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laPiazza di Piovese - Ottobre26

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del Piovese

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OTTOBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 224

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Più occhi sul quartiere, Legnaro rilancia il Controllo di vicinato

Riciclare“Avanti Ruzza: non basta, con la nuova la piattaforma sfida èper dare il biglietto un mercato unico dei trasporti alla plastica recuperata regionali”

Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano

pag. 16

Regione Veneto al banco di prova del bilancio

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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” PIOVE DI SACCO PUNTA SUI CANONI CONCORDATI CONTRO IL CARO AFFITTO servizi alle pag. 6-7

ARZERGRANDE, SBLOCCATA L’AREA COIN: IL PIANO LE ARELLE PUÒ DIVENTARE REALTÀ

servizio a pag. 18

VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.

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FACCIAMO IL PUNTO

del Piovese

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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ARZERGRANDE, TELECAMERE SPENTE, LA MINORANZA CHIEDE RISPOSTE

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icurezza e videosorveglianza tornano al centro del confronto politico in paese dopo i continui tentativi di furto in abitazione segnalati in varie vie e l’atto vandalico di settembre ai danni del monumento ai Lagunari di piazza don Luigi Segala. A intervenire è il gruppo consiliare di minoranza Progetto Comune, che contesta all’amministrazione la situazione dell’impianto comunale di videosorveglianza. La minoranza richiama proprio l’episodio dell’atto vandalico, quando il monumento, dedicato ai soccorsi prestati dai Lagunari alla popolazione durante l’alluvione del 1966, è stato deturpato con segnali stradali e copertoni. Il sindaco Filippo Lazzarin, intervenendo sull’episodio, aveva parlato di giovani da individuare, punire ed educare. Secondo Progetto Comune, resta però aperta la questione dell’operatività delle telecamere. La minoranza collega la situazione alle procedure sulla privacy, che, secondo quanto afferma, sarebbero oggetto di revisioni dal luglio 2025. “È facile indignarsi, ma la verità è che l’amministrazione ha lasciato Arzergrande completamente cieca. Ad oggi non vi è alcun varco né postazione attiva sul territorio”, dichiara il consigliere Lorenzo Fabbian citando a supporto un recente documento dell’Ufficio di polizia locale. Il gruppo richiama inoltre le segnalazioni dei residenti, specie quelli di via Vigna, e i gruppi di vicinato. Progetto Comune annuncia quindi di avere depositato un’interrogazione urgente, chiedendo la discussione in consiglio comunale. Tra le richieste figurano date certe per la riattivazione dell’impianto e un piano di presidio del territorio. “Ai cittadini non servono scartoffie o predicozzi sui giovani fannulloni, serve una reale tutela del territorio” conclude Fabbian.

Telecamere comunali non operative e sicurezza sotto accusa

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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• Alessandro Cesarato

ASCOLTA ORA del Piovese è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo e Pontelongo per un numero complessivo di 10.317 copie. Iscrizione testata al Srl Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Emergenza casa/1. Il punto della prima cittadina Lucia Pizzo sulla crisi degli affitti nel piovese

A PIOVE DI SACCO IL COMUNE PUNTA SUI CANONI CONCORDATI CONTRO IL CAROVITA S ulla questione relativa all’emergenza abitativa nel territorio di Piove di Sacco fa il punto la sindaca Lucia Pizzo, che non nasconde la drammaticità della situazione sia sul versante dell’acquisto degli immobili che, ancor di più, su quello delle locazioni. “La difficoltà di reperire un’abitazione in proprietà nel nostro Comune - spiega la prima cittadina - incontra soprattutto, per chi volesse acquistarla, i prezzi al metro quadrato relativamente elevati rispetto ai Comuni contermini; difficoltà che aumentano se l’abitazione viene ricercata in affitto per il medio-lungo termine. Paradossalmente nel Piovese risulta più facile reperire un alloggio per esigenze temporanee, proprio perché i costi complessivi risultano altrimenti molto elevati nel lungo periodo”. Per far fronte al dramma delle famiglie che non riescono a sostenere canoni di locazione troppo alti, l’amministrazione comunale si è messa in azione su più fronti. “Come Comune - sottolinea Pizzo - abbiamo organizzato un tavolo concertativo, incontrando le organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini, per giungere ad un accordo, se possibile, per individuare, a seconda delle varie zone della nostra città, dei canoni concordati rispetto ai valori di mercato, in cambio di un vantaggio fiscale sull’aliquota Imu applicata ai proprietari. Ad oggi non siamo in grado di affermare

che si riesca a centrare l’obiettivo, in quanto è necessario che l’accordo sia il frutto dell’adesione congiunta sia dei rappresentanti dei proprietari che degli inquilini”. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica (Erp), la sindaca mette in luce le criticità strutturali del settore: “Scontiamo un decennio di immobilismo regionale, un’assenza di investimenti che non ha consentito di avviare quel circuito virtuoso che consiste nella possibilità di alienare agli assegnatari le abitazioni occupate e di reinvestire gli introiti in nuove abitazioni da assegnare con bando”. Ma la macchina comunale punta a dare risposte concrete alla cittadinanza in tempi brevi. “Entro la fine dell’anno - annuncia - pubblicheremo comunque un’asta per offrire in vendita abitazioni comunalu che è più opportuno vengano riqualificate da privati acquirenti, rispetto ad uno sforzo economico importante per l’amministrazione”. Entrando nel dettaglio dell’operazione, il quadro si completa con le azioni di recupero e i prossimi bandi. “Il patrimonio Erp comunale di Piove di Sacco - spiega e conclude la sindaca - è costituito da circa 100 di abitazioni. A parte quelle destinate all’asta, le abitazioni che vengono rilasciate vengono riattate e successivamente assegnate, dopo l’ esecuzione dei necessari lavori. Abbiamo partecipato al bando regionale che ha stanziato per

Comuni della nostra dimensione una cifra massima di 50.000 euro per massimo due alloggi: a breve saranno quindi oggetto di rifacimento due alloggi sfitti per i quali procederemo al rifacimento completo di tutti gli impianti e dei serramenti. Abbiamo fruito di un cofinanziamento regionale anche per procedere alla sostituzione dei serramenti di 6 al-

loggi occupati in via Volta. A breve verrà comunque pubblicato un bando anche per l’assegnazione, che non consentirà nei fatti di soddisfare ulteriori esigenze, salvo eventuali liberazioni di alloggi occupati. Sarà curato dall’Ater di Padova”. • Alessandro Abbadir

In arrivo un bando per andare in aiuto agli anziani

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a situazione abitativa a Piove di Sacco risulta particolarmente pesante per categorie fragili come gli anziani, che con la loro sola pensione non riescono più ad affrontare i costi del mercato e la vita di tutti i giorni. Spesso con le pensioni che hanno non pagano nemmeno le bollette energetiche. Una priorità avvertita con forza sul territorio, da cui scatta l’accorato appello della sindaca di Piove di Sacco. “Ci auguriamo - sottolinea la prima cittadina - che l’Ater avvii nel nostro Comune un programma

di risistemazione delle decine di alloggi sfitti da anni, tenuto conto che, dopo la città di Padova e Monselice, il maggior numero di alloggi si trova proprio a Piove di Sacco. Successivamente, appena sarà possibile, sarà pubblicato un bando Erp per anziani autosufficienti finalizzato ad assegnare i 9 alloggi recentemente realizzati in via San Francesco. Un altro bando riguarderà invece 9 alloggi destinati ad anziani autosufficienti con redditi che non consentono l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale

pubblica”. Tutta questa situazione viene seguita con molta attenzione anche dai servizi sociali dell’ente locale. L’assessore Paola Ranzato (in foto), evidenzia infine la sindaca, “segue attentamente con i servizi sociali anche tutte le situazioni in cui sono azionate procedure di sfratto, affiancando con soluzioni calibrate sugli specifici casi anche supporti di natura economica per superare le fasi emergenziali”. • (A.A.)

