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La Piazza del Miranese sud mag2020 n69

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Sport p.16

Regione p.21

Salute p.31

on-line: La prova del nove

MAGGIO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.69

Cultura p.15

del Miranese Sud

Questa copia è certificata da

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TERRITORIO

Nasce un Portale per i negozi

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal … lalockdown. convenienza del Cadore sotto casa … Ci sono linee guida da applicare, norme da Sconto comprende armonizzare, dele da 50% su tuttecercando le lentidi gail rispetto distanziamento, unica arma Vialerantire Sanremo, 42/d del · Spinea (Ve) · Tel. 041 997018 finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanservizio a pag 13 cio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

Commercio e turismo, ripartenza fra proteste ed aiuti A Mirano 200 titolari di attività sono scesi in piazza. Il Comune appoggia le richieste degli esercenti. Iniziative analoghe anche a Spinea

MIRANO

Sospesa la nuova raccolta del verde MIRANO

Edilizia popolare, sbloccati 12 appartamenti SPINEA, LA POLEMICA

Mense, comitato genitori sostituito dai delegati SPINEA, IN CONSIGLIO Chiama Ora

Piano degli351-6777004 interventi, ok fra le polemiche PA SS

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a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci attende una sfida non meno impegnativa. La ripartenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molteplicità di aspetti. Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita.

È un periodico formato da 18 edizioni locali mensilmente recapitato a 300.000 famiglie del Veneto.

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Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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“Portale del Miranese” per il commercio

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Negozi di vicinato sono già 470 le attività aderenti

ommercio di prossimità, i sindaci del Miranese ci mettono la Chiama Ora faccia: i 7 primi cittadini del territorio promuovono il “Portale 351-6777004 del Miranese”, il nuovo negozio online con tutte le attività di vicinato che sul territorio, soprattutto in questo periodo di limitazioni, stanno rappresentando un’opportunità per molti cittadini. Dopo aver manifestato il 1° maggio accanto ai commercianti dei loro comuni, Maria Rosa Pavanello (Mirano), Martina Vesnaver (Spinea), Patrizia Andreotti (Noale), Andrea Saccarola (Martellago), Nais www.lapiazzaweb.it/vacanze Marcon (Scorzè), Nicola Fragomeni (Santa Maria di Sala) e LuciaScopri all’interno le favolose offerte no Betteto (Salzano), insieme al presidente di Confcommercio del scelte esclusivamente per te! Miranese Ennio Gallo, hanno prestato il volto alla causa, e lanciato Una selezione periodica di viaggi un messaggio in un video promozionale. L’obiettivo è rilanciare ad un prezzo vantaggioso! Viaggia con noi e i nostri giornalisti! i negozi di vicinato, che in questo periodo stanno garantendo la Visita la sezione dedicata sul nostro sussistenza di molte famiglie e che in futuro avranno bisogno di sito www.lapiazzaweb.it strumenti per rimanere aperti e garantire vita e socialità ai paesi di riferimento. “I negozi sotto casa – recita il messaggio congiunto – sono da sempre vicini alla gente, perché il cliente è soprattutto un amico. Qui si trovano i prodotti migliori, chi li vende ci conosce e la bottega è una risorsa per tutti”. Quindi l’invito: “Continua ad acquistare nei negozi sotto casa, tutti ma diversi, ognuno con una sua storia e le sue peculiarità. Qui trovi chi ti conosce e ti aiuta”. Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Il “Portale del Miranese” (www.portaledelmiranese.it), nato due a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci anni fa per avere negozi e locali del territorio sempre a portata attende una sfida non meno impegnativa. La ridi smartphone, da alcune settimane, ha raggruppato in un’unica partenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con sezione anche tutte le attività del territorio che offrono un servizio la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una di spesa a domicilio. Attualmente sono 470 le attività aderenti,sorta con di “prova del nove” su più fronti e per una mololtre 5mila visitatori, di cui l’87% nuovi utenti che, in precedenza, teplicità di aspetti. non hanno avevano ancora fatto uso di questo strumento. Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e PA SS

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In questo numero il nuovo inserto

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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Sospesa la nuova raccolta del verde Fino a marzo i contenitori all’esterno dell’abitazione potevano essere svuotati senza prenotazione poi, tra aprile e maggio, i cassonetti stradali dovevano essere rimossi

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uova raccolta del verde, a Mirano sospesa la transizione verso il sistema “ondemand”. Il coronavirus ha bloccato anche la rivoluzione del conferimento dei rifiuti che avrebbe dovuto segnare questo 2020 in città: stop alla consegna dei bidoni per la raccolta del verde prevista. Il Comune ha dovuto di fatto congelare la modalità transitoria prevista proprio in questo periodo di sfalci e giardini, che prevedeva il conferimento di verde e ramaglie, sia sui bidoni già consegnati ai privati, che attraverso i vecchi cassonetti, che resteranno dunque ancora un po’ in strada. Rimane dunque per ora la possibilità di prenotare il verde “on-demand”, attraverso l’esposizione del contenitore personale la sera prima del giorno indicato nel calendario. Per tutti gli altri, si può continuare a conferire come fatto finora, nel cassonetto stradale, fino a cessata emergenza. La transizione al porta a porta per tutti dovrebbe riprendere nei prossimi mesi e concludersi, salvo ulteriori proroghe, entro l’estate. Secondo il piano predisposto alla fine dell’anno scorso da Comune e Veritas, aprile doveva essere il mese cruciale in

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Mirano

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cui il sistema sarebbe transitato quasi interamente al porta a porta a richiesta. Fino a marzo infatti i contenitori da 240 litri esposti all’esterno dell’abitazione potevano essere svuotati senza prenotazione, poi tra aprile e maggio i cassonetti stradali dovevano venire gradualmente e definitivamente rimossi e i nuovi contenitori ritirati a chiamata al costo di un euro a ritiro più Iva. I mesi di avvicinamento al nuovo sistema a Mirano erano stati scanditi da qualche protesta: ancora non va giù a molti l’idea di pagare un servizio che

Bambini e disabilità

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ncontro online tra insegnanti, genitori, parroci ed altre figure di riferimento dell’educazione per parlare di bambini e disabilità, i dimenticati di questa emergenza coronavirus. A promuoverlo il Comune che ha voluto accendere un faro su una problematica marginale nei decreti ma di primaria importanza per le famiglie. Obiettivo: portare a galla i bisogni e le difficoltà che stanno vivendo i bambini e le persone più fragili. “Lo scopo – è stato precisato - non è quello di criticare o spingere per soluzioni avventate, ma dar voce ai vari bisogni che rischiano di rimanere nascosti nelle mura domestiche. Quindi, non si tratta solo di presentare le singole sfide che stanno vivendo i genitori e le figure educative ma di stimolare idee innovative per garantire il diritto all’infanzia previsto anche dalle convenzioni internazionali dell’Onu”. L’incontro è stato promosso da Comune di Mirano, Includimi, Famiglie e Abilità Onlus, Aclicoop, Oltre il Muro, Acli Venezia, Avid i Fiorellini, Cooperativa Agorà, Centro Pace e dalla collaborazione pastorale. (f.d.g.)

prima era gratuito (in realtà scaricato sulla collettività), ma soprattutto, secondo molti, con il nuovo sistema i privati smetteranno di raccogliere foglie o ramaglie dal suolo pubblico, per esempio alberature stradali, con problemi di decoro e, in caso di maltempo, deflusso delle acque. Il Coronavirus ha ovviamente spostato i riflettori su problemi ben più gravi, e comunque per tutti la tariffa Tarip slitterà a giugno, in attesa di provvedimenti e aiuti a favore in particolare delle attività economiche. Filippo De Gaspari

“Cardiologie aperte”, aderiscono centinaia di cittadini della Medicina dello Sport e dell’esercizio fisico e Cardiologia Riabilitativa di Noale della Ulss 3 Franco Giada – e che dopo lo screening sono risultate ad elevato rischio cardiovascolare, sono state sottoposto ad elettrocardiogramma. In particolare, ad una persona, che già è seguita per alcune problematiche di tipo cardiologico, è stato eseguito anche un ecocardiogramma e un test da sforzo”. Nella Cardiologia di Mirano nel 2019, sono stati effettuati 2560 ricoveri di cui 281 in day hospital e 713 in unità coronarica. Sono state eseguite 2200 prestazioni di emodinamica e 750 prestazioni di elettrofisiologia. L’attività ambulatoriale per esterni ha registrato, invece, 16.538 prestazioni comprensive di elettrocardiogrammi (6274), elettrocardiogramma dinamico (1559), ecocardiogrammi, ecocardiogramma con stress farmacologico, ecocardiogramma transeofageo (2031), test ergometrici (586) controlli pacemaker (1535) visite cardiologiche (4456). (f.d.g.)

