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laPiazza di Padova Nord - Settembre26

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di Padova Nord

DAL 1994

SETTEMBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 198

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Limena ha celebrato l’anniversario del Gruppo con tre giorni di attività

Siccità record, Energia, il Veneto sfida il monopolio Elisa Venturini: e punta sullesfida “La multiutility dei prossimi del territorio anni è la prevenzione”

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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.

SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE NESSUN PLESSO A RISCHIO CHIUSURA MA LE CLASSI CONTINUANO A CALARE servizi alle pag. 4-5

NUOVA PISTA E GRADINATE ACCESSIBILI: COSÌ CAMBIA LO SPORT A CURTAROLO

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AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

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Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione

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La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche.

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La raccolta riguarda solo gli imballaggi. Gli oggetti come spazzolini, penne e altri prodotti di cancelleria, spazzole, utensili da cucina vanno nel Secco residuo.

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO ARRIVA AL MERCATO

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n ambulatorio mobile tra i banchi del mercato per portare la prevenzione del tumore al seno direttamente sul territorio. Sabato 26 settembre, dalle 9 alle 13, la Castagnara ospiterà una tappa del Tour della Prevenzione, promosso dal Comune di Cadoneghe insieme a LILT Padova. Durante la mattinata, le cittadine potranno sottoporsi a visite senologiche con ecografia mammaria, effettuate da medici specialisti LILT. Un’occasione pensata per avvicinare i controlli alla vita quotidiana, sfruttando uno dei luoghi più frequentati del territorio. L’appuntamento anticipa di qualche giorno Ottobre Rosa, il mese internazionale dedicato alla sensibilizzazione, alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore al seno. Per tutto il mese, infatti, la Campagna Nastro Rosa promuoverà visite, esami di prevenzione oncologica e iniziative informative rivolte alle donne, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’importanza dei controlli periodici e sull’adozione di corretti stili di vita. La tappa di Cadoneghe si inserisce quindi nel calendario di iniziative dedicate alla prevenzione, portando i controlli direttamente in un luogo quotidiano e facilmente accessibile come il mercato rionale. “Abbiamo voluto fortemente portare questa tappa a Cadoneghe”, dichiarano il Sindaco Marco Schiesaro e la Vicesindaco Sara Ranzato. “La prevenzione è l’arma più efficace che abbiamo e deve essere vicina, accessibile e gratuita. Pensare alla salute dei propri cittadini significa creare occasioni concrete come questa. Invitiamo tutte le cittadine a partecipare e a passare parola: un controllo può salvare la vita”.

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• Nicola Stievano Segue da pag. 1

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Sabato 26 settembre alla Castagnara visite senologiche a bordo dell’ambulatorio mobile LILT

isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.

Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.

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• Giulia Turato

ASCOLTA ORA di Padova Nord è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Cadoneghe, Curtarolo, Limena e Vigodarzere per un numero complessivo di 11.375 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero Srl iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Focus scuola/1. Dal 2024 gli iscritti sono passati da 1.326 agli attuali 1.238, in arrivo nuovi servizi

CADONEGHE, 100 ALUNNI IN MENO MA AUMENTANO GLI INVESTIMENTI A nche Cadoneghe deve fare i conti con il progressivo calo della popolazione scolastica. Un fenomeno che riflette l’andamento demografico nazionale e che, nel territorio comunale, emerge con chiarezza dai dati degli ultimi tre anni: gli alunni iscritti sono passati dai 1.326 dell’anno scolastico 2024/2025 ai 1.295 dell’anno successivo, fino agli attuali 1.238. Una diminuzione complessiva del 6,6% in un arco di tempo molto breve. “È una tendenza che non può essere invertita attraverso gli interventi di un singolo ente locale – osserva la vicesindaca e assessore all’Istruzione Sara Ranzato –. Le politiche demografiche richiedono una strategia nazionale e tempi lunghi prima di produrre effetti visibili. Questo, però, rende ancora più urgente investire nei servizi dedicati alle famiglie: rinunciare a farlo significherebbe non avere una visione del nostro futuro”. “Il calo degli iscritti non può diventare un motivo per ridurre l’attenzione verso la scuola – sottolinea il sindaco Marco Schiesaro –. Al contrario, ci impone di rendere gli edifici più sicuri, funzionali ed efficienti e di offrire servizi capaci di sostenere davvero le famiglie”.

