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OTTOBRE 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 230
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Terminati i lavori in piazza San Marco: completata la nuova pavimentazione
Ruzza: “Avanti con la piattaforma per il biglietto unico dei trasporti regionali”
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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” CETO MEDIO, 280 RICHIESTE DI AIUTO ALL’AGENZIA DELL’ABITARE servizi alle pag. 6-7
SPORT E TERRITORIO: NUOVI GRANDI IMPIANTI E STRUTTURE DI QUARTIERE PER VENEZIA servizio a pag. 8
VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO
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Torna l’influenza, al via la campagna vaccinale con tre novità nel veneziano
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Regione Veneto al banco di prova del bilancio
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito. segue a pag. 5
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
VENEZIA, VIA LIBERA ALLE CENERI DEGLI ANIMALI ACCANTO AI DEFUNTI
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l Comune di Venezia ha introdotto una nuova regolamentazione che consente di conservare le ceneri dei propri animali d’affezione accanto alla sepoltura di un familiare nei cimiteri comunali. La misura, presentata dagli assessori Paolino D’Anna e Paolo Romor insieme ai dirigenti del Comune, risponde al profondo legame affettivo con i propri animali offrendo una soluzione rispettosa all’interno degli spazi pubblici. Le nuove regole stabiliscono che l’urna avrà una funzione esclusivamente accessoria e commemorativa rispetto alla tomba della persona e non potrà mai essere collocata nello spazio destinato al feretro o ai resti umani. Per ogni sepoltura sarà consentita una sola urna, che potrà contenere le ceneri di un massimo di due animali d’affezione. Le modalità previste sono tre: per le sepolture a terra l’urna potrà essere sistemata in un apposito vano nella lapide o nel copritomba; per loculi, ossari e cinerari potrà essere collocata all’esterno della lastra di chiusura; nelle tombe di famiglia dovrà trovare posto in uno spazio apposito e distinto. In tutti i casi il gestore dei servizi cimiteriali dovrà verificarne la compatibilità tecnica, la stabilità e la sicurezza, e il contenitore dovrà essere fissato in modo stabile e riportare una targhetta con la dicitura “Urna cineraria animale”, mentre sulla lapide sarà ammessa una fotografia della persona sepolta insieme al proprio animale. Nella disciplina rientrano tutti gli animali detenuti per compagnia o per ragioni affettive, come cani, gatti, conigli domestici, piccoli roditori, uccelli da compagnia, pesci ornamentali, tartarughe e piccoli rettili domestici, mentre sono esclusi gli animali da allevamento o destinati alla produzione alimentare, la fauna selvatica o protetta e gli animali di dimensioni non compatibili con le modalità di collocazione previste.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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La città permette di conservare le ceneri degli animali accanto ai familiari
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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di Venezia e Mestre è una testata giornalistica di proprietà di
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Questa edizione raggiunge i quartieri di Venezia e Mestre per un numero complessivo di 80.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Emergenza casa/1. Venezia aggiorna le regole per gli affitti a canone concordato
CASA, L’EMERGENZA ARRIVA AL CETO MEDIO: SONO GIA’ 280 I VENEZIANI CHE HANNO CHIESTO AIUTO S ono già 280 i veneziani che si sono rivolti all’Agenzia dell’Abitare, nata nel 2025 per dare una risposta a chi si trova in emergenza abitativa o rischia lo sfratto. Un numero che racconta quanto la questione casa sia diventata centrale in una città dove la difficoltà di trovare un affitto sostenibile coinvolge non soltanto le fasce più fragili, ma anche lavoratori, giovani, studenti e famiglie che non possono accedere all’edilizia residenziale pubblica e faticano a sostenere i prezzi del mercato privato. È in questo quadro che entra in vigore il nuovo Protocollo integrativo dell’Accordo territoriale per il Comune di Venezia, sottoscritto dalle associazioni della proprietà edilizia e dalle organizzazioni sindacali degli inquilini. All’incontro ha partecipato, per l’Amministrazione comunale, l’assessora alle Politiche abitative Ermelinda Damiano. Il Protocollo aggiorna l’Accordo territoriale del 2018 e adegua i criteri delle locazioni a canone concordato alle caratteristiche attuali degli immobili. Tra le novità figurano un sistema più graduale di premialità legato alle classi energetiche e l’estensione dei contratti transitori a liberi professionisti e lavoratori autonomi. Nella valutazione entrano inoltre dotazioni legate a sicurezza, accessibilità e sostenibilità, dagli impianti fotovoltaici alla
ricarica dei veicoli elettrici. Il canone concordato diventa così uno degli strumenti con cui intervenire su un mercato abitativo sempre più difficile da affrontare. Accanto alle nuove regole opera l’Agenzia dell’Abitare, che oltre a sostenere chi si trova in emergenza o a rischio
sfratto cerca di favorire l’incontro tra domanda e offerta nel mercato delle locazioni private. “L’A genzia può contare su 64 posti letto in 16 appartamenti per le emergenze temporanee, da tre a sei mesi, e su altri 25 posti per necessità inferiori ai tre mesi”, ha spiegato Damiano. Tre
gli sportelli attivi, uno nel centro storico e due in terraferma. Sul fronte dell’edilizia sociale, il regolamento comunale ha fissato canoni di 3,89 euro al metro quadrato al mese in terraferma, 5,33 nel centro storico e 4,66 nelle isole, mentre la programmazione prevede circa 200 alloggi. Dal 2025 è attiva anche la formula dell’autorestauro, che permette agli assegnatari di anticipare i lavori necessari negli alloggi comunali recuperando poi la spesa attraverso lo scomputo dal canone. Il modello viene ora esteso a Sant’Erasmo, con un bando per nove alloggi rivolto soprattutto alla fascia media che non può accedere all’edilizia residenziale pubblica. “Trovare un punto di equilibrio tra esigenze diverse non è mai semplice, soprattutto quando si interviene su una questione così delicata e determinante per la qualità della vita di lavoratori, studenti e famiglie”, ha sottolineato Damiano. Per Venezia la sfida, dunque, non è soltanto dare una risposta a chi una casa rischia già di perderla, ma aumentare l’offerta di alloggi accessibili prima che la difficoltà di trovare o pagare un affitto si trasformi in emergenza. Una partita che riguarda anche la capacità della città e delle isole di mantenere residenti, famiglie e lavoratori. • Guendalina Ferro
Affitti, il canone premia le case più efficienti
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fficienza energetica, sicurezza e accessibilità entrano sempre di più nel calcolo degli affitti a canone concordato. È uno degli aspetti del nuovo Protocollo integrativo dell’Accordo territoriale per il Comune di Venezia evidenziati dal Sicet Venezia, Sindacato Inquilini Casa e Territorio, tra le organizzazioni firmatarie dell’intesa. A illustrarne le novità è Victoria Pistol, che parla di “un segnale positivo per il mercato veneziano delle locazioni”. Secondo quanto evidenziato dal sindacato, per gli immobili nelle classi energetiche A e B sono previste premialità fino al 15 per cento
nella determinazione del canone, mentre per quelli nelle classi F e G, o con scarsa manutenzione, le riduzioni possono arrivare al 10 per cento. Ma non sarà soltanto la classe energetica a fare la differenza. Il Protocollo valorizza caratteristiche che incidono concretamente sulla qualità dell’abitare: porta blindata, sistemi di allarme e rilevazione dei fumi, ascensore e soluzioni per superare le barriere architettoniche, oltre a fotovoltaico certificato e infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. I contratti transitori vengono inoltre estesi a liberi professionisti e lavoratori autonomi. Per Pistol, però,
l’accordo assume valore anche nella prevenzione dei conflitti tra proprietari e inquilini. “Dietro ogni accordo territoriale c’è un lavoro quotidiano che nasce molto prima della firma di un contratto e continua ben oltre”, spiega, richiamando l’attività degli sportelli Sicet nell’informazione, nella verifica dei requisiti e nel calcolo corretto del canone. La chiarezza iniziale diventa quindi una forma di tutela per entrambe le parti: conoscere i criteri con cui viene determinato l’affitto può evitare incomprensioni e successive controversie. Un passaggio che, secondo Pistol, contribuisce a
rendere il canone concordato un’alternativa al libero mercato, premiando allo stesso tempo gli immobili sui quali i proprietari investono in sicurezza, accessibilità e sostenibilità. • (G.F.)