Via N

oales

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Villa Farsetti

G. Fe rraris

uecentoventi cittadini hanno aderito alla iniziativa “Cardiologie Aperte”, patrocinata dall’Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri e dall’Heart Care Foundation, all’interno di una campagna nazionale di sensibilizzazione della popolazione sulle malattie cardiovascolari. L’evento miranese, giusto prima dello tsunami Coronavirus, è stato organizzato dalla Cardiologia di Mirano, dalla Medicina dello Sport-Cardiologia Riabilitativa di Noale, assieme all’”Associazione Cuore Amico Mirano”, al Pronto Soccorso di Mirano, al Dipartimento Prevenzione e al Coordinamento Trattamento Tabagismo dell’Ulss 3 Serenissima. Oltre agli screening cardiologici, si sono tenuti dei corsi da parte dei sanitari della Ulss 3 sugli stili di vita e sulla rianimazione cardiopolmonare, agli studenti delle terze medie della scuola miranese Da Vinci. “Un 10% degli oltre 200 dei cittadini che hanno aderito - hanno detto il Primario della Cardiologia di Mirano Salvatore Saccà insieme Primario

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Mirano

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Edilizia popolare Parla l’assessore alle politiche abitative Cristian Zara

Il Comune sblocca l’assegnazione di dodici appartamenti Ater D

odici appartamenti pronti ma Mirano, Gabriele Petrolito - il nostro ancora vuoti, il Comune lancia Comune può mettere a disposizione un appello all’Ater per renderli subi- dell’Ater il personale che prima della to disponibili e offre i propri uffici e legge regionale del 2017 si occupapersonale per accelerare l’assegna- va delle assegnazioni e se, del caso, zione. Si muovono due assessorati anche di un ufficio per la stipula dei per venire incontro alle esigenze di contratti, in maniera da fare spostare una dozzina di famiglie bloccate, pur da Venezia il funzionario e non, viceavendo diritto all’alloggio, dalle mi- versa, gli assegnatari a Venezia”. “In sure di contenimento per il Covid-19. questo modo - aggiunge l’assessore La loro sistemazione già precaria è alle politiche abitative, Cristian Zara stata infatti aggravata dall’isolamen- - sarebbe possibile procedere rapito di questi mesi a causa dell’epide- damente e in tutta sicurezza, per il mia e così il Comune ha chiesto con personale e per l’utenza, alle asseurgenza all’Ater di Venezia di fare la gnazioni e alla stipula dei necessari propria parte, accelerando, in un’ot- contratti, dando risposta al disagio di tica emergenziale, le procedure di nostri concittadini che vivono in uno assegnazione degli appartamenti di- stato di necessità abitativa”. Invito sponibili. Da alcuni anni le assegna- subito raccolto dall’ente: “Prendiamo zioni competono all’Ater, non più atto della disponibilità del Comune ai comuni. A Mirano ad attivarsi con proA Mirano la la graduatoria è stata pri uffici e personale già validata da tempo – spiega il presidente graduatoria ed è relativa al bando Raffaele Speè pronta da tempo dell’Ater 2019, ma anche a cauranzon - per acceleed è relativa sa dell’emergenza non rare l’istruttoria per è stato più possibile le assegnazioni invieal bando 2019, portarla a conclusioremo la modulistica ma anche a causa ne. Con l’emergenza all’amministrazione Covid ancora in corso, dell’emergenza non comunale”. Dunque, anche questo ambialmeno sulla carta, è stato possibile to si è infatti fermaimpasse sbloccata: to, principalmente a “Questa disponibilità portarla a causa della difficoltà da parte del Comuconclusione di procedere ai sone di Mirano – spiepralluoghi degli appartamenti con gli ga ancora Speranzon – ci permette assegnatari e poi alla firma dei con- di andare avanti con quella parte di tratti di locazione, che normalmente documentazione amministrativa che avviene nella sede di Piazzale Roma necessita di funzionari presenti sul a Venezia. Per questo ora il Comune posto”. Il primo passo sarà l’invio al propone una via d’uscita, chiedendo Comune della documentazione per la di portare l’Ater direttamente a Mi- scelta dell’alloggio da parte degli inrano per facilitare il contatto con gli quilini. “Una volta terminata l’istrututenti e sbloccare le assegnazioni: “In toria porterò io stesso le chiavi agli uno spirito di collaborazione - spieaventi diritto”, conclude Speranzon. Filippo De Gaspari ga l’assessore alle politiche sociali di

Comitato Viabilità: “L’incrocio fra le vie Vetrego e Ballò va messo in sicurezza al più presto”

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n ennesimo incidente, spettacolare, ma per fortuna senza gravi conseguenze per le persone, rinfocola il dibattito sulla sicurezza tra le vie Vetrego e Ballò, a sud di Scaltenigo e del comune di Mirano. In campo il comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo e Ballò, che chiede rapide soluzioni: “Purtroppo - spiega il portavoce Adriano Cazzin - l’incrocio rientra in un percorso agevolato per chi deve andare nel Padovano dal Veneziano, evitando il pedaggio autostradale: esce al casello di MiraMirano, gratuito per chi proviene da Mestre, e prosegue verso Ballò-Pianiga. Come più volte segnalato, la mancanza di visibilità per chi proviene da via Vetrego e la misera segnalazione di incrocio per chi percorre via Ballò, ne fanno un punto estremamente pericoloso. Tamponamenti e brusche frenate sono molto frequenti, lo stesso attraversamento pedonale ‘nascosto’ dai cassonetti dei rifiuti crea pro-

blemi ad auto e pedoni”. Nell’ultimo spettacolare episodio, a inizio maggio, un’auto proveniente da Ballò è finita nel fosso dopo lo scontro con un’utilitaria in uscita da via Vetrego. “Come comitato - conclude Cazzin speriamo che con questo ennesimo scontro si possano accendere i riflettori sulla messa in sicurezza di quell’incrocio, per evitare nuovi e più gravi incidenti”. (f.d.g.)


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I negozianti consegnano le chiavi al sindaco

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Hanno aderito circa 200 titolari di attività alla protesta in piazza. Il Comune ha appoggiato le richieste degli esercenti

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commercianti portano le chiavi dei loro negozi chiusi al sindaco. A Mirano hanno aderito circa 200 titolari di attività alla protesta del 1 maggio e un centinaio di loro hanno simbolicamente consegnato le chiavi al sindaco Maria Rosa Pavanello. “Protestiamo oggi per non chiudere per sempre”, lo slogan dell’iniziativa, dopo l’ennesimo decreto che non lascia spazio a speranze di riaperture a breve. “L’emergenza Coronavirus – ha spiegato il Presidente di Confcommercio del Miranese Ennio Gallo - ha creato una crisi senza precedenti per le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi del Miranese. Le nostre attività hanno dato prova, in tutte le fasi dell’emergenza, di sapersi adeguare

ai decreti con grande responsabilità e stanno garantendo, con massimo impegno e rispetto delle regole, la distribuzione dei beni essenziali a tutti i cittadini. Adesso, dopo l’ultimo Dpcm, condividiamo con loro una delusione di fondo che si sta trasformando in rancore nei confronti di un Governo che non accoglie richieste del tutto sensate”. Due su tutte: riaprire i negozi, pur con i dovuti accorgimenti e sostenere il piccolo commercio con contributi e sgravi. In campo a Mirano, nella città della movida, non solo commercianti al dettaglio, ma anche titolari di bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Dal Comune pieno appoggio alla protesta: “In base ai protocolli di sicurezza i presentati – spiegano Pavanello e l’assessore alle

Il sindaco accoglie gli albergatori

attività produttive Cristian Zara - tenendo conto del principio di precauzione e applicando le opportune misure di distanziamento sociale, gli esercizi commerciali potrebbero già aprire. Per questo comprendiamo le loro richieste. Stiamo mettendo in primo piano queste istanze, anche all’interno dell’Associa-

zione dei comuni del Veneto, affinché si possano rivedere le previsioni statali e per poter dare risposte ad attività che sono da troppo tempo chiuse. Dove si è nelle condizioni di garantire la sicurezza è giusto dare la possibilità di ripartire”. Analoghe iniziative si sono svolte a inizio maggio anche a Spinea.

a sindaca Maria Rosa Pavanello ha ricevuto il delegato degli albergatori miranesi Pasquale Tricoli, che ha consegnato una petizione con cui gli stessi chiedono sostegno al Comune per far fronte ai devastanti effetti dell’epidemia di Covid-19 sull’imprenditoria ricettiva nel territorio. “Le nostre attività – si legge – sono state fermate dal 23 febbraio creando una perdita di fatturato per decine di migliaia di euro. Chiediamo la riduzione delle imposte locali proporzionale al periodo di sospensione o riduzione dell’attività”. Il documento è sottoscritto da dieci attività alberghiere: Villa Myosotis, Villa Mocenigo, Venice Palace Hotel, Autohotel, Leon d’Oro, Villa Giustinian, 5 Colonne, Glamping Canonici, San Marco, Osteria Veneta Da Piero. “Stiamo lavorando – ha detto Pavanello per arrivare a una riduzione delle tasse, nonostante i vincoli, anche di bilancio e venire incontro anche alle istanze degli albergatori”.


