Ecobonus p.37
Salute p.47
DICEMBRE 2020
Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.182
Regione p.25
Turismo p.53
on-line: La proposta: a Natale acquista locale
di Padova Est
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TERRITORIO
Sanità, l’appello dei sindaci
Valeria Marcato >valeria@givemotions.it<
Sì, perché in questo 2020 nessuno di noi pensava alle luminarie, all’Albero di Natale, alle nostre piazze illuminate a festa. E invece ecco che il Natale sta diventando un regalo per tutti noi, pur nella sua essenzialità. Lo riscontriamo dalle tantissime reazioni entusiaste nei nostri social e nel web, dagli sguardi rapiti ed emozionati dei cittadini, dall’orgoglio delle amministrazioni comunali. Un significato profondo questo, degno di riflessione. Tutti noi da settimane sosteniamo che questo sarà un Natale diverso. Noi ora pensiamo che questo sarà il vero Natale. Quello trascorso con gli affetti più cari ed intimi, con il calore delle luci, dell’Albero, del Presepe a compensare gli abbracci con pseudo sconosciuti. E Babbo Natale? Lui non mancherà, assolutamente non deve mancare. Che arrivino dalla Lapponia servizi pagg 9, 12 e 15 per i più piccini o dalle attività deialle nostri Comuni vestiti a festa, i regali saranno una presenza irrinunciabile nelle nostre case. Quest’anno i regali non saranno solo un segno di affetto nei confronti delle persone care, ma soprattutto un importante valore per il commercio e per le moltissime famiglie del settore, un segnale di rispetto per l’economia delle nostre città e per i nostri negozi di prossimità. Ci crediamo tantissimo tutti noi de La Piazza. Per questo abbiamo lanciato una campagna che ricordi ai cittadini ed ai veneti quanto sia importante acquistare nei propri luoghi. “A Natale acquista locale” non è per noi solo uno slogan, ma è il nostro modo per festeggiare il Natale con i nostri affetti più cari: i nostri lettori ed i nostri clienti. Nelle nostre pagine Facebook trovate le immagini della campagna, invitiamo tutti voi a condividerle e a pubblicarle nei propri profili. E’ il nostro modo per regalare concretezza, in questo momento di distrazione, preoccupazione e confusione. È il nostro pensiero di riconoscenza per il 26esimo Natale de La Piazza che, anche in questa occasione, vogliamo condividere con tutti voi! Buone Feste!
I Comuni puntano sul 2021 per la ripartenza
I primi cittadini di Vigonza, Noventa Padovana e Saonara tracciano ,in occasione del Natale, un bilancio del 2020 e illustrano i progetti per l’anno che verrà
PONTE SAN NICOLO’
Roncajette, nasce l’Isola del Bacchiglione VIGONZA
Farmaci, torna “Meno passi, meno rischi” NOVENTA PADOVANA
Il falò della Befana si farà NOVENTA PADOVANA
Furti, aiuti per installare gli allarmi
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La proposta: a Natale acquista locale
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e nostre città ci hanno abituati in questi anni ad un Natale ricco. Di gente, di intrattenimento, di socialità, di addobbi. Tutto normale per le città venete. Tutto normale per noi cittadini. Tutto normale, fino a questo Vendita, noleggio sci e snowboard, preparazione di lamina e sciolina. 2020. Improvvisamente molte città si sono risvegliate Si consiglia la prenotazione via mail o via numero telefonico. dal torpore della pandemia e dall’assuefazione del “tanto” che hanno sempre avuto. E tutti ci siamo meravigliaMytimesport ti delle tante luci e del calore che gli addobbi di Natale in È un periodico formato da 18 edizioni localicittà mensilmente e a pag 5 Redazione: ci hanno regalato. Direzione, Amministrazione segue
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Facciamo. il punto
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“Sanità, rivalutiamo il ruolo dei sindaci”
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L’appello del sindaco di Noventa Alessandro Bisato
Sì, perché in questo 2020 nessuno di noi pensava alle luminarie, all’Albero di Natale, alle nostre piazze illuminate a festa. E invece ecco che il Natale sta diventando un regalo per tutti noi, pur nella sua essenzialità. Lo riscontriamo dalle tantissime reazioni entusiaste nei nostri social e nel web, dagli sguardi rapiti ed emozionati dei cittadini, dall’orgoglio delle amministrazioni comunali. Un significato profondo questo, degno di riflessione. Tutti noi da settimane sosteniamo che questo sarà un Natale diverso. Noi ora pensiamo che questo sarà il vero Natale. Quello trascorso con gli affetti più cari ed intimi, con il calore delle luci, dell’Albero, del Presepe a compensare gli abbracci con pseudo sconosciuti. E Babbo Natale? Lui non mancherà, assolutamente non deve mancare. Che arrivino dalla Lapponia per i più piccini o dalle attività dei nostri Comuni vestiti a festa, i regali saranno una presenza irrinunciabile nelle nostre case. Quest’anno i regali non saranno solo un segno di affetto nei confronti delle persone care, ma soprattutto un importante valore per il commercio e per le moltissime famiglie del settore, un segnale di rispetto per l’economia delle nostre città e per i nostri negozi di prossimità. Ci crediamo tantissimo tutti noi de La Piazza. Per questo abbiamo lanciato una campagna che ricordi ai cittadini ed ai veneti quanto sia importante acquistare nei propri luoghi. “A Natale acquista locale” non è per noi solo uno slogan, ma è il nostro modo per festeggiare il Natale con i nostri affetti più cari: i nostri lettori ed i nostri clienti. Nelle nostre pagine Facebook trovate le immagini della campagna, invitiamo tutti voi a condividerle e a pubblicarle nei propri profili. E’ il nostro modo per regalare concretezza, in questo momento di distrazione, preoccupazione e confusione. È il nostro pensiero di riconoscenza per il 26esimo Natale de La Piazza che, anche in questa occasione, vogliamo condividere con tutti voi! Buone Feste!
e necessità e le urgenze di questi ultimi mesi, dettate dalla pandemia a tutela della salute pubblica, ci stanno facendo comprendere giorno dopo giorno quanto sia necessario per il prossimo futuro rivalutare in maniera importante il ruolo dei sindaci come interfaccia con il cittadino nel rapporto con l’Ulss stessa”. Il sindaco di Noventa Padovana, Luigi Alessandro Bisato, parla in qualità di presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 6 Euganea, che riunisce gli ex 3 distretti dell’Ulss 15,16 e 17 (Alta Padovana, Bassa Padovana, Città e Saccisica) e solleva innanzitutto la questione dei Covid hospital territoriale, come ad esempio il caso di Schiavonia. “Ci siamo lungamente concentrati sulle conseguenze negative che ha la trasformaRIF. EP214 E € 309.000,00 zione di questi presidi in strutture dedicate Covid per quei cittadini che sono costretti a veri e propri viaggi della speranza per avere cure sanitarie- spiega Bisato. Mentre al direttore generale Domenico Scibetta abbiamo chiesto una particolare attenzione al sistema di tracciamento e prevenzione viste le molte lamentele raccolte dai presidi per la lentezza nella gestione dei ragazzi risultati positivi nelle nostre scuole”. Secondo l’ultima riforma del sistema sanitario regionale i sindaci continuano ad avere competenze nell’ambito socio sanitario ma, sostiene, il presidente della conferenza dei primi cittadini dell’Ulss 6, va compreso che il loro punto privilegiato di osservazione può fare la Valeria Marcato >redazione@givemotions.it < differenza tra un sistema più o meno efficiente. “Va certamente rico>valeria@givemotions.it< nosciuto che ci sono degli aspetti positivi, - conclude Luigi Alessandro e nostre città ci hanno abituati in questi anni ad un Bisato - porto ad esempio la riuscita centralizzazione degli appalti per Natale ricco. Di gente, di intrattenimento, di socialiil tramite di Azienda Zero, ma va anche detto che presi dell’emergenza tà, di addobbi. Tutto normale per le città venete. Tutto per la pandemia non dobbiamo perdere una visione più ampia. Che normale è proprio quello che un sindaco, tutti i giorni a diretto contatto con i per noi cittadini. Tutto normale, fino a questo 2020. Improvvisamente molte città si sono risvegliate Elena Callegaro suoi cittadini può garantire”. dal torpore della pandemia e dall’assuefazione del “tanto” che hanno sempre avuto. E tutti ci siamo meravigliati delle tante luci e del calore che gli addobbi di Natale in È un periodico formato da 18 edizioni localicittà mensilmente e a pag 5 Redazione: ci hanno regalato. Direzione, Amministrazione segue
VIGONZA PERAGA
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Ponte San Nicolo’
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Interventi Il sindaco Martino Schiavon illustra il progetto che restituirà l’area alla collettività
Roncajette, nasce l’Isola del Bacchiglione per mettere in sicurezza l’ex discarica N
asce l’Isola del Bacchiglione, il progetto di messa in sicurezza dell’ex discarica di Roncajette. E’ partito in queste settimane l’importante intervento di ribaulatura dell’area di smaltimento a ridosso del fiume, grazie all’utilizzo delle terre prelevate dai limitrofi lavori di riprofilatura dei depositi alluvionali lungo il Bacchiglione ad opera del Genio Civile. L’area prenderà il nome di “Isola del Bacchiglione” con l’auspicio che possa finalmente diventare uno spazio verde fruibile dalla cittadinanza. Si tratta di una zona che è stata fino al 1999 una discarica dedicata allo smaltimento dei rifiuti urbani. I lavori di messa in sicurezza dell’ex discarica di Roncajette sono coordinati da Acegas Aps Amga in collaborazione con i Comuni di Ponte San Nicolò e Casalserugo, la Provincia, con il contributo di Genio Civile, Arpav, Consorzio Bacino Padova 2 e Bacino Padova Centro, che stanno lavorando congiuntamente con l’obiettivo di restituire ai cittadini un’area molto importante del territorio. Una riqualificazione che porterà con sé due benefici molto importanti. Da un lato assicurerà la bontà dei terreni utilizzati, dall’altro consentirà uno smaltimento a km 0 di quelle terre, che diversamente sarebbero state portate altrove comportando un decisivo maggior impatto ambientale per i lunghi viaggi dei camion. “È stato recentemente raggiunto l’accordo con il Genio Civile e la Regione - spiega il sindaco Martino Schiavon- per avviare il
progetto riprofilatura dei depositi alluvionali sul Bacchiglione. Contestualmente è stato valutato di utilizzare le terre prelevate dall’argine per i lavori di messa in sicurezza dell’ex discarica di Roncajette. Si tratta, quindi, di terreni certificati e di qualità, che consentiranno di concludere il lavoro di conversione di questo spazio in un’area ecologica disponibile a tutti i cittadini. Saranno create aree piantumate e sistemi e strutture per il riutilizzo dell’acqua proveniente da quest’area, il tutto utilizzando materiali ecosostenibili”. Dato il grande valore di quest’area per tutta la comunità del territorio, gli enti coinvolti hanno messo a disposizione dei cittadini il sito internet www.isoladelbacchiglione.it che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per chiunque fosse interessato a seguire l’avanzamento dei lavori. Oltre ad una sezione specifica con tutte le ultime news, il sito propone una mappa interattiva in cui l’utente può navigare accedendo alle informazioni in tempo reale sulle rilevazioni ambientali e sulle lavorazioni in corso. Inoltre, è possibile consultare il programma dei lavori e il dettaglio delle attività fino al secondo semestre del 2023, periodo in cui è prevista la chiusura del cantiere. Uno strumento, insomma, che conferma la volontà di un totale coinvolgimento dei cittadini in un progetto molto sentito nel territorio, che si avvia finalmente verso il capitolo finale.
Uno dei lotti della discarica di Roncajette, ora sottoposta ad un progetto di riqualificazione
Don Daniele Cognolato nuovo parroco del paese
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on Daniele Cognolato ha preso ufficialmente servizio, a fine ottobre, in paese con la messa celebrata insieme al vescovo Claudio Cipolla. Il trentasettenne sacerdote originario di Brugine nelle scorse settimane era stato scelto per sostituire don Rino Pittarello che in agosto si era ritirato per motivi di salute. Dopo la formazione nel seminario minore, don Daniele nel 2008 era stato nominato presbitero per la diocesi di Padova. E’ stato viceparroco a Campodarsego, Solesino, Vigonza e Tencarola. Durante il ministero ha approfondito gli studi di counseling conseguendo diplomi in analisi transazionale e programmazione neuro-linguistica. Ora sta concludendo gli studi di Diritto canonico a Venezia. Svolgerà il proprio servizio nella parrocchia di san Nicola con residenza a Roncaglia assieme a don Demis Ballotta. Don Daniele ha anticipato che darà molto spazio al proprio ministero di parroco, alla relazione e al contatto con le persone, non solo i giovani, ma tutta la comunità e le realtà associative che la compongono. A dare il benvenuto al giovane parroco c’era anche il sindaco Martino Schiavon
che ha portato il saluto dell’intera comunità. “Abbiamo già avuto la fortuna di conoscere don Daniele e gradire il suo stile- ha detto il primo cittadino nel suo breve discorso di accoglienza- fatto di parole e sorrisi, di idee chiare e concetti preziosi. Gli garantiremo la massima disponibilità all’ascolto, al confronto e al sostegno. Parrocchia e Comune, pur conservando la propria autonomia, devono collaborare come vasi intercomunicanti. La ragione di fondo sta nel fatto che dobbiamo preoccuparci delle stesse persone che vivono nel comune territorio”. (a.c.)
Alessandro Cesarato
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Ponte San Nicolo’
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“Mai più alluvioni, le opere vanno fatte”
Apre il cantiere in via Wagner
La stima definitiva dei danni provocati dall’alluvione solo nel territorio comunale di Ponte San Nicolò ammonta a 8 milioni di euro. Flash mob della lista “Facciamo ponte”
“M
ai più alluvioni”. A dieci anni dalla tragedia del 2 novembre 2010, quando il canale Roncajette ha rotto l’argine destro mandando sott’acqua un intero territorio, il locale circolo del Partito Democratico ha organizzato, insieme alla lista “Facciamo Ponte”, un simbolico flashmob sui luoghi, dove l’argine cedette. Un’alluvione che mise in ginocchio famiglie e imprese. Nel cuore della notte i primi nuclei familiari furono svegliati prima dal suono dei campanelli di casa, quindi, a causa black-out elettrico, i soccorritori dovettero scavalcare i cancelli, bussare a porte e finestre e gridare all’indirizzo dei residenti. La stima definitiva e complessiva dei danni provocati dall’alluvione solo nel territorio comunale di Ponte San Nicolò, ammontò a 8 milioni di euro. Dalla passerella ciclopedonale è stata riportata l’attenzione sulle indispensabili opere anti-alluvione, molte ancora rimaste sulla carta. “Siamo al fianco delle istanze del territorio- ha esordito Vanessa Camani,
neo consigliere regionale del Pd “troppe volte abbiamo assistito a proclami. Adesso stiamo affrontando altre emergenze, ma è giusto non abbassare la guardia. Il tema delle acque non basta affrontarlo a spot, serve un grande progetto. La Regione faccia ciò che deve fare, i soldi ci sono, il governatore Luca Zaia, in qualità di commissario, ha pieni poteri in materia. Sono stati spesi solo uno dei tre miliardi messi a disposizione del Governo. E’ inac-
cettabile che da queste parti si viva ancora con l’ansia quando inizia a piovere”. “Chiediamo- ha aggiunto Emanuele Martino, vicepresidente della locale sezione del Pd -che le opere siano fatte. Non basta posare la prima pietra, ma è necessario arrivare al collaudo. Sulla sicurezza idraulica bisogna vigilare costantemente perché c’è il rischio che, passati i disastri, la curva dell’attenzione di abbassi inesorabilmente. Fino al 2010 del Roncajette si era parlato solo in termini di qualità e non di quantità delle acque. L’alluvione è stata uno schiaffo, non solo in termini di danni materiali e psicologici, ma anche perché ha costretto a ripensare al ruolo del fiume, le cui acque potevano anche uscire dagli argini e romperli”. “Si proceda- hanno concluso i rappresentati della lista Facciamo Ponte - con il completamento dell’idrovia Padova- Venezia, che potrà avere funzione di scarico delle acque e valvola di sfogo per le piene di Brenta e Bacchiglione”. Alessandro Cesarato
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antiere per la miglioria idraulica in via Wagner dove è prevista in queste settimane la posa di una nuova condotta delle acque bianche. Si tratta di uno degli interventi previsti nel Piano comunale delle acque che affronta in maniera sistematica le problematiche legate alla mancanza di un regolare deflusso delle acque meteoriche in alcune aree. “A dieci anni dall’alluvione- ha precisato il sindaco Martino Schiavon questo intervento, assieme ad altri fatti e da realizzare come il bypass lungo lo scolo Borachia e tra le vie Boccaccio e Pozzoveggiani, sono un chiaro e utile segnale di rispetto per il territorio. Si tratta di lavori concreti che vanno a mitigare, se non a migliorare, il sistema idraulico comunale. Questo proprio per cercare di evitare ciò che dieci anni fa abbiamo visito con tanta sofferenza e tristezza. Questa serie di cantieri ha l’obiettivo di agevolare il deflusso delle acque piovane nelle zone più critiche non solo del paese ma anche di quelle contermini di Padova”. (a.c.)
