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laPiazza di Riviera Del Brenta - Ottobre26

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della Riviera del Brenta

DAL 1994

OTTOBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 225

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Rifiuti abbandonati a Mira, 15 persone identificate dalle fototrappole

Ruzza: “Avanti con la piattaforma per il biglietto unico dei trasporti regionali”

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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” MIRA E DOLO, CETO MEDIO TRAVOLTO DAI RINCARI: AFFITTI ALLE STELLE servizi alle pag. 6-7

DOLO, AL VIA NUOVI INTERVENTI TRA SICUREZZA STRADALE E RIQUALIFICAZIONE URBANA

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito. segue a pag. 5

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Torna l’influenza, al via la campagna vaccinale con tre novità nel veneziano

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Regione Veneto al banco di prova del bilancio

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FACCIAMO IL PUNTO

della Riviera del Brenta

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

U GIUDICE DI PACE DI DOLO, GARANTITA LA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO

L

’ufficio del Giudice di Pace di Dolo è salvo. La continuità del servizio sarà garantita direttamente dal Comune di Dolo fino alla scadenza della convenzione prevista per aprile 2027. La Conferenza dei Sindaci della Riviera del Brenta, affronterà formalmente la questione per proporre, per il futuro, una ripartizione dei costi di funzionamento dell’ufficio tra tutti i Comuni del territorio. È quello che è emerso nelle scorse settimane dall’incontro istituzionale convocato dal Presidente del Tribunale di Venezia, il dottor Andrea Fidanza e promosso a seguito delle istanze avanzate dalle associazioni degli avvocati della Riviera del Brenta e del Miranese, coordinate dall’Ordine degli Avvocati di Venezia Al tavolo di confronto erano presenti le giudici assegnate all’ufficio, la dottoressa Roberta Ballarin per la sezione penale e la dottoressa Marta Gasparini per il civile, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Venezia, Tommaso Bortoluzzi, i rappresentanti dell’Associazione degli Avvocati della Riviera del Brenta e del Miranese (Natalia Frison e Francesco Lorenzin) e dell’Associazione degli Avvocati del Mandamento di Dolo (Stefano Marrone e Adriano Trevisan). Per le amministrazioni locali hanno partecipato il sindaco di Dolo, Gianluigi Naletto, e il sindaco di Stra, Andrea Salmaso. Al centro del colloquio vi è stata la complessa ed urgente problematica relativa alla carenza di organico, una criticità che rischiava di ripercuotersi direttamente sull’efficienza delle prestazioni erogate e di paralizzare l’attività già dal prossimo gennaio 2027, quando l’ufficio avrebbe rischiato di ritrovarsi con un solo impiegato a fronte di centinaia di udienze già fissate. I sindaci Naletto e Salmaso hanno ribadito “l’assoluta necessità di difendere un presidio di giustizia efficiente per rispondere tempestivamente alle esigenze di cittadini e imprese”. “Il Giudice di Pace rappresenta un presidio di giustizia e di legalità territoriale che vogliamo garantire - ha dichiarato il sindaco Naletto. Il risultato raggiunto oggi, grazie al contributo di tutti gli attori in gioco, è davvero significativo e testimonia l’impegno e l’importante sforzo dell’amministrazione comunale nel dare continuità a un servizio strategico di rilevanza nazionale”.

L’incontro si è tenuto in Tribunale a Venezia

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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• Alessandro Abbadir

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Questa edizione raggiunge le zone di Mira e Dolo per un numero complessivo di 13.319 copie. Iscrizione testata della Riviera del Brenta al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; è una testata giornalistica di proprietà di Srl numero iscrizione ROC 32199 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Chiuso in redazione il 12 ottobre 2026


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Emergenza casa/1. L’amministrazione comunale fa il punto sul patrimonio pubblico e servizi a sostegno delle famiglie.

Dolo, il ceto medio travolto dai rincari: pochi immobili e affitti alle stelle E mergenza abitativa: negli ultimi cinque anni, la situazione degli sfratti nel territorio del Comune di Dolo ha registrato una forte accelerazione. A spiegarlo sono direttamente il sindaco Gianluigi Naletto e l’assessora alle politiche sociali Chiara Iuliano. Se da un lato il restringimento dei finanziamenti statali per il sostegno agli affitti ha creato un contesto critico, a determinare una situazione di generale preoccupazione è l’impennata del costo della vita, dettato dal rincaro delle bollette di luce e gas, oltre all’innalzamento del costo del carburante. A farne le spese è il pagamento del canone di locazione che, da un passato fenomeno che riguardava solo le fasce già deboli e disagiate del territorio, oggi vede coinvolto anche il ceto medio, purtroppo più debole e fragile di qualche decennio fa. I nuovi poveri sono coppie, famiglie, anziani che, per vari motivi, si sono ritrovati non più capaci di risparmiare, nonostante il loro lavoro o la loro pensione. Da un anno a questa parte si sono registrati 8 sfratti esecutivi di nuclei familiari. Insomma, è mutata del tutto la composizione sociale delle nuove fragilità e il Comune non è certo in grado da solo di risolvere i problemi che si creano con questa nuova emergenza sociale rappresentata anche dall’emergenza abitativa.

“Nonostante gli sforzi dei servizi sociali - sottolineano gli amministratori pubblici dolesi - in questo momento sono del tutto insufficienti gli immobili pubblici disponibili e, quelli che sono liberi nel mercato, hanno canoni troppo alti. Si pensi che servono 800 euro al mese per un miniappartamento nel capoluogo e i prezzi nelle frazioni non differiscono di molto”. Trovare casa in affitto per chi guadagna 1500–1600 euro al mese è davvero complicato, considerato l’aumento del carrello della spesa e del caro benzina. Il sindaco Gianluigi Naletto e l’assessora Chiara Iuliano fanno però il punto della situazione elencando anche i dati del patrimonio pubblico di case che esiste all’interno del territorio comunale dolese. “A Dolo - sottolinea Naletto - le possibilità abitative sociali sono 245, assieme a 10 unità per emergenze, 2 destinate al cohousing e 2 gruppi appartamento, a fronte di bandi Ater che circa ogni anno devono rispondere mediamente a 180 domande di alloggi. In questo momento, Dolo dispone di 3 abitazioni da attribuire mediante bando pubblico. Attraverso i servizi sociali, gli strumenti di aiuto sono disponibili quando l’intervento riguarda l’impossibilità di pagare di chi ha ricevuto un atto di intimazione di sfratto per una sopraggiunta e imprevista riduzione del

Il centro di Dolo

reddito familiare, per criticità da lavoro o problemi di salute”. Il Comune però non dimentica anche gli altri strumenti a disposizione per far fronte ai problemi dell’emergenza abitativa. “Esiste poi il fondo per il sostegno affitti e altre azioni economiche straordinarie e specifiche - concludono

sindaco e assessora - per il contrasto alla povertà. Fondi a bilancio permettendo, l’amministrazione comunale sostiene la ricerca della casa e altri progetti particolari per far fronte ai bisogni specifici” • Alessandro Abbadir

Mira, un piano da 20 milioni per riqualificare gli alloggi

“I

l tema della casa è molto sentito. A Mira, è sempre più difficile trovare un alloggio in affitto, tra mancanza di offerta e proprietari sempre più indirizzati a lasciare non locati gli immobili o a destinarli ad affittanza turistica”. A dirlo è il sindaco Marco Dori, che fa un’analisi della situazione abitativa sul territorio che amministra, il Comune più popoloso della Riviera del Brenta. “Come Comune di Mira - dice Dori - abbiamo risposto all’ultimo bando ricognitivo di Regione e Ministero, relativo alla riqualificazione degli immobili, il cosiddetto piano casa, mettendo a

disposizione del piano di abitazione pubblica tutto ciò che era nelle nostre disponibilità. Con quei fondi sarà infatti possibile riqualificare gli appartamenti dei quartieri Pertini e Borromini, ma anche gli altri appartamenti diffusi sul territorio comunale e le abitazioni che negli anni abbiamo acquisito con il federalismo demaniale e con i beni confiscati alle mafie e alla criminalità organizzata. Abbiamo un piano ambizioso, del valore di 20 milioni di euro, che speriamo veramente il Governo possa finanziarci. Ultimamente abbiamo concluso anche la riqualificazione di alcuni

nostri appartamenti, che abbiamo destinato all’emergenza abitativa e ai nuclei familiari. Anche con Ater le cose stanno procedendo: l’agenzia procederà al recupero e alla riqualificazione di una decina di appartamenti, utili per accogliere le richieste emerse dalla nuova graduatoria Erp”. “Da tempo - conclude - stiamo legando le operazioni di nuove costruzioni alla messa a disposizione per l’amministrazione di nuovi alloggi. Una compensazione che aiuta l’impatto sociale e crea uguaglianza”. •(a.a.)

