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laPiazza di Rovigo - Ago26

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di Rovigo

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AGOSTO 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 180

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Sicurezza, agenti della Polizia locale “armati” di taser

Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia

Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale

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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto

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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.

ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO A ROVIGO 14MILA SONO OVER 65, NASCE LA FARMACIA SOLIDALE servizi alle pag. 4-5

ROVIGO, CONTI IN EQUILIBRIO: VIA LIBERA A NUOVI INVESTIMENTI

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3

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FACCIAMO IL PUNTO

di Rovigo

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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COSTITUITO A ROVIGO IL COMITATO “NO F.I.R.”

È

nato uff icialmente a Rovigo il Comitato “No F.I.R.”, costituito per opporsi al progetto di un nuovo stabilimento per la produzione di lana di roccia promosso dalla società F.I.R. srl nell’area dell’Interporto di Borsea, richiamando il precedente di Roncà (nel Veronese) dove un’iniziativa analoga era stata bloccata nel 2025 grazie alla mobilitazione locale. Coordinato con altre realtà del territorio come il Comitato “Il Riccio No Ecopol” e il Comitato No Biometano di Sarzano, il nuovo sodalizio esprime forti timori per le ricadute ambientali, urbanistiche e sanitarie, criticando la scelta di insediare attività produttive pesanti in una zona già satura di impianti industriali e originariamente destinata alla logistica. Nonostante l’utilizzo previsto di un forno elettrico per ridurre le emissioni, i promotori puntano il dito contro i possibili fumi di fusione, l’impiego di formaldeide e la dispersione di polveri, avendo già depositato osservazioni critiche in Provincia nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale. Sulla vicenda, portata in Consiglio comunale lo scorso 3 luglio, la sindaca Valeria Cittadin ha garantito la massima attenzione alla salute pubblica preannunciando un’assemblea, mentre i soci fondatori — tra cui Roberta Pipinato, Francesco Giacomello e Giacomo Valier — hanno annunciato l’organizzazione di un incontro pubblico autonomo per informare la cittadinanza e pianificare le prossime azioni di contrasto.

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S.S. Romea Via S.Teresa 143 - VOLTO DI ROSOLINA

Questa edizione raggiunge la città di Rovigo per un numero complessivo di 10.119 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.

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i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:

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Solitudine/1. L’assessore Dominga Milan fa il punto sugli strumenti a disposizione delle persone fragili

DALLA SPESA A DOMICILIO AL TELESOCCORSO, ECCO LA RETE DEI SERVIZI COMUNALI L ’invecchiamento della popolazione rende sempre più importante garantire servizi di prossimità capaci di sostenere gli anziani, soprattutto quelli che vivono soli o che non possono contare su una rete familiare. A Rovigo il fenomeno ha dimensioni rilevanti. Secondo i dati della banca dati “Demografia in Cifre” dell’ISTAT, aggiornati al 1° gennaio 2026, la città conta 49.922 residenti. Di questi, 13.948 persone hanno almeno 65 anni, pari al 27,9% della popolazione, mentre gli over 75 sono 6.866, pari al 13,8% dei residenti. Un quadro che si inserisce in un contesto di progressivo aumento della longevità, con la presenza anche di cittadini che hanno raggiunto il traguardo dei cento anni. Resta invece ancora da definire il numero preciso degli anziani che vivono soli. Come spiega l’assessore alle Politiche sociali, giovanili e istruzione Dominga Milan, “al momento non disponiamo di un dato specifico riferito agli over 65 e agli over 75. Si tratta di un’informazione che richiede un’attività di elaborazione e integrazione dei dati disponibili, nel rispetto della normativa vigente. Anche su questo fronte l’Amministrazione intende valutare la possibilità di approfondire la conoscenza del fenomeno, al fine di orientare sempre meglio le politiche e gli interventi a favore della popolazione anziana”. Uno degli obiettivi dell’Amministrazione è rendere più

semplice per cittadini e famiglie individuare gli strumenti disponibili. “Attualmente il Comune di Rovigo non dispone di un documento unico che raccolga in modo organico tutti i servizi e le opportunità di supporto rivolti alle persone anziane fragili e a coloro che vivono sole. Riteniamo tuttavia che uno strumento di questo tipo possa rappresentare un’importante risorsa informativa per i cittadini e per le loro famiglie. Per questo motivo l’Amministrazione si impegna a predisporre una guida che raccolga in maniera chiara e aggiornata i servizi disponibili, favorendone una maggiore conoscenza e accessibilità”. Il primo punto di riferimento già operativo è il Segretariato sociale, presente nella sede comunale di viale Marconi 2. Lo sportello accoglie le richieste di aiuto, rileva i bisogni delle persone e si orienta verso i percorsi più adeguati. Il servizio prevede un primo colloquio con l’assistente sociale finalizzato ad analizzare la situazione di difficoltà, fornire informazioni sulle prestazioni sociali disponibili, indicare la documentazione necessaria, filtrare le richieste che richiedono una presa in carico professionale e accompagnare il cittadino nella ricerca della soluzione più adatta. Per gli anziani che hanno difficoltà nella gestione quotidiana è attivo il Servizio di assistenza domiciliare (SAD), rivolto alle persone anziane, disabili o in condizioni di temporanea difficoltà.

“Esiste un servizio di volontariato che fornisce una serie di prestazioni assistenziali presso il domicilio di persone anziane, disabili o in condizioni di temporanea difficoltà, denominato SAD (servizio di assistenza domiciliare) tra le quali: consegna della spesa a casa degli anziani, e comunque quei servizi che danno un’autonomia agli anziani che non hanno una rete familiare in città, il Telesoccorso e il Telecontrollo”. Accanto a questi strumenti è presente anche Home Care Premium (HCP), il servizio rivolto alle persone non autosufficienti che sostiene la sfera socio-assistenziale e punta a prevenire il decadimento cognitivo. “I beneficiari hanno diritto ad un contributo economico finalizzato al rimborso della spesa sostenuta per l’assistente domiciliare assunto con contratto di lavoro domestico”. Un ruolo importante nella rete dei servizi è svolto dalla Casa della Comunità di Rovigo, ospitata nella Cittadella Socio Assistenziale. “Per quanto riguarda la Casa della Comunità operante in Rovigo (Cittadella Socio Assistenziale), in essa sono stati incentrati diversi servizi per facilitare il cittadino, quali: medici di base, punti unici di accesso, assistenza domiciliare di livello base, servizi infermieristici e di specialistica ambulatoriale per patologie a elevata prevalenza, sistemi integrati di prenotazione collegati al Cup aziendale, integrazione con i servizi sociali, punti

Dominga Milan

prelievi, servizi diagnostici di base”. La struttura, aggiunge l’assessore, facilita anche il collegamento con i servizi domiciliari e socio-assistenziali rivolti agli anziani fragili e soli. “Tali servizi sono monitorati costantemente dal Servizio Sociale Professionale del Comune di Rovigo, affinché vi sia una corrispondenza tra le richieste inoltrate e le prestazioni erogate”. Sul fronte della mobilità, infine, l’Amministrazione ricorda che sono già presenti agevolazioni per l’utilizzo dei servizi pubblici da parte degli anziani, pubblicizzate attraverso il sito istituzionale del Comune. • Guendalina Ferro

Crivellari: “Rovigo è in ritardo sui servizi e sui rifugi climatici”

L

’aumento delle temperature e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico riportano al centro dell’attenzione una delle categorie più esposte ai rischi delle ondate di calore: gli anziani. Un tema sul quale interviene il consigliere comunale Diego Crivellari, evidenziando come Rovigo non abbia ancora definito una strategia specifica per sostenere le persone più fragili durante i mesi estivi. “Le ultime estati roventi e i segni sempre più evidenti del cambiamento climatico rischiano seriamente di acuire le disuguaglianze sociali e, in particolare, di impattare negativamente sulla qualità della vita delle persone anziane. Rovigo

non fa eccezione, anzi: pur essendo una piccola città, il capoluogo del Polesine non ha ancora pianificato una agenda di misure e strumenti capace di venire incontro ai fragili, agli anziani, soprattutto a quelli che vivono da soli”. Secondo il consigliere, una possibile risposta arriva dai cosiddetti rifugi climatici, già adottati da numerose amministrazioni comunali italiane. Si tratta di spazi pubblici accessibili gratuitamente, climatizzati o comunque in grado di offrire condizioni più favorevoli durante le ore più calde della giornata. “Diverse amministrazioni comunali in Italia stanno già cominciando a mappare e a utilizzare i “rifugi climatici”, cioè presidi chiamati a difen-

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dere i cittadini più vulnerabili dalle temperature estreme. Si tratta senza dubbio di una importante misura di adattamento: un rifugio climatico è uno spazio pubblico, accessibile e gratuito, uno spazio in cui le persone possono vivere meglio durante le ore più torride della giornata. Questi luoghi potrebbero essere identificati all’interno di strutture già esistenti e radicate nel tessuto sociale: biblioteche, musei, centri civici, centri anziani, ma anche centri commerciali ecc. O come ricorda l’elenco dei rifugi climatici di Bologna, altre aree possono essere opportunamente individuate in parchi, giardini, cortili, piazze”. Per Crivellari, però, il tema non sembra ancora essere entrato

nel dibattito cittadino. “Di questo non si è ancora parlato a Rovigo, purtroppo, e non si vedono all’orizzonte strategie di qualche utilità da parte dell’amministrazione”. “Più in generale, e oltre le problematiche legate alla stagione calda, la città è ancora indietro, in molti casi, se guardiamo al livello dei servizi agli anziani, dei trasporti, di una cultura dell’invecchiamento attivo che sia promossa (anche) dalle istituzioni. Molti anziani vivono nelle frazioni e questo può contribuire ad aumentare il senso di isolamento. Occorrono risorse, impegno e un deciso salto di qualità”. • (G.F.)

