Zero Branco: premio a Roma per il progetto sull’inclusione
di Treviso Ovest
Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo.
Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.
Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.
SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E PREVENZIONE
NEI QUARTIERI, PATTUGLIE A ZERO BRANCO
Centro Sollievo, rete in espansione e vicina alle famiglie nella Marca trevigiana
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
BENETTON PUNTA ALL’ATTIVO ENTRO IL 2027
Il gruppo Benetton prevede di chiudere definitivamente la fase delle perdite entro la fine del 2026 per tornare in attivo già nel 2027. È quanto emerso durante un incontro con i sindacati in cui l’amministratore delegato Claudio Sforza ha illustrato le linee del piano industriale.
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni dei lavoratori, il percorso di riduzione del personale avviato nell’estate del 2024 è ormai in via di conclusione. L’organico dovrebbe stabilizzarsi attorno alle 550 unità, senza ulteriori interventi di ridimensionamento.
Parallelamente, si aprono prospettive sul fronte della logistica.
Nella nuova società Logistic 360, partecipata al 51% da Poste Italiane e al 49% da Benetton Logistics, sono previste nuove assunzioni nei prossimi mesi, oltre ai circa 150 dipendenti attualmente impiegati.
La società eredita una capacità operativa importante, pari a circa 100 milioni di capi gestibili, ma al momento questa potenzialità viene utilizzata solo in parte, attorno al 30%. Una situazione che, secondo quanto spiegato durante l’incontro, lascia spazio a nuove occasioni di sviluppo commerciale. Nel complesso, il progetto del gruppo guarda a una realtà più contenuta rispetto al passato, ma con un’organizzazione più snella ed e iciente, senza ulteriori ricorsi a tagli del personale.
• Anna Bergantin
Il piano industriale del gruppo Benetton presentato ai sindacati con obiettivi al 2027
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
segue da pag. 1
Sicurezza urbana/1. Controllo di vicinato e polizia
Telecamere, vicini e pattuglie: così Zero Branco prova a tenere lontani i ladri
Zero Branco la sicurezza urbana passa sempre di più da una rete: telecamere, controllo di vicinato, segnalazioni dei cittadini e lavoro delle forze dell’ordine. Una rete costruita negli anni e oggi messa alla prova da furti, tentativi di intrusione e bande mobili che attraversano la Marca trevigiana con una velocità e un’organizzazione che rendono di icile ogni risposta puramente locale. Il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo diversi episodi che, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, hanno alimentato la percezione di insicurezza tra i residenti. Già la scorsa estate alcune zone del territorio comunale erano state interessate da una serie di tentativi di furto, tra Sant’Alberto, via Moro, via San Martino, via Casarini e via Mascagni. Episodi che avevano acceso i riflettori sul sistema di videosorveglianza cittadino, considerato uno degli strumenti principali di prevenzione e supporto alle indagini.
A Zero Branco, il presidio tecnologico è cresciuto anche grazie a un modello partecipativo che non ha molti paragoni nella provincia: sono i cittadini stessi, insieme a vie e quartieri,
a contribuire all’acquisto delle telecamere, mentre il Comune si occupa dell’installazione e degli aspetti legati alla privacy. Le immagini confluiscono poi alla Polizia locale, consentendo un monitoraggio costante del territorio. Un sistema che unisce risorse pubbliche e private in una logica di sussidiarietà concreta. Ma il controllo elettronico da solo non basta. Lo dimostrano i nuovi allarmi corsi sui social nell’autunno 2025, dopo alcuni tentativi di intrusione in abitazioni private che hanno creato apprensione tra i residenti. E lo conferma, in maniera ancora più diretta, l’assalto notturno di inizio gennaio 2026 a una lavanderia self service di via Montepiana. In quel caso il furto non è riuscito, ma i danni sono stati ingenti, superiori ai cinquemila euro: un episodio che ha fatto discutere l’intera comunità e riportato il tema della sicurezza nelle conversazioni quotidiane. Il quadro si allarga anche oltre i confini comunali, e assume contorni che rimandano a dinamiche ben più ampie di quelle di un singolo paese. Nel marzo 2026, nell’ambito di un’indagine sui furti in abitazione che
coinvolgeva le province di Padova, Venezia e Treviso, la Polizia ha trovato in un casolare abbandonato proprio a Zero Branco targhe rubate e un lampeggiante blu. Materiale utilizzato da una banda specializzata nei colpi in casa, capace di muoversi rapidamente e di sfruttare i margini dei piccoli centri — meno sorvegliati delle città, ma non necessariamente meno esposti. Un elemento che conferma come la sicurezza urbana nei piccoli centri
Furti in casa in Veneto, +16,8% nel 2024: primo calo nel 2025
Il tema della sicurezza urbana resta uno dei nodi più sensibili anche in Veneto, dove la percezione dei cittadini continua a misurarsi con numeri ancora significativi, soprattutto sul fronte dei furti in abitazione. Nel 2024 la regione ha registrato 18.561 episodi, con un aumento del 16,8% rispetto all’anno precedente e un peso pari al 11,9% del totale nazionale. Un dato che colloca il Veneto tra i territori più esposti a un fenomeno che incide non solo sulle statistiche criminali, ma anche sulla vita quotidiana delle famiglie, sulla fiducia nei quartieri e sulla richiesta di maggiore presidio.
Nel primo semestre del 2025, tuttavia, si è registrato un primo segnale di rallentamento: i furti in abitazione sono scesi a 6.833, con una diminuzione del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una flessione ancora prudente, che non consente di parlare di inversione strutturale, ma che indica l’e etto di un’attenzione crescente da parte delle forze dell’ordine e delle amministrazioni locali.
In questo quadro si inserisce anche il Decreto Sicurezza 2026, che ra orza il ruolo dei Comuni nella prevenzione e nel controllo del territorio. Il provvedimento prevede il rifinanziamento
del fondo nazionale per la videosorveglianza, nuove risorse per la sicurezza urbana e la possibilità di destinare parte dei proventi delle sanzioni del Codice della strada e dell’imposta di soggiorno al personale della Polizia locale. Viene inoltre esteso il Daspo urbano, strumento pensato per intervenire nelle aree più fragili o segnate da degrado e comportamenti molesti.
Per i Comuni veneti, dai centri maggiori ai paesi della cintura urbana, la sfida è duplice: contenere i reati e ricostruire la sicurezza percepita. Telecamere, pattugliamenti, collaborazione
sia ormai legata anche alla mobilità di gruppi criminali che si spostano rapidamente da una provincia all’altra, sfruttando la viabilità e la frammentazione dei controlli. Le bande che colpiscono la Marca non operano su base locale: si muovono, si adattano, cambiano obiettivi. E la risposta deve essere, per forza di cose, altrettanto mobile e coordinata.
con i cittadini e controllo di vicinato diventano così tasselli di una strategia più ampia, in cui la sicurezza non è solo repressione, ma presenza costante sul territorio.
• (s.b.)
• Sara Busato
Mogliano Veneto, reati in calo ma controlli rafforzati: la prevenzione resta una
Aurbana si misura su due piani. Da una parte ci sono i numeri, che indicano un calo dei reati. Dall’altra c’è la percezione dei cittadini, ancora segnata da episodi che hanno riacceso il dibattito sul controllo del territorio. È dentro questa distanza, tra dati e timori, che si muove oggi l’azione
Il tema è stato a rontato anche in Prefettura a Treviso, dove il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ha esaminato la situazione del territorio moglianese dopo alcuni episodi di forte impatto, tra cui una rissa con colpi d’arma da fuoco. Un fatto grave, che ha portato a un ra orzamento dell’attenzione
Il centrosinistra: “Basta
La sicurezza urbana torna al centro del confronto politico a Mogliano. Dopo l’annuncio di un ra orzamento del presidio delle forze dell’ordine, i consiglieri comunali di minoranza del centrosinistra chiedono di andare oltre la risposta emergenziale e di costruire un piano complessivo, capace di a rontare il tema in tutte le sue dimensioni. Il nodo, secondo l’opposizione, non è solo quello repressivo. “Serve un piano orizzontale”, sostengono i consiglieri, richiamando la necessità di distinguere fenomeni diversi come furti, disagio sociale, consumo di sostanze e fragilità giovanili. Temi che, avvertono, non possono essere sovrapposti né a rontati con un’unica ricetta. Nel mirino finiscono anche i problemi di organico della Polizia locale e le scelte dell’amministrazione sul fronte della prevenzione. La minoranza contesta in particolare lo stop ai 700 mila euro destinati dalla precedente amministrazione alla riqualificazione dell’area della stazione, oggi indicata come uno dei punti più sensibili della città.
Ma la questione, per il centrosinistra, riguarda anche illuminazione pubblica, vivibilità degli spazi urbani, commercio di prossimità, politiche sociali e interventi educativi. Forte la preoccupazione per il consumo di sostanze tra i più giovani, con un abbassamento dell’età
istituzionale, pur dentro un quadro statistico in miglioramento. Secondo i dati esaminati nel 2025, i delitti complessivi risultavano in calo rispetto all’anno precedente e anche rispetto al periodo pre-pandemia. In diminuzione anche i furti, compresi quelli in abitazione, uno dei reati che più incidono sulla percezione di sicurezza delle famiglie. Un andamento positivo, che però non ha portato ad abbassare la guardia. La risposta del Comune si è mossa su più fronti. Da settembre 2025 è stato attivato un servizio di vigilanza privata nelle ore notturne, dalle 22 alle 6, con il compito di presidiare il territorio e segnalare eventuali situazioni critiche alle forze dell’ordine. Un intervento pensato per contrastare furti, risse, episodi di malamovida e comportamenti problematici nelle aree più sensibili della città.
