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laPiazza di Venezia - Settembre26

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di Venezia e Mestre

DAL 1994

SETTEMBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XX n. 207

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Impianti sportivi, 400 mila euro per intervenire su quattro strutture

Energia, il Veneto sfida il monopolio e punta sulle multiutility del territorio

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IL FUTURO IN CLASSE: LAVORI IN CORSO E INCLUSIONE

n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.

servizi alle pag. 4-5

LA TORRE CIVICA SI RIFA’ IL LOOK DALLA SCALA ESTERNA AI RIVESTIMENTI

servizio a pag. 6

AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”

segue a pag. 19

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SAN DONÀ DI PIAVE

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SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

OTTOBRE

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Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche. segue a pag. 3

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FACCIAMO IL PUNTO

di Venezia e Mestre

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE • Nicola Stievano Segue da pag. 1

R DAL DRAMMA INTIMO ALLA VISIONE D’AUTORE: VENEZIA PREMIA IL CORAGGIO DELLE STORIE

Credis: @Biennale Venezia

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l sipario sulla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia cala con il verdetto definitivo delle giurie, regalando un’edizione ricca di emozioni e conferme. Il prestigioso Leone d’Oro per il miglior film è andato a Woman Unknown della regista danese May el-Toukhy, un’opera intensa che ha saputo conquistare la critica grazie a una narrazione profonda e a una regia di straordinaria accuratezza formale. Il Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria è stato assegnato al coreano Lee Chang-dong per Possible Love, mentre il premio per la migliore regia ha incoronato la visione autoriale di Ilya Khrzhanovsky per il film Dau. Applausi scroscianti e grande emozione al momento della consegna delle Coppe Volpi per le migliori interpretazioni. La Coppa Volpi femminile è andata a Mathilde Arcel, straordinaria protagonista proprio di Woman Unknown, mentre quella maschile è stata vinta da John Malkovich per il suo carismatico ruolo in Wild Horse Nine di Martin McDonagh. Tra le soddisfazioni italiane spicca anche il riconoscimento a Riccardo Scamarcio nella sezione Orizzonti come miglior attore per I figli della scimmia. Tra grandi maestri consacrati e nuove scoperte, la cerimonia di premiazione ha ribadito la centralità del festival lagunare come punto di riferimento mondiale per il cinema d’autore. Venezia saluta un’altra stagione memorabile, confermando la magia di una passerella capace di celebrare l’arte della settima arte in tutte le sue sfaccettature.

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Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.

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di Venezia e Mestre è una testata giornalistica di proprietà di

Il Leone d’Oro va a Woman Unknown di May el-Toukhy, regista

isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.

Questa edizione raggiunge i quartieri di Venezia e Mestre per un numero complessivo di 80.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

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Chiuso in redazione il 15 settembre 2026


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Focus scuola/1. L’assessore Maika Canton presenta le sfide del nuovo anno educativo

NIDI, SCUOLE E ISOLE: LA PARTITA DI VENEZIA CONTRO IL CALO DEMOGRAFICO S cuole come presidi delle comunità, ma anche luoghi in cui imparare rispetto, partecipazione e cittadinanza attiva. Maika Canton, assessore del Comune di Venezia con deleghe alle Politiche educative, Servizi per l’infanzia ed Edilizia scolastica, racconta priorità e progetti del nuovo anno: da “Crescere in gentilezza”, legato alla Giornata mondiale della gentilezza del 13 novembre, a GET UP, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, dove gli studenti partono dai problemi reali del territorio e, in sinergia con le istituzioni, provano a costruire possibili soluzioni, allenando autonomia, responsabilità e cittadinanza attiva. Partiamo dai numeri: quanti bambini frequenteranno le scuole e i servizi educativi comunali? “Nella prima graduatoria per il 2026/27 le scuole dell’infanzia comunali contano 1.080 iscritti, rispetto ai 1.101 dell’anno precedente. Nei nidi e negli Spazi Cuccioli gli iscritti sono 1.072, rispetto a 1.114. Sono dati ancora provvisori: gli avvisi fuori termine sono aperti e al 25 agosto sono già state accolte altre 30 domande per l’infanzia e 18 per i nidi”. Con il calo dei bambini diventa più difficile mantenere classi e scuole, soprattutto nelle isole. Ci sono situazioni in cui state cercando di garantire

comunque la presenza del servizio scolastico? “Un caso che seguiamo con particolare attenzione è Sant’Erasmo. Alla primaria Vivarini è stata confermata una classe con un numero ridotto di alunni di età diverse, proprio per mantenere il servizio sull’isola e garantire continuità alle famiglie. In territori come le isole, una scuola è anche un presidio per la comunità. Una scuola che chiude non è soltanto un servizio che scompare, ma può cambiare la vita di un quartiere”. Quanto è importante mantenere una presenza diffusa di nidi e scuole dell’infanzia per aiutare le famiglie a restare a Venezia? “Avere nidi e scuole dell’infanzia vicini rende più semplice alle famiglie scegliere di restare, soprattutto nelle zone più delicate dal punto di vista demografico. Per questo cerchiamo di mantenere un’offerta diffusa e di adattarla ai bisogni reali, senza ragionare soltanto sui numeri ma anche sul valore che un servizio ha per la comunità”. Quali risposte vengono messe in campo per gli alunni con disabilità e per i bambini e ragazzi che hanno bisogno di un sostegno educativo specifico? “L’inclusione si costruisce sui bisogni concreti di ogni bambino e ragazzo. Il Comune garantisce

Maika Canton

interventi di sostegno educativo con personale dedicato, lavorando insieme a scuole, famiglie e servizi sociosanitari. Le risorse vengono programmate e adeguate sulla base delle esigenze rilevate. È un lavoro che richiede attenzione continua, perché i bisogni sono sempre più articolati e la qualità della risposta va mantenuta alta”. Quali progetti state costruendo insieme alle scuole? “I Servizi educativi propongono percorsi su rispetto reciproco, gestione delle emozioni, ascolto, bullismo e cyberbullismo, con attività pensate per età diverse. Quest’anno vogliamo avviare anche “Crescere in gentilezza”, un itinerario rivolto dalla primaria al

biennio delle scuole superiori, collegato alla Giornata mondiale della gentilezza del 13 novembre. L’obiettivo è coinvolgere 100 classi e lavorare in modo concreto su relazioni, linguaggio e rispetto degli altri”. Quale progetto vorrebbe diventasse un tratto distintivo delle scuole veneziane? “Se dovessi scegliere un tratto distintivo, vorrei che fosse la capacità di considerare Venezia come una grande aula a cielo aperto. Abbiamo musei, biblioteche, ambiente, sport, artigianato, storia e spazi pubblici che possono entrare davvero nell’esperienza educativa. L’idea è far conoscere la città ai ragazzi non solo dai libri, ma vivendola e imparando a prendersene cura”. Guardando oltre settembre: qual è la sfida dell’amministrazione? “Continuare ad alzare la qualità dei servizi educativi. Partiamo da standard già molto buoni e da professionalità solide. Vorrei investire ancora su formazione e innovazione pedagogica, perché ogni bambino possa trovare un ambiente sereno, accogliente e capace di accompagnarlo bene nella crescita”. • Guendalina Ferro

L’Accademia della Logistica e del Mare è la scuola dei professionisti del mare

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li ITS Academy si confermano uno dei canali più efficaci per accompagnare i giovani dalla scuola al mondo del lavoro. Lo evidenzia il report “Le ricadute dell’ITS sui percorsi professionali degli ex studenti”, realizzato dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro su oltre 2.100 diplomati. La ricerca fotografa un sistema capace di favorire un rapido inserimento occupazionale e percorsi professionali stabili: a un anno dal diploma l’82% degli studenti risulta occupato, quota che sale all’85,3% al momento della rilevazione. Tra chi lavora, oltre il 71% ha un contratto a tempo indeterminato o in apprendistato, mentre il 9,5% ha scelto di avviare un’attività autonoma o imprenditoriale, segnale di

una formazione che favorisce anche lo sviluppo di nuove iniziative d’impresa. È in questo contesto che si inserisce l’attività dell’ITS Marco Polo Academy, uno degli otto ITS del Veneto. La sede principale dell’istituto si trova al Fabbricato 16 di Santa Marta, a Venezia, e fa parte dell’Accademia Logistica e Mare, polo formativo che comprende anche la Venice Maritime School (VEMARS) e il Centro di Formazione Logistica Intermodale (CFLI), realtà specializzate nella formazione delle professionalità richieste dai settori della logistica, della portualità e dell’economia del mare. Nella stessa sede veneziana il Collegio Nazionale Capitani di lungo corso e direttori di macchina,

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che fungono da cerniera tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro. Da settembre l’ITS Marco Polo Academy amplierà ulteriormente la propria offerta con il nuovo percorso 4+2 per Tecnico Superiore Commissario di Bordo, sviluppato insieme all’Istituto professionale per i servizi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera “Andrea Barbarigo” di Venezia. La formazione alternerà lezioni, laboratori e un periodo di stage direttamente a bordo delle navi, consentendo agli studenti di confrontarsi con le attività operative e organizzative del settore. Al termine del biennio sarà rilasciato il diploma di Tecnico Superiore – Middle Manager di bordo, Gestione dei servizi di bordo (Commissario di

Bordo), corrispondente al quinto livello del Quadro europeo delle qualifiche (EQF). • (G.F.)

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5 Focus scuola/2. Interventi su sicurezza, illuminazione e riqualificazione degli spazi

UNA TRENTINA I PLESSI INTERESSATI DAI LAVORI ESTIVI TRA VENEZIA E LA TERRAFERMA

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a campanella è tornata a suonare e, per molti studenti veneziani, il nuovo anno scolastico è iniziato in aule rinnovate e più efficienti. Durante l’estate il Comune ha concentrato gli interventi in una trentina di plessi, tra centro storico e terraferma, approfittando della sospensione delle lezioni per lavorare su sicurezza, consumi

energetici e qualità degli spazi. Dalla messa in sicurezza dei soffitti al miglioramento sismico, fino alla riqualificazione di coperture, servizi igienici e ambienti interni. Una parte importante dei lavori ha riguardato anche la sostituzione della vecchia illuminazione con sistemi a led. Gli interventi sono stati sostenuti con

risorse comunali e fondi del PNRR. Tra le scuole interessate c’è l’elementare Enrico Toti di Mestre, dove il cantiere ha riguardato il piano terra e dieci aule. Sono stati realizzati nuovi controsoffitti antisfondellamento, sostituiti i punti luce con impianti a led a basso consumo e ritinteggiati gli ambienti. La prossima estate gli stessi lavori interesseranno il primo piano. Ma alla Toti gli interventi proseguiranno ad ottobre, quando inizierà la sostituzione dei vecchi serramenti dell’edificio, finanziata con 300mila euro del PNRR, per migliorare l’efficienza energetica e il contenimento del rumore. «I lavori nelle scuole comunali sono oramai in via di ultimazione su tutto il territorio: un impegno che è durato nel corso dell’estate su una trentina di edifici e che permetterà ai nostri ragazzi di cominciare il nuovo anno scolastico in aule più belle, accoglienti ed efficienti - ha spiegato il sindaco Venturini - Oggi siamo alla Toti ma i