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7 Emergenza casa/2. Le agenzie immobiliari del territorio spigano la situazione

PER OGNI CASA IN AFFITTO A DISPOSIZIONE CI SONO APPENA UNA VENTINA DI RICHIESTE

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rovare case in affitto a Dolo e Mira è diventata un’impresa davvero difficile. I prezzi delle abitazioni sono aumentati notevolmente, spinti verso l’alto anche dal forte rincaro delle materie prime. Ad avere il polso della situazione, sia per quanto riguarda il mercato delle locazioni sia per quello delle compravendite, sono i titolari delle agenzie immobiliari della zona. “Trovare case in affitto è davvero un’impresa

- spiega Mauro Pattarello, titolare di Sinergy Immobiliare di Oriago. Nel nostro territorio si sta facendo strada in modo sempre più evidente pure il fenomeno degli affitti brevi vista la vicinanza a Venezia, che sottrae immobili al mercato residenziale tradizionale. Oggi, per una coppia che cerca un appartamento di circa 70 metri quadrati tra Mira (un quariere a Mira Porte in foto), Oriago o perfino spingendosi verso Marghera,

la richiesta oscilla facilmente tra i 750 e gli 800 euro al mese. Si tratta di cifre alte da sostenere per chi guadagna uno stipendio medio in Italia. Ma la richiesta non si ferma. Basti pensare che per ogni singola casa in locazione che riusciamo a mettere sul mercato riceviamo in media circa 20 richieste”. Anche sul versante delle compravendite i valori continuano a salire. “Oggi - sottolinea Pattarello - il prezzo medio degli appartamenti che trattiamo di più per la vendita varia tra i 150 e i 200 mila euro. In tutti i casi il costo finale aumenta in modo considerevole se si sceglie di orientarsi su immobili usati ma già riqualificati. Vi sono ancora prezzi abbordabili per gli edifici realizzati negli anni Settanta, Ottanta e fino alla fine degli anni Novanta, ma poi i costi salgono rapidamente, specialmente per le abitazioni che hanno migliorato la propria classe energetica. Nelle frazioni il costo tende a essere lievemente più basso, ma molto dipende dalle condizioni complessive dell’immobile”. Un altro dato rilevante riguarda l’aumento delle perizie ordinate dagli istituti di credito: le banche verificano con rigorosa attenzione la conformità urbanistica per accertarsi che non vi siano difformità o abusi. La situazione non è diversa a Dolo. A confermarlo è Giorgio Favero, titolare

dell’agenzia Immobiliare Favero: “Le case in affitto, tanto a Dolo quanto in tutta la Riviera del Brenta, sono merce rara e le richieste partono ormai da 650-750 euro per un’abitazione media. Per metrature più ampie i costi salgono ulteriormente. Sulla dinamica dei prezzi pesa l’attrattività della Riviera rispetto ai paesi più interni. Le banche erogano i mutui solo a fronte di solide garanzie

reddituali, ma chi acquista un usato da ristrutturare deve mettere in conto decine di migliaia di euro in più. Oggi ad acquistare l’usato sono sempre più le famiglie italiane che raramemte possono permettersi il nuovo da 300400 mila euro”. • Alessandro Abbadir

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Ater Venezia, oltre il 30% degli alloggi in gestione è sfitto

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ulla situazione dell’edilizia pubblica nel veneziano fa il punto il presidente dell’Ater Venezia, l’avvocato Pierfrancesco Munari (in foto). Un incarico quello ad Ater assunto da qualche mese ma sul quale ha le idee chiare riguardo alle azioni da portare avanti. “Fin dal mio insediamento alla presidenza di Ater Venezia - dice Munari - ho voluto scattare una fotografia chiara dell’azienda, richiedendo un report dettagliato per ciascuno dei 44 Comuni della Città Metropolitana. Ater Venezia gestisce il patrimonio più vasto del Veneto, con quasi 11.000 alloggi, ma presenta anche l’indice di case vuote non assegnate più alto della Regione, superando il 30%”. Un dato che richiede un’attenta contestualizzazione: ”In primo luogo non tutte le unità vengono conteggiate come effettivamente disponibili. Molti immobili risalenti agli anni Cinquanta e Sessanta, sono ormai ridotti a ruderi da demolire pur figurando ancora a catasto. In secondo luogo, quasi 5.000 alloggi nel centro storico e nelle isole comportano costi di riatto tre volte superiori alla terraferma”. Accanto all’Erp, Ater gestisce anche alloggi non Erp. “Su questo fronte - continua Munari - abbiamo stipulato diverse convenzioni con la Questura, con le forze dell’ordine

e vari enti, garantendo canoni calmierati sui 400 euro. I proventi di questi affitti servono a finanziare il recupero degli alloggi Erp”. La priorità assoluta è perciò reperire risorse per le sistemazioni: “Ci aiutano il Piano Nazionale Casa con 970 milioni di euro e il piano regionale da 50 milioni”. • (a.a)

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MIRA

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Ambiente. I risultati del monitoraggio della polizia locale nel territorio mirese

FOTOTRAPPOLE, RAFFICA DI MULTE A CHI INQUINA I l Comune di Mira dichiara guerra agli incivili dei rifiuti. La rete di telecamere di controllo messe a punto dall’ente locale ha stretto la morsa sugli incivili, immortalando e identificando ben 15 inquinatori negli ultimi mesi. Per loro sono scattate sanzioni per migliaia di euro e, nei casi più gravi, persino denunce penali. Le telecamere hanno visto che era sversato di tutto: sacchetti dell’immondizia lasciati a terra materiali edili inerti e lastre di eternit contenenti amianto. Ma dove sono state prese le persone? Gli abbandoni sono stati accertati lungo gli argini dell’idrovia, a ridosso delle isole ecologiche condominiali in diversi quartieri a Oriago, ma anche a Mira Porte e in località Moranzani. Si tratta di punti critici in cui, nel corso degli anni e si può dire anche dei decenni, i residenti avevano segnalato un continuo e “vieni e vai” di persone che, specialmente nelle ore serali, scaricavano ogni tipo di rifiuto. La maggioranza dei trasgressori, inoltre, è arrivata da fuori Comune. “Le fototrap-

pole del Comune di Mira - dice in una nota il sindaco Marco Dori - colpiscono ancora. Le telecamere ambientali hanno immortalato altri inquinatori, intenti ad abbandonare per strada rifiuti e materiale inerte. Con gli ultimi 2 mesi agosto e settembre cioè sono stati scoperti 15 inquinatori identificati grazie alle fototrappole”. Ben 9 di questi provengono da fuori Comune, segno che purtroppo la maleducazione è una pratica che non conosce confini. Gli altri 6 soggetti sono invece residenti a Mira. A tutti loro è già stata data una multa, mentre per altre 3 persone è scattata anche la denuncia penale. Si preannunciano insomma guai seri, dato che rischiano pene pesanti per reati legati all’inquinamento ambientale. “Le ultime multe erogate con le fototrappole ammontano a circa 5 mila euro – prosegue Dori – e vanno a sommarsi alle altre sanzioni già contestate, oltre a quelle previste dal procedimento penale e alle sanzioni in capo al servizio Veritas degli ispettori ambientali”.

I controlli, intanto, si fanno sempre più tecnologici e capillari. Lungo la “bretella Mira Lanza, l’arteria stradale che collega la statale Romea al magazzino della multinazionale del detersivo Reckitt Benckiser, sono state posizionate

sui lampioni speciali telecamere a infrarossi. E il sindaco assicura che il piano di contrasto che ha dato risultati efficaci non si fermerà qui. “Negli ultimi anni - Dori - di norma abbiamo registrato sanzioni per 30mila euro,

ma con i dati di quest’anno penso che nel 2026 avremo un deciso aumento. Merito delle fototrappole, ma anche delle tante segnalazioni che arrivano dai cittadini, sempre più attenti al territorio e all’ambiente”. La sensibilità verso la tutela dell’ambiente è ormai diventata patrimonio condiviso nel senso civico della comunità, portando a risultati concreti sul campo. “Dato il successo delle fototrappole - conclude Dori - il Comune di Mira ha richiesto a Veritas di ampliare il numero di telecamere ambientali in considerazione del vasto territorio comunale e della presenza nello stesso di numerose stazioni e vie di grande circolazione, come la Romea e le provinciali. Lungo l’idrovia assistevamo spesso a scarichi di materiale edile ed eternit. Da quando abbiamo installato le telecamere, sia fisse che mobili, le cose sono molto migliorate. C’è poco da fare, oltre all’educazione serve anche la sanzione”. Insomma gli inquinatori sono avvertiti, si rischia grosso. • Alessandro Abbadir

DUE CANTIERI NEL CUORE DELLA CITTÀ

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uovi lavori pubblici in vista nel cuore della città. Sono partiti i cantieri per la manutenzione di due luoghi simbolo del territorio: la piazza del Municipio e la piazzetta storica di Mira Porte. Ad annunciarlo è l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Lorenzin, che conferma un investimento complessivo di 90mila euro gestito attraverso un unico appalto. In piazza del Municipio l’intervento prevede la rimozione delle due vaschette della fontana sul lato est, ormai fortemente ammalorate e degradate nei marmi, che limitano la piena fruizione dello spazio. Contestualmente, i paletti fissi saranno sostituiti con elementi

rimovibili, così da ottimizzare la superficie a disposizione in occasione di manifestazioni ed eventi cittadini. Particolare attenzione è riservata alla piazzetta di Mira Porte, dove le precarie condizioni del selciato hanno reso necessaria la rimozione della pavimentazione su un’ampia porzione dell’area. Le squadre operative verificheranno lo stato del sottofondo: in caso di esito positivo, si procederà subito al ripristino con nuove tecnologie capaci di sostenere il transito veicolare, con un cantiere stimato in circa due settimane. Qualora si riscontrassero criticità strutturali, verranno invece valutate modalità e tempistiche inte-

grative. Per consentire l’esecuzione delle opere è stato istituito un senso unico alternato nel solo tratto interessato, in direzione ovest-est per chi proviene da Mira Centro. “Partiamo con due cantieri strategici – sottolinea l’assessore Lorenzin. In municipio liberiamo spazio utile alla comunità, mentre a Mira Porte agiamo con la massima cautela per tutelare un luogo dal forte valore storico, fortemente impattato dal traffico. Faremo ogni valutazione necessaria affinché la riqualificazione garantisca la massima durata nel tempo”. • (a.a.)