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5 Solitudine/2. I farmaci arrivano a casa degli anziani soli e delle persone fragili

NASCE A ROVIGO LA FARMACIA SOLIDALE tita da ASM Rovigo. La società prevede di destinare ogni anno tra i 4 e i 5 mila euro proprio per sostenere il costo delle consegne rivolte alle categorie più deboli. L’attivazione del servizio comporterà un investimento iniziale di 8.750 euro, pari a 1.750 euro per ciascuna delle cinque farmacie comunali, mentre negli anni successivi il costo di gestione è stimato in circa 8 mila euro all’anno. La consegna a domicilio rappresenta uno degli elementi più innovativi del piano di sviluppo delle farmacie comunali, destinate a evolversi sempre più verso il modello della “farmacia dei servizi”. Accanto alla dispensazione dei

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n farmaco che arriva direttamente a casa può fare la differenza per un anziano che vive solo o per una persona con difficoltà di deambulazione. È con questo obiettivo che ASM Rovigo Spa si prepara ad avviare il progetto di Farmacia Solidale, un nuovo servizio di consegna a domicilio dei medicinali destinato a rafforzare il ruolo sociale delle farmacie comunali e a garantire un aiuto concreto ai cittadini più fragili. L’iniziativa è stata illustrata nel corso della presentazione del Documento Programmatico Triennale di ASM Rovigo Spa, avvenuta durante il consiglio comunale del 16 luglio scorso

a palazzo Nodari, da parte del presidente e amministratore delegato David Dante Nicoli, affiancato dalla vicepresidente Lucia Merlin e dal consigliere Alberto Gennaro. Interamente partecipata dal Comune di Rovigo, ASM Rovigo Spa gestisce il verde pubblico, i parcheggi, i servizi cimiteriali, le affissioni, la gestione calore e la rete delle cinque farmacie comunali, situate in viale Tre Martiri, via Badaloni, Sant’Apollinare, Boara Polesine e Borsea. Il servizio pubblico di consegna a domicilio dei farmaci nasce per rispondere alle esigenze di una fascia di popolazione sempre più ampia, composta soprattutto

da anziani che vivono soli e da persone con difficoltà di deambulazione o patologie che ne limitano gli spostamenti. L’obiettivo è garantire a questi cittadini un accesso più semplice ai medicinali, evitando loro la necessità di recarsi in farmacia. Il servizio consentirà di ordinare i farmaci attraverso la piattaforma digitale Pharmap, accessibile tramite app, mentre la consegna verrà effettuata direttamente al domicilio dell’utente. Per gli utenti ordinari il costo del trasporto sarà di 4 euro, mentre per le persone fragili il servizio sarà completamente gratuito, grazie alla copertura economica garan-

La cura diventa la nuova sfida del Veneto

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na società che cambia, una popolazione sempre più longeva e nuovi bisogni a cui rispondere: è attorno al tema della cura che si sviluppa la ventitreesima edizione del Rapporto statistico regionale 2026 - “Il Veneto si racconta, il Veneto si confronta”. Il documento fotografa le trasformazioni in atto e indica nella costruzione di un welfare di prossimità una delle principali sfide per il futuro del Veneto, dove la cura diventa responsabilità condivisa tra istituzioni, famiglie e comunità. Una riflessione che parte dai cambiamenti profondi della società veneta: si vive più a lungo, le famiglie sono più piccole e aumenta la necessità di costruire una rete di servizi capace di affiancare i cittadini nelle diverse fasi della vita. “La cura, l’attenzione cioè alle famiglie, agli anziani, ai giovani e a chi ogni giorno si dedica agli altri - ha sottolineato l’assessore regionale Giacinti - non rappresenta più soltanto un valore sociale, ma la vera infrastruttura su cui costruire il futuro del Veneto. Le trasformazioni demografiche, sociali e culturali, insieme alle persistenti insicurezze economiche, stanno riducendo, infatti, la capacità della famiglia, storicamente il principale ammortizzatore sociale, di sostenere i compiti di cura. Viviamo più a lungo e le famiglie sono sempre più piccole. La maggiore longevità rappresenta sicuramente una conquista, tuttavia, in un contesto di bassa natalità ormai strutturale, ha reso l’Italia uno dei Paesi più anziani al mondo, con forti squilibri tra le generazioni. Compito delle istituzioni è quello di ampliare i servizi sul

territorio e renderli universali: la risposta è un welfare di prossimità, per sanare le disparità geografiche ed evitare l’emergere di vere e proprie “periferie della cura”. I dati del Rapporto confermano la portata della trasformazione. Nel 2024 in Veneto la speranza di vita ha raggiunto gli 84,2 anni, mentre il 13,1% della popolazione ha più di 74 anni. Una quota destinata ad aumentare: secondo le stime, entro il 2050 gli over 74 potrebbero rappresentare il 21,7% dei residenti. L’invecchiamento porta con sé anche nuove fragilità. Le persone anziane sole con più di 74 anni sono oggi circa 200 mila, circa una su tre, e potrebbero arrivare a 370 mila entro il 2050. Un fenomeno che mette sotto pressione i tradizionali equilibri dell’assistenza familiare: se oggi ogni ultraottantenne può contare su tre potenziali caregiver, in futuro il rapporto potrebbe ridursi a circa uno a uno. In questo contesto emerge l’importanza del rafforzamento dei servizi territoriali. Le cure domiciliari rappresentano una delle risposte più importanti: in Veneto nel 2025 gli anziani seguiti dai servizi di assistenza domiciliare sono stati il 12,3%, nella maggior parte dei casi persone con più di 74 anni. Un quadro che evidenzia come le principali sfide dei prossimi anni per la Regione del Veneto, riguarderanno il rafforzamento del capitale umano e la costruzione di un welfare sempre più vicino ai cittadini. • (G.F.)

medicinali, il programma prevede infatti il potenziamento della telemedicina e della telecardiologia, dei servizi amministrativi come Cup e scelta del medico di medicina generale, oltre alla possibilità di trasformare la Farmacia 3, situata in viale Tre Martiri, in un presidio sanitario operativo 24 ore su 24. Un progetto che ha come obiettivo di avvicinare la sanità ai cittadini e garantire un supporto concreto proprio a chi, per età o condizioni di salute, rischia maggiormente di rimanere escluso dall’accesso ai servizi essenziali. • Guendalina Ferro

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IN PRIMO PIANO

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Politica. Nuove risorse per opere pubbliche, manutenzioni e servizi

VIA LIBERA AGLI EQUILIBRI DI BILANCIO I l Consiglio Comunale di Rovigo ha approvato la delibera di verifica degli equilibri di bilancio e la variazione di assestamento, uno dei principali passaggi finanziari previsti entro il 31 luglio. Il provvedimento certifica la tenuta dei conti dell’ente e rende disponibili nuove risorse da destinare a investimenti, manutenzioni e al completamento di alcuni interventi strategici per la città. Nei mesi scorsi gli uffici comunali hanno effettuato una approfondita verifica delle entrate e delle spese, controllando l’andamento degli incassi, l’adeguatezza degli stanziamenti e la gestione dei residui attivi e passivi derivanti dagli esercizi precedenti. Dall’analisi è emerso che il bilancio mantiene i propri equilibri finanziari, confermando una situazione di stabilità che consente all’amministrazione di programmare nuovi interventi nella seconda parte dell’anno. La verifica ha inoltre evidenziato economie di spesa e maggiori entrate che hanno

generato circa 171 mila euro di risorse libere. A queste si aggiungono quote di avanzo vincolato e di avanzo libero che il Comune ha deciso di reinvestire immediatamente sul territorio per evitare rallentamenti nei cantieri e sostenere nuove opere. Tra gli interventi finanziati figurano il completamento del blocco nord del complesso Maddalena, con le opere edili e impiantistiche, la realizzazione della cabina Enel, la sistemazione dell’ingresso e la copertura degli imprevisti emersi durante il cantiere. Nuove risorse anche per gli alloggi ERP di San Pio X, in via Walter Ferrari, dove saranno affrontate alcune criticità strutturali emerse durante i lavori e sarà completamente rifatta la rete esterna delle acque bianche e nere. L’obiettivo è garantire il rispetto della scadenza del finanziamento del Piano Nazionale Complementare, fissata al 31 dicembre 2026. La manovra prevede inoltre 110

mila euro destinati alla progettazione dei nuovi camerini del Teatro Sociale, circa 53 mila euro per la manutenzione dei parchi e delle aree verdi cittadine e il reinvestimento dei proventi delle sanzioni del Codice della strada per rafforzare gli interventi sulla rete viaria. “Questa delibera non è un semplice adempimento burocratico – dichiara l’assessore al Bilancio Michele Aretusini –. È la dimostrazione che Rovigo ha i conti in ordine e una programmazione solida. Abbiamo monitorato ogni singola voce per trasformare le economie in risposte concrete per i cittadini. Con questa manovra garantiamo la continuità di cantieri fondamentali come il Maddalena e San Pio X, tuteliamo i finanziamenti ottenuti e continuiamo a investire sulla sicurezza delle nostre strade, sui parchi e sulla cultura”. • Giacomo Trivellato

