delle Terme Euganee
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OTTOBRE 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 227
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Le stelle dell’atletica alle Terme, tra record, nuove sfide e spirito di squadra
Riciclare“Avanti Ruzza: non basta, con la nuova la piattaforma sfida èper dare il biglietto un mercato unico dei trasporti alla plastica recuperata regionali”
Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano
pag. 19
Regione Veneto al banco di prova del bilancio
L
a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” AFFITTI E FRAGILITÀ, COMUNI IN CAMPO PER SOSTENERE LE FAMIGLIE servizi alle pag. 6-7
ABANO, APPROVATO IL PIANO PER PIAZZA CADUTI: “UNO SPAZIO DA VIVERE TUTTO IL GIORNO”
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VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.
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Scontrini, carta forno, carta oleata per affettati
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
LA COMUNITÀ ENERGETICA MIRA A GENERARE MEZZO U MILIONE PER IL TERRITORIO
• Nicola Stievano
Segue da pag. 1
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nergia pulita e solidarietà: la Comunità energetica rinnovabile e solidale Montegrotto Terme 1 è operativa e aspira ad allargarsi. Il Gestore dei servizi energetici ha iniziato a erogare i contributi previsti per vent’anni, mentre aumentano gli impianti fotovoltaici destinati a produrre energia da condividere tra i soci. Tutti gli aderenti che hanno chiesto il finanziamento Pnrr a fondo perduto, pari al 40% dei costi sostenuti, lo hanno ottenuto e stanno installando, o hanno già installato, i pannelli. L’arrivo dei nuovi impianti consentirà di aumentare la produzione e potrà far crescere l’energia condivisa e i benefici economici. L’obiettivo del piano economico è generare sul territorio una ricaduta di circa mezzo milione di euro nell’arco dei vent’anni. La caratteristica del progetto è la sua finalità interamente solidale. Il direttivo lavora gratuitamente, contenendo i costi di gestione, e già entro la fine dell’anno è prevista l’erogazione dei primi contributi a enti e associazioni senza scopo di lucro. Saranno i soci, in assemblea, a decidere le destinazioni delle risorse. Per presentare le opportunità e raccogliere nuove adesioni, qualche settimana fa si è svolto un incontro pubblico al patronato di Monteortone. La partecipazione alla Cer è gratuita e il termine indicato per l’ingresso di consumatori e produttori è il 31 dicembre 2027. Il progetto punta a coinvolgere anche Maserà, Due Carrare, Mezzavia, Turri e Monselice. Tra le opportunità segnalate ai soci ci sono contributi per fotovoltaico, teleriscaldamento e pompe di calore, convenienze assicurative sui pannelli e analisi dei consumi elettrici. Il direttivo, Giorgio Tripodi, Paolo Ferraresi e Patrizia Turcato, sottolinea il valore del lavoro di squadra. Informazioni: cermontegrottoterme1@gmail. com, telefono 378 0935457.
Pannelli in crescita, fondi Pnrr ottenuti e primi contributi a enti e soci
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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• Federico Franchin
ASCOLTA ORA delle Terme Euganee è una testata giornalistica di proprietà di
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Emergenza casa/1. Da tre anni lo Stato non rifinanzia il fondo nazionale, Imu agevolata per gli alloggi disponibili
ABANO CONFERMA I CONTRIBUTI SUGLI AFFITTI BARBIERATO: “MOLTE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ” S ostegno agli affitti, interventi sull’emergenza abitativa ed edilizia pubblica: questi i fronti più impegnativi sul tema casa ad Abano. “Dedichiamo una particolare attenzione in particolare al sostegno alle famiglie e alle persone che si trovano in condizioni di fragilità economica e sociale”, spiega il sindaco Federico Barbierato. Nelle scorse settimane è stato pubblicato il bando affitti 2026, che stanzia 90 mila euro di fondi comunali per aiutare le famiglie a sostenere le spese di locazione del 2025. Un impegno che il sindaco rivendica: “Sono ormai tre anni che il Comune di Abano Terme continua a finanziare con risorse proprie il sostegno agli affitti, supplendo al mancato finanziamento statale. Dal 2023, infatti, lo Stato non rifinanzia più il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. Come Amministrazione abbiamo deciso di non interrompere questa forma di aiuto, consapevoli che per molte famiglie il pagamento del canone mensile rappresenta una delle principali difficoltà economiche. È una scelta che comporta uno sforzo diretto per il bilancio comunale, ma che riteniamo fondamentale per non lasciare sole le persone maggiormente esposte al disagio abitativo. Auspichiamo che lo Stato torni a garantire risorse strutturali per queste politiche, perché il diritto alla casa non
può essere affrontato esclusivamente attraverso le disponibilità economiche dei singoli Comuni”. Dal 2025 è operativa anche una nuova misura sull’Imu: “Abbiamo previsto l’esenzione totale dall’imposta per i proprietari che mettono a disposizione i propri immobili, a canone agevolato, di persone e famiglie in difficoltà economica individuate dai Servizi sociali comunali”, aggiunge il sindaco. “Si tratta di uno strumento che punta a coinvolgere direttamente i privati nella risposta all’emergenza abitativa, favorendo l’accesso alla casa anche per quelle persone che, pur avendo un’occupazione e un reddito, incontrano difficoltà a sostenere i canoni richiesti dal mercato”. Specularmente, sugli affitti brevi il Comune ha scelto l’aliquota Imu massima: “Da un lato incentiviamo chi mette a disposizione un immobile per rispondere a un bisogno sociale, dall’altro intendiamo contenere la proliferazione degli affitti brevi, che nella nostra città rappresentano anche una forma di concorrenza nei confronti delle tradizionali strutture alberghiere”. Per l’emergenza abitativa il Comune si appoggia inoltre a convenzioni con le parrocchie, “attraverso soluzioni di accoglienza rivolte alle persone e ai nuclei familiari che si trovano temporaneamente nell’impossibilità di disporre di un’abitazione”. Un’integrazione, spiega Barbierato, che “permette
di affiancare agli strumenti ordinari dell’ente le risorse presenti sul territorio, soprattutto quando si rende necessario individuare una soluzione abitativa in tempi brevi”, sotto il coordinamento dei Servizi sociali comunali, chiamati a individuare le situazioni di fragilità e i relativi percorsi di sostegno. Sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica, il Comune
ha inoltre completato la riqualificazione del condominio ex Mignon di via Petrarca, edificio acquistato nel 1986 e trasformato da struttura alberghiera in otto alloggi popolari. L’investimento, di circa 1 milione e 350 mila euro - finanziato prevalentemente dal Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr, con una compartecipazione comunale di circa 118 mila euro - ha riguardato, spiega il sindaco, “il miglioramento sismico dell’edificio, il rifacimento e l’isolamento delle coperture, la sostituzione dei serramenti, l’ammodernamento degli impianti elettrici e di riscaldamento, l’installazione di sistemi di climatizzazione e la realizzazione di impianti fotovoltaici a servizio dei singoli appartamenti”. I lavori, ultimati nel luglio 2024, puntano anche a “contenere i consumi energetici e le relative spese per le famiglie residenti”. Tre strumenti, conclude Barbierato, che agiscono su piani diversi: “L’intervento sull’ex Mignon, il mantenimento del contributo affitti attraverso risorse comunali e l’introduzione dell’esenzione Imu rappresentano tre strumenti distinti, che agiscono rispettivamente sulla qualità degli alloggi pubblici, sulla sostenibilità dei canoni di locazione e sull’incentivazione dell’offerta abitativa privata”. • Nicola Stievano
Ater e Comune insieme per il futuro delle case popolari
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ase popolari da rigenerare, nuove fragilità da intercettare, un dialogo da rafforzare: sono questi i temi al centro dell’incontro tra Ater Padova e Comune di Abano Terme sulle politiche abitative. Attorno al tavoloil presidente di Ater Padova Gianfranco Vezzaro, il direttore Marco Bellinello, il sindaco di Abano Terme Federico Barbierato e il dirigente del Settore Governo del Territorio del Comune, Leonardo Minozzi. Al centro del confronto il tema della casa, con
uno sguardo rivolto alle necessità della comunità aponense e alla valorizzazione del patrimonio residenziale pubblico. L’obiettivo condiviso è individuare nuove forme di collaborazione tra Ater e amministrazione comunale per rispondere in modo più efficace alla domanda di abitazioni sul territorio. Dall’incontro è emersa anche una visione più ampia di cosa significhi oggi occuparsi di politiche abitative: non solo mettere a disposizione alloggi, ma anche recuperare e
riqualificare il patrimonio esistente, lavorare sulla rigenerazione urbana e tenere conto delle fragilità sociali e familiari che negli ultimi anni sono cambiate. Il confronto si inserisce in un percorso di collaborazione che Ater Padova e Comune di Abano Terme portano avanti da anni, con l’intenzione di rafforzare ulteriormente il coordinamento tra i due enti e valutare insieme strumenti e opportunità per il recupero, la gestione e lo sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica in città.