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MIRA

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Il cartellone. Da novembre a marzo nove spettacoli tra grande prosa, danza e narrazione

“Il Teatro fa centro”, una rassegna di prosa per tutti i gusti

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l via al Teatro Villa dei Leoni a Mira la stagione 2026-2027 la rassegna di prosa “Il Teatro fa centro”, il cartellone culturale promosso dal Comune in collaborazione con Arteven, e La Piccionaia (un momento della presentazione). Ma di quali spettacoli si tratta? Da novembre a marzo saranno complessivamente 9 gli appuntamenti di teatro contemporaneo: dalla grande prosa d’autore alla danza fino alla narrazione d’impegno. Inaugurerà il cartellone il 6 novembre Amanda Sandrelli con una rilettura de “La bisbetica domata”, che spoglia il classico shakespeariano per mostrare il dramma intimo e sociale della sottomissione. Seguirà il 27 novembre Laura Morante in “Insieme”, toccante affresco sulle fragilità familiari e il legame tra madre e figli. L’11 dicembre spazio alla grande coreografia con la Mvula Sungani Physical Dance in “Caruso 2.0”, un ponte visivo e musicale tra Lucio Dalla, Enrico Caruso e la world music, interpretato dall’étoile Emanuela Bianchini e da Damiano Grifoni. Il 18 dicembre sale sul palco Cristiana Capotondi con L’Attrice, un viaggio appassionato nelle vicende

del Risorgimento attraverso la parabola di un’acclamata diva d’origine veneta. Il nuovo anno si aprirà l’8 gennaio con la Commedia dell’Arte e lo spettacolo “Casanova Grand Tour” firmato dalla compagnia Pantakin, tra duelli, travestimenti e riferimenti al presente. Il 23 gennaio Giuliana Musso porta in scena “Mio eroe”, monologo polifonico d’intensa critica attraverso le voci delle madri dei soldati caduti in Afghanistan. A febbraio e marzo il palcoscenico accoglierà la commedia e la riflessione storica: il 5 febbraio Oscar De Summa presenta “Amleto a pranzo e a cena,” brillante specchio contemporaneo sulle nevrosi

di una compagnia teatrale alle prese con Shakespeare. Il 5 marzo Pamela Villoresi, Giulio Corso, Francesco Foti e Alice Spisa saranno i protagonisti di “Elettra 1944”, dramma ambientato nella Roma occupata dai nazisti. A chiudere la stagione, il 19 marzo, sarà la verve comica di Annagaia Marchioro con “Fulminata”, scanzonato e intimo ritratto sulla maternità single e le sfide quotidiane tra radici venete e vita moderna. Tutti gli spettacoli sono alle 21. Prevendita: online dalle 11 del 30 ottobre su teatrovilladeileonimira.it e vivaticket. com, all’Ufficio Teatro il 30 ottobre 11-14 e il 4 novembre ore 17 - 19 e il mercoledì della settimana di spettacolo dalle ore 17 alle 19 e in Villa dei Leoni la sera di spettacolo da un’ora prima dell’inizio. Abbonamenti al costo intero di 125 euro, con tariffa ridotta a 105 euro per over 65, soci Coop, Ocrad e associazioni del territorio, e a 100 euro per under 30. Per i singoli spettacoli: intero 22 euro, ridotto 18 a per over 65, e di 17 per gli under 30. Info tel 041 4266545, info@ teatrovilladeileonimira.it . • Alessandro Abbadir

Università Popolare del Nordest, al via i corsi

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l via i corsi dell’anno accademico 2026-2027, il XXVI per Università Popolare del Nordest. Dopo il successo del tradizionale open day e tanti appuntamenti nelle scorse settimane si sono tenute anche le mostre d’arte degli allievi degli ultimi anni accademici, dove gli appassionati si sono resi conto della maestria raggiunta dagli allievi e dai loro formatori. La proposta formativa come di consueto si snoda in due modalità: online o in presenza. I corsi, in totale quasi 400, sono suddivisi in 10 aree, con più 100 docenti pronti ai nastri di partenza per accogliere tutti i corsisti possibili. Le amministrazioni locali interessate che hanno patrocinato l’iniziativa e dove si svolgeranno i corsi sono quindici: Campagna Lupia, Campolongo Maggiore Camponogara, Brugine, Fiesso d’Artico, Fossò, Legnaro, Marcon,

Mira, Mirano, Pianiga, Saonara, Salzano, Stra e Vigonovo. Oltre ai comuni direttamente interessati hanno confermato il loro patrocinio la Città Metropolitana di Venezia e la Nuova Provincia di Padova. Il presidente dell’Università Popolare del Nordest aps Massimiliano Mazzetto commenta che “come sempre la programmazione dei corsi, insieme agli appuntamenti culturali previsti specie in questa annualità, sono svariati e perciò ci si augura che essi possano trovare il favore di un pubblico sempre più vasto. Un ringraziamento poi a tutti coloro che seppur non comparendo in prima persona, danno un apporto insostituibile alla mole organizzativa delle attività dell’Università Popolare Nordest aps”. • (A.A.)

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MIRA

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La celebrazione. L’anniversario dell’Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta”

OTTANT’ANNI DI ARTIGIANATO, UNA LUNGA STORIA TARGATA RIVIERA DEL BRENTA O ttant’anni di storia non sono soltanto una ricorrenza da celebrare, ma il racconto di un territorio che ha saputo trasformarsi attraverso il lavoro, l’impresa e la capacità di guardare avanti. È questo il significato della grande festa organizzata al Teatro Villa dei Leoni di Mira dall’Associazione Artigiani e piccola e media impresa “Città della Riviera del Brenta”, nata nel 1946 come Associazione Artigiani del Mandamento di Dolo, proprio negli anni della ricostruzione dell’Italia uscita dalla guerra. A ripercorrere le tappe di questo lungo cammino è stato il presidente Luca Vanzan, che ha sottolineato come gli ottant’anni dell’associazione coincidano con una parte importante della storia economica e sociale della Riviera. Una storia cominciata nelle piccole botteghe e nei laboratori familiari, dove il sapere artigiano è cresciuto fino a portare la calzatura della Riviera del Brenta sui mercati internazionali, insieme a

comparti come edilizia, meccanica, legno e servizi. Nel suo intervento Vanzan ha ricordato alcuni dei momenti più significativi. Negli anni Cinquanta furono organizzate le prime mostre dell’artigianato, tra cui la storica Fiera della Calzatura di Stra. Il 19 agosto 1961 venne inaugurata la sede del mandamento, mentre nel 1962 arrivò una svolta importante con la gestione delle Casse Mutue, che ampliò l’attività dell’associazione affiancando alla rappresentanza sindacale nuovi servizi per gli associati. Nel racconto degli ottant’anni non poteva mancare la figura di Nereo Vanzan, padre dell’attuale presidente e per oltre trent’anni alla guida dell’associazione. A lui viene riconosciuto un ruolo decisivo nel rafforzamento della rappresentanza politica della categoria, nell’apertura verso i mercati esteri attraverso le Camere di Commercio e nella nascita della visione che portò al progetto “Casa Futura” a Forte Poerio,

a Mira. Una struttura che il Comune di Mira intitolerà alla sua memoria. La celebrazione è stata anche l’occasione per guardare al futuro. Digitalizzazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e ricambio generazionale sono le sfide indicate da Luca Vanzan per una categoria chiamata a rinnovarsi senza perdere il patrimonio di competenze costruito nel tempo. Il messaggio è quello di un artigianato tutt’altro che legato al passato, capace invece di trasformare il proprio sapere in nuove opportunità. Sul palco è intervenuto anche il segretario Giorgio Chinellato, che ha ricordato i risultati raggiunti in anni complessi e ha rivolto un ringraziamento ai dipendenti dell’associazione per il lavoro quotidiano al fianco delle imprese e degli associati. Alla festa hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Mira Marco Dori, il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto e i consiglieri regionali Jonathan Montanariello e

