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laPiazza di Padova Sud - giugno26

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A Casalserugo un libro illustrato promuove biodiversità e rispetto

La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.

Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.

La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.

Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia

Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

• Nicola Stievano

l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e uff ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.

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FACCIAMO IL PUNTO

ALBIGNASEGO SCEGLIE

VALENTINA LUISE

E’ Valentina Luise il nuovo sindaco di Albignasego. La candidata del centrodestra ha ottenuto 9.055 voti, pari a circa il 72% delle preferenze espresse, superando il candidato del centrosinistra Alberto Bettella, fermo a 3.442 voti e poco meno del 28%. Un risultato che conferma la forza della coalizione sostenuta da lista civica “Valentina Luise Sindaco per Albignasego”, da Fratelli d’Italia, Lega, Civica Barison e Albignasego al Centro.

Tra le liste, il dato più significativo arriva da Fratelli d’Italia, che, dopo la civica della candidata (26,21%) si afferma come primo partito cittadino con il 24,49%. Subito dietro il Partito Democratico che raccoglie il 16,29% dei voti.

Buoni risultati anche per la Lega che supera il 10%, e per la Civica Barison Albignasego che sfiora il 9%. Nel campo del centrosinistra buona la performance per Albignasego Bene Comune 2030 che ottiene il 5,77% mentre con il 4,61% Alleanza Verdi e Sinistra resta esclusa dal consiglio comunale. Ultima, infine, la lista dell’assessore uscente Anna Franco, “Albignasego al Centro” che con il 3,17% dei consensi non ottiene alcun rappresentante. Nel dettaglio, il prossimo consiglio comunale vedrà 12 consiglieri di maggioranza e tre di minoranza. 5 saranno i seggi assegnati alla lista di Luise, 4 a Fratelli d’Italia, 2 alla Lega e 1 alla Civica Barison. L’opposizione vedrà invece una formazione composta da 2 rappresentanti del PD e 1 di ABC. Sul fronte delle preferenze personali spicca l’exploit di Federico Rampazzo di Fratelli d’Italia, il candidato più votato in assoluto con 1.026 preferenze. Seguono Gregori Bottin (Lega) con 567 voti; Marco Mazzucato (Lista Luise) con 400 voti; Mabel Bilato e Davide Mauri (FdI), rispettivamente con 368 e 331 preferenze. Nel centrosinistra il più votato è Riccardo Savio del PD con 234 preferenze.

Fratelli d’Italia primo partito cittadino

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale. Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.

Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste

infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’eff icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.

Segue da pag. 1

obiettivi

“Senza questi fondi sarebbe impossibile avere tutte queste opere in pochi anni”

“Siamo orgogliosi di poter dire che i frutti di questo immenso lavoro sono ormai tangibili sotto gli occhi di tutti. Il cambiamento è reale, sia nei servizi al cittadino che nell’architettura dei nostri luoghi, molti dei quali attendevano una riqualificazione da decenni”: così il sindaco di Casalserugo Matteo Cecchinato commenta l’obiettivo ormai raggiunto dei progetti Pnrr. Quali gli interventi finanziati e a che punto siamo? Nel complesso, Casalserugo ha saputo intercettare quasi 5 milioni di euro di fondi PNRR. Parliamo di una cifra straordinaria: quasi 1.000 euro ad abitante. Un risultato eccezionale, ottenuto grazie alla sinergia tra la visione politica dell’amministrazione e la grande professionalità e competenza dei nostri uff ici. Sul fronte edilizia scolastica e sicurezza: Abbiamo messo in campo una rivoluzione per i plessi di Casalserugo e Ronchi (scuole De Amicis, Manzoni e Orsato), con interventi su pavimentazioni performanti, controsoffittature e adeguamenti antincendio (CPI), oltre a percorsi innovativi come le aule all’aperto. Il Palazzetto dello Sport è stato oggetto di un lavoro profondamente complesso che lo ha completamente ristrutturato. Accanto all’atto finale della storica riqualificazione di Piazza Santa Maria degli Angeli, spicca il rifacimento di Piazza Aldo Moro. Nelle aree centrali abbiamo realizzato

due grandi vasche di raccolta per le acque piovane, un’opera strategica per contrastare gli eventi atmosferici più violenti. Oltre alla pista ciclabile di via Gramsci in dirittura d’arrivo a giugno, abbiamo investito molto sulla sicurezza delle grandi arterie. Un importante finanziamento di 500.000 euro è stato interamente destinato alla sostituzione di tutti i bidoni e al potenziamento complessivo dei servizi ambientali sul territorio.

Senza questi fondi sarebbe stato possibile realizzare tutti questi progetti?

Bisogna essere drastici e intellettualmente onesti: senza questa eccezionale ondata di risorse, la stragrande maggioranza di questi interventi non sarebbe mai stata realizzata. Siamo un comune piccolo e le forze dei bilanci locali hanno limiti strutturali invalicabili; nemmeno ricorrendo massicciamente all’indebitamento o all’accensione di mutui sarebbe stato matematicamente possibile sostenere una simile mole di investimenti. Proprio per questo la nostra è stata una scelta politica e strategica ben precisa: abbiamo voluto riorganizzare e potenziare da subito i nostri uff ici comunali, creando una squadra capace di lavorare in totale sinergia con l’amministrazione. Intercettare e portare a casa i contributi sovracomunali non è un automatismo e non è affatto scontato, soprattutto per le piccole

realtà locali.

Quali le diff icoltà incontrate?

La sfida più grande è stata la gestione del tempo e della burocrazia. I tempi del PNRR sono serratissimi e non ammettono ritardi: per un Comune delle nostre dimensioni, l’enorme mole di procedure amministrative, gare d’appalto e rendicontazioni ha significato una pressione senza precedenti. Se siamo riusciti a superare queste diff icoltà e a trasformare i finanziamenti in cantieri reali e finiti, è solo grazie alla straordinaria sinergia tra l’amministrazione e la macchina comunale.

Ci sono opere escluse o realizzabili per le quali state cercando altri finanziamenti?

La nostra amministrazione ha una regola: non ci si ferma mai e non si lascia nulla a metà. Nel grande mosaico del centro storico, ad esempio, rimangono ancora da ultimare le opere relative agli interni del nuovo Municipio. Si tratta di un intervento programmato con estrema attenzione: questi lavori saranno interamente realizzati e completati una volta che sarà venduta la sede dell’attuale municipio di Piazza Aldo Moro. Allo stesso modo, quando il primo lotto di lavori al Palasport non è bastato a coprire tutto, abbiamo subito cercato e ottenuto un finanziamento regionale da 280.000 euro per completare spogliatoi e impianti. Per la

Albignasego, completata la rivoluzione con i fondi Ue: dal nuovo Tecnogas Auditorium alla trasformazione digitale

Il simbolo di una stagione del Pnrr ad Albignasego, segnata dal completamento di opere strategiche e da una decisa spinta verso l’innovazione, è senza dubbio il nuovo Teatro Auditorium, un’opera da 6,35 milioni di euro realizzata grazie ai fondi del PNRR e inserita nel tema dell’edilizia sociale. Con una superficie di 1.500 metri quadrati, l’auditorium è tra i più grandi della provincia di Padova e si distingue per una meccanica scenica flessibile e un’acustica d’eccellenza, impreziosita dal rivestimento interno in legno.

Completato lo scorso anno e ufficialmente inaugurato

a dicembre 2025 con il nome di Tecnogas Auditorium, la struttura è diventata immediatamente il cuore pulsante della vita culturale cittadina. Inoltre il progetto ha ricevuto un importante riconoscimento nell’ambito della 12ª edizione del Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin, dedicato alla valorizzazione dell’architettura contemporanea. L’opera, progettata dall’architetto Sergio De Gioia, è stata apprezzata per la capacità di unire qualità architettonica, sostenibilità e attenzione al territorio. Oltre al successo del teatro, il piano complessivo di Albignasego comprende altri dieci progetti che

mirano a potenziare i servizi per l’infanzia e la digitalizzazione. Sul fronte dell’istruzione spicca l’ampliamento dell’Asilo Nido “Marco da Cles” in Via XVI Marzo: un investimento da 425 mila euro. Il Comune ha inoltre ultimato la sua trasformazione in “Smart City”, con una serie di interventi digitali già conclusi. Risultano infatti interamente saldati e operativi la migrazione al cloud (241,53 mila euro), la Piattaforma Notifiche Digitali (circa 60 mila euro), l’integrazione di PagoPA (41,88 mila euro) e della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (30,52 mila euro). A questi si aggiungono l’attivazione dei

via Bacchiglione Destro abbiamo invece attivato un accordo da 40.000 euro con AcegasAps per l’illuminazione fotovoltaica. E non ci teniamo le mani in mano: abbiamo già presentato la candidatura al bando ministeriale “Sport e Periferie 2026” per completare l’eff icientamento energetico e la ritinteggiatura del Palazzetto, sfruttando anche i rimborsi del Conto Termico 3.0.

servizi tramite App IO (14,56 mila euro) e l’estensione dell’identità digitale CIE (14 mila euro), anch’essi giunti al traguardo definitivo.