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Vigonza
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Territorio Il messaggio del sindaco Stefano Marangon ai suoi cittadini
Un Natale di ripartenza e solidarietà I
n questo ultimo periodo dell’anno, che si appresta a festeggiare il Natale e chiudere un 2020 alquanto particolare, abbiamo voluto riportare le parole del primo cittadino di Vigonza per tracciare un bilancio di un periodo straordinario sotto tutti i punti di vista. “Voglio ringraziare i nostri concittadini, - afferma il sindaco Stefano Marangon per il senso di responsabilità, la compostezza e la pazienza dimostrate in questi mesi difficili, in cui ci siamo trovati ad affrontare l’inaspettato, che ha preso le sembianze della pandemia da Covid-19. Per quanto ci riguarda, siamo infatti riusciti a fronteggiare l’emergenza con interventi efficaci e tempestivi, ma questo non sarebbe stato possibile senza il loro essenziale contributo. Abbiamo davvero dimostrato di essere una comunità che, al momento necessario, sa far prevalere l’interesse di tutti su quello particolare. Questo è il tempo, tuttavia, di non mollare: il virus, infatti, non è sconfitto”. Continua Marangon: “Dobbiamo pertanto perseverare nel rispetto delle regole ben note: è un impegno prioritario per la salute di tutti e per una ripresa della piena normalità. Il ringraziamento è rivolto in modo particolare a tutti quelli che hanno messo a disposizione il loro tempo con passione e dedizione ammirevoli: i volontari della Protezione Civile, gli Scout, il Gruppo Alpini, i medici di Vigonza Medica e i farmacisti, i Carabinieri in congedo, i consiglieri comunali del servizio “Vicinanza e Ascolto”, la Caritas, la Croce Rossa, chi ha aiutato nel servizio di vigilanza dei parchi.” “Un ringraziamento che guarda al futuro – afferma il sindaco - e che vuole dare impulso a una visione fiduciosa nella generale capacità di affrontare insieme le prossime sfide. Dovremo sì confrontarci con i problemi e le incertezze di una situa-
Il sindaco Stefano Marangon
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Farmaci, torna il progetto “Meno passi Meno rischi”
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itorna operativo il progetto “Meno passi, Meno rischi”, già utilizzato negli scorsi mesi primaverili,un progetto, nato dalla stretta collaborazione tra i medici della medicina integrata Vigonza Medica e tutti i farmacisti del territorio comunale di Vigonza. “L’obiettivo principale è - spiegano gli organizzatori - in questo momento, quello di limitare al massimo la mobilità dei nostri concittadini assistiti, semplificando la gestione delle ricette per farmaci. E’ possibile ritirare direttamente in farmacia non solo i farmaci di cosiddetta fascia A, quelli che ormai tutti hanno compreso viaggiare con la cosiddetta dematerializzazione, ma anche quelli che facevano riferimento alle “ricette bianche” ed anche quelli che vengono ritirati nelle farmacie territoriali, ma acquisiti attraverso le farmacie ospedaliere: le cosiddette “ricette rosse”. Il paziente alla richiesta di ricettazione alla segreteria di Vigonza Medica dovrà dire: nome e cognome, elenco dei farmaci richiesti e nome della farmacia presso la quale ritirerà i farmaci richiesti. Se quella farmacia è una delle sette ubicate nel territorio comunale il paziente, o un suo
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Vigonza
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Eventi La sofferta decisione di don Fernando Fiascon, parroco di Codiverno
“Il presepe vivente non si farà” D
opo 24 anni, il Covid-19 ferma il presepio vivente di Codiverno. È questo il triste esito che la seconda nuova ondata della pandemia di Coronavirus ha inflitto alla comunità della frazione di Vigonza. “Il presepio vivente purtroppo non si farà – ha commentato desolato il parroco del paese don Fernando Fiscon, costretto a prendere questa dolorosa decisione assieme al consiglio pastorale della comunità di fedeli”. Nel corso degli anni il presepio natalizio era diventato una vera e propria tradizione paesana, un appuntamento fisso per tutta la comunità, capace di raccogliere il contributo di tutto il paese. Ogni anno, infatti, oltre 310 figuranti prestavano volontariamente il proprio tempo per dare vita ad una rappresentazione magica, in uno spazio sempre rinnovato di oltre 3.300 metri quadrati, dove ogni partecipante si metteva in gioco dando qualcosa di sé stesso in termini di capacità, competenze, abilità e passione. Tutte le edizioni sono sempre riuscite a cogliere nel segno, emozionando migliaia di visitatori, sorpresi dalle riproposizioni delle diverse scene di vita tratte dal Nuovo Testamento (ad esempio la Natività, l’arrivo dei Magi con i doni oro, incenso e mirra, gli incontri di Gesù nella sua vita adulta, ecc.), con un percorso tematico che accompagnava i presenti dall’ingresso della chiesa fino al centro parrocchiale, sede della ormai consueta mostra del libro, coordinata dall’associazione paesana “Noi 2000 – 2000 Noi”, immancabile protagonista di ogni edizione. Ma la pandemia di Covid-19 non ferma Codiverno. Infatti, come ci racconta don Fernando, anche se l’edizione di quest’anno del presepio non ci sarà, “per il resto cerchiamo di rispondere al virus pandemico diffondendo il virus della carità e della speranza”. Le parole del sacerdote di Codiverno riprendendo il messaggio lanciato dalla Santa Sede: “In una emergenza, anche il vero cuore di una persona emerge. Da un’emergenza che colpisce tutte le persone, speriamo di vedere un’emergenza pandemica di cura, compassione e amore. Una crisi di emergenza che scoppia inaspettatamente può essere affrontata solo con un’uguale “eruzione” di speranza. La diffusione pandemica di un virus deve pro-
durre un “contagio” pandemico di carità. La storia giudicherà la nostra generazione in base alla forza dell’amore disinteressato che questa emergenza comune avrà generato e avrà diffuso o se non sarà riuscita a farlo. Ringraziamo le persone eroiche il cui amore e coraggio sono già stati fonte di guarigione e di speranza in queste ultime settimane”. Manuel Matetich
Uno sportello contro la solitudine
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n proverbio africano recita: “Quando muore un anziano è come se bruciasse una biblioteca”. È vero, non è retorica, ogni volta che si ascoltano gli emozionanti racconti delle persone anziane, è come se si stesse leggendo un libro, pieno di colori, avventure e storie straordinarie. Gli anziani sono quelli che ci portano la storia, che ci portano la dottrina, che ci portano la fede e ce la danno in eredità. Sono quelli che, come il buon vino invecchiato, hanno questa forza dentro per darci un’eredità nobile. Ecco perché l’associazione “Con Amore e con Rabbia”, in collaborazione con il Comune di Vigonza, ha attivato presso il Centro Diurno Anziani, in via Paradisi a Peraga di Vigonza, il “Punto Anziani”, sportello gratuito di sostegno psicologico per gli anzian e i loro familiari, soprattutto con lo scopo di assistere le persone più deboli in questo nuovo difficile periodo di isolamento dovuto alla nuova ondata pandemica di Covid-19. Si possono rivolgere allo sportello tutti gli anziani che desiderano parlare di problemi personali o familiari e le famiglie che assistono persone con demenza. Lo sportello fornisce inoltre sostegno alle difficoltà legate all’invecchiamento, come solitudine, lutti, problemi fisici o psicologici, fornisce inoltre supporto e informazioni per affrontare la demenza. La consultazione può avvenire telefonicamente al numero 375-6326075 nei giorni di lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 15 alle 19 con il supporto della dottoressa Marta Casagrande e della dottoressa Delia d’Angelo, oppure su appuntamento recandosi direttamente presso il Centro Diurno Anziani il mercoledì mattina dalle 10.30 alle 12.30.
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“I cantieri non si sono fermati” Il sindaco Luigi Alessandro Bisato traccia il bilancio di un anno intenso a pochi mesi dall’appuntamento con le elezioni comunali. Nel 2021 la nuova scuola media Santini
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’ultimo del secondo mandato, il 2020 è stato un anno intenso, segnato dalla pandemia e dalla riscoperta del senso più autentico di comunità. Per il sindaco Luigi Alessandro Bisato siamo al traguardo dei 24 anni di presenza ininterrotta in consiglio comunale, prima da consigliere di minoranza poi da assessore, vicesindaco e infine da primo cittadino. Un record personale. “Sono stati dieci anni vissuti di corsa - racconta Bisato - ma la passione non è mai mancata”. Negli ultimi 12 mesi abbiamo comunque visto la messa in opera di cantieri importanti, in particolare quello per il rifacimento della scuola media Santini in via Valmarana: “Con il 2021 potranno rientrare tutte le classi ora dislocate alle primarie e sopra all’asilo in via Roma, mentre nel giro di un altro mese e mezzo verrà ultimata anche l’installazione del brise-soleil, un frangisole per proteggere la facciata dall’irraggiamento diretto del sole”. Nel 2020 è arrivato anche il cambio di look per il piazzale antistante il Municipio, con la riorganizzazione del parcheggio e
la posa di un nuovo arredo urbano, e per il liston di via Roma con l’installazione delle fioriere e la rinnovata illuminazione. Partita anche la riqualificazione del centro Noventana, mentre c’è soddisfazione per l’atteso via libera alla realizzazione di un centro federale di formazione per il calcio dilettantistico negli impianti sportivi di via Roma. “La maggior parte delle nostre attività quest’anno è stata però dedicata alla gestione della pandemia. - racconta ancora Bisato. - Doveroso il mio ringraziamen-
to al mondo del volontariato. Insieme ci siamo riscoperti come comunità. Tutti ci siamo stretti intorno alla famiglia di Alex Zanardi, lo striscione in piazza Europa continua ad essere il simbolo di questa profonda vicinanza, mentre con grande dispiacere abbiamo perso il professor Luigi Perini, che ci ha lasciato a 98 anni lo scorso settembre. Era la nostra memoria storica, maestro di tante generazioni, padovano eccellente e noventano doc”. Tra pochi mesi dunque, Covid permettendo, i cittadini di Noventa
saranno chiamati alle urne per eleggere un nuovo sindaco: “Fino a qui ho messo tutta la mia buona volontà e continuerò a farlo. - conclude Luigi Alessandro Bisato. Abbiamo cercato di dare il meglio e ringrazio la squadra che mi ha affiancato. Già stiamo pensando al futuro visto che ci sono le risorse per la riqualificazione anche dell’asilo il Giardino, mentre è in fase di progettazione la ristrutturazione della palestra comunale in via XXV Aprile”.
Nuovi orari per i giardini pubblici
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on ordinanza del sindaco e dopo numerose richieste da parte della cittadinanza sono stati estesi gli orari di apertura dei parchi pubblici, che resteranno fruibili fino a febbraio dalle 7 alle 19.30, mentre da marzo a ottobre fino alle 22. Previste sanzioni fino a 150 euro per i trasgressori.
Casa di riposo: visite con l’interfono
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empre all’avanguardia sistemi di sicurezza anti Covid nella casa di riposo in via Roma. Le visite si svolgono tramite porte finestre con interfoni, in questo modo gli anziani e i loro cari possono continuare a vedersi e interagire. Sono state allestite 3 postazioni e sono organizzate fino a 24 visite al giorno da lunedì al venerdì, e fino a 12 turni al mattino il sabato, in modo da esaudire tutte le possibili richieste dei familiari per i 96 ospiti residenti.
Completata la ciclabile sul Brenta fino a Vigonza
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ono terminati nel pieno rispetto delle tempistiche i lavori di sistemazione della sommità arginale del fiume Brenta. La pista ciclabile collega i comuni di Noventa e Vigonza, zona San Vito, è stata realizzata dalla Provincia di Padova con un contributo dei territori interessati.
Il falò della Befana si farà A
nche a Noventa Padovana l’anno che sta finendo è stato profondamente segnato dall’emergenza sanitaria che ci ha privato di feste, sagre, manifestazioni in piazza e mercatini: il 2021 però dovrà iniziare almeno con un segnale di buon auspicio. Ecco perché la Proloco sta pensando di mantenere intatto l’appuntamento con la Befana e il tradizionale falò. “Non
potremo ovviamente mettere in piedi un evento come negli anni scorsi, - spiega il presidente della Proloco, Dino Bozzato - non ci potrà essere infatti pubblico, né distribuzione di calze e dolcetti ai più piccoli. Non potremo fare assembramenti intorno al fuoco, ma faremo comunque il falò per bruciare simbolicamente le sventure dell’ultimo anno nella speranza di lasciarci tutto alle
I messaggi in piazza Europa a sostegno di Alex Zanardi, cittadino di Noventa
Elena Callegaro
spalle e poter tornare a vivere come prima del Covid”. Saltate infatti nel 2020 le principali manifestate organizzate da Comune e Proloco, dal Carnevale alla Festa del Redentore sul ponte del Piovego. Per non parlare della sagra del Folpo, non era mai successo che l’evento tanto atteso in paese venisse annullato completamente. “Purtroppo anche le iniziative alternative organizzate insieme alla Confraternita del Folpo per tentare di mantenere almeno lo spirito di quelle giornate e dare una boccata di ossigeno ai nostri ristoratori si sono dovute fermare di fronte all’avanzare della seconda ondata di contagi - spiega ancora il presidente della Proloco di Noventa Padovana. Ora come ora non siamo in grado di fare previsioni, né di organizzare nulla per il periodo natalizio. Non potranno esserci mercatini in piazza, e solo quando l’emergenza sarà di nuovo rientrata potremo approntare un nuovo calendario di eventi”. A Natale sono comunque previste le tradizionali luminarie nella via principale, altro non si può fare. “La Befana però - conclude Bozzato - la vorremmo bruciare ugualmente, senza pubblico, ma proprio per chiudere i conti con un 2020 da dimenticare”. (e.cal.)
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Noventa Padovana
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Furti e razzie nelle case, aiuti per installare gli allarmi
200 nuovi alberi nell’area Da Vinci
Il Comune mette a disposizione 10mila euro per l’acquisto di sistemi di sorveglianza e antintrusione. Telecamere in via Marconi, al centro civico Brugnolo e al parco ai Pioppi
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icurezza, arriva il bando per l’assegnazione di contributi dedicati a chi vuole installare nelle proprie abitazioni impianti di allarme, sistemi di sorveglianza o anti-intrusione, come ad esempio persiane, portoncini blindati o inferriate. È la nuova strategia del Comune di Noventa per mettere un freno al fenomeno dei ripetuti furti nelle case dei propri cittadini: l’incremento della rete di sorveglianza anche della proprietà privata consentirebbe infatti di creare un filo ancora più diretto con le forze dell’ordine. Per accedere al bando bisogna essere proprietari dell’abitazione (o affittuari con assenso dei proprietari) e residenti da almeno un anno nel Comune di Noventa Padovana, sono esclusi i condomini e le unità immobiliari destinate ad uso non residenziale. La cifra messa in campo è di 10mila euro, non sono molti ma anche il nostro bilancio ha dovuto fare i conti con l’emergenza Covid: “Questo è un inizio, nei prossimi anni il contributo potrà aumentare- spiega infatti l’assessore alla Polizia Locale, sicurezza, bandi e finanziamenti, Silvia Bernardoche annuncia pure il rinnovo, per altri 5 anni, della convenzione con il Comune di Stra per la gestione coordinata dei servizi della Polizia Locale. Sempre sul fronte della sicurezza nei mesi scorsi il Comune ha inoltre partecipato ad un ulteriore bando regionale per il potenziamento delle reti ed ulteriori installazioni in via Marconi, per riprendere il traffico proveniente da Noventana e da San Vito di Vigonza, ma anche al centro civico Brugnolo e al parco ai Pioppi, per il contrasto di atti vandalici, mentre già nel 2021 dovrebbe essere possibile procedere agli interventi in zona Oltrebrenta. C’è inoltre il massimo impegno per consentire tecnicamente quanto prima che le immagini possano essere visionate in diretta dalla Stazione dei Carabinieri. Proseguono infine, anche se a rilento sempre a causa della pandemia, le attività di organizzazione dei gruppi di vicinato, l’ultimo nato con una decina di cittadini nella zona di via Cucchetti: “Gli incontri informativi hanno pur-
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troppo subito uno stop data l’impossibilità di riunirsi in presenza, - conclude l’assessore Bernardo ma stiamo pensando di aggirare il problema registrando dei video e preparando delle schede nei quali spieghiamo la corretta procedura per segnalare problemi”. Elena Callegaro
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oventa Padovana sempre più verde, quasi 200 nuovi alberelli sono stati messi a dimora nell’area in via Leonardo da Vinci accanto agli orti sociali nell’ambito dell’iniziativa “Un albero per ogni nato”. Frassini, querce, ontani, carpini, e persino qualche ciliegio selvatico: simboleggiano i bimbi che sono nati o sono stati adottati nel nostro Comune negli anni 2018 e 2019 e formeranno negli anni un piccolo habitat semi-naturale prezioso per la fauna. Il boschetto incrementerà la biodiversità, ma sarà anche un rifugio per insetti utili in agricoltura. “Questa piantumazione formerà inoltre una ulteriore barriera vegetale tra l’autostrada e l’edificato oltre a portare altri benefici in termini ambientali in quanto gli alberi sono dei filtri per l’aria grazie al processo della fotosintesi clorofiliana che assorbe anidride carbonica e produce ossigeno, mentre le foglie trattengono una grande quantità di particolato atmosferico e gas inquinanti- spiega il vicesindaco e assessore all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile, Fabio Borina. Quest’anno non si è potuto festeggiare l’arrivo delle nuove piante insieme ai bambini e alle loro famiglie, causa Covid, ma ogni piccolo nuovo cittadino ha ricevuto un attestato di piantumazione con il quale il Comune ha voluto sottolineare l’importanza degli alberi, fondamentali per la sopravvivenza nostra e delle generazioni future. In parallelo sono state messe a dimora ulteriori piante anche nelle aree verdi di Oltrebrenta e Noventana, mentre si è provveduto anche a piantare i nuovi tigli nel filare in via Roma in sostituzione di quelli abbattuti perché malati e dunque pericolosi: “per non pregiudicare nel futuro uno degli scorci più belli del nostro centro storicoha concluso il vicesindaco Borina”. (e.cal.)
