Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
Nel centenario della nascita, a Salzano la mostra “I primi anni di Bort” celebra Mario Bortolato PALAZZO
on i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo. Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.
Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”. Modello veneto:
SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE
E PREVENZIONE
DECORO IN PIAZZALE BASTIA
alle pag. 4-5
Trattamento della sordità, all’Ulss 3 zero attese e richieste da tutta Italia
CARRARO, LA NUOVA BIBLIOTECA DI NOALE È QUASI PRONTA
SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI, STEFANI:
MUOVENDO”
a pag. 21
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.
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FIERA DEGLI UCCELLI DI MAERNE, SALTA L’EDIZIONE 2026
La storica Fiera degli uccelli di Maerne si ferma. Ad agosto, per la prima volta dopo decenni, la manifestazione non andrà in scena. Una decisione che pesa come un macigno sulla comunità di Martellago e che segna uno stop alla 58ª edizione di uno degli appuntamenti più sentiti del territorio. A u icializzare la scelta è stato il sindaco Andrea Saccarola, che non ha nascosto l’amarezza con un post su Facebook. Secondo il primo cittadino non si tratta solo della cancellazione di un evento, ma della sospensione di una tradizione capace negli anni di unire generazioni e attirare migliaia di visitatori da tutta la regione. Alla base della decisione c’è secondo gli organizzatori un vero e proprio labirinto normativo: nuove regole, maggiori responsabilità e adempimenti sempre più complessi che stanno mettendo in seria di icoltà il mondo del volontariato. Il primo cittadino ha sottolineato come sia fondamentale garantire sicurezza e rispetto delle norme, ma anche evitare che le associazioni vengano lasciate sole ad a rontare un carico burocratico ormai di icile da sostenere. Da qui il sostegno alla battaglia dell’Unione Pro loco, che chiede maggiore chiarezza e semplificazione. Dietro la Fiera c’è infatti un’organizzazione imponente, resa possibile ogni anno dall’impegno di decine di volontari. A coordinarli è l’associazione New Maerne Fiere, abbiamo sentito a riguardo il vicepresidente Mauro Simionato. “Per realizzare la manifestazione”, spiega, “servono circa 120 persone tra fiera e serate collegate. Quest’anno era tutto pronto, ma l’entrata in vigore delle nuove normative ci ha messi in grande di icoltà”. Il problema, racconta, non è solo operativo ma anche economico e legale: per rispettare tutti gli obblighi servirebbero competenze tecniche e consulenze professionali che un gruppo di volontari non può permettersi. Il rischio di incorrere in errori, con possibili conseguenze personali, ha portato alla scelta di fermarsi. “È un anno sabbatico necessario”, precisa Simionato, “torneremo nel 2027, potrebbe essere un’occasione per riflettere e rilanciarsi per il futuro”. Nel frattempo, la notizia ha acceso il dibattito anche sui social, dove alcune associazioni animaliste hanno espresso soddisfazione. Una posizione respinta con fermezza dagli organizzatori, che rivendicano anni di controlli superati e il rispetto delle condizioni di benessere per gli animali esposti.
• Riccardo Musacco
Il sindaco Andrea Saccarola: “Tradizione che si ferma, ma va tutelata”
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
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Sicurezza urbana/1. Il Comune installa quattro nuovi dispositivi tra via La Bova, via Gagliardi e via Valli
Noale sotto assedio, il Comune reagisce: più telecamere contro caos e illegalità
Noale punta sulla sicurezza e colloca nuovi occhi elettronici in via La Bova, ai giardini di via Gagliardi e all’incrocio tra via Valli e via Vernice. Il Comune, insomma, potenzia il sistema di videosorveglianza sul territorio. “Il Comune di Noale - spiega il sindaco Stefano Sorino - ha installato quattro nuove videocamere di sorveglianza in altrettante zone del territorio comunale, nell’ambito del progressivo potenziamento del sistema di sicurezza urbana a tutela dei cittadini e del patrimonio pubblico. Gli impianti recentemente sono stati posizionati in via La Bova, nei giardini di via Gagliardi (dove sono state installate 2 videocamere) e all’incrocio via Valli-via Vernice. Le telecamere sono collegate alle forze dell’ordine e operative 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La loro installazione risponde all’esigenza di presidiare aree frequentate dalla cittadinanza (in particolare spazi verdi e snodi stradali) contribuendo sia alla prevenzione di comportamenti illeciti sia a una più rapida risoluzione di eventuali episodi di interesse pubblico”. L’intervento si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione comunale per garantire un ambiente urbano più sicuro e vivibile. Il sistema di videosorveglianza comunale risulta così ulteriormente ra orzato, con una copertura
più estesa delle aree pubbliche del territorio. “Queste quattro nuove installazioni - spiega Livio Malvestio, assessore alla Sicurezza - rappresentano un passo concreto nel percorso che questa amministrazione ha intrapreso per rendere Noale una città sempre più sicura. Abbiamo scelto con attenzione i punti di intervento, privilegiando le aree più frequentate dai cittadini e quelle dove la presenza di un sistema di monitoraggio costituisce un deterrente e icace. La videosorveglianza non sostituisce il presidio umano del territorio, ma lo integra e lo potenzia, mettendo a disposizione delle forze dell’ordine uno strumento in più per tutelare la nostra comunità. Continueremo a lavorare in questa direzione”. Ma a Noale non si pensa solo alle telecamere. L’amministrazione comunale ha infatti da poco ultimato l’intervento di sistemazione e riqualificazione delle aiuole del parcheggio di Piazzale Bastia, con l’obiettivo di migliorare il decoro urbano e la qualità degli spazi pubblici a servizio dei cittadini. Erano state segnalate situazioni di degrado. L’intervento ha previsto la sostituzione dei teli pacciamanti (le coperture antierbacce del terreno) ormai deteriorati, che nel tempo avevano favorito la crescita di piante infestanti. Contestualmente sono state sostituite tre piante morte, ripristinando così la
continuità nel verde delle aiuole. Le superfici sono state sistemate con granulato di porfido e con la piantumazione di piccoli arbusti selezionati per la loro resistenza al calore. Saranno eseguite le necessarie irrigazioni fino al completo attecchimento delle nuove essenze. Un intervento
mirato che restituisce ordine e maggiore qualità a un parcheggio molto frequentato, utilizzato da molti cittadini che accedono ai servizi della Casa di Comunità e al vicino centro storico.
• Alessandro Abbadir
Controlli, arresti, lotta allo spaccio: l’attività nel veneziano della Polizia di Stato
L’attività della Polizia di Stato per mantenere la sicurezza sul territorio urbano e metropolitano del veneziano è stata intensa per tutto il 2025. Sono stati arrestati 258 adulti e 5 minorenni, mentre 2.108 persone sono state denunciate in stato di libertà (di cui 156 minori). Si è intensificata la lotta al narcotra ico, con il sequestro di oltre 8 chili di cocaina, 2 di eroina e 9 tra marijuana e hashish. Sul fronte della pubblica sicurezza, sono state sequestrate 192 armi e ben 183 chili di esplosivi. Particolare attenzione è stata rivolta al contrasto
della violenza di genere, con 234 ammonimenti legati a maltrattamenti in famiglia e stalking, un dato in crescita rispetto al passato. Sul fronte dell’immigrazione, sono state espulse con decreto ad hoc 209 persone: 129 sono state trattenute nei centri per il rimpatrio, mentre per 37 è scattato l’accompagnamento immediato alla frontiera. La sicurezza nei trasporti ferroviari ha visto un presidio costante tra Mestre, Venezia e la provincia, con quasi 69.000 persone identificate, 16 arresti e 566 denunce. La Polizia Postale ha monitorato migliaia di social network
e 827 siti con contenuti pedopornografici, portando a 9 arresti e 67 denunce. Sul fronte amministrativo, sono stati rilasciati 45.659 passaporti e condotti 179 controlli su esercizi commerciali e circoli, con 33 persone denunciate. Il legame diretto con la cittadinanza è testimoniato dalle 80.000 chiamate giunte al 113 e dalle oltre 2.000 segnalazioni tramite l’app YouPol, strumento prezioso per contrastare bullismo, spaccio e violenza domestica.
• (a.a.)