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7 Emergenza casa/2. L’analisi delle agenzie immobiliari del territorio

AFFITTI INTROVABILI E PREZZI ALLE STELLE: NEL PIOVESE LA CASA È DIVENTATA UN LUSSO rispetto a chi la dà in affitto ad esempio a famiglie. Non tutti gli affitti di case però superano i 1000 euro. Un appartamento in una casa non nuovissima di 70 metri quadrati in una frazione di Piove si può trovare con 600-700 euro al mese. Insomma una cifra abbordabile”. Sul versante delle compravendite rispetto a qualche anno fa, le cose sono cambiate anche nelle modalità. “Le banche prima di dare l’ok alle compravendite - sottolinea

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ase in affitto a Piove di Sacco? Sempre più difficili da trovare e a prezzi molto alti. Il mercato delle compravendite resiste ma con volumi d’affari più ridotti. È questo quello che emerge dal territorio del Piovese, da quanto riscontrano le agenzie immobiliari del territorio. “Trovare una casa in affitto - spiegano all’agenzia L’Arte di Abitare adesso è davvero complicato. Negli ultimi anni le cose sono cambiate davvero, e si arriva a pagare al mese per una casa in centro anche oltre 1000 euro. Certo poi se si tratta di case nuove i prezzi degli affitti aumentano ancora di più”. Mediamente gli

affitti in centro a Piove di Sacco arrivano per una casa di 100 metri quadrati sugli 800-950 euro al mese. “Le compravendite poi - spiegano all’agenzia - differiscono dal tipo di casa che si vuole acquistare. Se si punta su una casa di nuova costruzione con classi energetiche elevate allora il costo è importante. Diverso il caso di chi compra immobili magari più datati ma a prezzi più abbordabili”. Ovviamente se si va in periferia, in altri comuni o nelle frazioni, il costo dell’affitto e anche della vendita dell’immobile diminuisce. Fa un’analisi della situazione del mercato immobiliare anche Stefano Tasca, titolare

dell’agenzia immobiliare Tasca: “Il mercato immobiliare non si è certo bloccato, le compravendite di case si fanno ancora con una certa intensità anche se è chiaro che i volumi rispetto ad un tempo sono cambiati”. Rispetto ad un anno fa per capirci, sottolinea Tasca, le cose non si sono certo rivoluzionate; sono aumentati invece i costi degli affitti e anche a Piove di Sacco (anche se in misura non importante per ora), si assiste al fenomeno degli affitti brevi. “I proprietari di casa - dice Tasca - certamente se possono, mettono le case in affitto breve. Una soluzione che permette di avere meno problemi

La strategia Ater: manutenzioni, vendite mirate e housing sociale

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ull’emergenza casa a livello provinciale interviene il presidente dell’Ater di Padova, Gianfranco Vezzaro (in foto). “La domanda abitativa – spiega - è forte e la risposta non può passare solo da nuovi edifici. Il primo patrimonio da valorizzare è quello esistente. Per questo il cda ha indicato tra le priorità il recupero degli alloggi sfitti per manutenzione e il completamento dei progetti avviati. Ogni casa riassegnata è una risposta concreta a una famiglia”. Sui fondi post-Pnrr aggiunge: “È stato un’opportunità straordinaria, ma la manutenzione non può dipendere soltanto da finanziamenti eccezionali. Il nostro obiettivo è ridurre i tempi tra la riconsegna e la nuova assegnazione”. Sulla vendita degli alloggi chiarisce: “Non serve per fare cassa e non significa rinunciare alla funzione sociale. È uno strumento di gestione: dismettiamo ciò che ha costi di recupero insostenibili per concentrare le risorse sugli immobili che svolgono efficacemente il loro ruolo abitativo”. Un passaggio cruciale riguarda poi chi resta escluso dalle tutele tradizionali: “Cresce la fascia di chi non ha i requisiti Erp ma soffre i prezzi di mercato: giovani coppie, lavoratori a reddito fisso, monoreddito e anziani soli. Ater opera entro

e conclude Tasca - oltre a fare verifiche scrupolose sulle capacità reddituali di chi si accolla il mutuo, fanno controlli e perizie molto stringenti anche sulle conformità delle abitazioni, se sono a norma e se rispecchiano le caratteristiche illustrate al cliente, se ci sono difetti o difformità. E questo rappresenta una garanzia all’atto della vendita”. • Alessandro Abbadir

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norme rigide, ma con Regione e Comuni servono nuovi strumenti: housing sociale, locazioni sostenibili e sinergie tra pubblico e privato. Tra casa popolare e mercato libero c’è un vuoto che le politiche pubbliche devono riempire”. Infine, sul rapporto con il territorio: “Ater non può limitarsi a gestire edifici, deve essere un interlocutore attivo nelle politiche dell’abitare”. • (A.A.)

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PIOVE DI SACCO

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La situazione. Secondo il circolo, l’area è sostanzialmente incolta da circa vent’anni

SALVIAMO IL PARCO DEL GRADENIGO: LEGAMBIENTE CHIEDE L’ACQUISIZIONE N on solo il palazzo, ma soprattutto gli oltre 3 ettari di parco storico. Dopo Italia Nostra, anche Legambiente accende i riflettori sul complesso di Palazzo Gradenigo, concentrando l’attenzione soprattutto sul parco. Il circolo piovese Arca di Noè chiede a Comune, Regione e Soprintendenza di intervenire e mette sul tavolo la proposta di valutare l’acquisizione pubblica dei circa 3 ettari di area verde, anche separatamente dal palazzo, per trasformarli in un parco storico aperto alla città. “Quanto ancora dovrà andare perduto prima di intervenire?”, si chiede Antonio Coccato, presidente del circolo Legam-

biente. L’associazione considera il parco uno degli ultimi grandi spazi verdi storici rimasti nel centro di Piove di Sacco e l’ultimo dei broli legati ai palazzi nobiliari della città. Secondo Legambiente, da circa vent’anni il parco è sostanzialmente incolto e privo di una gestione

adeguata. “Naturalità non significa abbandono”, sottolinea il circolo, che chiede di tutelare insieme vegetazione, alberi, edifici e testimonianze storiche. Secondo Legambiente alcuni momenti precisi hanno segnato nel tempo il progressivo impoverimento dell’area.

Nei primi anni Duemila sarebbero stati eliminati filari di viti e olmi secondo il sistema dell’ “olmo maritato alla vite”. Nel novembre 2016 è stato abbattuto un filare di gelsi secolari. Il circolo richiama anche la sorte degli edifici di servizio come la casa del fattore che sarebbe crollata sotto il peso e l’azione della vegetazione. Da qui la proposta rivolta al Comune di valutare l’acquisizione dell’area verde attraverso l’espropriazione per pubblica utilità. L’obiettivo sarebbe restituire alla collettività il parco, recuperandolo e rendendolo accessibile. La richiesta si inserisce nella lunga vicenda del Gradenigo, palazzo privato e disabitato con oltre 4.000 metri

quadrati e un parco di circa 3 ettari e mezzo. La richiesta arriva dunque su un fronte diverso ma complementare rispetto a quello sollevato da Italia Nostra. Se per il palazzo il problema è quello della conservazione e della manutenzione, per Legambiente il nodo è anche il destino di un’area verde storica che rischia, secondo l’associazione, di perdere progressivamente le proprie caratteristiche. La risposta passerebbe quindi da un intervento delle istituzioni e, soprattutto, dalla possibilità di restituire alla città almeno il parco del Gradenigo. • Alessandro Cesarato

MEMORIA IN BRONZO PER IL GENERALE CARLO ALBERTO DALLA CHIESA

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a memoria ha un segno. È stata svelata nei giorni scorsi, nella piazzetta Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel quartiere Sant’Anna, la scultura in bronzo dedicata al generale dei Carabinieri ucciso dalla mafia nel 1982. L’opera è stata donata alla città dallo scultore Walmer Peccenini e trova posto accanto a via Paolo Borsellino, in uno spazio urbano nel quale il ricordo delle vittime

della criminalità mafiosa si lega a quello degli uomini e delle donne dello Stato. Accanto alla scultura è stata collocata una targa con una frase che riassume il significato dell’iniziativa: “Per non dimenticare uomini e donne dello Stato che hanno sacrificato la propria vita contro il terrorismo e la criminalità mafiosa”. Alla cerimonia hanno partecipato le autorità civili, militari e religiose, insieme

a una rappresentanza di studenti. La piazzetta si inserisce nel percorso della memoria costruito a Sant’Anna, dove si trovano piazza don Pino Puglisi e altre strade dedicate alle vittime della mafia e del terrorismo. Un richiamo alla legalità che passa attraverso i luoghi quotidiani della città. • (A.C.)