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7 Emergenza casa/2. L’analisi del presidente Ater Venezia Pierfrancesco Munari
IMMOBILI DA RECUPERARE: OLTRE IL 30% DEGLI ALLOGGI IN GESTIONE È SFITTO
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ulla situazione dell’edilizia pubblica nel veneziano fa il punto il presidente dell’Ater Venezia l’avvocato Pierfrancesco Munari, che è anche sindaco di Cavarzere. Un incarico che Munari ha assunto da qualche mese, ma sul quale ha le idee chiare, in particolar modo sulle azioni da portare avanti prioritariamente. “Fin dal mio insediamento alla presidenza di Ater Venezia - dice Munari - ho voluto scattare una fotografia chiara dell’azienda, richiedendo un report dettagliato per ciascuno dei 44 Comuni che fanno parte
Pierfrancesco Munari
della Città Metropolitana. Ater Venezia, va detto subito, è quella che gestisce il patrimonio più vasto del Veneto, con quasi 11.000 alloggi, ma presenta anche l’indice di case vuote non assegnate più alto della Regione Veneto, superando il 30%”. Un dato, quest’ultimo, che richiede tuttavia secondo Munari un’attenta contestualizzazione: “In primo luogo - dice - non tutte le unità vengono conteggiate come abitazioni effettivamente disponibili. Molti immobili, risalenti al secondo dopoguerra e agli anni Cinquanta e Sessanta, come accade anche a Cavarzere
dove tra Ater e Comune si contano oltre 700 unità, sono ormai ridotti a ruderi da demolire, pur figurando ancora a catasto come abitazioni. In secondo luogo, la concentrazione di quasi 5.000 alloggi nel centro storico e nelle isole di Venezia comporta costi di manutenzione e riatto tre volte superiori rispetto alla terraferma”. La priorità assoluta dell’azienda perciò è reperire risorse per le sistemazioni e il riutilizzo delle case. “Ci aiutano in questa sfida - sottolinea Munari sia il Piano Nazionale Casa con 970 milioni di euro, sia il piano regionale da 50 milioni di eurosuddivisi tra edilizia residenziale pubblica (Erp) per 25 milioni e sociale (Ers) per 25 milioni. Gli uffici sono già al lavoro sui Progetti di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte) per farsi trovare pronti e accelerare i cantieri. La mission del mio mandato è chiara: riattare e consegnare il maggior numero possibile di case”. Accanto all’Erp, Ater gestisce gli alloggi non Erp dedicati alla fascia media di popolazione, il cosiddetto social housing, rivolto a chi supera i limiti di reddito per l’edilizia popolare ma non può accedere al mercato libero. “Su questo fronte - spiega Munari - abbiamo stipulato diverse convenzioni con la Questura, con le forze dell’ordine e vari enti territoriali, garantendo canoni calmierati attorno ai 400 euro. I proventi di questi affitti servono proprio a finanziare il recupero degli alloggi Erp. Tra le ultime novità, la
firma dell’accordo con i Vigili del Fuoco per la consegna di 5 alloggi pronti, che si aggiungono ad altri 29 in terraferma e allo sblocco di 19 alloggi Erp a Campo Marte entro fine anno. Gli obiettivi di mandato puntano anche alla riduzione degli alloggi sfitti e della morosità, anche questa la più elevata tra le Ater venete, attraverso una programmazione rigorosa”. Infine un inciso su Cavarzere: “A Cavarzere - conclude Munari - sono in
fase di sistemazione 6 alloggi Erp in via Spalato e altri 14 non Erp realizzati tramite fondi Pinqua, con le prime graduatorie già avviate e le successive in uscita a fine mese. Un investimento importante per il territorio. È stato inoltre pubblicato il nuovo bando Erp per l’aggiornamento della graduatoria, a testimonianza di un impegno concreto e continuativo”. • Alessandro Abbadir
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Primo vertice tra Venturini e il rettore Sgarbi: intesa su casa, cultura e servizi per i giovani
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n nuovo rapporto tra Venezia e Ca’ Foscari, con particolare attenzione alle esigenze dei giovani che scelgono la città per studiare, insegnare o lavorare. È il tema al centro del primo incontro tra il sindaco Simone Venturini e il neo rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Marco Sgarbi, avvenuto mercoledì 7 ottobre a Ca’ Farsetti. Sul tavolo soprattutto la residenzialità studentesca e l’accesso alla vita culturale veneziana da parte delle studentesse e degli studenti universitari. Comune e ateneo puntano a rafforzare il modello di Venezia Città Campus, con una collaborazione più stretta anche su mobilità, collegamenti e servizi. Venturini ha parlato di una forte sintonia con il nuovo rettore e della necessità di garantire condizioni migliori a chi sceglie Venezia per vivere il proprio percorso universitario. L’amministrazione, ha spiegato, vuole lavorare con Ca’ Foscari sulla residenzialità, sulla mobilità, sull’accesso alla cultura e più in generale sui servizi destinati a studenti, docenti e personale
tecnico-amministrativo. Tra gli obiettivi indicati dal sindaco c’è anche l’aumento dell’offerta di posti letto in città, per fare in modo che i giovani non arrivino a Venezia soltanto per studiare, ma possano scegliere di viverla, partecipare alla sua vita culturale e sociale e, una volta conclusi gli studi, trovare opportunità per costruire qui il proprio futuro. Il rettore Sgarbi ha sottolineato come il confronto con il Comune parta dalle esigenze quotidiane degli studenti, a cominciare da casa, trasporti e offerta culturale, per arrivare a progetti strategici per lo sviluppo della città. Nel suo mandato, ha spiegato Sgarbi, Ca’ Foscari dovrà essere una stabile alleata di Venezia, un’università civica e attiva, capace di mettere le proprie competenze al servizio dello sviluppo del territorio e del suo rilancio culturale ed economico, collaborando con imprese e istituzioni. Tra le priorità indicate dal rettore ci sono risposte chiare e misurabilialle esigenze della città e dei giovani che la vivono.
