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lapiazza di trento settembre2026

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di Trento

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Dalle Mule, la spia che cambiò bandiera tra Napoleone e gli Asburgo

«Sanità trentina, basta tilt»: sindacati e medici lanciano l’allarme

Più prevenzione per diabete e disturbi della vista: nuove misure in Trentino

pag. 18

CALO DEMOGRAFICO E NUOVE SCELTE INCIDONO SUI DATI

servizi alle pag. 8-9

NIDI, SICUREZZA, CASA E CLIMA: IANESELLI RILANCIA IL MODELLO SOCIALE DI TRENTO

servizio a pag. 6

EMERGENZA ACQUA, GOTTARDI: «LA DEROGA È DOLOROSA MA INDISPENSABILE»

servizio a pag. 23

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche. segue a pag. 5

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rento, settembre 1946: Alcide De Gasperi e Karl Gruber firmavano l’accordo che avrebbe posato le fondamenta dell’autonomia speciale e della convivenza pacifica in Trentino-Alto Adige. Un’eredità istituzionale che, a ottant’anni di distanza, continua a mostrare la sua forza viva attraverso la responsabilità democratica del territorio. A dimostrarlo è la risposta corale arrivata contro il recente raduno neonazista segnalato in regione. Di fronte all’ombra dell’estremismo radicale, le forze politiche locali hanno saputo reagire con una fermezza bipartisan, superando gli steccati di parte per condannare unitariamente una presenza inaccettabile. Questa mobilitazione trasversale non è solo una presa di posizione politica, ma la conferma tangibile della tenuta morale delle nostre istituzioni. Lo Statuto Speciale non è infatti un mero pacchetto di competenze amministrative o di risorse fiscali; è un’architettura di civiltà nata proprio sul rifiuto dei totalitarismi, sulla tutela delle minoranze e sulla difesa della dignità umana. Quando la politica si unisce in un fronte comune per custodire questi valori, il patto autonomista dimostra tutta la sua attualità. A ottant’anni dall’Accordo De Gasperi-Gruber, la difesa dell’autonomia passa proprio da questa maturità: saper tracciare insieme un solco netto contro ogni rigurgito neo-fascista.

SCUOLA, TRA LE DIFFICOLTÀ DEL NUOVO ANNO E LE NOVITÀ EDUCATIVE

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• Matteo Bellomo

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80 anni di autonomia speciale: vero argine a tutti i populisti

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FACCIAMO IL PUNTO

di Trento

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE • Nicola Stievano Segue da pag. 1

R OTTANT’ANNI DI AUTONOMIA, IL TRENTINO HA ANCORA FIATO PER CORRERE

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ttant’anni di autonomia per il Trentino hanno significato ottant’anni di coraggio della responsabilità dell’autogoverno e anche del coraggio di aprirsi al mondo. Ed è questo coraggio che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato nella cerimonia di inizio settembre, organizzata nei più minuziosi particolari come si fa per le cerimonie importanti. Accanto a Mattarella il presidente della Provincia Maurizio Fugatti: due personalità politiche che hanno retto le rispettive istituzioni con una saldezza rara. “1946-2026: 80 anni di una Repubblica e di un’Autonomia speciale”, era il titolo dell’incontro. E in quel speciale c’è la natura stessa di un autogoverno che ha retto la sfida del tempo. Certamente nella forma è una autonomia diversa, in una Italia profondamente cambiata rispetto a quella in cui l’aveva pensata Alcide De Gasperi. Ma nella sostanza è la stessa: una sfida che va vinta anno dopo anno dimostrando al resto del Paese che il Trentino si merita quell’aggettivo. Quell’essere speciale che spesso fa rima con essere più bravi del Veneto e della Lombardia che l’autonomia la invocano da sempre anche con un recente referendum che non ha portato però risultati rilevanti. Prima di giungere a Trento, il Capo dello Stato aveva incontrato a Merano il Presidente austriaco Alexander Van der Bellen. A Trento Mattarella ha ribadito che l’autonomia speciale è “una lezione per tutta la Repubblica”, sottolineando come la democrazia e l’autonomia si nutrano a vicenda. Ha ricordato che l’identità e la tutela delle minoranze valorizzano il territorio ben oltre i confini geografici, mettendo sempre “le persone prima dei confini”. “Nessuno deve sentirsi straniero a casa propria” ha scandito Mattarella. Ed il pensiero di molti sarà corso ad esempio alla storia di Nadia Battocletti, nata a Cles da mamma Jawhara Saddougui, o al campione della maratona Yeman Crippa, nato in Etiopia ed orgoglio trentino. Questa sfida il trentino la sta letteralmente correndo sulle loro gambe. Ed è un trentino vincente e che guarda al futuro con lo stesso coraggio con cui De Gasperi consegnò quella specialità alla sua terra. Una autonomia che nelle parole di Maurizio Fugatti “non è solo una gestione di risorse economiche, ma una responsabilità collettiva quotidiana”. Fugatti ha saputo volare alto: ribadendo la necessità di non limitarsi a custodire i risultati storici passati, ma di continuare a costruire attivamente ciò che serve alla comunità per il futuro. Insomma, ne ha ancora tanto di fiato per correre questo Trentino anche in questo secolo.

Nell’80esimo anniversario dell’autonomia, Mattarella richiama il valore dell’apertura e dell’inclusione

isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.

Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.

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• Alberto Gottardo

Ascoltaci in tutto il Trentino in auto sul Direzione, Direzione, Amministrazione: Amministrazione: Questa edizione raggiunge il comune di Trento per un numero Viale San Questa edizione raggiunge il comune di Trento VialeFrancesco San Francesco complessivo di 45.000 copie. Iscrizione - Trento 10 - Trento per un numero complessivo di 45.000testata copie.al Tribunale di d’Assisid’A10ssisi Trento n. 1 deltestata 27.01.2026; numero diiscrizione è una testata giornalistica edita da >info@trentino24.it >info@trentino24.it < < Iscrizione al Tribunale Trento n.ROC 1 32199 èPeriodico una testata giornalistica editadadaGiuseppe Bergantin del >amministrazione@trentino24.it< fondato nel 1994 - formato 26 edizioni locali 27.01.2026; da numero iscrizione ROC 32199mensilmente >amministrazione@trentino24.it< recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino. >www.lapiazzaweb.it< >www.lapiazzaweb.it<

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ASCOLTACI SU www.trentino24.it Redazione: Redazione: Direttore Direttore responsabile responsabile Matteo Matteo Bellomo Bellomo >direttore@trentino24.it< >direttore@trentino24.it< Redazione Redazione >redazione@trentino24.it< >redazione@trentino24.it<

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L’intervista. Il sindaco rivendica il risultato raggiunto sugli asili nido e indica le priorità per il futuro

Ianeselli traccia la rotta: «Una città sociale che non rinuncia a crescere» I l risultato che Franco Ianeselli considera più significativo è arrivato proprio in questi giorni: per la prima volta Trento dispone di posti negli asili nido sufficienti a soddisfare tutte le domande. «Siamo arrivati a 1.289 posti, metà delle famiglie beneficia della gratuità e la retta media è attorno ai 50 euro», sottolinea il sindaco, ricordando anche l’inaugurazione del nido di Cristo Re, completamente ristrutturato con fondi Pnrr. Il 2026 è l’anno in cui giungono a compimento numerosi interventi, dalle piscine Fogazzaro alla stazione delle autocorriere di San Lorenzo, fino all’ascensore verticale per Mesiano. Restano però alcuni ritardi. La nuova piscina olimpica coperta attende risorse aggiuntive a causa dell’aumento dei costi, mentre l’apertura della sauna comunale dovrebbe slittare all’inizio

del 2027. Ancora da concretizzare anche la casa destinata ai rider e il potenziamento dell’unità di strada. «Sulle promesse non mantenute si continua a lavorare», assicura Ianeselli. Tra le questioni più delicate c’è la sicurezza. Il sindaco riconosce la fondatezza delle preoccupazioni espresse da cittadini e commercianti, ma invita a non limitarsi agli effetti. Delle circa trenta spaccate registrate negli ultimi mesi, osserva, diciassette sarebbero state compiute dalla stessa persona. «La solidarietà va a chi subisce questi furti. Essere svegliati perché il proprio negozio è stato colpito provoca un’amarezza fortissima». Gli Stati generali della sicurezza serviranno quindi a discutere sia la presenza e la dislocazione delle forze dell’ordine sia le cause sociali dei fenomeni criminali, dalle dipendenze alla marginalità e alla

fragilità familiare. «La sicurezza è una precondizione per tutto, ma non possiamo chiedere a polizia e carabinieri di risolvere problemi sanitari, educativi e sociali». Ianeselli difende anche la circonvallazione ferroviaria. L’aumento dei convogli previsto con l’apertura del tunnel del Brennero rende, a suo giudizio, fondamentale spostare le merci fuori dalla città. Il bypass consentirebbe inoltre di interrare la linea storica e recuperare lo spazio oggi occupato dai binari per un boulevard verde e il trasporto urbano. «Andiamo nelle altre città europee e ammiriamo le grandi opere che sono riuscite a realizzare, poi quando dobbiamo farne una noi non va mai bene». Una condizione, tuttavia, non è negoziabile: «La salute dei cittadini viene al primo posto ed è una precondizione per realizzare l’opera».

Franco Ianeselli

Sul cambiamento climatico il Comune punta invece su ciclabili, nuove piantumazioni, riduzione delle isole di calore, depavimentazione e maggiore permeabilità del suolo. Anche la funivia del Bondone viene letta come infrastruttura utile per raggiungere in pochi minuti un ambiente più fresco durante estati destinate a diventare sempre più difficili.

Resta poi l’emergenza abitativa. Il Comune intende mettere a disposizione aree per l’edilizia pubblica, sollecitare Itea a completare gli interventi programmati e rafforzare la Fondazione Trentino Abitare, offrendo maggiori garanzie ai proprietari. Ai 1.334 posti letto per studenti già disponibili se ne aggiungeranno 307, tra San Bartolomeo e il nuovo studentato di Piedicastello. Ma la risposta, secondo Ianeselli, passa anche da collegamenti pubblici più efficienti, capaci di rendere accessibili le località dove gli alloggi costano meno. L’obiettivo del prossimo anno sarà tenere insieme inclusione e sviluppo: «Trento è una città sociale, una grande comunità fatta di quartieri, sobborghi, volontariato e persone che si attivano. Dobbiamo conservarne l’anima senza rinunciare alle prospettive di crescita e alle infrastrutture necessarie».

VERSO IL 2028: «MI VEDO ANCORA SINDACO, MA IL CENTROSINISTRA DEVE MUOVERSI ORA»

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ranco Ianeselli si vede ancora alla guida di Trento, ma non rinuncia a intervenire nella partita politica che porterà alle elezioni provinciali del 2028. Alla domanda su una sua possibile candidatura alla presidenza della Provincia, il sindaco risponde senza lasciare spiragli immediati: «Spero di continuare a essere sindaco, mi sento e mi vedo sindaco. Una persona eletta per questo incarico deve essere mentalmente orientata a svolgerlo, dedicandogli ogni minuto». Questo, precisa, non significa restare ai margini del dibattito politico. Anzi, secondo Ianeselli il centrosinistra non può permettersi di attendere le prossime elezioni politiche prima di definire strategia e alleanze. «Viste le divisioni nell’altro campo, non credo sia

una buona idea aspettare. Molte persone ci dicono che questo è il momento della nostra coalizione. Dobbiamo coglierlo, dare prova di coesione e far capire da subito ai trentini che siamo in grado di governare». Prima ancora di stabilire se il candidato dovrà essere individuato attraverso le primarie, per il sindaco occorre chiarire quale coalizione si voglia costruire. Persone e programmi, nella sua visione, devono procedere insieme. Il progetto dovrebbe puntare su «un’autonomia che cresce», tenendo unite crescita economica e uguaglianza, e superando le contrapposizioni tra città e valli e tra chi è trentino da generazioni e chi lo è diventato più recentemente. «Non siamo al disastro, ma ci sono difficoltà nella sanità, un problema di salari e tanti giovani

trovano più opportunità all’estero. Il Trentino potrebbe essere molto di più». Il rapporto con la Giunta Fugatti cambia a seconda dei temi. Ianeselli cita positivamente l’accordo sulle aree a Trento nord, che consentirà al Comune di acquisire spazi per la socialità e risorse per intervenire nell’ex compendio delle Orsoline. La collaborazione funziona anche sulle grandi infrastrutture, come la funivia e il nuovo impianto del Bondone. Lo scontro si accende invece sulle politiche sociali e sull’accoglienza. «Non funziona l’idea di scaricare sulla città problemi e contraddizioni. La distruzione del sistema di accoglienza ha tolto dignità alle persone e prodotto insicurezza». Il sindaco contesta anche la contrapposizione politica tra capoluogo e territori: «Siamo una

piccola provincia in Europa, con straordinarie potenzialità, ma possiamo far sentire la nostra voce soltanto se restiamo uniti». Sulla possibile quotazione di Dolomiti Energia, Ianeselli si dice in sintonia con il segretario del Partito democratico, pur riconoscendo l’esistenza di posizioni differenti nel gruppo consiliare. Per il sindaco il punto centrale è accompagnare la crescita della società e sostenerne gli investimenti nella produzione di energia rinnovabile. «L’acqua era e resterà pubblica e, anche con un’eventuale quotazione, il controllo di Dolomiti Energia rimarrà saldamente in mano pubblica». Un confronto che, conclude, deve svolgersi con trasparenza, senza alimentare paure per ricavarne consenso politico.

