Preganziol Summer Festival, a giugno tre giorni di musica all’Arena delle piscine
di Treviso Ovest
Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso
Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana. Dalla Valdastico
Vertici Ulss 2: De Marco alla direzione sanitaria, Sforzin ai servizi socio-sanitari
PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO
E VERTENZE APERTE
CONTROLLI E SANZIONI NEL TREVIGIANO SU SICUREZZA E CONTRATTI DI LAVORO
MOGLIANO, TERREMOTO IN GIUNTA, REVOCATE LE DELEGHE A MURARO
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.
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TREVISO IN ROSA: OLTRE 7.000
ISCRITTE
PER LA CORSA
SOLIDALE DEL 3 MAGGIO
La città si prepara ad accogliere, ancora una volta, una delle manifestazioni più attese dell’anno: Treviso in Rosa. A meno di due settimane dall’evento, già oltre 7.000 donne si sono iscritte alla corsa solidale, confermando il successo della manifestazione podistica interamente dedicata al pubblico femminile.
L’11ª edizione di Treviso in Rosa si terrà domenica 3 maggio, e l’obiettivo è superare le 10.000 partecipanti, come avvenuto nelle edizioni precedenti.
L’iniziativa, organizzata da Trevisatletica e Corritreviso con il patrocinio della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), si distingue per il suo forte legame con la solidarietà e la sensibilizzazione sulla salute delle donne.
Tra le iscritte più note, spiccano Germana e Gina: due donne di 99 e 95 anni, pronte a prendere parte all’evento con la determinazione che le ha sempre contraddistinte. L’anno scorso, Germana ha percorso il tragitto camminando al fianco della figlia, e Gina non ha mancato di registrarsi già per l’edizione successiva. La manifestazione si distingue per la partecipazione esclusivamente femminile, una scelta che ha contribuito a renderla unica nel panorama nazionale.
Ad oggi, le iscrizioni hanno già superato quota 7.000, con una previsione che punta a superare le 100.000 partecipanti totali dal 2010. Durante le dieci edizioni in presenza, Treviso in Rosa ha visto la partecipazione di oltre 92.000 donne, un numero che cresce ogni anno grazie all’entusiasmo e all’impegno delle partecipanti.
• Anna Bergantin
Un evento che unisce sport, solidarietà e prevenzione
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.
La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie
capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.
Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.
Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.
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• Nicola Stievano
Emergenza lavoro/1. Un
sistema che secondo la Cgil lascia sempre più lavoratori senza tutele
Denunce di malattie professionali quasi raddoppiate e riconoscimenti in calo
Aumentano le denunce di malattie professionali e restano elevati gli infortuni sul lavoro in provincia di Treviso. È una fotografia che la Cgil definisce allarmante, quella che emerge dai dati aggiornati a luglio 2025, e che segnala un arretramento sul fronte della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nella Marca le segnalazioni di patologie legate all’attività lavorativa sono quasi raddoppiate nel giro di quattro anni: dalle 499 del 2020 alle 922 del 2024, su un totale regionale di 5.509 casi. Un trend che prosegue anche nel 2025: a luglio le denunce hanno già raggiunto quota 518, di cui 367 seguite dal Patronato Inca, che si conferma un punto di riferimento nella gestione delle pratiche. In crescita anche la media delle denunce per lavoratore, salita da 1,60 a 1,77. A pesare sono soprattutto le patologie dell’apparato osteomuscolare, che rappresentano il 93% dei casi: disturbi agli arti superiori, al rachide e sindrome del tunnel carpale, spesso legati a mansioni ripetitive e carichi fisici prolungati. Ma a fronte dell’aumento delle segnalazioni, cala sensibilmente il tasso di riconoscimento: se nel 2020 veniva accolto il 73% delle denunce, nel 2024 la
percentuale è scesa al 41%. Un dato che si traduce in un aumento dei ricorsi, passati a 237 nel 2024 e già 108 nei primi mesi del 2025. Sul fronte degli infortuni, i numeri restano stabili
Zero Branco e il lavoro che cambia
Zero Branco resta agganciata al motore produttivo della Marca trevigiana, ma il lavoro cambia passo. I numeri regionali raccontano un sistema ancora in crescita, seppur più lenta: nel 2025 l’occupazione in Veneto è aumentata, ma con un ritmo dimezzato rispetto all’anno precedente. Una dinamica che si riflette anche nel Trevigiano e nei comuni della cintura come Zero Branco, dove il tessuto di piccole e medie imprese continua a garantire occupazione, ma con margini più stretti e prospettive meno stabili. A tenere sono soprattutto manifattura e
metalmeccanico, mentre segnali di rallentamento arrivano da edilizia e commercio. Il risultato è un mercato del lavoro che resta dinamico, ma più esposto alle oscillazioni economiche e alla stagionalità. A pagare il prezzo più alto sono i giovani. L’ingresso nel mondo del lavoro avviene sempre più spesso attraverso contratti a termine o part-time, spesso involontari. Anche strumenti tradizionalmente legati alla formazione e alla stabilizzazione, come l’apprendistato, mostrano una flessione. Il rischio è quello di una generazione che lavora, ma fatica a costruire un percorso
ma elevati. Tra gennaio e luglio 2025 sono stati denunciati 7.579 casi, in linea con gli ultimi anni. Il 2024 si era chiuso con 12.991 infortuni, contro i 12.841 del 2020. Anche in questo ambito si registra
un calo dei riconoscimenti, scesi da 8.437 a 7.525. Particolarmente esposto il comparto metalmeccanico e metallurgico, che nella provincia conta circa 35 mila addetti. Qui le denunce di infortunio sono passate da 1.675 nel 2020 a 1.836 nel 2024, con un ulteriore incremento nel 2025: 969 casi tra gennaio e luglio, contro i 948 dello stesso periodo dell’anno precedente. I numeri più alti si concentrano nella produzione metalmeccanica, nei macchinari e nelle apparecchiature, dove l’uso intensivo di strumenti e impianti continua a rappresentare un fattore di rischio rilevante.
Secondo la Cgil, il sistema non garantisce ancora tutele su icienti. In questo contesto il Patronato Inca diventa un punto di riferimento, sia per l’assistenza sia per la difesa dei lavoratori, mentre aumentano le denunce e calano i riconoscimenti. Da qui la richiesta di più investimenti, maggiore attenzione delle imprese e una di usione più ampia della cultura della sicurezza.
• Sara Busato
continuo e autonomo. Accanto alla fisiologia di un mercato in trasformazione, resta poi il nodo delle irregolarità. I controlli condotti negli ultimi mesi nel Trevigiano hanno portato alla luce casi di lavoro nero e violazioni delle norme sulla sicurezza, con attività sospese e sanzioni. Episodi che, pur non rappresentando la maggioranza del sistema, confermano la presenza di una zona grigia che incide sulla qualità complessiva dell’occupazione. Su questo fronte insistono anche le organizzazioni sindacali, che chiedono maggiore stabilità contrattuale, investimenti su formazione e sicurezza e
un ra orzamento delle politiche attive del lavoro. La sfida, sottolineano, non è solo creare posti, ma migliorarne la qualità.
• (s.b.)
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Emergenza lavoro/2. Cresce la tensione nel polo di via Forlanini tra utili record
Paradosso Previnet: il gigante dei servizi brilla nei bilanci, dipendenti costretti allo sciopero
In via Forlanini a Preganziol, da più di un anno a questa parte, negli ambienti in cui operano Previnet, società di servizi per la previdenza e la finanza, e Previmedical, specializzata nella gestione di network sanitari, insiste una situazione di strabismo. I profitti aziendali registrano continua solidità, ma i dipendenti fuggono e chi rimane sciopera.
Il 9 aprile scorso si è svolta l’ultima mobilitazione. “Significativa”, a detta delle organizzazioni sindacali. L’adesione si è attestata al 50% con un centinaio di lavoratori a presidiare i cancelli: il sentire comune è quello di appartenere ad una realtà economica di valore ben lontana dal valorizzare i
propri dipendenti.
Il caso gode da tempo degli onori della cronaca cittadina. Previnet e Previmedical sono due società per azioni del polo di servizi alle imprese
RBHold, fondato da Roberto Favaretto e partecipato al 50% dalla moglie, Bruna Gottardo (dalle iniziali dei nomi propri, l’acronimo del gruppo).
