di Padova Sud
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OTTOBRE 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 223
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Riciclare“Avanti Ruzza: non basta, con la nuova la piattaforma sfida èper dare il biglietto un mercato unico dei trasporti alla plastica recuperata regionali”
Casalserugo dice no alla violenza sulle donne. Tre eventi per sensibilizzare la comunità
Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano
pag. 15
Regione Veneto al banco di prova del bilancio
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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” ALBIGNASEGO, CASALSERUGO E MASERA’: AFFITTI SOTTO PRESSIONE servizi alle pag. 6-7
RISCHIO ALLAGAMENTI, AD ALBIGNASEGO ARRIVANO 243MILA EURO PER NUOVI INTERVENTI
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VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.
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FACCIAMO IL PUNTO
di Padova Sud
A CASALSERUGO ADULTI E GIOVANI INSIEME PER UNA BIBLIOTECA CHE FA COMUNITÀ
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a biblioteca comunale di Casalserugo ha trasformato il suo volto per aprire le porte a un nuovo modello di partecipazione culturale, diventando un vero e proprio laboratorio vivo di co-progettazione intergenerazionale. È nato così il progetto “Pagine di incontro: adulti e giovani generazioni per una comunità attiva in biblioteca”, un’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale con l’obiettivo di mettere la lettura al centro della vita del territorio, offrendo a giovani e adulti uno spazio condiviso in cui proporre idee, dialogare e intessere relazioni. “Abbiamo voluto creare un’occasione concreta per riscoprire il valore della biblioteca come bene comune e luogo di aggregazione”, spiega l’assessore alla cultura Giulia Bettella. “Con questo progetto la nostra struttura si è aperta all’intera cittadinanza per mostrare un volto dinamico, partecipato e capace di unire persone ed esperienze di diverse generazioni attraverso il piacere dello stare insieme e dei libri”. Il calendario dei successivi appuntamenti si presenta ricco ed eterogeneo. Tra le novità spicca il lancio del nuovo Gruppo di lettura riservato agli under 35, pensato come uno spazio aperto e informale per il confronto giovanile. A questo si affianca lo storico gruppo “Di pagina in pagina”, che proseguirà i propri incontri ogni primo mercoledì del mese fino a dicembre. Tra ottobre e novembre prenderà inoltre il via un corso di scrittura creativa dedicato a chi desidera mettersi alla prova con la pagina scritta. Non mancano i grandi momenti collettivi: il 23 ottobre negli spazi esterni del centro culturale Hangar 9 in piazzetta Cesarotto la Maratona di lettura dedicata a Pinocchio di Carlo Collodi, in occasione dei duecento anni dalla nascita dell’autore. Mentre il 6 novembre il piano nobile di Villa Ferri ospiterà la “Silent Reading Night”, una serata immersiva in cui i partecipanti saranno invitati a spegnere i telefoni cellulari per dedicarsi interamente al piacere della lettura al riparo dalle distrazioni quotidiane.
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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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Gruppi di lettura per under 35 e adulti, corso di scrittura e maratona tematiche
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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• Cristina Salvato
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ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Albignasego, Casalserugo e Maserà di Padova per un numero complessivo di 12.560 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; Srl numero iscrizione ROC 32199
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Emergenza casa /1. La cintura urbana è satura e le famiglie cercano soluzioni più sostenibili
MERCATO DEGLI AFFITTI SOTTO PRESSIONE A CASALSERUGO, PRESTO IL BANDO ATER L ’Amministrazione comunale di Casalserugo monitora costantemente la situazione abitativa sul territorio, divisa tra il sostegno alle fasce più fragili e le dinamiche di un mercato immobiliare privato in forte fermento. A fare il punto è il sindaco Matteo Cecchinato. Sul fronte dell’emergenza abitativa acuta, la situazione resta sotto controllo. “Al momento registriamo un solo caso critico, relativo a un nucleo familiare per il quale si è già provveduto a una collocazione temporanea in struttura alberghiera”, spiega il sindaco. Diverso il discorso sull’edilizia residenziale pubblica, dove il Comune lavora per ottimizzare le risorse esistenti: “Attualmente abbiamo due alloggi di proprietà dell’Ater sfitti e in attesa di sistemazione. Proprio nei giorni scorsi abbiamo formalmente sollecitato l’ente affinché questi appartamenti vengano ripristinati e resi disponibili al più presto per l’assegnazione”. A ottobre è prevista la pubblicazione del nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi: nel precedente, datato 2023, erano arrivate 19 domande. Capitolo terza età: le richieste di contributo legate specificamente alla casa restano circoscritte, con 10 domande di anziani e 30 di famiglie nell’ambito del recente “bando bollette”. Ma, osserva Cecchinato, “dai nostri colloqui con i cittadini emerge
un dato su cui riflettere: la difficoltà economica maggiore, per molti anziani, non è legata tanto all’abitazione, quanto all’aumento delle spese per l’acquisto dei farmaci”. Più complesso il quadro del mercato degli affitti privati. “C’è una grandissima richiesta di case in affitto, a fronte della quale i prezzi medi si sono
notevolmente alzati”, racconta il sindaco. Un paradosso convive con questa pressione della domanda: “Sul nostro territorio esistono diversi immobili sfitti, spesso ex abitazioni di persone anziane ormai decedute. Molti proprietari o eredi, temendo di incappare in inquilini poco affidabili e di dover affrontare problemi di morosità, prefe-
riscono mantenere gli immobili vuoti o toglierli dal mercato”. Diversa è invece la fotografia del nuovo mercato residenziale, trainato soprattutto da giovani e nuove coppie. “I comuni della prima cintura urbana di Padova stanno raggiungendo una fisiologica saturazione degli spazi, spingendo la ricerca di abitazioni verso i nostri confini”, spiega Cecchinato. “Qui le famiglie trovano un duplice vantaggio: da un lato un costo degli immobili inferiore del 10-20% rispetto alla primissima periferia urbana, dall’altro una rete di servizi alla famiglia e alla persona completa ed esauriente”. Una domanda che il sindaco definisce ormai superiore all’offerta: “La richiesta di alloggi nuovi e costruiti secondo i moderni criteri di efficienza è talmente alta da superare la disponibilità immediata del mercato locale”. Un segnale che Cecchinato legge in chiave positiva per il futuro del paese: “È un segnale di vitalità per Casalserugo, che si conferma un territorio dove le persone scelgono di investire e di costruire il proprio futuro abitativo”, conclude il sindaco, assicurando l’impegno dell’amministrazione “a governare garantendo uno sviluppo equilibrato e servizi all’altezza”. • Nicola Stievano
Maserà, case Ater: “Ultime 12 consegnate nel 2023, altri 20 alloggi ristrutturati”
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dilizia residenziale pubblica, Maserà di Padova tira le somme sugli interventi realizzati negli ultimi anni in collaborazione con Ater. “Le ultime 12 case sono state inaugurate e consegnate nel 2023”, spiega il sindaco Gabriele Volponi. L’operazione affonda le radici in una scelta del 2018: “Abbiamo convenzionato con Ater il terreno di proprietà comunale, quindi l’investimento è stato anticipato per questa prerogativa”. Accanto alle nuove costruzioni, il Comune ha seguito anche la riqualificazione del patrimonio
esistente: “Altri due immobili, con 20 appartamenti Ater, sono stati ristrutturati ed efficientati sotto il profilo energetico”, racconta Volponi. Il primo intervento risale al 2015, “in un progetto con la città di Padova finanziato con fondi europei”, mentre il secondo è stato completato nel 2021: “In quel caso abbiamo contribuito anche economicamente, perché l’intervento prevedeva l’immobile libero dagli inquilini”. Sul fronte del sostegno alle famiglie più fragili, il sindaco sottolinea il ruolo dei servizi sociali
comunali: “Qualunque difficoltà dei nuclei fragili è sotto il controllo dei servizi sociali, che aiutano i nuclei a compilare le domande per il fondo affitti regionale, implementato da fondi comunali in base alla necessità”. Guardando al futuro, l’amministrazione punta anche sul social housing: “Abbiamo un’area privata con destinazione di piano social housing che può essere sviluppata da investimenti privati, circa 4mila metri quadrati”, conclude Volponi, lasciando aperta la porta a nuove progettualità abitative sul territorio comunale.