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Il sindaco di Martellago Andrea Saccarola fa il punto della situazione
UN PIANO PER IL PRESIDIO DEL TERRITORIO, E’ ANCORA ALLARME FURTI E VANDALISMI
Sulla questione della sicurezza urbana, che significa controllo, prevenzione e presenza sul territorio, interviene il sindaco di Martellago, Andrea Saccarola. “La sicurezza urbana è una priorità concreta per la nostra comunitàdice il primo cittadino. A Martellago, Maerne e Olmo il tema è a rontato con serietà, senza troppi allarmismi ma senza nemmeno sottovalutazioni. Episodi di furti e atti vandalici si sono
verificati anche nel nostro comune, come accade in molti territori. Non siamo però di fronte per ora a una situazione fuori controllo. Il territorio è presidiato grazie al lavoro costante delle forze dell’ordine, che ringrazio per l’impegno quotidiano, e al coordinamento garantito dall’Unione dei Comuni”. Cosa fare allora per controllare questi fenomeni? “Come amministrazione - dice Saccarolaabbiamo scelto di investire in modo
Considerati gli episodi sempre più di usi relative ad episodi di bullismo vandalismi, violenza di genere, problemi di tipo famigliare, il Comune di Salzano ha fatto nascere “Il Comune ti ascolta”, un servizio di ascolto e supporto, gratuito, pensato per o rire un aiuto concreto alle famiglie e ai ragazzi del territorio. Si tratta di un punto di ascolto gestito da figure qualificate, con l’obiettivo di creare uno spazio sicuro in cui potersi confrontare con professionisti capaci di accogliere, comprendere e accompagnare le persone nelle di icoltà quotidiane. E’ rivolto a chi si trova ad a rontare problematiche anche molto diverse tra loro: conflitti familiari, divergenze educative, responsabilità che diventano di icili da gestire, di icoltà relazionali con i figli, equilibrio della coppia genitoriale, separazioni, divorzi e gestione di famiglie allargate, comportamenti devianti dei giovani. Un supporto pensato per prevenire il disagio e favorire relazioni più sane e consapevoli. “L’iniziativa nasce con un obiettivo ambizioso - spiega l’assessore alle politiche giovanili Alberto Munarin - ascoltare il territorio per comprenderne i bisogni reali e, sulla base di questi, sviluppare in futuro
deciso: oggi il Comune di Martellago è dotato di circa un centinaio di telecamere di videosorveglianza e di un sistema completo di lettura targhe su tutti i varchi di accesso. Strumenti fondamentali non solo come deterrente, ma soprattutto per supportare le indagini e individuare i responsabili”. Accanto alla tecnologia, è centrale il ruolo della comunità. Il controllo di vicinato rappresenta un modello e icace di collaborazione tra cittadini e istituzioni, ra orzando attenzione e senso civico. Sono tanti, così, i cittadini del capoluogo e delle frazioni che si interessano a questo problema, segnalando movimenti sospetti (soprattutto di tru atori e ladri) alle forze dell’ordine. “Sul tema delle baby gang - dice il sindaconel nostro territorio non si registra un fenomeno strutturato. Tuttavia, si sono verificati divers episodi di danneggiamento del patrimonio pubblico, anche da parte di giovani. In questi casi la risposta deve essere doppia: da un lato il rispetto delle regole, dall’altro la prevenzione”. Un caso recente ha interessato la frazione di Olmo dove i vandali hanno danneggiato l’arena. Per agire è importante, per il Comune, capire il fenomeno e intercettarlo.
“Per questo - conclude il sindaco
azioni concrete, mirate ed e icaci. Un primo passo verso un modello di intervento più strutturato e vicino alle persone”. Per accedere al servizio è necessario prenotare telefonicamente al numero 041 5709747 nei seguenti dal lunedì al venerdì pomeriggio, dalle 15 alle 19 il mercoledì e il sabato mattina, dalle 9 alle 12 Il servizio di ascolto sarà attivo fino a giugno.
Saccarola - abbiamo attivato gli operatori di strada, con l’obiettivo di intercettare situazioni di disagio e accompagnare i ragazzi in percorsi positivi, evitando che comportamenti a rischio si trasformino in problemi più gravi. La sicurezza si costruisce ogni giorno, con presenza, investimenti e collaborazione. Questa è la linea
che continueremo a portare avanti: concreta, responsabile e vicina ai cittadini”. Ora che è in arrivo la bella stagione e tanti ragazzi saranno a casa da scuola, la soglia di attenzione sarà ancor più innalzata.
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• Alessandro Abbadir
L’arena di Olmo danneggiata dai vandali
Ambiente. Al Parco Anna Frank prende forma un progetto di forestazione
“ALBERI IN PIANURA”, IL COMUNE INVESTE SUL VERDE: NASCE UN NUOVO BOSCO URBANO
Si è conclusa con un’ampia partecipazione e un bilancio decisamente positivo l’iniziativa “Alberi in Pianura”, promossa dalla Regione Veneto e accolta con convinzione dal Comune di Noale. Sono oltre novecento le piante distribuite ai cittadini, che hanno risposto con entusiasmo, confermando una crescente attenzione verso la tutela ambientale e la valorizzazione del verde urbano. L’iniziativa non si è limitata alla consegna degli esemplari, ma ha posto le basi per un intervento più ampio e strutturato. Cinquanta delle piante distribuite saranno infatti destinate alla forestazione del Parco Anna Frank, in zona Capitelmozzo, dove prenderà forma un nuovo bosco urbano pensato non solo come spazio verde, ma anche come luogo di educazione ambientale e aggregazione. Il progetto è reso possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Noale e il
Circolo Legambiente del Miranese, con il sostegno economico ottenuto attraverso un bando della Fondazione Riviera del Brenta. Una sinergia che testimonia l’importanza del lavoro di rete tra istituzioni e associazioni del territorio per realizzare interventi concreti e duraturi. Nel dettaglio, il piano di forestazione prevede, oltre alle prime cinquanta piante già individuate, la messa a dimora di ulteriori cento esemplari autoctoni, selezionati per garantire biodiversità e adattabilità al contesto locale: carpini bianchi, gelsi, aceri campestri, ontani neri e salici piangenti. Il completamento dell’intervento è previsto tra la fine del 2026 e la primavera del 2027, segnando così una nuova tappa nel percorso di riqualificazione ambientale della città. L’iniziativa si inserisce all’interno di una strategia più ampia portata avanti dall’Amministrazione comunale, che ha
recentemente adottato il Piano del Verde. Si tratta di uno strumento fondamentale per pianificare interventi mirati alla
riduzione delle emissioni di CO2, alla sostituzione progressiva delle alberature più compromesse e alla valorizzazione
DAL RENDICONTO 2025 QUASI 1 MILIONE PER OPERE E SERVIZI
Resi noti dall’amministrazione comunale di Noale i numeri del Rendiconto 2025. Dati che raccontano una scelta politica precisa che punta a investire, accelerare, programmare. Il documento approvato certifica infatti una condizione finanziaria solida e, soprattutto, una capacità di spesa orientata allo sviluppo. Il dato più evidente è proprio quello sulla spesa: l’investimento pro capite per opere di lungo periodo è stato triplicato rispetto ai precedenti esercizi, segnando un cambio di passo nella programmazione. Il bilancio si chiude con un avanzo complessivo di 2.193.724,81 euro e un fondo di cassa che supera i 2,4 milioni di euro, mentre l’avanzo libero disponibile ammonta a oltre 1,2 milioni. Di questa cifra, ben 968.200 euro vengono immediatamente destinati a interventi concreti attraverso una variazione di bilancio che
tocca diversi ambiti della vita cittadina. La quota più rilevante riguarda la riqualificazione urbana: 345.000 euro sono destinati ai cimiteri di Noale e Briana, mentre 110.000 euro finanziano la bonifica ambientale dell’area di via De Pol. Sul fronte sportivo arrivano 80.000 euro per l’adeguamento del campo da calcio, necessari a garantirne la piena fruibilità da parte del pubblico. Non manca l’attenzione al sociale, con uno stanziamento di 69.000 euro per rispondere con rapidità a situazioni di emergenza. Per il verde pubblico sono previsti 95.200 euro destinati alla manutenzione straordinaria dei parchi, mentre 50.000 euro serviranno a valorizzare Palazzo Scotto con nuovi arredi e interventi mirati. Una parte significativa delle risorse guarda già avanti: 120.000 euro vengono investiti in incarichi professionali per la progettazione, con l’obiettivo
di intercettare nuovi finanziamenti sovracomunali e fondi PNRR. Un passaggio strategico per garantire continuità agli investimenti anche nei
del patrimonio arboreo esistente, con uno sguardo orientato alla sostenibilità e alla resilienza urbana. In questo contesto, il nuovo bosco urbano rappresenta non solo un intervento ambientale, ma anche un investimento culturale e sociale. L’obiettivo è quello di creare spazi sempre più fruibili e coinvolgenti, capaci di avvicinare cittadini e scuole ai temi della riforestazione e della tutela dell’ecosistema. L’esperienza di “Alberi in Pianura” dimostra come la partecipazione attiva della comunità possa diventare un elemento chiave per costruire città più verdi e vivibili. E proprio da qui, dal coinvolgimento diretto dei cittadini, Noale intende ripartire per sviluppare nuovi progetti dedicati al territorio e alle future generazioni.
prossimi anni. A ra orzare il quadro c’è un dato di efficienza amministrativa particolarmente significativo: il Comune salda i propri fornitori con una media di appena 7 giorni, contro i 30 giorni previsti dalla legge. Un indicatore che evidenzia solidità finanziaria e a idabilità nei confronti di imprese e professionisti, posizionando Noale tra le amministrazioni più performanti a livello regionale. “I numeri del rendiconto non sono solo cifre, ma la base concreta su cui costruiamo i servizi per i cittadini”, commenta il sindaco Stefano Sorino. “Avere un avanzo disponibile così importante e aver triplicato la spesa per investimenti significa che il Comune è sano, corre veloce e sa guardare lontano”.
• (r.m.)
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• Riccardo Musacco
Stefano Sorino
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La nuova biblioteca. Concluso il recupero grazie al PNRR, la città vede i risultati
Su Palazzo Carraro ora serve un progetto culturale: l’appello di Impegno Comune
ANoale il traguardo è finalmente visibile. Dopo decenni di attese, discussioni e rinvii, la nuova biblioteca prende forma negli spazi di Palazzo Carraro. Ma proprio ora che il progetto edilizio è quasi concluso, si apre una questione decisiva: quale sarà il futuro culturale di questo luogo?
