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laPiazza di Treviso - Ago26

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DELL’USATO E DELL’ANTIQUARIATO

di Treviso

DAL 1994

AGOSTO 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 183

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Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia pag. 9

Il fine vita al centro del dibattito in Veneto

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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.

pag. 27

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ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO IL WELFARE DELLA VICINANZA: NUOVI MODELLI CONTRO LE FRAGILITÀ servizi alle pag. 4-5

LE NUOVE RILEVAZIONI PORTANO LA CITTÀ TRA LE PIÙ CARE D’ITALIA

servizio a pag. 10

I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE

servizio a pag. 19

segue a pag. 19

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti.

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FACCIAMO IL PUNTO

di Treviso

IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

DESERTIFICAZIONE BANCARIA NELLA MARCA: PERSI 200 SPORTELLI IN DIECI ANNI

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a desertificazione bancaria continua a colpire duramente la provincia di Treviso dove, secondo l’analisi di CNA Provinciale Treviso, negli ultimi dieci anni sono andati perduti circa 200 sportelli, lasciando oggi un comune su tre completamente privo di filiali e riducendo il totale a 339 presidi attivi sul territorio. Un trend allarmante che rispecchia una crisi più ampia e strutturale: a livello regionale sono oltre cento i comuni senza banca, mentre in tutta Italia la rete sportellitaria si è ridotta di oltre un terzo dal 2015 al 2025, colpendo in particolare i piccoli centri abitati sotto i cinquemila abitanti e mettendo in seria difficoltà la popolazione più anziana, meno avvezza agli strumenti digitali e alle applicazioni telematiche. Le ripercussioni colpiscono duramente anche il tessuto produttivo, con migliaia di imprese venete costrette a operare in territori sprovvisti di servizi creditizi di prossimità, elemento che rischia di frenare gli investimenti, la liquidità quotidiana e lo sviluppo economico locale. Questa progressiva contrazione della presenza fisica degli istituti di credito nei territori periferici e rurali rappresenta un campanello d’allarme che interroga non solo il mondo economico, ma anche le istituzioni pubbliche sulle politiche di coesione sociale e territoriale. Di fronte a questo scenario preoccupante, il presidente di CNA Provinciale Treviso, Gianpaolo Stocco, ha ribadito con forza che la digitalizzazione non può in alcun modo giustificare l’abbandono del territorio, ricordando che per i cittadini e le piccole imprese il rapporto con la banca richiede ancora interlocutori fisici in grado di comprendere e valutare le reali esigenze del contesto economico locale, garantendo quel supporto umano e relazionale che nessuna piattaforma online può interamente sostituire.

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• Nicola Stievano Segue da pag. 1

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Un terzo dei comuni trevigiani è senza banca, CNA chiede un cambio di rotta

i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:

la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.

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di Treviso è una testata giornalistica di proprietà di

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Questa edizione raggiunge i quartieri di Treviso per un numero complessivo di 32.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Giovani e anziani/1. Sono ormai numerosi i progetti pubblici e privati per la convivenza tra persone fragili

COHOUSING PER COMBATTERE LA SOLITUDINE LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DELLA TERZA ETÀ R ealtà in forte espansione, il cohousing sta diventando un modello abitativo sempre più ambito. L’aspettativa di vita, il progresso e le maggiori attenzioni istituzionali verso il boom di natalità che ha visto il dopoguerra, ora evoluto in popolazione numerosa con specifiche esigenze personali, portano a trovare soluzioni inedite per gli anziani e le loro problematiche. Inclusione, autonomia abitativa e mutuo aiuto sono i tratti nodali della convivenza di questo tipo. Anche a Treviso il futuro della residenzialità passa per l’abitare condiviso e i dati raccolti sul campo sono eloquenti. Fondamentale, emerge la scalabilità del modello e l’importanza di integrare il cohousing all’interno delle strategie regionali sulla longevità, come ha dimostrato il convegno “Vado a vivere in cohousing!”, evento organizzato da EnEA (settore di ISRAA Treviso dedicato all’invecchiamento attivo) con il patrocinio del Comune di Treviso che si è tenuto

qualche settimana fa a Santa Caterina. Al centro dell’incontro, i risultati della ricerca condotta tra i residenti del Borgo Mazzini Smart Cohousing (BMSC). Lo studio è stato realizzato da un team dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, coordinato dalla docente Barbara Da Roit, nell’ambito del progetto europeo “LeTS-care”. Nel presentare alle istituzioni e alla cittadinanza un’analisi scientifica che va oltre la narrazione, sono stati approfonditi i punti di forza e le aree di miglioramento delle varie realtà trevigiane, che sono diventate ormai un punto di riferimento nazionale. E Da Roit, nella sua lectio magistralis, ha inquadrato soprattutto il fondamentale valore sociologico del fenomeno. Inoltre, durante il convegno, la professoressa Pamela Pasian ha avuto il compito di illustrare il progetto di ricerca “Abitare la cura: la ricerca sulle pratiche di EnEA”, entrando nel vivo delle dinamiche quotidiane che trasformano un semplice condominio in una comunità solidale.

l progetto del co-housing di Borgo Mazzini in centro a Treviso

Ultime ma non ultime, le testimonianze di chi il cohousing lo pratica davvero. Questo tipo di convivenza è riservato a singoli o coppie di età compresa solitamente tra i 60 e gli 80 anni, con un buon livello di autonomia. L’accesso a quello pubblico avviene tramite bando e graduatoria basata su età, residenza e fragilità, con il canone mensile che

copre alloggio, utenze, manutenzioni e servizi di monitoraggio. Il Senior Cohousing Pubblico, nei suoi principali progetti legati alla rigenerazione urbana e all’invecchiamento attivo, viene gestito dall’ISRAA (Istituto per Servizi di Ricovero e Assistenza agli Anziani). Tra questi, si distingue Borgo Mazzini Smart Cohousing, un intero “quartiere

solidale” nel centro storico di Treviso. Offre 44 mini appartamenti indipendenti (tra i 38 e i 60 mq) abbinati a ampi spazi comuni di socializzazione (giardini, sale attività). Gli alloggi sono interamente domotici, dotati di sensori ambientali, rilevatori di cadute e sicurezza attiva. Ma insiste in loco anche il Progetto A.I.A. (Abitare in Autonomia), un’iniziativa potenziata tramite fondi PNRR che conta 19 appartamenti protetti distribuiti tra Borgo Mazzini 37, Borgo Mazzini 51 e l’area di San Tommaso (presso la Casa Albergo Ferdinando Salce). Offre una formula di residenzialità leggera con il monitoraggio di un’équipe professionale. Fuori dal circuito istituzionale, si sono poi concretizzati programmi nati dalla cooperazione e da progetti di vita intenzionali, come il cohousing Rio Selva di Preganziol o il Villaggio Solidale della Cooperativa Solidarietà in via Fossaggera. • Aldina Vincenzi

La protezione degli anziani passa anche per il dialogo tra istituzioni

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gni cento trevigiani ci sono 8 anziani soli. Sono loro una delle parti più fragili della società. Si stima che gli anziani soli nel trevigiano siano più di 70 mila, un terzo uomini e due terzi donne, distribuiti in una Provincia demograficamente policentrica. Ogni cinque ultrasessantacinquenni, circa due sono soli, perché nubili/celibi, divorziate/i, ma soprattutto perché vedove o vedovi. Necessari quindi gli interventi delle istituzioni per dialoghi intermodali tra soggetti che possono fronteggiare le problematiche di questa fascia d’età. Massimo Messina, segretario generale SPI CGIL di Treviso ritiene che lo strumento della contrattazione sociale sia il più adeguato. “Il confronto dev’essere continuo con Comuni, ULSS

aziende di servizi e altri enti del territorio. L’obiettivo è orientare le scelte delle istituzioni verso politiche più eque, inclusive e capaci di rispondere ai bisogni della popolazione. E, tra le priorità, vi sono senz’altro la tutela del potere d’acquisto delle pensioni e il contrasto al carovita, attraverso tariffe sociali più eque, agevolazioni e una fiscalità locale più equa, con una articolare attenzione dedicata inoltre alle politiche per l’invecchiamento attivo”. In questo ambito si inseriscono varie attività promosse dal Comune, tra le quali “Estate in Città”, l’iniziativa dell’Assessorato alle Politiche sociali per contrastare gli effetti delle alte temperature e offrire occasioni di socialità e benessere alle persone più vulnerabili durante i mesi estivi. Il progetto è stato realizzato

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in collaborazione con la Croce Rossa Italiana (Comitato di Treviso) e con l’Oratorio Parrocchiale di San Lazzaro, che ha messo a disposizione gli spazi. Ma anche informare, sensibilizzare e costruire una rete di prevenzione sempre più capillare per contrastare il fenomeno delle truffe agli anziani diventa fondamentale. È questo l’obiettivo della campagna “Fidarsi è bene… ma in sicurezza”, presentata a fine luglio a Ca’ Sugana e promossa dal Comune di Treviso grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Interno, con il contributo della Prefettura di Treviso e in stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale. • (A.V.)