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LA CITTÀ
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L’investimento. Un piano strategico tra grandi opere, riqualificazioni e sport di prossimità per valorizzare i quartieri
SPORT, GRANDI IMPIANTI E STRUTTURE DI QUARTIERE: INVESTIMENTI DIFFUSI U n piano capillare da milioni di euro per rinnovare la rete sportiva veneziana, coniugando i grandi progetti infrastrutturali con la cura quotidiana dei quartieri, delle isole e della terraferma. È questa la strategia dell’Amministrazione comunale di Venezia, mirata a garantire a cittadini, atleti e associazioni impianti sicuri, moderni e funzionali. L’iniziativa punta a sostenere lo sport di base, le discipline tradizionali, l’attività paralimpica e le nuove pratiche giovanili come lo skateboard e il pump track. Come sottolineato dalle cariche istituzionali, la qualità degli spazi sportivi rappresenta un pilastro fondamentale per la coesione sociale, la crescita dei giovani e il benessere delle famiglie. Il programma unisce opere in corso, finanziamenti approvati e nuove progettazioni suddivise per aree, a partire da Favaro Veneto e Tessera, dove è stato completato il nuovo impianto polivalente indoor di via del Granoturco per circa 9 milioni di euro, dotato di una capienza di
mille posti e pensato anche per l’attività paralimpica, affiancato dall’ampliamento e dalla riqualificazione termica della palestra Rodari e dai lavori in corso per il nuovo stadio e la nuova arena a Tessera. A Mestre e alla Bissuola prosegue la ristrutturazione dello Stadio Baracca e l’avvio del cantiere al Parco Albanese per la nuova pump track e il recupero delle strutture, per un totale di oltre 2 milioni di euro, a cui si aggiungono il rifacimento dei campi da basket e pallavolo alla Bissuola, l’efficienza energetica dei punti luce all’Atletica San Giuliano e la riqualificazione della bocciofila del Piraghetto. A Marghera è in corso l’ampliamento dello skate park nell’area di via Trieste, un investimento da 1,8 milioni di euro finalizzato alla rigenerazione urbana e alla promozione delle nuove discipline per i giovani, mentre a Chirignago, Zelarino, Asseggiano e Trivignano figurano il nuovo manto in erba sintetica per il campo da calcio di Zelarino, il rifacimento del sintetico per
il calcio a 5 ad Asseggiano, e lavori di impermeabilizzazione e manutenzione straordinaria alla piscina di via Calabria e alla palestra di Trivignano. Nel territorio di Venezia, delle isole e del Lido, a Sacca Fisola è in corso la realizzazione di un nuovo campo da allenamento calcistico, a Sant’Alvise e alla Giudecca si lavora sull’adeguamento delle strutture remiere e della Canottieri, e si registrano inter-
venti significativi per la manutenzione straordinaria dei campi di Cannaregio, Lido, Murano, Pellestrina e San Pietro in Volta. La strategia comunale dedica grande attenzione anche alla sostenibilità energetica, avendo attivato negli ultimi anni un programma da quasi 3,8 milioni di euro per centrali termiche, infissi, illuminazione a LED e impianti fotovoltaici diffusi su tutto il territorio. Accanto agli
investimenti materiali, l’Amministrazione conferma il forte legame con le associazioni sportive e il volontariato, veri motori educativi della comunità, concretizzato anche attraverso i voucher 6Sport e 6Sport+1, contributi individuali da 180 euro destinati alle famiglie per favorire l’avvicinamento dei più piccoli alla pratica sportiva tramite le società accreditate del territorio.
PARCHEGGIO “CA’ MARCELLO STAYCITY”, GESTIONE AD AVM
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a Giunta comunale di Venezia ha approvato l’integrazione del contratto di servizio con AVM Spa per affidare alla società la gestione del parcheggio pubblico “Ca’ Marcello StayCity”, situato in via Ca’ Marcello a Mestre. Il provvedimento interessa complessivamente 260 posti auto e 96 posti moto all’interno dell’autosilo, oltre a 30 stalli a raso. L’intervento punta a offrire una risposta concreta alle esigenze di mobilità nella zona, integrando spazi realizzati durante la trasformazione urbanistica dell’area. I posti in struttura saranno destinati prioritariamente, secondo le graduatorie vigenti del bando per l’Autorimessa comunale, a persone fisiche
e giuridiche, inclusi i titolari di contrassegno disabili. L’accettazione del posto a Ca’ Marcello sarà facoltativa e non comporterà la perdita
della posizione acquisita per Piazzale Roma. La tariffa mensile sarà di 120 euro, IVA inclusa, in regime di abbonamento. Successivamente
alla prima fase dedicata agli aventi diritto, eventuali stalli residui saranno assegnati in ordine cronologico. A seguito di un investimento di circa 603.800 euro da parte di AVM, la struttura sarà automatizzata, dotata di telecamere di sicurezza collegate alla Smart Control Room e presidiata da servizi di vigilanza con ronde. Per i 30 posti a raso esterni si applicheranno invece le tariffe della sosta a pagamento della Zona 1 di Mestre (1,20 euro l’ora, dal lunedì al sabato nelle fasce orarie 8-13 e 15-20). L’apertura dell’area di sosta è programmata per il secondo trimestre del 2027.
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PAVIMENTAZIONE PIAZZA SAN MARCO: CONCLUSI I LAVORI T È
Nuova luce alla pista di atletica San Giuliano: intervento da 170mila euro
giunto formalmente a conclusione sul piano tecnico l’importante intervento di restauro, consolidamento e messa in sicurezza delle pavimentazioni di Piazza e Piazzetta San Marco, danneggiate in modo significativo dalle maree eccezionali del 2019. Con la sottoscrizione del certificato di collaudo da parte del Comune e delle ditte coinvolte, è stata ufficialmente attestata la regolarità dei lavori, chiudendo un cantiere che ha visto la posa dell’ultimo masegno restaurato lo scorso 27 marzo. L’opera ha interessato una superficie complessiva di circa 4.934 metri quadrati, affrontando una sfida ingegneristica e monumentale di altissimo profilo per tutelare uno degli spazi storici più celebri al mondo. Il cantiere, del valore di quasi 3,5 milioni di euro, si è reso necessario a causa dell’azione del moto ondoso e delle eccezionali mareggiate che avevano eroso il sottofondo in sabbia dei masegni, causando cedimenti strutturali, fessurazioni e instabilità della superficie lapidea. Le lavorazioni hanno previsto la rimozione progressiva, l’esame, la catalogazione numerata e il successivo riposizionamento dei masegni in trachite e
delle caratteristiche fasce in pietra d’Istria, rispettando rigorosamente la sequenza storica originaria. Accanto a ciò, sono stati eseguiti interventi di consolidamento del sottofondo, la rimessa in quota degli elementi, nonché restauri specifici sulle basi delle colonne di Marco e Todaro e sulle protezioni dei pili portabandiera. Lavorare nel cuore di Venezia ha richiesto un delicato equilibrio tra la tutela del patrimonio artistico, le esigenze delle attività commerciali, il flusso turistico e il
calendario degli eventi cittadini, riducendo al minimo i disagi per residenti e visitatori. La complessità dell’intervento ha inoltre offerto straordinarie opportunità di ricerca: gli scavi e i sondaggi effettuati sotto la pavimentazione hanno permesso di riportare alla luce stratificazioni storiche e importanti testimonianze archeologiche, documentate in stretta collaborazione con la Soprintendenza. Tra queste figurano livelli pavimentali più antichi e resti di grande valore storico, come una sepoltura e altre evidenze collegate all’antica chiesa di San Geminiano, che arricchiscono ulteriormente la conoscenza della millenaria storia della Piazza. L’Amministrazione comunale ha sottolineato che la conclusione di questo collaudo rappresenta un traguardo fondamentale per curare le ferite lasciate dall’Acqua Granda, ma non costituisce un punto d’arrivo isolato. I progetti per la salvaguardia dell’Area Marciana e delle sue rive proseguono infatti attraverso un percorso organico mirato a coniugare la conservazione della memoria storica con la sicurezza e la piena fruibilità quotidiana di un patrimonio unico al mondo.
