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Casa, 15 milioni euro per recuperare gli alloggi sfitti e procedere con le nuove assegnazioni
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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.
SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE CARO SCUOLA A VICENZA: TRA RINCARI E STANGATE, LE FAMIGLIE RISPARMIANO servizi alle pag. 4-5
CENTRO STORICO: DIECI PROGETTI PER ANIMARE E COINVOLGERE LA CITTA’
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AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”
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Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione
Energia, il Veneto sfida il monopolio e punta sulle multiutility del territorio pag. 10
La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche. segue a pag. 3
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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE
CIOCCOLANDOVI: IN AUTUNNO VICENZA TORNA R CAPITALE DEL CIOCCOLATO
• Nicola Stievano
Segue da pag. 1
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al 23 al 25 ottobre il cuore del centro storico di Vicenza torna a vestirsi dei profumi e dei colori più invitanti dell’autunno per accogliere la nuova edizione di CioccolandoVi, la celebre manifestazione interamente dedicata alla cultura del cacao e all’arte dolciaria. Organizzato con cura da Confcommercio Vicenza, l’evento si avvale del contributo fondamentale della Camera di Commercio, della collaborazione attiva di Magis Energia e del patrocinio ufficiale del Comune di Vicenza, confermandosi anno dopo anno come uno degli appuntamenti più attesi e amati da residenti e visitatori. Passeggiare tra le vie e le piazze della città durante questi tre giorni significa intraprendere un viaggio sensoriale senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla qualità artigianale. Per l’edizione 2026 sono ben 24 gli espositori protagonisti, selezionati con attenzione tra i migliori maestri cioccolatieri d’Italia per offrire una panoramica completa sulle lavorazioni d’eccellenza, sulle ricette della tradizione e sulle interpretazioni più originali e creative. L’offerta gastronomica traccia una vera e propria geografia del gusto che spazia dalle tavolette declinate in ogni possibile sfumatura aromatica fino alle praline più elaborate, passando per cremini vellutati, gianduiotti che si sciolgono in bocca, tartufi pregiati, torroni friabili, creme spalmabili irresistibili, frutta fresca ricoperta di cioccolato e fumanti tazze di cioccolato da bere per riscaldare le giornate autunnali. Per consentire a tutti di godersi appieno l’atmosfera della festa e di effettuare le proprie degustazioni con calma, gli stand espositivi seguono orari ampi e flessibili: l’apertura è prevista per venerdì 23 ottobre dalle ore 13.00 fino alle ore 23.00, la manifestazione entra poi nel vivo sabato 24 ottobre accogliendo il pubblico fin dalle ore 9.00 del mattino per proseguire ininterrottamente fino a mezzanotte, e si conclude infine domenica 25 ottobre, sempre a partire dalle ore 9.00 e con chiusura fissata per le ore 20.00, regalando così un intero fine settimana all’insegna della dolcezza e della convivialità.
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Dal 23 al 25 ottobre la manifestazione dedicata alla produzione
Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.
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isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.
Questa edizione raggiunge la città di Vicenza per un numero complessivo di 43.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Vicenza n. 4194/2020 V.G. del 23.11.2020; R.S. 17/2020; numero iscrizione ROC 32199
Periodico fondato mensilmente recapitato a 575.000 famiglie deldel Veneto e del Trentino fondatonel nel1994 1994da daGiuseppe GiuseppeBergantin Bergantin- -formato formatodada2625edizioni edizionilocali locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie Veneto e del Trentino
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Chiuso Chiusoininredazione redazione il 14settembre settembre 2026 il 15 2026
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Focus scuola/1. Dai 300 ai 400 euro per affrontare le prime classi delle medie e superiori
Al via il nuovo anno scolastico: le famiglie fanno i conti con il “caro scuola” L e temperature calano, i costumi da bagno tornano nell’armadio, settembre accompagna le famiglie vicentine verso il rientro a scuola e i suoi conti da pagare. Quanto pesa quest’anno il ritorno sui banchi? Una famiglia vicentina oggi tende a spendere più dell’anno scorso, soprattutto per la cartoleria; sui libri
l’incremento è più contenuto ma si somma ai rincari degli anni precedenti. Per i libri scolastici già nell’anno 2025/26 i prezzi erano saliti: secondo AIE, +1,7% alle medie e +1,8% alle superiori rispetto all’anno precedente. Si salvano i piccoli alunni delle scuole elementari residenti nel Comune di Vicenza dato che i libri
di testo sono forniti gratuitamente anche se frequentano una primaria fuori Comune. Il vero problema economico si presenta per gli studenti delle scuole medie e superiori, soprattutto per il primo anno di scuola secondaria di primo grado: la prima media è nettamente la più costosa del triennio con liste con un tetto di spesa fissato a 303€ secondo i valori stabiliti dall’apposito decreto ministeriale per l’anno scolastico 2026/27. Per fare un esempio concreto: a Vicenza alla secondaria “Muttoni” (che fa parte dell’Istituto comprensivo 6-7), la lista ufficiale indica una spesa pro capite di 300,50€ in prima media, 118,65€ in seconda e 122,90€ in terza. Una differenza davvero sostanziale, con la prima media che pesa circa due volte e mezzo la seconda. Ma le scuole superiori come affrontano il nuovo rientro? Qui la situazione si complica perché i prezzi variano non solo da scuola a scuola, bensì da indirizzo e classe. Considerando complessivamente i suoi quattro indirizzi l’istituto Rossi presenta una media di circa 362,45€. Quindi, per raccontarlo in modo semplice al Rossi una famiglia che manda un figlio in prima deve mettere in conto mediamente circa 360€ di libri nuovi. L’indirizzo più pesante tra quelli analizzati è Chimica, con quasi 379€. Il quadro generale migliora per il Liceo Quadri,
dove vengono distinti scientifico tradizionale e scienze applicate, le cui liste raggiungono rispettivamente i 335,10€ del tradizionale contro i 319,60€ delle scienze applicate. Il confronto tra il “Quadri” e il “Rossi” evidenzia come una prima in quest’ultimo istituto può costare fino a 60€ in più rispetto al Quadri, a seconda dell’indirizzo. Ma la comunità studentesca vicentina ha sempre un asso nella manica per fronteggiare il rincaro dei prezzi; il “Rossi” organizza per il dodicesimo anno consecutivo un proprio mercatino dei libri usati realizzato grazie alla collaborazione tra studenti, istituto e Comitato genitori. Notevole è anche l’opzione disponibile online: le famiglie hanno la possibilità di registrarsi, prendere nota di quali libri sono disponibili, e prenotare il testo usato per poi recarsi a scuola e pagarlo successivamente in contanti e ritirarlo. La vendita invece prevede la consegna dei propri libri alla scuola di cui garantirà la gestione in conto vendita. Il mercato dell’usato ad oggi non è più soltanto un’alternativa per risparmiare, bensì una componente strutturale e fondamentale nella vita scolastica di ogni studente. • Maria Puvani
Per il Buono Libri c’è anche il sostegno regionale fino a 200 euro
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l ritorno sui banchi porta con sé una delle spese più consistenti per le famiglie: quella dei libri scolastici. Per l’anno 2026-2027 la Regione Veneto mette a disposizione quasi cinque milioni di euro, parte dei quali verranno ovviamente utilizzati anche dalle famiglie vicentine, grazie al “Buono Libri e contenuti didattici alternativi”, destinato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e della formazione professionale. Il contributo sarà assegnato sulla base dell’Isee
familiare: per i nuclei fino a 10.632,94 euro, inseriti nella prima fascia, l’importo potrà raggiungere i 200 euro; per la seconda fascia, compresa tra 10.632,95 e 15.748,78 euro, il tetto scende a 150 euro. Questi ultimi contributi saranno però erogati soltanto dopo la copertura completa delle richieste appartenenti alla prima fascia e in base alle risorse residue. Il sostegno, oltre ai libri cartacei, comprende anche quelli digitali, contenuti didattici alter-
nativi e ausili per studenti non vedenti. Restano escluse le spese per dizionari, materiale scolastico, computer, tablet e software. Le domande potranno essere presentate esclusivamente online, tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica, dalle ore 9 del 14 settembre alle 14 del 9 ottobre 2026. Le richieste saranno successivamente trasmesse al Comune di residenza per i controlli e l’erogazione del beneficio. Il provvedimento tende evitare che l’accesso ai testi necessari
allo studio dipenda dalle possibilità economiche della famiglia. • (M.P.)
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5 Focus scuola/2. Su un totale di oltre 101 mila studenti iscritti nelle scuole statali della provincia
Già individuate dal Provveditorato le risorse per l’inclusione per il nuovo anno sostanzialmente allineati nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Rispetto all’anno scolastico precedente si registra una variazione degli alunni con disabilità pari a +241 unità (+4,6%) e una variazione dei posti di sostegno pari a 146 unità (+4,2%). Si conferma, pertanto, il progressivo aumento delle situazioni certificate osservato negli ultimi anni. «Anche se i dati devono essere considerati come una rilevazione di avvio anno
«A
nche per questo nuovo anno scolastico il nostro impegno sarà massimo nel garantire il diritto allo studio e la piena inclusione degli alunni con disabilità, attraverso l’assegnazione delle risorse professionali necessarie e la collaborazione tra scuole, famiglie, servizi sanitari, enti locali e amministrazioni coinvolte nei processi di presa in carico». A dirlo a Il Vicenza è il provveditore agli studi Nicoletta Morbioli: «L’analisi che abbiamo fatto in queste settimane – afferma - assume particolare rilievo poiché
si riferisce a un territorio, la provincia di Vicenza, coinvolto nella sperimentazione nazionale della riforma della disabilità che ha introdotto nuove modalità di accertamento della condizione di disabilità e attribuito all’Inps il ruolo di soggetto unico per la valutazione di base». I dati principali: nel nuovo anno scolastico a fronte di un totale di 101.154 studenti iscritti nelle scuole statali della provincia, risultano 5.517 alunni con disabilità certificata (incidenza sul totale 5,5%), ai quali sono stati assegnati complessivamente 3.612 posti di sostegno (1.338
risultano coperti da docenti di ruolo, pari al 37% del totale, mentre i restanti 2.274 posti saranno coperti mediante incarichi a tempo determinato). La scuola primaria concentra il maggior numero di alunni con disabilità (2098) e di posti di sostegno assegnati, mentre i rapporti alunni/posto risultano sostanzialmente allineati nella scuola secondaria di primo e secondo grado. La scuola primaria concentra il maggior numero di alunni con disabilità (2098) e di posti di sostegno assegnati, mentre i rapporti alunni/posto risultano
scolastico – conclude Morbioli -, sulla base dell’andamento registrato negli anni precedenti è ragionevole prevedere un ulteriore incremento del numero degli alunni con disabilità nel corso dell’anno scolastico, alla luce del completamento delle procedure di accertamento e all’aggiornamento delle posizioni già in essere, con la conseguente necessità di adeguare costantemente le risorse professionali dedicate».
