere 5.000,00 euro come contributo per acquistare dispositivi di protezione per il personale sanitario e per i pazienti, ma dopo poche ore, grazie alle numerose donazioni la raccolta fondi aveva già raggiunto cifre considerevoli superando in 24 ore i 100.000 euro e i 200.000 dopo le prime 48 ore. Per far fronte alle necessità più urgenti, abbiamo deciso di anticipare subito una prima tranche di � 49.900 per poi far seguire quella più ingente di � 450.100 a seguito dell’accredito delle pri-

me somme giunte dalla raccolta fondi ed erogate da Facebook. Entrambe le donazioni sono tracciate e documentate per consentire a tutti di rimanere aggiornati e per dare prova piena della nostra trasparenza e serietà. Oltre a questo versamento complessivo di � 500.000,00 abbiamo, con l’approvazione degli utenti che hanno partecipato e risposto al sondaggio indetto nella pagina, deciso di aiutare anche la struttura il covid hospital di

Alcuni dei ragazzi dell’associazione “Giorgia Libero”

Schiavonia, per l’acquisto di un monitor MostCare Up – Endless completo di accessori per la valutazione emodinamica mini invasiva finalizzata a guidare la gestione farmacologica e fluidica nei pazienti con shock settico. Tale apparecchiatura sarà utile anche in seguito, a emergenza conclusa”. Fanny Xhajanka

Marangoni: “la forza delle nostre fragilità” Guido Marangoni, dall’ingegneria informatica agli spettacoli a teatro e ai libri. Cosa unisce queste passioni? “Scherzando dico sempre che il mio sogno è sempre stato quello di fare l’attore comico, ma a causa di una balbuzie molto importante ci ho rinunciato e mi sono rifugiato dietro al computer perché era molto più facile digitare parole su una tastiera che recitare parole davanti ad un pubblico. Poi ho capito che le due dimensioni stanno bene insieme e mi completano”. Come nasce il suo libro “Anna che sorride alla pioggia”? “Il libro nasce dal grande desiderio di raccontare a tutti un mio grande errore: confondere mia figlia Anna con la sua disabilità. È un errore che ho fatto spesso, ma l’incontro cambia tutto. Nel libro racconto, con leggerezza, il mio incontro con Anna”. Cosa le hanno lasciato gli oltre 300 incontri? “La grande scoperta è che siamo tutti molto più uniti e legati di quello che pensiamo. C’è un grande e potente denominatore comune: la nostra fragilità”.

Qual è la dedica preferita? “Le dediche a cui tengo sono quelle che, alla fine di ogni mio incontro e spettacolo, chiedo a chi ho davanti. Quando chiedo al pubblico di farmi loro una dedica gli occhi si illuminano e mi regalano condivisioni meravigliose”. “Buone notizie secondo Anna” come nasce la rubrica? “E’ un modo diverso di invitare tutti noi, me per primo, a non rinunciare all’incontro. Un tentativo di rendere quel momento di imbarazzo, che la disabilità e la diversità spesso mettono in evidenza, un po’ più accogliente tramite la leggerezza”. Quali i sogni per il futuro? “Ne ho moltissimi, forse troppi direbbe mia moglie Daniela. In questo periodo di confinamento sto scrivendo molto, ma anche pensando a qualcosa on line. Non nascondo che quello che manca davvero di più sono gli incontri, gli spettacoli, gli sguardi e gli abbracci”. (f.x.)


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Provincia .

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“Donne in casa Le maglie di Salviato esposte alla violenza all’asta per un aiuto non lasciamole sole” U In queste settimane in cui è stata stravolta anche la routine quotidiana delle emozioni, le operatrici, le volontarie e le socie del Centro Veneto Progetti Donna vogliono dire a tutte le donne che ci sono.

