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laPiazza di PD Sud - Ago26

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di Padova Sud

DAL 1994

AGOSTO 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 177

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Sicurezza idraulica: stanziati dalla Regione 737 mila euro del Genio Civile per i fiumi padovani

Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia

Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale

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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto

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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.

ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO ALBIGNASEGO E CASALSERUGO: SOLIDARIETA’ SENZA ETA’ servizi alle pag. 4-5

MASERÀ, NASCE LA PIÙ GRANDE CITTADELLA LOGISTICA DEL TRIVENETO

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I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti.

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FACCIAMO IL PUNTO

di Padova Sud

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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GENITORI E FIGLI, EDUCARE E CRESCERE CON LO SPORT

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ornire strumenti concreti ai genitori per accompagnare i figli nello sviluppo emotivo e relazionale, favorendone l’autonomia e una gestione più equilibrata degli impegni quotidiani”. È questo l’obiettivo di un ciclo di incontri rivolto a genitori e figli concluso nei giorni scorsi ad Albignasego. Organizzata da ENAIP con il patrocinio del comune di Albignasego, nell’ambito delle iniziative legate al riconoscimento di Comune Amico della Famiglia, l’iniziativa è stata ospitata a Villa Obizzi e ha visto la presenza della psicologa clinica dello sviluppo e dello sport Giulia Cavalletto che ha affrontato alcune delle difficoltà più comuni che le famiglie si trovano ad affrontare nella crescita dei figli. Particolare attenzione è stata riservata allo sport, per aiutare i genitori a sostenere i ragazzi senza trasformare l’attività agonistica in una fonte di pressione, ma valorizzandone invece il ruolo nella socializzazione, nella motivazione e nel benessere. Soddisfatto il sindaco Valentina Luise che al termine del ciclo di incontri ha dichiarato: “Sappiamo tutti quanto lo sport abbia una valenza benefica sui nostri ragazzi. Lo sport è un viatico fondamentale per una vita in salute, ma anche per sviluppare uno spirito di squadra e di aggregazione sana. Le istituzioni e il comune sono al servizio della comunità anche attraverso iniziative come questa, che promuovono il benessere delle famiglie e dei nostri ragazzi”. Sulla stessa linea l’assessore allo sport Gregori Bottin: “La città di Albignasego è da sempre impegnata nella promozione dell’attività sportiva. Percorsi come quello organizzato da ENAIP rientrano pienamente nelle politiche attive con cui l’amministrazione sostiene lo sport come strumento educativo e di crescita” ha concluso Bottin.

Strumenti concreti per sostenere lo sviluppo dei ragazzi. Il commento del sindaco Valentina Luise

i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:

la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.

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• Andrea Benato

ASCOLTA ORA di Padova Sud è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Albignasego, Casalserugo e Maserà di Padova per un numero complessivo di 12.560 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; Srl numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Giovani e anziani/1. Nel secondo centro della provincia gli over 75 sono almeno duemila, cinquemila gli under 25

ALBIGNASEGO CONTRO LA SOLITUDINE: SFIDA APERTA PER DUE GENERAZIONI C on oltre 27 mila abitanti, la città di Albignasego si conferma il secondo comune più popolato della provincia di Padova. Una realtà dinamica in continua crescita che presenta un tratto demografico particolarmente significativo: la presenza di oltre cinquemila giovani under 25, pari a circa il venti per cento dei residenti. Al contempo, sul territorio risiedono più di duemila persone con oltre 75 anni, pari all’otto per cento della popolazione, di cui un numero consistente vive in una condizione di isolamento domestico. Di fronte alla coesistenza di queste due fasce d’età e al rischio di solitudine, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Valentina Luise ha sviluppato un piano integrato. “Per i giovani e per gli anziani abbiamo parecchie attività sul territorio”, spiega il sindaco Valentina Luise. “Proprio in questo periodo estivo li abbiamo coinvolti attraverso il progetto “Ci sto? Affare fatica!” e attraverso Solidaria.

La prima iniziativa coinvolge i ragazzi dalla terza media fino ai diciotto anni e li impegna in lavori socialmente utili per il Comune, come la manutenzione e la sistemazione di parchi e scuole. Rappresenta un modo per coinvolgerli e per insegnare loro il rispetto della cosa pubblica”.

Per ampliare la rete di solidarietà, il Comune ha stretto sinergie con le vicine amministrazioni di Casalserugo e Maserà di Padova. “Solidaria è un progetto sviluppato insieme a Casalserugo e Maserà all’interno di una rete territoriale orientata all’aiuto reciproco”, chiarisce il primo cittadino. “Attraverso questa esperienza i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino le realtà di volontariato presenti nel territorio, come la Croce Rossa e la Protezione Civile. L’obiettivo è quello di avvicinarli attivamente al volontariato, poiché registriamo che il mondo dell’associazionismo è attualmente frequentato soprattutto da persone di una certa età, e questo è un metodo efficace per appassionare i giovani a realtà diverse”. In un’ottica di prevenzione e coinvolgimento continuativo, la giunta sta preparando nuovi strumenti vicini ai linguaggi giovanili. “Abbiamo in programma di realizzare un bilancio

partecipativo rivolto ai ragazzi attraverso una piattaforma digitale”, fa sapere il sindaco. “Utilizzeremo il loro linguaggio per raccogliere idee e permettere loro di sceglierne una da realizzare con fondi comunali, garantendo il loro coinvolgimento attivo”. Quanto alle fragilità legate all’invecchiamento della popolazione l’obiettivo primario è evitare che la terza età scivoli nella solitudine casalinga o nell’emarginazione. “Per gli anziani disponiamo del nostro centro anziani, frequentatissimo”, sottolinea il primo cittadino. “Iniziamo approntando la nuova stagione dell’università degli adulti e valorizzeremo una serie di attività sportive per il prossimo anno. Lo sport è salute e vuole essere un modo per coinvolgere sempre più attivamente gli anziani”. • Nicola Stievano

A Casalserugo isolamento e marginalità da sconfiggere: decine gli anziani seguiti, al via il cohousing sociale

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Casalserugo l’attenzione verso la popolazione anziana si articola lungo due direttrici fondamentali: da un lato la risposta puntuale alle fragilità fisiche ed economiche, dall’altro una visione strategica volta a prevenire l’isolamento prima che si trasformi in solitudine e marginalità. Attualmente sono circa una ventina i nuclei familiari seguiti dai servizi sociali con l’assistenza domiciliare, a cui si aggiunge un forte impegno sul piano della mobilità, concretizzato in circa 50 trasporti sociali effettuati per accompagnare gli anziani verso luoghi di cura, visite mediche e servizi essenziali. A questo quadro di tutela si affiancano le misure di sostegno economico, come i contributi e i bonus per

il pagamento delle bollette destinati alle fasce di reddito più deboli. “Tuttavia, accanto all’assistenza diretta, - spiega il sindaco Matteo Cecchinato riteniamo prioritario creare un tessuto sociale solido in grado di anticipare i bisogni ed evitare che chi vive solo si ritrovi isolato. Il cuore pulsante di questa attività di aggregazione e prevenzione è rappresentato dal centro anziani all’Hangar Nove, gestito in stretta collaborazione con l’Auser. L’Hangar Nove è diventato un punto di riferimento fondamentale dove l’invecchiamento attivo viene promosso attraverso la socialità quotidiana ma anche attraverso momenti d’informazione e prevenzione primaria”. È qui che si

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tengono gli incontri formativi con medici e specialisti dedicati all’importanza della prevenzione e alla promozione della salute, affiancati dai percorsi del progetto “vivere attivamente la terza giovinezza”. In questo contesto, psicologi e psicoterapeuti aiutano i partecipanti a sviluppare una piena consapevolezza emotiva e a metabolizzare momenti critici come il lutto e la perdita del coniuge. Un supporto che trova continuità nello sportello psicologico gratuito comunale, frequentato da molti cittadini over 75 per superare stati depressivi e ritrovare la propria autonomia. Non mancano poi le attività di alfabetizzazione informatica per l’uso dei dispositivi digitali, i cicli di conferenze sulla storia locale di febbraio e

giugno, e le uscite ricreative organizzate, dalle sessioni invernali di acquagym in acqua termale fino alle giornate estive trascorse al mare. Inoltre il Comune sta lavorando al progetto di cohousing sociale per anziani autosufficienti. “Si tratta di un modello abitativo collaborativo - aggiunge il sindaco - in cui le persone anziane, pur mantenendo la propria indipendenza in alloggi individuali, condividono spazi comunitari e servizi di supporto, contrastando la solitudine e favorendo il mutuo aiuto in un ambiente protetto e stimolante. È un passaggio strategico che si inserisce perfettamente nella cornice delle politiche sociali più avanzate, che anche la Regione sta portando avanti”.

