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La Piazza del Miranese Nord dic2020

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Ecobonus p.37

Salute p.43

DICEMBRE 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.172

Regione p.25

Turismo p.49

del Miranese Nord

on-line:

anze Faun Laoproposta: Natale r ebr n acquista locale i O Valeria Marcato >valeria@givemotions.it<

nostre sedi Le nostre Sì, sediperché in questo 2020 nessuno di noiLepensava

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TERRITORIO

Natale, le iniziative nei paesi

senzialità. Lo riscontriamo dalle tantissime reazioni entusiaste nei nostri social e nel web, dagli sguardi rapiti ed emozionati dei cittadini, dall’orgoglio delle amministrazioni comunali. Un significato profondo questo, degno di riflessione. Tutti noi da settimane sosteniamo che questo sarà un Natale diverso. Noi ora pensiamo che questo sarà il vero Natale. Quello trascorso con gli affetti più cari ed intimi, con il calore delle luci, dell’Albero, del Presepe a compensare gli abbracci con pseudo sconosciuti. E Babbo Natale? Lui non mancherà, assolutamente non deve mancare. Che arrivino dalla Lapponia servizio a pag.10 per i più piccini o dalle attività dei nostri Comuni vestiti a festa, i regali saranno una presenza irrinunciabile nelle nostre case. Quest’anno i regali non saranno solo un segno di affetto nei confronti delle persone care, ma soprattutto un importante valore per il commercio e per le moltissime famiglie del settore, un segnale di rispetto per l’economia delle nostre città e per i nostri negozi di prossimità. Ci crediamo tantissimo tutti noi de La Piazza. Per questo abbiamo lanciato una campagna che ricordi ai cittadini ed ai veneti quanto sia importante acquistare nei propri luoghi. “A Natale acquista locale” non è per noi solo uno slogan, ma è il nostro modo per festeggiare il Natale con i nostri affetti più cari: i nostri lettori ed i nostri clienti. Nelle nostre pagine Facebook trovate le immagini della campagna, invitiamo tutti voi a condividerle e a pubblicarle nei propri profili. E’ il nostro modo per regalare concretezza, in questo momento di distrazione, preoccupazione e confusione. È il nostro pensiero di riconoscenza per il 26esimo Natale de La Piazza che, anche in questa occasione, vogliamo condividere con tutti voi! Buone Feste!

Martellago, dopo i raid, è scontro sulla sicurezza

Confronto acceso fra maggioranza e opposizione dopo le ondate di furti delle ultime settimane, quattro nuove telecamere in arrivo e parchi illuminati contro i vadalismi

NOALE

Sanità, Padiglione Fassina sistemato in tempi rapidi NOALE

Progetto Ecoattivi anche nel 2021 MARTELLAGO

Pums e Peba per una città più vivibile SCORZE’

Il bilancio della sindaca Nais Marcon

La proposta: a Natale acquista locale

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Noale, un Natale in sobrietà

Sì, perché in questo 2020 nessuno di noi pensava alle luminarie, all’Albero di Natale, alle nostre piazze illuminate a festa. E invece ecco che il Natale sta diventando un regalo per tutti noi, pur nella sua essenzialità. Lo riscontriamo dalle tantissime reazioni entusiaste nei nostri social e nel web, dagli sguardi rapiti ed emozionati dei cittadini, dall’orgoglio delle amministrazioni comunali. Un significato profondo questo, degno di riflessione. Tutti noi da settimane sosteniamo che questo sarà un Natale diverso. Noi ora pensiamo che questo sarà il vero Natale. Quello trascorso con gli affetti più cari ed intimi, con il calore delle luci, dell’Albero, del Presepe a compensare gli abbracci con pseudo sconosciuti. E Babbo Natale? Lui non mancherà, assolutamente non deve mancare. Che arrivino dalla Lapponia per i più piccini o dalle attività dei nostri Comuni vestiti a festa, i regali saranno una presenza irrinunciabile nelle nostre case. Quest’anno i regali non saranno solo un segno di affetto nei confronti delle persone care, ma soprattutto un importante valore per il commercio e per le moltissime famiglie del settore, un segnale di rispetto per l’economia delle nostre città e per i nostri negozi di prossimità. Ci crediamo tantissimo tutti noi de La Piazza. Per questo abbiamo lanciato una campagna che ricordi ai cittadini ed ai veneti quanto sia importante acquistare nei propri luoghi. “A Natale acquista locale” non è per noi solo uno slogan, ma è il nostro modo per festeggiare il Natale con i nostri affetti più cari: i nostri lettori ed i nostri clienti. Nelle nostre pagine Facebook trovate le immagini della campagna, invitiamo tutti voi a condividerle e a pubblicarle nei propri profili. E’ il nostro modo per regalare concretezza, in questo momento di distrazione, preoccupazione e confusione. È il nostro pensiero di riconoscenza per il 26esimo Natale de La Piazza che, anche in questa occasione, vogliamo condividere con tutti voi! Buone Feste!

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Ci saranno il calendario dell’Avvento e il presepe

arà un Natale diverso, senza dubbio, quello 2020: le restrizioni Covid impediscono feste, eventi di piazza, mercatini. Ma il virus non ferma la voglia di celebrare le feste nel loro senso più profondo, l’amore per i propri cari vicini e lontani. È questo lo spirito con cui la Pro Loco di Noale ha allestito, per il terzo anno di fila, il “Calendario dell’Avvento” sotto Palazzo della Loggia. Ogni giorno fino a Natale verrà aperta la casella corrispondente, e ognuna conterrà un messaggio particolare di speranza. Oltre a portare avanti un’amata tradizione, l’iniziativa è anche uno stimolo alla riflessione collettiva, su quanto accaduto in questo anno difficile e sull’importanza dell’affetto e dei legami. Ogni frase del calendario, infatti, contiene una parola chiave e un invito alla comunità: chiunque voglia può lasciare un pensiero, un augurio, un’immagine che saranno raccolti e condivisi con gli altri. “Ringrazio i volontari che si sono impegnati in questo nuovo progetto – commenta il presidente della Pro Loco Enrico Scotton – e l’amministrazione comunale che ci ha garantito il proprio sostegno, in questo anno per la nostra associazione assai difficile. I numerosi e generosi consensi riscontrati tra i noalesi che hanno apprezzato l’iniziativa del “Calendario dell’Avvento” ci hanno dato la spinta per vincere le preoccupazioni di questo momento e mantenere vivo il filo di speranza che ciascuno di noi nutre”. L’altra iniziativa organizzata per Natale è il presepe artistico, anche quest’anno montato alla Rocca dei Tempesta e illuminato anche di notte. Una trentina di figure in legno costruite a mano a grandezza naturale, ogni anno con qualche nuova aggiunta. “Quest’anno abbiamo fatto un gregge di pecore”, Valeria Marcato >redazione@givemotions.it < >valeria@givemotions.it< dice Scotton, che sta già pensando anche all’Epifania. Cancellato per e nostre città ci hanno abituati in questi anni ad un ovvie ragioni il tradizionale falò della Pirola Parola, la Pro Loco è però Natale ricco. Di gente, di intrattenimento, di socialial lavoro per non far mancare una qualche versione del panevin con il tà, di addobbi. Tutto normale per le città venete. Tutto suo “pronostego” per l’anno nuovo. “Stiamo organizzando un piccolo normale per noi cittadini. Tutto normale, fino a questo evento – annuncia Scotton – a cui si potrà assistere sui social. I dettagli 2020. Improvvisamente molte città si sono risvegliate saranno noti a breve”. scaggianteaffilatura@gmail.com dal torpore della pandemia e dall’assuefazione del “tanCarlo Romeo to” che hanno sempre avuto. E tutti ci siamo meravigliati delle tante luci e del calore che gli addobbi di Natale in È un periodico formato da 18 edizioni localicittà mensilmente e a pag 5 Redazione: Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin ci hanno regalato. Direzione, Amministrazione segue

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Questa edizione raggiunge le zone di Noale, Martellago, Salzano e Scorzè per un numero complessivo di 16.608 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

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Noale

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Salute Il sindaco Patrizia Andreotti e l’assessore Alessandra Dini illustrano gli interventi in atto

Padiglione Fassina pronto per l’emergenza covid A

ll’inizio di novembre la nezia di riferimento: Dolo, Jesolo sindaca Patrizia Andreotti, e Villa Salus a Mestre, ma visto i il vice sindaco Alessandra Dini numeri crescenti, sono state ated il dirigente dell’area tecnica tivate anche cercando soluzioni del Comune l’architetto Cariali alternative”. La sindaca Patrizia hanno effettuato un sopralluogo Andreotti dice che in questo moal padiglione “Fassina” nell’a- mento pandemico, in cui tutto rea ospedaliera di Noale dove il paese è in difficoltà dal punsono in corso gli interventi deci- to di vista sanitario, il compito si dall’Ulss 3 e dalla Regione del dell’amministrazione “è quello Veneto. Questo padiglione sarà di mettersi a disposizione della dedicato all’ospitalità di pazienRegione e collaborare per tutelati che sono positivi al virus Co- re la salute dei concittadini”. “Il vid 19. “Un cantiere - dichiara la padiglione Fassina- sostiene la sindaca Patrizia Andreotti - che sindaca Andreotti- diventa una sta impegnando 60 persone tra risorsa da mettere al servizio del tecnici, impiantisti, e volontari contrasto al Covid 19, grazie andella Protezione civile oltre alla che alla posizione baricentrica in ditta che ha già cui si trova Noale eseguito i lavori di che potrà essere un intero piano”. utile al territorio. Il cantiere sta L’obiettivo delLa collaborazioimpegnando la struttura sarà ne tra enti sarà la quello di essere complessivamente marcia in più che pronti in caso di ci permetterà di 60 persone emergenza, con uscire anche da strutture che posquesto momentra tecnici sano ospitare pato difficile che impiantisti zienti Covid non tutti viviamo da gravi come già mesi”. Una buona e volontari annunciato dal parte dei lavori è presidente Luca già conclusa, e in Zaia ed il direttoun piano, i lavore dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben. ri sono praticamente terminati: La struttura verrà utilizzata nel- prima pulizia di fondo e verifila sua totalità, e si prevede che che degli impianti, gli ascensori possa accogliere 120 posti letto. e predisposto per la terapia con In caso di necessità, il padiglio- l’ossigeno e infine inseriti gli arne, sarà destinato ai pazienti con redi. Adesso si sta lavorando su patologie croniche e positivi al altri piani per ottenere i 120 posti virus che non possono rimanere letto previsti, si stanno ultimana casa in isolamento perché non do i lavori, copertura ed esterno. assistiti. Con la nuova ondata di Ci si sta attrezzando nel caso l’ecasi, le aziende sanitarie hanno mergenza si aggravi e per essere riattivando i cosiddetti covid- pronti se ce ne sarà la necessità”. Roberta Pasqualetto hospital, per la provincia di Ve-

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Via Spagnolo, divieto di transito ai camion

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all’inizio di novembre è stato nuovamente istituito il divieto di transito ai mezzi pesanti in entrambi i sensi di marcia in via Spagnolo. Si risolve così una situazione nata anni fa per necessità di viabilità locale, tra cui anche la recente costruzione della circonvallazione sud di Scorzè che, di fatto, favorisce anche la viabilità a nord-est di Noale. Nel tempo il numero di mezzi pesanti che attraversavano la via era aumentato e i residenti avevano anche sottoscritto una petizione che chiedeva, appunto, la messa in sicurezza del tratto. “Per emettere l’ordinanza è stato necessario coordinarsi con Veneto strade, la Città Metropolitana, la polizia dell’Unione dei comuni del miranese ed i comuni limitrofi interessati alla viabilità, - spiega l’assessore alla viabilità Francesco De Marchi - un procedimento che ha richiesto parecchio tempo e che adesso siamo riusciti a concludere. Su via Spagnolo

è stato istituito il divieto di transito per i mezzi pesanti in entrambi i sensi di marcia, con esclusione dei mezzi di soccorso, delle forze dell’ordine o di quelli espressamente autorizzati. Tutti i veicoli non autorizzati dovranno percorrere la nuova circonvallazione esterna concepita per il transito dei mezzi pesanti. Saranno anche intensificati i controlli sulle vie interne al paese allo scopo di far rispettare l’ordinanza emessa - conclude De Marchi”. (r.p.)

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Noale

Rifiuti, Ecoattivi anche per il 2021 Il progetto premia i cittadini virtuosi nella raccolta differenziata. I punti guadagnati saranno convertiti poi in eco sconti anche per Natale

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gni 200 ecopunti raccolti si riceve un ecosconto del valore di un euro spendibile nei negozi con la vetrofania ecoattivi, i punti raccolti nel 2020 devono essere utilizzati prima della fine dell’anno. E’ ancora possibile guadagnare punti, e per farlo ci sono diverse azioni tra le quali il conferimento dei rifiuti all’ecocentro. Per ottenere i 200 punti previsti si deve inquadrare con l’app ecoattivi il qrcode che l’operatore dell’ecocentro esibirà, su richiesta, prima dell’accesso in ecocentro. Altri modi per guadagnare ecopunti sono : il compostaggio domestico (600 punti), l’adesione a gruppi di volontariato (600 punti) e spostarsi a piedi o in bicicletta (10 punti ogni km percorso). Per chi va al lavoro in bicicletta o a piedi sono previsti 1000 punti una tantum. Il regolamento e le istruzioni per ottenere i punti si possono avere visitando il sito noale.ecoattivi.it, scaricando l’app ecoattivi sul proprio smartphone o telefonando all’ufficio ambiente.“Abbiamo voluto fortemente per tre anni questo progetto

perché è indirizzato alla premialità” afferma Alessandra Dini assessore all’ambiente e vice sindaco del comune di Noale. “Se è vero che i cittadini che non si comportano bene vanno multati e puniti, credo sia molto importante che i cittadini virtuosi siano premiati. E’ per questo che stiamo lavorando per rinnovare il progetto anche per il 2021”. Il progetto ha anche l’obiettivo di sostenere l’economia locale ed è patrocinato da Ascom e Confesercenti. Gli ecosconti guadagnati infatti possono essere spesi solo nei piccoli negozi di Noale e poi vengono completamente rimborsati ai negozianti grazie ad uno speciale fondo messo a disposizione dal Comune. “In questi 3 anni sono stati rimborsati quasi 6.000 euro- ci comunica l’assessore al commercio Stefano Sorino - un valore simbolico certamente, che non risolve nessun problema ma che testimonia la vicinanza che in questi anni l’amministrazione ha avuto rispetto alle difficoltà dei commercianti e cittadini” Roberta Pasqualetto

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L’Avis cerca donatori

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’Avis di Noale cerca donatori. L’associazione lancia un appello per la donazione del sangue che serve sempre e c’è la necessità di continuare a donare. Sono cambiati i modi e i tempi per farlo a causa dell’emergenza, adesso è richiesta al prenotazione. Lo slogan Avis comprende 5 buoni motivi per donare il sangue: chi dona il sangue salva una vita, fare del bene fa bene, ti mantiene in salute, si beneficia della cosiddetta medicina preventiva e riduce il rischio di malattie cardiovascolari e diabete. La modalità in prenotazione a Noale è stata attivata a maggio, per prenotare la propria donazione è sufficiente telefonare allo 041 5896843 oppure telefonando o scrivendo al numero whatsapp 347 5636089 inviando un messaggio con la foto del proprio tesserino Avis. Resta invece invariata la modalità di prenotazione online registrandosi al sito : www.prenotaladonazione .it. L’orario dell’appuntamento si riferisce alla visita medica pertanto ci si deve presentare 10 minuti prima per compilare il questionario. (r.p.)


