Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
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Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin nuovo dg: “Rafforzare la sanità territoriale”
Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
SICUREZZA STRADALE, SFIDA ANCORA APERTA:
Una rotatoria sulla Sp 81 e interventi per rallentare il traffico a Spinea A Mirano un piano della sicurezza stradale fatto ascoltando la cittadinanza
MANTOVAN:
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
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Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
VIABILITÀ
“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop
Nel mirino dell’associazione l’impatto del nuovo polo da 240 mila metri quadrati e l’assenza di una pianificazione sovracomunale
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Mirano, appuntamenti tra cinema d’epoca e ricordi condivisi
Dopo l’emozionante debutto di febbraio, prosegue a Mirano il Festival del tempo ritrovato, rassegna che riporta alla luce filmati d’epoca dedicati alla città degli anni ’50. L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco di Mirano in collaborazione con il Comune, si conferma come un viaggio coinvolgente nella memoria collettiva, capace di unire generazioni diverse attorno a immagini che raccontano la vita di un tempo. I filmati, in gran parte inediti, sono stati donati al concittadino Paolo Antigo da Carlo Zacchello, figlio di Renzo Zacchello, storico calciatore della Miranese Calcio scomparso nel 2024. Un gesto che ha restituito alla città un patrimonio prezioso, trasformando ricordi privati in memoria condivisa. Non semplici pellicole, ma frammenti di quotidianità, volti, luoghi e momenti che contribuiscono a ricostruire l’identità cittadina. La rassegna si sviluppa in tre serate ospitate tra il Teatro Belvedere e la Sala Conferenze Nella e Paolo Errera. Dopo il primo appuntamento dedicato alla piazza di Mirano e alle inaugurazioni delle scuole “Leonardo da Vinci” e “G. Mazzini”. Il gran finale, il 26 marzo al Teatro Belvedere, sarà invece dedicato alla Miranese Calcio, con filmati di partite storiche e la partecipazione di ex giocatori. Accanto alle proiezioni, il valore della rassegna sta anche nel dialogo con il pubblico. Durante le serate intervengono Roberto Gallorini, Gianni Caravello, Paolo Antigo e Alessandro Bettero, accompagnando le immagini con racconti e testimonianze. Un racconto corale che trasforma la visione in un momento di condivisione.
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”.
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Il Circolo Legambiente del Miranese interviene con osservazioni puntuali sull’Accordo di Programma relativo alle opere viarie connesse alla realizzazione di un nuovo polo logistico a Dolo, con ricadute dirette sul territorio di Mirano e Pianiga. Un documento articolato che richiama principi di precauzione e sostenibilità, chiedendo maggiore trasparenza e un’analisi più ampia degli impatti. Secondo l’associazione, il nodo principale riguarda l’impatto viabilistico. Il progetto prevede circa 240mila metri quadrati di sviluppo e fino a 500 mezzi pesanti al giorno. Un flusso che si inserirebbe in un’area già sotto pressione, in particolare nella frazione di Vetrego, segnata negli anni dalle conseguenze del Passante autostradale. La rete viaria locale, si legge, sarebbe già congestionata e inadatta a reggere ulteriori carichi senza
una pianificazione sovracomunale complessiva. Tra le criticità segnalate anche la riperimetrazione del Piano Norma 4, che amplierebbe in modo significativo superficie territoriale e fondiaria, aumentando capacità edificatoria e carico urbanistico. Una modifica ritenuta rilevante sotto il profilo urbanistico e ambientale, per la quale Legambiente chiede motivazioni tecniche esplicite e dati aggiornati sul consumo di suolo. Non meno rilevanti le incognite infrastrutturali. Permangono dubbi sulla realizzazione di un nuovo casello autostradale ad Albarea, mentre non sarebbe stata adeguatamente valutata l’alternativa della riattivazione del casello di Roncoduro. L’associazione teme che il polo possa entrare in funzione prima delle opere autostradali, riversando il traffico sulla viabilità ordinaria con effetti prolungati
su residenti e qualità dell’aria. Sul fronte ambientale, il timore è legato all’ulteriore impermeabilizzazione del suolo in un contesto già urbanizzato. Le compensazioni previste, come la creazione di un bosco, non sarebbero sufficienti a bilanciare la perdita di suolo naturale nel medio periodo. In un territorio esposto a eventi meteo estremi, sottolinea Legambiente, nuove superfici impermeabili potrebbero aumentare rischio idraulico ed effetto isola di calore.
L’associazione denuncia inoltre l’assenza di una pianificazione organica dei poli logistici a livello regionale, con il rischio di una crescita disordinata e cumulativa di insediamenti simili. Da qui le richieste: sospendere l’approvazione definitiva, pubblicare studi aggiornati su traffico e impatti ambientali, attivare un tavolo intercomunale con associazioni e co-
mitati, garantire accesso ai dati su consumo di suolo e coerenza con la normativa regionale. Nel passaggio conclusivo, Legambiente richiama la necessità di una visione d’area vasta, invitando le amministrazioni a non considerare il territorio come semplice piatta-
forma logistica. La sfida, si legge, è invertire la rotta sul consumo di suolo e orientare le scelte verso rigenerazione urbana e resilienza climatica, nell’interesse della salute pubblica e delle generazioni future.
Casello di Dolo e polo logistico, Baggio: “Mirano deve difendere il proprio territorio”
Il tema del nuovo casello autostradale tra Milano-Dolo e Padova Est e quello del polo logistico di Dolo sono tornati al centro del confronto politico a Mirano. In Consiglio comunale la discussione è stata intensa e si è conclusa con l’approvazione di due mozioni, segno di un dibattito articolato su un progetto che coinvolge direttamente il territorio della Riviera del Brenta e del Miranese. A intervenire nel merito è stato il sindaco di Mirano, Tiziano Baggio, che ha invitato a riportare la discussione su un piano istituzionale e concreto. “È normale che su temi così delicati il confronto sia acceso – ha spiegato – ma al di là delle dinamiche consiliari il punto centrale resta uno: Mirano deve tutelare il proprio territorio con responsabilità”.
Il primo cittadino ha ricordato che il polo logistico è previsto nel territorio comuna-
le di Dolo e che, nell’ambito della conferenza dei servizi, l’impresa proponente ha presentato una proposta di nuova viabilità per l’accesso al casello autostradale, con opere a proprio carico. Il Comune di Mirano, ha sottolineato Baggio, ha avanzato richieste precise: aggiornamento degli studi sul traffico, simulazioni nelle ore di punta, verifiche sui nodi più critici e valutazioni ambientali basate su dati aggiornati.
“Uscire dal tavolo non fermerebbe il progetto – ha spiegato il sindaco – mentre restando possiamo incidere su viabilità, mitigazioni e sugli aspetti dell’eventuale opera”. Baggio ha inoltre chiarito che per Mirano non è stata approvata alcuna variante urbanistica e che la fase attuale lascia ancora margini di intervento. Il nuovo casello autostradale viene definito «necessario e strategico” per il territorio, ma la priorità resta
la tutela delle aree già oggi più esposte alla pressione del traffico. Tra queste la frazione di Vetrego, dove nelle ore di punta l’accesso al casello risulta già fortemente congestionato, situazione aggravata negli ultimi anni dopo la chiusura del casello di Roncoduro. Per questo il sindaco ha proposto ai Comuni del Miranese e della Riviera del Brenta un’azione coordinata da portare in Regione. “Solo con una posizione unitaria di area vasta possiamo incidere davvero sulle scelte infrastrutturali”, ha affermato. Infine il messaggio ai cittadini: le preoccupazioni sono comprese, ma l’amministrazione non accetterà soluzioni che peggiorino la situazione esistente. “Vetrego non sarà lasciata sola – ha concluso Baggio – e prenderemo in considerazione solo interventi che migliorino la viabilità e la qualità della vita del territorio”. (r.m.)
Riccardo Musacco
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Sicurezza stradale/1. Fra gli interventi realizzati, 10 attraversamenti pedonali rialzati
Un piano degli interventi e della sicurezza stradale fatto ascoltando la cittadinanza
È in corso la progettazione della pista ciclabile che collegherà Cazzago a Ballò
Nel corso del 2024 e del 2025
è stato attuato il “Piano degli interventi per il miglioramento della sicurezza stradale” del Comune di Mirano, elaborato nei primi due anni di amministrazione, dalla giunta e dal sindaco Tiziano Baggio con un percorso di ascolto della cittadinanza, di analisi dei dati e di programmazione con i tecnici comunali. Prevedeva una cinquantina di interventi in tutto il territorio comunale, che sono stati attuati. Un piano basato sul contesto urbano, che risponde alle necessità generali del territorio secondo una pianificazione analizzata e puntuale. L’attuazione del Piano è iniziata nel 2024 con la messa in sicurezza e l’abbattimento delle barriere architettoniche della fermata dei bus a servizio della cittadella scolastica di via Matteotti. Poi, ad inizio 2025, sono stati realizzati due interventi in via Bianchi e, sperimentalmente in via Tintoretto
dopo l’officina, dove sono stati istituiti due sensi unici di marcia allo scopo di mitigare il rischio di incidenti derivante dall’immissione in via Cavin di Sala. Il terzo intervento ha riguardato l’istituzione di un nuovo attraversamento pedonale in via Dante, per facilitare l’accesso in sicurezza dei pedoni all’isola ecologica per la raccolta dei rifiuti, dato che gli altri attraversamenti distano più di un centinaio di metri. Gli investimenti sono proseguiti con la realizzazione di 10 attraversamenti pedonali rialzati. Nei mesi di dicembre 2025 e gennaio 2026 somo stati fatti lavori in vie come via Desman, Bachita, Bollati, Scortegara, Porara, Firenze, Roma, Wolf Ferrari, Cavin di Sala (dove hanno perso la vita in meno di 12 mesi 2 giovani), via Della Vittoria, via Veronese, via Scaltenigo, Ballò e la pista ciclabile del Taglio, via Caltressa. “Si tratta di interventi continui e fondamentali - dichia-
ra il sindaco Tiziano Baggio - che rientrano in una programmazione più ampia dedicata alla sicurezza stradale. La segnaletica, sia verticale che orizzontale, è uno strumento essenziale per garantire ordine, prevenzione degli incidenti e tutela di tutti gli utenti della strada. Continueremo a investire su questi
Scaltenenigo, crocevia della ciclabilità del territorio
Mirano sta vivendo una fase di forte trasformazione urbana, ambientale e infrastrutturale.
