Casalserugo: presentato Adolescenze, nuovo consultorio CIF per famiglie e adolescenti
Modello veneto: funziona davvero?
Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo. Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.
Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.
di Padova Sud
Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E PREVENZIONE
SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI,
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - afferma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni aff rettate”.
Psoriasi nei bambini, a Padova garantite diagnosi precoce e cure su misura segue a pag. 3
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FIRMATO IL NUOVO PATTO EDUCATIVO TRA COMUNE E SCUOLE
Rafforzare il sistema educativo locale e rispondere in modo eff icace ai bisogni delle nuove generazioni. Sono gli obiettivi del nuovo Patto Educativo sottoscritto di recente tra il comune di Albignasego, l’Istituto Comprensivo e le scuole paritarie dell’infanzia del territorio. Ne dà notizia l’amministrazione, sottolineandone l’importanza strategica e innovativa; il patto, infatti, rappresenta un modello avanzato di governance educativa, fondato sulla concertazione, sulla programmazione condivisa e sulla valorizzazione delle competenze di ciascun soggetto coinvolto. “Attraverso questo accordo, il comune intende promuovere un sistema integrato capace di sostenere il diritto allo studio, favorire l’inclusione, contrastare la dispersione scolastica e migliorare complessivamente l’offerta formativa cittadina” spiega una nota.
“Questo Patto è una scelta chiara e concreta: mettere al centro i nostri bambini e ragazzi, investendo sulla qualità del sistema scolastico e sulla collaborazione tra istituzioni. È un impegno che guarda al futuro della nostra comunità, raff orzando il legame tra scuola, territorio e famiglie” ha aggiunto l’amministrazione. Particolare attenzione è dedicata ai temi dell’inclusione. “Il Patto raff orza il nostro impegno per una scuola sempre più inclusiva, capace di accogliere e valorizzare ogni studente. Lavoriamo per rimuovere gli ostacoli aff inché nessuno resti indietro” ha concluso l’amministrazione.
• Andrea Benato
Lotta alla dispersione per potenziare l’offerta formativa e sostenere famiglie e studenti
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si aff rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera.
Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in aff anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
segue
di Padova Sud
Sicurezza urbana/1.
DAI PATTUGLIAMENTI ALLA CONVIVENZA: ALBIGNASEGO SI CONFRONTA ALLE URNE
Ad Albignasego il tema della sicurezza urbana si conferma centrale nel confronto elettorale tra i candidati alla carica di sindaco alle elezioni del 24 e 25 maggio prossimi, con visioni che presentano punti di contatto ma anche differenze significative nell’approccio e nelle priorità. Nel dibattito politico della città di Albignasego, la sicurezza emerge infatti come un concetto ampio, che va oltre il semplice controllo del territorio e si intreccia con qualità della vita, coesione sociale e gestione degli spazi urbani. Il candidato sindaco Alberto Bettella costruisce la propria proposta attorno a un’idea di sicurezza che si fonda sulla dimensione comunitaria e relazionale, affermando che “la sicurezza non è paura: è serenità” e che coincide con “sapere che la tua comunità ti protegge in ogni dimensione della vita”. Il candidato insiste su una visione diffusa, fatta di quartieri vissuti e curati, sottolineando come “una comunità sicura è una comunità che si prende cura di tutti e di ciascuno e del
proprio territorio”.
In questa prospettiva, le azioni concrete si legano al raff orzamento della presenza sul territorio, al potenziamento dei servizi di vigilanza anche nelle ore serali e notturne e alla valorizzazione della polizia locale in sinergia con le altre forze dell’ordine, ma anche alla promozione di reti di buon vicinato e alla partecipazione attiva dei cittadini. Bettella punta molto sul concetto di prossimità e sulla vitalità degli spazi urbani, evidenziando che “quartieri vivi, illuminati, curati” rappresentano di per sé un presidio di sicurezza. Accanto a questa dimensione, il suo programma include anche la sicurezza ambientale, con attenzione alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla manutenzione del territorio, e quella civica, intesa come trasparenza amministrativa e percorsi educativi alla legalità, perché “amministrazione chiara, leggibile, accessibile” significa anche rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Di segno in parte diverso l’impostazione
proposta da Valentina Luise, che definisce la sicurezza “un valore fondante della cittadinanza” e “uno dei fattori determinanti della qualità della vita”, ma ne sottolinea con decisione la complessità, chiarendo che “non può essere inquadrato esclusivamente attraverso le sole misure di prevenzione” come il rafforzamento dei presidi o l’inasprimento delle sanzioni. La candidata propone infatti un approccio integrato e multidimensionale, in cui il controllo del territorio si aff ianca alla qualità degli spazi urbani, al presidio sociale e alla partecipazione delle comunità locali. In questo quadro, la polizia locale assume un ruolo centrale ma con una funzione orientata alla vicinanza ai cittadini, tanto che Luise afferma che dovrà essere “principalmente orientata alla polizia di prossimità attraverso una maggiore vicinanza alla cittadinanza”. Il programma insiste inoltre sul coinvolgimento attivo di comitati di quartiere, scuole e associazioni per promuovere “l’educazione alla convivenza, al rispetto delle regole, all’inclusione sociale e alla
mediazione dei conflitti”. Accanto alla dimensione sociale, emerge una forte attenzione agli strumenti operativi e tecnologici, con proposte che vanno dal potenziamento dell’organico della polizia locale all’uso di droni e sistemi di videosorveglianza, fino al raff orzamento dei controlli contro lo spaccio e le situazioni di degrado. Il confronto tra i due candidati alla carica di sindaco evidenzia dunque una comune attenzione al ruolo della
comunità e alla qualità degli spazi, ma con accenti differenti: più orientata alla dimensione relazionale e diffusa quella di Bettella, più strutturata e integrata sul piano operativo e istituzionale quella di Luise, in un dibattito che riflette le diverse sensibilità su un tema destinato a restare centrale per il futuro della città.
Alla Polizia locale dell’Unione Pratiarcati 22 agenti in servizio e pattuglia notturna
Il corpo di Polizia Locale dell’Unione Pratiarcati, grazie al convenzionamento con Bovolenta e Cartura, può ora contare su 22 agenti complessivi. Un numero che consente di garantire stabilmente due pattuglie operative durante i turni diurni e una pattuglia dedicata al terzo turno, dalle 20 all’una di notte, dal lunedì al sabato. Un potenziamento che ha già prodotto risultati tangibili: nell’ultimo periodo si registra infatti circa un 20% in più di controlli sul territorio tra pattugliamenti, posti di blocco e verifiche mirate.
Parallelamente è proseguito anche il raff orzamento delle dotazioni tecniche. “Negli ultimi
anni l’Unione ha investito nell’acquisto di nuovi strumenti per il controllo della sicurezza stradale, - spiega il presidente Matteo Cecchinato - come telelaser ed etilometro, installati su un nuovo mezzo operativo ottenuto grazie a un contributo regionale. Sempre attraverso fondi regionali è stato inoltre possibile rinnovare le motociclette in dotazione agli agenti”. Uno degli investimenti più rilevanti riguarda però il sistema di videosorveglianza. L’Unione Pratiarcati ha ottenuto un contributo da 500 mila euro che ha consentito di potenziare la rete di controllo nei tre Comuni originari
dell’Unione. Solo a Casalserugo sono presenti 12 siti attivi con circa 30 videocamere e quattro varchi elettronici per il controllo dei transiti. “Da quest’anno è inoltre operativa la nuova piattaforma gestionale Verbatel, un sistema integrato che permette di ottimizzare il lavoro del comando, migliorando il coordinamento tra personale amministrativo e agenti impegnati sul territorio”, conclude Cecchinato. Tra gli obiettivi futuri rientra ora il potenziamento dell’impianto radio, per garantire comunicazioni ancora più eff icaci e immediate tra centrale operativa e pattuglie presenti sul territorio.
• Nicola Stievano
L’attività svolta in provincia di Padova (Comando provinciale Carabinieri)
L’unione dei Comuni Pratiarcati
VIOLENZA GIOVANILE E SPACCIO DI DROGA, MASSIMA ALLERTA IN PARCHI E PIAZZE
L’Unione dei Comuni Pratiarcati compie un nuovo passo avanti sul fronte della sicurezza. La recente convenzione siglata con i Comuni di Bovolenta e Cartura rappresenta infatti un ampliamento importante, mettendo a disposizione personale, mezzi ed esperienza in un’ottica sempre più integrata. Un sistema che oggi coinvolge cinque Comuni e che consente di rafforzare in maniera concreta la presenza della Polizia Locale.
A fare il punto della situazione è il sindaco di Casalserugo e presidente dell’Unione Pratiarcati, Matteo Cecchinato, che sottolinea come “la sicurezza sia oggi una delle priorità assolute delle amministrazioni locali, non soltanto
sul fronte della viabilità ma anche rispetto ai fenomeni sociali e criminali che stanno emergendo con maggiore frequenza anche nei nostri territori”.
