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SETTEMBRE 2026
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A Maserà al via la richiesta per le spese sostenute durante l’estate
Siccità record, Energia, il Veneto sfida il monopolio Elisa Venturini: e punta sullesfida “La multiutility dei prossimi del territorio anni è la prevenzione”
Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione
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La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.
SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE ALBIGNASEGO, CASALSERUGO E MASERA’ IN CONTROTENDENZA, SI PUNTA AI SERVIZI servizi alle pag. 4-5
ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO: IL SERVIZIO RIPARTE AD ALBIGNASEGO
servizio a pag. 11
AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”
segue a pag. 5
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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE
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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche.
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FACCIAMO IL PUNTO
di Padova Sud
OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE
PREMIATE LE “UGO”, TRA SPORT E RESILIENZA
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n premio per meriti sportivi e per la testimonianza di vita. È quello che hanno ricevuto quattro atlete di Albignasego nel corso della Festa dello Sport di Albignasego a settembre. Le donne fanno parte della squadra delle UGO - Unite Gareggiamo Ovunque APS, una realtà sportiva e associativa nata a Padova nel 2015 dall’esperienza delle donne operate di tumore al seno che hanno deciso di rimettersi in gioco con la disciplina sportiva del Dragon Boat, uno strumento di attività fisica, recupero, socializzazione e benessere. Il progetto, spiegano, nasce dalla collaborazione tra la Breast Unit dello IOV e la Società Canottieri Padova e le donne che hanno deciso di provare questa nuova disciplina. Le UGO si allenano sul fiume Bacchiglione presso la Società Canottieri Padova e partecipano a manifestazioni nazionali e internazionali, promuovendo al contempo iniziative per la prevenzione e diffusione della pratica sportiva come parte del percorso di benessere dopo il tumore al seno. “Le UGO ci raccontano che sconfiggere il male seguendo i protocolli terapeutici, sperare e lottare ogni giorno con coraggio è la via per la guarigione” ha dichiarato il sindaco Valentina Luise. “Il concetto che sta alla base delle UGO è quello della squadra: nel Dragon Boat non basta la forza della singola atleta. La barca avanza solo quando tutte le pagaie entrano in acqua insieme, seguendo lo stesso ritmo e la stessa direzione” sottolinea Luise. “Di questa meravigliosa squadra fanno parte quattro mie concittadine di Albignasego: Monica Frasson, Amalia Buso, Raffaella Cecchinato e Valeria Mazzucato. Un plauso speciale a Monica e Valeria componenti della nazionale BCP (Breast Cancer Paddlers) che quest’anno ai Campionati Europei di Monaco hanno conquistato due medaglie d’oro” ha concluso il sindaco.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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Le atlete sono: Monica Frasson, Amalia Buso, Raffaella Cecchinato e Valeria Mazzucato
isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.
Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.
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• (Andrea Benato)
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Focus scuola/1. Superato il mezzo milione di euro investimenti, la forza di attrazione si fa sentire
CASALSERUGO IN CONTROTENDENZA: ISCRITTI IN AUMENTO, OLTRE 1 SU 4 È DA FUORI PAESE I n un contesto generale segnato dalla costante e diffusa riduzione delle nascite, che costringe molti Comuni del territorio al ridimensionamento delle classi e dei servizi, Casalserugo registra un segnale di forte controtendenza e vitalità. Spicca infatti l’elevata capacità attrattiva dei plessi, in grado di estendere la propria offerta ben oltre i confini del paese: circa il 25-30% della popolazione scolastica complessiva è composto da studenti residenti nei Comuni limitrofi, che premiano la qualità della didattica e l’efficienza dei servizi. I dati delle iscrizioni testimoniano la solidità e la tenuta di tutti gli ordini di istruzione in paese. Il nido comunale accoglie 25 bambini, la scuola dell’infanzia statale registra 90 presenze, mentre la scuola primaria “E. De Amicis” consolida la presenza di due sezioni per anno e la scuola secondaria di primo grado “G. Orsato” ne conta tre attive. La novità di rilievo riguarda la frazione di Ronchi. Presso la scuola primaria “A. Manzoni”, la complessa sfida di superare la storica configurazione in multiclasse è stata pienamente vinta: la struttura conta oggi cinque classi distinte per circa 70 alunni complessivi,
garantendo pari dignità, continuità e opportunità didattiche a tutte le frazioni. A questo virtuoso assetto si affianca il costante sostegno assicurato dall’amministrazione comunale alla scuola dell’infanzia parrocchiale di Ronchi, una realtà fondamentale per la comunità che accoglie oltre 40 bambini grazie al lavoro coordinato di parrocchia e insegnanti. A dare ulteriore stabilità e prospettiva all’intero sistema è la dimensione
raggiunta dall’Istituto Comprensivo a seguito della fusione con i plessi di Legnaro e Polverara: un’unica grande realtà che supera i 1.500 studenti. La crescita delle iscrizioni è anche il risultato di una visione strategica sul patrimonio edilizio scolastico. Negli ultimi anni l’amministrazione ha intercettato e investito oltre 500.000 euro tra contributi ministeriali e regionali, destinandoli al restyling profondo e all’ammodernamento di tutti i plessi comunali. Alla scuola secondaria di primo grado “G. Orsato” è stato realizzato un intervento che ha previsto il rifacimento completo degli spazi comuni, dell’ingresso principale e dei corridoi, rendendo l’ambiente moderno e luminoso. A questo si aggiunge la ristrutturazione della palestra, restituita come struttura all’avanguardia per lo sport scolastico, per le associazioni del territorio e per le esibizioni dell’Indirizzo musicale, potenziato dall’unione dell’Istituto. Alla primaria “E. De Amicis” i lavori hanno riguardato la posa dei nuovi pavimenti interni e la creazione della “classe in giardino”, un ambiente di apprendimento all’aperto nato sulla scia del Campus esterno. Alla primaria “A.
Manzoni” di Ronchi l’attenzione si è concentrata sull’inclusione, con un’aula attrezzata per alunni con bisogni educativi speciali e la posa di una casetta in legno a supporto dell’orto didattico. I servizi a supporto delle famiglie garantiscono una copertura flessibile, dal pre-scuola fino alla mensa attiva sia a Casalserugo che a Ronchi. Il doposcuola si conferma un presidio educativo qualificato, registrando un aumento di iscrizioni anche tra i ragazzi delle medie. “L’aumento costante delle iscrizioni, anche da fuori Comune, ci riempie di orgoglio e ci dimostra che la strada intrapresa è quella giusta”, dichiara il sindaco Matteo Cecchinato. “Se le nostre scuole crescono in numeri, qualità formativa e servizi, il merito è di un grande lavoro di squadra. Ascoltare le esigenze dei genitori e trasformarle in progetti concreti — dal restyling degli ingressi e dei corridoi ai nuovi pavimenti, fino alle aule speciali e alla didattica all’aperto — significa mettere la crescita dei nostri ragazzi al centro della vita della nostra comunità”. • Nicola Stievano
A Maserà popolazione scolastica stabile, lezioni su cinque giorni e nuovo percorso pedonale verso le scuole Mazzini
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’ stabile la popolazione scolastica di Maserà con circa 700 studenti dell’Istituto Comprensivo Perlasca tra elementari e medie. “Siamo nei numeri degli anni precedenti spiega il sindaco Gabriele Volponi - e quest’anno scolastico è iniziato con l’organico completo dei docenti, quindi già con orari più stabili. Inoltre da quest’anno per la prima volta tutte le classi, comprese quelle del tempo lungo, saranno a scuola da lunedì al venerdì. Entra così a regime una decisione presa ancora cinque anni fa. Sul fronte della manutenzione negli ultimi anni abbiamo sistemato tutti plessi scolastici e questa estate abbiamo installato le tendine alle finestre e
completato il marciapiede che in quasi 300 metri collega via Perlasca alla scuola primaria Mazzini, garantendo un percorso protetto e agevole a tutti gli alunni e ai residenti della zona”. Un intervento strategico per la sicurezza dei bambini e per la vivibilità dell’intero quartiere, condotto durante i mesi estivi per ridurre al minimo i disagi alla circolazione e all’attività scolastica. L’opera va a completare l’assetto viario dell’area: la strada si presenta ora dotata di una pista ciclabile e del nuovo passaggio pedonale, assicurando un collegamento continuo e sicuro direttamente fino all’ingresso dell’edificio scolastico.
Parallelamente sono state portate avanti importanti opere di messa in sicurezza idraulica. In stretta sinergia con il Consorzio di bonifica, si è intervenuti sul fossato adiacente, che è stato opportunamente risezionato. Per garantire la tenuta delle sponde nel tempo e prevenire cedimenti del terreno, si è provveduto a irrobustire gli argini attraverso l’inserimento di un’apposita palizzata di contenimento. A completamento dell’opera, si è provveduto all’installazione di una nuova recinzione di separazione tra il recinto scolastico e la canaletta, garantendo così la massima tutela per i piccoli studenti durante la permanenza
a scuola. L’investimento complessivo per la realizzazione dell’intera opera ammonta a circa 200 mila euro. • (CRIS.S.)
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5 Focus scuola/2. Alla Leonardo da Vinci arriva la nuova mensa e per la prima classe a tempo pieno
Albignasego continua a crescere, servono strutture sicure e servizi a misura di famiglia
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on la riapertura delle aule e il ritorno tra i banchi di migliaia di studenti, Albignasego si fa trovare pronta per l’inizio del nuovo anno scolastico. La ripresa delle lezioni è stata preceduta da un’estesa campagna estiva di manutenzione ordinaria e straordinaria promosso dall’amministrazione comunale in stretta sinergia con la dirigenza dell’Istituto Comprensivo, che ha trasformato diversi plessi del territorio. L’attenzione riservata all’edilizia scolastica riflette il trend demografico di Albignasego, che si conferma uno dei comuni più giovani e attrattivi dell’intera cintura urbana padovana. Con una popolazione che supera i
26.600 abitanti, la città si attesta come il secondo comune più popoloso della provincia, registrando una presenza costante di giovani e nuove famiglie. Un contesto che richiede strutture adeguate e servizi efficienti per garantire standard educativi elevati. I cantieri estivi hanno riguardato l’intero patrimonio scolastico con interventi edili, idraulici, elettrici e di tinteggiatura delle aule. Alla scuola secondaria Valgimigli Centrale, in particolare, sono stati valorizzati gli spazi dedicati all’indirizzo musicale: grazie all’impegno dei giovani partecipanti al progetto di cittadinanza attiva “Ci sto? Affare Fatica!”, le pareti sono state decorate con murales raffi-
guranti strumenti musicali, rendendo gli ambienti subito riconoscibili e stimolanti. Tra le opere principali spicca il completamento della nuova mensa alla scuola primaria Leonardo Da Vinci, un intervento da 85.000 euro che consentirà l’attivazione di una nuova classe a tempo pieno, rispondendo a una precisa esigenza delle famiglie lavoratrici. La Leonardo Da Vinci era infatti l’unica scuola con il tempo corto e questo cambiamento è dettato proprio dalla necessità di una nuova sezione a tempo pieno. Proseguono inoltre i lavori per l’adeguamento ai Certificati di Prevenzione Incendi (CPI) in diversi plessi per innalzare i livelli di sicurezza. Ripartiti anche i lavori per la palestra della scuola Raggio di Sole: superato lo stop causato dalla risoluzione del contratto con la precedente impresa, la nuova aggiudicazione permetterà di completare un’opera strategica da 450.000 euro entro il mese di dicembre. “Investire sull’educazione dei nostri ragazzi non è solo investire nella qualità del corpo docenti e del personale, ma anche nei luoghi dell’apprendimento”, dichiara il sindaco Valentina Luise, che ha seguito personalmente i cantieri. “È fondamentale che i luoghi che accogliendo i nostri ragazzi per molte
ore al giorno siano non solo sicuri ed efficienti dal punto di vista termico ed energetico, ma anche belli: lo spirito dei più piccoli ha bisogno di bellezza, ordine e pulizia per migliorare la qualità dell’apprendimento. Vivere in una scuola bella educa i ragazzi a rispettare i luoghi pubblici e a prendersi cura della propria comunità”. “La nostra amministrazione investe nel presente e nel futuro delle nuove
generazioni”, conclude Luise. “È con orgoglio che constatiamo come Albignasego continui ad essere fortemente attrattiva per le famiglie. Dimostriamo con fatti concreti di essere un ‘Comune Amico della Famiglia’ che si pone accanto ai genitori nella loro quotidianità con servizi efficaci”. • Nicola Stievano
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Autobus gratuiti per le superiori: Albignasego conferma il servizio navetta per gli studenti
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n un contesto generale in cui il trasporto scolastico rappresenta una voce di spesa sempre più incisiva per il bilancio delle famiglie della provincia, l’amministrazione comunale di Albignasego riconferma anche per l’anno scolastico 2026/2027 la gratuità delle navette dirette verso gli istituti superiori del capoluogo. Un intervento sostenuto da uno stanziamento economico di 139 mila euro. Il servizio è riservato ai ragazzi residenti ed è attivo su due distinti percorsi verso i principali poli scolastici padovani: il primo serve gli istituti Scalcerle, Duca degli Abruzzi e San Benedetto da Norcia; il secondo collega i licei Cornaro, Gramsci e la succursale del Duca D’Aosta. Nell’ultimo anno scolastico le sei navette impiegate hanno trasportato circa 300 studenti. Per usufruire del trasporto occorre richiedere la tessera gratuita rilasciata dal Comune previa iscrizione sul sito dell’ente. “È un segno di attenzione per le nostre famiglie e i nostri ragazzi”, sostiene il sindaco Valentina Luise. “Le politiche per la famiglia e le politiche giovanili le decliniamo con i fatti. Le famiglie hanno bisogno di aiuto nell’organizzazi-
one quotidiana e poter contare sul trasporto comunale è sicuramente un alleggerimento del peso familiare, oltre a favorire un percorso di autonomia in sicurezza”. Alla componente di supporto economico si unisce quella ambientale. Come evidenzia l’assessore ai Trasporti Massimiliano Barison, il servizio riduce le emissioni di anidride carbonica e alleggerisce il traffico automobilistico lungo le direttrici verso Padova.