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n concomitanza con l’emergenza sanitaria è iniziata la Campagna #iorestoacasa ma #laviolenzanonsiferma che invita le donne a continuare a chiamare il numero verde gratuito 800 81 46 81 dalle ore 8.00 alle ore 20.00, il numero fisso 049.8721277 dalle ore 9.30 alle ore 15.30 dal lunedì al venerdì oppure scrivere alla mail info@centrodonnapadova.it, oltre che sulla pagina Facebook nella sezione messaggi della loro pagina Centro Don-

na Padova Auser, o nel profilo Instagram centrovenetoprogettidonna. “In un momento in cui è giusto fermarsi, per la salute pubblica e per il bene di tutte e tutti noi - spiega Patrizia Zantedeschi, Presidente del Centro Veneto Progetti Donna - Siamo consapevoli che alcuni fenomeni non si arrestano, e la violenza nelle relazioni intime è uno di questi, che al contrario nei momenti di crisi si amplifica. Le case, che per la maggior parte di noi sono il luogo più sicuro oggi per limitare il rischio di contagio, non lo sono per moltissime donne che sono costrette a passare molto più tempo con un partner che le maltratta. Chiediamo a tutte e tutti di pensare che situazioni di violenza continueranno, anche e soprattutto durante questa emergenza, e di non lasciare sole le donne e i loro figli per i quali questo periodo rischia di diventarre un inferno nell’inferno”. Per questo l’assocazione invita a non abbassare la guardia ed è pronta ad intervenire in caso di necessità per trovare una soluzione che permetta di risolvere il disagio. (f.x.)

n viaggio iniziato nel settore giovanile biancoscudato, dove è cresciuto e ha spiccato il volo: da Mantova a Livorno, da Lanciano a Cremona, passando per Novara, Pescara e Bari, per poi tornare a giocare nel Padova. Simone Salviato, che oggi milita nella Luparense, può vantare una carriera di tutto rispetto, con oltre 260 presenze tra serie B e Lega Pro, al fianco di compagni e avversari con i quali ha scambiato la maglia al termine delle partite. Quei cimeli, ricordi di amicizie e rivalità, sono stati messi all’asta su Ebay per sostenere l’Ospedale di Padova nell’emergenza Coronavirus tramite Onlus Live, l’associazione nata dopo la scomparsa del calciatore Piermario Morosini, compagno di squadra di Simone hai tempi di Livorno. “Stavo sistemando la cantina e ho ritrovato le maglie raccolte negli anni - spiega Salviato - Alcune erano davvero speciali e ho pensato che per un collezionista potessero aver un valore: quella del Milan di Antonio Donnarumma in finale di Coppa Italia, quella del Livorno di Andrea Luci durante il primo “Moroday” o quella di Damiano Longhi del Padova in serie A, solo per fare qualche esempio”. Nasce così l’idea di aprire un’asta benefi-

Il calciatore Simone Salviato

ca: “In questi anni con Onlus Live abbiamo acquistato e donato oltre 200 defibrillatori in tutta Italia - continua Simone - Continueremo a farlo anche in futuro, ma in questo momento abbiamo pensato ad aiutare chi è impegnato nella lotta al Covid19”. Durata tre settimane, l’asta ha riscosso il successo desiderato, anche oltre oceano. “La maglia di Giani dello Spezia è stata aggiudicata ad un appassionato degli Stati Uniti, davvero incredibile!”. In tutto, sono stati raccolti 965 euro, che sono già stati donati donati all’Ospedale di Padova. (e.b.)


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Cultura .

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Giorgia Mazzucato L’attrice si racconta

Giorgia Mazzucato

“Il teatro è esperienza dal vivo”

sento l’urgenza di dover fare la mia parte. Sei diventata anche insegnante di Teatro, giusto? Negli ultimi dieci anni mi sono dedicata anche alla pratica dell’insegnamento teatrale all’interno di svariate scuole e accademie italiane. A maggio dell’anno scorso ho fondato la mia Scuola e Casa di produzione teatrale: Shakespeare’s Box a Roma. In questa scuola c’è tutto il teatro in cui credo: un teatro fatto di condivisione, libertà, sperimentazione, gioia e domande importanti.

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l teatro come vocazione fin da quando era bambina. Il palcoscenico come luogo dove esprimere le proprie urgenze. Lo spettacolo come fucina di memoria condivisa. Ha solo 30 anni, ma la profondità con cui Giorgia Mazzucato si racconta ti entra dentro. Quando è iniziato il tuo viaggio nel mondo del Teatro? Le primissime esperienze risalgono alla scuola media, avevo 12 anni. Il vero e proprio battesimo, però, è avvenuto al Liceo Fermi di Padova, dove ho iniziato a recitare e scrivere brani su consiglio del mio primo Maestro, Andrea Pennacchi. È lui che mi ha trasmesso l’amore per il teatro, lo considero il mio mentore. Poi? Mi sono laureata presso la Magistrale di Discipline dello Spettacolo dal vivo all’Alma Mater Studiorum di Bologna, con una tesi di ricerca su Shakespeare. Chi sono i tuoi Maestri? Oltre a Pennacchi, ho avuto l’onore di formarmi con Maestri del calibro di Natalino Balasso, Marco Baliani, Massimiliano Bruno, Patti Stiles, Antonio Vulpio e Jill Farris. Tra tutte le esperienze formative, però, ho il privilegio di aver partecipato ai corsi