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Saonara
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Il bilancio Intervista con il sindaco Walter Stefan
“Il parco di Villatora è atteso per il prossimo anno” S
i chiude un 2020 complicato anche per Saonara, a causa della pandemia in corso, che ha messo in difficoltà un po’ tutti, compresi i Comuni. “Abbiamo vissuto un anno difficile”- afferma il sindaco Walter Stefan - “che ci ha visti impegnati nelle attività necessarie e urgenti per affrontare la situazione”. In questa seconda ondata, com’è la situazione di Saonara? “Per numero di contagi decisamente peggio di 4-5 volte i numeri della primavera, anche se si tratta di forme più leggere, per lo più curate a casa. Dobbiamo continuare a indossare la mascherina, rispettare il distanziamento e lavarsi spesso le mani. Raccomanderei di stare in casa, limitando le uscite il più possibile”. Sul fronte delle opere, come si chiude quest’anno per il Comune? “Pur tra mille difficoltà, siamo soddisfatti di quanto è stato realizzato e stiamo realizzando. A cominciare dalla nuova rotonda su via Sabbioncello, al completamento della pista ciclabile sul lato sud della strada dei Vivai a Villatora, all’inizio della pista ciclabile di collegamento tra Tombelle e Villatora. Inoltre, siamo riusciti a far partire le scuole in tempo e in sicurezza.” Per il 2021 quali nuovi interventi prevedete? “L’opera più significativa sarà la realizzazione del primo stralcio del parco urbano di Villatora. Questo stralcio prevede la realizzazione su un’area di 13.000 metri quadrati di un parco per i bambini. Importante è anche la costruzione della nuova palestra coperta di Saonara, disponibile per società sportive e per gli adulti”. Un complesso di opere pubbliche importanti e per i servizi, quali prospettive? “Dopo la realizzazione della nuova sala civica “Sandro Pertini” e la nuova piazza, anche i privati stanno facendo la loro parte: Saonara capoluogo
Il sindaco Walter Stefan
ha finalmente una nuova farmacia, mentre si sta realizzando un nuovo supermercato all’ingresso del centro; servizi importanti per la qualità della vita di tutti”. Sindaco, a breve scadrà il suo secondo e ultimo mandato nel 2022, cosa ci si deve aspettare? “Mi auguro che i saonaresi continuino a dar fiducia alla nostra squadra. Abbiamo persone di qualità in grado di gestire al meglio questo Comune. Io sarò, se lo vogliono, al loro fianco, senza incarichi di giunta, ma pronto a fornire consigli e suggerimenti. Ritengo che la continuità amministrativa sia un valore assolutamente da perseguire, evitando errori e situazioni del passato, dove il cambio di maggioranza è spesso finito anzitempo bloccando le attività necessarie per il futuro di Saonara”.
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Pro Loco, eventi per valorizzare il territorio
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anti Auguri Pro Loco di Saonara. Compie 7 anni l’associazione di volontariato del territorio di Saonara, che ha sede in via Roma al civico 39 . Sotto la direzione dell’attuale presidente Livio Baracco, la Pro Loco è riuscita negli anni a promuovere e sviluppare numerose attività (iniziative ed eventi, tra cui convegni, manifestazioni culturali e ricreative, spettacoli pubblici, gite, ecc.) volte a valorizzare le tradizioni, il patrimonio storico e ambientale, culturale, folcloristico e sociale del paese. Oltre ovviamente a promuovere e sostenere le iniziative presenti nel territorio, utilizzando anche i canali di diffusione messi a disposizione dalla rete delle Pro Loco provinciali, regionali e nazionali. Le principali attività organizzate in collaborazione con altre associazioni territoriali, sono state: il concerto natalizio, la rassegna teatrale a Tom-
belle e a Saonara, la Fiera di primavera, il Talent Show Saonara, la visita guidata al parco di Villa Valmarana, la Flor Mart, la festa con le associazioni, il pranzo sociale e la Festa d’autunno a Tombelle. Ultima uscita del 2020 è stata la visita guidata al parco monumentale Cittadella Vigodarzere, ora Valmarana. Nonostante le difficoltà dovute alla situazione del Covid, è stato possibile realizzare 5 visite guidate, con numerosi partecipanti all’evento. Per tutti coloroche sono desiderosi di diventare soci della Pro Loco di Saonara, e contribuire quindi a loro volta ai diversi eventi organizzati durante l’anno, le quote d’iscrizione sono pari a 10 euro (per il socio ordinario) o a partire da 50 euro (per il socio sostenitore). Per ottenere maggiori informazioni, è possibile inviare una email all’indirizzo: info@prolocosaonara.it. (m.m.)
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Provincia
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Sociale Patrizia Zanedeschi, già presidente del Centro Veneto Progetti Donna
“La violenza sulle donne non ci lascia indifferenti” F
ino a quadlche settimana fa è stata presidente del Centro Veneto Progetti Donna: Patrizia Zantedeschi racconta come è nata l’Associazione, analizza i dati aggiornati delle donne che hanno chiesto aiuto. Come nasce l’Associazione? “L’Associazione nasce nel 1990 per iniziativa di un gruppo di donne impegnate nel sindacato e nei gruppi femminili e femministi. Nasce come sportello per le molestie nei luoghi di lavoro, ma ben presto si trasforma in un Centro che accoglie donne con problemi di violenza vissuta nelle relazioni intime”. Quali le principali attività? “Oltre all’attività con le donne, il Centro svolge oggi attività di promozione, informazione e formazione rivolte alla popolazione o alla scuola, così come agli operatori socio sanitari e alle forze dell’ordine. In questi anni sono stati aperti cinque Centri antiviolenza oltre a numerosi sportelli di aiuto distribuiti nella provincia di Padova a cui le donne possono rivolgersi attraverso il numero verde attivo 12 ore al giorno. Per le donne che lo richiedono vengono attivati percorsi di sostegno legale e psicologico per uscire in sicurezza dalla violenza”. Dall’analisi degli ultimi dati aggiornati, quante donne nell’ultimo anno hanno chiesto aiuto? Quali sono le cause principali? La fascia di età che maggiormente si rivolge a voi? “Nel 2019 sono state 1082 le donne che hanno chiesto aiuto al Centro antiviolenza nella maggior parte dei casi per situazioni di violenza da parte del partner o ex partner. Si tratta per lo più di situazioni gravi vissute da donne al di sotto dei cinquant’anni, dunque donne giovani, con relazioni stabili e figli e figlie minori”. Quali i vostri progetti futuri? “Per quanto riguarda il futuro il progetto ambizioso, e per nulla scontato, di ogni Centro antiviolenza è di avere la forza di reggere il costante aumento delle richieste e la complessità delle situazioni che le donne devono affrontare. Sul piano operativo la vera sfida, dopo tanti anni, è ancora la costruzione di una rete antiviolenza coesa ed efficiente e un sistema che sia davvero in grado di aiutare le donne a rico-
struirsi una vita libera dalla violenza”. Quali sono i vostri più importanti traguardi che avete raggiunto? “Se guardiamo a questi trent’anni di lavoro possiamo sentirci orgogliose di aver costruito un sistema provinciale di contrasto alla violenza che oggi conta cinque centri, due case rifugio e numerosi sportelli. La nostra presenza sulla scena pubblica e il confronto con le istituzioni, sia
“Liberi di scegliere” l’orientamento scolastico quest’anno corre sul web
A sinistra Patrizia Zantedeschi
a livello locale che nazionale e internazionale, sono molto cresciuti”. Un ultimo messaggio? “La violenza sulle donne è un problema che appartiene alla nostra storia e sta dentro le nostre relazioni. È qualcosa di cui tutti ci dobbiamo occupare, tutta la società deve essere impegnata”. Fanny Xhajanka
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a pandemia non ferma l’orientamento scolastico, che quest’anno si trasferire sul web per dare la possibilità a ragazzi e genitori di informarsi sull’offerta formativa superiore a Padova e provincia. “Liberi di scegliere”, la guida che la Provincia di Padova pubblica ogni anno per aiutare i ragazzi a decidere quale potrebbe essere la scuola più adatta alle proprie attitudini, entra direttamente nelle case degli studenti attraverso il web. Non potendo organizzare visite in presenza, l’Amministrazione provinciale e gli Istituti superiori statali e non statali della città e del territorio, hanno infatti deciso di mettere a disposizione un ricco calendario di incontri online aperti ai ragazzi e alle famiglie, fino al mese di gennaio. I vari appuntamenti sono tutti disponibili tramite un link diretto dal sito www.provincia.padova. it. E’ possibile così accedere alle pagine dedicate a “Liberi di scegliere – l’orientamento non si ferma” che, in pochi giorni, hanno già raggiunto un grande numero di visualizzazioni (quasi 7.000 visitatori complessivi). Un’occasione anche per le scuole di continuare a farsi conoscere e a mettersi in vetrina nonostante le restrizioni attuali. “Invito tutti i ragazzi a partecipare perché la formazione superiore è fondamentale per lo sviluppo delle proprie competenze e per iniziare un percorso di maturazione che li accompagnerà verso la realtà del mondo del lavoro”, afferma il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui. “Quest’anno bisogna adattarsi e usare la tecnologia per conoscere da vicino l’offerta scolastica provinciale”, aggiunge il consigliere provinciale alla Pubblica Istruzione Luigi Bisato.
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Provincia
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L’iniziativa Cooperativa “L’Iride”
I volontari della cooperativa mostrano una delle rampe realizzate con i Lego
Giù le barriere con le rampe a mattoncini R
ampe con i Lego per abbattere le barriere architettoniche. Non è solo un gioco, ma una realtà che si sta sviluppando in tutta Europa e che è arrivata anche a Padova riscuotendo l’adesione di negozi e locali della città e della provincia. Muove i primi passi concreti il progetto nato all’interno de “L’Iride”, cooperativa sociale di Selvazzano che dall’inizio degli anni ‘90 si prende cura dello sviluppo dell’identità di persone con disabilità. A dare vita alla realizzazione delle rampe con i mattoncini colorati è stato Enrico Balestra, 26 anni, di Mestrino, che sta svolgendo un tirocinio nel network di cooperative del territorio di cui fa parte “L’Iride”. Il progetto è stato ispirato nei mesi scorsi da
Rita Ebel, una 62enne che vive in Germania e che da 25 anni, a causa di un incidente, si muove su una sedia a rotelle: si è misurata con l’inaccessibilità della sua città, soprattutto per entrare in negozi e locali, ed ha iniziato a realizzare pedane colorate. L’intuizione – un mix vivace di gioco e sostenibilità sociale - sta ora facendo il giro d’Europa e nel padovano è stata interpretata a Selvazzano, dopo aver ricevuto le istruzioni via Facebook dalla nonna tedesca. “A novembre abbiamo portato la prima rampa realizzata dai nostri ragazzi all’Ottica Greggio in piazza Cuoco, nel quartiere Guizza”, spiega Erika Bragato, responsabile del progetto. “Abbiamo punti di raccolta a L’Iride
INCONTRI CON I GENITORI DI RAGAZZI DELLE SCUOLE DI I° GRADO INCONTRI CON I GENITORI DI RAGAZZI INCONTRI CON I DI GENITORI DI RAGAZZI DELLE SCUOLE I° GRADO Sia per SCUOLE percorsiDI liceali che tecnici: DELLE I° GRADO Sia per percorsi liceali che tecnici: Giovedì 5 Novembre ore 18.00-19.00 Sia per percorsi liceali che tecnici: Giovedì 19 Novembre ore 18.00-19.00 Giovedì 5 Novembre ore 18.00-19.00 Mercoledì 9 Dicembre ore 18.00-19.00 Giovedì 5 ore 18.00-19.00 19Novembre Novembre ore 18.00-19.00 Giovedì 17 Dicembre ore 18.00-19.00 Giovedì 19 9 Novembre Mercoledì Dicembreore ore18.00-19.00 18.00-19.00 Mercoledì 9 Dicembre ore 18.00-19.00 Giovedì 17 Dicembre ore 18.00-19.00 Giovedì 17 Dicembre ore 18.00-19.00
La soluzione ideata in Germania trova terreno fertile nel padovano: sono sufficienti 100 pezzi colorati per creare una rampa a servizio di negozi e uffici”
SERATE SPECIFICHE SUI SINGOLI CORSI SERATE SPECIFICHE SUI SINGOLI SERATE CORSI SPECIFICHE SUI SINGOLI Liceo CORSI scientifico e delle scienze applicate Liceo scientifico e delle scienze LUNEDÌ 9 NOVEMBRE ORE 18.00 Liceo scientifico e delle scienze applicate applicate LUNEDÌ 9 NOVEMBRE ORE 18.00 Liceo classico LUNEDÌ 9 NOVEMBRE ORE 18.00 MARTEDÌ 24 NOVEMBRE ORE 18.00 Liceo classico Liceo classico MARTEDÌ 24 NOVEMBRE ORE 18.00 Liceo delle umane MARTEDÌ 24scienze NOVEMBRE ORE 18.00 GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE ORE 18.00 Liceo delle scienze umane Liceo delle scienze umane GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE ORE 18.00 Liceo linguistico GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE ORE 18.00 MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE ORE 18.OO Liceo linguistico Liceo linguistico MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE ORE 18.OO Istituto tecnico MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE ORE 18.OO MARTEDÌ 15 DICEMBRE ORE 18.00 Istituto tecnico Istituto tecnico MARTEDÌ 15 DICEMBRE ORE 18.00 MARTEDÌ 15 DICEMBRE ORE 18.00
Blu, in via Euganea, davanti agli impianti sportivi di Selvazzano, e poi in diversi negozi fra Padova e Teolo. Servono circa 100 mattoncini per realizzare una rampa, quindi sono moltissimi i pezzi di cui abbiamo bisogno: confidiamo nella generosità di chi non gioca più con i Lego che ha in casa e che desidera contribuire a questo modo colorato di fare design urbano, rendendo le nostre città più belle ed inclu-
sive”. Il progetto piace, genera simpatia: “Ci stiamo rendendo conto che questa storia dei Lego ci consente di parlare di noi in maniera quasi giocosa, leggera, che è il contrario di superficiale. Ogni giorno ci prendiamo cura dello sviluppo dell’identità di 80 persone con disabilità grave, è una complessità a volte difficile da raccontare. I Lego sono un modo alternativo di veicolare i nostri messaggi: l’abbattimento delle barriere, perché è il contesto che rende la persona più o meno disabile; i ragazzi che vedono il frutto del lavoro e sono felici della capacità di impattare positivamente nella società. E poi andiamo a riusare giochi che altrimenti andrebbero a finire in discarica e anche questo è positivo, è green. Dietro ogni progetto c’è fatica e costanza”, conclude “L’Iride”, “l’energia e l’amore per i Lego di Enrico sono stati fondamentali nel sostenere i ragazzi della nostra bottega di prodotti artigianali per arrivare alle prime rampe”. È possibile aderire e contribuire al progetto su www. liride.org. Enrico Beda
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19 DICEMBRE 2020
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Cultura
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L’iniziativa Campagna di raccolta fondi lanciata dal Museo Bottacin di Padova
Crowdfunding per ridare luce al “Doge dimenticato” di Canova Il busto di Paolo Renier è una delle più grandi opere in terracotta realizzate dal celebre scultore
È
partita la campagna di raccolta fondi lanciata dal Museo Bottacin per ridare luce ad una delle più grandi opere in terracotta di Antonio Canova: il busto del doge Paolo Renier, conservato a Padova a Palazzo Zuckermann. Si tratta di un capolavoro a lungo dimenticato a seguito di un’amicizia politica tradita tra il nobile Angelo Querini, committente dell’opera, e Paolo Renier, penultimo doge di Venezia. Nel 1779, con la Serenissima ormai sul viale del tramonto, il nobile veneziano Angelo Querini, dopo aver apprezzato l’Orfeo di Canova, dà incarico al giovane scultore, allora ventiduenne, di realizzare il busto dell’amico Paolo Renier, appena divenuto doge, sperando di ottenere in cambio un incarico politico. Inizialmente conserva con cura la scultura, esponendola di fronte allo scrittoio nel suo palazzo veneziano perché tutti la potessero ammirare. Con il passare del tempo, però, Querini non vede soddisfatte le sue aspirazioni e il rapporto con Renier si inasprisce fino a sfociare nel disprezzo. Per ripicca fa spostare l’opera, inizialmente a terra all’angolo del portone dov’era situato lo scolatoio
per le urine, successivamente la fa portare nella sua villa di Altichiero, mettendola nella parte del parco denominata “Tempio delle Furie” e usata come gabinetto dalla servitù. Dopo la morte di Angelo Querini nel 1795 si perdono le tracce del busto, finché nel 1864 viene acquistato da Nicola Bottacin, che poco dopo lo lascia al Museo Civico di Padova insieme alla sua collezione, oggi esposta a Palazzo Zuckermann. Il progetto di valorizzazione, avviato in attesa del bicentenario della morte di Antonio Canova, prevede il completo riallestimento delle sale dov’è esposta la collezione di dipinti e sculture, con l’installazione di un sistema di illuminazione a led, una nuova finitura di pareti e vetrine, l’esposizione di ulteriori reperti, un rinnovato apparato di comunicazione anche multimediale per garantire una maggiore accessibilità al pubblico. Verrà inoltre creato un percorso integrato con il Museo Eremitani dove sono esposti altri quattro capolavori di Antonio Canova: le sculture di Alvise Valaresso in veste di Esculapio, di Giovanni Poleni, la Stele Giustiniani e la Maddalena penitente. L’obiettivo di raccolta fondi,
Il busto del Doge Paolo Renier realizzato da Antonio Canova ha bisogno di un attento restauro
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realizzata grazie alla piattaforma online Rete del Dono e promossa dal Comune di Padova, è di raggiungere seimila euro entro il prossimo 15 gennaio. I cittadini e le aziende che vorranno contribuire al progetto con una donazione di qualsiasi importo verranno menzionati in una targa all’interno del Museo Bottacin; riceveranno inoltre degli omaggi commisurati all’entità della donazione: da un’immagine della scultura con il volto del donatore, ad ingressi gratuiti ai Musei e ad eventi esclusivi, dalle visite guidate a pubblicazioni del Museo. Enrico Beda
“Le nuove mappe mentali dopo il virus”, incontro con Capua
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unedì 14 dicembre la virologa Ilaria Capua (a fianco nella foto di Isabella Balena) chiude Segnavie 2020, il ciclo di incontri organizzato della Fondazione Cariparo, giunto quest’anno alla sua decima edizione. “Dopo il virus. Le nuove mappe mentali e il ruolo delle donne”: è questo Il titolo dell’appuntamento, disponibile alle 18.00 in diretta streaming sul sito www.segnavie.it. In nome dell’interdisciplinarietà che ha consentito di aprire nuovi campi da esplorare, Ilaria Capua affronterà il concetto di “salute circolare”. Un concetto che si traduce in una sfida quanto mai attuale:
riconoscere che la salute è un sistema di vasi comunicanti e che va rapportata non soltanto alla relazione persona-malattia, ma connettendola anche alle nostre relazioni con gli ambienti e gli altri esseri viventi del pianeta. Si analizzeranno alcune delle scoperte scientifiche che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze nel campo della salute, arrivate non solo grazie alla disciplina stessa, ma anche dettate da casualità, genialità, inciampi o errori. Si parlerà della necessità di costruire un futuro che, dal punto di vista della salute, non potrà reggersi unicamente sui pilastri già
gettati, ma che dovrà immaginare nuove strade da percorrere, soluzioni possibili, mappe mentali. Ne scaturisce una riflessione a 360° su quanto la pandemia ci abbia costretto a cambiare la nostra idea del mondo: dalla scienza al ruolo delle donne, fino all’organizzazione della società. (e.b.)