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7 Emergenza casa/2. Il secondo comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo ha conosciuto un notevole sviluppo
AD ALBIGNASEGO QUOTAZIONI ALLE STELLE, MA I PARAMETRI PEEP SONO DA RIVEDERE S iamo nella prima cintura urbana di Padova, in un’area dove l’edilizia negli ultimi decenni ha conosciuto un vero e proprio boom: tanto che Albignasego è oggi il secondo Comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo. I dati di Immobiliare.it relativi a settembre 2026 fotografano un mercato maturo e piuttosto caro per gli standard del territorio: il prezzo medio di vendita è
di 2.270 euro al metro quadro, in calo del 3,61% rispetto all’anno precedente, con valori che oscillano tra 2.026 e 2.468 euro al metro quadro a seconda della zona. Sul fronte degli affitti il canone medio è di 10,29 euro al metro quadro, in flessione dell’8,13% su base annua, tra un minimo di 9,72 e un massimo di 10,59 euro al metro quadro. Gli annunci attivi sono 375 in vendita, ma appena 10 in affitto.
Guardando alle singole zone, le abitazioni costano di più nell’area Centro-San Lorenzo, con 2.468 euro al metro quadro, seguita da Centro-San Tommaso a 2.401 euro. I valori più bassi si registrano invece a Baraccon-Sant’Agostino, con 2.026 euro al metro quadro, pur in presenza del canone di affitto più alto del Comune, 10,59 euro al metro quadro. Sul fronte locativo il prezzo più contenuto si trova invece nella zona San Giacomo-Lion-Carpanedo, 9,72 euro al metro quadro. Un quadro su cui interviene il sindaco Valentina Luise. Il Comune dispone al momento di tre alloggi da assegnare in emergenza, mentre particolare attenzione viene riservata agli anziani, aiutati a far fronte, soprattutto in inverno, alle maggiori spese di riscaldamento che si sommano agli affitti. I giovani, spiega la sindaca, vorrebbero restare sul territorio ma si scontrano con prezzi di mercato alti, cresciuti negli ultimi anni: dove si è costruito, alla fine, è sempre stato venduto, ma la disponibilità di alloggi in affitto a prezzi sostenibili resta molto risicata. Paradossalmente, aggiunge Luise, il Comune fatica a vendere i terreni destinati ai piani Peep, perché questa forma di edilizia agevolata è ormai meno conveniente rispetto al passato ed è legata a parametri di reddito che non favoriscono le famiglie intenzionate a costruirsi una casa. Anche per questo l’amministrazione si sta confrontando con la Regione per rivedere alcuni aspetti normativi, in modo da dare qualche possibilità in più alle coppie giovani e, più in generale, a chi
è in cerca di un’abitazione. Altre forme di social housing, conclude la sindaca, non sono sempre facili da attuare, ma anche su questo fronte sono allo studio formule alternative e più accessibili. Allargando lo sguardo alla vicina Casalserugo, il quadro immobiliare appare più accessibile. Il prezzo medio di vendita, ad agosto 2026, è di 1.430 euro al metro quadro, in calo del 6,90% rispetto all’anno precedente e ben al di sotto della media
provinciale, ferma a 2.013 euro al metro quadro. Diverso l’andamento degli affitti, in controtendenza rispetto alla vendita: il canone medio è di 8,37 euro al metro quadro, in aumento dell’11,45% su base annua, pur restando sensibilmente inferiore alla media provinciale di 13,09 euro al metro quadro. Gli annunci attivi censiti sono 37, tutti riferiti alla vendita. • Nicola Stievano
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Il mercato immobiliare riparte e i prezzi volano, in cintura urbana +40%
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l mercato della casa riparte dopo la flessione del 3,9% registrata lo scorso anno e supera la crescita nazionale, ferma al 2,1%. A Padova 1.760 compravendite in sei mesi, il 7,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita si estende alla cintura: a Selvazzano Dentro, Rubano, Noventa Padovana e Albignasego i prezzi sono aumentati del 30-40%, avvicinandosi o superando i 2.000 euro al metro quadrato, come il caso di Albignasego. Qui cercano casa le famiglie che vogliono spazi più ampi e maggiore efficienza energetica, ma che dispongono anche di risorse economiche. A trainare gli acquisti, secondo l’analisi di Rexer, è anche la domanda di alloggi per studenti e turisti, che spinge gli investimenti. I rendimenti attesi variano dal 5% al 10% secondo la zona e il tipo di casa. In
dieci anni i prezzi medi sono saliti di oltre il 40%, da circa 1.700 a 2.500 euro al metro quadrato. Il centro storico resta l’area più cara, sopra i 3.500 euro, ma gli aumenti maggiori riguardano le zone semicentrali: quasi il 50%, da 1.800 a 2.700 euro. In periferia il rialzo medio è del 40%, sostenuto da riqualificazioni e nuove costruzioni. «La richiesta di alloggio da parte di studenti a Padova è molto alta e spesso deve rivolgersi fuori dalle mura cittadine, perché in centro i prezzi degli affitti sono troppo alti», osserva Rodrigo Azzinnaro, responsabile commerciale nord est di Rexer. Cresce l’interesse per appartamenti medio grandi da affittare agli universitari, soprattutto nelle aree che saranno servite dal tram. Tra i quartieri con i maggiori rincari troviamo San Giuseppe, Madonna Pellegrina, Sacra Famiglia e Arcella.
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ALBIGNASEGO
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Opere. “Mai più allagamenti” è l’obiettivo dichiarato dell’amministrazione
IL MINISTERO FINANZIA LA SICUREZZA IDRAULICA A mmontano a 243.150 euro i fondi del Ministero dell’Interno che il comune di Albignasego riceverà per progetti destinati alla prevenzione del rischio idrogeologico. Lo ha annunciato l’amministrazione nei giorni scorsi, precisando che “228.150 euro saranno spesi per la progettazione di interventi di messa in sicurezza idraulica nei quartieri di Sant’Agostino e Mandriola, su un complessivo lavori di 3 milioni e 200 mila euro, mentre 15 mila euro saranno impegnati per il completamento della rete di smaltimento delle acque meteoriche e di difesa idraulica in via Caravaggio, per un complessivo lavori di 250 mila euro”. Entusiasta il sindaco Valentina Luise, che ha mantenuto anche la delega all’ambiente. “Un grande risultato frutto di un importante lavoro dei nostri uffici tecnici che ringrazio. La sicurezza in questo momento storico si declina anche come sicurezza idraulica e del territorio, vista la tropicalizzazione del clima e i fenomeni sempre più
estremi ai quali assistiamo. La pulizia dei fossi, delle caditoie e dei tombini è necessaria ma non sufficiente. Il nostro comune deve continuare la strada intrapresa dall’amministrazione
Giacinti di interventi strutturali che hanno un costo chiaramente più elevato e che abbisognano anche di fonti di finanziamento governative” puntualizza Luise, precisando quar-
tiere per quartiere quali saranno gli interventi di prossima realizzazione. Sant’Agostino: in via Donatello correzione della pendenza della condotta in pvc passante lungo la linea di mezzeria così da favorire il corretto deflusso delle acque verso l’intersezione delle linee situato a nord-est della rotonda che collega via Donatello con via Verga; creazione di un nuovo invaso di laminazione collegato alla rete esistente nell’area agricola presso la rotonda di via Donatello; realizzazione di un recapito finale nella rete consortile della dorsale sud di via Donatello; in via Modigliani posa di una nuova linea della rete acque bianche, con pozzetti d’ispezione presso le intersezioni tra via Modigliani, via Caravaggio e via Giorgione; in via Mantegna realizzazione di un nuovo tratto di condotta delle reti acque bianche e risolvere l’interferenza; in via Vespucci aumento del diametro della rete fognaria via San Bellino e via Vespucci per assicurare un adeguato deflusso. Mandriola: in via S. Bellino messa
in opera di un collegamento con la rete fognaria esistente lungo la pista ciclabile; in via Visentin incremento del volume di invaso presente; in via Rosa Luxemburg sostituzione della condotta esistente con una nuova rete fognaria. Per entrambi i quartieri il progetto prevede l’ispezione della rete fognaria di smaltimento delle acque meteoriche e della relativa pulizia al fine di garantire il corretto deflusso. Saranno realizzati nuovi pozzetti di smaltimento delle acque meteoriche e nuovi collegamenti della rete fognaria con i vicini fossi di recapito. “L’aver ottenuto questo importo è frutto della puntuale partecipazione dei nostri uffici tecnici al bando. E’ un risultato strategico che ci permetterà di lavorare ai progetti per la sicurezza idraulica e di ottenere in seguito altri finanziamenti necessari alla realizzazione delle opere” ha concluso Luise. • Andrea Benato