Non manca infatti l’attenzione verso gli episodi di violenza giovanile. “Anche recentemente – spiega Cecchinato – abbiamo assistito a episodi di aggressività tra ragazzi, spesso non residenti ma provenienti da altri territori e frequentatori dei nostri spazi pubblici. È un fenomeno che non va sottovalutato e che richiede personale preparato e formato per intervenire in modo eff icace”.
Un altro fronte importante resta quello ambientale, con controlli sempre più frequenti contro l’abbandono dei rifiuti e la creazione di discariche abusive.
In una posizione strategica alle porte del capoluogo, Maserà di Padova sceglie la linea della prevenzione e dell’alta tecnologia per garantire la sicurezza urbana. Sebbene non si registrino criticità allarmanti, l’amministrazione guidata dal sindaco Gabriele Volponi ha deciso di “blindare” il territorio, completando un imponente piano di videosorveglianza che coniuga controllo elettronico e presidio umano.
Il cuore della strategia è una rete capillare di 74 telecamere attive h24, che monitorano piazze, parchi, parcheggi e tutti i principali luoghi di aggregazione. Ma il vero salto di qualità arriva dal completamento del progetto ministeriale, sviluppato in sinergia con il comando di Polizia Locale dell’Unione: l’installazione di varchi per il rilevamento targhe su tutte le vie di accesso al paese. Grazie a un software avanzato collegato direttamente al Comando Generale dei Carabinieri, il sistema segnala in tempo reale veicoli sospetti, privi di assicurazione o revisione. “L’obiettivo è garantire una rilevazione continua, - spie-
Anche in questo caso videosorveglianza e presidio del territorio rappresentano strumenti essenziali.
Particolare attenzione viene dedicata inoltre al contrasto dei fenomeni legati allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti. Per questo motivo l’Unione ha introdotto un’unità cinofila operativa quotidianamente, composta da un agente specializzato e da un cane addestrato al rilevamento di sostanze. L’unità svolge controlli nei parchi pubblici, nei giardini, nelle scuole e nelle fermate degli autobus, con l’obiettivo di prevenire e far emergere situazioni di degrado e illegalità che iniziano a manifestarsi con maggiore frequenza anche nelle realtà locali. L’attività dell’unità cinofila ha già portato a risultati con il fermo di persone in possesso di droghe sia nei parchi che alle fermate dei bus. L’attività di controllo viene svolta in stretta collaborazione con le quattro stazioni dei Carabinieri e le due Compagnie competenti sui territori dell’Unione. Una sinergia che negli ultimi mesi ha consentito di individuare persone coinvolte in attività di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, ma anche di monitorare fenomeni collegati al gioco d’azzardo. In particolare sono stati effettuati controlli nei locali autorizzati al gioco, dove in alcuni casi sono emerse violazioni rispetto agli
ga il sindaco Volponi -. Dopo una passata ondata di furti e tentativi di intrusione, oggi la situazione è sotto controllo. Vogliamo che la videosorveglianza funga da deterrente eff icace anche per le zone di campagna, spesso più isolate”.
La sicurezza a Maserà non è però solo una questione di “occhi elettronici”. Con l’arrivo della bella stagione e il naturale aumento della vita serale all’aperto, l’amministrazione ha già previsto un potenziamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine. Sul fronte della prevenzione sociale, si punta forte sul nuovo Centro di Aggregazione Giovanile nell’ex asilo, per off rire ai ragazzi spazi di socialità sana lontano da derive di degrado o vandalismo. Un monitoraggio costante è infine garantito sul fronte del decoro urbano, con tolleranza zero verso l’abbandono dei rifiuti.
orari e alle prescrizioni previste dai regolamenti comunali. Accanto all’attività delle forze dell’ordine continua inoltre a rivelarsi prezioso il controllo di vicinato, già attivo a Albignasego e Casalserugo. Un sistema che si basa sulla collaborazione diretta tra cittadini e istituzioni e che trova forza soprattutto nella conoscenza capillare del territorio. “Le nostre comunità – conclude il presidente
dell’Unione – hanno ancora una dimensione umana che permette un contatto diretto tra amministratori e cittadini. Questo significa che quando emerge qualcosa di sospetto o una situazione anomala, spesso veniamo informati immediatamente. Ed è proprio questa collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini che rappresenta oggi il presidio più eff icace per la sicurezza dei nostri territori”.
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VERSO IL VOTO: ECCO CHI SONO I DUE CANDIDATI
CENTROSINISTRA IN CAMPO CON ALBERTO BETTELLA
Ex funzionario di banca, impegnato nel sociale e in parrocchia, 61 anni e 6 figli. È il profilo di Alberto Bettella, candidato a sindaco di Albignasego. Bettella guida la squadra di centrosinistra per le prossime elezioni amministrative, con una coalizione che raggruppa il PD, Alleanza Verdi e sinistra e Albignasego Bene Comune (a quest’ultima lista ha aderito a partire dal 2021). Bettella rimarca il proprio impegno nel sociale che rappresenta un punto di forza della sua candidatura: “In Parrocchia sono stato animatore e catechista, mentre in seguito son stato componente del Consiglio parrocchiale e del Consiglio di gestione economica. Dal 2014 al 2018 sono stato presidente del consiglio di istituto di Albignasego; con la mia famiglia faccio parte della rete di famiglie aff idatarie del CASF di Selvazzano. Inoltre sono vice-presidente del comitato di quartiere n. 4 di Mandriola. Sono infine associato volontario dell’ODV Unigens che si occupa di formazione finanziaria di base nelle scuole superiori”. La sfida all’amministrazione uscente parte da un programma ambizioso che Bettella riassume in alcuni dei punti principali: “La nostra coalizione si presenta unita e determinata a costruire una nuova storia per Albignasego coinvolgendo tutti
i cittadini. Una storia che farà esperienza delle cose che funzionano ma che punta a migliorare tutto ciò che è stato costruito senza tener conto del bene di tutti, soprattutto di chi ha bisogno di maggiori attenzioni.” “Penso alla sicurezza, intesa come protezione di persone e cose ma anche come cura del territorio, fiducia e qualità di legami personali e sociali. Penso all’ambiente, viabilità e vivibilità, per trovare finalmente adeguate soluzioni che rendano la nostra vita migliore dopo la passata stagione di urbanizzazione e crescita senza adeguati progetti di sostenibilità ambientale”. Bettella pone poi uno dei propri cavalli di battaglia, ovvero il patto intergenerazionale con più attenzioni ai giovani e agli anziani. “Penso ai giovani, vero motore del cambiamento, che devono essere ascoltati di più, agli anziani che hanno bisogno di essere riconosciuti, seguiti e valorizzati per la storia che rappresentano, alle famiglie da sostenere per far loro svolgere un ruolo sociale. Saremo una comunità inclusiva, sostenibile, dove nessuno dovrà sentirsi solo o abbandonato. Da città a comunità” conclude.
• Andrea Benato
IL CENTRODESTRA PUNTA SULLA CONTINUITÀ CON VALENTINA LUISE
Architetto, già assessore all’ambiente, civica di centrodestra, sposata con Alessandro e mamma di Federico. È il profilo il pillole di Valentina Luise, già nota ai cittadini di Albignasego per il lavoro svolto negli ultimi anni nella giunta Giacinti. Oggi, dopo l’addio dell’ex primo cittadino - volato in Regione dopo le ultime elezioni regionali - Luise si candida alla guida del comune dove risiede dal 2006, capitanando la squadra di centrodestra che ha trovato sul suo nome la sintesi delle diverse anime che lo compongono. “Oggi ho deciso di candidarmi a sindaco per il centrodestra mettendo a disposizione un percorso costruito negli anni, fatto di esperienza concreta, responsabilità e lavoro di squadra. Il mio impegno in amministrazione è iniziato nel 2013, prima in consiglio comunale e poi in giunta, dove ho avuto deleghe complesse e strategiche: patrimonio, emergenze abitative, servizi demografici, pari opportunità e, negli ultimi anni, urbanistica, ambiente, transizione ecologica e mobilità” si presenta Luise. “Un percorso che mi ha permesso di seguire in prima persona numerosi progetti, confrontarmi con problemi reali e contribuire a trovare soluzioni concrete. Un’esperienza che mi permette di affrontare questa nuova sfida con
un bagaglio prezioso: una conoscenza approfondita del territorio e della macchina comunale, la capacità di trasformare le idee in risultati, e la consapevolezza che per raggiungere un obiettivo è fondamentale coinvolgere chi vive il territorio ogni giorno, i cittadini” prosegue l’aspirante primo cittadino. I punti principali del programma: “La mia candidatura si inserisce in un progetto politico amministrativo solido, che guarda al futuro con basi già consolidate, con l’obiettivo di proseguire il percorso di crescita della città. Il futuro programma di governo per Albignasego si pone pertanto in continuità con il lavoro svolto finora, puntando a mantenere l’alta qualità della vita della città attraverso una squadra compatta e una visione che mette al centro la persona. L’attenzione al sociale si tradurrà in sostegno concreto alle famiglie e alle fasce più fragili, con un focus particolare sulla valorizzazione degli anziani come risorsa attiva e sul coinvolgimento diretto dei giovani nei quartieri. L’obiettivo è garantire percorsi di autonomia e assistenza dignitosa, assicurando che nessuno resti mai solo”.
