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Diritti p.29 Vita veneta Salute p.31
FEBBRAIO 2016
Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 17 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD
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on-line:
del Miranese Sud
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Mirano, finalmente riparte il progetto del Passante verde
MIRANO
La sede dell’Inps si trasferisce a Dolo tra le polemiche MIRANO
Addio al cardiologo Pietro Pascotto
La presidente Cav Luisa Serato prevede 6 mesi per arrivare ad un accordo servizio a pag. 8 con tutti i privati proprietari dei terreni
SPINEA
Differenziata, arrivano risultati da record SPINEA
Aule al freddo, protestano i genitori SANTA MARIA DI SALA
2016, il Comune non aumenta le tasse IL VENETO
Due anni e 8 mesi di carcere per il tabaccaio di Civè MARIACRISTINA GRIBAUDI
Storie di donne al vertice CULTURA
L’esposizione a Palazzo Roverella e a Palazzo Roncade
L’economia è in ripresa e La Piazza rilancia, si rinnova Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it<
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inalmente, dopo anni di crisi nera per tutto il Nord Est, si riparte, magari lentamente, magari non tutti, ma la ripresa c’è. A dirlo sono i dati Istat di inizio anno che registravano più di qualche segnale positivo sul mercato interno. Nel terzo trimestre del 2015, il reddito disponibile dei nuclei famigliari con potere d’acquisto è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nel confronto con il corrispondente periodo del 2014. segue a pag 3
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l’informazione locale si espande!
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Editoriale, Facciamoleilopinioni punto
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Editoriale Germana Urbani > direttore@lapiazzaweb.it <
L’aria di ripresa spinge imprenditori e lavoratori a crederci un pò di più e a investire sull’innovazione di prodotto, offerta e pubblicità: l’unica ricetta, dicono gli esperti, per riprendere davvero quota. Anche noi del mensile La Piazza rilanciamo convinti e, già da questo numero, vi proponiamo il restilyng del giornale cartaceo con l’obiettivo di essere sempre più giornale di informazione locale, spazio dove l’approfondimento delle notizie principali del mese e le storie della nostra gente o delle nostre associazioni trovino un luogo privilegiato di visibilità. Mission che è nel Dna del nostro mensile fin dal suo esordio, 22 anni fa. Nato quasi per gioco con una sola edizione di poche migliaia di copie, oggi conta (222.590 copie stampate) per 14 edizioni locali e diversi inserti periodici. Nella sua storia diversi restyling: nel 1996 il primo e poi nel 1999, quando venne modificata in modo sostanziale la grafica del giornale; e ancora nel 2005, nel 2007 e nel 2009. E non dimentichiamo che da tanti anni siamo su web e che, già lo scorso anno, abbiamo investito nel nuovo sito www.lapiazzaweb.it. Uno stumento fresco che, insieme ai social, ci permette di offrirvi anche notizie di cronaca quotidiana. Tutte queste operazioni sono state possibili grazie a chi, negli anni, ci ha creduto: editori, direttori, agenti, giornalisti e tutto lo staff La Piazza. Soprattutto grazie ai clienti che hanno creduto in questo strumento. D’altra parte, anche dal punto di vista pubblicitario, abbiamo sempre cercato di rimanere al passo con i tempi, senza esasperazioni, attenti alle esigenze e ai riscontri. La storia dimostra come l’azienda abbia sempre cercato di portare su Piazza novità editoriali e grafiche, grazie anche alla collaborazione di esperti, ma soprattutto grazie al supporto e alla valorizzazione delle ottime risorse interne: la redazione e la struttura grafica. Questa uscita di febbraio per noi rappresenta davvero una nuova scommessa. Oltre al restyling del giornale, ampliamo l’informazione: inauguriamo una nuovissima edizione su Padova Est che comprendera’ Ponte San Nicolò e Saonara, oltre a Noventa Padovana e Vigonza; mentre l’edizione di Padova Nord includera’ anche il comune di Curtarolo. Buona lettura, dunque, e diteci cosa ne pensate.
Inverno secco, a rischio le colture del territorio U
n inverno così secco non si ricorda davvero, e per l’agricoltura della Riviera del Brenta e del Miranese si preannuncia un disastro, anche se nelle ultime settimane qualche forte pioggia e qualche abbondante nevicata c’è stata. Troppo poco però. A farlo presagire sono i responsabili della Coldiretti dei due comprensori Fabio Livieri per il Miranese, e Michele Terrin per la Riviera del Brenta. A rischio i seminativi: mais, grano, ortaggi, bietole. Le colture potrebbero essere azzerate anche dalla decisione degli agricoltori, viste le condizioni, di non coltivare. Insomma sono in arrivo danni per decine di milioni di euro. “In queste settimane - spiega Livieri - sono state fatte misurazioni sui terreni e si è appurato che appena sotto la superficie umida, cioè solo qualche centimetro in profondità, il terreno è completamente secco e compatto. Un terreno che non lascia la possibilità alle sementi di crescere. Questo a causa della siccità. Il livello delle falde acquifere si è notevolmente abbassato e quindi il terreno resterà sterile. Il problema dunque, anche se appare non attuale, lo diventerà a marzo, appena saranno fatte le semine. Le piante cresceranno quel poco che basta, assorbendo l’umidità dalla superficie del terreno e poi seccheranno. Secondo Coldiretti nel Miranese sono gli ortaggi della zona di Martellago, Scorzè e Noale quelli più in pericolo. In Riviera le coltivazioni di mais a Mira, Dogaletto e Giare. Nell’area sud della Riviera, poi, vi sono anche forti colture di bietole, che vanno seminate da fine febbraio. Queste, se la stagione non cambia radicalmente, potrebbero avere delle flessioni di produzione fino al 60%. Alessandro Abbadir
del Miranese Sud
è un marchio registrato di proprietà di Srl
A marzo iniziano le semine di mais e frumento
Verso le Amministrative 2016 elezioni
ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).
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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala per un numero complessivo di 16.395 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
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Chiuso in redazione il 16 Febbraio 2016
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Mirano
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Previdenza, l’Inps sceglie Dolo per la sua sede Mesi contati per la sede di via Matteotti, e i cittadini del Miranese andranno in Riviera per pensioni e certificati di malattia
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Mirano scoppia la grana Inps: l’istituto di previdenza sceglie Dolo per la sua agenzia unica di Miranese e Riviera. Mesi contati per la sede di via Matteotti e cittadini di tutto il Miranese costretti a scendere in Riviera per pensioni e certificati di malattia. Il sindaco Maria Rosa Pavanello è un uragano: “Non erano questi i patti – afferma – la direzione regionale dell’Inps ha chiuso ogni ipotesi su Mirano a prescindere, perché erano state date tutte le rassicurazioni del caso su nuova sede, servizi, trasporti e canoni d’affitto”. Pavanello si riferisce in particolare a un accordo concluso tra il Comune, l’Ulss 13, che sta per lasciare la direzione generale di Villa Donadoni e l’ente casa di riposo “Mariutto”, proprietario di quell’immobile. “Villa Donadoni sarà liberata dall’Ulss, come annunciato dal direttore Dal Ben, entro giugno, nei tempi necessari per l’Inps per disdire l’affitto dell’attuale sede. Per cui sono necessari almeno sei mesi per stabilirsi nella villa del Mariutto, in una nuova
sede già pronta, e senza bisogno di interventi. Questo tra l’altro allo stesso canone d’affitto offerto da Dolo per la sede scelta dall’Inps regionale. La nostra proposta soddisfa, inoltre, tutti i parametri: trasporti, parcheggi, centralità nel comprensorio”. L’attacco è in particolare al direttore regionale dell’Inps Michele Salomone, che aveva chiuso ogni discorso sull’ipotesi Mirano, affermando: “Si era valutata l’opzione Villa Donadoni, l’unica che ci era stata proposta, fino a quando, a fine settembre, la proprietà, cioè il Mariutto, ha formalizzato l’impossibilità di poter garantire la disponibilità dell’immobile in tempi certi. A quel punto abbiamo esplorato altre soluzioni e valutato, in via definitiva, quelle idonee alle esigenze economico-finanziarie e a garanzia del servizio pubblico, scegliendo quella prospettata dal Comune di Dolo”. Insomma discorso chiuso. Per l’Inps. Pavanello non ci sta: “E’ un discorso, onestamente, intempestivo. Comune e Mariutto si sono sempre relazio-
nati con il direttore provinciale Ferrari, col quale abbiamo tenuto un dialogo aperto e costruttivo”. L’affare diventa però anche tema di scontro politico a Mirano. Dalle minoranze Marina Balleello, Marco Marchiori e Giampietro Saccon hanno presentato un’interpellanza in cui hanno chiesto al sindaco di riferire urgentemente in Consiglio sulla vicenda, parlando di emorragia di uffici e servizi pubblici da Mirano.
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Il dibattito sulle unioni civili
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nioni civili tema di dibattito non solo in Parlamento, ma anche in Consiglio comunale. E a Mirano la maggioranza tentenna. Il Pd si salva solo grazie alla discussione del ddl Cirinnà al Senato, mentre nel parlamentino locale va in scena la fiera dei distinguo. In aula una mozione del M5S, che chiedeva di istituire il registro comunale delle unioni civili, divide la maggioranza che però evita la spaccatura palese, votando contro il documento pentastellato (poi bocciato), e portando a ragione del suo “no” proprio la discussione del provvedimento nelle aule romane. Due “dem” però si smarcano, oltre naturalmente al no di “merito”, annunciato, dell’Udc. Alla fine la mozione dei 5 Stelle incassa solo i sì dei suoi due promotori, Antonio Milan e Martina Pasqualetto. Nei “no” dei Democratici ci sono molte sfumature, che potrebbero ricomparire sotto forma di voti contrapposti nel caso il ddl Cirinnà non passasse l’esame del Parlamento e le unioni civili tornassero tema di dibattito comunale. In particolare Gabriele Petrolito e Fiorenzo Rosteghin hanno presentato un ordine del giorno, che segna la distanza dal resto del partito.
Maggioranza in fibrillazione
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aggioranza in fibrillazione a Mirano. A un anno e mezzo dalla scadenza del mandato, l’Udc inaugura il 2016 battendo i pugni: “Sparite le priorità del programma”, denuncia il capogruppo Giorgio Babato, che manda al sindaco Maria Rosa Pavanello un messaggio chiaro, che sa di ultimatum: “Si cambi metodo, rimettendo al primo posto il confronto interno e il programma di coalizione”. Diversamente Babato, seguito dall’assessore e vicesindaco, sempre Udc, Annamaria Tomaello, afferma: “Il proposito è continuare fino alla scadenza del mandato, però le divergenze, ora, non mancano”. Poi spiega: “Siamo stati determinanti per il successo al primo turno del centrosinistra, e siamo sempre stati alleati leali del sindaco Pavanello, che invece spesso, preferisce accentrare su di sé iniziative e decisioni”. All’Udc non sono piaciute le aperture di Pd sulle unioni civili. “Su via Vittoria, via Dante, via Porara i problemi restano e non c’è la volontà di considerare proposte per prospettive di miglioramento – prosegue Babato. Su via Parauro resta un senso unico che impone percorsi pericolosi per via Zinelli. Carenze sul Pat, redatto senza condivisione di obiettivi. Aperta la questione dei 19 milioni di euro del Passante”. Il clima politico si surriscalda: “Si nota ormai una distanza tra noi e il Pd del sindaco – conclude Babato – restiamo leali, a patto che si inverta la rotta subito”. La replica di Pavanello: “L’Udc è parte importante di questa maggioranza, se davvero il loro giudizio è così negativo è l’Udc stessa a doverne trarre le conclusioni”. F. D. G.
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Mirano
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Sanità In centinaia al funerale del noto primario
“Cardiochirurgia, non dissipiamo l’eredità di Pietro Pascotto” L
’addio a Pietro Pascotto, il pa- Mirano, negli ultimi decenni, si dre della Cardiologia di Mira- sono fatti passi avanti ed acceleno, diventa occasione per lancia- razioni in campo sanitario di cui re l’appello: “Diamo continuità hanno beneficiato sia i pazienti al reparto da lui creato”. A farse- che le istituzioni pubbliche. Fare ne portavoce è l’ex sindaco, già un salto indietro avrà perciò consenatore, Gianni Fardin, come seguenze negative, sia per i cittatanti altri presente alla cerimonia dini che per i gestori della sanità. funebre il 30 dicembre in duomo Non basta, per ricordare la figura a Mirano. Fardin si è fatto inter- di questo medico, la straordinaprete del volere di molti cittadini, ria presenza di tanti personaggi colleghi, ex pazienti di Pascotto e che hanno voluto esserci alla ceha scritto una lettera, indirizzata rimonia funebre o mettere una ai sindaci di Miranese e Riviera, targa in una cardiologia deseralla Regione, ai vertici dell’Ulss e tificata: è necessario recuperare al sindaco della Città metropoli- tutto quello che è stato fatto in tana. “La presenza di tanta gente questi anni per creare un’area ai funerali – scrive Fardin – non dipartimentale, che coinvolga esprimeva solo dolore, ma inten- Mestre e Mirano con funzioni e deva dare un chiaro messaggio peculiarità diverse, per evitare a coloro che reggoin questo modo che L’appello vada disperso un no i fili della sanità pubblica: Pascotto, dell’ex sindaco patrimonio di coin oltre trent’anni noscenza e cultura Gianni Fardin: che medici, paradi attività, ha costruito una strut“Diamo medici e personale tura cardiologica hanno maturato in continuità al tanti anni”. L’apche è stata punto di riferimento rereparto da lui pello dunque è cregionale e non solo, un dipartimencreato” are ma soprattutto ha to interaziendale dato un servizio di eccellenza ai tra le cardiochirurgie miranese e cittadini che non va disperso”. Il mestrina, come già richiesto da riferimento è ai cambiamenti in molti a Mirano, puntando maatto nella sanità locale, che han- gari sulla divisione tra urgenze no interessato in particolare pro- ed attività programmata: “L’uprio elementi del polo cardiova- nificazione della direzione delle scolare dell’ospedale di Mirano. Ulss 12 e 13 può aiutare a dare Polo d’eccellenza che Pascotto continuità e sviluppo a ciò che è aveva contribuito a creare. “La stato fatto finora – conclude Farchiusura della cardiochirurgia din – ai sindaci del territorio, ma – prosegue Fardin – per esse- anche al sindaco metropolitano, re concentrata a Mestre, senza alle autorità regionali e alla dipensare di realizzare un’area di- rezione dell’Ulss, va il compito, partimentale con Mirano, se re- oltre che il dovere, di trovare una alizzata, avrà come conseguenza soluzione che dia continuità al proprio la dispersione di quel lavoro fatto in tanti anni”. patrimonio, con ricadute molto Insomma un appello chiaro pesanti sull’assistenza sanitaria rivolto a tutti per non dissipare ai pazienti del Miranese e della un patrimonio davvero prezioso. Filippo De Gaspari Riviera del Brenta e non solo. A
Sopra Pietro Pascotto, a fianco il finerale
© Lorenzo Porcile
Riorganizzazione in vista dell’azienda zero. E’ scontro politico sull’ospedale
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spedale tema di scontro politico a Mirano. Il sindaco Maria Rosa Pavanello finisce nel mirino di tre consiglieri d’opposizione, Marina Balleello, Giampietro Saccon e Marco Marchiori, che attaccano: “Sospeso il trasferimento dei reparti ospedalieri da Dolo a Mirano, ennesima beffa dei nostri vicini di casa. Il sindaco non è mai entrato nel dibattito con la Regione, a differenza di Dolo che, supportato dall’esecutivo della Conferenza dei sindaci, ha ottenuto non solo il congelamento dei trasferimenti di Urologia e Ortopedia a Mirano, ma anche altre importanti conferme come la sospensione delle schede ospedaliere. A differenza di Mirano che non solo ha perso servizi (vedi Cardiochirurgia) ma per il
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quale la riorganizzazione prosegue. La città non ha voce nella Conferenza dei sindaci”. La replica. “Non c’è alcun contrasto – risponde Pavanello – è stata tutta la Conferenza dei sindaci, Mirano compresa, a volere la sospensione delle schede e del trasferimento dei reparti da Dolo”. Per il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo: “La richiesta di fermare l’applicazione delle schede di tutta l’Ulss 13 con trasferimenti di servizi da Mirano a Dolo e viceversa, è scritta dal 2013 e la chiusura di Cardiochirurgia a Mirano è stata una forzatura voluta da Zaia e Coletto”. Intanto prorio nelle scorse settimane è arrivata la delibera della giunta regionale a sugellare la decisione. F.D.G.
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Mirano
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Green Power, finalmente è stato trovato l’accordo
San Pio X. Defibrillatore per il patronato
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Al posto dei licenziamenti per 36 dipendenti, via libera alle uscite volontarie incentivate dei lavoratori
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ruppo Green Power, trovato l’accordo: si chiude, almeno per ora, la vertenza che ha visto contrapposti da novembre sindacati e proprietà dell’azienda, leader nel settore delle energie rinnovabili e del fotovoltaico in particolare. Il 25 gennaio in Regione la firma sull’intesa, che vede il via libera alle uscite volontarie incentivate dei lavoratori dall’azienda, al posto dei licenziamenti per 36 dipendenti. Già 25 i dipendenti pronti all’uscita dall’azienda. Insieme a una manciata di dimissioni volontarie presentate nelle scorse settimane, Green Power avrebbe risolto il problema esuberi emerso dopo la riorganizzazione aziendale dell’autunno. Per molti dipendenti, in maggioranza giovani neolaureati, si tratta di un nuovo inizio, a tre
anni circa dall’assunzione nel gruppo dei fratelli Barzazi. Niente licenziamenti dunque e, per ora, nemmeno cassa integrazione ordinaria, che tuttavia potrebbe rientrare dalla finestra in caso di nuovi scossoni del mercato. Soddisfatti i sindacati: “Abbiamo ottenuto il ritiro dei licenziamenti, che era quello che più ci premeva - afferma Giuseppe Minto della Fiom-Cgil. E soprattutto siamo riusciti a tenere unito il fronte dei lavoratori, che non sono solo i 36 dei licenziamenti della prima ora, ma tutti i 71 impiegati a Mirano nelle due sedi. Terremo monitorata la situazione”. Soddisfazione dai vertici del gruppo: “Dall’annuncio dell’adozione del progetto di riorganizzazione della struttura aziendale finalizzato all’aumento della competitività in condizioni
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n defibrillatore per il Patronato San Pio X, la struttura più frequentata, dove è già presente il presidio salvavita. Il dispositivo è arrivato come regalo di Natale, per la Polisportiva San Pio X, e permetterà interventi immediati in caso di arresti cardiaci ad atleti, spettatori e frequentatori del centro giovanile della parrocchia. La novità era stata annunciata dall’assessore allo Sport Cristian Zara, e il defibrillatore consegnato all’allora parroco don Lino Regazzo e al presidente Andrea Tomaello, con il progetto “Sport sicuro”. Il patronato ospita ogni giorno centinaia di atleti e giovani che fruiscono degli spazi con associazioni, dal calcio al basket, dallo yoga alla ginnastica, gli scout, il catechismo, passando per il nuovo bar “Noi”. Serve per l’arresto cardiaco prima dell’arrivo del 118. Sarà accessibile ai 90 tesserati del calcio e alle associazioni e gruppi che operano in patronato.