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5 Giovani e anziani/2. La ricerca di identità rende ragazze e ragazzi più vulnerabili dell’età anziana

SOLI, MA NON PER SCELTA: L’INCHIESTA SULLA NUOVA FRAGILITÀ DELLA GEN Z

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econdo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona su sei nel mondo soffre di solitudine, con effetti sulla salute paragonabili a quelli del fumo e dell’obesità. E tra le categorie più esposte ci sono i giovani, addirittura maggiormente fragili degli anziani. Entrambe le categorie sono quelle statisticamente più toccate dal possibile rischio di sofferenza per solitudine, ma emergono differenze sostanziali. Gli anziani, avendo vissuto più a lungo, possiedono spesso risorse interiori e competenze maturate nel corso degli anni per affrontare l’isolamento. I giovani, invece, sono più vulnerabili, perché ancora in cerca di se stessi. Per questo sono così importanti le iniziative di scuola e istituzioni per mettere in connessione i ragazzi, in modo di poter

“farsi riconoscere in modo autentico” come sottolinea l’antropologo e sociologo Sebastiano Caroni. Nel panorama trevigiano, per esempio, spicca il Progetto Giovani di Villorba che registra ogni settimana circa 250 presenze. Si tratta di un vero e proprio presidio educativo, storicamente situato negli spazi dell’ex Montfort di Carità, capace di prevenire il disagio giovanile e contrastare la povertà educativa. Quindici anni fa nasceva lì uno skatepark, su richiesta di un gruppo di giovani del territorio, e oggi comprende anche il campo da beach volley, il campo da basket all’aperto, il percorso vita e gli spazi del Progetto Giovani. Un’area che negli anni è diventata un punto di riferimento non solo per i ragazzi di Villorba, ma anche per tanti

giovani provenienti dai comuni vicini. Tutto gratuito. Una volta terminati sia la Summer Experience 2026 (il calendario estivo di attività promosso dal locale Progetto Giovani, con laboratori di writing e graffiti, una giornata dedicata alla pallavolo, un’uscita in piscina al Park Tennis di Villorba e un laboratorio di parkour) sia il progetto “Ci sto? Affare Fatica!”, (durante il quale ragazze e ragazzi si sono dedicati alla pulizia e alla riqualificazione delle aree esterne dell’edificio, contribuendo a rendere ancora più accogliente il luogo che oggi ospita le attività estive) ora si continua a sviluppare un vero e proprio luogo aperto dove i ragazzi possono praticare sport, partecipare a laboratori artistici, confrontarsi con educatori qualificati e vivere esperienze di socializzazione positive, lontani dall’isolamento e dai fattori che possono alimentare il disagio. Il successo delle attività estive conferma come il Progetto Giovani Villorba sia ormai un modello consolidato di prevenzione e promozione del benessere giovanile. Un investimento che mette al centro i ragazzi, offrendo loro opportunità concrete di crescita attraverso sport, cultura, creatività e partecipazione, trasformando un’area pubblica in un luogo vivo e riconosciuto dall’intera

C’è Pet Therapy e Pet Therapy

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reviso si attrezza: molte le strutture per anziani che, anche nel trevigiano, consentono l’ingresso a vario titolo degli animali d’affezione per la visita o la convivenza con i propri ospiti. Le visite libere che consentono l’ingresso temporaneo di cani al guinzaglio o di gatti nel trasportino per far visita ai loro “umani” sono state recentemente sdoganate. Vivere col proprio animale è consentito invece solo in alcune strutture - spesso nei co-housing, per esempio - dove il regolamento prevede che i residenti o i loro familiari debbano però essere in grado di accudire i propri animali. Diverso è il caso della Pet Therapy, quando le bestiole (cani, gatti, ma anche conigli) entrano come parte di progetti di cura e attività di sostegno e benessere psicofisico. A Farra di Soligo, in particolare al Bon Bozzolla, la richiesta di visita è partita da un ospite e l’istituto ha risposto subito positivamente, predisponendo per lui - ma in un futuro prossimo anche per altre persone, viste le domande in aumento - le necessarie misure per accogliere la sua cagnolina, Lola, un piccolo esemplare di pastore australiano di sette anni con cui Piero ha condiviso una parte importante della propria vita. Il desiderio di rivederla ha dato vita al progetto “Zampe in visita”, che permette oggi a Lucia, moglie del signor Piero, di accompagnare periodicamente la cagnolina in visita tra le mura del Bon Bozzolla, consentendo così ai due di ritrovarsi in un ambiente protetto e accogliente. Il successo dell’iniziativa è stato talmente grande che, in pochi accessi, la piccola Lola ha

comunità. “Il Progetto Giovani Villorba rappresenta molto più di un luogo dove trascorrere il tempo libero – sottolinea il sindaco, Francesco Soligo –. È uno spazio educativo nato per offrire ai ragazzi occasioni concrete di crescita, relazione e sviluppo delle proprie passioni. Dall’intuizione che ha inteso accontentare quel primo gruppo di ragazzi appassionati di skateboard è nata una realtà che oggi richiama

centinaia di ragazzi da tutta la regione. Stiamo valutando anche l’installazione di tavoli da ping pong fissi per ampliare ulteriormente le opportunità di incontro e di pratica sportiva. È un investimento sulla comunità e sulle nuove generazioni. Il PGV è uno spazio inclusivo, dove tutti possono partecipare, proporre idee e costruire relazioni positive”. • Aldina Vincenzi

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Il signor Piero, sereno con la moglie e la sua Lola al Bon Bozzolla

conquistato il cuore di tutti, residenti e personale, diventando di fatto la mascotte del Bon Bozzolla. Ora il mercoledì mattina è l’ospite più atteso, tutti si radunano all’ingresso del BB in sua attesa. “Il progetto ‘Zampe in visita’ nasce da un ascolto autentico dei nostri residenti e dei loro bisogni affettivi più profondi - dichiara la Presidente dell’Istituto Bon Bozzolla, Isabella Paladin -. Per molte persone, gli animali domestici non sono semplici compagnie, ma veri e propri membri della famiglia. Con questa iniziativa abbiamo voluto restituire, dove possibile e in sicurezza, un pezzo importante di quotidianità e di affetto”. • (A.V.)

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IN PRIMO PIANO

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Politica. Dieci interventi prioritari finanziati in provincia

QUATTRO MILIONI DI EURO DALLA REGIONE PER METTERE MANO ALLA VIABILITA’ A luglio, la giunta della Regione Veneto ha programmato gli importi per viabilità e interventi infrastrutturali, decidendo di devolvere risorse per oltre 4 milioni di euro alla provincia di Treviso. Nel dettaglio, le somme stanziate sono già state destinate a dieci interventi che hanno carattere di priorità. A Resana verrà realizzato un nuovo tratto di pista ciclopedonale lungo via Roma e sarà adeguato l’incrocio tra via Martiri della Libertà e via Bolimbaghi con 690.000 euro. Mentre a Moriago della Battaglia verrà completata la pista ciclabile lungo la provinciale 34 Sinistra Piave con un contributo di 310.000 euro, a Motta di Livenza verrà messa in sicurezza l’intersezione tra la regionale 53, la provinciale 51 e via Enrico Fermi con 490.000 euro. Inoltre, nella frazione di Vallà di Riese Pio X sarà realizzata una rotatoria all’intersezione tra la provinciale 667 e via Enrico Toti con 360.000 euro.