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ALBIGNASEGO
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Occupazione. Resta aperto anche lo sportello per facilitare l’accesso alle opportunità lavorative
RIPARTE IL SERVIZIO LOCALE DI ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO C on uno dei tassi di disoccupazione più bassi d’Italia, circa 3% (Ufficio Statistica Regionale), il Veneto si conferma una regione in salute dal punto di vista lavorativo. Malgrado i dati incoraggianti sono molte le iniziative rivolte a chi, per diversi motivi, non è occupato; tra questi si inserisce il servizio di accompagnamento alla ricerca di lavoro, ripartito ad Albignasego dopo l’estate. “Un servizio prezioso che vede come esito un 64% di lavoro raggiunto, un 27% di cambio lavoro e un 9% di orientamento al lavoro” sottolinea una nota dell’amministrazione. “Tale intervento si pone l’obiettivo di sostenere le persone fragili in cerca di lavoro attraverso un percorso personalizzato, mediante l’affiancamento di un esperto che prevede per ciascuno una prima fase di orientamento e di valutazione delle proprie competenze e una seconda fase di ricerca attiva del lavoro. Si tratta di un servizio di tutoraggio personalizzato
per persone disoccupate, seguite da un operatore del mercato del lavoro, che accoglie i cittadini in carico ai servizi sociali, li ascolta, li accompagna nella gestione delle pratiche e li supporta nella ricerca di opportunità lavorative” conclude la nota. Soddisfatta dell’iniziativa l’assessore al sociale Mabel Bilato che ha commentato: “Crediamo che il miglior sostegno che un’amministrazione possa offrire sia quello di accompagnare le persone verso la propria autonomia. Per questo investiamo in servizi che non si limitano ad un aiuto economico, ma valorizzano le competenze, favoriscono il reinserimento lavorativo e restituiscono alle persone la possibilità di costruire il proprio futuro con dignità e indipendenza”. “Questo servizio rappresenta un tassello importante dell’assistenza agli adulti perché l’obiettivo dell’amministrazione Luise è quello di favorire il reinserimento delle persone nella comunità attraverso il lavoro, aiutandole a raggiungere una
reale autonomia” ha sottolineato Bilato. Il servizio di accompagnamento al lavoro si aggiunge alle altre iniziative promosse ogni anno ad Albignasego come i lavori di pubblica utilità, con impiego temporaneo
di cittadini disoccupati; il Progetto RIA che prevede percorsi di inserimento in realtà solidaristiche con un contributo mensile; Work for All l’evento che ogni anno il comune organizza per favorire
l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. “Come amministrazione abbiamo scelto di supportare le persone che si trovano ad affrontare una fase di difficoltà. In questo percorso abbiamo anche attivato lo sportello di Veneto Lavoro negli spazi comunali, per avvicinare ai cittadini i servizi per l’impiego e facilitare l’accesso alle opportunità disponibili” ha aggiunto il sindaco Valentina Luise. “Che questo servizio risponda ad una esigenza reale del territorio lo dimostrano i dati: 11 nuovi utenti nel 2026 che si aggiungono ai 13 utenti già seguiti per un totale di 24 unità dove le femmine sono il triplo dei maschi, 18 a 6. Le fasce di età più numerose sono quelle dai 41 ai 50 anni e dai 51 ai 60 anni. Siamo molto soddisfatti di questi dati, il mio plauso va al Settore Servizi Sociali e all’assessore che con determinazione sta portando avanti questa progettualità” ha concluso Luise. • Andrea Benato
FONDO ACQUEVENETE, NUOVO BANDO PER FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ
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orna anche quest’anno il bando per l’accesso al Fondo Acquevenete. L’iniziativa è rivolta a persone e nuclei familiari in condizioni di difficoltà di Albignasego che possono così ottenere un aiuto per il servizio idrico domestico. “Le nuove povertà oggi sono in aumento ed è importante intercettarle con un approccio multisistemico: il bando Acquevenete va in questa direzione andando a coprire in parte la povertà idrica che insieme a quella energetica attanaglia spesso le nostre famiglie” ha dichiarato il sindaco Valentina Luise presentando il rinnovo della misura sociale. “Sono aiuti concreti che in modo dignitoso fanno
sentire le nostre famiglie supportate ma non assistite. L’amministrazione di Albignasego è sempre attenta ad affiancare concretamente i suoi cittadini dando supporto tecnico con gli uffici per cogliere tutte le opportunità offerte dagli Enti del territorio” ha aggiunto Luise. C’è tempo fino a ottobre per presentare la domanda, per la quale sono richiesti alcuni requisiti: residenza nel comune di Albignasego, titolarità di un’utenza domestica singola o facente parte di utenze condominiali di Acquevenete SpA; un’attestazione ISEE ordinario in corso di validità di importo non superiore a 13 mila euro. Le domande saranno accolte fino all’esaurimento
del fondo complessivo che ammonta a poco più di 18 mila euro, seguendo una graduatoria stilata in base all’ISEE. “Spesso, per dignità o per timore di chiedere aiuto, ci sono persone che rinunciano a strumenti, per questo il nostro impegno è anche quello di far conoscere tutte le possibilità disponibili e di accompagnare le famiglie nell’accesso ai contributi e alle misure di sostegno” ha aggiunto l’assessore alla famiglia Mabel Bilato. “Vogliamo che nessuno si senta solo di fronte alle difficoltà” ha concluso Bilato. • (A.B.)
Mabel Bilato
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ALBIGNASEGO
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Le proposte. Le minoranze preparano una serie di soluzioni
Emergenza caldo, l’opposizione: “Troppo consumo di suolo”
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erché non mettere in cantiere la depavimentazione dei parcheggi del nuovo teatro, di Villa Obizzi o del Palazzetto Fantino Cocco?”. Inizia con una proposta concreta il piano dei gruppi consiliari di minoranza di Albignasego per far fronte all’emergenza caldo. Dopo aver constatato la “gravità della crisi climatica in atto che ha colpito il nostro paese e la Pianura Padana in particolare”, i rappresentanti di Albignasego Bene Comune e Partito Democratico hanno riflettuto su come si possa intervenire a livello comunale, redigendo una serie di proposte che verranno presentate nei prossimi consigli comunali. “Questa situazione drammatica sta incidendo sulla qualità della vita delle persone ma le città, se ben amministrate, possono adottare strategie di riduzione dei danni per attenuare la gravità e l’impatto del riscaldamento globale. Il primo aspetto, e il più scontato, di questa strategia di riduzione del danno è ovviamente la piantumazione e manutenzione di alberi che da soli rappresentano dei veri e propri climatizzatori naturali. Ad Albignasego purtroppo a volte è mancata la manutenzione (come già denunciato dall’associazione Legambiente): diversi alberi soccombono a causa degli eventi metereologici unitamente alla loro debolezza intrinseca causata da infezioni, malattie e cattiva gestione” attacca il capogruppo Alberto Bettella. “Ma molte e diverse sono le strategie che un comune può adottare. Si può partire dall’orientare lo sviluppo urbano verso una riduzione dell’espansione edilizia/abitativa e commerciale e puntare sulla rigenerazione urbana, per azzerare realmente il consumo di suolo. L’enorme sviluppo edilizio di Albignasego, viceversa, ancora non accenna a fermarsi nonostante le dichiarazioni dell’amministrazione che negli ultimi 18 anni ha portato a cancellare per sempre ben 90 ettari di terreno per far posto alla speculazione edilizia” proseguono i consiglieri di opposizione. Altre proposte riguardano il “recupero di edifici esistenti; il mantenimento di superfici ombreggiate (per esempio tramite la realizzazione di pensiline fotovoltaiche nei parcheggi dei centri commerciali e dei supermercati); la creazione di corridoi ecologici che garantiscano la continuità tra le aree verdi del comune per favorire la biodiversità; la rimozione di asfalto o cemento dove non sono indispensabili e sostituirli con
aiuole terreno vegetale; l’individuazione di rifugi climatici, cioè locali pubblici che consentano alle persone più bisognose di accedere ad ambienti climatizzati negli orari diurni durante le ondate di calore” aggiungono i rappresentanti dell’opposizione. “Chiediamo che Albignasego si metta in moto per diventare una città resiliente per affrontare la sfida del cambiamento climatico dei prossimi anni. Le forze di minoranza in consiglio comunale sono pronte” chiosano i consiglieri. • Andrea Benato
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Don Lorenzo per San Lorenzo: arriva il nuovo parroco
È
arrivato a fine estate il nuovo parroco della Parrocchia di San Lorenzo di Albignasego. Si chiama don Lorenzo Parolin, 59 anni, e proviene dalla Parrocchia di Altichiero. Il cambio alla guida della comunità è avvenuto in seguito all’allontanamento di don Cesare Contarini qualche settimana fa, travolto dalla bufera sull’ex docente Francesco Saviane, accusato di molestie e che era stato accolto in parrocchia. Dopo gli ultimi eventi, Don Lorenzo si trova ad affrontare una sfida non facile, come lui stesso ha ammesso presentandosi ai parrocchiani: “Vi è arrivata la notizia che il vescovo Claudio mi ha chiesto di venire in mezzo a voi come vostro parroco. Gli ho risposto di sì, e vengo volentieri. Dove volentieri non significa a cuore leggero. Sono certo che lo comprendete bene anche voi: ogni passaggio da una comunità all’altra, per noi preti, comporta umanamente una fatica non banale. Ti congedi da una famiglia che ami e da cui ti senti amato... e ti apri al dono di una nuova famiglia, che ancora non conosci, ma che già senti di portare nel cuore” premette il nuovo parroco prima di raccontare la propria storia. “Ho 59 anni, a 25 sono diventato prete. Oltre al ministero del parroco, da tre anni il vescovo mi ha chiesto di dedicare del tempo ad un servizio che in Diocesi condivido con un piccolo gruppo di altri sacerdoti: l’ascolto e l’accompagnamento di persone che vivono i disagi dell’anima e il ministero dell’esorcista” aggiunge don Lorenzo. Con l’arrivo del nuovo parroco, la Parrocchia di San Lorenzo è già al secondo cambio in pochi anni. Prima di don Cesare, infatti, aveva dato le dimissioni Don Marino. Don Lorenzo dovrà ora dare nuova fiducia a una comunità che si è definita un po’ “sfortunata”, ma che guarda con ottimismo alla nuova guida. • (A.B.)