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Territorio Arrivate le autorizzazioni della Prefettura di Venezia

Salta la Festa dell’agricoltura

Stadio e strada intitolati a due miranesi illustri L

a Prefettura di Venezia ha autorizzato due intitolazioni decise a inizio anno dal Comune e che riguardano una strada e lo stadio di rugby: riconosciute due personalità eminenti nella storia economica e sportiva cittadina, molto amate dai miranesi. A Guido Novello è stata dedicata la viabilità, finora senza nome, compresa tra via Porara Gidoni e il Passante di Mestre. Novello fu uno dei “Ragazzi del ‘99”, mandati a combattere sul Piave durante la Prima Guerra Mondiale: riuscì a tornare a casa e, in seguito, fondò la ditta di arredo bagno che porta il suo nome. L’imprenditore morì nel 1985 ma la ditta ha proseguito il suo lavoro ed oggi il marchio Novello esporta i suoi prodotti in tutto il mondo. La via interna dove ha sede l’attività, che era ancora senza denominazione, porta il suo nome in segno di riconoscimento per il suo impegno, sia come difensore della patria durante il primo conflitto mondiale, che per le sue capacità imprenditoriali. L’altra intitolazione riguarda lo stadio di rugby di via Matteotti, dedicato a Ferruccio Bianchi, fondatore nel 1957 del club Rugby Mirano e deceduto nel 2009. Bianchi, per tutti “Maci”, ha trascorso la giovinezza nei dintorni di Rovigo, dove ha coltivato la passione per il rugby che, pur non avendo mai giocato, ne ha segnato la vita. Nel 1953 si è trasferito con la famiglia e l’attività lavorativa a Mirano dove, appunto nel 1957, ha fondato il Mirano Rugby, la più longeva società rugbistica della provincia di Venezia. Dotato di grande caparbietà, ha superato le tante difficoltà incontrate dal sodalizio prestandosi di volta in volta a fare il reclutatore, l’allenatore, il segretario e il presidente. Con il suo carisma, ha trascinato nell’avventura giovani di diversa provenienza, riuscendo a unirli in uno sport allora quasi sconosciuto e visto con diffidenza. Credeva nel valore educativo del rugby e ha promosso la diffusione della palla ovale anche nelle scuole. Punto di riferimento e d’ispirazione per molti, ha operato sempre nell’interesse del club bianco-

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La tribuna dello stadio di rugby

nero, portandolo ai massimi livelli. La cerimonia d’intitolazione si svolgerà non appena sarà passata l’emergenza sanitaria. Nel frattempo, lo stadio a lui dedicato è stato oggetto di intervento, con il restauro di tribune, spogliatoi, lavori sull’impiantistica e sul campo di gioco per 550mila euro, conclusi pochi mesi fa. Filippo De Gasperi

alta anche la “Festa dell’agricoltura”: l’evento di fine estate cancellato dal Covid. Non ci saranno per quest’anno sfilate a cavallo, l’enorme corteo di trattori e la fattoria degli animali che tanto piaceva ai bambini. Il Gruppo imprenditori del Miranese “La campagna ti è Amica”, considerato l’evolversi della situazione legata alla diffusione del coronavirus e le incertezze legate ai possibili scenari di sviluppo legati all’emergenza, ha infatti deciso a malincuore di sospendere per quest’anno l’organizzazione della manifestazione agricola, uno degli eventi più significativi in termini di numeri e di attività. Negli anni, la Festa

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dell’agricoltura ha coinvolto oltre 250 volontari a ogni edizione, con un pubblico di visitatori che supera le 220 mila presenze ed è considerata una delle classiche manifestazioni d’interesse ludico-culturale di fine estate per il territorio del Miranese e non solo. L’appuntamento è rinviato al 2021 con una formula rinnovata nei contenuti e nelle attività, per proporre come sempre innovazione, tradizione e cultura legate al mondo dell’agricoltura. “Siamo spiacenti – sostiene Fabio Liveri uno degli organizzatori della Festa – di dover annullare una manifestazione così sentita nel territorio, ma al momento non ci è possibile scegliere diversamente. La “Festa dell’agricoltura” è una delle manifestazioni d’aggregazione sociale più seguite nel territorio durante la quale non è possibile gestire i flussi delle persone attraverso processi di distanziamento sociale. La nostra salute è l’obiettivo più importante, noi ci rivediamo nel 2021 con una festa che dal sapore rinnovato sotto il profilo delle attività e dei contenuti”. (f.d.g.)


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Spinea

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Mense, eliminati i comitati dei genitori Il nuovo regolamento cancella i Comitati e introduce in sostituzione la figura dei delegati, due genitori rappresentanti per istituto comprensivo. L’assessora Perozzo: il 29 maggio si torna in consiglio

L

a giunta Vesnaver intende rivoluzionare il meccanismo di partecipazione dei genitori nel comitato mensa. E’emerso nella commissione dello scorso dicembre e che poi doveva essere approvata in consiglio ma, per ben due volte è stata ritirata: la prima volta perché l’assessora Chiara Perozzo non aveva letto il regolamento e la seconda perché la copia dei consiglieri di minoranza era differente da quella dell’assessore della pubblica istruzione a dalla consigliera delegata Bertilla Mason. Il regolamento al momento non è ancora stato votato, ed è fermo da 6 mesi. In queste settimane le mense sono chiuse così come le scuole e questo ha evitato ulteriori problematiche. L’argomento tornerà nel prossimo consiglio ma il tema preoccupa molto l’opposizione che dice che, eliminare la partecipazione dal comitato mensa, ridurrà il controllo e la compartecipazione alle scelte

da parte di docenti e bambini, oltre al fatto che si azzererà il lavoro fatto nell’ultimo decennio di partecipazione. Il Comitato di partecipazione (composto da sindaco, assessore alla pubblica istruzione, responsabile del settore servizi scolastici e pubblica istruzione, dietista, componenti di tutti i comitati mensa, dirigenti scolastici, rappresentanti della ditta appaltatrice, rappresentante Ulss, rappresentanti degli alunni del 1° e 2° istituto comprensivo) aveva il compito di incontrarsi periodicamente per potenziare il confronto, per miglioramento del servizio di refezione scolastica, e per proporre linee di indirizzo ed esprimere pareri sui risultati del servizio, garantendo una costruttiva collaborazione per il suo miglioramento. Il nuovo regolamento elimina i Comitati e crea in sostituzione di tutto la figura dei delegati, 2 genitori rappresentanti per istituto comprensivo. “Le proposte sono sta-

Regali alle pediatrie dagli scout di Spinea

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u ova pasquali sono arrivate ai bambine e ragazzi di alcune pediatrie grazie a un’iniziativa degli scout di Spinea. Il Cngei scout (corpo nazionale giovani esploratrici italiani) sezione di Spinea, ogni anno, nel periodo pasquale, tiene una vendita di uova di cioccolato per raccogliere fondi ma quest’anno, visto che non era possibile farlo, hanno deciso di destinare le uova ai bambini delle pediatrie e delle case famiglie. Le persone hanno partecipato alla donazione acquistando ogni uovo di cioccolato a 4 euro. La Protezione Civile si è occupata della consegna durante il periodo pasquale. Le 172 uova hanno raggiunto quattro punti, nel territorio veneziano: 76 alla casa famiglia Opere Riunite Buon Pastore di Venezia, 42 all’associazione benefica Prima Opera di Spinea, 28 al reparto di pediatria dell’ospedale dell’Angelo a Mestre e 26 al reparto di pediatria di Mirano. Le donazioni per acquistare le uova, sono state fatte da casa, attraverso una piattaforma online, dove i benefattori hanno potuto decidere quanto donare. “Di solito ci autofinanziamo con la vendita delle uova pasquali, ma quest’anno non si poteva fare – dice Nicola Agnoletto responsabile educativo. Abbiamo pensato a un modo per non sprecare le tante uova che avevamo già acquistato, e così abbiamo pensato a un’iniziativa benefica per donare un uovo di Pasqua, in questa quarantena, ai bambini delle pediatrie e delle case famiglia del veneziano”. La sezione scout di Spinea è attiva da 13 anni, i soci iscritti sono 80, tra adulti e giovani.