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Il nuovo anno nel ricordo di don Antonio Mazzi
L
’inizio di un nuovo anno scolastico non è mai soltanto una data sul calendario, ma è una comunità che riprende il cammino insieme. Settembre ci chiama a raccolta non solo per riaprire le porte delle aule, ma per ricordarci che “Chi educa deve lavorare fino a creare un clima di felicità”, così come ripeteva spesso Don Antonio Mazzi, scomparso quest’estate e che ha fatto della vicinanza ai ragazzi, soprattutto quelli più borderline, la ragione della sua vita. Permettetemi, pertanto, di aprire il nuovo anno scolastico prendendo come spunto di riflessione alcune frasi di questo sacerdote, il cui approccio ai giovani non è mai stato moralistico. Don Mazzi ricordava sempre che “l’educazione è un’opera del cuore” e che i giovani hanno un disperato bisogno di adulti che sappiano ascoltare i loro silenzi, prima ancora delle loro parole. Non guardate alla scuola come a un dovere pesante, ma come allo spazio in cui potete scoprire chi siete, quindi, lasciatemi dire: non abbiate paura di sbagliare. Per i genitori e i docenti, alleati fondamentali di questo viaggio, vorrei riprendere il monito chiaro di Don Antonio: “I ragazzi hanno bisogno di testimoni, non di critici”. Non
chiediamo ai nostri figli e studenti di essere perfetti o di corrispondere alle nostre aspettative. Chiediamo loro di essere autentici. A noi spetta il compito più difficile e più bello: esserci, creare le condizioni, lavorando con pazienza per rimuovere l’ansia e la paura del fallimento, aff inché ciascuno scopra i propri talenti, le proprie passioni e la bellezza della vita. • Nicoletta Morbioli Provveditore agli studi di Vicenza
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IN PRIMO PIANO
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La fiera. Chiusura in grande stile per Vicenzaoro September 2026
Il successo internazionale di Vicenzaoro: record di presenze, delegati da 136 Paesi
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i è chiusa con un bilancio ampiamente positivo l’edizione di settembre 2026 di Vicenzaoro, il Salone internazionale della gioielleria e oreficeria che da sempre rappresenta uno degli appuntamenti più attesi e strategici per l’economia e la vivacità del territorio vicentino. La manifestazione ha confermato la propria leadership globale attirando in città migliaia di operatori, tra espositori e visitatori, e generando un impatto rilevante anche sull’indotto ricettivo e turistico della città. A tracciare il bilancio ufficiale è Italian Exhibition Group (IEG), che proprio in occasione di questa edizione ha festeggiato il proprio decennale di costituzione, celebrando una rassegna chiusa con una crescita del 4% delle visite complessive e un notevole +9% della componente estera rispetto all’anno precedente. Un risultato di assoluto rilievo che testimonia la capacità attrattiva del polo fieristico berico nonostante il complesso scenario
geopolitico internazionale. I dati ufficiali confermano la presenza di operatori provenienti da 136 Paesi, con un tasso di crescita identico, pari al 9%, sia per l’area europea sia per i mercati extraeuropei. Il consolidamento sui mercati globali è stato attestato dall’aumento delle presenze registrato da Paesi chiave come Regno Unito, Germania, Cina, India e Romania. Ancora più rilevanti sono le percentuali di crescita fatte registrare da mercati emergenti o di forte interesse strategico, tra cui Corea del Sud, Singapore, Kuwait, Sudafrica, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Indonesia, Cipro e, in controtendenza rispetto alle tensioni geopolitiche mediorientali, l’Arabia Saudita. In leggera ma costante crescita anche i flussi dagli Stati Uniti, che segnano un +2%. A decretare il successo di questa edizione ha contribuito in modo determinante la grande attesa per l’inaugurazione del nuovo Padiglione 2. L’ampliamento
della superficie espositiva di ben 23 mila metri quadrati ha permesso, per la prima volta nella storia della manifestazione, di accogliere all’interno del quartiere fieristico TGold, il prestigioso Salone internazionale dedicato ai macchinari e alle tecnologie per l’oreficeria,
ottimizzando l’esperienza di visita e la sinergia tra espositori e buyer. La portata internazionale dell’evento è stata ulteriormente impreziosita dalle celebrazioni per il centenario della Confederazione mondiale della gioielleria (Cibjo), che ha radunato a Vicenza
oltre 600 delegati da tutto il mondo. Determinante, inoltre, si è rivelata l’attività di incoming coordinata da IEG in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e l’Agenzia ICE, che ha permesso di portare in fiera 910 buyer altamente profilati, di cui 700 esteri e 210 italiani, offrendo alle 1.300 aziende presenti opportunità concrete di business e sviluppo commerciale. Naturalmente, come per ogni grande evento che mobilita decine di migliaia di persone, non sono mancati i tradizionali disagi legati al traffico cittadino e alla cronica carenza di parcheggi nelle aree limitrofe al quartiere fieristico, criticità storiche che continuano ad accompagnare le giornate di grande affluenza ma che non scalfiscono il bilancio trionfale di un’edizione storica per la fiera orafa vicentina. • Mauro Della Valle
NUOVA VIABILITÀ A VICENZA: VIA AI CAMBIAMENTI E AI POSTI AUTO RIDOTTI, SCATTA LA PROTESTA DEI NEGOZIANTI DI CORSO SAN FELICE
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ei primi giorni di settembre ha preso ufficialmente il via la riorganizzazione della nuova viabilità che interessa corso Santi Felice e Fortunato, via Battaglione Monte Berico e piazzale Giusti, mentre anche viale Roma è tornato interamente percorribile dai veicoli. Entra così pienamente in vigore, non senza le lunghe e vibrate proteste dei commercianti di corso San Felice riuniti in un apposito comitato — a cui hanno aderito anche parte dei residenti e i gruppi di opposizione in consiglio comunale —, il piano di circolazione previsto nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione di piazzale De Gasperi.
La nuova configurazione stradale, che ha comportato la rimozione di numerosi stalli di sosta direttamente di fronte alle attività commerciali della zona, ha inevitabilmente scatenato il malcontento della categoria. Durante una tesa e contestata conferenza stampa tenutasi proprio a San Felice, l’assessore Cristiano Spiller ha difeso l’operazione sottolineando che la riorganizzazione complessiva della sosta, con nuovi spazi ricassati e ricavati in piazzale Giusti e in via Battaglione Monte Berico, garantisce in realtà un numero complessivo di parcheggi superiore rispetto al passato.
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Tuttavia, preso atto che l’amministrazione comunale ha fin qui proseguito dritta per la sua strada ignorando le proposte alternative avanzate dalle categorie economiche, il Comitato dei commercianti ha rilanciato avanzando richieste precise. In particolare, viene chiesto che venga istituita almeno un’ora di sosta gratuita per agevolare la clientela che effettua acquisti nei negozi di vicinato, e che vengano installati appositi pannelli luminosi e informativi per indirizzare efficacemente gli automobilisti verso la disponibilità di posti auto nei nuovi parcheggi individuati dal Comune.
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LA CITTÀ
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Il progetto. Eventi pensati per aumentare la permanenza in centro e sostenere il commercio di prossimità
CENTRO STORICO: IN CAMPO DIECI INIZIATIVE I PER ANIMARE LA CITTÀ S ono dieci le proposte di associazioni, realtà culturali e sociali ed enti del Terzo settore che realizzeranno una serie d’iniziative finalizzate all’animazione e alla rivitalizzazione del centro storico. I progetti, selezionati da un’apposita commissione del Comune, sono organizzati fino alla fine dell’anno nel cuore della città, con attività rivolte in particolare alle famiglie con il coinvolgimento diretto delle attività commerciali. Si tratta di eventi culturali, artistici, musicali, teatrali, enogastronomici e ricreativi che hanno lo scopo di aumentare la permanenza nel centro storico e sostenere il commercio di prossimità. Questi i progetti ammessi: i Giullastri con lo spettacolo dei sogni volanti, un’animazione artistica con teatro di strada, trampolieri, personaggi fantastici e spettacoli itineranti; Theama realizzerà La mia Vicenza, un progetto dedicato alla memoria e all’identità cittadina (il 23 ottobre
è previsto anche il coinvolgimento di due osterie storiche del centro); Come un incantesimo aps, nell’ambito della rassegna Natale inContrà, organizzerà laboratori di arte tessile contemporanea; Unicomondo in collaborazione con la Cooperativa Sociale Agendo, proporrà un ciclo di iniziative culturali, performative ed enogastronomiche tra contrà Catena, piazza delle Erbe e le aree limitrofe; Metamorfosi Gallery realizzerà un progetto espositivo diffuso dedicato al confronto tra artisti italiani e tedeschi, utilizzando alcune vetrine degli esercizi commerciali del centro storico e Palazzo Thiene come spazi espositivi e di partecipazione; Dea Mundi Aps proporrà un percorso storico diffuso dedicato all’Ottocento che si concluderà il 14 novembre con una promenade in costume storico, accompagnata da danze e animazione; Aps Sintesi realizzerà un percorso diffuso di arte contemporanea lungo corso Fogazzaro, con installazioni
temporanee, incontri con artisti e interventi performativi; l’Associazione pedagogica steineriana propone un format rivolto a bambini e famiglie che unirà spettacolo teatrale e laboratorio creativo. Gli appuntamenti saranno curati dal Teatrino Dogninfiaba, con letture animate e spettacoli teatrali di
figura, anche con riferimenti alla mostra Italia-Germania; Golden, realtà vicentina specializzata in moda sostenibile e vintage, coinvolgerà le botteghe artigianali del centro storico nella realizzazione di un percorso espositivo diffuso; Numa, realizzerà nel quartiere di Porta Nova una rete di iniziative
artistiche e relazionali con vetrine tematiche negli esercizi commerciali, conferenze, workshop artistici e collaborazioni con realtà vicentine impegnate nelle arti performative. Le attività sono gratuite. • Mauro Della Valle
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sfide e le responsabilità della critica enologica moderna, per capire come orientarsi in un panorama sempre più ricco e complesso. Con Robert Camuto, giornalista Wine Spectator e autore; Giulia Zanotelli, Assessore all’Agricoltura, Promozione dei prodotti trentini, Ambiente, Difesa idrogeologica ed Enti locali Provincia autonoma di Trento; Carlo Moser, owner Moser Trento.