Di fondamentale importanza il capitolo relativo alle infrastrutture stradali, fulcro della strategia di mobilità sostenibile di Mirano. Mentre procedono asfaltature, messa in sicurezza e manutenzioni diffuse, prende forma il progetto da 3,47 milioni di euro della nuova pista ciclabile Scaltenigo – Mirano, i cui lavori inizieranno nella pri-
mavera 2026 per concludersi nel 2027. Con il completamento delle ciclabili Scaltenigo – Caltana e Cazzago –Ballò, realizzate dalla Città Metropolitana diVenezia e cofinanziate dal Comune di Mirano, si realizzerà, quindi, un sistema di collegamenti che farà di Scaltenigo un vero crocevia della ciclabilità del territorio, punto di incontro di percorsi extracomunali e reti urbane. A queste si aggiungerà l’avvio della progettazione della ciclabile lungo via Desman. In
aspetti con attenzione e costanza”. È inoltre in corso, a cura della Città Metropolitana di Venezia, la progettazione della pista ciclabile che collegherà Cazzago a Ballò attraversando la stazione, consentendo un collegamento ciclabile continuo da Ballò a Dolo e da Ballò a Mirano, migliorando la mobili-
conseguenza di questi investimenti, è iniziato il percorso partecipato per integrare tutte le ciclabili nella Bicipolitana di Mirano, una rete riconoscibile con segnaletica e mappa dedicate, che renderà immediati e tangibili i valori di sostenibilità e mobilità dolce della città. Infine, proseguono gli interventi su impianti tecnologici e mezzi comunali, tra i quali la sostituzione dei vecchi mezzi con veicoli elettrici e ibridi e il rinnovo dei sistemi antincendio e semaforici. (a.a.)
tà sostenibile e la qualità della vita dei cittadini. Il Comune parteciperà intervenendo con fondi propri. L’ok al progetto che costerà complessivamente 1 milione e 200 mila euro, nelle scorse settimane è stato dato anche dal consiglio comunale di Pianiga.
Alessandro Abbadir
Sicurezza stradale/2. L’assessore Sonia Martignon illustra gli interventi
Spinea, viabilità sotto pressione: rotatoria e nuovi interventi per ridurre i rischi
“Nel corso dell’ultimo anno il Comune di Spinea ha rafforzato in modo significativo il proprio impegno sul tema della sicurezza stradale, con interventi mirati alla fluidificazione del traffico, alla riduzione delle criticità e alla tutela degli utenti più vulnerabili”. Così l’assessora ai Lavori pubblici Sonia Martignon fa il punto sugli interventi realizzati e in programma sul territorio. Nelle scorse settimane è entrato nelle fasi cruciali il cantiere, cofinanziato dal Comune e dalla Città metropolitana di Venezia, per la realizzazione della nuova rotatoria sulla strada provinciale 81, all’incrocio con via Fornase e via Crea. “Si tratta di uno degli interventi più attesi dalla cittadinanza - spiega l’assessora. La disattivazione del semaforo rappresenta un passaggio fondamentale verso la piena operatività della rotatoria”. L’opera, aggiunge Martignon “si sta dimostrando efficace nel migliorare i flussi di traffico su via Fornase e sulla Sp 81, un asse molto frequentato che collega Mirano a Mira e Marghera e che presenta congestioni soprattutto nelle ore di punta”. Nelle prossime settimane saranno completate le opere di finitura e verrà installato un
semaforo ciclo-pedonale sul ramo ovest della rotatoria, così da garantire un attraversamento più sicuro a pedoni e ciclisti. Parallelamente l’amministrazione comunale ha avviato un percorso dedicato alla sicurezza nelle aree scolastiche, dove sono state rilevate diverse criticità legate al traffico negli orari di entrata e uscita degli studenti. È in fase di affidamento un primo intervento in via Marco Polo, in prossimità della scuola primaria e della scuola dell’infanzia Rodari, che prevede la riorganizzazione dei parcheggi e la creazione di una piazza scolastica, uno spazio dedicato che migliorerà accessibilità e sicurezza per gli alunni. “La sicurezza dei bambini e delle famiglie è una priorità assoluta. La piazza scolastica di via Marco Polo sarà il primo passo di un percorso più ampio che intendiamo estendere ad altri plessi scolastici del territorio, seguendo anche le indicazioni del nuovo Pgtu - evidenzia l’assessora Martignon. Sempre sul fronte della sicurezza stradale, nel corso del 2025 sono stati realizzati due interventi per ridurre la velocità lungo via Luneo: un dissuasore in asfalto in prossimità dell’incrocio con via Barzizza e il rialzo della
piattaforma stradale all’incrocio con via Marco Polo e via Pirandello. “Entrambi questi interventi si stanno dimostrando efficaci nel ridurre la velocità dei veicoli e nel rendere più sicura la circolazione”, aggiunge Martignon, che conclude: “Gli interventi programmati si inseriscono in una strategia più ampia prevista nel Pgtu che punta a ridurre i punti di conflitto tra auto, pedoni e ciclisti, migliorare la sicurezza nelle aree scolastiche, fluidificare il traffico nei principali assi di attraversamento e promuovere una mobilità più ordinata e sostenibile. Il lavoro sulla sicurezza stradale è un impegno continuo, fatto di progettazione, ascolto e interventi mirati. Il nostro obiettivo è rendere Spinea una città più sicura e più vivibile per tutti”.
Alessandro Abbadir
Santa Maria di Sala, è polemica sui marciapiedi per disabili non realizzati
Sicurezza stradale ed inclusione, scoppia la polemica a Santa Maria di Sala. I gruppi di opposizione a Santa Maria di Sala Forza Italia / Lista Salese - Progetto Rinascita Comune - Alternativa Civica hanno depositato un’interrogazione per contestare la decisione di posticipare di tre anni la realizzazione dei marciapiedi in via Pianiga. Il Comune si difende. “L’intervento - spiegano consiglieri - che mira alla messa in sicurezza del tratto stradale tra gli incroci con via Desman e via Rugoletto, faceva già parte della programmazione della precedente amministrazione dell’allora sindaco Natascia Rocchi. Nonostante ciò, l’ultimo Piano Triennale delle Opere Pubbliche approvato dalla maggioranza ne ha sancito lo slittamento”. “Non si tratta di una semplice scelta ur-
banistica, ma - di una questione di civiltà e umanità - dichiarano i rappresentanti dei gruppi consiliari in una nota. In via Pianiga risiedono due persone con disabilità che, in assenza di percorsi protetti, sono costretti a muoversi in carrozzina sulla carreggiata, esponendosi costantemente al pericolo del traffico veicolare”. L’opposizione sottolinea come l’opera non sia un
intervento di abbellimento, ma un presidio essenziale per garantire il diritto alla mobilità e l’incolumità fisica dei cittadini, residenti peraltro in uno dei quartieri più densamente popolati della frazione. Una risposta arriva dal Comune con il vicesindaco di Santa Maria di Sala Daniel Basso. “Il progetto – spiega Basso – è in corso. Abbiamo già incontrato il progettista di un’opera che abbiamo nel nostro programma elettorale. Ci teniamo alla sicurezza delle persone con mobilità fragile. Nelle prossime settimane organizzeremo un incontro con le famiglie del quartiere per spiegare l’intervento”. Insomma si attendono sviluppi, e le persone che hanno problemi di mobilità e necessitano di interventi efficaci attendono soluzioni concrete in tempi rapidi. (a.a.)
Un piano più ampio per ridurre i conflitti tra traffico, pedoni e ciclisti e rendere la città più vivibile
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Il dibattito. Il sindaco: “Azioni in arrivo”
Allagamenti, Scantamburlo denuncia ritardi e fondi insufficienti
PFAS, Italia Nostra sollecita il Comune
Botta e risposta politico sulla gestione delle emergenze idrauliche che hanno colpito la città nei mesi scorsi
È
scontro aperto sulla gestione delle emergenze alluvionali che nei mesi scorsi hanno colpito Mirano. Fratelli d’Italia passa all’attacco dell’amministrazione guidata dal sindaco Tiziano Baggio, accusandola di ritardi, sottovalutazioni e scelte politiche sbilanciate. Nel mirino del consigliere meloniano Alberto Scantamburlo, in particolare, la gestione delle risorse e la presunta mancanza di una strategia strutturale. “Finalmente, con questo atto di indirizzo politico, a Mirano si cambia rotta. Questo risultato è frutto dell’attenzione che si è portata sui problemi concreti dei cittadini”, afferma Scantamburlo, rivendicando il pressing politico esercitato in Consiglio. Secondo il consigliere, il nodo centrale resta la prevenzione, arrivata però — sostiene — con anni di ritardo. “La prevenzione non si fa dopo l’emergenza, ma con una programmazione seria, che purtroppo arriva solo oggi, dopo quattro anni di mandato”. Nel suo affondo, Scantamburlo punta il dito contro le priorità dell’esecutivo: “Mentre interi quartieri finivano sott’acqua a causa di una rete fognaria inadeguata, l’Amministrazione si è concentrata esclusivamente su festival ed eventi”. Da qui la critica anche allo stanziamento di 40 mila euro, giudicato insufficiente: “Non servono piccoli fondi d’emergenza a danno già avvenuto, serve un piano straordinario di rifacimento dei sottoservizi che deve essere avviato immediatamente”.