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5 Giovani e anziani/2. Da “Solidaria” nasce il progetto d’area vasta che coinvolte Casalserugo, Legnaro e Polverara

Protagonismo e responsabilità civica nel vocabolario delle nuove generazioni operativi fondamentali: scuola e cultura, sport e salute, sociale e solidarietà. “Attraverso il raccordo tra le scuole, le società sportive, i centri parrocchiali e il Terzo Settore, - spiega il sindaco Matteo Cecchinato - ciascuna realtà designerà dei propri giovani rappresentanti che andranno a formare la Consulta Giovanile Territoriale. Con il supporto di facilitatori

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e la risposta pensata per la terza età fa leva su cura, salute e inclusione, il lavoro rivolto alle nuove generazioni adotta un cambio di prospettiva fondamentale: i giovani sono risorse vive e attori protagonisti della crescita del territorio. L’azione dell’Amministrazione comunale si muove su un doppio binario: da un lato valorizzare il loro contributo attivo alla vita pubblica, dall’altro incentivare e riconoscere l’impegno, il merito scolastico e la partecipazione civica. Sul fronte del coinvolgimento, la Consulta dei Giovani si conferma uno spazio strategico di espressione e progettualità autonoma. È proprio attraverso la Consulta che i ragazzi del paese hanno preso in mano la regia di alcuni dei momenti più partecipati dell’estate cittadina, dimostrando capacità organizzative ed entusiasmo nella realizzazione di eventi ormai simbolo per la comunità, come

la Festa della Birra e la Green Volley Cup. A questa dimensione aggregativa e sportiva si affianca una presenza sempre più incisiva nel volontariato sociale, grazie al progetto Solidaria: un’iniziativa promossa in rete con il Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) che permette ai ragazzi tra i 14 e i 21 anni di mettersi al servizio del paese durante i mesi estivi, prendendosi cura degli spazi pubblici, offrendo supporto nelle attività comunitarie e scoprendo sul campo il valore della solidarietà e della cittadinanza attiva. A rafforzare questo percorso di partecipazione istituzionale si aggiungerà quest’anno una novità importante: l’attivazione del Consiglio dei Ragazzi, nuovo organo rappresentativo pensato per dare voce diretta ai più giovani. Un luogo di democrazia cooperativa in cui gli studenti potranno confrontarsi, proporre idee, analizzare i problemi

del paese dal proprio punto di vista ed elaborare progetti concreti da sottoporre alla Giunta comunale — imparando fin da piccoli il funzionamento delle istituzioni e il senso di responsabilità verso la propria comunità. A dare una veste ancora più strutturata e strategica a questo percorso di coinvolgimento è il nuovo progetto d’area vasta intitolato “Giovani & Comunità”, nato dalla sinergia istituzionale tra i Comuni di Casalserugo, Legnaro e Polverara nell’ambito del Protocollo della Comunità Educante. L’iniziativa si articola con una visione educativa specifica per fasce d’età — dividendosi tra un target Junior per i ragazzi dai 9 ai 14 anni legato all’educazione civica e ai Consigli dei Ragazzi, e un target Senior dai 15 ai 25 anni orientato al mondo del lavoro, dell’associazionismo e della vita pubblica — e si sviluppa attorno a tre pilastri

ed esperti messi a disposizione anche grazie alla collaborazione con il CSV, i ragazzi lavoreranno in tavoli tematici per trasformare le proprie intuizioni in progetti reali per il territorio, dimostrando che la cittadinanza attiva non è un concetto astratto, ma un esercizio quotidiano di partecipazione e responsabilità per la propria comunità”.

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A Maserà occhi puntati sulla sicurezza di chi vive solo

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l progressivo invecchiamento demografico rappresenta una realtà consolidata anche per il comune di Maserà di Padova, la cui popolazione residente sfiora i 9.300 abitanti con un’età media che supera i 45 anni e una presenza sempre più numerosa di over 65. In questo contesto, un ruolo fondamentale è svolto dal Centro Anziani cittadino, realtà attiva da diversi anni nell’organizzazione di momenti conviviali, uscite ricreative e incontri informativi aperti a decine di soci. Le iniziative mirano a promuovere un invecchiamento attivo, stimolando la socializzazione e prevenendo il rischio di isolamento e solitudine tra i cittadini più anziani. Accanto alle opportunità di aggregazione resta alta l’attenzione sul versante della sicurezza, in particolare contro il fenomeno dei raggiri ai danni di persone sole. Le forze dell’ordine e l’amministrazione raccomandano

costantemente massima prudenza di fronte a sconosciuti che si presentano alla porta chiedendo di accedere alle abitazioni. L’esigenza di mantenere elevata la guardia è confermata anche da recenti episodi di cronaca locale: proprio in via Isonzo un’anziana di 88 anni che vive in autonomia è stata raggirata da un finto tecnico dell’acquedotto che, inventando un guasto al gas e provocando un forte spavento, l’ha indotta a portare all’esterno gioielli di famiglia e contanti per poi sottrarli e far perdere le proprie tracce. Richiami e incontri di prevenzione continuano così a rappresentare un tassello decisivo per informare gli anziani sulle modalità di raggiro più diffuse e tutelare la loro serenità. • (n.s.)

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Opere pubbliche. Sport, inclusione e ricadute economiche per il quartiere Lion

AVANTI CON LA NUOVA PISTA DI ATLETICA S ociale e opere pubbliche. Sono queste le priorità definite dal neo sindaco di Albignasego Valentina Luise, a poche settimane dall’insediamento. E proprio le opere - una in particolare sono state al centro di una variazione di bilancio approvata all’unanimità nel corso di uno degli ultimi consigli comunali: grazie a uno stanziamento di 330 mila euro, prosegue l’iter per la realizzazione di una nuova pista di atletica. L’opera, definita dall’amministrazione “ambiziosa”, sorgerà in un’area attualmente privata nel quartiere Lion che, grazie alle risorse destinate dal bilancio al progetto, saranno acquisite dal comune. “Con questo stanziamento compiamo un passo concreto verso la realizzazione di un’opera molto attesa dalla città” ha dichiarato il sindaco Valentina Luise. “L’acquisizione delle aree rappresenta infatti una fase indispensabile per poter poi partecipare ai bandi di finanziamento

destinati alla realizzazione dell’intervento, il cui quadro economico complessivo ammonta a 4,4 milioni di euro”. Con una nota, l’amministrazione spiega che “l’iter prevede che, una volta conclusa la procedura espropriativa e ottenuti i finanziamenti necessari, si possa procedere con l’affidamento dell’incarico professionale per la redazione del progetto esecutivo. Seguiranno quindi le verifiche tecniche e amministrative e, infine, la gara per l’affidamento dei lavori. Il progetto ha già compiuto importanti passi fondamentali con la scorsa amministrazione. Nel 2024 è stata avviata la redazione del progetto definitivo, mentre nel corso del 2025 sono stati acquisiti i pareri favorevoli della FIDAL Nazionale e del CONI Nazionale. In seguito è stato avviato l’iter per ottenere i pareri degli enti competenti sul territorio. L’impianto sarà a disposizione delle numerose associazioni sportive del territorio e

consentirà di ospitare manifestazioni e meeting di atletica di livello nazionale”. Il presidente del consiglio comunale Federico Rampazzo ha aggiunto: “Sono attualmente in corso gli adempimenti della commissione tecnica necessari

per acquisire tutti i pareri degli enti coinvolti. Una volta approvato il progetto definitivo, si potrà avviare la procedura di acquisizione di circa 26 mila metri quadrati di aree destinate a ospitare il nuovo impianto. Si tratta di un pro-

cedimento complesso che richiederà ancora diversi mesi”. “È un’opera molto attesa dalla nostra comunità e destinata a diventare un importante motore di sviluppo per Albignasego” ha sottolineato ancora Luise. “Grazie alle omologazioni e ai pareri ottenuti da FIDAL e CONI, il nuovo impianto potrà ospitare grandi eventi sportivi di livello anche nazionale, con ricadute positive anche per le attività ricettive e commerciali del territorio. Ma il suo valore va oltre l’aspetto economico: lo sport significa inclusione, aggregazione, crescita dei giovani, promozione della salute e benessere per cittadini di tutte le età. Sarà un luogo capace di offrire nuove opportunità di partecipazione e sviluppo per tutta Albignasego” ha concluso il sindaco. • Andrea Benato

CROCE ROSSA, CONCLUSO “IO MI METTO IN GIOCO”

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i è concluso nei giorni scorsi ad Albignasego il primo campo estivo “Io mi metto in gioco”, promosso dal Comitato di Maserà di Padova della Croce Rossa Italiana e rivolto a una trentina di bambini e ragazzi tra gli 8 e i 13 anni, provenienti da Albignasego, Maserà di Padova e Casalserugo. Un’esperienza dedicata alla cittadinanza attiva, al volontariato, alla solidarietà e, soprattutto, all’inclusione. Il progetto, inserito nel programma nazionale “GEN+ – Io mi metto in gioco”, ha coinvolto i giovani in un percorso educativo scandito da attività, giochi e momenti di condivisione, accompagnati da una quindicina di volontari. A guidare l’iniziativa sono stati la presidente del Comitato della CRI di Maserà, Anella

Buonaiuto; il vicepresidente, Paolo Lago; e i referenti del progetto, Roberta Brischigliaro e Antonio Martinucci, con il contributo dei Volontari Giovani. Tra i momenti più significativi del campo figura la visita a Palazzo Balbi, dove l’assessore Regionale Filippo Giacinti ha accolto i volontari e i ragazzi insieme all’assessore Regionale Elisa Venturini. A lasciare un segno concreto dell’esperienza è stato anche il libro “Io ti capisco!”, scritto e illustrato dai bambini e dai ragazzi insieme ai volontari. Un lavoro dedicato all’inclusione, alla comunicazione e alla diversità. Al termine del percorso i volontari, con il supporto dei bambini e dei ragazzi che hanno partecipato al campo, hanno espresso un pensiero: “Dalle

parole fatte di mille accenti a quelle che nascono dalle mani e si ascoltano con gli occhi, ogni lingua è un ponte che abbatte i silenzi, dimostrando che la diversità è la nostra vera ricchezza”. “Il campo «Io mi metto in gioco»

si conclude, ma ciò che bambini, ragazzi e volontari hanno costruito insieme continuerà a camminare con noi”, ha dichiarato Buonaiuto. • (a.b)

