di Rovigo
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OTTOBRE 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 226
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Impianto FIR a Rovigo, la svolta: il Consiglio comunale compatto boccia il nuovo pag. 11
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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” CASE INTROVABILI, ROVIGO STRETTA TRA DOMANDA E PREZZI ALLE STELLE servizi alle pag. 6-7
ROVIGO, RIMPASTO: DALL’ARA VICESINDACO E CONCHI ASSESSORE NELLA NUOVA GIUNTA
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Influenza, al via le vaccinazioni: quasi 47 mila dosi per il Polesine
Ruzza: “Avanti con la piattaforma per il biglietto unico dei trasporti regionali”
Regione Veneto al banco di prova del bilancio
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.
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FACCIAMO IL PUNTO
di Rovigo
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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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UN AUTUNNO DI ARCHEOLOGIA AL MUSEO DEI GRANDI FIUMI
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alle antiche vie dell’ambra alle comunità dell’età del Bronzo, passando per il Polesine medievale e le nuove ricerche sull’Adria romana. Prosegue al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo “Padusa Incontri 2026”, il ciclo dedicato all’archeologia del territorio e alle nuove indagini sul passato. Il prossimo appuntamento è sabato 17 ottobre alle 16, nella Sala Flumina, con l’archeologo Paolo Bellintani e l’incontro “Dalla Spagna alla Cina, passando per il Polesine, alla ricerca delle vie dell’ambra”. Al centro ci saranno le antiche rotte attraverso cui l’ambra e altre materie prime raggiungevano territori lontani, con uno sguardo anche alle testimonianze polesane di Frattesina e Campestrin. Sabato 24 ottobre sarà invece Claudio Cavazzuti, dell’Università di Bologna, a raccontare il Veneto tra Europa e Mediterraneo alle soglie della Storia. Le nuove ricerche di genetica e biogeochimica permettono infatti di ricostruire migrazioni, scambi e trasformazioni delle comunità dell’età del Bronzo. Il 14 novembre spazio all’evento speciale “Dal Baltico al Po. Nuove indagini sulle ambre protostoriche europee”, una giornata di studi dedicata alla circolazione e alla lavorazione dell’ambra. Tra i temi anche i risultati delle ricerche sui siti di Frattesina e Campestrin. Il 21 novembre Sandra Bedetti e Luciano Pigaiani porteranno invece il pubblico nel Polesine medievale, analizzando insediamenti e nuovi centri di potere in epoca carolingia, tra IX e X secolo. A chiudere la rassegna, sabato 28 novembre, sarà Giovanna Falezza con un incontro dedicato all’anfiteatro romano di Adria. Le nuove ricerche e le prospezioni geofisiche hanno permesso di aggiungere nuovi elementi alla conoscenza dell’antica città e del suo importante edificio. Tutti gli appuntamenti si terranno alle 16 nella Sala Flumina e saranno a ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Rovigo, dalle vie dell’ambra all’Adria romana
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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• Giacomo Trivellato
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Questa edizione raggiunge la città di Rovigo per un numero complessivo di 10.119 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Emergenza casa/1. La domanda cresce tra nuovi insediamenti e Università, mentre l’offerta non tiene il passo
“IN DIFFICOLTÀ ORMAI ANCHE LE FAMIGLIE A REDDITO MEDIO” C ’è un prima e un dopo nel mercato della casa in Polesine. Uno dei passaggi che ne ha cambiato gli equilibri è stato l’insediamento del polo Amazon di Castelguglielmo-San Bellino, che ha portato sul territorio nuovi lavoratori provenienti anche da altre parti d’Italia e, con loro, una nuova richiesta di abitazioni. A questa si è aggiunta negli anni la crescita dell’Università di Rovigo e l’arrivo di studenti alla ricerca di un alloggio. A fare il punto l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Rovigo, Dominga Milan, avvocata e polesana doc. Quanto è diventato difficile oggi trovare una casa a Rovigo? Possiamo parlare di una vera emergenza abitativa? “Il disagio abitativo è una problematica attualmente diffusa in tutto il territorio nazionale. A Rovigo si registra una ancora più forte crisi abitativa, causata da specifici fattori presenti sul nostro territorio: la saturazione del mercato privato causata dall’alta domanda
legata ai nuovi centri logistici (es. Amazon) e allo sviluppo universitario; l’emergenza sfratti: nel 2025 si sono registrati 104 sfratti in Polesine, di cui 39 nel solo Comune di Rovigo (7,6 provvedimenti ogni mille famiglie); l’impoverimento sociale: circa 4.000 persone si trovano in situazione di povertà assoluta nel capoluogo e – contestualmente – il territorio subisce una costante contrazione del tessuto produttivo (-309 imprese nel 2025). Le difficoltà maggiori, oltre per i nuclei familiari che si trovano in condizioni economiche basse, si rivelano ormai anche per le famiglie a reddito medio, che non riescono ad accedere alle graduatorie ERP, ma contestualmente non possono sostenere i prezzi del mercato libero”. È forse proprio questo il cambiamento più significativo: la difficoltà non riguarda più soltanto le fasce economicamente più fragili. Quali risposte sta dando concretamente il Comune a chi oggi si trova in difficoltà con la casa?
“Attualmente l’Amministrazione comunale si sta occupando su più fronti di questa problematica, mettendo in campo notevoli risorse per contrastare il disagio abitativo della nostra comunità. In particolare: recupero di alloggi residenziali che si trovano sfitti per carenze manutentive: sono in fase di ultimazione i lavori nei due condomini di San Pio X (24 alloggi in totale) e saranno a breve iniziati i lavori in altri alloggi; sono in fase di ultimazione anche i lavori del nuovo condominio destinato al Social Housing (28 alloggi), sito in Viale Oroboni. È attiva la co-progettazione per la “Mediazione Abitativa”, nell’ambito della quale è stato aperto lo Sportello Abitare, presso i Servizi Sociali di Viale Marconi, a cui tutti i cittadini possono rivolgersi per una consulenza sulla loro situazione, per la mediazione con i proprietari di casa in un’ottica di prevenzione dello sfratto, per un accompagnamento alla ricerca di una nuova abitazione presso le varie agenzie immobiliari in città, per un aiuto a cercare
e capire i Bandi inerenti gli alloggi pubblici, ecc.. Sempre nell’ambito della Mediazione Abitativa, è attivo un co-housing destinato a 4 persone sole per fornire un alloggio temporaneo per periodi di emergenza assoluta e, dal 2027, sarà attivato un secondo progetto di co-housing, questa volta destinato a nuclei familiari”. Sono proprio le graduatorie a dare la misura della domanda: 288 richieste idonee per l’ERP e altre 65 per l’emergenza abitativa. Ma quante abitazioni sono effettivamente disponibili e come stanno procedendo le assegnazioni? “Per l’anno 2026, ATER ha dichiarato di avere circa 150 alloggi assegnabili, mentre il Comune è in attesa che siano ultimati i lavori attualmente in corso e che si rendano disponibili nuovi alloggi. Il 50% degli alloggi ERP è sfitto per carenze manutentive, oltre a una ventina di alloggi “ex parcheggio”. Questa difficoltà emerge in tutto la nazione. Il Comune di Rovigo ha già iniziato
a invertire la rotta grazie ai fondi PNRR, utilizzati per la ristrutturazione totale dei due condomini di San Pio X. E ha sempre più l’intenzione di porre rimedio a questo problema approfittando di tutte le risorse che ora mettono a disposizione il Governo (con il “Piano Casa”) e la Regione (con i Bandi di “Generazione Casa”). Per quanto riguarda le assegnazioni di alloggi, sono in corso, fino ad agosto hanno interessato la graduatoria relativa al Bando ERP 2023 e da settembre è entrata in vigore la graduatoria relativa al Bando chiuso a dicembre 2025. Parallelamente si procede allo scorrimento della graduatoria per l’emergenza abitativa”. • Guendalina Ferro
Giovani e casa, la sfida di restare a Rovigo
