di Venezia e Mestre
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AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 184
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Mose, scoppia la polemica tra l’Autorità per la Laguna e il Consorzio Venezia Nuova
Il neo presidente Energia, l’Antitrust sulleVenezia Ater concessioni, intanto “Legalità Munari: il Veneto epunta case ai all’autonomia bisognosi”
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO A VENEZIA IL CALDO ESTREMO RENDE ANCORA PIU’ EVIDENTI LE FRAGILITA’ servizi alle pag. 4-5
IL SINDACO VENTURINI: “NUOVO STADIO E MESTRE, IL FUTURO PASSA DA QUI”
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I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3
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FACCIAMO IL PUNTO
di Venezia e Mestre
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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DONAZIONE DI 22 MONETE STORICHE PER LE COLLEZIONI CIVICHE
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n prezioso lascito familiare arricchisce il patrimonio culturale della città di Venezia e le raccolte numismatiche custodite nel celebre museo marciano La Giunta comunale di Venezia ha formalmente accettato l’importante legato testamentario disposto dal defunto Virginio Gracci — nato a Mogliano Veneto e residente a Scorzè — a favore dell’amministrazione e della cittadinanza lagunare. Si tratta di una raffinata raccolta composta da ventidue monete storiche, il cui valore economico complessivo è stato stimato in circa 1.350 euro, ma il cui vero pregio risiede nell’alto valore storico, culturale e affettivo che essa porta con sé, essendo destinata a entrare stabilmente a far parte delle prestigiose collezioni civiche del Museo Correr. Nel proprio testamento, il signor Gracci aveva espressamente manifestato il desiderio di affidare alla città la collezione numismatica appartenuta alla sua famiglia, affinché non andasse dispersa e potesse invece trasformarsi in un bene comune, custodito e tramandato alle future generazioni come testimonianza di storia e di memoria collettiva. Tra i ventidue reperti donati spiccano, in particolare, due rare e pregiate monete d’oro: un esemplare da 10 franchi emesso sotto Napoleone III nel 1865 e una moneta da 20 franchi risalente al 1877 e coniata da Leopoldo II, che presentano un peso complessivo di 9,6 grammi e rappresentano un tassello di notevole interesse per gli studiosi e gli appassionati di numismatica. L’intera collezione verrà adesso presa in carico dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, la quale si occuperà direttamente della gestione, della catalogazione, della corretta conservazione e delle attività di studio e valorizzazione all’interno delle proprie competenze istituzionali.
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la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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La collezione di famiglia entra al Museo Correr grazie a un lascito testamentario
i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
Questa edizione raggiunge i quartieri di Venezia e Mestre per un numero complessivo di 80.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Solitudine/1. Un anziano su dieci vive da solo e non può contare sulla presenza stabile di una rete familiare
A VENEZIA IL 16% DEI RESIDENTI È OVER 75 I l Comune di Venezia rafforza il proprio impegno per contrastare la solitudine degli anziani, in particolare di chi vive solo o non può contare su una rete familiare stabile. Per l’anno in corso l’Amministrazione ha stanziato 19,79 milioni di euro per interventi e servizi dedicati alla popolazione anziana: un sistema articolato che mette insieme assistenza domiciliare, sostegni economici, residenzialità, alloggi protetti, dimissioni protette, sicurezza, socialità, progetti di prossimità e nuove sperimentazioni. L’impegno nasce da una tendenza demografica che accomuna Venezia al resto delle città medio-grandi italiane. Nel capoluogo della Serenissima le persone con almeno 65 anni rappresentano circa il 28% della popolazione residente. Gli anziani che vivono soli sono il 10% dei residenti e il 36% della popolazione anziana. Tra gli over 75, che costituiscono circa il 16% dei residenti, il 41% vive solo. Numeri che confermano la necessità di politiche pubbliche continuative, capaci di prevenire l’isolamento, sostenere l’autonomia e accompagnare le fragilità prima che diventino emergenza. In questo quadro, l’Amministrazione comunale lavora per costruire una governance integrata, semplificare l’accesso ai servizi e valorizzare il ruolo del Terzo Settore, delle parrocchie e delle associazioni, presìdi di prossimità fondamentali per intercettare i bisogni
e costruire reti di vicinanza. “Venezia è una città che deve saper leggere con responsabilità i cambiamenti demografici e trasformarli in politiche pubbliche concrete – dichiara il sindaco Simone Venturini –. Contrastare la solitudine degli anziani significa investire nei servizi, ma anche nelle relazioni, nella prossimità e nella capacità della comunità di prendersi cura delle persone più fragili. Il nostro impegno è rafforzare una rete stabile, capace di accompagnare gli anziani nella quotidianità, sostenere le famiglie e promuovere autonomia, sicurezza e partecipazione”. Per il 2026 sono stati destinati 5 milioni 815 mila euro all’Assistenza tutelare domiciliare, 1 milione di euro ai Buoni servizio per Cure Familiari e 4,29 milioni di euro al trasferimento dalla Regione delle Impegnative di Cura Domiciliare regionali. A questi strumenti si affianca il sostegno alle reti di sollievo promosse dal Terzo Settore. Il Progetto Sollievo è rivolto alla realizzazione di percorsi di stimolazione cognitiva e supporto ai familiari di persone con patologie cronico-degenerative, con finanziamenti pari a 35 mila euro all’Associazione Alzheimer Venezia Onlus e 7 mila euro all’associazione Parkinsoniani Associati. Rientrano nel quadro degli interventi anche i Progetti di Prossimità, con finanziamenti ad Auser,
Anteas e Associazione per i Diritti degli Anziani, per il trasporto degli anziani privi di rete verso i centri diurni e per il monitoraggio sociale. Sul fronte della socialità e del contrasto all’isolamento, il Comune sostiene inoltre “Estate a Palazzo”, realizzato in collaborazione con l’associazione Red Carpet for All. Il progetto garantisce agli anziani momenti di relazione, bellezza e partecipazione nei musei cittadini, offrendo occasioni di incontro in contesti culturali accessibili e accoglienti. Per rispondere al bisogno di sicurezza degli anziani, è in fase di attivazione con il coinvolgimento delle associazioni del terzo settore, il progetto “Ocio Ciò”, che comprende il fondo “Ocio al Tacuin”, cofinanziato dal Ministero dell’Interno per il tramite della Prefettura di Venezia.
Un’iniziativa attivata con l’obiettivo di aiutare gli anziani a vivere in condizioni più serene, ridurre il senso di vulnerabilità, prevenire l’isolamento sociale e i rischi legati a paura e insicurezza, stimolare la partecipazione alla vita sociale attraverso attività aggregative e formare la popolazione sul riconoscimento e la prevenzione di furti, scippi e truffe. Con lo sguardo rivolto al futuro, l’Amministrazione sta lavorando allo studio e all’avvio della sperimentazione del servizio di Pasti a domicilio. Il servizio sarà rivolto in primo luogo a persone anziane fragili e con una scarsa rete familiare, con l’obiettivo di evitare l’isolamento sociale, monitorare la qualità della vita e garantire una dieta bilanciata.
territorio e renderli universali: la risposta è un welfare di prossimità, per sanare le disparità geografiche ed evitare l’emergere di vere e proprie “periferie della cura”. I dati del Rapporto confermano la portata della trasformazione. Nel 2024 in Veneto la speranza di vita ha raggiunto gli 84,2 anni, mentre il 13,1% della popolazione ha più di 74 anni. Una quota destinata ad aumentare: secondo le stime, entro il 2050 gli over 74 potrebbero rappresentare il 21,7% dei residenti. L’invecchiamento porta con sé anche nuove fragilità. Le persone anziane sole con più di 74 anni sono oggi circa 200 mila, circa una su tre, e potrebbero arrivare a 370 mila entro il 2050. Un fenomeno che mette sotto pressione i tradizionali equilibri dell’assistenza familiare:
se oggi ogni ultraottantenne può contare su tre potenziali caregiver, in futuro il rapporto potrebbe ridursi a circa uno a uno. In questo contesto emerge l’importanza del rafforzamento dei servizi territoriali. Le cure domiciliari rappresentano una delle risposte più importanti: in Veneto nel 2025 gli anziani seguiti dai servizi di assistenza domiciliare sono stati il 12,3%, nella maggior parte dei casi persone con più di 74 anni. Un quadro che evidenzia come le principali sfide dei prossimi anni per la Regione del Veneto, riguarderanno il rafforzamento del capitale umano e la costruzione di un welfare sempre più vicino ai cittadini.
