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Padova est febb2016 n27

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LE NOSTRE RUBRICHE:

FEBBRAIO 2016

Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 27 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD

Vita veneta

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Salute p.31

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on-line:

di Padova Est

PONTE SAN NICOLO’

Ipotesi di fusione con Legnaro e Polverara NOVENTA PADOVANA

Elezioni, il sindaco Bisato punta al bis

Un aiuto in Senegal per sconfiggere la clandestinità Il Gruppo Donne di Ponte San Nicolò sta realizzando un progetto per consentire ai contadini dei villaggi di riscattarsi dalla povertà

servizio a pag. 6

VIGONZA, IL DIBATTITO

Zanon: “Serve più coraggio per l’ambiente” SAONARA, LA PROPOSTA

Il parroco invita al “no sms day” in Quaresima IL VENETO

Due anni e 8 mesi di carcere per il tabaccaio di Civè MARIACRISTINA GRIBAUDI

Storie di donne al vertice SANITÀ

Via libera al nuovo ospedale di Padova CULTURA

L’esposizione a Palazzo Roverella e a Palazzo Roncade

L’economia è in ripresa e La Piazza rilancia, si rinnova Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it<

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inalmente, dopo anni di crisi nera per tutto il Nord Est, si riparte, magari lentamente, magari non tutti, ma la ripresa c’è. A dirlo sono i dati Istat di inizio anno che registravano più di qualche segnale positivo sul mercato interno. Nel terzo trimestre del 2015, il reddito disponibile dei nuclei famigliari con potere d’acquisto è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nel confronto con il corrispondente periodo del 2014. segue a pag 3

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Editoriale, Facciamoleilopinioni punto

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Fusione a tre, intanto se ne parla

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ancora presto per dirlo, ma l’iter è iniziato. Il 20 gennaio, infatti, in una sala dell’Istituto di fisica nucleare di Legnaro si sono incontrati i consiglieri comunali di maggioranza dei tre Comuni per discutere l’ipotesi della nascita di un super-municipio che radunerebbe, sotto un unico sindaco, i 13 mila e 500 residenti di Ponte San Nicolò, gli oltre 8 mila di Legnaro e i poco meno di tre mila di Polverara. Tra le motivazioni, oltre alla razionalizzazione degli uffici e alla possibilità di offrire servizi su più larga scala, c’è la pioggia di denaro che il Governo ha previsto per chi si fonde: la legge di stabilità del 2016 ha stabilito che i Comuni frutto di fusione riceveranno per dieci anni un contributo pari al 40% dei trasferimenti ricevuti per ogni singolo Comune nel 2010. Dopo anni di vacche magrissime per il patto di stabilità l’improvviso aumento di risorse garantirebbe una mole notevole di investimenti sul territorio. C’è però da rinunciare ai campanilismi e affrontare un iter lungo e difficile, che si dovrà concludere con un referendum. Attualmente spingono per la fusione Ponte San Nicolò e Legnaro: Polverara ha invece chiesto tempo per riflettere. Tra le voci critiche quella dell’ex sindaco di Ponte San Nicolò Giovanni Gasparin, che teme la perdita di identità. Il dibattito comunque è aperto e di fusione si continuerà a parlare ancora a lungo prima di arrivare ad un punto fermo, in uno o nell’altro senso.

Editoriale Germana Urbani > direttore@lapiazzaweb.it <

L’ipotesi di sodalizio tra Ponte San Nicolò, Legnaro e Polverara RE OLT

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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Ponte San Nicolò, Noventa Padovana, Vigonza e Saonara per un numero complessivo di 14.750 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

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di Padova Est

L’aria di ripresa spinge imprenditori e lavoratori a crederci un pò di più e a investire sull’innovazione di prodotto, offerta e pubblicità: l’unica ricetta, dicono gli esperti, per riprendere davvero quota. Anche noi del mensile La Piazza rilanciamo convinti e, già da questo numero, vi proponiamo il restilyng del giornale cartaceo con l’obiettivo di essere sempre più giornale di informazione locale, spazio dove l’approfondimento delle notizie principali del mese e le storie della nostra gente o delle nostre associazioni trovino un luogo privilegiato di visibilità. Mission che è nel Dna del nostro mensile fin dal suo esordio, 22 anni fa. Nato quasi per gioco con una sola edizione di poche migliaia di copie, oggi conta (222.590 copie stampate) per 14 edizioni locali e diversi inserti periodici. Nella sua storia diversi restyling: nel 1996 il primo e poi nel 1999, quando venne modificata in modo sostanziale la grafica del giornale; e ancora nel 2005, nel 2007 e nel 2009. E non dimentichiamo che da tanti anni siamo su web e che, già lo scorso anno, abbiamo investito nel nuovo sito www.lapiazzaweb.it. Uno stumento fresco che, insieme ai social, ci permette di offrirvi anche notizie di cronaca quotidiana. Tutte queste operazioni sono state possibili grazie a chi, negli anni, ci ha creduto: editori, direttori, agenti, giornalisti e tutto lo staff La Piazza. Soprattutto grazie ai clienti che hanno creduto in questo strumento. D’altra parte, anche dal punto di vista pubblicitario, abbiamo sempre cercato di rimanere al passo con i tempi, senza esasperazioni, attenti alle esigenze e ai riscontri. La storia dimostra come l’azienda abbia sempre cercato di portare su Piazza novità editoriali e grafiche, grazie anche alla collaborazione di esperti, ma soprattutto grazie al supporto e alla valorizzazione delle ottime risorse interne: la redazione e la struttura grafica. Questa uscita di febbraio per noi rappresenta davvero una nuova scommessa. Oltre al restyling del giornale, ampliamo l’informazione: inauguriamo una nuovissima edizione su Padova Est che comprendera’ Ponte San Nicolò e Saonara, oltre a Noventa Padovana e Vigonza; mentre l’edizione di Padova Nord includera’ anche il comune di Curtarolo. Buona lettura, dunque, e diteci cosa ne pensate.

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 16 Febbraio 2016


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Ponte San Nicolò

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L’accordo Applicati i vantaggi di legge

Affitti più bassi e anche meno tasse Intesa fra Comune, associazioni degli inquilini e organizzazioni dei proprietari di immobili.

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n gioco di squadra tra l’amministrazione comunale, le associazioni degli inquilini Sicet, Sunia e Adoc e le organizzazioni dei proprietari di immobili Asppi, Confedilizia e Uppi ha fatto sì che anche a Ponte San Nicolò si possa godere dei vantaggi della legge 80 del 2014. In due parole, affitti più bassi per i locatari e meno tasse da pagare per i padroni di casa. L’accordo firmato a fine dicembre contiene una lunga serie di parametri per stabilire in modo oggettivo il canone concordato. Tra le variabili ci sono le di-

mensioni dell’appartamento, la classe energetica, l’anno di costruzione e la vicinanza ai servizi. All’interno di questi paletti prendere in affitto una casa a Roncaglia, a San Leopoldo e a Rio potrà costare da un minimo di 3,50 euro a metro quadro per mese a 6,30. Più economiche San Nicolò e Roncajette, che oscillano da 3,30 a 5,67 euro a metro quadro. Chi si decidesse a dare in affitto la propria abitazione secondo i principi dell’accordo, o volesse rinegoziare l’affitto del suo inquilino, pagherà fino al 2017 il 10% di cedolare secca a differen-

In alto nella foto grande il municipio di Ponte San Nicolò

S P E C I A L I S T I D E L L A P I E T R A N AT U R A L E

za dell’attuale 21%. Poi, salvo proroghe, la tassazione passerà al 15%. Con il nuovo canone cambia anche la durata dei contratti di affitto: se prima ci si poteva accordare solo per quattro anni, rinnovabili per altri quattro, ora la durata minima scende a tre anni, ma l’ulteriore estensione varia dai due ai sei anni. Possibili con la nuova formula anche accordi di natura transitoria, da uno a diciotto mesi.

Il testo dell’accordo è a disposizione di tutti nel sito web del Comune di Ponte San Nicolò. Le associazioni hanno comunicato la loro disponibilità ad affiancare proprietari e inquilini nella procedura di stipula di un affitto a canone concordato, nella speranza che sempre più Comuni, come Ponte San Nicolò, sfruttino questa opportunità. Andrea Canton

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In primavera il cantiere per la pista ciclopedonale

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artiranno in primavera i lavori per la realizzazione della pista ciclopedonale lungo viale del Lavoro, opera promessa in campagna elettorale e attesa da anni dai cittadini di Roncajette. La pista sarà lunga 700 metri e avrà il compito di unire la statale Piovese ai capannoni della zona artigianale del Comune. Dopo l’approvazione del progetto esecutivo, nei mesi scorsi, grazie ad una serie di trattative bonarie, è stata espropriata una fascia di terreno larga otto metri lungo tutto il lato ovest di viale del Lavoro: la collaborazione dei proprietari dei campi ha permesso di anticipare di molto l’avvio dei lavori. L’opera, dal costo di 130 mila euro, sarà eseguita materialmente, in regime di compensazione urbanistica, dalla stessa impresa che ha costruito le villette a schiera di Corte Milazzo e la laterale di viale del Lavoro via Goito: l’avvio del cantiere è previsto per la primavera, mentre la consegna al Comune avverrà in estate. La pista ciclopedonale sarà larga tre metri e mezzo. Per tutta la sua lunghezza, ogni dieci metri, vi saranno alternativamente un impianto di illuminazione e un albero. Gli alberi verranno selezionati tra le specialità autoctone selezionando quelli che sviluppano le loro radici in profondità, per evitare danni all’asfalto sperimentati in alcuni marciapiedi del Comune. Andrea Canton


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Ponte San Nicolò

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Gruppo Donne Una delegazione è volata in Senegal per osservare gli sviluppi del progetto

Lotta all’immigrazione clandestina attraverso l’aiuto alle donne F

ondato a metà degli anni ’80 licole” dove i contadini possano da alcune volenterose rap- conservare i semi da piantare per presentanti del gentil sesso, il l’anno successivo, evitando che Gruppo Donne di Ponte San Ni- vengano saccheggiati dagli anicolò non si è limitato a promuo- mali o consumati nei periodi di vere progetti di aggregazione per fame. le ragazze e le signore italiane. La spedizione a Kolda, avveDa una quindicina d’anni, infat- nuta a quattro anni di distanza ti, l’associazione si è aperta alla dall’ultimo viaggio, ha però perdimensione della mondialità, messo di osservare i mille passi prendendosi a cuore la regione avanti che la società dei villaggi di Kolda, la più povera del Sene- sta facendo. “In tempi ridotti – gal. Negli anni il Gruppo Donne, racconta Maria Lucina Rigoni, collaborando con l’Ong senega- presidente del Gruppo – le donlese “7A Maa Rewee” e fondando ne hanno assunto sempre magper questo scopo l’associazione giori responsabilità”. «C’erano “Italia Senegal 7A”, è riuscita con due centri di alfabetizzazione nel il suo contributo a migliorare le 2012 – aggiunge Patrizia Bettio – condizioni di vita della popo- ora sono 40”. “Il primo mulino lo lazione. I progetti hanno avuto abbiamo portato noi grazie alla sempre come proRegione Veneto nel tagoniste le donne: L’idea è quella 2008. Ora sono arrispesso dimenticate, vati a undici mulini. di sviluppare Il dodicesimo sarà condannate all’ignoranza e a lavori nei villaggi donato da un immassacranti, hanno locale. delle “banche” prenditore potuto in molti casi Ora le donne non di cereali per sono più costretriscattarsi. Tra il 15 e il 25 favorire te tutto il giorno gennaio una dea battere i semi al l’agricoltura mortaio per un po’ legazione di sette persone del Grupdi farina, e possono po Donne è volata in Senegal per così curare gli orti, le risaie, l’alleosservare gli sviluppi del proget- vamento di capre e di mucche”. to “Banche cerealicole: sicurezza Alla presenza della delegazione è alimentare a Kolda”. Tra loro Ma- stata inaugurata la diga di Couria Lucina Rigoni, Patrizia Bettio, dora, che permetterà di tratteAnna Rega, Luana Milani con il nere le acque per coltivare il riso marito Natalino Loghin, Giusep- e allevare i pesci, ma collegherà pina Vittadello e l’agronomo Car- anche i villaggi all’ospedale. lo Andrea Baronchelli. Il progetto “Questa è l’unica vera lotta è stato finanziato in parte dalla all’immigrazione clandestina – Regione Veneto per una som- conclude Maria Lucina Rigoni ma pari a 12 mila e 400 euro, già – una volta le donne nei villaggi stanziati ma ancora bloccati per si auguravano che i figli venissevia del patto di stabilità. Scopo ro in Europa per mandare a casa dell’intervento sviluppare in una qualche soldo per mangiare. Ora ventina di villaggi, spesso isolati non più: hanno visto che un futudurante la stagione delle piogge e ro è possibile anche lì”. colpiti spesso da tremende careAndrea Canton stie, un sistema di “Banche cera>twitter: @ACKant <

La sfida ecologica di Cyril, in bici attraverso l’Europa per un nuovo approccio all’ambiente e ai popoli

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l francese Cyril Faure ha solo 24 anni ma può già dire di aver dominato alcuni dei monti più alti del pianeta. Scalatore e sciatore “estremo”, di recente è stato sull’Aconcagua, gigante delle Andre argentine con i suoi 6 mila e 962 metri d’altezza. Faure, che racconta i suoi viaggi sulla pagina Facebook “Cyril Faure Freeskier”, è l’orgoglio della cittadina francese Crest, gemellata dal 2000 con Ponte San Nicolò. L’ultima avventura di Faure è iniziata lo scorso 10 gennaio: in sella alla sua bicicletta sta attraversando mezza Europa per raggiungere, a fine aprile, il monte Elbrus in Russia, al confine con

la Georgia. Il giovane francese intende scalare il colosso di 5 mila e 642 metri e fare poi uso degli sci che sta portando con sé. La missione del suo viaggio è promuovere modi ecologici per spostarsi e una cultura del viaggio “più lenta”, aperta all’ascolto dei popoli incontrati, oltre che al godimento delle bellezze naturali. Prima di “scollinare” in Slovenia Cyril ha fatto tappa nell’amica Ponte San Nicolò, accolto dal presidente dell’associazione “I gemellaggi” e dalla consigliera delegata Marta Burattin. Due giorni per ristorarsi, nel Bed and Breakfast Riogarden, e poi ricominciare a pedalare. (a.c.)