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na casa non è soltanto un tetto, soprattutto quando si è giovani. È il punto di partenza per conquistare un’autonomia, costruire una famiglia e, prima ancora, decidere se restare nella propria città oppure cercare altrove opportunità di lavoro e di vita. Per questo la questione abitativa a Rovigo incrocia inevitabilmente anche quella dello spopolamento e della capacità del territorio di trattenere le nuove generazioni. Assessora Milan, la difficoltà di trovare casa riguarda anche i giovani? Chi vuole rimanere a vivere nel Comune riesce a trovare un’abitazione a prezzi sostenibili? “Il problema è reale e molto sentito anche per la fascia dei giovani. L’Amministrazione comunale adotta in ogni Bando per l’assegnazione di alloggi ERP una riserva di alloggi per i nuclei familiari
composti da under 35 nella percentuale massima consentita dalla legge regionale (l’8% degli alloggi assegnabili). In pratica, i nuclei che hanno questa caratteristica avranno la priorità nell’assegnazione dell’alloggio, a prescindere dal punteggio ottenuto per gli altri requisiti. Nella graduatoria attualmente in vigore, questa possibilità si concretizza per ben 13 nuclei familiari. Questo strumento rappresenta un primo passo, ma deve essere integrato da politiche attive del lavoro e da un rilancio dell’offerta culturale che renda Rovigo una città attrattiva a 360 gradi per i giovani”. C’è poi il patrimonio privato sfitto. In una città nella quale la domanda supera l’offerta, può diventare una risorsa? “I Tavoli di Confronto avviati con le agenzie immobiliari e le associazioni della proprietà edilizia puntano
proprio a mobilitare il patrimonio privato sfitto. L’obiettivo dell’Amministrazione è rassicurare i proprietari intenzionati ad affittare, offrendo loro tutele concrete. Attraverso operatori esperti, l’ente garantisce un affiancamento costante ai nuclei familiari beneficiari, monitorando la gestione finanziaria, il pagamento del canone e il rispetto delle regole condominiali. In questo modo i proprietari sanno di non essere soli nella gestione del rapporto locativo, potendo contare su una rete pubblica capace di prevenire e risolvere eventuali criticità”. Se dovesse fotografare oggi il mercato immobiliare di Rovigo, qual è dunque il problema principale? “Il primo problema è forse la mancanza di case per la saturazione del mercato dovuta in primis all’arrivo di Amazon e alla crescita della nostra Università. In secondo luogo, è il prezzo inaccessibile. Lo sbilanci-
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amento tra domanda e offerta sul mercato permette una fluttuazione al rialzo dei canoni d’affitto. Questo fenomeno ,sommandosi alla crisi economica generale e alla perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni, delinea un quadro sociale particolarmente severo”. Se avesse oggi risorse sufficienti per un solo intervento sul problema della casa, quale sarebbe la priorità del Comune? “La priorità assoluta sarebbe investire massicciamente nel recupero degli alloggi pubblici attualmente sfitti per carenze manutentive. Questo permetterebbe di dare una risposta immediata e stabile alle molte famiglie in graduatoria e, contemporaneamente, di ampliare le soluzioni temporanee e di co-housing per la gestione delle emergenze più acute”. • (G.F.)
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7 Emergenza casa/2. Baldi (SUNIA) propone un confronto provinciale
POLESINE, STIPENDI BASSI E INSUFFICIENTI PER GLI AFFITTI DA GRANDE CITTA’
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n Polesine gli stipendi sono più bassi rispetto alle grandi città, ma gli affitti hanno ormai costi da grande città. È la fotografia tracciata da Mauro Baldi segretario del (Sindacato degli Inquilini privati e degli Assegnatari di Edilizia Pubblica) SUNIA CGIL, che mette in evidenza una sproporzione sempre più difficile da sostenere per chi cerca casa, perchè a redditi più bassi non corrisponde più un mercato degli affitti conveniente. Negli ultimi anni anche l’aumento della domanda ha contribuito a spingere verso l’alto i canoni. Tra i fattori l’insediamento di Amazon, che ha portato in Polesine lavoratori provenienti da altre parti d’Italia,
ampliando ulteriormente la platea di chi cerca un’abitazione in un mercato dove l’offerta rimane limitata. E spostarsi da Rovigo verso gli altri centri del Polesine non significa necessariamente trovare affitti più accessibili. Dai 700 euro che possono essere richiesti nel capoluogo si scende di poco, con canoni che anche nei comuni più piccoli possono avvicinarsi ai 600 euro. Agli sportelli del SUNIA arrivano così situazioni molto diverse: famiglie con figli, giovani, lavoratori, studenti e pensionati. Parallelamente aumentano gli sfratti per morosità. Dietro ci sono persone che hanno perso il lavoro, famiglie con
bambini e pensionati che non riescono più a far quadrare i conti. Nei casi di maggiore fragilità vengono coinvolti anche i servizi sociali. Ma la difficoltà di trovare casa produce conseguenze che vanno oltre l’emergenza abitativa. Chi lavora in Polesine e non riesce a trovare qui una sistemazione sostenibile può cercarla nelle province vicine, verso Padova o Mantova. In una prima fase può continuare a lavorare in Polesine pur vivendo altrove, ma con il tempo la distanza può spingerlo a cercare anche un’occupazione più vicina alla nuova residenza. Una dinamica che rischia quindi di alimentare due volte lo spopolamento: prima facendo perdere al Polesine un residente e, successivamente, anche un lavoratore. È proprio per intervenire su questa situazione che Baldi indica la necessità di rendere maggiormente applicabili le opportunità previste dal Protocollo territoriale per l’abitare, uno strumento che individua buone pratiche per i contratti a canone concordato, con valori di locazione determinati attraverso parametri che tengono conto della metratura, della zona, delle caratteristiche energetiche dell’immobile e della presenza dei servizi. Secondo Baldi, per favorirne una maggiore diffusione occorre individuare incentivi e garanzie capaci di rendere il canone concordato più interessante anche per i proprietari, aumentando così il numero
Troppi alloggi da recuperare mentre cresce la domanda
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lloggi ATER inagibili e altri che necessitano di manutenzione e per questo non possono essere assegnati. È uno dei problemi che Mauro Baldi del SUNIA CGIL mette al centro dell’emergenza abitativa in Polesine. I bandi ATER ci sono, ma gli appartamenti disponibili non bastano a soddisfare le richieste e molte persone restano fuori dalle assegnazioni. Per Baldi serve una massiccia opera di manutenzione del patrimonio pubblico e la questione chiama direttamente in causa la Regione Veneto. Il problema riguarda anche le condizioni di alcuni appartamenti assegnati. Chi attende una casa, riferisce, può trovarsi ad accettarla senza averla vista perché, rifiutandola, rischierebbe di finire in fondo alla graduatoria. Solo dopo l’ingresso può scoprire porte rotte, problemi nei bagni o altri lavori di manutenzione da effettuare. La priorità indicata dal SUNIA è quindi recuperare gli alloggi ATER vuoti e renderli disponibili per chi è in graduatoria. C’è poi un altro aspetto dell’emergenza abitativa, che riguarda soprattutto lavoratori stranieri impiegati in agricoltura. Baldi richiama le situazioni di sfruttamento legate al caporalato, nelle quali alla dipendenza lavorativa può aggiungersi quella abitativa.
delle abitazioni disponibili a condizioni sostenibili. Le misure da adottare dovrebbero emergere da un confronto tra i soggetti direttamente coinvolti. La proposta di Baldi è quindi quella di aprire un confronto provinciale al quale siedano SUNIA, ATER, Sindacati e Comuni, con la supervisione del Prefetto, per individuare insieme forme di incentivo e garanzie in grado di favorire l’incontro tra domanda e offerta. L’obiettivo sarebbe agire sui
due lati dello stesso problema: rendere l’affitto sostenibile per chi cerca casa e offrire maggiori garanzie a chi decide di mettere un immobile sul mercato. Una risposta all’emergenza abitativa che, in una provincia alle prese con lo spopolamento, avrebbe anche l’obiettivo di trattenere in Polesine residenti e lavoratori. • Guendalina Ferro
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Chi gestisce o condiziona l’accesso al lavoro può infatti lucrare anche sull’alloggio, approfittando della situazione di bisogno del lavoratore. Il costo dell’alloggio finisce così per pesare ulteriormente sul salario, con richieste che possono arrivare anche a 600 euro per una sola camera. Ma il problema non è soltanto economico, perché il lavoratore può trovarsi nella condizione di dover accettare quanto gli viene imposto per non rischiare di perdere anche il posto in cui vive. Casa e lavoro finiscono così per legarsi in un rapporto di dipendenza che aumenta la vulnerabilità di chi è già esposto allo sfruttamento. • (G.F.)