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Noale

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Sociale Parla Battista Camporese il direttore della Rsa Relaxxi

Casa di Riposo, un Natale in sicurezza La struttura oggi offre 120 posti letto, di cui 80 primo livello e 40 di secondo livello, e 40 posti di comunità

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a casa di riposo Santa Maria dei Battuti Relaxxi di Noale, offre diversi servizi ai residenti e non solo. Una decina di anni fa, a Noale, la casa di riposo si trovava all’interno di un padiglione dell’ospedale dove erano ospitate 65 persone. L’amministrazione, esortata dalla Regione, ha preso la decisione per rinnovare la casa di riposo e così, con un bando pubblico e quattro progetti di strutture, i vincitori hanno potuto costruire l’attuale Rsa. Tra i vari servizi ci sono quelli di assistenza, fisioterapia, psicologo e logopedista, servizi di animazione, pet terapy, religioso, lavanderia e guardaroba e cura della persona. Alcuni servizi sono stati sospesi a causa dell’emergenza sanitaria, soprattutto quelli che prevevano le visite con gli esterni. Otto anni fa, a giugno per la precisione, è stata aperta la nuova struttura e trasferiti tutti gli ospiti dalla precedente sistemazione. La struttura oggi offre 120 posti letto, di cui 80 primo livello e 40 di secondo livello, e 40 posti di comunità che si trovano all’interno della struttura in un nucleo a se stante. Dei 40 posti di comunità 20 sono stati accreditati e gli altri 20 posti liberi diventeranno Covid hospital: destinati a quelle persone colpite da Covid, che hanno superato la fase acuta, ma sono positive e hanno bisogno di rimanere ricoverati fino alla negativizzazione. Questo tipo di servizio, che solo l’Rsa di Noale è in grado di dare nell’Ulss3 Serenissima, ha lo scopo di alleggerire il lavoro degli ospedali, perché questo tipo di pazienti libera il posto in ospedale per altre persone. Un altro servizio molto frequentato è quello del centro diurno, attivato due anni fa, con 20 posti, e sempre molto frequentato e di supporto alle famiglie perché ha anche la possibilità di trasporto. Ovviamente in questo momento il servizio è sospeso fino al termine dell’emergenza sanitaria. Il personale è composto da medici, infermieri, operatori socio sanitari, animatori, fisioterapisti, addetti vari per pulizia e cucina; con un rapporto uno

La casa di riposo Santa Maria dei Battuti Relaxxi di Noale

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sempre stato un momento molto speciale per i nostri ospiti dove si tenevano diverse iniziative e pranzo al ristorante – dice Battista Camporese direttore e amministratore delegato della struttura - ovviamente quest’anno le cose non potranno essere come negli anni passati e non sappiamo ancora cosa si potrà fare. Sono attive le videochiamate con i famigliari anche se siamo coscienti che non sono minimamente paragonabili con l’incontro di persona. Gli altri anni le porte erano aperte e i parenti e gli amici potevano accedere liberamente durante tutto il periodo delle feste”. Nella struttura, a novembre, ci sono stati degli ospiti positivi4 al Covid, IN 4 GIORNI DIVERSI RINNOVI PATENTI MEDICI RINNOVI PATENTI 4 MEDICI IN 4 GIORNI DIVERSI … l’Rsa noalese si è subito blindata seguendo le procedure con l’Ulss 3.

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Una vetrina equo e solidale sui paesi più poveri del mondo

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iapre il negozio equosolidale “La Farfalla” gestito dai volontari. Prodotti del commercio equo solidale, oggetti d’arte sacra e creazioni realizzate da cooperative e associazioni locali che impegnano persone disabili e in recupero da dipendenze. Si arricchisce l’offerta del negozio, all’interno della canonica, gestito dai volontari del gruppo missionario noalese negli ambienti della canonica in piazza Castello a Noale. Nei giorni scorsi La Farfalla, questo il nome del punto vendita, ha riaperto i battenti completamente rinnovato. “I nostri ragazzi – spiegano i referenti del progetto - assieme ai più grandi del gruppo, hanno lavorato assiduamente per dare un volto nuovo al negozio che oltre ad essere una vetrina commerciale ci permette anche di far conoscere alla cittadinanza chi siamo e i nostri progetti per i paesi più poveri del mondo”. All’interno dei locali rinnovati si possono trovare prodotti alimentari dei circuito

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equo solidale, come caffè, zucchero, cioccolata, miele, oggetti di arte sacra, con un angolo dedicato ai presepi e al prossimo Natale, e oggettistica realizzata dai centri diurni o laboratori dove lavorano disabili o persone che vogliono uscire da storie di dipendenze, idee magari per cerimonie come battesimi, matrimoni. Con la riapertura “La Farfalla” si propone come un punto vendita per quanti intendono fare un acquisto consapevole, che unisca artigianato a solidarietà. “Acquistando i nostri prodotti – spiegano i giovani del Gruppo missionario – si contribuisce a sostenere alcuni progetti attivi in aree dove sono presenti anche i nostri missionari e rivolti in modo particolare ai ragazzi, alle donne in difficoltà, ai giovani che desiderano imparare un mestiere”. Il negozio è aperto giovedì dalle 9 alle 12 (in occasione del mercato settimanale), sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15.40 alle 19.30, domenica dalle 9 alle 12. (r.p.)

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Martellago

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Sicurezza Consiglio comunale infuocato, opposizioni all’attacco

“Contro i furti si può fare di più” A

ccesa discussione in consiglio comunale sull’ondata di furti che ha investito Martellago e frazioni con l’arrivo della stagione fredda. La seduta ha dato ampio spazio al “focus sicurezza”, sollecitato dai consiglieri di minoranza Boscolo, Bernardi (Unione Civica), Fusaro e Vian (Impegno Comune). Nella lettera in cui chiedevano un consiglio straordinario sul tema, auspicavano in particolare un aumento del numero di carabinieri nel Comune e più sicurezza sul territorio. Temi ricorrenti in consiglio (se ne era già parlato meno di un anno fa), motivo per cui le opposizioni sono andate all’attacco: “L’amministrazione precedente ha fatto molto di più di questa – ha detto Moreno Bernardi. Bisogna fare un piano, i furti sono sempre nelle stesse zone e lo sappiamo da anni: non è possibile che non ci sia prevenzione- ha aggiunto, invocando maggiore incisività in merito. La giunta ha già stanziato 30 mila euro per l’acquisto di 4 nuove telecamere, che però saranno installate non prima di fine anno”. “Ormai sarà troppo tardi – ha contestato Alessio Boscolo, che reputa pure la spesa troppo esigua. Serve più preven-

La giunta ha stanziato 30mila euro per l’acquisto di 4 telecamere zione implementando il sistema di videosorveglianza, appena possibile e con fondi maggiori, e richiedendo più forze dell’ordine”, citando la disparità di carabinieri tra Martellago e Scorzè: 11 a 15 in favore di quest’ultima, che pure ha circa 2.500 cittadini in meno. Per la maggioranza ha parlato il consigliere delegato alla sicurezza Luca Zampirollo, riferendo del colloquio che lui e il sindaco hanno avuto con il viceprefetto e il comandante De Luchi dei carabinieri di Venezia: “Ci hanno illustrato i dati relativi a Martellago, dove i reati sono diminuiti rispetto agli anni precedenti, definendo “zone critiche” altre. Ci è stata data comunque la disponibilità di pattuglie in più, tanto è vero che in questi giorni ne abbiamo viste due girare di sera per controllare il territorio,

ed eventuale supporto nei periodi più critici. Ci ha detto anche che i cittadini devono sempre denunciare i furti e di incentivare il collegamento degli antifurto con i carabinieri, che è gratuito”. “Se non si va a denunciare, le forze dell’ordine non arrivano – ha concordato il sindaco Saccarola – perché risulta che abbiamo meno furti. Comunque il comandante dei carabinieri ha detto che arriverà un militare in più” ha preannunciato, promettendo ulteriori telecamere per l’anno prossimo. Carlo Romeo

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Illuminati due parchi colpiti dai vandalismi

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ontinuano gli interventi per aumentare la sicurezza a Martellago. Saranno illuminate due area verde: l’area denominata parco Pollo e quella in via Bovo. Le due aree sono state segnalate dai cittadini come zone soggette ad atti di vandalismo e di abbandono rifiuti. “Nel nostro lavoro di amministratori non sempre servono le grandi opere, spesso economicamente molto impegnative, per avere importanti soddisfazioni – spiega l’assessore Luca Faggian. In queste settimane dopo una fondamentale attività di progettazione partecipata (citizen science), l’ascolto dei cittadini e la presenza costante sul territorio hanno permesso di verificare, progettare e finanziare interventi necessari ed attesi per due nostre aree pubbliche. In particolare gli interventi sono stati progettati dagli uffici del mio assessorato e sostenuti in prima persona dal sindaco Andrea Saccarola, per garantire una migliore fruibilità e sicurezza dei nostri cittadini nell’utilizzare tali aree. Nello specifico si è deliberato e deciso di illuminare l’area verde e le panchine vicine ai campi sportivi di Martellago, area denominata parco Pollo”. Questa zona verde era da tempo oggetto di continue segnalazioni per danneggiamenti all’arredo pubblico ed ai giochi, e per la presenza continua di sporcizia lasciata da chi approfittava di una scarsa illuminazione pubblica. Anche a Maerne, in questo caso in via Mosè Bovo, si è provveduto a reperire i fondi necessari ad illuminare l’area a ridosso del parco ed in parte destinata anche a pubblico parcheggio. “Così facendo – conclude l’assessore - una volta terminati i lavori sarà sottratto ulteriore terreno fertile a chi non conosce il significato delle parole: sicurezza, rispetto degli altri ed educazione”. (r.p.)


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Martellago

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Pums e Peba per una città più vivibile L’assessore Luca Faggian illustra gli strumenti urbanistici: “forniranno spunti per i nostri tre centri, evidenziando linee di sviluppo da percorrere nell’ottica della qualità di vita”

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l piano urbano di mobilità sostenibile e quello per l’abbattimento delle barriere architettoniche a Martellago sono in fase di redazione. I progetti permetteranno al Comune di compiere un notevole passo in avanti, in termini di attenzione per i cittadini, visione di un futuro più “accessibile”, capacità di rispondere concretamente alle esigenze della popolazione, massima attenzione e considerazione per le politiche di tutela ambientale e diminuzione dell’inquinamento specie quello atmosferico. Ancora di più merita porre l’accento sul fatto che la società vincitrice dell’affidamento la Ati Tps Pro s.r.l., è la stessa che ha curato il Pums della città metropolitana e del Comune di Venezia. “Il piano urbano di mobilità sostenibile (Pums) e il “Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche” (Peba) rappresentano due importantissime dotazioni di strumenti di pianificazione ed operativi di cui ogni Comune d’Italia dovrebbe essere dotato – dice l’as-

sessore Luca Faggian. Martellago è oggi il primo Comune di cintura che potrà integrare i propri piani con quelli della Città Metropolitana e del Comune di Venezia, realizzando e beneficiando quindi di importanti conoscenze del territorio e la possibilità di instaurare sinergie bidirezionali con lo scopo di migliorare i servizi ed il benessere urbano. Pums e Peba forniranno importanti spunti per impostare il futuro dei nostri tre centri, evidenziandone necessità e linee di sviluppo da percorre nell’ottica della qualità di vita degli abitanti e delle loro necessità”. La cittadinanza sarà invitata ad essere interlocutore e suggeritore primario, assieme a tutte le associazioni di categoria e del terzo settore, professionisti, che potranno in un’ottica di progettazione partecipata collaborare direttamente con l’amministrazione comunale e con la società vincitrice dell’affidamento. Ovviamente con le modalità di consultazione che rispetteranno i protocolli in atto in

“Impegni di spesa mantenuti nonostante l’emergenza”

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l Comune ha mantenuto gli impegni di spesa previsti nonostante l’emergenza. Nonostante la sospensione di alcuni servizi, ha continuato a pagare i costi insopprimibili permettendo alle ditte concessionarie di tenere in piedi la loro attività. Sono ripresi servizi come il trasporto scolastico di cui il Comune si è fatto carico, sul fronte del commercio e della solidarietà sociale, i fondi arrivati dal Governo hanno permesso di attuare una serie di aiuti che si sono concretizzati nel “Riparti Martellago”. A dirlo il vicesindaco e assessore al bilancio Alberto Ferri (nella foto). Sempre in emergenza, ma con gli avanzi di amministrazione, è partito il cantiere municipio con cui saranno sistemate alcune vie di Maerne. “Stiamo ancora lavorando sui dati per il 2021 – dice Ferri - ma a livello previsionale l’amministrazione ha ipotizzato le stesse entrate dell’anno precedente e se tali previsioni verranno rispettate verranno anche soddisfatte tutte le richieste di spesa previste. Sul versamento Imu di dicembre, che vale circa un milione di euro; confidiamo che l’entrata sia mantenuta”. Fuori bilancio, il problema delle tariffe Tari. Il Comune aveva deciso di sostenere le imprese destinando fondi a coprire parte della tariffa ma, già nel 2019, l’autorità indipendente Arera, aveva rielaborato il sistema di calcolo delle tariffe ed aveva invitato gli enti gestori come Veritas a rivedere il sistema tariffario. A fine 2019 era stata approvata una tariffa provvisoria, su dati del 2018, con riserva di rivederla all’inizio del 2020”. Il Comune è intenzionato a mantenere invariate le tariffe. (r.p.)

questo periodo per la tutela contro il covid19. Per questo l’opinione di chi vive, lavora, frequenta, transita nel nostro territorio è fondamentale per individuare gli obiettivi su cui lavorare. “Ci tengo personalmente, assieme anche all’amministrazione comunale, ad evidenziare la forte valenza sociale, ambientale, di tutela che questi strumenti di pianificazione hanno e di come in particola-

re il loro campo di azione si rivolga avendo proprio il cittadino al centro delle considerazioni progettuali – conclude l’assessore Faggian. Efficacia ed efficienza del sistema di mobilità, sostenibilità energetica - ambientale - socio-economica, sicurezza della mobilità, fruibilità dello spazio urbano sono i temi affrontati”.

Sopra l’assessore Luca Faggian

Roberta Pasqualetto

Dai ragazzi un murales alla città I

ragazzi di Martellago regalano un murales alla loro città. L’idea è nata dalla volontà del Comune, attraverso l’assessorato alle Politiche giovanili e in collaborazione con il Cantiere giovani, di attivarsi per offrire ai giovani del territorio un’occasione per entrare in contatto con altri coetanei, conoscersi e condividere insieme delle idee. L’arte urbana, la street art, è spesso usata come strumento per abbellire e riqualificare alcuni spazi poco valorizzati e in questo caso è stata anche una programmazione che ha messo assieme diversi giovani. Hanno risposto all’invito un gruppo di giovani tra i 16 e i 22 anni, molto interessati al mondo del writing e della street art. Durante l’estate i ragazzi, con il supporto degli educatori del Cantiere Giovani, coordinato da La Esse, si sono incontrati e hanno cominciato a sviluppare un’idea comune, a partire dal tema dello sfruttamento ambientale e della necessità di sensibilizzare le persone alla salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse. Hanno poi trasformato questa idea, in un disegno, realizzato inizialmente a matita su un foglio di carta Dopo la progettazione è stata la volta del lavoro sul muro, i ragazzi hanno scelto quello adiacente all’area della polisportiva di Maerne in via Olmo. I lavori sono iniziati alla fine di ottobre

con la supervisione di Elia Salvador, writer professionista, che ha guidato i ragazzi nella scelta della tecnica, dei colori e nella realizzazione dell’opera. “Sono orgoglioso dell’esito di questa iniziativa - dice il sindaco Andrea Saccarola - ho seguito personalmente il progetto ed ho potuto constatare le capacità e sensibilità manifestate dai nostri ragazzi nella scelta dei temi da sviluppare”. (r.p.)

Un’immagine del murales


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Salzano

Auser, pronti a ripartire il prossimo anno Il presidente Benito Agnelli auspica che riparta un servizio che ha funzioni molteplici, sociali ricreative e, soprattutto, di conforto per centinaia persone

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’ stato un anno decisamente molto particolare per tutto il mondo e da questa situazione non si è discostata neppure la sezione Auser di Salzano che ha sede in via Cristoforo Colombo, 1. Un luogo dove negli anni si sono svolte molte attività ricreative che hanno saputo coinvolgere ed aiutare spiritualmente decine e decine di persone e che dagli anni Ottanta rappresenta un punto di riferimento e d’incontro apprezzato. Ne parliamo con il presidente Benito Agnelli che ci racconta come la sezione ha vissuto un anno che, specialmente per gli anziani, è via via diventato sempre più tragico.“Abbiamo chiuso il centro il 24 febbraio, di corsa e senza pensarci su- spiega- mentre il servizio al Parco è rimasto attivo fino ai primi di marzo in collaborazione con il Comune. Dopo un mesetto, io ho iniziato a riprendere almeno l’attività amministrativa, anche perché il servizio al Parco di Salzano ha ripreso ad essere operativo dai primi di maggio. Il 14 settembre abbiamo provato ad aprire il bar, che per la nostra associazione rappresenta l’unica fonte di entrate. Ci siamo attrezzati con termoscanner, mascherine, sanificatori, registri d’ingresso e alla prima ordinanza ministeriale abbiamo richiuso il bar. Ora siamo in attesa degli eventi”. Un anno che ha visto soprattutto la categoria delle persone più avanti con gli anni a risentirne in maniera pesante, come avete vissuto voi questa situazione? “La pandemia è stataspiega Agnelli- un disastro per noi anziani. Persone che si trovavano abitualmente in un ambiente modesto ma accogliente, lontano dai clamori tecnologici ed estranei alla cultura degli anziani, di colpo si son trovati chiusi in casa ed inoperosi. La paura delle conseguenze ha allontanato i volontari sui quali il centro puntava per la manutenzione, la cura dei locali e tutte le piccole cose che improvvisamente sono diventate importanti”. Il futuro come lo vede? “ Il gruppo di gestione andrebbe rinnovato con persone nuove e motivate; ma non si riesce a trovare chi si impegni a fare il presidente, il manutentore e seguire tante altre incombenze. E le attività amministrative sono saltate perché non è possibile effettuare un’assemblea o un direttivo normali. Siamo vicini al caos. Spero solo che si possa superare questa situazione perché temo il distacco dei soci con perdita del

valore oggettivo che il Centro Anziani ha avuto fino a questo momento per il paese di Salzano”. Cosa si sente dire, in aggiunta? “Approfitto per fare un appello- conclude- alla sensibilità dei lettori per non lasciar morire una istituzione quarantennale come il nostro Centro”. Una volta lasciato alle spalle questo momento davvero complicato, l’auspicio è che la comunità salzanese torni a servirsi di un servizio che ha funzioni molteplici, sociali ricreative e, soprattutto, di conforto morale per tante persone che hanno necessità di affidarsi al Centro per Lino Perini non lasciarsi andare.

