Periodico d’informazione locale - Anno I n. 7
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di Trento
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Fotovoltaico alla Vela, è scontro sul consumo di suolo e sul paesaggio
Trentino Sviluppo, 40 anni tra imprese, innovazione e oltre un miliardo gestito
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• Matteo Bellomo
otto la superficie di un territorio storicamente solido, il dibattito
uno snodo delicato. Tra le aule del Consiglio e le piazze civiche emergono tensioni che mettono alla prova la tenuta delle politiche provinciali. La prima emergenza è sociale: i dati emersi negli ultimi vertici sul welfare tratteggiano un’inaspettata fragilità economico-abitativa. Il carovita e la carenza di alloggi accessibili stanno trasformando il “modello Trentino” in un sistema escludente per lavoratori e giovani famiglie, alimentando il duro scontro sulle risorse destinate all’edilizia pubblica. A ciò si aggiunge il nodo della gestione del territorio. Le grandi opere infrastrutturali e la viabilità restano terreno di scontro tra sostenibilità ambientale e sviluppo commerciale, mentre sul fondo continua a bruciare la complessa partita dei servizi e della sanità periferica. Trento si trova di fronte a uno specchio: per rimanere una virtuosa eccezione autonoma non può limitarsi a gestire l’esistente, ma deve ritrovare una visione condivisa che metta la persona al centro delle scelte di governo.
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Cecità e diritti, l’Uici chiede criteri più chiari nelle valutazioni sanitarie
pag. 5
Equilibrio incrinato del laboratorio Trentino?
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pag. 29
pag. 24
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” A TRENTO SI STIMANO CIRCA servizi alle pag. 6-7
TRENTOTRA TRAFFICO E SICUREZZA: DEMATTÈ CHIEDEUNCAMBIO DI PASSO ALCOMUNE servizio a pag. 9
LISTE D’ATTESA E CARENZA DI PERSONALE RESTANO LE EMERGENZE DA AFFRONTARE servizio a pag. 23
LA PIAZZA ARRIVA A ROVERETO E MORI
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onoscere il luogo in cui si vive significa poter partecipare alla sua crescita. Con questo spirito La Piazza arriva da questo mese anche a Rovereto e Mori, portando nelle case un giornale dedicato alle comunità, alle loro esigenze e alle trasformazioni che le attraversano. È un nuovo passo che nasce dall’esperienza maturata a Trento nel corso di quest’anno: un percorso importante, fondamentale per costruire una proposta
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di informazione vicino alla loro quotidianità. segue a pag. 3
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FACCIAMO IL PUNTO
di Trento
IL DOPPIO EFFETTO DI SPORT ED ECONOMIA
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LA PIAZZA ARRIVA A ROVERETO E MORI • Valeria Marcato Segue da pag. 1
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accontare le scelte delle istituzioni, spiegare i servizi, dare spazio alle associazioni e alle imprese significa rendere più comprensibile ciò che accade e alimentare il dialogo con la comunità. L’esperienza di Trento ha rafforzato questa convinzione: l’informazione locale ha valore quando ascolta, approfondisce e aiuta le persone a orientarsi. È questo impegno che vogliamo portare a Rovereto e Mori, dedicando attenzione all’identità di ciascun territorio, alle sue risorse e alle questioni che interessano le famiglie. Alle spalle ci sono oltre 32 anni di attività nel Nord-Est e un sistema editoriale che unisce il giornale cartaceo, il quotidiano online LaPiazzaweb.it e Radio Trentino24. Canali diversi, complementari, per accompagnare i cittadini con notizie e approfondimenti dalla politica alla sanità, dall’economia alla cultura. La Piazza sarà un mensile gratuito, distribuito direttamente alle famiglie attraverso un sistema certificato. Entrare nelle case è una responsabilità: significa costruire fiducia, offrire informazioni utili e dare voce al territorio. Da Trento a Rovereto e Mori, il nostro progetto cresce insieme alle comunità che racconta.
Credito: @Il Festival dello Sport Trento
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luglio un trionfo, a ottobre ancora meglio. Due stelle ormai brillano in maniera stabile nel firmamento dei motivi per cui Trento è centro di attrazione a livello nazionale. E quella del festival dello sport, prodotto dalla rosea Gazzetta si è confermato, se possibile, ancora più attraente del festival prodotto dal Sole24ore. Ospitare due eventi di portata internazionale come il Festival dello Sport e il Festival dell’Economia posiziona Trento al centro del panorama culturale e mediatico europeo, generando benefici straordinari per il territorio. Questi due appuntamenti, pur differenti per temi e linguaggi, agiscono in perfetta sinergia nel trasformare il capoluogo trentino in un laboratorio di idee e in un palcoscenico per grandi campioni, premi Nobel e istituzioni. Il primo e più immediato vantaggio è l’impatto economico diretto e indiretto. Durante i giorni dei festival, la città registra il tutto esaurito: alberghi, b&b, ristoranti, bar e negozi storici del centro vivono un picco di fatturato eccezionale. L’indotto non si limita alla ricettività, ma coinvolge l’intera filiera dei servizi, dall’allestimento delle piazze alla logistica, dai trasporti alla sicurezza. Questa forte iniezione di liquidità sostiene l’economia locale e valorizza il commercio di prossimità. Dal punto di vista della promozione territoriale, i festival fungono da formidabile cassa di risonanza. La massiccia copertura mediatica di testate come La Gazzetta dello Sport e il Gruppo 24 Ore accende i riflettori su Trento. Le immagini dei palazzi affrescati, di Piazza Duomo e del Teatro Sociale fanno il giro del mondo, amplificando l’attrattività turistica della città ben oltre la durata degli eventi. Un risultato che il sindaco Franco Ianeselli, che ha sempre creduto in questa via trentina a diventare il salotto delle idee d’Italia, potrà portare come uno dei principali risultati della sua sindacatura. Complimenti.
Alberghi pieni, commercio in crescita e grande visibilità
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• Alberto Gottardo
Ascoltaci in tutto il Trentino in auto sul Direzione, Direzione, Amministrazione: Amministrazione: Questa edizione raggiunge il comune di Trento per un numero Viale San Questa edizione raggiunge il comune di Trento VialeFrancesco San Francesco complessivo di 45.000 copie. Iscrizione - Trento 10 - Trento per un numero complessivo di 45.000testata copie.al Tribunale di d’Assisid’A10ssisi Trento n. 1 deltestata 27.01.2026; numero diiscrizione è una testata giornalistica edita da >info@trentino24.it >info@trentino24.it < < Iscrizione al Tribunale Trento n.ROC 1 32199 èPeriodico una testata giornalistica editadadaGiuseppe Bergantin del >amministrazione@trentino24.it< fondato nel 1994 - formato 26 edizioni locali 27.01.2026; da numero iscrizione ROC 32199mensilmente >amministrazione@trentino24.it< recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino. >www.lapiazzaweb.it< >www.lapiazzaweb.it<
di Trento di Trento
ASCOLTACI SU www.trentino24.it Redazione: Redazione: Direttore Direttore responsabile responsabile Matteo Matteo Bellomo Bellomo >direttore@trentino24.it< >direttore@trentino24.it< Redazione Redazione >redazione@trentino24.it< >redazione@trentino24.it<
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Politica. Il consigliere di Fratelli d’Italia mette nel mirino traffico e nuovo Hub intermodale
Dalla sicurezza ai trasporti pubblici, il punto di Demattè: “Il Comune cambi approccio”
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trade strette, traffico intasato nelle ore di punta, autobus in ritardo e quartieri centrali e periferici in cui la mancanza di sicurezza desta ancora preoccupazione. Sono questi, secondo il consigliere comunale Daniele Demattè (Fratelli d’Italia), gli aspetti problematici della città di Trento che incidono maggiormente sulla vita dei cittadini e sui quali il Comune dovrebbe cambiare approccio. Tra i nodi sollevati dal consigliere c’è in primis la scelta di realizzare il nuovo Hub intermodale nell’area dell’ex Sit, in Lungadige Monte Grappa. “Le sue potenzialità sono tutte da definire: è una struttura di dimensioni contenute e presenta delle criticità evidenti sul piano della mobilità urbana” ha sottolineato, indicando come punto critico l’uscita verso la funivia di Sardagna. “Sarà importante verificare cosa accadrà una volta che l’Hub verrà aperto. Purtroppo, temo che l’esito sia scontato” ha commentato, annunciando di aver presentato un’interrogazione per sapere “se da parte della Giunta comunale
ci sia la volontà, qualora la situazione dovesse precipitare a livello di viabilità nei pressi del nuovo Hub, di prevedere la riapertura a doppio senso del cavalcavia di San Lorenzo”. Una valida alternativa al servizio, secondo Demattè, sarebbe stata la realizzazione di una sopraelevazione metallica del parcheggio, sul modello di quella degli aeroporti, per aumentare i posti auto in città. Il tema della circolazione dei mezzi privati si intreccia inevitabilmente con quello del trasporto pubblico. A tal proposito Demattè ha sollevato un problema segnalatogli dai residenti di Montevaccino che, in seguito alle modifiche strutturali di via Cervara, faticano a raggiungere la città in autobus. “Come verificato dalla stessa amministrazione comunale, gli autobus non riescono più a passare a doppio senso di marcia” ha spiegato il consigliere evidenziando che a rimetterci sono soprattutto gli studenti delle scuole che, dovendo affrontare un tragitto più lungo, rischiano di arrivare in ritardo alle
lezioni. “Attualmente siamo riusciti, anche grazie alla mia sollecitazione all’assessore Michele Brugnara, ad ottenere un anticipo di circa dieci minuti delle corse scolastiche del mattino. Mi è stato però riferito che, nonostante tutto, l’orario di arrivo a Trento non sarebbe cambiato in quanto l’autobus si ferma, comunque, qualche minuto in più a Martignano prima di raggiungere la città. Il risultato? I ragazzi faticano ancora ad arrivare a scuola puntuali”. Affrontando il tema della sostenibilità, ha poi evidenziato che la transizione verso una mobilità a basso impatto ambientale non dovrebbe passare attraverso la limitazione dell’uso dei mezzi privati. “Io ritengo che il cittadino vada accompagnato verso una scelta consapevole, non costretto. Se l’amministrazione fornisce alla cittadinanza un servizio di trasporto pubblico efficiente, senza togliere parcheggi, stalli e la possibilità di circolare agevolmente, il cittadino sceglierà autonomamente il mezzo pubblico” ha affermato. “Va da sé che non tutti possono fruirne. Coloro, che
Il consigliere Daniele Demattè
per varie ragioni, hanno bisogno di usare l’auto, devono poterlo fare senza difficoltà”. Infine, il consigliere si è soffermato sul tema della sicurezza, ponendo l’accento sulla necessità di un maggiore presidio del territorio, sia nelle periferie che nel
centro cittadino. “Risulta innegabile che i rioni periferici siano stati trascurati dall’amministrazione comunale” ha affermato ricordando di aver chiesto, per il quartiere di Gardolo, l’istituzione di presidi fissi della polizia locale e l’installazione di nuove telecamere di videosorveglianza, in particolare in piazza Libertà. Spostando l’attenzione al centro storico, ha poi nominato alcuni fenomeni che, a suo giudizio, contribuiscono ad alimentare la percezione di insicurezza tra cittadini ed esercenti. “A preoccupare maggiormente sono le ‘spaccate’ e lo spaccio delle sostanze stupefacenti. Due dinamiche che si possono contrastare, anche in questo caso, con un’intensificazione dei controlli delle forze dell’ordine”. Un tema che si lega anche alla situazione del commercio cittadino, con diverse attività che negli ultimi anni hanno abbassato definitivamente le serrande. • Virginia Revolti
A MATTARELLO NASCE UN NUOVO NIDO NELLE AULE DELLA SCUOLA D’INFANZIA
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el giro di poche settimane Trento ha inaugurato due nuovi nidi che, insieme, hanno aperto le porte a 90 bambini da zero e tre anni. Dopo l’Orsetto Pandi nel quartiere di Cristo Re, anche Mattarello ha infatti un nuovo nido che nasce da un intervento di razionalizzazione e rifunzionalizzazione di una porzione dell’edificio della scuola dell’infanzia di Mattarello, in particolare del volume di ampliamento realizzato nel 2015, che risultava sottoutilizzato rispetto alle potenzialità. La scelta consente di valorizzare un patrimonio già esistente, evitando nuovo consumo di suolo e trasformando spazi non pienamente utilizzati in un servizio rispondente a un bisogno concreto del territorio: quello di rispondere sia a una necessità educativa, sia all’esigenza di conciliazione famiglia-lavoro di molti genitori.
“Questo è il secondo nido che inauguriamo in poche settimane – ha commentato il sindaco Franco Ianeselli -. Siamo molto contenti perché questa apertura rientra in una strategia che ha previsto prima l’abbattimento drastico delle rette, poi l’eliminazione delle liste d’attesa e insieme l’apertura di questi nuovi bellissimi spazi: io credo che questi elementi siano sufficienti per dire che Trento ha a cuore l’infanzia.
Di questo progetto specifico voglio rimarcare due aspetti: il primo è che siamo andati e recuperare uno spazio esistente senza consumare suolo. Il secondo è la velocità con cui il nido è stato allestito: in una sola estate. Il merito va tutto ai nostri servizi tecnici che anche questa volta hanno lavorato molto bene”. La realizzazione del nido, che accoglie 30 bambini da zero a tre anni, ha richiesto una vera e propria ri-progettazione degli spazi, finalizzata a renderli funzionali alle specifiche esigenze dei bambini, degli educatori e del personale di servizio. L’adeguamento è servito inoltre a rendere gli ambienti pienamente conformi alla normativa vigente per questa tipologia di struttura. Costato 470 mila euro di lavori più 60 mila euro di arredi, l’intervento è stato particolarmente
articolato anche sotto il profilo tecnico poiché la nuova funzione doveva essere inserita all’interno di un edificio già esistente mantenendone però il necessario rapporto di autonomia. La progettazione ha quindi dovuto coniugare la valorizzazione degli spazi disponibili con l’adeguamento funzionale, impiantistico, acustico e del sistema antincendio e di accessibilità. Particolare attenzione è stata dedicata al piano terra, destinato alla zona bambini. Sono stati realizzati una nuova stanza per il sonno, adeguata alla capienza della struttura, e il completo rifacimento dei due bagni a servizio delle sezioni, con una nuova organizzazione degli spazi pensata per garantire maggiore funzionalità ed ergonomia. • (M.D.T.D.)