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Sintonizzati sul Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino 1946-2026 aggiornate in tempo reale. Il cammino della Comunità Trentina Dall’Accordo di Parigi alle sfide di oggi: l’Autonomia fa 80 RASSEGNA DI EVENTI DEDICATI ALL’80 AL ’80° ANNIVERSARIO NNIVERSARIO DELL AU ONOMIA TRENTINA DELL’AUTONOMIA Scopri copri il programma su:

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Assessorato provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia


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Focus Scuola/1. Il ritorno in classe porta con sé questioni che vanno oltre il primo giorno di lezione

CATTEDRE VUOTE E INSEGNANTI PRECARI: COSA NON FUNZIONA NELLA SCUOLA TRENTINA C attedre, strutture, formazione, libertà, precarietà degli insegnanti: alcuni dei temi da trattare, quando ricomincia la scuola. Si ripete ogni anno il problema delle cattedre non assegnate in tempo. “È un problema strutturale che abbiamo sollevato più volte - commenta Maurizio Freschi, presidente della Consulta Provinciale Genitori -. Servono urgentemente programmazione e interventi di lungo periodo. Il tema non è solo avere un docente in cattedra il primo giorno di scuola ma soprattutto la continuità didattica, la qualità dell’esperienza scolastica. Ogni ritardo di assegnazioni, cambio di insegnante, situazione di precarietà organizzativa incide sul percorso educativo. Non dimentichiamo la condizione dei docenti precari che affrontano trasferimenti, lunghi spostamenti quotidiani, difficoltà di residenza: si riverberano sulla serenità con cui si affronta il lavoro e, indirettamente, sulla qualità della relazione educativa”. Giovanni Ceschi, presidente dell’associazione insegnanti Docet, conferma “incide sulla qualità, con la cattedra instabile, gli studenti avranno negli anni più insegnanti su quella materia”. Il

ragionamento va oltre. “C’è un grado fisiologico di precariato nella scuola ma l’ impressione è che sia considerato quasi strategico. É più facile ottenere una certa “mansuetudine” da parte di docenti precari. Ma la scuola pubblica ha bisogno di libertà e trasparenza. Anche la formazione degli insegnanti tende purtroppo ad appiattire. Gli insegnanti diventano

modelli per gli studenti, con il giusto grado di autonomia e indipendenza: se mancano, questo incide negativamente anche sulla loro consapevolezza”. Ceschi parla anche di eccessiva burocratizzazione: ”Dipartimento istruzione, Dirigenza scolastica, scuole, esercitano una pressione opprimente; l’organizzazione burocratica

prevale sulla relazione educativa-didattica. Auspico che si apra un dialogo sincero perché gli insegnanti sono gli ultimi nella scala dei soggetti consultati. Un esempio, la legge di riforma delle carenze formative: si sono consultati tutti gli attori per mesi, mentre si son sentiti gli insegnanti solo in aprile, quando ormai il testo era scritto (poi si è impantanato in consiglio provinciale)”. Veniamo agli edifici scolastici: “Negli anni sono emerse varie criticità – dice Freschi (Consulta) - problemi di stabilità e sicurezza, presenza di inquinanti, carenze negli adempimenti come le verifiche, manutenzioni, certificazioni, documentazione. Ci siamo attivati ripetutamente: la sicurezza non può essere affrontata quando emerge un problema che richiami l’attenzione dell’opinione pubblica. Deve esserci un sistema ordinario di prevenzione, controllo, manutenzione, documentazione. Le famiglie devono sapere che i luoghi dove ogni giorno entrano i loro figli sono sottoposti a verifiche adeguate e costanti”. • Maddalena Di Tolla Deflorian

Gerosa: “Mai così tanti concorsi di stabilizzazione nella scuola trentina”

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’assessora provinciale all’Istruzione, Francesca Gerosa ricorda le novità: “Quest’anno in tutte le scuole partono i docenti Faber, facilitatori del benessere emotivo relazionale. In assestamento di bilancio abbiamo introdotto il benessere come principio del sistema educativo. Inoltre abbiamo definito il nuovo regolamento unico su Bisogni educativi e Inclusione: arriverà in giunta a brevissimo”. Uno dei problemi indicati è la forte burocratizzazione della scuola, percepita anche come forma di controllo del corpo docente. “Una parte dell’eccessiva burocratizzazione - risponde - è collegata alle piattaforme elettroniche, che

DIRETTA SPO T24 T 24

caricano troppo di lavoro i docenti e di connessione gli studenti. Ricordo di aver portato in giunta le linee guida per la disconnessione scuola, studenti e famiglie. Sul tema di un eventuale controllo, mi sembra da sindrome del complottismo questa lettura: nessuno controlla i docenti”. Sulla necessità di dare risposte strutturali su precarietà/cattedre ed edilizia scolastica per sicurezza/ documentazione dice ”Servono risposte durevoli e monitorabili. Sui problemi degli edifici ho chiesto approfondimenti. Possiamo migliorare con un confronto ampio con gli organismi competenti, ricordando che la responsabilità di documenti e verifiche è del dirigente scolastico. Cercheremo

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di mettere in campo azioni di sistema a supporto, per fare delle checklist su cosa monitorare”. Sulla questione degli organici: “credo che mai come in questi due anni siano stati fatti concorsi di stabilizzazione e ordinari. Abbiamo fatto anche concorsi per stabilizzare i collaboratori scolastici (ne abbiamo assunti 300), per il personale delle segreterie e nei laboratori. Una parte del precariato resta fisiologico. Ci sono alcune cattedre per le quali ci sono evidenti difficoltà nel trovare coperture. Stiamo monitorando: facciamo partire l’anno per capire quali sono”. • (M.D.T.D)

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di Trento

Focus scuola/2. Calo degli iscritti e cambiano le preferenze degli studenti più grandi

MENO STUDENTI E NUOVE SCELTE: I DATI IN TRENTINO S ono decine di migliaia gli studenti trentini che lo scorso 10 settembre, con il rintocco della prima campanella, sono tornati ai banchi scolastici. Per alcuni di loro, nello specifico 14.718 bambini e ragazzi, questo suono ha segnato l’inizio di un nuovo percorso formativo. È questo il dato emerso dalle iscrizioni alle classi prime delle scuole primarie, secondarie e professionali per l’anno scolastico 2026/2027 nella provincia di Trento. Tra loro si contano 4.161 bambini ammessi alle scuole elementari, 4.967 alunni entrati alle medie, 4.495 ragazzi che hanno iniziato le scuole

superiori e 1.095 giovani che hanno intrapreso un percorso professionale. Dai dati elaborati dal Dipartimento istruzione e cultura della Provincia, si rileva un decisivo calo di iscrizioni rispetto all’anno precedente. Ciò è evidente soprattutto nelle scuole primarie, dove si contano 195 bambini in meno (-4,48%) e nelle secondarie, che registrano un calo di 21 ragazzi (-0,42%). Diversa è la situazione relativa alle scuole superiori, dove si contano 4.495 iscritti con un lieve aumento dello 0,31%. Significativo è anche il dato della formazione professionale

che, con 1.095 iscritti, cresce al 2,05% rispetto all’anno scorso. Andando più a fondo si può osservare come i dati forniscano una fotografia, seppur parziale, delle scelte di studio degli adolescenti residenti in Trentino. Crescono, ad esempio, le iscrizioni al Liceo scientifico, con 1.188 studenti (+5,88%), al Liceo linguistico che conta 347 iscritti (+6,44%) e al Liceo delle Scienze umane, che raggiunge una quota di 698 iscritti (+5,76%). Calano invece i ragazzi interessati al Liceo classico e al Liceo artistico, che contano rispettivamente 121 e 199 iscritti (-11,68% e -17,43%). Per quanto

riguarda gli istituti tecnici, il Settore tecnologico cresce del 4,38% con 1.001 iscritti mentre quello economico registra una flessione del 9,15%, con 804 studenti. Sono molteplici, infine, le direzioni intraprese dagli studenti che hanno prediletto la formazione professionale: il settore dei Servizi è cresciuto del 6,84%, passando da 526 a 562 iscritti, mentre quello di Industria e Artigianato conta 494 studenti, con un lieve aumento del 2,28%. Cala invece il settore Agricoltura e Ambiente, che conta 39 iscritti (-39,06% rispetto all’anno

precedente). I numeri delineano così una doppia tendenza: da un lato meno iscritti, legati verosimilmente a un calo demografico che sta assumendo un carattere sempre più strutturale nella nostra società, dall’altro lato nuove scelte formative. Due segnali che forniscono già oggi i possibili cambiamenti che la scuola trentina dovrà affrontare e, potenzialmente, di come si trasformerà in futuro anche il mondo del lavoro. • Virginia Revolti

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Non solo campanelle… quando la musica entra in classe (e fa rete)

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he si tratti di cantare o suonare uno strumento, imparare la musica fin dalla tenera età può rivelarsi un’ottima attività educativa, sia come hobby che come impegno scolastico. Il motivo è presto detto: non si tratta solo di saper leggere le note musicali, strimpellare una canzone o cantare correttamente. Studiare musica, specialmente da bambini, è anche un’occasione per fare gruppo, favorire l’inclusione e sviluppare competenze applicabili anche in altre discipline e fondamentali per il percorso di crescita. È con questa prospettiva che la Provincia di Trento e la Fondazione Caritro hanno rinnovato il proprio impegno per promuovere la pratica musicale collettiva nelle scuole primarie per i prossimi due anni scolastici. Per la quarta volta consecutiva, infatti, la Giunta provinciale ha approvato il bando “Reti per l’educazione musicale”, per il quale è previsto un investimento complessivo di 300.000 euro, finanziati in parti uguali tra i due enti coinvolti. L’obiettivo è quello di avvicinare i bambini alla musica finanziando dei progetti, frutto della collaborazione tra almeno un Istituto comprensivo e una Scuola musicale iscritta al Registro provinciale. Perché in

fondo l’obiettivo non è quello di trasformare i bambini in musicisti, ma insegnare loro ad ascoltare gli altri, trovare il proprio ritmo all’interno di un gruppo e fare squadra per costruire qualcosa insieme. Una lezione di musica, in tal senso, si trasforma così in un piccolo laboratorio di socialità dove ogni partecipante può trovare il proprio posto e crescere assieme ai suoi compagni. • (V.R.)

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di Trento

IN CITTÀ

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Intervento 3.3.D. Un progetto che punta a trasformare la fragilità in nuove opportunità

LAVORI SOCIALMENTE UTILI, 157 PERSONE AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ T rentanove persone aiutano al servizio Gestione strade e parchi a sfalciare erba, curare aiuole, rifare panchine, in piccoli lavori di muratura. Quattordici collaborano a tenere l’archivio comunale e digitalizzare documentazione, in tredici accompagnano utenti a visite mediche, supportano per l’acquisto di farmaci o commissioni e incombenze varie, facendo compagnia in occasione di feste, ricorrenze. E ancora, ventidue si occupano all’Azienda Forestale Trento, sessantanove nelle aziende pubbliche di servizi alla persona si dedicano ad animazione e cura del verde. Chi sono? Le occupate e gli occupati (157 in tutto) nel cosiddetto Intervento 3.3.D (ex Intervento 19, come tanti lo chiamano ancora, nato

nel 2012) e in sostanza è una delle due cornici, (insieme allo storico Progettone) dei lavori socialmente utili, che danno lavoro e dignità a chi è in difficoltà, al servizio della comunità. È un intervento di politica attiva, una misura di accompagnamento all’occupabilità, con contributo economico dell’Agenzia del lavoro. Agevola l’inserimento nel mercato del lavoro di persone deboli o fragili, favorisce il recupero sociale e lavorativo di chi si trova in situazione di svantaggio sociale e lavorativo o disoccupazione di lungo periodo. Si rivolge a disoccupati di apposite liste, residenti in provincia di Trento da almeno cinque anni continuativi o da almeno 10 anni nel corso della vita, oppure emigrati trentini iscritti all’Aire da almeno tre

anni. Il Progettone compie invece 40 anni proprio quest’anno (nato nel 1986, formalizzato in legge nel 1990), destinato a lungo alle persone vicine alla pensione, un ammortizzatore sociale, che nel 2025 è stato ridisegnato con criteri nuovi (allargando la platea, anche a donne vittime di violenza), dando maggiore spinta al reinserimento accompagnato nel mercato del lavoro ordinario. Il Progettone nasce nel 1986, come risposta alla desertificazione industriale che colpiva duramente il Trentino. Una ricerca di Euricse nel 2021 ne ha attestato efficacia ed efficienza: non assistenzialismo ma produzione e lavoro. • Maddalena Di Tolla Deflorian