Giovani idee per una città più sana

sopralluoghi verranno fatti in tutti i plessi interessati: tra gli altri è in corso, infatti, un grande piano triennale di relamping: stiamo cambiando l’illuminazione in tantissime scuole, per rendere più facile la lettura e la visione delle lavagne elettroniche». Alla vigilia della riapertura, l’assessore all’Edilizia scolastica Maika Canton aveva confermato il rispetto del cronoprogramma: “I tempi sono stati rispettati

ovunque: con il primo di settembre le scuole saranno consegnate in ordine e pulite, sia in terraferma che in centro storico. Anche qui abbiamo sostituito l’illuminazione, oramai tecnologicamente obsoleta e dispendiosa, con luci a led, andando ad abbattere i consumi energetici”. • Guendalina Ferro

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S

tudenti universitari, laureandi e neolaureati chiamati a mettere competenze e idee al servizio delle città, lavorando a proposte concrete su spazi pubblici, ambiente, movimento, inclusione, relazioni sociali e disuguaglianze. Anche Venezia aderisce in via sperimentale a “Generazione Città Sane”, il nuovo laboratorio nazionale promosso dalla Rete Italiana Città Sane – OMS per coinvolgere direttamente i giovani nella costruzione di nuovi modelli di benessere urbano. Il punto di partenza è che la salute di una comunità non dipende soltanto dai servizi sanitari. Si costruisce anche nella vita quotidiana: nella possibilità di muoversi a piedi o in bicicletta, nella presenza di scuole, biblioteche, parchi e impianti sportivi accessibili, nella qualità degli spazi pubblici e delle relazioni, nella vicinanza dei servizi e nella capacità di contrastare isolamento e disuguaglianze. Con “Generazione Città Sane” saranno i giovani a misurarsi con questi temi, affiancati da amministratori ed esperti, per trasformare idee e competenze in proposte concretamente utilizzabili dai Comuni. Il progetto è aperto a giovani provenienti da percorsi di studio molto differenti: dall’urbanistica all’architettura, dalle scienze sociali all’economia, dalla statistica all’informatica e alla comunicazione, fino a scienze ambientali, medicina, professioni sanitarie, psicologia, pedagogia, scienze motorie, welfare e innovazione sociale. Sei gli ambiti di lavoro: città attive, movimento e prevenzione; relazioni, solitudine e comunità; spazi pubblici e qualità della vita; dati, fragilità e disuguaglianze; ambiente urbano e One Health; comunicazione pubblica e salute. Temi diversi ma collegati da una stessa domanda: cosa può fare concretamente una città per migliorare il benessere delle persone? I giovani selezionati lavoreranno in gruppi con competenze e provenienze ter-

ritoriali differenti. Il percorso si svolgerà prevalentemente online da ottobre 2026 a gennaio 2027, attraverso incontri, laboratori tematici e attività guidate. Il risultato confluirà nei primi “Quaderni per le Città Sane”, documenti pratici con analisi, esempi, proposte e indicatori destinati alle amministrazioni locali. I lavori saranno presentati nel febbraio 2027 al Meeting nazionale della Rete. “I giovani rappresentano una risorsa fondamentale per immaginare le città del futuro”, sottolinea l’assessore alla Coesione sociale del Comune di Venezia, Ermelinda Damiano, evidenziando l’obiettivo di coinvolgerli nella definizione di strumenti capaci di integrare inclusione sociale, sostenibilità e qualità della vita. Per ciascun giovane selezionato è previsto un riconoscimento economico di 500 euro. Al gruppo che realizzerà il lavoro ritenuto più significativo andrà un ulteriore premio di 500 euro per partecipante. • (G.F.)

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LA CITTÀ

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L’intervento. Un luogo simbolo caro ai mestrini si rifà il look

TORRE CIVICA, SI RINNOVA LA SCALA ESTERNA: NUOVI RIVESTIMENTI IN CORTEN L a scala esterna della Torre Civica di Mestre avrà nuovi pannelli in acciaio corten al posto degli elementi in legno deteriorati dagli agenti atmosferici. La Giunta comunale ha approvato su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Brunello il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’intervento, dedicato a uno dei luoghi simbolo del centro mestrino. I lavori, per un importo di poco superiore a diecimila euro, interesseranno la parte interna dei parapetti. I pannelli lignei esistenti saranno rimossi e sostituiti con elementi in lamiera di acciaio corten dello spessore di 2 millimetri, mantenendo il disegno già utilizzato sul prospetto esterno delle rampe. La struttura della scala è in buono stato sotto il profilo strutturale, mentre le finiture in legno presentano fenomeni di degrado che rendono necessario l’intervento. L’impiego del corten consentirà di aumentare la durabilità degli elementi esposti agli agenti atmosferici, senza modificare le caratteristiche tipologiche, formali

e dimensionali della scala. “È un gesto di cura per uno dei simboli della nostra città - ha dichiarato il sindaco Simone Venturini - La Torre accompagna da secoli la vita del centro mestrino e questo lavoro si inserisce in un percorso più ampio che interessa tutto il cuore di Mestre, dall’ex De Amicis al Giardino delle Mura, fino agli altri spazi recuperati negli ultimi anni. L’obiettivo è tenere insieme memoria e futuro, tutelando i luoghi storici e garantendone allo stesso tempo il domani”. La scala esterna è stata realizzata nell’ambito del Piano di Recupero dell’area della Torre Civica, su progetto del 1999 dell’architetto Guido Zordan. Nel 2017 era già stata sottoposta a un restauro dell’intero elemento, con la sostituzione del rivestimento in corten sul fondo della scala, dei gradini e dei pianerottoli in legno deteriorati dagli agenti atmosferici e dei pannelli interni dei parapetti, oltre a diversi interventi di manutenzione sulle parti lignee. “Questo intervento sulla Torre Civica fa parte di un programma più ampio

per la manutenzione straordinaria dell’edilizia comunale e sportiva della Terraferma - ha dichiarato l’assessore Brunello - Non si tratta quindi di un’azione isolata, ma di un insieme di interventi puntuali e diffusi”. L’intervento sulla Torre rientra inoltre nel più ampio percorso di rigenerazione del centro di Mestre, che coinvolge

anche gli spazi vicini. Tra questi c’è l’ex scuola De Amicis, dove è in corso un progetto di ristrutturazione e riqualificazione energetica per restituire alla città un edificio con nuove funzioni culturali, sociali e amministrative. Il progetto prevede l’ampliamento degli spazi espositivi e a uso collettivo e la realizzazione di ambienti flessibili per

attività aperte alla cittadinanza. Sul retro dell’ex De Amicis si trova il Giardino delle Mura, riaperto dopo un intervento di rigenerazione dello spazio pubblico. La nuova sistemazione contribuisce a ricucire il centro di Mestre attraverso un collegamento pedonale tra Riviera Magellano, Parco Ponci e la Torre Civica, restituendo alla città un’area verde pienamente fruibile. Nello stesso percorso di valorizzazione del centro rientra il recupero dell’ex Emeroteca di via Poerio, trasformata da edificio inutilizzato in uno spazio dedicato alla produzione culturale e artistica, con atelier per giovani artisti e spazi aperti alla socialità e alle attività culturali. Un ulteriore tassello della rete di luoghi recuperati e restituiti alla città attorno a piazza Ferretto. “Monitorare e restaurare questi spazi che custodiscono storia e identità dei luoghi che viviamo - ha commentato l’assessore al Patrimonio, Ermelinda Damiano - significa gettare le fondamenta del futuro della nostra comunità. Preserviamo il nostro passato per costruire, insieme, il nostro futuro”.

MURANO, DUE SPAZI COMUNALI PER BOTTEGHE E LABORATORI

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ue spazi comunali nell’area delle ex Conterie di Murano saranno assegnati in locazione ad attività artigianali e commerciali. È stato pubblicato un avviso pubblico per i locali di Calle de la Palmetta 10-12 e Campo Pino Signoretto 3-4, situati in due aree significative dell’isola. Gli immobili, con una superficie catastale rispettivamente di 104 e 99 metri quadrati, potranno ospitare negozi, botteghe e laboratori artigianali. La locazione avrà una durata di sei

anni, rinnovabili per altri sei. “Con questo avviso vogliamo favorire l’insediamento di attività che abbiano una ricaduta concreta e duratura sull’isola - ha dichiarato l’assessore al Patrimonio Ermelinda Damiano - Saranno presi in considerazione la qualità del progetto, i servizi per chi vive e lavora a Murano, la continuità dell’attività durante l’anno, l’occupazione e la valorizzazione dell’identità produttiva locale”. L’intervento rientra nel più ampio percorso di

recupero dell’area delle ex Conterie, interessata negli anni da opere di bonifica, urbanizzazione e riqualificazione e dalla progressiva introduzione di nuove funzioni residenziali, artigianali e commerciali. Anche la toponomastica, del resto, tra cui Calle de la Palmetta e Campo Pino Signoretto, richiama la storia della lavorazione del vetro e dei mestieri che hanno caratterizzato generazioni di muranesi. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 12 del 22 ottobre 2026.

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LA CITTÀ

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Impianti sportivi. Quasi 400mila euro per interventi di manutenzione

IMPORTANTE INVESTIMENTO SULLO SPORT DI BASE Q uasi 400mila euro per intervenire su quattro impianti sportivi della Terraferma con lavori sulle superfici di gioco, sulle coperture e sulle impermeabilizzazioni. La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Brunello, il progetto di fattibilità tecnico-economica che comprende interventi al centro sportivo Bissuola, al campo da calcio a 5 di Asseggiano, alla piscina di via Calabria a Chirignago e alla palestra di Trivignano. Si tratta di interventi per un totale di 377.694 euro. Al centro sportivo Bissuola, nel Parco Albanese a Mestre, il progetto prevede il rifacimento della pavimentazione sportiva dei campi da basket e pallavolo: sarà fresata l’attuale superficie in conglomerato bituminoso, realizzato un nuovo strato d’usura e posato un sistema multistrato per impianti sportivi, con il rifacimento delle linee di gioco. L’importo previsto dal computo per l’intervento è di 59.126 euro. Ad Asseggiano, in via Jacopone da Todi, è previsto invece il rifacimento del campo da calcio a 5, con la rimozione del vecchio manto in erba sintetica, la sistemazione del fondo e la posa della nuova superficie sintetica. L’intervento è quantificato in 68.112 euro.