È questo il punto sollevato dall’ex prima cittadina Patrizia Andreotti e dalla lista civica Impegno Comune, che chiedono all’attuale amministrazione un salto di qualità. Perché una nuova biblioteca non può ridursi a un semplice trasferimento di volumi: serve una visione, un progetto capace di animare gli spazi, coinvolgere la cittadinanza e rendere Palazzo Carraro un vero centro di produzione culturale. Il percorso che ha portato fin qui parte da lontano. La scelta di destinare l’edificio comunale di via G.B. Rossi a sede della biblioteca risale al primo mandato amministrativo condiviso con Andreotti. Da allora, il progetto ha preso forma grazie a un finanziamento di 2 milioni e 600 mila euro ottenuto attraverso i fondi PNRR, che ha reso possibile un intervento profondo di recupero e rifunzionalizzazione. La struttura sarà organizzata su più livelli, con spazi per la consultazione, archivi, sale studio, aree per incontri e postazioni digitali. Sono previsti anche ambienti dedicati ai più piccoli, mentre un ampliamento a iancherà l’edificio storico con una grande sala lettura e nuovi servizi. Un intervento che, insieme alla riqualificazione dell’area circostante e alla presenza del Consorzio di bonifica Acque Risorgive, contribuirà a ridisegnare questa parte della città.Non sono mancati, tuttavia, momenti critici. Nel 2022, l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia legato alla guerra in Ucraina ha reso necessario rivedere il progetto. Per evitare il rischio di una gara deserta, alcuni interventi esterni sono stati temporaneamente stralciati, con l’obiettivo di recuperarli in una fase successiva. Una scelta tecnica condivisa anche dall’attuale amministrazione e dall’allora assessore al bilancio, Stefano Sorino. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il cantiere è ormai alle battute finali e la città può finalmente riconoscere il valore di una
programmazione avviata anni fa. Resta però una domanda aperta: cosa accadrà adesso? Secondo Impegno Comune, la risposta non può più attendere. A quasi due anni dall’inizio della consigliatura, l’amministrazione guidata da Sorino non ha ancora avviato opere di pari rilevanza né delineato una strategia culturale per Palazzo Carraro. Un ritardo che rischia di tradursi in un rallentamento più ampio nella capacità di immaginare il futuro della città.
• Riccardo Musacco
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Studenti, insegnanti e cittadini uniti nel WaterBlitz per salvare il fiume Marzenego
Proseguono le attività del progetto Citizen Science, iniziato in città nel 2021, e dedicato alla conoscenza della natura e alla tutela dell’ambiente. Ad essere stati coinvolti questa volta gli studenti dell’istituto Pierazzo che, assieme a insegnanti, genitori e un buon gruppo di cittadini volontari, hanno partecipato al progetto WaterBlitz Acque Risorgive, iniziativa di monitoraggio ambientale dedicata alla salute dei fiumi. Attraverso l’utilizzo di un kit di monitoraggio, sono stati analizzati i livelli di nitrati e fosfati, con successivo inserimento dei dati nella piattaforma online dedicata alla raccolta delle informazioni per l’evento internazionale di Citizen Science organizzato da Earthwatch Europe, che coinvolge cittadini e studenti nel monitoraggio della qualità delle acque, con particolare attenzione a nitrati e fosfati. Il progetto è stato coordinato dalla professoressa Bruna Gumiero dell’Università degli Studi di Bologna e dal Consorzio Acque Risorgive, insieme alle insegnanti delle scuole, capofila la maestra Cristina Bertoldo, e il Wwf Oasi Cave di Noale.
“Un esempio concreto di attenzione e impegno per la tutela dei nostri fiumi e dell’ambiente” - il commento dell’assessore all’Ambiente Francesco Caravello, che insieme al presidente del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, Federico Zanchin, ha e ettuato in prima persona un prelievo delle acque del fiume Marzenego, nelle vicinanze del mulino Barin. Nel caso di Noale, la citizen science viene svolta da educatori e scienziati insieme a comunità di cittadini per generare nuova conoscenza scientifica. Cinque i siti o “casi studio” per valutare l’impatto della citizen science: due nel Regno Unito, uno in Ungheria, uno in Romania, e uno in Italia, lungo il fiume Marzenego e il suo a luente Rio Draganziolo, comprese le oasi protette di Noale e Lycaena di Salzano.
• (m.t.)
MARTELLAGO
Viabilità. Interpellanza dell’opposizione e replica del sindaco
BRETELLA MARTELLAGO-SCORZÈ, ITER FERMO E COSTI RADDOPPIATI
La bretella di collegamento tra il casello di Martellago-Scorzè casello autostradale e via Moglianese torna al centro dell’agenda politica locale, con un’interpellanza che riaccende l’attenzione su un’infrastruttura ritenuta strategica ma ancora lontana dalla realizzazione. L’opera, concepita come complemento al Passante di Mestre, inaugurato oltre quindici anni fa, e al casello aperto più di otto anni fa, rappresenta da tempo una delle principali richieste del territorio per migliorare la viabilità tra il Miranese e il Mirese. Eppure, nonostante i passaggi amministrativi già avviati, il progetto resta impantanato. Nel dicembre 2021 la Città Metropolitana di Venezia aveva pubblicato la procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), mentre Veneto Strade aveva contestualmente redatto il progetto definitivo. Due passaggi che lasciavano intravedere
un possibile avanzamento, rimasto però sulla carta. A rilanciare la questione sono state anche recenti sollecitazioni di consiglieri metropolitani nei confronti di CAV, a inché vengano finalmente realizzate le opere complementari previste nell’area. Da qui l’interpellanza presentata in Consiglio comunale dall’opposizione, con cui si chiede di chiarire lo stato dell’iter, l’eventuale necessità di una variante urbanistica per dichiarare la pubblica utilità dell’opera e la convocazione della Conferenza dei servizi. La risposta del sindaco di Martellago, Andrea Saccarola, delinea però uno scenario complesso.
“Con il sindaco di Scorzè abbiamo chiesto un incontro a febbraio a CAV – spiega – ci sono 5 milioni e 200mila euro provenienti da Roma come finanziamento per l’opera. Tuttavia, oggi il costo complessivo è più che raddoppiato”. Una criticità che ha reso necessario aprire nuovi
tavoli istituzionali. Dopo una prima interlocuzione con CAV, giudicata insoddisfacente, i Comuni hanno avviato un confronto con Veneto
Strade, coinvolgendo anche la Regione Veneto. Sono stati contattati l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Zecchinato e la consigliera regionale
Lady Maerne al torneo internazionale UNICEF: unico team femminile invitato
La squadra di calcio femminile del Lady Maerne conquista la scena internazionale. La formazione del territorio è stata infatti invitata come unica squadra femminile a partecipare a un torneo internazionale promosso a favore di UNICEF, con l’obiettivo di sostenere e di ondere la parità di genere nello sport. Un traguardo che rappresenta molto più di una semplice partecipazione sportiva: è il riconoscimento
di un percorso costruito negli anni, fatto di impegno, crescita e attenzione allo sviluppo del calcio femminile nel Comune di Martellago. Le Lady Maerne si sono infatti a ermate come una realtà solida e ambiziosa, capace di distinguersi sia a livello locale che nazionale. Soddisfazione è stata espressa dall’assessore allo sport Daniele Favaretto, che ha sottolineato come “il talento, la determinazione e
delegata ai trasporti Elisa De Berti, oltre al direttore generale di Veneto Strade Giuseppe Franco. “Abbiamo chiesto un incontro urgente – prosegue Saccarola – e nelle scorse settimane si è svolto. Ho inoltre chiesto a De Berti che sia CAV sia Veneto Strade producano una relazione dettagliata su quanto emerso, così da avere un quadro chiaro e u iciale della situazione”. Il nodo principale resta quello delle risorse e della sostenibilità economica dell’intervento, aggravato dall’aumento dei costi. Ma non meno rilevante è la complessità dell’iter amministrativo, che richiede ancora passaggi decisivi prima di arrivare all’apertura dei cantieri. “Non è una situazione semplice – conclude il sindaco – ma continuiamo a lavorarci. Sono otto anni che sono sindaco e vengo costantemente rimbalzato”.
lo spirito di squadra delle Lady Maerne continuino a portare prestigio al nostro Comune”. Parole che riflettono il valore
di un gruppo che ha saputo trasformare passione e sacrificio in risultati concreti. Negli ultimi anni, le atlete hanno dimostrato sul campo qualità tecniche e grande dedizione, diventando un punto di riferimento per molte giovani che si avvicinano a questo sport. Il riconoscimento ottenuto premia non solo le giocatrici, ma anche il lavoro dello sta e dei dirigenti, impegnati quotidianamente nella crescita del
progetto. Per l’intera comunità si tratta di un motivo di orgoglio: le Lady Maerne rappresentano un esempio virtuoso di come lo sport possa essere strumento di inclusione, crescita personale e valorizzazione dei talenti. Un percorso destinato a proseguire, portando sempre più in alto il nome di Martellago. •(r.m.)
• Riccardo Musacco
Q200 CENSER, IL CAMPUS
CHE TRASFORMA ROVIGO
NEL LABORATORIO DEL FUTURO
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’è un luogo a Rovigo dove formazione, ricerca e impresa smettono di essere mondi separati e iniziano a dialogare in modo concreto, quotidiano. Non è un progetto sulla carta, ma una realtà già attiva e in continua evoluzione: si chiama Q200 ed è il campus nato nell’area dell’ex Censer, oggi trasformato in uno dei poli più interessanti dell’innovazione in Veneto. Qui le idee non restano teoria. Si traducono in attività, percorsi formativi, laboratori avanzati e progetti che mettono insieme studenti, ricercatori e imprese. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariparo e sviluppato insieme a istituzioni e attori economici del territorio, rappresenta un cambio di passo per Rovigo, che da area percepita come marginale si propone sempre più come nodo capace di attrarre competenze e generare valore.