Autumnus 2026, Trento celebra i sapori e il tempo ritrovato

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l gusto torna protagonista nel centro storico di Trento con la sesta edizione di Autumnus, in programma dal 1° all’11 ottobre. La manifestazione organizzata dalla ProLoco Centro Storico proporrà oltre 200 appuntamenti tra degustazioni, incontri, laboratori, show cooking e cene d’autore, mettendo in dialogo le produzioni locali con la storia e il patrimonio artistico della città. Filo conduttore dell’edizione 2026 sarà il tempo, inteso come occasione per conoscere i prodotti, ascoltare chi li realizza e riscoprire il valore delle filiere agroalimentari. I primi quattro giorni coincideranno con il Festival dello Sport, ampliando

ulteriormente l’offerta cittadina e rafforzando la collaborazione tra ProLoco, Provincia autonoma di Trento e Trentino Marketing. La principale novità sarà il Passaporto del Tempo Ritrovato, disponibile nei punti informativi dal 1° ottobre. Il pubblico potrà scegliere alcune esperienze all’interno di cinque missioni dedicate ad assaporare, condividere, scoprire, ascoltare e incontrare. Chi raccoglierà i cinque sigilli diventerà Custode del Tempo Ritrovato, riceverà una pergamena e avrà accesso prioritario alle iniziative del 2027. Dall’8 all’11 ottobre il Mercato di piazza Mostra ospiterà il percorso dedicato al Marchio Qualità

Trentino, con degustazioni e laboratori sui temi della tracciabilità e della trasparenza. Dal 9 all’11 ottobre, invece, via Belenzani accoglierà le Stazioni del Vino, dedicate a Nosiola, Müller-Thurgau, Marzemino e Teroldego. La vocazione internazionale della rassegna troverà espressione nel focus sulla Borgogna a Palazzo Bortolazzi, con una selezione di bianchi e Pinot Nero e un approfondimento sul Domaine de la Romanée-Conti. In piazza Battisti tornerà inoltre il ristorante temporaneo, dove chef provenienti da Francia e Svizzera reinterpreteranno le materie prime trentine. Tra gli eventi di punta figura Stelle al Castello, la cena del 10 ottobre

Dopo tre anni di lavori riapre l’asilo Orsetto Pandi

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a finalmente inaugurato e riaperto, giovedì 3 settembre, dopo una profonda ristrutturazione e tre anni di lavori, l’asilo Orsetto Pandi, a Trento, in via Senesi. Per l’apertura-inaugurazione c’era un pubblico curioso di grandi e piccini. Noi ci stiamo stati per voi e vi diciamo che è bellissimo! È un gioiello bello, funzionale e luminoso dell’offerta per l’infanzia comunale, con spazi luminosi, colori pastello, tante funzioni pedagogiche divise per le stanze, che raccontano del pensiero tecnico e di cura che sta dietro, alberi e aiuole in esterno ed una bellissima terrazza attrezzata al piano rialzato, con appositi spazi coperti per il relax. Dopo l’ampliamento può ospitare 60 bimbe e bimbi, che saranno accolti da una squadra motivata, in un luogo armonioso, ricco di verde, con grandi spazi per nutrire le piccole menti delle piccole

e dei piccoli. Sono più di mille i posti negli asili della città, come ha ricordato il sindaco Franco Ianeselli il giorno dell’inaugurazione. Uno degli obiettivi del PNRR, altrove rimasto disatteso, era aumentare l’offerta dei servizi per l’infanzia. L’opera principale è stata completata con un intervento di bonifica del terreno, che era risultato inquinato dalle analisi preventive, con tre anni di lavoro e 3 milioni di euro di costo, di cui 2.440.000€ dal PNRR e il resto con fondi comunali. L’edificio ha un consumo energetico quasi nullo, richiede pochissima energia per riscaldamento,, raffrescamento, illuminazione, e copre il fabbisogno con fonti rinnovabili. L’impianto fotovoltaico, infissi e involucro edilizio con prestazioni elevate lo rendono di classe energetica A. • (M.D.T.D)

al Castello del Buonconsiglio, riservata a cento persone e firmata da otto chef stellati e maestri pasticceri. Il programma coinvolgerà anche lo Spazio Archeologico del Sas, Torre Civica, Palazzo Pretorio, piazza Duomo, Palazzo Geremia, Palazzo Thun e Palazzo Roccabruna. Cinque aziende per il turismo porteranno nel capoluogo le diverse identità del territorio, mentre MUSE, METS e Fondazione Edmund Mach approfondiranno ricerca e sostenibilità. Saranno coinvolti anche gli studenti degli istituti alberghieri e oltre 150 volontari. Prenotazioni e biglietti saranno disponibili sul nuovo sito ufficiale della manifestazione.


ECONOMIA

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Il fenomeno. Piccoli negozi in calo, acquisti online in crescita e centri commerciali sempre più centrali

IL COMMERCIO DI PROSSIMITÀ CERCA UNA VIA D’USCITA Il sindaco Ianeselli L indica le possibili a perdita di negozi di prossimità e lo snaturamento del commercio in città e paesi è un problema generale. Non risparmia il Trentino e la città di Trento. Ma qualche idea per frenare il fenomeno c’è, come vedremo alla fine. Qualche dato dalla Camera di commercio: fra 2015 e 2025 il commercio al dettaglio trentino ha perso 1.023 unità (4.905 a fine 2025, dalle 5.928 nel 2015). Il calo varia sui territori: le comunità di valle più colpite sono Valsugana-Tesino (-23,0% in dieci anni), Altipiani Cimbri (-21,3%), Valle dei Laghi (-20,9%), meno la Rotaliana (-11,5%). A Trento ci sono 1.086 negozi con 173.921 m2 di superficie di vendita. In parallelo alla riduzione del numero di negozi, cresce la dimensione media. Vendita al dettaglio fuori dei negozi 729 unità: 352 ambulanti (erano 688 nel 2015), 310 nel commercio on-line, che cresce (+161 sul 2015); 53 a domicilio, 14 con distributori automatici. Anche il commercio all’ingrosso si contrae: 1.121 imprese attive, meno 157 dal 2015. Occupazione: considerando le unità locali in provincia, il commercio al dettaglio conta 16.067 addetti, quello all’ingrosso 6.989. Dal confronto con i dati di dieci anni fa, i due comparti risultano in aumento dello 0,5% e del 7,8%. Non sono cifre e fatturati il tema, ma il modello di commercio urbano. Lo spiega Andrea De Zordo, Presidente della Camera di Commercio nella nota camerale periodica di agosto: “Il commercio nella sua generalità mantiene la sua rilevanza nell’economia locale, come dimostrano i dati degli addetti in leggero aumento e l’incidenza del valore aggiunto, rimasta costante nell’ultimo decennio. Ciò che è in crisi è un modello preciso di commercio: quello caratterizzato da presenza diffusa di piccoli esercizi capillarmente distribuiti sul territorio”. Su questa trasformazione epocale incidono elementi come: crescita degli acquisti on-line, centri commerciali e grandi superfici di vendita, stili di vita e consumo, modificazioni urbanistiche, costi aziendali. Ne risulta una progressiva desertificazione commerciale, che – come spiegava Confcommercio, nel commento al rapporto nazionale “Città e demografia d’impresa” a fine 2025 – ha conseguenze negative su attrattività e vivibilità del territorio,

per residenti e turisti”. La ricerca sociologica può aiutare: nello studio di UniCittà su alcune vie del centro di Trento, dal titolo “Commercio di prossimità nel comune di Trento. Ruolo, evoluzione, prospettive”, svolto da ricercatori dell’Università di Trento, emergono cause multifattoriali e alcuni strumenti di risposta: supporto alla diversificazione commerciale, rigenerazione urbana, accessibilità, percezione di sicurezza, agevolazioni per piccole attività indipendenti e storiche, promozione di collaborazioni pubblico-privato, coinvolgimento della comunità nella progettazione di soluzioni, digitalizzazione. •Maddalena Di Tolla Deflorian

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soluzioni

S

ul difficoltà del commercio di prossimità il sindaco Ianeselli risponde alla nostra richiesta di un commento, citando vari temi da tempo sul tappeto del dibattito: “È una polemica che si sussegue in tutto il nord est da tempo, le associazioni di categoria lamentano poca possibilità di lavorare con i negozi di prossimità, per l’arrivo delle grandi marche, e d’altro canto recriminano di non avere sufficiente manodopera. Anche a Trento c’è un dibattito abbastanza forte, anche legato alla sicurezza e al problema (forse emerso da poco) dei rischi correlati ad aprire e mantenere nuove attività commerciali (affitti, prezzi, parcheggi). Ecco, sul tema dei parcheggi (sempre citato) vicini al centro, ricordo che abbiamo adesso in comune un sistema di controllo costante in città e devo dire che, vicino al centro, il parcheggio di Piazza Fiera e quello presso ex Trento Fiere hanno spesso posti liberi, inoltre da giugno ci sono 130 posti anche nel nuovo parcheggio alla nuova stazione delle corriere San Lorenzo[in sostituzione di quelli persi all’ex SIT, ndr). Sulla sicurezza: siamo rimasti tutti molto colpiti dalle spaccate di quest’estate; come comune siamo intervenuti con un fondo pubblico (non succede dappertutto) per sostenere i costi di chi ha subito danni, la provincia sostiene con contributi chi installa sistemi di protezione. La dinamica porta anche a Trento ad avere in centro più bar e ristoranti e meno commercio. Credo che una risposta possibile sia quella dell’esperienza da offrire nei negozi, che si differenzi dagli acquisti online. Mi piace anche ricordare che nelle difficoltà c’è chi ha investito, come la famiglia Tomasi, che certo si occupa di lusso, ma in ogni caso ha fatto un investimento importante e recente in centro”. • (M.D.T.D)


LA RASSEGNA

di Trento

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L’evento. Dal 25 al 27 settembre Trento e i territori vitivinicoli ospitano la quinta edizione

La città è pronta ad accogliere il Trentodoc Festival: tre giorni alla scoperta delle bollicine trentine

N

on solo calici e degustazioni, ma un intero territorio da scoprire assieme a chi, tra i vigneti trentini, ci lavora ogni giorno per produrre vini e spumanti di qualità. È questo il senso della quinta edizione di Trentodoc Festival che, dal 25 al 27 settembre, animerà il centro storico di Trento e i territori di produzione. L’evento, promosso dalla Provincia di Trento e organizzato da Trentino Marketing e Istituto Doc in collaborazione con Corriere della Sera, propone 160 appuntamenti tra degustazioni, eventi culinari, talk e incontri coi produttori. Il filo conduttore della rassegna resterà comunque uno: il desiderio di mettere in dialogo l’enogastronomia con la storia e la cultura del territorio, per far conoscere il Trentino e le persone che lo abitano. “Il Trentodoc Festival racconta un’eccellenza del Trentino ed è oggi un vero strumento di promozione turistica” ha sottolineato l’assessore al turismo della Provincia di Trento Roberto Failoni. “Le bollicine di

montagna non sono un prodotto per soli intenditori. Rappresentano un modo per conoscere il territorio anche attraverso le case spumantistiche e le storie dei produttori. Il Festival trasforma quindi un prodotto di qualità in un’esperienza turistica alla portata di tutti”. È possibile entrare nel vivo del Festival già visitando le cantine vinicole. Per l’occasione, le case spumantistiche hanno organizzato più di un centinaio di incontri col pubblico, durante il quale si potranno assaggiare i vini, scoprire i migliori abbinamenti gastronomici e fare dei percorsi e passeggiate tra i vigneti. Con l’occasione, i visitatori scopriranno tutti i dettagli sul lavoro e i territori che determinano l’identità del prodotto. La rassegna di eventi coinvolgerà anche diverse attività del centro storico di Trento: ristoranti, wine bar, alberghi, agriturismi ed enoteche potranno proporre iniziative dedicate a Trentodoc, con il coinvolgimento delle Aziende per il turismo e delle

Strade del vino e dei sapori. Accanto ai momenti conviviali, ci saranno incontri dedicati all’approfondimento, a partire dai “Trentodoc Tasting”, ovvero delle degustazioni guidate dedicate “Metodo Classico”, al confronto tra bottiglia e Magnum e all’abbinamento dei formaggi ad

alta quota. A guidare il pubblico, ci saranno esperti del calibro di Roberto Anesi, Simone Loguercio, Cristian Maitan, Ilaria Lorini, Stefano Berzi, Andrea Gualdoni, Cristina Mercuri, Essi Avellan e Marina Schmohl. Non mancheranno poi i talk dedicati ai cambiamenti del mondo vinicolo

e gli incontri con personaggi provenienti da mondi diversi. Tra gli ospiti interverranno la cantautrice Noemi, la giornalista e conduttrice Francesca Fialdini, gli attori Maurizio Lastrico e Andrea Pennacchi e gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas. A questo si aggiungeranno i “Cooking Tales”, ovvero eventi che metteranno in relazione Trentodoc e buona cucina. “La sfida è far crescere il Festival senza perdere il suo legame con il territorio. Vorrei che diventasse sempre più un appuntamento capace di attrarre visitatori e di raccontare il territorio tutto l’anno” ha commentato Failoni, per poi concludere: “Il successo sarà vederlo crescere non solo nei numeri, ma nella capacità di generare conoscenza, presenze e nuove opportunità per il nostro sistema turistico ed economico”.