Accanto a questo, l’amministrazione ha annunciato nuovi investimenti sulla videosorveglianza, il potenziamento della Polizia locale e interventi strutturali anche sulla caserma dei carabinieri, con lavori di messa in sicurezza sismica per 400 mila euro. Una strategia che punta
di accesso fino alla fascia delle scuole medie. Da qui la richiesta, avanzata da anni, di un distaccamento del SerD nel distretto moglianese.
I consiglieri denunciano inoltre la mancanza di dati completi e trasparenti sul fenomeno sicurezza, chiesti da oltre un anno senza risposta. “Il tempo degli slogan è finito”, conclude la minoranza. “Servono scelte vere, responsabilità condivise e collaborazione istituzionale”.
• (s.b.)
a ra orzare il presidio pubblico e a dare risposte concrete a cittadini e attività economiche. Il caso di Mogliano dimostra come la sicurezza non si giochi soltanto sui dati. Anche quando i reati diminuiscono, la richiesta di protezione resta alta. Per questo il Comune ha scelto una linea prudente: più
controlli, più telecamere, più presenza sul territorio. L’obiettivo è evitare che singoli episodi, per quanto isolati, incrinino la fiducia della comunità e la vivibilità degli spazi urbani.
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
• Sara Busato
Il caso. Nonostante la condanna per violenze su una dodicenne, la Procura chiede l’assoluzione
CHIESTA L ’ ASSOLUZIONE PER IL 50ENNE ACCUSATO DI ABUSI SU UNA BIMBA DI 7 ANNI
Un processo complesso, segnato dal dolore delle testimonianze e da una verità processuale che fatica a sovrapporsi a quella storica. Si è conclusa con una richiesta di assoluzione, formulata dallo stesso pubblico ministero Michele Permunian, la discussione relativa al caso di presunti abusi sessuali che vedeva come vittima una bambina di soli sette anni. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra febbraio e aprile del 2020 e si sarebbero consumati a Mogliano Veneto, in un contesto di apparente e rassicurante quotidianità domestica. L’imputato, un uomo di 50 anni, ex cuoco presso una nota struttura ricettiva di Venezia e oggi residente in Sardegna, era finito sotto accusa per le confidenze shock raccolte dai genitori di due amichettte della figlia. Se per il primo filone d’indagine — riguardante una ragazzina di 12 anni — l’iter giudiziario si era già
concluso con una condanna a 5 anni di reclusione, per il secondo caso, che coinvolgeva la bimba più piccola, la Corte d’Assise si è trovata di fronte a uno scoglio insuperabile: la mancanza di una prova dibattimentale granitica. Il cuore della vicenda risiede nel contrasto tra le drammatiche dichiarazioni rese in fase d’indagine e quanto emerso durante l’incidente probatorio. Le madri delle piccole avevano riportato racconti agghiaccianti, confermati anche dalla pediatra che aveva esaminato le bambine. Secondo le testimonianze, l’uomo approfittava dei momenti di gioco dopo i pasti, quando le famiglie si riunivano. «Cercava di toccarle il petto, di baciarla, si sdraiava sopra di lei», aveva riferito una delle madri. L’altra aveva riportato parole ancora più esplicite della figlia: confessioni di palpeggiamenti nelle parti intime e richieste esplicite di atti sessuali che avevano sconvolto i genitori. Tuttavia, nel momento cruciale del
confronto protetto (l’incidente probatorio), la vittima più piccola, che all’epoca dei fatti aveva solo 7 anni, non è riuscita a dare forma compiuta a quei ricordi terribili. Limitatasi a parlare genericamente di “brutte cose”, non ha fornito quegli elementi di dettaglio necessari a formulare una prova certa di colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Questo “mezzo silenzio”, pur comprensibile data l’età e il trauma, ha indebolito l’impianto accusatorio. Il PM, preso atto dell’impossibilità di ottenere una conferma diretta delle violenze in sede di dibattimento, ha dovuto richiedere l’assoluzione, linea immediatamente condivisa dalla difesa dell’imputato. Di parere opposto l’avvocato di parte civile, Damiano Danesin, che assiste la famiglia della piccola: il legale si è battuto per la condanna, sottolineando la gravità degli indizi e chiedendo il risarcimento dei danni per un’infanzia profondamente segnata. L’imputato, dal canto suo, ha sempre
respinto le accuse con forza, parlando di “atteggiamenti fraintesi” figli della confidenza tra le famiglie e dichiarando: «Sono un padre, se avessi fatto queste cose mi sarei già ammazzato».
La Corte dovrà ora valutare se la precedente condanna e i racconti dei testimoni possano bastare o se, come suggerito dalla Procura, il
vuoto probatorio lasciato dal silenzio della bambina debba portare a una sentenza di assoluzione. Una vicenda che lascia aperto l’amaro interrogativo sulla di icoltà di tutelare le vittime più fragili tra le mura di casa.
MOGLIANO CELEBRA LA CROCE ROSSA: UNA BANDIERA PER L’UMANITÀ E IL DONO DEL VOLONTARIATO
Sventola il vessillo di Henry Dunant in Piazza Caduti: una settimana di eventi per ringraziare l’impegno costante dei volontari tra emergenza sanitaria e supporto sociale.
A Mogliano Veneto la settimana dal 4 al 10 maggio 2026 non è stata una settimana qualunque. Davanti al Municipio, in una Piazza Caduti vestita a festa ma raccolta in un clima di profonda gratitudine, la bandiera della Croce Rossa Italianaha sventolato con orgoglio, ricordando a ogni passante il valore di un impegno che non conosce sosta. La celebrazione della Giornata Mondiale della Croce
Rossa, ricorrenza internazionale che onora la nascita del fondatore Henry Dunant, ha trovato a Mogliano un’eco particolare, culminando nella cerimonia u iciale di venerdì 8 maggio. L’alzabandiera solenne, svoltosi alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti del Comitato locale della CRI, ha rappresentato molto più di un atto formale. È stato il riconoscimento pubblico a quello che l’Assessore alle Politiche Sociali, Francesca Caccin, ha definito con emozione un «esercito silenzioso e pacifico». Troppo spesso la presenza dei volontari viene data per scontata, quasi fosse un elemento naturale del paesaggio urbano. Eppure, come
sottolineato durante i discorsi u iciali, la comunità sarebbe decisamente più vulnerabile senza il loro apporto. La Croce Rossa a Mogliano non è solo l’ambulanza che corre a sirene spiegate nelle emergenze dove ogni secondo è vitale; è una rete capillare che sostiene chi è ai margini, che o re dignità a chi si sente invisibile e che entra nelle scuole per educare le nuove generazioni alla prevenzione e alla cittadinanza attiva.
In un’epoca segnata da incertezze globali e conflitti, ria ermare l’impegno verso i Sette Principi dell’organizzazione — primo fra tutti l’Umanità — diventa un atto politico e sociale
di estrema rilevanza. La Croce Rossa rimane quel porto sicuro dove la domanda non è mai “da dove vieni?”, bensì “come posso aiutarti?”. Vedere il vessillo della Croce Rossa sventolare accanto al Tricolore ha ricordato a tutti i cittadini di Mogliano che il senso di comunità si misura sulla capacità di non lasciare indietro nessuno. Il ringraziamento finale va alla professionalità, ma soprattutto alla gratuità del dono di ogni singolo volontario, custode di un valore che rende la società moglianese più solida, coesa e, soprattutto, umana.
• (a.l.)
tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
oltaci in tutto il Veneto in auto sul
• Alessia Longhin
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
L’annuncio. Approvata
una variazione di bilancio da 461mila euro destinata alla progettazione
Villa Franchetti, il risveglio di un gigante: la Provincia stanzia i fondi per il restauro
Dopo anni di attes e, passaggi di mano e dibattiti sul suo destino, Villa Franchetti intravede finalmente la luce in fondo al tunnel. Il prestigioso complesso architettonico che sorge lungo il Terraglio, a Preganziol, è al centro di una svolta amministrativa che promette di cambiare le sorti di uno dei gioielli più preziosi, ma anche più fragili, del patrimonio culturale della Marca Trevigiana. Il Consiglio Provinciale e l’Assemblea dei sindaci hanno infatti dato il via libera a una variazione di bilancio significativa, stanziando 461.700 euro dedicati interamente alla progettazione per il recupero complessivo della struttura. Una storia travagliata verso un obiettivo pubblico
Acquistata dalla Provincia nel lontano 1971, Villa Franchetti ha attraversato decenni di alterne fortune. Dal 2010 al 2022 è stata gestita dalla Fondazione Cassamarca, prima di tornare nella piena disponibilità dell’Ente provinciale. Da quel momento, la sfida è stata doppia: da un lato trovare la sostenibilità economica per un restauro monumentale, dall’altro garantire che il bene rimanesse pubblico, evitando speculazioni o destinazioni d’uso lontane dalla sua identità storica.
«Riaprire Villa Franchetti è una priorità assoluta», ha dichiarato con fermezza il presidente della Provincia, Marco Donadel. Nonostante i limiti imposti dalle riforme istituzionali degli ultimi anni, l’Ente ha scelto di investire risorse proprie per creare le fondamenta tecniche necessarie alla rinascita.
