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laPiazza Padova Sud - Aprile26

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Maserà acquisisce

l’immobile dalla parrocchia per trasformarlo in un centro polifunzionale

Dalla Valdastico alla Holding

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

di Padova Sud

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO,

TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

Nuova governance all’Uls 6 e Azienda Ospedale: Fortuna sceglie i direttori

prenotazioni.uilveneto.it

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

ALBIGNASEGO AL VOTO: SFIDA A DUE TRA VALENTINA LUISE E ALBERTO BETTELLA

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

segue a pag. 3

servizi alle pag. 4 - 5
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VIA ALLA RIQUALIFICAZIONE

DELL’IMPIANTO

“LINDA SCATTOLIN”

L’impianto sportivo “Linda Scattolin” cambierà volto grazie a un progetto di ristrutturazione e riqualificazione. È l’annuncio dell’amministrazione comunale che ha reso noto di aver ottenuto un importante finanziamento partecipando al bando “Work in Sport 2025” promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. “L’intervento prevede un investimento complessivo di 70 mila euro: 50 mila euro saranno coperti dal contributo ottenuto attraverso il bando, mentre i restanti 20 mila euro saranno finanziati direttamente dal comune” spiega una nota del comune. “Una scelta che conferma il forte impegno dell’amministrazione nella valorizzazione e nel miglioramento degli impianti sportivi cittadini. In occasione della candidatura al bando, l’amministrazione è inoltre riuscita a includere nel progetto anche le spese per la riverniciatura del fondo del palatenda, inizialmente non previste, completando così un intervento più organico e funzionale alle esigenze delle società sportive e degli utenti” conclude la nota. “Lo sport rappresenta uno strumento fondamentale di crescita, inclusione e benessere, soprattutto per i giovani” ha commentato il vicesindaco reggente con delega allo sport, Gregori Bottin. “Investire nella manutenzione e nella riqualificazione degli impianti sportivi significa o rire spazi sicuri, accessibili e di qualità, dove ragazzi e famiglie possano praticare attività fisica in modo sano e inclusivo” ha concluso il vicesindaco. “Il risultato ottenuto conferma l’importanza della programmazione e della capacità di intercettare risorse esterne per sostenere progetti concreti a beneficio della città, ma anche l’impegno dei nostri dipendenti comunali nella predisposizione di questo progetto, che è stato giudicato meritevole di contributo da parte della Fondazione Cariparo”, ha aggiunto l’assessora all’ambiente Valentina Luise.

70mila euro per pavimentazioni, attrezzature regolabili e spazi outdoor accessibili

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere. La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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Amministrative 24 - 25 Maggio 2026 ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le Elezioni amministrative del 24-25 Maggio 2026 messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

Segue da pag. 1 FACCIAMO
• Nicola Stievano
di Padova Sud

Duemila persone in cerca di occupazione ma le aziende non trovano figure adatte

In un mercato economico dove la distanza tra domanda e o erta sembra farsi sempre più incolmabile, Albignasego decide di invertire la rotta puntando sulla prossimità e sul contatto diretto con i cittadini. La sfida occupazionale odierna non si gioca più solo sulle grandi cifre regionali, ma sulla capacità dei territori di intercettare i bisogni di chi il lavoro lo cerca e di chi, sul fronte opposto, fatica a trovare le professionalità necessarie per crescere. È in questa cornice che si inserisce la nascita del nuovo sportello del Centro per l’Impiego di Padova, frutto di una stretta collaborazione tra Veneto Lavoro e l’Amministrazione comunale. Il presidio, situato stabilmente presso la sede municipale di via Milano, si propone come un supporto concreto pensato per o rire risposte rapide a cittadini e imprese, semplificando l’accesso a servizi che spesso appaiono distanti o eccessivamente burocratici. L’esigenza di un simile u icio nasce dall’analisi di un paradosso tutto veneto. Nonostante la vitalità del tessuto produttivo locale, il divario tra le competenze richieste e quelle disponibili rimane uno degli ostacoli principali allo sviluppo. I tecnici dell’ente regionale, durante la presentazione del servizio, hanno dipinto un quadro molto chiaro della situazione: oggi la vera sfida non è la mancanza di lavoro in senso assoluto, ma il forte divario tra quello che le aziende chiedono e le competenze disponibili. “In Veneto contiamo circa 65.000 persone in cerca di occupazione, non sono tante - spiega il direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone - ma

gli utenti di Veneto Lavoro sono più di 130 mila, noi qui ci aspettiamo un 20% sull’area padovana, almeno duemila persone dovrebbero essere oggetto di questo servizio”. In questo scenario, l’u icio di via Milano non è un semplice sportello di smistamento, ma un punto di consulenza attiva che punta a «portare i servizi di orientamento e incrocio domanda-o erta direttamente dove pulsano le attività economiche, riducendo le distanze fisiche e trovando la persona giusta, nel posto giusto, al momento giusto».

I numeri d’altronde parlano chiaro e descrivono un bacino d’utenza vastissimo: il recapito, gestito dagli operatori del Centro per l’impiego di Padova, si rivolge a una platea potenziale di circa 29.000 persone in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni, residenti ad Albignasego e negli altri Comuni limitrofi serviti dall’u icio. Attualmente, il CPI conta nei propri elenchi già 1.100 utenti con domicilio nelle località interessate, di cui 120 sono persone con disabilità. Ma il servizio non guarda solo ai candidati: sono infatti più di 6.100 le aziende del territorio che in questi anni si sono rivolte al servizio pubblico per le proprie ricerche di personale, a dimostrazione di una fiducia crescente nelle istituzioni del lavoro. L’attività del Centro è già entrata nel vivo con strumenti di sostegno economico e formativo. Solo nell’ultimo anno, sono stati erogati agli utenti del territorio servito dal nuovo recapito ben 440 voucher GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) per la partecipazione a percorsi di formazione e

accompagnamento, oltre a 370 “Bonus Politiche Attive”, un contributo economico studiato per facilitare la partecipazione alle attività previste dai piani di inserimento. Massimiliano Barison, Assessore alle politiche attive del lavoro, ha sottolineato con forza la natura strategica del progetto: «Albignasego con questo nuovo sportello si porta ai livelli europei dove i i servizi per il lavoro sono centrali nel territorio, più vicini e accessibili, facilitando l’incontro tra domanda e o erta e promuovendo percorsi di orientamento e crescita professionale”. Secondo l’assessore, la vicinanza fisica degli u ici ai luoghi della quotidianità cittadina è il primo passo per abbattere il senso di isolamento che spesso

accompagna la ricerca di un impiego. Ma oltre all’aspetto puramente economico, l’iniziativa assume una valenza sociale di primo piano. Il lavoro viene infatti interpretato come il pilastro fondamentale della dignità individuale, un concetto ribadito dal vicesindaco reggente Gregori Bottin: “Per noi sostenere chi entra o rientra nel mercato del lavoro è una priorità. Ci teniamo a dare un supporto concreto per fare entrare le persone nel mondo del lavoro, non solo di creare aspettative ma di fare incontrare domanda e o erta e dare uno strumento alle nostre imprese”.

• Nicola Stievno

Troppe croci sul lavoro, i sindacati in piazza: “Vanno rispettate le norme di sicurezza”

Morti su lavoro: la nostra provincia in questi primi mesi dell’anno ha purtroppo pagato il tributo più alto. L’ultimo episodio risale a qualche settimana fa, alle porte del capoluogo, a Selvazzano, e la vittima è un giovane di soli 22 anni. I rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil si sono riuniti per manifestare solidarietà alla famiglia della vittima e per denunciare una situazione ormai insostenibile. L’iniziativa ha rib-

adito come la sicurezza nei luoghi di produzione debba essere un investimento inderogabile e non un semplice costo, richiedendo un profondo ripensamento dell’approccio al sistema produttivo. Durante il presidio, le organizzazioni sindacali hanno sollecitato le istituzioni a intervenire con urgenza sulla formazione continua, sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, e sull’aumento dei controlli. È stata inoltre evi-

denziata la carenza di organico dello Spisal e la necessità di un confronto serrato per garantire il rispetto delle norme, a inché la produzione non avvenga mai a discapito della vita umana. “Non bisogna rimanere in silenzio - ha dichiarato Gianluca Badoer, segretario generale della Cgil di Padova - è uno stillicidio continuo. Si continua a morire perché non vengono rispettate le norme sul lavoro. E questo provoca conseg-

uenze terribili perché una cosa deve essere chiara: questa morte , se quelle norme fossero state seguite, si poteva evitare. Bisognerebbe istituire una procura speciale e sanzionare in maniera adeguata chi è responsabile. Finché non proveremo a farlo, continueremo a piangere padri e madri, figli e figlie, fratelli e sorelle che un giorno sono andati al lavoro e non sono più tornati a casa”.

