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laPiazza di Trento - Maggio26

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Casa a Trento, solo il 10% delle richieste trova risposta nel pubblico

La sicurezza tra il rigore dei dati e il peso della percezione

Il dibattito sulla sicurezza a Trento si muove su un crinale scivoloso. Da una parte ci sono i dati reali, che consegnano l’immagine di una delle città più vivibili e sicure d’Italia; dall’altra c’è il sentimento di una parte della cittadinanza che avverte un cambiamento nel tessuto urbano. In questo spazio grigio si inserisce la propaganda politica, che spesso esaspera i toni trasformando episodi circoscritti — come le tensioni in Piazza Dante o i recenti fatti di cronaca in zona stazione — in un’emergenza sistemica.

Tuttavia, liquidare tutto come semplice “allarmismo elettorale” sarebbe un errore speculare. Se è vero che i numeri smentiscono l’idea di una città allo sbando, è altrettanto vero che la percezione di degrado è un fatto sociale concreto. La politica che cavalca la paura tende a semplificare la realtà per ottenere consenso, ma la politica che ignora il senso di insicurezza in nome delle statistiche rischia di apparire distante. La sfida per Trento non è dunque reprimere un’emergenza che non c’è, ma governare la transizione di una città che scopre vulnerabilità nuove, evitando che il legittimo bisogno di tutela diventi un terreno di scontro ideologico tra opposte fazioni.

Pari opportunità e istruzione: le sfide chiave dell’assessore Gerosa

TRENTO ESPLODE SUL FRONTE SICUREZZA: LA CITTÀ TRA

PAURA E VIOLENZA URBANA

DIPENDENZE

INCIDONO SUL SENSO DI PAURA

Fondazione trentina per la vista: ambulatorio oculistico e screening

MOBILITÀ E SPAZI PUBBLICI: IL SINDACO IANESELLI RILANCIA LA TRENTO DEL 2026

SICUREZZA E IMPRESE, CATTOI: “PIÙ PREVENZIONE E MENO BUROCRAZIA”

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

• Nicola Stievano

Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - afferma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni aff rettate”.

• Matteo Bellomo

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FACCIAMO IL PUNTO

FORUM LAVORO, L’ANALISI DI COTTARELLI SULL’ECONOMIA GLOBALE

Buona la prima a Trento. Anzi buonissima vista la partecipazione e la qualità degli interventi che hanno contraddistinto il Forum Lavoro, convegno organizzato dal nostro gruppo editoriale per celebrare la partenza de La Piazza di Trento, de LaPiazzaweb del Trentino e di Trentino24, tre media che nascono in Trentino per dare una voce in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin. Ospite d’onore della giornata è stato il professore Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli. “La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento - ha detto Achille Spinelli -. Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro nel prossimo futuro. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo”. Carlo Cottarelli ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie - ha detto l’economista -. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in diff icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”, ha spiegato Cottarelli.

Istituzioni, esperti e pubblico a confronto sulle sfide del lavoro tra innovazione, demografia e sviluppo economico

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.

Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?

Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?

A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si aff rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-

abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in aff anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.

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Segue da pag. 1

L’intervista. A un anno dal secondo mandato, il sindaco rivendica le opere e rilancia la mobilità

IANESELLI: “INVESTIMENTI OGGI PER LA TRENTO DI DOMANI”

Franco Ianeselli è stato eletto sindaco di Trento, per il secondo mandato, un anno fa (col 54,6 % dei voti) alla guida di una coalizione di centro-sinistra. Abbiamo fatto con lui un bilancio delle scelte e una ricognizione di alcune prospettive per la città. Qual è il bilancio della sua amministrazione?

“Credo che tra 2020 e 2025 abbiamo operato scelte che parleranno ai prossimi cinquant’anni, come il grande impianto sul Bondone (consapevole che di fronte ad opere rilevanti, c’è chi è convinto e chi non lo è). Il 2026 vedrà l’apertura di altre opere: ascensore per Mesiano, stazione delle corriere, piscine Fogazzaro riqualificate”.

Quali sono le priorità quest’anno?

“La caratteristica di Trento è essere una città sociale. Obiettivo per il 2026 è esserlo sempre più nelle forme attuali, con persone che vengono da tante nazioni, con culture che si intrecciano. Che Trento sia stata città capitale europea del volontariato mi rende orgoglioso: abbiamo rispecchiato la

sua vocazione”. É una città per giovani Trento? Quali sono le priorità su questo? Che importanza hanno spazi ed eventi gratuiti?

“Cito Poplar, festival degli studenti universitari, diventato riferimento europeo. Mi pare simbolo di una città che con 16mila universitari, deve saper essere anche per giovani. È positivo che cresciamo nella fascia di età sotto i 45 anni, anche se la tendenza è l’invecchiamento della popolazione. Spazi ed eventi aperti, gratuiti, a prezzi popolari, rappresentano l’essenza della città. Siamo contenti che sopra la stazione delle corriere ci sia un nuovo parco pubblico, da quando sono sindaco ne abbiamo aperti diversi; riqualificando le piscine diamo strutture sportive di qualità accessibili e pubblico vuol dire inoltre anche scuola ed asili”.

Quali infrastrutture servono per aumentare la mobilità collettiva?

“L’ascensore di Mesiano è trasporto pubblico e la funivia sul Bondone va vista anche come trasporto sostenibile.

Il rafforzamento della Trento-Malè, un asse forte di trasporto pubblico: credo sia ciò che manca. Dobbiamo anche realizzare più parcheggi di attestamento; quelli realizzati hanno successo, basti pensare a quanto è utilizzato l’ex Italcementi”.

Elezioni provinciali 2028: è realistica la possibilità di allargare (ad Onda) la coalizione di centro-sinistra, anche a seguito dell’esito del referendum?

Cosa serve per vincere? [gli esponenti di Onda in consiglio provinciale e comunale sono critici rispetto a tale ipotesi, precisiamo, ndr]

“Non credo si possa fare un’equivalenza tra il risultato referendario e una coalizione per governare. La coalizione del centrosinistra deve sapere quello che vuole, poi se qualcuno vuole cooperare le porte non si chiudono, si ragionerà ma bisogna saper interpretare la società trentina. Quando è stata palesata questa possibilità, poiché io ho detto “però bisogna avere un programma coeso”, la risposta è stata “sei come Fugatti”, una modalità di questo tipo. Non mi

pare ci siano buone premesse. Serve un progetto aff idabile di governo, con valori saldi. Quando si parla di comunità sociale, del valore della solidarietà, di apertura all’altro, ecco questo distingue due coalizioni”. Pensa ad una candidatura per le provinciali?

TRA BRENNERO E VALLAGARINA: IL NODO DEL BYPASS RESTA APERTO

Il dibattito sul bypass ferroviario continua ad agitare le acque, anche a Rovereto, la cui vivacissima fase del Dibattito Pubblico istituzionale vero e proprio si conclude in questi giorni. Chiediamo il punto di vista del sindaco sui due fronti, Trento e Vallagarina:

La Baviera ha bocciato il progetto fino a Kufstein, si allungano i tempi. Che prospettiva vede?

“Comunque il tunnel di base del Brennero apre. Auspicabilmente ci sarà un raff orzamento del trasporto ferroviario. È interesse dei territori

adeguarsi, per non sovraccaricare la linea esistente. Penso che chi amministra debba credere nella rotaia (è la nostra visione). Il rapporto con RFI e la popolazione va accompagnato. Questo significa non fare nuove autostrade. Invece vedo che dall’altra parte [giunta provinciale, ndr] è un po’ facciamo il bypass, un po’ facciamo la Valdastico. Bisogna prendere sul serio la questione ferrovia, che è adeguamento della linea, raff orzamento della Trento-Malè e anche la Rovereto-Riva”.

RFI accoglierà le richieste dei territori?

“Il progetto del bypass di Rovereto interessa per 800 metri anche il territorio del comune di Trento, e lì c’è una questione di impatti sulle fonti idriche all’Acquaviva, servono approfondimenti: anche noi come comune li chiederemo. Le osservazioni dei territori devono essere analizzate e penso si debba dare una risposta trasparente”.

• (M.D.T.D.)

“Sono stato eletto per fare il sindaco; questo mi hanno chiesto i cittadini e mi concentro su questo. Sicuramente non intendo modificare le mie posizioni - orientate all’ interesse della città - per ammiccare ad uno o l’altro”.

• Maddalena Di Tolla Deflorian
Franco Ianeselli

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TRA VIOLENZE E SPACCIO IN STRADA: CRESCE LA TENSIONE IN CITTÀ

La questione della sicurezza urbana è un tema dibattuto da sempre in ogni paese e in ogni epoca, e questo accade anche a Trento. Hanno riacceso nel capoluogo un dibattito che ha punte, salite e discese alcuni fatti di cronaca recenti, come la violenta aggressione armata di due stranieri ai danni di altri due ragazzi stranieri, attribuita dalle forze dell’ordine ai circuiti illegali della droga, che è finita dentro alla tabaccheria di via Santa Croce (con ingenti danni materiali ma per fortuna nessun ferito fra gli esercenti, mentre un aggredito ha subito ferite, con un rischio reale che finisse male) e subito prima la lite con altra aggressione finita invece nel Liberty Caff è nei giardini di Piazza Dante.

Cosa si può fare di più e di meglio sul fronte sicurezza? Il sindaco di Trento Franco Ianeselli risponde: “C’è un’espressione che negli anni passati era usata e che secondo me va sempre bene, ovvero “duri con il crimine e duri con le cause del crimine”. È evidente che c’è una responsabilità individuale e ci mancherebbe, siamo chiamati a rispondere personalmente delle cattive azioni che facciamo. Però dobbiamo renderci conto che il contesto sociale incide. Crescere in una famiglia di ceto medio in un certo quartiere, come è capitato a me, con tutto quello che funzionava, è diverso da

crescere in una periferia degradata. Le condizioni nelle quali ti trovi a vivere incidono statisticamente sul comportamento, poi rimane sempre il finale di responsabilità individuale, per cui per produrre sicurezza, dobbiamo certo ringraziare le forze dell’ordine e sapere che sono fondamentali, però sicurezza vuol dire politiche sociali, vuol dire scuola, vuol dire politiche per il lavoro, vuol dire integrazione”.

Il sindaco critica le semplificazioni sul punto che sono circolate dopo ogni fattaccio: “Per chi pensa che tutto sia facile e basti schiacciare un pulsante, e abbiamo prodotto la sicurezza .. beati loro .. è un po’ la contraddizione che hanno però quelli che governano il paese, perché nel 2022 hanno spiegato che se loro fossero andati al governo, si sarebbe creata la sicurezza, forse le cose vanno peggio di prima.. per carità, possono dire che è colpa dei sindaci, ma alla fine poi per i cittadini i problemi rimangono”.

Rivolgiamo lo sguardo ad un’analisi sociologica, con il contributo di uno studioso del tema. “I problemi di questo tipo, di ordine pubblico diciamo, sono sempre esistiti nella storia, in tutte le civiltà, in tutte le epoche - dice il sociologo Andrea Brighenti, professore ordinario all’Università di Trento, esperto di spazi pubblici e spazi urbani – non si risolvono

con l’allarmismo, né con il pugno duro. Bisogna capire la scala del problema reale e collocarlo in un quadro più complesso. Questo non significa sottovalutare le sensazioni di insicurezza e paura, che sono indice di problemi reali. Le cause e le sorgenti delle situazioni negative (come sostanze, droghe, forme di dipendenza e altri problemi) vengono da lontano, non riguardano la dimensione urbana, ma la società in generale. Ci servono strumenti diversi. C’è tutto un lavoro che andrebbe fatto di

Sanità sotto osservazione: cresce la pressione nei servizi territoriali

Sicurezza urbana significa anche sicurezza di operatrici e operatori sanitari nei luoghi di lavoro. In provincia di Trento esistono specifiche Linee Guida dal 2025. “Il trend delle aggressioni – ha spiegato l’assessore provinciale alla Salute Mario Tonina - è in diminuzione. Nel 2025 sono state registrate all’Osservatorio nazionale anche le segnalazioni di aggressioni (soprattutto verbali) dai medici di medicina generale, quindi i numeri sembrano in aumento. Sono diminuite

le segnalazioni dai pronto soccorso (da 70 a 59), servizi psichiatrici (da 46 a 16), aree di degenza (da 46 a 37), mentre si è assistito a un aumento di segnalazioni da servizi psichiatrici territoriali, ambulatori territoriali, servizi di emergenza-urgenza territoriali. Calano le segnalazioni di aggressioni fisiche (da 119 a 103). Il numero di operatori coinvolti è stato superiore rispetto al 2024 perché alcuni episodi di aggressione verbale generalizzata erano contro tutti i presenti. Diverse le strategie attuate:

sistemi di videosorveglianza-allertamento rapido, aumento personale di sorveglianza, prolungamento orari dei posti di polizia, riorganizzazione dei locali ma anche braccialetti per allertamento della vigilanza e un innovativo sistema di sorveglianza predittivo con intelligenza artificiale al Pronto soccorso dell’ospedale di Trento.

• (M.D.T.D)

riassestamento della nostra coesistenza, non solo negli spazi pubblici. Sarebbe necessario procedere attraverso ricerche e percorsi collettivi, con esercizi di attivazione dei cittadini, con vari formati e in vari luoghi. Non c’è una risposta tecnica. Ci sono molti gruppi e collettivi che lo fanno, che ci lavorano, in tante città”.

• Maddalena Di Tolla Deflorian

MENO REATI MA PIÙ PAURA: ECCO COSA INCIDE SULL’INSICUREZZA

Meno reati rispetto al passato, ma più insicurezza percepita.

È questa la situazione di Trento descritta dal tenente colonnello

Michele Capurso, comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri che, in un’intervista rilasciata alla redazione de LaPiazza, ha evidenziato come il problema della sicurezza, al giorno d’oggi, non possa essere osservato esclusivamente attraverso le statistiche e le notizie di cronaca.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a dei cambiamenti sociali che non riguardano solo la nostra città, o il Trentino Alto Adige, ma proprio tutta Italia e anche gli altri Paesi europei.

