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Miranese sud dic2015 n147

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del Miranese Sud all’interno le nostre OFFERTE

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“La ripresa economica? Se c’è, ancora non si vede. Non qui, almeno”. Nuovo grido d’allarme degli artigiani del Miranese. L’occupazione continua a diminuire e il fatturato sta tenendo solo perché le imprese hanno meno costi. pag. 16

AUGUSTO MARINI, UNA COLONNA DELLA RESISTENZA Augusto Marini è nato il 22 settembre del 1925 e vive a Spinea. Nel 2014 ha pubblicato un libro che raccoglie i ricordi dei suoi primi vent’anni con uno spaccato di storia che va dal 1925 alla fine della seconda guerra mondiale. pag. 21

Le nostre rubriche

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A Mirano il Natale accende a festa piazze e negozi

Piazza Martiri sarà il punto focale delle tante manifestazioni. A Santa Maria di Sala e Spinea ci saranno concerti e mercatini in ogni angolo di capoluogo e delle frazioni

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nche quest’anno Mirano si appresta a vivere un Natale magico, con eventi e manifestazioni per tutta la famiglia e il fulcro non poteva che essere la splendida cornice di piazza Martiri addobbata a festa. La Confcommercio del Miranese, in collaborazione con i commercianti e il Comune, ha predisposto un programma ricco di appuntamenti, che ricalca i successi degli anni precedenti, riempiendo la piazza in tutti i fine settimana di dicembre. L’inizio si è avuto già sabato 5 e domenica 6

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sarà l’apertura al traffico del centro storico con parcheggi gratuiti prevista per martedì 8 dicembre, dando così la possibilità ai clienti di avere facile accesso alla piazza per affrettarsi a fare gli acquisti in previsione del Natale, nei negozi che per l’occasione rimarranno aperti. Si continua sabato 12 e domenica 13 dicembre con il grande e tanto atteso appuntamento della Festa del cioccolato, che incontra il piacere dei sensi e della mente soddisfacendo il gusto dei palati più raffinati e golosi. pag. 6, 15

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con il mercatino di Natale caratterizzato da ben tre diverse zone: “Le fantasie del Natale”, mostra mercato di artigianato e articoli natalizi e bancarelle di Natale, “Di gusto”, specialità enogastronomiche del bel paese e “Negozi in piazza”, con i negozi della città a cielo aperto. Grande spazio è stato dedicato ai “Motobabbo”, che ormai da diversi anni si incontrano numerosi e che con grande generosità hanno raccolto anche quest’anno fondi e materiale per i bambini di “Casa Nazareth”. Grande novità di quest’anno

Sarà comunque un Buon Natale

C

di Ornella Jovane*

ominciate ad addobbare le vostre case, confezionate ghirlande, accendete le lucine, iniziate il vostro peregrinare per negozi in cerca del regalo più adatto: dicembre è iniziato e il Natale sta arrivando!

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VENETI A PARIGI, LE TESTIMONIANZE

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NATALE IN VENETO, TANTE INZIATIVE

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news da laPiazzaweb 3

In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata Vigonovo, scomparso Enrico Ruvoletto, l’appello della madre, a seguire sono stati cliccatissimi i servizi relativi ai Patti Territoriali, al via 6 maxi progetti per Chioggia e Cavarzere e la notizia Valeria Solesin torna in patria seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL

Sui social molto condivisa, anche dato il momento storico che il mondo stava vivendo: Ciao Valeria… l’addio a Valeria Solesin. Grande attenzione anche per l’atro tema caldo: Profughi, minacciato il Sindaco di Vigonza e sulle rodigine: Stalking a Porto Viro

EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO:

Corre in rete il terrorismo… ma, per fortuna, anche la solidarietà Dopo gli attentati spopolavano gli hashtag #PrayforParis e #NotInMyName, oltre al simbolo della pace che racchiudeva la Tour Eiffel stilizzata e hanno viaggiato su milioni di profili

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a triste storia di Valeria Solesin non la dimenticherà più nessuno in Veneto. Gli articoli che parlavano di lei, della sua vita e soprattutto del suo tragico destino dopo gli attentati di Parigi sono stati gli articoli più letti anche sul nostro sito. Il suo volto, quello dei suoi genitori, le immagini più condivise. La solidarietà verso questa madre e questo padre che non si sono mai lasciati andare a parole sopra le righe, che hanno saputo contenere il loro dolore in modo nobile e altissimo, è stata totale. Le bacheche facebook erano piene di commenti ai fatti accaduti, i cinguettii non si contavano e, nonostante qualcuno provasse a scatenare la rissa con affermazioni di pancia, molti altri smorzavano i toni. Ma questi attentati hanno provocato un grosso danno a tutti noi: la rete oggi fa paura. Il terrorismo corre sulle strade digitali su cui ci siamo sempre sentiti liberi di scrivere e condividere quasi qualunque cosa. Oggi non è più così. Anche la rete è pericolosa e l’abbiamo imparato una volta di più e forse, più da vicino, con questi ultimi attentati. C’è chi racconta di essersi imbattuto su Facebook in qualcuno che farneticava parteggiando per i terroristi ma di non aver avuto il coraggio di segnalarli per paura di venire individuati dai terroristi

stessi, percepiti come cyber combattenti che hanno occhi e orecchi ovunque. E’questo, invece, il momento di tenere gli occhi e le orecchie aperte anche sui social che frequentiamo, non per futili caccie alle streghe ma per aiutare anche le forze dell’ordine là dove non arrivano. Per fare la nostra parte, piccola, ma solidale appunto. Dopo gli attentati spopolavano gli hashtag #PrayforParis e #NotInMyName, oltre al simbolo della pace che racchiudeva la Tour Eiffel stilizzata e hanno viaggiato su milioni di profili. Sui social network, rimbalzavano pazzamente le reazioni del mondo intero agli attacchi. Oltre un milione di tweet, una cifra spropositata per una Francia che piangeva e soffriva. Migliaia di parigini durante la notte hanno utilizzato l’hashtag #PorteOuverte (porte aperte) per offrire alloggio alle persone rimaste bloccate all’aperto. In rete la solidarietà spesso, purtroppo, si fa a parole ma ci sono gesti e attenzioni che possono essere fondamentali per cambiare le cose, anche stando dietro lo schermo di un computer o di un telefonino. #PorteOuverte, insegna la Francia, forse è questo l’hashtag che a Natale dovrebbe andare per la maggiore e aiutarci tutti a evitare una guerra che certo non sarà virtuale.

Le edizioni più lette dai lettori de lapiazzaweb sono state il Piovese, la Bassa padovana, il Miranese Nord e Adria

In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno

Il BLOG DEL DIRETTORE Mussulmani tra noi, a scuola con noi, a lavoro con noi, per la strada con noi… Ci devono fare paura? Improvvisamente sono tutti potenziali terroristi? La convivenza che fino ad oggi in Italia è stata tranquilla si è inclinata o si sta facendo di tutta un’erba un fascio?. seguici su www.lapiazzaweb. it/category/il-blog-deldirettore/

IL SONDAGGIO Specialmente dopo i fatti di Parigi infuria la polemica sul presepe. Qualche Preside ha deciso di abolirlo in nome della sicurezza, in altre scuole a prendere la decisione sono stati alcuni insegnanti in nome della laicità. Bitonci a Padova ha minacciato ispezioni nelle scuole per controllare che il presepe ci sia. In tutto questo però i mussulmani non c’entrano. Non ci hanno mai chiesto di rinunciarvi. La scelta migliore qual è? Presepe a scuola: lo facciamo o no? seguici su www. lapiazzaweb.it/sondaggio/

ADOTTAMI, I NOSTRI AMICI ANIMALI

L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. Continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali.

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4 Argomento del mese PRIMA LE MAMME E I BAMBINI In quattro anni dall’avvio del progetto del Cuamm sono stati 102.147 i parti assistiti gratuitamente nei quattro ospedali interessati e nei territori di riferimento; per un totale di 204.294 mamme e bambini assistiti nel momento del parto; 236.661 le visite prenatali effettuate

di Germana Urbani

Si chiama “Thickua Lukele”, “cosa di poco valore”, un bimbo malnutrito che non succeda più

Il progetto interessa 4 ospedali e 22 centri periferici in 4 distretti di Angola, Etiopia, Tanzania, Uganda

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Solo credendo nella vita il

forte in questi giorni la discussione sulla cultura cattolica dell’Italia e sulle tradizioni ad essa connesse. Un dibattito inutile se rimarrà solo l’oggetto del campo di battaglia tra chi difende il presepe e chi, invece, difende la laicità dello Stato nelle scuole. Per la cultura cattolica il Natale si fonda sulla nascita di un bambino, in una stalla-grotta, perché non c’era posto per lui e sua madre altrove. Se tutti noi ci ricordassimo questo forse saremmo mossi maggiormente da solidarietà e misericordia, tema cardine del Giubileo. Lo sanno bene le associazioni di volontariato che lavorano proprio con mamme e bambini, una su tutte Medici Con l’Africa Cuamm che da quattro anni impegna i suoi volontari nel programma “Prima le mamme e i bambini”, volto a ridurre la mortalità materna e neonatale garantendo l’accesso gratuito al parto sicuro e la cura del neonato, attraverso servizi di qualità. Il progetto è ormai in avanzata fase di realizzazione e interessa 4 ospedali e 22 centri di salute periferici in 4 distretti di 4 Paesi africani: Angola, Etiopia, Tanzania, Uganda. Si rivolge a una popolazione di 1.300.000 abitanti con l’obiettivo di raddoppiare in cinque anni il numero dei parti assistiti, arrivando progressivamente a 125.000 parti negli ospedali e nei distretti di riferimento. La Testimonianza “Qui all’ospedale di Chiulo, - racconta Andrea Pietravalle, uno specialista in Pediatria e Neonatologia che

A PADOVA ANCHE INFORMAZIONI SU PROGETTI E INCONTRI

Con Emergency il regalo raddoppia

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nche per Emergency, associazione fondata da Gino Strada che opera in tutto il mondo, il Natale rappresenta un’ottima occasione per far conoscere al meglio le proprie iniziative e per raccogliere fondi che possano aiutare le varie attività. A Padova, presso lo spazio Natale in via Breda fino al 14 dicembre si potranno trovare informazioni sui progetti, mostre, incontri aperti al pubblico, musica e naturalmente il regalo giusto per le persone più care. Bellissimi ricami afgani, coloratissimi teli patchwork della Sierra Leone, tessuti batik e artigianato in legno, i doni più originali arrivati direttamente dai Paesi dove opera Emergency. Oltre all’oggettistica non manca anche la gastronomia con dolci, confetture, vini, libri, giocattoli, oggetti di design e naturalmente i gadget di Emergency. Facendo i regali nello Spazio di Natale il regalo sarà doppio in quanto tutto il ricavato sarà devoluto ai progetti di Emergency in Italia. Emergency ha iniziato a lavorare in Italia nel 2006 con l’apertura a Palermo di un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti. Oggi Emergency lavora in altre 6 città italiane - Marghera, Polistena, Castel Volturno, Napoli, Bologna e Milano. Con i suoi ambulatori mobili offre assistenza sanitaria nelle campagne del sud Italia e ai migranti che sbarcano sulle coste siciliane. Nello Spazio Natale troverai ad accoglierti i volontari di Emergency che saranno felici di darti le informazioni e l’attenzione che cerchi per un Natale sia davvero più buono. M.C.

attualmente lavora per il Cuamm in Angola - il lavoro è tanto…sai quando si comincia ma non quando si finisce. La mia giornata ha inizio con il giro visite in reparto ma subito dopo si passa all’ “unità speciale di nutrizione” dove mi attendono i piccoli malnutriti che, superata la fase critica, aspettano di recuperare peso ed energie per poter tornare a casa. Il bambino malnutrito grave è sicuramente quello che mi dà più filo da torcere, perché è sempre in un equilibrio instabile e c’è il rischio che muti rapidamente in peggio. Per fortuna, però, tutte le mie preoccupazioni cadono quando mi imbatto in storie come quella di “Thickua Lukele” (letteralmente “Cosa di poco valore”), un bimbo malnutrito che la mamma ha chiamato così quasi per scaramanzia perché tutti gli altri figli sono già morti. Mi guarda imbronciato, mi sorride e tutto passa in secondo piano… paure, dispiaceri e notti insonni passate a vegliarlo. Terminato il giro in malnutrizione, si corre a visitare in ambulatorio dove una gran moltitudine di bambini attende fiduciosa. Nel pomeriggio, dopo un pasto veloce, si torna in reparto per controllare i risultati delle analisi e per rivalutare i pazienti più gravi, mentre il walkie tolkie è sempre al mio fianco pronto a squillare in caso di emergenza. Per quel che riguarda la cura del neonato, il lavoro da fare è tanto ma come neonatologo sono fiducioso che nell’arco di un anno si possano gradualmente introdurre quei cambiamenti necessari a migliorare

la qualità della assistenza. Già in questi primi mesi di lavoro siamo riusciti ad ottenere alcune piccole conquiste come l’introduzione della profilassi con vitamina K per tutti i nuovi nati e l’educazione delle mamme in dimissione affinché imparino a riconoscere i segnali di pericolo per i loro bambini. La strada da percorrere è lunga e non priva di ostacoli ma, cercando di mantenere sempre il giusto atteggiamento, sono sicuro che molto di buono si potrà fare”. Un bilancio positivo Grazie al lavoro di medici, ostetrici e infermieri specializzati in 4 anni il progetto ha prodotto grandi frutti: 102.147 i parti assistiti nei quattro ospedali interessati dal progetto e nei territori di riferimento, per un totale 204.294 mamme e bambini assistiti nel momento del parto; 236.661 le visite prenatali effettuate, a Chiulo in Angola, a Tosamaganga in Tanzania, a Wolisso in Etiopia e ad Aber in Uganda. “Sono dati importanti, che confermano la nostra scelta di prenderci cura delle donne e dei bambini, la fasce più deboli della popolazione – ha detto don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm -. Lo facciamo, con un impegno quotidiano, insieme a tanti compagni di strada che continuano a credere in noi. Siamo profondamente convinti che si bisogna coltivare il sogno di credere profondamente nella vita. Solo così, possiamo sperare che il nostro mondo possa essere culla di vita e di gioia”.

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Argomento del mese 5

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6 Approfondimento Feste Fino all’Epifania categorie e comuni hanno preparato programmi per tutti i gusti

A Mirano il Natale accende a festa piazze e negozi

Piazza Martiri sarà il punto focale delle tante manifestazioni. A Santa Maria di Sala ci saranno tanti concerti e mercatini in ogni angolo di capoluogo e frazioni di Filippo De Gaspari

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nche quest’anno Mirano si appresta a vivere un Natale magico, con eventi e manifestazioni per tutta la famiglia e il fulcro non poteva che essere la splendida cornice di piazza Martiri addobbata a festa. La Confcommercio del Miranese, in collaborazione con i commercianti e il Comune, ha predisposto un programma ricco di appuntamenti, che ricalca i successi degli anni precedenti, riempiendo la piazza in tutti i fine settimana di dicembre. L’inizio si è avuto già sabato 5 e domenica 6 con il mercatino di Natale caratterizzato da ben tre diverse zone: “Le fantasie del Natale”, mostra mercato di artigianato e articoli natalizi e bancarelle di Natale, “Di gusto”, specialità enogastronomiche del bel paese e “Negozi in piazza”, con i negozi della città a cielo aperto. Grande spazio è stato dedicato ai “Motobabbo”, che ormai da diversi anni si incontrano numerosi e che con grande generosità hanno raccolto anche quest’anno fondi e materiale per i bambini di “Casa Nazareth”. Grande novità di quest’anno sarà l’apertura al traffico del centro storico con parcheggi gratuiti prevista per martedì 8 dicembre, dando così la possibilità ai clienti di avere facile accesso alla piazza per affrettarsi a fare gli acquisti in previsione del Natale, nei negozi che per l’occasione rimarranno aperti. Si continua sabato 12 e domenica

13 dicembre con il grande e tanto atteso appuntamento della Festa del cioccolato, che incontra il piacere dei sensi e della mente soddisfacendo il gusto dei palati più raffinati e golosi. I cioccolatieri saranno presenti sull’ovale di Piazza Martiri e in piazzetta Errera. Infine domenica 20 dicembre, l’ultima prima di Natale, ci sarà la nona edizione di “Shopping italiano” lungo via Barche, che avverrà in concomitanza con il mercatino del volontariato e dell’antiquariato: una selezione con più di 20 bancarelle che proporranno prodotti di vario genere. Si potrà scegliere tra oggettistica, arredo casa, intimo e accessori, calzature, abbigliamento per bambini e ancora miele, ceste natalizie, fiori e tanti altri articoli, rigorosamente proposti da professionisti italiani. Santa Maria di Sala scende invece in campo con i classici concerti e mercatini per accendere il Natale in ogni angolo di capoluogo e frazioni: per quanto riguarda i mercatini a Veternigo e a Santa Maria di Sala l’appuntamento è dal 12 al 13 dicembre con il mercatino eco-solidale di fronte alle chiese dei due paesi e davanti alla scuola materna del capoluogo si replica anche il 20 dicembre con il mercatino natalizio. Quello pro-missioni sarà invece allestito in sala Cedraie di Villa Farsetti fino all’8 dicembre. A Caltana mercatino dal 5 all’8 e dal 12 al 13 dicembre, a Sant’Angelo i

bambini si sono prodigati nella lettera a Babbo Natale e a Caselle torna l’originale rassegna dei presepi aperta dall’8 dicembre all’11 gennaio. L’8 dicembre, in tutte le frazioni, ci sarà la tradizionale accensione degli alberi di Natale allestiti nei centri. Inoltre la giunta comunale visiterà, come negli anni scorsi, i propri concittadini ospitati nelle case di riposo del circondario, per fare gli auguri ai propri anziani: appuntamenti il 14 e 19

dicembre. Infine a Caltana pranzo natalizio organizzato dal gruppo giovani domenica 20 dicembre al centro parrocchiale. Lunghissima anche quest’anno la lista dei cori e dei concerti di Natale ospitati nelle sei chiese salesi, con formazioni locali e da fuori territorio in un programma fittissimo di appuntamenti a cui hanno collaborato Labs, l’Orchestra dei fiati del Veneto, il coro Magnificat e l’associazione “A se stante”.

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n po’ di apprensione, c’era qualche settimana fa perché il Presepe Vivente di Maerne non si facesse causa assenza di volontari. Invece la notte di Natale tornerà regolare, al solito posto e per la trentunesima volta. Pochi giorni all’inaugurazione dell’edizione 2015-2016 per una delle iniziative più amate nel comune di Martellago e tra le più conosciute nella provincia, e non solo, raggiunge lo storico compleanno con un programma collaudato nel tempo e una scenografia che si rifà all’Europa del Nord. Era il 1985 quando il medico di base Vito Marchello e altri amici iniziarono quest’avventura realizzando il primo presepe; un appuntamento che ha saputo crescere negli anni, superando non poche difficoltà, tra cui economiche. Anche in questo 2015 per allestire le capanne si sono usati scarti di segheria, cassoni da imballaggio e altri oggetti vecchi, con un lavoro iniziato ancora nelle scorse settimane laddove negli altri mesi dell’anno c’è un parcheggio. Il teatro sarà sempre lo stesso, il Campiello Marzenego, e l’apertura avverrà attorno a mezzanotte, subito dopo la veglia e la messa di Natale, quest’ultima dalle 23. Poi l’apertura il 25, 26 e 27 dicembre, più venerdì 1 e domenica 3 gennaio. Mercoledì 6 gennaio, giorno dell’Epifania, dalle 14.30 alle 18.30, ci saranno rappresentazioni in costume, sempre a ingresso libero. In questo giorno, dalle 17, i Re Magi porteranno la calza e i doni a tutti i bambini presenti. In questi oltre tre decenni di storia, la manifestazione ha goduto del patrocinio della Regione, della Provincia, del Comune ed è stata gratificata di targhe e diplomi; il Lion’s Club di

Spinea la elesse “personaggio dell’anno”, dal Comune di Martellago e Provincia, il Diploma di benemerenza e la benedizione papale. Ancora, all’interno degli incontri per promuovere la pace in Medio Oriente e in collegamento con i luoghi in cui visse Gesù, nell’ottobre 2001 ci fu qui la visita dell’allora sindaco di Betlemme Hanna Jamil Nasser. Nel dicembre 2002 fu ospite il Custode della Basilica della Natività di Betlemme, padre Ibhraim Faltas, per una manifestazione religiosa sempre a favore della pace. Se il primo presepio vivente avvenne nel Natale 1985, è del 2 novembre 1989 la sottoscrizione di un primo statuto, dove si conferma che l’Associazione organizza il presepio vivente di Maerne, lo statuto conferma e non ha scopo di lucro. Uno degli obiettivi è senz’altro il richiamo al dovere di solidarietà verso gli altri meno fortunati. All’inizio il ricavato delle offerte volontarie è stato devoluta alla lotta contro il cancro e alla Croce Rossa Italiana. Di seguito una quota delle offerte è andata alle necessità delle parrocchie di Maerne e di Olmo ma non solo. A.R.


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Pagina a cura Servizi Informativi Comunicazione Supporto Organi di Governo

www.spinea.gov.it - Posta Certificata: protocollo.comune.spinea.ve@pecveneto.it

CITTÀ PARTECIPATA E SICUREZZA Nel mese di novembre si sono svolte quattro serate dedicate alla sicurezza e alla assicurazione contro i furti in casa in collaborazione con i Carabinieri Capitano Antonio Bisogno e Maresciallo Capo Lamberto Stanchi. Durante questi incontri si è affrontato il tema in modo semplice e chiaro. Il Sindaco ha illustrato il valore del sistema di video sorveglianza di Spinea che è stato approvato dal COSP (Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica) e come funziona il protocollo “Mille occhi sulla città” firmato in Prefettura. C’ è stato poi spazio per tutte le domande su come funziona l’assicurazione contro i furti promossa dal Comune. Il Comandante della Stazione Carabinieri di Spinea Lamberto Stanchi ha spiegato in modo molto concreto come possiamo ogni giorno scegliere di aumentare la nostra sicurezza in casa e nella vita quotidiana. Si tratta di accorgimenti semplici ma che sono efficaci contro la piccola criminalità. Se si ha in casa un sistema di allarme ad esempio, firmando un modulo di richiesta che si trova dai carabinieri, si può chiedere la con-

nessione alla centrale operativa CC. E’ bene evitare di avere troppo contante con sé e se si frequentano mezzi pubblici e luoghi affollati, è bene separare i documenti dal denaro e suddividere i soldi in più tasche. Sono piccoli trucchi ma ci evitano grandi disagi. Se purtroppo i ladri hanno rubato il nostro oro, verifichiamo sul sito http://www.carabinieri. it/cittadino/servizi/banche-dati/oggetti-rinvenuti. Spesso la refurtiva viene recuperata e il cittadino può facilmente da casa controllare e recuperare i suoi ricordi preziosi. Ma il consiglio più importante che il Comandante Stanchi non si stanca di ripetere è avere ottimi rapporti con i vicini di casa e non avere timore di telefonare ai Carabinieri quando si sentono rumori sospetti o si osservano fenomeni insoliti.