di Dario Fo e Franca Rame alla Libera Università di Alcatraz nel 2013, pochi mesi prima che Franca morisse. Non li dimenticherò mai, per l’energia e l’umanità che mi hanno trasmesso. Sei giovane, ma hai già vinto moltissimi premi. Già, ho vinto numerosi premi, tra cui Miglior Artista Internazionale al San Diego Fringe Festival 2017, Premio OFF al Roma Fringe Festival 2017, Miglior Spettacolo al Teatro Avogaria di Venezia. Parlaci dei tuoi spettacoli… Il primo che ho scritto, diretto e interpretato si intitola “Viviamoci”. Ha vinto numerosi premi e - nella sua versione inglese Lifegate - mi ha portato in tournée in California. Un’esperienza indimenticabile. Il secondo si chiama “Comunque”, uno spettacolo in stile “bergonzoniano”, in cui protagonista è la parola, con i suoi giochi e suoni meravigliosi. Poi ho portato in scena “Guerriere”, un omaggio alle donne durante la prima Guerra Mondiale. Infine ho dato vista a “Gesù aveva l’erre moscia”, uno spettacolo in cui emerge il volto umano di Cristo, ma che ha fatto molto discutere per il suo titolo. Prima dell’emergenza sanitaria,

Enrico Beda

erano tutti e quattro in tournée nazionale. A proposito, come cambiata la programmazione con il Coronavirus? Ovviamente tutti gli spettacoli in programma sono stati annullati o rinviati. A differenza di altri, però, rifiuto nel modo più categorico l’idea che il teatro possa essere filtrato da un computer o da uno smartphone. Per me il teatro è empatia con il pubblico: vibrazioni, risate, lacrime, carne ed ossa. In passato ho realizzato dei corti web, ma sono tutt’altra cosa. Cosa fai, quindi, durante queste giornate a casa? Ne approfitto per studiare e scrivere il mio prossimo spettacolo. Si chiara “Komorebi” e parlerà di omobitransfobia. Sto raccogliendo tantissime testimonianze, studi e documenti e che mi permetteranno di raccontare il fenomeno con la profondità che merita. C’è una battaglia culturale da fare in questo campo e

ATTREZZATURE PROFESSIONALI PER IL GIARDINAGGIO

“Stagione sul sofà” Cartellone digitale

“U

na stagione sul sofà”: titola così il cartellone digitale del Teatro Stabile del Veneto, che ha scelto di alzare un sipario virtuale per continuare a proporre spettacoli e intrattenere il pubblico anche in questo momento difficile. I canali social YouTube, Facebook e Instagram, infatti, trasmettono nuovi contenuti, live o on demand, fruibili comodamente e gratuitamente da casa: video integrali di spettacoli, fiabe e racconti per famiglie, laboratori teatrali, aperitivi letterari, video letture di grandi romanzi. “Volevamo dimostrare che il teatro è vivo, che il teatro c’è ancora nonostante le sale chiuse. Per questo abbiamo pensato di aprire virtualmente il sipario nelle case dei nostri spettatori, non per essere invadenti, ma per essere utili in un momento difficile” afferma Giampiero Beltotto, Presidente Teatro Stabile del Veneto. Le proposte sono davvero per tutte le età: la rubrica “Famiglie connesse” pubblica fiabe, favole

VENDITA e racconti, gli “Aperitivi letterari” permettono di trascorrere l’aperitivo casalingo in compagnia dei grandi autori letti dagli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza, il “Nordest in Tournée” offre spettacoli ogni weekend, dai grandi classici ai capolavori contemporanei. Non mancano i momenti di formazione interattiva come il laboratorio teatrale di cittadinanza online “L’ora d’aria” o il torneo di poesia performativa “Zoom Poetry Slam”. “I nostri soci hanno accolto questo progetto con entusiasmo - continua Beltotto - Ci auguriamo che questa idea venga accolta con lungimiranza, per il bene e per il futuro delle compagnie, degli artisti, della prosa, degli spettatori e del teatro tutto”. (e.b.)

