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Casa e politiche sociali, Ater Treviso indice le aspe per gli alloggi, a Silea bando Erp
Energia, il Veneto sfida il monopolio e punta sulle multiutility del territorio
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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.
L’IMPEGNO DELLA PROVINCIA VEDE L’INVESTIMENTO DI 3 MILIONI DI EURO servizi alle pag. 4-5
DIBATTITO SULLA SICUREZZA URBANA, CONTE SEMPRE A FAVORE DELLA ZONA ROSSA
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AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”
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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE
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SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE
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Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione
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La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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di Treviso
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SETTEMBRE 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XX n. 206
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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche.
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di Treviso
OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE
VIOLENZA GIOVANILE E BABY GANG A TREVISO
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’associazione di volontariato “Furti in Corso” interviene con una nota pubblica sul tema della sicurezza urbana a Treviso, rivendicando la propria natura apartitica e ribadendo che l’unico obiettivo è la tutela dei cittadini. Il documento punta l’attenzione sulla gestione comunicativa e politica del fenomeno della violenza giovanile negli ultimi anni, evidenziando una sottovalutazione iniziale del problema. L’associazione ripercorre le tappe principali degli ultimi anni: dai “casi isolati” citati nel 2019 e nel 2021 di fronte ad aggressioni in centro e nei quartieri, passando per le dichiarazioni del 2022 che negavano l’esistenza di baby gang nonostante i processi e i gravi episodi di cronaca, fino ad arrivare alla tragica escalation culminata in episodi drammatici e nell’aumento dei reati registrato nel biennio successivo. Viene sottolineato il divario tra le prime repliche istituzionali — che parlavano prevalentemente di un problema legato alla sola “percezione” — e la realtà dei fatti odierna, con la Prefettura, le forze dell’ordine e lo stesso sindaco che oggi portano il tema al centro dei tavoli istituzionali chiedendo maggiori controlli e interventi mirati. Secondo “Furti in Corso”, ammettere le difficoltà non significa screditare Treviso, che resta una città splendida, ma affrontarle per tempo. L’associazione conclude auspicando un cambio di passo istituzionale basato sul coraggio di riconoscere i segnali del territorio, affinché la sicurezza venga trattata come un diritto primario e condiviso, slegato da qualsiasi logica di parte.
ASCOLTA ORA di Treviso Ovest è una testata giornalistica di proprietà di
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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“L’associazione “Furti in Corso” interviene sul dibattito cittadino
isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.
Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.
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ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zona di Quinto di Treviso, Mogliano Veneto, Preganziol e Zero Branco per un numero complessivo di 14.566 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 Srl del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<
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Chiuso in redazione il 15 settembre 2026
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Focus scuola/1. Tra il 2021 e il 2024 sono soprattutto le donne ad ottenere la magistrale
SPRINT DI LAUREE NELLA MARCA U n’evoluzione socio-culturale profonda e diffusa sta ridisegnando la geografia del capitale umano nella Marca Trevigiana. I dati aggiornati al 2024 del Censimento Permanente ISTAT, elaborati dall’Ufficio Statistica della Provincia, tracciano il profilo di una comunità sempre più qualificata, spinta da un vertiginoso incremento della scolarizzazione superiore e accademica. A guidare questo trend è una dinamica universitaria senza precedenti: rispetto al 2021, le lauree triennali registrano un balzo del +13,77%, affiancate dal +7,85% di magistrali e dottorati. Complessivamente, oltre il 15% della popolazione trevigiana detiene oggi un titolo accademico, mentre il diploma di scuola secondaria superiore si conferma come caposaldo della formazione, interessando il 39,5% dei residenti. Di pari passo, crolla l’analphabetismo di ritorno e la bassa scolarizzazione: la mancanza di licenza elementare segna un calo del -10,97%, quella delle medie del -1,80% e i soggetti del tutto privi di titolo scendono al 3,34% (con una contrazione del -7,00% che interessa circa due comuni su tre). L’elemento chiave di questa transizione è rappresentato dalla forte componente femminile. Nella fascia anagrafica 25-49 anni — che conta 71.450 laureati totali — le donne prevalgono nettamente con 41.562 unità. Le statistiche evidenziano come il 5,72% delle residenti
possieda un titolo triennale (contro il 4,39% degli uomini) e il 10,66% abbia conseguito una laurea magistrale o un dottorato (rispetto al 9,32% della controparte maschile). Se Treviso capoluogo detiene il primato assoluto di eccellenza per incidenza di lauree magistrali e dottorati (19,76%), seguito da Mogliano Veneto (14,95%) e Conegliano (14,62%), i tassi di crescita più sorprendenti si rilevano nei piccoli Comuni: per le magistrali spiccano le performance di Cimadolmo (+33,78%), Revine Lago (+27,07%) e Ormelle (+18,75%), mentre per le triennali si registrano exploit a Fonte (+49,06%), Portobuffolè (+40,74%) e Cison di Valmarino (+37,50%). A questa spinta culturale fa riscontro l’impegno dell’Ente Provinciale, responsabile di oltre 100 plessi scolastici superiori frequentati da 40.000 studenti. Solo per il 2026 sono stati stanziati 3 milioni di euro destinati a manutenzioni straordinarie, adeguamenti antincendio e riqualificazioni tecnologiche. “Offrire edifici più sicuri, innovativi, sostenibili e adeguati alle nuove esigenze della didattica — dichiara Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso — significa creare le condizioni affinché il talento dei nostri giovani possa esprimersi pienamente. Questi risultati sono motivo di orgoglio: l’aumento dell’istruzione, esteso anche ai centri minori, dimostra come il lavoro sul territorio stia dando i suoi frutti”.
Le prime ragazze laureate in Medicina a Treviso
Tra i cantieri principali figurano l’IS Scarpa e il Veronese a Montebelluna (180.000 euro per serramenti e aree verdi), la succursale del Riccati-Luzzatti a San Pelaio (500.000 euro per le norme igienico-sanitarie), il liceo Duca degli Abruzzi (687.000 euro per il tetto e il consolidamento ligneo) e il Mazzotti (650.000 euro). Imponenti anche i lavori all’IS Giorgi Fermi
(927.000 euro per la copertura della palestra e la sicurezza) e gli interventi a Vittorio Veneto (500.000 euro tra Flaminio e Beltrame), a cui si aggiungerà a settembre il taglio del nastro per le nuove sedi del Liceo Canova a Ca’ del Galletto e del Planck a Villorba. • Aldina Vincenzi
Suona la campanella e riparte la corsa ai bus
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aini in spalla e smart card alla mano, al suono della prima campanella, tra gli studenti trevigiani è scattata la corsa al rinnovo dei titoli di viaggio. Il verdetto dei primissimi dati rivela scelte chiare e decise: ad agosto il 27% dei ragazzi che lo scorso anno viaggiava con l’annuale si era già garantito il pass per l’anno scolastico 2026/2027. La parola d’ordine per i prossimi mesi è “Zero sbatti, stai chill tutto l’anno”. La nuova campagna di comunicazione MOM (Mobilità di Marca) parla direttamente alla Generazione Z, ma strizza
l’occhio al portafoglio dei genitori. A rendere imbattibile l’abbonamento annuale – urbano o extraurbano – è infatti la combinazione tra i risparmi MOM e lo super “Sconto Provincia”. A Sant’Artemio si son messe sul piatto quasi 400 mila euro per abbattere i costi con un taglio netto da 17 a 40 euro a tessera (fino a esaurimento fondi). Puntare sull’annuale conviene davvero: rispetto ai continui rinnovi mensili, le famiglie risparmiano da 77 ad oltre 180 euro per le tratte più lunghe. A questo si aggiunge la rivoluzione digital: acquistando
tramite l’app MOMUP si azzera il costo della tessera fisica, risparmiando altri 12 euro. E per non appesantire troppo il bilancio di fine estate, la spesa si può persino dilazionare in comode rate online con PayPal e Scalapay. Per i giovani che non si fermano mai c’è poi l’opzione “Intera rete”: un unico biglietto per andare a scuola, uscire con gli amici o raggiungere il mare a prezzo scontatissimo. E addio lunghe attese: oltre alle prenotazioni salta-coda per gli sportelli, arrivano tre nuovissime biglietterie automatiche hi-tech tra piazzale Duca d’Aosta
e l’autostazione. Viaggiare in regola non è mai stato così facile, conveniente e smart. Salire a bordo per credere. • (A.V.)