L’incontro all’Ater con il sindaco di Abano
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7 Emergenza casa/2. Gli appartamenti pubblici sono 54, ma fra gli 11 liberi 10 sono in attesa di ristrutturazione
A MONTEGROTTO I CONTI NON TORNANO “TROVARE UN ALLOGGIO È UN’IMPRESA”
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rovare una casa in affitto sta diventando sempre più difficile a Montegrotto Terme. La difficoltà riguarda soprattutto i nuclei familiari con un solo reddito, per i quali il proprietario dell’immobile può ritenere insufficiente la garanzia economica, oppure chi ha un contratto di lavoro a tempo determinato. Una situazione particolarmente frequente nel comparto termale, dove la stagionalità del lavoro è ancora una realtà. A questo
si aggiungono, in alcuni casi, diffidenza e pregiudizi nei confronti delle persone straniere, anche quando si tratta di lavoratori regolarmente occupati. Non sono inoltre rari i casi di famiglie straniere che si trovano a dover affrontare uno sfratto e che, una volta perso l’alloggio, incontrano grandi difficoltà nel trovarne un altro. C’è poi una situazione di fragilità che riguarda gli anziani. Persone che vivono sole o in coppia, spesso con pensioni
basse, possono trovarsi in difficoltà nel sostenere ogni mese il costo dell’affitto insieme alle altre spese necessarie per vivere. In questo quadro, anche il patrimonio di edilizia residenziale pubblica assume un’importanza fondamentale. Il Comune dispone complessivamente di 11 appartamenti: uno, la Casa del Sole, è utilizzato per un progetto di cohousing; uno è attualmente libero e uno è stato recentemente ristrutturato e deve essere arredato prima di poter essere utilizzato. A questi si aggiungono i 43 alloggi di proprietà ATER, dei quali 10 risultano attualmente liberi. Secondo quanto comunicato da ATER, per quattro di questi alloggi sono stati programmati e finanziati interventi di ristrutturazione, mentre per gli altri si è in attesa di reperire le risorse necessarie. Ad oggi, però, non risultano lavori in corso negli alloggi liberi. E alcuni appartamenti risultano inutilizzati da molti anni. “È una situazione che incide concretamente sulla possibilità di dare risposte alle famiglie in difficoltà. - sottolinea l’assessore al sociale e vice sindaco Elisabetta Roetta - Gli alloggi che rimangono vuoti, infatti, hanno spesso una metratura importante e più camere da letto. Paradossalmente, quindi, mentre ci sono appartamenti non utilizzati, il Comune non riesce a soddisfare le
esigenze di famiglie che si trovano ai primi posti della graduatoria del bando per l’assegnazione degli alloggi pubblici, che viene pubblicato ogni due anni. Una questione che non può essere affrontata solo con l’edilizia pubblica”. “Per questo - conclude Roetta - è necessario lavorare su più fronti: rendere disponibili gli alloggi pubblici oggi inutilizzati, accelerando gli interventi necessari; aumentare, dove possibile, il patrimonio abitativo destinato alle situa-
zioni di fragilità; ma anche individuare strumenti che possano favorire l’incontro tra domanda e offerta nel mercato privato. L’Amministrazione comunale non si limita a intervenire sull’emergenza, ma cerca di accompagnare le persone che vivono una situazione di difficoltà verso percorsi di autonomia, sostenendole nella ricerca di una soluzione abitativa e nella gestione delle proprie risorse finanziarie”. • Nicola Stievano
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I dati: tra Abano e Montegrotto appena 17 alloggi disponibili per l’affitto
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ono appena 17 gli alloggi disponibili in affitto tra le due città termali: 11 ad Abano Terme e 6 a Montegrotto Terme, secondo i dati più recenti di Immobiliare.it relativi ad agosto 2026. Un’offerta ridotta che si riflette anche sui prezzi, pur con andamenti opposti tra i due Comuni. Ad Abano Terme il canone richiesto si attesta in media a 10,84 euro al metro quadro, in crescita del 7,65% rispetto all’agosto 2025. A Montegrotto Terme, invece, l’affitto medio scende a 9,52 euro al metro quadro, con un calo dell’8,72% su base annua; il range cittadino va da un minimo di 5,18 a un massimo di 14,27 euro al metro quadro, comunque sotto la media della provincia di Padova, ferma a 13,09 euro. Sul fronte vendite il quadro è più stabile. Ad Abano Terme il prezzo medio richiesto è di 2.320 euro al metro quadro, in aumento
del 6,28% rispetto all’anno precedente, con 443 immobili attualmente sul mercato. A Montegrotto Terme i valori sono sostanzialmente allineati, 2.319 euro al metro quadro, ma con un lieve calo del 2,69% su base annua e un’offerta più contenuta, 216 annunci. Tra le vie più care di Abano Terme figurano vicolo delle Terme, via Venti Settembre e via Renato Peghin, tutte sopra i 3.000 euro al metro quadro in vendita. A Montegrotto Terme i valori più alti si registrano in vicolo Santa Teresa, via Fasolo e vicolo Santa Giustina, anch’esse oltre quota 3.000 euro. Un mercato, quello termale, che continua ad attrarre acquirenti ma che lascia sempre meno margine a chi cerca una casa in affitto. • (N.S.)