Roberta Vianello, che ha portato i saluti del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. A rendere ancora più particolare la serata è stato lo spettacolo del conduttore Rai Federico Quaranta, dedicato alla realizzazione dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, commissionata da

Ludovico il Moro. Poi il momento più atteso: le premiazioni delle imprese e delle persone che hanno rappresentato, con la loro attività, la continuità e il futuro dell’artigianato nella Riviera del Brenta. • Riccardo Musacco

Premiata la storia dell’artigianato

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na grande festa al Teatro Villa dei Leoni di Mira ha celebrato gli 80 anni dell’Associazione Artigiani e piccola e media impresa “Città della Riviera del Brenta”. Una storia iniziata nel 1946, quando nacque l’Associazione Artigiani del Mandamento di Dolo, e cresciuta insieme alle imprese del territorio. Nel corso della giornata sono state premiate le aziende con oltre 50 anni di attività: Calzetteria di Solagna Giorgio C. Snc, Flap di Artusi Enrico & C. Snc, Lui e Lei di Biscaccia Carrara Elisabetta, Maglieria Moro

di Minchio Andrea e Paolo Snc, Segato Impianti Elettrici di Segato Renzo e C. Snc, Monica Canova, Carpenteria Prendin di Prendin Fabio e Marco Sas, Celegato Srl, Centro Autoriparazioni Levorato Ilario Srl, Cercato e Fracasso Srl, Colorificio De Rossi di Alessia De Rossi, Davide Donolato, Falegnameria Benvegnù di Benvegnù Silvano e Maurizio Snc, Falegnameria Eredi di Marin Giorgio Snc, Autoscuola Agenzia Brentauto, Martinello Srl, Miotto Srl, Moda Meccanica Srl, New Goose’s T-Shirts Srl, Nuova Linea Roberto di Roberto Stocco,

Tocchi Parrucchieri, Ottica Micaglio Enzo, Panificio Bonafè Guerrino Snc, Otello Riatto Snc e Saime Impianti S.a.s., Salone Anna di Andrea Dogà. Il premio giovani è andato a GB Pitturazioni di Giacomo Berto, Lorenzo Penzo e San Marco Costruzioni Generali Srls di Nicola Canato. Premi speciali, infine, ad Adriano Agostini, Giovanni Bolzonella, Riccardo Carlin, Ferruccio Ferraresso e Maurizio Longhin. • (r.m.)

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Servizi. L’annuncio dell’assessore comunale Albino Pesce

PARCO CADORE DI ORIAGO IN DIRITTURA D’ARRIVO

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opo l’ultimazione del nuovo parco di via Pisa a Borbiago, proseguono spediti i lavori per la realizzazione del nuovo parco sportivo di via Cadore a Oriago, un altro importante intervento dell’amministrazione comunale mirese dedicato alla riqualificazione degli spazi pubblici e al miglioramento della qualità della vita nelle frazioni del territorio. L’intervento, per un investimento complessivo di 250 mila euro, nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale di offrire alle ragazze e ai ragazzi un luogo sicuro, accogliente e attrezzato dove ritrovarsi, giocare e praticare sport all’aria aperta. “Oriago aveva bisogno di uno spazio pubblico di questo tipo sottolinea l’assessore ai Parchi Albino Pesce - capace di favorire l’aggregazione, la socialità e la pratica sportiva. Investire nei parchi significa investire nella qualità della vita delle nostre comunità, creando luoghi che possano essere vissuti da persone di età diverse”. Il nuovo parco sarà dotato di una piastra per il basket, un tavolo da ping pong, attrezzature per la ginnastica all’aperto, nuovi percorsi

pedonali, una fontanella, portabiciclette, panchine e nuove alberature. L’intervento interessa un’area comunale di circa 5.980 metri quadrati, al confine con il parco Donatori del Sangue. “Il parco già esistente - prosegue l’assessore Pesce - risponde principalmente alle esigenze delle bambine e dei bambini dai 3 ai 10 anni. Il nuovo progetto vuole quindi completare l’offerta a disposizione della cittadinanza, creando uno spazio pensato soprattutto per le fasce d’età successive e per le persone adulte”. L’intervento si inserisce in una più ampia strategia del Comune per la riqualificazione e la realizzazione di nuovi parchi pubblici nelle diverse frazioni del territorio. Una scelta confermata anche dal Documento unico di programmazione, che individua nella cura degli spazi pubblici e nella valorizzazione delle aree verdi un elemento importante per costruire una città sempre più vivibile, inclusiva e attenta al benessere delle persone. Non sono mancate però in questi ultimi tempi anche le polemiche sulla gestione dei parchi, soprattutto per la presenza di

Alla tenenza arriva il luogotetente Marziliano

E erba alta e nugoli di zanzare fino a inizio ottobre. “Sarebbe opportuno - spiega per il Comitato residenti Piazza Mercato Guerrino Manente - che, considerati i cambiamenti climatici in atto, gli sfalci ai parchi pubblici Gazzetta, Natura Allegra e ai lati dei fossati fossero fatti anche ad autunno inoltrato, visto che altrimenti diventano impraticabili per mamme e bambini piccoli”. • Alessandro Abbadir

’ scattato l’ avvicendamento alla tenenza dei carabinieri di Mira Taglio di via Enrico Toti. Il luogotenente Michelangelo Marziliano (in foto) ha assunto l’incarico di nuovo comandante, subentrando al capitano Marco Occhipinti, destinato ad altri incarichi. Nato a Brindisi il 20 dicembre 1974 e arruolatosi nell’Arma nel 1994, il Marziliano ha una profonda conoscenza delle dinamiche territoriali locali. Il nuovo comandante non è un volto nuovo per la Riviera del Brenta, dal 2007 fino all’attuale incarico, ha prestato servizio nella vicina tenenza di Dolo e quindi conosce il territorio del comprensorio. Nel

corso di questi quasi vent’;anni, ha maturato una conoscenza capillare del territorio rivierasco, del suo tessuto socio-economico e delle specifiche problematiche di sicurezza che lo caratterizzano. Tra i riconoscimenti ottenuti, spicca l’ “encomio” del 2021 del Comando Legione Carabinieri per il coraggioso salvataggio di un uomo che, dopo aver scavalcato il parapetto di un ponte con una corda al collo, era in procinto di lasciarsi cadere nel vuoto. Insomma una persona preparata che conosce il territorio e le sue problematiche con precisione e grande professionalità. • (a.a.)

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Lavori. 1,9 milioni di euro per un collegamento accessibile, sicuro e senza abbattimento di alberi

La passerella di Villa Angeli torna a vivere caratteristiche di piena accessibilità e che, per qualità architettonica, si inserisce in modo armonico nel contesto storico e naturalistico di villa Angeli, senza prevedere l’abbattimento di alcun albero. Grazie a quest’opera i ragazzi che frequentano la scuola la potranno raggiungere in modo agevole e sicuro compiendo pochi passi dalla fermata dell’autobus e Dolo potrà godere di un parco monumentale, un vero polmone verde a disposizione della collettività per il quale stipuleremo appositi accordi con la Città Metropolitana di Venezia che ne è la proprietaria”. Soddisfatta

D

opo oltre dieci anni d’attesa da quando fu dichiarata inagibile e poi rimossa, la passerella di villa Angeli torna finalmente ad avere un futuro. Sono iniziati, infatti, i lavori per la sua realizzazione grazie a un accordo tra Regione Veneto, Veneto Strade e Comune di Dolo, torna perciò l’opportunità di accedere da via Matteotti più rapidamente al parco monumentale e alla storica villa che è anche sede dell’istituto professionale Enaip. A garantire il finanziamento un lavoro di

concerto tra Comune di Dolo e Regione Veneto che ha permesso di dirottare i fondi a suo tempo non spesi, destinati a opere pubbliche, stanziati per Dolo dalla Protezione Civile all’indomani del tornado del 2015. Il Comune riuscì, all’epoca, a ripristinare a proprie spese i danni causati al patrimonio pubblico da quel devastante evento atmosferico, giunte in seguito le risorse da Roma, chiese di poterle impiegare per la nuova passerella di villa Angeli. Ottenuto il via libera da parte del Dipar-

timento di Protezione Civile, la Regione ha dunque affidato a Veneto Strade il compito di progettare e realizzare l’opera. I lavori sono iniziati in questi giorni: prevedono un quadro economico di circa 1,9 milioni e termineranno il prossimo aprile. “Siamo molto soddisfatti – commentano il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto e il vicesindaco Matteo Bellomo – per come l’opera è stata concepita e per lo scrupolo con la quale sarà realizzata. Si tratta di una passerella molto lunga che ha le