“RICOMINCIO DA QUI” CERCA NUOVI VOLONTARI L’Assessora ai servizi Sociali Laura Rosanova con Antonietta Verduci e Alberta Ceolin, volontarie di “Ricomincio da qui”

“Ricomincio da qui” è un progetto ormai consolidato e di successo. Nato nel 2013 come modulo del più ampia azione “Mi prendo cura della mia città”, è uno sportello aperto ogni giovedì dalle 15.00 alle 18.00 per azioni di supporto e informazione a chi cerca lavoro. Il successo in questi due anni è stato grande, sia in termini di accesso che di iniziative attivate. Ora le splendide volontarie che con grande impegno e passione hanno aperto questo servizio, hanno bisogno di nuove energie. Da ieri è pubblicato sul sito il bando con il modulo per fare domanda ed entrare in questo gruppo di volontari. Ti senti portato per le relazioni con le persone? Hai

voglia di metterti in gioco? Scarica il bando e fai domanda. È preferibile avere esperienza pregressa nelle attività di supporto e informazione ai disoccupati, ma è comunque previsto un periodo di affiancamento e di formazione specifica. Il progetto “mi prendo cura – Ricomincio da qui” si rifà alla tematica dell’economia del dono (Gift Economy) come ridefinito nelle teorie di molti studiosi contemporanei. Per info: 0415071183 Vuoi approfondire lo sportello “Ricomincio da qui”? http://www.spinea.gov.it/comune/vivere/Progetto--Mi-prendo-cura-della-mia-Citt--. html#.VkM3O5V0yM8

CITTÀ PARTECIPATA: “CENTRO ANZIANI INSIEME” AIUTA “CASA DI ALICE” L’Assessora alle Politiche Familiari, Laura Rosanova, mamme e operatrici di “Casa di di Alice” con le signore di “Centro Anziani Insieme”

Pochi giorni fa la “Casa di Alice” ha ricevuto un dono speciale da parte di chi frequenta il “Centro Anziani Insieme”. Sono state donate le fodere realizzate a mano per abbellire le stanze in cui si svolgono le attività per i genitori ed i bambini. È stato un gesto d’amore che ha avvicinato generazioni diverse. L’Assessore delle Politiche Familiari, Laura Rosanova, ha ringraziato caldamente le nonne per il gradito e significativo gesto. Ricordiamo che la “Casa di Alice” è un servizio del Comune dedicato a tutte le famiglie con bambini da zero a cinque anni. Casa di Alice offre importanti strumenti relazionali che, attraverso attività divertenti ed educative, mettono in

gioco figli e genitori. Il principale obiettivo del progetto è stimolare le capacità dei più piccoli con l’esterno. Laboratori, giochi, esercizi e consulenze specifiche sosterranno i genitori nel superare piccoli e grandi dubbi del più difficile mestiere del mondo. “Casa di Alice” è a vostra disposizione: - ogni lunedì e mercoledì dalle 16.00 alle 18.30 presso la Scuola Materna “Italo Calvino”; - ogni martedì e giovedì dalle 16.00 alle 18.30 presso la Scuola Materna “Walt Disney”. Info: 041507112 – 0415071166 – servizi.sociali@comune.spinea.ve.it

LA CITTA’ PARTECIPATA COSTRUISCE PERCORSI DI PACE Siamo qui perché abbiamo speranza. Così ha esordito il Sindaco di Spinea salutando tutte le associazioni, i bambini e le famiglie scese in Piazza il 28 novembre scorso. In Piazza Municipio erano presenti tutte le comunità religiose del territorio per sconfiggere la paura e favorire la convivenza tra i popoli. L’Evento è stato organizzato dal Comune di Spinea in collaborazione con il Centro Culturale Salam, l’Associazione Marocchina per la Cultura e lo Sviluppo, la Parrocchia di Santa Bertilla, la Parrocchia dei Santi Vito e Modesto, il CISM Spinea Onlus, Emergency e il Presidio Libera del Miranese. Il sit-in intendeva essere un momento di riflessione anche sulla gravità di quello che sta succedendo in gran parte del mondo (Parigi, Libano, Tunisia, Nigeria, Russia, Mali, Siria) e sulla necessità di intraprendere un percorso di condivisione partendo dal valore della vita e dell’essere umano. Hanno aderito le seguenti associazioni: Comunità Islamica Venezia e Provincia, Ass. Cul. Islamica ASSALAM di Piove di Sacco-PD, Ass. Cul. Islamica di Quarto

d’Altino, SPI CGIL Spinea Lega Miranese, CISL-FNP Spinea, Amici dei Presepi, Teatrino ZERO, AIDO, Amici del Graspo, Comitato Ambiente e Territorio, Università Popolare Spinea, PRO LOCO Spinea, ANPI, ACLI, CNGEI, SPIGAS, Comitato genitori Spinea 1, Comitato genitori Margherita Hack, FIAB, Associazione Esodo, Comitato cani di Spinea, Creattiva, AUSER Mirano, Ass. Sunegal, Ucraina più, GAIA, Movimento per la decrescita felice di Venezia, AGESCI Spinea 1, AVIS, Azione Cattolica Parr. S.M. Bertilla, Asilo Nido Piccole Querce, Auser Spinea, Commissione Pari Opportunità, Centro Attilio Scocco; Amnesty International, Amici della Biblioteca, la comunità Bengalese, Centro Prosa. Ha aderito a titolo individuale Susanna Coen Cagli.


8 Mirano Sociale Il sindaco Maria Rosa Pavanello nomina 4 componenti del cda

Editoriale

Mariutto, arrivano le nuove nomine

Sarà comunque un Buon Natale di Ornella Jovane*

di Filippo de Gaspari

N

“Sarà prioritario mantenere alta la qualità del servizio e valorizzare le professionalità dell’Ipab”

el bel mezzo di una vertenza sindacale in atto e in pieno allarme scabbia, dopo i casi infetti riscontrati all’interno del residence Magnolia, cambia il Consiglio di amministrazione della casa di risposo Mariutto. Il sindaco Maria Rosa Pavanello ha nominato i quattro nuovi componenti: sono l’avvocato Paolo Zanardi, il tecnico esperto in strutture socio-sanitarie Mario Boato, il commercialista Andrea Burlini e la psicologa Cristina Conz. Il nuovo Cda si è insediato il 16 novembre e resterà in carica quattro anni. Zanardi, esperto in diritto amministrativo con specializzazione nel pubblico impiego, ha una vasta esperienza sia nella formazione e gestione del personale che come direttore amministrativo e dirigente presso varie strutture sanitarie, tra cui Mirano e San Donà. A Mirano è stato anche candidato sindaco per il centrosinistra nel 2008, quando uscì sconfitto dalla sfida delle urne contro Roberto Cappelletto. Il geometra Mario Boato è stato invece dirigente e direttore dell’ufficio tecnico dell’Ulss 13 e consulente tecnico di strutture sociosanitarie nel Veneto. Anche lui è stato impegnato in politica, consigliere di una civica in appoggio a Gianni Fardin. Il commercialista Andrea Burlini è revisore dei conti per Ipab ed enti locali e ha ricoperto vari incarichi nei Cda di società pubbliche e come componente di organismi di vigilanza. Infine la psicologa Cristina Conz è Fra i nominati consulente presso l’Ulss 8 ed ha c’è l’avvocato ente molto importante perché collaborato con diverse strutture Paolo Zanardi, offre i servizi fondamentali socio-sanitarie e case di riposo. ex candidato sindaco in particolare per la non “Ritengo – commenta Pavanello del centrosinistra autosufficienza. Sarà prioritario – che con queste nomine si dia mantenere alta la qualità vita ad un Consiglio d’amministrazione composto del servizio per i nostri anziani e allo stesso tempo da quattro professionisti esperti nei diversi ambiti valorizzare le professionalità dell’Ipab e il vasto che interessano l’ente, da quello amministrativo a mondo del volontariato che supporta l’ente”. Ma le quello tecnico, dal contabile al sociale, che uniranno scelte del sindaco non hanno mancato di sollevare le loro competenze per amministrare al meglio l’Ipab polemiche, sia da destra che da sinistra. Per Marco in questo momento delicato. Avranno il compito Marchiori (M5S) e Giampietro Saccon (Prima non facile di dare una prospettiva di sviluppo ad un il Veneto):“Pavanello ha superato se stessa con la

IL CASO

I

La casa di riposo Mariutto nomina di un quadrumvirato che più che alla Mirano di domani guarda alla Mirano dell’altro ieri: un consigliere di riferimento dell’ex sindaco Fardin (Boato), il suo erede designato poi bocciato dagli elettori (Zanardi), il quale come consigliere di minoranza propose, come revisore del Comune, proprio quel professionista che oggi la sindaca gli affianca nel Cda (Burlini)”. Per Luigi Gasparini, Rifondazione comunista: “Sono nomine che rispondono unicamente a una logica di occupazione del potere da parte del Pd, subordinate al volere della sindaca”.

segue da pag.

1

Anche quest’anno si illuminano le città, si animano le strade, sbrilluccicano le vetrine per farci respirare l’atmosfera incantata della festa. Ma questa cornice entro la quale ci muoviamo, quest’anno un po’ di più, sembra impotente ad assuefare quella sensazione di smarrimento che l’attualità ci impone. Ancora fresca è la ferita degli attentati di Parigi. La “Ville lumière – scrive il nostro collaboratore all’interno delle pagine di questo giornale – si è spenta sotto gli attacchi terroristici dei fondamentalisti islamici”, scenari inquietanti di guerra si intravvedono all’orizzonte, la paura e il pregiudizio condizionano e avvelenano il nostro agire e i nostri pensieri. Ci stavamo confrontando con l’impegnativo tema dell’integrazione sollevato dalle molte centinaia di migranti giunti su barconi di fortuna nelle nostre spiagge quando il riacutizzarsi del terrorismo dell’Is ha spinto il dibattito e la speculazione verso la difesa delle nostre radici, delle nostre tradizioni anche religiose, che sentiamo – a torto o a ragione – minacciate. Come reagire di fronte ad un mondo che appare “stanco e disfatto” come scriveva G.K. Chesterton nel suo Canto di Natale, datato 1900 ma tutt’ora attuale? Solidarietà. Noi abbiamo scelto il tema della solidarietà, a partire dalle nostre piccole realtà locali, raccontando, in apertura di giornale, le storie di donne e uomini che tutti i giorni si sforzano a tendere la mano verso chi è in difficoltà. Solidarietà come habitus, modo di pensare, scelta di vita, atteggiamento culturale per andare oltre ogni forma di pregiudizio, per imparare a sentire l’altro, per convivere e costruire. Entusiasmo e fiducia, sono le altre due parole che quest’anno abbiamo scelto come temi di ispirazione delle nostre pagine. Abbiamo voluto raccontare di comunità che si preparano alla festa, di città che si fanno belle, di tradizioni che si rinnovano nello spirito della rinascita, non stucchevole e artefatto prodotto di finti buoni sentimenti che il consumismo vorrebbe imporre, ma più che mai autentico, nato dalla consapevolezza di chi in questi anni si è fermato a riflettere.

*redazione@givemotions.it

Integrazione

IL PREFETTO CUTTAIA AUTORIZZA I MIGRANTI VOLONTARI

l prefetto Domenico Cuttaia ha tenuto a battesimo a Mirano il primo esperimento di profughi impiegati in attività di volontariato. Per la prima volta in provincia, infatti, i migranti ospitati in città potranno essere arruolati per piccoli lavori a favore della collettività, a costo zero. Cuttaia ha ringraziato il sindaco Maria Rosa Pavanello per la sensibilità istituzionale dimostrata, suggellata con la sottoscrizione del primo Protocollo d’intesa, a livello provinciale, di questo genere. “Un esempio virtuoso di

accoglienza diffusa e per piccoli numeri, improntato alla massima concretezza e alla condivisione da parte della collettività locale, che consentirà di avviare un graduale processo di integrazione dei migranti che volontariamente si renderanno utili alla comunità, senza che ciò vada a limitare le possibilità lavorative ed occupazionali dei cittadini italiani”, ha ricordato Cuttaia. Nello specifico, i migranti verranno impiegati nell’attività di recupero degli infissi di Villa Bianchini a Zianigo, con il supporto

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di alcuni falegnami in pensione, che insegneranno loro il mestiere artigianale utile per la loro futura integrazione sociale e lavorativa. La firma del protocollo è stata anche l’occasione per esaminare la situazione dell’ordine e della sicurezza in città. Si è registrata, nel periodo gennaio-settembre 2015, una sostanziale riduzione dei reati predatori. I furti sono passati da 572 a 432, le rapine da 5 a 2, i danneggiamenti da 102 a 73, rispetto all’analogo periodo del 2014. “Un riscontro oggettivo

alle preoccupazioni, sia pur legittime, dei cittadini in tema di sicurezza – ha continuato Cuttaia – significa che, né nel territorio di Mirano né negli altri comuni dove sono presenti le strutture di accoglienza, si sono verificati episodi di criminalità”. F.D.G.

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Mirano 9 L’iniziativa Doppio appuntamento culturale organizzato dal Comune

Villa Bianchini riaperta al pubblico Lo storico edificio di Zianigo, ospita un prezioso affresco di Giandomenico Tiepolo: “Il merito e la fama” di Filippo De Gaspari

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illa Bianchini riaperta al pubblico, anche se solo per due weekend. Per la prima volta lo storico edificio di Zianigo, che ospita tra l’altro un prezioso affresco di Giandomenico Tiepolo, “Il merito e la fama”, ha aperto i battenti, in occasione di un’iniziativa denominata, appunto, “Giandomenico Tiepolo in villa Bianchini”. E’ la prima volta che al pubblico è consentito di entrare nella villa da quando sono iniziati gli interventi di recupero, anche se solo parziali dell’edificio. Giandomenico Tiepolo è stato il protagonista di due fine settimana

Manifestazioni

organizzati dal Comune nella villa Bianchini, per raccontare la sua avventura pittorica, segnata da un formidabile talento nel ritrarre scene di vita quotidiana, alcune delle quali sono una sorta di reportage sulla campagna veneta del ‘700. Il doppio appuntamento è stato realizzato nell’ambito delle iniziative di promozione del territorio miranese attuate per l’Expo: allestita una mostra di riproduzioni di opere tiepolesche dall’archivio comunale, illustrate dalla professoressa Maria Letizia Angelini, assieme all’affresco “Il merito e la fama”, eccezionalmente visibile in

questa occasione. Giandomenico Tiepolo fu chiamato intorno al 1780 dai proprietari della villa, la famiglia Angeloni, a realizzare l’affresco ovale sul soffitto della prima stanza a destra del salone del piano terra. L’affresco costituisce probabilmente solo la parte residua di una decorazione più vasta, che doveva interessare anche altri ambienti dell’edificio. Altro motivo d’eccezione è stata la performance multimediale “Intervista impossibile a Giandomenico Tiepolo”, che era andata in scena in anteprima assoluta il 12 giugno scorso a Mirano e poi portata

VETREGO SI AGGIUDICA LA DICIASSETTESIMA EDIZIONE DEL ZOGO DELL’OCA

V

etrego si aggiudica la diciassettesima edizione del Zogo de l’Oca di Mirano, in un weekend segnato dalle notizie dei tragici attentati di Parigi, in cui è rimasta vittima anche la veneziana Valeria Solesin. Nonostante l’eco dell’orrore dalla Francia, la Pro Loco ha confermato tutto il programma,

il 7 ottobre all’Expo di Milano, nello spazio espositivo “Mondo Novo” della Regione Veneto. La performance, realizzata con il contributo del Comune, è stata curata per la parte drammaturgica da Gianna Marcato, con la consulenza scientifica di Livio Billo e la multivisione di Francesco Lopergolo, per la regia di Toni Andreetta. Il lavoro è stato allestito in collaborazione con docenti e studenti del laboratorio “Giandomenico Tiepolo” del liceo “Majorana-Corner”,

rispondendo con il folklore e le tradizioni alle provocazioni dei terroristi, sentiti anche i “cugini” francesi, presenti come ogni anno alla fiera con i loro prodotti e costumi. A Mirano era infatti già giunta, poche ore prima degli attacchi di Parigi, una rappresentativa del Perigord Noir, regione francese famosa proprio per il pennuto, e con cui Mirano sta conducendo una sorta di gemellaggio culturale nel segno dell’oca. Inizio con un commosso minuto di silenzio e le note della Marsigliese

Pranzo di Natale

intonate dalla Filarmonica di Mirano. Poi spazio al Zogo, perché come ha ricordato il presidente della Pro Loco Roberto Gallorini: “Se loro vogliono fermarci, la miglior risposta è andare avanti”. Sulle 63 caselle attorno all’ovale si afferma Vetrego, a tempo scaduto, che dunque conquista la sua quarta oca d’oro, balzando in testa alla classifica di sempre, insieme a Campocroce, e portandosi a casa i 1500 euro di premio, che devolverà all’asilo del paese. F.D.G.

Cenone di San Silvestro 31 Dicembre 2015, inizio ore 21.00

Il Ristorante “Alla Fornace” Vi propone di Festeggiare IL NATALE a tavola accompagnati dal seguente Menù di Pesce:

Il Ristorante “Alla Fornace” Vi propone di Festeggiare IL CAPODANNO a tavola accompagnati dal seguente Menù di Pesce:

Aperitivo della casa con salatini Schiette fritte con polenta Antipasto “FORNACE” di gambeletti Polipi con sedano e insalata di mare Latticini di Seppia 1/2 Astice al Prosecco Pennette con Salmone e Gamberi Gnocchetti di Natale con Scampetti alla Busara Grigliata di: Orata, Coda di Rospo, Scampo Vassoio di Fritto Misto con Polenta Insalatine Miste di Stagione Ananas Fresco Gelato Tartufato al Liquore Pandoro con Vino Moscato Sorbetto al Limone Caffé corretto Pinot, Prosecco, Acqua Minerale

Aperitivo della casa con salatini Schiette fritte con polenta Antipasto “FORNACE” di gambeletti Polipi con sedano e insalata di mare Latticini di Seppia 1/2 Astice al Prosecco Pennette con Salmone e Gamberi Gnocchetti di S. Silvestro con Scampetti alla Busara Grigliata di: Orata, Coda di Rospo, Scampo Vassoio di Fritto Misto con Polenta Insalatine Miste di Stagione Ananas Fresco al Liquore Gelato Tartufato al Liquore Pandoro con Vino Moscato Sorbetto al Limone Caffé e Grappe della casa Pinot, Prosecco, Acqua Minerale

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Un augurio sincero di Buon Natale da parte di tutto lo staff del “RISTORANTE ALLA FORNACE”

che anche in questa occasione non sono mancati all’evento. Nella rappresentazione, attraverso il format dell’intervista impossibile, Giandomenico (interpretato dallo stesso Andreetta) risponde alle domande di una giornalista (Giovanna Saleh), raccontando la sua vita di pittore, i rapporti tra pittura e società, commentando le sue opere in cui emerge netta la predilezione per i ceti più umili della società e per gli emarginati, come contadini e servi.

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La serata sarà allietata da musica dal vivo Ci sarà la lotteria ed estrazioni di magnifici premi di Capodanno Brinderemo al Nuovo Anno con Spumante per un augurio sincero di Buon 2016 da parte di tutto lo staff del “RISTORANTE ALLA FORNACE”


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Mirano 11 Amministrazione Dopo 7 anni di continue ristrettezze arriva un piano triennale atteso

Si torna ad investire nelle opere pubbliche di Filippo De Gaspari

C

risi forse finita per Mirano, che torna a investire in opere pubbliche dopo sette anni di vacche magre e coperte corte. Per la prima volta da quando la difficile congiuntura economica ha colpito anche i comuni, sotto forma di vincoli al bilancio e Patto di stabilità, l’assessorato ai Lavori pubblici pubblica un piano triennale di cantieri di più ampio respiro. Rientrano in elenco interventi progettati da anni, finora rimasti sempre nel cassetto e che finalmente si potranno tradurre in pratica, come la pista ciclabile di Campocroce, le rotatorie di Zianigo, Luneo e via Villafranca e l’ascensore in municipio. Un milione e 876 mila euro l’ammontare delle opere in programma per il prossimo anno, quando gli anni scorsi se ne potevamo impiegare appena la metà. “Adesso – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Salviato – alcune norme di allentamento del patto contenute nella Legge di stabilità hanno effettivamente consentito di superare l’emergenza finanziaria degli ultimi anni”. Ecco dunque cosa potranno finalmente vedere realizzato i miranesi nel 2016. Dieci le opere in programma: bisognerà completare i lavori di eliminazione delle barriere architettoniche e di miglioramento dell’accessibilità ai parchi comunali, compresa la messa in sicurezza di Villa 25 Aprile, che rimarrà chiusa per un po’. Un’importante novità riguarda la realizzazione di quel distretto del commercio di cui si fa gran parlare da qualche tempo e che permetterà alla piazza di Mirano di diventare un centro commerciale a cielo

Fra le opere in programma c’è la messa in sicurezza di Villa 25 Aprile aperto, come richiesto dagli operatori del centro storico. Sono previsti interventi strutturali per 300 mila euro, che vanno dall’arredo urbano alla sicurezza. Per quanto riguarda la viabilità decolla finalmente, dopo essere stata inserita e tolta per anni, la pista ciclabile di via Chiesa a Campocroce: collegherà il centro della frazione con via Cavin di Sala e verrà realizzata per stralci. Il primo, pronto a partire subito, vedrà una spesa di 400 mila euro, circa la metà dell’importo finale e permetterà di procedere già tra poche settimane con gli espropri sul lato ovest di via Chiesa, prima di iniziare i lavori. Sempre sul fronte ciclabile, verrà prolungata la pista all’inizio di via Wolf Ferrari, collegando la scuola Dante Alighieri con la media Da Vinci. Capitolo rotatorie: finalmente arrivano i rondò in tre punti terribili della viabilità miranese, ovvero tra via Varotara e via Scortegara in centro

Sarà di milione e 876 mila euro l’ammontare degli interventi sul territorio per il prossimo anno a Zianigo, tra via Luneo e via Zinelli e tra via Dante e via Villafranca nel capoluogo. Completano il quadro lavori di sostituzione di 300 vecchi lampioni stradali con nuove luci a led, in ottica di risparmio energetico, il restauro del blocco loculi monumentale al cimitero di Mirano, e l’attesa installazione di un ascensore e di un servoscala in municipio, dove ad oggi i disabili o anziani non possono ancora raggiungere comodamente i piani alti, dove hanno gli uffici il sindaco e gli assessori. Salute

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L

’Unità operativa di Medicina dell’ospedale di Mirano, diretta da Giuseppe Donà, ha ricordato il suo ex primario Giovanni Battista Carlassara, recentemente scomparso, scoprendo una targa commemorativa, affissa in reparto. Il momento commemorativo è stato vissuto da medici, ex primari e autorità lo scorso 30 ottobre. Nato a Montecchio nel 1929, Carlassara ha legato quasi tutta la sua vita a Mirano, dove è decollata la sua carriera di medico e politico (è stato deputato e senatore). Primario di Medicina dell’ospedale di Mirano tra gli anni ’70 e ’90. Tra il 1976 e il 1979 è stato membro della Commissione interni, e dal 1979 al 1983 della Commissione sanità. Nel 1993 era andato in pensione: una decisione difficile per lui, che si era dedicato totalmente alla sua attività di medico: per quell’occasione non aveva voluto nessun festeggiamento, essendo per lui un momento di grande tristezza. Medico sempre attento e disponibile con i pazienti, è stato un esempio di lavoratore instancabile. “Al dottor Carlassara va il nostro commosso ricordo e il più profondo e sentito ringraziamento per l’impegno e la dedizione al lavoro che ha saputo trasmettere a noi tutti”, hanno detto medici e infermieri del reparto di Medicina. F.D.G.


12 Spinea Servizi Attivato un nuovo centro per persone anziane non autosufficienti

Apre “Villa Altea” al Villaggio dei fiori di Filippo De Gaspari

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pre Villa Althea, il nuovo centro di servizi per persone anziane non autosufficienti. Si amplia e cresce in offerta la “cittadella della salute e del benessere”, come è stata ribattezzata l’area del Villaggio dei Fiori che ospita la Residenza sanitaria assistita per anziani Villa Fiorita e il nuovo distretto sanitario. La nuova struttura si trova infatti in via Murano, vicino a Villa Fiorita: dopo aver ottenuto l’autorizzazione all’esercizio da parte della Regione del Veneto è stata aperta al pubblico lunedì 16 novembre. Villa Althea ha una capacità ricettiva di 68 posti letto per persone anziane non autosufficienti che richiedono un’assistenza di primo livello. Si affianca, pur con una distinta ed autonoma gestione, all’attività della contigua Villa Fiorita, che ospita oggi 115 anziani ospiti non autosufficienti. Sarà gestita, come la sua struttura gemella, dalla cooperativa Codess Sociale: “Tra Villa Althea e Villa Fiorita sarà costante il dialogo e la collaborazione, – spiegano da Codess – garantendo alla comunità locale un sistema di servizi non solo all’avanguardia, ma anche sempre più vicino alle esigenze degli ospiti e delle loro famiglie. La mission del nuovo centro servizi è quella di garantire il benessere dei propri ospiti, con una particolare attenzione agli anziani affetti da Alzheimer”. Il nome Althea deriva dal greco “althain”, che significa “curare” e pure il fiore che porta questo nome è noto per le sue proprietà terapeutiche. “Questo perché a Villa Althea impegno costante sarà il prendersi cura, venendo incontro nel

La nuova struttura si trova in via Murano, vicino a Villa Fiorita. Particolare attenzione ci sarà per i malati di Alzheimer

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Servizi

IL DISTRETTO SI TRASFERISCE

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E’ prevista anche una sala polivalente, dove si svolgeranno attività recreative e occupazionali massimo rispetto della persona alle esigenze degli ospiti inseriti e delle loro famiglie”, spiegano ancora dalla cooperativa. Il progetto prevede anche un centro diurno per persone anziane non autosufficienti, comprendente una sala polivalente dove si svolgeranno attività di socializzazione ricreative e occupazionali, ma anche comodi minialloggi arredati e dotati di tutti i comfort per consentire una vita autonoma, ma protetta, ad anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti. Insomma, non una casa di riposo come sono state intese finora le strutture di ricovero degli anziani, ma un vero e proprio centro servizi in grado di affiancare alla cura e alla salute degli ospiti, anche occasioni di socialità ed educazione, a cui potranno contribuire anche le associazioni di volontariato. Una vera e propria “cittadella del benessere”, comprendente uno spazio esterno, protetto ed attrezzato e ambulatori

medici aperti tutta la giornata. Ma oltre a rispondere al bisogno dei cittadini e del territorio, la nuova struttura risponde anche ad un’altra esigenza, quella di offrire nuovi posti di lavoro al personale che gestirà i servizi all’interno della residenza. Serviranno infatti oltre 50 operatori per seguire gli anziani ospiti di Villa Althea: Codess sta già arruolando i nuovi dipendenti, raccogliendo candidature attraverso l’indirizzo e-mail csavillalthea@codess.org.