• Andrea Benato
Alberto Bettella Valentina Luise
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BETTELLA Alberto
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per la coalizione del Albignasego abbia bisogno di un cambiamento, una nuova fase di guida amministrativa più vicina alle persone, dove ascolto, condivisione e pros simità diventino il riferimento della vita quo Non basta fare bene, serve . Il programma nasce dall’a scolto dei cittadini, delle associazioni, delle famiglie, dei giovani, delle realtà economiche del territorio. È un progetto concreto, costruito attorno a un’idea semplice: Albignasego deve tornare a essere una comunità che si prende cura delle persone. Uno dei temi centrali riguarda mobilità e qualità della vita. Negli ultimi anni la nostra comunità è cresciuta molto, ma infrastrutture e servizi non sempre allo stesso modo. Puntiamo su una mobilità pubblica efficiente e sostenibile facendo rete con Padova e comuni limitrofi: prioritario sarà valutare la sostenibilità del prolungamento del tram fino a Carpanedo collegando Albi gnasego all’area metropolitana, anche fino a Maserà con una progettualità complessiva che preveda il coinvolgimento attivo della popolazione. Grande attenzione sarà dedicata ad ambiente e tutela del territorio. Pensiamo sia necessario limitare realmente il consumo di suolo, investire nella sicurezza idrogeologica, nella manutenzione della rete fognaria, nella cura del verde urbano e nella creazione di nuovi boschi urbani.
Vogliamo inoltre sostenere le energie rinno vabili e rafforzare le comunità energetiche per aiutare famiglie e imprese a ridurre i costi e migliorare la sostenibilità. Al centro del nostro progetto ci sono le persone. Vogliamo una comunità dove nessuno si senta solo. Per gli anziani proponiamo maggiori servizi di pros simità e abitazioni solidali (co-housing). Per i giovani , che chiedono ascolto e partecipazione, vogliamo creare spazi di aggregazione in ogni quartiere. Avvieremo iniziative come il consiglio comunale dei giovani con budget annuale per micro-progettualità, la consulta dei giovani , una scuola di formazione socio-politica per il nostro territorio. Molta attenzione anche allo sport con spazi sportivi di qualità, fruibili in tutti i quartieri. L’avvio di un corso di forma zione per tutti gli allenatori delle squadre del territorio con un corso pedagogicoeducativo per sostenere crescita educativa e attitudini relazioni dei ragazzi che praticano sport. Cre diamo in una sicurezza costruita attraverso la presenza, la prevenzione e la cura dei quartieri: più illuminazione, manutenzione degli spazi pubblici, collaborazione con le forze dell’ordine, potenziamento della vigilanza in tutti i quartieri, valorizzazione reti di buon vicinato. Vogliamo inoltre una sanità più vicina ai cittadini, servizi territoriali accessibili. più attenzione alle persone fragili. La nostra idea di amministrazione si fonda sulla partecipazione attraverso momenti permanenti di confronto e co-progettazione.
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progetto. Interventi mirati dopo l’analisi tecnico-peritale
Parco di Villa Obizzi, semaforo verde alla manutenzione straordinaria
Èstato presentato ad aprile il progetto di manutenzione delle alberature del parco di Villa Obizzi. L’amministrazione ha illustrato l’ambizioso programma nel corso di una serata aperta al pubblico, premettendo che gli interventi sono stati programmati in seguito a un’approfondita analisi tecnico-peritale condotta nel 2025, con l’obiettivo di garantire sicurezza, valorizzazione del patrimonio storico e fruibilità quotidiana. “Intervenire oggi significa prendersi cura del nostro patrimonio verde e off rire ai cittadini un parco sicuro e bello da vivere” ha sottolineato l’amministrazione.
“Questo intervento conferma l’impegno dell’amministrazione nella tutela del patrimonio storico, paesaggistico e ambientale, affinchè il parco continui a essere un luogo sicuro, accogliente e simbolo di identità per tutta la comunità. La manutenzione programmata e il monitoraggio biennale permetteranno inoltre di preservarlo nel tempo, a beneficio delle generazioni future” ha aggiunto. “L’analisi ha riguardato 106 esemplari, tra cui 89 tigli (di cui 21 di recente impianto) e 17 alberi di specie diverse. Attraverso ispezioni visive, l’impiego di strumenti specifici e sopralluoghi in quota, nel rispetto dei protocolli ISA, è stato possibile accertare lo stato di salute e la stabilità delle piante, fornendo così le basi per la definizione degli interventi necessari” spiega una nota dell’amministrazione.
“Dallo studio è emersa la necessità di abbattere 8 tigli irrimediabilmente compromessi dal punto di vista strutturale e biomeccanico. Questi saranno sostituiti con nuovi alberi della stessa specie, selezionati per un effetto immediato e armonioso. Gli altri 60 tigli più maturi saranno invece oggetto di potature di alleggerimento con la tecnica del “pollarding”, per garantirne sicurezza e longevità” entra nel merito la nota, precisando la natura degli interventi che saranno eseguiti.
“La piazza e la storica Villa Obizzi rappresentano il cuore della città di Albignasego, un luogo vissuto ogni giorno come punto di incontro e socialità” ha dichiarato ancora l’amministrazione. “Proprio per questo motivo abbiamo scelto di prenderci
cura del Parco di Villa Obizzi, con l’obiettivo di renderlo sempre più sicuro, accogliente e adeguato alla grande frequentazione che lo caratterizza”. Il Parco di Villa Obizzi, storico giardino della villa, risale alla fine del XVI secolo ed è stato per molti anni noto come “Parco della Rimembranza”. Appartenuto alla nobile famiglia Obizzi, ha ospitato figure illustri e ha attraversato diverse fasi di trasformazione, fino a diventare oggi uno spazio culturale e sociale, cuore verde della città.
• Andrea Benato
Nuovo ponte della Fabbrica, approvato il progetto
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opo l’approvazione della variante che porterà a riqualificare una grande area urbana dimessa (ex deposito di carburanti), il consiglio comunale ha approvato a marzo una ulteriore variante al Piano degli Interventi che porterà a rifare il ponte della Fabbrica sul canale Battaglia, lungo la SP61, al confine tra Albignasego e Abano Terme. I dettagli sono stati diffusi dall’amministrazione in una nota: “Si tratta di un intervento rilevante per il territorio, promosso dalla Provincia di Padova, che punta a migliorare la sicurezza e la funzionalità della viabilità locale. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo ponte, mentre quello esistente sarà recuperato e destinato alla mobilità ciclo-pedonale, contribuendo anche alla valorizzazione del contesto. L’opera sarà accompagnata da una riorganizzazione della viabilità, con soluzioni pensate per rendere più fluidi e sicuri i collegamenti tra i due comuni e lungo le principali direttrici di traff ico”.
“Con questa variante facciamo un passo importante per migliorare la sicurezza e la qualità della mobilità nel nostro territorio” ha sottolineato l’amministrazione. “Non si tratta solo di un’infrastruttura, ma di un intervento che guarda al futuro, capace di integrare esigenze di viabilità, attenzione all’ambiente e valorizzazione degli spazi esistenti”. Nel corso del procedimento sono stati coinvolti gli enti competenti e i soggetti interessati, e sono state raccolte alcune osservazioni, ora oggetto di controdeduzione. La proposta ha inoltre ottenuto il parere favorevole della commissione consiliare.
“Con questa variante diamo avvio ad un progetto che doterà Albignasego di infrastrutture più moderne ed eff icienti e metterà in sicurezza un incrocio che da tempo crea molte diff icoltà alla circolazione” ha concluso.
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Rigenerazione urbana. Un vecchio deposito di carburante diventerà un parcheggio immerso nel verde
RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO, VIA LIBERA ALLA VARIANTE DAL CONSIGLIO
Èstata approvata nel corso del consiglio comunale di marzo una importante variante al Piano degli Interventi, grazie alla quale, nei prossimi mesi, verrà riqualificata un’area dismessa del territorio comunale attraverso la realizzazione di un nuovo complesso a destinazione commerciale e direzionale.
Dopo la discussione e l’approvazione nel parlamentino locale, l’amministrazione ha diramato una nota, spiegando i dettagli del progetto: “L’intervento riguarda una zona precedentemente occupata da un deposito carburanti, rimasta inutilizzata per anni e già oggetto di demolizione e ripristino ambientale nel 2019. Il progetto prevede la costruzione di due edifici integrati, per una superficie complessiva di circa 6 mila metri quadrati, con una riduzione delle volumetrie rispetto al passato e una maggiore attenzione alla qualità architettonica e all’inserimento nel paesaggio”.
“Questa proposta si inserisce in una visione più ampia di rigenerazione urbana che
la nostra amministrazione sta portando avanti con determinazione. L’obiettivo è recuperare e restituire valore a spazi già urbanizzati, evitando nuovo consumo di suolo”, ha dichiarato l’amministrazione.