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di Trento
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Il progetto. Italia Nostra e il consigliere Pd contestano l’impatto su paesaggio, suolo e biodiversità
Alla Vela è scontro sul fotovoltaico
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n progetto di fotovoltaico a terra (cioè sul suolo e non su tetti o coperture), su un terreno attualmente verde (con alberi e arbusti), di proprietà di Trentino Trasporti alla Vela a Trento nord-ovest ha aperto un dibattito. Italia Nostra si è opposta, con un documento critico ed anche il consigliere provinciale Alessio Manica del Partito Democratico ha presentato un’ interrogazione. L’area è di circa 4 ettari, in parte occupati dal canile municipale. La superficie che rimarrebbe per l’ impianto è di circa 3,5 ettari. Trentino Trasporti l’aveva acquistata anni fa dal Comune per costruirvi un rimessaggio di veicoli, mai realizzato. Il PRG vigente del Comune di Trento (Variante 2021) la classifica “Zona per attrezzature pubbliche e di uso pubblico di interesse urbano — Verde pubblico collettivo a scala urbana”. Il Comune di Trento è favorevole alla
modifica della destinazione d’uso dell’area in “aree per servizi infrastrutturali” o “aree produttive industriali-artigianali”. Il primo progetto (con una copertura di circa 25 mila metri quadri di pannelli fotovoltaici) avrebbe richiesto una Variante al PRG; poi si è deciso di ridimensionarlo, e la relativa documentazione è scomparsa – segnala Italia Nostra – dall’applicativo provinciale utile per presentare osservazioni (inizialmente previste da inviare entro settembre). La contestazione è che il fotovolatico vada bene sui tetti ma non a terra, consumando suolo e rovinando il paesaggio. In particolare Italia Nostra scrive: “L’appoggio a terra dei pannelli è da evitare per diversi motivi, in primis per la tutela del paesaggio dall’invasione di strutture metalliche e superfici nere traslucide, quindi per l’eccessivo innalzamento della temperatura che producono sulla loro superficie (quando invece dovremmo tendere a contrastare o mitigare gli effetti del surriscaldamento estivo) ed infine per la salvaguardia del suolo, inteso come porzione superficiale del terreno, costituito da uno spessore di 30-40 centimetri di terra vegetale, il laboratorio della biodiversità e sistema vitale del nostro ecosistema”. La motivazione dei proponenti della scelta di posizionare l’impianto a terra è che quel terreno sarebbe “inutilizzabile” per altri scopi, per oggettivi vincoli strutturali (4
linee di alta tensione, con vincolo di permanenza umana di massimo 4 ore giornaliere su gran parte del sedime e cinque tralicci di alta tensione). I pannelli sarebbero fissati al suolo con zavorre, dovendo escludere pali nel terreno “per la natura sabbioso-limosa e/o con inclusi litoidi del sottosuolo” si legge nella relazione. Ci sarebbe anche una recinzione alta due metri e viabilità interna. Lo Studio Preliminare ambientale riporta che il disboscamento sarebbe selettivo e non ci sarebbe sostanziale impermeabilizzazione. La durata dell’impianto sarebbe di circa 20 anni. L’assessore comunale alla Transizione ecologica, Andreas Fernandez, per parte sua garantisce che il Comune intende preservare lo spazio per orti e spazi comuni, così come richiesti nel 2021 dalla Circoscrizione e sottolinea che si produrrebbero 500 kwh di energia da fonte rinnovabile. La destinazione d’uso dell’area non cambierebbe. Nella Variante al PRG del 2021 era anche indicato che si sarebbe potuto “destinare parte dell’area a creare un corridoio ecologico tra sponda destra del fiume Adige e aree intensamente coltivate interne, per aumentare eterogeneità e biodiversità, in termini di ricchezza floristica e faunistica, con alternanza di aree coltivate, prati e specie arbustive in grado di formare siepi”.
L’assessore Gottardi difende l’impianto, anche per gli incentivi economici
È
arrivata mentre andavamo in stampa la risposta dell’assessore provinciale Mattia Gottardi all’interrogazione del consigliere Alessio Manica. Oltre a quanto già illustrato, Gottardi spiega che la scelta è stata fatta anche per un incentivo economico significativo: “la recente normativa in materia energetica - scrive - estende la possibilità di ottenere quote importanti di finanziamento di tali interventi: l’incentivo CACER prevede rilevanti incentivi per configurazioni di autoconsumo, che utilizzano reti di distribuzione destinate a consumare l’energia prodotta da uno o più impianti”. Spiega anche che: “Inizialmente i soggetti coinvolti erano 3 poi, per questioni di finanziamento e rapporti giuridici col proprietario (Trentino Trasporti spa), si è reso necessario limitare la configurazione della compagine ai soli Provincia e Comune di Trento che, in quanto soci di maggioranza hanno titolarità a chiedere alla propria società in house di mettere a disposizione l’area. Dunque, la riduzione della potenza complessiva dell’impianto, e la conseguente ridefinizione delle soglie, non sono conseguenza, come asserito improvvidamente da Italia Nostra Trento, del tentativo di sottrarla alla verifica di impatto ambientale ma della contrazione del numero di proponenti disposti a finanziare l’opera”. “Trentino Trasporti - scrive Gottardi - non gode del beneficio del contributo alla costruzione perché non può dimostrare, per un complesso vincolo di carattere tecnico, un autoconsumo a distanza con riferimento all’area della Vela”. Basterà l’autorizzazione da parte di AIE per derogare “temporaneamente” (per 20 anni stimati…) al PRG (come scrive Gottardi) ?
• Maddalena Di Tolla Deflorian
• (M.D.T.D.)
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Emergenza casa/1. In Trentino sono circa 40mila le lavoratrici e i lavoratori poveri
IN TRENTINO È EMERGENZA: AFFITTI CARI, POCHI ALLOGGI E SFRATTI IN AUMENTO P overtà e fragilità abitativa peggiorano, sono diventate tema centrale anche nel sempre più diseguale Trentino. Provincia di Trento e comuni cercano di mettere in campo soluzioni-tampone e fondi ma secondo dati e osservatori (associazioni, assessori con delega alla casa, sindacati) la situazione resta pesante. Alcuni dati emergono dagli Stati Generali del Welfare, giunti alla quarta edizione, organizzati dal terzo settore a inizio ottobre. In Trentino, come altrove, si sovrappongono due problemi: soldi che mancano per affitti e acquisti di alloggi sempre più cari con l’inflazione che corre, e scarsa disponibilità di alloggi, che spesso restano chiusi (si stima circa 5mila solo a Trento) o destinati al mercato turistico (in aumento,oltre 17mila nel 2026). In Trentino ci sono circa 40mila lavoratrici e lavoratori poveri (che guadagnano meno di 80 euro lordi al giorno) secondo i dati INPS 2024 usciti da poco, e quasi la metà della popolazione trentina risulta in emergenza abitativa (secondo i criteri europei). Secondo un’elaborazione del quotidiano Il T, oltre l’80% delle zone abitative nel capoluogo è in zona rossa. “È un momento spietato – commenta Tommaso
Baldo, attivista dello Sportello Casa per Tutt€ – La giustizia sociale si persegue solo fuori dal mercato. L’edilizia pubblica serve non solo alla classe lavoratrice ma anche al resto della società, perché abbassa i prezzi degli alloggi in generale, aumentandone la disponibilità”. Gli sfratti intanto continuano, toccano anche persone anziane.
“Seguiamo situazioni diverse, in alcuni casi tentiamo mediazioni coi proprietari, in altri sappiamo che ci sarà uno sfratto esecutivo per fine locazione, si spera che arrivi la casa ITEA d’urgenza in tempo, sennò faremo picchetti. Il numero di contratti di locazione di lungo periodo nel privato è crollato, il trend non accenna a fermarsi. Siamo in piena emergenza abitativa. Sono buone notizie l’aumento
delle ristrutturazioni di case ITEA ed il successo del bando provinciale per ristrutturare le case di chi affitta nel lungo periodo, ma nel 2025 ITEA ha ristrutturato solo 317 alloggi e con il bando provinciale si prevedono 200-300 alloggi ristrutturati, in tutta la provincia”. Insomma: non basta. Le richieste impellenti? “Garantire alloggi d’urgenza a tutti coloro che perdono la casa, in attesa della seconda soluzione, restituire molte più case vuote al mercato calmierato e poi il Tavolo Sfratti, luogo di prevenzione e ricerca mediazioni e soluzioni”. Sul Tavolo sfratti l’assessora comunale di Trento alla casa Giulia Casonato dice alla Piazza di essere disponibile ad un incontro, ma finora le richieste sono rimaste inevase: “Dobbiamo capire qual è il ruolo del comune rispetto a una crisi abitativa ampia, che coinvolge più attori – dice - Degli sfratti è responsabile l’autorità giudiziaria. Noi già oggi accogliamo alcune famiglie, soprattutto con minori. Ad oggi il comune ha strumenti per intervenire in presenza di bisogni sociali specifici, tramite gli assistenti sociali”. • Maddalena Di Tolla Deflorian
Misure insufficienti e supplenza del privato sociale, verso l’inverno
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n Trentino sono stati compiuti passi importanti per affrontare il tema abitare. Le misure adottate hanno permesso di fronteggiare le situazioni più urgenti e offrire le prime risposte concrete alla crescente domanda di alloggi. La sfida è trasformare questi interventi in politiche stabili, di lungo periodo, aprendosi al confronto con quanto già sperimentato in altri contesti, anche fuori dai confini nazionali. L’obiettivo è individuare soluzioni e modelli innovativi che possano essere efficacemente
adattati alle specificità del Trentino”. Così l’assessore provinciale alla casa, Simone Marchiori, ha commentato la sua recente visita a Vienna, dedicata all’housing sociale. Il modello viennese è rinomato per i risultati. Intanto il comune di Trento ha introdotto importanti agevolazioni sull’IMIS per chi affitta a canone concordato. Ma i problemi (come abbiamo visto) restano gravi e le misure non sufficienti nei numeri. Avvicinandosi all’inverno, si riapre anche la ferita dell’ insufficienza dei posti letto nei dormitori. Il Piano Inverno parte a novembre ma
i numeri saranno insufficienti, se non saranno aumentati. Non solo il taglio dei posti in accoglienza per persone richiedenti protezione internazionale – voluto dalla giunta Fugatti e fortemente contestato - porta centinaia di persone – che avrebbero diritto ad un posto dove stare in realtà - a dormire in strada, ma anche lavoratori e lavoratrici donne finiscono senza casa e senza accoglienza. Spesso suppliscono associazioni, privati generosi o la Chiesa. • (M.D.T.D)
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di Trento
Emergenza casa/2. Canoni troppo alti, garanzie difficili da ottenere e proprietari spesso restii
IL PARADOSSO DELLE CASE VUOTE: ECCO PERCHÉ TROVARE UNA CASA È SEMPRE PIÙ DIFFICILE R idurre la distanza tra chi cerca un appartamento e chi potrebbe mettere il proprio a disposizione. È questo l’obiettivo del progetto “Fare casa: affitto senza pensieri”, promosso e realizzato dalla Fondazione Trentino Abitare con il contributo della Provincia di Trento. Alla base dell’iniziativa c’è l’intento di far fronte a uno degli spaccati dell’emergenza abitativa: l’aumento delle case sfitte. La questione riguarda tutto il Trentino e, in particolar modo, i centri a forte vocazione turistica dove, per chi vuole trasferirsi stabilmente, trovare casa è diventata una corsa ad ostacoli, fatta di canoni elevati, garanzie richieste e proprietari restii ad accogliere in casa inquilini per
lunghi periodi. Cos’è la Fondazione Trentino Abitare. La Fondazione Trentino Abitare è un ente del Terzo settore senza scopo di lucro. Nata nel 2025, si pone l’obiettivo di aumentare l’offerta delle abitazioni private e favorire la locazione a lungo periodo. Attualmente conta dieci sedi operative tra Trento, Rovereto e altri centri interessati da una forte domanda abitativa. Cosa propone il progetto “Fare casa: affitto senza pensieri”. Il meccanismo parte da un principio semplice: rimettere in circolo gli appartamenti inutilizzati, aumentando il numero delle case disponibili sul mercato immobiliare. Il progetto si rivolge a lavoratori e nuclei familiari con un
reddito intermedio, ovvero a chi non rientra nei criteri per l’assegnazione di un alloggio pubblico e il cui stipendio non è sufficiente a sostenere i canoni richiesti dal mercato privato. Tra loro troviamo sia cittadini già residenti in Trentino che persone provenienti da altre regioni o dall’estero e che vorrebbero mettere radici nella nostra regione. Rispondendo alle titubanze dei proprietari degli stabili, come il mancato rispetto degli accordi presi da parte degli affittuari ed eventuali danni alla struttura, la Fondazione Trentino Abitare assume un ruolo di garanzia e accompagnamento. Lo scopo è ridurre le diffidenze e facilitare il rapporto tra le parti, affinché la locazione possa essere stabile.
I dati della Fondazione. Stando a quanto riportato sul sito della Fondazione Trentino Abitare, già i primi dati dimostrano quanto quest’attività sia significativa per il territorio trentino. Al momento il personale dell’istituzione ha incontrato più di 850 persone e intercettato oltre 200 proprietari. Con 82 di questi si è arrivati alla stipulazione di un contratto, talvolta nell’ambito del progetto “Fare casa: affitto senza
pensieri”. Le mediazioni concluse con successo sono 57 mentre gli alloggi gestiti direttamente dalla fondazione sono 25. Si tratta di numeri piccoli, se confrontati con le dimensioni del problema, ma sufficienti ad indicare la direzione a cui mira l’organizzazione per contrastare il problema dell’emergenza abitativa. • Virginia Revolti
DENTRO ALSintonizzati TERRITORIO NELsul CUORE DELLA GENTE Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Quando trovare casa in affitto diventa un lusso
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rovare casa in Trentino, e a Trento in particolare, sta diventando un problema sempre più complesso, soprattutto se a cercare un appartamento non sono studenti o turisti, ma lavoratori o famiglie disposte a trasferirsi per un periodo di lunga durata. L’emergenza abitativa è una delle contraddizioni del mercato immobiliare trentino che pesa fortemente sulla nostra società. Il motivo è presto detto: i proprietari trovano più conveniente e sicura la scelta di offrire affitti brevi o, diversamente, lasciare addirittura sfitte le proprie abitazioni. A fornire un quadro chiaro del fenomeno sono i dati ISPAT, dai quali emerge che in tutto il Trentino, dal 2022 al 2025, il numero degli alloggi turistici è passato da 12.126 a 15.700, registrando un aumento del 30% in soli tre anni. Un dato, questo, che non fornisce automaticamente la quantità di alloggi sottratti al
mercato degli affitti residenziali ma che è indicativo dell’interesse economico dell’uso turistico degli immobili, specialmente nei territori dell’Alto Garda e di Ledro. Questo problema non riguarda solo chi vive in condizioni di povertà, ma anche e soprattutto coloro che, lavorando regolarmente, faticano a sostenere la spesa dei canoni richiesti dal mercato privato di quelle zone e non hanno nemmeno i requisiti per accedere all’edilizia pubblica. La sfida, dunque, è quella di riportare sul mercato abitativo un’offerta adatta alla fascia media della popolazione. Perché senza case accessibili, anche lavorare in Trentino rischia di diventare un privilegio per pochi. • (V.R.)
