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Rovigo, più bus per l’università: 34 corse al giorno dal 10 settembre
Energia, il Veneto sfida il monopolio e punta sulle multiutility del territorio
Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione
pag. 14
I
n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.
CONFERMATI I PROGETTI EDUCATIVI, CAMBIARE INDIRIZZO E’ PIU’ FACILE servizi alle pag. 4-5
NUOVO SCOSSONE PER LA GIUNTA CITTADIN REVOCA LE DELEGHE A BIMBATTI
servizi alle pagg. 6 e 7
AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”
segue a pag. 19
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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE
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SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE
La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche. segue a pag. 3
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FACCIAMO IL PUNTO
di Rovigo
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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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NUOVI AGENTI PER LA POLIZIA DI STATO
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afforzare la presenza della Polizia di Stato sul territorio Polesano. È questo l’obiettivo dell’assegnazione di 26 nuovi agenti alla Questura di Rovigo, accolti dal Questore al termine del percorso formativo svolto nelle Scuole Allievi Agenti della Polizia di Stato. I neoagenti, otto donne e diciotto uomini, hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione agli inizi di agosto e ora iniziano il loro servizio operativo nelle diverse sedi della provincia. Una parte significativa dei nuovi arrivi interesserà proprio il territorio deltino. Sei agenti saranno assegnati al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adria, mentre nove prenderanno servizio nel Commissariato di Porto Tolle, rafforzando così due presìdi strategici per un’area che durante la stagione estiva, vede aumentare sensibilmente le esigenze di controllo del territorio e di sicurezza. Gli altri undici agenti entreranno invece a far parte degli organici della Questura di Rovigo. Nel corso dell’incontro di benvenuto, il Questore Andrea Straffelini ha ricordato ai giovani poliziotti il significato del giuramento appena prestato, invitandoli a svolgere il proprio servizio con impegno, senso del dovere e spirito di responsabilità nei confronti della comunità Polesana. Nel salutarli, il Questore ha ricordato loro i doveri assunti con il Giuramento, esortandoli al massimo impegno al servizio della comunità Polesana ed ha poi così commentato, rivolgendosi anche ai Funzionari della Questura presenti alla breve cerimonia: “Accogliere degli Agenti di nuova nomina è sempre un momento di grande gioia professionale e richiamo alla responsabilità per noi tutti. Queste ragazze e questi ragazzi sono il futuro della Polizia di Stato, a noi il compito di guidarli e sostenerli, cosicché possano, quanto prima, diventare punto di riferimento per la sicurezza delle nostre Comunità” .
Il Questore: “Saranno il futuro della sicurezza delle nostre comunità”
isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.
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• Guendalina Ferro
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Questa edizione raggiunge la città di Rovigo per un numero complessivo di 10.119 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.
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Chiuso in redazione il 15 settembre 2026
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Focus scuola/1. Dai nidi alle secondarie di primo grado
IL COMUNE CONFERMA I NUMEROSI PROGETTI EDUCATIVI GIÀ COLLAUDATI D are continuità ai progetti già entrati nelle scuole e, dove possibile, ampliarli. È l’indirizzo dell’assessore Dominga Milan, che punta a consolidare anche nel nuovo anno scolastico le iniziative educative promosse dal Comune di Rovigo per accompagnare bambini
e ragazzi nel loro percorso di formazione. Una platea significativa. L’ultima fotografia disponibile presso la Sezione Istruzione del Comune, riferita a gennaio 2026, contava infatti 3.143 alunni nei quattro istituti comprensivi della città: 411 bambini nelle scuole dell’infanzia, 1.511 alunni
nelle primarie e 1.221 studenti nelle secondarie di primo grado. È a questa comunità scolastica, oltre che ai bambini dei nidi, che si sono rivolte le azioni messe in campo dall’Amministrazione nel precedente anno scolastico, alcune delle quali realizzate in collaborazione con altri partner. Progetti differenti per contenuti e fasce d’età, accomunati dall’obiettivo indicato dal Comune di favorire il processo formativo e l’inclusione degli studenti. Tra le esperienze avviate nel corso del 2026 c’è “Costruttori di Futuro – L’Acqua come Energia della Vita”, l’iniziativa con la platea più ampia, che ha coinvolto tutte le scuole del territorio comunale, dai nidi alle secondarie di primo grado. Agli istituti sono stati forniti kit educativi per promuovere le competenze STEM e STEAM, all’interno di un percorso orientato all’educazione sostenibile e partecipata. Ai bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia è stata invece dedicata la pubblicazione “Celestina – Un dono per i bambini, un investimento per il futuro della nostra comunità”. Anche in questo caso il filo conduttore è stato l’acqua, proposta ai più piccoli attraverso il linguaggio della fantasia, della
poesia e delle immagini. Un terzo intervento ha riguardato specificamente le scuole primarie, che nell’ultima rilevazione disponibile contavano 1.511 alunni nei quattro comprensivi cittadini. Per l’anno scolastico 2026/2027 l’iniziativa ha previsto la distribuzione di quaderni e diari scolastici destinati agli alunni. Dai più piccoli dei nidi fino ai ragazzi delle medie, emerge quindi una progettualità articolata per fasce d’età, che l’Amministrazione non intende lasciare come esperienza isolata. Secondo quanto riferito dal Comune, le iniziative hanno ricevuto un riscontro positivo da parte delle istituzioni scolastiche e delle famiglie coinvolte, che ne hanno riconosciuto il valore educativo e formativo. È da questa risposta che parte la scelta dell’assessore Milan per il nuovo anno scolastico: consolidare e implementare quanto già sperimentato, ampliandone, ove possibile, la portata e l’efficacia. La linea è dunque quella della continuità: partire dai progetti già realizzati per proseguire il lavoro a fianco delle scuole, mantenendo formazione e inclusione come obiettivi comuni.
forte collegamento con il mondo produttivo: lezioni in aula e laboratori si alternano a lunghi periodi di stage in azienda, mentre professionisti e imprenditori partecipano direttamente alla progettazione e alla realizzazione dei corsi. Un modello che, secondo la ricerca, favorisce un’elevata coerenza tra il percorso di studi e l’attività lavorativa successiva. Gli ex studenti dichiarano di aver acquisito competenze tecniche immediatamente spendibili, ma anche capacità trasversali che facilitano l’inserimento e la crescita professionale. L’indagine non si limita ai numeri dell’occupazione, ma analizza anche la qualità delle carriere. Gli aspetti più apprezzati dagli ex studenti riguardano la stabilità del posto di lavoro, il livello di autonomia raggiunto e le re-
sponsabilità affidate. Positive anche le valutazioni sulle competenze acquisite, sulla retribuzione e sul coinvolgimento nelle attività aziendali. Nel Polesine, l’offerta degli ITS Academy è rappresentata da due percorsi strettamente collegati alle esigenze del sistema produttivo locale. A Rovigo è attivo il corso dell’ITS Academy Meccatronico Veneto per Tecnico Superiore per l’Innovazione di Processi e Prodotti Meccanici, ospitato all’ISS Viola-Marchesini, mentre l’ITS Marco Polo Academy propone il percorso di Tecnico Superiore per la Gestione dei Trasporti e della Logistica, in collaborazione con Confindustria Veneto Est.
• Guendalina Ferro
ITS Academy, la scuola del saper fare
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li ITS Academy stanno dimostrando di essere uno dei canali più efficaci per entrare rapidamente nel mondo del lavoro. A confermarlo è il report “Le ricadute dell’ITS sui percorsi professionali degli ex studenti”, realizzato dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro sulla base di una ricerca condotta da IZI Spa. L’indagine, che ha coinvolto oltre 2.100 diplomati degli ITS del Veneto attraverso questionari, interviste e focus group con studenti, imprese e Fondazioni ITS, fotografa un sistema formativo capace di rispondere in modo concreto alle esigenze del tessuto produttivo regionale. Il dato che colpisce maggiormente riguarda l’inserimento lavorativo. A un anno dal diploma l’82% degli ex studenti è
già occupato, percentuale che al momento della rilevazione sale all’85,3%. Ma non si tratta soltanto di trovare un impiego: nella maggior parte dei casi il lavoro è stabile. Tra gli occupati, infatti, il 71,4% ha un contratto a tempo indeterminato o in apprendistato, mentre quasi il 93% lavora a tempo pieno. Un altro dato significativo riguarda l’imprenditorialità: il 9,5% degli ex studenti ha scelto di avviare un’attività autonoma o libero-professionale, una decisione che, secondo la ricerca, nasce soprattutto dalla volontà di costruire un percorso indipendente più che dalla difficoltà di trovare un impiego dipendente. Gli ITS Academy sono percorsi di formazione terziaria professionalizzante della durata, nella maggior parte dei casi, di due anni. La loro caratteristica distintiva è il
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5 Focus scuola/2. Nuove regole per il riorientamento alle superiori
CAMBIARE INDIRIZZO DIVENTA PIÙ FACILE
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cegliere la scuola superiore a tredici o quattordici anni non è semplice. E non sempre la decisione presa in terza media, una volta entrati davvero in classe, si rivela quella giusta. C’è chi scopre che le materie sono diverse da come le aveva immaginate, chi incontra difficoltà con il metodo o con il carico di studio e chi, dopo i primi mesi, comprende di
avere interessi e attitudini più vicini a un altro percorso. È qui che entra in gioco il riorientamento: la possibilità di ripensare la scelta compiuta e individuare un indirizzo di studi più adatto alle proprie caratteristiche, evitando che una scelta iniziale poco adatta si trasformi necessariamente in un insuccesso scolastico. A rendere più concreto questo strumento è intervenuta
la legge che ha convertito con modificazioni il decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, modificando le disposizioni che regolano i passaggi tra i diversi percorsi della scuola secondaria di secondo grado. La novità riguarda in particolare il primo biennio delle scuole superiori: entro e non oltre il 31 gennaio di ciascun anno scolastico, lo studente può chiedere l’iscrizione alla classe corrispondente di un altro indirizzo, articolazione o opzione. Nel primo biennio il passaggio avviene senza esame integrativo. È la scuola che accoglie lo studente a dover predisporre gli interventi didattici necessari per consentirgli di acquisire le conoscenze, le abilità e le competenze richieste dal nuovo percorso. Dal terzo anno, invece, cambiano le modalità e il passaggio verso un diverso percorso di studi può richiedere il superamento degli esami integrativi previsti dalla normativa. La questione, però, non è soltanto consentire a un ragazzo di cambiare scuola o indirizzo. Il punto centrale è accompagnarlo nella nuova scelta, cercando di capire le ragioni delle difficoltà incontrate e quale percorso possa rispondere meglio alle sue capacità, ai suoi interessi e alle sue aspettative. A Rovigo, per esempio, l’IIS Viola-Marchesini prevede azioni di orientamento e riorientamento degli studenti, inserendole in un percorso più ampio volto a favorire il successo formativo e a
A Borsea parte il nuovo bus per Grignano
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on l’inizio del nuovo anno scolastico arriva una novità concreta per le famiglie di Borsea. A Rovigo entra infatti in funzione il nuovo collegamento di trasporto pubblico che permetterà agli studenti della frazione di raggiungere le scuole medie di Grignano. Il servizio, già presentato ufficialmente a Palazzo Nodari lo scorso giugno, nasce dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale e Busitalia Veneto e punta a rendere più semplice lo spostamento quotidiano tra casa e scuola. Il collegamento prevede due corse giornaliere, una dedicata all’andata e una al ritorno, organizzate in funzione delle esigenze degli studenti. A rendere il servizio più capillare ci sono inoltre quattro nuove fermate attivate nella frazione di Borsea. L’intervento punta così a offrire alle famiglie un’alternativa all’utilizzo dell’auto privata, alleggerendo gli spostamenti negli orari di ingresso e uscita da scuola e favorendo una mobilità più sostenibile. Per il Comune si tratta anche di un passo avanti sul fronte dell’accessibilità delle frazioni. Gli studenti potranno contare su un collegamento diretto con quella che rappresenta l’unica scuola
contrastare la dispersione scolastica. L’esperienza dell’istituto mostra quanto sia importante intervenire quando emergono difficoltà legate anche alla scelta del percorso scolastico, offrendo allo studente la possibilità di trovare una strada più adeguata. A Vicenza, la rete Orienta-Insieme, che oggi riunisce 48 scuole, ha sviluppato un sistema condiviso per accompagnare gli studenti nei percorsi di riorientamento e nei passaggi tra diversi indirizzi di studio. Il percorso non si limita al trasferimento burocratico dello studente: attraverso il confronto con il ragazzo
e la famiglia si cerca di comprendere quale possa essere la scelta più adatta. Tra gli strumenti utilizzati dalla rete ci sono anche gli stage orientativi nella possibile scuola di destinazione, della durata di almeno una settimana. In questo modo il ragazzo può conoscere direttamente il nuovo ambiente, entrare in contatto con le materie e con il metodo di lavoro e capire, prima di compiere definitivamente il passaggio, se il nuovo indirizzo corrisponde realmente alle proprie aspettative. • Guendalina Ferro
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media di riferimento per le frazioni. Il nuovo servizio si inserisce infine in un andamento positivo per il trasporto pubblico locale di Rovigo. L’utenza, infatti, ha registrato un incremento dopo il recente passaggio dalle corse a chiamata alle linee fisse. • (G.T.)