FHP di R. Freudenberg sas
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IN PRIMO PIANO
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Politica. Il cambio nella squadra è ora ufficiale a Palazzo Nodari:
CITTADIN PRESENTA LA SUA NUOVA GIUNTA: DALL’ARA VICESINDACO E CONCHI ASSESSORE R ovigo cambia assetto e il sindaco Valeria Cittadin presenta i due nuovi ingressi nella Giunta comunale. Ivan Dall’Ara è il nuovo vicesindaco, mentre Ezio Conchi entra nell’esecutivo come assessore. Due nomi con una lunga esperienza politica e amministrativa, chiamati a rafforzare la squadra di governo in una fase delicata per la città. Dall’Ara, espressione di Forza Italia, assume le deleghe a Sport, Urbanistica, Edilizia sportiva, Servizi informatici e innovazione e Digitalizzazione. Conchi, invece, entra nella lista civica Valeria Cittadin Sindaco e si occuperà di Commercio, Attività produttive, SUAP, Affari legali e contenzioso e Agricoltura. I relativi decreti sindacali sono in fase di formalizzazione. Nel presentare le nomine, il sindaco ha sottolineato il valore della condivisione e dell’esperienza dei due nuovi componenti della Giunta. Cittadin ha definito Dall’Ara una figura «molto conosciuta in città, in
provincia e oltre i confini provinciali», ricordandone i due mandati da sindaco di Ceregnano e il successivo incarico alla presidenza della Provincia, oltre ai ruoli ricoperti in diverse società partecipate. Un’esperienza che, secondo il sindaco, consente al nuovo vicesindaco di entrare immediatamente nel vivo del lavoro amministrativo. Cittadin ha infatti evidenziato che Dall’Ara «è già testato, non ha bisogno di rodaggio», ricordando anche l’iniziativa dell’assessorato alla Felicità introdotta durante la sua esperienza da sindaco di Ceregnano e diventata nota anche a livello nazionale. Accanto a Dall’Ara arriva Ezio Conchi, anche lui con un passato da vicesindaco e assessore. Cittadin ne ha sottolineato l’esperienza e l’atteggiamento mantenuto durante il percorso in Consiglio comunale, descrivendolo come una figura di «grande equilibrio, serietà e collaborazione». Un ingresso che assume anche un
significato politico. Conchi, infatti, non faceva inizialmente parte della maggioranza, ma il sindaco ha spiegato che è stato «sempre un punto di riferimento per noi della maggioranza»
e che da ieri è confluito nella lista civica che porta il nome di Cittadin. Al suo posto in Consiglio comunale subentrerà Silvia Bortolami, indicata dal sindaco come «un’altra figura di
gran prestigio». La nuova composizione della Giunta arriva dunque attraverso un doppio innesto che unisce esperienza amministrativa e un nuovo equilibrio politico all’interno della maggioranza. Dall’Ara e Conchi hanno ringraziato il sindaco per la fiducia e manifestato la propria disponibilità a collaborare, mettendo a disposizione competenze ed esperienza per portare avanti gli obiettivi dell’amministrazione. Ora toccherà ai decreti ufficializzare le nuove deleghe. Con l’ingresso dei due nuovi assessori, la Giunta Cittadin si prepara così ad affrontare la prossima fase dell’amministrazione con una squadra rinnovata e una redistribuzione delle deleghe che assegna a Dall’Ara alcuni dei settori più rilevanti, dall’Urbanistica allo Sport fino alla digitalizzazione, mentre Conchi seguirà il comparto economico e produttivo e gli Affari legali. • Giacomo Trivellato
RESTA IN BILICO L’ASSESSORE ERIKA DE LUCA
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Rovigo resta aperto il caso che riguarda Erika De Luca, assessore alla Cultura della Giunta Cittadin. La sua posizione politica è diventata oggetto di confronto all’interno di Fratelli d’Italia, il partito di cui fa parte, che secondo quanto emerso le avrebbe chiesto di valutare le dimissioni dall’incarico. De Luca, però, non avrebbe intenzione di lasciare la Giunta. L’assessore ha ribadito di ritenersi estranea alla vicenda e di non avere motivi per fare un passo indietro, sostenendo di avere la coscienza a posto. Il confronto con il sindaco Valeria Cittadin, avvenuto martedì, non ha chiuso la questione. Nei giorni successivi
ci sono stati altri incontri, tra i quali uno con il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, il senatore Bartolomeo Amidei. Il clima, stando a quanto trapela, non sarebbe quello di una
situazione ormai ricomposta. A rendere il quadro ancora più delicato è il coinvolgimento dell’Ordine degli avvocati di Rovigo, che ha affrontato la vicenda in una propria riunione. L’Ordine, attraverso la presidente Fabiola Castellacci, non ha fornito dettagli, richiamando gli aspetti legati alla deontologia professionale. La vicenda coinvolgerebbe infatti anche un altro avvocato iscritto al foro rodigino. Sul piano politico, intanto, la scelta finale spetta al sindaco. Un’eventuale revoca dell’incarico dovrebbe essere formalizzata attraverso un provvedimento motivato. Una decisione che, se arrivasse, avrebbe anche un peso significativo
sugli equilibri della Giunta. De Luca sarebbe infatti il quinto assessore a lasciare l’esecutivo dall’inizio del mandato. Prima di lei ci sono stati Mattia Maniezzo, Matteo Zangirolami, Nadja Bala, Giuliana Bregolin e, più recentemente, Andrea Bimbatti, la cui delega è stata revocata. Diverso il caso di Andrea Denti, che aveva invece lasciato l’incarico per motivi professionali. Il caso De Luca resta quindi aperto, mentre proseguono i confronti politici e sul contenuto della vicenda rimane il massimo riserbo. • (G.T.)
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IN CITTÀ
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Produzione di lana di roccia. La mozione contro il progetto passa con un consenso larghissimo
Il Consiglio comunale boccia la Fir: no quasi unanime all’impianto E I
Un’Idea per l’Ex Cinema Odeon: E se il Comune lo Acquistasse per Rilanciare il Centro e l’Università?
l progetto Fir incassa una netta bocciatura da parte del Consiglio comunale di Rovigo. L’aula ha approvato con una maggioranza larghissima la mozione che esprime contrarietà all’insediamento dell’azienda di Roncà, in provincia di Verona, intenzionata a realizzare in via Don Milani un impianto per la produzione di lana di roccia destinata all’isolamento. Un voto che assume un peso politico rilevante, anche se non rappresenta ancora la parola definitiva sull’iter autorizzativo. La mozione, infatti, oltre a esprimere il no del Consiglio all’insediamento, impegna sindaco e giunta a chiedere ulteriori approfondimenti sugli eventuali effetti ambientali e sanitari del progetto. Tra gli impegni inseriti nel documento c’è la richiesta a Ulss 5 Polesana e Arpav di effettuare un’istruttoria approfondita sui possibili impatti dell’impianto. Il Consiglio chiede inoltre che il percorso venga seguito garantendo la massima trasparenza e che tutte le informazioni siano condivise con l’assemblea e con i cittadini. Il fronte contrario al progetto si è quindi allargato anche all’interno del Consiglio comunale.