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Politica. Stanziamento unanime di 265 mila euro per i centri estivi

parrocchia L’opposizione non fa sconti: ambiente, sport Dalla un immobile al comune e sostegno alle famiglie al centro del dibattito persportiviampliare gli impianti E ntra nel vivo l’attività del nuovo consiglio comunale di Albignasego dopo le elezioni di maggio. Mentre la maggioranza procede spedita con l’approvazione di alcune importanti variazioni di bilancio, l’opposizione ha già messo sul tavolo elementi di critica su cui si è aperto un dibattito. Uno dei primi punti discussi è il permesso di costruire per un fabbricato direzionale-commerciale in via C. Battisti, destinato a una palestra per attività di psicomotricità. Il gruppo consiliare Albignasego Bene Comune - Partito Democratico ha espresso voto contrario come ha spiegato il capogruppo Alberto Bettella: “Pur riconoscendo la qualità formale dell’opera e l’utilità del servizi. Si evidenzia una criticità dell’area derivante dal rischio idrogeologico alla viabilità, fino al consumo di suolo. Potrebbero inoltre esserci problemi per il tombinamento che non è inserito in una progettualità più ampia e complessiva”. Da qui la richiesta di valutare una diversa collocazione dell’intervento. “Abbiamo espresso voto contrario chiedendo di prevedere tale opera in altra area territoriale, per preservare i cittadini residenti e nel rispetto delle esigenze di un territorio sempre più fragile che richiede rispetto e attenzione” ha aggiunto il capogruppo. Ancora, nel consiglio successivo l’opposizione ha presentato un’interrogazione sulla gestione degli impianti sportivi Montagna e Loteni, assegnati alla nuova società formata da Calcio Padova Women, Calcio Padova e Carpine, dopo la conclusione del rapporto con lo storico Albignasego Calcio. “L’uscita di una presenza nello sport storica come l’Albignasego Calcio ha messo in subbuglio il territorio e ha creato disagi, malumori e preoccupazioni diffuse in molte famiglie e molti ragazzi del nostro territorio, in un tempo che solitamente è dedicato dalle famiglie alle iscrizioni per il nuovo anno sportivo”, ha sottolineato Bettella. L’interrogazione ha chiesto chiarimenti sul percorso che ha portato al bando e all’assegnazione, oltre che sulle modalità con cui l’amministrazione ha gestito la comunicazione con le famiglie. Nel mirino anche la perdita di “un marchio storico per il territorio come l’Albignasego Calcio”. Unanimità, invece, sul sostegno ai centri estivi. Il consiglio ha confermato lo stanziamento di 265 mila euro a favore delle famiglie

residenti e delle realtà che organizzano le attività. Una scelta condivisa dalla minoranza: “Siamo molto attenti a questi aspetti, che creano anche inclusione e pari opportunità diffuse, che consideriamo prioritari e non a caso sono parte costitutiva del nostro programma”. Bettella ha annunciato infine l’impegno per rendere queste misure “strutturali, anziché essere oggetto di un rinnovo di anno in anno”, oltre che per aumentarne le risorse a sostegno del tessuto sociale e familiare di Albignasego. • Andrea Benato

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iù spazio comunale destinato allo sport. È l’obiettivo condiviso tra il comune di Albignasego e la Parrocchia di Sant’Agostino Vescovo, che nei giorni scorsi hanno raggiunto un accordo sulla concessione di ulteriori spazi per potenziare gli impianti sportivi “Federico Piran” di via Tintoretto. La convenzione, che va ad integrare quella già esistente risalente al 2003, è stata approvata dal consiglio comunale e prevede la concessione in diritto d’uso al comune di un immobile di circa 67 metri quadrati e un’area di ulteriori 66,5 metri quadrati. L’operazione consentirà all’amministrazione di procedere con l’ampliamento degli spogliatoi e di realizzare un nuovo ricovero per le attrezzature. Il fabbricato, attualmente utilizzato come magazzino, sarà ristrutturato per ricavare nuovi spazi a servizio delle squadre. L’intervento nasce dalle esigenze manifestate dalla U.S. Sant’Agostino, concessionaria dell’impianto, che deve fare i conti con un numero crescente di atleti e formazioni. Per la prossima stagione il settore calcio conta di schierare nove gruppi, quattro dei quali composti da bambini sotto i dieci anni. La carenza di spogliatoi - si legge nella delibera - impedisce oggi di utilizzare contemporaneamente i due campi da calcio del “Federico Piran”. Una limitazione che ha già avuto conseguenze concrete: nelle ultime stagioni la società ha dovuto rinunciare a iscrivere una formazione Juniores, non riuscendo a trovare spazi sufficienti per programmare tutte le gare interne. Il consiglio comunale, contestualmente all’approvazione della convenzione, ha prorogato la durata del diritto d’uso, fissando la nuova scadenza al 21 dicembre 2053. Il progetto va ad aggiungersi ai molti altri in corso o in programma per continuare a favorire lo sport sul territorio, specie tra i più giovani. • (a.b.)


CASALSERUGO TERRITORIO

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Sicurezza idraulica. Approvati gli interventi, Venturini: “Prevenzione e cura del territorio sono una priorità”

LA REGIONE INVESTE 737 MILA EURO PER LA MANUTENZIONE DEI CORSI D’ACQUA I l Genio Civile di Padova ha approvato tre interventi di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua dei circondari idraulici di Padova ed Este, per un investimento complessivo di 737.500 euro. Le opere interesseranno numerosi fiumi e canali tra le province di Padova, Venezia, Vicenza, Verona e Treviso e consentiranno di mantenere efficiente il reticolo idraulico attraverso interventi di sfalcio della vegetazione, decespugliamento, disboscamento delle scarpate e degli argini, taglio delle alberature pericolanti e manutenzione delle piste di servizio. Nel dettaglio, il programma comprende un intervento da 437.500 euro relativo all’accordo quadro per la manutenzione ordinaria di tratti dei corsi d’acqua del circondario padovano e due ulteriori interventi da 150.000 euro ciascuno destinati rispettivamente ai circondari idraulici di Padova e di Este. Le attività saranno realizzate nei prossimi mesi lungo i principali corsi d’acqua del territorio e consentiranno di preservare la funzionalità delle opere idrauliche, favorendo il corretto deflusso delle acque e contribuendo alla prevenzione del rischio idraulico.

L’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Elisa Venturini

«La manutenzione ordinaria rappresenta una delle azioni più efficaci per garantire la sicurezza idraulica del territorio – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini –. Intervenire con continuità sulla vegetazione, sugli argini e sulle pertinenze dei corsi d’acqua significa mantenere efficiente il reticolo idraulico e ridurre il rischio di criticità durante gli eventi meteorologici più intensi.» «Questi interventi – prosegue Venturini – confermano la volontà della Regione di investire in una prevenzione concreta e costante. La sicurezza del territorio si costruisce attraverso una manutenzione programmata, capillare e puntuale, che permette di tutelare cittadini, imprese, attività agricole e patrimonio ambientale prima ancora che si verifichino situazioni di emergenza». Ecco quali sono i corsi d’acqua interessati dagli interventi: - Fiume Adige, lungo l’argine sinistro, dal confine tra le province di Padova e Verona, nel comune di Castelbaldo, fino alla foce nel Mare Adriatico, nel comune di Chioggia. - Fiume Brenta, dal Ponte Vigodarzere nel comune di Padova fino al Ponte di Santa Margherita nel comune di Codevigo. - Torrente Muson dei Sassi, dal ponte della ferrovia nel comune di Castelfranco Veneto fino alla confluenza con il fiume Brenta nel comune di Padova. - Fiume Bacchiglione e relativi affluenti, dal confine con la provincia di Vicenza fino alla confluenza con il fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. - Canale Brentella, dall’incile sul fiume Brenta nel comune di Limena fino alla confluenza con il Bacchiglione nel comune di Padova. - Canale Battaglia, dall’incile sul Bacchiglione nel comune di Padova fino al sostegno della Bastarda, nel comune di Monselice. - Canale Roncajette, dal Ponte Kennedy nel comune di Padova fino al comune di Bovolenta. - Canale Cagnola, dal Ponte di Cagnola fino al comune di Bovolenta. - Canale Bagnarolo. - Fiume Fratta-Gorzone, dal ponte in località

Sabbion, nel comune di Cologna Veneta, fino alla confluenza nel fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. Nell’ambito dello stesso corso d’acqua sono inoltre previsti interventi dal Ponte dell’Isoletta, nel comune di Pressana, fino al ponte della ferrovia nel comune di Stanghella. - Fiume Frassine – Brancaglia – Santa Caterina, dal comune di Montagnana fino alla confluenza con il Gorzone nel comune di Vescovana. Sono inoltre previsti interventi sul fiume Frassine dal Ponte della Torre nel comune di Este fino al Ponte

della SR10 in località Prà. - Canale Bisatto, dal ponte della SP10 nel comune di Albettone (VI) fino al ponte della SP47 nel comune di Vo’, oltre al tratto dal Ponte di Cà Barbaro, nel comune di Este, fino al Bagnarolo, nel comune di Monselice. - Canal di Valle, lungo l’argine di ponente nel comune di Chioggia. - Nodo idraulico di Padova, comprendente Canale Scaricatore, Canale San Gregorio, Canale San Massimo, Canale Piovego, Canale Roncajette Superiore e Tronco Maestro.