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L’andamento del prezzo medio di vendita ad Abano Terme
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ABANO
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Urbanistica. 38 nuovi alberi, spazi per la comunità e un padiglione vetrato
PIAZZA CADUTI, UN PROGETTO AMBIZIOSO E PARTECIPATO PER IL FUTURO DELLA CITTÀ U na piazza più verde, accogliente e vissuta, capace di custodire la memoria e rispondere alle esigenze di oggi. Con l’approvazione del Masterplan per la rigenerazione di Piazza Caduti, la Giunta comunale compie un passo importante nel percorso per restituire a quest’area una piena funzione pubblica e civica. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova. Protagonisti del lavoro sono stati il professor Edoardo Narne, che ha portato ad Abano l’esperienza e il metodo maturati lavorando al fianco di Renzo Piano, e il gruppo universitario, con il contributo dei giovani progettisti. Un percorso sostenuto dall’ascolto delle categorie economiche, delle associazioni e dei cittadini, per costruire una visione condivisa di uno spazio centrale nella vita della comunità. “Abbiamo scelto di dedicare a questa parte di Abano un lavoro ambizioso, mettendo
insieme competenze autorevoli e conoscenza quotidiana della città – dichiara il sindaco Federico Barbierato –. Una piazza si misura anche da quanto le persone hanno voglia di fermarsi, incontrarsi e viverla. Per questo siamo partiti dai bisogni di chi frequenta gli uffici comunali, le attività e i servizi, mantenendo saldo il legame con la storia del luogo”. Il Masterplan considera la piazza come un insieme unitario di verde, percorsi pedonali, spazi per la sosta, occasioni di incontro e funzioni civiche. Sono previsti 38 nuovi alberi, più ombra e una nuova pavimentazione finalizzata a ridurre l’impermeabilizzazione. Il monumento ai Caduti resterà nella posizione attuale, conservando il proprio ruolo nella memoria collettiva. La proposta comprende anche un nuovo spazio pubblico con ampie vetrate, pensato per accogliere chi attende di accedere al municipio e per ospitare riunioni, incontri e piccoli concerti. Un luogo utile nella quotidianità, che possa offrire riparo
dal caldo e dal freddo e contribuire a rendere la piazza frequentata durante tutto l’arco della giornata. “Il contributo dell’Università e del professor Narne ci ha aiutato a guardare oltre il singolo intervento e a immaginare come quest’area possa servire meglio Abano negli anni – prosegue Barbierato –. La partecipazione ha dato sostanza al progetto:
chi vive una piazza conosce necessità e possibilità che devono trovare spazio nelle scelte pubbliche”. Nel percorso si inserirà il prossimo accordo pubblico-privato per la rigenerazione dell’ex Hotel Salvagnini: non aumenterà la volumetria esistente, ma la ridurrà, senza deroghe alle altezze consentite. Il Masterplan approvato costituisce il
quadro di indirizzo per le successive fasi di progettazione. “È un impegno concreto per Abano – conclude il sindaco –: recuperare spazi, migliorare la qualità urbana e lasciare alla comunità luoghi più belli, accessibili e utili, costruiti attraverso il confronto”. • Federico Franchin
KURSAAL, BARBIERATO: “FIDUCIA NELL’IMPEGNO DI CANELLA. ORA SERVONO PASSI CONCRETI”
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l sindaco di Abano Terme, Federico Barbierato, accoglie con fiducia le dichiarazioni del presidente della Provincia di Padova, Daniele Canella, sulla volontà di imprimere nuovo slancio alla riqualificazione del Kursaal. “È positivo che il presidente Canella indichi il recupero del Kursaal tra le priorità della propria agenda e manifesti la determinazione ad affrontare le criticità che finora hanno rallentato questo percorso – dichiara Barbierato –. Conosce il dossier e le difficoltà incontrate: sono fiducioso che questa consapevolezza possa favorire il passaggio dalle ipotesi progettuali alle decisioni operative. Da parte del Comune troverà piena disponibilità al
confronto e alla collaborazione”. Il Kursaal rappresenta un luogo simbolico per Abano Terme. La sua riqualificazione riguarda la qualità del centro cittadino, l’attrattività della destinazione termale e la possibilità di restituire alla comunità spazi oggi inutilizzati. “Comprendiamo la complessità dell’intervento e la necessità di individuare una soluzione sostenibile – prosegue il sindaco –. L’assenza di proposte concretamente percorribili dopo l’avviso pubblico rende ancora più necessario definire come proseguire, quali strumenti utilizzare e con quali tempi. Il lavoro progettuale già svolto costituisce una base da valorizzare, ma cittadini e operatori economici
hanno bisogno di vedere una prospettiva concreta”. L’amministrazione comunale auspica quindi che la nuova fase annunciata dalla Provincia possa tradursi quanto prima in un confronto operativo, con obiettivi, responsabilità e tempi riconoscibili. “La disponibilità espressa da Canella è un segnale che accolgo con favore – conclude Barbierato –. Condividiamo l’obiettivo di restituire dignità e funzione a questo luogo e siamo pronti a fare la nostra parte. Proprio per questo chiediamo che all’impegno seguano passi concreti: il Kursaal attende da troppi anni e Abano non può più attendere”. • (F.F.)