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L’inaugurazione del nuovo sportello lavoro ad Albignasego

Emergenza lavoro /2. A Maserà

Il “lavoro povero” non conosce crisi, contenziosi su logistica e servizi

L’area a sud di Padova sta vivendo una metamorfosi senza precedenti. Anche tra Albignasego e Maserà il paesaggio sta cambiando volto sotto la spinta dei servizi e, soprattutto, della logistica. Il discusso progetto del nuovo insediamento di Poste Italiane a Maserà, in via Bolzani, è solo l’ultimo tassello di un mosaico che vede diverse centinaia di nuovi addetti entrare in un settore in forte espansione. Tuttavia, dietro i numeri delle assunzioni in crescita, si allunga l’ombra del cosiddetto “lavoro povero”: occupazioni a tempo pieno che, a causa di minimi salariali giudicati insu icienti, non permettono ai lavoratori di superare la soglia di povertà.

Su questo terreno si è innestata la contro ensiva di Adl Cobas. Dal 2023 a oggi, il

Nsindacato di base, supportato dagli avvocati Giorgia D’Andrea e Giacomo Giannolla, ha promosso oltre cento cause di lavoro. L’obiettivo è chiaro: invocare l’articolo 36 della Costituzione, che sancisce il diritto a una retribuzione “su iciente ad assicurare a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. I risultati di questa “guerriglia legale” iniziano a farsi sentire. Grazie a sentenze favorevoli e accordi stragiudiziali, il sindacato è riuscito a recuperare oltre 500 mila euro per i lavoratori. “Le cause sono partite dai servizi fiduciari, come guardiania e portierato, e le stiamo allargando al settore multiservizi e pulizie, - spiega Marco Zanotto di ADL Cobas -. Parliamo di contratti che però non garantiscono una vita dignitosa avendo paghe al di

egli ultimi cinque anni i salari reali, anche in provincia di Padova, compresa l’area a sud del capoluogo dove si concentrano centinaia di imprese con alcune decine di migliaia di addetti, sono calati dell’8%, con punte del 10% nei servizi. L’allarme è stato lanciato in occasione dell’incontro del vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, con le categorie economiche promosso dalla Camera di Commercio. Secondo il vescovo molte forme di povertà oggi non coincidono più con l’esclusione sociale totale, poiché gran parte delle persone a basso reddito mantiene un’occupazione e reti relazionali attive, ma vive in una condizione di integrazione fragile e instabile. Davanti a questa emergenza monsignor Cipolla ha invocato un’unità d’intenti che porti al riconoscimento di un salario minimo legale, al rinnovo puntuale dei contratti collettivi e a una riforma del sistema fiscale che smetta di erodere il valore dei redditi a vantaggio delle rendite finanziarie e immobiliari. “Rileviamo la bontà del sistema del welfare aziendale - ha ricordato il vescovo - anche per supplire alle carenze del pubblico, che pare non essere più in grado di rispondere ad alcune necessità, ma ne ravvisiamo il limite di diventare un’ulteriore causa di divaricazione

sotto o al limite della soglia di povertà”. Secondo il sindacalista, il ricorso ai tribunali non è solo una ricerca di risarcimenti individuali, ma un atto politico: “Per noi il contrasto al lavoro povero non è uno slogan, ma un impegno costante. Non è accettabile che nel 2026 si lavori a tempo pieno e si rimanga comunque in condizioni di povertà”. L’obiettivo dichiarato è il superamento di quei contratti collettivi che, pur essendo riconosciuti e a norma, “legalizzano” salari insu icienti. Il dibattito si sposta poi sulla qualità della vita nel territorio. Con l’inflazione e il rincaro dei costi energetici, molti addetti della logistica e dei servizi a sud di Padova si trovano in un vicolo cieco.

“Oggi troppe persone sono costrette a lavorare esclusivamente per sopravvivere, rinunciando al diritto di vivere il proprio tempo libero”, insistono dal sindacato. “Diventa impossibile permettersi attività elementari come andare al cinema o dedicare tempo alla famiglia».

La proposta di ADL Cobas per invertire la rotta è drastica: introdurre il salario minimo orario, specialmente nelle pubbliche amministrazioni e negli appalti.

«È necessario che vengano privilegiate le aziende che applicano paghe base non inferiori ai 10 euro, evitando gare al massimo ribasso che alimentano questo sistema”.

• (N.S.)

delle disuguaglianze, dal momento che i benefici del welfare aziendale si di erenziano molto a seconda dell’impresa e della tipologia contrattuale. Ci chiediamo allora se non possiamo essere promotori di alleanze capaci di estendere alcuni benefici del welfare aziendale anche ai lavoratori di realtà piccole o comunque impossibilitate ad o rire benefici e servizi di cui godono aziende più strutturate”. Il presidente della Camera di Commercio, Antonio Santocono, ha ribadito che la sicurezza di una comunità non può ridursi al mero ordine pubblico, ma deve fondarsi sulla riduzione delle disparità e sulla creazione di valore sociale accanto a quello economico.

Dietro i numeri della assunzioni si allunga l’ombra di contratti precari e con scarse tutele. I sindacati di base al centro di una “guerriglia legale” per difendere la dignità e i diritti dei lavoratori

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ALBIGNASEGO

Elezioni amministrative/1. Tra le priorità sostegno ai più fragili, progetto

CENTRODESTRA COMPATTO SU LUISE

arte u icialmente da Villa Obizzi la corsa elettorale di Valentina Luise

49 anni con già un buon bagaglio di esperienza alle spalle. Dal 2013 prima da Consigliere e poi presso la Giunta Comunale, ha potuto cimentarsi in sfide quotidiane su temi come temi: ambientali, urbanistici ed ecologici, contribuendo a trovare soluzioni concrete. Si presenta così la candidata sindaca, sostenuta dall’intera coalizione di centrodestra. Una candidatura che si inserisce nel solco della continuità amministrativa e che, in caso di vittoria, raccoglierà l’eredità del sindaco uscente Filippo Giacinti. Luise ha aperto la conferenza stampa sottolineando il peso e il valore della sfida: “Oggi si parte con la mia presentazione e con tutta la campagna elettorale. È un momento di grande emozione, anche perché rappresenta la fiducia di un sindaco uscente di grande valore che mi lascia un’eredità importante. C’è agitazione, ma anche grande determinazione a portare a casa un risultato positivo”. Proveniente dal mondo civico, la candidata ha rivendicato con forza il proprio profilo moderato e pragmatico: “Sono sempre stata civica, ho sostenuto persone prima ancora che partiti. Penso di poter portare un modo semplice e

Valentina Luise, ospite nei nostri studi di Radio Veneto24, ha racconta percorso personale e politico partendo da una frase che sintetizza la sua esperienza: “La politica è nata dalla curiosità, poi è diventata passione e oggi una responsabilità”. Originaria di Padova, Luise vive ad Albignasego da circa vent’anni, dove ha costruito la propria famiglia. “All’inizio facevo fatica ad ambientarmi - ha raccontato - perché lo vivevo solo come luogo in cui tornare a dormire dopo il lavoro. Poi, con la nascita di mio figlio,

obiettivo di vedere le cose, perché nella gestione della città bisogna andare oltre le ideologie e guardare ai cittadini”. Luise ha poi indicato alcune priorità del programma amministrativo, puntando sulla continuità dell’esecutivo fin qui svolto e toccando alcuni temi della propria campagna elettorale: “Sicuramente, il futuro programma pone come fulcro centrale, il continuo sostegno alle famiglie e alle fasce più fragili, con un focus particolare sulla valorizzazione degli anziani come risorsa attiva ed il coinvolgimento diretto dei più giovani nei quartieri. Un altro impegno sarà completare il progetto “Dopo di Noi”, un’iniziativa di profondo valore umano e sociale, nata per o rire serenità e sicurezza alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Nell’ambito dell’istruzione, si vorrà potenziare gli impegni del Patto Educativo per valorizzare l’eccellenza che contraddistingue l’Istituto comprensivo di Albignasego. Dal punto di vista infrastrutturale/ambientale, nel futuro prossimo c’è in programma, la conclusione dei lavori del parco di via Petrarca, in zona S.Tommaso che sarà inaugurato entro fine anno, la pista di atletica ed interventi mirati alla sicurezza idrogeologica con la creazione di bacini d’invaso per prevenire gli e etti dei cam-

biamenti climatici. Questi i vari principali obiettivi della prossima amministrazione”. A sottolineare il valore della candidatura è stato anche il sindaco uscente, ora assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, che ha chiarito come la scelta sia frutto di un percorso condiviso: “è stata una scelta di squadra che ha sempre lavorato in sintonia. In Valentina abbiamo individuato la persona capace di rappresentare la continuità della buona amministrazione, ma anche quella di innovazione necessaria per migliorare la città”.