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Politica/1. Il sindaco chiarisce le ragioni della decisione: “Non nasce da questioni personali”
CITTADIN SPIEGA LA REVOCA DI BIMBATTI L a revoca degli incarichi ad Andrea Bimbatti viene motivata dal sindaco Valeria Cittadin con una diversa valutazione sulla gestione dell’ Urbanistica, settore considerato strategico per lo sviluppo di Rovigo. Quest’ultima ha spiegato le ragioni della scelta, precisando che alla base del provvedimento non ci sarebbero questioni personali, ma una valutazione sull’operato e sul funzionamento del settore. Cittadin ricorda che, all’inizio dell’esperienza amministrativa, era stato fissato un periodo di sei mesi per imprimere un deciso rilancio all’Ufficio Urbanistica. Secondo il sindaco, nonostante il tempo trascorso e gli sforzi compiuti, il cambio di passo atteso non si sarebbe concretizzato. “La decisione assunta non nasce da questioni personali nei confronti dell’ex vicesindaco Andrea Bimbatti”, chiarisce Cittadin. Le divergenze, nella sua ricostruzione, sarebbero maturate invece proprio sulla gestione dell’Urbanistica. Il nodo principale riguarda soprattutto i tempi delle pratiche e delle risposte. Il
sindaco richiama le difficoltà segnalate da cittadini, professionisti, imprese e aziende, che avrebbero percepito in diversi casi tempi di attesa troppo lunghi per ottenere risposte dall’amministrazione. “Quando le risposte tardano ad arrivare, quando una pratica o una decisione richiedono tempi difficilmente comprensibili all’esterno dell’amministrazione, il problema non può essere semplicemente spiegato o giustificato: deve essere affrontato e risolto”, afferma. Secondo Cittadin, proprio su questo punto si sarebbe sviluppata la distanza con Bimbatti. L’ex vicesindaco avrebbe sostenuto l’operato del settore, quando in realtà venivano richiesti interventi più incisivi per affrontare le criticità e rendere più rapidi i procedimenti. Il sindaco spiega di aver ritenuto che Bimbatti dovesse essere protagonista di un cambiamento programmato in condivisione, ma di aver registrato una posizione progressivamente più orientata alla difesa dell’operato del settore e delle ragioni che ne hanno determinato le difficoltà. La revoca viene quindi presentata come
una scelta legata alla gestione amministrativa. “Amministrare significa anche assumersi la responsabilità di cambiare quando le cose non funzionano come dovrebbero”, afferma il primo cittadino.
Il sindaco riconosce anche il possibile peso politico della decisione, considerando l’appartenenza di Bimbatti a Forza Italia, precisando di rispettare il partito e di comprendere la volontà
di tutelare un proprio rappresentante, ma distingue il piano politico da quello istituzionale. “La preoccupazione per gli equilibri politici non può venire prima della responsabilità che ho nei confronti della città”, sostiene. E sul proprio ruolo è ancora più netta: “Non sono il segretario di un partito. Sono il Sindaco”. Il compito, spiega, è garantire che i settori del Comune funzionino con efficacia ed efficienza, offrendo risposte ai cittadini e creando condizioni adeguate per imprese, professionisti e investitori. La vicenda apre così una nuova fase per la Giunta comunale. Le deleghe che facevano capo a Bimbatti sono state assunte dalla sindaca, in attesa di una nuova distribuzione. Al centro resta soprattutto l’Urbanistica, sulla quale Cittadin chiede una svolta rispetto all’attuale gestione. “È questa la responsabilità che mi è stata affidata. Ed è questa responsabilità che continuerà a guidare le mie scelte, anche quando saranno difficili”, conclude il sindaco. • Giacomo Trivellato
ORA TUTTE LE DELEGHE TORNANO AL SINDACO
I
l vicesindaco Andrea Bimbatti non fa più parte della Giunta comunale di Rovigo. Il sindaco Valeria Cittadin ha disposto la revoca dell’incarico e delle deleghe assessorili che gli erano state attribuite. Il provvedimento riguarda un ampio pacchetto di competenze: Urbanistica ed edilizia privata, Servizi informatici e innovazione, Digitalizzazione, Progettazione sovracomunale, Sport ed edilizia sportiva, Attività produttive e SUAP e Risorse umane. Le deleghe sono state assunte dalla sindaca, in attesa di una nuova distribuzione. La decisione viene motivata nell’atto con alcune criticità riscontrate nell’esercizio del ruolo di assessore, in particolare per quanto riguarda il rapporto con la struttura dirigenziale e il raccordo tra l’indirizzo politico dell’amministrazione e l’attività degli uffici. Secondo
quanto riportato nel documento, nelle materie affidate a Bimbatti non sarebbe stata garantita con continuità un’adeguata attività di impulso nei confronti dei dirigenti, necessaria a favorire il raggiungimento degli obiettivi e degli indirizzi dell’amministrazione. L’atto fa inoltre riferimento a diverse segnalazioni e richieste di intervento da parte di cittadini, che avrebbero riferito di non aver ricevuto riscontro alle istanze rivolte all’assessore nelle materie di sua competenza. Viene evidenziata, in particolare, la presunta mancanza di risposta anche dopo un certo periodo dalla presentazione delle richieste. Tra gli elementi citati dalla sindaca viene inoltre richiamata la gestione di alcune questioni relative agli impianti sportivi. In questo caso Cittadin sarebbe intervenuta direttamente nei
confronti del dirigente del Servizio Sport per assicurare il seguito alle attività amministrative e l’attuazione degli indirizzi dell’amministrazione. Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, l’intervento diretto del sindaco Cittadin sarebbe stato necessario a fronte di un raccordo politico-amministrativo ritenuto non adeguato nelle materie comprese nelle deleghe di Bimbatti. L’atto richiama quindi il ruolo dell’assessore e la necessità di garantire una collaborazione costante con la struttura amministrativa, attraverso attività di impulso e coordinamento e nel rispetto delle rispettive competenze. Le circostanze indicate vengono valutate complessivamente dal sindaco come elementi che avrebbero inciso sul rapporto di collaborazione e sulla sintonia necessaria
all’interno dell’azione amministrativa. Da qui la conclusione secondo cui sarebbe venuto meno il rapporto fiduciario necessario alla prosecuzione dell’incarico. La revoca viene pertanto adottata, si legge nel provvedimento, nell’interesse del «pieno ed efficace perseguimento degli obiettivi dell’Amministrazione» e del «miglior funzionamento della compagine di governo dell’Ente». Con l’uscita di Bimbatti dalla Giunta si apre quindi la fase relativa alla riorganizzazione delle deleghe, con il sindaco Cittadin che manterrà direttamente le competenze che erano state assegnate in precedenza a Bimbatti, in attesa di definire la loro eventuale nuova attribuzione. • (G.T.)