“Allarme sfratti, in primavera sarà un boom”

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’ allarme viene lanciato per tempo affinche nessuno faccia orecchie da mercante e si prepari di conseguenza: nel Miranese e in Riviera del Brenta è in arrivo con la prossima primavera, una bomba sociale di grandi dimensioni, un boom di sfratti per morosità. Bisogna non farsi trovare impreparati e avere già fondi e soluzioni abitative a portata di mano. Si stanno infatti accumulando situazioni di morosità continuative per oltre 300 famiglie che porteranno, non appena ci sarà lo sblocco, ad altrettanti sfratti. Per gli esercizi commerciali il dramma c’è già con 100 sfratti in arrivo. E neanche il territorio di Salzano sarà risparmiato. A fare l’analisi della situazione e a lanciare l’allarme è Andrea Martellato, sindaco di Fiesso e presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 3. Martellato analizza la situazione nei 17 comuni dell’area. In questi mesi grazie ad alcuni provvedimenti che bloccano gli sfratti tante famiglie in cui manca il lavoro hanno cominciato a non pagare più l’affitto. Alcuni da molti mesi. Se per quanto riguarda i mutui la possibilità di sospenderli anche fino a 18 mesi da parte delle banche esiste, per gli sfratti la situazione è diversa. Martellato ricorda come da febbraio a oggi, in molti Comuni di Riviera e Miranese sono cominciate ad arrivare decine di richieste di aiuti alimentari da famiglie che non lo avevano mai fatto. Chi chiede cibo, certamente non ha più i soldi per pagare l’affitto. Bisogna insomma pensare già da adesso ad alloggi di emergenza abitativa per la primavera. E per i commercianti è ancora peggio. l’iter dello sloggio sarà più veloce”. “Ad ora rischiano di venir sloggiati nel comprensorio – conclude Martellato almeno 100 esercenti che non sono più in grado di pagare gli affitti, canoni che spesso sono esorbitanti”. (a.a)


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Scorzè

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Politica Intervista al sindaco Nais Marcon con uno sguardo all’anno che verrà

“Sarà un 2021 all’insegna di numerosi cantieri in programma nuove opere dopo lo stop forzato” L’anno volge al termine: il sindaco Nais Marcon fa un bilancio del 2020. “Un anno che si prospettava pieno di lavoro, perché sono partiti tanti progetti che si stanno realizzando. Tutto ha preso un’altra dimensione a da quando è scoppiata la pandemia. I lavori sono stati fermi un po’ e poi sono ripresi: la rotonda davanti villa Ferrari, le due rotonde in centro, gli spogliatoi del campo da tennis di Peseggia, il tetto della scuola di Peseggia, la pista ciclabile di via Onaro, la sostituzione dei lampioni a led. Dall’altro lato il seguire l’evoluzione della malattia, le persone che avevano bisogno, interrompendo anche i lavori del sociale per dare i buoni spesa. Poi via via le cose sembravano tornare alla normalità, penso alla ripresa del teatro e agli spettacoli all’aperto quest’estate.” Poi, la seconda ondata. “Ora di nuovo la chiusura, tutto si è fermato: biblioteca, palestre, molti sport. Adesso più che mai poi c’è la lotta al contagio, e da una parte ci sono attività che vanno avanti, dall’altra la realtà dei malati che non va persa di vista. Per me è importante, li contatto al telefono tutte le sere, abbiamo superato il centinaio di casi . Così ho il polso della situazione, di come stanno e se hanno bisogno

Tra i principali obiettivi la nuova scuola, la progettazione della pista ciclabile a Peseggia, la pista di via Spangaro

Sopra Nais Marconi

di aiuto. A molti abbiamo portato la spesa, i farmaci, a qualcuno abbiamo anche portato via la spazzatura.” L’aiuto ai cittadini è stato centrale: che misure avete preso? “Per le realtà economiche, lo sconto della Tari e un contributo alle partite Iva che non hanno lavorato in lockdown. Questi soldi arriveranno a breve, li hanno bloccati perché definiti “contributi di Stato” ma abbiamo già deciso che o lo Stato ci dà il permesso o li diamo lo stesso, perché la gente ne ha bisogno. Ora stiamo valutando di fare da garanzia per dei prestiti alle piccole partite Iva. Tra le persone io vedo tanto orgo-

glio, c’è una bella reazione della gente, che cerca di tener duro il più possibile e di tirare avanti.” Obiettivi per il 2021? “Cominciare la nuova scuola, la progettazione della pista ciclabile a Peseggia, la pista in via Spangaro. Finiranno le wetland a Peseggia, speriamo di fare un collegamento anche con la base missilistica, su cui stiamo lavorando ancora per renderla fruibile alle associazioni. Ci sono tante cose importanti iniziate quest’anno da portare avanti, e altre nuove: ci sarà da lavorare anche nel 2021, speriamo di poterlo fare con maggiore serenità”.

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Trasporto pubblico, trovato un compromesso

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ompromesso raggiunto tra maggioranza e opposizione sul tema del trasporto pubblico Actv. Il Pd ha presentato un ordine del giorno chiedendo all’amministrazione di farsi portavoce per ottenere maggiori fondi per Actv, in modo da incrementare le corse dedicate a Scorzè. Il documento è stato poi emendato in accordo con la maggioranza e approvato in consiglio comunale. “L’accordo raggiunto su questo ordine del giorno – commenta soddisfatto il capogruppo Pd Dario Zugno – è la dimostrazione che con il buon senso maggioranza e opposizione possono lavorare positivamente per tutelare i bisogni dei cittadini. Il Consiglio ha impegnato l’amministrazione, oltre a continuare nel monitoraggio delle esigenze dei cittadini in merito alle corse, a farsi portavoce in Regione e in Città Metropolitana affinché i finanziamenti provenienti dal Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale vengano adeguati in modo da migliorare il livello dei servizi offerti al nostro territorio”. Un servizio essenziale che vive molte criticità a causa del Covid, in primis le minori entrate di Actv dovute al calo dei turi-

sti, oltre alla diminuita capienza dei mezzi per il distanziamento. “Le istituzioni – prosegue Zugno – devono preservare un servizio fondamentale per i cittadini, anche con l’ottica che esso dovrà, terminata l’emergenza sanitaria, essere ripensato ed implementato per fronteggiare un’altra emergenza, quella ambientale. Questo OdG è un primo passo, ma quando sarà terminato il pericolo coronavirus sarà compito delle amministrazioni, a vari livelli, fare un ragionamento più esteso sui trasporti, che riprenda, in particolare, il progetto della metropolitana di superficie, fermo da troppi anni”. (c.r.)

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Trasporti ferroviari Parla il direttore di Sistemi Territoriali Gianmichele Gambato

Linea Mestre-Adria, l’utenza scende al 35% S

cende al 35% rispetto al periodo pre – emergenza (quindi con un calo del 65%), il numero dei passeggeri che ogni giorno utilizzano la linea ferroviaria Mestre – Adria. Si tratta di una linea utilizzata soprattutto nell’area sud della Riviera del Brenta, ma anche nell’area del Piovese e del Cavarzerano e Adria nel rodigino. E’ una linea utilizzata di cui l’utenza si serve soprattutto per recarsi a scuola o per recarsi al lavoro. A dare i numeri dell’utilizzo, è il Gianmichele Gambato direttore di Sistemi Territoriali la società che gestisce la linea. E intanto a dicembre, per 4 giorni il tratto fra Piove di Sacco e Mestre resterà chiuso per lavori di manutenzione. “Nonostante il limite della capienza sia fissato al 50 % - spiega Gambato - a causa del fatto che lo smart working è incrementato, e tanti giovani che vanno alle scuole superiori utilizzano la didattica a distanza, i convogli anche nelle ore di punta, sono frequentati al 30 massimo 35%”. Grazie ai contributi specifici statali e regionali però, non ci saranno però rischi di dissesti di bilancio per la sociertà e il servizio .”Facciamo- sottolinea Gambato - rispettare alla lettera le prescrizioni previste e i convogli possono essere utilizzati solo con uso di mascherine e gel e nei limiti fissati della capienza massima”. Nei mesi scorsi è stata data anche la possibilità di ottenere i rimborsi per corse e abbonamenti non fruiti durante il lock down di primavera. Va detto infine che, se gli abbonamenti sono diminuiti, non è diminuito in modo drastico l’acquisto di biglietti. Molti utenti prima di rinnovare gli abbonamenti cercano di capire come evolverà la situazione epidemiologica. Intanto però la linea si fermerà per lavori questo mese.“A fine dicembre- conclude Gambatola linea dal 28 al 31 compreso, resterà chiusa nel tratto che va da Piove di Sacco a Mestre per importanti lavori di manutenzione. Le corse interrotte in quei giorni, saranno sostituite da corse di bus”. Oltre a questi interventi, per la Mestre-Adria, è

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Territorio

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prevista la completa elettrificazione di tutta la linea entro il 2023. Sulla nuova linea completamente elettrificata non ci sarà più posto per i treni a motore diesel. Per Sistemi Territoriali, si tratta di convogli acquistati per un valore complessivo di 40 milioni di euro che rappresentano un forte segnale di ammodernamento del servizio. Alessandro Abbadir

Pd all’attacco: “Sul trasporto pubblico si sono accummulati ritardi”

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n oltre dieci anni la Regione non è riuscita a portare a casa il biglietto unico per il trasporto pubblico e adesso punta addirittura a individuare un soggetto unico “regolatore” dei servizi? Un progetto molto ambizioso, forse troppo, visti i precedenti e che sa di provvedimento elettorale arrivato fuori tempo massimo”. Così Jonatan Montanariello, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della seconda commissione e il collega Andrea Zanoni hanno commentato il progetto di legge 9 illustrato nella seduta di qualche settimana fa e , relativo alla “Razionalizzazione e riordino della governance regionale nel settore delle infrastrutture e trasporti”. “Oltretutto - aggiungono - i consiglieri Pd- si tratta di un obiettivo presente nel Piano regionale approvato nella scorsa legislatura. Questo Pdl non aggiunge niente di nuovo. In pratica si dà mandato alla Giunta di fare un qualcosa già previsto in un provvedimento licenziato dal Consiglio cinque mesi fa”. “Sul trasporto pubblico - insistono Montanariello e Zanoni - c’è bisogno si agire in profondità per recuperare i pesanti ritardi accumulati negli anni e denunciati quotidianamente dai pendolari: dall’integrazione ferro-gomma alla sostenibilità investendo in mezzi non inquinanti, passando per il biglietto unico di cui si parla addirittura dal 2003. Pensare che sia solo un problema di razionalizzazione della “governance’ e non di mancate scelte politiche, crediamo sia fuorviante”.


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Personaggio

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Il personaggio Intervista ad Andrea Cavallaro, in arte Dodicianni

Discoteche, ovvero storia di ricordi legati a Cavarzere L’artista cavarzerano che ora vive a Bolzano presenta il suo nuovo singolo e racconta come il suo paese abbia ispirato la sua musica

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ndrea Cavallaro, in arte Dodicianni, dopo un periodo di silenzio, rilancia la sua arte, la sua musica con il nuovo singolo Discoteche. È un brano avvolgente, che ha del vero. Quando lo si ascolta sembra essere scritto appositamente per te. Cosa ti ha spinto a scriverlo? “Da qualche anno ormai vivo a Bolzano e credo più di tutto sia stata la lontananza da casa a stimolarmi la scrittura di questo pezzo. Sono molti i ricordi legati al mio paese, Cavarzere. In particolare ho uno zio, lo stesso che mi ha iniziato al pianoforte, che quand’ero bambino suonava in un’orchestra di liscio; l’estate, con la mia famiglia, eravamo soliti seguirlo nelle feste e nelle sagre nei paesi limitrofi. L’atmosfera di questi posti, che ora ricordo con un fascino mistico, è intrisa di una poesia tipica e a suo modo

unica che percepisco oggi a distanza di molto tempo con un velo di nostalgia”. Fa parte di un progetto più ampio? Un nuovo cd, per esempio? “Erano 5 anni che non pubblicavo qualcosa come Dodicianni, molto tempo se vogliamo rispetto alle tempistiche della discografia moderna. Per questo lavoro non abbiamo badato a questo tipo di dinamiche, mi sono preso il lusso di lasciare che la musica e le parole venissero fuori senza alcuna costrizione. Discoteche sarà solo il primo capitolo, ma è presto per fare piani a lungo termine”. Parli al plurale, com’è formato il tuo team di lavoro? “Parlo al plurale perché dietro ad un pezzo di tre minuti scarsi c’è un lavoro molto ampio su tanti livelli e con molti professionisti. Operativamente è strut-

Sopra Andrea Cavallaro, in arte Dodicianni

turato con quasi tutti creativi di Milano, ma il “core”, se così ci può dire, è qui in Polesine. Questo percorso infatti lo porto avanti con Filippo Duò che da un anno è mio manager, oltre che caro amico. È importante per me avere al mio fianco persone che parlino la mia lingua e capiscano le tematiche che mi stanno a cuore”. Molti ti conoscono, oltre come artista, anche come performer. Dopo un 2020 difficile e penoso, hai avuto

qualche illuminazione? Un’idea per una nuova performance? “Onestamente no, stavo lavorando a diversi progetti, prima che si palesasse la pandemia, che naturalmente sono stati rinviati. Purtroppo, come per tutti del resto, non è possibile fare programmi a lungo termine, ma su questo ormai sono molto zen, le idee non scadono per fortuna”. Samuele Contiero

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Cultura

Scriverò di te La raccolta del giovane scrittore veneziano

Gianluca racconta nonno Mario G

ianluca Stival, giovane scrittore veneziano, nel 2019 ha pubblicato il suo ultimo libro: Scriverò di te. È una raccolta di racconti dove sono riuniti tutti gli aneddoti e i momenti di vita che hanno visto come protagonista suo nonno Mario. Gianluca, chi è stato tuo nonno Mario e cos’ha significato per te? “Per me mio nonno è sempre stato molto importante e ha rappresentato una figura decisamente essenziale per la mia crescita. Per arrivare a scrivere “Scriverò di te” l’ho registrato per una decina di ore e quando mi parlava di tutti gli aneddoti della sua vita nelle sue parole c’erano sempre tanta umiltà e semplicità. L’insegnamento più grande che ho ricevuto in questi anni e durante tutto il processo creativo riguarda il rispetto verso gli altri, l’ascolto ma soprattutto la serietà nel lavoro. “In ogni lavoro che farai mettici testa, cuore e umiltà” mi ha sempre ripetuto. Per me scoprire la sua storia e immergermici così a fondo è stata una boccata di vita.” Quand’è nata in te l’idea di riunire i tasselli della sua storia? “L’idea nacque durante un pranzo di due anni fa in cui un amico storico di mio nonno gli chiese: ‘Perché non raccogli tutti gli episodi più importanti in un libro?’. Da lì partì tutto, mio nonno mi chiese se avessi voglia di cimentarmi in questo esperimento: iniziai a registrarlo, raccolsi i suoi appunti e mi misi a trovare le sue foto più belle dagli scatoloni dove teneva i ricordi dei viaggi. Dopo cinque-sei mesi di registrazioni, iniziai a “sbobinare” le ore in cui mi raccontava del suo lavoro, dei suoi viaggi, dei numerosissimi amori in gioventù e dei pensieri su vari temi attuali”. Ciò che viene raccontato in Scriverò di te non è un semplice ricordo, un affetto, ma molto di più. Sembra quasi una guida per questo confuso presente. “Le chiavi di lettura infatti sono volutamente due: da una parte quella di mio nonno Mario che racconta la sua vita con episodi divertenti, precisi e molto personali e dall’altro quella dello sguardo di ogni lettore che può immedesimarsi ed entrare nella storia senza necessariamente conoscerlo. Ci sono dettagli e riflessioni in cui ciascun lettore può rivedersi: per me era importante che da questo libro uscisse anche