Previnet, in particolare, registra utili stellari che superano i 24 milioni di euro, è pluripremiata, in espansione. Viene percepita come un ambiente giovane e dinamico, con interni ed esterni curati, mensa invidiabile.
Una situazione apparentemente ideale dove far pervenire senza indugi il proprio curriculum.
Sono invece molti i dipendenti che, potendo, non lo rifarebbero.
La crisi sembra riguardare solo loro, ma non è così.“La forte riduzione del personale e il conseguente aumento dei carichi di lavoro stanno producendo tensioni e burnout di usi. La mancanza di rispetto delle professionalità acquisite e di un piano di investimenti, così come di un sistema di premialità per redistribuire gli utili, si potrebbe però riversare anche sugli utenti del mercato in cui operano le aziende”, sottolineano
Controlli a tappeto nei cantieri
Controlli a tappeto nei cantieri e nelle attività della Marca trevigiana: i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso, insieme all’Arma territoriale, hanno individuato numerose irregolarità che hanno portato alla denuncia di 18 persone e a sanzioni complessive per circa 160 mila euro. Nel mirino soprattutto sicurezza e lavoro nero. Il caso più grave è emerso a Mogliano Veneto, dove durante un’ispezione è stato trovato un lavoratore di origine albanese presente irregolarmente sul territorio e impiegato senza contratto. L’uomo, oltre a essere in nero, non aveva ricevuto alcuna formazione sulla sicurezza né era sottoposto a sorveglianza sanitaria. Le verifiche hanno riguardato anche il settore edile. Due aziende, una a Conegliano e una a Trevignano, sono state sospese per la mancanza del Piano operativo di sicurezza (Pos), documento obbligatorio per i cantieri. Le attività sono riprese solo dopo la regolarizzazione e il pagamento delle sanzioni. Situazioni di rischio sono state riscontrate anche a Zero Branco e San Polo di Piave, dove operai lavoravano in quota senza dispositivi di protezione contro le cadute. A San Polo, inoltre, è stato individuato un lavoratore impiegato senza contributi previdenziali né copertura assicurativa: l’attività è stata sospesa fino alla sua regolarizzazione. Nel complesso, i controlli hanno fatto emergere un quadro di uso di violazioni in materia
Filcams CGIL e RSU.
II vertice è sembrato rimanere finora impassibile davanti alle reiterate istanze per contrastare il dissanguamento occupazionale che, nel giro di due semestri, si è portato via più di 150 lavoratori - un buon 30% dell’organico. E rimane un miraggio la reintegrazione di nuovi assunti capaci di sgravare la mole di lavoro piombata addosso a chi è rimasto a boccheggiare tra il veto a nuove assunzioni e l’annullamento della possibilità di lavorare in smart working. Dalle fessure del muro eretto dalla proprietà traspaiono solo alcuni progetti di automazione a giustificare l’aut aut ai nuovi contratti. Ma ai sindacati risultano fumosi e poco coerenti.
“Quando un’azienda sceglie di non rispondere alle richieste di confronto e lascia deteriorare le condizioni di lavoro, si assume una responsabilità precisa”, dichiara Alberto Irone, segretario generale provinciale di Filcams Cgil Treviso.
Favaretto e i vertici aziendali sembrano infatti non aver concesso udienze, salvo deludere i primi, timidi accordi tra le parti e inviare una coppia di dirigenti all’incontro in Ispettorato territoriale del Lavoro, l’8 aprile scorso, circostanza
di lavoro e sicurezza. “Interventi che – sottolineano gli investigatori – hanno consentito non solo di sanzionare le irregolarità, ma anche di prevenire potenziali incidenti nei luoghi di lavoro”, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi.
•
in cui è stata riconsegnata ai titolari la piattaforma sindacale già respinta nel 2025 e ottenuta una promessa: entro aprile dovrebbe palesarsi la convocazione di un incontro utile ad entrare nel merito delle questioni verso - si auspica - la stesura di un contratto integrativo triennale di secondo livello. Mentre tra le scrivanie di via Forlanini, dove hanno sede le aziende, è ripresa
l’abituale operosità, scenderà ora in campo anche la politica. Sono stati coinvolti alcuni parlamentari e i locali gruppi di opposizione che porteranno all’attenzione delle istituzioni il caso di una realtà troppo importante per essere ignorata
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• Sara Busato
Revocate le deleghe. Martina Cocito prende il posto del vicesindaco leghista, il centrodestra cerca un nuovo equilibrio
TERREMOTO A MOGLIANO: IL SINDACO BORTOLATO “SILURA” LEONARDO MURARO
L’ aria in Piazza Caduti si era fatta pesante già da mesi, ma il decreto firmato lo scorso 8 aprile 2026 dal sindaco Davide Bortolato ha trasformato i sospetti in uno scossone politico senza precedenti. Leonardo Muraro, figura storica della politica trevigiana ed ex presidente della Provincia, non è più il vicesindaco di Mogliano Veneto. Una revoca delle deleghe immediata che ha lasciato un vuoto nell’esecutivo e aperto una ferita profonda all’interno della coalizione di centrodestra.
A far precipitare la situazione sarebbe stata una serie di attriti culminati in alcune uscite giornalistiche di Muraro (in particolare sulla questione dell’or ario di apertura della caserma dei Carabinieri) che avrebbero creato “forte imbarazzo” istituzionale. Il sindaco Davide Bortolato è stato netto nel motivare la sua scelta: “Il ruolo di vicesindaco richiede una
INVESTIMENTO
Ucondivisione leale delle responsabilità e una sintonia costante con il primo cittadino. Purtroppo, questo rapporto di fiducia è venuto meno. In una città c’è un solo sindaco e il vice deve fare il vice; non possono esserci due sindaci. La delegittimazione costante dell’operato della giunta ha reso impossibile proseguire insieme.”
Bortolato ha poi rincarato la dose, sottolineando come la decisione sia stata presa per garantire il “buon andamento dell’azione amministrativa”, evitando che il logorio interno rallentasse i progetti strategici per la città.
Se Leonardo Muraro ha inizialmente preferito trincerarsi dietro un “no comment”, le reazioni nel panorama politico locale non si sono fatte attendere, evidenziando una coalizione che cerca di restare in piedi nonostante il trauma: Martina Cocito (Nuovo Vicesindaco): Nominata a stretto giro
n nuovo segnale concreto di vicinanza alle fragilità arriva da Piazza Caduti.
Il Comune di Mogliano Veneto ha u icialmente consegnato in comodato d’uso al Coordinamento Volontariato Treviso Sud ODV un furgoncino attrezzato per il trasporto di persone con disabilità. Si tratta di un Fiat Doblò di ultima generazione, dotato di pedane e strumentazioni specifiche per la mobilità assistita, per un valore complessivo di circa 50.000 euro. Alla cerimonia di consegna erano presenti il Sindaco Davide Bortolato, l’Assessore alle Politiche Sociali Francesca Caccin e i rappre-
per garantire operatività, l’assessore Cocito assume l’incarico in un momento delicatissimo. “Il mio impegno è dare continuità all’attività di governo,” ha dichiarato, mentre il sindaco attende ora dalla Lega il nome di un nuovo
sentanti del direttivo del Coordinamento, realtà che da anni rappresenta il cuore pulsante dell’assistenza sul territorio.