Alla piscina di via Calabria si interverrà sulla copertura dell’edificio, riparando le porzioni in legno deteriorate dalle infiltrazioni e sostituendo l’impermeabilizzazione esistente. Il valore delle lavorazioni previste è di 131.981 euro. Alla palestra di Trivignano, in via Vicentino, sarà invece rifatta l’impermeabilizzazione della copertura attraverso la rimozione degli strati esistenti e la posa di una nuova membrana in poliurea, con un intervento quantificato in 118.473 euro. Il progetto complessivo approvato dalla Giunta ammonta a 900mila euro e riguarda più in generale la manutenzione straordinaria dell’edilizia comunale e sportiva della Terraferma. Accanto ai 400mila euro stanziati sul capitolo degli impianti sportivi, 500mila euro sono destinati a interventi su edifici comunali di diversa tipologia, nell’ambito di un programma volto a garantire manutenzione, funzionalità e conservazione del patrimonio pubblico. “Interveniamo su quattro impianti con esigenze diverse, dalle superfici di gioco alle coperture, proseguendo quel lavoro di cura e manutenzione del patrimonio pubblico che deve essere costante - ha dichiarato l’assessore Brunello - Gli impianti sportivi sono strutture utilizzate quotidianamente e mantenerle efficienti significa programmare, prevenire il deterio-

ramento e intervenire sulle criticità prima che diventino più complesse. Sono lavori puntuali, distribuiti sul territorio, che danno risposte concrete alle necessità rilevate dagli uffici e attraverso i sopralluoghi”. Gli interventi approvati si inseriscono in un percorso pluriennale di investimento sull’impiantistica sportiva comunale. Negli anni precedenti il lavoro ha interessato anche alcune delle strutture oggi nuovamente coinvolte. Alla Bissuola, nel 2018 si è intervenuti sulle coperture del complesso palestra-piscina e nel 2020 sui campi da tennis e da calcio a 5, con rifacimenti e rigenerazioni delle superfici e migliorie agli spazi di servizio; il Parco Albanese è

stato inoltre interessato dall’installazione di attrezzature per l’attività sportiva all’aperto. Un percorso particolarmente rilevante ha riguardato anche la piscina di via Calabria, dove negli ultimi anni è stata sviluppata una più ampia riqualificazione dell’impianto natatorio. Il programma ha compreso interventi sulla centrale termica, sui vani tecnici, sui sistemi di filtrazione e trattamento delle acque, sugli spogliatoi e sui servizi, oltre all’ampliamento funzionale con una nuova vasca per fitness e acquagym accessibile anche alle persone con disabilità. Più in generale, negli anni precedenti il Comune ha sviluppato anche un

programma da oltre 3,7 milioni di euro per l’efficientamento energetico degli impianti sportivi, che ha coinvolto, tra le altre strutture, proprio la piscina di via Calabria e la piscina e la palestra del Parco Albanese alla Bissuola. La programmazione sull’impiantistica sportiva ha affiancato ai grandi interventi una manutenzione diffusa, con l’obiettivo di conservare nel tempo sicurezza, funzionalità e fruibilità di una rete di strutture distribuita nei diversi territori comunali. “Prendersi cura degli impianti significa anche sostenere concretamente le società e le associazioni che ogni giorno fanno vivere lo sport nei nostri quartieri - ha dichiarato l’assessore allo Sport Silvia Peruzzo Meggetto - Dietro un campo, una palestra o una piscina ci sono dirigenti, tecnici, allenatori e volontari che dedicano tempo ed energie a bambini, ragazzi, adulti e famiglie. Intervenire sulle strutture è un gesto di attenzione verso queste realtà fondamentali per la città non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche educativo e sociale. Vogliamo accompagnare il loro lavoro mettendo a disposizione spazi sempre più adeguati e funzionali, perché sostenere chi fa sport significa rafforzare la vita e le relazioni delle nostre comunità”.

Sintonizzati sul 45 mezza Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

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Sintonizzati Sintonizzati sul DOMENICA 20 SETTEMBRE ORE 11:00 – DOSS ALPINE STYLE, PINZOLO

sfide e le responsabilità della critica enologica moderna, per capire come orientarsi in un panorama sempre più ricco e complesso. Con Robert Camuto, giornalista Wine Spectator e autore; Giulia Zanotelli, Assessore all’Agricoltura, Promozione dei prodotti trentini, Ambiente, Difesa idrogeologica ed Enti locali Provincia autonoma di Trento; Carlo Moser, owner Moser Trento.

TRENTODOC TASTING

sul

Trentodoc Elevation, bollicine d’alta quota

ORE 15:00 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA

Un percorso tra Trentodoc, per esplorare il legame tra territorio, clima e identità dei vini, alla ricerca degli elementi che definiscono freschezza, tensione ed eleganza nel calice. Conduce Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.

TRENTODOC TASTING

VENERDÌ 25 SETTEMBRE

ORE 11:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA

WINE TALKS

Perlage Tour in Val di Cembra

Sei soste virtuali, sei Trentodoc per un viaggio immaginario in Val di Cembra. Bollicine di montagna tra immaginazione, racconto e degustazione, insieme a Simone Loguercio e Cristian Maitan, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2018 e 2023 dell’Associazione Italiana Sommelier.

ORE 16:00 – GIARDINI SAN MARCO

SPARKLING STORIES

ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

COOK TALES

Futuro, dove va il fine dining italiano?

Il fine dining sta cambiando. Tra un (apparente) ritorno al passato, necessità di figure «culturali» e formule più informali, capaci di adeguarsi alle abitudini dei clienti, qual è lo stato dell’arte dell’alta cucina e quali sono i possibili scenari futuri? Con Francesco Rovai, Del Cambio , Torino; Stefania Di Pasquo, Locanda Mammì , Agnone (IS); Matteo Lunelli, presidente e Ceo Ferrari Trento; Marco Masé, vicepresidente Asat, owner Hotel Bertelli e Ristorante Gallo Cedrone , Madonna di Campiglio (TN).

ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA

TRENTODOC TASTING

Diventa Sommelier per un giorno!

Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Cristian Maitan rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier 2025 (in carica), 2021 e 2023.

dell’attesa: perché i grandi vini non hanno fretta altri, tra TV e scrittura OgniL’arte20 minuti tutte ledeglinotizie del Veneto La forma del Trentodoc: effetto magnum? aggiornate in tempo reale. Il tempo è un ingrediente, non una scadenza. Un dialogo sull’importanza della pazienza nella creazione dei grandi vini, dal vigneto alla cantina, fino all’affinamento in bottiglia. Un racconto corale che svela come solo una lenta maturazione possa trasformare un vino in un capolavoro senza tempo. Con Salvino Benanti, amministratore delegato Benanti Viticoltori; Stefano Fambri, presidente Istiuto Trentodoc; Rossana Gaja, owner Gaja; Andrea Buccella, responsabile produzione Cesarini Sforza; Sergio Moser, responsabile Azienda Agricola e Cantina – Fondazione Edmund Mach.

Francesca Fialdini: una carriera dedicata all’ascolto

Un incontro per ripercorrere una carriera costruita sull’arte dell’ascolto. Un dialogo sul valore delle storie, dell’empatia e delle parole come strumenti per comprendere gli altri e il nostro tempo. Con Francesca Fialdini, conduttrice televisiva.

ORE 18:30 – PALAZZO OCSE

TRENTODOC TASTING

Il formato in cui è custodito Trentodoc ha la capacità di influenzare la sua maturazione, l’evoluzione e la sua eleganza. Una degustazione, un viaggio sensoriale che mette a confronto sei bollicine di montagna, sia in bottiglia standard (0,75l) che in magnum (1,5l). Conducono Roberto Anesi e Simone Loguercio, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2017 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.

ORE 16:00 – PALAZZO OCSE

100 pagina Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto 270x330 aggiornate in tempo reale. TRENTODOC TASTING

ORE 12:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

Le origini: Tranquillo e Trentodoc

COOK TALES

English language Un’esperienza per scoprire come un vino base di oggi diventerà un Trentodoc domani, degustandoli insieme, per scoprire le origini e l’eleganza delle bollicine di montagna.La degustazione si terrà in lingua inglese. Sarà condotta da Essi Avellan, Master of Wine e Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.

Selvatico, la cucina wild: tra foraging e mare e selvaggina

Per molti chef la sostenibilità passa dall’uso di materie prime selvatiche: dalla troppo spesso demonizzata selvaggina alla pesca, senza dimenticare il mondo vegetale. Come si concilia l’impiego di ingredienti spontanei, stagionali e dalla disponibilità mutevole con l’alta cucina e i suoi menu? Con Alessandro Gilmozzi, El Molin , Cavalese (TN); Marco Visciola, Il Marin , Genova; Edoardo Tilli, Podere Belvedere, Pontassieve (FI).

ORE 15:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA

WINE TALKS

Pagelle in cantina: come si giudica il vino oggi

Punteggi, guide, recensioni: come si è evoluto il giudizio sul vino e qual è il suo impatto su produttori e consumatori? Un confronto aperto sulle metodologie, le

ORE 17:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA

WINE TALKS

ORE 19:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI

SPARKLING STORIES

Teresa Ciabatti: parole a tema libero

Una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. In un dialogo tra letteratura e vita, l’autrice racconterà il suo modo di trasformare l’esperienza personale in racconto, esplorando il confine sottile tra memoria, verità e invenzione. Con Teresa Ciabatti, scrittrice.

Vino da Oscar: storie, volti e pellicole nati tra le vigne

Il vino come musa ispiratrice per il grande schermo. Un viaggio affascinante tra film, attori e registi che hanno portato sul set la magia della vigna. Un incontro per scoprire come il cinema racconta il vino, trasformandolo in personaggio, scenario e metafora di storie indimenticabili. Con Giuseppe Di Gioia, Ceo Grattamacco; Augusta Bargilli, viticultrice; Paolo Mereghetti, giornalista e critico cinematografico.

SABATO 26 SETTEMBRE ORE 10:00 – LOGGIA DEL ROMANINOCASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

COOK TALES

caratteristiche che rendono le bollicine di montagna espressione identitaria e autentica di questo luogo.

Radici, il lusso dell’autoproduzione in cucina

Non solo orto: l’autoproduzione delle materie prime sta diventando centrale nell’alta ristorazione. Cuochi e agronomi lavorano insieme per coltivare ingredienti d’eccellenza su misura e ridurre l’impatto ambientale. Per molti chef è anche una fonte di ispirazione e creatività, alla base della loro identità gastronomica. , Oppeano (VR); Antonio Romano, Con Francesco Sodano, Famiglia Rana Ristorante Nove , Villa della Pergola Relais & Châteaux, Alassio (SV); Aurora Brunel, Agritur Ciasa dò Parè, Soraga di Fassa (TN).

ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO

SPARKLING STORIES

ORE 11:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA

WINE TALKS

Il commissario Buonvino: scrivere storie che sanno di vino Scrittore, giornalista, politico: Walter Veltroni racconta come il mestiere di narrare attraversi generi e stagioni diverse della vita. Dal suo Commissario Buonvino — protagonista della fortunata serie noir ambientata a Roma — al rapporto personale con il vino come rito, memoria e convivialità, un dialogo su cosa significa oggi raccontare storie che restano. Con Walter Veltroni, scrittore e giornalista.

SCARICA L’APP ORE 11:30 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA TASTING RADIO VENETO24 TRENTODOC Il profumo dell’alpeggio ORE 11:00 – PALAZZO OCSE TRENTODOC TASTING Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO SMARTPHONE Filippo Caccamo: vite fuori di tela, arte e artisti oltre gli schemi Il racconto di un’arte fatta di curiosità, aneddoti e vita fuori dagli schemi. Un viaggio per scoprire come la creatività possa sorprendere, divertire e offrire nuovi modi di guardare il mondo. Con Filippo Caccamo, attore comico e content creator.

Perlage Tour in Trentino

distretti, un viaggio in Trentino, un solo vino: Trentodoc. Con Cristina Mercuri, SCARICASeiL’APP Master of Wine, percorreremo il territorio, calice dopo calice, alla scoperta delle RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE

ORE 15:30 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA

WINE TALKS

La grammatica delle bollicine: nuovi linguaggi per raccontare il vino Come si comunica l’eccellenza di un Trentodoc nell’era digitale? Dai social media alle esperienze immersive, un confronto su linguaggi, strategie e strumenti innovativi per narrare il mondo delle bollicine a un pubblico globale, connettendo tradizione, eleganza e nuove forme di comunicazione. Con Cristina Mercuri, Master of Wine, founder & CEO Mercuri Wine Club; Camilla Lunelli, vicepresidente Ferrari Trento; Anselmo Guerrieri Gonzaga, amministratore e owner Tenuta San Leonardo; Gianluca Esposito, Professore e Direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento.

ORE 16:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT

TRENTODOC TASTING

Dosaggio sì? Dosaggio no?