te gestite in maniera discutibile – dice Giovanni Litt consigliere e portavoce dell’opposizione. Troviamo fuori luogo, poi, le parole della consigliera Mason che ha affermato che vuole togliere quei comitatini di genitori e alunni che sono scambiati per partecipazione, ma che non lo sono. I genitori sono invece cen-

trali e dire che a loro, come agli studenti e ai docenti, invece, non interessi valutare il servizio mensa e occuparsi dei loro figli, è assolutamente sbagliato. Forse il rapporto diretto era troppo impegnativo, eliminando il comitato si evita il confronto con i genitori, si annulla la presenza dei bambini che avevano modo

di sperimentare pratiche di cittadinanza attiva, non si dà voce ai docenti che sono, da sempre, preziosi collaboratori di tutte le amministrazioni e si esclude la presenza, seppur in qualità di uditori, degli assaggiatori e degli addetti mensa”. “Torneremo in consiglio comunale per l’approvazione del regolamento il 29 maggio”- preannuncia l’assessore alla Pubblica Istruzione Chiara Perozzo chiarendo le cause che hanno portato al disguido. “C’era stato un errore materiale nel caricamento degli allegati, che non coincidevano con quanto contemplato nel testo della delibera, che quindi è stata ritirata. Rimane tutto invariato rispetto a ciò che era stato deciso in commissione. Semplicemente si era trattato di un problema a livello amministrativo, dove ad alcuni documenti era stato dato un nome sbagliato”. Roberta Pasqualetto e Carlo Romeo

Il Sottovaso Rubrica di approfondimento politico

Dopo l’emergenza, tanta fame di vero confronto L

a politica a Spinea? Tutto viaggia sul web, forse anche troppo. Il dibattito reale? Le tradizionali assemblee pubbliche in cui tutto veniva discusso? Mandate in soffitta già da mesi prima dell’arrivo del Covid 19, un problema che in tutta la sua drammaticità, si sta rivelando però, in alcune occasioni, anche un alibi per la maggioranza, per poter rimandare un necessario e vivo confronto a tempi migliori. Cioè: a chissà quando. Per ora bisogna accontentarsi (non solo a Spinea ovvio) dei social network, spesso veri e propri sfogatoi di fan di parti politiche avverse aizzati alla bisogna, l’uno contro l’altro. Cosa manca? La profondità di una seria analisi dei problemi del territorio che vada al di là degli slogan del momento che imperversano sui social: slogan dalla vita breve, che durano qualche giorno, a volte nemmeno qualche ora. E gli spunti per assemblee pubbliche e confronti reali che an-

dassero al di là delle urla delle curve da web certamente non sarebbero mancati in questi mesi. Si pensi ad esempio alla “questione dei libri gender”, al confronto sulla viabilità modificata in centro, alla vicenda delle indennità di giunta e consiglieri. Da dei confronti reali, preparati, quante proposte e soluzioni anche condivise sarebbero potute uscire... Certo ora l’emergenza corona virus ha congelato tutto, assembramenti non ne sono permessi e quindi assemblee o dibattiti pubblici non se ne possono fare. Per ora bisogna accontentarsi dei social network. Ma finita l’emergenza, perché finirà, le persone avranno fame di confronto reale, di vedere in faccia chi ha un’idea diversa e capirne il perché. La partecipazione democratica tornerà a rifluire come per riflesso, su modelli più tradizionali basati su confronti di persone in carne ed ossa. Il surrogato del web Alessandro Abbadir non basterà più.


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Spinea

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Il Piano degli Interventi approvato fra le polemiche Prevede 49 lotti edificabili: 25 sono inedificati e non interessati da richiesta di permesso di costruire, 4 lotti risultano interessati e 5 hanno ottenuto il permesso e hanno iniziato i lavori

E

’ passata in consiglio comunale, con approvazione quasi unanime, la delibera di adozione della variante del Piano degli Interventi, che prolunga al 15 maggio 2021, il termine per l’inizio dei lavori nei lotti edificabili inedificati. La variante urbanistica prolunga cioè il termine, oltre il quale i lotti edificabili individuati nel Piano degli Interventi avrebbero perso gli indici di edificabilità attuali tornando agli indici originari della zona urbanistica di provenienza. Il vigente Piano prevede in totale 49 lotti edificabili, dei quali ad oggi, 25 risultano essere inedificati e non interessati da richiesta di permesso di costruire, 4 lotti risultano interessati da richiesta di permesso di costruire e 5 lotti hanno ottenuto il permesso di costruire e hanno comunicato l’inizio dei lavori. Ma alla delibera del consiglio comunale è stata aggiunta una serie di considerazioni ed un punto d’impegno che non sono affatto piaciuti all’opposizione che, per bocca del consigliere Massimo De Pieri, evidenzia come fatto grave, l’aggiunta di un testo non concordato in una delibera su cui in commissione maggioranza e minoranza avevano trovato un accordo. Il testo in questione, in sintesi dice che l’amministrazione comunale intende impegnarsi fin d’ora nel valutare le richieste da parte di coloro che saranno interessati a edificare all’interno dei lotti non edificati presentando specifica manifestazione di interesse. Il consigliere De Pieri dice che così si va oltre l’intesa raggiunta, che consisteva, in considerazione dell’incertezza determinata dall’evoluzione del quadro normativo urbanistico regionale dell’ultimo anno, di consentire a chi ha presentato un progetto (o lo sta elaborando) di avere il tempo materiale per perfezionare le pratiche e poter dar corso all’inizio lavori. Il sindaco Martina Vesnaver, in consiglio, ha dato disponibilità di votare l’atto cancellando dalla delibera la parte di testo aggiunta ed ammette che: l’entità della manifestazione di interesse forse era male espressa. “Poteva essere

un atto grave – commenta il consigliere De Pieri – in un momento così particolare e difficile per tutti. Se questa delibera fosse passata in questi termini, avrebbe impegnato l’amministrazione ad accogliere e valutare le manifestazioni di interesse dei proprietari, quando

non siamo ancora in fase di definizione del Piano, anche perché ancora non sono definite le norme ed i regolamenti attuativi della

Regione e quindi non sarebbero state ne opportune, né richieste, né dovute”. Roberta Pasqualetto

Il coronavirus non ferma i lavori pubblici

N

onostante il periodo di emergenza sanitaria, a Spinea i lavori pubblici non si sono mai fermati.Il cimitero ha trovato una nuova sistemazione, con una spesa di 35 mila euro circa, con il rifacimento dell’edificio centrale, dove è situato l’altare, completamente ristrutturato. Rifatte le guaine ammalorate del tetto, sostituite le grondaie pluviali, sistemati i cornicioni, dipinto l’esterno con intonachino di tutto il corpo con la sistemazione delle malte rovinate, dipintura ringhiere che accedono al sotterraneo e pulizia generale dell’area. Per quanto riguarda le strade, si è concluso il cantiere di via Roma, con una nuova segnaletica verticale e orizzontale, per un tratto di circa 8 mila metri quadri, con una spesa di 130 mila euro circa. E’ stato risistemato anche un tratto di marciapiede in via Unità, all’altezza della rivendita Bertoldo, con un investimento di 8 mila euro, per risistemare un tratto di marciapiede che si era abbassato a causa di un cedimento. La seconda trance di lavori di asfaltatura, dell’importo complessivo di 200 mila euro, riguarderà: via Mazzini, via De Curtis, Fermi (Piazza Mercato), via Luneo, via Mantegna, via Gioberti, via Matteotti, viale Viareggio davanti alla scuola Vico, via del Commercio e via Oriago. Durante questo periodo, il Comune ha già eseguito tre falci dell’erba per garantire ordine e pulizia delle aree pubbliche. “L’ufficio lavori pubblici e il servizio-manutenzione lavorano bene - dice Guerrino Marini assessore alla manutenzione urbana del territorio e al verde. Le due recenti assunzioni di personale operaio, insieme ai lavoratori di pubblica utilità e agli operai assunti a termine, consentono di operare in modo più veloce ed efficiente. Si sta valutando di acquistare nuove attrezzature per il taglio dell’erba in modo da velocizzare le operazioni e sono in programma anche le sostituzioni degli alberi morti con nuove piante”.