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IN CITTÀ
di Trento
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I numeri. L’associazione raccoglie firme per una legge sulla rigenerazione urbana e il commercio di prossimità
SALVARE I BAR PER NON PERDERE LA COMUNITÀ: L’INIZIATIVA DI CONFESERCENTI DEL TRENTINO “Q uando un bar chiude, il danno non è solo a livello economico: le città e i centri perdono di attrattività e la comunità perde un punto d’incontro, un luogo in cui le persone possono fermarsi e mantenere vive le relazioni quotidiane”. Con queste parole Federico Rigotti, presidente Fiepet del Trentino (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici), ha introdotto la proposta di legge d’iniziativa popolare promossa da Confesercenti, dal titolo “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. L’idea, per la quale è stata avviata una raccolta firme attiva fino al prossimo 25 novembre, è quella di fornire alle amministrazioni di tutti i livelli – comunali e provinciali – gli strumenti adatti per contrastare il fenomeno della chiusura di negozi, bar ed esercizi pubblici: una piaga che sta colpendo tutta Italia e che ha investito anche il Trentino. Se l’iniziativa riuscirà a raccogliere 50mila
firme, la proposta verrà presentata e discussa in Parlamento. Perché i bar chiudono. Secondo quanto emerso dallo studio di Confesercenti, dietro le serrande abbassate non c’è una sola causa, ma una serie di dinamiche che negli anni si sono accumulate, rendendo la gestione dei locali sempre più complicata.
Tra gli aspetti critici rilevati emerge l’aumento dei costi di gestione a fronte di consumazioni dal valore contenuto. Ne consegue che i costi di materie prime, energia, affitti e personale incidono sempre più sui margini dell’attività, rendendo necessario un flusso costante di cliente per mantenere in equilibrio i conti e
garantire la sostenibilità dell’impresa. Determinante nella vita di cittadini ed esercenti è stato anche l’arrivo della pandemia, che ha cambiato abitudini e ritmi della città. Lo smart working, in particolare, ha ridotto le occasioni di frequentare i locali, modificando le abitudini legate ai consumi. Infine, vanno considerati altri due elementi: l’invecchiamento della popolazione con calo demografico, evidente soprattutto nei territori più fragili, e il minor potere d’acquisto delle famiglie. Quest’ultimo porta la clientela ad essere più attenta ai consumi e a servirsi di servizi alternativi, dalla grande distribuzione ai servizi a domicilio. I dati. A fornire una fotografia del problema sono i numeri rilasciati da uno studio di Confesercenti sui dati InfoCamere. In Italia, tra il 2019 e il 2025 sono scomparsi 24.073 bar (il 14,2% del totale), passando da 169.839 a 145.766: una perdita che equivale, in
media, a undici chiusure al giorno. Un arretramento che, secondo le stime, ha prodotto in sei anni una perdita economica di circa 7,2 miliardi di euro tra minori consumi, minore occupazione e gettito fiscale. Pur registrando una perdita minore rispetto alla media nazionale, anche in Trentino è diminuito il numero delle attività. I bar, nello specifico, sono passati da 1.591 a 1.448, perdendo quindi 143 esercizi (-9%). Ne è conseguito un impoverimento economico stimato in 43milioni di euro. Il fenomeno è diventato particolarmente evidente nelle città. A Trento, ad esempio, dal 2019, hanno chiuso 31 bar, passando da 319 a 288 (-9,7%). In questo caso, si tratta di una perdita economica stimata di circa 9milioni di euro, quasi un quarto del totale provinciale. • Virginia Revolti
Affitti alti e negozi chiusi, Demattè: “Servono parcheggi a prezzi agevolati in città”
A
gevolare l’accesso delle auto in centro storico e abbassare i prezzi dei parcheggi. Sono queste secondo Daniele Demattè, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, le leve su cui il Comune di Trento può intervenire per dare ossigeno al commercio cittadino che, secondo i dati di Confesercenti, dal 2019 al 2025 ha registrato una perdita di circa 19 milioni di euro con la chiusura di 126 esercizi. “A livello comunale non possiamo incidere su ciò che avviene, ad esempio, con il commercio online. Possiamo però agire su quei fattori che condizionano le attività commerciali del centro, come la gestione dei parcheggi” ha spiegato
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il consigliere ricordando di aver sollevato la questione già all’inizio del primo mandato di Andreatta. “Ai tempi avevo chiesto di creare un piano parcheggi sperimentale. L’idea era quella di prevedere una tariffa agevolata per le aree di sosta a ridosso del centro storico esterne alla ZTL per la prima ora e osservare il comportamento degli utenti”. In questo modo, secondo Demattè, i cittadini sarebbero più agevolati a raggiungere il centro e, di conseguenza, a entrare nei negozi. “Va sottolineato che negli ultimi anni le attività commerciali hanno avuto una capacità di resilienza incredibile, sia nell’affrontare il periodo del
Covid 19 che nel confrontarsi coi cambiamenti che hanno modificato rapidamente le dinamiche del commercio” ha osservato Demattè. Un discorso che, secondo il consigliere, si rifà anche al costo degli affitti, spesso elevato, ma
determinato principalmente dalle dinamiche del mercato. “Non è tutto legato al discorso dei parcheggi, su questo bisogna essere realisti” ha precisato. Ha poi sottolineato la necessità di intervenire sugli aspetti che il Comune può modificare concretamente. “Anche se incidesse, per esempio attraverso il discorso della sosta, per il cinque per cento sul giro d’affari dell’attività, abbiamo il dovere morale e politico, soprattutto, di incidere e di dare un po’ di respiro alle attività del centro” ha concluso. • (V.R.)
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L’iniziativa. Per due settimane la città diventa laboratorio di confronto
Dalle aule universitarie alle crisi geopolitiche: torna il festival “Crepe nel mondo” A Ravina non si limiteranno a partecipare agli incontri, ma apriranno il confronto con la comunità cittadina, esterna al mondo accademico. Un’iniziativa culturale diventa così uno spazio in cui chiunque può interrogarsi sul presente, sulle trasformazioni che stanno ridisegnando le relazioni e gli equilibri internazionali e familiarizzare con una disciplina fondamentale per leggere e interpretare le dinamiche che sempre più influiscono sul mondo contemporaneo e, di conseguenza, sulle nostre scelte quotidiane.
Il centro storico di Trento ospita incontri e dibattiti per approfondire le crisi globali con uno sguardo critico
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sservare le tensioni politiche ed economiche globali, capire quanto influenzano la nostra quotidianità e offrire uno sguardo trasversale sui temi più attuali della geopolitica, in un contesto sempre più caratterizzato da narrazioni polarizzate. È da questa esigenza che nasce il festival “Crepe nel Mondo”, un’iniziativa culturale nata nel Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale di Trento e promossa dagli studenti dell’associazione universitaria UNITiN. Giunto alla sua terza edizione, il festival “Crepe nel Mondo” si svolgerà nel centro storico di Trento dal 19 ottobre al 3 novembre, offrendo otto appuntamenti tra conferenze e workshop rivolti a tutti gli appassionati di geopolitica ma anche a chi, pur non essendo esperto, vuole approcciarsi a questa disciplina. Ogni attività presenterà un tema da affrontare affiancata, talvolta, da momenti di confronto con gli esperti. Si parlerà di Generazione Z e di come i giovani si stiano riappropriando del proprio futuro, delle dinamiche politiche che influenzano l’Europa e gli Stati Uniti; di energia e conflitti, fino ad affrontare le situazioni più delicate, come quella del Medio Oriente, del Sudan e di Taiwan. Ad accomunare le attività sarà un approccio improntato sull’approfondimento e l’occasione, per il pubblico, di approfondire tematiche complesse con semplicità, senza però fermarsi ad una lettura superficiale dei fenomeni analizzati. La scelta di portare il festival fuori dalle aule universitarie, in diversi luoghi della città, indica il vero intento degli organizzatori: quello di offrire ai partecipanti l’occasione di mettere in relazione la comunità universitaria con quella cittadina, stimolando dibattiti e promuovendo un approccio critico a tematiche politiche e sociali di rilievo. Più che proporre incontri da seguire passivamente, il festival vuole costruire occasioni di partecipazione e discussione. Centrale sarà il ruolo degli studenti che
• Virgina Revolti
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e Martignano arriva il “Piedibus”
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ducare i bambini a percorrere il tragitto casa-scuola a piedi, promuovendo uno stile di vita sostenibile e riducendo il traffico automobilistico del mattino. È questa l’idea alla base dell’iniziativa “Piedibus” che, da inizio ottobre, è stata avviata nei quartieri di Ravina e Martignano. Proprio come un pulmino dello scuolabus, il “Piedibus” si presenta come una carovana di bambini che, seguendo un percorso “a fermate” prestabilito, raccoglie i piccoli passeggeri per accompagnarli a scuola. A guidarla ci sono due volontari adulti che, interpretando il ruolo di “piedi-autista” e “controllore”, si assicurano che i bambini raggiungano la destinazione senza difficoltà. A Ravina il servizio ha preso piede a partire dal 5 ottobre con due linee, la “gialla” e la “rossa”, attive dal lunedì al venerdì. La prima parte da piazza della Chiesa alle 7:40, raggiunge la scuola materna alle 7:45 e conclude il suo tragitto alla scuola elementare, alle 7:50. La seconda, invece, parte alle 7:40 dal centro commerciale, arriva alle 7:45 all’incrocio di via Berlina e raggiunge la scuola alle 7:50. A Martignano il “Piedibus”, rivolto solo ai bambini delle elementari, è stato avviato lo scorso 7 ottobre. Ogni mercoledì alle 7:40 i volontari partono dal parcheggio del parco per raggiungere la scuola alle 7:50. Il progetto non si limita a proporre un’alternativa alle auto: propone un’esperienza che unisce movimento, autonomia e socialità. Grazie all’impegno dei volontari e alla partecipazione delle famiglie, il “Piedibus” sa trasformare un tragitto quotidiano in un’abitudine salutare per i bambini fornendo al contempo un contributo alla vivibilità dei quartieri. • (V.R.)
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Riqualificazione. Una nuova sfida in una delle zone più problematiche della città
LIBER CAFÈ RIPARTE CON SKU: NUOVA SFIDA PER RILANCIARE PIAZZA DANTE
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er il Liber Cafè, il bar della palazzina Liberty di piazza Dante, è tempo di ricominciare. Dopo pochi giorni di chiusura, il locale è stato affidato ad un nuovo gestore, Shkumbin Kapurzi, conosciuto da tutti come “Sku”. Originario del Kosovo, ha gestito diversi locali in Trentino e, a inizio ottobre, si è lanciato in una nuova avventura, rilevando l’attività da Nikolas Remo Gozzer. Un’impresa tutt’altro che semplice, considerando che la precedente gestione ha chiuso i battenti dopo pochi mesi a causa
delle difficoltà legate a degrado e spaccio di sostanze stupefacenti che ha reso piazza Dante un luogo sempre più problematico e percepito come poco sicuro. “Per l’Amministrazione comunale è molto importante che il passaggio di consegne sia stato veloce” ha commentato il sindaco di Trento Franco Ianeselli il giorno prima del nuovo debutto, avvenuto lo scorso 2 ottobre. “Noi sappiamo che quella di Sku è una sfida perché, come spesso accade nelle aree davanti alle stazioni, il parco di piazza Dante
non è esente da problemi. Però siamo allo stesso tempo consapevoli delle tante potenzialità su cui si può puntare: la bellezza del verde che circonda il locale, l’ampio dehor ombreggiato, la vicinanza alla Biblioteca Ragazzi che si trova proprio nello stesso edificio”. Tra i punti di forza della zona, ha sottolineato il primo cittadino, ci sono anche i vari eventi che occupano il parco nel corso dell’anno: “Non solo il mercato contadino del sabato o il mercato dei Gaudenti, ma anche manifestazioni di successo come il
Festival dello sport, che il prossimo weekend porterà in piazza Dante i camp di boxe, ciclismo, volley e pesi. Oppure il villaggio di Babbo Natale da fine novembre a inizio gennaio”. La vera novità del nuovo Liber Cafè sta nella formula scelta da Sku, che unisce cibo internazionale e buona musica, fin dalle prime ore del mattino. L’attività, infatti, apre all’alba con colazioni di tutti i tipi, seguiti da brunch a base di
pancake d’ispirazione giapponese e pranzi veloci, salutari e proteici. Il tutto accompagnato da concerti jazz mattutini. La speranza è che, con la riapertura del bar della palazzina Liberty e con la proposta di nuove attività, il parco di Piazza Dante e l’area della stazione vengano riqualificati e tornino ad essere un punto di ritrovo per la comunità cittadina. • Virginia Revolti
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Funivia Trento-Bondone, aggiudicata la progettazione del primo tratto
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ffidato il primo tratto di progettazione per la contestata funivia Trento-Bondone. “L’affidamento ai progettisti - così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti - segna un ulteriore passo avanti nell’iter di un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile, che si è sviluppato tenendo conto anche delle esigenze delle comunità coinvolte. Questa fase consentirà di definire nel dettaglio gli aspetti tecnici ed economici del primo tratto dell’impianto, per poi procedere alla gara per l’affidamento dei lavori con appalto integrato, nell’ambito del quale il concorrente dovrà fornire le specifiche tecniche della funivia. Si tratta di un’opera pensata per migliorare i collegamenti tra la città, Sardagna e l’Alpe di Trento, creando nuove opportunità per il territorio e per le persone che vivono, lavorano e frequentano la montagna”. Il bando riguarda il primo segmento dell’opera, compreso tra Trento e l’abitato di Sardagna, nell’ambito di un progetto complessivo che prevede due tratte: Trento-Sardagna e Sardagna-Monte Bondone. L’investimento complessivo è stimato in circa 96 milioni di euro. Per la prima tratta è previsto un costo di circa 46 milioni di euro, dei quali 37,5 milioni dovrebbero essere coperti dal contributo del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti. Il responsabile unico del procedimento è Ettore Salgemma, direttore tecnico di Trentino Trasporti spa. Per la Provincia autonoma di Trento il referente è il dirigente generale Mauro Groff, mentre per Trentino Sviluppo il referente è Mauro Casotto. Contro l’opera si sono sollevate molte critiche da parte di tante associazioni ambientaliste e comitati, mentre una parte del mondo economico la ritiene una opportunità. • (M.D.T.D.)