L’AMMINISTRAZIONE ALZA LA GUARDIA SUGLI SCAVI

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l Comune alza la guardia sugli scavi sul suolo pubblico. A finire nel mirino sono gestori dei sottoservizi e imprese incaricate dei lavori, richiamati al rispetto delle autorizzazioni e delle prescrizioni comunali. Il provvedimento nasce dai controlli effettuati sul territorio, che avrebbero evidenziato con crescente frequenza differenze tra gli interventi autorizzati e quelli effettivamente realizzati, oltre a problemi nei

successivi ripristini delle pavimentazioni. Il Comune ricorda alle imprese che uno scavo deve essere eseguito esattamente secondo quanto autorizzato, senza modificare autonomamente tracciato, posizione, estensione o modalità dell’intervento. Anche il ripristino deve rispettare materiali e modalità prescritti. Soprattutto, deve essere verificato nel tempo perché eventuali cedimenti o avvallamenti dovranno essere

eliminati tempestivamente. D’ora in poi i controlli saranno intensificati sia durante i lavori sia nella fase dei ripristini. Le eventuali difformità saranno accertate e segnalate alla Polizia locale per i provvedimenti del caso. Resta inoltre a carico del titolare dell’autorizzazione l’obbligo di riportare il suolo pubblico a regola d’arte. • (A.C.)

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L’edizione. Laboratori, spettacoli e la staffetta del donatore

Oltre 90 associazioni tra comunità, volontariato e solidarietà U na città che per un giorno si è raccontata attraverso le persone che ogni giorno la fanno vivere. La 28esima edizione della festa delle associazioni ha portato in piazza a metà settembre oltre 90 realtà del territorio, trasformando il centro storico in una grande vetrina del volontariato, della partecipazione e dell’impegno. Sport, cultura, scuola, ambiente, sociale, sicurezza, danza, teatro. Mondi diversi, accomunati dalla voglia di esserci. Anche il mercatino dei bambini ha trovato il suo spazio, in una giornata pensata per coinvolgere grandi e piccoli. Non una semplice fiera, dunque, ma un incontro tra associazioni e comunità. Laboratori, esibizioni, musica, racconti e attività hanno permesso di conoscere più da vicino un patrimonio spesso silenzioso, ma fondamentale per la vita della città e della Saccisica. Ogni realtà ha portato in piazza la propria storia, le proprie persone e il proprio modo di essere utile agli altri. “È stata una fiera partecipata, tanto, dalle nostre associazioni e dalla comunità” sottolinea l’assessore alle associazioni Paola Ranzato, “grandi e piccoli hanno colto l’opportunità di conoscere il tesoro che queste realtà rappresentano per il territorio”. Un tesoro fatto di attività molto diverse tra loro, ma capace di costruire relazioni, offrire occasioni e tenere insieme una comunità. Il filo conduttore della giornata è stato anche lo sguardo, con TeloScatto e i due grandi pannelli dedicati alle fotografie delle associazioni. Volti, gruppi, attività e momenti di vita associativa hanno raccontato per immagini una parte importante della città. “Abbiamo cercato di cogliere il più possibile con l’obiettivo quello che è e rappresenta il volontariato” spiega Ranzato, “impossibile raccontare tutto e tutti, ma si è percepita chiaramente la gioia di essere assieme e di lavorare in sinergia. Siamo luce di stelle. Siamo galassie che danzano”. Proprio la solidarietà ha accompagnato il finale della festa. In concomitanza con la manifestazione si è svolta la 37esima staffetta del donatore, organizzata da Avis del Piovese in collaborazione con Aido, Admo, Rain Runners e cooperativa Magnolia. Sessanta chilometri attraverso i Comuni della Saccisica, percorsi dagli staffettisti a piedi e in bicicletta per portare il messaggio che donare è aiutare la vita. “L’emozione di correre lungo le strade del nostro

territorio, accompagnati da risate e sorrisi, è sempre grande e non è mai cosa banale”, racconta l’assessore allo sport Francesca Betto. Nel pomeriggio l’arrivo in una piazza gremita ha riunito i due fili della giornata: la festa delle associazioni e il messaggio della donazione. Gli staffettisti hanno raggiunto la piazza e il braciere è stato acceso. Un gesto simbolico che ha chiuso una giornata costruita da tante mani. Insieme agli organizzatori e alle associazioni c’erano anche gli alpini, con la loro sentita festa di San Maurizio. • Alessandro Cesarato

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siamo presenti con oltre 30 sedi sul territorio provinciale.

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Buono zaino 2026: 70 euro per figlio

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ato nel 2021 per dare una mano alle famiglie alle prese con le spese della scuola, il buono zaino è diventato negli anni un appuntamento stabile come aiuto. Torna anche per l’anno scolastico 2026/2027, confermando una misura che nel tempo ha ampliato la propria dotazione. L’idea è di contribuire alle spese che accompagnano l’inizio dell’anno, dal materiale scolastico all’abbigliamento specifico, dagli strumenti alle altre necessità legate alla scuola. L’aiuto è destinato alle famiglie residenti con figli nelle scuole primarie e secondarie, sulla base della situazione economica. Alla prima edizione, nel 2021, il Comune aveva messo a disposizione 10.500 euro. Negli anni successivi la dotazione è cresciuta fino ai 20.000 euro confermati nel 2026. Nel 2025 è aumentato anche il contributo individuale, passato da 60 a 70 euro per figlio. Che il sostegno intercetti un bisogno concreto e reale lo raccontano i dati dell’ultima edizione. Nel 2025 sono state presentate 159 domande delle quali 142 sono risultate ammissibili e hanno coinvolto 269 ragazzi. Per il 2026 il contributo resta di 70 euro per ogni figlio, fino a esaurimento dei 20.000 euro. Possono richiederlo le famiglie con Isee non superiore a 10.632,94 euro e figli nati dal 2008 al 2020. “Una misura unica nel territorio, con risorse proprie”, dice l’assessora al sociale Paola Ranzato, “per dimostrare la nostra volontà di continuare a sostenere le famiglie”. Non si tratta di un intervento isolato sul fronte delle spese scolastiche. Il Comune sostiene già la gratuità dei libri per la scuola primaria e prevede agevolazioni per i buoni pasto della mensa. Il buono zaino si inserisce in questo quadro, concentrandosi sulle altre spese che accompagnano l’avvio dell’anno scolastico. • (A.C.)


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Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di

Fondazione Cavanis · Ritorno dall’Oriente lontano

ll’aeroporto di Venezia, al rientro, il cartello della dogana chiedeva se avessimo qualcosa da dichiarare. Niente, abbiamo pensato, spingendo le valigie. Non era vero. Avevamo con noi parecchie cose che non si mettono in valigia, e che da allora stiamo cercando di rimettere a posto. Una matita, per esempio. A Dili, a Timor-Leste, i bambini delle capanne intorno al seminario facevano la fila per averne una. Poi ti prendevano la mano e se la portavano alla fronte, come si fa con gli anziani. Per loro eravamo questo: i vecchi venuti da lontano. A Timor sono tutti giovani. Quelli che avrebbero dovuto essere vecchi oggi, sono stati massacrati durante l’occupazione indonesiana (1975-1999). Una bombola del gas. Nella chiesa di Dili fa da campana e chiama alla Santa Messa. Non ho mai mancato quella delle sei e un quarto, prima dell’alba, quando il canto dei galli contende la scena ai Padri durante l’omelia. La chiesa è sempre piena, e la domenica la gente, vestita a festa, riempie anche il piazzale e il campo accanto. Mi sedevo sempre sul lato sinistro, accanto a una finestra da cui entrava la brezza fresca del mattino e da cui vedevo la vita cominciare nel gruppo di capanne di fronte, mentre il sole si portava via in fretta il buio. Un cordolo largo una spanna. La strada del seminario di Dili è allagata da oltre un anno e si cammina in bilico sul bordo di un canale di scolo. Quando due persone si incrociano, il più svelto passa sul bordo esterno per lasciare spazio all’altro. I bambini ne hanno fatto un gioco; noi, dopo qualche giorno, ci abbiamo visto una piccola regola di convivenza. Uno sguardo al cielo. Una notte, mentre fotografavo le stelle australi con un piccolo telescopio, un giovane seminarista è venuto a vedere che cosa stessi facendo. Gli ho mostrato la Via Lattea e le costellazioni principali. Quando sullo schermo è comparsa l’immagine di Omega Centauri ha spalancato gli occhi e ha detto: «Grazie! È la prima volta che mi capita di guardare il cielo.». Un canto alle quattro del mattino. A Davao, nelle Filippine, il giorno del mio compleanno cinquanta tra ragazzi e padri hanno bussato L’APP alla nostra porta perSCARICA cantarmi gli auguri. Una RADIO VENETO24 settimana prima non ci conoscevamo. Una ta-