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Politica/2. Il consigliere comunale del PD legge l’uscita del vicesindaco come un nuovo scossone
Crivellari attacca: “Il caso Bimbatti certifica il fallimento del centrodestra” A L
Bimbatti rompe il silenzio sulla revoca
a revoca degli incarichi ad Andrea Bimbatti apre un nuovo fronte politico a Rovigo. Dopo la decisione del sindaco Valeria Cittadin, arriva la dura reazione del consigliere comunale del PD Diego Crivellari, che interpreta l’uscita del vicesindaco e assessore di Forza Italia come il segnale di una crisi ormai profonda all’interno del centrodestra. Per Crivellari, il provvedimento non sarebbe soltanto un cambio nella composizione della Giunta, ma rappresenterebbe la conferma delle difficoltà politiche che hanno caratterizzato l’amministrazione. Il consigliere parla infatti di una “sconfitta dei moderati e del fallimento del centrodestra”. Secondo l’esponente dem, la maggioranza avrebbe già attraversato numerosi cambiamenti in poco tempo, arrivando a perdere progressivamente figure importanti della propria squadra di governo. La revoca di Bimbatti, proprio perché riguarda un esponente di Forza Italia considerato tra i principali protagonisti della Giunta, assumerebbe quindi un peso politico particolare. Crivellari ritiene inoltre difficile ricostruire un equilibrio credibile all’interno della maggioranza. Anche un’eventuale sostituzione di Bimbatti, sostiene, non sarebbe sufficiente a cancellare le tensioni emerse. Il consigliere del Pd arriva così a mettere in discussione la prosecuzione stessa dell’esperienza amministrativa: “È francamente difficile sostenere che, di fronte a questo nuovo scossone, l’esperienza amministrativa di Cittadin non possa in ogni caso dirsi virtualmente conclusa”. Nel suo intervento Crivellari richiama anche il ruolo avuto da Bimbatti, esponente dell’area moderata della coalizione, sottolineando come l’ex vicesindaco abbia mantenuto una posizione sostanzialmente allineata al sindaco anche su questioni politicamente divisive, come quelle legate all’organizzazione del Pride. Per il consigliere, proprio questo elemento rende ancora più significativo l’attuale strappo. La revoca dell’esponente di Forza Italia viene quindi letta come l’ennesima conferma delle contraddizioni interne a un centrodestra che, secondo Crivellari, avrebbe progressivamente perso pezzi. Da qui l’appello al Pd e al centrosinistra. Il consigliere chiede di non aspettare gli sviluppi della crisi, ma di iniziare subito a costruire un’alternativa politica. “Il Pd e il centrosinistra hanno
l’obbligo di accelerare i tempi e avviare un tavolo con tutte le forze disponibili a creare l’alternativa”, sostiene Crivellari, considerando anche la possibilità che la prossima scadenza elettorale possa arrivare prima del previsto. La revoca di Bimbatti diventa così, nella lettura del Pd, un passaggio destinato a pesare non solo sulla composizione della Giunta, ma anche sugli equilibri politici della città. Per Crivellari, la partita è ormai quella della tenuta stessa dell’amministrazione Cittadin e della costruzione di una possibile alternativa. • GIacomo Trivellato
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ndrea Bimbatti interviene dopo la revoca degli incarichi di vicesindaco e assessore del Comune di Rovigo, decisa dal sindaco. A distanza di pochi giorni dal provvedimento, Bimbatti interviene per contestare soprattutto la motivazione ufficiale legata alla necessità di un cambio di passo nell’Urbanistica. “Ho ritenuto necessario e doveroso iniziare a parlare – spiega – perché quando si tace magari qualcuno pensa che ci siano cose che non si possono dire in pubblico”. L’ex vicesindaco racconta di essere stato colto di sorpresa dalla decisione. E rivendica la propria lealtà politica: “Sfido chiunque a trovare una parola detta dal sottoscritto o dal mio partito che andasse in distonia rispetto alla linea del sindaco o della maggioranza”. Nel mirino finisce quindi la questione Urbanistica. Bimbatti respinge l’idea di una struttura inefficiente e snocciola alcuni risultati: lo sblocco di interventi immobiliari, gli studentati e l’aumento degli oneri incassati. “Nel 2024 abbiamo incassato 840mila euro, nel 2025 un milione e 485mila. Nel 2026 siamo già a 700mila e siamo ancora a luglio”, afferma nel corso del suo intervento. Secondo Bimbatti, inoltre, all’Urbanistica sono state affidate anche nuove incombenze, come le idoneità alloggiative. “L’Urbanistica è talmente incapace che da due mesi si occupa anche delle idoneità alloggiative”, dice con ironia, sottolineando che “non c’è una lamentela” sul servizio. Resta però il dubbio sulla vera ragione della revoca. “Faccio ancora fatica a rendermi conto di quale sia la vera motivazione”, sostiene. E aggiunge: “Se questa scelta è legata al fatto che forse c’è un’idea di un dirigente da sostituire, è legittima”. Bimbatti esclude infine che ci siano state rotture pubbliche con Cittadin, pur ammettendo divergenze interne su temi come il Pride e la sicurezza. “Ho sempre discusso con grande lealtà, con grande serietà e nell’interesse esclusivo della mia città”. E guarda già al futuro politico: “Se le questioni sono queste, io giro a testa alta per la città e continuerò a fare politica”. Poi la stoccata finale: “Se metto in fila tutte le cose positive fatte in questi due anni, francamente mi viene quasi da sorridere a pensare che le motivazioni che ho letto sui giornali siano quelle reali”. • (R.R.)
Sintonizzati Sintonizzati sul DOMENICA 20 SETTEMBRE ORE 11:00 – DOSS ALPINE STYLE, PINZOLO
sfide e le responsabilità della critica enologica moderna, per capire come orientarsi in un panorama sempre più ricco e complesso. Con Robert Camuto, giornalista Wine Spectator e autore; Giulia Zanotelli, Assessore all’Agricoltura, Promozione dei prodotti trentini, Ambiente, Difesa idrogeologica ed Enti locali Provincia autonoma di Trento; Carlo Moser, owner Moser Trento.
TRENTODOC TASTING
sul
Trentodoc Elevation, bollicine d’alta quota
ORE 15:00 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA
Un percorso tra Trentodoc, per esplorare il legame tra territorio, clima e identità dei vini, alla ricerca degli elementi che definiscono freschezza, tensione ed eleganza nel calice. Conduce Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
TRENTODOC TASTING
VENERDÌ 25 SETTEMBRE
ORE 11:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
Perlage Tour in Val di Cembra
Sei soste virtuali, sei Trentodoc per un viaggio immaginario in Val di Cembra. Bollicine di montagna tra immaginazione, racconto e degustazione, insieme a Simone Loguercio e Cristian Maitan, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2018 e 2023 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 16:00 – GIARDINI SAN MARCO
SPARKLING STORIES
ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Futuro, dove va il fine dining italiano?
Il fine dining sta cambiando. Tra un (apparente) ritorno al passato, necessità di figure «culturali» e formule più informali, capaci di adeguarsi alle abitudini dei clienti, qual è lo stato dell’arte dell’alta cucina e quali sono i possibili scenari futuri? Con Francesco Rovai, Del Cambio , Torino; Stefania Di Pasquo, Locanda Mammì , Agnone (IS); Matteo Lunelli, presidente e Ceo Ferrari Trento; Marco Masé, vicepresidente Asat, owner Hotel Bertelli e Ristorante Gallo Cedrone , Madonna di Campiglio (TN).
ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA
TRENTODOC TASTING
Diventa Sommelier per un giorno!
Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Cristian Maitan rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier 2025 (in carica), 2021 e 2023.
dell’attesa: perché i grandi vini non hanno fretta altri, tra TV e scrittura OgniL’arte20 minuti tutte ledeglinotizie del Veneto La forma del Trentodoc: effetto magnum? aggiornate in tempo reale. Il tempo è un ingrediente, non una scadenza. Un dialogo sull’importanza della pazienza nella creazione dei grandi vini, dal vigneto alla cantina, fino all’affinamento in bottiglia. Un racconto corale che svela come solo una lenta maturazione possa trasformare un vino in un capolavoro senza tempo. Con Salvino Benanti, amministratore delegato Benanti Viticoltori; Stefano Fambri, presidente Istiuto Trentodoc; Rossana Gaja, owner Gaja; Andrea Buccella, responsabile produzione Cesarini Sforza; Sergio Moser, responsabile Azienda Agricola e Cantina – Fondazione Edmund Mach.
Francesca Fialdini: una carriera dedicata all’ascolto
Un incontro per ripercorrere una carriera costruita sull’arte dell’ascolto. Un dialogo sul valore delle storie, dell’empatia e delle parole come strumenti per comprendere gli altri e il nostro tempo. Con Francesca Fialdini, conduttrice televisiva.
ORE 18:30 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Il formato in cui è custodito Trentodoc ha la capacità di influenzare la sua maturazione, l’evoluzione e la sua eleganza. Una degustazione, un viaggio sensoriale che mette a confronto sei bollicine di montagna, sia in bottiglia standard (0,75l) che in magnum (1,5l). Conducono Roberto Anesi e Simone Loguercio, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2017 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 16:00 – PALAZZO OCSE
100 pagina Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto 270x330 aggiornate in tempo reale. TRENTODOC TASTING
ORE 12:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Le origini: Tranquillo e Trentodoc
COOK TALES
English language Un’esperienza per scoprire come un vino base di oggi diventerà un Trentodoc domani, degustandoli insieme, per scoprire le origini e l’eleganza delle bollicine di montagna.La degustazione si terrà in lingua inglese. Sarà condotta da Essi Avellan, Master of Wine e Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Selvatico, la cucina wild: tra foraging e mare e selvaggina
Per molti chef la sostenibilità passa dall’uso di materie prime selvatiche: dalla troppo spesso demonizzata selvaggina alla pesca, senza dimenticare il mondo vegetale. Come si concilia l’impiego di ingredienti spontanei, stagionali e dalla disponibilità mutevole con l’alta cucina e i suoi menu? Con Alessandro Gilmozzi, El Molin , Cavalese (TN); Marco Visciola, Il Marin , Genova; Edoardo Tilli, Podere Belvedere, Pontassieve (FI).
ORE 15:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Pagelle in cantina: come si giudica il vino oggi
Punteggi, guide, recensioni: come si è evoluto il giudizio sul vino e qual è il suo impatto su produttori e consumatori? Un confronto aperto sulle metodologie, le
ORE 17:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
ORE 19:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Teresa Ciabatti: parole a tema libero
Una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. In un dialogo tra letteratura e vita, l’autrice racconterà il suo modo di trasformare l’esperienza personale in racconto, esplorando il confine sottile tra memoria, verità e invenzione. Con Teresa Ciabatti, scrittrice.
Vino da Oscar: storie, volti e pellicole nati tra le vigne
Il vino come musa ispiratrice per il grande schermo. Un viaggio affascinante tra film, attori e registi che hanno portato sul set la magia della vigna. Un incontro per scoprire come il cinema racconta il vino, trasformandolo in personaggio, scenario e metafora di storie indimenticabili. Con Giuseppe Di Gioia, Ceo Grattamacco; Augusta Bargilli, viticultrice; Paolo Mereghetti, giornalista e critico cinematografico.
SABATO 26 SETTEMBRE ORE 10:00 – LOGGIA DEL ROMANINOCASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
caratteristiche che rendono le bollicine di montagna espressione identitaria e autentica di questo luogo.
Radici, il lusso dell’autoproduzione in cucina
Non solo orto: l’autoproduzione delle materie prime sta diventando centrale nell’alta ristorazione. Cuochi e agronomi lavorano insieme per coltivare ingredienti d’eccellenza su misura e ridurre l’impatto ambientale. Per molti chef è anche una fonte di ispirazione e creatività, alla base della loro identità gastronomica. , Oppeano (VR); Antonio Romano, Con Francesco Sodano, Famiglia Rana Ristorante Nove , Villa della Pergola Relais & Châteaux, Alassio (SV); Aurora Brunel, Agritur Ciasa dò Parè, Soraga di Fassa (TN).
ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO
SPARKLING STORIES
ORE 11:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Il commissario Buonvino: scrivere storie che sanno di vino Scrittore, giornalista, politico: Walter Veltroni racconta come il mestiere di narrare attraversi generi e stagioni diverse della vita. Dal suo Commissario Buonvino — protagonista della fortunata serie noir ambientata a Roma — al rapporto personale con il vino come rito, memoria e convivialità, un dialogo su cosa significa oggi raccontare storie che restano. Con Walter Veltroni, scrittore e giornalista.
SCARICA L’APP ORE 11:30 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA TASTING RADIO VENETO24 TRENTODOC Il profumo dell’alpeggio ORE 11:00 – PALAZZO OCSE TRENTODOC TASTING Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO SMARTPHONE Filippo Caccamo: vite fuori di tela, arte e artisti oltre gli schemi Il racconto di un’arte fatta di curiosità, aneddoti e vita fuori dagli schemi. Un viaggio per scoprire come la creatività possa sorprendere, divertire e offrire nuovi modi di guardare il mondo. Con Filippo Caccamo, attore comico e content creator.