TRENTODOC TASTING
sul
Trentodoc Elevation, bollicine d’alta quota
ORE 15:00 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA
Un percorso tra Trentodoc, per esplorare il legame tra territorio, clima e identità dei vini, alla ricerca degli elementi che definiscono freschezza, tensione ed eleganza nel calice. Conduce Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
TRENTODOC TASTING
VENERDÌ 25 SETTEMBRE
ORE 11:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
Perlage Tour in Val di Cembra
Sei soste virtuali, sei Trentodoc per un viaggio immaginario in Val di Cembra. Bollicine di montagna tra immaginazione, racconto e degustazione, insieme a Simone Loguercio e Cristian Maitan, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2018 e 2023 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 16:00 – GIARDINI SAN MARCO
SPARKLING STORIES
ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Futuro, dove va il fine dining italiano?
Il fine dining sta cambiando. Tra un (apparente) ritorno al passato, necessità di figure «culturali» e formule più informali, capaci di adeguarsi alle abitudini dei clienti, qual è lo stato dell’arte dell’alta cucina e quali sono i possibili scenari futuri? Con Francesco Rovai, Del Cambio , Torino; Stefania Di Pasquo, Locanda Mammì , Agnone (IS); Matteo Lunelli, presidente e Ceo Ferrari Trento; Marco Masé, vicepresidente Asat, owner Hotel Bertelli e Ristorante Gallo Cedrone , Madonna di Campiglio (TN).
ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA
TRENTODOC TASTING
Diventa Sommelier per un giorno!
Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Cristian Maitan rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier 2025 (in carica), 2021 e 2023.
dell’attesa: perché i grandi vini non hanno fretta altri, tra TV e scrittura OgniL’arte20 minuti tutte ledeglinotizie del Veneto La forma del Trentodoc: effetto magnum? aggiornate in tempo reale. Il tempo è un ingrediente, non una scadenza. Un dialogo sull’importanza della pazienza nella creazione dei grandi vini, dal vigneto alla cantina, fino all’affinamento in bottiglia. Un racconto corale che svela come solo una lenta maturazione possa trasformare un vino in un capolavoro senza tempo. Con Salvino Benanti, amministratore delegato Benanti Viticoltori; Stefano Fambri, presidente Istiuto Trentodoc; Rossana Gaja, owner Gaja; Andrea Buccella, responsabile produzione Cesarini Sforza; Sergio Moser, responsabile Azienda Agricola e Cantina – Fondazione Edmund Mach.
Francesca Fialdini: una carriera dedicata all’ascolto
Un incontro per ripercorrere una carriera costruita sull’arte dell’ascolto. Un dialogo sul valore delle storie, dell’empatia e delle parole come strumenti per comprendere gli altri e il nostro tempo. Con Francesca Fialdini, conduttrice televisiva.
ORE 18:30 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Il formato in cui è custodito Trentodoc ha la capacità di influenzare la sua maturazione, l’evoluzione e la sua eleganza. Una degustazione, un viaggio sensoriale che mette a confronto sei bollicine di montagna, sia in bottiglia standard (0,75l) che in magnum (1,5l). Conducono Roberto Anesi e Simone Loguercio, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2017 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 16:00 – PALAZZO OCSE
100 pagina Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto 270x330 aggiornate in tempo reale. TRENTODOC TASTING
ORE 12:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Le origini: Tranquillo e Trentodoc
COOK TALES
English language Un’esperienza per scoprire come un vino base di oggi diventerà un Trentodoc domani, degustandoli insieme, per scoprire le origini e l’eleganza delle bollicine di montagna.La degustazione si terrà in lingua inglese. Sarà condotta da Essi Avellan, Master of Wine e Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Selvatico, la cucina wild: tra foraging e mare e selvaggina
Per molti chef la sostenibilità passa dall’uso di materie prime selvatiche: dalla troppo spesso demonizzata selvaggina alla pesca, senza dimenticare il mondo vegetale. Come si concilia l’impiego di ingredienti spontanei, stagionali e dalla disponibilità mutevole con l’alta cucina e i suoi menu? Con Alessandro Gilmozzi, El Molin , Cavalese (TN); Marco Visciola, Il Marin , Genova; Edoardo Tilli, Podere Belvedere, Pontassieve (FI).
ORE 15:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Pagelle in cantina: come si giudica il vino oggi
Punteggi, guide, recensioni: come si è evoluto il giudizio sul vino e qual è il suo impatto su produttori e consumatori? Un confronto aperto sulle metodologie, le
ORE 17:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
ORE 19:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Teresa Ciabatti: parole a tema libero
Una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. In un dialogo tra letteratura e vita, l’autrice racconterà il suo modo di trasformare l’esperienza personale in racconto, esplorando il confine sottile tra memoria, verità e invenzione. Con Teresa Ciabatti, scrittrice.
Vino da Oscar: storie, volti e pellicole nati tra le vigne
Il vino come musa ispiratrice per il grande schermo. Un viaggio affascinante tra film, attori e registi che hanno portato sul set la magia della vigna. Un incontro per scoprire come il cinema racconta il vino, trasformandolo in personaggio, scenario e metafora di storie indimenticabili. Con Giuseppe Di Gioia, Ceo Grattamacco; Augusta Bargilli, viticultrice; Paolo Mereghetti, giornalista e critico cinematografico.
SABATO 26 SETTEMBRE ORE 10:00 – LOGGIA DEL ROMANINOCASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
caratteristiche che rendono le bollicine di montagna espressione identitaria e autentica di questo luogo.
Radici, il lusso dell’autoproduzione in cucina
Non solo orto: l’autoproduzione delle materie prime sta diventando centrale nell’alta ristorazione. Cuochi e agronomi lavorano insieme per coltivare ingredienti d’eccellenza su misura e ridurre l’impatto ambientale. Per molti chef è anche una fonte di ispirazione e creatività, alla base della loro identità gastronomica. , Oppeano (VR); Antonio Romano, Con Francesco Sodano, Famiglia Rana Ristorante Nove , Villa della Pergola Relais & Châteaux, Alassio (SV); Aurora Brunel, Agritur Ciasa dò Parè, Soraga di Fassa (TN).
ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO
SPARKLING STORIES
ORE 11:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Il commissario Buonvino: scrivere storie che sanno di vino Scrittore, giornalista, politico: Walter Veltroni racconta come il mestiere di narrare attraversi generi e stagioni diverse della vita. Dal suo Commissario Buonvino — protagonista della fortunata serie noir ambientata a Roma — al rapporto personale con il vino come rito, memoria e convivialità, un dialogo su cosa significa oggi raccontare storie che restano. Con Walter Veltroni, scrittore e giornalista.
SCARICA L’APP ORE 11:30 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA TASTING RADIO VENETO24 TRENTODOC Il profumo dell’alpeggio ORE 11:00 – PALAZZO OCSE TRENTODOC TASTING Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO SMARTPHONE Filippo Caccamo: vite fuori di tela, arte e artisti oltre gli schemi Il racconto di un’arte fatta di curiosità, aneddoti e vita fuori dagli schemi. Un viaggio per scoprire come la creatività possa sorprendere, divertire e offrire nuovi modi di guardare il mondo. Con Filippo Caccamo, attore comico e content creator.
Perlage Tour in Trentino
distretti, un viaggio in Trentino, un solo vino: Trentodoc. Con Cristina Mercuri, SCARICASeiL’APP Master of Wine, percorreremo il territorio, calice dopo calice, alla scoperta delle RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE
ORE 15:30 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
La grammatica delle bollicine: nuovi linguaggi per raccontare il vino Come si comunica l’eccellenza di un Trentodoc nell’era digitale? Dai social media alle esperienze immersive, un confronto su linguaggi, strategie e strumenti innovativi per narrare il mondo delle bollicine a un pubblico globale, connettendo tradizione, eleganza e nuove forme di comunicazione. Con Cristina Mercuri, Master of Wine, founder & CEO Mercuri Wine Club; Camilla Lunelli, vicepresidente Ferrari Trento; Anselmo Guerrieri Gonzaga, amministratore e owner Tenuta San Leonardo; Gianluca Esposito, Professore e Direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento.
ORE 16:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
Dosaggio sì? Dosaggio no?
Ascoltaci in tutto il Vene
Con l’abbinamento ai formaggi di alpeggio, un percorso di degustazione tra l’eleganza del Trentodoc e le sfumature aromatiche dei grandi formaggi d’alta quota. In collaborazione con Palazzo Roccabruna - Enoteca Provinciale del Trentino. Conducono Marina Schmohl, Relatore Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio, e Simone Loguercio, Miglior Sommelier d’Italia 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Il dosaggio come firma stilistica: una decisione tecnica che interpreta e valorizza l’identità di ogni Trentodoc, uno strumento enologico al servizio della qualità, una scelta precisa che interpreta il territorio. Conduce Andrea Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.