L’unica eccezione al voto quasi unanime è stata quella di Nello Piscopo, del Gruppo misto, che al momento della votazione ha lasciato l’aula. Una scelta annunciata e accompagnata da un avvertimento rivolto alla maggioranza: “State attenti, perché la minoranza lo farà diventare un cavallo di battaglia”. Dai banchi dell’opposizione, intanto, il voto
sulla mozione è stato accompagnato dalla richiesta di fare chiarezza sui rapporti intercorsi tra l’amministrazione e Fir. La consigliera Dina Merlo, del Forum, ha annunciato l’intenzione di chiedere una commissione consiliare straordinaria d’indagine per approfondire le dichiarazioni considerate contrastanti tra il sindaco Valeria Cittadin e l’ex vicesindaco Andrea Bimbatti proprio sui rapporti con l’azienda. Anche la Civica per Rovigo ha sollevato la necessità di ulteriori chiarimenti, richiamando sia le dichiarazioni rilasciate alla stampa da Bimbatti sia quanto emerso durante la seduta attraverso le parole del dirigente all’Urbanistica Scalabrin. Il voto del Consiglio segna dunque una presa di posizione politica molto netta sul progetto di via Don Milani. Ma il percorso amministrativo non si esaurisce con la mozione: restano sul tavolo gli approfondimenti tecnici e sanitari richiesti dall’aula, mentre sul piano politico il confronto è destinato a proseguire anche sul tema dei rapporti intercorsi tra il Comune e la Fir. • Giacomo Trivellato
se l’ex cinema Odeon venisse acquistato direttamente dal Comune? A lanciare la proposta con un’interpellanza a risposta scritta è il capogruppo del Forum, Matteo Masin, intervenendo sulla recente messa in vendita della storica struttura al prezzo di 550 mila euro. Nel documento, Masin sottolinea come Rovigo abbia scelto di puntare con decisione sulla propria vocazione universitaria, definendosi formalmente “città universitaria” grazie a una mozione approvata dal consiglio comunale nel 2025. Secondo il consigliere, una scelta strategica di questo tipo dovrebbe tradursi in azioni concrete e progetti mirati, capaci di attrarre stabilmente studenti e nuove attività nel cuore della città, contribuendo così a una reale rivitalizzazione economica del centro storico. Prendendo come esempio virtuoso altre realtà vicine come Ferrara, dove spazi simili vengono riconvertiti per ospitare attività universitarie e didattiche, Masin immagina per l’ex Odeon una nuova e stimolante vita multifunzionale. La struttura potrebbe trasformarsi in un polo d’eccellenza in cui fare coesistere armonicamente università, cinema e cultura: aule per lezioni, seminari e spazi formativi durante le ore diurne, affiancati da una programmazione cinematografica e culturale aperta a tutta la cittadinanza nelle restanti fasce orarie. Un’operazione che, nelle intenzioni del proponente, porterebbe un flusso costante di persone in centro durante l’intera giornata, generando un indotto positivo per bar, ristoranti, negozi e attività di vicinato. L’acquisto dell’ex Odeon non rappresenterebbe soltanto un intervento di tutela culturale e riqualificazione urbana, ma un vero e proprio investimento strategico sulla vitalità e sull’economia della città. Da qui la richiesta formale all’amministrazione comunale affinché valuti seriamente questa opportunità di sviluppo per il territorio.
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Lo scontro. Il primo cittadino rompe il silenzio e rivendica il diritto dell’amministrazione a governare
“Il Vescovo faccia il Vescovo, il Sindaco faccia il Sindaco”
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a due anni e mezzo, in occasione di diverse celebrazioni religiose, ascolto dal pulpito richiami, più o meno espliciti, alle scelte dell’Amministrazione che ho l’onore di guidare. Credo sia arrivato il momento di rispondere con chiarezza”. È da queste parole che parte la presa di posizione del sindaco Valeria Cittadin, che sceglie di intervenire pubblicamente sul rapporto tra istituzioni civili e Chiesa, dopo quelli che definisce richiami rivolti alle scelte dell’amministrazione nel corso delle celebrazioni. Il punto di partenza è il rispetto per la Chiesa e per il ruolo del Vescovo. “Sono cattolica e rispetto profondamente la Chiesa e il ruolo del Vescovo”, precisa il sindaco, ma proprio questo rispetto, secondo il primo cittadino, dovrebbe portare a mantenere distinti i rispettivi compiti. “Al Pastore spetta la guida spirituale della comunità; al Sindaco, scelto dai cittadini, spetta il compito molto concreto di governare una città,
Il Vescovo di Rovigo Monsignor Pavanello
garantirne la sicurezza, far rispettare le regole e difendere il diritto delle persone perbene a vivere serenamente”. Una distinzione che diventa particolarmente netta quando il sindaco affronta il tema dell’accoglienza. “Accoglienza e solidarietà sono valori cristiani. Ma non possono diventare sinonimo di permissivismo, né possono essere invocate dimenticando che esistono doveri, regole e limiti”. Il sindaco rivendica quindi una conce-
zione dell’integrazione legata anche al rispetto delle regole e dell’identità della comunità. “Per me non è straniero chi viene nella nostra città, lavora, paga le tasse, rispetta le nostre leggi, la nostra cultura e le regole della convivenza civile”. Chi arriva, aggiunge, “è il benvenuto”, ma l’integrazione “non significa pretendere che sia la nostra comunità a rinunciare alla propria identità per adattarsi a chi arriva”. Da qui anche il passaggio sulla sicurezza, che il primo cittadino considera un diritto indipendente dall’appartenenza politica. “Non accetto che la richiesta di sicurezza venga rappresentata, anche indirettamente, come mancanza di umanità verso gli stranieri o verso i più fragili”. E aggiunge: “La sicurezza non è né di destra né di sinistra: è un diritto”. Nel ragionamento del sindaco, proprio le persone più esposte sarebbero quelle maggiormente penalizzate quando le istituzioni arretrano: “Sono proprio i più fragili, gli anziani, le donne, le famiglie
e chi non ha strumenti per difendersi a pagare per primi quando lo Stato e le istituzioni arretrano”. La replica entra poi anche nel terreno dei valori. “Da cattolica, poi, vorrei sentire dal pulpito la stessa determinazione non soltanto quando si parla di accoglienza, ma anche quando si tratta di difendere le nostre radici cristiane, la nostra cultura, i nostri simboli e quei valori che hanno costruito la nostra comunità”. Per il sindaco, dunque, il rispetto deve essere reciproco: “Perché il rispetto deve valere in entrambe le direzioni”. C’è infine una questione di metodo. Il sindaco contesta il fatto che le critiche alle scelte amministrative arrivino durante le celebrazioni religiose e non, con la stessa chiarezza, nei momenti di confronto diretto. “Trovo singolare che certe critiche alle mie scelte amministrative emergano durante una Messa e non con altrettanta chiarezza quando ci incontriamo personalmente”. Il confronto, assicura, resta possibile: “Io sono sempre
disponibile al confronto, anche duro, purché sia franco e ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie parole”. La conclusione è una rivendicazione del ruolo politico e amministrativo del primo cittadino. “Governare non significa predicare principi astratti. Significa prendere decisioni difficili, confrontarsi con i problemi reali e risponderne ogni giorno davanti ai cittadini”. E proprio da qui arriva il messaggio rivolto al Vescovo: “Sua Eccellenza, continui pure a richiamarci all’amore per il prossimo. È il suo compito e, da cattolica, lo ascolto”. Ma, allo stesso tempo, il sindaco rivendica il proprio compito istituzionale: “Amare la propria comunità significa anche proteggerla, difenderne l’identità e pretendere il rispetto delle sue regole”. Fino alla frase finale, destinata a sintetizzare l’intera presa di posizione: “Il Vescovo faccia il Vescovo. Il Sindaco faccia il Sindaco”. • Giacomo Trivellato
Le opposizioni: “Sicurezza e integrazione non sono alternative”
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e parole del sindaco di Rovigo Valeria Cittadin rivolte al Vescovo monsignor Pierantonio Pavanello accendono lo scontro politico in città. Dopo la dura replica del primo cittadino ai richiami arrivati dal pulpito sui temi dell’accoglienza e della solidarietà, arrivano le reazioni delle opposizioni, che difendono il messaggio del Vescovo e contestano l’impostazione dell’amministrazione. “Ma come si fa ad attaccare il nostro vescovo semplicemente perché fa il vescovo e ricorda ciò che la Chiesa cattolica predica da ben duemila anni, accoglienza, convivenza, rispetto della vita umana?”, attacca Diego Crivellari, consigliere comunale. Per l’esponente politico, le parole di Cittadin “lasciano esterrefatti” e, per i toni utilizzati, richiamano addirittura “le diatribe medievali tra Chiesa e Impero”.
Crivellari contesta anche il richiamo alle radici cristiane utilizzato dal sindaco: “E, allora, di quali radici cristiane da difendere vogliamo parlare? Vogliamo tornare al “Deus vult” e alle crociate?”. Il consigliere richiama quindi San Francesco, ricordando il suo incontro pacifico con il Sultano, e conclude: “C’è molto da riflettere e dobbiamo farlo tutti per evitare pericolosi cortocircuiti”. Dura anche la posizione di Paolo Giolo, presidente di Civica per Rovigo, e Dina Merlo, presidente del Forum dei cittadini, che parlano di “una visione di città che esclude”. I due esprimono “solidarietà al Vescovo e al contenuto del suo messaggio”, sostenendo che accoglienza e sicurezza non possano essere considerate alternative.