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Mirano
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Viabilità Arriva l’annuncio ad una affollata assemblea nella frazione di Vetrego
Riparte il progetto del Passante verde Il presidente Cav prevede sei mesi per giungere a un buon numero di accordi con tutti i privati proprietari dei terreni, poi la realizzazione del bosco lineare Riparte da Mirano il progetto del Passante verde, che dovrà isolare l’autostrada con 2 spesse fasce boscate, in prossimità dei centri abitati. L’annuncio è stato dato dal presidente di Cav, Concessioni autostradali venete, Luisa Serato, in un incontro con il comitato “Viabilità Sicura” di Scaltenigo e Ballò. Nel faccia a faccia Serato ha potuto non solo fissare tempi e modalità per realizzare le fasce arboree lungo il Passante, ma spiegare le modalità con cui il progetto potrà essere attuato in tempi brevi. “E’ la mia priorità – ha detto Serato - Tecnicamente le opere relative al Passante in senso stretto sono state completate, rimane solo il Passante verde, che avrà un nuovo impulso e verrà realizzato grazie ad accordi con i proprietari dei terreni. Solo intese, nessun atto d’imperio”. Per i tempi Serato prevede sei mesi per giungere a un buon numero di accordi con tutti i privati proprietari dei terreni poi per realizzare il bosco lineare in sé, non ci vorrà molto. Il 2016 sarà l’anno della svolta. “Gli accordi verteranno sull’estensione del terreno da cedere al Passante verde e sulle essenze da far attecchire”. Serato ha confermato di voler partire da Mirano, già questo mese, incontrando il sindaco per fare il punto delle opere di mitigazione. Le questioni sul tavolo sono molte e alcune poste dal comitato di Scaltenigo: “La nostra frazione è investita in pieno dall’inquinamento acustico e atmosferico – spiega la portavoce Ivana Cagnin – lo conferma uno studio del Ministero dell’ambiente sui venti che si dispongono da
nord-nord est e da sud est. Erano previste barriere fonoassorbenti alte dai 2 ai 5 metri, che mancano ancora. Dove sono state installate peggiorano la situazione, perché troppo basse e fungono da cassa armonica, favorendo l’amplifica-
A fianco Luisa Serato, presidente Cav
zione del rumore, all’uscita del sottopasso di via Caltana. Il rumore si propaga fino al centro del paese, anche di notte”. Cav ha assicurato l’invio dei tecnici per un sopralluogo di verifica. Sul fronte Passante verde invece, il comitato si è impe-
gnato a favorire l’accordo tra la società e i privati della zona, in modo da accelerare la cessione dei terreni per realizzare le fasce boscate, che consisteranno in 30 metri di profondità, con piante ad alto fusto. Filippo De Gaspari
Scaltenigo. I comitati chiedono più sicurezza stradale
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’ennesimo incidente, purtroppo mortale, riaccende la polemica su via Scaltenigo. “Crediamo che sia in assoluto la strada miranese con il maggior numero di incidenti – afferma la portavoce del comitato “Viabilità Sicura’”Ivana Cagnin – chiunque di noi abbia bisogno di recarsi a Mirano è in pericolo. E la situazione nel tempo è peggiorata: l’apertura del Passante, il traffico di attraversamento, la viabilità modificata per la presenza del nuovo casello Mirano-Dolo e l’aumento del traffico a causa del salasso del pedaggio autostradale per eliminare il tornello di Vetrego, hanno fatto schizzare alle stelle i pericoli per chi percorre la strada e aumentato le
difficoltà per chi si immette dalle laterali”. Il comitato se la prende con la politica, che ha promesso rotatorie mai realizzate, e soprattutto una ciclabile che appare ancora un miraggio. “Ci chiediamo se dopo questa tragedia qualcuno provi rimorso – scrive Cagnin agli amministratori - C’è un accordo per un risarcimento di 19 milioni di euro in opere che non arrivano, quando altre realtà vicine continuano a ricevere i fondi pattuiti per la sicurezza viaria. Non chiediamo più promesse, solo un moto di sano orgoglio: basta farci trattare da Cenerentola”. F. D. G.
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Differenziata, risultati da record La raccolta si è attestata sull’80% circa, raggiungendo in questo caso il primato tra i comuni serviti da Veritas. L’attivazione delle casette dell’acqua ha evitato l’emissione in atmosfera di 10 mila kg di Co2
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l 2014 e 2015 sono stati due anni positivi per la raccolta differenziata di Spinea. La raccolta si è attestata sull’80% circa, raggiungendo il primato tra i comuni serviti da Veritas. Solo l’attivazione delle casette dell’acqua, in meno di un anno, ha evitato l’emissione di 10 mila kg di CO2 e la produzione di 9 mila kg di plastica. Per il comune la sfida continua: è necessario impegnarsi per ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, basti pensare che nel 2014 ogni abitante ha prodotto ben 436 Kg di spazzatura. Inoltre è importante migliorare la qualità del rifiuto differenziato. Nelle analisi merceologiche, periodicamente eseguite da Veritas, su campioni di rifiuto prelevati nei contenitori del territorio, si evidenziano ancora quantitativi di frazione estranea, che è smaltita con incremento dei costi. Per essere certi di non sbagliare basterebbe controllare l’involucro del nostro prodotto, sul quale sono riportate le modalità
di smaltimento, o trovare conferma sull’eco calendario o ancora chiedere agli uffici comunali. Sarebbe possibile ridurre i costi di trattamento ed aumentare i ricavi da contributi Conai, ovvero il Consorzio Nazionale Imballaggi. Affinché la raccolta differenziata possa migliorare è necessario il contributo di tutti i cittadini, ai quali viene chiesto di fare attenzione nel separare i materiali. Lo stesso dicasi per le istituzioni, nel promuovere azioni di miglioramento e di sensibilizzazione. Nel 2015 Legambiente ha inserito Spinea tra i comuni ricicloni d’Italia. Il Comune ha ricevuto una menzione di merito nell’ambito dell’iniziativa “Premio Vivere a SprecoZero” relativamente alla categoria: buone pratiche comuni italiani. “Tutte le azioni intraprese sono riconducibili al Patto dei Sindaci – ricorda l’assessore Stefania Busatta – un impegno che l’amministrazione ha assunto con l’Unione Europea per ridurre le emissioni di Co2 e per
L’assessore Stefania Busatta
incrementare il risparmio energetico. Oltre a tutte le attività sopra riportate, l’obiettivo è anche di ridurre la tassazione, incrementando il controllo non solo degli utenti, ma anche dell’ente gestore. L’impegno di tutti i cittadini ha consentito di raggiun-
gere ottimi risultati: ora si tratta di ridurre la quantità pro-capite e migliorare la “qualità” del nostro rifiuto”. Insomma, c’è ancora molto da lavorare ma i primi risultati positivi cominciano ad arrivare. Roberta Pasqualetto
Automobili inquinano l’ambiente
La biblioteca ama il giallo
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a martedì 23 febbraio a martedì 8 marzo, a Spinea, si terrà il secondo corso dedicato al libro giallo. La biblioteca comunale, l’assessorato alla Cultura in collaborazione con l’associazione “Amici della biblioteca di Spinea” propone un corso di tre lezioni tutto dedicato al giallo. Il corso è rivolto agli appassionati, ma anche a chi è incuriosito da questo genere che oggi gode di grande successo. Dopo la positiva esperienza del primo ciclo d’incontri, quest’anno si terrà il secondo corso. Il professore Felice Galatioto, docente del corso ed esperto del genere giallo, condurrà i partecipanti con i seguenti temi: martedì 23 febbraio “Il giallo e la storia”, martedì 1 marzo “Il giallo e l’impegno civile” e martedì 8 marzo “Il giallo ‘mimosa’ ovvero giallodonna”. L’obiettivo di questo corso è, ancora una volta, quello di svolgere degli incontri che non abbiano la pretesa di essere esaustivi e tanto meno accademici, ma di dare il piacere dell’incontro tra persone interessate a scambiarsi opinioni su un tema elettivo come la passione per il genere giallo. A ogni lezione, il docente farà delle panoramiche di più autori e più libri, aiutandosi con un supporto multimediale. La biblioteca si sta specializzando nel genere giallo. Per la notte gialla, del 7 luglio, si sta pensando di realizzare un evento ad hoc per i cittadini. La biblioteca di Spinea ospita circa 400 utenti al giorno tra studenti e non; un numero elevato. La biblioteca ha tre gruppi di lettura e uno dedicato solo al giallo. Le lezioni si terranno tutte in sala “Caminetto” della biblioteca comunale di Spinea dalle 17 alle 18.30. La partecipazione al corso è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione (per un massimo di 30 persone). Info 041994691 o scrivendo a info@bibliotecaspinea.it . Un bell’appuntamento culturale per gli appassionati del genere che tanti lettori nel corso dei decenni è riuscito a catturare. R. P.
Centralina in viale Sanremo Il periodo più problematico dell’anno è quello invernale A Spinea, in viale Sanremo, è costantemente attiva una stazione che rileva e monitora gli inquinanti atmosferici. La posizione della centralina è definita di background urbano, finalizzata
alla valutazione dell’esposizione della popolazione agli inquinanti cosiddetti di tipo primario (Pm 10, benzene, ossidi di azoto, ossidi di zolfo) ed è indicativa della qualità dell’aria di tutto il territorio comunale, e non solo. Inoltre la stazione rileva, dal 2014, anche l’ozono. L’inquinamento atmosferico è diventato un problema attuale, soprattutto nel periodo invernale quando il riscalda-
mento, il traffico viario e il meteo creano un connubio pericoloso. La qualità dell’aria è monitorata da una serie di centraline fisse che sono di proprietà di Arpav, l’agenzia regionale che si occupa della protezione dell’ambiente, e normata dal decreto legislativo 155/2010. Purtroppo, troppo spesso, si registra lo sforamento dei livelli soglia. Nonostante le misure intraprese dal comune di Spinea, come in altre realtà, dall’autunno scorso, quali le limitazioni al traffico, la diminuzione delle temperature negli ambienti chiusi e il divieto di combustione all’aperto, l’andamento non è confortante. “Al tavolo tecnico di zona di dicembre ho ribadito la necessità spiega l’assessore Stefania Busatta - di agire in modo coordinato tra tutte le amministrazioni, di promuovere l’uso dei mezzi pubblici e, se necessario, prevedere su scala metropolitana di non bruciare le Befane. Mi piace ricordare e ringraziare gli organizzatori della festa della Befana a Fornase che, volontariamente, hanno rinunciato a bruciare la tradizionale Veccia per motivi ambientali”. Insomma un bel gesto. R. P.
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Spinea
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Il convegno Parte l’allarme dopo 70 anni di uso indiscriminato del territorio
Consumo del suolo, serie di disastri annunciati S
top al consumo di suolo: urgente e necessario invertire la rotta. L’allarme parte da Spinea, seconda città più densamente popolata del Veneto dopo Padova, dove si è tenuta la conferenza “Suolo bene comune o di consumo”, organizzata dal “Meetup miranese”, M5S, e dai consiglieri comunali Massimo De Pieri e Stefania Mazzotta, con Bandiza Group, Legambiente del Miranese, Comitato difesa ambiente e territorio di Spinea. “Il Miranese è un’area già densamente popolata
è un soggetto vivo – ha detto il sacerdote – non basta pensare a non consumarla, vanno riparati i danni fatti finora”. Per Lorenzo Benvenuti, della Federazione Ordini Dottori Agronomi e Forestali del Veneto: “Categorie economiche, professioni, università, associazioni sindacali, costruttori, ambientalisti hanno costituito un tavolo di lavoro per affrontare il tema. L’obiettivo è ridurre progressivamente il consumo entro il 2050”. Un momento del convegno
Filippo De Gaspari
Ordine pubblico. Gruppi di vicinato da Alfano
Spinea è la seconda città più densamente popolata del Veneto dopo Padova. Attualmente 30% di superficie è occupata da immobili un 10% fra strade, parcheggi e fortemente urbanizzata eppure, nonostante l’elevato numero di immobili invenduti e inutilizzati, si continua a costruire in modo indiscriminato – è l’allarme lanciato da De Pieri e dal deputato 5 stelle Emanuele Cozzolino. Solo nel Miranese, e solo tenendo conto di alcuni progetti, si parla di un’ulteriore superficie da cementificare di 240 mila metri quadrati, 33 campi da calcio”. Per il professore dell’Università di Padova Tiziano Tempesta: “Il vero problema è che si sono innescati enormi fenomeni di spreco di aree coltivate e che non si sono mai valutati i costi sociali dell’artificializzazione di suoli”. “Spinea è l’esempio lampante di un territorio veneto utilizzato in maniera sconsiderata – spiega Michele Boato, dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer – questa terra era luogo di piccole frazioni e molte ville venete con enormi parchi. Ma a partire dal 1945 ha iniziato ad aumentare e a crescere esponenzialmente la percentuale di urbanizzazione fino all’attuale 30% di superficie occupata da immobili più un 10% fra strade, parcheggi, rotonde e svincoli”. Presente anche don Albino Bizzotto, dei Beati Costruttori di Pace, che ha citato l’enciclica “Laudato si” di Papa Francesco sulla “cura della casa comune”, madre terra: “La terra
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ontrollori del vicinato da Angelino Alfano per promuovere l’esperienza di Spinea e del Veneto a livello nazionale. Antonella Chiavalin, che è anche coordinatrice del progetto per le province di Venezia, Padova e Treviso, e Alberto Gatti, del coordinamento di Spinea, sono stati ricevuti al Viminale dal Ministro dell’Interno per presentare il progetto di controllo che coinvolge i cittadini in veste di sentinelle del territorio. “E’ stato un colloquio molto semplice e cordiale - affermano i due coordinatori spinetensi - ad Alfano abbiamo consegnato il libro “L’occasione fa bene al ladro”, del criminologo Francesco Caccetta, che è componente del direttivo nazionale del Cdv, più alcuni documenti con i quali potrà approfondire l’iniziativa e valutarne le peculiarità”. Il ministro si è dimostrato interessato alla proposta, ponendo diverse domande ai due referenti, senza però sbilanciarsi su possibili scenari futuri. “L’auspicio - affermano Chiavalin e Gatti - è che il ministero possa in futuro orientarsi sul se, e come, il controllo di vicinato può diventare oggetto di eventuali direttive. Alfano si è detto disponile a studiare quanto ha appreso, e ci ha elogiato per il lavoro svolto fino a oggi e che sta alla base del controllo di vicinato”. Una esperienza che si è diffusa in tanti comuni del Miranese. F. D. G.
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Spinea
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“Alunni delle elementari al freddo” L’accusa dei genitori al Comune di Spinea. Per il sindaco Silvano Checchin la bassa temperatura c’è stata solo per un giorno, ma poi la faccenda è stata risolta
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ome di consueto, in inverno le temperature si sono abbassate. Purtroppo questo è successo anche nelle classi della scuola primaria Anna Frank di Spinea. A gennaio la situazione era davvero drammatica e nelle classi c’erano 11 gradi. I genitori e il consigliere Mauro Armelao, preoccupati per la salute dei bambini, hanno subito segnalato il problema. Il consigliere ribatte che questa mancanza dimostra una scarsa attenzione verso la scuola, se non altro verso i bambini. Armelao aveva inoltre richiesto al dirigente scolastico di poter verificare personalmente la temperatura, in qualità di consigliere comunale, ma il permesso gli è stato negato. Armelao non si arrende e presenterà un quesito in prefettura per sapere se un consigliere, con preventiva richiesta, può entrare in un edificio comunale, inoltre chiederà copia del regolamento d’istituto. “Il problema del freddo nelle aule c’è tutti i lunedì in inverno – conclude Armelao – le mamme
La scuola elementare Anna Frank
Oltre al problema dell’inquinamento i genitori lamentano il fatto di dover portare da casa carta igienica e sapone per i figli
mi riferiscono che bisogna mettere due maglioni ai figli”. Un genitore di un’alunna all’Anna Frank, oltre alla questione del freddo nelle aule, solleva anche il problema dell’inquinamento. “I termosifoni nell’aula di mia figlia sono per metà freddi – dice Massimiliano Busolin. Prima di accendere gli impianti vanno controllati i caloriferi e sfiata-
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ti, così si consuma e s’inquina di meno”. Busolin si interroga su come siano stati usati gli oltre due milioni e mezzo di euro che il Comune ha investito nelle scuole quando, a turnazione, i genitori devono portare la carta igienica e il sapone a scuola. Il sindaco Checchin ribatte, dicendo che è stato fatto dell’allarmismo e che l’amministrazione è intervenuta subito. “Siamo intervenuti tempestivamente – dice Silvano Checchin – e la temperatura di 11 gradi c’è stata solo per un giorno. C’è stato un ritardo nell’accensione degli impianti, ma poi la faccenda è stata risolta. In seguito, la temperatura nelle aule, è sempre stata quella prevista di 20 gradi”. Il problema comunque del riscaldamento delle scuole è sempre più diffuso nel comprensorio, spesso a causa della politica di risparmio degli enti locali. Roberta Pasqualetto
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’assessorato ai Servizi sociali organizza dei corsi di alfabetizzazione informatica per gli anziani. Sono gratuiti e sono rivolti a chi abbia superato i sessant’anni. Martedì pomeriggio, due giovani ed esperti tutor del progetto “Giovani Iperattivi”, co-finanziato dalla Regione, insegnano come utilizzare il computer per trovare le informazioni sui siti delle pubbliche amministrazioni, e a seguire le pratiche, evitando code agli sportelli. Il progetto “Giovani Iperattivi” ha formato giovani volontari per realizzare corsi di informatica al centro ”Anziani Insieme”. Da giugno 2015 hanno insegnato come scaricare modulistica e trovare informazioni utili nei siti istituzionali, usare skype per parlare magari con nipoti lontani e molto altro. Il progetto è stato attivato lo scorso anno, al centro “Anziani Insieme” ci sono delle postazioni di informatica dove si tiene il laboratorio. Si deve prenotare la postazione disponibile dalle 14 alle 18.30. Info 041 5086989.
Pro Loco rinnova il direttivo Si sono dimessi i membri del consiglio di amministrazione Marco Gobbi e Lucia Maso
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Corsi. Alfabetizzazione informatica per anziani
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l direttivo della Pro Loco cambia. Dopo le dimissioni di Marco Gobbin e di Lucia Maso, due membri del consiglio d’amministrazione, non si raggiungeva più il numero minimo di 5 membri e cosìè stata convocata, a fine gennaio, l’assemblea dei soci per eleggere il nuovo consiglio e continuare a svolgere le attività di promozione del territorio. Il presidente Massimo Franco rassicura che le attività e le iniziative della Pro Loco non saranno compromesse da quanto successo. “Le ragioni delle dimissioni sono legate a una diversa valutazione delle attività – dice Franco -. Da un anno e mezzo circa l’associazione si è sviluppata molto e così le attività. Il numero di volontari è cresciuto come gli impegni, le mansioni sono state modificate in base a questo. Forse questi cambiamenti hanno suscitato delle gelosie. Noi siamo molto dispiaciuti per queste dimissioni, sicuramente la cosa andava gestita diversamente e internamente”. Gli appuntamenti primaverili dell’associazione sono 4: la domenica ecologica in aprile, in collaborazione con le associazioni Wwf e le associazioni naturalistiche. Per l’occasione ci sarà il mercatino del riuso e riciclo che, nelle altre occasioni, è stato molto apprezzato dagli artigiani e dalla gente. Il 13, 14 e 15 maggio si terrà un evento che coinvolgerà le associazioni sportive, i gruppi giovani ed eventi musicali e di spettacolo in piazza Marconi. A fine giugno, per 3 giorni, la festa brasiliana con musica, cucina, costumi e tradizioni brasiliane; e il priR. P. mo sabato di luglio ci sarà la notte gialla.