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Noventa Padovana

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Carnevale veneziano ispirato alle quattro stagioni

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Il presidente della Pro Loco di Noventa Dino Bozzato anticipa le novità dell’edizione 2016 con 300 bambini

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aeperchit Fervono i preparativi in vista di domenica 21 febbraio, data in cui è previsto l’ormai tradizionale e partecipato Carnevale di Noventa Padovana con la consueta sfilata delle ricercate maschere veneziane. Un’edizione, quella di quest’anno, che si presenterà ancor più ricca di eventi, come ci anticipa il Presidente della Pro Loco Dino Bozzato. “Come tutti gli anni - dice il signor Bozzato - grazie al prezioso lavoro di un sarto del nostro territorio, saranno ben 80 i vestiti in stile veneziano indossati dai raffiguranti. In questa edizione abbiamo pensato di ispirarci alle 4 stagioni e quindi abbiamo invitato le centinaia di bambini delle scuole e degli asili di Noventa che parteciperanno, ad indossare co-

stumi che richiamino appunto le diverse stagioni”. E le novità non finiscono qui.”Lungo il percorso della sfilata - prosegue il signor Bozzato che partirà da Villa Valamarana e si concluderà nella nuova Piazza Europa, ci saranno anche 3 carri mascherati. Abbiamo pensato che apriremo anche i cancelli di Villa Saccomani e Villa Collizzoli, da cui faremo uscire altri raffiguranti”. Ma oltre ai curatissimi vestiti veneziani indossati dai numerosi raffiguranti la parte più animata e vivace del corteo verrà impersonata dai bambini. “Ce ne aspettiamo almeno 300 - precisa il presidente della Pro Loco di Noventa - a cui si aggiungeranno circa un centinaio di accompagnatori adulti. Insomma sarà una sfilata ben nutrita”. Ma non tutto

Trasporto scolastico, iscrizioni

“Ci saranno anche tre carri mascherati e apriremo i cancelli di villa Saccomanni e villa Collizzoli da cui usciranno altri figuranti”

è stato ancora ultimato, al signor Bozzato ronza ancora in testa qualche idea: “Ci piacerebbe organizzare un momento solidale con quelle 21 ragazze che dopo aver fatto un calendario per la Città della Speranza sono state invitate da Magalli nella sua trasmissione. Siccome una di loro è mia figlia...” Luigi Perissinotto

ervizio di trasporto scolastico: entro il 22 febbraio scadono i termini per l’iscrizione per il prossimo anno scolastico. Il servizio è rivolto ai bambini delle scuole d’infanzia (“Il Giardino”, la “S.Cuore” e la “S. Pio X”), scuola primaria Anna Frank (sia quelli che fanno il tempo normale che quello lungo) e scuola secondaria di 1° grado G. Santini. Ricordiamo anche che coloro che hanno diritto a delle agevolazioni, devono ricordarsi di allegare alla propria domanda, anche una copia della dichiarazione Isee del nucleo famigliare. La domanda verrà ritirata solo se completa. La conferma del suo accoglimento e la modalità della consegna del tesserino - senza il quale, il Comune avverte, il bambino non potrà accedere al servizio - verranno successivamente comunicate. (l.p.)


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Noventa Padovana

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Sospetto inquinamento Avvertiti alla notte

“Odori acri dalla zona industriale” l’allarme dei Cinquestelle A lanciare l’allarme è stato il Movimento 5 Stelle: a ridosso della zona industriale, verso Camin e in via Roma, vicino alla chiesa parrocchiale, di notte, si avvertono dei cattivi odori. A dirlo, il deputato pentastellato Marco Brugnerotto durante un incontro organizzato per discutere proprio di inquinamento e polveri sottili. Diverse le segnalazioni raccolte e prontamente inviate all’Arpav, resasi subito disponibile a svolgere delle analisi più approfondite. Sempre nel corso della serata è partita anche

Nella foto in alto la zona industriale di Padova, qui sopra la chiesa di Noventa

una raccolta firme con una scheda per poter raccogliere le segnalazioni con gli orari e luoghi in cui gli odori si manifestano, congiunta alla richiesta di disponibilità a firmare un eventuale esposto alla Procura di Padova diretto ad attivare un’indagine. Anche il Sindaco Luigi Bisato, avvertito della cosa da alcuni cittadini, ha prontamente attivato i vigili affinché si recassero nella zona per tentare di capire l’origine delle emissioni maleodoranti.

Controlli che però al momento non avrebbero dato nessun esito. “E’ vero - ci conferma un cittadino residente nella zona che però preferisce rimanere anonimo - anch’io, durante alcune sere ho avvertito degli odori, che-

er la verità, più che odori forti e acri mi sono sembrati piuttosto dolciastri. Ho pensato al luppolo, anche perché poco lontano c’è in effetti un’azienda che produce birra. Però è solo una sensazione, posso benissimo sbagliarmi.

Quel che però mi sento di escludere è che si tratti di odori provenienti dall’inceneritore”. Non è la prima volta che a Noventa si avvertono cattivi odori. Luigi Perissinotto

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Borse di studio per gli studenti “eccellenti”, c’è tempo fino al 26 febbraio Buone notizie per gli studenti di Noventa Padovana, o almeno per quelli che nell’anno scolastico 2014-2015 ci hanno dato dentro con lo studio ottenendo lusinghieri risultati. C’è infatti tempo fino alle 12 e 30 del 26 febbraio per presentare presso l’ufficio Pubblica Istruzione del Comune la domanda di partecipazione all’assegnazione di borse di studio di merito per studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado. Ricordiamo che il concorso e’ aperto agli studenti di ambo i sessi residenti nell’anno di riferimento della borsa di studio e che abbiano ottenuto

nell’anno scolastico 2014/2015 la promozione a giugno. Diverse le tipologie di borse di studio messe a disposizione: 4 borse per coloro che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di primo grado (le vecchie scuole medie), una borsa per chi ha terminato il biennio delle superiori e 2 borse per chi ha ottenuto il diploma di scuola superiore. Per modulistica e informazioni consultare il sito del Comune. (l.p.)


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Noventa Padovana

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Bisato in corsa per la conferma “Mi ricandido perché abbiamo lavorato bene e abbiamo progetti da terminare”. Luigi Bisato, 45 anni, sindaco di Noventa è più che mai determinato a proseguire la sua avventura come amministratore

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bbiamo lavorato bene nonostante le difficoltà e abbiamo progetti che ci teniamo a terminare”. Il sidnaco Luigi Bisato, 45 anni, è più che mai determinato a proseguire la sua avventura come amministratore. Quali sono stati i momenti più belli e quelli più difficili? “Tra i momenti più belli ci sono stati sicuramente l’inaugurazione di Piazza Europa e del nuovo plesso scolastico Anna Frank, due opere lungamente attese dai cittadini e che come ci eravamo impegnati, abbiamo realizzato. Momenti veramente difficili non ce ne sono stati, forse potrei citare l’arrivo dei profughi, ma questo non perché abbiano creato delle difficoltà particolarmente gravi che non sapevamo come affrontare, anzi, quanto per il can can mediatico che la cosa ha sollevato e che naturalmente i nostri oppositori politici hanno cercato di strumentalizzare”. Quali altre opere pubbliche attendono di venir realizzate a

Noventa? “Sono diverse quelle che nei prossimi mesi vedranno l’inizio dei lavori, a partire dall’ampliamento della scuola media Santini (con l’aggiunta di classi speciali) e il rifacimento dell’Auditorium. Ma non solo: grazie ai contributi regionali rimetteremo completamente a nuovo l’arginatura del Piovego, inoltre trasformeremo lo stabile vicino al municipio in una casa della salute, dove al piano terra saranno riuniti tutti i medici di base, mentre al secondo piano, dove opera l’Ussl, troverà spazio la medicina di gruppo integrata. E poi, vorremo realizzare una piscina con compartecipazione tra pubblico e privato (per esempio, noi potremmo donare il terreno) che permetterà ai cittadini residenti nel nostro comune di poterne usufruire a prezzi scontati”. Per quanto riguarda i servizi? “Facendo notare che nonostante le ristrettezze imposte dal patto di stabilità, il livello della

A fianco Piazza Europa, sotto il sindaco Bisato con la sua squadra

qualità dei servizi alla persona nel nostro comune è tutt’altro che diminuito, ci piacerebbe riuscire a migliorare nell’ambito del trasporto pubblico. Stiamo studiando, insieme al Comune di Vigonza e a Busitalia, la possibilità di far arrivare la linea 18 di Aps

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Luigi Perissinotto

Luigi Perissinotto

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Marcello Bano, capogruppo della Lega Nord di Noventa Padovana

Movimento 5 Stelle: “Stiamo riflettendo” il Movimento 5 Stelle di Noventa Padovana? Cosa farà? Presenterà un proprio candidato e una propria lista alle prossime elezioni? La domanda è più che lecita perché in questi ultimi cinque anni il Movimento si è sempre presentato in autonomia alle competizioni elettoriali nei Comuni e ha sempre rifiutato altri apparentamenti. Inoltre il bacino di voti del M5S è interessante e potrebbe anche rivelarsi decisivo . Quindi l’attenzione è alta. “Per il momento - dice il deputato Marco Brugnerotto e già candidato sindaco alle elezioni di cinque anni fa - pur essendoci da parte nostra la volontà a farlo non abbiamo ancora deciso se saremo presenti alle prossime elezioni con una nostra lista e un nostro candidato. E’ una cosa che valuteremo nei prossimi giorni. Comunque una cosa è certa: se non dovessimo presentarci alle prossime elezioni è certo che non daremo nessuna indicazione di voto nei contronti degli altri candidati. E questo perché ai nostri occhi si equivalgono”. In quest’ottica, proprio per incontrare e informare i cittadini, il M5S ha organizzato delle serate di incontro: dopo quella tenutasi il 22 gennaio all’Auditorium sul tema dell’inquinamento, sono previsti degli incontri giovedì 11 febbraio per discutere di ludopatia e gioco d’azzardo e venerdì 4 marzo sul tema del reddito di cittadinanza e microcredito per le piccole e medie imprese.

fino a noi. Essendo una questione che però coinvolge e dipende anche da altri attori istituzionali, per ora posso solo garantire il nostro massimo impegno per il raggiungimento del risultato”.

Il Carroccio punta su Carraro A sciogliere i dubbi ci ha pensato il capogruppo della Lega di Noventa Marcello Bano. E’ determinato infatti a puntare per la carica di sindaco su di lei, vale a dire su Giovanna Carraro, 42 anni, avvocato civilista,

presidente del consiglio d’istituto della Anna Frank, molto nota in paese. “L’idea - dice Bano - è stata quella di fare tutti un passo indietro, promuovendo una figura lontana dai partiti in grado di permettere al centrodestra di Noventa di presentarsi unito e permettere così di ripetere l’operazione riuscita a Padova da Massimo Bitonci che dopo anni di governo del centro-sinistra ha saputo in-

carnare e far vincere il desiderio di cambiamento”. Un proposito, quello di presentarsi uniti, che sta suscitando qualche tensione e malumore tra le diverse forze di centrodestra a Noventa. Inizialmente sulla carta sembrava molto difficile arrivare ad un accordo unitario ma poi a sbloccare la situazione ci aveva pensato l’incontro delle scorse settimane intorno ad un tavolo di coordinamento provinciale, tra tutte le forze del centrodestra padovano - presenti il segretario provinciale della Lega, Andrea Ostellari, il coordinatore provinciale di Forza Italia e sindaco di Arquà Petrarca, Luca Callegaro ed Elvio Turlon per Fratelli d’Italia. Da questo summit era emersa la volontà comune nei tre partiti di andare uniti a tutte le elezioni amministrative che si terranno quest’anno in provincia. In base a questo accordo a Noventa sarebbe la Lega ad avere il ruolo di capofila senonché, qualche giorno dopo l’annuncio del Carroccio, nel centrodestra locale c’è stato più di qualche distinguo che di fatto ha riaperto i giochi con possibili sviluppi sul fronte delle candidature. Luigi Perissinotto


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Vigonza

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Ambiente Non solo il divieto di circolazione delle auto no kat ma anche altri provvedimenti

Inquinamento, il Comune adotta una serie di contromisure Ridotto il periodo di uso del riscaldamento domestico e abbassata la temperatura interna. Divieto di bruciare ramagle per contenere le emissioni

ci civili, che pertanto non potrà superare le 12 ore giornaliere rispetto alle 14 massime previste dalla normativa. E previsto poi il regolare lavaggio delle strade, però solo con temperature maggiori di 30 gradi, proprio per evitare la dispersione di polveri in atmosfera così come per lo stesso motivo è vietata la combustione di ramaglie. Niente roghi per i campi o in giardino, in attesa di tempi migliori.

T

orna l’allerta inquinamento nel comune di Vigonza. Dopo la scoperta dello sversamento inquinante nella fossa Crea e le già precarie condizioni di salute del fiume Tergola, Vigonza si mobilita urgentemente per combattere anche l’inquinamento atmosferico a colpi di ordinanze comunali. Sono già state adottate infatti le misure di contrasto dell’inquinamento atmosferico. Il provvedimento è scaturito a seguito delle risultanze dei dati della qualità dell’aria rilevati dalla stazione di monitoraggio di Padova Arcella, che ha rilevato il superamento del valore limite per la protezione della salute umana dell’inquinante PM10. Il PM10 è il termine generico con il quale si definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’aria. Il PM può avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione del suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini, ecc.) sia da attività umane come processi di combustione e traffico veicolare (particolato primario). L’ordinanza adottata dall’amministrazione guidata dal sindaco Nunzio Tacchetto, prevede alcune restrizioni. Anzitutto il blocco dei veicoli alimentati a benzina “No-Kat” (Euro 0), dei veicoli a gasolio Euro 0, Euro 1 e Euro 2, dei motoveicoli e ciclomotori a 2 tempi immatricolati prima del gennaio 2000 o non omologati esclusivamente nelle strade comunali. Non sono interessate dal divieto di circolazione le autostrade, tangenziali, strade regionali e strade provinciali. Le fasce orarie sono dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 12 e dalle 14 alle 19.30. Un’altra misura che invece riguarda una vasta platea di famiglie è l’abbassamento della temperatura interna di 1°C negli ambienti di vita, riscaldati da impianti termici alimentati a combustibile non gassoso. Inoltre è prevista anche una riduzione di 2 ore della durata giornaliera di attivazione degli impianti termi-

Fino a primavera inoltrata stop alla circolazione di auto non catalizzate o di vecchia fabbricazione per ridurre le emissioni in atmosfera

Manuel Glauco Matetich

>manuel.lapiazza@hotmail.com<

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Bepi e Maria al Quirino “Più giorni che luganeghe”, ancora pochi posti disponibili per il 20 febbraio una serata tutta da ridere al Teatro Quirino De Giorgio assieme agli ineguagliabili “Bepi e Maria Show”. Il nuovo spettacolo del formidabile gruppo di cabaret veneto è un concentrato di comicità dialettale senza precedenti. Uno spettacolo esilarante.

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Carnevale al Castello “Carnevale presto impazza, tutti quanti nella piazza!”, questo lo slogan della festa che ha visto impegnate tutte e sette le frazioni vigontine nei festeggiamenti della celebre festa di Carnevale su iniziativa della Pro Loco. Il parco del Castello dei Da Peraga a Vigonza si è riempito di colori, luci, canzoni, carri mascherati, sfilate. (m.g.m)


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Vigonza

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“Sull’ambiente serve più coraggio” Vigonza corre ai ripari per cercare di limitare il livello di inquinamento presente sul territorio. Ne parliamo con Giuseppe Zanon, esponente del Movimento Cittadini per Vigonza e consigliere comunale

S

econdo Lei è possibile risolvere il problema dell’inquinamento partendo da Vigonza? Non c’è dubbio che un inquinamento tanto diffuso, come quello che coinvolge l’intera pianura Padana, dovrebbe essere correttamente affrontato a livello almeno regionale. Ma è giusto che anche l’autorità preposta per legge alla tutela della salute pubblica, metta in primo piano la salvaguardia della salute dei propri cittadini. Ben vengano quindi le ordinanze ed ogni altro intervento anche locale rivolto al miglioramento dell’ambiente. Il Comune di Vigonza, nel corso del 2015 ha aderito al Patto dei Sindaci. Quali sono gli sviluppi in merito? “C’è un programma da rispettare e, solo se attuato secondo gli impegni assunti, sarà anche possibile accedere a dei finanziamenti Europei. Il mancato rispetto potrebbe invece comportare delle penalizzazioni. Progetto sostenuto e votato da tutto il Consiglio Comunale

A sinistra il consigliere Giuseppe Zanon, qui a fianco il municipio e un rogo di ramaglie

“E’ un vero peccato che non vi siano interventi in programma per i prossimi anni, solo una descrizione burocratica”

ma gli effetti derivanti da queste misure, se attuati, si vedranno nella migliore delle ipotesi fra 10 anni. Il piano si regge sul rinnovo del parco autoveicoli privati, sul risparmio energetico grazie alla sostituzione degli elettrodomestici e degli impianti di riscaldamento, sull’utilizzo delle energie alternative quali il fotovoltaico”. Ma nell’immediato cosa sta