ALBIGNASEGO
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Mobilità. La flotta si amplia con 130 biciclette a pedalata assistita
AVVIATO IL NUOVO SERVIZIO DI BIKE SHARING C entrotrenta nuove bici a pedalate assistita collocate in 7 punti della città. Sono i numeri del nuovo progetto di Bike sharing sbarcato ad Albignasego quest’estate per promuovere “una mobilità sempre più sostenibile, in un’ottica di tutela dell’ambiente e di facilitazione degli spostamenti per i cittadini”, come spiega l’amministrazione in una nota. “La mobilità dolce agevolerà i cittadini non solo negli spostamenti da una frazione all’altra di Albignasego ma anche verso Padova ed i comuni dell’area metropolitana tenuto conto della sempre maggiore centralità della città di Albignasego” ha
commentato il sindaco Luise. Istruzioni per l’uso: “Per noleggiare una bicicletta è necessario scaricare gratuitamente l’app Dott da App Store o Google Play e registrare un profilo personale. Il servizio è riservato agli utenti maggiorenni. Ogni bicicletta è dotata di un sistema di geolocalizzazione satellitare che contribuisce a prevenire i furti e regola automaticamente la velocità massima consentita, fissata a 25 km/h” spiega la nota dell’amministrazione. I costi per gli utenti: “Oltre alla tariffa base a consumo, pensata principalmente per chi utilizza il servizio occasionalmente, l’app mette a disposizione diversi abbo-
namenti (“Pass”) che consentono un risparmio fino al 70%. Sono disponibili formule giornaliere, plurigiornaliere e mensili, oppure pacchetti a minuti o a corse, così da adattarsi alle diverse esigenze di utilizzo. Sono inoltre previste promozioni dedicate ai residenti, con condizioni particolarmente vantaggiose e un’attenzione speciale per i giovani under 26. Ogni mese è possibile attivare un pass che comprende 4 corse da 12 minuti ciascuna al costo simbolico di 0,02 euro per gli utenti over 26 e di 0,01 euro per gli under 26. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ridedott.com/ it/padova-residenti”.
“Predisporre un servizio di pubblica utilità di bike-sharing è funzionale ad implementare un utilizzo consapevole della mobilità dolce anche per chi può non avere le risorse per affrontare la spesa di una bici elettrica ma che ha invece in animo di utilizzare tale mezzo per i suoi spostamenti” ha aggiunto l’assessore alla mobilità sostenibile Massimiliano Barison. “Come Amministrazione cerchiamo sempre di essere attenti ai bisogni dei nostri concittadini e di introdurre tutte quei miglioramenti volti ad agevolare e migliorare la loro vita nella città di Albignasego. Siamo un’amministrazione attenta all’ambiente e alla qualità della
vita, quindi è benvenuto ad Albignasego il servizio di bike-sharing” ha concluso il primo cittadino. • Andrea Benato
Due serate con il naso all’insù
L
o si impara fin da piccoli, il 10 agosto è la notte di San Lorenzo e, se il tempo lo permette, si guarda il cielo alla ricerca di stelle cadenti. Ma anche da grandi, la “magia” continua a rinnovarsi di anno in anno, durante una manciata di giorni a metà agosto quando è facile assistere a un fenomeno ben noto all’astronomia. L’interesse e la curiosità sono tali da spingere molte amministrazioni ad organizzare eventi rivolti alla cittadinanza per osservare assieme il cielo e scoprirne i segreti. È quanto avvenuto ad Albignasego e Maserà di Padova, con due iniziative che hanno riscosso un successo oltre le aspettative. Teatro d’osservazione per Albignasego è stato il Parco dei Colori a Sant’Agostino con tanto di telescopio e la partecipazione del GAP, il
Gruppo Astrofili di Padova. L’entusiasmo per la serata è proseguito anche sui social dove nei giorni successivi alcuni cittadini hanno “recensito” l’evento: “Davanti a tre telescopi e con l’aiuto di Cosimo e dei suoi compagni del Gruppo Astrofili di Padova (GAP), il cielo ha iniziato a raccontarci una storia. Primo viaggio: Mizar e Alcor, e poi la sfida delle stelle più piccoline, visibili solo a chi ha una buona vista. Poi abbiamo visto Saturno, il pianeta più lontano che possiamo riconoscere facilmente a occhio nudo. E da lì sono partite un sacco di domande: storia, formazione dei pianeti, telescopi, camere astronomiche… a cui Cosimo e i suoi compagni astrofili hanno risposto con una pazienza e una passione contagiose” ha commentato una cittadina sul gruppo Facebook
“Eventi Albignasego”. Successo simile anche a Maserà con l’evento “Notte di San Lorenzo al Bosco Vivo”. Il punto d’osservazione scelto è stata l’area verde nella frazione di Bertipaglia dove, in modo simile ad Albignasego, non solo sono stati messi a disposizione smart telescope e telescopi tradizionali ma hanno dato il loro contributo esperti in astronomia e astrofisica, spiegando ai cittadini i segreti del cielo. “L’evento è andato benissimo, oltre ogni aspettativa” ha commentato il vicesindaco con delega alla cultura Silvia Borghetto. “I partecipanti all’evento sono stati accompagnati da Enrico Fioretto e Rossana Miani, astrofili e appassionati di astronomia, in un tour della Via Lattea assistendo alle riprese di alcuni oggetti del profondo cielo. Le riprese
sono state effettuate con uno Smart Telescope permettendo a tutti di fruire del risultato finale visualizzato sul tablet di controllo dello stesso. La partecipazione è stata molto attiva con domande pertinenti e moltissime curiosità da soddisfare. Sono molte le foto ottenute con pochi minuti di esposizione. Tra gli astri della nostra galassia sono stati “catturati”, per esempio: Trifida (nebulosa a emissione e riflessione) a 5.200 anni luce di distanza dalla Terra; Manubrio (nebulosa planetaria) a 1.2001.360 anni luce; il Muro del Cigno (nebulosa a emissione) a 1.960 - 2.590 anni luce” prosegue entusiasta Borghetto.
dichiarato l’assessore alla famiglia Mabel Bilato. “Come amministrazione abbiamo accolto con entusiasmo il suggerimento perché intercettava un bisogno delle famiglie. Abbiamo lavorato per trasformare quell’idea in un servizio reale, grazie alla collaborazione della cooperativa Crescendo.”
Il progetto “offre alle mamme l’opportunità di fare rete, sentirsi supportate e approfondire i temi legati alla crescita dei figli e alla vita familiare” ha aggiunto il sindaco Valentina Luise.
• (A.B.)
Torna a ottobre il “Caffè delle mamme”
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opo il successo dell’ultima edizione, torna a ottobre ad Albignasego l’iniziativa “Caffè delle mamme”, che replicherà a marzo 2027. Il progetto prevede due cicli di sette incontri a cadenza settimanale; ogni appuntamento avrà la durata di due ore e si terrà presso la sede di
Crescendo e dell’Associazione Pulcino. Destinatarie saranno le neo mamme con bambini 0-12 mesi che si ritroveranno in uno spazio dedicato al dialogo e all’ascolto, dove l’esperienza delle mamme incontrerà la competenza degli esperti. “Il progetto nasce da un’idea di una cittadina” ha
• (A.B.)
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CASALSERUGO
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Sicurezza idraulica. Accordo con Albignasego e il Consorzio Bacchiglione
IN ARRIVO UN PROGETTO DA 400 MILA EURO G S
Nuove iniziative culturali in biblioteca
li allagamenti che hanno colpito di recente il territorio comunale di Casalserugo hanno messo a nudo le criticità della rete di scolo nella zona a nord del paese, in particolare nell’area compresa tra via Toscanini e via Gruato. Per intervenire in modo risolutivo e garantire una tutela concreta ai residenti, l’amministrazione comunale ha avviato un percorso condiviso con il Comune di Albignasego, il Consorzio di bonifica Bacchiglione, i tecnici comunali e un team di ingegneri idraulici specializzati. Il piano di interventi si concentrerà sulla messa in sicurezza dell’intero bacino idraulico posto al confine tra i due Co-
muni, combinando l’adeguamento delle condotte esistenti con la realizzazione di un’infrastruttura del tutto nuova per la gestione delle piogge eccezionali. L’opera prevede un investimento totale di 400mila euro, interamente coperto dal contributo ministeriale ottenuto dal Comune per la progettazione esecutiva delle infrastrutture idrauliche nelle aree a maggior rischio al confine con Bertipaglia e Albignasego. Nel dettaglio, gli interventi previsti riguardano il risezionamento e l’allargamento dei canali presenti lungo la rete di scolo, insieme alla verifica e all’eventuale demolizione delle tombinature e delle ostruzioni lungo la Strada Provinciale. Elemento centrale del progetto sarà la creazione di un nuovo canale collettore che si snoderà dalla provinciale fino a via Cà Ferri, attraversando via Gruato. Un vero e proprio taglio in direzione est-ovest, progettato per intercettare e far defluire rapidamente le acque piovane durante i fenomeni di forte intensità. “Casalserugo è tra gli undici Comuni del Veneto ad aver ottenuto questa impor-
tante risorsa dal ministero” – sottolinea il sindaco Matteo Cecchinato – “Abbiamo ottenuto praticamente tutto quello che avevamo chiesto, dimostrando la bontà e la precisione del lavoro svolto dai nostri uffici tecnici». Il primo cittadino evidenzia come l’approccio segua un metodo già collaudato con successo in passato. «Il percorso che stiamo tracciando” – prosegue il primo cittadino – “è esattamente lo stesso che ci ha portato a riqualificare con efficacia il centro del nostro paese. Adesso mettere al riparo le abitazioni e i cittadini dalle future emergenze è la nostra priorità assoluta”. Poiché la realizzazione del nuovo collettore interesserà anche alcuni terreni privati, l’amministrazione comunale contatterà direttamente i proprietari delle aree per illustrare i dettagli dei lavori e raccogliere i consensi necessari. L’obiettivo condiviso con il Consorzio di bonifica Bacchiglione è quello di velocizzare i tempi dei cantieri e dare immediata concretezza alle opere pianificate. • Cristina Salvato
pazio alla creatività e alla condivisione dei più giovani con le nuove iniziative promosse dalla biblioteca di Casalserugo. La struttura cittadina si prepara a un autunno ricco di attività culturali, mettendo al centro la passione per la parola scritta e il desiderio di aggregazione giovanile attraverso due distinti progetti aperti alla cittadinanza. La prima proposta riguarda un corso di scrittura creativa pensato per chi desidera riscoprire il piacere di raccontarsi e affinare le proprie competenze linguistiche. L’iniziativa, strutturata per la stagione autunnale, si rivolge a un pubblico ampio e indistinto, senza richiedere particolari requisiti o precedenti esperienze nel campo della redazione di testi. L’obiettivo primario è offrire uno spazio formativo e coinvolgente in cui mettersi in gioco, valorizzando la narrazione come strumento per esprimere la propria identità, conoscersi e condividere visioni personali. Per aderire o manifestare il proprio interesse è sufficiente mettersi in contatto
diretto con i referenti della biblioteca attraverso i canali istituzionali. Accanto all’offerta formativa sulla scrittura, la biblioteca comunale sta raccogliendo le candidature per l’avvio di un nuovo Gruppo giovani. “Il progetto nasce per offrire alle ragazze e ai ragazzi del territorio – illustra l’assessore Giulia Bettella – un luogo informale e aperto in cui confrontarsi, scoprire nuove storie e intrecciare relazioni a partire dalle proprie passioni. Il gruppo si proporrà come un laboratorio di idee incentrato sulla fruizione condivisa di libri, pellicole cinematografiche ed esperienze culturali, stimolando il dibattito e il libero scambio di opinioni” . Le manifestazioni d’interesse possono essere inviate tramite la pagina Instagram ufficiale della biblioteca. Entrambi i percorsi puntano a restituire alla comunità un presidio culturale vivo, in cui le storie e le idee personali diventano patrimonio condiviso. • (CRIS.S.)