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Ambiente. 2.625 nuove piante in quattro anni
IL VERDE PROTAGONISTA DI UNA CITTÀ SEMPRE PIÙ VIVIBILE O ltre 2.600 nuove piante pubbliche in quattro anni, altre 421 alberature rilevate nelle pratiche edilizie del biennio 2025–2026. Ora 100 mila euro per sostituire circa 80 alberi compromessi. Più ombra lungo le strade, più verde nei quartieri, parchi dove incontrarsi e passeggiare. Abano Terme investe in un patrimonio che cresce insieme alla città: gli alberi. Una presenza che accompagna la vita quotidiana dei cittadini, valorizza il paesaggio e aiuta ad affrontare le estati sempre più calde. Negli ultimi quattro anni sono state messe a dimora 2.625 nuove piante pubbliche, che si aggiungono alle oltre 20.000 già esistenti. Un impegno concreto che conferma il verde come protagonista delle scelte dell’Amministrazione e del futuro di Abano. Anche gli interventi privati contribuiscono a questo percorso: il monitoraggio delle pratiche edilizie registra 421 nuove alberature nel biennio 2025–2026. Dietro questi numeri c’è un’idea precisa di città: accogliente, piacevole da vivere, capace di custodire il proprio carattere e migliorare gli spazi che ogni giorno appartengono a tutti. Un albero significa una panchina più ombreggiata, un percorso più confortevole, un luogo dove fermarsi a parlare. Benefici che crescono nel tempo e diventano parte della vita dei quartieri. Alla messa a dimora si affianca la cura del patrimonio esistente. Con la variazione di bilancio approvata il 28 settembre, il Comune ha stanziato 100 mila euro per sostituire circa 80 alberi compromessi. L’intervento comprenderà la rimozione delle ceppaie e la piantumazione di giovani esemplari, assicurando continuità al verde pubblico e accompagnandone il rinnovamento. “Il verde è una delle grandi ricchezze di Abano e vogliamo continuare a farlo crescere”, dichiara il sindaco Federico Barbierato. “Le oltre 2.600 nuove piante messe a dimora negli spazi pubblici in quattro anni raccontano un impegno che i cittadini possono vedere nelle strade e nei parchi. Ora investiamo altri 100 mila euro per sostituire gli alberi compromessi: prenderci cura di questo patrimonio significa seguirlo nel tempo, rinnovarlo e consegnarlo in salute alle nuove generazioni”. “Vogliamo una città in cui sia bello uscire di casa, camminare, incontrarsi e trascorrere tempo all’aperto”, prosegue il sindaco. “Ogni nuovo albero contribuisce
a questo obiettivo. È un investimento sulla qualità della vita, sull’identità della nostra città e sul futuro dei nostri figli”. Il cambiamento climatico rende questo
impegno ancora più necessario. Secondo i dati ARPAV, in Veneto la temperatura media annuale è aumentata dal 1992 di circa 0,6 °C per decennio; gli anni dal
2022 al 2025 sono stati i quattro più caldi della serie considerata. Abano affianca agli interventi il monitoraggio dei risultati. Individuata tra le aree pilota del progetto europeo SuPeRBE, dedicato all’adattamento ai cambiamenti climatici, partecipa inoltre al confronto promosso dalla Regione del Veneto sulle infrastrutture verdi urbane. Un percorso che unisce cura quotidiana e progettazione: più alberi, più ombra e spazi sempre più vivibili per tutti. • Federico Franchin
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Trent’anni della Scuderia Ferrari Club tra motori e solidarietà
I
l rombo dei motori e il rosso delle carrozzerie hanno trasformato per ore il centro di Abano Terme in una piccola Maranello. Nel primo weekend di ottobre la Scuderia Ferrari Club Abano Terme ha celebrato i suoi trent’anni con due giornate di festa. Il programma è cominciato a Maranello, dove almeno un centinaio di soci ha visitato il Museo Ferrari. Tra monoposto, vetture stradali, trofei e immagini d’epoca, il gruppo ha ripercorso le tappe che hanno reso il Cavallino Rampante un simbolo italiano conosciuto nel mondo. Domenica invece la festa si è trasferita ad Abano. Una cinquantina di Ferrari ha riempito la zona pedonale nei pressi dell’Hotel Trieste & Victoria, attirando un grande pubblico. Telefoni alzati per le fotografie, bambini incantati davanti alle auto e tanti ricordi condivisi hanno accompagnato una mattinata spettacolare. Nel Tempio del Benessere dell’hotel si è svolto anche l’incontro con le istituzioni, durante il quale sono stati ripercorsi i trent’anni del sodalizio fondato nel 1996 e presieduto da Giuseppe Fidanzia. “È stato un fine settimana ricco di emozioni, vissuto insieme alle persone che hanno contribuito a costruire la nostra storia”, ha spiegato Fidanzia. “Vedere tante Ferrari nel centro della città e una partecipazione così calorosa è stato il modo più bello per festeggiare questo traguardo”. In tre decenni il club ha organizzato incontri in Italia e all’estero, creando legami con i sodalizi di Shanghai e Curitiba. Alla passione per i motori ha affiancato la solidarietà, sostenendo associazioni locali e il Centro oncologico pediatrico dell’Ospedale di Padova. Il weekend si è chiuso tra fotografie, applausi e il suono delle Rosse, con Abano capitale termale della passione Ferrari.
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Messaggio pubbliredazionale
Notiziario del Comune di Abano Terme - OTTOBRE 2026
abano terme NEWS Città di Abano Terme
CITTÀ DI ABANO TERME
ABANO TEATRO
2026/2027 • 37^ STAGIONE DI PROSA • TEATRO MARCONI
Via Pio X (a fianco del Duomo San Lorenzo) - inizio spettacoli ore 21.00
STAGIONE DI PROSA
26 novembre 2026 Theama Teatro Processo par ‘na broca rota Commedia brillante in lingua veneta di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese regia Piergiorgio Piccoli
15 dicembre 2026 Balletto di Mosca Russian Classical Ballet Il Lago dei Cigni
balletto in due atti su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij coreografie Marius Petipa direzione artistica Evgeniya Bespalova
22 gennaio 2027 Lucia Vasini, Paolo Hendel, Viola Lucio, Marco Mavaracchio Terzo tempo di Lidia Ravera liberamente ispirato all’omonimo romanzo drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano regia e luci Emanuela Giordano
25 febbraio 2027 Corrado d’Elia Galileo, oltre le stelle di e con Corrado d’Elia scene e grafiche Chiara Salvucci
23 marzo 2027 Mario Autore Anna Iodice Domenico Pinelli Uno nessuno e centomila di Luigi Pirandello adattamento teatrale e regia Domenico Pinelli
9 aprile 2027 Enzo Decaro L’avaro immaginario In viaggio verso Molière, da Napoli a Parigi
regia e drammaturgia Enzo Decaro
ALTRI PERCORSI 27 gennaio 2027 Maria Amelia Monti Gigio Alberti Lungs | Polmoni di Duncan Macmillan regia Alberto Giusta
18 febbraio 2027 Walter Veltroni Le emozioni che abbiamo vissuto Gli anni ‘70, sole e luna
di e con Walter Veltroni e la partecipazione di Khamilla
4 marzo 2027 Giorgia Trasselli Andrea Carpiceci Alda Merini. Una donna sospesa tra il dolore e la gioia
drammaturgia e regia Antonio Nobili
21 aprile 2027 Angelo Mellone Ripetizioni d'amore: ditemi se ho capito bene! di e con Angelo Mellone regia Raffaele Fusaro
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ABANO
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Eventi. Hendel, Veltroni, Monti e Decaro, danza e commedie, con cinque matinée dedicate alle scuole