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Santa Maria di Sala

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Le aziende del salese in aiuto alle forze dell’ordine

Donazione alla Città della Speranza

Sono state donate oltre 400 mascherine alla Polizia di Stato di tipo Botect. Ogni mascherina, prodotta in silicone, è dotata di 25 filtri monouso

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ltre 400 mascherine in dono alla Polizia di Stato della provincia di Venezia. La donazione è stata effettuata dalle aziende Ideaplast di Santa Maria di Sala, rappresentata dal titolare Sandro

Galdiolo e da Valigeria Roncato di Campodarsego, rappresentate da Cristiano Roncato, (consorzio Botect): si tratta dei dispositivi che nelle scorse settimane sono stati distribuiti ai cittadini

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D dall’Associazione locale di protezione civile, dopo un accordo tra il consorzio di aziende, volontari e Comune. La mascherina Botect è una protezione facciale naso e bocca di tipo individuale, dotata di filtri intercambiabili, riutilizzabile e igienizzabile. Ogni mascherina, prodotta in silicone, è dotata di 25 filtri monouso. Dopo averne consegnate 170 all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico volanti terrestri e lagunari della Questura di Venezia, a fine aprile in municipio a Santa Maria di Sala, alla presenza dei titolari delle ditte, del sindaco Fragomeni, del vice-sindaco Alessandro Arpi e del presidente dell’Associazione di protezione civile Tiziano Tornabruni, ne sono state consegnate 250 a Mauro Armelao, segretario generale regionale Fsp Polizia del Veneto e ad Emilio Ricciardi, segretario provinciale vicario Fsp della Polizia di Venezia. “In questo modo – afferma il sindaco Nicola Fragomeni – abbiamo voluto dimo-

strare a tutta la Polizia la nostra vicinanza e il nostro grazie per l’opera svolta nel territorio dai suoi operatori in questo particolare momento di difficoltà che sta vivendo il nostro Paese”. “Questo è stato possibile – ha aggiunto il vicesindaco Alessandro Arpi - grazie ad una donazione del consorzio Botect all’interno delle iniziative del nostro Distretto del commercio”. Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti del sindacato Fsp della Polizia di Stato, che hanno ringraziato l’amministrazione comunale e le aziende per la sensibilità dimostrata nei confronti della Polizia. “Queste mascherine protettive – ha detto Armelao – saranno distribuite a tutti gli operativi, in maniera particolare alle volanti di Chioggia, Portogruaro, Jesolo e Lido di Venezia, alle pattuglie appiedate del commissariato di San Marco, agli uffici operativi della Polfer di Venezia e Mestre e alla Polizia stradale di Venezia”. Filippo De Gaspari

onazione a distanza per la sezione Venezia del Motoclub CCmotorday, il Motoclub degli appartamenti all’Arma dei carabinieri, guidata dal presidente Marco Milan. Si tratta di una microcentrifuga da provette, consegnata al dottor Paolo Bonvini del laboratorio di Biologia Tumori Solidi della clinica di Oncoematologia pediatrica di Padova, all’Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza. Il laboratorio offre un servizio di diagnostica avanzata a tutti i centri di Oncoematologia pediatrica italiani che curano bambini affetti da sarcoma delle parti molli e svolge attività di ricerca preclinica su queste patologie pediatriche, tra le meno frequenti ma più aggressive in ambito oncologico infantile. Nello specifico, lo strumento verrà utilizzato per la processazione dei prelievi di sangue periferico dei bambini curati a Padova e l’identificazione degli autoanticorpi circolanti prodotti e diretti contro gli antigeni tumorali, di significato diagnostico e prognostico. Una bella collaborazione quella nata lo scorso anno fra il Motoclub CCmotorday di Venezia e Città della Speranza. (f.d.g.)

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ltre 25 mila euro di contributo straordinario sono stati erogati alle scuole dell’infanzia paritarie e ai nidi integrati del territorio di Santa Maria di Sala. Il provvedimento è stato assunto dalla giunta comunale nelle scorse settimane, su richiesta di molte famiglie che nel Salese hanno nelle scuole materne e asili un aiuto fondamentale. “In questo modo – interviene il sindaco Nicola Fragomeni – abbiamo accolto le richieste da una parte della Fism (Federazione Italiana Scuole Materne) e dall’altra delle famiglie con figli minori che si sono trovate improvvisamente, a causa dell’emergenza coronavirus, a vivere l’enorme disagio dovuto alla chiusura delle scuole. Bisogna, però sottolineare che le scuole materne del territorio, accogliendo le indicazioni della Fism di Venezia, hanno già applicato un abbattimento delle rette, per il mese di marzo ed aprile, per un importo pari al 65-70 per cento”. “Con questo ulteriore intervento da parte dell’amministrazione comunale – ha aggiunto l’assessore all’istruzione Luca Morosin – riusciamo a garantire

una consistente riduzione della spesa a carico delle famiglie”. Il contributo straordinario corrisposto per ogni bambino frequentante la scuola materna. è di 25 euro mensili per i mesi di marzo ed aprile, mentre per ogni bambino frequentante il nido integrato sono stati corrisposti 50 euro mensili sempre per i mesi di marzo ed aprile. Questi gli importi assegnati ad ogni scuola materna: a Caselle 5.750 euro, a Caltana 4.650 euro, a Veternigo 3.850 euro, a Stigliano 3.650 euro e al vapoluogo 2.800 euro. Ai due nidi integrati di Caltana e Stigliano sono stati assegnati 2.400 euro ciascuno. (f.d.g.)


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Territorio

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Percorsi ciclabili Treviso Ostiglia

Raggiungere Venezia in sella alla bici

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arà possibile arrivare da Trebaseleghe fino a Venezia in bicicletta e non attraverso strade, bensì percorrendo percorsi naturalistici in particolare lungo il fiume Dese. La nuova ciclabile direzione Venezia si potrà prendere a Silvelle. Una bella notizia possibile grazie alla firma da parte del Comune di Trebaseleghe di un protocollo d’intesa con la Città metropolitana di Venezia e i Comuni veneziani di Spinea, Martellago e Scorzè per la progettazione di un percorso ciclabile

Il Comune di Trebaseleghe ha firmato un protocollo d’intesa con la Città metropolitana di Venezia e i Comuni di Spinea, Martellago e Scorzè che collegherà Venezia alla pista Treviso-Ostiglia. La prima intersezione è prevista proprio nel territorio comunale di Trebaseleghe, in particolare a nordest nella frazione di Silvelle (peraltro “capitale della bici” proprio su tracciati bianchi e sterrati e già sede, alla fine dello scorso anno, dei mondiali di mountain bike), alla porta di San Martino che immette sulla ciclabile già in uso e realizzata sul sedime della vecchia ferrovia militare Treviso-Ostiglia. L’obiettivo dell’intesa, e del

progetto, è quello di salvaguardare, e se possibile aumentare, le aree verdi lungo i fiumi, ricchezza e caratteristica del territorio di “acque”, valorizzando e gli antichi mulini, memoria storica delle campagne, e incentivando la mobilità e il turismo sostenibile. La Città metropolitana di Venezia farà da coordinatore del progetto occupandosi anche della fase successiva di reperimento fondi e realizzazione della pista ciclabile. Il progetto di fattibilità costerà 216mila euro che arriveranno da un finanziamento del ministero delle Infrastrutture. A sottoscrivere l’accordo è stato il sindaco Antonella Zoggia, insieme agli altri primi cittadini veneziani. Il protocollo permetterà di rendere fruibile il percorso naturale lungo gli argini del fiume Dese, collegandosi poi a piste verdi già realizzate nel territorio comunale di Scorzè. L’idea di collegare Venezia all’Alta Padovana, e da qui verso le piste del nord, è stata portata avanti da appassionati cittadini come gli “Amici della bicicletta Fiab” che hanno sostenuto proprio un progetto già ipotizzato da associazioni e cittadini di Trebaseleghe. Nicoletta Masetto


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Territorio .