L’assessore comunale Michele Aretusini

PIAZZETTA ANNONARIA, VIA AL PROGETTO DI RECUPERO

C

on un investimento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro prende forma un nuovo passo verso la riqualificazione della piazzetta Annonaria, uno degli spazi storici del centro di Rovigo. La Giunta comunale ha infatti approvato il quadro economico del progetto di fattibilità tecnico-economica che consentirà di avviare il percorso per il recupero e il restauro dell’area. L’intervento prevede un investimento complessivo di 1.564.416,59 euro. Di questi, oltre 1 milione di euro sarà destinato ai lavori a base d’asta, ai quali si aggiungono circa 165 mila euro per gli oneri della sicurezza e oltre 353 mila euro destinati alle somme a disposizione dell’amministrazione, che comprendono spese tecniche, collaudi, Iva, coperture assicurative e altre voci necessarie alla realizzazione dell’opera. Il recupero della piazzetta Annonaria rientra nella Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile dell’Area Urbana di Rovigo, finan-

ziata attraverso i fondi europei del programma FESR 2021-2027. Si tratta di uno degli interventi inseriti nel più ampio piano di rigenerazione del centro storico, con l’obiettivo di valorizzare

il patrimonio urbano e restituire nuovi spazi alla città. La progettazione dell’opera era stata sviluppata nell’ambito del programma Italia City Branding

2020, iniziativa che ha permesso di predisporre anche i progetti di recupero di altri immobili storici cittadini, tra cui l’ex caserma dei Vigili del Fuoco di via Donatoni, l’ex Forno comunale e l’ex sede del Comando della Polizia Locale in piazza Garibaldi. Sul fronte delle risorse, la parte più consistente del finanziamento, pari a circa 1,3 milioni di euro, arriverà dai fondi della strategia AURO. A questi si aggiungono 150 mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Cariparo e 72 mila euro provenienti dal bilancio comunale. Con l’approvazione del quadro economico, l’amministrazione compie un ulteriore passo verso la realizzazione di un intervento atteso da tempo, destinato a restituire decoro e nuova funzionalità a uno degli angoli più caratteristici del centro storico di Rovigo. • (G.T.)

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IN CITTÀ

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La sperimentazione. L’obiettivo è aumentare la sicurezza degli agenti e gestire le situazioni più critiche

IL TASER ENTRA IN DOTAZIONE ALLA POLIZIA LOCALE DI ROVIGO L a Polizia Locale di Rovigo avvia la sperimentazione del taser. Per i prossimi mesi, quindici agenti appositamente formati potranno utilizzare il dispositivo a impulso elettrico durante i servizi sul territorio. Al termine del periodo di prova sarà l’amministrazione comunale a valutare, sulla base dei risultati raccolti, se introdurlo stabilmente nella dotazione del Corpo. Rovigo diventa così la seconda città del Veneto, dopo Venezia, a sperimentare il taser nella Polizia Locale. Su ogni pattuglia sarà presente almeno un operatore abilitato al suo utilizzo, mentre ogni intervento verrà registrato e analizzato per verificarne efficacia e corretto impiego. È stato inoltre sottoscritto un protocollo con il Suem 118, che prevede il coinvolgimento del servizio sanitario qualora il dispositivo venga utilizzato. Secondo l’amministrazione, l’obiettivo è fornire agli agenti uno strumento in più per affrontare situazioni ad alto rischio, limitando il ricorso alla forza fisica e garantendo maggiore sicurezza sia agli operatori sia ai cittadini. A ricordarlo è anche l’assessore alla Sicurezza Renato Campanile, che sottolinea il percorso di crescita della Polizia Locale rodigina, già dotata negli ultimi anni di nuove attrezzature e strumenti operativi. Il taser, spiegano i responsabili del Corpo, non è un’arma punitiva, ma un dispositivo che provoca una temporanea incapacità neuromuscolare, consentendo di immobilizzare una persona in condizioni di sicurezza. Prima di arrivare al suo utilizzo, gli agenti sono comunque chiamati a mettere in atto tutte le tecniche di dialogo e di de-escalation previste dai protocolli operativi. Per questo motivo la formazione ha avuto un ruolo centrale. I quindici operatori selezionati hanno seguito uno specifico percorso di addestramento, che comprende anche l’impiego del defibrillatore e le principali manovre di primo soccorso, così da poter intervenire tempestivamente in caso di necessità. Tra le novità più rilevanti c’è anche l’integrazione con le bodycam: nel momento in cui il taser viene estratto, la telecamera si attiva automaticamente e registra anche i due minuti precedenti grazie a un sistema di preregistrazione. Una funzione pensata per garantire la massima trasparenza, documentando

l’intera sequenza dell’intervento e offrendo tutela sia agli agenti sia alle persone coinvolte. La sindaca Valeria Cittadin ribadisce che il taser sarà utilizzato esclusivamente come estrema soluzione, quando ogni tentativo di mediazione si sarà rivelato insufficiente. Al termine dei sei mesi di sperimentazione verrà redatta una relazione conclusiva che consentirà al Comune di decidere se adottare in via definitiva il dispositivo all’interno della Polizia Locale. • Giacomo Trivellato

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Centro di Raccolta chiuso ad agosto per i lavori di ampliamento

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l Centro di Raccolta di Rovigo, in viale delle Industrie 21, resterà chiuso da lunedì 3 luglio a sabato 29 agosto per consentire il completamento dei lavori di ampliamento e ammodernamento della struttura. Lo comunica Ecoambiente, che ha predisposto una serie di servizi alternativi per limitare i disagi agli utenti durante il periodo di chiusura. Per garantire la continuità del servizio sarà attivato un punto di raccolta del verde nell’area dell’Interporto di viale delle Industrie, poco prima della base operativa di Ecoambiente al civico 51. Qui sarà possibile conferire fino a un massimo di dieci sacchi e sette fascine, ciascuna della lunghezza massima di un metro. Nella stessa area saranno inoltre posizionati contenitori dedicati alla raccolta degli assorbenti igienici femminili. Entrambi i servizi saranno disponibili dal 3 al 29 agosto, dal lunedì al sabato, con orario dalle 8 alle 12.30, con possibilità di accesso tramite, l’esposizione della bolletta TARIP, utile alla verifica del codice utente. Novità anche per il conferimento dei rifiuti ingombranti e dei RAEE. Durante il periodo di chiusura del Centro di Raccolta, le utenze dei Comuni di Rovigo, Pontecchio Polesine, Bosaro, Arquà Polesine e Ceregnano potranno usufruire di due prenotazioni aggiuntive del servizio di raccolta porta a porta su chiamata, senza costi aggiuntivi rispetto a quanto già previsto. Per tutte le altre tipologie di rifiuti, gli utenti potranno continuare a utilizzare gli altri Centri di Raccolta sovracomunali gestiti da Ecoambiente sul territorio provinciale. L’elenco delle sedi e gli orari di apertura sono disponibili sul sito dell’azienda e tramite l’app Junker. • (G.T.)