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CASALSERUGO

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Mobilità. Approvato il progetto di fattibilità per estendere il percorso di via Praga lungo la S.P. 3

Pista ciclabile lungo la provinciale: Il Comune punta sulla sicurezza

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uovo impulso per la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale nel territorio di Casalserugo. L’amministrazione comunale ha stabilito di compiere un passo decisivo per l’ampliamento della propria rete ciclopedonale, focalizzando l’attenzione su uno dei tratti viari più delicati e frequentati. L’occasione è rappresentata dal bando per la concessione di contributi dedicati al miglioramento dei percorsi ciclabili promosso dalla Provincia di Padova per l’annualità 2026. Per cogliere questa opportunità e posizionarsi favorevolmente nella graduatoria di assegnazione delle risorse, la Giunta ha commissionato a un professionista incaricato la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, passaggio chiave per garantire un punteggio alto secondo le direttive provinciali. L’intervento focalizza la propria azione sulla Strada Provinciale 3, nota in quel tratto come via Garibaldi; un’arteria caratterizzata da un lungo rettilineo di circa quattro chilometri e mezzo, dove l’elevata velocità dei veicoli e la

presenza costante di traffico pesante costituiscono da tempo un fattore di rischio significativo per i residenti. Attualmente la pista ciclabile su sede propria si interrompe all’altezza dell’intersezione con via Praga, proseguendo esclusivamente verso nord. Il nuovo disegno progettuale prevede invece la prosecuzione dell’infrastruttura verso sud, consentendo di collegare in totale sicurezza numerose abitazioni isolate e creando i presupposti per raccordare in futuro i percorsi con via Ca’ di Bosco, arteria strategica per il raggiungimento della frazione di Ronchi del Volo e della vicina zona artigianale. La misura si inserisce inoltre in una visione strategica più ampia, andandosi a integrare con l’itinerario sovracomunale condiviso con i vicini Comuni di Polverara, Bovolenta e Terrassa Padovana per la valorizzazione del percorso cicloturistico del Bacchiglione. Sotto il profilo strettamente tecnico, l’opera si distinguerà per soluzioni costruttive volte a garantire la massima tutela di pedoni e ciclisti. La nuova

Aiuti alle famiglie: fondo da 10.000 euro

I pista sarà separata dalla sede stradale mediante un’aiuola spartitraffico. I lavori comprenderanno il riposizionamento dell’illuminazione pubblica, la posa di nuovi pozzetti per il drenaggio dell’acqua piovana e la riasfaltatura della corsia nord. Il quadro economico complessivo ammonta a 65.600 euro: la copertura finanziaria vedrà un contributo provinciale stimato in 30.100 euro, pari al 70 per cento dell’importo dei lavori, mentre la restante quota di 35.000 euro farà capo alle casse del Comune. • Cristina Salvato

l Comune di Casalserugo promuove un’importante iniziativa a sostegno delle famiglie residenti, mettendo a disposizione un fondo complessivo di 10.000 euro per l’anno 2026. L’iniziativa intende offrire un aiuto economico concreto a chi si trova ad affrontare spese quotidiane rilevanti o situazioni di difficoltà. Il contributo è rivolto ai nuclei familiari con la residenza anagrafica nel Comune e in possesso di un’attestazione Isee in corso di validità pari o inferiore a 20.000 euro. Le risorse previste possono essere impiegate per coprire diverse tipologie di spese, tra cui il canone di affitto, le rate del mutuo per la prima casa, le spese condominiali con solleciti di pagamento e le morosità relative ai servizi scolastici, come mensa

e trasporto. Inoltre, i fondi coprono l’acquisto di combustibili e il saldo delle bollette di illuminazione e riscaldamento, riservando un canale d’accesso prioritario a chi non beneficia del bonus sociale. L’importo erogabile per ciascun nucleo familiare non potrà superare i 400 euro e verrà liquidato entro ottobre di quest’anno. L’assegnazione avverrà mediante una graduatoria formata in base alle regole dell’avviso consultabile sul sito comunale, assegnando priorità all’Isee più basso in caso di parità di punteggio. La presentazione delle domande deve avvenire unicamente online, in maniera del tutto gratuita, direttamente sul portale del Comune, entro il termine tassativo del 7 settembre. • (CRI.S.)

SENTINELLA DEL FIUME BACCHIGLIONE

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il Castello di San Martino della Vaneza fra storia e misteri

Una storia lunga più di mille anni lega il fiume Bacchiglione e il Castello di San Martino della Vaneza, a Cervarese Santa Croce. Un tempo in cui questa edificazione medievale ha cambiato più volte funzione, ma non ha mai smesso di dialogare con il fiume. Prima fortezza, poi porto fluviale, infine museo: oggi il castello narra tutta la sua storia e non nasconde anche qualche mistero. Molti degli oggetti conservati nel Museo Archeologico del fiume Bacchiglione sono stati recuperati proprio dall'acqua: reperti preromani e romani, ceramiche medievali, antiche imbarcazioni monossili. Oggetti comuni che oggi permettono di ricostruire e raccontare una storia fatta di gesti quotidiani e che lasciano in sospeso più di qualche interrogativo. Passeggiando tra le mura e lungo il fiume, viene spontaneo chiedersi quante storie il castello abbia vissuto, e quante ne siano andate perdute. Di molte si conoscono i protagonisti e le date. Di altre restano soltanto pochi oggetti, qualche traccia e molte domande. La struttura si trova inoltre lungo la Ciclovia Fiume Bacchiglione I1/I2, un itinerario di circa 60 chilometri che segue in gran parte gli argini del fiume attraversando campagne, borghi rurali e numerosi luoghi di interesse storico e architettonico. Il Castello di San Martino della Vaneza è oggi proprietà della Provincia di Padova Per informaUn patrimonio da scoprire Castello di zioni sulle visite guidate e sulle Episodio 5 San Martino ASCOLTACI SU della Vaneza attività, è possibile contattare il WWW.VENETO24.IT Museo a info@castellosanmartiAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO PC O ALEXA nodellavaneza.it. Il Castello si trova in via San Martino, 23 a Cervarese Santa Croce (Padova). Clicca sui QR-code per vedere i video di presentazione.

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MASERÀ DI PADOVA

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L’investimento. L’iter burocratico giunge a conclusione con l’approvazione in Consiglio comunale

VIA BOLZANI ACCOGLIE IL CENTRO LOGISTICO PIÙ GRANDE DEL TRIVENETO

L

’infrastruttura di via Bolzani è entrata nella sua fase conclusiva, segnando l’ultimo atto per la nascita del nuovo polo della logistica del Comune di Maserà di Padova. I lavori sono iniziati e procedono speditamente, mentre l’articolato iter burocratico ha superato tutti i passaggi chiave previsti dalla normativa vigente. Il punto di svolta si è registrato a novembre 2025 con la conferenza di servizi sincrona e decisoria, sede in cui sono stati acquisiti una dozzina di pareri favorevoli da parte degli

enti coinvolti. La determinazione positiva della conferenza ha equivalso formalmente all’adozione della variante urbanistica, contestualmente all’approvazione della Relazione Ambientale Strategica. La documentazione ha poi ottenuto il via libera definitivo dalla Regione Veneto, consentendo il passaggio cruciale in Consiglio comunale. L’ultimo tassello procedurale è coinciso con la delibera consiliare dello scorso 29 giugno, che ha sancito l’efficacia della Scia presentata attraverso lo sportello Suap.

Una superficie totale dell’area trasformabile pari a circa 128 mila metri quadrati, con una superficie coperta lorda di progetto di oltre 35 mila metri quadrati e un’altezza massima dei fabbricati contenuta entro i dieci metri. Gli spazi comprendono due piani adibiti a uffici e una vasta sezione tecnica. L’impianto ospiterà macchinari ad alta automazione per Poste Italiane, accogliendo il trasferimento della sede centrale degli uffici postali e servendo il polo direzionale situato presso la vicina area commerciale. Operativamente, l’immobile sarà dedicato ad attività di deposito non intensivo con tecnica cross docking, un sistema di gestione delle merci che coordina le fasi di ricezione e spedizione in modo da eliminare i tempi di stoccaggio e velocizzare le consegne. L’operazione, dal valore complessivo di 30 milioni di euro, porta con sé importanti opere pubbliche e un’accurata pianificazione della viabilità. Per garantire la sicurezza del traffico è prevista la riqualificazione di via Bolzani, comprensiva di un intervento di riasfaltatura del valore di 170 mila euro che interesserà il tratto compreso tra la rotatoria e l’ingresso di via Monsignor Don Luigi Zane. Sul fronte dei servizi e dell’urbanizzazione, il progetto garantisce una dotazione di circa 19mila metri quadrati di aree standard reperite sul posto, a cui si aggiungono ulteriori 6.594 metri quadrati di standard monetizzabili.