• Guendalina Ferro
La cura diventa la nuova sfida del Veneto
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na società che cambia, una popolazione sempre più longeva e nuovi bisogni a cui rispondere: è attorno al tema della cura che si sviluppa la ventitreesima edizione del Rapporto statistico regionale 2026 - “Il Veneto si racconta, il Veneto si confronta”. Il documento fotografa le trasformazioni in atto e indica nella costruzione di un welfare di prossimità una delle principali sfide per il futuro del Veneto, dove la cura diventa responsabilità condivisa tra istituzioni, famiglie e comunità. Una riflessione che parte dai cambiamenti profondi della società veneta: si vive più a lungo, le famiglie sono più piccole e aumenta la necessità di costruire una rete di servizi capace di affiancare i cittadini nelle diverse fasi della vita. “La cura, l’attenzione cioè alle famiglie, agli
anziani, ai giovani e a chi ogni giorno si dedica agli altri - ha sottolineato l’assessore regionale Giacinti - non rappresenta più soltanto un valore sociale, ma la vera infrastruttura su cui costruire il futuro del Veneto. Le trasformazioni demografiche, sociali e culturali, insieme alle persistenti insicurezze economiche, stanno riducendo, infatti, la capacità della famiglia, storicamente il principale ammortizzatore sociale, di sostenere i compiti di cura. Viviamo più a lungo e le famiglie sono sempre più piccole. La maggiore longevità rappresenta sicuramente una conquista, tuttavia, in un contesto di bassa natalità ormai strutturale, ha reso l’Italia uno dei Paesi più anziani al mondo, con forti squilibri tra le generazioni. Compito delle istituzioni è quello di ampliare i servizi sul
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• (G.F.)
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5 Solitudine/2. Il Comune rafforza il Piano contro le ondate di calore con servizi, numeri utili e spazi climatizzati
OLTRE 16 MILA ANZIANI AFFRONTANO L’ESTATE DA SOLI E SENZA CONVIVENTI L ’estate veneziana non mette alla prova soltanto turisti e residenti. A pagare il prezzo più alto delle ondate di calore sono soprattutto le persone anziane che vivono sole, una fascia della popolazione sempre più numerosa e vulnerabile. Nel Comune di Venezia gli over 75 sono 40.450, di questi 16.740 vivono senza conviventi. Un dato che racconta quanto il rischio di isolamento possa trasformarsi, nei mesi più caldi dell’anno, in un’emergenza sociale oltre che sanitaria. Per affrontare questa situazione l’Amministrazione comunale ha rafforzato il Piano di risposta agli effetti sulla salute delle ondate di calore, una rete di interventi che coinvolge Comune, Ulss 3 Serenissima, Protezione civile e associazioni del territorio. Il piano punta sulla prevenzione, con una serie di servizi dedicati alle persone più fragili. In caso di emergenza resta attivo il 118, mentre per informazioni e orientamento sono disponibili il numero 116117, il call center del Comune, il Servizio Assistenza Tutelare della Fondazione Venezia Servizi alla Persona e il numero di pubblica utilità del Ministero della Salute 1500. L’invito è quello di rivolgersi sempre al proprio medico di medicina generale in presenza di patologie croniche o terapie in corso. “Il caldo non è uguale per tutti: la risposta
alle alte temperature varia da persona a persona e, nei soggetti più fragili, può comportare conseguenze anche molto gravi, fino a rappresentare un rischio per la vita – sottolinea Federica Boin del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 3 Serenissima – Per questo è fondamentale prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. La mappa della vulnerabilità non coincide soltanto con l’età anagrafica, ma comprende anche condizioni di salute fisiopatologiche, fattori ambientali e situazioni sociali che possono aumentare l’esposizione ai rischi legati al caldo. La prevenzione è una responsabilità collettiva. Ognuno di noi può dare un contributo concreto, prestando attenzione ai familiari, ai vicini e alle persone sole o fragili, affinché nessuno venga lasciato senza supporto durante i periodi di temperature elevate”. Tra le iniziative attivate figurano anche la distribuzione di opuscoli informativi nelle farmacie, negli studi medici e nelle sedi comunali e l’apertura di una rete di biblioteche, musei civici e centri anziani climatizzati, dove trovare refrigerio durante le ore più calde e, allo stesso tempo, occasioni di socialità. La Protezione civile ha inoltre distribuito 8.000 volantini e centinaia di manifesti con le principali regole da seguire per prevenire i colpi di
calore. Ma per il consigliere di minoranza Giovanni Andrea Martini, presidente del gruppo “Tutta la città insieme!”, il sistema può essere ulteriormente migliorato: “Accanto ai servizi comunali operano numerose associazioni di volontariato. Auser promuove la campagna “Aperti per ferie”, con compagnia telefonica, trasporto sociale, consegna di farmaci e spesa e attività di socializzazione. Anche Anteas, Alzheimer Venezia, ADA e altre realtà rappresentano un punto di riferimento per il sostegno agli anziani e ai caregiver”, osserva Martini. Secondo il consigliere, però, il cambiamento climatico e l’invecchiamento della popolazione impongono un rafforzamento della rete esistente. “Le estati sono sempre più calde e la popolazione anziana continua a crescere”, evidenzia, proponendo un monitoraggio sistematico delle persone sole attraverso telefonate periodiche e visite domiciliari coordinate tra volontari, medici di famiglia, farmacie e servizi sociali. Martini ritiene inoltre fondamentale coinvolgere maggiormente la comunità. Campagne di sensibilizzazione, spiega, potrebbero invitare i cittadini a dedicare qualche minuto a un vicino anziano, verificando che disponga di acqua, medicinali e che le sue condizioni siano buone. “Piccoli gesti che possono fare una grande differenza”.
Saccà: “Gli anziani hanno bisogno di sportelli e assistenza”
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ssere anziani a Venezia significa affrontare ogni giorno ostacoli che in altre città spesso non esistono. Ponti, gradini e mezzi pubblici non sempre accessibili possono trasformare anche un semplice spostamento in una difficoltà. È il tema sollevato da Giuseppe Saccà del Partito Democratico in Consiglio comunale, che interviene sul tema dell’accessibilità dei servizi pubblici e della mobilità per la popolazione più anziana. Secondo Saccà, raggiungere il medico, l’ospedale, fare la spesa o semplicemente mantenere una vita sociale diventa spesso complicato per chi ha problemi di mobilità o utilizza bastoni, deambulatori o carrozzine. Tra le priorità indicate dal consigliere c’è il PEBA, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Pur riconoscendo che negli ultimi anni alcuni interventi sono stati realizzati, Saccà evidenzia come molti progetti procedano lentamente e numerose opere siano ancora prive di finanziamento. La situazione riguarda l’intero territorio comunale e interessa anche Mestre, dove, ricorda il capogruppo del Pd, il Piano attende da sedici anni un aggiornamento, nonostante la normativa regionale ne preveda la revisione ogni dieci anni. Un altro nodo riguarda il trasporto pubblico, in particolare i collegamenti con l’ospedale Santi Giovanni e Paolo. Secondo Saccà, le linee Actv 4 e 5 presentano ancora criticità per le persone anziane e con disabilità, sia per gli spazi interni sia per la facilità di salita e discesa dai mezzi. “Non è solo una questione di frequenza delle corse – osserva – ma anche di qualità e sicurezza del viaggio”.
Per il consigliere democratico rendere Venezia più accessibile significa garantire il diritto alla città, consentendo agli anziani di continuare a vivere in autonomia, raggiungere i servizi essenziali e mantenere le proprie relazioni sociali. “Una città che si prende cura delle persone più fragili – sostiene – migliora per tutti”. Saccà richiama quindi l’amministrazione comunale ad accelerare sia sull’attuazione del PEBA sia sul rinnovamento dei mezzi Actv impiegati sulle tratte più critiche, ricordando che il gruppo consiliare del Partito Democratico ha più volte sollecitato interventi in questa direzione, senza ricevere finora risposte ritenute adeguate. Il consigliere pone infine l’attenzione sul tema della digitalizzazione dei servizi pubblici. Se da un lato la possibilità di accedere online alle pratiche rappresenta un’opportunità, dall’altro rischia di trasformarsi in una nuova barriera per molti anziani che hanno poca dimestichezza con strumenti come computer, smartphone, SPID o Carta d’identità elettronica. “Non possiamo lasciare che per prenotare una visita, compilare una domanda o accedere a un servizio sia necessario chiedere aiuto a un familiare o a un conoscente”, evidenzia Saccà. Da qui la richiesta di rafforzare gli sportelli di prossimità e costruire una rete di supporto tra Comune, associazioni e Terzo settore, affinché l’innovazione diventi realmente uno strumento di inclusione e non un ulteriore fattore di disuguaglianza. • (G.F.)