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Santa Maria di Sala
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Amministrazione Approvato il bilancio
Nessun aumento delle tasse, in arrivo invece nuovi investimenti Prevista la riqualificazione delle aree esterne a nord di Villa Farsetti per un milione di euro. Sono calate dal 2011 le fonti di finanziamento del 41 %
lineare, in particolare, che le tariffe a domanda individuale non vengono ritoccate nonostante il continuo aumento dei costi. Per mensa e trasporto scolastico l’impegno finanziario per l’ente è di ben 406 mila euro”. La presentazione della manovra da parte della giunta è stata salutata da una pioggia di emendamenti delle minoranze, tutti respinti. Sono provvedimenti comunque che la cittadinaza si aspettava da molto tempo
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essun aumento di imposte e tariffe, mantenimento dei servizi e nuovi investimenti per 1 milione e 140 mila euro, importo che potrebbe raddoppiare considerato che il Governo ha eliminato il vincolo del Patto di stabilità 2016. La giunta vara la manovra di bilancio, ma le opposizioni insorgono. “Siamo tra i pochissimi comuni italiani che sono riusciti ad approvare il bilancio di previsione entro il 2015 – spiega il sindaco Nicola Fragomeni – grazie anche all’efficienza dei nostri uffici. Restiamo però in attesa di conoscere l’entità del fondo di solidarietà promesso in sostituzione della Tasi. Forse sarà necessario tagliare ulteriormente le spese per riportare in equilibrio il bilancio, poiché ai comuni sarà in ogni caso inibita la manovra tributaria. Attendiamo la conferma del promesso abbattimento del Patto di stabilità che eliminerebbe i limiti di spesa per gli investimenti. Abbiamo accumulato negli anni una capacità di spesa di quasi un milione di euro, che ci permetterebbe di effettuare importanti interventi sul territorio”. Sul fronte investimenti nel 2016 sono previsti tre grandi interventi: la riqualificazione delle aree esterne a nord di Villa Farsetti per un costo complessivo di un milione di euro, di cui 600 mila di finanziamento regionale, la sistemazione della viabilità e dell’arredo urbano lungo via Desman in centro a Veternigo per 500 mila euro, e la sistemazione del centro di Caselle per 300 mila euro, finanziati interamente dal Comune in attesa di un contributo regionale di 100 mila euro. “Lo stanziamento delle spese in conto capitale è ridotto rispetto al 2015 – spiega l’assessore al Bilancio Alessandro Arpi. Le fonti di finanziamento sono passate da circa 1 milione 140 mila euro del 2011 ai circa 670 mila del 2015, con un taglio del 41%”. Arpi aggiunge: “Nel 2016 non aumenteranno né le tariffe né i tributi: abbiamo infatti confermato le aliquote dei tributi e le tariffe vigenti dal 2014 e voglio sotto-
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a tariffa più bassa tra tutti i comuni del Miranese e bollette in netto calo. Regalo per il nuovo anno ai cittadini, che pagano bollette dei rifiuti in alcuni casi dimezzate rispetto ad altri comuni del territorio. Lo dicono i dati forniti da Verita. Un nucleo familiare composto da due componenti paga a S. Ma-
ria di Sala 148,37 euro l’anno, quasi la metà di quanto si paga a Mira (247,76 euro) e meno di quanto si paga negli altri sei comuni del comprensorio. Va ancora meglio se il nucleo è composto da tre persone: si pagano 149,94 euro, a fronte dei 286,94 di Mira, e solo Noale e Scorzè stanno sotto i 200 euro (187,54 e 194,25 euro). “Il calo – spiega Fragomeni – è dovuto soprattutto alla diminuzione del rifiuto secco conferito. Nel 2013 era stato applicato il 3,3% e nel 2014 il 4,79%, mentre dal 2015 viene applicato il solo tasso di inflazione programmata, che è fermo all’1,5%”. F.D.G.
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Santa Maria di Sala
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Educazione civica Progetto in dirittura d’arrivo
Nasce il consiglio comunale dei ragazzi Coinvolti nel progetto i bambini delle classi quarta e quinta del complesso di Stigliano e delle quinte A e B di Veternigo. Incoraggiare e accompagnare la crescita delle giovani generazioni in un percorso di consapevolezza e cittadinanza attiva, attraverso esperienze che consentano di apprendere il valore del prendersi cura di sé, degli altri, dell’ambiente e del bene comune e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. E’ questo, in sintesi, l’oggetto del progetto “Consiglio comunale dei ragazzi” attivato dalla direzione didattica di S. Maria di Sala in collaborazione con il Comune. “Ci proponiamo di sensibilizzare i bambini al concetto di diritto e dovere – spiega il vicesindaco Alessandro Arpi –, di avvicinarli alle istituzioni, stimolando così la partecipazione alla vita sociale e di formare cittadini consapevoli,
che conoscono e rispettano il sistema democratico”. Il percorso, che avrà come culmine proprio la creazione del Consiglio comunale dei ragazzi, prevede appuntamenti che coinvolgono già dall’inizio dell’anno scolastico i bambini delle classi quarta e quinta del complesso di Stigliano e delle quinte A e B di Veternigo. Nel corso del mese di gennaio, si sono svolte lezioni sull’ordinamento dello Stato. Quindi, gli assessori e il sindaco si recheranno nelle classi, e nelle settimane successive accoglieranno in municipio i bambini, che potranno così conoscere i luoghi delle decisioni politico-amministrative e la struttura organizzativa. Nel mese di marzo poi, gli alunni saranno invitati a formulare proposte e approfondimenti tematici da sottoporre alla giunta ed eleggeranno due rappresentanti per classe, che dovranno presentarle. Le commemorazioni del 25 aprile e del 2 giugno, saranno ulteriori occasioni di confronto e riflessioni. “Alla fine di questo percorso verrà elaborato insieme il progetto del Consiglio comunale dei ragazzi – conclude Arpi – che diventerà un interlocutore importante nella nostra attività amministrativa”. Filippo De Gaspari
La medicina di gruppo è un sistema sanitario sempre più diffuso nel comprensorio
Servizi. Arriva la medicina di gruppo
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breve la medicina di gruppo sarà attiva anche a Santa Maria di Sala. Lo ha assicurato il sindaco Nicola Fragomeni nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. “Abbiamo già avviato una ricognizione per individuare un immobile all’interno del capoluogo che possa ospitare gli studi e gli uffici e apriremo una fase di concertazione che coinvolgerà innanzitutto i medici di base e gli organi sovracomunali”. Medici di base e i pediatri operano insieme nella stessa struttura. Sono a disposizione dei propri assistiti in orario molto lungo, di solito dalle 8 alle 20. Se una persona ha bisogno di un consulto a un orario non coperto dal suo medico, in quello stesso studio troverà un altro medico che potrà sostituire
il collega. “L’intenzione – continua il sindaco – non è solo di dotare di uno spazio più confacente i medici di base, consentendo nello stesso tempo anche maggiori comodità ai pazienti, ma anche di offrire servizi ulteriori, introducendo alcune branche di medicina specialistica”. L’iniziativa verrà finanziata interamente dalla Regione del Veneto. Le esperienze di medicina di gruppo sono molto diffuse nel comprensorio dei 17 comuni della Riviera del Brenta e del Miranese ormai da qualche anno. Queste esperienze molto apprezzzate dai cittadini, costituiscono una precisa politica di localizzazione della sanità perseguita anche dall’Ulss 13. F.D.G.
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Il fondale che ha ottenuto la Menzione Scuola Il concorso della Biennale creatività d’onore. Ragazzisulla del laboratorio di
Il fondale che ha ottenuto la Menzione d’onore. Ragazzi del laboratorio di scenografia al lavoro per la sua realizzazione
scenografia al lavoro per la sua realizzazione
I ragazzi-scenografi di Olmo vincono per la seconda volta H
anno fatto ildegli bis gli studen- dell’accoglienza stranieri. ti-artisti-scenografi della “Letto il copione - dispiega media dell’Istituto comprensivo la professoressa AnnunziatiG. Vitetta Matteottidi na che haOlmocurato,Maerne anche (nel Miranese), che hanno di portaquest’anno, il laboratorio sceto a casa da Venezia, concorso nografia - ho subitodal avviato una Leone d’argento della Biennale, ricerca su materiali che potessero un altro prestigioso riconoscicontenere dei messaggi, espliciti mento, dopo ottenuto lo o impliciti, perquello proporre un’amscorso anno.che creasse un certo bientazione Molto apprezzato e degno pathos in una realtà rivisitata”. della Menzione d’onore il loro la“Siamo partiti - prosegue la voro sul fondale per lo spettacolo professoressa - dalla rivisitazione teatrale “L’orsa”, allestito dell’opera “Gli orsi” di Ulo dagli Soostudenti della scuola ster, artista estone, chesecondaria è divenudi il primo che è paesaggio. andato in ta cuoregrado, del nostro scena con successo lo scorso giuPaesaggio dove il viola e il giallo gno. imperversano tra assonanza e L’opera, nel suo complesso, contrasti”. è un piccolo e sorprendente caDue in particolare i momenti polavoro, realizzato del “viaggio artistico”dall’istituto che l’insescolastico da anni si carattegnante ha che voluto sottolineare: la
realizzazione del paesaggio - che ha coinvolto a pieno i ragazzi tanto da farli diventare “tavolozze vive e palpitanti”, con le mani intinte a pieno nel colore che dava corpo e concretezza alla loro immaginazione - e la coralità del lavoro che ha coinvolto ragazzi di varie classi, dalla prima alla terza media. “Il primo piano della scuola un giorno - racconta la prof - si è trasformato in una rizza per suo Progetto teatrale, sorta di ilfucina creativa, dove di cui il laboratorio di scenografia gruppi di ragazzi hanno cooperaè parte integrante. interagendo to alla realizzazione Il testo che ha ispirato la rapin modo costruttivo”. presentazione è ha stato scritto,i Un lavoro che prodotto infatti, dalfrutti: professor Alessandro sui buoni lo scorso 30 genVoltolina, in pensionaio infattiinsegnante i ragazzi-scenografi nela che volontario e loro continua insegnate da si sono recati a dare una mano con la propria all’Arsenale di Venezia, dove in opera, ed dell’Apertura è ispirato alledel notizie occasione Caranche di attualità sull’uccisione nevale internazionale dei ragazdegli orsi. zi, organizzato dalla Biennale di Comesispesso accade, tema Venezia, è svolta ancheil la ceispiratoredi ha offerto lo Per spunto rimonia premiazione. loro perprestigiosa sviluppare Menzione una riflessione in la d’onounadeltrasfigurazione metaforica re concorso indirizzato alle sul mondo dei ragazzi e anche scuole che riguarda progetti finadegli adulti relativamente al “dilizzati allo sviluppo della creativerso”, a chi èaletichettato vità applicata campo dellecome arti. disadattato o problematico, e per questo è discriminato, sfiorando Ornella Jovane la questione - altrettanto attuale >o.jovane@lapiazzaweb.it <
Gli studenti dell’Istituto comprensivo “G. Matteotti” di MaerneOlmo con la professoressa Vitetta sono stati premiati per il fondale realizzato per lo spettacolo teatrale “L’orsa”
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esto reostruiti piante el 1557. Napolecon la formati positi. E o nuoisperde dell’anpa… cesano, perabionto di rtisticadi chiore opere presenti cesane: la Catancesco Chiog‘Muneonache rato da irettore accanmo anativi. E portana della
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Cultura
Festival del fumetto e cultura pop
i frati Cappuccini si occupavano di viandanti, pellegrini ed appestati all’Ospedale della Cà di Dio a po’ associazione cultuche decine di metri dalla cattedrale rale VeneziaComx in di Chioggia in quella che è ora la occasione del suo decimo biblioteca comunale, il monastero anno di attività inaugubenedettino di san Michele esistererà il prossimo 19 e 20 va a Brondolo già nell’VIII secolo, Don Giuliano marzo, presso il Pala Exil monastero delle Cappuccine diMarangon a il poVenice a guida Marghera venterà il Seminario vescovile… Venezia Comics scoprire questi-Festival edifici Don Giuliano Marangon ci del fumetto e cultura pop. guida con la sua consueta perizia che hanno segnato la L’ottava edizione del festia scoprire questi edifici che hanno val veneziano fonderà il storia della città a lungo segnato la storia della citMestre Comics e il Venice Chioggia. I Domenicani nell’i- tà in questa nuova pubblicazioComic Art Fest per rendesola dedicata a San Domenico ne, “Chiostri e cori monastici in re finalmente Venezia un nella zona nord della città, gli Ere- Chioggia” (edizioni Nuova Scintilpunto di riferimento per tutti gli amanti dei fumetti. mitani agostiniani a San Nicolò la 2015), come sempre corredata di Un forte cambiamento che gli organizzatori hanno voluto che ora è parte scuola dell’infanzia note erudite e curiosità, ma anche realizzare per offrire a visitatori ed espositori un’unica mostra e con la chiesa trasformata in un da immagini che ci documentano mercato del fumetto di venezia, in un calendario di eventi anartistico Auditorium comunale, la grande ricchezza culturale, articora più ricco e con nuovi contenuti in spazi espositivi più ampi i Francescani fuori le mura il cui stica e soprattutto religiosa di quee strutturati per accogliere un pubblico sempre più numeroso. convento e chiostro sono diventati sti luoghi. Secoli di storia accompaLa nuova struttura che ospiterà la fiera sarà il Pala ExpoVeil museo civico della Laguna Sud, a gnano la presenza dei domenicani nice che si estende per 14mila mq, su una superficie complessiva Santa Caterina prima le monache giunti a Chioggia sul finire del Duedi 50mila mq, situata all’inizio del Ponte della Libertà, il ponte Cistercensi poi le suore Canossiane cento là dove già c’era una comuniche collega il centro storico di Venezia alla terraferma. in vasto complesso di edifici che at- tà monastica benedettina e ancor Questi cambiamenti, compreso nome e location, permettetende da anni di essere in qualche prima gli Agostiniani a San Nicolò, ranno di dare finalmente a Venezia la fiera internazionale che modo riutilizzato, mentre la stori- all’inizio del Trecento arrivano i tutti aspettavano da anni. Prestigiosi gli ospiti di questa decima ca chiesetta è stata riaperta solo da Francescani… a loro si rivolgevaedizione: Claudio Chiaverotti, Giorgio Cavazzano, Laura Brapochi mesi dopo un lungo, anch’es- no i tanti poveri per un’elemosina ga, Lola Airaghi, Lrnz, Marco Checchetto, Mirka Andolfo, Panti, so “storico”, restauro (ma l’impian- o un piatto di minestra calda. La Pocci Poccetta, Sio. to di riscaldamento “attende” l’ar- guerra di Chioggia e il saccheggio rivo del metano per funzionare…), genovese del 1379 distrussero i vec-
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chi conventi, ma furono presto restaurati o interamente ricostruiti come testimonia la famosa piante di Cristoforo Sabbadino del 1557. Ma tutto fu sconvolto da Napoleone alla fine del Settecento con la confisca dei conventi trasformati in caserme, magazzini, depositi. E il ricco patrimonio artistico nuovamente saccheggiato si disperde in Francia e nei mercatini dell’antiquariato d’Italia e d’Europa… Una visita al museo diocesano, che ha recuperato il recuperabile, ci consente di renderci conto di quanto fosse consistente e artisticamente elevata la presenza di chiostri e conventi in città ed altre opere sono ancora per fortuna presenti nelle chiese cittadine e diocesane: pensiamo al coro ligneo della Cattedrale, a quello di San Francesco dentro le mura (quella che a Chioggia è chiamata chiesa della ‘Muneghette’ cioè appunto delle monache di clausura). Nel libro curato da don Giuliano Marangon, direttore del Polo Museale diocesano, accanto ai luoghi descritti troviamo anche i personaggi più significativi. E così si aggiunge un altro importante tassello nella conoscenza della storia locale. Eugenio Ferrarese
- dell’accoglienza degli stranieri. “Letto il copione - spiega la professoressa Annunziatina Vitetta che ha curato, anche quest’anno, il laboratorio di scenografia - ho subito avviato una ricerca su materiali che potessero contenere dei messaggi, espliciti o impliciti, per proporre un’ambientazione che creasse un certo pathos in una realtà rivisitata”. “Siamo partiti - prosegue la professoressa - dalla rivisitazione dell’opera “Gli orsi” di Ulo Sooster, artista estone, che è divenuta il cuore del nostro paesaggio. Paesaggio dove il viola e il giallo imperversano tra assonanza e contrasti”. Due in particolare i momenti del “viaggio artistico” che l’insegnante ha voluto sottolineare: la
realizzazione del paesaggio - che ha coinvolto a pieno i ragazzi tanto da farli diventare “tavolozze vive e palpitanti”, con le mani intinte a pieno nel colore che dava corpo e concretezza alla loro immaginazione - e la coralità del lavoro che ha coinvolto ragazzi di varie classi, dalla prima alla terza media. “Il primo piano della scuola un giorno - racconta la prof - si è trasformato in una sorta di fucina creativa, dove gruppi di ragazzi hanno cooperato alla realizzazione interagendo in modo costruttivo”. Un lavoro che ha prodotto i sui buoni frutti: lo scorso 30 gennaio infatti i ragazzi-scenografi e la loro insegnate si sono recati all’Arsenale di Venezia, dove in occasione dell’Apertura del Carnevale internazionale dei ragazzi, organizzato dalla Biennale di Venezia, si è svolta anche la cerimonia di premiazione. Per loro la prestigiosa Menzione d’onore del concorso indirizzato alle scuole che riguarda progetti finalizzati allo sviluppo della creatività applicata al campo delle arti. Ornella Jovane
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Il decimo VeneziaComics Festival del fumetto e cultura pop
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DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA.
’associazione culturale VeneziaComx in occasione del suo decimo anno di attività inaugurerà il prossimo 19 e 20 marzo, presso il Pala ExpoVenice a Marghera il Venezia Comics -Festival del fumetto e cultura pop. ACTIONAIDdelÈ INSIEME L’ottava edizione festi- A CHI OGNI GIORNO val veneziano fonderà il DIRITTI. È INSIEME A CHI NON RIVENDICA I PROPRI Mestre Comics e il Venice RIMANE IN SILENZIO DI FRONTE A INGIUSTIZIE Comic Art Fest per rendeSOCIALI, FAME Eun POVERTÀ. re finalmente Venezia È INSIEME A CHI FARSI SENTIRE punto di riferimento per VUOLE tutti gli amanti dei PER fumetti. Un forte cambiamento gliANCHE organizzatori CAMBIARE LE COSE. che UNISCI TU LA TUAhanno voluto realizzare per offrire a visitatori ed espositori un’unica mostra VOCE SU ACTIONAID.IT mercato del fumetto di venezia, in un calendario di eventi ancora più ricco e con nuovi contenuti in spazi espositivi più ampi e strutturati per accogliere un pubblico sempre più numeroso. La nuova struttura che ospiterà la fiera sarà il Pala ExpoVenice che si estende per 14mila mq, su una superficie complessiva di 50mila mq, situata all’inizio del Ponte della Libertà, il ponte che collega il centro storico di Venezia alla terraferma. Questi cambiamenti, compreso nome e location, permetteranno di dare finalmente a Venezia la fiera internazionale che tutti aspettavano da anni. Prestigiosi gli ospiti di questa decima edizione: Claudio Chiaverotti, Giorgio Cavazzano, Laura Braga, Lola Airaghi, Lrnz, Marco Checchetto, Mirka Andolfo, Panti, Pocci Poccetta,IL Sio.DIRITTO DI CAMBIARE
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Sport
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Giovanna Michieletto, e la passione per le due ruote Q
uando la passione ti fa crescere e diventa una continua sfida con te stessa fino a farti raggiungere i più alti livelli dello sport che ami, allora hai già raggiunto uno dei podi più difficili. Sono questi i punti cardine della storia sportiva di Giovanna Michieletto, attualmente campionessa regionale di ciclocross nella categoria donne élite. Giovanna, giovanissima ragazza di Scorzè, classe 1995, inizia già a 7 anni a praticare ciclismo su strada e atletica, ma dopo poco tempo capisce che la bici sarebbe stata la sua più grande compagna di avventure e abbandona, in questo modo, l’atletica leggera. Iniziano fin da subito le sfide per la bambina. “Ricordo ancora la mia primissima gara, decisamente la più importante. – afferma Giovanna-. Era una gimkana in cui sono arrivata seconda e ho perso il primo posto per un soffio,
da quel momento ho capito che avrei dovuto migliorarmi e vincere”. In terza media, la giovane veneziana, oltre al ciclismo su strada inizia anche a praticare il ciclocross, con la società Libertas di Scorzè. Dai 17 anni Giovanna è entrata nella categoria juniores. “Il primo anno in questa categoria è stato traumatico – racconta Giovanna - Non solo per la mole di allenamenti, ma anche perché spesso ti ritrovi a gareggiare con e contro le più grandi atlete a livello mondiale e di sicuro la pressione si sente”. Il 2014 è stato per la ciclista un anno importante per entrambe le discipline. Nel gennaio di quell’anno è stata convocata in nazionale ciclocross per la coppa del mondo a Roma e, per la corsa su strada, con la società Footon Servetto squadra Uci femminile, ha partecipato a due corse a tap-
L’atleta di Scorzè ha partecipato al Giro d’Italia femminile, al Tour di Norvegia e alla Coppa del Mondo
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Diporto Velico, Giorgiutti presidente
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pe internazionali: il Giro d’Italia femminile e il Tour di Norvegia e anche qualche prova di Coppa del Mondo. Dopo questi grandi traguardi, ha deciso di lasciare il ciclismo su strada poiché ha trovato una nuova spinta nella mountain bike e, grazie alla società Four esWilier racing team, ha partecipato alle gare degli Internazionali d’Italia e al campionato italiano under 23. Anna Michieletto
ichele Giorgiutti è stato confermato alla guida del Diporto Velico Veneziano alla presidenza. Giorgiutti guiderà nel prossimo triennio uno dei circoli velici più prestigiosi dell’Alto Adriatico. A fianco avrà una squadra compatta: Alberto Righi sarà vicepresidente. E poi: Dino Orsini (tesoriere), Gianmichele Tiburzio (segretario), Bruno Luppi (direttore del cantiere), Luigi Zennaro (direttore della darsena), Enrico Catarra (direttore sportivo d’altura) e Massimo Scarpa (direttore dell’attività giovanile). Tanti gli appuntamenti calendarizzati per il 2016. Sarà il Trofeo Rizzotti ad attirare l’attenzione a inizio giugno. Giunto alla 30 esima edizione, è stato organizzato assieme alla Compagnia della Vela e prevede una regata internazionale a squadre riservata ai giovani campioni della classe Optimist. Il secondo appuntamento sarà la Transadriatica: regata d’altura che parte dalle bocche di porto del Lido e arriva a Cittanova d’Istria. Tante regate infine sono previste ad ottobre.