FESTA PER IL SECOLO DI VITA DI ADA MARCANTE
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da Marcante di Albignasego ha compiuto 100 anni. Un compleanno straordinario celebrato nei giorni scorsi da familiari, amici e dall’amministrazione che ha omaggiato la concittadina con gli auguri e un mazzo di fiori. “Ringrazio il Signore di avermi protetta fino a qua e ringrazio tutti voi di essere venuti qui a festeggiarmi”. Sono le parole della signora Ada, che con emozione ha accolto i partecipanti alla sua festa. L’arrivo dell’amministrazione è stato particolarmente atteso dalla centenaria, come ha raccontato la nipote Valentina, a testimonianza di un legame profondo con la sua città. Ada
ha infatti gestito assieme al marito la Trattoria da Bruno Longhin ad Albignasego, ed ha sempre partecipato con grande fede alle attività della Parrocchia. E proprio il parroco è stato l’altro ospite atteso: Don Patrizio non ha voluto mancare di essere vicino ad Ada e alla sua famiglia, impartendo a tutti i presenti la benedizione. Due figlie, una schiera di nipoti e bisnipoti, tanto lavoro, oggi Ada vive serenamente circondata dall’affetto dei propri familiari. “Arrivare a 100 anni e potersi ancora godere la vita è una cosa meravigliosa”, ha dichiarato il sindaco Luise nel corso della visita alla centenaria. “E lei, la
Sig.ra Ada, è arrivata a questa età in forma e circondata dai suoi affetti. Una vita operosa nella nostra comunità che ha contribuito anche lei a far sviluppare e crescere, e una vita che ha dato molto frutto sia in famiglia che nel bene compiuto. E una presenza oggi così numerosa lo testimonia! Le porgo dunque a nome mio, di tutta l’amministrazione di Albignasego e dell’assessore regionale Giacinti il nostro più affettuoso augurio di buon compleanno e ringrazio la famiglia di Ada per avermi invitato qui oggi con tutti voi” ha concluso Luise. • (a.b.)
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Valentina Luise Sindaco di Albignasego
SI ALZA IL SIPARIO SULLA 2ª STAGIONE TEATRALE DEL TECNOGAS AUDITORIUM Siamo felici e orgogliosi di annunciare che si alza il sipario sulla seconda stagione teatrale del Tecnogas Auditorium Albignasego. Lunedì 5 ottobre abbiamo presentato la rassegna 2026-27: otto appuntamenti, a partire dall'11 novembre, che spaziano dalla commedia alla prosa, dalla danza al teatro d'autore, per offrire al pubblico un cartellone ricco e capace di parlare a sensibilità diverse. Insieme alla stagione principale abbiamo presentato anche le domeniche in famiglia, spettacoli pensati per avvicinare i più giovani alla magia della scena e per regalare a tutti, grandi e piccoli, un pomeriggio speciale da vivere insieme. Sono davvero entusiasta di presentare queste due nuove rassegne di Arteven: il teatro è un'occasione di incontro e di crescita per tutta la comunità, e l'Auditorium sta diventando sempre più un punto di riferimento culturale per Albignasego e per il territorio. Grazie ai contributi e all'impegno del Comune, la stagione propone anche un biglietto popolare, a prezzo accessibile, per permettere a tutti di vivere il teatro e di rendere la cultura una realtà alla portata dell'intera comunità. Invito tutti i cittadini a scoprire il programma e a vivere con noi questa stagione. Il programma completo e le informazioni su date e biglietti sono disponibili su www.auditoriumalbignasego.it. Valentina Luise, Sindaco di Albignasego
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Le proposte. L’opposizione chiede un tavolo sui cambiamenti demografici
Bettella: “Subito un tavolo sugli anziani” “S erve un’attenta programmazione per migliorare la qualità della vita delle persone anziane”. Ne sono convinti i consiglieri di minoranza del gruppo Albignasego Bene Comune - Partito Democratico, che nei giorni scorsi hanno chiesto alla maggioranza di aprire un tavolo per discutere delle loro proposte. “È nella memoria di tutti il recente fatto di cronaca avvenuto a Saonara, che ha coinvolto una famiglia che si è sentita sola e “schiacciata” dal peso di una lunga gestione domestica, ormai psicologicamente insostenibile, di un anziano non autosufficiente, con il suo tragico epilogo. Questo fatto ha riportato all’attenzione di tutti il tema degli anziani, delle persone non autosufficienti, delle famiglie che ogni giorno si trovano a gestire con le proprie forze situazioni che alla lunga devastano gli equilibri di una normale famiglia, che spesso si trova da sola a risolvere problemi gravi” introduce il tema il capogruppo Alberto Bettella. “L’invecchiamento della popolazione è una trasformazione sociale profonda del nostro tempo. Ad Albignasego a fine 2024 (dati Documento Unico di Programmazione 26/28) il 22,41% della popolazione residente è costituita da anziani, il 6,61% da ultraottantenni. Gli anziani tra 65 e 79 anni sono pari 4.332 persone, gli ultraottantenni sono 1.811, in continuo aumento (dati fine 2024). Le forze del centrosinistra (ABC, PD, AVS) hanno sempre chiesto di ridisegnare la programmazione comunale del welfare alla luce del cambiamento demografico in atto” prosegue Bettella. Le proposte dell’opposizione sul tavolo riguardano: “Forme di co-housing senior, veri e propri condomini solidali dedicati a persone anziane autosufficienti; incontro tra generazioni e supporto quotidiano alle persone per vincere la solitudine; potenziamento del servizio di trasporto dedicato agli anziani non autosufficienti, per facilitare l’accesso ai servizi sanitari, agli ambulatori e alle attività sociali”. I consiglieri aggiungono poi la richiesta di realizzare una RSA ad Albignasego, “avviando una progettazione seria e condivisa tra tutte le forze politiche. Un progetto di “bene comune” che dovrebbe tutti vederci impegnati, perché riguarda il futuro delle nostre persone”. Bettella aggiunge infine un auspicio:
“Vogliamo che Albignasego non sia soltanto una città in cui si vive più a lungo, ma una comunità in cui si possa vivere meglio, insieme, nelle diverse fasi della vita, soprattutto quelle che richiedono aiuto, cure, sostegno. Oggi amministrare il nostro territorio su questo fronte significa ripensare la nostra città/comunità in modo intergenerazionale, favorendo relazioni sociali, partecipazione, qualità dell’ambiente. Siamo pronti a costruire il nostro futuro. Chiediamo alla maggioranza uno spazio dove poter confrontarsi e lavorare insieme per il bene comune”. • Andrea Benato
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TeatrOrtaet festeggia vent’anni di teatro (e non solo)
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ent’anni di spettacoli, produzioni teatrali e visite animate. È il traguardo raggiunto da TeatrOrtaet, realtà culturale nata e cresciuta ad Albignasego, che nei giorni scorsi ha presentato a Villa Obizzi le iniziative dedicate all’anniversario. Per celebrare i vent’anni di attività, la compagnia - la cui direzione artistica è affidata a Carlo Bertinelli e Alessandra Brocadello - ha aperto al pubblico una mostra allestita a Villa Obizzi con costumi storici, fotografie, video, locandine, oggetti di scena e documenti d’archivio. Un percorso attraverso il quale viene raccontato il lavoro che precede ogni spettacolo, dalla ricerca delle fonti alla scrittura dei copioni, fino alla costruzione dei personaggi e alla realizzazione dei costumi. Nata nel 2004, TeatrOrtaet ha affiancato alla produzione di spettacoli di prosa e teatro per ragazzi le visite animate, rappresentazioni itineranti in costume realizzate attraverso lo studio della storia e delle fonti dei luoghi coinvolti. Un format che ha portato il teatro in alcuni dei più importanti siti culturali del territorio, dalla Cappella degli Scrovegni al Caffè Pedrocchi, dal Castello del Catajo alla Specola. Tra le produzioni storico-biografiche della compagnia figurano La Duse divina Eleonora, Il cannocchiale di Galileo, La Grande Guerra, Vittoria Aganoor e Noi, donne del Rinascimento. “E’ motivo di orgoglio per il nostro territorio festeggiare e sostenere una realtà come TeatrOrtaet” ha dichiarato il sindaco Valentina Luise. “La loro peculiarità sta nella capacità di aprirsi a tantissime sfaccettature dell’arte, dal teatro tradizionale, alla musica, al teatro di intrattenimento. Siamo giustamente fieri di un progetto che ha saputo varcare anche i confini regionali e che la nostra amministrazione sostiene convintamente”. •(a.b.)