renta nuovi corpi illuminanti a basso consumo sostituiranno a breve le vecchie apparecchiature installate sulle quattro torri faro del Centro Atletica San Giuliano. Sono in corso i lavori per il rinnovamento dell’illuminazione della pista, un intervento pensato per rendere l’impianto più efficiente, moderno e sostenibile, migliorando al tempo stesso la qualità dell’illuminazione a servizio delle attività sportive. L’opera ha un valore complessivo di 170 mila euro, di cui 100 mila euro finanziati dalla Regione del Veneto. La sostituzione degli impianti esistenti consentirà di ridurre i consumi energetici e i relativi costi di gestione, grazie all’installazione di apparecchiature di nuova generazione caratterizzate da una maggiore efficienza e da un minore impatto energetico. Qualche settimana fa l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Brunello ha effettuato un sopralluogo al Centro Atletica San Giuliano per verificare direttamente lo stato di avanzamento dei lavori e fare il punto sulle prossime fasi dell’intervento, la conclusione dei lavori è prevista il prossimo mese di ottobre. “Continuiamo a lavorare per rendere gli impianti comunali sempre più efficienti e accoglienti - spiega l’assessore Brunello - Con questo finanziamento regionale lo scorso anno abbiamo riqualificato il campo sportivo di Zelarino e oggi interveniamo sulla pista di atletica di San Giuliano, due strutture importanti per la nostra comunità che ogni giorno accolgono tanti giovani e tante famiglie. Il lavoro non si ferma qui. A breve partiranno nuovi interventi di efficientamento anche al Lido di Venezia, mentre sono in corso i lavori per la realizzazione dei campi sintetici a Pellestrina e Sacca Fisola. Sono tutti interventi concreti, che ci permettono di migliorare progressivamente i nostri impianti per garantire spazi adeguati e sicuri alla cittadinanza”.
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La rassegna. Al via la quattordicesima edizione della rassegna dedicata all’infanzia
“DRITTI SUI DIRITTI”, OLTRE 55 APPUNTAMENTI IN CITTÀ PER TUTELARE I BAMBINI P rende il via la quattordicesima edizione di “Dritti sui Diritti - Anche ad ottobre mi affido!”, la rassegna promossa dall’assessorato alla Coesione sociale del Comune di Venezia attraverso il Servizio infanzia e adolescenza. L’iniziativa propone oltre 55 appuntamenti tra ottobre e novembre, coinvolgendo circa 77 realtà del territorio tra enti pubblici, associazioni, Terzo settore, privato sociale e cittadini, distribuiti tra Venezia, Mestre, la terraferma e Marcon. Il filo conduttore richiama gli articoli 3, 19 e 20 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, mettendo al centro il superiore interesse del minore, la protezione da ogni forma di abuso o trascuratezza e il diritto a forme alternative di accoglienza e protezione quando la famiglia d’origine si trovi in difficoltà temporanee. Sul fronte dell’accoglienza, la rete citta-
dina conta attualmente circa 70 famiglie impegnate nell’affido, mentre altre 40 hanno completato il percorso formativo al Centro per l’Affido e sono pronte ad accogliere bambini e ragazzi. A queste si affiancano i percorsi dedicati a circa 30 minori stranieri non accompagnati e le esperienze di solidarietà familiare, che offrono un supporto concreto nella quotidianità, dai compiti alle attività sportive. Tra gli appuntamenti principali del calendario, si sono già svolti con successo quelli della prima parte di ottobre: l’evento inaugurale del 3 ottobre in Piazza Ferretto a Mestre, intitolato “Sulle tracce dell’affido”, e la crociera in laguna “Sulla rotta della solidarietà” dedicata ai “Cittadini affidabili 2026”, tenutasi il 7 ottobre con partenza da Riva dei Sette Martiri. Il programma proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori iniziative di
sensibilizzazione, incontri formativi e momenti culturali, tra cui le proiezioni del film “Per un po’” in programma il 14 ottobre al cinema Giorgione di Venezia e il 21 ottobre al cinema Dante di Mestre, oltre a un corso intensivo di formazione per aspiranti affidatari previsto a fine mese. Spazio importante anche alla prima infanzia con il convegno “Alleanze di comunità. Da 0 a 3… 1000 giorni in rete”, che si terrà il 30 ottobre alle Procuratie di Piazza San Marco per approfondire il sostegno alla genitorialità nella fascia d0-3 anni. Le iniziative continueranno per tutto il mese di novembre, culminando nelle celebrazioni per la Convenzione ONU e nella presentazione del progetto di songwriting “Via delle finestre accese. Una canzone per l’affido”, a conferma dell’impegno corale della comunità veneziana nella tutela e nella crescita dei più giovani.
Al via il nuovo anno accademico dell’Università del Tempo Libero
L
’assessore alla Coesione Sociale e alle Pari Opportunità, Ermelinda Damiano, è intervenuta all’Auditorium della Città Metropolitana di Venezia in Via Forte Marghera, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, all’inaugurazione del nuovo anno accademico 2026-2027 dell’Università del Tempo Libero (UTL) di Mestre, con lei erano presenti anche consiglieri di Municipalità. “È un grande piacere portare i saluti del sindaco Simone Venturini e dell’Amministrazione a questa importante realtà cittadina - ha dichiarato Damiano nel suo intervento - Vedere una partecipazione così numerosa conferma il valore straordinario dell’UTL. Questa associazione, attiva fin dal 1987, rappresenta una vera e propria istituzione per il territorio e un presidio fondamentale di cultura, socialità e inclusione. Come istituzione siamo chiamati a supportare e valorizzare al massimo la vostra ricca offerta formativa e didattica. Con la mia presenza voglio rinnovare il legame storico con il Comune di Venezia, pronti a tracciare insieme nuovi percorsi di conoscenza e di cittadinanza attiva”.
L’evento si è aperto con l’intervento della presidente dell’UTL, Daniela Cornaviera, che ha illustrato gli obiettivi e i programmi del nuovo anno sociale. A seguire la pillola di Storia del Teatro dinamica e divertente intitolata “La Commedia dell’Arte. Cultura e divertimento senza tempo”, scritta e interpretata dal regista e attore Vanni Carpenedo, che ha intrattenuto la platea con la tradizione e la sapienza tecnica delle maschere classiche. L’Università del Tempo Libero continua a offrire ai suoi associati una più attiva ed appagante partecipazione alla vita cittadina attraverso corsi accademici, laboratori, conferenze e viaggi socioculturali. Il piano didattico spazia dalla letteratura al cinema, dalla storia di Venezia alla geopolitica e alla storia dell’arte, affiancando lezioni di lingue, informatica e attività motorie, tutte curate da personale volontario specializzato. Per iscrizioni, informazioni e per seguire in tempo reale il calendario delle attività e delle uscite culturali è possibile consultare il sito internet www.utlmestre.it o contattare la segreteria ai numeri 041 984529 o 333 8890222.