• Virginia Revolti Messaggio Pubbliredazionale

Dolomiti Energia lancia una nuova offerta luce a prezzo fisso dedicata alla comunità trentina

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T

rento, 8 settembre 2026 - In un contesto energetico influenzato dalle dinamiche internazionali e dall’andamento dei mercati, Dolomiti Energia sceglie di rafforzare il proprio legame con il territorio e le famiglie, riservando in anteprima per le abitazioni in Trentino una nuova soluzione per l’energia di casa, che offre protezione per 5 anni da prezzi di mercato estremamente volatili. Nasce così Dolomiti Fisso Luce 60, l’offerta che fissa il corrispettivo energia per cinque anni dal momento dell’attivazione, garantendo stabilità e prevedibilità in un periodo in cui sempre più famiglie sentono la

necessità di programmare le spese energetiche. L’offerta è disponibile da oggi e propone condizioni particolarmente competitive rispetto agli attuali valori di mercato. Il prezzo di lancio sarà di 109 €/MWh a fronte di un Prezzo Unico Nazionale medio all’ingrosso di oltre 200 €/MWh registrato in questi giorni, Dolomiti Fisso Luce 60 offre un risparmio di circa del 50% rispetto al prezzo all’ingrosso. Rappresenta quindi una soluzione concreta per avere un prezzo vantaggioso e proteggersi dalle oscillazioni del mercato con maggiore stabilità nel lungo periodo. Il contratto prevede regole chiare

anche in caso di uscita anticipata, a garanzia di una scelta consapevole e responsabile. Si tratta di un impegno reciproco per la stabilità. Per i primi tre mesi dal lancio, Dolomiti Energia ha scelto di riservare esclusivamente a chi è residente in Trentino la possibilità di aderire a Dolomiti Fisso Luce 60. La sottoscrizione è possibile presso i Dolomiti Energia Point presenti in Trentino, sul sito dolomitienergia.it e all’ 800 030 030 con il supporto dei consulenti dell’azienda. La nuova offerta è pensata non solo per i nuovi clienti, ma anche per chi ha già scelto Dolomiti Energia in Trentino. I

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clienti attuali possono infatti effettuare il passaggio senza costi di cambio offerta, beneficiando di una possibilità finora destinata prevalentemente ai nuovi clienti. La presenza lungo tutta la filiera energetica dalla produzione alla vendita permette infatti a Dolomiti Energia di valorizzare l’energia rinnovabile prodotta dai propri impianti e di gestire in modo efficiente i costi, rendendo possibile offrire ai clienti una maggiore protezione e indipendenza dalle oscillazioni del mercato attraverso un prezzo fisso nel tempo. «Quella che presentiamo oggi non è soltanto una nuova offerta, ma un modo concreto per rafforzare il

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legame con il territorio in cui siamo nati e cresciuti», dichiara Stefano Granella, CEO di Dolomiti Energia (nella foto in basso a destra). «Essere l’operatore energetico di riferimento per il Trentino significa ascoltare i bisogni delle famiglie e contribuire, con strumenti concreti, a offrire maggiore serenità in un contesto ancora caratterizzato da molta incertezza. Con questa iniziativa mettiamo a disposizione dei nostri clienti in Trentino una possibilità in più per gestire i propri consumi e programmare le spese energetiche, ASCOLTACI SU condividendo con il territorio i benefici WWW.TRENTINO24.IT della TUO solidità della vicinanza che da SUL PCe O ALEXA sempre contraddistinguono il nostro gruppo».

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QUARTIERI

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L’iniziativa. Diventerà un punto di riferimento per il quartiere Solteri-Magnete Centochiavi

DA BAR A PUNTO D’INCONTRO DEL RIONE: NASCE IL PROGETTO “C’È UN NUOVO SPAZIO IN CITTÀ” T rasformare uno degli ex bar del contesto abitativo Tridente in un punto di riferimento per il quartiere Solteri-Magnete Centochiavi: è questo il senso del progetto “C’è un nuovo spazio in città” promosso dal Comune di Trento e gestito, almeno nei prossimi due anni, dal gruppo Atas (Associazione trentina accoglienza stranieri) assieme ai suoi partner e a numerose realtà locali. L’idea alla base dell’iniziativa, che si rivolge a

persone di tutte le età, non è solo quello di fornire una sede per attività sociali, ma è anche quello di creare un luogo d’incontro dove i cittadini possano fare comunità e dare vita a nuove forme di partecipazione attiva, formando delle reti di solidarietà e servendosi delle risorse e delle competenze che già possiedono. Diverse sono le proposte dedicate ai più giovani, che potranno trascorrere il proprio tempo libero partecipando

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a laboratori manuali e artigianali, ad attività ludico-creative, a corsi di fotografia e di lingue. Verranno inoltre organizzati momenti dedicati alla musica, alla lettura, al cinema e alla scoperta del territorio locale. È prevista, infine, l’apertura di uno sportello di orientamento al lavoro, che si affiancherà ad altri percorsi di rafforzamento della funzione di presidio diffuso. Fondamentale, in questa fase di progetto, sarà la collaborazione con il servizio di “Educativa di strada”, già attivo da anni nel quartiere. “L’intervento nasce da un forte bisogno espresso dal territorio: una richiesta di maggiore cura, di una presa in carico più vicina ai minori e alle famiglie di un presidio stabile” ha spiegato l’assessora comunale alle Politiche sociali Giulia Casonato. “Per questo abbiamo immaginato una progettualità che avesse anche una presenza fisica significativa, capace di generare relazione e attenzione quotidiana”. Centrale, in fase di progettazione, è stato il diretto coinvolgimento dei cittadini che, in più occasioni, hanno avuto modo di proporre idee ed esporre le proprie necessità affinché le attività proposte corrispondano alle esigenze di chi ne può fruire. Tra gli obiettivi di questi momenti d’incontro c’è stata anche la costruzione dell’identità del luogo,

sia su un piano funzionale che sulla scelta del nome dello spazio stesso. “Non è la soluzione a tutte le difficoltà del quartiere ma crediamo profondamente nel valore delle relazioni e dell’animazione di comunità, non un semplice susseguirsi di eventi ma la costruzione di reti che durino nel tempo” ha affermato il sindaco di Trento Franco Ianeselli. “Per l’Amministrazione portare nel contesto abitativo del Tridente un progetto sociale è un segno distintivo. Non

perché qui ‘vada tutto male’, anzi. Queste iniziative servono proprio a raccontare il bello che c’è, l’attivismo dei cittadini e le proposte che nascono dal territorio e con il territorio” ha aggiunto, per poi concludere: “Siamo molto contenti del percorso avviato. Investire nel sociale è la precondizione per un lavoro profondo, continuativo, che non si esaurisca nella fiammata di una singola serata”. • Virginia Revolti

Zona 30, anche Mattarello inizia la sperimentazione

L Ascoltaci in tutto il Trentino in auto sul SCARICA L’APP RADIO TRENTINO24 SUL TUO SMARTPHONE

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a sperimentazione a Mattarello della zona a 30 km orari di velocità, sta producendo critiche e pareri pro e contro, come accaduto in Clarina. Una parte di residenti e commercianti critica la nuova viabilità, che costringe chi entra in paese ad un giro un po’ più lungo di prima, (togliendo flussi ai negozi, secondo i pareri emersi di alcuni esercenti), più che la velocità ridotta in sé. Esiste anche una petizione online. Recita: “La modifica della viabilità in via Catoni nord, insieme a restringimenti di carreggiata e dossi artificiali, ha reso i percorsi complicati, meno efficienti, aggiungendo stress agli spostamenti quotidiani”. Parte delle minoranze si dichiara critica. L’assessore comunale alla Mobilità, Michele Brugnara, ci dice: “La sperimentazione è condivisa con il presidente della Circoscrizione. Abbiamo fatto due assemblee pubbliche e abbiamo rilevato segnalazioni, alcune poi considerate in sperimentazione. Rileviamo con telecamere velocità e quantità dei veicoli fino alla prima settimana di ottobre, in particolare nella zona delle scuole. Partiamo da dati di velocità spaventosi per un sobborgo, e sappiamo quanto sia ormai diffusa la

violenza stradale. Su via Torre Franca ci sono picchi di 110 km orari, su via Catoni di 90, di 70 davanti alle scuole elementari. È nostra responsabilità di amministratori migliorare sicurezza e vivibilità nei quartieri.. Con il senso unico di via Catoni Nord il percorso è un po’ più lungo ma di circa due minuti, a fronte di un grande beneficio per la comunità. Ci sarà un’altra assemblea pubblica a fine sperimentazione”. • (M.D.T.D.)


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QUARTIERI

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Il progetto. L’ex edificio Moggioli di Povo torna a vivere

UNA NUOVA VITA PER L’EX SCUOLA PRIMARIA: NASCE L’OFFICINA DELLE IDEE Montagna, comunità e beneficenza: una gita “A spas per le malghe del Bondon” D C a struttura inutilizzata a luogo dove si torna a imparare. Da settembre, con il progetto Officina delle idee, l’ex succursale della scuola primaria Moggioli di Povo diventa un luogo dove bambini, adolescenti e giovani possono acquisire nuove competenze attraverso l’approccio “Steam”, un metodo di apprendimento che mette in relazione l’arte e la creatività con discipline come la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica. L’obiettivo è superare la divisione tra le singole materie, mettendo in gioco competenze diverse per affrontare dei problemi attraverso la sperimentazione e la collaborazione. L’iniziativa è promossa dal Comune di Trento e per i prossimi tre anni sarà affidata all’associazione culturale Glow. La gestione dello spazio è prevista per il triennio 2026-2029, con possibilità di proroga, e l’apertura sarà garantita per almeno venti ore alla settimana, prevalentemente nel pomeriggio, la sera e nei fine settimana. Nelle aule dell’ex scuola, i ragazzi possono seguire laboratori di coding, robotica

educativa, pensiero computazionale, podcasting e comunicazione digitale affiancando alle competenze tecnologiche attività capaci di unire discipline scientifiche a quelle artistiche. La visione alla base dell’Officina delle idee non è solamente quella di offrire uno spazio dove poter seguire dei corsi. La sera e nei fine settimana, le aule dell’edificio accoglieranno momenti dedicati allo studio, ma anche a cineforum, serate-gioco, incontri divulgativi ed eventi culturali e musicali, che coinvolgeranno più generazioni e saranno aperte a tutto il territorio. L’intenzione è quella di coinvolgere i giovani che, inseriti nei progetti di volontariato e supportati da più associazioni, potranno occuparsi della gestione del centro. Uno spazio dedicato all’intera comunità

educante del quartiere. L’Officina delle idee vuole rivolgersi anche a chi, con giovani e ragazzi, ci lavora ogni giorno: insegnanti, educatori, volontari e operatori del terzo settore. A loro saranno dedicate attività specifiche, come workshop e momenti di formazione sull’innovazione educativa e sull’utilizzo delle nuove tecnologie. L’obiettivo è quello di restituire un luogo all’intera comunità educante, creando l’occasione di confronto tra persone di età, competenze ed esperienze diverse tra loro. Una rete di associazioni. Il progetto è sostenuto da una rete di associazioni e realtà locali molto differenti che, ognuno a modo proprio, contribuirà a rendere l’Officina delle idee un punto di riferimento per la comunità. Tra queste ci sono l’Associazione Ama – Auto Mutuo Aiuto, la cooperativa Kaleidoscopio, l’Istituto comprensivo Trento 1, l’Università degli Studi di Trento con il progetto “Unicittà”, le associazioni universitarie Taut, Udu e UniTn, il circolo Arci Kazoo, Povo Sonica, Speck&Tech e CoderDojo Dolomiti.

i sono montagne che offrono paesaggi mozzafiato e altre che nascondono cent’anni di storia, tutti da scoprire. Nel fine settimana tra il 12 e il 13 settembre, il Monte Bondone sarà entrambe le cose: prima con l’evento “La Grande Trento: il Comune capoluogo e le aggregazioni degli ex Comuni del Monte Bondone” e poi con il trekking “A spas per le malghe del Bondon”. La prima iniziativa si svolgerà sabato sera e sarà l’occasione per celebrare i cent’anni dall’annessione di Sardagna e Sopramonte al Comune di Trento. L’appuntamento, aperto a tutta la comunità, è al Malgone di Candriai alle 18: qui si terranno gli interventi del presidente della Proloco Monte Bondone Marco Conotter, del giornalista Alberto Faustini, dello storico Michele Tos, ricercatore della Fondazione Museo storico del Trentino e di un ricercatore del dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento. Seguirà poi uno spettacolo di Lucio Gardin. Domenica, invece, è in programma un’escursione tra le malghe del Monte Bondone. L’idea è quella di invitare tutta la cittadinanza, previa prenotazione fino a un massimo di mille iscritti, a fare una passeggiata enogastronomica, seguendo un percorso immerso nella natura interrotto da più “Tappe del gusto”. Si partirà quindi dalla Malga Candriai per arrivare all’Hotel Alpe Bellaria, a Malga Brigolina, a Malga Malghet e ad una “malga segreta”, allestita per l’occasione. Il cammino terminerà al Malgone di Candriai, che offrirà a tutti i partecipanti una festa con buon cibo e bevande, intrattenimento musicale e diverse attività ludiche e di intrattenimento, organizzate dalla Proloco e dalla rete delle associazioni coinvolte. “Il percorso, studiato assieme alla Forestale e alla Protezione civile, è un tragitto dalla pendenza lieve e interrotto da diverse tappe. È quindi accessibile anche ai meno esperti di escursionismo” ha spiegato Dennis Daprà, presidente della circoscrizione Bondone, sottolineando che la gita interesserà anche il territorio circoscrizionale di Sardagna. Per parteciparvi è necessario iscriversi sul sito della Proloco o, in alternativa, è possibile anche rivolgersi alle associazioni coinvolte nell’iniziativa. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Comune di Trento.