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5 Focus scuola/2. Il sindacato chiede di superare la politica dei bonus
L’affondo di Gilda: “Somme ridicole e vincoli umilianti, la scuola merita rispetto”
“U
na stupidaggine, il vincolo va tolto”. Non usa mezzi termini Michela Gallina, segretaria di Gilda Treviso, per definire le nuove regole che perimetrano la Carta del docente. Il riferimento diretto è alla scadenza del 31 agosto, termine ultimo oltre il quale è stato precluso l’acquisto di personal computer e dispositivi digitali tramite il bonus fino al 2030. Una
Michela Gallina, segretaria di Gilda Treviso
vera e propria trappola burocratica per i circa 9.000 insegnanti della Marca e per le migliaia di colleghi in tutta Italia. Dispensati sono solo gli insegnanti che tramite ricorso hanno ottenuto rimborsi relativi agli anni precedenti: per loro gli acquisti si potranno effettuare anche oltre il 31 agosto. Ma si tratta di una piccola parte. «Non mi piace che questi soldi siano
vincolati. È umiliante», tuona la rappresentante sindacale. La protesta mette a nudo una gestione percepita come lesiva della professionalità degli insegnanti: «Si tratta di una sciatteria, è disattenzione nei confronti della categoria dei docenti, trasversale ai colori dei vari governi, lo è stata anche con i governi di centrosinistra». Per la dirigente di Gilda, l’impianto attuale dimostra una deriva sistemica: «La scuola è un servizio e in quanto tale è stato tagliato negli ultimi vent’anni, grazie alla spinta alla privatizzazione della sanità e della scuola». La posizione del sindacato guarda a una soluzione definitiva che superi le logiche assistenziali e la giungla dei decreti-legge. «I buoni dovrebbero essere inseriti nella busta paga sotto la voce RPD, retribuzione professionale docenti, un compenso accessorio fisso su 12 mensilità che comunque fa reddito. In questo modo non sarebbe più soggetto alle decisioni governative di turno e a dei decreti, e in più avrebbe una ricaduta previdenziale». I nodi sollevati rispecchiano le incongruenze nate a seguito del decreto di settembre 2025. Se da un lato la misura ha finalmente esteso il diritto al bonus ai docenti a tempo determinato — ponendo fine a un’infinita stagione di ricorsi al giudice del lavoro sostenuti da Gilda e Anief —, dall’altro l’allargamento della platea ha provocato un netto ridimensionamento
Alleanza educativa: la risposta della FISM Treviso
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n un’epoca segnata da trasformazioni rapide e profonde, l’educazione dei più piccoli non può più essere un compito isolato. I mutamenti nei modelli familiari, la digitalizzazione pervasiva e le nuove sensibilità culturali richiedono una risposta corale. È da questo presupposto che muove il 53° Convegno annuale organizzato dalla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) di Treviso, in programma sabato 26 settembre, dalle ore 8.30 alle 13, alla Filanda Grande delle Fiere di Santa Lucia di Piave. L’evento, intitolato “Per un’alleanza educativa rinnovata”, si propone come uno spazio di riflessione strategica per i presidenti, i coordinatori, gli insegnanti delle scuole dell’infanzia e le educatrici dei nidi associati. L’obiettivo centrale è superare le frammentazioni per rimettere al centro il bene integrale dei bambini, garantendo loro un ambiente stabile, accogliente e ricco di prospettive. I lavori si apriranno con l’introduzione della presidente provinciale FISM, Simonetta Rubinato, e i saluti di Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto. A seguire, Michele Tomasi, vescovo di Treviso, terrà la prima relazione focalizzata sul tema della speranza e della custodia dell’umano. Successivamente, Mario Becciu, docente all’Uni-
dell’assegno annuale, passato da 500 a soli 383 euro. Una cifra considerata insufficiente per un aggiornamento professionale di qualità. A peggiorare il quadro si aggiunge la tempistica: la Carta, che avrebbe dovuto essere operativa a settembre 2025, si è resa disponibile solo nell’aprile 2026, riducendo a soli cinque mesi il periodo effettivo di utilizzo rispetto ai dodici previsti. Infine, restano forti perplessità sulla
selezione dei beni acquistabili. Il via libera a libri, riviste, teatri e corsi contrasta con il divieto d’acquisto per strumenti essenziali come stampanti e smartphone. Un vincolo che, secondo il sindacato, finisce per penalizzare i piccoli commercianti locali, a tutto vantaggio delle grandi catene di distribuzione. • Aldina Vincenzi
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versità Pontificia Salesiana di Roma, approfondirà l’alleanza tra genitori e docenti sotto il profilo delle scienze umane. Le conclusioni saranno affidate al coordinatore pedagogico, Francis Contessotto. L’appuntamento ha un grande valore formativo e istituzionale, rientrando tra gli adempimenti obbligatori della funzione docente previsti dalla normativa vigente. In linea con il recente invito di Papa Leone XIV a “costruire ponti” anziché alzare muri, il convegno ribadisce che solo una responsabilità condivisa tra scuola, famiglie e territorio può offrire alle nuove generazioni radici solide su cui costruire il domani. • (A.V.)
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IN PRIMO PIANO
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Sicurezza urbana. Si riapre in città il dibattito politico sull’utilità delle misure già sperimentate
IL SINDACO MARIO CONTE SEMPRE FAVOREVOLE ALLA ZONA ROSSA L a questione della sicurezza urbana a Treviso continua a rimanere al centro dell’agenda politica e dell’attenzione dei cittadini, prefigurando una nuova e complessa fase di confronto amministrativo. Nell’agosto scorso il sindaco, Mario Conte, ha riaperto ufficialmente il dibattito sul ripristino della cosiddetta “zona rossa” nel cuore del centro cittadino. Il primo cittadino non ha mai nascosto la volontà di riattivare uno strumento già ampiamente sperimentato nei mesi precedenti per fronteggiare episodi di degrado e microcriminalità. “Sono favorevole - sono le sue parole - ad alzare il livello della sicurezza di tutta la città nei quadranti più problematici, anche se non possiamo instaurare una zona rossa in ogni luogo dove si manifestano atti criminosi.” L’adozione del provvedimento si inserisce nel solco di una strategia già applicata durante la prima metà dell’anno. Lo scorso 3 giugno 2026, in occasione del
Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi in Prefettura alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, della Procura e dello stesso prefetto, Angelo Sidoti, si era stabilita la proroga della misura fino al successivo 19 luglio. Il dispositivo, introdotto originariamente il 7 febbraio 2026 e già rinnovato a più riprese, definiva un’area a tutela rafforzata estesa tra piazza Borsa e il quartiere di San Zeno, includendo snodi sensibili come via Lungo Sile Mattei, viale Cacciatori, viale Fratelli Bandiera, la zona della stazione ferroviaria, via Zorzetto e via Roma. L’efficacia e la necessità di queste restrizioni erano state ribadite anche alla luce di precisi fatti di cronaca. Proprio il 2 giugno 2026, tra l’altro, alla vigilia del vertice istituzionale, in via Roma si era verificato un ennesimo episodio di violenza conclusosi con l’arresto di un uomo per resistenza a pubblico ufficiale, sorpreso a infastidire i passanti. Di fronte a tali condotte, il sindaco Conte
aveva già difeso la linea della fermezza, intensificando i controlli appiedati della Polizia Locale con l’obiettivo di allontanare i soggetti recidivi e tutelare la vivibilità dei quartieri. Parallelamente, la visione della giunta comunale si è spinta verso proposte ancor più drastiche: l’Amministrazione ha avanzato l’ipotesi di vincolare il rispetto delle norme civiche alla tenuta della cittadinanza e alle dinamiche di integrazione, chiamando in causa le responsabilità delle famiglie dei minorenni responsabili di reati. Una posizione, quest’ultima, condizionata a complessi approfondimenti giuridici, ma fondata sul principio che la cittadinanza attiva non possa prescindere dal rispetto delle regole comunitarie. Di segno diametralmente opposto è la lettura delle opposizioni locali. Luigi Calesso, a nome di Coalizione Civica per Treviso, ha bollato le esternazioni del sindaco come iniziative di carattere unicamente propagandistico, destinate
a distogliere l’attenzione dai limiti delle politiche di sicurezza urbana. Secondo la minoranza, la “militarizzazione” degli spazi cittadini si limita a spostare le problematiche senza risolverle; la vera prevenzione dovrebbe invece passare
attraverso strumenti sociali, operatori di strada, iniziative dal basso e la costituzione di un Osservatorio per la Sicurezza Sociale Partecipata. • Aldina Vincenzi
OLTRE 12 MILIONI PER IL LICEO ARTISTICO E LA PROTEZIONE CIVILE
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asso avanti decisivo per la riqualificazione e l’ammodernamento del territorio della Marca Trevigiana. La Provincia di Treviso ha completato l’aggiudicazione definitiva di due opere di rilievo strategico, per un valore complessivo che supera i 12 milioni di euro: il restauro conservativo dell’edificio “Ex Poste”, destinato ad ampliare il liceo Artistico di Treviso, e il potenziamento del polo di Protezione Civile a Lancenigo. Il progetto più imponente riguarda lo storico palazzo dell’Ex Poste. L’intervento, dal valore di 9.540.473 euro finanziato interamente con fondi provinciali e l’alienazione dell’ex brefotrofio, è stato appaltato al raggruppamento
Il render della riqualificazione Ex Poste
temporaneo di imprese composto da Ruffato Mario srl (Padova) e SO.GE.DI.CO. Srl (Venezia). I lavori consentiranno di ricavare 14 moderne aule didattiche, garantendo il consolidamento sismico
e l’efficientamento energetico, pur preservando preziosi elementi storici come affreschi e capriate lignee. L’edificio sarà inoltre collegato alla sede centrale del liceo tramite un passaggio coperto ricavato nelle antiche celle conventuali. Parallelamente, sono stati aggiudicati alla ditta Costruzioni Dalla Libera s.r.l. di Castelcucco gli interventi di ristrutturazione e ampliamento del polo di Protezione Civile di Lancenigo. Con un investimento di circa 3 milioni di euro diviso in due stralci, l’opera consentirà di ottimizzare la gestione di mezzi, attrezzature e materiali necessari ai gruppi operativi per far fronte alle emergenze del territorio. Soddisfatto il presidente
della Provincia, Marco Donadel: “L’aggiudicazione dell’Ex Poste segna un passaggio fondamentale per la scuola. Mettiamo al centro la sicurezza e la qualità degli ambienti scolastici per i nostri giovani con oltre 9,5 milioni di euro”. Donadel ha anche ricordato gli altri importanti traguardi legati all’edilizia scolastica e ai fondi PNRR: le prime campanelle stanno infatti suonando nel nuovo edificio dell’Istituto Planck di Villorba, nella succursale Ca’ del Galletto del liceo Canova e nella sede del liceo Veronese di Montebelluna, per un totale di circa 23 milioni di euro investiti. • (A.V.)