Verso le Amministrative 2016

facendo secondo Lei il nostro Comune? “Poco o nulla. Come previsto dalla legge il Sindaco ha recentemente presentato il “documento unico di programmazione 2016 – 2018” ma alla voce ambiente non si trova sostanzialmente nulla. Riporta una descrizione burocratica delle competenze ma l’unico obiettivo, sia pure importante,

sembrerebbe essere la manutenzione e tutela del verde urbano”. Ritiene quindi che l’ordinanza comunale non riuscirà ad ottenere il risultato sperato? “In mancanza di un preciso piano di investimenti, ben venga quindi l’ordinanza del Sindaco, ordinanza alla quale ci auguriamo venga data la massima pubblicità ed attivate le conseguenti procedure di controllo per la sua attuazione. Troviamo varie limitazioni al traffico e, in controtendenza alle disposizioni regionali, c’è anche il divieto a bruciare le ramaglie. Vorremmo chiedere al Sindaco un po’ di più coraggio ed affrontare altri temi che, se ben gestiti porterebbero sicuri benefici all’ambiente ed alla salute umana”. Manuel Glauco Matetich

>manuel.lapiazza@hotmail.com<

Dinamiche di coppia consigli ed esperienze Al via il corso con l’esperta proposto dall’Università Aperta Vigontina: “Lei e Lui” capirsi e conoscersi meglio.

elezioni

R ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000). PER INFORMAZIONI: tel. 049

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itornano gli appuntamenti con l’Università Aperta Vigontina. E’ infatti appena partito un corso dal titolo “Lei e Lui: universi paralleli o parti della stessa medaglia?”. Il corso si basa su una delle tematiche che riguarda tutti noi giornalmente, ovvero la relazione con l’altro sesso. La dottoressa psicologa-psicoterapeuta Alessia Marcato aiuterà i partecipanti dei sei incontri previsti a capire come interagire meglio con il proprio partner. Il corso è rivolto a tutti coloro (singoli, coppie, famiglie) che sentono il desiderio di approfondire la comprensione di uno dei nodi che da sempre è stato centro di dibattiti e lotte generazionali: la differenza tra il maschile e il femminile. Si approfondiranno i motivi che spingono l’uno alla ricerca dell’altro, soffermandoci sull’analisi della creazione e dello sviluppo della coppia. Il corso ha una durata di 6 incontri e si tiene in via Roma ogni mercoledì sera dalle 20:45 alle 22:15. Per ulteriori informazioni è possibile contattare direttamente la dott.ssa Alessia Marcato al numero: 349/3610094 o tramite email: alessia.m7@gmail.com. Manuel Glauco Matetich


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Saonara

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Viabilità e interventi I lavori inizieranno al massimo agli inizi di aprile

Pedoni e ciclisti più sicuri all’incrocio di Villatora

L’attuale semaforo verrà sostituito da una rotatoria e sarà costruito anche un tratto di 700 metri di pista ciclabile che si collegherà al pecorso esistente. Il costo dell’opera sfiora il milione di euro. del territorio comunale. Il progetto definitivo dell’opera, il cui costo complessivo ammonta ad un milione di euro, prevede oltre ad un rondò del diametro di 50 metri anche attraversamenti semaforici a chiamata e illuminati, un marciapiede rialzato a protezione della fermata dell’autobus, e infine sei punti luce in rotonda. La pista ciclabile correrà parallela alla Vivai lungo il lato sud: verrà illuminata, e delimitata con staccionate di legno ed aiuole. Asfaltata nel tratto corrispondente ad alcune abitazioni, sarà per il resto pavimentata con un materiale ecologico e drenante. Il costo complessivo dell’opera sfiora il milione di euro: a carico della Provincia, ente sotto cui ricade la Strada dei Vivai, 910.000 euro; la somma rimanente, a carico invece del Comune di Saonara, è servita a pagare gli espropri e i frazionamenti delle aree. Per il rondò di Villatora il protocollo d’intesa tra Saonara e Provincia fu firmato nel 2011; da allora l’iter dell’opera ha vissuto molte battute d’arresto. Il cantiere aprirà all’inizio della primavera, al massimo ai primi di aprile.

“Un progetto come questo del rondò di Villatora, con accanto una ciclabile, dimostra la nostra massima attenzione verso i Comuni - ha commentato il presidente della Provincia Enoch Soranzo - Nel caso di Saonara parliamo di un asse viario di primaria importanza, che collega l’ingresso all’autostrada A13, le zone artigianali e industriali a sud di Padova, Piove di Sacco, Chioggia e la Romea. La pista ciclabile infine è ciò che qualifica questo intervento e lo distingue

Il sindaco di Saonara Walter Stefan ha annunciato il nuovo intervento

dagli altri”. “Ringrazio il presidente Soranzo che si è preso a cuore questa situazione - ha dichiarato il sindaco di Saonara Walter Stefan - L’opera che verrà realizzata qui a Villatora rappresenta una necessità urgente non solo per il nostro paese ma per tutto il quadrante sudest del Padovano”. Patrizia Rossetti

Dentro al territorio nel cuore della gente

a Febbraio Nuova Edizione: FEBBRAIO 2016

È

l’opera che Saonara attendeva ormai da quasi un decennio: snellirà il traffico sulla Strada dei Vivai e metterà in sicurezza pedoni e ciclisti in un segmento di viabilità estremamente pericoloso. Una nuova rotatoria manderà in pensione l’intersezione a raso, regolata da semafori, tra la Strada dei Vivai e via Mazzini, a Villatora; accanto vedrà la luce una pista ciclabile lunga circa 700 metri, che continuerà sino all’Idrovia collegandosi alla restante rete di piste ciclopedonali

Spogliatoi del Comunale rimessi a nuovo

S

pogliatoi dello stadio comunale di Villatora rimessi a nuovo grazie all’investimento di 50.000 euro, interamente prelevati dalle casse del Comune. Continuano quasi senza interruzione i lavori di straordinaria manutenzione del patrimonio immobiliare del Comune di Saonara: dopo la totale sistemazione e messa a norma dei quattro plessi scolastici del paese, dopo i lavori di consolidamento della zona più antica del cimitero di Saonara e l’ampliamento di quello di Villatora, ora è la volta degli impianti sportivi e in particolare dello stadio per il calcio. Vecchio di più di trent’anni, lo stadio di Villatora necessitava di numerosi interventi, e infatti il programma dei lavori prevede il rifacimento oltre che dei pavimenti degli spogliatoi, ormai deteriorati, anche delle docce e dei bagni, sia quelli riservati ai giocatori sia quelli per il pubblico. Infine, nel calendario delle opere da eseguire figura anche anche la totale ritinteggiatura interna ed esterna. Già in apertura di stagione erano state realizzate a tempo di record nuove sedute

di Padova Est

>> La Piazza di Padova Est Ponte San Nicolò Noventa Padovana Vigonza Saonara 14.750 copie

l’informazione locale si espande!

per il pubblico, che sempre più numeroso affolla lo stadio dopo le ottime prove conseguite dal SaonaraVillatora nel campionato di Eccellenza. “Stiamo completando il gravoso lavoro di manutenzione del nostro patrimonio - dichiara il sindaco Stefan, “dopo il rifacimento della Palestrina di Saonara, tocca ora agli spogliatoi dello stadio comunale, che torneranno praticamente nuovi”. Contrariamente a quanto accade di solito, in questi tempi di “vacche magre” per le municipalità, l’impegnativa spesa è stato sostenuto dalle risorse del Comune di Saonara: un risultato reso possibile dalla recente manovra finanziaria, che ha permesso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. (p.r.)


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Saonara

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Il dibattito Tra i favorevoli il sindaco

“No sms day” durante la Quaresima, fa discutere la proposta del parroco Il parroco di Saonara, don Francesco Monetti, ha lanciato una proposta di penitenza: eliminare dalla propria giornata i “messaggini”, siano essi sms, chat o WhatsApp, durante tutti i venerdì di quaresima La singolare proposta “No sms day” ha scatenato, com’era prevedibile, un polverone di critiche ma

ha raccolto anche qualche consenso, tra cui l’approvazione del sindaco Walter Stefan, che ha addirittura rilanciato con l’idea di spegnere cellulari e smartphone durante i pasti in famiglia. Un cambiamento di stile di vita quest’ultimo da estendere però a tutto l’anno. “Ho pensato di proporre questa sollecitazione ai miei parrocchiani, specie ai più giovani. - racconta don Monetti - Mi accorgo sempre più spesso che i ragazzini passano moltissimo tempo a mandarsi messaggi, stanno isolati dai loro coetanei e talvolta persino dalle famiglie. Tutto questo rischia di farci perdere il senso di un vero dialogo con chi ci sta accanto. Senza contare poi che l’abuso di questi strumenti incentiva sempre più un mercato dove lo sfruttamento della manodopera anche infantile è molto fre-

quente e grave “. In Congo, dove si trovano giacimenti di una speciale polvere da cui si traggono i minerali che servono alla componentistica degli smartphone, adulti e bambini lavorano anche dieci o dodici ore al giorno; non di rado le zone minerarie sono controllate da gruppi armati, e la lotta per la supremazia ha fatto registrare migliaia di morti. “Bravo don Francesco, ha centrato un vero problema” approva il sindaco Walter Stefan “Penso che ormai si possa parlare di dipendenza da questo tipo di tecnologia. Mandare messaggi quando serve va bene, ma scriverne e rispondervi in maniera compulsiva per ore e ore è sbagliato e preoccupante”. Patrizia Rossetti

Agricoltura bio parte il corso con Legambiente.

Mentre parte il corso il Comune ha aperto il bando per gli orti sociali

P

rende origine dall’iniziativa degli orti sociali, varata a Saonara a partire dal 2013, il corso sulla coltivazione biologica dell’orto familiare, organizzato dal circolo Legambiente “La Sarmazza” di Saonara e Vigonovo, con il patrocinio del Comune. Tenuto da Luca Micheletto dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, il corso ha richiamato nella biblioteca di via Roma un pubblico straordinariamente numeroso ed equamente suddiviso tra uomini e donne, giovani e più anziani. A richiamare tanti partecipanti il desiderio di ravvivare la cura dell’orto di casa, da queste parti immancabile presenza in quasi tutte le abitazioni, con nuovi

procedimenti che permettano di ridurre o addirittura eliminare l’utilizzo di sostanze chimiche. Intanto il successo dell’iniziativa ha spinto il Comune a ripetere il bando per l’assegnazione di sei da destinare agli orti sociali nell’area di proprietà della Fondazione Ente Moscon: una zona non troppo distante dal centro del paese, alle spalle di via Roma. I lotti sono riservati a residenti nel Comune di Saonara, che non possiedano altri appezzamenti coltivabili o li possiedano troppo distanti dal luogo di residenza; ne possono beneficiare gli ultrasessantenni, oppure i giovani sotto i 25 anni, o ancora disabili, o persone in stato di indigenza. (p.r.)

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Cultura

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L’antidoto a bufale e pseudoscienza Premio Galileo, selezionata la cinquina dei finalisti che si contenderà il prestigioso riconoscimento assegnato a maggio a Padova: cinque libri per comunicare la scienza con chiarezza e coinvolgimento

R

esa nota la cinquina finalista del Premio letterario Galileo: i cinque libri scelti dalla Giuria Scientifica, presieduta quest’anno dal professor Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e scrittore, passano ora al vaglio della Giuria popolare, composta da una classe per ogni provincia italiana individuata fra le quarte classi di Scuole Superiori di secondo grado. Sarà questa giuria a scegliere il libro che il prossimo 6 maggio riceverà il Premio Galileo 2016 in una cerimonia presso il Palazzo della Ragione di Padova. In un’epoca in cui le informazioni sono, grazie a internet, alla portata di tutti, sempre più importanza acquistano iniziative come questa, che premiano lavori di divulgazione seri, documentati e di valore: “Da un lato la comunità scientifica è sempre più efficace nell’adottare tecniche per divulgare a un pubblico sempre più vasto le proprie scoperte – ha detto l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova

Matteo Cavatton - dall’altro è importante praticare un’etica della comunicazione che ci metta al riparo dal rischio che si diffondano pseudoscienza e bufale attraverso i media” . Le cinque opere selezionate affrontano tematiche di grande fascino, rendendo comprensibili al grande pubblico anche le materie più complesse. È il caso ad esempio del volume di Umberto Bottazzini, Numeri. Raccontare la matematica, Il Mulino, 2015, un’avventura affascinante per far comprendere il valore culturale della matematica e la sua influenza sulle civiltà. Di Dario Bressanini e Beatrice Mautino è invece Contro Natura. Dagli OGM al “bio”, falsi allarmi e verità nascoste del cibo che portiamo in tavola, Rizzoli Editore, 2015 un avvincente viaggio nel tempo – attraverso la storia dell’uomo e le storie dei cibi come li conosciamo – e nello spazio – per essere finalmente in grado di farci un’idea più chiara

Una precedente cerimonia del prestigioso Premio Galileo al Palazzo della Ragione

di ciò che mangiamo davvero. Altro tema di grande attualità quello trattato da Paolo Gallina in L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale, Edizioni Dedalo, 2015. Forte di un’attiva ricerca sul campo, l’autore mescola con irriverenza ed equilibrio casi scientifici a esperienze quotidiane di vita domestica, fornendo un

quadro insospettato e convincente della nostra dipendenza tecnologica. Con Che ora fai? Vita quotidiana, cronotipi e jet lag sociale, Edizioni Dedalo, 2015, il cronobiologo tedesco Till Roenneberg, coniugando aneddoti illustrativi a spiegazioni scientifiche facilmente accessibili, dimostra che essere più o meno mattinieri non dipende dalle abitudini, bensì

dal funzionamento del nostro “orologio biologico”. Il suo ritmo condiziona non solo la quantità e la qualità del nostro sonno, la digestione e la regolazione dei livelli ormonali, ma anche la probabilità di cominciare o meno a fumare, il rischio di obesità e la tendenza ad ammalarsi più facilmente. Infine, gli appassionati dei misteri cosmici apprezzeranno particolarmente il lavoro di Lucia Votano, Il fantasma dell’Universo. Che cos’è il neutrino, Carrocci Editore-Città della scienza, 2015, un libro dedicato alle particelle più sfuggenti e bizzarre dell’universo e alla loro storia affascinante raccontato con un linguaggio chiaro, in modo avvincente. Laura Organte

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Brignano “Evolushow 2.0” Domenica 10 aprile sul palco del Teatro Geox Enrico Brignano si esibirà in “Evolushow 2.0”, un viaggio attraverso l’evoluzione, giocando con le sue contraddizioni e sorridendo di qualche errore. Intorno a Brignano, immagini suggestive e futuristiche, musica emozionante, presenze magiche e ironiche confezionano due ore di gustoso intrattenimento.

Sergio Rodella, quarant’anni di sculture e capolavori Quarant’anni di lavoro dello scultore padovano Sergio Rodella saranno concentrati al Centro culturale Altinate San Gaetano fino al 21 febbraio 2016: dall’Apocalisse, già esposta nel 1983 a Montagnana, del 1976, al gruppo de “I due ladroni” che l’artista esporrà per la prima volta, e che riproduce nei minimi dettagli anatomici gli spasmi di una crocifissione senza croci ed è il risultato di anni di sperimentazione su una tecnica basata sull’incastro del marmo nel bronzo. Al centro dell’Agorà sarà esposto il “Cristo in marmo nero del Belgio”..

De Gregori canta Bob Dylan Giovedì 14 aprile Francesco De Gregori regalerà al pubblico le canzoni di “De Gregori canta Bob Dylan - amore e furto”, l’album in cui traduce e interpreta, con amore e rispetto, 11 canzoni di Bob Dylan. “Tradurre Dylan è stata una grande avventura,– racconta De Gregori – non avrei mai potuto pensare ad un progetto del genere se non avessi amato da sempre il suo straordinario repertorio”. (l.o.)