Per quanto riguarda Vedelago, con 300.000 euro verrà costruita una nuova rotatoria tra via del Brolo e via Corriva lungo la provinciale 5 nella frazione di Casacorba. Anche Treviso capoluogo beneficerà dei contributi regionali. 455.000 euro serviranno per la messa in sicurezza di strada Santa Bona Vecchia. A questi interventi si aggiungono il secondo stralcio del Piano comunale della mobilità dolce a Breda di Piave (tratto “E – Pero – Via Pellico – via Garibaldi) con 400.00 euro, la sistemazione dell’intersezione tra via Caldretta e via Marconi a Maser con 297.000 euro, la realizzazione della pista ciclopedonale lungo la provinciale 635 tra Revine Lago e Cison di Valmarino con 390.000 euro e il completamento dei percorsi ciclopedonali di via Madonnetta ad Arcade per altri 390.000 euro. Claudio Borgia, consigliere regionale per Fratelli D’Italia commenta

specificando che ”si tratta di opere che rispondono ad esigenze molto diverse, tutte però accomunate dallo stesso obiettivo, rendere più sicuri gli spostamenti di automobilisti, ciclisti e

pedoni, ridurre i punti critici della rete viaria e favorire una mobilità sempre più sostenibile. È inoltre importante sottolineare come questi contributi regionali generino un effetto moltipli-

catore, attivando ulteriori investimenti da parte dei Comuni e consentendo così di realizzare infrastrutture che, senza questo sostegno, avrebbero richiesto tempi molto più lunghi”. “Questi investimenti - dichiara invece il consigliere regionale leghista Stefano Marcon - sono il frutto di una programmazione seria e di una visione che mette al centro la sicurezza delle persone, la riqualificazione della rete viaria e la promozione della mobilità sostenibile. Continueremo a lavorare affinché i Comuni possano contare su risorse adeguate a realizzare opere strategiche, capaci di rispondere alle esigenze delle comunità locali e di garantire infrastrutture sempre più moderne, sicure ed efficienti. La speranza è che al momento dell’assestamento di bilancio si trovino le nuove risorse per finanziare ulteriormente la graduatoria”. • Aldina Vincenzi

”SIATE SCOMODI, VIVETE LE PIAZZE”: L’APPELLO DEL PRESIDENTE FIPE POZZOBON PER SALVARE I LOCALI

«S

iate scomodi». È l’invito lanciato da Michele Pozzobon, presidente di Fipe-Confcommercio della provincia di Treviso, rivolto ai cittadini alla vigilia del mese di agosto. L’appello prende le mosse dal continuo alternarsi di chiusure e nuove aperture di bar, ristoranti, osterie e pubblici esercizi nel territorio. Secondo i dati citati da Fipe, a inizio 2025 il comparto contava circa 5 mila unità locali e circa 22 mila dipendenti nella Marca, articolandosi in una grande varietà di format commerciali. Tuttavia, il valore di questi locali va ben oltre la dimensione economica. Bar e ristoranti

rappresentano veri e propri presìdi di accoglienza, socialità e convivialità, capaci di incidere positivamente sulla sicurezza dei quartieri e sulla vitalità dei centri storici, offrendo punti di riferimento essenziali per i giovani e per gli anziani che vivono soli. Per Pozzobon non basta lamentarsi quando un’insegna storica abbassa la serranda: serve un cambio di passo da parte di istituzioni e consumatori, trasformando la consapevolezza in impegno civico ed energia collettiva. Nel cuore della lettera c’è un vero e proprio elogio della “scomodità”, intesa come antidoto

agli automatismi di una società sempre più orientata alla rapidità e alla comodità digitale. Pozzobon esorta a scegliere il confronto anziché l’omologazione, il dialogo al posto degli slogan e la relazione autentica rispetto alle scorciatoie. I pubblici esercizi non sono semplici luoghi di consumo, ma spazi di vita condivisa che mantengono unite le comunità. Da qui l’invito finale a trovare il coraggio di uscire, dedicarsi tempo, frequentare le piazze e i locali: perché una comunità cresce soltanto quando le persone tornano a incontrarsi davvero, preferendo la condivisione all’isolamento.

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Trasporti. La Provincia destina metà dell’utile MOM al trasporto degli studenti

BUS SCUOLA, AL VIA LO SCONTO, FINO A 40 EURO IN MENO A nche per il prossimo anno scolastico gli studenti trevigiani avranno la possibilità di usufruire di scontistiche per gli abbonamenti sul trasporto pubblico locale. La Provincia di Treviso metterà nuovamente a disposizione delle famiglie circa 400.000 euro, circa la metà della quota utile del bilancio 2025 Mom - Mobilità di Marca, l’azienda di trasporto di cui l’ente provinciale è socio di maggioranza. Una promessa che il presidente, Marco Donadel, ha fatto ancora a inizio maggio in sede di approvazione dell’analisi annuale Mom e che ora ufficializza consentendo una riduzione fino a 40 euro del costo dell’abbonamento per la rete urbana ed extraurbana. Infatti la formula “Sconto Provincia 2026” è riservata agli studenti che utilizzano il trasporto pubblico per spostarsi nei Comuni della Marca Trevigiana ed è valida anche per l’acquisto degli abbonamenti scolastici integrati con il servizio urbano di Treviso ATVO ACTIVO+ MOM (Roncade, Monastier, Zenson di Piave, San Biagio di Callalta), così come per gli abbonamenti scolastici annuali per studenti dell’azienda GOBBO (area Badoere di Morgano, Zero Branco e Resana). “Vogliamo essere vicini alle famiglie e ai nostri ragazzi, che sono i principali fruitori del trasporto pubblico locale”, sono le parole di Donadel. Il bilancio 2025 di MOM, approvato al Sant’Artemio all’unanimità, si è chiuso con un utile di 1.949.263 euro, raddoppiato rispetto al 2024. “Questo risultato - si concede - è straordinario, possibile grazie all’efficacia della governance compartecipata tra pubblico e privato, alla capacità di innovazione, al dinamismo e alla consolidata esperienza dell’azienda, di Giacomo Colladon, presidente Mom, e del CdA.” L’altra metà dei 799.211,50 euro di utile forniranno una riserva prudenziale. “Come già anticipato a maggio - continua il presidente della Provincia - al momento ho scelto di accantonare il restante 50% della nostra quota per scongiurare eventuali aumenti dei prezzi causati dalla crisi energetica e all’instabilità dello scenario internazionale”. Colladon, dal canto suo, rileva come l’iniziativa ‘Sconto Provincia’ rappresenti un importante volano per la crescita degli abbonamenti annuali che, nell’ultimo anno scolastico, sono aumentati del 21%, portando a quasi

19.000 il numero di ragazzi che hanno scelto un titolo di viaggio fidelizzato, pari a oltre il 66% del totale. MOM offre la possibilità di rateizzare la spesa in 3 o 4 rate senza interessi. L’acquisto degli abbonamenti studenti per l’anno scolastico 2026-2027 sarà possibile a partire dall’inizio di agosto. “Invitiamo però le famiglie - puntualizza Colladon - a procedere quanto prima all’acquisto, poiché lo Sconto Provincia sarà applicato fino a esaurimento delle risorse disponibili”. • Aldina Vincenzi

Donadel e Colladon presentano lo Sconto Provincia

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Non mancate il 07 Settembre!

“Memorie di bottega. Storie di mani, voci e vetrine”

“M

emorie di bottega. Storie di mani, voci e vetrine” è un podcast che celebra e da’ voce a otto realtà storiche del commercio moglianese. Fucina continua di iniziative, Francesca Gallo è l’ideatrice del progetto. Una forza della natura, ma soprattutto una storica, una cantante e l’unica donna italiana a costruire fisarmoniche. Il progetto è piaciuto subito alla Camera di Commercio di Treviso Beluno/Dolomiti che ha deciso di sostenerlo inserendolo nell’ambito del progetto “Geografie Urbane”. É iniziata così la realizzazione, sempre a cura di Gallo, che ha visto il naturale patrocinio dell’Amministrazione di Mogliano Veneto, rappresentante del territorio comune alle botteghe protagoniste. L’obiettivo è dare voce ad alcune attività commerciali storiche della città, sottolineando il ruolo del commercio cittadino come parte importante della vita e dell’economia territoriale. Gioielleria Franzò, Meggetto Calzature, Ferramenta Zottarelli, Latteria Vecchiato, Colorificio Koflach, pizzeria Da Pino, Zardo, negozio di attrezzature per il giardinaggio, e F.lli Pelizza, con i loro banchi al mercato cittadino. Queste le otto realtà che vengono raccontate nel podcast disponibile ora nel canale Spotify dell’associazione. Storie diverse hanno segnato il cammino delle figure centrali dell’iniziativa. “Siamo felici che il progetto avviato per le botteghe di Treviso la scorsa primavera trovi continuazione qui – afferma Massimo Cestaro, presidente della Delegazione di Mogliano Veneto di Ascom Confcommercio – poiché la nostra città ha numerose attività storiche legate a una tradizione del commercio vivace e appassionata. Fondamentale è soprattutto preservare la memoria di queste imprese che sono parte integrante della nostra comunità”. • (A.V.)