Il consigliere respinge inoltre la spiegazione legata al cambiamento climatico. “Se il clima cambia, l’Amministrazione ha il dovere di adeguare la città, non di limitarsi a guardare l’acqua che sale mentre inaugura l’ennesimo festival. Mirano non ha bisogno di un sindaco cerimoniere, ma di un’amministrazione che sappia pulire i tombini e far funzionare le fogne”. Immediata la replica del sindaco Baggio, che accusa l’opposizione di distorcere i fatti. “Il consigliere dimentica di dire che in Consiglio comunale ho
detto cose ben diverse”, ribatte. Il primo cittadino rivendica il lavoro già svolto: “Abbiamo concluso l’analisi e lo studio delle criticità idrauliche, che ha prodotto azioni concrete. Queste verranno presentate nel mese di marzo e alcune saranno finanziate già ad aprile, sommandosi agli interventi già in corso sui fossati”. Baggio sottolinea inoltre la scelta di rendere strut-
turali gli investimenti, vincolando parte degli oneri di urbanizzazione alla prevenzione idraulica. “Sono cose che abbiamo detto più volte — aggiunge — ma che il consigliere fa finta di non sentire, diffondendo notizie sbagliate, evidentemente interessato non al bene della città ma alla misera convenienza poli-
tica”. Il sindaco rilancia infine sul piano nazionale, chiamando in causa il governo: “Meglio sarebbe che chiedesse all’esecutivo che lui sostiene di finanziare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, approvato nel 2023 e ancora fermo al palo”.
Riccardo Musacco
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Italia Nostra torna a porre al centro del dibattito pubblico il tema dei Pfas e invita il Comune di Mirano a una presa di posizione formale. Con una richiesta datata 11 gennaio, i soci miranesi dell’associazione chiedono che anche il Consiglio comunale si unisca ai numerosi enti veneti che hanno già approvato mozioni per una normativa più restrittiva su sostanze per- e polifluoroalchiliche. L’iniziativa nasce a seguito di due incontri pubblici organizzati nell’ottobre 2025, durante i quali docenti universitari, medici, giuristi e tecnici hanno illustrato rischi e criticità legati a questi composti chimici, estremamente persistenti nell’ambiente e nell’organismo umano. I Pfas sono infatti utilizzati in numerosi ambiti industriali e di consumo, dall’elettronica al tessile, dall’edilizia ai prodotti domestici, grazie alla loro capacità di rendere i materiali resistenti ad acqua e grassi.
Durante gli incontri è emersa una doppia preoccupazione: la possibile incidenza sulla salute e una percezione pubblica ancora limitata del problema, a fronte di una normativa ritenuta insufficiente. Il caso dell’inquinamento delle falde venete legato alla Miteni di Trissino, con le recenti condanne in primo grado, ha acceso l’attenzione mediatica, ma secondo Italia Nostra il rischio non riguarda solo i siti produttivi: l’esposizione può derivare anche dall’uso quotidiano di prodotti contenenti Pfas. Da qui l’appello al Consiglio comunale di Mirano affinché sostenga la richiesta di una legge che ne vieti produzione e commercializzazione, limitandone gli usi indispensabili. L’assessore all’Ambiente Elena Spolaore definisce il tema “importante e complesso”. Insieme al sindaco ha incontrato i promotori e trasmesso i documenti ai consiglieri, cui spetta la discussione. “Mi auguro che se ne possa parlare presto in Consiglio –commenta – perché la sostenibilità passa anche da scelte che incidono concretamente sulla vita delle persone”. (r.m.)
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Al via nuovi cantieri per passerella sul Muson, parco di Luneo e asfaltature
Nelle scorse settimane a Mirano hanno preso il via tre importanti interventi pubblici destinati a migliorare la qualità degli spazi urbani, la sicurezza della viabilità e la fruibilità delle aree verdi cittadine. Si tratta di opere che complessivamente comportano investimenti per circa 800 mila euro e che rappresentano un nuovo passo nel programma di manutenzione e valorizzazione del patrimonio urbano promosso dall’amministrazione comunale. Il primo intervento riguarda la realizzazione di una nuova passerella pedonale sul fiume Muson, destinata a collegare Calle Ghirardi con il Parco di Villa Morosini –XXV Aprile. L’opera, dal valore di circa 180 mila euro, sostituirà la precedente struttura lignea oggi non più utilizzabile. La nuova passerella sarà realizzata in acciaio corten, materiale scelto per la sua
resistenza e per l’inserimento armonioso nel contesto ambientale. Il completamento dei lavori è previsto entro l’estate e consentirà di migliorare l’accessibilità al parco e la continuità dei percorsi pedonali tra due aree centrali della città, rafforzando allo stesso tempo la mobilità dolce e la valorizzazione dell’area fluviale.
Parallelamente prenderanno avvio anche i lavori di riqualificazione del parco comunale di via Luneo, intervento che prevede un investimento di circa 90 mila euro e che dovrebbe concludersi entro l’inizio dell’estate. Il progetto prevede una sistemazione complessiva dell’area verde e delle strutture presenti, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza uno spazio pubblico rinnovato, più sicuro e funzionale. L’area, molto frequentata da famiglie, bambini e associazioni del territorio, tornerà così a essere un punto di riferimento per attività ricreative, sportive e momenti di socialità.
Il terzo cantiere riguarda invece la manutenzione straordinaria della pavimentazione stradale in diverse zone del territorio comunale, per un importo complessivo di circa 150 mila euro. Gli interventi interesseranno in particolare il piazzale e l’area di accesso e uscita dell’ufficio postale della frazione di Scaltenigo, la viabilità di collegamento con la zona indu-
Marzo Donna, prosegue il suo percorso culturale al femminile
Prosegue a Mirano il calendario di “Marzo Donna 2026”, il percorso culturale che ogni anno accompagna la Giornata internazionale dei diritti della donna con una proposta ampia e diffusa. Dal 22 febbraio al 17 maggio sono 17 gli appuntamenti che animano la città, tra conferenze, spettacoli, mostre e momenti di riflessione, con l’obiettivo di andare oltre la ricorrenza simbolica dell’8 marzo. L’iniziativa, promossa e coordinata dal Comune insieme alla Commissione Pari Opportunità, alla Biblioteca comunale, al liceo MajoranaCorner e a numerose realtà del territorio, punta a raccontare le conquiste sociali, economiche e politiche delle
donne, senza dimenticare le discriminazioni e le violenze che ancora oggi segnano molte realtà nel mondo.
“Sono appuntamenti all’insegna del racconto al femminile, con una predilezione per i linguaggi performativi e gli eventi espositivi”, spiega l’assessora Maria Francesca Di Raimondo.
“Nell’anno che celebra l’ottantesimo anniversario del primo voto delle donne, vogliamo ribadire la necessità di una narrazione che metta al centro la donna e sappia sovvertire modelli culturali ancora dominanti”.
Tra gli eventi in programma, spazio anche ai giovani con la rassegna “Studenti in cattedra”, che vede protago-
nisti gli studenti del Majorana-Corner. Il 27 marzo sarà la volta di un approfondimento su Clizia nella poesia di Montale. Non mancano momenti di impegno civile, come l’iniziativa “Donne in nero contro tutte le guerre” in piazza Martiri della Libertà il 22 marzo, e la conferenza del 30 marzo dedicata al ruolo delle donne nei movimenti antinucleari. Il calendario intreccia poi teatro, arte e musica: il 29 marzo al Teatro Villa Belvedere lo spettacolo dedicato a Janis Joplin, mentre dall’11 aprile al 17 maggio Villa XXV Aprile ospiterà la mostra “Impronte Vive” dell’artista Santina Ricupero, seguita dal concerto conclusivo del 17 maggio. (r.m.)
striale di via Taglio e via Villafranca nel tratto orientale compreso tra l’incrocio con via dei Dori e la pista ciclopedonale della stessa via. L’intervento contribuirà a migliorare la sicurezza della circolazione e la qualità del manto stradale. Proseguono inoltre i lavori di asfaltatura già avviati in via Ballò e via Bastia Fuori, interventi già annunciati nei mesi scorsi. “L’avvio contemporaneo di tre cantieri così significativi – sottolinea il sindaco Tiziano Baggio – dimostra la concretezza dell’azione amministrativa. Interveniamo sulla mobilità sostenibile con la nuova passerella, riqualifichiamo un parco molto frequentato e miglioriamo la sicurezza stradale. Sono interventi attesi e importanti che rafforzano la qualità della vita a Mirano e testimoniano l’attenzione costante verso la cura del territorio”.
Riccardo Musacco
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della prevenzione domestica, distribuiti gratuitamente a tutte le mamme in attesa e alle famiglie che previene gli incidenti pediatrici domestici
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Ulss 3 Serenissima, Fondazione di Venezia e Clementoni firmano un prodotto educativo validato da un comitato scientifico.
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na scatola, un tabellone, 112 carte e un Vademe-
ni per le scale, scivoloni in bagno, bernoccoli da spigoli, teste incastrate tra le inferriate del lettino, avvelenamenti da medicinali incustoditi, ingestioni accidentali di piccoli oggetti, schiacciamenti dovuti ai mobili ballerini, scosse elettriche per dita infilate nelle prese a muro, voli dalle finestre, colpi di calore e incidenti in auto, avvelenamenti da detersivi, annegamenti in vasca e fughe dai giardini, ustioni solari, cadute dal passeggino, dal triciclo, dalla bici, ma anche alcol e fumo passivo, sindrome da bambino scosso e dipendenza da smartphone.
un partner d’eccezione: il marchio internazionale di giochi educativi per bambini e famiglie Clementoni, che lo ha
aver affiancato l’ Ulss 3 Serenissima – commenta Stefano Clementoni – nella realizzazione di un progetto di così alta valenza sociale, un’iniziativa che mette al centro la tutela e la sicurezza dei bambini, valore imprescindibile per la
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Le 32 illustrazioni fiabesche e la grafica giocosa sono state invece affidate dall’azienda sanitaria a due giovani creativi veneziani, l’artista Dennis Ercole e il designer Filippo
Si giocherà anche in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei.