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Q200 Censer non è semplicemente un polo universitario. È pensato come un campus vero e proprio, dove la dimensione della formazione si integra con quella della ricerca e dell’innovazione applicata. L’Università degli Studi di Padova ha scelto di investire qui in modo strutturale, portando corsi di laurea, dipartimenti e attività scienti che di alto livello. Oggi sono circa 2000 gli studenti che gravitano attorno a questo spazio, destinati a crescere con l’attivazione di nuovi percorsi, tra cui quello legato alle scienze motorie. La presenza universitaria non si limita alla didattica. Q200 ospita infatti diversi dipartimenti e attività di ricerca che lo rendono un nodo attivo del sistema accademico. Non una
migliorare le prestazioni e rispondere a normative sempre più stringenti.
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Il rapporto con il mondo produttivo non è accessorio, ma centrale. Q200 Censer nasce proprio con l’idea di creare un ecosistema in cui università e imprese possano crescere insieme, condividendo spazi, conoscenze e opportunità. In questo senso, il campus diventa anche un luogo di incontro stabile, dove si sviluppano collaborazioni, si costruiscono reti e si sperimentano nuovi modelli di sviluppo territoriale, con ricadute concrete sull’economia locale e sulle prospettive occupazionali.
Q200 è anche uno spazio pensato per essere vissuto. Non solo aule e laboratori, ma servizi per gli studenti, biblioteche,
Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO
aule studio, campi sportivi, spazi di socialità e residenze. L’obiettivo è costruire una comunità, un ambiente in cui chi
UN SISTEMA
CHE GUARDA ALL’EUROPA
Accanto alla dimensione sica, c’è poi quella del racconto. La rubrica radiofonica dedicata a Q200 Censer accompagna questo percorso, puntata dopo puntata, dando voce ai protagonisti e mettendo in luce le diverse anime del campus: dalla ricerca scienti ca alle applicazioni industriali, dalla formazione universitaria alle opportunità per le imprese e per il territorio.
in tutto il Veneto
Il risultato è un sistema in continua evoluzione, che non si limita a descrivere il presente ma prova ad anticipare il futuro. Q200 Censer rappresenta oggi un modello di sviluppo capace di mettere insieme sapere, innovazione e territorio, contribuendo a ride nire il ruolo di Rovigo nel panorama regionale e nazionale, con uno sguardo sempre più aperto verso le s de europee e internazionali.
La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.
PER ASCOLTARE L’UNIVERSO:
el cuore del campus Q200
Censer di Rovigo prende forma uno dei progetti scienti ci più ambiziosi a livello europeo. Si chiama COMET ed è il laboratorio che lavora su una s da affascinante: contribuire alla realizzazione dell’Einstein Telescope, lo strumento destinato a rilevare le onde gravitazionali e ad aprire una nuova frontiera nell’osservazione dell’universo.
L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture di ricerca previste dall’Unione Europea nei prossimi anni. L’Italia è tra i Paesi candidati a ospitarlo, con la Sardegna individuata come area ideale per le sue caratteristiche geologiche e sismiche. Tuttavia, la competizione è alta e non basta disporre di un territorio adatto: è necessario dimostrare di avere competenze scienti che e tecnologie in grado di sostenere un progetto di questa portata. Il laboratorio COMET
nasce proprio con questo obiettivo. Inserito in un progetto nazionale coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, si occupa di studiare e sviluppare i materiali utilizzati per gli specchi del telescopio. Si tratta di componenti estremamente delicati, che devono garantire prestazioni ottiche e meccaniche di altissimo livello, indispensabili per intercettare segnali debolissimi provenienti dalle profondità
All’interno del laboratorio vengono utilizzate tecnologie avanzate, in particolare sistemi di deposizione di lm ottici attraverso processi controllati al plasma. Le macchine presenti permettono di lavorare sui materiali con un livello di precisione superiore rispetto agli standard industriali, consentendo ai ricercatori di sperimentare soluzioni innovative e di spingere al massimo le
Questa attività di ricerca non si limita alla fase teorica, ma punta a produrre risultati concreti, in grado di contribuire direttamente allo sviluppo del telescopio. La qualità degli specchi è infatti uno degli
STARTUP, IMPRESE
dall’automotive alla difesa, no alle tecnologie ottiche e digitali. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra ricerca scienti ca e sistema produttivo, generando ricadute concrete anche sul piano economico.
La decisione nale sull’Einstein Telescope è attesa nei prossimi anni, ma il lavoro è già in corso. Progetti come COMET dimostrano che il sistema italiano è in grado di competere a livello internazionale, mettendo insieme ricerca, innovazione e capacità industriale.
E in questa s da anche Rovigo ha già conquistato un ruolo di primo piano, diventando uno dei punti in cui il futuro della ricerca europea inizia a prendere forma.
E SICUREZZA: IL LABORATORIO t2i AL SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE
Tra le anime del campus Q200
Censer c’è anche quella più direttamente legata alle imprese e al trasferimento tecnologico. A rappresentarla è t2i, agenzia che opera a livello regionale con l’obiettivo di accompagnare le aziende nei processi di innovazione e sviluppo, mettendo a disposizione competenze, strumenti e infrastrutture avanzate.
dell’attività è rappresentato dai laboratori. Qui vengono testati materiali e prodotti secondo standard nazionali ed europei, veri cando prestazioni e conformità alle normative. Serramenti, facciate, componenti edilizi, pavimentazioni: ogni elemento viene analizzato per garantire qualità e sicurezza.
Presente a Rovigo con un incubatore certi cato dal Ministero, t2i segue numerose startup innovative in tutto il Veneto, offrendo supporto sia sico che virtuale. Un’attività che consente di trasformare idee in progetti concreti, aiutando le nuove imprese a strutturarsi, crescere e affrontare il mercato con maggiore solidità.
Accanto all’incubazione, il cuore
Un passaggio fondamentale, perché senza certi cazione un prodotto non può essere immesso sul mercato.
Proprio per questo t2i lavora a stretto contatto con le aziende già nelle fasi iniziali di sviluppo, evitando errori progettuali e riducendo tempi e costi legati alle veri che nali. Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza, in particolare alla reazione al fuoco dei materiali, tema sempre più
centrale anche alla luce delle normative europee e dei recenti episodi che hanno evidenziato criticità nel settore delle costruzioni.
I numeri confermano il ruolo strategico di questa realtà: oltre 400 aziende clienti nel Nordest e un posizionamento che la rende una delle poche strutture in Italia in grado di offrire servizi di
questo livello. All’interno di Q200 Censer, t2i contribuisce così a rendere il campus non solo un luogo di ricerca e formazione, ma anche uno spazio concreto di supporto alle imprese, dove l’innovazione non resta teoria ma diventa applicazione e sviluppo reale per il territorio.
Inaugurata la nuova ala del nido “Il Pulcino” a Maerne
Èstata inaugurata a Maerne di Martellago la nuova ala dell’asilo nido comunale “Il Pulcino”, un intervento che rappresenta un passo concreto nel potenziamento dei servizi educativi per la prima infanzia. Un momento significativo per la comunità locale, che vede ra orzarsi un presidio fondamentale per le famiglie del territorio. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Andrea Saccarola insieme agli assessori Silvia Bernardo e Luca Faggian, presenti presso la struttura di via Aldo Moro per celebrare il completamento dell’opera. L’intervento, reso possibile anche grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha consentito l’ampliamento degli spazi e il miglioramento complessivo dell’o erta educativa. Un risultato tangibile che si traduce in numeri concreti: il nido passa infatti da 50 a 60 posti disponibili, tutti già assegnati, a conferma della forte domanda presente sul territorio. “È una giornata importante per la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Saccarola –. Questo ampliamento ci
permette di ra orzare concretamente i servizi dedicati alle famiglie e di rispondere a un bisogno reale”. Il primo cittadino ha sottolineato come l’asilo nido rappresenti da sempre un punto di riferimento per Martellago, accogliendo bambini fin dai tre mesi di età in un ambiente sicuro, qualificato e attento alla crescita. Nel dettaglio, l’opera ha previsto un ampliamento di 129,38 metri quadrati, a cui si aggiungono 18,13 metri quadrati di portico d’ingresso e ulteriori 27,21 metri quadrati sul lato sud-ovest. Il valore complessivo dell’investimento è pari a 710 mila euro, di cui 396 mila finanziati attraverso il PNRR e 39.600 euro dal Fondo opere indi eribili. I lavori, avviati nel novembre 2023, si sono conclusi nel giugno 2025, rispettando i tempi previsti e restituendo alla comunità una struttura più ampia e funzionale. Particolare attenzione è stata riservata anche alla qualità del servizio, con un controllo costante sulla ristorazione e sulla sicurezza degli ambienti, aspetti sempre più centrali per le famiglie.
L’inaugurazione della nuova ala del “Pulcino” si inserisce in una visione più ampia dell’amministrazione comunale, orientata a investire sui servizi educativi come leva di sviluppo sociale. “Crediamo che il futuro della nostra comunità si costruisca partendo dai più piccoli –ha concluso Saccarola – sostenendo le famiglie e creando opportunità fin dai primi mesi di vita”. Un investimento che guarda lontano, ma che produce e etti immediati, ra orzando un servizio essenziale e contribuendo a rendere il territorio sempre più attento ai bisogni delle nuove generazioni.