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L’INTEGRAZIONE COMINCIA DALLA LINGUA
Laura Besio: «Prima di costruire spazi, dobbiamo costruire relazioni»
rima di essere una questione di tradurre anche sul piano delle penso sia giusto che una mamma urbanistica, l’integrazione è politiche regionali, incoraggiando non riesca a capire quello che una questione culturale. È il la conoscenza dell’italiano tra gli l’insegnante sta dicendo sul proprio punto di partenza della riflessione assegnatari di un alloggio pubblico. figlio e debba chiedere al bambino della consigliera regionale Laura Grazie a questo lavoro, un di tradurre. E non lo dico contro Besio, che in questi mesi ha emendamento Fratelli d’Italia nella quella mamma. Lo dico anzitutto riportato al centro del dibattito un legge regionale n. 18 ha introdotto per lei e per il bambino. Un figlio tema fondamentale: la conoscenza per la prima volta la promozione, non deve mai diventare il mediatore della lingua italiana come primo da parte della Regione, di corsi linguistico dei propri genitori. e indispensabile strumento di di italiano per gli assegnatari di Multiculturalismo è una cosa, ma integrazione. «La lingua non è una alloggi ERP, in collaborazione con integrazione è qualcosa di più. barriera che imponiamo a chi arriva, ATER, Comuni e altri soggetti, Non significa chiedere a nessuno ma lo strumento che consente a fino alla possibilità di conseguire di rinunciare alla propria identità, Laura Besio una persona di essere autonoma, la certificazione A2. «Saper bensì costruire una base comune conoscere diritti e doveri, capire parlare e capire l’italiano aiuta chi sulla quale incontrarsi». responsabilità». Ed è proprio in una comunicazione del Comune, abita a conoscere e rispettare le È una prospettiva che si intreccia questa prospettiva, secondo Besio, rapportarsi con scuola, sanità regole, a essere più autonomo e a inevitabilmente anche con il segretaria della commissione e istituzioni, o semplicemente partecipare pienamente alla vita del dibattito sulla moschea a Mestre. regionale Legalità, che la comprendere come fare una territorio. Ma anche, e qui voglio «Non dobbiamo pensare che conoscenza della lingua italiana raccolta differenziata o le regole essere chiara, a impedire alibi per l’integrazione possa essere assume un valore ancora più ampio. condominiali. Senza la lingua non evitare responsabilità». risolta semplicemente mettendo «Se vogliamo davvero evitare la ASCOLTACI SU SCARICA L’APP ci si integra: ci RADIO vuole tanto per Il tema diventa ancora più delicato a disposizione uno spazio fisico. formazione di comunità separate, WWW.VENETO24.IT VENETO24 capirlo?». quando riguardaAscoltaci i bambini. Besio, Un luogo di culto, dain solo, non sul dobbiamo investire sulla lingua SUL TUO PC O ALEXA in tutto il Veneto auto SUL TUO SMARTPHONE Un principio che la consigliera, già Assessore alle politiche crea integrazione. L’integrazione italiana, sulla scuola, sulla eletta nello scorso novembre tra educative, richiama il rapporto tra nasce dalla capacità di conoscersi, conoscenza reciproca e sulla le fila di Fratelli d’Italia, ha cercato famiglie straniere e scuola: «Non capirsi, condividere regole e responsabilità.».
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ATTUALITÀ
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Quarta edizione. Il prossimo appuntamento in programma dal 30 settembre al 3 ottobre 2027
Successo all’Arsenale: oltre 15mila visitatori per il Salone dell’Alto Artigianato Italiano O ltre 15mila visitatori, quattro giorni di apertura, 163 artigiani provenienti da ogni regione italiana, un centinaio di dimostrazioni dal vivo oltre ad approfondimenti, presentazioni e incontri con il pubblico: si chiude con successo la quarta edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano, che ha riportato all’Arsenale di Venezia il meglio del saper fare italiano.
Dal legno al vetro, dalla moda alla gioielleria artistica, dalla ceramica alle lavorazioni dei metalli, dalle eccellenze nell’arredo alle arti decorative, la manifestazione ha offerto ai visitatori un viaggio attraverso le tradizioni produttive dei territori italiani, raccontando storie di competenza, creatività, innovazione e passione. Un patrimonio di conoscenze che continua a rappresentare una delle
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espressioni più autentiche dell’identità culturale ed economica del Paese. “Anche questa quarta edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano si conclude con risultati straordinari che testimoniano la vitalità e la forza di un comparto che rappresenta una parte fondamentale della nostra identità nazionale. È un arrivederci all’anno prossimo e lo facciamo con l’annuncio del salone 2027 dal 30 settembre al 3 ottobre prossimi” ha commentato il sindaco di Venezia, Simone Venturini. “Il successo di pubblico e la qualità delle realtà presenti dimostrano che esiste un grande interesse verso il lavoro degli artigiani, custodi di saperi preziosi che meritano di essere promossi e tramandati. Particolarmente significativa è la presenza delle nuove generazioni, che hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi a mestieri e competenze capaci di coniugare tradizione e innovazione. Investire nei giovani significa garantire continuità a un patrimonio di conoscenze unico e offrire nuove prospettive di crescita professionale e imprenditoriale – ha concluso il primo cittadino - A tutti gli artigiani, agli organizzatori, ai partner e ai visitatori va il più sincero ringraziamento dell’Amministrazione comunale per aver contribuito a rendere questa manifestazione un momento di grande valore per la città”. Per quattro giorni il cuore produttivo della Serenissima è stato il luogo dell’incontro tra maestri artigiani, imprese, istituzioni, professionisti, operatori del settore, scuole e pubblico, confermandosi uno spazio privilegiato di dialogo tra tradizione e contemporaneità. Migliaia di persone hanno potuto conoscere da vicino tecniche antiche e lavorazioni portate avanti con passione e sacrificio, osservando gli artigiani all’opera e riscoprendo il valore del lavoro manuale, della qualità e dell’unicità dei prodotti. “Questa edizione conferma la maturità raggiunta da un progetto che anno dopo anno continua a crescere, ampliando la propria capacità di attrazione e consolidando la propria autorevolezza a livello nazionale. In questi giorni abbiamo visto l’Arsenale popolarsi di storie, talenti, competenze e relazioni che rappresentano il vero patrimonio dell’artigianato italiano. Come avviene per il Nautico, anche il Salone dell’Artigianato è un’occasione concreta per creare connessioni, generare opportunità e raccontare il valore di imprese che ogni
giorno tengono vivo un settore guardando al futuro” aggiunge Fabrizio D’Oria, direttore generale di Vela spa che organizza il Salone per conto del Comune di Venezia. La crescita del Salone si inserisce nel più ampio percorso di consolidamento delle competenze sviluppate da Vela spa nel settore delle manifestazioni di qualità. L’Amministratore unico Piero Rosa Salva evidenzia come l’evento rappresenti un ulteriore tassello nella strategia della società, coerente con gli indirizzi dell’Amministrazione comunale, finalizzata a promuovere Venezia come sede di appuntamenti di alta qualità. Oltre a essere una vetrina delle eccellenze produttive italiane, il Salone ha confermato la propria vocazione culturale, promuovendo una riflessione sui temi cruciali per il futuro del settore: il ricambio generazionale, la formazione delle nuove maestranze, la tutela dei mestieri tradizionali e il riconoscimento dei saper fare come patrimonio culturale da preservare. Gli incontri ospitati all’Arsenale hanno coinvolto istituzioni, associazioni, imprese e artigiani – dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Azienda Speciale Opportunità e Mercati alla Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio, dall’Ufficio UNESCO del Comune di Venezia alla CNA Metropolitana di Venezia, dal Consorzio Promovetro Murano alla Scuola Grande di San Rocco, dall’Archivio delle Mani Maestre a MUVE Academy - in un confronto che ha messo al centro il valore del lavoro manuale e il ruolo strategico dell’artigianato nello sviluppo delle comunità e dei territori. Molto partecipate le proiezioni dei documentari che hanno approfondito
la storia e le tecniche di realizzazione della murrina veneziana così come il racconto intorno alla trasmissione dei saperi dei mestieri tipici della laguna di Venezia, raccontati attraverso le sue attività storiche, le produzioni d’eccellenza – come il vetro, la murrina e il merletto - e le competenze che ne hanno plasmato l’identità nel corso dei secoli. Il Salone è stato anche l’occasione per esporre progetti speciali tra cui “Materia VIVA – Forme in divenire”, ideata da Fondo Plastico, che racconta il valore dell’artigianato contemporaneo, e “Trama” della designer Marta Naddeo che ha presentato in anteprima la collezione di oggetti per l’interior design in ottone realizzati da “Le luci artigiane”. La partecipazione della Tesa 113 del MUVE ha ulteriormente arricchito il percorso espositivo, creando un collegamento diretto tra il patrimonio culturale veneziano e il ricambio generazionale. “La risposta ricevuta dagli espositori, dal pubblico e dagli operatori del settore ci restituisce la fotografia di una manifestazione ormai riconosciuta come uno degli appuntamenti più importanti in questo ambito - sottolinea Alberto Bozzo, direttore commerciale del Salone. - Abbiamo lavorato per offrire un’esperienza capace di valorizzare le persone prima ancora dei prodotti, mettendo al centro il sapere, la qualità e l’autenticità che caratterizzano il lavoro artigiano. Il Salone ha saputo costruire un racconto corale dell’Italia delle eccellenze. È da questa consapevolezza che ripartiremo per costruire la prossima edizione”. • Redazione Venezia