Perché stanziare quasi mezzo milione di euro “solo” per la progettazione? La risposta risiede nella pragmatica gestione del patrimonio pubblico. Come sottolineato dal consigliere delegato al Bilancio, Roberto Borsato, disporre di un progetto di restauro solido, credibile e cantierabile è la condicio sine qua non per accedere ai grandi bandi nazionali e ai fondi ministeriali. Senza una visione tecnica definita, il rischio è quello di restare esclusi dai finanziamenti straordinari che possono coprire i costi, ben più ingenti, dell’e ettiva ristrutturazione.
L’entusiasmo per questa accelerazione attraversa trasversalmente l’amministrazione. Il consigliere delegato all’edilizia, Ra aele Freda, ha parlato di una “strada straordinaria e concreta”, ribadendo che la Provincia non vuole solo restaurare le mura, ma costruire un progetto di gestione sostenibile e di qualità. Sulla stessa linea la consigliera Valeria Salvati, che ha posto l’accento sulla tutela della
finalità pubblica: la Villa non deve essere un museo statico, ma un luogo vivo a beneficio dell’intero territorio provinciale. L’avvio della progettazione segna dunque la fine della fase delle incertezze e l’inizio di quella operativa. Villa Franchetti, con il suo parco e le sue sale cariche di storia, si prepara a smettere i panni della “grande incompiuta” per tornare a essere, nelle parole di Donadel, «un bene dei cittadini e per i cittadini». Il cammino è ancora lungo, ma i primi 461mila euro rappresentano il carburante necessario per far ripartire un motore rimasto spento troppo a lungo.
• Anna Bargantin
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Smartphone e ragazzi: a Preganziol nascono i “Patti Digitali” per un’alleanza educativa
Comune e scuola uniti per guidare le nuove generazioni verso un uso consapevole della tecnologia: al via un percorso partecipato con esperti dell’ULSS 2 e momenti di confronto per le famiglie.
In un’epoca in cui la connessione perenne sembra essere diventata la norma, il Comune di Preganziol sceglie di non lasciare sole le famiglie davanti alle sfide poste da smartphone e social media. Nascono così i “Patti Digitali”, un’iniziativa coraggiosa e innovativa che vede l’Amministrazione Comunale e l’Istituto Comprensivo locale schierati fianco a fianco per promuovere un benessere digitale che parta dal basso, attraverso il dialogo e la condivisione di regole comuni. L’obiettivo del progetto è ambizioso ma necessario: definire una sorta di “codice di comportamento” condiviso tra adulti e ragazzi. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di fornire agli studenti gli strumenti per abitarla con equilibrio. Il percorso prenderà il via mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 20:30, presso l’Aula magna della scuola media “Ugo Foscolo”. Durante la serata, gli esperti dell’ULSS 2 Marca Trevigiana o riranno un contributo scientifico prezioso, illustrando l’impatto concreto dei dispositivi digitali sul neurosviluppo dei minori.
«Vogliamo costruire un percorso che aiuti i ragazzi a vivere la tecnologia con consapevolezza», sottolinea la vicesindaca Susanna Errico, anima del progetto. L’idea è quella di restituire centralità al ruolo educativo degli adulti, creando una rete di supporto che eviti l’isolamento dei genitori nella gestione di tablet e telefoni. Un approccio pienamente condiviso dalla sindaca Elena Stocco, che vede in questa alleanza tra istituzioni e famiglie la chiave per a rontare le complessità del presente.
Il cammino non si fermerà al primo incontro: il 27 maggio, presso la Sala Granziol, l’attenzione si sposterà sul valore del gioco analogico, inteso come contrappeso essenziale e vitale alla virtualità.
Gli eventi sono gratuiti, ma per garantire una gestione ottimale è richiesta la prenotazione obbligatoria tramite il QR code presente sulle locandine u iciali. Preganziol lancia così un messaggio chiaro: il futuro digitale dei ragazzi si costruisce insieme, un’alleanza alla volta.
TI PIACEREBBE FAR
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
ESPANSIONE?
CERCHIAMO TE!
L’iniziativa. Firmato il protocollo tra Comune e Ascom
“IL PANE RESTA QUI”: A SAN TROVASO LA SPESA
SI FA AL BAR PER BATTERE L’ISOLAMENTO
C’è un profumo che appartiene alla memoria collettiva e alla quotidianità più autentica: quello del pane fresco al mattino. A San Trovaso, frazione di Preganziol, quel profumo rischiava di diventare un ricordo dopo la chiusura dell’unico panificio della zona. Tuttavia, grazie a un’innovativa alleanza tra pubblico e privato, la comunità ha trovato una soluzione creativa per non restare senza un servizio essenziale. Dal 4 maggio scorso, il pane torna u icialmente in frazione, ma con una modalità inedita: a venderlo saranno i bar. Il progetto, battezzato significativamente “Il Pane Resta Qui”, è il risultato di un Protocollo d’Intesa tra l’Amministrazione Comunale di Preganziol e Ascom Confcommercio. L’iniziativa permette a due storici pubblici esercizi della zona, il bar “Mi e Ti” e il bar “La Svolta”, di allestire un’area dedicata alla vendita dei prodotti da forno forniti dal “Panificio Aiolo Loris” di Preganziol.
La chiusura dell’ultimo forno aveva creato un vuoto non indi erente: San Trovaso dista circa due chilometri dal primo supermercato e tre dal centro di Preganziol. Per la popolazione anziana o per chi ha limitata mobilità, l’acquisto del pane quotidiano era diventato un problema logistico di di icile soluzione. Il modello adottato si ispira a quanto già avvenuto con successo a Sant’Alberto di Zero Branco. Per facilitare l’avvio del progetto, Ascom Confcommercio ha rimosso ogni barriera economica per gli esercenti, facendosi carico della fornitura delle bilance, della consulenza amministrativa e dei costi di adeguamento. Il Comune ha sostenuto l’operazione con un contributo di 1.500 euro per il coordinamento, mentre l’associazione “Preganziol Asse-T” si è occupata della promozione e della comunicazione.
La Sindaca Elena Stocco ha espresso grande soddisfazione per la nascita di questo “patto comunitario”: «Abbiamo
lavorato perché una criticità si trasformasse in un’opportunità. Fare squadra per garantire un servizio essenziale va oltre l’aspetto commerciale; assume un valore sociale e inclusivo fondamentale».
Dello stesso avviso l’Assessore alle Attività Economiche, Stefano Mestriner, che ha sottolineato come i bar si trasformino in veri e propri “esercizi di prossimità”, punti di riferimento
essenziali contro la progressiva scomparsa delle botteghe di vicinato. Anche Federico Capraro, presidente di Ascom Confcommercio Treviso, ha ribadito l’impegno dell’associazione nel contrastare la “desertificazione commerciale” delle piccole frazioni: «Sentirsi parte di una comunità significa sentirsi responsabili della qualità della vita dei suoi cittadini». Il progetto avrà una durata sperimentale di un anno, periodo durante il quale verranno testati l’impatto sociale, la sostenibilità economica e l’organizzazione logistica. L’auspicio è che, al termine dei dodici mesi, il servizio possa proseguire in autonomia, diventando parte integrante del tessuto economico di San Trovaso. In un mondo che corre verso la grande distribuzione, San Trovaso riscopre il valore del piccolo commercio come collante umano e sociale.
• Alessia Longhin
Mogliano, in cinquecento per la Pedalata Ecologica: festa e sport nel cuore dei quartieri
Mogliano Veneto ha celebrato la Festa dei Lavoratori nel segno della sostenibilità e della socialità. Anche quest’anno, come da consolidata tradizione, la Pedalata Ecologica ha richiamato una folla entusiasta: quasi cinquecento partecipanti si sono dati appuntamento per la 34ª edizione di una manifestazione che è ormai un pilastro del calendario cittadino. Un lungo serpente di biciclette ha attraversato per circa 20 chilometri le vie del centro e i paesaggi rurali della campagna moglianese, o rendo a famiglie e appassionati una mattinata immersa nel verde
e nel relax.
L’arrivo, fissato presso il C.R.C.S. del quartiere Ovest-Ghetto, è stato il culmine di una giornata di festa. Il momento delle premiazioni ha visto protagonisti i cittadini di ogni età: riconoscimenti speciali sono stati consegnati ai partecipanti più anziani, ai gruppi più numerosi e ai piccolissimi ciclisti. «È stata una grande gioia vedere così tante famiglie partecipare — ha dichiarato il Sindaco Davide Bortolato —. Una mattinata all’insegna della socialità, conclusa con un momento istituzionale semplice ma molto sentito dalla cittadinanza».
In concomitanza con il traguardo della pedalata, l’Amministrazione ha u icialmente inaugurato i lavori di riqualificazione del complesso sportivo di via Torino. Con un investimento di 50 mila euro, la struttura è stata oggetto di una manutenzione straordinaria che ne ha potenziato la funzionalità. Il fiore all’occhiello dell’intervento è l’installazione di una pensilina bioclimatica modulare. Dotata di illuminazione a LED e lamelle orientabili elettricamente, la nuova struttura permetterà di sfruttare gli spazi esterni in ogni stagione, proteggendo dal sole o dalla pioggia e gar-
antendo una ventilazione naturale. «Intervenire su centri come questo significa investire nella qualità della vita dei nostri quartieri», ha concluso il Sindaco. Grazie a queste migliorie, il presidio di via Torino si conferma un punto di riferimento fondamentale per lo sport e l’aggregazione, restituendo alla comunità uno spazio moderno, accogliente e pronto a ospitare nuove sfide e futuri momenti di condivisione.