Podismo, tutte le novità dei “Venicemarathon Events 2016”
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uest’anno il Venicemarathon Club porta a correre tutti gli appassionati nei parchi, al mare, in montagna e in città d’arte con il progetto “Venicemarathon Events 2016”. Un’offerta che presenta nuove proposte, anche al di fuori del territorio veneziano, in modo da avvicinare sempre più persone al mondo del running e del jogging in ogni sua forma. Il primo appuntamento in calendario per tutti gli appassionati è quello del weekend di sport “Alì Venice Running Days” in programma sabato 23 e domenica 24 aprile. Il sabato vedrà il battesimo del “Venice Night Trail”, un trail notturno di 16 km. Si svilupperà nel cuore di Venezia lungo calli e campielli, su e giù per 51 ponti della città. Mentre, per la mattinata successiva, l’appuntamento è al Parco San Giuliano di Mestre con la Corrimestre (10 km) e la Panoramica (la corsa green non competitiva di 5, 11 e 18km). Il calendario prosegue in maggio con la Moonlight Half Marathon e la Garmin Forerunner 10K. L’appuntamento con la corsa “al chiaro di Luna” da Cavallino Treporti a Jesolo è fissata per sabato 28 maggio. Poi la Primiero Dolomiti Marathon, un’occasione unica per correre in un ambiente incantevole e tra i più spettacolari al mondo. La manifestazione è organizzata in collaborazione con la U.S. Primiero e in programma sabato 2 luglio. Ma l’appuntamento più importante di tutta la stagione sarà quello con la 31esima edizione della Venicemarathon in programma domenica 23 ottobre e che verrà abbinata alla Garmin Forerunner 10K. Info www.venicemarathon.it. A.M.
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ilVeneto
Il caso La sentenza di primo grado
Birolo condannato a due anni e otto mesi di carcere D
ue anni e otto mesi di carcere, oltre il risarcimento di 325 mila euro. E’ questa la pena inflitta dal giudice Beatrice Bergamasco del tribunale di Padova, con la sentenza di primo grado dello scorso 28 gennaio, a Franco Birolo. Il tabaccaio, che vive e lavora nel centro della frazione di Civè, alla fine dell’aprile del 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che nottetempo, dopo avere sfondato con un’auto la vetrata del suo negozio, stavano rubando al suo interno. Birolo, con la moglie e la figlia, stava dormendo al piano superiore. Le motivazioni della sentenza si basano fondamentalmente sul fatto che secondo il giudice non ci fu un’aggressione da parte del ladro. Dire che il caso abbia sollevato un polverone è dire poco, tanto da assumere una risonanza nazionale. Anche alla luce del fatto che solo qualche mese prima il Pubblico Ministero aveva chiesto l’assoluzione per Birolo. La reazione più istintiva è stata quella popolare. L’indignazione è stata generale, con i concittadini di Birolo che si sono tutti schierati subito dalla sua parte dimostrandogli la massima solidarietà. La decisione del giudice ha scatenato tuttavia una bufera sui social network tanto che, alla luce della miriade di insulti e minacce, la Digos fin da subito ha deciso di mettere sotto protezione l’abitazione della Bergamasco. Franco Birolo, da parte sua, non
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Attualità
Il tabaccaio di Civè dovrà inoltre risarcire alla famiglia del ladro 325mila euro. Secondo il giudice non ci fu aggressione da parte del ladro
Il tabaccaio che vive e lavora nella frazione di Correzzola alla fine dell’aprile 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che di notte, dopo aver sfodato la vetrata del negozio, stavano rubando
ha mai voluto rilasciare un commento, rifugiandosi nella quotidianità del suo lavoro. Le manifestazioni di solidarietà, come si diceva, non sono mancate. Il movimento Indipendenza Veneta, all’indomani della sentenza, ha organizzato un sit in davanti all’ edicola, raccogliendo anche dei fondi. Nei giorni successivi, a Correzzola, si è poi fatto promotore di una fiaccolata di solidarietà a cui hanno partecipato cinquecento persone, tra le quali alcuni anche compaesani di Birolo. Sul piano istituzionale le reazioni sono state più ponderate. Il sindaco Mauro Fecchio e la sua amministrazione hanno riproposto il conto corrente postale istituito già nel 2012 e messo a disposizione di chi volesse concretamente aiutare il tabaccaio. La Lega Nord, che si è riunita con il suo stato maggiore provinciale a Correzzola, ha preferito spostare il tiro, più che sulla sentenza in se, sulla necessità di modificare la legge sulla legittima difesa istituendo un “Patto”, un tavolo di lavoro aperto al contributo di esponenti del mondo della magistratura e accademico.
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Baldin (M5S): “Siamo dalla parte di Birolo”
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a consigliera del M5S in Regione Veneto Erika Baldin si è recata a Correzzola per ascoltare dalla bocca di Franco Birolo la dinamica dell’episodio che l’ha coinvolto. “Birolo è sceso dal letto per vedere cosa stava avvenendo nel suo negozio al pianterreno, diviso dagli alloggi della famiglia solo da una porta interna. Al piano sopra c’erano sua figlia e la moglie”.“Non possiamo parlare di far west in questo caso. Lui ha solo difeso la propria famiglia e credo che ogni padre e marito avrebbe fatto lo stesso. Per questo noi siamo con Birolo e ci facciamo portavoce della sua richiesta – continua la consigliera – Birolo chiede che in questo Paese si riconosca il diritto di ogni cittadino a difendersi e che tutti diano il proprio contributo politico alla revisione della legge sulla legittima difesa”.
L’intervento del vescovo fa scandalo
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candalo ha fatto l’intervento del vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, che ha pubblicamente assolto Birolo, considerando sproporzionata la pena. Una presa di posizione che ha portato l’Associazione nazionale magistrati a valutare l’opportunità di una querela per l’ingerenza del prelato. Anche l’avvocato di Franco Birolo non ha voluto puntare il dito sul giudice, ricordando come le sentenze vadano rispettate e che se non le si condivide c’è la possibilità di ricorrere in Appello. A sostegno del Giudice Bergamasco, l’onorevole del Pd Alessandro Naccarato, che accusa il presule di aver abusato del proprio ruolo. “Il suo intervento - commenta - è particolarmente grave alla luce delle motivazioni della sentenza, che hanno chiarito che l’imputato ha sparato contro un uomo disarmato.
Alessandro Cesarato
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Attualità
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“Non passi l’idea che rubare si può” Intervista al vescovo di Chioggia che difende il tabaccaio che ha ucciso: “Se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo”
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o non dico se ha fatto bene o no. Dico solo: cerchiamo di non far passare l’idea che rubare si può tanto dovremmo esser protetti per legge. Allora faccio una battuta: si faranno anche un’assicurazione sul lavoro?”. Il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo non usa mezzi termini per difendere la sua scelta di schierarsi a favore di Franco Birolo, il tabaccaio di Correzzola condannato per avere ucciso un ladro. Una posizione netta e inattesa la sua. “Ho solo fatto una riflessione. Certo, la legge deve far capire che la difesa deve essere moderata, ma mi sono messo anche nei panni di chi si trova in quella situazione e non ha tutta la freddezza richiesta dalla legge”. Ma comunque Birolo ha tolto la vita a una persona... “Non dico che la reazione non sia stata sopra le righe o che ha fatto bene - e ne è convinto anche lui -, ma ha agito d’istinto, spinto dalla rabbia del momento
e dalla tensione”. Si può perdonare un omicidio se fatto in questo modo? “Io non penso che sia calcolato perciò dico: la difesa non è stata bella, ma nello stabilire le cause il giudice dovrebbe tenere conto del danno fatto e che lui è stato provocato. Perchè se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo...Altrimenti la gente si fa l’idea che può andare a rubare tanto non gli si può fare niente”. Quindi sono “rischi del mestiere”? “Anche il giudice ha tenuto conto che non è un omicidio volontario. Però poi, l’altro vitalizio mi sembra esagerato, perchè destabilizza la vita di una famiglia”. Parla del risarcimento alla famiglia del ladro? “Ma a Birolo i danni chi è che glieli risarcisce? Insomma, 325mila euro rovinano una famiglia”.
Il vescovo Tessarollo e la tabaccheria di Franco Birolo
E se quel ladro un giorno si fosse potuto redimere? “Certo, la morte non dà altre chance. Ma probabilmente anche chi ha sparato in situazioni diverse non lo avrebbe fatto. Con i ‘se’ non so cosa fare. Ma c’è l’idea che si senta più protetto per
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legge chi aggredisce che non chi è aggredito”. Quindi lei sarebbe d’accordo con la revisione della legge sulla legittima difesa? “Certo quello sarebbe ora”. Giorgia Gay
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Donne al vertice Mariacristina Gribaudi
Mariacristina Gribaudi è la presidente della Fondazione Musei civici veneziani.
“Arrendersi mai, il talento emerge” A
mministratore unico di un’azienda leader del settore della produzione di chiavi come la Keyline spa di Treviso, mamma di sei figli e ora anche presidente della Fondazione musei civici di Venezia. Mariacristina Gribaudi non ha certo paura delle sfide. Capo di un’azienda e ora anche al vertice della più importante istituzione culturale veneziana... “Quando sono arrivata ho trovato delle vere eccellenze e il mio compito sarà di valorizzare i talenti esistenti, ma anche di portare al suo interno uomini, donne e giovani di talento che facciano la differenza. Inoltre, gli undici musei della Fondazione rappresentano un patrimonio inestimabile, meritano molta più
visibilità, meritano ognuno di vivere di luce propria e diventare degli spazi in cui i giovani possano trovare un’ambientazione che li faccia ritornare”. Qual è stato il suo percorso per arrivare a un ruolo così importante? “Io sono piemontese, nasco da una famiglia di imprenditori che ha cominciato a fare business nel 1920 a Torino. Mia nonna lavorava, mia mamma era una donna manager. Insieme a queste figure femminili di riferimento ho metabolizzato il modello di fare business del Nord-ovest, caratterizzato dall’esperienza di Adriano Olivetti. Quello che io ho portato all’interno dell’azienda è un modello di business mixato dalle mie origini”. La sua è una bella esperien-
“Come riesco a gestire figli e carriera? Sono una maratoneta, sopravvissuta a tutto correndo. Al mio arrivo in azienda ho dovuto superare pregiudizi”
allevamento cani di razza weimaraner
M A PA
DI
D A R I O G R E G I A N I N · 3 0 0 1 4 C AVA R Z E R E ( V E N E Z I A ) TELEFONO 340 3829411
za di donna al vertice. È davvero così difficile per una donna ricoprire ruoli di rilievo? “È tutto difficile, a me nessuno ha regalato niente, la strada è stata tutta in salita. Per esempio, quando nel 2002 sono entrata nel business di famiglia di mio marito, Massimo Bianchi, gestito da soli uomini per sette generazioni, è stata una grandissima sfida, dovevo superare tutti i pregiudizi legati al mio ruolo. Credo che
non sia facile arrivare ai vertici seguendo i valori della meritocrazia, ma certamente si stanno aprendo delle opportunità per le donne di talento”. Come riesce a coniugare la famiglia e la vita privata con la carriera? “Dico sempre di essere una maratoneta: sono sopravvissuta a tutto correndo. Sei figli sono tantissimi, ma sono cresciuti con una capacità di autonomia quasi immediata. Per molte estati li ho portati in fabbrica per conoscere il mio mondo, lì hanno fatto dei piccoli lavoretti e poi, autonomamente, hanno sviluppato le loro capacità, anche all’estero. Inoltre, sin da quando erano piccoli ho sempre avuto la casa piena dei loro amici: sono sempre stata circondata dai giovani e questo costante contatto è servito moltissimo, anche nel mio lavoro”. Consigli da dare a una donna che vuole fare carriera? “Non arrendersi mai, essere resiliente, sorridere sempre, vedere il bicchiere mezzo pieno. Prima o poi le persone di talento emergono”. Giorgia Gay
Fa dialogare industria, cultura, giovani
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ietro ogni organizzazione c’è un aspetto fondamentale da tenere in conto: le emozioni delle persone”. Mariacristina Gribaudi, imprenditrice e donna di successo, si basa su poche, semplici regole nel suo lavoro in azienda come anche alla guida dell Fondazione Musei civici veneziani: lavoro di squadra, valorizzazione dei talenti, contaminazione tra le varie realtà produttive, spazio alle donne e ai giovani. “Le aziende dovrebbero cominciare a valorizzare il merito e soprattutto il capitale umano - spiega -: fare arrivare un lavoratore contento o scontento incide sulla qualità del lavoro. Più sereni arrivano, meno problemi abbiamo, più la qualità del lavoro eccelle”. All’esperienza nell’industria delle chiavi e nella Fondazione Musei Civici, si è aggiunta di recente anche la nomina a consigliere indipendente nel consiglio di amministrazione dell’incubatore veneto di start up H-Farm. Industria, cultura, nuova imprenditoria: tre ambiti che, per Gribaudi, si incontrano, si specchiano imparando l’uno dall’altro. “Possiamo pensare a fare fabbrica senza relazionarci con la cultura che abbiamo in Italia e con i giovani? Dobbiamo imparare a pensare a certi spazi come a dei luoghi aperti, in cui i giovani possono venire a studiare e a relazionarsi. Il patrimonio che ha Venezia è un contenitore dalle enormi potenzialità, non resta che investire”.
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Economia
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“Flessibilità del lavoro, opportunità di crescita” Il presidente di Eurointerim spa Luigi Sposato snocciola le cifre di un successo: fatturato di 68 milioni di euro, più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, e un totale di 10.140 lavoratori
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na realtà all’avanguardia a livello italiano nel campo delle agenzie del lavoro. E’ Eurointerim Spa, agenzia per il lavoro, nata nel 1998. Una delle prime agenzie per il lavoro a capitale interamente italiano. Il successo di questa realtà lo illustrano chiaramente i numeri. Il 2015 si è chiuso per Eurointerim con un fatturato di 68 milioni di euro, con un totale di più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, cioè 472mila giorni lavorati e un totale di 10.140 lavoratori. Sono stati erogati 139 progetti formativi:18 corsi base, 34 corsi professionali e 87 corsi on the job, per un totale di 8400 ore formative e 929 lavoratori formati, un aumento del 24% rispetto al 2014. Ha la sua sede principale a Padova in viale delle Industrie. A raccontarcelo è direttamente il suo presidente Luigi Sposato. “L’oppor-
tunità di lavorare in questo campo - spiega Sposato- è arrivata con il 1996 cioè con la nuova normativa sul lavoro somministrato. L’Italia e la Grecia erano le ultime in Europa che non l’avevano introdotto. Due anni dopo, nel 1998 sono partito. Eurointerim, è l’unica agenzia che sintetizza una profonda conoscenza della complessa normativa giuslavoristica italiana con la possibilità di dare flessibilità a un mercato sostanzialmente rigido. L’attività si sviluppata in un crescendo, fino al 2009, quando cioè la crisi ha picchiato durissimo anche sulla nostra attività. La crisi fatto comunque utile pulizia di rami secchi. Quello che abbiamo imparato è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto di periodi economici così negativi. Nonostante ciò, fra i nostri dipendenti
Sposato: “Quello che abbiamo imparato in questi anni di crisi è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto dei periodi economici negativi”
Luigi Sposato
diretti, non abbiamo lasciato a casa nessuno”. Eurointerim ha 48 filiali in tutto il territorio nazionale prevalentemente al centronord e cioè oltre che in Veneto anche in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Friuli-Venezia Giulia. Ha 200 dipendenti propri e 200 “corner” all’interno di studi di consulenza del lavoro. A rivolgersi per trovare lavoro a Eurointerim, sono persone di tutte le età sia italiani che immigrati. Gli immigrati sono il 30 % del totale. Opera a fianco delle Istituzioni pubbliche per promuovere occupazione e reimpiego. Il mondo della consulenza del lavoro si completa con quello dei servizi per le risorse umane e di intervento organizzativo, modalità di assunzione, ricerca e valutazione del candidato e integrazione
con l’azienda. “Il nostro scopo- conclude Sposato - è unire candidati con aziende. I servizi per le aziende sono: somministrazione, ricerca e selezione, formazione, outplacement, outsourcing. Eurointerim è l’unica agenzia per il lavoro inserita nell’elenco delle imprese con rating di legalità”. Saranno organizzati incontri di formazione e orientamento gestiti dal Presidente di Eurointerim. Gli argomenti?: trovare o cambiare lavoro, motivarsi e motivare, gestire i collaboratori, comunicare con efficacia, come raggiungere i propri risultati personali e professionali. Fra le attività innovative di Eurointerim c’è l’avvio di una agenzia di rating in supporto alle imprese e all’azione delle banche. Mattia Rossin
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Politica
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Baretta: “La legge di stabilità darà nuovo impulso alla ripresa”
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Il sottosegretario veneto all’Economia spiega le principali novità contenute nella legge approvata dal Parlamento
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l Parlamento ha approvato la Legge di stabilità, un documento che ha importanti ricadute non solo a livello nazionale ma anche sul territorio. Ne abbiamo parlato con il sottosegretario all’Economia e Finanze on. Pier Paolo Baretta. Cosa cambia con la nuova Legge di Stabilità? “Questa legge contiene provvedimenti per irrobustire i segnali di ripresa che si intravvedevano, deboli ma concreti”. Le novità più importanti? “La riduzione del peso fiscale, impedendo l’aumento di due punti dell’Iva. L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa. Il rinnovo del bonus energetico. Sono stati confermati i vantaggi fiscali per le aziende che assumono ed è stata prevista la riduzione
“Tre assi di sviluppo per il Veneto”
dell’Ires per il prossimo anno. Altra novità è l’abolizione del Patto di stabilità: adesso i comuni potranno investire le energie bloccate al loro interno in interventi sul territorio”. Quali vantaggi per il Veneto? “Il Veneto ha dei vantaggi diretti da molte di queste scelte. È una delle più importanti realtà produttive del Paese, la sua industria è molto esposta all’export internazionale, per cui tutto ciò che sostiene l’industria va direttamente a beneficio anche del Veneto. Altri interventi di riforma, come quelli su autorità portuali e infrastrutture, per esempio hanno avuto una buona ricaduta sul Veneto”. Ci sono altri provvedimenti al vaglio del Governo? “Molti provvedimenti sono
“Tra le novità la riduzione del peso fiscale, incentivi alle aziende che assumono, eliminazione dell’Imu prima casa”
già in corso, tra questi cito il finanziamento dell’alta velocità sulla tratta Verona-Padova e verso Trieste. Il finanziamento della Pedemontana, che è già stato fatto, ma c’è anche l’accordo di programma per Porto Marghera, con un finanziamento di 150 milioni. Infine, il riconoscimento da parte dell’Unesco delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità”. Gaia Ferrarese
er il sottosegretario al’Economia Pier Paolo Baretta sono tre le linee da seguire per sostenere la ripresa in Veneto. “Il primo è certamente lo sviluppo dell’industria manifatturiera - spiega -, che da sempre è il perno della nostra economia”. Il secondo è il binomio turismo e cultura: intesi come tutt’uno: “Il Veneto ha un patrimonio clamorosamente elevato, elemento centrale di sviluppo del territorio - evidenzia -. Un patrimonio fatto sia di grandi città d’arte sia di piccoli centri urbani. Dobbiamo gestirlo in modo organico, con una chiara visione. Non può essere lasciato ai singoli comuni”. “Il terzo asse è la logistica. La posizione geografica del Veneto è privilegiata: dai porti del Nordest si accede al centro e all’Est Europa, mercati straordinariamente importanti. Per questo ci serve cinserve una logistica capace di ricevere e smistare”.