“Non si tratta solo di riqualificare un’area, ma di ripensarla in modo completo, mettendo al centro qualità urbana, sostenibilità e vivibilità. Il progetto prevede parcheggi inerbiti con pavimentazioni drenanti e alberature ad alto fusto, pensati per ridurre l’impatto visivo e mitigare il calore delle superfici. Accanto a questo, sono state progettate aree verdi attrezzate e corti interne piantumate, con arbusti fioriti, essenze autoctone, panchine e percorsi pedonali, così da restituire alla comunità un vero e proprio spazio fruibile, simile a un giardino urbano”.
“Grande attenzione è stata dedicata anche alla mobilità interna, con connessioni pedonali chiare e sicure tra i diversi edifici e gli ingressi principali, integrate da elementi di arredo urbano coerenti e di qualità. Allo stesso tempo, lo studio di
impatto viabilistico ha confermato che la rete stradale esistente sarà in grado di sostenere i flussi di traff ico previsti, garantendo un inserimento equilibrato dell’intervento nel contesto urbano. Abbiamo voluto un progetto che punti alla riqualifica del fronte di strada Battaglia dando qualità architettonica e prestando
attenzione all’impatto ambientale” ha aggiunto l’amministrazione. Nel corso dell’iter non sono state presentate osservazioni e sono stati acquisiti i pareri degli enti competenti con parere positivo della commissione regionale VAS. L’accordo pubblico/ privato collegato all’intervento prevede
Oasi Ex polveriera, eventi e percorsi nella natura
Ha riaperto al pubblico a fine marzo la Riserva Naturale dell’ex polveriera, pronta ad accogliere appassionati e curiosi. La gestione dell’oasi è stata affidata al raggruppamento di associazioni: Legambiente Pratriarcati, Cammini Euganei, LIPU e SOS Anfibi, che hanno come obiettivo la valorizzazione della flora, fauna e dei percorsi naturalistici. La riserva sarà aperta ogni sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30, con visite guidate gratuite su prenotazione fino al 18 ottobre. Molti gli eventi già in programma dopo quelli già svolti nei mesi di marzo e aprile. Il 16 maggio sarà presentato “Storie sulla natura. Merenda e Kamishibai”, un
pomeriggio dedicato alle famiglie con bambini da vivere con una semplice coperta da picnic e una merenda. A seguire, il 24, “Fili invisibili: ragni vicini e lontani”, alla scoperta degli aracnidi del nostro territorio fino alle sorprendenti specie del Brasile. Se i ragni non suscitano il vostro interesse, il 7 giugno sarà la volta delle più colorate farfalle macaone, un viaggio affascinante dai bruchi alla metamorfosi e alla liberazione. I mesi estivi saranno dedicati alla scoperta di altri insetti e animali, dalle libellule alle tartarughe. Non mancheranno approfondimenti sulla flora come l’importanza delle siepi o l’ecosistema di uno stagno. L’oasi di
un contributo straordinario complessivo di 285.450 euro a favore del comune, di cui una prima quota è già stata versata, mentre il saldo sarà corrisposto prima dell’avvio dei lavori.
Carpanedo, chiamata anche ex Polveriera, deve il suo nome all’uso che si fece dell’area come deposito di munizioni durante la Seconda Guerra Mondiale. La peculiarità della riserva, che ha una superficie di 125 mila metri quadrati, deriva proprio dalle modifiche che subì durante la guerra con la realizzazione di cinque vasti specchi d’acqua, scavati per erigere i terrapieni entro cui confinare le munizioni e poi allagati prelevando acqua dal Canale Battaglia. Ulteriori informazioni sui prossimi eventi sono reperibili sul sito lipupadova.it
• (A.B.)
• Andrea Benato
CASALSERUGO
ADOLESCENZE: CONSULTORIO CIF PER SOSTENERE LA COMUNITÀ LOCALE
Èstato ufficialmente presentato Adolescenze, il consultorio familiare del Centro Italiano Femminile, che si propone come un nuovo e fondamentale spazio di ascolto, confronto e supporto educativo per l’intera comunità di Casalserugo. Questo presidio multi-professionale, in collaborazione con l’ amministrazione comunale, nasce con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi e le famiglie nei momenti più delicati della crescita, offrendo risposte concrete alle sfide evolutive della contemporaneità. La struttura si pone come un’estensione dell’esperienza storica del CIF, attivo nel territorio fin dal 1972, e si configura oggi come un centro moderno dedicato alla promozione del benessere sociale e della salute individuale attraverso un approccio integrato che coinvolge diverse figure specialistiche. L’attività del consultorio si concentra in particolare sulla mediazione familiare, l’orientamento e la consulenza in ambito legale, psicologico, sociale ed educativo. Una specifica attenzione è rivolta alle situazioni di fragilità e ai conflitti familiari, off rendo strumenti per gestire le crisi e trasformarle in opportunità di dialogo. Durante l’incontro di presentazione, che ha visto la partecipazione della dottoressa Marisa Galbusera, presidente provinciale del CIF di Padova, è emersa la volontà di creare un punto di riferimento che non sia solo un luogo di cura, ma anche di prevenzione. Il servizio mira infatti a intercettare precocemente il disagio adolescenziale e a sostenere la genitorialità, fornendo un supporto qualificato che possa guidare il nucleo familiare verso un equilibrio più solido. Oltre alle consulenze dirette, Adolescenze promuove iniziative volte a favorire l’auto-mutuo-aiuto, creando gruppi di condivisione tra persone che vivono problematiche simili. Questo modello di intervento, sostenuto dalla rete degli enti no profit e dalle associazioni locali, punta a rafforzare i legami comunitari e a rompere l’isolamento che spesso accompagna le diff icoltà relazionali. L’ équipe del consultorio è a disposizione dei cittadini per far conoscere i percorsi off erti e
le modalità di accesso ai servizi, garantendo una presenza costante dal lunedì al venerdì. Con l’avvio di questa iniziativa, Casalserugo si arricchisce di uno strumento prezioso per la tutela della salute sociale, confermando l’importanza di investire in servizi che mettano al centro la dignità della persona e la stabilità delle relazioni affettive all’interno della comunità. Per informazioni contattare segreteria@ cifpadova.it.
• Cristina Salvato
L’Osservatorio sulle piene certifica la sicurezza del territorio
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Grazie al completamento della misura dell’Osservatorio dei Cittadini sulle Piene, il Comune di Casalserugo ha tagliato un traguardo fondamentale per la tutela del proprio suolo e la sicurezza della cittadinanza. Si tratta di un risultato tangibile che segna un passo avanti nella gestione del territorio, grazie a un approccio che unisce l’innovazione tecnologica alla partecipazione attiva della popolazione. Il certificato di avvenuta attuazione, valido fino al termine del 2026, conferma l’eff icacia di un percorso che ha visto collaborare fianco a fianco l’amministrazione, i tecnici e i volontari della Protezione Civile, senza dimenticare il ruolo prezioso delle scuole e delle associazioni locali. Attraverso questo strumento partecipativo, il territorio non è più soltanto un’area da monitorare passivamente, ma diventa uno spazio vivo dove i cittadini agiscono come sentinelle consapevoli. La misura ha permesso di acquisire dati puntuali e aggiornati, fondamentali per pianificare interventi mirati e per gestire con maggiore prontezza eventuali criticità legate ai corsi d’acqua. Oltre al potenziamento della rete di comunicazione tra Comune e residenti, l’iniziativa ha puntato sulla formazione, diffondendo la conoscenza dei comportamenti corretti da adottare in caso di allerta. Grazie a questo impegno corale, Casalserugo è oggi una comunità più informata, resiliente e preparata ad aff rontare le sfide del proprio nodo idraulico, trasformando la cura dei fiumi in una garanzia di sicurezza per il futuro di tutti i suoi abitanti.
• (CRIS.S.)
Idee, Spazi, Cultura
Casalserugo cresce: un nuovo quartiere per rispondere alle esigenze della comunità
egli ultimi anni Casalserugo ha dimostrato una capacità importante di attrarre nuove famiglie e nuovi residenti. Un segnale positivo, che racconta di un territorio vivo, dinamico, capace di offrire qualità della vita e servizi. Ma a questa crescita si è affiancata anche una criticità sempre più evidente: la difficoltà di trovare nuove soluzioni abitative.
È da questa consapevolezza che nasce il nuovo intervento urbanistico previsto nell’area di via Cristoforo Colombo. Non si tratta semplicemente di una nuova lottizzazione, ma di una risposta concreta a una domanda reale che arriva dai cittadini e da chi guarda a Casalserugo come luogo in cui costruire il proprio futuro.
Come amministrazione abbiamo scelto di accompagnare questo percorso con responsabilità, garantendo tempi certi nelle procedure e favorendo, per quanto possibile, un iter rapido nell’approvazione dei progetti e nel rilascio dei permessi. L’obiettivo è chiaro: non frenare uno sviluppo necessario, ma guidarlo con attenzione e visione.
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo
quartiere residenziale caratterizzato da un’edificabilità equilibrata e sostenibile. Le tipologie abitative saranno diversificate, con edifici di diversa altezza e densità, pensati per integrarsi con il contesto esistente e rispondere a esigenze abitative differenti.