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Libra-mente, favole da anziani fragili

Scuola Il racconto dell’insegnante Ilaria Pacchiega delle elementari di Spinea

“All’impegno dei genitori, il nostro ringraziamento” “L

a didattica a distanza è stata di grandissimo aiuto, ma per i bimbi più piccoli non basta. Un grandissimo ringraziamento per il contributo offerto, va in questi mesi, ai genitori dei bimbi delle scuole elementari. A settembre si capirà come si potrà fare lezione. Molti problemi ci sono per i bambini con handicap che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno, e per i quali la didattica a distanza nella maggioranza dei casi, non è lo strumento più adatto”. Lo racconta Ilaria Pacchiega di Cavarzere, insegnante alle scuole elementari “Anna Frank“ a Spinea. “I bambini sono a casa da scuola - spiega l’insegnante- da oltre 3 mesi e in tutto questo tempo che si protrarrà fino a settembre dovranno impegnare il tempo con lezioni a distanza e l’aiutio delle famiglie. Io insegno ad una classe di una ventina di bimbi e bimbe della prima elementare. Abbiamo provato a fare anche video lezioni con i bambini di 6- 7 anni, ma è praticamente impossibile. I piccoli hanno sempre bisogno dei genitori accanto, poi qualcuno si emoziona, piange, insomma una situazione complicata

“L

difficile da gestire. Funzionano meglio invece per queste età, i compiti e lezioni impartite a distanza che i videocollegamenti”. Per i bambini più grandi le cose sono più semplici. “Dalla classe terza in poi delle elementari (scuola primaria di primo grado)- spiega la maestra Pacchiega- le videolezioni funzionano bene. La nostra scuola grazie al grande lavoro del nostro dirigente scolastico Stefano Simionato, si è attivata fin da subito con questa modalità che ha permesso di portare avanti il programma didattico“. I problemi comunque ci sono. “Sono soprattutto quelli legati ai bambini portatori di disabilità – continua l’insegnante. Per queste situazioni servono aiuti specifici” . Su come ripartire in autunno, visto che le scuole di fatto si sono concluse a febbraio, non ci sono ancora indicazioni precise. “Una soluzione che si potrebbe adottare – conclude l’insegnante- è quella delle turnazioni , visto che almeno per le prime classi chiedere il rispetto dei distanziamenti e l’uso delle mascherine è davvero complicato”. Ilaria Pacchiega

Alessandro Abbadir

ibra-mente: racconti di fragilità positiva”. Si chiama così il progetto di cui è promotore il Comune di Vigonovo, che ha ottenuto un finanziamento di 27mila euro dalla Regione. Il progetto prevede di fatto favole per bambini, da anziani fragili. Cioè: la costruzione, elaborazione e stampa di una favola per bambini: si cercherà di educare i piccoli alla malattia della demenza sensibilizzandoli a riconosce nel nonno una persona in cambiamento, ma capace di continuare ad essere significativo nella loro vita. Nello specifico prevede un percorso di fabulazione (costruzione di una favola) sviluppata da anziani affetti da deterioramento cognitivo di grado lieve-moderato. La pianificazione coniuga azioni che valorizzano il ruolo pro-attivo dell’anziano con fragilità cognitiva, con azioni di inclusione e sensibilizzazione. Sette i partner oltre al comune di Vigonovo: i Comuni di Campolongo Maggiore, Fiesso D’Artico, Fossò, Stra e Camponogara e l’istituto comprensivo scolastico Corner di Fossò e Vigonovo.

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Intervista Alberto Toso Fei

Il Decamerone veneziano ai tempi del Coronavirus A

lberto Toso Fei, scrittore e giornalista veneziano, da circa trent’anni si occupa del recupero della tradizione orale. Fin da bambino la sua curiosità e il suo interesse erano indirizzati verso quelle storie popolari narrate dai nostri anziani. L’idea di un Decameron veneziano è originale. È nata durante la quarantena? “Il Decamerone non nasce durante la quarantena ma il primo giorno di quarantena. Mi sono chiesto dal momento in cui è stato annunciato il cosiddetto lockdown cosa avrei potuto fare. Non solo per me, ma per la gente. Ho pensato allora che avrei potuto raccontare delle storie, cosa che facevo già in precedenza. Il tutto è iniziato domenica 8 marzo: un racconto ogni sera a mezzanotte per dieci notti”. Come ha reagito la gente a questa proposta? “C’è chi questo periodo di quarantena è stato costretto a passarlo da solo. Quindi, per molti il Decamerone a mezzanotte – in questo spazio sospeso tra un giorno e l’altro – ha rappresentato un vero momento di sospensione, di svago. Un momento in cui il pensiero si rivolgeva altrove. Non ho potuto non reagire in modo positivo quando mi è stato chiesto di continuare. Glielo

dovevo: per quarantanove notti di seguito, ogni mezzanotte, mi sono collegato e per venti minuti e ho raccontato una storia veneziana. Ho terminato il 25 aprile e da quel giorno, ogni mercoledì alle 23, lo ripropongo con cadenza settimanale in diretta sul mio profilo Instagram e sulla pagina Facebook “Venezia in un minuto”. Inoltre, il Decamerone è destinato a diventare un’esperienza fisica. La Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia ha già dato disponibilità dei suoi spazi per trasformare questo progetto in un vero e proprio evento.” Questa interpretazione boccaccesca, unica nel suo genere, presenta una struttura e una cornice simili a quella originaria? “Direi di no, solo nell’evocazione. Sicuramente è forte e si percepisce il desiderio – come nell’originale – di riunirsi al tempo del contagio per rammentare – a noi tutti – che non siamo soli”. Che tipo di personaggi sono quelli raccontati nelle sue novelle? Che cosa stanno cercando? Cosa vogliono comunicare? “Non sono personaggi univoci. Quelli che propongo sono racconti che hanno una base tradizionalestorica e fanno parte di un patrimonio condiviso. In ogni caso si tratta di figure come uomini e donne tra

Alberto Toso Fei

le più diverse, che hanno attraversato più periodi della storia e che non sono riconducibili a un unico denominatore, se non il fatto di essere veneziani o di aver visto la loro vicenda svolgersi a Venezia”. Nel suo cantiere artistico-letterario ci sono altri progetti di questo genere? “Sì. Difatti, martedì 12 maggio è partito Viaggio nel teatro veneziano. È un lavoro concordato con Venezia Cultura che andrà in streaming ogni martedì e ogni venerdì alle 14 sulla pagina Facebook del Teatro Toniolo, ed io, in dodici puntate, due a settimana per sei settimane, racconto la storia del teatro a Venezia. Mentre il giovedì sto caricando online, sempre sulla pagina Venezia in un minuto, i filmati che ho girato per il carnevale di Venezia e che sono stati proiettati in piazza San Marco durante i festeggiamenti. In quell’occasione mi recavo sopra il palco e a tutti i presenti raccontavo una storia. È stata una bella esperienza.” Samuele Contiero

“Niente paura”: la musica non si ferma

“N

iente Paura” è la band di Chioggia-Cavarzere composta da Lorenzo Penzo alla chitarra e voce, Michele Storari e Nicholas Merlante alle chitarre, Nicola Longhin al piano e tastiere, Marco Ferro al basso e Renzo Bullo alla batteria, che non ha smesso di condividere la sua musica anche durante l’emergenza. Ovviamente a distanza. “L’iniziativa è nata in un momento di distanziamento sociale che non permetteva nessun tipo di attività di gruppo – ha raccontato Renzo -. Abbiamo voluto rimanere attivi, ognuno da casa propria assemblando il tutto in post produzione”. “Da qualche anno ci stiamo concentrando a fare cover di Ligabue e dopo l’affetto che il nostro seguito ci ha dimostrato per la nostra versione de “Il giorno dei giorni” stiamo preparando un altro pezzo – ha continuato - . La nostra iniziativa, che abbiamo avuto il piacere di vedere pubblicata nella pagina facebook di Chioggia Azzurra e Cavarzere Azzurra, ha suscitato un riscontro davvero positivo da parte di conoscenti, amici e familiari”.

“Il nostro settore ha risentito e risentirà delle ripercussioni causate dall’emergenza Coronavirus, dal non poterci ritrovare per le prove nella fase 2, al cambio delle abitudini della fase 3. I gestori dei locali infatti avranno molte difficoltà ad organizzare le serate live e questo si ripercuoterà anche su di noi. Speriamo che il prima possibile si riesca a tornare ad una normalità che sarà comunque diversa rispetto a prima – ha concluso Bullo -. Noi continuiamo ad andare avanti con la nostra musica, che ci Erika Masiero piace e ci diverte”.