GRANDI INTERPRETI E NUOVE EMOZIONI PER LA STAGIONE DEL TEATRO MARCONI D al 26 novembre al 21 aprile la 37esima rassegna di prosa. Hendel, Veltroni, Monti e Decaro tra i protagonisti. Cinque appuntamenti dedicati alle scuole. Una stagione capace di far sorridere, emozionare e riflettere, portando ad Abano Terme grandi interpreti e storie che parlano al presente. Il Teatro Marconi presenta il cartellone 2026–2027: la rassegna di prosa, giunta alla 37esima edizione, si svolgerà dal 26 novembre al 21 aprile, affiancando agli spettacoli serali cinque matinée per le scuole. “Accogliamo questa stagione con grande entusiasmo: la qualità del programma e degli interpreti è motivo di orgoglio per Abano – dichiara il sindaco Federico Barbierato –. Il Marconi offre al pubblico occasioni preziose per incontrare il teatro nelle sue diverse espressioni: la comicità, i classici, la danza, i racconti della memoria e le domande del nostro tempo. Ci sono nomi importanti, ma soprattutto c’è una proposta culturale ricca, che invita a uscire di casa, incontrarsi
e condividere un’emozione. È questo il valore di un teatro vivo nella propria città”. Ad aprire la rassegna, il 26 novembre, sarà “Processo par ’na broca rota” di Theama Teatro, commedia in lingua veneta di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese. Il 15 dicembre spazio alla danza con “Il lago dei cigni”, presentato dal Russian Classical Ballet. Il 22 gennaio Paolo Hendel porterà in scena “Il terzo tempo”, affidando alla sua comicità uno sguardo sulla vita e sul tempo che passa. Il programma intreccia grandi autori e percorsi personali. Il 18 febbraio Walter Veltroni presenterà “Le emozioni che abbiamo vissuto”, viaggio nei ricordi e nella memoria collettiva; il 25 febbraio Corrado d’Elia proporrà “Galileo, oltre le stelle”. Il 4 marzo Giorgia Trasselli darà voce ad Alda Merini in “Una donna sospesa fra il dolore e la gioia”, mentre il 23 marzo Mario Autore, Anna Iodice e Domenico Pinelli interpreteranno “Uno nessuno centomila”, da Pirandello. Il 9 aprile Enzo Decaro sarà protagonista di “L’avaro immaginario. In viaggio verso
Molière, da Napoli a Parigi”. A chiudere la stagione, il 21 aprile, sarà Angelo Mellone con “Ripetizioni d’amore: ditemi se ho capito bene!”. Fuori abbonamento, il 27 gennaio, Maria Amelia Monti e Gigio Alberti proporranno “Lungs – Polmoni”, di Duncan Macmillan. Particolare attenzione è riservata agli studenti, con cinque spettacoli che spaziano dalla storia del territorio a Shakespeare, dall’inglese al
poema omerico: “Malabrenta”, “A cup of tea with Shakespeare”, “Loch Ness Mystery”, “Storia di un no” e “Iliade. Il coraggio dei codardi”. “Mi rende felice lo spazio dedicato ai ragazzi – conclude Barbierato –. Entrare in teatro significa scoprire linguaggi nuovi, esercitare la curiosità e imparare ad ascoltare. Invito i cittadini a lasciarsi coinvolgere: ogni serata può regalarci
una risata, una domanda, un punto di vista inatteso. Il sipario si apre sul palco, ma le storie continuano dentro di noi”. Gli spettacoli serali inizieranno alle 21, le matinée alle 10.30. Prezzi e modalità di acquisto per la stagione serale saranno comunicati attraverso i canali ufficiali del Comune. • Federico Franchin
Salesiani di Monteortone, parla il sindaco
“C
omprendo l’attenzione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste per il futuro del complesso dei Salesiani di Monteortone. È un luogo che appartiene alla storia e all’identità di Abano, in un contesto paesaggistico di grande valore. Per questo è importante distinguere le regole oggi in vigore dalle ipotesi su ciò che potrebbe accadere”. Queste le parole del sindaco Federico Barbierato sulla vendita dello storico monastero sui colli. “La destinazione urbanistica del complesso resta religiosa e alberghiera - continua il sindaco -. Gli edifici
esistenti possono essere ristrutturati, ma non demoliti e ricostruiti. Eventuali ampliamenti sono ammessi soltanto per le parti destinate ai servizi. Non è quindi possibile trasformare liberamente l’area. Qualsiasi proposta dovrà rispettare le prescrizioni urbanistiche e le tutele storiche, monumentali, paesaggistiche, ambientali e idrogeologiche, oltre a ottenere le autorizzazioni degli enti competenti. La messa in vendita non equivale all’approvazione di un progetto. Prima di prendere decisioni occorreranno proposte concrete e verifiche puntuali. Il Comune esaminerà gli effetti di ogni eventuale
intervento sul territorio e darà conto del percorso amministrativo. Ascolteremo le osservazioni dei cittadini e delle associazioni, comprese quelle espresse attraverso la raccolta di firme. Monteortone merita un futuro che custodisca il suo patrimonio e ne consenta una valorizzazione rispettosa. Come Amministrazione vigileremo con rigore - conclude Barbierato -. Su un luogo così importante per Abano, ogni scelta dovrà essere valutata alla luce delle regole e dell’interesse della comunità”. • (F.F.)
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Ambiente. Oltre 4mila alberi geolocalizzati con schede dettagliate
E’ ONLINE LA MAPPA IL VERDE PUBBLICO Q uanti alberi ci sono nella propria strada? Quali parchi hanno giochi, fontanelle o spazi per lo sport? Ora basta consultare il sito del Comune per trovare le risposte. È online la mappa interattiva del verde pubblico, che permette di esplorare le 4.157 piante censite nel territorio e conoscere posizione, specie, dimensioni e stato di salute di ciascuna. Lo strumento rende accessibile il lavoro di ricognizione del patrimonio comunale. Ogni albero è geolocalizzato e accompagnato da
una scheda con nome comune, genere botanico, numero identificativo, altezza, diametro del tronco e condizioni fitosanitarie. Sono informazioni utili ai tecnici per programmare gli interventi e ai residenti per conoscere le piante che incontrano ogni giorno. Secondo i dati diffusi dall’amministrazione, Montegrotto conta 36,01 alberi ogni cento abitanti e 40,80 metri quadrati di verde per residente. Valori superiori alle medie dei capoluoghi richiamate dal Comune: tra dieci e venti alberi ogni cento abitanti nei dati Istat e tra venti e trenta metri quadrati di verde per persona nelle rilevazioni di Legambiente. “È il frutto di una scelta amministrativa deliberata, quella di dotarsi di un censimento completo pur non rientrando nell’obbligo di legge”, spiega l’assessora al Verde Laura Zanotto. La città, con poco più di 11.500 residenti, ha scelto di investire nella conoscenza del proprio patrimonio anche al di sotto della soglia dei 15 mila abitanti indicata dall’amministrazione. La consultazione consente di filtrare i contenuti e individuare aree
verdi, parchi fruibili, fontanelle, aree cani e spazi sportivi. Il sistema viene aggiornato annualmente. La versione disponibile fotografa la situazione al 31 dicembre 2025 e non comprende ancora i 615 alberi messi a dimora nel Parco dei Filosofi, realizzato in area golenale grazie a un bando della Provincia. Sono state scelte specie autoctone coerenti con il paesaggio locale, destinate ad aumentare ombra e biodiversità. Un altro intervento riguarda Piazza Primo Maggio, dove la riqualificazione integra pavimentazioni permeabili, aiuole per raccogliere e trattare l’acqua piovana e piante selezionate per adattarsi al clima. “Il censimento del verde è uno strumento fondamentale per conoscere, tutelare e valorizzare il nostro patrimonio naturale”, sottolinea il sindaco Riccardo Mortandello. “I dati aggiornati confermano l’impegno dell’Amministrazione nel garantire una città più verde, più sicura e più vivibile”. La mappa si raggiunge dalla homepage del sito del Comune. • Federico Franchin