Perlage Tour in Trentino
distretti, un viaggio in Trentino, un solo vino: Trentodoc. Con Cristina Mercuri, SCARICASeiL’APP Master of Wine, percorreremo il territorio, calice dopo calice, alla scoperta delle RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE
ORE 15:30 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA
WINE TALKS
La grammatica delle bollicine: nuovi linguaggi per raccontare il vino Come si comunica l’eccellenza di un Trentodoc nell’era digitale? Dai social media alle esperienze immersive, un confronto su linguaggi, strategie e strumenti innovativi per narrare il mondo delle bollicine a un pubblico globale, connettendo tradizione, eleganza e nuove forme di comunicazione. Con Cristina Mercuri, Master of Wine, founder & CEO Mercuri Wine Club; Camilla Lunelli, vicepresidente Ferrari Trento; Anselmo Guerrieri Gonzaga, amministratore e owner Tenuta San Leonardo; Gianluca Esposito, Professore e Direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento.
ORE 16:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
Dosaggio sì? Dosaggio no?
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Con l’abbinamento ai formaggi di alpeggio, un percorso di degustazione tra l’eleganza del Trentodoc e le sfumature aromatiche dei grandi formaggi d’alta quota. In collaborazione con Palazzo Roccabruna - Enoteca Provinciale del Trentino. Conducono Marina Schmohl, Relatore Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio, e Simone Loguercio, Miglior Sommelier d’Italia 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Il dosaggio come firma stilistica: una decisione tecnica che interpreta e valorizza l’identità di ogni Trentodoc, uno strumento enologico al servizio della qualità, una scelta precisa che interpreta il territorio. Conduce Andrea Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.
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Sintonizzati sul
ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Esperienza, come la sala sta cambiando l’alta ristorazione
L’alta cucina sta diventando sempre più esperienziale ed è anche merito dei professionisti del servizio. Dal pairing analcolico alle relazioni empatiche e di scambio tra ospiti e sala, passando per una diversa gestione del personale. Ecco come stanno evolvendo i ristoranti gastronomici. Con Alessandro Marcialis, La Rei Natura , Il Boscareto Resort & Spa, Serralunga d’Alba (CN); Daniele Gagliardi, Iris , Verona; Giulia Caffiero, Geranium , Copenhagen; Alina Cazacu, Amapama Lusernarhof , Luserna (TN).
ORE 17:00 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Trentodoc blind tasting game
Quando il gusto parla prima del vino. Una degustazione alla cieca dedicata a Trentodoc, dove le bottiglie si presentano senza nome e i protagonisti diventano olfatto e palato. Un’esperienza coinvolgente per scoprire stile, eleganza e personalità delle bollicine di montagna, senza condizionamenti. L’organizzazione fornirà tutto il materiale necessario. Conduce Ilaria Lorini, Miglior Sommelier d’Italia 2025 (in carica) dell’Associazione Italiana Sommelier.
Italiana Sommelier 2024; Raffaele Boscaini, direttore Marketing Masi Agricola; Martina Centa, Brand Manager cantina Roeno e vicepresidente AGIVI.
ORE 19:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
La storia che vive nel calice, il tempo del Trentodoc
ORE 18:30 – MART, ROVERETO
SPARKLING STORIES
Una vita di sguardi. Laura Morante e il cinema
I grandi film, la regia e adesso un romanzo. Le mille vite della signora del grande schermo. Con Laura Morante, attrice, regista e scrittrice.
ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA
TRENTODOC TASTING
Diventa Sommelier per un giorno!
Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti comeIlaria Lorini, Stefano Berzi e Roberto Anesi, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.
Un viaggio dentro Trentodoc, dove è il tempo a fungere da guida: evoluzione silenziosa, longevità, tocco dell’uomo. Un’esperienza accompagnata da video pensati per raccontare ciò che è accaduto nelle annate dei vini in degustazione, con uno sguardo narrativo sul contesto storico e umano che ha segnato ogni vendemmia. Conducono Andrea Gualdoni e Simone Loguercio, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2024 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 21:00 – MART, ROVERTO
SPARKLING STORIES
Il cuore del folk, la musica di Davide Van De Sfroos Le radici, il dialetto, l’identità. Viaggio nell’anima di un grande cantautore. Con Davide Van De Sfroos, cantautore e chitarrista.
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Samuel Romano: trent’anni di Subsonica e le nuove ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
ORE 17:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Generazione calice: consumi e tendenze under 30 Cosa bevono i giovani e come si avvicinano al vino? Un’analisi dedicata ai consumatori di domani, per esplorare gusti, abitudini e valori che guidano le loro scelte. Un dialogo tra esperti e nuove generazioni per decifrare le tendenze che stanno ridisegnando il futuro del settore vinicolo. Con Andrea Gualdoni, miglior sommelier d’Italia Associazione
DOMENICA 27 SETTEMBRE ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO
‘terre rare’
100 pagina 270x330
Un anniversario significativo, un viaggio lungo una vita che ha rivoluzionato la musica italiana. Un dialogo tra memoria e futuro, che attraversa tre decenni di ricerca sonora e approda ad un nuovo album e al suo ormai altrettanto significativo progetto da solista: tra geografie reali e immaginarie, nuove contaminazioni musicali e una riflessione sul presente, un dialogo sulle ferite e sulle possibilità. Con Samuel Romano.
SPARKLING STORIES
Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier. In collaborazione con Italesse.
Massimiliano e Doriana Fuksas, i linguaggi dell’architettura internazionale
ORE 11:30 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Da oltre quarant’anni progettano edifici che hanno ridefinito il linguaggio dell’architettura contemporanea, coniugando ricerca, innovazione e visione globale. Un dialogo sul ruolo dell’architettura nel nostro tempo, tra grandi opere, sostenibilità, trasformazione delle città e responsabilità nell’immaginare gli spazi in cui vivremo domani. Con Massimiliano e Doriana Fuksas, architetti e designers, fondatori studio Fuksas.
ORE 11:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA
WINE TALKS
Manager in vigna: visioni oltre la crisi Guidare un’azienda vinicola oggi richiede visione strategica e capacità di leggere il futuro. Da qui, l’idea di un confronto sulle sfide del mercato globale, sulla gestione delle incertezze e sulle strategie per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita, innovazione e affermazione. Con Giampiero Bertolini, Ceo Biondi Santi; Alberto Malesani, owner cantina ‘La Giuva’; Enrico Zanoni, direttore Generale Cavit; Rodolfo Maralli, Presidente Banfi Srl e Fondazione Banfi.
ORE 11:00 – PALAZZO OCSE
TRENTODOC TASTING
Nuove firme, un’unica identità: benvenuti in Trentodoc Un percorso di degustazione dedicato alle nuove cantine associate a Trentodoc, per scoprire visioni e territori ma anche realtà emergenti, percorsi imprenditoriali e interpretazioni originali, che arricchiscono il panorama delle bollicine di montagna. Con la partecipazione delle case spumantistiche, conduconoIlaria Lorini e Stefano Berzi, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica) e 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.
COOK TALES
Terre di mezzo, né montagna e né mare: il gastro-successo dei boschi Non sono territori né spiccatamente montani, né marittimi. Eppure, è qui che molti chef stanno esprimendo alcune delle più originali e identitarie cucine italiane, attraverso il ritorno alle origini o la commistione di tradizioni. Accanto agli chef, sempre più produttori valorizzano questi paesaggi, attraverso coltivazioni rispettose e rigenerative. Con Niccolò Palumbo, Paca Tenuta Ceri , Prato; Ada Stifani, Ada , Perugia; Stefano Benetti, Guà Forest & Farm, Cavedine (TN); Davide Di Fabio, Dalla Gioconda , Gabicce Monte (PU).
ORE 15:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
COOK TALES
Affinamento, il formaggio a misura di chef L’affinamento dei formaggi è ormai parte del lavoro quotidiano di molte grandi insegne italiane: questione di artigianalità, ma anche fucina di idee per creare pietanze e abbinamenti di gusto completamente nuovi. Come valorizzano oggi le insegne il lavoro dei casari e dei piccoli produttori da cui si riforniscono? Con Luca Ludovici, ConTatto, Frascati, (RM); Francesco Federici, Enoteca Pinchiorri , Firenze; Thomas Beltramolli, Rendenèr Alpine Food, Pinzolo (TN).
ORE 15:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Andrea Pennacchi: la piccola Odissea del Pojana, viaggio tra teatro e cinema Ha costruito un percorso originale capace di intrecciare teatro, cinema e racconto civile. Un incontro per esplorare una poetica che unisce ironia, memoria e identità, trasformando storie individuali in uno sguardo lucido e universale sul presente. ConAndrea Pennacchi, attore, drammaturgo e regista teatrale.
ORE 16:30 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT
TRENTODOC TASTING
Dialoghi nel calice, emozioni Trentodoc Un percorso dedicato alle emozioni della degustazione. Il sommelier guida e interagisce con l’ospite, che diventa parte attiva dell’esperienza. Sei calici Trentodoc da assaggiare e confrontare insieme, per scoprire come ogni bollicina sappia raccontare una storia diversa. Conduce Stefano Berzi, Miglior Sommelier d’Italia 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.
ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
SPARKLING STORIES
Noemi: forte come il glicine Con una voce tra le più riconoscibili della musica italiana, ripercorriamo un percorso artistico fatto di continua evoluzione, ricerca e autenticità. Un dialogo tra musica e vita per raccontare il valore delle parole, delle emozioni e delle trasformazioni. Con Noemi, cantautrice.
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eto in auto sul
Quanto influisce nella degustazione la forma del calice nel quale si versa Trentodoc? Questo laboratorio propone Trentodoc in cinque calici dalla forma diversa per SCARICA L’APP sperimentare cambiano le proprie sensazioni, lasciandosi stupire. ConduceAndrea RADIOcomeVENETO24
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LA CITTÀ
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Rivendicazioni. Cittadin rivendica le decisioni su accoglienza, Polizia locale, Taser e videosorveglianza
IL SINDACO DIFENDE LE SCELTE SULLA SICUREZZA: “FINITA L’ORA DEL BUONISMO” “C arissimi concittadini, intendo condividere con voi le cose che, da quando sono diventata sindaco, ho cercato di realizzare per la nostra città e per il nostro Comune, in tema di sicurezza”. Il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin passa così in rassegna le principali decisioni assunte dall’amministrazione e risponde alle critiche sul suo operato. Tra le scelte rivendicate c’è lo stop al progetto Sai. “Ho rinunciato a questo progetto”, afferma il sindaco, riferendosi all’accoglienza di richiedenti asilo con particolari problematiche, comprese situazioni psichiatriche e dipendenze. “Ho pensato che anche queste 30 persone in più che avrebbero risieduto nel nostro territorio sarebbero state 30 persone che avrebbero creato un maggior disagio, ancora maggiore problema alla nostra città”. Stessa linea per i fondi PNRR destinati a Granzette, dove era prevista una struttura per accogliere lavoratori vittime del caporalato. “È chiaro che il caporalato è sicuramente una piaga della nostra
società, è sicuramente qualche cosa che va debellato”, sottolinea Cittadin. Ma, aggiunge, “non credo che sia costruendo una casa e accogliendo quindi persone che vengono sfruttate, per lo più in maniera temporanea, perché il lavoro nei campi non è un lavoro continuativo, avrebbe sicuramente creato una sacca di persone ancora una volta bisognose di tutto, senza lavoro e con disagi di tipo economico”. Una decisione contestata, ma che il sindaco continua a difendere: “Sono stata criticata, ma l’ho fatto a testa alta e sarei pronta a rifarlo”. Sul Cas dell’ex convento dei Cappuccini, Cittadin rivendica invece la riduzione delle presenze: “Sono riuscita grazie alla collaborazione con il sottosegretario agli Interni Molteni a dimezzare il numero di questi richiedenti asilo, che sono passati da un centinaio circa ad essere sotto i 50”. L’obiettivo, precisa, resta quello di ridurle ulteriormente. Sul fronte della sicurezza urbana, il sindaco sottolinea il potenziamento della Polizia
locale. “Ho istituito il terzo turno della Polizia locale”. Gli agenti oggi lavorano fino a mezzanotte e l’amministrazione punta ad arrivare all’una. “Uno dei miei obiettivi è anche quello di aumentare il numero degli agenti di Polizia locale”. C’è poi il Taser: “Abbiamo dotato il nostro personale del Taser, perché per primo i nostri agenti devono avere la possibilità di difendersi”. Parallelamente procede il potenziamento della videosorveglianza.