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Messaggio pubbliredazionale
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Sintonizzati sul SETTEMBRE 2026
Idee, Spazi, Cultura
Sindaco di Casalserugo MATTEO CECCHINATO
Casalserugo tra identità e futuro: domenica 4 ottobre torna la Fiera Tradizionale con un’importante novità territoriale
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Dalla chiusura della Provinciale ai percorsi dello spirito, il weekend si apre il 3 ottobre con la presentazione del nuovo itinerario ciclo-pedonale tra i sette Comuni della cintura padovana.
D
omenica 4 ottobre la Piazza di Casalserugo, completamente rinnovata e eiqualificata, torna a trasformarsi nel cuore pulsante della tradizione locale: in occasione della storica Fiera cittadina, la strada provinciale rimarrà completamente interdetta al traffico per fare spazio a un vivace percorso pedonale incorniciato da decine di stand riservati alle eccellenze dell’artigianato e alle creazioni degli artisti locali, affiancati da suggestive mostre di pittura en plain air, imponenti esposizioni di auto d’epoca e trattori storici, laboratori interattivi nella fattoria didattica pensata per le famiglie, la riscoperta dei giochi di una volta ad animare la piazza principale e l’immancabile offerta enogastronomica dello stand della Pro Loco. Ad arricchire e dare un respiro sovraco-
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munale all’edizione di quest’anno sarà un’importante anteprima istituzionale prevista per la serata di sabato 3 ottobre, quando il Comune di Casalserugo, nel suo ruolo di ente capofila, presenterà ufficialmente la nascita del progetto “I luoghi dello spirito”, un’iniziativa di promozione turistica e culturale che
vede la collaborazione sinergica di tutti e sette i Comuni della cintura urbana a sud di Padova per la realizzazione di un suggestivo itinerario ciclo-pedonale volto a mettere in rete le antiche pievi, le ex corti benedettine e i luoghi simbolo della fede e della memoria storica diffusi sul territorio.
“I Luoghi dello Spirito”: nasce il Cammino per l’Ottocentenario Francescano Inaugurazione e presentazione ufficiale sabato 3 ottobre a Casalserugo. Un percorso ciclo-pedonale in 11 tappe che unisce cultura, natura e valorizzazione del territorio. In occasione delle celebrazioni per l’Ottocentenario Francescano (1226–2026), il territorio di Pratiarcati e Dintorni si appresta a vivere un appuntamento storico. Prende vita il progetto “I Luoghi dello Spirito”, un itinerario ciclo-pedonale ad anello che connette 11 tappe monumentali di straordinario valore storico, artistico e spirituale dislocate tra pievi romaniche, corti benedettine, oratori e complessi abbaziali. L’iniziativa vede come Comune capofila Casalserugo in stretta sinergia con i Comuni partner di Maserà di Padova, Legnaro e Polverara, e con la collaboraL’APP zione di Padova,SCARICA Albignasego e Due Carrare. RADIO VENETO24 Si tratta di un’alleanza territoriale nata per promuovere il turismo lento, la mobilità soSUL TUO SMARTPHONE stenibile e la riscoperta del patrimonio locale. Il percorso è stato pensato per essere fruibile in sicurezza da camminatori, famiglie e appassionati di e-bike. Ciascuna delle 11 tappe sarà dotata di totem informativi con QR Code, che permetteranno di accedere
a mappe interattive, tracce GPX e podcast audio d’archivio dedicati ai racconti di ogni luogo. L’itinerario include scorci iconici come la Chiesetta di San Michele Arcangelo a Pozzoveggiani, la Corte Benedettina di Legnaro, la Torre Colombara di Polverara, il Complesso di Ca’ Mura e l’Antica Pieve a Maserà, fino alla Chiesa di San Martino a Ronchi del Volo a Casalserugo e all’Ex Abbazia di Santo Stefano a Due Carrare. “I Luoghi dello Spirito” rappresenta unicamente un percorso monumentale e costituisce un vero e proprio motore per l’economia locale. Le attività ricettive, i ristoranti, le trattorie, le aziende agricole e i servizi per la mobilità di Pratiarcati e Dintorni possono accreditarsi gratuitamente per entrare a far parte della rete ufficiale dell’accoglienza, comparendo nella mappa del sito web, nei materiali cartacei distribuiti nei Comuni e sul portale turistico della Provincia di Padova. Per illustrare il progetto alla cittadinanza, agli operatori economici e a tutti gli appassionati, si terrà un grande evento di apertura sabato 3 ottobre 2026 presso la Chiesa Parrocchiale e il Centro Culturale Hangar Nove a Casalserugo. Durante la serata verranno presentati
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PAGINE DI INCONTRO: LA BIBLIOTECA DIVENTA UN LABORATORIO VIVO Un progetto intergenerazionale per unire adulti e giovani attraverso il potere della lettura e della scrittura. Ecco il programma completo degli appuntamenti a Villa Ferri.
SERATA INAUGURALE Quando: Mercoledì 23 settembre 2026, ore 18:30 Dove: Area esterna di Villa Ferri Castel Ser Ugo Un momento di festa e condivisione all’aperto per aprire ufficialmente il progetto e presentare alla cittadinanza tutte le attività in programma. La serata sarà l’occasione per incontrare i coordinatori dei gruppi, i docenti e gli autori coinvolti, scoprendo come partecipare attivamente alle iniziative in calendario. GRUPPO DI LETTURA GIOVANI Quando: Incontri periodici da settembre Coordinamento: Giulia Pretta (Scrittrice) Un percorso pensato su misura per i giovani under 35 che desiderano confrontarsi su libri, idee e nuovi linguaggi narrativi. Insieme alla scrittrice e romanziera Giulia Pretta, i partecipanti daranno vita a uno spazio dinamico di discussione per condividere la passione per la lettura e riscoprire il valore delle storie. GRUPPO DI LETTURA ADULTI: “DI PAGINA IN PAGINA” Quando: Ogni primo mercoledì del mese Già attivo da diversi anni, il gruppo di lettura per adulti si conferma un punto di riferimento fondamentale per la comunità. Un appuntamento mensile informale ma ricco di stimoli, aperto a vecchi e nuovi partecipanti, per riflettere e scambiarsi opinioni su un libro scelto e proposto periodicamente dalla coordinatrice. CORSO DI SCRITTURA CREATIVA E REVISIONE Quando: Da ottobre a dicembre (incontri settimanali) Docente: Prof.ssa Antonella Meneghello Un’esperienza immersiva rivolta a chiunque voglia riavvicinarsi alla scrittura e affinare le proprie capacità linguistiche. Il corso, completamente gratuito, affronterà gli aspetti chiave della composizione del testo: dalla struttura narrativa al lessico, dallo stile alla punteggiatura, fino alle tecniche fondamentali di revisione ed editing. MARATONA DI LETTURA – “IL VENETO LEGGE” Quando: Venerdì 23 ottobre 2026, dalle ore 9:00 Dove: Area esterna del Centro Culturale Hangar 9 In occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, la biblioteca partecipa alla maratona regionale con una staffetta di lettura ad alta voce dedicata al capolavoro Pinocchio. Coordinati dalla Prof.ssa Antonella Meneghello, i lettori volontari si alterneranno per dare voce alle avventure del burattino più famoso del mondo.
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ufficialmente l’itinerario e la mostra dedicata, fornendo tutti i dettagli sul programma delle future iniziative. Tutta la cittadinanza, i camminatori e gli esercenti del territorio sono invitati a partecipare per scoprire in anteprima le tappe e le opportunità di questo nuovo cammino.
SEDE E CONTATTI Piazza Aldo Moro, 1 35020 Casalserugo (PD) T 049 8742811 casalserugo.pd@cert.ip-veneto.net • segreteria@comune.casalserugo.pd.it
SILENT READING NIGHTWWW.VENETO24.IT Quando: Venerdì 6 novembre 2026, dalle ore 19:00 SUL TUO PC O ALEXA Dove: Piano Nobile di Villa Ferri Castel Ser Ugo Un’esperienza unica dedicata a giovani e adulti (dai 18 anni in su). Immersi nella quiete del Piano Nobile di Villa Ferri, i partecipanti potranno ritagliarsi un momento di pausa dalla routine quotidiana e riappropriarsi del piacere della lettura individuale, portando da casa il proprio libro preferito in un’atmosfera intima e rilassante
TERRITORIO
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Sicurezza idraulica. L’assessore Elisa Venturini illustra la strategia della Regione per far fronte all’emergenza
DIFESA DEL TERRITORIO E GESTIONE DELLA SICCITÀ: MANUTENZIONE DEI CANALI E SERVIZI ESSENZIALI L ’estate 2026 passerà agli archivi come quella del caldo record. Un’ondata di calore straordinaria, accompagnata da una prolungata assenza di precipitazioni, ha messo a dura prova il sistema idrico regionale, portando alla luce la vulnerabilità di una risorsa che troppo spesso si tende a dare per scontata. Per far fronte a questa complessa
emergenza, la Regione del Veneto ha scelto di superare la logica puramente reattiva, puntando su una strategia strutturata che unisce la prevenzione costante, la manutenzione capillare del territorio e una rigida gerarchia nella gestione dei flussi idrici. “L’acqua è un bene prezioso che dobbiamo imparare a tutelare con lungimiranza — spiega l’assessore
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regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini —. La drastica riduzione delle scorte idriche e nevose in montagna ci ha costretti ad affrontare momenti di grande complessità, imponendoci scelte dolorose, come la limitazione temporanea dell’uso irriguo per salvaguardare i bisogni primari della collettività”. Per evitare che la crisi climatica si trasformi in una paralisi sistemica, la Regione del Veneto ha cercato di intervenire nei punti più critici. L’obiettivo primario di questi interventi è duplice: da un lato, favorire il corretto deflusso delle acque interne per evitare i ristagni; dall’altro, rimuovere tempestivamente gli ostacoli e gli accumuli di rifiuti che rallentano la corrente, aumentando i rischi igienico-sanitari. Un impegno concreto che trova riscontro nei cantieri e nelle verifiche tecniche condotte nei nodi cruciali del territorio. Tra gli interventi di maggior rilievo spiccano la pulizia della chiusa di San Massimo e i lavori mirati nei canali della zona di Battaglia, affiancati dal sopralluogo congiunto effettuato dall’assessore Venturini insieme all’assessore comunale Antonio Bressa al Ponte dei Cavai, nel cuore di Padova. Questi ed altri interventi dimostrano come la sinergia istituzionale tra Regione, amministrazioni locali, geni civili e consorzi di bonifica rappresenti l’arma vincente per coordinare in tempo reale le azioni correttive sia nei contesti urbani che in quelli rurali. Dietro a questa macchina operativa si muove una precisa scala di priorità stabilita per legge. La salvaguardia
Operazioni di pulizia nella zona del Bassanello
dell’acqua potabile, della salute pubblica e la tutela igienico-sanitaria rimangono il primo e insindacabile traguardo da raggiungere attraverso il controllo costante del reticolo idrografico. Un esempio emblematico in questo senso è rappresentato dal nodo idraulico di Padova. Tra le attività garantite dalla disponibilità di acqua c’è un flusso costante che è vitale per il raffreddamento dell’inceneritore: un’interruzione del servizio comprometterebbe la ricezione dei rifiuti, innescando a catena gravi disagi urbani. Subito dopo, l’attenzione si sposta sulla garanzia dei servizi pubblici essenziali e delle infrastrutture strategiche. Dopo aver messo in sicurezza la salute dei cittadini e la continuità dei servizi strategici, la programmazione regionale si rivolge al comparto agricolo, tutelando la fondamentale funzione irrigua a supporto dell’economia locale, per
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Elisa Venturini e Antonio Bressa al Ponte dei Cavai
poi estendere la gestione a tutte le restanti esigenze della comunità e in questo pensiamo a tutta l’attività economico-turistica. Affrontare le estati roventi del futuro richiede dunque un cambio di passo definitivo, che coniughi la manutenzione straordinaria del territorio con una pianificazione rigorosa tenendo conto che le risorse disponibili non sono illimitate. È questa la chiave di volta con cui il Veneto punta a rafforzare la propria resilienza di fronte ai cambiamenti climatici, proteggendo al tempo stesso l’ambiente, il tessuto produttivo e la sicurezza di tutti i cittadini. “E’ necessario un cambio di paradigma – dice ancora Elisa Venturini – Per far fronte alla crisi di quest’estate abbiamo convocato una task force coinvolgendo anche l’università, ci siamo trovati attorno ad un tavolo con tutti gli operatori del settore perché questa è una partita decisiva in cui nessuno può pensare di muoversi in maniera autonoma. E’ necessario lavorare per creare una nuova consapevolezza, nuove prassi e tecnologie ed una nuova cultura per risparmiare l’acqua: dal passaggio a sistemi di irrigazione ‘a goccia’ anziché ‘a scorrimento’ per ottimizzare l’uso dell’acqua ad una coscienza diffusa nei cittadini che con piccoli accorgimenti possono dare un grande aiuto. Per questo è impensabile spostare la discussione sull’acqua alla prossima estate: già in autunno dovremo lavorare alla nuova strategia e dovremo farlo su piani diversi, partendo dalle istituzioni e coinvolgendo aziende e cittadini”.