Nel mirino finiscono quindi alcune scelte dell’amministrazione, dal mancato proseguimento del SAI alla rinuncia a finanziamenti destinati all’inclusione e al superamento dei ghetti bracciantili. “Se la sicurezza è davvero una priorità, allora servono progetti, investimenti e capacità di utilizzare le risorse disponibili”, sostengono Giolo e Merlo.La loro conclusione è netta: “Sicurezza e integrazione non sono alternative, perché lasciare le persone ai margini non elimina i problemi, rischia di renderli più difficili da governare”. Lo scontro, partito dal rapporto tra il sindaco e il Vescovo, si allarga così alle politiche della città su sicurezza, accoglienza e inclusione. • (G.T.)
Paolo Giolo, Presidente Civica per Rovigo e Dina Merlo, Presidente Forum dei cittadini
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Ambiente. Dal 1° ottobre al via le nuove misure per il contenimento dell’inquinamento
IN VIGORE NUOVE REGOLE ANTI-SMOG: GLI EURO 5 PER ORA NON SI FERMANO S ono scattate il primo ottobre le nuove misure per il contenimento dell’inquinamento atmosferico, che resteranno in vigore fino al 30 aprile 2027. La principale novità riguarda i diesel Euro 5: il blocco previsto in condizioni di livello verde viene sospeso e rinviato al 1° ottobre 2027, grazie alle misure compensative introdotte dalla Regione Veneto. In livello verde, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.30, resteranno fermi i veicoli a benzina Euro 0 ed Euro 1, i diesel fino a Euro 4, i veicoli Gpl e metano Euro 0 ed Euro 1 e i ciclomotori e motoveicoli pre-Euro 1. Le limitazioni riguardano il territorio comunale, escluse le principali arterie di collegamento, tra cui A13, SS16, SS434 Transpolesana e tangenziali. La fascia di divieto viene quindi estesa di un’ora rispetto alla precedente, proprio come misura compensativa per la libera circolazione degli Euro 5 in livello verde. Con l’allerta arancione, dopo quattro giorni consecutivi di superamento dei limiti di PM10, si fermano anche i diesel
Euro 5. Il livello rosso, dopo dieci giorni consecutivi, prevede ulteriori restrizioni. Sul fronte del riscaldamento, negli edifici pubblici e nelle attività commerciali e di servizio l’accensione degli impianti alimentati da combustibili fossili o biomassa sarà consentita dal 1° novembre al 12 aprile. Confermato il limite di 19 gradi per abitazioni, scuole e strutture sportive, che scende a 18 con l’allerta arancione o rossa. Restano inoltre le restrizioni sull’utilizzo di stufe e caminetti a biomassa. Confermate anche sette domeniche ecologiche tra ottobre e aprile. Restano vietati i roghi di sfalci e potature e, nelle aree pubbliche, i barbecue alimentati a legna o carbone. In caso di allerta arancione o rossa il divieto si estende anche ai privati. Per i veicoli soggetti alle limitazioni resta disponibile il servizio regionale MoVe-In, che non si applica durante le domeniche ecologiche e nelle giornate di allerta arancione e rossa. L’assessore all’Ambiente Michele Aretusini difende la scelta dell’amministrazione: “Sull’ambiente
non servono slogan – dichiara Aretusini –, servono scelte concrete. Abbiamo scelto di tutelare la qualità dell’aria senza penalizzare inutilmente migliaia di cittadini e imprese che utilizzano quotidianamente la propria auto per lavorare e vivere. La sospensione del blocco degli Euro 5 in livello verde va esattamente in questa direzione: meno divieti ideologici e più misure realmente efficaci per ridurre l’inquinamento”. Aretusini ringrazia quindi la Regione Veneto e il presidente Alberto Stefani “per lo sforzo e per aver ascoltato le esigenze dei territori”, sottolineando la volontà di mettere insieme “tutela dell’ambiente e sostenibilità sociale ed economica”. Infine, l’assessore assicura: “Rovigo farà la propria parte, con responsabilità e determinazione. La tutela dell’ambiente deve essere compatibile con la vita reale delle persone. Questa è la nostra idea di amministrazione”. • Giacomo Trivellato
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Il progetto. Riqualificazione di immobili parrocchiali finanziata con Esu di Padova e Pnrr
DUE NUOVI STUDENTATI, PROMOSSI E GIÀ REALIZZATI DALLA DIOCESI D ue nuovi studentati a Rovigo promossi e già realizzati dalla diocesi di Adria Rovigo: uno in Commenda presso la parrocchia della Madonna Pellegrina e un altro in centro città, di fronte alla chiesa del Duomo per un totale di 49 posti letto. Un progetto che è stato presentato al seminario vescovile dal vescovo monsignor Pierantonio Pavanello, con la presenza
dell’assessore regionale Valeria Mantovan, del direttore Esu Padova Gabriele Verza, della presidente del Cur Maria Cristina Acquaviva e dell’assessore alle politiche sociali del comune di Rovigo Dominga Milan. Un progetto realizzato con la parrocchia della Madonna Pellegrina e l’istituto diocesano sostentamento del clero, maturato partendo dall’esigenza di valorizzare due immobili che erano
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bisognosi di interventi di manutenzione straordinaria e che erano sottoutilizzati con la possibilità di usufruire di un contributo attraverso la partecipazione di un bando dell’Esu di Padova rientrante nei progetti finanziati nel Pnrr. “Un grazie a Guido Pizzamano direttore dell’istituto diocesano di sostentamento del clero che con le sue competenze professionali ci ha permesso di conoscere ed usufruire di questa opportunità - le parole del vescovo. L‘intervento ci ha dato la possibilità di venire incontro ad una esigenza molto sentita nella città di Rovigo che si sta affermando come una sede universitaria significativa collegata alle università di Padova e Ferrara e presenta una crescente richiesta di alloggi per studenti universitari da fuori città. Come chiesa locale ci è sembrato importante poter mettere a disposizione immobili di nostra proprietà per un servizio che promuove lo sviluppo della città. Due studentati realizzati quasi a tempo record soprattutto per la ristrettezza dei tempi per rientrare nelle scadenze previste dal bando (e che permetterà di tenere prezzi calmierati) e iniziati un anno fa grazie ai responsabili dei due enti convolti, don Enrico Turcato
parroco della Madonna pellegrine e il dottor Guido Pizzamano.” Lo studentato universitario Commenda realizzato riutilizzando degli spazi che qualche anno fa facevamo parte dell’oratorio, dispone di 12 camere doppie e 1 camera singola, tutte dotate di bagno privato, quasi sempre interno alla camera stessa, per un totale di 25 posti letto. Di questi, 2 posti letto in camera doppia, sono attrezzati per accogliere persone con disabilità. Le camere sono distribuite su due piani, raggiungibili tramite scale e ascensore, e arricchiti da vari e ampi spazi comuni, tra cui cucina, angolo ristoro, sala da pranzo, e lavanderia per favorire studio, convivialità e sostenibilità della permanenza. “Ospiteremo studentesse e studenti iscritti a corsi triennali, magistrali, a ciclo unico o a dottorati di ricerca presso gli atenei con sede o polo didattico a Rovigo – ha detto don Turcato. Il nostro obiettivo è favorire un’esperienza serena e condivisa, che possa essere anche un’opportunità per la città, e in particolare per la vita del quartiere.” L’altro studentato è in uno stabile, patrimonio dell’istituto diocesano, in centro Rovigo, di fronte alla chiesa del Duomo. “Siamo riusciti
a realizzare – ha detto il direttore Pizzamano- 24 posti letto, in una posizione strategica, con 4 appartamenti integrati con una domotica evoluta per dare servizio agli studenti secondo i moderni intendimenti, impianti di energie con pompe di calore, con automatismi che regoleranno sempre la temperatura per evitare sprechi, e col controllo degli accessi con badge per garantire la massima sicurezza.” Per le domande di ammissione allo studentato questi i riferimenti: studentato.commenda@ gmail.com; idscro@outlook.it. • Cristiano Aggio
Il colonnello Luigi Nocerino è il nuovo comandante dei Carabinieri
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ovigo ha un nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri. È il colonnello Luigi Nocerino, ufficiale originario della Campania, sposato e padre di due figli, che arriva in Polesine dopo una carriera costruita tra comandi territoriali, attività investigative e incarichi in diversi settori dell’Arma. Nocerino si è arruolato nel 1999 e ha frequentato il 181° corso “Esempio” dell’Accademia Militare di Modena, completando poi la formazione alla Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Il suo percorso di studi comprende la laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma e quella in Scienze della Sicurezza all’Università di Roma Tor Vergata. Ha inoltre conseguito un master di secondo livello sul contrasto al terrorismo internazionale, alla radicalizzazione, alla cyberjihad, all’intelligence e alla comunicazione strategica. Nel corso della carriera ha ricoperto numerosi incarichi di comando. Da tenente è stato alla guida di una Compagnia dell’8° Battaglione Mobile “Lazio”, a Roma, e successivamente del Nucleo Operativo e Radiomobile di Potenza.