Stival ricostruisce la vita dell’amato parente attraverso aneddoti e momenti di vita. E in questi i tanti insegnamenti ricevuti per affrontare un confuso presente

uno sguardo universale. Uno dei racconti che mi piace sempre rileggere riguarda un viaggio in Cina tra gli anni ’80 e ’90. Racconta: ‘La Cina fu uno dei Paesi dove riconobbi il rispetto della gente, l’umiltà, la generosità degli anziani pensionati che accompagnavano bambini e altri anziani al di là delle strade, sempre estremamente pulite e percorse da centinaia di biciclette. Ho visitato il mausoleo di Mao Tse-tung in piazza Tienanmen dopo quasi due chilometri di coda, poderi agricoli, raccolte del tè di 43 tipi e case coloniche […]. Con meraviglia vidi nel focolaio una fiammella sotto la pentola che riscaldava l’acqua, così vidi il mio primo biogas’.” La scelta stilistica e formale del racconto a cos’è dovuta? Perché non un romanzo? “Insieme alla editor che ha seguito tutto il lavoro abbiamo deciso di pubblicare una raccolta di racconti per dare la stessa importanza ad ogni episodio e per evitare che alcuni aneddoti andassero persi man mano: in ogni facciata c’è un racconto e il libro è diviso in quattro fasi. Si parte dalla giovinezza per poi spostarsi all’età adulta, ai viaggi ed infine alle riflessioni sul mondo contemporaneo. In mezzo al libro ci sono anche diverse facciate con foto d’epoca a colori e, dopo l’ultimo capitolo, abbiamo voluto inserire degli scanner con degli appunti scritti a mano. Pochi mesi fa è uscito anche “Scriverò di te” in audiolibro su Audible: è stato il regalo per i novant’anni di mio nonno. Ho voluto omaggiare una persona che mi ha sempre dimostrato grande affetto e che mi ha trasmesso molti valori.” Samuele Contiero

Pittura, il tributo di Varagnolo a Modigliani

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’ artista chioggiotto Sandro Varagnolo partecipa, in occasione del centenario della morte di Amedeo Modigliani, all’evento “Tributo a Modigliani”. Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Fondazione Amedeo Modigliani per celebrare con la realizzazione di opere da parte di artisti contemporanei selezionati un proprio personale omaggio all’arte del famoso artista livornese. Il portale TributoModigliani2020, tradotto nelle maggiori lingue del mondo, ospiterà tali opere con la loro storia, le loro caratteristiche; saranno anche proposti inediti sulla vita e sull’opera di Modigliani ripercorrendo le vicende della scuola di Parigi, le grandi influenze mondiali e le innovazioni artistiche che hanno caratterizzato il primo ventennio del Novecento. Varagnolo sarà presente con un olio su tela 50x70 cm che raccoglie nella sua stesura tutti gli

elementi tipici dell’arte di Modigliani con una resa pittorica realistica per omaggiare lo stile caratteristico rappresentando la figura al naturale deformata nella sua peculiarità anatomica del collo lungo. Si tratta di un ritratto nel ritratto: la figura d’infermiera che si appoggia su un ipotetico ritratto di Modigliani dello stesso soggetto. La donna brandisce uno strumento chirurgico che imprigiona un coronavirus nella solitudine di un ambiente metafisico, dominato da un unico elemento, il ritratto modiglianesco di se stessa, e offre allo spettatore la storia umana raccontata dalla cronaca di questo periodo. Non è la solita eroina da copertina che si vede in Tv con i segni sul volto, comuni a tutti ormai, ma piuttosto la solitudine e gli scarsi mezzi a disposizione di queste figure professionali di vitale importanza. (e.f.)


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Sport

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Bilanci di fine stagione Tante nuove promesse e conferme

Atletica veneziana, un anno di successi U

na stagione fortemente condizionata dalla pandemia da coronavirus è stata ugualmente ricca di spunti per l’atletica leggera veneziana. Il 2020 è risultato ampiamente positivo con alcune indicazioni molto importanti. E’ il caso Elisa Visentin , la junior della Biotekna ha saputo imporsi con prestazioni interessanti e due nuovi record personali nei 100 e nei 200 e con due argenti di assoluto livello ai nazionali junior di Grosseto. Nei 400 la menzione è per la classe 1998 Rebecca Borga, portacolori delle Fiamme Gialle, è esplosa con una stagione vissuta tutta al di sotto del suo precedente record personale, prendendosi un argento ai Nazionali assoluti ed un oro ai Nazionali promesse. Nei 1500 la migliore è stata la veneziana Irene Vian, portacolori della Riviera del Brenta, che ha corso quest’anno in 4’20:89 a Modena, andando a conquistare un ottimo bronzo con tanto di record personale. Sempre nei 1500 è esplosa l’allieva Beatrice Casagrande, classe 2004, con un ottimo 4’34:69 corso a Bellinzona. Negli 800 la migliore prestazione regionale è stata ancora di Irene Vian che ha personale stagionale di 2’06:40 corso a Rovereto. Nel salto con l’asta continua a volare Elisa Molinarolo, anche della Riviera del Brenta, che ai Campionati assoluti di Padova è salita sino 4.25 metri. Bene anche nel settore lanci, con la portacolori della Riviera Del Brenta, Emily Conte, che ha dominato la scena nel martello femminile; la junior classe 2002 è arrivata a 54.20 in occasione dei Campionati Italiani Junior di Grosseto, vincendo il titolo tricolore. Greta Brugnolo altra rappresentante della società Riviera del Brenta ha conquistato un altro titolo italiano nelle sue prove mul-

A fianco Elisa Visentin

CA SA P E N E L OP E tiple, sfiorando i 5000 punti nell’eptathlon (personale di 5076 ottenuto nel 2019) con un 1.71 nell’alto e 12.76 nel triplo. Sulla stagione trascorsa sentiamo le considerazioni della pluricampionessa dolese Manuela Levorato, primatista italiana dei 100 metri ed ex primatista dei 200 metri”. “Stagione con risultati interessanti. Alcuni giovani si sono messi in luce in maniera importante. Su tutti Rebecca Borga, che ha fatto il personale e sta mantenendo le promesse. Non male i risultati di Elisa Visentin (11:89 nei 100 e 24:38 nei 200), i tempi tutto sommato si equivalgono, forse un po’ meglio i 100. Ha 18 anni, va sicuramente lasciata crescere con calma e in tranquillità”. Lino Perini

Motocross, Giorgia Blasigh campionessa under 17

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n ritorno in grande stile per la giovanissima centaura veneziana Giorgia Blasigh che il 12 ottobre ha compiuto quindici anni. Dopo che nel 2018 aveva conquistato la vittoria del Campionato Italiano Motocross 85cc, Giorgia si era presa un anno di pausa dal mondo sportivo ma non ha più resistito quando è stata contattata per entrare a far parte del team più importante al mondo nel motocross femminile (Mx Fonta Racing ed è seguita dal KF8 Mx Training, accademia motocross della famiglia Fontanesi di Parma). Perciò quest’anno ha ripreso l’attività e dopo il periodo di lockdown, nelle scorse settimane ha disputato l’ultima prova del Campionato Italiano Motocross femminile conquistando il titolo di campionessa Italiana nella categoria Under 17 ed ottenendo la medaglia di bronzo nella categoria generale (dove corrono ragazze con moto

ua ti T a s a C a a n e z i z i d P e r a g l n i i Fa tt n u t i c o n gl i i n 5 m io i Tu … che vu

di cilindrata 250 cc mentre lei gareggia con una 125 cc). Ha poi fatto anche l’esordio alla prima gara di Campionato del Mondo che si è tenuta ad Arco di Trento. “Sono molto felice del risultato ottenuto sapendo che sono rientrata ad allenarmi da pochi mesi dopo oltre un anno di assenza- ha dichiarato Giorgia Blasigh dopo la gara svoltasi a Città di Castello in una giornata all’insegna della pioggia torrenziale e caratterizzata da un percorso molto fangoso. Giorgia ha festeggiato un titolo tanto meritato quanto significativo e che proietta la giovanissima motociclista verso un futuro luminoso. Una ragazza che ha iniziato a dedicarsi con passione a questa difficile disciplina con allenamenti massacranti e dedicandovi tante ore di allenamento, senza mai però trascurare lo studio, un percorso faticoso ma che ne sta rivelandosi vincente. (l.p.)

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#Regione

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L’intervista Francesco Calzavara debutta nella giunta Zaia

“In dirittura d’arrivo il bilancio tax free un miliardo di euro nelle tasche dei veneti” Le nuove risorse andranno a finanziare in via prioritaria investimenti per le Olimpiadi 2026, la messa in sicurezza del tratto ferroviario Adria Mestre ed il completamento della circonvallazione di Vicenza Assessore Francesco Calzavara, come descrive il suo debutto nella nuova giunta Zaia? “Direi frenetico, visto che sono stato nominato solo qualche giorno dall’approvazione della manovra di bilancio e da lì sono partite tutte le procedure per poter arrivare in Consiglio regionale in tempo, scongiurando l’esercizio provvisorio che rallenterebbe la capacità di spesa della regione. Oggi questa è la mia priorità, assieme a tutta una serie di incontri per conoscere le singole direzioni a cui fanno riferimento le molte deleghe che il Presidente Zaia ha ritenuto di affidarmi”. Ci può fare qualche anticipazione? “Sarà un bilancio in continuità con la precedente legislatura e quindi, ancora una volta, tax-free. Ricordo che il Veneto è l’unica regione in Italia che non applica addizionale Irpef, lasciando nelle tasche dei cittadini veneti ben oltre un miliardo di euro. Siamo riusciti a riconfermare tutte le poste di bilancio fino ad oggi finanziate, mentre si aumentano gli stanziamenti per i temi ambientali, con la messa in sicurezza di discariche, il finanziamento di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico ed iniziative atte a contrastare l’inquinamento dell’aria da PM10. Grazie a buoni dati di bilancio abbiamo la possibilità di assumere nuovi mutui, che andranno a finanziare in via prioritaria investimenti per le Olimpiadi 2026, la messa in sicurezza del tratto ferroviario Adria Mestre ed il completamento della circonvallazione di Vicenza”. Quali le priorità della Regione in questo periodo di emergenza?

“Garantire le risorse agli assessorati più esposti alla crisi pandemica, in primis alla Sanità e al sociale. I contributi che continuano a pervenire da benefattori, sommati alle risorse proprie della Regione, garantiscono la tenuta del nostro sistema sanitario. Credo che nei prossimi mesi sarà necessario sostenere le famiglie in difficoltà che pagheranno il calo occupazionale in molti settori, primo fra tutti quello del turismo, che in Veneto è la prima “industria” per fatturato. Naturalmente la Regione farà la sua parte, nella speranza che le varie iniziative promesse dal Governo di Roma abbiano una reale ricaduta sui nostri territori”. Lei si occupa anche di rapporti con il credito, alle banche cosa chiedete in questo momento? “Gli istituti di credito hanno dimostrato in questa fase di essere al fianco delle imprese e delle famiglie. La sospensione del pagamento di mutui e finanziamenti è stato sicuramente un salvagente importante, ora si tratta di capire quale sarà il sostegno reale all’economia, nel momento della ripartenza”. Un’altra sua competenza riguarda gli enti locali, i quali spesso invocano più risorse e maggiore attenzione dalla Regione, quali risposte date? “Il ruolo della Regione in questa fase, dove lo smart working ha dimostrato tutte le sue potenzialità e criticità, potrà essere quello di promotore di una progressiva digitalizzazione della pubblica amministrazione sostenendo, e questo vale soprattutto per i piccoli comuni, l’approvvigionamento di dotazioni tecnologiche e piattaforme gestionali. Strumenti che possano favorire una sempre maggiore tra-

“La Regione del Veneto ha presentato 150 schede progetto per complessivi 24 miliardi di euro di iniziative, le quali sarebbero un sensazionale acceleratore verso quella ripresa che tutti auspichiamo possa partire dal secondo semestre 2021”

sparenza e rapidità nei rapporti tra la pubblica amministrazione e i suoi cittadini”. Cosa servirà al Veneto una volta uscito dalla pandemia? “I Veneti hanno dimostrato anche nelle recenti crisi economiche di avere una straordinaria capacità reattiva, sapendosi riprendere prima e meglio di altri. Da persone pragmatiche, quali siamo, abbiamo bisogno di una cornice normativa chiara entro la quale muoversi. Vedo purtroppo ancora molta confusione, soprattutto sulle opportunità che i Recovery Fund potranno dare alle nostre future generazioni. La Regione del Veneto ha presentato 150 schede progetto per complessivi 24 miliardi di euro di iniziative, le quali sarebbero un sensazionale acceleratore verso quella ripresa che tutti auspichiamo possa partire dal secondo semestre 2021. L’auspicio è che il Governo ripartisca questi fondi con una logica e che premi quei

progetti che abbiano un immediato ritorno sul territorio. Contributi a pioggia di certo non cambierebbero in maniera sostanziale le sorti di imprese, cittadini e istituzioni pubbliche”. E’ chiamato ad occuparsi di anticorruzione in una Regione che si è trovata a fare i conti con l’illegalità e l’infiltrazione della criminalità, come agire? “Ricordo che la Regione del Veneto, nel precedente mandato, si è dotata di una normativa che prevede la costituzione di Parte civile in caso di delitti di stampo mafioso che si verificano nel territorio regionale. Infatti, a garanzia e tutela della legalità nel proprio territorio e nell’impegno al contrasto a fenomeni di criminalità organizzata, cito il maxi processo contro il clan dei Casalesi di Eraclea dove la Regione ha incaricato l’avvocato Fabio Pinelli del Foro di Padova per la Costituzione di Parte Civile dell’Ente”. (n.s.)


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Regione

Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon, capogruppo in Consiglio Regionale

“A caccia di risorse per l’economia veneta”

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l veneziano Raffaele Speranzon guida il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale. E’ stato il più votato del suo partito e ora, dopo l’attività in consiglio comunale e in Provincia, insieme alla presidenza dell’Ater, affronta il nuovo incarico nel parlamentino veneto. In questo inizio di legislatura quale vuole essere il vostro apporto? “Non possiamo nascondere il fatto che siamo stati eletti in un periodo particolarmente critico e ci rendiamo conto della situazione che ci circonda, siamo tutti espressioni di territori che stanno subendo gli effetti devastanti della pandemia. Dal turismo al commercio, dalla produzione ai servizi, il nostro impegno dovrà essere orientato a queste realtà perché sappiamo che le misure messe in campo dal governo dal punto di vista dei ristori copriranno solo in parte le perdite subite. Si tratta di difendere i veneti che stanno combattendo con ogni mezzo per evitare di fallire, non possiamo tirarci indietro. La nostra azione perciò sarà volta a difendere gli interessi del nostro mondo produttivo, che altrimenti rischia davvero di crollare. Non possiamo sottrarci a questa responsabilità”. Cosa c’è da fare subito? “Buona parte del Pil veneto è generato dal turismo, ma in questo momento di difficoltà il nostro patrimonio rischia di diventare appetibile per la malavita organizzata o aziende straniere che possono piombare sui nostri asset e sulle nostre imprese. La nostra azione sarà quella di individuare all’interno del bilancio dei capitoli per finanziare gli interventi a favore delle imprese. L’indirizzo che avremo come consiglieri sarà quello di recuperare più risorse possibili da destinare al ristoro di aziende che rischiano di chiudere. Non possiamo permetterci di perdere aziende e innescare un effetto domino terribile, questo deve avere la priorità”. Oltre all’emergenza, quali altri progetti avete in serbo? “Riteniamo che la Regione debba svolgere un ruolo importante nella definizione delle strategie per il Porto di Venezia, che insieme a Marghera e Chioggia

rappresenta il nostro sistema portuale, uno degli aspetti identitari del Veneto legato alla tradizione marinara, cantieristica e dei commerci. Questi ultimi in futuro si sposteranno ancora più ad oriente e vedranno pertanto Venezia in una posizione strategica. Dobbiamo promuovere una forte politica per rivendicare questo ruolo”. Un’altra proposta a cui tenere? “Sicuramente il sostegno alle famiglie è per noi una priorità, specie per quelle fragili e più esposte. Abbiamo la necessità di mettere sotto protezione i nuclei familiari, così importanti in termini di valori ed esperienza, dai genitori che lavorano ai figli, fino agli anziani. Anche per le attività extradidattiche svolte da gruppi e associazioni sportive è fondamentale il contributo e il sostegno della regione. Queste realtà associative in ambito sportivo, culturale e ricreativo sono alleati preziosi per le famiglie”. Come giudica il rapporto all’interno della compagine di maggioranza? “Con la maggioranza il rapporto è ottimo nei contenuti. Il nostro compito nel corso di questa legislatura sarà anche quello di garantire dignità ai veneti, quasi il 10 per cento, che hanno espresso la loro preferenza a Fratelli d’Italia. Su ogni ambito faremo valere il ruolo che ci è stato affidato”. Sarà la volta buona per centrare l’obiettivo dell’autonomia? “Con questo governo in carica ci sono ancora degli ostacoli da superare, auspico quindi un deciso cambio di colore con le prossime elezioni in modo da cambiare passo e realizzare l’obiettivo che la compagine di centrodestra si è posta sottoscrivendo il patto dell’estate scorsa fra Meloni, Salvini e Berlusconi. Un accordo chiaro che mette tra le priorità proprio la realizzazione dell’autonomia, la chiarezza su alleanze di governo che siano diretta espressione del voto e non di inciuci fra partiti e una riforma in senso presidenzialista dell’elezione del Capo dello Stato. Un deciso cambio di rotta che finalmente completerà anche il progetto dell’autonomia e imprimerà quella svolta che gli elettori invocano da tempo”.