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TRENTO CHIAMA ROVERETO
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Rovereto. L’obiettivo è agevolare gli spostamenti serali e notturni
TAXI SERALI PER LE DONNE, IL SERVIZIO PUBBLICO ARRIVA A ROVERETO D opo Trento, anche Rovereto punta sui voucher taxi gratuiti per favorire gli spostamenti delle donne nelle ore serali e notturne, soprattutto nei momenti considerati più critici per la sicurezza. A spiegare la genesi dell’iniziativa è la sindaca di Rovereto Giulia Robol, intervistata da Radio Trentino24. “L’iniziativa è nata da un’esigenza dell’assessorato che si occupa della lotta alle disuguaglianze, delle problematiche di genere e delle pari opportunità”, spiega Robol. Un percorso che, sottolinea la sindaca, si
e costantemente all’ordine del giorno per chi amministra una città. “Abbiamo studiato, anche attraverso iniziative di altri Comuni, come potevamo attrezzarci anche noi in questo modo”, racconta la sindaca. Da qui la scelta di introdurre anche a Rovereto uno strumento già sperimentato a Trento: voucher destinati alle donne per agevolare il rientro in taxi nelle fasce orarie serali e notturne. L’obiettivo è intervenire concretamente su una delle situazioni che possono condizionare maggiormente la libertà di movimento delle donne: la necessità di
arrivata anche attraverso unalerientrano tra gli obiettividel dell’amminiOgni 20 richiesta minuti tutte notizie Trentino mozione d’aula. Alla base del progetto c’è strazione. A questi si aggiunge il tema dunque la volontà dell’amministrazione della sicurezza, indicato da Robol come aggiornate tempo comunalein di mettere al centro le politichereale. una delle questioni «molto importanti» è intrecciato successivamente con una
di genere e le pari opportunità, temi che
rientrare a casa nelle ore in cui utilizzare i mezzi pubblici può essere più difficile e, al tempo stesso, aumenta la percezione di insicurezza negli spostamenti a piedi. L’iniziativa si inserisce quindi in un quadro più ampio di politiche comunali dedicate alla sicurezza e alle pari opportunità, con l’amministrazione roveretana che ha guardato anche alle esperienze già avviate in altri territori per individuare una modalità di intervento applicabile alla città. • Redazione Rovereto
L’UNIVERSITÀ INTITOLA A VALENTINO BRAITENBERG IL NUOVO CENTRO DI RICERCA
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n nuovo centro di ricerca per ricordare una figura che ha contribuito in modo significativo alla crescita delle scienze cognitive a Rovereto. L’Università di Trento ha intitolato a Valentino Braitenberg gli spazi di ricerca degli edifici 10 e 14 di Progetto Manifattura, che da oggi prendono il nome di Braitenberg Brain Research Hub. L’intitolazione arriva nell’anno del centenario della nascita del neuroscienziato, celebrato nel corso del 2026 con iniziative tra Rovereto e Tubinga. Il nuovo nome vuole sottolineare la continuità tra l’eredità scientifica di Braitenberg e le at-
tività che oggi l’Ateneo porta avanti nel campo delle neuroscienze, delle scienze cognitive e della robotica. Il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian ha ricordato come la presenza dell’Ateneo a Rovereto e la crescita del polo dedicato alle scienze cognitive siano legate anche al contributo di Braitenberg. Il rettore ha evidenziato in particolare la sua capacità di anticipare temi che oggi sono al centro del confronto tra neuroscienze, tecnologia e intelligenza artificiale, indicando nella curiosità e nel “piacere di capire” uno degli elementi fondamentali della sua eredità.
Anche la sindaca di Rovereto Giulia Robol ha sottolineato il rapporto tra la città e le figure che nel tempo hanno scelto Rovereto come luogo di ricerca e confronto. Braitenberg, arrivato in città quasi per caso, avrebbe contribuito alla nascita di una comunità scientifica capace di guardare a percorsi innovativi e interdisciplinari. Per Robol, l’intitolazione rappresenta quindi anche il riconoscimento di una città che ha saputo accogliere il sapere e trasformarlo in un progetto rivolto al futuro. • (R.R.)
L’URBAN CITY CAMBIA VOLTO TRA NUOVI LOCALI E LAVORI DI RINNOVO
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uove attività di ristorazione, spazi rinnovati e opportunità di lavoro. L’Urban City di corso Rosmini si prepara a una nuova fase, con un intervento che interessa sia l’esterno sia gli ambienti interni del complesso commerciale nel centro di Rovereto. A rendere evidente l’avanzamento dei lavori è la grande gru installata nelle scorse settimane, che si staglia sopra i tetti della zona. Il cantiere è affidato alla Dega Costruzioni di Trambileno e il programma prevede il completamento dell’intervento entro la fine dell’anno. Le opere esterne, che hanno il maggiore impatto sull’area circostante, dovrebbero terminare
nel giro di alcune settimane, consentendo poi di concentrare le attività all’interno dell’edificio. Le novità più significative riguardano il piano terra. Negli spazi che fino a qualche mese fa ospitavano la cartoleria Bureau Vallée aprirà un McDonald’s. Per la catena si tratterà di una seconda presenza in Vallagarina, dopo il ristorante situato davanti alla stazione ferroviaria di Mori. La trasformazione coinvolge anche una porzione dell’interrato, un tempo occupata dal supermercato Conad. Sempre al piano terra, nei locali lasciati liberi dal negozio di calzature Deichmann, trasferitosi al centro commerciale Millennium, è previsto
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l’arrivo della Piadineria. La catena è già presente proprio al Millennium. Al piano superiore del complesso è inoltre prevista l’apertura di un altro ristorante, che dovrebbe proporre un’offerta specializzata nei menù di carne. Il rinnovo interessa anche l’ultimo piano dell’immobile, di proprietà dell’imprenditore trentino Mauro Giacca. Le lavorazioni, quindi, non si limitano agli spazi visibili da corso Rosmini, ma coinvolgono diverse parti della struttura. • (R.R.)
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CULTURA
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L’iniziativa. Da ottobre a gennaio, un appuntamento al mese nello spazio Maxi Ooh!
Acqua, arte, scienza e umanità
ASUIT E MUSE INSIEME PER IL BENESSERE I DEI PIÙ PICCOLI E DELLE FAMIGLIE I ncontri mensili gratuiti per neogenitori con le ostetriche nello spazio Maxi Ooh!, al Muse: iscrizioni online, si parte il 12 ottobre e si prosegue con cadenza mensile. Lo scopo di questa iniziativa culturale è accompagnare le nuove famiglie nei primi passi della genitorialità, creando spazi d’ascolto, condivisione e crescita in un contesto accogliente e stimolante. Nasce nell’ambito del Progetto triennale per lo sviluppo e la promozione del benessere genitoriale promosso dal Dipartimento ostetrico ginecologico di Asuit e Muse – Museo delle Scienze. Gli incontri gratuiti sono dedicati ai bambini dai 0 ai 12 mesi e alle famiglie (compresi sorelline e fratellini fino ai 3 anni, che potranno entrare gratuitamente nello spazio Maxi Ooh!). Per partecipare occorre iscriversi online sul sito dell’Asuit o del Muse. L’iniziativa si terrà, con cadenza mensile, fino a gennaio 2027, un lunedì al mese, dalle 9 alle 11. Il dialogo tra ostetriche del Consultorio e famiglie viene esteso ad un contesto a misura di bambino, offrendo uno spazio protetto in cui dubbi o richieste di confronto trovano ascolto professionale. Al centro ci sarà la quotidianità delle nuove famiglie: dalla co-genitorialità, all’allattamento e all’alimentazione complementare, dalla prevenzione dei rischi alla promozione di relazioni sane e positive. Si parlerà anche di benessere genitoriale e competenze educative, valorizzando le risorse e le capacità di ciascun
genitore e aiutando a riconoscere quando e a chi chiedere sostegno. Particolare attenzione sarà dedicata all’alimentazione consapevole, attraverso la condivisione di buone pratiche e delle indicazioni OMS e Unicef, e ai temi dell’autoregolazione e dell’apprendimento precoce, per comprendere come sostenere lo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino valorizzando il ruolo attivo del genitore. Gli incontri offriranno occasione per confrontarsi sulla conciliazione tra lavoro, vita familiare e routine quotidiana e sulla costruzione di relazioni sane e non violente, basate sull’ascolto, sul contatto e sulla capacità di rispondere in modo sensibile ai bisogni del bambino, gettando così le basi per un legame sicuro e sereno. Gli incontri delle ostetriche al
Muse rientrano nelle attività messe in campo a tutela della salute nei primi 1000 giorni di vita, dal concepimento ai primi due anni di età: una fase cruciale nello sviluppo biologico, cognitivo ed emotivo della persona, capace di influenzare salute e benessere lungo tutto l’arco della vita. Info e iscrizioni: Gli incontri sono gratuiti e fruibili una sola volta con cadenza mensile; l’iscrizione va fatta entro il giovedì precedente. I posti sono limitati per garantire a tutti i partecipanti il giusto spazio di ascolto e interazione (massimo 25 partecipanti compresi i bambini). Calendario appuntamenti: 12 ottobre, 9 novembre, 14 dicembre 2026, 18 gennaio 2027. • Maddalena Di Tolla Deflorian
naugura il 9 ottobre e resterà aperta al pubblico al Palazzo delle Albere sino al 6 giugno del prossimo anno: è la mostra dal titolo “Water Slow”, nata dalla sinergia e collaborazione tra MUSE e Mart. Esplora il tema dell’acqua attraverso il dialogo fra arte e scienza, con video-arte, fotografia, installazioni immersi ve, contributi scientifici e opere pittoriche. È inserita nel programma S+T+ARTS AQUA MOTION. L’esposizione riflette sui sistemi naturali, la gestione delle risorse e il rapporto tra umanità e ambiente. Partendo dai dati scientifici, i lavori di artiste e artisti creano un legame osmotico con l’acqua e dialogano con una selezione di opere moderne e contemporanee provenienti dal patrimonio del Mart e da importanti collezioni pubbliche e private. Articolato sui due piani del bellissimo Palazzo, il percorso espositivo propone uno sguardo trasversale sul rapporto tra arte, natura e conoscenza, mostrando come artiste e artisti di tempi diversi abbiano interpretato e rappresentato il rapporto delle comunità umane con l’acqua. S+T+ARTS AQUA MOTION è un progetto biennale che mira a promuovere la gestione sostenibile dell’acqua attraverso le interazioni tra innovazione scientifica, tecnologia digitale e arte. Il progetto è basato sulla piattaforma S+T+ARTS: la più importante piattaforma europea di progetti che uniscono scienza, tecnologia e arte. Il progetto S+T+ARTS AQUA MOTION cerca di creare impatti tangibili a livello politico, economico e sociale, promuovendo un cambiamento di mentalità e di comportamenti nei confronti dell’acqua, grazie all’intersezione tra arte, tecnologia e sostenibilità. Quanto l’acqua rischi di diventare scarsa anche nelle Alpi, abbiamo constatato questa estate ed è emersa anche l’importanza dell’innovazione e della sperimentazione in campo tecnico, organizzativo ma anche della comunicazione sociale e politica. • (M.D.T.D.)
IL TOP CENTER COMPIE 36 ANNI E FESTEGGIA CON LA CITTÀ
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rentasei anni di attività e due giornate per festeggiare con la città. Il Top Center di Trento celebra il proprio anniversario venerdì 23 e sabato 24 ottobre, con un programma che unisce pallavolo, animali domestici, musica e momenti di convivialità. Un compleanno che coinvolge famiglie, tifosi e visitatori negli spazi del centro commerciale di via del Brennero 320. Il traguardo racconta un percorso che ha accompagnato i cambiamenti di Trento e le abitudini dei suoi abitanti. Nel tempo il Top Center ha affiancato allo shopping un’offerta di servizi e occasioni per il tempo libero. Attualmente ospita circa sessanta insegne, con attività che spaziano dalla moda alla ristorazione, dalla tecnologia ai prodotti per la casa e la persona. Negli ultimi mesi alcuni interventi di rinnovamento e aggiornamento degli spazi hanno puntato a rendere gli ambienti più accoglienti. Ad aprire i festeggiamenti sarà Trentino Volley, squadra di cui il centro commerciale è sponsor. Venerdì 23 ottobre, dalle 16.30, il Top Center accoglierà alcuni protagonisti del club, mentre alle 18 è previsto l’incontro con i giocatori della
prima squadra. Il pubblico potrà conoscere Alessandro Michieletto, Gabriele Laurenzano, Adriano Cavalcante e Flavio Gualberto e ricevere una cartolina autografata. Il pomeriggio proporrà anche giochi e attività a tema pallavolo rivolti ad adulti e bambini, oltre alla possibilità di acquistare il merchandising della squadra. Alle 18.45 arriverà il taglio della torta, con Top Center e Trentino Volley insieme per celebrare l’anniversario e condividere con i tifosi un augurio per la nuova stagione sportiva. L’appuntamento valorizza così il rapporto tra il centro commerciale e una realtà sportiva legata al territorio. Per gli appassionati è prevista anche un’iniziativa dedicata alla partita di domenica 25 ottobre. Presentando uno scontrino di almeno dieci euro, relativo a un acquisto effettuato al Top Center dal 16 al 23 ottobre compresi, sarà possibile comprare un biglietto al prezzo speciale di cinque euro. La vendita si svolgerà presso il centro commerciale esclusivamente nel pomeriggio di venerdì 23 e proseguirà fino all’esaurimento dei posti disponibili. Sabato 24 ottobre il programma cambierà pro-
tagonista con “Musin Musetti”, il contest dedicato agli animali domestici. Dalle 16 spazio alla sfilata e all’intrattenimento, con le premiazioni previste fino alle 18. L’iniziativa si rivolge alle famiglie e ai loro amici a quattro zampe, chiamati a partecipare a un pomeriggio che porta al centro dell’attenzione una presenza importante nella vita quotidiana di molti cittadini.
La conclusione dei festeggiamenti è in programma dalle 18.30 alle 19.30, con musica, ringraziamenti e una seconda torta da condividere. Due giornate con proposte differenti, unite dalla volontà di celebrare insieme ai frequentatori del centro un anniversario che intreccia attività commerciali, incontri e vita cittadina. Un’occasione di festa aperta al pubblico di tutte le età.