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Sintonizzati sul
ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Esperienza, come la sala sta cambiando l’alta ristorazione
L’alta cucina sta diventando sempre più esperienziale ed è anche merito dei professionisti del servizio. Dal pairing analcolico alle relazioni empatiche e di scambio tra ospiti e sala, passando per una diversa gestione del personale. Ecco come stanno evolvendo i ristoranti gastronomici. Con Alessandro Marcialis, La Rei Natura , Il Boscareto Resort & Spa, Serralunga d’Alba (CN); Daniele Gagliardi, Iris , Verona; Giulia Caffiero, Geranium , Copenhagen; Alina Cazacu, Amapama Lusernarhof , Luserna (TN).
ORE 17:00 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Trentodoc blind tasting game
Quando il gusto parla prima del vino. Una degustazione alla cieca dedicata a Trentodoc, dove le bottiglie si presentano senza nome e i protagonisti diventano olfatto e palato. Un’esperienza coinvolgente per scoprire stile, eleganza e personalità delle bollicine di montagna, senza condizionamenti. L’organizzazione fornirà tutto il materiale necessario. Conduce Ilaria Lorini, Miglior Sommelier d’Italia 2025 (in carica) dell’Associazione Italiana Sommelier.
Italiana Sommelier 2024; Raffaele Boscaini, direttore Marketing Masi Agricola; Martina Centa, Brand Manager cantina Roeno e vicepresidente AGIVI.
ORE 19:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
La storia che vive nel calice, il tempo del Trentodoc
ORE 18:30 – MART, ROVERETO
SPARKLING STORIES
Una vita di sguardi. Laura Morante e il cinema
I grandi film, la regia e adesso un romanzo. Le mille vite della signora del grande schermo. Con Laura Morante, attrice, regista e scrittrice.
ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA
TRENTODOC TASTING
Diventa Sommelier per un giorno!
Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti comeIlaria Lorini, Stefano Berzi e Roberto Anesi, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Un viaggio dentro Trentodoc, dove è il tempo a fungere da guida: evoluzione silenziosa, longevità, tocco dell’uomo. Un’esperienza accompagnata da video pensati per raccontare ciò che è accaduto nelle annate dei vini in degustazione, con uno sguardo narrativo sul contesto storico e umano che ha segnato ogni vendemmia. Conducono Andrea Gualdoni e Simone Loguercio, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2024 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 21:00 – MART, ROVERTO
SPARKLING STORIES
Il cuore del folk, la musica di Davide Van De Sfroos Le radici, il dialetto, l’identità. Viaggio nell’anima di un grande cantautore. Con Davide Van De Sfroos, cantautore e chitarrista.
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Samuel Romano: trent’anni di Subsonica e le nuove ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
ORE 17:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Generazione calice: consumi e tendenze under 30 Cosa bevono i giovani e come si avvicinano al vino? Un’analisi dedicata ai consumatori di domani, per esplorare gusti, abitudini e valori che guidano le loro scelte. Un dialogo tra esperti e nuove generazioni per decifrare le tendenze che stanno ridisegnando il futuro del settore vinicolo. Con Andrea Gualdoni, miglior sommelier d’Italia Associazione
DOMENICA 27 SETTEMBRE ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO
‘terre rare’
100 pagina 270x330
Un anniversario significativo, un viaggio lungo una vita che ha rivoluzionato la musica italiana. Un dialogo tra memoria e futuro, che attraversa tre decenni di ricerca sonora e approda ad un nuovo album e al suo ormai altrettanto significativo progetto da solista: tra geografie reali e immaginarie, nuove contaminazioni musicali e una riflessione sul presente, un dialogo sulle ferite e sulle possibilità. Con Samuel Romano.
SPARKLING STORIES
Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier. In collaborazione con Italesse.
Massimiliano e Doriana Fuksas, i linguaggi dell’architettura internazionale
ORE 11:30 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Da oltre quarant’anni progettano edifici che hanno ridefinito il linguaggio dell’architettura contemporanea, coniugando ricerca, innovazione e visione globale. Un dialogo sul ruolo dell’architettura nel nostro tempo, tra grandi opere, sostenibilità, trasformazione delle città e responsabilità nell’immaginare gli spazi in cui vivremo domani. Con Massimiliano e Doriana Fuksas, architetti e designers, fondatori studio Fuksas.
ORE 11:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Manager in vigna: visioni oltre la crisi Guidare un’azienda vinicola oggi richiede visione strategica e capacità di leggere il futuro. Da qui, l’idea di un confronto sulle sfide del mercato globale, sulla gestione delle incertezze e sulle strategie per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita, innovazione e affermazione. Con Giampiero Bertolini, Ceo Biondi Santi; Alberto Malesani, owner cantina ‘La Giuva’; Enrico Zanoni, direttore Generale Cavit; Rodolfo Maralli, Presidente Banfi Srl e Fondazione Banfi.
ORE 11:00 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Nuove firme, un’unica identità: benvenuti in Trentodoc Un percorso di degustazione dedicato alle nuove cantine associate a Trentodoc, per scoprire visioni e territori ma anche realtà emergenti, percorsi imprenditoriali e interpretazioni originali, che arricchiscono il panorama delle bollicine di montagna. Con la partecipazione delle case spumantistiche, conduconoIlaria Lorini e Stefano Berzi, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica) e 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.
COOK TALES
Terre di mezzo, né montagna e né mare: il gastro-successo dei boschi Non sono territori né spiccatamente montani, né marittimi. Eppure, è qui che molti chef stanno esprimendo alcune delle più originali e identitarie cucine italiane, attraverso il ritorno alle origini o la commistione di tradizioni. Accanto agli chef, sempre più produttori valorizzano questi paesaggi, attraverso coltivazioni rispettose e rigenerative. Con Niccolò Palumbo, Paca Tenuta Ceri , Prato; Ada Stifani, Ada , Perugia; Stefano Benetti, Guà Forest & Farm, Cavedine (TN); Davide Di Fabio, Dalla Gioconda , Gabicce Monte (PU).
ORE 15:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Affinamento, il formaggio a misura di chef L’affinamento dei formaggi è ormai parte del lavoro quotidiano di molte grandi insegne italiane: questione di artigianalità, ma anche fucina di idee per creare pietanze e abbinamenti di gusto completamente nuovi. Come valorizzano oggi le insegne il lavoro dei casari e dei piccoli produttori da cui si riforniscono? Con Luca Ludovici, ConTatto, Frascati, (RM); Francesco Federici, Enoteca Pinchiorri , Firenze; Thomas Beltramolli, Rendenèr Alpine Food, Pinzolo (TN).
ORE 15:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Andrea Pennacchi: la piccola Odissea del Pojana, viaggio tra teatro e cinema Ha costruito un percorso originale capace di intrecciare teatro, cinema e racconto civile. Un incontro per esplorare una poetica che unisce ironia, memoria e identità, trasformando storie individuali in uno sguardo lucido e universale sul presente. ConAndrea Pennacchi, attore, drammaturgo e regista teatrale.
ORE 16:30 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
Dialoghi nel calice, emozioni Trentodoc Un percorso dedicato alle emozioni della degustazione. Il sommelier guida e interagisce con l’ospite, che diventa parte attiva dell’esperienza. Sei calici Trentodoc da assaggiare e confrontare insieme, per scoprire come ogni bollicina sappia raccontare una storia diversa. Conduce Stefano Berzi, Miglior Sommelier d’Italia 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Noemi: forte come il glicine Con una voce tra le più riconoscibili della musica italiana, ripercorriamo un percorso artistico fatto di continua evoluzione, ricerca e autenticità. Un dialogo tra musica e vita per raccontare il valore delle parole, delle emozioni e delle trasformazioni. Con Noemi, cantautrice.
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eto in auto sul
Quanto influisce nella degustazione la forma del calice nel quale si versa Trentodoc? Questo laboratorio propone Trentodoc in cinque calici dalla forma diversa per SCARICA L’APP sperimentare cambiano le proprie sensazioni, lasciandosi stupire. ConduceAndrea RADIOcomeVENETO24
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protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Andrea Gualdoni, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.
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LA CITTÀ
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Piano Casa. Quasi 15 milioni di euro per ridurre gli alloggi sfitti
IL COMUNE PUNTA AL RECUPERO DEGLI IMMOBILI PER LE NUOVE ASSEGNAZIONI I l Comune è riuscito nell’intento, più volte annunciato in passato, di scattare la fotografia aggiornata e completa del proprio patrimonio abitativo che tiene conto degli alloggi attualmente assegnati, di quelli disponibili ed utilizzabili e di quelli interessati da interventi di manutenzione e riqualificazione. È il cosiddetto Piano casa che comprende le linee della Politica dell’abitare e le azioni in programma nei prossimi 16 mesi per aumentare progressivamente il numero degli alloggi disponibili per le assegnazioni, considerando che le richieste ormai da anni superano le 1.100 domande, a fronte di qualche decina di appartamenti che vengono assegnati. Come hanno detto l’assessore alle politiche sociali e abitative Matteo Tosetto e quello ai lavori pubblici Cristiano Spiller, si tratta di un intervento di quasi 15 milioni di euro che serviranno a ristrutturare 174 unità abitative. L’intento è quello di dimezzare gli alloggi sfitti dal 30 % del 2023 al 17% entro la fine del 2027, grazie anche alla valorizzazione delle alienazioni e la partecipazione
Cristiano Spiller
ai bandi per l’edilizia residenziale. Il patrimonio abitativo comunale conta complessivamente 1.553 alloggi, dei quali 1.473 di edilizia residenziale pubblica (Erp) e 80 unità non Erp. Al 31 dicembre 2025 risultavano 1.057 alloggi assegnati, di cui 1.023 Erp e 34 non Erp, mentre gli alloggi liberi
erano complessivamente 496, di cui 450 Erp e 46 non Erp. Per recuperare parte delle risorse economiche necessarie, una parte degli alloggi non occupati è stata inserita nel piano di alienazione e riguarda 52 unità Erp ritenute non strategiche (per un valore di quasi 2
Matteo Tosetto
milioni e 400 mila euro) e un’altra è interessata dalle attività di recupero e ristrutturazione programmate per il 2026 e 2027: 174 unità, di cui 143 Erp e 31 non Erp. I primi 30 alloggi, 24 Erp e 6 non Erp, saranno pronti per essere assegnati già nel prossimo autunno.