Successo del Mase Sound Festival

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l Mase Sound Festival, andato in scena qualche settimana fa, si conferma uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, capace di richiamare centinaia di ragazzi, famiglie e appassionati per una notte all’insegna del ritmo e della socialità. A fare da fulcro all’evento, giunto alla quinta edizione e promosso dall’assessore alle Politiche Giovanili Francesca Greggio in stretta col-

laborazione con l’associazione Giovane Maserà, è stato lo spettacolare B2B, che ha visto alternarsi sul palco due punti di riferimento assoluti della scena elettronica e dance: Luca Morris e Lady Brian. I due protagonisti della consolle hanno fatto ballare l’intera piazza fino a notte fonda, proponendo un dj set travolgente che ha trasformato il centro cittadino in una grande pista di ballo a cielo aperto. Ad aprire la serata è stato l’opening act affidato a Imperium, che ha preparato al meglio l’atmosfera per il momento clou della kermesse. La riuscita del Mase Sound Festival ribadisce la bontà del lavoro svolto dalle realtà associative locali e dall’amministrazione comunale nell’offrire spazi di aggregazione sani e proposte culturali e musicali di spessore indirizzate ai giovani e all’intera comunità. Una serata riuscita che rinnova la tradizione di una manifestazione capace di valorizzare le piazze pubbliche trasformandole in luoghi di festa, incontro e intrattenimento sotto le stelle per l’intera cittadinanza. • (CRI.S.)

L’assetto viario ha inoltre superato l’avvio di un contenzioso con una ditta locale, risolto positivamente con il ritiro del ricorso in opposizione alla condivisione dell’accesso veicolare: la soluzione tecnica individua una rotonda interna dotata di due corsie di uscita separate per dividere i flussi del nuovo hub da quelli dell’azienda. La gestione

dei transiti pesanti avverrà direttamente verso l’asse autostradale. Nasce così la nuova cittadella logistica di SDA - Gruppo Poste Italiane, destinata a posizionarsi come la struttura di smistamento merci più estesa dell’intero Triveneto. • Cristina Salvato

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MASERÀ DI PADOVA

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Ambiente. La nuova pianificazione punta su residenziale a misura d’uomo e verde pubblico

SVOLTA SULL’AREA BERTELLI: LA CITTÀ SCEGLIE CASE GREEN C ambia ufficialmente volto l’area Bertelli, il comparto situato a ridosso del confine tra la frazione di Carpanedo di Albignasego e il territorio comunale di Maserà. L’adozione della nuova variante al Piano degli Interventi segna una svolta radicale per la porzione di territorio situata alla destra della rotatoria dell’Eurospin, lungo l’arteria della via Conselvana. Il progetto originale prefigurava una vocazione prevalentemente commerciale per questo ambito, con la previsione di strutture di vendita. La scelta dell’amministrazione si inserisce oggi nel solco delle direttive della Regione Veneto, orientate a frenare la proliferazione indistinta di nuovi centri commerciali per tutelare il territorio e il tessuto socioeconomico esistente. Si è decisa quindi una conversione completa delle cubature a favore del residenziale, ridisegnando la zona con un impianto urbanistico sostenibile e integrato nel contesto di quartiere. L’assetto ridefinito prevede la realizzazione di alcune abitazioni a basso impatto volumetrico, concepite secondo tipologie trifamiliari capaci di inserirsi armoniosamente nell’ambiente circostante. L’intervento non si limiterà all’ambito privatistico, ma porterà dotazioni pubbliche fondamentali per la qualità della vita dei residenti. È prevista infatti la creazione di un parchetto pubblico e di una nuova area adibita a parcheggi di quartiere. Sul fronte della viabilità interna e della mobilità dolce, verrà realizzata una pista ciclabile lungo il lato ovest della rotatoria sulla strada provinciale Conselvana, garantendo un accesso sicuro al nuovo comparto abitativo. La vera novità strategica riguarda la porzione dell’area nella quale è stato individuato uno spazio destinato a parcheggio scambiatore. Questa scelta nasce in previsione del potenziale sviluppo della rete tranviaria metropolitana Smart. Il Comune di Maserà intende farsi trovare pronto per un’eventuale estensione del tram sul proprio territorio, ipotizzando un modello con navetta a singola rotaia ad asta di manovra avanti e indietro, in grado di contenere l’ingombro rispetto alla doppia linea tradizionale. La pianificazione infrastrutturale si intreccia inevitabilmente con le scelte delle amministrazioni confinanti. Se da un lato, ad Albignasego, via

Marinai d’Italia rappresenterebbe un’arteria di scarico naturale per il tracciato, l’opera registra al momento la contrarietà dei comitati locali di Padova, preoccupati per l’impatto del flusso di traffico verso Salboro. In questo quadro, Maserà sceglie di giocare d’anticipo: la predisposizione dell’area scambiatrice nell’ambito Bertelli assicura la pronta ricettività, nel momento in cui il progetto di prolungamento del tram dovesse trovare concreta attuazione. • Cristina Salvato

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Billy From Deep trionfa al Break the Rules 3x3

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rande successo al parco della Libertà di via dei Kennedy per la seconda edizione del torneo di basket “Break the Rules 3x3”, la manifestazione sportiva andata in scena qualche settimana fa su iniziativa dell’associazione Giovane Maserà, guidata dal presidente Marco Faccin, in collaborazione con Energy Basketball e con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Per un intero fine settimana l’area verde si è trasformata in un vivace centro di aggregazione e festa per atleti, famiglie e tanti appassionati, tenendo fede allo spirito dinamico dello slogan ufficiale della kermesse: “Rompi le regole e rivoluziona il gioco”. Oltre all’intensa attività agonistica sul playground, il folto pubblico presente ha potuto godere di proposte gastronomiche tra gli stand food e beverage, accompagnate da musica dal vivo e momenti di intrattenimento che hanno unito la passione per la pallacanestro con il valore sociale della valorizzazione e della fruizione degli spazi pubblici locali. Sul piano strettamente sportivo a sollevare il trofeo della vittoria è stata la formazione Billy From Deep, composta da Andrea Billato, Emiliano Felli, Leonardo Ometto, Gianluca Morandin e Luca Rigoni. I vincitori si sono imposti al termine di un percorso entusiasmante, lasciandosi alle spalle la squadra Los Peligrosos, giunta al secondo posto, e Mamme Bollenti, che hanno conquistato il terzo gradino del podio. A completare la festa dei premi individuali sono stati Leonardo Ometto, incoronato miglior giocatore del torneo grazie alle sue brillanti giocate, e Giacomo Nalesso, capace di fare doppietta vincendo sia l’avvincente gara di tiri da tre punti sia la spettacolare sfida “Fulmine”. Piena soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa dall’assessore allo Sport Mattia Varotto, che ha elogiato il lavoro svolto dagli organizzatori per la capacità di regalare alla comunità tre giornate di sport sano e profonda convivialità all’aria aperta. Forte dell’ottimo riscontro, lo staff dà già appuntamento a tutta la cittadinanza per la terza edizione del prossimo anno. • (CRI.S.)


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MEDICINA DELLO SPORT, FISIOTERAPIA E RIABILITAZIONE A ESTE: SALUTE E PERFORMANCE: il nuovo punto di riferimento per la medicina dello sport, la fisioterapia e la riabilitazione

RTO DI A P E R NUOVO

Ogni 20 minuti tutte le notizie delRTVeneto VA I O P NA S I C I D aggiornate in tempo reale. E M RAPIA FISIOTE IONE Z A T I L I E RIAB

ESTE – All'interno della nuova clinica polispecialistica Domus Medica nasce una nuova area dedicata alla Medicina dello Sport e alla Riabilitazione, pensata per offrire percorsi completi di valutazione, prevenzione e recupero funzionale. Il servizio si rivolge ad atleti professionisti, sportivi amatoriali e a tutte le persone che desiderano migliorare la propria efficienza fisica, recuperare la mobilità dopo un infortunio, un intervento chirurgico o una patologia e tornare a svolgere le attività quotidiane in piena sicurezza. La Medicina dello Sport rappresenta il punto di partenza per un'attività fisica sicura e consapevole. Presso Domus Medica è possibile effettuare visite specialistiche per il rilascio delle certificazioni di idoneità agonistica e non agonistica, attraverso un'attenta valutazione clinica dello stato di salute.