“Con l’avanzo che andremo a destinare entro il mese di settembre, tutte le nostre frazioni avranno delle telecamere di videosorveglianza”. Cittadin ricorda anche il sostegno del Comune all’istituzione delle zone rosse quando necessario e richiama la collaborazione con Prefettura, Questura e forze dell’ordine. Il passaggio più netto arriva però sul tema dell’immigrazione. Rivolgendosi agli avversari politici, il
sindaco chiede: “Cari compagni, voi che cosa avreste fatto al posto mio?”. Poi la sua posizione: “Io credo che sia finita l’ora del buonismo. Credo che sia finita l’ora della comprensione”. Cittadin distingue quindi tra chi lavora e contribuisce alla società e chi vive attraverso l’assistenza: “Coloro che lavorano e pagano le tasse sono coloro che contribuiscono a far sì che il nostro Paese sia un Paese che progredisce anche dal punto di vista economico”. E aggiunge: “Siano solo delle presenze mangia welfare”. Il sindaco precisa comunque che famiglie e bambini devono essere tutelati e che l’accesso alle cure deve essere garantito. Il punto, conclude, è costruire “una città più vivibile, un Paese dove gli italiani hanno la possibilità di vivere serenamente”. E sulla propria linea politica non lascia spazio a dubbi: “Io finché ci sarò, queste sono le mie idee e quelle che porterò avanti a testa alta, sicura di rappresentarvi con questa linea di intervento”. • Giacomo Trivellato
Civica per Rovigo critica il sindaco e il suo linguaggio
A
Rovigo il tema della sicurezza è stato uno dei temi caldi, negli ultimi confronti politico. Dopo le recenti prese di posizione sull’ordine pubblico, è intervenuta anche Civica per Rovigo, che ha criticato soprattutto il modo in cui il sindaco Valeria Cittadin ha affrontato l’argomento sui social. Al centro della contestazione ci sono alcune espressioni utilizzate, in un recente post Facebook. Secondo l’associazione, termini e frasi particolarmente dure rischierebbero di trasformare una questione complessa in un messaggio divisivo, alimentando contrapposizioni e ostilità. Per Civica per Rovigo, il linguaggio di chi ricopre un incarico istituzionale non è un dettaglio. Le
parole, infatti, contribuiscono a influenzare il modo in cui una comunità percepisce problemi e persone coinvolte. Da qui la richiesta a Cittadin di mantenere un approccio più equilibrato, soprattutto quando si parla di sicurezza e disagio sociale, dato di sostenere di aver raccolto anche le preoccupazioni di cittadini che non si riconoscerebbero in una comunicazione troppo dura e polarizzante. L’associazione non contesta la necessità di affrontare con decisione i problemi legati alla sicurezza, ma ritiene che il confronto debba basarsi su analisi, responsabilità e collaborazione tra istituzioni. Nel mirino finisce anche la comunicazione istituz-
ionale. Civica richiama il manifesto della comunicazione non ostile, al quale il Comune di Rovigo aveva aderito durante la precedente amministrazione. Secondo l’associazione, quell’impegno dovrebbe continuare a rappresentare un riferimento per chi amministra la città. Il messaggio finale è rivolto al primo cittadino: la sicurezza deve restare una priorità, ma anche il modo di parlarne deve essere all’altezza del ruolo istituzionale. Per Civica per Rovigo, un sindaco deve rappresentare l’intera comunità, anche nei momenti di maggiore tensione. • (G.T.)
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Il provvedimento. Già 75 segnalazioni nel 2026: un aumento consistente rispetto agli anni passati
Ritorna l’ordinanza antidegrado a Rovigo
È
tornata ufficialmente in vigore la nuova ordinanza “antidegrado” e “antivetro” firmata dal sindaco Valeria Cittadin. Dopo una breve pausa tecnica seguita alla scadenza del precedente provvedimento, avvenuta lo scorso 4 settembre, le misure restrittive volute dall’amministrazione comunale di palazzo Nodari sono tornate a pesare sulla movida del centro storico rodigino. La temporanea interruzione, che aveva sollevato qualche interrogativo tra i cittadini e gli operatori commerciali, è stata attribuita esclusivamente a rallentamenti burocratici legati al periodo di ferie estive, ormai definitivamente alle spalle. Superato l’ostoglio amministrativo, l’apparato di regole volto a contrastare l’incuria, tutelare il decoro urbano e garantire la sicurezza pubblica è dunque pienamente operativo. I divieti confermati: dalle restrizioni sul vetro ai comportamenti in strada Entrando nel merito del provvedimento, le disposizioni non presentano novità sostanziali rispetto alle precedenti ordinanze emanate nei mesi scorsi. A confermarlo è l’assessore alla sicurezza, Renato Campanile, che ribadisce la linea della fermezza per salvaguardare la vivibilità degli spazi collettivi. Tra le norme principali figura il divieto
assoluto di consumare cibi e bevande stando seduti a terra nei luoghi pubblici o aperti al pubblico passaggio, così come il divieto di stazionare in modo tale da ostacolare la normale circolazione dei pedoni. Particolare attenzione viene riservata alla somministrazione e al consumo di alcolici. La vendita per asporto di bevande racchiuse in contenitori di vetro è consentita unicamente a condizione che il prodotto venga consegnato sigillato. Di conseguenza, il consumo di tali bevande all’aperto è rigorosamente limitato all’interno dei pubblici esercizi o nelle aree di pertinenza autorizzate, come i plateatici. Le restrizioni colpiscono anche il consumo di alcol di qualsiasi gradazione all’esterno dei locali e dei plateatici. Inoltre, l’ordinanza pone una precisa responsabilità in capo ai gestori delle attività commerciali e dei pubblici esercizi: spetta infatti a loro l’obbligo di garantire la pulizia e il decoro delle pertinenze esterne del locale, rimuovendo bicchieri, bottiglie o rifiuti lasciati abbandonati dagli avventori. L’attuale impianto normativo ha una scadenza temporale ben definita. «L’ordinanza resterà in vigore fino al 10 ottobre - spiega l’assessore Renato Campanile - e successivamente ne
verrà adottata una analoga in vista della Fiera d’ottobre». Tuttavia, l’obiettivo dell’amministrazione comunale è superare la logica dei provvedimenti temporanei e delle proroghe continue. In parallelo all’applicazione di queste misure contingenti, gli uffici comunali sono al lavoro per predisporre un aggiornamento organico del regolamento
di polizia urbana. L’intento della giunta è quello di recepire in modo definitivo all’interno del regolamento stabile le disposizioni contro il degrado urbano. Una volta completato questo iter legislativo locale, l’amministrazione potrà fare a meno di emanare ordinanze sindacali periodiche, poiché le norme restrittive e di tutela della convivenza
civile risulteranno vigenti in modo permanente durante tutto l’arco dell’anno. A giustificare la necessità di proroghe e di un giro di vite così marcato sono i dati registrati dalle autorità locali nel corso di questi mesi. Stando a quanto nero su bianco nel provvedimento ufficiale firmato dal sindaco Valeria Cittadin, il bilancio dell’anno in corso evidenzia una pressione crescente sulle forze dell’ordine e sui servizi di controllo del territorio. Nel documento si legge chiaramente che nel corso del 2026 «sono aumentate le segnalazioni per disturbo della quiete pubblica» da parte dei residenti, esasperati in alcuni casi dalle derive della vita notturna. A questo dato si affiancano i numeri dei controlli effettuati sul campo: durante la normale attività di pattugliamento del territorio, le autorità competenti hanno già accertato 75 violazioni specifiche al regolamento di polizia urbana inerenti alla sicurezza e alla convivenza civile, a cui si aggiungono ulteriori 25 sanzioni formalizzate per manifesta ubriachezza. Numeri che testimoniano la necessità, secondo palazzo Nodari, di mantenere alta la guardia per bilanciare le esigenze di svago con il diritto alla tranquillità e alla sicurezza di tutta la cittadinanza.