Nell’anno appena trascorso 1.275 bambini sono arrivati ai Pronto soccorso pediatrici dell’azienda sanitaria veneziana per incidenti casalinghi in gran parte evitabili con la messa in sicurezza degli spazi domestici. Si tratta di un bambino ogni dieci tra tutti quelli curati in ospedale. Per lo stesso motivo e nello stesso periodo altri 25 bambini del territorio veneziano sono stati elitrasportati in codice rosso dal Suem 118 alle Rianimazioni pediatriche regionali competenti.
che in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei: qui si giocherà imparando le regole della prevenzione insieme agli
L’azienda sanitaria veneziana ha così pensato di ideare, sviluppare e realizzare Ca’ Bimbo, il primo gioco da tavolo italiano in grado di prevenire gli incidenti pediatrici domestici: uno strumento ludico educativo unico nel suo genere, realizzato con il patrocinio della Regione del Veneto e con la collaborazione di Fondazione di Venezia e di
ulteriori 10 mila copie alla popolazione di riferimento.
Un comitato scientifico e un team per la realizzazione
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L’idea è di “Ca’ Bimbo” è di Giulia Busetto. Le illustrazioni sono state realizzate da Dennis Ercole. La grafica è stata curata da Filippo Trevisan. I contenuti del Vademecum e del Gioco da Tavolo di Ca’ Bimbo sono stati validati da un Comitato tecnico scientifico composto da professionisti della sanità tra pediatri, neuropsichiatri, medici dell’emergenza urgenza, ginecologi, ostetriche, esperti della prevenzione, formatori e specialisti delle comunicazioni, coordinato da Paolo Rosi, Medico dell’emergenza urgenza e Direttore del Suem 118 del Veneto. Il Comitato è composto da Paola Cavicchioli, Pediatra e Direttrice della Pediatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Vittorio Selle, Medico di igiene e prevenzione e Direttore del Dipartimento di prevenzione, Lorella Altafini, Medico rianimatore e Direttrice di Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Dolo, Ilaria Festa, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Venezia e Mestre, Angelica Rampazzo, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Miranese e Chioggia, Barbara Guarinoni, Coordinatrice ostetrica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Elisabetta Spigolon, Direttrice della Formazione dell’Ulss 3, Giulia Busetto, Giornalista esperta di Comunicazione in Sanità.
“Ca’ Bimbo – ha commentato presentando il progetto Alberto Stefani, Governatore del Veneto – è un vero e proprio atto d’amore nei confronti dei nostri cittadini, in linea con la politica di valorizzazione delle famiglie e dei giovani. La prevenzione, ancora di più quando riguarda i più piccoli, deve essere un obiettivo comune. Sono grato all’Ulss 3 Serenissima per questo tentativo di rispondere, con grande concretezza, a un’esigenza presente nella nostra comunità. Questo è un modello che vogliamo esportare in tutto il Veneto, un dialogo genitori figli che vogliamo estendere a
Gli ha fatto eco Vincenzo Marinese, presidente Fondazione di Venezia: “Educare alla sicurezza significa costruire
Rinnovato l’impegno per la legalità
M irano rinnova il proprio impegno nella diffusione della cultura della legalità e nella sensibilizzazione della comunità contro il fenomeno delle mafie. Anche quest’anno prosegue il percorso “I nostri 100 passi verso il 21 marzo”, promosso dal Presidio del Miranese “Domenico Gabriele” di Libera in collaborazione con il Centro per la Pace e la Legalità “Sonja Slavik” e con il Comune di Mirano. L’iniziativa accompagna il territorio verso la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, appuntamento che ogni anno richiama istituzioni, scuole e cittadini a rinnovare la responsabilità civile contro ogni forma di criminalità organizzata e a custodire la memoria delle vittime innocenti. Il percorso, che si sviluppa attraverso quattro appuntamenti pubblici e due iniziative dedicate agli studenti delle scuole secondarie, rappresenta un momento importante di riflessione e partecipazione per tutta la comunità. Il sindaco Tiziano Baggio sottolinea il valore dell’iniziativa e il lavoro svolto dall’associazione nel territorio. “Ringrazio il
presidio di Libera del Miranese per l’impegno costante nelle scuole e nella comunità. Il cammino verso il 21 marzo non è soltanto un calendario di eventi, ma un percorso condiviso che rafforza la cultura della legalità e della responsabilità civile”.
Gli appuntamenti delle scorse settimane sono andati in scena al Teatro Villa Belvedere, il reading teatrale “In fondo al buio. Morire innocenti di mafia in Veneto. Storia di Matteo Toffanin”, con Giulia Briata e la drammaturgia e regia di Michele Angrisani che ha ricordato la vicenda di Matteo Toffanin, ucciso a Padova il 3 maggio 1992 per uno scambio di persona A seguire “Ladri di futuro. Ambiente e legalità”, dedicato anche al processo Miteni, e la tradizionale “Serata della Memoria”, realizzata con il coinvolgimento delle scuole del Miranese. Il percorso si concluderà il 27
marzo al Centro civico Masenello con una conferenza sul tema della sicurezza e della giustizia sociale. Un cammino di memoria e consapevolezza che, come sottolineano i promotori, vuole trasformare il ricordo delle vittime innocenti delle mafie in impegno quotidiano e responsabilità condivisa per tutta la comunità.
Riccardo Musacco
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954 nuovi alberi tra giardini privati e Parco Falcone
Un fine settimana nel segno dell’ambiente, della partecipazione e della memoria. A Mirano la comunità ha risposto con numeri importanti e un coinvolgimento trasversale che racconta una sensibilità crescente verso il verde urbano e la sostenibilità. Nelle scorse settimane ben 97 cittadini hanno ritirato 834 piante prenotate attraverso il progetto “Alberi per la pianura veneta” promosso da Veneto Agricoltura. Giovani alberi e arbusti destinati a giardini e spazi privati, per contribuire in modo concreto all’aumento del patrimonio verde cittadino. La distribuzione è stata curata dal Comune insieme a Legambiente del Miranese, con il supporto delle associazioni coinvolte nel progetto “Rifugi Climatici”.
L’impegno è proseguito con la messa a dimora di altre 120 piante nel Parco Giovanni Falcone, tra via Gramsci e viale Venezia. Un’azione che rafforza l’impianto realizzato tra il 2021 e il 2022 grazie al lavoro dei volontari e alla collaborazione di realtà del territorio come FIAB Miranese Riviera del Brenta, Echi, il Comitato di Quartiere Aldo Moro e i gruppi scout di Salzano e Mirano. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio, consolidato dalla recente firma del Patto di collaborazione per la gestione ambientale integrata del parco tra Comune e Legambiente del Miranese. Un modello di cura condivisa che interpreta l’area verde come Bene Comune, spazio di educazione ambientale e coesione sociale. Momento particolarmente toccante è stata la dedica di due alberi – una farnia e un leccio – a Sayed e Ziad, giovani migranti ospiti del centro di accoglienza di Campocroce, morti sul lavoro lo scorso agosto. Alla presenza del sindaco Tiziano Baggio e dell’assessora all’Ambiente Elena Spolaore, sono stati proprio i ragazzi del centro a piantarli: un gesto di memoria e speranza. “Ogni albero piantato è una promessa al futuro”, è l’appello di Legambiente (r.m.)
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Odori molesti, il dibattito si infiamma: scoppia la polemica sul monitoraggio
Il tema degli odori molesti torna al centro del dibattito pubblico a Santa Maria di Sala. Nelle scorse settimane in Municipio si è tenuto un incontro dedicato proprio alle esalazioni che, secondo diversi residenti, da tempo interessano alcune zone del territorio e incidono sulla qualità della vita quotidiana. Durante la riunione è stato presentato un sistema di raccolta delle segnalazioni basato su tabelle precompilate che i cittadini dovrebbero utilizzare per annotare la presenza, la frequenza e le caratteristiche degli odori percepiti.
Uno strumento pensato per avviare una prima fase di monitoraggio del fenomeno.
La proposta però non ha convinto tutti. I gruppi di opposizione Progetto Rinascita Comune, Alternativa Civica e Forza Italia Santa Maria di Sala hanno espresso perplessità sull’impostazione dell’iniziativa, ritenendo che il compito di monitorare un problema potenzialmente rilevante per la salute pubblica non possa ricadere sui cittadini. Secondo i rappresentanti delle minoranze, il rischio è che la raccolta di dati affidata ai residenti
finisca per trasformarsi in un onere per chi vive quotidianamente il disagio. “Monitorare e gestire un fenomeno che incide sulla qualità dell’ambiente – sostengono – dovrebbe essere una responsabilità delle istituzioni, con strumenti tecnici e controlli strutturati”. Le critiche arrivano inoltre in un momento particolarmente delicato per la pianificazione urbanistica del territorio. Prossimamente è infatti prevista l’approvazione del Piano degli Interventi e di alcuni accordi pubblico-privati che potrebbero aprire la strada a nuove edificazioni. Proprio questo passaggio alimenta i dubbi delle opposizioni, che temono che la creazione di un registro di segnalazioni compilato dai cittadini possa, in futuro, essere utilizzata per sostenere che eventuali nuovi residenti fossero già a conoscenza delle criticità presenti. Dal canto suo, l’amministrazione comunale respinge le accuse e difende il percorso avviato. Il sindaco Alessandro Arpi sottolinea come l’incontro in Municipio rappresenti “la prima adunanza pubblica sul tema”, un passaggio che definisce significativo proprio per
la volontà di affrontare apertamente la questione.
“Anche la raccolta pubblica dei dati è un elemento importante –afferma il primo cittadino – mentre il resto delle polemiche lascia il tempo che trova”. Arpi ribadisce inoltre che il metodo adottato segue le indicazioni degli enti competenti. “Stiamo operando in linea con quanto richiesto da Arpav, dalla Città Metropolitana e dall’Ulss – spiega – e il nostro obiettivo è fare le cose nel modo corretto, come ci è stato indicato dagli enti sovracomunali”.