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Politica
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Accordo in Regione L’area da mezzo milione di mq è già nella disponibilità del Comune
Via libera al nuovo ospedale di Padova Sarà costruito a Padova Est - San Lazzaro D
opo anni di polemiche e colpi di scena la politica trova l’accordo sul futuro del nuovo ospedale di Padova. Si farà a Padova Est - San Lazzaro, in un’area di 521 mila metri quadrati a disposizione del Comune di Padova. Tramontata dunque l’idea di Padova Ovest, dopo un ridda di reazioni, messa da parte anche l’ipotesi dell’aeroporto insieme all’eventualità di una ricostruzione del vecchio ospedale, la collocazione del nuovo policlinico passa il vaglio del tavolo regionale. Il comitato di coordinamento presieduto dal governatore Zaia e composto da tutti i soggetti interessati (Uls, Azienda Ospedaliera, Università, Comune, Provincia) ha dato il via libera alla soluzione di San Lazzaro dopo l’ultimo confronto tra le diverse opzioni proposto dal nel direttore dell’azienda ospedaliera Luciano Flor. Ora viene il bello perché, a parte la disponibilità
Ora viene il bello con la progettazione di un’opera attesa da almeno vent’anni. Servirà una forte collaborazione tra pubblico e privato dell’area, che il Comune di Padova mette a disposizione in “diritto di superficie” per almeno 99 anni, il progetto del nuovo ospedale è tutto da costruire e ha l’ambizione di consegnare finalmente alla città una moderna “cittadella della salute” all’altezza della fama e dell’alta specializzazione della sanità padovana. Serviranno tanti soldi, oltre 600 milioni di euro, e una sinergia tra pubblico e privato visto che anche in questo caso si ricorrerà alla formula del “project
Le reazioni: il centrodestra esulta, perplessità dal centrosinistra mentre il Movimento 5 Stelle teme un nuovo “mostro mangia soldi”
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ra l’attenzione si sposta sui tempi e sui dettagli della progettazione del nuovo ospedale di Padova. Intanto dal centrodestra arriva il plauso alla scelta di Padova Est. “L’eccellenza sanitaria patavina - afferma Roberto Marcato, assessore regionale all’economia - meritava di potersi esprimere al meglio in una struttura adeguata, che ora nascerà secondo tutti i crismi e con le preziose indicazioni tecniche dell’Università e dello Iov, elementi importanti per dare contenuto scientifico ai massimi livelli”. Il centrosinistra conferma invece i dubbi di quello che giudica un percorso ad ostacoli. “La prima delle perplessità - affermano i consiglieri Claudio Sinigaglia e
Piero Ruzzante - è quella sulla destinazione urbanistica e la conformità della stessa per attivare la struttura sanitaria. Meritano un approfondimento le questioni dell’accessibilità, anche viabilistica, e delle possibilità di implementazione dell’area”. Teme un nuovo “mostro magia soldi” il capogruppo del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti: “Ancora una volta stanno parlando del contenitore, ma sui contenuti non ho ancora sentito una parola dalla politica regionale per non parlare del fatto che diventa indispensabile ribadire un secco no all’ipotesi del project financing, come andiamo dicendo da sempre, per questo progetto”.
financing”. Intanto la Regione ha confermato lo stanziamento di 50 milioni l’anno per il prossimo triennio ma questo è solo il primo passo. Per quanto riguarda l’ormai accantonato progetto di Padova Ovest è lo stesso Zaia ad indicare la strada da seguire: “ Il fatto sarà formalizzato con una nuova delibera regionale che ribadirà la non pubblica utilità dell’area di Padova Ovest già dichiarata il 14 ottobre 2014. Abbiamo inoltre costituito un tavolo tecnico composto dai legali dei diversi protagonisti del Tavolo che dovrà darci la corretta linea giuridica rispetto ai rapporti con i privati che furono interessati a Padova Ovest. Nel frattempo si può cominciare a scrivere anche il nuovo Accordo di Programma – conclude Zaia – che darà al Veneto un Policlinico Universitario di livello internazionale”. Anche il sindaco di Padova Massimo Bitonci parla di una decisione storica e sottolinea il ruolo del Comune nel mettere a disposizione il terreno: “Le valutazioni dei tecnici sono state assunte e condivise da tutte le parti: l’area di Padova Est non evidenzia criticità ed è immediatamente disponibile. Ora andiamo avanti, insieme. I veneti e, soprattutto, i padovani, hanno atteso per troppi anni un’opera che ora possiamo finalmente realizzare”. Più critico invece il presidente della Provincia Enoch Soranzo, che si è astenuto: “Invierò a Zaia le controdeduzioni su alcuni errori e discrepanze ma a questo punto auspico che, definita una volta per tutte l’area, s’inizino quanto prima i lavori di costruzione, e che davvero Padova possa avere in tempi rapidissimi una struttura attesa da vent’anni”. Nicola Stievano
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Turismo
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Lombardia
L0 storic0 “Posta” racconta Sondrio L’elegante Grand Hotel costruito nel lontano 1862 è legato a doppio filo con la città della Valtellina costituendone un luogo d’accoglienza di classe e un singolare, ricco e variegato spazio museale
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na città, un albergo. Nel caso di Sondrio della banca. Ma brillano anche sculture di valore, bisognerebbe dire: una città e il “suo” al- come i bronzi realizzati dal grande Arturo Martibergo. Perché il Grand Hotel della Posta è legato ni. Un galleria di capolavori d’autore che spaziaa doppio filo con la città capoluogo della Valtel- no dal Settecento all’arte contemporanea. lina, sin da quando era ancora parte del cosidSembrerebbe di passare dal sacro al profano detto Stato di Milano governato dagli austriaci. citando anche l’enogastronomia fra gli aspetDai successori di Radetzky per intenderci. Era il ti che rendono lo storico albergo una vetrina 1855 quando per volontà di Francesco Foianini fu di Sondrio e del suo territorio. Ma non è affatto gettata la prima pietra dello storico hotel, la cui un’eresia perché oggi la produzione agroalimencostruzione venne completata nel 1862, quando tare di un territorio, specie quella artigianale, è Sondrio e la Lombardia tutta eraconsiderata parte integrante no già parte del neonato Regno Dal 23 al 25 aprile della cultura materiale di una d’Italia retto dai Savoia. Della sua ospiterà “Art de Vivre” zona. E la Valtellina ne ha molte di eccellenze da mettere in vecittà il Grand Hotel della Posta è un evento d’arte, moda trina, a cominciare dalla bresastato, come testimonia il nome, e alta gastronomia ola, salume crudo a pezzo intero stazione di posta e quindi crocevia di comunicazioni, trasporti e traf- L’albergo è uno dei focus ottenuto da sapiente stagionafici commerciali. Uno snodo vidi piazza Garibaldi tura naturale che è nato proprio tale. Affacciato sulla centralissima il cuore pulsante da queste parti. E poi i tanti formaggi di alpeggio, a cominciapiazza Garibaldi, di cui costituisce di un centro storico re da Bitto, Casera Valtellina e uno dei focus per l’eleganza del tutto da scoprire Scimudin. I pizzoccheri, pasta suo stile architettonico, da oltre tipica a base di grano saraceno, un secolo e mezzo il Grand Hotel della Posta rappresenta il luogo dell’ospitalità per la polenta “taragna” e gli “sciatt”, ovvero frittelle eccellenza di Sondrio. Le camere, grazie anche di grano saraceno e formaggio. Quindi i vini: ieri ad un recente restauro, mantengono intatto il solo lo Sforzato, o Sfurzat (ottenuto da uve pasfascino di un tempo con arredi e decori d’epoca, site tre o quattro mesi), oggi anche molti altri. In compresi in qualche caso gli affreschi dei soffitti. primis il Valtellina Superiore, un rosso che ha otEntrarvi è come aprire la porta sulla storia e po- tenuto la Docg come lo Sforzato. La base prevater respirare certe atmosfere della seconda metà lente è il Nebbiolo che nella Valtellina assume le dell’Ottocento, quando il gusto per il dettaglio era declinazioni più originali e apprezzate. Il Grand Hotel della Posta ospita la maggior arte. E parlando di arte va sottolineato un altro aspetto che lega fortemente il Grand Hotel della parte degli eventi di rappresentanza di SonPosta a Sondrio: l’esposizione di opere d’arte di drio. In aprile è prevista la prima edizione di un valore assoluto. Si tratta di intere collezioni che evento – contenitore chiamato “Art de Vivre” e la proprietà dell’immobile, il Credito Valtellinese dedicato ad arte, moda, gastronomia e intratte(erede di quella banca, il Piccolo Credito Valtelli- nimento. Oggi la gestione dell’hotel è affidata alla nese, a cui il proprietario di allora, Enrico Vitali, società Lungolivigno della famiglia Giovannini di la cedette nel 1947), ha voluto collocare nei vari Livigno, gruppo che ha costruito la sua notorietà spazi dell’albergo per trasformarlo in una sorta di nel campo della moda (i suoi negozi di Livigno museo. Si tratta di un notevole complesso di ope- propongono le griffe più quotate e sono molto re d’arte attinte dalla collezione di quadri antichi frequentati dai turisti, anche stranieri) e che ha
La suggestiva piazza Garibaldi, cuore di Sondrio dove sorge il Grand Hotel della Posta. A destra la Spa e la facciata dello storico albergo, scorcio sul fiume; sotto: una camera dell’hotel, prodotti tipici della Valtellina e un piatto di pizzoccheri. Nella striscia verticale: il ristorante e la taverna dell’hotel, la Torre Ligariana e l’albergo illuminato.
esteso i suoi interessi nella hotellerie di qualità. Il “4 stelle” storico di Sondrio è oggi uno dei fiori all’occhiello dei Giovannini, compreso il ristorante che si è ritagliato uno spazio anche fra le segnalazioni delle guide specializzate. Il restauro ha permesso di recuperare anche gli spazi sotterranei dell’albergo dove è stata ampliata la Spa e ricavate la sala colazione, una rustica taverna e una fornita enoteca, che presenta un panorama completo delle etichette del territorio. Sondrio è città appartata, che non ama i riflettori, ma è ugualmente piacevole da visitare. In tutte le stagioni. Il suo salotto è piazza Garibaldi su cui si affacciano i palazzi più importanti, fra cui il Grand Hotel della Posta. L’itinerario del passeggio comprende la vicina piazza Campello, dove prospettano il Palazzo Pretorio (oggi sede municipale) e la Collegiata dei Santi Gervaso e Protasio, chiesa simbolo della città. Il suo campanile, la Torre Ligariana, è nel contempo anche torre civica. Una visita della città deve comprendere anche il Museo Valtellinese di Storia e Arte che sorge in via Quadrio nel Palazzo Sasso de’ Lavizzari. Una strada in salita conduce al Santuario della Sassella che presenta pregevoli affreschi del ‘500. La città, che ha poco più di ventimila abitanti, sorge alla confluenza fra il Mallero e l’Adda e mentre si passeggia il sottofondo del rumore dell’acqua che scende rabbiosa da tutta la valle e dal complesso del Mara Corna è costante. Fa capire che tutt’intorno c’è il grande regno della montagna, lo scrosciare dell’acqua ne annuncia il respiro. Sondrio, in fondo, di questa regione di paesaggi austeri che è la Valtellina, terrazzata fin dai tempi dei romani per coltivare la vite, ne è la regina indiscussa. Da sempre.
Pagina a cura di >Renato Malaman<
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DIRITTO SUCCESSORIO
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Il patrimonio ereditario di ciascun soggetto si compone di una quota disponibile, destinabile a chicchessia, e di una quota indisponibile, riservata per legge al coniuge, agli ascendenti ed ai discendenti del “de cuius”. La devoluzione del proprio patrimonio può avvenire in vita tramite donazione o dopo la morte a mezzo testamento (pubblico, olografo o segreto). Sul piano fiscale le aliquote e le franchigie sono le stesse per successione e donazione, variando solo in base al rapporto di parentela: 4% per coniuge e parenti in linea retta (con una franchigia fino ad € 1.000.000,00 per beneficiario); 6% per fratelli e sorelle (con una franchigia di € 100.000,00 per beneficiario); 6% per altri parenti fino al 4° grado e per affini in linea retta o collaterale fino al 3° grado (senza franchigia); 8% per altri beneficiari (senza franchigia). Le norme fiscali per la donazione sono quelle vigenti al momento dell’atto dispositivo, mentre non si può prevedere quali saranno quelle applicabili “post mortem” all’apertura della successione.
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Essendo il regime fiscale italiano in materia successoria uno dei più favorevoli in Europa ed ipotizzandosi da tempo un possibile inasprimento della normativa, parrebbe forse preferibile optare per la donazione. Questa, però, comporta costi notarili per la stipula dell’atto pubblico, mentre la redazione di un testamento olografo non comporta esborso alcuno. La donazione con riserva di usufrutto è interessante perché permette al donante di utilizzare finché è in vita il bene donato. Le eventuali imposte si pagano solo sul valore della nuda proprietà, calcolato ex tabelle millesimali in base all’età del donante. Inoltre la rivalutazione dell’immobile non va considerata nel conteggio del valore catastale. Alla morte del donante usufrutto e nuda proprietà si riuniscono automaticamente con il solo modesto esborso della cancellazione dell’usufrutto dal certificato catastale. Nello scegliere le modalità più convenienti di destinazione del patrimonio occorre, pertanto, valutare il singolo caso, soppesando l’età del donante/testatore, le tipologie di beneficiari e l’entità del patrimonio.
BONUS ENERGIA. Detrazione in 10 anni del 65% delle spese sostenute per le schermature solari e impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Dal 2016 le detrazioni per gli interventi di risparmio e riqualificazione energetica sono fruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP). BONUS DISPOSITIVI RISPARMIO CONSUMO ENERGETICO. Detrazione del 65% anche per l’acquisto di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento/produzione di acqua calda/di climatizzazione di case. I dispositivi di cui sopra devono: • mostrare i consumi energetici; • mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti; • consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto. DETRAZIONE IVA ACQUISTO UNITA’ IMMOBILIARI RESIDENZIALI. Chi acquista nel 2016 una casa di classe energetica A o B dall’impresa che l’ha costruita, potrà detrarre in 10 anni il 50% dell’IVA pagata per l’acquisto. BONUS MOBILI GIOVANI COPPIE. Le coppie che costituiscono nucleo familiare da almeno 3 anni, in cui
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almeno uno dei 2 non abbia superato i 35 anni di età, che acquistano casa, potranno detrarre in 10 anni il 50%, su una spesa massima di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili destinati all’arredo dell’abitazione. Tale detrazione non è cumulabile né con la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio né con il bonus “mobili ed elettrodomestici” precedentemente menzionati. BONUS ROTTAMAZIONE CARAVAN: Contributo massimo di 8.000 euro per l’acquisto nel 2016 di un nuovo autocaravan di categoria non inferiore ad Euro 5 in sostituzione di un analogo veicolo di categoria Euro 0, Euro 1 o Euro 2, destinato alla demolizione. Il contributo è anticipato dal rivenditore sotto forma di sconto sul prezzo di vendita. SPESE FUNEBRI. A partire dal 2015, le spese funebri sono detraibili per un importo non superiore ad 1.550 euro per ciascun evento verificatosi nell’anno, indipendentemente dal rapporto di parentela. SPESE UNIVERSITARIE. A partire dal 2015 si potranno detrarre le spese per corsi di istruzione universitaria, presso Università statali e non statali. Per queste ultime è previsto che l’importo detraibile non potrà essere superiore a quello stabilito annualmente con specifico DM per ciascuna Facoltà universitaria.
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i tratta in sostanza di un organismo di indennizzo amministrato dalla CONSAP Spa (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A.), sotto la vigilanza del Ministero delle attività produttive, e si finanzia coi contributi che tutte le imprese di assicurazioni operanti in Italia sono obbligate annualmente a versare alla Consap stessa per ogni singolo contratto assicurativo concluso. Tradotto: lo finanziano tutti gli automobilisti ogni volta che pagano l’assicurazione della loro auto. Si può accedere al Fondo in diversi casi e situazioni: 1) Per ottenere il risarcimento dei danni causati da veicoli o natanti non identificati. 2) Per ottenere il risarcimento dei danni causati da veicoli o natanti non assicurati. 3) Per ottenere il risarcimento dei danni causati da veicoli o natanti assicurati con imprese poste in liquidazione coatta amministrativa. 4) Per ottenere il risarcimento dei danni causati da veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario (furto). 5) Per ottenere il risarcimento a seguito di sinistri
causati da veicoli spediti nel territorio della Repubblica Italiana da un altro Stato del cosiddetto Spazio Economico Europeo. 6) Per ottenere il risarcimento a seguito di sinistri causati da veicoli esteri con targa non corrispondente o non più corrispondente allo stesso veicolo. Assai spesso si rivolgono al mio studio persone che cadono, a piedi o in bicicletta, a causa dell’asfalto reso viscido dal passaggio dei camion che trasportano materiale ittico. In questi casi il FGVS non risponde in alcun modo, in quanto non viene prodotta la prova certa che tale danno sia stato cagionato da veicoli soggetti all’assicurazione obbligatoria (lo sversamento potrebbe essere stato fatto anche da qualche altro soggetto). Requisito fondamentale affinché il danno sia risarcibile: l’intervento di Autorità sul luogo di accadimento (Il FGVS richiede sempre acquisizione del Verbale); la prova certa che il danno sia stato cagionato da veicoli soggetti all’assicurazione obbligatoria.
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In caso di separazione personale dei coniugi, si pongono vari problemi, soprattutto di carattere patrimoniale. In particolare, se un coniuge è economicamente più debole, l’altro è tenuto a versargli l’assegno di mantenimento, in misura tale da conservare lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Una parte dell’assegno è destinata ai figli non autosufficienti. Può accadere, inoltre, che il coniuge più debole sia a sua volta debitore di alcune somme nei confronti dell’altro. In un caso, ad esempio, il marito, essendo in cassa integrazione, non versava gli assegni dovuti alla moglie e alla figlia non ancora autosufficiente. La moglie, dal canto suo, aveva sottratto, a insaputa del marito, alcune somme dai conti da lui accesi, l’uno presso Poste Italiane, l’altro presso una Banca, e l’ultimo presso un’altra Banca, dove poi egli scopriva che la moglie aveva un suo conto personale. In un caso simile, il marito non versava l’assegno di mantenimento alla moglie, da lui separata, mentre quest’ultima non provvedeva al pagamento del 50% delle spese di manutenzione e gestione del patrimonio immobiliare in comproprietà, lasciando l’intero carico
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al marito. La moglie sosteneva che il marito occultava i bollettini di spesa. In entrambi i casi, il credito della moglie deriva dal provvedimento di separazione, mentre il credito del marito deriva, in un caso, dalla sottrazione indebita, da parte della moglie, di denaro dal conto a lui solo intestato, quindi da un fatto illecito (se il conto non è cointestato, il denaro ivi depositato non rientra nella comunione dei beni), e nell’altro caso, dall’obbligo del coniuge di contribuire alle spese di gestione dei beni in comunione legale. I casi sopra citati, comunque, dimostrano che i crediti possono essere compensati nonostante abbiano fonti diverse. Se i crediti sono riconosciuti da entrambe le parti e determinati nel loro ammontare, se inoltre il pagamento è immediatamente dovuto, è possibile un accordo di compensazione, per evitare inutili contenziosi. I due crediti sono entrambi pecuniari, di conseguenza la compensazione opera automaticamente (cfr. Cass. Civ. sez. III sentenza n. 6519 del 19.07.1996- Tribunale di Milano sez. II, sentenza n. 10233 del 18.08.2014). Questo risponde al principio di solidarietà familiare, economica e sociale.