• (N.S.)

• Nicola Stievano
Il nuovo auditorium è in piena attività da oltre sei mesi

ALBIGNASEGO

LUISE RACCOGLIE L’EREDITÀ GIACINTI

OLTRE IL 72% DEI VOTI PER IL CENTRODESTRA

La vittoria era nell’aria già durante campagna elettorale ed è stata confermata dalle urne. Valentina Luise, già assessora uscente dell’amministrazione Giacinti-Bottin, nelle elezioni del 25 e 26 maggio ha vinto con oltre il 72% dei consensi mentre lo sfidante di centrosinistra Alberto Bettella si è fermato al 27%.

“Oggi vivo un insieme di emozioni, tra soddisfazione e felicità, e sono pronta ad iniziare questo nuovo percorso con il solito impegno e senso di responsabilità che mi contraddistinguono” ha dichiarato a caldo la neo sindaca. “Prima però ci sono dei ringraziamenti da fare: alla mia famiglia, che mi ha supportata anche in questa campagna elettorale; a tutta la squadra, alle 5 liste e agli 80 candidati che con impegno mi hanno sostenuta; a Filippo Giacinti che ha riposto la fiducia in me come suo successore alla guida di questa città; a tutti i cittadini che hanno

creduto in me e nel nostro progetto” ha aggiunto Luise.

Chi è dunque la nuova prima cittadina di Albignasego? Classe 1977, è sposata con Alessandro ed è mamma di Federico, 15 anni. È cresciuta a Padova ma si trasferisce ad Albignasego nel 2006 quando insieme al marito sceglie di costruire qui il futuro della loro famiglia. Svolge la professione di architetto libero professionista e si occupa prevalentemente di pianificazione urbanistica e ambiente. Il suo impegno politico è iniziato nel 2013 con la candidatura alle elezioni comunali. Nel 2015 entra in consiglio comunale e nel 2016 viene nominata assessore con deleghe al patrimonio, alle emergenze abitative, ai servizi demografici e alle pari opportunità. Nel 2018 le vengono aff idate anche le deleghe all’urbanistica. Nel 2021 viene nuovamente eletta con 458 preferenze, risultando la donna più votata, e riceve l’incarico di assessore

con deleghe all’urbanistica, all’ambiente e alla transizione ecologica, al trasporto urbano e alle piste ciclabili. Il risultato della neo sindaca va a braccetto con i risultati personali di consiglieri e assessori uscenti, recordman di preferenze sulla base delle quale sono state assegnate le deleghe per la nuova giunta. Gregori Bottin, Lega, con 567 voti viene riconfermato Vicesindaco e guiderà lo sport e i rapporti con l’Unione dei Comuni Pratiarcati. Marco Mazzucato, già assessore uscente, con 400 voti raccolti nella lista del sindaco, riprende cultura, istruzione, associazionismo a cui si aggiungono le attività produttive e commerciali. Massimiliano Barison, già sindaco, assessore uscente e a capo della propria lista, si occuperà di mobilità sostenibile, patrimonio, politiche abitative, tutela idrogeologica e risparmio energetico. A Mabel Bilato, new entry in amministrazione,

IL CENTROSINISTRA PERDE MA GUADAGNA CONSENSI

Qui centrosinistra. Il bilancio delle elezioni da parte del candidato sindaco Alberto Bettella è in chiaroscuro e malgrado la sconfitta guarda con ottimismo al futuro. “Partiamo dai dati positivi: siamo cresciuti dal 17% del 2021 al 27,5% attuale con gli elettori passati da 2193 a 3442. Siamo aumentati da 3 a 4 consiglieri. Dati che ci danno fiducia e confermano la bontà del nostro progetto. La campagna ben costruita, anche se di breve durata, si basava sul motto ‘da città a comunità’ e ci ha permesso di incontrare in questo periodo persone, gruppi, associazioni e di andare verso tutti i quartieri del nostro territorio, di creare as-

colto, condivisione, prossimità”, dichiara Bettella. Forte del consenso conquistato negli ultimi 5 anni, Bettella lancia il progetto per il futuro che, sostiene, “non è solo una proposta elettorale ma ha un respiro e una visione a lungo periodo di bene comune, un progetto sul quale da oggi ci sentiamo ancora di più coinvolti e impegnati. Ero consapevole delle diff icoltà alle quali andavamo incontro ma posso dire che il gruppo di persone che si è formato attorno a questo progetto di coalizione, molte delle quali nuove e impegnate in vari ambiti del territorio, saprà continuare e rafforzare il percorso avviato. Come consiglieri ci presentiamo in consiglio comunale,

viene conferita la delega al welfare, alle politiche sociali e giovanili e alla comunicazione istituzionale. Roberto Buson, viene nominato assessore tecnico e prende in carico il bilancio, l’attuazione del programma e l’innovazione amministrativa e il digitale, con il compito immediato di seguire l’avvio dell’ATS intercomunale.

Infine Federico Rampazzo di Fratelli d’Italia, grazie a oltre 1000 preferenze tornerà alla guida del consiglio comunale in veste di presidente. Il sindaco ha tenuto per sé alcune deleghe come ambiente, lavori pubblici e sicurezza.

ma soprattutto ai cittadini, con un rinnovato spirito di impegno e serietà”. Con questi obiettivi, Bettella conclude promettendo di portare avanti “un’attività improntata alla collaborazione con la maggioranza ma con la massima attenzione sulle scelte di chi amministra per tutelare il bene dei cittadini. Ci impegneremo anche a rafforzare i punti distintivi del nostro programma che le persone hanno colto e apprezzato durante la campagna. Rimettiamo al centro le persone e i loro bisogni” conclude il neo consigliere di minoranza.

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• Andrea Benato
• (A.B.)

Il mercato dell energia sta cambiando ma la vera a i te icina e consapevo

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è triplo risparmia ano del biente locale.

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ALBIGNASEGO

Il caso. Spaccata la comunità tra chi lo piange e chi lo accusa di poca trasparenza

Don Cesare lascia la parrocchia: “Ho scelto il bene della comunità”

Si è conclusa a fine maggio, dopo 67 mesi l’esperienza di don Cesare Contarini alla guida della parrocchia di San Lorenzo di Albignasego. Una decisione maturata nelle ultime settimane e formalizzata dopo il confronto con il vescovo di Padova Claudio Cipolla, che gli aveva chiesto di lasciare l’incarico in seguito alle polemiche nate attorno al caso dell’ex professore Francesco Saviane, coinvolto in un’inchiesta per presunte violenze su minori. Per il sacerdote sono stati giorni diff icili, segnati da incontri, riflessioni e consultazioni con collaboratori, catechisti, membri del consiglio pastorale e numerosi parrocchiani.

La vicenda ha inevitabilmente inciso sul percorso di un sacerdote che per decenni ha ricoperto ruoli importanti nella diocesi di Padova. 70 anni, ordinato nel 1993, don Contarini ha svolto incarichi nella pastorale giovanile, nell’insegnamento e nella formazione dei seminaristi, oltre a guidare diverse realtà parrocchiali del territorio. Di fronte alla richiesta del vescovo, il parroco ha valutato a lungo se proseguire o meno il proprio ministero nella comunità. Alla fine ha prevalso la convinzione che un passo indietro avrebbe aiutato a ricomporre le tensioni e a restituire serenità alla vita parrocchiale.

“Questa decisione mi costa moltissimo perché, in tutta la vicenda, sento di aver operato secondo coscienza, cercando sempre giustizia e verità nella carità. Ma considero il bene della comunità superiore ai miei pensieri e valutazioni, perciò non ho alcuna intenzione di alimentare proteste o altre forme di opposizione a questa decisione” ha dichiarato Don Cesare in un lungo messaggio di commiato alla propria comunità. “Attesto davanti a Dio di non aver coperto nessun comportamento pericoloso né messo a rischio bambini e ragazzi o l’attività della scuola d’infanzia. Ripeto che non risulta alcuna azione di tal genere attribuibile a Francesco Saviane qui in parrocchia e nella nostra scuola. Chiedo comunque scusa per quanto è mancato in me, per non avere ascoltato abbastanza, per non aver dato quello che attendevate. Perdono chi ha espresso accuse del tutto infondate e ingiuste o giudizi sommari e disinformati. Speriamo che il clamore mediatico si plachi e soprattutto che la comunità di San Lorenzo e il centro infanzia trovino serenità al più presto”

ha concluso Don Cesare. Nonostante le critiche ricevute, molti parrocchiani hanno espresso riconoscenza per il lavoro svolto in questi anni, ricordandone la disponibilità, l’impegno pastorale e l’attenzione verso le persone più fragili. Altri hanno invece ritenuto che la sua gestione della vicenda abbia compromesso il rapporto di fiducia con una parte della comunità. Si saprà nei prossimi giorni chi occuperà il posto vacante in parrocchia e come proseguirà l’indagine su Saviane.