Il nuovo mezzo non è solo un veicolo, ma uno strumento fondamentale per abbattere le barriere architettoniche e sociali. Consentirà a molti cittadini con mobilità ridotta di raggiungere con facilità centri sanitari, luoghi di lavoro e spazi di aggregazione, garantendo quel diritto alla socialità che spesso viene ostacolato dalle di icoltà logistiche. «Per una persona con disabilità un mezzo attrezzato non è un lusso, ma un ponte», ha
assessore per completare la squadra; Giacomo Nilandi (Partito Democratico): Dall’opposizione l’attacco è frontale. “È la conferma di un fallimento politico. Mentre la maggioranza si scanna per le poltrone e per vecchi rancori personali, Mogliano resta ferma. Questa non è politica, è un regolamento di conti che ricade sulle spalle dei cittadini”; la Lega (Segretario Carlo Albanese): Il partito di Muraro si trova in una posizione scomoda. Nonostante la “defenestrazione” del suo uomo di punta, i vertici provinciali e locali hanno confermato che l’alleanza di centrodestra non è in discussione, pur dovendo ora gestire il malumore interno per le modalità del licenziamento; Fratelli d’Italia: “Il rapporto era ormai inclinato e le insinuazioni delle ultime ore non aiutano. È bene che il sindaco possa andare avanti con una squadra coesa,” hanno commentato esponenti del partito di
dichiarato con orgoglio l’assessore Francesca Caccin. «Collega la propria abitazione al resto del mondo: alle cure, agli amici, alla vita della città. Grazie ai volontari che, con sensibilità e dedizione, rendono queste quattro ruote un servizio vivo e presente. Questa è la dimostrazione che quando istituzioni e Terzo Settore camminano insieme, i risultati hanno un impatto reale. Fare l’amministratore significa questo: lavorare per non lasciare indietro nessuno». L’iniziativa ra orza il legame tra l’Amministrazione e il tessuto del volontariato locale, pilastro dei servizi di prossimità a Mogliano.
Giorgia Meloni, schierandosi di fatto con Bortolato. Il futuro della giunta moglianese dipende ora dal nome che la Lega metterà sul tavolo. Il sindaco ha già chiarito di non voler mettere in discussione la coalizione, ma è evidente che l’uscita di scena di un “peso massimo” come Muraro cambia radicalmente la geografia del potere locale. Resta da capire se l’ex vicesindaco accetterà il ruolo di semplice spettatore o se, come molti prevedono, la sua uscita darà il via a una nuova fase di guerriglia politica interna in vista delle prossime scadenze elettorali. Per ora, Mogliano cambia volto, ma le tensioni restano tutte sotto la superficie di una piazza che osserva, tra lo stupore e la rassegnazione, l’ennesimo valzer delle poltrone.
• Anna Bergantin
SUD
In un periodo in cui la domanda di assistenza è in costante crescita, la disponibilità di mezzi tecnologicamente avanzati permette al Coordinamento Volontariato Treviso Sud di operare con maggiore sicurezza ed e icienza, migliorando sensibilmente la qualità della vita di decine di famiglie moglianesi. Con questa donazione, Mogliano conferma la sua vocazione di città inclusiva, dove la mobilità diventa sinonimo di libertà e partecipazione attiva alla vita della comunità.
• (a.b.)
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Leonardo Muraro (foto da Facebook)
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Branco contro Alexis. Diciannovenne trans di Mogliano aggredita in discoteca
VIOLENZA DI GRUPPO A MESTRE
In trenta contro una: spinta a terra, insultata e picchiata insieme alle amiche all’Area City. I filmati del cellulare ora al vaglio degli inquirenti. Un episodio di inaudita violenza ha sconvolto la comunità di Mogliano Veneto e l’hinterland veneziano, portando alla luce una brutale aggressione transfobica consumatasi lo scorso venerdì 3 aprile. Vittima della furia di un branco è Alexis, una diciannovenne residente a Mogliano, che si era recata alla discoteca Area City di Mestre per trascorrere una serata di divertimento in compagnia delle sue amiche. L’occasione era l’esibizione della rapper Chadia Rodriguez, ma per la giovane si è trasformata in un incubo segnato dall’odio e dalla discriminazione.
Secondo le ricostruzioni fornite anche attraverso le testimonianze raccolte dai media locali, la tensione sarebbe iniziata già all’interno del locale, dove un gruppo di circa dieci giovani avrebbe iniziato a puntare Alexis, bersagliandola con sguardi insistenti, insulti e provocazioni mirate a metterla a disagio. La situazione è precipitata quando la diciannovenne è uscita all’esterno per fumare una sigaretta: il gruppetto l’ha raggiunta e aggredita fisicamente, spingendola brutalmente a terra e tirandole i capelli. Durante l’assalto, alla giovane è stata sottratta anche la sigaretta elettronica, mentre il branco vomitava insulti omofobi e transfobici di estrema gravità. Alexis ha cercato disperatamente di difendersi e nascondersi, mentre le sue amiche intervenivano coraggiosamente nel tentativo di proteggerla. Tuttavia, il numero degli aggressori è cresciuto rapidamente, arrivando a contare circa trenta persone che si sono scagliate anche contro le altre ragazze con calci e pugni. In un crescendo di umiliazione, il branco ha persino utilizzato un irrigatore da giardino trovato nel parcheggio per bagnare le giovani, nel tentativo di schernirle ulteriormente. Nonostante l’intervento del personale della discoteca, che ha prontamente allertato le forze dell’ordine, i responsabili sono riusciti a dileguarsi approfittando dell’oscurità e della confusione prima dell’arrivo della polizia.
Fortunatamente, Alexis e le sue amiche sono riuscite a filmare parte dell’aggressione con i propri smartphone, raccogliendo prove fondamentali che sono state consegnate ai Carabinieri. La diciannovenne ha deciso di sporgere denuncia formale, a idando ai militari
dell’Arma il compito di identificare i componenti del branco attraverso i video e le telecamere di sorveglianza della zona. Questo episodio di cronaca nera riaccende i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di aggregazione giovanile e sulla persistenza di pregiudizi violenti legati all’identità di genere, lasciando una ferita profonda in una vittima giovanissima la cui unica “colpa” è stata quella di voler vivere liberamente la propria serata. Le indagini sono attualmente in corso per assicurare i responsabili alla giustizia.
• Anna Bergantin
Dama: 1° posto per il liceo Statale “Giuseppe Berto” che si qualifica per le nazionali
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i è svolta il 1° aprile la fase regionale dei TDS “Torneo Dama a Scuola” di dama italiana (64 caselle) e dama internazionale (100 caselle) presso l’aula magna del Liceo Statale ”Galileo Galilei” di Verona. La manifestazione per la qualifica alla fase nazionale è stata indetta dal comitato regionale Veneto FID (Federazione Italiana Dama) per le scuole che hanno aderito al progetto nazionale “Dama a Scuola”. La manifestazione ha visto partecipare il Liceo Statale “Giuseppe Berto” di Mogliano (TV) con 2 squadre (composte da 3 giocatori) della categoria Juniores di dama italiana e 1 squadra Allievi di dama italiana. Al 1° posto con 12 punti si classifica la squadra della categoria Juniores (dama italiana) del Liceo Statale “Giuseppe Berto” di Mogliano composta da: Mattia Scaggiante, Matteo De Rossi e Claudio Bettio. 2^ classificata con 9 punti la squadra del Liceo “Galileo Galilei” (VR). 3^ classificata con 8 punti la squadra dell’IISS “Copernico Pasoli” (VR). 4° posto con 6 punti per la seconda squadra Juniores del Liceo Statale “Giuseppe Berto” di Mogliano composta da: Giuseppe Milici, Nicoletta Menea e Mara Gobbo. Nella categoria Allievi (dama italiana) vince con 10 punti di squadra ITET “Einaudi” di Bassano del Grappa (VI). 2^ classificata con 8 punti la squadra del Liceo Statale “Giuseppe Berto” di Mogliano composta da: Edoardo Alberti, Stefano Semenzato e Omedeo Iwo Marek. Le tre squadre sono state accompagnate dall’istruttore prof. Emanuel Possamai e dall’istruttore del progetto “Dama a Scuola” Loris Scaggiante. Si ringrazia la scuola con la referente scolastica del progetto “Dama a Scuola” Diana Furlan per aver dato la possibilità agli studenti di conoscere strategie e logiche di questo grande Sport della mente che è la Dama
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Seconda edizione. Manifestazione in programma il 12, 13 e 14 giugno prossimi
PREGANZIOL SUMMER FESTIVAL: TRE GIORNI
DI MUSICA ALL’ARENA DELLE PISCINE
Dopo lo straordinario debutto dello scorso anno, che ha saputo catalizzare l’attenzione di un pubblico numeroso ed entusiasta, il Preganziol Summer Festival si prepara a riaccendere i riflettori. L’Amministrazione Comunale, guidata dalla sindaca Elena Stocco, ha confermato con orgoglio il ritorno di questa manifestazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, punta a consolidarsi come un appuntamento fisso e irrinunciabile dell’estate trevigiana. La seconda edizione, programmata per il weekend del 12, 13 e 14 giugno 2026, si svolgerà nuovamente nella suggestiva cornice dell’Arena delle Piscine, uno spazio che per tre giorni diventerà il cuore pulsante della socialità cittadina. La formula che ha decretato il successo della prima edizione viene riproposta e arricchita, puntando su un mix collaudato
di intrattenimento di qualità e piacere della tavola. A partire dalle ore 18:30 di ogni serata, l’Arena aprirà i battenti per accogliere residenti e visitatori in un’atmosfera vibrante e festosa. Il fulcro dell’evento sarà la musica dal vivo, con una programmazione studiata per trasformare il prato in un grande palcoscenico sotto le stelle. Sebbene il calendario dettagliato degli artisti sia ancora in fase di ultimazione e verrà svelato gradualmente attraverso i canali social u iciali, le aspettative sono alte: l’obiettivo è o rire performance capaci di coinvolgere diverse generazioni, creando un ponte sonoro tra generi e stili di erenti.