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perativo il nuovo distretto sanitario di Spinea, trasloca al Villaggio dei Fiori uno dei servizi più frequentati dai cittadini. Il vecchio presidio dell’Ulss 13 in via Pisacane, dietro al municipio si è, infatti, trasferito nella nuova sede di via Murano, accanto alla Residenza sanitaria assistita per anziani Villa Fiorita. E’ aperto dal 16 novembre, con tutti gli orari del precedente servizio, tranne una variazione allo sportello amministrativo, aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.30 e il martedì anche il pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30. Si chiude così un’epoca per tutti i cittadini di Spinea che avevano bisogno di prestazioni sanitarie o anche solo per i volontari, ad esempio, donatori di sangue. Il vecchio distretto dietro il municipio aveva mostrato negli ultimi anni tutta la sua inadeguatezza, con code chilometriche, ore di attesa in piedi e condizioni di lavoro al limite anche per gli impiegati. La nuova sede è inserita all’interno della cosiddetta “cittadella sella salute” che sta nascendo tra Orgnano e il Villaggio dei Fiori, proprio in via Murano e che, oltre al distretto e alla casa di riposo ospiterà anche appartamenti per anziani autosufficienti che desidereranno vivere nelle vicinanze e usufruire dei nuovi servizi offerti. F.D.G.


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14 Spinea Associazioni Tanti appuntamenti con le serate de “L’Italia in giallo”

“Gli amici della biblioteca”, come promuovere la cultura L’associazione che conta più di 100 iscritti e, oltre ai libri, promuove anche la cultura dei film con proiezioni che si tengono settimanalmente di Roberta Pasqualetto

I

l gruppo di lettura serale “L’Italia in giallo” è organizzato dalla biblioteca comunale di Spinea in collaborazione con l’associazione “amici della biblioteca”. L’associazione, nata 12 anni fa, sostiene le iniziative della biblioteca e organizza dei gruppi di lettura pomeridiani titolati “l’ora del tè”. Questi appuntamenti consistono nella lettura di romanzi scelti. Di recente il gruppo ha proposto un progetto serale “L’Italia in giallo”, per la lettura di gialli e noir. Questo incontro si tiene un giovedì al mese, e ha portato a Spinea autori internazionali quali: Massimo Carlotto, Maurizio De Giovanni, Fulvio Ervas, Valerio Varesi, Matteo Strukul e molti altri ancora. Tutti questi incontri si sono tenuti al cinema Bersaglieri perché hanno avuto una partecipazione di massa e superiore alle 300 persone. Sono iniziati in ottobre con “La costola di Adamo” di Antonio Manzini, e in novembre con “La pietra per gli occhi” di Roberto Tiraboschi. Giovedì 17 dicembre, sarà la volta del libro “La ragazza che danzava

per Mao” di Qiu Xiaolong, il 21 gennaio 2016 “Il fiume ti porta via” di Giuliano Pasini. Il 25 febbraio il libro “Le Sultane” di Oliva Marilù e giovedì 22 marzo il libro “Dopo la guerra” di Le Corre Hervé. “Molti degli autori che invitiamo, li intercettiamo al “Festivaletteratura” di Mantova – dice la volontaria Marisa Negrato. Tra questi abbiamo conosciuto Valerio Varesi giornalista di Repubblica e scrittore, Fulvio Ervas, Andrea Molesini vincitore campiello 2011 e Maurizio De Giovanni (che a breve sarà in tv con la fiction su un commissario nella Napoli degli anni 50). Questi illustri scrittori partecipano alle nostre serate e apprezzano anche i nostri buffet organizzati dai volontari, e che offrono dalle specialità gastronomiche tipiche del nord Italia. Abbiamo grande soddisfazione nell’organizzare questi appuntamenti. Ci sono state occasioni in cui abbiamo riempito la sala e arrivava ancora gente, questo è un segnale che la gente ama leggere e apprezza il nostro lavoro. Tanto per fare un esempio mi ricordo di quando abbiamo avuto come

ospite Fulvio Ervas. Era uscito da poco il suo libro, tantissime persone sono venute anche da fuori provincia per incontrarlo”. Gli “Amici della biblioteca” si occupano anche della vendita di libri a offerta libera nel periodo di Natale, durante la Notte Gialla e ad Arte in parco. “Per Natale faremo il tradizionale mercatino con la casetta di legno davanti al Comune – conclude Negrato – con l’iniziativa “leggi un libro, regala un libro”. Si possono prendere dei libri con un’offerta, tutto l’introito è destinato alla biblioteca che acquisterà nuovi libri”. L’associazione conta più di 100 iscritti e, oltre ai libri, promuove anche la cultura dei film, infatti, nella casa di riposo villa Fiorita di Spinea tiene delle proiezioni settimanali. La scelta delle pellicole è varia: film italiani e stranieri, in base alle richieste degli ospiti, ai quali sono fatte anche delle letture molte apprezzate perché scelte ad hoc con testi ambientati ai giorni nostri o durante la seconda guerra mondiale. “Gli anziani si animano quando ascoltano le storie della guerra o ambientate

Massimo Carlotto intervistato da Stefano Cosmo al cinema Bersaglieri nei luoghi che conoscono – conclude la volontaria Negrato. Cerchiamo di proporre sempre letture che possano andare incontro ai gusti delle persone e che stimolino i loro ricordi.” I volontari dell’associazione si ritrovano l’ultimo venerdì di ogni mese,

gli appuntamenti sono aperti a tutti e termineranno a giugno 2016. Per maggiori informazioni sull’associazione si può andare presso la Sala Caminetto della Biblioteca dalle ore 17.30 alle 19.

NEWS Solidarietà

Ambiente

VOLONTARI DEL FANCIULLO E CASA DI NAZARETH

LA QUALITA’ DELL’ARIA E LE DECISIONI ASSUNTE

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’associazione ”Volontari del fanciullo” gestisce da 25 anni le Case Nazareth. Qui bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni sono accolti e aiutati a migliorare la propria consapevolezza e autostima per aspirare a essere persone equilibrate e serene. L’associazione “Volontari del Fanciullo O.N.L.U.S.”, con il progetto Casa Nazareth, è un servizio gratuito che svolge un ruolo d’intervento diretto nei confronti di minori, per aiutare i bambini e gli adolescenti più deboli a trovare serenità. Per ricordare i 25 anni di attività a favore dei bambini e delle famiglie sono programmati alcuni importanti appuntamenti in collaborazione con l’assessorato ai servizi sociali. Venerdì 6 novembre si è tenuta una tavola rotonda dei rappresentanti dell’associazione, volontari, educatori, assistenti sociali e con la presenza delle autorità dei comuni di Spinea, Mirano, Martellago, dirigenti scolastici e insegnanti. Venerdì 20 invece, un concerto di beneficienza tenuto dall’orchestra composta di studenti del liceo musicale Marco Polo di Venezia. Il ricavato delle offerte libere sarà devoluto all’associazione “Volontari del Fanciullo” per la gestione delle Case. “La relazione instaurata oramai da anni con l’associazione è cresciuta di pari passo all’impegno e alla passione, e alla qualità del tempo dedicato, dei volontari delle Case Nazareth – dice l’assessore ai servizi sociali Laura Rosanova. E’ un esempio di come vivere pienamente il “prendersi cura della propria città”, mettendo al centro delle proprie attenzioni i cittadini più importati, i bambini. La relazione con l’amministrazione ha fatto sì che possiamo, assieme, progettare l’accompagnamento di minori in difficoltà che vivono situazioni di disagio familiare con un concreto e completo sostegno alla loro crescita personale”. Per maggiori informazioni si può contattare l’associazione scrivere una mail ad assoc.volontaridelfanciullo@yahoo.it R.P.

l tema della qualità dell’aria è molto sentito in tutto il Veneto a causa dell’inquinamento e della conformità del territorio che vedono la nostra regione classificarsi tra i primi posti per inquinamento dell’aria. L’allarme è stato lanciato dall’ente locale e, attraverso il sito istituzionale, aggiorna quotidianamente i valori di polveri sottili presenti nell’aria. Il Comune per fronteggiare questa emergenza ha dato delle prescrizioni fino ad aprile 2016, con sospensione per il periodo natalizio dal 14 dicembre all’11 gennaio 2016. Le prescrizioni sono: divieto di accensione di fuochi all’aperto, divieto d’innalzamento della temperatura oltre i 20 gradi negli edifici adibiti a residenza, ufficio, attività commerciale, ricreative, di culto, sportive, ecc. e oltre divieto di superare i 18 gradi per gli edifici adibiti ad attività artigianali industriali ed assimilabili, diffusione di iniziative tendenti alla riduzione del mezzo privato. E’ vietato climatizzare gli spazi complementari all’abitazione quali cantine box, garage, ripostigli, scale, ecc.; anche l’orario per il riscaldamento deve essere ridotto da 14 a 10 ore. E’ vietata la combustione di legna non conforme alla vigente normativa, e comunque ogni altro materiale che possa rilasciare sostanze nocive e polveri durante la combustione. E’ inoltre vietata la circolazione dei veicoli a motore, di qualsiasi uso, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. I mezzi interessati sono: benzina Euro 0, Euro 1 ed euro 2, stessa cosa per le vetture a diesel. Per maggiori informazioni sulla limitazione del traffico e relative ordinanze si può contattare la polizia locale 041 994447. Anche l’associazione comitato ambiente Spinea è sensibile a questa emergenza, mantiene costantemente aggiornati i dati sui valori della qualità dell’aria e da dei consigli su come abbassate questi valori, semplicemente cambiando il proprio comportamento quotidiano. L’associazione è nata nel 2009, è apolitica, ed è composta di una quarantina d’iscritti. R.P.

Infanzia

CASA DI ALICE, CORSI DI PSICOMOTRICITA’

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asa di Alice propone degli incontri di psicomotricità per bambini. Continua l’iniziativa promossa dall’assessorato ai servizi sociali tramite la cooperativa onlus “La bottega dei ragazzi” che si rivolge a genitori e bambini dai 0 ai 5 anni. La proposta nasce dalla consapevolezza, che le esperienze nella prima infanzia sono decisive per il futuro sviluppo del bambino. Per i più piccoli, il gioco rappresenta la modalità fondamentale di espressione di sé stessi. In questo modo il bimbo può dunque mettere in scena le difficoltà, paure, insicurezze, rabbia e aggressività, ma anche condividere momenti di piacere, collaborazione e condivisione con i compagni. La pratica psicomotoria di tipo relazionale rappresenta uno strumento educativo globale che favorisce lo sviluppo affettivo, relazionale e cognitivo attraverso l’espressività corporea. Questa pratica punta principalmente al benessere dei piccoli, utilizzando la dimensione del gruppo e la mediazione degli oggetti. Casa di Alice offre così ai bambini e alle mamme una vera e propria “palestra emotiva”, dove è proprio la capacità di regolazione e di condivisione delle emozioni ciò che è messo in gioco attraverso il gruppo e il setting psicomotorio, valorizzando la dimensione relazionale tra adulto e bambino, la dimensione del gruppo dei pari e la dimensione ludica. Gli obbiettivi sono di favorire l’espressività globale di ciascun bambino attraverso il gioco, il corpo, il movimento. Attraverso il gioco può prendere coscienza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, aiutato a consolidare una positiva immagine di sé. Gli incontri si tengono presso la sede Casa di Alice a Villaggio dei Fiori, ex scuola Walt Disney. I sei incontri termineranno a dicembre, mentre i colloqui individuali con i genitori sono previsti a gennaio 2016. Per maggiori informazioni si può contattare la coordinatrice dottoressa Maria Vittoria Zungri. R.P.


Spinea 15 Spettacoli L’iniziativa del centro di ascolto “Attilio Scocco” con l’assessorato alla cultura

Il Teatro comico d’autore va in scena

Natale

GLI EVENTI DELLA PRO LOCO

Il concorso legato al cartellone teatrale, è “Vota la foto più bella”. I protagonisti sono ancora una volta i commercianti di Roberta Pasqualetto

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novembre è partita la sedicesima edizione di “Teatro Comico d’Autore a Spinea” organizzato dal centro di ascolto “Attilio Scocco” in collaborazione con l’assessorato alla cultura e alle politiche sociali. Gli spettacoli sono messi in scena da diverse compagnie e affrontano temi attuali, offrendo uno spunto divertente, ma anche di riflessione. Gli appuntanti in cartellone sono 14 e termineranno a marzo 2016. Domenica 29, l’ultimo appuntamento di novembre, con la compagnia Esibirsi di Pordenone: “Tormentoni”, una lezione spettacolo tenuta da Fabio Caon, docente Cà Foscari, che propone un viaggio sospeso tra realtà, ricordo e immaginazione, in cui lo spettatore può abbandonarsi a risentire frammenti della sua vita e la magia profonda che la musica porta con sé. Domenica 6 dicembre la compagnia Teatronovo di Reggio Emilia presenta “Bim bam bom”, un appuntamento divertente, dove le canzoni, le musiche e gli stornelli si mescolano alle storie private e pubbliche delle persone. Domenica 17 gennaio 2016 l’associazione culturale Teatrotergola di Vigonza propone”Si salvi chi può”. Domenica 24 la Corte dei Folli di Fossano mette in

scena: “Piccoli crimini coniugali” e, domenica 31, Astichello compagnia teatrale di Monticello Conte Otto propone: “Ha, la gelosia”. “Gli argomenti trattati negli spettacoli sono d’interesse culturale molto attuale – dice Giorgio Corrò, presidente del centro ascolto Attilio Scocco e organizzatore della rassegna – argomenti quali la violenza sui minori, la donna, influenza della musica interessa a tutti. Le compagnie sono molte: alcune composte di attori professionisti altri amatoriali. Il pubblico dimostra di apprezzare le nostre rassegne e, anche quest’anno, sono stati rinnovati 160 abbonamenti ancor prima di avere reso pubblico il cartellone. Questo dimostra che la gente si fida del nostro lavoro”. Anche quest’anno, c’è il concorso “vota la vetrina”, rivolto ai cittadini e ai commercianti di Spinea: 14 commercianti prepareranno la vetrina del loro negozio, ispirandosi allo spettacolo in scena in quel periodo e una giuria popolare di circa 250 famiglie, di settimana in settimana, dovrà votare la vetrina a tema. Il più votato sarà premiato durante la giornata di chiusura della rassegna. Un’altra iniziativa molto apprezzata, e legata al cartellone teatrale, è “Vota la foto più bella”. I

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protagonisti sono ancora una volta i commercianti della città che hanno aderito all’iniziativa, e con un tema conduttore si sono fatti fotografare mentre lo indossavano. Quest’anno è la volta del “Tabarro” indumento della ditta Zara di Mirano. Per questa iniziativa sarà interpellato il popolo di facebook che voterà la foto che piace di più e che sarà premiata sempre nella giornata di chiusura. Per informazioni si può contattare il centro “Attilio Scocco” al 339 3922564, o seguire la pagina facebook “Teatro comico d’autore a Spinea”.

er il mese di dicembre, la Pro Loco Spinea, propone un ricco calendario di appuntamenti per i cittadini. Tre sono gli eventi principali: il mercatino del giocattolo, il dolce Natale e i mercatini di Natale. Domenica 6 dicembre, a Villaggio dei Fiori, si terrà il mercatino del giocattolo organizzato dai bambini delle scuole primarie, dalle associazioni, dai genitori e dalle scuole. Durante la giornata si venderanno giocattoli usati e nuovi, e ci saranno anche le bancarelle degli espositori hobbisti. Da domenica 20 a giovedì 24 dicembre, si terrà il tradizionale mercatino di Natale; con il quale è prevista la parziale chiusura di via Roma. L’evento è organizzato in collaborazione con Confesercenti e coinvolgerà hobbisti e artigiani. Nella stessa giornata di domenica 20, si terrà l’evento “il dolce Natale”. Gli studenti della scuola di ristorazione professionale Dieffe di Spinea prepareranno un dolce lungo 50 metri, per onorare la tradizione sarà fatto un dolce a tema. Oltre al lunghissimo dolce sarà possibile trovare il panettone, la crema e la cioccolata calda. Nella stessa giornata ci sarà la premiazione del concorso dei commercianti in collaborazione con Ascom. I bambini delle scuole primarie hanno partecipato al concorso, disegnando il negozio più bello di Spinea. La giornata sarà animata con il chioschetto gastronomico della Pro Loco, con il vin brulé e gli zampognari. Un altro evento che coinvolge i commercianti è la lotteria. I commercianti regaleranno i biglietti ai loro clienti per fare degli acquisti in negozi del territorio. Il primo premio sarà un buono di oltre mille euro in acquisti nei negozi locali. R.P.

PITTURA IL CORSO DEL MAESTRO FURLAN

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Spinea è ripartito, per il terzo anno consecutivo, il corso di pittura per gli anziani di villa Fiorita, tenuto dal maestro Alessandro Furlan, con la collaborazione dalle volontarie Loredana e Miranda. Furlan è il presidente dell’associazione “La Tavolozza” di Spinea da più di 20 anni e tiene dei corsi assieme ad altri artisti autodidatti volontari nella sede dell’associazione. Negli ultimi anni si tengono dei corsi anche in “Villa Fiorita” aperti anche alle persone del “Centro Anziani insieme” di via Cici. I corsi hanno l’obiettivo di sviluppare la creatività nella terza età e far nascere nuove amicizie; le lezioni termineranno in primavera e alcuni lavori saranno esposti in una mostra nel parco di Villa Fiorita. “I nostri corsi sono rivolti agli ospiti di Villa Fiorita e al centro anziani di via Cici – dice il presidente dell’associazione La Tavolozza, Alessandro Furlan – i venerdì pomeriggio un gruppo di volontari si occupa di fare animazione nella casa di riposo con lezioni di disegno e pittura. I partecipanti della casa di riposo sono una decina, e quelli di via Cici una quindicina”. L’impegno dell’associazione è iniziato tre anni fa, alcuni anziani trovano beneficio con queste lezioni alle quali partecipano con entusiasmo. Qualcuno aveva esperienze precedenti, dipingeva e disegnava anche prima. “Qualcuno è già bravo e realizza dei lavori davvero interessanti – continua Furlan – quando prepariamo le esposizioni di fine maggio abbiamo diverse tavole che meritano di essere esposte. Durante l’anno scegliamo i soggetti, lavorando anche a

tema: con l’autunno dipingiamo la natura e il cambiamento dei colori. I partecipanti sono entusiasti, e sono loro stessi a fare proposte per la scelta degli argomenti”. L’associazione è composta da una cinquantina di volontari e lavora in modo atipico: chiunque può entrare nel gruppo e in qualsiasi momento. Gli artisti iscritti all’associazione sono amatoriali anche se alcuni partecipano a concorsi vincendoli. L’associazione si trova nell’ex scuola materna Grimm al Graspo de Uva. L’ambiente è attrezzato con cavalletti, e tutto il materiale per disegnare e dipingere. I giorni di lezioni sono: il martedì pomeriggio dalle 15 alle 19.30, il mercoledì dalle 15 alle 18, il giovedì dalle 17 alle 19.30 e serale, dalle 20 alle 23, il gruppo seguito dal maestro Libralesso. I corsi sono di disegno e pittura a olio, ma l’associazione organizzerà presto un corso di acquerello. La Tavolozza organizza ogni anno l’evento “Arte in parco” a Spinea, fiore all’occhiello per i volontari, che vedono ogni anno affluire una gran quantità di persone, tra espositori e amanti R.P. dell’arte, al parco nuove Gemme.

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16 Santa Maria di Sala I dati Gli artigiani del Miranese esaminano la situazione delle categorie nel dettaglio

La ripresa economica? Procede a rilento Nell’edilizia i fatturati sono in linea con quelli di un anno fa, ma l’occupazione è scesa del 10 per cento. Il crollo è del 50 per cento, se si analizza il periodo 2009-2015 di Filippo De Gaspari

“L

a ripresa economica? Se c’è, ancora non si vede. Non qui, almeno”. Nuovo grido d’allarme degli artigiani del Miranese. Secondo la categoria l’occupazione continua a diminuire e il fatturato sta tenendo solo perché le imprese hanno meno costi per i dipendenti. La fotografia di una situazione tutt’altro che rosea è stata scattata durante un’indagine effettuata dall’Associazione Artigiani del Miranese sul proprio comparto principale, quello legato alla casa, ovvero tra gli associati che si occupano di edilizia, dipintura, impiantistica e serramentistica. L’associazione guidata dal presidente Guido Codato e dal vice Lorenzo Cazzaro, che ha sede a Santa Maria di Sala, conta circa 1.100 imprese associate in tutto il comprensorio del Miranese, oltre la metà impegnate proprio nel comparto casa. Confrontando i dati di settembre 2015 con quelli di settembre 2014 emerge che nel settore edile tutto si può fare, tranne che parlare di ripresa. I fatturati, infatti, sono in linea con quelli registrati un anno fa, ma

l’occupazione è scesa del 10 per cento. Il crollo è addirittura del 50 per cento, se si analizza il periodo 2009-2015. L’indagine rivela che le imprese hanno ormai ridotto all’osso i propri organici e molte storiche realtà restano a galla solamente perché non hanno più dipendenti. Un esempio lampante arriva da Nicola Cazzin, impresario edile di Mirano e capo-categoria per l’Associazione Artigiani. Nel 2008 contava su un organico di 12 persone, ora accanto a lui ci sono solamente due lavoratori. “La conseguenza è che la mole di lavoro è nettamente aumentata – racconta Cazzin. Si lavora di più per guadagnare di meno. Tutta la settimana si sta in cantiere e ci si trova la sera o nel weekend a sistemare carte e preventivi”. Ecco perché non si può parlare di ripresa: “Ripresa è quando si assume, invece in questo settore c’è ancora troppa paura. Il lavoro sta tornando lentamente ad aumentare, ma non ci sono nuove assunzioni. A me per esempio servirebbe una persona, ma non ho rassicurazioni a lungo termine”.

E in questo contesto è sempre più difficile far entrare i giovani nel mondo del lavoro: “Non c’è spazio per gli apprendisti, perché purtroppo non c’è tempo per la formazione”, aggiunge infatti Cazzin. Andrea Dal Corso, il funzionario dell’associazione che ha condotto l’indagine, approfondisce: “Più che parlare di ripresa, in questo settore stiamo galleggiando. Il problema è proprio la mancanza di prospettiva, per questo se un lavoratore va in pensione un’impresa preferisce non sostituirlo e diminuire l’organico. Il triennio nero 20112013 è passato, ma non si riesce ancora a capire se c’è davvero una ripresa o meno”. L’ago della bilancia, secondo Dal Corso, è dettato dagli sgravi fiscali: “Gli sgravi stanno dando respiro, ci sono categorie come quella dei serramentisti, che senza sgravi non ce la farebbero proprio più. Ma non è ancora chiaro se questa politica di agevolazioni sarà permanente. Questo sistema di annunciare gli sgravi anno per anno non permette di fare programmazione. Ci vorrebbero due o tre anni di orizzonte di certezza. E ora proprio

Cantieri edili nel comprensorio non ci sono”. Problemi che si aggiungono a quelli già denunciati nei mesi scorsi dagli artigiani del Miranese: dalla concorrenza sleale del lavoro nero, soprattutto in comparti come quello dei parrucchieri, acconciatori ed estetisti, al mancato rispetto delle regole per

chi si improvvisa artigiano “nel sottoscala”. Aspetti che rendono ancor più lenta la ripresa, impedendo alle imprese miranesi di riemergere e affrontare la crisi con vigore.