Sintonizzati sul Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto OTTOBRE ROSA: MESE DEDICATO aggiornate in tempo reale.
ALLA PREVENZIONE FEMMINILE Domus Medica, per l’ottobre rosa, propone tariffe agevolate per sensibilizzare l’importanza della prevenzione, poiché non dovrebbe essere legata soltanto alla presenza di un sintomo, ma dovrebbe diventare parte della propria attenzione alla salute. Il percorso proposto da Domus Medica comprende: • visita senologica • mammografia • ecografia mammaria bilaterale Consentendo di approfondire la salute del seno attraverso un approccio completo. Per tutto il mese di ottobre a 88 euro. L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: trasformare il tema della prevenzione in un’occasione concreta per fermarsi, ascoltarsi e prendersi cura di sé. I controlli, infatti, possono rappresentare un momento importante per verificare il proprio stato di salute e, qualora emergano elementi da approfondire, procedere con ulteriori valutazioni.
All’interno del percorso, un ruolo importante è affidato alla tecnologia diagnostica. Domus Medica dispone di un mammografo dotato di tomosintesi 3D, una tecnologia che permette di ottenere immagini dettagliate della mammella attraverso una ricostruzione tridimensionale. Il mammografo: • è caratterizzato da compressione automatica della mammella, pensata per rendere l’esame più confortevole e ridurre la percezione del dolore • consente inoltre di lavorare con una minore dose di radiazioni, mantenendo un’elevata qualità dell’immagine • raggiunge un’angolatura di 50° in meno di 5 secondi, rispetto ai 15° indicati per i mammografi tradizionali. Una tecnologia che punta a combinare accuratezza diagnostica, rapidità e maggiore attenzione al comfort della paziente. Ottobre Rosa: Domus Medica vuole dedicare un momento alla salute del seno della donna e dare alla prevenzione lo spazio che merita.
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ALBIGNASEGO
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L’evento. Ottima la partecipazione all’edizione 2026
SUCCESSO PER LA FESTA DELLO SPORT S i è ripetuto anche quest’anno il successo della Festa dello sport di Albignasego, “ospitata” come di consueto a settembre presso Piazza del Donatore. Le associazioni sportive del territorio hanno trovato uno spazio aperto dove divulgare la propria disciplina sportiva attraverso postazioni informative, esibizioni su una piastra centrale e prove gratuite in situazioni organizzate. L’area pedonale, riservata alla manifestazione, ha permesso ai partecipanti di provare in totale sicurezza la disciplina preferita tra cui Calcio a 5, Basket, Tennis, Pickleball, Pattinaggio in linea, Pattinaggio artistico, Arti Marziali e Orientali, Qi Gong e Tai Chi Chuan, Atletica Leggera, Ginnastica Ritmica e Ginnastica Artistica.
Nel corso della giornata il sindaco Valentina Luise e il vicesindaco Gregori Bottin hanno conferito le premiazioni agli atleti che si sono distinti in modo positivo nella scorsa stagione sportiva, oltre ad assegnare dei
riconoscimenti alle società sportive presenti. “Una kermesse che rispecchia il vero movimento sportivo del comune di Albignasego ricco di innumerevoli opportunità per i cittadini. Una fortuna avere una
pluralità di discipline e allo stesso tempo un impegno a creare le giuste dinamiche collaborative tra le varie realtà e le strutture” ha commentato l’assessore allo sport Bottin. “Come assessore allo sport plaudo a iniziative entusiasmanti come questa per l’alto valore formativo ed educativo: lo sport è rispetto delle regole, è gestione del risultato perché aiuta a valorizzare la vittoria e ad accettare la sconfitta come momento di crescita e superamento dei propri limiti, ed è resilienza e impegno sviluppando la costanza, la disciplina e la cultura del sacrificio per raggiungere un obiettivo. Tutti valori fondanti della nostra civiltà e della nostra comunità. Il mio vivo ringraziamento alla Associazione Nazionale Carabinieri, a Safety ed alla Polizia Locale
che con la loro presenza supportano l’evento per quanto riguarda la sicurezza e l’ordine pubblico” ha concluso l’assessore. “Come amministrazione siamo quotidianamente impegnati a garantire spazi, attrezzature, strutture e risorse in bilancio alla pratica sportiva, ricordando come lo sport sia divertimento, salute, prevenzione dello stato di malattia, ma anche educazione allo spirito di squadra e di sacrificio all’allenamento. Da parte mai ringrazio l’assessore allo Sport, gli organizzatori e le associazioni sportive che si spendono con abnegazione per organizzare una giornata di festa e di sana condivisione nella nostra città” ha aggiunto il sindaco Valentina Luise. • Andrea Benato
Via alla terza edizione dell’Università degli Adulti
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ome gli studenti ritornano in aula a settembre, gli adulti tornano alla “loro” Università a ottobre. È il progetto nato due anni fa ad Albignasego che quest’anno viene riproposto, sempre a Villa Obizzi, per la terza edizione dopo il successo delle precedenti. “Una occasione preziosa di arricchimento e di stimolo personale oltre che uno straordinario strumento di invecchiamento attivo” ha dichiarato il sindaco Valentina Luise. “Non c’è strumento migliore per invecchiare bene che tenere allenata la mente in un contesto atto a creare relazioni e socialità. L’Università degli Adulti è una proposta culturale di alto livello con
relatori di primo piano e tematiche di spessore. La nostra amministrazione investe convintamente nella cultura e in una cultura che fa vivere il territorio e crea comunità” ha aggiunto il primo cittadino. Gli incontri - ideati e sostenuti dal comune in collaborazione con l’Auser Circolo di Albignasego - saranno quattro nel mese di ottobre, tre a novembre, due a dicembre e tre a gennaio. Le aree tematiche affrontate vanno dalla religione, alla sociologia, alla musica, alla geopolitica, alla salute, alla storia, all’arte, all’ambiente, alla responsabilità sociale. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti. Le lezioni “dell’anno accademico” si terranno il martedì
dalle 15:30 alle 17:30, secondo il calendario prestabilito. “Un programma ricco e variegato, che offre stimoli e propizia riflessioni” ha sottolineato l’assessore alla cultura Marco Mazzucato. “Non occorre avere una preparazione specifica, ma soltanto la voglia di scoprire nuovi argomenti e confrontarsi con esperti e professionisti qualificati. Ogni incontro vuole essere un’occasione per acquisire nuove conoscenze, stimolare la riflessione e soprattutto trascorrere del tempo insieme in un clima piacevole e partecipato” ha concluso l’assessore. • (a.b.)