Accanto alle vibrazioni musicali, il festival celebrerà la cultura dello street food. Un’ampia area gastronomica ospiterà truck e stand selezionati per o rire un
viaggio tra i sapori, con proposte capaci di soddisfare ogni palato, dai piatti gourmet ai classici intramontabili della cucina da strada. Una particolare attenzione sarà rivolta alle famiglie: l’evento è stato infatti pensato per essere inclusivo a 360 gradi, con opzioni alimentari e spazi dedicati ai più piccoli, garantendo così che genitori e bambini possano godersi le serate in totale sicurezza e relax.
La realizzazione di un evento di tale portata è il frutto di una stretta sinergia tra il settore pubblico e quello privato. L’Amministrazione di Preganziol ha lavorato fianco a fianco con O icine Eventi, Planisfera Eventi e la Pro Loco locale, dimostrando come la collaborazione territoriale sia la chiave per generare valore culturale e aggregativo. La scelta di mantenere l’ingresso libero per tutte le tre serate sottolinea la volontà politica
Asili nido a Preganziol: arriva il “Fattore Famiglia”
Il Comune di Preganziol segna una svolta decisiva nelle proprie politiche sociali con l’approvazione, avvenuta lo scorso 4 marzo in Consiglio Comunale, del nuovo Fattore Famiglia. Si tratta di uno strumento correttivo all’avanguardia che integrerà il tradizionale indicatore ISEE per la definizione delle rette degli asili nido, con l’obiettivo di superare i limiti dei soli parametri reddituali e approdare a un sistema di welfare più equo e aderente alle reali necessità dei cittadini.
di rendere il festival un bene comune, una festa democratica dove la musica funge da collante sociale senza barriere economiche.
Il Preganziol Summer Festival 2026 si
preannuncia dunque non solo come una rassegna di concerti, ma come un’esperienza sensoriale completa. La presentazione della sindaca Stocco ha messo in luce proprio questo aspetto: la voglia di regalare alla comunità un momento di spensieratezza e condivisione, celebrando l’arrivo della bella stagione con un evento che unisce il dinamismo dei grandi festival alla dimensione accogliente tipica del territorio trevigiano. In attesa di conoscere i nomi dei protagonisti che calcheranno il palco, l’invito per tutti è quello di segnare le date in rosso sul calendario per partecipare a quella che promette di essere una delle kermesse più vivaci dell’estate.
• Anna Bergantin
Fino ad oggi, l’accesso ai servizi per l’infanzia è stato regolato quasi esclusivamente dal parametro ISEE, un dato che tuttavia non sempre riflette con precisione la reale capacità di spesa di un nucleo familiare complesso. Il Fattore Famiglia interviene proprio come un moltiplicatore di equità, agendo sulle tari e attraverso una valutazione multidimensionale dei carichi domestici.
Nel nuovo calcolo, infatti, peseranno in modo significativo il numero dei figli
presenti nel nucleo e la loro età, con una protezione rinforzata per le famiglie numerose e per quelle con bambini nella delicata fascia tra zero e tre anni. Oltre alla composizione numerica, il correttivo riconosce il valore sociale e il peso economico legato alle situazioni di fragilità. Saranno infatti previste agevolazioni specifiche che tengano conto della presenza di disabilità o di cronicità, così come tutele mirate per i nuclei monogenitoriali, che spesso a rontano sfide organizzative e finanziarie più gravose. In questo modo, la contribuzione richiesta non sarà più legata solo a quanto si guadagna, ma a quanto e ettivamente resta a dispo-
sizione della famiglia una volta assolti i doveri di cura e assistenza. L’operazione non ha una valenza puramente tecnica, ma rappresenta una precisa visione politica dell’Amministrazione. Il Vice Sindaco Susanna Errico ha sottolineato come l’intento primario sia sostenere concretamente la natalità, garantendo che l’asilo nido non sia più percepito come un costo insostenibile, bensì come un diritto accessibile e inclusivo. Sulla stessa linea si è espressa la Sindaca Elena Stocco, la quale ha ribadito che il nido deve cessare di essere considerato un semplice servizio a domanda individuale per diventare un pilastro della tenuta
della comunità. Attraverso questa misura, Preganziol si allinea alle migliori pratiche di welfare, promuovendo un sistema in cui chi sostiene i carichi familiari più pesanti riceve un supporto proporzionato. L’obiettivo finale resta quello di rimuovere gli ostacoli economici che troppo spesso condizionano le scelte dei genitori, garantendo a ogni bambino pari opportunità educative fin dai primi anni di vita e ra orzando, al contempo, il legame di fiducia tra l’istituzione comunale e le famiglie.
• (a.b.)
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nel municipio trevigiano
CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA
DELL’EX SINDACA CARLA PUPPINATO
La comunità di Quinto di Treviso si stringe nel dolore per la perdita di una delle sue figure più carismatiche e significative. All’età di 85 anni si è spenta Carla Puppinato, una donna che ha saputo incarnare con eleganza e fermezza il concetto di servizio pubblico, segnando tappe storiche per l’intera provincia. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo non solo tra le mura del municipio, ma in tutto il tessuto sociale trevigiano, che oggi ne piange la competenza e l’umanità.
Carla Puppinato ha dedicato gran parte della sua esistenza alla formazione, lavorando come insegnante di scuola elementare fino agli anni Novanta. Questa vocazione educativa è stata il filo conduttore che ha poi trasferito nella vita pubblica, dove ha saputo ascoltare e guidare con la stessa pazienza e lungimiranza che dedicava ai suoi alunni. Il suo percorso nelle istituzioni ha preso il via sotto l’ala di Luigi Favaro, figura storica della politica locale scomparso nel 2025, durante il cui ultimo mandato
• Anna Bergantin Il primato. Fu la prima donna a indossare la fascia tricolore
Puppinato ricoprì il ruolo di Assessore alla Pubblica Istruzione. Fu il preludio di una carriera folgorante che la portò, nel 1990, a diventare la prima donna nella storia di Quinto di Treviso a essere eletta Sindaco. Quegli anni furono cruciali per lo sviluppo del territorio. Durante il suo mandato, Carla Puppinato non si limitò alla gestione ordinaria della macchina comunale, ma allargò il suo raggio d’azione alla tutela del patrimonio naturale. In quel medesimo periodo assunse infatti la presidenza dell’Ente Parco del Sile, giocando un ruolo determinante nella sua fondazione. Se oggi il fiume Sile è riconosciuto come un’eccellenza ambientale tutelata e valorizzata, lo si deve anche alla visione pionieristica di chi, come lei, comprese anzitempo l’importanza di coniugare sviluppo urbanistico e conservazione del paesaggio.
Conclusa l’esperienza cittadina, il suo impegno non si esaurì. Dal 1996 al 2011, Carla Puppinato portò la sua esperienza a livello sovracomunale,
servendo come Assessore all’Edilizia scolastica presso la Provincia di Treviso. In quegli anni si spese senza sosta per garantire strutture sicure e moderne ai ragazzi di tutta la Marca,
mantenendo sempre vivo quel legame ideale con il mondo della scuola che non aveva mai abbandonato. Il suo contributo fu talmente incisivo che nel 2022 il Comune di Quinto decise di omaggiarla con il “Premio Donna”, un riconoscimento destinato a chi, con il proprio operato, ha saputo far crescere la comunità.