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Sport
Le competizioni A Poznan in Polonia e a Varese gli atleti di casa nostra si sono messi in luce
Canottieri Padova, pieno di medaglie ai campionati europei e italiani Italia seconda solo all’Olanda, della compagine azzurra sono saliti sul podio Chiumento e Patelli
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’è la firma della Canottieri Padova sui campionati europei e italiani di canottaggio, celebrati rispettivamente a Poznan in Polonia e a Varese. Nella kermesse continentale, la società patavina ha contribuito al secondo posto generale dell’Italia, seconda dietro all’Olanda con 11 medaglie vinte: 4 d’oro, 5 d’argento e 2 di bronzo. La compagine azzurra ha potuto contare su cinque atleti dalla Canottieri, di cui due sono saliti sul secondo gradino del podio: Luca Chiumento nel “4 di coppia” maschile e Alessandra Patelli nel “4 senza” femminile. Dopo un ottimo primo piazzamento in batteria davanti a Estonia e Polonia, il “4 di coppia” senior di Luca Chiumento, Simone Venier, Luca Rambaldi e Giacomo Gentili ha conquistato l’argento con il tempo di 5.43.88, dietro a una superba Olanda e davanti alla Lituania. “È stata una finale difficile, disputata in acque che non hanno certo agevolato le nostre capacità - sono state le parole di Chiumento al termine della gara - Siamo stati bravi a mantenere la calma nel finale e arrivare davanti alla Lituania. È la mia prima vera competizione da titolare nella Nazionale Senior”. Anche il “4 senza” senior femminile di Alessandra Patelli, Aisha Rocek, Kiri Tontodonati e Chiara Ondoli ha centrato la finale alla prima batteria davanti a Russia e Danimarca, con un’ottima performance in progressione nei secondi 1000 metri. In finale le ragazze non hanno mollato un colpo, concludendo dietro l’Olanda e strappando l’argento alla barca irlandese per soli 37 centesimi. “Questa medaglia ha il sapore del riscatto, dopo un 2019 non certo indimenticabile - ha affermato la Patelli - È un argento che dedico a chi mi è sempre stato vicino”.
Nella foto: Luca Chiumento, Simone Venier, Luca Rambaldi e Giacomo Gentili
Finale A ma nessuna medaglia per il “2 di coppia” senior della padovana Stefania Gobbi e Stefania Buttignon. Dopo un secondo posto in batteria dietro alla Romania, che poi vincerà la finale seguita da Olanda e Francia, le ragazze si sono piazzate al sesto posto assoluto. È stato invece un europeo più arduo del previsto per i singolisti senior: Veronica Lisi ha chiuso con un nono piazzamento, Simone Martini ha conquistato la diciassettesima posizione. Ai campionati italiani di Varese, che hanno radunato in un unico appuntamento gli atleti delle categorie Senior, Pesi Leggeri, Junior, Pararowing, Ragazzi, Under23 ed Esordienti, la Canottieri Padova ha conquistato il tricolore con l’oro del 2x femminile esordienti di Teresa Secco e Geila Derlini e un ottimo bronzo con il 4x ragazzi di Varotto Giulio Stefano, Martorelli Tommaso, Dola Matteo e Giorio Jacopo. Quarto posto per il 4x junior maschile, con Levorin Filippo, Cappellozza Giovanni, Baldo Lorenzo e Biasibetti Pietro. (e.b.)
Pallavolo Padova, si fanno spazio le promesse del vivaio bianconero
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ra i protagonisti di questo inizio di stagione della Pallavolo Padova ci sono ben sette giocatori cresciuti nel settore giovanile bianconero. Si tratta di Mattia Bottolo, Andrea Canella, Nicolò Casaro, Leonardo Ferrato, Francesco Fusaro, Mattia Gottardo e Pietro Merlo. Un record per la SuperLega 2020/21 e un motivo di vanto per tutta la società. “Da coordinatrice del settore giovanile – dice Monica Mezzalira – è emozionante vedere questi ragazzi in azione con la maglia della prima squadra. Nel corso delle partite disputate fino ad oggi, ognuno di loro ha avuto il proprio spazio e spesso il loro contributo è stato determinante”. Un risultato che è frutto di un lavoro partito da lontano. “La collaborazione con le famiglie – prosegue Mezzalira – l’impegno dei ragazzi e lo sviluppo del loro percorso atletico, educativo e scolastico, ci fanno capire che stiamo lavorando nel verso giusto”.
Ben sei di questi sette atleti sono stati allenati da Fabiano Cecchinato, attuale coach della serie B e del gruppo Under 21. “Per noi allenatori del settore giovanile – afferma Cecchinato – è un piacere guardare le partite di SuperLega. Il nostro è un lavoro di gruppo, che parte dall’Under 13 coinvolgendo tutte le categorie”. Quali suggerimenti per i giovani del futuro? “Ognuno di loro aveva doti tecniche e fisiche per poter emergere – spiega Cecchinato – ma questo non basta. Premiata la costanza nell’allenamento, il carattere e la voglia di non mollare mai”. (e.b.)
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dicembre 2020
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#Regione
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L’intervista Francesco Calzavara debutta nella giunta Zaia
“In dirittura d’arrivo il bilancio tax free un miliardo di euro nelle tasche dei veneti” Le nuove risorse andranno a finanziare in via prioritaria investimenti per le Olimpiadi 2026, la messa in sicurezza del tratto ferroviario Adria Mestre ed il completamento della circonvallazione di Vicenza Assessore Francesco Calzavara, come descrive il suo debutto nella nuova giunta Zaia? “Direi frenetico, visto che sono stato nominato solo qualche giorno dall’approvazione della manovra di bilancio e da lì sono partite tutte le procedure per poter arrivare in Consiglio regionale in tempo, scongiurando l’esercizio provvisorio che rallenterebbe la capacità di spesa della regione. Oggi questa è la mia priorità, assieme a tutta una serie di incontri per conoscere le singole direzioni a cui fanno riferimento le molte deleghe che il Presidente Zaia ha ritenuto di affidarmi”. Ci può fare qualche anticipazione? “Sarà un bilancio in continuità con la precedente legislatura e quindi, ancora una volta, tax-free. Ricordo che il Veneto è l’unica regione in Italia che non applica addizionale Irpef, lasciando nelle tasche dei cittadini veneti ben oltre un miliardo di euro. Siamo riusciti a riconfermare tutte le poste di bilancio fino ad oggi finanziate, mentre si aumentano gli stanziamenti per i temi ambientali, con la messa in sicurezza di discariche, il finanziamento di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico ed iniziative atte a contrastare l’inquinamento dell’aria da PM10. Grazie a buoni dati di bilancio abbiamo la possibilità di assumere nuovi mutui, che andranno a finanziare in via prioritaria investimenti per le Olimpiadi 2026, la messa in sicurezza del tratto ferroviario Adria Mestre ed il completamento della circonvallazione di Vicenza”. Quali le priorità della Regione in questo periodo di emergenza?
“Garantire le risorse agli assessorati più esposti alla crisi pandemica, in primis alla Sanità e al sociale. I contributi che continuano a pervenire da benefattori, sommati alle risorse proprie della Regione, garantiscono la tenuta del nostro sistema sanitario. Credo che nei prossimi mesi sarà necessario sostenere le famiglie in difficoltà che pagheranno il calo occupazionale in molti settori, primo fra tutti quello del turismo, che in Veneto è la prima “industria” per fatturato. Naturalmente la Regione farà la sua parte, nella speranza che le varie iniziative promesse dal Governo di Roma abbiano una reale ricaduta sui nostri territori”. Lei si occupa anche di rapporti con il credito, alle banche cosa chiedete in questo momento? “Gli istituti di credito hanno dimostrato in questa fase di essere al fianco delle imprese e delle famiglie. La sospensione del pagamento di mutui e finanziamenti è stato sicuramente un salvagente importante, ora si tratta di capire quale sarà il sostegno reale all’economia, nel momento della ripartenza”. Un’altra sua competenza riguarda gli enti locali, i quali spesso invocano più risorse e maggiore attenzione dalla Regione, quali risposte date? “Il ruolo della Regione in questa fase, dove lo smart working ha dimostrato tutte le sue potenzialità e criticità, potrà essere quello di promotore di una progressiva digitalizzazione della pubblica amministrazione sostenendo, e questo vale soprattutto per i piccoli comuni, l’approvvigionamento di dotazioni tecnologiche e piattaforme gestionali. Strumenti che possano favorire una sempre maggiore tra-
“La Regione del Veneto ha presentato 150 schede progetto per complessivi 24 miliardi di euro di iniziative, le quali sarebbero un sensazionale acceleratore verso quella ripresa che tutti auspichiamo possa partire dal secondo semestre 2021”
sparenza e rapidità nei rapporti tra la pubblica amministrazione e i suoi cittadini”. Cosa servirà al Veneto una volta uscito dalla pandemia? “I Veneti hanno dimostrato anche nelle recenti crisi economiche di avere una straordinaria capacità reattiva, sapendosi riprendere prima e meglio di altri. Da persone pragmatiche, quali siamo, abbiamo bisogno di una cornice normativa chiara entro la quale muoversi. Vedo purtroppo ancora molta confusione, soprattutto sulle opportunità che i Recovery Fund potranno dare alle nostre future generazioni. La Regione del Veneto ha presentato 150 schede progetto per complessivi 24 miliardi di euro di iniziative, le quali sarebbero un sensazionale acceleratore verso quella ripresa che tutti auspichiamo possa partire dal secondo semestre 2021. L’auspicio è che il Governo ripartisca questi fondi con una logica e che premi quei
progetti che abbiano un immediato ritorno sul territorio. Contributi a pioggia di certo non cambierebbero in maniera sostanziale le sorti di imprese, cittadini e istituzioni pubbliche”. E’ chiamato ad occuparsi di anticorruzione in una Regione che si è trovata a fare i conti con l’illegalità e l’infiltrazione della criminalità, come agire? “Ricordo che la Regione del Veneto, nel precedente mandato, si è dotata di una normativa che prevede la costituzione di Parte civile in caso di delitti di stampo mafioso che si verificano nel territorio regionale. Infatti, a garanzia e tutela della legalità nel proprio territorio e nell’impegno al contrasto a fenomeni di criminalità organizzata, cito il maxi processo contro il clan dei Casalesi di Eraclea dove la Regione ha incaricato l’avvocato Fabio Pinelli del Foro di Padova per la Costituzione di Parte Civile dell’Ente”. (n.s.)