Ciò ha inciso su alcuni fenomeni delittuosi che ven-

Giovani e reati:

“Resta

Sgono percepiti come ‘preoccupanti’ e capaci di incidere sulla qualità della vita delle persone” ha spiegato Capurso, sottolineando che a questo si aggiungono anche “fenomeni di marginalità sociale, che incidono sul decoro urbano e sulla vivibilità della città”. Questa dinamica ha contribuito ad aumentare la percezione di insicurezza nella città di Trento nonostante – osservando i dati – si può notare come i reati predatori, legati alla microcriminalità, siano di fatto diminuiti negli anni. Non passa comunque inosservata la paura dei cittadini, in particolar modo quella degli esercenti del centro storico, preoccupati dal fatto che le proprie attività possano essere prese di mira da chi commette furti con spaccata. “Spesso si tratta di persone poco organizzate, che agiscono in modo rudimentale rompendo i vetri con gli oggetti che trovano sul posto. Si pensi, ad esempio, ai tombini. Chiaramente le aree più esposte a questo pericolo sono quelle in cui c’è una maggiore presenza commerciale e quelle che si possono definire ‘di transito’, come ad esempio la stazione” ha sottolineato il Comandante. In questo contesto è fondamentale adottare anche qualche accorgimento per prevenire, o comunque

alta l’attenzione sugli adolescenti”

ul fronte dei reati giovanili, a Trento non si registrano situazioni particolarmente critiche o problematiche, né emergono reati più comuni rispetto ad altri. A spiegarlo, facendo riferimento a ragazzi minorenni e poco più che maggiorenni, è il tenente colonnello Michele Capurso, comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri. “Chiaramente i giovani non sono immuni dal rischio di commettere reati” ha spiegato Capurso ribadendo l’importanza di non sottovalutare il problema. “La fascia d’età più a rischio è quella degli adolescenti, che vivono un periodo particolarmente diff icile della propria vita, talvolta caratterizzato dalla ricerca di autonomia e dalla ribellione verso l’autorità”. Ha poi evidenziato come i social media giochino un ruolo importante in questo contesto. “I social non sono il problema in sé, ma lo è l’uso che se ne fa” ha chiarito il comandante. “La minore maturità potrebbe portare i ragazzi ad un utilizzo improprio e ad assumere comportamenti delittuosi, come la diffusione di contenuti violenti o privati”.

Fondamentale, in questo senso, è la prevenzione che passa dalla capacità di accompagnare i ragazzi ad un uso consapevole di questi strumenti. Un lavoro, questo, che coinvolge le famiglie, le scuole e le istituzioni a tutela dei ragazzi.

• (V.R.)

disincentivare, questo tipo di reati. “Il consiglio – continua Capurso – è quello di installare una saracinesca all’entrata del proprio negozio e di dotarsi di un sistema d’allarme collegato alle forze dell’ordine”. Accanto alle misure tecniche, resta centrale il ruolo della comunità. È auspicabile, infatti, che i cittadini – e in particolare i negozianti – rafforzino la collaborazione reciproca facendo

rete e segnalando ogni situazione sospetta agli operatori della Centrale unica di emergenza, contattando il 112. Si tratta di un contributo che può incidere fortemente sulla sicurezza del territorio e, di conseguenza, sulla percezione di tutela della cittadinanza.

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• Virgina Revolti
Tenente colonnello Michele Capurso

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Sicurezza urbana/3. I criminali sfruttano innovazione e urgenza per colpire, soprattutto gli anziani

Truffe sempre più sofisticate: come riconoscerle e tutelarsi dal raggiro

Tra i reati predatori più insidiosi e in continua evoluzione si confermano le truffe online e telefoniche, fenomeni sempre più diffusi anche alla luce dell’utilizzo delle nuove tecnologie. L’innovazione digitale e strumenti come l’intelligenza artificiale stanno modificando profondamente le modalità con cui i malintenzionati agiscono, rendendo i raggiri più credibili, costruiti su misura e quindi più difficili da individuare, soprattutto per le persone più vulnerabili.

Le tecniche utilizzate dai truffatori si sono aff inate nel tempo, sfruttando la velocità delle comunicazioni e la fiducia che spesso si attribuisce a numeri o interlocutori apparentemente istituzionali. Tra queste, una delle più diffuse è lo spoofing, che consiste nell’alterazione dell’identificativo del chiamante. In questo modo chi riceve la telefonata visualizza sul proprio telefono un numero credibile, riconducibile ad esempio alle forze dell’ordine o a società di servizi. Questo meccanismo contribuisce ad abbassare le difese della vittima, inducendola a fidarsi e a compiere operazioni come bonifici, consegne di denaro o comunicazione di dati sensibili.

Il metodo seguito dai truffatori presenta spesso uno schema ricorrente e ben collaudato. La vittima viene contattata telefonicamente e posta di fronte a una situazione di emergenza costruita ad arte, che richiede una risposta immediata. I casi più frequenti riguardano presunti incidenti che coinvolgono familiari, rapine con necessità di verificare beni presenti in casa, oppure problemi legali legati a veicoli intestati a parenti. In altri casi viene simulato un intervento urgente da parte di banche o servizi, con richieste di operazioni immediate. In tutti questi scenari viene sollecitata con insistenza la consegna di denaro, gioielli o altri oggetti di valore, facendo leva sull’ansia e sulla paura.

Proprio il senso di urgenza rappresenta l’elemento chiave della truff a. I malviventi puntano a impedire alla vittima di riflettere lucidamente, spingendola ad agire d’impulso e senza verifiche. Per questo è fondamentale interrompere la comunicazione non appena sorgono dubbi e prendersi il tempo necessario per valutare la situazione. Un passaggio essenziale è contattare direttamente il numero unico di emergenza 112 o un familiare di fiducia, evitando di richiamare i numeri forniti dall’interlocutore.

È inoltre importante ricordare che nessun operatore di polizia chiederà mai la consegna di denaro o beni, né tantomeno richiederà pagamenti immediati per evitare conseguenze giudiziarie. Un principio semplice ma spesso dimenticato, che rappresenta una difesa concreta contro i raggiri. Un richiamo alla prudenza che resta centrale anche nell’analisi del fenomeno, alla luce di truff e sempre più evolute, diff use e diff icili da contrastare senza la piena consapevolezza dei cittadini.

CPR a Trento, scontro aperto: sicurezza o diritti?

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ltra questione legata al tema della sicurezza urbana, dal lato dei residenti e delle percezioni sociali e narrazioni politiche, e dal lato delle persone destinate ad esservi recluse, è quello del CPR, Centro per il rimpatrio delle persone migranti, che la giunta provinciale intende costruire a Trento, a Maso Visintainer, nel quartiere di Piedicastello. L’opposizione sociale ad esso è forte, con 60 sigle del territorio riunite nel Coordinamento regionale NO CPR, che propongono invece politiche di accoglienza e integrazione.

Il sindaco Franco Ianeselli dice: “Riconosco il fatto che se c’è uno straniero irregolare che ha dei comportamenti pericolosi, rimpatrio deve esserci. Poi chiediamoci però: i CPR in Italia sono strutture dignitose, alla fine di un percorso, per cui si è fatto tutto il possibile per l’integrazione? Se fosse così, e se una persona nonostante questo avesse comportamenti pericolosi,e con procedure celeri si determinasse il rimpatrio, io senza ipocrisia direi che possano servire. Mi pare però che adesso siano strutture nelle quali si rimane in condizioni non dignitose in molti casi, in molti casi poi non c’è nemmeno il rimpatrio. Grazie all’autonomia, avremmo potuto fare qualcosa di più strutturato nel protocollo fra Provincia e ministero, sapendo che una parte di persone avrebbe comunque detto no al CPR. Capisco le motivazioni ideali però da amministratore penso che quella sarebbe stata la cosa giusta da fare. Invece mi sembra che adesso ci raccontiamo che siccome ci sarà forse un CPR da 24 posti avremo risolto i problemi. Non è così ovviamente”.

Mercato degli affitti e delle vendite alle stelle e offerta sempre più insufficiente

Resta problematico nel capoluogo, come a Rovereto e nei comuni turistici delle valli, il tema della carenza di alloggi accessibili a tutte le tasche ed esigenze (in particolare per giovani e lavoratori/famiglie a basso reddito). I dati mostrano prezzi che continuano a salire ma stipendi fermi e domande di alloggi pubblici o a canone moderato molto superiori alle reali possibilità offerte.

Cosa manca per soddisfare l’esigenza abitativa nel comune di Trento? Lo abbiamo chiesto all’assessora comunale alla casa Giulia Casonato. “A Trento il tema della casa si articola su più livelli – risponde - Un primo elemento riguarda l’offerta pubblica, che non riesce a tenere il passo con la domanda. A fronte delle nuove richieste si riesce a soddisfarne circa il 10%, lasciando una quota significativa di bisogno senza risposta. Accanto a questo emerge con forza il problema dell’accesso al mercato privato. Sempre più nuclei rientrano nella cosiddetta

fascia grigia, esclusa dalle graduatorie pubbliche ma al tempo stesso in difficoltà a sostenere i canoni, anche a causa di un’offerta limitata. Su questo fronte pesa una crescente competizione tra diverse tipologie di domanda, in particolare quella studentesca, che in assenza di un numero adeguato di posti in studentato si riversa sul mercato privato aumentando la pressione. A ciò si aggiunge l’aumento degli affitti brevi, che sottraggono alloggi alla residenzialità. Uno studio di Nomisma stima in circa 5.000 gli alloggi sfitti in città, uno stock che va rimesso in circolo”. Tra le priorità dell’amministrazione vi è quindi innanzitutto “quella di smuovere il mercato privato” dice l’assessora. In questa direzione si inserisce l’adesione alla Fondazione Trentino Abitare, “che –dice - favorisce l’incontro fra proprietari e inquilini, offrendo garanzie a entrambe le parti.

Parallelamente sarà introdotto un incentivo comunale per favorire la locazione degli alloggi sfitti, attraverso

una riduzione dell’IMIS per chi destina all’affitto residenziale immobili inutilizzati o turistici”. Un secondo asse indicato è il rafforzamento del patrimonio pubblico, “potenziando le risorse per manutenzione straordinaria degli immobili comunali affidati a ITEA [che è in ritardo da anni nel riassegnare e ristrutturare quasi 1500 alloggi vuoti, ndr], con attenzione all’accessibilità”. Infine si proseguirà con progetti come l’intervento sulle ex Bellesini, dove sorgerà un ostello per lavoratori (che però riguarderà solo 16 posti e non prima di due anni), e l’acquisizione di Casa Sant’Angela. Sul fronte delle nuove costruzioni Casonato annuncia che il comune parteciperà al progetto RiUrb “per aumentare l’offerta abitativa in modo sostenibile”. Lo Sportello Casa è un gruppo di azione, supporto, monitoraggio nato dal basso nel 2022 in città. Tommaso Baldo, un attivista di riferimento, ci dice “i comuni dovrebbero essere protagonisti accanto alla Provincia, invece i due

comuni principali (Trento e Rovereto) in sostanza si limitano ad attuare le misure provinciali, sono fermi. Noi chiediamo che il comune di Trento apra un Tavolo sfratti, per dare soluzioni di emergenza nei casi concreti. Il Tavolo deve rassicurare anche i proprietari, per ricostruire la fiducia. Servirebbero anche,

Case ITEA, tra tutele e criticità: le nuove regole cambiano gli sfratti

Alcuni risultati delle lotte sociali per il diritto all’abitare, raccontati da Tommaso Baldo di Sportello Casa. Ecco il suo elenco: 1) Fine degli sfratti da alloggi ITEA a fine locazione d’urgenza (contratto di tre + due anni, in casi di sfratto o gravi condizioni di insalubrità abitativa). “Fino all’agosto 2023 dopo 5 anni c’era sfratto senza alternative, da allora (legge di assestamento di bilancio provinciale 9 agosto 2023) – dice - questi contratti in scadenza

sono rinnovati di anno in anno. È una soluzione provvisoria, va resa definitiva, così come va sanata la situazione di 5 famiglie il cui contratto d’urgenza è scaduto e che da anni resistono allo sfratto”. 2) Fine degli sfratti da alloggi ITEA per sforamento dello 0,34 dell’ICEF. “Queste persone (solitamente anziane o di mezz’età) erano sfrattate senza alternativa – ricorda - trovare alloggio per loro è spesso diff icile o impossibile. Ora questi sfratti sono sospesi ma i loro affitti sono alle

per incoraggiare i proprietari ad affittare fondi di compensazione per morosità incolpevole. “Servono inoltre centinaia di posti-alloggio per lavoratori - spiega - e alloggi di emergenza per famiglie in difficoltà”.

• Maddalena Di Tolla Deflorian

stelle, arrivano ad oltre la metà del loro reddito. Questa situazione va sanata”. 3) Introduzione dell’autorecupero, possibilità per gli inquilini di recuperare alloggi ITEA sistemandoli in proprio, “misura chiesta fin dalle nostre prime mobilitazioni, introdotta nel 2025, portando a recupero e assegnazione di circa 30 alloggi in tutta la Provincia”.

• (M.D.T.D.)

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L’edizione. Oltre 700 relatori tra Premi Nobel, ministri, accademici, economisti e imprenditori

IL CONTO ALLA ROVESCIA: CINQUE GIORNI TRA GEOPOLITICA E INNOVAZIONE

Apochi giorni dal Festival dell’Economia di Trento – che quest’anno durerà cinque giorni, dal 20 al 24 maggio – il percorso internazionale di “Road to Trento”, introduttivo della rassegna di eventi, ha già organizzato due incontri online dedicati alle prospettive di crescita delle imprese italiane nei mercati emergenti del Brasile e del Vietnam, offrendo un primo sguardo sui temi che saranno al centro del dibattito. Le videoconferenze, trasmesse direttamente da San Paolo e Hanoi, si sono tenute rispettivamente il 22 aprile e il 4 maggio. La prima videoconferenza, a tema “Italia-Brasile: nuove rotte per la crescita internazionale delle imprese” ha messo a confronto i sistemi economici dei due Paesi, valorizzando il potenziale dello Stato sudamericano per l’espansione delle imprese italiane in America Latina, anche alla luce dell’accordo tra Unione Europea e Mercosur. Si è prestato attenzione a come la comunità italiana a San

Paolo possa fare da ponte e mediare tra imprese e gente locale. Si è poi parlato di innovazione, sostenibilità, filiere produttive e dell’accesso ai mercati, con un particolare focus sugli strumenti operativi delle imprese. Sono stati poi analizzati i possibili scenari macroeconomici che coinvolgono i due mercati, con le relative opportunità di sviluppo nei rapporti bilaterali. Il secondo appuntamento, intitolato “Green & Digital nel manifatturiero: tecnologie italiane per la transizione in Vietnam” ha guardato al futuro del mercato vietnamita prestando attenzione ad una possibile transizione ecologica delle imprese e discutendo eventuali soluzioni per l’eff icienza energetica, l’uso sostenibile delle risorse e l’ottimizzazione dei processi produttivi. Il tutto mettendo in risalto l’impatto positivo che le tecnologie italiane possono avere su questo processo. Seguiranno cinque giorni dedicati al Festival dell’Economia, intitolato “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze

dei giovani”. L’evento ospiterà oltre settecento relatori, tra cui quattro Premi Nobel, sedici ministri, centoundici relatori del mondo accademico, trentacinque economisti, ottantasette rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee e più di trecento tra manager e imprenditori. Gli incontri verteranno sui principali scenari geopolitici attuali e su come le cinque Big Tech – Nvidia, Apple, Microsoft, Alphabet e Amazon –stiano ridefinendo le dinamiche del mercato. Si parlerà inoltre delle trasformazioni del mondo del lavoro e delle speranze che restano ai giovani in questo specifico periodo storico. Non mancherà poi la rubrica del “Fuori Festival 2026”, pensata per un pubblico ampio e trasversale, che offrirà alla cittadinanza l’opportunità di prender parte ad incontri, workshop, laboratori e momenti di confronto su varie tematiche economiche, scientifiche e culturali. Si parlerà inoltre di lavoro, ma anche di salute e benessere, attraverso iniziative rivolte

ai giovani e alle famiglie. Tra queste ci saranno la rassegna “Economie dei Territori”, dedicata alle imprese locali e alle realtà territoriali, gli “Incontri con l’autore”, con la presentazione di libri, e infine eventi serali con musica, spettacoli e momenti di comicità.