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L’intervista L’arciere padovano

la Federazione mi darà la possibilità, mi piacerebbe seguire i ragazzi del settore giovanile. Amo questo sport, vorrei trasmettere la mia passione ai più giovani”. Se dovessi raccontare il tiro con l’arco ad un bambino, cosa gli diresti? “Gli direi che per vincere serve carattere, ma allo stesso tempo gli spiegherei che questo sport aiuta il carattere a formarsi. Aiuta ad auto gestirsi, a non mollare, a reagire nei momenti difficili, a non avere mai paura. E poi lo inviterei a provare, per capire di persona le emozioni che il tiro con l’arco può regalare.

Galiazzo: “Tokio 2021 ci aspetta” L

’esperienza e la determina- ria di questo sport. Ad Atene 2004, zione nella faretra, la quinta sei stato il primo arciere italiano a Olimpiade nel mirino: l’arciere vincere l’oro olimpico. padovano Marco Galiazzo, primo “Un’emozione incredibile. Era il campione olimpico nella storia del mio esordio a cinque cerchi, avevo tiro con l’arco italiano, si racconta solo 21 anni e non sentivo molte in vista dell’appuntamento di Tok- pressioni. Ricordo tutto di quei yo, ora rimandato al 2021. giorni: il villaggio olimpico, l’atmoCredi sia stato corretto rinviare sfera unica, la gioia incontenibile i Giochi? per quella vittoria storica. Me la “Credo sia stata una decisione sono proprio goduta”. difficile ma necesCome è cam“Ora mi sto allenando biata la tua vita? saria, per garantire la sicurezza di tutti. a casa. Amo questo sport “Ho continuato Ci prepareremo al a fare ciò che fae vorrei continuare meglio per l’anno cevo prima, senza a trasmettere la passione montarmi la teprossimo”. A 37 anni potresti sta. Ho fondato la ai più giovani” essere uno dei veteA.S.D. Arcieri Rio rani della spedizione azzurra. Ma a Ponte San Nicolò, la società a cui cosa ricordi dei tuoi esordi? sono ancora iscritto”. “Ho iniziato a tirare con l’arco a Poi a Pechino 2008 è arrivato 14 anni, insieme a mio padre che l’argento a squadre. A Londra 2012 oggi è anche il mio allenatore. È l’oro, sempre a squadre. stato un amore a prima vista, mi “Anche a Londra è stato un redivertivo moltissimo e subito ho cord: mai l’Italia aveva vinto l’oro capito che avrebbe potuto essere a squadre nel tiro con l’arco. Aver il mio sport. La mia prima società condiviso il primo gradino del poè stata la Compagnia Arcieri Pado- dio olimpico con Michele Frangilli vani, ho vinto praticamente tutti e Mauro Nespoli, ha reso ancora i campionati giovanili e a 16 anni più speciale quella medaglia. Vinsono stato convocato per la prima cere in squadra ha un sapore spevolta in nazionale”. ciale, anche in uno sport indiviLì hai iniziato a scrivere la sto- duale come il nostro”.

Enrico Beda

Atene, Pechino, Londra, Rio. Tokyo sarebbe la tua quinta Olimpiade. “Proprio così. Mi preparerò al meglio per poter conquistare la qualificazione a squadre. Partecipare ancora alle Olimpiadi, sarebbe per me un sogno”. Come e dove si svolgono i tuoi allenamenti? “L’emergenza sanitaria ha stravolto la nostra preparazione: in queste settimane sto facendo allenamento a casa. Solitamente mi alleno al Centro Federale a Cantalupa, in provincia di Torino, sei giorni a settimana: ogni seduta prevede circa 200 tiri in situazioni di stress: con pesi, elastici, in equilibrio precario. Due volte al mese, inoltre, partecipo ai raduni della nazionale”. Stai già immaginando il tuo futuro? “Finché continuerò a divertirmi e a raggiungere buoni risultati, continuerò a tirare. Poi mi piacerebbe rimanere nell’ambiente: se

