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Miranese sud gen2018 n4

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Sport p.18

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p.35

Salute p.29

GENNAIO 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 4

Cultura p.17

del Miranese Sud

on-line:

di Zabeo Samuele

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SANITÀ

I sindaci chiedono più fondi per l’Ulss 3 MIRANO

Stop dal consiglio al “Piano casa” della Regione

Artigiani, scatta la lotta contro gli abusivi Fra parrucchieri ed estetiste, un 40% degli operatori lavora in nero. L’Associazione servizio a pag 12 di categoria denuncia le irregolarità alla Guardia di Finanza

MIRANO

Addio ad Aldo Tonolo, una voce per il paese MIRANO

Tanti investimenti per gli impianti sportivi SPINEA

Tutto pronto per il carnevale in piazza SPINEA

Nelle casse 300 mila euro dall’evasione SANTA MARIA DI SALA

Scongiurati i licenziamenti alla Piarottolegno POLITICA

Il 4 marzo si vota: le nuove regole

Sanità veneta: liste d’attesa scandalose!

I AS NE ITT ESTIO F F G A

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

I RISTORANTE · BAR · PIZZERIA ATTREZZATO PRONTO PER IMMEDIATA APERTURA CON 200 POSTI A SEDERE E GRANDE PARCHEGGIO Crocetta di Badia Polesine (Ro) OPPORTUNITA’ info 348 225 80 05 MOLTO INTERESSANTE TRATTATIVA RISERVATA

l Ministero ha promosso l’ultimo Bilancio sanitario del Veneto a pieni voti. Zaia, giustamente, ha cantato vittoria parlando di un modello virtuoso. Negli stessi giorni, però, andava in onda sulla Rai la trasmissione Petrolio con un’inchiesta che denunciava alcuni comportamenti inammissibili. In particolare un primario di ginecologia proponeva ad una paziente di saltare le liste d’attesa per un intervento pagnado, a lui, 2000 euro. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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Sanità veneta: liste d’attesa scandalose!

I sindaci reclamano più fondi per l’Ulss 3

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arte dal Miranese la guerra dei sindaci per i fondi aggiuntivi per anziani e disabili: l’Ulss 3 ne esce penalizzata, i suoi comitati x di primi cittadini scrivono alla Regione per chiedere di rivedere i parametri di assegnazione del fondo per la non autosufficienza. La querelle riguarda il fondo erogato alle Ulss per interventi destinati alla non autosufficienza, in particolare anziani e disabili. Si tratta in particolare di servizi di residenzialità, centri diurni e case di riposo, ma anche di interventi a domicilio. A non andar giù ai sindaci dell’Ulss Serenissima è la quota per il 2017: sono previsti un milione e 500 mila euro di intervento perequativo che la Regione sembra voler destinare interamente all’Ulss 4 Veneto Orientale. “Una palese violazione del principio di equità e pari trattamento tra cittadini - tuonano i sindaci dei distretti di Mestre-Venezia, Mirano-Dolo e Chioggia - l’Ulss 4, per popolazione ed estensione, è più piccola dell’ex Ulss 13 di MiranoDolo, che da tempo risulta essere la più sottodimensionata del Veneto nella dotazione complessiva del fondo per la non autosufficienza”. A riguardo, Silvano Checchin, che è presidente proprio del comitato dei sindaci del distretto di Mirano-Dolo, snocciola i dati: “Nel 2015 il nostro territorio presentava il più basso rapporto tra fabbisogno e impegnative, il 63%, di fronte ad Ulss, come la 6, che addirittura erano al 105%. Verrebbe da pensare a un riparto più equo che tenga conto del fabbisogno e non legato ancora al trasferimento storico”. “Per il 2017 le tabelle evidenziano come le maggiori risorse disponibili dovessero essere ripartite per il 34,30% all’Ulss 6 Euganea, per il 30,88% alla Ulss 3 Serenissima e solo per il 24,72% all’Ulss 4 Veneto Orientale. Invece l’intervento perequativo finisce tutto e in esclusiva all’Ulss 4 - rilevano i sindaci - una scelta incomprensibile, che contraddice tutti gli impegni di corretta perequazione e tra l’altro è una scelta che anche dal Filippo De Gasperi punto di vista giuridico può creare contenziosi”.

del Miranese Sud

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Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Il nostro Governatore non è certo stato a guardare e ha subito presentato un esposto-denuncia alla magistratura sui fatti in questione, rubricando, però, la faccenda sotto la voce “mele marce”. Sarà. La realtà però è che i tempi d’attesa per le principali prestazioni sanitarie sono davvero lunghissime. Oltre un anno per fare una visita oculistica, addirittura di più per qualche piccolo intervento definito di routine. E potremmo andare avanti a lungo con un elenco davvero scoraggiante per i pazienti e i contribuenti veneti. Il problema è un bubbone pronto ad esplodere, se ne parla costantemente da oltre dieci anni e sembra non ci sia modo di risolvere la questione dignitosamente. A questo proposito il Veneto a fine 2016 si è dotato di una legge per il contenimento dei tempi che intercorrono fra la prescrizione del medico di base e l’erogazione della prestazione specialistica. L’obiettivo: dimezzare i giorni d’attesa per visite ed esami che, pur non essendo urgenti, registrano lunghe code nell’accesso. Addirittura si annunciava in quel frangente che i direttori generali che non avessero mantenuto questi obiettivi avrebbero potuto essere rimossi dal governatore Zaia. L’opposizione consiliare e i sindacati sanitari erano critici nei confronti del provvedimento, in quanto a corollario della legge non era stato previsto un nuovo aumento di risorse. L’assessore alla sanità Luca Coletto aveva promesso l’apertura degli ospedali fino alle 23 per almeno tre giorni alla settimana e dalle 8 alle 12 alla domenica e nei festivi. Ma aumentando l’orario d’apertura occorreva aumentare il numero di medici e infermieri. Per farlo occorreva stanziare nuove risorse. Probabilmente non è stato fatto. Ormai la gente è rassegnata: chi ha bisogno di una visita urgente e può permetterselo consulta uno specialista privatamente. Chi non può aspetta affidandosi alla buona sorte. E’ questa la sanità d’eccellenza di cui si vantano i nostri politici?

“La Regione vuole destinare 1,5 milioni di euro all’Ulss 4”

Verso le Elezioni 2018 elezioni

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

PER INFORMAZIONI: tel. 049

È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala per un numero complessivo di 16.395 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 18 gennaio 2018


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Mirano .

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Amministrazione Mozione della maggioranza di centrosinistra appoggiata dai 5 Stelle

Altolà del consiglio comunale al “Piano casa” voluto dalla Regione G

uerra al “Piano casa”, da Mirano l’altolà alla Regione arriva dal Consiglio comunale, ma senza unanimità. In aula una mozione della maggioranza per chiedere alla sindaca di fermare lo scempio di Mirano, la “città giardino” dove le villette stanno lasciando il posto a palazzine. Obiettivo: fermare una proroga del piano, che scadrà a fine anno. A sollecitare la presa di posizione era stato un intervento dei soci miranesi di Italia Nostra, che in una lettera indirizza alla sindaca avevano chiesto al Comune di farsi sentire: “La legge regionale permette incrementi volumetrici in deroga anche alle distanze dai confini di proprietà - aveva scritto il rappresentante Adriano Marchini - e gli effetti deleteri sono sotto gli occhi di tutti: interi quartieri si stanno trasformando, con la perdita di aree verdi sostituite da un caotico agglomerato di edifici e un peggioramento della qualità della vita degli abitanti”. La presa di posizione non è nuova, ma in passato il Comune aveva sempre addossato la colpa al Piano casa regionale. “Il Consiglio si faccia interprete delle proteste e delle critiche dei miranesi - aveva chiesto allora Marchini -

censurando questa normativa e invitando la Regione a evitare ulteriori proroghe”. In questo senso, la mozione della maggioranza è arrivata in aula a fine 2017 e ha acceso il dibattito: “I comuni devono tornare a decidere dove e come applicare il Piano casa afferma Elena Spolaore, una delle firmatarie del documento - le prime due versioni prevedevano che i comuni potessero definire i limiti di applicazione della norma secondo valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico e ambientale. La giunta Zaia si è accaparrata pezzi di competenze della pianificazione urbanistica comunale e oggi il Piano casa riesce a prevalere sulle limitazioni che un’amministrazione locale può indicare. Non possiamo permettere che vengano calpestate le specificità e le competenze di ogni comune”. D’accordo i 5 stelle, favorevoli alla mozione, astenuto invece il centrodestra: “Quando nel secondo piano casa i comuni potevano intervenire, Mirano ha fatto tutto quello che poteva? - si chiede Maria Giovanna Boldrin - non mi sembra, basti guardare gli ampliamenti discutibili in centro storico, ad esempio a fianco dell’ex

Maria Giovanna Boldrini

scuola Petrarca. C’è un regolamento comunale che permette di ampliare del 20% e lì la Regione non c’entra. Una mozione di questo tipo non porta da nessuna parte, impegniamo il sindaco dove può agire, se siamo davvero tutti contro il cemento”. Nella maggioranza si dissocia anche Fiorenzo Rosteghin: la mozione passa, ma non c’è l’unanimità e Maria Rosa Pavanello, tirata per la giacchetta per un intervento anche da presidente di Anci Veneto, avverte: “Sono pochi i comuni contrari al piano casa”. Italia Nostra resta insoddisfatta, così come i comitati di cittadini che continuano a vedere trasformarsi le villette di Mirano. Filippio De Gasperi

Olio vegetale, 8 nuovi contenitori

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n Italia ogni anno oltre 280 mila tonnellate di olio vegetale usato, circa 5 chili a testa, vengono “restituite” all’ambiente, in gran parte sotto forma di residuo di fritture e quindi ricco di sostanze inquinanti. Per favorirne la raccolta, il Comune ha chiesto a Veritas di attivare un nuovo servizio, collocando sul territorio 8 contenitori per il conferimento dell’olio vegetale esausto: 3 nel capoluogo (vie Battisti, Lombardini e Verona) e 5 nelle frazioni (vie Santa Bakhita a Zianigo, Mogno a Campocroce, Pirandello a Scaltenigo, Mazzini a Ballò e del Minatore a Vetrego). Altri punti di raccolta dell’olio sono già operativi presso l’ecocentro di viale Venezia e l’ecomobile di Scaltenigo e Zianigo. L’olio, meglio se filtrato da resti di alimenti, può essere portato con taniche o contenitori propri e il recupero da parte di Veritas avverrà ciclicamente. Una volta raccolto l’olio viene trattato presso una ditta regolarmente autorizzata. (F.D.G.)

Italia Nostra in difesa della villa delle canossiane

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talia Nostra in campo a difesa della villa delle Suore Canossiane. Nelle scorse settimane il gruppo dei soci miranesi dell’associazione ha comunicato che è stato presentato un progetto per la realizzazione di 18 unità immobiliari negli edifici che compongono il complesso di Villa Van Axel-Castelli, recentemente messo in vendita dai proprietari. Si tratta di una tipica villa veneta, realizzata all’inizio del 1600, che appartiene dal 1903 alle Canossiane. Accanto al corpo principale della villa, che presenta il soffitto di una stanza affrescato alla fine del 1600 da Girolamo Pellegrini, sono stati aggiunti, dopo l’ingresso delle suore, oltre a una chiesetta, anche edifici funzionali alle attività educative e formative svolte dalle suore (teatro, scuola materna, laboratorio di ricamo) e il ricordo di queste attività fa parte della memoria di molti miranesi. “L’interesse culturale della struttura - spiega inoltre il rappresentane di Italia Nostra, Adriano Marchini - è stato riconosciuto dal Codice dei beni culturali e paesaggistici e pertanto la Villa è tutelata. Si trova all’interno del centro storico di Mirano in un’area caratterizzata dalla presenza di altre importanti ville venete e la ben conservata cinta muraria confina con due strade comunali di cui una, via Villafranca, con elevato traffico. Siamo preoccupati che un così alto numero di unità immobiliari con i relativi servizi (posti macchina, garage, accessi carrai), possa, se realizzato, modificare sostanzialmente la villa, gli annessi e lo scoperto, trasformandoli di fatto in un condominio. Si valuti bene la compatibilità con il bene oggetto dell’intervento prevedendo, nel caso, limitazioni e soluzioni costruttive coerenti con le caratteristiche e la storia degli edifici”. (f.d.g.)

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Pagina a cura Servizi Informativi Comunicazione Supporto Organi di Governo

www.spinea.gov.it - Posta Certificata: protocollo.comune.spinea.ve@pecveneto.it

CARTA DI IDENTITA’ ELETTRONICA. APPUNTAMENTI AL N. VERDE 80000 1822 Devono essere presenti contestualmente mamma e papà? Sì. In caso di ragazze e ragazzi minorenni devono essere presenti i due genitori muniti di carta di identità o di altro documento di identità valido. Altrimenti la carta di identità del minorenne non è valida per l’espatrio. Con l’appuntamento in fascia pomeridiana i bambini non perdono giorni di scuola ed i genitori che lavorano possono prendere un permesso breve.

Anche al Comune di Spinea arriva la Carta di Identità Elettronica (C.I.E.). Dopo un paio di settimane di sperimentazione sul campo, adesso l’URP è pronto ad accogliere le richieste di C.I.E.. Ecco alcune cose da sapere sulla nuova carta di identità elettronica. COSA È La nuova Carta di identità elettronica è il documento personale che attesta l’identità del cittadino, realizzata in materiale plastico, dalle dimensioni di una carta di credito e dotata di sofisticati elementi di sicurezza e di un microchip a radiofrequenza (RF) che memorizza i dati del titolare. La foto in bianco e nero è stampata al laser, per garantire un’ elevata resistenza alla contraffazione. Sul retro della Carta il Codice Fiscale è riportato anche come codice a barre. A COSA SERVE Oltre all’impiego ai fini dell’identificazione, la nuova Carta di identità elettronica può essere utilizzata per richiedere una identità digitale sul sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Tale identità, utilizzata assieme alla CIE, garantisce l’accesso ai servizi erogati dalle Pubbliche amministrazioni COME SI OTTIENE La nuova Carta di identità elettronica si può richiedere alla scadenza della propria Carta d’identità (o in seguito

a smarrimento, furto o deterioramento) presso il Comune di residenza o di dimora. La Carta è spedita direttamente al cittadino che la riceverà entro 6 giorni dalla richiesta, presso il Comune o presso un indirizzo da lui indicato. La Carta di Identità elettronica costa eur. 22,00 CARATTERISTICHE La carta è contrassegnata da un numero seriale stampato sul fronte in alto a destra ed avente il seguente formato: C<lettera><numero><numero><numero><numero><numero><lettera><lettera> (ad esempio CA00000AA). Tale numero seriale prende il nome di numero unico nazionale.