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LA CITTÀ
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Carabinieri. Fine mandato per il colonnello Massimo Ribaudo che saluta e ringrazia la Marca, arriva Gianmarco Pugliese
“UNA PROVINCIA CHE SI DISTINGUE IN POSITIVO PER SICUREZZA E ORDINE PUBBLICO” Q uattro anni divenuti un capitolo profondo di vita. È con questo spirito e con un bagaglio denso di emozioni che il Colonnello Massimo Ribaudo si appresta a salutare la provincia di Treviso. Arrivato nella Marca nel settembre del 2022, l’ufficiale cinquantunenne lascerà l’incarico per assumere a Roma un prestigioso ruolo presso il Comando Carabinieri della Presidenza della Repubblica. A raccogliere la sua eredità, dal 7 settembre, è il Colonnello Gianmarco Pugliese, proveniente dal Nucleo Operativo di Locri. Nel tracciare il bilancio del suo mandato, Ribaudo definisce questi quattro anni come un’esperienza “bellissima”, contrassegnata da un’impegnativa e costante attività di prevenzione e da un legame viscerale con la comunità locale. “Questa è una provincia che si distingue in positivo per sicurezza e ordine pubblico”, ha ricordato il
Il comandante Massimo Ribaudo
Comandante, sottolineando come l’efficacia dell’Arma sia dipesa in larga misura dalla stretta sinergia con i cittadini e le istituzioni. Un lavoro certosino rimarcato an-
che dal Sindaco di Treviso, Mario Conte: “Del colonnello Ribaudo ho apprezzato la sempre grande disponibilità, la collaborazione con le istituzioni e la presenza
costante alle iniziative della città. A lui vanno i miei auguri di buon lavoro e le migliori soddisfazioni”. Il percorso professionale di Ribaudo affonda le radici in contesti complessi: dal Nucleo Investigativo di Roma alla guida del Gruppo di Lamezia Terme, fino agli uffici dello Stato Maggiore al Comando Generale. Esperienze che a Treviso si sono tradotte in una gestione attenta e mirata. Tra i passaggi più delicati del quadriennio figurano i tragici fatti di sangue del 2023 – tra cui il femminicidio di Giula Cecchettin – gestiti con estrema puntualità investigativa. Ma l’attenzione del comandante si è concentrata soprattutto sui reati contro il patrimonio, come i furti in abitazione e le truffe agli anziani, fenomeni legati anche alla prosperità economica del territorio. Per Ribaudo, la sicurezza non si misura esclusivamente attraverso le statistiche, ma passa inevita-
bilmente per la percezione dei cittadini e il concetto di “sicurezza partecipata”. Da qui la scelta di incrementare la presenza dell’Arma nel territorio, promuovendo un modello di costante prossimità. Un’attenzione particolare è stata rivolta anche ai giovani, protagonisti delle ultime Feste dell’Arma e di numerosi incontri proattivi volti a trasmettere un messaggio fondamentale: libertà e sicurezza sono valori inscindibili. “Quando si è comandanti provinciali si diventa parte di una comunità”, ha confidato Ribaudo, rivolgendo il suo pensiero più sentito ai militari che lo hanno affiancato e ai cittadini trevigiani, definiti “persone serie che chiedono ma sanno dare tantissimo”. Un addio commosso ad una terra accogliente, che gli lascia il ricordo di un territorio tra i migliori dove poter svolgere questo lavoro. • Aldina Vincenzi
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sfide e le responsabilità della critica enologica moderna, per capire come orientarsi in un panorama sempre più ricco e complesso. Con Robert Camuto, giornalista Wine Spectator e autore; Giulia Zanotelli, Assessore all’Agricoltura, Promozione dei prodotti trentini, Ambiente, Difesa idrogeologica ed Enti locali Provincia autonoma di Trento; Carlo Moser, owner Moser Trento.
TRENTODOC TASTING
sul
Trentodoc Elevation, bollicine d’alta quota
ORE 15:00 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA
Un percorso tra Trentodoc, per esplorare il legame tra territorio, clima e identità dei vini, alla ricerca degli elementi che definiscono freschezza, tensione ed eleganza nel calice. Conduce Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
TRENTODOC TASTING
VENERDÌ 25 SETTEMBRE
ORE 11:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
Perlage Tour in Val di Cembra
Sei soste virtuali, sei Trentodoc per un viaggio immaginario in Val di Cembra. Bollicine di montagna tra immaginazione, racconto e degustazione, insieme a Simone Loguercio e Cristian Maitan, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2018 e 2023 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 16:00 – GIARDINI SAN MARCO
SPARKLING STORIES
ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Futuro, dove va il fine dining italiano?
Il fine dining sta cambiando. Tra un (apparente) ritorno al passato, necessità di figure «culturali» e formule più informali, capaci di adeguarsi alle abitudini dei clienti, qual è lo stato dell’arte dell’alta cucina e quali sono i possibili scenari futuri? Con Francesco Rovai, Del Cambio , Torino; Stefania Di Pasquo, Locanda Mammì , Agnone (IS); Matteo Lunelli, presidente e Ceo Ferrari Trento; Marco Masé, vicepresidente Asat, owner Hotel Bertelli e Ristorante Gallo Cedrone , Madonna di Campiglio (TN).
ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA
TRENTODOC TASTING
Diventa Sommelier per un giorno!
Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Cristian Maitan rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier 2025 (in carica), 2021 e 2023.
dell’attesa: perché i grandi vini non hanno fretta altri, tra TV e scrittura OgniL’arte20 minuti tutte ledeglinotizie del Veneto La forma del Trentodoc: effetto magnum? aggiornate in tempo reale. Il tempo è un ingrediente, non una scadenza. Un dialogo sull’importanza della pazienza nella creazione dei grandi vini, dal vigneto alla cantina, fino all’affinamento in bottiglia. Un racconto corale che svela come solo una lenta maturazione possa trasformare un vino in un capolavoro senza tempo. Con Salvino Benanti, amministratore delegato Benanti Viticoltori; Stefano Fambri, presidente Istiuto Trentodoc; Rossana Gaja, owner Gaja; Andrea Buccella, responsabile produzione Cesarini Sforza; Sergio Moser, responsabile Azienda Agricola e Cantina – Fondazione Edmund Mach.
Francesca Fialdini: una carriera dedicata all’ascolto
Un incontro per ripercorrere una carriera costruita sull’arte dell’ascolto. Un dialogo sul valore delle storie, dell’empatia e delle parole come strumenti per comprendere gli altri e il nostro tempo. Con Francesca Fialdini, conduttrice televisiva.
ORE 18:30 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Il formato in cui è custodito Trentodoc ha la capacità di influenzare la sua maturazione, l’evoluzione e la sua eleganza. Una degustazione, un viaggio sensoriale che mette a confronto sei bollicine di montagna, sia in bottiglia standard (0,75l) che in magnum (1,5l). Conducono Roberto Anesi e Simone Loguercio, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2017 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 16:00 – PALAZZO OCSE
100 pagina Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto 270x330 aggiornate in tempo reale. TRENTODOC TASTING
ORE 12:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Le origini: Tranquillo e Trentodoc
COOK TALES
English language Un’esperienza per scoprire come un vino base di oggi diventerà un Trentodoc domani, degustandoli insieme, per scoprire le origini e l’eleganza delle bollicine di montagna.La degustazione si terrà in lingua inglese. Sarà condotta da Essi Avellan, Master of Wine e Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Selvatico, la cucina wild: tra foraging e mare e selvaggina
Per molti chef la sostenibilità passa dall’uso di materie prime selvatiche: dalla troppo spesso demonizzata selvaggina alla pesca, senza dimenticare il mondo vegetale. Come si concilia l’impiego di ingredienti spontanei, stagionali e dalla disponibilità mutevole con l’alta cucina e i suoi menu? Con Alessandro Gilmozzi, El Molin , Cavalese (TN); Marco Visciola, Il Marin , Genova; Edoardo Tilli, Podere Belvedere, Pontassieve (FI).
ORE 15:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Pagelle in cantina: come si giudica il vino oggi
Punteggi, guide, recensioni: come si è evoluto il giudizio sul vino e qual è il suo impatto su produttori e consumatori? Un confronto aperto sulle metodologie, le
ORE 17:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
ORE 19:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Teresa Ciabatti: parole a tema libero
Una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. In un dialogo tra letteratura e vita, l’autrice racconterà il suo modo di trasformare l’esperienza personale in racconto, esplorando il confine sottile tra memoria, verità e invenzione. Con Teresa Ciabatti, scrittrice.
Vino da Oscar: storie, volti e pellicole nati tra le vigne
Il vino come musa ispiratrice per il grande schermo. Un viaggio affascinante tra film, attori e registi che hanno portato sul set la magia della vigna. Un incontro per scoprire come il cinema racconta il vino, trasformandolo in personaggio, scenario e metafora di storie indimenticabili. Con Giuseppe Di Gioia, Ceo Grattamacco; Augusta Bargilli, viticultrice; Paolo Mereghetti, giornalista e critico cinematografico.
SABATO 26 SETTEMBRE ORE 10:00 – LOGGIA DEL ROMANINOCASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
caratteristiche che rendono le bollicine di montagna espressione identitaria e autentica di questo luogo.
Radici, il lusso dell’autoproduzione in cucina
Non solo orto: l’autoproduzione delle materie prime sta diventando centrale nell’alta ristorazione. Cuochi e agronomi lavorano insieme per coltivare ingredienti d’eccellenza su misura e ridurre l’impatto ambientale. Per molti chef è anche una fonte di ispirazione e creatività, alla base della loro identità gastronomica. , Oppeano (VR); Antonio Romano, Con Francesco Sodano, Famiglia Rana Ristorante Nove , Villa della Pergola Relais & Châteaux, Alassio (SV); Aurora Brunel, Agritur Ciasa dò Parè, Soraga di Fassa (TN).
ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO
SPARKLING STORIES
ORE 11:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Il commissario Buonvino: scrivere storie che sanno di vino Scrittore, giornalista, politico: Walter Veltroni racconta come il mestiere di narrare attraversi generi e stagioni diverse della vita. Dal suo Commissario Buonvino — protagonista della fortunata serie noir ambientata a Roma — al rapporto personale con il vino come rito, memoria e convivialità, un dialogo su cosa significa oggi raccontare storie che restano. Con Walter Veltroni, scrittore e giornalista.
SCARICA L’APP ORE 11:30 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA TASTING RADIO VENETO24 TRENTODOC Il profumo dell’alpeggio ORE 11:00 – PALAZZO OCSE TRENTODOC TASTING Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO SMARTPHONE Filippo Caccamo: vite fuori di tela, arte e artisti oltre gli schemi Il racconto di un’arte fatta di curiosità, aneddoti e vita fuori dagli schemi. Un viaggio per scoprire come la creatività possa sorprendere, divertire e offrire nuovi modi di guardare il mondo. Con Filippo Caccamo, attore comico e content creator.
Perlage Tour in Trentino
distretti, un viaggio in Trentino, un solo vino: Trentodoc. Con Cristina Mercuri, SCARICASeiL’APP Master of Wine, percorreremo il territorio, calice dopo calice, alla scoperta delle RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE
ORE 15:30 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
La grammatica delle bollicine: nuovi linguaggi per raccontare il vino Come si comunica l’eccellenza di un Trentodoc nell’era digitale? Dai social media alle esperienze immersive, un confronto su linguaggi, strategie e strumenti innovativi per narrare il mondo delle bollicine a un pubblico globale, connettendo tradizione, eleganza e nuove forme di comunicazione. Con Cristina Mercuri, Master of Wine, founder & CEO Mercuri Wine Club; Camilla Lunelli, vicepresidente Ferrari Trento; Anselmo Guerrieri Gonzaga, amministratore e owner Tenuta San Leonardo; Gianluca Esposito, Professore e Direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento.
ORE 16:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
Dosaggio sì? Dosaggio no?