Via libera alla sede della Croce Rossa e al centro sanitario per anziani
D
ue progetti per rafforzare i servizi sanitari e socio-sanitari a Montegrotto Terme. La giunta municipale ha approvato il piano di fattibilità tecnico-economica della sede della Croce Rossa in via Caposeda e il progetto esecutivo del centro sanitario per anziani previsto nell’area dell’ex hotel Rio d’Oro, già demolito, in via Virgilio. Per la Croce Rossa è stato individuato l’edificio comunale che in passato ospitava già il comitato delle Terme Euganee. L’approvazione permetterà di accedere alla seconda fase del bando “Attivare Risorse per le Comunità” della Fondazione Cariparo, con l’obiettivo di ottenere un contributo di 450 mila euro. Il progetto prevede una quota comunale di 639.867 euro e un cofinanziamento della Croce Rossa di 140.505 euro. La sede operativa avrà carattere intermunicipale e sarà al servizio dei territori di Montegrotto, Abano e Torreglia. L’intervento punta a migliorare gli spazi destinati ai volontari,
rendendoli più sicuri e funzionali, e a potenziare le attività di assistenza. Tra gli obiettivi figurano il trasporto sanitario gratuito per i residenti di Montegrotto e il supporto sanitario durante le manifestazioni pubbliche. Il secondo intervento riguarda il centro sanitario per anziani nell’area dell’ex hotel Rio d’Oro. Il progetto esecutivo prevede un edificio con una superficie utile di almeno 261 metri quadrati, che sarà costruito interamente a cura e spese di Namira Sgr Spa e successivamente ceduto gratuitamente al Comune. L’opera costituisce un beneficio pubblico quantificato in 360 mila euro e rientra nell’accordo pubblico-privato che ha consentito il cambio di destinazione dell’area, dove sorgerà la futura Rsa. La struttura sarà dotata di parcheggi, spazi verdi, sottoservizi e impianti moderni, con particolare attenzione all’eliminazione delle barriere architettoniche. • (R.T.)
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Il convegno. Professionisti di diversi settori riuniti per una panoramica a 360 gradi
Fibromialgia: un approccio multidisciplinare per ritrovare il benessere della persona
S
i è tenuto presso la sala congressi dell’Hotel Terme Millepini, in collaborazione con il centro Medwell Center, un importante convegno multidisciplinare dedicato a una delle patologie croniche più complesse e diffuse della nostra epoca: la fibromialgia. L’evento ha riunito specialisti di differenti settori per offrire una panoramica a 360° sulla gestione quotidiana della malattia, con l’obiettivo di fornire ai pazienti strumenti concreti per migliorare la qualità della vita, ridurre i sintomi e affrontare il percorso di cura con maggiore serenità. Al centro del dibattito è emerso un principio
chiave: la fibromialgia non può essere affrontata con un singolo intervento, ma richiede una strategia integrata che unisca medicina antalgica, nutrizione personalizzata ed esercizio fisico adattato. Nutrizione e Nutraceutica: colmare le carenze e riequilibrare il metabolismo. La prima ad analizzare il quadro clinico è stata la Dott.ssa Carolina Capriolo, biologa nutrizionista specializzata in metabolomica clinica. “Il mio ruolo è quello di valutare un percorso ad hoc sulla condizione specifica del paziente”, ha spiegato la Dott.ssa Capriolo. “Insieme alla gestione alimentare, curiamo la
scelta di vitamine e oligoelementi con l’obiettivo di colmare quelle carenze biochimiche che spesso si insinuano e aggravano questa patologia”. L’approccio nutrizionale integrato permette di agire sui processi infiammatori e metabolici di fondo, ponendo le basi organiche per una risposta migliore alle altre terapie. Terapia Antalgica e Medicina Specialistica. A completare la squadra medica è intervenuto il Dott. Federico Boaretto, medico anestesista ed esperto in terapia antalgica ed agopuntura, che si occupa del trattamento diretto del dolore cronico. La gestione del sintomo doloroso rappresenta infatti il punto di partenza fondamentale per permettere al paziente di recuperare la mobilità e la serenità necessarie per intraprendere un percorso di riabilitazione attivo. Esercizio Fisico Adattato: “Attività motoria sì o no?”. Uno dei temi più attesi del convegno è stato chiarito da Paolo Cruder, tecnico motorio e chinesiologo specializzato nella gestione di situazioni fisiopatologiche e sistemi disfunzionali. Rispondendo al dubbio ricorrente tra i pazienti su quanto e come ci si debba muovere, Cruder ha fugato ogni incertezza: “Attività motoria e esercizio fisico sicuramente sì, ma ad un patto: che siano adattati”, ha sottolineato Cruder. “L’esercizio fisico adattato è a tutti gli effetti uno dei trattamenti d’eccellenza per questa problematica. Non si deve agire per sentito dire o con
“Chiamerei Flavio Briatore”: la proposta di Luca Claudio
“C
hiamerei Flavio Briatore per rilanciare le terme di Abano e Montegrotto. Ha già uno staff e professionisti capaci di promuovere il territorio: non servono nuovi uffici, enti o poltrone”. Luca Claudio, candidato sindaco a Montegrotto ed ex sindaco delle due città, lancia la sua proposta per utilizzare i 4,5 milioni di euro che arriveranno dalla Regione in tre anni per la promozione e il marketing turistico delle Terme e dei Colli Euganei. “Una parte dei fondi dovrebbe servire, con un accordo tra gli enti, ad acquistare e ristrutturare il Palazzo del Turismo di Montegrotto e il Kursaal di Abano. Devono tornare a essere luoghi vivi, aperti alle iniziative per i turisti, alle associazioni e ai cittadini. Con il denaro rimanente affiderei a Briatore il compito di far conoscere le nostre terme nel mondo”. Claudio immagina una destinazione capace di richiamare più gente: “Dobbiamo valorizzare le cure termali, il benessere e il turismo di lusso. Abano e Montegrotto possono diventare una Cortina delle terme. Briatore saprebbe collegarle a Venezia, all’Arena di Verona, al lago di Garda e a Cortina. Potrebbe portare visitatori, investimenti e lavoro, magari diventare lui stesso il primo a investire qui”.
improvvisazione, ma affidarsi a chi ha competenze specifiche per strutturare metodologie e carichi di lavoro adatti alla singola condizione”. Un’adeguata attività motoria, seguita anche in sinergia con la chinesiologa Eleonora Boaretto, permette di riattivare il sistema muscolare e neurologico senza scatenare le classiche riacutizzazioni del dolore. Il convegno all’Hotel Millepini ha
riaffermato l’importanza dell’alleanza tra professionisti della salute. La combinazione di controllo del dolore, alimentazione mirata e movimento consapevole rappresenta la strada maestra per gestire la fibromialgia non più come un limite insormontabile, ma come una condizione da maneggiare con cura ed efficacia. • Federico Franchin
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L’ex sindaco critica il modo in cui, a suo giudizio, sono stati spesi finora i soldi per il turismo: “Quattro milioni e mezzo in tre anni non sono la panacea di tutti i mali. In questi anni la promozione è stata un fallimento. Non voglio che le risorse finiscano in consorzi, nomine, incarichi agli amici o nuovi stipendi. Il bacino termale merita un progetto ambizioso e persone che sappiano realizzarlo”. Claudio chiama in causa la Regione e gli imprenditori locali: “Abbiamo il bacino termale più grande del mondo, eppure non siamo riusciti a valorizzarlo. Bisogna cambiare strada”. • (F.F.)