Giacinti ha inoltre evidenziato il ruolo centrale della componente civica: “Ad Albignasego esiste una forte tradizione civica che, insieme a un centrodestra compatto, ha saputo raccogliere consenso in modo trasversale negli anni”.

Sulla stessa linea anche il Senatore dell’UDC Antonio De Poli, che ha motivato il sostegno alla candidatura: “Siamo già parte della maggioranza e crediamo che il centrodestra debba presentarsi unito e aperto alle forze civiche. Oggi le amministrazioni devono rispondere con concretezza ai bisogni dei cittadini”. De Poli ha poi rimarcato il valore aggiunto della candidata: “Valentina, anche grazie alla sua provenienza civica, può rappresen-

tare un elemento di continuità ma anche di innovazione. Non essere iscritti a un partito non significa essere fuori dalla politica, ma condividere valori e principi del territorio. E lei incarna tutto questo”. Anche l’assessore regionale all’Ambiente e Protezione Civile Elisa Venturini ha espresso il proprio sostegno alla candidatura di Valentina Luise, sottolineandone le qualità amministrative e il valore del suo profilo. Venturini ha ricordato la collaborazione avuta in passato, rimarcando inoltre l’importanza di una maggiore presenza

femminile nelle istituzioni locali. Un apprezzamento che si inserisce nel quadro di una proposta politica condivisa dal centrodestra, con l’obiettivo di portare idee e progetti utili allo sviluppo di Albignasego. Una candidatura, dunque, che punta sulla compattezza della coalizione e attenzione ai bisogni concreti della città, con l’obiettivo di dare continuità all’azione amministrativa guardando al futuro di Albignasego.

• Giacomo Trivellato

ho compreso davvero il valore della città”. Il suo ingresso in politica risale al 2016, quando entra in consiglio comunale per poi assumere il ruolo di assessore. “Da lì mi sono appassionata e ho continuato a lavorare per il territorio”, ha spiegato. Nel descrivere Albignasego, la candidata sottolinea la dimensione ormai urbana del comune: “Albignasego è una sorta di città nella città, con una popolazione paragonabile a metà di Treviso. È una realtà che si sviluppa lungo assi storici come la strada Battaglia, verso Monselice

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e l’est della provincia”. Da architetta, Luise insiste sulla necessità di contenere nuove costruzioni e migliorare la vivibilità: “Il valore aggiunto dell’amministrazione è stato ridurre i metri cubi edificabili e migliorare la qualità urbana. Siamo stati tra i primi comuni a intervenire sul consumo di suolo, anche prima della normativa regionale”. L’obiettivo indicato per il futuro è proseguire su questa linea, con più spazi verdi, più servizi e una nuova organizzazione delle aree pubbliche, compresa l’idea di un parco agricolo urbano. Sul piano politico,

la candidata ribadisce un approccio pragmatico: “Non è il simbolo a fare la politica, ma le persone”. E aggiunge di aver sostenuto in passato candidati diversi in

contesti regionali ed europei.“Quando le persone ti sostengono – conclude – senti una grande responsabilità: significa che si espongono per te e devi garantire qualità e impegno per il futuro”. La campagna elettorale per le amministrative di fine maggio entra nel vivo. Ad Albignasego la sfida dovrebbe essere a due, salvo cambiamenti dell’ultima ora. “L’obiettivo è fare un grande risultato – a erma Luise – e non deludere le aspettative dei cittadini”.

• (R.P.)

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ALBIGNASEGO

Elezioni amministrative/2.

IL CANDIDATO BETTELLA INCALZA SULLE POLITICHE PER LA TERZA ETÀ

In vista delle imminenti elezioni, le minoranze di Albignasego scaldano i motori e continuano a dare battaglia sui temi più rilevanti del dibattito politico. Al centro dell’attenzione si pongono, in particolare, le politiche per la terza età, già discusse in consiglio comunale nel corso della votazione per il bilancio, qualche settimana fa.

“Il tema anziani è stato sempre seguito da vicino in questi anni dai consiglieri del centrosinistra Luisa Fantinato, Andrea Canton e Riccardo Savio che hanno sempre supportato il welfare comunale chiedendo di ridisegnare la programmazione comunale” incalza in un comunicato il candidato sindaco del centrosinistra Alberto Bettella, che annuncia un programma cucito su misura per gli anziani. “Pensiamo ad una serie di interventi che avranno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane e ra orzare il senso di comunità. Tra le proposte principali c’è la realizzazione di forme di co-housing senior, veri e propri condomini solidali dedicati a persone anziane autosu icienti. L’obiettivo è permettere di vivere questa fase della vita in autonomia, evitando però il rischio della solitudine. Gli spazi abitativi individuali sarebbero a iancati da servizi condivisi, assistenza anche infermieristica e ambienti comuni dedicati alla socialità. La struttura potrebbe inoltre ospitare attività di centro diurno aperte anche agli anziani non residenti, o rendo momenti di incontro, attività culturali e iniziative per il benessere fisico e mentale” spiega Bettella che anticipa un secondo punto.

“Accanto a questo progetto, il programma prevede la creazione di case di quartiere, luoghi aperti alla cittadinanza dove organizzare attività sociali, culturali e ricreative. Spazi pensati per diventare punti di riferimento del territorio e favorire l’incontro tra generazioni”. Ancora, il candidato del centrosinistra avanza la proposta di sviluppare una rete di prossimità, capace di o rire supporto quotidiano alle persone che ne hanno bisogno e permettere agli anziani di continuare a vivere nella propria casa e nel proprio quartiere. In questo quadro assumono un ruolo importante anche le cooperative di comunità, che possono o rire servizi di assistenza domiciliare, supporto nelle attività quotidiane e cura della casa, creando allo stesso tempo nuove

opportunità di lavoro e ra orzando il tessuto sociale locale.”

Infine, Bettella richiama l’attenzione sul potenziamento del servizio di trasporto dedicato agli anziani non autosu icienti, per facilitare l’accesso ai servizi sanitari, agli ambulatori e alle attività sociali. A prescindere dall’esito del voto, il centrosinistra lancia un obiettivo chiaro: “Fare in modo che Albignasego non sia soltanto una città in cui si vive più a lungo, ma una comunità in cui si possa vivere meglio, insieme, in ogni fase della vita”.

• Andrea Benato

Il candidato: “È tempo di cambiare”

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n una recente intervista a Radio Veneto24, il candidato sindaco del centrosinistra, Alberto Bettella ha parlato dei motivi che lo hanno spinto a entrare in politica. La sua candidatura è vista da molti come un atto di coraggio, considerata la storicità del dominio politico del centrodestra ad Albignasego. “Siamo in un comune dove l’ultimo candidato del centrosinistra ha ottenuto appena il 20% dei voti. Ma non voglio seguire la via comoda, quella di allearmi con chi ha governato finora. È il momento di un cambiamento,” a erma Bettella. L’ex banchiere racconta di aver preso questa decisione con determinazione, scegliendo di a rontare un “carro armato” politico per portare nuove idee in un comune che, pur essendo cresciuto, sembra mancare di una visione a lungo termine. “Albignasego è cresciuta molto negli ultimi anni, ma la sua crescita edilizia non è stata accompagnata da una pianificazione adeguata dei servizi e della viabilità. Le persone passano ore nel tra ico, non possiamo continuare a ignorarlo,” sottolinea Bettella. Un tema centrale per il candidato è il miglioramento della viabilità e dei trasporti, in particolare la creazione di una connessione con Padova tramite un sistema di trasporti più e iciente, come una linea di tram. “Siamo praticamente un’estensione di Padova. Se non riusciamo a collaborare con il capoluogo, rischiamo di restare indietro,” dice Bettella, rimarcando come la visione di Albignasego debba essere ampliata, non solo a livello locale, ma anche in relazione con i comuni circostanti. Nonostante l’impegno, Bettella non è cieco alle di icoltà che dovrà a rontare. “Molti dei cittadini sono soddisfatti di come le cose sono andate finora, ma se guardiamo più da vicino, c’è una mancanza di ascolto e di dialogo tra le amministrazioni e la comunità,” aggiunge. La sua candidatura, infatti, non si limita a proporre soluzioni alle criticità del comune, ma vuole anche riscoprire un approccio che promuova una “politica di rete” tra Albignasego e i comuni limitrofi. Per il candidato, l’obiettivo finale è quello di costruire una comunità più inclusiva e in grado di a rontare le sfide del futuro, senza accontentarsi di risultati a breve termine. • (R.P.)