LA CITTÀ

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La ricerca. Il capoluogo della Marca entra nel gruppo delle città italiane con i canoni di locazione al massimo storico

AFFITTI ALLE STELLE: RECORD STORICO E CRISI ABITATIVA NELLE PAROLE DEL SUNIA T reviso ha raggiunto il massimo storico dei canoni di locazione, inserendosi tra i capoluoghi italiani in cui il mercato degli affitti registra i valori più alti di sempre. Lo certifica il report dell’Ufficio Studi di idealista, che evidenzia come a livello nazionale i prezzi siano cresciuti a luglio, portandosi a una media di 14,9 euro al metro quadrato. Sebbene su base annua si noti una leggera flessione rispetto all’anno precedente, ben 18 città italiane — tra cui Treviso, Roma, Torino e Verona — hanno toccato i livelli record di prezzo. Secondo Deborah Marcon, segretaria provinciale del Sunia, il sindacato degli inquilini, questa situazione era ampiamente prevedibile. Il problema centrale non è la carenza di immobili in assoluto, quanto la totale assenza di soluzioni abitative accessibili. Sul mercato trevigiano si registrano richieste economiche molto elevate, come appartamenti a 1.200 euro mensili e

monolocali a 800 euro. Di fronte a una domanda così forte, i proprietari trovano un mercato che consente loro di alzare continuamente l’asticella dei prezzi. Le difficoltà maggiori colpiscono le

categorie che necessitano di maggiore flessibilità, come i lavoratori con contratti a tempo determinato e gli studenti fuori sede, per i quali trovare monolocali o piccoli alloggi è diventato

estremamente complicato. Si delinea così un contesto fortemente selettivo, in cui chi cerca casa si trova costretto ad accettare condizioni economiche pesanti pur di avere un tetto. Spesso le persone accettano sforzi economici enormi, rischiando però di trovarsi in situazioni di insostenibilità finanziaria a lungo termine. Anche il canone concordato fatica a svolgere il suo ruolo di calmiere dei prezzi. Gli accordi territoriali definiscono parametri precisi, ma al di fuori di questo sistema non esistono norme nazionali che limitino gli importi richiedibili. Se la domanda di mercato spinge i prezzi in alto, diventa difficile convincere i locatori ad applicare tariffe inferiori. A ciò si aggiunge la prudenza dei proprietari alla scadenza dei contratti: molti preferiscono vendere, orientarsi verso gli affitti turistici, lasciare gli immobili vuoti o locarli direttamente alle aziende per i dipendenti, riducendo drasticamente le abitazioni disponibili

per il mercato residenziale ordinario. L’impatto sui bilanci delle famiglie è allarmante. Se le statistiche parlano di un’incidenza dell’affitto pari a circa il 50% del reddito familiare, l’esperienza quotidiana del sindacato attesta punte che raggiungono l’80%, percentuali insostenibili sul lungo periodo. Il Sunia sottolinea inoltre le criticità del mercato delle compravendite, caratterizzato da immobili spesso sovrapprezzati e bisognosi di importanti ristrutturazioni. Per arginare la crisi, il sindacato ribadisce la necessità di interventi strutturali: un deciso potenziamento dell’edilizia pubblica, che in Italia si trova ai minimi storici rispetto ad altri Paesi europei, maggiori tutele giuridiche ed economiche sia per i proprietari che per gli inquilini, e strumenti fiscali mirati a incentivare i canoni sostenibili. Senza queste misure, il record toccato a Treviso rischia di essere soltanto un’ulteriore tappa di una crescita dei prezzi inarrestabile.

Svolta giudiziaria per il Park Dal Negro a Treviso: quattro indagati e partono i lavori

L

a Procura chiude le prime indagini sull’occupazione abusiva del parcheggio multipiano di via Venier risalente all’estate del 2023. Nel frattempo, al via gli interventi da 100 mila euro per blindare la struttura ed evitare nuovi accessi non autorizzati. La vicenda del Park Dal Negro a Treviso approda ufficialmente nelle aule giudiziarie. La Procura della Repubblica ha infatti chiuso le prime indagini relative alle occupazioni abusive della struttura di via Venier, notificando gli avvisi di garanzia a quattro persone. I fatti contestati risalgono all’estate del 2023, quando la polizia locale sorprese diversi senza fissa dimora ac-

campati ai piani alti del multipiano, trasformato in un dormitorio di fortuna. Il provvedimento della magistratura rappresenta il primo sviluppo di una situazione che per anni ha generato forti tensioni sociali e politiche in città. Da un lato le segnalazioni dei residenti e le richieste di maggiore sicurezza; dall’altra le prese di posizione degli attivisti del centro sociale Django a supporto dei senzatetto, contrapposti agli esponenti del movimento Prima i Trevigiani. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a quattro cittadini stranieri: un 57enne della Costa d’Avorio, un 29enne somalo, un secondo cittadino ivoriano e un 25enne

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brasiliano. L’accusa mossa nei loro confronti è di invasione di edifici, in seguito a un blitz compiuto dagli agenti nel luglio del 2023 al sesto piano del parcheggio. L’episodio ha fatto da apripista a una serie di criticità legate all’ordine pubblico, con sgomberi e controlli che si sono ripetuti nei mesi successivi. Ora, con la chiusura delle indagini preliminari, gli indagati avranno facoltà di presentare memorie o richiedere di essere interrogati prima delle eventuali richieste di rinvio a giudizio. Parallelamente al fronte giudiziario, la struttura si appresta a cambiare volto. Sono infatti iniziati i lavori di riqualificazione del valore di circa

100 mila euro, pensati per blindare l’edificio e prevenire nuove intrusioni. Il progetto prevede l’installazione di basculanti grigliati per gli accessi carrabili e di porte automatiche pedonali apribili esclusivamente tramite il biglietto del parcheggio. Prima dell’attivazione dei nuovi impianti, gli ultimi piani dell’immobile saranno sottoposti a interventi straordinari di pulizia e sanificazione per rimuovere i vecchi giacigli. L’obiettivo dell’intervento, sostenuto anche da Confcommercio Treviso, è restituire definitivamente il parcheggio alla sua funzione originaria, chiudendo una volta per tutte la stagione del degrado e delle occupazioni.

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SICUREZZA

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L’allarme. Il prefetto Angelo Sidoti ha presentato la nuova campagna di sensibilizzazione promossa dal ministero

Truffe agli anziani a Treviso: +12% nel primo semestre 2026

I

l fenomeno delle truffe ai danni di anziani e soggetti fragili continua a far discutere a Treviso e provincia, offrendo un quadro complesso e contraddittorio. A fare il punto della situazione è stato il prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, a margine della conferenza stampa di presentazione di una nuova campagna di comunicazione promossa grazie a un progetto ministeriale per sensibilizzare la popolazione più vulnerabile. Dall’analisi dei dati forniti emerge una situazione divisa a metà tra il capoluogo e il resto del territorio provinciale. Se da un lato la provincia registra dati incoraggianti e in progressiva diminuzione — con un calo delle denunce del 7% nel corso del 2025 rispetto all’anno precedente e un ulteriore ribasso dell’11% nella prima metà dell’anno in corso rispetto allo stesso periodo del 2025 —, dall’altro il comune di Treviso mostra una tendenza opposta. Nel capoluogo, infatti, a fronte di un calo registrato tra il 2024 e il 2025, si assiste a un incremento del 12% nei primi sei mesi del 2026 rispetto ai dati dello scorso anno. I truffatori continuano a sfruttare una

vasta gamma di stratagemmi per raggirare le vittime, spaziando dai metodi tradizionali a quelli digitali. Tra i casi più diffusi figurano le frodi in cui i malintenzionati si spacciano per falsi carabinieri, poliziotti o finanzieri. In alcune circostanze, i truffatori arrivano persino a inscenare finte perquisizioni domiciliari con il pretesto di verificare se gli oggetti preziosi custoditi in casa siano provento di reato. A queste si aggiungono le truffe messe a segno all’esterno delle abitazioni, come il classico furto di collane o orologi perpetrato sfruttando la cosiddetta “tecnica dell’abbraccio”. Accanto ai raggiri domiciliari e di strada, destano forte preoccupazione anche le

truffe informatiche e telefoniche. Oltre ai tentativi di phishing tramite email e messaggi fraudolenti, i dati evidenziano una crescita di raggiri legati al mondo finanziario: in questi casi, i malfattori contattano le vittime fingendosi funzionari di istituti di credito, propongono investimenti vantaggiosi e svaniscono nel nulla dopo aver ottenuto le somme di denaro. La nuova campagna di comunicazione istituzionale punta proprio a contrastare questa deriva, fornendo strumenti di autodifesa e consigli pratici agli anziani e ai loro familiari per riconoscere i segnali d’allarme, evitare contatti rischiosi e segnalare tempestivamente alle autorità qualsiasi episodio sospetto.