Tutte le informazioni dettagliate sugli ospiti, sui luoghi e gli orari degli appuntamenti sono disponibili sul sito uff iciale del Festival dell’Economia.

• Virginia Revolti

Comunità. Associazioni e cittadini insieme per vivere parchi, strade e spazi pubblici

CIRCOSCRIZIONE ATTIVA: A SAN GIUSEPPESANTA CHIARA CRESCE LA PARTECIPAZIONE

Fare da ponte tra i cittadini e l’amministrazione comunale, incentivando la partecipazione alle iniziative di quartiere e promuovendo un maggior presidio sul territorio urbano. È questo uno degli obiettivi della Circoscrizione San Giuseppe-Santa Chiara che, grazie all’impegno delle associazioni locali, riesce ad offrire agli abitanti del posto più occasioni d’incontro nel corso dell’anno.

Ce ne ha parlato il presidente della Circoscrizione Mariano Ferrari: “Organizzare eventi e dare la possibilità ai residenti di vivere gli spazi pubblici, che siano strade o parchi, è fondamentale per garantire una maggiore vivibilità del rione”. Nel mese di maggio, ad esempio, l’Auditorium di via Giusti ha ospitato un evento gestito in collaborazione con le forze dell’ordine dedicato alle truffe online e telefoniche.

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“Si tratta di un tema purtroppo sempre più attuale, che colpisce soprattutto le fasce più fragili” ha commentato Ferrari definendo l’incontro “un’opportunità per ricevere tutti gli strumenti utili a riconoscere l’inganno alla base di questi raggiri, anche in caso di diff icoltà”. Durante la bella stagione, sono diverse le attività che animeranno il parco Duca D’Aosta per il quale l’anno scorso è stato approvato un patto di collaborazione volto alla valorizzazione dell’area verde che coinvolge più realtà territoriali. Si organizzeranno eventi di vario tipo, rivolti ad un pubblico eterogeneo: dalla lettura di poesia e sedute di ginnastica dolce per gli anziani a momenti di aggregazione per bambini, ragazzi e giovani, come ad esempio il “Mercatino del Riuso”. Le realtà coinvolte sono le associazioni

“A.M.A. – Auto Mutuo Aiuto”, “De Gaspari Aps”, “Quartiere San Pio X”, “Auser Trento”; il Circolo pensionati e anziani San Giuseppe – San Pio X; la Cooperativa sociale Progetto 92 – Centro aperto Alisei; la Federazione Provinciale Scuole Materne di Trento; l’Istituto Comprensivo Trento 3; l’Istituto Nazionale Urbanistica – Sezione Trentino; la RSA “Beato de Tschiderer”; la Scuola Equiparata dell’infanzia P. Pedrotti O.D.V.; lo Studio d’Arte Andromeda; l’associazione WeInk Social Lab APS e il gruppo informale di cittadini denominato “Wivo i Casoni”.

Una delle iniziative protagoniste del mese di maggio – rivolta principalmente a bambini e ragazzi ma aperta a tutti – è la rassegna cinematografica in Sala Auditorium di via Giusti, che propone cinque incontri pomeridiani durante i quali verranno proiettati altrettanti film d’animazione. Gli eventi si terranno ogni sabato pomeriggio alle 15, dal 9 maggio al 6 giugno. Infine, Ferrari ha annunciato la possibilità di partecipare alle “passeggiate urbane” aperte alla cittadinanza organizzate dalla circoscrizione, che si presentano come

Una circoscrizione che punta sulle associazioni per tenere viva la comunità e animare il quartiere, nonostante la sua posizione periferica rispetto al centro storico di Trento. Così si presenta Villazzano nel racconto del suo presidente, Cristian Corradini: “Ogni realtà locale porta il proprio contributo per creare momenti di aggregazione per la cittadinanza come feste, incontri ed eventi artistici e culturali”. Uno degli enti più presenti sul territorio è l’“Associazione Tre Fontane”, che alterna momenti di animazione e di aiuto compiti per bambini e ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori. Nelle ultime settimane, sono state inserite alcune iniziative in programma per adulti e anziani come, ad esempio, gli incontri dedicati ai tornei di Burraco. Anche quest’anno, inoltre, l’ultimo fine settimana di maggio verrà proposta la Festa di Primavera: un evento dedicato alla bella stagione con musica, cibo ed appuntamenti sportivi. Un’altra associazione particolarmente attiva è “TeatroE”, che gestisce il teatro del posto preparando circa una settantina di eventi all’anno. “Nel mese di maggio, ad esempio, ci saranno quattro giorni di spettacoli dedicati

un’occasione per conoscere il territorio e fare comunità. Tutte le informazioni a riguardo sono disponibili sui principali canali informativi della circoscrizione. “Se siamo una circoscrizione molto attiva, lo dobbiamo soprattutto all’impegno delle associazioni locali” ha riconosciuto Ferrari rimarcando che ognuna di loro “opera in sinergia con il servizio welfare del Comune, ottimizzando risorse e contribuendo a rafforzare il tessuto sociale del quartiere”.

• Virginia Revolti

alla censura teatrale e cinematografica in occasione del Festival Tabù” ha spiegato Corradini invitando chiunque sia interessato a visitare il sito uff iciale e i canali social della circoscrizione per avere maggiori informazioni sulle date e sulle singole iniziative della rassegna. Accanto agli eventi più strutturati, l’ente di Villazzano porta avanti anche alcune tradizioni. “Ogni anno promuoviamo la festa dei coscritti, dedicata ai diciottenni del rione” ha raccontato il presidente ricordando che “quest’anno, l’8 maggio, sono state recuperate due annate”. Non mancano infine gli eventi dedicati ai più anziani. “Dal 2010 allestiamo la Festa dei Centenari e dei Sessantesimi anniversari di matrimonio. Ad ogni festeggiato regaliamo un piccolo omaggio e un buffet, per celebrare il traguardo raggiunto” ha raccontato Corradini. L’idea è dell’ex presidente Luigina Bazzanella che, assieme ad altre persone, sarà tra i festeggiati delle nozze di diamante.

QUARTIERI

TRA ASSOCIAZIONI E MOBILITÀ, POVO SI RACCONTA

Povo è una circoscrizione che sa di “paese”, fatta di spazi condivisi e associazioni che, in una realtà sempre più frenetica, riescono a mantenere vivo quel “senso di comunità” che altrimenti andrebbe perduto. In che modo? Organizzando eventi e avviando iniziative che coinvolgono la cittadinanza. È questa l’immagine del quartiere che emerge dalle parole di Emiliano Campisi, vicepresidente della circoscrizione, che ha raccontato a LaPiazza l’impatto che le realtà locali hanno sulla vita dei residenti. “Una delle opere più importanti che abbiamo realizzato negli ultimi anni è la Casa Sociale, uno spazio autogestito da più associazioni che svolgono diverse attività rivolte a persone di tutte le età” ha affermato Campisi indicando che si trova “all’ex centro civico, una struttura rimasta inutilizzata per diverso tempo e che, dopo la ristrutturazione, è stata restituita alla comunità”. Tra le realtà locali coinvolte ci sono Kaleidoscopio, che coinvolge bambini e ragazzi e si occupa della gestione amministrativa; Glow, che propone attività culturali e corsi di cucina; PovoSonica, che gestisce attività musicali; e Ginnastica Trento, che organizza attività sportive diurne e serali.

“La vera sfida è coinvolgere anche gli studenti universitari che, per ora, stanno ancora vivendo poco il territorio” ha aggiunto Campisi annunciando un’iniziativa che, al momento, è ancora in fase di progettazione e sviluppo: “Stiamo comunque collaborando con un circolo Arci locale per creare una piattaforma che raccolga tutti gli eventi del quartiere e li renda accessibili anche a loro. In questo modo, potrebbero essere più partecipi”. Come responsabile della Commissione “Transizione ecologica, mobilità sostenibile, valorizzazione del territorio e dell’agricoltura”, Campisi ha poi fornito un quadro generale sulla gestione degli spazi territoriali, segnalando delle problematiche relative all’eccessiva urbanizzazione.

“Negli anni a Povo è aumentato il numero di abitazioni, ma non di parcheggi. Questo ha provocato non pochi problemi di congestione del traff ico” ha spiegato. “Inoltre, con gli studenti universitari, il paese è sempre più frequentato, soprattutto nelle fasce orarie diurne. Questo,

talvolta, crea problemi di viabilità e sicurezza”. Tra le possibili soluzioni emerge l’ipotesi di una riprogettazione del territorio: “Si potrebbe puntare sulla realizzazione di percorsi ciclopedonali, ma prima è necessario rivedere i piani urbanistici e potenziare il trasporto pubblico”. Il tutto potrebbe inserirsi nell’ambito del progetto “Strade Sicure”, già avviato in altre circoscrizioni e in attesa di essere implementato anche a Povo: un paese che, tra spirito di comunità e nuove sfide urbane, dovrà trasformarsi mantenendo comunque la propria identità.

• Virgina Revolti

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Con “VillaBook” rinasce il legno del Vanoi

Una casetta con due ripiani, ante in plexiglas e un tetto a scandole, retta da un piedistallo sul quale poggiano un piccolo gufo e un topolino lettore. Il tutto scolpito con il legno di un larice centenario recuperato dai boschi del Vanoi, colpiti dalla tempesta Vaia. È questo l’aspetto di VillaBook, la nuova “casetta dei libri” di Villazzano realizzata dallo scultore Renzo Merler e inaugurata dall’Associazione Tre Fontane il 23 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del Libro. Collocato nel piazzale dell’associazione, in via Giordano 4, il nuovo bookcrossing point è oggi un punto di riferimento per tutti gli amanti della lettura: la casetta è aperta ad ogni ora e gli utenti possono prendere gratuitamente i libri sugli scaffali oppure donarne di propri. “La storia di VillaBook in realtà è iniziata nel 2021, quando un ragazzo di Villazzano ha realizzato una casetta dei libri per l’associazione e ha presentato il progetto all’esame di terza media” ha raccontato Giulia, una volontaria dell’Associazione Tre Fontane, alla redazione LaPiazza. “Dopo sei anni, si è reso necessario un intervento e così Renzo Merler, un artista del quartiere, ha ripreso il progetto originale dando vita ad una nuova costruzione”. L’associazione gestisce anche il Book Club, un gruppo di appassionati di lettura che ogni mese si incontra per commentare un libro a scelta e organizzare serate con autori del territorio. Per aderire o contribuire a questa o ad altre iniziative di volontariato, è sufficiente contattare le responsabili attraverso i canali social dell’Associazione Tre Fontane.

• (V.R.)

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INAUGURATA LA NUOVA “CASA DELL’ACQUA” IN PIAZZA

FIERA: EROGAZIONE GRATUITA DI NATURALE E FRIZZANTE

Grande successo a Trento per la nuova Casa dell’Acqua in piazza Fiera. L’impianto, che consente di prelevare gratuitamente acqua naturale e frizzante direttamente dalla rete idrica, è stato inaugurato dal sindaco, che ha sottolineato con tono informale il carattere condiviso dell’iniziativa, riconoscendo il ruolo di chi ne aveva sostenuto la proposta in consiglio comunale. Il progetto è stato infatti promosso da un consigliere di Fratelli d’Italia, che da anni spinge per l’installazione di distributori pubblici collegati all’acquedotto. L’idea è quella di offrire un servizio gratuito a residenti, studenti e turisti, riducendo l’uso delle bottigliette di plastica.

Secondo il promotore, questa prima installazione potrebbe essere solo l’inizio di una rete più ampia di punti di distribuzione, anche se dal Comune arrivano per ora posizioni più prudenti: non sono previste nuove installazioni immediate e la struttura è stata collocata in una zona strategica della città, frequentata e vicina a diversi istituti scolastici.

Il servizio non prevede alcun costo per chi riempie la borraccia, con la possibilità di scegliere tra acqua naturale e frizzante. Dietro la semplicità dell’utilizzo, però, c’è una struttura tecnologica che prevede filtri a carbone attivo, sistemi di pulizia e igienizzazione del punto di erogazione e illuminazione a led con sensori.

Il costo complessivo dell’impianto per il 2026 è stimato in 35 mila euro, tra acquisto, installazione e gestione iniziale, mentre dal 2027 la manutenzione ordinaria sarà pari a circa 6 mila euro l’anno.

Sul fronte ambientale, l’iniziativa viene letta come un possibile contributo alla riduzione della plastica monouso. L’obiettivo dichiarato è quello di diminuire il consumo di bottigliette, favorendo un accesso più diretto all’acqua pubblica.

La realizzazione è stata affidata a un’azienda con sede a Rovereto, che da anni opera nel settore delle cosiddette “Case dell’acqua” in Italia. Secondo quanto riferito, queste installazioni sono ormai diffuse in migliaia di comuni e hanno progressivamente cambiato funzione: nate per migliorare la qualità dell’acqua in alcune zone, oggi vengono viste anche come strumento di sensibilizzazione ambientale. Non mancano però le criticità. Le associazioni di categoria dei baristi

hanno segnalato possibili ricadute sulle vendite di acqua in bottiglia, parlando di una forma di concorrenza difficile in un momento già delicato per il settore. Dal Comune la risposta è stata più cauta, ridimensionando le preoccupazioni e sottolineando come la questione non rappresenti una priorità rispetto ad altre esigenze cittadine.

Secondo il promotore dell’iniziativa, invece, l’impatto sui consumi dei bar sarebbe limitato, perché l’utilizzo della Casa dell’acqua andrebbe a sostituire soprattutto piccoli acquisti già sporadici.

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Chiude il parcheggio di via Pilati: 150 posti in arrivo

Da lunedì 4 maggio ha chiuso il parcheggio nel cortile dell’ex carcere di via Pilati, con i suoi 69 stalli attivi da fine novembre 2023. L’area sarà infatti occupata dal cantiere per il nuovo Polo giudiziario, i cui lavori sono stati recentemente consegnati dalla Provincia autonoma. La perdita dei posti sarà temporanea: entro poco più di un mese è prevista l’apertura di un nuovo parcheggio pubblico nell’Hub intermodale di Lungadige Montegrappa, a breve distanza dal centro. La struttura, ormai completata, offrirà 150 posti auto e 11 per motocicli, più del doppio rispetto a via Pilati. L’inaugurazione è prevista per metà giugno, con data da definire in base all’attivazione dei sistemi di gestione, dalle casse automatiche ai dispositivi di accesso e segnalazione. Intanto è stato svelato anche il nome dell’Hub, intitolato a San Lorenzo, richiamo storico al vicino ponte e alla chiesa medievale, parte di un’antica abbazia benedettina. Un luogo segnato da trasformazioni nei secoli, tra funzioni religiose, militari e sanitarie, fino ai restauri del dopoguerra.