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Il progetto. Dall’ascolto emergono le priorità per migliorare servizi, mobilità, sport e qualità della vita

SOCIALE, PRESENTATI I RISULTATI DELL’INDAGINE “ROVIGO DOMANI” A scoltare chi vive quotidianamente la città per costruire strategie di sviluppo più efficaci. È questo l’obiettivo di “Rovigo Domani – Opinioni in Comune”, il progetto promosso dall’amministrazione comunale e realizzato con il supporto di WeStudio, che ha raccolto idee, esigenze e aspettative dei cittadini per delineare le future politiche del territorio. I risultati dell’indagine sono stati presentati in Gran Guardia alla presenza del sindaco Valeria Cittadin, del vicesindaco e assessore allo Sport Andrea Bimbatti, dalla referente di WeStudio, Romina Patergnani e del vicepresidente della Federazione Italiana Rugby Paolo Vaccari. L’iniziativa nasce dalla volontà di andare oltre le tradizionali classifiche nazionali sulla qualità della vita o sull’indice di sportività. Se questi indicatori mostrano la posizione di Rovigo rispetto ad altri territori, non spiegano infatti le ragioni dei risultati ottenuti né quali siano le reali esigenze della popolazione. Da

qui la scelta di avviare un percorso di ascolto diretto della comunità. L’indagine ha coinvolto 357 cittadini, raccogliendo oltre 34 mila risposte attraverso più di 100 variabili di analisi. Ne è emersa una fotografia approfondita del rapporto tra cittadini, servizi, mobilità, sport, tempo libero, benessere e inclusione sociale. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la mobilità, considerata un elemento determinante per la qualità dei servizi. Tempi di percorrenza, collegamenti e facilità negli spostamenti incidono infatti sulla possibilità di partecipare alle attività e di vivere pienamente il territorio. Dai dati emerge anche una comunità dinamica e partecipe. Più dell’80% dei cittadini pratica attività fisica e riconosce nello sport uno strumento importante per la salute, il benessere e la crescita personale. Tra chi invece non svolge attività sportiva, la motivazione più frequente è la mancanza di tempo, un elemento che suggerisce la necessità

di organizzare servizi più flessibili e vicini alle esigenze della vita quotidiana. Accanto a questi aspetti, i cittadini chiedono impianti sportivi meglio mantenuti, servizi più efficienti e una maggiore accessibilità. L’indagine evidenzia inoltre che, pur trascorrendo gran parte del tempo libero in città, molti rodigini scelgono di spostarsi in altre province quando cercano offerte considerate più innovative o specializzate. L’analisi mette in evidenza come le criticità non possano essere affrontate singolarmente. Mobilità, infrastrutture, qualità degli impianti, organizzazione dei servizi e inclusione sono elementi strettamente collegati e richiedono una pianificazione integrata. Da queste considerazioni prendono forma le principali direttrici di sviluppo individuate dal progetto: riqualificare le strutture esistenti, migliorare l’accessibilità e i collegamenti, integrare mobilità e servizi, rendere l’offerta più

compatibile con i tempi di vita dei cittadini e rafforzare il legame tra sport, benessere, prevenzione e socialità. Per l’amministrazione comunale, “Rovigo Domani” rappresenta un nuovo metodo di programmazione, fondato non soltanto sui dati statistici ma anche sull’ascolto diretto della comunità.

L’obiettivo è trasformare le informazioni raccolte in uno strumento concreto per orientare le future scelte amministrative e rendere la qualità della vita un fattore strategico per lo sviluppo, l’attrattività e la crescita della città. • Giacomo Trivellato

Completata in anticipo la nuova rotatoria “da Ponta”

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a nuova rotatoria dell’incrocio “da Ponta” è pronta con diverse settimane di anticipo rispetto al cronoprogramma. Si sono infatti conclusi i lavori di riqualificazione di uno dei principali nodi viabilistici di Rovigo, permettendo la riapertura completa della circolazione tra viale della Pace, via Gramsci e largo Lucotti Fabbron. Con il completamento degli ultimi interventi su via Gorizia, della riasfaltatura del tratto finale di via Gramsci e della realizzazione della segnaletica orizzontale, sono stati rimossi i semafori e le barriere di cantiere. La viabilità è così tornata regolare, restituendo agli automobilisti

un’infrastruttura completamente rinnovata. L’intervento è stato progettato per migliorare la fluidità del traffico in un punto da sempre particolarmente congestionato, riducendo le lunghe attese che si formavano con il prece-

dente impianto semaforico, soprattutto nelle ore di punta. Nonostante l’apertura anticipata, il Comune invita comunque gli automobilisti alla massima prudenza: la rotatoria presenta infatti una conformazione asimmetrica che richiede particolare attenzione al rispetto della segnaletica e delle precedenze, soprattutto nei primi giorni di utilizzo. L’opera rappresenta il risultato di un percorso amministrativo avviato nell’aprile 2024 con la conferenza dei servizi che ha approvato il progetto definitivo. All’inizio del 2025 è stato poi affidato l’appalto, del valore di oltre 272

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mila euro, alla ditta Ecovie. Dopo gli interventi sui sottoservizi iniziati nel mese di febbraio, il cantiere vero e proprio ha preso il via l’11 maggio con una durata prevista di 91 giorni, che avrebbe portato alla conclusione dei lavori il 10 agosto. Il cronoprogramma è stato però rispettato con largo anticipo, consentendo alla città di recuperare in tempi ridotti un’infrastruttura strategica per la mobilità urbana e di migliorare la circolazione in uno degli incroci più trafficati di Rovigo. • (G.T.)

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I dati. In dieci anni oltre 4.300 residenti in meno

IL TERRITORIO CONTINUA A PERDERE I GIOVANI I l Polesine continua a perdere i suoi giovani e il divario con il resto del Veneto si allarga. Negli ultimi dieci anni la provincia di Rovigo ha registrato la diminuzione più marcata della regione nella fascia di età compresa tra i 15 e i 34 anni, un dato che alimenta le preoccupazioni sul futuro del territorio, sia dal punto di vista demografico sia sotto il profilo economico e occupazionale. Un’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati Istat mette in luce la situazione, analizzando l’evoluzione della popolazione giovanile e le possibili ripercussioni sul mercato del lavoro dei prossimi anni. Tra il 2015 e il 2025 i residenti polesani tra i 15 e i 34 anni sono passati da 44.552 a 40.234, con una perdita di 4.318 persone, pari a un calo del 9,7%. Un risultato che colloca Rovigo all’ultimo posto tra le province venete. Nello stesso periodo, infatti, il Veneto nel suo complesso ha registrato un incremento di 13.370 giovani, pari a una crescita dell’1,4%. Le differenze con il resto della regione sono evidenti. Treviso guida la classifica con oltre cinquemila giovani in più rispetto a dieci anni fa, seguita da Venezia, Padova, Verona e Vicenza, tutte in territorio positivo. Belluno è sostanzialmente stabile,

mentre Rovigo rappresenta l’unica vera eccezione negativa. Il fenomeno, però, non riguarda soltanto l’andamento demografico. La diminuzione della popolazione giovanile rischia infatti di aggravare le difficoltà che molte aziende denunciano già oggi nel reperire personale qualificato e di rendere sempre più complicato il ricambio generazionale nelle imprese,

nelle professioni e nei servizi. Lo studio della Cgia ricorda inoltre che entro il 2029 oltre 291 mila lavoratori veneti raggiungeranno l’età della pensione. Una situazione che renderà ancora più urgente trovare nuove risorse da inserire nel mondo del lavoro, soprattutto nelle piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo regionale.

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Per il Polesine il problema assume contorni ancora più delicati. Il territorio, caratterizzato da una forte presenza di piccole aziende artigiane e attività familiari, rischia di vedere aumentare le difficoltà nel tramandare competenze e garantire la continuità produttiva, con il pericolo che alcune realtà siano costrette a ridimensionarsi o addirittura a chiudere.

Dietro il calo dei giovani non c’è soltanto la diminuzione delle nascite. A incidere è anche la capacità del territorio di trattenere le nuove generazioni, che spesso scelgono di trasferirsi in altre province o regioni dove trovano maggiori opportunità di studio, lavoro e crescita professionale, oltre a servizi e collegamenti più efficienti. Secondo la Cgia, nel breve periodo una parte delle future carenze occupazionali potrà essere compensata dall’ingresso regolare di lavoratori stranieri qualificati, purché accompagnato da adeguati percorsi di formazione, integrazione e accesso al lavoro. Una soluzione che, tuttavia, non può sostituire politiche strutturali capaci di contrastare l’invecchiamento della popolazione e il progressivo calo della natalità. Il quadro delineato dallo studio rappresenta quindi un segnale d’allarme per il territorio polesano. Senza interventi in grado di rendere la provincia più attrattiva per le nuove generazioni, il rischio è che nei prossimi anni diventi sempre più difficile garantire il ricambio della forza lavoro e sostenere lo sviluppo economico e sociale del Polesine • Giacomo Trivellato

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L’investimento. Al via nuovi interventi di manutenzione e riqualificazione