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Regione
Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon, capogruppo in Consiglio Regionale
“A caccia di risorse per l’economia veneta”
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l veneziano Raffaele Speranzon guida il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale. E’ stato il più votato del suo partito e ora, dopo l’attività in consiglio comunale e in Provincia, insieme alla presidenza dell’Ater, affronta il nuovo incarico nel parlamentino veneto. In questo inizio di legislatura quale vuole essere il vostro apporto? “Non possiamo nascondere il fatto che siamo stati eletti in un periodo particolarmente critico e ci rendiamo conto della situazione che ci circonda, siamo tutti espressioni di territori che stanno subendo gli effetti devastanti della pandemia. Dal turismo al commercio, dalla produzione ai servizi, il nostro impegno dovrà essere orientato a queste realtà perché sappiamo che le misure messe in campo dal governo dal punto di vista dei ristori copriranno solo in parte le perdite subite. Si tratta di difendere i veneti che stanno combattendo con ogni mezzo per evitare di fallire, non possiamo tirarci indietro. La nostra azione perciò sarà volta a difendere gli interessi del nostro mondo produttivo, che altrimenti rischia davvero di crollare. Non possiamo sottrarci a questa responsabilità”. Cosa c’è da fare subito? “Buona parte del Pil veneto è generato dal turismo, ma in questo momento di difficoltà il nostro patrimonio rischia di diventare appetibile per la malavita organizzata o aziende straniere che possono piombare sui nostri asset e sulle nostre imprese. La nostra azione sarà quella di individuare all’interno del bilancio dei capitoli per finanziare gli interventi a favore delle imprese. L’indirizzo che avremo come consiglieri sarà quello di recuperare più risorse possibili da destinare al ristoro di aziende che rischiano di chiudere. Non possiamo permetterci di perdere aziende e innescare un effetto domino terribile, questo deve avere la priorità”. Oltre all’emergenza, quali altri progetti avete in serbo? “Riteniamo che la Regione debba svolgere un ruolo importante nella definizione delle strategie per il Porto di Venezia, che insieme a Marghera e Chioggia
rappresenta il nostro sistema portuale, uno degli aspetti identitari del Veneto legato alla tradizione marinara, cantieristica e dei commerci. Questi ultimi in futuro si sposteranno ancora più ad oriente e vedranno pertanto Venezia in una posizione strategica. Dobbiamo promuovere una forte politica per rivendicare questo ruolo”. Un’altra proposta a cui tenere? “Sicuramente il sostegno alle famiglie è per noi una priorità, specie per quelle fragili e più esposte. Abbiamo la necessità di mettere sotto protezione i nuclei familiari, così importanti in termini di valori ed esperienza, dai genitori che lavorano ai figli, fino agli anziani. Anche per le attività extradidattiche svolte da gruppi e associazioni sportive è fondamentale il contributo e il sostegno della regione. Queste realtà associative in ambito sportivo, culturale e ricreativo sono alleati preziosi per le famiglie”. Come giudica il rapporto all’interno della compagine di maggioranza? “Con la maggioranza il rapporto è ottimo nei contenuti. Il nostro compito nel corso di questa legislatura sarà anche quello di garantire dignità ai veneti, quasi il 10 per cento, che hanno espresso la loro preferenza a Fratelli d’Italia. Su ogni ambito faremo valere il ruolo che ci è stato affidato”. Sarà la volta buona per centrare l’obiettivo dell’autonomia? “Con questo governo in carica ci sono ancora degli ostacoli da superare, auspico quindi un deciso cambio di colore con le prossime elezioni in modo da cambiare passo e realizzare l’obiettivo che la compagine di centrodestra si è posta sottoscrivendo il patto dell’estate scorsa fra Meloni, Salvini e Berlusconi. Un accordo chiaro che mette tra le priorità proprio la realizzazione dell’autonomia, la chiarezza su alleanze di governo che siano diretta espressione del voto e non di inciuci fra partiti e una riforma in senso presidenzialista dell’elezione del Capo dello Stato. Un deciso cambio di rotta che finalmente completerà anche il progetto dell’autonomia e imprimerà quella svolta che gli elettori invocano da tempo”. Nicola Stievano
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L’intervento Giacomo Possamai (Pd)
“Sanità più vicina ai cittadini”
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uella che ci viene imposta dalla pandemia è una sfida storica, collettiva. Una prova molto dura che ci richiama alla responsabilità comune e all’impegno solidale per uscire al più presto da questa dolorosa emergenza. Lo sforzo straordinario che in questi mesi è stato messo in campo dagli operatori sanitari, dalle tante professionalità preziose e dalle istituzioni è stato indispensabile per mettere un argine al dilagare distruttivo del virus. Se dobbiamo confidare nel fatto che la nostra sfida collettiva alla fine verrà vinta, non possiamo però dimenticare che nei lunghi anni di ‘normalità’ sanitaria non sono stati compiuti quei passi essenziali che ci avrebbero consentito di essere oggi ben più forti di fronte alla pandemia. Nel tempo abbiamo infatti smarrito quell’impronta, quel modello di sanità pubblica che aveva come principio irrinunciabile l’accesso universale, diffuso, dei servizi a beneficio dei cittadini. E’ inutile soffermarsi sull’attribuzione delle responsabilità, perché la retromarcia rispetto a quanto di buono era stato impostato nel passato è stata fatta in modo trasversale e ad ogni livello istituzionale. Altrettanto fuorviante è la gara tra i primi della classe perché in gioco non c’è la salvezza di singoli territori bensì di un intero Paese. Il Veneto può andare orgoglioso di essere la terra di una grande politica, Tina Anselmi. Fu lei, da ministra, la madre del sistema sanitario nazionale istituito nel 1978. Una riforma epocale che garantì pieno diritto alla salute e coesione nazionale, eliminando disuguaglianze che vanno considerate ancor più inaccettabili quando si parla di sanità. Oggi, lo stesso Veneto, è chiamato a ripristinare, a ricollegarsi a queste radici del passato. Lo deve fare riportando il complessivo sistema sanitario regionale ad una dimensione più vicina ai cittadini, attraverso il ripristino ed il potenziamento dei servizi sul territorio così come attraverso il rafforzamento degli investimenti per la medicina di base e per le borse di studio, per le strutture di sostegno alle persone disabili e per gli anziani, il cui unico approdo non può essere quello delle case di riposo. L’altra emergenza da affrontare nel quotidiano è quella della carenza di assunzioni del personale sanitario, oggi insufficiente per colmare i pensionamenti notevolmente in crescita. Diventa insomma doveroso tornare ad investire e programmare la sanità pubblica con una visione collettiva. L’occasione dell’utilizzo delle risorse che l’Europa mette a disposizione con il Recovery Fund è irrinunciabile. Si tratta di una mole di stanziamenti che vanno utilizzati in primo luogo nell’ambito della sanità, con progetti mirati e con un lavoro istituzionale minuzioso, di cura e di attenzione profonda al bene comune. Il curarsi non può tornare ad essere un privilegio di chi ha più mezzi e possibilità. Ripristinare la ‘democrazia della salute’ è un orizzonte che il Veneto, attraverso il ridisegno socio-sanitario, deve riconquistare. Tornando al passato, facendo tesoro della dura lezione del presente, garantendo a tutti un futuro migliore. Giacomo Possamai
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Regione
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Forza Italia La padovana Elisa Venturini è capogruppo in Consiglio Regionale
“In Regione da portavoce delle necessità dei territori” E
ntrata in Consiglio Regionale con oltre 6.500 preferenze personali, la padovana Elisa Venturini, da oltre due decenni è in prima linea e protagonista sulla scena politica: sindaco di Casalserugo per due mandati, consigliere provinciale, nonché vice presidente di Anci Veneto, ora è alla guida del gruppo consigliare di Forza Italia, nella compagine di maggioranza. Come si è svolta in queste prime settimane l’attività del Consiglio? “Stiamo partecipando in presenza alle sedute del Consiglio e ai lavori delle commissioni, distribuiti nelle varie aule, con tutte le precauzioni del caso: la presenza è un rischio ma in questo ambito è una necessità per poter lavorare, discutere e confrontarci. Abbiamo partecipato all’insediamento delle commissioni di cui facciamo parte. Nel mio caso, nella prima commissione bilancio ho la possibilità di conoscere e approfondire nel dettaglio tutti i progetti di legge regionale e i documenti che prevedono impegno di spesa, quindi la quasi totalità dei provvedimenti regionali”. Ad esempio? “In questo periodo ovviamente l’attenzione è rivolta all’ambito sanitario: abbiamo
previsto l’assegnazione di un beneficio economico agli specializzandi del quarto e quinto anno, ai ricercatori e docenti universitari che stanno presentando servizio sul fronte Codiv e in questo periodo svolgono un’attività intensa. Si tratta di professionisti non sono inseriti nel servizio sanitario nazionale, ai quali non veniva riconosciuto alcun beneficio economico. Un altro provvedimento riguarda la copertura a livello legislativo della spesa per la piattaforma informatica regionale Zero Covid Veneto per il monitoraggio e sorveglianza della persona. Si tratta di un sistema che va ad implementare Immuni. Mentre l’applicazione nazionale è un alter che avvisa quando entriamo in contatto con persone che sono state positive, Zero Covid Veneto invece è un sistema di biosorveglianza dove la persona segnala se presenta sintomi sospetti o si trova in quarantena. In questi giorni stiamo prendendo in mano la legge di bilancio, con i relativi collegati alla finanziaria: i tempi sono abbastanza ristretti, l’approvazione prevista entro la fine dell’anno e comporterà una presenza costante a Venezia”. Quali le urgenze e le priorità? “Un po’ tutta l’attività è incentrata sulla
gestione dell’emergenza Covid e le conseguenze economiche della pandemia, a partire dalle necessità in ambito sanitario, per individuare le adeguate strategie sul fronte economico per sostenere le attività produttive e l’occupazione. Il mondo dell’impresa e del lavoro non può vivere solo di sussidi, ma richiede ad esempio maggiore formazione. Il segnale positivo arrivato di recente dalle borse alla notizia del vaccino da’ l’idea di come il mercato è in grado di reagire e riprendersi anche di fronte a queste crisi. Altra questione sarà come lo Stato italiano userà i fondi che arrivano dall’Europa e che saranno destinati anche alla Regioni. Dovremo pianificare nuove progettualità e tutta la parte legata agli investimenti. La vera partita sarà questa. Sicuramente queste risorse hanno delle ricadute sull’economia locale, sta a noi orientarle al meglio”. Com’è il rapporto con la maggioranza e la Lega in particolare? “La Lega ha numeri importanti, noi ci poniamo come degli alleati leali, con la dignità di chi proviene dal territorio e può portare tutta la propria esperienza. Più che avanzare rivendicazioni legate a dei semplici numeri abbiamo dei territori da rappresentare, al di
Elisa Venturini
là della collocazione politica”. Da sindaco e consigliere provinciale al Consiglio Regionale, come sta vivendo questa nuova esperienza? “E’ una delle domande che mi viene rivolta più spesso. Ho lavorato per 17 anni in Comune, di cui 10 da sindaco, 15 in Anci, e 6 anni anni in Provincia. Da amministratore locale hai un ruolo operativo, pensi ad un progetto, ad un intervento e poi passi all’azione. Il ruolo del consigliere regionale prima di tutto è legislativo, intervieni a livello normativo, devi studiare i progetti di legge, i regolamenti, approfondire i temi. I risultati immediati di questo lavoro non si vedono subito, spesso ci vogliono anche degli anni. Affronto questo nuovo impegno con il mio bagaglio di esperienza sul campo e di conoscenza del territorio, mi faccio portavoce delle esigenze, delle necessità dei cittadini. Portiamo e discutiamo a livello regionale delle istanze del territorio, sapendo che ognuna delle sette provincie ha le sue esigenze e particolariNicola Stievano tà”.
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QUANTO VALE IL IN VENETO? Le stime a livello territoriale, effettuate sulla base delle risorse stanziate dal Decreto Rilancio, consentono di dimensionare in quasi 1,7 MILIARDI DI EURO l’importo delle sole detrazioni fiscali in Veneto. A dirlo è la ricerca condotta da CNA Veneto con il supporto di Centro Studi Sintesi di Mestre. In cinque anni, dal 2021 al 2026, il Superbonus muoverebbe circa 1 miliardo 652milioni di euro così ripartiti: 148 nel 2021, 379 nel 2022, 337 nel 2023, 316 nel 2024 e nel 2025, 156 nel 2026. La stima a livello territoriale è stata effettuata sulla base della quota degli investimenti attivati dagli ecobonus negli ultimi cinque anni (fonte: ENEA); tale valore è stato poi parzialmente corretto tenendo conto della quota di edifici residenziali con almeno 15 anni (fonte: Istat). Il provvedimento dovrebbe consentire di innalzare il valore degli incentivi fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica in media del 41%,
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riqualificazione energetica in media
con effetti positivi sugli investimenti del sistema casa fortemente provato nell’ultimo decennio. Con il Superbonus in Veneto gli incentivi fiscali passerebbero dai 665 milioni medi annui del periodo 2014-2019 a 941 milioni medi annui dei prossimi anni. Se al valore economico delle sole detrazioni fiscali (1,7 miliardi di euro) generate direttamente dalla misura sommiamo l’impatto dei bonus edilizi tradizionali, rinvigoriti dalla possibilità di cessione del credito e dal Superbonus stesso, arriviamo a un totale di circa 5,6 miliardi di incentivi fiscali per l’edilizia nei prossimi 6 anni, con un potenziale in termini di investimenti di almeno 14 miliardi di euro (per rimanere prudenti). “Il ricorso al meccanismo delle detrazioni fiscali, applicato agli interventi di efficienza energetica e agli interventi antisismici, va nella direzione auspicata da tempo da CNA Veneto, – dichiara il Presidente Alessandro Conte – ora però è necessario che il Governo si impegni ad inserire nella Legge di Bilancio il prolungamento del Superbonus 110% per il prossimo triennio. Consideriamo questa misura un volano straordinariamente importante per l’intera filiera delle costruzioni e ne sollecitiamo
di Tiengo Alessandro
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l’estensione anche ai capannoni, per migliorarne le condizioni di sicurezza. Non si capisce infatti perché questa tipologia di immobili non sia ricompresa tra i possibili beneficiari. Peraltro, per le sue specifiche caratteristiche, il Superbonus 110% potrà beneficiare delle risorse destinate dal Recovery Fund alla transizione energetica. In prospettiva questo strumento potrebbe quindi essere finanziato perlomeno fino al 2026, favorendo l’accelerazione degli interventi di riqualificazione edilizia, con un’attenzione particolare alle questioni ambientali e alla necessità di lasciare in eredità alle prossime generazioni un mondo più sostenibile. Infine – chiude il Presidente – per rendere la misura davvero efficace è necessario prevedere un alleggerimento della burocrazia che risultando eccessiva rischia di scoraggiare molte attività”. “Da un’indagine condotta dal Centro Studi di CNA che ha coinvolto oltre 2mila imprese a livello nazionale e circa un centinaio a livello veneto – dichiara il Segretario di CNA Veneto Matteo Ribon – il 70% ritiene che il provvedimento potrà dare nuovo impulso alla filiera dell’edilizia.”
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FAQ DOMANDE E
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RISPOSTE
Per cercare di migliorare la comprensione e dunque l’adesione al SuperBonus 110%, cerchiamo di rispondere attraverso le domande più frequenti poste dai cittadini ad Enea, ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile, vigilato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 per gli interventi che iniziati prima di tale data a quali condizioni sono ammissibili alle detrazioni del 110%? Quali documenti bisogna produrre in questi casi? Il primo periodo del comma 1 dell’art. 119 del “decreto rilancio” prevede che “La detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, nei seguenti casi:” La norma, in sostanza, non fa riferimento alla data di inizio dei lavori ma pone soltanto la condizione che la detrazione del 110% si applica alle spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020. Il comma 1 specifica, inoltre, gli interventi “trainanti” ammessi alla detrazione del 110% e pone alcuni vincoli e requisiti, cioè stabilisce: a) i limiti di spesa differenziandoli per edifici di tipo unifamiliari e condominiali e per questi ultimi tenendo conto del numero di unità immobiliari presenti; b) il requisito che i materiali isolanti rispettino i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017; c) quando è agevolabile l’allaccio alla rete di teleriscaldamento; d) quando è agevolabile installare le caldaie a biomassa.
Il comma 3 aggiunge il requisito che, ai fini dell’applicazione della detrazione del 110%, bisogna conseguire il miglioramento di due classi energetiche ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Da quanto sopra si conclude che, per tutti gli interventi “trainanti” la fruizione dell’aliquota del 110% è subordinata al rispetto di quanto previsto ai commi 1 e 3, sia per i requisiti tecnici che per la spesa massima ammissibile, a prescindere dalla data di inizio dei lavori. Ciò comporta, inoltre, che la documentazione da produrre in questi casi sia quella richiesta per gli interventi con data di inizio lavori a partire dal 1° luglio 2020.
È possibile realizzare più interventi trainanti contemporaneamente? Si. Come chiarito nella circolare dell’Agenzia delle entrate 8 agosto 2020, n. 24/E (cfr. paragrafo 4) “Nel caso in cui sul medesimo immobile siano effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo di spesa detraibile sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.”
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GUIDA AL SUPERBONUS
Il Ministro dello Sviluppo Economico il 24 novembre conferma la proroga del Superbonus 110% O PR
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Il Ministro Stefano Patuanelli, in audizione alla Camera di fronte alla commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, è molto chiaro a riguardo, anche se nel documento di Bilancio 2021 al vaglio non c’è traccia di questa misura. «È impensabile che il superbonus si fermi al 31 dicembre 2021. L’intenzione del Governo e del Parlamento è sicuramente di dare una prospettiva più ampia di quella prevista contemperando la proroga con le esigenze del bilancio e dell’utilizzo del Recovery fund. Cito tutti e due perché non è detto che la proroga debba essere finanziata solo con uno o con l’altro. Potrebbe essere finanziata in parte con fondi propri di bilancio e in parte con fondi del Recovery. Ma è impensabile che una misura così importante si fermi al 31 dicembre 2021». Il Ministro fornisce anche i primi dati sull’applicazione del beneficio. «In poco più di 20 giorni di monitoraggio dell’Enea sulle richieste per il Superbonus 110%, sono stati 193 gli interventi presentati e autorizzati, con un’ammissione a detrazione di circa 14 milioni e 700 mila euro e con crediti per 16 milioni e 200 mila circa. Sono numeri ancora molto piccoli perché stiamo parlando di 20 giorni, in un quadro che comunque è operativo e c’è attesa per eventuali elementi di proroga», ha concluso Patuanelli, ribadendo infine che la legge delega per il testo unico sugli incentivi per l’edilizia ci sarà, ma non nel collegato della legge di bilancio.
Sulla questione della proroga si concentrano anche gli agenti immobiliari professionali della Fiaip. «Riteniamo che il Superbonus 110% sia una misura particolarmente strategica per il rilancio di tutto il settore immobiliare, ma in particolare dell’usato che racchiude il 75% delle transazioni immobiliari», ha detto il presidente nazionale Gian Battista Baccarini, in audizione nella commissione Ambiente della Camera sulla legge di Bilancio 2021. La Fiaip propone di estendere la durata del Superbonus «ad almeno tre anni, almeno fino a fine 2024 (riteniamo molto importante che sia fatto ora, nella legge di Bilancio proprio per dare un reale e fattivo contributo nel riuscire a porre in essere queste opere così importanti)».
E chiede anche di «ampliare gli interventi che ricadono in questa misura a tutto il patrimonio immobiliare, non solo a una parte, seppur cospicua, del residenziale, ma all’intero patrimonio residenziale e anche al non residenziale (quindi negozi, uffici, capannoni, laboratori artigianali), con una particolare attenzione per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche (oltre il 50% dei palazzi nei centri storici non ha l’ascensore)»
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COMBATTIAMO L’EPIDEMIA LAVORANDO PER IL TERRITORIO
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ello scenario complesso dell’epidemia che ha colpito il mondo a livello globale, si avvicinano i giorni del Natale e della fine dell’anno, con l’incognita del livello di restrizioni a cui tutti, per il bene comune, dovremo sottoporci. Si avvia al termine, dunque, questo 2020 che è stato complicato per tutti, ma purtroppo per molte persone è stato davvero doloroso: ai malati, alle vittime e ai loro familiari va tutta la nostra vicinanza. Etra, azienda strettamente legata al territorio e ai suoi abitanti, non è certo esente dalle conseguenze create dalla situazione, ma ogni giorno la contrasta al meglio, erogando i servizi pubblici che le sono stati affidati, con puntualità, precisione ed efficienza. È inoltre in atto un concreto impegno da parte della governance, per giungere a calmierare le tariffe ambientali in ragione delle difficoltà che molte realtà stanno affrontando, a partire dalle attività economiche maggiormente coinvolte dalle restrizioni e dalle famiglie in difficoltà. Il punto di forza di questi ultimi mesi dell’anno è rappresentato da dati molto importanti. L’attenzione alle esigenze del territorio si è concretizzata, in uno dei periodi storici più difficili di sempre, in un fiorire di cantieri (tra nuove opere, manutenzioni e investimenti strutturali) che supera le aspettative. Nonostante la stretta del lockdown primaverile e le restrizioni impartite in autunno, gli investimenti di Etra sono quasi raddoppiati nel corso di quest’anno, rispetto al 2019. Sono stati investiti infatti quasi 37 milioni solo nel settore Idrico e ben 20 nel settore Ambiente, per un totale di oltre 56 milioni. Si conferma dunque anche nel 2020 il rilevante impegno di Etra nel reinvestire le risorse, derivanti dai servizi che le sono stati affidati, in nuove opere necessarie a sviluppare le attività della Società e nel rinnovare le dotazioni impiantistiche e strumentali esistenti, per una migliore sostenibilità. Un’azienda solida e propositiva è il miglior modo che abbiamo per rispondere ad un nemico subdolo, che mette in dubbio le modalità con cui intrecciamo relazioni e la stabilità economica della nostra comunità. A tutti i lettori de “La Piazza” rivolgiamo u n sentito augurio: che il 2021 porti quel raggio di luce di cui tutti sentiamo estremamente bisogno.