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Urbanistica. In arrivo aree pubbliche, parcheggi e misure per la sicurezza ambientale
Polo commerciale all’ex Casablanca
L
’ex Casablanca si prepara a cambiare volto: al posto della sala da ballo, oggi chiusa e con le pertinenze in abbandono, è prevista un’area commerciale con un punto vendita alimentare di 1.500 metri quadrati e una parte non alimentare di 1.000. La Regione ha concluso la verifica ambientale sul piano, aprendo la strada alla sua approvazione definitiva da parte del Comune. La commissione regionale, con il parere del 17 settembre, ha deciso di non sottoporre il progetto alla VAS, la Valutazione ambientale strategica. In parole semplici, l’esame preliminare dei documenti non ha individuato effetti significativi sull’ambiente tali da richiedere questa ulteriore procedura, purché siano recepite le indicazioni previste. Il Comune dovrà spiegare in una relazione come le
avrà applicate in sede di approvazione. «Con questo via libera regionale potremo approvare definitivamente il piano di lottizzazione relativo all’accordo pubblico privato dell’ex Casablanca», annuncia il sindaco Riccardo Mortandello. L’area passerà dalla destinazione per attività ricreative a quella commerciale. L’intervento riguarda un ambito di oltre 22 mila metri quadrati nella parte nordorientale della città. Il documento regionale indica un solo edificio, con un piano fuori terra e una superficie edificabile massima di 3.800 metri quadrati. La superficie di vendita complessiva potrà arrivare a 2.500 metri quadrati. “Il progetto prevede importanti ricadute pubbliche”, sottolinea Mortandello. Sono previsti 3.700 metri quadrati di parcheggi privati a uso pubblico e un’area di circa 4.700 metri quadrati da cedere al Comune, destinata a verde e parcheggi a servizio del Palaberta. A completare le opere ci saranno un ponte carrabile su via Lachina e il potenziamento dei collegamenti ciclabili e pedonali. Il parere affronta nel dettaglio anche le cautele da adottare. Nell’area è presente un rischio idraulico, per il quale sono state individuate opere di mitigazione. Prima dell’approvazione dovrà essere fornita la documentazione richiesta dall’Autorità di bacino. Sono inoltre previste anche
verifiche sui terreni e sull’eventuale presenza di amianto negli edifici da demolire. Gli edifici dovranno garantire efficienza energetica, con impianti da fonti rinnovabili sui tetti e nei parcheggi. Sarà necessario valutare il rumore anche attraverso misurazioni vicino alle abitazioni. In cantiere dovranno essere contenuti polveri, scarichi e disturbi acustici. “In questi anni la nostra amministrazione si è impegnata in importanti percorsi amministrativi che hanno portato a investimenti che genereranno grandi benefici pubblici”, conclude Mortandello. “La rigenerazione dell’ex Casablanca è uno di questi e si inserisce nell’ambito di un programma di generale riqualificazione del territorio”. • Federico Franchin
Viale stazione, fiaccolata per chiedere la riapertura
L
a protesta sulla viabilità è arrivata in piazza con la fiaccolata promossa dall’associazione “La Precedenza”. Il ritrovo si è tenuto in piazzale Stazione, da dove è stato rilanciato l’appello a rivedere le limitazioni di viale Stazione e i collegamenti tra il centro, Mezzavia e Turri. “Non è questione di destra o sinistra, è questione di buon senso”, afferma Elisabetta Baldi, presidente dell’associazione e consigliera di opposizione. “Qui non si è isolato un viale: si stanno isolando i cittadini, un quartiere alla volta”. La richiesta è un ripensamento complessivo della viabilità, con la riapertura del viale, nessuna ulteriore limitazione della Ztl e spiegazioni tecniche sulla tenuta della pavimentazione. Secondo l’associazione, chiusure e restringimenti rendono difficili gli spostamenti dei residenti e l’accesso
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• (F.F)
SAPORI D’AUTUNNO IN PRATO DELLA VALLE 13 - 14 - 15 novembre 2026
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a negozi e alberghi. “La Precedenza” denuncia inoltre problemi per i mezzi di servizio e parcheggi occupati dai pendolari, con pochi posti disponibili per clienti e visitatori. La mobilitazione segue le finte epigrafi affisse sulle vetrine durante “I Colori d’Autunno” e lo scontro in consiglio comunale. Il sindaco Riccardo Mortandello respinge l’accusa di avere chiuso il viale: “È aperto a fasce orarie e chi vuole frequentare le attività può arrivarci anche in macchina trovando parcheggio”. Per il primo cittadino, le difficoltà commerciali dipendono anche dai consumi cambiati e dalla necessità di rinnovare vetrine e prodotti. Difende quindi la scelta di spostare il traffico di scorrimento sulle strade esterne e rendere il centro un luogo da vivere.
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SPORT
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Il summit. Presenti i campioni Iapichino, Falocchi e Valensin
L’ATLETICA AZZURRA RIPARTE DI SLANCIO CON IL RADUNO AD ABANO TERME A bano Terme torna a ospitare il raduno della Nazionale Azzurra di atletica leggera. Il summit sportivo è andato in scena tra fine settembre e i primi di ottobre. Per i campioni delle Fiamme Oro, hanno parlato Larissa Iapichino, fresca di un importante oro agli Europei di Birmingham di questa estate, Christian Falocchi, che dopo nove anni di infortuni e difficoltà personali, ha finalmente infranto il proprio record personale nel salto in alto, ed Elisa Valensin, giovanissima classe 2007 che proprio da quest’anno si trasferisce nella Città del Santo per gli studi. “Siamo a fine stagione e gli obiettivi sportivi lasciano spazio a quelli umani - spiega Larissa Iapichino -. Spero che tutti si divertano e si godano il momento: queste occasioni sono fondamentali per staccare dalla routine e creare gruppo, cosa non facile in uno sport individuale come l’atletica”. “Queste sono le occasioni per trasformare il gruppo sportivo militare in una grande famiglia, creare rapporti e scambiarsi esperienze per crescere insieme”, prosegue la campionessa internazionale.