• (a.b.)
La kermesse. Dopo i primi incontri con Fulvio Ervas e Luna Romero, la cittadinanza si prepara a grandi eventi
MAGGIO È IL MESE DELLA CULTURA: RIFLETTORI ACCESI SU “QUINTARTE”
Quinto di Treviso ha scelto di trasformare la primavera in un palcoscenico a cielo aperto. Grazie a una sinergia tra gli assessorati alla Cultura, al Turismo e alla Biblioteca Comunale, il comune alle porte del capoluogo sta vivendo un mese di maggio ricchissimo di appuntamenti. Il calendario, costruito attorno alla campagna nazionale del “Maggio dei Libri” e alla seconda edizione del festival “Quintarte – La quintessenza dell’arte”, o re una proposta che spazia dalla letteratura alla musica, fino alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche locali. La prima parte del mese ha visto la Biblioteca Comunale come protagonista assoluta. Gli appassionati di lettura hanno già potuto partecipare a due incontri di rilievo: lo scorso 7 maggio lo scrittore Fulvio Luna Romero ha presentato il suo “La Ghenga degli Storti”, mentre il 14 maggio è stata la volta di Fulvio Ervas con il suo ultimo lavoro “L’insalvabile”. Due serate che hanno registrato un’ottima a luenza,
confermando la biblioteca come un polo di aggregazione fondamentale per la comunità.
Ora l’attenzione si sposta verso il cuore pulsante delle celebrazioni, che troveranno casa nella tensostruttura allestita nel Parco della Villa Comunale “Memo Giordani Valeri”. Qui, dal 20 al 24 maggio, prenderà vita la seconda edizione di Quintarte, un festival che promette di mescolare linguaggi diversi in un’atmosfera suggestiva. Il sipario si alzerà mercoledì 20 maggio con “Sapori in scena”, una serata esperienziale dedicata allo show cooking e alle degustazioni. Chef, panificatori e produttori locali dialogheranno con il pubblico per raccontare l’identità gastronomica della Marca Trevigiana. Il momento più atteso dai media e dal grande pubblico è però fissato per giovedì 21 maggio. Il festival ospiterà infatti l’incontro con il celebre volto televisivo e cantante Luisa Corna, che presenterà il libro “Tofu e l’isola di plastica”, a iancata dal chitarrista di fama internazionale Giandomenico
Anellino, autore di “La Nota che non c’è”. Una serata che promette di unire il racconto letterario a suggestioni musicali di alto livello. Il programma proseguirà venerdì 22
maggio con l’inaugurazione della mostra “Riflessioni inoxidabili” di Mario Favero: le sue sculture in acciaio inox abiteranno gli spazi della Villa e del parco fino al 30 giugno. Sabato 23
maggio sarà invece il turno del quartetto d’archi “Alter Echo”, una formazione tutta al femminile capace di spaziare con disinvoltura dal repertorio classico alle contaminazioni contemporanee. Il gran finale è previsto per domenica 24 maggio, in occasione della Giornata Ecologica Regionale. Tra escursioni e laboratori, spicca l’incontro alle ore 18:00 con lo scrittore padovano Matteo Righetto, che esplorerà il tema del “Richiamo della natura”. Il mese si chiuderà u icialmente il 27 maggio con la presentazione di “Padri sospesi” di Luca Pinzi in Biblioteca. «Vogliamo creare occasioni concrete di incontro», ha commentato la vicesindaco Cristina Veneziano. «Villa Memo Giordani Valeri e la Biblioteca sono i due poli di questo percorso: spazi aperti e vissuti dove l’arte e la cultura generano comunità». Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
• Anna Bergantin
Sintoniz zati sul
L’eccellenza. Menzione speciale all’Oscar della Salute 2026 per «Speciali insieme»
Zero Branco premiata in Campidoglio: progetto sull’inclusione modello nazionale
Il Comune di Zero Branco sale sul prestigioso palco del Campidoglio a Roma e si conferma un’eccellenza italiana nel campo delle politiche sociali e dell’inclusione. Durante il XXIII
Meeting Nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS, intitolato «Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana», l’amministrazione trevigiana ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito dell’Oscar della Salute 2026. A ritirare il riconoscimento, in una cornice di altissimo valore istituzionale, sono state la Vicesindaco e Assessore al Sociale, Lucia Scattolin, e la Consigliera Comunale Simona Bianchi. Il cuore del riconoscimento è il progetto «Speciali insieme», nato originariamente in occasione della Giornata internazionale delle
persone con disabilità del 2025. Non si è trattato di una semplice celebrazione formale, ma di un’operazione profonda di ascolto e coordinamento territoriale. Il Comune ha infatti trasformato l’Auditorium “Comisso” in un laboratorio vivente, riunendo per la prima volta attorno allo stesso tavolo istituzioni, professionisti dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, volontari, famiglie e, soprattutto, le realtà locali che quotidianamente operano nel settore della disabilità. L’iniziativa ha avuto il merito di connettere anime diverse del territorio: dal Progetto «Alle Radici del Salice» (Aliter) alla Famiglia Giallosole, passando per “La Musica di Angela”, “La Quercia Millenaria Veneto”, “La Scintilla” e “Terra Libera Tutti”. Questa capacità di superare l’isolamento delle singole associazioni per creare un fronte comune
è stata la chiave che ha convinto la giuria di esperti dell’Oscar della Salute.
Il motivo principale della menzione risiede nella “trasferibilità” dell’esperienza. Gli esperti della Rete Città Sane hanno individuato nel lavoro di Zero Branco un format solido e replicabile: un metodo di lavoro che altri Comuni italiani possono adottare per ra orzare la cultura dell’inclusione attraverso la messa in rete sistematica dei servizi e del volontariato. «Questa menzione riconosce il valore di un’esperienza che ha saputo mettere in rete soggetti diversi attorno a un obiettivo comune», ha commentato con orgoglio Lucia Scattolin. «“Speciali insieme” ha creato uno spazio pubblico di ascolto che continua a generare relazioni e progettualità. È un riconoscimento che valorizza tutto il nostro territorio».
Il premio arriva in un anno simbolico, quello del venticinquesimo anniversario della Rete Italiana Città Sane. Come sottolineato da Lamberto Bertolé, Presidente della Rete, il caso di Zero Branco dimostra
Zero Branco celebra il successo dell’Asparago IGP
La 29esima Mostra dell’Asparago di Badoere IGP di Zero Branco va in archivio segnando un successo che supera i semplici dati di a luenza. Quella conclusasi domenica 19 aprile scorso è stata un’edizione definita “da record”, capace di trasformare la celebrazione del celebre germoglio primaverile in un’autentica festa della comunità, dove il valore delle relazioni umane e l’attenzione al territorio hanno giocato un ruolo da protagonisti. Il filo conduttore della manifestazione è stato l’impegno sociale. Particolarmente significativi sono stati i momenti condivisi con le associazioni del territorio impegnate nel sostegno alla disabilità, come il gruppo “Speciali Insieme”, Aliter e Famiglia Giallo Sole. La fiera ha saputo farsi portavoce di un messaggio di accoglienza, ra orzato anche dal pranzo conviviale dedicato agli anziani della Casa di Riposo S. Maria di Zairo, un gesto che ha ribadito il profondo senso di appartenenza che lega le diverse generazioni di Zero Branco.
I bambini sono stati il cuore pulsante dell’evento. Attraverso laboratori creativi come “Aquiloni in festa” e “Piccoli Custodi delle Api”, oltre 240
alunni delle scuole primarie sono stati coinvolti in percorsi di sensibilizzazione ambientale. Il progetto “Il Mondo delle Api”, in collaborazione con APAT, ha trasformato la curiosità dei più piccoli in conoscenza attiva, seminando rispetto per la natura e per la biodiversità locale. Non è mancata la valorizzazione del paesaggio, con il raduno di Nordic Walking tra le oasi e le green way, e i momenti di approfondimento istituzionale. Il convegno “Programmare per coltivare il futuro” ha visto istituzioni e produttori confrontarsi sulle strategie per tutelare l’eccellenza dell’Asparago IGP. La cucina della Pro Loco ha coronato l’opera, proponendo piatti della tradizione e varianti innovative capaci di esaltare la qualità del prodotto.
Il Presidente della Pro Loco, Andrea Lunardi, ha espresso un profondo ringraziamento ai volontari e agli sponsor per la dedizione mostrata. L’appuntamento, ora, è per la fine dell’estate: dal 28 agosto al 6 settembre 2026, Zero Branco tornerà a festeggiare con la 59^ Sagra del Peperone.
che «la salute si costruisce anche nella qualità delle relazioni e nella capacità delle comunità di prendersi cura delle persone».
Il successo di Zero Branco è stato inserito anche nella pubblicazione celebrativa «Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo dei Comuni italiani», presentata proprio a Roma per raccogliere le migliori
innovazioni pubbliche dell’ultimo quarto di secolo. Per la comunità trevigiana, questo riconoscimento non è un punto di arrivo, ma uno stimolo a proseguire in un percorso dove la “cura di ogni istante” diventa la base per una cittadinanza davvero per tutti.