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CULTURA

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Il patrimonio. Storia, restauri e rinascita come sede della biblioteca e centro di documentazione locale

Villa Ferri di Casalserugo, un tesoro da riscoprire C i sono luoghi che vediamo tutti i giorni, ma ai quali, talvolta, non diamo l’importanza che meritano. Oppure sono conosciuti solo in ambito locale, mentre meriterebbero una valorizzazione più vasta. Tra questi può annoverarsi l’attuale sede della biblioteca di Casalserugo, che proprio a giugno ha “compiuto” 32 anni dal lungo restauro che ha riaperto il Castello di Ser Ugo, o meglio la “villa Ferri”. A promuoverne il recupero fu Dario Soranzo che sognava un museo della cultura locale, gettando le basi per un “Centro di documentazione storica locale”. Ma qual è la storia di Villa Ferri? In origine l’edificio doveva essere un castello medievale, noto come “Castello di Ser Ugo”, caratterizzato da una pianta quadrangolare e circondato da un fossato largo all’incirca 5-6 metri. L’attuale dimora, dall’aspetto esterno maestoso, deriva dall’ampliamento progressivo di una casa-torre concepita sia per scopi abitativi sia difensivi. L’ingresso al castello si trovava sul lato settentrionale ed era raggiungibile tramite un ponte levatoio che consentiva l’accesso

attraversando un imponente torrione collocato al centro della parete nord. Delle quattro torri poste agli angoli, una risultava ancora integra nel 1714. Ancora oggi è visibile, seppur inglobato nel resto della struttura, un tratto di torre di dimensioni pari a 5,90 x 5,22 m, testimonianza della sua originaria imponenza. La muratura del lato nord conserva piccole finestre romaniche ed è realizzata alternando una fila di conci in trachite a due o tre filari di mattoni; poiché la medesima tecnica costruttiva si ritrova anche sul lato

orientale della torre, è plausibile ritenere che l’intero complesso sia stato edificato in un’unica fase, tra il XII secolo e l’inizio del XIII. Tale circostanza permette di attribuire il manufatto alla famiglia di Ser Ugo, proprietaria all’epoca di gran parte del territorio e dalla quale il Casale avrebbe poi preso il proprio nome. Nei secoli successivi il complesso passò alla famiglia Dotti de Dauli (1605), che avviò una prima trasformazione dell’antico castello in villa. In seguito, i nuovi proprietari, i Conti Ferri, ne

completarono l’assetto definitivo. Al piano terreno si conserva una decorazione composta da una serie di mensole prospettiche nella fascia superiore, al cui interno sono inseriti cartigli con il nome del nobile Giuseppe Ferri, che ne commissionò la decorazione nel 1688. Al piano nobile, nella parte centrale dell’edificio, si apre la maestosa Sala dello Zodiaco, sulle cui pareti sono ancora visibili alcuni affreschi quattrocenteschi raffiguranti i segni zodiacali, che richiamano quelli conservati in Palazzo della Ragione.

Sul lato occidentale si trova invece la Sala degli Stemmi, dove la decorazione pittorica consente di riconoscere lo stemma della famiglia Dotti de Dauli. Nel corso dei secoli l’edificio è stato interessato da numerosi interventi di modifica. Nella prima metà del XIX secolo i Conti Ferri scambiarono la proprietà con un altro possedimento appartenente ai Conti da Zara; questi ultimi la donarono successivamente al comune di Casalserugo. Una tradizione locale racconta che questa “antica villa veneziana”, come viene comunemente chiamata a Casalserugo, fosse collegata attraverso un passaggio sotterraneo segreto a un’altra residenza. L’ultima tappa della lunga storia di Villa Ferri risale al marzo scorso quando la sede della biblioteca ha accolto in una sua aula studio l’associazione Centro di documentazione storica locale “Giuseppe e Leonino Da Zara”, fondata lo scorso anno dai promotori del sito internet Casalserugo e dintorni. • Andrea Benato

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SPORT

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Calcio. Un mercato funzionale per i biancoscudati, alla vigilia del campionato si respira una nuova aria

SERIE B 2026/2027 SEMPRE PIÙ VICINA, IL NUOVO PADOVA STA PRENDENDO FORMA I l nuovo Padova sta prendendo forma e lo sta facendo all’insegna della funzionalità. Rispetto alla passata stagione, la strategia del ds Massimiliano Mirabelli è cambiata. Prima di entrare nella profondità delle scelte, una premessa è d’obbligo. L’universo patavino è stato stravolto in un solo anno: dall’avvicinarsi al ritorno in Serie B con il patron Joseph Oughourlian ormai con la testa lontana e soprattutto stanco di investire, alla prima vera era Banzato, fatta di idee chiare, progettualità e soprattutto di milioni messi sul piatto. Questa iniezione di fiducia e liquidità ha ribaltato le dinamiche di mercato del club. Il ds Mirabelli ha finalmente la possibilità di scegliere i giocatori più adatti al progetto tecnico, senza dover più vivere di ripieghi, rincorrendo le occasioni dell’ultimo minuto tra prestiti secchi e svincolati. Il modus operandi in casa biancoscudata è cambiato: i veneti osservano, trattano, valutano e infine, appunto, scelgono. Padova è diventata una piazza sempre più appetibile.

“Ci tengo a precisare che sono qui per il progetto e per le ambizioni del club. Ci vorrà tempo, ma le basi sono ottime e la volontà di fare bene c’è. Dell’arrivo della nuova proprietà mi ha colpito soprattutto la serietà con cui vengono dette le cose e la consapevolezza di come vengono comunicate. Io non ho mai visto il Padova in Serie A e, da padovano, mi vengono i brividi a sentire certi discorsi”, ha spiegato presentandosi alla stampa uno dei nuovi acquisti Matteo Lovato. All’ombra del Santo si respira una nuova aria: dalle dichiarazioni forti e decise della società, al ritiro in Trentino vissuto in grande stile, fino ai lavori per migliorare lo stadio Euganeo. E, infine, la gestione di un mercato interessante. Si è passati dalla ricerca della scommessa, magari supportata da un curriculum di tutto rispetto, all’acquisizione di certezze assolute per la categoria. Giocatori come Papu Gomez, Baselli, Barreca, Ghiglione e Lasagna erano nomi altisonanti, profili perfetti per scaldare la piazza a livello mediatico, ma anche legati a incognite

anagrafiche o fisiche. Con l’inizio della nuova era si è deciso di tagliare i ponti con questa filosofia. Gli arrivi di giocatori come Lovato, Zuelli, Carissoni, Zanimacchia e Silletti, uniti alla freschezza e all’energia dei giovani Dellavalle, Bordoni, Cocchi e Marcolini, rispondono a un’esigenza precisa: utilità e concretezza al centro. Come ha sottolineato lo stesso ds Mirabelli, il mercato del Padova non sarebbe stato fatto “per riempire i giornali”, ma senza fretta, cogliendo profili mirati per creare l’ingranaggio tattico perfetto per mister Calabro. Per Zuelli, un pupillo dell’allenatore alla Carrarese, la società ha fatto uno sforzo economico importante, sborsando 1,8 milioni di euro per assicurarsi un centrocampista capace di dettare i tempi e dare geometrie. Un investimento blindato da un contratto quadriennale. Stessa filosofia applicata per la difesa: per arrivare a Carissoni, esterno classe 1997 che si è distinto per affidabilità e continuità in cadetteria, il Padova ha versato circa 650 mila euro

Mister Antonio Calabro, @foto facebook Padova

nelle casse della Juve Stabia. Anche per lui, firma fino al 2029; legami fino al 2029 anche per Zanimacchia e Lovato. Tutto ciò a testimonianza di una volontà chiara: costruire un qualcosa di futuribile. In definitiva, i biancoscudati stanno costruendo una squadra per l’oggi e per il domani, con solidità, programmazione e acquisti mirati. Il club sta facendo la sua parte, fornendo a mister Calabro un telaio costruito su misura per il suo 3-5-2. Ora, come sempre accade nel calcio, la palla

passerà inevitabilmente al campo. Sarà il rettangolo verde dell’Euganeo a dire se questa “rivoluzione funzionale” sarà la chiave giusta per riaprire le porte di quel calcio che conta, tanto sognato da Lovato e da un’intera città. Una cosa, però, è certa: le fondamenta per costruire un ciclo vincente, questa volta, sembrano essere state gettate con cemento armato... anzi con l’acciaio della famiglia Banzato. • Stefano Parpajola

KIOENE ARENA RIAPRE I BATTENTI: AL VIA LA NUOVA STAGIONE DELLA PALLAVOLO PADOVA, ALLENAMENTI TECNICI APERTI AI TIFOSI

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a Pallavolo Padova torna in palestra per la nuova stagione sportiva. Il 24 agosto la squadra bianconera ha varcato nuovamente le porte della Kioene Arena per iniziare il percorso di avvicinamento al debutto in campionato. La prima fase della preparazione sarà dedicata soprattutto alla valutazione delle condizioni fisiche degli atleti. Dal 26 agosto squadra entra nel vivo della preparazione con doppie sedute quotidiane: al mattino spazio al lavoro fisico e tecnico, mentre nel pomeriggio gli allenamenti proseguiranno sul campo con esercizi dedicati alla parte tattica e al gioco. Nel programma non man-

cheranno anche momenti dedicati al recupero e alla prevenzione degli infortuni. Sono previste infatti due sessioni in piscina, in calendario venerdì 28 agosto e mercoledì 2 settembre, pensate per accompagnare il lavoro atletico con attività di scarico e rigenerazione. Dopo la pausa prevista nel fine settimana del 29 e 30 agosto, il gruppo tornerà ad allenarsi da lunedì 31 agosto mantenendo lo stesso ritmo fino a venerdì 4 settembre. Una novità importante riguarda il rapporto con i tifosi: le sedute pomeridiane dedicate alla tecnica saranno aperte al pubblico, offrendo ai sostenitori bianconeri la possibilità di

seguire da vicino la squadra nella fase più intensa della preparazione. Rimarranno invece riservati agli addetti ai lavori i test fisici, gli allenamenti mattutini e le sessioni in piscina. Il programma della preseason proseguirà poi con i primi allenamenti congiunti e i tornei di preparazione, che verranno ufficializzati dalla società non appena saranno definiti tutti i dettagli. Per Padova è quindi tempo di ripartire: la nuova stagione prende forma tra lavoro, programmazione e l’obiettivo di arrivare al debutto in campionato nella migliore condizione possibile.

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Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali

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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo

sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,

non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la

maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.

Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”

REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.

Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare

Filippo Giacinti

la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura

del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio

compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.

Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”

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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica

Paolo Galeano

di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.


REGIONE

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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025

Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”

Enoch Soranzo

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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di

accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.