Il liceo Galilei apre l’anno con uno scambio internazionale

E

’ iniziato da poche settimane il nuovo anno scolastico ma grazie all’Erasmus gli studenti del liceo Galilei hanno anticipato il loro impegno, seppure in modo gradevole, con un nuovo scambio culturale con studenti provenienti dall’estero. Dopo che l’ anno scolastico 2025/2026 é stato particolarmente ricco di iniziative Erasmus, fra mobilità di intere classi, mobilità individuali di studenti e mobilità del personale scolastico, anche il 2026/2027 si é aperto in anticipo al liceo ‘Galileo Galilei’, all’insegna dell’internazionalizzazione e della collaborazione europea. Protagonista di questo avvio è il rapporto di scambio con la scuola tedesca IGS Franzsches Feld di Braunschweig, avviato lo scorso anno scolastico. Undici studenti diciottenni tedeschi, accompagnati dai docenti Lena Rolfes e Gerrit Feige, hanno ideato e sviluppato il progetto ‘Faces of Venice’, che si sta articolando in due momenti distinti. Nel primo, un gruppo di 18 studenti del Galilei, accompagnati dai docenti Capponi, Cecchinato e Novello, ha accolto i coetanei tedeschi in visita ad alcuni padiglioni della Biennale, ai Giardini e all’Arsenale. Nella seconda fase, gli studenti italiani e tedeschi, riuniti in gruppi misti, hanno esplorato la città lagunare

anche l’ex sindaco Marina Pacchiani che ricorda. “Nei primi anni ‘80 è stata realizzata la prima passerella in legno sul Naviglio per accedere a villa Angeli. All’epoca ero Assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica nonché vicesindaco. E ‘stato l’intervento che più ci ha dato soddisfazione. La passerella è durata molti anni e non so perché non sia stato possibile restaurarla. Quindi sono contenta anch’io che la passerella venga ripristinata dopo più di 10 lunghi anni di chiusura, una notizia positiva”. • Lino Perini

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fotografando volti e scorci per la gara fotografica ‘Faces of Venice: the city behind the mask’. La foto più bella è stata premiata, ma l’intero patrimonio di scatti selezionati dai gruppi troverà spazio in una raccolta che i partner tedeschi cureranno una volta rientrati a Braunschweig, a testimonianza concreta di uno scambio culturale che va oltre la semplice visita didattica. Un anticipo d’anno scolastico che conferma la vocazione internazionale del liceo Galilei, sempre più punto di riferimento per i progetti Erasmus+ nel territorio. • (l.p.)

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DOLO

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Opere. Il Comune rilancia il centro e le frazioni

PIAZZA DEL GRANO, NUOVA ROTONDA E MARCIAPIEDI PER LA MOBILITÀ D I

A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo tra musica e tipicità

mportante serie di opere, alcune attese anche da molti anni, sono state programmate dall’amministrazione dolese nei prossimi mesi. A Sambruson, dopo la riqualificazione di piazza D’Acquisto la comunità ambrosiana si appresta a godere della sistemazione dei marciapiedi antistanti alla stessa opera dedicata al vicebrigadiere napoletano dei Carabinieri, da poco venerabile. I lavori riguardano la realizzazione di un passo pedonale di attraversamento su via Giacomazzo con l’abbassamento del marciapiede lungo la stessa via, arricchito dall’ installazione di specifica segnaletica e da due rallentatori di velocità. Il nuovo marciapiede, da tempo atteso, è in corso di realizzazione lungo via Ponte e via Giacomazzo e avrà un sicuro effetto migliorativo della sicurezza dei fruitori, soprattutto quella relativa alla mobilità fragile. Il costo complessivo dei lavori è di circa 55 mila euro. Dopo la discussione in consiglio comunale, con l’approvazione della convenzione tra la Città Metropolitana, il Comune di Dolo e quello di Stra, prenderà avvio il procedimento amministrativo per la realizzazione di una rotonda stradale tra la SP 12 e via Emilia SP 21, individuata tra i due comuni confinanti. Un’iniziativa finanziata con i fondi europei che per Dolo, apre uno scenario risolutivo delle criticità viabilistiche e manutentive su via Alture. Ma il fiore all’occhiello sarà la realizzazione di piazza del Grano, tra le vie Matteotti e Cairoli, che anticipa quella legata a via Piave che, poiché priva del progetto definitivo ancora in fase di realizzazione, sarà posticipata al prossimo anno e terrà conto delle proposte di tutti i possibili attori di riferimento. “Per Piazza del Grano – sottolinea il sindaco Gianluigi Naletto - gli elementi qualificanti saranno l’affaccio al Naviglio, con un belvedere condiviso con la Soprintendenza, i parcheggi prospicienti le attività commerciali, la piantumazione di alberature adeguate ad un nuovo contesto di accoglienza e di godimento da parte della cittadinanza di un ritrovato spazio identitario del nostro capoluogo. Risalto avrà il cippo monumentale portabandiera e il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi, restituendo alla città un luogo della memoria e culturale, motivo di orgoglio e socialità collettiva”. L’opera, il cui costo è pari 1 milione e 170 mila

euro, sarà caratterizzata da materiale, arredo e illuminazione compatibili con la conservazione degli elementi di interesse ambientale e paesaggistico caratterizzanti il generale contesto dell’area. E non va dimenticato che sono partiti i lavori di realizzazione della nuova passerella, che collegherà lo storico parco di villa Angeli alla centrale via Matteotti, avviando un ragionamento di valorizzazione dell’area anche in prospettiva del trasferimento del parcheggio dei mezzi dell’Actv. • Lino Perini

Rendering di piazza del grano

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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione a ritmo di musica. L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente materiali compostabili e riciclabili. Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una atmosfera appunto, soft, ma da club. Ecco il programma nel dettaglio. • (A.G.)


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FIERA DE L’OCA e 26a EDIZIONE DEL ZOGO DE L’OCA IN PIAZZA Il 7 e l’8 novembre il centro storico rivive l’atmosfera del primo Novecento

TROVIAMO LA PERDITA SENZA DEMOLIRE

A

Mirano il gioco dell’oca esce dal tabellone e diventa

signore e impettiti signori passeggiano in abiti recuperati nelle

una festa per tutta la città. Il 7 e l’8 novembre 2026

soffitte o riprodotti fedelmente.

torna la Fiera de l’Oca, che trasforma il centro storico

Fra i banchi si incontrano ragazze di campagna e giovanotti,

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PULIZIA

CANNE FUMERIE

in un vivace paese di inizio Novecento, tra figuranti, antichi me-

mentre severi carabinieri vigilano sugli animi più esuberanti e

stieri, giochi e specialità gastronomiche. Momento culminante

sui conti degli osti. Artisti di strada, saltimbanchi, musici, bu-

sarà la ventiseiesima edizione del “Zogo de l’Oca in Piazza”,

rattini e banda animano la festa insieme agli artigiani degli an-

una sfida spettacolare fra Mirano e le sue cinque frazioni, con

tichi mestieri, alla chiromante e agli imbonitori. Per bambini e

il pubblico a pochi passi dai protagonisti.

ragazzi ci sono i baracconi dei giochi di una volta: fucili con gli

Alle radici della manifestazione c’è un proverbio veneto: “Chi

elastici, barattoli da abbattere a pallate e ochette da pescare.

no magna oca a San Martin no fa el beco de un quatrin”. Man-

Il sabato pomeriggio è previsto anche un gioco dell’oca tutto

giare l’oca a San Martino era un gesto di buon auspicio legato

per loro.

alla chiusura dell’anno agrario, una ricorrenza che per il mon-

La protagonista si ritrova anche sui banchi del mercato, nelle

do contadino rappresentava un vero Capodanno, da celebrare

proposte gastronomiche e negli oggetti da collezione. Arriva-

con canti, balli e una tavola imbandita. “Oca, castagne e vino,

no specialità dalla Francia e da località italiane legate alla tradi-

tieni tutto per San Martino” riassume lo spirito di quella festa.

zione dell’oca, come Mortara e Palmanova: speck, prosciutto,

Per custodire questa memoria, a Mirano è nata la tradizione

salsicce, foie gras, salame, ciccioli e paté. Accanto ai sapori,

della Cena dell’Oca dell’11 novembre, affiancata dall’idea di un

oche di ogni dimensione e materiale e oggetti per la casa, cre-

gioco dedicato alla città.

ati in esclusiva per la manifestazione. A consigliare visitatori e

A disegnarlo fu Carlo Preti, che prese ispirazione dall’ovale

curiosi sono signore e ragazze, naturalmente in abiti d’epoca.

della piazza. Nelle 63 caselle, fra 13 oche e otto “accidenti”,

Per assaporare la festa, il percorso comincia dall’Osteria de

trovavano posto luoghi caratteristici, personaggi, edifici stori-

l’Oca, ricostruzione in legno di un’antica osteria. Qui si posso-

ci e immagini della tradizione miranese. Nel 1998 la Pro Loco

no gustare affettati misti, con prosciutto cotto e salame d’o-

trasformò quel tabellone in un percorso vivente: caselle di due

ca, oppure un panino con salsiccia d’oca calda. Dalle 12 alle

metri per due, rialzate di 80 centimetri e disposte attorno alla

14 viene proposto il risotto con salsiccia d’oca di Germano, il

piazza, sulle quali si affrontano sei squadre.