Pallavolo Tregarofani l’attività non si ferma

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sercizi fisici quotidiani, suggeriti online dagli allenatori e raccontati dalle squadre attraverso i social network. L’emergenza sanitaria e la “permanenza forzata” tra le mura domestiche non hanno scalfito la voglia di allenarsi delle ragazze della Pallavolo Tregarofani, storica società padovana nata negli anni ’60 nel patronato di Madonna Pellegrina, oggi composta da oltre 120 atlete di ogni età, dal mini volley alla prima divisione. “Quando abbiamo capito che lo stop dell’attività sportiva sarebbe stato duraturo, ci siamo adoperati con tutti gli allenatori per proporre alle atlete esercizi fisici di potenziamento e mantenimento, che consentissero di non disperdere la forma fisica acquisita nei

mesi precedenti - spiega Michela Santinon, Direttore Tecnico della società - Prepariamo schede personalizzate per ognuna delle nostre squadre, che inviamo alle ragazze via WhatsApp. Dalla prima squadra al settore giovanile, le nostre atlete continuano ad allenarsi anche in queste settimane, dal salotto o dal giardino di casa”. L’iniziativa ha riscosso entusiasmo tra le ragazze, che ogni giorno raccontano i loro allenamenti su Facebook e Instagram. “Abbiamo chiesto alle atlete di immortalarsi durante gli allenamenti, ma anche durante i momenti di studio o di svago continua il Direttore Tecnico - I capitani di ogni squadra raccolgono le varie testimonianze e le condividono nei canali social del-

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le società, utilizzando l’hashtag #FacciamoSquadra”. Un’iniziativa semplice ma efficace, che contribuisce a mantenere il senso di appartenenza al club anche in queste settimane. “Al di là dell’aspetto sportivo conclude Santinon - è fondamentale che le ragazze continuino ad essere legate, a comunicare e a condividere le loro esperienze. Anche questo significa far parte di una squadra”. (e.b.)


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#Regione

Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli

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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto

“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la

“L

dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.

’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-


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Regione

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“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”

L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici

“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P

rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-

scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le

uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”.

“A

questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.

Giorgia Gay

Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative

Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N

ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-

venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto

dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili

le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.

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Regione

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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione

“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico

M

aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-

tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.

Maurizio Conte

“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?

“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.

EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.

L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto

“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I

l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-

tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?

“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal

vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.


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on-line: MAGGIO 2020

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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

Qualche consiglio utile per affrontare il caldo

Estate: come proteggere i nostri amici animali

Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli

acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e

ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!

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Filariosi Mai abbassare la guardia!

Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S

appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini

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è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.

La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.

La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici

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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”

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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:

“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-

RIAPRE Niente fila NO ASSEMBRAMENTI

GRAZIE

per averci scelto e per continuare a sceglierci

so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).


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I Centri di Affidea Veneto sono aperti, in ottemperanza alle direttive regionali vigenti e nel totale rispetto delle disposizioni ministeriali.

Padova Piove di Sacco Monselice

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In tutti i centri è stato disposto un pre-triage telefonico per accedere alle strutture.

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L’accesso alle strutture è controllato per evitare assembramenti, dando priorità ad anziani, disabili e donne in gravidanza e ad un numero minimo di accompagnatori.

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Nelle aree comuni e nei servizi igienici sono disponibili dosatori per disinfettanti e gli utenti sono invitati a disinfettarsi e/o lavarsi le mani con apposita cartellonistica.

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Gli operatori sanitari e di segreteria sono dotati di DPI (mascherine, guanti, occhiali, visiere, camici monouso, cuffia) e il loro utilizzo razionale è regolamentato dall’OMS.

Le prestazioni sono erogate in condizioni di massima sicurezza per utenti e operatori, secondo rigidi Protocolli Clinici Operativi.

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Dopo l’esecuzione di ogni esame o visita, si procede alla disinfezione delle apparecchiature e degli strumenti impiegati, allo smaltimento dei DPI nei contenitori per i rifiuti speciali, ad aerare e pulire i locali. Successivamente si provvede alle operazioni di pulizia giornaliera e alla sanificazione degli ambienti.