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L’intervento Giacomo Possamai (Pd)

“Sanità più vicina ai cittadini”

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uella che ci viene imposta dalla pandemia è una sfida storica, collettiva. Una prova molto dura che ci richiama alla responsabilità comune e all’impegno solidale per uscire al più presto da questa dolorosa emergenza. Lo sforzo straordinario che in questi mesi è stato messo in campo dagli operatori sanitari, dalle tante professionalità preziose e dalle istituzioni è stato indispensabile per mettere un argine al dilagare distruttivo del virus. Se dobbiamo confidare nel fatto che la nostra sfida collettiva alla fine verrà vinta, non possiamo però dimenticare che nei lunghi anni di ‘normalità’ sanitaria non sono stati compiuti quei passi essenziali che ci avrebbero consentito di essere oggi ben più forti di fronte alla pandemia. Nel tempo abbiamo infatti smarrito quell’impronta, quel modello di sanità pubblica che aveva come principio irrinunciabile l’accesso universale, diffuso, dei servizi a beneficio dei cittadini. E’ inutile soffermarsi sull’attribuzione delle responsabilità, perché la retromarcia rispetto a quanto di buono era stato impostato nel passato è stata fatta in modo trasversale e ad ogni livello istituzionale. Altrettanto fuorviante è la gara tra i primi della classe perché in gioco non c’è la salvezza di singoli territori bensì di un intero Paese. Il Veneto può andare orgoglioso di essere la terra di una grande politica, Tina Anselmi. Fu lei, da ministra, la madre del sistema sanitario nazionale istituito nel 1978. Una riforma epocale che garantì pieno diritto alla salute e coesione nazionale, eliminando disuguaglianze che vanno considerate ancor più inaccettabili quando si parla di sanità. Oggi, lo stesso Veneto, è chiamato a ripristinare, a ricollegarsi a queste radici del passato. Lo deve fare riportando il complessivo sistema sanitario regionale ad una dimensione più vicina ai cittadini, attraverso il ripristino ed il potenziamento dei servizi sul territorio così come attraverso il rafforzamento degli investimenti per la medicina di base e per le borse di studio, per le strutture di sostegno alle persone disabili e per gli anziani, il cui unico approdo non può essere quello delle case di riposo. L’altra emergenza da affrontare nel quotidiano è quella della carenza di assunzioni del personale sanitario, oggi insufficiente per colmare i pensionamenti notevolmente in crescita. Diventa insomma doveroso tornare ad investire e programmare la sanità pubblica con una visione collettiva. L’occasione dell’utilizzo delle risorse che l’Europa mette a disposizione con il Recovery Fund è irrinunciabile. Si tratta di una mole di stanziamenti che vanno utilizzati in primo luogo nell’ambito della sanità, con progetti mirati e con un lavoro istituzionale minuzioso, di cura e di attenzione profonda al bene comune. Il curarsi non può tornare ad essere un privilegio di chi ha più mezzi e possibilità. Ripristinare la ‘democrazia della salute’ è un orizzonte che il Veneto, attraverso il ridisegno socio-sanitario, deve riconquistare. Tornando al passato, facendo tesoro della dura lezione del presente, garantendo a tutti un futuro migliore. Giacomo Possamai

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Regione

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Forza Italia La padovana Elisa Venturini è capogruppo in Consiglio Regionale

“In Regione da portavoce delle necessità dei territori” E

ntrata in Consiglio Regionale con oltre 6.500 preferenze personali, la padovana Elisa Venturini, da oltre due decenni è in prima linea e protagonista sulla scena politica: sindaco di Casalserugo per due mandati, consigliere provinciale, nonché vice presidente di Anci Veneto, ora è alla guida del gruppo consigliare di Forza Italia, nella compagine di maggioranza. Come si è svolta in queste prime settimane l’attività del Consiglio? “Stiamo partecipando in presenza alle sedute del Consiglio e ai lavori delle commissioni, distribuiti nelle varie aule, con tutte le precauzioni del caso: la presenza è un rischio ma in questo ambito è una necessità per poter lavorare, discutere e confrontarci. Abbiamo partecipato all’insediamento delle commissioni di cui facciamo parte. Nel mio caso, nella prima commissione bilancio ho la possibilità di conoscere e approfondire nel dettaglio tutti i progetti di legge regionale e i documenti che prevedono impegno di spesa, quindi la quasi totalità dei provvedimenti regionali”. Ad esempio? “In questo periodo ovviamente l’attenzione è rivolta all’ambito sanitario: abbiamo

previsto l’assegnazione di un beneficio economico agli specializzandi del quarto e quinto anno, ai ricercatori e docenti universitari che stanno presentando servizio sul fronte Codiv e in questo periodo svolgono un’attività intensa. Si tratta di professionisti non sono inseriti nel servizio sanitario nazionale, ai quali non veniva riconosciuto alcun beneficio economico. Un altro provvedimento riguarda la copertura a livello legislativo della spesa per la piattaforma informatica regionale Zero Covid Veneto per il monitoraggio e sorveglianza della persona. Si tratta di un sistema che va ad implementare Immuni. Mentre l’applicazione nazionale è un alter che avvisa quando entriamo in contatto con persone che sono state positive, Zero Covid Veneto invece è un sistema di biosorveglianza dove la persona segnala se presenta sintomi sospetti o si trova in quarantena. In questi giorni stiamo prendendo in mano la legge di bilancio, con i relativi collegati alla finanziaria: i tempi sono abbastanza ristretti, l’approvazione prevista entro la fine dell’anno e comporterà una presenza costante a Venezia”. Quali le urgenze e le priorità? “Un po’ tutta l’attività è incentrata sulla

gestione dell’emergenza Covid e le conseguenze economiche della pandemia, a partire dalle necessità in ambito sanitario, per individuare le adeguate strategie sul fronte economico per sostenere le attività produttive e l’occupazione. Il mondo dell’impresa e del lavoro non può vivere solo di sussidi, ma richiede ad esempio maggiore formazione. Il segnale positivo arrivato di recente dalle borse alla notizia del vaccino da’ l’idea di come il mercato è in grado di reagire e riprendersi anche di fronte a queste crisi. Altra questione sarà come lo Stato italiano userà i fondi che arrivano dall’Europa e che saranno destinati anche alla Regioni. Dovremo pianificare nuove progettualità e tutta la parte legata agli investimenti. La vera partita sarà questa. Sicuramente queste risorse hanno delle ricadute sull’economia locale, sta a noi orientarle al meglio”. Com’è il rapporto con la maggioranza e la Lega in particolare? “La Lega ha numeri importanti, noi ci poniamo come degli alleati leali, con la dignità di chi proviene dal territorio e può portare tutta la propria esperienza. Più che avanzare rivendicazioni legate a dei semplici numeri abbiamo dei territori da rappresentare, al di

Elisa Venturini

là della collocazione politica”. Da sindaco e consigliere provinciale al Consiglio Regionale, come sta vivendo questa nuova esperienza? “E’ una delle domande che mi viene rivolta più spesso. Ho lavorato per 17 anni in Comune, di cui 10 da sindaco, 15 in Anci, e 6 anni anni in Provincia. Da amministratore locale hai un ruolo operativo, pensi ad un progetto, ad un intervento e poi passi all’azione. Il ruolo del consigliere regionale prima di tutto è legislativo, intervieni a livello normativo, devi studiare i progetti di legge, i regolamenti, approfondire i temi. I risultati immediati di questo lavoro non si vedono subito, spesso ci vogliono anche degli anni. Affronto questo nuovo impegno con il mio bagaglio di esperienza sul campo e di conoscenza del territorio, mi faccio portavoce delle esigenze, delle necessità dei cittadini. Portiamo e discutiamo a livello regionale delle istanze del territorio, sapendo che ognuna delle sette provincie ha le sue esigenze e particolariNicola Stievano tà”.

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QUANTO VALE IL IN VENETO? Le stime a livello territoriale, effettuate sulla base delle risorse stanziate dal Decreto Rilancio, consentono di dimensionare in quasi 1,7 MILIARDI DI EURO l’importo delle sole detrazioni fiscali in Veneto. A dirlo è la ricerca condotta da CNA Veneto con il supporto di Centro Studi Sintesi di Mestre. In cinque anni, dal 2021 al 2026, il Superbonus muoverebbe circa 1 miliardo 652milioni di euro così ripartiti: 148 nel 2021, 379 nel 2022, 337 nel 2023, 316 nel 2024 e nel 2025, 156 nel 2026. La stima a livello territoriale è stata effettuata sulla base della quota degli investimenti attivati dagli ecobonus negli ultimi cinque anni (fonte: ENEA); tale valore è stato poi parzialmente corretto tenendo conto della quota di edifici residenziali con almeno 15 anni (fonte: Istat). Il provvedimento dovrebbe consentire di innalzare il valore degli incentivi fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica in media del 41%,

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riqualificazione energetica in media

con effetti positivi sugli investimenti del sistema casa fortemente provato nell’ultimo decennio. Con il Superbonus in Veneto gli incentivi fiscali passerebbero dai 665 milioni medi annui del periodo 2014-2019 a 941 milioni medi annui dei prossimi anni. Se al valore economico delle sole detrazioni fiscali (1,7 miliardi di euro) generate direttamente dalla misura sommiamo l’impatto dei bonus edilizi tradizionali, rinvigoriti dalla possibilità di cessione del credito e dal Superbonus stesso, arriviamo a un totale di circa 5,6 miliardi di incentivi fiscali per l’edilizia nei prossimi 6 anni, con un potenziale in termini di investimenti di almeno 14 miliardi di euro (per rimanere prudenti). “Il ricorso al meccanismo delle detrazioni fiscali, applicato agli interventi di efficienza energetica e agli interventi antisismici, va nella direzione auspicata da tempo da CNA Veneto, – dichiara il Presidente Alessandro Conte – ora però è necessario che il Governo si impegni ad inserire nella Legge di Bilancio il prolungamento del Superbonus 110% per il prossimo triennio. Consideriamo questa misura un volano straordinariamente importante per l’intera filiera delle costruzioni e ne sollecitiamo

l’estensione anche ai capannoni, per migliorarne le condizioni di sicurezza. Non si capisce infatti perché questa tipologia di immobili non sia ricompresa tra i possibili beneficiari. Peraltro, per le sue specifiche caratteristiche, il Superbonus 110% potrà beneficiare delle risorse destinate dal Recovery Fund alla transizione energetica. In prospettiva questo strumento potrebbe quindi essere finanziato perlomeno fino al 2026, favorendo l’accelerazione degli interventi di riqualificazione edilizia, con un’attenzione particolare alle questioni ambientali e alla necessità di lasciare in eredità alle prossime generazioni un mondo più sostenibile. Infine – chiude il Presidente – per rendere la misura davvero efficace è necessario prevedere un alleggerimento della burocrazia che risultando eccessiva rischia di scoraggiare molte attività”. “Da un’indagine condotta dal Centro Studi di CNA che ha coinvolto oltre 2mila imprese a livello nazionale e circa un centinaio a livello veneto – dichiara il Segretario di CNA Veneto Matteo Ribon – il 70% ritiene che il provvedimento potrà dare nuovo impulso alla filiera dell’edilizia.”

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Il Ministro dello Sviluppo Economico il 24 novembre conferma la proroga del Superbonus 110% P

Il Ministro Stefano Patuanelli, in audizione alla Camera di fronte alla commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, è molto chiaro a riguardo, anche se nel documento di Bilancio 2021 al vaglio non c’è traccia di questa misura. «È impensabile che il superbonus si fermi al 31 dicembre 2021. L’intenzione del Governo e del Parlamento è sicuramente di dare una prospettiva più ampia di quella prevista contemperando la proroga con le esigenze del bilancio e dell’utilizzo del Recovery fund. Cito tutti e due perché non è detto che la proroga debba essere finanziata solo con uno o con l’altro. Potrebbe essere finanziata in parte con fondi propri di bilancio e in parte con fondi del Recovery. Ma è impensabile che una misura così importante si fermi al 31 dicembre 2021».

Il ministro fornisce anche i primi dati sull’applicazione del beneficio. «In poco più di 20 giorni di monitoraggio dell’Enea sulle richieste per il Superbonus 110%, sono stati 193 gli interventi presentati e autorizzati, con un’ammissione a detrazione di circa 14 milioni e 700 mila euro e con crediti per 16 milioni e 200 mila circa. Sono numeri ancora molto piccoli perché stiamo parlando di 20 giorni, in un quadro che comunque è operativo e c’è attesa per eventuali elementi di proroga», ha concluso Patuanelli, ribadendo infine che la legge delega per il testo unico sugli incentivi per l’edilizia ci sarà, ma non nel collegato della legge di bilancio Sulla questione della proroga si concentrano anche gli agenti immobiliari professionali della Fiaip. «Riteniamo che il superbonus 110% sia una misura particolarmente strategica per il rilancio di tutto il settore immobiliare, ma in particolare dell’usato che racchiude il 75% delle transazioni immobiliari»,

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ha detto il presidente nazionale Gian Battista Baccarini, in audizione nella commissione Ambiente della Camera sulla legge di Bilancio 2021. La Fiaip propone di estendere la durata del superobonus «ad almeno tre anni, almeno fino a fine 2024 (riteniamo molto importante che sia fatto ora, nella legge di Bilancio proprio per dare un reale e fattivo contributo nel riuscire a porre in essere queste opere così importanti)». E chiede anche di «ampliare gli interventi che ricadono in questa misura a tutto il patrimonio immobiliare, non solo a una parte, seppur cospicua, del residenziale, ma all’intero patrimonio residenziale e anche al non residenziale (quindi negozi, uffici, capannoni, laboratori artigianali), con una particolare attenzione per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche (oltre il 50% dei palazzi nei centri storici non ha l’ascensore)».

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RISPOSTE

Per cercare di migliorare la comprensione e dunque l’adesione al SuperBonus 110%, cerchiamo di rispondere attraverso le domande più frequenti poste dai cittadini ad Enea, ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile, vigilato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 per gli interventi che iniziati prima di tale data a quali condizioni sono ammissibili alle detrazioni del 110%? Quali documenti bisogna produrre in questi casi? Il primo periodo del comma 1 dell’art. 119 del “decreto rilancio” prevede che “La detrazione di cui all’articolo 14 del decretolegge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, nei seguenti casi:” La norma, in sostanza, non fa riferimento alla data di inizio dei lavori ma pone soltanto la condizione che la detrazione del 110% si applica alle spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020. Il comma 1 specifica, inoltre, gli interventi “trainanti” ammessi alla detrazione del 110% e pone alcuni vincoli e requisiti, cioè stabilisce: a) i limiti di spesa differenziandoli per edifici di tipo unifamiliari e condominiali e per questi ultimi tenendo conto del numero di unità immobiliari presenti;

ENEA RISPONDE AI QUESITI PIU’ FREQUENTI b) il requisito che i materiali isolanti rispettino i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017; c) quando è agevolabile l’allaccio alla rete di teleriscaldamento; d) quando è agevolabile installare le caldaie a biomassa. Il comma 3 aggiunge il requisito che, ai fini dell’applicazione della detrazione del 110%, bisogna conseguire il miglioramento di due classi energetiche ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Da quanto sopra si conclude che, per tutti gli interventi “trainanti” la fruizione dell’aliquota del 110% è subordinata al rispetto di quanto previsto ai commi 1 e 3, sia per i requisiti tecnici che per la spesa massima ammissibile, a prescindere dalla data di inizio dei lavori. Ciò comporta, inoltre, che la documentazione da produrre in questi casi sia quella richiesta per gli interventi con data di inizio lavori a partire dal 1° luglio 2020.