Da capitano ha comandato le Compagnie di Jerzu, in Sardegna, e Varese. Uno dei passaggi più significativi della sua carriera è arrivato ad Avellino, dove, con il grado di maggiore, ha guidato il Reparto Operativo del Comando Provinciale. Qui ha diretto importanti attività investigative contro la criminalità organizzata irpina e campana, ottenendo diversi encomi per il lavoro svolto. Nocerino ha maturato esperienza anche sul fronte della comunicazione istituzionale, lavorando presso l’Ufficio Cerimoniale del Comando Generale dell’Arma e occu-
pandosi di relazioni esterne e campagne di comunicazione. Prima dell’arrivo a Rovigo ha invece comandato il Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare. Un incarico che lo ha portato a operare su tutto il territorio nazionale contro le frodi legate ai fondi europei destinati all’agricoltura, alle frodi agroalimentari e alla contraffazione del Made in Italy e delle denominazioni protette. Tra le attività seguite anche il contrasto alle frodi nel settore dell’ippica. Una carriera lunga e articolata, accompagnata da diversi riconoscimenti: Nocerino è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito di Lungo Comando, della Croce d’Oro per Anzianità di Servizio e dell’Attestazione di Pubblica Benemerenza del Dipartimento della Protezione Civile, oltre ad aver ricevuto encomi e apprezzamenti per diverse attività investigative. Ora il nuovo incarico lo porta in Polesine, alla guida del Comando Provinciale dei Carabinieri di Rovigo. • (G.T.)
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La rassegna. Lirica, prosa, danza e concerti nel cartellone 2026-2027
Prosegue l’impegno del Tavolo di coordinamento in Prefettura
IL TEATRO SOCIALE FA SBOCCIARE LA NUOVA STAGIONE S A more e potere, grandi classici e nuovi linguaggi. Il Teatro Sociale di Rovigo presenta la stagione 2026-2027 con un programma che affianca alla tradizione lirica concerti, prosa, danza e percorsi per le scuole. A unirli è “Un fiore di Stagione”, il tema scelto per raccontare la cultura come qualcosa che cresce grazie alla cura di un’intera comunità. Ogni opera è associata a un fiore, in un percorso visivo che ne interpreta emozioni e personaggi. Per il direttore artistico Edoardo Bottacin, alla quarta stagione, il filo conduttore della 211esima stagione lirica è il rapporto tra passioni personali e forze che condizionano il destino: politica, denaro, gelosia, morale e convenzioni sociali. Un itinerario che alterna capolavori di repertorio e titoli meno frequentati, valorizzando interpreti affermati e giovani voci. L’apertura è affidata a “Pagliacci” di Leoncavallo, il 13 e 15 novembre, con Fabio Sartori e Irina Lungu, la direzione di Pier Giorgio Morandi e la regia di Gabriele Lavia. L’opera torna a Rovigo dopo oltre quindici anni. Nel cartellone trovano posto anche “Pimpinone”
di Albinoni e, per la prima volta al Sociale, “The Telephone” di Menotti e “Trouble in Tahiti” di Bernstein, proposti insieme il 13 dicembre. Il 18 dicembre sarà la volta dell’operetta “Il pipistrello” di Strauss. Il nuovo anno porterà “La traviata”, il 22 e 24 gennaio, e “Aida”, il 26 e 28 febbraio: il capolavoro verdiano mancava dal 2015 e torna con Vincenzo Costanzo nel ruolo di Radamès e l’allestimento del Sociale firmato da Ivan Stefanutti. Il 23 e 25 aprile spazio alla “Cenerentola” di Rossini, con Mara Gaudenzi, Marco Filippo Romano e
Roberto De Candia. Una novità riguarda la concertistica, riunita in un unico cartellone grazie alla collaborazione con l’Associazione Francesco Venezze. Tra i protagonisti figurano il pianista Grigorij Sokolov, la violinista Francesca Dego, impegnata nel Concerto di Wolf-Ferrari, il Tölzer Knabenchor nell’Oratorio di Natale di Bach e il violista Danilo Rossi. Accanto ai grandi nomi, spazio ai talenti emergenti e al vincitore del Premio Venezia 2026. “Jazz e dintorni” propone Danilo Rea e un omaggio sinfonico alle musiche di John
Williams, con le colonne sonore di “Star Wars” e “Harry Potter” e la direzione di Gianna Fratta. Prosa e danza completano l’offerta con Luca Zingaretti, in “Marco Polo e le città invisibili”, e Marco Paolini, insieme a Patrizia Laquidara, in “Bestiario idrico”. Nel programma anche Vittoria Belvedere, Simone Cristicchi e Giampiero Ingrassia. Il teatro guarda inoltre oltre il palcoscenico. “Una città all’opera” coinvolgerà il centro storico attraverso vetrine, menù e libri in dialogo con la musica. Il TeatroRagazzi affianca alle anteprime liriche laboratori e proposte educative: “Noi - Credevo fosse amore”, nel progetto Sicuramente, affronta il rispetto nelle relazioni e la prevenzione della violenza di genere. A sostenere la stagione è anche il legame con il territorio. La raccolta fondi ha superato i 320 mila euro tra aziende e fondazioni, il risultato più alto degli ultimi ventisei anni. Un sostegno che accompagna il lavoro di uffici, tecnici e laboratori del Sociale, impegnati durante l’estate nel restauro e nella realizzazione di tre allestimenti. • Redazione Rovigo
i è riunito lo scorso giovedì 1° ottobre in Prefettura il Tavolo di coordinamento per la legalità, la sicurezza e la prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro. L’incontro ha tracciato il punto sulla strategia interistituzionale avviata nel 2026, focalizzata sulla valorizzazione del ruolo del preposto attraverso strumenti dedicati per aziende e lavoratori. Al centro della riunione vi sono stati gli esiti del monitoraggio condotto a giugno e luglio tramite un questionario anonimo, accessibile via QR code in tre lingue. L’indagine ha fotografato il livello di conoscenza delle normative e delle mansioni da parte dei preposti della provincia, ponendo le basi per programmare future iniziative formative mirate. Conclusa la prima fase, il progetto entra ora nel vivo con la distribuzione delle nuove checklist operative, progettate da un gruppo di lavoro ristretto per supportare quotidianamente i preposti nello svolgimento dei loro compiti di vigilanza e prevenzione. L’iniziativa è frutto di una vasta sinergia territoriale che unisce enti pubblici, forze di controllo, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, confermando l’impegno comune per la diffusione di una solida cultura della sicurezza.