Il sindaco attuale, Ivano Durigon, ha espresso il cordoglio dell’intera Amministrazione, ricordandone la forza e l’eredità morale. Carla Puppinato non è stata solo una “prima cittadina”, ma una pioniera capace di rompere so itti di cristallo in un’epoca in cui la presenza femminile ai vertici delle istituzioni era ancora un’eccezione.
La sua storia resta come esempio di un impegno civico totale, vissuto con la discrezione di chi insegna e la determinazione di chi governa, sempre con lo sguardo rivolto al bene comune e alle generazioni future.
Oltre 900 nuovi alberi per il territorio
I
l Comune di Quinto di Treviso accelera sulla sostenibilità ambientale con la messa a dimora di oltre 900 piante autoctone, tra cui querce, frassini e ornielli. L’iniziativa, legata al progetto regionale “Alberi per la Pianura Veneta”, ha già visto la distribuzione di 495 essenze alla cittadinanza lo scorso 14 marzo, a cui si sommano 240 unità destinate a siti strategici come l’Oasi Cervara, le aree verdi di Santa Cristina e i giardini scolastici.
Il piano di forestazione urbana proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori 175 alberature in piazzale Indipendenza e nel parco di via Europa, grazie a co-finanziamenti di Regione e Provincia. Un momento simbolico centrale è avvenuto il 19 marzo presso la scuola “Ciardi”: alla presenza del sindaco Ivano Durigon e della giunta, sono stati piantati 12 alberi, uno per ogni classe. Gli studenti, supportati dal Consiglio Comunale dei Ragazzi, si sono impegnati a curarne la crescita, trasformando l’intervento in un percorso educativo sulla biodiversità. Per chi non fosse riuscito a partecipare, il progetto tornerà a luglio 2026: i cittadini potranno prenotare nuove piante gratuite da ritirare nelle giornate dedicate, contribuendo così a rendere Quinto un comune sempre più resiliente e verde.
• (a.b.)
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ZERO BRANCO
Adolescenti
e nuove fragilità. Tra rischi invisibili e dipendenze “normalizzate”
IL VALORE DELLA PREVENZIONE: QUANDO L’ARTE
E L’ASCOLTO DIVENTANO CURA E ATTENZIONE
Si è concluso con successo a Villa Guidini l’incontro dedicato alle dipendenze in adolescenza e ai rischi socialmente accettati. Una serata di sensibilizzazione che ha unito l’analisi scientifica del CEIS di Treviso a momenti di musica e riflessione.
L’evento, promosso dal Comune di Zero Branco, ha visto anche l’inaugurazione della mostra “Ri-Fatti”, un progetto artistico che trasforma i materiali di scarto in opere uniche attraverso il vissuto degli ospiti del centro polifunzionale.
Nella suggestiva cornice di Villa Guidini a Zero Branco, la comunità si è ritrovata per affrontare uno dei temi più complessi e
urgenti del nostro tempo: la prevenzione delle dipendenze, con un focus particolare sul delicato periodo dell’adolescenza. L’incontro, intitolato “Prevenzione delle dipendenze, tra arte, musica ed emozioni”, si è svolto giovedì 16 aprile, trasformando una serata informativa in un’esperienza corale di grande impatto emotivo e sociale. L’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale nell’ambito di un più ampio programma di sensibilizzazione, è stata realizzata grazie alla storica collaborazione con il CEIS di Treviso, realtà che da oltre quarant’anni opera sul territorio a supporto della salute mentale e nel contrasto alle tossicodipendenze.
Il cuore del dibattito ha riguardato i segnali d’allarme da cogliere nei giovani. Gli operatori del CEIS hanno guidato il pubblico in un’analisi profonda sulla propensione al rischio, tipica dell’età adolescenziale, evidenziando come le dipendenze oggi non riguardino solo l’uso di sostanze stupefacenti, ma anche comportamenti sempre più di usi e spesso pericolosamente “socialmente accettati”. Attraverso un linguaggio diretto e accessibile, si è discusso di come l’emotività e la fragilità possano trasformarsi in canali di vulnerabilità se non adeguatamente intercettate dalle famiglie e dalle istituzioni. A rendere l’appuntamento unico è stata la scelta metodologica: non una lezione frontale, ma un alternarsi armonioso di interventi tecnici, letture, filmati e intermezzi musicali. Questa formula ha permesso di toccare corde profonde, utilizzando i linguaggi dell’arte e della musica come strumenti di mediazione per comprendere meglio il disagio giovanile. La serata è stata anche l’occasione per inaugurare u icialmente la mostra “Le emozioni passano attraverso le mie mani”, nata all’interno del laboratorio artistico “Ri-Fatti”. Le opere esposte, realizzate dagli ospiti del Centro Polifunzionale del CEIS, hanno dimostrato come il recupero passi anche attraverso la creatività: materiali di scarto, destinati all’abbandono, sono stati rigenerati e trasformati in oggetti unici, simbolo della resilienza umana e della possibilità di dare un nuovo senso al proprio vissuto.
Autoscuola nel mirino a Zero Branco:
Nel corso della notte, una banda una banda di malviventi è riuscita a penetrare all’interno della struttura, mettendo a segno un colpo che ha lasciato l’amaro in bocca ai titolari e creato non pochi disagi agli aspiranti guidatori della zona.
Secondo la ricostruzione dei fatti, i ladri hanno forzato la porta d’ingresso e, una volta dentro, hanno iniziato a rovistare ovunque, probabilmente alla ricerca di contanti o valori facili da trasportare. Non avendo trovato il bottino sperato, l’attenzione dei criminali si è spostata su una Volkswagen Polo parcheggiata all’esterno. Dopo aver scovato le chiavi dell’auto all’interno degli u ici, i malviventi si sono messi al volante e si sono dileguati nel buio, facendo perdere ogni traccia.
L’amara scoperta è avvenuta la mattina successiva, quando il titolare dell’autoscuola, un cinquantacinquenne di San Donà di Piave, si è recato al lavoro trovando il locale a soqquadro e il parcheggio vuoto. Immediata è
scattata la denuncia ai Carabinieri, che sono giunti sul posto per i rilievi scientifici e per raccogliere elementi utili alle indagini.
Al momento, i militari dell’Arma stanno analizzando con estrema attenzione le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza e i sistemi di rilevazione targhe della zona per ricostruire il percorso di fuga della banda. Il timore principale degli investigatori è che il veicolo, facilmente riconoscibile ma comunque agile, possa essere utilizzato nelle prossime ore come “auto d’appoggio” per compiere altre scorribande tra le province di Treviso e Venezia. Le ricerche sono state diramate a tutte le pattuglie sul territorio, ma finora della Polo bianca non è stata trovata traccia. Per l’autoscuola resta il danno economico e la necessità di riorganizzare d’urgenza il calendario delle guide obbligatorie.
L’evento ha lasciato un segno tangibile nel territorio, confermando quanto sia fondamentale creare spazi di dialogo e confronto dove il sapere tecnico si sposa con l’empatia. Per chi non avesse potuto partecipare alla serata, il percorso di riflessione continua: la mostra resterà infatti visitabile presso gli spazi della Biblioteca Comunale di Zero Branco fino al 30 aprile. Un’opportunità
preziosa per osservare da vicino il risultato di un cammino di rinascita e per riflettere, una volta di più, sull’importanza di una prevenzione che sappia parlare al cuore delle persone prima ancora che alla loro ragione.
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• Anna Bergantin
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Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Formazione dedicata e percorso di crescita
Il paradosso. 300 alloggi pubblici sfitti e padri che dormono in auto
AFFITTI ALLE STELLE, CRESCE L’EMERGENZA
IN TUTTA LA MARCA TREVIGIANA
Nella Marca Trevigiana, un tempo simbolo di benessere e stabilità, l’emergenza abitativa sta assumendo i contorni di un dramma sociale senza precedenti. I dati dell’indagine socio-economica
“Abitare nella Marca”, presentata all’inizio di aprile dalla CGIL e relativa al contesto del 2024, fotografano una provincia in cui il diritto alla casa è diventato un privilegio per pochi. Il grido d’allarme arriva direttamente dagli sportelli del SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari), dove le richieste d’aiuto sono raddoppiate nel giro di un anno.