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Territorio. Scatta l’aumento di budget per il servizio che raccoglie le segnalazioni dei cittadini

200 MILA EURO PER COPRIRE LE SPESE DEL PRONTO INTERVENTO MANUTENZIONI

200 mila euro. È la cifra stanziata dal comune di Albignasego per il 2026 per intensificare il servizi del pronto intervento per le manutenzioni del territorio. Lo annuncia un comunicato dell’amministrazione comunale in cui vengono spiegati i dettagli del servizio, assieme a un bilancio di quanto è stato realizzato nel 2025. Lo scorso anno sono state circa 1500 le segnalazioni dei cittadini pervenute attraverso l’apposita app MyAlbignasego ed i numeri di pronto intervento del Comune; a queste si aggiungono quelle che pervengono direttamente agli amministratori. Per questo si è deciso di incrementare l’impegno di spesa dedicato a questo servizio, a cui si aggiungono 150 mila euro per la segnaletica e circa mezzo milione per le asfaltature. “Il servizio predisposto è uno strumento e icace che permette a tutti i cittadini di mettersi in contatto direttamente con gli U ici comunali ed avere risposte certe circa l’evasione

della segnalazione” ha commentato soddisfatto il presidente del consiglio comunale Federico Rampazzo. “Nei mesi di gennaio e febbraio 2026 le segnalazioni registrate sono già state circa 200, oltre a quelle che ci pervengono direttamente ai nostri numeri diretti ed è indice dell’e icacia del progetto, il cui successo è determinato anche dal prezioso e tempestivo lavoro eseguito dagli u ici” ha rimarcato Rampazzo, sottolineando come questo servizio sia utile per evitare la dispersione di segnalazioni e ettuate tramite pagine di social network non u iciali. “L’amministrazione ha approntato una specifica app MyAlbignasego per smistare le segnalazioni relative ad asfalti, verde pubblico, illuminazione e raccolta rifiuti” ha aggiunto l’assessore con deleghe all’ambiente e alla mobilità Valentina Luise. “Invitiamo tutti i cittadini ad utilizzarli, anche per migliorare la qualità e l’e icacia del servizio ed i tempi di risposta”. Per chi preferisse utilizzare il

classico telefono, anziché l’app, l’amministrazione ricorda che sono disponibili diversi numeri di telefono per segnalare, per esempio, problemi con lampioni e semafori, con la raccolta rifiuti, con la viabilità o guasti alla rete elettrica. I

contatti - assieme all’indicazione della specifica funzione a cui sono rivoltisono reperibili sul sito del comune. La manutenzione ordinaria e straordinaria riveste un ruolo cruciale per il comune di Albignasego come ricordano in

Lotta alla mafia, Piero Grasso in città

Auditorium al completo per la presentazione del libro “‘U Maxi: dentro il processo a Cosa Nostra” di Pietro Grasso, già Presidente del Senato e figura simbolo della lotta alla mafia. “Questa serata rappresenta un momento fondamentale per riflettere sul valore della legalità e della giustizia” ha dichiarato Gaetano Grandi, consigliere comunale con delega alla legalità.

“Portare ad Albignasego una figura come Pietro Grasso significa o rire alla cittadinanza, e in particolare ai giovani, un’occasione concreta di confronto con chi ha dedicato la propria vita alla difesa dello Stato”.

Nel corso della serata, attraverso la presentazione del libro, moderata dal consigliere Grandi, è stato ripercorso uno dei capitoli più significativi della storia giudiziaria italiana: il maxiprocesso di Palermo, che ha segnato una svolta decisiva nella lotta alla criminalità organizzata. Pietro Grasso, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo del territorio, ha incontrato gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado. L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso educativo sulla legalità che l’amministrazione comunale sta portando avanti per sensibilizzare i più giovani

conclusione Rampazzo e Luise: “Con quasi 28 mila residenti, 180 chilometri di strade e marciapiedi, 750 mila metri quadrati di verde pubblico adibito a parchi, aree attrezzate e sgambamento cani, 6 mila caditoie, 6 mila lampioni e semafori, le segnalazioni – anche quelle indirizzate direttamente agli amministratori - vengono processate e messe nell’elenco opere in base all’urgenza e disponibilità di mezzi”. Numeri importanti che richiedono non solo un puntuale monitoraggio e un programma di manutenzioni ma che rendono evidente la necessità di avere un supporto da parte dei residenti nella segnalazione di guasti o disservizi. Ringraziamo i cittadini per l’interazione e la collaborazione, ed anche per la pazienza che dimostrano sempre, permettendo così di e icientare ancora di più il servizio”, concludono gli amministratori.

sui valori della giustizia, del rispetto delle regole e dell’impegno civico. Dal 2016, Albignasego è parte dell’associazione “Avviso Pubblico”, una rete di enti locali di tutta Italia impegnati nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Grazie a questa collaborazione, il comune ha promosso negli anni numerose iniziative, tra cui le “Giornate della Legalità”, dedicate a temi come le infiltrazioni mafiose, i reati ambientali e la gestione dei beni confiscati alla mafia.

• (A.B.)

“Cresco con il teatro”, asili nido davanti al palcoscenico

Portare bambini e bambini da 0 a 3 anni a teatro. Può sembrare un’idea audace, invece è “Cresco con il Teatro”, l’iniziativa promossa da Arteven giunta ormai alla V edizione. Il comune di Albignasego ha aderito al progetto, portando a inizio marzo uno spettacolo teatrale negli asili nido del territorio. O meglio, i piccolissimi sono stati ospitati dal nuovo Auditorium, potendo assistere a spettacoli curati da compagnie locali e nazionali tra cui Wondering Project, la Compagnia TPO, La Baracca e Schedìa Teatro. Tutte le opere proposte sono state pensate per stimolare curiosità, immaginazione e sviluppo cognitivo di bambini e bambine. A spiegare i dettagli del progetto è una nota dell’amministrazione: “L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riconoscere il teatro come diritto fin dalla nascita, trasformando l’esperienza artistica in uno strumento pedagogico, sociale e di cittadinanza attiva. Gli spettacoli sono pensati appositamente per la primissima infanzia, utilizzando linguaggi espressivi — mimica, musica, ritmo, immagini e movimento — capaci di dialogare in modo naturale con i più piccoli. Il progetto — prosegue la nota — prevede inoltre un momento di confronto tra artisti ed educatori, così da trasformare

lo spettacolo in un percorso condiviso e continuativo all’interno dei servizi educativi”.

“Come amministrazione abbiamo scelto con entusiasmo di sostenere questa iniziativa perché riconosciamo nel teatro non soltanto una forma di intrattenimento, ma un autentico strumento educativo, sociale e culturale, capace di accompagnare la crescita dei più piccoli fin dai primissimi anni di vita” ha commentato soddisfatto il vicesindaco reggente Gregori Bottin. “Per Albignasego questo progetto assume un significato ancora più profondo” ha proseguito il vicesindaco.

“L’Auditorium comunale, che ha ospitato la tappa di Albignasego, è stato inaugurato da poco: uno spazio moderno e accogliente che sta diventando un punto di riferimento culturale per tutta la comunità. Il nostro impegno è quello di riempirlo di proposte di qualità rivolte a tutte le fasce d’età, con un’attenzione particolare alle famiglie” ha sottolineato Bottin.