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ATTUALITÀ
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La nuova rete. I DAE saranno installati in palestre, impianti sportivi e parchi
ROVIGO DIVENTA CITTÀ CARDIO PROTETTA: ARRIVANO OLTRE 35 NUOVI DEFIBRILLATORI O ltre 35 nuovi defibrillatori per rendere Rovigo una città più sicura e preparata alle emergenze. Prende così il via il progetto che porterà sul territorio comunale una nuova rete di DAE, defibrillatori semiautomatici esterni, con dispositivi collocati nei punti maggiormente frequentati dalla popolazione. L’iniziativa nasce dalla necessità di rafforzare una copertura che, fino a
oggi, non risultava uniforme. Non tutte le farmacie, le strutture sportive e gli altri luoghi pubblici disponevano infatti di un defibrillatore. I nuovi dispositivi saranno installati sia all’interno degli immobili comunali sia direttamente sul territorio, attraverso apposite teche da esterno che ne permetteranno l’accesso 24 ore su 24. Tra le aree interessate ci saranno pa-
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Il commento alle notizie del giorno
con Alberto Gottardo
lestre, impianti sportivi, parchi e spazi pubblici, con l’obiettivo di costruire una rete il più possibile capillare e facilmente raggiungibile in caso di emergenza. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cariparo e punta a intervenire soprattutto su uno degli aspetti decisivi quando si verifica un arresto cardiaco: il tempo. Un intervento tempestivo, attraverso la rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore, può infatti aumentare sensibilmente le possibilità di sopravvivenza. La nuova rete coinvolgerà anche le Farmacie Comunali di ASM, che potranno mettere a disposizione la propria presenza capillare sul territorio, con quest’ultime che rappreseneranno punti facilmente riconoscibili e frequentati quotidianamente dai cittadini, caratteristiche che le rendono particolarmente adatte a ospitare i dispositivi. L’amministrazione comunale considera l’operazione un investimento diretto sulla sicurezza e sulla salute pubblica, con il progetto che è stato pensato inizialmente guardando alle numerose persone che praticano sport, sia negli impianti al chiuso sia nelle aree outdoor, ma è stato successivamente esteso a spazi accessibili a tutta la popolazione. La presenza dei DAE sarà accompagnata anche da una campagna di formazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di
aumentare la conoscenza di questi strumenti e incoraggiare i cittadini a intervenire correttamente in attesa dell’arrivo dei soccorsi. I defibrillatori semiautomatici sono infatti progettati per poter essere utilizzati anche da persone che non appartengono al personale sanitario, dato che i comandi vocali e i sistemi di sicurezza integrati guideranno l’operatore nelle diverse fasi dell’intervento. La nuova rete, dunque, non vuole essere soltanto una maggiore dotazione tecnologica per la città. L’intento sarà quello di creare un vero sistema di primo
intervento diffuso, capace di mettere a disposizione uno strumento salvavita nei minuti immediatamente successivi a un arresto cardiaco, quando la rapidità dell’intervento può fare la differenza. Con l’installazione dei nuovi dispositivi, Rovigo punta così a compiere un ulteriore passo verso l’obiettivo di diventare una città cardio protetta, affiancando alla presenza dei defibrillatori anche una maggiore consapevolezza dei cittadini su come riconoscere un’emergenza e intervenire in sicurezza. • Giacomo Trivellato
Nuova area sportiva a San Bortolo
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uovo investimento per lo sport a Rovigo. L’amministrazione comunale ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di una struttura multidisciplinare negli impianti sportivi di via Fermi, a San Bortolo, con l’obiettivo di riqualificare l’area e ampliare le possibilità di praticare attività fisica all’aperto. L’intervento vale complessivamente 130mila euro, dei quali 80mila finanziati attraverso un contributo della Fondazione Cariparo. Il progetto interessa una zona che da anni viene curata e utilizzata dalla Polisportiva San Bortolo e punta a trasformarla in uno spazio più moderno, sicuro e accessibile. Al centro dei lavori ci sarà il completo rifacimento della piastra polivalente, ormai segnata dall’usura, che verrà trasformata in una struttura destinata a diverse attività sportive. L’obiettivo del Comune è offrire un’area maggiormente fruibile da bambini, adulti e anziani, rafforzando al tempo stesso la vocazione sportiva del quartiere. Il progetto non si limiterà però alla superficie di gioco. Sono previste anche nuove attrezzature per la ginnastica all’aperto, che saranno installate all’interno del campo sportivo, e una nuova area fitness nei pressi del “Qubo” di via Fermi. Proprio quest’ultima zona potrebbe diventare uno dei punti di riferimento per chi pratica attività fisica all’aria aperta.
L’area si trova infatti lungo uno dei percorsi ciclo-pedonali più frequentati della città e sarà dotata di attrezzature per gli esercizi a corpo libero, rendendo lo spazio accessibile anche a chi vuole allenarsi senza utilizzare strutture sportive al chiuso. L’intervento si inserisce nel più ampio piano dell’amministrazione comunale per l’ammodernamento degli impianti sportivi cittadini. Per San Bortolo rappresenta inoltre un riconoscimento al lavoro portato avanti negli anni dalla Polisportiva San Bortolo, che ha continuato a presidiare e valorizzare l’area attraverso l’attività di dirigenti, tecnici e volontari. Parallelamente ai lavori di riqualificazione, il Comune sta procedendo anche sul fronte amministrativo. Nelle prossime settimane è prevista infatti la conclusione dell’iter per l’affidamento formale della struttura, con l’obiettivo di regolarizzare una concessione rimasta sospesa dal 2022. La nuova area di via Fermi punta quindi a diventare uno spazio sportivo aperto e multifunzionale, con strutture rinnovate e nuove opportunità per chi vuole praticare attività fisica all’aperto. Un investimento che interessa non solo gli sportivi, ma più in generale la vivibilità e la fruizione degli spazi pubblici di San Bortolo. • (G.T.)
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LA CITTÀ
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Il servizio. Cambia la mobilità verso l’università per agevolare gli spostamenti degli studenti
BUS, PIÙ CORSE E COLLEGAMENTI DIRETTI P iù corse, collegamenti più semplici e un servizio pensato per incrociare gli orari delle lezioni e quelli dei treni. A Rovigo cambia il trasporto pubblico verso il polo universitario Q200-Censer, con un potenziamento entrato in funzione dallo scorso 10 settembre, in coincidenza con l’avvio del nuovo anno accademico. Il nuovo piano prevede 34 corse giornaliere, dalle 7 alle 18, attraverso le linee urbane 1 e 1/. L’obiettivo è rendere più diretto il collegamento tra alcuni dei principali punti della città: la stazione ferroviaria, il centro, l’ospedale e il polo universitario. Una novità che punta soprattutto a rendere più agevoli gli spostamenti degli studenti, ma che è destinata a coinvolgere anche l’utenza cittadina. Il servizio, infatti, non sarà una semplice navetta dedicata all’università, ma un collegamento stabile inserito nella rete del trasporto urbano. Il potenziamento nasce dalla collaborazione tra Comune e Provincia di Rovigo, CUR, Q200-Censer, Fondazione Cariparo e BusItalia Veneto, in un lavoro condiviso che ha portato alla revisione degli orari e all’integrazione
delle corse con le coincidenze ferroviarie e con gli orari delle attività didattiche. Per il sindaco Valeria Cittadin, si tratta di una risposta strutturale alle esigenze di una città che negli ultimi anni ha rafforzato la propria vocazione universitaria. Migliorare il collegamento tra le infrastrutture di trasporto e il polo dello studio, secondo il sindaco, significa rendere più semplice la vita degli studenti e favorire anche una maggiore
integrazione dei giovani nella città. Sul fronte della mobilità, l’assessore Michele Aretusini ha sottolineato soprattutto il lavoro tecnico necessario per costruire il nuovo servizio. L’obiettivo è duplice: da una parte facilitare gli spostamenti verso il Q200-Censer, dall’altra incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico e ridurre il ricorso alle auto private. Un passaggio importante anche per Q200-Censer, che considera il nuovo collegamento un tassello strategico
per lo sviluppo del complesso. Per l’amministratore unico Daniele Perazzolo, intervenuto anche a nome della Fondazione Cariparo, il potenziamento dei trasporti rafforza il rapporto tra il polo e il resto della città, creando nuove possibilità di interazione con la comunità. A cambiare, dunque, non sarà soltanto il numero delle corse, ma si punterà a trasformare il collegamento con il polo universitario in un servizio strutturale e facilmente utilizzabile anche da chi arriva a
Rovigo in treno. BusItalia Veneto conferma infatti l’intenzione di investire sulla mobilità sostenibile. L’azienda ha ricordato di aver destinato oltre 10 milioni di euro al rinnovo del proprio parco mezzi, con autobus completamente elettrici e nuove infrastrutture per la ricarica nella sede di via Petrarca. Per la presidente del CUR, Maria Cristina Acquaviva, la crescita del campus urbano Q200 richiede servizi adeguati e moderni. La possibilità di raggiungere facilmente il polo diventa così anche un elemento di attrattività per l’università rodigina, non soltanto per gli studenti del territorio ma in una prospettiva più ampia. Sulla stessa linea il vicepresidente della Provincia Edoardo Lubian, che ha definito il progetto un tassello importante per la valorizzazione del polo e per lo sviluppo delle opportunità rivolte ai giovani. Dal 10 settembre le 34 corse giornaliere sono entrate ufficialmente in servizio, accompagnando l’avvio delle attività didattiche e portando il Q200-Censer ancora più vicino al resto di Rovigo. • Giacomo Trivellato
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ATTUALITÀ - CULTURA
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L’infrastruttura. Svolta per la mobilità rodigina. Dopo anni di attesa l’annuncio che la città aspettava
Il Comune ha ottenuto il finanziamento per lo spostamento della stazione delle corriere U na svolta storica per la mobilità urbana ed extraurbana di Rovigo e dell’intero territorio polesano. Il sindaco Valeria Cittadin, insieme all’assessore alla Mobilità Michele Aretusini e all’assessore ai Lavori Pubblici Lorenzo Rizzato, ha presentato con grande soddisfazione l’ammissione formale del Comune al finanziamento del Programma PNCIA (Programma
Nazionale Nazionale Città Accessibili e Inclusive). Al Comune di Rovigo è stato assegnato un contributo straordinario di 4.802.649,35 euro, posizionando la città tra i 33 Comuni capoluogo di Provincia destinatari delle risorse nazionali, estratte da un fondo complessivo di 494 milioni e 450 mila euro. Così il sindaco Valeria Cittadin: “Oggi presentiamo una notizia importante
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per Rovigo: la proposta del Comune nell’ambito del Programma PNCIA è stata ammessa a finanziamento, con un contributo di 4.802.649,35 euro. È una risorsa molto importante, che ci permette di investire concretamente sulla mobilità urbana e, attraverso il ruolo di Rovigo come capoluogo, sul sistema di collegamenti dell’intero territorio provinciale. Il PNCIA mette complessivamente a disposizione 494 milioni e 450 mila euro e Rovigo è tra i 33 Comuni capoluogo di Provincia destinatari delle risorse. Per noi questo finanziamento ha un significato preciso: Rovigo deve diventare un nodo della mobilità più moderno, più accessibile e meglio collegato con il territorio. La proposta guarda in particolare al rafforzamento del trasporto pubblico e dell’intermodalità, con l’obiettivo di creare un sistema nel quale autobus, mobilità ciclabile, pedonalità, sosta e altri servizi possano dialogare tra loro. Non vogliamo quindi pensare a un’opera isolata, ma a un intervento capace di migliorare il modo in cui le persone
arrivano a Rovigo, si spostano in città e raggiungono i servizi. È una visione che riguarda direttamente il capoluogo, ma che ha una ricaduta provinciale, perché ogni giorno Rovigo è raggiunta da studenti, lavoratori e cittadini provenienti dagli altri Comuni del Polesine”. L’assessore Aretusini ha detto quanto segue: “Questo finanziamento di 4 milioni e 802 mila euro rappresenta per Rovigo una scelta strategica, non semplicemente un’opportunità economica. La nostra idea è chiara: Rovigo deve tornare ad avere un ruolo centrale nella mobilità del Polesine. E per farlo dobbiamo ripensare il modo in cui persone, autobus, auto, biciclette
e pedoni si incontrano e si muovono dentro la città. Per questo il progetto guarda innanzitutto alla nuova stazione delle corriere, non come semplice luogo di partenza e arrivo degli autobus, ma come un vero hub intermodale, capace di mettere in relazione il trasporto urbano ed extraurbano con la mobilità ciclabile, pedonale e privata. In questa visione rientrano anche gli spazi di Piazza Fratelli Cervi, le aree di sosta e di interscambio e i collegamenti ciclabili e pedonali: l’obiettivo è costruire un sistema e non realizzare interventi isolati. È una scelta politica precisa: investire sulla mobilità significa investire sulla qualità della vita, sull’accessibilità della città e sulla competitività di Rovigo”. A conclusione della presentazione, l’assessore ai Lavori Pubblici Lorenzo Rizzato ha ribadito la totale sinergia della giunta nell’avviare immediatamente la macchina tecnica ed esecutiva, così da rispettare puntualmente la scadenza dei 18 mesi per la definizione del cronoprogramma e dei futuri cantieri che, nell’arco di 24 mesi, cambieranno il volto infrastrutturale della città.