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CULTURA
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Storia cittadina. Un’impresa logistica senza precedenti attraverso i monti del Trentino
QUANDO LE NAVI SCALARONO LE MONTAGNE: L’IMPRESA DELLE GALEAS PER MONTES U n’impresa ingegneristica che ha del fantastico, capace di far impallidire i moderni trasporti eccezionali: in un momento cruciale per la storia d’Italia, quando la Serenissima Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano si contesero il controllo del Nord Italia, la storia del Trentino e del Benaco fu segnata da un evento incredibile. I primi anni del Quattrocento avevano visto una enorme espansione della Repubblica di Venezia sulla terraferma che si espanse sia ad Est verso il Friuli che verso i ricchi territori della Pianura Padana ad Ovest con l’inclusione delle città di Padova, Feltre, Verona e Vicenza per poi spingersi fino a Brescia e a Bergamo. Tra le città che “si diedero” spontaneamente a Venezia ci fu anche Rovereto nel 1418. L’avanzata di Venezia sulla “Terraferma” pareva inarrestabile, fino a quando il Ducato di Milano non decise di contrattaccare. L’offensiva venne scatenata nel 1438 e colse di sorpresa la città lagunare. Le armate del Duca di Milano Filippo Maria Visconti riconquistarono le zone di confine
della Repubblica di Venezia, arrivando a cingere d’assedio anche la città di Brescia, che si era consegnata nel 1426 alla Serenissima. I Milanesi guidati dal condottiero Niccolò Piccinino, avevano bloccato ogni via d’accesso alla “Leonessa d’Italia” (all’epoca appartenente proprio alla Serenissima), isolandola anche sul Garda. Per spezzare l’assedio, Venezia doveva trovare un modo per portare soccorso alla città, ma le vie tradizionali erano sbarrate. Fu allora che l’ingegnere cretese Niccolò Sorbolo propose un’idea tanto brillante quanto folle: risalire l’Adige con una flottiglia di navi, per poi trasportarle via terra nel Lago di Garda oltre la catena montuosa in modo da arrivare a Brescia da Nord-Est. La spedizione partì dal mare Adriatico nel gennaio del 1439, risalì l’Adige partendo da Sottomarina di Chioggia e risalendo da Verona, non prima di aver risolto qualche problema nel passaggio della Chiusa di Ceraino per il basso livello delle acque. Per vincere la corrente contraria del fiume si utilizzò il metodo consueto per i commerci sull’Adige: animali da tiro
posti su entrambi gli argini del corso d’acqua venivano collegati ai navigli con delle corde, per poi trainarli al punto desiderato. Giunta in Vallagarina, vicino a Rovereto, la flotta si preparò al grande balzo terrestre. Il convoglio contava una trentina di imbarcazioni, tra cui 25 barche grosse, 2 galee e 6 fregate. Per il viaggio via terra venne mobilitato un “esercito” di buoi: le fonti parlano di 2000 animali e di centinaia di conduttori assoldati tra i contadini locali per riuscire a trainare verso Torbole le pesanti imbarcazioni. Grazie alla forza animale, le grandi navi vennero tirate in secca e fatte
muovere su rulli sopra una strada di tavole di legno. Da Ravazzone la flotta risalì verso Mori, attraversò Loppio e qui potè navigare, anche se per pochi chilometri, sull’omonimo lago (allora molto più esteso di oggi). Raggiunto il valico sopra Nag superando la salita del Passo San Giovanni, il problema divenne quello di frenare i giganti di legno lungo i ripidi pendii che scendono verso Torbole. Le navi vennero trattenute con enormi argani ancorati agli alberi e fatte scivolare sugli stessi rulli usati per la salita. Per frenare ulteriormente i pesanti natanti durante la vertiginosa discesa verso la Busa, il
genio marinaresco ci mise di nuovo lo zampino: quando i mezzi venivano calati al pomeriggio si spiegavano le vele, per usare l’Ora del Garda, il vento che regolarmente sale nel pomeriggio, come freno. In sole due settimane di sforzo titanico, nel febbraio del 1439, le imbarcazioni toccarono le acque del Garda. A dire il vero i primi scontri navali con i Milanesi, che nel frattempo avevano saputo dell’operazione, non furono per nulla favorevoli e molte delle navi vennero distrutte nei mesi successivi. Ma l’infrastruttura logistica era stabilita, altre navi vennero costruite sul posto e ciò permise a Venezia di conquistare il controllo definitivo del lago l’anno successivo. L’impresa delle Galeas per montes rimane una delle pagine più suggestive della storia del Benaco: una sfida in cui la determinazione umana e la maestria ingegneristica riuscirono, letteralmente, a far scalare i monti alle navi da guerra. • Davide Allegri
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SPORT
di Trento
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Calcio. Il centrocampista rivendica la fiducia ricevuta da tecnico e società
FOSSATI SI RIPRENDE IL TRENTO: “ORA MI SENTO PRONTO” È stato l’oggetto del mistero della passata stagione, con diverse prestazioni sottotono ed un ruolo che non sembrava essere tagliato per lui, ma ora la musica sembra essere cambiata: Marco Fossati, dopo un’annata passata in ombra, ha deciso di caricarsi sulle spalle il nuovo Trento raccogliendo, tra le altre, la fascia di capitano indossata in precedenza da Andrea Trainotti, ancora ai box ed in ripresa dall’infortunio. Grande merito va dato tanto a Tabbiani quanto alla società, che hanno deciso di comune accordo di continuare a credere nel proprio regista, cercando di cucirgli addosso una squadra che potesse permettergli di esprimere tutto il suo potenziale: “So di non aver fatto una stagione positiva lo scorso anno, ma so anche di essere un giocatore importante per questa rosa. Dal mister e dalla società ho sentito grande fiducia e questo mi ha dato ancor più motivazione per lavorare sodo e cercare di
ripagarli sul campo”. Parole di un calciatore in cerca di riscatto, che già in questo avvio di stagione ha mostrato di poter essere centrale nei progetti di Tabbiani: “Sono cambiate alcune cose rispetto al passato, soprattutto a livello tecnico-tattico perché lo scorso anno venivo da una stagione nel quale i meccanismi di gioco erano completamente differenti. Mi ci è voluto tempo per adattarmi e riuscire ad integrarmi nelle idee del mister, ma adesso mi sento pronto per dare il mio contributo all’interno di questa squadra”. Un contributo che potrebbe portare a grandi obiettivi, con il Trento che punta a migliorare il quinto posto dello scorso anno e che, quantomeno in questo avvio di stagione, si propone come terza forza del campionato dietro a Cittadella e Union Brescia, due formazioni strutturate per provare il salto in cadetteria: “Penso che il terzo posto sia un risultato possibile. Sono abituato a non pormi
Credits Carmelo Ossanna
limiti, sebbene sia conscio che serva essere anche razionali in questi casi: sicuramente è presto per prevedere come andrà il campionato, ma tutto
dipenderà da noi e da quanto saremo in grado di mantenere una continuità di risultati. Sulla carta sappiamo che ci sono due rose che, quantomeno a
nomi, sono avanti a noi, ma sappiamo altrettanto che il campo darà il suo responso finale. C’è molto equilibrio e vedo un girone molto aperto, ma solo grazie al lavoro sapremo dove potremo e meriteremo di arrivare”. E su come stia lavorando il suo Trento, lo stesso Fossati ha pochi dubbi: “Abbiamo margini di crescita importanti. Stiamo cercando di arrivare preparati alle partite che contano, consci che le nostre avversarie ci affronteranno in maniera differente rispetto al passato perché il nostro gioco è, comunque, difficile da contrastare”. E forse sarà proprio questo il tema di un Trento in continua crescita, che dovrà provare a rispondere positivamente, contrariamente a quanto visto nel recente passato, quando il pallone scotterà: per farlo avrà bisogno anche e soprattutto del suo regista in mezzo al campo, avrà bisogno di un Fossati ritrovato. • Nicolò Bortoli
GOLDEN EAGLE CUP, TRIONFA IL PARMA AL BRIAMASCO
L
a Golden Eagle Cup è del Parma! La formazione emiliana è riuscita a conquistare la terza edizione del torneo patrocinato dall’AC Trento al termine di una giornata nel quale lo Stadio Briamasco ha offerto la propria miglior versione declinata al calcio giovanile. Una due giorni di sport che ha visto trenta squadre impegnate sui tre campi della manifestazione, con la fase finale che ha portato le migliori formazioni proprio nella cornice dello stadio trentino per giocarsi la vittoria finale. Al termine di un lungo percorso, i crociati hanno conquistato l’accesso alla finale superando la Fiorentina, dopo la lotteria dei rigori, mentre
dall’altra parte del tabellone, l’Hellas Verona, campione in carica, si è sbarazzata della Roma con un netto 4-1. In finale, poi, la sentenza è stata altrettanto definita, nel quale il Parma ha saputo sfruttare ogni occasione creata, ottenendo il successo finale. Per il terzo posto, invece, la Fiorentina ha avuto la meglio nella finalina contro i giallorossi. Di seguito, poi, Atalanta, Espanyol e Juventus si sono attestate rispettivamente al quinto, sesto e settimo posto. Tra le compagini regionali, la migliore è stata il Dro Alto Garda, ottavo classificato e capace di eliminare l’Inter agli ottavi di finale. Complessivamente, il torneo nato nel segno del Patto Trentino, ha portato nel capoluogo più
di mille giovani calciatori e accompagnatori, dando lustro ad una società che riesce a coniugare al meglio calcio giovanile e territorio. Tra i vari premi individuali, quello per il Miglior Giocatore è andato a Nicolò Manetti della Fiorentina, mentre ad Adele Lopez, giocatrice del Dro Alto Garda, è andato quello di Miglior Giocatrice del torneo. Per quanto riguarda il Miglior Portiere è stato, poi, eletto Lorenzo Vilardi del Parma, così come il premio Fair Play è stato assegnato alla Benacense, società di Riva del Garda che si è ben distinta nell’arco dell’intera manifestazione. • (N.B.)
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SPORT
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Basket. Il progetto di coach Alessandro Rossi prende forma
AVVIO SPRINT PER LA DOLOMITI ENERGIA Quattro punti nelle prime trasferte ufficiali e segnali incoraggianti per l’Aquila Basket. Il gioco ad alta intensità voluto da coach Rossi sta dando risultati, con i giovani protagonisti e un gruppo già capace di reagire alle difficoltà
L
a stagione della Dolomiti Energia Trentino non poteva iniziare in un modo migliore. Cavalcando l’entusiasmo di un precampionato eccellente, segnato da ben sei vittorie su sette amichevoli disputate, l’Aquila Basket ha saputo ruggire fin da subito anche nei primi impegni ufficiali. Il doppio scoglio delle trasferte contro Reggio Emilia in campionato e Klaipeda in Eurocup è stato superato a buonissimi voti, permettendo ai bianconeri di tornare a casa con quattro punti e il morale altissimo. Vittorie pesanti, ottenute su campi caldi, che dimostrano come il gruppo sappia restare sul pezzo e affrontare con freddezza le fasi cruciali
dei match, garantendosi in entrambi i casi il risultato favorevole. Il merito di questo avvio sprint porta la firma del nuovo progetto tecnico. La pallacanestro che coach Alessandro Rossi vuole infondere nei suoi giocatori è chiara: un gioco fatto di ritmi altissimi, di una ricerca continua della transizione offensiva e di un’asfissiante aggressività difensiva sul portatore di palla avversario. Un basket dispendioso in cui l’equilibrio è logicamente ancora da perfezionare, ma che sta già regalando frutti essenziali. In questo assetto corale spiccano individualità notevoli. Oltre alle note liete rappresentate dal duo formato da Darius Brown e Quincy Olivari, a
Alessandro Bertini, @Daniele Montigiani di Aquila Basket
far stropicciare gli occhi è stata la maturità dei giovanissimi ragazzi del roster bianconero. Cheickh Niang, seppur diciottenne, ha mostrato di poter dire la sua contro i ben più esperti avversari, sfoderando anzi proprio prestazioni da veterano. Nella trasferta di Klaipeda ha chiuso con uno straordinario 100% dal campo (3/3 da due e 2/2 da tre) mostrando
un’intelligenza rara: non ha mai forzato, riuscendo a ragionare a metà campo senza buttarsi a testa bassa contro le difese. Accanto a lui brilla Alessandro Bertini, vero e proprio specialista difensivo. Si è calato perfettamente nella nuova realtà, mettendo in mostra la personalità necessaria per prendersi tiri importanti senza alcun timore. Il gruppo nel suo complesso mostra già
un’ottima alchimia: non si guarda il nome del compagno prima dell’assist, ma si cerca sistematicamente l’uomo più libero per tirare. Il percorso di crescita non sarà tuttavia privo di ostacoli. La principale difficoltà emersa in queste prime uscite riguarda l’adattamento dei giocatori americani al basket europeo, un fisiologico dazio da pagare. Ne è un esempio Charlie Brown, il più esperto degli statunitensi, incappato in due prestazioni sottotono: in Lituania non è proprio entrato in partita, gravato subito dai falli e chiudendo con un inusuale 0 su 7 al tiro. Anche Isaiah Bigelow ha faticato al suo esordio europeo, giocando al di sotto dei propri standard seppur dimostrandosi utile sotto l’aspetto dei rimbalzi. Si tratta di naturali incidenti di percorso per un gruppo in via di costruzione. Ciò che conta ora è aver compensato le temporanee mancanze, come quella che colpirà per un po’ di tempo l’infortunato Patrick Hassan, con il carattere di una squadra vera. • Luca Dapic
NUOVE DIVISE, MUSICA E APPLAUSI PER LA STAGIONE DI SERIE A ED EUROCUP
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@Daniele Montigiani di Aquila Basket
n una suggestiva cornice come la Centrale Idroelettrica di Fies, la Dolomiti Energia Basket Trentino ha alzato il sipario sulla nuova stagione, presentando ufficialmente squadra e staff protagonisti che calceranno i parquet di Serie A ed EuroCup. Un evento esclusivo dedicato a partner, sponsor e istituzioni, inclusa la sfilata di presentazione delle nuove divise da gioco al ritmo dei The White Stripes. A fare gli onori di casa è stato il
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presidente Luigi Longhi, ricordando come alla tredicesima stagione “l’entusiasmo è quello degli inizi” per un’Aquila Basket ormai “maturata e diventata protagonista in Italia e in Europa”. Una passione pienamente condivisa dai vertici di Dolomiti Energia: la presidente Silvia Arlanch si è detta orgogliosa di affiancare una realtà capace di “creare valore dentro e fuori dal campo”, mentre l’AD Stefano Granella ha definito la sinergia un “connubio naturale”,
un’alleanza ideale per affrontare le sfide future con “passione, intelligenza e capacità di distinguersi”. Unanime anche il plauso delle autorità politiche presenti, che hanno riconosciuto nel club non solo una vetrina sportiva d’eccellenza, ma un pilastro essenziale per la comunità, l’ambiente e i giovani. La serata si è infine conclusa con i saluti istituzionali dei dirigenti Gaddo e Nardelli. • (L.D.)