NEWS Sicurezza

Servizi

Lutto

E’ ALLARME TRUFFE FRA GLI ANZIANI

UN PULMINO PER CHI È IN DIFFICOLTA’

ADDIO AL PARTIGIANO DE GASPARI

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llarme furti e truffe in tutto il Miranese. Da Scorzè e Spinea, passando per Santa Maria di Sala, i comuni scendono in trincea: “Attenzione ai falsi addetti”. Nelle scorse settimane anche il sindaco salese Nicola Fragomeni ha rilanciato l’avviso pubblicato per primo dal collega di Scorzè Giovanni Battista Mestriner, che ha messo in guardia i propri cittadini, soprattutto gli anziani. “Attenzione ai furti – avverte Fragomeni – le forze dell’ordine ci hanno segnalato bande di malviventi che, fingendosi pubblici ufficiali, dipendenti Enel, Enel Gas o Telecom, bussano alla porta degli anziani soli, mostrando tesserini falsi, per introdursi in casa e rubare. E’ importante che non vengano fatti entrare: nessuno ha diritto a entrare in una proprietà privata, se non con un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Facebook non é utilizzato molto dalle persone anziane, ma dai figli e nipoti sì. Per cui, fate una cortesia: avvisate i vostri genitori o nonni (o i vostri vicini di casa, se da soli) che, soprattutto in questi giorni, stiano attenti e non aprano la porta a nessuno se non a conoscenti”. Negli stessi giorni anche altri sindaci avevano messo in guardia i propri cittadini da possibili truffe porta a porta. Questo dopo che il Centro servizi volontariato di Venezia aveva informato i comuni della zona che, dopo diverse segnalazioni, una fantomatica associazione con sede a Scorzè stava chiedendo contributi in denaro a cittadini e aziende, dichiarando di essere stata incaricata proprio dai sindaci. Modi gentili, parole di circostanza per parlare di beneficenza e volontariato sociale, la richiesta, quindi, di devolvere denaro contante per raccolte fondi da destinare ad anziani, disabili e alluvionati. Era capitato nei mesi scorsi proprio a Santa Maria di Sala, tanto da spingere Fragomeni ad avvertire i cittadini della truffa in atto, denunciando alle autorità l’utilizzo improprio e non autorizzato del suo nome o del Comune per raccolte di denaro casa per casa. F.D.G.

l Comune avrà un altro mezzo socialmente utile: lo utilizzerà per il trasporto degli anziani e ora, grazie a due veicoli utilizzati dai Servizi sociali, si pensa di istituire un centro anziani itinerante tra le frazioni, per dare modo ai nonni salesi di tutti i centri di socializzare e trascorrere del tempo in compagnia. L’accordo per la dotazione di un nuovo pulmino socialmente utile a Santa Maria di Sala è stato sottoscritto tra il sindaco Nicola Fragomeni, l’assessore ai Servizi sociali Gabriele Ragazzo e il patron della Pdv-Piano disabili veneti Pietro Lera. In arrivo un Doblò con pedana, che andrà ad affiancarsi al pulmino già in uso ai Servizi sociali del Comune, finora in comodato d’uso e che il Comune ha da poco riscattato. Ora il parco mezzi si amplia e darà modo alla giunta di programmare nuovi servizi, in particolare per gli anziani. E’ prevista l’attivazione di un centro itinerante per la terza età, nei patronati parrocchiali, per permettere più punti di ritrovo per gli anziani. Il Comune potrà rendere concreto il progetto solo attraverso il trasporto degli utenti da un luogo all’altro del territorio. Dalla Pdv il Comune aveva già ottenuto il primo pulmino 4 anni fa, con l’allora sindaco Paolo Bertoldo e l’assessore ai Servizi sociali della sua giunta, Primo Bertoldo. All’epoca, quello salese, era il secondo pulmino fornito da Pdv ai comuni del territorio, dopo quello di Pianiga. Il mezzo è gratuito per il Comune, pagato dagli sponsor, aziende del territorio che in cambio ottengono uno spazio pubblicitario sulla carrozzeria del mezzo. “Manteniamo in questo modo un servizio domiciliare essenziale per i nostri anziani – ha detto Ragazzo – cui potremo presto garantire anche di raggiungere comodamente i luoghi di ritrovo”. “Alle aziende tutto questo costa un caffè al giorno, tra l’altro totalmente deducibili – ha assicurato Lera – per questo la nostra iniziativa non conosce crisi. E’ una sinergia tra pubblico e privato che funziona a favore della collettività”. F.D.G.

’ mancato a 92 anni Francesco Giuseppe De Gaspari, dal 1970 presidente della sezione di Mirano dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia. Era stata una figura di spicco della Resistenza, conosciuto anche con il soprannome di “Bepi Santone”. De Gaspari si è spento a fine ottobre nella sua Sant’Angelo di Sala, dove era tornato a vivere, non lontano dai luoghi dove combatté insieme agli altri partigiani del Miranese e dell’Alta Padovana. Vedovo, lascia tre figli, Adele, Lucia e Dante. De Gaspari era stato, insieme a Bruno Eugenio Ballan, in prima linea nella lotta di Liberazione. Dalla primavera del 1944 partecipò alle attività della compagnia “bis” del 6^ battaglione Sparviero della Divisione Garibaldina Sabatucci di Padova, come commissario politico. Operò in particolare tra il Salese e Camposampiero, dove fu protagonista della rocambolesca liberazione di Ballan e altri prigionieri incarcerati dai fascisti. In 3 riuscirono a penetrare nella caserma grazie a un travestimento: De Gaspari da renitente sospetto, gli altri due da guardie fasciste. Una volta all’interno, i tre immobilizzarono con l’aiuto di rinforzi partigiani le sentinelle della Guardia nazionale repubblicana, liberando Ballan e gli altri. Non fu sparato neppure un colpo. Per il regime fu uno smacco, tanto che fu lo stesso Mussolini a chiedere spiegazioni su quanto accaduto ai suoi “colonnelli”. Dopo la guerra De Gaspari aderì al socialismo: dal ‘70 al ‘75 fu anche consigliere comunale a S. Maria di Sala. Prima, svolgendo la professione di agente di commercio nel campo vitivinicolo e poi immobiliare, si trasferì a Treviso e Mirano. “E’ sempre stata una figura carismatica, con una buona dialettica – ricorda la figlia Adele – mio padre ha sempre voluto rimanere impegnato nel sociale, seguendo quell’istinto di aiutare il prossimo che ha avuto fin da giovane”. F.D.G.


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Domenica 6 dicembre dalle 9,00 in Piazza Cortina al Villaggio dei Fiori

domenica 20 dicembre Piazza Marconi e Via Roma pedonalizzate

NATALE DEL dalle 9,00 in GIOCATTOLO Piazza Cortina

LA STRADA DEL NATALE Piazza Marconi e Via Roma LUMINARIE DI NATALE pedonalizzate MUSICA – NEGOZI APERTI

Domenica 6 dicembre

Mercatino straordinario di Hobbisti, Collezionisti ed al Villaggio dei Fiori Associazioni. “Mercatino del Baratto” per lo scambio dei NATALE DEL GIOCATTOLO giocattoli, con gli alunni delle scuole di Spinea

Mercatino straordinario Hobbisti, ed alle 16,00 in ChiesadiSan VitoCollezionisti e Modesto

Associazioni. “Mercatino del Baratto” per lo scambio dei CONCERTO DELL’IMMACOLATA giocattoli, con gli alunni delle scuole di Spinea

Cristiana Bertoldo soprano, Giorgio Bussolin organo. in Chiesa San Modesto Aalle favore16,00 della Scuola per l’Infanzia “AiVito nostrieCaduti”

CONCERTO DELL’IMMACOLATA

Mercoledì 9 dicembre Cristiana soprano, Giorgio Bussolin organo. ore 9,30 Bertoldo in Piazza Municipio

A favore della Scuola per l’Infanzia “Ai nostri Caduti”

DECORAZIONE ALBERELLI DI NATALE 9 dicembre Mercoledì

con gli 9,30 alunni in dellePiazza scuole di Spinea ore Municipio

domenica 20 dicembre

LA esibizione STRADA DEL NATALE ore 11,30 Scuola di Ballo LUMINARIE in Piazza Municipio DI NATALE

MUSICA – NEGOZI APERTI

ore 12,00 APERITIVO ALLA CITTA’ 11,30 esibizione offertooredai Bar di Spinea Scuola di Ballo

in Piazza Municipio ore 14,30 50 metri di DOLCE NATALE offertooredagli studenti della Scuola 12,00 APERITIVO ALLA“Dieffe” CITTA’ offerto dai Bar diConcorso Spinea di Disegno ore 15,00 premiazione IL NEGOZIO DELLA MIA CITTA’ ore 14,30PREFERITO 50 metri di DOLCE NATALE lavoriofferto collettivi eseguiti dai bambini delle “Dieffe” Scuole dagli studenti della Scuola dell’Infanzia Munari, Rodari e Calvino di Spinea

ore 15,00 premiazione Concorso di Disegno

con gli alunni delle scuole di Spinea CONCERTO GOSPEL “SOUL SINGER Gospel Choir”

e dalle spettacolo itinerante con: IL15,30 NEGOZIO PREFERITO DELLA MIA CITTA’ TRUCCABIMBI, GIOCHI, ANIMAZIONI, lavori collettivi eseguiti dai bambini delle Scuole BABY DANCE in compagnia dei “BARAONDA” dell’Infanzia Munari, Rodari e Calvino di Spinea a cura di Confcommercio e dalle 15,30 spettacolo itinerante con: C.A.O. NATALE A ORGNANO a cura dell’Associazione

tradizionale appuntamento natalizio offerto dal LIONS ore SPINEA 20,45 raccolta in Chiesa S. Riviera Bertilla CLUB fondi pro del Brenta

MERCATINO DI NATALE in Via Roma e BABYMarconi DANCE in compagnia dei “BARAONDA” in Piazza

da sabatoSINGER 19 dicembre “SOUL Gospel Choir” atradizionale mercoledì 6 gennaio appuntamento natalizio offerto dal LIONS Via Alfieri, Oratorio Villa Simion, CLUB SPINEA raccolta fondi pro Riviera del Brenta San Leonardo

da lunedì a giovedì 24 dicembre NATALE21 A ORGNANO a cura dell’Associazione C.A.O.

da sabato 19 PRESEPI dicembre MOSTRA 100

lunedì 21 a giovedì 24DELLA dicembre areada di Piazza Marconi: I MERCANTI SERENISSIMA a cura di Confesercenti MERCATINO DI NATALE ANIMAZIONI – SPETTACOLI: area di Via Roma: associazioni di volontariato e il Trenino, Slitta e ilcollezionisti, Trono di Babbo Natale onlus,lahobbisti, artigiani NATALE A ORGNANO a cura dell’Associazione C.A.O.

DECORAZIONE Sabato 12 dicembreALBERELLI DI 20,45 NATALE ore in Chiesa S. Bertilla Sabato 12 dicembre

CONCERTO GOSPEL

inaugurazione sabato ore 11,00 in Via Alfieri. A cura a mercoledì 6 19 gennaio dell’Associazione dei Presepi Via Alfieri,Amici Oratorio Villa Simion,

San Leonardo

MOSTRA 100 PRESEPI inaugurazione sabato 19 ore 11,00 in Via Alfieri. A cura dell’Associazione Amici dei Presepi

TRUCCABIMBI, GIOCHI, ANIMAZIONI, a cura di Confcommercio

MERCATINO DINATALE NATALE MERCATINO DI in Via Roma e

areaindiPiazza Via Roma: associazioni di volontariato e Marconi onlus, hobbisti, collezionisti, artigiani

area di Piazza Marconi: I MERCANTI DELLA

SERENISSIMA a cura di Confesercenti martedì 5 gennaio a Crea ANIMAZIONI LA – SPETTACOLI: ASPETTANDO BEFANA

il Trenino, la Slitta e il Trono di Babbo Natale

mercoledì gennaio a Fornase NATALE A6 ORGNANO a cura dell’Associazione C.A.O.

ARRIVA LA BEFANA

martedì 5 gennaio a Crea

ASPETTANDO LA BEFANA mercoledì 6 gennaio a Fornase

ARRIVA LA BEFANA


Personaggio 19 L’intervista La storia di un partigiano che ha scritto un libro alla soglia dei 90 anni

Augusto Marini, una colonna della Resistenza “Nel 1944 a Venezia sono stato processato e fui condannato a 30 anni di reclusione,27 con la condizionale. Dopo la guerra sono fuggito in Jugoslavia” di Roberta Pasqualetto

A

ugusto Marini è nato il 22 settembre del 1925 e vive a Spinea. Nel 2014 ha pubblicato un libro che raccoglie i ricordi dei suoi primi vent’anni con uno spaccato di storia che va dal 1925 alla fine della seconda guerra mondiale, quando Augusto terminò la sua Resistenza a Venezia.  All’età di 16 anni parti volontario in marina militare, ma, nel 1943, disertò e andò a rifugiarsi nelle montagne. “Da ragazzino sono scappato diverse volte dall’impegno militare, nella caserma di Fusina mi avevano messo la camicia nera, ma io non la volevo portare. A Preganziol c’era mio nonno che era un anarchico clericale e, io, quando scappavo, andavo da lui. Dopo Fusina mi hanno trasferito a Punta Sabbioni, nell’artiglieria costiera di Marina. La vita in quella caserma era durissima, mi avevano mandato lì per punirmi del mio comportamento anziché denunciarmi”.  L’8 settembre del 1943, con il proclama di Badoglio, c’è stato l’armistizio. “Non ne sapevamo niente, la radio era stata sabotata dal nostro comandante. Abbiamo saputo cosa stava succedendo il 13 settembre, quando alcuni dei nostri sono andati a prendere dei viveri. Il nostro comandante aveva

deciso di consegnare il forte ai tedeschi, lui era fascista ed era sposato con una tedesca. Ci siamo ribellati e siamo andati vicino a Cà Savio, dove non c’erano tedeschi. In seguito sono andato a rifugiarmi in montagna, verso Combai, se i tedeschi mi avessero preso mi avrebbero certamente fucilato; tanto più che la mia caserma era gestita da fascisti”.  Come le hanno dato il soprannome Alpin? “Mio zio era un alpino e, quando sono partito per le montagne, mi ha dato i suoi vestiti; da lì ho preso il nome di battaglia”.  A Combai ha trovato i partigiani? “Le strade erano tutte pattugliate: i fascisti e nazisti rastrellavano a tappeto. Là ho incontrato una formazione badogliana. In seguito sono andato verso la Jugoslavia, dove ho trovato il battaglione Friuli; così ho cominciato la mia lotta da partigiano. Il 28 febbraio del 1944, sono stato preso da una pattuglia di bersaglieri. Mi hanno tenuto prigioniero in una legnaia, oltre l’Isonzo, ogni giorno mi interrogavano: sono stato pesantemente percosso da moltissimi militari. Io dichiaravo di essere un “borsanerista”, se avessero saputo la verità sarebbe stato anche peggio”.  Nel 1944 è stato processato ed è stato condannato

Augusto Marini

a 30 anni di reclusione, con la condizionale 27. Sono rimasto nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia fino al 27 aprile, poi ci siamo rivoltati e abbiamo preso in consegna il carcere”.  Poi la guerra finisce ma rimangono le pendenze su di lei. “Sono rimasto in Jugoslavia proprio per questo, inoltre ero diventato un apolide (non ero cittadino di nessuno stato), ma il mio desiderio era di tornare in Italia. Così ci siamo aggregati alla massa di profughi istriani che tornavano in Italia, dal 1957 al 1961, siamo vissuti in un campo profughi. Nel 1969 siamo andati in Danimarca e abbiamo vissuto lì fino a quando non ho riavuto la nazionalità italiana”.  Perché ha scritto “…e per la strada il partigiano và”? “Ho scritto questo libro perché volevo raccontare la mia storia. Ci ho messo dieci anni per terminarlo. Ho raccolto tutti i documenti da solo, sulla base dei miei ricordi. Ho cercato

negli archivi storici e con varie associazioni anche fuori Italia. Inizialmente il libro era composto di 450 pagine risistemate da mio figlio Luciano e Giulio Bobbo”.  Lei è un idolo per i nipoti; che consiglio darebbe ai giovani? “Il mio consiglio è di combattere sempre, perché gratis non arriva niente. Nulla è dovuto”.  E la famiglia? “Nel periodo in cui ho vissuto in Jugoslavia, ho sposato Rosa, abbiamo avuto cinque figli: Luciano, Marino, Roberto, Sonia e Sergio”.  Scriverà un altro libro? “Sto usando un programma per computer che registra quello che dico e lo trasforma in testo, mi è diventato complicato scrivere in autonomia. Sono attivo anche in Facebook e, fino a qualche anno fa, costruivo tavoli di legno e mi dilettavo nella pittura e suonando la tromba”.

Ringraziandovi per questo anno e i risultati ottenuti,

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20 1 Cultura provinciale Musica Due gli appuntamenti: il 19 dicembre al Duomo di Cavarzere e il 23 presso la Cattedrale di Chioggia

Natale, il concerto dei 20 anni dell’Orchestra Serafin

Per gli appuntamenti musicali, il Coro e l’Orchestra “T. Serafin” si avvarranno della collaborazione di specialisti del repertorio barocco e di solisti del Teatro La Fenice di Venezia

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i svolgerà sabato 19 dicembre, nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, il tradizionale “Concerto di Natale” dell’Orchestra e Coro “Tullio Serafin” diretti dal M° Renzo Banzato; l’appuntamento, che da ben 26 anni prepara la città alle festività natalizie, sarà principalmente dedicato al 20^ anniversario della fondazione dell’Orchestra “T. Serafin”: sorta infatti nel 1995 per iniziativa del M° Renzo Banzato, la compagine musicale ha tenuto il primo concerto, nel Duomo di Cavarzere gremito di spettatori, il 14 maggio 1995. Il programma del concerto, la cui presentazione sarà curata dal professor Paolo Fontolan, si propone di far rivivere le forti emozioni di quella serata attraverso l’esecuzione della versione integrale (suddivisa in dodici parti) del maestoso “Gloria RV 589 in Re maggiore” per soli, coro e orchestra di A. Vivaldi, edizione che allora si concretizzò, tra l’altro, con l’incisione di un pregevole compact disc oggetto di ottime recensioni a livello nazionale. Per l’esecuzione del capolavoro composto dal “prete rosso” il M°

L’orchestra e il Coro “Tullio Serafin, a destra il maestro Renzo Banzato Banzato, pianista, compositore, direttore d’orchestra e docente presso il Conservatorio di Adria, si avvarrà della collaborazione di apprezzati musicisti specializzati nel repertorio barocco e di due soliste già presenti nell’edizione del 1995: il soprano Miranda Bovolenta (che vanta una felice e costante collaborazione con le due compagini musicali) e il contralto Paola Rossi, affermata artista del Teatro La Fenice di Venezia.

La raccolta di poesie

“IL GIOVANE PRATO. FILI D’ERBA”: A 18 ANNI LEDA CASSETTA SI RACCONTA ALLA RICERCA DI SE STESSA

U

na valovola di sfogo nella scrittura che proprio attraverso le prove che la vita pone, e talvolta impone, si trasforma in creazione, arte, poesia. E la sensibilità di adolescente sa raccontare le sfumature intime dell’anima, nell’andamento alterno delle giornate. Leda Cassetta, a soli 18 anni, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Il giovane prato. Fili d’erba”. “Ho cominciato a scrivere, circa un anno e mezzo fa, un po’ per caso - racconta - delle cose che vedo, che vivo e che reinterpreto, in base alla mia sensibilità”. L’ispirazione dunque è molto personale. L’immagine di copertina “Parlo di me - prosegue Leda - di ciò che ho vissuto nell’ultimo anno. Un periodo non proprio felice della mia vita. Sentivo il bisogno di ritrovarmi, di riscoprire me stessa”. Una dopo l’altra le composizioni sono diventate numerose, tanto da pensare ad una raccolta. “Ho fatto leggere le mie poesie a mio padre, il mio primo critico, che mi ha incoraggiato a pubblicare la raccolta”. Leda è originaria di Cavarzere, il padre Antonio Cassetta è un musicista. Ora vive vicino a Castelfranco e frequenta il liceo linguistico a Montebelluna. Si è avvicinata alla poesia proprio a scuola ed è rimasta particolarmente affascinata da Walt Whitman, giornalista e poeta americano del XIX secolo, da cui ha tratto anche ispirazione per le sue composizioni. “Quando ho iniziato a scrivere non contavo molto sulle mie capacità - dice Leda ma poi ho visto che riuscivo a creare qualcosa di buono partendo da ciò che provavo. Continuo a scrivere, ma non in modo regolare. Devo sentire l’ispirazione”. Molto bella anche l’immagine di copertina, opera della stessa Leda che, oltre ad essere una brava scrittrice, ha anche talento come disegnatrice. “Per il disegno - spiega - mi son ispirata all’ambiente Hippy degli anni ‘60”. Infine la simbologia del titolo della raccolta: “Il giovane prato sono io, i fili d’erba O.J. sono le mie poesie”.

Oltre al Gloria vivaldiano, il programma prevede l’esecuzione di alcune pagine specificatamente orchestrali di A. Corelli, J. S. Bach, J. Pachelbel e S. Barber (di cui verrà proposto il delicato “Adagio per archi op.11”). La parte conclusiva della serata sarà dedicata ad alcune celeberrime composizioni per soli, coro e orchestra specificatamente legate alla Natività e all’imponente “Hallelujah” tratto da “The Messiah” di

Händel: oratorio che rappresenta una mirabile meditazione sulla vita di Cristo e che, per le tematiche narrate nel testo, ben si colloca all’interno del contesto natalizio. Date tali premesse il concerto si preannuncia come uno dei principali eventi musicali dell’anno e sicuramente non deluderà le aspettative del numerosissimo pubblico che ogni anno attende con entusiasmo questo appuntamento.

La serata, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, è realizzata dall’Assessorato alla Cultura della Città di Cavarzere, in collaborazione con la Parrocchia di San Mauro, la Pro Loco, il Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, il Gruppo Animazione Culturale S. Mauro e il sostegno della Ditta Turatti di Cavarzere. Il successivo mercoledì 23 dicembre, nella Cattedrale di S. Maria Assunta di Chioggia, l’Orchestra e Coro “T. Serafin” terranno la 21^ edizione del “Concerto di Natale”. La serata, realizzata dalla Città di Chioggia, in collaborazione con la Pro Loco di Chioggia e con il sostegno di alcune realtà produttive del territorio, sarà presentata dal professor Paolo Padoan. Anche in questo caso si tratta di un evento che viene vissuto dagli abitanti di Chioggia e Sottomarina come un momento assai atteso e sentito, appuntamento che nelle precedenti venti edizioni ha sempre visto il Duomo della città clodiense letteralmente gremito in ogni ordine di posti. In entrambi i casi l’ingresso è libero; l’orario d’inizio è fissato alle ore 21.00.