In città va in scena l’800
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n pomeriggio di settembre a tempo di danze del XIX secolo. È quello andato in scena in Piazza del Donatore ad Albignasego grazie all’Esibizione di Balli dell’800, proposta dal Circolo Padovano della Società di Danza. “Un pomeriggio speciale, dove la danza ha saputo riportarci indietro nel tempo, tra eleganza, musica e atmosfere d’altri tempi” ha
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commentato l’assessore alla cultura Marco Mazzucato. “Un grazie a tutti i partecipanti e agli organizzatori per aver portato ad Albignasego cultura e memoria, dimostrando ancora una volta quanto sia bello vivere gli spazi della nostra città attraverso iniziative di qualità”. L’iniziativa non è un unicum. Per chi fosse incuriosito e volesse saperne di più, il Circolo di Danza “nasce
con lo scopo di aggregare individui con la comune passione per il ballo e si propone di sviluppare una cultura basata sulla danza di tradizione ottocentesca e scozzese” come spiega sui propri canali in rete. “Non una fuga nel tempo ma un’esplorazione del passato”. • (a.b.)
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CASALSERUGO
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La celebrazione. Convegno sul volontariato e musica per onorare il cammino iniziato nel 1946
UNA STORIA AL SERVIZIO DEGLI ALTRI: IL CENTRO ITALIANO FEMMINILE CELEBRA 80 ANNI U na giornata di straordinaria intensità ed emozione si è svolta a Casalserugo, interamente dedicata alla celebrazione degli ottant’anni del Centro Italiano Femminile. Una ricorrenza simbolica ma profondamente radicata nella trama sociale locale, che dal lontano 1946 ad oggi continua a rappresentare un presidio insostituibile di solidarietà, presenza e cooperazione per l’intero territorio. Da 80 anni, il C.I.F si impegna a valorizzare il ruolo della donna in tutti gli ambiti della vita sociale, culturale e politica, promuovendo l’uguaglianza di genere e il rispetto della dignità umana e. L’evento ha offerto l’occasione per ripercorrere otto decenni di storia vissuta, mettendo al centro la dedizione silenziosa delle tantissime donne che hanno prestato il proprio tempo e le proprie energie al servizio della collettività. Il programma si è aperto nel pomeriggio presso gli spazi del Centro Parrocchiale AVE con l’inaugurazione di una mostra storica articolata attraverso un ricco patrimonio di fotografie, documenti d’epoca
e testimonianze dirette. L’esposizione ha permesso ai visitatori di riscoprire da vicino il cammino compiuto dal C.I.F., riportando alla luce l’apporto discreto e fondamentale con cui generazioni di socie hanno saputo costruire legami comunitari solidi e promuovere un’attenzione costante verso chi si trova in situazione di necessità. A seguire ha preso vita il convegno intitolato “Prendersi cura della comu-
nità: il volontariato come esperienza educativa tra passato e presente”. Il confronto, moderato dal giornalista Nicola Benvenuti, ha visto la partecipazione di figure di rilievo del panorama associativo e culturale quali Tiziana Marchetti, Margherita Masiero, Anella Bonaiuto, Stefano Tinazzo e Francesca Suppiej. Dai diversi interventi è emersa una riflessione corale ed articolata sul valore del volontariato, inteso non soltanto come
gesto altruistico o risposta pragmatica ai bisogni del momento, ma come un vero e proprio percorso educativo capace di plasmare il senso civico. La dimensione formale del dibattito si è intrecciata con momenti di forte suggestione artistica grazie al contributo della pianista Maddalena Murari, le cui esecuzioni musicali hanno accompagnato i lavori donando ulteriore eleganza e spessore espressivo al pomeriggio.
La manifestazione si è poi avviata alla conclusione con la celebrazione della Santa Messa in memoria di tutte le socie e le sostenitrici che nel corso del tempo hanno lasciato un’impronta indelebile nella vita dell’associazione. Nel corso della cerimonia, l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore Giulia Bettella, ha espresso profonda gratitudine consegnando una targa commemorativa al C.I.F. come segno tangibile di riconoscimento per l’impegno profuso dal dopoguerra ad oggi. Un ringraziamento sincero è stato rivolto a don Federico per la generosa ospitalità negli spazi parrocchiali, oltre che alle associazioni, ai volontari e a tutta la cittadinanza che ha partecipato con calorosa adesione. Ottant’anni rappresentano un traguardo di straordinaria rilevanza, una pietra miliare che onora il lavoro svolto finora e rinnova l’auspicio di proseguire con lo stesso spirito di servizio anche nel futuro della comunità. • Cristina Salvato Messaggio pubbliredazionale
OTTOBRE 2026 SICUREZZA IDRAULICA E PREVENZIONE ALLAGAMENTI A CASALSERUGO
A fronte dei cambiamenti climatici e delle precipitazioni sempre più intense e ricorrenti, il Comune di Casalserugo prosegue con determinazione il suo piano di interventi per la sicurezza idraulica del territorio. L’obiettivo primario dell’amministrazione è prevenire il rischio di allagamenti, prestando particolare attenzione alle zone ritenute più vulnerabili e garantendo la massima efficienza della rete di scolo. In quest’ottica, continuano a pieno ritmo i lavori di risezionatura e sistemazione dei fossati in diverse aree del paese.Rientra proprio in questa programmazione l’importante intervento di manutenzione portato a termine nel corso di questo mese in Via Cà Ferri, volto a ripristinare e migliorare il corretto deflusso delle acque. Ma l’impegno del Comune non si ferma alla sola, seppur fondamentale, opera-
Idee, Spazi, Cultura
tività ordinaria. Sul fronte delle opere pubbliche a lungo termine, stanno infatti procedendo in modo proficuo i colloqui tra l’amministrazione e il Consorzio Bacchiglione. Al centro dei tavoli di lavoro c’è la predisposizione di un progetto strategico mirato a potenziare e riorganizzare l’intero sistema fognario e di allontanamento delle acque meteoriche nella zona a nord di Casalserugo, in particolare nel quadrante compreso tra Via Toscanini e Via Gruato.
Sindaco di Casalserugo MATTEO CECCHINATO
LA RINASCITA SCOLASTICA DI CASALSERUGO PARTE DA RONCHI: addio alle pluriclassi e alunni in costante aumento In un periodo storico segnato dal calo demografico e dalla diffusa necessità di razionalizzare gli spazi scolastici, il Comune di Casalserugo rappresenta un’eccezione virtuosa che va in netta controtendenza. Al centro di questo successo, che sta attirando sempre più famiglie anche dai paesi limitrofi, spicca il rilancio della frazione di Ronchi, diventata il vero e proprio simbolo di una rinascita educativa costruita su investimenti mirati e su un’offerta formativa profondamente rinnovata. Il traguardo più significativo e atteso per la frazione riguarda la scuola primaria “A. Manzoni”. Dopo un lungo periodo, è stata infatti definitivamente superata la storica configurazione della multiclasse, un modello che per anni ha caratterizzato l’insegnamento
SEDE E CONTATTI Piazza Aldo Moro, 1 35020 Casalserugo (PD) T 049 8742811 casalserugo.pd@cert.ip-veneto.net • segreteria@comune.casalserugo.pd.it
nel plesso. Oggi la struttura vanta un’organizzazione ottimale e a pieno regime, potendo contare su cinque classi distinte che accolgono quotidianamente circa settanta alunni. Si tratta di un traguardo fondamentale per la comunità di Ronchi, che garantisce ai bambini del quartiere una continuità didattica di alto livello e pari opportunità di apprendimento rispetto ai grandi centri. Questo importante risultato numerico è stato accompagnato da un deciso miglioramento degli spazi e delle dotazioni. Proprio alla primaria di Ronchi, infatti, l’amministrazione comunale ha voluto investire in modo specifico sull’inclusione, realizzando un’aula attrezzata dedicata agli alunni con bisogni educativi speciali. Ad arricchire l’esperienza all’aria aperta e l’educazione ambientale
dei più piccoli è stata inoltre installata una nuova casetta in legno, funzionale a supportare le attività del nascente orto didattico. L’eccellenza raggiunta a Ronchi si inserisce perfettamente nel quadro più ampio di un Comune che ha saputo fare dell’istruzione il suo punto di forza. Grazie all’intercettazione di contributi ministeriali e regionali, negli ultimi anni Casalserugo ha investito oltre mezzo milione di euro per l’ammodernamento di tutti i suoi plessi scolastici.