Racconti di comunità: l’arte urbana entra nell’IPM
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i è recentemente concluso presso l’Istituto Penale per i Minorenni “A. Vivaldi” di Rovigo il progetto “Racconti di comunità”, condotto dall’associazione Art Flood attraverso il festival DeltArte, grazie al progetto Horizon di Caritas Adria - Rovigo. Il percorso ha previsto cinque incontri pomeridiani della durata di due ore ciascuno, durante i quali i minorenni ristretti della struttura hanno partecipato a un laboratorio di street art coordinato dalla curatrice Melania Ruggini e dalle artiste Lisa Bettini e Monica Varliero. Guidati dalle professioniste, i partecipanti hanno realizzato due opere pittoriche su pannelli, ispirate all’arte urbana. Il laboratorio ha rappresentato un’importante occasione di espressione, collaborazione e confronto, favorendo la valorizzazione delle capacità creative dei ragazzi. «La nostra esperienza è stata davvero molto positiva e i risultati sono evidenti anche nelle opere finali» commenta la curatrice Melania Ruggini. «I partecipanti hanno collaborato attivamente, sia tra loro sia con noi, dimostrando complessivamente educazione e rispetto» prosegue Lisa Bettini. «Alcuni di loro sono particolarmente predisposti al disegno e alla pittura» aggiunge Monica Varliero. Le opere rappresentano, attraverso la tecnica del doodle e l’uso dello slang giovanile, due writer che, armati di bombolette spray, colorano la propria città e la trasformano in un posto migliore, più accogliente e inclusivo. Ogni partecipante ha personalizzato il soggetto principale con simboli legati alla propria cultura e alla propria
esperienza personale; questi elementi sono diventati anche espressione della propria idea di comunità e di appartenenza, emersa dal confronto tra storie, identità e background culturali diversi all’interno del gruppo. L’ultimo incontro è stato dedicato alla condivisione dell’esperienza e alla visione di una selezione di fotografie dei murales realizzati negli anni dal festival DeltArte in diversi edifici pubblici del territorio, tra cui scuole, palestre e biblioteche di vari comuni. «Crediamo nella rieducazione e nel potere dell’arte e del volontariato, che possono fare la differenza», sottolinea Melania Ruggini. «Gli adolescenti hanno bisogno di trovare nuovi stimoli e passioni concrete, capaci di rappresentare un’alternativa positiva e valida ai loro bisogni, nonché una sana valvola di sfogo. Desideriamo ringraziare in primis don Lorenzo Piola, figura di riferimento fondamentale e vera guida all’interno di questa comunità, che ci ha introdotto nel progetto Horizon ed è diventato anche per noi un punto di riferimento; la direttrice dell’IPM Roberta Ghidelli per la disponibilità, l’attenzione e la preziosa collaborazione offerte nella realizzazione del progetto. Il suo supporto ha contribuito a creare le condizioni per un’esperienza educativa e artistica significativa, favorendo il coinvolgimento dei giovani e la piena riuscita delle attività. Ringraziamo inoltre le educatrici, le psicologhe e tutto il personale dell’Istituto, che ci hanno permesso di collaborare in maniera proficua per la buona riuscita del progetto e ci hanno messo fin da subito a nostro agio».
SPORT
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Il campionato. E’ arrivato lo scudetto dopo il 5-2 in finale contro la Canottieri Jonica
CANOA FEMMINILE, ROVIGO È PER LA SECONDA VOLTA CAMPIONE D’ITALIA L a squadra femminile del Canoe Rovigo è campione d’Italia. L’epilogo del campionato di serie A femminile sul campo gara dell’Idroscalo a Milano, ha consegnato al club rodigino presieduto da Andrea Donzelli, il secondo scudetto della sua storia (l’altro è datato 2023). A Milano, la sfida contro le campionesse uscenti della Canottieri Jonica Catania si è conclusa con un rotondo 5-2 per la formazione allenata da Giacomo Amelotti che ha chiuso in doppio vantaggio la prima frazione con le reti della giovanissima Sara Bianchini (2010) e Marie Littlewood Bethan. La ripresa è stato un entusiasmante botta e risposta con le catanesi che rispondono con i goal di Giulia Buovenga, Martina barbaglio e Cecilie Weinreich ai colpi di Veronica Mazzanti e Chiara Trevisan con il sigillo finale di Bianchini, autrice di una doppietta. Ai play off milanesi, la squadra del
Canoe Rovigo ci era arrivata dopo aver dominato la regular season con 31 punti conquistati su 12 partite disputate, frutto di 10 vittorie, 1 pareggio e una sola sconfitta, la miglior difesa del campionato con solo 17 reti subite, e il miglior attacco con 51 gol fatti. Ai play off sono arrivate le vittorie con Canottieri Jonica (1-0) e con Posillipo (5-0) nella giornata di sabato, poi domenica, successo per 4-2 contro Canottieri Ichnusa e nella finale successo per 5-2 con la canottieri Jonica. Sul podio tra le best players, Chiara Trevisan e Sara Bianchini con 4 gol. “Questo tricolore - dice il presidente Andrea Donzelli - è il coronamento di un percorso straordinario, fatto di lavoro duro, passione indomabile e una visione chiara. Dominare la stagione regolare è stato un segnale forte, ma confermarsi ai play-off vincendo ogni singola partita richiede una maturità e una forza mentale fuori dal comune. Le
nostre ragazze e lo staff tecnico hanno dimostrato sul campo di essere, senza se e senza ma, le migliori d’Italia. Per il Canoe Rovigo e per tutta la nostra comunità questo successo è motivo di un orgoglio immenso: dimostra che con l’impegno e la qualità si possono raggiungere i traguardi più alti. Ma non intendiamo fermarci qui. Ora ci godiamo questa vittoria immensa, per poi affrontare la Coppa dei Campioni che sarà il palcoscenico dove ci confronteremo con le migliori squadre d’Europa. Vogliamo portare questi colori e il valore della nostra canoa polo ai vertici continentali.” Questa la rosa del Canoe Rovigo campione d’Italia: Maddalena Lago, Chiara Trevisan, Aurora Lenzi, Sara Bianchini, Marie Littlewood Bethan, Alice Ventura, Veronica Mazzanti, Elisa Foddis. • Cristiano Aggio
Matteo Barella vice mister dell’Under 17 dell’Italia
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atteo Barella, polesano di Adria, 55 anni compiuti il 17 agosto, è stato confermato come assistente tecnico (vice allenatore) della nazionale Under 17 dell’Italia nello staff tecnico guidato dall’allenatore Manuel Pasqual. La Figc ha definito i quadri tecnici delle selezioni giovanili per la prossima stagione. La linea scelta dalla federazione è stata soprattutto quella della continuità ad eccezione dell’Under 19, affidata a Massimiliano Favo dopo il passaggio di Alberto Bollini nello staff della nazionale maggiore di Roberto Mancini. L’anno scorso Matteo Barella è stato il vice di Pasqual nell’Under 16: ora l’ex difensore della Fiorentina e il tecnico adriese prendono la
guida dell’Under 17 campione d’Europa in carica, raccogliendo l’eredità di Daniele Franceschini. Il trevigiano Maurizio Viscidi, nel nuovo corso Figc targato Giovanni Malagò, rimane coordinatore tecnico delle nazionali giovanili, con la nuova figura di Gianfranco Zola, coordinatore dei progetti delle attività giovanili: i due lavoreranno insieme sullo sviluppo delle rappresentative azzurre. Per quanto riguarda Matteo Barella il calendario della “sua” nazionale Under 17 prevede le prime sfide ufficiali della stagione a novembre 2026 per la prima fase di qualificazione al campionato europeo Under-17. Inoltre, la squadra disputerà la fase finale della coppa del mondo Fifa Under 17
in Qatar a partire dal 19 novembre. A settembre, Barella sosterrà gli esami finali e la discussione della tesi del corso Uefa Pro, ovvero il massimo livello di formazione per un tecnico, il cosiddetto Master allenatori, corso che il tecnico adriese ha frequentato a Coverciano con l’ex centrocampista del Napoli, Marek Hamsik, Guido Pagliuca allenatore dell’Empoli, Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, Cesc Fabregas mister del Como, l’ex giocatore di Lazio, Roma, Inter e Manchester City, Aleksandar Kolarov e Marco Landucci secondo di Allegri al Napoli. • (C.A.)
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Segue da pag. 1
La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica
al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se
possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.
Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina
AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.
Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti
stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che
Alberto Stefani
non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso
Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità
“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla
stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza
REGIONE
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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche
La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni
storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le
direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici
con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility
del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.
VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS
L
a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di
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qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado
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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.
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Il dibattito. Maggioranza per la valorizzazione del territorio, ma le opposizioni denunciano la mancanza di fondi
LEGGE SULLA PIANURA VENETA: È SCONTRO SULL’EFFETTIVA UTILITÀ DEL PROVVEDIMENTO I l Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera alla nuova legge per la promozione e la valorizzazione del paesaggio della Pianura Veneta. La proposta, firmata dal consigliere Filippo Rigo (Lega-LV) in veste di primo firmatario e relatore, è passata a maggioranza con 31 voti favorevoli e 15 contrari, intercettando il sostegno compatto del centrodestra e sollevando, al contempo, un acceso dibattito politico in aula sulla sua effettiva utilità. La legge mira a tutelare e rilanciare le risorse naturali, paesaggistiche ed socioeconomiche di un territorio che copre oltre la metà della superficie regionale. Tra i punti qualificanti del provvedimento figura l’istituzione della “Giornata regionale per la Pianura Veneta”, fissata per l’11 novembre in coincidenza con la ricorrenza di San Martino, data fondamentale per la storia contadina locale. L’impianto normativo prevede inoltre contributi finanziari ai Comuni, la promozione del cicloturismo, delle ippovie e degli
itinerari enogastronomici, oltre a percorsi educativi nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Piena soddisfazione per l’approvazione è stata espressa da Filippo Rigo: “La Pianura Veneta costituisce il cuore geografico, economico e sociale della nostra regione. Con questa legge diamo il via a un percorso concreto per promuovere un mosaico straordinario che rappresenta l’identità del nostro territorio. Non ci limitiamo a celebrare la pianura, ma definiamo una strategia di sviluppo sostenibile grazie al confronto continuo con Comuni, associazioni e Pro Loco”. L’iniziativa ha raccolto il supporto di diversi esponenti della maggioranza, tra cui Giorgia Bedin e Roberto Marcato (Lega-LV), Morena Martini (Stefani Presidente), il vicepresidente della Giunta Lucas Pavanetto e i capigruppo Alberto Bozza (Forza Italia), Riccardo Szumski (Resistere Veneto) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica). Risoluta, di contro, l’opposizione delle forze di minoranza, che hanno
Filippo Rigo
votato in modo compatto contro il provvedimento. A guidare le critiche è stata la vicepresidente della Sesta commissione e correlatrice di minoranza, Monica Sambo (Partito Democratico), che ha denunciato l’assenza di interventi concreti per
Monica Sambo
l’ambiente: “Nessuno mette in discussione il valore della Pianura Veneta, ciò che contestiamo è il metodo e l’assoluta inefficacia di questa legge, che si riduce all’ennesima operazione di facciata priva di contenuti reali. Si finanzia la comunicazione, la realtà
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aumentata e le app, ma dei 620 mila euro di risorse previste non si spende un solo euro per la rinaturalizzazione delle aree degradate, la tutela delle risorgive o la piantumazione. In una regione che resta la seconda in Italia per consumo di suolo, parlare di valorizzazione del paesaggio senza bloccare la cementificazione è un mero esercizio di greenwashing”. Sulla stessa linea si sono espressi i consiglieri dem Paolo Galeano — che ha definito la norma “uno slogan povero di contenuti” —, Alessandro Del Bianco e Jonatan Montanariello. Dure contestazioni sono giunte anche dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, che ha accusato la maggioranza di voler tutelare “un paesaggio distrutto dal cemento”, oltre che dai capigruppo Flavio Baldan (M5S) e Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione). Infine, Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale) ha auspicato misure urbanistiche più incisive per una reale tutela del territorio.