Treviso-Mare, boom di multe con il ritorno dell’autovelox a Meolo

È

bastato meno di un mese di attività per far scattare migliaia di sanzioni lungo la Treviso-Mare. L’autovelox fisso installato sulla strada regionale 89, nel territorio comunale di Meolo, è tornato ufficialmente in funzione lo scorso 4 luglio dopo oltre quattordici mesi di inattività. Dal giorno della riattivazione fino al 30 luglio, il dispositivo ha rilevato ben 2.400 violazioni per eccesso di velocità, calcolate rispetto al limite dei 70 chilometri orari imposto in quel tratto. I dati ufficiali sono stati resi noti dal sindaco di Meolo, Daniele Pavan, durante il consiglio comunale. Nel corso del mese di luglio, la sola carreggiata in direzione Treviso monitorata dall’apparecchio ha registrato il passaggio di 317.203 veicoli. Secondo il primo cittadino, le 2.400 multe equivalgono allo 0,8% del totale dei transiti: una percentuale tutto sommato contenuta se paragonata all’elevato flusso di traffico che caratterizza l’arteria stradale, in particolare nel pieno della stagione estiva. Nelle giornate di maggiore afflusso, i passaggi hanno toccato quota 15 mila al giorno in una sola direzione, raggiungendo quasi i 30 mila veicoli considerando entrambi i sensi di marcia. Si tratta di volumi di traffico

analoghi a quelli registrati tra la fine del 2022 e l’aprile del 2025, periodo in cui il rilevatore era stato spento a seguito dell’annullamento di alcuni verbali per questioni legate alla mancata omologazione. La riaccensione del dispositivo comporta inevitabilmente anche la ripresa delle entrate economiche per le casse comunali derivanti dalle contravvenzioni. Tuttavia, l’amministrazione comunale ribadisce con forza che la finalità principale dell’intervento è la prevenzione e la tutela della circolazione stradale. Dalle rilevazioni emerge che la velocità media dei veicoli sanzionati si è attestata sugli 85 chilometri orari a fronte del limite fissato a 70, tenendo comunque conto dei margini di tolleranza previsti per legge ed escludendo quindi i minimi sforamenti. A giustificare la presenza del sistema di controllo della velocità sono soprattutto i gravi precedenti registrati sulla Treviso-Mare. Prima dell’installazione dell’autovelox, infatti, il tratto interessato era stato teatro di tre incidenti mortali. L’intento dell’amministrazione resta dunque quello di moderare la velocità dei conducenti e incrementare i livelli di sicurezza su una delle direttrici più trafficate verso il litorale veneziano.

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LA CITTÀ

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La nuova giunta. L’addio di Pozza, l’arrivo di De Bettin

PASSAGGIO DI TESTIMONE IN CAMERA DI COMMERCIO TREVISO-BELLUNO DOLOMITI P assaggio di scettro ai vertici della CCIAA di Treviso-Belluno/Dolomiti. Qualche settimana fa l’Ente camerale si è accomiatato dal presidente Mario Pozza, che si è detto “davvero onorato, dopo dieci anni di mandato, di aver condiviso un percorso importante con la giunta, il consiglio camerale, tutte le associazioni di categoria e

tutti gli stakeholder del territorio. Un cammino importante che ha portato la Camera di Commercio ai vertici nazionali e che, proprio per i risultati raggiunti, mi permette, oggi, di essere al vertice di Assocamerestero.” “Non ci siamo mai fermati - ha continuato Pozza - né nell’emergenza Vaia, né durante la pande-

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TE LO DO IO IL VENETO Ogni 20 minuti Il commento alle notizie del giorno tutte le notizie del Veneto dal lunedì al venerdì alle 17:00 aggiornate in tempo reale.

mia. Siamo sempre stati pronti e attivi, e punto di riferimento per le imprese, con un’architettura digitale che ha permesso il lavoro da remoto”. Riassumendo i risultati del suo percorso, Pozza ha riportato numeri importanti. “Nel quinquennio, per la competitività delle imprese sono state assegnate risorse per più di 27 milioni di euro, con una crescita di spesa dai 4,3 milioni nel 2021 ai 5 milioni e 900 mila euro nel 2025. Abbiamo investito nei bandi per la doppia transizione digitale ed economica (in 5 anni investiti 4,8 milioni di euro), per il bando CSR (in 5 anni investiti 61.500 euro) e per il premio per le imprese in tema di innovazione sociale e sviluppo sostenibile altri 77.000 euro”. Nel suo discorso Pozza ha ricordato anche un evento eccezionale:

l’arrivo della Torcia Olimpica. “La nostra sede è stata l’unica Camera di Commercio in Italia a ospitarne l’arrivo. Un evento così iconico da essere stato selezionato dal CIO per il libro ufficiale dedicato alle foto più belle dei Giochi Olimpici”. Quattro giorni dopo, durante l’assemblea del consiglio insediatosi il 20 luglio a Belluno è stato eletto ad acclamazione l’industriale Francesco De Bettin, che rimarrà in carica per il quinquennio 2026 -2031. Ingegnere, imprenditore e co-fondatore con i fratelli Raffaele, Stefano e Daniele di DBA Group S.p.A., società attiva dal 1991 nell’Ingegneria integrata fisica e digitale pura, De Bettin riveste la carica di presidente di un settore dell’azienda che conta in totale oltre 1000 dipendenti laureati e 27 filiali operative tra Italia ed estero.

Il 24 luglio, il neo eletto presidente ha dato il benvenuto ai componenti della nuova Giunta camerale, eletta dal Consiglio per il mandato 2026 -2031. I prescelti sono Lara Caballini di Sassoferrato, Margherita Vascellari, Alberto Gava, Andrea Scapinello, Angelo Facchin, Paolo Doglion e Paolo Marcon. De Bettin, a soli 10 giorni dall’elezione, ha già dovuto prendere l’importante decisione relativa al trasferimento temporaneo della storica sede di piazza Borsa a palazzo Da Borso per salvaguardare la sicurezza e l’incolumità delle persone che compongono la struttura. L’edificio non è a rischio crollo, ma le fessurazioni riscontrate già in passato si sono allargate in modo preoccupante. • Aldina Vincenzi

con Alberto Gottardo

Adriano Bordignon è il nuovo direttore del Centro della Famiglia di Treviso

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l vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi, ha nominato Adriano Bordignon nuovo direttore del Centro della Famiglia di via San Nicolò, affiancandolo a don Silvano Filippetto come assistente ecclesiastico: si tratta del primo laico a ricoprire questo incarico nella storia dell’ente. Cinquant’anni, sposato con Margherita e padre di tre figli, Bordignon collabora con la Fondazione dal 2004, ha diretto il consultorio socio-sanitario dal 2018 e possiede un master in “Scienze del matrimonio e della famiglia” conseguito al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma. Già presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Veneto e successivamente presidente

nazionale della stessa realtà che rappresenta oltre 500 associazioni e 4,5 milioni di famiglie, Bordignon vanta una ricca esperienza istituzionale e associativa incentrata sulla famiglia, la natalità, il welfare e il volontariato, avendo ricoperto ruoli di rilievo in Volontarinsieme, CSV Treviso, Ascom e negli enti bilaterali del territorio. Nel raccogliere il testimone da don Francesco Pesce e don Mario Cusinato, il neo direttore ha sottolineato il valore ultracinquantennale del Centro come punto di riferimento per i giovani, le coppie in crisi e la comunità, operando in sinergia tra la Chiesa trevigiana, le forze civili, le amministrazioni e le famiglie per il Bene Comune.