Riccardo Musacco
Carabinieri in congedo, istituzioni ed esperti a confronto con i ragazzi
Un momento di confronto diretto e formativo quello vissuto all’Istituto ENGIM ETS – G. Costantino di Mirano, dove gli studenti delle classi seconde hanno partecipato all’incontro “Il fenomeno maranza tra riflessioni e preoccupazioni”. A promuoverlo il brigadiere in quiescenza Cosimo Piccione, presidente della sezione di Santa Maria di Sala dell’Associazione Nazionale Carabinieri, con l’obiettivo di parlare ai più giovani di legalità e responsabilità. Al centro dell’iniziativa, il passaggio dei 14 anni, soglia che segna l’ingresso nella responsabilità penale. Un tema affrontato con linguaggio chiaro e concreto, per rendere consapevoli i ragazzi che, da quell’età, ogni comportamento assume un peso giuridico oltre che morale e civile. L’evento ha visto la presenza di numerosi
rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine: il comandante della Stazione Carabinieri di Mirano Felice Matrisciano, i sindaci di Mirano e Santa Maria di Sala Tiziano Baggio e Alessandro Arpi, il comandante della Polizia municipale Alberto Busolin, il direttore dell’Engim Massimiliano Cacco e l’assessore Aurora Marchioro. Relatore principale l’avvocato Ezio Zanon, che ha illustrato i principali rischi legali legati a comportamenti spesso sottovalutati, spiegando anche le peculiari-
tà del processo minorile e gli strumenti previsti dall’ordinamento per tutelare la convivenza civile. A completare l’incontro l’intervento della psicologa Alessia Vianello, che ha analizzato le dinamiche dell’adolescenza: il bisogno di appartenenza, il ruolo dei gruppi e i percorsi di crescita. In chiusura i saluti dei sindaci di Mirano e Santa Maria Di Sala, Tiziano Baggio e Alessandro Arpi, che hanno condiviso riflessioni maturate nell’esperienza amministrativa. (r.m.)
Le opposizioni criticano la raccolta di segnalazioni affidata ai cittadini dal canto suo l’amministrazione comunale respinge le accuse e difende il percorso avviato
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Il commento alle notizie del giorno dal lunedì al venerdì alle 17:00
Alessandro Arpi
Furti nelle case del graticolato romano, il Comune interviene
N
uovi furti e tentativi di intrusione riaccendono la preoccupazione per la sicurezza nell’area del graticolato romano. Nelle scorse settimane diversi episodi sono stati segnalati tra Santa Maria di Sala, Mirano e Pianiga, con una concentrazione particolare nella frazione salese di Caltana, dove venerdì scorso i ladri hanno preso di mira più abitazioni nel giro di poche ore. Un tentativo si è verificato in via Pianiga. I malviventi hanno cercato di introdursi in una casa passando dall’area del giardino. Durante l’azione è stato danneggiato un ombreggiante e sono stati compiuti diversi tentativi di forzare porte e finestre. Nonostante l’abitazione fosse vuota, il colpo non è andato a buon fine e i ladri hanno desistito prima di riuscire a entrare. Diverso invece l’esito di un secondo episodio avvenuto poco distante, a circa trecento metri di distanza. In questo caso i ladri sono riusciti a introdursi in un’abitazione sempre nel corso della mattinata, rovistando nelle stanze e mettendo tutto sottosopra. I proprietari si sono accorti del furto solo al loro rientro. Dal primo controllo risultano mancanti gioielli e contanti per alcune migliaia di euro.
La serie di episodi non si è fermata a Caltana. Sempre in quei giorni un altro furto è stato segnalato a Mellaredo di Pianiga, in una laterale di via Noalese, dove i ladri hanno preso di mira una casa al pianterreno riuscendo a portare via alcuni preziosi. A Scaltenigo di Mirano invece era stato colpito un garage. Una sequenza ravvicinata di episodi che ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza nelle zone del graticolato romano, caratterizzate da abitazioni spesso isolate e da un territorio molto esteso.
biamo riprogrammato i turni di uscita”.
Una presenza che, secondo l’amministrazione, è già stata percepita dai residenti. “I cittadini l’hanno notata, li hanno visti sul territorio e hanno apprezzato”, aggiunge Basso.
Parallelamente il Comune sta lavorando anche al rilancio del controllo di vicinato. “Con Zanchin stiamo rispolverando e portando avanti il progetto. C’era già in passato, ma con il Covid era stato sospeso e non più ripristinato”, spiega il vicesindaco.
L’obiettivo è rafforzare la colla-
borazione tra cittadini e istituzioni e aumentare la prevenzione attraverso una rete di segnalazioni e attenzione condivisa. “Al netto di questo – conclude Basso – ci
interessa intensificare la vigilanza. Avremo presto anche i carabinieri in congedo oltre ai vigili”.
Riccardo
Musacco
Giorgia Pianta sarà la Madrina di Bollicine in Villa 2026
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Dal Comune assicurano che l’attenzione resta alta. “Dal canto nostro, mio e dell’assessore alla sicurezza Alessio Zanchin, abbiamo intensificato i pattugliamenti dei NOETAA, il Nucleo Operativo Ente Tutela Animali Ambiente”, spiega il vicesindaco di Santa Maria Di Sala Daniel Basso. “Abbiamo chiesto non solo di controllare i fossi ma anche di prestare attenzione alle abitazioni e ab-
Sarà Giorgia Pianta la Madrina ufficiale della nona edizione di Bollicine in Villa, l’appuntamento che celebra le migliori espressioni spumantistiche italiane ed europee. L’evento è in programma sabato 28 e domenica 29 marzo nella prestigiosa cornice di Villa Farsetti, a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia, location che da anni rappresenta il cuore pulsante della manifestazione. Modella affermata, finalista nazionale di Miss Italia e vincitrice di Miss Veneto, Giorgia Pianta è conosciuta dal grande pubblico anche per la sua presenza nel popolare programma televisivo Avanti un Altro!, in onda su Canale 5. Eleganza, sorriso e professionalità accompagneranno la sua partecipazione nella giornata di sabato 28 marzo, quando sarà presente tra gli stand, incontrerà il pubblico e gli espositori, prenderà parte agli scatti ufficiali e alla cena di gala ospitata nel teatro della villa. Momento atteso sarà il brindisi speciale insieme alla Madrina, simbolo dello spirito conviviale che da sempre contraddistingue l’evento. Con oltre 100 espositori selezionati, 30 Maison di Champagne e più di 200 etichette in degustazione, Bollicine in Villa si conferma oggi l’evento top del Veneto e uno dei più autorevoli in Italia dedicati al mondo delle bollicine. Un viaggio affascinante tra Champagne, spumanti italiani e produzioni di nicchia, capace di unire qualità, cultura del vino e networking professionale. Il programma dell’edizione 2026 sarà arricchito da quattro masterclass esclusive guidate da esperti del settore, aree food con prodotti gastronomici d’eccellenza e spazi dedicati all’approfondimento e all’incontro tra produttori, operatori horeca e appassionati. Due giornate intense, pensate per offrire un’esperienza completa, tra degustazioni, formazione e intrattenimento. Villa Farsetti tornerà quindi a trasformarsi in un elegante salotto del gusto, dove tradizione, glamour e cultura enologica si incontrano in un brindisi lungo un intero weekend. (r.m.) Santa Maria di Sala
ed successo -
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Nasce a Padova il “Negozio delle Idee”: inaugurazione il 18 aprile
Un appuntamento centrale sarà il realizzato in coll’Istituto di Istruzione
Superiore Giovanni Valle
UVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
. Il concorso, aperto a tutti i cittadini dai 14 ai 99 anni, intende valorizzare e reinterpretare il patrimonio urbano, artistico e architettonico della , dai murales alle Ville Liberty, passando per le trasformazioni urbane e le relazioni sociali che caratterizzano i quartieri di Borgomagno, Isola di Torre, Mortise, Sacro Cuore, Ar-
il mosso dal va, pensato per rivitalizzare una zona urbana oggi poco valorizzata e offrire alla comunità un punto di incontro, scambio culturale e confronto creativo.
Ogni partecipante può inviare fino a tre fotografie, sia in formato cartaceo (30x40 cm) sia digitale (JPEG), con l’indicazione del nome dell’autore e della localizzazione dello scatto. Le opere saranno valutate da una giuria di esperti tre esposte in mostra pubblica presso il creduto nel progetto e nella sua capacità
Uno spazio creativo e culturale all’Arcella per valorizzare il quartiere, coinvolgere cittadini, artisti e associazioni locali
L’idea nasce dall’esperienza diretta del fondatore, tato come l’iniziativa sia stata motivata dal desiderio di ridare vita alla San Carlo, merciale ormai parzialmente dismesso.
“L’obiettivo re gli spazi sfitti e degradati, trasformandoli in un punto di riferimento culturale per il quartiere. Vogliamo creare un centro socio-culturale aperto a tutti, dove cittadini, associazioni e artisti possano sperimentare, esporre e confrontarsi”.
L’APP
Il progetto del Negozio delle Idee prevede non solo uno spazio espositivo, ma anche un calendario di iniziative culturali e artistiche: mostre di pittura, lavori di ceramisti e vetrai locali, presentazioni di libri, incontri scientifici e astronomici. Una particolare attenzione sarà dedicata ai giovani e alle nuove generazioni, con laboratori e attività volte a stimolare creatività, partecipazione e senso civico.