OLTRE 120 MILA EURO PER LE SCUOLE P iù sicurezza, efficienza e ambienti scolastici di qualità. Il Comune di Rovigo prosegue il piano di manutenzione degli edifici scolastici cittadini con un investimento complessivo di oltre 120 mila euro, destinato a una serie di interventi che interesseranno scuole dell’infanzia, primarie e secondarie del capoluogo. A fare il punto è l’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Rizzato, che evidenzia come l’obiettivo sia quello di intervenire sia sulle criticità presenti da tempo sia sul miglioramento della funzionalità degli edifici. “Continua il nostro impegno per la manutenzione e la riqualificazione delle scuole di Rovigo. Credo che investire sugli edifici scolastici significhi investire

direttamente nella sicurezza, nella qualità degli spazi e nel benessere di studenti, insegnanti e personale”. L’intervento più consistente riguarda la scuola primaria Miani, dove sono stati stanziati 40 mila euro per eliminare le infiltrazioni nella palestra. I lavori prevedono la realizzazione di una nuova parete e la sostituzione dei serramenti ormai deteriorati, con conclusione prevista entro la fine del mese. Nel corso delle prossime settimane partiranno anche i cantieri alla scuola secondaria Parenzo, dove saranno investiti 20 mila euro per il risanamento della pavimentazione e la manutenzione dell’impianto di riscaldamento. Lo stesso importo è stato destinato alla scuola Donatoni, dove

saranno rifatti gli scarichi dei servizi igienici e sistemata la recinzione esterna. Interventi programmati anche alla scuola dell’infanzia della Tassina, con il rifacimento della rete fognaria e la sostituzione dell’intero impianto di illuminazione con nuove lampade a LED, mentre sono già stati completati i lavori alla scuola Papa Giovanni XXIII, dove sono state sostituite le lampade di emergenza per incrementare i livelli di sicurezza dell’edificio. A questi si aggiungono le opere realizzate dall’ufficio SGO alla scuola media Bonifacio, dove sono state sistemate le finiture dei bagni, riparati porte e serramenti e ripristinata l’illuminazione esterna, risolvendo alcune criticità presenti da tempo. Per l’assessore Rizzato, gli interventi rappresentano un tassello di un programma più ampio che proseguirà anche nei prossimi mesi. “Questi lavori si aggiungono ai numerosi interventi che abbiamo già realizzato in questi primi due anni di mandato in molti edifici scolastici della città e delle frazioni. È un percorso che non si ferma: stiamo già programmando ulteriori opere di manutenzione e riqualificazione, perché riteniamo che le scuole debbano rappresentare una priorità assoluta per l’amministrazione comunale.” L’assessore sottolinea inoltre che, accanto ai grandi cantieri finanziati con risorse del PNRR e fondi regionali, il Comune continuerà a investire anche nella manutenzione ordinaria e straordinaria.

“Continueremo quindi a investire con convinzione sull’edilizia scolastica, affiancando ai grandi interventi finanziati con fondi PNRR e regionali anche una costante attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Sono opere che spesso non fanno notizia, ma che incidono concretamente sulla qualità degli ambienti in cui ogni giorno studiano centinaia di bambini e ragazzi, garantendo strutture sempre più sicure, efficienti e funzionali”. Sulla stessa linea anche il sindaco Valeria Cittadin, che ribadisce il valore strategico degli investimenti dedicati

agli istituti scolastici. “Una città che vuole crescere deve partire dalle sue scuole. Garantire edifici curati, sicuri ed efficienti significa offrire ai nostri ragazzi luoghi migliori in cui studiare e costruire il proprio futuro. È una scelta che come amministrazione abbiamo fatto fin dal primo giorno e che continuerà a guidare la nostra azione, con la convinzione che investire nell’istruzione significhi investire nella qualità della vita e nel futuro di tutta la comunità.” • Giacomo Trivellato

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Il commento alle notizie del giorno

con Alberto Gottardo

Linea ferroviaria Legnago-Rovigo, sette stazioni rinnovate

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iù sicurezza, maggiore accessibilità e stazioni più accoglienti per i viaggiatori della linea ferroviaria Legnago-Rovigo. Rete Ferroviaria Italiana ha completato una serie di interventi di manutenzione e riqualificazione che hanno interessato sette scali della tratta, con un investimento complessivo di circa 1,2 milioni di euro. I lavori sono stati programmati durante l’interruzione della circolazione ferroviaria avvenuta tra il 30 maggio e il 3 luglio, periodo nel quale RFI ha potuto intervenire sui fabbricati viaggiatori e sulle aree aperte al pubblico senza interferire con il normale servizio. Le stazioni coinvolte sono state quelle di Costa, Fratta, Lendinara, Badia Polesine, Castagnaro, Villa

Bartolomea e Bovolone, dove sono stati realizzati interventi mirati al miglioramento degli spazi destinati ai pendolari e agli utenti del servizio ferroviario. Le opere hanno riguardato diversi elementi delle stazioni: dai marciapiedi all’illuminazione, dalla segnaletica agli arredi, fino agli interventi di manutenzione straordinaria su coperture e facciate dei fabbricati. L’obiettivo è quello di rendere gli scali ferroviari più funzionali e facilmente fruibili, migliorando la qualità dell’esperienza dei viaggiatori e valorizzando allo stesso tempo il patrimonio ferroviario presente sul territorio. • (G.T.)

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Tasse. Approvata all’unanimità la delibera che permette ai contribuenti di regolarizzare i debiti

“ROTTAMAZIONE QUINQUIES”: VIA LIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE I l Consiglio comunale di Rovigo ha approvato all’unanimità la delibera con cui il Comune aderisce alla cosiddetta “Rottamazione quinquies”, la misura introdotta dalla normativa nazionale che consente la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’adesione permetterà ai contribuenti di regolarizzare i debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 versando il solo importo del capitale e le spese di notifica ed eventuale esecuzione, con l’azzeramento di interessi, sanzioni e altri oneri accessori nei casi previsti dalla legge. Per le sanzioni amministrative, comprese quelle relative al Codice della strada, resterà invece dovuto l’importo della multa, mentre saranno cancellati interessi e maggiorazioni. Il provvedimento interessa complessivamente oltre 41,2 milioni di euro di crediti, riconducibili principalmente a sanzioni per violazioni del Codice della strada, tributi comunali, entrate patrimoniali, oneri urbanistici e servizi scolastici. L’amministrazione comunale ha scelto di aderire alla misura ritenendola uno strumento utile sia per offrire ai cittadini e alle imprese un’opportunità di regolarizzare la propria posizione debitoria, sia per migliorare la capacità di riscossione dell’ente su crediti risalenti nel tempo e di difficile recupero. Dal punto di vista finanziario, il Comune evidenzia come l’operazione non comporti criticità per i conti dell’ente. I crediti ancora iscritti a bilancio risultano infatti coperti dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, mentre una parte consistente dei carichi è già stata eliminata dalle scritture contabili. L’eventuale recupero delle somme rappresenterebbe quindi un incremento delle entrate senza effetti sugli equilibri di bilancio. “L’approvazione unanime della delibera rappresenta una scelta di responsabilità e di buon governo. Da un lato offriamo ai cittadini e alle imprese la possibilità di regolarizzare la propria posizione con condizioni agevolate previste dalla legge; dall’altro mettiamo il Comune nelle condizioni di recuperare risorse che, in molti casi, sarebbero difficilmente esigibili. Si tratta di un provvedimento che coniuga equità, efficienza amministrativa e sostenibilità finanziaria, senza compromettere gli equilibri del bilancio comunale”,

ha dichiarato l’assessore al Bilancio Michele Aretusini. Con l’approvazione della delibera, il Comune provvederà ora a trasmettere il provvedimento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nei termini previsti dalla normativa e a pubblicarlo sul proprio sito istituzionale, passaggio che ne determinerà l’efficacia. Successivamente i contribuenti interessati potranno presentare la domanda di adesione attraverso le modalità telematiche che saranno rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. • Giacomo Trivellato

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Andrea Straffelini è il nuovo Questore di Rovigo

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ndrea Straffelini è ufficialmente il nuovo Questore di Rovigo, raccogliendo il testimone da Antonino De Santis al vertice della Questura polesana grazie a una carriera trentennale e a un profilo professionale profondamente legato a Padova, dove ha mosso i primi passi nella Polizia di Stato a partire dal gennaio del 1995 lavorando inizialmente come funzionario addetto alla Squadra Mobile e successivamente alla guida dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. Dopo una parentesi in Emilia Romagna alla guida del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cesena e il successivo rientro a Padova presso la Direzione Interregionale della Polizia di Stato per il Triveneto, Straffelini ha ricoperto incarichi di primaria responsabilità tra cui la vice dirigenza del II Reparto Mobile di Padova, la dirigenza del VI Reparto Mobile di Genova e, tornato stabilmente nella città del Santo, la guida della Divisione della Polizia Amministrativa e di Sicurezza e il delicato ruolo di Capo di Gabinetto a partire dal luglio 2017, incarico che lo ha visto coordinare la complessa macchina della sicurezza padovana fino alla promozione a Dirigente Superiore della Polizia di Stato giunta nel gennaio del 2025. Il suo arrivo a Rovigo è stato accolto con grande favore dalle istituzioni regionali, tra cui il presidente della Regione Alberto Stefani, che ha voluto esprimergli il proprio benvenuto sottolineando come il suo prestigioso percorso professionale rappresenti una garanzia assoluta di competenza, autorevolezza e profonda conoscenza del territorio per guidare la Questura polesana in piena sinergia con le autorità locali.