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ECONOMIA
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L’allarme. Tra ricambio generazionale, rincari energetici e nuove strategie per salvare migliaia d’imprese
CNA Veneto: il bilancio dei 50 anni Porto Marghera, nuovi investimenti e progetti per il polo industriale e la sfida della “Staffetta artigiana”
F
esteggiare mezzo secolo di attività guardando dritto alle urgenze del presente. È con questo spirito che CNA Veneto ha trasformato la propria assemblea celebrativa in un momento di analisi profonda, presentando lo studio “Staffetta artigiana” realizzato in collaborazione con il centro studi Sintesi. I dati emersi fotografano una situazione complessa: nella regione sono ben 37.000 le imprese artigiane guidate da titolari che hanno superato i sessant’anni di età. Queste realtà generano un fatturato complessivo di circa 10 miliardi di euro e danno lavoro a quasi 90.000 persone, ma rischiano concretamente di chiudere i battenti se non si troverà qualcuno pronto a raccoglierne l’eredità. La criticità maggiore riguarda le circa 27.000 ditte individuali, che rappresentano il 72% del totale e producono il 22,6% del fatturato artigiano veneto. Dalle risposte raccolte su un campione di duemila aziende emerge che il 18% degli imprenditori over 60 nutre forti dubbi sulla sopravvivenza dell’attività in assenza della propria guida. Quanto alle preferenze per il futuro, il 36% punta su un successore familiare e il 28%
guarda a un acquirente esterno, mentre solo il 10% immagina di passare la mano ai propri dipendenti. Come ha evidenziato il presidente di CNA Veneto, Moreno De Col, la chiusura di un’impresa artigiana sana non significa soltanto la perdita di una partita IVA, ma la cancellazione di competenze uniche, saperi tradizionali, relazioni territoriali e posti di lavoro. Per questo motivo, secondo l’associazione, la salute del settore non va misurata solo sulle nuove aperture, ma sulla capacità
di accompagnare le aziende storiche verso una nuova generazione di titolari. Sullo sfondo si muove un quadro economico regionale caratterizzato negli ultimi cinque anni da una crescita inferiore alla media nazionale: un incremento del PIL del 6,5% a fronte del 7,9% registrato in Italia, accompagnato dalla perdita di oltre 14.000 imprese attive e da una contrazione del comparto artigiano sceso a quota 117.404 unità (-5,2%). A pesare sul tessuto produttivo ci sono poi i costi energetici, definiti rilevanti dall’84% delle aziende, insieme ai rincari dei carburanti e alle forti preoccupazioni legate alle tensioni geopolitiche internazionali. Per invertire la rotta, CNA propone di allargare il concetto di successione aziendale oltre i confini familiari, includendo dipendenti, collaboratori, giovani artigiani o altri imprenditori. La priorità, conclude l’associazione, è costruire un ponte formativo stabile con le scuole per superare i pregiudizi culturali che ancora penalizzano i lavori manifatturieri, unendo la domanda di continuità di migliaia di imprese con l’energia e il talento dei giovani in cerca di un futuro professionale.
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uovo confronto in Regione sulla situazione e sulle prospettive del polo industriale petrolchimico di Porto Marghera. Al tavolo, coordinato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci insieme all’Unità di crisi, hanno partecipato i rappresentanti di Eni, Versalis, Enilive ed Eni Rewind, Confindustria Veneto Est e le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. A cinque mesi dall’ultimo incontro, sono stati fatti il punto sugli investimenti in corso e un aggiornamento sui nuovi progetti destinati all’area veneziana. Tra gli interventi indicati dalla Regione c’è quello di Enilive nella bioraffineria, destinato ad aumentare efficienza, capacità produttiva e flessibilità dell’impianto, anche attraverso la possibilità di utilizzare un mix più ampio di materie prime rinnovabili per la produzione di biocarburanti. Procedono inoltre gli investimenti per la funzione logistica nella chimica e le attività preparatorie per la realizzazione di un nuovo deposito criogenico. Sul fronte Versalis, va verso il completamento la quarta linea produttiva dell’impianto per il riciclo meccanico delle plastiche, mentre è in corso l’analisi di fattibilità per un ulteriore ampliamento. In fase di completamento anche gli interventi sulla stazione di distribuzione di idrogeno rinnovabile, destinata ad alimentare la flotta di autobus di AVM. Durante l’incontro è stata condivisa anche la candidatura di Porto Marghera come hub europeo per le terre rare, progetto considerato strategico dalla Regione. Eni, secondo quanto riferito da Palazzo Balbi, ha manifestato la propria disponibilità a mettere a disposizione le aree e a partecipare al progetto fin dalla fase di progettazione. «Il bilancio del confronto odierno con l’azienda e le parti sociali è stato positivo», ha dichiarato Bitonci, sottolineando la disponibilità dei partecipanti a consolidare gli investimenti già avviati e a valutare nuove opportunità per l’area. Il tavolo regionale sarà riconvocato periodicamente per monitorare l’avanzamento dei progetti. Il prossimo incontro è previsto nel primo trimestre del 2027. • (R.V.)
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SPORT
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L’intervento. La Giunta approva le modifiche strutturali per adeguare l’impianto
BOSCO DELLO SPORT: CAMBIA LA TRIBUNA OVEST U na nuova modifica entra nel progetto dello stadio del Bosco dello Sport. La Giunta comunale ha approvato una variante relativa ad alcune opere strutturali della tribuna ovest, ritenute necessarie per adeguare gli spazi alle esigenze della futura gestione dell’impianto. Il valore degli interventi aggiuntivi ammonta a 1.086.681,70 euro. La somma sarà inizialmente anticipata dal Comune, utilizzando le risorse già disponibili all’interno del quadro economico dell’opera, ma non resterà a carico dell’amministrazione: l’intero importo sarà infatti rimborsato dal concessio-
nario, Venezia F.C., che ha formalmente assunto a proprio carico i maggiori costi. La convenzione di concessione è attualmente in fase di perfezionamento. La variante, proposta dal sindaco Simone Venturini insieme all’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Brunello, interessa soprattutto la configurazione della tribuna ovest. Nel dettaglio, il progetto prevede la realizzazione di due nuovi sky box al livello 2, mentre la sala GOS e il TV Studio saranno ricollocati al livello 3. Cambierà anche la distribuzione degli spazi destinati alla stampa, con una nuova organizzazione della tribuna stampa. A
queste opere si aggiungono modifiche alle strutture prefabbricate necessarie per adeguare l’impianto alla nuova configurazione, oltre agli interventi sui parapetti e sui separatori delle tribune. La scelta di intervenire mentre il cantiere è ancora in corso è legata proprio alla natura delle opere. Le modifiche riguardano infatti elementi strutturali che, una volta completata l’attuale fase dei lavori, non potrebbero essere realizzati senza affrontare interventi successivi più complessi e onerosi. Il passaggio approvato dalla Giunta punta quindi a recepire già nella fase di realizzazione le esigenze legate
alla futura gestione dello stadio, evitando di dover intervenire successivamente sulle strutture ormai completate. Sul piano economico, l’operazione mantiene distinto il ruolo del Comune da quello del futuro concessionario: l’amministrazione provvederà all’anticipazione della spesa
attraverso le somme già presenti nel quadro economico, mentre il costo aggiuntivo sarà integralmente sostenuto dalla società Venezia. • Redazione Venezia
Nuova collaborazione tra Basket Mestre e Polisportiva Mogliano Veneto
D
opo le sinergie già avviate con Spinea e Malcontenta, il Basket Mestre ha sottoscritto un’altra collaborazione con la Polisportiva Mogliano Veneto rafforzando così il progetto del club biancorosso volto a creare una rete integrata con le più vivaci realtà cestistiche del territorio limitrofo. “Voglio ringraziare il Mogliano Basket per la splendida accoglienza, dice Samuele Marton direttore sportivo del Basket Mestre. Per noi è motivo di grande orgoglio portare il nostro progetto sportivo all’interno del PalaBerto. Coach Mattia Ferrari è una guida lungimirante, sempre
aperta a condividere la propria filosofia di gioco con gli altri tecnici. Questo accordo rappresenta un altro tassello fondamentale nel percorso che vede il Basket Mestre come punto di riferimento per il movimento locale”. A fargli eco è il responsabile del settore Basket della Polisportiva Mogliano
Veneto, Carlo Pimpinelli. “La nostra Polisportiva conta due squadre Seniores (DR1 e DR3) e circa 200 tesserati nel settore giovanile, coprendo tutte le categorie del Minibasket e Junior, inclusa quest’anno una compagine Under 13 femminile. Il nostro obiettivo principale è far crescere uomini e donne attraverso i valori dello sport, ma vogliamo anche offrire a chi ha più talento e passione l’opportunità di migliorarsi. Questa collaborazione con Mestre, grazie alla sinergia tra staff, allenatori e preparatori, eleverà le nostre capacità tecniche e organizzative, permettendo ai
nostri migliori atleti di confrontarsi con i massimi livelli giovanili. Allo stesso modo, siamo felici di accogliere nella nostra prima squadra i giovani più promettenti del Basket Mestre, dando loro lo spazio per esprimersi e maturare nei campionati Seniores”. L’accordo segna l’inizio di un percorso condiviso fatto di crescita tecnica, interscambio di atleti e valorizzazione del talento giovanile, unendo due piazze storiche e appassionate della pallacanestro veneta. • (C.A.)