• Andrea Benato

Cimiteri, continuano le manutenzioni

Malgrado le elezioni locali abbiano occupato la politica per settimane, i lavori pubblici ad Albignasego non si sono mai fermati. È il caso dei cimiteri comunali, che spesso richiedono manutenzioni ordinarie e straordinarie. Lo ha reso noto con una serie di post sui social l’assessore uscente alla sicurezza Davide Mauri. Gli ultimi interventi in ordine di tempo risalgono a fine maggio nel cimitero del capoluogo: “Si sta concludendo una legislatura intensa ma nonostante una campagna elettorale agli sgoccioli continuano le sistemazioni che abbiamo programmato e realizzato costantemente sin dall’ottobre del 2021. Questa volta siamo alle prese con una vegetazione molto fitta che dall’esterno del perimetro cimiteriale del capoluogo si è stabilmente ramificata fin sopra la superficie superiore della copertura catramata e poi le caditoie che nel corso del tempo sono completamente ostruite” spiega Mauri, postando sui social alcune foto.

“Abbiamo fatto una perfetta e zelante manutenzione che ha riportato la struttura in perfette condizioni. Non ho la sfera di cristallo ma sono certo che lascio e più in generale lasciamo alla futura amministrazione un patrimonio innumerevole di interventi nei cimiteri che potranno essere le fondamenta per un più vasto programma di manutenzioni” pronosticava Mauri appena qualche giorno prima della rielezione. La palla ora tornerà alla stessa maggioranza che dovrà proseguire sul solco della programmazione avviata.

spipadova@gmail.com

Tre gli interventi realizzati nei cimiteri tra fine aprile e il mese di maggio: Mauri ha ricordato quello del cimitero di Lion “per prevenire degli infortuni ai pedoni visto che nel corso del tempo il passaggio esterno aveva avuto delle alterazioni alla pavimentazione”. Ancora, l’assessore ha rimarcato “i lavori nel cimitero di Carpanedo dove vi era il problema irrisolto del deflusso dello scarico della fontana sul lato ovest del cimitero stesso. Si tratta di un intervento di convogliamento dello scarico su pozzetto pluviale attraverso la posa tubo in polipropilene”. Infine Mauri ha aggiornato i cittadini su un altro problema nel cimitero del capoluogo, in fase di risoluzione: “Ho personalmente documentato delle fessurazioni e delle spaccature sulle strutture murarie. A distanza di alcune settimane, siamo intervenuti su due punti particolarmente lesionati. Non riusciremo a compiere tutti gli interventi che vanno eseguiti ma appena avremo le risorse l’amministrazione potrà proseguire e concludere le manutenzioni murarie” ha concluso l’assessore.

Eventi. La rassegna riparte fino a luglio con ospiti di primo piano tra divulgazione e spettacolo

TORNA “PAROLE D’AUTORE”: I VIP DELLA CULTURA PROTAGONISTI DELL’ESTATE

Puntuale con l’arrivo dell’estate è ripartita la rassegna culturale Albignasego Parole d’Autore, un’iniziativa che negli anni è diventato un appuntamento fisso della cultura del territorio. Promossa dal comune di Albignasego e organizzata da Cuore di Carta eventi, la manifestazione richiama ogni anno autori, giornalisti, divulgatori e protagonisti del panorama culturale italiano, off rendo al pubblico occasioni di incontro e dialogo a ingresso libero. L’edizione 2026 ha preso il via il 5 giugno presso il parco di Villa Obizzi, con la partecipazione dell’attore e comico Paolo Kessisoglu, che ha presentato il volume Ieri è il momento giusto, un romanzo ironico e malinconico, brillante e profondo, che racconta con sensibilità il momento cruciale in cui si smette di essere figli e si ridisegna il proprio percorso senza un genitore.

Il 11 giugno è stata invece la volta del noto geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, protagonista dell’incontro

dedicato al libro Caro sapiens, ti scrivo. Un appuntamento che ha affrontato temi legati all’ambiente, alla sostenibilità e al rapporto tra uomo e pianeta.

La rassegna proseguirà venerdì 19 giugno con l’economista Carlo Cottarelli che presenterà il volume L’Economia Facile. Un incontro pensato per avvicinare i cittadini ai temi economici attraverso un linguaggio chiaro e accessibile. Il 26 giugno sarà poi la volta dello psichiatra e saggista Vittorino Andreoli, autore di Desiderio, un’opera che affronta una delle dimensioni più profonde e complesse dell’esperienza umana. L’incontro si preannuncia come un momento di riflessione sui temi della psicologia e delle relazioni personali.

Anche il mese di luglio proporrà un programma di grande richiamo. Il 3 luglio arriverà ad Albignasego la psicologa e scrittrice Ameya Gabriella Canovi con Le stelle non sono mai sole, mentre il 9 luglio l’attrice Chiara Francini presenterà il romanzo Le querce non fanno limoni.

Il 17 luglio sarà ospite il giornalista e scrittore Marino Bartoletti con Caro Lucio ti scrivo, omaggio al grande cantautore Lucio Dalla, mentre il 24 luglio la rassegna si concluderà con Davide Antonio Pio e il recital Cinque minacce d’amore, appuntamento che unirà letteratura e performance teatrale. Tutti gli incontri si svolgono alle ore 21 presso il parco di Villa Obizzi, in via Roma.

In caso di maltempo gli eventi saranno trasferiti al Tecnogas Auditorium di Albignasego o al Palazzetto Polivalente “Fantin Cocco”. Soddisfatta del programma l’amministrazione uscente e recentemente riconfermata alle elezioni, che con l’assessore alla cultura Marco Mazzucato, ha commentato: “Questa rassegna è il frutto di un progetto culturale che ab-

Con un’estate arrivata in anticipo, i forti temporali di inizio giugno hanno destato in tutto il Veneto non poca preoccupazione. Memori di quanto accaduto lo scorso anno, anche ad Albignasego è scattata l’allerta, ma non si sono registrati particolari danni come ha rilevato il neo sindaco Valentina Luise il 2 giugno: “ Il temporale ha abbattuto qualche albero e sporcato molto le strade e otturato le caditoie. La protezione civile ha ripreso le operazioni per il ripristino dei luoghi dove

biamo costruito negli anni; coinvolgere autori capaci di stimolare il pensiero e il dialogo è la nostra priorità. In più, tutti gli incontri sono tradotti nella Lingua dei Segni Italiana (LIS), per rendere l’offerta culturale realmente accessibile e inclusiva”.

sono caduti gli alberi. Sono presenti i nostri tecnici comunali (pur essendo un giorno festivo) e due ditte che stanno pulendo in modo approfondito le caditoie. Acegas sta eseguendo un servizio di spazzamento.” Luise ha poi proseguito chiedendo “la massima collaborazione della cittadinanza nel verificare le caditoie di fronte alle proprie abitazioni e collaborare nella pulizia o segnalare situazioni critiche”. • (A.B.)

• Andrea Benato

Q200 CENSER

IL CAMPUS DOVE ROVIGO

SPERIMENTA IL PROPRIO FUTURO

’era una volta lo zuccheri cio. Poi arrivò il quartiere eristico che per anni ha ospitato manifestazioni, eventi e appuntamenti economici di rilievo per il Polesine. Oggi quello stesso luogo sta vivendo una nuova trasformazione. L’area dell’ex Censer è diventata infatti Q200 Censer, il distretto dell’innovazione, della formazione, della ricerca e della cultura promosso dalla Fondazione Cariparo attraverso un importante progetto

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nella distribuzione di sensoristica per l’industria e la

loro. Per questo Q200 Censer non è stato concepito come una semplice somma di edi ci o servizi, ma come una comunità in cui persone e competenze diverse possono

La vicinanza alla stazione ferroviaria, la presenza di spazi per la formazione, di laboratori specializzati, di residenze per studenti e di aree dedicate agli eventi contribuiscono a rendere il campus un luogo sempre più vissuto e integrato nella città.