vola che non si svuota. A Flores, in Indonesia, ospiti di un amico, al termine della cena la tavola sembrava ancora imbandita come al nostro arrivo. A Timor un uomo che viveva in una capanna continuava a portarci da mangiare. È l’abbondanza di chi si mette a disposizione di chi arriva. Il vulcano Lewotobi. Il primo giorno la sua cenere ci ha chiuso un aeroporto e ci ha costretti a rivoluzionare il programma di viaggio. L’ultimo giorno ce lo siamo ritrovato guar-

dando attraverso i tetti in lamiera bucherellati dai lapilli, in una scuola dove manca l’acqua. Per noi il vulcano è stato solo un contrattempo; per quei bambini è il compagno di ogni giorno. Siamo partiti convinti di portare qualcosa e abbiamo ricevuto più di quanto abbiamo dato: tempo, attenzione, gratitudine, sorrisi e nomi e volti che adesso hanno un indirizzo e sono nella nostra memoria. Abbiamo acqua calda, strade asciutte e matite in abbondanza. Da

questo viaggio ci siamo riportati anche la voglia di usarle meglio.

Il lavoro dietro il viaggio

Il viaggio, però, non è stato soltanto questo. La missione aveva uno scopo preciso: costruire, insieme alle comunità locali, i progetti di cooperazione che la rete educativa delle scuole Cavanis sta preparando con l’Università di

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Centro di Formazione Professionale FONDAZIONE CAVANIS Campo Guglielmo Marconi, 112, Chioggia VE | Tel. 041 400922

Padova nell’ambito del programma europeo Erasmus+. I temi sono diversi per ogni Paese. A Timor-Leste si lavora sulla formazione degli insegnanti e su una scuola capace di includere. Nel Mindanao, regione filippina che vive di agricoltura, su un percorso formativo sull’agroalimentare sostenibile. A Flores si valuta la possibilità di una nuova presenza della Congregazione. Durante un mese abbiamo avuto molti incontri. A Dili abbiamo visto la Ministra dell’Educazione, che ha dato il proprio sostegno formale all’iniziativa, e tre delle università del Paese. A Davao abbiamo incontrato alcuni atenei cattolici della città, le scuole della rete e anche una cooperativa del cacao, per legare la formazione al mondo produttivo. A Flores abbiamo visitato due istituti universitari di Maumere, con uno dei quali è stato firmato un primo accordo di collaborazione, e diverse scuole del territorio. Un percorso analogo, avviato lo scorso inverno in America Latina, ha già portato alla presentazione di un progetto alla Commissione europea. Il metodo è quello che conosciamo bene: niente modelli preconfezionati, ma progetti costruiti con chi li dovrà portare avanti. In questo lavoro la Fondazione di Chioggia mette l’esperienza della formazione professionale: il legame stretto tra scuola e lavoro, la didattica di laboratorio, l’attenzione ai ragazzi più fragili. È un patrimonio che in quei Paesi può fare la differenza, perché un mestiere imparato bene è spesso la via più concreta per uscire dalla povertà. Non è una storia lontana. Più di due secoli fa, a Venezia, i fratelli Cavanis fondarono la Congregazione delle Scuole di Carità per dare un’educazione ai ragazzi più poveri. A Chioggia quel carisma ha oggi la forma di una Scuola di Formazione Professionale accreditata dalla Regione Veneto, dove ogni giorno ragazze e ragazzi imparano un mestiere e costruiscono il proprio futuro. Per loro, far parte di una rete che arriva fino a Dili, a Davao e a Maumere significa sapere che ciò che imparano qui ha un valore anche dall’altra parte del mondo. Laggiù come qui, il lavoro è lo stesso: aiutare qualcuno ad alzare lo sguardo. ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT Vincenzo Giannotti, direttore della Fondazione SUL TUO PC O ALEXA Cavanis di Chioggia e i suoi compagni di viaggio: Padre Alvise Bellinato, Padre Antonio Elcio Aleixo e Susanna Busatta.


PIOVE DI SACCO

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Il reparto. Spazi più funzionali e riqualificazione dell’ospedale in corso

MEDICINA, TRASFERITA AL SESTO PIANO L a Medicina dell’ospedale Immacolata Concezione ha una nuova collocazione. Si è concluso il trasferimento dell’Unità operativa complessa di Medicina nei locali rinnovati al sesto piano del monoblocco, dopo il completamento dei lavori edili e di riqualificazione. Il reparto dispone ora di ambienti rinnovati e spazi più funzionali. Il trasloco si è svolto secondo un cronoprogramma condiviso dalla Direzione medica ospedaliera e dalle Professioni sanitarie. Il coordinamento tra le diverse professionalità ha permesso di trasferire pazienti e attività in sicurezza, riducendo al minimo l’impatto sull’assistenza. Completato il trasferimento, la

Medicina ha ripreso la propria attività nei nuovi locali. L’intervento si inserisce nel percorso di riqualificazione dell’ospedale piovese. Il trasferimento al sesto piano arriva dopo una fase di lavori e di progressivo riassetto degli spazi del presidio, che ha comportato anche lo spostamento temporaneo di altri reparti. Una riorganizzazione necessaria per consentire i lavori senza interrompere l’assistenza. Il quadro è quello del progetto di “Adeguamento, riassetto e potenziamento dell’Ospedale di Piove di Sacco”. Il primo intervento riguarda il monoblocco e comprende il miglioramento sismico, l’adeguamento antincendio, nuovi impianti, la

riorganizzazione dei reparti e due nuove sale operatorie. Il programma prevede inoltre un nuovo padiglione per le attività diurne, collegato al monoblocco, e il recupero del nucleo storico ottocentesco e della chiesa, destinati alla Casa della Comunità e agli ambulatori dei medici di base. Quello della Medicina è dunque un intervento dentro un cantiere più ampio, che modificherà nel tempo spazi e funzioni dell’Immacolata Concezione. Un percorso che si aggiunge agli investimenti già realizzati, dal nuovo Pronto soccorso alla Farmacia ospedaliera, fino alla Terapia intensiva. • Alessandro Cesarato

LA SACCISICA SBARCA NEL DIRETTIVO PROVINCIALE DELLA LEGA

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a Saccisica entra nel nuovo direttivo provinciale della Lega con Luca Giuseppe Bianchi. L’ex consigliere comunale piovese è stato eletto al termine del congresso provinciale del partito e avrà il compito di rappresentare l’area della Saccisica all’interno dell’organismo dirigente padovano. Un incarico che arriva a poco più di un anno dall’appuntamento con le urne per il rinnovo dell’amministrazione comunale

della città, previsto nella prima metà del 2028. Ed è proprio il rapporto tra territorio e partito provinciale il punto sul quale Bianchi intende lavorare. “La volontà è quella di creare un forte collegamento tra la struttura partitica che opera nel Piovese e la segreteria di partito. Legame, questo, non sempre scontato”. Bianchi, che aveva già ricoperto il ruolo di consigliere comunale durante il precedente mandato a Palazzo

Jappelli, ringrazia i tesserati per la fiducia ricevuta. “Sono oggi, con senso di dovere, a ringraziare tutti i tesserati del partito che hanno deciso di attribuirmi la loro preferenza”. Il congresso ha portato alla guida della Lega padovana Alessandro Aggio, sindaco di Cona, eletto per acclamazione in quanto unico candidato. • (A.C.)