· Nome del titolare · Cognome del titolare · Luogo e data di nascita · Sesso · Statura · Cittadinanza · Immagine della firma del titolare · Validità per l’espatrio · Fotografia · Immagini di 2 impronte digitali (un dito della mano destra e un dito della mano sinistra) · Genitori (nel caso di carta di un minore) · Codice fiscale · Estremi dell’atto di nascita · Indirizzo di residenza · Comune di iscrizione AIRE (per i cittadini residenti all’estero) · Codice fiscale sotto forma di codice a barre

cumento di identificazione: consente di comprovare in modo certo l’identità del titolare, tanto sul territorio nazionale quanto all’estero. ATTENZIONE per ottenere la carta di identità per i figli minorenni, mamma e papà devono essere presenti contestualmente. Con l’appuntamento in fascia pomeridiana i bambini non perdono giorni di scuola. Info e approfondimenti: 80000 1822

Una persona che non si può muovere da casa per invalidità o gravi problemi di salute o che vive in casa di riposo come deve fare? In questo caso c’è una procedura speciale. Chiama l’80000 1822 e ti spieghiamo come fare Dal mese di febbraio sarà possibile prendere appuntamento chiamando il numero verde 80000 1822 anche per effettuare la carta di identità elettronica anche in pausa pranzo.

IN DETTAGLIO: · Si procede per appuntamento telefonico al numero verde 80000 1822 a partire da lunedì 15 gennaio p.v. · La CIE si ottiene in circa 6 giorni a casa propria. · Portare con sé una foto recente formato tessera e il I dati del titolare presenti sul tesserino sanitario documento sono: La Carta di identità elettro- Devo fare la carta di · E’ possibile pagare i 22,00 nica è principalmente un do- identità a un bambino. euro in contanti o con il Pos · Comune emettitore DOMANDE FREQUENTI: Ho la carta di identità cartacea in corso di validità. Devo obbligatoriamente sostituirla con quella elettronica? No.


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Mirano .

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Ricordo L’impegno civile era il suo tratto distintivo

Addio ad Aldo Tonolo, una vita per il paese L

’addio alla vigilia di Natale, matura scomparsa alla soglia dei nei giorni in cui era partito il 50 anni di Pietro Piarotto, poi lo suo ultimo impegno civico, quel- scorso ottobre con l’addio a Renlo per salvare dal degrado e dai zo Tonolo, ex partigiano. Aldo encrolli i Molini di Sotto. Mirano trò nella fabbrica Piarotto Mobili piange l’improvvisa scomparappena maggiorenne, diventansa di Aldo Tonolo, stroncato da do solo dieci anni più tardi il più un infarto a 76 anni, mentre era giovane dirigente. Fu poi socio a casa con la faalla Depuracque miglia, pronto a di Salzano, conEra stato la voce sulente aziendale festeggiare il Natale. Era stato per e revisore cone il motore del anni la voce e il tabile. Nel 1988 comitato Carlo motore del comifondò la Centro tato Carlo SalvioSalvioli, in difesa Plastica Srl in via li, artefice delle Galilei, tra le pridell’ospedale più grandi battame società in Itae anche glie per l’ospedale lia a realizzare un di Mirano. Fino a impianto di riciconsigliere al poche ore prima claggio della plaMariutto della sua morte, stica. In città fu Tonolo era stato instancabile il suo in prima linea nelle vicende che impegno civico e politico: a fine riguardano la città. Aldo Tonolo anni Ottanta diventò consigliere apparteneva alla grande famiglia della casa di riposo Luigi Maridei Tonolo-Piarotto di Mirano, utto, contribuendo a riportare in già colpita negli ultimi mesi da utile i bilanci dell’ente e nel 1995 due gravi lutti, prima con la pre- fu tra i fondatori del comitato

Salvioli: da coordinatore e portavoce del comitato ha sviluppato un’intensa attività di informazione e pressione, attraverso l’elaborazione di rapporti annuali sulle attività dell’Ulss 13. I suoi ultimi impegni per l’ospedale cittadino sono stati la battaglia per istituire un moderno reparto Materno infantile e la Stroke Unit. Ultimamente aveva aderito insieme a un gruppo di miranesi in rete all’Assemblea Civica dei cittadini di Mirano, dedicandosi a nuove proposte per la viabilità, le ville e i problemi legati all’edilizia in città. Cordoglio dalla sindaca Maria Rosa Pavanello: “Ho avuto modo di apprezzare in più occasioni la sua profonda passione per la città e il suo costante impegno civico, in particolare sui temi della salute e della sanità. Va ricordato soprattutto il suo prezioso lavoro di difesa del nostro ospedale e delle sue eccellenze”. Ai suoi funerali c’erano centinaia Filippo De Gasperi di persone.

Rischio crolli ai Molini di Sotto, il Comune fa chiudere i parcheggi a ridosso della struttura

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ischio di crolli in centro storico. La polizia locale chiude i parcheggi sotto i Molini di Sotto per permettere il consolidamento della struttura che incombe su via Barche. A riportare d’attualità il rischio di cedimento dell’ex opificio che si affaccia sul bacino delle Barche è stato nelle scorse settimane l’avvio dei lavori di protezione del muro che dà su via Barche, per evitare crolli sulla strada. La polizia locale dell’Unione ha disposto la sospensione dei parcheggi e il Comune ha transennato la zona dell’ex pesa pubblica per permettere alla ditta incaricata dal privato di procedere con la messa in sicurezza. Intanto un gruppo di cittadini si muove perché si vada oltre il semplice puntella-

mento, visto che la situazione di degrado appare ormai agli stadi finali. Se ne era fatto portavoce, prima di andarsene stroncato da un improvviso malore, il battagliero Aldo Tonolo che ha preso carta e penna per segnalare la situazione di rischio ai vigili del fuoco. Pronta la replica del vicesindaco Giuseppe Salviato: “Abbiamo comunicato al privato le risultanze di una perizia che diceva che, qualora non ci fosse stato un intervento di recupero immediato, serviva mettere in sicurezza il sito, con tanto di progetto per il puntellamento del muro che dà sulla via principale, quella che sta partendo è proprio la realizzazione di quanto richiesto, anche su nostra sollecitazione”. (f.d.g.)

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Pioggia di investimenti per gli impianti sportivi

Solidarietà per sostenere i parchi inclusivi

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Sono stati destinati fondi e contributi complessivamente a 13 tra club e parrocchie del territorio

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ioggia di fondi per lo sport: Mirano investe su impianti e società, in particolare quelle che puntano sui giovani. Lo fa firmando, lo scorso mese di dicembre, una serie di delibere di giunta per destinare contributi a 13 tra club e parrocchie che hanno dedicato particolari attenzioni allo sviluppo delle attività sportive. “Contributi che - precisa l’assessore Cristian Zara - sono stati erogati a richiesta delle società e non a discrezione nostra. Solo alla Miranese Volley abbiamo destinato un contributo a sostegno delle spese per la costruzione dei nuovi campi da beach volley”. In totale ammonta a 21.500 euro il fondo per i contributi. Altri 5 mila andranno a confermare il fondo a sostegno delle società sportive che hanno un settore giovanile e che utiliz-

zano palestre provinciali: si tratta di un “aiuto” offerto dal Comune per far fronte alle spese di utilizzo delle strutture, i cui costi di utilizzo sono lievitati per decisione dell’allora commissario della Provincia e confermato poi dalla Città Metropolitana. Diecimila euro andranno, infine, al progetto “Scuola e sport” attivo da anni in città e che va ad aggiungersi alle tante iniziative di solidarietà in campo sportivo, come quella della Mirano Rugby per educare alunni e atleti ai corretti stili di vita o “Una meta per crescere”, a favore dei ragazzi disabili. In totale 36.500 euro tutti per fare sport a Mirano, cui vanno aggiunti gli investimenti nelle strutture: “A novembre - spiega Zara - abbiamo autorizzato e sono terminati i lavori per il nuovo campo da rugby

Cristian Zara

A Zianigo il campo da calcio va riqualificato per rendere la struttura fruibile e omologabile, con spogliatoi ed un’eventuale tribuna

per bambini nell’area di via Matteotti e oltre ai lavori già avviati ci sarà anche la riqualificazione del campo da calcio di Villa Bianchini a Zianigo, dove ci siamo attivati per rendere la struttura fruibile e omologabile, con spogliatoi, un’eventuale tribuna e la nuova sede dello Zianigo Calcio. Non si può dire che non siamo sensibili ai tempi e ai problemi dello Filippo De Gasperi sport”.

aria Giovanna Boldrin e il gruppo delle tre liste che l’hanno sostenuta nella candidatura a sindaco (Forza Italia, Evoluzione Mirano e Mirano 5.0), hanno organizzato una cena di Natale con cento invitati. La serata è servita anche a organizzare una lotteria, il cui ricavato verrà devoluto per sostenere il progetto “parchi inclusivi”, uno degli obiettivi proposti nel programma elettorale e sentito da Boldrin. Si tratta di aree gioco senza barriere architettoniche, che permettono a tutti i bambini, compresi quelli disabili, di godere degli spazi dedicati al tempo libero. Boldrin è riuscita a coinvolgere aziende del Miranese e non, che hanno voluto dare il loro contributo mettendo a disposizione ben 65 premi per la lotteria. “Questa serata - spiega la consigliera - è stata la dimostrazione dell’impegno nel voler portare avanti quanto promesso nel programma, con impegno e senza troppa demagogia”.


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Ambiente Stanziati fondi da Roma

Mobilità sostenibile, in arrivo grandi cambiamenti Ulteriori passi avanti per Mirano in tema di mobilità e viabilità, grazie all’arrivo di fondi da Roma. Nell’ambito del “Programma nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”, infatti, il Ministero dell’Ambiente ha approvato il finanziamento per il progetto di realizzazione di punti attrezzati di interscambio modale in città, che serviranno a incentivare l’uso del trasporto pubblico lungo direttrici interessate da forti flussi scolastici. Il Comune aveva presentato il progetto in collaborazione con Mira, Campagna Lupia, Spinea e, in qualità di partner pubblico, AVM Spa, con la finalità di promuovere la mobilità sostenibile, sicura, funzionale e a basso impatto ambientale. Il progetto, orientato ad agevolare i percorsi casa-scuola e casa-lavoro, prevede due linee d’intervento. Da una parte la riorganizzazione delle fermate dei bus in zona scuole vicino al capolinea di Mirano, per evitare le situazioni di rischio prodotte dall’altissima concentrazione di studenti, specie durante la fase di accostamento e ripartenza degli autobus dalla fermata. Lo stazionamento dei pedoni in attesa sarà protetto con archetti parapedonali, pensiline e percorsi opportunamente attrezzati. Verrà migliorata la funzionalità generale degli spazi, organizzando in maniera chiara i percorsi ciclopedonali di collegamento agli istituti scolastici, le aree di parcheggio delle auto e delle biciclette, le aree di fermata dei mezzi di trasporto pubblico. La seconda linea prevede la realizzazione di una piattaforma intermodale in via della Vittoria (zona ex-Gatti), per migliorare i collegamenti casa-scuola e casalavoro. Si tratterà di un’area attrezzata con parcheggio per auto

e bici, fermata per autobus e una nuova rotatoria che colleghi via Vittoria e via Pestrino. La rotatoPizzalonga_Mirano_ads_settembre_IMP.pdf 1 06/09/17 11:22 ria migliorerà la capacità dell’attuale incrocio di smaltire veicoli, in modo da poter sostenere al meglio i crescenti flussi. La ferma-

Maria Rosa Pavanello

Babato critica la gestione della protezione civile

ta dell’autobus sarà ricollocata in posizione facilmente accessibile. Il nuovo parcheggio incentiverà l’interscambio e, l’utilizzo dei mezzi pubblici. Per l’intero progetto il Comune riceverà dal Ministero un contributo di 225 mila

euro, cui ne aggiungerà altri 150 mila. “Così puntiamo a realizzare una mobilità e una viabilità più sicure e rispettose dell’ambiente”, afferma il sindaco Maria Rosa Pavanello. Filippo De Gasperi

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“Serve maggior coordinamento per la protezione civile tra comuni e Unione del Miranese: oggi questi enti limitano anziché rilanciare la piena operatività del servizio e dei suoi volontari. Non possiamo prescindere dal fatto che come Unione siamo la quarta città per abitanti del Veneto”. A portare la questione in consiglio è Giorgio Babato, sull’impiego operativo dei volontari del gruppo comunale e la nuova condivisione della funzione di protezione civile all’interno dell’Unione dei comuni. “Le funzioni principali dovrebbero essere lo sviluppo della conoscenza dei rischi, le azioni da mettere in atto per evitare o ridurre i danni delle calamità e il soccorso alla popolazione in emergenza - affermano i consiglieri di minoranza. I nostri volontari risultano invece spesso coinvolti nella gestione di eventi e manifestazioni, in servizi mirati per ridurre i pericoli e favorire l’incolumità di persone e cose”. “Inoltre - aggiunge Babato - sembra mancare un regolamento gestionale e un piano operativo comunale. Si tratta di carenze molto gravi in caso di emergenze che sommate alla carenza di strutture a disposizione, la situazione risulta decisamente inidonea agli scopi per cui esiste la protezione civile”. Maria Rosa Pavanello snocciola i dati: “Mirano oggi vanta 32 volontari in servizio attivo e 4 in formazione. Come tutte le gestioni associate, in particolare Unioni e Fusioni, ci sono ovvi vantaggi ad aggregarsi tra comuni. Per quanto riguarda le dotazioni, solo nel 2016 abbiamo fatto acquisti per 9.131 euro”. Per la sindaca dunque gruppo più che valorizzato: Pavanello ha anche annunciato che nel 2018 sarà individuata una nuova sede per i mezzi. (f.d.g.)