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Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di

UN NUOVO SPAZIO DEDICATO AL VERDE: il 20 settembre dalle 16 inaugurazione della nuova serra Famiglia Zanella, il futuro cresce nel verde: a settembre inaugura la nuova serr. Un investimento in innovazione, sostenibilità e accoglienza per un’azienda che dal 1940 accompagna clienti e territorio con passione e competenza

vi spazi e scoprire da vicino il risultato di un importante progetto di riqualificazione. L’inaugurazione sarà anche un momento di incontro e condivisione, con un buffet dedicato ai partecipanti e una visita guidata attraverso la nuova struttura, per raccontare le scelte progettuali, le tecnologie introdotte e il lavoro che ha portato alla trasformazione dell’area vivaistica. La nuova serra nasce con l’obiettivo di migliorare non solo l’organizzazione interna, ma soprattutto l’esperienza dei visitatori. Gli spazi sono stati ripensati per rendere il percorso più ordinato, semplice e intuitivo, permettendo ai clienti di muoversi con maggiore comodità tra le diverse proposte. L’assortimento è stato ampliato, con una maggiore varietà di piante da interno ed esterno, pensate per rispondere alle esigenze di chi cerca soluzioni per la casa, il giardino o gli spazi professionali. Dietro al nuovo progetto c’è una forte componente tecnologica. La struttura è infatti dotata di sistemi automatici in grado di regolare apertura e chiusura della serra in base alle condizioni climatiche, garantendo il mantenimento dell’ambiente ideale per la crescita e

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Zanella coltiva una storia fatta di passione, esperienza e attenzione al mondo del verde. Un percorso iniziato nel 1940 e cresciuto nel tempo attraverso l’ampliamento dei servizi, la capacità di innovarsi e la volontà di mantenere sempre centrale il rapporto con i clienti. Oggi questa storia raggiunge un nuovo importante traguardo con l’inaugurazione della nuova serra completamente rinnovata: uno spazio moderno, funzionale e sostenibile pensato per offrire un’esperienza ancora più completa a chi ama piante, fiori e soluzioni per rendere più accoglienti gli ambienti. L’appuntamento è fissato per il mese di settembre presso la sede dell’azienda, dove il pubblico potrà visitare i nuo-

la conservazione delle piante durante tutto l’anno. Una scelta che permette di migliorare il lavoro quotidiano degli operatori e assicurare condizioni ottimali per il prodotto. Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale, uno dei principi che hanno guidato la realizzazione del nuovo spazio. La serra dispone infatti di sistemi per il recupero dell’acqua piovana e per il riutilizzo dell’acqua utilizzata nei processi di irrigazione. Un approccio responsabile che consente di ridurre gli sprechi e di gestire le risorse in modo più efficiente, confermando la volontà della famiglia Zanella di coniugare innovazione e rispetto per l’ambiente. Il rinnovamento ha coinvolto anche gli aspetti legati alla fruibilità degli spazi. La viabilità interna è stata completamente rivista, con percorsi distinti per ingresso e uscita, così da rendere gli spostamenti più fluidi e sicuri. Per rendere ancora più semplice e piacevole la visita dei clienti sono stati inoltre introdotti pratici carrelli che permettono di trasportare agevolmente piante, terricci e materiali acquistati fino alla propria auto.

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Un investimento importante riguarda anche le persone. L’azienda continua infatti a puntare sulla formazione del proprio personale, attraverso un percorso costante di aggiornamento che consente di offrire ai clienti una consulenza sempre più qualificata. La scelta delle piante, la cura degli spazi verdi e la ricerca delle soluzioni più adatte diventano così un percorso accompagnato da competenza e professionalità. La nuova serra rappresenta quindi molto più di un ampliamento strutturale: è il simbolo della capacità di un’impresa familiare di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici. Nata come fioreria e cresciuta negli anni fino a diventare un punto di riferimento per il settore, la realtà della famiglia Zanella ha saputo evolversi mantenendo intatti i valori che ne hanno segnato il cammino: qualità, attenzione al cliente e legame con il territorio. ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT SUL TUO PC O ALEXA


CULTURA

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Teatro. Un cartellone ricco di appuntamenti culturali, musicali e di spettacolo

PRESENTATA L’ANTICIPAZIONE DELLA STAGIONE 2026/2027 DEL SOCIALE DI ROVIGO L a Giunta ha approvato la nuova stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Sociale di Rovigo, un cartellone ricco di appuntamenti culturali, musicali e di spettacolo che verrà presentato ufficialmente a settembre nel corso di una serata dedicata alla cittadinanza in piazza Garibaldi, offrendo intanto le prime prestigiose anticipazioni grazie all’as-

sessore alla Cultura Erika De Luca e al direttore artistico Edoardo Bottacin. La programmazione conferma la sua proposta variegata che spazia dalla lirica ai concerti sinfonici, dal jazz agli eventi per famiglie, dai progetti educativi e laboratori innovativi fino all’immancabile prosa, che ripropone il doppio turno per alcuni spettacoli e vede protagonisti nomi di spicco

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del calibro di Luca Zingaretti e Marco Paolini. La stagione lirica, in programma da novembre 2026 ad aprile 2027, proporrà grandi opere come Pagliacci, Aida e Traviata, arricchite dal ritorno di artisti internazionali come Fabio Sartori e Vincenzo Costanzo e da iniziative di approfondimento, affiancate dal progetto “Una città all’opera” che trasformerà il centro storico in un palcoscenico diffuso tra note, sapori e immagini, oltre alle confermate rassegne “Un gelato all’opera” in collaborazione con la

Gelateria Godot e #InfluOpera per i content creators. La sezione sinfonica porterà a Rovigo autentiche star mondiali e appuntamenti di altissimo livello fino a maggio 2027, tra cui il tradizionale Concerto di Capodanno e la presenza di uno dei pianisti più importanti al mondo, Grigorij Sokolov, mentre il cartellone “Jazz e dintorni” vedrà esibirsi artisti del calibro di Danilo Rea accanto a proposte innovative come l’omaggio alle celebri colonne sonore di John Williams per Star Wars e Harry Potter eseguito

da una grande orchestra sinfonica. Grande spazio sarà dedicato anche al settore Educational e Teatroragazzi, pensato per coinvolgere scuole, famiglie e giovani con percorsi formativi mirati alla riflessione sociale, mentre il teatro si conferma il cuore pulsante della vita cittadina grazie al sostegno record degli sponsor e alla visione del direttore artistico Bottacin, impegnato a valorizzare tradizione e innovazione per mantenere saldo il prestigioso riconoscimento di terzo Polo della Regione Veneto.

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Al via l’“Ottobre Rodigino 2026”: pubblicato l’avviso pubblico per la selezione degli eventi

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l Comune di Rovigo ha pubblicato l’avviso pubblico per la selezione delle iniziative culturali, turistiche, sociali, ambientali ed economiche che andranno a comporre il calendario dell’“Ottobre Rodigino 2026”, kermesse da sempre centrale per la valorizzazione del territorio polesano e delle sue tradizioni. L’invito a presentare proposte, che spaziano da convegni e mostre artistiche a conferenze e presentazioni di libri, è rivolto in via prioritaria ad associazioni, enti e organizzazioni no-profit locali, i quali potranno beneficiare della concessione gratuita di due prestigiosi spazi cittadini: la Pescheria Nuova di Corso del Popolo per le esposizioni artistiche e la Gran Guardia di Via Cesare Battisti per incontri e dibattiti. Come sottolineato dall’assessore alla Cultura, Eventi e Manifestazioni Erika De Luca, mettere a disposizione gratuitamente queste sale rappresenta un segnale concreto di vicinanza e supporto verso chi arricchisce quotidianamente la città con progetti di spessore, puntando alla costruzione di un

cartellone inclusivo, variegato e capace di esaltare l’identità e il futuro del Polesine. La programmazione si svolgerà dal 1° ottobre al 5 novembre 2026 e ogni soggetto potrà candidare una sola iniziativa per una durata massima di cinque giornate, tenendo conto delle limitazioni per la Gran Guardia nei giorni 3, 4 e 11 ottobre. Le domande dovranno essere inviate esclusivamente via PEC all’indirizzo comunerovigo@ legalmail.it entro le ore 12 di lunedì 24 agosto 2026, indicando nell’oggetto la specifica dicitura ufficiale, mentre la valutazione delle proposte premierà la qualità culturale, il coinvolgimento della cittadinanza e la residenza nel Comune di Rovigo per gli Enti del Terzo Settore. Il calendario definitivo sarà online entro fine settembre e l’avviso integrale con i relativi moduli è consultabile nella sezione “Avvisi” del portale comunale, con possibilità di ricevere ulteriori informazioni contattando l’Ufficio Turismo, Eventi e Manifestazioni al numero 0425 206741 o scrivendo a noleggiosale@comune.rovigo.it.