Luca Bianchi

CORTEROS CONQUISTA IL VENICE INTERNATIONAL WINE TROPHY

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ue vini fermi e una nuova targa. Corteros torna dal Venice International Wine Trophy con un doppio riconoscimento per lo Chardonnay Veneto Igt 2024 e il Pinot Grigio Doc delle Venezie 2025, entrambi premiati con la Targa d’Argento. Per l’azienda piovese è l’ennesima conferma di un percorso che negli ultimi mesi ha portato diversi riconoscimenti alla produzione. La targa è stata ritirata a fine settembre, durante La Grande Festa del Vino. A salire sul podio questa volta sono stati i due vini fermi, dopo che in primavera era arrivato l’oro per la produzione spumantistica. A questo si era aggiunto il Bollino d’Oro conquistato alla quarta edizione del Premio

Diapason e ritirato durante il Vinitaly. “È un vero onore ricevere questo riconoscimento e siamo davvero orgogliosi che i nostri vini fermi siano stati apprezzati e premiati” commentano i titolari Barbara e Maurizio Rostellato, “è un premio che condividiamo con tutta la nostra squadra e che ci dà ancora più entusiasmo per continuare a lavorare con passione, qualità e attenzione al territorio”. Per Corteros il doppio riconoscimento arriva dunque al termine di una stagione particolarmente positiva. Dallo spumante ai vini fermi, la produzione dell’azienda piovese ha raccolto giudizi favorevoli in concorsi diversi, mantenendo al centro una proposta legata alla propria identità

e al territorio. Il Venice International Wine Trophy è un concorso enologico internazionale organizzato da Egnews.it e dalla guida Il Vino per Tutti. Le commissioni hanno svolto le degustazioni alla cieca nella sede del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza, a Lonigo. Per Barbara e Maurizio Rostellato, il risultato premia anche il lavoro della squadra. Chardonnay e Pinot Grigio aggiungono così due nuovi riconoscimenti alla storia recente di Corteros, realtà vinicola che continua a investire sulla propria produzione e sulla valorizzazione del territorio. • (A.C.)

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PIOVE - SANT’ANGELO DI PIOVE

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La scelta. Nuova sede più accessibile, collaborazione tra medici e rete di volontari

Trasferito l’ambulatorio medico da Vigorovea al capoluogo

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l recente trasferimento dell’ambulatorio della dottoressa Tiziana Beltramelli dalla frazione di Vigorovea al capoluogo di Sant’Angelo di Piove di Sacco ha inevitabilmente sollevato qualche malumore tra i residenti, comprensibilmente preoccupati per i disagi logistici, specie per le fasce più deboli e anziane. Una decisione che ha spinto il medico a rompere gli indugi e a scrivere direttamente ai propri assistiti per fare chiarezza,

sottolineando come non si tratti di una scelta arbitraria, ma dell’unica strada percorribile per tutelare e garantire la continuità dell’assistenza sanitaria locale. Nella sua lunga comunicazione, la dottoressa Beltramelli spiega che la scelta risponde alla necessità di “continuare a lavorare in rete, accentrando i servizi e mantenendo la presenza di quattro medici di medicina generale nel Comune”. La sede di Vigorovea, aggiunge il medico, “era stata presentata dal Distretto come “provvisoria”, in vista di una medicina di gruppo che proprio a Vigorovea avrebbe dovuto nascere, progetto che ancora non è decollato”. A fronte della cronica carenza di medici di base e delle persistenti difficoltà logistiche e organizzative, si è così resa indispensabile l’individuazione di una nuova sede condivisa con la collega dottoressa Francesca Silvan nei locali al primo piano sopra la farmacia del capoluogo. Per superare le criticità logistiche, prosegue la dottoressa, nella nuova sede di via Marconi, è presente un servoscala con

seggiolina; una carrozzina all’interno dell’ambulatorio e parcheggi più ampi rispetto alla sede di Vigorovea, oltre a una rete di volontari locali pronti a offrire accompagnamenti gratuiti per chi ha necessità. A ciò, appunto, si aggiunge il grande senso civico dimostrato da alcuni assistiti, che hanno offerto la propria disponibilità per organizzare una rete di volontari pronti a offrire “accompagnamenti gratuiti per chi ha necessità”. Sulla vicenda interviene anche l’amministrazione comunale. Il sindaco Angela Furlanetto dichiara: “L’amministrazione ha preso atto della scelta, assunta dalla dottoressa nell’ambito della propria attività”. Ricordando l’incontro pubblico promosso per fare il punto sulle Case della Comunità, il primo cittadino conclude: “Ci siamo messi a disposizione per accompagnare i cittadini in questo momento di transizione, mettendo in campo soluzioni per agevolare l’accesso alle cure, come trasporti dedicati”. • Martina Maniero

Parchi aperti tutti i giorni con orari stagionali per vivere le aree verdi

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ambia il modo di vivere i parchi cittadini. Con il mese di ottobre le aree verdi sono aperte tutti i giorni della settimana, senza più la chiusura del lunedì e senza l’interruzione nelle ore della pausa pranzo. Una modifica pensata per rendere gli spazi verdi più facilmente accessibili, anche a chi ha a disposizione soltanto alcune ore durante la giornata. Il nuovo orario riguarda il parco di via Marconi, quello di via De Gasperi, il parco di via Ragazzi del ’99, di recente apertura, e il Bosco di Pianura di via Keplero. Gli ingressi saranno regolati secondo la stagione. In ottobre si potrà accedere dalle 9 alle 19, mentre nei mesi di novembre e dicembre la chiusura sarà anticipata alle 16. Da gennaio a febbraio l’apertura sarà fino alle 17, poi si passerà alle 18 a marzo, alle 19 ad aprile, alle 20 a maggio

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• (A.C.)

SAPORI D’AUTUNNO IN PRATO DELLA VALLE 13 - 14 - 15 novembre 2026

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e settembre. Il periodo con l’orario più esteso sarà quello da giugno ad agosto, quando i parchi resteranno aperti fino alle 21. “Abbiamo voluto intervenire concretamente sulla fruibilità dei nostri parchi, ampliando gli orari rispetto a quanto previsto dal precedente disciplinare”, dichiara la sindaca Lucia Pizzo, “abbiamo superato sia la chiusura del lunedì sia quella nelle ore della pausa pranzo, mettendo maggiormente questi spazi a disposizione della cittadinanza”. L’orario variabile segue così l’allungarsi delle giornate e consente di sfruttare al meglio le aree verdi nei mesi più favorevoli. “L’apertura quotidiana e gli orari differenziati in base alla stagione permetteranno di rendere questi luoghi ancora più fruibili” aggiunge Pizzo.

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Foto dell’edizione 2025

Circa 40 produttori locali e cinque Consorzi che rappresentano le eccellenze della nostra terra, per la conoscenza e la valorizzazione delle produzioni agricole e le loro trasformazioni in prodotti unici del territorio. Piatti con ricette della tradizione nell’area ristorazione, convegni, workshop e laboratori SU per approfondire temiASCOLTACI legati all’agricoltura e WWW.VENETO24.IT alla cultura agroalimentare Un appuntaSUL TUO locale. PC O ALEXA mento tra sapori, innovazione e tradizioni per riscoprire il territorio.