Committente Responsabile Antonio De Poli


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Tutto pronto per il carnevale in piazza La manifestazione partirà sabato 10 febbraio in zona Santa Bertilla. Sfileranno 15 carri allegorici a tema libero per il centro del paese. Percorreranno via Roma e arriveranno in piazza Fermi per il raduno dei gruppi mascherati

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abato 10 febbraio appuntamento con il carnevale. L’evento è organizzato dalla Pro Loco comunale che quest’anno propone la seconda edizione di “Strada in maschera”. Durante l’intero pomeriggio sfileranno quindici carri allegorici a tema libero in centro paese. La partenza si terrà verso le ore 14 in zona Santa Bertilla, i carri percorreranno via Roma e arriveranno in piazza Fermi, dove ci sarà il raduno e dei gruppi mascherati. Alle 17.30 si terrà l’estrazione dei numeri della lotteria, con un montepremi di quattro mila euro in buoni da spendere nei negozi del comune, il primo premio è di mille e cinquecento euro. La manifestazione in piazza Fermi ospiterà i tradizionali banchetti di dolciumi, frittelle, galani, trucca bimbi e i negozi aderiranno in piazza con i loro prodotti. “All’edizione dell’anno scorso hanno partecipato oltre dodici mila spettatori - dice Massimo Franco

presidente Pro Loco - quest’anno, se sarà complice il bel tempo, supereremo quel traguardo. A ogni evento, Spinea ha un’ottima risposta di pubblico. L’organizzazione è possibile grazie al dialogo costruttivo con gli uffici del Comune, la polizia e i carabinieri”. Il Comune di Spinea non ha una piazza, ma quando si chiude al traffico via Roma, si crea uno spazio di 400 metri di lunghezza con i negozi intorno. Questo carnevale è il quinto organizzato dalla Pro Loco, prima i festeggiamenti si tenevano davanti al municipio. “Qualcuno dice che a Spinea non si fa nulla, ma questo non è vero conclude il presidente - con gli eventi del Natale, Spinea ha ospitato 40 mila persone in cinque giorni, abbiamo replicato le presenze della “Notte gialla”. Questo significa che se ci sono appuntamenti interessanti, e bel tempo, la gente risponde e arriva anche da fuori comune”. In caso di maltempo l’evento sarà rinviato alle

setimane successive Si tratta di un carnevale molto atteso dalle famiglie e dai bambini in tutto il territorio comunale, e che certamente non deluderà le aspettative degli organizzatori e anche della cittadinanza. Altri carnevali, oltre a quello di Spinea, sono in programma nei centri di Mira-

Percorsi della memoria in gennaio con la biblioteca A gennaio è partito un calendario ricco di appuntamenti culturali proposti dalla biblioteca. Tra gli appuntamenti pomeridiani continuano le letture ad alta voce per i bambini “Un mercoledì da lettori” con la collaborazione delle lettrici volontarie Ilaria Barlese e Giulietta Conti. Si sono tenuti due appuntamenti dei laboratori per le scuole: “Libera le emozioni”. Gli alunni delle scuole che hanno aderito al progetto dell’associazione Libera saranno coinvolti in un percorso di scoperta delle emozioni, sia a livello personale sia di gruppo, al fine di lavorare sulla costruzione della propria identità, sulla gestione dei conflitti e sull’individuazione e condivisione di valori comuni all’interno della classe. Poi un incontro informativo a cura di Europe Direct Venezia, rivolto alle insegnanti che hanno aderito al progetto. Il 23 e il 24 appuntamento in sala caminetto con: Shoah – La storia di Paolo e Nella Errera. L’incontro è curato dell’Isever, per le classi che hanno aderito al progetto. L’intervento ricostruisce i percorsi biografici e la tragica vicenda dei coniugi Paolo e Nella Errera, veneziani di religione ebraica, che furono arrestati nel febbraio 1944 nella loro villa a Mirano e deportati ad Auschwitz. Giovedì 25 gennaio gruppo di lettura “L’Ora del tè” Gruppo Uno discute “Aspettando Bojangles” di O. Bourdeaut e Gruppo Due discute “Cecità” di J. Saramago. Lunedì 29 gennaio nel Museo Ebraico di Venezia: “Shoah – Saperi e Sapori”, laboratorio a cura di Coopculture per le classi che hanno aderito al progetto, relativo alle regole alimentari e alla cultura ebraica, per imparare a conoscere meglio l’altro. Al termine dell’attività gli studenti visiteranno una sinagoga. Martedì 30 gennaio “Il Viaggio” Raccontare per Ricordare – Reading musicale Letture ad alta voce di testimonianze che ripercorrono tappe di viaggi segnati dalla tragedia della Shoah. A cura dell’Associazione “Nonsolonote – Premiata Sartoria Teatrale”.

Corsi per dar valore alle persone A Spinea nasce Kirikù, una nuova associazione culturale e ricreativa. Kirikù si rivolge a tutti i cittadini di Spinea con diverse iniziativa e attività divise per gruppi di bambini, adulti o anziani. L’as-

sociazione è stata presentata ufficialmente lo scorso dicembre nella Casa delle Associazioni a Spinea con un’ottima affluenza di pubblico. Il gruppo nasce dall’impegno di undici cittadini spinetensi che hanno un grande obiettivo da realizzare: portare valore sul territorio attraverso la promozione di corsi e percorsi che tengano primariamente in considerazione i principi di non discriminazione, valorizza-

no, Scorzè e Martellago, ma non mancano eventi anche in Riviera del Brenta, dove il carnevale vedra anche come scenario le ville patrizie dei venziani che si snodano lungo il corso del Naviglio, che va da Villa Pisani aStra fino a Malcontenta . Roberta Pasqualetto

zione della diversità, rispetto verso le persone e la natura, perseguimento del benessere psico-fisico ed emozionale del singolo, attenzione alla nutrizione ed alla ciclicità stagionale, riscoperta dell’importanza del relazionarsi con l’altro. Il primo corso per una ventina di bambini, dai 3 ai 10 anni, si è tenuto da fine dicembre a inizio gennaio per offrire un’attività ai bambini e un servizio ai genitori lavoratori durante la pausa scolastica natalizia. “Vogliamo offrire al territorio delle attività per esprimere talenti e benessere della persona – dice Tania Cosentino la presidentessa – a fine gennaio partiremo con altri corsi per gli adulti. Tra le varie proposte ci saranno corsi che riguardano percorsi esperienziali, attività motorie culturali, corsi d’arte, musicalità, benessere della persona, percorsi alla genitorialità e aiuto ai genitori single, corsi per mamme pre-parto e soprattutto post-parto”. Prossimamente l’associazione deciderà dove fissare la sede operativa. Il primo corso si è tenuto negli spazi privati di radio 585 a Crea. Per ogni corso sono destinate delle figure competenti tra questi: psicologi, consulenti di psicometrici, insegnati di yoga per anziani, esperti di musica, ecc. Per maggiori informazioni e per iscrizioni scrivere a kiriku.acr@gmail. com. (r.p.)


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Spinea .

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La lotta all’evasione porta nelle casse 300 mila euro L’assessore Ditadi illustra i risultati ottenuti in tema di programmazione, patrimonio e informatizzazione

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manuele Ditadi è nato il 22 giugno del 1977, è laureato in economia aziendale alla Cà Foscari e dal 2014 è assessore con le deleghe di: programmazione e bilancio, patrimonio, informatizzazione dei servizi, innovazione, semplificazione; procedimenti e contenzioso, personale, vicesindaco e referato allo sport (dal 05/10/2017). Ditadi svolge la libera professione nel settore economico, è sposato, e da sempre vive a Spinea. La relazione sulla performance da poche settimane approvata, fotografa un Comune che risparmia risorse e investe in nuovi servizi con un raggiungimento degli obiettivi prefissati pari al 88,23%. Risparmi consistenti sul bilancio, ma anche un forte impegno nell’innovazione tecnologica che ha recentemente portato all’attivazione della certificazione anagrafica online e del Sit (servizio informativo territoriale). Ora la sfida è far sì che tutti i cittadini attivino la carta nazionale dei servizi (Cns), ossia la tesserina sanitaria, dotandosi di Pin presso il distretto sanitario. “Con la tesserina attivata e il pin, è possibile scaricare i propri certificati anagrafici senza muoversi da casa - precisa il vicesindaco. Con il sistema informativo territoriale (Sit) invece, il Comune si dota di uno strumento molto importante per migliorare l’operatività degli uffici”. Si tratta di un sistema che gestisce le informazioni territoriali, associando alla posizione geografica informazioni dettagliate che insistono sul territorio quali l’accesso ai dati catastali, informazioni della rete dei sotto servizi, isole ecologiche, punti luce e molto altro ancora. “Questo permette di programmare ogni attività con una conoscenza della situazione abitativa e sociale aggiornatissima e puntuale - continua. Gli uffici si dotano così di uno strumento integrato che, a regime, diminuisce i tempi d’istruttoria, facilita l’operatività e aumenta la qualità dell’azione amministrativa e manutentiva perché riduce la possibilità di errore”. È stata attivata inoltre una piattaforma software dedicata alle scuole per segnalare i bisogni manutentivi. E in piazza Municipio a breve sarà attivato il Wi-Fi gratuito. Dal 2015 Spinea è

tra i comuni più veloci in Italia ad approvare il bilancio preventivo. Questo significa che dal 1 gennaio di ogni anno il Comune può immediatamente approntare i progetti e garantire una pianificazione economico finanziaria molto puntuale ed efficiente.“Sul fronte della riduzione dell’indebitamento sono stati raggiunti importanti risultati - sottolinea Ditadi - ridotto di ben 4 milioni negli ultimi 5

Emanuele Dittadi

anni. Molti investimenti si sono potuti fare grazie ad un’attenta azione di ottimizzazione e di contenimento dei costi, ai numerosi finanziamenti regionali e statali e agli spazi finanziari concessi dallo Stato. Importanti i risultati sul

fronte della lotta all’evasione che riportano nelle casse del Comune più di 300 mila euro l’anno che reinvestiamo nell’efficientamento energetico e messa in sicurezza degli edifici pubblici”. Roberta Pasqualetto

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Tanti gli interventi previsti per quest’anno Anche quest’anno Spinea è fra gli enti più veloci del Veneto ad approvare il bilancio di previsione per il 2018, per il terzo anno consecutivo. Il 21 dicembre, nell’ultima seduta del consiglio del 2017, il parlamentino locale ha votato il bilancio. Si tratta di un documento essenziale per garantire la piena operatività degli uffici. Tra gli aspetti principali le entrate correnti sono costitute da Imu per euro 2.520.000. Il gettito derivante dall’attività di controllo delle dichiarazioni Imu di anni precedenti è previsto in 180 mila euro, mentre per la Tasi si prevedono entrate per 420 mila euro. Fra le entrate sono conteggiate anche Irpef – Addizionale per 3.150.000 euro. L’ente ha disposto la conferma dell’addizionale comunale Irpef. Per la T.O.S.A.P. (Tassa sull’occupazione di spazi ed aree pubbliche) si prevede un’entrata di 135 mila euro, in linea con quanto stanziato per la stessa entrata nel bilancio 2017-2019. Per il 2018 il Comune punterà ai lavori per il miglioramento dei plessi scolastici, per i quali sono previsti: l’adeguamento alla normativa antincendio della scuola Andersen per 180 mila euro, per la scuola elementare Nievo 350 mila euro, e per la scuola Vivaldi 200 mila euro. Nel bilancio ci sono risorse per la sistemazione percorsi riservati alle utenze deboli (ciclisti, pedoni) 320 mila euro e l’adeguamento alla normativa antincendio del Pattinodromo comunale con un investimento di 150 mila euro. Spazio anche alla riqualificazione dell’area urbana nella zona di via XX Settembre e via Pisacane con 150 mila euro. Il bilancio 2018 prevede anche asfaltature delle strade comunali per 700 mila euro e la realizzazione dei percorsi ciclabili dell’area urbana di Orgnano con 300 mila euro”. (r.p.)