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Sport

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L’esperto L’opinione di Alessio Fincato personal trainer di Dolo

“Sport dopo lo stop? Avanti con cautela” I

l lungo periodo di clausura ha costretto tutti ad una inattività fisica che ha influito sul benessere motorio di ognuno. Qualcuno si è adattato a eseguire esercizi casalinghi e per tutti la ripresa dovrà essere attenta e mirata. La Federazione Medico Sportiva italiana, affiliata al Coni dal 1929, ha diramato dei consigli per la ripresa fisica che parte da alcune considerazioni basilari. “Per l’Organizzazione

Mondiale della Sanità, la mancanza di attività fisica e uno stile di vita sedentario comportano circa 3.2 milioni di morti ogni anno. Infatti, è ben noto che l’attività fisica rappresenta un potentissimo strumento per ridurre il rischio di mortalità e di numerose malattie croniche. Una corretta quantità di attività fisica, svolta con le dovute cautele e in condizioni di assoluta sicurezza, è quindi un elemento

Balducci, campione di karate anche virtuale

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Alessio Fincato (a sinistra)

PROMOZIONE: ■ tende da sole SCONTI fino al 30% ■ cambio teli DETRAZIONI FISCALI ■ veneziane fino al 50% ■ zanzariere SOPRALLUOGO ■ oscuranti e PREVENTIVO ■ tende tecniche GRATUITI L A MAS S IMA QUALITÀ AL COS TO DI PRODU Z IONE CONTAT TACI: 0 422 4 8 8 155

imprescindibile della vita di tutte le persone”. Come approcciarsi, allora, alla ripresa? L’abbiamo chiesto al personal trainer Alessio Fincato, molto conosciuto perché da anni presta servizio presso il centro sportivo Riviera del Brenta di Dolo e nella palestre Gym up ipercity e Gym up city di Padova. “I miei consigli sono quelli di rispettare la ripresa graduale dell’attività partendo da almeno 30-45 minuti ogni giorno fino ad un totale di 150-300 minuti a settimana, in combinazione con esercizi di tonificazione muscolare e flessibilità. L’intensità del lavoro deve variare a seconda delle condizioni fisiche individuali e dell’età, con un’attività d’intensità moderata per la maggior parte della settimana, e una parte di singole sedute svolte a intensità più alta”. Raccomandazioni? “Dopo un

periodo di ridotto esercizio fisico e aumentata sedentarietà, l’attività fisica deve essere praticata con le dovute cautele e in condizioni di assoluta sicurezza, con gradualità e periodicità corrette altrimenti si esporrebbe il fisico a situazioni di affaticamento precoce per ridotte capacità aerobiche o a infortuni per alterata funzione dei muscoli, risultando controproducente per la salute” Pericolo di scompensi? “Non necessariamente, a meno che il periodo di isolamento abbia comportato un aumento di peso corporeo, in questo caso sarà assolutamente raccomandato abbinare alla ripresa dell’attività fisica anche un regime dietetico controllato, moderatamente ipocalorico e ricco di vitamine e con attenzione ad una appropriata idratazione”. Lino Perini

Calvi Noale, addio a Damiano Zugno, 32 anni

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di Pollon Renzo e Michele

via Giuseppe Verdi, 5 35059 S. Alberto, Zero Branco (Tv) tel 0422 488 155 · info@linearredosnc.com w w w.linea rredos nc.com

incere anche quando non è concesso di gareggiare. E’ quanto è riuscito a fare Giovanni Balducci il pluricampione di Coppa del Mondo, dei campioni mondiali, europei e italiani di Karate che ha partecipato ad aprile al 1° campionato virtuale di karate aperto a tutti gli stili. L’atleta di origini milanesi ha gareggiato dalla palestra della propria abitazione e si è imposto nella categoria 82 kata individuale veterani interstile maschile. Ci spiega. “Si tratta del primo campionato italiano virtuale. In pratica si filma a casa il kata da portare in gara e si invia il file alla federazione. Un team di arbitri li esamina e poi decreta il podio dei migliori. E’ una nuova e insolita esperienza, una iniziativa unica, gratuita e di libera partecipazione”. E non sarà l’unica, come il campione mondiale anticipa. “Seguirà una importante gara internazionale simile a questa, nella federazione dove l’anno scorso vinsi il mondiale, anche questa open.” Con l’obiettivo di primeggiare”. (l.p.)

l mondo del calcio piange uno dei giocatori locali più amati, Damiano Zugno, che ad agosto avrebbe compiuto 32 anni. Dopo l’esperienza in B col Mantova era tornato nel Veneto, chiamato dalla Calvi Noale e poi ha girovagato in varie società, Mestre, Spinea, Istrana, Real Martellago per finire con lo Zero Branco. In tutte le squadre si era segnalato per il suo attaccamento, la sua professionalità unita alla capacità di far gruppo e di aiutare i compagni. Due anni fa l’insorgere del tumore, all’inizio del 2019 il ritorno in campo, sembrava avesse sconfitto il male. Non è stato così, ha perso la partita più importante. Delle centinaia di messaggi postati, riportiamo

quello d, Alberto De Poli della Calvi contro l’Istrana, così lo ricorda. “Era il 6 gennaio 2019, eri entrato in campo con quel caschetto che si, effettivamente ti stava benissimo, avevi un sorriso che trasmetteva gioia , felicità, speranza, un sorriso che trasmetteva vittoria, La vittoria. Il sorriso di chi non aveva mai mollato,

di chi non molla mai, in campo e nella vita, e che nonostante la situazione ha continuato ad essere sempre la persona speciale che era Eri tornato in campo dopo quel maledetto nemico proprio contro di noi, proprio contro di me. E allora forse pensi che il destino esista. Ero lì a guardarti entrare fiero di te stesso, con la fascia al braccio con la quale probabilmente ci sei nato, perché come quando si pensa ad un capitano, si pensa a Dami Zugno, e l’applauso vero fiero e sincero, dal profondo del cuore, di tutto lo stadio. Ovviamente hai portato a casa i 3 punti, e io non sono mai stato così felice per una sconfitta, perché si il calcio è importante, ma la vita, lo è di più!”. (l.p.)


VENDERE CASA POST COVID-19? Ecco perché potresti perdere un treno che non ripasserà.

LA NOSTRA ANALISI DEL MERCATO IMMOBILIARE ATTUALE


IL MERCATO IMMOBILIARE OGGI STRATEGIE VINCENTI PER VENDERE CASA Prendere un treno in corsa è davvero difficile. Si vede nei film o forse da giovane per andare a scuola sei riuscito a correre e a fermare il pullman che stava partendo. Ma farlo oggi è davvero difficile. Perché partiamo da seduti, da fermi, da una situazione che ci ha paralizzato. E non ti nascondo che anche il mercato immobiliare è rimasto paralizzato. Le agenzie hanno chiuso, per chiudere le trattative che erano in piedi sono nati un sacco di problemi, le banche hanno praticamente bloccato la possibilità di chiedere un nuovo mutuo. Quindi perché oggi sono partito dicendoti che stai perdendo un treno che non ripasserà più? Te lo spiego subito.

perché si può sfruttare iL covid per vendere megLio. Noi italiani siamo di natura ottimisti. E nonostante tutto quello che è successo in questi giorni di quarantena non abbiamo perso quella voglia di fare “le nostre cose“. Una di queste, per chi era in cerca di casa, è proprio quella di individuare l’immobile adatto al suo progetto, da comprare una volta che il mercato si fosse riaperto. Ed è qui la chiave di volta che devi cogliere. È qui che devi sentire il fischio del treno che sta per partire.

La ripresa immobiLiare che non conosci. Già dagli ultimi giorni di Aprile, quando le agenzie immobiliari erano ancora chiuse, i nostri telefoni e le nostre caselle di posta sono state sommerse da richieste di persone che hanno ripreso in mano con forza il loro progetto e il loro desiderio di comprare casa. Sì, per carità, non sono tutte richieste perfette, ma con una scrematura come quella che siamo soliti fare, si riescono a tirare fuori davvero molti clienti che hanno volontà e budget per comprare. Quindi la situazione è questa: ci sono decine di acquirenti sulla linea di partenza che stanno aspettando solo lo sparo per partire. Altri addirittura hanno già preso la rincorsa per poi bruciare gli altri che aspettano sulla linea di partenza. E tu? Se stai vendendo casa, come devi comportarti quindi?

cosa fare se vendi casa con covid in corso. Se stai vendendo casa devi essere pronto, anzi prontissimo. Perché lo sparo del via arriva tra poco e se non prendi al volo l’occasione di intercettare queste richieste calde, potresti non averla più. Perché queste richieste hanno ancora in mente i valori e le dinamiche del mercato come era prima della


quarantena, e non come sarà dopo. Quindi potresti spuntare un prezzo maggiore rispetto alle dinamiche di mercato che si metteranno in moto entro pochi mesi.

cosa succederà?

Il pericolo è questo: se oggi il mercato immobiliare riprende, una serie di impedimenti (come la lentezza delle banche, la difficoltà nel reperire i documenti dell’immobile presso il Comune o di organizzare l’atto dal notaio) cominceranno a rallentare il treno come se fosse tirato il freno a mano e chi vende ne risentirà pesantemente. Perché vuol dire che gli immobili da vendere si accumuleranno e gli acquirenti con il giusto budget saranno sempre meno. Di conseguenza, essendo consapevoli di questo, cominceranno a ripassare le proposte d’acquisto capendo di avere un grande potere in mano. Subito dopo, cominceranno a vendere quelli che hanno scadenze immediate o esigenze fortissime, abbassando il prezzo e ribassando quindi le media di mercato. Di conseguenza anche la tua casa, se non sei oggi pronto a partire e a sfruttare il momento, potrebbe cadere in questo pozzo di fango da cui è difficile, anzi impossibile, uscire.

strategie efficaci per vendere casa con covid Quindi ricapitolando: devi fare in fretta e hai poco tempo. Questo dovrebbe farti capire come le strategie di vendita che si adottavano prima del Covid non vanno bene in questo momento. Quello che devi fare è prendere la tua casa e piazzarla davanti alla faccia dei potenziali acquirenti, superando la concorrenza degli immobili nella tua zona simili al tuo, e apparendo assolutamente migliore. Come si realizza questo?