Ascoltaci in tutto il Vene

Con l’abbinamento ai formaggi di alpeggio, un percorso di degustazione tra l’eleganza del Trentodoc e le sfumature aromatiche dei grandi formaggi d’alta quota. In collaborazione con Palazzo Roccabruna - Enoteca Provinciale del Trentino. Conducono Marina Schmohl, Relatore Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio, e Simone Loguercio, Miglior Sommelier d’Italia 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.

Il dosaggio come firma stilistica: una decisione tecnica che interpreta e valorizza l’identità di ogni Trentodoc, uno strumento enologico al servizio della qualità, una scelta precisa che interpreta il territorio. Conduce Andrea Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.

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Sintonizzati sul

ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

COOK TALES

Esperienza, come la sala sta cambiando l’alta ristorazione

L’alta cucina sta diventando sempre più esperienziale ed è anche merito dei professionisti del servizio. Dal pairing analcolico alle relazioni empatiche e di scambio tra ospiti e sala, passando per una diversa gestione del personale. Ecco come stanno evolvendo i ristoranti gastronomici. Con Alessandro Marcialis, La Rei Natura , Il Boscareto Resort & Spa, Serralunga d’Alba (CN); Daniele Gagliardi, Iris , Verona; Giulia Caffiero, Geranium , Copenhagen; Alina Cazacu, Amapama Lusernarhof , Luserna (TN).

ORE 17:00 – PALAZZO OCSE

TRENTODOC TASTING

Trentodoc blind tasting game

Quando il gusto parla prima del vino. Una degustazione alla cieca dedicata a Trentodoc, dove le bottiglie si presentano senza nome e i protagonisti diventano olfatto e palato. Un’esperienza coinvolgente per scoprire stile, eleganza e personalità delle bollicine di montagna, senza condizionamenti. L’organizzazione fornirà tutto il materiale necessario. Conduce Ilaria Lorini, Miglior Sommelier d’Italia 2025 (in carica) dell’Associazione Italiana Sommelier.

Italiana Sommelier 2024; Raffaele Boscaini, direttore Marketing Masi Agricola; Martina Centa, Brand Manager cantina Roeno e vicepresidente AGIVI.

ORE 19:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT

TRENTODOC TASTING

La storia che vive nel calice, il tempo del Trentodoc

ORE 18:30 – MART, ROVERETO

SPARKLING STORIES

Una vita di sguardi. Laura Morante e il cinema

I grandi film, la regia e adesso un romanzo. Le mille vite della signora del grande schermo. Con Laura Morante, attrice, regista e scrittrice.

ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA

TRENTODOC TASTING

Diventa Sommelier per un giorno!

Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti comeIlaria Lorini, Stefano Berzi e Roberto Anesi, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.

Un viaggio dentro Trentodoc, dove è il tempo a fungere da guida: evoluzione silenziosa, longevità, tocco dell’uomo. Un’esperienza accompagnata da video pensati per raccontare ciò che è accaduto nelle annate dei vini in degustazione, con uno sguardo narrativo sul contesto storico e umano che ha segnato ogni vendemmia. Conducono Andrea Gualdoni e Simone Loguercio, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2024 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.

ORE 21:00 – MART, ROVERTO

SPARKLING STORIES

Il cuore del folk, la musica di Davide Van De Sfroos Le radici, il dialetto, l’identità. Viaggio nell’anima di un grande cantautore. Con Davide Van De Sfroos, cantautore e chitarrista.

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Samuel Romano: trent’anni di Subsonica e le nuove ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI

SPARKLING STORIES

ORE 17:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA

WINE TALKS

Generazione calice: consumi e tendenze under 30 Cosa bevono i giovani e come si avvicinano al vino? Un’analisi dedicata ai consumatori di domani, per esplorare gusti, abitudini e valori che guidano le loro scelte. Un dialogo tra esperti e nuove generazioni per decifrare le tendenze che stanno ridisegnando il futuro del settore vinicolo. Con Andrea Gualdoni, miglior sommelier d’Italia Associazione

DOMENICA 27 SETTEMBRE ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO

‘terre rare’

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Un anniversario significativo, un viaggio lungo una vita che ha rivoluzionato la musica italiana. Un dialogo tra memoria e futuro, che attraversa tre decenni di ricerca sonora e approda ad un nuovo album e al suo ormai altrettanto significativo progetto da solista: tra geografie reali e immaginarie, nuove contaminazioni musicali e una riflessione sul presente, un dialogo sulle ferite e sulle possibilità. Con Samuel Romano.

SPARKLING STORIES

Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier. In collaborazione con Italesse.

Massimiliano e Doriana Fuksas, i linguaggi dell’architettura internazionale

ORE 11:30 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

Da oltre quarant’anni progettano edifici che hanno ridefinito il linguaggio dell’architettura contemporanea, coniugando ricerca, innovazione e visione globale. Un dialogo sul ruolo dell’architettura nel nostro tempo, tra grandi opere, sostenibilità, trasformazione delle città e responsabilità nell’immaginare gli spazi in cui vivremo domani. Con Massimiliano e Doriana Fuksas, architetti e designers, fondatori studio Fuksas.

ORE 11:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA

WINE TALKS

Manager in vigna: visioni oltre la crisi Guidare un’azienda vinicola oggi richiede visione strategica e capacità di leggere il futuro. Da qui, l’idea di un confronto sulle sfide del mercato globale, sulla gestione delle incertezze e sulle strategie per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita, innovazione e affermazione. Con Giampiero Bertolini, Ceo Biondi Santi; Alberto Malesani, owner cantina ‘La Giuva’; Enrico Zanoni, direttore Generale Cavit; Rodolfo Maralli, Presidente Banfi Srl e Fondazione Banfi.

ORE 11:00 – PALAZZO OCSE

TRENTODOC TASTING

Nuove firme, un’unica identità: benvenuti in Trentodoc Un percorso di degustazione dedicato alle nuove cantine associate a Trentodoc, per scoprire visioni e territori ma anche realtà emergenti, percorsi imprenditoriali e interpretazioni originali, che arricchiscono il panorama delle bollicine di montagna. Con la partecipazione delle case spumantistiche, conduconoIlaria Lorini e Stefano Berzi, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica) e 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.

COOK TALES

Terre di mezzo, né montagna e né mare: il gastro-successo dei boschi Non sono territori né spiccatamente montani, né marittimi. Eppure, è qui che molti chef stanno esprimendo alcune delle più originali e identitarie cucine italiane, attraverso il ritorno alle origini o la commistione di tradizioni. Accanto agli chef, sempre più produttori valorizzano questi paesaggi, attraverso coltivazioni rispettose e rigenerative. Con Niccolò Palumbo, Paca Tenuta Ceri , Prato; Ada Stifani, Ada , Perugia; Stefano Benetti, Guà Forest & Farm, Cavedine (TN); Davide Di Fabio, Dalla Gioconda , Gabicce Monte (PU).

ORE 15:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

COOK TALES

Affinamento, il formaggio a misura di chef L’affinamento dei formaggi è ormai parte del lavoro quotidiano di molte grandi insegne italiane: questione di artigianalità, ma anche fucina di idee per creare pietanze e abbinamenti di gusto completamente nuovi. Come valorizzano oggi le insegne il lavoro dei casari e dei piccoli produttori da cui si riforniscono? Con Luca Ludovici, ConTatto, Frascati, (RM); Francesco Federici, Enoteca Pinchiorri , Firenze; Thomas Beltramolli, Rendenèr Alpine Food, Pinzolo (TN).

ORE 15:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI

SPARKLING STORIES

Andrea Pennacchi: la piccola Odissea del Pojana, viaggio tra teatro e cinema Ha costruito un percorso originale capace di intrecciare teatro, cinema e racconto civile. Un incontro per esplorare una poetica che unisce ironia, memoria e identità, trasformando storie individuali in uno sguardo lucido e universale sul presente. ConAndrea Pennacchi, attore, drammaturgo e regista teatrale.

ORE 16:30 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT

TRENTODOC TASTING

Dialoghi nel calice, emozioni Trentodoc Un percorso dedicato alle emozioni della degustazione. Il sommelier guida e interagisce con l’ospite, che diventa parte attiva dell’esperienza. Sei calici Trentodoc da assaggiare e confrontare insieme, per scoprire come ogni bollicina sappia raccontare una storia diversa. Conduce Stefano Berzi, Miglior Sommelier d’Italia 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.

ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI

SPARKLING STORIES

Noemi: forte come il glicine Con una voce tra le più riconoscibili della musica italiana, ripercorriamo un percorso artistico fatto di continua evoluzione, ricerca e autenticità. Un dialogo tra musica e vita per raccontare il valore delle parole, delle emozioni e delle trasformazioni. Con Noemi, cantautrice.

ASCOLTACI SU ORE 15:00 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA WWW.VENETO24.IT ORE 11:30 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA TRENTODOC TASTING TRENTODOC TASTING Sommelier per un giorno! AscoltaciDiventa in tutto il Veneto in autoSUL sul TUO PC O ALEXA Cinque calici per Trentodoc Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da

eto in auto sul

Quanto influisce nella degustazione la forma del calice nel quale si versa Trentodoc? Questo laboratorio propone Trentodoc in cinque calici dalla forma diversa per SCARICA L’APP sperimentare cambiano le proprie sensazioni, lasciandosi stupire. ConduceAndrea RADIOcomeVENETO24

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protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Andrea Gualdoni, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.

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LA CITTÀ

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Il simbolo. Dal mito della Belle Époque al rilancio internazionale: al via il cantiere per la rinascita dello storico Hotel

HOTEL DES BAINS, IL RITORNO DI UN MITO L ’Hotel des Bains, inaugurato nel 1900 come primo vero albergo di lusso del Lido di Venezia e custode immortale dei fasti della Belle Époque, si appresta a scrivere un nuovo capitolo della sua straordinaria storia. L’immobile è ufficialmente al centro di un ambizioso e imponente progetto di restauro, promosso e gestito da Coima, società leader nello sviluppo e nella gestione di patrimoni immobiliari. L’avvio ufficiale dei lavori è stato celebrato con una cerimonia inaugurale sul cantiere, alla quale ha preso parte una rappresentanza istituzionale di alto profilo: l’amministratore delegato di Coima Manfredi Catella ha fatto gli onori di casa accogliendo il vicesindaco Simone Venturini, l’assessore Michele Zuin, il ministro del turismo Gianmarco Mazzi e il presidente della commissione cultura della Camera, Federico Mollicone. Il momento inaugurale è stato suggellato dalla benedizione impartita dal

parroco della chiesa di Santa Maria Elisabetta, don Renato Mazzuia. Per dare un segnale forte di continuità e rinascita, in occasione della cerimonia è stato ufficialmente riavviato lo storico orologio della struttura alberghiera, che era rimasto inesorabilmente fermo dal lontano 2009. Situato sul Lungomare Marconi, il Des Bains non è soltanto un edificio di pregio architettonico, ma un vero e proprio monumento culturale. È noto in tutto il mondo per essere stato il luogo d’elezione in cui Thomas Mann soggiornò e trovò l’ispirazione per ambientare il suo capolavoro “Morte a Venezia”, successivamente immortalato nell’omonima e celebre versione cinematografica firmata da Luchino Visconti. Inoltre, nel corso dei decenni, in concomitanza con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, le sue sale e i suoi corridoi hanno ospitato le più grandi star e personalità del cinema mondiale.