Secondo posto assoluto nei 200 metri per le atlete del Trifoglio Rosa Mestre
A
l festival mondiale di Dragon Boat delle Donne in Rosa, svoltosi in Francia ad Aix-les-Bains, le atlete del Trifoglio Rosa Mestre si sono piazzate al 2° posto assoluto, su un totale di 170 equipaggi, unica squadra italiana tra le prime 20. Nella corsia dello sprint sui 200 metri e con un tempo di 54,78 secondi, le atlete del Trifoglio Rosa hanno dimostrato determinazione, spirito di squadra e una preparazione impeccabile: una gara intensa, affrontata con concentrazione, che ha premiato mesi di allenamenti, sacrifici e passione condivisa. L’evento, promosso dall’International breast cancer paddlers
DIRETTA SPO T24 T 24
commission, si svolge ogni quattro anni ed è il più importante a livello mondiale dedicato alle donne con un passato oncologico alle spalle. “Il successo ottenuto ad Aix-les-Bains rappresenta molto più di una semplice vittoria sportiva, dice la presidente dell’associazione Cristiana Csermely che vede anche le consigliere Raffaela Busetto, Ivonne Chiarin, Marzia De Lazzari e Chiara Ruaro. Il Festival Mondiale delle Donne in Rosa riunisce infatti donne provenienti da tutto il mondo che, attraverso il dragon boat, testimoniano un messaggio di forza, resilienza e rinascita. In questo contesto, il trionfo del Trifoglio Rosa Mestre assume un
valore ancora più significativo, diventando motivo di orgoglio per il territorio che rappresentiamo”. Il Trifoglio Rosa nasce nel 2011 sulle sponde della laguna veneta, all’interno della Canottieri Mestre a Punta San Giuliano. Viene praticata la disciplina del dragon boat (secondo gli insegnamenti
del medico canadese Dott. Mc Kenzie) sia per testimoniare che dopo il tumore al seno la vita continua, sia per promuovere l’importanza della prevenzione. Scopo principale dell’associazione è infatti l’organizzazione della squadra di dragon boat che dà la possibilità alle donne operate di tumore al seno di praticare l’attività sportiva come mezzo di riabilitazione psicofisica, ma anche per promuovere eventi di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno, conferenze con specialisti e manifestazioni divulgative. • (C.A.)
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Enrico Leo
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la
maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera
tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto
psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che
sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
alle 600 mila persone finora sole”
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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni
BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che
l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto
ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale
sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni
di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione
BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE
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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11
milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione
e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.
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Il dibattito. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione interviene sul decreto scuola e sul futuro della politica veneta
BALDAN: “BURQA E NIQAB? DOVE SERVE IL VOLTO DEVE ESSERE RICONOSCIBILE” I l dibattito sul burqa e sul niqab torna al centro dell’attenzione in Veneto, tra le nuove disposizioni del governo sulla scuola e l’ipotesi di un regolamento comunale a San Donà di Piave per disciplinare l’accesso agli uffici pubblici quando il volto di una persona è completamente coperto. A intervenire sul tema ai nostri microfoni di Veneto24 è Matteo Baldan, consigliere regionale e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, che difende l’idea di una distinzione netta tra libertà personale e necessità di identificazione. «Penso che sia un regolamento che va nella giusta direzione», afferma Baldan parlando dell’iniziativa allo studio a San Donà di Piave. Il riferimento, spiega, è alla necessità di garantire il riconoscimento dell’identità quando questo sia previsto dalla legge o risulti indispensabile per l’accesso a determinati servizi. «Non è un approccio assolutamente ideologico, non è un approccio discriminatorio, è un approccio per confermare ciò che di fatto è già previsto dalla legge».
Il punto non riguarda quindi il semplice fatto di indossare un velo o un particolare abito per motivi religiosi o culturali, ma le situazioni nelle quali il volto deve necessariamente essere riconoscibile. «Dove è necessario e si ritiene opportuno, proprio per obblighi di legge, il riconoscimento del volto deve essere reso possibile. Va ovviamente verificato il volto, che deve corrispondere a chi fa richiesta di accesso al servizio attraverso il proprio documento o la propria identità». Una distinzione che viene posta anche rispetto alla libertà individuale. Il fatto che una donna scelga autonomamente di indossare il niqab, osserva Baldan, è una questione diversa rispetto all’eventuale necessità di scoprirsi il volto quando si entra in un luogo nel quale è richiesta l’identificazione. Il tema si intreccia con il provvedimento del governo sulla scuola, che ha riacceso il confronto anche sulla presenza degli studenti stranieri e sulle modalità di integrazione scolastica. Baldan respinge però l’idea che le nuove misure
Matteo Baldan
possano essere lette semplicemente come iniziative legate alla prossimità delle elezioni. Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni politiche e sulle possibili candidature di esponenti della politica regionale. L’ipotesi che alcuni consiglieri
o assessori possano lasciare il Veneto per approdare a Roma non sorprende Baldan. «È normalissimo, è una cosa che credo sia abbastanza naturale e capita ogni qualvolta ci sono le elezioni politiche», commenta. E aggiunge: «Chi è fresco, diciamo così, di preferenze, può
essere considerato un buon candidato». Un passaggio che porta direttamente al nuovo sistema elettorale e al ritorno delle preferenze, tema sul quale il confronto politico non è mancato. Baldan difende l’impianto della nuova legge: «Secondo me ne è uscita una legge elettorale equilibrata, dove esiste la preferenza e dove è presente anche il capolista che di fatto rappresenta il partito». Il valore delle preferenze, per il consigliere, è soprattutto nella possibilità di lasciare agli elettori una scelta diretta. «Danno possibilità a chi vota di scegliere in modo esplicito da chi farsi rappresentare», sottolinea. E proprio questa scelta, aggiunge, attribuisce una responsabilità ulteriore a chi viene eletto: «Chi viene votato ha un ulteriore peso di responsabilità verso i cittadini». Sul tema Baldan parla anche di «molta strumentalizzazione e molta disinformazione», contestando le critiche arrivate da chi ha scelto di non votare la nuova legge elettorale. • (R.R.)