“cuoco dell’oca”. E per scaldarsi c’è il vin brûlé, profumato di

Il capitano lancia i dadi, otto atleti affrontano le prove fisiche

cannella e chiodi di garofano.

e di abilità previste dalle caselle “accidenti” e l’alfiere muove la

La tappa successiva è il Bacareto de l’Oca, che richiama un ti-

pedina verso il traguardo. L’ordine di partenza è deciso dalla

pico locale veneziano. Con un’ombra di vino si accompagnano

“cuccagnata” del mattino; l’obiettivo è raggiungere per primi

i cicchetti, dal musetto d’oca con polenta ai ferri al panino con

l’ultima casella e conquistare l’Oca d’Oro. Fra imprevisti e ri-

prosciutto cotto d’oca. Da provare anche le “ochette”, ravioli

baltamenti, ogni lancio può cambiare le sorti della gara. Il pub-

freschi a forma di oca, ripieni d’oca e preparati da un pastaio di

blico segue da vicino e partecipa con un tifo appassionato e

Mortara, serviti con burro e salvia. All’Osteria del Fritto attende

sportivo, diventando parte dello spettacolo.

invece una mozzarella in carrozza calda, farcita con prosciutto

Attorno al Zogo prende vita la Fiera. Per due giorni il centro

cotto d’oca.

storico torna a essere piazza Vittorio Emanuele, come si chia-

Osteria e Bacareto sono anche luoghi d’incontro, dove entrare

mava fino agli anni Cinquanta. Stendardi e bandiere scendono

nell’atmosfera prima del Zogo e prolungare la festa dopo la

dai balconi, insegne d’epoca compaiono sui palazzi, mentre

gara. Fra vecchi e nuovi amici, due chiacchiere e un brindisi, la

tabelle dei negozi e bacheche in legno ricreano l’atmosfera dei

Fiera de l’Oca rinnova il suo invito a riscoprire il piacere di stare

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Territorio. Forze dell’ordine e cittadini uniti tra torneo, cena e beneficenza

OLTRE 7MILA EURO RACCOLTI PER L’ASILO SANTA BERNARDETTA

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accolti oltre 7.000 euro per l’asilo di Sambruson grazie al ‘Derby solidale svoltosi nel campo ‘don Giovanni Guerra’. L’evento, a cavallo fra lo sport e la beneficenza, ha riunito militari, istituzioni e cittadini per sostenere la Scuola dell’infanzia ‘Santa Bernardetta’, presente anche la squadra ‘ASPMI’ che ha dato il proprio contributo, portando in campo iscritti e simpatizzanti arrivati da cinque province. E’ stato un bel momento di sport e solidarietà che ha permesso di raggiungere un risultato che aiuterà i più piccoli e la loro scuola. Il contributo raccolto è stato consegnato alla scuola dal sindaco Gianluigi Naletto. A contribuire alla riuscita dell’iniziativa anche la rappresentativa di ASPMI, Associazione Sindacale Professionisti Militari, guidata in campo dal capitano Alessandro Vavassori. Una squadra che, per l’occasione, ha riunito iscritti, soci e simpatizzanti provenienti dalle province di Venezia, Padova, Treviso, Verona e Brescia: persone arrivate anche da lontano per esserci e dare il proprio contributo per raggiungere un obiettivo benefico e dimostrando grande sensibilità ed umanità. Al loro fianco i dirigenti Giuseppe Scifo, Pietro di Rosa e Marzio Apicella, presenti a bordo campo e anche in veste di atleti. A unirsi alla formazione anche Alessandro Speranza, simpatizzante di ASPMI, sceso in campo insieme alla squadra per sostenere la raccolta fondi. Ad aprire il pomeriggio è stato il quadrangolare della ‘Junior Edition’, dedicato ai Pulcini. È stata poi la volta delle sei formazioni adulte: ASPMI, Carabinieri, Associazione Finanzieri della Riviera del

‘Fiori De Menacao’ in uscita a dicembre

E Brenta, Polizia Locale, Polizia Penitenziaria e Rotary Club. Il torneo senior ha visto imporsi l’Associazione Nazionale Finanzieri. Tra le fila di ASPMI si è distinto il giovanissimo portiere Pietro Penazzo, autore di un’ottima prestazione e protagonista, insieme ai compagni, dell’impegno della squadra. La giornata è proseguita alla barchessa della parrocchia, con una cena aperta alla cittadinanza: un momento per ritrovarsi dopo le partite e condividere la soddisfazione per il traguardo raggiunto. “L’obiettivo primario era dare un aiuto ai bambini dell’asilo Santa Bernardetta e la risposta del territorio è andata oltre le aspettative – hanno sottolineato i dirigenti di ASPMI - Il

lavoro del capitano Alessandro Vavassori, l’ottima prestazione del giovane Pietro Penazzo e l’impegno di tutte le istituzioni in campo hanno confermato il valore di queste iniziative. Ringraziamo l’amministrazione dolese e tutte le realtà che hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo”. Un gesto collettivo di vicinanza a una scuola che accompagna ogni giorno la crescita dei più piccoli e che, in questa occasione, ha sentito attorno a sé l’abbraccio della comunità.

’ scaduta a fine settembre la raccolta del materiale legato alla nuova edizione della ‘Antologia degli scrittori della Riviera del Brenta (e dintorni) - Fiori De Menacao. La pubblicazione dell’antologia é divenuto un appuntamento ormai tradizionale grazie al cenacolo La Pentola dei Nodi che attraverso questa raccolta di scritti e poesie di autori rivieraschi riesce ogni anno a regalare emozioni, storie straordinarie e riflessioni preziose e permette spesso a persone che mai avrebbe pubblicato in proprio di sfruttare questa occasione perfetta per mettere in circolo la propria creatività. I soci del cenacolo si sono già messi al lavoro per selezionare e catalogare gli elaborati, un lavoro di sistemazione che richiede qualche settimana e che culminerà con l’invio di tutto alle rotatorie per la stampa che anticiperà l’attesa pubblicazione della nuova antologia che avverrà all’inizio del mese di dicembre, giusto in tempo per essere acquistata e magari regalata per le feste di Natale. • (l.p.)

• Lino Perini

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SPORT

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I risultati. Un oro, due argenti e duelli all’ultimo metro

GRANDI SODDISFAZIONI PER L’ASD SPORT ATLANTE AI CAMPIONATI ITALIANI PARALIMPICI SUI 10 KM G randi soddisfazioni per gli atleti della società Asd Sport Atlante ai campionati italiani paralimpici assoluti di corsa su strada sui 10 chilometri svoltisi in Campania, all’interno della sesta edizione della classica podistica ‘La Due Comuni Insieme per Telethon’. Lungo il suggestivo tracciato che collega Somma Vesuviana a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, i migliori interpreti nazionali della specialità si sono dati battaglia per la conquista degli ambiti scudetti tricolori. E’ stata la gara femminile a regalare emozioni fino all’ultimo metro. Il titolo assoluto è stato conquistato da Stefania Caccamo (Villa De Sanctis), campionessa della categoria T11, che ha tagliato il traguardo in 1:02:03. Ma a rubare la scena è stata la spedizione dell’ASD Sport Atlante, vera e propria fucina di talenti che ha lasciato un segno indelebile sulla competizione. La

medaglia d’argento assoluta femminile è finita al collo di Rossana Zambon, punta di diamante del team veneto nella categoria T11.

Guidata da una sintonia perfetta e da una ferrea preparazione, l’atleta ha chiuso i 10 km in 1:02:33, ad appena 30 secondi di distacco dalla

vincitrice dopo un duello serrato che ha entusiasmato il pubblico e tenuto tutti col fiato sospeso. Il trionfo della società veneta è poi proseguito con la splendida prestazione di Elena Meneghetti, che si è laureata Campionessa Italiana nella categoria T12, dominando la propria prova tricolore con un eccellente 1:13:46. A suggellare una trasferta campana da incorniciare è arrivato anche l’ottimo risultato nel settore maschile di Ulisse Bettin: impegnato nella categoria T12, ha conquistato una preziosa medaglia d’argento fermando il cronometro sull’1:18:59, piazzandosi alle spalle del vincitore Matteo Tassetti (Omero Bergamo, oro in 56:48). A celebrare i risultati, con grande orgoglio, il sindaco Gianluigi Naletto. “Sport Atlante è un movimento d’eccellenza che dimostra come il talento, supportato da passione, competenza e da una solida rete sociale, possa superare qualsiasi

ostacolo. I Campionati Italiani hanno incoronato i nostri campioni dell’ASD Sport Atlante, ma la sensazione è che questo sia solo un altro passo di una lunga e gloriosa corsa verso nuovi, straordinari traguardi”. A lui si è associata l’assessore allo Sport Cristina Nardo. “Questi ragazzi incarnano i valori più sani e autentici della nostra comunità: la resilienza, la determinazione, lo spirito di sacrificio e una forza di volontà straordinaria. Hanno dimostrato a tutti noi che non esistono limiti che non possano essere superati con il lavoro e la passione”. I tricolori hanno confermato la crescita del movimento paralimpico italiano e consacrato l‘ASD Sport Atlante come una delle realtà più competitive, tenaci e polivalenti dell’intero panorama nazionale. • Lino Perini