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Santa Maria . di Sala

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È boom di parrucchieri abusivi L’Associazione Artigiani del Miranese passa al contrattacco e denuncia le irregolarità alla Guardia di Finanza. Si stima che nella categoria, un 40% degli operatori lavori in nero

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el Miranese è boom di parrucchieri abusivi, gli artigiani passano al contrattacco. “Lo sosteniamo da mesi e adesso abbiamo deciso di segnalare tutto formalmente alla Guardia di Finanza: il Miranese è pieno di parrucchieri ed estetisti che lavorano in nero. Ora basta”. L’Associazione Artigiani Piccole Imprese e Professioni del Miranese, che ha sede a Santa Maria di Sala in via Einstein, e che conta ben 1.100 imprese affiliate, tra le quali 97 attive proprio nel settore benessere, passa al contrattacco. Da tempo impegnata nella ricerca di una soluzione per debellare quello che è avvertito come “un autentico massacro per chi rispetta le regole”, l’Associazione alza il tiro. Mira al cuore del problema e si rivolge alle forze dell’ordine. “L’abusivismo in questo settore è una vera e propria piaga, dilagata negli anni della crisi. Nei sette Comuni del Miranese – affermano il presidente dell’Associazione Guido

Codato e il funzionario Andrea Dal Corso – oltre ai parrucchieri e agli estetisti iscritti alla Camera di Commercio, si stima ce ne sia un 30-40 per cento in più che si muove nell’ombra. Con totale sprezzo dei pesanti oneri che gravano sulle spalle di un operatore regolare”. “Avevamo promesso – riferisce Andrea Dal Corso – che avremmo segnalato ogni caso di attività abusiva di parrucchieri ed estetisti. E così abbiamo fatto. Consapevoli della necessità di impegnarci in azioni mirate ed efficaci, abbiamo raccolto le numerose segnalazioni che arrivavano dai nostri associati e le abbiamo riferite alle forze dell’ordine, alle quali va il nostro ringraziamento, perché si sono dimostrate molto attente, il loro è stato un aiuto prezioso”. Ancora Dal Corso: “Abbiamo già avuto i primi riscontri: alcuni dei casi segnalati sono emersi dal nero e hanno aperto una regolare attività. Segno che abbiamo intrapreso la strada giusta”. “Una strada

ancora lunga - tiene a precisare il capo della categoria parrucchieri ed estetisti dell’associazione, Andrea Preo - c’è ancora molto da fare. È nostra intenzione coinvolgere gli enti. Stiamo lavorando a un’iniziativa per operare nel territorio in sinergia con i Comuni. Quello di Salzano, con il vice sindaco Gianni Bolgan, si è già detto disponibile a collaborare”. Filippo De Gaspari

Nasce il gruppo “Attività produttive”

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asce il “Gruppo di lavoro Attività Produttive”, un nuovo organismo voluto dal Comune per proporre iniziative a sostegno dell’attività della giunta. “Crediamo che lavorare insieme possa portare ad avere nuovi strumenti e idee - spiega l’assessore Alessandro Arpi - e che fare rete, mettendo insieme il pubblico, il Comune, e il privato possa incentivare una nuova progettualità che andrà a vantaggio dell’economia salese”. Obiettivo del gruppo è fornire indicazioni sulle realtà produttive per far sì che la programmazione generale del Comune, per le attività dei settori primario, secondario e terziario sia quanto più possibile aderente alle effettive esigenze degli operatori del settore. Tale organismo, per garantire la partecipazione di tutti i portatori di interesse del settore, accoglierà un rappresentante per ognuno dei settori: agricoltura, artigianato, industria, commercio, somministrazione di alimenti e bevande e attività di servizi, che dovranno essere operanti o residenti nel territorio. Vi farà parte anche il sindaco e l’assessore alle Attività Produttive. (f.d.g.)

Piarottolegno, scongiurati i licenziamenti

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l 2018 sarà un anno di transizione per i 110 lavoratori della Piarottolegno. Scongiurati per ora i licenziamenti, le parti sociali intravvedono una soluzione attraverso nuovi ammortizzatori sociali, in attesa del ritorno ai pieni livelli occupazionali che l’azienda ha previsto per fine anno. I sindacati si dicono soddisfatti dell’incontro in Regione, ma attendono la convocazione al Ministero per parlare di cassa integrazione. Quella che permetterebbe di allungare gli incentivi di un anno. Per Andrea Grazioso, segretario della Filca Cisl e Angelo Pagan della Fillea Cgil di Venezia: “Sono stati evitati 57 licenziamenti comunicati dall’azienda, che avrebbero avuto effetto dal 1 gennaio per 28 dipendenti e dal 1 giugno per altri 29. Abbiamo sempre dichiarato all’azienda che bisognava per prima cosa cercare di ottenere un altro ammortizzatore sociale”. La Piarottolegno ne avrebbe diritto, visto che ha annunciato il potenziamento della linea produttiva dello stabilimento salese, con l’acquisto di un nuovo macchinario da 5 milioni di euro. L’obiettivo è anche quello di far rientrare entro il 2018 la produzione estera. La proprietà ha dichiarato infatti di voler portare a Santa Maria di Sala la prizzata in Polonia. “Grazie alle opportunità previste dalla Legge di stabilità - affermano Grazioso e Pagan - abbiamo decoduzione dei pannelli e profili giuntati che si era deciso di prorogare al 31 gennaio. Restiamo in attesa di essere convocati al Ministero del Lavoro per parlare di ammortizzatori. È l’unica strada per permettere a tutti i lavoratori nel corso del 2018 di riprendere l’attività lavorativa e, ultimate le fasi di investimento, tornare a pieno regime produttivo e occupazionale”. (f.d.g.)


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Provincia .

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Conetta La risposta del sottosegretario alla deputata Murer

L’ex base militare non chiude L’ex base missilistica di Conetta non chiuderà. Lo ha ribadito nel corso del mese di dicembre il sottosegretario Domenico Manzione, nella risposta all’interrogazione presentata dalla deputata Delia Murer (Liberi e Uguali)

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nterrogazione che Murer ha presentato con i colleghi Michele Mognato e Davide Zoggia, a seguito della “marcia per la dignità” che vide oltre duecento migranti in fuga dalla struttura, esasperati dai tempi di attesa per la richiesta di asilo e dalle condizioni di vita all’interno. “Negli ultimi mesi – ha fatto sapere Manzione - il centro di Conetta ha registrato un significativo decremento delle presenze, passando dalle 1.407 del 5 luglio scorso, alle circa 800 attuali, misura inferiore alla capienza teorica certificata dalla Asl. Il centro è stato sottoposto a numerose ispezioni da parte della Prefettura e, da ultimo, anche dal competente Dipartimento del ministero dell’Interno, all’esito delle quali non sono emersi elementi per giustificare la sospensione del servizio o la chiusura del centro medesimo”.

Alcune immagini di archivio della ex base militare di Conetta

Secca la replica di Murer: “Siamo in totale disaccordo e profondamente delusi da questa scelta – è il commento della deputata veneziana -. Il sottosegretario Manzione ritiene che Cona possa restare aperto considerando adeguato il numero dei migranti ma ignorando sia che rimane un centro troppo grande sia che le condizioni strutturali sono disastrose, come appurato di recente da una visita di una delegazione di deputati del-

la sinistra. Noi siamo favorevoli all’accoglienza diffusa, e agli Sprar ma, su Cona, l’unica soluzione possibile è la chiusura”. “I migranti richiedenti asilo lamentano i lunghissimi tempi di attesa per ottenere una risposta – ha ricordato Murer -. A volte

passano anche 14-16 mesi. Un tempo trascorso nel Centro a non far nulla, in condizioni psicologiche difficili e anche in una situazione di disagio per la qualità della struttura, che presenta carenze più volte denunciate. Tutto questo si scarica sulle persone, sia sui richiedenti asilo, che sono esasperati, sia sulla comunità locale che paga la ricaduta di una forte tensione sociale”. Manzione dal canto suo ha fatto sapere che il Prefetto di Venezia Carlo Boffi ha disposto lo spostamento di 30 migranti in provincia di Verona, altrettanti in quella di Vicenza, 32 nel Padovano, 35 a Treviso e dintorni, 30 nel circondario di Belluno, 26 a Rovigo e provincia, 69 in tutto il Veneziano: “Tale soluzione è conforme alla strategia più volte affermata dal ministro dell’Interno Minniti, intesa al graduale superamento dei grandi centri, con l’obiettivo di realizzare un sistema di accoglienza diffusa sul territorio, in grado di contemperare i diritti di chi accoglie e di chi è accolto, secondo il piano concordato con l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia”. Giorgia Gay


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Provincia .

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Trasporti Interviene il presidente di Sistemi Territoriali Gianmichele Gambato

Linea Mestre-Adria, i disagi finiranno a giugno Sono stati investiti oltre 9 milioni di euro per lavori di adeguamento normativo. Si è dovuta ridurre la velocità dei convogli a 70 chilometri orari, dilatati i tempi di percorrenza di alcune delle 32 corse giornaliere

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anti disagi e ritardi sulla linea Mestre- Adria in queste ultime settimane con disservizi e proteste da parte degli utenti. Non sono mancate forti prese di posizione sindacali, che denunciano uno scarso rispetto della carta dei servizi e problemi con il personale. Sulla questione interviene Gianmichele Gambat, il presidente della società che gestisce la linea, Sistemi Territoriali. Gambato assicura che entro giugno di quest’anno, la situazione sarà normalizzata. “I continui disagi sulla linea Mestre Adria- spiega Gambato- sono causati dal necessario intervento di adeguamento

della linea a binario unico sulla quale entro giugno di quest’anno, saranno investiti 9 milioni e 200 mila euro“. Gambato spiega i motivi della necessità di questi interventi. “Dopo l’incidente capitato in Puglia su una linea a binario unico in cui persero la vita 23 persone- afferma-, si è deciso anche l’adeguamento gestionale della linea che va da Mestre ad Adria, con l’apposizione di cavi sensori e boe per evitare che disastri simili possano accadere. Per questo sono stati investiti oltre 9 milioni di euro con lavori partiti dal 2017. Lavori che abbiamo fatto in determinati tratti. In attesa del

Gianmichele Gambato

completamento dell’adeguamento, si è dovuta ridurre la velocità dei convogli a 70chilometri orari e per evitare di cancellare corse, dilatare i tempi di percorrenza di alcune delle 32 corse giornaliere. Quando i lavori saranno ultimati, e cioè prevedibilmente a giugno di quest’anno, si tornerà ad una linea con pochi disagi come quella di tre anni fa i e i treni potranno andare anche a 90 all’ora”. Sulla questione del personale e del rispetto della carta dei servizi sollevato dai sindacati con diversi

volantinaggi, Gambato è chiaro. “Abbiamo creato una carta dei servizi- spiega- in piena conformità ai criteri che si usano a livello nazionale, ed è perfettamente in regola sotto questo punto di vista. Qualche macchinista nel 2017 si è trasferito in aziende private che hanno meno vincoli di quelli che pone il servizio pubblico. Attualmente Sistemi Territoriali ha 252 dipendenti e fra questi 46 macchinisti. Sulla Mestre- Adria, abbiamo 6 treni di cui 5 nuovi”. Non mancheranno grossi disagi anche

questo mese però. “Domenica 28 gennaio- conclude Gambato- la linea Mestre- Adria sarà chiusa per tutta la giornata nel tratto che va da Campagna Lupia Mestre”. Saranno previste comunque delle corse sostitutive dei treni con dei bus che fermeranno a Campagna Lupia, a Calcroci di Camponogara a Casello 11 a Sambruson a Mira Buse a Oriago e a Mestre. Dalla stazione di Mestre, gli utenti della tratta potranno raggiungere Venezia con le corse di Treni Italia utilizzando, un biglietto unico di Sistemi Territoriali”. Insomma ultimi mesi di pazienza e di disagi, per avere da giugno 2018 una linea ferroviaria completamente in ordine e con treni in orario. Una necessità per evitare anche solo la possibilità di conseguenze ben peggiori. Alessandro Abbadir

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Cultura .

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Eventi Dal 27 gennaio al 13 febbraio

Carnevale di Venezia 2018: un grande circo P

iù di 150 eventi e oltre 300 artisti e gruppi coinvolti, 30 appuntamenti con la cultura e più di 50 iniziative di intrattenimento per bambini e ragazzi. Questi alcuni numeri del Carnevale di Venezia, edizione 2018, il terzo firmato da Marco Maccapani, che prenderà il via il prossimo 27 gennaio e fino al 13 febbraio sarà tutto dedicato al gioco e al divertimento. Venezia, Mestre e la terraferma, per oltre due settimane, si trasformeranno in una specie di grande circo, muovendosi tra le scenografie che furono del film di Federico Fellini “La strada”. Alcuni degli appuntamenti fanno ormai parte della tradizione, come il 4 febbraio in Piazza san Marco il Volo dell’Angelo, o

quello dell’Asino, in Piazza Ferretto l’11 febbraio, la Festa delle Marie, il 3 febbraio, con il tradizionale corteo dal Castello fino all’area marciana, le sfilate dei carri allegorici di Zelarino (martedì 13 nel pomeriggio) e Marghera (sabato 10) e il Carnevale di Burano (con due appuntamenti, l’8 e il 13 febbraio). Altri eventi invece rappresentano un’assoluta novità, basti pensare alla rievocazione, non solo “figurata”, venerdì 9 febbraio, in piazza san Marco, delle lotte tra Nicolotti e Castellani, le due fazioni in cui era divisa la città ai tempi della Serenissima. Sul Palco di Piazza San Marco un narratore e dei figuranti armati di bastone ricostruiranno una di queste schermaglie coin-

Il mondo in una perla, la collezione in vetro Una straordinaria collezione di perle in vetro veneziano sono in mostra al Museo del vetro di Murano fino al prossimo 15 aprile. La collezione è costituita da 85 cartelle campionarie contenenti 14.182 perle, da tre pannelli di stoffa del 1863, dono della Società delle Fabbriche Unite contenenti 2015 perle e 266 mazzi di conterie , da 91 mazzi di perle a lume, di cui alcuni incompleti, da 8957 perle integre e 274 frammentate e 492 mazzi di conterie. Le perle di vetro costituiscono un mondo unico: oggetti decorativi, ma anche preziosa merce di scambio esportata in grande quantità nel XIX secolo verso le colonie dell’Africa Occidentale, dell’India e delle Americhe; monili tanto ricercati e ambiti, che in cambio di perle di vetro i nativi d’America accettarono di cedere il territorio che oggi conosciamo come Manhattan. Straordinario concentrato di tecnica e inventiva, le perle di vetro veneziano, piccoli e preziosi manufatti di rara bellezza nelle loro molteplici tipologie, accompagnano la storia vetraria veneziana rappresentando anche oggi una produzione viva e importante. La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 17. Info www.museovetro.visitmuve.it

I fantasmi di Venezia, un itinerario misterioso in notturna Prosegue fino al 31 marzo prossimo “Fantasmi di Venezia” ovvero passeggiate serali in laguna, tra miti e leggende paurose. Si tratta di un itinerario insolito alla scoperta di leggende sulle apparizioni a Venezia, un’esperienza che farà conoscere la zona di Cannaregio nella sua versione notturna, una esperienza intima della Venezia nascosta , ascoltando storie del lato più oscuro della città, dei suoi fantasmi che continuano a turbare gli animi degli abitanti. L’itinerario dura due ore. Si deve prenotare presso l’agenzia Park View Viaggi di Dorsoduro.

Tra novità e tradizione prende il via il Carnevale di Venezia

Oltre 200 eventi tra Venezia, Mestre e la terraferma. Per più di due settimane, il gioco e il divertimento saranno i protagonisti di questa edizione

volgendo il pubblico presente. Le tradizioni saranno rievocate con la Festa veneziana sull’acqua, che si svolgerà in due parti, la sera del 27 gennaio e il 28 mattina, promossa dall’Associazione delle Remiere, e ben tre regate, in ognuna delle tre domeniche interessate all’evento: si comincerà il 28, con l’inedita Regata delle Colombine, una gara sprint riservata alle donne, che gareggeranno su gondolini maschili.