Tradizioni Dal 18 dicembre al 10 gennaio nella chiesetta di S. Martino

Betlemme è... a Chioggia: il presepe che si ispira ai luoghi caratteristici della città U

n evento natalizio che ben si accompagna alla ricorrenza del 25° anno dell’Anffas Chioggia (associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale). La positiva esperienza dello scorso anno e la notevole affluenza di visitatori hanno spinto il Centro Anffas e l’Associazione “La Bottega di S. Francesco” a riproporre la realizzazione del grande Presepe, accompagnato da un paio di presepi di più piccole dimensioni, allestito nella chiesetta di S. Martino a Chioggia nei pressi della Cattedrale dal 18 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016. Il grande Presepe si ispira ai luoghi caratteristici del centro storico chioggiotto con i suoi particolari scorci, un lavoro che coinvolge i ragazzi del centro Anffas già da diversi anni nel progetto di “Recupero delle tradizioni” impegnati nella scoperta del territorio lagunare. Si passa dalla costruzione delle “tolele”, i piccoli quadretti votivi su tavolette di legno, alle vele e ai bragozzi, alle pipe di terracotta, alle scenografie come quella esposta alla Sagra del Pesce quest’estate, e infine ora alla costruzione di Presepi, partendo da materiali di recupero come il polistirolo. I ragazzi dell’Anffas sono anche coinvolti nell’accogliere i visitatori e spiegare il loro operato, come pure nel consegnare i piccoli presepi ai negozi da esporre nelle vetrine proseguendo così una collaborazione già sperimentata lo scorso anno. Inoltre è prevista anche la distribuzione di inviti e locandine nelle scuole, chiese e locali pubblici. Grazie a questo progetto si offre alla città un’occasione per conoscere ed apprezzare i disabili che partecipano a questa iniziativa e nello stesso tempo trasmettere un messaggio per dare al Natale il suo valore di umanità e condivisione tra le persone, accomunati dall’essere tutti cittadini di Chioggia. Eugenio Ferrarese

Un lavoro che coinvolge i ragazzi del centro Anfass che quest’anno a Chioggia festeggia i 25 anni di attività


Sport provinciale Sport 21 2 Venezia I successi della campionessa della “Scuola di pattinaggio artistico Zelarino”

Alice Favotto, la passione per i pattini di Anna Michieletto

NEWS

T

revigiana, ma iscritta alla società “Scuola di Pattinaggio Artistico Zelarino”, classe 1991 e con una grande passione per il pattinaggio artistico. Sono queste le caratteristiche di Alice Favotto, ragazza di nemmeno 25 anni già nella nazionale italiana di pattinaggio e con un grande sogno.Un sogno nato per caso quando, a soli 4 anni, le regalarono un paio di pattini . Ma la passione per questo sport trova subito terreno fertile e una dose di classe e bravura eccezionale. Già a sei anni, infatti, Alice comincia a fare agonismo partecipando e vincendo competizioni provinciali e regionali e poi, durante l’estate, comincia a gareggiare nei campionati italiani Aics. È proprio a quest’ultimo campionato che, nel 2003, sale sul podio, conquistandosi l’entrata in nazionale italiana nella stagione successiva. “Il 2004 – afferma Alice – è stato per me un anno molto importante, a 13 anni sono entrata a far parte della nazionale italiana per la per la categoria cadetti”. In questo anno si classificata terza in Coppa di Germania e sale sempre sul podio anche ai campionati europei di Friburgo. Nel 2005, la giovane pattinatrice ha vinto nella sua specialità ed è diventata vicecampionessa italiana a Pescara. L’anno successivo, per la categoria jeunesse, è diventata campionessa regionale e terza in coppa Italia a Bologna. Nel 2007,la giovane trevigiana, diventa campionessa regionale e seconda nella coppa Italia a Forlì. In tutti questi anni Alice ha dovuto conciliare il suo grande amore per lo sport con lo studio e l’essere adolescente, questo fino al 2008 quando ha deciso di lasciare lo sport per dedicarsi pienamente alla sua vita da

Arti marziali

VENICE CUP KARATE 2015

A

ragazza che si appresta ad entrare nel mondo degli adulti. Continuava però a sentire che qualcosa le mancava. Nel 2012, ancora una volta per caso, viene chiamata ad allenare, e Alice capisce che ciò che le mancava, ciò che effettivamente non faceva girare la sua vita perfettamente, era proprio il non fare pattinaggio. Così, con l’inizio del 2013, ha deciso di rimettersi in gioco gareggiando nella categoria Senior e vincendo, già a maggio, il campionato regionale di libero e rientrando fin da subito a far parte della nazionale italiana. Nel 2014, dopo essere arrivata sesta ai campionati italiani di Roccaraso, è stata convocata al campionato europeo classificandosi quarta. Fino alla sua ultima vittoria lo scorso ottobre, dove si è classificata terza in Coppa Italia a Misano Adriatico. “Nel pattinaggio– dice Alice - si fanno tante rinunce, le fai per un motivo, per uno scopo. Credo in questo sport, nell’educazione che dà, nella preparazione mentale che ti dà. Non è semplicemente uno sport, il pattinaggio è davvero uno stile di vita”.

fine ottobre si è disputata la 24esima edizione della Venice Cup Karate 2015 a Caorle, organizzata del comitato Venice Cup, e dalle associazioni sportive Germinal Karate Castelfranco e Asi Karate Veneto. La tre giorni è stata molto impegnativa per il mondo del karate che si è riunito per quella che, ormai, non è più solo una competizione ma un vero e proprio evento. In questo fine di ottobre si è potuto assistere a spettacoli, stage e soprattutto a tante competizioni; il divertimento, l’agonismo e l’intrattenimento sono state le parole d’ordine che hanno accompagnato l’evento e gli oltre 1700 atleti e le 22 nazioni presenti in ben 13 aree di gare. Le grandi novità di quest’anno sono state l’allenamento e dimostrazione con i grandi campioni come Viviana Bottaro, campionessa d’Europa e campionessa italiana assoluta e Mattia Busato, di Mestre, Campione d’Europa, argento ai Giochi Olimpici Europei e campione italiano assoluto. È stata un’occasione, questa, per i più piccoli per ispirarsi direttamente ad atleti esperti assunti come modello sia a livello tecnico che sportivo. Sono state più di 300 le categorie premiate e due i palazzetti coinvolti che sono andati a creare una piccola cittadella dello sport con punti ristoro, stand e aree allestite per il pranzo e la cena, il tutto per accogliere al meglio tutte le persone previste. Il pubblico per la prima volta ha infatti partecipato numeroso ad un evento considerato di nicchia. È stata questa un’occasione per far conoscere questo sport e celebrarne i valori propri e dell’agonismo. A.M.

Ciclismo

LA STAGIONE DELL’US COPPI GAZZERA VIDEA

“E

’ stata una stagione intensa, difficile, ricca di avversità ma anche di soddisfazioni e di ottimi risultati”. E’ questo il bilancio in sintesi della stagione sportiva appena conclusa dell’Us Fausto Coppi Gazzera Videa, unica società ciclistica della provincia di Venezia che gareggia nelle categorie elite ed under 23. “Il 2015 si chiude con il sorriso sulle labbra - prosegue la nota - dopo aver affrontato 82 giornate di gara, comprese due gare a tappe (Giro della Pesca e Nettarina di Romagna e Giro del Friuli Venezia Giulia) conquistando un successo, la Cronoscalata Gardone Val Trompia - Prati di Caregno conPaolo Brundo e quattro podi di assoluto prestigio”. A parlare è il presidente Renato Marin. “Le gioie più belle sono arrivate proprio dalle corse più impegnative. Aldilà della splendida vittoria nella cronoscalata di Gardone rimarranno indimenticabili le emozioni provate per la seconda piazza centrata sempre da Brundo al Giro del Medio Brenta alle spalle di Michele Gazzara, uno dei professionisti lanciati dalla nostra società, e alla Ciriè - Pian della Mussa dietro solo al tricolore Pacchiardo”. La società mestrina è già proiettata all’anno prossimo. “Paolo Brundo sarà la prima pedina della nuova formazione che schiereremo al via della stagione 2016 - prosegue Marin - insieme al generoso ed indomito venezuelano Luis Antonio Gomez Urosa che anche quest’anno ha saputo mettersi in luce in appuntamenti di prestigio come il Gp della Liberazione di Roma. Stesso discorso

SALUTE E BENESSERE: da Gennaio al via nuovi corsi di Nuoto e Fitness in Piscina a Noale con tante novità!

per “il capitano” Emanuele Favero, tra i più generosi del nostro team”. Gli altri ciclisti confermati sono: Filippo Bedeschi, Martino Bertaia, Manuel Vecchiato e Giovanni Campagnolo. Come nuovi arrivati ci sarà il ritorno di Alvise De Marchi di Maerne che tornerà a far parte della formazione mestrina dopo una stagione trascorsa alla Event Soullimit, e di Luca Terzo in arrivo dal Cycling Team Valcavasia. Per quanto riguarda il reparto degli scalatori, completeranno il team Flavio Tasca, Giacomo Lazzaro e Manuel Pesavento. “Il 2015 è stato piuttosto intenso - commenta il direttore sportivo Fiorenzo Favero - e non sono mancati gli infortuni. Anche per questo abbiamo concesso qualche settimana di riposo a tutti i nostri ragazzi, appena il tempo di rifiatare, poi ripartiremo per farci trovare pronti sin dai primi appuntamenti del 2016. Il gruppo è ormai delineato, probabilmente andremo ad inserire ancora uno o due giovani in arrivo dal mondo degli juniores per dare loro l’opportunità di testarsi anche tra gli under 23 senza pressioni e con l’unico obiettivo di crescere gradualmente”. G.P.

Per rigenerare il proprio equilibrio psicofisico dopo le feste, la parola d’ordine è muoversi ad ogni età: a partire dai pochi mesi di vita passando per l’età adulta e fino alla cosiddetta terza giovinezza, è fondamentale riscoprire il piacere di un corpo sano e in forma, che ci permetta di affrontare la vita di tutti i giorni con disinvoltura. Un buon allenamento in piscina, coadiuvato da una sana alimentazione, aiuta infatti a risolvere piccoli e grandi problemi di salute. Dal 7 Gennaio inizierà un nuovo ciclo di attività in acqua presso le Piscine Sporting Club Noale. Arricchito anche quest’anno nell’offerta dei corsi, il club è in grado di rispondere a tutte le esigenze legate alla voglia di fare sport e al benessere, come ridurre il peso, migliorare le capacità sportive o cambiare il proprio stile di vita. Le proposte sono davvero tante: si può scegliere di provare la nuovissima AQUADRENBOXE o di lanciarsi nelle nuove coreografie di AQUADYNAMIC e AQUAZUMBA, che combinano divertimento e risultati garantiti grazie ad esercizi cardiorespiratori e di rinforzo per tutti i gruppi muscolari. C’è poi l’AQUAWELLNESS, un’attività personalizzata indicata per chi ha problemi di schiena, cervicali, spalla ed articolazioni. Immancabili i corsi dedicati a tonificazione e dimagrimento, come AquaFitness

e Circuito Aquafit, nonché i corsi legati ad una dimensione di salute e benessere, come Aqua senza Età e Aquatherapy, e quelli dedicati alle future mamme ed ai neonati. Ampio spazio verrà dato inoltre ai CORSI DI NUOTO, sia per i più piccoli che per gli adulti, per imparare a nuotare o perfezionare il proprio stile, o per allenarsi con nuovi programmi di AQUAPOWER ispirati al crossfit. Grazie anche all’esperienza accumulata in trent’anni di attività, le Piscine Sporting Club Noale sono il luogo ideale per ritrovare e vivere il benessere in un’atmosfera coinvolgente e dinamica. Per informazioni sui corsi e per scoprire l’attività più adatta ad ogni esigenza si può chiamare la reception delle Piscine di Noale allo 041-442820 o visitare i siti www.sportingclubnoale.it e www.piscinenoale.it.

Sporting Club Noale s.s.d. a r.l.

Via De Pol, 5 · 30033 Noale (Ve) · Tel. 041 442820 · www.sportingclubnoale.it · info@sportingclubnoale.it


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IL VENETO

in PRIMO PIANO

La testimonianza Il nostro collaboratore vive e lavora nella capitale francese da alcuni mesi

L’INTERVISTA

“A Parigi sarà un Natale più freddo” “L

ALLIEVI: “LA MAGGIORANZA DEI MUSSULMANI È NOSTRA ALLEATA”

Colpita al cuore la città cosmopolita e solidale, la vita continua ma lo stato di emergenza lascia il segno di Manuel Glauco Matetich

V

i scrivo da una Parigi che non c’è più. La tanto decantata Ville Lumière si è spenta nella notte dello scorso venerdì 13 novembre sotto gli attacchi terroristici, compiuti da un commando armato di fondamentalisti islamici addestrati, organizzati, equipaggiati e decisi a colpire la capitale europea della libertà. Le stragi perpetuate nel cuore della città hanno mostrato ai parigini e a tutto il mondo una Parigi sola, indifesa, impaurita ed inerme. Parigi è rimasta un’intera lunga notte in balia di una decina di criminali armati che sono riusciti a tenere sotto scacco lo stadio di Francia, dove si disputava la partita di calcio amichevole tra Francia e Germania, e due quartieri cittadini molto popolari e vivaci, ovvero il 10° e l’11° arrondissement (distretti). Questa lunga scia di orrore e di morte ha risvegliato la paura e il timore che pian piano si stavano assopendo dopo la strage compiuta nella redazione del giornale satirico “Charlie Hebdo” lo scorso gennaio. In quell’occasione due giovani cittadini francesi di origine algerina hanno colpito uno dei simboli della libertà di un paese occidentale, democratico e liberale, ovvero la libertà di stampa, di espressione e di critica, tanto cara a noi giornalisti. Ma l’attacco di questa volta è diverso. Oggi qui a Parigi e in tutta Europa muoiono non solo i nostri giovani, ma la nostra tranquillità. Lo scopo degli attentati dell’altra notte aveva un obiettivo ben preciso: uccidere la nostra serenità e iniziare a farci vivere in un

periodo di paure, timori, ansie, diffidenze, preoccupazioni e odio. “Non dormirete più tranquilli”, sono queste le parole che il Califfato islamico ha scagliato veemente contro di noi. Parigi si è svegliata nei giorni post-attentato in modo diverso. Anche se la vita continua e deve andare avanti, lo stato di emergenza decretato dal primo ministro francese, Francois Hollande, ha lasciato un indelebile segno nei suoi cittadini. Oggi qui a Parigi si respira un clima diverso, un’atmosfera che questa città non aveva mai conosciuto finora. L’insicurezza, la diffidenza e il sospetto verso il prossimo hanno sostituito la serenità, la spensieratezza e la felicità dei giorni addietro e del periodo natalizio alle porte. Ciò lo si nota in moltissimi luoghi e momenti della vita quotidiana di ogni singolo cittadino: dagli sguardi attenti e circospetti sulla metropolitana, dal passo più veloce di camminata soprattutto la sera, dal cercare di evitare la frequentazione dei cosiddetti luoghi “più sensibili” a possibili attacchi, tra cui la zona attorno alla Torre Eiffel, il museo del Louvre, la cattedrale di Notre Dame e le vie più turistiche del centro città. Quest’anno Parigi vivrà un Natale ancora più freddo, un Natale dove i sentimenti di solidarietà e amore che da sempre contraddistinguono questa metropoli cosmopolita si mescolano con la paura e la sfiducia nei confronti del proprio vicino di casa, del diverso e soprattutto delle persone di fede musulmana.

RISTORANTE GRECO

Manuel Glauco Matetich Ed ecco il mio pensiero direttamente da Parigi sui tragici avvenimenti accaduti: “Je ne suis pas Charlie Hebdo” (Io non sono Charlie Hebdo). Come allora, continuo a ripetere, scrivendo queste poche righe, che io non sono Charlie. Troppo facile, troppo comodo stare dalla parte delle persone massacrate dopo. Noi non abbiamo più coraggio delle nostre identità, del nostro essere cristiani, abbiamo perso la dritta via di un’Europa che fa fatica a trovare una strada unica. Dobbiamo rispondere ora con attenzione e con logica, non lasciarsi prendere dall’ira che molte volte può portare a perseguire idee sbagliate, ma oggi non è più il momento di fare marce o di accendere lumini. E’ arrivata l’ora di alzare la testa e capire che gli attacchi di Parigi sono un attacco all’Europa, una sfida ai nostri stili di vita, al nostro essere e alla nostra quotidianità.

o vedo all’orizzonte un possibile scenario di guerra, dopo i fatti di Parigi, ma sono certo che non sia questa la soluzione”. A dirlo è Stefano Allievi, professore di sociologia presso l’Università di Padova, uno dei maggiori studiosi ed esperti di Islam oggi in Italia. “Con la guerra, tanto acclamata da alcuni personaggi comodamente seduti nei salotti dei talk show – continua Allievi – li sconfiggiamo o nel 2017 avremo più terroristi del 2015? Che frutti può portare bombardare civili innocenti che hanno già la sfortuna di vivere loro stessi sotto la dittatura dell’IS? Anche loro sono vittime e bersagli del terrorismo, esattamente come noi. Forse è il caso che certi interventisti che mai metteranno una mimetica ci pensino e ricordino quanto è successo in Libia. Quella guerra ha prodotto le molte centinaia di migranti che su barconi di fortuna sono arrivati sulle nostre spiagge. Un argomento, anche questo, molto sensibile per i nostri interventisti. Mi chiedo se ci hanno pensato”.  Sono molte le persone che dopo i fatti di Parigi temono i vicini mussulmani. Dobbiamo avere paura? “Dopo gli attentati stiamo assistendo ad una mediatizzazione dell’attualità isterica e provinciale che rischia di produrre effetti molto gravi. Che si passi attraverso dei pregiudizi sarebbe normale ma è concettualmente folle pensare di temere tutti i mussulmani perché qualcuno ha commesso degli attentati. Sono da evitare le generalizzazioni. Pensiamo a certi titoli di giornale usciti subito dopo gli attentati e riferiti ai mussulmani e proviamo a sostituire la parola mussulmani con ebrei. Avremo subito la giusta impressione su quel che quei titoli possono generare. Non è possibile fare così. Sono speculazioni politiche a danno dell’intera società italiana perché creano altri conflitti invece di risolverli. Nel

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Stefano Allievi Nord Est c’è chi ha costruito la propria carriera sulla paura. Io invito tutti a ragionare con la propria testa”.  Tra le polemiche degli ultimi giorni ci sono anche quelle legate alla tradizione del Natale e dei suoi simboli culturali. Centra tutto questo con i mussulmani tra noi? “Ci tengo a sottolineare che mai i mussulmani ci hanno chiesto di non fare il presepe nelle nostre scuole. E’ sempre stata una scelta di alcuni insegnanti o presidi che in nome della laicità delle scuola hanno deciso in questo senso. Anzi. Ci sono state lettere e documenti delle comunità mussulmane che chiedevano che continuassimo a fare il presepe secondo le nostre tradizioni religiose. Ricordiamoci una sola cosa: la stragrande maggioranza dei mussulmani è nostra alleata contro il terrorismo dell’IS. A partire da questo evitiamo frasi del titpo ‘non li vogliamo, ci fate schifo’ ‘bombardiamo tutti’. Queste cose vanno nel segno opposto di una pacifica convivenza e dell’integrazione necessaria e auspicabile”.


Il Veneto in primo piano 23 1 La cerimonia Funerali civili in piazza San Marco alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella

Addio a Valeria, veneziana morta al Bataclan Il messaggio di Francois Hollande: “Era venuta in Francia per amore della vita e della cultura” di Alessandro Abbadir

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utta Venezia si è fermata il 24 novembre scorso per dare l’addio a Valeria Solesin, la giovane ricercatrice morta la sera del 13 novembre a Parigi al teatro Bataclan, colpita dalle raffiche di kalashnikov dei terroristi dell’Isis. A dare l’ultimo saluto in forma civile a Valeria, il cui feretro è arrivato in Piazza San Marco in gondola, c’era l’intera città e in diretta televisiva l’intera Italia. La famiglia della 28enne veneziana, i genitori Alberto e Luciana, il fratello Dario e il fidanzato Andrea, hanno trovato la forza per trasformare il dolore in un’occasione per costruire la pace, riunendo intorno al ricordo di Valeria le istituzioni e le religioni, con in prima fila il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il papà di Valeria, Alberto si è subito detto disposto ad accettare il sermone di un imam. C’erano poi il ministro della Difesa Pinotti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il governatore Zaia

LE REAZIONI

e decine di sindaci del veneziano con la fascia tricolore. C’era anche Gino Strada, fondatore di Emergency, l’associazione di cui Valeria era stata volontaria, tanti amici e Agnese Renzi, la moglie del premier. Premier che si era recato alla camera ardente di Valeria organizzata qualche giorno prima in municipio a Ca’Farsetti. Camera ardente a cui hanno fatto visita migliaia e migliaia di veneziani. L’inno di Mameli e la Marsigliese intonati dalla banda degli ottoni della Fenice hanno suonato uno dopo l’altro, le serrande dei negozi di Venezia sono rimaste abbassati per la durata della cerimonia. Sulla In piazza a condannare il terrorismo i messaggi contro l’odio e la violenza dei rappresentanti delle tre religioni, il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il presidente della comunità islamica Mohammed Amin Al Ahdab, il rabbino

capo di Venezia Scialom Bahbout. Anche il presidente della Francia Francois Hollande ha fatto arrivare il suo messaggio, ”Valeria era venuta da noi in Francia – ha detto Hollande - per amore della vita e della cultura e ha trovato la morte sotto il fuoco dei terroristi”. Dopo l’estremo saluto, Valeria è stata sepolta in terra nell’isola cimitero di Venezia San Michele, nel campo III accanto alla tomba del nonno. Per volere dei familiari c’è stata in quell’occasione una cerimonia privata. Intanto anche le istituzioni italiane e si sono mosse. A Montecitorio è stato dedicato a Valeria Solesin il convegno “La ripresa è donna” che ha riunito imprenditrici, studiose, sindacaliste, organizzato dalla presidente della Camera Laura Boldrini nella Giornata internazionale contro la violenza di genere. All’università di Trento dove Valeria si era laureata in Sociologia è stata dedicata a lei un’aula.

Valeria Solesin

L’imam Hamad Mahamed :“I terroristi sono senza valori, nemici della vita. L’Islam lo hanno danneggiato”

LA PRESA DI POSIZIONE DELLA COMUNITÀ ISLAMICA DI VENEZIA

E

’ totale la condanna degli attentati di Parigi in cui ha perso la vita la giovane Valeria Solesin da parte della comunità islamica di Venezia. Arriva da due esponenti di spicco l’imam Hamad Mahamed e da Mohamed Amin Alhdab, presidente della comunità islamica. I due, siriani, hanno partecipato in piazza San Marco al funerale civile di Valeria, insieme al vescovo Francesco Moraglia e al rappresentante della comunità ebraica. In un sermone ai propri fedeli dopo i fatti di sangue, L’imam Hamad parole durissime. “Condanniamo quello che è successo a Parigi e diciamo - ha detto l’imam - che chi Mahamed ha danneggiato l’Islam e i musulmani sopra ogni cosa. Il corretto messaggio dell’Islam è l’amore, il

voler bene, non l’odio, perché l’odio non si fermerà e crescerà fino all’eliminazione dell’avversario. Ai musulmani è richiesta giustizia, equità, misericordia. La caratteristica più grande del Profeta è la misericordia per l’umanità. La solidarietà a Valeria e alle vittime da parte di gente di diversi colori, razze, religioni è la risposta più forte all’azione di questi nemici della vita”. Amin Al Ahdab, sottolinea che: “A Venezia siamo uniti, Come siriani sentiamo più di tutti quello che è successo, Quello che ci fa più male, è che uccidono in nome dell’Islam”. La comunità islamica di Venezia è considerata una delle A.A. più aperte e trasparenti nel Veneto.

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24 4 Il Veneto in primo piano Le testimonianze I Rodigini emigrati e vicini alle esplosioni

La vita a Parigi dopo gli attentati

Paolo e Lorenzo, adriesi trapiantati nella Ville lumière, raccontano come hanno vissuto gli attentati e come vivono il presente di Lorenzo Zoli

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piegare ai piccoli come cambiano le abitudini di vita - almeno per un certo periodo - dopo un episodio epocale come gli attentati di Parigi. No, non è facile. “Quel giorno non è stato semplice spiegare a nostro figlio più grande perchè mamma e papà a ogni chiamata o messaggio imprecavano o piangevano”. Paolo Maddalena, adriese trapiantato a Parigi, spiega che anche oggi il suo pensiero piu’ grande è quello di non mettere in apprensione i bambini. Un compito non facile, alla luce di quanto sta avvenendo. “Noi stiamo tutti bene. Eravamo tutti a casa quando gli attentatori hanno cominciato a colpire. Ora è tempo di bilanci, ma noi dobbiamo pensare a come spiegare quello che è successo a Leonardo, il nostro primogenito”. E poi bisogna fare i conti con la tragedia: “Vanessa (la sua compagna, ndr) che lavora nella musica ha dei collaboratori feriti al Bataclan. “Un mio collega era al concerto con due amici e sono riusciti a uscire dopo un´ora e dal tetto. Sono sconvolti”. Paolo spiega: “E’

il mio quartiere da 13 anni. Ci lavoro e ci vivo. Conosco i commercianti e gli amici che ci vivono. Quel giorno è stato tutto un tam tam di notizie su persone disperse o ferite. Una schifezza. Musulmani ne conosco e sono miei amici. Non sono tutti estremisti. Anzi. Erano disgustati già a gennaio dopo l’attentato a Charlie”. Insomma: pure nella tragedia non si deve cadere nell’errore di fare tutta l’erba un fascio: forse è proprio quello che gli attentatori vorrebbero. Il timore è anche quello di dover cambiare stile di vita: “Vorrei portare i bambini alla ruota panoramica a Concorde o ai mercatini degli Champs Élyses prima dell’invasione febbrile di dicembre ma oggi ho voglia di non uscire più di casa. Mai più. E non è giusto. Siamo incazzatissimi e sotto choc”. Questo è il racconto di chi ha vissuto in prima persona la strage e che magari anche ora non crede del tutto al miracolo rappresentato dall’essere ancora vivo e illeso. Grida, spari e un fiume di gente che corre atterrita in senso opposto. Ruggero

Lorefice, adriese di 36 anni, da tre a Parigi, se l’è vista davvero brutta. Il giovane, infatti, abita a una trentina di metri dal bar la Belle Equipe di rue de Charonne, nell’undicesimo arrondissement. Qui intorno alle 22 un testimone ha visto un uomo scendere da un’automobile e sparare con un’arma di grosso calibro sulla terrazza del caffè. Sono morte 19 persone. Ruggero stava tornando con una pizza surgelata in mano dal vicino supermercato quando ha sentito gli spari, vicinissimi. “Un fiume di persone ha iniziato a correre nella direzione opposta alla mia – racconta -e visto quel che stava accadendo non ho potuto fare altro che gettarmi a terra. Poi sono riuscito a raggiungere casa che è proprio lì vicino, a 30 metri in una traversa. Ho sentito per tutta la notte le sirene di ambulanze e polizia. Una situazione drammatica”. Ruggero si ritiene fortunato: “Pensare che se i miei amici non mi avessero dato buca sarei andato in un bar di rue de Charonne. Quando mi hanno telefonato per

Sopra Paolo Maddalena disdire ero anche scocciato. È stato per questo che sono sceso per andare al market e comprarmi la pizza surgelata”. Una volta arrivato a casa ha cominciato a cercare di contattare tutti gli amici e i suoi cari. “Mi sono messo in contatto con gli amici per capire se stavano tutti bene. Oltre ai morti ci sono centinaia di feriti. E per fortuna non sono riusciti a prendere lo

Stadio di Franca, perchè sarebbe stata un’ecatombe. Siamo tutti sotto choc perchè si tratta di posti che frequentiamo mutualmente. Anche il Bataclan. E’ una delle discoteche più importanti di Parigi. L’obiettivo dei terroristi è stato proprio quello di uccidere la gente che si andava a divertire. E’ questo che sconvolge”.