Sintoniz
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in
• Anna Bergantin
Q200 CENSER, IL CAMPUS
CHE TRASFORMA ROVIGO
NEL LABORATORIO DEL FUTURO
Sintoniz zati sul
’è un luogo a Rovigo dove formazione, ricerca e impresa smettono di essere mondi separati e iniziano a dialogare in modo concreto, quotidiano. Non è un progetto sulla carta, ma una realtà già attiva e in continua evoluzione: si chiama Q200 ed è il campus nato nell’area dell’ex Censer, oggi trasformato in uno dei poli più interessanti dell’innovazione in Veneto. Qui le idee non restano teoria. Si traducono in attività, percorsi formativi, laboratori avanzati e progetti che mettono insieme studenti, ricercatori e imprese. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariparo e sviluppato insieme a istituzioni e attori economici del territorio, rappresenta un cambio di passo per Rovigo, che da area percepita come marginale si propone sempre più come nodo capace di attrarre competenze e generare valore.
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Q200 Censer non è semplicemente un polo universitario. È pensato come un campus vero e proprio, dove la dimensione della formazione si integra con quella della ricerca e dell’innovazione applicata. L’Università degli Studi di Padova ha scelto di investire qui in modo strutturale, portando corsi di laurea, dipartimenti e attività scienti che di alto livello. Oggi sono circa 2000 gli studenti che gravitano attorno a questo spazio, destinati a crescere con l’attivazione di nuovi percorsi, tra cui quello legato alle scienze motorie. La presenza universitaria non si limita alla didattica. Q200 ospita infatti diversi dipartimenti e attività di ricerca che lo rendono un nodo attivo del sistema accademico. Non una
migliorare le prestazioni e rispondere a normative sempre più stringenti.
SCARICA L’APP
RADIO VENETO2 4 SUL TUO SMARTPHONE
Il rapporto con il mondo produttivo non è accessorio, ma centrale. Q200 Censer nasce proprio con l’idea di creare un ecosistema in cui università e imprese possano crescere insieme, condividendo spazi, conoscenze e opportunità. In questo senso, il campus diventa anche un luogo di incontro stabile, dove si sviluppano collaborazioni, si costruiscono reti e si sperimentano nuovi modelli di sviluppo territoriale, con ricadute concrete sull’economia locale e sulle prospettive occupazionali.
Q200 è anche uno spazio pensato per essere vissuto. Non solo aule e laboratori, ma servizi per gli studenti, biblioteche,
Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO
aule studio, campi sportivi, spazi di socialità e residenze. L’obiettivo è costruire una comunità, un ambiente in cui chi
UN SISTEMA
CHE GUARDA ALL’EUROPA
Accanto alla dimensione sica, c’è poi quella del racconto. La rubrica radiofonica dedicata a Q200 Censer accompagna questo percorso, puntata dopo puntata, dando voce ai protagonisti e mettendo in luce le diverse anime del campus: dalla ricerca scienti ca alle applicazioni industriali, dalla formazione universitaria alle opportunità per le imprese e per il territorio.
in tutto il Veneto
Il risultato è un sistema in continua evoluzione, che non si limita a descrivere il presente ma prova ad anticipare il futuro. Q200 Censer rappresenta oggi un modello di sviluppo capace di mettere insieme sapere, innovazione e territorio, contribuendo a ride nire il ruolo di Rovigo nel panorama regionale e nazionale, con uno sguardo sempre più aperto verso le s de europee e internazionali.
La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.
PER ASCOLTARE L’UNIVERSO:
el cuore del campus Q200
Censer di Rovigo prende forma uno dei progetti scienti ci più ambiziosi a livello europeo. Si chiama COMET ed è il laboratorio che lavora su una s da affascinante: contribuire alla realizzazione dell’Einstein Telescope, lo strumento destinato a rilevare le onde gravitazionali e ad aprire una nuova frontiera nell’osservazione dell’universo.
L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture di ricerca previste dall’Unione Europea nei prossimi anni. L’Italia è tra i Paesi candidati a ospitarlo, con la Sardegna individuata come area ideale per le sue caratteristiche geologiche e sismiche. Tuttavia, la competizione è alta e non basta disporre di un territorio adatto: è necessario dimostrare di avere competenze scienti che e tecnologie in grado di sostenere un progetto di questa portata. Il laboratorio COMET
nasce proprio con questo obiettivo. Inserito in un progetto nazionale coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, si occupa di studiare e sviluppare i materiali utilizzati per gli specchi del telescopio. Si tratta di componenti estremamente delicati, che devono garantire prestazioni ottiche e meccaniche di altissimo livello, indispensabili per intercettare segnali debolissimi provenienti dalle profondità
All’interno del laboratorio vengono utilizzate tecnologie avanzate, in particolare sistemi di deposizione di lm ottici attraverso processi controllati al plasma. Le macchine presenti permettono di lavorare sui materiali con un livello di precisione superiore rispetto agli standard industriali, consentendo ai ricercatori di sperimentare soluzioni innovative e di spingere al massimo le
Questa attività di ricerca non si limita alla fase teorica, ma punta a produrre risultati concreti, in grado di contribuire direttamente allo sviluppo del telescopio. La qualità degli specchi è infatti uno degli
STARTUP, IMPRESE
dall’automotive alla difesa, no alle tecnologie ottiche e digitali. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra ricerca scienti ca e sistema produttivo, generando ricadute concrete anche sul piano economico.
La decisione nale sull’Einstein Telescope è attesa nei prossimi anni, ma il lavoro è già in corso. Progetti come COMET dimostrano che il sistema italiano è in grado di competere a livello internazionale, mettendo insieme ricerca, innovazione e capacità industriale.
E in questa s da anche Rovigo ha già conquistato un ruolo di primo piano, diventando uno dei punti in cui il futuro della ricerca europea inizia a prendere forma.
E SICUREZZA: IL LABORATORIO t2i AL SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE
Tra le anime del campus Q200
Censer c’è anche quella più direttamente legata alle imprese e al trasferimento tecnologico. A rappresentarla è t2i, agenzia che opera a livello regionale con l’obiettivo di accompagnare le aziende nei processi di innovazione e sviluppo, mettendo a disposizione competenze, strumenti e infrastrutture avanzate.
dell’attività è rappresentato dai laboratori. Qui vengono testati materiali e prodotti secondo standard nazionali ed europei, veri cando prestazioni e conformità alle normative. Serramenti, facciate, componenti edilizi, pavimentazioni: ogni elemento viene analizzato per garantire qualità e sicurezza.
Presente a Rovigo con un incubatore certi cato dal Ministero, t2i segue numerose startup innovative in tutto il Veneto, offrendo supporto sia sico che virtuale. Un’attività che consente di trasformare idee in progetti concreti, aiutando le nuove imprese a strutturarsi, crescere e affrontare il mercato con maggiore solidità.
Accanto all’incubazione, il cuore
Un passaggio fondamentale, perché senza certi cazione un prodotto non può essere immesso sul mercato.
Proprio per questo t2i lavora a stretto contatto con le aziende già nelle fasi iniziali di sviluppo, evitando errori progettuali e riducendo tempi e costi legati alle veri che nali. Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza, in particolare alla reazione al fuoco dei materiali, tema sempre più
centrale anche alla luce delle normative europee e dei recenti episodi che hanno evidenziato criticità nel settore delle costruzioni.
I numeri confermano il ruolo strategico di questa realtà: oltre 400 aziende clienti nel Nordest e un posizionamento che la rende una delle poche strutture in Italia in grado di offrire servizi di
questo livello. All’interno di Q200 Censer, t2i contribuisce così a rendere il campus non solo un luogo di ricerca e formazione, ma anche uno spazio concreto di supporto alle imprese, dove l’innovazione non resta teoria ma diventa applicazione e sviluppo reale per il territorio.
ECONOMIA
L’iniziativa. Firmato il protocollo d’intesa che unisce l’eccellenza tecnologica al mondo dell’artigianato
SCUOLA E IMPRESE: L’ISTITUTO PLANCK E CONFARTIGIANATO
SIGLANO L’INTESA PER FORMARE I TECNICI DI DOMANI
In un mercato del lavoro che evolve a velocità vertiginosa e che, nel territorio trevigiano, sconta una cronica di icoltà nel reperimento di figure tecniche qualificate, la risposta arriva da un’alleanza strategica tra i banchi di scuola e le o icine dell’innovazione. È stato u icializzato giovedì 7 maggio il protocollo d’intesa tra l’Istituto Max Planck di Villorba, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Confartigianato Imprese Treviso. Si tratta del primo accordo così strutturato nella provincia, capace di trasformare il dialogo tra istruzione e produzione in un sistema integrato e continuativo.
Il protocollo non è una semplice dichiarazione d’intenti, ma un piano operativo che prenderà il via dal prossimo anno scolastico. L’obiettivo primario è accorciare le distanze tra la preparazione teorica degli studenti e le competenze pratiche richieste dalle piccole e medie imprese locali. Tra le novità più rilevanti spicca il potenziamento dei percorsi di Formazione Scuola Lavoro (FSL) in contesti professionali reali e l’adozione dell’apprendistato duale, un modello che permette ai ragazzi di conseguire il diploma lavorando, strumento prezioso anche per prevenire l’abbandono scolastico.
Il presidente provinciale di Confartigianato, Armando Sartori, ha accolto con entusiasmo l’intesa, sottolineando come gli imprenditori non saranno più solo spettatori, ma diventeranno parte attiva del processo educativo, trasmettendo saperi tecnici e “mestiere” direttamente sul campo per far emergere nuovi talenti.