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Sport

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Ciclismo Emozioni e scatti d’epoca

Nella foto di Giovanni Milani i giovani alteti durante la festa del cinquantesimo

Mezzo secolo di storia per il club di Este L

a mostra fotografica organizzata nella sala congressi del ristorante La Mandria di Ospedaletto è di una bellezza struggente. I corridori di un tempo convenuti si soffermano a lungo a guardare le foto, alcune ingiallite dal tempo, sguardi pieni di nostalgia dove rivedono la loro giovinezza, tutto intorno un brusio gioioso, vecchi compagni di corse e di storia che si reincontrano. Questo il prologo della conviviale organizzata dal club ciclistico di Este per festeggiare il cinquantesimo anniversario di attività e alla quale hanno aderito 230 tra ex atleti dirigenti sponsor politici e ragazzi in attività. “Era il 26 gennaio 1966, comincia la nostra favola” e sulle onde emozionali di queste parole, tra una portata e l’altra, i saluti

del presidente regionale Raffaele Carlesso, del presidente provinciale del Coni Flaviano Buratto che ha ricordato che la stella di bronzo con la quale è stata insignita la società nel 2005 è solo un piccolo riconoscimento non abbastanza gratificante per l’enorme attività del club a favore dei giovani e dello sport. Presente anche il presidente provinciale Stefano Carletto, poco avvezzo al microfono, ma sempre propositivo con quella sua verve polemica che calamita l’attenzione e crea discussione. Incalzata poi dallo spiker Moreno Martin è toccato a Stefania Paluello, presidente dal 2010, a far gli onori di casa consegnando pergamene ricordo ai partecipanti partendo naturalmente dagli ex presidenti Romano

Ben 230 tra ex atleti, dirigenti, sponsor, politici e giovani campioni in attività hanno animato la serata che ha ripercorso l’avventura del Club Cicistico di Este

Buongiorno, con il quale il gruppo sportivo abbandona la denominazione Gs Pilastro (1974) e assume il nome attuale Cc Este, Francesco Braggion (1998-2004), Orlando Pegoraro il reggente la presidenza più longevo, dal 1976 al 1986 e Renzo Graziato (20042009). Spazio poi agli atleti che hanno raggiunto il professionismo partendo dal club: Fabrizio Verza, marito della presidentessa e

papà di Riccardo, che esordirà in questa stagione tra gli Under 23 con già due tricolori e molte corse di spessore in bacheca. Magro e in forma come quando da dilettante vinceva il giro della Valle d’Aosta Fabrizio, da prof ai tempi di Gimondi e Moser, si impose in un Gp di Larciano e conquistò due volte la maglia bianca di miglior giovane al giro d’Italia prima che un banale ma drammatico incidente gli stroncasse un futuro luminoso. Anni di professionismo anche per Filippo Baldo con la partecipazione a giri d’Italia e un quarto posto in un campionato italiano. Tuttora in attività con un team continental olandese è Massimo Graziato che cercherà il rilancio dopo due stagioni in ombra. Pergamene poi per tanti altri atleti. In coda i saluti del sindaco Giancarlo Piva e l’assessore Fabrizio Brugin “due persone molto importanti per il sostegno della nostra attività” ha sottolineato la presidentessa Paluello, poi mega torta e finale con lotteria primo premio, manco a dirlo una bicicletta. E la storia continua. Walter Lotto

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lla fine il Giovanni Leccese ce l’ha fatta a coronare un sogno lungo una vita: a Ostia, assieme ai compagni Marco Stoppa e Filippo Previato, ha trascinato il Veneto alla conquista meritata del titolo nazionale. Nella squadra vincitrice ben due componenti su tre sono infatti tesserati con il team di Noventa Padovana (Giovanni Leccese e Marco Stoppa) e il terzo seppur della Sen Shin Kai di Rovigo (Filippo Previato), si allena da oltre un anno con il LecceseTeam. Senza storia il verdetto: 5 a 0, 5 a 0 e 3 a 2 in finale, con un bunkai che ha strappato numerosi applausi.Una gara che corona il lungo lavoro che Giovanni e Giuseppe Leccese svolgono da anni su un bacino di ragazzi che, nonostante le fisiologiche flessioni, rimane pur sempre uno dei più numerosi della regione.“Nessuno ormai vuole portare avanti il kata, perché in questa disciplina ci vuole una costanza particolare. Rimanere in palestra a ripetere continuamente uno stesso gesto a volte è difficile, specialmente con i bambini e ragazzini, che hanno voglia di saltare, correre, sfogarsi senza pensarci un attimo” spiega con orgoglio il Presidente Giuseppe Leccese. A Roma anche la squadra giovanile maschile del Veneto ha raggiunto il podio e qui Veneto e Karate di Noventa coincidono perfettamente: tutti gli atleti sono tesserati con il Leccese Team e due di loro (Dejan Gacic e Davide Borgato) si erano già laureati campioni italiani a squadre nel 2015, e la new entry Nicholas Biasiolo già campione italiano esordienti A e nel 2015 vice-campione italiano sempre nella categoria esordienti A.


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ilVeneto

Il caso La sentenza di primo grado

Birolo condannato a due anni e otto mesi di carcere D

ue anni e otto mesi di carcere, oltre il risarcimento di 325 mila euro. E’ questa la pena inflitta dal giudice Beatrice Bergamasco del tribunale di Padova, con la sentenza di primo grado dello scorso 28 gennaio, a Franco Birolo. Il tabaccaio, che vive e lavora nel centro della frazione di Civè, alla fine dell’aprile del 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che nottetempo, dopo avere sfondato con un’auto la vetrata del suo negozio, stavano rubando al suo interno. Birolo, con la moglie e la figlia, stava dormendo al piano superiore. Le motivazioni della sentenza si basano fondamentalmente sul fatto che secondo il giudice non ci fu un’aggressione da parte del ladro. Dire che il caso abbia sollevato un polverone è dire poco, tanto da assumere una risonanza nazionale. Anche alla luce del fatto che solo qualche mese prima il Pubblico Ministero aveva chiesto l’assoluzione per Birolo. La reazione più istintiva è stata quella popolare. L’indignazione è stata generale, con i concittadini di Birolo che si sono tutti schierati subito dalla sua parte dimostrandogli la massima solidarietà. La decisione del giudice ha scatenato tuttavia una bufera sui social network tanto che, alla luce della miriade di insulti e minacce, la Digos fin da subito ha deciso di mettere sotto protezione l’abitazione della Bergamasco. Franco Birolo, da parte sua, non

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Attualità

Il tabaccaio di Civè dovrà inoltre risarcire alla famiglia del ladro 325mila euro. Secondo il giudice non ci fu aggressione da parte del ladro

Il tabaccaio che vive e lavora nella frazione di Correzzola alla fine dell’aprile 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che di notte, dopo aver sfodato la vetrata del negozio, stavano rubando

ha mai voluto rilasciare un commento, rifugiandosi nella quotidianità del suo lavoro. Le manifestazioni di solidarietà, come si diceva, non sono mancate. Il movimento Indipendenza Veneta, all’indomani della sentenza, ha organizzato un sit in davanti all’ edicola, raccogliendo anche dei fondi. Nei giorni successivi, a Correzzola, si è poi fatto promotore di una fiaccolata di solidarietà a cui hanno partecipato cinquecento persone, tra le quali alcuni anche compaesani di Birolo. Sul piano istituzionale le reazioni sono state più ponderate. Il sindaco Mauro Fecchio e la sua amministrazione hanno riproposto il conto corrente postale istituito già nel 2012 e messo a disposizione di chi volesse concretamente aiutare il tabaccaio. La Lega Nord, che si è riunita con il suo stato maggiore provinciale a Correzzola, ha preferito spostare il tiro, più che sulla sentenza in se, sulla necessità di modificare la legge sulla legittima difesa istituendo un “Patto”, un tavolo di lavoro aperto al contributo di esponenti del mondo della magistratura e accademico.

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Baldin (M5S): “Siamo dalla parte di Birolo”

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a consigliera del M5S in Regione Veneto Erika Baldin si è recata a Correzzola per ascoltare dalla bocca di Franco Birolo la dinamica dell’episodio che l’ha coinvolto. “Birolo è sceso dal letto per vedere cosa stava avvenendo nel suo negozio al pianterreno, diviso dagli alloggi della famiglia solo da una porta interna. Al piano sopra c’erano sua figlia e la moglie”.“Non possiamo parlare di far west in questo caso. Lui ha solo difeso la propria famiglia e credo che ogni padre e marito avrebbe fatto lo stesso. Per questo noi siamo con Birolo e ci facciamo portavoce della sua richiesta – continua la consigliera – Birolo chiede che in questo Paese si riconosca il diritto di ogni cittadino a difendersi e che tutti diano il proprio contributo politico alla revisione della legge sulla legittima difesa”.

L’intervento del vescovo fa scandalo

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candalo ha fatto l’intervento del vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, che ha pubblicamente assolto Birolo, considerando sproporzionata la pena. Una presa di posizione che ha portato l’Associazione nazionale magistrati a valutare l’opportunità di una querela per l’ingerenza del prelato. Anche l’avvocato di Franco Birolo non ha voluto puntare il dito sul giudice, ricordando come le sentenze vadano rispettate e che se non le si condivide c’è la possibilità di ricorrere in Appello. A sostegno del Giudice Bergamasco, l’onorevole del Pd Alessandro Naccarato, che accusa il presule di aver abusato del proprio ruolo. “Il suo intervento - commenta - è particolarmente grave alla luce delle motivazioni della sentenza, che hanno chiarito che l’imputato ha sparato contro un uomo disarmato.

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Attualità

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“Non passi l’idea che rubare si può” Intervista al vescovo di Chioggia che difende il tabaccaio che ha ucciso: “Se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo”

“I

o non dico se ha fatto bene o no. Dico solo: cerchiamo di non far passare l’idea che rubare si può tanto dovremmo esser protetti per legge. Allora faccio una battuta: si faranno anche un’assicurazione sul lavoro?”. Il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo non usa mezzi termini per difendere la sua scelta di schierarsi a favore di Franco Birolo, il tabaccaio di Correzzola condannato per avere ucciso un ladro. Una posizione netta e inattesa la sua. “Ho solo fatto una riflessione. Certo, la legge deve far capire che la difesa deve essere moderata, ma mi sono messo anche nei panni di chi si trova in quella situazione e non ha tutta la freddezza richiesta dalla legge”. Ma comunque Birolo ha tolto la vita a una persona... “Non dico che la reazione non sia stata sopra le righe o che ha fatto bene - e ne è convinto anche lui -, ma ha agito d’istinto, spinto dalla rabbia del momento

e dalla tensione”. Si può perdonare un omicidio se fatto in questo modo? “Io non penso che sia calcolato perciò dico: la difesa non è stata bella, ma nello stabilire le cause il giudice dovrebbe tenere conto del danno fatto e che lui è stato provocato. Perchè se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo...Altrimenti la gente si fa l’idea che può andare a rubare tanto non gli si può fare niente”. Quindi sono “rischi del mestiere”? “Anche il giudice ha tenuto conto che non è un omicidio volontario. Però poi, l’altro vitalizio mi sembra esagerato, perchè destabilizza la vita di una famiglia”. Parla del risarcimento alla famiglia del ladro? “Ma a Birolo i danni chi è che glieli risarcisce? Insomma, 325mila euro rovinano una famiglia”.

Il vescovo Tessarollo e la tabaccheria di Franco Birolo

E se quel ladro un giorno si fosse potuto redimere? “Certo, la morte non dà altre chance. Ma probabilmente anche chi ha sparato in situazioni diverse non lo avrebbe fatto. Con i ‘se’ non so cosa fare. Ma c’è l’idea che si senta più protetto per

legge chi aggredisce che non chi è aggredito”. Quindi lei sarebbe d’accordo con la revisione della legge sulla legittima difesa? “Certo quello sarebbe ora”. Giorgia Gay

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Società

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Donne al vertice Mariacristina Gribaudi

Mariacristina Gribaudi è la presidente della Fondazione Musei civici veneziani.

“Arrendersi mai, il talento emerge” A

mministratore unico di un’azienda leader del settore della produzione di chiavi come la Keyline spa di Treviso, mamma di sei figli e ora anche presidente della Fondazione musei civici di Venezia. Mariacristina Gribaudi non ha certo paura delle sfide. Capo di un’azienda e ora anche al vertice della più importante istituzione culturale veneziana... “Quando sono arrivata ho trovato delle vere eccellenze e il mio compito sarà di valorizzare i talenti esistenti, ma anche di portare al suo interno uomini, donne e giovani di talento che facciano la differenza. Inoltre, gli undici musei della Fondazione rappresentano un patrimonio inestimabile, meritano molta più

visibilità, meritano ognuno di vivere di luce propria e diventare degli spazi in cui i giovani possano trovare un’ambientazione che li faccia ritornare”. Qual è stato il suo percorso per arrivare a un ruolo così importante? “Io sono piemontese, nasco da una famiglia di imprenditori che ha cominciato a fare business nel 1920 a Torino. Mia nonna lavorava, mia mamma era una donna manager. Insieme a queste figure femminili di riferimento ho metabolizzato il modello di fare business del Nord-ovest, caratterizzato dall’esperienza di Adriano Olivetti. Quello che io ho portato all’interno dell’azienda è un modello di business mixato dalle mie origini”. La sua è una bella esperien-

“Come riesco a gestire figli e carriera? Sono una maratoneta, sopravvissuta a tutto correndo. Al mio arrivo in azienda ho dovuto superare pregiudizi”

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za di donna al vertice. È davvero così difficile per una donna ricoprire ruoli di rilievo? “È tutto difficile, a me nessuno ha regalato niente, la strada è stata tutta in salita. Per esempio, quando nel 2002 sono entrata nel business di famiglia di mio marito, Massimo Bianchi, gestito da soli uomini per sette generazioni, è stata una grandissima sfida, dovevo superare tutti i pregiudizi legati al mio ruolo. Credo che

non sia facile arrivare ai vertici seguendo i valori della meritocrazia, ma certamente si stanno aprendo delle opportunità per le donne di talento”. Come riesce a coniugare la famiglia e la vita privata con la carriera? “Dico sempre di essere una maratoneta: sono sopravvissuta a tutto correndo. Sei figli sono tantissimi, ma sono cresciuti con una capacità di autonomia quasi immediata. Per molte estati li ho portati in fabbrica per conoscere il mio mondo, lì hanno fatto dei piccoli lavoretti e poi, autonomamente, hanno sviluppato le loro capacità, anche all’estero. Inoltre, sin da quando erano piccoli ho sempre avuto la casa piena dei loro amici: sono sempre stata circondata dai giovani e questo costante contatto è servito moltissimo, anche nel mio lavoro”. Consigli da dare a una donna che vuole fare carriera? “Non arrendersi mai, essere resiliente, sorridere sempre, vedere il bicchiere mezzo pieno. Prima o poi le persone di talento emergono”. Giorgia Gay

Fa dialogare industria, cultura, giovani

“D

ietro ogni organizzazione c’è un aspetto fondamentale da tenere in conto: le emozioni delle persone”. Mariacristina Gribaudi, imprenditrice e donna di successo, si basa su poche, semplici regole nel suo lavoro in azienda come anche alla guida dell Fondazione Musei civici veneziani: lavoro di squadra, valorizzazione dei talenti, contaminazione tra le varie realtà produttive, spazio alle donne e ai giovani. “Le aziende dovrebbero cominciare a valorizzare il merito e soprattutto il capitale umano - spiega -: fare arrivare un lavoratore contento o scontento incide sulla qualità del lavoro. Più sereni arrivano, meno problemi abbiamo, più la qualità del lavoro eccelle”. All’esperienza nell’industria delle chiavi e nella Fondazione Musei Civici, si è aggiunta di recente anche la nomina a consigliere indipendente nel consiglio di amministrazione dell’incubatore veneto di start up H-Farm. Industria, cultura, nuova imprenditoria: tre ambiti che, per Gribaudi, si incontrano, si specchiano imparando l’uno dall’altro. “Possiamo pensare a fare fabbrica senza relazionarci con la cultura che abbiamo in Italia e con i giovani? Dobbiamo imparare a pensare a certi spazi come a dei luoghi aperti, in cui i giovani possono venire a studiare e a relazionarsi. Il patrimonio che ha Venezia è un contenitore dalle enormi potenzialità, non resta che investire”.