“Quando abbiamo immaginato e progettato il nuovo Auditorium lo abbiamo fatto con l’idea di aprire le porte a una nuova progettualità culturale, capace di coinvolgere tutte le fasce d’età, a partire dai più piccoli” ha aggiunto l’assessore alla cultura Marco

Mazzucato, rilevando come oggi il teatro sia una realtà funzionante e vissuta; iniziative come questa stanno concretizzando la visione dell’amministrazione.

“Ringraziamo Arteven per il prezioso lavoro di di usione della cultura teatrale sul territorio regionale e tutte le realtà educative coinvolte per la collaborazione e la sensibilità dimostrata. Siamo orgogliosi di far parte di una rete di comuni che crede nel valore della cultura come strumento di crescita e coesione sociale” ha concluso il vicesindaco reggente Bottin.

• Andrea Benato

Internati militari italiani, Furlanetto presenta il suo libro

Èstato presentato anche ad Albignasego il libro

“Prigionieri nella storia. IMI e i compagni di Stalag” di Stefano Furlanetto, edito da Tracciati. Nella cornice di Villa Obizzi, lo scrittore ha presentato la propria opera che già da diversi mesi sta suscitando un buon riscontro del pubblico, interessato a conoscere una pagina quasi dimenticata della nostra storia. Gli Internati Militari Italiani furono i circa 650-800 mila soldati deportati in Germania nel corso della seconda guerra mondiale. Presente alla presentazione

anche l’assessore alla cultura Marco Mazzucato che, al termine della serata, ha commentato: “Un incontro intenso, che ci ha ricordato quanto la memoria non sia solo un dovere verso il passato, ma una responsabilità verso il futuro. Un incontro importante per coltivare memoria e consapevolezza. Grazie all’autore, ai gruppi di lettura Bibliobizzi ed a tutti i cittadini presenti: la cultura cresce quando è condivisa” ha concluso l’assessore.

• (A.B.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una

L’associazione. Nasce il nuovo Centro

CASALSERUGO

di Documentazione Storica

VILLA FERRI: UN LUOGO PER LA MEMORIA, INAUGURATA LA NUOVA SEDE

Il passato di Casalserugo e della Bassa Padovana ha finalmente un luogo fisico in cui essere custodito, studiato e raccontato. Nella serata del 28 marzo, la suggestiva cornice di Villa Ferri ha ospitato il battesimo u iciale della nuova sede operativa dell’ associazione Giuseppe e Leonino Da Zara. Si tratta di un traguardo significativo per il Centro di Documentazione Storica Locale, nato dall’esperienza pluriennale del portale Casalserugo e dintorni, che oggi trova spazio al primo piano di quello che

un tempo fu un complesso fortificato, forse appartenuto alla storica famiglia Da Casale. L’assegnazione dei locali è avvenuta tramite un bando pubblico indetto dal Comune.

Il sindaco Matteo Cecchinato e l’assessore alla Cultura Federico Nicolè erano presenti all’inaugurazione, sancendo l’inizio di una nuova fase per il gruppo di ricercatori e appassionati, che da quindici anni scava tra documenti e archivi. Per l’associazione, questo riconoscimento rappresenta un onore ma anche una grande responsabilità:

la sede non è considerata un punto d’arrivo, bensì un nuovo trampolino di lancio per conservare e narrare le vicende di un’area geografica che da Albignasego scende fino al canale di Cagnola. Come sottolineato dal direttivo, l’attività di ricerca svolta finora ha permesso di raccogliere una biblioteca straordinaria, composta da oltre mille volumi dedicati ai Comuni della provincia di Padova e da una preziosa collezione di cartoline d’epoca: strumenti che ora saranno a disposizione di chiunque desideri approfondire la storia locale per studio o semplice curiosità. Il nome scelto per l’associazione è un omaggio a due figure cardine del territorio: Giuseppe Da Zara, finanziere legato alla nascita del porto di Marghera, e suo nipote Leonino, a cui si deve il primo aeroporto privato d’Italia. Famiglia di grandi proprietari terrieri, i Da Zara rappresentano il legame ideale tra Casalserugo e i paesi limitrofi, incarnando una storia che, come spesso accade, esonda dai confini comunali per farsi patrimonio comune. Oltre alla ricerca, l’obiettivo è una divulgazione capace

Estate ragazzi: tante proposte per i più piccoli

Ampia e strutturata è l’o erta ricreativa estiva a Casalserugo: attività rese possibili anche grazie al bando Centri estivi della fondazione Cariparo, attraverso il quale il Comune ha ottenuto 8000 euro di contributo. Il pilastro della programmazione estiva dedicata ai ragazzi sarà il centro estivo multisport denominato Estate in movimento, curato dalla società sportiva Bimbi Calze Corte, che troverà casa al centro culturale Hangar 9. L’iniziativa, rivolta ai ragazzi dai 3 ai 12 anni, si svilupperà dal 29 giugno al 4 settembre, garantendo una copertura quasi totale del periodo feriale, con la sola eccezione della pausa prevista tra il 10 e il 21 agosto. Il progetto si distingue per l’impronta educativa e inclusiva, che mira a integrare i bambini con disabilità attraverso attività motorie adattate e il supporto di personale qualificato. La proposta didattica non si esaurisce nella pratica sportiva di base, ma abbraccia laboratori di lingua inglese con docenti madrelingua, percorsi di educa-

zione ambientale e moduli speciali dedicati al rapporto con l’acqua, oltre al supporto nei compiti scolastici. Sul fronte economico, la Giunta comunale ha approvato una manovra di contenimento dei costi attraverso lo stanziamento di contributi diretti al soggetto organizzatore, pertanto le famiglie residenti o i cui figli frequentano gli istituti scolastici di Casalserugo potranno beneficiare di tari e agevolate. Il panorama delle attività estive si arricchisce quest’anno di una proposta dedicata alla cittadinanza attiva: i ragazzi dai 13 ai 21 anni potranno infatti aderire a una settimana dedicata al volontariato con i volontari della Croce Rossa, della Protezione Civile e della Pro Loco. Il calendario prevede anche il Grest dal 15 al 27 giugno, i laboratori pomeridiani al Centro Ave dal 29 giugno al 24 luglio, il centro estivo presso la scuola dell’infanzia di Ronchi per tutto luglio.

• Cristina Salvato

di coinvolgere anche i non addetti ai lavori attraverso mostre, pubblicazioni online e nuovi appuntamenti, come l’istituzione del titolo di benemerito di storia locale prevista per il mese di maggio. Il valore dell’iniziativa è stato pienamente condiviso dal primo cittadino, Matteo Cecchinato, che ha voluto sottolineare l’importanza sociale di

questo presidio culturale. “La riscoperta del passato è fondamentale per la coesione della comunità nel presente” – ha detto il sindaco –“Grazie all’impegno dell’associazione, tante persone parteciperanno alla riscoperta delle nostre radici e delle nostre tradizioni”.

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• Cristina Salvato

Idee, Spazi, Cultura

La bellezza protagonista: il Casalserugo Art Festival accende il territorio

La bellezza sta diventando sempre più protagonista del nostro territorio, non solo attraverso gli interventi di riqualifi cazione urbana realizzati negli ultimi anni, ma anche grazie a percorsi culturali e artistici capaci di coinvolgere la comunità e, in particolare, le nuove generazioni. In questo solco si inserisce il Casalserugo Art Festival, giunto alla sua quinta edizione, che dall’8 al 17 maggio 2026 tornerà ad animare il paese con spettacoli, laboratori ed eventi diffusi. Un appuntamento ormai atteso, nato con l’obiettivo di avvicinare cittadini di tutte le età al mondo dell’arte e della cultura, rafforzando al tempo stesso il legame con il territorio e i suoi spazi più signifi cativi. Il tema scelto per questa edizione, “Rivelazioni. Lo straordinario davanti agli occhi”, invita a riscoprire ciò che ci circonda con uno sguardo nuovo, trasformando luoghi quotidiani in scenari di incontro, conoscenza e meraviglia. Un messaggio che si traduce in un programma ricco e articolato, capace di intrecciare musica, teatro, danza, arti visive e momenti conviviali, coinvolgendo adulti e bambini in un’esperienza condivisa.

Ma il festival non è soltanto un insieme di eventi:

rappresenta soprattutto un momento di restituzione alla comunità del lavoro svolto durante tutto l’anno. Nei laboratori dell’Hangar 9, nelle scuole di musica e danza, nei percorsi scolastici, tanti ragazzi coltivano quotidianamente i propri talenti, sperimentano linguaggi artistici, imparano a esprimersi e a collaborare. Il festival diventa così il palcoscenico naturale in cui queste esperienze prendono forma, trovano visibilità e si trasformano in valore per tutta la comunità.