Tra le pieghe dell’accordo, una delle iniziative più ambiziose è il “Progetto Start up”, dedicato nello specifico agli indirizzi di Informatica. Come anticipato da Domenico Baldasso, vicepresidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, le aziende dei settori ICT, grafica e fotografia sottoporranno agli studenti delle classi quarte sfide e problematiche reali nate dalla loro attività quotidiana. I ragazzi dovranno sviluppare soluzioni progettuali mettendo alla prova creatività e competenze tecniche, in un percorso che maturerà durante il quinto anno in esperienze strutturate di alto valore professionale.
Per l’Istituto Planck, che con i suoi 1.200 iscritti tra ITIS e Liceo delle Scienze Applicate rappresenta un pilastro dell’istruzione tecnica locale, questa firma è un traguardo di portata strategica. La dirigente scolastica Maria Laudani ha descritto l’accordo come un «impegno strutturale verso l’innovazione didattica», evidenziando come la scuola debba essere un ecosistema aperto che respira insieme al proprio territorio.
Dello stesso avviso Flavio Romanello, pre
sidente di Confartigianato Imprese Treviso, che ha messo l’accento sulla dimensione umana dell’impresa: «Le nostre aziende aprono le porte per trasformare la teoria in realtà pratica. Il fianco a fianco tra studenti ed esperti non è solo formazione professionale, ma crescita personale».
Questa alleanza tra il Planck e Confartigianato segna dunque un nuovo standard per la Marca: un modello dove la scuola non insegna solo il “sapere”, ma coltiva il “saper fare”, garantendo ai giovani un futuro da protagonisti e alle imprese locali l’energia vitale necessaria per continuare a innovare.
• Anna Bergantin
A Treviso ottomila imprese senza eredi
SSintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
econdo le stime della Cna di Treviso, sono almeno 8.000 le imprese della Marca destinate a chiudere nei prossimi cinque anni per l’assenza di un erede alla guida, complice il pensionamento dei titolari e la mancanza di un ricambio generazionale. I numeri parlano chiaro: gli imprenditori under 35 sono meno del 10% del totale (5.706 su 76.186 imprese), mentre circa un quarto ha più di 60 anni, con una presenza in aumento anche degli over 90. Il fenomeno colpisce in modo particolare il comparto manifatturiero artigiano, che dal 2019 a oggi ha già perso quasi 4.000 imprese. Un segnale che viene definito preoccupante per un territorio storicamente fondato sulla piccola impresa e sull’artigianato. Dall’indagine emerge inoltre che oltre l’80% degli imprenditori over 40 ha già a rontato il tema della successione, ma più della metà non ha ancora avviato un percorso concreto di passaggio generazionale. Quando la continuità avviene in ambito familiare, la trasmissione d’impresa va a buon fine nel 63,7% dei casi; molto più complessa la situazione nelle cessioni a dipendenti o a soggetti esterni, dove quasi il 30% delle piccole imprese incontra di icoltà rilevanti. A pesare, secondo la Cna, sono anche fattori esterni come burocrazia, pressione fiscale elevata, costo del lavoro e di icoltà nel reperire personale qualificato. A questi si aggiunge il tema dell’accesso al credito, con un ridimensionamento del supporto bancario soprattutto per micro e piccole imprese. Serve intervenire con politiche mirate per favorire il ricambio generazionale, sostiene il presidente provinciale Cna di Treviso Gianpaolo Stocco, che chiede anche interventi su credito e semplificazione normativa: solo così sarà possibile garantire continuità alle imprese e tutelare il patrimonio economico e sociale del territorio. La Cna accoglie comunque con favore l’attivazione del Fondo Sta etta da parte della Regione, nato anche su proposta dell’associazione e inserito nel Patto per lo Sviluppo Veneto 2030. Secondo Stocco, infine, all’impegno regionale dovrebbe a iancarsi anche un intervento del governo centrale, per ra orzare ulteriormente il sostegno al ricambio generazionale e garantire continuità e competitività al sistema produttivo veneto
LA PROVINCIA
Provincia di Treviso: avanzo da 15 milioni per scuole, strade e Villa Franchetti
La Provincia di Treviso conferma il suo ruolo di “motore” del territorio e “Casa dei Comuni”. Con un’approvazione larga in Consiglio Provinciale, che ha visto 13 favorevoli e 3 astenuti, e un voto all’unanimità in Assemblea dei Sindaci, il Sant’Artemio ha dato il via libera al Rendiconto di Gestione 2025. Il documento contabile certifica una solidità finanziaria non scontata, segnata da una gestione oculata che ha permesso di generare un avanzo di amministrazione complessivo di 19 milioni di euro. Di questo tesoretto, la Provincia ha scelto di metterne immediatamente in circolo 15 milioni, destinandoli a interventi che impattano direttamente sulla vita dei cittadini e sulla sicurezza del territorio, mentre i restanti 4 milioni sono stati accantonati in via precauzionale per tutelare l’Ente dalle incertezze dello scenario internazionale.
Il dato politico e amministrativo più rilevante è certamente la destinazione di 6,8 milioni di euro come contributi diretti ai Comuni. Queste risorse serviranno a cofinanziare opere di sicurezza urbana,
rotatorie e piste ciclabili, permettendo alle amministrazioni locali di realizzare interventi che altrimenti resterebbero fermi nei cassetti. Sul fronte delle funzioni fondamentali, la Provincia ha messo in campo cifre imponenti anche per l’edilizia scolastica, con 24 milioni di euro di cui 9 destinati specificamente all’ampliamento del Liceo Artistico di Treviso e ulteriori 3,3 milioni vincolati a nuove manutenzioni dall’avanzo disponibile.
Per quanto riguarda la viabilità, sono stati stanziati 14 milioni per la rete stradale provinciale, a cui si aggiungono 3,2 milioni per un’opera attesa e fondamentale come il Ponte di Vidor. Anche il settore dei trasporti riceve un supporto massiccio, con circa 23 milioni per le aziende del trasporto pubblico locale e 7 milioni dedicati al rinnovo del parco mezzi. Il bilancio 2025 segna inoltre una svolta per il patrimonio storico e formativo: sono stati infatti previsti 1,2 milioni di euro per la ristrutturazione dell’ex Centro di Formazione Professionale di Lancenigo, mentre 461.700 euro sono stati dedicati alla progettazione del
recupero di Villa Franchetti, passaggio decisivo per trasformare il prestigioso complesso lungo il Terraglio in una risorsa culturale fruibile.
Nonostante la riduzione delle entrate dovuta ai tagli statali, la Provincia vanta standard di e icienza d’eccellenza, con pagamenti verso i fornitori che avvengono con una media di 16 giorni di anticipo e un debito complessivo in costante calo. La seduta ha segnato anche importanti novità nelle rappresentanze, con il debutto del segretario generale Giampietro Cescon, l’ingresso in consiglio di Maria Antonella Tocchetto e le nomine di Matteo Bellinato nel Consorzio Acque Risorgive, oltre a Diego Zanchetta e Francesca Altin nel Consiglio delle Autonomie Locali. Il presidente Marco Donadel ha concluso sottolineando come l’avanzo sarà interamente riversato sul territorio, ribadendo l’impegno della Provincia nell’a iancare concretamente i sindaci con risorse e competenze per garantire equilibrio e futuro alla Marca Trevigiana
• Anna Bergantin
MOM, utile da 2 milioni e sconti sui bus: la Provincia sostiene le famiglie
Il trasporto pubblico trevigiano si conferma solido e attento al sociale.
L’assemblea dei soci di Mobilità di Marca (MOM), riunita al Sant’Artemio, ha approvato all’unanimità il bilancio 2025, chiuso con un utile di circa 2 milioni di euro. Un risultato che supera le previsioni e che verrà distribuito proporzionalmente tra i soci.
Alla Provincia di Treviso, socio di maggioranza, spettano quasi 800.000 euro. Il presidente Marco Donadel ha annunciato una strategia precisa per l’impiego di questi fondi, basata su equilibrio e sostegno diretto ai cittadini.
La metà delle risorse (400.000 euro) sarà utilizzata per rinnovare immediatamente lo “Sconto Provincia”. Si tratta di una misura strategica che consente di mantenere stabili e agevolati i prezzi degli abbonamenti annuali per gli studenti. “Vogliamo venire incontro concretamente alle famiglie che scelgono il bus per i figli”, ha spiegato Donadel. L’altra metà della quota sarà invece accantonata
come riserva prudenziale per neutralizzare eventuali aumenti di biglietti e abbonamenti causati dall’instabilità dei mercati energetici e dal rincaro dei carburanti. Il presidente di MOM, Giacomo Colladon, e l’AD Natalia Ranza hanno sottolineato i traguardi raggiunti nell’ultimo triennio: 163 nuovi autobus già in servizio (su un piano da 257 mezzi), riduzione dell’età media della flotta e un aumento costante dei passeggeri, arrivati a quota 27,7 milioni. Nonostante le sfide del 2026, segnate da un previsto aumento dei costi di trazione per 2 milioni di euro, MOM si conferma un “fiore all’occhiello” regionale. Grazie all’integrazione di tecnologie digitali e servizi a chiamata (MOM+), l’azienda garantisce una mobilità moderna che mette al centro il benessere del territorio e la sostenibilità ambientale.
• (a.b.)