CASALSERUGO
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Ambiente. L’assessore regionale Elisa Venturini: “La sicurezza idraulica si costruisce giorno dopo giorno”
FIUMI E CANALI, LA MANUTENZIONE CHE PROTEGGE IL TERRITORIO
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alla Brenta alla Bassa Padovana, sfalci, pulizie e interventi sugli argini per mantenere efficiente una rete idraulica fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Sfalciare la vegetazione di un argine, rimuovere un albero caduto, liberare un corso d’acqua dai materiali accumulati, controllare una sponda. Sono interventi che raramente fanno notizia, ma rappresentano una parte fondamentale della prevenzione e della sicurezza idraulica. In provincia di Padova la Regione del Veneto, attraverso
il Genio Civile e le proprie strutture, ha portato avanti negli ultimi mesi una serie di interventi che interessano diversi corsi d’acqua, dalla Brenta alla Bassa Padovana. Sul Naviglio Brenta, ad esempio, sono stati effettuati interventi di sfalcio e manutenzione delle sponde che hanno interessato anche il territorio di Noventa Padovana. Operazioni che non hanno soltanto una funzione di decoro: mantenere libera la vegetazione consente infatti di controllare meglio lo stato degli argini, individuare tempesti-
vamente eventuali criticità e garantire il regolare deflusso delle acque. Altri lavori hanno riguardato il sistema del Bisatto e del Canale Battaglia, dove alle operazioni sulla vegetazione si sono aggiunti interventi di recupero degli alberi caduti e di taglio delle piante pericolanti. A Battaglia Terme sono stati inoltre rimossi rifiuti abbandonati lungo le rive e materiali galleggianti presenti nelle acque. L’attenzione si è estesa alla Bassa Padovana, interessando l’area di Este, Monselice e Santa Caterina. Proprio a Santa Caterina d’Este, nell’area dell’Anconetta, le operazioni di sfalcio della vegetazione e pulizia hanno accompagnato l’avvio di un intervento ben più ampio destinato al ripristino della funzionalità dell’invaso, un’opera strategica per la sicurezza idraulica di questo territorio. “La manutenzione non è un’attività secondaria rispetto alle grandi opere – spiega l’assessore regionale all’Ambiente e alla Difesa del Suolo Elisa Venturini –. È il primo presidio del territorio. Un argine deve poter essere controllato, un alveo deve essere mantenuto efficiente e le criticità devono essere individuate prima che diventino emergenze”. Accanto agli sfalci e alle pulizie ci sono infatti interventi strutturali. Sul Muson dei Sassi, a
Cadoneghe, è in corso un’opera da un milione di euro che interessa oltre 500 metri di argine, mentre a Campodarsego è stato avviato un ulteriore intervento da 496.875 euro per consolidare il corpo arginale e contrastare fenomeni di erosione e filtrazione. È un lavoro diffuso, fatto di grandi cantieri ma anche di tanti interventi puntuali lungo una rete di fiumi e canali che caratterizza profondamente la provincia padovana.
“La sicurezza idraulica – conclude Venturini – si costruisce giorno dopo giorno. Significa programmare le grandi opere, ma anche essere presenti sul territorio, ascoltare le segnalazioni dei Comuni e dei cittadini e intervenire sulla manutenzione. Prendersi cura dei nostri fiumi significa prendersi cura delle comunità che vivono lungo le loro sponde”. • Redazione Padova
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Violenza di genere, tre giornate di solidarietà e riflessione
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port, cinema e un momento di raccoglimento alla panchina rossa: Casalserugo rinnova anche nel 2026 il proprio impegno in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre. Il programma, presentato dall’assessore Giulia Bettella, si articolerà in tre appuntamenti, il 22, il 27 e il 28 novembre, per coinvolgere la cittadinanza e mantenere viva l’attenzione su un tema che riguarda l’intera comunità. “Credo sia importante continuare a parlare di questo tema anche nella nostra comunità, creando occasioni in cui le persone possano sentirsi coinvolte e fermarsi a riflettere – osserva l’assessora Giulia Bettella –. Come amministrazione portiamo avanti questo impegno da anni, nella consapevolezza che l’educazione al rispetto debba accompagnarci ogni giorno. Vorrei che queste iniziative ci aiutassero a prestare maggiore attenzione alle parole che usiamo, ai comportamenti che accettiamo e alle persone che abbiamo accanto”. Parlare di violenza sulle donne significa infatti rivolgere l’attenzione anche a forme di abuso meno visibili, come il controllo sulle scelte personali, l’umiliazione e l’isolamento. Portare questi temi negli spazi della vita cittadina aiuta a mettere in discussione pregiudizi e atteggiamenti che tendono a minimizzarli. Il primo appuntamento sarà domenica 22 novembre, dalle 8.45 alle 12.30, nella palestra della scuola secondaria di primo grado, con la maratona
fitness di beneficenza “Passi Liberi – Il movimento che rompe il silenzio”, promossa dall’associazione Piccole Cose. La partecipazione sarà a offerta libera e l’intero ricavato verrà destinato alla Fondazione Giulia Cecchettin. “Con la maratona vogliamo unire il piacere di stare insieme e fare movimento a un gesto concreto di solidarietà – prosegue l’assessora Giulia Bettella –. Mi fa piacere che un’associazione del territorio abbia scelto di impegnarsi su questo tema: anche attraverso lo sport possiamo coinvolgere persone diverse e dare il nostro contributo”. Venerdì 27 novembre il programma proseguirà in biblioteca con la proiezione del film “It Ends with Us - Siamo noi a dire basta”, offrendo un’occasione di riflessione sulle relazioni. A concludere le iniziative sarà, sabato 28 novembre in mattinata, la consueta commemorazione presso la panchina rossa di Casalserugo, momento dedicato alla memoria delle vittime e al diritto di ogni donna di vivere libera e al sicuro. “Il mio invito è a partecipare e a sentirsi parte di questo impegno – conclude l’assessora –. Mi auguro che ogni appuntamento lasci una riflessione da portare con sé anche nei giorni successivi. Come comunità possiamo fare la nostra parte imparando ad ascoltare senza giudicare e senza minimizzare ciò che una donna ci racconta”. • (CRIS.S.)