Il dato più inquietante emerso dall’analisi non riguarda solo le fasce marginali della popolazione, ma coinvolge ora una categoria considerata fino a ieri “al sicuro”: nuclei familiari con un lavoro stabile e un reddito fisso. «Oggi riceviamo il doppio delle domande rispetto al passato», spiega la segretaria provinciale del SUNIA, Deborah Marcon. «La vera novità è che l’aumento esorbitante dei canoni di locazione sta schiacciando anche chi ha uno stipendio. Assistiamo a scene strazianti: quando un Comune interviene per le fragilità estrema, spesso riesce a proteggere solo madri e figli inserendoli in comunità, mentre i padri, impossibilitati a pagare un nuovo a itto, finiscono a dormire in macchina».
A fronte di questa escalation, la risposta delle istituzioni appare, nel migliore dei casi, irrisoria. In media, i Comuni trevigiani investono nel diritto alla casa appena lo 0,63% dei propri fondi pubblici. Il capoluogo, Treviso, si posiziona come “fanalino di coda” con un misero 0,28% (pari a circa 47.000 euro). Ancora più grave è la situazione nei centri minori: 56 municipi della provincia non hanno messo a bilancio nemmeno un euro per l’emergenza abitativa. Il paradosso diventa eclatante guardando al patrimonio immobiliare esistente. Su un totale di 5.295 alloggi ATER in provincia, circa un alloggio su quattro risulta non utilizzato, spesso perché necessita di manutenzioni che non vengono finanziate. Anche nel settore privato la situazione è critica: il 16% delle abitazioni risulta sfitto, sottratto a un mercato che vede la domanda esplodere e l’o erta ridursi ai minimi termini.
Viglio Biscaro, segretario dello SPI CGIL Treviso, punta il dito contro la mancanza di volontà politica. «Siamo nel 2026 e, dopo numerosi incontri con le amministrazioni locali, la risposta dei sindaci è sempre la stessa: dicono che non possono intervenire perché gli immobili sfitti sono privati. È una scusa inaccettabile». Secondo Biscaro, la soluzione esiste: «Basterebbe che i sindaci di buona volontà utilizzassero gli avanzi di
bilancio per acquisire, ristrutturare o garantire locazioni a canone concordato. Per questo lo SPI aprirà un tavolo di confronto comune per comune: non possiamo più tollerare che le nuove esigenze abitative vengano ignorate». Il rapporto “Abitare nella Marca” non è solo una raccolta di statistiche, ma un monito: senza un cambio di rotta negli investimenti e una gestione più e iciente del patrimonio ATER, la tensione sociale a Treviso è destinata a spezzare definitivamente la coesione di un territorio che non può più permettersi di ignorare chi è rimasto senza un tetto.
• Anna Bergantin
Intelligenza artificiale e artigianato: a Treviso nasce l’AI Academy
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ettere in relazione il mondo dell’artigianato con quello accademico per a rontare insieme le sfide dell’innovazione tecnologica. Con questo obiettivo è stato presentato a Treviso il progetto “AI Academy – Due intelligenze, un’impresa”, un percorso formativo dedicato all’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale nelle imprese. L’iniziativa, avviata il 9 aprile, è promossa da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia – Campus di Treviso, con il supporto di t2i – Trasferimento Tecnologico e Innovazione e la collaborazione di CentroMarca Banca. Il progetto si articola in sei appuntamenti, in programma dal 23 aprile al 2 luglio, durante i quali imprenditori e studenti lavoreranno fianco a fianco. Le attività prevedono sessioni pratiche e laboratori, pensati per fornire strumenti operativi utili a integrare l’intelligenza artificiale nella gestione aziendale. Tra i temi a rontati figurano l’organizzazione delle informazioni, l’automazione dei processi, il marketing, le vendite e il servizio clienti, con un approccio orientato a casi concreti e applicazioni reali. Nel corso dell’incontro inaugurale è stato evidenziato come la collaborazione tra giovani talenti e imprese artigiane possa rappresentare una leva strategica per lo sviluppo del territorio. Se da un lato l’intelligenza artificiale pone nuove sfide, dall’altro o re opportunità significative per innovare e valorizzare la creatività tipica del tessuto produttivo locale. I promotori hanno sottolineato l’importanza di costruire un sistema integrato tra imprese, università e centri di ricerca, capace di sostenere la competitività e l’attrattività del territorio. Centrale, in questo percorso, è anche il ruolo delle nuove generazioni, chiamate a contribuire attivamente con competenze e visioni innovative.
dell’Ortofrutta
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CAMPOSAMPIERO
dell’Ortofrutta e dei Fiori
l Mostra Mercato dell’ortofloricoltura
l Mostra giardini e vendita fragole
l Gonfiabili e giostre per bambini
l Fiera Mercato di qualità
l Active Park per ragazzi
l FragolArte - La via degli artisti
l Macchine radiocomandate e modellismo
l Esibizione allieve Gruppo danza “Alla Sbarra”.
l Esposizione di moto con ospite a sorpresa.
l Aperture al pubblico della Torre Dell’Orologio
l Concerto N.A.M.E.
l Concerto Alunni dell’Istituto Comprensivo “Parini”
l Elezione di Miss Fragola
l Esibizione balli hip hop lezione
Il calendario. Dal richiamo internazionale
CULTURA
del “Treviso Suona Jazz” ai capolavori del Toledo Museum
Maggio 2026: una primavera tra jazz, grandi mostre e lirica
Maggio a Treviso non è solo il mese della fioritura lungo i canali del Sile, ma il momento in cui la città esprime il massimo del suo fermento culturale. Il 2026 conferma questa vocazione, trasformando piazze, palazzi storici e teatri in un palcoscenico a cielo aperto che spazia dall’arte figurativa alla musica sperimentale, fino alla prestigiosa tradizione operistica.
L’onda azzurra: Treviso Suona Jazz Festival
L’evento cardine del mese è senza dubbio la XII edizione del Treviso Suona Jazz Festival.
La kermesse, che si snoda per tutto il mese fino alla chiusura del 31 maggio, celebra quest’anno il centenario della nascita di Miles Davis con una programmazione di respiro mondiale.
Il cuore pulsante del festival sarà il Teatro Comunale Mario Del Monaco, che sabato 30 maggio ospiterà l’attesissimo concerto di Fabrizio Bosso & Javier Girotto con il progetto “Latin Mood”. Ma il jazz a Treviso è soprattutto “di uso”: concerti aperitivo sotto la Loggia dei Cavalieri e performance nei musei cittadini permettono di vivere la musica in simbiosi con l’architettura medievale e rinascimentale della città.
L’Arte al centro: Da Picasso a Van Gogh Per gli amanti dell’arte, il polo museale di Santa Caterina e le sedi di Ca’ dei Carraresi restano mete imprescindibili. Continua con successo la mostra dedicata ai capolavori del Toledo Museum of Art, un viaggio che attraversa la storia della pittura dall’impressionismo all’astrazione. Poter ammirare opere di Picasso e Van Gogh a pochi passi dai Buranelli o re un contrasto visivo che esalta la bellezza della collezione.
Parallelamente, la mostra dedicata a Nino Springolo, figura chiave del Novecento trevigiano, permette di riscoprire il legame profondo tra il paesaggio veneto e la pittura moderna. A Casa Robegan, invece, si conclude il 3 maggio la mostra “Riconosciuti” di Jirair Orakian, che apre la strada alle celebrazioni della cultura armena.
La rassegna “Ci saranno albe sulla terra”
Proprio la cultura armena sarà protagonista di un evento unico: sabato 9 maggio, la Chiesa di San Francesco ospiterà il Gurdjie Ensemble. Sotto la direzione di Levon Eskenian, l’ensemble porterà a Treviso la musica sacra e i canti della
tradizione armena, mescolando suoni antichi di duduk e kanon con letture tratte dal “Libro delle Lamentazioni”. Un momento di altissima spiritualità in uno dei luoghi più suggestivi della città. Maggio segna anche il ritorno del prestigioso concorso internazionale per cantanti lirici “Toti Dal Monte”. Dal 18 al 23 maggio, il Teatro Del Monaco diventerà la sede delle audizioni per la 52ª edizione. Quest’anno il titolo scelto è “La Traviata” di Giuseppe Verdi: un’occasione rara per il pubblico e per gli appassionati di assistere alla nascita delle nuove stelle del firmamento operistico mondiale, mantenendo viva la memoria della celebre soprano trevigiana.