ISTITUTO DIAGNOSTICO ANTONIANO: Via Cavazzana 39/4, 35123 Padova - T 049 663055 - info.ida@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott.ssa Valeria Beltrame POLIAMBULATORIO MORGAGNI: Via Cavazzana 39/2, 35123 Padova - T 049 8787479 - info.morgagni@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Giovanni Gardellin DELTA MEDICA: Via Rialto 12, 35043 Monselice (PD) - T 0429 783000 - info.deltamedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Gizzo Salvatore INIZIATIVA MEDICA: Via Rialto 14, 35043 Monselice (PD) - T 0429 786666 - info.iniziativamedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Stefano Puggina UNI-X MEDICA: P.za Giuseppe Dossetti 1, 35028 Piove di Sacco (PD) - T 049 9708666 - info.unixmedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Simone Bernardini UNI-X POLIAMBULATORIO: P.za Giuseppe Dossetti 1, 35028 Piove di Sacco (PD) - T 049 9708688 - info.unixpoliambulatorio@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Christos Frangos

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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

L

e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria a pag 32

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rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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Prosegue alla pag. seguente

Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità

Mascherine, istruzioni per l’uso a pag 33

a pag 34

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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

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uale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitoraggio”. Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle

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Sperimentazione

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.

Un progetto di ricerca studia le relazioni tra inquinamento e Covid 19. L’Agenzia ambientale veneta e la Protezione civile nella task force nazionale stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla pandemia. L’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione

del biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento dell’aria.

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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sito internet dell’Istituto superiore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.

“Progetto Promozione Salute per il COVID-19” Che cos’è il COVID-19? Il COVID-19 (Corona Virus Disease-19) è una malattia causata da un nuovo Coronavirus SARS-CoV2. I Coronavirus generalmente diffondono tra essere umani, mammiferi e volatili e possono causare varie forme patologiche. Al momento si conoscono sette specie di Coronavirus note per causare malattie nell’uomo. Quattro ceppi sono diffusi e causano sintomi simil-influenzali, SARSCoV, MERS-CoV e 2019 nCoV sono di origine animale e collegati a malattie gravi talvolta fatali. Che cos’è il progetto Promozione Salute di Affidea per il Coronavirus? Il progetto Promozione della Salute di Affidea è un’iniziativa rivolta a tutti gli utenti dei Centri Affidea e alle aziende, a cui proponiamo una visita specialistica di Pneumologia, Immunologia, Medicina Interna o branche equipollenti, all’esecuzione di un test rapido COVID-19 ed eventualmente alla misurazione della saturazione dell’ossigeno nel sangue. Nell’ambito di questa iniziativa, offriamo questa opportunità anche alle aziende per i propri dipendenti, sempre di concerto con i medici competenti, i datori di lavoro e i RLS delle stesse aziende Che cos’è il test rapido COVID-19? Il test rapido Codvid-19 un è test immunocromatografico in fase solida marcato CE per il

Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

rilevamento rapido, qualitativo e differenziale di anticorpi IgM e IgG anti CoVID-19 in sangue intero, siero o plasma umano. Il test riconosce la presenza di anticorpi sviluppati dal sistema immunitario in caso di infezione da nuovo coronavirus. È un test preliminare e non rappresenta un sostituto del tampone naso-faringeo. La presenza di anticorpi IgM ed IgG viene rilevata dalla comparsa di bande colorate sulla membrana di nitrocellulosa attraverso un’azione capillare. Non è uno strumento autodiagnostico ma solo per uso professionale. Gli anticorpi IgG e IgM anti-Covid-19 possono essere rilevati entro 1-3 settimane dall’esposizione. Il tasso di sieroconversione cioè il livello di anticorpi cresce rapidamente nelle prime due settimane dall’esposizione. In combinazione con altri test ed incrociato con dati clinici il rilevamento di anticorpi rappresenta un importante metodo per tracciare il decorso della malattia. È importante ricordare che si tratta di un test preliminare nell’ambito di una visita specialistica / visita medica e non rappresenta un sostituto al metodo RT PCR con tampone naso-faringeo né questa iniziativa di Promozione della Salute di Affidea si sovrappone ad eventuali studi di siero prevalenza da parte di Asl e Regioni.