Ascoltaci in tutto il Vene
Con l’abbinamento ai formaggi di alpeggio, un percorso di degustazione tra l’eleganza del Trentodoc e le sfumature aromatiche dei grandi formaggi d’alta quota. In collaborazione con Palazzo Roccabruna - Enoteca Provinciale del Trentino. Conducono Marina Schmohl, Relatore Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio, e Simone Loguercio, Miglior Sommelier d’Italia 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Il dosaggio come firma stilistica: una decisione tecnica che interpreta e valorizza l’identità di ogni Trentodoc, uno strumento enologico al servizio della qualità, una scelta precisa che interpreta il territorio. Conduce Andrea Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT SUL TUO PC O ALEXA
Sintonizzati sul
ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Esperienza, come la sala sta cambiando l’alta ristorazione
L’alta cucina sta diventando sempre più esperienziale ed è anche merito dei professionisti del servizio. Dal pairing analcolico alle relazioni empatiche e di scambio tra ospiti e sala, passando per una diversa gestione del personale. Ecco come stanno evolvendo i ristoranti gastronomici. Con Alessandro Marcialis, La Rei Natura , Il Boscareto Resort & Spa, Serralunga d’Alba (CN); Daniele Gagliardi, Iris , Verona; Giulia Caffiero, Geranium , Copenhagen; Alina Cazacu, Amapama Lusernarhof , Luserna (TN).
ORE 17:00 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Trentodoc blind tasting game
Quando il gusto parla prima del vino. Una degustazione alla cieca dedicata a Trentodoc, dove le bottiglie si presentano senza nome e i protagonisti diventano olfatto e palato. Un’esperienza coinvolgente per scoprire stile, eleganza e personalità delle bollicine di montagna, senza condizionamenti. L’organizzazione fornirà tutto il materiale necessario. Conduce Ilaria Lorini, Miglior Sommelier d’Italia 2025 (in carica) dell’Associazione Italiana Sommelier.
Italiana Sommelier 2024; Raffaele Boscaini, direttore Marketing Masi Agricola; Martina Centa, Brand Manager cantina Roeno e vicepresidente AGIVI.
ORE 19:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
La storia che vive nel calice, il tempo del Trentodoc
ORE 18:30 – MART, ROVERETO
SPARKLING STORIES
Una vita di sguardi. Laura Morante e il cinema
I grandi film, la regia e adesso un romanzo. Le mille vite della signora del grande schermo. Con Laura Morante, attrice, regista e scrittrice.
ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA
TRENTODOC TASTING
Diventa Sommelier per un giorno!
Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti comeIlaria Lorini, Stefano Berzi e Roberto Anesi, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Un viaggio dentro Trentodoc, dove è il tempo a fungere da guida: evoluzione silenziosa, longevità, tocco dell’uomo. Un’esperienza accompagnata da video pensati per raccontare ciò che è accaduto nelle annate dei vini in degustazione, con uno sguardo narrativo sul contesto storico e umano che ha segnato ogni vendemmia. Conducono Andrea Gualdoni e Simone Loguercio, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2024 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 21:00 – MART, ROVERTO
SPARKLING STORIES
Il cuore del folk, la musica di Davide Van De Sfroos Le radici, il dialetto, l’identità. Viaggio nell’anima di un grande cantautore. Con Davide Van De Sfroos, cantautore e chitarrista.
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Samuel Romano: trent’anni di Subsonica e le nuove ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
ORE 17:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Generazione calice: consumi e tendenze under 30 Cosa bevono i giovani e come si avvicinano al vino? Un’analisi dedicata ai consumatori di domani, per esplorare gusti, abitudini e valori che guidano le loro scelte. Un dialogo tra esperti e nuove generazioni per decifrare le tendenze che stanno ridisegnando il futuro del settore vinicolo. Con Andrea Gualdoni, miglior sommelier d’Italia Associazione
DOMENICA 27 SETTEMBRE ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO
‘terre rare’
100 pagina 270x330
Un anniversario significativo, un viaggio lungo una vita che ha rivoluzionato la musica italiana. Un dialogo tra memoria e futuro, che attraversa tre decenni di ricerca sonora e approda ad un nuovo album e al suo ormai altrettanto significativo progetto da solista: tra geografie reali e immaginarie, nuove contaminazioni musicali e una riflessione sul presente, un dialogo sulle ferite e sulle possibilità. Con Samuel Romano.
SPARKLING STORIES
Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier. In collaborazione con Italesse.
Massimiliano e Doriana Fuksas, i linguaggi dell’architettura internazionale
ORE 11:30 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Da oltre quarant’anni progettano edifici che hanno ridefinito il linguaggio dell’architettura contemporanea, coniugando ricerca, innovazione e visione globale. Un dialogo sul ruolo dell’architettura nel nostro tempo, tra grandi opere, sostenibilità, trasformazione delle città e responsabilità nell’immaginare gli spazi in cui vivremo domani. Con Massimiliano e Doriana Fuksas, architetti e designers, fondatori studio Fuksas.
ORE 11:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Manager in vigna: visioni oltre la crisi Guidare un’azienda vinicola oggi richiede visione strategica e capacità di leggere il futuro. Da qui, l’idea di un confronto sulle sfide del mercato globale, sulla gestione delle incertezze e sulle strategie per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita, innovazione e affermazione. Con Giampiero Bertolini, Ceo Biondi Santi; Alberto Malesani, owner cantina ‘La Giuva’; Enrico Zanoni, direttore Generale Cavit; Rodolfo Maralli, Presidente Banfi Srl e Fondazione Banfi.
ORE 11:00 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Nuove firme, un’unica identità: benvenuti in Trentodoc Un percorso di degustazione dedicato alle nuove cantine associate a Trentodoc, per scoprire visioni e territori ma anche realtà emergenti, percorsi imprenditoriali e interpretazioni originali, che arricchiscono il panorama delle bollicine di montagna. Con la partecipazione delle case spumantistiche, conduconoIlaria Lorini e Stefano Berzi, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica) e 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.
COOK TALES
Terre di mezzo, né montagna e né mare: il gastro-successo dei boschi Non sono territori né spiccatamente montani, né marittimi. Eppure, è qui che molti chef stanno esprimendo alcune delle più originali e identitarie cucine italiane, attraverso il ritorno alle origini o la commistione di tradizioni. Accanto agli chef, sempre più produttori valorizzano questi paesaggi, attraverso coltivazioni rispettose e rigenerative. Con Niccolò Palumbo, Paca Tenuta Ceri , Prato; Ada Stifani, Ada , Perugia; Stefano Benetti, Guà Forest & Farm, Cavedine (TN); Davide Di Fabio, Dalla Gioconda , Gabicce Monte (PU).
ORE 15:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Affinamento, il formaggio a misura di chef L’affinamento dei formaggi è ormai parte del lavoro quotidiano di molte grandi insegne italiane: questione di artigianalità, ma anche fucina di idee per creare pietanze e abbinamenti di gusto completamente nuovi. Come valorizzano oggi le insegne il lavoro dei casari e dei piccoli produttori da cui si riforniscono? Con Luca Ludovici, ConTatto, Frascati, (RM); Francesco Federici, Enoteca Pinchiorri , Firenze; Thomas Beltramolli, Rendenèr Alpine Food, Pinzolo (TN).
ORE 15:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Andrea Pennacchi: la piccola Odissea del Pojana, viaggio tra teatro e cinema Ha costruito un percorso originale capace di intrecciare teatro, cinema e racconto civile. Un incontro per esplorare una poetica che unisce ironia, memoria e identità, trasformando storie individuali in uno sguardo lucido e universale sul presente. ConAndrea Pennacchi, attore, drammaturgo e regista teatrale.
ORE 16:30 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
Dialoghi nel calice, emozioni Trentodoc Un percorso dedicato alle emozioni della degustazione. Il sommelier guida e interagisce con l’ospite, che diventa parte attiva dell’esperienza. Sei calici Trentodoc da assaggiare e confrontare insieme, per scoprire come ogni bollicina sappia raccontare una storia diversa. Conduce Stefano Berzi, Miglior Sommelier d’Italia 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Noemi: forte come il glicine Con una voce tra le più riconoscibili della musica italiana, ripercorriamo un percorso artistico fatto di continua evoluzione, ricerca e autenticità. Un dialogo tra musica e vita per raccontare il valore delle parole, delle emozioni e delle trasformazioni. Con Noemi, cantautrice.
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eto in auto sul
Quanto influisce nella degustazione la forma del calice nel quale si versa Trentodoc? Questo laboratorio propone Trentodoc in cinque calici dalla forma diversa per SCARICA L’APP sperimentare cambiano le proprie sensazioni, lasciandosi stupire. ConduceAndrea RADIOcomeVENETO24
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protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Andrea Gualdoni, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.