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MASERÀ
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Maxi progetto. Dopo il 20 settembre partirà il cantiere da un milione di euro
RESTYLING DEL CENTRO, SUPERATO IL NODO ESPROPRI I N
Nuova vita per l’ex asilo: l’immobile passa al Comune
onostante gli ostacoli burocratici e i rallentamenti imprevisti, la trasformazione del centro cittadino di Maserà di Padova è ormai ai nastri di partenza. L’amministrazione comunale si appresta a dare il via a un maxi progetto di restyling da un milione di euro, destinato a cambiare radicalmente il volto, la fruibilità e la sicurezza dell’ingresso della cittadina. I preparativi sono già a buon punto, con il cantiere picchettato e i dettagli tecnici definiti per l’avvio operativo dei lavori, fissato subito dopo il 20 settembre. L’avvio dell’opera registra tuttavia una singolare vicenda burocratica che ne ha fatto slittare i tempi di oltre due mesi. Tra le centoquattro ditte complessivamente coinvolte nel piano di riqualificazione,
una sola commerciante del centro non ha sottoscritto l’accordo per la cessione bonaria della porzione di suolo antistante la propria attività. La controversia riguarda una quota pari a un nono di appena sei metri quadrati, ovvero una striscia di circa cinquantacinque centimetri. Inizialmente le posizioni contrarie erano tre, ma la mediazione dell’amministrazione aveva permesso di trovare un’intesa amichevole con due dei proprietari coinvolti. L’unica opposizione rimasta ha reso necessario avviare una procedura d’esproprio formale per una cifra simbolica pari a diciassette euro: somma che verrà regolarmente depositata presso la Cassa Depositi e Prestiti. Una scelta che, per quanto legittima sul piano dei diritti individuali, ha comportato per l’ente pubblico un costo aggiuntivo di oltre cinquemila euro per la gestione della pratica e un ritardo di dieci settimane sulla tabella di marcia iniziale. Un iter che ha amareggiato il primo cittadino, Gabriele Volponi, il quale ha evidenziato come l’intransigenza su una frazione così irrisoria di terreno abbia finito per ripercuotersi sull’intera comunità. Superato l’intralcio procedurale, l’intervento
si avvia ora verso la fase operativa. Il cronoprogramma prevede una durata dei lavori stimata in circa cinque mesi, salvo imprevisti. Per limitare i disagi alla viabilità locale, i cantieri saranno gestiti a fasi: in determinati momenti e tratti stradali la circolazione sarà regolata a senso unico alternato, così da consentire il regolare svolgimento delle attività commerciali e il transito dei residenti. Dal punto di vista strutturale, l’opera si configura come una riqualificazione urbanistica profonda. Il piano d’intervento comprende la realizzazione di nuovi marciapiedi rialzati, una pista ciclabile moderna e connessa, il rifacimento integrale delle carreggiate e la creazione di passaggi pedonali protetti pensati per tutelare gli utenti deboli della strada, oltre alla riorganizzazione delle aree di sosta con nuovi parcheggi. L’invito rivolto alla cittadinanza dal sindaco è alla pazienza per i temporanei disagi, con la certezza che la comunità si riapproprierà di uno spazio rinnovato, moderno e funzionale, destinato a segnare a lungo la storia urbanistica del paese. • Cristina Salvato
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• (CRIS.S.)
L’ANELLO CICLABILE DEI COLLI EUGANEI Il percorso cicloturistico per conoscere e riscoprire il paesaggio, la storia e la natura delle colline padovane
L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei attraversa un territorio ricco di paesaggi, storia e tradizioni da scoprire con il ritmo lento della bicicletta. I suoi 63 chilometri possono essere percorsi in un’unica volta oppure suddivisi in più tappe, scegliendo di volta in volta quanto fermarsi e cosa visitare. Il percorso si snoda a pochi chilometri dalle città d’arte e dalle località termali. Lungo il tragitto si incontrano borghi e piccoli centri storici, ville venete, aree naturali e importanti siti storici. È un viaggio attraverso un territorio dove storia e natura convivono. Una parte significativa dell’anello si sviluppa all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un paesaggio caratterizzato da particolari conformazioni geologiche e patrimonio MAB Unesco Riserva della Biosfera. La bicicletta diventa così il filo conduttore di un modo semplice e piacevole di esplorare il territorio. ASCOLTACI SU itinerari di Per facilitare la conoscenza del territorio e la scelta degli WWW.VENETO24.IT è disponibile il sito dedicato https://www.cicloculturando.it/ Ascoltaci in tutto il Veneto in viaggio, auto sul SUL TUO PC O ALEXA (accessibile anche dal sito istituzionale www.provincia.padova.it). Nel sito istituzionale è inoltre disponibile la sezione https://www.provincia.padova.it/padova-natura-e-cultura dedicata a questo e altri itinerari ciclabili presenti nel territorio provinciale e alla descrizione di alcuni punti d’interesse.
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l sindaco e il parroco di Maserà hanno siglato ufficialmente l’accordo di cessione: l’ex asilo di via Fiume è a tutti gli effetti di proprietà del Comune. L’edificio, rimasto per decenni ai margini della vita cittadina, è ora pronto a trasformarsi in un polo polifunzionale vivo e moderno, pensato su misura per gli adolescenti e le famiglie del territorio. L’operazione si è concretizzata con la firma dell’atto d’acquisto dell’immobile, ceduto dalla parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria al patrimonio comunale per una cifra simbolica di 25 mila euro. Un importo contenuto, concordato proprio in virtù dell’altissimo valore sociale e della forte ricaduta educativa che la nuova destinazione d’uso garantirà alla comunità. L’intesa e la stretta collaborazione tra l’amministrazione e la realtà parrocchiale hanno trovato il pieno favore del parroco, don Roberto Barotti, felice di restituire ai ragazzi spazi sani e strutturati dove svolgere attività adatte alla loro crescita. Il percorso che ha portato allo sblocco dell’area è stato articolato e rigoroso. Dopo l’iniziale richiesta inviata alla Diocesi di Padova e la successiva approvazione del Consiglio parrocchiale e della Curia Vescovile, fondamentale è stato il via libera espresso dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto, che ha confermato l’assenza di vincoli storico-artistici o archeologici sull’edificio, inutilizzato dal 1989. La posizione strategica della struttura, situata vicino alla sede municipale e alla biblioteca, la rende il luogo ideale per la creazione di un presidio sociale e culturale. I piani per il futuro centro giovanile prevedono la realizzazione di aule per il doposcuola, laboratori creativi, sale prova attrezzate per la musica e spazi di condivisione protetti, affiancati da un nuovo parcheggio a servizio anche della vicina chiesa della Pieve. Con il passaggio di proprietà completato, la tabella di marcia guarda ora all’avvio imminente della progettazione esecutiva. L’obiettivo dell’amministrazione è completare l’iter e inaugurare la struttura entro il 2027, riconsegnando al paese un immobile completamente rigenerato e pronto a diventare il punto di riferimento per le nuove generazioni.