• Anna Bergantin
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Aperyshow sbarca a Treviso e punta ad ancorarsi a lungo nella Marca Gioiosa et Amorosa
L’evento, capace di attirare più di 170.000 persone grazie al suo mix di intrattenimento, solidarietà e valori, avrà come location l’ex Dogana, area che ha già ospitato manifestazioni di grande portata.
Il programma si svilupperà per la prima volta in 7 giornate, dal 24 al 26 aprile e dal 30 aprile al 3 maggio.
È l’event manager Riccardo Checchin a motivarne le innovazioni.
“Aperyshow ha cambiato casa per proseguire nella sua crescita ed evoluzione, con due palchi distinti, intrattenimento e generi musicali di erenti e trasversali, grazie ad oltre 300 artisti confermati, per poter continuare ad essere il festival di tutti, giovani ed adulti.”
Il progetto è stato presentato a fine marzo nell’elegante sala Guadagnin di Ca’ Sugana, presente il sindaco Mario Conte che ha creduto fortemente nell’arrivo a Treviso “di un esempio concreto di come si possano coinvolgere migliaia di persone con una linea up di artisti
di livello, promuovendo al tempo stesso inclusione, attenzione sociale e sostegno a chi ha più bisogno”. Nel 2026, le associazioni e le onlus individuate per la condivisione del ricavato, come da intenti degli organizzatori, sono Casa Priscilla, Fondazione Giulia Cecchettin, Fondazione Libra, Fondazione Solo per Te, I Bambini delle Fate e Spaceland APS. Spettacolo di “cuore”, lo scorso anno Aperyshow ha devoluto oltre 151.000 euro in beneficenza e radunato oltre 300 artisti - tra deejay, cantanti, gruppi live e performer che hanno partecipato a titolo gratuito. Tra le ulteriori novità di Aperyshow 2026, spicca la presenza di un bar analcolico a cura di Freely, il marchio che ha rivoluzionato il modo di intendere l’aperitivo, “perché il piacere di stare insieme non dipende da quello che c’è nel bicchiere”.
• (a.b.)
Treviso calcio. Dal presidente Botter all’allenatore Gorini, fino al capitano Gucher
I SEGRETI DEL SUCCESSO DELLA SQUADRA: LE PAROLE DEI PROTAGONISTI IN SERIE C
Il Treviso è finalmente tornato nel professionismo, conquistando la tanto attesa promozione in Serie C. A parlare del trionfo, a pochi giorni dal risultato che ha segnato la fine di un lungo cammino, sono stati alcuni dei protagonisti che hanno contribuito al successo del club. Il presidente Alessandro Botter ha condiviso le sensazioni di un traguardo che la città aspettava da 13 anni: “Al fischio finale della gara ho provato un’emozione fortissima per aver vinto la partita. Questo ci dava tranquillità, ma non era ancora il momento decisivo perché aspettavamo ancora i risultati dagli altri campi. È stata un’attesa forte, particolare”. Botter non ha dubbi su quale sia stato il momento più significativo della stagione: “La vittoria contro la Clodiense. È stata la dimostrazione che eravamo la squadra più forte, nonostante fosse un momento complicato per noi”. Parlando del futuro, il presidente ha sottolineato l’importanza di proseguire con il progetto: “Abbiamo raggiunto
la fase 1, ora tocca alla fase 2 e alla fase 3. Dobbiamo sviluppare il settore giovanile e migliorare le infrastrutture. Questo è un passo cruciale. Poi, con la fase 3, cercheremo dei compagni di viaggio per proseguire al meglio questa avventura”.
L’allenatore Edoardo Gorini ha raccontato l’emozione della promozione con grande entusiasmo. “La festa è stata ritardata di un’ora, perché il Legnago ha iniziato dopo rispetto al nostro match. È stato ancora più bello, non ce lo aspettavamo. È stata una sorpresa”, ha detto il tecnico. Gorini ha poi svelato i segreti del suo Treviso: “Il segreto è stato il gruppo, che ha sempre voluto raggiungere questo obiettivo, con grande determinazione e umiltà”. Infine, il capitano Robert Gucher ha espresso tutta la sua gioia per il traguardo raggiunto. “Emozioni forti. Abbiamo seguito insieme il secondo tempo del Legnago e poi la felicità è stata immensa. Sapevamo che dovevamo fare il nostro, ma non ci aspettavamo di
vincere proprio quel giovedì. Il segreto è stato pensare a partita dopo partita. Siamo sempre stati un gruppo unito, una famiglia. La società, in tutte le sue componenti, non ci ha mai fatto mancare nulla”, ha spiegato Gucher. Parlando del suo percorso personale, il capitano ha aggiunto: “Dopo anni di so erenza, siamo riusciti a regalare una gioia a tutti. Treviso come piazza non può mancare nel professionismo. Vincere qui, da capitano, ha un sapore speciale. La sfida con me stesso era dimostrare che la categoria non conta quando c’è un progetto vero e una città che respira calcio come Treviso”. I biancazzurri si preparano intanto a chiudere al meglio la stagione attuale. Gucher ha concluso: “Non è finita. Ora bisogna onorare questo campionato fino alla fine. Ci sarà la poule scudetto, ma prima ci godiamo il momento. Poi penseremo alla prossima stagione”.
SUPER CONEGLIANO BATTE MILANO IN GARA-2
Conegliano mette una seria ipoteca sul titolo di campione d’Italia, dominando Gara-2 della finale scudetto contro la Numia Milano. Le ragazze di Santarelli, con una prestazione impeccabile e gran parte del merito sulle spalle di Isabelle Haak (MVP della partita con 22 punti), sbancano l’Allianz Cloud con un netto 3-0 (21-25, 19-25, 18-25) e domenica al Palaverde potranno chiudere la serie e conquistare il nono scudetto della loro storia, l’ottavo consecutivo. Il match è stato un monologo delle pantere, che hanno annichilito Milano con una prova concreta e solida, ben lontana dallo spettacolo visto nella Gara-1. La squadra
veneta ha messo in campo una difesa ordinata e un attacco esplosivo, con Haak che ha letteralmente demolito la difesa milanese, soprattutto nei secondi e terzo set, dove ha capitalizzato al massimo ogni occasione. Milano, invece, è apparsa tesa, tradita dalla paura e dalla di icoltà a far girare il gioco. La schiacciatrice Egonu ha faticato, e il muro difesa, punto di forza della squadra di Lavarini, non ha dato i frutti sperati. Il Match Conegliano è partita con il piede giusto, mantenendo un’ottima difesa e mettendo in di icoltà l’attacco di Milano.
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• Stefano Parpajola
Robert Gucher e la festa Treviso, foto @facebook
• (r.t.)
@foto Imoco Conegliano Facebook
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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto
Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.
Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello
stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-
Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per
ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.
L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia
TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO
ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO
Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?
Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?
Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni
proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.
Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?
Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente
del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?
L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.
I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?
È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole
20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso
di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?
Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.
Lucas Pavanetto
I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti
Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto
Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?
Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.
Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.
Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.
Avete scelto di non aumentare l’addizio-
nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?
La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?
Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.
Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza
“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”
Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?
L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.
Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?
Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.
Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?
Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione. Il trasporto su gomma appare oggi molto
frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?
Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.
• (R.R.)
Filippo Giacinti
Diego Ruzza
L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli
CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO
oi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce
in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.
“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli. “La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro
nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli
ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù
degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.
• Alberto Gottardo
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin
Il libro. “Perseveranza” è il nuovo romanzo della scrittrice e giornalista padovana, una storia disturbante e a ascinante
IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI
“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”
Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.
“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.
“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?
L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.
La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?
Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,
intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.
Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?
Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,
chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale
che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?
Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,
ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.
Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?
Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.
• Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola
crescono insieme
DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO
CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI
Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole
Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-
mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.
Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.
Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un
percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.
A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi
gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente
anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.
Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord
Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al
rispetto dell’ambiente.
Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).
La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.
Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.
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Èstata presentata dal direttore generale Giancarlo Bizzarri la dr.ssa Maria Caterina De Marco, nuovo direttore sanitario dell’Ulss 2, che assumerà servizio martedì 7 aprile. Proveniente dall’Ulss 1, dove ricopriva lo stesso ruolo, la dottoressa De Marco porta con sé una lunga esperienza nel management sanitario.
Nata nel 1969 e laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, con specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, la dr.ssa De Marco ha svolto incarichi di vertice nell’ex Ulss 9 di Treviso, tra cui dirigente medico e responsabile della struttura “Servizio pianificazione, valutazione e gestione delle tecnologie sanitarie”. Ha inoltre coordinato il presidio ospedaliero di Oderzo e ha ricoperto la funzione di direttore facente funzioni della direzione sanitaria di Treviso fino al 2016.
Dal 2016 al 2021 è stata direttore della funzione ospedaliera e della struttura complessa direzione medica all’Ulss 4 Veneto Orientale, prima di assumere la direzione sanitaria dell’Ulss 1, dove ha affrontato sfi-
de importanti come l’emergenza COVID-19 e l’attuazione dei piani di ripresa del PNRR. Tra i suoi ambiti di competenza vi sono lo sviluppo della medicina di prossimità, l’abbattimento delle liste d’attesa, l’implementazione della telemedicina e il coordinamento del tavolo aziendale per i Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina 2026.
Con la nomina all’Ulss 2, la dr.ssa De Marco prosegue il suo percorso nel sistema sanitario veneto, portando competenze cliniche e gestionali consolidate. Il direttore generale Bizzarri ha ringraziato il predecessore, dr. Formentini, per il lavoro svolto negli ultimi cinque anni, sottolineando la continuità del lavoro di squadra e l’integrazione della nuova direzione.
La dottoressa De Marco ha espresso entusiasmo per il ritorno in Ulss 2, promettendo impegno e determinazione al servizio dei professionisti e dei cittadini. Il dr. Formentini ha a sua volta ribadito fiducia e collaborazione nella nuova fase di gestione, auspicando un lavoro condiviso che valorizzi le competenze di tutti al servizio della popolazione.
La dottoressa Maria Caterina De Marco nominata nuovo direttore sanitario dell’Ulss 2
Guiderà ora la rete ospedaliera trevigiana
Treviso,
nuova guida per i servizi socio-sanitari dell’Ulss 2: nominata la dottoressa
Via libera unanime della Conferenza dei sindaci. Soligo eletto presidente: “Serve lavoro di squadra per la sanità del futuro”
Cambio ai vertici della governance socio-sanitaria nel Trevigiano. La Conferenza dei sindaci ha espresso parere favorevole alla nomina della dottoressa Simona Sforzin a direttore dei Servizi socio-sanitari dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, segnando un passaggio ritenuto strategico per il rafforzamento della sanità territoriale.
La decisione è arrivata nel corso della stessa seduta in cui i primi cittadini hanno eletto all’unanimità Francesco Soligo nuovo presidente della Conferenza dei sindaci, chiamato a subentrare a Paola Roma. Secondo quanto emerso dall’incontro, la
Sforzin
nomina di Sforzin è stata accolta come una scelta di continuità e competenza in un momento in cui il sistema sanitario è chiamato a riorganizzarsi attorno ai nuovi modelli di assistenza territoriale, come le Case di Comunità e l’integrazione tra ospedale e territorio.
La nuova direttrice, forte di un lungo percorso professionale tra Trentino e Veneto, ha sottolineato la necessità di consolidare la collaborazione tra istituzioni, professionisti e comunità locali per garantire servizi più efficaci e vicini ai cittadini.
Sulla stessa linea il nuovo presidente Soligo, che ha ribadito il ruolo centrale della Conferenza dei sindaci come luogo di sintesi tra i Comuni e di raccordo con la cittadinanza, in un modello di governance basato sulla condivisione.
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Pediatria: arte e solidarietà cambiano volto al reparto oncologico
I reparti pediatrici di Ca’ Foncello si vestono di colori e speranza
Fenicotteri rosa, boschi animati e arcobaleni: l’ospedale di Treviso trasforma sale d’attesa e stanze di cura per rendere più accogliente il percorso dei bambini malati
L’Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Ca’ Foncello cambia volto e diventa un luogo più caldo e accogliente per i piccoli pazienti e le loro famiglie. Fenicotteri rosa che nuotano in un laghetto, una volpe tra i fiori, fondali marini affollati di creature colorate e persino un arcobaleno: sono solo alcune delle immagini che oggi, grazie al progetto “Accoglienza”, trasformano i corridoi, le sale d’attesa e le stanze del reparto.
tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto”.
Anche i responsabili del reparto evidenziano il valore della nuova veste del reparto: “Umanizzare le cure significa mettere al centro i bisogni dei bambini e delle famiglie – spiega la dottoressa Pizzato –. Stiamo inoltre lavorando per migliorare gli ambienti dedicati agli adolescenti e creare strumenti pratici per aiutare i genitori nella gestione quotidiana del percorso di cura”.
Bambina di due anni salva grazie a un intervento delicato all’Ospedale di
Una bambina di appena due anni è stata sottoposta con successo a un intervento chirurgico di estrema complessità all’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, a causa di una grave complicanza dell’otite media. La piccola, nata prematura e con un peso di soli 7,5 kg, era ricoverata in Pediatria per un’otomastoidite destra, condizione che può provocare meningite, ascessi cerebrali e danni permanenti all’udito se non trattata tempestivamente.
All’inaugurazione erano presenti il direttore generale dell’Ulss 2, Giancarlo Bizzarri, il direttore della Pediatria Stefano Martelossi, la responsabile dell’Oncoematologia pediatrica Cristina Pizzato e Daniela Buranello, presidente dell’associazione “Il Sorriso di Giovanni”. Il progetto, realizzato con il supporto delle associazioni “Il Sorriso di Giovanni”, “Amici del Trodetto” e “Babby
Bike”, ha avuto un costo complessivo di 16mila euro, interamente coperto dalle donazioni. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’esperienza ospedaliera in un percorso più umano, dove la cura medica convive con spazi che incoraggiano la serenità e il benessere emotivo.
“Ogni dettaglio conta quando si parla di bambini gravemente malati – sottolinea Bizzarri –. Ambienti più accoglienti aiutano a ridurre l’impatto emotivo della malattia e sostengono le famiglie durante tutto il percorso di cura. Ringraziamo le associazioni e
Un momento toccante ha concluso la cerimonia: Daniela Buranello ha ricordato la propria esperienza come mamma, sottolineando il valore della condivisione e del lavoro di squadra che ha reso possibile il progetto.
Attiva dal 1998 e diventata Unità operativa nel 2017, l’Oncoematologia pediatrica di Ca’ Foncello segue ogni anno 20-25 nuovi casi oncologici, offrendo assistenza ambulatoriale, terapie, chemioterapia e supporto psicologico, con numerose iniziative di umanizzazione delle cure, tra cui la scuola in ospedale.
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L’operazione, una mastoidectomia con drenaggio, è stata eseguita dall’équipe della Chirurgia Funzionale dell’Orecchio guidata dal dottor Daniele Frezza, con il supporto multidisciplinare di anestesisti, pediatri e infermieri specializzati. “La complessità è stata massima, considerando il peso ridotto e le dimensioni molto piccole del cranio, oltre alla vicinanza di strutture delicate come il nervo facciale”, ha spiegato Frezza.
Dopo cinque giorni di degenza, la bambina è stata dimessa in buone condizioni, confermando l’efficacia di un approccio integrato che combina precisione chirurgica ed esperienza specialistica. Si tratta del caso più piccolo, in termini di peso e caratteristiche anatomiche, tra gli oltre cinquanta trattati negli ultimi tre anni dall’équipe trevigiana, 32 dei quali con intervento chirurgico.
L’Ospedale di Treviso ribadisce l’importanza della formazione continua dei pediatri, per favorire il riconoscimento precoce delle complicanze dell’otite e prevenire quadri clinici più gravi.
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Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture
Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre
anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.
I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.
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Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati. L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.
Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo,
Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.
Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.
I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.
Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto
La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione
la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.
I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.