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LA CITTÀ
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L’operazione. Entro il 2 ottobre si potrà partecipare all’asta
CASA E POLITICHE SOCIALI NELLA MARCA: DALLE ASTE ATER AL BANDO ERP DI SILEA I l tema della casa e dell’accesso all’abitare torna al centro dell’agenda amministrativa e sociale nella provincia di Treviso. Da qui a ottobre, sono diverse le opportunità all’orizzonte sia per chi desidera acquistare un immobile senza vincoli di requisiti sia per le famiglie che necessitano di un alloggio a canone agevolato. Due iniziative parallele, promosse rispettivamente da ATER Treviso e dal Comune di Silea, offrono un quadro articolato di alcune strategie volte a rispondere ai fabbisogni abitativi del territorio. Sul fronte delle alienazioni, ATER Treviso ha pubblicato un nuovo bando d’asta pubblica destinato a persone fisiche e giuridiche, senza alcuna necessità di possedere specifici requisiti né vincoli legati alla prima casa. L’operazione mette sul mercato 13 appartamenti distribuiti in cinque comuni della Marca: Conegliano (5 alloggi), Vittorio Veneto (4), Treviso (2), Orsago (1) e Ponte di Piave (1). Si tratta di un patrimonio immobiliare
con un valore stimato complessivo, a base d’asta, di 799.500 euro. Le superfici delle abitazioni spaziano dai 47 ai 115 metri quadrati, con strutture edificate tra il 1943 e il 1976. I prezzi di partenza si rivelano accessibili, oscillando tra un minimo di 33.000 euro e un massimo di 87.000 euro. Per chi desidera visionare gli immobili, è possibile consultare il calendario delle visite disponibile sul portale dell’ente (www.atertv.it). Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12.00 del 2 ottobre 2026, data in cui è prevista l’apertura delle buste. Come sottolinea Mauro Dal Zilio, presidente di ATER Treviso, l’obiettivo dell’iniziativa è duplice: offrire ad acquirenti o giovani famiglie l’opportunità di comprare casa a prezzi contenuti e, al contempo, reperire risorse utili. I ricavati dalla dismissione di questi appartamenti vetusti verranno infatti reinvestiti nelle manutenzioni e nelle nuove costruzioni dell’Edilizia Residenziale Pubblica. In parallelo alle vendite, prosegue il sostegno alle cate-
gorie più fragili attraverso la locazione sociale. Il Comune di Silea ha infatti aperto il bando ERP 2026 per l’assegnazione degli alloggi pubblici che si renderanno disponibili o saranno ultimati sul territorio. Le domande scadranno alle ore 12,30 di venerdì 2 ottobre 2026 e dovranno essere inoltrate online sul portale della Regione del Veneto tramite SPID o CIE. Il bando è riservato a chi possiede un ISEE-ERP non superiore a 22.990 euro e la residenza anagrafica in Veneto. Per facilitare l’iter, i residenti a Silea privi di SPID potranno avvalersi dello sportello di assistenza gestito da ATER Treviso previa prenotazione telefonica. L’Amministrazione di Silea ha definito criteri volti a premiare il legame con la comunità e l’inclusione sociale: sono previsti punteggi aggiuntivi per chi risiede nel comune da almeno cinque anni, per i nuclei inseriti in progetti di tutela sociale e per le famiglie con minori seguite dai servizi sociali. Un ulteriore 10% degli alloggi sarà inoltre
riservato alle emergenze abitative. Come ricordato dalla sindaca, Angela Trevisin e dall’assessore ai Servizi Sociali, Francesco Biasin, l’iniziativa intende offrire un supporto concreto a chi vive situazioni di fragilità, integrando
il diritto alla casa all’interno di un più ampio percorso di cura e prossimità verso i cittadini. • Aldina Vincenzi
Soffieria Alexander in grande crescita
V
iene considerata una vera “chicca” nel mondo del vetro soffiato e lo confermano gli ordini che partono non solo dalle più prestigiose cristallerie e dai departments store di mezzo mondo ma anche dalle richieste che arrivano dai grandi nomi della moda per le loro regalie, i loro accessori d’arredamento. La Soffieria Alexander, che ha sede a Pianzano di Godega di Sant’Urbano, nel trevigiano, da piccolissima realtà imprenditoriale è oggi una realtà internazionale anche se, per propria volontà i vertici aziendali (fa
DIRETTA SPO T24 T 24
DIRETTA T24 Sintonizzati sul SPO T
parte del gruppo Bottega spa) vogliono mantenerla come “chicca” artigianale e non come industria. Nata dieci anni orsono per produrre in proprio le bottiglie in vetro soffiato che servivano per imbottigliare la grappa Alexander, in particolare quella con dentro i simboli, sempre in vetro soffiato, dell’uva, della vita, del mondo, la Soffieria Alexander è diventata nel tempo un’icona del design realizzando bicchieri, piatti e caraffe di grandissimo effetto e bellezza. “Purtroppo”, dice Sandro Bottega a capo del gruppo vinicolo, “avremmo bisogno di
due soffiatori proprio per garantirci una crescita sempre maggiore ma non riusciamo a trovarli. E’ un’arte che sta per finire, che non viene tramandata e questo potrebbe crearci qualche problema”. Negli ultimi tempi anche grandi architetti e interior designer hanno chiesto l’intervento della Soffieria per creare soprattutto bicchieri che, a quanto pare, dovranno abbellire molte case e palazzi in particolare dei Paesi Arabi.
Sabato e domenica dalle 14:00
Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto delle squadre della nostra regione aggiornate in tempo reale.
Fabio Natale SCARICA L’APP RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE
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• Lieta Naccari
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LA CITTÀ
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L’alleanza. Prestiti fino a 40mila euro a tassi agevolati per oltre 150 realtà produttive
AL VIA IL FONDO DA 3,5 MILIONI PER MICROIMPRESE E PROFESSIONISTI U n’alleanza strategica tra istituzioni locali, mondo economico e credito cooperativo per dare risposte concrete alle oltre 8.000 imprese del territorio. Dal 1° settembre è entrata nel vivo la fase operativa del Pedemontana Fund, l’iniziativa inserita nel progetto “Asolo e Monte Grappa per le imprese”, promossa dall’I.P.A. Terre di Asolo e Monte Grappa per facilitare l’accesso al credito di micro e piccole imprese e liberi professionisti. L’operazione mette in campo un plafond complessivo che raggiungerà i 3,5 milioni di euro nel biennio 2026-2027. Frutto della collaborazione fra 13 Comuni (Asolo, Borso del Grappa, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Fonte, Maser, Monfumo, Mussolente, Pederobba, Pieve del Grappa, Possagno, Romano d’Ezzelino e San Zenone degli Ezzelini), quattro Confidi (Trevigianfidi, Finergis, Cofidi Veneto e Fidimpresa FVG), sei associazioni di categoria (Coldiretti, Ascom Confcommercio, CNA, Confartigianato, CIA e Confagricoltura) e Banca delle Terre Venete come unico partner bancario, il
fondo è pronto ad accompagnare oltre 150 realtà produttive nei loro programmi di sviluppo. «Il Pedemontana Fund sintetizza appieno il valore dell’IPA: mettere in rete tredici Comuni, associazioni di categoria e sistema bancario per costruire risposte condivise alle esigenze delle imprese», sottolinea Fabio Marin, presidente dell’IPA Terre di Asolo e Monte Grappa. «L’esperienza maturata durante la pandemia diventa così uno strumento stabile a sostegno del tessuto economico locale. È questo il modello che vogliamo continuare a sviluppare: pubblico e privato insieme per creare nuove opportunità per la Pedemontana». Grazie ai 103 mila euro stanziati dai Comuni, il meccanismo dell’effetto leva attiva subito oltre 1,4 milioni di euro. I soggetti con sede o unità operativa nei 13 Comuni e soci dei Confidi potranno richiedere mutui chirografari da 5.000 a 40.000 euro (durata fino a 72 mesi, con eventuale preammortamento fino a 12) per innovazione, sostenibilità,
Alcuni protagonisti dell_iniziativa
macchinari e liquidità. I finanziamenti beneficeranno di una garanzia Confidi di almeno il 50%, senza commissioni di garanzia e a tassi agevolati. A gestire le erogazioni sarà la rete territoriale di Banca delle Terre Venete. “Crediamo fortemente nel Pedemontana Fund, un’iniziativa capace di esaltare
la forza dei corpi intermedi, quali snodi fondamentali per la crescita economica, nonché veri catalizzatori di progresso per la comunità”, dichiara Gianfranco Sasso, presidente dell’istituto. “L’alleanza strategica e di sistema tra associazioni, enti territoriali e realtà sociali è la chiave per stimolare il tessuto produttivo. Con
questo spirito di cooperazione la nostra Banca rinnova l’impegno al fianco del territorio”. Per accedere basterà rivolgersi alle filiali della banca, ai Confidi o alle associazioni partner. • Aldina Vincenzi
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PREGANZIOL
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L’inaugurazione. A Preganziol rinasce la struttura commerciale che aveva chiuso i battenti a marzo
RIAPRE IL SUPERMERCATO “ABBANDONATO” OPERAZIONE RILANCIO E SOSTENIBILITA’ A Preganziol si festeggia una nuova importante tappa per il tessuto economico e sociale del territorio con la riapertura ufficiale del supermercato che aveva interrotto la propria attività nel marzo scorso, lasciando temporaneamente sguarnito un punto di riferimento strategico per la comunità locale. Al centro dell’operazione di rilancio c’è
una precisa visione di sostenibilità ambientale e urbana, sintetizzata perfettamente dalle parole delle istituzioni e dei soggetti privati coinvolti nel progetto di recupero. La struttura, che per mesi era rimasta chiusa rischiando di trasformarsi nell’ennesima enclave di degrado o abbandono urbano, torna a vivere grazie a una scelta amministrativa
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e commerciale mirata a valorizzare il patrimonio edilizio esistente. Il principio cardine ribadito dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Elena Stocco è chiaro: rigenerare anziché costruire ex novo, evitando in questo modo ulteriore consumo di suolo in un’area densamente antropizzata come quella della Marca trevigiana. Intervistata sul cantiere e sulla nuova apertura, il sindaco Elena Stocco ha sottolineato con forza la valenza ecologica e strategica dell’intervento: «Abbiamo fortemente sostenuto questa riapertura non solo per il servizio essenziale che restituisce ai cittadini e alla vitalità del nostro centro, ma soprattutto perché rappresenta una scelta di buonsenso per non cementificare ancora il nostro territorio. Recuperare un edificio commerciale già esistente significa dire no al consumo di nuovo suolo vergine, puntando sulla rigenerazione urbana e sulla valorizzazione di ciò che la comunità possiede già, coniugando le esigenze economiche con la tutela ambientale». Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il direttore marketing dei supermercati, che ha curato l’operazione di rilancio commerciale della struttura evidenziando come l’investimento miri a intercettare le reali esigenze dei residenti, offrendo un servizio moderno, efficiente e di
prossimità, capace di integrarsi in modo armonioso con il contesto urbano preesistente senza la necessità di impattare ulteriormente sull’ambiente con nuove colate di cemento. La chiusura temporanea registrata nei mesi scorsi aveva sollevato non poche preoccupazioni tra i cittadini, mobilitatisi per scongiurare la perdita di un presidio commerciale di vicinanza, particolarmente utile soprattutto per le fasce di popolazione più anziane o con minori possibilità di spostamento. Con il
taglio del nastro e la ripartenza a pieno regime, il punto vendita torna a essere un motore di socialità e un punto d’incontro per la cittadinanza. L’intervento di Preganziol si candida così a diventare un modello virtuoso e replicabile di collaborazione tra pubblico e privato, dimostrando che la riqualificazione degli spazi commerciali dismessi può rispondere efficacemente sia alle dinamiche di mercato sia alle moderne sfide ecologiche legate alla transizione verde e alla salvaguardia del paesaggio urbano.