• Virgina Revolti

• (V.R.)

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CULTURA

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Storia. Giuseppe Gregorio Dalle Mule, il giudice-spia tra Rivoluzione e Restaurazione

IL DOPPIO GIOCO DEL MAESTRO DELL’INGANNO Nel Trentino sconvolto dalle guerre napoleoniche, Giuseppe Gregorio Dalle Mule fece del trasformismo un’arte. Dalla guida degli Schützen di Lavis alla collaborazione segreta con francesi e austriaci, seppe sfruttare ogni cambio di regime per conquistare incarichi e prestigio, fino alla sua caduta

I

mmaginate di vivere in un’epoca in cui l’unica cosa che conta è la nobile discendenza di sangue o l’appartenenza alla Chiesa. A un certo punto in un Paese lontano si fanno spazio degli ideali diametralmente opposti che parlano di libertà, fratellanza e uguaglianza. Sembra solo un episodio periferico e incapace di mutare usi e tradizioni plurisecolari. Succede però che in nome di quegli ideali un’armata di popolo apparentemente invincibile inizi a percorrere in lungo in largo l’Europa per liberarla dall’oppressione e per diffondere i principi di quella che inizia ad essere chiamata “Rivoluzione”. Fu esattamente questo l’uragano politico e istituzionale che il Trentino (e l’Europa) visse tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento durante la famigerata Rivoluzione Francese: in un ventennio si assistette alla distruzione dell’antichissimo Principato Vescovile di Trento, alle sanguinose invasioni napoleoniche, alla dominazione bavarese, all’annessione al Regno d’Italia, fino al ritorno definitivo della Casa d’Austria. In questo scenario pericoloso, turbolento e a tratti epico si mosse un influente figura locale che fece del doppio gioco e dello spionaggio i propri strumenti personali di carriera: Giuseppe

Gregorio Dalle Mule. Nato a Cembra nel 1766 da una famiglia benestante, Dalle Mule studiò diritto all’Università di Pavia, centro del riformismo illuminato. Laureatosi nel 1795 e abilitato a Innsbruck, ottenne il titolo di avvocato provinciale grazie alla perfetta padronanza di italiano e tedesco. Nel 1803 entrò nell’amministrazione del giudizio patrimoniale di Lavis. Fin dagli esordi mostrò un’indole spregiudicata: per scavalcare i rivali e farsi nominare Vicario nel 1807, ricorse a calunnie, lettere false e manipolazioni. A Lavis le sue menzogne divennero così celebri che la popolazione coniò l’espressione “cose gregoriane” per indicare i suoi imbrogli. “Giacché Gregoriane appunto in Lavis si chiamano tutte le menzogne dal suo gran maestro Dr. Gregorio Dalle Mule [...] Notate appunto che questo Gregorio è sempre solito di citar altrui lettere, e testi varj per colorire le sue imposture” Bartolomeo Berti, Avvocato (1807). La svolta per la sua carriera arrivò durante l’insurrezione tirolese del 1809 guidata da Andreas Hofer. La popolazione del Tirolo da sempre molto attenta alla propria identità aveva mal digerito le riforme introdotte in quegli anni, in particolare quelle che sopprimevano gli ordini religiosi e

limitavano le cerimonie di culto, per non parlare di provvedimenti come la coscrizione militare obbligatoria e la vaccinazione. Mentre il popolo prendeva le armi contro le truppe di occupazione bavare e francesi, Dalle Mule si fece nominare Presidente del Comitato di Difesa di Lavis, organizzando le compagnie degli Schützen per contrastare le truppe avversarie e facendo persino arrestare tre cittadini accusati di essere filo-francesi. Dietro la facciata di capo della resistenza, condusse però un cinico doppio gioco: passò quotidianamente informazioni segrete ai generali nemici su posizioni e numeri degli insorti, facilitandone la vittoria. Inoltre, tenne nascosto in casa per 37 giorni un soldato italico per usarlo come “merce di scambio” con i comandi militari. Negoziando contemporaneamente con i francesi per evitare il saccheggio di Lavis, riuscì a farsi credere un salvatore della patria, nascondendo la sua attività di spia

retribuita. In quei giorni drammatici proprio a Lavis vennero spietatamente passati per le armi dell’esercito del generale Peyri decine di insorti (alcune fonti dicono 60, altre cento), una strage senza precedenti. Con il passaggio del Trentino al Regno d’Italia napoleonico, Dalle Mule monetizzò i servigi resi venendo nominato nel 1811 nella Corte di Giustizia di Trento. Quando nel 1813 l’Austria rioccupò la regione, compì l’ennesima capriola, offrendosi come informatore segreto al Commissario austriaco von Roschmann. “Anche ora le indicazioni del Dalle Mule sono sempre di grande importanza, giacché lasciano trasparire il sospetto che il Baroni sia stato un membro della società segreta per l’indipendenza italiana dei carbonari” Rapporti di Polizia Austriaca (1814) Frequentando il Caffè Taxis a Trento, dove si riunivano ex funzionari e appartenenti alla disciolta loggia massonica, riportò i loro discorsi “sediziosi” alla polizia austriaca ottenendo la nomina a

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Giudice Istruttore a Trento, carica mantenuta fino al 1816. Il suo opportunismo mostrò però a questo punto i suoi limiti. Le ambizioni di carriera nel Regno Lombardo-Veneto vennero bloccate dalla sua fama di uomo inaffidabile e dalle denunce dei cittadini per abusi di potere e nepotismo che lo portarono alla rimozione dall’incarico.Nel 1832, ormai anziano, tentò l’ultima carta chiedendo a Vienna una pensione di Stato per presunti meriti di fedeltà risalenti alle guerre appena terminate. Le verifiche burocratiche fecero riemergere le prove dei suoi doppi giochi: la pensione gli fu negata, segnando la fine ingloriosa di una carriera costruita sull’inganno. Se la storia di Giuseppe Gregorio vi ha incuriosito, trovate lo studio integrale in D. Allegri, Spionaggio e carriera tra Rivoluzione e Restaurazione, in «Studi Trentini. Storia», 90/1, (2011), pp. 27-61. • Davide Allegri

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Calcio. L’attaccante argentino racconta l’impatto con il nuovo ambiente

MOLINA: “A TRENTO HO TROVATO FIDUCIA E SERENITÀ” A rrivato a Trento con gli occhi puntati addosso, le aspettative sul nuovo centravanti gialloblù non si sono fatte attendere: Juan Ignacio Molina, già in questo primissimo scorcio di stagione, ha di fatto diviso la piazza. Da un lato, c’è chi lo vede come l’uomo perfetto per i piani tattici di mister Tabbiani, dall’altro, invece, c’è chi sostiene sarebbe stato meglio virare su un profilo differente. Per ora, il campo sta parlando abbastanza chiaramente e di discorsi ce ne sono pochi da poter fare: Molina ed il Trento si sono presi per mano e, pian pianino, si stanno innamorando l’uno dell’altro a suon di gol. Questo è il frutto del lavoro fatto in ritiro con il gruppo squadra e con il tecnico ligure, che stanno esaltando le qualità del ragazzo di Rosario: “Qui a Trento ho trovato un gruppo molto unito, con voglia di lavorare, crescere e migliorare continuamente. Sto davvero bene e devo dire che

l’accoglienza che mi hanno riservato i miei nuovi compagni è stata una grande sorpresa. C’è un bel mix tra ragazzi d’esperienza, che indossano questi colori già da qualche anno e sanno cosa significhi giocare per questa piazza, e giovani con grande voglia di dimostrare di valere questa maglia. Siamo qui per fare una bella stagione e credo che, alla lunga, questa combinazione possa fare la differenza per ottenere gli obiettivi che ci siamo prefissati”. Si è trattato, di fatto, di un gradito ritorno in terra trentina, dopo l’esperienza al Mori Santo Stefano nella stagione 2022/2023, che lo ha lanciato nel mondo dei grandi, e con le ultime avventure a Siracusa e Salerno che non lo hanno visto brillare come ci si aspettava. C’era da capire quale fosse la motivazione del classe ‘97, specie dopo un paio di annate storte, ma dal suo punto di vista i dubbi sono sempre stati pochi, se non addirittura nulli: “Sono stato

Credits: Michele Gueresi

in piazze difficili, come Salerno e Siracusa, ma questo non ha cambiato la mia mentalità e la mia attitudine. Sono arrivato a Trento con la stessa voglia e fiducia di quando mi sono

trovato a giocare per altre società. Come già detto diverse volte, per me è stato importante trovare mister Tabbiani: fin da subito mi ha dato una grande fiducia e questo è un

aspetto che mi permette di lavorare in totale serenità”. Anche sul suo modo di vedere ed interpretare il calcio, le idee sono molto chiare, specialmente sui punti da migliorare per il futuro: “Sono un attaccante a cui piace difendere e gestire la palla spalle alla porta, per poi girarmi e puntare la porta avversaria. I difensori lo sanno e, per questo, so che mi marcano in maniera molto fisica, anche dura talvolta, perché cercano di provocarmi. Su questo so di dover migliorare, perché a volte mi faccio prendere dalla foga del momento e perdo di lucidità. Con il mister sappiamo su cosa dobbiamo lavorare tecnicamente e su cosa crescere mentalmente, perché siamo al Trento e non ci possiamo permettere cali di concentrazione o, ancor peggio, di rimanere in inferiorità numerica a causa di una provocazione”. • Nicolò Bortolotti

IL CROCIATO FERMA CAPONE, IL TRENTO CERCA UNA NUOVA SOLUZIONE

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Credits: Carmelo Ossanna

ancavano pochi giorni al via ufficiale della stagione, sullo sfondo c’era il primo impegno casalingo di Coppa Italia contro l’Ospedaletto Franciacorta. Nella rifinitura della vigilia succede l’imponderabile: Christian Capone, fantasista e numero dieci del Trento, durante un semplice cambio di direzione subisce la lesione completa del crociato anteriore del ginocchio destro. Stagione finita, o quasi. È un fulmine a ciel sereno che scompagina e, in un primo momento, distrugge tutti i piani di mister Tabbiani. Per il giocatore, c’è l’unica ipotesi percorribile dell’intervento chirurgico che lo terrà lontano dai campi per almeno

sei mesi e gli nega, per il momento, l’opzione rinnovo con il Trento con adeguamento del contratto, aspetto marginale ovviamente, ma mai scontato. Per il club, invece, c’è la triste notizia di dover tornare su un mercato ormai praticamente chiuso. Pochi nomi e soprattutto pochissimo tempo per stringere trattative. Tra le alternative, sull’agenda della dirigenza trentina si fa strada Andrea Sodero, classe 2004 di proprietà dell’Empoli, prescelto per sostituire non uno qualunque. Sembra quasi un rimpiazzo fatto più per rimpolpare la rosa, che per dare una valida alternativa a Tabbiani, ma tant’è, probabilmente sarebbe stato difficile

fare di meglio. Nel frattempo, a scalare le gerarchie ci hanno pensato Ladisa e Accornero, partiti come potenziali alternative da inserire a partita in corso e che ora si giocheranno un posto da titolare nell’attacco trentino. Che non sia propriamente ciò che si immaginava il tecnico ligure come inizio di stagione è abbastanza chiaro, ma una cosa l’abbiamo imparata dal suo modo di allenare: una soluzione c’è sempre. E chissà che, nella sfortuna, questo incidente di percorso non finisca per dare ancor più motivazione ad una squadra che fa del gruppo la propria forza. • (N.B.)

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Basket. Ad agosto il Trentino è stato la capitale della pallacanestro

UN’ESTATE AZZURRA SOTTO LE DOLOMITI S e l’Italia del calcio ha dovuto guardare ancora una volta il Mondiale dal divano di casa, quella della pallacanestro ha trovato nel Trentino un palcoscenico di primo piano. È stato un agosto intenso per gli appassionati della palla a spicchi, con il territorio protagonista di una vera e propria estate azzurra: dall’Europeo Under 18 tra Trento e Rovereto fino alle Nazionali maggiori, passando per una serie di risultati che hanno visto l’Aquila Basket protagonista attraverso i suoi giovani. Il momento centrale è stato l’Europeo Under 18, che ha visto l’Italia sfiorare il titolo, arrendendosi solamente in finale alla Slovenia. Una medaglia d’argento dalla forte impronta bianconera, con quattro giocatori dell’Academy nel gruppo azzurro: Federico Cattapan, Antonio Barra, Vittorio Triggiani e Cheickh Niang. Proprio quest’ultimo è stato inoltre inserito nel miglior quintetto della manifestazione. Ma il successo dell’Europeo non si misura soltanto sul parquet. In dieci giorni, BTS Arena e PalaMarchetti hanno accolto 16 Nazionali e 56 incontri, superando le 10.000 presenze e attirando appassionati da 36 Paesi. Sugli spalti sono stati presenti più di 150 addetti ai lavori, compresi oltre 80 scout NBA, accorsi per vedere quelli che potrebbero essere le stelle del domani.