L’operazione di recupero punta a restituire al compendio alberghiero il suo ruolo di punto di riferimento assoluto nell’ospitalità di alta gamma a livello globale. Secondo il cronoprogramma delineato dalla proprietà, i battenti dell’hotel dovrebbero riaprire ufficialmente nel 2030. Nel frattempo, la macchina organizzativa è in piena attività: è attualmente in corso la fase di selezione per individuare il futuro operatore alberghiero e l’interior designer che cureranno gli spazi, con l’assegnazione definitiva attesa entro la fine dell’anno in corso. Dietro a questa complessa operazione di rigenerazione urbana c’è una solida cordata di investitori. L’albergo è di proprietà del fondo Coima Des Bains Fund, un veicolo finanziario partecipato da Coima Esg City Impact Fund — uno dei principali fondi italiani dedicati alla rigenerazione urbana sostenibile — e da Eagle Hills, importante società di sviluppo immobiliare con quartier ge-

nerale ad Abu Dhabi. Eagle Hills fa capo a Mohamed Alabbar, noto imprenditore degli Emirati Arabi celebre anche per aver fondato Emaar Properties, la società che ha ideato e realizzato il Burj Khalifa e il Dubai Mall a Dubai. Chiuso dal 2010, il Des Bains ha attraversato un lunghi anni di abbandono e un

complesso iter burocratico e finanziario. Una svolta decisiva è arrivata grazie all’accordo tra Coima e gli istituti di credito annunciato nel giugno 2025, che ha permesso l’acquisto del 100% del debito dell’immobile, per un valore complessivo di circa 54 milioni di euro, da parte del fondo.

Venezia: inaugurata a Ca’ Bragadin la Casa-Museo dedicata a Pierre Cardin

L

a storia della moda attraverso i modelli del grande stilista Pierre Cardin ha una nuova casa. Ca’ Bragadin, storica dimora dello scomparso stilista incastonata tra palazzi veneziani con un giardino a dare il benvenuto, si apre alla città facendo conoscere agli occhi di Venezia e visitatori la creatività e la visione di uno dei più importanti protagonisti della moda internazionale del Novecento. Nelle stanze che ospitavano Cardin si snodano racconti sartorlai fatti di tessuti, vestiti, soprabiti, gioielli, occhiali e modellini che narrano la storia della moda. 350 opere in totale, testimonianze concrete della sua lunga attività raccontano una ricerca caratterizzata dalla sperimentazione, dall’innovazione e dalla capacità di rompere gli schemi, anticipando linguaggi e forme che hanno profondamente influenzato la

moda e il design contemporanei. Una vocazione, quella lasciata da Cardin, che trova nella moda, nel design e nella creatività internazionale nuovi strumenti per raccontare Venezia e la sua capacità di essere, ancora oggi, un luogo di produzione e di confronto culturale. “Con l’apertura delle porte di questo splendido

scrigno di arte e creatività, Venezia si conferma la vera capitale della contemporaneità - ha dichiarato il sindaco Venturini - una città che non vive soltanto della straordinaria eredità del proprio passato, ma continua a produrre cultura, accogliere nuovi linguaggi e mettere in relazione artisti, creativi e idee provenienti da tutto il mondo. In questo racconto non poteva mancare la Casa Museo di Pierre Cardin. La sua apertura al pubblico restituisce alla città uno spazio straordinario, intimo e al tempo stesso aperto alla sperimentazione, che sono certo saprà essere vivo e dinamico. Qui ritroviamo anche il legame più personale di Cardin con Venezia, che per lui non è stata soltanto una casa, ma una musa: un luogo in cui ritirarsi, pensare, disegnare e trovare ispirazione. Oggi questo rapporto diventa patrimonio condiviso e

aggiunge un nuovo, importante tassello al mosaico della Venezia contemporanea - ha continuato il primo cittadino - Ringrazio Rodrigo Basilicati per aver scelto di aprire questo spazio alla nostra comunità e di farne non soltanto un luogo della memoria, ma anche uno luogo capace di generare ancora creatività, incontri e nuove idee. Qui non si esporrà soltanto - ha concluso Venturini - si proseguirà anche il cammino già intrapreso da Pierre Cardin durante la sua leggendaria carriera”. La Casa-Museo dedicata a Cardin si inserisce infatti nel rapporto da sempre molto forte tra Venezia e le arti contemporanee, confermando la capacità della città di accogliere esperienze culturali diverse e di mettere in relazione il proprio straordinario patrimonio storico con la creatività del presente.

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SICUREZZA

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L’aggressione. Nuova ondata di violenza negli ospedali veneziani

PAURA ALL’OSPEDALE CIVILE DI VENEZIA: OPERATRICE CUP AGGREDITA E FINITA AL PRONTO SOCCORSO D i recente, all’interno dei locali dell’Ospedale civile di Venezia, si è consumata una grave aggressione ai danni di un’operatrice del Centro Unico di Prenotazione (CUP), finita al centro di un episodio di violenza inaudita da parte di un utente. A denunciare pubblicamente il fatto è stata la Filcams Cgil, che ha acceso nuovamente i riflettori sulla drammatica situazione di insicurezza in cui operano quotidianamente i lavoratori della sanità e dei servizi amministrativi collegati. L’episodio si è verificato durante il normale svolgimento del turno di lavoro. Per motivi legati all’erogazione del servizio, la situazione è rapidamente degenerata: l’utente ha perso il controllo, scagliandosi fisicamente contro la lavoratrice. L’aggressione ha costretto la dipendente a ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso a causa dei lividi e dei graffi riportati durante la colluttazione. Stando alla ricostruzione fornita dal sindacato, le conseguenze avrebbero potuto essere ben più tragiche se non fosse stato

per il tempestivo e risoluto intervento della guardia giurata in servizio nella struttura, il cui tempestivo arrivo ha bloccato l’aggressore, poi riuscito a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. La denuncia della Filcams Cgil non si è fatta attendere. «Denunciamo con fermezza questo nuovo atto di violenza — ha dichiarato Renato Giacchi, segretario generale della Filcams Cgil Venezia —. Il personale del CUP, già sottoposto a ritmi di lavoro intensi e a un carico di responsabilità elevato, non può e non deve continuare a operare in condizioni di insicurezza e di costante rischio. La violenza contro le lavoratrici e i lavoratori che gravitano all’interno del comparto sanitario non è un fatto isolato né un rischio “accettabile” del mestiere. È un problema serio che richiede risposte immediate e non più rinviabili». Il sindacato ha inoltre voluto esprimere totale solidarietà alla collega ferita e a tutto il personale che, nonostante le crescenti difficoltà e il clima di tensione, continua a garantire

i servizi essenziali alla cittadinanza. L’episodio si inserisce in un contesto purtroppo già segnato da precedenti episodi di intolleranza e violenza verbale e fisica registrati nelle strutture sanitarie della zona. Non è la prima volta, infatti, che sportelli a contatto con il pubblico, reparti e aree di accettazione ospedaliera diventano teatro di tensioni dovute a lunghe attese, incomprensioni o esasperazioni da parte dell’utenza, costringendo spesso i lavoratori a

fronteggiare situazioni di pericolo senza adeguate tutele preventive. Di fronte all’ennesimo fatto di cronaca, l’Ulss 3 Serenissima ha diramato una nota ufficiale. Ricordando le attività e i protocolli già in essere per la protezione degli operatori, l’azienda sanitaria ha espresso «piena vicinanza all’operatrice Cup oggetto di aggressione» e ha condannato «qualsiasi gesto violento verbale e fisico nei confronti di tutti i professionisti sanitari o amministrativi,

che siano dipendenti o lavoratori esterni che contribuiscono a vario titolo alla presa in carico dell’utente». L’azienda ha inoltre ribadito di aver denunciato a più riprese queste condotte agli organi di informazione, elencando al contempo tutte le strategie messe in campo negli ultimi anni per arginare il fenomeno delle aggressioni ospedaliere, inclusi i nuovi strumenti tecnologici e di sicurezza adottati nei mesi scorsi per tutelare chi lavora in prima linea.

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SICUREZZA

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Il Blitz. Nuova operazione della polizia locale nell’ambito del programma Oculus

SGOMBERI A MESTRE, RIPULITO L’IMMOBILE ABBANDONATO DI VIA CA’ MARCELLO L a polizia locale di Venezia ha portato a termine un nuovo intervento mirato al contrasto del degrado urbano e delle occupazioni abusive, eseguendo uno sgombero all’interno di un’area caratterizzata da edifici abbandonati situata al civico 45/A di via Ca’ Marcello, a Mestre. Lo stabile, che era già finito al centro di un precedente intervento nel corso dei mesi scorsi, versava in una situazione di profondo

abbandono. All’interno della struttura gli agenti hanno rinvenuto diversi ambienti adattati abusivamente a ricoveri di fortuna, completi di materassi, giacigli di fortuna, indumenti sparsi, bottiglie, rifiuti di vario genere e ulteriore materiale accumulato nel tempo. Nonostante le condizioni di degrado riscontrate, il futuro di quest’area è già delineato: lo stabile, infatti, è l’oggetto di un progetto di riqualificazione urbani-

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stica approvato nel mese di marzo dal consiglio comunale, che prevede la totale demolizione dell’immobile esistente per fare spazio alla costruzione di un moderno condominio residenziale composto da trenta appartamenti. Questo intervento a Mestre si inserisce all’interno di un’attività di controllo del territorio molto più ampia e capillare portata avanti dall’amministrazione comunale attraverso il programma Oculus, operativo per contrastare sistematicamente l’occupazione abusiva di immobili dismessi e le criticità legate al degrado nella terraferma veneziana. Nel corso dell’anno 2026, la polizia locale ha già totalizzato cinquantotto sgomberi di questo tipo, confermando una presenza costante sul campo. L’articolata attività non si limita ai blitz esecutivi, ma comprende un costante monitoraggio preventivo delle aree più sensibili e una fitta serie di sopralluoghi mirati, indispensabili per ricostruire nel dettaglio le singole situazioni di criticità e predisporre le successive operazioni di bonifica e messa in sicurezza, pianificate e svolte in stretta collaborazione con Veritas. Analizzando la mappa del territorio veneziano e della terraferma, emerge in modo evidente una forte concentrazione delle operazioni nel comune di Marghera, dove sono stati eseguiti ben trentadue sgomberi, pari al cinquantacinque per cento del totale complessivo registrato. Tra le zone che hanno richiesto la maggiore attenzione operativa spicca via Rizzardi, che da sola conta ben diciassette interventi dall’inizio dell’anno, a cui si sommano un’ulteriore operazione all’interno dell’edificio abbandonato situato al civico 33 e quattro interventi mirati nelle aree sottostanti la rampa Rizzardi e in via della Pila. Un’altra situazione monitorata con grande attenzione e ripetuti controlli nel corso dei mesi è quella di Villa Ceresa, situata nella località di Chirignago, che ha

registrato un totale di otto sgomberi. Oltre a questi punti caldi, gli agenti della polizia locale sono intervenuti in numerosi altri immobili e aree dismesse del territorio di Marghera, tra cui gli edifici di via Trieste, la zona di via Brunacci, l’area dell’ex Cral Montedison, il parcheggio Sme, il parco Catene e un’area privata localizzata in via Fratelli Bandiera. Spostandosi a Mestre, le operazioni analoghe hanno interessato edifici e aree abbandonate in diverse vie e punti nevralgici della città, come via Duca d’Aosta, via Dante, via Torino, via Podgora, via Meucci, via Forte Marghera, il parcheggio interrato del complesso Laguna Palace, Villa Querini, il parco Piraghetto e l’intera zona adiacente alla stazione ferroviaria. Il volume complessivo di questa imponente attività di contrasto al degrado si mantiene su livelli decisamente stabili rispetto a quelli registrati nel corso dell’anno precedente. Per fare un confronto numerico, nel 2025 il programma Oculus aveva fatto

registrare ben centottanta sopralluoghi e centodiciotto bonifiche definitive; ad oggi, considerando i primi mesi del 2026, le autorità hanno già effettuato centodieci sopralluoghi preparatori e cinquantotto sgomberi effettivi. L’efficacia e la continuità di questa azione quotidiana sono state commentate dalla vicesindaco Francesca Zaccariotto, la quale ha sottolineato come questi numeri descrivano chiaramente un’attività costante di controllo, presenza capillare e determinazione nel tornare sui luoghi ogni volta che se ne ravvisa la necessità. A proposito dell’intervento odierno, la vicesindaco ha evidenziato come il caso specifico di via Ca’ Marcello rivesta un valore particolarmente significativo, trattandosi dell’ennesima dimostrazione di come l’azione pubblica riesca a colpire un immobile abbandonato destinato, grazie a una virtuosa operazione di rigenerazione urbana, a rinascere a nuova vita per tutta la comunità.