SPORT

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L’.intervista Campionessa under 15, collegamenti interdisciplinari, riconoscimenti e sfida ai pregiudizi

GRETA E LE BOCCE: PRECISIONE, PASSIONE E UN ESAME CHE SMONTA I CLICHÉ L e bocce, un gioco senza tempo. È il titolo della tesina che Greta Bianconi, ha scritto e presentato ai propri professori per l’esame di terza media alla scuola Alberto Mario di Lendinara. Quattordici anni, tesserata con la Bocciofila Granzette (da sette anni è seguita dal tecnico Loris Corà), Greta è fresca campionessa regionale under 15 femminile nella gara di tiro di precisione e nel trofeo Città di Bassano si è classificata al secondo posto nella gara di tiro di precisione. L’introduzione presentata da Greta ai professori della terza D è stata: “Da 4 anni le bocce sono entrate nella mia vita in modo allegro e divertente; pratico questo sport a livello agonistico e in questi anni è stato per me un luogo sicuro in cui crescere e in cui costruire me stessa”. La sua storia, ha conquistato anche il quotidiano sportivo per eccellenza, La Gazzetta dello Sport, che ha titolato: “Bocce, Gen Z e l’esame di terza media: la giovane Greta smantella i clichè” Nella tesina Greta ha pensato ai collegamenti

con tutte le materie, da italiano con lezioni americane di Italo Calvino, arte con il gioco delle bocce con opera di Henri Matisse dal titolo “il gioco delle bocce” del 1908, religione partendo da una frase di papa Francesco “lo sport è una grandissima opportunità per esprimere il meglio di sé”, inglese con my favourit sports, bowls, spagnolo con petanque, educazione fisica con le regole del gioco, scienze con l’apparato muscolo scheletrico, geografia con la Turchia che nel 2024 ha ospitato i mondiali senion Raffa e l’anno scorso quelli Under 18/23, ed educazione civica con il fair play nelle bocce. Greta, cosa hanno detto i tuoi insegnanti quando hai portato come tema dell’ esame l’argomento delle bocce? “Si sono stupiti, erano tutti molto curiosi e mi hanno fatto tante domande, alcuni non sapevano che facessi bocce come sport e altri non sapevano nemmeno l’esistenza di questa disciplina”. Che scuola frequenterai il prossimo anno? “L’Istituto De Amicis a Rovigo all’indirizzo amministrazione finanza e marketing”. Se

dovessi convincere un’amica o un amico a giocare a bocce, da dove partiresti e cosa gli diresti? “Gli direi subito per prima cosa che non è uno sport per vecchi ma è uno sport che ultimamente si sta molto sviluppando nel mondo dei ragazzi e poi che insegna a gestire le proprie emozioni, a non essere invidiosi dell’atleta che vince e hai la possibilità di conoscere tante persone, dai bambini di 8 anni ai senior di 80, arricchendo il proprio bagaglio personale”. I prossimi impegni? “Sono reduce da uno stage a Mestre con il ct nazionale: prima però disputerò il master a Murano e il 5-6 settembre a Roma con i campionati Italiani”. E i complimenti sono arrivati anche dal presidente federale Roberto Favre. “La storia di Greta è la dimostrazione lampante che le bocce sono uno sport incredibilmente frizzante, moderno e accessibile a tutte le età. Stiamo assistendo a un ricambio generazionale straordinario, eppure combattiamo ancora contro il falso mito che questa sia una disciplina riservata

solo ad atleti in avanti con gli anni – le parole del presidente federale. Quando una ragazza decide di portare le bocce all’esame di terza media, significa che siamo andati oltre gli stereotipi: Greta non ha solo dimostrato maturità, ma è

diventata un’ambasciatrice dei valori di precisione, strategia e rispetto che il nostro sport insegna. È questa la linfa vitale che serve al nostro movimento”. • Cristiano Aggio

Trionfo del Circolo Tennis Rovigo

G

li atleti del circolo tennis Rovigo sono stati protagonisti del torneo Veneto 305 – prequalificazioni BNL di 4^ categoria, riservato agli agonisti tesserati per i circoli della provincia di Rovigo. I tennisti del circolo di viale Tre Martiri, dove si è svolto il torneo, presieduto da Andrea Rossi, hanno vinto in tutti e quattro i tabelloni in gara, singolare maschile e femminile, doppio maschile e femminile. Quattro titoli provinciali che valgono l’accesso alle fasi regionali di 4^ categoria. Nel singolare maschile (28 gli iscritti), vittoria a Filippo Garbato (4.1, Circolo Tennis Rovigo) che si è imposto su Tommaso Paio (4.2, TC Lendinara) per

6-3 6-3. Semifinalisti sono stati Filippo Bergamin (NoWay Rovigo) e Ivan Osti (CT Arquà Polesine). Nel singolare femminile (11 le iscritte) vittoria a Francesca Bordin (4.2, Circolo Tennis Rovigo) che ha battuto in finale Giulia Barbierato (4.2, NoWay Rovigo) con il punteggio di 6-4 7-6. Terze classificate Arianna Braiato (NoWay Rovigo) e Giulia Piccolo (Circolo Tennis Rovigo). Nel doppio maschile (6 le coppie) il successo è andato alla coppia formata da Andrea Milani e Simone Bolzonaro (Circolo Tennis Rovigo) che ha vinto contro Stefano Scaranaro e Tommaso Paio (TC Lendinara) per 6-3, 7-6, 10-4. In quello femminile (5 coppie) finale tutta interna

al Circolo Tennis Rovigo, con Benedetta Zamarco e Francesca Bordin che hanno avuto la meglio sulle compagne di club Anna Zerbinati e Lisa Munerato con un netto 6-0, 6-0. Ora i vincitori torneranno in campo per le fasi regionali a fine agosto sui campi del circolo tennis Vicenza, dove i tennisti rodigini sfideranno i campioni delle altre province venete. Alle premiazioni erano presenti il direttivo del circolo e il delegato provinciale Fitp Massimo Borgato, che hanno consegnato trofei e attestati ai vincitori. • (C.A.)

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Segue da pag. 1

Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali

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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo

sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,

non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la

maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.

Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”

REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.

Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare

Filippo Giacinti

la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura

del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio

compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.

Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”

I

l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica

Paolo Galeano

di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.


REGIONE

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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025

Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”

Enoch Soranzo

L

’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di

accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.

L

’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per

Giovanni Manildo

coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.

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REGIONE

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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”

IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno

Massimo Bitonci

e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi

Federico Testa

margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante

e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che

un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.

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REGIONE

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Sociale. Una nuova rete per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità

DA SETTEMBRE SCENDONO IN CAMPO 900 ASSISTENTI FAMILIARI QUALIFICATI A partire dal mese di settembre la Regione Veneto potrà fare affidamento su 900 nuovi assistenti familiari formati per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità. Il progetto di qualificazione professionale, promosso dalla Regione e realizzato dall’ente Enaip con la collaborazione di una rete di partner, è stato finanziato attraverso

le risorse del Programma Regionale FSE+ 2021-2027. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un supporto concreto ai nuclei familiari che affrontano la gestione quotidiana di soggetti non autosufficienti, inserendosi in un contesto sociale caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione. “Si tratta di un progetto strategico, finalizzato a migliorare la qualità dei

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servizi rivolti a soggetti non autosufficienti e persone con disabilità, in una società che invecchia sempre più in fretta e che pone interrogativi a cui l’Amministrazione vuole rispondere con coraggio e visione”, spiega l’assessore regionale al Sociale Paola Roma. Il percorso formativo, strutturato per qualificare la figura dell’operatore di assistenza familiare, ha previsto 60 ore di didattica a distanza in modalità e-learning, affiancate da 12 ore dedicate all’orientamento e alla consulenza individuale. L’iniziativa ha riscontrato un’ampia adesione sul territorio regionale. “In tutto si sono iscritte 914 persone, delle quali 638 hanno già terminato la formazione online”, precisa l’assessore Roma. “Tra queste, 567 hanno completato anche il colloquio di verifica finale, che ha permesso loro di ottenere il voucher di partecipazione di 300 euro”. I profili dei nuovi operatori formati verranno inseriti all’interno del Registro degli Assistenti Familiari istituito dalla Regione del Veneto. Attraverso il portale web dedicato, famiglie e lavoratori potranno accedere a un servizio gratuito ideato per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di assistenza sul territorio. Oltre alla formazione delle classiche figure di supporto domiciliare, il programma

regionale ha introdotto la nuova figura dell’assistente di vicinato, promossa dal presidente Alberto Stefani per offrire risposte flessibili alle persone parzialmente autosufficienti. “Non tutti gli anziani possono essere ricoverati in strutture residenziali, per questo è necessario puntare anche su soluzioni alternative e innovative, creando una solida ed efficace rete assistenziale”, aggiunge Roma. Questa figura opera in sinergia con i servizi sociali per monitorare lo stato di salute psicofisica degli anziani, consentendo loro di rimanere nel proprio ambiente domestico e

riducendo l’impatto economico sulle famiglie grazie alla condivisione del compenso tra più nuclei. Per favorire la specializzazione in questo ambito, la Regione ha attivato dal 15 luglio un ulteriore modulo formativo online, che ha già registrato l’adesione di 142 utenti in pochi giorni. “L’assistente di vicinato è un professionista capace di rispondere ai bisogni diffusi di più utenti, consentendo agli anziani di restare più a lungo nelle proprie case e vicino agli affetti”, conclude l’assessore Roma, confermando l’impegno regionale nel rafforzamento dei servizi di prossimità.

