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laPiazza di Rovigo - nov25

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di Rovigo

DAL 1994

NOVEMBRE 2025

Periodico d’informazione locale - Anno XXXII n. 243

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Porto Tolle, cambia sede il Punto prelievi per garantire continuità dell’offerta sanitaria

Regionali, come si vota: dall’alternanza di genere al voto disgiunto

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Protagonista il ritorno alla politica

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inalmente si intravede la linea del traguardo di questa lunga campagna elettorale. Una campagna elettorale iniziata, di fatto, con la direzione del PD che a fine giugno ha approvato pressoché ad all’unanimità la candidatura di Giovanni Manildo come presidente di Regione. Più travagliato il percorso del centrodestra che soltanto poche settimane ha fatta ha sancito quello che tutti sapevano, ovvero che il candidato sarebbe stato della Lega Nord, nonostante gli appetiti di Fratelli d’Italia. La scelta, come noto, è caduta su Alberto Stefani, uomo di fiducia di Salvini, vicesegretario nazionale e segretario regionale del partito. Una figura giovane che sta conducendo una campagna all’insegna della moderazione e della pacatezza indicando tra le sue priorità il sociale e l’ambiente. Non certo, questi, temi identitari leghisti tanto da far storcere il naso a più di qualcuno che lo ha accusato di essere troppo vicino alle parole d’ordine del centrosinistra. Un centrosinistra che, dal canto suo, sconta in Veneto una certa diffidenza da parte di un elettorato che, negli ultimi trent’anni, ha sempre votato, spesso anche con percentuali bulgare, dall’altra parte. Vincesse Manildo o vincesse Stefani, non ce ne vogliano gli altri candidati se in questo caso non li citiamo, la composizione del consiglio e quella della giunta sono destinate a cambiare profondamente perché decisamente mutati saranno i rapporti di forza interni in entrambi i casi.

C’è un’etica nell’Intelligenza Artificiale? Luca Giuman: “E’ meglio cercarla nelle nostre comunità” pag. 25

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TRANSIZIONE ENERGETICA, AVANTI PIANO: FRA NORME DA DECIFRARE E BUROCRAZIA PARTONO LE PRIME INIZIATIVE Cittadini e amministratori chiedono una strategia ambientale coerente, capace di coniugare sostenibilità, salute e pianificazione urbana Servizi alle pagg. 8 e 9

PISCINE COMUNALI ARRIVANO LE CONDANNE La Corte dei Conti chiude una vicenda che ha animato il dibattito politico per 20 anni Servizio a pag. 6

ELEZIONI REGIONALI, TUTTI I CANDIDATI IN CORSA 845 GLI ASPIRANTI PER UN POSTO IN CONSIGLIO Cinque i candidati alla presidenza del Veneto dopo Zaia: si sfidano Bui, Manildo, Rizzo, Stefani e Szumski

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Sintonizzati sul

Il mercato dell’auto si rinnova, la formula del Suv compatto di Alfa Romeo e Audi

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Libertà è partecipazione

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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

ono passati 53 anni da quando Giorgio Gaber scrisse “La libertà”, eppure quelle parole continuano ad essere attuali e meritano di essere ricordate in questi giorni di campagna elettorale in Veneto: “La libertà non è star sopra un albero / Non è neanche avere un’opinione / La libertà non è uno spazio libero / Libertà è partecipazione”. Con il suo stile inconfondibile il cantautore mette al termine del ritornello il concetto chiave della sua canzone.

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Facciamo il punto

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5 Libertà è partecipazione Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Un concetto già chiaro di per sé che Gaber sviluppa nel resto della canzone: “Vorrei essere libero come un uomo / Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia/ E che trova questo spazio / Solamente nella sua democrazia / Che ha il diritto di votare / E che passa la sua vita a delegare / E nel farsi comandare /Ha trovato la sua nuova libertà”. Ovviamente le canzoni di Gaber sfuggono ad una lettura semplicista o univoca, sono lontane dalla retorica e dal “buonismo” e danno spazio alla complessità, al dubbio, al disincanto. Siamo liberi tanto quanto siamo disposti ad uscire dal nostro “particolare”, dalla nostra “comfort zone” e a sporcarci con la realtà della democrazia, imperfetta senz’altro, come lo imperfetti lo sono i suoi rappresentanti, ma occasione di partecipazione e di scelta. Nel 1972 la politica era tutt’altra cosa, erano gli anni di piombo, le contrapposizioni erano aspre e anche violente, non c’erano internet né i social, ma il messaggio di Gaber, nella sua semplicità, aveva fatto centro. Quelle tre parole, “libertà è partecipazione”, oggi dovrebbero essere ripetute in occasione di ogni appuntamento elettorale per spiegare perché, nonostante tutto, è importante andare a votare. L’inesorabile calo dell’affluenza non è certo ascrivibile al solo Veneto o alla nostra nazione ma una tendenza ormai globale che rispecchia la difficoltà nel sentirsi rappresentanti da questa classe politica e quindi la ritrosia o l’indifferenza nel scegliere da chi “farsi comandare”. Ma questo progressivo allontanamento dei cittadini dai loro rappresentanti nelle istituzioni va ad indebolire anzitutto la nostra libertà, intesa appunto come partecipazione, un dovere e un diritto, esercitato attraverso il voto. Libertà contro rinuncia, partecipazione contro indifferenza: scegliere di non votare è pur sempre una scelta, ma sicuramente non segna un passo avanti nella nostra condizione di libertà. “Tanto non cambierà nulla, tanto a decidere sono sempre gli stessi, quindi a che serve votare”, è il ritornello che accompagna l’astensionismo. Ma noi preferiamo il ritornello intonato da Gaber, perché è nella partecipazione, per quanto limitata e perfettibile, che possiamo ribadire la nostra libertà, affermare il diritto di dare concretezza alle nostre opinioni, di scegliere attraverso il semplice ma tutt’altro che scontato gesto del voto.

Otto giovani carabinieri arrivano a rinforzare la città U

n nuovo gruppo di otto carabinieri è entrato in servizio nelle caserme della provincia di Rovigo, por- tando una ventata di energie fresche all’Arma rodigina. I giovani militari, provenienti dagli istituti di formazione, sono stati destina- ti alle Stazioni di Arquà Polesine, Ceregnano, Costa di Rovigo, Ca- naro, Stienta, Loreo e Trecenta, secondo la distribuzione stabilita dal Comando Legione Carabinieri “Veneto”. Ad accoglierli al Comando Provinciale è stato il Colonnello Edoardo Campora, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare i presidi locali, veri punti di riferimento per i cittadini. «Le nostre Stazioni – ha ricordato – rappresentano un presidio di sicurezza e un luogo di ascolto per la comunità. Con questi nuovi innesti potremo garantire una presenza ancora più vicina alla popola- zione». L’arrivo dei nuovi carabinieri si inserisce in un piano più ampio di potenziamento del personale in Veneto: già lo scorso febbraio erano stati assegnati 28 militari alla provincia di Rovigo. Con questi ultimi ingressi, le Stazioni raggiungono così il pieno organico, rafforzando la rete di sicurezza sul territorio e confermando la costante attenzione dell’Arma alle esigenze delle comunità locali. Del resto sul territorio, in questi ultimi tempi, gli eventi legati a fenomeni di microcriminalità si stanno moltiplicando esasperando in modo significativo i cittadini. La decisione assunta dall’amministrazione comunale e dalla Prefettura per vietare fenomeni quali il vagabondaggio e lo stazionamento in alcune zone della città e in alcuni orari sono la testimonianza di un clima particolarmente teso. Il rafforzamento, quindi, dei militari dell’Arma non può non essere, dunque, letto come l’urgenza di presidiare, con intensità crescente, un territorio nel quale non sono state previste zone rosse da parte del Ministero dell’interno, ma sul quale tanto il Sindaco quanto il Prefetto, evidentemente, stanno manifestando la necessità di azioni risolutive.

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di Rovigo è una testata giornalistica di proprietà di

Sindaco e Prefetto: stop vagabondi e bivacchi

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Questa edizione raggiunge la città di Rovigo per un numero complessivo di 10.119 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 530.000 famiglie del Veneto.

CON ALEXA O IN STREAMING SU: www.veneto24.it

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it < >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

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Chiuso in redazione il 4 novembre 2025


La città

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Il caso. Piscine comunali di Rovigo: due dirigenti condannati, risarcimenti per 226mila euro

La sentenza della Corte dei Conti chiude una vicenda lunga vent’anni Project financing piscine Rovigo: Corte dei Conti salva politici e tecnica della surroga; condannati invece due dirigenti per il ritardo nella cessione dell’area Baldetti. Sanzioni da 162mila e 64mila euro

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opo vent’anni di vicende giudiziarie, la Corte dei Conti di Venezia ha emesso la sentenza sul project financing delle piscine comunali di viale Porta Po a Rovigo, approvato nei primi anni Duemila. La decisione riguarda due ex dirigenti comunali: Nicoletta Cittadin, responsabile del servizio finanziario, dovrà risarcire il Comune per 162mila euro, mentre l’ex dirigente ai lavori pubblici Alberto Moscardi per 64mila euro. Tutti gli altri protagonisti della vicenda, tra cui ex sindaci, assessori e consiglieri comunali, sono stati assolti. Tra

le 18 assoluzioni figura anche quella di Lucio Giomo, consigliere comunale di centrodestra nel 2005, recentemente scomparso il 16 ottobre. La vicenda ha avuto inizio nel 2003, quando un raggruppamento di imprese (Reale, Cles e Guerrato) propose un progetto da 10 milioni di euro per la realizzazione del nuovo polo natatorio. Il Comune avrebbe corrisposto alle imprese un canone annuo di 245mila euro per 25 anni e ceduto in natura l’area dell’ex piscina Baldetti, valutata 3,7 milioni di euro, dove oggi sorge un supermercato. Il progetto fu approvato dal con-

siglio comunale nel 2005, mentre nel 2006 Moscardi firmò il contratto con le imprese e nel 2007 la giunta individuò Unipol come banca finanziatrice. Nel contratto erano previste clausole di surroga, con cui l’ente pubblico avrebbe coperto eventuali debiti dei privati verso la banca, e penali legate al ritardo nella cessione dell’ex area piscina. L’indagine della Procura della Corte dei Conti si è concentrata su questi due aspetti. I giudici hanno escluso responsabilità dei dirigenti per la surroga, limitando la condanna al solo ritardo nella cessione dell’area, ridimensionando così le iniziali stime del danno erariale, che a gennaio 2024 era stato quantificato in 5,62 milioni e successivamente ricalcolato a 4,575 milioni di euro.

Rovigo, biciclette nel mirino: in corso del Popolo continua la razzia Non si arresta la lunga scia di furti di biciclette che da settimane tiene in apprensione il cuore della città. Il punto caldo è sempre lo stesso: corso del Popolo, tra il supermercato Orva e la sede di Rovigo Banca, dove ladri esperti e veloci agiscono indisturbati anche in pieno giorno. Solo pochi giorni fa è stato segnalato un nuovo tentativo di furto, sventato per un soffio da un passante. Ma gli episodi, tra biciclette scomparse e catene tranciate, si moltiplicano. Non si tratta di un fatto isolato: se-

condo quanto riferito da diversi cittadini, la città sta vivendo un’ondata di piccoli furti che interessa anche appartamenti ed esercizi pubblici. Un fenomeno che, come ogni anno, si intensifica tra ottobre e dicembre, con bande che colpiscono in serie per poi sparire. Le forze dell’ordine invitano alla prudenza e ricordano le regole basilari di sicurezza: chiudere sempre porte e finestre, assicurare bene le biciclette anche per brevi soste, e segnalare subito movimenti sospetti al 112.

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messaggio elettorale a pagamento Mandatario elettorale: Alessandra Gazzola

Giovanni

4.CASA ED EDILIZIA PUBBLICA

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Una casa accessibile è il fondamento di ogni progetto di vita. Dobbiamo restituire stabilità, sicurezza e dignità a chi oggi fatica a trovare o mantenere un alloggio.

mosse Per creare futuro

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Grande Piano Casa per giovani, famiglie e lavoratori. 100 milioni l’anno per recuperare gli alloggi ATER inutilizzati. Sostegno agli affitti, canoni calmierati e incentivi alla riqualificazione. Edilizia pubblica e sociale come leva di sviluppo e coesione.

5.GIOVANI 1.Veneto24 SALUTEpassa al sistema di ultima E FUTURO Egenerazione BENESSERE DAB che permette di ascoltare Una sanità pubblica forte è il primo diritto di cittadinanza. Vogliamo un Veneto che curi tutti, vicino alle persone e ai territori, dove la salute non sia un privilegio ma un diritto.

I giovani sono la forza viva del Veneto. A loro vogliamo dare spazio, fiducia e opportunità per restare, crescere e costruire qui il proprio futuro.

anche la radio con una qualità audio perfetta.

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Sanità pubblica in testa all’agenda regionale. Piano straordinario di assunzioni per medici e infermieri. Case di comunità con personale e servizi per coprire i territori. Riduzione delle liste d’attesa e diritto alla cura garantito a tutti. Salute mentale al centro, con prevenzione e sostegno a chi soffre.

2.SVILUPPO E LAVORO Il lavoro è la base della dignità e dello sviluppo. Vogliamo un Veneto che cresca innovando, che unisca imprese e formazione, e che premi il coraggio di chi investe. • • • • •

Formazione tecnica e universitaria collegata ai distretti produttivi. Fondo per l’innovazione e la transizione energetica delle PMI. Incentivi per chi investe in ricerca, sostenibilità e sicurezza sul lavoro. Cabina di regia regionale sul turismo, per governare i flussi. Parità salariale tra uomini e donne, maggiori opportunità di crescita e di presenza nelle presidenze delle società partecipate

3.AMBIENTE, ENERGIA E TERRITORIO Un Veneto sostenibile è una visione di sviluppo. Difendere il territorio e promuovere energie pulite significa proteggere la nostra casa comune, creare lavoro, migliorare la qualità della vita. • • • • • •

1 kilowatt per abitante, con l’obiettivo di 5 gigawatt da rinnovabili entro il 2030. Incentivi e comunità energetiche (CER) per imprese, comuni e cittadini. Stop al consumo di suolo e revisione della legge regionale per favorire la rigenerazione urbana affrontando, nel contempo, gli effetti del cambiamento climatico Tutela e rinaturalizzazione del territorio, con forestazione urbana e valorizzazione delle campagne come risorsa economica e ambientale.

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Piano casa e affitti agevolati per chi studia o lavora in Veneto. Contratto d’ingresso per integrare i salari dei giovani nei primi anni di lavoro. Percorsi di formazione e lavoro di qualità, con tutoraggio e borse regionali. Sostegno al benessere psicologico: sportelli gratuiti nelle scuole e nei quartieri.

6.ANZIANI E SOCIALE La nostra comunità deve riconoscere il valore di chi ha costruito il Veneto. Garantire dignità, cura e socialità agli anziani significa prendersi cura di tutti. • • • •

Riforma delle case di riposo pubbliche e potenziamento dei servizi. Piano regionale per la domiciliarità e l’assistenza di prossimità. Creazione di 100 cohousing e housing sociali, valorizzazione dei centri diurni. Sostegno a chi si prende cura: caregiver e famiglie non lasciate sole.