L’obiettivo non è soltanto recuperare spazi esistenti, ma costruire un ecosistema capace di mettere in relazione mondi diversi. Università, imprese, startup, laboratori, enti di formazione e realtà culturali condividono oggi lo stesso luogo, creando occasioni di collaborazione e nuove opportunità di crescita per il territorio.

Una delle presenze più importanti è quella dell’Università di Padova, che all’interno di Q200 Censer ha portato attività didattiche, ricerca scienti ca e laboratori avanzati.

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Tra questi c’è il laboratorio Te.Si. del Dipartimento di Ingegneria Industriale, specializzato nelle tecnologie e nei sistemi di lavorazione manifatturiera. Qui studenti, ricercatori e aziende collaborano per sviluppare nuove

CULTURA E TERRITORIO

Il progetto continua a evolversi e molte delle sue potenzialità devono ancora esprimersi completamente. Tuttavia una direzione appare già chiara: fare di Rovigo un punto di riferimento per l’innovazione e la conoscenza, valorizzando il capitale umano e creando connessioni tra chi produce ricerca, chi fa impresa e chi promuove

In un territorio spesso raccontato per le sue dif coltà, Q200 Censer rappresenta una scommessa sul futuro. Una scommessa che passa attraverso le idee, le competenze e la capacità di trasformare un luogo simbolo del passato

FABBRICA DELLO ZUCCHERO, LA CULTURA CHE DÀ IDENTITÀ A Q200 CENSER

Dalla memoria dell’antico zuccheri cio ai nuovi spazi per eventi e iniziative: la realtà guidata da Claudio Curina è il motore culturale del campus rodigino

SSCARICA L’APP

e ricerca e innovazione rappresentano il cuore tecnologico di Q200 Censer, la Fabbrica dello Zucchero ne custodisce invece parte della sua anima culturale. Già il nome racconta molto della sua missione: mantenere vivo il legame con la storia dell’area che oggi ospita il nuovo distretto dell’innovazione di Rovigo. Prima del quartiere eristico e del campus universitario, infatti, qui sorgeva lo storico

RADIO VENETO2 4

SUL TUO SMARTPHONE

evoluzione dell’esperienza di Rovigo Festival e si sviluppa grazie a un progetto nanziato attraverso un bando regionale che aveva l’obiettivo di valorizzare gli spazi del Censer anche dal punto di vista culturale. Nel corso degli anni la realtà ha acquisito attrezzature, competenze e professionalità necessarie per organizzare eventi e iniziative sia all’interno del campus sia nel resto della città.

Oggi il suo ruolo è quello di favorire l’incontro tra tutti i soggetti presenti nel complesso. La disponibilità di strutture come la Sala A. Bisaglia, che può ospitare

quasi 500 persone, rappresenta una risorsa importante per la vita culturale cittadina. Il progetto continua inoltre a evolversi.

Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO

La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.

destinato a diventare una sede per attività culturali e iniziative aperte al pubblico. L’idea è quella di ampliare ulteriormente le opportunità offerte dal campus, rendendolo sempre più un punto di riferimento non solo per studenti e ricercatori ma per l’intera comunità polesana.

In un contesto in cui si parla spesso di innovazione tecnologica, la Fabbrica dello Zucchero ricorda che anche la cultura è un elemento essenziale dello sviluppo. Perché un campus può crescere davvero solo se riesce a produrre conoscenza, ma anche partecipazione e identità.

DOVE LA RICERCA DIVENTA INNOVAZIONE PER LE IMPRESE

questo ospita non solo strumenti di caratterizzazione dei materiali, ma anche veri e propri impianti industriali che permettono di simulare e studiare le

per sviluppare nuove tecnologie manifatturiere

ll’interno di Q200 Censer trova spazio una delle realtà scientifiche più avanzate di tutta l’Università di Padova. È il laboratorio Te.Si., acronimo di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione, struttura del Dipartimento di Ingegneria Industriale specializzata nello studio dei processi manifatturieri e delle loro applicazioni

Nato tra il 2007 e il 2008 grazie a un importante sostegno della Fondazione

Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il laboratorio si è sviluppato con una vocazione molto chiara: costruire un collegamento diretto tra ricerca universitaria e mondo produttivo. Per

L’attività parte dall’analisi del comportamento dei materiali e arriva no alla quali cazione del prodotto nale. Un percorso che coinvolge numerosi settori, dall’automotive all’aerospazio, no al biomedicale. Proprio in quest’ultimo ambito il laboratorio è impegnato nello sviluppo di componenti e protesi realizzati attraverso tecnologie di stampa 3D metallica, con l’obiettivo di Grande attenzione viene dedicata anche alla sostenibilità. Ogni processo produttivo comporta infatti consumi energetici e impatti ambientali che possono essere ridotti grazie alla ricerca. L’obiettivo è ottimizzare le lavorazioni, limitando sprechi, consumi

LA STARTUP CHE MISURA IL MONDO ATTRAVERSO I DATI

a trasformazione digitale passa spesso da strumenti invisibili ma fondamentali: i sensori. È proprio su questo settore che ha costruito la propria attività IT Sensor, azienda fondata nel 2011 da Stefano Pirani e Andrea Spolaor e oggi presente all’interno del campus Q200 Censer. L’impresa nasce dall’esperienza dei due fondatori nel settore della strumentazione industriale. Osservando il mercato, individuarono una nicchia ancora poco presidiata: la vendita online di sensoristica destinata all’industria e alla building automation. Da quell’intuizione è nato un progetto imprenditoriale che negli anni si è consolidato, specializzandosi nella distribuzione di dispositivi in grado di monitorare temperatura, umidità, pressione, anidride carbonica e numerosi altri parametri ambientali.

un ambiente dinamico e aperto allo scambio di competenze.

Più che un semplice centro di ricerca, Te.Si. rappresenta oggi un laboratorio di idee dove università e imprese lavorano insieme per costruire le tecnologie del futuro.

Il legame con Rovigo si sviluppa attraverso il percorso di incubazione avviato negli spazi dedicati all’innovazione locale. Quando le attività di supporto alle startup si sono trasferite nell’area del Censer, anche l’azienda ha scelto di proseguire il proprio percorso all’interno di quello che oggi è diventato Q200 Censer. Tra i temi più attuali affrontati da IT Sensor c’è quello della qualità dell’aria e del monitoraggio ambientale. Le tecnologie sviluppate e distribuite dall’azienda trovano applicazione in edi ci, impianti industriali e sistemi di automazione, contribuendo a migliorare ef cienza energetica, sicurezza e controllo delle condizioni ambientali.

L’azienda guarda inoltre con interesse alle opportunità offerte dall’ecosistema Q200 Censer. La

presenza nello stesso spazio di laboratori universitari, imprese innovative e centri di ricerca potrebbe infatti favorire nuove collaborazioni e nuovi progetti.

Una dimostrazione concreta di come il campus rodigino stia diventando sempre più un luogo in cui idee, competenze e imprese possono incontrarsi e crescere insieme.

L’intervento.

NUOVO PARCO IN VIA

DEL BERSAGLIERE

Il Comune di Casalserugo è rientrato uff icialmente tra i pochissimi enti selezionati a livello della provincia di Padova per l’accesso ai fondi regionali specificamente destinati alla rigenerazione ambientale. Il finanziamento ottenuto consentirà la completa realizzazione del nuovo parco pubblico di via del Bersagliere, un’opera pubblica dal valore complessivo di 183.533,93 euro che ha superato una rigorosa selezione tecnica, posizionando il Comune accanto a realtà urbane di dimensioni e risorse decisamente maggiori.

L’obiettivo principale dell’intervento è quello di recuperare in modo strutturale un’area strategica del paese per trasformarla in un vero e proprio polmone verde attrezzato, concepito sin dal principio come uno spazio sicuro, moderno e pienamente accessibile per le famiglie, i bambini e tutti i cittadini che desiderano vivere il territorio a contatto con la natura. “L’ammissione a questo importante bando – spiega il sindaco Matteo Cecchinato – non rappresenta un risultato casuale o fortuito, ma è

l’esito diretto di una programmazione tecnica mirata, basata su competenza e concretezza, oltre che della costante capacità dimostrata dalla macchina comunale di farsi trovare pronta e di intercettare tempestivamente le risorse extracomunitarie messe a disposizione dagli enti superiori, evitando così in modo assoluto di far gravare i costi di realizzazione dell’opera sulle tasche dei cittadini”.