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MASERÀ
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Fondi. Domande online entro il 15 ottobre grazie a risorse ministeriali
IL COMUNE SOSTIENE I GENITORI CON CONTRIBUTI PER I CENTRI ESTIVI L ’amministrazione comunale di Maserà di Padova ha aperto i termini per richiedere i rimborsi e le agevolazioni sulle spese sostenute per la frequenza dei centri estivi, dei grest e dei campi estivi relativi alla stagione appena conclusa: un concreto supporto economico per le famiglie che durante i mesi caldi si trovano a dover bilanciare i tempi di vita e di lavoro, garantendo al contempo ai propri figli un periodo di svago, socializzazione e crescita. La misura nasce grazie all’assegnazione al municipio dei fondi statali messi a disposizione dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri: una risorsa preziosa destinata proprio a incentivare l’accesso ai servizi educativi e ricreativi dedicati alla fascia d’età compresa tra zero e diciassette anni. Grazie a queste risorse ministeriali, il Comune ha potuto strutturare un
bando finalizzato ad abbattere in modo significativo le rette pagate dai genitori per i servizi svolti nell’arco temporale compreso tra giugno e settembre. Come sottolinea il primo cittadino Gabriele Volponi, l’obiettivo primario dell’iniziativa è
alleviare l’impatto finanziario dei centri estivi sui bilanci familiari. Durante i mesi di chiusura delle scuole, infatti, le attività ricreative rappresentano un’opportunità fondamentale per i più piccoli, ma si traducono spesso in un impegno
economico gravoso per i genitori che lavorano. Con questo intervento, la spesa sostenuta non rimane interamente a carico dei residenti, ma viene sostenuta e alleggerita dall’intervento pubblico. L’entità del contributo destinato a
ciascun nucleo familiare dipenderà dalla capienza complessiva del fondo e verrà distribuita equamente tra tutti coloro che risulteranno in possesso dei requisiti richiesti. Nella ripartizione si terrà conto di diversi fattori specifici, tra cui il numero di settimane frequentate, la tipologia di orario prescelto, ovvero se a tempo pieno oppure parziale, e la spesa effettivamente rimasta a carico dell’utente. Per beneficiare del contributo è necessario essere residenti nel territorio comunale di Maserà di Padova. La procedura per l’invio delle richieste è interamente digitalizzata e dovrà essere completata entro il 15 ottobre. Gli interessati dovranno inoltrare la documentazione avvalendosi esclusivamente dello sportello telematico raggiungibile attraverso il portale istituzionale del Comune, accedendo alla sezione dedicata ai servizi online. • Cristina Salvato
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LA CITTÀ CHE CAMBIA
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Mobilità. In queste settimane l’attenzione si sposta sul completamento della linea Stazione - Voltabarozzo
TRAM, I LAVORI PROCEDONO SU PIÙ FRONTI ENTRO L’AUTUNNO SIR3 IN PRE-ESERCIZIO Avanza anche il cantiere del Sir2 con la posa della passerella sopra via Friburgo e le altre opere
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l tram torna a scandire le giornate di studenti e pendolari, mentre i cantieri delle nuove linee cambiano strade, percorsi ciclabili e reti sotterranee. A Padova la ripartenza del Sir1, dal 10 settembre in coincidenza con il rientro a scuola, ha segnato una tappa del riassetto della mobilità cittadina. Dopo lo stop estivo, l’attenzione si sposta sul completamento del Sir3, che collegherà la stazione a Voltabarozzo, e sulle opere che accompagnano il Sir2: tra queste, la passerella destinata a portare pedoni e biciclette sopra via Friburgo e la ferrovia per l’Interporto. La sospensione del servizio tra luglio e agosto è servita ad adeguare piazzale Stazione al sistema Smart, la futura rete integrata del tram. Durante i
polinea, servendo quartieri residenziali, scuole, parchi e le aree ospedaliere. Il passaggio successivo sarà quello delle verifiche tecniche, necessarie ad accertare la corretta esecuzione delle opere. Il programma indicato prevede in autunno l’avvio del pre-esercizio, la fase
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due mesi di lavori è stata completata la linea aerea di contatto, che alimenta i convogli, sono state realizzate due nuove fermate funzionali al nuovo assetto e installati due scambi. L’ultima fase del cantiere ha riguardato asfaltature e finiture. Prima della riattivazione, la commissione ministeriale ha effettuato un sopralluogo, indicando alcune prescrizioni da rispettare. Con la nuova configurazione, il tram percorre l’intero anello della stazione senza la necessità di fermarsi per alzare o abbassare il pantografo. Sul fronte del Sir3, la linea è ormai vicina al completamento. Le lavorazioni riguardano gli impianti semaforici e di alimentazione, ma anche le sistemazioni lungo il tracciato: asfalti, marciapiedi e nuove rotatorie, come quella di via Gattamelata. Il collegamento tra Voltabarozzo e la stazione si svilupperà per circa 5,5 chilometri, con undici fermate più il ca-
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che precede il servizio con i passeggeri: un passaggio distinto dall’apertura al pubblico. A est della città, intanto, prende forma uno degli interventi più visibili legati al Sir2. In agosto è iniziata la posa della passerella ciclopedonale lungo il lato nord di via Venezia e via San Marco, parallela al cavalcavia. Lunga complessivamente circa 150 metri, consentirà di superare via Friburgo e i binari diretti all’Interporto attraverso un percorso protetto. L’obiettivo è assicurare continuità alla pista ciclabile che affianca il tracciato tranviario, con una soluzione analoga a quella prevista accanto al cavalcavia di via Chiesanuova. La struttura comprende due rampe di accesso e quattro campate in quota, costruite con elementi prefabbricati in acciaio di lunghezza variabile tra 28 e 40 metri. Le prime operazioni hanno interessato la campata sopra la ferrovia e quella sul lato verso Padova, con il coordinamento dei tecnici di Rfi. Il programma dei lavori prevede poi il completamento delle rampe di raccordo con la ciclabile a terra, la posa delle pavimentazioni e i collaudi necessari prima dell’utilizzo. Una parte consistente della trasformazione resta invece sotto l’asfalto. I cantieri hanno permesso al Comune e ad AcegasApsAmga di intervenire sulle reti idriche e fognarie: venti chilometri di nuove condotte, circa cinquecento allacci e un investimento di 14 milioni di euro. Secondo i dati diffusi, gli interventi hanno consentito di ridurre le perdite idriche di 700 mila metri cubi nell’arco di pochi anni, una quantità paragonata al consumo annuo di una città di diecimila abitanti. Le opere hanno coinvolto anche gas e fibra ottica, insieme alla posa di cavidotti destinati a ospitare servizi futuri senza dover riaprire le strade. Un rinnovo che amplia la portata dei lavori oltre il trasporto pubblico e lascia alla città infrastrutture destinate a durare anche dopo la chiusura dei cantieri. La sfida sarà collegare questi interventi in un sistema capace di rendere più semplici gli spostamenti quotidiani, dall’accesso alle fermate ai tragitti a piedi e in bicicletta tra i quartieri.
TERRITORIO
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L’elezione. E’ il più giovane presidente di provincia d’Italia, 35 anni, sindaco di San Giorgio delle Periche al secondo mandato
CANELLA NUOVO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: “IN PRIMO PIANO SCUOLE SUPERIORI E VIABILITÀ” Con un bilancio di oltre 200 milioni di euro l’ente gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: “La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete”
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aniele Canella è il nuovo presidente della Provincia di Padova. Trentacinque anni, sindaco di San Giorgio delle Pertiche al secondo mandato, è il più giovane a ricoprire l’incarico nella storia dell’ente padovano e il più giovane presidente di Provincia d’Italia. Candidato unico, sostenuto da diverse componenti politiche del territorio, arriva alla guida dell’amministrazione dopo quattro anni da vicepresidente, gli ultimi due con funzioni di vicario. “È una grande responsabilità: saper essere il presidente di tutti e interpretare le aspettative degli amministratori e dei sindaci del Padovano”, commenta
il neopresidente. Il primo passaggio sarà l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri provinciali, per definire la squadra e avviare il mandato. Al centro del lavoro ci saranno le scuole superiori e la viabilità, due ambiti che incidono direttamente sulla vita quotidiana di studenti, famiglie e pendolari. Da oltre un decennio la Provincia ha visto ridursi competenze, risorse e personale, ma conserva un ruolo decisivo nella gestione di un territorio composto da 101 Comuni, con caratteristiche e necessità spesso differenti. “Parliamo di un ente con un bilancio di oltre 200 milioni di euro, che gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: più
di 1.300 chilometri di strade, oltre mille ponti e gli edifici delle scuole superiori — sottolinea Canella —. Ho maturato questa esperienza direttamente sul campo e credo che durante il mandato sarà importante far comprendere ai cittadini quanto conti ancora il ruolo delle Province, fondamentali nel raccordo tra il territorio, la Regione e lo Stato”. La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete, individuando le priorità e tenendo insieme le richieste dei diversi territori. Per Canella il passaggio alla presidenza avviene nel segno della continuità amministrativa, dopo un’esperienza che lo ha portato a seguire numerosi settori dell’ente. Il suo percorso amministrativo si è consolidato a San Giorgio delle Pertiche: eletto sindaco nel 2019 con il 61,8 per cento dei consensi, è stato riconfermato nel 2024 con il 77,3 per cento. Dal 2020 presiede il Collegio degli assessori al
Il neo presidente della Provincia di Padova Daniele Canella
Turismo della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Vicepresidente dal 2022, nella consiliatura 2024-2026 ha avuto le deleghe alla pianificazione territoriale e all’urbanistica, al personale e al patrimonio, alle società partecipate, ai contratti e alle gare. Tra le sue responsabilità anche il coordinamento dei progetti Pnrr, i rapporti
con l’Unione delle Province italiane e le riforme istituzionali. Un lavoro che ora proseguirà dalla presidenza, con il compito di trasformare il consenso raccolto attorno alla sua candidatura in un programma condiviso. • Sara Busato
Il granchio blu si combatte anche a colpi di ravioli
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l granchio blu è da tempo un problema per i nostri mari, ormai è conosciuto come “invasore”, un danno enorme per la pesca, un’emergenza in particolare per la molluschicoltura. Una realtà che non minimizzata ma se la sua presenza è stabile perché dobbiamo limitarci a considerarlo soltanto un problema da eliminare? Il Pastificio Artusi, uno dei più innovativi produttori di pasta fresca e ripiena, ha creato il raviolo al granchio blu con l’idea di valorizzare il prodotto, creare una domanda e, indirettamente, dare valore al lavoro dei pescatori. “Abbiamo provato a creare ciò che sappiamo fare”, dice Enrico Artusi, a capo
dell’azienda padovana, “e cioè trasformiamo materia prima in un prodotto di qualità. E’ nato così il nostro raviolo al granchio blu con la volontà di valorizzare la nostra pasta e creare una domanda oltre, indirettamente, dare valore anche al lavoro dei pescatori. Contenimento e valorizzazione non sono due strade opposte. Il granchio blu va studiato e contenuto per proteggere l’ecosistema ma quello che viene pescato deve anche poter diventare economia, lavoro e valore per il territorio. E’ quello che cerchiamo di fare ogni giorno in Pastificio Artusi, cioè andare oltre alla ricerca di materie prime, scoprirne le potenzialità
e trasformarle in qualcosa di nuovo, senza perdere la nostra identità”. Da questa filosofia Artusi ha creato un’altra novità, gli gnocchi viola con patatine Vitelotte. E’ una patata particolare che colpisce per il suo colore e che Artusi trasforma
in un’eccellenza gastronomica. Un prodotto che colpisce innanzitutto per il suo colore ma che nasce dalla stessa idea: prendere una materia prima particolare e prelibata e trasformarla in un grande prodotto. Una filosofia che per Artusi significa tradizione ma anche curiosità, ricerca e soprattutto la voglia di non fermarsi davanti a ciò che sembra difficile e insolito. Tra l’altro, a quanto sembra, il raviolo al granchio blu e ora quello alla patata Vitelotte, in Francia è richiestissimo ma anche in Italia le simpatie sono parecchie. • Lieta Naccari
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31 MAR → 04 APR Luca Bizzarri LE NOSTRE DONNE 07 → 11 APR Maria Paiato IL DELIRIO DEL PARTICOLARE
14 → 18 APR 19 → 24 GEN Iacozzilli Valerio Binasco 02tutto → 07ilMAR Ascoltaci in Veneto in auto sulFabiana OLTRE UNA DELLE ULTIME SERE Alessio Boni Come 16+29 persone hanno ASCOLTACI SU SCARICA L’APP DI CARNOVALE MOLIÈRE attraversato il disastro delle Ande WWW.VENETO24.IT RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE
L’arte della beffa
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Segue da pag. 1
La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica
al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se
possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.
Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina
AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.
Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti
stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che
Alberto Stefani
non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso
Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità
“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla
stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza
REGIONE
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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche
La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni
storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le
direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici
con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility
del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.
VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS
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a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di
qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado
di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.