L’arte, in questo senso, si conferma uno strumento potente: stimola la creatività, favorisce la partecipazione, aiuta i giovani a mettersi in gioco e a lavorare insieme, valorizzando le capacità di ciascuno. È proprio da qui che nasce anche un benefi cio più ampio, che riguarda l’intero territorio. Coltivare il senso del bello signifi ca infatti contribuire a costruire comunità più vive, più consapevoli e più attente alla qualità degli spazi in cui si vive.

Non è un caso che il festival coinvolga alcuni dei principali poli culturali locali, come l’Hangar 9, il patronato AVE, la biblioteca di Villa Ferri e la chiesetta di San Martino a Ronchi: luoghi che, grazie anche ai recenti interventi di recupero e valoriz-

La sicurezza idraulica torna al centro dell’attenzione dopo gli ultimi episodi di pioggia intensa che hanno interessato il territorio comunale, mettendo in evidenza alcune criticità già note e altre emerse con maggiore evidenza. In questo contesto, l’Amministrazione ha deciso di intervenire con un piano straordinario di pulizia e risagomatura dei fossi, concentrando le risorse soprattutto nelle aree che sono state oggetto di allagamenti, con l’obiettivo di ripristinare in modo puntuale ed efficace la piena funzionalità delle fossature.

Si tratta di interventi mirati, profondi e accurati, che non si limitano alla semplice rimozione superficiale del materiale accumulato, ma prevedono una vera e propria risecionatura dei fossi, indispensabile per garantire il corretto deflusso delle acque e ridurre il rischio di ristagni e criticità durante gli eventi meteorici più intensi. Un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per la sicurezza del territorio e la tutela delle abitazioni, delle attività e delle infrastrutture.

Accanto a queste operazioni straordinarie, prosegue un’attività ordinaria altrettanto importante, quella della pulizia delle caditoie, programmata con cadenze regolari. L’obiettivo è quello di coprire progressivamente l’intero territorio comunale, completando il ciclo di interventi

fare in modo che la bellezza non sia solo qualcosa da osservare, ma un valore da costruire insieme, giorno dopo giorno. E in questo percorso i giovani hanno un ruolo centrale. Accompagnarli nella scoperta e nello sviluppo dei propri talenti artistici si-

ogni tre o quattro anni, così da mantenere efficiente nel tempo la rete di smaltimento delle acque piovane e prevenire situazioni di criticità. La sicurezza idraulica, infatti, non si costruisce solo con grandi opere, ma soprattutto attraverso una manutenzione costante, diffusa e atten-

gnifi ca investire non solo sul loro futuro, ma anche

Il Casalserugo Art Festival si conferma così non solo come un evento culturale, ma come un progetto che unisce, valorizza e guarda avanti, trasformando l’arte in un motore di partecipazione e crescita condivisa.

ta. È su questo principio che si basa l’impegno dell’Amministrazione, che intende proseguire su questa linea anche nei prossimi anni, destinando, per quanto possibile, risorse agli interventi su strade, fossi e marciapiedi.

Da qui al 2026-2027, la volontà è quella di continuare a investire nella manutenzione del territorio, nella consapevolezza che si tratta di un ambito prioritario per la sicurezza dei cittadini e la qualità della vita. Un impegno che dovrà però necessariamente fare i conti con la tenuta del bilancio comunale. Come accade per le famiglie e per le imprese, anche i Comuni sono oggi esposti agli effetti dei rincari e dell’inflazione, che impongono una gestione attenta e responsabile delle risorse disponibili.

Proprio per questo, ogni euro recuperato o reso disponibile verrà orientato, per quanto possibile, verso interventi che incidono direttamente sulla sicurezza e sulla manutenzione del territorio. Una scelta chiara, che mette al centro la prevenzione e la cura quotidiana, nella convinzione che solo attraverso un’azione continua e programmata sia possibile ridurre i rischi e garantire una maggiore resilienza del territorio di fronte agli eventi atmosferici sempre più intensi e frequenti.

Messaggio
Sindaco di Casalserugo MATTEO CECCHINATO

VERSO UNA PA DIGITALE CON FONDI PNRR

Il volto della Pubblica amministrazione a Casalserugo sta cambiando profondamente grazie a un importante investimento che punta a rendere il rapporto tra istituzioni e cittadinanza più fluido, moderno e immediato. Attraverso i fondi stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Comune ha ottenuto circa 380.000 euro interamente dedicati alla digitalizzazione delle infrastrutture tecnologiche e dei servizi pubblici. L’obiettivo di questa operazione non è solo un aggiornamento tecnico, ma la creazione di un ecosistema in cui il digitale diventi il presupposto essenziale per garantire prestazioni universali e facilmente accessibili a tutti. Al centro di questa trasformazione c’è l’integrazione dell’App IO, che diventerà il punto di contatto privilegiato tra l’ente e i residenti. Attraverso questa piattaforma unica, sarà possibile ricevere comunicazioni u iciali, restare aggiornati sulle scadenze e interagire con gli u ici senza doversi spostare da casa. Parallelamente, l’adozione sistematica dei sistemi di identità digitale come SPID e CIE permetterà un accesso sicuro e certificato ai portali online, semplificando la vita non solo ai privati cittadini, ma anche ai professionisti, dai tecnici ai commercialisti, impegnati nella gestione di pratiche edilizie, certificati e versamenti tributari. Una delle novità più rilevanti riguarda la gestione dei dati: grazie ai finanziamenti, il Comune potrà trasferire in cloud le proprie applicazioni, garantendo la continuità dei servizi e la possibilità di consultare le informazioni in qualsiasi momento e da ogni luogo, eliminando i vincoli fisici degli archivi tradizionali. In questo senso, una parte fondamentale del progetto riguarda la digitalizzazione e l’archiviazione delle pratiche di edilizia privata. Non si tratta solo di gestire digitalmente i nuovi atti, ma di recuperare e convertire il vasto patrimonio documentale cartaceo custodito nell’archivio generale. Questa operazione permetterà di salvaguardare la memoria storica dell’ente, riducendo drasticamente il rischio di smarrimento dei dati e velocizzando le operazioni di ricerca.

L’innovazione passerà anche attraverso la realizzazione del SIT comunale, il sistema informativo territoriale, che faciliterà il rilascio

quattro nuovi varchi per lettura targhe CASALSERUGO

dei certificati di destinazione urbanistica, e il potenziamento del sito internet istituzionale, reso più completo e aderente alle normative vigenti. L’intera strategia mira a ridurre tempi e costi per lavoratori, studenti e associazioni, eliminando spostamenti inutili. Inoltre, il passaggio a infrastrutture cloud sicure consentirà una gestione più e iciente delle risorse pubbliche, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale grazie alla dismissione dei vecchi server meno efficienti e a un modello moderno e scalabile ovvero basato su servizi a consumo.

Attivi

Sintoniz zati sul

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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:

Albignasego, Via Trieste, 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00

Abano Terme, Via Appia Monterosso, 50; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00

Il controllo del territorio a Casalserugo diventa più capillare e tecnologico. Dallo scorso 16 marzo sono u icialmente operative le nuove apparecchiature per la lettura automatica delle targhe, installate grazie a un finanziamento della Regione Veneto destinato all’Unione Pratiarcati, di cui Casalserugo fa parte, per il potenziamento della videosorveglianza. Si tratta di un traguardo importante per la sicurezza locale: con queste ultime installazioni, tutte e quattro le direttrici che collegano Casalserugo ai Comuni limitrofi sono ora interamente coperte dal sistema di monitoraggio. I dispositivi sono progettati per restare attivi 24 ore su 24, garantendo la massima precisione nella lettura dei dati in qualsiasi condizione climatica o di luce, sia di giorno che di notte. Il sistema rappresenta un supporto fondamentale per l’attività dei carabinieri e delle forze dell’ordine. La possibilità di tracciare i passaggi dei veicoli risulta infatti decisiva non solo per rilevare infrazioni amministrative come la mancanza di assicurazione e revisione dei veicoli, ma soprattutto per monitorare mezzi sospetti, individuare il passaggio di veicoli rubati e agevolare le attività investigative in caso di necessità. Grazie a questa rete di protezione digitale, il Comune garantisce una vigilanza costante sugli accessi, migliorando la prevenzione e la sicurezza percepita da tutta la cittadinanza. “Si tratta di un risultato importante – sottolinea il presidente dell’Unione dei Comuni Pratiarcati, Matteo Cecchinato, sindaco di Casalserugo – ottenuto in un contesto altamente competitivo, con migliaia di domande presentate a livello nazionale. Essere riusciti a posizionarci tra i primi è motivo di grande soddisfazione. Con un finanziamento di 250.000 euro, a fronte di un investimento complessivo pari a 537.000 euro, sono state acquistate 19 telecamere e lettura targhe per l’intero territorio Pratiarcati”.