Infine, il consigliere richiama l’attenzione sulla necessità di far conoscere meglio i servizi già disponibili. Una campagna informativa ancora più diffusa, attraverso parrocchie, supermercati e mezzi pubblici, potrebbe raggiungere molte persone che oggi rischiano di rimanere escluse. “Le istituzioni, il volontariato e la cittadinanza dispongono già di strumenti importanti. La sfida è coordinarli, rafforzarli e renderli più visibili. Perché nessun anziano dovrebbe
affrontare da solo il caldo estremo o la solitudine dell’estate. Prendersi cura delle persone più fragili significa costruire una comunità capace di riconoscere i bisogni prima che diventino emergenze. Ed è proprio durante l’estate che una città misura il proprio grado di solidarietà”, conclude il consigliere Martini. • Guendalina Ferro
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IN PRIMO PIANO
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L’intervista. Il sindaco di Venezia traccia un bilancio radiofonico dei suoi primi mesi di mandato
VENTURINI: «VENEZIA DEVE RESTARE SÉ STESSA, IL FUTURO PASSA DA MESTRE E DAL NUOVO STADIO» A poco più di due mesi dalla sua elezione a sindaco di Venezia, Simone Venturini ha tracciato un primo bilancio del suo nuovo incarico ai microfoni della trasmissione radiofonica “Te lo do io il Veneto” su Radio Veneto24, raccontando un inizio di mandato vissuto senza pause con la consapevolezza di un grande senso di responsabilità e l’obiettivo prioritario di mantenere un contatto costante e diretto con il territorio e con la cittadinanza. Il primo cittadino ha rivendicato uno stile amministrativo lontano dalle mondanità, sottolineando come l’onore di ricevere personalità di spicco si accompagni al medesimo piacere di partecipare alle sagre di paese o di visitare i centri anziani, preferendo la vicinanza reale alle passerelle formali. Tra i primi temi affrontati c’è quello della storica festa del Redentore, definita un appuntamento identitario che non
nel nuovo polo sportivo di Tessera un’opera strategica per il futuro del territorio, confermando che i lavori stanno rispettando il cronoprogramma: l’arena polifunzionale sarà pronta già nel prossimo anno, mentre il nuovo stadio verrà completato all’inizio del 2028 con l’ambizione di ospitare i grandi concerti del Nord Italia e, perché no, grandi star internazionali, mentre il vecchio stadio Penzo continuerà a vivere come punto di riferimento per il calcio cittadino e per altre discipline sportive. Sul piano culturale, il sindaco ha confermato la massima attenzione istituzionale verso la Mostra del Cinema e il lavoro della Biennale, definita un pilastro economico e culturale per il quale intende favorire il massimo dialogo con tutte le componenti, a partire dalla stima condivisa con Pietrangelo Buttafuoco. Quanto alle recenti polemiche Venturini ha ricordato il suo ruolo: “Il mio lavoro in questi in questi
La Venezia storica non necessita di grandi opere iconiche o di alterazioni della propria identità, ma del recupero di spazi inutilizzati può e non deve essere snaturato nei suoi elementi tradizionali - dal ponte votivo alla messa, dai fuochi d’artificio alle tavolate -, evidenziando come le normative sulla sicurezza introdotte negli anni abbiano permesso di gestire l’evento tutelandone la riuscita senza criticità. Guardando alle grandi trasformazioni urbane, Venturini ha individuato
due mesi è stato quello di sminare campi minati, di ridurre le distanze, far parlare le persone che magari non si parlavano, anche per quanto riguarda il rapporto tra la parte sindacale e il datore di lavoro”. Ampio spazio è stato dedicato ai temi della sicurezza e del decoro urbano, distinguendo nettamente tra il contrasto all’abusivismo e al degrado e la lotta
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alla microcriminalità, per la quale Venturini ha invocato interventi di livello nazionale, come carceri moderne e strumenti normativi più efficaci per evitare l’immediata scarcerazione di chi viene fermato per reati predatori o di spaccio. Affrontando il settore della casa e delle politiche sociali, il sindaco ha ricordato i traguardi raggiunti con le 1.200 assegnazioni e i recuperi abitativi, puntando ora a una forte sinergia con la Regione. “In 5 anni da assessore ho fatto 1.200 assegnazioni e 1.200 restauri”. Altro obiettivo, ottenere il rifinanziamento della legge speciale: “Venezia deve avere le risorse per far fronte agli extra costi che si trova ad affrontare. Fare ogni cosa a Venezia costa di più, dalla pulizia della città alla raccolta differenziata, alla manutenzione. La legge speciale è andata appunto per ridurre questo delta”. Venturini ha poi sottolineato la portata degli investimenti che stanno cambiando il volto di Mestre e Marghera grazie a progetti come la riqualificazione di piazza Mercato, l’area di via Ulloa, la nuova questura, la casa della comunità e i nuovi poli universitari, pensati per sostituire edifici obsoleti con abitazioni efficienti per il ceto medio. “Stiamo facendo un lavoro importante per attrarre nuovi cantieri - ha aggiunto - perché Mestre ha scontato una crescita veloce tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, dove l’estetica era l’ultimo dei problemi, e oggi invece l’operazione che stiamo mettendo in campo è anche di demolizione e ricostruzione. Buttiamo giù immobili brutti, non efficienti dal punto di vista energetico, e non più all’altezza delle aspettative delle giovani coppie, per lasciare posto ad abitazioni belle e di
qualità”. Tra i correttivi annunciati, il sindaco è intervenuto anche sul recente episodio dei bambini sanzionati per aver giocato a pallone a Murano, anticipando modifiche al regolamento e il potenziamento degli spazi dedicati: “Stiamo intervenendo per modificare il regolamento e potenziare i luoghi a disposizione dei nostri ragazzi”. Il sindaco ha ribadito quindi la sua visione urbanistica: la Venezia storica non necessita di grandi opere iconiche o di alterazioni della propria identità, ma del recupero di spazi inutilizzati come gli ex Gasometri, riservando le grandi innovazioni architettoniche e
lo sviluppo propulsivo al cuore della terraferma mestrina. Infine una battuta sul rapporto con il giovane presidente della Regione Veneto Alberto Stefani: “Abbiamo percorsi però simili sia nella formazione, con la laurea in giurisprudenza, sia nel percorso politico nato sul territorio. Un percorso che ci accomuna. E’ un rapporto apportato sulla massima collaborazione, ci sono già dei dialoghi avanzati sul tema del sociale, delle impegnative per le case di riposo, delle case della comunità e non da ultimo anche il tema del social housing. Sono convinto che collaboreremo molto bene insieme”.
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LA CITTÀ
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L’intervento. Nuovi collegamenti e sicurezza per gli studenti della terraferma veneziana
PROSEGUONO I LAVORI PER LA CICLABILE DI VIA ASSEGGIANO
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roseguono secondo il crono-programma i lavori per la nuova pista ciclopedonale di via Asseggiano, un’opera strategica da oltre 3,4 milioni di euro destinata a collegare via Martiri di Marzabotto con il centro della Gazzera, come evidenziato dal sindaco Simone Venturini insieme agli assessori Riccardo Brunello e Maika Canton durante un recente sopralluogo che ha confermato la conclusione del cantiere entro la fine del 2026. L’intervento si inserisce in un più ampio piano di ampliamento della rete ciclabile comunale che, avendo già superato i 200 chilometri complessivi grazie all’apertura del tratto di via Forte Marghera, punta a sfiorare quota 210 chilometri per offrire percorsi sempre più continui, sicuri e funzionali a residenti e pendolari. La nuova infrastruttura rappresenta un beneficio fondamentale per la mobilità di un bacino d’utenza che supera i tremila studenti, agevolando i collegamenti verso importanti istituti scolastici della zona come la scuola media Don Milani, il Liceo Morin, l’IIS Volta Edison, il centro di formazione IUSVE e l’istituto Salesiano San Marco. Il progetto complessivo, finanziato con un investimento di 3.405.200,79 euro, non si limita alla sola realizzazione del tracciato ciclabile, ma comprende anche la costruzione di nuovi tratti di marciapiede tra il centro di Asseggiano e via Risorgimento — inclusi gli interventi in prossimità di via Jacopone da Todi e il raccordo con la pista della Valsugana a Chirignago —, la realizzazione di una nuova rotatoria all’intersezione con via Martiri di Marzabotto, un raccordo ciclopedonale all’altezza dell’Istituto “Volta-Edison” e un nuovo
collettore per il corretto deflusso delle acque meteoriche verso il rio Cimetto. Nel corso dei lavori
sono già state ultimate le opere di invarianza idraulica nei pressi della scuola Don Milani e del Liceo
Morin, dove si sta completando il percorso di collegamento lungo il tombinamento del rio Dosa, mentre il cantiere prosegue con le asfaltature e le finiture. Questo intervento si affianca ad altri cantieri diffusi sul territorio veneziano, come la ciclabile tra Campalto e Tessera, i collegamenti tra la Gazzera e Forte Gazzera, il tratto tra via Vallenari e via Buozzi e la pista del Bosco dello Sport, oltre a un piano di manutenzione straordinaria e miglioramento della segnaletica su venti punti critici dell’intera rete esistente.
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Biglietterie manomesse a Venezia Santa Lucia
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elle scorse settimane alcune biglietterie self-service della stazione di Venezia Santa Lucia sono state prese di mira da malviventi che hanno manomesso i lettori contactless per installare dispositivi di tipo “skimmer”, finalizzati alla clonazione dei dati delle carte di credito. L’episodio ha riguardato quattro delle ventisette macchine automatiche presenti, ma la situazione è già stata risolta e le apparecchiature sono tornate regolarmente in funzione. L’indagine è scattata grazie alle segnalazioni di alcuni clienti che avevano notato anomalie, come piccoli fori sospetti sui lettori, facendo scattare l’intervento coordinato del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto, del Servizio Polizia Postale e Sicurezza Cibernetica e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Veneto. Durante il sopralluogo tecnico, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato i dispositivi fraudolenti, mettendoli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le analisi scientifiche. L’esame dei filmati di videosorveglianza, unito a mirati accertamenti investigativi, ha permesso di identificare i due presunti responsabili, entrambi di nazionalità romena, giunti in Italia alla fine di giugno attraverso l’aeroporto di Bologna. Grazie alla collaborazione del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bologna, i sospettati sono stati pedinati e rintracciati nella struttura ricettiva in cui alloggiavano, proprio alla vigilia della loro prevista partenza. Nel corso della perquisizione della camera, la polizia ha sequestrato materiale utile alla manomissione degli sportelli di pagamento, tra cui telefoni cellulari, schede SIM, batterie, cavi elettrici e utensili di vario genere. I due uomini sono ora indagati in stato di libertà in attesa del procedimento giudiziario, mentre Trenitalia ha immediatamente allertato le biglietterie territoriali per escludere ulteriori criticità, confermando che la situazione è tornata sotto totale controllo.