Autista Actv aggredito e ferito a calci da un passeggero

M

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omenti di forte tensione si sono registrati negli scorsi giorni a bordo di un autobus dell’Actv, lungo la linea 17E che collega Caltana a Mirano. Un autista in servizio è stato aggredito e ferito da un passeggero andato in escandescenze dopo che gli era stato negato di scendere fuori dalla fermata stabilita. Il conducente ha cercato di proteggersi come ha potuto dall’interno della cabina di guida, vissuta come una postazione particolarmente vulnerabile mentre la persona fuori controllo sferrava calci furiosi contro la portiera e il cristallo di separazione. La barriera protettiva è andata in frantumi, causando lievi ferite

all’operatore in servizio, rimasto in balia della situazione in attesa dei soccorsi. Dopo aver scatenato la violenza, l’aggressore è fuggito rapidamente prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, ma le autorità sono ora impegnate nella sua identificazione. Sull’episodio è intervenuta la società di trasporto pubblico Avm Actv, che ha espresso ferma condanna per l’accaduto e annunciato la massima collaborazione con gli inquirenti: «L’azienda metterà a disposizione delle autorità le immagini registrate dal sistema di sorveglianza video interno, utili ai fini delle indagini per individuare al più presto l’autore di questo vile gesto».


Spazio redazionale a cura del Gruppo Consiliare regionale Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni”

La prima delega regionale per Venezia, Laguna e Porto Marghera

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Laura Besio: «Una responsabilità enorme, ma anche una grande opportunità» Dalla giunta veneziana al Consiglio regionale

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Laura Besio

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LA CITTÀ

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L’iniziativa. Dalle cantine ministeriali alle teche degli alberghi

NASCE IL “MUSEO DIFFUSO”: I REPERTI ARCHEOLOGICI CHIUSI NEI DEPOSITI DI VENEZIA «G li spazi ci sono, perché lasciarli nei depositi?». È la domanda da cui è partita una vera e propria rivoluzione culturale e turistica per la laguna. Migliaia di reperti archeologici, emersi nel corso di decenni di scavi sul territorio ma rimasti confinati nei magazzini ministeriali e del tutto inaccessibili al pubblico, si apprestano a uscire dall’ombra. La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Venezia ha infatti siglato uno speciale accordo di partenariato con l’Associazione Veneziana Albergatori (Ava), inaugurando una formula inedita nel panorama nazionale. L’intesa formale permette di esporre stabilmente o temporaneamente i tesori nascosti della storia veneziana direttamente all’interno delle strutture ricettive del territorio. L’accordo strategico, sottoscritto dal soprintendente Corrado Azzollini e dal presidente dell’Ava Antonio Vianello — affiancato dal direttore dell’associazione Daniele Minotto —, dà ufficialmente vita al progetto battezzato “Museo diffuso dell’archeologia di Venezia”. Attraverso questa iniziativa, una rigorosa selezione di reperti archeologici recuperati durante i vari scavi cittadini o sottratti a traffici illeciti troverà nuovi spazi di valorizzazione all’interno degli alberghi che decideranno di aderire su base volontaria. Le strutture ricettive avranno la possibilità di ospitare i beni culturali in forma temporanea o pluriennale, collocandoli all’interno di teche protette e in ambienti preventivamente verificati e approvati dalla Soprintendenza. L’ente statale conserverà in ogni momento la piena e totale competenza sulla selezione scientifica dei pezzi, sulla verifica degli standard di sicurezza degli spazi e sui contenuti espositivi, mantenendo naturalmente la proprietà in capo allo Stato e la facoltà di richiamare i reperti in qualsiasi momento. «Questa è un’esperienza totalmente nuova, non ci sono precedenti in Italia — spiega il presidente dell’Ava, Antonio Vianello —. Oggi i magazzini della Soprintendenza contengono reperti straordinari che meritano di essere ammirati dal pubblico grazie a teche adeguate capaci di proteggerli al meglio». Per l’associazione di categoria, tuttavia, il valore dell’operazione va ben oltre la semplice offerta turistica di lusso, puntando a rinsaldare il legame profondo tra la ricettività e il tessuto urbano. L’intenzione è quella di tessere una fitta rete che abbracci il centro storico, il Lido, le isole e la terraferma, mettendo a disposizione della cittadinanza luoghi aperti tutto l’anno e profondamente legati alla storia locale. Dal punto di vista della tutela, il progetto spazza via ogni dubbio sulla compatibilità tra conservazione e fruizione pubblica. «L’idea

che ha mosso il nostro ufficio — dichiara il soprintendente Corrado Azzollini — è che alcuni reperti oggi conservati nei depositi non accessibili possano essere trasferiti in spazi espositivi che, dal punto di vista della tutela e della conservazione, funzionino a tutti gli effetti come piccoli depositi della Soprintendenza, con l’aggiunta straordinaria di poter essere visti e conosciuti dal pubblico». I beni continueranno a essere custoditi in condizioni di massima sicurezza, inseriti in teche idonee e sottoposti a standard di monitoraggio analoghi a quelli dei magazzini statali. Venezia possiede una stratificazione archeologica unica e spesso invisibile: questa iniziativa permette di svelarne frammenti pre-

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ziosi senza intaccare le garanzie conservative. Un aspetto centrale del progetto riguarda l’apertura alla comunità: i reperti esposti saranno legati a doppio filo al territorio di provenienza e le visite alle teche saranno aperte non solo ai clienti degli alberghi, ma anche alle scuole, ai cittadini, agli studiosi e ai visitatori locali desiderosi di scoprire nuovi tasselli della storia di Venezia. Le adesioni da parte delle singole strutture alberghiere sono attualmente in corso e la macchina operativa entrerà nel vivo con un primo incontro fissato per il prossimo 21 ottobre, appuntamento chiave per definire i dettagli tecnici e logistici dell’iniziativa insieme ai primi hotel pionieri.

Biblioteche di Venezia sempre più amate dai giovani

L

a Rete Biblioteche Venezia conferma il suo straordinario momento di crescita nella prima metà del 2026, totalizzando ben 270mila visite da gennaio a giugno, un incremento del 3,9% degli utenti attivi e un forte slancio per la Vez di Mestre, che registra il 5,6% di accessi in più. Le sale della storica villa si confermano un punto di riferimento fondamentale per le generazioni più giovani, che le scelgono quotidianamente per studiare, lavorare e socializzare. Il confronto a lungo termine evidenzia un’espansione costante: tra il 2014 e il 2025 le visite complessive sono praticamente raddoppiate, passando da 255mila a 507mila, mentre le attività culturali e i relativi partecipanti sono più che raddoppiati. Questo successo è sostenuto da investimenti mirati sull’ampliamento degli orari e delle strutture. La Vez e la biblioteca di Carpenedo Bissuola restano aperte sette giorni su sette, con la Vez che garantisce le aperture serali fino a mezzanotte il mercoledì e il giovedì, affiancate dai recenti potenziamenti a Zelarino e Favaro Veneto, in attesa della prossima apertura della nuova biblioteca di Marghera.


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CULTURA

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Il Cartellone. Dal 27 settembre 2026 a maggio 2027 il teatro di Bissuola a Mestre si conferma un punto di riferimento

UNA NUOVA STAGIONE DI CULTURA E PARTECIPAZIONE AL TEATRO DEL PARCO I l Teatro del Parco di Mestre si prepara ad inaugurare una nuova stagione culturale all’insegna della contaminazione dei linguaggi, della partecipazione e dell’incontro con le nuove generazioni. Da settembre 2026 a maggio 2027, lo spazio di Bissuola sarà animato da un ricco calendario di appuntamenti che intrecciano teatro, danza contemporanea, musica indipendente,

laboratori, attività scolastiche e progetti di inclusione. L’offerta si sviluppa attraverso due percorsi principali: You Theater – Dance > Independent Music, ideato da APS Live Arts Cultures e APS Macaco, e TOP | Theatre Of the People, curato da Pantakin e Tadàn. Entrambi i progetti, sostenuti dal Settore Cultura del Comune di Venezia, sono cofinanziati dall’Unione

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europea nell’ambito del Programma Nazionale PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. Come spiega il Sindaco Simone Venturini, l’obiettivo è fare del Teatro del Parco un luogo centrale della vita cittadina, dove il pubblico non si limiti ad assistere agli spettacoli, ma entri in relazione con gli artisti, sperimentando nuovi linguaggi e costruendo occasioni di crescita collettiva e di comunità. Il cartellone di You Theater, attivo da ottobre 2026 a maggio 2027, presenta una forte vocazione internazionale. Sul palco si alterneranno artisti di rilievo europeo e mondiale, dalla danza belga di Lisbeth Gruwez alla prima nazionale della compagnia ceca Lenka Vagnerová & Company. Spazio anche al folk sperimentale degli sloveni Širom, alle sonorità degli statunitensi The Black Heart Procession e a Diana Burkot del collettivo Pussy Riot, oltre a nomi italiani come Calibro 35, Simona Bertozzi e il Collettivo Jennifer Rosa. Il programma affianca agli spettacoli laboratori e workshop per adolescenti, come Tracce sulla critica performativa e l’esperienza immersiva Una notte a teatro. Particolare attenzione è rivolta all’inclusione con Legni Storti, un percorso multidisciplinare dedicato a giovani nello spettro dell’autismo, richiedenti asilo e ragazzi con fragilità, e con la produzione originale Resta. Il lancio è fissato per domenica 4 ottobre con performance gratuite. Dal canto suo, TOP – Theatre Of the People trasforma il teatro in un presidio

culturale inclusivo che unisce prosa, drammaturgia contemporanea, musica e iniziative scolastiche. La stagione TOP Ten prenderà il via giovedì 29 ottobre con La Locandiera. A Long Play, rilettura musicale goldoniana firmata da Mille e La Scapigliatura. Seguiranno appuntamenti di grande richiamo come Autoritratto di Davide Enia, Happy Birth+Day del Teatro dei Gordi, Clitennestra di Theama Teatro, Casanova Grand Tour di Pantakin e Archimede, la solitudine di un genio con Mario Incudine. Le attività partiranno già domenica 27 settembre con un Open Day inaugurale e la performance urbana Outside di Maria Teresa Farella.