Addio a Giuliano Berto, storico fioraio e figura simbolo di Preganziol: la comunità si stringe attorno alla famiglia
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elle scorse settimane la comunità di Preganziol ha dovuto dire addio a Giuliano Berto, storico fioraio e figura profondamente stimata e conosciuta da intere generazioni di cittadini, venuto a mancare all’età di 74 anni. Originario di Zero Branco e proveniente da una famiglia dedita all’agricoltura, in particolare alla coltivazione di fragole e peperoni in una strada poi ribattezzata via delle Fragole, nel 1974 aveva aperto una fioreria in paese insieme alla moglie Luciana, attività oggi portata avanti con dedizione dalla figlia Brenda. Il negozio non è mai stato soltanto un’attività commerciale, ma un vero e proprio punto di riferimento e un luogo di relazioni e amicizie per tutto il territorio. L’impegno di Berto si è esteso ben oltre il lavoro, distinguendosi nella vita sociale locale: ha collaborato con la parrocchia
nell’organizzazione di tornei sportivi, è stato un grande tifoso del Calcio Preganziol e ha ricoperto il ruolo di presidente della Pro Loco, lasciando il ricordo di una persona sempre disponibile e generosa. Tra le sue grandi passioni figuravano il mare di Jesolo e la pesca in barca. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione in paese. I figli lo hanno ricordato con affetto per tutto ciò che ha donato alla famiglia e alla comunità preganziolese. Anche il sindaco Elena Stocco ha voluto rendergli omaggio, definendolo un esercente innamorato del proprio lavoro, schietto, diretto e legato in modo indissolubile alla storia e al tessuto commerciale di Preganziol. Berto lascia la moglie Luciana, i figli Brenda e Gilberto, i nipoti e i familiari, oltre a una moltitudine di amici e clienti storici che ne conserveranno il caro ricordo.
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MOGLIANO
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La polemica. Botti e fuochi d’artificio non autorizzati in pieno centro a Mogliano
Spettacolo pirotecnico illegale sotto i portici del municipio
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rima la miccia accesa, poi il boato improvviso che ha rotto il silenzio della notte, e infine i video trionfanti condivisi sui social come il ricordo di una festa. Peccato che quella bravata, andata in scena nel cuore di Mogliano, sia stata organizzata senza alcuna autorizzazione e a notte fonda, trasformandosi in un vero e proprio incubo per i residenti. Per i protagonisti di questa intemperanza, l’epilogo rischia di tradursi in un conto decisamente salato, sotto forma di sanzioni economiche pesanti. Il fatto è avvenuto nelle scorse settimane in piazza Caduti, a pochi passi dal municipio. Un gruppo di giovani ha scelto il centro cittadino per fare esplodere fuochi d’artificio e petardi,
posizionandosi nei pressi della fontana e sotto i portici che ospitano diverse attività commerciali. Una scelta sconsiderata che ha immediatamente scattare le proteste dei residenti, svegliati di soprassalto nel cuore della notte dai forti scoppi, con inevitabili disagi per le famiglie con bambini piccoli e per la gestione degli animali domestici, particolarmente sensibili ai rumori molesti. A facilitare il lavoro degli investigatori della polizia locale sono stati paradossalmente gli stessi autori del gesto. La serata è stata infatti ampiamente documentata con fotografie e video diffusi online. Nei filmati si riconoscono chiaramente i momenti in cui vengono accesi i fuochi e le successive esplosioni. Immagini e fotogrammi che gli agenti stanno analizzando e confrontando con i filmati delle telecamere di videosorveglianza comunale presenti nella zona. Il sindaco Davide Bortolato ha confermato l’impegno delle autorità competenti sul caso: «La nostra polizia locale è ovviamente al lavoro per identificare tutti i responsabili; si tratta di fuochi che non avevano alcuna autorizzazione per essere accesi». Il primo cittadino ha inoltre sottolineato la
gravità del comportamento non solo per la mancanza di permessi, ma anche per le aggravanti legate al contesto: l’orario tardivo e la vicinanza alle abitazioni private violano apertamente il regolamento di polizia urbana, che vieta categoricamente l’accensione di fuochi in piazze e zone residenziali, configurando inoltre il reato di disturbo della quiete pubblica. Non si tratta di un episodio isolato per il comune di Mogliano. Già in passato, in altre aree del centro come piazzetta Don Polo, si erano verificati episodi analoghi con petardi fatti esplodere a tarda notte. In quell’occasione, grazie all’ausilio delle telecamere e alle segnalazioni dei cittadini, la polizia locale era riuscita a ridare un nome ai colpevoli, multandoli. Anche in questo caso, gli agenti dovranno ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, stabilendo il numero dei partecipanti e le singole responsabilità. Grazie ai video pubblicati autonomamente dai ragazzi, il cerchio investigativo sembra destinato a chiudersi rapidamente, lasciando ai protagonisti una sanzione di alcune centinaia di euro e un ricordo ben diverso da una semplice festa.
Addio a Lucio Carraro: insegnante, scrittore, amministratore e anima di Mogliano
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a comunità della Marca piange la scomparsa di Lucio Carraro, venuto a mancare all’età di 72 anni dopo una malattia. Moglianese di nascita e trevigiano d’adozione professionale, Carraro ha attraversato decenni di vita culturale, politica e scolastica lasciando un ricordo indelebile in quanti lo hanno conosciuto. Maestro elementare per generazioni tra la scuola Carducci e il plesso di Santa Bona fino al pensionamento, ha saputo educare con la stessa curiosità con cui osservava il mondo di provincia, fatto di aule, osterie, piazze e comunità. Espertissimo copywriter e tra i soci dell’agenzia Metacomunicatori, Carraro sapeva giocare con le parole, unendo
alla professione una prolifica attività letteraria con pubblicazioni come Il senso della lumaca, Agosto, L’odore del tempo e il recente giallo per ragazzi Il mistero del coniglietto scomparso. Il suo sguardo ironico e profondo si è riflesso anche nell’impegno civico e politico, come vicesindaco e assessore a Mogliano, fondatore della lista civica «Il Ponte» e presidente del Premio Giuseppe Berto. A ricordarlo non saranno soltanto i suoi libri o gli incarichi istituzionali, ma l’enorme patrimonio umano fatto di ex alunni, colleghi e amici, che oggi conservano il sorriso, la cultura mai snob e le celebri barzellette con cui sapeva raccontare la vita senza prendersi mai troppo sul serio.
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CULTURA
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La rassegna. Dal 24 al 27 settembre 2026 il Teatro Mario Del Monaco di Treviso ospita la quinta edizione
TORNA A TREVISO IL PREMIO INTITOLATO A GIUSEPPE BEPO MAFFIOLI D al 24 al 27 settembre il Teatro Mario Del Monaco di Treviso ospita la quinta edizione del Premio Giuseppe Bepo Maffioli, il prestigioso riconoscimento nazionale di nuova drammaturgia organizzato da .eacapo ETS in collaborazione con il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto Teatro Nazionale. Ideato e presieduto da Alex Cendron, che quest’anno condivide
la direzione artistica con Alessandro Businaro, il festival propone un ricco calendario di appuntamenti che unisce la presentazione dei testi vincitori a tre spettacoli di rilievo, un seminario sulla distribuzione, un panel di approfondimento e le restituzioni della bottega teatrale “drammatizziAMO”. A fronte di ben 317 candidature arrivate da tutta Italia e vagliate da una giuria tecnica
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e una giuria popolare, il concorso si conferma un’occasione fondamentale per offrire alla drammaturgia emergente una concreta opportunità di messa in scena attraverso le letture sceniche curate da registi e interpretate dagli allievi dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, valorizzando così i giovani talenti e il futuro della scrittura per la scena. I testi vincitori di questa edizione sono “Erbario di famiglia” di Alessandro Tampieri per la sezione popolare, incentrato sui conflitti generazionali e familiari, “Adoption Express - Un figlio per posta” di ivil per la categoria under 35, che esplora con ironia e spessore le dinamiche dell’accoglienza, e “Familiare” di Tommaso Fermariello per il riconoscimento principale, che attraversa un secolo di storia familiare dal 1925 al 2025. Oltre ai momenti di concorso, il programma offre al pubblico grandi eventi di spessore culturale con “Il cane Dean”, omaggio a Vitaliano Trevisan interpretato da Mirko Artuso, l’intenso “Cuore di porco” firmato da Carrozzeria Orfeo e la pluripremiata ironia de “Sulla morte senza esagerare”
della compagnia I Gordi. La manifestazione dedica inoltre ampio spazio alla formazione e all’incontro con il pubblico grazie al seminario sulla distribuzione curato da Elena Lamberti, al panel sulle prospettive della drammaturgia italiana e agli esiti del laboratorio partecipato “drammatizziAMO.26”, che coinvolge attivamente la cittadinanza e gli studenti del territorio. La kermesse si conclude infine con l’atteso ritorno della promenade teatrale “Spirito del teatro”, un percorso suggestivo tra i corridoi e i camerini del teatro guidato dalle cuffie Wi-Fi, suggellando
una quattro giorni pensata per rendere la cultura teatrale accessibile, viva e profondamente radicata nel tessuto sociale e cittadino.
“La Materia dei Sogni”, le radici dell’arte africana contemporanea in mostra a Santa Caterina
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’è un momento preciso della storia recente in cui l’arte dell’Africa subsahariana ha smesso di essere letta attraverso la lente etnocentrica dell’occidente per rivendicare una propria, prorompente autonomia. Quel periodo, compreso prevalentemente tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, è oggi il cuore pulsante di La materia dei sogni. Radici dell’Arte Africana Contemporanea, la nuova grande esposizione ospitata dal 3 settembre 2026 al 15 gennaio 2027 al Museo di Santa Caterina a Treviso. Curata da Enrico Mascelloni — tra i primi studiosi europei a intuire il valore di questa stagione artistica — e promossa dal Comune di Treviso con l’organizzazione di Promakos, la mostra riunisce oltre 120 opere, alcune del tutto inedite, di 23 artisti provenienti da dieci Paesi. Il percorso spazia tra pittura, scultura, fotografia e installazioni, affiancando nomi iconici come Esther Mahlangu, Georges Lilanga, Paa Joe e Seyni Awa Camara, definita dal curatore la vera “star” dell’esposizione. La scultrice è mancata proprio nel 2026, ma quest’anno la si può apprezzare anche alla Biennale di Venezia. Molti degli autori che espongono oggi a Santa Caterina furono protagonisti nel 1989 della celebre Magiciens de la Terre al Centre Pompidou di Parigi, tappa fondamentale per il riconoscimento critico globale. L’esposizione, dedicata alla memoria dell’artista e intellettuale Sarenco, analizza la capacità di questi maestri di attingere al rito,
al mito e alla quotidianità per plasmare una vera e propria “materia dei sogni”. Come sottolinea il curatore, la mostra documenta una visione culturale che non cerca legittimazioni esterne, ma parla un linguaggio universale. Per Treviso, come ricordato dal sindaco Mario Conte, si tratta di una preziosa occasione per consolidare la vocazione internazionale della città, proponendo un dialogo profondo tra culture e offrendo al pubblico una pagina fondamentale della storia dell’arte contemporanea. • (A.V.)