Gli alloggi effettivamente disponibili e sfitti sono dunque 270, di cui 255 Erp e 15 non Erp. L’obiettivo dell’amministrazione è ridurre ulteriormente questo numero entro fine 2027. • Mauro Della Valle
Sociale: al via un nuovo modello di accoglienza
L
’alta velocità ferroviaria che sta portando numerosi disagi in città ha avuto paradossalmente un effetto positivo. La demolizione della storica sede dell’albergo cittadino di via Giordano -intervento necessario appunto per consentire la prosecuzione dei lavori di realizzazione della Tav - ha spinto il Comune a dare il via a un nuovo modello di accoglienza con percorsi e ospitalità differenti per gli adulti single, le donne con bambini e le famiglie.
Gli adulti hanno trovato ospitalità nella sede di San Marco: il gestore dello spazio per conto del Comune, la cooperativa Cosmo, offre loro con il coordinamento dei servizi sociali comunali non solo un posto letto e i pasti (a cura della cooperativa Noixvoi), ma anche un sostegno di tipo educativo e l’accompagnamento verso un nuovo progetto di vita, aiutando gli ospiti a prendersi cura di sé, con l’obiettivo di riacquisire un’autonomia personale, sociale, lavorativa e abitativa.
Le donne con bambini e i nuclei familiari hanno invece trovato accoglienza in appartamenti in varie zone della città secondo il modello dell’housing sociale, preferito rispetto ai grandi hub per garantire una migliore integrazione e un minor impatto sul resto della cittadinanza. Anche a loro i servizi sociali comunali offrono un servizio di accompagnamento verso un futuro autonomo. • (M.D.V.)
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LA CITTÀ
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La ricorenza. Vicenza in festa per la Madonna di Monte Berico
SEICENTENARIO DELLE APPARIZIONI E GIUBILEO DELLA RINASCITA L e celebrazioni della Madonna di Monte Berico, patrona della diocesi e della città, si sono svolte quest’anno in una cornice straordinaria, in concomitanza con il Giubileo Mariano e della Rinascita, iniziato l’8 febbraio scorso per ricordare i seicento anni dalla prima apparizione della Vergine a donna Vincenza Pasini, avvenuta nel 1426 durante la peste che flagellava Vicenza. Questa felice ricorrenza ha fatto sì che alla presenza dei tantissimi vicentini che ogni anno raggiungono tradizionalmente il Santuario per l’appuntamento dell’8 settembre si siano aggiunte decine di migliaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia, richiamate anche dalla straordinaria opportunità dell’indulgenza plenaria concessa a chi avesse compiuto una visita devota alla Madonna in questo anno giubilare. Già a partire dal fine settimana precedente, il complesso di Monte Berico è stato il cuore pulsante di una fitta programmazione religiosa, con la celebrazione quotidiana di dieci messe fino all’apice dell’8 settembre, quando
all’alba sono giunti al Santuario centinaia di fedeli stretti al termine del suggestivo pellegrinaggio notturno, una tradizione secolare che continua ad attraversare intatta le generazioni. Particolarmente significativa è stata anche la conclusione del Cammino delle Apparizioni: nei giorni scorsi, infatti, un gruppo di pellegrini partiti da Santa Maria di Pietralba, in provincia di Bolzano, ha percorso a piedi i sentieri della fede, sostando a Villaverla per un incontro con padre Ermes Maria Ronchi e accogliendo la mattina successiva l’adesione del presidente della Provincia Andrea Nardin, che ha voluto accompagnarli nell’ultima e festosa tappa di salita verso il colle berico. Il programma civile e religioso ha vissuto un altro dei suoi momenti più intensi il 7 settembre con la tradizionale sfilata del Gioiello di Vicenza, giunta quest’anno alla sua quattordicesima edizione. Il corteo storico è partito dal Museo Diocesano, ha fatto tappa alla Chiesa di San Vincenzo — antica sede dell’antico patrono cittadino — per ricevere la solenne benedizione, e ha poi raggiunto i
portici di Monte Berico trasformandosi in una partecipata processione orante verso la basilica. All’interno della chiesa, monsignor Christian Carlassare, vescovo di Bentiu, ha offerto una profonda e toccante testimonianza sul valore della pace, tema scelto come filo conduttore dell’intera celebrazione di quest’anno. Tra gli eventi collaterali più suggestivi che hanno arricchito il calendario si segnalano inoltre la fiaccolata partita dal Passo Pian delle Fugazze per giungere all’Ossario del Pasubio e l’accensione di una potente fotoelettrica che ha proiettato un fascio di luce simbolico sul Monte Pasubio, perfettamente visibile anche dal piazzale della Vittoria. Martedì 8, come da consolidata tradizione, si è svolta la solenne messa al Santuario, presieduta dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia e concelebrata dal vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, dal cardinale Agostino Marchetto, da vari vescovi ed emeriti provenienti da diverse diocesi sparse nel mondo, dal priore di Monte Berico e dai padri Servi di Maria. «Le numerose presenze dei confratelli
vescovi, molti dei quali vicentini di nascita, e le missioni nelle quali hanno operato o stanno ancora operando – ha sottolineato monsignor Brugnotto durante l’omelia – esplicitano bene la cattolicità della Chiesa. La presenza di missionari ci aiuta a ricordare che siamo un corpo unico, come cristiani, pur essendo sparsi per il mondo. Questa felice coincidenza tra l’Anno Giubilare Mariano di Monte Berico ed il rientro anche di confratelli residenti altrove ci permette di festeggiare questo 8
settembre con un cuore che idealmente abbraccia tutto il mondo, compresi i tanti vicentini presenti in terra straniera, e ci permette di porre sotto il manto materno di Maria tutte quelle popolazioni che soffrono a causa di violenti conflitti. La dimensione missionaria delle comunità cristiane e l’impegno per un mondo di riconciliazione e di pace insieme a tutti gli uomini di buona volontà siano i tratti più belli di noi vicentini». Alle spalle delle solenni liturgie e dei momenti di raccoglimento spirituale, la festa cittadina ha continuato a vivere ai piedi del colle, dove a popolare Campo Marzo sono rimaste le giostre e le tradizionali bancherelle, elementi imprescindibili di quel folklore che da sempre accompagna i pellegrini i quali, come ricordava un antico canto popolare, un tempo raggiungevano la città «coi fighi ne la sporta», suggellando un legame indissolubile tra la comunità locale, le sue radici storiche e la devozione mariana. • Mauro Della Valle
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ECONOMIA
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Il bilancio. La rilevazione di Confcommercio evidenzia come l’effetto caldo abbia penalizzato la montagna
TURISMO: UN’ESTATE A DUE FACCE U na fotografia in bianco e nero e una a colori: potremmo definire così il risultato dell’indagine effettuata da Confcommercio Vicenza su oltre 200 imprese associate del settore turismo della provincia. L’estate più torrida mai registrata anche alle nostre latitudini, lascia infatti soddisfatti gli operatori montani e molto meno quelli della pianura. “I picchi di caldo registrati questa estate hanno influito sugli incassi della sua attività?”. Questa una delle domande chiave del questionario
sottoposto agli associati. Il 75% delle strutture ricettive e il 56% dei pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie) collocati nell’Altopiano dei Sette Comuni hanno risposto di sì, rilevando un aumento degli introiti. Il 65% delle strutture ricettive e il 74% dei pubblici esercizi situati in pianura hanno invece registrato, come c’era da aspettarsi, il risultato opposto, ovvero una riduzione degli incassi. Non c’è chiaramente da meravigliarsi che la calura allontani i turisti dall’afosa pianura, dato che
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è un classico che ad agosto mare e montagna abbiano ovviamente la precedenza su tutte le altre mete, ma quest’anno il cambiamento climatico ha lasciato il segno anche sui fatturati, nel bene o nel male. Il 55% dei pubblici esercizi e il 35% degli alberghi situati in pianura hanno dichiarato di aver registrato cali della clientela rispetto allo stesso periodo del 2025: uno su tre, tra bar e ristoranti, ha dovuto fare i conti con una diminuzione tra il 10 e il 20 per cento, ma anche oltre. Ne hanno fatto le spese, con particolare intensità, le attività di Vicenza e hinterland, dove il 61% dei pubblici esercizi e il 40% delle strutture ricettive hanno dichiarato di aver avuto meno clienti dell’estate scorsa. Leggermente meglio l’area Bassano-Marostica, ma anche qui
il calo di clientela sull’estate 2025 è segnalato comunque da un’attività su tre (tra pubblici esercizi, alberghi e b&b). Tutta un’altra musica in Altopiano di Asiago dove le strutture ricettive hanno unanimemente notato un aumento della clientela nel confronto con l’estate 2025, per la maggior parte con incrementi del 10-20 per cento e oltre; più avventori anche in metà del campione di bar, ristoranti e pizzerie dell’area (per il 32% la crescita è stata a doppia cifra). Un solo aspetto accomuna un po’ tutti gli operatori interpellati: la tendenza dei clienti italiani, a stringere i “cordoni della borsa”. Il trend è stato sottolineato dal 58% delle strutture ricettive della provincia e dall’80% dei pubblici esercizi che hanno risposto al questionario,
senza grandi differenze a seconda della zona. Un aspetto che ha portato, negli alberghi, soprattutto dell’Altopiano, una riduzione della permanenza. Nei pubblici esercizi i clienti hanno tagliato in particolare il consumo di vino e bevande alcoliche. Più propensi alla spesa gli stranieri che però sono stati in calo per una struttura ricettiva su cinque in provincia. Guardando ai prossimi mesi e in particolare a settembre, gli operatori turistici della città e dell’hinterland sono più ottimisti considerati i numerosi eventi in programma, a cominciare da “Vicenzaoro” che ha fatto registrare come sempre il tutto esaurito negli alberghi e ristoranti e il Giubileo mariano. • Mauro Della Valle
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L’export veneto torna a crescere nel secondo trimestre: Vicenza tra i territori più dinamici della regione
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’export veneto registra una ripresa significativa nel secondo trimestre, raggiungendo un valore trimestrale di 20,9 miliardi di euro, in aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il bilancio dei primi sei mesi dell’anno tocca quota 41,7 miliardi di euro, segnando un incremento complessivo del 4,1% su base annua. Nel panorama provinciale spicca in modo particolare Vicenza, che nel trimestre in esame mette a segno un progresso del 6,81%, precedendo altre importanti realtà territoriali come Venezia, Rovigo e Padova. I dati diffusi dalla Regione evidenziano una reazione positiva del sistema produttivo locale nonostante le tensioni geopolitiche internazionali. Le vendite destinate ai Paesi dell’Unione europea crescono del 2,3% nel semestre, con picchi
rilevanti in mercati specifici come la Spagna. Il quadro non è tuttavia uniforme: si registrano infatti alcune frenate, tra cui la flessione del comparto vitivinicolo, la diminuzione delle esportazioni verso i Paesi Opec e il calo delle vendite in Cina, a fronte di una crescita delle importazioni dallo stesso Paese asiatico. In compenso, si segnala la forte accelerazione verso l’area del Mercosur e l’attivazione di nuove strategie di sostegno all’internazionalizzazione, tra cui un fondo dedicato da venti milioni di euro realizzato in collaborazione con Finest. Per Vicenza la crescita confermata in questa fase rappresenta un segnale importante per l’economia provinciale, pur evidenziando la necessità di monitorare attentamente l’andamento dei diversi settori produttivi.