La nazionale femminile @FIP

E se a Trento il futuro del basket italiano ha sfiorato l’oro, pochi giorni dopo è stato un altro giovane dell’Academy a salire sul gradino più alto del podio. All’Europeo Under 16 di Oradea, Markuss Jahovics ha infatti contribuito alla vittoria del titolo continentale della Lettonia, guadagnandosi anche un posto tra i migliori cinque del torneo. A chiudere il cerchio ci hanno pensato le Nazionali maggiori, con una novità

La Nazionale under 18, seconda all’europeo di categoria (@Fiba)

assoluta per il Trentino: la presenza della selezione femminile. Le Azzurre hanno inaugurato con successo il fine settimana azzurro superando la Cina 88-76, prima di lasciare spazio alla squadra maschile di Luca Banchi, capace di imporsi 83-61 sull’Estonia e di conquistare l’undicesima edizione della Trentino Basket Cup in dodici partecipazioni. Due appuntamenti che hanno ribadito un legame ormai consolidato. “Il Trentino è diventato una

casa per l’Italbasket”, ha sottolineato il presidente FIP Giovanni Petrucci, elogiando l’accoglienza ricevuta durante l’estate e il lavoro di Aquila Basket. Sulla stessa linea il presidente bianconero Luigi Longhi, che ha definito quella appena conclusa “un’estate faticosa ma bellissima”, sottolineando il valore di portare le Nazionali, maschile e femminile, davanti al pubblico trentino. Un capitolo azzurro dal bilancio particolarmente ricco: grandi

eventi, migliaia di spettatori e il meglio della pallacanestro del futuro osservato da vicino. Per qualche settimana il Trentino si è trasformato in una delle capitali europee della pallacanestro. Ma ora non c’è tempo per respirare: chiusa l’estate azzurra, il parquet torna a tingersi di bianconero. È già tempo di tornare a pensare all’Aquila Basket. • Luca Dapic

UNDICI AQUILOTTI VERSO IL SALTO TRA I SENIOR

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Federico Cattapan, @Daniele Montigiani di Aquila Basket

er la prossima stagione undici giovani bianconeri, oltre a continuare il percorso nei campionati giovanili, avranno la possibilità di confrontarsi anche con la pallacanestro senior grazie alla collaborazione con JBR Basket Rovereto e Basket Piani Bolzano. A Rovereto, in Serie B Interregionale, giocheranno Federico Cattapan, Cosimo Flauto, Vittorio Triggiani, Jose Alfred Medina Bouza, Alessandro Alba e Oumar Fall. Ai Piani Bolzano, nel campionato di Serie C, spazio invece a Giulio

Vergnaghi, Antonio Barra, Gabriele Chemelli, Stephen Ewenike e Mansour Bayo. L’idea è offrire ai prospetti dell’Academy un contesto con giocatori più esperti, continuando il proprio percorso con Aquila. Un passaggio che può diventare un trampolino per trasformare il talento giovanile in una reale esperienza da senior. A sottolineare il valore dell’iniziativa è Marco Crespi, direttore della Dolomiti Energia Academy: “Aquila e la sua Academy sono un luogo di formazione e sviluppo, e l’esperienza

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che i nostri ragazzi faranno con JBR Rovereto e Piani Bolzano è un’ulteriore occasione”. Il progetto guarda anche oltre i confini societari, rafforzando il rapporto tra Aquila e il movimento cestistico locale. “Un grazie anche ai due club per un’esperienza che indica come la visione di Aquila con il percorso giovanile possa essere un contributo per far consolidare il basket del nostro territorio”, conclude Crespi. • (L.D.)

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Ambiente. Gottardi fa il punto sulle strategie di prevenzione e risponde alle critiche sulla deroga al deflusso minimo vitale

SICCITÀ, IN TRENTINO INVESTITI 200 MILIONI PER MIGLIORARE LA GESTIONE DELL’ACQUA L ’autonomia, prima ancora che risorse, significa «responsabilità e autogoverno». È da questo principio che parte l’assessore provinciale Mattia Gottardi nel fare il punto sulle misure adottate dal Trentino per affrontare il rischio siccità, un fenomeno sempre più ricorrente che rende necessari interventi strutturali. «Un tempo questi eventi non erano così frequenti, oggi pare che ci sia una certa ricorrenza – ha spiegato Gottardi –. Non sappiamo definire il ritmo, ma, a differenza del 2022, nel frattempo il territorio trentino ha fatto tutta una serie di investimenti in prevenzione». Negli ultimi quattro anni sono stati investiti circa 200 milioni di euro per sistemare gli acquedotti dei Comuni con le maggiori necessità. Le risorse sono arrivate dai fondi provinciali, ma anche dal Pnrr e dal Pnc. Il lavoro proseguirà nei prossimi anni insieme agli enti locali, con «piani di miglioramento costante» finalizzati a ridurre le perdite durante il trasporto dell’acqua. Un altro capitolo riguarda l’agricoltura, dove il ricorso a sistemi di irrigazione più efficienti ha consentito di abbattere sensibilmente i consumi. «La nostra è un’agricoltura che rispetto a dieci anni fa ha bisogno di un quinto dell’acqua necessaria per dare da bere alle campagne,

grazie agli impianti a goccia», ha affermato l’assessore. Una trasformazione che ha contribuito a contenere gli sprechi. «In Trentino è quasi impossibile vedere le classiche girandole che vanno nelle grandi pianure, magari per fare coltivazioni intensive e sprecare un sacco di acqua rispetto al necessario, perché c’è una dispersione che non va esattamente a dare da bere alle piante», ha aggiunto Gottardi. Ogni coltura, ha precisato, «ha le sue necessità e quindi regole», ma anche sotto questo aspetto il territorio ha compiuto importanti passi avanti. La prossima sfida è rappresentata dai bacini di accumulo, concepiti come riserve strategiche per trattenere l’acqua quando è disponibile e utilizzarla nei periodi di maggiore necessità. «Servono delle batterie di acqua, sostanzialmente delle riserve, perché l’acqua scorre e quindi bisogna riuscire a trattenerla», ha spiegato Gottardi. La realizzazione dei nuovi invasi dovrà tenere conto dei rischi idrogeologici e dell’inserimento nel paesaggio. L’assessore ha inoltre respinto l’idea che debbano essere destinati soltanto agli allevamenti. «Io li penso anche in zone dove impianti non ce ne sono. Se c’è un secondo uso nulla lo vieta, ma il primo è prevenire questo rischio, perché eventi che si ripetono possono mettere in difficoltà

il territorio». Sul fronte ambientale, la scelta di derogare al deflusso minimo vitale è stata contestata dal Comitato Acque Trentine e da Free Rivers Italia. Le associazioni hanno evidenziato i possibili rischi per gli ecosistemi fluviali e sollevato dubbi sulla coerenza della misura con il Piano generale di utilizzo delle acque pubbliche. Come alternative hanno proposto di aumentare la capacità dei suoli di trattenere l’acqua, riqualificare zone umide e corsi d’acqua, riutilizzare le acque reflue depurate, rendere più

efficienti le reti, ricaricare le falde e intervenire sulla gestione dei bacini idroelettrici. «Comprendo il ruolo dell’associazionismo e del civismo ambientale, il cui contributo di stimolo e di proposta è sempre prezioso per il dibattito pubblico – ha risposto Gottardi –. Tuttavia, di fronte a un’emergenza idrica senza precedenti, le responsabilità di chi amministra impongono di contemperare la tutela ambientale con la necessità primaria e indifferibile di garantire l’approvvigionamento idrico per

la popolazione, l’agricoltura e le attività economiche». La deroga, ha sottolineato l’assessore, non rappresenta un cambiamento stabile nella politica provinciale. «Non è affatto una scelta d’indirizzo politico o una prassi ordinaria, bensì un intervento eccezionale, temporaneo e strettamente circostanziato, adottato nel pieno rispetto dei poteri ordinatori previsti dalle norme vigenti. È una misura dolorosa ma indispensabile per evitare danni economici e sociali sproporzionati durante le fasi di picco della siccità». Nel quadro dell’emergenza, il Trentino ha manifestato anche la disponibilità a sostenere Veneto e Lombardia. Una scelta che, ha ammesso Gottardi, ha provocato «un po’ di sofferenza interna», ma nasce dalla consapevolezza che la crisi non riguarda un solo territorio. «Ci siamo preparati, nel caso in cui la crisi in Veneto e Lombardia dovesse essere perdurante e persistente, a dare la disponibilità, in termini di solidarietà anche interistituzionale, di alcuni volumi d’acqua. Ci rendiamo conto che le difficoltà non sono solo nostre». Allo stesso tempo, Gottardi ha invitato i territori confinanti a proseguire con gli interventi per ridurre le perdite degli acquedotti e favorire «un uso più consapevole dell’acqua in agricoltura». • Valeria Marcato

Imprese trentine, oltre 21mila assunzioni previste nel terzo trimestre

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el corso del terzo trimestre del 2026 le imprese trentine prevedono di effettuare 21.370 nuove assunzioni. A concentrare la maggior parte delle opportunità sarà il settore dei servizi, che rappresenta l’83,3% degli ingressi previsti, con un ruolo di primo piano per il turismo e la ristorazione. È quanto emerge dalla nota trimestrale

sulle tendenze dell’occupazione, pubblicata oggi dall’Istituto di statistica della Provincia di Trento insieme ad Agenzia del lavoro e Camera di commercio. A essere maggiormente richiesti dalle imprese sono soprattutto i lavoratori destinati a mansioni esecutive e con un livello di specializzazione più contenuto. Tra le figure più ricercate ci sono gli addetti alla ristorazione, il personale non

qualificato impiegato nei servizi di pulizia e gli addetti alle vendite. Nel complesso, queste categorie rappresentano oltre il 55% delle assunzioni previste. Accanto a una forte domanda di personale, l’indagine evidenzia però anche le difficoltà delle imprese nel trovare alcuni profili. La ricerca risulta particolarmente complessa per le professioni che richiedono un’elevata qualificazione:

in questo caso la quota delle posizioni difficili da coprire raggiunge il 64%. Le situazioni più critiche riguardano in particolare i tecnici della salute e i docenti della scuola primaria e pre-primaria, per i quali la difficoltà di reperimento supera l’80%. Problemi di questo tipo interessano anche gli operai specializzati e i lavoratori chiamati a operare su impianti e macchinari,

categoria per la quale la difficoltà di reperimento arriva al 60,7%. Anche in questo ambito ci sono professioni per le quali trovare personale è ancora più complicato: per meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili la percentuale supera infatti l’87%. • (V.M.)