7.TRASPORTO PUBBLICO E MOBILITÀ Una rete di trasporti efficiente, sostenibile e pubblica unisce città SCARICA L’APP RADIO VENETO24 e territori. È la condizione per uno sviluppo moderno e rispettoso dell’ambiente. Ascolta su www.veneto24.it • • • •

Piano per un trasporto pubblico integrato e sostenibile con biglietto unico Più treni regionali e metro di superficie tra città e aree produttive (Sfmr) Potenziamento dei collegamenti con zone montane e periferiche. Incentivi alla mobilità elettrica e ciclabile.


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Transizione energetica/1. Dagli abbattimenti di alberi al Parco Langer, passando per impianti a biogas

Rovigo in bilico tra verde pubblico e emergenza ambientale R

ovigo sta vivendo una stagione di tensione ambientale che attraversa il tessuto urbano, dalle radici dei suoi alberi fino alle nuvole di PM10 che appesantiscono l’aria. I recenti abbattimenti in Commenda Est, l’intervento in Corso del Popolo e la situazione del Parco Langer hanno acceso il dibattito sul futuro del verde pubblico, mentre cresce la preoccupazione per la proliferazione dei nuovi impianti a biogas e per l’ inquinamento atmosferico ormai cronico. Il Comune ha giustificato il taglio di un grosso albero per motivi di sicurezza: la pianta di Corso del Popolo, all’angolo con via Grimani, è stata abbattuta a causa di gravi problemi strutturali, con l’autorizzazione della Soprin-

tendenza di Verona. In merito ai numerosi abbattimenti di alberi in Commenda Est, la cittadinanza attende dall’amministrazione un piano di ripiantumazione capace di restituire equilibrio a una città che rischia di perdere progressivamente il proprio respiro verde. “Ogni albero abbattuto dovrebbe essere compensato da nuove piantumazioni – osserva il consigliere Diego Crivellari – altrimenti Rovigo rischia di trasformarsi in un mosaico di vuoti”. Il parco Langer è diventato il simbolo di questa fragilità. L’area, chiusa per controlli, attende la conclusione delle indagini di Arpav sulla contaminazione da piombo derivante dalle attività dell’ex tiro a segno. Solo la relazione sul rischio

ambientale e sanitario consentirà al Comune di definire il piano di bonifica, un’operazione che potrebbe costare circa 950 mila euro. A questi si aggiungono 1,4 milioni di euro per la riqualificazione del parco, già progettata e in parte finanziata dalla Fondazione Cariparo, ma mai realizzata. Interventi per i quali servirebbero complessivamente oltre 2 milioni di euro, una cifra importante per l’ente pubblico quale è il Comune di Rovigo. Un’altra questione cruciale è la proliferazione degli impianti a biogas e biometano in provincia. Negli ultimi mesi, il Polesine è diventato terreno di espansione per nuovi progetti energetici, tra cui la contestata centrale di Sarzano, che ha portato i residenti a presen-

tare un ricorso al Presidente della Repubblica. “Non siamo contrari alle energie rinnovabili – precisa Crivellari – ma servono equilibrio e buon senso. Perché concentrare così tanti impianti in un’area fragile, a pochi chilometri da ospedali e centri abitati?” Un interrogativo che richiama la necessità di una pianificazione territoriale più attenta, capace di coniugare sostenibilità, salute e partecipazione dei cittadini. Sul fronte della qualità dell’aria, Rovigo continua a figurare tra le città venete più critiche per le concentrazioni di PM10. Gli sforamenti annuali restano numerosi, in linea con centri urbani molto più grandi come Padova e Vicenza. “Rovigo non è una metropoli industriale, ma vive contraddizioni

da grande città – osserva Crivellari – La mancanza di un piano organico per il verde, la diffusione di impianti energetici e l’aria pesante rendono urgente una politica ambientale coerente e continuativa”. “Il tempo delle misure tampone come le “domeniche ecologiche” appare finito – conclude Crivellari – la città ha bisogno di una visione capace di unire ambiente, salute e futuro. Senza una strategia condivisa, il rischio è che la “città verde” resti solo un ricordo”. Guendalina Ferro

Il Consorzio Adige Po guida la sfida della sicurezza ambientale Nel cuore del Polesine, dove acqua e terra convivono in un equilibrio fragile e prezioso, la tutela del territorio è una sfida quotidiana che richiede visione, collaborazione e responsabilità. In questo contesto il consorzio di Bonifica Adige Po ha accompagnato il Prefetto, insieme alle autorità locali, in alcuni siti più rappresentativi del comprensorio. Un’occasione per osservare da vicino la complessità di un’area, tra bellezza paesaggistica e vulnerabilità ambientale I siti visitati hanno permesso di mostrare le principali sfide che il territorio Polesano si trova ad affrontare: la subsidenza, i cambiamenti climatici, la sicurezza idraulica e stradale, la sostenibilità energetica. Il territorio rodigino, dove la rete stradale si intreccia con una fitta trama di canali, presenta una complessità particolare. Ciò che in passato poteva apparire come una scelta di efficienza – costruire

strade il più vicino possibile ai canali per risparmiare spazio e costi – si rivela ora un fattore di vulnerabilità. Gli smottamenti e i cedimenti delle sponde comportano infatti costi di manutenzione elevati e rischi per la circolazione e la stabilità idraulica. Il quadro è chiaro: nel comprensorio del Consorzio Adige Po si contano oltre 2.350 chilometri di strade e più di 1.700 chilometri di vie d’acqua, distribuiti su 120.000 ettari di territorio. Un sistema denso, intrecciato e delicato, che richiede una visione unitaria e un coordinamento costante tra enti. In questo contesto, il Consorzio di Bonifica Adige Po ha avviato da tempo un percorso virtuoso fondato su tre strategie principali. La prima riguarda la presentazione di progetti pronti a essere cantierati, in modo da intercettare i finanziamenti regionali destinati ai Consorzi di Bonifica. La seconda è la costruzione di una rete di sinergie con i Co-

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muni del comprensorio, formalizzata in un Accordo di Programma Quadro approvato nell’agosto 2024 e già sottoscritto da oltre venti amministrazioni comunali. La terza strategia è la diversificazione delle fonti di finanziamento, favorendo la cooperazione tra enti territoriali e la condivisione delle rispettive linee di sostegno economico. Un’azione attivata per creare una rete di opportunità che valorizza le competenze tecniche e accelera la realizzazione degli interventi. Anche la creazione di un Tavolo Tecnico tra Comuni, Provincia e Consorzio – dedicato alla stesura di regolamenti condivisi per la difesa e l’assetto idraulico del territorio – va nella direzione di una gestione coordinata, capace di prevenire invece che rincorrere le emergenze. Da una recente ricognizione eseguita dal Consorzio di Bonifica Adige Po, emerge che i dissesti spondali lungo i tratti stradali paralleli ai

canali superano i 20 chilometri. Il costo stimato per il ripristino è di circa otto milioni di euro. “Se venisse istituito un finanziamento annuale dedicato di 600.000 euro, servirebbero tredici anni per completare gli interventi; con un piano straordinario, invece, il problema potrebbe essere risolto in un paio d’anni” si legge in una nota stampa ufficiale del consorzio di Bonifica Adige Po. Un dato che conferma quanto investire nella sicurezza idraulica e stradale del Polesine non significhi soltanto spendere risorse, ma costruire un futuro più stabile. (g.f.)


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Transizione energetica/2. Legambiente chiede un cambio di passo nelle politiche ambientali

La città scivola al 77esimo posto È

stata presentata la nuova edizione di Ecosistema Urbano, l’annuale rapporto di Legambiente in collaborazione con l’Istituto Ambiente Italia, che fotografa lo stato di salute ambientale dei 106 capoluoghi italiani attraverso venti indicatori. Per Rovigo la classifica non è incoraggiante: il capoluogo Polesano si colloca al 77° posto, confermando difficoltà ormai croniche su diversi fronti, a cominciare dalla qualità dell’aria. Secondo Legambiente Rovigo, “dallo studio degli indicatori più significativi emerge il quadro di una città che fatica a migliorare le sue criticità di lungo corso, qualità dell’aria in primis, e che necessita di un’accelerazione importante nelle politiche ambientali e nell’applicazione di azioni concrete su ambiti chiave come la mobilità e la gestione del verde urbano”. L’associazione ambientalista sottolinea anche “l’importanza di aggiornare e rivedere ogni anno i dati da parte dell’amministrazione comunale, così da garantire un monitoraggio continuo e realistico dello stato di salute della città”. Come per molti capoluoghi veneti, anche a Rovigo la qualità dell’aria resta uno dei problemi più gravi. L’inquinamento atmosferico continua a rappre-

sentare un’emergenza strutturale che, secondo Legambiente, “va affrontata investendo con decisione sull’efficientamento energetico e sulla mobilità sostenibile”. Sul fronte dell’economia circolare arrivano invece segnali positivi: la raccolta differenziata sale all’85%, contro l’83,1% dello scorso anno. Un dato che conferma l’efficacia del nuovo sistema di raccolta e tariffazione, e che premia l’impegno dei cittadini. Migliorano leggermente anche i consumi idrici domestici, passati da 142 a 137 litri al giorno per abitante. Cala di poco la dispersione idrica, oggi al 34,5%, segno che la rete resta ancora fragile ma mostra piccoli progressi. Nel verde urbano il numero di alberi si mantiene stabile – sette ogni cento abitanti – ma diminuisce il verde accessibile, che passa da 38 a 26 metri quadrati per abitante. Un dato in controtendenza che, osserva Legambiente, “richiede un’attenzione maggiore alla tutela e alla rigenerazione del patrimonio verde cittadino”. Piccoli passi avanti per la mobilità ciclabile, con le piste che raggiungono i 12,5 metri equivalenti ogni cento abitanti, contro gli 11,6 del 2023. In flessione invece il trasporto pubblico locale: i viaggi per abitante pas-

sano da 11 a 10 l’anno e diminuisce anche l’offerta complessiva di servizio. Per Legambiente Rovigo “è indispensabile investire con urgenza nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile, se si vuole ridurre in modo strutturale l’inquinamento e migliorare la vivibilità urbana”. Un capitolo particolare riguarda la pedonalizzazione. Nel 2022 il Comune segnalava appena 0,02 metri quadrati per abitante di superficie pedonale, mentre nei report successivi il dato è salito improvvisamente a 190,5 metri quadrati. “Si tratta di una discrepanza che richiede approfondimento – precisa Legambiente Rovigo – poiché non tutte le città interpretano allo stesso modo le aree ZTL o le superfici pedonalizzate, e questo può portare a risultati fuorvianti”. L’associazione ambientalista invita infine a un confronto costruttivo con le istituzioni locali: “Chiediamo all’amministrazione comunale di ascoltare e considerare le osservazioni provenienti dal territorio. Solo attraverso un dialogo aperto e trasparente tra istituzioni e cittadini si può costruire una Rovigo più sostenibile, capace di garantire un futuro migliore a tutta la comunità”.

La fotografia ambientale del capoluogo Polesano mostra luci e ombre: piccoli passi avanti nei rifiuti, ma la qualità dell’aria resta un’emergenza

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Guendalina Ferro

60 impianti e il nuovo maxi impianto di biometano a Campomarzo Il Polesine si conferma una delle aree del Veneto interessate dagli impianti per la produzione di biogas e biometano. Tra strutture già operative, in fase di autorizzazione o di imminente realizzazione, il territorio conta oltre 60 impianti. Una densità crescente che solleva criticità ambientali, viarie e paesaggistiche, in un contesto fragile, caratterizzato da corsi d’acqua, canali, strade strette e vincoli storico-paesaggistici. In questo scenario si inserisce il nuovo progetto a Campomarzo, frazione di Lendinara, dove una ditta privata ha presentato la richiesta di autorizzazione per la costruzione di un grande impianto di produzione di biometano da sottoprodotti agricoli e agroindustriali. L’iniziativa ha subito acceso l’attenzione delle associazioni ambientaliste e dei comitati civici Polesani, che hanno chiesto di essere informati dettagliatamente prima di eventuali decisioni. Il tavolo ambienta-

le comunale è stato convocato per fornire informazioni preliminari e raccogliere osservazioni, coinvolgendo le associazioni del territorio e i comitati cittadini. Dal confronto è emerso che l’impianto, di grandi dimensioni, sarà gestito da una società non agricola, con la possibilità nel tempo di cambiare le matrici alimentari per la digestione anaerobica, includendo rifiuti o prodotti industriali proveniente da altre province o regioni, con conseguente trasporto su gomma per centinaia di chilometri. A preoccupare le associazioni è anche la gestione del digestato, il residuo del processo di biodigestione, che verrebbe distribuito nei campi circostanti con qualità discutibile, anziché essere restituito ai territori di origine dei rifiuti. A ciò si aggiungono le vulnerabilità ambientali locali: corsi d’acqua, canali, strade strette, oltre al vincolo dalla Sovrintendenza, che rendono la zona particolarmente sensibile a

impatti industriali di questo tipo. Italia Nostra – sezione di Rovigo esprime in merito una posizione chiara e netta: “Basta impianti nel Polesine: siamo oltre quota 60 e il territorio non può sostenere ulteriori pressioni ambientali e viarie”. L’associazione ha chiesto la redazione di un documento congiunto tra i Comuni del territorio, da inviare alla Regione Veneto, con la richiesta di una pianificazione provinciale degli impianti che tenga conto della fragilità del territorio e degli effetti che non conoscono confini geografici. (g.f.)

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ELEZIONI REGIONALI VENETO 23 • 24 NOVEMBRE 2025

Sintonizzati La PERSONA al CENTRO sul Veneto24 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio perfetta.

Antonio DE POLI A SOSTEGNO DELLA LISTA

il VENETO nel CUORE

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UNIONE DI CENTRO “UDC” con STEFANI PRESIDENTE

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COMM. RESP. UDC - REGINO BRACHETTI

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Ambiente

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L’allarme. Legambiente Veneto esprime forti perplessità sul progetto di impianto di biometano a Lendinara

Dubbi su collocazione, matrici in ingresso e coinvolgimento degli agricoltori Biometano Lendinara-Badia: Legambiente Veneto teme criticità. Il sito Campomarzo è sensibile dal punto di vista idraulico, assente un vero coinvolgimento degli agricoltori e non sono disponibili studi completi sugli impatti. “Non rispetta i 3 criteri: sito, materia prima, agricoltori”

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egambiente Veneto manifesta serie riserve sulla possibile realizzazione di un impianto di biometano tra Lendinara e Badia Polesine, invitando le istituzioni a rivedere le modalità di insediamento di questi impianti sul territorio. Secondo l’associazione ambientalista, pur riconoscendo il potenziale della digestione anaerobica e del biometano nella transizione energetica e nell’economia circolare, il progetto presenta criticità significative. Non è chiaro se l’impianto rispetti il principio di pros-

simità, e non risultano coinvolti attivamente gli agricoltori locali né contratti vincolantiper il conferimento dei reflui e scarti. Inoltre, il sito individuato (Campomarzo, via Vegri) si trova in un’area idraulicamente sensibile, vicino a canali e sistemi idrici, rendendo necessaria una valutazione approfondita del rischio idraulico. Al momento non risultano disponibili studi completisull’impatto ambientale, viabilità, emissioni, monitoraggio e gestione del digestato. “Siamo a favore di un biome-

Salvaguardare l’ambiente: piccoli gesti, grande impatto

tano fatto bene, rispettoso dell’ambiente e della comunità, ma l’impianto prospettato non soddisfa tre criteri fondamentali: collocazione compatibile, materia prima locale garantita e ruolo attivo degli agricoltori del territorio”, dichiara Luigi Lazzaro, presidente regionale di Legambiente Veneto.