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FAQ DOMANDE E

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È possibile realizzare più interventi trainanti contemporaneamente? Si. Come chiarito nella circolare dell’Agenzia delle entrate 8 agosto 2020, n. 24/E (cfr. paragrafo 4) “Nel caso in cui sul medesimo immobile siano effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo di spesa detraibile sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.”

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FAQ DOMANDE E RISPOSTE

Per usufruire delle detrazioni fiscali previste dall’ecobonus (ex legge 296/2006 e D.L. 63/2013 e successive modificazioni) e dal Superbonus (detrazioni fiscali del 110% ex D.L. 34/2020 come convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77) è richiesta, tranne qualche eccezione, la presenza dell’impianto di climatizzazione invernale.

Cosa si intende per impianto di climatizzazione invernale? Per la fruizione dell’ecobonus, l’immobile oggetto dell’intervento deve essere già dotato di impianto di climatizzazione invernale (vedi circolare

ENEA RISPONDE AI QUESITI PIU’ FREQUENTI

SuperEcobonus 110% e Asseverazioni

dell’Agenzia dell’entrate n. 36 del 31/05/2007). Si desume che, ai fini della verifica della condizione richiesta per l’ecobonus e il Superbonus, l’impianto di climatizzazione invernale deve essere fisso, può essere alimentato con qualsiasi vettore energetico e non ha limiti sulla potenza minima inferiore. Ai medesimi fini, inoltre, l’impianto deve essere funzionante o riattivabile con un intervento di manutenzione, anche straordinaria. Nella circolare 24/E del 2020 è stato precisato, al riguardo, che gli interventi sono agevolabili a condizione che gli edifici oggetto degli interventi siano dotati di impianti di riscaldamento presenti negli ambienti in cui si realizza l’intervento agevolabile. Ciò implica, pertanto, che anche ai fini del Superbonus è necessario che l’impianto di riscaldamento, funzionante o riattivabile, sia presente nell’immobile oggetto di intervento.

Il decreto legge 34/2020 “Decreto Rilancio” convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020 n.77, prevede l’innalzamento al 110% dell’aliquota di detrazione fiscale per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di efficienza energetica che soddisfano i requisiti di cui al decreto 06/08/2020 e per gli interventi antisismici di cui ai commi da 1 -bis a 1 -septies dell’articolo 16 del decretolegge 4 giugno 2013, n. 63. Tramite il sito www.detrazionifiscali.enea.it è possibile creare e protocollare le asseverazioni obbligatorie alla fine dei lavori e quando si opta per la cessione del credito e lo sconto in fattura per gli stati di avanzamento lavori al 30% e al 60%.

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La Banca del Plasma della Regione Veneto contro il Coronavirus

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L’appello a chi è guarito: “Donate il plasma” a pag 44

Prosegue alla pag. seguente

Tumore alla prostata, l’efficacia dei farmaci senolitici

Sabi Work, dal 2002 organizza e accredita congressi

Curare il Covid da casa, indicazioni per i medici di famiglia

a sanità della Regione del Veneto ha sperimentato e confermato che i pazienti che hanno avuto la malattia sviluppano anticorpi che sono in grado di inibire l’infezione causata dal Coronavirus. L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale. La persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia e avere un’età compresa tra i 18 e i 60 anni. Se ha avuto solo il tampone positivo ma senza sintomi oppure se ha avuto sintomi ma non è sicuro di aver avuto il coronavirus non è idonea a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato. Per ogni Ulss sono stati individuati dei centri di riferimento dove il volontario può rivolgersi per la raccolta del plasma iperimmune. “La Regione del Veneto invita gli ex pazienti covid oggi guariti che desiderano dare il proprio contributo, donando il plasma, a contattare telefonicamente il centro trasfusionale più vicino e aiutare concretamente alla guarigione di altri malati”.

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Curare il Covid da casa, indicazioni per i medici di famiglia

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urare le persone con infezione da Sars-CoV-2 non ospedalizzate, un vademecum è stato messo a punto dalla Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Lombardia, con la partecipazione della Clinica di Malattie Infettive, Dipartimento di scienze Biomediche e Cliniche Sacco dell’Università di Milano, diretto dal professor Massimo Galli, indirizzato ai medici di famiglia. Un protocollo di cure domiciliari nei pazienti con sintomi per evitare o contenere l’evoluzione della malattia e quindi l’ospedalizzazione. Si distingue in primo luogo, nella classificazione dei pazienti, tra i casi accertati e quelli sospetti. Rappresenta un caso accertato – si legge – il soggetto con tampone nasofaringeo o antigenico positivo. Il caso sospetto invece è quello del paziente con sintomatologia compatibile con infezione da Sars-CoV-2, che non ha non ancora effettuato il tampone o chi ha un esito negativo ma con elevata probabilità pre-test di infezione (contatto di soggetto con infezione accertata). Nei sintomatici a domicilio è consigliato utilizzare il paracetamolo nel trattamento della febbre; un’abbondante idratazione per via orale se non controindicata; sedativi per la tosse al bisogno; in caso di diarrea evitare trattamenti che riducano la motilità intestinale e supportare con idratazione orale; si ribadisce l’importanza di una corretta alimentazione Per quanto riguarda i trattamenti specifici, nel documento si evidenzia che “al momento nessun trattamento ha dimostrato un chiaro beneficio in pazienti la cui severità imponga l’ospedalizzazione. Vi sono in ogni caso alcune terapie che sono controindicate poiché non hanno dimostrato nessun tipo di efficacia in nessun setting (né ospedaliero né territoriale) ed espongono il paziente a potenziali rischi ingiustificati se somministrate senza adeguato monitoraggio: tra questi sono da citare l’antiretrovirale lopinavir/ritonavir, l’antibiotico azitromicina e l’antimicrobico/immunomodulante idrossiclorochina”. “È in particolare fortemente sconsigliato – si precisa - l’utilizzo di azitromicina, fatti salvi quei casi in cui vi sia il fondato sospetto di contestuale infezione batterica”. Viene invece ribadita l’importanza della vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica che è fortemente raccoman-

Le linee guida della Federazione dei medici Lombardi e il documento dei colleghi dell’Istituto Mario Negri e dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo data in tutti i soggetti di età superiore ai 60 anni o appartamenti a categorie inserite nel piano nazionale di vaccinazione antinfluenzale 2020/21. Le linee guida dei medici della Lombardia pubblicate sul sito della Omceo di Bergamo, anticipano quelle del ministero che dovrebbero uscire a breve. Nel frattempo i medici dell’Istituto Mario Negri e dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Giuseppe Remuzzi, Norberto Perico, Monica Cortinovis e il professor Fredy Suter, hanno preparato un documento sulle cure domiciliari da somministrare non appena si manifestano i sintomi che possono essere riconducibili all’infezione da Sars-CoV-2, ancora prima di sottoporsi al tampone (a differenza del vademecum dei medici Lombardi da cui sembrerebbe discostarsi anche nelle indicazioni di alcuni trattamenti). Il protocollo al momento è stato sperimentato su circa 50 pazienti, con tampone positivo e lievi sintomi, che sono guariti senza la necessità di essere ricoverati in ospedale. Il documento sarà a breve pubblicato sulla rivista Clinical and Medical Investigation.

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Regione Veneto

La Banca del Plasma della Regione Veneto contro il Coronavirus e l’appello alla donazione a chi è guarito

E

’ questo il contenuto del video che la Regione Veneto ha diffuso per sensibilizzare la popolazione alla donazione del plasma iperimmune. Un appello ai pazienti già guariti da Coronavirus per consentire gli studi clinici sperimentali per una terapia innovativa e che si è rivelata efficace in molti casi. La donazione “prevede il prelievo del plasma da persone guarite dal Covid-19, per poi somministrarlo a pazienti malati, affetti dallo stesso virus, per “rifornirli” degli anticorpi che erano già stati sviluppati, nel proprio sangue, dai pazienti guariti” spiega Giuseppe dal Ben, il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima nella sua pagina Facebook, nell’introduzione al video diffuso dalla Regione Veneto. Appello alla donazione della Regione che l’Ulss 9 Scaligera ha fatto suo rilanciando la campagna “# dona il tuo plasma” anche attraverso volti noti del mondo dello sport, dello spettacolo, della vita economica, dell’informazione e del territorio, tra questi Red Canzian, Paola Pessot, Piero Fanna, Gian Antonio Stella, Giobbe Covatta, Marina Salamon, Jerry Calà, sara Simeoni … “Coloro che hanno avuto la fortuna di guarire dal Coronavirus, - sono le parole dei vip - se donano il sangue con il loro plasma posIl plasma iperimmune serve sono salvare molte vite per consentire gli studi clinici perché aiuterà a guarire quelli che a oggi sono in sperimentali per una terapia mezzo al guado. In queinnovativa e che si è rivelata sto momento difficile e particolare che stiamo efficace in molti casi vivendo facciamo squadra. Dobbiamo cercare di fare il possibile. La donazione del sangue è più che mai urgente e utile. Il nostro sangue è prezioso ma donare il plasma può salvare delle vite. Usciamo dal tunnel del Covid 19 per vedere la luce della vita, tutti insieme”. Chi può donare e come si fa L’appello alla donazione è rivolto a tutti i soggetti che sono expazienti Covid: il paziente che intende donare il proprio sangue deve possedere i seguenti requisiti, da valutare in via preliminare con contatto telefonico: - deve avere un’età compresa tra 18 e 60 anni - il soggetto di sesso maschile non deve essere mai stato trasfuso - il soggetto di sesso femminile non deve mai essere stato trasfuso e non deve aver avuto gravidanze - l’infezione da SARS-Cov-2 deve essere stata sintomatica - l’infezione da SARS-Cov-2 deve essere stata documentata microbiologicamente (tampone rino-faringeo positivo) - la guarigione da infezione da SARS-Cov-2 deve essere stata documentata microbiologicamente mediante due tamponi negativi consecutivi - criteri di idoneità generale alla donazione (anamnesi fisiologica, patologica, farmacologica).

Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria


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Sabi Work, dal 2002 organizza e accredita congressi La storia di un’azienda tutta al femminile, specializzata nell’aggiornamento del personale sanitario che nell’ultimo anno, con la pandemia, ha saputo cogliere la sfida della formazione a distanza

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n’insegnante di lettere che, ad un certo punto del suo percorso professionale, si rimette in gioco e tenta una strada tutta nuova, l’organizzazione di corsi di formazione del personale sanitario e di congressi soprattutto nell’ambito medico, settore che aveva conosciuto e per cui aveva provato un significativo interresse per trascorsi universitari. E con un semplice fax e un computer, nel 2001, avvia la propria attività. Il primo congresso va bene a tal punto che poi ne seguono altri; soprattutto grazie al passaparola, l’azienda ha modo di farsi conoscere e crescere fino a diventare, da attività svolta in casa, una strutturata realtà che oggi realizza decine di eventi l’anno, lavorando in diversi contesti nazionali – Padova, Trieste, Roma, Firenze, Trapani - ed internazionali, in particolar modo nell’ambito della congressistica medica e della formazione sanitaria. E’ la storia di Luciana Bilotti, titolare insieme alla figlia di Sabi Work, con sede in via Ospedale a Padova, un’impresa tutta al femminile che da quasi 20 anni è sul mercato, specializzata nella gestione di congressi ed eventi, con particolare attenzione all’aggiornamento del personale sanitario attraverso corsi di formazione approvati da un Comitato scientifico secondo i dettami del Ministero della Salute e grazie alla collaborazione con docenti altamente qualificati,

“Endocrinologia per la Festa della Donna” è stato un Congresso organizzato per alcuni anni sempre a Marzo in occasione della Festa della Donna, in cui si sono sviluppate tematiche specifiche con particolare riguardo alla Tiroide e all’Osso

conosciuti a livello nazionale e internazionale. Solo per citare alcuni dati: nel 2017 Sabi Work ha organizzato 88 eventi Ecm e formato 2832 partecipanti (sanitari), nel 2018 gli eventi sono stati 69 con la formazione di 2315 partecipanti, e lo scorso anno 74 con 2427 partecipanti. A questi si aggiungono altri eventi organizzati per esempio per l’Università di Padova, per il Comune di Parma e la Regione Veneto. “La realizzazione di questi numeri è stata resa possibile soprattutto dall’impegno e dalla professionalità delle collaboratrici, la mia socia Mara e Sara”. Nell’ultimo anno, con l’emergenza sanitaria, Sabi Work ha saputo cogliere una nuova sfida, quella della formazione a distanza.

“A seguito della situazione che si è venuta a creare con la pandemia – racconta Luciana Bilotti – tutti i Dpcm, a parte una breve finestra durante l’estate, hanno individuato la Fad come mezzo per la formazione del personale sanitario. Allora abbiamo deciso di dotarci, nel rispetto della normativa vigente sugli eventi, di una valida piattaforma multimediale, adottando lo stesso modello utilizzato dalle università, con l’obiettivo di avere un dispositivo all’altezza dei convegni che avevamo in programma di organizzare”. Abbandonata quindi l’ipotesi di programmare in presenza, in autunno la Sabi Work ha già messo in cantiere 5 appuntamenti a distanza, con la modalità online, ai quali van-

no ad aggiungersi quelli di dicembre. E poi? “Il prossimo anno rappresenta anche per noi una grande incognita – osserva Luciana Bilotti – perché non sappiamo quando potremo tornare ad organizzare congressi e attività formative in presenza. A settembre abbiamo lavorato alla realizzazione di due prestigiosi convegni che si sono tenuti all’Auditorium S. Gaetano a Padova. Poi, con il diffondersi del contagio e con le nuove misure restrittive, abbiamo ripreso a lavorare esclusivamente da remoto. C’è anche da dire che in questo periodo gli operatori sanitari, i medici di medicina generale e gli ospedalieri sono tutti talmente impegnati che sarebbe difficile pensare di organizzare

l’attività formativa in presenza. Questa soluzione della piattaforma è, decisamente, più snella e comoda, in questo contesto”. “Abbiamo cambiato strategia, modificato le modalità organizzative, l’approccio per valorizzare la piattaforma multimediale, - conclude - uno strumento che anche dopo questa fase di emergenza sanitaria sicuramente avrà sempre più ampio utilizzo, anche se gli eventi in presenza sono decisamente più efficaci, suggestivi e ricchi di spunti”. L’augurio dunque è di ritornare a lavorare in presenza, con strumenti e modalità di lavoro ancora più innovative e all’avanguardia per fornire un servizio sempre più qualificato.

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Tumore alla prostata

L’utilizzo dei farmaci senolitici può essere efficace contro le metastasi

Il team internazionale di ricerca guidato dal professor Andrea Alimonti, ordinario del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, scopre come i composti senolitici, uccidendo le cellule senescenti, siano efficaci nell’arrestare il processo nella progressione tumorale

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e manca il gene TIMP1 nelle cellule senescenti il tumore alla prostata è più aggressivo, invasivo e metastatico. Il team internazionale di ricerca guidato da Andrea Alimonti scopre come i composti senolitici, uccidendo le cellule senescenti, siano efficaci nel bloccare la formazione delle metastasi. E’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Cancer Cell” un articolo che svela il ruolo delle cellule senescenti nella formazione delle metastasi e individua un composto senolitico (che di preferenza distruggono le cellule senescenti) in grado di bloccarle. Lo studio è stato guidato dal professor Andrea Alimonti, ordinario del Dipartimento di Medicina -– Dimed - dell’Università di Padova e ricercatore dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm) e dell’Istituto Oncologico di Ricerca (Ior) di Bellinzona in Svizzera con il supporto di un gruppo di giovani ricercatori guidato da Ilaria Guccini ed Ajinkya Revandkar e di prestigiose collaborazioni professionali all’Eth di Zurigo e negli Usa.