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I chirurghi: costo dei bisturi, non si può andare a ribasso dott. Giovanni Leoni
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entile Direttore, da medico ospedaliero che quotidianamente opera in un reparto di chirurgia generale, ho considerato con particolare attenzione la dichiarazione/denuncia dell’ Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani “L’esigenza di risparmiare non può andare a discapito dei pazienti e della qualità della cura“. L’associazione Acoi, sulla scia delle segnalazioni di migliaia di medici, accusa la corsa a ridurre i costi della sanità e denuncia che i bisturi utilizzati in sala operatoria sono di qualità sempre più scadente. Scende in campo direttamente il Presidente Prof. Diego Piazza in rappresentanza dei chirurghi italiani, e su Repubblica leggiamo che “la continua ricerca del prezzo di mercato più basso, con criteri di valutazione spesso discutibili da parte delle commissioni regionali, ha determinato un livellamento verso il basso della qualità”. “La mediocre qualità dei bisturi utilizzati oggi ha conseguenze sia estetiche, perché il taglio perde la famosa precisione chirurgica, sia infettive, perché, aumentando il trauma cutaneo per incidere una superficie, si aumenta il rischio di contaminazione batterica della ferita”. “Quanto ai costi - prosegue il presidente dell’Acoi - possiamo affermare che si tratta di una scelta antieconomica, perché per uno stesso intervento può essere necessario utilizzare più bisturi, cosa che non si verificherebbe con un buon bisturi che, al contrario, potrebbe essere utilizzato più volte durante lo stesso intervento”. Pochi mesi fa vi era stata un’altra recente clamorosa denuncia riguardo la qualità pessima dei guanti che si bucavano durante gli interventi con frequenza anomala fatta dal Prof. Francesco Corcione, Presidente della Società Italiana di Chirurgia. Sia Corcione, che Piazza sono stimati colleghi eletti dai chirughi italiani a rappresentare ai massimi livello istituzionali questa particolare categoria professionale.
L’allarme dei chirurghi: pericolosissimo operare con bisturi scadenti Infertilità di coppia, quali soluzioni? a pag 33
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La vertigine visiva, cause e sintomi
Il Counselor per superare le difficolà del quotidiano
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pag 1 e 2 editoriale per provincia venezia (o anche padova)
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L’Editoriale
I chirurghi: costo dei bisturi, non si può andare a ribasso dott. Giovanni Leoni - Presidente OMCeO Provincia di Venezia I chirurghi generali si occupano dei molteplici campi della chirurgia, sono presenti in tutti gli ospedali italiani e sono i medici che trovate ad operare con più frequenza di notte e festivi, dall’appendicite all’emorragia addominale di un grave trauma stradale, sono persone abituate a prendersi ogni giorno le loro responsabilità nelle condizioni più difficili. Fanno parte degli urgentisti per eccellenza come anestesisti e medici del pronto soccorso: gente che “ci mette la faccia“. E’ irrituale che questi professionisti, a nome di tutta la categoria dei chirurghi, facciano dichiarazioni così allarmanti sui media. Credo assolutamente plausibile quindi, che in entrambi i casi, il coinvolgimento del pubblico in questioni di forniture tecniche sia dovuta al fatto che, i miei colleghi provati altri modi di risoluzione dei problemi senza clamore, non siano stati ascoltati dai diretti interlocutori e si siano trovati costretti a rivolgersi ad altre strade. Sono convinto che se si è arrivati a questo punto, vuol dire che la preoccupazione è talmente forte da superare quella che è la normale riserva dei chirurghi riguardo alla propria attività professionale. Il bisturi, strumento base per eccellenza dell’attività chirurgica, diviene doppiamente simbolo per la causa dei ribassi, in quanto, dal punto di vista del costo non può essere paragonato ad altri strumenti più complessi. L’enunciato porta direttamente ad un altro aspetto, che concerne la possibilità del chirurgo di poter incidere sulla qualità degli strumenti che utilizza quotidianamente per curare le persone, e delle quali è l’unico responsabile finale davanti alla sua coscienza ed alla legge. Questo assunto all’utente comune potrebbe sembrare ovvio ma la realtà dei fatti è ben diversa: questi scritti lo esplicitano spero con chiarezza. Non si può mettere come primo criterio di scelta il costo, che va considerato solo a parità della qualità e facendo attenzione a non scendere sotto un certo standard. Quindi e’ necessario rivedere quali sono le caratteristiche intrinseche al bando per l’aggiudicazione di una commessa su una fornitura ospedaliera, vedere se le ditte che partecipano rispettano i requisiti, rivedere i criteri di attribuzione dei punteggi e le composizioni delle commissioni regionali e locali: se questi sono i risultati appare evidente che c’è qualcosa che non funziona. Mi sento in dovere di affermare che questo atteggiamento da parte dei professionisti che si sono esposti tramite i media, denota la necessità di far arrivare un messaggio a livello istituzionale, al fine che si rivedano quindi le commissioni ai vari livelli su criteri scientifici e di trasparenza, in cui la sana competizione fra ditte deve puntare al progresso ed alla qualità del prodotto, non al risparmio ad ogni costo sulla pelle dell’ignaro paziente e alla crisi di coscienza del professionista che rischia con le nuove normative sulla dipendenza il licenziamento per affermazioni pubbliche potenzialmente lesive per l’azienda in cui è stato assunto.
Segue dalla prima paginea dello Speciale Salute
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a scienza medica ha da tempo oltrepassato i confini delimitati dalle colonne di Ercole e non occorre disturbare Kant per ricordare che non tutto ciò che è lecito è moralmente accettabile. Il progredire scientifico ha favorito la nascita nel secolo scorso della nuova disciplina della bioetica. Sono stati istituiti da allora Comitati di bioetica a vari livelli, da quello nazionale a quelli regionali e locali, per cercare di dare risposte alle nuove situazioni in cui si sono venuti a trovare i medici, e non solo, di fronte a casi come ad esempio la procreazione medicalmente assistita, gli espianti e i trapianti di organo, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico,l’utero in affitto, lo “staccare la spina” al paziente ormai ridotto in stato vegetativo ma vivo solo grazie alle moderne tecnologie, ma anche l’allocazione delle risorse economiche e la priorità delle cure. In questi giorni in cui è in votazione nel Parlamento italiano la legge Cirinnà sulle unioni delle coppie omosessuali, sull’adozione di figli da parte delle stesse (argomento su cui i pediatri hanno lanciato un grido d’allarme per le possibili conseguenze psicologiche), sulla maternità surrogata, in America si sta discutendo su un caso che ha creato un forte impatto mediatico: può una donna che ha dato il suo utero “in affitto” rifiutarsi di abortire quando questo le sia richiesto dai genitori intenzionali? Negli USA, in molti Stati è permesso che vengano stipulati regolari contratti in cui una donna si impegna a portare in grembo figli non suoi in cambio di denaro. Melissa Cook,una 47enne californiana in attesa di 3 gemelli i cui gameti derivavano da un 50enne della Georgia mentre gli ovuli da una donatrice, ha respinto la richiesta di aborto da parte del padre intenzionale ed ha intentato causa contro l’uomo. Dal momento che tutti e 3 gli embrioni impiantati nell’utero della sig.ra Cook avevano attecchito, il padre, che aveva preso in considerazione l’adozione di un solo bambino, con la preoccupazione di rischi associati ad un parto multiplo e la motivazione di ritenere crudele il separarli, aveva chiesto alla donna di abortire. Melissa,incinta alla 23.ma settimana,ritenendo le motivazioni della richiesta legate più a preoccupazioni economiche che non a motivi di salute, ha rifiutato di abortire: “Stanno andando bene tutti e tre - ha dichiarato al Washington Post - ho profonda empatia per gli uomini che vogliono figli, tuttavia ora penso che il concetto di base di questo tipo di accordi vada riesaminato e non considero più gli accordi di maternità surrogata favorevolmente come in passato.” Si è quindi rivolta alla Suprema Corte di Los Angeles per violazione dei diritti di uguale protezione garantiti dalla Costituzione da parte della legge californiana su questa forma di fecondazione assistita. Per Jennifer Lahl, Presidente del Center for Bioethics and Culture Network, si tratta di un caso epocale: “Le donne in tutti gli USA sono state intimidite e sfruttate dall’industria per la maternità surrogata che va a caccia dei poveri per profitto. E ora quest’industria si è spinta troppo in là cercando di obbligare le donne ad abortire feti sani per un mero beneficio economico”. “Attraverso casi come questo gli americani inizieranno a capire perché il Canada e tantissimi Paesi Europei, Asiatici e Africani hanno vietato la maternità a pagamento. Trasforma le donne in allevatrici anonime e i bambini in prodotti da ordinare (ed eventualmente da eliminare se non corrispondenti alle aspettative (n.d.r.). Questo- conclude Lahl - deve finire!” La Cook nella causa in corso rifiuta di abortire e sostiene di essere la madre legale dei 3 gemelli e cerca di ottenere i diritti parentali sul terzo bambino e la custodia per i primi due. Un caso di riflessione anche per i nostri Parlamentari. *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
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Infertilità di coppia: quali soluzioni? S
econdo la definizione dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’infertilità è definita come l’incapacità di procreare dopo 12-24 mesi di rapporti non protetti. Si stima che l’infertilità colpisca circa il 15% delle coppie (circa 60000 nuove coppie ogni anno in Italia) assumendo la dimensione di problema sociale. Nei paesi industrializzati la prevalenza delle coppie infertili è passata dal 6-7% degli anni 60 al 15-20% attuale. Questo importante aumento della prevalenza è imputabile da un lato al maggior numero di coppie che oggi a differenza del passato, si rivolge al medico e dall’altro a fattori sociali e ambientali. Tra questi si annoverano: • età della partner femminile: negli ultimi decenni la ricerca della prima gravidanza avviene molto più tardi rispetto al passato (fertilità decresce notevolmente dopo i 40 anni); • riduzione della frequenza di rapporti legata all’età più avanzata dei partner e alla vita frenetica dei nostri tempi; • aumento della promiscuità sessuale con conseguente incremento dell’incidenza delle malattie sessualmente trasmesse le quali possono gravemente incidere sulla fertilità; • abitudini di vita (stress, obesità, fumo di sigaretta, alcool, inquinanti ambientali) con ripercussioni sulle condizioni riproduttive dell’uomo e della donna. Il tentativo di identificare le cause di infertilità di coppia inizia con un’accurata
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anamnesi (storia dei pazienti) e con un’attenta valutazione clinica dei 2 partner supportata da indagini laboratoristiche e strumentali. Le cause che sono alla base di una difficoltà riproduttiva si suddividono in: • fattori esclusivamente o prevalentemente femminili, • fattori esclusivamente o prevalentemente maschili, • fattori di coppia. Inoltre nel 25 % circa delle coppie la causa di infertilità rimane ignota (infertilità inspiegata).
I principali esami diagnostici che permettono l’inquadramento diagnostico della coppia infertile sono: • per la donna l’esecuzione di esami ormonali, la stima della riserva ovarica, la valutazione dell’ovulazione e la valutazione della pervietà tubarica; • per l’uomo la valutazione del liquido seminale. Identificate le cause di infertilità è importante discutere con la coppia l’approccio terapeutico. In molti casi (anovulazione cronica, ridotta riserva
La personalizzazione del trattamento LE NOSTRE RUBRICHE:
Dott. Salvatore Gizzo - Ginecologo
AnimaliRiceve: p.32“Uni-x poliambulatorio” Diritti p.35
e la presa in carico della coppia è
fondamentale per l’ottimizzazione delle probabilità di gravidanza
ovarica, liquido seminale con anomalie, malformazioni uterine, alcune patologie tubariche) l’approccio puo’ essere solo di tipo medico non invasivo (rapporti mirati, controllo dell’ovulazione) o con blando supporto terapeutico (induzione della crescita follicolare multipla, induzione dell’ovulazione, supporto della fase luteale) mentre in casi più severi l’infertilità/sterilità di coppia può essere risolta soltanto attraverso le tecniche di riproduzione assistita (PMA). Le tecniche di riproduzione assistita si distinguono in tecniche di:
• I livello: inseminazioni intrauterine (in vivo in cui la fecondazione avviene nell’organismo della donna); • II livello: fecondazione in vitro in cui la fecondazione avviene in provetta, all’esterno dell’organismo della donna (FIVET-ICSI); e vengono definite omologhe, se si utilizzano i gameti della coppia (ovocita e spermatozoo); o eterologhe se prevedono l’uso di gameti estranei alla coppia. Il ruolo fondamentale del medico che si interessa di infertilità di coppia e medicina della riproduzione è in primis inquadrare la coppia al fine di capire se vi è oppure no un problema riproduttivo, prescrivere e valutare (discutendo con la coppia) gli esami necessari per la diagnosi di infertilità di coppia e infine proporre, dopo adeguata informazione, quelle che sono le opzioni terapeutiche più efficaci per ogni singolo caso. La personalizzazione del trattamento e la presa in carico della coppia è fondamentale per l’ottimizzazione delle probabilità di gravidanza oltre che per la riduzione dei tempi di attesa volti all’ottenimento della stessa.
La vertigine visiva, sintomi e cause
Come curare la Lombalgia, diagnosi e procedura
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a vertigine può essere definita come una sensazione di instabilità ed è un sintomo, non una malattia, di disorientamento in relazione alle cose attorno a noi. La sintomatologia vertiginosa può variare da una leggera sensazione di capogiro sino ad una grave e severa sensazione di instabilità che ci può far cadere con effetti anche gravi o la perdita di motilità che alla guida diventerebbe di estremo pericolo. Problemi ai muscoli oculari o problemi di rifrazione possono causare instabilità. Un esempio di tale tipo di disturbo è quello che un individuo può avere durante la guida se porta occhiali che appartengono ad un’altra persona oppure di instabilità visiva causata da una non corretta ametropia, tipo l’astigmatismo, o quando si vede sfrecciare un treno che va in direzione opposta alla nostra. Gli occhi rispondono inviando al cervello una rapida serie di impulsi, che indicano che il corpo è in movimento rotatorio. D’altra parte, le orecchie ed il sistema di muscoli-articolazioni, inviano al cervello impulsi che indicano che il corpo non è in movimento rotatorio ma solo in movimento in avanti. Il cervello, nel ricevere tali informazioni confuse (dagli occhi che indicano movimento, dalle orecchie e dal sistema muscoli-articolazioni che indicano il contrario) invia allo stesso modo, ai vari muscoli e ghiandole, ordini confusi che possono causare sudorazione, nausea, e vomito. In tale situazione quando un individuo è seduto nel sedile di fronte e guarda in avanti, gli occhi, le orecchie, e il sistema muscoli-articolazioni, lavorano in modo più uniforme, e la possibilità di avere la sensazione di mal d’auto è minore. Un disturbo visivo può essere causato da vertigini di altra origine. La incapacità intermittente di focalizzare, la difficoltà nella lettura, intermittente sensazione di appannamento visivo, possono derivare
Gli occhi rispondono inviando al cervello una rapida serie di impulsi, che indicano che il corpo è in movimento rotatorio da piccoli movimenti riflessi dagli occhi (scosse). Le vertigini si possono avere per altri motivi, quali: problemi otologici, stress emotivi, gli stati di tensione, e l’assunzione di un’eccessiva quantità di alcool. L’insufficienza circolatoria, la disfunzione metabolica o allergica, i tumori o i traumi, possono produrre questo tipo di instabilità con o senza disturbi dell’equilibrio, e altri che per esigenze di spazio non elenchiamo.
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iene definito lombalgia il dolore che colpisce la regione lombare e sacrale; qualora si irradi all’arto inferiore viene indicato come lombo-sciatalgia (irritazione anche del nervo sciatico) o lombocruralgia (irritazione anche del nervo crurale). I due termini indicano solamente i distretti corporei in cui si manifesta il dolore senza indicarne le cause. L’origine del disturbo può ritrovarsi in problematiche meccanico-strutturali, dei tessuti molli vertebrali e paravertebrali, della struttura ossea, degli organi interni che “proiettano” dolore nella zona lombare, la gravidanza, lo stress (psicosomatico). Uno dei fattori di rischio è l’obesità in quanto aumenta la lordosi fisiologica lombare, altera la meccanica vertebrale con conseguente ripercussione sulle zone vicine ed a distanza, irritazione dei nervi, dolore; un altro fattore di rischio è la sedentarietà: “il movimento, questa è la vita”. Per questi motivi, non è sufficiente calmare il dolore e l’infiammazione, è necessario, anche e soprattutto, restaurare una migliore meccanica vertebrale, affinché le crisi non si scatenino più su dei semplici piccoli “movimenti sbagliati”. Una buona meccanica vertebrale deve permettere un utilizzo normale della colonna vertebrale, senza che si sia obbligati a fare sempre attenzione a tutti i gesti. Se questo non c’è avremo un terreno fertile per il “colpo della strega” su cui un movimento anche minimamente “scorretto e brusco” va a creare un’alterazione strutturale, una distorsione vertebrale e quasi sempre al dolore si accompagna una marcata rigidità muscolare in tutto il corpo. Il dolore può insorgere in maniera acuta (comunemente detto colpo della strega) o in maniera
sorda e costante (lombalgia cronica) comunque essere prodotto da diverse cause: uno sforzo eccessivo, una caduta che produca un trauma distorsivo – contusivo, patologie cronico degenerative quali artrosi, stenosi lombare, sindrome della cauda equina, problematiche capsulo-legamentose, stiramento della muscolatura, ecc. La risposta dell’organismo al dolore è una contrattura antalgica della muscolatura lombare che aumenta la sensazione dolorosa accompagnandola ad una marcata difficoltà nel movimento del tronco. Il trattamento della lombalgia non è semplice, dipende dalla severità dei sintomi piuttosto che dalla severità delle lesioni, ed il giudice finale del risultato è il paziente stesso, tenendo presente che ognuno ha la propria percezione del dolore. Lo scopo del trattamento è quindi quello di riequilibrare il corpo in modo da rivitalizzare l’organismo che in genere si trova atteggiato in stato di difesa sia a livello muscolo-scheletrico che a livello organico, emotivo: fattori che modificano la postura e che poi possono scatenare vari sintomi fra i quali uno dei più frequenti è la lombalgia. Si interviene riequilibrando il piede, il ginocchio, il bacino, la colonna vertebrale, ecc., in poche parole è importante ristabilire la mobilità lì dove è perduta nonché riequilibrare le pressioni sopra e sotto diaframmatiche. Dott. Andrea Bellato - Fisioterapista e Osteopata Via Marcanta 15, Adria (Ro) tel 388 0441845 mail: a.bellato87@gmail.com
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Un nuovo laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata
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“Non so cosa fare”... quando da soli non riusciamo a superare le difficoltà del quotidiano c’è il Counselor
a retina costituisce il tessuto retinico più nobile patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non in grado di stimolare le cellule retiniche senza rende ragione della complessità del fenomeno da un danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi queste consumino alcune sostanze chimiche presenti secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli determinate fibre nervose. La grande complessità edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. dell’occhio è resa ancora più Una seduta laser dura pochi evidente se pensiamo che è Una seduta laser dura pochi collegato a circa il 40% del secondi, si effettua dopo aver secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non cervello! Ad ogni modo, questa dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione breve introduzione è riportata comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ solo per far capire che se in di dolore per il paziente inoltre possibile ripetere questi questa catena di eventi vi sono trattamenti in caso di recidiva delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il prendiamo ad esempio un colpo in una parte del corpo, grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a equilibri molto delicati che permettono ai liquidi noi usarla con intelligenza! fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali anche una Dott. Massimo Camellin cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad Via Dunant, 10 - Rovigo altre patologie oculari o generali, ci possono essere tel. 0425 411357 delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. mail: segreteria@sekal.it Ovviamente in questi casi la retina non funziona più web: www.lasek.it bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido
“Alcune volte mi sembra di essere nelle sabbie mobili. Mi muovo, mi divincolo, il cuore mi batte forte, i pensieri si bloccano. Il buio. Mi sento solo e la paura mi assale... Non riesco a fare più nulla!”