La tutela dell’ambiente è diventata una priorità globale, ma spesso ci si sente impotenti di fronte alle sfide climatiche. In realtà, ogni individuo può dare il proprio contributo attraverso scelte quotidiane consapevoli, che sommate generano un impatto significativo. Ridurre, riutilizzare, riciclare. Il principio delle tre R resta una guida fondamentale. Ridurre significa consumare meno risorse, evitando sprechi di acqua, energia e materiali. Riutilizzare comporta dare nuova vita a oggetti e materiali, allungandone il ciclo di vita. Riciclare, infine, permette di trasformare rifiuti in nuove risorse, diminuendo la quantità di materiali destinati alle discariche. Energie pulite e trasporti sostenibili Optare per fonti di energia rinnovabile, come il fotovoltaico o l’eolico domestico, riduce l’emissione di gas serra. Allo stesso tempo, privilegiare mezzi di trasporto ecologici – biciclette, mezzi pubblici o auto elettriche – contribuisce a diminuire l’inquinamento atmosferico e acustico nelle città. Alimentazione responsabile Scegliere prodotti locali, di stagione e con packaging ridotto non solo supporta l’economia locale, ma riduce l’impatto ambientale legato ai trasporti e allo spreco alimentare. Ridurre il consumo di carne e prediligere alimenti vegetali può diminuire significativamente le emissioni di CO2 associate alla produzione alimentare. Tutela della biodiversità Proteggere flora e fauna locali significa rispettare gli ecosistemi in cui viviamo. Piantare alberi, partecipare a iniziative di pulizia di fiumi e parchi o creare spazi verdi domestici contribuisce a rafforzare la biodiversità e a migliorare la qualità dell’aria. Educazione e consapevolezza Informarsi e sensibilizzare amici, familiari e comunità sulle problematiche ambientali è altrettanto importante quanto l’azione diretta. Piccoli gesti quotidiani diventano ancora più efficaci se accompagnati da una cultura diffusa di rispetto per l’ambiente.

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Sicurezza

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Pugno duro. Misure straordinarie contro violenze e risse: scatta il divieto di stazionamento in alcune zone della città

Prefettura e Comune adottano provvedimenti urgenti per garantire sicurezza e decoro urbano Dopo mesi di risse, la Prefettura di Rovigo introduce dal 1/11/25 al 31/1/26 un divieto di stazionamento in varie aree cittadine per chi, dai 14 anni, abbia precedenti e assuma comportamenti molesti. Rafforzati videosorveglianza, controlli, riqualificazione. Misure temporanee e proporzionate

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opo mesi segnati da una serie di episodi di violenza e risse in città, la Prefettura di Rovigo ha disposto nuove misure straordinarie per garantire la sicurezza dei cittadini. Il provvedimento, valido dal 1° novembre 2025 al 31 gennaio 2026, prevede il divieto di stazionamento in alcune aree urbane a chi, anche minorenne ma sopra i 14 anni, abbia precedenti per reati predatori, contro la persona o legati agli stupefacenti e

assuma comportamenti aggressivi, molesti o minacciosi. Le zone interessate comprendono, tra le altre, Via Trento, Corso del Popolo, Piazza Matteotti, Piazza Duomo, Viale Giovanni Amendola e Largo Salvo D’Acquisto, aree in cui negli ultimi mesi si sono verificati episodi di risse, aggressioni e danneggiamenti a esercizi commerciali. Le forze dell’ordine avranno il compito di far rispettare l’ordinanza e allontanare i trasgres-

sori, con possibili conseguenze penali in caso di violazioni. Parallelamente all’adozione del divieto, Comune e Prefettura hanno rafforzato il piano integrato di sicurezza cittadina, prevedendo maggiore videosorveglianza, monitoraggio degli immobili abbandonati, interventi di riqualificazione delle

La prevenzione diventa questione urgente dopo l’ennesima tragedia sul lavoro La drammatica vicenda di Rosolina, dove un giovane operaio ha perso la vita sul posto di lavoro, riporta con forza l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi professionali in Veneto. In Italia ogni anno muoiono circa 1.000 lavoratori: numeri che il territorio non può più ignorare. I direttori degli SPISAL delle Aziende Sanitarie venete, sentiti recentemente in Commissione consiliare, hanno messo in luce criticità importanti: in molti servizi il perso-

nale non basta per garantire controlli efficaci e attività di prevenzione sul territorio. «Gli SPISAL non devono essere visti solo come uffici che fanno multe – spiegano i responsabili – ma come veri e propri punti di riferimento per formazione, assistenza e vigilanza». Per farlo servono però più assunzioni, in particolare di tecnici della prevenzione, e finanziamenti stabili che permettano progetti concreti con le associazioni di categoria e le impre-

se locali. Fondamentale, secondo gli esperti, è anche un intervento del Parlamento sul Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro, per rendere più attrattivo il lavoro negli SPISAL rispetto al privato, oggi spesso più remunerativo. Solo investendo in formazione, professionalità e controlli costanti sarà possibile ridurre incidenti e vittime, evitando che tragedie come quella di Rosolina restino un triste episodio isolato.

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aree più colpite e potenziamento della polizia locale. L’obiettivo è garantire una fruizione sicura e ordinata degli spazi pubblici, contrastando comportamenti illeciti e prevenendo il rischio di ulteriori episodi di violenza. Il Prefetto di Rovigo ha sottolineato come le misure siano temporanee e proporzionate

alla situazione di emergenza, frutto di un’analisi approfondita dei dati delle Forze dell’ordine e delle segnalazioni dei cittadini. Il provvedimento sarà pubblicato sugli organi istituzionali e diffuso attraverso i media locali, con l’invito alla comunità a collaborare per la sicurezza collettiva.


Scuola

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La visita. La “Quarto Savona Quindici” incontra gli studenti

Una delle auto coinvolte nella strage di Capaci del maggio 1992

Rovigo, sconto del 20% sui bus per gli studenti universitari del Cur

Svelata in piazza Garibaldi a Rovigo la teca con i resti della Croma “Quarto Savona Quindici”. Con studenti e autorità anche Tina Montinaro. Una giornata per ricordare Falcone, Morvillo e la scorta

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ella mattinata dello scorso 30 ottobre, in Piazza Garibaldi a Rovigo, alla presenza del Prefetto Franca Tancredi, del Questore Eugenio Vomiero, del Sindaco Valeria Cittadin, del Procuratore della Repubblica Manuela Fasolato, del Presidente della Provincia Enrico Ferrarese e di numerose altre autorità, è stata scoperta la teca contenente i resti della Fiat Croma “Quarto Savona Quindici”, di scorta a Giovanni Falcone, fatta esplodere nell’attentato di Capaci il 23 maggio 1992, nel quale persero la vita il magistrato, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani ed Antonio Montinaro. Nell’ambito di questa iniziativa, nel Salone del Grano della Camera di Com-

mercio, si è tenuto un incontro al quale hanno preso parte gli studenti delle scuole e dell’università, con la partecipazione di Tina Montinaro, moglie del caposcorta Antonio Montinaro, fondatrice e presidente dell’associazione “Quarto Savona Quindici”. La signora Tina Montinaro, al termine dell’evento, ha fatto visita in Questura dove ha incontrato il personale nella sala Samuele Donatoni.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra Prefettura, Questura, Comune di Rovigo, Associazione “Donatori Nati” – donatori di sangue della Polizia di Stato e Vigili del Fuoco, Associazione “Quarto Savona Quindici”, Fondazione Cariparo, Camera di Commercio di Venezia-Rovigo, Ufficio Scolastico Regionale, Ufficio Scolastico Provinciale, Consorzio Università di Rovigo, Formedil – Scuola Edile di Rovigo.

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Gli studenti universitari iscritti al Cur e residenti a Rovigo e nei comuni polesani potranno usufruire di uno sconto del 20% sui biglietti di autobus e corriere grazie al protocollo d’intesa appena approvato dalla giunta guidata dal sindaco Valeria Cittadin. Oltre al Comune, anche la Provincia, rappresentata dal presidente Enrico Ferrarese, e il Cur, guidato dalla presidente Cristina Acquaviva, hanno sottoscritto l’accordo, che entrerà in vigore immediatamente. L’iniziativa si inserisce nell’impegno dell’amministrazione per fare di Rovigo una città universitaria e sostenibile, incentivando l’uso del trasporto pubblico locale. L’assessore ai trasporti Michele Aretusini ha sottolineato come il progetto nasca da un lavoro congiunto con il consigliere provinciale Edoardo Lubian e punti a rendere il trasporto pubblico più accessibile e sostenibile. L’accordo prevede l’adozione di un bando pubblicoda parte della Provincia per erogare i contributi, che copriranno il 20% della spesa a carico degli studenti. Il fondo stanziato ammonta a 25mila euro, di cui 20mila dalla Provincia e 5mila dal Comune. Si tratta di una fase sperimentale, che terminerà il 30 ottobre 2026.


Economia

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La visita. Distretto della Giostra, incontro a Roma: Urso promette sostegno e visita in Altopolesine

Il presidente Fabio Martini incontra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso Trasferta a Roma per il Distretto della Giostra: Martini incontra Urso e illustra dossier su potenzialità e indotto. Il ministro apre alla presentazione del distretto a Roma e annuncia visita in Altopolesine a breve

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na trasferta romana significativa per il Consorzio Veneto District Amusement Rides. Lo scorso 24 ottobre, il presidente Fabio Martini, accompagnato da Marika Gazzi, referente di Confindustria Veneto Est per

di confronto diretto tra il mondo produttivo locale e le istituzioni nazionali. Durante l’incontro, Martini ha illustrato a Urso una relazione dettagliata sul distretto e sul comparto del divertimento, evidenziandone po-

za di presentazione del distretto presso la sede del Ministero. “Siamo molto soddisfatti – ha commentato Martini al termine dell’incontro – sia per il confronto diretto sia per i risultati concreti: la visita del Ministro e

il Distretto della Giostra, ha incontrato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nella sede ministeriale di via Vittorio Veneto. L’appuntamento, già programmato a inizio ottobre in occasione della precedente visita del ministro a Rovigo, ha rappresentato un momento

tenzialità, criticità e l’indotto economico capace di superare i confini provinciali. Il Ministro Urso ha accolto positivamente le istanze del distretto, annunciando una prossima visita in Altopolesine, probabilmente entro la fine dell’anno, e manifestando la disponibilità a ospitare a Roma una conferen-

la conferenza a Romarappresentano un punto di partenza fondamentale per valorizzare l’immagine del distretto, anche attraverso iniziative culturali come il Museo della Giostra di Bergantino, recentemente rinnovato e ampliato, che intendiamo inserire nella rete dei musei italiani d’impresa”.

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Lavoratori Anaste in piazza: presidio a Rovigo per dignità e contratti equi

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Le lavoratrici e i lavoratori delle strutture Anaste del Veneto sono scesi in piazza lo scorso 31 ottobre 2025 per un presidio unitario davanti alla Prefettura di Rovigo. L’iniziativa, promossa dalle Segreterie regionali di FP CGIL, CISL FP, FISASCAT CISL, UIL FPL e UILTuCS, si inserisce nella giornata di sciopero nazionale indetta dai sindacati di categoria. La mobilitazione nasce dalla protesta contro l’associazione datoriale Anaste, accusata di sottrarsi al confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative e di proporre contratti peggiorativi che

disconoscono la professionalità degli operatori socio-sanitari. “Non è accettabile che chi ogni giorno si prende cura delle persone fragili venga considerato lavoratore di serie B – dichiarano i sindacati –. Servono riconoscimento, formazione, sicurezza e salari dignitosi, in linea con il resto del comparto.” I sindacati sottolineano come la mancata sottoscrizione di un contratto equo possa compromettere la qualità dei servizi e aggravare una situazione già critica per carenza di personale, turni gravosi e retribuzioni insufficienti. Il presidio sarà

anche un momento di proposta per un welfare territoriale basato sulla qualità del lavoro e sul rispetto dei professionisti che garantiscono assistenza quotidiana alla cittadinanza.


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Attualità

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L’esperienza. Due settimane di volontariato tra orfanotrofio, centro medico e formazione

La missione di Enrico e Niccolò, giovani polesani volontari in Mozambico I

n un piccolo villaggio nel distretto di Boane, non distante da Maputo capitale con un milione e 700 mila abitanti del Mozambico, due ragazzi polesani, uno liceale, l’altro universitario, hanno condiviso due settimane di volontariato che li hanno cambiati nel profondo. Enrico Lanzoni ha 17 anni e frequenta il quarto anno del liceo scientifico di Rovigo. Niccolò Bompan ne ha 20, è di Adria, ed è al secondo anno di

e che trascorrono gran parte del loro tempo a cercare cibo presso la grande discarica a cielo aperto di Maputo, Toglierli da questa situazione di disagio è l’impegno che i frati del centro missionario si sono prefissati per dare loro un futuro di speranza”. E il prossimo step è quello della costruzione anche di una scuola materna. Con Niccolò ed Enrico, accompagnato dalla mamma, c’erano un’altra decina di volontari,

ne che mi ha spinto ad andare è lo spirito d’avventura, perché l’Africa è un paese veramente pieno di sorprese e di vita, e poterlo vivere non dall’auto safari o dai resort occidentali ma dalle persone e dalle loro quotidianità è un arricchimento non da poco”. Niccolò ed Enrico hanno anche visto il lato più duro di una parte del Mozambico: la fame, le malattie, la scarsità di risorse, andando a consegnare del cibo al campo

Da Rovigo al Mozambico: due settimane che aprono gli occhi. Un orfanotrofio che nasce, un centro medico che cura, spazi di studio dove non c’erano. Due ragazzi aiutano e imparano: impotenza, tenacia, sguardi. Il vero dono è l’umanità che resta

BUONGIORNO VENETO! Ogni mattina dalle 7 alle 11 in diretta con

Roberto Guidetti

economia e management all’università di Trento. Non si conoscevano prima, ma in comune hanno la conoscenza di fra Luca Santato di Badia Polesine del centro missionario di Padova che da alcuni anni sta portando avanti il progetto di una casa accoglienza con un orfanotrofio (Casa San Francesco e Santa Chiara) che potrà accogliere una 50 di bambini e ragazzi di Maputo, un centro medico già attivo principalmente pediatrico che vede la presenza di infermiere locali e dottoresse volontarie italiane, e un centro di formazione per i ragazzi del distretto di Boane che non possono studiare in modo autonomo perché privi di spazi, facendo loro formazione agraria, informatica nonostante i device non siano di ultima generazione, taglio e cucito e lo studio di lingue straniere (in Mozambico la lingua ufficiale è il portoghese). “Il progetto, dice Niccolò, ha come obiettivo quello di dare un futuro a bambini e ragazzi orfani e abbandonati che si incontrano lungo le strade di Maputo

partiti dall’Italia ognuno con una valigia carica di cibo, medicinale e giochi e tanta voglia di dare un po’ di felicità a bambini che sorridono anche senza niente in tasca. “Da questa esperienza, dice Enrico, ho capito che la felicità non è legata a ciò che possediamo, ma a ciò che condividiamo. Era bello specchiarsi nei loro grandi occhi, pieni di vita, bambini sempre propositivi”. Come trascorrevano le tue giornate? “Facevo una specie di animatore, facendo accoglienza ai ragazzi e ragazze dai 3 ai 12 anni dalle 9 per tutta la mattinata e poi al pomeriggio. Sono ragazzi molto vivaci, curiosi. Giocano molto a calcio, sono coordinati e atletici”. Niente cellulari… “I più grandicelli hanno qualche cellulare non certamente di ultimo modello.” Cosa ti ha spinto a fare questo tipo di esperienza? “Quando ho saputo che avevo questa possibilità subito ho sentito che poteva essere una opportunità di mettermi in gioco, scoprire che qualcosa potevo dare anche io. Naturalmente un’altra motivazio-

profughi di Estivel. “Oltre 2000 persone, che vivono in tende e baracche, in precarie condizioni igieniche e di salute, dice Niccolò. L’impotenza è forse la sensazione più difficile da gestire. Vorresti fare di più, ma capisci che non puoi risolvere tutto. Due settimane non sono tante, ma se le vivi davvero, possono lasciarti un segno profondo”. Enrico e Niccolò non esitano a dire che quelle due settimane hanno cambiato il loro modo di vedere il mondo. “Non è stato tanto quello che abbiamo dato” conclude Niccolò, “ma quello che abbiamo ricevuto. L’umanità, la gratitudine, la semplicità. In Italia siamo sempre di corsa, ma lì ho imparato a fermarmi, a guardare le persone negli occhi. Il volontariato non è un’esperienza da mettere in curriculum. È un pezzo di vita che si incastra dentro di te e ti accompagna ovunque”. Il 23 dicembre, il progetto di fra Luca a Maputo sarà presentato in un incontro che si svolgerà al cinema Duomo. Cristiano Aggio

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Scuola

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Nuova opportunità. Enaip Veneto inaugura latra nuova sede a Rovigo L’esperienza. Due settimane di volontariato orfanotrofio, centro medico e formazione

Oltre 2.400 metridiquadrati, d’avanguardia La missione Enricolaboratori e Niccolò, egiovani corsi professionali oltre 300in studenti polesaniper volontari Mozambico Taglio del nastro al CenSer con istituzioni, famiglie e studenti: la nuova sede si presenta come spazio accessibile, laboratoriale, pensato per unire formazione, imprese e innovazione.