L’Hub San Lorenzo si inserisce in una visione più ampia di mobilità sostenibile, con potenziamento del trasporto pubblico, sviluppo della mobilità leggera e futura funivia per il Monte Bondone. Previsto anche un collegamento pedonale accessibile tra stazione ferroviaria e Hub, superando l’attuale separazione urbana.

• (P.B.)

Calcio. Un sistema virtuoso che unisce risultati sportivi e valorizzazione dei

talenti locali

UN’INCREDIBILE STAGIONE DA INCORNICIARE

PER IL SETTORE GIOVANILE

Nel calcio, solitamente, quando una società mostra una prima squadra solida, gran parte del merito va dato alla crescita del proprio settore giovanile. Ed il Trento, in tal senso, non è affatto un’eccezione. Se della formazione allenata da Tabbiani ne abbiamo parlato a più riprese, non deve passare

sottotraccia quanto fatto dalle cosiddette ‘Under’, le formazioni impegnate nell’attività agonistica, tutte andate a segno nei rispettivi campionati. E no, non s’intende che siano arrivate al gol, o meglio, non in questo caso, bensì che abbiano tutte ottenuto l’accesso alle fasi finali dei rispettivi campionati, dalla Primavera, passando per Under 17,

Under 16 ed Under 15.

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“Al di là dei risultati, ci sono tanti aspetti positivi sul quale porre l’accento in questa stagione” –esordisce così il Responsabile Settore Giovanile del Trento, Michele Saltori – “alcuni dei nostri giocatori sono stati convocati in nazionale, abbiamo aumentato la percezione della società e siamo diventati più attrattivi. Questo significa aver fatto un gran lavoro a tutto tondo, che verrà buono da qui in avanti per continuare a crescere. Uno degli aspetti su cui a me piace fermarmi è la valorizzazione del territorio: come società, abbiamo l’obiettivo di dar risalto alle risorse che orbitano in Trentino. Non sono certamente un caso Gabriele Calzà e Stefano Fedele, entrambi giocatori della Primavera che hanno fatto il proprio esordio in Serie C ed ora sono stabilmente nel gruppo della prima squadra”. Ed è proprio questo il segno tangibile di un lavoro scrupoloso che combina l’aspetto tecnico-tattico a quello umano: “Noi vogliamo crescere ragazzi, ancor prima che giocatori ed in questo, l’aspetto umano viene prima di tutto. Per far parte del nostro progetto, serve rispetto: delle regole, delle persone, della società. Non c’è talento tecnico che tenga, senza valori non

formula che appare come la ricetta vincente per il settore giovanile: un percorso intrapreso ad inizio stagione 2024/2025 e che già oggi sta dando ottimi frutti. E non è finita qui: “Per il futuro sarà importante mantenere un ambiente sereno, motivato e rispettoso. Punteremo a migliorare qualsiasi aspetto, non solo tecnico e di campo. Sui risultati

L’obiettivo è stato raggiunto, il Trento ha chiuso il campionato in quinta posizione, migliorando quanto di buono fatto la passata stagione. Si voleva, e si poteva, fare ancora di più in chiave classifica: nell’ultimo sanguinoso turno di regular season è successo di tutto, con quel terzo posto ad un passo. Ma, dopo alcuni giorni nel quale il rammarico regnava sovrano, le parole d’ordine non possono che essere state “Va bene così”. Si è visto finalmente un Trento proporre bel gioco, osannato da tutti, un’intensità da grande squadra e risultati che hanno reso storica l’intera annata. Eppure, in città non si è mai contenti: c’è sempre l’impressione che, ottenuto un risultato, ne debba per forza corrispondere un successivo di altrettanto, se non ancora maggior, valore. Lo stadio, eccezion fatta per alcuni rarissimi casi, non si riempie

sono altre aree su cui possiamo migliorare sempre più. Dobbiamo continuare ad essere il punto di riferimento per i nostri ragazzi: creare loro le giuste opportunità per far si che spicchino il volo nel mondo professionistico”.

mai a dovere: perché? È ciò che si chiedono un po’ tutti, addetti ai lavori e non. Trovare delle risposte plausibili non è affatto semplice: di fondo, c’è un amore che deve ancora sbocciare del tutto tra società e città. E ben s’intenda, si tratta di un discorso puramente unilaterale: per il club, infatti, e per il presidente Mauro Giacca con il suo direttivo, le dimostrazioni d’affetto verso la comunità e Trento, intesa come città, non sono mai mancate, talvolta anche a più riprese. Eppure, qualcosa non torna. C’è chi dice serva un’avversaria di rilievo per riempire le tribune del Briamasco, ma prestiamo attenzione: la passione per la propria squadra prescinde da qualsivoglia avversario capiti sulla via

• Nicolò Bortolotti
Michele Saltori

AQUILA TRENTO: TRE BATOSTE CONSECUTIVE CHIUDONO LE PORTE AI PLAYOFF

C’ era attesa, forse anche più del dovuto, attorno al finale di stagione della Dolomiti Energia Basket Trentino. Dopo mesi vissuti tra alti e bassi, l’idea era quella di vedere una squadra capace di cambiare passo nel momento decisivo. Invece, le speranze si sono lentamente dissolte, lasciando spazio a una delusione difficile da mascherare.

Già prima della pausa di febbraio il rendimento era stato altalenante, ma è alla ripresa che è arrivato il vero crollo. Non tanto nel gioco, rimasto sostanzialmente invariato, quanto nei risultati. I limiti si sono puntualmente ripresentati: una formazione che ha sempre espresso in campo poca identità, affidandosi troppe volte alle giocate dei singoli in fase offensiva invece che ad un gioco corale che a quanto pare in questi mesi non è stato sufficientemente sviluppato.

L’eliminazione ai quarti di Eurocup, dove Trento è andata ad un tiro da superare il Besiktas e dal raggiungere la semifinale europea, avrebbe potuto rappresentare una base su cui costruire il finale di

stagione. Al contrario, da quel momento l’Aquila ha smarrito definitivamente la rotta anche nel campionato italiano, dove la situazione era tutt’altro che tranquilla. Le ultime uscite hanno raccontato tutte la stessa storia: partite improvvisamente spezzate da parziali durissimi a favore degli avversari. Il 15-1 contro Tortona, il 16-0 subito con Reggio Emilia e il pesantissimo 24-0 incassato a Napoli sono fotografie di una squadra che, davanti alle diff icoltà, non ha trovato l’energia necessaria per poter reagire, finendo quindi per sciogliersi come neve al sole. Una formazione che in più riprese ha dimostrato di non avere l’orgoglio necessario per trovare la soluzione ai vari problemi che le si sono presentati davanti, sciogliendosi come neve al sole. Nel frattempo, la società bianconera ha anche annunciato che al termine di questa stagione il rapporto con coach Massimo Cancellieri verrà interrotto con un anno di anticipo. Una notizia che ha stupito pochi, sia per il lavoro non abbastanza convincente svolto dal tecnico

abruzzese sia perché i suoi rapporti con società e tifoseria non sono mai stati dei migliori. Per il futuro il profilo di allenatore che sembra più probabile è quello di Alessandro Rossi, l’ultima stagione alla guida di Treviso. Ora Trento si giocherà le ultime speranze playoff andando a Udine e poi chiuderà in casa contro l’Olimpia

Milano. Anche in caso di un due su due in questi match (che già sembra cosa piuttosto improbabile) Trento dovrebbe sperare in risultati favorevoli negli altri incontri. Per una squadra che non è mai riuscita a trovare continuità, il traguardo sembra ormai lontano. Sarebbe forse meglio festeggiare quella che è una

salvezza tranquilla, che in fin dei conti è stato l’obiettivo dichiarato dal club di via Adalberto Libera sin dall’inizio della stagione.

QUATTRO GIORNI DI INCLUSIONE: IL SUCCESSO DEI VOLUNTEER DAYS 2026

Grande partecipazione, entusiasmo e tanta voglia di mettersi in gioco: i Volunteer Days 2026 si sono rivelati un vero successo, trasformando quattro giornate in un’ondata di solidarietà che ha coinvolto l’intero territorio. Per l’occasione, giocatori e staff della Dolomiti Energia Basket Trentino hanno lasciato il parquet per scendere in campo in un’altra partita, quella più importante: stare accanto alla comunità, aff iancando

volontari e associazioni locali. I Volunteer Days sono giornate dedicate al servizio degli altri, in cui lo sport diventa strumento di inclusione e vicinanza. I bianconeri hanno collaborato con tante realtà diverse tra associazioni e società cooperative (nella foto Matas Jogela con i ragazzi di Cooperativa GSH), mettendosi a disposizione in vari contesti. Dagli allenamenti di basket inclusivo ai laboratori artistici, dalla preparazione di spese solidali alle visite in ospedale

per donare un sorriso a bambini e pazienti, fino alle attività nei centri educativi: ogni gesto ha contribuito a creare un legame autentico con il territorio. Un’esperienza che va oltre al mero volontariato: è un modo concreto per fare squadra anche fuori dal campo, rafforzare il senso di comunità e dimostrare che lo sport, quando incontra le persone, può davvero fare la differenza.

• (L.D.)

• Luca Dapic
Matas Jogela si è allenato insieme ai ragazzi di Cooperativa GSH a Sporminore
Khalif Battle in azione contro Tortona, @Daniele Montigiani di Aquila Basket

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La successione. I movimenti nel centrodestra lasciano intravedere una fase politica nuova

PER IL DOPO FUGATTI EMERGONO NUOVI NOMI E VECCHIE RUGGINI

Cosa resterà di questi anni di Marizio Fugatti? E’ quasi ora di chiederselo per capire chi sarà il successore dell’incandidabile leader della Provincia autonoma che sotto la guida del governatore leghista è diventata sempre di più modello in Italia per eff icienza e qualità della vita.

Probabilmente è questo il grande successo di dieci anni a trazione fugattiana: aver continuato a spingere sull’acceleratore di una Provincia che già andava a meraviglia e che non ha perso un colpo.

Chi arriverà? Per capire che tempo farà è buona norma guardare che tempo ha fatto nelle ultime giornate. E negli ultimi due anni sulla testa del centrodestra trentino ha piovuto tantissimo. A partire dal maggio 2025 quando ci fu l’apertura di una crepa nella maggioranza trentina che rischia di essere poi la madre di tutte le battaglie intestine: Francesca Gerosa ci rimise ila vice presidenza e da quella volta Fratelli d’Italia diventò, per quanto possibile data la corazza più che coriacea di Fugatti, coltelli d’Italia.

Contemporaneamente la vice presidenza data ad Achille Spinelli ha reso più solida la compagine,

dato lo standing di un vice presidente che ha saputo tessere relazioni e sopire le tensioni. Francesca Gerosa è stata un bersaglio preferito dagli strali dell’opposizione su temi tutto sommato marginali, che affondano le proprie

Dieci anni di Fugatti hanno consolidato il Trentino, ma ora si apre il dopo: successione incerta e centrodestra tra tensioni e nuovi equilibri

radici più sull’ideologia figlia del ‘900 che su una vera critica oggettiva su ciò che si poteva fare ma che non si è fatto.

Perchè poi in questi anni Maurizio Fugatti ha appaltato e coordinato al meglio tutto l’ap-

paltabile e il coordinabile. Rimane il neo di un organico del settore sanitario che non brilla per numerosità ed età media degli addetti, ma ci si può sempre consolare guardando i confinanti Veneto e Lombardia che certo non stanno meglio su questo versante che è una sfida generazionale e livello nazionale.

E per il futuro? Mancano due anni. Che in politica è dopodomani. Ed allora pioverà o ci sarà il sole?

Il sole potrebbe splendere in fronte ad Achille Spinelli, forte appunto della vice presidenza, anche se essere vice non porta sempre fortuna. Sembrano calare le quotazioni di Giulia Zanotelli, di cui si era fatto un gran parlare in passato come papabile prima presidente della Provincia autonoma. Carta che non appare abbastanza pesante da giocarsi anche per Francesca Gerosa, a meno che da Roma non ci si volesse giocare uno strappo clamoroso contrapponendo FdI contro la Lega. Come sempre accade, figurarsi poi in politica, si profila robusta un’altra ipotesi: quella della carta Mattia Gottardi in tandem nazionale con Flavio Tosi, potentissimo europarlamentare di Forza Italia (già assessore leghista prima di

un sanguinoso muro contro muro con Matteo Salvini che costò all’ex sindaco di Verona l’espulsione dalla Lega).

Una incollatura Forza/Fratelli d’Italia col tandem Gottardi/Gerosa, si badi bene, in quest’ordine, che potrebbe turbare i sogni a qualsiasi successore di Fugatti, e forse favorire una candidatura forte, per la prima volta in questo secolo in una Provincia contendibile per il centro sinistra magari di Franco Ianeselli. Anche l’alternativa Gottardi/Zanotelli ci sentiamo di ipotizzare. Per poi portare al primo sondaggio utile appunto alla candidatura forte dell’uomo di centro più presente in profondità ed in termini di tempo nei gangli fodamentali del tessuto trentino. Sarà lui il dopo Fugatti? Appare molto più che una eventualità in questo momento.

Intanto l’unico che può stare tranquillo è proprio Maurizio Fugatti. Mal che gli vada dovrà aspettare di vedere un qualche parlamentare eletto a Roma nel 2017 essere nominato assessore per poi partecipare a delle trionfali elezioni suppletive.

• Alberto Gottardo

Aeroporto. Snodo chiave per mobilità alpina e grandi eventi internazionali

GOTTARDI: CATULLO RIFATTO, ORA È LA PORTA DEL NORD EST

Si chiude senza ritardi e senza fermare i voli il cantiere che ha ridisegnato il volto dell’aeroporto di Verona-Villafranca. Con la fine del progetto “Romeo”, il Catullo compie un salto di qualità destinato a pesare sull’intero sistema dei trasporti del Nord Est e, in particolare, sui collegamenti del Trentino. L’assessore provinciale Mattia Gottardi parla di “traguardo strategico” e lega direttamente l’intervento alla capacità del territorio di competere su turismo, impresa e attrattività internazionale. Il nuovo terminal, ampliato e modernizzato, punta infatti a migliorare flussi, servizi e standard di sicurezza, raff orzando la

connessione con i principali hub nazionali ed europei. I numeri raccontano la portata dell’opera: l’area partenze passa da 24.840 a 36.370 metri quadrati, a cui si aggiungono oltre 10.000 metri quadrati riqualificati. L’investimento supera i 90 milioni di euro e introduce soluzioni orientate alla sostenibilità, al risparmio energetico e alla riduzione dei costi di manutenzione. Un intervento complesso, gestito mantenendo sempre operativo lo scalo. Il nuovo terminal è già parte della macchina organizzativa delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026, appuntamento che metterà sotto pressione infrastrutture

e mobilità dell’intero arco alpino. In questo quadro, il Catullo si candida a essere uno snodo decisivo. Partecipato al 14,24% dalla Provincia autonoma di Trento e inserito nel Polo aeroportuale del Nord Est, lo scalo ha chiuso il 2025 con quattro milioni di passeggeri, il dato più alto di sempre. Oggi può contare su 11.000 metri quadrati aperti al pubblico, 2.450 destinati al commercio, oltre 4.000 per servizi tecnici e più di 3.500 di superfici vetrate. Un’infrastruttura che alza l’asticella e ridisegna gli equilibri della mobilità nel Nord Est

• (V.M.)