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due
chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?
Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come
prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia
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La copertina di “Il mito di Narciso”
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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle
Emanuele Apostolidis
in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per
liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
DESPAR
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
F
are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
La spesa più leggera
Non aspettare l’offerta!
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Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
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PERCORSI TRIENNALI IeFP DGR 610 del 24/06/2026 - SISTEMA DUALE PERCORSI TRIENNALI DGR 617 del 24/06/2026 – DGR 775 DEL 08/07/2026 - DGR 1578 del 12/12/2023 - SISTEMA DUALE 4 ANNI DGR 618 del 24/06/2026
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Ulss 3, al via la campagna vaccinale con tre novità
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aggiungere le persone più fragili prima che si ammalino, portando la prevenzione nei luoghi in cui vengono assistite. È l’obiettivo della campagna di immunizzazione dell’Ulss 3 Serenissima contro influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale (VRS). La rete coinvolge ospedali, medici, pediatri, farmacie e servizi territoriali. «Con l’immunizzazione occorre arrivare prima delle malattie», spiega la direttrice sanitaria Chiara Bovo. «Spesso queste patologie vengono sottovalutate con il pensiero di stare a casa qualche giorno, ma non è così: si può arrivare anche a un eccesso di mortalità». La protezione, sottolinea, è fondamentale per scongiurare le forme gravi e tutelare i cittadini più vulnerabili. Tre le novità principali. La prima riguarda la presa in carico attiva: medici e servizi individueranno le persone a rischio, senza attendere che siano loro a chiedere la vaccinazione. Per gli
over 60 dimessi dagli ospedali, l’indicazione alla vaccinazione antinfluenzale sarà inserita nella documentazione di dimissione. Saranno coinvolti anche i caregiver. La seconda novità è il ruolo delle Case della Comunità. Il 7 novembre, in occasione del Vax Day regionale, ospiteranno sedute vaccinali straordinarie insieme alle sedi del Dipartimento di Prevenzione. Sono previsti accesso libero o prenotazione semplificata. Il terzo elemento è la collaborazione strutturata con l’Assistenza domiciliare integrata (ADI). Gli infermieri territoriali vaccineranno direttamente a casa i pazienti non autosufficienti e complessi inseriti nel percorso assistenziale. In particolare, saranno coinvolti gli assistiti con più di 50 anni che abbiano già ricevuto vaccinazioni. «Per rendere operativa e fluida questa sinergia fin dal primo giorno», spiega Vittorio Selle, direttore del Dipartimento di Prevenzione,
«abbiamo avviato un percorso di formazione e collaborazione, incontrando già tutti i gruppi di lavoro e gli attori della rete assistenziale». La partenza è scaglionata. Dal 5 ottobre sono coinvolti i pediatri di libera scelta, per l’antinfluenzale alla popolazione pediatrica, e le strutture residenziali, per anziani e persone non autosufficienti. Seguiranno gli ospedali, con vaccinazioni alla dimissione o inviti successivi, e le cure domiciliari. Dal 19 ottobre la campagna si estenderà a medici di medicina generale, farmacie aderenti e ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. La campagna riguarda anche gli operatori. «L’Ulss 3 Serenissima considera prioritario il coinvolgimento e la protezione del personale sanitario e sociosanitario», afferma Bovo. Le somministrazioni saranno proposte sul luogo di lavoro, nei reparti e nei distretti, con sedute dedicate anche nelle sedi aziendali. Priorità agli
operatori fragili o che assistono una persona fragile. Il vaccino antinfluenzale per la stagione 20262027 è trivalente e può essere somministrato nella stessa seduta di quello contro il Covid-19. Per gli ambulatori del Dipartimento di Prevenzione si prenota sul portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Per il VRS, responsabile anche della bronchiolite nei più piccoli, i bambini nati tra aprile e settembre saranno immunizzati attraverso i pediatri; quelli nati successivamente nei punti nascita ospedalieri. La regia è del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, che monitorerà somministrazioni, scorte e coperture. I dati del 2025 indicano una copertura del 39,8% tra i fragili e del 59,9% nell’ADI. Tra gli over 80 si raggiunge il 60,4%, mentre nella popolazione pediatrica il dato è del 19,2%. Madeleine Palpella
Screening per la cardiomiopatia ipertrofica: 150 persone esaminate, 51 positive
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Chioggia la prevenzione della cardiomiopatia ipertrofica passa da un percorso che, in cinque anni, ha permesso di sottoporre a screening circa 150 persone. Cinquantuno sono risultate positive e una ventina di famiglie è stata coinvolta negli accertamenti. In due casi, la valutazione del rischio ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco, per proteggere i pazienti da aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Il programma è stato avviato nel 2020 su iniziativa del primario di Cardiologia dell’ospedale di Chioggia, Roberto Valle. Dopo una prima fase sperimentale sostenuta dal Lions Club clodiense, il progetto è stato sviluppato e portato avanti dalle specialiste Michela Bevilacqua ed Elisabetta Garelli. La prima si è occupata della presa in carico clinica, della valutazione dei pazienti, della ricostruzione della familiarità e dello screening genetico, mentre la seconda ha seguito la parte ecocardiografica. La cardiomiopatia ipertrofica è la più comune tra le cardiomiopatie ereditarie e interessa, secondo Valle, circa una persona ogni 500. L’obiettivo del percorso avvia-
to a Chioggia è stato quello di non limitarsi ai pazienti già diagnosticati o con sintomi, ma di individuare attivamente la malattia e i fattori di rischio tra le persone che arrivano in Cardiologia per qualsiasi motivo. Quando emerge il sospetto di cardiomiopatia ipertrofica, il percorso prevede elettrocardiogramma, ecocardiogramma, risonanza magnetica cardiaca e test genetico. In caso di positività, gli accertamenti vengono estesi ai familiari, proprio per la componente ereditaria della patologia. Genetica, storia familiare e valutazione clinica vengono quindi integrate per definire con maggiore precisione il rischio individuale. Quando necessario, vengono eseguiti anche Holter, test da sforzo e ulteriori esami di risonanza. I risultati raggiunti in questi cinque anni mostrano la dimensione del lavoro svolto: circa 150 persone sottoposte a screening, 51 positività rilevate e una ventina di nuclei familiari studiati. Il coinvolgimento dei parenti ha permesso di estendere progressivamente la prevenzione dal singolo paziente alle persone potenzialmente esposte allo stesso rischio. Nei due
casi considerati a maggiore rischio, il percorso diagnostico ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco. Essere positivi al test genetico, sottolinea Valle, non significa necessariamente avere già una malattia clinicamente manifesta. La cardiomiopatia ipertrofica può infatti presentarsi in maniera diversa anche tra componenti della stessa famiglia. Individuare in anticipo le persone a rischio consente quindi di programmare controlli e approfondimenti prima che possano comparire complicanze. Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il valore del progetto non è legato soltanto al numero di persone individuate attraverso lo screening, ma alla possibilità di costruire una rete di prevenzione intorno ai pazienti e alle loro famiglie. A Chioggia, secondo Zuin, un’intuizione clinica è stata trasformata in un percorso stabile: non attendere che la malattia si manifesti, ma cercare il rischio in anticipo e organizzare una sorveglianza mirata. Paola Bigon
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