LABORATORIO ECOURBANO PADOVA
Galleria San Carlo - Arcella Padova
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Lavori. 13 aule e nuovi percorsi autobus per raggiungerla
La Ungaretti cambia sede
Conclusi i lavori nel cantiere della nuova scuola secondaria di primo grado “Ungaretti”, gli studenti sono finalmente entrati nelle nuove aule il 10 marzo, con il trasloco dal vecchio edificio (demolito a fine marzo, come da previsioni del piano Pnrr) avvenuto in concomitanza con la festa di Santa Francesca Romana, patrona della città. L’intervento è stato finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Pnrr, per la costruzione di nuove scuole per un valore di 9.248.801 euro, di cui 7.755.000 euro provenienti dal piano nazionale di ripresa e resilienza e 1.493.801 euro derivante dal conto termico Gse (incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili). I lavori sono stati avviati il 29 marzo 2024 e hanno subito un lieve ritardo sui tempi previstimeno di un mese causa maltempo. Il nuovo plesso scolastico accoglierà circa 380 studenti, su un’area di 9.500 metri quadri per un totale di 13 aule, numeri ampiamente sufficienti ad accogliere gli odierni alunni del vecchio plesso. L’edificio garantirà elevati standard di sostenibilità ambientale con la climatizzazione con pompe di calore a terminali idronici e un impianto fotovoltaico che permetterà di coprire integralmente il
fabbisogno energetico e di immettere energia in rete. Al momento dell’apertura, restavano ancora da completare alcune infrastrutture non di diretta pertinenza della scuola, in particolare il parcheggio esterno e la copertura del percorso pedonale che collegherà la Ungaretti alla vicina palestra, essendo la nuova scuola non dotata della struttura. Gli uffici referenti del TPL del Comune di Venezia hanno intanto ufficializzato le modifiche in via sperimentale al GiroSpinea per agevolare gli studenti della nuova Ungaretti confermando l’operatività a partire dal primo giorno di apertura. Il GiroSpinea, nelle corse in arrivo in centro intorno alle 7.55 e in partenza da Sfmr alle 14 effettueranno una deviazione per via Cattaneo con fermata sia
in andata sia in ritorno su via Cattaneo nei pressi di via Pascoli. Per supportare gli studenti nell’attraversamento di via Cattaneo l’Auser metterà a disposizione un “nonno vigile”. “Un ringraziamento sentito a La Linea, ai tecnici del Comune di Venezia, all’Auser e agli uffici tecnici del Comune di Spinea che negli ultimi giorni si sono adoperati per superare gli ultimi scogli burocratici per consentire l’operatività di questa modifica nei tempi di apertura della nuova scuolacommenta l’assessora ai Lavori pubblici Sonia Martignon -. Una modifica che conferma l’impegno dell’amministrazione comunale di Spinea e degli enti e uffici preposti per migliorare i servizi offerti ai cittadini”.
Massimo Tonizzo
I Caenassi festeggiano dieci anni
Spinea festeggia un traguardo speciale: I Caenassi, il gruppo ciclo-storico nato nel 2015 quasi per gioco da un gruppo di amici, celebra dieci anni di attività. In questo primo decennio il gruppo ha costruito un percorso fatto di passione e partecipazione: circa 120 presenze a eventi e oltre 110 persone che, nel tempo, hanno condiviso e animato questa esperienza. Il 2026 si è aperto nel segno del rinnovamento e dell’entusiasmo che ha sempre contraddistinto il gruppo, ma la missione dei Caenassi resta chiara: far scoprire, conoscere e ricordare le biciclette degli antichi mestieri ambulanti, quelle che per decenni hanno rappresentato un pezzo di economia reale e quotidiana. È un racconto popolare e concreto: biciclette trasformate dall’arte e dall’ingegno in strumenti di lavoro, in un’epoca in cui – tra il primo Novecento e il dopoguerra – la necessità spingeva a inventarsi un mestiere e a macinare chilometri per vivere. Su quel patrimonio di memoria si innesta anche l’identità del gruppo: Roberto Nerosi, che lo ha ideato e guidato fin dall’inizio, ha più volte spiegato come l’iniziativa sia nata in modo spontaneo, dall’idea di rimettere in vita vecchie biciclette e condividerle, unendo cultura e goliardia, “tra amici”, come elemento distintivo del progetto. “Dieci anni sono un traguardo che ci emoziona, perché dietro ogni uscita c’è un pezzo di storia restituito alla comunità - afferma Roberto Nerosi, coordinatore del gruppo - Con le nostre bici raccontiamo la fatica e la dignità dei mestieri poveri, quelli che hanno costruito la quotidianità di intere generazioni. Nel 2026 vogliamo fare un passo in più: non solo folklore, ma ancora più cultura, con ricerca storica, recupero di reperti d’epoca e occasioni di incontro anche con le scuole. L’importante è non dimenticare da dove veniamo”. (m.t.)
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Il
presidente
Racconta ricerca, nuove sfide terapeutiche e valore della donazione.
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La Banca degli Occhi del Veneto tra innovazione e futuro: ricerca, donazione e nuove terapie.
È una fase di profondo rinnovamento
l’approccio a numerose patologie oculari, consentendo in alcuni casi di intervenire non più con tessuti, ma con cellule appositamente selezionate e preparate per svolgere funzioni
Un progresso che non prescinde mai da un principio fondamentale: la sicurezza. Il lavoro della Banca degli Occhi si fonda su criteri rigorosi e non negoziabili. Da un lato vi sono protocolli stringenti per garantire che non vi sia alcun rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente; dall’altro, una selezione biologica estremamente attenta dei tessuti, affinché questi possano assicurare qualità e durata nel tempo. Il trapianto deve essere non solo efficace, ma anche sicuro e sostenibile per tutta la vita del paziente. Alla base di questo sistema resta però il valore fondante della donazione. Il trapianto è
nella comunicazione, convinta che parlare di
Ncome esercizio di libertà creativa, affrontando con disincanto e leggerezza un tema complesso come quello della morte, presenza costante nella quotidianità di chi opera nel mondo dei trapianti. Racconti che diventano tentativi di risposta, di rielaborazione, di sguardo umano su un’esperienza universale.
Parallelamente proseguiranno le iniziative a livello regionale per rafforzare il messaggio della donazione. Un ambito in cui il Veneto rappresenta da anni un modello di riferimento, ma che richiede un impegno costante per mantenere alta la consapevolezza dei cittadini. Perché è proprio dal dono che nasce la possibilità di cura, di ricerca e di futuro. In questo contesto, il ruolo della Fondazione si conferma anche culturale e civile, capace di unire rigore scientifico, visione etica e responsabilità sociale. Un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, ricercatori e cittadini, con l’obiettivo di trasformare il progresso medico in beneficio concreto per le persone e per l’intera comunità. Un impegno Con continuità, traspa-
che oggi permettono di compiere un salto di qualità significativo. Tecnologie sviluppate nel corso dei primi decenni del nuovo secolo stanno ora producendo effetti concreti, migliorando l’efficacia dei trapianti e ampliando le possibilità di intervento. All’orizzonte si affaccia inoltre la terapia cellulare, un ambito destinato a cambiare profondamente
Diego Ponzin.
Il presidente Diego Ponzin
I risarcimenti. Il sindaco di Spinea: “Fatto grave, i danni sono stati ingenti”
Niente rimborsi per i danni del maltempo
Per il maltempo di agosto 2025, Spinea non avrà risarcimenti, e il Sindaco Bevilacqua commenta amaro: “Grave il diniego dello stato di emergenza”. Forte amarezza del Sindaco di Spinea Franco Bevilacqua per il diniego alla richiesta inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Protezione Civile nazionale del riconoscimento dello stato di emergenza in relazione agli eventi atmosferici che nell’agosto 2025 hanno colpito il territorio comunale. “La nota della Regione Veneto – dichiara il Sindaco Bevilacqua – riferisce che secondo il Dipartimento gli eventi in argomento non siano stati tali da giustificare l’adozione di misure che trascendono le capacità operative e finanziarie degli enti competenti in via ordinaria. Riteniamo grave questa decisione perché non riconosce la reale portata di quanto accaduto. Gli eventi dello scorso agosto sono stati estremamente violenti e hanno messo in seria difficoltà molte
zone della nostra città, con allagamenti diffusi e danni ingenti a carico di famiglie e attività economiche”. “Non si è trattato di criticità ordinarie – proseguono dal comune – ma di una situazione straordinaria che avrebbe meritato un analogo riconoscimento a livello nazionale. Il mancato stato di emergenza rischia di rallentare le risposte che i cittadini attendono, soprattutto coloro che hanno subito danni rilevanti in quelle ore. Siamo in stretto contatto con gli altri sindaci interessati e confidiamo che le interlocuzioni avviate dal sindaco Luigi Brugnaro con la Regione possano dare esito positivo, riuscendo a sbloccare la situazione e ottenere strumenti e risorse adeguate. Nel frattempo, il Comune ha già messo in campo una serie di azioni per mitigare il rischio di nuove emergenze e rafforzare la capacità di risposta del territorio”. “Come Comune –evidenzia Bevilacqua – abbiamo avviato l’aggiornamento del Piano delle Acque, in collaborazione
con il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, con cui a breve sarà sottoscritta un’apposita convenzione per le attività necessarie. Sono stati inoltre realizzati interventi di pulizia e scavo di diversi fossati. In particolare, l’assessorato all’Ambiente segnala gli interventi già effettuati in via Bennati e via Capitanio, oltre alla pulizia e al riavvio delle pompe in via Oriago.
Oltre 100 disegni dei bambini palestinesi tra guerra e speranza
Grande successo e molta emozione a Spinea per la mostra HeART of Gaza collegata al progetto We are not alone, progetto che sta già girando in molte altre città italiane oltre che in molti Paesi del mondo, dove vengono esposte opere create da bambini palestinesi di Gaza nel mezzo del conflitto in corso. L’iniziativa è nata a metà del 2024 da uno scambio semplice su WhatsApp di disegni di bambini tra Féile Butler, un’architetta e illustratrice irlandese di Sligo, Irlanda, e Mohammed Timraz, un lavoratore comunitario palestinese e proprietario di un caffè a Deir al-Balah, nel centro di Gaza, ed è cresciuta rapida-
mente diventando una serie di mostre internazionali per amplificare le voci dei più piccoli residenti di Gaza.