Simone Bontorin
Presidente del Consiglio di Sorveglianza
Andrea Levorato
Presidente Consiglio di Gestione
2 Speciale Etra
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Presentazione Servizio Rifiuti e Igiene Ambientale
DIFFERENZIATA IN CRESCITA E FLOTTA AZIENDALE ALL’AVANGUARDIA
E
tra gestisce il ciclo integrato dei rifiuti in 60 Comuni dei 67 ricadenti nell’Ambito territoriale ottimale Brenta, sulla base di affidamenti in house ad eccezione di un comune. Il numero dei comuni serviti rispetto al 2018 è calato in seguito alle aggregazioni di comuni avvenute nel 2019, ma questo non ha modificato sul numero di abitanti servizi che è pari a 536.688 (a fine 2019). A dicembre 2019 è stato costituito l’Ente di governo d’ambito, il Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti, guidato dal Sindaco di Villa del Conte Antonella Argenti, tramite la votazione all’unanimità da parte dei Comuni della composizione del Comitato istituzionale. Nell’ambito della gestione del servizio rifiuti e igiene ambientale Etra si occupa di progettazione, gestione e controllo del servizio di raccolta differenziata, di trattamento dei rifiuti, dell’individuazione degli impianti di destinazione finale, di monitoraggio dei singoli flussi, dello spazzamento stradale, di progettazione, adeguamento, controllo, monitoraggio dei Centri di raccolta, dell’elaborazione dei piani finanziari, della commisurazione della tariffa rifiuti e della riscossione della stessa. Il servizio di gestione rifiuti è caratterizzato dalla raccolta differenziata di tutte le principali frazioni di rifiuto, effettuata prevalentemente porta a porta. La Raccolta Differenziata negli ultimi anni, nel bacino di Etra, ha segnato percentuali in costante crescita, arrivando al 74,8% (metodo Ispra) alla fine del terzo trimestre 2020. In alcune aree la raccolta è stradale e può essere svolta con utilizzo di tecnologie come press container o contenitori interrati oppure con sistemi stradali a cassonetto. Questi servizi di raccolta puntuale sono integrati da una rete di 44 Centri di raccolta (fissi, aree attrezzate per il conferimento di diverse tipologie di rifiuto) dove vengono convogliati anche quei flussi di materiali per i quali non è prevista la raccolta porta a porta o stradale. Per i rifiuti inerti non è consentito il
conferimento ai Centri di raccolta, ma è previsto il ritiro a domicilio previa prenotazione telefonica all’800 247842. La raccolta delle varie tipologie di rifiuto è svolta in parte con risorse dell’azienda e in parte è affidata a fornitori esterni (outsourcing). Una parte dei rifiuti raccolti viene trattata in impianti aziendali. Questo fattore è strategico per garantire maggiore stabilità dei costi di trattamento, sottraendoli all’influenza delle condizioni di mercato, e produce impatti positivi sull’ambiente grazie all’ottimizzazione logistica che si ottiene trattando i rifiuti in prossimità del luogo in cui vengono prodotti. Esiste inoltre l’Agenzia delle Aziende, un servizio rivolto in maniera specifica alle attività imprenditoriali, che possono trovare personale professionale e formato espressamente per facilitare molte operazioni burocratiche. Etra vuole dare alle aziende il massimo supporto, basti pensare che nel corso del 2019 l’Agenzia ha seguito oltre 1200 intermediazioni. L’Agenzia segue le pratiche amministrative, con consulenze, controlli e verifiche di ogni passaggio, anche quelli più complessi come la preparazione delle schede di identificazione dei rifiuti; gli uffici si occupano delle procedure tecniche, come le attività di gestione dei rifiuti assimilati e speciali, che vengono seguite passo per passo, fornendo i contenitori adatti, controllando il trattamento e lo smaltimento. Per quanto riguarda la flotta aziendale, su un totale di 700 mezzi circa 230 sono quelli per la raccolta rifiuti. Su tutti i mezzi è stata varata di recente l’installazione del gps. Grazie ad un accordo con i rappresentanti dei lavoratori e tramite un investimento di 250.000 euro, si darà così il via, in un contesto di implementazione di nuove tecnologie e di efficientamento della flotta aziendale, al vasto progetto di Etra per attivare il “Fleet Management”, ovvero la gestione della flotta come soluzione per coordinare gli spostamenti dei mezzi e certificare le attività svolte, assicurando efficienza, contenimento dei costi e rispetto dei tempi di lavoro. Tra gli scopi, il primo è certamente la sicurezza dei
lavoratori. I sistemi GPS offrono la possibilità, in caso di emergenza, di ricevere immediato supporto, utile specialmente se il dipendente si trova in zona remota, e l’intero sistema permette di tenere monitorati i parametri di manutenzione del parco mezzi, garantendo alti livelli di sicurezza sul lavoro. Contestualmente nel secondo semestre 2020 l’azienda Etra, in costante evoluzione con l’approccio del miglioramento continuo, sta investendo più di 10 milioni di euro per il solo rinnovamento della flotta mezzi. Nuovi costipatori, spazzatrici, macchine operatrici, mezzi elettrici arriveranno entro la fine dell’anno per mantenere la flotta moderna e performante.
01 L’identità di Etra
speciale Etra 3 IL VIAGGIO CIRCOLARE E INTEGRATO DEI RIFIUTI
Raccolta STRADALE
Raccolta MISTA
Raccolta PORTA A PORTA
19.088 abitanti serviti all’interno di 7 Comuni
32.822 abitanti serviti all’interno di 2 Comuni
484.778 abitanti serviti all’interno di 51 Comuni
4% Stradale
UTENZE DOMESTICHE 6% Misto
UTENZE NON DOMESTICHE
44
90% PAP
221.868 t Ritorno all’ambiente
70,7 %
DI RACCOLTA DIFFERENZIATA
DI RIFIUTI RACCOLTI, di cui 69.662 tonnellate in outsourcing
Ammendante compostato
Materia rinnovata
DISCARICA
CENTRI DI RACCOLTA
senza compostaggio domestico
Energia termica ed elettrica
221.868 t DI RIFIUTI TRATTATI
6
IMPIANTI DI TRATTAMENTO 27 di rifiuti solidi
4 Speciale Etra
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Economia circolare
LA STRADA DEI RIFIUTI VERSO L’ECONOMIA CIRCOLARE COS’È L’ECONOMIA CIRCOLARE Chiudere il cerchio del ciclo di vita dei prodotti: questo è la “circular economy”. L’Economia Circolare è il nuovo modello economico proposto dall’Unione Europea come scenario di sviluppo sostenibile, sia dal punto di vista ambientale sia economico e sociale. Si tratta di una fase di crescita economica e sociale sostenibile, che, così concepita, prevede un nuovo paradigma produttivo: tramite la ricerca e l’innovazione tecnologica si persegue l’obiettivo di ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre la produzione di scarti e trasformare i rifiuti in nuova materia prima (detta secondaria). Tutto questo con la creazione di nuovi posti di lavoro. La transizione verso l’economia circolare è una priorità della strategia UE 2020, tesa ad arginare un uso eccessivo di risorse naturali e di materie prime e richiede la trasformazione del processo industriale da un sistema lineare, nel quale dalle risorse si ricavano prodotti ma anche molti rifiuti, verso un sistema a ciclo chiuso pensato perché i rifiuti siano nuove materie prime, per nuovi processi di produzione. Già nel 2015 la Commissione Europea, come spiega il sito ufficiale, ha varato un Piano d’azione per stimolare l’accelerazione della transizione dell’UE verso l’economia circolare, promuovendo la competitività a livello mondiale e una crescita economica sostenibile, in grado di creare nuovi posti di lavoro. Nel Piano sono definite 54 azioni che hanno lo scopo di arrivare a “chiudere il cerchio” del ciclo di vita dei prodotti: dalla produzione e dal consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie. Inoltre, vengono individuati cinque settori prioritari per accelerare la transizione lungo la loro catena del valore (1: materie plastiche, 2: rifiuti alimentari, 3: materie prime essenziali, 4: costruzione e demolizione, 5: biomassa e materiali biologici). Il Piano insiste sulla formazione di una solida base su cui gli investimenti e l’innovazione possano crescere. La transizione è sostenuta finanziariamente dall’Europa, tramite i Fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e il programma LIFE. Il Piano d’azione richiede inoltre una stretta
cooperazione tra tutti gli stakeholder, ovvero gli Stati membri, le Regioni e i Comuni, le imprese, gli organismi di ricerca, i cittadini e le altre parti interessate che partecipano all’economia circolare. Tutte e 54 le azioni previste dal piano sono state attuate o sono in fase di attuazione.
differenziata superiore del 2% rispetto alla media regionale e del 12,6% rispetto a quella nazionale. Alte prestazioni in questo settore, affiancate da impiantistica all’avanguardia, permettono di dare impulso all’economia circolare nel territorio nella direzione di una maggiore sostenibilità.
ETRA E L’ECONOMIA CIRCOLARE Etra crede fino in fondo al tema dell’economia circolare e per sua natura risulta costantemente impegnata nell’implementare la propria circolarità. La circular economy d’altronde è assolutamente necessaria in un mondo in cui continuano a crescere vertiginosamente la popolazione e i relativi consumi e di conseguenza la produzione di rifiuti, con tutte le possibili conseguenze che ci costringono a fare i conti con un orizzonte talvolta inquietante. Il Veneto si conferma come una delle realtà più virtuose in Italia per la gestione dei rifiuti urbani, come riportano gli indicatori di Arpav e Ispra. Si rilevano nel territorio regionale valori molto positivi, soprattutto per quanto riguarda la raccolta differenziata e la quantità di materia riciclata, grazie ai sistemi di gestione integrata e agli impianti di trattamento e recupero. Etra si inserisce positivamente in questo contesto, contribuendo al raggiungimento delle ottime prestazioni del Veneto, con una raccolta
IL PROGETTO EUROPEO CIRCE2020 Di recente Etra ha portato a termine un importante progetto europeo, intitolato CIRCE2020 (Expansion of the CIRCular Economy concept in the central europe local productive districts). Un progetto estremamente articolato che aveva come obiettivo l’avvio della transizione verso l’economia circolare nei distretti produttivi di 5 paesi europei aderenti all’iniziativa: Italia, Austria, Polonia, Ungheria, e Croazia. A partecipare per l’Italia ARPAV, in qualità di Lead Partner del progetto, e Etra come unica multiutility italiana. Il progetto, del valore di oltre 2 milioni di euro, è stato finanziato dal programma Interreg Central Europe. Il progetto avrebbe dovuto avere una durata di tre anni, leggermente superata a causa del lockdown dovuto alle misure anticontagio per il Covid19. Il team di esperti a livello europeo, partendo dalla conoscenza del territorio e dall’analisi della realtà produttiva, ha individuato una serie di aziende per studiare come migliorare la chiusura dei cicli di materia, mettendo in campo una serie di azioni tese a migliorare il loro potenziale di economia circolare, anche modificando il modello di business aziendale. Un’attività che considera l’intero percorso produttivo, partendo dalla progettazione, con design più intelligenti (eco design) attenti al ciclo di vita dei prodotti, modificando i modelli da interventi singoli e sporadici di aziende del settore del recupero a una riprogettazione integrata delle relazioni industriali basata sull’economia circolare. Indispensabile sotto questo aspetto lo scambio delle esperienze tra i partner. La diffusione di questi concetti nuovi e delle nuove esperienze che i partner hanno maturato nel corso del progetto sono stati resi disponibili a tutti i soggetti interessati tramite le attuali e innovative tecniche di comunicazione social, cloud, web. È stato fin da subito attivato anche un forum di consultazione permanente con i principali stakeholder per condividere le strategie del progetto.
NUMERI VERDI SERVIZIO IDRICO
800 566 766
Dal lunedì al venerdì: 8 - 20 nei giorni lavorativi
SERVIZIO RIFIUTI
800 247 842
Dal lunedì al venerdì: 8 - 20 nei giorni lavorativi
Chiama per:
- Conoscere la documentazione - Ottenere informazioni sulle bollette
Chiama per:
- Comunicare la mancata raccolta rifiuti - Ottenere informazioni sulle bollette - Ottenere informazioni sulla raccolta differenziata - Prenotare il ritiro di rifiuti Inerti, Ingombranti e RAEE
EMERGENZE
800 013 027 Attivo 24 ore su 24
CENTRALINO
049 8098000
CONTRATTI TELEFONICI
Chiama per:
- Mancanza d’acqua improvvisa su tutti i rubinetti dell’abitazione - Perdite e rotture su acquedotto e fognatura Dal lunedì al venerdì: 8.30 - 13 e 14.30 - 17, nei giorni lavorativi
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Dal lunedì al giovedì: 8.30 - 13 / 14.30 - 17 venerdì: 8.30 - 13 Servizio disponibile nei giorni lavorativi
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È sufficiente telefonare al Numero Verde e seguire le istruzioni dell’operatore.
GLOBAL SERVICE
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Chiama per segnalazioni: - Segnalare guasti ai press container nei Comuni in cui sono installati - Relative ai servizi cimiteriali nel Comune di Montegrotto Terme
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Curare il Covid da casa, indicazioni per i medici di famiglia
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urare le persone con infezione da Sars-CoV-2 non ospedalizzate, un vademecum è stato messo a punto dalla Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Lombardia, con la partecipazione della Clinica di Malattie Infettive, Dipartimento di scienze Biomediche e Cliniche Sacco dell’Università di Milano, diretto dal professor Massimo Galli, indirizzato ai medici di famiglia. Un protocollo di cure domiciliari nei pazienti con sintomi per evitare o contenere l’evoluzione della malattia e quindi l’ospedalizzazione. Si distingue in primo luogo, nella classificazione dei pazienti, tra i casi accertati e quelli sospetti. Rappresenta un caso accertato – si legge – il soggetto con tampone nasofaringeo o antigenico positivo. Il caso sospetto invece è quello del paziente con sintomatologia compatibile con infezione da Sars-CoV-2, che non ha non ancora effettuato il tampone o chi ha un esito negativo ma con elevata probabilità pre-test di infezione (contatto di soggetto con infezione accertata). Nei sintomatici a domicilio è consigliato utilizzare il paracetamolo nel trattamento della febbre; un’abbondante idratazione per via orale se non controindicata; sedativi per la tosse al bisogno; in caso di diarrea evitare trattamenti che riducano la motilità intestinale e supportare con idratazione orale; si ribadisce l’importanza di una corretta alimentazione Per quanto riguarda i trattamenti specifici, nel documento si evidenzia che “al momento nessun trattamento ha dimostrato un chiaro beneficio in pazienti la cui severità imponga l’ospedalizzazione. Vi sono in ogni caso alcune terapie che sono controindicate poiché non hanno dimostrato nessun tipo di efficacia in nessun setting (né ospedaliero né territoriale) ed espongono il paziente a potenziali rischi ingiustificati se somministrate senza adeguato monitoraggio: tra questi sono da citare l’antiretrovirale lopinavir/ritonavir, l’antibiotico azitromicina e l’antimicrobico/immunomodulante idrossiclorochina”. “È in particolare fortemente sconsigliato – si precisa - l’utilizzo di azitromicina, fatti salvi quei casi in cui vi sia il fondato sospetto di contestuale infezione batterica”. Viene invece ribadita l’importanza della vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica che è fortemente raccoman-
Le linee guida della Federazione dei medici Lombardi e il documento dei colleghi dell’Istituto Mario Negri e dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo data in tutti i soggetti di età superiore ai 60 anni o appartamenti a categorie inserite nel piano nazionale di vaccinazione antinfluenzale 2020/21. Le linee guida dei medici della Lombardia pubblicate sul sito della Omceo di Bergamo, anticipano quelle del ministero che dovrebbero uscire a breve. Nel frattempo i medici dell’Istituto Mario Negri e dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Giuseppe Remuzzi, Norberto Perico, Monica Cortinovis e il professor Fredy Suter, hanno preparato un documento sulle cure domiciliari da somministrare non appena si manifestano i sintomi che possono essere riconducibili all’infezione da Sars-CoV-2, ancora prima di sottoporsi al tampone (a differenza del vademecum dei medici Lombardi da cui sembrerebbe discostarsi anche nelle indicazioni di alcuni trattamenti). Il protocollo al momento è stato sperimentato su circa 50 pazienti, con tampone positivo e lievi sintomi, che sono guariti senza la necessità di essere ricoverati in ospedale. Il documento sarà a breve pubblicato sulla rivista Clinical and Medical Investigation.
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La Banca del Plasma della Regione Veneto contro il Coronavirus e l’appello alla donazione a chi è guarito
E
’ questo il contenuto del video che la Regione Veneto ha diffuso per sensibilizzare la popolazione alla donazione del plasma iperimmune. Un appello ai pazienti già guariti da Coronavirus per consentire gli studi clinici sperimentali per una terapia innovativa e che si è rivelata efficace in molti casi. La donazione “prevede il prelievo del plasma da persone guarite dal Covid-19, per poi somministrarlo a pazienti malati, affetti dallo stesso virus, per “rifornirli” degli anticorpi che erano già stati sviluppati, nel proprio sangue, dai pazienti guariti” spiega Giuseppe dal Ben, il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima nella sua pagina Facebook, nell’introduzione al video diffuso dalla Regione Veneto. Appello alla donazione della Regione che l’Ulss 9 Scaligera ha fatto suo rilanciando la campagna “# dona il tuo plasma” anche attraverso volti noti del mondo dello sport, dello spettacolo, della vita economica, dell’informazione e del territorio, tra questi Red Canzian, Paola Pessot, Piero Fanna, Gian Antonio Stella, Giobbe Covatta, Marina Salamon, Jerry Calà, sara Simeoni … “Coloro che hanno avuto la fortuna di guarire dal Coronavirus, - sono le parole dei vip - se donano il sangue con il loro plasma posIl plasma iperimmune serve sono salvare molte vite per consentire gli studi clinici perché aiuterà a guarire quelli che a oggi sono in sperimentali per una terapia mezzo al guado. In queinnovativa e che si è rivelata sto momento difficile e particolare che stiamo efficace in molti casi vivendo facciamo squadra. Dobbiamo cercare di fare il possibile. La donazione del sangue è più che mai urgente e utile. Il nostro sangue è prezioso ma donare il plasma può salvare delle vite. Usciamo dal tunnel del Covid 19 per vedere la luce della vita, tutti insieme”. Chi può donare e come si fa L’appello alla donazione è rivolto a tutti i soggetti che sono expazienti Covid: il paziente che intende donare il proprio sangue deve possedere i seguenti requisiti, da valutare in via preliminare con contatto telefonico: - deve avere un’età compresa tra 18 e 60 anni - il soggetto di sesso maschile non deve essere mai stato trasfuso - il soggetto di sesso femminile non deve mai essere stato trasfuso e non deve aver avuto gravidanze - l’infezione da SARS-Cov-2 deve essere stata sintomatica - l’infezione da SARS-Cov-2 deve essere stata documentata microbiologicamente (tampone rino-faringeo positivo) - la guarigione da infezione da SARS-Cov-2 deve essere stata documentata microbiologicamente mediante due tamponi negativi consecutivi - criteri di idoneità generale alla donazione (anamnesi fisiologica, patologica, farmacologica).
Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria
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Sabi Work, dal 2002 organizza e accredita congressi La storia di un’azienda tutta al femminile, specializzata nell’aggiornamento del personale sanitario che nell’ultimo anno, con la pandemia, ha saputo cogliere la sfida della formazione a distanza
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n’insegnante di lettere che, ad un certo punto del suo percorso professionale, si rimette in gioco e tenta una strada tutta nuova, l’organizzazione di corsi di formazione del personale sanitario e di congressi soprattutto nell’ambito medico, settore che aveva conosciuto e per cui aveva provato un significativo interresse per trascorsi universitari. E con un semplice fax e un computer, nel 2001, avvia la propria attività. Il primo congresso va bene a tal punto che poi ne seguono altri; soprattutto grazie al passaparola, l’azienda ha modo di farsi conoscere e crescere fino a diventare, da attività svolta in casa, una strutturata realtà che oggi realizza decine di eventi l’anno, lavorando in diversi contesti nazionali – Padova, Trieste, Roma, Firenze, Trapani - ed internazionali, in particolar modo nell’ambito della congressistica medica e della formazione sanitaria. E’ la storia di Luciana Bilotti, titolare insieme alla figlia di Sabi Work, con sede in via Ospedale a Padova, un’impresa tutta al femminile che da quasi 20 anni è sul mercato, specializzata nella gestione di congressi ed eventi, con particolare attenzione all’aggiornamento del personale sanitario attraverso corsi di formazione approvati da un Comitato scientifico secondo i dettami del Ministero della Salute e grazie alla collaborazione con docenti altamente qualificati,
“Endocrinologia per la Festa della Donna” è stato un Congresso organizzato per alcuni anni sempre a Marzo in occasione della Festa della Donna, in cui si sono sviluppate tematiche specifiche con particolare riguardo alla Tiroide e all’Osso
conosciuti a livello nazionale e internazionale. Solo per citare alcuni dati: nel 2017 Sabi Work ha organizzato 88 eventi Ecm e formato 2832 partecipanti (sanitari), nel 2018 gli eventi sono stati 69 con la formazione di 2315 partecipanti, e lo scorso anno 74 con 2427 partecipanti. A questi si aggiungono altri eventi organizzati per esempio per l’Università di Padova, per il Comune di Parma e la Regione Veneto. “La realizzazione di questi numeri è stata resa possibile soprattutto dall’impegno e dalla professionalità delle collaboratrici, la mia socia Mara e Sara”. Nell’ultimo anno, con l’emergenza sanitaria, Sabi Work ha saputo cogliere una nuova sfida, quella della formazione a distanza.
“A seguito della situazione che si è venuta a creare con la pandemia – racconta Luciana Bilotti – tutti i Dpcm, a parte una breve finestra durante l’estate, hanno individuato la Fad come mezzo per la formazione del personale sanitario. Allora abbiamo deciso di dotarci, nel rispetto della normativa vigente sugli eventi, di una valida piattaforma multimediale, adottando lo stesso modello utilizzato dalle università, con l’obiettivo di avere un dispositivo all’altezza dei convegni che avevamo in programma di organizzare”. Abbandonata quindi l’ipotesi di programmare in presenza, in autunno la Sabi Work ha già messo in cantiere 5 appuntamenti a distanza, con la modalità online, ai quali van-
no ad aggiungersi quelli di dicembre. E poi? “Il prossimo anno rappresenta anche per noi una grande incognita – osserva Luciana Bilotti – perché non sappiamo quando potremo tornare ad organizzare congressi e attività formative in presenza. A settembre abbiamo lavorato alla realizzazione di due prestigiosi convegni che si sono tenuti all’Auditorium S. Gaetano a Padova. Poi, con il diffondersi del contagio e con le nuove misure restrittive, abbiamo ripreso a lavorare esclusivamente da remoto. C’è anche da dire che in questo periodo gli operatori sanitari, i medici di medicina generale e gli ospedalieri sono tutti talmente impegnati che sarebbe difficile pensare di organizzare
l’attività formativa in presenza. Questa soluzione della piattaforma è, decisamente, più snella e comoda, in questo contesto”. “Abbiamo cambiato strategia, modificato le modalità organizzative, l’approccio per valorizzare la piattaforma multimediale, - conclude - uno strumento che anche dopo questa fase di emergenza sanitaria sicuramente avrà sempre più ampio utilizzo, anche se gli eventi in presenza sono decisamente più efficaci, suggestivi e ricchi di spunti”. L’augurio dunque è di ritornare a lavorare in presenza, con strumenti e modalità di lavoro ancora più innovative e all’avanguardia per fornire un servizio sempre più qualificato.
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Tumore alla prostata
L’approccio per la salute della L’utilizzo deiintegrato farmaci senolitici donna. Progetto Rosa può essere efficace contro le metastasi
team internazionale di ricerca guidato dal professor Andrea Alimonti, ordinario del Dipartimento di Medicina LIldell’Università di Padova, scopre come i composti senolitici, uccidendo le cellule senescenti, siano efficaci nell’arrestare a salute della donna è un tassello ineluE’ anche utile eseguire l’HPV test, con dibile del complesso universo femminile. cui è possibile tipizzare il sierotipo di HPV La cura del proprio corpo, e gli accertamenresponsabile delle lesioni riscontrate. tiildiagnostici, sono alla base della salute La visita ginecologica prevede esploraprocesso nella progressione tumorale psicofisica della donna. Le varie fasi della zione bimanuale degli organi pelvici, si devita, infatti, hanno bisogno di controlli speterminano, morfologia, dimensioni e mobicifici che variano in funzione della propria lità dell’utero, e delle ovaie bilateralmente, età. Ma a partire dall’età di 39-40 anni dise presenti zone che evocano dolore o altri venta di cruciale importanza un approccio reperti di anormalità. multidisciplinare dove le figure del ginecoL’ecografia ginecologica è uno strumenlogo e del senologo sono fondamentali nel to imprescindibile per studiare l’apparato definire e prendersi cura della salute della genitale femminile. donna. In primo sempre a fianco della donCon l’ecografia riusciamo a misurare na in tutte le fasi della vita, con strumenti con precisione l’utero e le ovaie e valutarne come la visita ginecologica, il PAP test, la morfologia. Si può determinare in quale HVP test, ma soprattutto l’ecografia pelvifase del ciclo si trovi la signora in base alla ca, pronto a intercettare tutti i bisogni non morfologia dell’ovaio e le caratteristiche e solo della sfera fisica ma anche del benesdimensione della mucosa endometriale. sere psicologico. Si possono così escludere importanti Il PAP test è un esame fondamentale per quadri patologici sia a livello dell’utero, la salute della donna e dal primo rapporto delle salpingi e della ovaie. andrebbe ripetuto annualmente o al masQuesta metodica si base sull’uso degli simo ogni due anni. Il PAP test è infatti il ultrasuoni e conseguentemente risulta miglior test di screening per il tumore del assolutamente innocua. L’altra figura ircollo dell’utero, essendo in grado di indivirinunciabile è il senologo. Quest’ultimo si duare lesione causate da infezioni di HPV prende cura di un ambito fondamentale ov(virus del papilloma umano che si trasmetvero la salute del seno della donna, infatti te per via sessuale), che se trascurate neil cancro al seno è il tumore più frequente gli anni, posso portare al tumore del collo nel sesso femminile, e la sua diagnosi predell’utero. coce permette di ottenere ottimi risultati.
Spesso, il primo sintomo riconoscibile è la presenza di un nodulo o un ispessimento del seno, mentre poco frequentemente da dolore. E’ importante sottolineare come la maggior parte della formazioni palpabili non siano in realtà una neoplasia, ma è fondamentale una loro caratterizzazione. A partire dai 20 anni è importante l’autopalpazione, una volta al mese, finito il ciclo. Anche se questa manovra è fondamentale ma non risulta sufficiente, infatti in caso di sospetto, oppure dopo aver compiuto i 39 anni di età, è necessario una valutazione clinico strumentale per individuare o meglio escludere patologie a carico del seno. La valutazione clinica prevede, dopo una attenta anamnesi, l’ispezione e la palpazione di entrambe le mammelle alla ricerca di eventuali patologie. A seguire si esegue ecografia mammaria che ha il compito di individuare eventuali nodularità sia di aspetto benigno che maligno. Basata sull’impiego degli ultrasuoni è un’indagine non invasiva ed innocua. L’ultimo passaggio è l’esecuzione della mammografia che allo stato dell’arte è in 3D con tomosintesi. Questa metodica è in grado di evidenziare lesione anche di piccole dimensioni
e non ancora avvertibili con la palpazione. La mammografia, con tomosintesi 3D, permette una ricostruzione in tre dimensioni della mammella rendendo più apprezzabili eventuali lesioni e migliorando la capacità diagnostica da parte del radiologo. La tecnologia si basa sui raggi X, ma la quantità di radiazioni delle macchine di ultima generazione risulta trascurabile. La salute della donna deve essere affidata in mani esperte, ai professionisti della salute della donna, il ginecologo ed il seno-
S
di studio e cura del paziente, strutturato in maniera rigorosa e scientifica grazie all’esperienza maturata con gli anni in questo settore. La diagnosi iniziale è affidata al chirurgo vascolare che esegue la visita specialistica, la valutazione clinica del problema e la diagnosi strumentale non invasiva mediante un ecocolordoppler venoso ed un’ecografia dei tessuti molli e dei vasi linfatici. Sulla base della prima visita viene richiesto un esame linfoscintigrafico per analizzare la presenza o meno di vasi linfatici e valutare la loro funzionalità, e una valutazione cardiologica. COME SI CURA? Il linfedema è una patologia che richiede
Prestazioni del Progetto ROSA - Visita Ginecologica - Visita Senologica - PAP test - Eco mammaria - Ecografia ginecologica - Mammografia con tomosintesi 3D
Prof. Donato D’Antona - Specialista in Ginecologia e Ostetricia Clinica Ostetrica e Ginecologica Affidea – Poliambulatorio Morgagni Via Cavazzana 39, Padova - Tel. 049 8787479 e-mail: info.morgagni@affidea.it - www.affidea.it
Linfedema: una patologia sottovalutata ed emarginata CHE COS’È? Il linfedema è il gonfiore degli arti superiori e/o inferiori causato dall’accumulo patologico di liquido ricchissimo di proteine tra il derma e il sottocute, per un malfunzionamento del sistema linfatico. Si riconosce un linfedema congenito che colpisce entrambi gli arti inferiori (1% dei casi totali) e un linfedema secondario a interventi chirurgici di tipo oncologico che necessitano della rimozione dei linfonodi, oppure da radioterapia o malattie infettive come la filaria. Si tratta di una malattia sottovalutata con pochissima offerta di cura a livello nazionale e internazionale perché mancano centri dedicati per la diagnosi e cura. Molto spesso la cura è affidata in maniera empirica a fisioterapisti specializzati in linfodrenaggio che non eseguono un vero inquadramento medico cosa invece altamente raccomandata per poter curare in maniera scientifica questa patologia. La progressione della malattia per la sua non curanza porta non solo a problemi fisici (elefantiasi dell’arto) ma anche a disagi psicologici che molte volte spingono il paziente all’isolamento sociale. COSA FARE? L’Istituto Flebologico Italiano, centro di eccellenza per la cura delle malattie venose e linfatiche, propone un protocollo
logo, che lavorando in team possano offrire la miglior prestazione possibile. L’approccio multisciplinare come vocazione e scelta permette infatti un flusso di informazioni ed una accuratezza diagnostica a salvaguardia del bene più importante, la salute.
Il professore Andrea Alimonti
e manca il gene TIMP1 nelle cellule seneposizione che rende il tumore più aggressivo ed mo metastatico. tecniche innovative compressione scenti il tumore alla prostata è più aggressivo, invasivo e quindi È infattididimostrato esercizi in acqua termalee(studi eseguiinvasivo e metastatico. Il team internazionale di che l’assenza con o inattivazione di TIMP1 di PTEN ti eche pubblicati in letteratura mondiale ricerca guidato da Andrea Alimonti scopre come – un altro gene ha un ruolo chiave in questo per prima volta dal fondatore del i composti senolitici, uccidendo le cellule seneprocesso – silaverificano frequentemente nelcentro tu- e chirurgo vascolare dialla fama mondiale,alDott. scenti, siano efficaci nel bloccare la formazione more alla prostata, correlandosi resistenza Dimitrios delle metastasi. trattamento del tumoreKontothanassis). e a esito clinico più grave. Infine, informazioni è di fondamentale importanza E’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Alla luce di queste e rilevazioni si continuità terapeutica domicilio per il scientifica “Cancer Cell” un articolo che svela il è ricercato dilaindividuare una stradaa percorribimantenimento del risultato ottenuto le attraruolo delle cellule senescenti nella formazione le per l’utilizzo di nuovi farmaci che uccidano verso l’utilizzo di calze su misura a trama delle metastasi e individua un composto senolicellule senescenti, i cosiddetti farmaci senolitici, piatta abbinate ad indumenti indossabili tico (che di preferenza distruggono le cellule separtendo dall’ipotesi che potessero avere un ruotipo “leggings” che trasmettono le minescenti) in grado di bloccarle. Lo studio è stato lo chiave nell’arrestare il processo. Il Professor polarizzate così comecome i controlguidato dal professor Andrea Alimonti, ordinario Alimonti e il cro-correnti suo team hanno dimostrato li clinici periodici del paziente. del Dipartimento di Medicina -– Dimed - dell’Uniquesto sia vero nei loro studi preclinici, effettuanL’alta Specialità dell’Istituto versità di Padova e ricercatore dell’Istituto Veneto do una sperimentazione in vivo nella quale èFlebologistata piedi ed esercizi riabilitativi co Italiano offre al paziente un trattamento per tutta la vita del paziente. di Medicina Molecolarepostura (Vimm)dei e dell’Istituto Onsoppressa l’espressione dei geni TIMP1 ile miglior PTEN: iter diagnostico terapeutico-riabilitativo La compressione è il cologico gesto più diimportante Ricerca (Ior)mirati. di Bellinzona in Svizzera una volta sviluppate le metastasi causate dall’as- per A questo approccio tradizionale, all’Istie invalidante come nella fase iniziale della per decongeconcura il supporto di un gruppo di giovani ricercatori senza dei dueuna genipatologia inibitori,cronica si è potuta verificare tuto Italiano di ePadova abbinia- di un il linfedema. stionare l’arto e nel lungo termine per poter guidato da Ilaria Guccini edFlebologico Ajinkya Revandkar l’efficacia potente composto senolitico nel mantenere il risultatodiottenuto. Un’équipe prestigiose collaborazioni professionali all’Eth bloccare le metastasi stesse. di fisioterapisti e infermieri di Zurigoprofessionali e negli Usa. “I risultati di questa ricerca ci indirizzano ancoaltamente specializzati Le nella cura senescenti del lincellule non sono solo responsara una volta verso la terapia personalizzata – dice fedema e coordinati bili con dell’invecchiamento, l’équipe medica, ma possono in alcune il professor Andrea Alimonti -. I fattori genetici esegue linfodrenaggio, Manutech terapia condizioni avere un ruolo determinante nella propossono infatti determinare se la senescenza (trattamento con micro-correnti gressione polarizzate tumorale e nellaDott.ssa formazione di metanel paziente effetto positivo di opposizioSara Oberto -avrà Specialista in un Chirurgia Vascolare abbinate ad un massaggio linfodrenante), stasi. Lo studio ha individuato uno specifico gene Clinica ne alla crescita del tumore o negativo di stimolaMaster in Linfologia - Presidente dell’Italian Society bendaggi elastocompressivi correttamente -– TIMP1 - che spinge le cellule senescenti tumozione della formazione di metastasi. In questo seof Young Phlebologists confezionati per non incorrere a danneggiarali ad aver un ruolo attivo Via nellaNiccolò formazione delle condo risulta importante somministrare con Tommaseo, 50 -caso 35131 - Padova (Italy) mento del patrimonio metastasi. linfatico delSe paziente, questo gene segreteria@istitutoflebologico.it è infatti perso o inatcautela i farmaci chemioterapici che inducono - www.istitutoflebologico.it calze elastiche su misura trama piatta, tivato,a avviene la riprogrammazione dei fattori Tel.: +39 049 2271355senescenza, oltre ad utilizzare i farmaci senolitici plantari personalizzatirilasciati per correggere la senescenti verso una comdalle cellule per uccidere le cellule senescenti”.