Grande attenzione è stata riservata alla qualità degli spazi: non solo abitazioni, ma anche aree verdi, percorsi pedonali, spazi di relazione e infrastrutture adeguate. Il piano include infatti la realizzazione completa delle opere di urbanizzazione, dalle strade ai marciapiedi, dalla rete dei sottoservizi all’illuminazione pubblica, fino alla creazione di parcheggi e aree a verde pubblico. Un elemento particolarmente importante riguarda la gestione delle acque e la sicurezza idraulica, con la previsione di sistemi di raccolta e laminazione che rappresentano oggi una priorità per ogni intervento di trasformazione del territorio. Questo intervento si inserisce in una visione più ampia di sviluppo urbanistico: crescere sì, ma senza perdere l’identità del nostro paese. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto che il progetto fosse rispettoso del contesto, con un equilibrio tra costruito e spazi aperti e con particolare cura nei collegamenti con le infrastrutture esistenti. Casalserugo ha bisogno di nuove case, ma soprattutto ha bisogno di uno sviluppo ordinato, sostenibile e coerente con la propria storia. Questo progetto va esattamente in questa direzione. È un passo importante, che guarda al futuro della nostra comunità, cercando di dare risposte concrete a bisogni reali, senza rinunciare alla qualità e all’attenzione per il territorio. Questo intervento rappresenta un segnale chiaro: Casalserugo non si ferma, ma cresce con equilibrio, mettendo al centro le persone, la qualità della vita e il futuro del paese.
Con l’arrivo della bella stagione, Casalserugo si prepara a vivere un calendario ricco di iniziative che accompagneranno i cittadini da maggio a luglio, tra cultura, sport, tradizione e momenti di socialità.
Il programma prende avvio nel mese di maggio con il Casalserugo Art Festival, che animerà due fine settimana consecutivi, affiancato da appuntamenti ormai consolidati come la Festa di Primavera a Ronchi e i carri mascherati organizzati dalla Pro Loco. Non mancheranno eventi dedicati allo sport e all’ambiente, con la gara ciclistica regionale delle squadre giovanili e un’iniziativa in biblioteca dedicata al mondo delle api, pensata anche per i più giovani. Giugno sarà caratterizzato da un forte protagonismo delle associazioni sportive e del volontariato locale. La Festa dello Sport, articolata su due weekend, rappresenterà uno dei momenti centrali del mese, insieme ad altre iniziative come la Veneto Green Cup, l’evento handbike e le attività proposte a Ronchi. Spazio anche al cinema all’aperto e agli eventi parrocchiali, fino alla tradizionale festa conclusiva
del Grest.
Il calendario proseguirà a luglio con numerosi appuntamenti serali, tra cineforum, eventi musicali e manifestazioni dedicate ai giovani. Torneranno iniziative molto attese come il Ser Beer Fest, l’”Estate a Casalserugo” con un weekend completamente organizzato dalla Proloco e l’Anguriata organizzata dall’associazione Auser di Casalserugo, insieme al torneo Futscup che coinvolgerà tanti ragazzi del territorio. Un programma pensato per offrire occasioni di incontro e svago a tutte le età.
Nel complesso, si tratta di un’estate costruita grazie alla collaborazione tra associazioni, realtà locali e volontari, che conferma la vitalità della comunità di Casalserugo e la sua capacità di proporre momenti di qualità, valorizzando il territorio e rafforzando il senso di appartenenza. Un invito aperto a tutti a partecipare e a vivere insieme questi mesi all’insegna della condivisione. Il calendario completo è disponibile anche sul sito del Comune e su tutti i canali social.
Sindaco di Casalserugo MATTEO CECCHINATO
CASALSERUGO
L’evento. Il paese trasformato in un palcoscenico di uso tra arte e territorio
PARTECIPAZIONE E GRANDE SUCCESSO ALLA QUINTA EDIZIONE DI “ART FESTIVAL”
Il Casalserugo Art Festival ha tagliato con orgoglio il traguardo della sua quinta edizione, confermandosi come uno dei momenti più attesi e coinvolgenti. Dall’8 al 17 maggio Casalserugo si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto, un palcoscenico diffuso dove l’arte non è stata solo ammirata, ma vissuta come un’esperienza collettiva capace
di ridefinire il senso di appartenenza alla comunità. Il tema scelto per quest’anno, Rivelazioni, ha rappresentato un invito potente e suggestivo a riscoprire lo straordinario che si cela nelle pieghe della quotidianità, spingendo i partecipanti a guardare il territorio con occhi nuovi e curiosi. Sotto l’accurata direzione dell’associazione culturale Fantalica, in stretta
20 minuti
Progettazione
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sinergia con il Comune di Casalserugo e una fitta rete di realtà locali, la manifestazione ha saputo declinare il concetto di bellezza attraverso una programmazione densa e variegata. I due fine settimana sono stati un susseguirsi di emozioni che hanno toccato le corde della musica, della danza e del teatro, coinvolgendo un pubblico trasversale fatto di famiglie, giovani e appassionati. Il festival, nato nel 2022, ha dimostrato una maturità artistica notevole, trasformando luoghi familiari come il centro culturale Hangar 9, la biblioteca Villa Ferri e la piazzetta Cesarotti in spazi di profonda riflessione e svago intelligente.
Consulenze globali
Tra i momenti più significativi di questa edizione si è distinta la valorizzazione delle radici storiche locali, culminata nella visita guidata alla chiesetta di San Martino a Ronchi: un’occasione preziosa per approfondire la conoscenza del patrimonio architettonico del territorio, arricchita in chiusura da un’evocativa performance di danza che ha saputo far dialogare la sacralità del luogo con la fluidità del movimento contemporaneo. Non meno importante è stata la Marcia di Primavera, che ha saputo coniugare il benessere fisico alla socialità, portando i cittadini a riappropriarsi fisicamente delle strade e dei sentieri del paese in un clima di festa condivisa.
L’impatto visivo della rassegna è stato garantito dalla mostra fotografica
L’anima della città, curata da Fan-
Ctalica. Gli scatti del fotogiornalista Alberto Girotto e del fotografo e videomaker Francesco Mion hanno offerto una narrazione intima e potente dell’identità urbana, catturando frammenti di vita che spesso sfuggono alla velocità del quotidiano. Questo racconto per immagini ha agito come uno specchio per la comunità, permettendo a ciascuno di ritrovarsi nelle storie esposte. Il successo dell’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione di
’è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, un angolo di storia locale che sabato 25 aprile ha svelato le sue trame più profonde grazie alla generosa accoglienza della famiglia Carraretto, che ha aperto le porte della casa, permettendo al Comune di Casalserugo e alla Pro loco di organizzare un pomeriggio speciale che ha trasformato una visita guidata in un’esperienza immersiva nelle radici del territorio. Grazie a un attento e meticoloso restauro, la bellezza originaria della dimora, della stalla e del fienile è tornata a splendere, off rendo la scenografia perfetta per un racconto in cui il passato agricolo e artigianale ha dialogato con il presente. Il percorso alla scoperta di questo tesoro in via Bacchiglione Destro si è snodato attraverso dimostrazioni pratiche di grande fascino che hanno incantato i partecipanti. I presenti hanno riscoperto gli antichi attrezzi di lavoro, strumenti
numerose associazioni, dal patronato Ave a Padovarte Musica, passando per Pro loco e Auser, dimostrando che quando la cultura diventa un obiettivo comune, il territorio intero ne esce rigenerato. Casalserugo ha così confermato che l’arte è lo strumento migliore per rivelare la magia nascosta sotto la superficie della normalità.
che un tempo scandivano i ritmi faticosi ma autentici delle stagioni, apprendendo i segreti dei mestieri di una volta. Il viaggio nella memoria è proseguito poi nel vecchio fienile restaurato, oggi divenuto un suggestivo museo, dove il pubblico si è immerso nel mondo della tessitura e della scrittura antica. È stato possibile ammirare i telai in funzione e scoprire i passaggi lenti con cui nasceva la carta e come si tracciavano i segni grafici durante il Medioevo. L’iniziativa ha centrato l’obiettivo di valorizzare il patrimonio architettonico e immateriale del paese, trasformando una struttura privata in un centro vivo di diffusione culturale per l’intera cittadinanza. Non è mancato, in pieno spirito comunitario, un momento di socialità a coronamento dell’evento con un aperitivo conviviale.
• Cristina Salvato
Elezioni. Corsi di filosofia e astronomia e giornate nella natura
STAGIONE DA TUTTO ESAURITO: MUSICA E CULTURA ALLA CORTE DA ZARA S
Maserà chiude una stagione di eventi che ha visto la sala polivalente Corte da Zara registrare il tutto esaurito in numerose occasioni. Tra i successi più recenti spicca la quarta edizione di Io e papà mattoncini a Maserà, che ha superato ogni record di aff luenza. L’associazione Padova Brick ha trasformato il municipio in un cantiere di creatività, coinvolgendo oltre venticinque ragazzi nel concorso giovani costruttori. Come sottolineato dall’assessore alle manifestazioni Silvia Borghetto, il mattoncino non è solo un gioco ma uno strumento che mette in campo ingegno, ragionamento e visione spaziale, confermandosi un’attività formativa di alto valore educativo oltre che ludico.