Rete delle Pro Loco venete, nuovo bando da 290 mila euro: “Sostegno capillare”

L

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a Regione Veneto ha dato il via al bando 2026 per la concessione di contributi destinati alla promozione e alla valorizzazione turistica, culturale ed enogastronomica del territorio. La misura mette a disposizione un totale di 290 mila euro, ripartiti in 150 mila euro per i Comitati provinciali Unpli e 140 mila euro per i Consorzi di Pro Loco iscritti nell’elenco regionale. Le risorse serviranno a finanziare programmi dedicati alla tutela dell’identità locale e degli attrattori ambientali e naturali. “Il Veneto, oltre ad essere la prima regione turistica d’Italia, è una terra che sa raccontarsi attraverso le proprie comunità e le proprie tradizioni e le Pro Loco in questo sono protagoniste”, evidenzia il vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto. “Con questo bando, previsto dalla legge regionale 34/2014, la Regione rinnova un sostegno concreto a una rete capillare che contribuisce in maniera determinante alla promozione dell’offerta turistica regionale, valorizzando borghi e tradizioni che rendono unico il Veneto”. Il provvedimento mira inoltre a incentivare un modello di accoglienza diffuso e sostenibile. “Le Pro Loco hanno

Lucas Pavanetto, assessore regionale al turismo

un ruolo strategico nel promuovere un turismo capace di distribuire i flussi sull’intero territorio e di far conoscere luoghi meno noti ma ricchi di storia e cultura”, conclude Pavanetto. “Investire sulle loro progettualità significa rafforzare la competitività del sistema turistico”. Per accedere ai contributi, i soggetti interessati dovranno presentare domanda entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando


REGIONE

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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema

“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a

differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno

cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del

lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».

Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Case di Comunità, in Veneto arrivano i medici di base

L

a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case di Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case di Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case di Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività ag-

giuntive all’interno delle Case di Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa di Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere

garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte

dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case di Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.

Falsi messaggi a nome dell’Ulss 5 Polesana

È

tornata a circolare una nuova ondata di sms truffa che sembrano provenire dall’Ulss 5 Polesana e che invitano i destinatari a chiamare un numero di telefono con prefisso 89. Si tratta di messaggi ingannevoli, un fenomeno conosciuto come “smishing”, già segnalato nei mesi scorsi e sul quale l’azienda sanitaria e la questura di Rovigo avevano già richiamato l’attenzione dei cittadini. Gli sms, utilizzando in modo improprio il nome dell’azienda sanitaria, fanno riferimento a presunte comunicazioni urgenti e spingono gli utenti a richiamare il numero indicato. L’obiettivo, secondo quanto spiegato dall’Ulss 5 Polesana, è quello di portare le persone a contattare numerazioni con costi elevati, generando così un possibile danno economico. «Stanno nuovamente circolando messaggi fraudolenti – spiega l’azienda sanitaria attraverso i propri canali social – che, utilizzando impropriamente il nome delle Aziende Sanitarie, invitano i cittadini a

richiamare numeri di telefono per presunte comunicazioni urgenti». L’Ulss precisa inoltre che non invia questo tipo di comunicazioni. I messaggi autentici dell’azienda riguardano esclusivamente servizi sanitari, come promemoria di appuntamenti, comunicazioni relative a prenotazioni già effettuate o informazioni per cittadini inseriti in specifiche liste di attesa. Questi sms, viene ricordato, contengono sempre indicazioni chiare e riconoscibili. L’invito rivolto alla popolazione è quindi quello di non richiamare i numeri indicati nei messaggi sospetti, bloccare il mittente e segnalare eventuali episodi alle autorità competenti. «Aiutateci a proteggere le persone più fragili – conclude l’Ulss 5 Polesana –. Condividete questo messaggio con familiari, amici e conoscenti: un semplice gesto può evitare che qualcuno cada vittima di una truffa».

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26 ULSS 5 Polesana . Finanziati progetti con quasi 60 mila euro per rendere più accessibili spiagge, servizi e luoghi turistici

Turismo senza barriere, nuovi interventi in quattro Comuni Punto Nascita di Rovigo, Porto Tolle, attivati i servizi oltre 40 coppie all’Open Day

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n Polesine più accogliente e accessibile alle persone con disabilità. È l’obiettivo del progetto “Turismo sociale e inclusivo nel Veneto”, nell’ambito del quale l’ULSS 5 Polesana ha approvato le convenzioni con i Comuni di Fratta Polesine, Polesella, Porto Viro e Rosolina. Le iniziative interesseranno diverse aree del territorio e prevedono interventi concreti per favorire un turismo realmente aperto a tutti. A Rosolina Mare saranno migliorati l’accessibilità e i servizi delle spiagge, mentre a Polesella sarà messa a disposizione un’imbarcazione attrezzata anche per le persone con disabilità, offrendo loro la possibilità di vivere e scoprire il Po. A Fratta Polesine il progetto riguarderà la realizzazione di spazi di accoglienza turistica più inclusivi. Porto Viro, invece, si doterà di nuovi strumenti e servizi destinati a facilitare la fruizione del territorio da parte delle persone con esigenze specifiche. L’ULSS 5 sosterrà l’avvio degli interventi con un finanziamento complessivo di quasi 60 mila euro, grazie alla

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collaborazione con la Regione del Veneto e le quattro amministrazioni comunali coinvolte. Un investimento che punta ad abbattere le barriere e a garantire a tutti le stesse opportunità di conoscere e vivere il Polesine.

ltre 40 coppie di futuri genitori hanno partecipato all’Open Day del Punto Nascita dell’Ospedale di Rovigo, ospitato il 30 luglio nell’Auditorium della struttura sanitaria. Un pomeriggio di informazione e confronto dedicato al percorso che accompagna la famiglia dalla gravidanza alla nascita e ai primi giorni di vita del bambino. La dottoressa Cristina Dibello, responsabile della Sala Parto, ha illustrato l’organizzazione dell’assistenza, mentre l’anestesista Nicolò Valle ha approfondito il tema della partoanalgesia, garantita dall’ospedale 24 ore su 24 e sette giorni su sette. L’ostetrica Veronica e l’infermiera del Nido Valentina hanno invece presentato i servizi rivolti alla mamma, al neonato e all’intera famiglia. Durante l’incontro le coppie hanno potuto porre domande agli operatori e partecipare a un momento creativo, decorando un ventaglio da conservare come ricordo della giornata. L’Open Day si è concluso con la visita alla Sala Parto, durante la quale i futuri genitori hanno conosciuto gli ambienti e il personale che li accompagnerà al momento della nascita. È stata inoltre presentata la nuova vasca dedicata al parto in acqua. Il prossimo Open Day del Punto Nascita dell’Ospedale di Rovigo è in programma il 17 settembre.

nella nuova Casa della Comunità

S

ono entrati in funzione i principali servizi sanitari territoriali della nuova Casa della Comunità di Porto Tolle. Da lunedì 27 luglio le attività sono operative al piano terra della struttura di via Giacomo Matteotti 180, offrendo ai cittadini un unico punto di riferimento per accedere in modo più semplice e coordinato all’assistenza. All’interno della nuova sede hanno trovato spazio il Punto unico di accesso, conosciuto anche come Pua, e lo Sportello amministrativo. Il primo ha il compito di accogliere le richieste dei cittadini, fornire informazioni e orientare gli utenti verso i servizi sanitari e sociosanitari più adatti alle loro necessità. L’accorpamento delle attività punta a facilitare i percorsi assistenziali e a ridurre la frammentazione tra i diversi servizi. Nella Casa della Comunità sono stati attivati anche il Punto prelievi, l’Ambulatorio infermieristico e gli altri servizi garantiti dal personale infermieristico. Sono inoltre operativi gli ambulatori specialistici, consentendo agli utenti di trovare nella stessa struttura diverse prestazioni sanitarie senza doversi rivolgere a sedi differenti. Anche la Continuità assistenziale, cioè la Guardia medica, si è trasferita nella Casa della Comunità a partire dalle ore 20 del 27 luglio. La nuova organizzazione rappresenta un passaggio importante nel potenziamento della sanità di prossimità a Porto Tolle, soprattutto per le persone anziane, fragili o affette da patologie croniche. L’obiettivo è avvicinare l’assistenza ai residenti e garantire una maggiore integrazione tra i professionisti e i servizi presenti sul territorio.

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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi

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Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.

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1. Quale fiume attraversa Verona?

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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano

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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona

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5. Quale dolce è nato a Verona?

ORIZZONTALI

2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.

VERTICALI

1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.

PAROLA INIZIALE

COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.

2. Dove si trova la Basilica Palladiana?

3. Quale isola è famosa per il vetro?

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Gioco linguistico · livello medio

A) Brenta B) Adige C) Piave

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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO

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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO

ANELLO MANCANTE

A) Babà B) Pandoro C) Cannolo

6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni

7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati

8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle

PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO

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Enigmistica

30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti

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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA

pasquale.petrullo@gmail.com

ORIZZONTALI

1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.

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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1

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DEFINIZIONI A

1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.

DEFINIZIONI B

(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul

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ORIZZONT

ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.

VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.

Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?


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