Calcio. Il ds Marcello Benedetti racconta il capolavoro dei trevigiani
UNION PRO 1928 IN ECCELLENZA, LA FAVOLA DEI GIOVANI DIVENTA REALTÀ
Sessantuno punti, 51 gol fatti, appena 26 subiti - miglior difesa del campionato - e una promozione costruita passo dopo passo, con una favola che è diventata realtà. L’Union Pro 1928 è volata in Eccellenza al termine di una stagione che resterà nella storia del club. Un traguardo che, a inizio anno, non sembrava essere immaginabile. “Come ho sempre detto – racconta il direttore sportivo Marcello Benedetti – eravamo partiti con una programmazione triennale, a partire dall’anno scorso. Avevamo confermato il 70% della rosa e inserito qualche giocatore, ma l’obiettivo era entrare tra le prime cinque e migliorare la classifica della stagione precedente. Poi però nel tempo siamo cresciuti e abbiamo iniziato a crederci”.
L’Union Pro alza il suo rendimento nel girone di ritorno, dove non perde nessuna partita. “Abbiamo fatto un’andata abbastanza buona, ma la vera svolta è arrivata da gennaio, quando siamo tornati a giocare sul nostro campo. In più, innesti come Beniamin, Martinuzzi e D’Appolonia ci hanno portato quell’esperienza che ci mancava”. Così si è compiuto un percorso in crescendo, fatto di equilibrio e continuità, senza mai perdere identità. L’Union Pro è stata la rivelazione dell’anno in Promozione, ma per Benedetti non è un caso: “Il segreto è la società. Siamo una famiglia: nessuno ci ha mai messo pressione, abbiamo lavorato sempre con tranquillità. Si è formato un gruppo strepitoso, prima di uomini e poi di giocatori. Anche lo sta ha lavorato in maniera eccellente: tutti uniti nella stessa direzione”.
“Una famiglia che ha imparato a vincere”
In più l’Union Pro ha vinto e lo ha fatto con la squadra più giovane della categoria. “Vinceremo ancora il premio giovani – spiega Benedetti – e l’80% della rosa arriva dal nostro settore giovanile: 2006, 2007, 2008, 2009 sono stati coinvolti nella stagione. È un vanto enorme. Lavorare con i giovani è il nostro motto”. Fondamentale anche il lavoro dello sta tecnico. “Mister Biasetto è subentrato a dicembre dell’anno scorso e ha fatto un girone di ritorno straordinario. Quest’anno abbiamo proseguito sulla stessa linea. Gestire un gruppo
così giovane non è facile, ma lui e il suo sta sono stati bravissimi”. Non è stata una cavalcata senza ostacoli. “Verso la fine dell’andata abbiamo avuto un momento di icile, con due passi falsi in casa contro Loreo e Torre. In quella fase abbiamo so erto. Poi il mercato di gennaio ci ha aiutati e siamo ripartiti”. Secondo il direttore sportivo, un momento che racconta appieno questa stagione è rappresentato dall’1-1 di Casalserugo: “Non meritavamo, ma abbiamo portato a casa un punto. Le nostre rivali avevano pareggiato e noi abbiamo segnato al 96’ su rigore. Lì ho capito che potevamo vincere il campionato”. Un segnale, quasi un presagio, che poi si è rivelato realtà.
Ora per il club si apre una nuova fase:
“Intanto ci godiamo questa promozione. Poi programmeremo con la società: l’obiettivo è fare un campionato di Eccellenza per rimanerci e, negli anni, migliorarci”, ha spiegato Benedetti. Per il direttore però, questo trionfo ha un valore ancora più profondo: “Per me ha un sapore speciale. Sono tornato a casa e questa società mi porta bene: è il quarto campionato che vinco qui. C’è una stella speciale che mi segue. Tornare, costruire e vincere… è qualcosa di magico”.
E forse è proprio questa magia, fatta di appartenenza, giovani e lavoro, il vero segreto dell’Union Pro.
• Stefano Parpajola
tutte le notizie del Trentino
Oltre 200 opere al concorso promosso dal Laboratorio Ecourbano Padova
Irazione con l’Istituto Comprensivo Giovanni Valle – liceo artistico di Grafica Audiovisivo e Multimediale – ha promosso un importante concorso fotografico aperto a tutti, con l’obiettivo di incentivare i giovani alla conoscenza del territorio e valorizzare il patrimonio urbano e artistico spesso poco conosciuto.
a cura di
L’ARCELLA RACCONTATA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA
Sintoniz zati sul
fatte di luce, silenzio e presenza umana, costruiscono una narrazione essenziale capace di cogliere l’emozione dell’istante.
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Tema del concorso: “I murales e le ville Liberty della zona Nord di Padova”. L’iniziativa ha riscosso un successo oltre le aspettative: sono infatti arrivate oltre 200 opere fotografiche che verranno ora selezionate da una giuria di esperti. Le sei migliori fotografie saranno premiate ed esposte dal 23 maggio al 5 giugno presso la sede del Laboratorio Ecourbano Padova nella Galleria San Carlo, nel cuore dell’Arcella. Non solo mostra: il progetto prevede anche la realizzazione di una pubblicazione dedicata ai murales e alle ville Liberty dei quartieri nord della città. Il volume, previsto per marzo 2027, accompagnerà cittadini e visitatori in un vero e proprio percorso urbano attraverso luoghi, colori, architetture e storie del territorio.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 23 maggio presso i giardini accanto alla Torre Gregotti, conosciuti come “Giardini Magnete”. Alcune opere verranno inoltre esposte in speciali cornici progettate dagli studenti del Valle e installate sulle colonne della torre affacciate sul giardino, trasformando lo spazio
modo superficiale o penalizzante, ma che custodiscono invece un importante patrimonio artistico, umano e culturale. Grande interesse ha suscitato anche la recente mostra fotografica organizzata dal Laboratorio Ecourbano, che ha visto protagonisti tre autori molto apprezzati:
Mauro Minotto, Stefano Casali e Andrea Gallato.
Mauro Minotto rappresenta una delle figure più solide e riconosciute della fotografia
atmosfera.
Accanto a lui Stefano Casali, definito da molti “il poeta del silenzio industriale”, ha presentato una ricerca fotografica intensa e identitaria dedicata agli spazi abbandonati e alle architetture dismesse, luoghi che diventano memoria visiva del passato industriale e sociale.
Andrea Gallato ha invece proposto una fotografia più intimista, dove lo scatto diventa ascolto e contemplazione. Le sue immagini,
La mostra ha registrato oltre 500 visitatori tra appassionati di fotografia, cittadini e curiosi, confermando l’interesse crescente verso le attività culturali promosse dal Laboratorio Ecourbano.
Le prossime iniziative confermano la volontà dell’associazione di trasformare la sede della Galleria San Carlo in un vero “negozio delle idee”, uno spazio sempre vivo, attrattivo e partecipato.
Il 5 giugno alle ore 18.30 si terrà l’incontro dal titolo “L’intelligenza artificiale: capire da dove arriva, come funziona e dove sta andando”, con relatore Michele Marchetto, laureato magistrale in informatica, da oltre vent’anni attivo nel settore e autore di diverse pubblicazioni di tecnica e cultura.
Azienda Tipografica, da sempre impegnata nel raccontare storie del passato attraverso immagini capaci di emozionare e mantenere viva la memoria collettiva.
La serata sarà accompagnata dalla musica del talentuoso Adriano Antico e si concluderà con un momento conviviale aperto al pubblico. Per informazioni ed essere sempre informati sulle attività del Laboratorio inviare una e mail a : laboratorioecourbano@libero.it oppure web: lepadova.it
Galleria San Carlo - Arcella Padova
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025.
Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale. • (R.R.)
L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE
PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
oltaci in tutto il Veneto in auto sul
Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Segue
Modello
veneto: funziona
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA
E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli
Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.
Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
oltaci in tutto il Veneto in auto sul
ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run
Sintoniz zati sul
globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
SCARICA L’APP
RADIO VENETO2 4
SUL TUO SMARTPHONE
Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.
La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-
guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.
PROFESSIONISTI AL TUO SERVIZIO
SU MISURA
Un Viaggio di Passione e Trasformazione
Sintoniz zati sul
IL TUO SALONE DI FIDUCIA DA 32 ANNI: KONSU PARRUCCHIERI ESTETICA
bellezza e al benessere dei nostri clienti. Nel
Il nostro salone è progettato come un’oasi di
COSA SIAMO?
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
loro che hanno creduto in noi e nei nostri servizi.La nostra forza risiede proprio in voi, che ci spronate a crescere, innovare e formarci continuamente. Il nostro obiettivo è offrirvi servizi esclusivi, di alta qualità e sempre allineati con le nuove “Lavorare per qualcosa di cui non ci importa si chiama stress. Lavorare per qualcosa che amiamo si chiama passione.”
La bellezza e il benessere dei nostri clienti sono al centro di tutto ciò che facciamo. Il nostro team di professionisti esperti è dedicato a comprendere le vostre esigenze e desideri, offrendo servizi su misura che esaltano la vostra bellezza
Personalizzato: Creiamo tagli su misura che si adattano perfettamente Utilizziamo tecniche
Siamo professionisti dei capelli e trattamenti estetici, oltre alla ricostruzione delle unghie. Con professionalità e cortesia, il nostro staff preparato e con esperienza decennale è sempre pronto a soddisfare ogni vostra richiesta, assicurandovi di essere esauditi con passione.In conclusione, vi invitiamo a far parte della nostra storia. Siamo qui per rendere ogni vostra visita un’esperienza unica e memorabile. Grazie per averci scelto come il vostro salone di fiducia.
anche con prodotti vegani e sena ammoniaca, MEA, Permanente - Stirutura
Blond salon specialy per creare meches, balayage,
mente qualificati e appassionati.