Il calendario proporrà inoltre rassegne come Christmas al TOP, il festival Arte, Relazione e Curasull’accessibilità culturale, il ciclo TOP…onomastica. La città che parla e iniziative dedicate alle scuole con TOP Teen. Spazio anche ai giovani artisti con il bando nazionale Next S… TOP Generation per under 35, laboratori formativi e residenze artistiche. Un valore aggiunto della stagione TOP è la solidarietà: l’intero ricavato degli spettacoli sarà infatti devoluto alla Lega del Filo d’Oro per il sostegno alle persone con pluridisabilità psicosensoriali. Informazioni e dettagli sul portale www.culturavenezia.it.

Musica senza confini al Centro Candiani di Mestre

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l Centro Culturale Candiani di Mestre si conferma punto di riferimento per la cultura cittadina con il ritorno di “Candiani Groove”, la rassegna curata da Veneto Jazz. Dal 4 ottobre al 22 novembre, cinque appuntamenti porteranno sul palco artisti internazionali per un viaggio sonoro tra jazz, tradizioni mediterranee, balcaniche e sudamericane. Il cartellone si apre domenica 4 ottobre con la vivace band catalana El Pony Pisador. Si prosegue l’11 ottobre con Note di sabbia – Little Jazz Story, dove le melodie incontrano la sand art. Il 25 ottobre spazio alle sonorità del Mediterraneo e del Medio Oriente con Stelios Petrakis, Bijan Chemirani ed Efren Lopez. L’8 novembre sarà la volta del virtuoso dell’oud Mehmet Polat, mentre la chiusura, il 22 novembre, è affidata al trio guidato dalla fisarmonica di Roger Corrêa, che fonde radici sudamericane e jazz. Una programmazione di qualità pensata per avvicinare culture e offrire al pubblico nuovi percorsi d’ascolto.


SPORT

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Al via il 3 ottobre. Preparazione avviata con il rientro delle nazionali e l’inserimento delle giovani

REYER, SVELATO IL CAMMINO OROGRANATA COL CALENDARIO DELLA SERIE A1 FEMMINILE S i preannuncia una stagione intensa e ricca di grandi sfide per l’Umana Reyer di coach Andrea Mazzon (con l’assistant coach Michele Dall’Ora, e i preparatori atletici Davide Rocco e Chiara Doda), intenzionata ad essere protagonista, anche quest’anno, del massimo campionato femminile di basket. La squadra, dopo il ritiro a Falcade e le amichevoli di avvicinamento al torneo nazionale, disputerà la prima partita, nel tradizionale opening day (che si giocherà in un’unica sede per tutte le

squadre) di Campobasso nel weekend del 3-4 ottobre e qui le orogranata affronteranno l’RMB Brixia Basket. Il doppio confronto con le campionesse d’Italia del Famila Wuber Schio vedrà l’andata programmata al PalaRomare di Schio per la 9ª giornata (6 dicembre), mentre il match di ritorno si giocherà al Palasport Taliercio alla 20ª giornata (28 febbraio 2027). Tra le sfide di maggior rilievo tra le mura amiche spiccano i match contro l’Autosped G BCC Derthona (6ª giornata - 7 novembre), la

People Strategy Panthers Roseto (10ª giornata - 9 dicembre, il derby con Schio (20ª giornata - 28 febbraio 2027) e il finale di stagione con Campobasso (22ª giornata - 14 marzo 2027). L’ultima giornata di stagione regolare si giocherà al palasport Taliercio il 14 marzo 2027 contro La Molisana Magnolia Campobasso. L’inizio della preparazione, cominciato il 2 settembre al Taliercio ha visto la presenza di Ivana Dojkic, Alyssa Ustby, Alexia Chery, Giovanna Smorto, Andrijana Cvitković, con l’australiana Marena

Whittle che si è unita alle compagne il 7 dopo il termine degli impegni con la nazionale nei Commonwealth Games 3x3 a Shanghai. Al gruppo si sono poi aggiunte Francesca Pan, Lorela Cubaj, Mariella Santucci, Matilde Villa e Francesca Pasa prima impegnate con la nazionale ai Mondiali svoltisi in Germania. Gruppo al quale sono state aggregate anche le giovani Anna Sablich, Sofia Zuccon e Amelia Bianco Rossignoli. • Cristiano Aggio

Calcio Venezia, avvio da incubo, ora serve un cambio di passo

U

n inizio di Serie A così difficile era complicato da immaginare. Il Venezia perde anche contro la Fiorentina incassando la quarta sconfitta consecutiva e resta ultimo da solo a quota zero. Quattro gol segnati e undici incassati sono la fotografia di un avvio shock, lontanissimo dalle ambizioni di un progetto che sembrava avere basi solide, risorse e prospettive importanti anche in vista del nuovo stadio. A preoccupare, però, è soprattutto quello che si vede sul campo. I reparti

@Venezia FC

appaiono spesso scollegati, il centrocampo fatica a fare filtro e la difesa concede troppo. E poi c’è la sfortuna, che continua a presentare il conto. Sverko, Franjic, Bella-Kotchap, Adorante ancora convalescente dopo l’operazione alla schiena e ora anche Gianluca Busio. Capitan America è stato costretto a lasciare il campo contro la Fiorentina. Il tecnico, nel dopo gara, non ha nascosto amarezza e preoccupazione. “Nel primo tempo siamo stati troppo frenetici”, ha spiegato Stroppa. La Fiorentina

ha fatto meglio, ma il tecnico prova a salvare almeno la reazione della squadra nella ripresa: “Mi tengo il carattere, abbiamo dimostrato di saper reagire”. Ora le parole devono lasciare spazio ai fatti. La Serie A conquistata con una stagione straordinaria rischia altrimenti di trasformarsi rapidamente da sogno a incubo in salsa arancioneroverde. E per invertire la rotta serve cominciare a vincere. • (R.M.)

Festa Reyer a Mestre: Piazza Ferretto tra basket, musica e l’arrivo di Louis Olinde

I

l cuore di Mestre si è trasformato nel teatro di un evento, dedicato a tifosi, famiglie e appassionati di basket che hanno abbracciato la formazione maschile, femminile e quella del basket unificato della Reyer. Così piazza Ferretto tra entusiasmo, musica e grande basket ha vissuto una giornata indimenticabile nel segno dell’Umana Reyer che ha anche accolto Louis Olinde, nuovo lungo orogranata che ha firmato i primi autografi ai tifosi ricevendo un grande calore dal pubblico. Il Reyer Village ha animato il centro cittadino e tantissimi bambini hanno preso

d’assalto la ruota della fortuna per aggiudicarsi i gadget ufficiali Reyer, mentre il ritmo del DJ set e l’aperitivo diffuso in tutta la piazza, organizzato in collaborazione con Another Project, hanno trasformato la tappa della Reyer city league che pochi giorni prima aveva toccato anche Padova in Prato della Valle, in una vera e propria festa a cielo aperto. Giocatori e giocatrici sono saliti sul parquet per seguire da vicino le fasi decisive del torneo. Grande spettacolo per la finale dell’1vs1 targato New Goose’s, che ha visto la vittoria di Cristiano Fantinato. Successivamente, il playmaker

Giovanni De Nicolao (nativo di Camposampiero) e la guardia Giovanna Elena Smorto (moglianese doc) hanno preso la parola per salutare la piazza, sottolineando il valore speciale del legame tra la Reyer e un territorio sempre più unito, vicino e partecipativo. A coronare la tappa mestrina è stata una finale 3x3 al cardiopalma. A conquistare il successo al supplementare è stato il Team Piterpan che si è imposto sui Golden Hour grazie alla tripla decisiva di Alessandro Vecchiato. • (C.A.)

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12 → 14 FEB Giorgio Sangati LE SMANIE PER LA 16 → 18 APR Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sulPaolo Genovese VILLEGGIATURA

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Segue da pag. 1

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica

al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se

possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.

Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina

AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.

Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti

stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che

Alberto Stefani

non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso

Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità

“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla

stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza


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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche

La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni

storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le

direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici

con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility

del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.

VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS

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a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di

DIRETTA SPO T24 T 24

qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado

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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.

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Il dibattito. Maggioranza per la valorizzazione del territorio, ma le opposizioni denunciano la mancanza di fondi

LEGGE SULLA PIANURA VENETA: È SCONTRO SULL’EFFETTIVA UTILITÀ DEL PROVVEDIMENTO I l Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera alla nuova legge per la promozione e la valorizzazione del paesaggio della Pianura Veneta. La proposta, firmata dal consigliere Filippo Rigo (Lega-LV) in veste di primo firmatario e relatore, è passata a maggioranza con 31 voti favorevoli e 15 contrari, intercettando il sostegno compatto del centrodestra e sollevando, al contempo, un acceso dibattito politico in aula sulla sua effettiva utilità. La legge mira a tutelare e rilanciare le risorse naturali, paesaggistiche ed socioeconomiche di un territorio che copre oltre la metà della superficie regionale. Tra i punti qualificanti del provvedimento figura l’istituzione della “Giornata regionale per la Pianura Veneta”, fissata per l’11 novembre in coincidenza con la ricorrenza di San Martino, data fondamentale per la storia contadina locale. L’impianto normativo prevede inoltre contributi finanziari ai Comuni, la promozione del cicloturismo, delle ippovie e degli

itinerari enogastronomici, oltre a percorsi educativi nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Piena soddisfazione per l’approvazione è stata espressa da Filippo Rigo: “La Pianura Veneta costituisce il cuore geografico, economico e sociale della nostra regione. Con questa legge diamo il via a un percorso concreto per promuovere un mosaico straordinario che rappresenta l’identità del nostro territorio. Non ci limitiamo a celebrare la pianura, ma definiamo una strategia di sviluppo sostenibile grazie al confronto continuo con Comuni, associazioni e Pro Loco”. L’iniziativa ha raccolto il supporto di diversi esponenti della maggioranza, tra cui Giorgia Bedin e Roberto Marcato (Lega-LV), Morena Martini (Stefani Presidente), il vicepresidente della Giunta Lucas Pavanetto e i capigruppo Alberto Bozza (Forza Italia), Riccardo Szumski (Resistere Veneto) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica). Risoluta, di contro, l’opposizione delle forze di minoranza, che hanno

Filippo Rigo

votato in modo compatto contro il provvedimento. A guidare le critiche è stata la vicepresidente della Sesta commissione e correlatrice di minoranza, Monica Sambo (Partito Democratico), che ha denunciato l’assenza di interventi concreti per

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Monica Sambo

l’ambiente: “Nessuno mette in discussione il valore della Pianura Veneta, ciò che contestiamo è il metodo e l’assoluta inefficacia di questa legge, che si riduce all’ennesima operazione di facciata priva di contenuti reali. Si finanzia la comunicazione, la realtà

aumentata e le app, ma dei 620 mila euro di risorse previste non si spende un solo euro per la rinaturalizzazione delle aree degradate, la tutela delle risorgive o la piantumazione. In una regione che resta la seconda in Italia per consumo di suolo, parlare di valorizzazione del paesaggio senza bloccare la cementificazione è un mero esercizio di greenwashing”. Sulla stessa linea si sono espressi i consiglieri dem Paolo Galeano — che ha definito la norma “uno slogan povero di contenuti” —, Alessandro Del Bianco e Jonatan Montanariello. Dure contestazioni sono giunte anche dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, che ha accusato la maggioranza di voler tutelare “un paesaggio distrutto dal cemento”, oltre che dai capigruppo Flavio Baldan (M5S) e Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione). Infine, Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale) ha auspicato misure urbanistiche più incisive per una reale tutela del territorio.

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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale

ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo

Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi

“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.

Alessandro Berton

come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture

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all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce

una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.

Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

Il commento alle notizie del giorno dal lunedì al venerdì alle 17:00

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DESPAR

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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio

IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce

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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche

nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e

Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori

che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto

tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.

TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità

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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.


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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, parte la campagna del Veneto

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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazio-

ni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruo-

lo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle

strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco

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28 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi

West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»

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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territorio padovano. «Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo

mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presen-

za del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato conside-

rando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ricordando l’importanza dei repellenti e delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu

e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è quello della One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo

Dieci ore settimanali in più e un nuovo medico per rafforzare l’assistenza sanitaria

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iù ore di servizio, un medico in più e una rete assistenziale rafforzata per garantire la continuità delle cure nel centro storico veneziano. L’Ulss 3 Serenissima potenzia i due ambulatori pubblici presenti a Sant’Elena e Castello, portando complessivamente l’attività da 15 a 25 ore settimanali. Ai cinque medici già presenti se ne aggiunge uno nuovo, mantenendo inoltre le consuete dieci ore di reperibilità telefonica e la possibilità di effettuare visite domiciliari quando necessario. Il provvedimento arriva vista la cessazione da lunedì 31 ago-

sto, dell’attività dei medici di medicina generale Marco Penzo e Greta Lorenzon, che concluderanno il servizio nel loro ambulatorio di Cannaregio 4436 per trasferirsi in un altro distretto della stessa azienda sanitaria. L’Ulss 3 si è già attivata per individuare i sostituti e garantire la continuità assistenziale agli assistiti. Nel frattempo, i pazienti interessati potranno scegliere un altro medico di famiglia, attingendo agli oltre 300 posti ancora disponibili tra i professionisti presenti nello stesso ambito territoriale. A disposizione ci sono inoltre le opportunità offerte dalle due Case della Comunità al Civile e al Giustinian e, natu-

ralmente, i due Ambulatori pubblici ora potenziati. A Castello, in Campo Stringari 1011, il servizio sarà attivo il lunedì e il venerdì dalle 13 alle 18 e il mercoledì dalle 9 alle 14. A Sant’Elena, al civico 450 di Castello, l’attività si svolgerà invece il martedì e il giovedì dalle 13 alle 18. Dal lunedì al venerdì sarà inoltre garantita la reperibilità telefonica dalle 8 alle 10 al numero 0418724970. L’azienda sanitaria sta provvedendo a informare direttamente gli assistiti interessati, con l’obiettivo di accompagnare il passaggio e assicurare a tutti la necessaria continuità delle cure. (R.M.)

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Ulss3 Serenissima, un nuovo primario per l’Oncologia di Chioggia n ritorno a casa, con un importante bagaglio professionale maturato in alcune delle principali realtà oncologiche del Veneto. È Gino Crivellari, classe 1976, il nuovo primario dell’Oncologia dell’Ospedale di Chioggia. Specialista proveniente dall’Istituto Oncologico Veneto di Padova, Crivellari si insedierà alla guida del reparto all’inizio di ottobre, portando con sé un’esperienza costruita in oltre un decennio di attività nel settore. «Lo accogliamo nella squadra ampia dell’Ulss 3 Serenissima e nell’Ospedale di quella che è anche la sua città», sottolinea il direttore generale Massimo Zuin, ricordando le origini chioggiotte del nuovo primario. Per Zuin, l’arrivo di Crivellari rappresenta «un’altra buona notizia» per l’ospedale e per l’azienda sanitaria, con l’obiettivo di mettere a disposizione della cittadinanza le competenze acquisite e rafforzare il lavoro in sinergia tra gli specialisti. Laureato e specializzato all’università di Padova, Crivellari è in

servizio dal 2013 allo IOV, dove ha ricoperto un incarico di dirigente medico ad altissima specializzazione. Prima dell’esperienza all’Istituto Oncologico Veneto aveva lavorato anche per alcuni anni nei reparti di Oncologia degli ospedali di Mestre e Venezia, maturando così una conoscenza articolata della realtà sanitaria del territorio. Il nuovo primario ha una particolare esperienza nel trattamento delle neoplasie del distretto gastrointestinale e si è occupato anche di tumori ereditari su base genetica. Un profilo specialistico che si accompagna all’attività in ambito scientifico: Crivellari è attualmente segretario del gruppo di lavoro nazionale dell’AIOM, la società scientifica degli specialisti di oncologia, impegnato nella stesura delle linee guida per la cura delle neoplasie della tiroide. Ora per lui si apre una nuova fase professionale proprio nella città dove è nato. Crivellari raccoglierà il testimone del dottor Rosetti, chiamato alla guida dell’Oncologia dell’Ospedale dell’Angelo di

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Mestre, e ha voluto sottolineare il valore del lavoro costruito negli anni precedenti a Chioggia. «Colgo con orgoglio e con impegno l’eredità del dottor Rosetti, che tanto ha saputo costruire nell’Ospedale di Chioggia», afferma il nuovo primario. Un’eredità fatta di «buone pratiche» e di un’équipe di collaboratori che Crivellari definisce eccellente e alla quale intende dare il proprio contributo. «Sono nato a Chioggia, anche se fin qui non ho avuto l’occasione di lavorare nel nostro Ospedale, mi sento a casa», racconta. Il nuovo incarico partirà dunque nel segno della continuità, ma anche con l’intenzione di mettere a disposizione del reparto le esperienze maturate allo IOV e nelle altre strutture in cui ha lavorato. Al centro ci sarà soprattutto il lavoro di squadra. «Sono pronto a prendere il testimone alla guida di un’équipe in cui la collaborazione tra professionisti è il marchio distintivo», conclude Crivellari. Riccardo Musacco

Venezia, più medici e più ore negli ambulatori pubblici dell’Ulss 3 Serenissima

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iù ore di servizio, un medico in più e una rete assistenziale rafforzata per garantire la continuità delle cure nel centro storico veneziano. L’Ulss 3 Serenissima potenzia i due ambulatori pubblici presenti a Sant’Elena e Castello, portando complessivamente l’attività da 15 a 25 ore settimanali. Ai cinque medici già presenti se ne aggiunge uno nuovo, mantenendo inoltre le consuete dieci ore di reperibilità telefonica e la possibilità di effettuare visite domiciliari quando necessario. Il provvedimento arriva vista la cessazione da lunedì 31 agosto, dell’attività dei medici di medicina generale Marco

Penzo e Greta Lorenzon, che concluderanno il servizio nel loro ambulatorio di Cannaregio 4436 per trasferirsi in un altro distretto della stessa azienda sanitaria. L’Ulss 3 si è già attivata per individuare i sostituti e garantire la continuità assistenziale agli assistiti. Nel frattempo, i pazienti interessati potranno scegliere un altro medico di famiglia, attingendo agli oltre 300 posti ancora disponibili tra i professionisti presenti nello stesso ambito territoriale. A disposizione ci sono inoltre le opportunità offerte dalle due Case della Comunità al Civile e al Giustinian e, naturalmente, i due Ambulatori pubblici ora

potenziati. A Castello, in Campo Stringari 1011, il servizio sarà attivo il lunedì e il venerdì dalle 13 alle 18 e il mercoledì dalle 9 alle 14. A Sant’Elena, al civico 450 di Castello, l’attività si svolgerà invece il martedì e il giovedì dalle 13 alle 18. Dal lunedì al venerdì sarà inoltre garantita la reperibilità telefonica dalle 8 alle 10 al numero 0418724970. L’azienda sanitaria sta provvedendo a informare direttamente gli assistiti interessati, con l’obiettivo di accompagnare il passaggio e assicurare a tutti la necessaria continuità delle cure. Riccardo Musacco

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30 L’allarme. L’alcol assunto dalla madre attraversa la placenta e può danneggiare lo sviluppo del bambino

Alcol in gravidanza, nessun consumo è sicuro: i rischi per il feto possono essere gravi

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’alcol assunto durante la gravidanza raggiunge il feto attraverso la placenta e può provocare danni anche gravi. Il nascituro, infatti, non è in grado di metabolizzarlo perché non dispone degli enzimi necessari: alcol e sostanze prodotte dalla sua degradazione possono così accumularsi nel sistema nervoso e in altri organi, compromettendone lo sviluppo. A richiamare l’attenzione sui rischi è la dottoressa Suardi, che guida il SerD dell’Ulss 3 Serenissima. «È oramai ampiamente dimostrato – spiega – che durante la gravidanza l’azione tossica dell’alcol può disturbare il normale sviluppo degli organi vitali causando malformazioni e deficit neurocognitivi». Per il feto di una donna che consuma alcol aumentano i rischi di aborto spontaneo, nascita prematura, basso peso alla nascita e ritardi nella crescita. Le conseguenze possono riguardare anche gli anni successivi: problemi di apprendimento, attenzione e memoria, difficoltà comportamentali e

nei processi decisionali, fino a problemi nella gestione delle normali attività quotidiane. Possibili anche disturbi della vista, dell’udito e del linguaggio. Nei casi più gravi possono comparire specifiche alterazioni dei tratti del viso. L’invito alla prudenza, però, non riguarda soltanto la gravidanza e l’allattamento. La raccomandazione a non bere va estesa anche al periodo in cui si programma una

gravidanza. Il motivo è che il 60 per cento delle donne non sa di essere incinta fino alla sesta o settima settimana e, nelle prime fasi, il feto può quindi essere esposto inconsapevolmente agli effetti dell’alcol. Anche il consumo di alcol da parte dell’uomo prima del concepimento può avere conseguenze: secondo quanto sottolineato dalla dottoressa Suardi, può incidere negativamente sulla qualità del seme,

sulla fertilità e sullo sviluppo del feto. Le conseguenze dell’esposizione del feto all’alcol sono riunite sotto il nome di Sindrome feto-alcolica e Disturbi correlati, indicati con la sigla FASD. A queste problematiche è dedicata la giornata di sensibilizzazione del 9 settembre. «Le FASD implicano spese sostanziali per la salute, l’educazione e i Servizi per tutta la durata della vita – sottolinea la Primaria – e si stima che circa 15 bambini su 10.000 in tutto il mondo ne siano affetti». Nonostante i rischi, il consumo di alcol in gravidanza continua a essere presente. In Europa, secondo i dati citati dall’Ulss 3 Serenissima, una donna incinta su quattro consuma alcol. In Veneto il consumo riguarda il 18,9 per cento delle mamme intervistate, mentre il 2,5 per cento delle donne in gravidanza riferisce episodi di binge drinking, vale a dire quattro o più unità alcoliche assunte in un’unica occasione. Il consumo di alcol durante la gra-

vidanza, almeno una o due volte al mese, risulta inoltre significativamente più diffuso tra le mamme ultratrentenni, tra quelle provenienti da altri Paesi e tra le multipare. Tra le donne che allattano, invece, la frequenza del consumo cresce con l’aumentare dell’età dei bambini. Il fenomeno è più comune anche in situazioni caratterizzate da disuguaglianza, violenza di genere, stress e difficoltà di accesso ai servizi sanitari e sociali. Sul fronte della prevenzione, l’Ulss 3 Serenissima sottolinea l’impegno portato avanti da anni dal Dipartimento per le Dipendenze e dalla Rete Alcologica Territoriale. «Nella giornata di sensibilizzazione sulle FASD rilanciamo l’appello all’attenzione assoluta dei genitori a questa tematica», conclude Suardi. Per chi ha bisogno di aiuto per modificare i propri comportamenti, sono disponibili i servizi specialistici, dai SerD ai consultori familiari. Per le donne, un primo punto di riferimento può essere anche il proprio ginecologo.

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