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PROVINCIA

GEROSA: SCUOLA, CULTURA E AUTONOMIA. “AVANTI CON COERENZA”

Istruzione, cultura, giovani e pari opportunità: deleghe chiave per il futuro del Trentino, ancora più strategiche in un territorio a statuto speciale. L’assessore provinciale Francesca Gerosa parte da qui per tracciare un bilancio dell’azione amministrativa: “Operiamo nel cuore della comunità, accompagnando la crescita dei ragazzi. La scuola è il primo investimento e stiamo lavorando su innovazione didattica e formazione dei docenti”.

Il nodo più rilevante è il disegno di legge sul recupero delle carenze. “Oggi gli studenti possono accumulare lacune e andare avanti senza un reale recupero. Vogliamo responsabilizzarli e intervenire subito”, spiega. Il provvedimento punta su personalizzazione e individualizzazione, con una valutazione più formativa: “Non conta solo il risultato finale, ma il percorso. Le difficoltà devono essere affrontate nel momento in cui emergono”. Il ruolo del consiglio di classe diventa centrale, con una presa in carico collegiale e continua, per evitare che le criticità si trascinino

negli anni successivi.

Il cambio di paradigma ha generato polemiche. Gerosa le ridimensiona: “Quando si interviene sulla scuola le resistenze sono inevitabili. Ma abbiamo avviato un confronto con docenti, dirigenti e sindacati, recependo osservazioni e predisponendo emendamenti”. Respinte le accuse, anche quelle del consigliere Filippo Degasperi: “Non è vero che la scuola resterà aperta dodici mesi: ogni istituto deciderà in autonomia. E nel testo non esiste alcuna valutazione standardizzata, anche se sono favorevole a criteri più equi”. Secondo l’assessore, molte critiche “ripropongono sempre gli stessi argomenti, senza entrare nel merito delle innovazioni”. Accanto alla scuola, la cultura resta un asse portante. “Il Trentino vive grazie a una rete diffusa di associazioni culturali che sosteniamo con risorse raff orzate in questa legislatura. È un investimento sulla qualità della vita e sull’identità del territorio”. Un comparto che, sottolinea, contribuisce anche all’attrattività e alla coesione sociale.

Sul fronte delle pari opportunità, è in arrivo un nuovo bando. “Non parlo di parità ma di opportunità. Non siamo tutti uguali e le donne aff rontano ancora carichi maggiori, soprattutto nella cura familiare. Dobbiamo creare condizioni concrete perché ciascuno possa costruire il proprio progetto di vita”. Un percorso che passa da un cambiamento culturale: “Ai ragazzi dico sempre: voi valete. Credere in sé stessi è il primo passo per non subire imposizioni”. Il tema, insiste, è proprio culturale e richiede tempo: “Non basta una norma, serve un’evoluzione nell’approccio delle persone e della società”. Da qui la scelta di aff iancare agli strumenti normativi anche azioni di sensibilizzazione e progetti educativi. Infine, il capitolo politico. Dopo mesi di tensioni, Gerosa rivendica la propria linea: “Rappresento una comunità politica, non me stessa. Non svendiamo la fiducia ricevuta”. Una posizione che le è costata la vicepresidenza della Provincia autonoma di Trento, ma che difende: “Se la coerenza

“UNITI ALLE ELEZIONI, BASTA POLEMICHE”

Verso le prossime scadenze elettorali, l’assessore e presidente trentina di Fratelli d’Italia, Francesca Gerosa, indica una linea chiara: raff orzare il radicamento sul territorio e arrivare compatti agli appuntamenti politici. “Stiamo costruendo una forza capillare, capace di fare rete tra territori e istituzioni e di trasformare le proposte in azioni concrete”, afferma. L’orizzonte immediato è quello delle elezioni politiche, previste indicativamente per il 2027, mentre sulle provinciali l’as-

sessore invita a frenare: “Siamo a metà mandato, parlarne continuamente non ha senso. Quando sarà il momento, ogni forza politica farà le proprie scelte e si troverà una sintesi”. Un richiamo anche alla responsabilità della classe dirigente nel mantenere stabilità e visione. Gerosa respinge le letture di una maggioranza divisa: “Il centrodestra sarà unito sia alle politiche che alle provinciali. Gli attriti possono esserci, ma contano gli obiettivi comuni e le risposte al territorio”. Un passaggio anche sull’autonomia: “Si-

ha un prezzo, lo pago con convinzione”. Sui rapporti in maggioranza: “Gli scontri sui temi sono normali e anche utili. Una maggioranza che si appiattisce non ha futuro. Il problema è quando il confronto esce dalle sedi istituzionali e finisce sulla stampa”.

amo una forza nazionale, ma in Trentino lavoriamo per difendere e rafforzare le prerogative locali, come dimostra il percorso di riforma dello Statuto”. Infine, una stoccata alle polemiche: “Chi cerca divisioni dovrebbe guardare al lavoro quotidiano della giunta. I trentini lo vedono e lo riconoscono”. Un messaggio che punta a riportare il confronto su contenuti e risultati concreti.

E conclude: “Noi continuiamo a lavorare con costanza, sul territorio. È lì che troviamo il vero riscontro dei cittadini e la misura concreta del lavoro svolto”.

Francesca Gerosa
• (V.M.)
• Valeria Marcato

VANESSA CATTOI: ENERGIA, SICUREZZA E AUTONOMIA AL CENTRO

La parlamentare trentina Vanessa Cattoi, esponente della Lega, segue da anni in Parlamento i dossier legati a economia, sicurezza e autonomia, mantenendo un filo diretto con il territorio. Con La Piazza di Trento fa il punto sulle principali sfide che riguardano il Trentino, tra caro energia, sostegno alle imprese e grandi opere.

Sul fronte dei rincari energetici, Cattoi rivendica l’azione coordinata tra Governo e Provincia: “Le misure hanno avuto un obiettivo chiaro: contenere l’impatto dell’aumento dei costi su famiglie e imprese”. Il riferimento è al decreto bollette, che “rafforza i bonus sociali, amplia i crediti d’imposta per le imprese energivore e interviene sugli oneri di sistema”, mentre a livello locale “Trento ha aff iancato queste misure con strumenti propri”. La sfida, sottolinea, resta quella di dare continuità agli interventi: “Ora è fondamentale consolidare questi risultati”.

Un tema strettamente collegato è quello del sostegno al tessuto produttivo. Per la deputata le leve decisive sono quelle che incidono sulla competitività: “Riduzione del cuneo fiscale, incentivi agli investimenti

e sostegno alla transizione digitale ed energetica”. Strumenti che, a suo avviso, stanno già dando eff etti: “Il sistema delle piccole e medie imprese trentine sta beneficiando di queste misure, anche grazie alla capacità

Telemedicina, un passo avanti per pazienti oncologici

Il via libera all’emendamento al decreto PNRR su telemonitoraggio e teleconsulto segna, secondo Vanessa Cattoi, un passaggio rilevante per la sanità, soprattutto in territori complessi come quello trentino. L’obiettivo è rafforzare la presa in carico dei pazienti oncologici attraverso strumenti capaci di ridurre spostamenti e tempi di attesa, migliorando l’accesso alle cure. “È un risultato importante, perché introduce strumenti concreti per migliorare la presa in carico dei pazienti

di intercettare le risorse del PNRR”. Ma il passaggio chiave resta politico e amministrativo: “Serve garantire continuità e semplificazione”.

Sul capitolo sicurezza, tema sempre più centrale anche a livello locale, Cattoi insiste sulla necessità di raff orzare gli strumenti operativi: “Puntiamo sulla prevenzione e sul presidio del territorio, non solo sulla repressione”.

Il nuovo decreto sicurezza introduce novità come “il fermo preventivo di 12 ore per i disordini e l’ampliamento dell’arresto in flagranza differita”, misure che secondo la parlamentare devono tradursi in un’applicazione concreta anche in Trentino. “Per riportare sicurezza serve un lavoro coordinato tra forze dell’ordine, istituzioni e cittadini, anche attraverso il controllo di vicinato”. Sulle infrastrutture, il confronto si concentra sul bypass ferroviario di Trento. Cattoi non mette in discussione la realizzazione dell’opera, ma pone condizioni precise: “È un’infrastruttura

oncologici”, sottolinea la deputata, evidenziando come “telemonitoraggio e teleconsulto significano una sanità più vicina alle persone”. Un aspetto particolarmente rilevante nelle aree montane.

Il provvedimento, di cui Cattoi è prima firmataria, nasce dal lavoro condiviso dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un Impegno contro il Cancro”. “I malati oncologici potranno effettuare controlli e consulenze direttamente presso le strutture che hanno attivato la

strategica che deve garantire massima trasparenza e sicurezza”. Le preoccupazioni dei cittadini, aggiunge, “vanno aff rontate con dati, monitoraggi indipendenti e controlli rigorosi, soprattutto sul piano ambientale e sanitario”. Il punto è costruire fiducia: “Le opere si fanno bene quando c’è chiarezza, partecipazione e garanzie concrete”. Infine, il nodo dell’autonomia. Cattoi respinge l’idea di un ridimensionamento delle competenze locali: “L’autonomia del Trentino è un valore costituzionale che va raff orzato, non compresso”. Il percorso di riforma dello Statuto, spiega, punta a “chiarire le competenze, ridurre i contenziosi e adattarle alle esigenze attuali dei territori”. Un lavoro che definisce “condiviso” e che mira a consolidare il modello autonomistico, considerato “non solo un asset istituzionale, ma anche una responsabilità verso i cittadini”.

telemedicina, evitando viaggi frequenti e stressanti”, spiega.

In un Paese che registra circa 390 mila nuove diagnosi ogni anno, la misura si inserisce in un percorso di innovazione più ampio. “La telemedicina non può sostituire il rapporto diretto medico-paziente, ma può fare davvero la differenza nella vita quotidiana di tanti malati oncologici”.

• (V.M.)

• Valeria Marcato
Vanessa Cattoi
In una frizzante giornata di Aprile, la tranquillissima

e

democratica Trento, si destò dalla pennichella pomeridiana a suon di spari provenienti da Corso tre novembre.

Oibò’, pensò tra sé, che sarà mai? Troppo presto per festeggiare la promozione in serie B del Calcio Trento, troppo tardi per essere i botti di Carnevale. Che sia quel “rebuf” di Kaswalder che alla testa di un manipolo di Shutzen si sta dirigendo verso il commissariato del governo per un colpo di mano al grido di Ein Tirol? Niente di tutto questo, solo un banalissimo regolamento di conti tra due albanesi e due tunisini in un’edicola. Una sciocchezza insomma, cose ormai consuete anche nella sonnolenta e paciosa Trento.

Il Ministro dell’interno Piantedosi, chiamato in causa, rispose al Sindaco di “arrangiarsi con mezzi propri” come fece il ragionier Fantozzi nella mitica trasferta ad Ortisei. Fu proprio in quel momento che a Francisco Franco venne un’idea meravigliosa quanto perfida…Convocare il Consiglio comunale d’urgenza, dichiarare lo stato d’assedio della città ed attribuirsi pieni poteri. Detto e fatto, la maggioranza vota compatta a cui si aggiunge il voto del consigliere di FdI Pino Urbani, che sentendo parlare di guerriglia non poté esimersi dall’essere della partita. Francisco Franco, con eskimo di ordinanza e cappello militare dell’Armata Rossa in testa, prende in mano le operazioni militari, sale sulla torre Civica di Piazza Duomo, fa ammainare la bandiera della

città e issa orgogliosamente il vessillo, ovviamente rosso, dell’Unione Socialista Trentina. Vessillo confezionato a mano ancora dai tempi del Liceo dalla consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri, che da tempo lo teneva nel cassetto per il giorno della vittoria della rivoluzione.

Ora Ianeselli coi pieni poteri può essere se stesso, ovvero, il “comandante Franco”, un mix perfetto tra Che Guevara,Giuseppe Stalin,Alvaro Vitali e Kim Jong-un. Non dove più vestire i panni dell’amico del mondo Cattolico e sorbirsi le messe domenicali con le omelie politicamente corrette dell’amico Lauro.

Non deve più far finta di essere a proprio agio alle riunioni degli Alpini, men che meno muoversi dal salotto buono della città per recarsi in quelle scomode e arretrate valli del Trentino che tanto

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lo annoiano ma che lo fanno ammattire in vista delle elezioni provinciali del ‘28. Bloccare quegli stramaledetti valligiani da sempre fedeli a Fugatti e la sua banda, questo è il piano di Franceschiello Franco! La strategia è molto ben articolata, a Nord di Trento presidierà il fronte il fedelissimo Luca Paolazzi, borgomastro di Lavis in quota “ufficio sinistri”, che cercherà di fermare l’avanzata delle legioni Nonese di Giulia Zanotelli. Il Caporale di giornata Filippo Degasperi, arruolato all’uopo, si occuperà degli ostici e mai domi Cembrani, Pinaitri e Mocheni. Compito ingrato per il veterinario “de Civezan”, alias Michele Dallapiccola, che dalla galleria dei Krozi sorveglierà i Valsuganotti. Al “Bus de Vela” i bravi ragazzi del centro Bruno faranno da scudo alle furbissime armate delle Giudicarie e Rendena di

quei due autentici satanassi di Failoni e Gottardi. Sul fronte meridionale ci si dovrà inventare qualcosa visto che il buon Valduga non ha nessuna intenzione di muovere paglia per Franceschiello Ianeselli, in modo tale da rendergli la pariglia del “non aiuto” ricevuto nel ‘23 quando candidò Presidente. Il comandante Franco, non si scompone, confida nell’aiuto del padre nobile Lorenzo fu principe Dellai, gli amici della Cgil e della sempre clementissima stampa locale. Ora dall’alto degli altoparlanti della Torre Civica escono le allegre note di “tutta mia la città” dell’Equipe 84, Francisco Franco alza il pugno chiuso al cielo e grida: no pasaran! Hasta la polenta siempre!