PONTELONGO - CODEVIGO

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Economia. Coldiretti Padova e Coprob chiedono una collaborazione più stretta

Lo zuccherificio riparte dalle barbabietole, semine 2027 al centro dell’incontro per fornire assistenza e informazioni in vista delle semine. “La salvaguardia dell’impianto richiede un’alleanza salda tra mondo agricolo e industriale. La presenza di un tecnico è un’ulteriore garanzia per i nostri produttori, così come il sostegno concreto alle aziende che scelgono questa coltivazione” hanno evidenziato il presidente di Coldiretti Padova Roberto Lorin e il vice Massimo

L

a riapertura dello zuccherificio passa dal ritorno della barbabietola nei campi. È questo il tema che ha attraversato l’incontro organizzato da Coldiretti Padova e Coprob Italia Zuccheri a Saletto di Borgo Veneto, per le semine 2027. Lo stabilimento, fermo quest’anno per la contrazione delle superfici, deve tornare centrale nella filiera bieticolo-saccarifera veneta. L’incontro ha messo a fuoco le condizioni per recuperare le superfici perdute e riportare Pontelongo alla piena operatività. A illustrare l’andamento del comparto sono stati il presidente di Coprob Luigi Maccaferri, il consigliere Ettore Menozzi Piacentini e il responsabile tecnico Luca

Mazzotti. I numeri spiegano le difficoltà dello stabilimento pontelongano. Dopo il forte aumento delle semine registrato in Veneto nel 2024, con un +30%, nel 2025 le superfici sono crollate del 39% nella regione e del 36,1% a livello nazionale. A pesare sono state gelate tardive, piogge alluvionali, patogeni e la diminuzione dei prezzi industriali. Il calo ha portato il bacino sotto la soglia necessaria, fino alla fermata dello zuccherificio nella campagna 2026. Il quadro produttivo presenta segnali ancora positivi. In Veneto gli ettari coltivati sono scesi a poco meno di 4 mila, ma la resa media è salita a 56,7 tonnellate per ettaro, il 21,1% in più, per una produzione complessiva

di circa 254 mila tonnellate. Anche la qualità tecnologica delle bietole risulta in miglioramento. È da questi risultati che si intende ripartire per ricostruire il bacino. “I dati positivi di questo inizio di stagione e la crescita del prezzo dello zucchero sul mercato italiano fanno ben sperare in una ripresa e c’è la volontà di rilanciare la filiera e lo zuccherificio di Pontelongo, strategico per il territorio” ha affermato Maccaferri. Per favorire le nuove adesioni, Coprob ha previsto un premio per le aziende che sottoscriveranno in tempi brevi l’offerta di coltivazione. È inoltre prevista la presenza di un tecnico a disposizione degli agricoltori, una volta al mese, negli uffici di Coldiretti Padova,

Codevigo, pista ciclabile da 1 milione

• Alessandro Cesarato

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na pista ciclabile da 1 milione di euro per collegare Conche alla rete provinciale e raggiungere in sicurezza il Casone delle Sacche. Il progetto è già esecutivo, ma per trasformarlo in un’opera servono ancora le risorse. Il Comune ha deciso di candidarlo al bando della Provincia per la mobilità ciclopedonale, chiedendo un contributo di 200.000 euro, che potrebbe salire a 240.000 grazie alla maggiorazione del 20% prevista per gli interventi di interesse strategico provinciale. La “Nuova pista ciclabile località Conche” era stata approvata dalla giunta nel marzo 2024. Il progetto prevede un percorso ciclopedonale affiancato alla Sp 53 Arzaron, con l’obiettivo di rendere più sicuri gli spostamenti a piedi e in bicicletta e dare continuità ai percorsi già esistenti, collegandoli alla rete ciclabile di interesse provinciale. Il tracciato ha un rilievo che va oltre il semplice collegamento con la frazione di Conche, perché consente di raggiungere il Casone delle Sacche, immobile di proprietà della Provincia indicato come luogo di interesse storico, ambientale e turistico nel contesto della gronda lagunare patrimonio Unesco. È proprio questa connessione uno degli elementi

Bressan, “l’evoluzione delle tecniche colturali permette oggi di contenere i rischi agronomici e spingere al massimo rese e qualità. L’obiettivo primario è dare certezze economiche alle aziende agricole per invertire la rotta e recuperare le superfici necessarie già a partire dalla campagna di semina 2027”.

INVIA CANDIDATURA A candidature@givemotions.it sui quali il Comune punta per ottenere la maggiorazione del contributo. La nuova pista dovrebbe inoltre favorire l’accesso agli itinerari cicloturistici e alla zona lagunare. Il nodo resta quello economico. La richiesta alla Provincia coprirebbero solo una piccola parte del costo complessivo dell’intervento. Anche se arrivasse il contributo massimo, rimarrebbero comunque da finanziare oltre 800.000 euro. La candidatura rappresenta quindi il tentativo di trovare una prima quota delle risorse necessarie per un progetto già messo a punto. • (A.C.)

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LEGNARO

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L’iniziativa. Adesioni concluse e prossimi incontri formativi

AL VIA LA SICUREZZA PARTECIPATA CON IL CONTROLLO DI VICINATO “I U l miglior antifurto è il tuo vicino”. Con questo slogan chiaro e diretto, l’amministrazione comunale di Legnaro ha ripreso il cammino per l’attivazione del “Controllo di vicinato”, un’iniziativa volta a rafforzare la collaborazione, la conoscenza e l’attenzione reciproca tra i residenti per una comunità più sicura. Un tassello fondamentale di questo percorso è stato ufficializzato a giugno con la firma in Prefettura delle intese formali per l’attivazione del progetto che coinvolge i Comuni di Legnaro ed Este. A Legnaro, l’iniziativa del Controllo di vicinato aveva in passato subito una battuta d’arresto a causa dell’emergenza Covid, che aveva congelato i percorsi di partecipazione pubblica. Oggi, grazie alla spinta dell’amministrazione in carica, il progetto è tornato al centro dell’agenda politica e amministrativa. Un risultato raggiunto anche grazie al contributo trasversale: oltre all’impegno della giunta, va evidenziato il coinvolgimento attivo del consigliere di opposizione Stefano Di Lallo, che ha spinto

costantemente in consiglio comunale e nel dibattito pubblico per arrivare a questa riattivazione. La risposta della cittadinanza non si è fatta attendere. Il percorso ha preso slancio lo scorso settembre con un partecipato incontro pubblico di presentazione a Palazzo Gemma alla presenza del sindaco Vincenzo Danieletto, dell’assessore Cristina Licata e del comandante della Polizia Locale Andrea Gabrielli. Nelle scorse settimane, inoltre, si è conclusa la fase di raccolta dei moduli di adesione volontaria da parte dei residenti interessati. Il Controllo di vicinato è uno strumento di prevenzione civica che si basa sulla solidarietà e sulla cooperazione tra vicini di casa,

Giuseppe Pengo entra nella nuova Giunta Esecutiva Nazionale dell’UNPLI

inserendosi nel più ampio modello di collaborazione tra istituzioni e cittadini per la prevenzione della criminalità diffusa. Non si tratta in alcun modo di ronde o sostituzioni delle forze dell’ordine. Poche ma fondamentali le regole: i residenti prestano maggiore attenzione a ciò che accade nel proprio quartiere, notando situazioni anomale o movimenti sospetti; vengono creati canali di comunicazione per scambiarsi informazioni utili e segnalare tempestivamente situazioni di potenziale pericolo, quindi le segnalazioni qualificate vengono prontamente trasmesse alle Forze dell’ordine e alla Polizia locale, garantendo un intervento mirato ed efficace. Superata la fase di raccolta adesioni, l’amministrazione organizzerà una riunione informativa e formativa dedicata ai cittadini che hanno aderito, durante la quale verranno illustrate nel dettaglio le modalità operative e si provvederà a organizzare le diverse zone di Controllo di vicinato sul territorio comunale.

n nuovo importante incarico per Giuseppe Pengo, cittadino di Legnaro, da anni impegnato nel mondo delle Pro Loco e nella valorizzazione del territorio. Pengo è stato nominato componente della nuova Giunta Esecutiva Nazionale dell’UNPLI, l’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, al termine del Consiglio nazionale riunitosi il mese scorso. La nuova Giunta è presieduta da Antonino La Spina. Per Pengo si tratta di un ulteriore passo in avanti in un percorso costruito negli anni attraverso l’impegno nel mondo delle Pro Loco. È stato infatti presidente della Pro Loco di Legnaro, dedicando tempo, passione e competenza alle attività associative e alla promozione della comunità e del territorio. Un’esperienza che lo ha portato a ricoprire successivamente incarichi a livello provinciale e regionale: oggi è infatti presidente di UNPLI Padova e componente della Giunta UNPLI Veneto. Con la nomina nella Giunta Esecutiva Nazionale, Pengo porta ora questa esperienza all’interno dell’organismo nazionale dell’UNPLI, mettendo a disposizione delle Pro Loco italiane le competenze maturate sul territorio. La notizia è stata accolta con particolare soddisfazione dall’amministrazione comunale di Legnaro, che ha voluto rivolgere pubblicamente le proprie congratulazioni al concittadino. «Una nomina che ci fa particolarmente piacere», sottolineano dal Comune, ricordando proprio il percorso di Pengo alla guida della Pro Loco di Legnaro e il suo impegno nella valorizzazione del territorio. L’amministrazione e l’intera comunità legnarese hanno quindi espresso a Pengo «le congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro per questa nuova importante responsabilità», manifestando l’orgoglio per un incarico che porta anche il nome di Legnaro all’interno della realtà nazionale delle Pro Loco.