Zaia: “Questa guerra non può essere combattuta con le armi”

ZAIA: “QUESTA GUERRA NON PUÒ ESSERE COMBATTUTA CON LE ARMI”

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sprimo commossa e partecipe vicinanza alle famiglie delle vittime e al popolo francese – ha detto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto commentando gli attentati di Parigi - Dobbiamo prendere atto che siamo in guerra e che, nonostante tutti noi, anche chi fortunatamente non l’ha vissuta in prima persona, abbiamo un’idea del conflitto assai diversa, per l’intera Europa questa è la terza guerra mondiale”. Secondo Zaia si tratta di una guerra che viene combattuta dagli aggressori con modalità vigliacche, contro cittadini inermi, “una guerra – ha sottolineato assolutamente fuori dai canoni e dai pur brutali e ripugnanti schemi di una guerra classica. Siamo, quindi, in guerra, e in tempo di guerra è legittimo e doveroso assumere e adottare misure speciali e provvedimenti straordinari. Non possiamo pensare nemmeno un secondo di assumere scelte drastiche solo nel momento in cui l’attacco si palesa”. “E’ finita l’epoca dei perbenismi, dei ripensamenti e delle delicatezze – ha affermato ancora il presidente del Veneto - L’unica scelta ponderata e legittima che spetta ora a un uomo di Stato e delle istituzioni democratiche è comprendere che questa guerra non può essere combattuta con armi e modalità convenzionali e agire di conseguenza”. “La civilissima e democratica Fran-

Luca Zaia

“Questa è la terza guerra mondiale per l’Europa” cia ci insegna – ha concluso Zaia - che la chiusura delle frontiere, l’esercito nelle strade (come vado chiedendo da tempo), controlli e perquisizioni attente, efficaci e penetranti, lo stato di emergenza nazionale, devono e dovranno diventare la nostra normalità e la nostra quotidianità, se vogliamo davvero, e non solo a parole, difendere lo Stato democratico, le libere istituzioni, la nostra gente indifesa”.


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26 Storie di veneti eccellenti La storia Una ragazza padovana racconta la sua avventura

Da Urbana a Roma brilla la stella di Lara di Nicola Cesaro

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rilla una nuova stella nel cielo del Montagnanese. E’ quella di Lara Balbo, 27 anni, attrice di Urbana che nelle ultime settimane ha raccolto un successo meritato grazie al grande schermo. La ragazza, peraltro nipote del sindaco Marco Balbo, è una delle protagoniste di “Gli ultimi saranno ultimi”, pellicola di Massimiliano Bruno che ha per protagonisti nomi di primo rilievo come Alessandro Gassman e Paola Cortellesi. Lara ha una parte tutt’altro che marginale: interpreta Matilde, giovane ragazza di paese, semplice, ingenua, assunta in un’azienda che produce extension grazie a Luciana (la Cortellesi) e che di fatto dà il via alla storia principale del film, compreso il finale drammatico. Ma come è nata questa avventura al cinema? A spiegarlo è direttamente l’attrice: “Sono stata scelta quasi per caso e inaspettatamente. Avevo infatti partecipato a dei laboratori estivi con il regista Bruno e lì mi è arrivata la proposta di partecipare ai provini. Ne ho affrontati tre, assieme ad almeno altre settanta aspiranti, e sono stata scelta nonostante il ruolo prevedesse che l’attrice parlasse il dialetto romano. In questo mi hanno aiutato le ripetizioni scolastiche ad alcuni adolescenti a

E’ protagonista nel film “Gli ultimi saranno ultimi” accanto ad attori come Gassman e Cortellesi

Lara Balbo è protagonista nell’ultimo film di Alessandro Bruno “Gli ultimi saranno gli ultimi”

Vive a Roma da diversi anni ma è molto legata al suo paese e alla famiglia sempre in territori come il nostro”. La storia di Lara, seppur molto diversa, ricorda quella di Alessia Piovan, modella e attrice di Megliadino San Vitale che, partendo da un piccolo paesino, è riuscita persino a calcare il palcoscenico del Festival di Sanremo nel 2009, oltre a comparire in numerose pellicole di successo.

DOLO Natale

PIOGGIA DI EVENTI A DICEMBRE

“Sono stata scelta quasi per caso dopo aver superato tre provini con altre 70 aspiranti” Roma”. Ad Urbana e nel Montagnanese Lara è ovviamente molto conosciuta, nonostante la ragazza abbia lasciato il suo paese a 19 anni, una volta raggiunta la maturità al liceo linguistico a Legnago. Dopo una breve parentesi di studio di danza contemporanea a Milano (il suo sogno era entrare in qualche cast importante di musical), Lara è volata a Roma dove ha frequentato due anni di Act Multimedia a Cinecittà, finendo per recitare in teatro con nomi di primo livello come Gigi Proietti. Il salto al grande schermo può essere l’avvio di un nuovo percorso professionale? “Non nascondo che la mia ambizione è di rimanere per sempre nel mondo del cinema, anche se in futuro sarà impegnata a teatro con due rappresentazioni di Iliade ed Odissea”, confida la ragazza. Manco a dirlo, Lara è diventata l’orgoglio di un paese intero e soprattutto della sua famiglia, a partire da papà Andrea e mamma Giovanna, imprenditori e titolari di un’azienda tessile assieme allo zio-sindaco. “Sono e rimarrò molto legata alla mia terra - vuole sottolineare l’attrice, che nei mesi scorsi ha anche partecipato ad una rappresentazione locale dedicata a San Salvaro - vivere a Roma, dopo un po’, diventa pesante, soprattutto per chi è vissuto da

L

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a Pro Loco di Dolo, assieme all’associazione “Isola Bassa” e al Comune organizza i mercatini di Natale che si terranno in piazza Cantiere e nello Squero monumentale per tre domeniche: il 6, il 13 e il 20; il primo appuntamento è stato organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con Asso Veneto e l’associazione Isola Bassa. Domenica 13 e 20 dicembre i mercatini saranno organizzati dall’associazione Isola Bassa con la collaborazione Pro Loco e, oltre alle bancarelle sarà possibile gustare un piatto realizzato dalle trattorie del posto e gustare i marroni caldi e bere il vin brulé. I mercatini si terranno dalle ore 9 e per tutta la giornata e saranno composti di una sessantina di bancarelle tra hobbisti e associazioni. Nelle domeniche prefestive, alcuni negozi nelle strade principali terranno aperto. I commercianti prepareranno le loro vetrine per abbellire le strade. Nella frazione di Sanbruson, domenica 20 dicembre, s’inaugurerà la mostra di mini presepi nel patronato della chiesa. Sarà aperta dal 26 al 27 dicembre e dal 3 al 6 gennaio. Parteciperà il coro “Trovemose” “Cantemose” di Sanbruson che allieteranno i presenti con i canti natalizi. La Pro Loco illuminerà la chiesa di San Rocco con proiezioni colorate sulla facciata e si occuperà delle luminarie a Sanbruson. N.C.


Natale in Veneto 27 Iniziative Nel Veneziano un Natale che saprà sorprendere

Nel Veneziano un Natale che saprà sorprendere Nel capoluogo si attendono i 25 alberi di Natale, previsti in tutta la città d’acqua e di terra oltre alle bancarelle per il mercatino a Rialto e Lista di Spagna di Alessandro Abbadir

V

enezia e Mestre e il resto della provincia si preparano alle feste natalizie. Si parte dall’abbellimento della città lagunare voluto dal sindaco Luigi Brugnaro. Il programma straordinario per le luminarie quest’anno prevede un investimento di circa 200 mila euro di Comune, Vela e sponsor. E’ previsto sia in piazza Ferretto, che in zone insolite, come via Mestrina e via Garibaldi, dove in passato erano i commercianti a finanziarle con collette, ora ci pensa il Comune. E si attendono i 25 alberi di Natale, previsti in tutta la città d’acqua e di terra. Per Venezia c’è già la dislocazione delle bancarelle per il mercatino (Lista di Spagna oltre al solito di Rialto) è già stata confermata, mentre per Mestre una quarantina di operatori dovrebbero andare a lavorare tra via Poerio, via Rosa, via Allegri, piazzetta Matter. Un quartiere del Comune di Venezia che è sempre molto attivo sulle iniziative di Natale è quello di Marghera. Ci sarà la

presenza in piazza Mercato dell’albero di Natale più alto mai collocato in città, ma anche gare di presepi, concerti gospel e l’atteso arrivo della pista di pattinaggio su ghiaccio al parco Catene. Il tutto, grazie agli sponsor, a costo zero. Sarà molto fitto il calendario di iniziative

messo in cantiere dalla Municipalità, tra le quali l’ormai tradizionale concorso “Presepi a Marghera” in collaborazione con il Centro Francescano di Cultura e il concerto di musica gospel che animerà piazza Mercato, il 23 dicembre. The Gospel Four, le jazz band dei

conservatori veneti e tanti spettacoli per bambini caratterizzeranno invece la ricca programmazione natalizia dal titolo “Christmas in Town” (fino al 6 gennaio) del Centro Candiani di Mestre. In provincia fra i centri che si abbelliranno in modo particolare per le feste ci saranno quello di

Mirano e Noale, di Dolo e Mira. Uno degli appuntamenti più attesi e caratteristici è quello infine del presepe vivente di Maerne di Martellago. Una iniziativa giunta alla trentunesima e conosciuta in tutta Italia.

Iniziative nel Polesine Tante idee per vive le feste a casa nostra

Un ricco calendario per Adria, luci e tradizioni a Rovigo di Lorenzo Zoli

P

arte con slancio il natale polesano con forse addirittura due alberi e molte luminarie nel capoluogo che come sempre ospiterà anche il mercatino di natale. Per Adria, invece, l’organizzazione si compone di un ricco calendario di manifestazioni natalizie. A monte di tutto una iniziativa in favore del commercio, con i negozi che si è deciso di tenere aperti tutti i giorni da domenica 6 dicembre, data ufficiale di inizio delle Feste. L’onore di aprire le danze è toccato al gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia” di Bottrighe domenica 6 e martedì 8 dicembre. I componenti hanno percorso le vie vestiti da Babbo Natale con il calesse illuminato intonando canti natalizi e omaggiando le famiglie del paese del calendario 2016 dell’associazione. Martedì

8 è toccato poi anche ad Adria Run, la Corsa dell’Immacolata. Dall’11 al 18 Dicembre si potrà visitare la Mostra di pittura a cura di Emidio Bernecoli in sala Cordella; Dall’11 al 20 Dicembre ci sarà, invece, la mostra degli artisti Boschin, Trabucco e Gavin dell’associazione “Andrea Celeste”, dalle 17 alle 19 alla Fondazione Franceschetti e Di Cola. L’inziativa è organizzata in collaborazione con la Pro Loco. Sabato 12 dicembre mercatino dell’hobbistica e antiquariato in veste natalizia a cura della Pro Loco, dalle 9 alle 19 in Piazze Bocchi e Groto; Concerto di Natale con il Coro Soldanella di Adria e il Coro Monte Pasubio Rovigo Banca di Rovigo, ore 21, Chiesa di San Nicola. Domenica 13 a Baricetta “Natalandia, aspettando il Natale”, ore 14 - 17, piazza Einaudi. Venerdì 18

dicembre Cena della Solidarietà, dedicata a Mara Braga Crepaldi, ore 19.30, alla sede dell’Istituto Alberghiero Cipriani; sabato 19 dicembre “Danza la magia di Natale, it’s Christmas time “a cura della Scuola di ballo “Artalide”; sabato 19 e domenica 20 dicembre “I pony di Babbo Natale” a cura di “Il Diamante Nero”, lungo il Corso; domenica 20 dicembre laboratorio creativo a cura di “Cancelleria Martello”, esibizione di ballo di Natale New Energy a cura della Palestra “New Energy”, Piazza Groto; musica e aperitivi a cura dei pubblici esercizi nei bar di Adria; dal 19 al 26 dicembre Mostra “30 anni nel blu in occasione” del 30° anniversario della fondazione del “Delta Sub Adria” – Sala Cordella; martedì 22 dicembre rassegna Corale “Cantando il Novo Peregrin d’amore”, ore 21 Basilica di

Santa Maria Assunta; giovedì 24 dicembre tradizionale sfilata dei Babbo Natale a cura del Coro Soldanella; cerimonia di benedizione del Presepe sull’acqua e deposizione del Bambin Gesù, ore 17.30, Ponte Castello. Iniziativa a cura della Pro Loco; domenica 27 dicembre apertura della mostra “Cara vecchia scuola”, a cura di Alessio e Aurora Mattiazzi, ore 17 sala Cordella; la mostra rimarrà aperta ogni giorno, fino al 1° gennaio, dalle ore 17 alle ore 19.30; venerdì 1° gennaio Concerto di Capodanno a cura dell’Orchestra del Conservatorio statale “Buzzolla”, ore 17, Politeama; domenica 3 gennaio Corteo dei Re Magi, partenza ore 17.30 dalla Fondazione Franceschetti Di Cola. Dal 3 al 6 gennaio “La Befana vien di Notte 2016, vie del centro storico”; dal 3 al 9 gennaio

Mostra degli artisti Gianni Cesari e Luciano Chinaglia, Fondazione Franceschetti Di Cola; inaugurazione ore 17; mercoledì 6 gennaio Concerto dell’Epifania, ore 15 Chiesa Beata Vergine del Monte Carmelo di Ca’ Emo a cura del Coro Parrocchiale di Ca’ Emo in collaborazione con la Pro Loco.


28 1 Turismo SÌ, VIAGGIARE Sardegna

Alghero, fieramente catalana di Renato Malaman

E

ntri in una tabaccheria di Fertilia e cogli a sorpresa l’accento triestino. Chiedi spiegazioni e scopri che la tabaccaia è nipote di esuli istriani, quelli giunti nell’immediato dopoguerra da Orsera, o da Pola o da Rovigno, dopo un doloroso viaggio d’addio alla propria terra caduta in mani jugoslave. Con candore ti dice che a casa loro, nonostante i cambi di generazione, si parla ancora fieramente l’istro veneto. Fertilia, la città pensata da Mussolini per accogliere i contadini della bonifica, in realtà è diventata il provvidenziale rifugio per una parte, una piccola parte, degli esuli istriani. Siamo ad Alghero, piccolo universo cosmopolita incastonato nella parte nord occidentale della Sardegna. Fertilia guarda Alghero, quasi la abbraccia, nel contesto di un golfo naturale di rara bellezza, che culmina nel bastione di Capo Caccia. Cosmopolita perché oltre all’inconfondibile dialetto istriano vi si può cogliere una presenza linguistica molto più antica: quella catalana. Alghero è l’unico luogo d’Italia dove ancora si parla catalano. Era così già ai tempi in cui vi approdò Carlo V, nell’ottobre del 1541 quando dal balcone del palazzo De Ferrera pronunciò la famosa frase “Estodos todos Caballeros” (“Siate tutti cavalieri”) prima di dirigersi con le sue 40 galee alla conquista di Algeri. La comunità catalana si era già insediata nella città e la propria lingua è ancora presente e viva. Custodita con affetto e, anzi, ora anche valorizzata attraverso concorsi letterari e stabili relazioni di scambio culturale con la Catalogna. Forti influenze catalane sono ancora tangibili nell’architettura della città che, fino all’Ottocento, era tutta racchiusa dentro le mura costruite dagli aragonesi. La famosa Torre dello Sperone, che caratterizza la parte sud della città, è addirittura anteriore. Alghero ha iniziato ad espandersi fuori dalle mura e da piazzaforte diventare una città vera e propria un secolo fa, anche per effetto del crescente interesse verso il turismo balneare, oggi una delle principali voci dell’economia della zona, grazie anche alla presenza dell’aeroporto di Alghero Fertilia dove le compagnie low cost durante l’estate veicolano grandi flussi di turismo nord europeo. Il mare basta guardarlo. E’ di una

La città conserva ancora l’antica lingua portata dagli immigrati della Catalogna giunti nell’isola nel XIV secolo A renderla un piccolo universo cosmopolita è anche la folta comunità istriana insediatasi a Fertilia dopo l’esodo del 1947

SOTTO IL TITOLO UNA BELLA PANORAMICA DI

ALGHERO; A DESTRA IN ALTO IL PROMONTORIO DI

CAPO CACCIA,

UNA CATALANA DI ARAGOSTA;

“RICAMI”

ARAGONESI IN PIETRA; ALTRE DUE IMMAGINI DI ALGHERO E DI CAPO CACCIA; IL

MARE CRISTALLINO CHE BAGNA LA CITTÀ E LE GROTTE DI

NETTUNO

bellezza ammaliante: acque trasparenti, fondali a più colori, rocce che sembrano scolpite. E soprattutto è un mare pulito, prova ne sia che è il più prolifico d’Italia per la cattura delle aragoste, crostaceo che vive solo in habitat particolari dalle acque purissime e che ad Alghero è il simbolo di una gastronomia di mare raffinata e di radicata tradizione popolare. La principale attrazione turistica è senz’altro Capo Caccia con le sue Grotte di Nettuno a cui da terra si accede scendendo i ben 654 gradini della Escala del Cabirol. Le grotte con le loro sale mozzafiato costituiscono un mondo fantastico, fatto di stalattiti e stalagmiti e di atmosfere surreali, degne di un racconto di Giulio Verne. Il promontorio è un luogo spettacolare, non a caso scelto come terminal

Un mare cristallino e paesaggi mozzafiato come quello del promontorio di Capo Caccia sono i capisaldi delle fortune turistiche di una località forte anche di vestigia storiche che testimoniano della presenza aragonese e di un’enogastronomia raffinata e di qualità dei percorsi turistici organizzati con audioguida a bordo di torpedoni scoperti. Ma anche il centro storico di Alghero è decisamente piacevole. Si passeggia fra vie e vicoli di impronta catalana, incontrando una concentrazione di monumenti capace di farti tornare indietro nella storia: il Forte della Maddalena, la Torre della Polveriera, la Porta a mare, la cattedrale di Santa Maria, la chiesa di San Francesco. Ad ogni angolo si affacciano ristorantini, enoteche, negozietti di tipicità locali. La gastronomia è infatti uno dei perni su cui poggia l’ospitalità turistica algherese. Oltre all’immancabile aragosta alla catalana, va ricordata la “capunara”, piatto a base di crostacei, acciughe, uova sode e frutti di mare. E poi la bottarga, gli spaghetti con i ricci di mare,

la “favata” (zuppa con fave, cavolfiori e e salsiccia), la razza in agliata. E nei calici un profumato Vermentino o un robusto Cannonau. Nei dintorni di Alghero è immancabile la visita alla Necropoli dell’Anghelu Ruju con tombe ipogee del Neolitico, al nuraghe Primavera, al lago Bàratz, immerso nel verde della macchia mediterranea, alla spiaggia solitaria di Porto Ferro e a quella delle Bombarde. Il tutto a portata di voli low cost che, se prenotati per tempo, possono costare anche meno di 20 euro a tratta. Per conoscere di più di Alghero basta rivolgersi alla Fondazione M.E.T.A. che si occupa della promozione turistica e gestisce l’ufficio informazioni di piazza Porta Terra. Tel. 079 974881.

Il mito di Carlos V rivive in un “5 stelle” Bruno e Speranza, le soste del mangiar bene Le sorelle Cervai, memorie d’Istria a Fertilia Carlo V, il cui impero è stato l’unico dove non tramontava mai il sole, richiama l’idea dei cavalieri. E all’Hotel Carlos V (sì, alla spagnola, con la esse finale) è frequente incontrare i cavalieri dei tempi nostri: i piloti degli aerei che fanno scalo ad Alghero Fertilia. Hanno scelto l’hotel per le loro soste tra un volo e l’altro. Il Carlos V è un bell’albergo a 5 stelle che si affaccia sul mare. Si trova a poche centinaia di metri dal centro di Alghero. A dispetto del nome è una costruzione recente, architettonicamente pregevole, frutto della scelta operata da una famiglia di costruttori locali, la Giorico. La grande piscina esterna è inserita al centro del complesso, come il giardino di un chiostro. Il ristorante dell’albergo propone specialità di gusto mediterraneo, espresse in piatti della tradizione o moderatamente innovativi. Dalle numerose terrazze si gode una straordinaria vista sul golfo di Alghero, da cui è piacevole prendere l’aperitivo all’ora del tramonto. L’hotel offre anche un parco giochi (perché i bambini sono sempre i benvenuti) e una attrezzata sala meeting.

Li consiglia anche l’associazione “Ristoranti Regionali Cucina Doc”. Sono due soste imperdibili per chi ama mangiar bene e soprattutto apprezzare le tipicità gastronomiche algheresi. Il ristorante “da Bruno” dell’Hotel Fertilia, circondato da una bella pineta, si trova vicino all’aeroporto di Alghero. Bruno ha costruito la sua fama sui piatti di mare, seppur sia buona anche la scelta di selvaggina. Il figlio Gianni propone, accanto agli antipasti di mare, agli spaghetti con la bottarga e ai crostacei, la Salsiccia sarda con pecorino Colurgiones alla casalinga, il Porceddu da latte allo spiedo o l’Agnello al forno. Il Ristorante “La Speranza” di Tonino Demartis è situato proprio sul mare! A Villanova Monteleone, a 8 km da Alghero. Tonino de Martis ripropone gli antichi sapori algheresi raccolti nel volumetto “Olla podrida” edito con la sua consulenza tecnica. Menù tipico: fantasia di mare in antipasto, linguine agli scampi(un piatto davvero straordinario), il riso alla marinara e la grigliata del golfo. In entrambi i casi conto sui 40 euro.

“Noi, i Giuliani – L’eredità di un esodo dimenticato del XX secolo”. E’ il titolo del libro di Antonia Cervai, per tutti ad Alghero Antonietta, scritto in catalano antico e poi tradotto anche in italiano dalla sorella Fulvia, che ha vinto il Premio Romà Planas i Mirò de Memoires Populars 2012 riservato ad opere scritte nell’antico idioma catalano. Le sorelle Antonia e Fulvia Cervai (nella foto) arrivarono a Fertilia nel dopoguerra dopo un periglioso viaggio dall’Istria e l’esodo, con tutti i suoi sentimenti di dolore e anche di amore, impregna le pagine del libro. Che diventa quindi la storia di un radicamento, di un reciproco legame che fa vivere al lettore la necessità di una origine, di una nuova patria, che avevano nel cuore gli istriani forzatamente trasferiti ad Alghero. “La protagonista” racconta Fulvia Cellai, che oggi risiede in centro ad Alghero “è la nostra famiglia e il suo dramma. Della partenza da Orsera ricordo ancora il battere di chiodi per chiudere i cassoni e poi il viaggio per mare su una batana trainata. Avevo solo cinque anni. Qui ad Alghero abbiamo trovato gente ospitale che ci ha aiutato a rifarci una vita. Con l’Istria però sempre nel cuore”.