• Giorgio Gazér

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PROVINCIA

SANITÀ IN TILT A TRENTO: SISTEMA FRAGILE E RESPONSABILITÀ SFUGGENTI

Il blocco informatico che ha paralizzato i pronto soccorso trentini per una notte non può essere archiviato come un semplice guasto tecnico. È il segnale di una fragilità più ampia, che riguarda l’organizzazione del sistema sanitario e la gestione della sua trasformazione digitale. In quelle ore l’emergenza ha retto solo in parte: i codici rossi sono stati gestiti, mentre i codici bianchi sono stati in larga misura respinti. Una scelta inevitabile, ma che mette in evidenza una dipendenza totale dai sistemi informatici, senza che esistano – o funzionino davvero – alternative eff icaci. Quando il software si è fermato, si è fermata anche una parte dell’assistenza.

Il punto non è la tecnologia in sé, ma come viene introdotta. Un sistema che va in blocco in modo così esteso solleva interrogativi sulla fase di test, sulla gestione del passaggio al nuovo gestionale e sulla reale tenuta dei piani di emergenza. In altre parole: il sistema era pronto a funzionare anche senza il digitale?

Le risposte istituzionali, fin qui, non convincono. L’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trento ha

parlato di verifiche in corso, indicando nel fornitore del software la possibile origine del problema. Una linea che rischia di trasformarsi in uno scaricabarile, lasciando in secondo piano il ruolo di controllo e validazione che spetta alla struttura pubblica. Anche l’intervento dell’assessore provinciale Mario Tonina si è fermato

Confcommercio Trentino,

Giovanni Bort resta alla guida di Confcommercio Trentino. La Giunta dell’associazione, riunita nella sede di via Solteri a Trento, ha rinnovato la fiducia al presidente uscente con una votazione all’unanimità, confermando così la continuità alla guida di una delle principali organizzazioni di rappresentanza del territorio. Nel corso della stessa seduta sono stati definiti anche gli altri incarichi del nuovo vertice: Massimo Piffer sarà vicepresidente con funzioni vicarie, affiancato dai vicepresidenti Giorgio Buratti e Paolo Mondini. Emanuele Bonafini ricoprirà il ruolo di amministratore, mentre Mario Oss sarà assistente del presidente. A questi si aggiunge, di diritto, Marco Fontanari, presidente della sezione autonoma di Rovereto e Vallagarina. Nel suo intervento introduttivo, Bort ha delineato un quadro economico ancora complesso, sottolineando come i segnali di ripresa restino deboli sia a livello locale sia internazionale. Le imprese, ha evidenziato, continuano a operare in un contesto appesantito da

alle scuse. Un passaggio necessario, ma non sufficiente rispetto alla gravità dell’accaduto. Perché non si tratta solo di disagi, ma di una riduzione concreta di un servizio essenziale. Dal fronte sindacale, intanto, arrivano critiche nette. Il Nursing Up ha sottolineato come, ancora una volta, siano stati gli operatori a farsi carico delle

una burocrazia soffocante, capace di frenare lo sviluppo e rendere più diff icile la crescita. Proprio per questo, secondo il presidente, il ruolo delle associazioni di categoria diventa ancora più strategico, chiamato a colmare spazi non presidiati e a promuovere progettualità e visione di lungo periodo. Bort ha inoltre richiamato l’atteggiamento tipico degli imprenditori, spesso orientati a minimizzare i risultati raggiunti per mantenere alta la tensione verso il miglioramento. Un approccio utile, ma che non deve impedire di riconoscere i traguardi ottenuti anche in anni diff icili. In questo senso ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto da Confcommercio Trentino, evidenziando come l’associazione sia cresciuta in termini di rappresentanza e capacità di incidere sulle dinamiche economiche del territorio. La Giunta che affiancherà il presidente è composta da Enzo Bassetti, Gianfranco Bazzocco, Emanuele Bonafini, Giovanni Bort, Giorgio Buratti, Piera Casagrande, Carlo Casari, Roberto

conseguenze di un sistema che non regge: medici e infermieri costretti a riorganizzare le attività in tempo reale, con un carico di responsabilità crescente. Ancora più esplicita la posizione della Cisl, che ha parlato di necessità di una presa di responsabilità chiara dopo il blackout, chiedendo che non si minimizzi l’accaduto e che si

intervenga con misure concrete per evitare il ripetersi di episodi simili. Il tema, dunque, non è circoscritto a una notte storta. Riguarda il modello di sanità che si sta costruendo. La digitalizzazione è un passaggio inevitabile, ma senza test rigorosi, sistemi di backup realmente operativi e controlli indipendenti rischia di diventare un punto di debolezza. E a pagare sono, come sempre, i cittadini e il personale.

Resta poi il nodo della trasparenza. Dichiarazioni generiche e tempi lunghi nelle spiegazioni non aiutano a ricostruire la fiducia. I cittadini hanno diritto di sapere cosa è accaduto, perché è accaduto e quali garanzie saranno introdotte. Non basta indicare un responsabile esterno: serve dimostrare che il sistema pubblico è in grado di prevenire, controllare e intervenire.

Perché se quella notte il sistema ha retto sui casi più gravi, è altrettanto vero che ha mostrato una crepa evidente. E ignorarla, o ridimensionarla, significherebbe accettare che possa accadere di nuovo.

• Valeria Marcato

Failoni, Marco Fontanari, Paolo Mondini, Mario Oss, Luca Palmieri, Massimo Piff er, Mariano Saltori, Giuliana Savoia, Sebastiano Sontacchi, Livio Valentini e Aurelio Veneri. Completano l’assetto istituzionale il collegio dei revisori dei conti, presieduto da Lorenzo Saiani con Gianni Gravante e Fabio Poletti, e il collegio dei probiviri guidato da Pieralberto Trovatelli insieme

a Massimo Amadori e Nicola Benvenuto. Un’organizzazione che, nelle intenzioni della presidenza, dovrà continuare a rappresentare un punto di riferimento per le imprese in una fase ancora segnata da incertezza e trasformazioni profonde. • (V.M.)

PROVINCIA

L’accusa. Il capogruppo del PD: “risorse bloccate, nessun piano industriale e rischio caos politico”

MANICA ATTACCA: “ECONOMIA FERMA E POLITICA PIEGATA A FUGATTI”

Un Trentino fermo, con risorse congelate e senza una visione industriale, mentre la politica rischia di piegarsi alle ambizioni personali. È una lettura netta quella di Alessio Manica, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio provinciale, che nell’intervista affronta i principali nodi economici e politici del territorio.

Sul fronte economico, Manica parte da un dato: “La crescente diff icoltà del sistema produttivo è evidente, anche dall’aumento delle ore di cassa integrazione”. Da qui la richiesta di misure urgenti alla Giunta, ma soprattutto una critica precisa: “È vero che il contenimento dei prezzi delle materie prime è competenza dello Stato, ma la Provincia ha risorse importanti e può intervenire per abbattere alcuni costi di chi produce”. Il riferimento è ai fondi accantonati: “Parliamo di oltre 4 miliardi di euro

oggi congelati, senza una destinazione chiara”.

Le proposte guardano a interventi mirati: sostegni per carburanti e materie prime in agricoltura, ma anche una strategia più ampia per l’industria. “Siamo in un imperdonabile ritardo sul Piano industriale, che va costruito con imprese e parti sociali. Non possiamo limitarci a rattoppi”. Accanto a questo, la questione energetica e la necessità di un monitoraggio continuo: “Non possiamo aspettare che l’emergenza ci travolga”.

Sul tema sicurezza, il capogruppo dem invita a evitare semplificazioni: “Non esiste un’emergenza sicurezza in Trentino”. Piuttosto, serve un approccio integrato: “La sicurezza va aff rontata anche sul piano sociale ed economico, non solo con logiche securitarie”. E aggiunge: “Le sirene allarmistiche accese per interesse elettorale non aiutano”. Un distinguo

La corsa alla guida della Federazione Trentina della Cooperazione entra nel vivo con due candidature ufficiali e l’avvio dei convegni di settore. Scaduto il termine per la presentazione, a contendersi la presidenza sono Roberto Simoni, presidente uscente, e Renato Dalpalù, attuale numero uno del Consorzio Sait. Entrambi hanno depositato le candidature nel rispetto dei requisiti statutari, sostenuti da un numero adeguato di soci e rappresentativi di più comparti del sistema cooperativo. Il percorso che porterà all’Assemblea elettiva del 12 giugno prosegue ora con una fase decisiva. Nel mese di maggio

si terranno infatti i convegni di settore, passaggio chiave per individuare i componenti del futuro CdA. In totale saranno assegnati 19 seggi espressione dei diversi ambiti – dal credito cooperativo alla cooperazione agricola, passando per consumo, sociale e servizi – ai quali potranno aggiungersi fino a due ulteriori nomine proposte dal Consiglio. Il nuovo organismo potrà così arrivare a 21 consiglieri, oltre al presidente. L’Assemblea del 12 giugno, in programma a Trento, rappresenterà il momento conclusivo del rinnovo degli organi. Fino a quella data sarà ancora possibile presentare

Infine, il capitolo sulle regole elettorali. Dopo il fallimento del terzo mandato, l’ipotesi di nuove modifiche viene definita una “forzatura”. Manica non usa mezzi termini: “Se qualcuno, a partire dal vicepresidente Achille Spinelli, porterà in aula un intervento per sistemare Fugatti a Roma, l’opposizione sarà durissima”. Fino all’ostruzionismo: “Le istituzioni non possono essere piegate a uso personale”.

Il quadro che emerge è quello di una legislatura bloccata, tra risorse inutilizzate e tensioni politiche crescenti. E per l’opposizione, la partita si giocherà proprio qui: sulla capacità di smascherare, come dice Manica, “l’utilizzo personale delle istituzioni” e riportare al centro il governo del

Sul piano dei profili, la sfida oppone due figure con lunga esperienza nel sistema cooperativo. Simoni, commercialista, è al termine del secondo mandato alla guida della Federazione ed è anche vicepresidente vicario di Federcasse. Dalpalù, anch’egli commercialista, guida Sait ed è presidente di Fincoop, con un percorso che lo ha visto impegnato anche negli organi della stessa Federazione.

• (P.B.)

SCONTRINO DIGITALE

Federazione, sfida a due per la presidenza verso il voto di giugno

• Valeria Marcato
Alessio Manica

La società. Investimenti superbonus in Irpinia tra lavori incompiuti, atti annullati e 40 milioni di crediti sequestrati

SEAC-EFFICIENT BUILDING: 200 MILIONI NEL CAOS TRA INCHIESTE

Eff icient Building S.p.A., società controllata da SEAC, la potente società di servizi informatici e contabili di Confcommercio del Trentino, ha sede in via Solteri, a Trento (come SEAC) ma i suoi grattacapi sono altrove: in Campania, fra cantieri e procure, e a Matera, in tribunale. (Altro socio trentino illustre di EB è Delta Informatica). Efficient Building si trova in un brutto pasticcio. Poche settimane fa una nuova pesante

tegola è caduta sulla società, che opera come general contractor “per realizzazioni nel campo dell’edilizia, pubblica e privata”, come si legge sul suo sito web, e che da tre anni ha problemi con un grosso investimento in Irpinia. EB aveva investito in un grosso affare legato al superbonus 110% e sisma bonus, in Campania, nei comuni di Laviano, Calabritto e Conza, nell’ Irpinia dove ancora ci sono ristrutturazioni e costruzioni da

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

fare legati al terremoto del 1980. Si parla di un investimento di circa 200 milioni di euro, che secondo Gianni Bort, presidente uscente di Confcommercio e attuale di SEAC – da noi intervistato a marzo per l’uscita di aprile – sembrava promettere buoni margini di rendimento. Eff icient Building era scivolata in una vicenda di lavori ritardati e non finiti, in accuse di truffa aggravata e quindi a processo davanti al Tribunale di Matera, con “l’effetto collaterale” del sequestro di 40 milioni di euro di crediti fiscali. EB era ditta appaltatrice, committente era la cooperativa sociale Polis Mathera, per conto del comune di Laviano (provincia di Salerno). Il 21 aprile – dicevamo – la tegola: il commissario prefettizio del comune di Laviano, Roberto Amantea (nominato nel marzo 2025 giacché l’ex sindaco Oscar Imbriaco risulta imputato nel procedimento, come raccontano le cronache giudiziarie), ha annullato la delibera del 2021, la determina dell’Area «Edilizia Privata-Legge 219» del 2022 e anche la convenzione del 2022, che affidavano ad Eff icient Building la gestione del cosiddetto Villaggio antistress e anche i progetti della comunità energetica di Laviano.

La delibera del commissario Amanteache abbiamo letto - contiene un parere pro veritate richiesto ad un esperto, dal

quale emergono “profili di illegittimità e nullità: vizi di incompetenza e violazione del riparto di competenze, durata della concessione eccedente i limiti di legge, indeterminatezza e illiceità dell’oggetto contrattuale” e pure “profili di incompatibilità urbanistica”. Non bastasse, gli atti saranno trasmessi alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Per capirci, e per fare solo un esempio dei guai rilevati, la delibera contestata n. 65/2021 sarebbe “stata assunta in assenza di preventiva deliberazione consiliare che approvasse un piano di valorizzazione/ rigenerazione del patrimonio immobiliare interessato” e risulta “mancanza dei pareri di regolarità tecnica e contabile

ex art. 49 TUEL, nonostante la rilevanza patrimoniale e finanziaria delle scelte operate”, come leggiamo nell’atto del Commissario. Nei bilanci di EB si sono creati dei buchi, per coprire i quali SEAC ha impegnato circa 90 milioni di euro. Adesso 40 milioni di euro di crediti fiscali si allontanano ancora di più, col rischio di ritrovarsi con un buco definitivo. SEAC è molto cresciuta nel tempo, fiore all’occhiello del territorio, invidiata fuori regione dalle altre Confcommercio per la sua capacità operativa e di creare reddito. Il pasticciaccio di Efficient Building bene non fa. Si vedrà come andrà a finire. • Maddalena Di Tolla Deflorian

Nuova popolazione per uno degli anfibi più rari d’Italia

Ce n’è un’altra! Eh si, la buona notizia per la biodiversità delle Alpi e del Trentino è che è stata scoperta un’altra, una seconda, preziosa popolazione della rarissima salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae), piccolo anfibio (lungo 10 cm) endemico, uno dei più rari e minacciati d’Italia, che vive solo in questa zona del mondo. La scoperta arriva da un team di ricerca guidato dal MUSE di Trento, in collaborazione con CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche e le Università di Oviedo (Spagna), Firenze, Genova. Alleva solo 1-2 piccoli ogni 2-4 anni, si sposta di pochi metri all’anno: si capisce allora la sua fragilità. Fino a oggi si credeva vivesse solo in pochi chilometri quadrati sull’Altopiano di Vezzena (Trentino) e sull’Altopiano dei Sette Comuni (Veneto). Ma la segnalazione da

parte di un cittadino, condivisa con un custode forestale, ha portato ricercatrici e ricercatori a eff ettuare verifiche scientifiche, accertando la presenza di una popolazione stabile sul versante a nord del massiccio Ortigara-Cima XII, habitat considerato finora non

idoneo per la sottospecie. La nostra Aurora ha la livrea nero-giallastra, con macchie dorsali ampie, spesso fuse insieme. Prende il nome dalla moglie del primo descrittore Luigi Trevisan.