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Giovanni Manildo

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’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per

coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.

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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”

IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno e mezzo fa , è

Massimo Bitonci

titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi margini sul territorio,

penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante e rallenti gli investimenti necessari per la

Federico Testa

transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle

aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.

Programmazione. L’assessore all’ambiente, clima e Protezione Civile: “Prevenire è una condizione necessaria”

VENTURINI: “14 MILIONI PER LA DIFESA DEL SUOLO E DEL LITORALE, ALTRI 3 MILIONI PER I COMUNI” D alla programmazione strategica alla concretezza della prevenzione: per la Regione del Veneto è il momento di passare decisamente ai fatti. L’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini, ha delineato il pacchetto complessivo di risorse messe in campo dall’assessorato, pensato per anticipare le criticità del territorio, superare la logica della sola emergenza temporanea e agire in chiave strutturale. Il piano d’azione poggia su una visione di lungo periodo e su due pilastri finanziari complementari. Da un lato è stato perfezionato l’iter per l’accensione di un mutuo da 14 milioni di euro destinato a coprire il piano triennale di interventi per la sicurezza idraulica e la difesa della costa. Dall’altro, a queste risorse si

affiancano ulteriori 3 milioni di euro interamente dedicati ai Comuni per il 2026, che verranno assegnati tramite un apposito bando a cui le amministrazioni locali potranno partecipare direttamente. La scelta strategica di ricorrere a un mutuo che copre l’intero piano triennale — strutturato con 3 milioni di euro per l’annualità in corso e 2 milioni di euro per ciascuna delle due successive — nasce proprio con l’obiettivo di pianificare con lungimiranza e di impostare un’unica grande proce-

dura di gara per ciascun ambito. Questo passaggio permette di azzerare i passaggi burocratici superflui, accelerare l’affidamento dei lavori e garantire risposte rapide, certe e tempestive alle comunità locali. Il cuore della Elisa Venturini programmazione dell’Assessorato si fonda su un monitoraggio continuo, basato su dati oggettivi e su un dialogo stretto e costante con il territorio, per trasformare l’analisi in interventi mirati coordinati dai Geni

Civili. Per la sicurezza idraulica diffusa vengono stanziati 7 milioni di euro in totale, a favore di interventi di sistemazione, pulizia e messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle reti idrauliche nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Venezia e Rovigo, essenziali per regimare i flussi idrici ed evitare criticità idrogeologiche. Altri 7 milioni vanno alla difesa del litorale e contrasto all’erosione. A Venezia sono in programma interventi mirati di ripascimento e di sistemazione delle difese del litorale veneto, estesi dalla foce del Tagliamento fino alla foce dell’Adige. A Rovigo interventi specifici per il mantenimento della linea di costa e il contrasto all’erosione del litorale veneto compreso tra la foce dell’Adige e la foce del Po di Goro.

Per il sostegno diretto ai Comuni vengono stanziati 3 milioni di euro per il 2026, si tratta di risorse messe a bando per supportare le amministrazioni comunali nella prevenzione e nella tutela ambientale locale. “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e affrontare le sfide climatiche con una visione strategica e di lungo periodo. Questo piano rappresenta il vero cuore della nostra programmazione: prevenire significa agire prima che i fenomeni colpiscano il territorio. Con i 14 milioni a mutuo e i 3 milioni messi a bando per i Comuni diamo risposte concrete e capillari, lavorando fianco a fianco con le amministrazioni locali per tutelare l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la prosperità del nostro territorio.”


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Nuovo ospedale. Il sindaco Giordani spinge per la sinergia istituzionale mentre la Regione ricalcola le rate

POLO DI PADOVA EST NEL CAOS FINANZIARIO: PIANO INAIL, COSTI E SPONDA DEL COMUNE I l maxi-progetto del nuovo ospedale di Padova Est si muove su un crinale sempre più stretto, stretto tra l’impennata dei costi delle materie prime e la sostenibilità di un piano finanziario che continua a far discutere i livelli istituzionali. Al centro delle tensioni ci sono i dubbi sull’accordo originario con l’Inail, impostato su rate pluriennali

ingenti — stimate in circa 25 milioni di euro all’anno per un quarto di secolo — che al termine del periodo non assicurerebbero tuttavia alla Regione la proprietà finale dell’infrastruttura, lasciando aperta una pesante ipoteca sui conti futuri della sanità veneta. Su questo fronte si inserisce con fermezza la linea del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale

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ha confermato la volontà di portare a termine l’opera ma senza subire passivamente i vincoli economici del vecchio schema. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Balbi è esplorare canali di cofinanziamento statale a Roma per tagliare i costi e salvaguardare il patrimonio pubblico, stimando un potenziale risparmio superiore ai 200 milioni di euro. Nelle interlocuzioni con il territorio, il governatore ha inoltre garantito che il cronoprogramma non subirà rallentamenti e che il progetto terrà conto delle

nuove esigenze post-Covid, dell’intelligenza artificiale e del supporto agli operatori sanitari, inserendo anche la tutela e la valorizzazione di presidi storici strategici come l’ospedale Sant’Antonio. In questa delicata fase di transizione si muove il sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha chiesto e ottenuto un tavolo di confronto istituzionale congiunto insieme a Regione e Università per fare chiarezza sul futuro dell’opera e coordinare le tappe. Palazzo Moroni ribadisce la

massima disponibilità al dialogo costruttivo, ricordando gli investimenti già compiuti dal Comune sull’area est — a partire dal sistema tranviario e dalla viabilità di contorno — ma esige certezze sui tempi e garanzie sulla tenuta complessiva del sistema sanitario locale. Tra fondi da ricalcolare a Roma, ipotesi di mutuo alternative e la ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e stabilità di bilancio, la partita per il nuovo polo di Padova Est rimane aperta e complessa.

De Poli (Udc): “Il nuovo Ospedale di Padova sia riconosciuto come eccellenza nazionale. Ora servono le risorse, bisogna fare rete”

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l nuovo Polo della Salute di Padova ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellenza sanitaria nazionale: una struttura di alta specializzazione, con una forte vocazione alla ricerca clinica”. Lo dichiara il senatore UDC Antonio De Poli, intervenendo nel dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Padova. “Come ha ricordato, di recente, il direttore generale dell’A zienda ospedaliera, Paolo Fortuna – prosegue De Poli – se il nuovo polo venisse usato per la sanità ordinaria sarebbe un fallimento per tutti. Il progetto dovrà avere le caratteristiche per diventare ospedale di terzo livello, secondo i criteri della riforma voluta dal ministro Schillaci: questo è il nostro auspicio. Lo merita Padova, lo merita la sua tradizione medica che, insieme all’Università, ha scritto pagine importanti nella storia della Medicina”. “Non a caso – aggiunge il senatore – va in questa direzione anche la posizione della rettrice Daniela Mapelli che, nei confronti con il presidente della Regione Alberto Stefani e il sindaco Sergio Giordani, ha ribadito la volontà comune Antonio De Poli di realizzare un ospedale moderno, punto di riferimento per il Veneto e per l’Italia. È la conferma che l’ambizione prossima Legge di Stabilità, come UDC chiederemo un su questo progetto non è solo politica, ma condivisa da adeguato sostegno finanziario dello Stato, per rispettare chi la sanità e la ricerca padovana le vive ogni giorno”. le tempistiche dei progetti e arrivare rapidamente alla Secondo De Poli “adesso bisogna passare ai fatti, tradu- messa a terra e all’avvio dei cantieri”, sottolinea il senatore. rre questa progettualità in cantieri: è una priorità della “Il progetto, primo in Italia per dotazione di posti letto, ha Regione. Il nuovo Ospedale è un ponte verso il futuro, nel suo Dna un valore aggiunto: la sinergia tra assistenza che si costruisce con solidità, campata dopo campata, clinica e ricerca accademica, grazie al ruolo centrale per reggere il peso delle generazioni future”. dell’Università. È un passaggio epocale per la sanità veneta Sul fronte della viabilità, De Poli fa presente che “l’intervento che avrà una struttura all’avanguardia per tecnologie e della Regione sulla Sr308 per l’accesso al nuovo ospedale digitale. Come istituzioni abbiamo una grande responsè un primo passo importante ma, da solo, - avverte - non abilità: farci trovare pronti. Per Padova ha vinto finora basta. Parliamo di una struttura che sarà un hub nazionale, il gioco di squadra, grazie al dialogo tra i diversi livelli non solo regionale: serve ripensare la viabilità a 360 gradi, istituzionali: con lo stesso metodo dobbiamo affrontare dalla zona San Lazzaro alla Sp47, alla Sr10, all’intera Sr308”. la questione delle risorse. Siamo fieri di questo risultato, “Le risorse vanno trovate, bisogna fare rete. Su questo ma ora più che mai è il momento di fare rete”. punto c’è già l’impegno concreto della Regione, con il Conclude De Poli: “Il nuovo Ospedale di Padova, che formerà presidente Stefani e l’assessore Gerosa, e sono fiducio- anche i medici del domani, sarà un modello per il futuro so che anche il Governo farà la sua parte. In vista della della sanità nazionale ed internazionale”.


REGIONE

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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema

“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a

differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno

cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del

lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».

Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale

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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza

fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne

vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e

prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà

a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.