“In pedana ci va la persona, non un’entità astratta, quindi il benessere psicofisico è fondamentale e unire al supporto quotidiano delle Fiamme Oro quello di amici e colleghi è un grandissimo aiuto”, conclude. Per Christian Falocchi, invece, la stagione sportiva passata ha rappresentato un fondamentale giro di boa: “Nove anni fa, quando ho saltato fino a 2,25 metri, i 2,30 mi sembravano il naturale passo successivo, magari da raggiungere già alla gara succesiva”. Purtroppo l’atletica, come anche la vita, può insidiarti con imprevisti di ogni tipo: “Ho avuto infortuni e operazioni che mi hanno frenato e buttato giù, nonostante la buona stagione del 2022, e il calvario è continuato fino allo scorso autunno, quando sono riuscito tornare ai livelli di un tempo”. Nell’ultima stagione indoor è finalmente arrivato il traguardo dei 2,30, spesso associato al passaggio dalle competizioni nazionali a quelle internazionali. “Era un chiodo fisso durante ogni gara. Finalmente è arrivato e mi sono tolto un grande peso, mi sento più libero e spensierato, ora per migliorare ancora c’è tempo, staremo a vedere”. Il
raduno, in quest’ottica, è un grande aiuto: “Ormai sono uno dei più vecchi - commenta con un sorriso Falocchi -, però siamo un gruppo affiatato e siamo tutti amici molto legati tra loro. Sarà divertente assistere ai riti del raduno come spettatore, ora tocca a Elisa e le altre matricole”. Ma per Elisa Valensin, i riti di passaggio non sono la preoccupazione principale: “Tra pochissimo mi trasferirò a Padova e ho appena cambiato allenatore, quindi inizia
una nuova fase della mia vita e della mia carriera per cui sono molto emozionata”. E nemmeno una campionessa come lei è esente dalle “vere” sfide della Città del Santo, in primis quella di trovare una casa a prezzi umani: “Confermo che è stata una faticaccia. Sono dovuta scendere a Padova due volte e ogni volta era come essere in gara. Appena usciva un annuncio dovevi correre a prenotare un appuntamento, altrimenti non riuscivi nemmeno a vedere
la casa prima che qualcuno te la soffiasse”. Alla fine, però, la Dea Bendata le ha sorriso e la casa l’ha trovata. “Tra poco mi trasferirò e mi aspetto un periodo di grandi novità, anche dal punto di vista umano. Sto per andare a vivere da sola per la prima volta in vita mia e tutto cambierà. Ho un po’ paura ma non vedo l’ora”, conclude la giovane atleta azzurra. • Nicola Canella
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CULTURA
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La rassegna. Un viaggio completo e sfaccettato intorno al palcoscenico e ai suoi protagonisti, appuntamenti dal 27 settembre
“LA REALTÀ NON BASTA”: AL TEATRO VERDI LA NUOVA STAGIONE PROMETTE SORPRESE T utto pronto per la nuova stagione teatrale al Verdi di Padova, che verrà inaugurata il prossimo 27 ottobre dando il via a una serie di appuntamenti da segnare in calendario. Presentata lo scorso luglio, la stagione 2026/2027 del Teatro Stabile del Veneto (che, oltre al Verdi, comprende anche il Goldoni di Venezia e il teatro Del Monaco di Treviso) si caratterizza per una scelta mirata a mescolare generi, prospettive ed epoche, in modo da proporre un viaggio completo e sfaccettato all’interno del mondo del teatro. Il titolo scelto per questa stagione, “La realtà non basta”, vuole sottolineare come il teatro, da sempre, sia in grado di fornire gli strumenti necessari per andare oltre la realtà così come ci si presenta davanti: il teatro è infatti il luogo in cui la realtà può essere osservata, ma anche e soprattutto interrogata e reinventata. In questo senso possiamo dire che il teatro, fin dalla sua
nascita, è stato in grado di traghettarci dentro processi di trasformazione che
riguardando sia lo sguardo che la stessa realtà. Per esprimere al meglio questo
concetto, per accompagnare il tema di quest’anno è stata scelta l’immagine di una farfalla, elaborata dal designer catalano Javier Jaén. Gli appuntamenti previsti per questa stagione ci parlano inoltre del cambiamento e della trasformazione insita nell’arte teatrale, che nei secoli ha saputo attraversare diverse evoluzioni, dalla tragedia greca alle nuove forme di drammaturgia contemporanea. Gli appuntamenti previsti in calendario toccano tutte le tappe di questa evoluzione, proponendo una panoramica completa delle varie forme che il teatro ha assunto nel corso del tempo e facendole dialogare tra di loro. Sul palco del Verdi si alterneranno infatti sia dei grandi classici (“Alcesti” di Euripide, “Una delle ultime sere di Carnovale” dI Carlo Goldoni, “L’arte della beffa di Molière”) sia drammi contemporanei, come “Incendi” (tragedia che richiama Edipo), e “A casa tutti bene”, trasposizione
teatrale dell’omonimo film di Gabriele Muccino. Non mancheranno nemmeno i grandi drammaturghi del Novecento, rappresentati in questa stagione da Samuel Beckett (“Finale di partita”) e Arthur Miller (“Erano tutto miei figli”), né gli spettacoli ispirati o liberamente tratti da opere di grandi penne come “La cosmicomica vita di Q”, di e con Luca Marinelli (tratto da “Tutte le Cosmicomiche” di Italo Calvino”) e “Predatori di pianura” di Andrea Pennacchi, tratto da “Bilora” di Ruzante. Completano la proposta del Verdi il “Bestiario Idrico” di Marco Paolini (storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi che attraversano l’Italia), “Oltre”, che racconta il disastro aereo delle Ande del 1972, e “Il delirio del particolare”, opera in cui aleggia lo spettro di un architetto in cui è facile riconoscere Carlo Scarpa scritta da Vitaliano Trevisan. • Francesca Tessarollo
A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo
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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione
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a ritmo di musica. L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente
materiali compostabili e riciclabili. Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che
permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una atmosfera appunto, soft, ma da club. Il 22 ottobre ecco ElettroFolpo, con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino. Venerdì 23 ottobre LadyFolpo, notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese. Sabato 24 FolpoLoco e FolpoBunny con Ali Selecta e con XREITO. Domenica 25 con TechnoFolpo e Fopo Vibes la Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice. Il 26 ottobre Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo, con MC Matt e la celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia. Gran finale martedì 27 con House of Folpo e uno dei padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere del reggae veneto.
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la
maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera
tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto
psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che
sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
alle 600 mila persone finora sole”
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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”
RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia
ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un
sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei
rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia
prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».
BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”
“U
n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a
valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.
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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio
“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-
ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area
Il senatore Udc Antonio De Poli
per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio
vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di
che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.
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REGIONE
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due
chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?
Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come
prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia
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La copertina di “Il mito di Narciso”
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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle
Emanuele Apostolidis
in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per
liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
F
are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
La spesa più leggera
Non aspettare l’offerta!
2000
Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
DESPAR
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www.lapiazzaweb.it
Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre
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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antin-
fluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono
essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò,
direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027:
somministrazione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato
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