Le opere, create da bambini dai 3 ai 17 anni, mostrano attraverso la loro arte cruda e toccante sia gli orrori della guerra sia momenti di bellezza, speranza e vita quotidiana. La proposta di esporre questi disegni a Spinea nasce da un’idea che poi è diventata una richiesta da parte di Cristina Russo, all’associazione CDAT (Comitato Difesa Ambiente Territorio) che, oltre ad essere impegnata nell’ambiente, si adopera per sviluppare sensibilizzazione sui temi della pace e della nonviolenza. L’Assessorato alla Cultura e
Parallelamente, sono stati eseguiti interventi puntuali di riparazione di condotte collassate in via Rapallo e via Sorrento, quest’ultimo concluso nei giorni scorsi, ripristinando la piena funzionalità della rete in due punti critici. Proseguono inoltre gli interventi di pulizia delle caditoie, la sostituzione di quelle malfunzionanti e la posa di nuove caditoie nei
la Biblioteca di Spinea hanno messo a disposizione la sala dell’Oratorio di Villa Simion per l’esposizione di tutti i disegni fatti dai bambini di Gaza, opere che fanno parte dei lavori dei laboratori delle “tende degli artisti”. Si tratta di più di cento disegni, creati durante i numerosi workshop ai quali hanno partecipato bambini palestinesi in diverse zone di Gaza City, Khan Younis, Mawasi Khan Younis e Nuseirat. La mostra HeART of Gaza per Spinea è stata un’opportunità di sensibilizzazione e informazione trasversale, testimonianza diretta di un’esperienza profonda e senza filtri. (m.t.)
punti in cui risultano necessarie. È stata infine programmata, in accordo con Ferrovie dello Stato, la pulizia del fossato di loro competenza in via Fornase. Il Consorzio Acque Risorgive ha inoltre avviato la manutenzione del Rio Fiumetto, corso d’acqua fondamentale per il deflusso delle acque meteoriche”.
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Massimo Tonizzo
Cultura
La mostra. Inaugurata a Venezia la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”
”Etruschi e Veneti” a Palazzo Ducale
Attraverso reperti archeologici inediti la mostra indaga il significato religioso e sociale dell’acqua per Etruschi e Veneti. Mari, fiumi e sorgenti diventano spazi di culto, cura e incontro tra popoli, testimoniando scambi culturali alla base della civiltà dell’Italia preromana
“Questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Un confronto inedito e peculiare, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, nel corso del I millennio a.C.: mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione, ma anche luoghi per la crescita della collettività, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane.
La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, volta a coniugare rigore scientifico e forte
impatto mediatico.
La mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali, ma anche di idee, culture, saperi. Fiumi, mari e acque sono l’emblema del movimento costante, come quello delle persone, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre - 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale.
“La mostra che inauguriamo a Palazzo Ducale è la sintesi perfetta del lavoro di ricerca, valorizzazione e divulgazione dei Musei civici veneziani: è nella natura della nostra Fondazione saper cogliere e valorizzare proposte di grande valore scientifico, fare rete con stu-
diosi, con le istituzioni pubbliche e private, rendendosi protagonisti e coordinatori di indagini e dialoghi inediti. Questa è la missione di MUVE, che si concretizza nella capacità di saper tradurre dei progetti espositivi in occasioni di riflessione per tutti, intercettando l’interesse di specialisti, dei visitatori occasionali, dei cittadini e del pubblico internazionale, di curiosi, grandi e piccoli, grazie a un progetto allestitivo chiaro, coinvolgente, arricchente, capace di parlare a tutti”, dichiara Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia. Il percorso espositivo si apre con “Gli Etruschi e il sacro”, introduzione al mondo religioso etrusco, segnata dalla presenza della Testa di Leucothea da Pyrgi, straordinario prestito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un’immagine potente e liminare, legata al mare e alla protezione dei naviganti, che introduce il tema dell’acqua come spazio sacro. Segue la sezione dedicata ai Sacri approdi dell’Etruria, con un focus, in due sale, su Vulci e Pyrgi. Di particolare rilievo è l’esposizione integrale del deposito votivo della Banditella, la più antica testimo-
nianza nota in Etruria di un culto all’aperto legato a una sorgente. Il santuario portuale di Pyrgi è raccontato attraverso antefisse architettoniche e la copia delle celebri lamine d’oro, evocando il legame profondo tra culto, navigazione e potere politico.
Il capitolo “Acque miracolose” conduce nei grandi santuari salutari dell’Etruria interna, Chianciano e Chiusi, fino a San Casciano dei Bagni, protagonista con un nucleo di bronzi provenienti dagli scavi più recenti di uno dei più importanti complessi termali dell’antichità ed esposti al pubblico per la prima volta. Bronzetti votivi, ex voto anatomici e statuaria documentano una frequentazione cultuale durata quasi un millennio, testimoniando il passaggio dal mondo etrusco a quello romano. Il filo narrativo si conclude a Marzabotto, l’antica Kainua, con l’esposizione di preziose ceramiche di importazione greca, tra cui una raffinata kylix attica a figure nere, provenienti dal piccolo, ma monumentale complesso del santuario Fontile. Luogo di transito e punto di riferimento della comunità che unisce la cura, fisica e spirituale, ad una sofisticata ricerca idraulica,
applicata al territorio: una “devozione ingegneristica” sottolineata dalla presenza di Dedalo in una decorazione acroteriale. Una figura la sua, che in Etruria padana assume uno speciale significato proprio per le sue capacità ingegneristiche nella gestione delle acque, e che grazie ad un’unica antefissa superstite documenta il raffinato apparato di decorazione del tetto dell’edificio sacro. La sezione etrusca si chiude con Adria e Spina, porti dell’Adriatico settentrionale, dove frammenti iscritti e reperti votivi restituiscono pratiche rituali legate alla navigazione e agli approdi sacri. Con “I Veneti e il sacro”, l’attenzione si sposta sul mondo veneto antico, mettendone in luce le specificità religiose, il rapporto privilegiato con l’acqua ed un articolato sistema di luoghi sacri, attraversati da pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il percorso ha inizio con l’esposizione di alcuni reperti emblematici della religiosità veneta, tra cui spiccano il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la dea clavigera, e l’orlo di lebete di Altino che conserva incisa l’unica formula votiva nota in lingua venetica.
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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti.
La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.
Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
per nuovi e servizi essenziali a rischio
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
Ambiente. L’assessore
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
Frittura di calamari e gamberi
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Mozzarella in carrozza con:
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
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Elisa Venturini
Regione
L’artista. Padovano, ha reinventato l’immaginario pop ed espone il tutto il mondo
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
Per molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati
ne e al pagamento del Contributo di accesso
Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-
anticipata e migliorare la capacità di governo
ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle
isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore
nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.
La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.
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reti diventa un servizio
Servizi ecologici e pronto intervento per reti fognarie e impianti idrici
www.synergycasa.it
blocca. La rete fognaria che si intasa, il pozzo nero che va in emergenza, la tubazione che si occlude e manda in tilt un condominio o peggio un’attività commerciale. Sono problemi che nessuno vorrebbe avere, ma che prima o poi capitano, e quando capitano servono competenze tecniche, organizzazione, mezzi adeguati e soprattutto la capacità di intervenire in fretta. In questo ambito opera Costa Enzo Srl, azienda con sede a Roncaglia di Ponte San Nicolò, specializzata nei servizi ecologici e nella manutenzione delle reti idriche e fognarie. La società è attiva da anni nel territorio padovano e nei comuni limitrofi, offrendo interventi rapidi per privati, condomini, aziende e amministrazioni pubbliche, con quella disponibilità che
L’APP
e manutenzione di impianti di irrigazione per aree verdi. Una gamma di servizi che consente di essere interlocutore unico per più esigenze. La forza sta nella capacità organizzativa e nella disponibilità di mezzi attrezzati che permettono di operare su più cantieri contemporaneamente, garantendo interventi rapidi anche quando le richieste si accavallano. Nei servizi eco-
fognarie. L’azienda si occupa anche di disinfestazioni e sanificazioni, manutenzioni idrauliche ed edili e della progettazione
questa normalità c’è il lavoro di professionisti che operano con competenza e responsabilità.
Personale professionale e preparato Servizi completi, a dabili e su misura
Produzione e vendita con posa di Lapidi - Loculi - Monumenti
Sede e lavorazione: Codevigo (Pd) Via Garubbio 9
Esposizione: Chioggia (Ve) Campo Marconi 165 www.venetatombstone.it Cel. 348 8283216
Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
“SVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.
A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Massimo Zuin nuovo DG dell’Ulss 3 Serenissima:
«Case della Comunità e ospedale al centro della sfida»
Le Case della Comunità, il consolidamento dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e la collaborazione con il privato accreditato. Sono queste alcune delle priorità indicate da Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, nella sua prima dichiarazione. Tra i progetti simbolo del territorio c’è la nuova Casa della Comunità di Mira, intervento atteso da tempo dalla popolazione locale e che per Zuin ha anche un valore personale. «Io sono nato a Mira – racconta – e mi ricordo di aver sempre sentito parlare della necessità di questo distretto che mancava o che comunque risultava insufficiente. In questi giorni stiamo arrivando alla conclusione dei lavori della Casa della Comunità e per me è quasi un destino essere arrivato a dirigere questa azienda proprio mentre questo progetto prende forma». L’Ulss 3 Serenissima è una delle realtà venete più impegnate nella realizzazione delle strutture territoriali previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alcune sono già operative, mentre altre stanno completando il percorso di attivazione. «A Noale è stata aperta probabilmente la prima Casa della Comunità del Veneto, abbiamo attivato anche quella del Lido e stiamo lavorando per rispettare le scadenze previste dal PNRR – spiega Zuin –. L’obiettivo è completare tutti i progetti entro giugno. Si tratta di interventi importanti, con molte risorse investite nel territorio». Una
trasformazione che punta a rafforzare il legame tra assistenza ospedaliera e medicina territoriale. «Sono fiducioso – aggiunge – che con l’aiuto della medicina generale e dei nostri professionisti riusciremo ad affrontare questa sfida: collegare sempre di più l’ospedale con il territorio». Un punto di forza dell’Ulss 3 Serenissima resta l’ospedale dell’Angelo di Mestre, considerato tra i migliori d’Italia secondo le valutazioni di Agenas. «Questo risultato rappresenta una grande responsabilità – osserva Zuin – perché quando si raggiungono livelli così alti la difficoltà diventa mantenerli. Ma possiamo contare su una squadra di professionisti di altissimo livello e sono convinto che riusciremo a proseguire su questa strada». Proprio per rafforzare l’offerta sanitaria è in corso anche un progetto di ampliamento della struttura mestrina. «L’ospedale dell’Angelo è una struttura bellissima – sottolinea – ma negli anni ha sofferto per la carenza di posti letto. Con il progetto di ampliamento stiamo lavorando per offrire servizi ancora più avanzati». Un’eccellenza che continua ad attrarre pazienti anche da fuori provincia e da altre regioni. «Molte persone vengono a curarsi da noi proprio per il livello delle prestazioni garantite», ricorda il direttore generale. Nel sistema sanitario locale resta inoltre centrale la collaborazione con il privato accreditato. «In questi anni il rapporto è stato positivo –afferma Zuin –. Le strutture convenzionate
rappresentano un partner importante che ci aiuta a dare risposte ai cittadini, soprattutto per affrontare il tema delle liste d’attesa». Per il futuro l’obiettivo sarà quindi proseguire su questa linea di collaborazione. «Non demonizziamo il privato – conclude – ma lavoriamo in sinergia, compatibilmente con le risorse disponibili e con la programmazione regionale. È un rapporto che intendiamo portare avanti con spirito costruttivo, come è stato fatto finora». Nel breve periodo, tuttavia, la priorità resta il rispetto delle scadenze del PNRR. «Entro giugno dobbiamo completare i progetti previsti – spiega Zuin –. Non si tratta solo di realizzare le strutture, ma anche di allestirle e organizzarle con medici, infermieri e servizi. È un lavoro complesso che stiamo seguendo passo dopo passo per rispettare i tempi e non perdere i finanziamenti». (p.b.)