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1 Concerti e non solo 30 IN VENETO EVENTI 1154

Pagina a cura di Graziano Edi Corazza

MESTRE Mestre - Teatro Toniolo venerdì 8 gennaio 2015

PAOLO HENDEL

Come truffare il prossimo e vivere felici Dopo anni di impegno come giornalista televisivo, Carcarlo Pravettoni, l`industriale cinico e baro, non poteva farsi mancare il teatro. Ed eccolo quindi prendere la parola dai palcoscenici italiani per dispensare le sue ricette anticrisi, elargire... Mestre - Teatro Toniolo sabato 9 gennaio 2015

RICCARDO ROSSI L`amore è un gambero Senza amore non si vive. Siamo tutti d’accordo. Non esiste una persona al mondo senza un amore da raccontare, che sia stato il primo o l’ultimo fa poca differenza: ci ha fatto ridere, ci ha fatto piangere, ma è stato amore, ed ..

Mestre - 5-6 febbraio - Teatro Toniolo

MAURIZIO BATTISTA: “ALLEGRO? SI SI... MA NON TROPPO” Ci troviamo nel futuro. Un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato.

Mestre - 5-6 febbraio - Teatro Toniolo

ALESSANDRO BERGONZONI: “NESSI” Nessi, ovvero connessioni ma anche fili tesi e tirati, trame e reti, tessute e intrecciate per collegarsi con il resto del pianeta. O meglio dell`universo. Perché infatti è proprio questo il nucleo vivo e pulsante del nuovo spettacolo.

Mestre - 26-27 febbraio - Teatro Toniolo

ANGELO PINTUS: “ORMAI SONO UNA M.I.L.F.” Angelo Pintus nasce a Trieste molti anni fa... - “Quanti anni fa?” - “ Mah, non si chiede l’età a una donna!” Da piccolo era insopportabile… da grande lo è ancora! La scuola per lui non ...spettacolo.

RONCADE (TV)

PADOVA AL GRAN TEATRO GEOX DI PADOVA 10 gennaio 2016 Gran Teatro Geox Padova

CARMEN – BALLETTO DI MILANO 22, 23, gennaio 2016

ENRICO BRIGNANO – EVOLUSHOW 2.0 24 gennaio 2016

IL LAGO DEI CIGNI – BALLETTO DI MOSCA 30, 31, gennaio 2016

RAPUNZEL – IL MUSICAL 2 febbraio 2016

SLIPKNOT

5 e 6 febbraio 2016

ARRIVA A PADOVA ROSARIO FIORELLO, IL MATTATORE DELLO SPETTACOLO ITALIANO

Due le date al Gran Teatro Geox. Sul palco con la band e con il trio “I gemelli di Guidonia”. Arriva a Padova «L’Ora del Rosario», il nuovo atteso spettacolo di Rosario Fiorello in scena al Gran Teatro Geox nei giorni 5 e 6 febbraio (ore 21,15). Rosario Fiorello torna sul palco, in una dimensione teatrale, con un nuovo spettacolo che, come lui stesso ha dichiarato, sarà analogico, fatto di puro intrattenimento. Ad accompagnarlo, sul palco, la band diretta da Enrico Cremonesi ed il trio vocale «I Gemelli di Guidonia» lanciato a «Fuori Programma» su Radio Uno. Uno spettacolo di Rosario Fiorello scritto con Francesco Bozzi, Claudio Fois, Piero Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. La regia è di Giampiero Solari. Domenica 14 febbraio 2016, ore 21:00

MASSIVE ATTACK

Una delle realtà più innovative e carismatiche del panorama musicale internazionale finalmente in concerto al Gran Teatro Geox. I Massive Attack porteranno il loro nuovo tour a Padova domenica 14 febbraio 2016. I Massive Attack rimangono saldamente il riferimento della musica elettronica, nella quale si fondono house, techno, trip hop e rock. Sarà il primo tour da headliner dopo oltre cinque anni: in apertura i Young Fathers. La band ha inoltre annunciato che a breve pubblicherà del nuovo materiale.

Roncade (TV)

AL NEW AGE EVENTI DA DICEMBRE A MARZO

Dopo il doppio live del 7 dicembre 2015 con Will and the People e Espana Circo Este, il 19 dicembre il palco del New Age sarà per il rapper vicentino Nitro (l’ultimo suo album «Suicidol» è arrivato fino alla quarta posizione delle classifiche italiane); il 14 gennaio 2016 i Subsonica faranno tappa per il tour “Una foresta nei club” che vedrà il gruppo torinese, dopo oltre 7 anni, esibirsi di nuovo nella dimensione dei clubs con uno nuovo spettacolo a stretto contatto con il pubblico; con più di dieci anni di musica e un sound originalissimo da lnome “electronicore”, i britannici Enter Shikari suoneranno al New Age il 22 marzo 2016 per far ascoltare al pubblico italiano l’ultimo disco “The mindsweep”. A supportarli nella data trevigiana ci saranno i Modestep, dubstep rock band londinese con due album all’attivo; i Battles giungeranno a Roncade il 31 marzo. Con una carriera decennale alle spalle, il power trio indie rock propone una ricetta musicale che ha di base il progressive, ma che unisce atmosfere caraibiche e psichedelia.

SGUARDO A NORDEST Sabato 16 gennaio, ore 22,00 - Supersonic Music Arena San Biagio di Callalta

“DOPPELGANGER LIVE TOUR”

Il 26 febbraio 2016

FRANCO BATTIATO E ALICE

Battiato e Alice saranno protagonisti insieme di un doppio viaggio, iniziato nel passato e rinnovato nel presente grazie alla loro forte intesa artistica: il 26 febbraio al Gran Teatro Geox di Padova. I due saranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Carlo Guaitoli, Ensemble con cui Battiato si è già esibito per un breve tour nel luglio 2015 e che è composto dallo stesso Guaitoli (direzione d’orchestra e pianoforte), Angelo Privitera (tastiere e programmazione), Davide Ferrario e Antonello D’Urso (chitarre e programmazione), Andrea Torresani (basso) e Giordano Colombo (batteria). Il concerto sarà diviso in parti diverse ma comunicanti tra loro, verrà a rinnovarsi un’intesa artistica profonda tra due anime affini, nella celebrazione di un legame che è rimasto solido anche quando i rispettivi percorsi non si sono incrociati direttamente.

Dai trionfi nei principali contest di freestyle al pubblico mainstream il passo è stato breve per MadMan, pseudonimo del rapper italiano Pierfrancesco Botrugno. Dopo la pubblicazione del suo ultimo album “Doppelganger”, che ha raggiunto la vetta delle classifiche di vendita in una sola settimana, il fenomeno della rima ha inaugurato nei giorni scorsi da Pescara il suo nuovo tour nei club, il “Doppelganger Live Tour” appunto, che toccherà le principali città della nostra penisola, tra cui Napoli, Torino, Roma, Firenze e Treviso, per un imperdibile concerto in programma sabato 16 gennaio al Supersonic Music Arena.

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L’EDITORIALE

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Direttivo della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sez. Rovigo

Rifugio C.i.p.a, un nuovo modello di volontariato e di gestione della struttura Dal 2007 la sezione di Rovigo della Lega Nazionale Per la Difesa Del Cane gestisce il canile intercomunale “Rifugio C.I.P.A.” in base alla convenzione siglata da 46 Comuni della Provincia di Rovigo più il Comune padovano di Boara Pisani adottando un sistema di sovvenzionamento “quota ad abitante”, diverso dal solito della “quota a cane”, originando una piccola rivoluzione dai molteplici risvolti positivi: serietà ed efficienza da una parte dell’associazione, verificate ogni anno dall’apposito Collegio di Vigilanza composto dai rappresentanti dei Comuni convenzionati e certezza della spesa per le amministrazioni comunali. I cani arrivano in Rifugio sterilizzati, microchippati e vaccinati dal Canile Sanitario Tazzari e qui la salute, il comportamento e l’igiene del cane è affidata a tre professionisti: dott.

Andrea Feliciati (medico veterinario direttore sanitario dell’ambulatorio interno alla struttura in cui è garantita assistenza veterinaria H 24 esterna, profilassi ordinaria e cure specifiche) dott.ssa Veronica Ferrarese educatrice cinofila la quale valuta i cani a livello comportamentale e struttura percorsi personalizzati per quelli che necessitano di un aiuto per essere adottabili e Pamela Tomaini toelettatrice. Inoltre il cibo di qualità fornito da Prolife è somministrato due volte al giorno da un apposito operatore e nelle dosi stabilite dal veterinario per assicurare il raggiungimento ed il mantenimento del peso ideale. Tutti i cani svolgono regolari attività sia dentro sia fuori i recinti insieme all’educatrice cinofila ed ai numerosi volontari che ogni giorno si recano presso la struttura. Il volontariato

svolto all’interno ed all’esterno della struttura si declina in differenti attività svolte dai diversi gruppi di lavoro che si occupano dell’organizzazione di eventi, delle visite post-adozione, dell’accoglienza di scuole e centri diurni per disabili, della formazione dei volontari, della cura delle adozioni a distanza, del sito internet e social oltre alla realizzazione dei progetti in collaborazione con gli enti locali Infine, il Rifugio svolge un ruolo importante anche in ambito sociale grazie ai numerosi progetti in collaborazione con SERT, Dipartimento di Salute Mentale, UEPE (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna) e Tribunale dei minori di Venezia. Con l’obiettivo di pubblicizzare e diffondere tale modello di volontariato e di gestione della struttura l’associazione ha partecipato al Trainer Expo Pet tenutosi sabato 19 settem-

bre all’Expo Aquae a Marghera. Tale evento, incentrato sulla promozione delle associazioni del territorio che si occupano della tutela degli animali, ha dato spazio anche ad un interessante convegno nel quale si sono confrontati gli esponenti di vari settori della cura dei pet tra i quali il dott. Andrea Feliciati, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Rovigo e di Direttore Sanitario del Rifugio C.I.P.A; la dott.ssa Veronica Ferrarese

come educatore cinofilo e collaboratrice presso il Rifugio C.I.P.A., la dott. ssa Isabella Ghinello Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Canesez. Rovigo- Consigliere Nazionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Visitare il Rifugio C.I.P.A. gestito dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sez. Rovigo è il modo migliore per appurare di persona la qualità di vita dei cani, per conoscerli dal vivo e per rimanerne conquistati!

ADOTTAMI ALFREDO è un meticcio maschio sterilizzato, taglia piccola. E’ giovane, allegro e dolcissimo! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. Per lui stiamo cercando una famiglia anche con bambini che voglia un nuovo amico per la vita!

BLACK è un meticcio maschio sterilizzato, taglia media. E’ giovane, bello e simpatico! All’inizio è un po’ introverso poi però prende coraggio. Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ adatto a famiglie composte da adulti perché le grida dei bimbi potrebbero metterlo in difficoltà. In una famiglia tranquilla darà il meglio di sè.

CHICCO è un segugio maschio sterilizzato, taglia media. E’ dolcissimo e davvero tanto buono con tutti! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ formidabile nello scalare le recinzioni e ciò costituisce un pericolo per lui e per gli automobilisti, pertanto per lui stiamo cercando una famiglia che lo faccia vivere in casa.

MASCÒ è un meticcio maschio sterilizzato, taglia media. E’ un tipo allegro e di compagnia! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani, specialmente se femmine. E’ adatto a famiglie composte da persone adulte e dinamiche che vogliano un nuovo amico con cui svolgere attività educative e ludiche. Un cane come lui sempre sul divano sarebbe sprecato!

MILO è un meticcio sterilizzato, taglia media. E’ un cane stupendo e dal carattere forte e indipendente. Gli piace andare a passeggio al guinzaglio e passare del tempo con i volontari. Cerca un adottante che lo faccia vivere in una casa tranquilla con un bel giardino in cui scorrazzare e fare la guardia.

SYBELLE è una meticcia femmina sterilizzata, taglia media. E’ stata salvata da una situazione orribile. Nonostante i maltrattamenti subiti è un bravo cane a cui piace tantissimo stare in compagnia delle persone. Gioca, conosce il “seduto”, dà la zampa e adora i grattini sulla schiena! Per lei stiamo cercando una famiglia possibilmente senza bambini e senza altri cani in quanto ha bisogno di un ambiente tranquillo per dare il meglio di sè.

CLASH è un meticcio maschio sterilizzato, incrocio Bassotto Tedesco, taglia piccola. E’ un cane dolcissimo! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ adatto a famiglie anche con bambini e persone anziane. Si fa toelettare volentieri. Venite a conoscerlo!

DOMITOR è un segugio sterilizzato, taglia medio-piccola. E’ pauroso all’inizio ma poi pian pianino diventa socievole. Gli piace stare in compagnia delle persone e fare conoscenza. Va a passeggio al guinzaglio. Va d’accordo con gli altri cani ed è adatto a famiglie con bambini e persone anziane.

TOBIA è un TEA è una meticcia meticcio maschio femmina sterilizzata, sterilizzato, taglia taglia media. E’ media. E’ giovane giovanissima, allegra ed esuberante! e dolce! Va a pasAdora stare in seggio al guinzaglio compagnia delle persone e svolgere attività e va d’accordo con educative e ludiche. Va a passeggio al gli altri cani. Adora guinzaglio. Per lui stiamo cercando una stare in compagnia delle persone. E’ un cane famiglia composta da adulti che cerca un sveglio e dolce, darà tante soddisfazioni! nuovo amico allegro e attivo!

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al 22.10.2015 è entrato in vigore il D.Lgs. 159/2015 che semplifica e razionalizza le norme che disciplinano le procedure di riscossione delle imposte, introducendo alcune nuove tutele a favore dei contribuenti. In particolare: CARTELLE EQUITALIA Ai contribuenti che dichiarano di trovarsi in una situazione di obiettiva difficoltà è sempre concessa la rateazione fino ad un massimo di 72 rate mensili per importi fino a 50.000 euro. Per importi superiori la situazione di obiettiva difficoltà va debitamente documentata. E’ prevista la decadenza dalla rateazione in caso di mancato pagamento di 5 rate, anche non consecutive. In caso di decadenza si può essere riammessi ad un nuovo piano di rateazione se all’atto della presentazione della richiesta, le rate scadute sono integralmente saldate. AVVISI BONARI Per importi fino a 5.000 euro la rateizzazione può avvenire al massimo in 8 rate trimestrali; per importi superiori a 5.000 euro al massimo in 20 rate trimestrali. Il mancato pagamento della prima rata entro i 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione, o l’omesso pagamento anche di una sola delle rate successiva alla prima entro la scadenza della successiva, comportano la decadenza

dalla dilazione. LIEVE INADEMPIMENTO Non si decade dalla rateizzazione dell’avviso bonario o dell’accertamento con adesione se la parte di rata non pagata non supera il 3% della stessa e comunque non supera 10.000 euro o se il ritardo non è superiore a 7 giorni. NOTIFICA DELLA CARTELLA La cartella Equitalia potrà essere notificata con raccomandata semplice ma anche con posta elettronica. A partire dal 01.06.2016 per le imprese individuali, società e professionisti la notifica delle cartelle avverrà esclusivamente tramite PEC; se la PEC non risulta valida o attiva, la notifica della cartella avverrà mediante deposito presso la Camera di Commercio e il contribuente verrà informato tramite raccomandata A/R. CONTRIBUENTE TRUFFATO In caso di condotta illecita penalmente rilevante del “consulente” iscritto ad un Albo, il contribuente può presentare domanda di sospensione della cartella contestualmente alla denuncia all’autorità giudiziaria, l’Ufficio annulla le sanzioni a carico del contribuente e le irroga alHai professionista dopo il provvedimento definitivo di condanna. delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT

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Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità

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a biomeccanica del colpo di frusta è uno degli argomenti più controversi del lavoro di un tecnico ricostruttore, poiché è complesso quantificare in modo rigoroso le accelerazioni a carico degli occupanti di un veicolo tamponato. L’obiettivo di questa breve trattazione è quello di spiegare come, nei tamponamenti a bassa velocità, l’entità dei danni ai veicoli non sia un indicatore affidabile della velocità relativa con cui gli stessi sono arrivati all’urto. Quando due veicoli collidono a sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva. bassa velocità, la maggior parte delle deformazioni applicate Il meccanismo del colpo di frusta si instaura quando il veicolo alla struttura dei mezzi stessi, sono restituite in forma elastica, tamponato viene accelerato in avanti: l’inerzia della testa degli soltanto una quota parte del danno rimane visibile ad occhio occupanti resiste al movimento del tronco e ruota rapidamente nudo. Di fronte ad un paraurti che ha mantenuto la propria all’indietro con un’accelerazione maggiore di 1.5 / 2.5 volte forma e non ha riportato evidenti segni di frattura, prima rispetto a quella di picco applicata alla scocca del veicolo. di esprimere qualsiasi parere, bisogna verifica di eventuali E’ necessario inoltre precisare che il fattore moltiplicativo deformazioni interne. La curva di accelerazione del baricentro dell’accelerazione della testa dipende da una vasta serie di del tamponato, nella durata dell’urto, ha un andamento variabili che riguardano la postura degli occupanti al momento pressoché sinusoidale, e pertanto, ai fini della determinazione dell’urto (rilassati o contratti), le loro caratteristiche fisiologiche di un’ipotetica soglia minima di lesività, è necessario (muscolatura, presenza di eventuali patologie), il genere (a considerare il suo valore massimo, o valore di picco, che risulta parità di condizioni il rischio lesivo per le donne è di 1.5 / essere 1.5 / 2.7 volte più grande di quello medio. Nel corso 3 volte superiore rispetto all’uomo), l’utilizzo di dispositivi di degli ultimi decenni numerose ricerche, hanno documentato ritenuta, la tipologia di sedile e l’altezza del poggiatesta. Hai delle domande inerenti a questo argomento? come nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire Studio Trevisan di Trevisan Susanna. Recupero Danni - Infortunistica Stradale Este (PD) - Tel:0429603778 - Via Atheste, 44/F - info.trevisan@libero.it

����. M������ S������

Il Danno biologico nel diritto italiano

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AVV. ALBERTO FERRI

l danno biologico, detto anche danno alla salute, riguarda il danno fisico (fratture, ferite, ecc.) o psichico (ansia, stress, ecc.) che compromette le normali attività vitali del danneggiato ed è risarcibile ai sensi dell’art. 2059 del codice civile. Tra i casi rientranti nella sfera del danno biologico ci sono: i danni all’aspetto esteriore della persona, la riduzione della capacità dell’individuo nel relazionarsi con gli altri e la perdita di opportunità di lavoro. E’ compito del medico legale esaminare con compiutezza il danneggiato e descrivere la natura e l’entità delle lesioni riportate dal soggetto, valutare la durata dell’ inabilità totale e parziale, indicare la percentuale di invalidità invalidità compresa tra 1 e 9 punti percentuali). permanente riscontrata, verificare la sussistenza di Danno di grave entità (lesioni macropermanenti danni estetici, valutare le eventuali ripercussioni del con invalidità superiore ai 9 punti percentuali). danno biologico sulla capacità lavorativa specifica del L’entità del risarcimento da danno biologico dipende soggetto e valutare la congruità delle spese mediche essenzialmente da due fattori: l’età del danneggiato e sostenute e di quelle eventualmente da sostenere. il grado percentuale di invalidità riscontrato. L’invalidità Il danno biologico, derivante da sinistri conseguenti può essere permanente (calcolata in punti percentuali) alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, si e/o temporanea (calcolata in giorni di invalidità totale suddivide in due categorie: e parziale). Per il calcolo del danno biologico vengono Danno di lieve entità (lesioni micropermanenti con utilizzate delle tabelle specifiche Studio legale Avv. Alberto Ferri - Tel. 041 540 2655 – avv.ferri@gmail.com Piazza Vittoria, 97 – Martellago (Ve)

FISCALITA’, NORME E TRIBUTI

A CURA DI A.P.I.V.

I nuovi reati tributari 2015 (parte 2°)

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l mese scorso avevamo esaminato il nuovo D.lgs. alla metà (1° comma); In forza del principio di retroattività della norma 158/2015 che modifica significativamente il sistema dei reati tributari riformulando alcune fattispecie e più favorevole al reo, le nuove disposizioni di favore introducendone di nuove. E’ però il caso di esaminare più contenute nel recente decreto si applicheranno anche attentamente le conseguenze delle novità introdotte ai fatti commessi prima della loro entrata in vigore. per gli effetti che le stesse producono non solo sulla Ne deriva che tutti gli evasori di somme superiori alla soglia precedente, ma inferiori alla nuova, dovranno descrizione delle fattispecie di reato. E cominciamo: La riforma introduce l’art. 12-bis al d.lgs. 74/2000: essere assolti, se nei loro confronti non è ancora stata se al 1° comma la norma si limita a riproporre l’art. pronunciata una sentenza definitiva, perché il fatto 322-ter c.p. in tema di confisca (già applicabile ai reati non è (più) previsto dalla legge come reato (art. 530, tributari in forza dell’ora abrogato art. 1, comma 143, 1° comma, c.p.p.). e che, trattandosi di abrogatio l. 244/2007), al 2° comma prevede che “la confisca criminis parziale, i condannati con sentenza passata in non opera per la parte che il contribuente s’impegna giudicato, potranno richiedere al giudice dell’esecuzione a versare all’erario anche in presenza di sequestro. la revoca della sentenza di condanna (art. 673 c.p.p.), Nel caso di mancato versamento la confisca è sempre con conseguente cessazione dell’esecuzione della pena disposta”. Di particolare interesse sono anche la modifica principale, delle pene accessorie e degli altri effetti dell’art. 13 d.lgs. 74/2000 che rende l’estinzione del penali della condanna. Cogliamo l’ occasione per inviare a tutti i lettori i debito tributario una causa di non punibilità, l’art. 13-bis d.lgs. (rubricato circostanze del reato), che prevede che migliori Auguri per le imminenti Festività e per un Anno l’integrale pagamento degli importi dovuti, fuori dei casi Nuovo ricco di soddisfazioni. di non punibilità di cui all’articolo che precede, rileva ai Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT fini della concessione di una diminuzione di pena fino A.P.I.V. – Associazione Piccoli Imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi delle Venezie Centro CAF - Consulenza Commerciale, Tributaria, Contabile e Creditizia - Amministrazione del Personale – Successioni Sede: 30030 Martellago (Ve), P.zza Vittoria 97 - Info: apivtrieste-confesercentipartner@yahoo.it - Cell: 348.3161877

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L’Editoriale GLI EROI SONO STANCHI dott. Giovanni Leoni*

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I medici devono riposare tra un turno e l’altro lo dice l’Europa Cheratire x e occhiali da sole va bene Continua a pag. 39

x Nuove terapie nel Cheratocono Continua a pag. 39

n data 25 novembre 2015 sarà applicata anche in Italia la Direttiva Europea sul riposo obbligatorio dopo il turno di lavoro anche per i medici ospedalieri che, grazie al titolo attribuito loro di Dirigenti avevano conseguito, per contratto, la condanna di dover rimandare il sonno a data ed ora da destinarsi. Per legge dello stato italiano, censurata dall’Europa, i dirigenti possono e spesso devono “derogare” dal dormire, in particolare dopo una prestazione d’urgenza notturna, un’inflessibile organizzazione del lavoro e la carenza di organici dovuta ai risparmi ed ai blocchi delle assunzioni li costringe a lavorare per un tempo potenzialmente indefinito. Può sembrare assurdo ma e’ così ed e’ tuttora così, in particolare per i medici ospedalieri di alcune specialità: tutti quelli collegati all’urgenza. Infatti quando leggete Blocco del turnover, pensionamenti non rimpiazzati, ed osservate la diminuzione dei medici in organico com mantenimento in vita di reparti con pochi letti e pochi medici sappiate che gli obblighi di servizio restano invariati, e questo sistema ha causato una situazione da incubo per molti colleghi. Tuttora succede di ritrovare di mattina ai monitor un radiologo chiamato in reperibilità durante la notte, per il semplice motivo che la sua presenza in servizio al mattino e’ prevista con esami gia’ programmati e non e’ sostituibile, un internista che per spirito di servizio si trattiene per aiutare i colleghi nel controllo dei ricoverati dopo aver fatto la notte nel reparto più pesante in assoluto e piu’ importante come intensità’ e numero di ricoveri quale la Medicina, magari per accelerare le dimissioni del mattino che servono a recuperare i “suoi” pazienti dispersi e ricoverati in “appoggio” in altri reparti. Per non parlare degli Urgentisti di Professione : Pronto Soccorso Anestesia e Rianimazione: lì vale il principio dei turni ravvicinati e degli orari “integrati…”. Ed i chirurghi che hanno operato di notte pensate forse che finita la sala abbiano la mattina libera? Sbagliato. Li ritroverete spesso magari in corsia od in ambulatorio almeno fino alle 14.00 perche’ allo stato hanno anche loro incarichi previsti non cedibili. E questo credetemi con piccole variazioni vale per tutti gli ospedali italiani. Se poi consideriamo la concentrazione nella nostra provincia delle urgenze Neurochirurgiche, Neurologiche, Cardiochirurguche e Cardiologiche Gastroenterologiche, e delle altre specialita’ dei polittraumi all’Ospedale dell’ Angelo si puo’ ben immaginare un orario di lavoro per intensita’ di cure e dai contorni indefiniti, finche’ serve... Continua nella pagina seguente