La proposta culturale di Corte da Zara ha saputo intercettare i gusti più disparati, off rendo serate di grande spessore artistico. Il pubblico ha risposto con entusiasmo al tributo a Mina e al viaggio nelle colonne sonore cinematografiche, così come alle rappresentazioni teatrali della compagnia L’Archibugio, che ha proposto una versione originale di Romeo e Giulietta, e a una commedia dedicata alle sfide delle donne nel mondo del lavoro. Grande apprezzamento hanno riscosso anche i concerti degli allievi di Padovarte Musica e il suggestivo pomeriggio romantico curato dal Circolo Padovano, che ha riportato in vita l’atmosfera dell’Ottocento con danze d’epoca e le voci dei soprani Tartaro e Franchin e del tenore Tomiazzo.
La vivacità di Maserà non si ferma allo spettacolo ma investe anche la formazione e l’approfondimento. Il corso di filosofia della professoressa Barison continua a essere frequentatissimo con oltre cinquanta iscritti, mentre gli incontri dedicati all’astronomia e alla cosmologia con l’astrofisico Bonato hanno aperto nuovi orizzonti di conoscenza per i cittadini. Parallelamente, la rassegna incontro con l’autore e le letture animate per i più piccoli garantiscono un coinvolgimento costante di tutte le fasce d’età.
L’agenda cittadina è proseguita con iniziative promosse dall’as-
sessorato all’ambiente condotto da Francesca Greggio: al parco della Libertà l’inizio di maggio ha visto La magia della Terra, una giornata dedicata alla natura tra mostre mercato, workshop floreali e attività benessere come yoga e pilates. Subito dopo, il parco Mattei si è trasformato nel tempio della musica con Maserà in Rock, tre serate di tributi leggendari, che hanno fatto vibrare l’intero territorio sotto il segno dell’energia e della condivisione.
• Cristina Salvato
Sintoniz zati
Biblioteca, al via la riquaificazione energetica
i appresta a partire l’intervento di recupero che restituirà alla cittadinanza uno dei suoi edifici più simbolici in una veste completamente rinnovata e sostenibile: il sindaco Gabriele Volponi ha annunciato l’avvio imminente dei lavori di riqualificazione energetica della biblioteca, situata nell’edificio dell’ex municipio. “Un progetto ambizioso che mira a trasformare la struttura in un modello di eff icienza e modernità. È previsto il rifacimento del tetto e degli impianti – annuncia il sindaco –, l’installazione dell’impianto fotovoltaico e la tinteggiatura esterna. L’opera rientra in un più ampio piano di finanziamenti legati al PNRR. Si tratta di un intervento atteso da tempo, che non si limiterà alla sola estetica, ma punterà a ridurre drasticamente l’impatto ambientale e i costi di gestione dell’immobile. Il quadro economico complessivo per questa prima fase è di 350 mila euro, ma l’amministrazione sta già valutando come rendere il recupero ancora più completo. In fase di lavorazione stiamo pensando di cambiare anche gli infissi – aggiunge Volponi – per un valore di 90 mila euro, con l’obiettivo di garantire un isolamento termico ottimale”
spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:
Per consentire lo svolgimento dei lavori in totale sicurezza, la macchina comunale ha dovuto predisporre alcuni cambiamenti logistici necessari. La biblioteca è già stata trasferita temporaneamente in Corte da Zara, dove il servizio rimane attivo: i cittadini potranno continuare a prenotare i libri che arriveranno dalle altre biblioteche della rete e verranno regolarmente consegnati. Anche la vita quotidiana della piazza subirà qualche piccola modifica, poiché alcuni banchi del mercato settimanale dovranno essere spostati per fare spazio all’area di cantiere.
Il sindaco è consapevole dei possibili disagi temporanei, ma confida nella collaborazione di tutti per raggiungere un risultato che porterà beneficio a lungo termine all’intera comunità.
“Chiediamo un po’ di pazienza a tutti – conclude il sindaco – e spero per settembre, massimo ottobre, di far ritornare l’immobile fruibile in tutto il suo splendore nel centro della piazza. L’edificio non sarà solo più eff iciente, ma tornerà a essere il punto di riferimento culturale e sociale del paese, incastonato armoniosamente nel cuore urbano di Maserà”.
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lancia un appello per sostenere l’acquisto di protesi avanzate
UN GESTO DI VICINANZA
E DI AIUTO PER MATTEO
Il sindaco Gabriele Volponi ha deciso di prendere idealmente carta e penna per rivolgersi direttamente ai suoi cittadini, scrivendo una lettera aperta densa di umanità per aiutare un concittadino che sta aff rontando la sfida più difficile della sua vita. Non è un atto formale, ma un gesto di vicinanza profonda verso Matteo, cinquantatreenne di Maserà, la cui esistenza è stata stravolta in pochi giorni da una meningite batterica. Matteo, artigiano parchettista e padre di una bimba di dieci anni, ha lottato tra la vita e la morte in un letto di terapia intensiva dopo che quello che sembrava un banale mal di gola si è trasformato in un incubo. Grazie alla sua forza è riuscito a sopravvivere, ma il prezzo pagato è stato altissimo: la amputazione di entrambi i piedi e di entrambe le mani.
“Oggi Matteo è tornato a casa”, racconta il sindaco Volponi, “circondato dall’affetto della sua famiglia, ma la strada verso l’indipendenza è ostacolata dai limiti delle protesi standard fornite dal sistema sanitario, che non permettono
• Cristina Salvato Solidarietà.
a un uomo ancora giovane e pieno di voglia di fare di recuperare la propria quotidianità”. Davanti a questa situazione, il primo cittadino non ha voluto restare a guardare e ha scelto di mobilitare l’intera comunità. “Ho pensato che fosse gratificante – oltre che giusto – aiutare una giovane persona a riacquistare quella fiducia, indipendenza e autonomia, tutte facoltà che la malattia gli ha strappato così improvvisamente e dolorosamente”.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che una comunità unita può fare la diff erenza dove il singolo cittadino si trova impotente. Una raccolta fondi è stata istituita per garantire a Matteo l’accesso a protesi tecnologicamente avanzate e performanti, strumenti capaci di restituirgli quei gesti che la malattia gli ha negato: ogni contributo, a prescindere dall’entità, rappresenta un passo decisivo verso la riconquista della libertà.
Per chi volesse rispondere all’appello del sindaco e partecipare alla raccolta fondi, è possibile effettuare un bonifico bancario sul conto corrente identificato
dall’Iban IT69P0103062630000002004090 con la causale “Un aiuto per Matteo”. “È un invito a non voltarsi dall’altra parte e a dimostrare che, a Maserà, nessuno viene lasciato solo nel momento del bisogno” conclude Volponi.
Nuovi asfalti e sport all’aperto
L’amministrazione comunale di Maserà di Padova prosegue nel programma di riqualificazione urbana, puntando a migliorare la sicurezza stradale e a off rire nuovi spazi per l’aggregazione e l’attività fisica. In un momento storico complesso per l’edilizia pubblica, il sindaco Gabriele Volponi ha voluto fare il punto sui prossimi cantieri che apriranno in diverse zone strategiche del territorio, confermando l’impegno costante nella cura del bene comune.
“Siamo prossimi all’inizio di una serie di asfaltature del paese – dichiara il primo cittadino – che interesseranno via Chiusure, via Rovere, il tratto di strada Bosco Calvi verso il centro di Bertipaglia e il tratto di entrata alla via Tito Livio. La scelta delle aree è frutto di un’attenta programmazione volta a sanare i tratti più usurati”.
Tuttavia, portare a termine queste opere richiede oggi uno sforzo finanziario superiore rispetto al passato. Il sindaco non nasconde infatti le diff icoltà legate ai rincari dei materiali, sottolineando come
il costo dell’asfalto sia cresciuto vertiginosamente nell’ultimo periodo, rappresentando un problema non da poco per le casse comunali. L’operazione di asfaltatura richiederà un investimento complessivo di 250 mila euro, una cifra importante che testimonia la volontà di non rallentare il piano delle manutenzioni nonostante le congiunture economiche sfavorevoli. Oltre alla viabilità, l’attenzione resta alta anche sulla qualità della vita nei parchi cittadini. A tal proposito, il comune ha stanziato ulteriori 20 mila euro per la valorizzazione del Parco Tito Livio, dove è prossima la realizzazione di un’area dedicata al calisthenics. Si tratta di una zona attrezzata per esercizi a corpo libero, pensata per rispondere alle esigenze degli sportivi e dei giovani. Questi nuovi macchinari andranno a far vivere ancora di più quel parco, trasformandolo in un punto di riferimento per il benessere all’aria aperta.
• (CRIS.S.)