Le cellule senescenti non sono solo responsabili dell’invecchiamento, ma possono in alcune condizioni avere un ruolo determinante nella progressione tumorale e nella formazione di metastasi. Lo studio ha individuato uno specifico gene -– TIMP1 che spinge le cellule senescenti tumorali ad aver un ruolo attivo nella formazione delle metastasi. Se questo gene è infatti perso o inattivato, avviene la riprogrammazione dei fattori rilasciati dalle cellule senescenti verso una composizione che rende il tumore più aggressivo ed invasivo e quindi metastatico. È infatti dimostrato che l’assenza o inattivazione di TIMP1 e di PTEN – un altro gene che ha un ruolo chiave in questo processo – si verificano frequentemente nel tumore alla prostata, correlandosi alla resistenza al trattamento del tumore e a esito clinico più grave. Alla luce di queste informazioni e rilevazioni si è ricercato di individuare una strada percorribile per l’utilizzo di nuovi farmaci che uccidano le cellule senescenti, i cosiddetti farmaci senolitici, partendo

dall’ipotesi che potessero avere un ruolo chiave nell’arrestare il processo. Il Professor Alimonti e il suo team hanno dimostrato come questo sia vero nei loro studi preclinici, effettuando una sperimentazione in vivo nella quale è stata soppressa l’espressione dei geni TIMP1 e PTEN: una volta sviluppate le metastasi causate dall’assenza dei due geni inibitori, si è potuta verificare l’efficacia di un potente composto senolitico nel bloccare le metastasi stesse. “I risultati di questa ricerca ci indirizzano ancora una volta verso la terapia personalizzata – dice il professor Andrea Alimonti -. I fattori genetici possono infatti determinare se la senescenza avrà nel paziente un effetto positivo di opposizione alla crescita del tumore o negativo di stimolazione della formazione di metastasi. In questo secondo caso risulta importante somministrare con cautela i farmaci chemioterapici che inducono senescenza, oltre ad utilizzare i farmaci senolitici per uccidere le cellule senescenti”.

Il professore Andrea Alimonti

Linfedema: una patologia sottovalutata ed emarginata CHE COS’È? Il linfedema è il gonfiore degli arti superiori e/o inferiori causato dall’accumulo patologico di liquido ricchissimo di proteine tra il derma e il sottocute, per un malfunzionamento del sistema linfatico. Si riconosce un linfedema congenito che colpisce entrambi gli arti inferiori (1% dei casi totali) e un linfedema secondario a interventi chirurgici di tipo oncologico che necessitano della rimozione dei linfonodi, oppure da radioterapia o malattie infettive come la filaria. Si tratta di una malattia sottovalutata con pochissima offerta di cura a livello nazionale e internazionale perché mancano centri dedicati per la diagnosi e cura. Molto spesso la cura è affidata in maniera empirica a fisioterapisti specializzati in linfodrenaggio che non eseguono un vero inquadramento medico cosa invece altamente raccomandata per poter curare in maniera scientifica questa patologia. La progressione della malattia per la sua non curanza porta non solo a problemi fisici (elefantiasi dell’arto) ma anche a disagi psicologici che molte volte spingono il paziente all’isolamento sociale. COSA FARE? L’Istituto Flebologico Italiano, centro di eccellenza per la cura delle malattie venose e linfatiche, propone un protocollo

di studio e cura del paziente, strutturato in maniera rigorosa e scientifica grazie all’esperienza maturata con gli anni in questo settore. La diagnosi iniziale è affidata al chirurgo vascolare che esegue la visita specialistica, la valutazione clinica del problema e la diagnosi strumentale non invasiva mediante un ecocolordoppler venoso ed un’ecografia dei tessuti molli e dei vasi linfatici. Sulla base della prima visita viene richiesto un esame linfoscintigrafico per analizzare la presenza o meno di vasi linfatici e valutare la loro funzionalità, e una valutazione cardiologica. COME SI CURA? Il linfedema è una patologia che richiede

un trattamento per tutta la vita del paziente. La compressione è il gesto più importante nella fase iniziale della cura per decongestionare l’arto e nel lungo termine per poter mantenere il risultato ottenuto. Un’équipe di fisioterapisti e infermieri professionali altamente specializzati nella cura del linfedema e coordinati con l’équipe medica, esegue linfodrenaggio, Manutech terapia (trattamento con micro-correnti polarizzate abbinate ad un massaggio linfodrenante), bendaggi elastocompressivi correttamente confezionati per non incorrere a danneggiamento del patrimonio linfatico del paziente, calze elastiche su misura a trama piatta, plantari personalizzati per correggere la

postura dei piedi ed esercizi riabilitativi mirati. A questo approccio tradizionale, all’Istituto Flebologico Italiano di Padova abbinia-

mo tecniche innovative di compressione con esercizi in acqua termale (studi eseguiti e pubblicati in letteratura mondiale per la prima volta dal fondatore del centro e chirurgo vascolare di fama mondiale, Dott. Dimitrios Kontothanassis). Infine, è di fondamentale importanza la continuità terapeutica a domicilio per il mantenimento del risultato ottenuto attraverso l’utilizzo di calze su misura a trama piatta abbinate ad indumenti indossabili tipo “leggings” che trasmettono le micro-correnti polarizzate così come i controlli clinici periodici del paziente. L’alta Specialità dell’Istituto Flebologico Italiano offre al paziente il miglior iter diagnostico terapeutico-riabilitativo per una patologia cronica e invalidante come il linfedema.

Dott.ssa Sara Oberto - Specialista in Chirurgia Vascolare Master in Linfologia Clinica - Presidente dell’Italian Society of Young Phlebologists Via Niccolò Tommaseo, 50 - 35131 - Padova (Italy) segreteria@istitutoflebologico.it - www.istitutoflebologico.it Tel.: +39 049 2271355


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Piemonte

Le matite del Barbera, Land Art da bere Nel Monferrato Astigiano un originale fil rouge, legato al celebre vino cantato da Giorgio Gaber porta alla scoperta di borghi, cantine e audaci installazioni. L’idea a colori di Mombaruzzo indica la rotta di Renato Malaman

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randi matite dai colori squillanti svettano fra le viti. Land Art che sfuma nella Pop Art. Giganti dallo spirito giocoso che, in una coreografia da favola lunga chilometri, fanno da maggiordomo ai filari dei generosi vigneti di Pico Maccario a Mombaruzzo, il paese dei campanari. Matite che fanno il verso ad altre installazioni scanzonate e dai colori vivaci: chiocciole e rane di dimensioni extra size. Un bel modo di presentare vini d’autore e il loro territorio. Poco lontano, sulle colline intorno a Vinchio, un’ immensa panchina rosso Barbera, firmata da Chris Bangle (visionario designer californiano che ha firmato anche alcuni fortunati modelli Bmw), troneggia ironica e fa da totem alla pregiata zona di produzione dei Viticoltori Associati di Vinchio Vaglio Serra, patrocinatori dell’installazione. L’opera d’arte, che fa parte del Big Bench Community Project, percorso ideato dallo stesso artista americano, offre uno sguardo privilegiato sulla riserva naturale speciale della Sarmassa e sulle distese di vigneti. Ancora pochi chilometri più in là (e siamo già nell’Alessandrino), sul punto più alto del pittoresco borgo di Alice Bel Colle (curioso: si pronuncia con l’accen-

to sulla A), c’è un piccolo rifugio per accoliti di Bacco dove si stappano in compagnia (e si scoprono) i piacevoli vini dei cento produttori della Cantina Alice Bel Colle. Proiettando poi lo sguardo a 360 gradi su un paesaggio così bello, fatto di borghi e di orizzonti alpini, che sembra uscito dalla scenografia in cartapesta di un film. Ma la Cinecittà, il museo d’arte all’aperto e regno della fantasia, in questo caso, sono le ondulate terre astigiane del Barbera. Gioielli pittorici dalle linee geometriche. Luoghi dove l’immaginario annuncia il reale e fa pregustare in particolare il profumo di questo vino generoso e fiero, la sua gioiosa esuberanza, la sua forza semplice, ‘educata’ in cantina ma dopo il decisivo apporto di luce e calore catturati dalle uve durante la maturazione nelle spalliere di collina. Il Monferrato astigiano, costola del patrimonio Unesco piemontese (con Langhe e Roero) e mosaico prezioso di terre che da secoli regalano buon vino e buonumore. Terre di cui si era perdutamente innamorato Gino Veronelli, poeta prima ancora che profeta del vino. Prosegue alla pag. seguente


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Piemonte/2

Le matite del Barbera, Land Art da bere di Renato Malaman

Sul belvedere di Vinchio la panchina gigante firmata da Chris Bangle offre una panorama unico sull’oasi naturale della Val Sarmassa Gino Veronelli ci aveva visto giusto: l’enoturismo è cultura e genera futuro

segue dalla pag. prededente

E prima di lui Mario Soldati, che con i suoi racconti nel secondo dopoguerra portò a galla un’Italia di provincia fatta di gente umile che in paesi dimenticati ha salvato la tradizione. Fu proprio Veronelli a vaticinare un futuro da principessa alla ‘cenerentola’ Barbera, vino povero e legato al quotidiano dell’osteria che non ci ha messo poi molto - una volta sdoganate le sue virtù - a convincere gi increduli. ‘Barbera e Champagne, stasera beviam…’ cantava incrociando note e calici Giorgio Gaber e l’accostamento non era irriverente. Tutt’altro. I numerosi premi conquistati - dagli immancabili Tre Bicchieri a cui il vino piemontese è abbonato da anni - sono solo una conferma di quanto i produttori dell’Astigiano hanno saputo costruire negli anni, conferendo al Barbera la dignità e il valore che merita. In un calice di Superiore, la tipologia più celebrata che nasce da un lungo affinamento, c’è tutto il vigore di un vino fatto con uve che resistono al gelo, ai venti e alle nebbie. Ne sono stati versati fiumi di calici da quando, al tramonto del XVIII secolo, il conte Giuseppe Nuvolone ha codificato l’abc di questo vino per troppi anni considerato ingiustamente ‘da taglio’. La Barbera, fonte di freschezza e di acidità sempre viva, frutto di grappoli compatti e color notte, che in Piemonte è de-

clinato in tante denominazioni, è l’anima del Consorzio del Barbera d’Asti e vini del Monferrato Docg. E in questo contesto è in buona compagnia: quella di altri 12 vini di spiccata identità come il Nizza Docg, vanto di Nizza Monferrato, o il Ruché di Castagnole Monferrato, nicchia enologica oggi pure Docg che nacque grazie alla passione di un parroco di paese. E poi si svelano anche varie Doc che danno spessore al concetto di biodiversità in questo riservato e discreto angolo di Piemonte: il Cortese dell’Alto Monferrato, il Grignolino d’Asti, la Freisa, l’Albugnano, il Dolcetto d’Asti, tutti capaci di narrare i propri territori quelli compresi fra il Tanaro e il Belbo - le storiche cantine, gli eclettici personaggi. Come in una canzone di Paolo Conte, lo chansonnier astigiano che ha dato nuova vita ai miti popolari, quelli ruvidi da osteria di cui la Barbera è uno dei simboli. Seguendo il fil rouge di questo vino, ormai nel cuore dei consumatori italiani, quanti borghi e quante feste si rivelano al visitatore a caccia di stupore. Quanti personaggi con storie da raccontare. Da Asti a Canelli, da Costigliole a Rocchetta Tanaro, da Castelnuovo Don Bosco a Roccaverano, patria della Robiola Dop. Un itinerario che si allarga a dismisura, seguendo le rotte dell’arte e del gusto. Con un soffio di poesia.

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SAIE Tecnologie Lungo le strade del Barbera d’Asti DOCG. Nella foto principale le maxi matite realizzate con legno di castagno tra i filari dell’azienda Pico Maccario di Mombaruzzo. A destra la grande panchina di Vinchio, firmata da Chris Bangle, che fa parte del percorso Big Bench Community Project. Sotto: uno scorcio panoramico di Alice Bel Colle. In questa pagina: paesaggio delle colline del Barbera; la cantina di Pico Maccario; calici di Barbera e installazioni di Land Art alla Pico Maccario

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icordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini 4* di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad

un prodotto termale, come già riconosciuto nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. E se il pane raggiunge ogni casa allietando i momenti di convivio, il fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista. www.millepini.it Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8911766 – info@millepini.it

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Cinema

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L’intervista Il regista di Videocracy è uno dei documentaristi più talentuosi d’Europa

Gandini sceglie il Veneto per il suo nuovo progetto “Se c’è qualcosa di piacevole di questa sensazione che siamo tutti un po’ fermi è che stiamo riflettendo su come fare il prossimo passo in avanti ed è un momento di riflessione che ci sta ogni tanto nell’umanità”

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sterno. Campagna veneta. Giorno. Un uomo alto, slanciato, in mezzo a un prato regge un’asta microfonica, le cuffie sono coperte da un berretto di lana nero, rubato al figlio adolescente. Accanto a lui, alla macchina da presa, opera Daniel, un cineoperatore che coi capelli sciolti sembra la reincarnazione di Gesù. Si sente “cut”e poi, l’uomo col berretto, si volta di scatto verso di me e sorride gioioso facendo su è giù col pollice. O meglio, causa mascherina, a sorridere sono i fari celesti che la madre svedese gli ha donato in eredità. Due occhi blu ipnotizzanti. In questo preciso momento ha appena finito di girare una sequenza del suo nuovo documentario. Quest’uomo “bravo, intelligente e furbo”, così lo definì Fabrizio Corona dopo la prima uscita di Videocracy nel 2009, è il regista Erik Gandini, uno dei documentaristi più in talentuosi d’Europa. In questi giorni è passato in Veneto a girare il suo nuovo progetto, che sarà pronto per la fine del 2021. Erik sei reduce da una settimana di riprese in periodo di pandemia, in uno Stato che, a differenza della Svezia, prevede regole rigide. Che effetto ti ha fatto? “In Svezia c’è stato un lockdown molto diverso, perché non c’è l’obbligo di portare la mascherina, non c’è il divieto di uscire di casa dopo le dieci di sera. Viviamo sotto consigli, piuttosto che sotto regole dure. Qui invece si avverte molto forte questa imposizione delle regole, questo cambiamento nello stile di vita delle persone. Guarda, se volessimo parlare di Svezia, il discorso sarebbe molto lungo. Forse c’è stata la consapevolezza da subito che eravamo di fronte a una pandemia prolungata e che si doveva trovare un modello che funzionasse con la sopportazione delle persone. Per cui le scuole sono rimaste aperte, i ristoranti sono aperti. Abbiamo ricevuto tanti consigli sul mantenere il distanziamento e la gente ha cambiato il proprio stile di vita. Penso che la

Svezia abbia fatto auto isolamento da 50 anni, per cui c’è uno stile di vita diverso. Le persone vivono molto lontano le une dalle altre. Gli anziani vivono inesorabilmente per conto loro. Nel 2015 esce il tuo film La teoria svedese dell’amore, che parla della costruzione di quel modello di indipendenza progressiva. Perché gli italiani lo stanno scoprendo ora, con la pandemia? “È interessante. Ho trascorso la mia esistenza tra questi due Paesi perché sono di fatto il prodotto di un incontro tra una donna svedese e un uomo italiano negli anni Sessanta e crescendo ho visto rimpicciolirsi i

confini d’Europa. Quando ero piccolo andare dall’Italia alla Svezia era un passaggio di molte frontiere, di mondi diversi. Adesso in due ore sei qua, i canali sono gli stessi, indossiamo le stesse marche di vestiti, eppure siamo un po’ agli antipodi. Prima c’era il mito della Svezia che era un po’ il riferimento della perfezione e forse c’è ancora. È anche per quello che nasce un bisogno di trovare le crepe nella facciata. C’era ovviamente il mito delle donne, della sessualità libera, di questo mondo… ma alla fine sono dei cliché. Come il cliché dei suicidi che non è forse nemmeno mai stato vero leggendo attentamente i dati.”