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LA CITTÀ
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L’elezione. Per un intero decennio dal 2005 al 2015 aveva ricorperto il ruolo di consigliere
GIUSEPPE ZIGLIOTTO ALLA GUIDA DELLA FONDAZIONE STUDI UNIVERSITARI DI VICENZA L ’imprenditore Giuseppe Zigliotto è ufficialmente il nuovo presidente della Fondazione Studi Universitari di Vicenza. La nomina, deliberata dal rinnovato Consiglio di amministrazione, segna un ritorno significativo per Zigliotto, che per un intero decennio, dal 2005 al 2015, ha già ricoperto il ruolo di consigliere di amministrazione e membro del Comitato esecutivo dell’ente. Un legame profondo con il mondo della formazione e dell’istruzione superiore che affonda le radici nel suo lungo impegno all’interno di Confindustria, sia a livello provinciale che regionale, dove si è sempre occupato attivamente di politiche formative e sviluppo delle competenze. Accogliendo l’incarico, Zigliotto ha espresso grande entusiasmo per questo rientro in università, sottolineando l’importanza di raccogliere il testimone di un percorso di crescita consolidato in anni di lavoro condiviso. Riflettendo sull’evoluzione dell’ateneo berico, il neo presidente ha
evidenziato la validità dell’intuizione originaria che ha portato a ospitare a Vicenza corsi e facoltà promossi dalle università di Padova, Verona e Venezia, non presenti nelle rispettive sedi centrali. Questa formula ha permesso di costruire una realtà
formativa d’eccellenza, capace di attrarre studenti grazie a strutture all’avanguardia, laboratori moderni, docenze qualificate e un’offerta accademica mirata. Tuttavia, nell’analisi della situazione attuale, Zigliotto non ha nascosto le criticità storiche che
penalizzano il capoluogo berico, a partire dalla carenza cronica di servizi fondamentali per la popolazione studentesca, come studentati, mense universitarie, collegamenti di trasporto efficienti e impianti sportivi adeguati alle esigenze dei giovani. Il nodo cruciale, secondo la visione del presidente, risiede nel fatto che Vicenza non si percepisca ancora pienamente come una vera e propria «Città universitaria», riscontrando a livello cittadino una certa diffidenza e un coinvolgimento ancora troppo limitato da parte del tessuto urbano e sociale. Pur riconoscendo un certo fermento sul fronte della realizzazione di nuovi studentati, Zigliotto ha definito paradossale la situazione di stallo che tiene ancora chiuso l’immobile di San Silvestro, bloccato da quindici anni a causa di eventi sismici, e ha auspicato novità imminenti sul fronte dell’apertura di una mensa dedicata. Sul piano programmatico, il presidente ha anticipato di essere al lavoro su una bozza di linee d’indirizzo strategico
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che intende sottoporre presto al vaglio del Consiglio di amministrazione, con l’obiettivo prioritario di allargare la base dei soci sostenitori attraverso la presentazione di progetti concreti e attrattivi. Parallelamente alla nomina di Giuseppe Zigliotto, il rinnovamento dei vertici della Fondazione ha riguardato anche altri organi statutari fondamentali per la governance dell’ente. Sono stati formalizzati gli ingressi dei nuovi consiglieri in rappresentanza dei soci sostenitori, con la nomina di Annalisa Rossetto per Confindustria Vicenza e dell’avvocato Andrea Bertuzzo in rappresentanza della Regione del Veneto. Per quanto riguarda il Collegio dei Revisori, l’incarico di presidente è stato affidato ad Alberto Matteazzi, che sarà affiancato nel lavoro di controllo e trasparenza dai consiglieri Margherita Monti e Antonio Gennarelli, completando così la squadra chiamata a guidare la Fondazione nelle prossime sfide di sviluppo e radicamento territoriale.
O P E N VIENI E R A T I S I D A Y AV 2 6
PERCORSI TRIENNALI IeFP DGR 610 del 24/06/2026 - SISTEMA DUALE PERCORSI TRIENNALI DGR 617 del 24/06/2026 – DGR 775 DEL 08/07/2026 - DGR 1578 del 12/12/2023 - SISTEMA DUALE 4 ANNI DGR 618 del 24/06/2026
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CULTURA
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La rassegna. Al via la 79ª edizione dei cicli di spettacoli classici al Teatro Olimpico e nei luoghi simbolo di Vicenza
STIVALACCIO TEATRO, LA PICCIONAIA E CARMELO RIFICI FIRMANO L’AVVIO DELLA KERMESSE L a 79ª edizione dei tradizionali Cicli di Spettacoli Classici è tornata ad animare il Teatro Olimpico, la Basilica Palladiana e il centro storico di Vicenza. La direzione artistica è stata affidata a Stivalaccio Teatro, una compagnia locale nata e cresciuta sul territorio e da anni impegnata nella ricerca sul teatro popolare e sulla Commedia dell’Arte. Il programma unisce
grandi nomi della scena nazionale e internazionale — come Carmelo Rifici, Hervé Koubi, Filippo Dini, Paolo Fresu, Muriel Mayette-Holtz, Serena Sinigaglia e il collettivo Familie Flöz — ai progetti curati da realtà del territorio come La Piccionaia, Theama Teatro, Patricia Zanco con fatebenesorelle, Naturalis Labor ed exvUoto Teatro, inseriti nella linea denominata Polis.
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programma prosegue ora con i prossimi appuntamenti in calendario: il 22 e 23 settembre l’Olimpico ospiterà la prima assoluta di Verso Itaca, la nuova creazione del coreografo Hervé Koubi per dodici danzatori, che trasforma il viaggio di Ulisse in un suggestivo attraversamento del Mediterraneo tra danza contemporanea, break dance, dervisci rotanti e musica. Il calendario della kermesse continuerà a fittarsi di eventi nelle settimane successive: il 24 settembre la Basilica Palladiana farà da cornice a L’ottava porta di Theama Teatro, scritto e diretto da Anna Zago e Piergiorgio Piccoli. La grande scena dell’Olimpico accoglierà
poi, il 26 e 27 settembre, l’Alcesti di Euripide nella visione registica di Filippo Dini e con le musiche originali di Paolo Fresu, seguita il 30 settembre e il primo ottobre dalla prima nazionale di Bord de Mer di Véronique Olmi, diretta da Muriel Mayette-Holtz e interpretata da Élise Clary. Il mese di ottobre si aprirà nel segno della poesia scenica: il 6 ottobre Patricia Zanco andrà in scena in Basilica con Il poema della forza insieme a fatebenesorelle, mentre il 7 e l’8 ottobre (in doppia replica) sarà la volta di Eumenidi, tutta, tutta del padre io sono, la nuova creazione di Serena Sinigaglia ispirata all’ultima tragedia eschilea. Sabato 10 ottobre Naturalis Labor presenterà Il passo segreto delle forme, un raffinato progetto di teatro-danza firmato nelle coreografie da Luciano Padovani. La 79ª edizione si concluderà infine con le Metamorfosi da Ovidio in programma mercoledì 14 ottobre in Basilica Palladiana — con la regia di Andrea Baracco, la voce di Nina Pons e le percussioni dei Munedaiko — e con il progetto partecipato Amore e Tirannia – Miti antichi, sguardi contemporanei, creato appositamente dal collettivo Familie Flöz per il Teatro Olimpico e presentato al pubblico il 17 e 18 ottobre, suggellando un mese di grande teatro e riflessione civile nel cuore della città.