• Martina Maniero

• (M.M.)

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PERCORSI TRIENNALI IeFP DGR 610 del 24/06/2026 - SISTEMA DUALE PERCORSI TRIENNALI DGR 617 del 24/06/2026 – DGR 775 DEL 08/07/2026 - DGR 1578 del 12/12/2023 - SISTEMA DUALE 4 ANNI DGR 618 del 24/06/2026

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ARZERGRANDE

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Riqualificazione. In programma nuove residenze, aree verdi e una sala civica intitolata a Roberto Coin

DOPO OLTRE 40 ANNI L’AREA COIN SI SBLOCCA D opo oltre quarant’anni, il cerchio si chiude. L’area Coin ha finalmente trovato una soluzione condivisa e il Piano urbanistico attuativo Le Arelle può proseguire verso la realizzazione. A fine settembre è stata formalizzata l’ultima dichiarazione di accettazione degli eredi, perfezionando l’accordo sulla riqualificazione dei circa 20.000 metri quadrati tra via Roma e via Tiepolo. È il passaggio che mancava per sbloccare una situazione che si trascinava dalla metà degli anni Settanta. Il progetto, a firma dell’architetto Marco Venturini, ridisegnerà la parte chiave del centro di Arzergrande con nuove abitazioni, spazi commerciali e aree verdi, percorsi ciclopedonali, una piazza e una sala civica di 200 metri quadrati. Quest’ultima sarà realizzata dalla proprietà e, una volta completata, ceduta gratuitamente al Comune. L’amministrazione si è impegnata a intitolarla a Roberto Coin, l’imprenditore cui è legata la storia dell’area. “Sono davvero molto soddisfatto”, dichiara il sindaco Filippo Lazzarin, “dopo anni di stallo, grazie alla preziosa collaborazione e alla disponibilità di Angelo Coin, che ha creduto fortemente in questo piano facendosi promotore di un progetto di sviluppo nel cuore di Arzergrande, siamo

arrivati a questo traguardo. Voglio anche sottolineare lo spirito di dialogo e la disponibilità con cui gli ultimi eredi hanno scelto di fare la propria parte”. Proprio Angelo Coin, avvocato e figlio di Roberto Coin, ha avuto un ruolo chiave nel lungo percorso che ha portato a ricomporre le diverse posizioni familiari. Ha seguito il confronto tra gli eredi e il progetto, in un percorso che ha richiesto anni di mediazione. “Mi dispiaceva soprattutto che i cittadini di Arzergrande non potessero ancora beneficiare della prevista sala civica Roberto Coin” aveva spiegato nei giorni scorsi. La storia dell’area parte da lontano. Alla morte prematura di Roberto Coin, nel 1974 si aprì una complessa vicenda successoria che nel tempo ha coinvolto decine di eredi e ha reso difficile trovare un accordo per un’area in pieno centro che aveva perso la propria funzione. Gli edifici sono diventati ruderi, il terreno è rimasto in gran parte incolto e la presenza di amianto ha aggiunto un ulteriore problema. La bonifica è stata completata nel 2017. Non sono mancati i tentativi di dare un futuro all’area. Nel 2006 l’amministrazione guidata dalla sindaca Cesarina Foresti aveva puntato sul piano di lottizzazione privata Consorzio Arzergrande Nuova,

poi rimasto senza seguito. La questione è stata poi ripresa dall’amministrazione Lazzarin, che dal 2016 ha lavorato a un nuovo percorso urbanistico. L’obiettivo è inserire l’intervento nella riqualificazione del centro. La nuova piazza sarà uno dei luoghi di riferimento della comunità, con il collegamento ciclopedonale verso il parco di via Marconi e la possibilità di

ospitare il mercato. Attorno troveranno posto le nuove funzioni residenziali e commerciali previste dal piano. Il nome Le Arelle richiama le grisole, attività dei Coin già nell’Ottocento. Il progetto lega così la storia al futuro di Arzergrande. Dopo decenni di attese, passaggi amministrativi, difficoltà nella successione, bonifiche e progetti rimasti sulla carta,

l’accordo raggiunto dagli eredi consente adesso di guardare alla fase successiva. L’ultima adesione porta a chiusura il lungo capitolo proprietario. L’area Coin, da problema irrisolto, può diventare uno dei principali interventi di trasformazione urbana dell’abitato. • Alessandro Cesarato

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TERRITORIO

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Tram. Voltabarozzo collegato alla stazione tra pochi mesi, poi toccherà alla tratta fino a Chiesanuova

TRA DICEMBRE E GENNAIO ATTIVO IL SIR3 SIR2, IL PRIMO TRATTO ENTRO L’ESTATE 2027 I l Sir3 tra dicembre e gennaio, il primo tratto del Sir2 entro la prossima estate. Comune e Aps Holding lavorano per aprire la linea Stazione-Voltabarozzo durante le festività natalizie o nelle prime settimane di gennaio. Il collegamento Rubano-Vigonza partirà invece per stralci: l’obiettivo è attivare prima la tratta dalla caserma Romagnoli, a Chiesanuova, alla stazione. L’intera linea dovrebbe entrare in servizio entro la fine del prossimo anno, salvo imprevisti. Sul Sir3 sono riprese le prove tecniche, con i mezzi in viaggio e i tecnici a bordo per regolare la posizione della linea aerea di contatto. I test saranno intensificati nelle prossime settimane, mentre verranno completati i collegamenti elettrici. Si punta a iniziare il pre-esercizio entro la prima settimana di novembre: una simulazione del servizio senza passeggeri, rispettando orari e frequenze previsti. Questa fase dovrebbe

durare meno di due mesi. La linea unirà la stazione a Voltabarozzo lungo 5,5 chilometri, con 13 fermate, comprese quelle per l’A zienda ospedaliera di via Giustiniani e l’ospedale Sant’Antonio di via Facciolati. Più lungo il percorso del Sir2: 17,5 chilometri e 36 fermate. La piattaforma è stata ultimata a fine luglio, ma restano le opere di completamento. Sul tratto Rubano-Stazione si procede con le asfaltature di strade e marciapiedi e l’allestimento delle fermate. Verso Vigonza si lavora agli allargamenti della carreggiata, dove la piattaforma ha ridotto lo spazio per le auto: a San Lazzaro, davanti alla Kioene Arena, e in via Tommaseo, di fronte all’hotel Mantegna. Conclusa la sistemazione davanti alla cittadella della Stanga. Il pre-esercizio potrebbe cominciare nei primi mesi del prossimo anno sulla tratta Romagnoli-Stazione. Proseguiranno intanto la posa dei cavi e la predisposizione degli impianti.

Alle nuove linee si affiancano quattro parcheggi scambiatori, per un totale di 1.060 posti: 365 al capolinea di Voltabarozzo, 380 a quello di Rubano, 150 alla caserma Romagnoli e 165 al nuovo ospedale di Padova Est. Avranno tariffe giornaliere agevolate e abbonamenti per chi utilizza i mezzi ogni giorno, sul modello del parcheggio della Guizza, oltre a postazioni per la ricarica delle auto elettriche. Si aggiungeranno alla rete di sosta esistente. L’amministrazione ha lavorato per riportare nella disponibilità pubblica aree come il Secret Garden alle porte Contarine, il Green Garden in corso del Popolo e il parcheggio Fiera Est. È in corso il lavoro per rendere nuovamente fruibile il parcheggio di Padova2000; avviati anche i lavori nell’area dell’ex caserma Prandina, accanto al nuovo parco del centro storico. «Ora è iniziata la fase della sistemazione e della ricostruzione delle strade», spiega l’assessore alla Mobilità

Andrea Ragona. La chiama «la fase della cura»: nuovi asfalti, marciapiedi, ciclabili e piantumazioni quando la stagione lo consentirà. Anche le dodici cabine elettriche saranno valorizzate con interventi artistici. Il primo è il murales alla Stanga dedicato alla sicurezza sul lavoro, donato dalla Uil nazionale. Il progetto coinvolgerà artisti e realtà cittadine, nel

percorso della candidatura di Padova a capitale dell’arte contemporanea. I cantieri hanno interessato anche i sottoservizi: venti chilometri di nuove condotte, circa cinquecento allacci idrici e 14 milioni di euro di investimento. La quota maggiore riguarda il Sir2: tredici chilometri di condotte, trecento allacci e 9,5 milioni investiti in due anni e mezzo.