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on so cosa fare! è forse una delle frasi più frequenti pronunciate dalle persone che ho incontrato in Studio. Persone come te; mamma o moglie, sorella o amica, padre o figlio, che ad un certo punto della loro vita sprofondano in un buco nero. Alcune volte scivolano dentro lentamente, altre volte cadono “di punto in bianco” come se fosse loro venuta a mancare la “terra sotto i piedi”. Convivono con disagi e difficoltà che li accompagnano nel quotidiano, facendo finta di non sentire e di non vedere, pensando che in questo modo la giornata “passi” per arrivare a sera. Ma il malessere che non passa e la sensazione di non sentirsi a posto con la propria vita, diventa come un’ombra costante…..E a questo punto, non sai cosa fare! Le tue risorse, i tuoi punti di forza sono gli strumenti che ti permettono di venirne fuori e non sempre è possibile trovarle dentro di te per poter affrontare questi momenti di impasse. Alcune volte la “pacca sulla spalla” non basta, magari neanche la cerchi perché non ti senti realmente ascoltato o per paura di essere giudicato. E chi può realmente aiutarti, chi può ascoltarti senza giudicarti? Oggi c’è il Counselor. Un professionista che
può prestare un ascolto attento e qualificato con l’obiettivo di aiutarti ad affrontare i problemi con maggiore consapevolezza. Il Counselor si rivolge a tutti coloro che hanno i “normali problemi della vita”. Ti accompagna nel viaggio del cambiamento e ti aiuta ad osservarti con occhi diversi. Ti aiuta a scoprire ciò che puoi essere attraverso le tue risorse e il tuo potenziale Antonietta Verduci Counselor e Career Guidance Via Donizetti, 9 - Spinea (Ve) 342-5292444 antoniettaverduci@gmail.com www.antoniettaverduci.com
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’ortodonzia e’la disciplina odontoiatrica che si occupa della correzione delle malocclusioni per ottenere quell’allineamento dei denti che consente una funzione masticatoria fisiologica e un’estetica facciale armonica. L’ortodonzia intercettiva per bambini serve ad individuare e correggere, se presenti, anomalie dentarie e scheletriche, quali morso crociato, arcate strette, mancanza di spazio, mandibola arretrata o avanzata rispetto all’arcata superiore, prima che possano generare gravi conseguenza funzionali o estetiche. La prima visita dovrebbe essere effettuata tra 3 e i 6 anni, quando sono presenti in bocca tutti i denti da latte, che devono essere mantenuti sani perche’ fanno da guida all’eruzione dei denti permanenti. Fondamentale è la sigillatura dei solchi occlusali dei primi molari permanenti per proteggerli dalla carie. Un altro aspetto molto importante della prevenzione e’ l’individuazione di abitudini viziate come l’uso prolungato del succhiotto, il succhiamento di uno o piu’ dita, la respirazione orale e la deglutizione atipica, che compromettono lo sviluppo armonico del volto . Un intervento precoce, mediante i moderni dispositivi ortodontici-ortopedici, guida la crescita e lo sviluppo dento facciale, creando spazio per denti affollati in eruzione, ottenendo la simmetria facciale, riducendo il rischio di traumi su incisivi superiori protrusi, preservando lo spazio per denti non ancora erotti, diminuendo la necessita’ di
estrazioni di denti permanenti, riducendo la durata del trattamento in dentatura permanente. Se il trattamento precoce non è necessario l’ortodontista può monitorare attentamente la crescita e lo sviluppo per iniziare l’eventuale terapia ortodontica al momento ideale. Nel giovane e nell’adulto, in cui le arcate dentarie e le basi ossee sono gia’ formate i denti possono essere allineati con tecniche ortodontiche tradizionali, come apparecchi fissi vestibolari o linguali. Esiste infine la moderna tecnica ortodontica biodinamica, una sequenza di apparecchi trasparenti, precisissimi e invisibili che allineano i denti e riconfigurano la funzionalità muscolare eliminando le interferenze occlusali anomale e conferendo equilibrio al viso e alla bocca.
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Rovigo L’esposizione a palazzo Roverella e a palazzo Roncade
Al primo sguardo, mostra appassionante L
e collezioni d’arte della Fon- stra è curata da Giandomenico Rodazione Cassa di Risparmio manelli e Alessia Vedova ed è aperdi Padova e Rovigo vengono svela- ta tutti i giorni tranne il lunedì, con te per la prima volta al pubblico a ingresso gratuito. “Quella che preRovigo grazie alla mostra ”Al pri- sentiamo in mostra è solo una parte mo sguardo - opere inedite della della nostra collezione- chiarisce il collezione della Fondazione, in presidente della Fondazione, Antocalendario dal nio Finotti- Com27 febbraio al Dal 27 febbraio plessivamente la 5 giugno. Oltre al 5 giugno 200 opere Fondazione vanta 200 opere che un patrimonio di rappresentano tra ‘800 e ‘900 oltre 1000 opere di il fiore all’ocpittura insieme diche rappresentano chiello della versi nuclei di sculraccolta di pit- un tesoro per la ture, incisioni, ditura e scultura segni, manoscritti. e che saranno Fondazione Cassa Insomma un vero esposte in un e proprio museo di Risparmio doppio allestiche incrementiamento, sia a pa- di Padova e Rovigo mo regolarmente e lazzo Roverella con oculate acquiche a palazzo Roncale. La scelta sizioni”. della Fondazione è stata di priviA Palazzo Roncale ci attende legiare l’ampio corpus di opere ri- una raccolta di grande valore, con guardanti i due recenti secoli, l’Ot- artisti del calibro di Pietro da Cortocento e il Novecento, provenienti tona, De Nittis, Milesi, Lega, Sidalla Collezione Centanini. La mo- gnorini, Carrà, Guidi, De Chirico e
Chagall. A Palazzo Roverella vanno in scena la modernità e le avanguardie, con il futurismo rivisitato di Tullio Crali, le ricerche cinetiche del Gruppo N e le tematiche pop di Pozzati, tra gli altri, fino alle più attuali sperimentazioni di Gioli. Si tratta di dipinti riuniti nella collezione di Pietro Centanini che l’ha voluta donare alla fondazione perché possa rimanere integra e goduta dalla collettività; una raccolta unica nella sua specificità nata da un appassionato d’arte come pochi. Dopo la pausa estiva, e la conseguente chiusura per lavori,
dal 17 febbraio arriverà a Rovigo la grande e tanto attesa mostra dell’anno “Da Gauguin ai Nabis, da Thaiiti alle biennali”, che chiuderà il 14 gennaio 2017. Un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie che sono diventate leggende. Un centinaio di opere divise in cinque sezioni. “Una mostra di emozioniassicura il curatore Giandomenico Romanelli- con le storie di artisti in fuga da città, da legami da loro stessi, che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica, o quello dolce casalingo della laguna veneziana”. Nella nuova mostra
l’attenzione sarà focalizzata in particolare sul mondo di Gauguin che alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento si trasferì nella costa bretone dando vita ad una sorta di eden primitivo e quasi incontaminato. Questo contesto attrasse molti artisti che si riunirono in vere e proprie piccole consorterie d’arte, vivendo in forma semi-comunitaria, condividendo i soggetti del proprio lavoro, focalizzato sulla ricerca di un linguaggio semplice e immediato. Fu così che nacque la scuola dei Nabis che influenzarono e contaminarono l’Europa, Italia inclusa, come questa mostra ben sottolinea. Tra gli artisti esposti, Oscar Ghiglia, Felice Casorati, Gino Rossi, Mario Cavaglieri, autore internazionale di grande fascino. Tuttavia non mancheranno le sorprese, dato che il curatore Romanelli è attualmente in trattativa con il Museo d’Orsay per altri importanti prestiti. Melania Ruggini
L’opera prima di Guido Barbato
Autori veneti, Lucia Zaramella Brigantessa della Brenta Lucia è la Brenta. Conoscerla significa conoscere, insieme con lei e grazie a lei, un fiume e, ancora, le battaglie di una donna a difesa dell’acqua, dell’ambiente, di una terra, la sua come quella dei Balcani martoriati dalla parte, sempre e prima di tutto, dei diritti. E, dopo che la si è conosciuta, risulta impossibile chiudere gli occhi e far finta di nulla. Il libro è un viaggio attraverso le battaglie civili e sociali di Lucia Zanarella, la “Brigantessa della Brenta”. Battaglie che rappresentano con intelligenza, forza e coraggio, alcune delle grandi utopie novecentesche: il desiderio di costruire una società di individui responsabili, liberi da restrizioni di ogni potere politico, ideologico e culturale. Valori che contengono un’ispirazione più che mai attuale: il rispetto per la vita, che si concretizza nell’utilizzo consapevole della terra, nell’organizzazione partecipata delle comunità, nella democrazia, nel dialogo con la politica e nell’importanza di educare i giovani. Scrive Paolo Rumiz nella prefazione: Brigantessa della Brenta “non è una banale autobiografia, la cronaca delle lotte vinte e perdute da un singolo individuo, ma un brandello di storia patria, il ritratto di un popolo, la testimonianza di quanto è difficile far crescere gli italiani, trasformarli da sudditi opportunisti in cittadini consci di doveri e diritti”. Il libro raccoglie lettere, articoli di giornale, relazioni dai social forum e dai frequenti viaggi compiuti da Lucia nei Balcani feriti da conflitti etnici, sinossi di seminari, riflessioni di intellettuali di prestigio. Non mancano i pensieri personali sui tanti progetti realizzati in nome della pace. Il volume rappresenta, inoltre, un omaggio al pacifista altoatesino Alexander Langer (la cui lezione costituisce un punto di riferimento fondamentale nel pensiero di Lucia) e ai suoi maestri, Silvio Lanaro e Giovanni Parolin. Lucia spinge, attraverso queste pagine, a pensare con la propria testa e con il proprio cuore, a essere capace di “dire di no”, di non cedere, di non omologarsi, di dimostrarsi veramente responsabile della propria e dell’altrui esistenza e creare, così, una nuova frontiera di solidarietà e di impegno civile e politico. Nicoletta Masetto
Vinca il migliore? Speriamo di no! Una squadra di giovanissimi calciatori si sta allenando in un campo sportivo del padovano. Domenica giocheranno contro i primi in classifica. L’allenatore Silvano li incita a impegnarsi: Ciò, mona, tira in porta! Và vanti, torna indrìo Cos’era ‘sto tiro storto? Dai, mona! zogare ben, concentràti!”. Da dietro la recinzione due papà seguono l’allenamento e all’ennesimo “mona” decidono di affrontare Silvano alla fine della seduta. Con molta naturalezza il mister spiega che quella parola non è un offesa, ma un nomignolo che usava normalmente un grande allenatore del passato: Nereo Rocco. Inizia da qui il racconto in flash back di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” di Guido Barbato, Cleup (disegno in copertina di Francesco Frosi). Un’avventura calcistica padovana unica, quella di paròn Rocco, durata oltre sette anni. Una storia senza precedenti e mai più ripetutasi a quei livelli: la provinciale, il Padova di paròn Rocco che batteva gli squadroni. Nereo Rocco è un personaggio dello sport carismatico, simpatico, astuto. Gli anni padovani di Nereo Rocco vengono raccontati ispirandosi a testimonianze, dati statistici e fatti narrati da esperti. Tutto in forma di romanzo in cui spicca la figura di un uomo dal carattere originale, dalle formidabili battute di spirito (come quella che dà il titolo al libro), dalla grande capacità di motivare i suoi calciatori. Autore di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” Guido Barbato, padovano, al suo debutto come scrittore. Giornalista per Antenna 3 Nordest, ha una lunga esperienza come cameraman, mansione che spesso svolge ancora oggi. Coltiva la passione per il canto nel coro gospel-pop “BluBordò” di Padova. Nicoletta Masetto
A fianco Guido Barbato e la copertina del libro
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Cultura
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L’antidoto a bufale e pseudoscienza Premio Galileo, selezionata la cinquina dei finalisti che si contenderà il prestigioso riconoscimento assegnato a maggio a Padova: cinque libri per comunicare la scienza con chiarezza e coinvolgimento
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esa nota la cinquina finalista del Premio letterario Galileo: i cinque libri scelti dalla Giuria Scientifica, presieduta quest’anno dal professor Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e scrittore, passano ora al vaglio della Giuria popolare, composta da una classe per ogni provincia italiana individuata fra le quarte classi di Scuole Superiori di secondo grado. Sarà questa giuria a scegliere il libro che il prossimo 6 maggio riceverà il Premio Galileo 2016 in una cerimonia presso il Palazzo della Ragione di Padova. In un’epoca in cui le informazioni sono, grazie a internet, alla portata di tutti, sempre più importanza acquistano iniziative come questa, che premiano lavori di divulgazione seri, documentati e di valore: “Da un lato la comunità scientifica è sempre più efficace nell’adottare tecniche per divulgare a un pubblico sempre più vasto le proprie scoperte – ha detto l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova
Matteo Cavatton - dall’altro è importante praticare un’etica della comunicazione che ci metta al riparo dal rischio che si diffondano pseudoscienza e bufale attraverso i media” . Le cinque opere selezionate affrontano tematiche di grande fascino, rendendo comprensibili al grande pubblico anche le materie più complesse. È il caso ad esempio del volume di Umberto Bottazzini, Numeri. Raccontare la matematica, Il Mulino, 2015, un’avventura affascinante per far comprendere il valore culturale della matematica e la sua influenza sulle civiltà. Di Dario Bressanini e Beatrice Mautino è invece Contro Natura. Dagli OGM al “bio”, falsi allarmi e verità nascoste del cibo che portiamo in tavola, Rizzoli Editore, 2015 un avvincente viaggio nel tempo – attraverso la storia dell’uomo e le storie dei cibi come li conosciamo – e nello spazio – per essere finalmente in grado di farci un’idea più chiara
Una precedente cerimonia del prestigioso Premio Galileo al Palazzo della Ragione
di ciò che mangiamo davvero. Altro tema di grande attualità quello trattato da Paolo Gallina in L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale, Edizioni Dedalo, 2015. Forte di un’attiva ricerca sul campo, l’autore mescola con irriverenza ed equilibrio casi scientifici a esperienze quotidiane di vita domestica, fornendo un
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quadro insospettato e convincente della nostra dipendenza tecnologica. Con Che ora fai? Vita quotidiana, cronotipi e jet lag sociale, Edizioni Dedalo, 2015, il cronobiologo tedesco Till Roenneberg, coniugando aneddoti illustrativi a spiegazioni scientifiche facilmente accessibili, dimostra che essere più o meno mattinieri non dipende dalle abitudini, bensì
dal funzionamento del nostro “orologio biologico”. Il suo ritmo condiziona non solo la quantità e la qualità del nostro sonno, la digestione e la regolazione dei livelli ormonali, ma anche la probabilità di cominciare o meno a fumare, il rischio di obesità e la tendenza ad ammalarsi più facilmente. Infine, gli appassionati dei misteri cosmici apprezzeranno particolarmente il lavoro di Lucia Votano, Il fantasma dell’Universo. Che cos’è il neutrino, Carrocci Editore-Città della scienza, 2015, un libro dedicato alle particelle più sfuggenti e bizzarre dell’universo e alla loro storia affascinante raccontato con un linguaggio chiaro, in modo avvincente. Laura Organte
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Cultura
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Musica Il prossimo 12 marzo la band di Codevigo
I Relics suonano il meglio dei Pink Floyd Grande attesa per la tappa di Codevigo della celebre band che raggruppa musicisti provenienti dai comuni del Piovese. Insieme a loro si esibirà anche Denise Cavalletto
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he Best of Pink Floyd”: uno show unico, nel suo genere, a Codevigo, per dare vita ad tributo della celebre band che lascerà certamente il segno. C’è grande attesa tra i fan dei Relics, nota cover band dei Pink Floyd che raggruppa musicisti provenienti dai comuni del Piovese, in vista del prossimo show. La tappa di Codevigo è prevista per il 12 marzo, nella sala Polivalente, con inizio alle 21.30, ma le porte della sala verranno aperte già alle 20.45, per accogliere gli appassionati della nota band britannica, che avranno a disposizione 200 posti a sedere. “Abbiamo deciso di non rendere nota la scaletta delle canzoni che suoneremo, essendo essa stessa uno spettacolo – ha commentato Riccardo Barbierato, front man del gruppo – Suoneremo da una a tre canzoni più conosciute di ogni album studio prodotto dai Pink Floyd, dal 1967 agli anni più recenti – continua – La scenografia sarà diversa da quella predisposta per lo spettacolo dell’anno scorso, che avevamo organizzato sempre a Codevigo, il “Live at Pompeii”. Sarà uno spettacolo, a mio avviso, straordinario, con una scenografia rinnovata, tecnologicamente avanzata, con video ed un impatto audio, effetti e luci correlato ad ogni periodo storico che affronteremo”. Si esibirà sul palco anche la vincitrice della categoria cover dell’edizione 2015 del concorso musicale Piove è Musica, Denise Cavalletto, che aveva già deliziato il pubblico, lo scorso anno, con il suo assolo eseguito in The Great Gig in the Sky. I biglietti dell’evento sono già acquistabili, al costo di 15
La band composta da musicisti della Saccisica che suona i successi dei Pink Floyd
euro, nel bar Musicale di Piove di Sacco, nel bar-pizzeria Strano Ma Vero, di Codevigo, ed è possibile prenotare una prevendita anche telefonando al numero 3403267920. La band, oltre a Riccado Barbierato, voce e chitarra del gruppo, conta altri otto membri, ovvero Claudio Russo, alla chitarra, Filippo Ferrara, alle tastiere, Leonardo Ferrara, alla batteria, Daniele Panizzolo, alla chitarra, Antonio Gabriele, al sax e le coriste Elena Milani, Denise Cavalletto e Francesca Rudello. Tutti gli aggiornamenti e le informazioni in merito all’evento si possono reperire anche consultando la pagina Facebook ufficiale del gruppo “Relics – Pink Floyd Tribute Show” e nel sito internet www.relicspinkfloyd.com. I prossimi show della band, dopo quello di Codevigo, si terranno il 19 marzo, al teatro San Marco di Trento, ed il 16 aprile, al cinema teatro Don Bosco, di Padova. Linda Talato
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Cultura
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“Limenamente”, il grande teatro “Ormai la rassegna ha creato una consuetudine fra i nostri concittadini grazie alla sua eterogeneità” ricco infatti il cartellone fra commedie, cabaret, musica e perfino numeri di giocoleria
A
teatro con “Limenamente”, la rassegna diretta da Simone Toffanin e ospitata nella sala teatro Falcone e Borsellino nella Barchessa di Limena. “Andare a teatro a Limena è diventata una consuetudine. Anche il 2016 si apre con una stagione teatrale che può essere apprezzata da tutti, vista la sua eterogeneità: commedie in dialetto veneto, cabaret, musica cantautorale e perfino numeri di giocoleria”, spiega Giuseppe Costa, sindaco di Limena, che aggiunge che l’amministrazione ha deciso di mantenere invariato il prezzo del biglietto per permettere a più persone possibili di regalarsi una o più serate all’insegna della cultura e dell’intrattenimento. Ed ecco che prende forma il programma per la stagione appena iniziata. Ha aperto le danze la commedia “Nessuno xè perfetto” del Teatro dei Curiosi di Vigonza. I prossimi appuntamenti (tutti alle ore 21) sono: venerdì 19 febbraio lo spettacolo per famiglie
Nella foto grande Simone Cristicchi, a fianco Bepi e Maria e sotto la compagna teatro la Loggia.