• Riccardo Musacco
Saccarola annuncia: “Investiamo su sicurezza e qualità degli spazi pubblici”
“Interventi concreti per la cura del territorio e la sicurezza quotidiana”. È direttamente il sindaco di Martellago, Andrea Saccarola, a fare il punto sui social sulle variazioni di bilancio approvate in Consiglio comunale, illustrando una serie di lavori di usi sul territorio. Tra le priorità, 10mila euro destinati al Parco Laghetti. “Interverremo sul consolidamento di una sponda interessata da frana e sul ripristino del camminamento lungo il lago del Piombin”, spiega il primo cittadino, sottolineando l’importanza di garantire sicurezza, tutela ambientale e piena fruibilità di uno degli spazi verdi più frequentati. Attenzione
anche alla sicurezza urbana con 9.500 euro per la manutenzione straordinaria di alcuni marciapiedi. Gli interventi riguarderanno diverse vie cittadine e puntano a migliorare l’accessibilità e la sicurezza pedonale. “Sistemare i percorsi significa prendersi cura delle persone, soprattutto delle più fragili”, evidenzia Saccarola. Infine, 28mila euro saranno investiti nella palestra Trento 1 per risolvere criticità legate all’areazione. “Garantire un corretto ricambio d’aria vuol dire o rire ambienti più salubri e confortevoli a studenti e società sportive”, conclude il sindaco.
• (r.m.)
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Territorio.
A cento anni dalla nascita si celebra il genio creativo
La città omaggia Bort: in mostra le tavole inedite del maestro dell’umorismo grafico
Nel centenario della nascita del grande umorista grafico del Novecento, Mario Bortolato, il suo paese natale Salzano, dove nacque nel 1926 ha organizzato una mostra di opere per per celebrare il suo genio creativo, ricordando l’inizio della sua carriera da vignettista.
Bort si trasferì, con la famiglia d’origine veneta, prima a Voghera e poi Alessandria in Piemonte dove si laureò in Giurisprudenza. Esordì negli anni Cinquanta del secolo scorso su varie riviste satiriche, come Marc’Aurelio e Guerin Meschino. La sua carriera continuò
attraverso il gruppo Disegnatori Riuniti, pubblicò i suoi lavori su riviste di tutto il mondo toccando alcune tra le più lette degli anni ’50 e ’60. Negli anni successivi collaborò con Grazia, Famiglia Cristiana ed altre riviste, ma di certo tutti lo ricordano per le vignette sulla Settimana Enigmistica “Le ultime parole famose…”.
L’esposizione a Salzano “I Primi Anni Di Bort” è composta da 50 tavole originali dei suoi primi anni di lavoro. La mostra, nata dall’idea dell’associazione Orizzonti
Culturali, insieme alla Parrocchia di Salzano, vede come curatore
l’alessandrino Cristoforo Moretti, profondo conoscitore di Bort ( morto nel 2019 ), il quale ha scelto le opere e curato la presentazione delle stesse. Fondamentale è stata anche la collaborazione del vignettista trevigiano Maurizio Zenga e dell’associazione Omega. Sarà riproposta l’intervista e ettuata nel 2016 in occasione del conferimento della cittadinanza Onoraria dal Comune di Salzano, quando a Salzano fu allestita un’importante mostra personale. All’evento hanno partecipato i figli dell’umorista, Paolo e Marina Bortolato che custodiscono un patrimonio di grande valore
Ai Laghetti Sherwood di Salzano, si è svolta nelle scorse settimane la quarta edizione di Pescabilità, una giornata all’insegna della condivisione, della natura e dell’inclusione. L’evento di pesca inclusiva ha riunito appassionati, volontari e famiglie con
l’obiettivo di rendere questo sport accessibile a tutti, senza barriere. L’iniziativa ha visto la partecipazione di 92 pescatori speciali, a iancati da accompagnatori e dai volontari dell’associazione di pesca sportiva Piranha pronti a o rire supporto e consigli. Un pomeriggio ricco di sorrisi, gioia, collaborazione e soddisfazioni. I volontari presenti inoltre hanno svolto un ruolo fondamentale, garantendo assistenza costante e sicurezza. Non sono mancati momenti di convivialità “Eventi come questo dimostrano quanto lo sport possa essere un potente strumento di integrazione e inclusività - ha a ermato il sindaco di Salzano Luciano Betteto - Siamo partiti con 30 adesioni nel 2023 e siamo arrivati a 92 per questa edizione: significa che iniziative di questo tipo sono molto sentite e rappresentato un potente strumento di benessere”.
artistico ma anche l’eredità morale di un uomo che ha fatto del “non prendersi troppo sul serio” uno stile di vita. La locandina dell’esposizione riprende l’immagine dell’edificio che ad inizio ‘900 accoglieva l’attività di “paneficio e pizzicherìa” del nonno materno, rievocando i luoghi in cui Bort è venuto alla luce, quel piccolo
grande mondo che ha rappresentato con tanta ironia nella sua lunga produzione artistica. La mostra sarà aperta fino al 24 maggio nella sala Stocco in Piazza San Pio X a Salzano di sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
• Alessandro Abbadir
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Ambiente. Accordo tra Città Metropolitana e il Circolo locale per la gestione del
OASI LYCAENA, UNA NUOVA VITA PER LA BIODIVERSITÀ: LEGAMBIENTE GUIDERÀ IL RILANCIO DEL SITO
Èstata firmata nelle scorse settimane la convenzione tra la Città Metropolitana di Venezia e il Circolo Legambiente del Miranese Aps per la valorizzazione dell’Oasi Lycaena, la preziosa area naturalistica di Salzano classificata come Zona di Conservazione Speciale (Zsc) e Zona di Protezione Speciale (Zps) all’interno della Rete Natura 2000. L’accordo, che sarà della durata di 36 mesi con possibilità di proroga per un ulteriore triennio, a ida al Circolo Legambiente la gestione dell’Oasi attraverso un articolato programma di attività educative, formative, di sensibilizzazione ambientale e di monitoraggio scientifico. Si tratta di un’area di straordinario valore naturalistico che finalmente torna alla comunità: l’Oasi Lycaena, nata dalla rigenerazione di un’ex cava, rappresenta infatti uno dei presidi di biodiversità più significativi della provincia veneziana e prende il nome dalla farfalla Lycaena dispar, specie protetta a livello europeo, la cui presenza all’interno del sito sarà oggetto di uno studio specifico. La riapertura del sito ( che di fatto era chiuso dal dicembre del 2024) è una notizia attesa da tempo dal territorio, che non ha mai smesso di considerare l’area un patrimonio naturale e a ettivo. Per il Circolo Legambiente del Miranese, risultare assegnatari del bando pubblico è dunque motivo di grande orgoglio. “Partecipare a una procedura comparativa competitiva e vedersela a idare – spiega in una nota Legambiente – è il riconoscimento concreto di anni di impegno sul territorio, di competenze maturate nel campo della tutela ambientale e di un radicamento associativo che a onda le radici nella comunità del Miranese”.
Il programma triennale di gestione si svilupperà su più fronti, rendendo l’Oasi accessibile con regolarità per visite guidate condotte da guide naturalistiche abilitate e attraverso iniziative collegate alle principali giornate ambientali. Sul fronte educativo, sono previsti laboratori didattici e pacchetti rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, oltre che a gruppi di adulti, con tematiche che spaziano dalla biodiversità delle zone umide ai processi di fitodepurazione, fino alla lotta ai cambiamenti climatici. Parallelamente, verrà avviato un rigoroso monitoraggio scientifico del sito, per un totale di almeno 60 ore nel triennio, che riguarderà la qualità delle acque e il censimento dei gruppi faunistici di primo piano: avifauna, anfibi, rettili e insetti. L’obiettivo è contribuire all’aggiornamento del formulario standard del sito Natura 2000, integrando la ricerca scientifica con la cittadinanza attiva, grazie a giornate periodiche di pulizia collettiva e alla possibile adesione alla campagna nazionale
“Puliamo il Mondo”. “Questa convenzione rappresenta un passo importante per la tutela di un’area di straordinario valore ecologico - ha dichiarato Pierluigi Paloscia, presidente del Circolo Legambiente del Miranese. Grazie alla collaborazione con i volontari del Comitato Fronte dell’Oasi, con Lipu, Wwf e con le università veneziane e padovane, potremo o rire alla comunità un presidio naturalistico vivo, aperto e scientificamente qualificato. Siamo orgogliosi di aver vinto questo bando e grati alla Città Metropolitana per la fiducia accordataci”.
• Alessandro Abbadir
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Un modello di gestione partecipata
La gestione dell’Oasi sarà improntata a un modello di partecipazione attiva del territorio. Le attività di manutenzione dei percorsi, cura della vegetazione boschiva e conservazione degli habitat umidi saranno realizzate in stretta collaborazione con i volontari del Comitato Fronte dell’Oasi, realtà radicata nel territorio che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità di Salzano. Il loro coinvolgimento diretto garantirà continuità, presidio quotidiano e un forte legame tra l’Oasi e i cittadini che da anni ne sono i custodi più vicini. Una rete di eccellenze naturalistiche e ambientaliste. La gestione dell’Oasi beneficerà del contributo delle principali associazioni naturalistiche. La Lipu svolgerà un ruolo centrale nel monitoraggio dell’avifauna, partecipando a progetti scientifici con propri volontari e tecnici per analizzare le specie agricole, migratorie e di zone umide, e collaborando alla progettazione e installazione di casette nido per il potenziamento faunistico del sito. Il Wwf sarà coinvolto nei censimenti degli uccelli acquatici svernanti, attraverso l’adesione all’International Waterbird Census, il progetto internazionale coordinato in Italia da Ispra. È inoltre prevista la creazione di una rete di collaborazione tra l’Oasi Lycaena e l’Oasi Wwf Cave di Noale, con l’obiettivo di condividere progetti, competenze e pratiche di gestione per ra orzare la tutela della biodiversità. Un elemento qualificante della convenzione è il radicamento nella ricerca scientifica garantito dalla collaborazione con professionisti del settore ambientale, esperti di comunità vegetali e fauna, e dall’intenzione di instaurare collaborazioni con atenei veneti di primo piano. Si intende portare avanti il controllo e al monitoraggio della qualità delle acque in sinergia con il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive e con Arpav.