•(M.D.T.D.)

PH @Federica Daldon

PROVINCIA

IL FESTIVAL DELLO SPORT 2026 CELEBRA GLI INVINCIBILI

Il Festival dello Sport di Trento torna dall’1 al 4 ottobre con una nona edizione dedicata agli “Invincibili”. Ma più che di imbattibilità, si parlerà di resistenza, di cadute e di ritorni. Perché lo sport, quello vero, raramente è perfetto: è fatto di errori, fatica e capacità di rimettersi in piedi. L’anteprima, andata in scena nella Sala Depero del Palazzo della Provincia, ha già dato il tono. Niente conferenza stampa tradizionale, ma un confronto diretto tra chi lo sport lo vive ogni giorno. Sul palco Ferdinando De Giorgi, la sciatrice Laura Pirovano e il campione di ski cross Simone Deromedis, guidati dal direttore scientifico Gianni Valenti. Ne è uscito un racconto meno celebrativo e più reale. Pirovano ha parlato di dubbi e sacrifici, ricordando che dietro ogni vittoria ci sono anni di lavoro invisibile. L’invincibilità,

ha lasciato intendere, non è non perdere mai, ma sapersi ricostruire ogni volta. Deromedis ha spostato l’attenzione sulle emozioni: il pubblico, la squadra, la condivisione. Elementi che trasformano un risultato individuale in qualcosa di collettivo. Una medaglia, ha spiegato, non è mai davvero solo tua.

Più disincantato lo sguardo di De Giorgi: nello sport di alto livello gli “invincibili” sono rarissimi. Esistono invece squadre e atleti capaci di restare in alto nel tempo, grazie a continuità, dettagli e fame. Un equilibrio fragile, che va costruito giorno dopo giorno. Organizzato da La Gazzetta dello Sport e Trentino Marketing, il Festival è ormai molto più di una rassegna. Per quattro giorni Trento diventa un grande palcoscenico diffuso, tra teatri, piazze e palazzi storici, dove lo sport viene raccontato senza filtri.

Non è solo spettacolo. È anche territorio. Lo ha ricordato l’assessore Mattia Gottardi, parlando di un sistema fatto di oltre 1200 associazioni sportive che tengono viva la base. Un dato che spiega perché eventi di questo livello trovino qui terreno fertile. Dal mondo accademico, il rettore Flavio Deflorian ha richiamato il valore educativo dello sport, mentre il presidente del CONI Luciano Buonfiglio e quello del CIP Marco Giunio De Sanctis hanno ribadito il ruolo del Festival come spazio di confronto tra discipline e generazioni diverse. Alla fine, però, resta una domanda: cosa significa davvero essere invincibili? A Trento, almeno per quattro giorni, la risposta non sarà nei trofei, ma nelle storie. E forse è proprio lì che lo sport riesce ancora a dire qualcosa di vero.

• Paola Bigon

A VILLAZZANO TORNA IL “FESTIVAL TABÙ”

Il teatro di Villazzano è pronto ad accogliere il Festival Tabù, una rassegna culturale dedicata alla censura nell’arte contemporanea, con un particolare focus sul cinema e sul teatro. A dare il titolo all’evento, quest’anno, sarà una frase che sempre più spesso si sente pronunciare nel dibattito pubblico quando si parla di libertà di parola, ovvero: “Non si può più dire niente”. Ce ne ha parlato il direttore del Festival Mirko Corradini: “In questa occasione vogliamo raccontare ciò che altrove non viene raccontato,

riflettendo su ciò che si può definire censura e indagando su come questo fenomeno è cambiato nel corso del tempo. Spesso gli artisti evitano di trattare certi argomenti perché temono che le loro parole possano essere strumentalizzate, ad esempio dalla politica. Ma può questa essere definita ‘censura’?”. Al suo fianco, a gestire gli eventi, ci sarà Maura Perla, organizzatrice della rassegna.L’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, off rirà al pubblico la possibilità di partecipare a talk e assistere spettacoli teatrali

e proiezioni di documentari a tema. “Quest’anno, a differenza delle altre volte, sarà incentivato il dibattito. Per questo motivo proponiamo performance più brevi alternati a momenti conviviali, durante i quali il pubblico potrà confrontarsi su più tematiche anche con gli attori” ha aggiunto Corradini. Gli eventi si svolgeranno dal 14 al 17 maggio. Tutti i dettagli sul festival sono disponibili sul sito uff iciale del Teatro di Villazzano.

• (V.R.)

PROVINCIA

La scelta. Il Cda premia l’esperienza e la visione internazionale del

nuovo leader

Riccardo Velasco nominato nuovo direttore generale della Fondazione Edmund Mach

Riccardo Velasco è stato ufficialmente nominato nuovo direttore generale della Fondazione Edmund Mach a Trento, un ruolo che ricoprirà a partire dal 1° giugno 2026. La decisione è stata presa oggi dal Consiglio di Amministrazione dell’ente, che ha scelto Velasco tra tre candidati di alto profilo selezionati da una commissione composta da esperti del settore. La nomina avviene dopo un lungo processo di valutazione che ha visto l’analisi di ben 42 candidature in risposta al bando pubblicato lo scorso anno. Velasco succederà a Maurizio Bottura, attuale direttore generale sostituto, che ha guidato l’ente durante la fase transitoria. Bottura continuerà a ricoprire il suo incarico fino al 31 maggio, per

poi passare il testimone al nuovo direttore.

Il direttore generale ha il compito di garantire l’esecuzione degli indirizzi e delle delibere adottate dal Consiglio di Amministrazione, supervisionando le attività dell’ente e assicurando il raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Velasco, laureato in Scienze Agrarie all’Università di Firenze nel 1990, ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Biologia Molecolare all’Università di Colonia nel 1995. Dopo una lunga esperienza in Germania, è tornato in Italia per assumere il ruolo di Direttore del Dipartimento di Genomica e Biologia delle Piante presso la Fondazione Edmund Mach, dove ha lavorato dal 1999 al 2017. Successivamente, ha ricoperto il ruolo di Direttore del

SANITÀ TRENTINA, VISITA AL CUP: FOCUS SU OPERATORI E SERVIZIO

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l’assessore alla salute Mario Tonina hanno visitato la sede di GPI che gestisce il sistema CUP, incontrando vertici e operatori.

L’incontro, con il presidente esecutivo Fausto Manzana, è servito a valorizzare il lavoro quotidiano di un servizio centrale per l’accesso alle prestazioni sanitarie.

“Un’attività complessa che sta

DEBUTTA RAILEVO: IL TAXI FERROVIARIO ON DEMAND

Presentato a Trento il prototipo in scala reale di RailEvo, sistema di trasporto ferroviario autonomo e su richiesta sviluppato dall’omonima startup trentina. All’evento, ospitato da Trentino Trasporti, erano presenti il vicepresidente Achille Spinelli e l’assessore Mattia Gottardi. Il progetto nasce dalla collaborazione con Fondazione Bruno Kessler e Trentino Sviluppo. Il veicolo, una navetta elettrica autonoma, è pensato per muoversi su rotaia con logica “on demand”: l’utente prenota via app e viaggia senza orari fissi. “Un progetto che dimostra come il Trentino sappia trasformare competenze

e ricerca in innovazione concreta”, ha sottolineato Spinelli. Per Gottardi si tratta di “una soluzione che può cambiare il trasporto locale, soprattutto nelle aree periferiche”. Il sistema punta a ridurre costi e impatti, sfruttando infrastrutture esistenti o dismesse. Il mezzo, compatto e bidirezionale, consente anche il trasporto di bici o merci leggere. Già avviate le prime prove nell’area test dedicata, con l’obiettivo di sviluppare un modello di mobilità più flessibile, sostenibile e accessibile.

• (V.M.)

Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria), gestendo un ampio network di sedi in tutta Italia. Velasco ha pubblicato oltre 150 articoli scientifici e capitoli di libro in genetica, genomica e biologia delle piante, con particolare focus sul miglioramento genetico di specie da frutto come la vite, il melo e altre piante coltivate. I suoi progetti di genomica applicata sono stati pionieristici, in particolare per quanto riguarda il miglioramento genetico nella vite e nel melo, contribuendo significativamente all’innovazione nel campo della biotecnologia agraria.

dando risposte concrete”, ha sottolineato Fugatti, mentre Tonina ha evidenziato “un livello elevato del servizio, punto di riferimento per i cittadini”. Dal canto suo Manzana ha ribadito la volontà di introdurre ulteriori correttivi tecnologici per aumentare l’eff icienza, in collaborazione con l’azienda sanitaria. Il CUP rappresenta una rete capillare che integra call center, prenotazioni, sportelli e accettazione, gestendo

fino a 1,5 milioni di chiamate l’anno, con circa 7.000 contatti giornalieri e oltre 150 operatori distribuiti sul territorio. I tempi medi di attesa restano contenuti attorno ai due minuti, con gestione rapida delle richieste. Tra gli obiettivi futuri, sistemi di reminder per ridurre le disdette e ottimizzare ulteriormente le agende.

• (V.M.)

Riccardo Velasco
Nella foto Fausto Manzana, Maurizio Fugatti, Mario Tonina, Matteo Santoro
Gli assessori Mattia Gottardi e Achille Spinelli alla presentazione

Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la diffusione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

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Un nuovo soggetto dedicato alla tutela della salute visiva e all’inclusione sociale prende forma in Trentino. È stata presentata a Palazzo Benvenuti la Fondazione trentina per la vista, nata con l’obiettivo di promuovere autonomia, diritti e partecipazione delle persone cieche e ipovedenti, oltre a diffondere la cultura della prevenzione. Alla guida dell’ente c’è l’ex presidente del Consiglio comunale Paolo Piccoli, che ha chiarito come la Fondazione nasca in stretta collaborazione con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici), senza sovrapporsi alle sue attività. Piccoli ha sottolineato che l’intento è quello di affiancare l’associazione, sfruttando anche i margini operativi garantiti dall’autonomia della nuova struttura, con l’obiettivo prioritario di rafforzare la tutela dei diritti visivi. Fulcro operativo sarà la realizzazione di un ambulatorio oculistico, pensato per offrire visite di controllo, attività di screening e prime valutazioni per eventuali patologie oculari. Accanto all’assistenza sanitaria, la Fondazione punterà su iniziative di formazione e prevenzione rivolte a scuole, famiglie e anziani, oltre a sostenere la ricerca scientifica nel settore. Il presidente dell’Uici Mauro Dallapè ha annunciato che le prime attività partiranno già nella seconda metà di maggio, con uno screening dedicato agli ospiti della Rsa Beato de Tschiderer. Ha evidenziato come la Fondazione rappresenti un passo concreto per strutturare e rafforzare le iniziative di prevenzione e sensibilizzazione sul territorio, oltre che un mezzo per sostenere con maggiore continuità la ricerca.

Dallapè ha inoltre richiamato l’attenzione sui numeri della disabilità visiva in Trentino: circa 500 gli iscritti all’Uici, ma con una platea di persone ipovedenti probabilmente più ampia e in parte sommersa. Proprio intercettare questi casi non ancora emersi sarà uno degli obiettivi strategici della nuova realtà.

La Fondazione nasce anche grazie al contributo di diversi partner, tra cui Banca per il Trentino-Alto Adige, Itas Assicurazioni e Trentino Volley, coinvolta come charity partner. A rappresentare simbolicamente il progetto è stata scelta la campionessa paralimpica Chiara Mazzel.

L’atleta ha evidenziato il valore fondamentale della prevenzione, ricordando come controlli oculistici regolari possano evitare danni permanenti. Ha ripercorso la propria esperienza personale, segnata dalla perdita della vista da un occhio a 17 anni a causa di un glaucoma, e il successivo percorso di rinascita attraverso lo sci alpino paralimpico. Dopo un periodo di difficoltà, ha spiegato di aver ritrovato motivazione e prospettive grazie allo sport, fino ad arrivare ad accettare la propria condizione.

Alla presentazione hanno partecipato anche l’assessora comunale alle politiche sociali Giulia Casonato e l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina. Quest’ultimo ha definito la nascita della Fondazione un passaggio significativo per la comunità, sottolineando come l’iniziativa rappresenti un segnale concreto di attenzione verso le persone e i loro bisogni.

Nasce la Fondazione trentina per la vista: prevenzione e inclusione al centro

Cibo

e sani

stili di vita,

135

alunni delle elementari coinvolti nel progetto sull’alimentazione corretta

Sette classi, 135 alunni coinvolti e un obiettivo comune: imparare fin dalla scuola primaria il valore di una corretta alimentazione e di stili di vita sani e sostenibili. Si è conclusa l’edizione 2026 di “Cibo e sani stili di vita”, progetto promosso dal Comune di Trento come capofila, in collaborazione con Asuit (Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino), Risto3, Muse, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, Farmacie comunali e Trentino Solidale. L’iniziativa ha coinvolto gli studenti a partire dalla terza elementare, affrontando non solo i temi della nutrizione equilibrata, ma anche quelli legati alla tutela dell’ambiente e alla riduzione dello spreco alimentare. “Anche noi adulti abbiamo molto da imparare”, ha sottolineato il sindaco Franco Ianeselli, intervenuto a uno degli incontri finali. “Dopo aver partecipato ad alcune attività ho cambiato anch’io alcune abitudini, come fare colazione con maggiore attenzione. Non si tratta di imposizioni, ma di momenti di consapevolezza: è importante che i bambini capiscano fin da piccoli che una corretta alimentazione fa bene a loro stessi e all’ambiente”.

Hanno partecipato al progetto le classi terze

delle scuole primarie di Madonna Bianca, Clarina, Ravina e della scuola “Savio”, all’interno degli istituti comprensivi Trento 3 e Trento 4, che aderiscono alla Rete delle scuole che promuovono la salute, coordinata dall’Azienda sanitaria. Quest’anno il percorso si è arricchito anche della collaborazione di Dolomiti Ambiente e Appa, con attività dedicate alla raccolta differenziata e all’uso consapevole delle risorse idriche. Momento conclusivo del progetto è stata la colazione a scuola, condivisa con i genitori, occasione di incontro e restituzione del lavoro svolto durante l’anno. In questa occasione gli alunni hanno presentato le attività realizzate insieme agli insegnanti, trasformando l’esperienza in un momento di partecipazione attiva. (V.M.)