E poi molte le manifestazioni pensate per i bambini e per i giovani, gli appuntamenti culturali con la diffusione capillare su tutto il territorio e la diversificazione degli spettacoli per le varie fasce d’età. Inoltre ci saranno eventi che si svolgeranno su tutto il territorio comunale, estendendosi pure, in una sorta di ideale ponte, anche su quello della Città metropolitana. Particolamrmente atteso anche anche per il Volo dell’Aquila, in programma domenica 11 febbraio in piazza San Marco, per il quale Renzo Rosso ha ideato un grande evento a sorpresa. Insomma un’altra, grande, imperdibile edizione.

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Sport .

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Ciclismo veneto, un anno di grandi successi A Mestre premiati atleti e società. Sono 17.085 tesserati di cui 11.501 atleti e 446 società affiliate

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i è svolta nell’auditorium della Città Metropolitana a Mestre, la “Festa del Ciclismo Veneto”. E’ stata la prima volta che questo importante evento si è tenuto nel territorio della provincia di Venezia. Durante la manifestazione sono stati premiati atleti che hanno conquistato titoli nazionali e internazionali in questa stagione ma anche direttori sportivi, dirigenti, giudici di gara e società organizzatrici. Sono stati poi presentati i numeri del mondo del pedale regionale. Nel 2017 ci sono stati 17085 tesserati di cui 11501 atleti (3653 agonisti e 7848 amatori). In totale le società affiliate sono 446. In questa stagione sono state organizzate 680 gare (626 regionali, 33 nazionali e 21 internazionali) di cui 294 su strada, 217 giovanili, 105 fuoristrada,

50 amatoriali, 10 pista e 4 paralimpiche. A fare gli onori di casa è stato Igino Michieletto, presidente del comitato regionale del Veneto della Federazione Ciclistica Italiana. “Il ciclismo è uno sport con una storia gloriosa - ha detto Michieletto, nel suo intervento costruita da dirigenti, organizzatori, direttori sportivi, giudici di gara e fatta di passione, di sacrifici e da tanta generosità. Sono numeri importanti, testimoni di una grande attività, sia per quantità che qualità. Tutto questo per merito delle società grandi e piccole. Per questo voglio prima di tutto, ringraziare le società che organizzano gare e le componenti che operano affinché le gare si realizzino”. Moltissime le personalità premiate tra cui spiccano gli ex presidenti regionali della

Federciclismo Veneto: Raffaele Carlesso, Bruno Capuzzo, Bruno Coccato. Per la provincia di Venezia sono stati premiati Vanessa Michieletto (Libertas Scorzè) campionessa italiana velocità a coppie su pista della categoria allieve, Beatrice Cal e Giovanna Troldi (Libertas Scorzè), tre titoli italiani nel tandem para-

limpico. E’ stata premiata anche la dottoressa Elisa Michieletto che svolge l’attività di medico di gara in numerose competizioni, Luciano Martellozzo come organizzatore del “Trofeo d’Autunno” di mountain bike, il giudice Benedetto Vettori, e la Libertas Scorzè per l’organizzazione di gare regionali. Giacomo Piran

Ciclocross, vincono Michieletto e Ceolin

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i è svolta nelle scorse settimane a Scorzè la 44esima edizione del “Gran Premio Cartoveneta”, gara di ciclocross, valida come tappa del Trofeo Triveneto di Ciclocross, e che ha assegnato anche le maglie rosse di campione provinciale di Venezia. Questi sono i nuovi campioni provinciali suddivisi per categoria. Donne unica: Giovanna Michieletto (Libertas Scorzè). Juniores: Federico Ceolin (Team Velociraptors). Allievi 1° anno: Jordi Sandrin (Sorgente Pradipozzo). Allievi 2° anno: Andrea Busatto (Libertas Scorzè). Amatori 2a fascia: Michele Mogno (Libertas Scorzè). Esordienti 2° anno: Edoardo Bolzan (Sorgente Pradipozzo). Le gare, che hanno visto alla partenza oltre 350 crossisti provenienti da tutta Italia, si sono disputate su un percorso con fondo sterrato e con ostacoli naturali della lunghezza di 2,5 chilometri e che è stato affrontato varie volte a seconda della categoria dei ciclisti. La manifestazione è stata organizzata dalla società della Libertas Scorzè. (g.p.

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n progetto integrato per il polo sportivo di Valmarana. La giunta comunale di Mira ha deliberato nelle scorse settimane l’adesione ad un bando nazionale del Ministero dello Sport e del Coni per la presentazione di interventi tesi alla realizzazione, la rigenerazione urbana e il completamento di impianti sportivi, scegliendo il “polo del Valmarana” e presentando un progetto per complessivi 2.650.000 euro. “La volontà dell’amministrazione comunale, con questo atto- spiega l’assessore Fabio Zaccarin - è quella di migliorare gli standard qualitativi del polo sportivo andando anche nella direzione di superare le condizioni di disagio derivante dalla collocazione periferica della frazione di Mira Taglio. Lo sport, in questo senso, grazie anche ad un’offerta maggiormente competitiva e aperta (inserendo nuove strutture polivalenti), costituirebbe un’importante agente d’inclusione, d’integrazione, di partecipazione alla vita aggregativa”. Nel dettaglio, l’area del Valmarana verrà significativamente rinnovata con la ricostruzione delle tribune oggi chiuse al pubblico, una nuova ricevitoria e un punto di ristoro, il rifacimento della pista di atletica, (in cui si svolgono le gare su pista di atletica leggera, corsa di velocità, di mezzofondo, fondo, salto in alto, salto in lungo, salto triplo, salto con l’asta, marcia e corsa a ostacoli). Inoltre, è prevista la costruzione di una struttura coperta per gli sport di squadra come la pallamano, il basket e la pallavolo, nuovi spogliatoi sia per l’atletica che per la palestra coperta. La struttura comprenderà anche lo spazio dedicato alle attività sportive per le persone diversamente abili. Rimangono inalterati gli impianti e gli spogliatoi per il calcio, recentemente oggetto di lavori per la loro messa a norma. (a.a.)


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È avvenuto quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. P. Levi “I sommersi e i salvati”

Da tempo, ora in maniera più frequente, si verificano nel nostro paese episodi di marca nazifascista, sia per la loro dichiarata appartenenza a formazioni fasciste, Forza Nuova, Ordine Nuovo e altri, molti altri, sia per i metodi violenti, pericolosi, aggressivi con cui si manifestano. Dopo le scritte e i simboli sui muri, dopo le minacce sugli striscioni, vengono ora attaccate le sedi sindacali, a partire da quelle dello SPI CGIL, e gli stessi sindacalisti, dall’aggressione al Segretario della FIOM e alla minaccia di morte per il Segretario nazionale della FIM, che lo costringe a vivere sotto scorta. Nelle scuole cominciano a circolare volantini fascisti che infettano anche lo spazio più vitale e formativo rappresentato dalla scuola, dalla formazione, dalla convivenza, dall’integrazione. Se la manifestazione di Como è stata una prima importante risposta a quei fatti, è necessario fare di più. La parte propositiva della comunità e la parte democratica della nostra società, sembrano troppo ferite dai tradimenti della politica per riconquistare un ruolo forte di contrasto alla destra fascista. Gli episodi che avvengono ovunque stanno costruendo una rete pericolosa su cui corre una ideologia fatta di parole di odio, violenza, ostilità, razzismo e attraverso la quale si estende e si rafforza una destra politica fascista e populista che alterna minacce ai pacchi di pasta regalati ai quartieri poveri. Ancora una volta il territorio è chiamato a reagire con immediatezza, perché è l’occupazione del consenso popolare la posta in gioco. La reazione deve essere pronta, immediata, con la risposta ferma, pacifica e plurale, con tutte le Associazioni, le Organizzazioni, i cittadini e le cittadine antifascisti che tengono ad una convivenza civile, a un presente democratico, a un clima elettorale svelenito il più possibile in cui si possa discutere e confrontare programmi e proposte e non di leader e minacce.

19 dicembre 2017

Il nostro impegno nelle scuole coi giovani, già ben avviato, deve essere intensificato per raggiungere quanti più ragazzi possibili con interventi, letture, manifestazioni, presidi comuni, ricongiungendo l’antifascismo e tutti i suoi difensori, talvolta ignari. SPI CGIL METROPOLITANO VENEZIA

Non arretreremo, non abbiamo paura.


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#Politica

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Il 4 marzo si vota, ecco come L’indicazione è di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Il voto disgiunto viene invalidato

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deputati e 24 senatori. Sono questi i seggi che i candidati veneti dovranno conquistarsi e non sarà semplice. La nuova legge elettorale proporzionale con cui l’Italia voterà il 4 marzo è un sistema di voto misto che prevede un 36 per cento di collegi uninominali e per il resto collegi plurinominali. Non ci sarà un premio di maggioranza ma ci sarà una soglia di sbarramento del 3 per cento sotto la quale una lista – apparentata o non - non ha diritto di accesso in Parlamento. Chi sarà eletto alla Camera dei deputati? “I collegi uninominali per la Camera sono 232. Per questi posti coalizioni e partiti propongono un solo nome. Sarà eletto chi prenderà più voti. Gli

altri 386 seggi verranno assegnati secondo il metodo proporzionale in base ai voti raccolti dalle singole liste nei collegi plurinominali. Per la ripartizione, conterà la percentuale presa dalla lista su scala nazionale. Gli Italiani all’estero potranno eleggere 12 deputati”. Chi sarà eletto al Senato? “Il metodo è più o meno lo stesso della Camera, cambia solamente la ripartizione dei 193 seggi assegnati con metodo proporzionale, che per il Senato, sarà su base regionale. I collegi uninominali saranno 116 per il Senato: un solo candidato per le coalizioni o i partiti che corrono da soli. Il vincitore sarà eletto. Solo 6 i senatori eletti all’Estero”. Come si vota? Invalidato il voto di-

sgiunto “Come sempre verranno consegnate al cittadino elettore due schede, una per la Camera e una per il Senato. Sulla scheda ci saranno solo i candidati al proprio collegio uninominale e i partiti che lo sostengono. Per i collegi plurinominali, invece, ci sarà il simbolo del partito e un listino di pochi nomi dei candidati di quel collegio. La cosa più semplice è quella di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Se si barra il nome del candidato uninominale, il voto è valido ma per il proporzionale è assegnato in quota parte alle liste che compongono la coalizione a sostegno del candidato uninominale. Si può anche apporre una doppia X sul

nome del candidato uninominale e su uno dei partiti che lo sostiene. Viene invalidato, invece, il voto disgiunto: non si può cioè votare un candidato uninominale e un partito non collegato a quel nome”.

Facsimile delle scheda elettorale

Gessica Rostellato, Partito Democratico

Debutto in Parlamento tra lavoro e agricoltura: “meno burocrazia e più aiuti alle nostre imprese” E

’ stata una delle new entry in Parlamento di questa legislatura ormai alle battute finali: Gessica Rostellato, padovana di Cartura, venne eletta nel 2013 con il Movimento 5 Stelle per poi approdare, due anni dopo, al Partito Democratico dopo una breve permanenza del gruppo misto. Mamma di due figli ancora piccoli, prima di entrare il Parlamento ha lavorato per molti anni prima come impiegata contabile e poi come impiegata addetta alla gestione del personale sia in azienda che in studi di consulenza del lavoro. Alla Camera ha lavorato ho lavorato per i primi due anni in Commissione lavoro pubblico e privato occupandosi soprattutto di contrattualistica, riduzione della burocrazia per i datori di lavoro, lavoro femminile e conciliazione vita-lavoro. Ha seguito da vicino anche molti temi legati al mondo agricolo. Gessica Rostellato, come è stato è il suo debutto in Parlamento? Come ha trovato l’attività politica a Roma? “Sicuramente complicata, conoscere i regolamenti e la macchina amministrativa non è facile e richiede del tempo. La cosa

più importante è capire in che modo si può incidere ed essere operativi. L’impressione esterna non rende l’idea: arrivare a dei risultati è molto più complicato di quello che sembra e quindi anche la cosa più semplice viene complicata dalla burocrazia. C’è uno scollamento tra i ministeri e gli enti locali, una mancanza di comunicazione che probabilmente è uno dei problemi più gravi del nostro paese”. Ci può elencare i tre risultati più importanti che ha ottenuto per il nostro territorio? “Aver gettato le basi per il nuovo casello di Monselice, da posizionare all’incrocio con la Monselice Mare è sicuramente un punto importante, che avrà valenza strategica per il territorio. In questo senso, è stato bello collaborare con istituzioni ed aziende al di là di appartenenze politiche ma

solo per il bene del cittadino. Poi affrontato varie tematiche nel territorio: le crisi occupazionali, la vicenda della C&C, il finanziamento al Consorzio di Bonifica per l’intervento tra il Gorzone e l’Adige. Infine, con il progetto ‘Bellezza Italia’ siamo riusciti a far avere diversi finanziamenti per il recupero del patrimonio artistico del territorio, tra cui mi piace ricordare la Barchessa Gurian nel comune di Bagnoli”. Qual è stata la situazione più bella che ha vissuto come deputata? “Sicuramente l’esperienza di conoscenza e di avvicinamento al mondo carcere: conoscere i detenuti e il funzionamento delle carceri dall’interno è stato istruttivo, anche toccante. E poi aver avuto la possibilità di visitare e conoscere tante aziende del territorio, specialmente quelle agricole che sono

“A livello locale ho seguito la questione del nuovo casello di Monselice, la vicenda della C&C, le crisi occupazionali e gli interventi idraulici lungo Adige e Gorzone. C’è ancora tanto da fare”

la spina dorsale del nostro paese”. Quale invece quella che ricorda in modo negativo? “Più che un singolo momento, è stata spiacevole la sensazione di sentirsi poco utili e di non riuscire ad aiutare in modo concreto le persone. A volte, mentre si devono affrontare complicate questioni di procedura e di burocrazia, sembra di perdere del tempo quando invece si vorrebbe fare di più per aiutare i cittadini. E’ come sentirsi impotenti, ed è una sensazione brutta”. Su quali progetti vorrebbe seguire in futuro, se ne avrà la possibilità? “Creare opportunità di lavoro per le nostre aziende guardando verso l’estero, mettere in condizioni le nostre imprese per poter ampliare il loro mercato espandendosi in altri mercati perché questo significherebbe aumentate il pil e le occasioni di lavoro per i nostri cittadini”. Sta valutando una sua ricandidatura? “Si, anche se naturalmente non è una cosa che dipende solo da me ma anche dal partito e ovviamente dalle scelte dei cittadini. Io mi sono messa a disposizione”.