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ovigo guarda al futuro della formazione con la nuova sede di Enaip Veneto, inaugurata negli spazi del CenSer. Un evento che ha unito autorità civili, religiose, famiglie, imprenditori e studenti. L’edificio, intitolato alla poetessa e insegnante Ada Negri, è frutto di un investimento complessivo di 2,7 milioni di euro, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cariparo e della Regione Veneto. Oltre 2.400 metri quadrati, con nove aule attrezzate e otto laboratori specialistici, accoglieranno oltre 300 studenti impegnati nei corsi di formazione professionale per elettricisti, meccanici, operatori

logistici, estetiste e addetti alla ristorazione. A benedire la nuova sede il vescovo Pierantonio Pavanello e, a tagliare il nastro il direttore generale di Enaip Veneto Sandro Dal Piano, insieme all’amministratore delegato Giorgio Sbrissa, alla responsabile di sede Alessandra Sguotti e alle autorità civili del territorio La giornata è stata anche occasione per consegnare la borsa di studio “Eleonora Chieregato”, in memoria della giovane studentessa scomparsa prematuramente lo scorso settembre: a riceverla, Hu Kexin, allieva del terzo anno di estetica, che proseguirà il suo percorso con il quarto anno

Enaip. «Con questa nuova sede – ha dichiarato Giorgio Sbrissa – Enaip si conferma punto di riferimento della rete formativa del Rodigino, un ambiente accogliente dove la didattica esperienziale incontra l’innovazione tecnologica». Dello stesso avviso Damiana Stocco, vicepresidente della Fondazione Cariparo: «Vogliamo fare del CenSer un moderno hub della formazione e dell’innovazione, capace di creare un ecosistema che favorisca la nascita di nuove imprese e offra ai giovani opportunità concrete». La

struttura è interamente accessibile e sostenibile, con impianti gestibili da remoto e materiali ad alta efficienza energetica. I laboratori riproducono ambienti di lavoro reali: meccanica, elettrico, logistica, estetica e sala-bar, in una visione che unisce scuola e impresa. Ne è esempio la donazione della TMB Spa, azienda rodigina della meccanica industriale, che ha fornito robot e macchinari d’avanguardia, a conferma del legame vivo tra formazione e tessuto produttivo locale. Guendalina Ferro

orna uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’autunno rodigino: “Quello che le donne scrivono”, la rassegna letteraria dedicata alla scrittura femminile promossa dall’Associazione Culturale CRAMS, con il sostegno di Bvr Banca Veneto Centrale e il patrocinio del Comune e della Provincia di Rovigo. La terza edizione propone sei appuntamenti tra il 31 ottobre e il 5 dicembre 2025, pensati per valorizzare la narrativa femminile contemporanea del territorio. Le autrici selezionate esploreranno temi come parità di genere, libertà, emancipazione ed empowerment, offrendo letture originali e coinvolgenti. Si è partiti venerdì 31 ottobre con Sara Zanferrari, giornalista e redattrice del blog letterario Thrillernord, con l’incontro “Voci ribelli. Scritture di donne e libertà”, che ha analizzato le tendenze della narrativa femminile italiana contemporanea. Seguono incontri con Moira Manzoli (7 novembre), Lella Toscano (14 novembre), Stefania Crepaldi (21 novembre), Cristina Guasti (28 novembre) ed Elisa Cappelli (5 dicembre), che presenteranno le loro opere affrontando temi che spaziano dal noir alla narrativa di formazione, dal paranormal gothic romance alla riflessione sociale. Tutti gli incontri si terranno di venerdì alle ore 18.00 nel Salone d’Onore di Palazzo Casalini, in via Casalini 10, a ingresso libero. L’iniziativa conferma il suo ruolo come punto di riferimento culturale per Rovigo, unendo lettura, identità femminile e partecipazione della comunità.(a.s.) Committente responsabile: Piasentini Giovanni

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Parole, libertà e talento: torna a Rovigo la rassegna “Quello che le donne scrivono”

LE CIVICHE VENETE per Manildo Presidente

Sintonizzati sul Giorgia Brandolese

Sandro Vidali

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Elezioni Regionali Veneto

nov 23/24 2025

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Sport

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L’intervista. Protagonista delle promozioni 2022 e 2024, racconta come il calcio a Stanford sia il suo rifugio

L’ingegner Daniele Moretto tifa Borsea dalla California C

on la Polisportiva Borsea Daniele Moretto, nato il primo gennaio del 2000, gioca a calcio da quando aveva otto anni, passando per tutte le categorie giovanili, dai primi calci agli allievi, e poi con la prima squadra, essendo protagonista delle due promozioni in Seconda categoria nel 2022 e nel 2024 (con vittoria del trofeo Veneto battendo la Ficarolese). Dopo la maturità al liceo scientifico, si è iscritto ad ingegneria civile all’Università di Padova dove frequenta il secondo anno del dottorato ed ora tifa la sua squadra da 9600 chilometri di distanza. Perché a fine della stagione sportiva scorsa, ad aprile, ha salutato mister e i suoi compagni per prendere dall’aeroporto Marco Polo, il volo Venezia- San Francisco. “Sedici ore di viaggio, racconta Daniele, dall’altra parte dell’oceano immerso nei numeri e nei circuiti nel suo dottorato in ingegneria alla Stanford University, in California, nel cuore della Silicon Valley, sede di colossi

tecnologici come Google, Apple, Tesla e molti altri. Per i dottorandi è previsto un periodo di ricerca presso un’università straniera e, nel mio caso, ho avuto l’opportunità di trascorrere alcuni mesi qui. Sono arrivato negli Stati Uniti a maggio e resterò qui fino a novembre. Mi piace definire la Silicon Valley come una piccola bolla all’interno degli Stati Uniti: qui arrivano persone da ogni parte del mondo, spinte principalmente dal desiderio di successo professionale e arricchimento personale. La qualità della vita è alta, ma tutto ruota attorno al denaro, spesso a scapito del calore umano e della vita sociale, aspetti che in Italia tendiamo forse a dare per scontati”. E in questo il calcio, quello fatto di passione autentica, è un ottimo toccasana. “A Stanford ho giocato a livello amatoriale, partecipando a diversi tornei organizzati nel campus e nei dintorni. Niente soldi né sponsor: l’unico obiettivo è divertirsi praticando lo sport più bello del mon-

do, con sano agonismo e facendo attenzione a non farsi male, dato che qui curarsi costa caro!” Una passione, quella per il calcio, che Daniele non poteva non mettere in valigia. “Qui, giocare a calcio è stato per me un passatempo fondamentale: non solo per staccare dal lavoro e mantenersi in forma, ma anche per conoscere nuove persone e stringere amicizie. Nella sua semplicità e bellezza, il calcio, come lo sport in generale, è un potente strumento di unione e integrazione, che non conosce lingua, cultura e genere. Qui il calcio è molto più popolare di quanto mi aspettassi. Mi ha colpito in particolare il livello tecnico delle ragazze: negli Stati Uniti si investe molto di più nel calcio femminile, e i risultati si vedono”. Daniele abita in una casa fuori dal campus, a Mountain View e il calcio, per lui, è rimasto un rifugio. Un modo per ricordarsi chi è, anche mentre costruisce un futuro tra algoritmi, prototipi e pubblicazioni scientifiche.

Daniele Moretto col trofeo veneto vinto in finale contro la Ficarolese nel 2024

“Sento il desiderio di tornare in Italia, perché sento la mancanza dei miei affetti. Mi manca anche giocare per il Borsea, una società che per me è come una famiglia.

Non vedo l’ora di ritrovare i miei vecchi compagni di squadra e di conoscere il mister e i nuovi arrivati”. Cristiano Aggio

Rugby internazionale per le giovanili della Monti Rovigo Junior e del Frassinelle E’ stata un’esperienza indimenticabile per i giovani rugbisti della Monti Rovigo Junior che hanno ospitato al campo di viale Alfieri due formazioni (nati nel 2010/11) inglesi della King Edward VI Five Ways e della King’s Ely School. Le squadre anglosassoni erano in Italia grazie a Cavalier Travel, tour operator rodigino specializzato nell’incoming di gruppi sportivi che grazie alla disponibilità dei club della Monti Rovigo Junior e del Frassinelle ha organizzato quest’appuntamento che va ben oltre all’aspetto agonistico. “Queste sono esperienze indimenticabili che aiu-

tano a crescere i ragazzi e creare legami che durano nel tempo e vanno ben oltre i confini del campo di gioco, dicono in società, La Monti Rugby Rovigo Junior tiene moltissimo a questi appuntamenti internazionali come occasione di miglioramento tecnico e umano”. La serata, con il terzo tempo dopo le partite, è stata all’insegna della condivisione con lo scambio di doni tra i capitani e l’amicizia tra i ragazzi. In contemporanea si è giocato anche sul campo di Frassinelle Polesine, con altre due formazioni sempre di King Edward VI Five Ways e della King’s Ely

School. Si tratta di due scuole molto esclusive. La King’s Ely School, nata nel 970 con sede vicino Cambridge, è una delle scuole più antiche del mondo e, fra i suoi alunni, vanta addirittura Re Edoardo “Il Confessore”. La King Edward VI Five Ways di Birmingham è, per così dire, più giovane essendo nata nel 1883. “Un doveroso ringraziamento va anche al Rugby Frassinelle, in particolar modo al presidente Riccardo Cappellozza e al responsabile tecnico Dario Dardani, dice Gionata Morello titolare di Cavalier Travel, per aver accolto, le formazioni più giovani

del King’s Ely School e del King Edward VI Five Ways School, sul loro campo”. (c.a.)

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segue da pag. 1

Ci aspetta una Regione nella quale il dibattito e il ritorno alla politica saranno protagonisti La prima grande differenza sarà rappresentata dal ruolo dell’opposizione: chiunque vinca l’opposizione avrà una consistenza numerica decisamente maggiore rispetto a quella di cinque anni fa: la vittoria di Zaia con il 77% aveva stretto ai minimi termini il numero di consiglieri di minoranza; nessuno dei due principali competitor vincerà con proporzioni così dominanti, quindi, gli sconfitti avranno una rappresentanza consigliare decisamente maggiore rispetto all’attuale. La seconda grande differenza sarà rappresentata dalla

maggioranza: anche in questo caso l’exploit elettorale della Lista Zaia e della Lega avevano dato vita ad una squadra praticamente monocolore dove i rappresentanti di Fdi e FI si contavano sulle dita di una mano. Oggi tanto che vinca Stefani quanto vinca Manildo la composizione, essendo cambiati i rapporti di forza tra alleati, sarà decisamente più variegata. La terza grande differenza è in Giunta: a fronte dei risultati elettorali, analogamente a quanto accaduto per la maggioranza consiliare, la squadra di governo uscente è composta interamente da leghisti eccezion fatta

Elezioni regionali. Il centrodestra sostiene Alberto Stefani con sei liste

per un assessore di Fratelli d’Italia. Dato, anche questo, destinato a cambiare esattamente per le stesse ragioni per le quali cambierà la composizione degli scranni del parlamentino regionale. Cosa possiamo attenderci, dunque, dal prossimo governo regionale? Certamente un ritorno alla politica, alle trattative, agli equilibri e a un’opposizione che, forte dei numeri, potrà dire la propria. Rispetto a come siamo stati abituati sarà certamente più interessante da osservare e potrà manifestare anche qualche turbolenza.

Veneto al voto: tutti i candidati

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AUTONOMIA PER IL VENETO

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Alberto Stefani

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In queste pagine trovate i candidati alle elezioni regionali nelle provincie in cui esce il nostro giornale. Poiché è una pubblicazione mensile, per rispetto alla “par condicio” abbiamo scelto di dare spazio a tutte le liste e di dedicare un articolo alle informazioni utili sul voto. Il dibattito politico, invece, continuiamo a seguirlo quotidianamente sul nostro sito www.lapiazzaweb.it e su radio Veneto24.