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Cronaca. L’incidente durante una escursione in Trentino: Marco Scantamburlo aveva 53 anni
Cade in bici sulla ciclabile, muore dopo giorni di ricovero I
La gita in mountain bike tra amici, il clima leggero del giorno di Pasquetta, poi in pochi istanti il dramma che ha sconvolto la comunità di Scorzè. Marco Scantamburlo, 53 anni, imprenditore edile, è morto dopo alcuni giorni di ricovero all’ospedale Santa Chiara di Trento in seguito a una caduta avvenuta lungo la pista ciclabile Valsugana - Caldonazzo. La Procura trentina ha aperto un fascicolo per chiarire con esattezza le cause dell’incidente e ricostruire ogni passaggio di quanto accaduto. L’uomo si trovava in Trentino insieme alla moglie Cosetta e ad alcuni amici per trascorrere le vacanze pasquali. Da sempre appassionato di bicicletta e di escursioni all’aria aperta, aveva deciso di approfittare della giornata festiva per affrontare uno dei percorsi ciclabili più frequentati della zona, quello che collega la Valsugana a Caldonazzo. Un itinerario conosciuto dagli appassionati delle due ruote, immerso nel verde e molto frequentato soprattutto nei giorni di festa. Secondo le ricostruzioni, Scantamburlo avrebbe perso il controllo della mountain bike mentre cercava di evitare un avval-
lamento del fondo stradale e una buca presente lungo il tracciato. La bici avrebbe sbandato improvvisamente facendolo cadere rovinosamente sull’asfalto: l’impatto è stato molto violento e il cinquantatreenne avrebbe riportato traumi che da subito apparivano gravi, al volto e alla testa. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del Suem e l’elisoccorso che ha trasportato il ferito all’ospedale Santa Chiara di Trento. Durante le operazioni di emergenza l’uomo avrebbe accusato due arresti cardiaci, circostanza che rende ora ancora più delicato il lavoro degli investigatori chiamati a chiarire se il malore sia stato una conseguenza del trauma oppure una delle possibili cause della caduta stessa. Per alcuni giorni medici e sanitari hanno tentato di salvargli la vita, ma il quadro clinico è progressivamente peggiorato fino al decesso: una notizia che si è di usa rapidamente a Scorzè, dove Marco Scantamburlo era molto conosciuto per la sua attività professionale e la sua competenza. Titolare della Piesse Costruzioni insieme a un socio, lavorava da anni nel settore dell’edilizia seguendo sia la parte operativa dei cantieri sia quella tecnica
e impiantistica. Marco Scantamburlo ha lasciato la moglie Cosetta, i figli Giovanni ed Emma, i genitori Morena e Marcello, il fratello Andrea e la sorella Lara. I familiari hanno scelto di trasformare il dolore in un gesto di solidarietà: Scantamburlo ha infatti donato gli organi. I funerali si sono tenuti giovedì 16 aprile, quando la comunità ha dato un ultimo saluto all’uomo e si è stretta attorno ai suoi familiari: le eventuali o erte sono state devolute alla Fondazione Betulla, impegnata nel sostegno alle persone fragili e con disabilità.
• Davide Grosoli
Il rally cambia casa, è polemica
l Rally di Scorzè dopo ventidue edizioni cambia casa e passa a Noale. Ventidue edizioni, un successo costantemente in crescita e il riconoscimento dei partecipanti per la bellezza del circuito e dell’evento non sono evidentemente bastati: con la ventitreesima edizione il rally di Scorzè diventerà rally di Noale, con il disappunto evidente del sindaco della città. Dopo l’annuncio degli organizzatori del Rally che a luglio la prossima edizione sarà a Noale, Giovanni Battista Mestriner ha ritenuto corretto spiegare le motivazioni. “Gli organizzatori, da qualche anno, lamentano che l’organizzazione del Rally è troppo dispendiosa - dice il sindaco -. E che hanno dovuto farsi carico di perdite economiche importanti. Perdite che hanno dovuto ripianare personalmente. Quest’anno il Comune di Noale si è o erto di dare quindicimila euro al rally per fare il palco della partenza e dell’arrivo in centro storico a Noale. Non so se questi soldi siano soldi pubblici o vengano da
privati, ritengo comunque poco elegante quando qualcuno di un comune vicino cerca di spostare un evento che da 22 edizioni si faceva qui. È una brutta pagina anche tra amministrazioni. Noi però abbiamo deciso di non rilanciare. La proposta dell’organizzazione è stata quindi quella di fare partenza e arrivo da Noale ma il parco assistenza qui a Scorzè, in piazza. Abbiamo rifiutato. Se per loro è importante il finanziamento, per noi è importante la Storia. Non è assolutamente giusto che perché un’altra amministrazione comunale decide di garantire un finanziamento maggiore, la manifestazione si sposti lasciando qui solo alcune iniziative. Ringrazio comunque gli organizzatori, che in queste edizioni hanno tanto lavorato, prendendosi responsabilità importanti, coinvolgendo centinaia di persone. In bocca al lupo al “Rally città di Noale”, ma non è la 23esima edizione. È la prima”.
• (m.t.)
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NOALE IN LUTTO PER MARIO PREVEDELLO
Noale piange uno dei protagonisti della sua storia politica, forse uno dei pochi negli ultimi cinquant’anni e più ad avere messo d’accordo quasi tutti, che fossero politicamente schierati con lui o contro di lui. Il comune intero si unisce nel cordoglio per la scomparsa a seguito di un malore di Mario Prevedello, sindaco tra gli anni ‘70 e ‘80, che è mancato all’età di 84 anni mentre era ricoverato all’ospedale di Treviso.
La carriera di Prevedello inizia, ancora prima che in politica, come commerciante notissimo in città per aver creato, nel primo momento dello sviluppo economico di Noale, il supermercato Vivo, che poi verrà rilevato dalla catena Lando.
La sua attività politica invece cresce e si sviluppa totalmente nell’area del Noalese con l’intenzione di fare sempre il meglio, da residente doc, per la sua città. Esponente di spicco della locale Democrazia Cristiana, “Mariello”, così era conosciuto in paese, aveva visto i cittadini di Noale ricambiare il suo
impegno con l’elezione a sindaco per due mandati, prima dal 1975 al 1980, e poi dopo un mandato di pausa, dall’85 all’88.
Prevedello dopo la seconda tornata da sindaco si era poi trasferito a Treviso, ma aveva sempre conservato un forte legame con Noale, che tornava spesso a visitare e continuava a seguire nelle vicende politiche per consiglio da esperto. “Era un uomo mai fermo, sempre impegnato e con un fisico che gli permetteva di reggere gli impegni al meglio” - lo ricorda il presidente della Pro Loco, Enrico Scotton - “ma anche un compagno di avventure piacevole, arguto e sempre con la battuta pronta”. “Ci sono persone che restano non solo nei ricordi, ma nel modo in cui ti hanno insegnato a guardare le cose” - il ricordo del consigliere ed ex sindaco
Michele Celeghin, che ha iniziato a fare politica proprio nel periodo di rottura interna della Democrazia Cristiana di Noale - “Lo ricordo come un uomo serio, rispettato da tutti”. E l’altro ex sindaco,
ALL’ASTA 3 MILA METRI CUBI EDIFICABILI
Tre mila metri cubi edificabili finiscono all’asta pubblica e diventano un’occasione per i privati che vogliono ampliare la propria abitazione. A Scorzé, l’amministrazione comunale ha deciso di mettere in vendita i diritti edificatori derivanti dalla demolizione della vecchia scuola “Marconi” del centro cittadino. Un’operazione poco frequente, ma che punta a trasformare una volumetria inutilizzata in nuove possibilità per residenti e casse comunali. L’asta pubblica è stata fissata per il prossimo 27 maggio alle 11, nella sede municipale di piazza Aldo Moro. In totale saranno disponibili 3 mila metri cubi, che potranno essere acquistati da cittadini interessati ad aumentare la superficie o l’altezza
degli immobili già esistenti, naturalmente nel rispetto delle norme urbanistiche previste dal piano regolatore e dai vincoli edilizi in vigore. A spiegare il senso dell’iniziativa è il sindaco Giovanni Battista Mestriner, che precisa come i metri all’asta “Possono essere utilizzati solo nelle zone residenziali e derivano dalla volumetria che il Comune aveva con la scuola vecchia abbattuta in centro città. Abbiamo preso quella volumetria e la mettiamo all’asta per i privati che vogliono ad esempio fare un piano in più di quello che hanno già, sempre che nella loro zona possano farlo rispettando tutte le altre regole comunali”. La base d’asta è stata fissata in 1.350 euro per ogni lotto minimo da 30 metri
Mario Bonaventura, aggiunge che “Era una persona determinata, capace di scelte anche difficili, ma sempre guidate da un principio chiaro, il bene di Noale. La sua caratteristica politica era la coerenza e la serietà nelle sue scelte amministrative”.