Questo specifico progetto di riqualificazione ecologica inserito nel tessuto urbano segna un passo avanti concreto e misurabile verso una pianificazione più sostenibile del territorio locale, rispondendo alle esigenze di vivibilità espresse dalla cittadinanza. A margine della comunicazione ufficiale del finanziamento da parte della Regione Veneto, il primo cittadino ha espresso un ringraziamento formale ai progettisti esterni e agli uff ici municipali per la professionalità e la passione dimostrate nella complessa stesura della documentazione tecnica, ribadendo la ferma volontà dell’amministrazione di

proseguire lungo questa linea strategica per disegnare, un tassello alla volta, lo sviluppo futuro della comunità locale attraverso interventi strutturali sempre orientati alla sostenibilità ambientale e al rispetto del patrimonio naturale comune.

• Cristina Salvato

verde

Torna “Tutti al mare il mercoledì”

Con l’arrivo della bella stagione si rinnova il tradizionale appuntamento con la solidarietà e il benessere per la comunità di Casalserugo. Anche per quest’anno il circolo Auser Le Radici, in stretta sinergia con l’amministrazione comunale, ripropone la fortunata e attesa iniziativa Tutti al mare il mercoledì. Si tratta di un progetto consolidato volto a favorire la socialità e l’invecchiamento attivo, off rendo alle persone la possibilità di trascorrere una giornata di relax e svago in compagnia lungo l’arenile di Sottomarina. I viaggi prenderanno il via mercoledì 17 giugno e proseguiranno con cadenza settimanale fino al 2 settembre, con le uniche eccezioni dei mercoledì 12 e 19 agosto. Il programma delle giornate prevede il ritrovo dei partecipanti direttamente in piazza Aldo Moro, nello spazio antistante la farmacia del paese. La partenza in direzione della località balneare veneziana è fissata per le ore 8.15,

mentre il rientro a casa è previsto nel tardo pomeriggio intorno alle 18.30. La quota di partecipazione per ciascuna uscita è fissata a 18 euro per i soci iscritti al circolo Auser e a 23 euro per i non soci. La tariffa comprende sia il viaggio di andata e ritorno a bordo di un pullman privato gran turismo, sia il noleggio di un ombrellone e di un lettino all’interno dello stabilimento balneare ospitante, mentre il pranzo resta a carico dei singoli partecipanti. Per informazioni dettagliate e per le prenotazioni è possibile contattare telefonicamente la segreteria dell’Auser al numero 3429799528, chiamando esclusivamente durante le ore pomeridiane. I pagamenti delle quote dovranno invece essere effettuati recandosi direttamente presso la sede del circolo all’Hangar 9, nei pomeriggi di mercoledì e venerdì.

• (CRIS.S.)

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Idee, Spazi, Cultura

Il mese di giugno si apre all’insegna della vitalità, dello sport e della condivisione per l’intera comunità di Casalserugo, grazie a un ricco calendario di appuntamenti che promette di animare il territorio e unire i cittadini di tutte le età in una lunga stagione di festa. Le attività prenderanno ufficialmente il via sabato 6 giugno, a partire dalle ore 17:00, con la partenza della 26ª edizione della prestigiosa Manifestazione Handbike presso la zona industriale del paese, un appuntamento ormai storico che coniuga agonismo, inclusione e grande partecipazione di pubblico. Parallelamente, il fulcro dell’intrattenimento sportivo e ricreativo si sposterà presso i frequentatissimi impianti di via Colombo, che dal 5 all’8 giugno ospiteranno la prima tranche della Festa dello Sport, un fine settimana interamente dedicato al movimento, alla socialità e alla buona cucina. La programmazione continuerà a ritmo serrato giovedì 11 giugno alle ore 20:30, momento in cui gli appassionati di corsa e camminata si ritroveranno sempre in via Colombo per la partenza della Summer Run, una suggestiva corsa podistica sotto le stelle. Il fine settimana successivo vedrà una straordinaria sinergia di eventi concentrati nella medesima area sportiva, con il

secondo weekend della Festa dello Sport previsto dal 12 al 15 giugno, che quest’anno si arricchirà ulteriormente grazie alla contemporanea disputa della 17ª edizione della Veneto Green Cup, un rinomato torneo di pallavolo che richiamerà atleti e appassionati dal 12 al 14 del mese. L’atmosfera festosa si sposterà poi nella frazione di Ronchi dal 19 al 21 giugno con l’atteso appuntamento WonderRonchi, dove ogni sera, a partire dalle ore 19:30, la piazza si riempirà di profumi e allegria grazie a stand gastronomici con panini e bibite, accompagnati da ottima musica dal vivo e da divertenti strutture gonfiabili interamente dedicate allo svago dei più piccoli. A chiudere questo straordinario mese sarà, sabato 27 giugno a partire dalle ore 21:00, la grande serata finale del Grest di Casalserugo presso il Centro AVE, un momento di celebrazione e gioia per tutte le famiglie che hanno preso parte alle attività estive. Il successo e l’entusiasmo generati da questa imponente macchina organizzativa non si esauriranno tuttavia con l’arrivo dell’estate inoltrata, poiché gli organizzatori hanno confermato ufficialmente che la rassegna di eventi e l’animazione territoriale proseguiranno con lo stesso slancio anche per tutto il mese di luglio, garan-

tendo una continuità di intrattenimento, socialità e coesione per tutta la cittadinanza anche nelle settimane successive. Un plauso speciale e un sentito ringraziamento da parte di tutta l’amministrazione e della comunità vanno alle numerose associazioni locali e alle parrocchie del territorio, il cui prezioso coordinamento, l’instancabile impegno e l’immensa disponibilità hanno reso possibile la nascita e la perfetta riuscita di questa lodevole iniziativa, confermando ancora una volta come il lavoro di rete sia il vero motore della vita comunitaria.

Casalserugo festeggia l’80° della Repubblica tra memoria storica e futuro: consegnata la Costituzione ai neo-diciottenni

Grande partecipazione di pubblico a Villa Ferri per l’incontro culturale “Il voto delle donne come problema storico”, promosso dal Comune di Casalserugo in collaborazione con il Centro di Documentazione Storica Locale “Giuseppe e Leonino da Zara” nell’ambito delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana. La serata ha offerto un’accurata ricostruzione delle tappe dell’emancipazione politica femminile, magistralmente tracciata dalla storica Liviana Gazzetta, che ha idealmente unito il pionieristico episodio delle maestre di Pontelongo del 1906 fi no alla svolta del referendum del 2 giugno 1946. Introdotti dal consigliere comunale Antonella Meneghello, i lavori si sono arricchiti delle letture drammatiche di Claudia Tessari, capace di restituire la viva voce e i profondi contrasti culturali del Novecento attraverso i testi storici di Maria Montessori, Papa Pio X e Papa Pio XII. L’iniziativa ha saputo trasformare la ricorrenza istituzionale in una viva riflessione collettiva sul valore fondamentale del diritto

al voto, celebrando con grande intensità le madri costituenti della nostra democrazia. La ricorrenza ha assunto un signifi cato ancor più profondo e simbolico grazie a un atteso momento di passaggio generazionale che ha unito la memoria del passato alle speranze del futuro. Proprio nel corso della serata del 5 giugno, l’Amministrazione Comunale ha voluto celebrare l’ingresso uffi ciale nella vita civile e politica della comunità dei giovani concittadini con la solenne consegna della Costituzione italiana ai neo-diciottenni. Questo rito laico ha rimarcato l’importanza dei diritti e dei doveri democratici, ricordando ai ragazzi come il testo fondamentale della nostra Repubblica sia un patrimonio vivo da custodire e attuare ogni giorno. Unendo idealmente il ricordo delle storiche battaglie per il suffragismo universale al debutto civico delle nuove generazioni, Casalserugo ha così celebrato i suoi ottanta anni di storia repubblicana, confermando la centralità della partecipazione e della cittadinanza attiva.

Casalserugo inaugura l’estate: un giugno ricchissimo di iniziative dà il via agli eventi sul territorio

VIA BACCHIGLIONE

DESTRO: si accende con la nuova illuminazione con un contributo di acegas-aps

Con l’arrivo dei nuovi interventi estivi, il 2026 si conferma un anno cruciale per la trasformazione del nostro territorio, pronto a diventare sempre più moderno, sicuro e accogliente. Il disegno di un paese più fruibile e vicino alle esigenze dei cittadini si arricchisce quest’anno di un nuovo, importante tassello, Infatti i mesi estivi porteranno un’importante novità per i residenti di via Bacchiglione Destro. Grazie a un virtuoso accordo strategico siglato con AcegasAps, nell’ambito delle opere di sistemazione della discarica, prenderà il via un progetto mirato all’effi cientamento e alla messa in sicurezza della viabilità locale. L’intervento prevede l’illuminazione completa di tutte le rampe di accesso alle abitazioni situate lungo la via. All’inizio di ciascuna rampa verrà posizionato un palo di pubblica illuminazione di ultima generazione, alimentato in modo sostenibile attraverso un sistema a pannelli fotovoltaici. Questa operazione è stata pensata e fortemente voluta per migliorare l’accessibilità e la fruibilità dei collegamenti domestici, garantendo la massima visibilità ai residenti. Si tratta di un’opera che dimostra la sua fondamentale importanza soprattutto durante i mesi più freddi e nebbiosi dell’anno, quando la riduzione della luce naturale rende essenziale un supporto luminoso efficiente per prevenire i rischi e agevolare il rientro a casa in piena serenità.