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Il racconto. Tra incontri con i campioni, sport nelle piazze e lo sguardo rivolto ai Mondiali di ciclismo del 2031
FESTIVAL DELLO SPORT, GOTTARDI: «TRENTO È DIVENTATA UNA PALESTRA A CIELO APERTO» I l Festival dello Sport colora di rosa Trento e porta campioni, appassionati e famiglie nelle piazze e nei teatri della città. Per l’assessore Matteo Gottardi il suo valore va oltre il programma degli incontri: è la capacità di coinvolgere l’intera comunità trentina e di trasformare lo sport in un’occasione di partecipazione. «Ogni nuova edizione è come se fosse la prima», osserva Gottardi. Pur essendo diventato una tradizione, il Festival conserva per lui la forza di emozionare. Coinvolge atleti ed ex atleti, tifosi e persone di tutte le età. «La città si trasforma, diventa una palestra a cielo aperto, dove il colore rosa domina le strade, le sale e le emozioni delle persone». Accanto agli incontri con i protagonisti dello sport, le attività nelle piazze permettono anche di scoprire e provare discipline diverse. Il tema della nona edizione, “Invincibili”, ha per l’assessore un significato
più ampio della vittoria. Riguarda chi ha segnato la storia della propria disciplina e compiuto imprese memorabili, ma anche chi è riuscito a rialzarsi dopo un grave infortunio. Le storie dei campioni possono offrire, spiega, «una chiave di lettura della quotidianità e della propria vita». Il Festival dà al pubblico la possibilità di ascoltarle da vicino, di incontrare i propri miti e di condividere con loro un’esperienza. C’è poi il legame con lo sport trentino. Gottardi richiama il lavoro di Provincia, Comuni e associazioni dilettantistiche, che accompagna la pratica sportiva dai bambini fino agli agonisti. È un impegno diffuso che contribuisce alla crescita degli atleti del territorio e ai loro risultati nelle competizioni internazionali. «È un motivo di vanto», sottolinea l’assessore. Il Festival diventa così anche un’occasione per dare spazio alle esperienze delle atlete e degli atleti trentini che si sono distinti nelle
rispettive discipline. La manifestazione offre inoltre una cornice alla presentazione dei Supermondiali di ciclismo del 2031. Per Gottardi ospitare un appuntamento che si svolge ogni quattro anni è «una grande responsabilità, ma anche una grande emozione». La presentazione segna l’inizio di quella che l’assessore definisce «una lunga pedalata» verso l’evento, capace di coinvolgere il territorio ben oltre le giornate delle gare. Nella visione di Gottardi, il Festival unisce cultura sportiva, incontri e pratica. Parla «dai bambini ai nonni, dagli amatori agli agonisti» e avvicina il pubblico alle persone dietro le imprese sportive. È diventato una tradizione per Trento e per il Trentino, ma una tradizione alla quale, dice l’assessore, «non sappiamo abituarci se non con l’emozione». • Valeria Marcato
BONUS NIDI, SPINELLI: «UN AIUTO ALLE FAMIGLIE E AL LAVORO DELLE MADRI»
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l costo del nido può pesare sulla scelta di tornare al lavoro dopo la nascita di un figlio. È su questo ostacolo che interviene il nuovo bonus nidi d’infanzia della Provincia autonoma di Trento, destinato alle famiglie con bambini iscritti ai servizi per la prima infanzia. Per il vicepresidente e assessore alle politiche familiari Achille Spinelli, la misura vuole «alleggerire le famiglie di un costo di frequenza che è sempre stato visto come un elemento ostativo». Una spesa che, osserva, ha spesso messo molte madri davanti alla scelta tra lavorare e restare a casa. Il contributo riguarda i primi due figli della stessa madre, biologica o adottiva, dai tre mesi fino ad agosto dell’anno in cui compiono tre anni. Vale per i nidi d’infanzia, compresi quelli nei luoghi di lavoro, per i nidi familiari Tagesmutter e per i servizi conciliativi accreditati per i Buoni di servizio FSE+. L’obiettivo, spiega Spinelli nell’in-
tervista, è permettere alle famiglie di valutare la frequenza di queste strutture senza che la tariffa rappresenti da sola un limite. Il rimborso provinciale si calcola sulla quota che resta da pagare dopo il bonus nido dell’Inps, gli eventuali Buoni di servizio e gli altri contributi pubblici ricevuti per la stessa finalità. Con un indicatore ICEF Famiglia fino a 0,40 copre il 100% di quella quota; con un ICEF superiore a 0,40 e non oltre 0,70 ne copre il 50%. In entrambi i casi il tetto è di 2.500 euro per figlio all’anno. Per accedere alla misura occorre essere residenti in provincia di Trento e aver già richiesto e incassato il contributo Inps. Spinelli lega il bonus anche alla possibilità di usare i nuovi posti nei servizi per l’infanzia realizzati dopo gli investimenti del Pnrr. Ridurre la spesa a carico dei genitori, sostiene, può incoraggiare l’iscrizione di bambini per i quali
finora la frequenza non era stata presa in considerazione. «È un aiuto anche per liberare tempo e pensare al lavoro da parte delle famiglie, in particolare delle madri», afferma l’assessore. Nelle intenzioni della Provincia, il sostegno ai nidi si inserisce così nelle politiche per la natalità e per la conciliazione tra vita familiare e professionale. La prima annualità comprende le spese sostenute dal 1° settembre 2026. Le fatture devono essere intestate alla stessa persona che presenta la domanda sia all’Inps sia alla Provincia. La richiesta del bonus provinciale andrà inoltrata online o tramite patronato tra aprile e settembre dell’anno successivo alla spesa: per le rette pagate nel 2026, dunque, la domanda si presenterà nel 2027. • (V.M.)
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Centrodestra, centrosinistra e giochi celtici: la corsa al 2028 è già una guerra senza esclusione di colpi
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arissimi lettori, innanzitutto mi scuso per l’assenza del mese scorso ma, come ben sapete, il vero trentino a settembre è impegnato tra i vigneti ed i meleti. Personalmente, ho dovuto prestare la mia opera presso i vigneti della Val dei Laghi di proprietà della consigliera Angeli, per poi continuare con la raccolta delle mele nei latifondi nonesi dell’assessore all’agricoltura Zanotelli. Ci tengo a rappresentare che, con la scusa della “ganzega” o “regalia” che dir si voglia, il mio operato è stato lautamente pagato a “pan e bondola”. Nel frattempo, oltre che ad uva e mele, ho raccolto molte informazioni per quanto concerne le strategie dei vari schieramenti politici che si sfideranno alle provinciali del 2028. Nel campo stretto del centro sinistra trentino è tutto un misto di depistaggi e doppi giochi per cercare di far fuori dalla partita il sempre più isolato Francisco Ianeselli. La situazione in casa piddina è talmente ingarbugliata che si profila un’alleanza del tutto inedita tra la consigliera Maestri, il quasi senatore Manica, e l’onorevole Sara Ferrari. A tale scopo l’on. Ferrari di recente ha fatto un salto a Cuba, una sorta di visita pastorale che ha fatto rizzare i peli sulla schiena alla focolarina Franzoia, per apprendere meglio la magnificenza del sistema del comunismo reale in salsa caraibica. S’è persino fatta immortalare sotto la foto con il classico ritratto del “Che”, tanto che dal suo ufficio in Piazza Pasi, la Maestri avrebbe lanciato la corsa lunga per il 2028 sulle note del Buena Vista Social Club “Comandante Che-
Gue-Saaaaaara”, con buona pace del sempre più moderato Ianeselli e di tutto il Campobase, che verrà probabilmente smontato per avviare la Revoluciòn a suon di polenta e oseleti (Stanchina e Malfer) scampadi. Lo stato di caos e lunghi coltelli che regna nel campo stretto trentino è certificato dal morale sempre più sotto i tacchi di Lorenzo fu principe Dellai, avvistato di sovente al bancone del Pedavena, in modo tale da prendere coraggio prima di andare a rendicontare l’andazzo all’amico Lauro residente dirimpetto allo storico locale. Una sera tra gli avventori del locale era presente anche il mio amico “Toni dal Congial”, che avvicinatosi all’ex principe per una battuta, giura di averlo sentito imprecare: “ Se la va avanti cosi col campo stretto i mando tutti a farse benedir e ghè dago na man al Kaswalder a far la quarta lista a so sostegno. Almen col Walter so en partenza che no ven for nient”… Intanto, in casa centrodestra, tra i noti fiumi di bianco di Cembra del compleanno di Alessandro Cionfoli Savoi, che ha fatto sì che il Presidente Fugatti disertasse l’incontro con Salvini a Pinzolo per una “indisposizione”, si ragiona sul potenziale futuro della coalizione. Parrebbe che una possibile soluzione sia arrivata proprio dal Fugatti che – in estasi nordista da pratone di Pontida – ha annunciato che il suo successore alla guida del Trentino verrà scelto mediante l’antica e sempre amata tradizione bossiana dei giochi celtici. I papabili alla successione sono ormai noti da tempo: il fido Spinelli, il furbo Gottardi, l’on-
nipresente Failoni. Ognuno di loro dovrà scegliere un proprio fedelissimo che si cimenterà nella disciplina che verrà a loro assegnata. Spinelli parte male, scalognato individuo. Aveva puntato tutte le sue speranze sulla consigliera Angeli, campionessa olimpionica nella disciplina del “salto del partito” e si è trovato a tentare di corrompere il sempre pacifico giudice di gara Soini per evitare il controllo antidoping. Va da sé che, con quel cognome, è sempre al centro dei sospetti. Gottardi corre sul sicuro ed affida le sue fortune al “trattorino rendenero” Lady Vanessa Masè da Strembo, capace di cacciare a mani nude un capriolo di notte nel bosco, scuoiarlo e cucinarlo in tempo zero. Della serie “cot e magnà”…altro che Benedetta Parodi. Failoni, avendo di recente
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introdotto la possibilità di cacciare i cinghiali con l’arco, se ne infischia dei regolamenti come è suo solito e tenta di colpire Gottardi con una freccia al cuore. Ripreso dal Divino De Col, uno e trino, intento a distribuire i martelletti della forestale per la gara a chi segna più veloce le piante della sórt, è costretto ad affidarsi alle mani sapienti del Capitone ormai bollito Matteo Salvini, che pescatore esperto tra le acque limpide di Pinzolo e quelle putride del Tevere, cercherà di prendere all’amo almeno il baccalà romano di Francesca Gerosa sempre più in pista per il collegio senatoriale di Trento e poi in rampa di lancio per un sottosegretariato. Qualche segno di vita in Trentino anche per il movimento del “Generale Kebab Vannacci”. Il luogotenente in pectore
sul territorio non poteva che essere il Galeazzo Ciano “de noantri”, ovvero, Emilio Giuliana. Le prime uscite sulla stampa del novello Jean Marie Le Pen in salsa sicula sono state confortanti per l’elettorato trentino; Giuliana infatti dichiara: “L’autonomia è una mera faccenda economica e bancaria…”. Nel frattempo la concorrenza per accaparrarsi un posto tra le legioni del Generale si profila agguerrita. Giorni fa, infatti, al mercato i coniugi Rossato/Demattè sono stati visti fare incetta di camice nere tra le bancarelle, ma soprattutto da qualche tempo dalle uova della Katia nascono pulcini neri come Calimero. Cari amizi trentini en vederen de tuti i colori da chi a ottobre ’28… • Giorgio Gazér
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PROVINCIA
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L’intervista. L’assessore fa il punto sulle criticità degli ultimi due anni
MARIO TONINA: “LA SITUAZIONE MIGLIORA, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA” P rima le liste d’attesa infinite, poi i disguidi informatici e infine una corsa contro il tempo per non perdere medici, infermieri e operatori sanitari. È una sanità alle prese con diverse problematiche quella trentina degli ultimi due anni, specialmente se l’attenzione cade sulle zone periferiche della regione e su alcuni servizi, come ad esempio il pronto soccorso. Ne abbiamo parlato con Mario Tonina, Assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione che, senza nascondere le difficoltà degli ultimi mesi, ha chiarito che su molti fronti “la situazione sta migliorando, ma va monitorata affinché, col tempo, si possa trovare un nuovo equilibrio”. Uno dei nodi della sanità riguarda le tempistiche con cui ogni utente, prenotando una visita, deve fare i conti. “Quest’anno il contenitore delle persone in lista d’attesa è passato da 13-14mila alle circa 25mila unità a febbraio - ha spiegato Tonina -. Da allora la situazione è progressivamente migliorata. Questo grazie allo sforzo dell’azienda sanitaria, al gestore del Cup Gpi e soprattutto grazie allo straordinario lavoro dei medici, alle
risorse destinate alla libera professione intramoenia e alla scelta di ricorrere al privato convenzionato. Detto questo, non possiamo fermarci: l’obiettivo è prendere in carico i pazienti il prima possibile”. Alla base delle difficoltà c’è anche la transizione informatica, che ha portato non pochi disguidi sia ai pazienti che al personale sanitario, soprattutto al pronto soccorso. “I vecchi programmi erano obsoleti, pertanto la loro sostituzione era necessaria” ha sottolineato l’assessore ammettendo che “il passaggio non è stato indolore: negli ultimi sei-sette mesi si sono verificati problemi e disservizi che hanno provocato anche le proteste dei sindacati. Non posso dire che la situazione si sia risolta, ma comunque stiamo lavorando affinché possa rientrare il prima possibile”. La prospettiva, al momento, è quella di riuscire ad ottenere un miglioramento almeno nel corso del prossimo anno. “Le società aggiudicatarie delle gare stanno garantendo l’assistenza e, secondo i responsabili di Asuit, servirà ancora tempo per arrivare a un sistema pienamente collaudato. Nelle ultime settimane, però,
non ci sono stati disservizi”. Un’altra grande sfida riguarda la carenza di personale medico, infermieristico e sanitario, specialmente nelle zone periferiche della città. “È un problema da non sottovalutare” ha osservato Tonina. “Per affrontarlo, abbiamo puntato sulla
nascita della facoltà di Medicina all’Università di Trento e sulla conversione dell’Azienda sanitaria per i servizi sanitari in Asuit (Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino), grazie alla quale è possibile mettere in rete le diverse strutture coinvolte”. La difficoltà principale, ha spiegato l’Assessore, è la carenza di infermieri e Oss. “È necessario far capire ai giovani l’importanza di queste due professioni” ha affermato, annunciando che “la Provincia ha introdotto un incentivo di circa 6.000 euro distribuito su tre anni, vincolato alla permanenza professionale temporanea sul territorio, per chi decidesse di intraprendere un percorso di studi in questa direzione”. L’aspetto economico, però, non basta. Tra i problemi riscontrati, infatti, ci sono anche le condizioni di lavoro richieste dalla sanità pubblica, con turni pesanti e orari lavorativi insostenibili nel lungo periodo. “Serve una nuova organizzazione. Uno degli impegni della Provincia è anche quello di agevolare, per quanto possibile, il lavoro del personale ospedaliero”. Un caso rappresentativo di questa problematica ha interessato, il mese scorso, il
reparto di Ortopedia dell’ospedale di Cles, formato originariamente da sei professionisti. Qui, un primario e tre medici hanno presentato le dimissioni per spostarsi nella sanità privata. La situazione si è risolta nel giro di una settimana grazie all’intervento del direttore generale dell’A zienda sanitaria e alla decisione dei tre medici di revocare le dimissioni. “Un risultato importante, soprattutto in vista della stagione invernale, dato che la struttura ospedaliera di Cles è un punto di riferimento per la val di Sole, anche dato il flusso di sciatori e turisti in zona” ha affermato. Secondo le verifiche effettuate dall’azienda sanitaria, alla base della scelta dei medici non ci sarebbe stata una motivazione economica, ma relativa alle condizioni lavorative del reparto. “Bisogna monitorare costantemente le motivazioni del personale, perché trattenere nel sistema pubblico le professionalità già formate è decisivo per garantire i servizi, anche nei territori periferici” ha concluso. • Virginia Revolti
Case della Comunità e prevenzione. La sfida di Asuit: “Alleggerire il lavoro del personale”
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ortare una parte dell’assistenza sanitaria fuori dagli ospedali per avvicinarla ai cittadini. È questa una delle principali sfide della sanità trentina. Al centro del percorso c’è la realizzazione di quattordici Case della Comunità distribuite sul territorio regionale, pensate per diventare un punto di riferimento per i bisogni sanitari non urgenti dei pazienti. A fare il punto della situazione è l’Assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina. “Dodici strutture sono già state inaugurate e la tredicesima sarà completata nei prossimi mesi.