SPORT
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Volley femminile. La 19enne cresciuta nell’Imoco Next Gen sarà la vice di “Moki”
ARICI STUDIA DA DE GENNARO: LA GIOVENTÙ ABBRACCIA LA LEGGENDA A CONEGLIANO Q uando si inizia un percorso sportivo si sceglie sempre un modello a cui ispirarsi, qualcuno di cui si vuole la maglietta e che porta a dire “un giorno vorrei diventare così”. Elena Arici, da questa stagione, potrà provare l’emozione di vivere ogni giorno al fianco di quella persona. La classe 2007 sarà infatti la vice di Monica De Gennaro nella Prosecco DOC A. Carraro Conegliano: “Le prime volte che ho avuto la fortuna di affiancare De Gennaro mi batteva il cuore all’impazzata e mi sentivo davvero privilegiata: oggi, al pensiero di condividere con lei un’intera stagione, provo ancora un’emozione difficile da descrivere”, ha spiegato sui canali ufficiali del club. Da una parte la veterana che la storia dell’Imoco l’ha praticamente scritta tutta. Dall’altra chi quella storia ha iniziato a conoscerla dal settore
giovanile e adesso avrà l’occasione di viverla dalla prima fila. Monica De Gennaro ed Elena Arici saranno i due liberi nella stagione 2026/27. Due generazioni divise da vent’anni, accomunate dallo stesso ruolo e, da quest’anno, dalla stessa maglia. Ci sono tutti gli ingredienti per una bella storia di sport. Un sogno ad occhi aperti per Arici. Classe 2007, nata a Bedizzole, è cresciuta nel Volley Bedizzole prima di entrare nel 2023 nel settore giovanile dell’Imoco Next Gen. Due Scudetti Under 18 con le Panterine, poi la prima esperienza tra le grandi in Serie A2 con la Valsabbina Millenium Brescia. Un’annata importante, conclusa con la promozione in A1 e 35 presenze. Adesso è il momento del salto più grande. La lombarda diventa la quindicesima giocatrice proveniente dal vivaio Imoco Next Gen a raggiungere
la prima squadra. Indosserà la maglia numero 13 e avrà davanti, ogni giorno in palestra, quella che lei stessa ha sempre considerato il proprio modello. Un vero e proprio master in cui la diciannovenne potrà studiare ogni gesto e dettaglio per crescere al meglio: “Cercherò di osservare e imparare, dentro e fuori dal campo. Per me è da sempre un punto di riferimento: è il miglior libero del mondo da molti anni ed è stata, e continua a essere, il mio idolo. Sono certa che stare in palestra ogni giorno insieme a lei mi offrirà un’opportunità unica di crescita”, racconta Arici. Per una giovane in rampa di lancio non potrebbe esserci maestra migliore. De Gennaro, 39 anni, si prepara alla quattordicesima stagione consecutiva con la maglia di Conegliano. È arrivata nel 2013 ed è diventata una delle immagini più riconoscibili del ciclo
Elena Arici
vincente delle Pantere. È inoltre l’unica giocatrice presente in tutti i 31 trofei conquistati dall’Imoco dalla fondazione: nove Scudetti, otto Coppe Italia, otto Supercoppe italiane, tre Champions League e tre Mondiali per Club. Oggi
presente e futuro si intrecciano e lo fanno guardandosi negli occhi negli spogliatoi del Palaverde. • Stefano Parpajola
Calcio, la Serie C è già realtà: esperienza e ambizione per tenersela stretta
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redici anni dopo, il Treviso è tornato davvero. Non soltanto perché la Serie C è nuovamente comparsa accanto al nome dei biancocelesti, ma perché il 31 agosto le luci del Tenni si sono riaccese su una partita professionistica. Una serata di emozione pura che non avrebbe potuto avere una sceneggiatura migliore: 1-0 al Lecco, rigore di Gerbi nel recupero e oltre 3.500 spettatori in visibilio. Questa, però, è soltanto una parte della storia. L’altra riguarda ciò che è stato costruito durante l’estate. La scelta iniziale è stata quella della continuità: Edoardo Gorini è rimasto in panchina, insieme al suo staff e ad alcuni dei riferimenti del gruppo vincente, a cominciare dal capitano Robert Gucher. Attorno a questa base, il ds Strano ha inserito numerosi giocatori abituati da tempo al professionismo.
Tra gli altri, in porta è arrivato Tommaso Nobile, con una lunga carriera costruita tra Serie C e Serie B. In difesa Daniel Cappelletti rappresenta una sicurezza. A centrocampo Federico Romeo ha già conosciuto promozioni e playoff, mentre Alessio Vita e Luca Paganini aggiungono un patrimonio di presenze maturate soprattutto tra Serie B e Serie C. Ancor più evidente il segnale arrivato dall’attacco. Christian Tommasini ed Erik Gerbi conoscono la categoria, ma il nome che ha alzato il livello del reparto è quello di Raphael Odogwu. Dopo sei stagioni al Südtirol, quattro delle quali in Serie B, l’attaccante porta fisicità, esperienza e soprattutto gol. Il suo impatto è stato immediato: sua la prima rete biancoceleste nel nuovo campionato, a Trento. Proprio la gara del Briamasco aveva fornito il primo assaggio della
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nuova realtà. Il Treviso era passato in vantaggio ed era rimasto dentro la partita fino alla fine, prima di essere punito all’89’. Otto giorni più tardi la risposta è arrivata al Tenni. Contro il Lecco il Treviso non ha dominato, ha attraversato momenti complicati durante il match. Ma è rimasto dentro la gara fino all’ultimo pallone e ha saputo aspettare e sfruttare il momento giusto. Naturalmente i tanti nuovi arrivati significano anche nuovi equilibri, gerarchie da costruire e automatismi che necessitano di tempo. Il pareggio a casa dell’Alcione Milano per 1-1, però, agisce come un’ulteriore iniezione di fiducia. L’obiettivo dichiarato è quello della salvezza. Il Treviso per raggiungerla ha preparato però un buon terreno su cui lavorare. • (S.P.)
Stefano Gorini
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18 → 21 MAR Fulvio Pepe L’ULTIMA DOMENICA DI AGOSTO 08 → 11 APR Nello Mascia LA RIGENERAZIONE
15 → 18 APR 14 → 17 GEN Ascoltaci in in auto sulAmbra Angiolini, Ivana Monti 18tutto → 21il Veneto FEB Salvo Ficarra, Carolina Rosi Antonio Zavatteri LA REGINETTA ASCOLTACI SU SCARICA L’APP WWW.VENETO24.IT RADIO NON TIVENETO24 PAGO LE DIEU DU CARNAGE DI LEENANE SUL TUO SMARTPHONE
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Segue da pag. 1
La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica
al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se
possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.
Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina
AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.
Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti
stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che
Alberto Stefani
non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso
Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità
“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla
stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza
REGIONE
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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche
La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni
storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le
direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici
con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility
del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.
VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS
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a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di
qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado
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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.
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Il dibattito. Maggioranza per la valorizzazione del territorio, ma le opposizioni denunciano la mancanza di fondi
LEGGE SULLA PIANURA VENETA: È SCONTRO SULL’EFFETTIVA UTILITÀ DEL PROVVEDIMENTO I l Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera alla nuova legge per la promozione e la valorizzazione del paesaggio della Pianura Veneta. La proposta, firmata dal consigliere Filippo Rigo (Lega-LV) in veste di primo firmatario e relatore, è passata a maggioranza con 31 voti favorevoli e 15 contrari, intercettando il sostegno compatto del centrodestra e sollevando, al contempo, un acceso dibattito politico in aula sulla sua effettiva utilità. La legge mira a tutelare e rilanciare le risorse naturali, paesaggistiche ed socioeconomiche di un territorio che copre oltre la metà della superficie regionale. Tra i punti qualificanti del provvedimento figura l’istituzione della “Giornata regionale per la Pianura Veneta”, fissata per l’11 novembre in coincidenza con la ricorrenza di San Martino, data fondamentale per la storia contadina locale. L’impianto normativo prevede inoltre contributi finanziari ai Comuni, la promozione del cicloturismo, delle ippovie e degli
itinerari enogastronomici, oltre a percorsi educativi nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Piena soddisfazione per l’approvazione è stata espressa da Filippo Rigo: “La Pianura Veneta costituisce il cuore geografico, economico e sociale della nostra regione. Con questa legge diamo il via a un percorso concreto per promuovere un mosaico straordinario che rappresenta l’identità del nostro territorio. Non ci limitiamo a celebrare la pianura, ma definiamo una strategia di sviluppo sostenibile grazie al confronto continuo con Comuni, associazioni e Pro Loco”. L’iniziativa ha raccolto il supporto di diversi esponenti della maggioranza, tra cui Giorgia Bedin e Roberto Marcato (Lega-LV), Morena Martini (Stefani Presidente), il vicepresidente della Giunta Lucas Pavanetto e i capigruppo Alberto Bozza (Forza Italia), Riccardo Szumski (Resistere Veneto) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica). Risoluta, di contro, l’opposizione delle forze di minoranza, che hanno
Filippo Rigo
votato in modo compatto contro il provvedimento. A guidare le critiche è stata la vicepresidente della Sesta commissione e correlatrice di minoranza, Monica Sambo (Partito Democratico), che ha denunciato l’assenza di interventi concreti per
Monica Sambo
l’ambiente: “Nessuno mette in discussione il valore della Pianura Veneta, ciò che contestiamo è il metodo e l’assoluta inefficacia di questa legge, che si riduce all’ennesima operazione di facciata priva di contenuti reali. Si finanzia la comunicazione, la realtà
aumentata e le app, ma dei 620 mila euro di risorse previste non si spende un solo euro per la rinaturalizzazione delle aree degradate, la tutela delle risorgive o la piantumazione. In una regione che resta la seconda in Italia per consumo di suolo, parlare di valorizzazione del paesaggio senza bloccare la cementificazione è un mero esercizio di greenwashing”. Sulla stessa linea si sono espressi i consiglieri dem Paolo Galeano — che ha definito la norma “uno slogan povero di contenuti” —, Alessandro Del Bianco e Jonatan Montanariello. Dure contestazioni sono giunte anche dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, che ha accusato la maggioranza di voler tutelare “un paesaggio distrutto dal cemento”, oltre che dai capigruppo Flavio Baldan (M5S) e Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione). Infine, Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale) ha auspicato misure urbanistiche più incisive per una reale tutela del territorio.