• (CRIS.S.)

Verde.

Celebrata la nascita

del

parco Senza frontiere, dove il cemento lascia spazio al benessere

IL PARCO CHE ABBATTE OGNI BARRIERA T

Qualche settimana fa è stata una giornata importante per la comunità di Maserà di Padova, poiché un’idea ambiziosa si è trasformata in una solida realtà accessibile a tutti: in via Casalserugo a Bertipaglia è stato infatti inaugurato il parco Senza Frontiere, che ha segnato u icialmente la fine di un percorso di rigenerazione urbana che ha restituito cinquemila metri quadrati di terra alla cittadinanza. Quello che un tempo era un lotto destinato a ospitare ventiquattro appartamenti e un impattante piano interrato è diventato, grazie alla determinazione dell’amministrazione, un polmone verde capace di accogliere anche persone con disabilità. Il progetto ha richiesto un investimento di 160 mila euro, coperto in gran parte dai finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della Regione Veneto. Il cuore pulsante dell’area è stato fin da subito il suo concetto di inclusività totale. Il nome scelto per lo spazio non è stato a atto casuale: l’obiettivo era eliminare quei confini invisibili che spesso separano chi ha di icoltà motorie o comportamentali dal resto della società. Attraverso una decina di giostre progettate

per essere utilizzate insieme da bambini normodotati e con disabilità, il parco ha permesso a tutti di passare dal ruolo di osservatori a quello di attori protagonisti del proprio tempo libero. Camminamenti fluidi e privi di ostacoli hanno garantito sin dal primo giorno il passaggio agevole di sedie a rotelle e passeggini, rendendo ogni angolo della struttura fruibile con naturalezza. Anche la popolazione più anziana ha trovato la propria dimensione grazie a una zona fitness dedicata, mentre l’area per i cani preesistente è stata armoniosamente integrata nel nuovo disegno complessivo. Oltre alla sua valenza sociale, il parco è nato come risposta concreta alle sfide del cambiamento climatico. La scelta di mantenere le grandi alberature storiche ha permesso di godere immediatamente di ampie zone d’ombra, mentre la piantumazione di nuove essenze autoctone e siepi fiorite ha creato una barriera naturale contro il calore e i rumori della vicina viabilità. Durante la cerimonia, iniziata alle 11.30 con una visita guidata e conclusasi con un momento conviviale, il sindaco ha espresso grande orgoglio per aver vinto una battaglia iniziata nel lontano 2005

contro l’urbanizzazione selvaggia. Oggi quel quartiere, il più popoloso di Bertipaglia, non è più solo una distesa di case, ma un luogo di incontro dove la natura e il gioco hanno finalmente trovato dimora, o rendo un ambiente colorato e vitale che appartiene davvero a tutti i cittadini.

• Cristina Salvato

Butterfly run a quota 14

orna a farsi sentire il battito d’ali che trasforma il movimento in un’emozione collettiva capace di unire divertimento e impegno sociale. Sabato 6 giugno la Butterfly Run taglia il traguardo della quattordicesima edizione, riconfermandosi come l’appuntamento imperdibile per chi vuole vivere una serata all’insegna della gioia e della generosità.

Piazza Bertipaglia a Maserà di Padova si trasformerà nel cuore pulsante di una festa aperta a tutti: un invito a scendere in strada senza la pressione del cronometro ma con la voglia di stare insieme. Il ritrovo è fissato per le ore 19 per scaldare i muscoli con l’energia della palestra Beaktive, mentre i più piccoli potranno lasciarsi incantare dalle creazioni di Pastroccio Dibolle e dal truccabimbi. Alle 20 scatterà il via u iciale: si potranno scegliere un percorso di 6 chilometri o uno di 9 chilometri, decidendo liberamente se correre o camminare immersi in un’atmosfera unica. Con una quota di soli 10 euro si riceveranno il pacchetto iscrizione completo di assicurazione, due ristori, gadget e la maglietta u iciale, che quest’anno sfoggia un nuovo disegno per arricchire la tua collezione di ricordi. Ma la Butterfly Run non si esaurisce al traguardo: ad attendere i partecipanti ci sarà un after party tra musica, truck food e sorrisi che si prolungheranno fino a tardi. Partecipare significa anche fare del bene, poiché il ricavato sosterrà la Lilt di Padova e l’associazione Braccio di Ferro per l’hospice pediatrico. L’evento, patrocinato dal Comune di Maserà, è organizzato dall’associazione Podisti Maserà.

• (CRIS.S.)

Il progetto. Nasce il nuovo polo per i giovani

Recuperato l’ex asilo Di via Fiume

Il Comune di Maserà di Padova si appresta a vivere una trasformazione significativa per il proprio tessuto sociale grazie al progetto di acquisizione dell’immobile di via Fiume 2, storicamente noto come ex scuola materna o scuola Mazzini. La delibera del Consiglio comunale svoltosi ad aprile segna infatti il passaggio decisivo per l’integrazione di questa struttura nel patrimonio comunale, con l’obiettivo di convertirla in un centro di aggregazione giovanile. L’operazione nasce da una precisa volontà politica dell’amministrazione comunale, che intende rispondere alle necessità delle nuove generazioni, o rendo loro un luogo sicuro e stimolante per attività di doposcuola, laboratori artistici e sale prove per band musicali. Il percorso burocratico che ha portato a questo risultato è stato lungo e meticoloso, iniziato formalmente nel maggio del 2025 con la richiesta di cessione inviata alla Diocesi di Padova. La parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria ha accolto favorevolmente la proposta dopo aver ottenuto il parere positivo del Consiglio parrocchiale per la gestione economica e della Curia Vescovile. Un passaggio fondamentale per sbloccare la compravendita è stato il parere della Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto, che nel marzo 2026 ha confermato l’insussistenza di un interesse culturale o archeologico sull’edificio. La vecchia scuola, realizzata tra il 1946 e il 1948

su richiesta di don Sebastiano Fabbian e su progetto dell’ingegner Augusto Tambara, non presenta infatti elementi architettonici tali da giustificare vincoli di tutela, rendendo così più snelle le procedure di alienazione. L’edificio non è utilizzato con continuità dal 1989, anno d’inaugurazione della nuova scuola materna, che fu realizzata anche per le carenze igienico sanitarie di questa struttura. La spesa necessaria per l’acquisizione ha già trovato copertura nei capitoli del bilancio 2026 per un importo di 25.000 euro, garantendo l’equilibrio finanziario richiesto dai principi costituzionali. La scelta dell’immobile di via Fiume non è stata casuale, ma dettata dalla sua posizione strategica, vicina alla sede municipale e alla biblioteca

comunale: fattori che lo rendono un polo ideale per i servizi di pubblica utilità. Questo nuovo centro polifunzionale è destinato a diventare un punto di riferimento per la prevenzione del disagio giovanile e la promozione del benessere sociale sul territorio di Maserà. Attraverso percorsi esperienziali e momenti di socializzazione protetta, l’amministrazione punta a incentivare la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della comunità. Con la successiva redazione dell’atto preliminare d’acquisto, il paese recupera una struttura che dopo anni di inutilizzo tornerà finalmente a essere un luogo vivo e pulsante di energia creativa per i giovani cittadini.