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LA CITTÀ

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Associazioni. Un occhio di riguardo sarà destinato alle iniziative con carattere sovracomunale

LA PROVINCIA PUNTA ALLA CULTURA IL NUOVO BANDO PREMIA GLI EVENTI DI QUALITÀ U na nuova formula per sostenere l’attività artistico-culturale delle associazioni del territorio è stata voluta dalla Provincia con un bando a favore delle realtà locali operative in questo ambito. Le risorse per i vincitori verranno messe a disposizione all’interno del cartellone RetEventi Cultura Veneto e potranno aiutare le associazioni nella realizzazione di eventi e spettacoli. Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso, conferma la volontà di sostenere il tessuto associativo locale e di contribuire a una programmazione culturale diffusa che valorizzi l’impegno e il talento creativo delle numerose realtà attive nella Marca Trevigiana. “Molto spesso si tratta di iniziative di valore che, per essere realizzate, necessiterebbero solo di un piccolo sostegno, ma che proprio per questo vengono accantonate in mancanza di risorse. Il bando vuole essere uno strumento in più: un supporto che può agevolare l’ampliamento dell’offerta culturale, musicale, teatrale e artistica del nostro territorio dalla potenzialità straordinaria che certamente deve essere valorizzata”. Un occhio di riguardo sarà destinato, nell’ambito della valutazione delle proposte, alle iniziative di carattere “sovracomunale”, cioè che prevedono di svolgersi in più comuni trevigiani, in un’ottica di maggior respiro territoriale, poiché l’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere più noto e fruibile il ricco patrimonio culturale provinciale. Hanno potuto candidarsi organizzatori di rassegne ed eventi appartenenti alle categorie della musica, del teatro, della danza, dei premi letterari, degli spettacoli per bambini, del cinema, delle manifestazioni folkloristiche e di cultura popolare, delle mostre e delle rievocazioni storiche. Le proposte, come già specificato, devono possedere una rilevanza sovracomunale, garantire un elevato livello qualitativo e svolgersi in sedi di particolare pregio culturale e turistico, quali ville, castelli, piazze storiche, abbazie, chiese, parchi ed edifici di archeologia industriale. Gli indubbi vantaggi per i vincitori del bando si possono riassumere nell’inserimento degli eventi nel portale dedicato RetEventi, nella promozione attraverso i social del circuito e nel contributo in base al punteggio ottenuto dal progetto - nei limiti delle risorse disponibili - per un importo massimo di 500 euro. Obbligatoriamente, il finanziamento non potrà superare il 70% della spesa complessiva

ammissibile né l’eventuale disavanzo tra entrate e spese del progetto. “Anche se la Cultura - specifica Davide Acampora, consigliere provinciale delegato - a seguito della Legge Delrio del 2014, non rientra più tra le funzioni fondamentali della Provincia e, di conseguenza, non possiede molte risorse a bilancio, abbiamo comunque deciso di destinare quanto a disposizione per aiutare le associazioni artistico-culturali a realizzare proposte valide e di qualità, che sicuramente daranno nuova linfa alla programmazione culturale del nostro territorio”. • Aldina Vincenzi

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”Ci sto? Affare fatica!”: successo per la settima edizione nella Marca

S

i è conclusa con numeri da record la settima edizione del progetto “Ci sto? Affare fatica!”, coordinato dalla Cooperativa Kirikù, che per sette settimane tra giugno e luglio ha visto 1.040 adolescenti tra i 14 e i 19 anni impegnati nella cura dei beni comuni e nella riqualificazione di 203 luoghi in 43 comuni della Marca trevigiana, grazie anche al supporto di 70 tutor e 163 tuttofare. L’iniziativa ha offerto ai giovani un’estate di cittadinanza attiva attraverso la manutenzione di aree verdi, scuole e spazi pubblici, ricompensando il loro impegno con un “buono fatica” da 50 a 100 euro spendibile in oltre 260 esercizi commerciali locali. Come sottolineato dal sindaco di Asolo Franco Dalla Rosa e dall’educatrice responsabile Laura Bassotto, il progetto si conferma una straordinaria occasione di crescita personale, di condivisione e di forte legame con il territorio, capace di generare relazioni autentiche e un profondo senso di appartenenza alla comunità.


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CULTURA

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Il cartellone. Dal 2 al 6 settembre Treviso diventa la capitale del sassofono

IL TREVISO INTERNATIONAL SAXOPHONE FESTIVAL TORNA A SETTEMBRE I l suono potente o sussurrato, avvolgente e sensuale del sassofono torna protagonista a Treviso per arricchire il cartellone degli eventi di fine estate. La settimana dedicata alla quinta edizione del Treviso International Saxophone Festival si preannuncia foriera di conferme e novità, con concerti e masterclass di livello internazionale. Uno o addirittura due concerti al giorno con musicisti di chiara fama, dal 2 al 6 settembre animeranno alcuni dei luoghi più belli della città. La novità di quest’anno sarà costituita dal format «Everybody plays Saxophone», un evento che riunisce tutti gli appassionati di sassofono della regione. Il festival è realizzato in co-organizzazione tra il Conservatorio di musica Agostino Steffani e il Comune di Treviso, mentre la direzione artistica è affidata a Luis Lanzarini, saxofonista di profilo internazionale e docente presso il conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto. Cresciuto di anno in anno, il Treviso International Saxophone Festival è diventato rapidamente il più

importante evento d’Italia dedicato al sassofono, distinguendosi anche in ambito internazionale. Durante l’edizione 2026, oltre ai concerti si terranno masterclass a cura di rinomati artisti internazionali fra cui Nicolas Arsenijevich, Mikhail Kazakov e Stephanie Schoiswohl. Per le esibizioni sono state selezionate location tra le più suggestive di Treviso (Teatro Comunale, Palazzo dei Trecento, Loggia dei Cavalieri, Musei Civici) e i numerosi concerti saranno dedicati a diversi stili e generi musicali tra cui la musica classica e quella contemporanea, il pop, il jazz, gli spiritual, tutti ideali per sfruttare la versatilità dello strumento a fiato. Maria Teresa De Gregorio, assessora trevigiana alla Cultura e Turismo, spiega che festival come il TISF rappresentano un valore aggiunto per la città, portando a Treviso artisti di assoluto livello internazionale. “Allo stesso tempo - aggiunge - costruiscono un’offerta culturale capace di coinvolgere pubblici diversi. Inoltre richiamano musicisti, docenti e operatori del settore provenienti da tutta

Italia e dall’estero. È questo il modello che vogliamo continuare a sostenere: iniziative di qualità che valorizzano i nostri luoghi e rendono la città sempre più attrattiva e viva”. Il programma del festival si svilupperà attraverso una serie di appuntamenti distribuiti in alcuni dei luoghi più suggestivi di Treviso, con concerti che spaziano dalla musica classica alle contaminazioni jazz e pop. L’apertura, il 2 settembre, sarà affidata all’evento istituzionale inaugurale con il Quartetto di saxofoni della Banda Musicale della Guardia di Finanza, in programma al Teatro Comunale “Mario Del Monaco”. Il 3 settembre il Salone dei Trecento ospiterà il concerto “I virtuosi del saxofono”, con la partecipazione di Nicolas Arsenjevich, Mikhail Kazakov e Damiano Lazzaron al pianoforte, protagonisti di una serata dedicata alle capacità espressive e tecniche dello strumento. Il 4 settembre sarà la volta del concerto spirituale “Tommaso da Modena”, affidato a Luis Lanzarini insieme al quartetto d’archi “A. Steffani”, nella suggestiva cor-

nice della Sala Capitolare e del Chiostro del Seminario Maggiore. Il 5 settembre proporrà un doppio appuntamento: nel pomeriggio il concerto aperitivo a Casa Robegan – Musei Civici con il Duo Granato, formato da Christian Battaglioli al sax e Marco Rinaudo al pianoforte; in serata spazio invece alle sonorità pop e jazz con il Gianni Vancini Quartet alla Loggia dei Trecento, in Piazza dei Signori.

La giornata conclusiva, il 6 settembre, vedrà prima il Veneto Saxophone Meeting con il TISF 26 Collective alla Loggia dei Cavalieri, quindi il grande concerto finale in Piazzetta Botter – Auditorium Santa Caterina, dove la “Steffani Saxophone Orchestra” insieme ai solisti del Festival chiuderà la manifestazione. • Aldina Vincenzi

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Andy J. Forest Band al Treviso Blues Festival

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rriva sul palco del Treviso Blues Festival la Andy J. Forest Band, guidata da un’icona della scena blues di New Orleans come l’armonicista, cantante e autore Andy J. Forest, attivo dagli anni Settanta con un repertorio che unisce la tradizione del blues a influenze rhythm & blues, funk e swing. Nel corso della sua lunga carriera internazionale, l’artista ha collaborato e condiviso il palco con leggende della musica americana come B.B. King, Albert King, Buddy Guy, Robert Cray e Stevie Ray Vaughan, offrendo dal vivo uno spettacolo che unisce maestria strumentale, capacità narrativa e una profonda conoscenza della cultura musicale della Louisiana. Si ricorda che, in caso di maltempo, l’evento si svolgerà al coperto presso il Teatro Sant’Anna di Treviso in Viale Brigata Treviso 18.