Mascherine, istruzioni per l’uso

Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Chi esegue il test? Il test rapido anti-coronavirus viene eseguito da personale medico dotato di tutti i dispositivi di sicurezza (DPI) e seguendo rigidi protocolli nell’ambito di una visita specialistica (pneumologica, interna o immunologica). Qual è il grado di attendibilità di questo test e quali sono le certificazioni finora ottenute? Come evidenziato dal documento “CLINICAL GENERAL REPORT”, che riassume i singoli Clinical Test eseguiti dall’azienda produttrice dei test rapidi Covid-19 in uso nei nostri Centri Affidea, su n° 704 campioni analizzati con il test rapido e con il metodo

Affidea Italia gestisce una rete di 21 strutture sanitarie private e convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale presenti in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio ed Umbria, che erogano prestazioni di diagnostica per immagini, medicina nucleare, specialistica ambulatoriale, fisioterapia e riabilitazione funzionale, analisi di laboratorio e odontoiatria. I valori di Affidea sono: affinità con medici e pazienti, fedeltà e fiducia, miglioramento continuo grazie alle idee e all’innovazione. La sicurezza del paziente è l’interesse primario in tutti i centri Affidea, dove viene applicato il programma “Dose Excellence” per la riduzione della dose di radiazioni durante tutti gli esami di tomografia computerizzata.

RT PCR la concordanza sui campioni positivi è stata del 93,9%, la concordanza sui campioni negativi è stata del 99.1% e la concordanza totale è stata del 97.2%. Il test è inoltre Marcato CE ed è iscritto al Ministero della Salute come Dispositivo Medico IVD al N. 1936723 I centri Affidea in Veneto: Poliambulatorio Morgagni di Padova, Poliambulatorio Delta Medica a Monselice e Uni X Poliambulatorio di Piove di Sacco offrono la possibilità di effettuare la visita specialistica e i test in regime di solvenza. Consulta il sito www.affidea.it per trovare i recapiti di contatto.

Affidea - Poliambulatorio Morgagni Via Cavazzana 39/2, 35123 Padova - T 049 8787479 Dir. Sanitario: Dott. Giovanni Gardellin www.affidea.itt


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Salute

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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male

A

ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzionare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come membro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina

chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti. 4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione

5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce

l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’esercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di inten-

sità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.

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Y-40® THE DEEP JOY: DALLE TERME AL MARE, LE VACANZE NON SONO PIÙ UN SOGNO! L’estate inizia ON-LINE, grazie ai corsi digital di subacquea o apnea e le immersioni nell’acqua termale della piscina più profonda del mondo, a Montegrotto Terme.

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uale sarà la prima cosa che farai una volta tornato alla normalità?” Se in tutti i sondaggi di questo periodo si registra la voglia di rilassarsi, andare al mare, vivere la libertà dell’acqua, Y-40® The Deep Joy, la piscina più profonda del mondo, ha già tutte le carte in regola per avvicinarci a realizzare questo sogno! Il centro di immersioni più frequentato in Europa, ha pensato di proporre tutto il ventaglio dei propri corsi, dalla subacquea all’apnea, anche in questo periodo, comodamente dal proprio divano di casa. Per mezzo del programma Y-40 Digital School, infatti, si potranno frequentare le lezioni teoriche sull’utilizzo delle bombole, le tecniche apneistiche, il soccorso, la respirazione e molto altro, dai livelli base a quelli più avanzati, grazie agli

istruttori a disposizione attraverso l’e-learning. In seguito, si procederà con le immersioni nei 4.300.000 litri d’acqua termale salsobromoiodica a 32°/34°C della struttura entrata nel Guinness dei Primati grazie ai suoi 42 metri di profondità.

Un modo di avvicinarsi all’estate gradualmente, iniziando già da ora con la formazione in rete per procedere poi nella struttura ideata e progettata dall’architetto Emanuele Boaretto con le caratteristiche adatte alla migliore svolgimento della didattica subacquea.

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NOVENTA PADOVANA

Prezzo: € 440.000 Mq: 275 mq Camere: 3+ Bagni: ARQUÀ PETRARCA 3 Prezzo: € 140.000 In quartiere residenziale centrale e silenzioso, si vende Mq: 85 mq attico ultimo piano nuovo in palazzina di sole 6 unita’. Camere: L’attico si compone di zona giorno di 75 mq con un 1 ampio ingresso, salone, cucina abitabile, terrazzo già 1 Bagni: arredato dotato di zona solarium e zona d’ombra con pompeiana, caminetto, arredo verde, studio o camera Nel noto un borgo trecentesco, proponiamo matrimoniale, poggiolo, due ripostigli. pregevole bilocale con ingresso indipendente soggiorno con vista aperta sulla cucina e sulla parte soppalcata, camera matrimoniale a piano con bagno, e pregevole scoperto.

VIGONZA

PADOVA - PONTE DI BRENTA

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PADOVA - TORRE

RECOARO TERME

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