I primi passi del neo Direttore Generale Zuin
Sanitari in prima linea, pazienti nelle sale d’attesa, bambini in corsia, poveri nelle mense, anziani non autosufficienti e disabili gravi nelle strutture del territorio: sono state queste le prime persone che il neo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha voluto incontrare nei suoi primi quattro giorni al vertice dell’azienda sanitaria veneziana.
Da Mestre a Venezia centro storico, Zuin ha visitato Pronto Soccorso, Centro di solidarietà cristiana
Papa Francesco, Casa di riposo Santa Maria dei Battuti, Distretto Giustinian e il Padiglione Jona dell’ospedale Civile con la Pediatria. Qualche momento anche per ammirare i tesori artisticoculturali degli ospedali e salutare chi ogni giorno se ne prende cura. “Dai luoghi della sofferenza, del servizio alla popolazione fragile e malata comincio un percorso che mi riporterà in questi spazi moltissime volte – ha detto Zuin – Persone bisognose, affiancate da chi dà il meglio di sé per alleviare il dolore e le difficoltà, sono l’esempio del servizio socio-sanitario che dobbiamo proteggere, potenziare e diffondere sul territorio. Qui nascono le idee per il futuro sociosanitario locale”.
L’incontro. “Qui nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini
Gerosa in visita all’Ospedale dell’Angelo di Mestre: confronto con gli specialisti
Visita istituzionale all’Ospedale dell’Angelo di Mestre per l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Ad accompagnarlo la consigliera regionale con delega per Venezia Laura Besio. All’incontro hanno partecipato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin e un gruppo di specialisti dell’ospedale, con cui l’assessore ha affrontato il tema delle progettualità in corso e delle prospettive di innovazione nella struttura hub della provincia.
Durante la visita l’attenzione si è concentrata in particolare sull’attività della Farmacia ospedaliera. La direzione sanitaria ha illustrato il percorso che ha portato alla concentrazione a Mestre della produzione dei preparati chemioterapici, destinati all’Ematologia dell’Angelo e ai repar-
ti di Oncologia di Mestre, Venezia e Chioggia. Il processo è stato reso possibile anche grazie ai lavori di ristrutturazione realizzati nel 2025 e all’acquisizione di nuove tecnologie, tra cui un robot e due cappe semiautomatiche. Dotazioni che hanno permesso all’Unità farmaci antiblastici di Mestre di estendere la preparazione dei farmaci anche all’Oncologia di Dolo-Mirano, completando così la centralizzazione della produzione aziendale in un’unica sede.
Per volumi di attività l’Unità si colloca ora nella fascia ad alta intensità operativa: su base annua si stimano circa 44 mila preparazioni. La riorganizzazione ha portato anche a un significativo efficientamento dei processi, con un risparmio annuo stimato attorno ai 180 mila euro.
VENETO
Approvata indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario
La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera alla delibera che stabilisce il riparto delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario impegnato nei servizi di emergenza-urgenza. Il provvedimento riguarda il periodo dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026 e prevede un totale di 60,6 milioni di euro, destinati a 3.200 lavoratori tra infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti del settore.
“La valorizzazione del personale sanitario è sempre stata una delle mie priorità”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sottolineando che questa delibera rappresenta un passo concreto verso il miglioramento del sistema sanitario. “Con queste risorse – ha aggiunto Stefani – siamo passati dalle parole ai fatti, mettendo in campo un impegno significativo per coloro che operano in uno dei settori più delicati dell’organizzazione ospedaliera, quello delle emergenze”.
L’iniziativa è stata accolta positivamente dal Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha spiegato come questo intervento riconosca concretamente le difficoltà e i rischi a
cui sono esposti gli operatori nei Pronto Soccorso, servizi caratterizzati da carichi di lavoro elevati, turni complessi e, purtroppo, anche episodi di violenza. “Si tratta di un intervento atteso – ha detto Gerosa – costruito con criteri trasparenti e condivisi, che prevede anche il pagamento degli arretrati per chi ha prestato servizio dal 2023”. Il provvedimento coinvolge circa 3.200 professionisti della salute, tra cui 2.000 infermieri, 800 operatori socio-sanitari, 400 autisti soccorritori/ambulanze e una parte di personale amministrativo. L’indennità, che sarà differenziata in base al profilo, prevede un compenso mensile minimo pari a 340 euro per il personale sanitario, 250 euro per gli operatori socio-sanitari e il personale tecnico, e 140 euro per il personale amministrativo. Inoltre, le aziende sanitarie dovranno erogare entro il mese di marzo dell’anno successivo eventuali risorse residue, fino a completo utilizzo del fondo. Gli arretrati saranno corrisposti per il periodo dal 1° giugno 2023 al 2025, con un totale di 44 milioni di euro da ripartire nei vari anni.
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Volontariato. Clown
e bambini
portano musica, balli e sorrisi nelle case di riposo e in ospedale a Chioggia
“Donare un sorriso” festeggia 10 anni tra clown volontari e anziani
Ha tagliato il traguardo della decima edizione
“Donare un sorriso”, l’iniziativa promossa da Laura Doria che, insieme alla propria famiglia e a un gruppo di amici volontari, ha fatto visita in costume da clown a diverse strutture di assistenza sociale di Chioggia durante le giornate del Carnevale 2026.
Un appuntamento ormai atteso nel territorio veneziano, che anche quest’anno ha portato musica, balli, piccole scenette comiche e tanti palloncini modellati tra corridoi e sale comuni degli istituti clodiensi. Il filo conduttore è sempre lo stesso: regalare un momento di leggerezza a chi sta attraversando un periodo difficile. Perché, come sottolineano i volontari, un sorriso può diventare una piccola cura per l’animo.
Tra le note più significative di questa edizione c’è stata la partecipazione di diversi giovani, segno di una sensibilità verso il volontariato che continua a crescere anche tra le nuove generazioni nel territorio di Chioggia. In particolare, la presenza di due bambini di 4 e 6 anni tra i volontari ha reso le visite ancora più speciali: la loro spontaneità ha colpito soprattutto gli ospiti più anziani, creando un clima di tenerezza e vicinanza che non è passato inosservato. «Pur non essendo professionisti – spiegano gli organizzatori – siamo riusciti a intrattenere e a divertire». Ogni incontro si è concluso con la recita collettiva della poesia “Valore di un sorriso” di P. Faber, scelta come simbolo dei valori che da dieci anni sostengono l’iniziativa.
Le visite hanno coinvolto la Prometeo Sociale Onlus, la
comunità alloggio “Dopo di Noi”, Anffas Onlus Chioggia, UILDM, la casa di riposo F.F. Casson con le strutture Boschetto, Girasole, i centri diurni e Arcobaleno, oltre ai reparti dell’Ospedale di Chioggia, il cui personale sanitario ha permesso ai volontari di portare un momento di allegria anche tra i pazienti. Come nelle edizioni precedenti, agli ospiti sono stati consegnati piccoli doni offerti da alcune attività commerciali cittadine, tra cui McDonald’s e Capricci by Stefy. Un ringraziamento è stato rivolto a tutti i clown volontari che hanno scelto di mettersi in gioco. L’esperienza, assicurano gli organizzatori, resta aperta a chiunque voglia avvicinarsi al volontariato e vivere in prima persona la forza semplice, ma concreta, di un sorriso.
Spinea, il medico di famiglia va in pensione
Cambio di riferimento per molti cittadini di Spinea: il medico di famiglia Francesco Stevanato ha concluso la propria attività ed è ufficialmente andato in pensione all’inizio di questa settimana. Per garantire la continuità dell’assistenza ai suoi assistiti nel periodo di transizione, l’Ulss 3 Serenissima ha predisposto un ambulatorio pubblico temporaneo. Il nuovo medico incaricato di prendere in carico i pazienti è già stato individuato dall’azienda sanitaria e inizierà l’attività lunedì 7 aprile. Nel frattempo, per evitare disagi e assicurare comunque un punto di riferimento sanitario, l’Ulss ha attivato un servizio ambulatoriale dedicato all’interno del Distretto di Spinea, in via Murano 17, a poche centinaia di metri dall’ambulatorio del medico uscente. Gli assistiti potranno accedere al servizio su prenotazione telefonica chiamando il numero 041 8694696, attivo dalle 8 alle 10 del mattino. L’ambulatorio sarà operativo il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, mentre il martedì e il mercoledì dalle 10 alle 13.
Per eventuali necessità sanitarie non urgenti al di fuori degli orari di apertura, resta come sempre disponibile il servizio di continuità assistenziale, contattabile tramite il numero unico 116117.
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