1. immagine e vendita di casa ai tempi deL covid Si fa con la qualità dei materiali che diffondi nel mercato. Non puoi limitarti a foto fatte col cellulare o a qualche agente immobiliare che si improvvisa fotografo e usa una macchinetta di media o alta qualità non sapendo poi effettivamente come realizzare davvero un prodotto professionale. D’altronde non penso che al tuo matrimonio tu abbia chiamato qualcuno che per hobby fa qualche foto con la macchinetta ma un professionista con gli strumenti giusti e le conoscenze giuste per fare un lavoro di alta qualità. Ma basta questo?

2. strategia di marketing e pubbLicità per vendere casa No, non basta questo, serve anche qualcuno che sappia posizionare la tua casa non solo attraverso i soliti siti o la vetrina (che oggi serve a meno di niente). Serve qualcuno che abbia un piano marketing testato, innovativo, efficace, che abbia una garanzia di risultato nei tempi corretti. Perché se in questo momento metti la casa in vendita e i mesi passano irreparabilmente, le dinamiche di mercato potrebbero travolgerti come se fossi tu sui binari con il treno in corsa che sta arrivando.

3. scegLiere L’agenzia giusta per vendere casa neL periodo deL covid È una scelta che può valere davvero decine di migliaia di euro. Ogni volta che incontri un professionista richiedi per iscritto il suo metodo di lavoro. Fatti mostrare effettivamente quello che ti offre e i referenti di clienti che sono riusciti a vendere casa con lui in tempi veloci e al prezzo corretto. Inoltre, richiedi se garantisce quello che ti sta dicendo, a parole siamo bravi tutti. Non ci aspettiamo che tutte le agenzie siano come la nostra, ma che sappiano mantenere gli accordi e le promesse che ti fanno. Quello che noi facciamo è garantire ai nostri clienti la vendita in 150 giorni al massimo valore realizzabile. Se vuoi conoscere il nostro metodo o hai domande, chiamaci pure al numero verde che trovi nel retro di questa pagina. Non perdere tempo, muoviti ora, fai le scelte giuste per salvare il tuo progetto di cambio casa e sfrutta a tuo vantaggio questo tempo prima che sia troppo tardi. Speriamo di esserti stati d’aiuto. Ci vediamo presto nel mercato immobiliare!


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â&#x20AC;&#x153;Vogliamo rivoluzionare il modo di vendere casa in Italia, vogliamo che tutti si impegnino ad essere davvero trasparenti. Vogliamo aiutare le persone a realizzare i loro progetti e vogliamo contribuire a portare un miglioramento nelle loro vite, attraverso un percorso protetto, garantito e senza rischi.â&#x20AC;?

Alex Bujor

Andrea Spolaore

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#Regione

Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli

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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto

“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la

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dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.

’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-


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Politica

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L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici

“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P

rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte

della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso

Cav. Giorgio Masetto L’arte del costruire

i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di conoscere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richie-

ste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri,

estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”.

Giorgia Gay

Fase 2. Lanzarin: “Schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare”

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ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Prevenzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a pun-

to dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.


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Regione

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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione

“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico

M

aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-

tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.

Maurizio Conte

“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?

“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.

EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.

L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto

“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I

l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-

tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?

“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal

vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.


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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

Qualche consiglio utile per affrontare il caldo

Estate: come proteggere i nostri amici animali

Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli

acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e

ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!

In vacanza con Fido

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n treno? E’ conveniente di giorno e con cani di taglia piccola. In nave non c’è una regola, le condizioni le stabilisce ogni singola compagnia. In aereo è più complicato e molto faticoso per i cani di taglia grande e media e le condizioni le condizioni di trasporto vengono stabilite dalle compagnie. In auto è di certo il modo migliore, anche se possono esserci alcuni proiblemi, quali il mal d’auto e la sete! I cani possono infatti soffrire l’auto, come noi, per motivi fisici (cinetosi) o psicologici. I sintomi sono nausea, vomito, paura, agitazione e a volte tentativi di fuga. Ma non dimentichiamo che Fido non sa che stiamo andando in vacanze… quindi non ci spazientiamo se dovesse avere qualche problema di mal d’auto e di agitazione!

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Filariosi Mai abbassare la guardia!

Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S

appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini

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è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.

La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.

La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici

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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”

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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:

“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-

so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).


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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria a pag 32

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rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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Prosegue alla pag. seguente

Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità

Mascherine, istruzioni per l’uso a pag 33

a pag 34

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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

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uale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitoraggio”. Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle

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Sperimentazione

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.

Un progetto di ricerca studia le relazioni tra inquinamento e Covid 19. L’Agenzia ambientale veneta e la Protezione civile nella task force nazionale stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla pandemia. L’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione

del biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento dell’aria.

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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sito internet dell’Istituto superiore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 146832019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del

17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a

ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono

Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per distinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute ha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. Di seguito alcune affermazioni che sono circolate in rete e che sono smentite dal Ministero della Salute. Una volta che mi sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o su-

peralcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma espone al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 40- 60 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.

essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se

sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.


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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male

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ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzionare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come membro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina

chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti. 4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione

5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce

l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’esercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di inten-

sità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.

La gestione della fase 2 dell’emergenza Coronavirus Q

uando finirà l’emergenza in atto, gli Ospedali Covid, come dice il Ministro della Salute Roberto Speranza, verranno mantenuti e pertanto su questi si dovranno fare investimenti di lungo respiro. Ci sarà, a causa della pandemia, anche la necessità di rivedere complessivamente l’organizzazione socio sanitaria sia del territorio che ospedaliera. Serve, pertanto, definire un crono programma per il dopo emer-

genza cercando di ridurre al minimo anche il grosso problema delle liste di attesa. Per l’Ospedale di Dolo, punto di riferimento per la Riviera del Brenta e anche per il Miranese, si chiede il ritorno, quanto prima, dei reparti temporaneamente spostati a Mirano di Urologia, Chirurgia, Ortopedia, Oculistica, Pediatria e Settore Materno Infantile, con la ripresa della piena attività, per restituire ai medici la capacità program-

matoria e dare risposta ai pazienti già in loro cura. La vera questione riguarda la durata di questa emergenza. Sembra che non sarà assolutamente breve e che addirittura ci potrebbe essere una seconda ondata di contagi in autunno. Se nella prima fase per rispondere all’emergenza ,non essendoci stato il tempo per un vero piano di interventi, i reparti di Dolo sono stati trasferiti a Mirano e a Noale, la fase sanitaria 2 deve

essere programmata pensando anche ai pazienti non Covid per non penalizzarli e per dare risposte alle patologie mediche e chirurgiche di un vasto territorio di 300.000 abitanti formato dalla Riviera del Brenta e dal Miranese. Per rendere tutto questo fattibile occorre pensare anche ad una nuova programmazione per i pazienti Covid con investimenti ad esempio su progetti mirati all’utilizzo di strutture nell’area ospedaliera di Dolo e creare uno spazio dedicato alla terapia intensiva. Per fortuna si sta registrando un minor numero di ricoveri di pazienti e questo vale per i reparti di terapia pre-intensiva che di terapia intensiva (attualmente a Dolo ci sono 4 pazienti in terapia intensiva e 54 in area non critica). Questa emergenza, però, ha anche messo in evidenza come, sia Mestre che Chioggia e Mirano, non siano in grado di sopperire alle richieste a cui Dolo prima dava risposta. La program-

Dott. Francesco Sacco

mazione sanitaria va rivista, ma è indispensabile agire anche sul rilancio della Medicina territoriale attraverso un percorso che mette assieme Medici di Medicina Generale ,con le nuove tecnologie, infermieri e le unità speciali di continuità assistenziale che possono diventare una soluzione per la gestione dei pazienti Covid in sinergia con l’Ospedale. In tutto questo il Distretto Sanitario di Mira e della Riviera, diventa ancora più importante come punto di integrazione di tutti i servizi e delle diverse strutture socio-sanitarie del territorio. Esso diventa ancora più attuabile anche in considerazione delle consistenti risorse stanziate sulla Medicina territoriale. Per tutto ciò auspichiamo un dialogo proficuo con l’Azienda Socio-Sanitaria e la Regione.

Dott. Francesco Sacco - Assessore Comune di Mira Politiche Sanitarie, Servizi alla Persona e alla Residenzialità, Programmazione Sanitaria, Distretto Sanitario


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