Con l’avvio di questo cantiere si conferma l’impegno nel mettere la sicurezza stradale, la sostenibilità energetica e il benessere dei cittadini al centro della vita quotidiana del paese. Un intervento puntuale e concreto che si traduce in una migliore qualità della vita e in una maggiore tranquillità per tutta la comunità locale. Questo prezioso intervento di messa in sicurezza e innovazione tecnologica è stato cofi nanziato da AcegasAps per un importo di circa 40.000 euro. Un investimento signifi cativo che, grazie alla sinergia con i partner del territorio, permette all’amministrazione di abbattere i costi e di aggiungere un altro fondamentale tassello verso un paese sempre più moderno, effi ciente e attento ai bisogni reali dei suoi abitanti.

Sindaco di Casalserugo MATTEO CECCHINATO

Giovani talenti. Estate di sport tra camp per giovani, corse popolari e tornei

ATLETI E ASSOCIAZIONI IN VETRINA: LA CITTA’ PROTAGONISTA DELLA PRIMAVERA SPORTIVA

Il calendario sportivo di Maserà entra nel vivo con una serie di appuntamenti estivi: dall’8 al 12 giugno l’Energy Basketball ha organizzato un camp dedicato ai giovani atleti, iniziativa pensata per coniugare sport, formazione e socialità. Il podismo locale è stato invece protagonista di due appuntamenti ormai consolidati: venerdì 5 giugno si è corsa la settima edizione della Action Run, mentre sabato 6 giugno è stata la volta della quattordicesima Butterfly Run. L’estate sportiva proseguirà poi a luglio, dal 2 al 5, quando l’associazione Giovane Maserà, presieduta da Marco Faccin, proporrà la seconda edizione del torneo di basket “Break The Rules 3x3”. L’obiettivo dell’evento, che si svilupperà su quattro giorni di sfide all’aria aperta, è portare sport e aggregazione nel cuore del Comune, coinvolgendo giovani e appassionati. Questa ricca programmazione estiva si innesta su una primavera che ha già regalato al territorio grandi numeri, risultati e ampia partecipazione. Il mese di maggio si è aperto, infatti, con i campionati italiani cadetti di karate (selezione regionale), organizzati dalla Karate Sen Shin Kai Padova del presidente Carlo Pendini, dove si sono distinti gli atleti locali Martina Pariti e Jacopo Squarcina, secondi nelle rispettive categorie, insieme a Rachele Fincato, Nicole Zanella e Nicolas Grosu, che hanno ottenuto il terzo posto. Il 9 e 10 maggio è stato invece il turno del secondo memorial Massimo “Jeppo” Greggio, torneo nazionale di boccia paralimpica promosso dall’Asd Orange Bowl guidata da Samuele Fabian, che ha ribadito il valore inclusivo dello sport con la partecipazione dei locali Elio Vettore, Paolo Alfonsi e Matteo Muriani. Andando a ritroso, ad aprile il calcio giovanile è stato protagonista il 25 con il quinto torneo Casalserugo Maserà per Esordienti, organizzato dal presidente Nicola Brunello, che ha portato sul territorio i vivai di Udinese, Hellas Verona, Padova, Vicenza, Cittadella e Bologna. Il 12 aprile la storica corsa podistica Pian Pianeo, giunta alla cinquantunesima edizione con la regia di Graziano Capuzzo, ha richiamato centinaia di atleti lungo le strade di Maserà e Bertipaglia, coinvolgendo anche gli alunni dell’istituto Perlasca. All’inizio di aprile si erano registrati le finali del torneo di basket Future Stars U15-U17 e i successi nel quarto trofeo Mega Supermercati di bocce, coordinato da Leonzio Buson, con la vittoria della coppia Cecchinato-Mischiati. La stessa Energy Basketball, il 28 aprile, ha curato un incontro formativo con la psicologa Giulia Cavalletto dedicato al rapporto tra famiglie e giovani atleti. Un

percorso d’eccellenza inaugurato a fine marzo dai concittadini Daniel Morandin, Nicola Marenda e Arianna Godina, terzi ai Campionati Italiani di pattinaggio artistico a Reggio Emilia con il gruppo Deja Vu del Roll Club guidato da Sandro Morandin ed Ezia Signorini. “L’amministrazione comunale è profondamente grata a tutte le società sportive – sottolinea l’assessore allo Sport Mattia Varotto – che, oltre a distinguersi nelle rispettive discipline, continuano a promuovere sul territorio eventi e competizioni di alto livello, contribuendo alla crescita sportiva e sociale della comunità”.

• Cristina Salvato

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Al Museo Eremitani la prima retrospettiva su Giancarlo Zen: “La luce fa l’immagine”

La luce, oggetto principale della ricerca artistica di Giancarlo Zen, è al centro della prima retrospettiva dedicata all’artista: “Giancarlo Zen. La luce fa l’immagine”, visitabile fino al 13 settembre al Museo Eremitani. L’esposizione, a cura di Guido Bartorelli e Barbara Luciana Cenere, è realizzata dai Musei Civici di Padova con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con Marina Apollonio e Alvise Zen, moglie e figlio dell’artista fiorentino, che visse e operò a Padova dal 1970 al 2020, anno della sua scomparsa. Un percorso espositivo che comprende oltre cento opere provenienti dal lascito dell’artista e da collezioni pubbliche e private. Un corpus necessario per tracciare il lungo e variegato percorso artistico di Zen, evoluzione dopo evoluzione, a partire dagli esordi legati alla dimensione figurativa, negli anni Sessanta, per arrivare alle sperimentazioni con il PVC e altri materiali industriali prima e con il neon dopo, a partire dagli anni Settanta. È propio il neon a diventare il mezzo espressivo principale del maestro e il protagonista delle sue opere irradianti. Un mezzo che, grazie all’intervento dell’artista, prende forme e veicola suggestioni creando l’illusione di poter trasformare la luce in un materiale tangibile e plasmabile. Le sale dedicate alla mostra si accendono di effetti luminosi diventando veri e propri ambienti immersivi, mentre l’esposizione delle prove grafiche effettuate dal maestro permettono di scavare nella fase progettuale dell’artista.

La mostra è stata realizzata con la supervisione di un comitato scientifico del dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, che ne ha concesso il patrocinio.

• (F.T.)

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Caro-vita. L’allarme

L’INFLAZIONE SPAVENTA 7 PERSONE SU 10 COLPITI DISOCCUPATI, CASALINGHE E OPERAI

La corsa incessante dei prezzi e il caro-vita si confermano come le minacce più sentite e destabilizzanti per l’opinione pubblica del Nord Est. I dati della più recente indagine condotta da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est, pubblicata a maggio scorso, delineano un quadro macroeconomico e sociale drammatico: ben il 70% degli intervistati (pari a 7 cittadini su 10) dichiara di provare una forte paura (“molto” o “moltissimo”) che la propria famiglia non riesca più a mantenere un tenore di vita dignitoso nel prossimo futuro. Soltanto una netta minoranza si dichiara poco preoccupata (26%) o per nulla intimorita (4%) dall’attuale spirale inflazionistica. Il timore legato al caro-prezzi tende a crescere soprattutto tra i cittadini in età centrale, specificamente nella fascia tra i 30 e i 44 anni (77%) e tra i 55 e i 64 anni (75%), ovvero i segmenti di

popolazione maggiormente esposti ai carichi familiari, ai mutui e alla gestione dei figli, seguiti dal target 45-54 anni (69%) e dai più giovani tra i 18 e i 29 anni (66%), per chiudere con gli over 65 (65%). Al contrario, i rincari e la perdita di potere d’acquisto risultano sensibilmente meno sentiti all’interno delle grandi città e dei grandi centri urbani, dove la preoccupazione si ferma al 60%, rispetto ai comuni con meno di 15.000 abitanti, dove la quota di cittadini allarmati schizza al 71%.