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SPORT
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La società. Parte il campionato con un nuovo sponsor
NUOVO BASKET ROVIGO, UNICA SQUADRA POLESANA PRESENTE IN SERIE DR1 È l’unica squadra della provincia polesana a par tecipare al campionato regionale di Dr1. E’ il Sekal nuovo basket Rovigo di coach Massimo Guerra che quest’anno gioca le partite casalinghe nella rinnovata palestra Riccoboni di via Mozart. Il roster dell’Nbr è così composto: playmaker Stefano Martinato, Gianluca Danieli, Nicola Bondesan e Paride Guerra. Guardia: Edoardo Tomasatti, Leonard Gona, Simone Crepaldi, Alessandro Moro, Davide Bordin. Ala: David Chinedu, Francesco Tiberio, Joseph, Leonardo Scalabrin, Andrea Martinato. Centro: Thomas De Ngwe, Matteo Mottaran, Alessandro Meneghini. “Un roster – dice il direttore sportivo Alberto Ferrari - nato dall’incontro tra esperienza, giovani del settore giovanile e giocatori che hanno scelto di sposare il progetto NBR, nel segno della continuità e della crescita
del movimento”. Intanto la società presieduta da Dario Laurenti, ha annunciato l’ingresso di Atmosphere Illuminazione tra i nuovi sponsor con un accordo che accompagnerà la società per le prossime tre stagioni sportive. Atmosphere Illuminazione, di Davide Pavanello, è una realtà rodigina specializzata nel settore dell’illuminazione, con uno showroom in via Falcone e Borsellino 57 a Rovigo, dove propone lampade, lampadari e soluzioni di design, con un’offerta che comprende importanti marchi del settore. “Siamo molto soddisfatti di dare il benvenuto ad Atmosphere Illuminazione nella famiglia del Nuovo Basket Rovigo – commenta il presidente Laurenti–. Il rapporto con le aziende e le realtà del territorio rappresenta un elemento fondamentale del progetto che stiamo portando avanti. Una partnership della durata di tre stagioni è
per noi un’importante dimostrazione di fiducia nel nostro percorso e nei valori che lo sport rappresenta. Ringraziamo Atmosphere Illuminazione per aver scelto di accompagnarci in questa nuova fase: siamo certi che sarà l’inizio di una collaborazione positiva e duratura”. Il Nuovo Basket Rovigo è stato inserito nel girone Sud assieme a Solesino, Virtus Lido (Ve), Mirano, Virtus Padova, Junior Leoncino, Dolo Dolphin, Giants Marhgera, Litorale Nord, Frogs, Mestrino, Union Vigonza, Vigodarzere e Spinea. Il percorso di avvicinamento al campionato ha visto la squadra di coach Guerra giocare tre amichevoli: la prima vittoriosa contro i ferraresi Spartans (Dr2 emiliana) poi due sconfitte con i paricategoria del Legnago, e contro la serie C del 4T Ferrara. • Cristiano Aggio
La formazione del nuovo basket Rovigo
Simone Roncagalli nuovo presidente dell’Inter Club Rovigo Nerazzurra
A
soli 20 anni è chiamato a guidare uno dei club nerazzurri più longevi e rappresentativi del territorio. Simone Roncagalli, studente al secondo anno al corso relazioni internazionali all’università di Padova, è il nuovo presidente dell’Inter Club Rovigo Nerazzurra per il triennio 2026-2029. La nomina è arrivata al termine dell’assemblea dei soci, svoltasi a Corte Benetti, sede dello storico club rodigino. Roncagalli raccoglie un’eredità importante, quella di Vanni Panin, fondatore ed ex presidente dell’Inter Club, scomparso lo scorso 21 aprile. Al suo fianco, nel nuovo direttivo, ci saranno la vicepresidente Stefania Trombetta, Stefano Roncagalli nel ruolo di tesoriere, Ermanno Cisotto come segretario e i consiglieri Fabio Benetti, Lodovico Bolzonaro, Daniel Todaro, Anna Merlo, Matteo Claudio e Marco Panin, nipote di
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Vanni. “Sono molto felice di aver ottenuto la fiducia dei soci dell’Inter Club e sono onorato di proseguire nel solco del lavoro fatto da Vanni, che per me ha rappresentato molto – racconta il neo presidente. La sua scomparsa è stata un grande lutto per tutti noi e assieme al consiglio lavoreremo rivolgendo sempre un pensiero a lui”. E proprio nel segno della memoria arriva il primo provvedimento del nuovo consiglio direttivo: il club cambia denominazione e viene intitolato al suo storico fondatore. Da oggi sarà “Rovigo Nerazzurra – Vanni Panin”. Una scelta che vuole mantenere vivo il ricordo di chi, per oltre quattro decenni, ha contribuito a far crescere la passione nerazzurra in città e nel territorio. A luglio, infatti, il club ha festeggiato i 41 anni dalla fondazione, avvenuta il 7 luglio 1985. Oggi sono 350 i soci dell’Inter
Club, un patrimonio umano che rappresenta il punto di partenza per il nuovo direttivo. “È un numero importante – sottolinea Roncagalli – al quale dedichiamo come direttivo i nostri sforzi presenti e futuri”. E proprio il futuro è ora al centro dell’agenda del giovane presidente. Il prossimo step sarà quello di programmare la nuova stagione del club, definendo il calendario delle trasferte, le iniziative dedicate ai soci e gli appuntamenti che accompagneranno la stagione nerazzurra. L’obiettivo è consolidare il gruppo, coinvolgere sempre più giovani e continuare a far crescere una realtà che da 41 anni porta il nome di Rovigo negli stadi italiani ed europei”. • (C.A.)
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la
maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera
tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto
psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che
sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
alle 600 mila persone finora sole”
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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni
BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che
l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto
ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale
sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni
di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione
BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE
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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11
milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione
e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.
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Il dibattito. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione interviene sul decreto scuola e sul futuro della politica veneta
BALDAN: “BURQA E NIQAB? DOVE SERVE IL VOLTO DEVE ESSERE RICONOSCIBILE” I l dibattito sul burqa e sul niqab torna al centro dell’attenzione in Veneto, tra le nuove disposizioni del governo sulla scuola e l’ipotesi di un regolamento comunale a San Donà di Piave per disciplinare l’accesso agli uffici pubblici quando il volto di una persona è completamente coperto. A intervenire sul tema ai nostri microfoni di Veneto24 è Matteo Baldan, consigliere regionale e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, che difende l’idea di una distinzione netta tra libertà personale e necessità di identificazione. «Penso che sia un regolamento che va nella giusta direzione», afferma Baldan parlando dell’iniziativa allo studio a San Donà di Piave. Il riferimento, spiega, è alla necessità di garantire il riconoscimento dell’identità quando questo sia previsto dalla legge o risulti indispensabile per l’accesso a determinati servizi. «Non è un approccio assolutamente ideologico, non è un approccio discriminatorio, è un approccio per confermare ciò che di fatto è già previsto dalla legge».
Il punto non riguarda quindi il semplice fatto di indossare un velo o un particolare abito per motivi religiosi o culturali, ma le situazioni nelle quali il volto deve necessariamente essere riconoscibile. «Dove è necessario e si ritiene opportuno, proprio per obblighi di legge, il riconoscimento del volto deve essere reso possibile. Va ovviamente verificato il volto, che deve corrispondere a chi fa richiesta di accesso al servizio attraverso il proprio documento o la propria identità». Una distinzione che viene posta anche rispetto alla libertà individuale. Il fatto che una donna scelga autonomamente di indossare il niqab, osserva Baldan, è una questione diversa rispetto all’eventuale necessità di scoprirsi il volto quando si entra in un luogo nel quale è richiesta l’identificazione. Il tema si intreccia con il provvedimento del governo sulla scuola, che ha riacceso il confronto anche sulla presenza degli studenti stranieri e sulle modalità di integrazione scolastica. Baldan respinge però l’idea che le nuove misure
Matteo Baldan
possano essere lette semplicemente come iniziative legate alla prossimità delle elezioni. Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni politiche e sulle possibili candidature di esponenti della politica regionale. L’ipotesi che alcuni consiglieri
o assessori possano lasciare il Veneto per approdare a Roma non sorprende Baldan. «È normalissimo, è una cosa che credo sia abbastanza naturale e capita ogni qualvolta ci sono le elezioni politiche», commenta. E aggiunge: «Chi è fresco, diciamo così, di preferenze, può
essere considerato un buon candidato». Un passaggio che porta direttamente al nuovo sistema elettorale e al ritorno delle preferenze, tema sul quale il confronto politico non è mancato. Baldan difende l’impianto della nuova legge: «Secondo me ne è uscita una legge elettorale equilibrata, dove esiste la preferenza e dove è presente anche il capolista che di fatto rappresenta il partito». Il valore delle preferenze, per il consigliere, è soprattutto nella possibilità di lasciare agli elettori una scelta diretta. «Danno possibilità a chi vota di scegliere in modo esplicito da chi farsi rappresentare», sottolinea. E proprio questa scelta, aggiunge, attribuisce una responsabilità ulteriore a chi viene eletto: «Chi viene votato ha un ulteriore peso di responsabilità verso i cittadini». Sul tema Baldan parla anche di «molta strumentalizzazione e molta disinformazione», contestando le critiche arrivate da chi ha scelto di non votare la nuova legge elettorale. • (R.R.)