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23 Agosto 2026
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MASERÀ ESPLORA L’IMMENSITA’ DELLO SPAZIO
DUE INCONTRI PER SCOPRIRE LE STELLE
Due incontri per parlare dello Spazio, del Tempo e dei misteri dell’Universo. È l’iniziativa voluta dall’assessorato alla cultura del comune di Maserà di Padova, nell’ambito di una serie di iniziative volte a promuovere e potenziare le attività culturali. Il mese scorso in sala polivalente Corte da Zara, l’astrofisico e ricercatore dott. Matteo Bonato ha dialogato con il pubblico su molte delle domande più ricorrenti che ciascuno di noi si fa, basti guardare una rappresentazione dello spazio per vedere quanto infinitamente piccola è la Terra in proporzione all’Universo. L’astrofisico ha aff ascinato i presenti raccontando la formazione e l’evoluzione delle galassie, spaziando tra cosmologia e astrofisica con un linguaggio semplice e alla portata di tutti.
Soddisfatta l’assessore alla cultura e vicesindaco Silvia Borghetto, che ha fortemente voluto l’evento. “Grazie alla disponibilità dell’astrofisico e ricercatore Matteo Bonato, dopo i due convegni in Corte da Zara, seguiranno altri appunta-
menti. È in programma un collegamento con l’osservatorio astronomico ligure e un evento all’aperto, in un’area idonea, probabilmente presso il bosco vivo di Bertipaglia, per vedere le stelle con appositi strumenti. Dopo il grande interesse e l’entusiasmo che hanno animato le serate dei convegni, siamo certi che anche i prossimi appuntamenti saranno molto graditi” ha commentato Borghetto. Per Maserà il mese di aprile è stato particolarmente ricco di iniziative culturali. Oltre agli incontri sul cosmo, si è celebrata anche la tradizionale festa di primavera; rimanendo poi in tema di Spazio, anche se da una prospettiva diversa, giovedì 23 aprile è stato presentato il libro “L’ultima cena. Dal Texas alla Luna, nuove rivelazioni sull’assassinio di J.F. Kennedy” di Aldo Mariotto, ex direttore dell’AULSS 6 Euganea. Grazie a un’inedita registrazione audio e a vent’anni di investigazioni condotte in autonomia, l’autore ha ricostruito la tensione che ruotava attorno al presidente americano prima dell’attentato,
tra la corsa allo spazio come vetrina della Guerra Fredda, interessi petroliferi e giochi di potere. Molte dunque le occasioni culturali offerte dal comune, che invita i cittadini a seguire i canali social o il sito del comune per restare aggiornati sulle prossime iniziative. “Il lavoro e la fatica che si celano dietro all’organizzazione
di così tanti eventi sono ampiamente ricompensati dall’accoglienza del pubblico che è sempre più calorosa, segno che stiamo andando nella direzione giusta, quella di riportare la cultura al centro della vita della nostra comunità. Le iniziative che abbiamo già realizzato e quelle che stiamo programmando vanno incontro a tutti i gusti e a ogni fascia
“L’UOMO ARTEFICE. RITRATTI DI VITA” NELLA SALA DELLA GRAN GUARDIA
Tramandare, tramite l’arte, tradizioni che stanno scomparendo e creare così un nesso fra il mondo contemporaneo e quello del passato: è questo il fulcro del progetto artistico di Liubov Fedoseeva, protagonista con le sue opere della mostra “L’uomo artefice. Ritratti di vita”, ospitata nella Sala della Gran Guardia di Padova fino al 5 luglio.
Promossa dall’assessorato alla cultura del Comune di Padova, l’esposizione comprende venti dipinti e dodici disegni, il risultato di una ricerca che mira a rappresentare, tramite la forma del ritratto, storie di vita comune e quotidiana,
capaci, nella loro semplicità, di raccontare al meglio il territorio e le persone, con i relativi costumi e tipicità.
Specializzata nel ritratto, Fedoseeva realizza i propri dipinti ad olio su tela avvalendosi delle tecniche pittoriche d’epoca rinascimentale, come la velatura. È proprio questo suo modus operandi che permette all’artista di creare quei giochi di luce e ombra che non si trovano spesso nella pittura contemporanea, contribuendo a conferire ai propri dipinti quella sensazione di “antico” che si sposa con l’opera di riscoperta del passato portato avanti con la sua ricerca.
d’età, rendendo la vita pubblica Maserà attrattiva e coinvolgente. I prossimi mesi non saranno da meno, compreso il periodo estivo che off rirà ai cittadini diverse occasioni di aggregazione” conclude il vicesindaco Borghetto.
• Andrea Benato
Oltre ai dipinti su tela, la mostra include anche disegni a grafite e carboncino su carta fatta a mano, concentrati anch’essi sui temi cari all’artista ma con un maggior focus sui dettagli, in primis le mani. Non è un caso: le mani sono infatti il principale strumento impiegato nei lavori delle persone rappresentate. Un ulteriore chiave per accedere a un mondo di tradizioni e usanze passate e conoscerne i dettagli tramite l’arte e la pittura.
• (F.T.)
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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che raff orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosuff icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosufficienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi offerti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025. Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’offerta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo aff rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale.
• (R.R.)
L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE
PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La sofferenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero eff icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”.
Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non aff itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il rafforzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo offrire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per aff rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
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Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
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Modello veneto: funziona davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in diff icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA
E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione?
Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli
Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è differente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, affidate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.
Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo aff inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
Segue
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La
città scaligera protagonista della Wings for Life
World Run
Uglobale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI
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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, affiancando altre App Run ufficiali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione diffusa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.
La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-
guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.
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Dal rifacimento dei sedili al restauro dei veicoli d’epoca, dalla capote al volante in pelle: quando il lavoro artigianale incontra la precisione tecnica, ogni portiera
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dell’automobile dove gli interni non sono solo una componente funzionale ma lo spazio in cui si trascorre ogni giorno il tempo del viaggio, quello breve della commissione sotto casa e quello lungo dell’autostrada. È su questo equilibrio tra estetica, comfort e tecnica che si fonda il lavoro di MG Autotappezzeria, realtà con sede ad Albignasego nata nei primi anni Ottanta e cresciuta nel tempo seguendo una linea precisa: offrire lavorazioni di qualità capaci di restituire valore a ogni veicolo, dal più recente al mezzo storico, con la stessa attenzione e la stessa
Il cuore dell’attività è la tappezzeria per auto, con interventi che spaziano dalla riparazione dei sedili al rifacimento completo degli interni. Pelle, tessuti tecnici, alcantara: ogni materiale viene lavorato con tecniche specifi che, rispettando le caratteristi-
Un capitolo importante riguarda il restauro dei veicoli d’epoca, ambito in cui l’attenzione al dettaglio smette di essere un valore aggiunto e diventa condizione necessaria. Riprodurre fedelmente materiali e finiture originali signifi ca preservare il valore storico dell’auto, mantenendone autenticità e coerenza con quello che era quando è uscita di fabbrica. È un lavoro che richiede tempo, esperienza e una sensibilità particolare verso il mezzo, quella capacità di leggere un’auto come un documento e di intervenire su di essa senza tradirne la natura. L’attività si estende anche alle selle per moto e scooter, adattando le lavorazioni alle diverse esigenze di comfort e design di chi viaggia su due ruote, in una versatilità che conferma la capacità dell’azienda di operare su ambiti diversi mantenendo sempre lo stesso livello qualitativo.
Alla base di ogni intervento c’è un approccio che non cambia mai: ascoltare il cliente, comprendere le esigenze e proporre soluzioni coerenti con quello che si vuole ottenere. Che si tratti di una semplice riparazione o di una personalizzazione completa, il lavoro viene costruito su misura, con l’obiettivo di un risultato duraturo. In un settore dove spesso prevale la standardizzazione, MG Autotappezzeria continua a valorizzare il lavoro artigianale integrandolo con tecniche moderne e ma-
re, fino a diventare istinto.