*Presidente OMCeO Provincia di Venezia

Effetti x dell’umidità in casa Continua a pag. 39


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L’intervento

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L’opinione GLI EROI SONO STANCHI Segue dalla prima pagina dell’inserto Salute

di Dott. Giovanni Leoni*

Il Veneto viene ripetutamente citato come regione virtuosa, di riferimento come numero e qualità’. di prestazioni , nonostante la presenza di lamentele per le liste di attesa, ma con la spesa più bassa in Italia per il personale. La realtà e che molto lavoro e’ di fatto volontariato medico, ore straordinarie “accantonate a migliaia a livello regionale“ ormai neanche piu’ pagate perché la soglia massima annuale per alcuni colleghi e’ già stata superata, ma fatte lo stesso, perchè si pensa più ai pazienti ed al lavoro che ci si e’ scelti che a se stessi ed alla propria famiglia. Gli urgentisti sono la categoria contrattualmente più debole sotto questo aspetto, così motivati e disponibili per natura, selezionati in base alla resistenza alla fatica, alla dedizione al dovere, si confrontano ogni giorno con i casi più difficili, totalmente assorbiti dal problema, incuranti del tempo che scorre. E’ avvilente poi leggere che per loro e’ stato inventato il “riposo frazionato”, che in fondo si possono riposare un po’ prima ed un po’ dopo un’ urgenza, che le ore passate in servizio di reperibilità sono da considerare periodo di riposo visto che non si è timbrati: per gli specialisti della branche chirurgiche più dure quelli che sanno che di notte almeno una chiamata a volte due e’ statisticamente certa, Chirurghi Generali, Neurochirughi, Ortopedici su tutti, significa una mobilita’ limitata con l’ospedale sempre in mente, una vita contraddistinta dal sistematico controllo del telefono, dove persino andare al supermercato deve essere considerato l’ingresso in una possibile zona d’ombra per la linea, rimandare sport e cene fuori con gli amici, niente alcool, a letto presto, stress di riflesso per la famiglia, a volte dormire separati dal, coniuge, lontano dai bambini per non disturbarne il loro sonno. Da stanchi si sbaglia di più, e allo.stato vi sono opinioni difformi e “interpretabili“ per l’efficacia della copertura legale: le assicurazioni copriranno medici che lavorano ancora, senza riposare, dopo un turno regolamentare? E tutto questo avviene per soldi, per motivi economici. Quando si legge come si spendono i denari degli italiani, per le tangenti, per le pensioni d’oro, per le ruberie varie e poi penso a come si risparmiano su questi servizi e su queste persone in cui veramente particolare e’ la dedizione per chi soffre non posso che notare l’assurdità della vita e la profonda ingiustizia, mi consolo pensando che comunque il tutto non scalfisce minimamente il senso di missione nella professione che contraddistingue il nostro essere medici. Per tutti questi colleghi di prima linea. perchè le loro condizioni di vita e di lavoro tornino umane, chiedo il sostegno di tutti gli altri colleghi, ospedalieri, del territorio della libera professione e naturalmente di tutti cittadini, potenziali pazienti, a cui questi sforzi sono da sempre dedicati. Mi sento in dovere a questo proposito di porgere le sentite condoglianze dell’Ordine a tutte le famiglie colpite nel più profondo dai fatti terroristici di Parigi, per i morti, per i feriti, in particolare alla famiglia della nostra concittadina Dr.ssa Valeria Solesin, un abbraccio a tutti gli “Urgentisti” francesi medici, infermieri, poliziotti, vigili del fuoco, persone comuni, che hanno dato il meglio di se stessi per degli sconosciuti anche in questa occasione, come al solito, come sempre. *Presidente OMCeO Provincia di Venezia

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IL SACRIFICIO DI UN ANGELO BIONDO CONSEGNATE TRE BORSE DI STUDIO “ELEONORA CANTAMESSA”

di Francesco Noce*

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ronto….pronto c’è una rissa …. Devono essere stranieri….hanno colpito un ragazzo alla testa con una spranga di ferro…….. deve essere grave…. Mandate subito soccorsi io devo andare a vedere come sta devo soccorrerlo…. Torna indietro! (intima all’amico che guidava la macchina con cui sta rientrando a casa) devo aiutarlo…………mandate soccorsi………riesci ad aprire gli occhi? Sai come ti chiami?……..” Un rumore e poi più nulla. Un brivido di commozione ha contagiato la numerosa platea, accorsa presso il Salone delle Conferenze del Ministero della Salute in via Lungotevere Ripa a Roma, nell’ ascoltare la registrazione dell’ ultima telefonata di Eleonora Cantamessa alle Forze dell’ Ordine e al 118, per gentile concessione della famiglia. L’ occasione è stata la premiazione di tre giovani Medici che hanno vinto ex equo una borsa di studio, giunta al secondo anno di erogazione, intitolata in memoria della dottoressa Eleonora Cantamessa, istituita dal Fondo Sanitario Integrativo Cassa Galeno, una cooperativa mutualistica su base volontaria fondata nel 1992 dai medici a favore della loro categoria e di cui la dott.ssa era socia. La dott.ssa Cantamessa era un medico ginecologo che incurante dell’evidente pericolo e delle possibili conseguenze della rissa in corso veniva travolta volontariamente dalla follia omicida di uno dei contendenti mentre prestava le sue cure ad un ragazzo duramente e brutalmente colpito alla testa. L’ auto di grossa cilindrata spinta a forte velocità contro il rivale non le ha lasciato scampo mentre era china su di lui e probabilmente era così intenta nel suo prodigarsi per cercare di salvare una vita da non rendersi conto di quanto succedeva intorno. Per questo gesto, eroico nel suo più profondo significato, Eleonora,”l’Angelo biondo” come veniva chiamata dalle sue pazienti, per non aver esitato un attimo nell’obbedire al Codice Deontologico Medico, al suo essere Medico prima di tutto,Lei ginecologa,non certo medico di Pronto Soccorso o Medico Rianimatore, per il suo sacrificio pagato con la fine della sua giovane vita, nel mese di luglio u.s. è stata insignita alla memoria della Medaglia d’oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica Italiana. Presenti alla cerimonia, uniti nel dolore, anche il papà,i l fratello e la mamma di Eleonora,la quale con grande dignità ha rievocato la dinamica dell’ incidente e ci ha fatto conoscere più profondamente alcuni tratti della personalità di Eleonora, del suo altruismo, della passione per la Medicina e dell’ amore per le sue pazienti. Perpetuare il ricordo della giovane dottoressa travalica la sua persona e ne risalta l’ esempio di dovere deontologico, civile ed umano che ripercorre il cammino non sempre facile del rapporto medico-paziente e della dedizione al malato. Oggi tre giovani colleghi potranno in sua memoria e, sono certo che non potranno mai dimenticare gli attimi di commozione vissuti durante la cerimonia di premiazione, portare avanti i loro progetti e le loro ricerche nel solco dell’esempio ricevuto da una figura femminile sì gracile ma determinata e forte nei suoi valori professionali e umani.

*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo

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Cheratite e Occhiali da sole va bene

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li occhiali sono una protesi di uso comune comallo studio. L’età media è stata di 23 anni, con il 40% posta da una montatura e da due lenti atte a di maschi. Tutti i casi si sono verificati in zone di moncorreggere imperfezioni della vista dovute a vizi tagna e uno solo su un fiume, in barca. Tredici sogrefrattivi o a insufficienze nella funzionalità oculare. getti su quindici (87%) non portavano gli occhiali da Igiene Se gli occhiali non sono puliti adeguatamensole. Dieci casi si sono verificati con sole splendente, Ottico te, possono formarsi nel tempo depositi che sono il quattro casi con cielo nuvoloso o con scarsa visibilità. terreno di coltura ideale, un “collante” per lo sviluppo Optometrista I sintomi si sono presentati entro 24 ore dall’espoBarbara di colonie dimicrorganismi patogeni, quali funghi e batsizione. Non sono state richieste ospedalizzazione o Micaglio teri, che si moltiplicano velocemente e quindi possono evacuazione. L’occhio possiede meccanismi interni provocare infezioni oculari. Esiste una flora batterica di funghi e ed esterni di protezione nei confronti dei raggi UV, ma quando batteri che normalmente vivono nell’occhio sano. I microrgani- l’esposizione è eccessiva o i sistemi di protezione non sono adesmi patogeni, che crescono nell’occhiale o nella lente a contatto guati tali meccanismi non bastano a proteggerlo. Si ritiene che sporca, si propagano per via aerea e possono giungere a con- un’esposizione ai raggi solari riflessi dalla neve possa essere tatto della cornea, fino a provocare una cheratite. La cheratite sufficiente a causare una cheratite. La neve e l’acqua riflettono è un’infiammazione della cornea, la parte anteriore trasparente oltre l’88% dei raggi UV. Sebbene lo strato di ozono sia in grado del bulbo oculare, la prima lente del percorso ottico, costante- di assorbire la maggior parte delle radiazioni dirette sulla terra, mente ricoperta dal film lacrimale. I segni della cheratite sono le radiazioni UV aumentano con l’altitudine ad una velocità pari soggettivi (epifora, fotofobia, blefarospasmo, sensazione di a circa il 4% per ogni 1000 piedi di dislivello. Quando il sole è corpo estraneo, cefalea frontale, conati di vomito) e/o oggettivi basso nel cielo seguendo l’andamento ciclico delle stagioni o dei (iniezione pericheratica, congiuntivite peribulbare, infiltrati stro- vari momenti della giornata, meno radiazioni raggiungono la mali, lesioni epiteliali). L’infiammazione provoca dolore ocu- terra e viceversa quando è alto più radiazioni solari attraversano lare e diminuzione dell’acuità visiva; una cheratite superficiale l’atmosfera. Molto utile risulta la prevenzione utilizzando un punteggiata solitamente bilaterale si sviluppa precocemente e cappello protettivo e degli idonei occhiali da sole, che trasmettapuò portare ad un danno epiteliale importante, con conseguenti no meno luce (5-10% della luce visibile). Utili possono essere dolore intenso ed accentuata lacrimazione. La guarigione con le protezioni laterali da inserire sugli occhiali che impediscono una completa riepitelizzazione si verifica di norma dopo alme- ai raggi solari di entrare di lato.  Gli occhiali protettivi vanno no 36 ore dall’esposizione ed è raro che determini un danno acquistati presso un ottico di fiducia.  Per essere realmente permanente. Viene riportato uno studio effettuato tra il settem- protettiva una lente solare deve essere in grado di filtrare i raggi bre 1984 ed l’agosto 2009 in alcune spedizioni alpinistiche UV e la luce blu.  I bambini che non tollerano gli occhiali da nell’ambito della “Outdoor Leadership School”, un’associazione sole vanno protetti con cappellini muniti di visiera. fondata nel 1965 che si occupa di viaggi e spedizioni in zone Ottico Optometrista Barbara Micaglio remote del mondo. Nel periodo sopraindicato si sono registrati Ottica Optometria Barbiero Via Montello 2 - 30033 15 casi nel corso dello studio con un’incidenza dello 0.06% su Noale (VE) - Tel. 041-440485 - 041-440484 - e-mail: 23.257 partecipanti che si sono esposti alla neve o all’acqua, otticabarbiero@libero.it - www.otticabarbiero.com e dello 0.02% su 65141 altri individui che hanno preso parte

Nuove Terapie nel Cheratocono: “Cross Linking” e “Link Topo-aberrometrico”

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l Cheratocono è una patologia degenerativa della cornea caratterizzata da un progressivo cedimento strutturale. La cornea, piccola cupola trasparente posta davanti all’iride, tende a sfiancarsi creando un astigmatismo irregolare. Nei primi stadi della malattia è ancora possibile la correzione con occhiali, ma presto il paziente deve utilizzare lenti a contatto o sottoporsi ad un intervento chirurgico. Le lenti a contatto per questi pazienti erano inizialmente rigide poi negli anni hanno subito miglioramenti di forma e materiale. Esistono anche opzioni gemellate ossia lenti morbide con un alloggio per una lente gas permeabile. A prescindere comunque dalle varie soluzioni contattologiche, esiste da ormai 15 anni un nuovo importante trattamento chiamato “Cross Linking”. Questa procedura consiste nel ricoprire la cornea con vitamina B2 ed esporre poi la cornea stessa ad una particolare luce ultravioletta. La combinazione di luce e vitamina, realizza un aumento di legami “crociati” all’interno della struttura corneale. In parole povere si irrobustisce la trama collagene e si blocca (o si riduce) la tendenza al cedimento strutturale. Ovviamente l’importanza e l’efficacia di questo trattamento è massima quando è effettuato su cheratoconi classificati di primo e secondo grado, in quanto, trattandosi di forme lievi, è ancora possibile una buona correzione con occhiale. Se quindi noi irrobustiamo la cornea appena questa manifesta il problema, la stabilizziamo ed evitiamo che il progredire della malattia ci porti a dover effettuare un trapianto di cornea! E’ quindi intuitivo che questa procedura, quasi scevra da effetti collaterali, va effettuata quanto più precocemente possibile. In alcuni casi particolari, quali cheratoconi di vecchia data portatori di lenti a contatto, ha comunque un senso effettuare il cross linking, qualora il pa-

ziente rifiuti l’idea di un trapianto di cornea e desideri continuare con le lenti. Una volta effettuata questa procedura di rinforzo, nei cheratoconi di 2° o 3° è possibile inoltre migliorare la forma della cornea con un particolare trattamento laser detto Link Topoaberrometrico (Primo trattamento effettuato a livello mondiale da Camellin nel 2002). Con questa procedura noi possiamo “limare” l’apice del cheratocono con un particolare laser che così facendo elimina o riduce le aberrazioni che rendono difficile e poco efficace la correzione con occhiale. Non possiamo con questo trattamento togliere l’uso dell’occhiale, ma possiamo ridurlo in termini di pesantezza ed aumentare la capacità visiva del paziente. Il miglioramento inoltre riguarda la qualità della visione specialmente in condizioni di scarsa lumonosità! Ovviamente non si può generalizzare il risultato, trattandosi di occhi con caratteristiche di forma molto differenti da un caso all’altro. E’ comunque importante trasferire il concetto che un cheratocono iniziale deve essere bloccato precocemente e non semplicemente corretto con lenti a contatto e che in alternativa od in complemento, dopo che è stato trattato con Cross Linking, è possibile un trattamento laser migliorativo per la vista. In definitiva queste nuove procedure, Cross linking e Link Topo-aberrometrico, permettono ad un cheratocono iniziale di allontanare od evitare la necessità di un trapianto di cornea. Il Dr. Massimo Camellin Dott. Massimo Camellin: Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

Effetti dell’umidità in casa

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pore di muffaLa formazione di condensa quando l’umidità è eccessiva può generare le muffe. Si tratta di funghi dall’aspetto polveroso e dalla colorazione varia che può andare dal giallo ocra al verde muschio, dall’azzurro argenteo al nero. Le spore vagano nell’aria finché, con la presenza della condensa, tendono a posarsi sulle superfici più fredde di pareti, soffitti e pavimenti, laddove si formano i cosiddetti ponti termici, come pilastri, travi, angoli, spigoli o battiscopa. Possono attecchire sia superfici naturali come il legno, che su quelle artificiali come la plastica. Dormite su un materasso con delle tracce di muffa o funghi? Un problema delle abitazioni moderne, specialmente quelle a risparmio energetico che limitano quindi la dispersione termica, è la scarsa ventilazione. Questa problematica può contribuire alla formazione di muffe e funghi. Le condizioni climatiche che permettono la prolificazione delle spore sono una temperatura tra i 18-32°C ed umidità del 60%. Non sono da sottovalutare l’effetto che muffe e funghi possono avere sulla nostra salute, infatti producono sostanze tossiche che provocano irritazioni al naso, occhi, gola, tosse, prurito, asma ed altre patologie legate alla respirazione, inoltre liberano altre sostanze che conferiscono all’ambiente il classico odore di muffa. I problemi legati al contatto o alla permanenza in ambienti in cui è presente la muffa possono manifestarsi in maniera passeggera per poi sparire quando ci si allontana da quell’ambiente, ed in maniera cronica con la comparsa di rinite, asma e polmonite, da cui per guarire non basta allontanarsi dal luogo infetto. Data la pericolosità dell’entrare a contatto o

dormire su un materasso con delle tracce di muffa o funghi, è opportuno prestare attenzione. Ma come comportarsi quando si trovano macchie di muffa sul materasso? Poichè la muffa prolifica in ambienti umidi, la prima cosa da fare è portare il materasso al sole, così da farlo asciugare lentamente all’esterno, cercando di strofinare via la muffa. Una volta asciugato va eliminata la polvere, sia sul rivestimento che all’interno con l’aiuto dell’aspirapolvere su entrambi i lati, avendo cura di lavare il contenitore o buttare via il sacchetto per evitare che le spore fuoriescano. Per evitare la ricomparsa di muffe e funghi è sufficiente dedicare al proprio materasso un minimo di manutenzione, girarlo spesso, farlo arieggiare ogni settimana, passarlo con l’aspirapolvere una volta al mese. Un coprimaterasso di qualità riduce l’accumulo di polvere sul materasso ed ha il vantaggio di poter essere lavato in lavatrice. Se invece le macchie tendono a ricomparire potrebbe essere dovuto all’eccessiva umidità nell’aria che potrebbe essere ridotta da un deumidificatore. Per concludere, la scelta decisiva la si fa al momento dell’acquisto, scegliendo materassi sfoderabili, che garantiscano areazione. Non bisogna tralasciare l’importanza del supporto su cui poggia: anch’esso deve garantire igiene e areazione per cui sono da preferire le doghe in legno. Muffe e funghi sul tuo materasso scegli Marion che con i suoi materassi sfoderabili garantisce igiene e areazione Gmflex - via del Commercio,12 località Borsea Rovigo tel.0425474954 - angolo via Modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455

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Le Ipoacusie da rumore Sorme patologiche di svariata eziologia che hanno però una prognosi sicuramente benigna ma che comunque portano ad uno scadimento della qualità di vita

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n campo Otorinolaringoiatrico esistono purtroppo numerose malattie con esito spesso infausto che sono primitive degli organi di questo distretto (naso orecchio gola), ma anche secondarie a patologie di altri organi. Queste malattie sono casuali e in parte correlate a stili di vita erronei e rappresentano circa il 7% della patologia tumorale. Le Ipoacusie invece sono forme patologiche di svariata eziologia che hanno però una prognosi sicuramente benigna ma che comunque portano ad uno scadimento della qualità di vita. Tra le varie tipologie di ipoacusia oggi si parla sempre di più delle IPOACUSIE DA RUMORE perché viviamo in ambiente tecnologico dove l’inquinamento acustico è in continua ascesa. I Medici Specialisti del Settore hanno realizzato concretamente solo in tempi relativamente recenti che l’esposizione al rumore finisce con il dare sordità. La rivoluzione industriale della fine dell’’800 e dei primi del ‘900, gli avvenimenti bellici con armamenti sempre più poderosi, sono stati l’inizio di queste forme morbose. Ma oltre a questo bisogna

considerare che, più modernamente ,le sedi di lavoro sono state sempre più rumorose a cui si aggiunge (cosa non trascurabile) l’elemento musica ad alto volume. Il danno da rumore più evidente è quello traumatico (spari, scoppi, deflagrazioni) che compare con perdità uditiva immediata, sensazione di rumore indistinto alla testa (acufeni) spesso vertigine soggettiva. Il danno peggiore però è dato dall’esposizione continuativa a rumore anche non molto intenso ma per molte ore al giorno per lunghi periodi di vita. Questa tipologia di lesione dell’organo dell’udito è subdola e la perdità uditiva è lieve ma ingravescente, spesso il soggetto non si rende conto del danno uditivo , tante volte sono i famigliari e gli amici ad avvertirlo. Naturalmente una volta scoperto il danno già instaurato da tempo non è più possibile nessun recupero ed ogni attenzione è finalizzata a non peggiorare la situazione. Parliamo quindi di lavori con rumore pari e superiore a 90 Decibel, mentre nelle giovani generazioni l’esposizione a musica di volume elevatissimo, (anche 120 decibel come in alcuni locali), porta ad un danno

uditivo spesso importante. Oggi esistono metodiche di studio e valutazione delle ipoacusie molto sofisticate. Gia i nuovi Audiometri. Digitali hanno una precisione di diagnosi importante , mentre nei casi dubbi si provvede anche ad altre indagini audiometriche, (ABR Impedenzometria ecc). In concreto il nostro ambiente di vita ha, in virtù della tecnologia sempre più presente, già un ‘’rumore di sottofondo‘’ che non si può correggere cui si aggiunge inesorabilmente il rumore supplettivo legato a molteplici attività. E’ dunque fondamentale eseguire periodicamente un Esame Audiometrico specie nei soggetti esposti a qualsivoglia esposizione al rumore. Dott. Renato Capuzzo Specialista in Otorinolaringoiatria Specialista in Foniatria Poliambulatorio TerrassaMedica Via Marconi n. 6 - 35020 Terrassa Padovana - Padova Tel.: 347/4143070 049/0998352

Gambe belle e sane? E’ il momento di pensarci! Un nuovo trattamento per la salute e la bellezza delle gambe!

Dr. Predebon può descriverci brevemente la tecnica della FLEBOTERAPIA RIGENERATIVA TRIDIMENSIONALE AMBULATORIALE (T.R.A.P.) ? Si tratta di una metodica iniettiva del tutto innovativa per la cura di capillari e vene varicose, che non occlude le vene ma che agisce sulle pareti dei vasi del circolo perforante e superficiale, rinforzando la parete delle vene, restringendone il lume, ripristinandone la funzione valvolare. Risultato: scomparsa alla vista di tutti i vasi visibili: vene varicose, venule e teleangectasie e capillari. Per descrivere questi effetti è stato usato il termine “rigenerazione”, cioè ripristino della struttura dei vasi e della loro funzione. La TRAP si basa sull’ipotesi che la causa più frequente delle vene varicose e teleangectasie negli arti inferiori derivi dall’indebolimento della parete delle vene perforanti e dalla conseguente incontinenza valvolare. Per rinforzare la parete, ridurre il calibro delle vene e ripristinare la continenza valvolare iniettiamo in tutti i vasi visibili a occhio nudo o con la transilluminazione, una soluzione sclerosante a concentrazione non occludente, in quantità sufficiente a raggiungere le vene perforanti. Cosa contraddistingue e differenzia la T.R.A.P. dalle metodiche finora in uso? La fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.) è una rivoluzione nel campo della flebologia tradizionale, in quanto quest’ultima parte da concetti che non rispettano l’integrità anatomo-funzionale del circolo venoso degli arti inferiori e non considerano l’aspetto preventivo. Le vene ine-

Il Dr. Enzo Predebon

stetiche che noi vediamo rappresentano in pratica la valvola di sfogo dell’insufficienza delle vene perforanti sottostanti, per cui appare evidente che è inutile obliterare od asportare la valvola di sfogo dell’ipertensione emodinamica, senza correggere l’insufficienza valvolare sottostante. Dr. Predebon , in modo semplice, come agisce la T.R.A.P. Le vene perforanti sia per una debolezza congenita , che per una serie di fattori (età, gravidanza, ormoni, postura, obesità, ecc.) si dilatano sotto la spinta emodinamica determinata dalla deambulazione e dalla conseguente contrazione muscolare. Queste vene si possono “rigenerare”, permettendoci di ottenere un risultato sia estetico che funzionale, inoltre, intervenendo su tutto il circolo superficiale e perforante la T.R.A.P. blocca gli aspetti evolutivi della malattia varicosa e ne previene l’insorgenza. Il circolo venoso degli arti inferiori viene quindi “curato” rispettando la sua anatomia funzionale. Così facendo si minimizzano gli effetti collaterali, si ripristina la corretta continenza e le vene e le teleangectasie spariscono alla vista, insieme alla sensazione di gambe pesanti, residuando un arto inferiore senza vene e teleangectasie visibili ad occhio nudo. Dr. Enzo Predebon Master Medicina Estetica Poliambulatorio S. Martino Via Carrarese 66 - Piove di Sacco (Pd) Tel. 049 9703406

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bambini.” Lui ci pensa su un minuto poi decide che questo bambino di cui lei parla sia il ri-

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Miranese sud dic2015 n147 by LaPiazza give emotions - Issuu