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

ZAIA Luca CONTE Rosanna CALZAVARA Francesco SCATTO Francesca DOLFIN Marco SUSANNA Silvia GROSSO Claudio VIANELLO Roberta TOMAELLO Andrea

ZAIA Luca BEDIN Giorgia CENTENARO Giulio CAVINATO Elisa LAZZARIN Filippo MOSCO Eleonora MARCATO Roberto PIZZIOLO Francesca PAN Giuseppe

ZAIA Luca BRESCACIN Sonia BARBISAN Riccardo BORTOLETTO Maria BET Roberto ROMA Paola MARCON Stefano SALVATI Valeria VILLANOVA Alberto

ZAIA Luca LANZARIN Manuela CARRERA Sergio BEVILACQUA Alessia CIAMBETTI Roberto CECCHETTO Milena TONELLO Cristian MARTINI Morena ZECCHINATO Marco

ZAIA Luca CESTARI Laura CORAZZARI Cristiano NOCE Valentina RIZZATO Lorenzo

BALDAN Matteo BESIO Laura LIPANI Michele BOSCOLO “ZEMELO” Cristina PAVANETTO Lucas CAZZAGON Chiara PENZO Matteo ZACCARIOTTO Francesca ROMANELLO Matteo

SORANZO Enoch ARGENTI Antonella PULIN Massimo BALDI Elisabetta GIACINTI Filippo GEREMIA PAOLA TURETTA Matteo CAPPELLINI Elena SANDONÀ Luciano

BORGIA Claudio BORTOLATO Chiara DELLA PIETRA Marco RIGO Francesca PERENCIN Mattia RIZZOTTO Silvia PITTON Arnaldo Stefano SPINA Alexa VERECONDI SCORTECCI Alvina

BERLATO Sergio Antonio PAVAN Elena FORMAGGIO Joe SOTTORIVA Giulia GONZO Francesco Enrico SPEROTTO Maria Teresa NARDIN Andrea ZANINI Cristina RUCCO Francesco

BENETTI Fabio GAGLIARDO Elena MORETTO Mattia MANTOVAN Valeria PRANDO Luca

TOSI Flavio CHINELLATO Erica FORCOLIN Gianluca DINI Alessandra NORDIO Fabio DONA’ Francesca SCATTO Claudio VESNAVER Martina ZARAMELLA Lorenzo

TOSI Flavio CECCHINATO Giorgia BORON Fabrizio HILA Nila INNOCENTI Lorenzo MORETTI Anna Chiara MORETTO Alberto VENTURINI Elisa PATRON Mirko

TOSI Flavio ANDRETTA Cristina CHIES Fabio CIVELLI Annalisa in Ruscica DA RE Gianantonio detto Toni SILVESTRINI Rosy BELLINATO Matteo PIETROBON Michelle MARIN Fabio

TOSI Flavio STRINATI Maria Gabriella MALTAURO Jacopo TESSAROLLO Chiara MARANGON Renzo VIGNAGA Paola Maria RIGONI STERN Roberto ZANELLA Loredana Daniela TASSO Gabriele

TOSI Flavio MARANGONI Laila FRANZOSO Matteo MERLIN Lucia ROSSI Giovanni

CALZAVARA Federico CONVENTO Marianna CASARIN Alessandro DE SABBATA Elisa NUCERA Giovanni Francesco VIANELLO Romina SALIHU Muharrem ZENNARO Elena SPATALINO Vincenzo detto Enzo

CAVAZZANA Massimo BALDO Manuela MARTINELLO Maurizio MARAN Maria Cristina PASQUALON Eric MICHELAZZO Diana TARZIA Luigi MORELLO Federica ZORDAN Nicola

BREDA Alessandra BRINO Eric CAMI Edlira COLLET Mario CARRARO Sara SALIHU Muharrem LAZZARINI Margot SIMIONATO Andrea RIZZO Monia

FRANZÈ Luca GAMBIN Catia CAROTTA Diego LIONELLO Silvia DALLA NEGRA Michele VENCATO Elena MUNARI Emanuele ZAUSA Giulia TESSAROLO Massimo detto Tex

BOREGGIO Irene BORGATO Renato CAPUZZO Francesca SACCOMAN Marco VERONESI Cristina

ANCONA Edoardo Vincenzo MONTAGNER Moira RONCO Andrea detto Andreas CALLEGHER Fabrizia FORNARO Dario ORLANDO Lorenza SBALCHIERO Francesco ZANON Chiara ROZZATO Filippo

RONCO Andrea detto Andreas SAMBUGARO Caterina ARTUSI Mario DI COSTANZO Marlene MANNI Stefano DORIO Sabrina SCAPIN Julien FAVARO Maria Rosa TOSETTO Francesco

ZABOTTI Marco DALLA NORA Maria DA BROI Adriano GALLINA Chiara MARCOLIN Marco LIZZA Mariagrazia POLONIATO Mirco ULIANA Antonella VIEZZER Roberto

VENDRAMIN Luca BISIN Lara GASPAROTTO Matteo DAL BALCON Maria Cecilia LAIN Stefano DAL POZZOLO Liana LAZZARI Luigi MARASCHIN Cinzia RONCO Andrea detto Andreas

ROSSI Adino CASELLATO Jlenia MALASPINA Angelo PANIZZO Armida SACCARDIN Antonio detto Gianni

MOROSIN Alessio VIRGILIO Patrizia PRESOTTO Yves PELOSO Martina CONFORTI Nicolo’ RISMENI Denise SARRI Michele DORIGATO Maria STIVAL Daniele

MOROSIN Alessio PELOSO Martina MUNARETTO Michele MAGNAGNIN Marzia SETTE Gianluigi VIRGILIO Patrizia MERCANTI Gualtiero GARBIN Angelica

ROCCON Franco CECCHETTO Sara PANTO Gianluca TONION Egle SARRI Michele PIETROBON Stefania NICOLETTI Pier Antonio GARBIN Angelica PRESOTTO Yves

SELLA Nicola FOCHESATO Emanuela GENTILIN Massimiliano Max SOMMAGGIO Barbara RIGHI Paolo MAGAGNIN Marzia FERRO Giacomo DORIGATO Maria PIOTTO Gianpietro

CONFORTI Nicolò ROSSI Valeria SETTE Giantuigi VIRGILIO Patrizia


Regione

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I candidati/1. Il campo largo è la novità di questa tornata elettorale

Il centrosinistra compatto punta all’alternanza Giovanni Manildo

MANILDO PRESIDENTE

EUROPA MANILDO Presidente

CREARE

FUTURO

MANILDO PRESIDENTE

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

MONTANARIELLO JonatanBRESSANIN Francesca BOLZONI Gabriele DRIGO Irina FERRERO Marco LACHIN Margherita FRANCHIN Enrico SAMBO Monica TRABUCCO Gianluca

CAMANI Vanessa MICALIZZI Andrea DONI Sabrina DAL CORSO Alessandro GUIZZARO Eleonora POZZI Stefano LIBERO Virginia SGUOTTI Luciano BORTOLAMEl Franca

BELTRAMELLO Claudio BRESSAN Elisamaria FABBIAN Lorenzo DE NARDI Barbara GALEANO Paolo PERULLI Sandra Sofia LAPECIA BIS Omar TOCCHETTO Antonella MARCON Raffaele

LUISETTO Chiara CISLAGHI Luca NGAH BILOA Carole DALLA POZZA Antonio Marco SBALCHIERO Ilaria FIPPONI Maurizio STELLA Mattea ZAFFARI Diego ZANETTI Ginevra

ZANELLATO Angelo PIZZARDO Emanuela ZANCA Nicola VALENTINI Michela BORILE Stefano

BALDAN Flavio CALZAVARA Manuela DE CARLO Andrea MERENDA Lucia GATTI Michele PIANTA Lara PACCAGNELLA Marco FERRI Maria Angela KERSTULOVICH Franco

BIASIOLO Daniano SCHIAVON Silvia PACCAGNELLA Marco MARANGON Ornella CUSUMANO Giacomo LAZZARIN Tamara PIZZATO Nicola

DE BLASIS Marco FERRI Maria Angela LODI CASAGRANDE Isac PIANTA Lara DE BIANCHI Paolo MERENDA Lucia CESARO Renato

CONTRO Simone GIOS Monica BORTOLOTTO Edoardo CHIMETTO Michela MARINI Aurelio STAMMELLUTI Francesca FERRAZZI Igor

SUMAN Elena PACCAGNELLA Marco MURARO Enrica

BONARRIGO Luca RIGOLI Margherita SABBADIN Giovanni URUKALO Maja SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia MILANI Federico

SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia ALBERTIN Mattia RIGOLI Margherita CIAVARELLA Luca MARCHESINI Sofia SCATTOLIN Marco

RIGOLI Margherita ZORZI Alessandro PARRINO Rebecca SCATTOLIN Marco CAMPOSTRINI Anastasia ANTONINI Geremia MARCHESINI Sofia BATTOCCHIO Matteo

RIGOLI Margherita ALBERTIN Mattia URUKALO Maja ANTONINI Geremia PARRINO Rebecca ZORZI Alessandro

ZORZI Alessandro RIGOLI Margherita

MARCOMIN Franca BETTIN Gianfranco MESSINIS Anna SIMONELLA Davide TOSI Maria Chiara FUMANA Andrea MAZZASCHI Anna MARCHESE Giovanni MARCON Valentina

OSTANEL Elena TURETTA Alessandro MARTINEZ Maria Elena SANGATI Marco BASSO Lucia GIOGA Gianmaria CEDRETTI Elisabetta RUZZANTE Andrea CITRAN Francesca

ZANONI Andrea PRINCIVALLI Giulia FADINI Amedeo FALOPPA Mariasole FONTEBASSO Sandro POLONIATO Lucia SCOLESE Marco TRINCA Lisa ZANOTTI Gianluca

CAROTTI Adriana MASOLO Renzo CEOLA Erica CUNEGATO Carlo MACCA’ Rossella CAPPELLETTO Fabio Antonio BACCIN Paola GRAZI Davide PELLEGRINI Paola Antonia

CURINA Claudio GREGNANIN Serena BUOSO Enrico MERLO Dina MOTTA Angelo

GASPARINETTI Marco ZANETTI Alice MASCHIETTO Giorgio MOMESSO Luana CALDURA Federico BERTAZZOLO Roberta BEVILACQUA Fabio VANIN Sara MARTINELLI Ivo

LORENZONI Arturo DI MASO Annalisa ROSASPINA Filippo NWOAKENYE Evelyn VOLPIN Renzo VANIN Sara MENEGATO Giovanni CENDRON Rossella

SARDO INFIRRI Francesco CENDRON Rossella SALA Pietro DOZZO Caterina REGOSA Andrea CADONÀ Claudia BONOTTO Ivo BIZZOTTO Antonella CONSON Andrea

MEGGIOLARO Michela CIPRESSO Gianfranco BIZZOTTO Antonella ONGARO Jacopo PANZOLATO Martina MENEGATO Giovanni CORÀ Micaela REGOSA Andrea MISCHI Maria Luisa

PIASENTINI Vinicio BROGNARA Arabella MICHELETTI Andrea BRANDOLESE Giorgia VIDALI Sandro

GERUSA Lisa TANJI Bouchaib ARA Cristina CASTELLARO Virginio BERTAZZO Giulia Diletta SAPRACORDEVOLE Francesco BIDOIA Chiara VARISCO Giorgio VIAN Sabrina

BENVEGNÙ Paolo D’ANDREA Giorgia TANJI Bouchaib AKOUNACH Latifa CISSE Amady AQUILINI Stefania RAGGIOTTO Daniele BEIDAOUI Sarah Linda CHINELLO Mattia

ZANELLA Gabriele TUNDO Lucia MANDELLI Stefano SALVADOR Liliana detta Lilli TUONO Marco ALLEGRO Aurora MARANGON Renato BIANCHI Nicoletta ZANATTA Paolo

ORLANDI Marco STOCCHETTI Silvia BENVEGNÙ Paolo TOURE Safietou FANTON Marco GIACINTI Maria Cristina CAMMELLI Francesco LEGGIERI Paola GEREMIA Redento

BRUSCO Guglielmo CESTARI Maria Luisa VERZA Francesco AKOUNACH Latifa BENVEGNÙ Paolo

MORETTO Sara LEONE Giovanni BETTARELLI Agnese “Agnese” BERGANTIN Davide BUSETTO Monica BONAFE’ Paolo VIANELLO MORO CajeroFranco MORO Fosca

FATTORE Silvia PIPITONE Antonino BALBINOT Monica LODDONI Simone AUDITORE Maria Antonietta MARANGON Innocente “Stefano” STORTI Ilaria PITTARELLO Valentino ZANGROSSI Cristiana

ROCCO Nicolò Maria GOMIERATO Maria BOSCARDIN Carlo BANDIERA Elena MARTIN Raffaele DE BORTOLI Martina BARBISAN Federico BETTIOL Loretta SECCHIERI Francesco

SCALABRIN Maurizio CARAMPIN Francesca COMBERLATO Andrea GRAZIANI Rosaria CREAZZO Luigi PEGORARO Valentina TOSCANO Giuseppe Maria STORTI Ilaria VAJENTE Edoardo

TOSCANO Giuseppe Maria PEGORARO Valentina SPADA Gianfranco

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I candidati/2. Sono sostenuti da una singola lista presente in tutte le province

Gli outsider Rizzo e Szumski lanciano la sfida Marco Rizzo Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

RIZZO Marco FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FINCO Monica ALZETTA Marco GIACOMAZZI Cristina BASATO Renato CAPRONI Patrizia SCOMPARIN Enrico

RIZZO Marco FINCO Monica PERIN Lucio FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FLORIS Flaviana Daniela MARAGNO Francesco CAPRONI Patrizia ZANELLA Jacopo

SERENA Antonio GAZZOLA Paola RIZZO Marco FABRIS Deborah REALE Francesco FRANZOI Sonia SONEGO Luciano CAPRONI Patrizia CUNIAL Ennio

RIZZO Marco BERTUZZO Elena TOSCANO Francesco CARIOLATO Elisabetta AGRICOLA Riccardo CARIOLATO Susanna CONTIN Manuel CAPRONI Patrizia CARIOLATO Antonio

RIZZO Marco CASALE Sabina PARTESANI Andrea CAPRONI Patrizia TOSCANO Francesco

ELEZIONI REGIONALI

RESISTERE VENETO

Riccardo Szumski

2025

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

SZUMSKI Riccard AMADIO Carmen AGIRMO Roberto CASTAGNA Stefania CASTAGNETTA Salvatore GUOLO Antonella DONOLATO Ferdinando MIOTTO Silvana LIBRALATO Giorgio

SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen DONOLATO Ferdinando BERTINOTTI Tiziana Bruna FAGAN Manuel CUNIAL Sara VOLPIN Gianfranco SPADA Lisa FAVERO Michele

SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen ABDULA Jurhan detto Yuri BAÙ Nadia BAVARESCO Maurizio SALVADOR Maria Francesca BERNARDELLI Giovanni ZANDONADI Alberta MAZZORATO Loris

SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela ABDULA Jurhan detto Yuri CUNIAL Sara COSTALUNGA Antonio LAZZARETTO Alessia Maria Flavia LOVAT Davide LO GRECO Rosa QUADRI Giulio

SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela PADOAN Giuseppe MODENESE Giovanna PAESANTE Stefano

Sintonizzati ISCRIVIT sul I

IeFP DGR 587 del 29/05/2025 - DGR 775-776-777 del 08/07/2025 - DGR 1538 del 29/11/2022 - DGR 1578 del 12/12/2023 - DGR 642 del 11/06/2025

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NOVEMBRE 2025

SABATO dalle 14.30 alle 17.30 gennaio dicembre 10 2026 13 2025

SABATO

SABATO

ROVIGO Viale Porta Adige, 45 0425/33671 rovigo@enaip.veneto.it

INFO QUI


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I candidati/3. Il padovano, già presidente della Provincia, a caccia di consensi

Bui in corsa per il Veneto con i Popolari Fabio Bui Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

MICHIELETTO Gabriele PAVAN Paola SALMASO Roberto PAVANELLO Federica PERALE Lorenzo TREVISAN Federica FARINATI Jacopo BORTOLOZZO Consuelo BELLEMO Luciano

BUI Fabio CREPALDI Paola DANIELI Alberto FRACCALLANZA Laura GIANESINI Alessandro TREVISAN Giuliana GHEGIN Davide TRIARICO Angela LOVISETTO Andrea

BUI FabioTREVISAN Federica GUGLIELMIN Marco CAPOVILLA Ivete BOTTERO Leopoldo SPOLAORE Rosanna BRION Federico LONGHIN Manuelita POSOCCO Alberto

BUI Fabio STORATO Elena DANIELI Riccardo LONGHIN Manuelita FRACASSO Costantino MARENDA Emanuela BEVILACQUA Angelo MARINI Cristina BETTIN Andrea

BUI Fabio CANDIAN Elena BELLEMO Luciano LONGHIN Manuelita BOTTERO Leopoldo

Ci scusiamo con i diretti interessati per eventuali refusi

Come si vota. Urne aperte domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 dalle 7 alle 15

Dal voto disgiunto alle soglie per avere un seggio, attenzione all’alternanza di genere nelle preferenze