LA CITTÀ
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Mose. È polemica tra il presidente dell’Autorità per la Laguna, Roberto Rossetto, e il Consorzio Venezia Nuova (Cvn)
SCONTRO APERTO TRA L’AUTORITÀ PER LA LAGUNA E IL CONSORZIO VENEZIA NUOVA A far esplodere la polemica sul Mose sono state le dure accuse di Rossetto, che ha contestato al Consorzio e alle imprese consorziate un ritardo medio di 1.200 giorni nei lavori, oltre a denunciare una gestione ancora priva di personale e mezzi pienamente operativi. La replica del Cvn non si è fatta attendere: con un duro comunicato, Miani ha rispedito le critiche al mittente, ricordando che il Mose funziona perfettamente, che gli interventi strutturali essenziali sono stati completati e collaudati — permettendo la storica attivazione del 2020 dopo l’acqua granda — e che le opere rimanenti riguardano esclusivamente la smobilitazione dei cantieri, finiture e sistemazioni paesaggistiche non previste dal progetto originario. Il commissario liquidatore ha inoltre attribuito i ritardi a variazioni negli indirizzi strategici decisi nel tempo dagli enti competenti e ai rallentamenti
burocratici, sottolineando che l’accordo scade formalmente il 31 dicembre 2027 e che l’eventuale estensione al 2028 risponde unicamente alla necessità di riallinearsi ai cambi di rotta istituzionali. Sulla stessa linea, Miani ha ribadito la disponibilità del Consorzio a consegnare definitivamente l’infrastruttura all’Autorità per la Laguna non appena quest’ultima sarà realmente operativa e non solo sulla carta. Al centro della contesa vi è anche il futuro occupazionale dei lavoratori di Consorzio Venezia Nuova, Thetis e Comar, i cui impieghi appaiono a rischio nel delicato passaggio alla nuova governance e alla neonata società in house “Mose Engineering”, pensata per gestire la manutenzione e destinata ad assorbire 147 dipendenti. L’allarme è stato rilanciato con forza dalla Cgil metropolitana, con il segretario Daniele Giorfano che ha espresso forti perplessità sulla tenuta del Cvn e
sulla coerenza di affidargli la creazione della società in house in un momento di così alta tensione finanziaria ed gestionale, auspicando che il tavolo di crisi convocato in Regione faccia chiarezza sui controlli pubblici e sulle responsabilità dei ritardi, tutelando senza compromessi il personale. La preoccupazione politica e istituzionale è stata inoltre intercettata dal consigliere comunale del Partito Democratico Nicola Pellicani, che ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco per chiedere trasparenza su una partita strategica costata oltre sei miliardi di euro alla collettività, invocando un confronto in Consiglio comunale e un’audizione aperta a tutti i soggetti coinvolti per proteggere il futuro del Mose e i posti di lavoro di decine di dipendenti che ogni giorno garantiscono la sicurezza e il sollevamento delle paratoie a difesa della città lagunare.
Ca’ Roman, bufera sul progetto delle 77 villette
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resce la mobilitazione politica e sociale intorno al progetto per la realizzazione di 77 villette residenziali nell’area dell’ex colonia delle Canossiane a Ca’ Roman, a Pellestrina, a ridosso di una riserva Lipu e di un ecosistema protetto della Laguna di Venezia. Dopo le prime interrogazioni presentate in consiglio comunale a Venezia e in Regione, il fronte delle opposizioni si è ulteriormente allargato con nuovi atti ispettivi firmati dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle a Ca’ Farsetti, e da Alleanza Verdi Sinistra e Resistere Veneto in Consiglio regionale. Gli esponenti politici chiedono chiarimenti urgenti sulla mancanza di confronto con la
comunità locale, sulla reale utilità pubblica di un intervento prevalentemente residenziale privato, sul rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici previsti per una zona ad altissima delicatezza naturalistica e sull’impatto che il nuovo insediamento determinerebbe in termini di pressione antropica, mobilità, trasporti e servizi essenziali per l’isola. Il progetto, nato nel 2012 e riadattato nel corso degli anni in seguito a contenziosi amministrativi, non è mai passato al vaglio del consiglio comunale in quanto approvato durante un periodo commissariale nel 2014, ma oggi rischia il via libera definitivo da parte della giunta. Nel frattempo, la petizione online lanciata
da Alessio Boscolo ha superato le 33mila sottoscrizioni, portando all’organizzazione di un presidio di protesta previsto per venerdì 7 agosto in Piazzale Caduti a Pellestrina a difesa dell’oasi naturalistica. La questione ha inoltre varcato i confini lagunari arrivando in Consiglio comunale a Chioggia, dove una mozione presentata dal centrosinistra è stata approvata anche con i voti della maggioranza di centrodestra, portando alla convocazione di una commissione consiliare dedicata per approfondire le ricadute sul territorio limitrofo, mentre cresce l’attesa per le prossime decisioni dell’amministrazione veneziana sul futuro del Piano Urbanistico Attuativo.
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LA CITTÀ
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La scoperta. Tra via San Pio X e il cantiere dell’ex De Amicis affiorano le vestigia del vecchio castello
NEL CUORE DI MESTRE: RIEMERGE DAL SOTTOSUOLO UN POZZO-CISTERNA MEDIEVALE PERFETTAMENTE CONSERVATO U n’incredibile pagina di storia urbana è riemersa improvvisamente dall’ombra del passato, regalandoci uno scorcio affascinante e inaspettato sulla Mestre di epoca medievale. Nel corso dei quotidiani lavori di manutenzione della rete cittadina del gas lungo via San Pio X, gli scavi hanno portato alla luce una testimonianza archeologica di straordinario valore: un antico pozzo-cisterna in eccezionale stato di conservazione. Il manufatto, rimasto protetto per secoli sotto la superficie stradale, si colloca nell’area immediatamente adiacente al cantiere di riqualificazione dell’ex scuola De Amicis, proprio all’interno di quello che un tempo era il perimetro difensivo della cinta muraria del castello medievale. Si tratta di un ritrovamento cruciale, destinato ad arricchire in modo determinante la comprensione dell’assetto urbanistico originario, dei sistemi di approvvigionamento idrico e della vita quotidiana della comunità dell’epoca. La portata eccezionale della scoperta
non si limita alla struttura del pozzo. Durante le operazioni di scavo, infatti, sono riaffiorati anche imponenti tratti delle antiche murature del castello insieme a preziosi elementi laterizi di fattura d’epoca. L’intero complesso rappresenta un vero e proprio puzzle storico che promette di svelare dettagli finora inediti sulle tecniche costruttive e sulle stratificazioni del centro mestrino. Per tutelare e interpretare al meglio questo patrimonio, le indagini archeologiche proseguiranno sotto la rigorosa supervisione della Soprintendenza, in costante e stretta sinergia con l’Amministrazione comunale. Un lavoro d’équipe indispensabile per definire con precisione scientifica la datazione, l’esatta funzione e le peculiarità architettoniche di questi manufatti straordinari. Questa nuova ed entusiasmante parentesi archeologica si inserisce in un quadrante cittadino che si sta rivelando una miniera inesauribile di memorie storiche. Poco distante, nell’ambito del cantiere per la ristrutturazione e il relamping energetico dell’ex scuola De Amicis,
la terra aveva già restituito importanti porzioni di mura antiche, reperti mobili ed elementi strutturali rimasti celati per secoli. Quello che si sta delineando è un vero e proprio percorso museale a cielo aperto: il progetto di recupero dell’edificio scolastico, ormai prossimo
alla conclusione, prevede infatti la valorizzazione in situ delle testimonianze emerse, attraverso l’installazione di una suggestiva pavimentazione trasparente sopra le murature storiche, una teca espositiva per i reperti e dettagliati pannelli didattici. L’improvviso affiorare
del pozzo-cisterna e dei nuovi segmenti murari in via San Pio X aggiunge ora un tassello d’inestimabile valore a questo racconto visivo, ponendo gli archeologi di fronte alla stimolante sfida di ricomporre il legame cronologico e funzionale tra i diversi elementi. L’eccezionalità dell’evento ha richiamato l’attenzione immediata delle istituzioni. Il sindaco Simone Venturini si è recato personalmente sul luogo del ritrovamento per un sopralluogo tecnico, sottolineando la rilevanza dell’avvenimento: «L’Amministrazione sta collaborando attivamente con la Soprintendenza per garantire lo svolgimento di tutti gli approfondimenti scientifici necessari e valutare le migliori modalità di conservazione e valorizzazione. Il nostro obiettivo è duplice e chiaro: far piena luce sulla natura di questi straordinari reperti e, contemporaneamente, gestire con efficienza il cantiere per contenere al minimo i disagi alla circolazione e ai residenti». Mestre ritrova così, con grande orgoglio, una parte fondamentale delle proprie radici medievali.