L’obiettivo è entrare al più presto a pieno regime, con tutte e quattordici le strutture”. Nelle Case della Comunità troveranno spazio diversi servizi, dalla medicina generale agli infermieri di famiglia, passando per l’assistenza specialistica, la continuità assistenziale, la riabilitazione, la salute mentale e il supporto degli assistenti sociali. “Ora è il momento di fare informazione sulle potenzialità di questo servizio” ha affermato l’Assessore spiegando che verosimilmente queste strutture “alleggeriranno il lavoro del pronto soccorso, in quanto potranno farsi carico di una buona parte
di richieste che, al momento, possono essere soddisfatte solo in ospedale”. Ha poi chiarito che “questo miglioramento non sarà immediatamente tangibile prima di uno o due anni. È un progetto che va comunque portato avanti affinché possa portare frutto nel lungo periodo”. Mentre prosegue la realizzazione delle nuove Case della Comunità, Asuit e Provincia puntano anche alle campagne di prevenzione. “Con una popolazione che invecchia e il calo delle nascite è fondamentale investire nella promozione di corretti stili di vita, non solo tra persone anziane ma anche e soprattutto tra
i giovani” ha spiegato Tonina. La sua strategia coinvolge anche gli altri assessorati, in particolar modo quelli alla Cultura e allo Sport, attraverso progetti rivolti alle scuole e ai ragazzi. L’impegno della Provincia, in quest’ambito, si inserisce in un quadro positivo dato che nell’ultima rilevazione del Nuovo sistema di garanzia del Ministero della Salute, riferita al 2024, il Trentino ha ottenuto 98 punti su 100 nell’area della prevenzione, posizionandosi primo in classifica a livello nazionale. • (V.R.)
Trento sud, parte la riqualificazione di viale dei Tigli
È
ufficialmente partito il cantiere per la riqualificazione di viale dei Tigli, a Trento sud. La consegna dei lavori, avvenuta alla presenza dell’assessore provinciale alle politiche della casa Simone Marchiori, del presidente di Itea Sergio Anzelini e dell’assessora comunale alle politiche sociali, casa e partecipazione Giulia Casonato, dà il via a un intervento atteso da anni e destinato a cambiare il volto dell’area. Il progetto, promosso da Itea Spa insieme al Comune di Trento, prevede un investimento complessivo di oltre 20 milioni di euro e interessa una superficie di circa 3 mila metri quadrati. Il nuovo complesso
ospiterà 28 alloggi a canone moderato, tre attività commerciali, un pubblico esercizio e una biblioteca di quartiere. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2029, dopo circa 880 giorni di cantiere. Saranno quattro le palazzine realizzate. Una, di proprietà comunale, comprenderà quattro alloggi e la biblioteca di quartiere. Le altre tre, di proprietà Itea e sviluppate su cinque piani, ospiteranno otto appartamenti ciascuna, oltre agli spazi commerciali al piano terra. Nel piano interrato troverà posto un’autorimessa con 53 posti auto coperti, oltre a cantine e locali tecnici. Altri 15 posti auto saranno disponibili lungo viale dei Tigli.
“L’apertura di questo cantiere rappresenta un investimento concreto sul futuro di Trento”, ha detto Marchiori, sottolineando la necessità di garantire a famiglie, giovani e lavoratori abitazioni a condizioni sostenibili. Per Anzelini si tratta invece dell’avvio di
“una nuova prospettiva per la comunità”, mentre Casonato ha parlato di una rigenerazione attesa da anni, capace di portare non solo nuove case, ma anche servizi e luoghi di incontro. L’intervento punta inoltre sull’efficienza energetica: gli alloggi saranno in classe A e A+, con cappotto in lana minerale, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e coperture a verde. Previsti anche percorsi pedonali e ciclopedonali, nuove aree verdi, pergolati e arbusti lungo il viale. Per le pavimentazioni esterne sarà utilizzato il porfido trentino. • (R.T.)
PROVINCIA
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La ricorrenza. Una storia che si intreccia con quella dello sviluppo economico del territorio
TRENTINO SVILUPPO: 40 ANNI DI INVESTIMENTI PROVINCIALI PER INDUSTRIE E INNOVAZIONE T rentino Sviluppo, la società di sistema della Provincia per innovazione, marketing, supporto ad imprese, start-up, poli tecnologici, ha festeggiato i 40 anni a Rovereto, dove tutto ebbe origine. La società nasceva nel 1986 da una crisi industriale e occupazionale, col nome (ben noto a generazioni di trentini e trentine) di Tecnofin Strutture. Allora avevano chiuso Cotonificio Pirelli e Grundig, lasciando senza lavoro 1200 persone. Ecco i numeri del bilancio 2025: utile 5,6 milioni di euro, valore produzione 23,5 milioni, patrimonio netto 277 milioni, 6 Business Innocation Center. Ma il patrimonio complessivamente gestito, tra bilancio proprio e fondi amministrati per conto della Provincia autonoma di Trento, supera il miliardo di euro. Insomma un colosso territoriale, che spartisce possibilità, scelte, supporto, ma anche influenza e potere. Fra le questioni critiche, gli ingenti investimenti di denaro pubblico in impianti e società per lo sci (come il collegamento San-Martino-Passo
Rolle, per 55 milioni di euro di costo), molto criticati dagli ambientalisti ma rivendicati dall’assessore Roberto Failoni durante la celebrazione. Hanno celebrato la ricorrenza le massime autorità della Provincia e del territorio (tanti i sindaci in sala, con quella di Rovereto, Giulia Robol, padrona di casa, sul palco) e protagonisti dell’economia (imprese e sindacati) , della ricerca e Università. Il presidente di TS, Giuseppe Consoli, sottolinea quali punti di forza “la voglia di essere utili al territorio, di lavorare in un gioco di squadra organizzato, di alta professionalità, sapendo ricevere impulsi dall’ente provinciale e tradurli in fatti concreti”. La sindaca di Rovereto Giulia Robol dichiara orgogliosa: “Sono molto contenta del percorso che è diventato asse portante della nostra autonomia. Con un certo orgoglio, rilevo quanto il contributo di molti progetti nati a Rovereto, riesca a diventare sistema e modello. Questo fa comprendere quanto la città, nel confronto, nell’idealità, per
innovazione e progetto sia effettivamente sempre determinante”. E proprio a Rovereto, dove ha sede la società, si trovano anche alcuni dei gioielli di TS, come il nuovo Polo dell’Idrogeno e quello di Scienze della vita (dove fra TS, Università e FBK si investiranno circa 100 milioni di euro), e anche ex
Manifattura Tabacchi e Meccatronica. Per il vicepresidente Achille Spinelli così il futuro: “Essere sempre più al fianco delle imprese, sportello unico di riferimento per chi vuole fare investimenti in Trentino e crescere in termini innovativi, collaborare coi
centri di ricerca e università. Cercare di profilare meglio fornitori e catene, e di collaborare sul territorio con ricadute importanti, attraendo capitali, competenze, soggetti con qualità. È un percorso innovativo, che guarda i giovani e le start-up innovative, e guarderà anche la continuità di impresa in termini di passaggio generazionale”. In questa fase di incertezza globale, TS supporta in particolare le aziende nell’internazionalizzazione, con orientamento, assestement strategico, accompagnamento sui mercati. Intanto si discute (con qualche perplessità) del distacco di Trentino Marketing da TS, per metterla direttamente nelle mani della Provincia ma anche sulla base di rilievi della Corte dei Conti sulla trasparenza dei flussi di denaro fra le due società. A settembre la Prima Commissione del Consiglio ha approvato la proposta, con 5 sì e 4 astensioni. • Maddalena Di Tolla Deflorian
Sicurezza in bici tra nuove corsie e rispetto sulla strada
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a sicurezza di chi pedala passa dalle infrastrutture, ma anche dai comportamenti quotidiani. Una corsia dedicata può rendere più riconoscibile la presenza delle biciclette; l’attenzione di chi guida resta però decisiva quando percorsi e spazi si incrociano. È su questa convivenza che si è concentrato il confronto “Pedalare in sicurezza”, ospitato al Festival dello Sport di Trento. Al dibattito hanno partecipato l’assessore provinciale Mattia Gottardi, il presidente nazionale della Federciclismo Cordiano Dagnoni, quello trentino Renato Beber e l’ex professionista Maurizio Fondriest. Gottardi ha richiamato la necessità di un riconoscimento
reciproco tra automobilisti e ciclisti, illustrando l’impegno della Provincia sulle infrastrutture. Agli oltre 500 chilometri di piste ciclabili si affianca uno stanziamento di 170 milioni di euro per migliorarne i collegamenti. Su alcune strade sono state inoltre tracciate le bike lane, corsie che rendono visibile lo spazio destinato alle biciclette. Beber ha sottolineato il valore di questa iniziativa che, dopo alcune reazioni iniziali critiche, aiuta a richiamare l’attenzione degli automobilisti. Fondriest ha evidenziato come l’aumento delle vetture e delle loro dimensioni renda ancora più necessario il rispetto di chi pedala. La Federazione propone interventi sulla formazione nelle scuole
guida, sensori sui veicoli e obbligo del casco per tutti i ciclisti. Sono proposte che accompagnano il tema delle infrastrutture, allargando il confronto alla prevenzione. Il richiamo alla cura degli altri è arrivato anche attraverso l’esperienza di Gioele Cobelli, fratello di Adele, morta in un incidente durante un allenamento. Un messaggio che riguarda ogni utente della strada: dietro una bicicletta, un volante o un attraversamento ci sono persone. Riconoscerle significa dare alla sicurezza un valore condiviso. • (V.M.)
Oltre al podio, le sfide della vita: il racconto di Monica Boggioni
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gni medaglia racconta una vittoria, un traguardo raggiunto, un sogno che si realizza. Non racconta però il percorso da intraprendere per raggiungerla, fatto di dubbi, cadute, disciplina e determinazione. È da questa riflessione che nasce il libro “Ogni sfida è vita” di Monica Boggioni, campionessa paralimpica di nuoto, e Valerio Esposti, giornalista e scrittore, presentato il 3 ottobre al Festival dello Sport. “Volevo raccontare una storia autentica, senza vittimismo né eroismo” ha raccontato l’atleta, vincitrice di sei medaglie paralimpiche (un oro e cinque bronzi), undici ori mondiali e tredici ori europei. Ricordando alcuni momenti dell’infanzia e dell’età adulta, Monica Boggioni ha spiegato come la sua malattia – una diplegia spastica
agli arti inferiori – abbia influenzato la sua crescita personale e la sua carriera sportiva. “Nella mia famiglia la disabilità è sempre stata vista come qualcosa di ‘normale’. Alle elementari mi sono scontrata per la prima volta con il fatto che l’essere diversi potesse diventare un problema per gli altri. Quando i bambini giocavano con me, mi escludevano”. Da quell’esperienza è nata una consapevolezza: “Ognuno di noi ha le proprie diversità, alcune sono semplicemente più evidenti di altre ed è lì che si nasconde la nostra unicità”. Il nuoto è diventato così uno strumento per sviluppare un potenziale, trasformare i sogni in obiettivi e dimostrare, prima a sé stessa e poi agli altri, la propria capacità di ottenere grandi risultati. Il tutto però, ha sottolineato l’atleta, “ha richiesto determinazione,
pazienza e impegno, anche quando la voglia mancava. Alla base di tutto, infatti, non c’è la motivazione, ma la disciplina”. Un messaggio che l’atleta non ha affidato soltanto alle pagine del suo libro, ma ha anche promosso avviando il progetto “Nuota con noi”, nato dalla società Pavia Nuoto, con l’obiettivo di “avvicinare bambini e ragazzi con disabilità al mondo dello sport, per far conoscere loro il proprio corpo e comprendere le proprie potenzialità”. Con questo progetto, Monica Boggioni condivide con gli altri ciò che lo sport ha dato a lei, ovvero “l’opportunità di scoprire le proprie capacità e costruire, passo dopo passo, il proprio percorso”. • (V.R.)