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Economia

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“Flessibilità del lavoro, opportunità di crescita” Il presidente di Eurointerim spa Luigi Sposato snocciola le cifre di un successo: fatturato di 68 milioni di euro, più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, e un totale di 10.140 lavoratori

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na realtà all’avanguardia a livello italiano nel campo delle agenzie del lavoro. E’ Eurointerim Spa, agenzia per il lavoro, nata nel 1998. Una delle prime agenzie per il lavoro a capitale interamente italiano. Il successo di questa realtà lo illustrano chiaramente i numeri. Il 2015 si è chiuso per Eurointerim con un fatturato di 68 milioni di euro, con un totale di più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, cioè 472mila giorni lavorati e un totale di 10.140 lavoratori. Sono stati erogati 139 progetti formativi:18 corsi base, 34 corsi professionali e 87 corsi on the job, per un totale di 8400 ore formative e 929 lavoratori formati, un aumento del 24% rispetto al 2014. Ha la sua sede principale a Padova in viale delle Industrie. A raccontarcelo è direttamente il suo presidente Luigi Sposato. “L’oppor-

tunità di lavorare in questo campo - spiega Sposato- è arrivata con il 1996 cioè con la nuova normativa sul lavoro somministrato. L’Italia e la Grecia erano le ultime in Europa che non l’avevano introdotto. Due anni dopo, nel 1998 sono partito. Eurointerim, è l’unica agenzia che sintetizza una profonda conoscenza della complessa normativa giuslavoristica italiana con la possibilità di dare flessibilità a un mercato sostanzialmente rigido. L’attività si sviluppata in un crescendo, fino al 2009, quando cioè la crisi ha picchiato durissimo anche sulla nostra attività. La crisi fatto comunque utile pulizia di rami secchi. Quello che abbiamo imparato è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto di periodi economici così negativi. Nonostante ciò, fra i nostri dipendenti

Sposato: “Quello che abbiamo imparato in questi anni di crisi è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto dei periodi economici negativi”

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diretti, non abbiamo lasciato a casa nessuno”. Eurointerim ha 48 filiali in tutto il territorio nazionale prevalentemente al centronord e cioè oltre che in Veneto anche in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Friuli-Venezia Giulia. Ha 200 dipendenti propri e 200 “corner” all’interno di studi di consulenza del lavoro. A rivolgersi per trovare lavoro a Eurointerim, sono persone di tutte le età sia italiani che immigrati. Gli immigrati sono il 30 % del totale. Opera a fianco delle Istituzioni pubbliche per promuovere occupazione e reimpiego. Il mondo della consulenza del lavoro si completa con quello dei servizi per le risorse umane e di intervento organizzativo, modalità di assunzione, ricerca e valutazione del candidato e integrazione

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Politica

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Baretta: “La legge di stabilità darà nuovo impulso alla ripresa”

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Il sottosegretario veneto all’Economia spiega le principali novità contenute nella legge approvata dal Parlamento

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l Parlamento ha approvato la Legge di stabilità, un documento che ha importanti ricadute non solo a livello nazionale ma anche sul territorio. Ne abbiamo parlato con il sottosegretario all’Economia e Finanze on. Pier Paolo Baretta. Cosa cambia con la nuova Legge di Stabilità? “Questa legge contiene provvedimenti per irrobustire i segnali di ripresa che si intravvedevano, deboli ma concreti”. Le novità più importanti? “La riduzione del peso fiscale, impedendo l’aumento di due punti dell’Iva. L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa. Il rinnovo del bonus energetico. Sono stati confermati i vantaggi fiscali per le aziende che assumono ed è stata prevista la riduzione

dell’Ires per il prossimo anno. Altra novità è l’abolizione del Patto di stabilità: adesso i comuni potranno investire le energie bloccate al loro interno in interventi sul territorio”. Quali vantaggi per il Veneto? “Il Veneto ha dei vantaggi diretti da molte di queste scelte. È una delle più importanti realtà produttive del Paese, la sua industria è molto esposta all’export internazionale, per cui tutto ciò che sostiene l’industria va direttamente a beneficio anche del Veneto. Altri interventi di riforma, come quelli su autorità portuali e infrastrutture, per esempio hanno avuto una buona ricaduta sul Veneto”. Ci sono altri provvedimenti al vaglio del Governo? “Molti provvedimenti sono

“Tre assi di sviluppo per il Veneto”

“Tra le novità la riduzione del peso fiscale, incentivi alle aziende che assumono, eliminazione dell’Imu prima casa”

già in corso, tra questi cito il finanziamento dell’alta velocità sulla tratta Verona-Padova e verso Trieste. Il finanziamento della Pedemontana, che è già stato fatto, ma c’è anche l’accordo di programma per Porto Marghera, con un finanziamento di 150 milioni. Infine, il riconoscimento da parte dell’Unesco delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità”.

Voci da palazzo

Gaia Ferrarese

er il sottosegretario al’Economia Pier Paolo Baretta sono tre le linee da seguire per sostenere la ripresa in Veneto. “Il primo è certamente lo sviluppo dell’industria manifatturiera - spiega -, che da sempre è il perno della nostra economia”. Il secondo è il binomio turismo e cultura: intesi come tutt’uno: “Il Veneto ha un patrimonio clamorosamente elevato, elemento centrale di sviluppo del territorio - evidenzia -. Un patrimonio fatto sia di grandi città d’arte sia di piccoli centri urbani. Dobbiamo gestirlo in modo organico, con una chiara visione. Non può essere lasciato ai singoli comuni”. “Il terzo asse è la logistica. La posizione geografica del Veneto è privilegiata: dai porti del Nordest si accede al centro e all’Est Europa, mercati straordinariamente importanti. Per questo ci serve cinserve una logistica capace di ricevere e smistare”.


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Politica

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Accordo in Regione L’area da mezzo milione di mq è già nella disponibilità del Comune

Via libera al nuovo ospedale di Padova Sarà costruito a Padova Est - San Lazzaro D

opo anni di polemiche e colpi di scena la politica trova l’accordo sul futuro del nuovo ospedale di Padova. Si farà a Padova Est - San Lazzaro, in un’area di 521 mila metri quadrati a disposizione del Comune di Padova. Tramontata dunque l’idea di Padova Ovest, dopo un ridda di reazioni, messa da parte anche l’ipotesi dell’aeroporto insieme all’eventualità di una ricostruzione del vecchio ospedale, la collocazione del nuovo policlinico passa il vaglio del tavolo regionale. Il comitato di coordinamento presieduto dal governatore Zaia e composto da tutti i soggetti interessati (Uls, Azienda Ospedaliera, Università, Comune, Provincia) ha dato il via libera alla soluzione di San Lazzaro dopo l’ultimo confronto tra le diverse opzioni proposto dal nel direttore dell’azienda ospedaliera Luciano Flor. Ora viene il bello perché, a parte la disponibilità

Ora viene il bello con la progettazione di un’opera attesa da almeno vent’anni. Servirà una forte collaborazione tra pubblico e privato dell’area, che il Comune di Padova mette a disposizione in “diritto di superficie” per almeno 99 anni, il progetto del nuovo ospedale è tutto da costruire e ha l’ambizione di consegnare finalmente alla città una moderna “cittadella della salute” all’altezza della fama e dell’alta specializzazione della sanità padovana. Serviranno tanti soldi, oltre 600 milioni di euro, e una sinergia tra pubblico e privato visto che anche in questo caso si ricorrerà alla formula del “project

Le reazioni: il centrodestra esulta, perplessità dal centrosinistra mentre il Movimento 5 Stelle teme un nuovo “mostro mangia soldi”

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ra l’attenzione si sposta sui tempi e sui dettagli della progettazione del nuovo ospedale di Padova. Intanto dal centrodestra arriva il plauso alla scelta di Padova Est. “L’eccellenza sanitaria patavina - afferma Roberto Marcato, assessore regionale all’economia - meritava di potersi esprimere al meglio in una struttura adeguata, che ora nascerà secondo tutti i crismi e con le preziose indicazioni tecniche dell’Università e dello Iov, elementi importanti per dare contenuto scientifico ai massimi livelli”. Il centrosinistra conferma invece i dubbi di quello che giudica un percorso ad ostacoli. “La prima delle perplessità - affermano i consiglieri Claudio Sinigaglia e

Piero Ruzzante - è quella sulla destinazione urbanistica e la conformità della stessa per attivare la struttura sanitaria. Meritano un approfondimento le questioni dell’accessibilità, anche viabilistica, e delle possibilità di implementazione dell’area”. Teme un nuovo “mostro magia soldi” il capogruppo del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti: “Ancora una volta stanno parlando del contenitore, ma sui contenuti non ho ancora sentito una parola dalla politica regionale per non parlare del fatto che diventa indispensabile ribadire un secco no all’ipotesi del project financing, come andiamo dicendo da sempre, per questo progetto”.

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financing”. Intanto la Regione ha confermato lo stanziamento di 50 milioni l’anno per il prossimo triennio ma questo è solo il primo passo. Per quanto riguarda l’ormai accantonato progetto di Padova Ovest è lo stesso Zaia ad indicare la strada da seguire: “ Il fatto sarà formalizzato con una nuova delibera regionale che ribadirà la non pubblica utilità dell’area di Padova Ovest già dichiarata il 14 ottobre 2014. Abbiamo inoltre costituito un tavolo tecnico composto dai legali dei diversi protagonisti del Tavolo che dovrà darci la corretta linea giuridica rispetto ai rapporti con i privati che furono interessati a Padova Ovest. Nel frattempo si può cominciare a scrivere anche il nuovo Accordo di Programma – conclude Zaia – che darà al Veneto un Policlinico Universitario di livello internazionale”. Anche il sindaco di Padova Massimo Bitonci parla di una decisione storica e sottolinea il ruolo del Comune nel mettere a disposizione il terreno: “Le valutazioni dei tecnici sono state assunte e condivise da tutte le parti: l’area di Padova Est non evidenzia criticità ed è immediatamente disponibile. Ora andiamo avanti, insieme. I veneti e, soprattutto, i padovani, hanno atteso per troppi anni un’opera che ora possiamo finalmente realizzare”. Più critico invece il presidente della Provincia Enoch Soranzo, che si è astenuto: “Invierò a Zaia le controdeduzioni su alcuni errori e discrepanze ma a questo punto auspico che, definita una volta per tutte l’area, s’inizino quanto prima i lavori di costruzione, e che davvero Padova possa avere in tempi rapidissimi una struttura attesa da vent’anni”. Nicola Stievano

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Rovigo L’esposizione a palazzo Roverella e a palazzo Roncade

Al primo sguardo, mostra appassionante L

e collezioni d’arte della Fon- stra è curata da Giandomenico Rodazione Cassa di Risparmio manelli e Alessia Vedova ed è aperdi Padova e Rovigo vengono svela- ta tutti i giorni tranne il lunedì, con te per la prima volta al pubblico a ingresso gratuito. “Quella che preRovigo grazie alla mostra ”Al pri- sentiamo in mostra è solo una parte mo sguardo - opere inedite della della nostra collezione- chiarisce il collezione della Fondazione, in presidente della Fondazione, Antocalendario dal nio Finotti- Com27 febbraio al Dal 27 febbraio plessivamente la 5 giugno. Oltre al 5 giugno 200 opere Fondazione vanta 200 opere che un patrimonio di rappresentano tra ‘800 e ‘900 oltre 1000 opere di il fiore all’ocpittura insieme diche rappresentano chiello della versi nuclei di sculraccolta di pit- un tesoro per la ture, incisioni, ditura e scultura segni, manoscritti. e che saranno Fondazione Cassa Insomma un vero esposte in un e proprio museo di Risparmio doppio allestiche incrementiamento, sia a pa- di Padova e Rovigo mo regolarmente e lazzo Roverella con oculate acquiche a palazzo Roncale. La scelta sizioni”. della Fondazione è stata di priviA Palazzo Roncale ci attende legiare l’ampio corpus di opere ri- una raccolta di grande valore, con guardanti i due recenti secoli, l’Ot- artisti del calibro di Pietro da Cortocento e il Novecento, provenienti tona, De Nittis, Milesi, Lega, Sidalla Collezione Centanini. La mo- gnorini, Carrà, Guidi, De Chirico e

Chagall. A Palazzo Roverella vanno in scena la modernità e le avanguardie, con il futurismo rivisitato di Tullio Crali, le ricerche cinetiche del Gruppo N e le tematiche pop di Pozzati, tra gli altri, fino alle più attuali sperimentazioni di Gioli. Si tratta di dipinti riuniti nella collezione di Pietro Centanini che l’ha voluta donare alla fondazione perché possa rimanere integra e goduta dalla collettività; una raccolta unica nella sua specificità nata da un appassionato d’arte come pochi. Dopo la pausa estiva, e la conseguente chiusura per lavori,

dal 17 febbraio arriverà a Rovigo la grande e tanto attesa mostra dell’anno “Da Gauguin ai Nabis, da Thaiiti alle biennali”, che chiuderà il 14 gennaio 2017. Un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie che sono diventate leggende. Un centinaio di opere divise in cinque sezioni. “Una mostra di emozioniassicura il curatore Giandomenico Romanelli- con le storie di artisti in fuga da città, da legami da loro stessi, che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica, o quello dolce casalingo della laguna veneziana”. Nella nuova mostra

l’attenzione sarà focalizzata in particolare sul mondo di Gauguin che alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento si trasferì nella costa bretone dando vita ad una sorta di eden primitivo e quasi incontaminato. Questo contesto attrasse molti artisti che si riunirono in vere e proprie piccole consorterie d’arte, vivendo in forma semi-comunitaria, condividendo i soggetti del proprio lavoro, focalizzato sulla ricerca di un linguaggio semplice e immediato. Fu così che nacque la scuola dei Nabis che influenzarono e contaminarono l’Europa, Italia inclusa, come questa mostra ben sottolinea. Tra gli artisti esposti, Oscar Ghiglia, Felice Casorati, Gino Rossi, Mario Cavaglieri, autore internazionale di grande fascino. Tuttavia non mancheranno le sorprese, dato che il curatore Romanelli è attualmente in trattativa con il Museo d’Orsay per altri importanti prestiti. Melania Ruggini

L’opera prima di Guido Barbato

Autori veneti, Lucia Zaramella Brigantessa della Brenta Lucia è la Brenta. Conoscerla significa conoscere, insieme con lei e grazie a lei, un fiume e, ancora, le battaglie di una donna a difesa dell’acqua, dell’ambiente, di una terra, la sua come quella dei Balcani martoriati dalla parte, sempre e prima di tutto, dei diritti. E, dopo che la si è conosciuta, risulta impossibile chiudere gli occhi e far finta di nulla. Il libro è un viaggio attraverso le battaglie civili e sociali di Lucia Zanarella, la “Brigantessa della Brenta”. Battaglie che rappresentano con intelligenza, forza e coraggio, alcune delle grandi utopie novecentesche: il desiderio di costruire una società di individui responsabili, liberi da restrizioni di ogni potere politico, ideologico e culturale. Valori che contengono un’ispirazione più che mai attuale: il rispetto per la vita, che si concretizza nell’utilizzo consapevole della terra, nell’organizzazione partecipata delle comunità, nella democrazia, nel dialogo con la politica e nell’importanza di educare i giovani. Scrive Paolo Rumiz nella prefazione: Brigantessa della Brenta “non è una banale autobiografia, la cronaca delle lotte vinte e perdute da un singolo individuo, ma un brandello di storia patria, il ritratto di un popolo, la testimonianza di quanto è difficile far crescere gli italiani, trasformarli da sudditi opportunisti in cittadini consci di doveri e diritti”. Il libro raccoglie lettere, articoli di giornale, relazioni dai social forum e dai frequenti viaggi compiuti da Lucia nei Balcani feriti da conflitti etnici, sinossi di seminari, riflessioni di intellettuali di prestigio. Non mancano i pensieri personali sui tanti progetti realizzati in nome della pace. Il volume rappresenta, inoltre, un omaggio al pacifista altoatesino Alexander Langer (la cui lezione costituisce un punto di riferimento fondamentale nel pensiero di Lucia) e ai suoi maestri, Silvio Lanaro e Giovanni Parolin. Lucia spinge, attraverso queste pagine, a pensare con la propria testa e con il proprio cuore, a essere capace di “dire di no”, di non cedere, di non omologarsi, di dimostrarsi veramente responsabile della propria e dell’altrui esistenza e creare, così, una nuova frontiera di solidarietà e di impegno civile e politico. Nicoletta Masetto