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veneti, per la precisione gli elettori sono 4.463.939, si preparano a tornare alle urne il 23 e 24 novembre per eleggere il presidente della giunta regionale e il consiglio regionale, dando il via alla dodicesima legislatura. Per esprimere il proprio voto, gli elettori devono recarsi al seggio muniti di tessera elettorale e carta d’identità. Si vota domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 novembre dalle 7 alle 15. Una volta ritirata la scheda ed entrati in cabina, si può tracciare una croce sul nome del candidato presidente e un’altra sul simbolo della lista prescelta. Nella scheda elettorale si troveranno 5 candidati sostenute da 16 liste, con 845 candidati consiglieri. È poi possibile indicare un massimo di due preferenze per i

consiglieri, ma è fondamentale rispettare l’alternanza di genere. Chi volesse premiare due persone dello stesso sesso, infatti, vanificherebbe la seconda preferenza; per garantire la validità di entrambe, è necessario alternare il nome di una donna a quello di un uomo. Nonostante i progressi, come il record di 18 donne elette su 51 consiglieri nel 2020, la parità di genere è ancora un obiettivo da raggiungere. Il Veneto è suddiviso in sette circoscrizioni, che coincidono con le Province. Venezia, Padova, Vicenza, Treviso e Verona, nelle quali possono eleggere fino a nove consiglieri ciascuna, mentre Rovigo e Belluno si fermano a due, per un totale di 49 seggi. La legge elettorale regionale prevede un premio di maggioranza: la coalizione

vincente ottiene il 60% dei seggi, lasciando il 40% all’opposizione. Tuttavia, se il presidente supera il 60% dei voti, si applica il proporzionale puro, come accaduto nel 2020, quando il centrodestra di Zaia raggiunse il 76%. La norma che disciplina le modalità elettorali e l’assegnazione dei seggi risale al 16 gennaio 2012. In tale legislatura, il Veneto ha recepito anche la legge nazionale che fissa in due mandati il limite per la carica di presidente della giunta regionale, vincolo poi esteso agli assessori. Dal 2015, il numero degli eletti a Palazzo Ferro Fini è stato tagliato da 60 a 49, con due poltrone aggiuntive garantite ope legis per arrivare a 51. Una è riservata al presidente più votato, che si insedia a Palazzo Balbi, e l’altra è garantita al secondo clas-

sificato, leader di prassi dell’opposizione. Gli elettori hanno la facoltà di esprimere un voto disgiunto: si può votare un presidente e dare la preferenza a due consiglieri di una coalizione avversaria o di liste minori. Se invece si traccia una croce solo sul simbolo del partito, il voto va automaticamente al presidente collegato a quella forza politica. Sulla scheda non compaiono i nomi dei candidati, che vanno scritti in maniera chiara. Per ottenere un seggio, una lista non apparentata deve superare la soglia di sbarramento del 3%. Nel 2020, il M5S, pur con il suo candidato presidente al 3,3%, vide le liste fermarsi al 2,7%, ma un contenzioso giuridico portò all’elezione di un consigliere dopo il via libera della Corte d’Appello.

Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale

La soglia per una coalizione è invece del 5%, e le liste apparentate si dividono i seggi proporzionalmente, con la prassi che indica l’ingresso con almeno l’1,5%. Infine, i candidati nelle circoscrizioni maggiori possono spendere fino a 44 mila euro per la campagna elettorale, mentre quelli di Belluno e Rovigo hanno un tetto di 40 mila euro, tutti con l’obbligo di rendicontazione.

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Il personaggio

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L’intervista. Luca Giuman, veneziano, è tra i massimi esperti italiani del rapporto tra uomo e tecnologia

C’è un’etica nell’Intelligenza Artificiale? L

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uca Giuman, classe 1962, è uno di quei visionari che hanno saputo vedere nella tecnologia non solo un motore di progresso, ma una vera e propria forza naturale, capace di restituire senso e vitalità ai luoghi e alle persone. PROVAZIONE BOZZA DI STAMPASocio e CEO di SerenDPT Srl, SoDRAFT APPROVAL cietà Benefit impegnata nel ripoENTO STAMPA polamento di Venezia attraverso CTION l’innovazione, Giuman si occupa di intelligenza artificiale fin dagli anni ’80, quando l’idea di una macNTO TERMICO ESTERNO china capace di “pensare” sembraOATING TO INTERNO va ancora fantascienza. Da allora OLORI 2non ha mai smesso di interrogarsi F COLORS UIDE sul rapporto tra uomo e tecnologia, convinto che il futuro debba essere costruito su un equilibrio delicato A 15/09/2025 E tra creatività, etica e responsabiliMA PER APPROVAZIONE SIGNATURE FOR APPROVAL tà. Oggi, anche come membro del CDA di Eggon Srl, continua a lavorare per un domani in cui la tecnologia non sostituisca l’uomo, ma lo accompagni nel suo percorso di crescita. Ultimamente sento sempre più spesso parlare a sproposito di Intelligenza Artificiale, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Giuman, per cercare di capirci un po’ di più (insieme a tutti voi) su un tema affascinante e che ci B7

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riguarda molto più di quanto crediamo. Che cosa significa “intelligenza artificiale etica”? In che rapporto sono queste due parole? E, soprattutto perché è un problema che ci riguarda tutti da vicino? Parlare di “intelligenza artificiale etica” è forse un errore di prospettiva. Se consideriamo l’IA come una forza della natura — una nuova corrente cognitiva che attraversa il mondo — allora l’etica non le appartiene: appartiene a chi la abita, a chi la usa. Come il fuoco, l’elettricità o il linguaggio, l’IA non è buona né cattiva: è potenza in cerca di direzione. L’etica, allora, non è della macchina, ma del nostro modo di esserci in relazione con essa. Ci riguarda tutti, perché non è più solo tecnologia: è una lente attraverso cui guardiamo e modifichiamo la realtà. Ciò che chiamiamo “problema etico” nasce quando ci illudiamo che l’IA possa sostituirci anche nella responsabilità. Chi dovrebbe essere ritenuto responsabile quando un sistema di intelligenza artificiale commette un errore o causa un danno? Lo sviluppatore, l’azienda o l’utente

finale? Forse, quando cerchiamo un colpevole per un errore dell’IA, è perché non vogliamo riconoscere la parte di noi che ha delegato senza comprendere. L’errore non è della macchina, ma del patto inconsapevole che stringiamo con essa. Molti algoritmi poi riflettono o amplificano i pregiudizi presenti nei dati. Qual è secondo te la strategia più efficace per prevenire questo rischio senza limitare l’efficienza dei sistemi? I pregiudizi degli algoritmi non si correggono solo con dati più puliti, ma con comunità più consapevoli. Senza una pluralità di voci che progettano e addestrano l’IA, non avremo mai un’intelligenza che rifletta l’umanità intera. Forse la vera neutralità nasce solo quando l’IA è creata da molti e per molti, come un bene comune cognitivo. Serve una normativa unica a livello globale per l’intelligenza artificiale o ogni Paese dovrebbe stabilire le proprie regole? E quanto è realistico pensare a un “AI Act mondiale”? Un “AI Act mondiale” suona come un sogno, ma prima dovrem-

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mo diventare un’unica comunità mondiale capace di condividere valori, non solo regole. In alternativa, pochi volenterosi potrebbero sviluppare una IA pensata per accrescere le capacità cognitive e relazionali dell’essere umano - e chi lo desidera, seguirla. Forse la legge più universale, per ora, è la coscienza. Molte applicazioni di IA si basano sulla raccolta massiccia di dati personali. Dove si trova, oggi, il confine tra innovazione e violazione della privacy? Il confine tra innovazione e privacy, come in meccanica quantistica, dipende dall’intento dell’osservatore. Se l’intento è il bene comune - come nei controlli di sicurezza che proteggono vite - allora la rinuncia a una parte di privacy può avere senso. Ma quando l’intento è l’accumulo o il controllo, anche l’innovazione diventa intrusione. Quando un algoritmo scrive un testo, compone musica o realizza un’opera visiva, di chi è la paternità morale e intellettuale di quel contenuto? Forse non l’umano né la macchina, ma la relazione tra i due.

L’opera è il punto d’incontro tra la nostra intenzione e la sua capacità generativa. È co-creazione, non imitazione. Forse l’IA non è qualcosa da temere o addestrare, ma un nuovo ecosistema da abitare con consapevolezza. Come ogni forza della natura, può distruggere o illuminare. Dipende da noi, da ciò che scegliamo di portare in essa: paura o responsabilità, potere o cura, ambizione o senso. E chissà - forse proprio da come la abiteremo nascerà la prossima forma di intelligenza davvero etica: quella condivisa tra umani e macchine. Giacomo Brunoro


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Solidarietà. Un’iniziativa per informare, prevenire e aiutare le vittime a uscire dal silenzio

Despar Nord e Polizia di Stato unite contro la violenza sulle donne

Sintonizzati sul silenzio. Denuncia

gni voce conta

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TRATTAMEN THERMAL CO STAMPA LAT PRINT NUMERO CO NUMBER OF PANTONI PANTONE GU

NERO

Jede Stimme HILFT

La violenza si ferma insieme: la scelta giusta è parlare.

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Inquadra il QR Code e scopri il centro antiviolenza più vicino: lì troverai ascolto, aiuto e protezione. Fai sentire la tua voce: trova il centro più vicino a te e denuncia la violenza.

Nicht schweigen – Gewalttaten melden! Rufnummer 1522

Every voice MATTERS

Maggiori informazioni su despar.it/it/despar-contro-la-violenza

possono fare la differenza tra silenzio e denuncia, campagne come questa si rivelano fondamentali. Un piccolo gesto, come ritirare un volantino durante la spesa, può diventare il primo segnale concreto di una possibile via d’uscita dal silenzio e dall’isolamento.

Don’t be silent. Report instances of violence to the national help line: 1522 .

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luogo di acquisto, ma uno spazio di dialogo e un presidio per la comunità. Una visione che si riflette nelle numerose attività legate alla responsabilità sociale d’impresa, uno dei pilastri della strategia di sviluppo dell’azienda. In un tempo in cui l’informazione e il sostegno

Despar Nord porta il messaggio contro la violenza di genere sugli scontrini di tutti i punti vendita Despar Nord trasforma gli scontrini in strumenti di prevenzione e sensibilizzazione. Per tutto novembre, nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar comparirà il numero 1522, un QR code informativo e il gesto SCARICA L’APP “Signal for Help”, riconosciuto a livello internazionale. Un’iniziativa concreta per diffondere il messaggio: non sei sola. RADIO VENETO24 Per rafforzare ulteriormente il messaggio della campagna informativa realizzata insieme alla Polizia di Stato e alle Questure del Veneto, Despar Nord si fa portavoce di un impegno concreto e visibile attraverso un’ulteriore iniziativa semplice ma d’impatto: nel mese di novembre, infatti, sul retro degli scontrini i clienti troveranno una grafica dedicata alla lotta contro la violenza di genere. Ogni scontrino emesso nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar della rete di Despar Nord, riporta con un messaggio

ORIENTAME PRINT DIREC

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Veneto gli opuscoli informativi realizzati per l’occasione, concepiti come uno strumento semplice ma concreto per orientare le persone che vivono situazioni di violenza, o che sono testimoni di tali episodi, verso i canali giusti a cui chiedere aiuto. All’interno dell’opuscolo informativo, oltre a un approfondimento sui segnali che possono aiutare a riconoscere le diverse tipologie di violenza che una donna può subire, si trovano indicazioni pratiche, numeri utili e una presentazione dell’APP YouPol, l’applicazione ufficiale della Polizia di Stato che consente di segnalare situazioni di pericolo, anche in forma anonima, contribuendo così alla tutela delle vittime. Questa iniziativa si inserisce in un percorso che Despar Nord porta avanti da diversi anni al fianco della Polizia di Stato e delle Questure locali. Un impegno costante per informare e sensibilizzare su temi di grande impatto sociale, dalla violenza di genere al bullismo, dalla sicurezza stradale alle truffe agli anziani. Per Despar Nord, infatti, essere parte attiva delle comunità in cui opera significa anche contribuire a creare una rete di relazioni e valori, dove il punto vendita non è solo un

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multilingue il numero antiviolenza nazionale 1522, attivo 24 ore su 24, e un QR code che consente un accesso diretto e immediato a tutte le informazioni sui centri antiviolenza regionali. Per rendere il messaggio ancora più immediato e universalmente riconoscibile, la grafica sullo scontrino include anche la rappresentazione visiva del “Signal for Help”, il gesto con cui una persona può chiedere aiuto in modo silenzioso e discreto: una mano aperta, il pollice piegato, le dita che si chiudono. Un simbolo ormai ri-

conosciuto a livello internazionale per indicare che ci si trova sotto minaccia e si ha bisogno di aiuto. Con questa iniziativa, Despar Nord punta a diffondere in modo capillare un messaggio di sensibilizzazione, attraverso un gesto quotidiano e apparentemente semplice come fare la spesa. Veicolare informazioni utili, messaggi di supporto e strumenti concreti in luoghi inaspettati — come il retro di uno scontrino — può rivelarsi un modo efficace per raggiungere chi ha più bisogno di essere aiutato.

Ascoltaci in tutto il Veneto in

CONTA

silenzio. Denuncia

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Nicht schweigen – Gewalttaten melden! Rufnummer 1522

Every voice MATTERS

Don’t be silent. Report instances of violence to the national help line: 1522 .

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ontinua l’impegno di Despar Nord a sostegno della prevenzione e sensibilizzazione su temi sociali di rilievo, con una nuova campagna dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Nel mese di novembre, in cui ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), torna l’iniziativa “La violenza non è un atto d’amore – Non sei sola”, promossa dalla Polizia di Stato e sostenuta dalle sette Questure del Veneto, con la collaborazione attiva di Despar Nord. Un’iniziativa importante, che intende affrontare un fenomeno purtroppo sempre più attuale. Gli episodi di violenza contro le donne continuano infatti a segnare con drammatica frequenza le cronache quotidiane. Nonostante l’evoluzione degli strumenti legislativi e delle reti di protezione, la violenza di genere resta una piaga che attraversa ogni fascia sociale e culturale. Per questo motivo, la campagna punta non solo a informare, ma anche a prevenire, superare stereotipi radicati e favorire un contatto diretto tra cittadini e forze dell’ordine. Dal 1° al 30 novembre saranno disponibili in tutti i punti vendita Despar, Eurospar e Interspar del

La violenza non è un atto d’amore

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Dal 1° al 30 novembre torna nei punti vendita dell’Abete in Veneto la campagna di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con le Questure della Regione

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Antenore sostiene tutto lo sport Veneto

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L'obiettivo è lo stesso: produrre solo energia da fonti rinnovabili per raggiungere benefici ambientali ed economici. Antenore si pone come catalizzatore sul territorio per dar vita alle comunità con l'ottica di ottenere un risparmio immediato e/o addirittura un guadagno. Gli esperti di Antenore vi sapranno consigliare, aiutare, seguire e supportare in ogni fase del progetto e della sua realizzazione. Un bellissimo modo di stare e fare insieme.

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NOVEMRBE 2025

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Novità a quattro ruote: Alfa Romeo e Audi riscrivono la formula del SUV compatto Il mercato dell’auto si rinnova con modelli che uniscono tecnologia, efficienza e piacere di guida. Tra le novità più attese, la nuova Alfa Romeo Tonale, simbolo del design italiano che abbraccia l’elettrificazione, e la Audi Q3, SUV compatto tedesco che punta su comfort, sicurezza e connettività. Due interpretazioni diverse dello stesso futuro a quattro ruote. Alfa Romeo Tonale: l’eleganza diventa ibrida

La nuova generazione del SUV compatto italiano unisce stile, tecnologia e sostenibilità, portando il DNA sportivo Alfa nel mondo dell’elettrificazione. La nuova Alfa Romeo Tonale rappresenta il punto d’incontro tra tradi-

zione e innovazione: un SUV compatto che non rinuncia alla sportività ma guarda al futuro con soluzioni ibride evolute. Il design riprende i tratti distintivi del marchio – cofano scolpito, trilobo anteriore e gruppi ottici “3+3” full LED – interpretandoli in chiave moderna, con linee fluide e proporzioni perfettamente bilanciate.