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Politica

Antonio De Poli Udc – Noi con l’Italia

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Massimiliano Malaspina Coordinatore di Chioggia

La nostra grande proposta: Grande Nord: una rivoluzione fiscale “In parlamento saremo centrata sulla famiglia il sindacato del Veneto” A

ntonio De Poli, 57 anni, senatore e presidente dell’UDC è stato in prima linea nell’accordo tra Udc - Noi con l’Italia in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. L’UDC riporta lo scudocrociato nel centro destra. Cosa vi aspettate? “Abbiamo dato vita a un soggetto politico “ NOI CON L’ITALIA -UDC” che, richiamandosi chiaramente all’identità storica e ai valori dello Scudo crociato, intende essere il partito del buon senso e della responsabilità. Per noi la cosa più importante sono i contenuti. Siamo convinti che il nostro contributo sarà determinante per la vittoria del centrodestra. L’ala democristiana della coalizione porterà al voto milioni di elettori che, in questi anni, si sono rifugiati nell’astensionismo. E saremo il valore aggiunto che porterà il centrodestra ad essere maggioranza nel Paese”. Come sono i rapporti con gli altri alleati della coalizione? “Siamo in buoni rapporti. Da tempo abbiamo scelto una strada ben precisa. Abbiamo compiuto una scelta di campo che è chiara e coerente con la nostra storia. Stiamo nel campo del PPE, nel centrodestra, insieme a chi come noi si riconosce nei valori del popolarismo e del liberalismo cattolico. Chi al nostro interno non si è trovato d’accordo, come Casini, è uscito dal partito e ha preso altre strade”. In questo periodo di grande sfiducia nei confronti della politica, come pensate di attirare gli elettori? “I cittadini si riavvicinano alla politica quando vedono che i politici fanno qualcosa di concreto. Nel mio piccolo, l’ho visto con il mio ruolo istituzionale di Senatore Questore, ovvero colui che si occupa dei bilanci e delle spese di Palazzo Madama. In 5 anni in cui sono stato Senatore Questore abbiamo ottenuto risultati tangibili: 188 milioni di euro di risparmi, tagliate di 37 milioni di euro le indennità a tutti i senatori. E’ la politica del fare.

Ed è quello che chiedono gli elettori”. All’interno del programma del centrodestra quali sono i punti che porterete avanti? “Nel centrodestra “Noi con l’Italia – Udc” farà la differenza: saremo i portavoce di famiglie, piccole medie imprese e fasce più deboli della popolazione come anziani e disabili. Questa è la forza dello Scudo crociato, la forza dei valori. Siamo una forza che punta sulla concretezza: su questo “terreno” possiamo battere i nuovi populismi”. Parliamo allora di contributi concreti. Lavoro, famiglie, politiche sociali: cosa proponete? “Il capitolo più importante per noi è il Lavoro: serve una riduzione strutturale del costo del lavoro a beneficio di imprese e lavoratori. Basta con la politica dei bonus. Se alle aziende costa meno assumere, le aziende assumono di più. Questa è la logica. La nostra proposta: riduciamo di 6 punti percentuali il cuneo fiscale. Ridurre di 1 punto il cuneo fiscale (che oggi in Italia si attesta al 48% contro una media OCSE del 32%) costa 1,7 miliardi. Famiglie: è la nostra battaglia identitaria. La nostra proposta: una rivoluzione fiscale centrata sulla famiglia, introducendo il quoziente familiare. Di che si tratta? Redistribuiamo il carico fiscale sulla base del numero dei componenti della famiglia. In altre parole, facciamo pagare meno tasse alle famiglie mono-reddito e con più figli a carico. Solo così – concependo la famiglia come un’impresa sociale – riusciremo a sostenere il vero e grande ammortizzatore sociale della crisi: la famiglia appunto! Politiche sociali: l’imperativo è invertire la tendenza. Il Fondo nazionale delle Politiche sociali, dal 2008 ad oggi, è crollato da 1,8 mld a 276 milioni. Una proposta fattibile: la detrazione fiscale totale delle rette a favore delle famiglie che pagano le rette per le case di riposo degli anziani”.

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i sono organizzati in una struttura che presuppone un comitato di indirizzo e tanti comitati locali, ciascuno con un proprio coordinatore, per rappresentare la questione settentrionale, quella proposta dagli autonomisti e dagli indipendentisti del Nord. E’ il Grande Nord, il movimento che dallo scorso maggio è sceso ufficialmente in campo con l’intento di portare nelle istituzioni e sostenere gli interessi esclusivamente di questa parte del Paese. Tra i fondatori l’ex “serenissimo” Roberto Bernardelli, gli indipendentisti veneti Franco Roccon e Carmen Gasparini, ma anche l’ex sottosegretario alla Salute, ex assessore regionale, Francesca Martini. Cosa fanno e quali sono i loro obiettivi? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Malaspina, coordinatore del Comitato Grande Nord di Chioggia, composto dall’unione dei movimenti Prima il Veneto e Rinascere, di cui Malaspina era segretario nazionale. Cos’è Grande Nord e cosa rappresenta nell’attuale panorama politico? “Grande Nord, non è una Lega 2 che raccoglie ex leghisti delusi dall’evoluzione nazionalista del Carroccio. E’ un movimento che riunisce esponenti provenienti da varie esperienze politiche, una confederazione di movimenti autonomisti che si sono uniti per avere, insieme, più forza e maggior peso politico, nata con l’obiettivo di dare voce alle esigenze dei territori del Nord”. Perché avete preso le distanze dalla Lega? “La Lega ha tradito il suo mandato. E’ diventato un movimento nazionale, come tanti altri. Il nostro è un movimento macroterritoriale del Grande Nord, così come si deduce dal nostro simbolo, a differenza del Carroccio che lo ha rimosso – il nord - dal suo simbolo, dal suo nome. Noi crediamo nell’autonomia del Nord. Non siamo un movimento secessionista. Siamo un movimento macroregionale che è nato un anno fa dalla confederazione di tanti movimenti autonomisti, in Veneto, Piemonte, Lombardia… e in tutto il Nord”. Come vedete l’alleanza della Lega col

centrodestra? “Improbabile. Sembra – è evidente – il frutto di un calcolo politico più che di una condivisione di obiettivi e programmi. Le varie anime all’interno della coalizione si smentiscono l’un l’altra nelle proprie dichiarazioni di intenti già in campagna elettorale. Come potranno governare il Paese?” E la Lega di Zaia? Che ha ottenuto il successo del referendum sull’autonomia? “Zaia non è Salvini. Ma noi non siamo alleati di Zaia, siamo altro dalla Lega. Anche noi abbiamo appoggiato con forza le ragioni del referendum sull’autonomia del Veneto, un referendum che ha avviato il suo iter, peraltro, proprio per iniziativa di quella componente indipendentista della Lega veneta…” In quale direzione andrete, una volta eletti al Governo? “Noi appoggiamo chiunque - che sia a destra o a sinistra poco importa - che abbia delle buone idee e delle buone proposte, favorevoli ai cittadini del nord. Noi siamo il sindacato del Nord; il nostro obiettivo è difendere gli interessi del Nord, la nostra battaglia non nasconde altre finalità. Le cariche, le poltrone, il potere non ci interessano. Stiamo in questi giorni frenetici valutando le candidature alle elezioni Politiche, io sono responsabile per la campagna elettorale in Friuli, tra i nostri militanti non ci sono persone che scelgono la politica con l’intento di andare al Governo a rappresentare i propri interessi. Questo modo di fare politica non è più credibile né potrà raccogliere più tanti consensi tra la gente”. Nel mese di dicembre avete presentato il movimento a Chioggia. Come siete stati accolti? “E’ un po’ presto per capire il sentire delle persone, non abbiamo ancora un termometro per avere dei significativi riscontri. Sul piano politico, abbiamo colto però una certa preoccupazione da parte della dirigenza della Lega. Questo ricompattamento delle forze autonomiste mette in allerta la vecchia squadra del Carroccio, che non ha prodotto grossi risultati”.

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Politica

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L’intervista Diego Crivellari

Fatti concreti e risorse per il Polesine Intervista al deputato dem Diego Crivellari: “Posso dirlo con soddisfazione: alcuni risultati per il territorio e per la nostra provincia sono davanti agli occhi di tutti”

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atti concreti e risorse tangibili per il Polesine e i polesani”: così riassume il suo impegno in Parlamento Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico, classe 1975. In vista delle elezioni del 4 marzo prossimo abbiamo tracciato con lui un bilancio di questo anno e, in generale, del suo quinquennio a Montecitorio. Si ritiene soddisfatto dell’attività svolta durante il suo incarico per il Polesine? “Posso dirlo con soddisfazione: alcuni risultati per il territorio e per la nostra provincia sono davanti agli occhi di tutti. È stata una legislatura ricca di battaglie e di impegno con l’avvio del progetto delle aree interne,

ma soprattutto una legislatura volta a cercare risultati tangibili, magari poco appariscenti, ma utili per la nostra provincia. Gli stessi amministratori locali hanno confermato che l’azione parlamentare e il lavoro svolto fino a oggi ha permesso di ottenere risorse utili per il territorio e per i polesani. Abbiamo avuto anche soddisfazioni a livello nazionale, mi riferisco ad esempio alla norma sull’omicidio stradale, l’aumento dei trasferimenti alle province e l’Ape social per i lavoratori marittimi. Personalmente io ho voluto rappresentare il Polesine ed essere di raccordo con il territorio”. L’ultima Legge di bilancio che

novità ha portato? “Con l’ultima legge di bilancio, molto del lavoro fatto anche grazie ad altri colleghi si è concretizzato: il piano subsidenza, il fondo anti bracconaggio, il Fondo scuole innovative, la proroga dei mutui per i Comuni colpiti dal sisma, la legge sul parco del Delta del Po con il vincolo dell’intesa regionale, il riconoscimento dello stato di calamità per i danni del maltempo di agosto scorso e la definizioni dei confini dell’Autorità di sistema dei porti del mare adriatico che con Venezia, Chioggia, Porto Levante e oggi anche Mantova, trova basi concrete il processo di miglioramento e sviluppo dell’idrovia Padano-Veneta.

Sulla parte infrastrutturale va ricordato che la possibilità che anche l’asta navigabile polesana sia punto di passaggio per i trasporti e la logistica che guarda al nord Europa nasce da un lavoro lontano iniziato proprio nei primi mesi dell’insediamento delle Camere e delle Commissioni”. Proprio riguardo al tema dei trasporti e delle infrastrutture cosa è stato fatto di preciso? “ Vorrei ricordare il Decreto Porti, la Riforma delle autorità portuali e il Piano strategico dei porti e della logistica, che hanno permesso, assieme a un lungimirante Ministro dei Trasporti, di dare appunto concretezza a uno degli elementi di sviluppo del nostro territorio.

Vorrei ricordare anche il forte impegno sul piano della Romea, di cui un primo progetto per la messa in sicurezza e il miglioramento ad Ariano Polesine è pronto a partire in questi primi mesi del 2018”. Si ricandiderà alle prossime elezioni? Con quali obiettivi da portare avanti per il Polesine? “Ho dato la mia disponibilità a ricandidarmi. Con l’obiettivo di completare e rafforzare il lavoro svolto in questi 5 anni sul territorio e per il territorio. In linea generale, vorrei continuare a lavorare per un Polesine più forte e consapevole delle proprie potenzialità, in campo economico, ambientale, culturale, infrastrutturale”.


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Le visite con il cronometro: “Avanti un altro!”

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e liste di prenotazione per visite specialistiche e accertamenti clinico-diagnostici, sono un fenomeno spesso di lunghe attese, a volte oltre ogni limite di sopportazione, quando non segno di pericolosi ritardi per la diagnosi o la cura di una malattia. Rappresentano inoltre un vero cruccio anche per le amministrazioni regionali e per le locali aziende sanitarie. Ed ecco spuntare dal cilindro la magia per farle scomparire: ben tre Regioni, attualmente Lazio, Lombardia e Sardegna hanno imposto per decreto un “tempario” alle prestazioni dei medici. Ovviamente senza consultarli. Una visita neurologica deve essere eseguita in 20 minuti, altrettanti per una ecografia ginecologica o una mammografia, non più di 50 minuti per una risonanza magnetica, 30 minuti per una gastroscopia, ben 35 se ad essa si associa la biopsia di una o più sedi di esofago, stomaco o duodeno. Così per ogni prestazione viene stabilito il tempo entro cui la stessa deve concludersi.