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AMBIENTE
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L’allarme. Le opposizioni chiedono chiarimenti sulla gestione dell’emergenza e sulla comunicazione alla cittadinanza
Incendio a Porto Marghera: polemica sulle sirene spente, il sindaco Venturini spiega le regole A ll’indomani del vasto incendio che ha interessato un deposito di rottami metallici in via del Sale a Porto Marghera, le rilevazioni effettuate dall’Arpav hanno fortunatamente escluso la presenza di inquinanti atmosferici al di sopra dei livelli di guardia, sebbene il monitoraggio e i controlli tecnici sul territorio continuino senza sosta per garantire
la totale sicurezza della popolazione. Nonostante l’assenza di rischi chimici conclamati, l’episodio ha immediatamente scatenato un acceso dibattito politico sulle modalità con cui la protezione civile ha gestito la comunicazione d’emergenza, sollevando interrogativi particolarmente critici in merito alla decisione di non attivare le sirene di allarme acustico e sulle modalità con
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cui è stato diramato alla cittadinanza l’invito precauzionale a rimanere nelle proprie abitazioni tenendo le finestre chiuse. Nel merito della vicenda, i gruppi consiliari di opposizione del Comune di Venezia — nello specifico Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle — hanno depositato un’interrogazione urgente indirizzata al sindaco Simone Venturini, chiedendo di riferire dettagliatamente in aula sulle cause che hanno scatenato il rogo nell’impianto di recupero dei materiali ferrosi, sulla reale natura degli inquinanti immessi in atmosfera e sulle conseguenze effettive per la salute pubblica, sollecitando inoltre chiarimenti sulle responsabilità relative al ritardato allertamento dei residenti e sulla scelta istituzionale di non annullare la programmazione del cinema all’aperto in Piazza Mercato nella stessa serata. La questione centrale relativa al mancato utilizzo dell’impianto di allarme sonoro è stata affrontata direttamente dal sindaco Venturini a margine di un sopralluogo tecnico effettuato nell’area colpita dalle fiamme, il quale ha spiegato che l’incendio ha riguardato un perimetro circoscritto di rifiuti ferrosi e non ha avuto alcuna attinenza con i rischi di tipo chimico o industriale per i quali sono previsti rigidi protocolli di attivazione, tra cui le famose sirene che possono suonare esclusivamente in presenza di impianti soggetti alla normativa Seveso e a
rischio di incidente rilevante. Sulla stessa linea si sono espressi i vigili del fuoco con una nota ufficiale, ribadendo che il sistema di allertamento acustico nasce proprio per far fronte a emergenze derivanti dalla manipolazione di sostanze pericolose nell’ex petrolchimico e che l’attivazione in assenza di tali presupposti avrebbe configurato una violazione dei protocolli oltre al rischio di generare un ingiustificato procurato allarme nella cittadinanza. Di fronte all’evidenza che i canali tradizionali, come il sito internet e i social media, non si sono dimostrati sufficientemente rapidi ed efficaci per
raggiungere tempestivamente tutti i residenti coinvolti, l’amministrazione comunale ha riconosciuto la necessità di intervenire strutturalmente sul sistema informativo, con l’assessore alla Protezione civile Paolino D’Anna che ha annunciato l’obiettivo di potenziare i canali di comunicazione per estendere la capacità di diffusione delle allerte anche a quelle situazioni di emergenza che, come l’incendio di materiale ferroso a Porto Marghera, non rientrano nei rigidi protocolli predefiniti per il rischio industriale, idraulico o per le maree eccezionali.
Energia 100% rinnovabile per l’impianto di idrogeno Sapio a Porto Marghera grazie all’accordo con Edison
E Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SCARICA L’APP RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE
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dison Energia e Sapio hanno siglato un importante contratto di fornitura energetica pluriennale di tipo Ppa (power purchase agreement) off-site, destinato ad alimentare il nuovo impianto di produzione di idrogeno inaugurato da Sapio a Porto Marghera. In base all’accordo, l’intera fornitura di energia elettrica sarà generata da otto impianti idroelettrici e fotovoltaici di proprietà di Edison, per una potenza complessiva installata di quasi 50 MW, garantendo così il fabbisogno energetico necessario al processo di elettrolisi. L’idrogeno ottenuto attraverso questo processo rispetta pienamente i criteri stabiliti dall’Unione Europea, configurandosi come Rfnbo, ovvero combustibile rinnovabile di origine non biologica. Come evidenziato da Mario Paterlini, amministratore delegato di Sapio, l’idrogeno rappresenta una leva strategica fondamentale per coniugare la decarbonizzazione con la competitività industriale e la sicurezza energetica,
confermando l’impegno dell’azienda nella transizione ecologica. Gli fa eco Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia, sottolineando come l’intesa sia resa possibile dalla presenza integrata del gruppo nella produzione e commercializzazione dell’energia. Il nuovo polo produttivo di Porto Marghera vanta una capacità di oltre 500 tonnellate di idrogeno all’anno, potendo contare su un elettrolizzatore da 5 megawatt e sul contributo di un impianto fotovoltaico dedicato da circa 2 megawatt realizzato da Eco+Eco, società del Gruppo Veritas. Questa operazione si inserisce in un più ampio progetto di sviluppo della cosiddetta “hydrogen valley” supportato dagli enti locali, che comprende l’intera filiera dalla produzione all’utilizzo, come dimostra anche la realizzazione da parte di Eni di una stazione di rifornimento per la nuova flotta di autobus a idrogeno del trasporto pubblico, la cui entrata in esercizio è programmata per l’autunno del 2026.
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LA CITTÀ
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Nuovo spazio. Un investimento di oltre 3 milioni di euro, finanziato con i fondi del Pnrc-Pnrr
L’ex Centro civico della Bissuola si trasforma: in primavera aprirà il nuovo polo per i giovani e la musica
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alla prossima primavera l’ex Centro civico della Bissuola diventerà uno dei principali punti di riferimento a Venezia per i giovani, la cultura, lo studio e la socialità, grazie a un grande progetto di riqualificazione che estenderà il modello della Biblioteca VEZ e integrerà le attività del CIMM – Centro di Informatica Musicale e Multimediale della Biennale. L’intervento, dal valore complessivo di 3.102.000 euro — di cui 2.752.000 provenienti dal piano Pnc-Pnrr del Ministero della Cultura per il potenziamento della Biennale e 350.000 stanziati da Ca’ Farsetti —, è stato recentemente al centro di un sopralluogo istituzionale guidato dal sindaco Simone Venturini insieme agli assessori ai lavori pubblici Riccardo Brunello e alla cultura Paolo Romor, alla presidente della commissione cultura Costanza Melchiori e al direttore generale della Biennale Andrea Del Mercato. Il progetto prevede la creazione di spazi moderni e multifunzionali affacciati sul Parco Albanese, tra cui una nuova caffetteria vetrata protetta da una pergola verde, sale lettura ampliate e una cavea naturale all’aperto destinata a piccoli spettacoli e iniziative pubbliche. Sul lato nord dell’edificio troverà spazio l’ampliamento del CIMM, dotato di nuove sale prova e di registrazione all’avanguardia per la produzione e la sperimentazione musicale, con un accesso dedicato e una copertura a tetto verde pensile. Inoltre, la facciata sud sarà completamente rinnovata attraverso l’installazione di una struttura tridimensionale colorata con pannelli in alluminio microforato, pensata per unire l’impatto estetico a una perfetta funzione di schermatura solare. Come sottolineato dal sindaco Venturini, questa operazione rappresenta una vera e propria rivoluzione per la terraferma veneziana, offrendo ai ragazzi un ambiente
sicuro, stimolante e all’avanguardia in cui aggregarsi e coltivare i propri interessi, confermando la Bissuola come il secondo grande presidio della Biennale in terraferma dopo l’esperienza di Forte Marghera. Il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha espresso grande soddisfazione per il ritorno a pieno regime delle iniziative storiche dell’ente nel complesso civico, che tornerà a essere un motore propulsivo per la produzione artistica territoriale. La conclusione della prima fase dei cantieri è prevista per la fine del 2026, mentre l’inaugurazione ufficiale dell’intero complesso e l’apertura definitiva al pubblico sono attese per la primavera del 2027.
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28 Agosto
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08
Settembre
2026
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Non mancate il 07 Settembre!