Alessandra, nata a 615 grammi, dedica la laurea alla Patologia Neonatale che le salvò la vita

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a sua storia personale è diventata il punto di partenza per una scelta di vita e di studio. Alessandra Favarato, quasi ventiduenne, si è laureata in Psicologia con il massimo dei voti, 110 e lode, dedicando la propria tesi alla Patologia Neonatale dell’ospedale di Camposampiero, il luogo dove la sua vita è iniziata in condizioni estremamente difficili. Il tema scelto per il suo lavoro di laurea riguarda l’impatto della prematurità sullo sviluppo dell’attaccamento nel bambino pretermine. Una scelta tutt’altro che casuale: Alessandra, infatti, conosce in prima persona il percorso affrontato dai piccoli nati molto prima del termine della gravidanza.

È venuta al mondo il 7 ottobre 2004, alla 26ª settimana di gestazione, con un peso di appena 615 grammi e una lunghezza di 31 centimetri. Dopo circa cento giorni di ricovero e cure intensive, trascorsi nella Patologia Neonatale di Camposampiero, è stata finalmente dimessa insieme alla sua famiglia. “Ho scelto questo argomento di tesi – racconta Alessandra – perché credo sia importante sensibilizzare le persone sul tema della prematurità, soprattutto quella severa, che comporta tante difficoltà e tante battaglie da affrontare”. Un’esperienza che ha influenzato anche il suo futuro professionale: “Fin da piccola ho sentito il

bisogno di svolgere una professione che mi permettesse di aiutare chi si trova in difficoltà. Per questo ho scelto Psicologia e spero, tra qualche anno, di diventare una psicoterapeuta capace di accompagnare concretamente i pazienti nei momenti più complessi della loro vita”. Nel suo percorso c’è però anche un profondo senso di riconoscenza verso chi si è preso cura di lei nei primi mesi di vita. “Sarò grata per sempre al personale che mi ha assistita durante il ricovero nella Patologia Neonatale di Camposampiero, che è stata la mia prima vera casa. Io e la mia famiglia non smetteremo mai di ringraziarli”. Proprio per questo Alessandra ha scelto di dedi-

care la sua tesi all’équipe sanitaria che l’ha accolta da neonata e ha voluto consegnare personalmente una copia del suo lavoro agli attuali professionisti della Pediatria e Patologia Neonatale di Camposampiero, diretta dal dottor Luca Vecchiato. Un incontro ricco di emozioni, vissuto insieme alla mamma Stefania, durante il quale Alessandra ha potuto riabbracciare anche alcuni operatori presenti già al momento della sua nascita. Tra loro l’ostetrica Alessandra Paggioro e l’infermiera Martina Coró, che avevano contribuito alle sue cure durante il ricovero in terapia intensiva neonatale.

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26 Lo studio. Analizzati 40 anni di dati veneti: grazie ai nuovi criteri diagnostici i decessi sono diminuiti

La risonanza cardiaca svela la forma più nascosta della cardiomiopatia aritmogena Operata al cuore a Padova una

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a prevenzione della morte improvvisa negli atleti compie un nuovo passo avanti grazie alla ricerca padovana. Uno studio condotto dall’Unità di Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera e dell’Università di Padova ha analizzato quattro decenni di dati raccolti nel Registro regionale veneto della morte improvvisa giovanile, evidenziando come i nuovi strumenti diagnostici abbiano ridotto in modo significativo il numero di vittime, ma anche fatto emergere una forma della malattia più difficile da individuare. Al centro della ricerca c’è la cardiomiopatia aritmogena (ACM), una patologia genetica del cuore nella quale il tessuto muscolare del miocardio viene progressivamente sostituito da tessuto fibro-adiposo, creando un terreno favorevole allo sviluppo di aritmie potenzialmente letali. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology, ha preso in esame i casi registrati tra il 1985 e il 2024, un patrimonio di dati unico per continuità e accuratezza diagnostica. I risultati mostrano un calo netto delle morti improvvise legate alla cardiomiopatia aritmogena negli atleti agonisti. Dopo l’introduzione nel 2010 dei criteri diagnostici aggiornati, i casi sono passati da 0,43 a 0,14 ogni 100mila persone all’anno. Anche la mortalità improvvisa complessiva nello sport è diminuita, passando da 1,41 a 0,64 casi ogni 100mila persone all’anno. Nella popolazione degli atleti veneti deceduti improvvisamente, la quota attribuita all’ACM è scesa dal 31% al 22%, un dato che conferma l’efficacia dei programmi di prevenzione e dello screening sportivo. La scoperta più rilevante riguarda però l’evoluzione della malattia. Se in passato la cardiomiopatia aritmogena si presentava soprattutto nella sua forma classica, con il coinvolgimento del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, oggi emerge con maggiore frequenza una variante che interessa principalmente il ventricolo sinistro.

Una forma definita dagli specialisti “mancina”, perché colpisce la parte sinistra del cuore, che risulta più difficile da individuare con gli esami tradizionali. Una trasformazione che rappresenta una nuova sfida per la medicina sportiva, perché questa variante può sfuggire ai controlli di primo livello. Secondo lo studio, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma tradizionale possono non essere sufficienti per riconoscere la forma “mancina” della malattia. Nella casistica analizzata, composta da 51 atleti deceduti per ACM, l’ecocardiogramma era risultato positivo soltanto nel 5,8% dei casi in cui era stato eseguito. La risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto (CE-CMR) emerge invece come uno strumento fondamentale per individuare il danno del muscolo cardiaco, grazie alla capacità di evidenziare le aree di fibrosi che rappresentano il substrato delle aritmie. Nei casi in cui l’esame era stato effettuato prima del decesso, la risonanza aveva individuato le alterazioni compatibili con la malattia anche quando gli altri controlli risultavano normali. Per questo motivo gli autori dello studio suggeriscono di aumentare il livello di attenzione negli atleti che presentano segnali sospetti durante lo screening, come aritmie ventricolari provocate dallo sforzo, ridotti voltaggi elettrici o familiarità per malattie cardiache. In presenza di ulteriori elementi di rischio, la risonanza magnetica con contrasto potrebbe quindi diventare un passaggio decisivo per arrivare a una diagnosi più precoce. Lo studio conferma anche una marcata prevalenza maschile nei casi di morte improvvisa da cardiomiopatia aritmogena nello sport: dei 51 casi analizzati, soltanto uno ha riguardato un’atleta donna. La ricerca padovana dimostra come la prevenzione continui a essere un elemento centrale nella tutela degli sportivi, ma evidenzia anche la necessità di aggiornare continuamente gli strumenti diagnostici.

bambina arrivata dagli Emirati Arabi

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arrivata a Padova dagli Emirati Arabi, quattro anni e un cuore che non teneva. La seguiva la Cardiochirurgia della Columbia University, ma per operarla la famiglia è salita su un aereo diretto in Veneto. A prenderla in carico è stata l’équipe di Vladimiro Vida, direttore della Uoc di Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il quadro clinico era complesso: stenosi valvolare mitralica congenita severa, stenosi sopravalvolare e sottovalvolare, ipertensione polmonare secondaria, coartazione aortica. I chirurghi non hanno aperto lo sterno. Hanno lavorato attraverso una minitoracotomia ascellare destra — pochi centimetri sotto il braccio — con circolazione extracorporea periferica. Hanno resecato la membrana sopravalvolare, eseguito la commissurotomia, corretto l’apparato sottovalvolare. La valvola mitralica è rimasta la sua: nessuna protesi. La bambina è stata estubata in giornata, senza complicanze. Vida il proprio mestiere lo descrive con un verbo che appartiene più alla bottega che

alla sala operatoria. «Ripariamo i cuori malati». Riparare, non sostituire: è la logica della chirurgia conservativa, e a Padova passa anche dalla preparazione. Prima di entrare in sala l’équipe studia il cuore su modelli stampati in tre dimensioni e in realtà virtuale, provando la sequenza dei gesti su una copia dell’anatomia che troverà. È il passaggio che ha permesso di estendere l’accesso sottoascellare, nato per i difetti semplici, alle patologie valvolari e alle anatomie congenite complesse. Con trecento procedure l’anno, l’Azienda Ospedale Università di Padova è il centro italiano con la più vasta esperienza di cardiochirurgia mininvasiva. Il 48 per cento dei pazienti arriva da altre regioni o dall’estero, richiamato dalla tecnica, dalla tecnologia e dalla personalizzazione delle cure. Le cardiopatie congenite sono anomalie strutturali del cuore e dei grandi vasi presenti dalla nascita e riguardano otto nati su mille. Ma solo il 60 per cento viene individuato entro il primo anno di vita: quattro bambini su dieci con una malformazione cardiaca crescono senza che nessuno l’abbia ancora vista.

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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi

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1. Quale fiume attraversa Verona?

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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano

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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona

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5. Quale dolce è nato a Verona?

ORIZZONTALI

2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.

VERTICALI

1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.

PAROLA INIZIALE

COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.

2. Dove si trova la Basilica Palladiana?

3. Quale isola è famosa per il vetro?

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Gioco linguistico · livello medio

A) Brenta B) Adige C) Piave

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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO

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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO

ANELLO MANCANTE

A) Babà B) Pandoro C) Cannolo

6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni

7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati

8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle

PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO


Enigmistica

30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti

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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA

pasquale.petrullo@gmail.com

ORIZZONTALI

1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.

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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1

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DEFINIZIONI A

1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.

DEFINIZIONI B

(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul

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ORIZZONT

ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.

VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.

Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?


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