L’operazione. Un paziente con una grave complicanza è stato trattato con una tecnica innovativa

All’ospedale Santa Chiara di Trento un intervento complesso di ricostruzione delle vie urinarie

Un intervento particolarmente complesso è stato eseguito all’ospedale Santa Chiara di Trento, in Trentino, dove una squadra di specialisti è riuscita a risolvere una grave complicanza alle vie urinarie grazie alla collaborazione tra diverse unità operative e all’impiego della chirurgia assistita da robot.

Il caso ha riguardato la ricostruzione dell’uretere, il piccolo canale che trasporta l’urina dal rene alla vescica. Si tratta di una struttura delicata che, in rare circostanze, può subire danni durante operazioni chirurgiche importanti. Quando questo accade, il rischio è che il rene non riesca più a drenare correttamente i liquidi, con possibili conseguenze sulla sua funzionalità.

Nel caso trattato a Trento, il paziente presentava una chiusura completa dell’uretere, comparsa come complicanza dopo un precedente intervento effettuato in un’altra struttura. La situazione ha reso necessario un approccio ricostruttivo avanzato. La soluzione scelta ha previsto l’uti-

lizzo di tessuto prelevato dall’interno della bocca, una tecnica considerata efficace perché il materiale è resistente e ben adattabile, unita all’impiego di un sistema robotico che ha permesso ai chirurghi di operare con grande precisione nelle fasi più delicate della ricostruzione.

L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’Unità operativa di chirurgia maxillo facciale, diretta da Lorenzo Trevisiol, e l’U.O. di urologia guidata da Tommaso Cai. Il prelievo del tessuto è stato eseguito dalla squadra maxillo facciale, con il contributo di Marco Cassaro, mentre la fase ricostruttiva è stata seguita dagli urologi, tra cui Daniele Mattevi, con il supporto della tecnologia robotica. Secondo gli specialisti coinvolti, la combinazione tra competenze diverse e strumenti avanzati ha permesso di affrontare con successo un quadro clinico complesso, offrendo al paziente la possibilità di recuperare la normale funzionalità del tratto urinario.

Valeria Marcato

Calo significativo del consumo di antibiotici nel 2025, -15,4%. Bene la pediatria

Il consumo di antibiotici in Trentino ha registrato una notevole diminuzione nel 2025, con una riduzione del 15,4% rispetto all’anno precedente. Il rapporto del Centro provinciale di farmacovigilanza dell’APSS Trento evidenzia che l’uso complessivo di antibiotici è sceso a 13,6 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, riportando i valori a livelli inferiori a quelli pre-pandemici. Questo calo rende il Trentino una delle regioni italiane con il consumo più basso di antibiotici, con una cifra che risulta inferiore del 16% rispetto alla media nazionale. I dati più rilevanti emergono dalla popolazione pediatrica (0-13 anni), dove l’uso di antibiotici si è ridotto drasticamente. La quantità di antibatterici sistemici è diminuita di oltre il 50% rispetto al 2024, con una riduzione della prevalenza dell’uso che è passata dal 37,6% al 24,9%. Questo successo è stato raggiunto grazie all’implementazione di progetti mirati all’appropriatezza prescrittiva, che hanno visto i pediatri di libera scelta aderire a un’iniziativa che promuove l’uso del test rapido per lo streptococco e l’amoxicillina come farmaco di prima scelta. L’effetto di queste misure si è tradotto in una netta

diminuzione dell’uso di antibiotici ad ampio spettro come l’amoxicillina associata ad acido clavulanico e i macrolidi. Un ulteriore aspetto positivo riguarda la qualità delle terapie, che continua a migliorare. Il rapporto tra il consumo di antibiotici ad ampio spettro e quelli a spettro ristretto è in costante calo, raggiungendo un valore di 7,7, ben al di sotto dell’obiettivo fissato per il 2026 (10,1). Inoltre, si segnala un aumento del 18% nell’uso della doxiciclina, un antibiotico utilizzato principalmente per trattare infezioni causate dalle zecche, come la malattia di Lyme, che sta diventando sempre più diffusa in alcune zone del Trentino. Sebbene i risultati siano molto positivi, l’attenzione rimarrà alta anche nel 2026. L’obiettivo è ridurre ulteriormente il consumo totale di antibiotici, attraverso la continua formazione dei medici e il miglioramento delle pratiche prescrittive, con l’obiettivo di rispettare i target stabiliti dal Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza e dal Piano provinciale. Il Trentino, dunque, prosegue sulla strada della prevenzione, della qualità terapeutica e della lotta contro l’antibiotico-resistenza. (V.M.)

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Liste critiche per visite ed esami: ritardi persistenti e confronto aperto su risorse, organizzazione e riforme

Sanità trentina, tempi di attesa: 4.600 le prestazioni urgenti

In Trentino la questione dei tempi di attesa nella sanità torna al centro dell’attenzione con numeri che confermano una criticità strutturale. I dati più recenti sulle prime visite specialistiche e sulle prestazioni diagnostiche mostrano infatti come una quota significativa di richieste urgenti non venga soddisfatta nei tempi previsti. Complessivamente si stimano circa 4.600 prestazioni urgenti ancora in attesa, un dato che fotografa con chiarezza la difficoltà del sistema nel garantire risposte tempestive.

Il problema riguarda in particolare le classi di priorità più elevate, quelle per cui sono fissati tempi massimi stringenti. Nonostante ciò, la percentuale di prestazioni non garantite entro le scadenze rimane alta e presenta un andamento disomogeneo nel corso dei mesi. Dopo alcune fasi di lieve miglioramento, i ritardi tendono a ripresentarsi, segno di un equilibrio ancora fragile e lontano da una soluzione stabile. Le criticità emergono sia sul fronte delle visite che su quello degli esami strumentali, con un accumulo progressivo di richieste che il sistema fatica a smaltire. A incidere è una combinazione di fattori: la carenza

di personale, la crescente domanda di prestazioni e una organizzazione che fatica a tenere il passo con i bisogni. Il risultato è un rallentamento che si traduce in attese più lunghe per i cittadini, anche nei casi considerati prioritari.

Sul piano del confronto istituzionale e sindacale, la situazione alimenta un dibattito sempre più acceso. I rappresentanti dei medici sottolineano come gli interventi adottati finora non siano sufficienti a incidere in modo significativo sulle liste d’attesa. Viene evidenziata la necessità di misure più incisive, capaci di agire sia sull’organizzazione dei servizi sia sul rafforzamento degli organici.

Tra i nodi principali resta quello dell’utilizzo degli strumenti disponibili per ridurre i tempi. Il ricorso all’attività libero professionale viene considerato utile ma non risolutivo, soprattutto se non inserito in una strategia più ampia. Allo stesso modo, viene richiamata l’importanza di una gestione più efficiente delle agende e di una programmazione più puntuale delle prestazioni. Il tema delle risorse si intreccia con quello della governance del sistema. Senza un rafforzamento complessivo dell’offerta e

senza un miglior coordinamento tra i diversi livelli organizzativi, il rischio è che le criticità si consolidino. In questo scenario, una parte crescente di cittadini si trova costretta a rivolgersi al privato, con conseguenze anche sul piano dell’equità nell’accesso alle cure. Il quadro che emerge è quello di un sistema sotto pressione, che fatica a rispondere con la necessaria rapidità a una domanda in aumento. In un territorio dove la qualità dei servizi sanitari è sempre stata un punto di riferimento, l’attuale situazione rappresenta un campanello d’allarme. Ridurre i tempi di attesa non è solo una questione organizzativa, ma una priorità per garantire il diritto alla salute e la fiducia dei cittadini nel servizio pubblico.

Valeria Marcato

Intramoenia e

liste d’attesa: richiesta trasparenza sui dati

Sul tema delle liste d’attesa e dell’attività intramoenia interviene il consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia, che chiede maggiore trasparenza e dati verificabili. Il nodo, sottolinea, non è mettere in discussione la libera professione all’interno del servizio sanitario, ma capire con precisione come venga gestita e quale sia il suo impatto reale sul sistema pubblico.

La normativa è già definita e stabilisce limiti chiari: l’attività intramoenia non può superare quella istituzionale e una parte dei proventi deve contribuire alla riduzione delle liste d’attesa. Per Cia, quindi, il problema non è scrivere nuove regole, ma verificare se quelle esistenti vengano rispettate e con quali modalità di controllo.

A sollevare interrogativi sono anche alcuni dati pubblici sui redditi percepiti da professionisti in posizioni apicali, talvolta significativamente superiori al trattamento previsto dal servizio sanitario. Un elemento che, secondo il consigliere, impone di approfondire i volumi effettivi dell’attività libero professionale e il corretto equilibrio con quella istituzionale. Altro punto critico riguarda l’utilizzo di strutture, tecnologie e personale pubblico per attività a pagamento. Se il sistema sanitario mette a disposizione risorse per l’intramoenia, diventa essenziale chiarire se i rimborsi coprano realmente i costi sostenuti dalle aziende sanitarie.

Cia ribadisce che la questione non è colpire la libera professione, ma evitare la formazione di un sistema a due velocità: lento nel canale pubblico e più rapido per chi può permettersi di pagare. Da qui la richiesta alla Giunta provinciale di fornire dati puntuali su volumi, proventi, controlli e impatto sull’organizzazione sanitaria. Trasparenza e numeri, conclude, sono condizioni indispensabili per garantire equità e tutelare il diritto alla salute, evitando zone d’ombra nella gestione del servizio pubblico. (V.M.)

TreC Mamma si amplia: più profili e focus sui primi 1000 giorni

Con l’aggiornamento 2026 di TreC Mamma, l’app sviluppata dal centro TrentinoSalute4.0 (PAT, FBK e ASUIT), si evolve da strumento individuale a piattaforma per l’intero nucleo familiare. La novità principale è l’introduzione dei profili dedicati a partner, caregiver e altri utenti, che possono accedere ai contenuti informativi certificati dai professionisti sanitari, pur nel pieno rispetto della privacy della madre: restano infatti esclusi dati clinici, esami e appuntamenti.

L’app si articola ora in cinque profili: donna in gravidanza, post-parto, in cerca di gravidanza, partner/caregiver e modalità consultazione. Un sistema che consente a ciascun

utente di ricevere informazioni mirate, dai consigli nutrizionali allo sviluppo del bambino, fino ai video tutorial. I partner possono così seguire attivamente il percorso nascita, superando il tradizionale ruolo passivo.

L’aggiornamento amplia inoltre i contenuti oltre la gravidanza, includendo i primi anni di vita del bambino grazie al contributo di un team multidisciplinare, composto da pediatri, ginecologi, ostetriche, psicologi e altri professionisti. Particolare attenzione è dedicata ai “primi 1000 giorni”: introdotti percorsi specifici sull’alimentazione nei primi mesi, sullo svezzamento e sulla dieta nei primi anni. Migliora anche l’accessibilità: tutti i contenuti sono disponibili in formato audio.

L’apertura ai partner rappresenta un cambio di paradigma: la cura diventa condivisa e la famiglia acquisisce maggiore consapevolezza sanitaria. Un approccio che contribuisce a ridurre lo stress materno e a rafforzare l’adozione di corretti stili di vita.

I numeri confermano il successo dell’app: oltre 6.300 download, copertura di circa il 70% delle gravidanze in provincia e più di 60 mila visualizzazioni complessive dei contenuti. Un utilizzo crescente che testimonia la fiducia verso uno strumento pubblico, pensato per contrastare la disinformazione e accompagnare le famiglie con informazioni validate e facilmente accessibili. (V.M.)

Rovereto, studenti protagonisti: la sicurezza diventa linguaggio

La cultura della sicurezza passa dalle idee dei giovani e dal loro modo di comunicare. È questo il cuore della quinta edizione di “#Thinksafe – influencer della sicurezza”, andata in scena questa mattina negli spazi di Progetto Manifattura a Rovereto. Un’iniziativa che ha coinvolto oltre 200 studenti trentini, chiamati a confrontarsi su un tema tanto delicato quanto attuale, trasformandolo in linguaggi nuovi, diretti ed efficaci. Il concorso, promosso dal Rotary Club Rovereto Vallagarina insieme al Rotaract Rovereto Riva del Garda, a Confindustria Trento e all’Associazione Artigiani, ha visto la partecipazione di sei gruppi provenienti da cinque istituti del territorio: Polo Veronesi e Itt Marconi di Rovereto, Rosa Bianca di Cavalese, Iti Buonarroti di Trento e Scuola Ladina di Fassa.

A questi si sono aggiunti il contributo organizzativo e creativo del gruppo audiovisivo dell’Istituto Depero e dell’Istituto Alberghiero di Rovereto.

Nel corso della mattinata gli studenti hanno presentato i propri progetti ai coetanei e alla giuria, utilizzando strumenti comunicativi vicini al loro mondo: video, campagne social, podcast, app e infografiche. L’obiettivo era rendere il tema della sicurezza accessibile, immediato e coinvolgente, superando

il linguaggio tradizionale e spesso percepito come distante.

A portare il saluto istituzionale è stato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli, che ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa. “La sicurezza è un elemento fondamentale – ha evidenziato –non solo per la tutela della vita, ma anche per lavorare con serenità e contribuire in modo positivo al contesto professionale. È importante che questi temi vengano affrontati già a scuola, perché gran parte degli incidenti nasce da disattenzione o eccessiva confidenza”. Spinelli ha inoltre ricordato l’impegno della Provincia sul fronte della prevenzione, dalle linee guida per l’alternanza scuola-lavoro fino al bando “A scuola di sicurezza”, che verrà assegnato a novembre in occasione della giornata nazionale dedicata. Accanto a lui, la sindaca di Rovereto Giulia Robol ha richiamato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e mondo produttivo nel diffondere una vera cultura della sicurezza. Un momento particolarmente toccante è stato dedicato al ricordo di Chiara Santoli, giovane scomparsa a soli 25 anni a causa di un incidente sul lavoro, testimonianza concreta di quanto il tema resti drammaticamente attuale.

La mattinata è stata arricchita anche dall’intervento del presidente di Trentino Sviluppo Giuseppe Consoli e dalla testimonianza dell’atleta paralimpico di curling Paolo Ioriatti, che ha portato ai ragazzi un esempio di determinazione e resilienza.

Al termine delle presentazioni, la giuria –composta da rappresentanti dei club service, dell’Uopsal e delle associazioni imprenditoriali – ha premiato i lavori più efficaci: all’Itt Marconi è andato il riconoscimento per l’originalità, al Polo Veronesi per la capacità co-

municativa, alla Scuola Ladina di Fassa per l’accuratezza del messaggio e alla Rosa Bianca di Cavalese per la fruibilità. Per gli studenti vincitori si apre ora l’opportunità di partecipare a un’esperienza immersiva dedicata alla sicurezza, in un contesto nazionale che coniuga formazione e coinvolgimento. Un premio che rappresenta non solo un riconoscimento, ma anche un ulteriore passo verso una consapevolezza concreta e condivisa.

Valeria Marcato

Ogni 20 minuti A Progetto Manifattura la quinta edizione di #Thinksafe: sei progetti creativi per

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