La nuova palestra del polo scolastico Morin-Gramsci
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roseguono secondo il cronoprogramma i lavori per la realizzazione della nuova e moderna palestra al servizio del distretto scolastico che comprende il Liceo Morin e l’istituto tecnico Gramsci a Mestre, la cui conclusione è fissata per i primi mesi del 2027. I cantieri, avviati dalla Città metropolitana lo scorso 19 aprile, mostrano già la configurazione delle strutture destinate agli spogliatoi, mentre sono in corso gli interventi sulle parti in elevazione e sulla tribuna da 250 posti, che precederanno la posa della copertura in legno prevista entro la fine del mese di agosto. Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha effettuato un sopralluogo sul posto per verificare l’avanzamento dei lavori, sottolineando come la nuova infrastruttura rispondesse a una pressante richiesta avanzata dagli studenti e dalle associazioni del territorio, che potranno finalmente usufruire di uno spazio all’avanguardia. L’investimento conferma lo sport e le relative strutture tra le priorità assolute dell’amministrazione, impegnata a chiudere i cantieri aperti e ad aprirne di nuovi per offrire risposte concrete alle famiglie e ai giovani. Concepita con caratteristiche analoghe agli impianti già realizzati a Dolo e in via Virgilio alla Bissuola, ma arricchita da ulteriori miglioramenti impiantistici e architettonici, la palestra disporrà di quattro ampi spogliatoi, locali per il rimessaggio attrezzature, uno spogliatoio per gli arbitri e un’infermeria, garantendo così il massimo comfort anche per le attività pomeridiane e agonistiche. Grazie all’omologazione del Coni, la struttura potrà ospitare partite di alto livello per discipline come basket, pallavolo e calcetto, contando su una pavimentazione in parquet, un sistema di illuminazione a LED a basso consumo e una viabilità autonoma carrabile e pedonale che consentirà l’accesso anche al di fuori dell’orario scolastico.
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CULTURA
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La rassegna. Spettacoli, laboratori e percorsi formativi dedicati a famiglie, scuole e piccolissimi per educare all’ascolto
“Piccoli sguardi, grandi orizzonti”: al via la 32ª edizione della stagione teatrale P renderà ufficialmente il via dal prossimo mese di ottobre la trentaduesima edizione della storica stagione di teatro per le nuove generazioni e le scuole, promossa dal Settore Cultura del Comune di Venezia in stretta collaborazione con Arteven, Circuito Multidisciplinare Regionale. Intitolata “Piccoli sguardi, grandi orizzonti”, la rassegna ospitata al Teatro
del Parco di Mestre offrirà un ricco e articolato programma di spettacoli, laboratori e percorsi educativi pensati per accompagnare la crescita dei giovani spettatori, stimolando l’empatia, la condivisione e la riscoperta del valore del tempo e dell’ascolto. Come sottolineato dall’assessore alla Cultura Paolo Romor, investire nella cultura significa investire sul futuro della comunità,
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valorizzando un Teatro del Parco che negli ultimi anni, grazie ai consistenti investimenti dell’Amministrazione, si è trasformato in un polo culturale d’eccellenza, affiancandosi alla biblioteca, alla presenza della Biennale e alle residenze artistiche per diventare un vero laboratorio permanente di creatività e coesione sociale. La programmazione della stagione 2026-2027 si aprirà ufficialmente sabato 3 ottobre con una giornata di Open Day a ingresso gratuito, ricca di appuntamenti tra cui le performance musicali dello swing italiano e internazionale del Caffeina Swing Quartet, l’omaggio a Pippi Calzelunghe, installazioni immersive
con farfalle e lucciole luminose e suggestivi spettacoli di fuoco, offrendo inoltre l’opportunità di rinnovare i primi abbonamenti. L’offerta si suddivide in percorsi mirati per ogni fascia d’età: il “Percorso 3-10 anni” proporrà nove spettacoli domenicali pomeridiani con grandi classici della letteratura rivisitati in chiave contemporanea — come Robin Hood, Il Mago di Oz, Il gatto con gli stivali, Canto di Natale e Winnie-The-Pooh — accanto a spettacoli di clownerie e teatro fisico, mentre il “Percorso 0-3 anni” riserverà ai più piccoli tre appuntamenti sensoriali intimi con il pubblico accolto direttamente sul palcoscenico. Dal 9 novembre 2026
all’8 marzo 2027 torneranno anche le matinée scolastiche di “A Teatro con la Scuola – Mappe per l’avventura” e le “Fiabe Musicali” curate dall’Associazione Amici della Musica di Mestre con il sostegno di Eco+Eco, dedicate a unire l’arte narrativa all’educazione ambientale. Le modalità di acquisto di abbonamenti e biglietti prenderanno il via in concomitanza con l’Open Day del 3 ottobre al Teatro del Parco e proseguiranno nei giorni successivi presso il Teatro Toniolo e online sulla piattaforma Vivaticket a partire dal 15 ottobre, mentre tutte le informazioni dettagliate sono consultabili sul portale istituzionale www.culturavenezia.it.
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Il commento alle notizie del giorno
con Alberto Gottardo
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“Circus Fever!”: dal 20 al 30 agosto 2026 il Parco AlbaneseBissuola di Mestre si accende con il grande circo contemporaneo
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al 20 al 30 agosto 2026 il Parco Albanese-Bissuola di Mestre si trasformerà nel cuore pulsante dell’arte circense contemporanea grazie a Circus Fever!, una ricca rassegna all’aperto diffusa tra lo Chapiteau e l’Arena Sic, pensata per incantare famiglie, giovani e appassionati di tutte le età. La manifestazione offrirà una programmazione quotidiana con inizio degli spettacoli a partire dalle ore 18.00, affiancata da speciali appuntamenti mattutini alle ore 10.00 nei giorni 22, 23, 29 e 30 agosto, unendo compagnie nazionali e internazionali di altissimo livello. Il cartellone vedrà alternarsi le performance di Anita Monaco con La storia vera di Pazzerotto e La Voie Ferrée in L’imprévu sidéré, le sognanti produzioni del Teatro nelle Foglie — tra cui La dolce follia, Interno notte, Sogni in scatola, Fiorella racconta e Cartoon Toylete —, le acrobazie
del Nanirossi Show, l’energia di Chilowatt Company in Rex, l’eleganza del Collettivo 6tu in Fili invisibili, le poesie sceniche di NoCompagnia con Equilibri inediti, il fascino del Circo El Grito in Specchio errante e l’allegria di Tony Fratello Clown in Un clown in cerca di risate. L’offerta sarà arricchita da laboratori circensi pomeridiani nei fine settimana del 22 e 23 agosto (ore 17.00), mentre i biglietti manterranno prezzi estremamente popolari: 2,50 euro per La vera storia di Pazzerotto e Specchio Errante, e 5,00 euro per tutti gli altri spettacoli. I tagliandi sono già disponibili in prevendita sul circuito Vivaticket e nei punti vendita autorizzati, oppure direttamente sul posto a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni rappresentazione, fino a esaurimento posti.
SPORT
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Calcio. Investimenti, sogni e nuovi colpi di mercato
IL VENEZIA ALZA IL SIPARIO SULLA SERIE A I l conto alla rovescia è finito. Il sogno Serie A del Venezia è ufficialmente cominciato con la tradizionale presentazione della squadra a Ca’ Venezia, il quartier generale arancioneroverde diventato negli anni il simbolo della rinascita del club. Un luogo che racconta meglio di qualsiasi slogan la trasformazione della società. A ricordarlo è stato il presidente del Consiglio comunale Matteo Senno in rappresentanza delle autorità, sottolineando come fino a pochi anni fa in quell’area ci fosse soltanto “un campo di patate”, con il Venezia relegato in Serie C e senza prospettive di investimento. Oggi, invece, la fotografia è completamente diversa. La terza promozione in Serie A negli ultimi cinque anni rappresenta un traguardo importante, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. L’obiettivo non è più soltanto conquistare la massima categoria, bensì restarci. Per questo la società ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella, investendo oltre 40 milioni di
euro sul mercato, con il direttore sportivo Filippo Antonelli grande regista di una campagna acquisti tra le più ambiziose della storia recente del club. Il tutto in attesa del nuovo stadio al Bosco dello Sport, per il 2028. La serata, condotta da Gianluca Di Marzio, ha visto sfilare sul palco tutti i protagonisti della nuova stagione, accolti dall’entusiasmo dei tifosi. Per ultimo è arrivato il tecnico Giovanni Stroppa, l’allenatore della promozione, accolto da una lunga ovazione. Antonelli ha ribadito la filosofia della società, spiegando come il Venezia stia costruendo un progetto destinato a durare nel tempo. “Ho sempre avuto il massimo sostegno dalla proprietà anche nei momenti più difficili. Il nostro è un modello fatto di coraggio. Non investiamo soltanto nei calciatori, ma anche nelle infrastrutture e nel settore giovanile. Vedo il Venezia come un equipaggio che può stupire il calcio italiano”, ha dichiarato il direttore sportivo.