•Prodotti di Alta Qualità: Utilizziamo solo i migliori prodotti sul mercato per ri-
Servizi estetica: e trattamenti viso
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
VENETO2 4
Produzione e vendita con posa di Lapidi - Loculi - Monumenti
Sede e lavorazione: Codevigo (Pd) Via Garubbio 9
Esposizione: Chioggia (Ve) Campo Marconi 165 www.venetatombstone.it Cel. 348 8283216
In Veneto sarà realizzato quello che viene definito il primo laboratorio al mondo interamente dedicato alle politiche per l’invecchiamento attivo. L’obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento internazionale per migliorare la qualità della vita delle persone, promuovere stili di vita più sani, stimolare le attività cognitive e mettere in campo azioni di prevenzione.
L’annuncio è arrivato a Venezia al termine di un incontro con la rappresentanza dell’Organizzazione mondiale della sanità. A comunicarlo è il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha sottolineato come il progetto possa attirare ricercatori e specialisti da diversi Paesi, oltre a rafforzare il ruolo della regione in un settore considerato sempre più centrale.
Secondo quanto spiegato, il laboratorio potrebbe diventare anche una leva per ottenere maggiori risorse e per sviluppare nuove competenze nel campo delle politiche sociali e sanitarie. L’idea è quella di fare del Veneto un punto di riferimento nello studio delle trasformazioni legate all’aumento
della longevità e all’invecchiamento della popolazione. Il tema, infatti, è già oggi al centro dell’attenzione delle istituzioni regionali. Tra meno di vent’anni, oltre un terzo della popolazione avrà più di 65 anni, e la crescita delle malattie croniche e della popolazione anziana rappresenta una delle principali sfide future. L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha definito l’invecchiamento attivo una sfida ormai inevitabile. Ha ricordato come in Veneto sia già in corso da anni una strategia per ridurre i fattori di rischio e promuovere comportamenti più sani in tutte le fasce d’età e nei diversi contesti di vita. Secondo Gerosa, la presenza di un centro internazionale in regione potrà avere un impatto significativo sulla tenuta del sistema sanitario. L’obiettivo è anche quello di valutare come l’aumento dell’età media della popolazione, l’introduzione di nuove tecnologie e la sostenibilità dei costi possano influire su un sistema sanitario pubblico e accessibile, individuando soluzioni adeguate.
In Veneto nascerà il primo laboratorio mondiale dedicato all’invecchiamento attivo
Centri Sollievo, una rete in espansione che rafforza assistenza e vicinanza alle famiglie
Una rete che si estende, si consolida e diventa sempre più punto di riferimento per pazienti e famiglie alle prese con le malattie neurodegenerative. I Centri Sollievo dell’Ulss 2 Marca trevigiana chiudono il 2025 con numeri in crescita e un impatto sociale sempre più evidente sul territorio. Sono oltre 880 le persone accolte nell’ultimo anno e quasi 5.000 le giornate complessive di accoglienza, a testimonianza di un servizio che non si limita all’assistenza, ma costruisce relazioni e continuità nella vita quotidiana delle famiglie coinvolte. I Centri attivi sono 55, di cui 49 dedicati all’Alzheimer e 6 al Parkinson. Un sistema che ha saputo rafforzarsi nel tempo e che oggi registra risultati significativi: 886 ospiti seguiti, 518 familiari supportati, 933 volontari impegnati e 1.232 giovani coinvolti in attività intergenerazionali. Particolarmente rilevante la crescita delle giornate di accoglienza, salite a 4.905, con un incremento superiore al 19% rispetto all’anno precedente. Un aumento che si traduce concretamente in più ore di sollievo per le famiglie e in maggiori opportunità di socialità e stimolo per le persone fragili. “I Centri Sollievo rappresentano molto più di un servizio assistenziale”, spiega la direttrice dei Servizi
socio sanitari Simona Sforzin. “Sono luoghi sicuri e accoglienti in cui le persone con decadimento cognitivo o Parkinson possono mantenere attive le proprie capacità e continuare a sentirsi parte della comunità. Parallelamente, offrono un sostegno concreto ai familiari, contribuendo a ridurre isolamento e solitudine”. Alla base del modello c’è una forte integrazione tra istituzioni e territorio. Comuni, associazioni di volontariato ed enti educativi collaborano in una logica di coprogettazione, costruendo risposte flessibili e calibrate sulle esigenze delle singole comunità. Determinante il ruolo dei volontari, definiti come la vera anima del progetto: la loro presenza quotidiana, fatta di ascolto e relazione, consente di trasformare la fragilità in un’esperienza condivisa, preservando dignità e identità anche nelle fasi più difficili della malattia. La partecipazione ai Centri Sollievo è gratuita e non vincolata al territorio di residenza. L’accesso avviene tramite valutazione del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze per i casi di decadimento cognitivo lieve o medio, oppure tramite l’Unità operativa di Neurologia per i pazienti con Parkinson che non necessitano di assistenza sanitaria prevalente.
Il nuovo modello organizzativo, degenze ridotte a una sola notte e maggiore integrazione tra reparti per trattare fratture vertebrali
Al Ca’ Foncello parte la neuroradiologia interventistica spinale con tre posti letto dedicati in Week Surgery
All’ospedale Ca’ Foncello prende forma un nuovo modello assistenziale per la cura delle patologie vertebrali, che punta a garantire massima efficacia clinica con il minimo impatto sulla vita del paziente. La novità nasce dalla collaborazione tra la Neuroradiologia Interventistica Spinale e la Week Surgery e introduce una gestione dedicata con tre posti letto riservati ai ricoveri brevi.
Il servizio, attivo a meno di un anno dall’istituzione dell’unità diretta dal dottor Altin Stafa, è pensato per pazienti sottoposti a trattamenti mini-invasivi che richiedono una sola notte di osservazione in ospedale. Tra questi rientrano soprattutto interventi di vertebroplastica, eseguiti in una finestra operativa concentrata tra giovedì e venerdì, con dimissioni rapide e un recupero più veloce. La gestione dei posti letto è affidata alla Week Surgery guidata dal dottor Davide Pozzobon, che sottolinea come il nuovo assetto consenta di coniugare alta specializzazione e sostenibilità del sistema, mantenendo il paziente al centro del percorso di cura. Il dottor Stafa evidenzia come la disponibilità di posti dedicati rappresenti un cambiamento significativo per i casi più complessi, che dopo
il trattamento necessitano di un breve ricovero. Il percorso, spiega, nasce da una stretta integrazione con la Neurochirurgia e con la Neurochirurgia Vertebrale, fondamentali nella selezione dei pazienti. Finora questi ultimi venivano temporaneamente collocati in area neurochirurgica, mentre ora possono contare su un percorso più strutturato e mirato. Il nuovo modello organizzativo consente così di affiancare alla degenza ordinaria e al day hospital anche una forma di ricovero breve, con un uso più efficiente dei posti letto e una migliore organizzazione complessiva dei reparti chirurgici.
I tre posti letto saranno destinati a pazienti con fratture vertebrali osteoporotiche, in costante aumento, ma anche a fratture legate a metastasi o a traumi sportivi, frequenti in discipline come sci, motociclismo e deltaplano. Le tecniche utilizzate includono impianti vertebrali di ultima generazione, termoablazioni mirate per il controllo del dolore e delle lesioni metastatiche, oltre a procedure consolidate come vertebroplastica e cifoplastica a palloncino. L’obiettivo è ridurre l’invasività degli interventi, limitare le complicanze e accorciare sensibilmente i tempi di degenza, favorendo un ritorno più rapido alla quotidianità.
Ulss 2 accorcia le distanze con i cittadini: attivato il nuovo canale WhatsApp
Il servizio, rivolto a cittadini e dipendenti, offre aggiornamenti su servizi, prevenzione, orari e avvisi utili con comunicazioni rapide e fino a due messaggi al giorno senza notifiche invasive
Più vicina ai cittadini e sempre più orientata alla comunicazione immediata. L’Ulss 2 Marca Trevigiana ha attivato un nuovo canale WhatsApp pensato per rendere più semplice e veloce l’accesso alle informazioni sanitarie, con aggiornamenti in tempo reale su servizi, percorsi di cura e novità dell’azienda. L’iniziativa si rivolge sia agli utenti che al personale sanitario e amministrativo, con l’obiettivo di creare un filo diretto digitale per diffondere notizie utili e pratiche. Attraverso il canale sarà possibile ricevere aggiornamenti su campagne di prevenzione, variazioni di
orario, aperture straordinarie e informazioni sui servizi, con un massimo di due messaggi al giorno per evitare sovraccarichi comunicativi.
Lo strumento scelto non funziona come una chat di gruppo, ma come un canale informativo unidirezionale: solo gli amministratori possono pubblicare contenuti, mentre gli iscritti possono semplicemente visualizzarli e reagire. I messaggi restano disponibili per 30 giorni, garantendo così una consultazione sempre aggiornata ma ordinata. Grande attenzione è stata riservata anche alla privacy. Il numero di telefono e l’immagine del profilo degli utenti non sono visibili né agli amministratori né agli altri iscritti, assicurando un utilizzo sicuro e riservato dello strumento.
Per iscriversi al canale è sufficiente aprire WhatsApp, entrare nella sezione “Aggiornamenti” e cercare “ULSS 2 Marca Trevigiana”
Sintoniz zati sul
Ogni
SCARICA L’APP
Sintoniz zati sul
fai una spesa di almeno 60€
zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Puoi ottenere i buoni anche
nell’ App Despar Tribù!
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
*È possibile utilizzare solo un buono spesa per scontrino. Per info e regolamento visita il sito despar.it