Anche il tempo d’ascolto è tempo di cura Influenza a rilento in Veneto

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Tablet e tv tolgono il sonno ai bimbi

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Trattamenti laser refrattivi: Lasek

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L’influenza in Veneto va a rilento, colpiti soprattutto i bambini

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inora l’influenza è stata clemente con noi veneti. Lo testimonia il terzo Rapporto elaborato dall’inizio della sorveglianza (partita a ottobre) da parte della Direzione Prevenzione della Regione del Veneto, diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, e relativo alla settimana tra l’1 e il 7 gennaio. In questo lasso di tempo, i dati pervenuti dalla rete di 104 medici “sentinella” sul territorio indicano che sono state colpite da virus 30.181 persone, pari a un’incidenza di 6,15 casi ogni mille assistiti, il che porta a 93.500 il totale dei cittadini veneti che hanno dovuto mettersi a letto dall’inizio della stagione influenzale. Il 6,15 per mille del Veneto, come anche emerso dal rilevamento

precedente, costituisce un’incidenza inferiore di più della metà rispetto alla media nazionale, che ha raggiunto 13,24 casi per mille assistiti. Il dato statistico è confermato anche dalla valutazione delle diverse fasce d’età. Il monitoraggio effettuato ha portato a registrare per ora 7 segnalazioni di complicanze legate all’influenza, di cui 6 forme gravi (4 maschi e 2 femmine tra 41 e 82 anni), con 5 ricoveri in terapia intensiva. Secondo gli esperti della Direzione Prevenzione della Regione, “l’andamento di questa stagione in Veneto non differisce sostanzialmente da quello delle annate precedenti, mentre è ancora presto per capire se la curva d’incidenza seguirà l’andamento nazionale, sinora

delineato con valori molto più alti, o se seguirà l’andamento più contenuto delle ultime stagioni”. Tra le fasce d’età, la più colpita è ancora quella dei bimbi da zero a 4 anni con un tasso del 15 per mille (ma a livello nazionale è già a 28,5 per mille), seguita dalla seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con un tasso di 6,31 casi per mille, stabile rispetto alla settimana precedente e molto più basso della media nazionale che è del 15,1 per mille. Le classi di età centrali (15-64 anni) segnano incrementi contenuti e raggiungono 6,38 casi per mille (13,37 in Italia), mentre i meno colpiti risultano gli ultrasessantacinquenni con 3,29 casi per mille, poco più di un terzo della media nazionale, attestata a 8,07 per mille.

Metodi da catena di montaggio di una fabbrica di tayleriana memoria da parte di chi, alla ricerca di una facile efficienza, mette a rischio la sicurezza dei pazienti, la tranquillità dei medici, e mette a repentaglio la qualità della relazione fra medico e paziente. Tali decreti sono stati aspramente criticati dai Medici. Gli Ordini Professionali e le Associazioni di Categoria ne hanno richiesto l’immediato ritiro, preoccupati delle possibili dannose conseguenze. E’ pur vero che in regime ambulatoriale è necessario predisporre delle agende di prenotazione che seguano una cadenza temporale, ma queste vengono predisposte con un tempo medio fra una prestazione ed un’ altra, tenendo conto della complessità della stessa, ovvero se si tratta di prima visita o di visita di controllo. Agende utilizzate più come strumento orientativo utile all’organizzazione e non certo per indicare un limite temporale alla prestazione. Si dovrà liquidare in fretta il paziente scaduto il tempo? E se si tratta di comunicare una patologia neoplastica? Se occorre spiegare quale terapia assumere, come eseguirla correttamente, quali eventuali ulteriori accertamenti e i motivi per cui eseguirli?

Ecco cosa potrebbe accadere in un ambulatorio: Medico rivolto al paziente, magari anziano e in periodo invernale, quando si indossano più indumenti: “Per cortesia si può spogliare?” Appena il paziente, dopo diversi minuti è pronto per esser visitato: Medico: “Adesso si può rivestire” Paziente: “Dottore ma..... non le ho ancora riferito i miei disturbi e poi..... non mi ha visitato” Medico: “Mi spiace il suo tempo è scaduto. Avanti un altro!” Il “tempario” adattato alla professione medica è una logica aberrante e pericolosissima, che potrebbe avere effetti devastanti qualora dovesse essere estesa a tutto il sistema. Il Medico non può sottrarsi all’imperativo deontologico che gli impone di dedicare al paziente tutto il tempo di cui necessita: per visitarlo, per dare tutte le informazioni e le spiegazioni richieste e ottenere il consenso informato. Ma prima deve dedicare tempo all’ascoltazione del paziente e alla sua narrazione. Anche il tempo dell’ascolto è “tempo di cura”. Sono le basi per un corretto rapporto medico-paziente e per un “alleanza terapeutica” fra medico e malato che rischiano di naufragare nel mare melmoso del “tempario”.

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Aumentano i minori che dormono poco per l’utilizzo di tablet e smartphone Troppi bambini dormono molte ore in meno di quello che serve loro per star bene. Andare a letto presto nella propria camera è fondamentale

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l 25% dei bambini a 5 anni dorme meno delle ore raccomandate e già a 1-2 anni di vita il 12-13% dei bambini utilizza i moderni devices elettronici (tablet, smartphone e TV) in fase di addormentamento. E’ quanto emerge da una recente ricerca presentata in anteprima durante un convegno a Chioggia dal dottor Mattia Doria, coordinatore dei Pediatri di Libera Scelta del Distretto clodiense, e coordinatore scientifico nazionale del progetto. Il tema su cui il medico si è soffermato a lungo è quello delle abitudini al sonno e la loro correlazione con i disturbi del comportamento. La ricerca da cui sono statti tratti i dati preliminari si è sviluppata su 11 regioni italiane sotto l’egida della Federazione Italiana Medici Pediatri. Dal quadro generale emerge, anche, quanto i bambini abbiano poca autonomia durante il sonno notturno dal momento che oltre il 34% dei bambini di età 3-5 anni dorme nel lettone o in camera con i genitori. Per quanto attiene ai disturbi del comportamento emerge che essi siano favoriti dall’andare a letto tardi, dall’utilizzo frequente dei devices elettronici e dal dormire meno delle ore raccomandate mentre siano molto

meno presenti nei bambini che vanno a letto presto e si addormentano nel proprio letto con la lettura di un libro da parte di un genitore. Ma il Convegno Pediatrico Clodiense dedicato, quest’anno, alla prevenzione e stili di vita, ha visto protagoniste del dibattito tutte le 8 azioni del progetto della Regione Veneto Genitoripiù (www.genitoripiu.it). Prendersi cura del bambino significa pensare alla sua salute già prima del concepimento e lungo tutto l’arco della vita con particolare attenzione ai suoi primi anni. Per questo motivo il progetto Genitoripiù propone 8 azioni di provata efficacia: 8 azioni con un unico obiettivo, promuovere la salute fisica e psicologica del proprio bambino. Assumere l’acido folico nei tempi e nelle quantità corrette, non fumare in gravidanza e davanti al bambino, non bere in gravidanza e in allattamento, fare tutte le vaccinazioni raccomandate, mettere il bambino a dormire a pancia in su, allattare al seno, proteggerlo dagli incidenti in auto e in casa, leggergli un libro. Gli interventi del dottor Leonardo Speri, responsabile regionale del progetto Genitoripiù e della dottoressa Stefania Porchia dell’Università Ca’ Fo-

Benessere allo zenzero: la nuova star

scari di Venezia hanno presentato le 8 azioni ed hanno messo in evidenza quali siano le azioni per le quali c’è bisogno di sviluppare una maggiore attenzione nel territorio della Ulss 3: la recente rilevazione fatta nel 2016 mette in evidenza che le conoscenze degli operatori del percorso nascita sono sostanzialmente allineate con quelle regionali, hanno la positiva tendenza ad essere maggiormente proattivi con i genitori, hanno un’ottima conoscenza sulla tematica dell’allattamento ma un po’ meno sulla posizione sicura in culla (a pancia in su!) e sulla protezione in casa. Ci sono sempre più conferme scientifiche che queste 8 azioni sono quelle che riescono ad intervenire più efficacemente sia nella prevenzione dei rischi più importanti nei primi anni di vita, sia per garantire ai bambini un vero e proprio capitale di salute per il futuro. Sono molto connesse tra di loro e, attuate insieme, moltiplicano la loro efficacia: una singola azione può essere efficace per prevenire molti problemi e un singolo problema di salute può essere prevenuto con il contribuito sinergico di più azioni. “I pediatri di famiglia – ha commentato il Diretto-

re Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben- sono da sempre impegnati a garantire, attraverso l’istituto dei bilanci di salute, i migliori standard di salute per tutti i bambini e valutano con favore che anche altre figure professionali siano coinvolte attraverso questo progetto regionale a collaborare nel sostenere i migliori principi di prevenzione e stili di vita”. “Fondamentale – ha aggiunto il DG – è diffondere quindi i corretti comportamenti e cercare, inoltre, da adulti, di dare il buon esempio”.

Il Ministero promuove la Regione: conti in attivo C

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el giro di appena un anno il nostro paese ha registrato un vero e proprio boom delle vendite dei prodotti in cui è presente lo zenzero (+108,4%). Si tratta di un ingrediente originario dell’Estremo Oriente, e già conosciuto nel Medioevo. Può essere utilizzato nei cibi e, secondo i suoi cultori, avrebbe proprietà terapeutiche. Si dice che la sua radice faciliti la digestione e riduca i gas intestinali. Avrebbe proprietà benefiche per il riequilibrio della flora batterica, aiuterebbe a sciogliere i grassi. Pare sia molto utilizzato per combattere la nausea. Chi ne fa uso assicura che rende più rapida la guarigione del cavo orale. Inosmma, se soffrite dei malanni tipici di questa stagione, alle cure

mediche potreste provare ad associare lo zenzero. Sembra che i suoi principi attivi sostengano il sistema immunitario: ottimo in caso di raffreddori e mal di ossa. Se si avverte un leggero pizzicorino alla gola, masticarne qualche pezzetto fresco, evita che il fastidio si possa trasformare in un vero e proprio mal di gola. Volete dimagrire? Anche qui lo zenzero vi viene in aiuto: è molto utilizzato nelle diete dimagranti. L’azione benefica della frutta infatti, unita alle spezie, fa bruciare calorie, permette di depurare l’organismo dalle tossine accumulate e aiuta il senso di sazietà. Inoltre contribuisce allo smaltimento delle tossine, stimolando la diuresi. Viene consumato anche per combattere la fame nervosa.

anta vittoria, Zaia, dopo che il Tavolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha promosso il bilancio consuntivo 2016 della Sanità veneta. “La squadra compatta della sanità veneta – ha affermato il Governatore – gestita con la prudenza e la saggezza del buon padre di famiglia, ha vinto ancora, anche sui conti. Non ce li siamo fatti da noi, ma sono stati valutati euro per euro dal Tavolo Ministeriale Adempimenti per l’Istruttoria del Bilancio consuntivo 2016, effettuata nel luglio 2017, che si conclude attestando che ‘La Regione Veneto presenta a conto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mila euro’”. “Mentre manovre più politiche che tecniche, e comunque tecnicamente inspiegabili – aggiunge il Governatore – vorrebbero escludere il Veneto dalla La Regione Veneto presenta a conto Regioni benchmark in sanità, il Veneto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mette a segno un’accoppiata storica, abbinando i conti in attivo con il primo mila euro. “Tutto senza aumentare le tasse”, posto in Italia, appena riconosciutoci dal sottolinea Zaia. Ministero della Salute, per la capacità di erogazione dei LEA, i Livelli Essenziali di che significa che sul podio, con i conti in contenimento dei costi, la razionalizzazione Assistenza che, per legge e sulla base della attivo, la promozione sui LEA, zero tasse, dell’utilizzo delle risorse impiegate, Costituzione, tutte le Regioni sarebbero la sanità veneta vince la medaglia d’oro, assegnando ai Direttori Generali obbiettivi obbligate a garantire ai loro cittadini”. quella d’argento e anche di bronzo”. · esabato indicatori 8.00-13.00 di performance, utilizzando ORARI: lunedì-venerdì 8.00-13.30 e quella 15.00-19.30 “Il tutto – fa notare il Governatore – senza La promozione è arrivata attraverso con prudenza e visione di lungo respiro la tasse, unici in Italia a non aver introdotto, diverse linee d’azione, come la redazione quota di Gestione Sanitaria Accentrata che via Giovanni Prati, 2di · Piani 30038 Fornase Spinea (Ve) · tel. 041 5085 549 di rientro per le Aziende più in ogni anno il Riparto del Fondo Sanitario e non lo faremo nemmeno quest’anno, www.farmaciafornasecrea.it · farmaciafornasecrea@gmail.com difficoltà, l’attuazione di politiche di Nazionale assegna alla Giunta. l’addizione regionale Irpef sulla sanità, il

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Il Ministero promuove la Regione: conti in attivo

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anta vittoria, Zaia, dopo che il Tavolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha promosso il bilancio consuntivo 2016 della Sanità veneta. “La squadra compatta della sanità veneta – ha affermato il Governatore – gestita con la prudenza e la saggezza del buon padre di famiglia, ha vinto ancora, anche sui conti. Non ce li siamo fatti da noi, ma sono stati valutati euro per euro dal Tavolo Ministeriale Adempimenti per l’Istruttoria del Bilancio consuntivo 2016, effettuata nel luglio 2017, che si conclude attestando che ‘La Regione Veneto presenta a conto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mila euro’”. “Mentre manovre più politiche che tecniche, e comunque tecnicamente inspiegabili – aggiunge il Governatore – vorrebbero escludere il Veneto dalla Regioni benchmark in sanità, il Veneto mette a segno un’accoppiata storica, abbinando i conti in attivo con il primo posto in Italia, appena riconosciutoci dal Ministero della Salute, per la capacità di erogazione dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza che, per legge e sulla base della Costituzione, tutte le Regioni sarebbero obbligate a garantire ai loro cittadini”. “Il tutto – fa notare il Governatore – senza tasse, unici in Italia a non aver introdotto, e non lo faremo nemmeno quest’anno, l’addizione regionale Irpef sulla sanità, il che significa che sul podio, con i conti in attivo, la promozione sui LEA, zero tasse, la sanità veneta vince la medaglia d’oro, quella d’argento e anche quella di bronzo”. La promozione è arrivata attraverso diverse linee d’azione, come la redazione di Piani di rientro per le Aziende più in difficoltà, l’attuazione di politiche di

La Regione Veneto presenta a conto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mila euro. “Tutto senza aumentare le tasse”, sottolinea Zaia. contenimento dei costi, la razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse impiegate, assegnando ai Direttori Generali obbiettivi e indicatori di performance, utilizzando con prudenza e visione di lungo respiro la quota di Gestione Sanitaria Accentrata che ogni anno il Riparto del Fondo Sanitario Nazionale assegna alla Giunta.