Il 22 febbraio è la volta di Simone Cristicchi con il suo “Magazzino 18” che racconta il drammatico esodo degli italiani d’Istria
“Tramaci par l’eredità” di Schio Teatro Ottanta, lunedì 22 febbraio lo spettacolo di e con Simone Cristicchi, in scena con Promo Music e Tetaro Stabile del FVG, “Magazzino 18”, opera che mette in scena“Il racconto dell’esodo biblico degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, parte da un luogo “simbolo”: il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste.
Furono quasi 350 mila le persone che all’indomani del trattato di pace del 1947, abbandonati i propri beni e imballata la loro vita, preferirono avventurarsi verso un’Italia disastrata, affamata e diffidente, piuttosto che restare estranei nella Jugoslavia di Tito, una terra di violenze e soprusi che non riconoscevano più”.
Si prosegue con “Vualà” di Circo Teatro (4 marzo), spettacolo che intreccia comicità, cabaret e circo, per poi approdare al cabaret di Bepi e Maria “Più giorni che luganeghe!”, venerdì 18 marzo. Ad aprile è la volta della compagnia di Teatro Insieme con “Festa in famiglia”, spettacolo che inscena un anniversario di matrimonio e che diventa l’occasione perfetta per una serie di divertenti sospetti ed esilaranti litigi (1 aprile), mentre il 15 aprile andrà in scena un classico della commedia veneta, “La locandiera” di Goldoni, portata sulla scena dal Teatro La Loggia. Conclude la rassegna “C’è un uomo nel mio letto” del Cast di Pernumia, con un’esilarante commedia su uno strampalato triangolo amoroso. Nicol Stefani
Brignano “Evolushow 2.0” Domenica 10 aprile sul palco del Teatro Geox Enrico Brignano si esibirà in “Evolushow 2.0”, un viaggio attraverso l’evoluzione, giocando con le sue contraddizioni e sorridendo di qualche errore. Intorno a Brignano, immagini suggestive e futuristiche, musica emozionante, presenze magiche e ironiche confezionano due ore di gustoso intrattenimento.
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Sergio Rodella, quarant’anni di sculture e capolavori Quarant’anni di lavoro dello scultore padovano Sergio Rodella saranno concentrati al Centro culturale Altinate San Gaetano fino al 21 febbraio 2016: dall’Apocalisse, già esposta nel 1983 a Montagnana, del 1976, al gruppo de “I due ladroni” che l’artista esporrà per la prima volta, e che riproduce nei minimi dettagli anatomici gli spasmi di una crocifissione senza croci ed è il risultato di anni di sperimentazione su una tecnica basata sull’incastro del marmo nel bronzo. Al centro dell’Agorà sarà esposto il “Cristo in marmo nero del Belgio”..
De Gregori canta Bob Dylan Giovedì 14 aprile Francesco De Gregori regalerà al pubblico le canzoni di “De Gregori canta Bob Dylan - amore e furto”, l’album in cui traduce e interpreta, con amore e rispetto, 11 canzoni di Bob Dylan. “Tradurre Dylan è stata una grande avventura,– racconta De Gregori – non avrei mai potuto pensare ad un progetto del genere se non avessi amato da sempre il suo straordinario repertorio”. (l.o.)
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Personaggio Protagonisti
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Il personaggio Edoardo Degli Innocenti
Da Piove di Sacco verso la Cina per studiare nuove tecnologie sulla comunicazione E’ uno dei dieci studenti universitari italiani che ha partecipato al programma di formazione universitari italiani selezionati per partecipare al programma annuale di formazione “Talent Lab-Seeds for the Future” promosso da Huawei, Miur e Mise
C
Edoardo Degli innocenti è uno tra i 10 studenti universitari italiani selezionati per partecipare al programma annuale di formazione “Talent Lab-Seeds for the Future” promosso da Huawei, MIUR e MISE. Iscritto alla facoltà di ingegneria dell’Università di Padova, Edoardo, classe 1991, già musicista diplomato in chitarra classica, nonché insegnante negli istituti Einstein ed E.C. Davila di Piove di Sacco, ha presentato la propria candidatura per entrare a far parte del progetto che prevede un viaggio a Shangai, Shenzen e Pachino e si conclude con un periodo di stage in una delle aziende selezionate in collaborazione con il Mise. Il giovane musicista piovese è partito lo scorso 16 gennaio ed è rientrato il 31, portando con sé il bagaglio di un’esperienza formativa che lascerà certamente un traccia positiva nel suo già brillante curriculum. “Sono stato selezionato come uno dei 10 ragazzi scelti per TalentLab, programma studio organizzato da Huawei in Cina, in collaborazione con il MISE e il MIUR – ha spiegato Edoardo – E’ stata un’esperienza incredibile, che mi ha permesso di studiare da vicino il funzionamento delle reti 3G e 4G, per permettere ai telefoni di comunicare e navigare in internet. Huawei è leader mondiale nel settore delle telecomunicazioni e investe moltissimo nella
Ricerca e Sviluppo – continua - Da Shenzhen a Pechino, passando per Hong Kong, ho avuto modo di seguire training intensivi sulle tecnologie più avanzate di comunicazione. Il gruppo con cui ho condiviso questa meravigliosa esperienza era formato da ragazzi e ragazze davvero talentuosi. Mi sono trovato molto bene con loro e abbiamo legato come fossimo una famiglia italiana in Cina. Immerso in questo grande Paese ho scoperto una cultura molto ricca e profonda”. Come spiegato nel sito del progetto, www.talentlab.it, il viaggio ed il programma di tirocinio sono interamente finanziati da Huawei, in base all’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero dello Sviluppo Economico nel giugno del 2015. Nel corso delle due settimane di soggiorno degli studenti in Cina, Huawei ha organizzato una serie di momenti formativi, che prevedevano una prima tappa presso il quartier generale a Shenzhen, dove gli studenti hanno partecipato a training tecnici e visitato gli impianti di produzione. Il programma è seguito, poi, con una visita a Shanghai, al centro Globale di Ricerca e Sviluppo della società, attivo su progetti innovativi che riguardano, fra gli altri, cloud computing, Internet of Things e soluzioni a banda ultralarga. Il viaggio è ter-
minato con un soggiorno a Pechino, dove era in programma una visita all’università, per uno scambio di esperienze con gli studenti cinesi ed una cerimonia presso l’Ambasciata Italiana, il 30
gennaio, in occasione della quale sono stati consegnati i certificati di partecipazione, alla presenza dell’Ambasciatore Ettore Sequi. Linda Talato
I commenti: “Una grande opportunità per mettere a confronto e fare incontrare culture diverse
“Q
uesta iniziativa rappresenta un’incredibile opportunità per favorire l’incontro di due grandissime culture: quella italiana e cinese – ha detto Edoardo, nel corso della cerimonia per la consegna dei certificati, dove si è fatto portavoce in rappresentanza del gruppo - Durante il nostro intenso percorso di formazione, abbiamo appreso le più avanzate tecniche di comunicazione che hanno permesso a Huawei di diventare leader nel suo settore. Abbiamo svolto lezioni teoriche nell’headquarter a Shenzhen sulle reti 2G, 3G e 4G, ma il vero valore aggiunto è rappresentato dalle esperienze di laboratorio pratico che abbiamo affrontato con entusiasmo e voglia di apprendere. Specialmente il laboratorio sulle GPON (Gigabit-capable optical passive networks). Avere la possibilità di partecipare al training e ai laboratori Huawei ci ha regalato
un’esperienza unica e complementare ai nostri studi universitari. Il beneficio che abbiamo potuto trarre da questo programma di studio è enorme e senza alcun dubbio ha avuto un effetto positivo sul nostro percorso di studi. Non ci siamo però accontentati – ha concluso - Ci siamo avvicinati alla lingua cinese, osservando da vicino le meraviglie della Cina, dalla Grande Muraglia alla Cittá Proibita. Abbiamo aperto le nostre menti e accolto gli stimoli che questa Nazione ha voluto consegnarci, attraverso le sue usanze e costumi”. Ora non resta da augurarsi che l’esperienza vissuta da Edoardo possa fungere da esempio per i suoi coetanei, affinchè altri giovani italiani, e magari piovesi, aspirino a mettersi in gioco, candidandosi e partecipando ad esperienze formative di questo tipo. L.T.
Piove di Sacco - Sant’Anna di Piove di Sacco - Sant’Angelo di Piove di Sacco - Chioggia - Dolo - Adria - Mestre
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Personaggio Protagonisti
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Morrison e Sonia Paccagnella al rifugio Città degli Angeli
Sonia, una vocazione per gli animali Sonia Paccagnella dirige con grande dedizione, dal 1998, la Città degli Angeli, rifugio per animali a Grignella. Com’è nata questa vocazione per gli animali? “Originaria di Padova, sin da piccola amavo gli animali e il contatto con la natura, perciò finiti gli studi ho cercato di spostarmi dalla caotica città per trovare uno spazio tranquillo dove
costruire il mio sogno. La prima casa che visitai è stata proprio quella dove oggi esiste Città degli Angeli. Me ne innamorai subito e vedevo con il cuore e la mente come sarebbe diventata”. Da dove hai iniziato? “Ho iniziato a ospitare e raccogliere cani e gatti abbandonati o randagi, ma col passare del tempo mi sono resa conto che a livello sociale mancava un riferimento per le famiglie del territorio in caso di necessità con il proprio amico a quattro zampe”. Come può essere definita la vostra missione?
“Fortunatamente grazie a molti volontari che in questo ultimo periodo mi aiutano riusciamo a fare tanto all’interno del parco. Un altro aiuto indispensabile per le adozioni sono i social networks, infatti attraverso la nostra pagina possiamo proporre le creature che cercano casa e pubblicare, fortunatamente, le moltissime storie a lieto fine.Stimiamo infatti che ultimamente sono circa 100 le adozioni all’anno”. Qual è il vostro obiettivo? “Siamo una organizzazione no-profit, tra poco Onlus, che cerca di creare un mondo più giusto dove anche gli animali meno fortunati trovino dignità e amore. Lo facciamo tracciando un ponte tra l’abbandono che l’animale ha subito e una nuova opportunità”. Cosa fate nel concreto? “Promuoviamo attraverso eventi e campagne come “adotta un angelo a distanza” e “campagna filariosi 2016” la nostra attività, cercando volontari e materiale utile.Viviamo grazie al supporto di volontari e dell’immenso amore che abbiamo per queste creature”.
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Libri
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La “libraria” settecentesca di S. Francesco: l’ultimo libro di P. Luigi Giacometti È
stata recentemente presentata a Perugia l’ultima opera letteraria promossa da Padre Luigi Giacometti, direttore della Biblioteca storica del Convento di San Francesco del Monte, frate francescano originario di Cavarzere che tutti ricordano in paese con grande affetto e stima. L’opera si intitola La “libraria”settecentesca di San Francesco del Monte a Perugia ed è composta da due volumi che restituiscono il volto dell’antica biblioteca del Monte e rendono ancora più evidente la sua importanza per la storia culturale dell’Ordine francescano, in stretto rapporto con la città di Perugia. “L’opera offre la ricomposizione scientifica dei fondi librari – scrive Padre Giacometti nella prefazione al testo – così
come erano disposti nella storica Biblioteca, prima dell’avvento della Repubblica giacobina. La ricerca, l’esame e la registrazione dei materiali librari, messi a confronto con titoli e signature degli antichi cataloghi settecenteschi, hanno permesso di identificare gli esemplari originari posseduti dalla Biblioteca del Monte, oggi custodite in altre biblioteche, italiane ed estere”. Il progetto di realizzazione dell’opera ha coinvolto numerose personalità della Regione Umbria, della Biblioteca Comunale Augusta, della Biblioteca del Rettorato dell’Università di Perugia e del liceo classico “Annibale Mariotti”, riunite sotto la responsabilità scientifica di Alfredo Serrai, il quale si è avvalso della collaborazione di Maria Paola Barlozzini e di Fiammet-
ta Sabba, quest’ultima curatrice dei volumi. Il catalogo aumenta le conoscenze disponibili sulla preparazione teologica, morale e culturale dei frati francescani lungo i secoli, ma anche sugli ambiti in cui essi la applicavano, attraverso l’insegnamento e la predicazione in Italia e all’estero, dunque rappresenta un prezioso strumento per approfondire in maniera rigorosa il valore storico e culturale della Biblioteca del Monte. “In accordo con il motto presente nel finestrone del salone librario non oculis [sed] mentibus esca – conclude Padre Luigi - la bellezza della biblioteca sorprende e incanta, ma il visitatore è avvisato di favorire un personale processo di interiorizzazione e di lasciare ogni «distrazione» davanti ad un «oggetto»
Sotto padre Luigi Giacometti
tanto ammirevole: esso è solo un tramite, grazie al quale la mente deve lasciarsi condurre al Principio di ogni bellezza. Il messaggio della Biblioteca del Monte, infatti, richiama un concetto espresso dal grande dottore francescano Bonaventura da Bagnoregio nel suo Itinerario della mente in Dio: ogni bellezza, poiché è mediata dalla nostra superficiale emozione, potrebbe essere ingannevole;
“Solo andata –Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” La storia di due gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre 1943 Un biglietto sgualcito e un disegno del destino che riesce a ricomporre, almeno nel ricordo, una famiglia divisa dai drammi della guerra. E’ questo il tema del libro “Solo andata – Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” presentato a metà gennaio in Corte Benedettina a Correzzola nel Padovano. L’opera, scritta dalla giornalista del Mattino di Padova Patrizia Rossetti, la storia di Arnaldo e Osvaldo Agostini, due
gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre del 1943. Due fratelli, due giovani come tanti altri, due soldati. Chiamati alle armi e inghiottiti dalla guerra dopo l’Armistizio del 1943. La famiglia conoscerà la loro sorte soltanto grazie a un biglietto lanciato a caso lungo la strada ferrata, e arrivato a destinazione per un singolare
gioco del destino. Con l’autrice era presente Antonio Agostini, fratello minore di Osvaldo e Arnaldo, dai cui ricordi ha preso vita la storia narrata nel libro. Secondogeniti dei cinque figli di Ettore Agostini e Natalina Ortolan, Arnaldo e Osvaldo conducono la dura vita riservata ai poveri delle campagne venete, quando nell’agosto del 1943
ricevono la cartolina-precetto che li trascina in guerra. Deportati pochi giorni dopo l’Armistizio, in un ultimo gesto di disperazione gettano dalle feritoie del vagone piombato un biglietto, supplicando chiunque lo trovi di avvertire la loro famiglia. Il misero pezzo di carta sgualcita potrebbe andare distrutto, invece è notato da una donna, letto e in-
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ma se invece è attirata dalla luce divina, essa vede attraverso quella stessa Luce”. Per informazioni e prenotazioni dell’opera è possibile rivolgersi alle Edizioni Fabrizio Fabbri srl (tel. 075 5271076, email fabrizio.fabbri@fabriziofabbri.net) oppure a Padre Luigi Giacometti (email luigiacometti@libero.it) Nicola Ruzza
ll biglietto, Antonio, fratello minore dei protagonisti e l’’autrice Patrizia Rossetti
viato al padre e alla madre dei due giovani, che ben presto i Tedeschi divideranno per sempre, destinandoli a due diversi campi di prigionia. Soltanto uno di loro tornerà a casa, ma minato nel corpo e nello spirito, tanto da non farcela neppure a raccontare per intero quegli anni di sofferenze. Un compito che Antonio, bambino all’epoca dei fatti, ha invece fatto proprio, per consegnarlo alle giovani generazioni. Il libro, edito dall’associazione di volontariato Co-Meta, è corredato dalle foto del fotografo Franco Storti e da una serie di emozionanti immagini d’epoca che ritraggono la famiglia Agostini. Il ricavato delle vendite andrà ai progetti di solidarietà che l’associazione Co-Meta sta portando avanti a favore dei bimbi africani. Alessandro Cesarato
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La cucina di Carmen
Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura TARTINE ALLA CREMA DI CARCIOFI
CROCCHETTE DI VERDURE
TORTA DI CAROTE
Ingredienti: 4 fette di pane integrale - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 carciofi - 1 pizzico di zenzero e 1 di curry - 1 ciuffo di prezzemolo - 1 spicchio di limone - olio e sale q. b.
Ingredienti: 1 gambo di sedano - 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.
Ingredienti: 250 g di carote - 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale - 1 C di miele - 2 C di uvetta - 1 C di pinoli - 1 uovo.
Preparazione: preparare o acquistare già pronti i fondi di carciofo. Lasciarli a bagno in acqua acidulata per qualche minuto. Intanto tritare bene la cipolla e l’aglio e farli saltare in una teglia oliata, unire i carciofi, regolare di sale e spezie e lasciar cuocere. A fine cottura aggiungere un po’ d’olio e il prezzemolo tritato. Quindi frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema morbida. Spalmare su fette di pane, tagliate in varie forme.
Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10-15 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 C. di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia unta d’olio, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.
Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.
Carmen Bellin
BIOLCA: WEB: WWW.LABIOLCA.IT – MAIL: INFO@LABIOLCA.IT – TEL. 049 9101155
a u q s a P a n o u B
Ristorante Alla Fornace Locale tipico e caratteristico della Riviera del Brenta. Ampia sala per banchetti. Specialità Pesce con tutte le ricette della Tradizione Veneta. La Prenotazione avviene presso il Ristorante
Info: 041 932127 - 335 5294045
Statale 11 Riviera del Brenta Malcontenta (Ve) - Via Padana, 198
www.ristoranteallafornace.com - luigifornace@libero.it - seguici su
C
armen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio, c = cucchiaino, g = grammo, kg = chilogrammo, L = litro, dl = decilitro, olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva, q.b.= quanto basta.
Menù di Pasqua Aperitivo della Casa con salatini Antipasti Schiette con polentina Antipasto Fornace: Gamberetti, Polipi con sedano, insa lata di mare, latticini di Seppia, Gamberoni, 1/2 Astice al prosecco Primi Linguine al Salmone affumicato Farfalle con Scampi e funghi Secondi Grigliata mista di pesce (Orata, cod a di Rospo, Scampo) Vassoi di frittura mista con polentina, Insalatine di stagione Dolci Tartufo gelato con liquore Colomba Pasquale e vino moscato Sgroppino Caffè e Grappa della casa Vino e Acqua Minerale compresi
€ 45,00
a persona
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Ariete
L’amore prima di tutto nel mese di San Valentino. Abbracciatevi, tutto andrà per il verso giusto
Toro Datevi da fare e dedicatevi ai cambiamenti, possibilmente nella prima metà del mese, poi diventerete più nervosi.
Cancro Riflettete prima di agire, sarete molto impulsivi e carichi di energia.
Leone Il vostro umore è dei migliori ma sarà un mese impegnativo, con qualche delusione.
Dentro al territorio nel cuore della gente
a Febbraio Nuova Edizione: FEBBRAIO 2016
Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.
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Febbraio
Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.
Gemelli
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Oroscopo
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Scorpione Avrete dei momenti piacevoli con la persona che amate. Riscoprirete il valore delle amicizie. Tenete sotto controllo la gelosia, però, e siate poco possessivi.
Sagittario Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.
di Padova Est
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Vergine Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.
Bilancia Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.
l’informazione locale si espande!
Capricorno Date spazio all’immaginazione. Questo mese sarà molto vivace. Farete nuove conoscenze e migliorerete la vostra vita sociale.
Acquario Siete un po’ stanchi. Tenete duro fino a marzo. Fate qualcosa che vi piace per gratificarvi. Dedicatevi solo a voi stessi.
Pesci Nuove amicizie e qualche buona notizia in arrivo. E’ un momento buono per voi, per affrontare nuove sfide.
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