Sul fronte professionale, l’inflazione si configura come una vera e propria tassa regressiva che colpisce in modo asimmetrico le fasce economicamente più deboli della società. Se tra gli imprenditori e i liberi professionisti l’allarme si attesta intorno al 50% e tra gli studenti scende al 58%, la percentuale sale vertiginosamente tra i disoccupati (81%), gli operai (78%),

le casalinghe (77%) e i pensionati (69%), seguiti da vicino da tecnici e impiegati (71%).

L’impatto sociale descritto dai dati trova drammatico riscontro nelle testimonianze sul campo delle organizzazioni assistenziali del territorio. La Caritas rileva un aumento delle richieste di aiuto da parte di famiglie inserite in una situazione di povertà e, sempre più spesso, non si tratta di persone senza lavoro o disoccupate. Si riscontrano crescenti diff icoltà anche tra le persone stabilmente occupate: molte famiglie continuano a vivere in condizioni di indigenza assoluta perché gli stipendi restano troppo bassi rispetto all’aumento del costo della vita. La fascia grigia è oggi composta da lavoratori dipendenti con stipendi bassi e qualifiche insufficienti, unita alla discontinuità lavorativa e alla disparità tra uomo e donna, in un contesto in cui

l’imprenditore spesso non riconosce adeguatamente il valore del lavoro. L’economista Paolo Legrenzi definisce l’inflazione come “una tassa iniqua che colpisce solo alcuni”, evidenziando come agisca in modo invisibile modificando

CONGRESSI E TURISMO, È BOOM A PADOVA E PROVINCIA

La provincia di Padova sta vivendo un’epoca da assoluta protagonista del panorama turistico nazionale. Le previsioni elaborate dalle associazioni di categoria confermano un trend straordinario, con le strutture ricettive del centro città, dell’area termale di Abano e Montegrotto e delle località dei Colli Euganei che viaggiano spedite verso il tutto esaurito per queste settimane estive. Secondo Confcommercio Padova si registra un tasso di occupazione dei posti letto che ha già toccato l’80% in moltissimi alberghi, con i sold-out che si stanno progressivamente estendendo anche alle strutture ricettive di dimensioni minori. A spingere i visitatori, che arrivano in massa sia da fuori regione sia dalle

aree limitrofe per un turismo a “chilometro zero”, è una combinazione vincente basata sull’attrattività culturale dei siti d’arte patavini, sul richiamo religioso della festività di Sant’Antonio e su un ricchissimo palinsesto di eventi collaterali.

Parallelamente ai successi del turismo del tempo libero, Padova consolida in modo definitivo il proprio posizionamento d’eccellenza nel settore congressuale internazionale. I dati uff iciali della classifica 2025 dell’ICCA (International Congress and Convention Association) incoronano il capoluogo del Santo come un hub di rilievo mondiale. Padova si piazza infatti al 7° posto assoluto in Italia e conquista un lusinghiero 63° posto nella classifica europea,

radicalmente la percezione psicologica del benessere economico dei singoli e riducendo il potere d’acquisto reale a parità di stipendio percepito.

• Vincenzo Gottardo

compiendo un balzo straordinario rispetto alla 90ª posizione occupata nel 2023 e alla 75ª del 2024. La città mantiene saldamente il record di prima città italiana non capoluogo di regione presente nel ranking globale.

Questo traguardo storico è stato reso possibile grazie ai 24 congressi internazionali di alto valore scientifico e accademico ospitati sul territorio, un risultato agevolato dalla presenza trainante dell’Università degli Studi di Padova, dei centri di ricerca e di un comparto medico-scientifico d’avanguardia.

• (V.G.)

La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del

dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe

La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie

evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale aff iancata

da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.

Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto

STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:

“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”

L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini

L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia differenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti differenti tra i cittadini.

“Ci viene contestato di voler creare privilegi differenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver

ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.

Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per rafforzare l’efficienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.

Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.

“L’autonomia è responsabilità”, ha affermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.

Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e rafforzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.

Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia differenziata, rivendicando la scelta come opportunità

istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione Affari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate

La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente

sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha aff ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.

• (R.R.)

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani

“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”

Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia differenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.

“Siamo alla fine di lunga stagioneafferma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a

tutte le Regioni a Statuto ordinario”

Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia differenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione rafforzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando

di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.

“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia differenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza

LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE

Presente alla Commissione Aff ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione

trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui

da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici

medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.

diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.

Chiara Luisetto Giovanni Manildo

L’intervento. Il senatore Udc: “Dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e capaci”

DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”

er troppo tempo il dibattito sull’autonomia differenziata

è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più eff icaci e più vicine ai cittadini”.

Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e afferma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più eff icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.

Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha

dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.

De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono rafforzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di off rire servizi migliori ai cittadini e rendere più efficiente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.

Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a

organizzare i servizi in modo eff iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa offrire una

risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”.

Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’eff icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”.

Il senatore Udc Antonio De Poli

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Despar Nord investe sul Veneto

Ioccupazione e presenza sul territorio

l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, l’azienda ha rafforzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con

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che

DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO

coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli scaffali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.

U n percorso di crescita confermato

di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 aff iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori

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AAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul

proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.

lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare

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Dal rifacimento dei sedili al restauro dei veicoli d’epoca, dalla capote al volante in pelle: quando il lavoro artigianale incontra la precisione tecnica, ogni portiera

dell’automobile dove gli interni non sono solo una componente funzionale ma lo spazio in cui si trascorre ogni giorno il tempo del viaggio, quello breve della commissione sotto casa e quello lungo dell’autostrada. È su questo equilibrio tra estetica, comfort e tecnica che si fonda il lavoro di MG Autotappezzeria, realtà con sede ad Albignasego nata nei primi anni Ottanta e cresciuta nel tempo seguendo una linea precisa: offrire lavorazioni di qualità capaci di restituire valore a ogni veicolo, dal più recente al mezzo storico, con la stessa attenzione e la stessa

Il cuore dell’attività è la tappezzeria per auto, con interventi che spaziano dalla riparazione dei sedili al rifacimento completo degli interni. Pelle, tessuti tecnici, alcantara: ogni materiale viene lavorato con tecniche specifi che, rispettando le caratteristi-

Un capitolo importante riguarda il restauro dei veicoli d’epoca, ambito in cui l’attenzione al dettaglio smette di essere un valore aggiunto e diventa condizione necessaria. Riprodurre fedelmente materiali e finiture originali signifi ca preservare il valore storico dell’auto, mantenendone autenticità e coerenza con quello che era quando è uscita di fabbrica. È un lavoro che richiede tempo, esperienza e una sensibilità particolare verso il mezzo, quella capacità di leggere un’auto come un documento e di intervenire su di essa senza tradirne la natura. L’attività si estende anche alle selle per moto e scooter, adattando le lavorazioni alle diverse esigenze di comfort e design di chi viaggia su due ruote, in una versatilità che conferma la capacità dell’azienda di operare su ambiti diversi mantenendo sempre lo stesso livello qualitativo.

Alla base di ogni intervento c’è un approccio che non cambia mai: ascoltare il cliente, comprendere le esigenze e proporre soluzioni coerenti con quello che si vuole ottenere. Che si tratti di una semplice riparazione o di una personalizzazione completa, il lavoro viene costruito su misura, con l’obiettivo di un risultato duraturo. In un settore dove spesso prevale la standardizzazione, MG Autotappezzeria continua a valorizzare il lavoro artigianale integrandolo con tecniche moderne e ma-

re, fino a diventare istinto.

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Apoco più di due settimane dall’attivazione, il numero europeo armonizzato 116117 sta già entrando nelle abitudini dei cittadini padovani. Il servizio, operativo dal 19 maggio nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, ha infatti registrato oltre 6.800 chiamate nei primi quattordici giorni di attività, confermando l’interesse e la necessità di uno strumento dedicato alle esigenze sanitarie non urgenti.

Il 116117 rappresenta una delle principali novità introdotte nel sistema sanitario territoriale. Si tratta del numero telefonico gratuito che permette ai cittadini di entrare in contatto con la continuità assistenziale, ottenere informazioni sui servizi sanitari e ricevere indicazioni appropriate quando il problema di salute non richiede l’intervento immediato del Pronto Soccorso.