Vinca il migliore? Speriamo di no! Una squadra di giovanissimi calciatori si sta allenando in un campo sportivo del padovano. Domenica giocheranno contro i primi in classifica. L’allenatore Silvano li incita a impegnarsi: Ciò, mona, tira in porta! Và vanti, torna indrìo Cos’era ‘sto tiro storto? Dai, mona! zogare ben, concentràti!”. Da dietro la recinzione due papà seguono l’allenamento e all’ennesimo “mona” decidono di affrontare Silvano alla fine della seduta. Con molta naturalezza il mister spiega che quella parola non è un offesa, ma un nomignolo che usava normalmente un grande allenatore del passato: Nereo Rocco. Inizia da qui il racconto in flash back di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” di Guido Barbato, Cleup (disegno in copertina di Francesco Frosi). Un’avventura calcistica padovana unica, quella di paròn Rocco, durata oltre sette anni. Una storia senza precedenti e mai più ripetutasi a quei livelli: la provinciale, il Padova di paròn Rocco che batteva gli squadroni. Nereo Rocco è un personaggio dello sport carismatico, simpatico, astuto. Gli anni padovani di Nereo Rocco vengono raccontati ispirandosi a testimonianze, dati statistici e fatti narrati da esperti. Tutto in forma di romanzo in cui spicca la figura di un uomo dal carattere originale, dalle formidabili battute di spirito (come quella che dà il titolo al libro), dalla grande capacità di motivare i suoi calciatori. Autore di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” Guido Barbato, padovano, al suo debutto come scrittore. Giornalista per Antenna 3 Nordest, ha una lunga esperienza come cameraman, mansione che spesso svolge ancora oggi. Coltiva la passione per il canto nel coro gospel-pop “BluBordò” di Padova. Nicoletta Masetto

A fianco Guido Barbato e la copertina del libro


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Turismo

Lombardia

L0 storic0 “Posta” racconta Sondrio L’elegante Grand Hotel costruito nel lontano 1862 è legato a doppio filo con la città della Valtellina costituendone un luogo d’accoglienza di classe e un singolare, ricco e variegato spazio museale

U

na città, un albergo. Nel caso di Sondrio della banca. Ma brillano anche sculture di valore, bisognerebbe dire: una città e il “suo” al- come i bronzi realizzati dal grande Arturo Martibergo. Perché il Grand Hotel della Posta è legato ni. Un galleria di capolavori d’autore che spaziaa doppio filo con la città capoluogo della Valtel- no dal Settecento all’arte contemporanea. lina, sin da quando era ancora parte del cosidSembrerebbe di passare dal sacro al profano detto Stato di Milano governato dagli austriaci. citando anche l’enogastronomia fra gli aspetDai successori di Radetzky per intenderci. Era il ti che rendono lo storico albergo una vetrina 1855 quando per volontà di Francesco Foianini fu di Sondrio e del suo territorio. Ma non è affatto gettata la prima pietra dello storico hotel, la cui un’eresia perché oggi la produzione agroalimencostruzione venne completata nel 1862, quando tare di un territorio, specie quella artigianale, è Sondrio e la Lombardia tutta eraconsiderata parte integrante no già parte del neonato Regno Dal 23 al 25 aprile della cultura materiale di una d’Italia retto dai Savoia. Della sua ospiterà “Art de Vivre” zona. E la Valtellina ne ha molte di eccellenze da mettere in vecittà il Grand Hotel della Posta è un evento d’arte, moda trina, a cominciare dalla bresastato, come testimonia il nome, e alta gastronomia ola, salume crudo a pezzo intero stazione di posta e quindi crocevia di comunicazioni, trasporti e traf- L’albergo è uno dei focus ottenuto da sapiente stagionafici commerciali. Uno snodo vidi piazza Garibaldi tura naturale che è nato proprio tale. Affacciato sulla centralissima il cuore pulsante da queste parti. E poi i tanti formaggi di alpeggio, a cominciapiazza Garibaldi, di cui costituisce di un centro storico re da Bitto, Casera Valtellina e uno dei focus per l’eleganza del tutto da scoprire Scimudin. I pizzoccheri, pasta suo stile architettonico, da oltre tipica a base di grano saraceno, un secolo e mezzo il Grand Hotel della Posta rappresenta il luogo dell’ospitalità per la polenta “taragna” e gli “sciatt”, ovvero frittelle eccellenza di Sondrio. Le camere, grazie anche di grano saraceno e formaggio. Quindi i vini: ieri ad un recente restauro, mantengono intatto il solo lo Sforzato, o Sfurzat (ottenuto da uve pasfascino di un tempo con arredi e decori d’epoca, site tre o quattro mesi), oggi anche molti altri. In compresi in qualche caso gli affreschi dei soffitti. primis il Valtellina Superiore, un rosso che ha otEntrarvi è come aprire la porta sulla storia e po- tenuto la Docg come lo Sforzato. La base prevater respirare certe atmosfere della seconda metà lente è il Nebbiolo che nella Valtellina assume le dell’Ottocento, quando il gusto per il dettaglio era declinazioni più originali e apprezzate. Il Grand Hotel della Posta ospita la maggior arte. E parlando di arte va sottolineato un altro aspetto che lega fortemente il Grand Hotel della parte degli eventi di rappresentanza di SonPosta a Sondrio: l’esposizione di opere d’arte di drio. In aprile è prevista la prima edizione di un valore assoluto. Si tratta di intere collezioni che evento – contenitore chiamato “Art de Vivre” e la proprietà dell’immobile, il Credito Valtellinese dedicato ad arte, moda, gastronomia e intratte(erede di quella banca, il Piccolo Credito Valtelli- nimento. Oggi la gestione dell’hotel è affidata alla nese, a cui il proprietario di allora, Enrico Vitali, società Lungolivigno della famiglia Giovannini di la cedette nel 1947), ha voluto collocare nei vari Livigno, gruppo che ha costruito la sua notorietà spazi dell’albergo per trasformarlo in una sorta di nel campo della moda (i suoi negozi di Livigno museo. Si tratta di un notevole complesso di ope- propongono le griffe più quotate e sono molto re d’arte attinte dalla collezione di quadri antichi frequentati dai turisti, anche stranieri) e che ha

La suggestiva piazza Garibaldi, cuore di Sondrio dove sorge il Grand Hotel della Posta. A destra la Spa e la facciata dello storico albergo, scorcio sul fiume; sotto: una camera dell’hotel, prodotti tipici della Valtellina e un piatto di pizzoccheri. Nella striscia verticale: il ristorante e la taverna dell’hotel, la Torre Ligariana e l’albergo illuminato.

esteso i suoi interessi nella hotellerie di qualità. Il “4 stelle” storico di Sondrio è oggi uno dei fiori all’occhiello dei Giovannini, compreso il ristorante che si è ritagliato uno spazio anche fra le segnalazioni delle guide specializzate. Il restauro ha permesso di recuperare anche gli spazi sotterranei dell’albergo dove è stata ampliata la Spa e ricavate la sala colazione, una rustica taverna e una fornita enoteca, che presenta un panorama completo delle etichette del territorio. Sondrio è città appartata, che non ama i riflettori, ma è ugualmente piacevole da visitare. In tutte le stagioni. Il suo salotto è piazza Garibaldi su cui si affacciano i palazzi più importanti, fra cui il Grand Hotel della Posta. L’itinerario del passeggio comprende la vicina piazza Campello, dove prospettano il Palazzo Pretorio (oggi sede municipale) e la Collegiata dei Santi Gervaso e Protasio, chiesa simbolo della città. Il suo campanile, la Torre Ligariana, è nel contempo anche torre civica. Una visita della città deve comprendere anche il Museo Valtellinese di Storia e Arte che sorge in via Quadrio nel Palazzo Sasso de’ Lavizzari. Una strada in salita conduce al Santuario della Sassella che presenta pregevoli affreschi del ‘500. La città, che ha poco più di ventimila abitanti, sorge alla confluenza fra il Mallero e l’Adda e mentre si passeggia il sottofondo del rumore dell’acqua che scende rabbiosa da tutta la valle e dal complesso del Mara Corna è costante. Fa capire che tutt’intorno c’è il grande regno della montagna, lo scrosciare dell’acqua ne annuncia il respiro. Sondrio, in fondo, di questa regione di paesaggi austeri che è la Valtellina, terrazzata fin dai tempi dei romani per coltivare la vite, ne è la regina indiscussa. Da sempre.

Pagina a cura di >Renato Malaman<


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I chirurghi: costo dei bisturi, non si può andare a ribasso dott. Giovanni Leoni

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entile Direttore, da medico ospedaliero che quotidianamente opera in un reparto di chirurgia generale, ho considerato con particolare attenzione la dichiarazione/denuncia dell’ Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani “L’esigenza di risparmiare non può andare a discapito dei pazienti e della qualità della cura“. L’associazione Acoi, sulla scia delle segnalazioni di migliaia di medici, accusa la corsa a ridurre i costi della sanità e denuncia che i bisturi utilizzati in sala operatoria sono di qualità sempre più scadente. Scende in campo direttamente il Presidente Prof. Diego Piazza in rappresentanza dei chirurghi italiani, e su Repubblica leggiamo che “la continua ricerca del prezzo di mercato più basso, con criteri di valutazione spesso discutibili da parte delle commissioni regionali, ha determinato un livellamento verso il basso della qualità”. “La mediocre qualità dei bisturi utilizzati oggi ha conseguenze sia estetiche, perché il taglio perde la famosa precisione chirurgica, sia infettive, perché, aumentando il trauma cutaneo per incidere una superficie, si aumenta il rischio di contaminazione batterica della ferita”. “Quanto ai costi - prosegue il presidente dell’Acoi - possiamo affermare che si tratta di una scelta antieconomica, perché per uno stesso intervento può essere necessario utilizzare più bisturi, cosa che non si verificherebbe con un buon bisturi che, al contrario, potrebbe essere utilizzato più volte durante lo stesso intervento”. Pochi mesi fa vi era stata un’altra recente clamorosa denuncia riguardo la qualità pessima dei guanti che si bucavano durante gli interventi con frequenza anomala fatta dal Prof. Francesco Corcione, Presidente della Società Italiana di Chirurgia. Sia Corcione, che Piazza sono stimati colleghi eletti dai chirughi italiani a rappresentare ai massimi livello istituzionali questa particolare categoria professionale.

L’allarme dei chirurghi: pericolosissimo operare con bisturi scadenti Infertilità di coppia, quali soluzioni? a pag 33

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L’Ortodonzia intercettiva per i bambini

L’importanza della riabilitazione nella terza età

a pag 33

pag 1 e 2 editoriale per provincia venezia (o anche padova)

a pag 34


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L’Editoriale

I chirurghi: costo dei bisturi, non si può andare a ribasso dott. Giovanni Leoni - Presidente OMCeO Provincia di Venezia I chirurghi generali si occupano dei molteplici campi della chirurgia, sono presenti in tutti gli ospedali italiani e sono i medici che trovate ad operare con più frequenza di notte e festivi, dall’appendicite all’emorragia addominale di un grave trauma stradale, sono persone abituate a prendersi ogni giorno le loro responsabilità nelle condizioni più difficili. Fanno parte degli urgentisti per eccellenza come anestesisti e medici del pronto soccorso: gente che “ci mette la faccia“. E’ irrituale che questi professionisti, a nome di tutta la categoria dei chirurghi, facciano dichiarazioni così allarmanti sui media. Credo assolutamente plausibile quindi, che in entrambi i casi, il coinvolgimento del pubblico in questioni di forniture tecniche sia dovuta al fatto che, i miei colleghi provati altri modi di risoluzione dei problemi senza clamore, non siano stati ascoltati dai diretti interlocutori e si siano trovati costretti a rivolgersi ad altre strade. Sono convinto che se si è arrivati a questo punto, vuol dire che la preoccupazione è talmente forte da superare quella che è la normale riserva dei chirurghi riguardo alla propria attività professionale. Il bisturi, strumento base per eccellenza dell’attività chirurgica, diviene doppiamente simbolo per la causa dei ribassi, in quanto, dal punto di vista del costo non può essere paragonato ad altri strumenti più complessi. L’enunciato porta direttamente ad un altro aspetto, che concerne la possibilità del chirurgo di poter incidere sulla qualità degli strumenti che utilizza quotidianamente per curare le persone, e delle quali è l’unico responsabile finale davanti alla sua coscienza ed alla legge. Questo assunto all’utente comune potrebbe sembrare ovvio ma la realtà dei fatti è ben diversa: questi scritti lo esplicitano spero con chiarezza. Non si può mettere come primo criterio di scelta il costo, che va considerato solo a parità della qualità e facendo attenzione a non scendere sotto un certo standard. Quindi e’ necessario rivedere quali sono le caratteristiche intrinseche al bando per l’aggiudicazione di una commessa su una fornitura ospedaliera, vedere se le ditte che partecipano rispettano i requisiti, rivedere i criteri di attribuzione dei punteggi e le composizioni delle commissioni regionali e locali: se questi sono i risultati appare evidente che c’è qualcosa che non funziona. Mi sento in dovere di affermare che questo atteggiamento da parte dei professionisti che si sono esposti tramite i media, denota la necessità di far arrivare un messaggio a livello istituzionale, al fine che si rivedano quindi le commissioni ai vari livelli su criteri scientifici e di trasparenza, in cui la sana competizione fra ditte deve puntare al progresso ed alla qualità del prodotto, non al risparmio ad ogni costo sulla pelle dell’ignaro paziente e alla crisi di coscienza del professionista che rischia con le nuove normative sulla dipendenza il licenziamento per affermazioni pubbliche potenzialmente lesive per l’azienda in cui è stato assunto.