PROVINCIA

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La mobilitazione. L’ennesimo blocco dei sistemi informatici fa esplodere una protesta

LA RIVOLTA DEI CAMICI: “BASTA SCARICABARILE, COSÌ NON SI PUÒ PIÙ LAVORARE” I problemi della sanità trentina hanno esasperato ormai anche l’intero mondo delle professioni sanitarie, tanto da portare in piazza quasi 400 persone il primo settembre, dopo una partecipata assemblea all’auditorium dell’ospedale Santa Chiara. Organizzavano il presidio otto sindacati. Questa volta c’erano anche i medici, comprese le rappresentanze della dirigenza (Fesmed). “Sanità Trentina, Basta Tilt”, era il titolo della manifestazione, caduta a poche ore dall’ennesimo blocco dei sistemi informatici, problema che da oltre un anno segna le vicende di ASUIT, pazienti, operatori. E che aveva portato nei mesi scorsi al siparietto delle paventate non-dimissioni dell’assessore provinciale alla Sanità Mario Tonina ed a screzi con il dirigente generale Antonio Ferro (entrambi rimasti al loro posto, così come i guai senza fine). Insomma il segnale a Tonina e Ferro arriva forte e chiaro, dopo mesi di interrogazioni e richieste in consiglio provinciale. La manifestazione ha preso spunto dai problemi informatici, per affrontare altre criticità: governance, program-

mazione, personale, condizioni di lavoro, tecnologia, infrastrutture, garanzie per pazienti e operatori. L’accusa delle sigle scese in piazza parte dalla governance, definita debole, poco trasparente sulle cause reali dei disservizi (parlando di “scarcabarile”), con assenza di pianificazione di lungo periodo. Su tecnologia e infrastrutture si denunciano gli effetti perversi dell’esternalizzazione della gestione informatica, con conseguente perdita di controllo. Infine, la critica corre alle difficili condizioni di lavoro del personale, sottolineando age-management assente (ma l’età di chi lavora cresce), aggressioni al personale, turnistica invivibile,

grave burnout, contratti non del tutto rispettati, risorse insufficienti per valorizzare il personale. Cesare Hoffer, coordinatore provinciale del sindacato infermieri NursingUp, commenta: “Il malfunzionamento dei sistemi informatici ormai travalica le questioni del lavoro: ha un riflesso diretto sulla qualità e tempo dedicato alle cure. Non possiamo perdere giornate intere a correre dietro a un sistema che non funziona, dobbiamo assistere pazienti con risposte celerei”. Il problema sta peggiorando, continua: va trovata una soluzione. “Non possono essere i dipendenti a fronteggiare una situazione del genere, con pazienti sempre più

Sanità, il malcontento cresce: “Servono risposte”

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a sanità trentina è stata considerata per anni da cittadine e cittadini un fiore all’occhiello dell’Autonomia e vanta tuttora qualche primato e risultati buoni in diversi ambiti. Tuttavia negli ultimi anni problemi oggettivi, critiche e malcontento si sono diffusi, con ricadute politiche significative: solo contando le tante interrogazioni e i temi affrontati si capisce la criticità. Le liste d’attesa per le visite specialistiche si sono allungate, il CUP ha avuto ripetuti problemi informatici (come anche i sistemi dei punti di Pronto Soccorso), il tema delle agende degli specialisti che si aprono tardi e si richiudono subito è reiterato, ma d’altra parte manca anche attrattività, ad esempio per i medici di base. La presidente della Consulta Provinciale della Salute, Elisa Viliotti, ha inoltre denunciato

l’eccesso di ricorso a visite private intramoenia (nelle prime visite), con un dato altissimo, segnalato nei rilievi della Corte dei Conti e nei dati Agenas. Fra le ultime denunce (da parte del sindacato NursingUp) quella sul Pronto Soccorso di Arco, dove la sigla segnala “sede inadeguata alle esigenze del servizio: spazi sovraffollati, infiltrazioni, ambienti non adeguatamente climatizzati”, problemi sottolineati “anche alla luce della ristrutturazione dell’ospedale di Arco. È necessario - scrive NursingUp - cogliere questa occasione per realizzare una sede adeguata ai bisogni dei professionisti sanitari, garantendo sicurezza, dignità lavorativa, continuità del servizio di emergenza territoriale”. • (M.D.T.D.)

arrabbiati, che scaricano la frustrazione in atteggiamenti anche aggressivi. Gli operatori devono essere supportati sul campo. Se ci sono problemi informatici, deve esserci un’équipe che interviene immediatamente a supporto, invece non si hanno risposte”. Del resto, dice. “In Trentino siamo al terz’ultimo posto in Europa, per

riconoscimento economico verso infermieri e professionisti sanitari. I nostri colleghi guardano con interesse ad Alto Adige e nazioni europee, dove hanno un riconoscimento economico maggiore ma anche opportunità di carriera che qua non hanno”. • Maddalena Di Tolla Deflorian


PROVINCIA

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Giunta provinciale. Sale la franchigia per le spese di lavoro, vengono equiparati autonomi e dipendenti

ICEF, VIA LIBERA AI RITOCCHI: PATRIMONIO E REDDITI PESERANNO MENO L ’Icef non è un parametro immutabile. L’indicatore della condizione economica familiare utilizzato in Trentino per determinare l’accesso a contributi e agevolazioni pubbliche cambia ancora, con una serie di correttivi introdotti per superare alcuni effetti distorsivi emersi nei primi mesi di applicazione della riforma. Dopo il via libera della IV Commissione permanente del Consiglio provinciale, la Giunta, su proposta del vicepresidente e assessore Achille Spinelli, ha approvato la nuova disciplina di calcolo. L’obiettivo è rendere più equilibrata la valutazione della situazione economica delle famiglie, evitando che alcune condizioni patrimoniali vengano penalizzate in maniera sproporzionata. «La revisione dell’Icef è un percorso graduale, che stiamo accompagnando con un’attenta verifica degli effetti concreti sulle famiglie – spiega Spinelli –. Questo intervento nasce dalla volontà di correggere gli elementi che hanno mostrato alcune criticità e rendere il sistema più equo e aderente alle diverse condizioni economiche».

Le modifiche riguardano in particolare l’Indicatore Icef Famiglia e sono il risultato dell’attività di analisi e monitoraggio condotta dalla Provincia. Il precedente sistema, concepito per attribuire maggiore peso alla ricchezza complessiva, aveva finito per penalizzare soprattutto i nuclei collocati appena sopra la soglia dello 0,3 e proprietari di piccoli patrimoni immobiliari oltre alla prima casa. È il caso, ad esempio, delle quote di vecchi immobili ricevute in eredità, beni che possiedono un valore patrimoniale ma sono difficilmente trasformabili in reddito. La principale novità riguarda quindi la valutazione del patrimonio. Quello finanziario e quello immobiliare seguiranno percorsi distinti, mentre gli scaglioni utilizzati per la trasformazione del patrimonio in reddito ai fini del calcolo dell’Icef passeranno da tre a quattro, con modalità e tetti differenziati in base alla tipologia e alla composizione patrimoniale della famiglia. Il nuovo meccanismo punta a introdurre una maggiore gradualità, evitando che incrementi contenuti producano conseguenze

eccessivamente penalizzanti. Cambiano anche le deduzioni per le spese legate alla produzione del reddito: la franchigia aumenta da 5 mila a 6 mila euro per ciascun componente del nucleo familiare. Viene inoltre equiparato il trattamento dei lavoratori autonomi a quello dei dipendenti. Le deduzioni riconosciute alle partite Iva, finora

pari alla metà di quelle previste per i dipendenti, saranno portate allo stesso livello. «Interveniamo sul riconoscimento delle spese legate al lavoro e sulla valutazione del patrimonio, distinguendo maggiormente tra patrimonio finanziario e immobiliare – aggiunge Spinelli –. Vogliamo costruire uno strumento

capace di leggere con maggiore precisione le diverse condizioni delle famiglie». La Giunta ha infine approvato le nuove istruzioni per la compilazione della dichiarazione Icef relativa a redditi e patrimoni 2025, della dichiarazione sostitutiva e di quella attualizzata. • Valeria Marcato

TRASPORTI PUBBLICI, PROROGATO L’ABBONAMENTO DA 25 EURO: GIÀ OLTRE 6MILA ADESIONI

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arte con numeri importanti la nuova fase dell’abbonamento agevolato al trasporto pubblico in Trentino. Sono già oltre 6mila i titoli acquistati per viaggiare dal 1° settembre al 31 dicembre 2026 sull’intera rete provinciale al costo di 25 euro. L’elevato numero di richieste ha provocato code agli sportelli e qualche disagio, soprattutto per chi deve ottenere una nuova smart card, i cui tempi di rilascio possono arrivare a una ventina di giorni. Trentino Trasporti ha comunque assicurato che tutte le domande saranno accolte. L’iniziativa è stata prorogata dalla Giunta provinciale dopo il successo della sperimentazione estiva, che aveva raggiunto circa 20mila sottoscrizioni. La misura punta a sostenere le famiglie, alle prese con gli elevati costi dell’auto privata, e a incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

L’abbonamento quadrimestrale consente di viaggiare su autobus urbani ed extraurbani, treni locali, ferrovia Trento-Malé-Marilleva, linea della Valsugana tra Trento e Primolano, linea del Brennero tra Borghetto e Mezzocorona-Ora, secondo le limitazioni previste, e funivia Trento-Sardagna. Il titolo è riservato ai possessori delle tessere nominative “Lavoratori e altri” e “Pensionati” delle categorie A, B e D. Chi non dispone della smart card può richiederla agli sportelli di Trentino Trasporti e Trenitalia, sostenendo un costo aggiuntivo di 4 euro. Dal 15 settembre sarà inoltre possibile presentare domanda di rimborso per gli abbonamenti annuali o semestrali che si sovrappongono per oltre 30 giorni alla nuova agevolazione. • (V.M.)


PROVINCIA

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Turismo. Il Ceo di Trentino Marketing traccia un bilancio positivo dell’estate e indica le priorità

ROSSINI: «TURISMO TRENTINO SOLIDO, ORA DOBBIAMO GENERARE PIÙ VALORE» I l turismo trentino conferma la propria solidità, ma la sfida per il futuro non sarà semplicemente aumentare il numero dei visitatori. Occorrerà generare maggiore valore, distribuire le presenze durante tutto l’anno e mantenere un equilibrio con la qualità della vita delle comunità. A tracciare il bilancio dell’estate e indicare le prossime strategie è Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing. «Il bilancio è positivo – spiega – anche se i numeri definitivi andranno valutati a stagione conclusa». Il dato più significativo riguarda la capacità dei territori di proporre esperienze differenti, dalla montagna ai laghi, dall’outdoor alla cultura, fino all’enogastronomia e ai grandi eventi. A cambiare sono anche le aspettative dei visitatori. «Osserviamo un ospite sempre più attento alla qualità dell’esperienza, che cerca autenticità, benessere, attività nella natura e luoghi capaci di offrire un ritmo diverso». Da qui la necessità di superare una strategia fondata soltanto sui volumi. «Il nostro obiettivo è generare più valore, distribuendo meglio le presenze nel tempo e sul territorio». Il punto di forza del Trentino è la varietà dell’offerta concentrata in un’area re-

Maurizio Rossini

lativamente piccola. Le Dolomiti, quasi 300 laghi, i parchi naturali, i boschi e le vallate si affiancano allo sport, alla cultura e alle produzioni enogastronomiche. Il paesaggio, tuttavia, non è più sufficiente per competere sui mercati. «La competizione tra destinazioni si gioca su fattori che vanno oltre la bellezza naturale. Servono qualità complessiva dell’esperienza, servizi e capacità di accoglienza». Il posizionamento da rafforzare è quello di «un territorio da vivere, nel quale natura, innovazione e qualità della vita convivono in armonia». Una delle partite decisive è rappresentata dalla destagionalizzazione. Primavera e autunno in montagna e

inverno sui laghi, periodi definiti da Trentino Marketing le “Belle Stagioni”, valgono già circa quattro milioni di presenze, oltre 400 mila pernottamenti in più rispetto al 2019. Il traguardo di lungo periodo è ottenere altri quattro milioni di presenze e aumentare le strutture aperte in maggio e ottobre nelle località montane e durante l’inverno nell’area del Garda. «Non significa semplicemente portare più persone in mesi diversi, ma costruire vere motivazioni di viaggio, servizi ed esperienze che rendano un territorio fruibile anche fuori dai periodi tradizionali». Distribuire meglio i flussi può garantire maggiore continuità economica e occupazionale

alle imprese e favorire un rapporto più equilibrato tra turismo e territori. L’Italia rimane il principale mercato, mentre all’estero la Germania conserva un ruolo centrale, insieme a Paesi Bassi, Belgio e altri Paesi dell’Europa centrale. Trentino Marketing guarda anche a mercati con importanti potenzialità di crescita, come Scandinavia, Regno Unito e soprattutto Nord America, con Stati Uniti e Canada. In queste aree l’obiettivo è raggiungere un pubblico attento alla qualità e interessato all’outdoor, alla natura, alla cultura e all’enogastronomia. La provenienza geografica, però, è soltanto uno degli elementi da considerare. «Oggi è importante ragionare per interessi e motivazioni». I pubblici sono le famiglie, gli sportivi, gli appassionati di attività all’aria aperta, le persone attente al benessere, al gusto e alla cultura, ma anche i viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche. Innovazione digitale e analisi dei dati sono ormai fondamentali. L’App MioTrentino e la Trentino Guest Card consentono di conoscere meglio il visitatore e accompagnarlo prima, durante e dopo il soggiorno. Il passo successivo sarà integrare dati, intelligenza artificiale e servizi digitali, passando da una comunicazione

Dai Giochi olimpici ai Mondiali di ciclismo, le sfide del Trentino

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rasformare la visibilità delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026 in reputazione e opportunità durature. È questa una delle prossime sfide indicate da Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing, che guarda già al nuovo grande appuntamento internazionale rappresentato dai Campionati del mondo di ciclismo Uci del 2031. «Il vero valore di un grande evento si misura soprattutto in quello che lascia dopo», sottolinea Rossini. Le manifestazioni internazionali non devono quindi essere considerate episodi isolati, ma strumenti capaci di produrre nel tempo benefici economici, sociali e reputazionali. I Mondiali del 2031 saranno un’occasione per consolidare l’immagine del Trentino come territorio dello sport e della bicicletta, costruendo un’eredità che vada oltre i giorni delle competizioni. Nel bilancio dei suoi dieci anni alla guida di Trentino Marketing, Rossini non individua un singolo progetto, ma la crescita dell’intero sistema. «Il

motivo di maggiore soddisfazione è aver contribuito, insieme a tante persone, a rafforzare il sistema Trentino». Un percorso affrontato attraversando momenti positivi e fasi difficili, sviluppando nuovi strumenti e linguaggi e costruendo una visione condivisa tra territori, istituzioni e operatori. «Il risultato più importante è vedere oggi un Trentino riconoscibile e autorevole, capace di competere con le principali destinazioni alpine». L’obiettivo ancora da raggiungere è completare questo posizionamento, facendo conoscere il Trentino non soltanto come meta turistica, ma come luogo nel quale vivere, studiare, lavorare e investire. Un territorio capace di offrire opportunità ai giovani e di attrarre persone da altre regioni e Paesi. «Ciò che rende il Trentino attrattivo per chi viene a visitarci – conclude Rossini – è prima di tutto ciò che lo rende prezioso per chi lo vive. • (V.M.)

indistinta a una relazione più utile e personalizzata. «La tecnologia deve però rimanere uno strumento. Dietro i dati ci sono persone e dietro una destinazione ci sono comunità». L’innovazione acquista valore quando permette di offrire servizi migliori, conoscere e governare i flussi e rendere più semplice l’esperienza di chi sceglie il Trentino. Altrettanto centrale è il lavoro di squadra tra Provincia, Trentino Marketing, Aziende per il turismo, operatori e comunità locali. «Il turismo trentino funziona se funziona come sistema», evidenzia Rossini. Le Apt conoscono le specificità dei territori e lavorano con le imprese per qualificare l’offerta, mentre Trentino Marketing mette a disposizione una visione complessiva, occupandosi del posizionamento del marchio, dei mercati, della comunicazione e dell’innovazione. «Il turista non percepisce i nostri confini organizzativi: percepisce il Trentino attraverso tutto ciò che incontra», dall’informazione ricevuta prima della partenza all’albergo, dalla mobilità ai sentieri, dai servizi alle esperienze. Per questo, conclude Rossini, «la qualità deve essere un obiettivo condiviso». • Valeria Marcato


DESPAR

di Trento

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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio

IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce

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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche

nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e

Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori

che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto

tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.

TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità

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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.


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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Diabete, in Trentino accesso gratuito ai sensori esteso a nuovi pazienti

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i amplia in Trentino la platea delle persone con diabete che potranno accedere gratuitamente ai sistemi più avanzati per il monitoraggio continuo della glicemia. La Giunta provinciale ha approvato un provvedimento che aggiorna i criteri per la prescrizione e l’erogazione dei dispositivi, introducendo anche la totale gratuità della fotografia del fundus oculare, esame utilizzato per prevenire e individuare precocemente la retinopatia diabetica. La nuova disciplina sostituisce integralmente quella introdotta nel 2021 e recepisce le più recenti indicazioni delle principali società scientifiche nazionali e internazionali. L’obiettivo è allineare l’assistenza sanitaria trentina agli standard più avanzati, migliorando la gestione quotidiana della malattia e riducendo il rischio di episodi acuti e complicanze. Il provvedimento sancisce il superamento dei dispositivi “flash”, denominati Flash Glucose Monitoring, a favore dei più moderni sistemi Cgm, Continuous Glucose Monitoring. Questi ultimi rilevano in tempo reale i valori del

glucosio e sono dotati di allarmi di soglia o predittivi, capaci di segnalare tempestivamente situazioni di possibile ipoglicemia o iperglicemia. L’impiego dei nuovi strumenti permette una gestione terapeutica più precisa e personalizzata, offrendo maggiore sicurezza e consentendo di intervenire rapidamente quando la glicemia supera o scende sotto determinati

livelli. La tecnologia agevola inoltre il controllo quotidiano della malattia e fornisce informazioni utili per valutarne l’andamento nel corso della giornata. Attualmente sono circa 2.200 i pazienti trentini che utilizzano sensori per il monitoraggio continuo del glucosio. Con i criteri precedenti, l’erogazione gratuita da parte del Servizio sanitario provinciale era limitata alle

persone che necessitavano di almeno tre iniezioni di insulina al giorno. La nuova disciplina estende invece il beneficio ai pazienti con diabete di tipo 2 sottoposti a due o più somministrazioni quotidiane, alle persone trattate con la sola insulina basale in specifiche condizioni cliniche e ai pazienti con diabete di tipo 1 negli stadi iniziali, prima della fase conclamata della malattia. L’ampliamento punta a migliorare il controllo glicemico e a ridurre il rischio di eventi acuti per una fascia più estesa della popolazione. Il diabete è una delle malattie croniche con il maggiore impatto sociale e sanitario. Secondo i dati relativi al 2024, in Trentino interessa il 5,8% della popolazione, pari a circa 32 mila persone, mentre a livello nazionale i pazienti sono complessivamente circa quattro milioni. Nel territorio provinciale, il 90% dei casi riguarda il diabete di tipo 2, forma che si manifesta soprattutto nell’età adulta o avanzata, ma che viene riscontrata con crescente frequenza anche tra i giovani per la stretta relazione con l’obesità e gli stili

di vita sedentari. Il restante 10% comprende il diabete di tipo 1 e altre forme specifiche. La delibera interviene anche sulla prevenzione delle complicanze oculari, rendendo completamente gratuita per le persone con diabete la fotografia del fundus. L’esame permette di osservare il fondo dell’occhio e rilevare eventuali alterazioni della retina prima che il danno possa compromettere seriamente la vista. La retinopatia diabetica può infatti svilupparsi senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Lo screening periodico è quindi fondamentale per individuare tempestivamente eventuali problemi e avviare gli approfondimenti o i trattamenti necessari. L’estensione delle dotazioni tecnologiche e delle prestazioni assistenziali comporterà una spesa complessiva di 300 mila euro nel 2026. L’investimento punta a rendere più efficace e accessibile la cura del diabete, sostenendo i pazienti nella gestione quotidiana della malattia e rafforzando la prevenzione delle conseguenze più gravi.

West Nile in Trentino, verifiche sui casi e screening sulle donazioni di sangue

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esta alta l’attenzione sul virus West Nile in Trentino. L’Azienda sanitaria universitaria integrata sta effettuando approfondimenti epidemiologici sulle segnalazioni riportate dall’Istituto superiore di sanità, mentre sono già scattate le misure precauzionali per garantire la sicurezza delle donazioni di sangue. Il caso formalmente attribuito alla provincia riguarda una persona proveniente da una regione nella quale la circolazione del virus è accertata e che, prima della comparsa dei sintomi, aveva soggiornato anche in un’altra area italiana. Non vi è quindi ancora la certezza che il contagio sia avvenuto in Trentino. Al momento non risulta inoltre dimostrato alcun collegamento con l’uccello selvatico trovato positivo in un comune trentino, anche per la distanza geografica tra le zone interessate. È stato intanto

notificato un secondo caso relativo a una persona proveniente da un’area endemica esterna alla provincia. In via precauzionale, i centri trasfusionali trentini hanno introdotto specifici test molecolari sulle donazioni. Il virus si trasmette principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, soprattutto del genere Culex, attive nelle ore serali e notturne, e non attraverso il contatto diretto con persone o uccelli. La maggior parte delle infezioni è asintomatica o provoca disturbi lievi. Non essendo disponibile un vaccino, l’Asuit raccomanda di utilizzare repellenti e zanzariere, indossare abiti chiari e coprenti ed eliminare i ristagni d’acqua. In presenza di febbre, eruzioni cutanee o sintomi neurologici dopo una puntura è opportuno rivolgersi al medico (V.M.)

Valeria Marcato


30 La riforma. Al centro l’integrazione tra sanità e sociale, con percorsi più semplici e vicini ai cittadini

Influenza, vaccino Cambia l’assistenza sanitaria: gratuito in farmacia arrivano i nuovi Distretti socio-sanitari per gli over 65

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na sanità territoriale più integrata, meno frammentata e capace di seguire le persone soprattutto quando i bisogni diventano complessi. È l’obiettivo del disegno di legge sull’assistenza territoriale e l’integrazione sociosanitaria approvato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore alla Salute Mario Tonina. Il testo, destinato ora all’esame del Consiglio provinciale, punta sul rafforzamento dei Distretti sociosanitari, all’interno dei quali nasceranno gli Ambiti territoriali sociosanitari. Questi ultimi dovranno favorire un collegamento più stretto tra servizi sanitari e sociali, in particolare per anziani non autosufficienti, persone con disabilità, pazienti cronici e cittadini fragili. La riforma mira a superare la separazione tra i diversi servizi, costruendo percorsi personalizzati e continui tra ospedale, territorio, domicilio e strutture residenziali o semiresidenziali. Il cittadino non dovrebbe più trovarsi a gestire da solo i passaggi dell’assistenza, ma essere accompagnato in modo coordinato. I Distretti sociosanitari avranno una funzione di governo e raccordo dei servizi ter-

ritoriali, dall’assistenza primaria alla specialistica ambulatoriale, fino alle Case della Comunità e ai consultori. Gli Ambiti saranno invece lo strumento operativo dell’integrazione: attraverso accordi tra Asuit e Comunità di valle, professionisti sanitari e sociali lavoreranno in équipe multidisciplinari per valutare i bisogni e individuare le risposte più adeguate. La riforma non modificherà le competenze di Comuni e Comunità di valle, ma dovrà renderne più efficace la collaborazione. Le Case della Comunità diventeranno i principali punti di accesso ai servizi, mentre le

Centrali operative territoriali coordineranno i passaggi tra i diversi luoghi di cura, ad esempio dopo le dimissioni ospedaliere. Negli Ambiti sarà integrato anche Spazio Argento, mantenendo la propria funzione a favore della popolazione anziana. Cambierà inoltre la governance. Il Consiglio per la Salute sarà l’organismo politico di indirizzo del Distretto, mentre in ogni Ambito nascerà il Comitato per l’integrazione sociosanitaria, con il coinvolgimento di servizi sanitari e sociali, medici di medicina generale, pediatri, farmacisti e Terzo settore. Tra le novità figura anche la Cartella sociosanitaria condivisa, uno strumento digitale protetto che, nel rispetto della privacy, consentirà lo scambio delle informazioni necessarie tra professionisti, servizi sociali, enti accreditati e Rsa. L’obiettivo è evitare che il cittadino debba ricostruire ogni volta la propria storia clinica e sociale. Confermata infine la figura del direttore per l’integrazione sociosanitaria, incaricato di coordinare le attività territoriali e il raccordo tra Azienda sanitaria ed enti locali. Il disegno di legge passerà ora alla IV Commissione. Valeria Marcato

Con l’avvio della campagna vaccinale autunnale, in Trentino le persone con più di 65 anni potranno ricevere gratuitamente il vaccino antinfluenzale anche nelle farmacie aderenti. I costi delle somministrazioni saranno sostenuti dal servizio sanitario provinciale. La novità, approvata dalla Giunta provinciale, punta a rendere la prevenzione più accessibile e capillare, offrendo alla popolazione anziana un ulteriore punto di riferimento sul territorio. Negli ultimi anni la copertura vaccinale tra gli ultrasessantacinquenni si è fermata attorno al 54%, una percentuale che la Provincia intende incrementare in linea con gli obiettivi indicati dal Ministero della Salute. L’influenza stagionale rappresenta infatti una causa rilevante di malattia, ricoveri e complicanze, soprattutto per gli anziani e per le persone affette da patologie croniche. La vaccinazione costituisce lo strumento più efficace per prevenire le forme gravi e contenere la circolazione dei virus, contribuendo anche a ridurre la pressione sulle strutture sanitarie. La campagna prenderà il via nel corso di ottobre. Le farmacie si affiancheranno ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai centri vaccinali territoriali dell’Asuit. Tutte le dosi somministrate saranno registrate nell’Anagrafe vaccinale nazionale. (V.M.)

Trentino, mancano radiologi: arrivano i rinforzi da Padova

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a carenza di radiologi continua a pesare sulla sanità trentina. Per garantire la copertura dei servizi e dei turni, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha avviato una collaborazione con l’Azienda ospedale-Università di Padova, dalla quale potrebbero arrivare nuovi specialisti. Il problema è quello ormai noto della difficoltà nel reperire personale medico. Una situazione che rischia di mettere sotto pressione gli organici e che rende necessario ricorrere anche a professionisti provenienti da fuori regione.

L’ipotesi prevede l’arrivo in Trentino di radiologi formati a Padova, con l’obiettivo di rafforzare il servizio e garantire la continuità dell’attività. Per l’Azienda sanitaria si tratta di una risposta soprattutto nell’immediato, mentre continua il lavoro per aumentare la disponibilità di specialisti sul territorio. Il ricorso a professionisti esterni comporta però anche costi significativi. Per una singola giornata di attività il compenso può arrivare a circa 1.500 euro, una cifra che rende evidente anche il peso economico della carenza di perso-

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nale specializzato. Parallelamente si cerca di intervenire sul problema alla radice, puntando sulla formazione e sul reclutamento di nuovi medici. Ma si tratta di una strategia che richiede tempo: tra special-

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izzazione e ingresso effettivo nel sistema sanitario possono passare diversi anni. Nel frattempo, però, i servizi devono continuare a funzionare. Ed è proprio per questo che il Trentino guarda anche oltre i propri confini, cercando specialisti disponibili a coprire le necessità più urgenti. L’intesa con Padova si inserisce quindi in questo scenario: da una parte la necessità immediata di garantire i servizi di radiologia, dall’altra la difficoltà più generale di trovare professionisti da inserire stabilmente negli organici della sanità trentina.

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