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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale
ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo
Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi
“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.
Alessandro Berton
all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce
come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture
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una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.
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Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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DESPAR
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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio
IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce
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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche
nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e
Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori
che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto
tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.
TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità
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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Case della Comunità, parte la campagna del Veneto
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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televi-
sive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazioni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia
personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruolo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene neces-
sario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco
Case della Comunità, quindici incontri per spiegare servizi e modalità di accesso
L
’iniziativa nasce con l’obiettivo di far conoscere più da vicino il nuovo modello dell’assistenza territoriale, aiutando la popolazione a comprendere il ruolo delle Case della Comunità e le modalità con cui accedere ai servizi disponibili. Gli appuntamenti saranno aperti a tutti e offriranno anche la possibilità di rivolgere domande direttamente ai professionisti dell’azienda sanitaria. Le Case della Comunità rappresentano uno dei punti centrali della riorganizzazione della sanità territoriale. Al loro
interno operano in maniera coordinata medici, infermieri, specialisti e altri professionisti sanitari e sociosanitari, con l’obiettivo di garantire una presa in carico più vicina ai luoghi di vita delle persone. Particolare attenzione viene riservata alla prevenzione, all’assistenza dei pazienti affetti da patologie croniche e al sostegno delle persone anziane, fragili o non autosufficienti. Le strutture sono inoltre chiamate a favorire la continuità delle cure e il collegamento tra medici di me-
dicina generale, servizi territoriali, ospedali e realtà sociali. Attraverso gli incontri, l’Ulss 2 intende quindi fornire vere e proprie “istruzioni per l’uso”, chiarendo quali prestazioni possono essere richieste, a chi rivolgersi e quale percorso seguire in base alle diverse necessità assistenziali. Il calendario completo degli appuntamenti, con le indicazioni relative a date, orari e sedi, può essere consultato sul sito dell’Ulss 2 Marca trevigiana.
28 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi
West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»
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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territorio padovano.
«Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla
circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ri-
cordando l’importanza dei repellenti e delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è
quello della One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo
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29 Gli studi. Tre studi dell’équipe trevigiana saranno presentati al congresso internazionale della Società Respiratoria Europea
Ca’ Foncello, nuove terapie e strumenti diagnostici contro le malattie respiratorie
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erapie più semplici per tenere sotto controllo la broncopneumopatia cronica ostruttiva, nuove possibilità di remissione per i pazienti con asma grave e strumenti diagnostici capaci di individuare precocemente i segnali delle bronchiectasie. Sono i temi al centro dei tre studi che la Pneumologia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso presenterà al congresso dell’European Respiratory Society, in programma dal 5 al 9 settembre a Barcellona. L’unità operativa, centro Hub dell’Ulss 2 Marca trevigiana, è diretta da Micaela Romagnoli. I lavori nascono dall’esperienza maturata nella pratica clinica e puntano a migliorare concretamente la qualità delle cure, riducendo le riacutizzazioni, semplificando le terapie e permettendo di riconoscere in anticipo i pazienti che necessitano di un monitoraggio più attento. Il primo studio riguarda la Bpco, patologia cronica che provoca l’ostruzione delle vie aeree e difficoltà respiratorie, con un rilevante impatto sull’assistenza ospedaliera soprattutto nelle
fasi acute. La ricerca CHOROS ORION, osservazionale e multicentrica, ha valutato gli effetti di una triplice terapia inalatoria somministrata attraverso un unico dispositivo. Dopo 52 settimane di trattamento è stata registrata una sensibile riduzione del ricorso alle strutture sanitarie rispetto ai dodici mesi precedenti. Gli accessi al pronto soccorso sono scesi dal 14,8 al 5,5 per cento, mentre i ricoveri sono diminuiti dal 16,5 al 10,5 per cento. Dati che indicano una maggiore stabilità della malattia e un beneficio sia per i pazienti sia per l’organizzazione sanitaria. Risultati importanti emergono anche sul fronte dell’asma grave. Lo studio, che sarà illustrato da Michele Ciresi dell’Ambulatorio multidisciplinare dell’Asma grave del Ca’ Foncello, è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Verona e ha analizzato gli effetti dei farmaci biologici dopo dodici mesi di trattamento. Il 49,3 per cento dei pazienti ha raggiunto la remissione clinica, caratterizzata dall’assenza di riacutizzazioni
e della necessità di assumere corticosteroidi orali di mantenimento, insieme a un buon controllo dei sintomi e alla conservazione della funzionalità respiratoria. L’obiettivo delle cure può quindi andare oltre il semplice contenimento dei disturbi e puntare alla
remissione della malattia. Il terzo lavoro riguarda le bronchiectasie, patologia cronica caratterizzata dalla dilatazione permanente dei bronchi, spesso accompagnata da tosse, produzione di catarro e frequenti riacutizzazioni.
Virginia Santello presenterà uno studio dell’Università di Padova dedicato all’oscillometria, una metodica capace di fornire informazioni aggiuntive rispetto alla spirometria tradizionale. La ricerca ha individuato alterazioni associate alla presenza di sintomi respiratori, produzione quotidiana di escreato, frequenti peggioramenti e particolari reperti radiologici, anche nei casi in cui la spirometria risulta meno indicativa. Lo strumento potrebbe quindi contribuire a riconoscere prima l’attività della malattia e a definire percorsi terapeutici maggiormente personalizzati. La partecipazione al congresso di Barcellona conferma il ruolo della Pneumologia del Ca’ Foncello nella ricerca applicata alla cura. L’obiettivo è trasferire rapidamente le evidenze scientifiche nell’assistenza quotidiana, offrendo ai pazienti affetti da malattie respiratorie croniche trattamenti sempre più efficaci, semplici da seguire e adeguati alle esigenze individuali. Paola Bigon
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30 La ripresa. Il ritorno al lavoro, scuola e vari impegni si accompagna agli effetti accumulati durante mesi di temperature elevate
Rientro più difficile dopo l’estate rovente, il caldo prolunga stanchezza e stress
S
ettembre segna tradizionalmente il ritorno alle abitudini quotidiane, ma quest’anno la ripartenza rischia di essere più faticosa del solito. Alla malinconia per la conclusione delle vacanze si sommano infatti le conseguenze di un’estate caratterizzata da caldo persistente, notti afose e violenti temporali che spesso non hanno portato un reale sollievo. La cosiddetta sindrome da rientro non è una vera patologia, ma una condizione transitoria che può manifestarsi con stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, insonnia, mal di testa e problemi digestivi. Il passaggio dai ritmi più liberi delle ferie a quelli imposti da lavoro, scuola e responsabilità familiari richiede un periodo di adattamento. Secondo le stime dell’Istat, questo disagio interesserebbe circa il 35 per cento della popolazione. A complicare il quadro è però l’affaticamento lasciato dalle temperature eccezionali. Le vacanze, anziché garantire un completo recupero delle energie, per molte per-
sone sono trascorse in condizioni climatiche impegnative. Il risultato è un doppio carico: da una parte lo stress psicologico provocato dalla ripresa degli impegni, dall’altra una spossatezza fisica che può continuare anche quando il termometro comincia a scendere. Le conseguenze del caldo prolungato, del resto, non si esauriscono con la fine di un’ondata. Temperature elevate per molti giorni, soprattutto se accompagnate da minime notturne alte, sottopongono l’organismo a uno sforzo continuo. Il sonno perde qualità, aumenta il rischio di disidratazione e possono peggiorare patologie cardiovascolari, respiratorie e renali. Il caldo può inoltre interferire con alcuni trattamenti farmacologici e influire sull’equilibrio emotivo. Durante le fasi più critiche dell’estate europea, gli accessi ai pronto soccorso sarebbero aumentati tra il 10 e il 15 per cento. Particolarmente vulnerabili sono gli anziani e le persone affette da malattie croniche. Il Ministero della Salute ricorda che le ondate di calore possono
favorire l’aggravamento di disturbi cardiaci e cerebrovascolari, patologie polmonari, malattie metaboliche come il diabete, problemi renali ed epatici e condizioni che interessano il sistema nervoso. Anche sul piano psicologico le temperature estreme possono lasciare una traccia. La Società italiana di medicina di emergenza-urgenza e la Società italiana di epidemiologia psichiatrica hanno rilevato, alla fine di agosto, un aumento fino al 20 per cento degli accessi ai pronto soccorso per disturbi psichiatrici rispetto a tre anni prima. Caldo intenso e mancanza di riposo possono infatti accentuare ansia, alterazioni dell’umore e fragilità già presenti. A rendere insolito questo passaggio stagionale è anche la distanza tra ciò che indica il calendario e ciò che viene percepito dal corpo. Le temperature possono rimanere estive mentre le giornate iniziano ad accorciarsi. La riduzione delle ore di luce influisce sui ritmi circadiani, sulla qualità del sonno e sull’umore, anche quando l’afa continua a suggerire che l’estate non sia ancora
terminata. Secondo David Lazzari, già presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi e presidente dell’Osservatorio Benessere psicologico e salute Benèpsys, questa discordanza può ritardare la consueta malinconia di fine stagione senza eliminarla. Il cambiamento della luce rappresenta infatti un segnale biologico molto forte, indipendente dall’andamento delle temperature. Per superare questa fase è utile evitare una ripresa troppo brusca. Quando possibile, gli impegni andrebbero distribuiti gradualmente, riservando spazio al riposo, all’attività fisica e a un’alimentazione equilibrata. È importante anche
continuare a bere regolarmente: con l’avvicinarsi dell’autunno l’attenzione all’idratazione tende a diminuire, ma caldo e umidità possono mantenere elevata la sudorazione e quindi la perdita di acqua e sali minerali. Le previsioni indicano un progressivo calo delle temperature, legato anche alla diminuzione delle ore di luce, mentre resta più incerta la distribuzione delle precipitazioni. Francesco Meneguzzo, primo ricercatore del Cnr-Ibe e commissario straordinario del Consorzio Lamma, segnala tuttavia la possibilità di valori ancora superiori alle medie stagionali. Il ritorno alla normalità potrebbe quindi richiedere più tempo. L’estate meteorologica continua a farsi sentire mentre quella psicologica e biologica sta già lasciando spazio all’autunno. Una sfasatura capace di rendere meno netto il cambio di stagione, ma anche più improvviso il momento in cui corpo e mente dovranno finalmente riconoscere che l’estate è davvero finita. Paola Bigon
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