Mario Prevedello lascia la moglie Noretta, le figlie Anastasia e Silvia. “Papà è stato un punto di riferimento costante. Una roccia su cui siamo cresciute, un’ancora a cui ci siamo sempre a idate. Ci consola sentire che tra quanti lo hanno conosciuto siano forti ancora il ricordo e la stima” il pensiero della famiglia al funerale, ma sono stati veramente tantissimi i cittadini della città dei Tempesta a lasciare un pensiero o una testimonianza per un sindaco che, in pratica, rappresenta anche quella forma di politica e capacità amministrativa che - forse - è andata un poco persa nel tempo.
cubi. L’aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell’o erta economicamente più alta fino all’esaurimento dell’intera disponibilità volumetrica. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 12 del 25 maggio all’u icio protocollo del Comune in busta chiusa e sigillata. Per il municipio l’operazione rappresenta anche una possibilità di recuperare risorse economiche senza nuovo consumo di suolo, valorizzando diritti edificatori già esistenti e favorendo al tempo stesso piccoli interventi di ampliamento nelle aree residenziali del territorio comunale • (d.g.)
• Massimo Tonizzo
Mario Prevedello
Oltre 200 opere al concorso promosso dal Laboratorio Ecourbano Padova
Irazione con l’Istituto Comprensivo Giovanni Valle – liceo artistico di Grafica Audiovisivo e Multimediale – ha promosso un importante concorso fotografico aperto a tutti, con l’obiettivo di incentivare i giovani alla conoscenza del territorio e valorizzare il patrimonio urbano e artistico spesso poco conosciuto.
a cura di
L’ARCELLA RACCONTATA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA
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fatte di luce, silenzio e presenza umana, costruiscono una narrazione essenziale capace di cogliere l’emozione dell’istante.
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Tema del concorso: “I murales e le ville Liberty della zona Nord di Padova”. L’iniziativa ha riscosso un successo oltre le aspettative: sono infatti arrivate oltre 200 opere fotografiche che verranno ora selezionate da una giuria di esperti. Le sei migliori fotografie saranno premiate ed esposte dal 23 maggio al 5 giugno presso la sede del Laboratorio Ecourbano Padova nella Galleria San Carlo, nel cuore dell’Arcella. Non solo mostra: il progetto prevede anche la realizzazione di una pubblicazione dedicata ai murales e alle ville Liberty dei quartieri nord della città. Il volume, previsto per marzo 2027, accompagnerà cittadini e visitatori in un vero e proprio percorso urbano attraverso luoghi, colori, architetture e storie del territorio.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 23 maggio presso i giardini accanto alla Torre Gregotti, conosciuti come “Giardini Magnete”. Alcune opere verranno inoltre esposte in speciali cornici progettate dagli studenti del Valle e installate sulle colonne della torre affacciate sul giardino, trasformando lo spazio
modo superficiale o penalizzante, ma che custodiscono invece un importante patrimonio artistico, umano e culturale. Grande interesse ha suscitato anche la recente mostra fotografica organizzata dal Laboratorio Ecourbano, che ha visto protagonisti tre autori molto apprezzati:
Mauro Minotto, Stefano Casali e Andrea Gallato.
Mauro Minotto rappresenta una delle figure più solide e riconosciute della fotografia
atmosfera.
Accanto a lui Stefano Casali, definito da molti “il poeta del silenzio industriale”, ha presentato una ricerca fotografica intensa e identitaria dedicata agli spazi abbandonati e alle architetture dismesse, luoghi che diventano memoria visiva del passato industriale e sociale.
Andrea Gallato ha invece proposto una fotografia più intimista, dove lo scatto diventa ascolto e contemplazione. Le sue immagini,
La mostra ha registrato oltre 500 visitatori tra appassionati di fotografia, cittadini e curiosi, confermando l’interesse crescente verso le attività culturali promosse dal Laboratorio Ecourbano.
Le prossime iniziative confermano la volontà dell’associazione di trasformare la sede della Galleria San Carlo in un vero “negozio delle idee”, uno spazio sempre vivo, attrattivo e partecipato.
Il 5 giugno alle ore 18.30 si terrà l’incontro dal titolo “L’intelligenza artificiale: capire da dove arriva, come funziona e dove sta andando”, con relatore Michele Marchetto, laureato magistrale in informatica, da oltre vent’anni attivo nel settore e autore di diverse pubblicazioni di tecnica e cultura.
Azienda Tipografica, da sempre impegnata nel raccontare storie del passato attraverso immagini capaci di emozionare e mantenere viva la memoria collettiva.
La serata sarà accompagnata dalla musica del talentuoso Adriano Antico e si concluderà con un momento conviviale aperto al pubblico. Per informazioni ed essere sempre informati sulle attività del Laboratorio inviare una e mail a : laboratorioecourbano@libero.it oppure web: lepadova.it
Galleria San Carlo - Arcella Padova
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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025.
Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale. • (R.R.)
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE
PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
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oltaci in tutto il
che possibile realizzare capi per la prima comunione, cresima, per le damigelle e testimoni o per una bella serata. Inoltre in sartoria potete trovare tessuti italiani di alta qualità o essere accompagnati nella scelta dei tessuti. E se avete un capo che ci tenete tanto, ma non vi va piu bene, potete portarlo in sartoria per farlo modificare e dargli una seconda vita. Potete ordinare maglieria da donna: maglioni, maglie, cardigan, abiti personalizzati su misura, con la scelta di filati naturali e di alta qualità italiana.
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Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
Istruzione.
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
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Segue
Modello
veneto: funziona
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA
E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli
Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.
Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
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ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run
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globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI
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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.
La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-
guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.
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Centro d’Eccellenza in via Stazione guidato da Mirna Vidotto e Daniela Travagin: analisi della figura, lettino termoattivo, cabina ozono e un’assistente dedicata per un percorso studiato sul corpo femminile.
favorendo circolazione, drenaggio, riduzione del tessuto adiposo. I movimenti sono studiati per le zone che interessano il pubblico femminile, con l’assistente che verifica la corretta esecuzione e adatta l’intensità. Poi c’è la cabina ozono che completa il trattamento favorendo ossigenazione, drenaggio e tonificazione.
lasciato poco spazio per pensare a sé stesse. Il corpo non è più quello di prima, i vestiti non cadono più come un tempo.
A quel punto molte decidono di fare qualcosa: palestra, dieta fai da te, qualche settimana di buoni propositi che poi si per- dono nella routine. Poche però si affidano a un metodo strut- turato, studiato specificamente per il corpo femminile. A Bal- lò di Mirano, in via Stazione 119-B, Mirna Vidotto e Daniela Travagin guidano il centro Figurella, Centro d’Eccellenza che applica un metodo internazionale nato oltre quarant’anni fa e perfezionato per rispondere alle esigenze del corpo femmini- le, che funziona diversamente da quello
Il Metodo Figurella non è la promessa miracolosa che si legge sulle riviste, ma un percorso strutturato che combi-
Ma la tecnologia da sola non basta. L’elemento che fa la differenza è l’assistente dedicata: una professionista formata sul Metodo Figurella che diventa il punto di riferimento costante. Segue la cliente durante le sedute, verifica i movimenti, adatta il programma, controlla le misure, tiene alta la motivazione nei momenti difficili. Perché è nei momenti di stallo, quando sembra che non succeda nulla, che serve qualcuno che ti ricordi perché hai iniziato. Accanto al lavoro in centro c’è il programma alimentare, non una dieta ma un’educazione allo stile di vita corretto. Niente privazioni estreme, ma una guida pratica per mangiare in modo equilibrato, compatibile con la vita quotidiana. Il centro propone alle nuove iscritte consulenza e otto sedute in trenta giorni a 299 euro, per testare il metodo. Orari flessibili: dal lunedì al giovedì 10-20, venerdì 10-14. Perché trovare il tempo è uno dei problemi principali quando si decide di prendersi cura di sé. A Ballò di Mirano, Mirna Vidotto e
specifici guidati dall’assistente. Non è passivo, ma amplifica l’effetto del movimento attraverso la temperatura corporea,
Venezia si candida a diventare un punto di riferimento nazionale per il trattamento della sordità. L’avvio della nuova attività di otochirurgia all’ospedale Civile segna un cambio di passo per l’Ulss 3 Serenissima, che in pochi mesi ha già raggiunto risultati concreti, attirando pazienti da diverse regioni italiane e riducendo a zero i tempi di attesa.
Nei primi cinque mesi di operatività sono stati eseguiti nove interventi di impianto cocleare: due su pazienti pediatrici e sette su adulti, provenienti da un’ampia area geografica che va dalla Lombardia fino alla Sicilia. Un dato significativo non solo per il numero di procedure effettuate, ma anche per la capacità del sistema sanitario veneziano di intercettare una domanda altamente specialistica che fino a poco tempo fa si concentrava in altri centri.
Tra i casi trattati spicca quello di una bambina residente a Venezia, la prima del territorio a beneficiare del servizio direttamente in città. Fino al 2025, infatti, pazienti con queste necessità venivano indirizzati verso strutture come Padova, con inevitabili disagi logistici per le famiglie. Oggi, invece, il percorso di cura può essere gestito interamente all’interno della rete sanitaria locale. Il risultato è frutto di un modello organizzativo basato sull’integrazione tra diverse competenze. Il progetto coinvolge infatti l’otochirurgia guidata da Nicola Malagutti, l’audiologia e otoneurologia coordinata da Rosa Maria Santarelli e la chirurgia testa-collo diretta da Doriano Politi. Una sinergia
che consente di seguire il paziente lungo tutto il percorso, dalla diagnosi all’intervento fino al follow-up.
Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, sottolinea come questo rappresenti un traguardo importante non solo per il centro storico, ma per l’intero sistema sanitario territoriale. La creazione di un polo altamente specializzato a Venezia rafforza infatti la capacità attrattiva della sanità locale e contribuisce a ridurre la mobilità passiva.