Riaperti i locali storici “Garibaldi” e “La Triestina”
LIVE
Fabio Natale
Nelle scorse settimane il festival ha vissuto i suoi primi e intensi appuntamenti. L’inaugurazione si è tenuta domenica 13 settembre, quando proprio Stivalaccio Teatro ha trasformato il centro storico in un palcoscenico diffuso con Cinque cadute – Piccola enciclopedia mitologica dei gesti proibiti: cinque brevi azioni teatrali ispirate ad altrettanti miti, ospitate in botteghe, negozi, cortili e chiostri e arricchite dal coinvolgimento di venti cittadini vicentini selezionati tramite una chiamata aperta. Nei giorni scorsi, il 17 e il 18 settembre, la Basilica Palladiana ha ospitato La Piccionaia con Iliade. Il coraggio dei codardi, un intenso lavoro con la regia di Tindaro Granata e Francesco Wolf in scena, capace di spostare lo sguardo dall’eroismo alla paura e alla fragilità della guerra attraverso un personaggio incapace di combattere. Il sipario si è poi alzato sul prestigioso palcoscenico del Teatro Olimpico la sera del 18 e in replica il 19 settembre, accogliendo l’atteso debutto di Carmelo Rifici con la sua Orestea – Mythos, l’anteprima del nuovo lavoro ispirato a Eschilo incentrato sulla nascita della polis e della democrazia, interpretato da un cast di alto livello che comprende Fausto Cabra, Giusi Merli, Valeria Milillo, Valentina Picello e Monica Piseddu. Il
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’estate ha portato in città due grandi novità, almeno per quanto riguarda gli esercizi pubblici: la riapertura del Garibaldi e della “Triestina”, storico caffè in corso Palladio. Per quest’ultimo l’ipotesi era quella di aprire entro metà luglio, ma Roberta Rocco e Massimo Nassi (gestori anche del Magazzino del Caffè, situato all’angolo con contrà Oratorio Servi), hanno voluto prendersi il tempo necessario per dare la loro impronta al locale inaugurato nei primi giorni di agosto. “La Triestina”, storico caffè cittadino dal 1948, è così tornato a rivivere mantenendo il nome dopo quattro mesi di chiusura: rimane caffetteria, ma sarà anche bistrot, con apertura prolungata fino alle 20.30. L’altro importante locale storico che ha rischiato di trasformarsi in un “buco nero” nella centralissima piazza dei Signori è il Garibaldi. Allo chef stellato Matteo Grandi è subentrata ai primi di luglio la catena “Signorvino” (che fa capo al Gruppo Oniverse, ex Calzedonia), che conta 43 punti vendita in Italia e due all’estero. a Parigi e Praga. C’era curiosità nel capire come fossero andate queste prime settimane di apertura, visto che Signorvino è già
presente a Vicenza, a poche centinaia di metri, in piazza Matteotti: «Il primo mese ci ha dato conferme importanti – afferma Luca Pizzighella, general manager -, anche se siamo ovviamente ancora in una fase di rodaggio, ma l’andamento è stabile e più che positivo, soprattutto se consideriamo che abbiamo aperto nel pieno dei mesi più caldi. Ci ha fatto piacere constatare come la nuova apertura non abbia tolto nulla al locale di Piazza Matteotti, che mantiene la sua clientela affezionata, alla quale si affiancano nuovi curiosi». • (M.D.V.)
SPORT
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Serie B. Il mercato ha alzato il livello della rosa di Gallo
“NON CHIAMATEMI NEOPROMOSSA” IL LANE VUOLE STUPIRE IL CAMPIONATO N on chiamatela neopromossa. O almeno, non soltanto. Nel suo ritorno in Serie B il Vicenza ha messo in chiaro fin dall’estate di non voler vestire i panni della comparsa. Tutto inizia dallo straordinario percorso della passata stagione. La vittoria del girone A della Serie C, arrivata già nel mese di marzo, ha permesso alla società biancorossa di programmare il futuro con grande criterio. Il direttore sportivo Giorgio Zamuner, almeno sulla carta, si è fatto trovare pronto, costruendo una rosa che potrà dire la sua. Il Lane ha capito che non sarebbe bastato riproporre quanto era bastato per dominare, ma non ha rinnegato l’ossatura fresca di trionfo, dall’allenatore Fabio Gallo a buona parte del gruppo. Ma intorno a quella base ha costruito una rosa adatta al livello della cadetteria con un buon mix di gioventù ed esperienza. Si è puntato ad un innalzamento del livello medio, reparto per reparto. A prendersi i titoli dei giornali sono sempre gli attaccanti. I messaggi dal mercato, in questo senso, sono arrivati all’inizio e alla fine e non hanno deluso le aspettative. Prima Gabriele Moncini, che si presenta dopo una stagione da undici reti con il Bari; porta con sé quasi 250 presenze e 69 gol in Serie B. A comporre un tandem di tutto rispetto si è aggiunto proprio sul gong di fine trattative Silvio Merkaj, prelevato dal Sudtirol e reduce dalla miglior stagione in categoria (9 gol). Brava la società a riempire una casella che era rimasta scoperta dopo l’infortunio di Tsadjout. Una soluzione credibile e che va a completare un reparto composto già da Morra,
Rauti e Alessio. Ma l’abbondanza non coincide automaticamente con la produzione offensiva. Gallo dovrà costruire gerarchie, trovare complementarità e soprattutto trasformare una batteria di buoni attaccanti in un reparto capace di produrre con continuità. Le potenzialità, però, ci sono tutte. Mattia Valoti è il colpo in mezzo al campo; oltre 250 presenze tra i professionisti, aggiunge qualità e capacità d’inserimento. Da valutare, però, la sua tenuta fisica, dopo alcune annate in cui ha trovato poca continuità; Riccardo Marchizza regala alla difesa esperienza maturata tra Serie A e Serie B. É reduce da una promozione in Serie A con il Frosinone; il ritorno di Nicolò Brighenti, al di là del minutaggio che riuscirà a conquistarsi, restituisce allo spogliatoio un giocatore che conosce profondamente Vicenza e che, alla sua presentazione, ha chiarito di non essere tornato per svolgere soltanto il ruolo dell’uomo di esperienza: “Vengo per giocare”, ha raccontato. Poi c’è stato il mercato delle opportunità e della prospettiva. Il 3-5-2 di Gallo aveva necessità di freschezza sulle fasce e Zamuner ha provveduto. Tommaso Corazza, classe 2004, arriva dal Bologna dopo aver già raccolto esperienza in B e nove presenze in Serie A; Alessandro Pietrelli, classe 2003, porta velocità e imprevedibilità sulla corsia dopo il percorso tra Feralpisalò, Juventus Next Gen e Venezia. Il vero cambio di passo, tuttavia, è arrivato nelle ultime ore. Il primo settembre il Vicenza ha chiuso un giocatore per reparto: oltre al già
Mister Fabio Gallo, @foto Vicenza Calcio
citato Merkaj, sono sbarcati al Menti Andrea Papetti dietro e Alessandro Bellemo in mezzo. Tre operazioni definitive che hanno trasformato il finale di mercato da semplice rifinitura a ulteriore ampliamento della rosa. Papetti ha conosciuto la Serie A con il Brescia e rappresenta una soluzione ulteriore in un reparto nel quale Gallo dispone di buone alternative per caratteristiche ed esperienza. Bellemo, seppur non sia nel miglior momento della carriera, va a completare il centrocampo a livello numerico. Il bilancio del mercato biancorosso è
positivo. Una lunga serie di acquisti mirati, i propri big mantenuti, (eccetto Stuckler, rientrato dal prestito alla Cremonese) insieme all’allenatore della promozione, rappresentano un segnale positivo. La rosa ha pochi buchi evidenti, molti giocatori conoscono già la categoria e la panchina offre alternative superiori a quelle della scorsa stagione. Allo stesso tempo bisogna considerare che diversi nuovi arrivati devono ritrovare continuità e altri devono dimostrare di poter compiere un ulteriore salto. E proprio questo tipo di lavoro sarà la missione principale di Gallo.
La Serie B, in più, è un campionato definito subdolo dagli addetti ai lavori. E il tecnico lo sa. Alla vigilia dell’esordio aveva chiesto massima attenzione: la stagione della promozione “deve rimanere lì”, perché la cadetteria presenta un livello individuale e tecnico nettamente superiore. Molto passerà dalla capacità di mantenere la propria identità anche nelle partite in cui sarà l’avversario ad avere più qualità o più controllo. La trasferta del Partenio di Avellino rappresenta già un monito importante. Una cosa è certa: il Vicenza non sarà solo. Per quello che ha dimostrato questa piazza negli anni c’erano pochi dubbi: è stato registrato il sold out della campagna abbonamenti. L’entusiasmo in città è palpabile per una Serie B che mancava come l’aria da queste parti. Un vantaggio enorme, ma anche il segnale di una piazza che difficilmente si accontenterà di vivere la stagione senza alzare lo sguardo. La salvezza resta il primo obiettivo e sarebbe sbagliato dimenticarlo. Ma può diventare un punto di partenza, non necessariamente il limite massimo delle ambizioni. Perché il Vicenza è tecnicamente una neopromossa. Moncini, Valoti, Marchizza, Corazza, Pietrelli, Papetti, Bellemo e Merkaj, aggiunti alla squadra che ha dominato la Serie C, raccontano però una realtà diversa da quella di chi sale pensando unicamente a sopravvivere. Il mercato ha aumentato il livello della rosa. E insieme al livello ha aumentato le possibilità, la concorrenza interna e inevitabilmente le aspettative. Ora sarà il campo ad avere l’ultima parola. • Stefano Parpajola
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Segue da pag. 1
La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica
al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se
possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.
Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina
AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.
Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti
stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che
Alberto Stefani
non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso
Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità
“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla
stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza
REGIONE
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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche
La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni
storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le
direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici
con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility
del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.
VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS
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a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di
qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado
di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.