In questa direzione si collocano gli investimenti effettuati dal Comune. Grazie alle risorse del PNRR è stato realizzato il nuovo asilo nido, che permetterà di aumentare del 20% i posti disponibili rispetto alla precedente struttura. Accanto agli interventi edilizi, l’Amministrazione ha puntato sull’ampliamento dei servizi, mantenendo tariffe accessibili per l’anticipo e il prolungamento dell’orario scolastico e partecipando a bandi per reperire ulteriori finanziamenti. Da qualche anno sono state inoltre avviate o potenziate attività gratuite rivolte agli studenti, tra cui occasioni di socializzazione, sostegno allo studio per i ragazzi delle scuole medie e proposte sportive. Al Centro delle famiglie di Villa Ghedini, la ludoteca offre anche il servizio “Ti vengo a prendere a scuola”, rivolto agli alunni delle scuole Galilei e Isola del Tesoro, che vengono accompagnati in uno spazio ricreativo ed educativo. “Sono risposte concrete alle esigenze quotidiane dei genitori – prosegue Ranzato –. La comunità deve essere capace di accompagnare le famiglie e di non lasciarle sole”. Il nuovo anno scolastico si apre anche con una serie di interventi effettuati negli edifici comunali.

Alla scuola primaria Zanon sono state rifatte le condotte e le tubazioni dell’intero blocco dei servizi igienici al piano terra, con la sostituzione dei sanitari e dei rivestimenti. Alla Don Milani gli interventi hanno interessato l’area nord dell’edificio, con l’adeguamento dei soffitti, dell’impianto elettrico e dell’illuminazione di emergenza, lavori necessari anche per il completamento dell’iter antincendio della scuola secondaria Don Milani e della primaria Falcone-Borsellino. L’investimento complessivo sui due plessi supera i 33 mila euro. “Abbiamo concentrato gli interventi più invasivi

durante la pausa estiva, così da ridurre al minimo i disagi per alunni, insegnanti e personale – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Nicolò comis –. Il lavoro sugli edifici scolastici non si esaurisce con l’apertura delle lezioni: stiamo già programmando il rifacimento delle centrali termiche delle scuole Alberti e Falcone-Borsellino, un intervento per migliorare il comfort termico alla scuola dell’infanzia Aquilone e una ricognizione complessiva sulle infiltrazioni presenti nei diversi plessi”. • Nicola Stievano

A Curtarolo nessuna scuola chiude, ma alle medie si passa a una sola classe prima

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onostante il calo demografico, l’amministrazione comunale di Curtarolo garantisce per il nuovo anno scolastico l’apertura di tutte le scuole primarie del territorio. Alla scuola a tempo pieno “A. Frank” del capoluogo sono state raggiunte le iscrizioni necessarie per la classe prima, mentre nei plessi di Pieve di Curtarolo e Santa Maria di Non la formazione della sezione è stata ottenuta in deroga, superando la carenza iniziale di numeri e tenendo conto della presenza di alunni con certificazione. Situazione diversa alla scuola secondaria di primo grado “P.B. Longo”, dove partirà una sola sezione rispetto alle tre dell’anno precedente, sia per l’effetto della contrazione delle nascite

già registrata alle elementari, sia per la scelta di alcune famiglie di orientarsi verso istituti fuori Comune. “Mantenere aperti e attivi tutti i nostri plessi significa molto più che garantire un servizio scolastico”, dichiara il sindaco Martina Rocchio. “Per l’Amministrazione comunale le scuole rappresentano veri e propri presìdi di comunità, soprattutto nelle frazioni. Una scuola attiva significa mantenere vivo un territorio, favorire le relazioni tra famiglie e bambini e creare occasioni di incontro. Per questo motivo, anche di fronte a numeri che diventano più difficili da sostenere, abbiamo ritenuto fondamentale lavorare affinché tutti i

plessi potessero continuare la propria attività”. Sul fronte delle strutture, durante i mesi estivi sono stati completati diversi cantieri per la sicurezza degli edifici. Alla scuola media “Longo” sono stati realizzati gli interventi di adeguamento antincendio finanziati con risorse PNRR. Alla primaria “Umberto I” di Pieve, sempre con fondi PNRR, si è proceduto alla rimozione delle reti protettive interne, al consolidamento dei solai ammalorati e al rifacimento dei controsoffitti, oltre alla tinteggiatura di aule e corridoi. Alla primaria “Cappellari” di Santa Maria di Non è stata infine ristrutturata la scalinata d’accesso. “Sicurezza, manutenzione, qualità degli spazi e capacità di mantenere attivi i plessi sono

La scuola secondaria di primo grado Longo

aspetti diversi, ma fanno parte della stessa idea di scuola”, conclude la prima cittadina Martina Rocchio. “Rendere le scuole più sicure, più funzionali e più accoglienti significa prendersi cura dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie”.