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DESPAR
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour, in Trentino-Alto Adige la festa delle figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
nche in Trentino-Alto Adige ha fatto tappa lo Stickermania Tour, coinvolgendo bambini e famiglie in cinque appuntamenti dedicati alla passione per le figurine. Nei punti vendita della regione, i piccoli collezionisti hanno potuto portare con sé i propri album, scambiare le figurine doppie e andare alla ricerca degli sticker ancora mancanti per completare la raccolta. Le giornate sono state un’occasione per condividere la passione per la collezione, incontrare altri giovani collezionisti e stringere nuove amicizie. A rendere ancora più piacevoli gli appuntamenti hanno contribuito una merenda con succhi di frutta e merendine e la distribuzione di gadget Stickermania, tra cui cappellini e palloncini. In regione, il tour ha fatto tappa all’Eurospar di Milland e negli Interspar di Rovereto, San Lorenzo, Bolzano e Merano, dove gli appuntamenti hanno portato l’esperienza Stickermania direttamente nei punti vendita, trasformandoli per un giorno in luoghi di incontro e condivisione per appassionati e famiglie.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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T
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Cecità in Trentino, il riconoscimento dei diritti diventa un caso
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n Trentino il riconoscimento della cecità totale o parziale presenta criticità che, secondo l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, richiedono una verifica delle valutazioni sanitarie. La questione, già raccontata da La Piazza, riguarda persone che hanno documentato una grave compromissione della vista e che attendono una risposta coerente con gli accertamenti specialistici. Non è soltanto una pratica amministrativa: dal riconoscimento della condizione dipende l’accesso alle tutele previste dalla legge. Un primo elemento indicato dall’Uici è il confronto con il resto del Paese. In provincia risultano 302 persone riconosciute cieche assolute e 441 cieche parziali: in totale 1,36 ogni mille residenti, rispetto a una media nazionale di 1,97. L’associazione ritiene che lo scarto meriti attenzione e si interroga sulle modalità con cui vengono esaminate le domande. Il dato, preso da solo, non consente di stabilire quanti eventuali riconoscimenti siano mancati, ma è una delle ragioni per cui l’Uici chiede un confronto con l’azienda sanitaria. Il caso portato dall’associazione riguarda una donna la cui documentazione oculistica, proveniente dai reparti degli ospedali di Trento e Rovereto, attestava un residuo del campo visivo binoculare del 2,5 per cento. Il percorso davanti alla commissione sanitaria non aveva però prodotto il riconoscimento richiesto. La donna, assistita dagli avvocati Luca Zeni e Gloria Valentini, si è quindi rivol-
ta al giudice. La consulenza tecnica disposta nel procedimento ha riesaminato gli esami e il giudice ne ha omologato le risultanze in relazione al requisito sanitario per il riconoscimento dell’handicap grave ai sensi della legge 104, inizialmente negato dalla commissione. È importante precisare l’oggetto della pronuncia, senza estenderla ad altri riconoscimenti. Per Mauro Dallapè, presidente dell’Uici trentina, la vicenda solleva un problema di fondo: una persona con una perdita visiva così grave, attestata da specialisti del servizio sanitario provinciale, non dovrebbe essere costretta a sostenere un procedimento giudiziario per vedere tutelati i propri diritti. L’associazione chiede che i certificati vengano valutati con attenzione e che l’azienda sanitaria chiarisca ogni dubbio sull’eventuale applicazione di criteri eccessivamente restrittivi. Le decisioni delle commissioni, sostiene l’Uici, devono basarsi sulle condizioni cliniche effettive e sulla legge. Il riconoscimento è tuttavia solo una parte del percorso di una persona cieca o ipovedente. Dopo la diagnosi possono cambiare gesti essenziali come leggere, spostarsi, studiare o lavorare. È su questo secondo versante che si è concentrato il convegno “Orientati al futuro”, promosso il 18 settembre a Trento da AbilNova e dedicato ai nuovi scenari della riabilitazione visiva. Il Centro provinciale di prevenzione e riabilitazione gestito dalla cooperativa prevede una valu-
tazione multidisciplinare e un progetto individuale, con interventi rivolti sia agli adulti sia ai minori. L’obiettivo è valorizzare le capacità visive residue e sviluppare l’autonomia nella vita quotidiana. Riconoscere correttamente
una condizione e accompagnare la persona dopo la diagnosi sono così due passaggi dello stesso percorso di tutela Maddalena Di Tolla Deflorian Valeria Marcato
Dipendenze digitali, la prevenzione comincia dalle emozioni
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ideogiochi, social media, acquisti compulsivi e gioco d’azzardo online fanno parte di un panorama delle dipendenze sempre più ampio. Il punto, soprattutto per i più giovani, è riconoscere quando un’attività quotidiana diventa un comportamento problematico. Se ne è discusso a Palazzo Piomarta, a Rovereto, durante un incontro del Festival EDUCA promosso da Fondazione Franco Demarchi e Università di Trento. Ornella Corazza, direttrice dell’Addiction Science Lab dell’ateneo trentino, ha richiamato l’attenzione sui meccanismi economici presenti anche in app e videogiochi apparentemente gratuiti, spesso poco conosciuti dalle famiglie. Alcune dinamiche, ha osservato, si avvicinano a quelle del gioco d’azzardo. Per questo occorre intervenire prima che le difficoltà si aggravino e richiedano l’accesso ai servizi sociosanitari. A indicare la dimensione del problema è uno studio condotto in
24 Paesi europei su 2.514 studenti tra i 12 e i 16 anni: il 42% del campione è risultato ad altissimo rischio di uso problematico di Internet. Tra i fattori di vulnerabilità figurano ansia, sofferenza psicologica, impulsività, difficoltà emotive e isolamento sociale. Il dato riguarda i ragazzi coinvolti nella ricerca e non può essere esteso automaticamente a tutti gli adolescenti. La risposta, dunque, non si esaurisce nel limitare il tempo trascorso davanti agli schermi. Maurizio Gentile, docente alla LUMSA di Roma, ha sottolineato il ruolo delle competenze socio-emotive: imparare a gestire lo stress, conoscere le proprie emozioni e costruire relazioni positive può contribuire al benessere degli studenti e al clima nelle classi. In questa direzione si muove anche Big Yourself, progetto rivolto a giovani e adulti, dentro e fuori la scuola, per favorire una maggiore consapevolezza di sé e promuovere stili di vita e relazioni più sani. (V.M.)
Santa Chiara, una sala operatoria ibrida per gli interventi cardiovascolari
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ll’ospedale Santa Chiara di Trento è stata inaugurata una nuova sala operatoria ibrida, destinata soprattutto al trattamento delle patologie cardiovascolari. La struttura riunisce in un unico ambiente le attrezzature chirurgiche e i sistemi di diagnostica per immagini: cardiochirurghi, chirurghi vascolari e cardiologi potranno così eseguire procedure complesse senza trasferire il paziente durante l’intervento. La sala consentirà, tra le altre cose, di trattare aneurismi con protesi vascolari e di effettuare interventi meno invasivi sulle valvole cardiache. Le immagini ecografiche e radiologiche in tempo reale aiuteranno le équipe a seguire ogni fase della procedura. La nuova dotazione è pensata in particolare per i pazienti anziani o fragili, per i quali un’operazione tradizionale
può comportare rischi elevati. L’investimento della Provincia autonoma di Trento ammonta a 5,7 milioni di euro: oltre 3,2 milioni sono stati destinati ai lavori edili e agli impianti, 2,5 milioni alle tecnologie sanitarie e agli arredi. La sala operatoria misura 70 metri quadrati ed è collegata direttamente al blocco operatorio esistente. Per inserirla in un ospedale rimasto in attività, è stato costruito un modulo sopraelevato all’estremità del Corpo C, preservando il passaggio dei mezzi di soccorso. Per il direttore del Dipartimento cardio toraco vascolare Roberto Bonmassari, la nuova sala permetterà alle diverse specialità di lavorare fianco a fianco e di scegliere trattamenti più adatti alle condizioni di ciascun paziente. (V.M.)
30 L’emergenza. Il bando per 59 zone vacanti aveva raccolto 16 domande. A Rovereto nessuna assegnazione
Medici di base, dieci incarichi assegnati ma la carenza resta
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ieci incarichi assegnati a fronte di 59 zone rimaste senza medico di medicina generale. È il risultato della convocazione dei candidati nella sede di Asuit, che aggiorna il quadro emerso dal bando pubblicato a inizio settembre. Le domande arrivate erano 16, cinque delle quali presentate da medici ancora impegnati nel percorso di formazione. Più della metà dei candidati ha dunque scelto una sede, ma la distanza tra i posti disponibili e quelli coperti rimane ampia. La carenza interessa buona parte del Trentino. Secondo la ricognizione pubblicata prima delle assegnazioni, le zone vacanti erano 20 nell’ambito di Trento e Valle dei Laghi, dieci in Vallagarina e nove in Alta Valsugana. Seguivano la Bassa Valsugana e l’Alto Garda e Ledro, con sei posti ciascuno. Gli altri erano distribuiti tra Rotaliana, val di Non, Primiero, val di Fassa e Giudicarie e Rendena. La difficoltà di reperire medici non riguarda solo le località più distanti dai centri maggiori: nella città di Trento i posti da coprire erano distribuiti tra diversi quartieri, mentre Rovereto ne contava tre e Pergine Valsugana quattro. Le scelte formalizzate in Asuit riguardano
due zone nel Centro storico-Piedicastello di Trento e una ciascuna a Madruzzo, Mezzolombardo, Contà, Pergine Valsugana, Pieve Tesino, San Giovanni di Fassa, Arco e Spiazzo. I dieci professionisti incaricati avranno al massimo tre mesi per aprire l’ambulatorio. L’assegnazione, quindi, rap-
presenta un passaggio concreto, ma non coincide ancora con l’avvio delle visite nelle nuove sedi. Il caso di Rovereto mostra quanto lavoro resti da fare. La città aveva tre zone vacanti nel bando, ma non compare tra le sedi accettate in questa tornata. Nessuna
assegnazione risulta nemmeno per le altre località della Vallagarina indicate nella ricognizione: Avio, Isera, Mori, Terragnolo, Trambileno, Vallarsa e Volano. Anche in Alta Valsugana la scelta di un incarico a Pergine copre soltanto una parte dei quattro posti segnalati per il comune. Per i cittadini dei territori rimasti scoperti, la disponibilità di un medico vicino a casa continua a essere un tema aperto. Il direttore generale di Asuit, Antonio Ferro, ha accolto le dieci adesioni come un segnale della capacità della rete sanitaria provinciale di attrarre professionisti, anche nelle sedi di montagna. La risposta al bando consente effettivamente di rafforzare alcuni territori. Il dato complessivo, però, impone di tenere distinti i diversi passaggi: 59 zone vacanti, 16 candidature, dieci incarichi accettati e ambulatori che dovranno ancora aprire. Per ora il numero degli incarichi accettati lascia ancora senza risposta gran parte delle necessità individuate dal bando. Il prossimo bilancio si potrà fare quando i nuovi medici entreranno in servizio e sarà chiaro quali zone continueranno a non avere una copertura stabile. Valeria Marcato Messaggio Pubbliredazionale
Dolomiti Energia ha giocato d’anticipo: prezzi giù del 40% già da marzo
TSintonizzati rento, 30 settembre 2026 - Mentre in questi giorni si moltiplicano annunci e promesse per contrastare il ritorno del caro energia, Dolomiti Energia aveva già scelto mesi fa di agire concretamente per proteggere le famiglie. Già da marzo 2026 l’azienda mette infatti a disposizione offerte che sono per la materia prima
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più convenienti del 40% rispetto al prezzo medio all’ingrosso di settembre. Per Dolomiti Energia la risposta al caro energia non è arrivata con gli annunci di questi giorni: era già disponibile. Grazie alla propria produzione rinnovabile, il Gruppo ha potuto trasformare la propria solidità industriale in un vantaggio concreto per i clienti, offrendo
prezzi convenienti e fissi proprio quando le famiglie ne hanno più bisogno. E per il Trentino c’è anche di più: l’offerta “Dolomiti Fisso Luce 60” dedicata, ancora per qualche settimana, in esclusiva alle famiglie del territorio, permette risparmi sulla materia prima anche superiori del 40% rispetto al prezzo medio all’ingrosso di settembre. “In una fase in cui il
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caro energia torna a preoccupare, ha dichiarato Stefano Granella CEO di Dolomiti Energia riteniamo che il modo migliore per proteggere le famiglie sia giocare d’anticipo e offrire offerte concrete, vantaggiose Ascoltaci in tutto il Trentino in auto sul e immediatamente disponibili. È ciò che
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abbiamo fatto, tra i primi nel mercato, già da tempo. Accogliamo positivamente il fatto che anche altri operatori stiano andando nella stessa direzione, perché ogni iniziativa SU cheASCOLTACI contribuisce a dare WWW.TRENTINO24.IT maggiore tutela e serenità SUL TUO PC O ALEXA alle famiglie va nella direzione giusta.”
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Sintonizzati TOP CENTER COMPIE 36 ANNI! sul Pronti a festeggiare con noi?
Ci siamo dati una ringiovanita e adesso siamo carichi per festeggiare con voi! Un weekend di festa vi aspetta e non vediamo l’ora di viverlo insieme.
VENERDÌ 23 OTTOBRE
INSIEME A
TRENTINO VOLLEY
16.30minuti Arrivatutte Trentinole Volley! Ogni 20 notizie del Trentino Giochi a tema volley e attività per grandi e piccini! aggiornate in tempo reale. Possibilità di acquistare il merchandising della tua squadra! 18.00
Incontro con la prima squadra
18.45
Taglio della torta di compleanno
Alessandro Michieletto, Gabriele Laurenzano, Adriano Cavalcante e Flavio Gualberto. Incontrali dal vivo e porta a casa la cartolina autografata! Taglio della torta per festeggiare il compleanno di Top Center e per fare l’in bocca al lupo a Trentino Volley per la nuova stagione!
BIGLIETTO PARTITA DI DOMENICA 25/10 A SOLI 5 €*
*Acquistabile presso Top Center solo venerdì pomeriggio 23/10, presentando uno scontrino di almeno 10 euro su una spesa effettuata presso il Centro Commerciale dal 16 al 23 ottobre compresi. BIGLIETTI FINO AD ESAURIMENTO POSTI E IN SETTORI PREDEFINITI
SABATO 24 OTTOBRE 16.00
MUSIN MUSETTI E MUSICA
Musin Musetti Contest animali domestici Intrattenimento e premiazioni dell’iniziativa (fino alle 18.00)
Non hai ancora iscritto il tuo animale? Scannerizza il QR Code qui a lato!
18.30
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