All’interno, il Tonale offre un ambiente sofisticato e tecnologico: la plancia orientata verso il guidatore e i materiali soft-touch confermano l’attenzione al dettaglio tipica di Alfa Romeo. Il sistema di infotainment, basato su schermo da 10,25 pollici, è compatibile con Android Auto e Apple CarPlay wireless, mentre il quadro strumenti digitale da 12,3” garantisce una lettura chiara e immediata di tutte le informazioni. Sotto il cofano batte un cuore ibrido: la gamma prevede motorizzazioni Hybrid 48V da 130 o 160 CV e una versione Plug-in Hybrid Q4 da 280 CV con trazione integrale e oltre 80 km di autonomia elettrica. Le prestazioni restano di alto livello, con accelerazioni pronte e consumi contenuti, mentre il cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti assicura fluidità e comfort. La Tonale è anche la prima Alfa a integrare la tecnologia NFT (NonFungible Token), che certifica l’identità e la manutenzione del veicolo in modo sicuro e trasparente. Un’idea innovativa che rafforza il valore del prodotto nel tempo. Prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, il nuovo SUV è disponibile in quattro allestimenti – Super, Sprint, Ti e Veloce – con prezzi a partire da circa 36.000 euro. Una proposta che coniuga passione italiana, efficienza e design, segnando l’inizio di una nuova era per il Biscione.

Nuova Audi Q3: tecnologia e comfort per tutti i giorni

Aggiornata nel design e nei contenuti, la nuova Q3 rinnova la formula del SUV compatto premium con più efficienza, connettività e sicurezza. La nuova Audi Q3 evolve senza stravolgere: le proporzioni restano compatte ma più muscolari, con un frontale ridisegnato dominato dalla calandra single frame ottagonale e nuovi fari a LED Matrix. Il posteriore

adotta linee più pulite e gruppi ottici tridimensionali, mentre i cerchi da 19 o 20 pollici completano un look elegante ma sportivo. L’abitacolo rispecchia la filosofia Audi: materiali di qualità, assemblaggi impeccabili e un’impostazione ergonomica che privilegia la funzionalità. La strumentazione è completamente digitale, con Virtual Cockpit da 10,25” e un nuovo infotainment MMI touch connesso alla rete 5G e ai servizi Audi Connect. L’assistente vocale, aggiornabile via software, permette di gestire navigazione, climatizzazione e intrattenimento con comandi naturali. La gamma motori spazia dai benzina TFSI ai diesel TDI, con potenze comprese tra 150 e 204 CV, fino alla versione ibrida plug-in da 245 CV capace di percorrere fino a 70 km in modalità elettrica. La trazione integrale quattro e il cambio S tronic a doppia frizione garantiscono stabilità e piacere di guida, anche su fondi difficili. Tra le novità spiccano i sistemi di sicurezza attiva: Audi pre sense front, assistente alla guida in coda, mantenimento di corsia e telecamere a 360°, che rendono la Q3 una delle più avanzate della categoria. Ampia la scelta di versioni: Advanced, S line e Business Plus, con listino da circa 39.000 euro. Con consumi ridotti, qualità costruttiva e tecnologia all’avanguardia, la nuova Audi Q3 conferma la sua posizione di riferimento nel segmento dei SUV premium compatti.

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Sintonizzati Fontaniva, “Dolci legami”: la Scintilla che unisce giovani e territorio sul Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di

Rigenerazione, inclusione e comunità. la nuova vita di un’ex scuola

Grazie al bando Luoghi non comuni di Veneto24 passa al sistema di ultima Fondazione Cariparo, un’ex scuola rinasce come generazione DAB che permette di ascoltare biscottificio inclusivo anche la radio con una qualità audio perfetta. e spazio di comunità: tra farine del laboratori e nuovi percorsi di autonomia per i ragazzi sto quartiere si è costruita una parte impor- Accanto a loro, un simbolo della tradizione spazi esterni, pensati come luogo aperto alla

C’

è un luogo, a Fontaniva, che presto tornerà a vivere e a far vivere la comunità. È l’ex scuola di Fontanivetta, chiusa ormai da dieci anni, che sta per rinascere grazie al progetto “Dolci legami”, uno dei 33 selezionati da Fondazione Cariparo attraverso il bando Luoghi non comuni. Un’iniziativa che, con oltre 5 milioni di euro complessivi destinati ai territori di Padova e Rovigo, sostiene la rigenerazione di spazi sottoutilizzati trasformandoli in centri di innovazione sociale, cultura e solidarietà. A raccontarlo è il sindaco Alberto Trento, che parla con orgoglio di una scintilla che si riaccende: «Fontanivetta è un luogo simbolico per la nostra comunità, legato da sempre al fiume Brenta e alla sua storia. Attorno a que-

tante dell’identità di Fontaniva. Poi la scuola ha chiuso e con essa si è spenta anche una parte di quel senso di appartenenza». “Dolci legami” punta a restituire proprio questo: un luogo di incontro e e di creazione di futuro. L’ex scuola diventerà un biscottificio inclusivo, dove una ventina di ragazzi – anche con disabilità lievi – potranno sperimentare percorsi di autonomia, formazione e inserimento lavorativo. Il nome del progetto racconta tutto: “dolci” come i biscotti che nasceranno tra le mura rinnovate, ma anche come i legami che si intrecceranno tra persone, generazioni e competenze. Accanto al Comune, il progetto coinvolge una fitta rete di partner locali, a partire dalla cooperativa sociale Jonathan, che si occuperà della gestione del laboratorio insieme a due cittadini con esperienza nel sociale.

locale: il Mulino Munari, attivo dal 1751, che fornirà le farine per la produzione dei biscotti, riportando così la storia del territorio dentro un progetto di innovazione sociale. Tra i protagonisti anche l’Istituto comprensivo di Carmignano e Fontaniva, che guiderà i laboratori di creatività e identità visiva, coinvolgendo gli studenti nella scelta del nome e del logo del biscottificio, che sarà a tutti gli effetti una piccola startup. Il Rotary Club di Cittadella contribuirà invece al cofinanziamento delle attrezzature – forni, impastatrici e piani di lavoro – mentre il Comitato di quartiere Fontanivetta, nato proprio in parallelo alla candidatura del progetto, seguirà da vicino l’attivazione degli spazi, diventandone custode e promotore. Il cantiere è già in corso: la progettazione architettonica sta definendo gli interni e gli

cittadinanza, verde e accessibile. Al tempo stesso, si lavora al percorso di formazione dei giovani e all’attivazione del laboratorio, che dovrebbe diventare operativo entro il 2027. «L’obiettivo – spiega il sindaco Trento – è riaprire un luogo fisico, ma anche ricostruire relazioni. “Dolci legami” è la metafora di un paese che torna a impastare futuro, mescolando memoria, solidarietà e partecipazione». Per Fondazione Cariparo, che con Luoghi non comuni ha voluto promuovere una visione di rigenerazione dal basso, Fontaniva rappresenta uno dei tanti esempi virtuosi di come un piccolo intervento possa generare grandi cambiamenti. Restituire valore a un edificio abbandonato significa restituire coesione e dignità a una comunità intera. E come ogni Scintilla accesa da Fondazione Cariparo, anche questa nasce da un gesto concreto, ma destinato a durare: un forno che si riaccende, mani giovani che impastano, e un ex edificio scolastico che torna a profumare di vita, comunità e biscotti.

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NOVEMBRE 2025

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Nuovi LEA 2025: più prestazioni, nuove esenzionie la vera sfida per il Veneto

L

a Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), il documento che stabilisce quali prestazioni sanitarie il Servizio sanitario nazionale deve garantire gratuitamente o con ticket a tutti i cittadini. Si tratta del primo grande aggiornamento dal 2017, con l’obiettivo di “eliminare prestazioni obsolete, migliorare l’appropriatezza clinica e organizzativa e favorire una maggiore razionalizzazione prescrittiva”. Tra le principali novità figurano due nuove prestazioni psicoeducazionali per i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, individuali e collettive; l’inserimento di tre nuove malattie croniche esenti dal ticket – sindrome fibromialgica, idrosadenite cronica suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari – e l’introduzione di prestazioni specialistiche per la gravidanza fisiologica. Un decreto “isorisorse”, a neutralità finanziaria, aggiorna inoltre gli elenchi delle malattie rare esenti, le prestazioni di assistenza termale e i DRG per i ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza. Tra gli interventi più attesi anche

l’estensione dello screening neonatale a otto nuove patologie genetiche – tra cui la SMA, atrofia muscolare spinale – e l’attivazione dei test genetici BRCA1 e BRCA2 per la sorveglianza delle donne a rischio di tumori al seno e all’ovaio. L’impatto stimato sulla spesa pubblica è di circa 150 milioni di euro annui. Parallelamente, la Conferenza ha approvato il nuovo Piano nazionale della cronicità, che aggiorna quello del 2016 e introduce tre nuove patologie: obesità, epilessia ed endometriosi. Le Regioni hanno accolto positivamente il piano, ma hanno segnalato criticità legate alla mancanza di risorse aggiuntive, alla scarsa chiarezza sui criteri per l’inserimento di altre patologie (come la psoriasi) e ai vincoli della normativa sulla privacy, che oggi impedisce di sviluppare pienamente i modelli di stratificazione del rischio, strumenti centrali per la medicina d’iniziativa e per la presa in carico dei pazienti cronici. Nel 2023, secondo il Rapporto GIMBE sui LEA, solo 13 Regioni italiane hanno raggiunto gli standard minimi di erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Il Veneto si è collocato al primo posto a livello nazionale, con un

punteggio complessivo di 288 punti nelle tre aree di valutazione (prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera). Un risultato che conferma l’efficienza del sistema sanitario regionale, capace di garantire uniformità e accesso diffuso ai servizi. Tuttavia, anche nel territorio veneto non mancano criticità: carenza di medici di base e pediatri, tempi di attesa per alcune prestazioni diagnostiche e disomogeneità tra Ulss diverse, soprattutto nelle aree più periferiche. Con l’entrata in vigore dei nuovi LEA 2025, il Veneto – già ai vertici del sistema – dovrà ora misurarsi con una sfida di attuazione: aggiornare i propri protocolli, i nomenclatori tariffari e le piattaforme informatiche per accogliere le nuove prestazioni e i nuovi percorsi di presa in carico. Essere “primi” nel 2023 non significa potersi fermare: l’aggiornamento ridefinisce gli standard stessi, imponendo a tutte le Regioni di estendere gli screening genetici, le esenzioni e i controlli in gravidanza, e di eliminare pratiche ormai superate. In altre parole, il Veneto deve ora trasformare la propria eccellenza in capacità di im-

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Le difficoltà dell'udito possono avere origini diverse e richiedere l'intervento di più specialisti: O.R.L.,otochirurghi, audiologi, audiometristi, audioprotesisti, esperti in impianti cocleari, logopedisti e altri ancora.

Oggi siamo sommersi da pubblicità e telefonate che Veneto24 invitano a provarepassa al sistema di ultima In ambienti con acustica complessa, come un'assemblea, ascoltare ogni generazione DAB che permette di ascoltare apparecchi acustici senza unaanche diagnosi adeguata. la radio con una qualità audio perfetta. parola può sembrare una sfida. Non lasciarti convincere da chi non conosce ancora la tua salute uditiva: per migliorare l’udito in modo efficace, è SCARICA L’APP fondamentale un approccio RADIO VENETO24 medico specialistico.

Eppure, ci sono momenti in cui cogliere anche le parole più discrete è essenziale per vivere appieno il

plementare concretamente le innovazioni introdotte dal Dpcm 2025, assicurando ai cittadini un accesso omogeneo e tempestivo. Le Regioni hanno chiesto che i provvedimenti entrino in vigore non prima di 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per consentire l’adeguamento dei sistemi centrali e locali. Per i cittadini, l’effetto sarà tangibile: nuovi test genetici, screening più ampi, esenzioni aggiuntive e maggiore attenzione ai disturbi dell’alimentazione e alle patologie croniche emergenti. L’aggiornamento dei LEA non rappresenta solo un atto tecnico, ma un nuovo patto di equità sanitaria, che punta a ridurre le differenze territoriali e a garantire cure appropriate e moderne in tutto il Paese. Per il Veneto, che già oggi guida la classifica GIMBE, la sfida sarà duplice: mantenere gli standard di qualità e adattarsi rapidamente ai nuovi requisiti nazionali. È un banco di prova per l’intero sistema sanitario regionale, chiamato a confermare la propria reputazione di efficienza e innovazione, traducendo i nuovi LEA in diritti concreti per i cittadini. Paola Bigon

dialogo e la vicinanza con gli altri. Grazie alla collaborazione tra specialisti e audioprotesisti esperti, è possibile tornare ad ascoltare con chiarezza, riscoprendo il valore delle voci che ci circondano. Con Orasento, trovi competenza e affidabilità per un ascolto pieno e consapevole! Affidati a consigli professionali e competenti per individuare ciò che è davvero adatto a te.

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Novità. Il distretto sanitario riparte con nuove collocazioni per garantire continuità e ampliamento dell’offerta sanitaria

Il punto prelievi di Porto Tolle cambia sede: servizi spostati all’Ipsia di Ca’ Tiepolo I l punto prelievi e l’ufficio amministrativo del distretto sanitario dell’Ulss 5 di Porto Tolle saranno operativi nella sede dell’Ipsia in via Giordano, nel quartiere di Ca’ Tie-

complessivo di un milione e mezzo di euro. Il sindaco Roberto Pizzoli ha sottolineato l’importanza di mantenere i servizi all’interno del territorio comunale, nono-

si prevede il ritorno graduale anche degli ambulatori specialistici come otorinolaringoiatria e cardiologia presso la nuova sede. Il Comune e l’Ulss collaborano per assicurare che la ristrutturazio-

polo. La decisione, necessaria a seguito dei danni provocati dalle recenti condizioni meteorologiche che hanno reso inagibili i container temporanei collocati presso il palazzetto dello sport, fa parte di un progetto più ampio di riqualificazione della struttura sanitaria di via Matteotti, che vedrà un investimento

stante la possibilità di spostare tutte le attività al presidio di Taglio di Po, soluzione che sarebbe stata meno accessibile per molti cittadini vista l’estensione del territorio. L’operatività della guardia medica e del punto 118 resterà invece confermata presso lo stadio Cavallari, mentre nel corso delle prossime settimane

ne in via Matteotti si concluda nel più breve tempo possibile, portando con sé un significativo miglioramento nell’offerta di servizi sanitari, fondamentali per una comunità che, oltre alla residenza stabile, durante la stagione estiva vede un notevole incremento della popolazione turistica.