Segue dalla prima paginea dello Speciale Salute

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Maternità a pagamento, nuovi risvolti e un caso su cui riflettere dott. Francesco Noce*

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a scienza medica ha da tempo oltrepassato i confini delimitati dalle colonne di Ercole e non occorre disturbare Kant per ricordare che non tutto ciò che è lecito è moralmente accettabile. Il progredire scientifico ha favorito la nascita nel secolo scorso della nuova disciplina della bioetica. Sono stati istituiti da allora Comitati di bioetica a vari livelli, da quello nazionale a quelli regionali e locali, per cercare di dare risposte alle nuove situazioni in cui si sono venuti a trovare i medici, e non solo, di fronte a casi come ad esempio la procreazione medicalmente assistita, gli espianti e i trapianti di organo, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico,l’utero in affitto, lo “staccare la spina” al paziente ormai ridotto in stato vegetativo ma vivo solo grazie alle moderne tecnologie, ma anche l’allocazione delle risorse economiche e la priorità delle cure. In questi giorni in cui è in votazione nel Parlamento italiano la legge Cirinnà sulle unioni delle coppie omosessuali, sull’adozione di figli da parte delle stesse (argomento su cui i pediatri hanno lanciato un grido d’allarme per le possibili conseguenze psicologiche), sulla maternità surrogata, in America si sta discutendo su un caso che ha creato un forte impatto mediatico: può una donna che ha dato il suo utero “in affitto” rifiutarsi di abortire quando questo le sia richiesto dai genitori intenzionali? Negli USA, in molti Stati è permesso che vengano stipulati regolari contratti in cui una donna si impegna a portare in grembo figli non suoi in cambio di denaro. Melissa Cook,una 47enne californiana in attesa di 3 gemelli i cui gameti derivavano da un 50enne della Georgia mentre gli ovuli da una donatrice, ha respinto la richiesta di aborto da parte del padre intenzionale ed ha intentato causa contro l’uomo. Dal momento che tutti e 3 gli embrioni impiantati nell’utero della sig.ra Cook avevano attecchito, il padre, che aveva preso in considerazione l’adozione di un solo bambino, con la preoccupazione di rischi associati ad un parto multiplo e la motivazione di ritenere crudele il separarli, aveva chiesto alla donna di abortire. Melissa,incinta alla 23.ma settimana,ritenendo le motivazioni della richiesta legate più a preoccupazioni economiche che non a motivi di salute, ha rifiutato di abortire: “Stanno andando bene tutti e tre - ha dichiarato al Washington Post - ho profonda empatia per gli uomini che vogliono figli, tuttavia ora penso che il concetto di base di questo tipo di accordi vada riesaminato e non considero più gli accordi di maternità surrogata favorevolmente come in passato.” Si è quindi rivolta alla Suprema Corte di Los Angeles per violazione dei diritti di uguale protezione garantiti dalla Costituzione da parte della legge californiana su questa forma di fecondazione assistita. Per Jennifer Lahl, Presidente del Center for Bioethics and Culture Network, si tratta di un caso epocale: “Le donne in tutti gli USA sono state intimidite e sfruttate dall’industria per la maternità surrogata che va a caccia dei poveri per profitto. E ora quest’industria si è spinta troppo in là cercando di obbligare le donne ad abortire feti sani per un mero beneficio economico”. “Attraverso casi come questo gli americani inizieranno a capire perché il Canada e tantissimi Paesi Europei, Asiatici e Africani hanno vietato la maternità a pagamento. Trasforma le donne in allevatrici anonime e i bambini in prodotti da ordinare (ed eventualmente da eliminare se non corrispondenti alle aspettative (n.d.r.). Questo- conclude Lahl - deve finire!” La Cook nella causa in corso rifiuta di abortire e sostiene di essere la madre legale dei 3 gemelli e cerca di ottenere i diritti parentali sul terzo bambino e la custodia per i primi due. Un caso di riflessione anche per i nostri Parlamentari. *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo

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Infertilità di coppia: quali soluzioni? S

econdo la definizione dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’infertilità è definita come l’incapacità di procreare dopo 12-24 mesi di rapporti non protetti. Si stima che l’infertilità colpisca circa il 15% delle coppie (circa 60000 nuove coppie ogni anno in Italia) assumendo la dimensione di problema sociale. Nei paesi industrializzati la prevalenza delle coppie infertili è passata dal 6-7% degli anni 60 al 15-20% attuale. Questo importante aumento della prevalenza è imputabile da un lato al maggior numero di anamnesi (storia dei pazienti) e con coppie che oggi a differenza del passato, si un’attenta valutazione clinica dei 2 partner rivolge al medico e dall’altro a fattori sociali supportata da indagini laboratoristiche e e ambientali. strumentali. Le cause che sono alla base di Tra questi si annoverano: • età della partner femminile: negli ultimi una difficoltà riproduttiva si suddividono in: • fattori esclusivamente o decenni la ricerca della prima gravidanza prevalentemente femminili, avviene molto più tardi rispetto al passato • fattori esclusivamente o (fertilità decresce notevolmente dopo i 40 prevalentemente maschili, anni); • fattori di coppia. • riduzione della frequenza di rapporti legata all’età più avanzata dei partner e alla Inoltre nel 25 % circa delle coppie la vita frenetica dei nostri tempi; causa di infertilità rimane ignota (infertilità • aumento della promiscuità sessuale inspiegata). con conseguente incremento dell’incidenza delle malattie sessualmente trasmesse le LEpossono NOSTRE RUBRICHE: quali gravemente incidere sulla fertilità; • abitudini di vita (stress, obesità, fumo di sigaretta, alcool, inquinanti ambientali) con ripercussioni sulle condizioni riproduttive dell’uomo e della donna. Il tentativo di identificare le cause di infertilità di coppia inizia con un’accurata

I principali esami diagnostici che permettono l’inquadramento diagnostico della coppia infertile sono: • per la donna l’esecuzione di esami ormonali, la stima della riserva ovarica, la valutazione dell’ovulazione e la valutazione della pervietà tubarica; • per l’uomo la valutazione del liquido seminale. Identificate le cause di infertilità è importante discutere con la coppia l’approccio terapeutico. In molti casi (anovulazione cronica, ridotta riserva

ovarica, liquido seminale con anomalie, malformazioni uterine, alcune patologie tubariche) l’approccio puo’ essere solo di tipo medico non invasivo (rapporti mirati, controllo dell’ovulazione) o con blando supporto terapeutico (induzione della crescita follicolare multipla, induzione dell’ovulazione, supporto della fase luteale) mentre in casi più severi l’infertilità/sterilità di coppia può essere risolta soltanto attraverso le tecniche di riproduzione assistita (PMA). Le tecniche di riproduzione assistita si distinguono in tecniche di:

La personalizzazione delp.35 trattamento Animali p.32 Diritti Salute p.43 e la presa in carico della coppia è

fondamentale per l’ottimizzazione delle probabilità di gravidanza

#Comunichiamo?# Facebook, hashtag, whatsapp: tanti modi per…non “comunicare”!

F

acebook, Twitter, Whatsapp, Meetic, etc., quanti sono ormai i modi per comunicare? Al giorno d’oggi la tecnologia ci permette di essere “connessi” con chi vogliamo, in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi posto in cui ci troviamo e qualsiasi cosa stiamo facendo. Lo smartphone, il tablet e tanti altri dispositivi elettronici sono oggetti ormai in possesso di quasi tutti di noi, indipendentemente dall’età. Molti ragazzini delle scuole elementari e delle medie posseggono uno smartphone e si “messaggiano” con i loro amici o sono membri di gruppi whatsapp. Anche gli adulti, tra Facebook, Twitter, sono spesso “connessi” e usano questi social network per comunicare, condividere foto o esperienze di giornata. Torniamo indietro con la memoria, in quegli anni in cui tutto ciò non esisteva e domandiamoci: come facevano le persone a comunicare tra loro? La risposta è semplice: si parlavano vis a vis o usavano la rete fissa per condividere informazioni. E’ vero che la società odierna, la tecnologia avanzata e soprattutto il sentirsi al passo con la modernità ha comportato quasi un obbligo nel possedere almeno uno smartphone. Ed è anche corretto rimanere al passo con i tempi. Ma quale può essere il rischio? In studio ascolto le preoccupazioni di genitori nei confronti di figli che passano molto tempo a chattare, twittare o ad essere connessi in Facebook. Ascolto anche le paure di adulti nel sentirsi soli o nell’avere difficoltà a trovare un partner: mi raccontano che, attraverso siti di incontri come Meetic o Tinder, in qualche modo superano i limiti di tempo che hanno a disposizione per frequentare situazioni in cui conoscere persone nuove o la timidezza di mettersi in gioco in una comunicazione diretta. E allora utilizzano lo schermo del pc per instaurare una forma di comunicazione con uno sconosciuto, conoscendolo e facendosi conoscere attraverso una descrizione digitata nella tastiera. Eppure questi adulti

sono cresciuti in un mondo in cui non esistevano i social network ed hanno imparato a relazionarsi con i coetanei, con gli adulti, con il mondo intero attraverso la più semplice forma di comunicazione: il discorso diretto con l’altro. Allo stesso tempo penso ai ragazzi, cresciuti in un mondo di twittate, chat…hanno mai imparato davvero a comunicare direttamente? E’ un modo per nascondersi dietro alla paura o all’incertezza? Se comunichiamo in famiglia è più facile che i nostri ragazzi imparino a comunicare anche fuori di essa. Dobbiamo, prima di tutto noi adulti, essere un esempio di comunicazione ed insegnare loro come affrontare le relazioni dirette. Allo stesso modo, se noi adulti affrontiamo ciò con difficoltà, disagio, è probabile che nella nostra famiglia di origine non abbiamo vissuto direttamente esperienze di comunicazione perché i nostri genitori non comunicavano o parlavano poco. Quando i miei pazienti mi presentano problemi di insicurezza, poca autostima, facilità a ricorrere a forme di comunicazione indiretta come quella dei social network, ripercorro la storia comunicativa della loro famiglia di origine per indagare dove si è creato questo disagio relazionale che li ha portati a non essere in grado di instaurare una relazione diretta con l’altro. Spero di essere riuscita a farvi riflettere un po’ sull’importanza di comunicare e di non nascondersi dietro le incertezze della comunicazione diretta con il nostro interlocutore, ma provando ad affrontarle insieme al terapeuta. Psicologia Dott.ssa Francesca Polato - via Arzerdimezzo 4/A - Monselice (PD) telefono 348 3762878 francesca.polato@ordinepsicologiveneto.it

• I livello: inseminazioni intrauterine (in vivo in cui la fecondazione avviene nell’organismo della donna); • II livello: fecondazione in vitro in cui la fecondazione avviene in provetta, all’esterno dell’organismo della donna (FIVET-ICSI); e vengono definite omologhe, se si utilizzano i gameti della coppia (ovocita e spermatozoo); o eterologhe se prevedono l’uso di gameti estranei alla coppia. Il ruolo fondamentale del medico che si interessa di infertilità di coppia e medicina della riproduzione è in primis inquadrare la coppia al fine di capire se vi è oppure no un problema riproduttivo, prescrivere e valutare (discutendo con la coppia) gli esami necessari per la diagnosi di infertilità di coppia e infine proporre, dopo adeguata informazione, quelle che sono le opzioni terapeutiche più efficaci per ogni singolo caso. La personalizzazione del trattamento e la presa in carico della coppia è fondamentale per l’ottimizzazione delle probabilità di gravidanza oltre che per la riduzione dei tempi di attesa volti all’ottenimento della stessa.

Dott. Salvatore Gizzo - Ginecologo Riceve: “Uni-x poliambulatorio” P.zza Dossetti 1 (via L. Da Vinci, angolo via Montagnon) – Piove di Sacco PD www.unixpoliambulatorio.it - tel. 0499708688 Riceve: “Delta Medica” - Via Rialto 12, Monselice PD - Tel. 0429 783000 - Info.deltamedica@affidea.it www.deltamedica.affidea.it

L’Ortodonzia intercettiva per i bambini La prima visita dovrebbe essere effettuata tra 3 e i 6 anni, quando sono presenti in bocca tutti i denti da latte, che devono essere mantenuti sani perche’ fanno da guida all’eruzione dei denti permanenti

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’ortodonzia e’la disciplina odontoiatrica che si occupa della correzione delle malocclusioni per ottenere quell’allineamento dei denti che consente una funzione masticatoria fisiologica e un’estetica facciale armonica. L’ortodonzia intercettiva per bambini serve ad individuare e correggere, se presenti, anomalie dentarie e scheletriche, quali morso crociato, arcate strette, mancanza di spazio, mandibola arretrata o avanzata rispetto all’arcata superiore, prima che possano generare gravi conseguenza funzionali o estetiche. La prima visita dovrebbe essere effettuata tra 3 e i 6 anni, quando sono presenti in bocca tutti i denti da latte, che devono essere mantenuti sani perche’ fanno da guida all’eruzione dei denti permanenti. Fondamentale è la sigillatura dei solchi occlusali dei primi molari permanenti per proteggerli dalla carie. Un altro aspetto molto importante della prevenzione e’ l’individuazione di abitudini viziate come l’uso prolungato del succhiotto, il succhiamento di uno o piu’ dita, la respirazione orale e la deglutizione atipica, che compromettono lo sviluppo armonico del volto . Un intervento precoce, mediante i moderni dispositivi ortodontici-ortopedici, guida la crescita e lo sviluppo dento facciale, creando spazio per denti affollati in eruzione, ottenendo la simmetria facciale, riducendo il rischio di traumi su incisivi superiori protrusi, preservando lo spazio per denti non ancora erotti, diminuendo la necessita’ di estrazioni di denti permanenti, riducendo la durata del trattamento in

dentatura permanente. Se il trattamento precoce non è necessario l’ortodontista può monitorare attentamente la crescita e lo sviluppo per iniziare l’eventuale terapia ortodontica al momento ideale. Nel giovane e nell’adulto, in cui le arcate dentarie e le basi ossee sono gia’ formate i denti possono essere allineati con tecniche ortodontiche tradizionali, come apparecchi fissi vestibolari o linguali. Esiste infine la moderna tecnica ortodontica biodinamica, una sequenza di apparecchi trasparenti, precisissimi e invisibili che allineano i denti e riconfigurano la funzionalità muscolare eliminando le interferenze occlusali anomale e conferendo equilibrio al viso e alla bocca.

Vitaldent - centro odontoiatrico Dott.ssa Angela Zadro, specialista in Ortognatodonzia via Alberto Cavalletto 5 35122 - Padova Tel.: 049 9868694 - www.vitaldent.com


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Salute

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L’importanza della riabilitazione nella terza età T

ra i problemi più comuni della terza età si annovera il generale peggioramento delle funzionalità motorie, causato dal naturale deterioramento – invecchiamento di strutture osteoarticolari e miotendinee. A questo si aggiungono anche traumi e patologie a cui gli anziani sono maggiormente soggetti ed in alcuni casi anche un graduale deterioramento cognitivo: per tutte queste eventualità è fondamentale operare tempestivamente con un’attività riabilitativa mirata, che consenta un pieno (o parziale) recupero funzionale motorio. Gli obiettivi della terapia riabilitativa e strumentale sono molteplici: risoluzione dello stato infiammatorio, riduzione/ scomparsa del dolore, miglioramento della funzione muscolo-scheletrica e della qualità di vita (comprese le condizioni psicologiche e la fiducia del paziente), incremento nella compliance riabilitativa (= disponibilità da parte del paziente al trattamento riabilitativo),prevenzione della sindrome da ipomobilità/immobilizzazione nell’anziano, ripresa delle attività funzionali che ci si è prospettati, ridurre, parzialmente o totalmente, il “deficit” che rende disabile una persona, attraverso l’utilizzo di funzioni rimaste integre, in modo da permetterle di “vivere” al massimo delle sue capacità. Il 30% degli anziani ha limitazioni motorie, dovute principalmente a patologie muscolo scheletriche (traumatologiche, ortopediche, LE NOSTRE RUBRICHE: reumatologico-degenerative), ma non solo, basti UBRICHE: pensare alle patologie neurologiche invalidanti. Queste limitazioni possono comportare difficoltà nello svolgimento delle attività della vita quotidiana, alterando l’autonomia e il movimento nel proprio ambiente. La Riabilitazione nella Terza Età deve mirare alla riorganizzazione della vita del paziente anziano colpito da disabilità, in modo

Animali p.32

che possa compiere il maggior numero di esperienze positive, cioè gratificanti, pur avendo subìto delle limitazioni motorie e cognitive. E per raggiungere questo obiettivo si deve intervenire sui bisogni della persona, sul contesto sociale, sull’ambiente fisico e sulla (o sulle) disabilità. Occorre quindi individuare i bisogni primari dell’anziano e il modo di soddisfarli; motivarlo e farlo così partecipare attivamente alle attività che gli vengono proposte per ottenere il recupero; fare accettare dalle persone che vivono a contatto con lui la sua debolezza e problematica, in modo che soddisfino i suoi bisogni secondari legati al rapporto con gli altri (bisogno di accettazione, di affetto, ecc.); intervenire sull’ambiente in cui l’anziano vive abitualmente (la casa, soprattutto) per eliminare quelle barriere che possono rendere difficili i suoi spostamenti o i movimenti in genere. Presso il Poliambulatorio Vespucci si effettua riabilitazione per anziani: il centro è infatti specializzato nell’elaborare percorsi riabilitativi personalizzati, dove ogni paziente potrà godere in tutta sicurezza dell’assistenza di un fisioterapista qualificato che seguirà ogni singola fase del processo di recupero. Il trattamento può essere singolo e quotidiano, in particolare in fase di acuzie flogistiche, con l’ausilio combinato di Terapie fisiche (laser, Tecarterapia, correnti antalgiche) e di Terapie Manuali (Kinesiterapia, rieducazione posturale e motoria, Massoterapia). Superata la fase acuta si consiglia di continuare anche a domicilio con gli esercizi insegnati ed appresi, e di seguire i consigli dati per mantenere una buona qualità di vita e prevenire eventuali riacutizzazioni o complicazioni. Spesso, proprio per i pazienti della terza età, si consiglia

Animali Diritti Diritti p.35 p.32Salute p.43 p.35

FISIOTERAPIA – RIABILITAZIONE AMBULATORIO POLISPECIALISTICO DIAGNOSTICA STRUMENTALE

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inoltre di continuare periodicamente con cicli di ginnastica motoria specifica in gruppo da eseguirsi 2 volte/settimana come terapia di “mantenimento”. Importante è informare le persone che la mancanza di un’adeguata e costante attività motoria contribuisce alla progressiva perdita del tonotrofismo muscolare e del contenuto minerale del tessuto osseo (osteoporosi), tipiche dell’età avanzata, con conseguente aumento del rischio di cadute, fratture e immobilizzazione. Quindi le persone della terza età devono sapere che esistono Centri Specializzati dove possono ottenere risposte alle proprie problematiche intraprendendo percorsi riabilitativi specifici e personalizzati per continuare a condurre una vita serena, indipendente ed autonoma e con buona qualità.