I dati raccolti nelle prime due settimane mostrano una media di quasi 500 chiamate al giorno, con picchi particolarmente elevati nelle fasce orarie serali e durante i fine settimana, quando gli ambulatori dei medici di medicina generale sono chiusi. Un risultato che evidenzia come il servizio stia rispondendo a un’esigenza concreta della popolazione, offrendo un punto di riferimento unico per orientarsi all’interno della rete sanitaria. Attraverso il 116117 è possibile contattare il servizio di continuità assistenziale, ex guardia medi-

ca, ricevere informazioni su medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ottenere indicazioni sulle farmacie di turno e sugli altri servizi sanitari presenti sul territorio. Il numero non sostituisce invece il 118 o il 112 per le emergenze e le urgenze, che continuano a rappresentare il riferimento per tutte le situazioni che richiedono un intervento immediato. L’introduzione del servizio rientra nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Il sistema consente infatti di indirizzare il cittadino verso la risposta più adeguata al proprio bisogno, evitando sovraccarichi alle strutture di emergenza per problematiche che possono essere gestite in altri contesti assistenziali.

I numeri registrati nelle prime settimane testimoniano una risposta positiva da parte della popolazione di Padova e provincia. Per questo l’Ulss Euganea invita i cittadini a ricordare e utilizzare il 116117 ogni volta che si presenta un problema sanitario non urgente o quando si ha bisogno di informazioni e orientamento all’interno del sistema sanitario. Un servizio destinato a diventare sempre più centrale nella gestione dell’assistenza territoriale e nel rapporto quotidiano tra cittadini e sanità pubblica.

Quasi 7 mila chiamate in due settimane al 116117, il nuovo numero sanitario entra nelle abitudini dei cittadini

“Ho provato il 116117 e vi racconto com’è andata”
• di Nicola Stievano

Sono una delle circa settemila persone che hanno composto il numero unico 116117 per le richieste sanitarie non urgenti in Veneto nelle prime settimane di attività. Il Numero Europeo Armonizzato, che di fatto dal mese scorso rappresenta l’accesso al servizio di continuità assistenziale - l’ex guardia medica - ma anche il punto di prima informazione di carattere sanitario, è gratuito e raggiungibile sia dal telefono fisso che dal cellulare. Ma veniamo alla mia personale esperienza proprio nei primi giorni di avvio del nuovo numero unico. Dopo una notte pressoché insonne a casua di un insistente dolore ad un orecchio, di buon mattino, alle 6.50 per la precisione, ho composto il 116117 per chiedere l’eventuale assistenza della guardia medica, visto che era sabato. L’attesa è durata qualche istante e la risposta pressoché immediata. Sono stato messo in comunicazione con una giovane donna che ha raccolto la mia segnalazione e i miei dati. Dopo avermi fatto qualche domanda per completare il quadro mi ha

spiegato che avrebbe girato la segnalazione alla continuità assistenziale del mio distretto dell Ulss 6 e che sarei stato contattato direttamente dal medico. Mi ha raccomandato infine di rispondere anche ad un eventuale numero privato. Da quel momento è iniziata l’attesa ma non è stato un problema visto che non si trattava di un’urgenza, per la quale altrimenti avrei agito diversamente. La telefonata è arrivata dopo mezz’ora, da un numero privato in effetti. Il medico aveva le informazioni lasciate al numero unico e, dopo qualche altra domanda, mi ha dato appuntamento all’ambulatorio della continuità assistenziale alle 10.45. Anche in questo caso l’attesa davanti all’ambulatorio è durata pochi istanti. Dopo una breve visita il medico ha prescritto la cura e sono tornato a casa. L’esperienza pertanto è stata positiva, con attese ridotte, nessun disguido e con un riscontro immediato e positivo. Se il servizio confermerà questa prima impressione rappresenterà senz’altro un passo avanti nel rendere più semplice il rapporto tra assistenza sanitaria e cittadini.

Ospedali. Più continuità assistenziale, meno accessi impropri ai Pronto Soccorso

Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24

La Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasformandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni».

L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria

compresa tra le 8 e le 20. Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24. Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attuazione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.

In

Oncologia il make-up aiuta i pazienti a sentirsi meglio

Migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici prima, durante e dopo le cure. È questo l’obiettivo di “Esteticamente DH”, progetto giunto alla seconda edizione e ospitato nei giorni scorsi nell’Unità operativa di Oncologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa è stata organizzata con il supporto di una squadra di specialisti e si è articolata in due momenti distinti. La prima parte, aperta anche ai familiari, è stata dedicata all’informazione e al confronto. Durante gli incontri sono stati illustrati gli effetti delle terapie su pelle e mucose, con suggerimenti pratici per affrontare al meglio i disagi legati alle cure e consigli utili per la gestione quotidiana. Non è mancato uno spazio dedicato alle domande e alla condivisione delle esperienze dei pazienti. La seconda fase, riservata agli assistiti, ha trasformato alcune stanze del reparto in una “Temporary Beauty SPA”. Qui sono stati proposti massaggi a viso e mani, riflessologia plantare e consulenze personalizzate dedicate all’immagine, al trucco cor-

rettivo, all’armocromia e alla cura dei capelli. «In una delle stanze solitamente dedicate alle terapie, e che per l’occasione cambiano veste, si eseguono massaggio viso e mani e riflessologia plantare, con un operatore dedicato per ogni paziente», ha spiegato la dottoressa Laura Merlini, direttore della struttura. «Tutte queste attenzioni danno la connotazione di “coccola” alla parte pratica». Le indicazioni fornite durante il laboratorio sono state condivise con il personale sanitario coinvolto nel progetto, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a vivere il percorso di cura in modo più consapevole e partecipato. «Lo scopo dell’evento, che rappresenta un valore aggiunto alla nostra quotidianità, è quello di informare le pazienti per migliorare il loro benessere e far vivere l’ospedale non solo come luogo di cura, ma anche come spazio in cui ci si prende cura della persona a tutto tondo», ha aggiunto la dottoressa Merlini, ringraziando la Fondazione Altre Parole per il sostegno all’iniziativa già avviata lo scorso anno a Piove di Sacco e ora estesa ai due poli ospedalieri.

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La tecnologia che cura: come GPI sta cambiando

Gla sanità digitale italiana

Serve a rimuovere gli ostacoli burocratici e informativi che oggi rallentano le cure, sprecano risorse e rendono più dif cile prendere decisioni cliniche nel momento giusto. Un approccio che si declina lungo l’intero percorso di cura: dall’ospedale al territorio, no all’assistenza a domicilio del

che sviluppa software, servizi e tecnologie per la sanità. Con 7.800 persone, oltre 9.000 clienti tra strutture pubbliche e private e una presenza in più di 70 Paesi, è uno dei principali attori europei nella trasformazione digitale dei sistemi sanitari. I numeri del 2025 - 546 milioni di euro di ricavi, in progressivo aumento - raccontano un’azienda che sta trasformando decenni di esperienza in crescita concreta.

Ma i numeri da soli dicono poco. Ciò che distingue GPI è la visione che orienta ogni scelta: la tecnologia in sanità non serve a sostituire i medici né a complicare il lavoro degli operatori o l’esperienza dei pazienti.

In particolare, l’intelligenza arti ciale non è una componente che si aggiunge ai sistemi esistenti, bensì si integra direttamente negli strumenti che medici e specialisti usano ogni giorno. Le applicazioni spaziano dal riconoscimento vocale dei segnali precoci di patologie cardiovascolari, neurodegenerative o di burnout negli operatori, a modelli probabilistici che supportano i centri di prenotazione nell’ottimizzare le liste d’attesa, no a sistemi predittivi che anticipano con elevata precisione i picchi di accesso al pronto soccorso. Un impegno che GPI ha formalizzato anche sul piano internazionale, essendo tra i primi operatori ad aver ottenuto la certi cazione ISO/IEC 42001, lo standard che de nisce i requisiti per un uso etico e trasparente dell’intelligenza arti ciale.

La stessa attenzione si ritrova sul fronte della sicurezza dei dati sanitari, una questione che tocca direttamente ogni cittadino. GPI ha scelto di aderire con convinzione a Intacture, un progetto di partenariato pubblico-privato che ha pochi equivalenti in Europa: un data center ricavato all’interno di una miniera attiva in Trentino, dove la roccia garantisce protezione sica naturale e il raffrescamento passivo della montagna abbatte i consumi energetici. Un’infrastruttura progettata per garantire elevati standard di sicurezza, continuità operativa e sovranità del dato, temi sempre più centrali nella gestione delle informazioni sanitarie.

Trasformare la sanità attraverso la tecnologia è un lavoro lungo, fatto di competenze accumulate nel tempo e di scelte strategiche. Con oltre 35 anni di attività, GPI continua a investire nello sviluppo di soluzioni digitali per la sanità, rafforzando la propria presenza sia in Italia sia sui mercati internazionali, con visione e sguardo rivolto al futuro.

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