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Piemonte
Le matite del Barbera, Land Art da bere Nel Monferrato Astigiano un originale fil rouge, legato al celebre vino cantato da Giorgio Gaber porta alla scoperta di borghi, cantine e audaci installazioni. L’idea a colori di Mombaruzzo indica la rotta di Renato Malaman
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randi matite dai colori squillanti svettano fra le viti. Land Art che sfuma nella Pop Art. Giganti dallo spirito giocoso che, in una coreografia da favola lunga chilometri, fanno da maggiordomo ai filari dei generosi vigneti di Pico Maccario a Mombaruzzo, il paese dei campanari. Matite che fanno il verso ad altre installazioni scanzonate e dai colori vivaci: chiocciole e rane di dimensioni extra size. Un bel modo di presentare vini d’autore e il loro territorio. Poco lontano, sulle colline intorno a Vinchio, un’ immensa panchina rosso Barbera, firmata da Chris Bangle (visionario designer californiano che ha firmato anche alcuni fortunati modelli Bmw), troneggia ironica e fa da totem alla pregiata zona di produzione dei Viticoltori Associati di Vinchio Vaglio Serra, patrocinatori dell’installazione. L’opera d’arte, che fa parte del Big Bench Community Project, percorso ideato dallo stesso artista americano, offre uno sguardo privilegiato sulla riserva naturale speciale della Sarmassa e sulle distese di vigneti. Ancora pochi chilometri più in là (e siamo già nell’Alessandrino), sul punto più alto del pittoresco borgo di Alice Bel Colle (curioso: si pronuncia con l’accen-
to sulla A), c’è un piccolo rifugio per accoliti di Bacco dove si stappano in compagnia (e si scoprono) i piacevoli vini dei cento produttori della Cantina Alice Bel Colle. Proiettando poi lo sguardo a 360 gradi su un paesaggio così bello, fatto di borghi e di orizzonti alpini, che sembra uscito dalla scenografia in cartapesta di un film. Ma la Cinecittà, il museo d’arte all’aperto e regno della fantasia, in questo caso, sono le ondulate terre astigiane del Barbera. Gioielli pittorici dalle linee geometriche. Luoghi dove l’immaginario annuncia il reale e fa pregustare in particolare il profumo di questo vino generoso e fiero, la sua gioiosa esuberanza, la sua forza semplice, ‘educata’ in cantina ma dopo il decisivo apporto di luce e calore catturati dalle uve durante la maturazione nelle spalliere di collina. Il Monferrato astigiano, costola del patrimonio Unesco piemontese (con Langhe e Roero) e mosaico prezioso di terre che da secoli regalano buon vino e buonumore. Terre di cui si era perdutamente innamorato Gino Veronelli, poeta prima ancora che profeta del vino. Prosegue alla pag. seguente
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Piemonte/2
Le matite del Barbera, Land Art da bere di Renato Malaman
Sul belvedere di Vinchio la panchina gigante firmata da Chris Bangle offre una panorama unico sull’oasi naturale della Val Sarmassa Gino Veronelli ci aveva visto giusto: l’enoturismo è cultura e genera futuro
Per questo
segue dalla pag. prededente
E prima di lui Mario Soldati, che con i suoi racconti nel secondo dopoguerra portò a galla un’Italia di provincia fatta di gente umile che in paesi dimenticati ha salvato la tradizione. Fu proprio Veronelli a vaticinare un futuro da principessa alla ‘cenerentola’ Barbera, vino povero e legato al quotidiano dell’osteria che non ci ha messo poi molto - una volta sdoganate le sue virtù - a convincere gi increduli. ‘Barbera e Champagne, stasera beviam…’ cantava incrociando note e calici Giorgio Gaber e l’accostamento non era irriverente. Tutt’altro. I numerosi premi conquistati - dagli immancabili Tre Bicchieri a cui il vino piemontese è abbonato da anni - sono solo una conferma di quanto i produttori dell’Astigiano hanno saputo costruire negli anni, conferendo al Barbera la dignità e il valore che merita. In un calice di Superiore, la tipologia più celebrata che nasce da un lungo affinamento, c’è tutto il vigore di un vino fatto con uve che resistono al gelo, ai venti e alle nebbie. Ne sono stati versati fiumi di calici da quando, al tramonto del XVIII secolo, il conte Giuseppe Nuvolone ha codificato l’abc di questo vino per troppi anni considerato ingiustamente ‘da taglio’. La Barbera, fonte di freschezza e di acidità sempre viva, frutto di grappoli compatti e color notte, che in Piemonte è de-
Natale
clinato in tante denominazioni, è l’anima del Consorzio del Barbera d’Asti e vini del Monferrato Docg. E in questo contesto è in buona compagnia: quella di altri 12 vini di spiccata identità come il Nizza Docg, vanto di Nizza Monferrato, o il Ruché di Castagnole Monferrato, nicchia enologica oggi pure Docg che nacque grazie alla passione di un parroco di paese. E poi si svelano anche varie Doc che danno spessore al concetto di biodiversità in questo riservato e discreto angolo di Piemonte: il Cortese dell’Alto Monferrato, il Grignolino d’Asti, la Freisa, l’Albugnano, il Dolcetto d’Asti, tutti capaci di narrare i propri territori quelli compresi fra il Tanaro e il Belbo - le storiche cantine, gli eclettici personaggi. Come in una canzone di Paolo Conte, lo chansonnier astigiano che ha dato nuova vita ai miti popolari, quelli ruvidi da osteria di cui la Barbera è uno dei simboli. Seguendo il fil rouge di questo vino, ormai nel cuore dei consumatori italiani, quanti borghi e quante feste si rivelano al visitatore a caccia di stupore. Quanti personaggi con storie da raccontare. Da Asti a Canelli, da Costigliole a Rocchetta Tanaro, da Castelnuovo Don Bosco a Roccaverano, patria della Robiola Dop. Un itinerario che si allarga a dismisura, seguendo le rotte dell’arte e del gusto. Con un soffio di poesia.
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icordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini 4* di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad
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Cinema
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L’intervista Il regista di Videocracy è uno dei documentaristi più talentuosi d’Europa
Gandini sceglie il Veneto per il suo nuovo progetto “Se c’è qualcosa di piacevole di questa sensazione che siamo tutti un po’ fermi è che stiamo riflettendo su come fare il prossimo passo in avanti ed è un momento di riflessione che ci sta ogni tanto nell’umanità”
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sterno. Campagna veneta. Giorno. Un uomo alto, slanciato, in mezzo a un prato regge un’asta microfonica, le cuffie sono coperte da un berretto di lana nero, rubato al figlio adolescente. Accanto a lui, alla macchina da presa, opera Daniel, un cineoperatore che coi capelli sciolti sembra la reincarnazione di Gesù. Si sente “cut”e poi, l’uomo col berretto, si volta di scatto verso di me e sorride gioioso facendo su è giù col pollice. O meglio, causa mascherina, a sorridere sono i fari celesti che la madre svedese gli ha donato in eredità. Due occhi blu ipnotizzanti. In questo preciso momento ha appena finito di girare una sequenza del suo nuovo documentario. Quest’uomo “bravo, intelligente e furbo”, così lo definì Fabrizio Corona dopo la prima uscita di Videocracy nel 2009, è il regista Erik Gandini, uno dei documentaristi più in talentuosi d’Europa. In questi giorni è passato in Veneto a girare il suo nuovo progetto, che sarà pronto per la fine del 2021. Erik sei reduce da una settimana di riprese in periodo di pandemia, in uno Stato che, a differenza della Svezia, prevede regole rigide. Che effetto ti ha fatto? “In Svezia c’è stato un lockdown molto diverso, perché non c’è l’obbligo di portare la mascherina, non c’è il divieto di uscire di casa dopo le dieci di sera. Viviamo sotto consigli, piuttosto che sotto regole dure. Qui invece si avverte molto forte questa imposizione delle regole, questo cambiamento nello stile di vita delle persone. Guarda, se volessimo parlare di Svezia, il discorso sarebbe molto lungo. Forse c’è stata la consapevolezza da subito che eravamo di fronte a una pandemia prolungata e che si doveva trovare un modello che funzionasse con la sopportazione delle persone. Per cui le scuole sono rimaste aperte, i ristoranti sono aperti. Abbiamo ricevuto tanti consigli sul mantenere il distanziamento e la gente ha cambiato il proprio stile di vita. Penso che la
Svezia abbia fatto auto isolamento da 50 anni, per cui c’è uno stile di vita diverso. Le persone vivono molto lontano le une dalle altre. Gli anziani vivono inesorabilmente per conto loro. Nel 2015 esce il tuo film La teoria svedese dell’amore, che parla della costruzione di quel modello di indipendenza progressiva. Perché gli italiani lo stanno scoprendo ora, con la pandemia? “È interessante. Ho trascorso la mia esistenza tra questi due Paesi perché sono di fatto il prodotto di un incontro tra una donna svedese e un uomo italiano negli anni Sessanta e crescendo ho visto rimpicciolirsi i
confini d’Europa. Quando ero piccolo andare dall’Italia alla Svezia era un passaggio di molte frontiere, di mondi diversi. Adesso in due ore sei qua, i canali sono gli stessi, indossiamo le stesse marche di vestiti, eppure siamo un po’ agli antipodi. Prima c’era il mito della Svezia che era un po’ il riferimento della perfezione e forse c’è ancora. È anche per quello che nasce un bisogno di trovare le crepe nella facciata. C’era ovviamente il mito delle donne, della sessualità libera, di questo mondo… ma alla fine sono dei cliché. Come il cliché dei suicidi che non è forse nemmeno mai stato vero leggendo attentamente i dati.”
Pensi che la pandemia avrà un impatto nel tuo modo di pensare, di concepire e sviluppare i temi dei prossimi documentari? “Sono un gran consumatore di notizie, ma non voglio mai attaccarmi all’attualità perché vorrei che i miei documentari siano attuali anche tra dieci anni. Per cui non voglio pensare di raccontare una pandemia perché magari, speriamo, tra un anno non ne potremo più di questa cosa. Credo tuttavia che questi grandi stravolgimenti siano i momenti in cui avvengono dei cambi profondi nelle ideologie. Questa pandemia ha schiacciato il tasto pausa per tutti. Siamo consapevoli che
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abbiamo dovuto collettivamente smettere di lavorare. Smettere di comprare. Smettere anche di dover subire un confronto con gli altri perché c’è l’idea che tutti gli altri si divertano mentre noi no. Se c’è qualcosa di piacevole di questa sensazione che siamo tutti un po’ fermi è che stiamo riflettendo su come fare il prossimo passo in avanti ed è un momento di riflessione che ci sta ogni tanto nell’umanità. Purtroppo è violento, comporta per tante persone la morte, la malattia o la disoccupazione. Io, ad esempi, sono convinto che porterà qualcosa di positivo per quanto riguarda il lavoro”. Cristian Cinetto
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Attualità
Comitato Paralimpico Ad inizio anno il rinnovo della federazione veneta
Sport oltre ogni barriera e paura Ruggero Vilnai punta al tris
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ra i primi appuntamenti del 2021 anche il rinnovo del Comitato Italiano Paralimpico del Veneto, previsto tra gennaio e febbraio. Una realtà che, nel 2020, ha tagliato il traguardo dei 40 anni di attività. Risale, infatti, al 1980 la nascita della prima federazione in Italia che si occupa di promozione dell’attività sportiva per le persone disabili. Alla guida del Comitato Italiano Paralimpico-CR Veneto, Ruggero Vilnai, anima e motore instancabile dello sport paralimpico della nostra regione proprio da allora. Vilnai, padovano di Villa del Conte, è alla guida del Comitato da da due mandati e si prepara a fare il tris. “Mi piacerebbe davvero poter guidare il Comitato per altri quattro anni – afferma Vilnai –, sarebbe un bel traguardo. Mi sono reso disponibile. C’è davvero tanto da fare e, nonostante palestre e piscine chiuse, c’è ancor più da lavorare e inventare nuovi strumenti e modalità per arrivare soprattutto a tanti giovani. Mi spiego meglio: se guardiamo alle giornali e tv, che pure dedicano grande attenzione allo sport paralimpico, pare che gli atleti paralimpici siano tantissimi. Non è vero: sono una piccola parte. Molti di più sono ragazzi e ragazze disabili che non fanno sport e che vorremmo invece avvicinare”. Vilnai ricorda che in 40 anni di attività lo sport paralimpico in Veneto ha avuto una crescita costante in termini di atleti, società e discipline. “A oggi ci sono 256 società e quasi 1800 atleti impegnati in 46 discipline. Questo è il frutto di un grande e quotidiano lavoro fatto da tantissime persone, dirigenti, tecnici, volontari, aziende, sponsor – aggiunge il presidente Vilnai – , purtroppo in tanti anni nessuno aveva mai visto un’emergenza come questa. Lo stop alla pratica della disciplina sportiva è un grave disagio soprattutto per i non agonisti. I nostri atleti, in questo, periodo riescono ancora ad allenarsi, anche in piscina, ma per quanto? Pensiamo anche ai costi nel tenere aperto un impianto per pochissime persone. In questo tempo di pandemia abbia-
“Nonostante le palestre e le piscine chiuse c’è tanto da fare, dobbiamo inventare nuove modalità per raggiungere i giovani” mo cercato di avviare tante iniziative come, anche in Veneto, un corso per insegnanti di educazione fisica rivolto alle scuole per avvicinare alla pratica sportiva gli studenti con disabilità. Tra gli altri progetti avviati, ma per ora, in stand by, la campagna che vede come testimonial la nostra Bebe Vio sull’importanza dell’attività sportiva dal titolo “In-forma!”. La campagna, realizzata con la Regione, che ha dato un contributo iniziale di 15 mila euro, e in particolare grazie all’assessore alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, prevede la distribuzione di poster e altro materiale, di cui appunto è nostra testimone Bebe, in ogni reparto, distretto, ufficio delle Usl venete”. Il Comitato paralimpico sta programmando anche altre attività, semplici e utili come “allenamenti” a distanza, attività motorie da fare a casa con la guida a distanza di un esperto. E non smette di mantenersi in forma nemmeno lo stesso Vilnai. Dopo anni di pratica sportiva in varie discipline, in particolare nel basket, da qualche anno si è avvicinato, e pure con ottimi risultati a livello nazionale, a quella che è sempre stata la sua grande passione: le bocce. “Ho iniziato quattro anni fa – spiega – .Pratico la “raffa”, e sono un puntista, mi alleno all’Antenore Padova. Avevamo in programma alcuni tornei a carattere regionale e nazionale che contiamo di fare un primavera”. Nicoletta Masetto
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Vellutata gialla Ingredienti: 1 zucca di media grandezza tagliata a dadini - 2 spicchi d’ aglio - 3 scalogne - 1 rametto di rosmarino - sale q. b. - olio q. b.- 2 C di panna di riso - 1 c di prezzemolo.
Mousse al melone Ingredienti: 300 g di farina - 2 uova - 3 c di zucchero di canna - latte di riso quanto serve - 1 pizzico di sale - 1 c di vanillina - 1 c di lievito naturale - 100 g di noci tritate - 1 c di zucchero a velo.oline di menta fresca.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: lavare il radicchio, asciugarlo e spezzettarlo sottile con le mani in una ciotola capiente. Condire con il sale, l’olio e il succo di arancia e di limone. Amalgamare, disporre il radicchio nei piatti e guarnire con scaglie di mandorle e qualche spicchio d’arancia.
Preparazione: stufare lo scalogno e l’aglio precedentemente tritati, con un po’ d’olio e poca acqua, unire la zucca, il rosmarino e il sale. Portare a termine la cottura a fuoco lento, unendo se necessario acqua o meglio brodo vegetale, calcolando 1 ciotolina a persona. Far bollire ancora 10 minuti. Quindi mettere a punto la vellutata con sale, un pizzico di curry e due cucchiai di panna di riso. Guarnire ogni ciotolina con un pizzico di prezzemolo
Preparazione: in una ciotola mettere la farina, i rossi d’uovo, lo zucchero di canna, la vanillina, il lievito, il latte di riso quanto serve per ottenere una consistenza cremosa e una parte delle noci tritate. Mescolare bene il tutto, unire i bianchi montati a neve, amalgamare delicatamente e passare in uno stampo infarinato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire, cospargere con lo zucchero a velo. Per una miglior presentazione servire con un cucchiaio di composta di frutta a scelta e un pizzico di noci tritate.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
Ariete Vi capiterà di sentire il bisogno di sfogarvi. Concedetevi la libertà di lasciarvi andare, ogni tanto, per alleggerire le tensioni. Ripartirete di slancio
Dicembre
Bilancia Siete sempre alla ricerca della pura bellezza. Il rischio è quello talvolta di perdere il contatto con la realtà, che non sempre è come ci piacerebbe che fosse
Scorpione
Toro Non riuscite a dissimulare né a nascondere le vostre emozioni. Il vostro sguardo è eloquente e sincero. La vostra spontaneità risulterà comunque vincente
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Dicembre, è tempo di bilanci e di programmazione
E’ tempo di smettere di sfuggire dai legami sentimentali. Abbiate fiducia nel vostro partner: saprà r endervi felice
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Non fatevi affascinare da venditori di fumo ma condividete con chi lo merita davvero i vostri successi e le vostre aspirazioni
Siete tentati di creare nel vostro immaginario una realtà che spesso non è tale. Cercate di vedere il buono anche laddove non c’è. Il vostro ottimismo tuttavia vi aiuta sempre
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Dopo tanto impegno siete alla ricerca di un meritato riconoscimento per il lavoro svolto con passione e serietà, che arriverà. Abbiate fiducia: riceverete le giuste soddisfazioni
Sarete il punto di riferimento per le persone che vi stanno a cuore, qualcuno su cui poter contare in ogni momento. La vostra presenza è una certezza per chi vi ama.
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Sarete messi alla prova ancora una volta e, ancora una volta, riuscirete ad uscirne vincitori. Superate lo stress e difendete la vostra serenità.
Non potete rinunciare alla vostra libertà e ai vostri spazi. Dovrà capirlo chi vi è vicino ma saprete essere molto chiari e schietti
Vergine
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Saprete distinguere tra l’essenziale e il superfluo per ottenere, comunque, il necessario. E questo è ciò che conta
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