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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale
ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo
Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi
“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.
come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture
Alessandro Berton
all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce
una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.
Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Leah con sua mamma Shanitah, Uganda.
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DESPAR
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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio
IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce
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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche
nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e
Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori
che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto
tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.
TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità
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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Case della Comunità, parte la campagna del Veneto
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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazio-
ni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruo-
lo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle
strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco
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28 L’iniziativa. Apertura straordinaria degli ambulatori il 9 e 10 ottobre
Rovigo, cinque ambulatori di Nefrologia aperti per un weekend con 150 visite aggiuntive
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entocinquanta controlli nefrologici concentrati in un solo fine settimana, cinque ambulatori attivi contemporaneamente e 90 ore complessive di attività medica aggiuntiva. Parte dalla Nefrologia dell’ospedale di Rovigo la nuova iniziativa dell’Ulss 5 Polesana per ridurre le liste d’attesa. Gli ambulatori saranno aperti in via straordinaria venerdì 9 e sabato 10 ottobre. Il programma prevede 50 visite nella prima giornata, dalle 14 alle 20, altrettante sabato mattina, dalle 8 alle 14, e ulteriori 50 nel pomeriggio, fino alle 20. L’obiettivo dell’azienda sanitaria è intervenire in maniera consistente sull’attuale lista dei controlli nefrologici, arrivando al suo sostanziale azzeramento. L’iniziativa è stata promossa dal direttore dell’Unità operativa complessa di Nefrologia, Giuseppe Scaparrotta, e sarà resa possibile dalla disponibilità dei medici e da una riorganizzazione straordinaria dell’attività ambulatoriale. Le prestazioni del 9 e 10 ottobre non saranno aperte a nuove prenotazioni. Gli appuntamenti saranno infatti riservati agli utenti già inseriti nelle liste d’attesa per un controllo nefrologico. Sarà direttamente l’Ulss 5 a individuare e contattare i pazienti, comunicando loro la data e l’orario della
Cure palliative, cresce l’assistenza a domicilio e negli Hospice
C visita. Non sarà quindi necessario telefonare al Cup o rivolgersi agli sportelli aziendali. Il “weekend delle visite” rappresenta il primo intervento di un programma che l’Ulss 5 intende estendere anche ad altre specialità. L’azienda valuterà gli ambiti nei quali aperture straordinarie, prestazioni aggiuntive e una diversa organizzazione delle sedute possano favorire il recupero degli appuntamenti e una riduzione più rapida dei tempi. «Centocinquanta cittadini potranno effettuare il proprio controllo grazie alla disponibilità dei nostri professionisti e a uno sforzo organizzativo importante – sottolinea il direttore generale Mauro Filippi –. Ma questo è soltanto il primo passo. Vogliamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per intervenire sulle liste d’attesa e dare risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini». Paola Bigon
resce in Polesine la rete delle cure palliative, chiamata ad accompagnare le persone e le loro famiglie nelle fasi più delicate della malattia. Nel corso del 2025 sono stati 646 i pazienti assistiti a domicilio dall’Ulss 5 Polesana, contro i 610 dell’anno precedente. Le cure palliative comprendono gli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali rivolti ai malati affetti da patologie che non rispondono più a trattamenti specifici. L’obiettivo è garantire continuità dell’assistenza, controllo del dolore e degli altri sintomi, oltre al necessario sostegno psicologico, sociale e spirituale. La presa in carico viene assicurata da équipe multidisciplinari formate da medici di medicina generale, palliativisti, psicologi, infermieri e assistenti sociali, alle quali possono affiancarsi altre figure professionali. Il servizio di Rovigo e Trecenta è diretto da Stefania Daziale, mentre quello di Adria è guidato da Barbara Vaccarini. Nel Distretto di Rovigo le persone seguite a domicilio nel 2025 sono state complessivamente 429, in aumento rispetto alle 391 dell’anno precedente. Di queste, 335 hanno ricevuto cure palliative specialistiche e 94 cure di base. Nel Distretto di Adria sono stati invece assistiti 217 pazienti, 47 attraverso percorsi specialistici e 170 con cure di base.
La rete comprende anche gli Hospice, gli ambulatori e le consulenze offerte nelle strutture intermedie, nei centri di servizio e nei reparti ospedalieri. Centrale è inoltre la collaborazione con le unità di Oncologia, compresi gli ambulatori di Day Hospital, per garantire un approccio palliativo anche ai pazienti che continuano a ricevere trattamenti oncologici attivi. Nel 2025 gli Hospice dell’Ulss 5 hanno accolto complessivamente 298 persone, rispetto alle 262 del 2024. Nell’Hospice del Distretto 1 i pazienti sono stati 185, mentre in quello del Distretto 2 di Adria sono stati 113. Le strutture accolgono le persone per le quali non è più possibile assicurare un’assistenza adeguata a casa, offrendo accompagnamento medico, psicologico e spirituale. Specifici percorsi di supporto sono rivolti anche ai familiari e ai caregiver. Un contributo alla continuità della presa in carico viene assicurato anche dal servizio di Trecenta e dagli infermieri dell’Assistenza domiciliare integrata di Trecenta e Rovigo. «Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, storie e momenti di particolare fragilità – sottolinea il direttore generale Mauro Filippi –. Le cure palliative significano garantire dignità, sollievo, ascolto e vicinanza alla persona e alla sua famiglia». (P.B.)
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29 La ripresa. Il ritorno al lavoro, scuola e vari impegni si accompagna agli effetti accumulati durante mesi di temperature elevate
Rientro più difficile dopo l’estate rovente, il caldo prolunga stanchezza e stress
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ettembre segna tradizionalmente il ritorno alle abitudini quotidiane, ma quest’anno la ripartenza rischia di essere più faticosa del solito. Alla malinconia per la conclusione delle vacanze si sommano infatti le conseguenze di un’estate caratterizzata da caldo persistente, notti afose e violenti temporali che spesso non hanno portato un reale sollievo. La cosiddetta sindrome da rientro non è una vera patologia, ma una condizione transitoria che può manifestarsi con stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, insonnia, mal di testa e problemi digestivi. Il passaggio dai ritmi più liberi delle ferie a quelli imposti da lavoro, scuola e responsabilità familiari richiede un periodo di adattamento. Secondo le stime dell’Istat, questo disagio interesserebbe circa il 35 per cento della popolazione. A complicare il quadro è però l’affaticamento lasciato dalle temperature eccezionali. Le vacanze, anziché garantire un completo recupero delle energie, per molte per-
sone sono trascorse in condizioni climatiche impegnative. Il risultato è un doppio carico: da una parte lo stress psicologico provocato dalla ripresa degli impegni, dall’altra una spossatezza fisica che può continuare anche quando il termometro comincia a scendere. Le conseguenze del caldo prolungato, del resto, non si esauriscono con la fine di un’ondata. Temperature elevate per molti giorni, soprattutto se accompagnate da minime notturne alte, sottopongono l’organismo a uno sforzo continuo. Il sonno perde qualità, aumenta il rischio di disidratazione e possono peggiorare patologie cardiovascolari, respiratorie e renali. Il caldo può inoltre interferire con alcuni trattamenti farmacologici e influire sull’equilibrio emotivo. Durante le fasi più critiche dell’estate europea, gli accessi ai pronto soccorso sarebbero aumentati tra il 10 e il 15 per cento. Particolarmente vulnerabili sono gli anziani e le persone affette da malattie croniche. Il Ministero della Salute ricorda che le ondate di calore possono
favorire l’aggravamento di disturbi cardiaci e cerebrovascolari, patologie polmonari, malattie metaboliche come il diabete, problemi renali ed epatici e condizioni che interessano il sistema nervoso. Anche sul piano psicologico le temperature estreme possono lasciare una traccia. La Società italiana di medicina di emergenza-urgenza e la Società italiana di epidemiologia psichiatrica hanno rilevato, alla fine di agosto, un aumento fino al 20 per cento degli accessi ai pronto soccorso per disturbi psichiatrici rispetto a tre anni prima. Caldo intenso e mancanza di riposo possono infatti accentuare ansia, alterazioni dell’umore e fragilità già presenti. A rendere insolito questo passaggio stagionale è anche la distanza tra ciò che indica il calendario e ciò che viene percepito dal corpo. Le temperature possono rimanere estive mentre le giornate iniziano ad accorciarsi. La riduzione delle ore di luce influisce sui ritmi circadiani, sulla qualità del sonno e sull’umore, anche quando l’afa continua a suggerire che l’estate non sia ancora
terminata. Secondo David Lazzari, già presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi e presidente dell’Osservatorio Benessere psicologico e salute Benèpsys, questa discordanza può ritardare la consueta malinconia di fine stagione senza eliminarla. Il cambiamento della luce rappresenta infatti un segnale biologico molto forte, indipendente dall’andamento delle temperature. Per superare questa fase è utile evitare una ripresa troppo brusca. Quando possibile, gli impegni andrebbero distribuiti gradualmente, riservando spazio al riposo, all’attività fisica e a un’alimentazione equilibrata. È importante anche
continuare a bere regolarmente: con l’avvicinarsi dell’autunno l’attenzione all’idratazione tende a diminuire, ma caldo e umidità possono mantenere elevata la sudorazione e quindi la perdita di acqua e sali minerali. Le previsioni indicano un progressivo calo delle temperature, legato anche alla diminuzione delle ore di luce, mentre resta più incerta la distribuzione delle precipitazioni. Francesco Meneguzzo, primo ricercatore del Cnr-Ibe e commissario straordinario del Consorzio Lamma, segnala tuttavia la possibilità di valori ancora superiori alle medie stagionali. Il ritorno alla normalità potrebbe quindi richiedere più tempo. L’estate meteorologica continua a farsi sentire mentre quella psicologica e biologica sta già lasciando spazio all’autunno. Una sfasatura capace di rendere meno netto il cambio di stagione, ma anche più improvviso il momento in cui corpo e mente dovranno finalmente riconoscere che l’estate è davvero finita. Paola Bigon
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30 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi
West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»
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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territorio padovano.
«Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla
circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ri-
cordando l’importanza dei repellenti e delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è
quello della One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo
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