Pensi che la pandemia avrà un impatto nel tuo modo di pensare, di concepire e sviluppare i temi dei prossimi documentari? “Sono un gran consumatore di notizie, ma non voglio mai attaccarmi all’attualità perché vorrei che i miei documentari siano attuali anche tra dieci anni. Per cui non voglio pensare di raccontare una pandemia perché magari, speriamo, tra un anno non ne potremo più di questa cosa. Credo tuttavia che questi grandi stravolgimenti siano i momenti in cui avvengono dei cambi profondi nelle ideologie. Questa pandemia ha schiacciato il tasto pausa per tutti. Siamo consapevoli che

abbiamo dovuto collettivamente smettere di lavorare. Smettere di comprare. Smettere anche di dover subire un confronto con gli altri perché c’è l’idea che tutti gli altri si divertano mentre noi no. Se c’è qualcosa di piacevole di questa sensazione che siamo tutti un po’ fermi è che stiamo riflettendo su come fare il prossimo passo in avanti ed è un momento di riflessione che ci sta ogni tanto nell’umanità. Purtroppo è violento, comporta per tante persone la morte, la malattia o la disoccupazione. Io, ad esempi, sono convinto che porterà qualcosa di positivo per quanto riguarda il lavoro”. Cristian Cinetto


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Attualità

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La storia Un ottimo consiglio ha lanciato il giovane campione

Il prof talent scout scopre la promessa dell’atletica A

settembre ha partecipato ai Campionati Italiani di Atletica a Rieti conquistando la medaglia d’ oro nel salto con l’asta categoria Allievi (15-16 anni) portando il proprio personale a 4,70 metri. Emanuele Cecere, classe 2003, 17 anni il 17 dicembre, è una giovane promessa dell’atletica non solo locale. E pensare che ha iniziato quasi per caso grazie al professore di Scienze motorie delle medie che in lui ha intuito del talento, ma soprattutto che era sprecato a …non far proprio nulla. “Ho iniziato a fare atletica quattro anni fa – racconta Emanuele che vive a Reschigliano con mamma Cristina e papà Paolo -. È iniziato davvero tutto per caso. Prima di allora non avevo praticato alcuno sport e non mi interessava nemmeno farlo, non ci avevo mai pensato. La mia passione era ed è la moto. Poi Daniele Rubini, il mio professore di Scienze motorie, mi disse che era il momento che mi dessi una mossa, che ero sprecato a non far nulla. Mi mise in contatto con un suo amico di Assindustria, Marco Chiarello. Andai da lui, da quel giorno è il mio allenatore”. Il giovane campione ricorda la vittoria conseguitaai160493954724_2020.12_BM.pdf il 13 settembre scorso che lo

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ha decretato campione italiano. “Sono andato a Rieti deciso a far bene, ma di sicuro non mi aspettavo un risultato così importante. È stata una grandissima emozione”. Studente del terzo anno al Liceo scientifico sportivo Newton-Pertini di Camposampiero, Emanuele si allena tutti i giorni. “Mi alleno al Palaindoor di Padova tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, per circa due ore e mezza ogni 2giorno 09/11/20 – spiega17:32 Emanuele -. Non è, però,

“Datti una mossa, sei sprecato a non far nulla!”, alle medie il consiglio rivelazione che ha inaugurato una carriera ricca di soddisfazioni

un allenamento intenso. Mi piace e mi diverto. Quattro anni fa sono partito subito nel salto con l’asta; in seguito, mi sono cimentato un po’ in tutte le discipline. A breve, se non ci saranno restrizioni legate al covid, dovrei gareggiare in alcune multiple, vale a dire competizioni che mettono insieme varie specialità, dal giavellotto ai 60 metri piani ai 60 ostacoli, per citarne solo alcune”. In programma a gennaio i campionati regionali di categoria e a febbraio quelli

italiani sperando che non debbano slittare. “Nel frattempo non smetterò un giorno di allenarmi, voglio arrivare pronto – prosegue Emanuele –, e poi, ovviamente, studio. A scuola diciamo che mi arrangio. Il voto più alto? Un 9, almeno per ora, in educazione fisica. Il mio sogno? Lo sto già vivendo: sto facendo quello che mi piace e voglio dare il meglio” conclude il giovane campione italiano outdoor 2020 di Assindustria Sport. Nicoletta Masetto


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Attualità

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L’intervista Elisabetta Ruzzon guida la Onlus impegnata in tutto il Veneto

Un “Pulcino” a fianco dei bambini prematuri E

lisabetta Ruzzon è presidente del “Pulcino”, l’Associazione di volontariato delle famiglie dei bambini nati pretermine e a termine e ricoverati in una unità di Terapia Intensiva Neonatale del Veneto. Come nasce e quali sono gli obiettivi primari della vostra Associazione? “L’Associazione Pulcino è stata fondata nel 1996 a Padova da genitori di bambini nati pretermine e a termine e ricoverati nei Reparti di Terapia Intensiva Neonatale del Veneto. Fin da subito i fondatori hanno perseguito gli obiettivi di essere un valido punto di riferimento per i genitori, sia durante la permanenza in Terapia Intensiva, che in seguito alla dimissione, durante la crescita del bambino fino all’inserimento scolastico e oltre. Nel corso degli anni l’Associazione Pulcino ha sempre perseguito gli obiettivi di favorire l’aggiornamento professionale degli operatori sanitari, sociali e scolastici con l’organizzazione di corsi di formazione, il finanziamento della partecipazione a congressi e master scientifici di neonatologia. Inoltre promuove la ricerca scientifica, l’informazione per cittadinanza, la sensibilizzazione di istituzioni, enti pubblici e privati e diffonde la conoscenza delle problematiche relative al neonato a rischio”. Quanti sono i bambini nati prematuri al giorno in Veneto? Quali sono i dati dei neonati ricoverati in terapia intensiva neonatale? “Ogni giorno nel Veneto nascono circa 96 neonati, il 6% di questi bimbi nasce prematuro. Le percentuali di una

“Pretermine il 6% dei neonati della regione, le terapie intensive neonatali sono sempre più avanzate ma serve un sostegno”

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L’inaugurazione del nuovo reparto di Patologia Neonatale a Padova: da sinistra il Prof. Eugenio Baraldi, Martina Bruscagnin Associata Pulcino e Presidente del Coordinamento Nazionale Vivere Onlus, Silvia Toffano Associata Pulcino, Elisabetta Ruzzon Presidente Associazione Pulcino

CORSIla profilassi, IN SEDE risultano determinanti per

vita normale dopo nascite premature sono in aumento con buoni successi anche per i piccoli nati al 5° mese di gravidanza. Gli ottimi risultati delle cure intensive neonatali che hanno ottenuto in questi ultimi anni, hanno permesso la sopravvivenza anche a bambini nati solo alla 23ma settimana di gestazione. Ben l’1% viene alla luce al di sotto della 32ma settimana e viene accolto in una culla altamente tecnologica e sofisticata che provvede al mantenimento delle funzioni vitali portandolo fino alla completa maturità. Ma esistono vari gradi di prematurità che non sono solo semplici numeri e la specializzazione dei Reparti di Terapia Intensiva Neonatale, il follow up, l’intervento precoce e

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il futuro di questi piccoli”. In questi 24 anni quali vostri più importanti traguardi raggiunti? “Nel corso degli anni le collaborazioni con i reparti di neonatologia si sono ampliate e siamo in grado di supportare famiglie e reparti di Padova, Camposampiero e Cittadella (PD), Vicenza, Santorso e Bassano (VI), Treviso, Dolo e Mirano (VE) con molteplici servizi gratuiti tra i quali l’Home Visit che prevede la visita domiciliare da parte di un’equipe di professionisti o il supporto burocratico per congedi parentali e legge 104, o percorsi specifici per bambini con disabilità”.

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ilvia Salvalajo, presidente dell’Associazione Onlus “Giochiamo con Sofia” racconta il significato del Parco Inclusivo inaugurato a Camposampiero, in provincia di Padova. Come nasce e di cosa si occupa la vostra Associazione? “Giochiamo con Sofia nasce in memoria di nostra figlia Sofia Zella che purtroppo ci ha lasciati a soli tre anni a causa di una rara malattia genetica. L’obiettivo della nostra Associazione è quello di creare o appoggiare eventi benefici il cui ricavato sarà destinato al completamento del Parco Giochi Inclusivo che è già nato a Camposampiero”. Ci descrive Sofia? “Sofia era una bambina bellissima: a soli otto mesi dalla nascita però le è stata diagnosticata la leucodistrofia di Krabbe, una rara malattia genetica neurodegenerativa che poco alla volta l’ha privata delle poche abilità acquisite durante i primi mesi di vita”. In che cosa consiste il Parco Inclusivo? “Il Parco Inclusivo è un’area attrezzata con delle strutture gioco adatte sia a bambini normodotati che a bambini con disabilità fisiche o motorie. Nasce con lo scopo di favorire l’inclusione delle famiglie che purtroppo vivono la disabilità e a causa di quest’ultima molto spesso non hanno la possibilità di socializzare con il resto della comunità”. Quali i traguardi raggiungi?

L’inaugurazione del parco giochi inclusivo a Camposampiero (Pd)

“Il primo maggio 2019, dopo quattro anni di raccolta fondi e donazioni ricevute da alcuni sponsor, abbiamo inaugurato il “Parco Giochi Sofia” all’interno del Parco San Francesco di Camposampiero. L’area offre delle strutture gioco studiate e progettate appositamente per favorire l’inclusione nel momento ludico. E’ assolutamente accessibile a tutti in quanto dotato di una pavimentazione con apposita gomma antitrauma che permette di raggiungere tutti i punti principali del Parco”. I vostri sogni futuri? “Ci piacerebbe completare il Parco Giochi con altre strutture gioco e dotarlo di un sistema di sorveglianza ed illuminazione. Non sottovalutiamo l’idea di poter “esportare” questo progetto anche in qualche Comune limitrofo che abbia uno spazio da mettere a disposizione”. (f.x.)

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Attualità

Comitato Paralimpico Ad inizio anno il rinnovo della federazione veneta

Sport oltre ogni barriera e paura Ruggero Vilnai punta al tris

T

ra i primi appuntamenti del 2021 anche il rinnovo del Comitato Italiano Paralimpico del Veneto, previsto tra gennaio e febbraio. Una realtà che, nel 2020, ha tagliato il traguardo dei 40 anni di attività. Risale, infatti, al 1980 la nascita della prima federazione in Italia che si occupa di promozione dell’attività sportiva per le persone disabili. Alla guida del Comitato Italiano Paralimpico-CR Veneto, Ruggero Vilnai, anima e motore instancabile dello sport paralimpico della nostra regione proprio da allora. Vilnai, padovano di Villa del Conte, è alla guida del Comitato da da due mandati e si prepara a fare il tris. “Mi piacerebbe davvero poter guidare il Comitato per altri quattro anni – afferma Vilnai –, sarebbe un bel traguardo. Mi sono reso disponibile. C’è davvero tanto da fare e, nonostante palestre e piscine chiuse, c’è ancor più da lavorare e inventare nuovi strumenti e modalità per arrivare soprattutto a tanti giovani. Mi spiego meglio: se guardiamo alle giornali e tv, che pure dedicano grande attenzione allo sport paralimpico, pare che gli atleti paralimpici siano tantissimi. Non è vero: sono una piccola parte. Molti di più sono ragazzi e ragazze disabili che non fanno sport e che vorremmo invece avvicinare”. Vilnai ricorda che in 40 anni di attività lo sport paralimpico in Veneto ha avuto una crescita costante in termini di atleti, società e discipline. “A oggi ci sono 256 società e quasi 1800 atleti impegnati in 46 discipline. Questo è il frutto di un grande e quotidiano lavoro fatto da tantissime persone, dirigenti, tecnici, volontari, aziende, sponsor – aggiunge il presidente Vilnai – , purtroppo in tanti anni nessuno aveva mai visto un’emergenza come questa. Lo stop alla pratica della disciplina sportiva è un grave disagio soprattutto per i non agonisti. I nostri atleti, in questo, periodo riescono ancora ad allenarsi, anche in piscina, ma per quanto? Pensiamo anche ai costi nel tenere aperto un impianto per pochissime persone. In questo tempo di pandemia abbia-

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“Nonostante le palestre e le piscine chiuse c’è tanto da fare, dobbiamo inventare nuove modalità per raggiungere i giovani” mo cercato di avviare tante iniziative come, anche in Veneto, un corso per insegnanti di educazione fisica rivolto alle scuole per avvicinare alla pratica sportiva gli studenti con disabilità. Tra gli altri progetti avviati, ma per ora, in stand by, la campagna che vede come testimonial la nostra Bebe Vio sull’importanza dell’attività sportiva dal titolo “In-forma!”. La campagna, realizzata con la Regione, che ha dato un contributo iniziale di 15 mila euro, e in particolare grazie all’assessore alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, prevede la distribuzione di poster e altro materiale, di cui appunto è nostra testimone Bebe, in ogni reparto, distretto, ufficio delle Usl venete”. Il Comitato paralimpico sta programmando anche altre attività, semplici e utili come “allenamenti” a distanza, attività motorie da fare a casa con la guida a distanza di un esperto. E non smette di mantenersi in forma nemmeno lo stesso Vilnai. Dopo anni di pratica sportiva in varie discipline, in particolare nel basket, da qualche anno si è avvicinato, e pure con ottimi risultati a livello nazionale, a quella che è sempre stata la sua grande passione: le bocce. “Ho iniziato quattro anni fa – spiega – .Pratico la “raffa”, e sono un puntista, mi alleno all’Antenore Padova. Avevamo in programma alcuni tornei a carattere regionale e nazionale che contiamo di fare un primavera”. Nicoletta Masetto


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A tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalta di radicchio Ingredienti: 1 radicchio rosso - 1 radicchio screziato - 50 g di mandorle - 1 spruzzata di succo di limone e una di succo d’arancia - 1 c di scaglie di mandorle - olio e sale q. b.

Vellutata gialla Ingredienti: 1 zucca di media grandezza tagliata a dadini - 2 spicchi d’ aglio - 3 scalogne - 1 rametto di rosmarino - sale q. b. - olio q. b.- 2 C di panna di riso - 1 c di prezzemolo.

Mousse al melone Ingredienti: 300 g di farina - 2 uova - 3 c di zucchero di canna - latte di riso quanto serve - 1 pizzico di sale - 1 c di vanillina - 1 c di lievito naturale - 100 g di noci tritate - 1 c di zucchero a velo.oline di menta fresca.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: lavare il radicchio, asciugarlo e spezzettarlo sottile con le mani in una ciotola capiente. Condire con il sale, l’olio e il succo di arancia e di limone. Amalgamare, disporre il radicchio nei piatti e guarnire con scaglie di mandorle e qualche spicchio d’arancia.

Preparazione: stufare lo scalogno e l’aglio precedentemente tritati, con un po’ d’olio e poca acqua, unire la zucca, il rosmarino e il sale. Portare a termine la cottura a fuoco lento, unendo se necessario acqua o meglio brodo vegetale, calcolando 1 ciotolina a persona. Far bollire ancora 10 minuti. Quindi mettere a punto la vellutata con sale, un pizzico di curry e due cucchiai di panna di riso. Guarnire ogni ciotolina con un pizzico di prezzemolo

Preparazione: in una ciotola mettere la farina, i rossi d’uovo, lo zucchero di canna, la vanillina, il lievito, il latte di riso quanto serve per ottenere una consistenza cremosa e una parte delle noci tritate. Mescolare bene il tutto, unire i bianchi montati a neve, amalgamare delicatamente e passare in uno stampo infarinato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire, cospargere con lo zucchero a velo. Per una miglior presentazione servire con un cucchiaio di composta di frutta a scelta e un pizzico di noci tritate.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.


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Oroscopo

Ariete Vi capiterà di sentire il bisogno di sfogarvi. Concedetevi la libertà di lasciarvi andare, ogni tanto, per alleggerire le tensioni. Ripartirete di slancio

Dicembre

Bilancia Siete sempre alla ricerca della pura bellezza. Il rischio è quello talvolta di perdere il contatto con la realtà, che non sempre è come ci piacerebbe che fosse

Scorpione

Toro Non riuscite a dissimulare né a nascondere le vostre emozioni. Il vostro sguardo è eloquente e sincero. La vostra spontaneità risulterà comunque vincente

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Dicembre, è tempo di bilanci e di programmazione

E’ tempo di smettere di sfuggire dai legami sentimentali. Abbiate fiducia nel vostro partner: saprà r endervi felice

Gemelli

Sagittario

Non fatevi affascinare da venditori di fumo ma condividete con chi lo merita davvero i vostri successi e le vostre aspirazioni

Siete tentati di creare nel vostro immaginario una realtà che spesso non è tale. Cercate di vedere il buono anche laddove non c’è. Il vostro ottimismo tuttavia vi aiuta sempre

Cancro

Capricorno

Dopo tanto impegno siete alla ricerca di un meritato riconoscimento per il lavoro svolto con passione e serietà, che arriverà. Abbiate fiducia: riceverete le giuste soddisfazioni

Sarete il punto di riferimento per le persone che vi stanno a cuore, qualcuno su cui poter contare in ogni momento. La vostra presenza è una certezza per chi vi ama.

Leone

Acquario

Sarete messi alla prova ancora una volta e, ancora una volta, riuscirete ad uscirne vincitori. Superate lo stress e difendete la vostra serenità.

Non potete rinunciare alla vostra libertà e ai vostri spazi. Dovrà capirlo chi vi è vicino ma saprete essere molto chiari e schietti

Vergine

Pesci

Saprete distinguere tra l’essenziale e il superfluo per ottenere, comunque, il necessario. E questo è ciò che conta

Cercate negli affetti quelle certezze che vi mancano un po’ nella vita. Troverete dentro di voi la forza per affrontare e superare i vostri dubbi


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