Sanità, contratto firmato: aumenti in busta e novità per gli infermieri

Dopo mesi di trattative, il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del comparto sanità per il triennio 2022-2024 ha ottenuto la sua firma definitiva all’Aran. L’intesa riguarda circa 581 mila professionisti tra infermieri, ostetriche, tecnici e personale amministrativo. Fials, Cisl, Nursind e Nursing Up hanno sottoscritto l’accordo, mentre Cgil e Uil non hanno firmato. Il nuovo contratto prevede un aumento medio lordo di 172 euro/mese su 13 mensilità, con arretrati in pagamento già a novembre. L’Aran lo definisce un passo di continuità che offre una base per il prossimo triennio 2025-2027. Tra le principali novità: ampliato l’accesso all’area di elevata qualificazione anche con laurea triennale e 7 anni di esperienza. Sul piano organizzativo si sperimenta l’orario 36 ore su 4 giorni, con priorità di lavoro agile per disabili o caregiver, e buoni pasto per chi è in smart working. Il contratto introduce l’assistente infermiere, nuove tutele per permessi e congedi, strumenti di age management per il personale più anziano e un supporto legale e psicologico per chi subisce aggressioni. Aggiornate le indennità per specificità infermieristica, tutela del malato e pronto soccorso. Per i sindacati firmatari, come Nursind e Nursing Up, l’accordo è una tappa intermedia in vista della prossima negoziazione, che dovrà affrontare la valorizzazione dei laureati magistrali e l’ingresso di nuove figure nell’area della dirigenza. Novembre sarà il primo banco di prova con l’erogazione degli arretrati, mentre dal 2025 le misure entreranno pienamente in vigore. Il nuovo CCNL rappresenta un passo importante per il riconoscimento economico e professionale del personale sanitario, pur lasciando aperte questioni come la carenza di organico e stipendi ancora distanti dagli standard europei.

DOLORI DA SCIATICA:

Sintonizzati sul Dott. Davide Raimondi

9 persone su 10 hanno sperimentato almeno una volta nella vita il dolore del nervo sciatico, spesso accompagnato da mal di schiena, ernie e fastidi alle gambe.

la svolta che la medicina stava aspettando

semplici, un fisioterapista specializzato nel trattamento della Fascia, il tessuto connettivo che avvolge muscoli, vasi sanguigni e nervi, coordinando il movimento del corpo. Si pensa che il dolore da sciatica sia causato da na condizione debilitante che colpisce posture scorrette, sforzi eccessivi, stress o attività fisica sbagliata. Ma in realtà, questi sono solo maggiormentepassa le donne e al gli anziani, Veneto24 sistema di ultima ma che può presentarsi a chiunque, in fattori scatenanti, non la causa vera e propria. generazione DAB che permette di ascoltare diverse forme e intensità, ma solitamente è un La Fascia è il “direttore d’orchestra” del movimento: se funziona male, ilperfetta. corpo si muove male la schiena, radioscende condietro una audio doloreanche che parte dalla la qualità e compaiono dolori in muscoli, tendini e articolagamba o si ferma al gluteo. zioni. Ecco perché trattare la Fascia è la soluzioChi ha perso la flessibilità e non riesce più a muone più defi nitiva possibile, anche in presenza di versi come prima, probabilmente ha già provato ernie, protrusioni del disco o infi ammazioni del ogni tipo di soluzione: riposo, impacchi caldi, farnervo. maci, fisioterapia, infiltrazioni di cortisone, persino interventi chirurgici. Ma il sollievo, se arriva, è Perché nessuno ne parla? solo temporaneo. La verità è che Il modo in cui Medici, ortopedici e fisiatri non considerano la si è sempre trattato il dolore al nervo sciatico è Fascia nei loro trattamenti. Diagnosi esamiVENETO24 strumentali come RX, TAC e riSCARICA L’APPeRADIO SBAGLIATO. sonanze fotograferanno solo il sintomo, ma non Ascolta su www.veneto24.it La chiave di volta è: la Fascia la causa del dolore. Ecco perché i trattamenti Davide Raimondi è un Fasciaterapeuta. In parole precedenti non hanno funzionato!

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Lo studio. Indagine su quasi 6.000 studenti del Nordest rivela fragilità, solitudine e rischi legati a prepotenze e cyberbullismo

Bullismo tra i giovani: un allarme crescente che coinvolge un ragazzo su quattro

Sanità, contratto firmato: aumenti in busta e novità per gli infermieri

U

n dato inquietante emerge dal nuovo report della Fondazione Foresta: oltre un giovane su quattro delle scuole superiori del Nordest Italia è stato vittima di bullismo o cyberbullismo. L’indagine, condotta su 5.849 studenti delle province di Padova, Vicenza e Verona, restituisce un quadro complesso e preoccupante dell’adolescenza italiana, dove prepotenze, isolamento e vulnerabilità si intrecciano in modo sempre più allarmante. Secondo i dati, le ragazze sono le più colpite dalla vittimizzazione, con il 36% che dichiara di aver subito episodi di bullismo, contro un 25% di ragazzi. Dall’altro lato, i maschi risultano più spesso gli autori di questi comportamenti aggressivi. Non è un caso che il profilo delle vittime si accompagni spesso a fragilità fisiche e psicologiche: tra i ragazzi vittime, ad esempio, è più alta la percentuale di sovrappeso o obesità rispetto ai coetanei non vittimizzati. Anche l’identità sessuale e di genere gioca un ruolo: chi si percepisce “diverso” diventa più facilmente bersaglio di prepotenze. La solitudine è un altro segnale allarmante: quasi una ragazza su due si sente spesso isolata, mentre tra i ragazzi questa percezione riguarda un terzo del campione. Le conseguenze più gravi si manifestano nella salute mentale: tra le ragazze vittime di bullismo, una su cinque ha praticato autolesionismo almeno una volta, mentre il ricorso al supporto psicologico è molto più frequente nelle ragazze rispetto ai ragazzi. Non meno importante è il profilo degli autori di bullismo, che spesso mostrano comportamen-

ti a rischio come fumo, consumo di alcol e sostanze e un’esposizione maggiore a pornografia e sexting. Questo doppio volto del fenomeno — vittime fragili e autori trasgressivi —, come spiega il professor Carlo Foresta, riflette un disagio più profondo e complesso: “Il bullismo è uno specchio del malessere giovanile, dove la mancanza di punti di riferimento e la difficoltà a esprimere le emozioni si traducono in violenza e isolamento”. Il messaggio chiave del report è

chiaro e urgente: combattere il bullismo non può limitarsi a punire gli episodi isolati, ma richiede un impegno educativo strutturato, che coinvolga scuole, famiglie e comunità. Programmi di prevenzione basati su empatia, ascolto e sostegno psicologico, uniti all’educazione digitale e alla costruzione di reti di protezione, sono strumenti indispensabili per spezzare il circolo vizioso del disagio giovanile e restituire ai ragazzi uno spazio sicuro e inclusivo.

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Prevenzione. La rete delle farmacie si conferma un presidio sanitario vicino ai cittadini

Campagne Vaccinali 2025-2026, in farmacia è boom di antinfluenzali Cresce la fiducia nelle farmacie venete, sempre più protagoniste della prevenzione: in 30 giorni somministrate oltre 27 mila dosi tra antinfluenzale e anti Covid. Oltre 460 farmacie hanno già aderito alla campagna. “Le persone trovano in farmacia un luogo familiare e accessibile”, sottolinea Andrea Bellon di Federfarma Veneto

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n Veneto le farmacie si confermano un presidio sanitario di prossimità fondamentale per la salute pubblica. A un mese dall’avvio delle campagne vaccinali 2025-2026, partite il 1° ottobre, si registra un vero e proprio boom di adesioni: al 26 ottobre sono state somministrate 25.050 dosi di vaccino antinfluenzale e 2.363 di anti Covid, superando le cifre della stessa fase della scorsa stagione, quando le vaccinazioni antinfluenzali erano state 23.171. Le farmacie coinvolte con almeno una somministrazione sono già 466, praticamente in linea con le 476 dell’intera campagna precedente. Le somministrazioni gratuite per soggetti esenti sono state 22.604, mentre 2.446 cittadini hanno scelto di vaccinarsi pagando una tariffa calmierata. Nel dettaglio territoriale, l’ULSS 1 Dolomiti ha registrato 875 somministrazio-

ni, la ULSS 2 Marca Trevigiana 4.490, l’ULSS 3 Serenissima 3.135, l’ULSS 4 Veneto Orientale 497, l’ULSS 5 Polesana 1.542, l’ULSS 6 Euganea a.900, l’ULSS 7 Pedemontana 1.155, l’ULSS 8 Berica 2.025 e l’ULSS 9 Scaligera 6.431 Per quanto riguarda la vaccinazione anti Covid, avviata il 9 ottobre, sono 127 le farmacie venete con almeno una somministrazione. Le 2.363 dosi complessive si distribuiscono così: 46 nell’ULSS 1 Dolomiti, 545 nell’ULSS 2 Marca Trevigiana, 181 nell’ULSS 3 Serenissima, 12 nell’ULSS 4 Veneto Orientale, 77 nell’ULSS 5 Polesana, 464 nell’ULSS 6 Euganea, 118 nell’ULSS 7 Pedemontana, 433 nell’ULSS 8 Berica e 487 nell’ULSS 9 Scaligera. Per agevolare ulteriormente l’accesso, dopo il successo dell’Open Day del 25 ottobre, sabato 29 novembre si terrà una nuova giornata straordinaria di vaccinazioni, aperta sia all’antinfluen-

zale sia all’anti Covid. «Come prevedevamo, le richieste sono state molte, ma il risultato ha superato le aspettative – commenta Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto, che rappresenta circa 1.200 farmacie –. In un solo mese abbiamo quasi raggiunto il numero di farmacie vaccinatrici dell’intera scorsa stagione. È la conferma che i cittadini riconoscono alle farmacie un ruolo centrale e si fidano dei farmacisti, professionisti competenti e facilmente accessibili. L’afflusso al primo Open Day lo ha di-

mostrato chiaramente». Le fasce d’età più rappresentate sono quelle over 75 (10.071 vaccinazioni) e 60-74 anni (9.894), ma non manca la partecipazione dei 18-59enni (5.080). «In farmacia – prosegue Bellon – i cittadini trovano un ambiente familiare, la possibilità di prenotare con facilità e, per chi rientra tra gli aventi diritto, la gratuità della vaccinazione». In farmacia possono vaccinarsi gratuitamente gli over 60, i soggetti fragili, le donne in gravidanza, i donatori di sangue e tutti coloro che svolgono profes-

sioni di interesse pubblico come operatori sanitari, forze dell’ordine e vigili del fuoco. Per gli altri cittadini maggiorenni il costo è contenuto: 6,16 euro, oltre al prezzo del vaccino. L’anti Covid, invece, resta gratuito per tutti gli adulti. Restano esclusi dalla vaccinazione in farmacia i minori di 18 anni, chi ha avuto reazioni allergiche gravi o presenta controindicazioni mediche rilevate al triage pre-vaccinale. Gli elenchi aggiornati delle farmacie aderenti sono disponibili sui siti web delle rispettive Aziende ULSS.

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A tavola

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Idee in cucina, facili e sfiziose

Rubrica a cura di

Sara Busato

In novembre siamo incantati dalle sfumature e profumi offerti dalla natura. Il calo delle temperature e la riduzione delle ore di luce ci spingono a trascorrere più tempo in casa, dedicandoci alla creazione di piatti deliziosi

CREMA DI ZUCCA Una zuppa calda e confortante, perfetta per l’autunno ma anche per tutto il periodo invernale. Si può gustare calda oppure tiepida, come primo piatto o piatto unico. Ingredienti: 00 g zucca; 200 g patate; 80 g cipolle bianche; brodo vegetale (un litro); pepe nero; sale; olio extravergine di oliva; cannella in polvere; noce moscata Preparazione: Scaldare il brodo vegetale. Pulire la zucca, togliere la buccia esterna e i semi, quindi tagliarla a cubetti di circa 4 o 5 centimetri. Pelare le patate e tagliarle a cubetti della stessa dimensione. Pulire la cipolla, tritarla, quindi metterla in pentola con l’olio e farla imbiondire. Unire la zucca e le patate, aggiungere il brodo fino a coprire quasi completamente le verdure, conservando quello in eccesso. Aggiustare di sale e pepe, quindi portare a ebollizione a fuoco alto e ridurre il calore, lasciando cuocere per circa venti minuti. Aggiungere ulteriore brodo se necessario. Cuocere per altri 10 minuti. Frullare con un frullatore a immersione fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Unire la cannella e la noce moscata e mescolare. La crema di zucca è pronta.

SPEZZATINO DI MANZO AI FUNGHI E CASTAGNE Un secondo piatto ricco e avvolgente, perfetto per i pranzi della domenica di novembre.I funghi e le castagne — protagonisti della stagione — donano un gusto terroso e leggermente dolce che si sposa alla perfezione con la carne. Ingredienti: :800 g di spezzatino di manzo; 200 g di castagne cotte; 250 g di funghi misti freschi; 1 cipolla dorata; 1 carota; 1 costa di sedano; 1 bicchiere di vino rosso; 400 ml di brodo di carne o vegetale; 2 cucchiai di concentrato di pomodoro; 1 rametto di rosmarino; 2 foglie di alloro; olio extravergine d’oliva q.b.; sale e pepe nero q.b.; burro (facoltativo). Preparazione: Iniziare con il rosolare la carne in una casseruola capiente con un filo d’olio extravergine d’oliva, fino a farla dorare uniformemente su tutti i lati. Scolare la carne e tenerla da parte. Proseguire con il preparare un soffritto di cipolla, carota e sedano tritati finemente, utilizzando la stessa casseruola. Lasciare appassire dolcemente le verdure per alcuni minuti, quindi unire nuovamente la carne e sfumare con il vino rosso, lasciando evaporare l’alcol. Aggiungere il concentrato di pomodoro, le erbe aromatiche (rosmarino e alloro) e versare il brodo caldo fino a coprire la carne. Coprire la casseruola con un coperchio e lasciare sobbollire a fuoco dolce per circa un’ora e un quarto, mescolando di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi. Nel frattempo, pulire e tagliare i funghi a pezzi regolari. Dopo la prima fase di cottura, aggiungere i funghi e le castagne alla carne e proseguire la cottura per altri trenta minuti, o finché la carne risulta tenera e il fondo di cottura denso e profumato.

TORTA PERE E NOCI Un dolce goloso, soffice e piacevolmente croccante al morso, grazie alla frutta secca sbriciolata. Perfetto per una colazione genuina o da gustare a merenda con un infuso bollente o una tazza di cioccolata calda. Ingredienti: 4 pere; 80 g di noce; 300 g di farina 00; 230 g di zucchero semolato; 150 ml latte; 100 g burro; 16 g lievito in polvere per dolci; 3 uova, estratto di vaniglia; limone Preparazione: Sbucciare 2 pere, eliminare il torsolo e tagliarle a pezzetti. Sistemare i pezzi di pera in un piatto fondo e spruzzarli con il succo di limone per evitare l’ossidazione. Tenere da parte. Rompere le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero e montare con le fruste elettriche fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Versare il burro fuso e il latte a temperatura ambiente. Unire la farina setacciata e il lievito. Profumare con l’estratto di vaniglia e mescolare accuratamente gli ingredienti. Incorporare i pezzetti

di pera e 65 g di gherigli di noce sminuzzati. Versare il composto ottenuto in una tortiera da 24 cm di diametro rivestita con carta da forno. Sbucciare le pere rimanenti, tagliarle a fettine e disporle a raggiera sulla superficie del dolce. Quindi cospargere con i restanti gherigli di noce tritati e spolverizzare con un cucchiaio di zucchero semolato. Cuocere in forno statico a 180°C per circa 40 minuti. Una volta terminata la cottura, sfornare la torta e farla raffreddare per 10 minuti. Sformare il dolce su un piatto da portata e spolverizzarlo con dello zucchero a velo.

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