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REGIONE Meteo. L’assessore regionale al clima: “Adattamento e prevenzione le sfide dei prossimi anni”
Venturini: “Estate 2026 la più calda in Veneto Superato anche il 2003, record da affrontare” L ’estate 2026 entra nella storia climatica del Veneto come la più calda mai registrata. I primi dati sull’intera stagione indicano infatti una temperatura media di 23,5 °C, superiore, seppure di un decimo, ai 23,4 °C dell’estate 2003, che per oltre vent’anni ha rappresentato il principale termine di paragone per il caldo eccezionale nella regione. «Quella che abbiamo appena vissuto è stata un’estate eccezionale. Il confronto con il 2003 ci dà immediatamente la dimensione di quello che è accaduto: quella che per oltre vent’anni abbiamo considerato l’estate fuori scala oggi è stata superata. Ma il dato che deve farci riflettere maggiormente non è il singolo record, quanto la continuità del caldo e la persistenza di temperature molto elevate per gran parte della stagione», dichiara Elisa Venturini, assessore regionale al Clima. A rendere straordinaria l’estate 2026 è stata infatti la successione delle anomalie. Giugno ha fatto registrare temperature medie regionali di 3,1 °C superiori alla norma 1991-2020, risultando il quarto giugno più caldo dal 1991. Particolarmente eccezionale
l’ultima decade del mese, con temperature massime superiori di 6,7 °C alla norma. Il caldo non ha mollato la presa neppure a luglio, risultato il quarto più caldo della serie storica, con una temperatura media superiore di 2,1 °C alla norma. In pianura si sono registrate mediamente 15 notti tropicali e 24 giornate con temperature massime superiori ai 30 °C. Infine agosto, secondo più caldo mai registrato in Veneto e vicinissimo al primato dell’agosto 2003, ha chiuso la stagione con una temperatura media regionale di 3,2 °C sopra la norma. «Giugno, luglio e agosto raccontano tutti la stessa storia: temperature molto superiori alla norma, con pause relativamente brevi tra un’ondata di calore e l’altra. È soprattutto questa persistenza a rendere eccezionale il 2026. Non parliamo di qualche giornata particolarmente calda, ma di settimane nelle quali persone, città, attività produttive ed ecosistemi sono rimasti sottoposti a uno stress termico continuo», sottolinea Venturini. Nel corso dell’estate sono state registrate quattro distinte ondate di calore: dal 17
giugno al 1° luglio sull’intero territorio regionale; dal 7 al 16 luglio su circa il 20% del Veneto; dal 29 luglio al 7 agosto nuovamente su tutta la regione; e dal 9 al 16 agosto su circa il 60% del territorio. Particolarmente significativo anche il disagio fisico provocato dalla combinazione tra temperature elevate e umidità. Le ondate registrate tra giugno e agosto si collocano tra le più lunghe e intense osservate in Veneto, a fronte di una durata media storica di circa quattro giorni. Emblematico anche quanto accaduto durante le ore notturne. Ad agosto in pianura si sono contate mediamente 18 notti tropicali, cioè con temperature minime mai inferiori ai 20 °C: tredici in più rispetto alla norma 1991-2020 e un numero circa sei volte superiore alla media degli anni Novanta. A Chioggia e Pila-Porto Peschereccio le notti tropicali sono state 30 su 31. La stagione ha inoltre fatto segnare numerosi nuovi record assoluti di temperatura: 31 per le minime, 46 per le medie e 17 per le massime. Tra i valori più significativi figurano i 39,2 °C raggiunti a Trebaseleghe,
Elisa Venturini
i 38,8 °C di Teolo e i 37,3 °C di Crespadoro. Sul fronte delle precipitazioni, l’estate è stata caratterizzata da quantitativi complessivamente inferiori alla media e soprattutto da una distribuzione molto irregolare: lunghi periodi asciutti sono stati intervallati da episodi temporaleschi localmente molto intensi, accompagnati da grandine, piogge concentrate e fortissime raffiche di vento. “È questa forse la fotografia più significativa dell’estate che abbiamo vissuto: caldo molto intenso e persistente, periodi prolungati con poche precipitazioni e poi fenomeni meteorologici capaci di manifestarsi con grande violenza in pochissimo tempo.
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Condizioni che hanno conseguenze sulla disponibilità d’acqua, sull’agricoltura, sulle nostre città, sugli ecosistemi e sulla sicurezza del territorio”, evidenzia l’assessore. Gli effetti delle temperature eccezionali sono visibili anche in montagna, dove durante agosto è proseguita la fusione dei ghiacciai e dei rock glaciers insieme al degrado del permafrost. Nel sito di riferimento del Piz Boè, a 2.900 metri, alla fine del mese non risultava più terreno gelato. «I dati ci dicono che il cambiamento climatico non è uno scenario lontano, ma qualcosa con cui il Veneto deve già fare i conti. La risposta deve muoversi su due fronti: continuare a ridurre le cause che alimentano il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, aumentare la capacità dei nostri territori di adattarsi alle conseguenze che sono già evidenti. Adattamento e prevenzione saranno una delle grandi sfide dei prossimi anni: significa proteggere le persone, l’acqua, l’ambiente, le attività economiche e rendere il Veneto sempre più resiliente di fronte a fenomeni climatici che stanno diventando più frequenti e intensi», conclude Venturini.
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L’intervento. Il segretario nazionale Udc sulla tenuta della coalizione di centrodestra e sulla prossime sfide
GOVERNO, DE POLI: “QUATTRO ANNI DI STABILITÀ AVANTI CON FAMIGLIE, CETO MEDIO E AUTONOMIA” I l Centrodestra al Governo con Giorgia Meloni, il 4 settembre scorso, ha tagliato un traguardo storico: è l’Esecutivo più longevo della storia della Repubblica. Per il segretario nazionale dell’UDC, senatore Antonio De Poli, è un risultato che va oltre il dato simbolico: “A parlare sono i numeri, i risultati concreti e tangibili: rispetto al 2022, quando il Governo si è insediato, abbiamo oltre
1,3 milioni di posti di lavoro in più. È un dato importante, che racconta un’Italia che ha cambiato passo e dimostra come la stabilità possa tradursi in risultati concreti”. Secondo De Poli, il dato sull’occupazione segna anche una precisa discontinuità rispetto al passato. “Il Centrodestra ha voltato pagina. Abbiamo lasciato alle nostre spalle una stagione di assistenzialismo che
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ha speso circa 34 miliardi per il Reddito di cittadinanza, senza costruire un vero percorso di ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. La nostra idea è diversa: aiutare chi è in difficoltà, ma soprattutto creare le condizioni perché le persone possano lavorare, essere autonome e costruire il proprio futuro”. Per il segretario nazionale dell’UDC, la stabilità rappresenta dunque uno strumento, non un traguardo. “Quattro anni di Governo hanno consentito al Paese di affrontare una fase internazionale ed economica molto complessa con una guida stabile e una direzione riconoscibile. La coalizione ha dimostrato di saper governare insieme, mantenendo le proprie identità e trovando una sintesi su una visione comune. Ora dobbiamo proseguire su questa strada”. La priorità, per l’UDC, è trasformare la stabilità in risposte ancora più concrete per le famiglie e per il ceto medio. “Per noi queste sono e rimarranno le priorità: ridurre la pressione fiscale su chi lavora, produce e investe, sostenere le famiglie, affrontare con maggiore determinazione la denatalità e dare ai giovani la possibilità concreta di costruire un futuro. La stabilità ha valore se migliora la vita delle persone”. De Poli sottolinea inoltre il valore
Il senatore Antonio De Poli con Giorgia Meloni
politico di un altro risultato che riguarda direttamente il Veneto: il percorso verso l’autonomia differenziata. “Grazie alla determinazione di tutto il Centrodestra, al lavoro del ministro Roberto Calderoli e anche al contributo dell’UDC, abbiamo compiuto un passo decisivo verso l’autonomia del Veneto”. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato lo schema di intesa definitivo sulle prime quattro materie. “È un passaggio storico – afferma De Poli –. Ora siamo all’ultimo miglio, con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Dobbiamo completare il percorso con serietà e responsabilità”. Per il senatore UDC, l’autonomia significa anche rispettare la volontà espressa dagli elettori. “Nel 2017 milioni di cittadini veneti hanno
detto sì al referendum sull’autonomia. Portare avanti quel percorso significa dare seguito a quella volontà popolare, rafforzando l’efficienza delle istituzioni e la capacità dei territori di rispondere ai bisogni dei cittadini, nel rispetto dell’unità nazionale e della solidarietà”. Quattro anni di Governo rappresentano quindi, secondo De Poli, “un traguardo storico, ma soprattutto una responsabilità”. L’UDC rivendica il proprio contributo alla maggioranza, portando nella coalizione “l’attenzione alle famiglie, al ceto medio, ai territori e al mondo produttivo”. “Non ci interessano i record da bacheca – conclude De Poli –. Ci interessa quello che possiamo ancora fare per l’Italia. La stabilità è importante per lasciare agli italiani un Paese più forte, più competitivo e più vicino alle esigenze delle persone”.
De Poli rimette in moto lo scudo crociato: “Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc”
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ventoliamo con orgoglio la bandiera dello Scudo crociato. Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc, anche perché senza il Centro la coalizione non può vincere. Oggi è decisivo rafforzare l’area politica e culturale di Centro per far crescere il Centrodestra, dare risposte concrete e rispondere alle attese di quell’elettorato moderato, tanco degli slogan urlati e, alle ultime Politiche, nel 2022, si è rifugiato nell’astensionismo”. Con queste parole il segretario nazionale Udc Antonio De Poli ha concluso la Festa nazionale del partito a Roma. Rivolgendosi alla platea di parlamentari, dirigenti, amministratori, simpatizzanti e militanti dello Scudo crociato, De Poli ha lanciato un appello: “Dobbiamo tornare nelle piazze con i nostri principi e valori e dobbiamo urlarli, non sussurrarli”. “In questa due-giorni, in molti, dalla premier Meloni ai vicepremier Salvini e Tajani, ci hanno detto che siamo fondamentali. Siamo felici che ce lo riconoscano, ma ci devono rispettare a Roma così come nel più piccolo Comune”. Il ragionamento del leader UDC è lineare: alle ultime elezioni, un elettore su 3 non è andato a votare. “Il partito dell’astensionismo è quello maggioritario. Sono i voti dell’area cattolica e moderata, che ha costruito l’Italia e che vuole guardare al futuro”, spiega De Poli che, alla vigilia dell’esame finale della legge elettorale in Senato, esulta per la reintroduzione delle preferenze, “una battaglia storica dell’Udc” e indica le priorità in vista della
prossima Legge di Bilancio: “Bisogna intervenire in maniera coraggiosa su giovani, famiglie e ceto medio”. Il segretario Udc rimarca che “a differenza di qualcun altro, per noi la politica non è un ring, ma ascolto, dialogo, concretezza. A chi parla di classi separate per i disabili e nega il femminicidio, diciamo che noi stiamo dall’altra parte”. “Non possiamo tornare indietro nella storia”, è il suo monito. “Ai nostri amici alleati – continua De Poli – diciamo: torniamo a parlare di noi, del Centrodestra equilibrato, moderno e plurale, dei risultati raggiunti in questi 4 anni di Governo. Il futuro della coalizione non è nella ricorsa agli estremismi”. “Da oggi in avanti si aprirà una delle campagne elettorali più dure della storia repubblicana”, avverte il leader dell’Unione di centro che è pronto a mobilitare il partito: “Da Nord a Sud, nei prossimi mesi, organizzeremo una serie di assemblee. E’ tempo di tornare nei territori, di rimettere in moto la macchina dello Scudo crociato. L’Italia ha bisogno di noi”, ha concluso.
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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale
ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo
Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi
“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.
come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture
Alessandro Berton
all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce
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una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.
Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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DESPAR
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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio
IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce
A
nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche
nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e
Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori
che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto
tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.
TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità
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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.
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Leah può tornare a vedere, anche grazie al tuo testamento. Per migliaia di bambini, una cura è possibile, ma resta solo un’attesa. Leah è cieca a causa della cataratta e un intervento può restituirle la vista. Per operarla, però, serve una sala operatoria che oggi non c’è. Con una donazione nel tuo testamento a CBM Italia puoi contribuire a costruire gli spazi, fornire le attrezzature e creare le condizioni necessarie per rendere possibile l’intervento. Il tuo gesto può trasformare un’attesa in una cura concreta, e restituire la vista a tanti bambini come Leah nei Paesi del Sud del mondo.