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REGIONE
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Il dibattito. Maggioranza per la valorizzazione del territorio, ma le opposizioni denunciano la mancanza di fondi
LEGGE SULLA PIANURA VENETA: È SCONTRO SULL’EFFETTIVA UTILITÀ DEL PROVVEDIMENTO I l Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera alla nuova legge per la promozione e la valorizzazione del paesaggio della Pianura Veneta. La proposta, firmata dal consigliere Filippo Rigo (Lega-LV) in veste di primo firmatario e relatore, è passata a maggioranza con 31 voti favorevoli e 15 contrari, intercettando il sostegno compatto del centrodestra e sollevando, al contempo, un acceso dibattito politico in aula sulla sua effettiva utilità. La legge mira a tutelare e rilanciare le risorse naturali, paesaggistiche ed socioeconomiche di un territorio che copre oltre la metà della superficie regionale. Tra i punti qualificanti del provvedimento figura l’istituzione della “Giornata regionale per la Pianura Veneta”, fissata per l’11 novembre in coincidenza con la ricorrenza di San Martino, data fondamentale per la storia contadina locale. L’impianto normativo prevede inoltre contributi finanziari ai Comuni, la promozione del cicloturismo, delle ippovie e degli
itinerari enogastronomici, oltre a percorsi educativi nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Piena soddisfazione per l’approvazione è stata espressa da Filippo Rigo: “La Pianura Veneta costituisce il cuore geografico, economico e sociale della nostra regione. Con questa legge diamo il via a un percorso concreto per promuovere un mosaico straordinario che rappresenta l’identità del nostro territorio. Non ci limitiamo a celebrare la pianura, ma definiamo una strategia di sviluppo sostenibile grazie al confronto continuo con Comuni, associazioni e Pro Loco”. L’iniziativa ha raccolto il supporto di diversi esponenti della maggioranza, tra cui Giorgia Bedin e Roberto Marcato (Lega-LV), Morena Martini (Stefani Presidente), il vicepresidente della Giunta Lucas Pavanetto e i capigruppo Alberto Bozza (Forza Italia), Riccardo Szumski (Resistere Veneto) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica). Risoluta, di contro, l’opposizione delle forze di minoranza, che hanno
Filippo Rigo
votato in modo compatto contro il provvedimento. A guidare le critiche è stata la vicepresidente della Sesta commissione e correlatrice di minoranza, Monica Sambo (Partito Democratico), che ha denunciato l’assenza di interventi concreti per
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Monica Sambo
l’ambiente: “Nessuno mette in discussione il valore della Pianura Veneta, ciò che contestiamo è il metodo e l’assoluta inefficacia di questa legge, che si riduce all’ennesima operazione di facciata priva di contenuti reali. Si finanzia la comunicazione, la realtà
aumentata e le app, ma dei 620 mila euro di risorse previste non si spende un solo euro per la rinaturalizzazione delle aree degradate, la tutela delle risorgive o la piantumazione. In una regione che resta la seconda in Italia per consumo di suolo, parlare di valorizzazione del paesaggio senza bloccare la cementificazione è un mero esercizio di greenwashing”. Sulla stessa linea si sono espressi i consiglieri dem Paolo Galeano — che ha definito la norma “uno slogan povero di contenuti” —, Alessandro Del Bianco e Jonatan Montanariello. Dure contestazioni sono giunte anche dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, che ha accusato la maggioranza di voler tutelare “un paesaggio distrutto dal cemento”, oltre che dai capigruppo Flavio Baldan (M5S) e Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione). Infine, Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale) ha auspicato misure urbanistiche più incisive per una reale tutela del territorio.
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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale
ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo
Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi
“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.
come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture
Alessandro Berton
all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce
una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.
Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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DESPAR
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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio
IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce
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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche
nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e
Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori
che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto
tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.
TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità
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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Case della Comunità, parte la campagna del Veneto
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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà
adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazioni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute.
La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruolo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale.
Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco
Ulss 8 Berica, le nove Case della Comunità entrano nel vivo con medici, infermieri e specialisti
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e nove case di Comunità che fanno capo all’Ulss 8 Berica stanno procedendo con le loro attività e servizi: l’ambulatorio medico ed infermieristico attivi dalle 8 alle 20, il servizio di infermieristica di famiglia, l’attività specialistica ambulatoriale per la gestione dei percorsi di cronicità, la continuità assistenziale, il punto unico di accesso, la centrale operativa territoriale, i servizi diagnostici, la centrale dell’assistenza domiciliare integrata e i servizi di assistenza socio-sanitari. Il primo riferimento rimane il medico di base, ma si può contattare anche il 116117 (attivo H24, 7 giorni su 7) per essere indirizzati verso il percorso più appropriato. Nelle nove “Case” dell’Ulss 8 Berica sono presenti complessivamente 27 medici generalisti, 18 Infermieri di famiglia e di comunità, 45 infermieri dell’assistenza domiciliare integrata (Adi), 9 addetti per il personale amministrativo, 9 operatori socio-sanitari (Oss), oltre ai medici
specialisti presenti tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 16.30. Le Case attivate nel territorio della “Berica”, tra Distretto Est ed Ovest, sono a Vicenza, Arzignano, Camisano, Longare, Lonigo, Montecchio Maggiore, Noventa Vicentina, Sandrigo e Valdagno, per un investimento complessivo di oltre 25 milioni di euro. «Con l’apertura delle Case – ha detto il direttore generale dell’Usl 8, Peter Assembergs -, smentiamo quanti tifavano per il loro fallimento. Le Case non solo le abbiamo costruite o ristrutturate, ma le abbiamo riempite di professionisti. Questa è la sfida che abbiamo vinto, anche se deve essere chiaro che questo risultato è solo un punto di inizio: di qui a fine anno faremo una mappatura dei bisogni di ciascun ambito territoriale, che ci dirà, secondo le esigenze manifestate dai singoli territori, di quali nuove attività specialistiche c’è più bisogno». Mauro Della Valle
28 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi
West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»
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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territorio padovano.
«Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla
circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ri-
cordando l’importanza dei repellenti e delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è
quello della One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo
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23 OTTOBRE
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30 L’iniziativa. L’ULSS 8 Berica guiderà un progetto di ricerca sulle malattie rare
Al San Bortolo una nuova speranza per le malformazioni congenite del diaframma
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n nuovo progetto di ricerca dell’ospedale San Bortolo di Vicenza punta a curare l’ernia diaframmatica congenita, una grave malformazione pediatrica che si sviluppa prima della nascita. In questi casi il diaframma del feto non si forma completamente: così intestino e organi addominali possono risalire nel torace, compromettendo la respirazione del neonato e mettendone a rischio la sopravvivenza. Alla base della terapia ci sono tessuti
prelevati da donatori deceduti e cellule staminali mesenchimali ricavate dal cordone ombelicale, donato dalle mamme che partoriscono al San Bortolo. Il progetto, importantissimo e per ora unico a livello nazionale, è stato illustrato ieri mattina da un’équipe multidisciplinare. A coordinarla sono Fabio Chiarenza, direttore della Chirurgia pediatrica, e Giuseppe Astori, direttore del Laboratorio di Terapie Cellulari Avanzate (Ltca), afferente all’Ematologia diretta da Alberto Tosetto. A spiegare il beneficio per i pazienti è stato Chiarenza: «Siamo stati tra i primi in Italia e nel mondo ad affinare la tecnica per la chirurgia mininvasiva sui neonati – ha detto-, e grazie a questo nuovo studio potremmo sostituire i materiali sintetici utilizzati normalmente per ricostruire parte del diaframma con un tessuto biologico (oggetto della ricerca, Ndr)». L’intuizione nasce da quasi vent’anni di ricerche condotte dalla dottoressa Martina Piccoli nel Laboratorio Ltca, una vera e propria Offici-
na farmaceutica autorizzata dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e sottoposta a rigorosi controlli di qualità e sicurezza. Proprio l’Aifa ha premiato il lavoro dell’Usl 8 assegnando un finanziamento di 960 mila euro, ottenuto attraverso un bando competitivo aperto ai migliori centri ospedalieri e di ricerca nazionali. Il progetto biennale, “che attesta la presenza nella nostra azienda di una filiera d’eccellenza, sia in ambito chirurgico sia nella ricerca e produzione dei medicinali di terapia cellulare avanzata”- ha sottolineato il Dg Peter Assembergs , oltre al San Bortolo in qualità di capofila, coinvolge la Fondazione Banca dei tessuti del Veneto con sede a Treviso, la Facoltà di Ingegneria biomedica dell’Università di Padova e gli ospedali Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Bambino Gesù di Roma, Regina Margherita di Torino, il Policlinico di Modena e l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova. Mauro Della Valle
Anche in Ospedale è ripresa la scuola La scuola è ripresa anche all’ospedale San Bortolo, ma si tratta di classi del tutto particolari: sono quelle della Scuola in Ospedale, frutto della decennale collaborazione tra Ulss 8 Berica, l’Ufficio scolastico provinciale e l’Istituto comprensivo 8 Vicenza, che consente a bambini e adolescenti che devono trascorrere alcuni periodi di degenza in Pediatria all’ospedale San Bortolo, di stare al passo con le lezioni. L’iniziativa, che è rirpesa con il nuovo anno scolastico, coinvolge pazienti dai 3 anni fino al compimento della maggiore età, coprendo così scuola d’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado. «Un bambino ricoverato – spiega Marta Balzarin, responsabile del reparto di Pediatria Degenze -, rimane qui anche quando inizia a stare meglio, perché deve completare le terapie e una delle difficoltà più grandi è la noia. Poter contare su insegnanti che portano avanti il programma scolastico e organizzano anche attività ricreative, migliora in modo significativo la qualità della loro vita, perché restituisce un po’ di normalità». Nello scorso anno scolastico sono stati 724 i minori che hanno “frequentato” la Scuola in Ospedale, in netto aumento rispetto agli anni scolastici precedenti: nel dettaglio, 166 bambini della scuola dell’infanzia, 325 alunni della Primaria e 263 studenti della Secondaria di primo grado. Molti i progetti speciali: gli alunni della primaria sono stati coinvolti dal personale del Suem; la Società del Quartetto ha proposto momenti musicali; l’associazione Ardea i laboratori museali, mentre il tradizionale Concerto di Natale è stato eseguito dagli studenti dell’indirizzo musicale del “Trissino”. Apprezzati anche i progetti dedicati all’ambiente marino: quello promosso dall’Ospedale Universitario Sao Joao di Porto e il calendario 2026 “Oceani di Speranza”, con il contributo della Fondazione San Bortolo. Tra le novità uno spazio dedicato agli alunni con bisogni educativi speciali, nell’ambito del progetto “Scuola Parlante”, in collaborazione con gli Sportelli Autismo e con l’Usl 8 Berica. «L’obiettivo principale delle attività svolte dai docenti con i degenti - sottolinea la dirigente scolastica del Comprensivo 8 di Vicenza, Catia Coccarielli – non è solo quello di assicurare la continuità didattica, ma anche sostenere un percorso cognitivo, emotivo e didattico che mantenga vivo il legame con il proprio ambiente scolastico di provenienza. Un’attività che è di fatto parte integrante del piano terapeutico». (M.D.V.)
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