• Cristina Salvato

Primavera in festa a Bertipaglia

Natura, bancarelle, musica e l’arte degli origami hanno animato la sesta edizione della manifestazione

Primavera in festa, che ha trasformato Piazza Bertipaglia in un vivace centro di aggregazione, celebrando il risveglio della stagione con un programma capace di fondere natura, cultura e intrattenimento. Organizzata dall’associazione

Radici e Germogli insieme all’assessorato all’Agricoltura del Comune di Maserà, la manifestazione ha visto la partecipazione di aziende agricole, vivai e botteghe, oltre a bancarelle di artigianato e antiquariato. Il weekend del 18 e 19 aprile ha offerto un’immersione nelle tradizioni locali, alternando mercatini dell’antiquariato a spazi dedicati ai più giovani. Le celebrazioni sono iniziate sabato sera con

un aperitivo in musica e lo scenografico spettacolo di luci e fuoco di Chiara Devil Angel, seguito dal ritmo di Dj Ventura. La domenica è stata invece il cuore della creatività: la mattina si è aperta con i laboratori di origami, dove grandi e piccoli hanno imparato a piegare la carta, culminando nel pomeriggio con lo spettacolo di Janluk Junlak. Uno dei momenti più gustosi è stato il tradizionale risotto primavera, servito sotto lo stand della piazza. Il pomeriggio è proseguito con la sfilata del gruppo di carnevale e l’energia rock dei Leather Jackets, prima dell’aperitivo finale. La festa si è confermata un punto di riferimento per il territorio, capace di unire la bellezza dei fiori alla forza della condivisione sociale.

• (CRIS.S.)

L’anniversario. Da Padova all’Europa, un anno di eventi tra scienza, arte e istituzioni per celebrare l’eccellenza biomedica

VIMM: 30 ANNI DI RICERCA CONDIVISA PER COSTRUIRE LA MEDICINA DEL FUTURO

Un calendario di eventi tra Italia ed Europa accompagna il trentesimo anniversario della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata, nata nel 1996 su iniziativa di Francesco Pagano e Giustina Destro. Da quell’intuizione è nato l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM), oggi riconosciuto come centro di eccellenza internazionale, con circa 300 ricercatrici e ricercatori impegnati in quattro ambiti strategici: neuroscienze, fisiopatologia e rigenerazione muscolare, oncologia avanzata e medicina rigenerativa. Le celebrazioni prendono il via a Padova, cuore storico del VIMM, con un primo appuntamento il 12 maggio all’Aula Magna di Palazzo Bo. Qui scienziati di fama internazionale si confronteranno sulle sfide della medicina molecolare e cellulare e sulle nuove strategie terapeutiche. Il 27 maggio sarà inaugurata al Museo della Natura e dell’Uomo la

mostra “Il mondo è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca”, un progetto che intreccia arte e scienza attraverso immagini dei laboratori VIMM, aprendo il racconto della ricerca anche al grande pubblico. Il giorno successivo, 28 maggio, le celebrazioni si sposteranno a Venezia, alla Fondazione Cini, con una giornata dedicata al rapporto tra etica, ricerca e finanza. In programma tavole rotonde, approfondimenti scientifici e una lectio magistralis del premio Nobel William G. Kaelin Jr., oltre alla presentazione del Comitato Etico del VIMM. Il progetto culturale proseguirà nei mesi successivi con tappe a Cortina, Milano e Bruxelles, portando il racconto della ricerca biomedica nel cuore dei principali contesti culturali e istituzionali. Tra i momenti simbolici anche la nomina dei nuovi VIMM Ambassador, figure di rilievo del mondo istituzionale e culturale chiamate a rappresentare i valori

della Fondazione.

A chiudere l’anno, a dicembre, sarà l’inaugurazione di una serra bioclimatica nella sede di Padova, dedicata alla memoria del cofondatore Tullio Pozzan.

Il trentennale non è solo una celebrazione, ma un’occasione per rilanciare il ruolo della ricerca biomedica. Il VIMM nasce infatti come spazio aperto e interdisciplinare, fondato sulla condivisione tra competenze diverse, un modello che continua a guidarne lo sviluppo.

Dopo decenni di pubblicazioni scientifiche, progetti internazionali e innovazioni terapeutiche, l’Istituto guarda al futuro con l’obiettivo di ra orzare il legame tra ricerca e cura, contribuendo in modo concreto alla prevenzione e al trattamento delle malattie. Un percorso che, da Padova all’Europa, conferma il valore strategico della scienza per lo sviluppo della società.

“Il VIMM nasce dalla volontà di creare

un centro di ricerca ispirato alla logica della condivisione e dell’interdisciplinarietà” - ha sottolineato Giustina Destro, Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata. “Siamo orgogliosi di celebrare questo importante appuntamento con i nostri ricercatori, sostenitori, donatori e partner istituzionali e finanziari: insieme ripercorreremo le sfide del presente e del futuro della scienza, celebrando l’eccellenza e l’importanza dei risultati ottenuti dal VIMM in questi 30 anni”.

“Fino al 1996, anno in cui nacque il VIMM, i laboratori erano progettati per una sola persona o per un gruppo molto ristretto di ricercatori” – ha commentato il Presidente Onorario della Fondazione, Francesco Pagano. “La nostra idea era che si dovesse creare uno spazio di condivisione di idee e di progetti tra gruppi attinenti a diverse discipline: un laboratorio open space e un nuovo modo di fare ricerca che

Chiosco Modì, in arrivo la nuova gestione

Si è chiusa qualche settimana fa la finestra per partecipare al bando per l’assegnazione della gestione dell’area (di circa 15 mila metri quadrati) del chiosco Modì di Albignasego, all’interno del Parco di Sant’Agostino, in via Modigliani. Nei prossimi giorni è atteso l’esito della procedura di aggiudicazione che individuerà il nuovo concessionario per i prossimi cinque anni (rinnovabili per altri cinque). “Il Parco di Sant’Agostino rappresenta un punto di riferimento per moltissime famiglie, soprattutto nel periodo estivo” ha commentato l’assessore all’ambiente Valentina Luise. “È un luogo immerso nel verde e molto frequentato dalla comunità. In

questi anni il chiosco Modì ha ospitato numerose iniziative: dallo sport nei parco ai mercatini, dalle feste per bambini agli eventi di aggregazione e molto altro, in un contesto particolarmente ricettivo, a due passi dalle scuole elementari, medie e dall’asilo. A breve sorgerà anche un grande parco pubblico adiacente, che valorizzerà ulteriormente tutta l’area” ha concluso Luise. Il canone annuo posto a base di gara è di 12 mila euro, con o erte esclusivamente in aumento. L’aggiudicazione terrà conto sia dell’o erta economica sia della qualità del progetto di animazione (almeno cinque iniziative annue) e del progetto tecnico-organizzativo, con

da quel giorno caratterizza il VIMM nel panorama mondiale”. “Dopo centinaia di riconoscimenti, pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e traguardi raggiunti, con il trentesimo il VIMM racconta il suo passato e si proietta nel futuro, dove la ricerca biomedica e le applicazioni degli studi condotti presso i nostri laboratori potranno avere applicazioni decisive nella prevenzione e nella cura delle malattie” - ha aggiunto Nicola Elvassore, Direttore Scientifico del VIMM.

• Sara Busato

particolare attenzione alle proposte migliorative nella gestione e nella manutenzione dell’area. Il bando per la gestione dell’area del chiosco Modì si colloca in un quadro più ampio di attenzione e valorizzazione del verde pubblico come ha aggiunto in chiusura il vicesindaco reggente Gregori Bottin: “Con questo nuovo bando vogliamo rilanciare e ravvivare ulteriormente questo spazio, stimolando nuove idee e proposte che lo rendano ancora più vivo, attrattivo e centrale per la socialità del quartiere e dell’intera città”.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

• (A.B.)

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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

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Filippo Giacinti
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

oi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto. “Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

• Alberto Gottardo

Antonino Calabrò Medico LILT Padova
Giulia Torni Tecnico LILT Padova
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare? Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

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Padova, nuova governance per la sanità: Fortuna ridisegna i vertici dell’Azienda ospedaliera

Nominati i nuovi direttori: Carla Destro alla sanità, Fabio Perina confermato all’amministrazione, Paolo Simioni alla guida della ricerca

Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.

Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.

Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una fase di trasformazione e rilancio.

Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione.

Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.

Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri

Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali.

Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario.

La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure primarie e pal-

liative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità.

Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.

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Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello

Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.

Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello

La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco.

La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i cittadini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la

capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.

Il Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea

Un ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure

Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto

con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto. Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.

Reingegnerizzazione e nuovi modelli: la strategia AOUP unisce l’hub di Padova alla rete provinciale

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Nuove

regole per

ospedali e ambulatori:

cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.

L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi pre-

cisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo, anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente. I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema. Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili. I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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