Erik Michielon, promessa della Moto3

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rik Michielon, motociclista e giovane promessa del team Pasini Racing si sta imponendo nel mondo delle due ruote grazie alle sue indubbie qualità, ma non solo, visto che lo scorso anno ha ottenuto dal Panathlon di Padova una borsa di studio per la bravura nel gestire sport e studio. Erik Michielon , dolese di nascita e fiessese di residenza, gareggia su KTM nella Moto3 del Campionato Mondiale Junior ed é considerato una delle più interessanti promesse sportive del motociclismo, ha progressivamente migliorato ritmo-gara e risultati, conquistando già importanti piazzamenti e podi. Per lui la stagione è

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stata importante dal punto di vista della crescita e dell’esperienza anche se il 26 luglio a Magny-Cours ha subito un infortunio che l’ha tenuto lontano dalle gare per circa un mese. Erik Michielon, unico pilota veneto impegnato nel Mondiale Junior Moto3 é rientrato per la prova del mondiale di Valencia. Atleta e studente modello, mette molto impegno in entrambe le cose, sostenuto da papà Fabio e mamma Sabrina. Ad alimentare i suoi sogni motociclistici, comunque, è anche la possibilità di allenarsi e facendo cross, spesso in compagnia di Andrea Dovizioso, il suo idolo. Una passione nata nel tempo visto che il suo primo sport era stato

lo sci perché i suoi genitori lo portavano spesso in montagna ma quando è salito per la prima volta su una Ohvale, per lui fu tutto chiaro, quello delle due ruote sarebbe stato il suo futuro. Nella prova di Valencia Erik è riuscito a conquistare un punto in gara 1 per la classifica del mondiale e si è ripetuto successivamente nella gara 1 di Aragon. Nelle gare 2 è stato sfortunato e danneggiato dagli episodi. Ora l’obiettivo è continuare sulla strada intrapresa, con la consapevolezza di essere un pilota competitivo e di far valere le sue qualità. • (l.p.)

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni

BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che

l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto

ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale

sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni

di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione

BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE

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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11

milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione

e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.

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Il dibattito. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione interviene sul decreto scuola e sul futuro della politica veneta

BALDAN: “BURQA E NIQAB? DOVE SERVE IL VOLTO DEVE ESSERE RICONOSCIBILE” I l dibattito sul burqa e sul niqab torna al centro dell’attenzione in Veneto, tra le nuove disposizioni del governo sulla scuola e l’ipotesi di un regolamento comunale a San Donà di Piave per disciplinare l’accesso agli uffici pubblici quando il volto di una persona è completamente coperto. A intervenire sul tema ai nostri microfoni di Veneto24 è Matteo Baldan, consigliere regionale e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, che difende l’idea di una distinzione netta tra libertà personale e necessità di identificazione. «Penso che sia un regolamento che va nella giusta direzione», afferma Baldan parlando dell’iniziativa allo studio a San Donà di Piave. Il riferimento, spiega, è alla necessità di garantire il riconoscimento dell’identità quando questo sia previsto dalla legge o risulti indispensabile per l’accesso a determinati servizi. «Non è un approccio assolutamente ideologico, non è un approccio discriminatorio, è un approccio per confermare ciò che di fatto è già previsto dalla legge».

Il punto non riguarda quindi il semplice fatto di indossare un velo o un particolare abito per motivi religiosi o culturali, ma le situazioni nelle quali il volto deve necessariamente essere riconoscibile. «Dove è necessario e si ritiene opportuno, proprio per obblighi di legge, il riconoscimento del volto deve essere reso possibile. Va ovviamente verificato il volto, che deve corrispondere a chi fa richiesta di accesso al servizio attraverso il proprio documento o la propria identità». Una distinzione che viene posta anche rispetto alla libertà individuale. Il fatto che una donna scelga autonomamente di indossare il niqab, osserva Baldan, è una questione diversa rispetto all’eventuale necessità di scoprirsi il volto quando si entra in un luogo nel quale è richiesta l’identificazione. Il tema si intreccia con il provvedimento del governo sulla scuola, che ha riacceso il confronto anche sulla presenza degli studenti stranieri e sulle modalità di integrazione scolastica. Baldan respinge però l’idea che le nuove misure

Matteo Baldan

possano essere lette semplicemente come iniziative legate alla prossimità delle elezioni. Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni politiche e sulle possibili candidature di esponenti della politica regionale. L’ipotesi che alcuni consiglieri

o assessori possano lasciare il Veneto per approdare a Roma non sorprende Baldan. «È normalissimo, è una cosa che credo sia abbastanza naturale e capita ogni qualvolta ci sono le elezioni politiche», commenta. E aggiunge: «Chi è fresco, diciamo così, di preferenze, può

essere considerato un buon candidato». Un passaggio che porta direttamente al nuovo sistema elettorale e al ritorno delle preferenze, tema sul quale il confronto politico non è mancato. Baldan difende l’impianto della nuova legge: «Secondo me ne è uscita una legge elettorale equilibrata, dove esiste la preferenza e dove è presente anche il capolista che di fatto rappresenta il partito». Il valore delle preferenze, per il consigliere, è soprattutto nella possibilità di lasciare agli elettori una scelta diretta. «Danno possibilità a chi vota di scegliere in modo esplicito da chi farsi rappresentare», sottolinea. E proprio questa scelta, aggiunge, attribuisce una responsabilità ulteriore a chi viene eletto: «Chi viene votato ha un ulteriore peso di responsabilità verso i cittadini». Sul tema Baldan parla anche di «molta strumentalizzazione e molta disinformazione», contestando le critiche arrivate da chi ha scelto di non votare la nuova legge elettorale. • (R.R.)

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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La copertina di “Il mito di Narciso”

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


DESPAR

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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

F

are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

La spesa più leggera

Non aspettare l’offerta!

2000

Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


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DESPAR

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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

È

iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!

Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Ulss 3, al via la campagna vaccinale con tre novità

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aggiungere le persone più fragili prima che si ammalino, portando la prevenzione nei luoghi in cui vengono assistite. È l’obiettivo della campagna di immunizzazione dell’Ulss 3 Serenissima contro influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale (VRS). La rete coinvolge ospedali, medici, pediatri, farmacie e servizi territoriali. «Con l’immunizzazione occorre arrivare prima delle malattie», spiega la direttrice sanitaria Chiara Bovo. «Spesso queste patologie vengono sottovalutate con il pensiero di stare a casa qualche giorno, ma non è così: si può arrivare anche a un eccesso di mortalità». La protezione, sottolinea, è fondamentale per scongiurare le forme gravi e tutelare i cittadini più vulnerabili. Tre le novità principali. La prima riguarda la presa in carico attiva: medici e servizi individueranno le persone a rischio, senza attendere che siano loro a chiedere la vaccinazione. Per gli

over 60 dimessi dagli ospedali, l’indicazione alla vaccinazione antinfluenzale sarà inserita nella documentazione di dimissione. Saranno coinvolti anche i caregiver. La seconda novità è il ruolo delle Case della Comunità. Il 7 novembre, in occasione del Vax Day regionale, ospiteranno sedute vaccinali straordinarie insieme alle sedi del Dipartimento di Prevenzione. Sono previsti accesso libero o prenotazione semplificata. Il terzo elemento è la collaborazione strutturata con l’Assistenza domiciliare integrata (ADI). Gli infermieri territoriali vaccineranno direttamente a casa i pazienti non autosufficienti e complessi inseriti nel percorso assistenziale. In particolare, saranno coinvolti gli assistiti con più di 50 anni che abbiano già ricevuto vaccinazioni. «Per rendere operativa e fluida questa sinergia fin dal primo giorno», spiega Vittorio Selle, direttore del Dipartimento di Prevenzione,

«abbiamo avviato un percorso di formazione e collaborazione, incontrando già tutti i gruppi di lavoro e gli attori della rete assistenziale». La partenza è scaglionata. Dal 5 ottobre sono coinvolti i pediatri di libera scelta, per l’antinfluenzale alla popolazione pediatrica, e le strutture residenziali, per anziani e persone non autosufficienti. Seguiranno gli ospedali, con vaccinazioni alla dimissione o inviti successivi, e le cure domiciliari. Dal 19 ottobre la campagna si estenderà a medici di medicina generale, farmacie aderenti e ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. La campagna riguarda anche gli operatori. «L’Ulss 3 Serenissima considera prioritario il coinvolgimento e la protezione del personale sanitario e sociosanitario», afferma Bovo. Le somministrazioni saranno proposte sul luogo di lavoro, nei reparti e nei distretti, con sedute dedicate anche nelle sedi aziendali. Priorità agli

operatori fragili o che assistono una persona fragile. Il vaccino antinfluenzale per la stagione 20262027 è trivalente e può essere somministrato nella stessa seduta di quello contro il Covid-19. Per gli ambulatori del Dipartimento di Prevenzione si prenota sul portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Per il VRS, responsabile anche della bronchiolite nei più piccoli, i bambini nati tra aprile e settembre saranno immunizzati attraverso i pediatri; quelli nati successivamente nei punti nascita ospedalieri. La regia è del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, che monitorerà somministrazioni, scorte e coperture. I dati del 2025 indicano una copertura del 39,8% tra i fragili e del 59,9% nell’ADI. Tra gli over 80 si raggiunge il 60,4%, mentre nella popolazione pediatrica il dato è del 19,2%. Madeleine Palpella