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primi trattamenti laser refrattivi risalgono ai primi anni 90. Da allora molta strada è stata fatta soprattutto per quanto riguarda la tecnologia laser. Sostanzialmente i difetti di refrazione sono miopia ed ipermetropia e a questi può sovrapporsi l’astigmatismo. Nella miopia l’occhio è un po’ più lungo del normale (ad ogni mm corrispondono circa 3 diottrie di difetto) e la messa a fuoco è limitata ad una determinata distanza, tanto minore quanto è maggiore la miopia. Per esempio ad una diottria di miopia corrisponde una messa a fuoco di un metro (oltre questa distanza l’immagine si sfuoca progressivamente) mentre a 10 diottrie corrisponde una distanza di soli 10 cm. Pur essendo considerata lieve una miopia di 3 diottrie, questa comporta una forte limitazione funzionale in quanto la messa a fuoco è limitata a 33cm. Nell’ipermetropia invece l’occhio è più corto e generalmente abbiamo a che fare con difetti più modesti (l’ipermetropia generalmente è al di sotto delle 3 diottrie anche se esistono casi con 10 diottrie di ipermetropia). L’astigmatismo è un’anomalia di curvatura della cornea che costituisce la prima lente dell’occhio che invece di essere sferica, risulta fatta come un pallone da rugby. Possiamo quindi avere astigmatismo associato a miopia o ad ipermetropia, mentre ovviamente non possiamo avere miopia associata ad ipermetropia in quanto si tratta di difetti opposti! Con un trattamento laser noi possiamo operare miopia, ipermetropia ed astigmatismo, mentre per la presbiopia la problematica è più complessa. Il Laser ad eccimeri vaporizza il tessuto e quindi permette di modificare la forma della cornea per consentire la messa a fuoco. Questa vaporizzazione non avviene sulla superficie che è ricoperta da una pellicina (epitelio) che si riforma ogni settimana, ma nello strato di collagene che da la forma alla cornea stessa.

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Nella PRK (primissima tecnica applicativa) l’epitelio viene eliminato con una spatolina e successivamente al trattamento laser si attende la ricrescita di quest’ultimo (3-4 giorni); in questo periodo l’occhio è infastidito dalla presenza di una abrasione.Nella Lasik la cornea viene tagliata con una lama vibrante o con un laser ed il trattamento effettuato all’interno della cornea. Il flap creato viene poi riposizionato. Lo svantaggio di questa tecnica è l’indebolimento strutturale permanente, mentre il vantaggio è il poco dolore ed il veloce recupero visivo. Nella LASEK (Camellin 1998) l’epitelio viene scollato con una soluzione alcolica e successivamente al trattamento si riposiziona sullo stroma trattato. Il nuovo epitelio crescerà sotto quello vecchio e lo sostituirà progressivamente. I vantaggi sono un minor fastidio postoperatorio ed una minor reazione infiammatoria. Si tratta quindi di una tecnica intermedia tra PRK e Lasik con un basso rischio di complicanze. Entrambe queste tecniche citate sono comunque utilizzate ed ogni chirurgo decide in relazione al caso ed al paziente. Per concludere dunque possiamo affermare che il laser ad eccimeri ha raggiunto una maturità tecnica ed un’esperienza a livello mondiale di assoluto rilievo. Ovviamente si possono operare pazienti che abbiano superato l’età adolescenziale in cui i difetti miopici possono ancora modificarsi.

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Tra le vette U innevate col Trenino Rosso del Bernina

n itinerario che sorprende e meraviglia. Un percorso incredibile che seduce grazie ad un paesaggio naturale e incontaminato che muta lento, passando dalle verdi distese di campi ai bianchi e dominanti ghiacciai eterni, il tutto per donarci uno spettacolo fiabesco con paesaggi da quadro ed emozioni da film. Il trenino Rosso del Bernina, conosciuto come il treno più bello del mondo scala la montagna affrontando pendenze del 70 per mille fino a toccare il cielo a oltre 2000 metri di altitudine, il punto più alto raggiunto da un treno in Europa. Partendo da Tirano a 429 metri sul livello del mare, con un percorso di circa 60 km, attraverso tutte le fasce vegetazionali delle Alpi, arriva ai 2253 metri del passo del Bernina per, poi, scendere, in modo più graduale e dolce, ai circa 1800 metri di St. Moritz. Partenza da la stazione di Tirano. Dopo essere passato a fianco del santuario della Madonna di Tirano, il trenino rosso si addentra nella Valle di Poschiavo, in territorio svizzero. Dopo pochi km supera il famoso viadotto di Brusio, simbolo della tratta ferroviaria. Il viadotto elicoidale, un vero gioiello architettonico e ingegneristico, è stato realizzato per permettere al treno di superare il dislivello, allungandone il percorso, come unica alternativa possibile alla cremagliera. Superato il primo tratto della valle si incontra il lago di Poschiavo, a quasi 1000 metri sul livello del mare. Da Poschiavo il trenino si inerpica sulla pendice della montagna seguendo un percorso che permette una vista mozzafiato sulla Valposchiavo e Valtellina. Raggiunta quota circa 1700

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il trenino arriva a Cavaglia, amena conca, ideale per rilassanti passeggiate. La tappa successiva, dove il bosco di abete rosso lascia il posto al bosco di larici, è Alp Grum a 2091 metri da dove si può ammirare il ghiacciaio del Palù. Dopo Alp Grum il trenino lascia il bosco per i pascoli di alta montagna fino ad arrivare al passo del Bernina. Dopo lo sbarramento del lago Bianco inizia la discesa, tra i pascoli di montagna. Qui si incontrano Il lago Nero e il lago Piccolo, due laghetti naturali alpini alimentati da ruscelli e non da acqua di ghiacciaio come avviene per il lago Bianco. Dopo aver lasciato la partenza delle due funivie Lagalb e Diavolezza il trenino, abbassandosi di quota, con un ampio tornante arriva in prossimità del maestoso gruppo del Bernina, la cui cima principale, il pizzo Bernina raggiunge i 4049 metri sul livello del mare. I ghiacciai che rivestono il gruppo montuoso terminano con la lingua glaciale di Morteratsch il cui impressionante ritiro nell’ultimo secolo è ben visibile dalla morena glaciale sulla pendice della montagna. Tappa a Morteratsch alla base del ghiacciaio, nel cuore del gruppo del Bernina. Attraverso bei boschi a prevalenza di pino cembro il percorso continua fino a Pontresina, allo sbocco della val Roseg, dove c’è la coincidenza per i treni che vanno verso la Bassa Engadina o Coira e ritorno a Tirano. Il viaggio verso St. Moritz volge al termine. Dopo aver superato l’Engadina e la caratteristica chiesetta di San Gian dai due campanili (quello più grande senza tetto) il trenino arriva in stazione a St. Moritz a 1775 metri sul livello del mare.


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Due ascensori mozzafiato per la Regina delle Dolomiti Sono stati realizzati a Rocca Penia, a 3.265 metri, sulla stazione a monte della funivia della Marmolada, su una parete a strapiombo. Ampie vetrate permettono la vista di un panorama unico sul ghiacciaio di Renato Malaman

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à dove osano soltanto le aquile una nuova ardita opera dell’uomo sfida lo strapotere dei ghiacci eterni. Sulla sommità della funivia della Marmolada, impianto che sale fino ai 3.265 metri di Punta Rocca e che quest’anno compie mezzo secolo, sono stati costruiti due nuovi ascensori da brivido, panoramici, costruiti a strapiombo su una parete di mille metri, per rendere la Marmolada accessibile a tutti. I due ascensori sono a disposizione degli sciatori e dei turisti: collegano la stazione di Punta Rocca con le piste. Un impianto avveniristico, posto all’arrivo della funivia di Malga Ciapèla, che sale appunto fino a Punta Rocca (metri 3.265), la quota più alta raggiungibile con un impianto di risalita nelle Dolomiti, e collega il piano d’imbarco della funivia con il ghiacciaio, colmando quel dislivello di circa 14 metri che fino ad ora poteva essere superato solo grazie a quattro rampe di scale. Giustificata la soddisfazione di chi li ha costruiti: «Questi due ascensori – sottolinea Mario Vascellari, presidente della società impiantistica Marmolada srl - consentono di rendere la nostra montagna, che è il cuore delle Dolomiti, alla portata di tutti, proprio di tutti. Anche dei diversamente abili. Abbiamo eliminato ogni barriera che poteva frapporsi alla libera fruizione di questo meraviglioso monumento della natura». Un’opera che migliora la proposta turistica di questa bella e appartata area della provincia di Belluno, che ha i suoi must nella suggestiva Rocca Pietore e nel borgo di Sottoguda, paese famoso per i suoi antichi fienili, oltreché per i Serrai, un orrido che in questo periodo è reso più prezioso da fantasmagoriche cascate di ghiaccio, ammirabili passeggiando su un comodo sentiero. Chiamati Rocca e Penia, come le due cime più alte del massiccio della Marmolada, e costati 900 mila euro, gli ascensori hanno una portata di 42 persone ciascuno e, grazie alle porte in vetro e alle ampie vetrate delle cabine, consentono di ammirare le vette dolomitiche che circondano la Marmolada. Come prescrive la normativa, ci sono anche delle scale interne parallele agli ascensori, anche queste panoramiche poiché si sviluppano intorno alle ampie vetrate della struttura. I lavori sono iniziati nel maggio 2016 con la perforazione e il consolidamento delle basi degli ascensori che salgono praticamente a strapiombo sopra i 1000 metri della parete sud della Marmolada. «La realizzazione – spiegano dalla società – è stata impegnativa per l’altitudine e la conformazione del luogo, per il trasporto dei materiali sono stati utilizzati i gatti delle nevi, l’elicottero e la stessa

L’ardita opera, che renderà più agevole l’accesso alle piste e ai sentieri d’estate, completa l’offerta dell’area bellunese già resa preziosa dal borgo di Sottoguda e dallo spettacolare orrido dei Serrai

LA NUOVA TORRE CON I DUE ASCENSORI PANORAMICI. SOTTO: LA FUNIVIA CHE SALE AI 3.265 METRI DI PUNTA ROCCA, LA SOMMITÀ DELL’IMPIANTO CON LE PISTE DA SCI, UN DETTAGLIO DELLA STRUTTURA DOVE SCORRONO GLI ASCENSORI, UNO SCORCIO DI SOTTOGUDA, ALTRA VISTA SU PUNTA ROCCA, I SERRAI DI SOTTOGUDA E LA STAZIONE DI PARTENZA DELLA FUNIVIA A MALGA CIAPÈLA

funivia per gli ingombri minori. Combattendo spesso anche contro il vento che, a 3 mila metri di altitudine, è spesso impetuoso». Vento che il 22 dicembre scorso ha fatto saltare la cerimonia di inaugurazione. Per limitare l’impatto ambientale la struttura riflette i colori della natura nei diversi momenti della giornata grazie all’acciaio e ad ampie vetrate che permettono di ammirare lo spettacolare panorama circostante. «Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. Siamo orgogliosi – ribadisce Mario Vascellari – dell’apprezzamento ricevuto dai tecnici e dalle autorità competenti che hanno approvato questo progetto, che migliora l’aspetto complessivo della stazione con una struttura architettonicamente innovativa. In vista dei mondiali di sci previsti a Cortina nel 2021 abbiamo altri ambiziosi progetti per collegare i comprensori sciistici della zona. I mondiali sono un treno che non bisogna perdere». Va ricordato che la Marmolada è il gruppo montuoso più imponente dell’intero arco alpino e non a caso viene chiamata la Regina delle Dolomiti. L’accesso alle sue nevi perenni è reso possibile dai tre tronconi della funivia che parte da Malga Ciapèla (1450 metri): il primo tratto è un

muro di roccia verticale in cima al quale si trova la stazione di Banc d’Antermoja (2.350); il secondo tratto conduce alla stazione Serauta a 3 mila metri che ospita il Museo Marmolada Grande Guerra, inaugurato nel 1990 ed ampliato e ristrutturato ex novo nel 2015; mentre l’ultimo tratto attraversa quasi totalmente il ghiacciaio fino a raggiungere la stazione di Punta Rocca (3.265). Il dislivello totale è di 1.810 metri, la lunghezza dell’impianto è di 4.365 metri, la velocità massima 12 metri al secondo, la capacità massima 960 persone all’ora, la durata del viaggio Malga Ciapèla - Punta Rocca di 12 minuti. La costruzione della funivia della Marmolada, 50 anni fa, costituì una vera rivoluzione per la valle Agordina e la comunità di Rocca Pietore; un investimento importante che permise di far arrivare il turismo in aree cronicamente soggette all’emigrazione forzata e fino ad allora periferiche rispetto alle grandi direttrici turistiche. Una scelta lungimirante che oggi viene suggellata da questo ulteriore investimento in tecnologia d’avanguardia, che rende la montagna più accessibile. E permette a chi vuole conoscerla da più vicino di poter realizzare questo sogno.


Oroscopo

38

l’

Ariete Voglia di divertimento al massimo, grazie a Mercurio in Sagittario che vi regalerà vacanze divertenti e varie

Toro Vi sentirete bene con voi stessi, certi degli obiettivi da raggiungere, attenzione all’impulsività

Gennaio L’anno inizia con le migliori prospettive, le stelle sono dalla vostra parte!

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Bilancia Separate mente e cuore, assecondate le emozioni positive che nutrite dentro. Saranno la guida migliore per decisioni importanti

Scorpione Da metà mese in poi sarete turbati, negli affetti mostrerete un volto meno accomodante. Non siate precipitosi ma astuti

Gemelli

Sagittario

Vivaci, sereni, innamorati della vita e felici di quello che avete e che sapete già che riuscirete ad ottenere in futuro

Vi aspetta, nel complesso, un ottimo periodo che vi consentirà di chiudere con alcune antipatiche faccende del passato

Cancro

Capricorno

La grinta e la determinazione non vi mancheranno mai. Attenzione alle insoddisfazioni affettive, evitate l’irruenza

Finalmente un periodo che vi porterà risultati concreti, migliorie in famiglia, nella gestione delle finanze, negli affetti

Leone

Acquario

Siete molto facili all’ira, approfittate però delle ottime opportunità per allargare la cerchia delle conoscenze

Assecondate la voglia di divertirvi, di uscire, di conoscere gente e magari anche di viaggiare e concedervi qualche sfizio extra

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