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SPORT

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Calcio. Parola al direttore sportivo Pierfrancesco Strano

“PRIMA GLI UOMINI, POI I CALCIATORI. VITA? LA TRATTATIVA PIÙ DIFFICILE” I l Treviso si prepara con grande entusiasmo al ritorno in Serie C. Nel mese di luglio il mercato si è infiammato, con tanti colpi per la rosa di mister Edoardo Gorini. A fare il punto della situazione, è stato il direttore sportivo Pierfrancesco Strano, che racconta la filosofia con cui è stata costruita la squadra, le difficoltà affrontate nelle trattative e gli ultimi tasselli ancora da inserire per completare il mosaico. “La linea seguita è stata la stessa dello scorso anno”, spiega il ds biancoceleste. “Abbiamo cercato di portare all’interno del gruppo uomini ancor prima che calciatori, creando il giusto mix tra elementi esperti e giovani con la voglia di emergere e fare bene”. Una scelta che punta a dare continuità ai valori che hanno accompagnato il Treviso fino alla promozione in Serie C. Tra le numerose operazioni concluse, una

viene ricordata da Strano con particolare soddisfazione. “Le trattative sono sempre difficili, tutte. Però quella per Alessio Vita è stata senza dubbio la più complicata. Sono molto contento di averla portata a termine, anche grazie alla volontà del ragazzo, che ha fatto notevolmente la differenza”. Un acquisto che alza il livello del Treviso: l’ex Cittadella vanta infatti 300 presenze in Serie B, condite da 16 gol e 23 assist: “Sono molto felice di essere entrato a far parte di questa gloriosa e storica società, in cui c’è un progetto ambizioso. Sono venuto a Treviso per portare la mia esperienza a servizio della squadra e per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”, ha raccontato Vita. A fare la differenza è stato anche il rapporto con mister Edoardo Gorini; insieme i due hanno vissuto pagine importanti delle rispettive carriere dalle parti del

Pierfrancesco Strano

Tombolato: “Con il mister ho vissuto la mia miglior stagione realizzativa in Serie B, questo è stato un incentivo non da poco nella mia scelta. Sono felicissimo di tornare a collaborare con

lui, non vedo l’ora di ricominciare”, ha concluso presentandosi alla piazza. La rosa, però, non è ancora completa e il direttore Strano è ancora al lavoro per completare gli ultimi tasselli.

“Mancano ancora tre calciatori per completarla: due difensori, di cui uno esperto e uno giovane, e una prima punta”. Gli ultimi innesti serviranno a definire definitivamente l’organico che sarà affidato al tecnico. L’obiettivo della dirigenza è quello di consegnare all’allenatore una squadra profonda e versatile. “La rosa sarà composta da 24 calciatori, contando anche i tre portieri. Abbiamo deciso di costruirla creando coppie in tutti i ruoli con caratteristiche diverse, così da dare al mister la possibilità di variare moduli e interpretazione delle partite”. Il Treviso prova a ripetersi con la stessa filosofia: il valore umano prima della tecnica per inseguire la permanenza in una categoria rincorsa, desiderata e voluta per molto tempo. • Stefano Parpajola

La fame delle Pantere non finisce mai: ecco la nuova Prosecco DOC Imoco Conegliano

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a fame di vittorie non si ferma mai in casa Prosecco DOC Imoco Conegliano. Conclusa un’altra annata da protagoniste, la società ha già messo tutti i tasselli al loro posto per la stagione 2026/2027. Tra certezze incrollabili e volti nuovi, il roster è ufficialmente chiuso e pronto a far sognare ancora una volta i tifosi del Palaverde. La ripartenza ha una grande certezza: la panchina. Coach Daniele Santarelli si prepara a vivere il suo decimo anno alla guida delle Pantere. Da rookie a top coach mondiale, ha collezionato 397 vittorie in 438 partite, 27 trofei alzati, con 8 Scudetti, 7 Coppe Italia, 7 Supercoppe, 3 Mondiali per Club e 3 Champions League. “Tra me e il club c’è un legame fortissimo che va oltre la pallavolo. Mi auguro con tutto il cuore che la prossima stagione sia bellissima, sarà l’ennesimo anno di

Daniele Santarelli

sfide appassionanti, ma sono convinto di avere le persone giuste vicino a me per viverle come si deve”, ha raccontato il coach. Tuttavia, al suo fianco ci sono delle novità importanti: il ruolo di vice allenatore passa a Maurizio Mora, già nello staff dal 2024 e ora promosso a “secondo”. A completare la squadra tecnica ci saranno Vincenzo Mallia (terzo allenatore) e Giulio Bottosso (quarto allenatore). Per quanto riguarda il mercato, la società ha lavorato con la consueta precisione chirurgica per mantenere alto il livello di competitività. Al Palaverde sono arrivati sei nuovi innesti di grande prospettiva e caratura: il ritorno al centro di Raphaela Folie. Dieci anni dopo l’inizio della sua prima esperienza con Imoco, l’altoatesina ricomincia la sua storia d’amore trevigiana. Continua poi l’asse Cina-Conegliano, con l’approdo

della regista cinese Yao Di: “Sono molto felice di giocare in una squadra straordinaria che sta facendo la storia. Trovare una connazionale nel roster come Zhu Ting mi aiuterà ad ambientarmi rapidamente”. Il roster è stato poi migliorato con le talentuose Linda Manfredini, Anastasia Cekulaev e Anna Piovesan. Il nuovo secondo libero è Elena Arici. Confermatissime le veterane e bandiere del club: la capitana Joanna Wolosz e l’insostituibile Monica De Gennaro. In attacco ancora spazio per le schiacciatrici Gabriela Braga Guimaraes, Zhu Ting e Fatoumatta Sillah, le opposte Isabelle Haak e Merit Adigwe, e la centrale Sarah Fahr. La nuova stagione si avvicina e le Pantere sono pronte a ruggire ancora una volta. • (S.P.)

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Segue da pag. 1

Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali

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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo

sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,

non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la

maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.

Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”

REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.

Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare

Filippo Giacinti

la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura

del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio

compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.

Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”

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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica

Paolo Galeano

di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.


REGIONE

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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025

Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”

Enoch Soranzo

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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di

accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.

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’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per

Giovanni Manildo

coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.

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REGIONE

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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”

IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno

Massimo Bitonci

e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi

margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante

un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.

Federico Testa

e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che

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REGIONE

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Sociale. Una nuova rete per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità

DA SETTEMBRE SCENDONO IN CAMPO 900 ASSISTENTI FAMILIARI QUALIFICATI A partire dal mese di settembre la Regione Veneto potrà fare affidamento su 900 nuovi assistenti familiari formati per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità. Il progetto di qualificazione professionale, promosso dalla Regione e realizzato dall’ente Enaip con la collaborazione di una rete di partner, è stato finanziato attraverso

le risorse del Programma Regionale FSE+ 2021-2027. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un supporto concreto ai nuclei familiari che affrontano la gestione quotidiana di soggetti non autosufficienti, inserendosi in un contesto sociale caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione. “Si tratta di un progetto strategico, finalizzato a migliorare la qualità dei