La vertigine visiva, sintomi e cause

V

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sorda e costante (lombalgia cronica) comunque essere prodotto da diverse cause: uno sforzo eccessivo, una caduta che produca un trauma distorsivo – contusivo, patologie cronico degenerative quali artrosi, stenosi lombare, sindrome della cauda equina, problematiche capsulo-legamentose, stiramento della muscolatura, ecc. La risposta dell’organismo al dolore è una contrattura antalgica della muscolatura lombare che aumenta la sensazione dolorosa accompagnandola ad una marcata difficoltà nel movimento del tronco. Il trattamento della lombalgia non è semplice, dipende dalla severità dei sintomi piuttosto che dalla severità delle lesioni, ed il giudice finale del risultato è il paziente stesso, tenendo presente che ognuno ha la propria percezione del dolore. Lo scopo del trattamento è quindi quello di riequilibrare il corpo in modo da rivitalizzare l’organismo che in genere si trova atteggiato in stato di difesa sia a livello muscolo-scheletrico che a livello organico, emotivo: fattori che modificano la postura e che poi possono scatenare vari sintomi fra i quali uno dei più frequenti è la lombalgia. Si interviene riequilibrando il piede, il ginocchio, il bacino, la colonna vertebrale, ecc., in poche parole è importante ristabilire la mobilità lì dove è perduta nonché riequilibrare le pressioni sopra e sotto diaframmatiche. Dott. Andrea Bellato - Fisioterapista e Osteopata Via Marcanta 15, Adria (Ro) tel 388 0441845 mail: a.bellato87@gmail.com

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Direttore sanitario: Dott. Mario Bortolato

Salute p.43

Come curare la Lombalgia, diagnosi e procedura iene definito lombalgia il dolore che colpisce la regione lombare e sacrale; qualora si irradi all’arto inferiore viene indicato come lombo-sciatalgia (irritazione anche del nervo sciatico) o lombocruralgia (irritazione anche del nervo crurale). I due termini indicano solamente i distretti corporei in cui si manifesta il dolore senza indicarne le cause. L’origine del disturbo può ritrovarsi in problematiche meccanico-strutturali, dei tessuti molli vertebrali e paravertebrali, della struttura ossea, degli organi interni che “proiettano” dolore nella zona lombare, la gravidanza, lo stress (psicosomatico). Uno dei fattori di rischio è l’obesità in quanto aumenta la lordosi fisiologica lombare, altera la meccanica vertebrale con conseguente ripercussione sulle zone vicine ed a distanza, irritazione dei nervi, dolore; un altro fattore di rischio è la sedentarietà: “il movimento, questa è la vita”. Per questi motivi, non è sufficiente calmare il dolore e l’infiammazione, è necessario, anche e soprattutto, restaurare una migliore meccanica vertebrale, affinché le crisi non si scatenino più su dei semplici piccoli “movimenti sbagliati”. Una buona meccanica vertebrale deve permettere un utilizzo normale della colonna vertebrale, senza che si sia obbligati a fare sempre attenzione a tutti i gesti. Se questo non c’è avremo un terreno fertile per il “colpo della strega” su cui un movimento anche minimamente “scorretto e brusco” va a creare un’alterazione strutturale, una distorsione vertebrale e quasi sempre al dolore si accompagna una marcata rigidità muscolare in tutto il corpo. Il dolore può insorgere in maniera acuta (comunemente detto colpo della strega) o in maniera

Sistema Sanitario

a vertigine può essere definita come una sensazione di instabilità ed è un sintomo, non una malattia, di disorientamento in relazione alle cose attorno a noi. La sintomatologia vertiginosa può variare da una leggera sensazione di capogiro sino ad una grave e severa sensazione di instabilità che ci può far cadere con effetti anche gravi o la perdita di motilità che alla guida diventerebbe di estremo pericolo. Problemi ai muscoli oculari o problemi di rifrazione possono causare instabilità. Un esempio di tale tipo di disturbo è quello che un individuo può avere durante la guida se porta occhiali che appartengono ad un’altra persona oppure di instabilità visiva causata da una non corretta ametropia, tipo l’astigmatismo, o quando si vede sfrecciare un treno che va in direzione opposta alla nostra. Gli occhi rispondono inviando al cervello una rapida serie di impulsi, che indicano che il corpo è in movimento rotatorio. D’altra parte, le orecchie ed il sistema di muscoli-articolazioni, inviano al cervello impulsi che indicano che il corpo non è in movimento rotatorio ma solo in movimento in avanti. Il cervello, nel ricevere tali informazioni confuse (dagli occhi che indicano movimento, dalle orecchie e dal sistema muscoli-articolazioni che indicano il contrario) invia allo stesso modo, ai vari muscoli e ghiandole, ordini confusi che possono causare sudorazione, nausea, e vomito. In tale situazione quando un individuo è seduto nel sedile di fronte e guarda in avanti, gli occhi, le orecchie, e il sistema muscoli-articolazioni, lavorano in modo più uniforme, e la possibilità di avere la sensazione di mal d’auto è minore. Un disturbo visivo può essere causato da vertigini di altra origine. La incapacità intermittente di focalizzare, la difficoltà nella lettura, intermittente sensazione di appannamento visivo, possono derivare

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Gli occhi rispondono inviando al cervello una rapida serie di impulsi, che indicano che il corpo è in movimento rotatorio da piccoli movimenti riflessi dagli occhi (scosse). Le vertigini si possono avere per altri motivi, quali: problemi otologici, stress emotivi, gli stati di tensione, e l’assunzione di un’eccessiva quantità di alcool. L’insufficienza circolatoria, la disfunzione metabolica o allergica, i tumori o i traumi, possono produrre questo tipo di instabilità con o senza disturbi dell’equilibrio, e altri che per esigenze di spazio non elenchiamo.

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Libri

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La “libraria” settecentesca di S. Francesco: l’ultimo libro di P. Luigi Giacometti È

stata recentemente presentata a Perugia l’ultima opera letteraria promossa da Padre Luigi Giacometti, direttore della Biblioteca storica del Convento di San Francesco del Monte, frate francescano originario di Cavarzere che tutti ricordano in paese con grande affetto e stima. L’opera si intitola La “libraria”settecentesca di San Francesco del Monte a Perugia ed è composta da due volumi che restituiscono il volto dell’antica biblioteca del Monte e rendono ancora più evidente la sua importanza per la storia culturale dell’Ordine francescano, in stretto rapporto con la città di Perugia. “L’opera offre la ricomposizione scientifica dei fondi librari – scrive Padre Giacometti nella prefazione al testo – così

come erano disposti nella storica Biblioteca, prima dell’avvento della Repubblica giacobina. La ricerca, l’esame e la registrazione dei materiali librari, messi a confronto con titoli e signature degli antichi cataloghi settecenteschi, hanno permesso di identificare gli esemplari originari posseduti dalla Biblioteca del Monte, oggi custodite in altre biblioteche, italiane ed estere”. Il progetto di realizzazione dell’opera ha coinvolto numerose personalità della Regione Umbria, della Biblioteca Comunale Augusta, della Biblioteca del Rettorato dell’Università di Perugia e del liceo classico “Annibale Mariotti”, riunite sotto la responsabilità scientifica di Alfredo Serrai, il quale si è avvalso della collaborazione di Maria Paola Barlozzini e di Fiammet-

ta Sabba, quest’ultima curatrice dei volumi. Il catalogo aumenta le conoscenze disponibili sulla preparazione teologica, morale e culturale dei frati francescani lungo i secoli, ma anche sugli ambiti in cui essi la applicavano, attraverso l’insegnamento e la predicazione in Italia e all’estero, dunque rappresenta un prezioso strumento per approfondire in maniera rigorosa il valore storico e culturale della Biblioteca del Monte. “In accordo con il motto presente nel finestrone del salone librario non oculis [sed] mentibus esca – conclude Padre Luigi - la bellezza della biblioteca sorprende e incanta, ma il visitatore è avvisato di favorire un personale processo di interiorizzazione e di lasciare ogni «distrazione» davanti ad un «oggetto»

Sotto padre Luigi Giacometti

tanto ammirevole: esso è solo un tramite, grazie al quale la mente deve lasciarsi condurre al Principio di ogni bellezza. Il messaggio della Biblioteca del Monte, infatti, richiama un concetto espresso dal grande dottore francescano Bonaventura da Bagnoregio nel suo Itinerario della mente in Dio: ogni bellezza, poiché è mediata dalla nostra superficiale emozione, potrebbe essere ingannevole;

“Solo andata –Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” La storia di due gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre 1943 Un biglietto sgualcito e un disegno del destino che riesce a ricomporre, almeno nel ricordo, una famiglia divisa dai drammi della guerra. E’ questo il tema del libro “Solo andata – Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” presentato a metà gennaio in Corte Benedettina a Correzzola nel Padovano. L’opera, scritta dalla giornalista del Mattino di Padova Patrizia Rossetti, la storia di Arnaldo e Osvaldo Agostini, due

gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre del 1943. Due fratelli, due giovani come tanti altri, due soldati. Chiamati alle armi e inghiottiti dalla guerra dopo l’Armistizio del 1943. La famiglia conoscerà la loro sorte soltanto grazie a un biglietto lanciato a caso lungo la strada ferrata, e arrivato a destinazione per un singolare

gioco del destino. Con l’autrice era presente Antonio Agostini, fratello minore di Osvaldo e Arnaldo, dai cui ricordi ha preso vita la storia narrata nel libro. Secondogeniti dei cinque figli di Ettore Agostini e Natalina Ortolan, Arnaldo e Osvaldo conducono la dura vita riservata ai poveri delle campagne venete, quando nell’agosto del 1943

ricevono la cartolina-precetto che li trascina in guerra. Deportati pochi giorni dopo l’Armistizio, in un ultimo gesto di disperazione gettano dalle feritoie del vagone piombato un biglietto, supplicando chiunque lo trovi di avvertire la loro famiglia. Il misero pezzo di carta sgualcita potrebbe andare distrutto, invece è notato da una donna, letto e in-

ma se invece è attirata dalla luce divina, essa vede attraverso quella stessa Luce”. Per informazioni e prenotazioni dell’opera è possibile rivolgersi alle Edizioni Fabrizio Fabbri srl (tel. 075 5271076, email fabrizio.fabbri@fabriziofabbri.net) oppure a Padre Luigi Giacometti (email luigiacometti@libero.it) Nicola Ruzza

ll biglietto, Antonio, fratello minore dei protagonisti e l’’autrice Patrizia Rossetti

viato al padre e alla madre dei due giovani, che ben presto i Tedeschi divideranno per sempre, destinandoli a due diversi campi di prigionia. Soltanto uno di loro tornerà a casa, ma minato nel corpo e nello spirito, tanto da non farcela neppure a raccontare per intero quegli anni di sofferenze. Un compito che Antonio, bambino all’epoca dei fatti, ha invece fatto proprio, per consegnarlo alle giovani generazioni. Il libro, edito dall’associazione di volontariato Co-Meta, è corredato dalle foto del fotografo Franco Storti e da una serie di emozionanti immagini d’epoca che ritraggono la famiglia Agostini. Il ricavato delle vendite andrà ai progetti di solidarietà che l’associazione Co-Meta sta portando avanti a favore dei bimbi africani. Alessandro Cesarato

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La cucina di Carmen

Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura TARTINE ALLA CREMA DI CARCIOFI

CROCCHETTE DI VERDURE

TORTA DI CAROTE

Ingredienti: 4 fette di pane integrale - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 carciofi - 1 pizzico di zenzero e 1 di curry - 1 ciuffo di prezzemolo - 1 spicchio di limone - olio e sale q. b.

Ingredienti: 1 gambo di sedano - 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.

Ingredienti: 250 g di carote - 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale - 1 C di miele - 2 C di uvetta - 1 C di pinoli - 1 uovo.

Preparazione: preparare o acquistare già pronti i fondi di carciofo. Lasciarli a bagno in acqua acidulata per qualche minuto. Intanto tritare bene la cipolla e l’aglio e farli saltare in una teglia oliata, unire i carciofi, regolare di sale e spezie e lasciar cuocere. A fine cottura aggiungere un po’ d’olio e il prezzemolo tritato. Quindi frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema morbida. Spalmare su fette di pane, tagliate in varie forme.

Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10-15 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 C. di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia unta d’olio, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.

Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.

Carmen Bellin

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armen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.

Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio, c = cucchiaino, g = grammo, kg = chilogrammo, L = litro, dl = decilitro, olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva, q.b.= quanto basta.

Menù di Pasqua Aperitivo della Casa con salatini Antipasti Schiette con polentina Antipasto Fornace: Gamberetti, Polipi con sedano, insa lata di mare, latticini di Seppia, Gamberoni, 1/2 Astice al prosecco Primi Linguine al Salmone affumicato Farfalle con Scampi e funghi Secondi Grigliata mista di pesce (Orata, cod a di Rospo, Scampo) Vassoi di frittura mista con polentina, Insalatine di stagione Dolci Tartufo gelato con liquore Colomba Pasquale e vino moscato Sgroppino Caffè e Grappa della casa Vino e Acqua Minerale compresi

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Ariete Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.

Toro Datevi da fare e dedicatevi ai cambiamenti, possibilmente nella prima metà del mese, poi diventerete più nervosi.

Gemelli Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.

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Oroscopo

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Febbraio L’amore prima di tutto nel mese di San Valentino. Abbracciatevi, tutto andrà per il verso giusto

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Bilancia Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.

Scorpione Avrete dei momenti piacevoli con la persona che amate. Riscoprirete il valore delle amicizie. Tenete sotto controllo la gelosia, però, e siate poco possessivi.

Sagittario Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.

NU SITO

Cancro

Capricorno

Riflettete prima di agire, sarete molto impulsivi e carichi di energia.

Date spazio all’immaginazione. Questo mese sarà molto vivace. Farete nuove conoscenze e migliorerete la vostra vita sociale.

Leone Il vostro umore è dei migliori ma sarà un mese impegnativo, con qualche delusione.

Acquario

Scopri tutte le novità!

Vergine Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.

Siete un po’ stanchi. Tenete duro fino a marzo. Fate qualcosa che vi piace per gratificarvi. Dedicatevi solo a voi stessi.

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