Screening per la cardiomiopatia ipertrofica: 150 persone esaminate, 51 positive

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Chioggia la prevenzione della cardiomiopatia ipertrofica passa da un percorso che, in cinque anni, ha permesso di sottoporre a screening circa 150 persone. Cinquantuno sono risultate positive e una ventina di famiglie è stata coinvolta negli accertamenti. In due casi, la valutazione del rischio ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco, per proteggere i pazienti da aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Il programma è stato avviato nel 2020 su iniziativa del primario di Cardiologia dell’ospedale di Chioggia, Roberto Valle. Dopo una prima fase sperimentale sostenuta dal Lions Club clodiense, il progetto è stato sviluppato e portato avanti dalle specialiste Michela Bevilacqua ed Elisabetta Garelli. La prima si è occupata della presa in carico clinica, della valutazione dei pazienti, della ricostruzione della familiarità e dello screening genetico, mentre la seconda ha seguito la parte ecocardiografica. La cardiomiopatia ipertrofica è la più comune tra le cardiomiopatie ereditarie e interessa, secondo Valle, circa una persona ogni 500. L’obiettivo del percorso avvia-

to a Chioggia è stato quello di non limitarsi ai pazienti già diagnosticati o con sintomi, ma di individuare attivamente la malattia e i fattori di rischio tra le persone che arrivano in Cardiologia per qualsiasi motivo. Quando emerge il sospetto di cardiomiopatia ipertrofica, il percorso prevede elettrocardiogramma, ecocardiogramma, risonanza magnetica cardiaca e test genetico. In caso di positività, gli accertamenti vengono estesi ai familiari, proprio per la componente ereditaria della patologia. Genetica, storia familiare e valutazione clinica vengono quindi integrate per definire con maggiore precisione il rischio individuale. Quando necessario, vengono eseguiti anche Holter, test da sforzo e ulteriori esami di risonanza. I risultati raggiunti in questi cinque anni mostrano la dimensione del lavoro svolto: circa 150 persone sottoposte a screening, 51 positività rilevate e una ventina di nuclei familiari studiati. Il coinvolgimento dei parenti ha permesso di estendere progressivamente la prevenzione dal singolo paziente alle persone potenzialmente esposte allo stesso rischio. Nei due

casi considerati a maggiore rischio, il percorso diagnostico ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco. Essere positivi al test genetico, sottolinea Valle, non significa necessariamente avere già una malattia clinicamente manifesta. La cardiomiopatia ipertrofica può infatti presentarsi in maniera diversa anche tra componenti della stessa famiglia. Individuare in anticipo le persone a rischio consente quindi di programmare controlli e approfondimenti prima che possano comparire complicanze. Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il valore del progetto non è legato soltanto al numero di persone individuate attraverso lo screening, ma alla possibilità di costruire una rete di prevenzione intorno ai pazienti e alle loro famiglie. A Chioggia, secondo Zuin, un’intuizione clinica è stata trasformata in un percorso stabile: non attendere che la malattia si manifesti, ma cercare il rischio in anticipo e organizzare una sorveglianza mirata. Paola Bigon

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30 Il progetto. Al via il cantiere della nuova sede del servizio per le dipendenze dell’Ulss3

Mirano, dopo trent’anni il nuovo SerD prende forma

D

opo trent’anni di attesa a Mirano prende forma la nuova sede del SerD, il Servizio per le dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima, destinato a sostituire gli spazi ormai insufficienti e inadeguati dell’attuale struttura. Un intervento atteso da tempo e che mette sul piatto un investimento vicino ai due milioni di euro, con una nuova costruzione di oltre 500 metri quadrati pensata per migliorare non soltanto le condizioni di lavoro degli operatori, ma soprattutto l’accoglienza delle persone che si rivolgono al servizio. Il progetto prevede la demolizione dell’edificio oggi inutilizzato, situato nell’area vicina all’attuale SerD e all’ospedale cittadino, e la realizzazione di una struttura completamente nuova. Il cronoprogramma indica 240 giorni di lavori, con l’obiettivo di arrivare alla conclusione dell’intervento nella primavera del 2027. A dare il via al cantiere è stato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, insieme agli operatori e alle autorità del territorio. Un passaggio che segna concretamente l’avvio di un progetto che per anni è rimasto tra le esigenze della sanità miranese. La nuova sede sarà sviluppata su un unico piano, con una pianta trapezoidale e ambienti progettati senza barriere architettoniche. Una scelta che punta a rendere più semplici gli accessi e più funzionale la distribuzione degli spazi. Sul tetto piano saranno installati anche pannelli fotovoltaici, destinati a contribuire al contenimento dei consumi energetici.

Incontinenza, all’ospedale di Chioggia nasce l’ambulatorio del pavimento pelvico

Ma il vero salto di qualità sarà soprattutto all’interno. La struttura comprenderà una zona per l’accettazione e l’attesa, una sala polivalente destinata alle attività comuni, sette ambulatori per medici, psicologi e assistenti sociali, oltre agli studi degli operatori e ai locali di servizio. Per Laura Suardi, responsabile del SerD dell’Ulss 3, il nuovo edificio rappresenta proprio questo: un passaggio necessario non soltanto dal punto di vista logistico, ma anche sul piano della qualità dell’assistenza. In un ambito nel quale lo stigma sociale legato alle dipendenze rimane ancora forte, anche il luogo in cui una persona viene accolta può avere un peso nel percorso di presa in carico. Il nuovo SerD si inserisce così nel più ampio processo di rafforzamento e riorganizzazione della sanità territoriale. Un aspetto sottolineato anche dal consigliere regionale Matteo Baldan, presente al sopralluogo insieme al direttore dei Servizi sociosanitari Antonio Maritati, al sindaco di Mirano Tiziano Baggio, al presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Martellato e al consigliere regionale Alessio Morosin. Riccardo Musacco

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erdita involontaria di urina, bisogno improvviso di andare in bagno, dolore o senso di pressione nella zona pelvica: sono sintomi che possono indicare una disfunzione del pavimento pelvico, disturbo che spesso viene trascurato o nascosto. All’ospedale di Chioggia nasce ora un percorso dedicato per accompagnare i pazienti nella diagnosi e nella cura. Il nuovo ambulatorio del pavimento pelvico coinvolge sei équipe specialistiche: Urologia, Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia, Medicina Fisica e Riabilitazione, Radiologia e Psichiatria. «I disturbi del pavimento pelvico sono molto più comuni di quanto si pensi», spiega la direttrice sanitaria dell’Ulss 3 Serenissima, Chiara Bovo. Si tratta, sottolinea, di condizioni che «possono essere prevenute, diagnosticate e trattate con successo nella maggior parte dei casi». Il nuovo servizio prevede una presa in carico integrata. Dopo la valutazione del medico di famiglia, dello specialista o dei servizi territoriali, il paziente può accedere al percorso attraverso un’impegnativa con un codice specifico. Un case manager, preferibilmente infermieristico, avrà il compito di coordinare il percorso: dal triage alla programmazione degli appuntamenti, dagli esami necessari al confronto tra specialisti, fino al follow-up.

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«Questa modalità di presa in carico – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin – costituisce l’elemento organizzativo più importante per trasformare una semplice collaborazione tra specialisti in un vero ambulatorio multidisciplinare». I casi più semplici potranno essere gestiti nelle prime fasi del percorso, mentre quelli più complessi saranno indirizzati alla valutazione multidisciplinare. Per ogni paziente verrà quindi definito un piano assistenziale e terapeutico personalizzato. I disturbi del pavimento pelvico sono più frequenti nelle donne, ma possono interessare anche gli uomini. Tra i fattori di rischio ci sono invecchiamento, gravidanza e parto, menopausa, sovrappeso e obesità, stitichezza cronica, sforzi fisici ripetuti, interventi chirurgici nella zona pelvica e alcune patologie neurologiche. Il pavimento pelvico è formato da muscoli, legamenti e tessuti che sostengono vescica, utero e retto e contribuiscono al controllo della minzione, della defecazione e della funzione sessuale. Per questo, sottolinea l’Ulss 3, i sintomi non devono essere considerati necessariamente una conseguenza inevitabile dell’età o di eventi come gravidanza e parto. Una valutazione precoce può consentire di intervenire con trattamenti meno invasivi. Paola Bigon

PERCORSI TRIENNALI IeFP DGR 610 del 24/06/2026 - SISTEMA DUALE PERCORSI TRIENNALI DGR 617 del 24/06/2026 – DGR 775 DEL 08/07/2026 - DGR 1578 del 12/12/2023 - SISTEMA DUALE 4 ANNI DGR 618 del 24/06/2026

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