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Nel bambino la psoriasi non è soltanto una malattia della pelle. È una patologia infiammatoria cronica che può incidere profondamente sulla crescita, sul benessere psicologico e sulla qualità della vita quotidiana. Proprio da questa consapevolezza nasce l’approccio adottato all’Azienda Ospedale-Università di Padova, dove la presa in carico dei piccoli pazienti si fonda su diagnosi precoce, terapie mirate e un lavoro di squadra tra specialisti. Nel video divulgativo realizzato dalla struttura di Dermatologia Pediatrica, la professoressa Anna Belloni Fortina spiega come la psoriasi infantile presenti caratteristiche diverse rispetto a quella dell’adulto. Le manifestazioni cutanee possono essere meno tipiche, con lesioni talvolta più sottili, meno desquamanti e distribuite in aree differenti del corpo. Questo rende la diagnosi più complessa e richiede competenze specifiche per evitare ritardi nell’individuazione della malattia. Proprio la diagnosi precoce rappresenta uno degli elementi chiave. Intervenire tempestivamente permette non solo di controllare i sintomi, ma anche di ridurre il rischio di evoluzione verso forme più severe o di sviluppare patologie associate. La psoriasi, infatti, non è una condizione isolata: può essere collegata ad altre problematiche, anche sistemiche, che richiedono un monitoraggio attento nel tempo. Accanto agli aspetti clinici, emerge con forza il tema dell’impatto psicologico. Prurito, arrossamenti e lesioni visibili possono generare disagio, influenzare l’autostima e creare difficoltà nei rapporti con i coetanei. Nei bambini e negli adolescenti questo peso può tradursi in isolamento, insicurezza e sofferenza emotiva. Per questo la presa in carico non può limitarsi alla terapia dermatologica, ma deve includere una visione globale del paziente. È qui che entra in gioco l’approccio multidisciplinare adottato a Padova. Dermatologi, pe-
Psoriasi nei bambini a Padova: diagnosi precoce e cure su misura
diatri, ma anche altri specialisti collaborano per costruire percorsi personalizzati, in grado di rispondere alle diverse esigenze dei pazienti. L’obiettivo è offrire un’assistenza completa, che tenga insieme cura della malattia, prevenzione delle complicanze e attenzione alla qualità della vita. Sul fronte terapeutico, negli ultimi anni si sono registrati importanti progressi. Accanto ai trattamenti topici e sistemici tradizionali, oggi sono disponibili terapie innovative, inclusi farmaci biologici, che consentono di intervenire in modo mirato sui meccanismi dell’infiammazione. Questo permette di ottenere risultati più efficaci e duraturi, con un miglior controllo della malattia anche nei casi più complessi. La scelta del trattamento viene sempre calibrata sul singolo paziente, tenendo conto dell’età, della gravità della patologia e dell’impatto sulla vita quotidiana. L’obiettivo non è solo la remissione delle lesioni cutanee, ma anche la riduzione dei sintomi e il miglioramento del benessere complessivo del bambino. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla famiglia. Genitori informati e coinvolti diventano parte integrante del percorso di cura: saper riconoscere i segnali della malattia, seguire correttamente le terapie e mantenere un dialogo costante con i medici contribuisce in modo decisivo al successo del trattamento. L’educazione terapeutica diventa quindi uno strumento essenziale per affrontare la patologia nel lungo periodo. Il messaggio che arriva dalla Dermatologia Pediatrica padovana è chiaro: la psoriasi nei bambini si può gestire in modo efficace, ma è necessario un approccio integrato, precoce e personalizzato. Non basta intervenire sulla pelle, bisogna prendersi cura del bambino nella sua interezza, accompagnandolo in un percorso che unisce competenza clinica, innovazione terapeutica e attenzione alla dimensione umana.
Paola
Bigon
Padova Sud, impiantate lenti telescopiche intraoculari per pazienti ipovedenti
Importante traguardo per l’Oculistica degli Ospedali Riuniti Padova Sud: due pazienti ipovedenti, affetti da maculopatia avanzata, hanno ricevuto con successo l’impianto di lenti telescopiche intraoculari con sistema galileiano, una procedura altamente specializzata che consente di migliorare la visione centrale attraverso un ingrandimento selettivo dell’immagine su aree retiniche ancora funzionanti.
“Si tratta di un intervento complesso, già sperimentato lo scorso anno, disponibile in pochi centri a livello regionale”, spiega il dr. Giuseppe Lo Giudice, direttore dell’UOC Oculistica, che ha effettuato gli impianti. “Nei pazienti selezionati correttamente, può comportare un significativo miglioramento della qualità della vita, ma è fondamentale avere aspettative realistiche”.
L’accesso alla procedura è limitato a pazienti con maculopatia avanzata stabile e aree retiniche periferiche funzionanti, mentre sono esclusi coloro con precedenti interventi di cataratta, patologie retiniche diffuse o altre condizioni oculari che compro-
mettano la visione. Parte integrante del percorso è una riabilitazione visiva strutturata, indispensabile per il successo dell’intervento.
L’introduzione della chirurgia telescopica si inserisce in un contesto di crescente specializzazione e attività dell’UOC di Schiavonia: dal 2022 al 2026 gli interventi di cataratta sono passati da circa 2.300 a oltre 4.100 annui (+60%), mentre la chirurgia vitreoretinica è cresciuta da 50 a oltre 350 interventi (+400%). Le procedure complesse, tra cui retina, glaucoma e cornea, hanno registrato un aumento superiore a sette volte.
“Il dato significativo non è solo la quantità di interventi, ma la complessità dei casi trattati e la capacità di offrire prestazioni altamente specialistiche”, conclude il dr. Lo Giudice.
L’impianto di lenti telescopiche rappresenta un ulteriore passo avanti per la gestione di pazienti con grave compromissione visiva, contribuendo al consolidamento del centro come punto di riferimento regionale per la chirurgia oculare avanzata.
Redazione Salute
Padova, impiantato il catetere più sottile al mondo: svolta contro le aritmie
Un passo avanti concreto nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa arriva da Padova, dove l’Azienda Ospedale-Università ha impiantato con successo il più sottile elettrocatetere da defibrillazione transvenoso oggi disponibile. Un dispositivo di ultima generazione, utilizzato in pochissimi centri al mondo, con un diametro di appena 1,5 millimetri, capace di aprire nuove prospettive
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nella gestione delle aritmie più pericolose.
Per capire la portata dell’innovazione, è utile chiarire cos’è un elettrocatetere da defibrillazione transvenoso. Si tratta di un sottile filo conduttore collegato a un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD), inserito attraverso una vena fino al cuore, dove viene posizionato generalmente nel ventricolo destro. Il suo compito è duplice: da
un lato monitora continuamente il ritmo cardiaco, dall’altro interviene quando necessario, trasmettendo impulsi o scariche elettriche per interrompere aritmie potenzialmente letali.
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In questo contesto, la riduzione delle dimensioni rappresenta un elemento decisivo. I cateteri tradizionali, più grandi, possono infatti aumentare il rischio di complicanze legate al sistema venoso o alle strutture cardiache. Il nuovo dispositivo, grazie al diametro ultraridotto e a una struttura progettata per garantire resistenza e durata nel tempo, consente un approccio meno invasivo e più sicuro, soprattutto nei pazienti giovani o con vasi di piccolo calibro. L’intervento eseguito a Padova si inserisce in un percorso di innovazione che punta a rendere sempre più personalizzati i trattamenti cardiologici. La possibilità di utilizzare
elettrocateteri più sottili e affidabili riduce infatti il rischio di complicanze e la necessità di reinterventi, migliorando la qualità della vita dei pazienti e ampliando le indicazioni anche a categorie finora più difficili da trattare, come i pazienti pediatrici.
Si tratta di un risultato che conferma il ruolo della sanità veneta e
dell’ospedale padovano tra i centri di riferimento a livello nazionale e internazionale nella cardiologia interventistica. Un traguardo che non è solo tecnologico, ma clinico: perché ogni millimetro in meno può tradursi in maggiore sicurezza, meno invasività e più possibilità di cura.
Cittadella, operata a 88 anni: nove ore in sala e torna a casa
A88 anni affrontare un intervento maggiore al fegato per un tumore delle vie biliari è una sfida che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata proibitiva. Oggi, invece, grazie all’evoluzione della chirurgia e a un approccio sempre più personalizzato, anche casi ad altissima complessità possono trovare una risposta. È quanto accaduto all’ospedale di Cittadella, dove Rosa – nome di fantasia – è stata sottoposta a un intervento durato nove ore ed è tornata a casa dopo venti giorni di ricovero. Tutto inizia con un segnale evidente: l’ittero. Prima gli occhi, poi la pelle che si colora di giallo. Il figlio, medico, la accompagna in ospedale. Gli accertamenti rivelano un tumore delle vie biliari già avanzato, con una parte importante del fegato compromessa. Una diagnosi difficile, resa ancora più delicata dall’età della paziente. Eppure Rosa è lucida, determinata, pronta a capire e a scegliere.
Il caso viene valutato da un’équipe multidisciplinare che coinvolge chirurghi, radiologi e anestesisti. Il primo passo è preparatorio: viene posizionato un drenaggio biliare per ridurre l’ittero e consentire al fegato sano di recuperare funzionalità. Una fase delicata, che si rivela decisiva. Solo dopo questo passaggio si apre la possibilità dell’intervento.
La scelta non è scontata. L’età, i rischi, la complessità tecnica impongono valutazioni approfondite. Alla fine si decide di procedere con un’epatectomia destra allargata al lobo caudato, con ricostruzione vascolare: un intervento altamente impegnativo, sia dal punto di vista chirurgico sia per l’impatto sull’organismo. Secondo il direttore della Chirurgia, si tratta di un caso di elevata complessità, raro anche nella letteratura scientifica per pazienti di questa età. Tuttavia, l’evo-
luzione della medicina consente oggi di superare limiti che un tempo erano considerati invalicabili, a condizione che ogni passaggio sia attentamente pianificato: dalla tempistica alla tecnica, dalla gestione anestesiologica alla riabilitazione precoce.
Il decorso post-operatorio conferma la bontà del percorso. Rosa recupera progressivamente e, dopo venti giorni, viene dimessa. Prima di lasciare l’ospedale, si rivolge al personale con parole semplici ma significative: per lei, in quel periodo, i medici e gli operatori sono stati una famiglia.
Una storia che racconta non solo un successo clinico, ma anche il cambiamento della chirurgia di fronte a una popolazione che invecchia e chiede risposte sempre più avanzate, senza rinunciare alla qualità della cura e alla dignità della persona.