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servizi rivolti a soggetti non autosufficienti e persone con disabilità, in una società che invecchia sempre più in fretta e che pone interrogativi a cui l’Amministrazione vuole rispondere con coraggio e visione”, spiega l’assessore regionale al Sociale Paola Roma. Il percorso formativo, strutturato per qualificare la figura dell’operatore di assistenza familiare, ha previsto 60 ore di didattica a distanza in modalità e-learning, affiancate da 12 ore dedicate all’orientamento e alla consulenza individuale. L’iniziativa ha riscontrato un’ampia adesione sul territorio regionale. “In tutto si sono iscritte 914 persone, delle quali 638 hanno già terminato la formazione online”, precisa l’assessore Roma. “Tra queste, 567 hanno completato anche il colloquio di verifica finale, che ha permesso loro di ottenere il voucher di partecipazione di 300 euro”. I profili dei nuovi operatori formati verranno inseriti all’interno del Registro degli Assistenti Familiari istituito dalla Regione del Veneto. Attraverso il portale web dedicato, famiglie e lavoratori potranno accedere a un servizio gratuito ideato per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di assistenza sul territorio. Oltre alla formazione delle classiche figure di supporto domiciliare, il programma

regionale ha introdotto la nuova figura dell’assistente di vicinato, promossa dal presidente Alberto Stefani per offrire risposte flessibili alle persone parzialmente autosufficienti. “Non tutti gli anziani possono essere ricoverati in strutture residenziali, per questo è necessario puntare anche su soluzioni alternative e innovative, creando una solida ed efficace rete assistenziale”, aggiunge Roma. Questa figura opera in sinergia con i servizi sociali per monitorare lo stato di salute psicofisica degli anziani, consentendo loro di rimanere nel proprio ambiente domestico e

riducendo l’impatto economico sulle famiglie grazie alla condivisione del compenso tra più nuclei. Per favorire la specializzazione in questo ambito, la Regione ha attivato dal 15 luglio un ulteriore modulo formativo online, che ha già registrato l’adesione di 142 utenti in pochi giorni. “L’assistente di vicinato è un professionista capace di rispondere ai bisogni diffusi di più utenti, consentendo agli anziani di restare più a lungo nelle proprie case e vicino agli affetti”, conclude l’assessore Roma, confermando l’impegno regionale nel rafforzamento dei servizi di prossimità.

Rete delle Pro Loco venete, nuovo bando da 290 mila euro: “Sostegno capillare”

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a Regione Veneto ha dato il via al bando 2026 per la concessione di contributi destinati alla promozione e alla valorizzazione turistica, culturale ed enogastronomica del territorio. La misura mette a disposizione un totale di 290 mila euro, ripartiti in 150 mila euro per i Comitati provinciali Unpli e 140 mila euro per i Consorzi di Pro Loco iscritti nell’elenco regionale. Le risorse serviranno a finanziare programmi dedicati alla tutela dell’identità locale e degli attrattori ambientali e naturali. “Il Veneto, oltre ad essere la prima regione turistica d’Italia, è una terra che sa raccontarsi attraverso le proprie comunità e le proprie tradizioni e le Pro Loco in questo sono protagoniste”, evidenzia il vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto. “Con questo bando, previsto dalla legge regionale 34/2014, la Regione rinnova un sostegno concreto a una rete capillare che contribuisce in maniera determinante alla promozione dell’offerta turistica regionale, valorizzando borghi e tradizioni che rendono unico il Veneto”. Il provvedimento mira inoltre a incentivare un modello di accoglienza diffuso e sostenibile. “Le Pro Loco hanno

Lucas Pavanetto, assessore regionale al turismo

un ruolo strategico nel promuovere un turismo capace di distribuire i flussi sull’intero territorio e di far conoscere luoghi meno noti ma ricchi di storia e cultura”, conclude Pavanetto. “Investire sulle loro progettualità significa rafforzare la competitività del sistema turistico”. Per accedere ai contributi, i soggetti interessati dovranno presentare domanda entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando


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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema

“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a

differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno

cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del

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lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».

Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi

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Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.

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1. Quale fiume attraversa Verona?

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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno

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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano

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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona

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5. Quale dolce è nato a Verona?

ORIZZONTALI

2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.

VERTICALI

1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.

PAROLA INIZIALE

COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.

2. Dove si trova la Basilica Palladiana?

3. Quale isola è famosa per il vetro?

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Gioco linguistico · livello medio

A) Brenta B) Adige C) Piave

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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO

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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO

ANELLO MANCANTE

A) Babà B) Pandoro C) Cannolo

6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni

7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati

8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle

PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO

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28 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti

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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA

pasquale.petrullo@gmail.com

ORIZZONTALI

1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.

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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1

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DEFINIZIONI A

1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.

DEFINIZIONI B

(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul

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ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.

VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.

Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?


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L A T P A D I G L I O N E U N I C I S E G E N T I I P C E S P I G T G A B E R P H S E R R A E R E T T E O E N B I N D O L O P L G L Z O T A T I S I V I R O S E G N A L A T O I F N O G A R T S L T L C L E A O I L L I T N I C S F A A H A R A T I S I V I R O L Z O T A T I S I V I R O T G R U O T R A P I A N T I E U D N T A S I I U T O M A S U S S U L T O E D G R P I P R U Y E T U F F I L A T E L I A H O P C E L T S A I A S S O N A C E L M S A O A N P I T I I N G O Z Z A T A S E R P I R Z I D I V U L G A T I T N E M E L E M L B A N In questo puzzle è stato inserito un rebus all’interno. Se non siete capaci di risolverlo, la chiave finale vi rivelerà la soluzione CHIAVE (frase: 5,5). ABBRUTITI ADELE ANCHE ATOUT BINDOLO BISIO CANOSSA CESPI CORTEI DEGNO DETROIT DIVULGATI D’URSO EGADI

ELEMENTI ELISABETTA ELOGI FATTA FILATELIA GABER GATTA GENTI GUYANA INCISE INGOZZATA LELLO LESSI LITRI

Chi sono? Alla scoperta del Veneto FACILI (ADATTI A TUTTI) 1. Il cappello delle vette Ho una piuma che guarda il cielo e un cuore che batte sulla montagna. Difendo i passi e la memoria della Patria. Chi sono? 2. La signora dei canali Ho una veste nera e elegante, un pettine d’acciaio sulla prua e scivolo sull’acqua senza fare rumore. Chi sono? 3. Il profumo del mattino Sono dolce e nero. Da Treviso nasce una crema che mi rende famoso nel mondo. Cosa sono?

LUPPOLO MESTI MIOPI PADIGLIONE PEPITE PILASTRO PINNA PIRRO PLUTO REGOLA RETTE RIPRESA RIVISITATO SCINTILLIO

SEGNALATO SERRA SHANGHAI SPENZOLATO STASI STRAGONFIO SUSSULTO TRANCI TRAPIANTI UMORE UNICI ZAPPA

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A L A CRUCIVERBA DIFFICILISSIMO DIFFICILISSIMO Partendo dalle caselle grigie, inserire due parole (una orizzontale e una verticale) rispondenti alle seguenti definizioni:

Gianna, cantante rock Medici specializzati in odontoiatria Quindi, regolandosi con gli incroci e con le lettere stampate, inserire le altre parole qui appresso definite alla rinfusa e annerire altre 6 caselle. DEFINIZIONI: Località africana in cui fu sconfitto

Rommel - Il piano Marshall (sigla) - Il padre di Pantagruel - Azione incalzante - Desiderio impaziente Abbonda sulla bocca degli stolti - Vaste praterie russe Corso d'acqua - Un furto per la strada - Giullari, menestrelli - Formaggio greco - Dotato di grande forza Iniziali del direttore d'orchestra Muti - La capitale presso l'antica Cartagine - Formano le città - Unisce due cuori... a Parigi - Reparto Investigazioni Scientifiche - L'attrice Holmes - Fuori mano, isolata - Il nome di Pennac - I confini del Kansas - Il portico in cui insegnava Zenone Occupato, coinvolto - È bello se non piove - Colorare con una polvere organica - Congiunge in Inghilterra - Una battuta maldestra - Per Procura - Aletta di pesce - Alberi affini alle querce - Lo Stevens che canta Father and Son Cantava con i Primitives.

MEDI (LOGICA E TERRITORIO)

DIFFICILI (PER ENIGMISTI ESPERTI)

4. Il vino nobile Nasco da uve lasciate ad appassire sui graticci d’inverno, ho il colore del rubino e il nome di un sapore che in realtà... è il mio contrario! Chi sono? 5. Le montagne rosa Di giorno siamo grigie come la pietra, ma quando il sole tramonta ci tingiamo di rosa e di rosso per incantare chi ci guarda. Come ci chiamiamo? 6. L’isola dei colori Le mie case sono variopinte come un quadro per aiutare i pescatori a ritrovare la rotta nella nebbia. Faccio merletti famosi in tutto il mondo. Chi sono?

7. Il bosco sospeso Sono stato piantato dall’uomo secoli fa per costruire una città sull’acqua. Senza di me Venezia non sarebbe la stessa. Chi sono? 8. Il fiume nascosto Ho cambiato corso per mano dell’uomo e, così facendo, ho salvato Venezia. Non sono il fiume più lungo del Veneto. Chi sono? 9. La scala infinita Non sono una montagna, ma per arrivare in cima devi salire 4.444 gradini. Ogni settembre migliaia di persone mi percorrono senza fermarsi. Cosa sono?

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