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due
chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?
Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come
prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia
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La copertina di “Il mito di Narciso”
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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle
Emanuele Apostolidis
in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per
liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
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are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
La spesa più leggera
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2000
Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
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DESPAR
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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Influenza, pochi giorni di febbre possono costare un inverno di salute
C
i sono inverni che, per una famiglia, si complicano con un solo ricovero. Un anziano che perde autonomia dopo giorni a letto, una persona con problemi respiratori che fatica a recuperare, un malato cronico che vede peggiorare condizioni fino a quel momento stabili. È anche attraverso queste conseguenze che va letta l’influenza: una malattia comune, ma capace di incidere profondamente sulla salute delle persone più vulnerabili. L’avvio delle campagne vaccinali di ottobre riporta quindi una scelta concreta: prepararsi alla stagione dei contagi prima che siano i sintomi a imporre attenzione. Il punto riguarda tanto la salute individuale quanto la capacità delle famiglie e dei servizi sanitari di affrontare i mesi in cui crescono
le infezioni respiratorie. A fare la differenza è soprattutto la condizione di partenza. La stessa infezione può avere un decorso relativamente breve in un adulto sano e diventare impegnativa per chi convive con una patologia cardiaca o polmonare, per una donna in gravidanza, per un bambino piccolo o per chi ha difese immunitarie ridotte. La febbre è soltanto la manifestazione più evidente: ciò che preoccupa sono le possibili polmoniti, le sovrainfezioni batteriche e l’aggravamento di malattie preesistenti. Da questa diversa esposizione al rischio nasce l’offerta vaccinale. Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute indica tra i principali destinatari le persone di almeno 60 anni, i bambini dai sei mesi ai sei anni, le
donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone con patologie che aumentano la probabilità di complicanze. La vaccinazione gratuita per le categorie previste è uno strumento per raggiungere chi può pagare il prezzo più alto dell’infezione. Una telefonata al medico di famiglia o al pediatra diventa così il primo passo per capire come accedere alla vaccinazione e quale percorso seguire: i servizi vaccinali territoriali partecipano alla campagna, secondo l’organizzazione delle singole Ulss ed aziende sanitarie. Portare la prevenzione vicino alle persone significa rendere più semplice una decisione che rischia altrimenti di essere rinviata tra impegni, dubbi e la sensazione che l’inverno sia ancora lontano. Il calendario,
però, conta. L’organismo impiega circa due settimane a sviluppare pienamente la risposta immunitaria: vaccinarsi quando i contagi sono già aumentati può lasciare scoperto proprio quel periodo. Chi arriva più tardi non deve comunque considerare persa l’occasione, perché il Ministero raccomanda di continuare a offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili durante la stagione influenzale. Anche le aspettative devono essere chiare. La vaccinazione può ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, di sviluppare forme gravi, ma non elimina ogni possibilità di infezione. Inoltre, durante l’inverno circolano altri virus capaci di provocare febbre, tosse e malessere: sintomi comparsi dopo il vaccino non dimostrano, da soli, che la
protezione contro l’influenza abbia fallito. E la dose dell’anno precedente non basta per il nuovo inverno, perché l’immunità si attenua e i virus possono cambiare. Resta una responsabilità quotidiana, anche dopo la vaccinazione. Curare l’igiene delle mani, coprire tosse e starnuti e restare a casa in presenza di sintomi respiratori febbrili contribuisce a contenere la trasmissione. Sono attenzioni che acquistano ancora più valore quando si vive o si lavora accanto a persone fragili. La campagna di ottobre comincia da una scelta personale, ma la sua utilità si estende alla comunità: meno complicanze significano meno sofferenza per i malati, meno difficoltà per chi li assiste e minore pressione sui servizi di cura.
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30 Prevenzione. Disponibili quasi 47 mila dosi antinfluenzali, ma il numero potrà crescere in base alle necessità
Al via la campagna contro i virus respiratori
I
l Polesine si prepara alla stagione dei virus respiratori con una nuova campagna di prevenzione contro influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale. L’Ulss 5 riparte dai risultati dello scorso inverno, quando 47.017 residenti hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale. La copertura ha raggiunto il 20,2% della popolazione, il valore più alto tra le aziende sanitarie del Veneto, superiore alla media regionale del 17,7%. Per la stagione 2026-2027 sono disponibili 46.850 dosi antinfluenzali, una dotazione che potrà essere aumentata secondo le necessità. L’obiettivo è rafforzare l’adesione, soprattutto tra le persone maggiormente esposte alle complicanze delle infezioni respiratorie. Federica Fenzi, direttrice del Servizio di igiene e sanità pubblica, sottolinea la sensibilità del territorio verso la prevenzione e la necessità di raggiungere chi rischia le conseguenze più serie. L’avvio è graduale. Dal 5 ottobre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e interessa le strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti, i pazienti ospedalieri al momento della dimissione e quelli in assistenza domiciliare integrata. Dal 19 ottobre sarà disponibile anche dai medici di famiglia, nelle farmacie aderenti e negli
ambulatori vaccinali dell’Ulss. I vaccini contro influenza e Covid-19 possono essere somministrati nello stesso appuntamento. Per gli ambulatori aziendali è prevista la prenotazione attraverso il portale regionale Prenota Vaccino. La rete territoriale avrà un ruolo decisivo: nella precedente campagna medici di famiglia e pediatri hanno somministrato l’83,4% delle dosi antinfluenzali nel Polesine. Domenica Lucianò, direttrice della Funzione territoriale, evidenzia come la conoscenza degli assistiti permetta di individuare fragilità e condizioni di rischio, rendendo la
prevenzione più accessibile. Un appuntamento dedicato sarà organizzato sabato 7 novembre, in occasione del Vax Day regionale, al Servizio vaccinale della Cittadella Socio Sanitaria di Rovigo. Saranno disponibili le vaccinazioni antinfluenzale e anti-Covid, anche insieme. Le modalità di accesso saranno pubblicate sui canali istituzionali dell’Ulss 5. Dal 1° ottobre è inoltre attiva la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno. La protezione riguarda i nati tra ottobre 2026 e marzo 2027, ai quali sarà proposta in ospedale o dal pediatra, e quelli nati tra aprile e settembre 2026, le cui famiglie riceveranno una lettera informativa. Sono inclusi anche i bambini fino a 24 mesi con particolari condizioni di rischio. Anche su questo fronte il territorio presenta un’adesione elevata: nella stagione precedente è stato immunizzato il 91,3% dei nati tra ottobre 2025 e marzo 2026 e l’81,4% di quelli nati nei sei mesi precedenti. Il direttore generale Mauro Filippi invita soprattutto le persone fragili e le famiglie dei bambini ad aderire alle campagne raccomandate, per ridurre il rischio delle forme più gravi. Paola Bigon
Una scuola dell’emergenza per rendere più sicure le cure
A
llenarsi ad affrontare le emergenze per migliorare la sicurezza dei pazienti. Nasce con questo obiettivo a Rovigo l’Emergency Academy dell’Ulss 5 Polesana, inaugurata il 14 settembre negli spazi riqualificati accanto al Pronto soccorso. Il centro utilizza simulatori che riproducono situazioni cliniche realistiche e registrano interventi, comunicazioni e decisioni delle équipe. Ogni esercitazione viene poi analizzata per migliorare le competenze e il lavoro di squadra. La formazione potrà svolgersi anche direttamente nei reparti e nei servizi territoriali. L’Academy avrà circa 40 istruttori e si inserisce nelle attività formative aziendali, che coinvolgono oltre 1.200 professionisti all’anno. A coordinare la didattica è Dario Zambello, nell’ambito del Polo formativo diretto da Sara Gajon. Il centro ricorda Debora Romano, medico prematuramente scomparso. Una donazione della madre ha permesso di acquistare parte delle tecnologie, con il contributo di Bandiera Gialla Onlus Rovigo. Per il direttore generale Mauro Filippi, il progetto unisce l’investimento nella sicurezza delle cure al valore umano della memoria. (P.B.)
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