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Case della Comunità, parte la campagna del Veneto
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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazio-
ni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruo-
lo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle
strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco
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Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi
West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»
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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territo-
rio padovano. «Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri
agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ricordando l’importanza dei repellenti e
delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è quello della One Health, un approccio
che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo
Influenza aviaria e vaccini: «Proteggono gli animali e non rendono meno sicure carne e uova»
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i nostri microfoni di radio Veneto24, intervistata da Vincenzo Gottardo, la dottoressa Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha affrontato un tema tornato al centro del dibattito: l’utilizzo dei vaccini contro l’influenza aviaria. L’aviaria, spiega Ricci, rappresenta da anni una delle principali emergenze per il settore avicolo. Il problema ha colpito duramente anche il Veneto, in particolare la provincia di Verona, ma con focolai importanti anche nel Padovano. Solo nella stagione 2021-2022 milioni di polli e tacchini sono morti o sono stati abbattuti, con danni economici stimati in circa 300 milioni di euro. Per anni il vaccino è stato considerato una possibile soluzione per ridurre il ricorso agli abbattimenti. Oggi questa possibilità è diventata concreta. I vaccini disponibili si sono dimostrati
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efficaci nel prevenire l’infezione e la diffusione del virus e rappresentano uno strumento aggiuntivo per proteggere gli allevamenti e il benessere degli animali. Ma il tema riguarda anche la salute umana. L’influenza aviaria, infatti, è considerata un rischio per l’uomo soprattutto per la possibilità, seppur non automatica, che un virus possa compiere un salto di specie. Da qui l’importanza di controllare la circolazione del virus negli animali. Ricci rassicura anche i consumatori: i vaccini non compromettono la sicurezza delle carni o delle uova. «Non hanno alcun effetto sulle carni e quindi sul consumo né delle carni né delle uova», spiega, ricordando inoltre che si tratta di prodotti autorizzati a livello europeo e nazionale. Dall’aviaria il confronto si sposta poi sulla ricerca scientifica, considerata decisiva proprio per affrontare emergenze come
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questa. Secondo Ricci, la ricerca italiana mantiene un livello molto alto, ma continua a scontare difficoltà legate soprattutto alle risorse e alle condizioni offerte ai ricercatori. Molti giovani italiani, osserva, riescono a costruire carriere importanti all’estero anche perché trovano maggiori opportunità e sostegno. Per questo, secondo la direttrice, servono finanziamenti, stabilità e soprattutto fiducia nei ricercatori più giovani. Il punto, però, non è soltanto economico. Ricci richiama anche la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, scienza e istituzioni. Una fiducia che negli ultimi anni, anche sul tema dei vaccini, si è progressivamente indebolita. «Le persone devono ritrovare questa fiducia nella ricerca, nella scienza e anche nelle istituzioni», è l’appello della direttrice. Un obiettivo che, secondo Ricci, richiede un lavoro comune tra ricercatori, istituzioni e mezzi di comunicazione. (V.G.)
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37 Lo studio. Il gruppo guidato dal professor Giuseppe Tarantini protagonista al Congresso della Società Europea di Cardiologia
La cardiologia interventistica guarda al futuro
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adova è protagonista della cardiologia interventistica mondiale: uno studio su 4 mila pazienti porterà alla stesura delle nuove linee guida per la presa in carico e la cura dell’infarto. Il gruppo guidato dal prof. Giuseppe Tarantini, professore ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università di Padova e direttore della UOSD Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, torna per il secondo anno consecutivo tra i protagonisti del Congresso della Società Europea di Cardiologia che è il più grande appuntamento cardiologico mondiale. Il nuovo studio è stato presentato come Late-Breaking Clinical Trial nella Main Arena davanti a migliaia di specialisti ed è stato pubblicato sul prestigioso European Heart Journal che si conferma la più importante rivista scientifica internazionale nel settore della cardiologia per impact factor. Il lavoro rafforza e amplia i risultati della precedente ricerca pubblicata dallo stesso gruppo padovano sul New England Journal of Medicine estendendo ora l’analisi a circa 4 mila pazienti e includendo, oltre ai Paesi occidentali, anche popolazioni dell’Asia orientale. Al centro dell’indagine clinica c’è un approccio sempre più personalizzato al trattamento dell’infarto. Il principio è non limitarsi alla riapertura dell’arteria responsabile dell’evento acuto, ma valutare l’intero albero coronarico e trattare anche le altre stenosi che presentano un reale significato emodinamico, cioè quelle effettivamente in grado di provocare ischemia. L’obiettivo è ottenere una rivascolarizzazione completa, ma selettiva riducendo il più possibile il rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Una volta raggiunta una protezione ischemica ottimale, diventa così possibile intervenire anche sull’altro grande fronte della terapia dopo l’infarto: il rischio di sanguinamento. Tradizionalmente, dopo angioplastica e stent, i pazienti venivano trattati per mesi con una doppia terapia antiaggregante. I nuovi dati indicano invece che, nei pazienti adeguatamente selezionati e dopo una rivascolarizzazione ottimale, è possibile ridurre a un solo mese la doppia terapia antiaggregante proseguendo successivamente con una strategia meno intensiva senza perdere prote-
zione dagli eventi ischemici. Il vantaggio è rilevante: una riduzione dei sanguinamenti maggiori nell’ordine di circa il 50 per cento. Il messaggio clinico è, quindi, molto chiaro: trattare tutte le lesioni coronariche realmente pericolose, ridurre il rischio di una nuova ischemia e successivamente evitare una terapia antiaggregante più intensa e prolungata del necessario. La conferma dei risultati in popolazioni occidentali e dell’Asia orientale rafforza la solidità scientifica dello studio e la possibilità di applicare questa strategia su scala internazionale. Si consolida così un percorso scientifico che potrà avere un impatto diretto sulla pratica clinica e sulle future linee guida internazionali per il trattamento dell’infarto. Un risultato che valorizza la Cardiologia Interventistica e l’intera Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova, insieme all’Università di Padova, confermandone il ruolo di riferimento nella ricerca cardiovascolare e nell’innovazione terapeutica. Prof. Giuseppe Tarantini: “La Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova consolida ancora una volta il proprio ruolo di eccellenza nel panorama della ricerca e dell’innovazione in ambito cardiovascolare. Il risultato testimonia la qualità e la solidità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della Cardiologia Interventistica e dell’Emodinamica di Padova e soprattutto conferma il valore di un modello fondato sull’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica, formazione e innovazione terapeutica. La capacità di sviluppare e di applicare approcci diagnostici e terapeutici sempre più avanzati, insieme alla partecipazione a progetti di ricerca di elevato profilo scientifico, contribuisce a rafforzare il posizionamento dell’Azienda Ospedale Università Padova e dell’Università di Padova come punto di riferimento nel campo della medicina cardiovascolare a livello nazionale, europeo e internazionale. Un risultato che premia, dunque, non solo l’eccellenza delle competenze e delle specificità coinvolte, ma anche la capacità di fare sistema tra assistenza, ricerca e innovazione con l’obiettivo di tradurre i progressi della ricerca scientifica in nuove opportunità di cura e in un concreto beneficio per i pazienti”.
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Dall’asilo nido alle superiori, 98 scuole padovane premiate per le iniziative sulla salute
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ono 98 le scuole del territorio padovano, dai nidi alle scuole superiori, che riceveranno il riconoscimento e la targa regionale per aver aderito ad almeno tre iniziative dedicate alla promozione della salute. La consegna avverrà a partire da domani, in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico. Tra le attività alle quali gli istituti hanno partecipato ci sono iniziative come l’Ora della Terra, la Maratona della Lettura, la Merenda Sana e le Giornate dello Sport. L’obiettivo è fare della scuola non soltanto il luogo dell’apprendimento, ma anche uno spazio nel quale il benessere e la salute entrino nella quotidianità della comunità scolastica. L’iniziativa segue l’approccio dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Onu «Salute in tutte le politiche», collegato all’Agenda 2030, secondo il quale la promozione della salute può contribuire anche al successo formativo degli studenti, lungo tutto
il percorso scolastico, dal nido fino al diploma. La scuola che promuove salute, secondo l’impostazione del progetto, è chiamata a occuparsi direttamente dei processi legati al benessere all’interno del proprio contesto, individuando priorità, obiettivi, strumenti e modalità di intervento. Un approccio che riguarda non solo la didattica, ma anche gli ambienti, l’organizzazione della scuola e le relazioni tra le persone. In questa prospettiva, la salute non viene considerata semplicemente come una materia da affrontare attraverso l’intervento di esperti esterni, ma come una componente che interessa la vita quotidiana della comunità scolastica e può incidere sul percorso formativo. La consegna delle targhe sarà accompagnata da tre appuntamenti organizzati dal team multidisciplinare «Scuole che Promuovono Salute» dell’Ulss 6 Euganea.
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38 Chirurgia. Il punto del coordinatore trapianti Pietro Paolo Murdaca
«Senza donatore non c’è trapianto»: a Cittadella cresce la cultura della donazione
«S
enza donatore non c’è trapianto». È una frase semplice, ma racchiude il significato di una scelta capace di trasformare un momento di dolore in una nuova possibilità di vita. La donazione di organi, tessuti e cellule rappresenta infatti uno dei gesti più profondi di solidarietà e responsabilità civile: per chi attende un trapianto può significare la possibilità concreta di curarsi e tornare a guardare al futuro. Diffondere questa consapevolezza è uno degli obiettivi del Coordinamento trapianti dell’ospedale di Cittadella. «Tra gli obiettivi principali del Coordinamento trapianti – spiega Pietro Paolo Murdaca, medico anestesista e rianimatore e coordinatore Trapianti dell’ospedale di Cittadella – c’è proprio la diffusione della cultura della donazione, attraverso informazione e sensibilizzazione, perché ogni persona possa compiere una scelta libera e consapevole». Ogni anno sono migliaia gli italiani che attendono un trapianto. Il sistema nazionale è considerato tra
i più efficienti d’Europa e il Veneto rappresenta una delle realtà più significative sul fronte delle donazioni. Nonostante i risultati raggiunti, però, il numero dei donatori continua a non essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste. «Anche dopo la vita possiamo continuare a fare del bene e regalare una nuova possibilità – sottolinea Murdaca –. Un solo donatore può salvare o migliorare la vita di più persone. Donare gli organi signifi-
ca trasformare una perdita in una nuova speranza». È proprio questo il messaggio che il personale sanitario cerca di portare tra i cittadini: informarsi, conoscere le procedure e decidere consapevolmente se dare il proprio consenso significa contribuire a creare una rete di solidarietà capace di incidere concretamente sulla vita di altre persone. L’Ulss 6 Euganea porta avanti da tempo attività di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti. Nel territorio di competenza dell’ospedale di Cittadella, Murdaca e l’infermiere Pier Paolo Olivo organizzano incontri dedicati al tema della donazione di organi, tessuti e cellule, anche attraverso testimonianze dirette. L’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni corrette e comprensibili, così da favorire una scelta consapevole e permettere a chi partecipa agli incontri di diventare a sua volta portatore di un messaggio di solidarietà. I numeri confermano la presenza
di una sensibilità significativa nel territorio: nel 2025 sono stati più di trenta i donatori nell’area afferente all’ospedale della città murata. E il valore di ogni singola donazione va ben oltre il numero dei donatori: una persona può infatti rendere disponibili diversi organi, tessuti e cellule, consentendo a più pazienti di beneficiare di quello stesso gesto. La decisione di donare può essere presa e formalizzata mentre si è in vita. Esprimere in anticipo la propria volontà è particolarmente importante perché, in assenza di una dichiarazione dell’interessato, nel momento del decesso la scelta può ricadere sui familiari, chiamati a decidere in una situazione di profondo dolore. Il consenso può essere espresso presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. È inoltre possibile registrare la propria volontà online attraverso il portale dell’Associazione italiana donatori organi, utilizzando Spid o Carta d’identità elettronica, oppure rivol-
gendosi alla propria Ulss e compilando l’apposito modulo. Un’altra possibilità è redigere e firmare una dichiarazione da conservare tra i propri documenti personali. La volontà può essere modificata in qualsiasi momento. La donazione degli organi segue una procedura medica precisa e rigorosa, nella quale ogni fase viene verificata da specialisti. L’espianto e il successivo trapianto di organi, tessuti e cellule richiedono il coordinamento di diverse équipe sanitarie e un’organizzazione complessa. A stabilire l’assegnazione degli organi ai pazienti inseriti nelle liste d’attesa è il Centro nazionale trapianti, sulla base di criteri che tengono conto, tra gli altri elementi, dell’urgenza e della compatibilità. Dietro ogni trapianto ci sono dunque una macchina sanitaria altamente organizzata e, prima ancora, una scelta individuale. Quella di una persona che decide di dire sì alla donazione, offrendo anche dopo la propria morte una possibilità concreta a chi sta aspettando una nuova vita.
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