L’obiettivo per il futuro è già definito: dal 2026 si punta ad arrivare a circa 50 interventi all’anno, consolidando ulteriormente il ruolo di Venezia nel panorama nazionale della chirurgia dell’udito. Una crescita che sarà sostenuta proprio dal modello integrato tra ospedale e territorio, considerato uno degli elementi chiave per garantire qualità e continuità assistenziale. Gli impianti cocleari rappresentano una tecnologia avanzata che consente di restituire la percezione dei suoni a persone affette da sordità profonda o grave. L’intervento prevede l’inserimento di un dispositivo elettronico che stimola direttamente il nervo acustico, permettendo al paziente di recuperare una funzione uditiva altrimenti compromessa.
Con questi risultati, Venezia non è più solo un punto di riferimento culturale e turistico, ma si afferma sempre più anche come centro di eccellenza sanitaria, capace di innovare e rispondere ai bisogni complessi dei cittadini.
Impianti cocleari, Venezia cresce: zero attese e richieste da tutta Italia
All’Ospedale di Chioggia arriva la nefrectomia radicale laparoscopica per il trattamento dei tumori renali
L’Ulss 3 Serenissima introduce nel presidio clodiense una tecnica chirurgica mini-invasiva di livello avanzato, resa possibile da nuove tecnologie e dal lavoro congiunto di Urologia e Chirurgia
Un nuovo traguardo per l’Ospedale della Navicella: le équipe di Urologia e Chirurgia hanno avviato anche a Chioggia la nefrectomia radicale laparoscopica, procedura di alto livello per il trattamento del tumore del rene. Secondo la direzione sanitaria, l’arrivo di questa tecnica conferma l’elevato standard raggiunto dal presidio e si fonda su tre elementi chiave: tecnologie all’avanguardia, competenze specialistiche consolidate e una collaborazione multidisciplinare ormai rodata tra i reparti coinvolti, guidati dai primari Wanni Battanello e Salvatore Ramuscello.
La nefrectomia radicale laparoscopica è un intervento mini-invasivo per l’asportazione completa del rene, effettuato tramite piccole incisioni addominali che consentono al chirurgo di operare con l’ausilio di una telecamera. Come spiegano
gli specialisti, questa tecnica trova applicazione nei tumori renali, nei reni non più funzionanti a causa di infezioni gravi, calcolosi complesse o malformazioni, e offre vantaggi rilevanti rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto: dolore post-operatorio ridotto, cicatrici minime, degenza più breve e recupero più rapido. L’intervento rappresenta oggi il riferimento per la chirurgia renale oncologica e benigna e, quando indicato, può essere eseguito anche in forma parziale, preservando la porzione sana dell’organo. Tra i benefici segnalati dai chirurghi figurano un minore impatto estetico e funzionale, un rischio più contenuto di infezioni della ferita e la possibilità di tornare presto alle normali attività. A Chioggia sono già stati trattati tre pazienti, di 54, 73 e 78 anni, con una degenza complessiva, tra pre e post operatorio, di circa quattro o cinque giorni.
Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro rinnovano il sostegno al reparto che segue le donne colpite da tumore al seno
Donati 17 mila euro alla Breast Unit dell’Ulss 3: in arrivo un nuovo ecografo portatile
Un nuovo gesto di sostegno alla Breast Unit dell’Ulss 3 Serenissima si traduce in un ecografo portatile destinato al reparto che segue le donne colpite da tumore al seno. A consegnare l’assegno da 17.650 euro sono state le “Pink Lioness in Venice”, insieme ad AVAPO Venezia e Bucintoro, realtà che da anni affiancano il lavoro dei medici con raccolte fondi e iniziative solidali. La donazione è stata destinata all’ac-
quisto di una nuova apparecchiatura per il reparto guidato dal primario Guido Papaccio. Le associazioni hanno così confermato un appuntamento che ormai si rinnova ogni anno con contributi destinati alla sanità veneziana.
“La Breast Unit è un reparto cruciale – ha spiegato Francesca Baldi, portavoce delle Pink Lioness – perché qui vengono seguite centinaia di donne ogni anno. La nostra missione è far
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sentire loro che non sono sole, non solo con le parole ma anche attraverso azioni concrete, sostenendo il lavoro dell’équipe multidisciplinare dell’ospedale dell’Angelo”. Accanto alle Pink Lioness continua il sostegno di AVAPO Venezia, associazione impegnata nell’assistenza alle persone colpite da tumori. “Partecipiamo a queste iniziative – ha sottolineato il presidente Fabio Moretti – perché vediamo ogni giorno la forza di queste donne. È una determinazione straordinaria che merita tutto il supporto possibile, anche attraverso il finanziamento di nuove attrezzature mediche”.
Il ringraziamento dell’Ulss 3 Serenissima è arrivato dal direttore generale Massimo Zuin, che ha evidenziato il valore della Breast Unit veneziana e della collaborazione tra specialisti all’interno dell’ospedale hub. “Il fatto che siano le stesse pazienti a sostenere nel tempo il lavoro di questa squadra – ha detto – dimostra quanto sia importante il lavoro svolto dal reparto e dalle associazioni che se-
guono le donne durante il percorso di cura”.
Soddisfatto anche il primario Guido Papaccio: “L’ecografo acquistato grazie a questa donazione è solo l’ultimo esempio di una collaborazione che negli anni ci ha consentito di dotarci di strumenti innovativi e sempre più precisi per diagnosi e interventi”.
La collaborazione tra Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro prosegue infatti da oltre dieci anni.
Alla base dell’impegno c’è anche l’esperienza del dragon boat, diventata negli anni un elemento importante nella riabilitazione post operatoria di molte donne.
Negli ultimi tre anni le donazioni hanno superato complessivamente i 73 mila euro. Nel 2023 un contributo da 25 mila euro aveva permesso all’ospedale Santi Giovanni e Paolo di acquistare il sistema Mag Seed, una tecnologia che aiuta i chirurghi a individuare con maggiore precisione i linfonodi da trattare durante gli interventi.
Nel 2024 un nuovo assegno da 25
Noale capofila del Progetto IN.TE.S.E.
mila euro aveva invece finanziato il proseguimento del programma Mag Seed in tutta l’Ulss 3 Serenissima, grazie ai fondi raccolti durante le “Camminate rosa”.
Nel 2025 era arrivata un’ulteriore donazione da oltre 23 mila euro che aveva consentito alla Breast Unit di dotarsi del primo elettrobisturi al plasma utilizzato in un ospedale del Veneto. Lo strumento permette interventi meno invasivi, con minori danni ai tessuti, tempi operatori ridotti e un recupero più rapido per le pazienti.
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Prosegue nel segno della continuità e della collaborazione istituzionale il Progetto IN.TE.S.E. (Integrazione Territoriale Servizi Socio-Educativi), dedicato al sostegno delle persone affette da demenza e malattia di Parkinson. La Giunta comunale di Noale ha approvato, con delibera n. 46 del 6 marzo 2026, il rinnovo dell’accordo di gestione associata con i Comuni di Martellago, Scorzè e Salzano per il biennio 2026–2027, confermando Noale nel ruolo di capofila. Si tratta di un’iniziativa avviata nel 2013 a livello regionale con il supporto della Regione del Veneto e dell’AULSS 3 Serenissima, nata con l’obiettivo di offrire alle persone in fase lieve-moderata della malattia un contesto protetto di socializzazione e stimolazione cognitiva. Un servizio che, nel tempo, si è dimostrato fondamentale anche per alleggerire il carico assistenziale delle famiglie, spesso impegnate quotidianamente in percorsi complessi e silenziosi.
percorsi psico-educazionali rivolti ai caregiver e iniziative di empowerment, strumenti preziosi per migliorare la qualità della vita complessiva.
Dal punto di vista organizzativo, il Comune di Noale continuerà a svolgere il ruolo di soggetto capofila ai sensi dell’articolo 15 della legge 241 del 1990. I costi operativi, tra cui la presenza dell’operatore socio-sanitario e la gestione degli spazi, saranno suddivisi tra i Comuni in base alla popolazione residente, mentre le eventuali spese di trasporto resteranno a carico dei singoli enti di provenienza degli utenti.
Determinante anche il sostegno della Regione del Veneto, che con la deliberazione n. 1052 del settembre 2025 ha confermato il finanziamento del Progetto Sollievo per l’attività 2025–2026, garantendo così la stabilità economica necessaria alla prosecuzione delle attività.
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Con il rinnovo dell’accordo, i quattro Comuni consolidano una collaborazione che ha permesso di estendere il servizio su tutto il territorio, superando la precedente esclusione dalla rete dei 13 Comuni del Distretto 3 già aderenti al progetto. Oggi IN.TE.S.E. rappresenta una risposta concreta e capillare ai bisogni delle persone più fragili. Attualmente il servizio coinvolge circa 20 utenti residenti nei Comuni aderenti, con incontri che si svolgono presso la Sala “Daminato” di Noale. Le attività proposte spaziano dalla stimolazione cognitiva ai momenti di socialità, affiancate da
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alle Politiche sociali Lorenza Barina: «Rinnovare il Progetto IN.TE.S.E. significa rinnovare un impegno concreto verso le persone più fragili della nostra comunità e verso le loro famiglie. Questo servizio rappresenta non solo un supporto, ma anche un segnale chiaro della volontà di investire nei servizi di prossimità e nella collaborazione tra Comuni».
Una rete che guarda al futuro, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’offerta socio-sanitaria locale e garantire risposte sempre più efficaci a bisogni in costante evoluzione. Riccardo Musacco
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