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MASERÀ
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Comunità. Si festeggia i 530 anni della Pieve e i 45 anni di sacerdozio di padre Paolo Formenton
MEMORIA E COMUNITÀ PER GUARDARE AL FUTURO
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a festa della Natività di Maria rappresenta da sempre uno dei momenti più profondi e sentiti per la vita di Maserà di Padova, ma la ricorrenza di questo settembre 2026 ha assunto un valore eccezionale per l’intera cittadinanza. La comunità si è infatti ritrovata per celebrare due traguardi storici di straordinario rilievo: il 530esimo anniversario dalla consacrazione della storica Pieve arcipretale, edificata nel 1496, e il 20esimo anniversario dal grande intervento di restauro avviato nel 2006. A rendere ancora più ricca la giornata di festa è stato un altro anniversario significativo per il territorio, la ricorrenza del 45esimo anniversario di ordinazione presbiterale di padre Paolo Formenton, nativo di Maserà e oggi parroco a Trezzano sul Naviglio. Come sottolineato dal consigliere comunale Remo Medici, la Pieve e la sua antica corte non costituiscono soltanto un prezioso patrimonio artistico, architettonico e ambientale, ma incarnano l’identità profonda e la memoria storica del paese. Una memoria imprescindibile, senza la quale risulta impossibile progettare in modo razionale e coerente lo sviluppo
futuro del territorio. Il legame tra il paese e le sue radici risale infatti al 2 maggio 874, data del primo documento che cita Maserà in un atto di donazione del vescovo Rorio al monastero di Santa Giustina. A quel tempo la zona si presentava come un vasto territorio acquitrinoso e ricco di stagni, bonificato poi dai benedettini, dove gli abitanti erano soliti immergere il lino per la macerazione, usanza da cui derivano i nomi Macerata o Maserada. Già nel 970 venne costruita la prima cappella dedicata alla Vergine Maria, elevata in breve a Pieve con giurisdizione sui centri vicini. Dopo le vicende carraresi e il passaggio sotto Venezia, la chiesa fu riedificata e consacrata l’8 settembre 1496 dal vescovo Barozzi. Affidata agli arcipreti benedettini, la corte adiacente fu per secoli un centro propulsore di spiritualità, fino alla soppressione napoleonica del 1810. Con i lavori di restauro iniziati vent’anni fa, la struttura ha svelato tesori inestimabili: dagli scavi sono emersi frammenti lapidei, altari in marmo bianco di Proconneso e una porzione di mosaico del VI-VII secolo, oltre al ciclo pittorico della Natività attribuito a Jacopo da Montagnana. La celebrazione liturgica
Al via il corso con la professoressa Barison
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presieduta dall’arciprete don Roberto Barotti ha unito il ricordo del passato al cammino spirituale del presente, accogliendo con affetto padre Paolo Formenton e ricordando come far memoria dei 530 anni della Pieve significhi inserirsi in una solida catena di fede. La presenza dell’amministrazione comunale, dei carabinieri e della polizia locale ha sottolineato una volta di più la sinergia tra parrocchia e Comune per la promozione del bene comune. • Cristina Salvato
n nuovo ciclo di incontri per riscoprire la forza del pensiero e il valore della riflessione quotidiana. L’assessorato alla Cultura del Comune di Maserà di Padova e la biblioteca comunale promuovono per l’anno formativo 2026-2027 un articolato corso di filosofia condotto dalla professoressa Loretta Barison. Un’iniziativa pensata per offrire alla cittadinanza un tempo e uno spazio dedicati al dialogo, all’approfondimento e al confronto attorno ai grandi temi della condizione umana. Il percorso ha preso avvio il 9 ottobre e si svilupperà con cadenza settimanale fino al 28 maggio, con appuntamenti fissati ogni venerdì dalle 18 alle 19.30. A guidare la rotta concettuale degli incontri è una celebre citazione di Friedrich Nietzsche, richiamata nell’impostazione del programma per sottolineare lo spirito dell’iniziativa: “Sono felice di constatare che gli uomini si rifiutano assolutamente di concepire l’idea della morte e vorrei contribuire a rendere per essi ancora cento volte più degna di essere pensata l’idea della vita”. Una traccia che invita a considerare il pensiero filosofico non come una speculazione astratta o riservata agli addetti ai lavori, ma come uno strumento
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SAPORI D’AUTUNNO IN PRATO DELLA VALLE 13 - 14 - 15 novembre 2026
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concreto e vivace per interrogare il presente e valorizzare l’esperienza di ogni giorno. L’assessora alla Cultura Silvia Borghetto ha espresso grande soddisfazione per l’avvio di questa proposta culturale, evidenziando il valore di una comunità che sceglie di ritagliarsi momenti di sosta e di crescita interiore. L’iniziativa mira a trasformare la biblioteca comunale in un luogo aperto e dinamico di scambio di idee, dove il patrimonio dei classici e delle teorie filosofiche possa diventare chiave di lettura e bussola per comprendere le complessità del contemporaneo. Il percorso è stato strutturato con la massima flessibilità per agevolare la partecipazione di tutti gli interessati: la frequenza alle singole lezioni non è obbligatoria e la quota complessiva per l’iscrizione all’intero ciclo è pari a venti euro. Per aderire o richiedere informazioni è possibile rivolgersi direttamente alla biblioteca oppure online compilando l’apposito modulo digitale predisposto dall’amministrazione. Un’occasione preziosa per coltivare la curiosità intellettuale e riscoprire insieme la bellezza della conoscenza condivisa.
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Sociale. La città corre unita per regalargli nuove protesi
Festa dello Sport per Matteo
U
n’ondata straordinaria di solidarietà, energia e partecipazione ha travolto Maserà di Padova in occasione della Festa dello Sport 2026, trasformando due giornate di attività motoria in una vera e propria maratona del cuore. Il mese scorso, la comunità locale si è stretta attorno a Matteo, cittadino di Maserà di cinquantatré anni colpito tragicamente dalla perdita degli arti a causa di una grave meningite batterica da streptococco. Nella ventiquattro ore no-stop di corsa, camminata, giochi ed esibizioni, l’intero paese ha mobilitato forze ed energie con l’obiettivo concreto di raccogliere fondi destinati all’acquisto delle sue nuove protesi altamente tecnologiche. L’iniziativa Sportdonando, promossa dall’amministrazione comunale in stretta sinergia con le realtà sportive locali, ha dimostrato la forza straordinaria dell’aiuto reciproco, superando la quota di quattromila euro raccolti grazie alle tantissime donazioni del pubblico presente. L’assessore allo Sport, Mattia Varotto, ha espresso profonda commozione ed entusiasmo per la risposta collettiva della cittadinanza e per il grande affetto dimostrato verso il concittadino. Come ha evidenziato Varotto, quando la pratica
Grande successo per la rassegna Sabato a Teatro
sportiva si fonda su valori autentici come l’inclusione e la vicinanza umana, la risposta del territorio supera ogni aspettativa. Vedere Piazza del Donatore e le strutture sportive riempirsi di persone di tutte le età, unite per dare un sostegno fondamentale a Matteo e permettergli di guardare al futuro con nuove protesi d’avanguardia, rappresenta il traguardo più importante per la nostra comunità. Ogni singolo passo percorso lungo la pista e ogni donazione depositata nel salvadanaio della solidarietà hanno dimostrato quanto il paese sappia fare squadra nelle difficoltà. Il successo dell’evento è stato reso possibile dall’impegno profuso dal Gruppo Podisti Maserà, che ha coordinato la maratona
di corsa e camminata, affiancato dalle associazioni Energy Basketball, ASD Calcio Casalserugo Maserà, Stella Polare, Senzasosta Fitness Club, Kali System, Sporteam, Tempo e Misura, Karate Sen Shin Kai, Orange Bowl, Roll Club, Scrigno Danza, El Nahasha e Alfa Maserà. Fondamentale anche il presidio garantito da Croce Rossa Italiana, Protezione civile, Associazione Nazionale Carabinieri e la generosità dei commercianti locali per i ristori, insieme a tanti volontari. Una grande mobilitazione che ha saputo trasformare lo sport in una concreta risorsa di speranza per la vita di Matteo. • Cristina Salvato
È
tornata ad animare la vita culturale del territorio la tradizionale rassegna teatrale “Sabato a Teatro”, inserita all’interno del circuito RetEveti Cultura promosso dalla Provincia di Padova in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Promossa dal Comune di Maserà di Padova - assessorato alla Cultura e Manifestazioni, la manifestazione ha offerto un ricco calendario di appuntamenti per tutto il mese di ottobre nella sala polivalente di Corte da Zara. Gli spettacoli, proposti con ingresso libero, hanno saputo coinvolgere un folto pubblico grazie a proposte diversificate e di qualità. Ad aprire il cartellone è stato un’anteprima speciale giovedì 1 ottobre con lo spettacolo “Da Dante
ai nostri giorni, una riflessione sull’esistenza”, interpretato da Matteo Fratarcangeli. Sabato 3 ottobre la scena è passata alla compagnia Gli Improvvisati, che ha portato in scena la commedia “Le sorelle Canarin”. Il percorso è poi proseguito sabato 10 ottobre con la rappresentazione “L’avocato de le cause perse”, curata dalla Compagnia Titoli di coda. Il secondo blocco della rassegna ha visto protagonista sabato 24 ottobre la Compagnia Portoallegro con lo spettacolo “La locanda La fiorita”. A chiudere l’edizione, sabato 31 ottobre, è stata la Compagnia Teste Toste con la divertente messa in scena di “Truffe sbuffi baruffe”. • (CRI.S.)