A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo

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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione a ritmo di musica.

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L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente materiali compostabili e riciclabili.

Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una

atmosfera appunto, soft, ma da club. Il 22 ottobre ecco ElettroFolpo, con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino. Venerdì 23 ottobre LadyFolpo, notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese. Sabato 24 FolpoLoco e FolpoBunny con Ali Selecta e con XREITO. Domenica 25 con TechnoFolpo e Fopo Vibes la Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice. Il 26 ottobre Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo, con MC Matt e la celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia. Gran finale martedì 27 con House of Folpo e uno dei padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere del reggae veneto. • Alberto Gottardo

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

D

opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


REGIONE

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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”

RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia

ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un

sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei

rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia

prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».

BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”

“U

n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a

valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.

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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio

“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-

ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area

Il senatore Udc Antonio De Poli

per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio

vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di

che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.

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REGIONE

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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La copertina di “Il mito di Narciso”

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


DESPAR

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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

F

are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

La spesa più leggera

Non aspettare l’offerta!

2000

Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


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DESPAR

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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

È

iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!

Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Influenza, pochi giorni di febbre possono costare un inverno di salute

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i sono inverni che, per una famiglia, si complicano con un solo ricovero. Un anziano che perde autonomia dopo giorni a letto, una persona con problemi respiratori che fatica a recuperare, un malato cronico che vede peggiorare condizioni fino a quel momento stabili. È anche attraverso queste conseguenze che va letta l’influenza: una malattia comune, ma capace di incidere profondamente sulla salute delle persone più vulnerabili. L’avvio delle campagne vaccinali di ottobre riporta quindi una scelta concreta: prepararsi alla stagione dei contagi prima che siano i sintomi a imporre attenzione. Il punto riguarda tanto la salute individuale quanto la capacità delle famiglie e dei servizi sanitari di affrontare i mesi in

cui crescono le infezioni respiratorie. A fare la differenza è soprattutto la condizione di partenza. La stessa infezione può avere un decorso relativamente breve in un adulto sano e diventare impegnativa per chi convive con una patologia cardiaca o polmonare, per una donna in gravidanza, per un bambino piccolo o per chi ha difese immunitarie ridotte. La febbre è soltanto la manifestazione più evidente: ciò che preoccupa sono le possibili polmoniti, le sovrainfezioni batteriche e l’aggravamento di malattie preesistenti. Da questa diversa esposizione al rischio nasce l’offerta vaccinale. Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute indica tra i principali destinatari le persone di almeno 60 anni, i bambini dai sei mesi ai

sei anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone con patologie che aumentano la probabilità di complicanze. La vaccinazione gratuita per le categorie previste è uno strumento per raggiungere chi può pagare il prezzo più alto dell’infezione. Una telefonata al medico di famiglia o al pediatra diventa così il primo passo per capire come accedere alla vaccinazione e quale percorso seguire: i servizi vaccinali territoriali partecipano alla campagna, secondo l’organizzazione delle singole Ulss ed aziende sanitarie. Portare la prevenzione vicino alle persone significa rendere più semplice una decisione che rischia altrimenti di essere rinviata tra impegni, dubbi e la sensazione che l’inverno sia ancora lontano. Il calen-

dario, però, conta. L’organismo impiega circa due settimane a sviluppare pienamente la risposta immunitaria: vaccinarsi quando i contagi sono già aumentati può lasciare scoperto proprio quel periodo. Chi arriva più tardi non deve comunque considerare persa l’occasione, perché il Ministero raccomanda di continuare a offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili durante la stagione influenzale. Anche le aspettative devono essere chiare. La vaccinazione può ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, di sviluppare forme gravi, ma non elimina ogni possibilità di infezione. Inoltre, durante l’inverno circolano altri virus capaci di provocare febbre, tosse e malessere: sintomi comparsi dopo il vaccino non dimostrano, da soli, che la

protezione contro l’influenza abbia fallito. E la dose dell’anno precedente non basta per il nuovo inverno, perché l’immunità si attenua e i virus possono cambiare. Resta una responsabilità quotidiana, anche dopo la vaccinazione. Curare l’igiene delle mani, coprire tosse e starnuti e restare a casa in presenza di sintomi respiratori febbrili contribuisce a contenere la trasmissione. Sono attenzioni che acquistano ancora più valore quando si vive o si lavora accanto a persone fragili. La campagna di ottobre comincia da una scelta personale, ma la sua utilità si estende alla comunità: meno complicanze significano meno sofferenza per i malati, meno difficoltà per chi li assiste e minore pressione sui servizi di cura.

Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre

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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle

strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per

la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027: somministra-

zione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato

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30 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione

Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna

L Sintonizzati sul Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle

varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici. Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)

Nuova valvola tricuspide impiantata dalla gamba senza aprire il torace: primo intervento in Italia

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na nuova valvola tricuspide impiantata senza aprire il torace, passando da una vena della gamba. È stato eseguito a Padova il primo impianto in Italia, dopo l’acquisizione del marchio CE, di una nuova bioprotesi destinata alla sostituzione percutanea della valvola tricuspide. L’intervento è stato realizzato dalla UOSD Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, diretta dal professor Giuseppe Tarantini, e rappresenta una possibilità terapeutica per quei pazienti affetti da grave insufficienza tricuspidalica che, per le caratteristiche della propria anatomia, non potevano essere trattati né con la chirurgia tradizionale né con le procedure transcatetere già disponibili. Il caso affrontato a Padova rientrava proprio in questa situazione. La paziente presentava una grave insufficienza della valvola tricuspide ed era stata considerata non operabile con la chirurgia tradizionale. Anche le precedenti soluzioni percutanee non erano praticabili, a causa delle dimensioni e della conformazione della valvola. La nuova bioprotesi è stata sviluppata per intervenire proprio in anatomie particolarmente complesse. Il dispositivo dispone infatti di dimensioni maggiori e di un sistema di ancoraggio progettato per adattarsi anche a valvole tricuspidi molto dilatate, condizioni nelle quali le protesi precedenti potevano non essere utilizzabili. La procedura viene effettuata senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto. La protesi viene introdotta attraverso una vena della gamba e guidata fino al cuore, dove viene posizionata in corrispondenza della valvola tricuspide. In questo modo è possibile sostituire la valvola senza aprire il torace e senza lasciare

una cicatrice chirurgica. «Il valore di questa tecnologia non sta soltanto nella sua novità, ma soprattutto nella possibilità di offrire un trattamento a pazienti che prima non avevano alternative praticabili», sottolinea il professor Giuseppe Tarantini. «È questo l’aspetto clinicamente più importante». Sulla novità interviene anche il presidente Stefani, che sottolinea il valore dell’intervento per quei pazienti che fino a oggi non avevano possibilità di trattamento adeguate. «La Sanità veneta segna una nuova affermazione di cui potranno giovarsi cittadini che fino ad oggi non avevano risposte all’insufficienza tricuspidalica grave», afferma, congratulandosi con l’unità di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova per il primo impianto italiano della nuova protesi. Il presidente Stefani ha rivolto un ringraziamento anche a tutti i professionisti coinvolti nella procedura, sottolineando il contributo dell’équipe medica e del personale che ha partecipato all’intervento. Alla paziente ha invece rivolto l’auspicio per una positiva prosecuzione del decorso clinico. Anche il decorso della paziente ha evidenziato la natura mini-invasiva della procedura. Dopo l’intervento è stata risvegliata e, in presenza di buone condizioni cliniche, è stata dimessa dopo appena due giorni. Per la Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova si tratta di un nuovo traguardo nel campo della cardiologia interventistica strutturale e, soprattutto, di un’ulteriore opzione di cura per pazienti ad elevata complessità, con una procedura che consente di raggiungere il cuore passando dalla gamba e senza ricorrere all’apertura del torace.


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