Parole condivise da Stroppa, che ha invitato tutti a mantenere i piedi per terra. “In questo momento contano il lavoro e la preparazione. Stiamo mettendo benzina nelle gambe e costruendo un ottimo gruppo. L’obiettivo è mantenere
la categoria e credo che le cose si stiano facendo nel modo migliore possibile”, ha spiegato il tecnico. La festa si è chiusa con un ultimo regalo ai tifosi. Sul palco è stato infatti ufficializzato l’arrivo del difensore ar-
gentino Matias Moreno dalla Fiorentina, operazione conclusa con la formula del prestito oneroso e obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. Un altro tassello per un Venezia che vuole smettere di essere una sorpresa e diventare una presenza stabile tra le grandi del calcio italiano. Nei giorni successivi all’evento, però, il Ds Antonelli di certo non è rimasto con le mani in mano. Altri due obiettivi presenti sul taccuino del dirigente lagunare sono andati infatti a buon fine. Da un lato l’acquisto a titolo definitivo del difensore marocchino classe 2003 Redouane Halhal, dall’altro il prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina del 2001 centrocampista svizzero Simon Sohm. Entrambi andranno a rimpolpare un organico che sulla carta, garantisce un alto livello di tecnica e di compattezza, il tutto a favore dei palati fini dei tifosi lagunari. • Riccardo Musacco
Gemini rinnova il sodalizio con Basket Mestre
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asket Mestre 1958 e Gemini S.r.l. hanno rinnovando il proprio legame come main sponsor per il sesto anno consecutivo. Questa unione d’acciaio, iniziata stabilmente nel 2021 dopo una prima esperienza nel biennio 2013-2015, ha accompagnato i biancorossi dalle battaglie in serie B fino allo storico ritorno in serie A2. Un’autentica storia d’amore sportiva che si conferma solidissima anche per la stagione 2026/2027. Quello tra Gemini e la compagine mestrina non è una semplice transazione commerciale, ma un sodalizio fatto di passione e momenti condivisi. Si tratta di un impegno a 360 gradi che supera ampiamente i confini della prima squadra. Gemini si conferma un pilastro fondamentale per il territorio anche grazie al supporto
costante al settore giovanile e al progetto inclusivo del Baskin, dimostrando che il vero successo si costruisce investendo a lungo termine sul futuro della comunità. “Sono molto contento, si tratta del mio record personale, sei anni non li avevo mai fatti – commenta Giorgio Querci –. Sono anche molto felice della squadra e di tutto quello che abbiamo fatto insieme. Quest’anno sarà un’altra sfida, un’altra scommessa che speriamo di vincere nuovamente. Vorrei che il pubblico ci assista ancora di più e quindi uno degli obiettivi sarà provare a riempire il Taliercio. Il roster costruito è molto interessante e ho avuto la possibilità di conoscere Gherardini e Salvioni. Sono dei bravi ragazzi, si uniscono a quelli rimasti che sono certezze, che sanno cosa vuol dire Gemini Mestre”. Soddisfazione per il
presidente Filippo Caprioglio: “Sono oltremodo felice e orgoglioso del rinnovo con Gemini anche per la stagione 2026/27 – le sue parole. Desidero ringraziare profondamente Giorgio Querci e la sua famiglia, e con me tutto il cda basket Mestre, per questo atto di passione e amore verso la nostra società. In un periodo in cui tutti sappiamo esserci per le aziende incertezza generale, la Gemini è ancora Main Sponsor. In sei anni continuativi, più due nel passato, ho avuto modo di conoscere Giorgio nel profondo e avere costante prova del suo essere tifoso del Basket Mestre. Lo ringrazio davvero per la generosità, l’impegno e il sostegno della sua Gemini: sicuramente di esempio per tutti”. • (C.A.)
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Segue da pag. 1
Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
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’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
Giovanni Manildo
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno
Massimo Bitonci
e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi
margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante
Federico Testa
e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che
un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
L’intervista. Piefrancesco Munari, neo presidente e sindaco di Cavarzere, traccia le linee del mandato
“COSÌ VOGLIO RILANCIARE ATER VENEZIA” R idurre il numero degli alloggi sfitti, accelerare le assegnazioni e rafforzare la collaborazione con le istituzioni per garantire legalità ed efficienza. Sono questi i primi obiettivi che Pierfrancesco Munari indica nei suoi primi giorni da presidente di Ater Venezia. Sindaco di Cavarzere, già vicepresidente di ASM Spa, Munari affronta il nuovo incarico con la consapevolezza delle difficoltà ma anche con la convinzione che il patrimonio abitativo pubblico possa rappresentare una risposta concreta al disagio sociale. Presidente Munari, ci racconta qualcosa di lei e del suo percorso professionale? Ho 44 anni, sono sposato e ho due figlie. Per cinque anni sono stato consigliere comunale a Cavarzere. Dal 2021 sono sindaco della città. Ora è arrivata questa opportunità alla guida di Ater Venezia. È un incarico prestigioso che affronto con grande senso di responsabilità.
Pierfrancesco Munari
Si aspettava questa nomina? Sì. Ho presentato la candidatura insieme ad altre 58 persone e ritenevo di
avere le competenze per questo ruolo. Mi auguro che la scelta sia stata fatta proprio sulla base delle qualifiche e dell’esperienza maturata. Quale sarà il primo obiettivo del suo mandato? Ater deve fare Ater. Significa dare il maggior numero possibile di case a chi ne ha realmente bisogno e ridurre il numero degli immobili sfitti. Gestiamo circa 11 mila alloggi in 44 Comuni della Città metropolitana, quindi parliamo di un patrimonio enorme. Con il Piano Casa nazionale e quello regionale si aprono prospettive interessanti. Qual è oggi la situazione degli immobili inutilizzati? Sono presidente da pochi giorni e mi sono fatto consegnare una serie di report Comune per Comune. Nel centro storico di Venezia il dato è particolarmente pesante: circa un terzo degli alloggi risulta sfitto. Considerando l’intero patrimonio provinciale la percentuale diminuisce, ma è evidente che c’è molto
lavoro da fare. Tra le criticità ci sono anche le occupazioni abusive... La mia esperienza da sindaco mi ha insegnato che si deve operare sempre e solo nel rispetto della legalità. Su questo non ci possono essere compromessi. Le occupazioni abusive non solo creano situazioni di degrado, ma penalizzano le persone che attendono regolarmente in graduatoria l’assegnazione di una casa. Il suo predecessore ha ricevuto minacce. La preoccupano? Assolutamente no. Da sindaco ho già affrontato situazioni simili. Quando un ente lavora nel rispetto delle leggi e dello Stato democratico non deve lasciarsi intimidire. Cavarzere poi è uno dei territori con il maggior numero di alloggi popolari... Cavarzere, dopo Venezia, è tra le realtà con più edilizia residenziale pubblica: conta oltre 700 alloggi tra patrimonio comunale e Ater. Tuttavia oggi devo
ragionare da presidente dell’intero ente. Non ci saranno corsie preferenziali. Come concilierà il ruolo di sindaco con quello di presidente di Ater? Sarà fondamentale il lavoro di squadra. In Comune posso contare sulla Giunta e sul vicesindaco, mentre in Ater ci sono 74 dipendenti e due dirigenti, anche se il fabbisogno previsto arriva fino a 120 unità. Vorrei rafforzare l’organico per migliorare i servizi. Le giornate saranno intense ma sono abituato a ritmi impegnativi. Ha già avviato i primi contatti istituzionali? Sì. Ho incontrato il presidente della Regione Stefani, il sindaco di Venezia Venturini e l’assessore Roma. La collaborazione con tutte le istituzioni sarà decisiva. Ci sono già sul tavolo collaborazioni ad esempio con l’Ulss3 e la Polizia Penitenziaria per alloggi non ERP a favore del personale di questi enti. • Riccardo Musacco
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Sociale. Una nuova rete per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità
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la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza
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pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo
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Rete delle Pro Loco venete, nuovo bando da 290 mila euro: “Sostegno capillare”
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a Regione Veneto ha dato il via al bando 2026 per la concessione di contributi destinati alla promozione e alla valorizzazione turistica, culturale ed enogastronomica del territorio. La misura mette a disposizione un totale di 290 mila euro, ripartiti in 150 mila euro per i Comitati provinciali Unpli e 140 mila euro per i Consorzi di Pro Loco iscritti nell’elenco regionale. Le risorse serviranno a finanziare programmi dedicati alla tutela dell’identità locale e degli attrattori ambientali e naturali. “Il Veneto, oltre ad essere la prima regione turistica d’Italia, è una terra che sa raccontarsi attraverso le proprie comunità e le proprie tradizioni e le Pro Loco in questo sono protagoniste”, evidenzia il vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto. “Con questo bando, previsto dalla legge regionale 34/2014, la Regione rinnova un sostegno concreto a una rete capillare che contribuisce in maniera determinante alla promozione dell’offerta turistica regionale, valorizzando borghi e tradizioni che rendono unico il Veneto”. Il provvedimento mira inoltre a incentivare un modello di accoglienza diffuso e sostenibile. “Le Pro Loco hanno
Lucas Pavanetto, assessore regionale al turismo
un ruolo strategico nel promuovere un turismo capace di distribuire i flussi sull’intero territorio e di far conoscere luoghi meno noti ma ricchi di storia e cultura”, conclude Pavanetto. “Investire sulle loro progettualità significa rafforzare la competitività del sistema turistico”. Per accedere ai contributi, i soggetti interessati dovranno presentare domanda entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici
di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali
già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento
dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a
ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
“Turismo Sociale e Inclusivo”: da progetto pilota sulle spiagge a buona prassi regionale di inclusione
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a progetto sperimentale dedicato alle spiagge accessibili a modello regionale di inclusione sociale. È questo il percorso compiuto dal Progetto Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto, nato nel 2017 su iniziativa della Regione del Veneto con l’obiettivo di rendere il litorale fruibile alle persone con disabilità o con ridotta mobilità e oggi diventato una buona pratica riconosciuta a livello regionale. L’iniziativa, partita inizialmente nelle tre aziende sanitarie costiere – ULSS 3 Serenissima, ULSS 4 Veneto Orientale e ULSS 5 Polesana – ha rappresentato una vera rivoluzione nel modo di concepire il turismo accessibile. Accanto all’eliminazione delle barriere fisiche sono stati introdotti servizi di accompagnamento, assistenza sanitaria dedicata e attività per favorire una piena partecipazione alla vita di spiaggia. Nel corso dell’incontro celebrativo è stato il direttore generale dell’ULSS 5 Polesana, Massimo Zuin, tra i protagonisti del progetto fin dalle sue
origini, a ripercorrerne la crescita. «Il progetto, partito in forma sperimentale nelle spiagge delle ULSS 3, 4 e 5 Polesana, si è poi ampliato a tutte le ULSS del Veneto, diventando una buona prassi. Punto di forza del progetto è il fare rete tra pubblico e privato, tra istituzioni, operatori e associazioni di categoria», ha sottolineato Zuin. Un modello che negli anni ha saputo evolversi. Già nel 2018 alle spiagge accessibili si sono affiancate attività sportive e ricreative dedicate e il progetto “50 Boys for 50 Days”, che ha permesso a giovani con disabilità provenienti da tutto il Veneto di sperimentare percorsi di tirocinio lavorativo negli stabilimenti balneari, favorendo autonomia personale e inclusione lavorativa. Nello stesso anno sono nate anche le “Bandiere d’Argento”, riconoscimento assegnato agli stabilimenti distintisi per i più elevati standard di accessibilità. Dopo la pausa imposta dalla pandemia, il progetto è ripartito con ancora maggiore slancio. Dal 2022, grazie al finanziamento del Ministero per
le Disabilità, è stato esteso a tutte le nove ULSS del Veneto, ampliando il proprio raggio d’azione dalle spiagge alle città d’arte, ai territori montani e collinari e rafforzando i percorsi di autonomia abitativa e lavorativa. L’edizione 2025-2026 ha introdotto importanti innovazioni. Tra queste la realizzazione del modellino tridimensionale di Villa Pisani per favorire la fruizione del patrimonio culturale da parte delle persone con disabilità visiva, i corsi di formazione rivolti agli operatori turistici sull’accessibilità universale, la nuova certificazione di “Azienda Inclusiva” destinata alle realtà che investono concretamente nell’accoglienza senza barriere e nuovi strumenti per migliorare l’accessibilità delle spiagge. Nel 2026 sono stati inoltre acquistati sollevatori per persone con disabilità, accessori per le sedie Job e 26 altalene inclusive destinate agli arenili di Chioggia e del Lido di Venezia. Tra le novità anche il braccialetto con QR Code “Se mi perdo”, pensato per consentire il rapido ritrovamento delle persone fragili in caso
di smarrimento, oltre a una app dedicata che permette di consultare e prenotare tutte le attività direttamente dallo smartphone. Nel corso della cerimonia il vicesindaco di Chioggia Serena De Perini e il sindaco Mauro Armelao hanno ribadito il sostegno dell’amministrazione comunale a un progetto che rappresenta un valore aggiunto non solo sul piano sociale, ma anche per la qualità dell’offerta turistica del territorio. L’excursus storico dell’iniziativa è stato affidato al dottor Vanni Stangherlini, che ha ripercorso le principali tappe di un progetto cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento nazionale sul tema dell’accessibilità. Momento particolarmente significativo della giornata è stata la consegna del riconoscimento al titolare di un’azienda inclusiva Fabrizio Boscolo Nale, premiato per l’impegno e il contributo profuso nella realizzazione e nello sviluppo del progetto. Guendalina Ferro
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26 Innovazione. Le nuove macchine sono dotate di intelligenza artificiale e permettono esami più rapidi e precisi con minori radiazioni
Ospedale dell’Angelo, rivoluzione nella diagnostica: rinnovate tutte le grandi apparecchiature
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n grande intervento di ammodernamento tecnologico sta cambiando il volto della diagnostica all’ Ospedale dell’Angelo. Il presidio mestrino sta completando la sostituzione dell’intero parco delle grandi apparecchiature di Radiologia e Neuroradiologia, con l’arrivo di nuove TAC, risonanze magnetiche, mammografi e altri strumenti di ultima generazione. Un vero e proprio cantiere distribuito all’interno della struttura ospedaliera, con il trasferimento delle vecchie apparecchiature e l’installazione delle nuove tecnologie attraverso interventi complessi che coinvolgono mezzi specializzati, gru e personale tecnico qualificato. «È in corso un cantiere diffuso e progressivo nelle aree non direttamente accessibili dell’Ospedale – spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin –. Stiamo sostituendo tutte le grandi macchine diagnostiche, garantendo così un rinnovo completo delle dotazioni tecnologiche. L’Ospedale di Mestre può contare su strumenti all’avanguardia secondo gli standard più moderni disponibili». L’operazione rientra negli obblighi previsti dalla convenzione di gestione dell’ Ospedale dell’Angelo nell’ambito del project financing: il rinnovo periodico delle apparecchiature è infatti a carico del concessionario, secondo un programma di aggiornamento tecnologico che prevede sosti-
tuzioni sulla base dell’evoluzione della medicina e delle necessità diagnostiche. Complessivamente saranno circa quaranta le nuove apparecchiature installate, per un investimento di diversi milioni di euro. Le nuove tecnologie sono state individuate attraverso un confronto tra direzione ospedaliera, concessionario e specialisti dei reparti di
Radiologia e Neuroradiologia, con l’obiettivo di garantire strumenti adeguati alle esigenze cliniche quotidiane. «Le apparecchiature sono state valutate insieme ai professionisti che le utilizzeranno – sottolinea il direttore del Dipartimento di Radiologia clinica, interventistica e di neuroscienze, Enrico Cagliari –. In questo modo possiamo
assicurare strumenti capaci di rispondere alle richieste degli specialisti e all’evoluzione delle attività diagnostiche». Tra le novità più importanti ci sono le nuove TAC, capaci di acquisire immagini ad alta velocità e di effettuare anche studi particolarmente complessi, come quelli dedicati alle coronarie e ai vasi intracranici. Un ruolo centrale è svolto dall’ intelligenza artificiale, presente nei nuovi sistemi di TAC, risonanza magnetica e mammografia. I software avanzati consentono di migliorare la qualità delle immagini, ridurre i tempi degli esami e supportare i professionisti nella lettura diagnostica. Le nuove tecnologie permettono inoltre di diminuire l’esposizione dei pazienti alle radiazioni: in particolare TAC e mammografi garantiscono immagini di elevata qualità con una dose sensibilmente ridotta rispetto alle apparecchiature precedenti. Il rinnovamento del parco tecnologico rappresenta un passaggio strategico per l’Ospedale dell’Angelo, chiamato ogni giorno a garantire un numero elevato di prestazioni diagnostiche per il territorio veneziano. Con il completamento dell’intervento, previsto entro l’estate, il presidio potrà contare su una dotazione completamente aggiornata, capace di coniugare maggiore efficienza, qualità delle immagini e attenzione al paziente.
Ospedale di Chioggia, raggiunto il traguardo di mille ecocardio in dieci anni
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ille ecocardiografie eseguite in dieci anni: è il traguardo raggiunto dall’ Ospedale di Chioggia, un risultato che la Regione Veneto ha voluto valorizzare come esempio di qualità assistenziale e integrazione tra professionalità sanitarie. A esprimere le proprie congratulazioni è stato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, dopo l’annuncio del direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin. «L’eccellenza di un modello sanitario si afferma attraverso diversi fattori – ha dichiarato
Stefani – tra cui l’alto livello professionale del personale, l’innovazione tecnologica e la capacità di garantire attenzione concreta ai cittadini». Il traguardo riguarda in particolare l’attività dell’ambulatorio di Cardio-oncologia dell’ospedale chioggiotto, dove gli esami ecocardiografici hanno consentito di monitorare nel tempo pazienti sottoposti a terapie oncologiche, individuando tempestivamente eventuali complicanze cardiovascolari. «Esprimo le mie congratulazioni al primario Valle e a tutto il personale dell’ambulatorio di
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Cardio-oncologia – ha aggiunto il presidente regionale – per un percorso che ha garantito mille risposte di alta specializzazione ai pazienti». Secondo Stefani, il risultato è il frutto di un modello organizzativo costruito sulle esigenze delle persone assistite, basato sulla collaborazione tra reparti e professionisti e su strategie di cura mirate. «È un risultato importante che merita attenzione e valorizzazione – ha concluso – perché dimostra come la sinergia tra competenze diverse possa tradursi in un’assistenza sempre più tempestiva e personalizzata».
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
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Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
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CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
pasquale.petrullo@gmail.com
ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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ORIZZONT
ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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