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TERRITORIO
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Tram. Voltabarozzo collegato alla stazione tra pochi mesi, poi toccherà alla tratta fino a Chiesanuova
TRA DICEMBRE E GENNAIO ATTIVO IL SIR3 SIR2, IL PRIMO TRATTO ENTRO L’ESTATE 2027 I l Sir3 tra dicembre e gennaio, il primo tratto del Sir2 entro la prossima estate. Comune e Aps Holding lavorano per aprire la linea Stazione-Voltabarozzo durante le festività natalizie o nelle prime settimane di gennaio. Il collegamento Rubano-Vigonza partirà invece per stralci: l’obiettivo è attivare prima la tratta dalla caserma Romagnoli, a Chiesanuova, alla stazione. L’intera linea dovrebbe entrare in servizio entro la fine del prossimo anno, salvo imprevisti. Sul Sir3 sono riprese le prove tecniche, con i mezzi in viaggio e i tecnici a bordo per regolare la posizione della linea aerea di contatto. I test saranno intensificati nelle prossime settimane, mentre verranno completati i collegamenti elettrici. Si punta a iniziare il pre-esercizio entro la prima settimana di novembre: una simulazione del servizio senza passeggeri, rispettando orari e frequenze previsti. Questa fase dovrebbe
durare meno di due mesi. La linea unirà la stazione a Voltabarozzo lungo 5,5 chilometri, con 13 fermate, comprese quelle per l’A zienda ospedaliera di via Giustiniani e l’ospedale Sant’Antonio di via Facciolati. Più lungo il percorso del Sir2: 17,5 chilometri e 36 fermate. La piattaforma è stata ultimata a fine luglio, ma restano le opere di completamento. Sul tratto Rubano-Stazione si procede con le asfaltature di strade e marciapiedi e l’allestimento delle fermate. Verso Vigonza si lavora agli allargamenti della carreggiata, dove la piattaforma ha ridotto lo spazio per le auto: a San Lazzaro, davanti alla Kioene Arena, e in via Tommaseo, di fronte all’hotel Mantegna. Conclusa la sistemazione davanti alla cittadella della Stanga. Il pre-esercizio potrebbe cominciare nei primi mesi del prossimo anno sulla tratta Romagnoli-Stazione. Proseguiranno intanto la posa dei cavi e la predisposizione degli impianti.
Alle nuove linee si affiancano quattro parcheggi scambiatori, per un totale di 1.060 posti: 365 al capolinea di Voltabarozzo, 380 a quello di Rubano, 150 alla caserma Romagnoli e 165 al nuovo ospedale di Padova Est. Avranno tariffe giornaliere agevolate e abbonamenti per chi utilizza i mezzi ogni giorno, sul modello del parcheggio della Guizza, oltre a postazioni per la ricarica delle auto elettriche. Si aggiungeranno alla rete di sosta esistente. L’amministrazione ha lavorato per riportare nella disponibilità pubblica aree come il Secret Garden alle porte Contarine, il Green Garden in corso del Popolo e il parcheggio Fiera Est. È in corso il lavoro per rendere nuovamente fruibile il parcheggio di Padova2000; avviati anche i lavori nell’area dell’ex caserma Prandina, accanto al nuovo parco del centro storico. «Ora è iniziata la fase della sistemazione e della ricostruzione delle strade», spiega l’assessore alla Mobilità
Andrea Ragona. La chiama «la fase della cura»: nuovi asfalti, marciapiedi, ciclabili e piantumazioni quando la stagione lo consentirà. Anche le dodici cabine elettriche saranno valorizzate con interventi artistici. Il primo è il murales alla Stanga dedicato alla sicurezza sul lavoro, donato dalla Uil nazionale. Il progetto coinvolgerà artisti e realtà cittadine, nel
percorso della candidatura di Padova a capitale dell’arte contemporanea. I cantieri hanno interessato anche i sottoservizi: venti chilometri di nuove condotte, circa cinquecento allacci idrici e 14 milioni di euro di investimento. La quota maggiore riguarda il Sir2: tredici chilometri di condotte, trecento allacci e 9,5 milioni investiti in due anni e mezzo.
A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo
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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione a ritmo di musica.
L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente materiali compostabili e riciclabili.
Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una
atmosfera appunto, soft, ma da club. Il 22 ottobre ecco ElettroFolpo, con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino. Venerdì 23 ottobre LadyFolpo, notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese. Sabato 24 FolpoLoco e FolpoBunny con Ali Selecta e con XREITO. Domenica 25 con TechnoFolpo e Fopo Vibes la Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice. Il 26 ottobre Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo, con MC Matt e la celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia. Gran finale martedì 27 con House of Folpo e uno dei padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere del reggae veneto. • Alberto Gottardo
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la
maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera
tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto
psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che
sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
alle 600 mila persone finora sole”
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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”
RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia
ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un
sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei
rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia
prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».
BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”
“U
n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a
valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.
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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio
“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-
ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area
Il senatore Udc Antonio De Poli
per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio
vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di
che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales? Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a
“smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra?
Emanuele Apostolidis
Il nostro è un lavoro di grande sinergia in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio
e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli?
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Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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DESPAR
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
F
are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
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Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
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DESPAR
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
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Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre
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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antin-
fluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono
essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò,
direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027:
somministrazione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato
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CH11
30 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione
Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna
L Sintonizzati sul Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle
varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici. Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)
Nuova valvola tricuspide impiantata dalla gamba senza aprire il torace: primo intervento in Italia
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na nuova valvola tricuspide impiantata senza aprire il torace, passando da una vena della gamba. È stato eseguito a Padova il primo impianto in Italia, dopo l’acquisizione del marchio CE, di una nuova bioprotesi destinata alla sostituzione percutanea della valvola tricuspide. L’intervento è stato realizzato dalla UOSD Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, diretta dal professor Giuseppe Tarantini, e rappresenta una possibilità terapeutica per quei pazienti affetti da grave insufficienza tricuspidalica che, per le caratteristiche della propria anatomia, non potevano essere trattati né con la chirurgia tradizionale né con le procedure transcatetere già disponibili. Il caso affrontato a Padova rientrava proprio in questa situazione. La paziente presentava una grave insufficienza della valvola tricuspide ed era stata considerata non operabile con la chirurgia tradizionale. Anche le precedenti soluzioni percutanee non erano praticabili, a causa delle dimensioni e della conformazione della valvola. La nuova bioprotesi è stata sviluppata per intervenire proprio in anatomie particolarmente complesse. Il dispositivo dispone infatti di dimensioni maggiori e di un sistema di ancoraggio progettato per adattarsi anche a valvole tricuspidi molto dilatate, condizioni nelle quali le protesi precedenti potevano non essere utilizzabili. La procedura viene effettuata senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto. La protesi viene introdotta attraverso una vena della gamba e guidata fino al cuore, dove viene posizionata in corrispondenza della valvola tricuspide. In questo modo è possibile sostituire la valvola senza aprire il torace e senza lasciare
una cicatrice chirurgica. «Il valore di questa tecnologia non sta soltanto nella sua novità, ma soprattutto nella possibilità di offrire un trattamento a pazienti che prima non avevano alternative praticabili», sottolinea il professor Giuseppe Tarantini. «È questo l’aspetto clinicamente più importante». Sulla novità interviene anche il presidente Stefani, che sottolinea il valore dell’intervento per quei pazienti che fino a oggi non avevano possibilità di trattamento adeguate. «La Sanità veneta segna una nuova affermazione di cui potranno giovarsi cittadini che fino ad oggi non avevano risposte all’insufficienza tricuspidalica grave», afferma, congratulandosi con l’unità di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova per il primo impianto italiano della nuova protesi. Il presidente Stefani ha rivolto un ringraziamento anche a tutti i professionisti coinvolti nella procedura, sottolineando il contributo dell’équipe medica e del personale che ha partecipato all’intervento. Alla paziente ha invece rivolto l’auspicio per una positiva prosecuzione del decorso clinico. Anche il decorso della paziente ha evidenziato la natura mini-invasiva della procedura. Dopo l’intervento è stata risvegliata e, in presenza di buone condizioni cliniche, è stata dimessa dopo appena due giorni. Per la Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova si tratta di un nuovo traguardo nel campo della cardiologia interventistica strutturale e, soprattutto, di un’ulteriore opzione di cura per pazienti ad elevata complessità, con una procedura che consente di raggiungere il cuore passando dalla gamba e senza ricorrere all’apertura del torace.
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