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5 Focus scuola/2. Vigodarzere, situazione stabile invece nelle scuole dell’infanzia

Dopo Tavo niente prima classe a Terraglione Risorse e progetti per i plessi delle frazioni L

a rete scolastica di Vigodarzere si prepara ad affrontare l’avvio del nuovo anno tra conferme organizzative e l’impatto costante del calo demografico, un fenomeno che interessa in modo particolare i plessi delle frazioni. Il quadro delle frequenze per l’anno scolastico 2026/2027 restituisce una realtà sfaccettata sui venti chilometri quadrati del territorio comunale: la primaria Don Bosco del capoluogo conta 194 alunni, la Marconi di Saletto ne accoglierà 99, la Pio X di Tavo 68 e la Savio di Terraglione 32, mentre la scuola secondaria di primo grado A. Moroni registra 267 iscritti. Sul fronte dei servizi dedicati alla prima

infanzia, le iscrizioni alle quattro scuole dell’infanzia parrocchiali restano pressoché stabili rispetto al passato, con 100 bambini a Vigodarzere, 45 a Terraglione, 40 a Saletto e 39 a Tavo. A questi numeri si sommano i 40 piccoli frequentanti le tre sezioni primavera (dai 24 ai 36 mesi) e i 40 bambini accolti presso l’asilo nido comunale “Il Piccolo Principe”. Tuttavia, la progressiva contrazione della natalità fa sentire il suo peso sui numeri complessivi, impedendo quest’anno la formazione della prima classe a Terraglione, così come avvenuto lo scorso anno a Tavo. Per garantire la tenuta di questi importanti presìdi sociali ed evitare la chiusura dei

plessi più periferici, l’amministrazione comunale ha confermato un massiccio piano di sostegno economico e di investimenti didattici mirati. “La presenza delle scuole nelle frazioni rappresenta un presidio fondamentale per la nostra comunità”, spiega l’assessore alle politiche sociali ed educative Katia Bano. “Permette a bambine, bambini, ragazze e ragazzi di frequentare il proprio percorso educativo all’interno del territorio in cui vivono, mantenendo vivo il rapporto tra scuola, famiglie, istituzioni e comunità locali. Una rete che non è soltanto un insieme di edifici e servizi, ma un elemento essenziale per la vita del paese. Per questo sosteniamo con decisione anche i plessi con numeri più contenuti attraverso iniziative capaci di rafforzarne l’attrattività e la qualità”. Il Comune eroga ogni anno un contributo ordinario di 45.000 euro all’Istituto Comprensivo, a cui si aggiungono circa 5.000 euro destinati a sostenere le scuole con maggiori difficoltà numeriche, in particolare Tavo e Terraglione. Tra i progetti finanziati spiccano il doposcuola gratuito

a Terraglione, il supporto linguistico a Tavo, i percorsi di teatro in inglese e l’adesione al progetto Translanguaging per l’integrazione degli alunni stranieri. A questo sforzo si affiancano i 166.800 euro previsti dalla convenzione con le quattro scuole dell’infanzia parrocchiali, oltre a 14.000 euro per il sostegno alle disabilità e ai contributi straordinari per le famiglie in difficoltà. “Il secondo asilo nido in apertura, - conclude

Bano - il sostegno alle scuole dell’infanzia, i contributi per la disabilità, i progetti linguistici e culturali, gli interventi sulle strutture e i servizi dedicati alle famiglie rappresentano tasselli di una stessa strategia: accompagnare bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita e, allo stesso tempo, rendere Vigodarzere un territorio sempre più attento alle esigenze delle famiglie”. • Nicola Stievano

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Manutenzioni, accessibilità e sicurezza: a Limena investimenti per 200 mila euro nei plessi scolastici

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urante la pausa estiva l’amministrazione comunale di Limena ha stanziato circa 200 mila euro per la riqualificazione del patrimonio scolastico, puntando su efficientamento energetico, decoro e inclusione. Gli interventi hanno interessato diversi plessi del territorio: al nido “Melograno” si è provveduto alla tinteggiatura parziale delle facciate e alla messa in sicurezza dei giochi esterni. Alla primaria “Manzoni” è stata sostituita la caldaia dell’impianto termico ed è stata ampliata un’aula al piano terra. Alla “Petrarca” sono stati ristrutturati i servizi igienici ed è stato acquistato un fasciatoio elettrico, mentre alla scuola secondaria “Beato Arnaldo” è stata installata una piattaforma elevatrice per alunni con disabilità motorie, affiancata dalla messa in sicurezza delle rampe di accesso e dall’acquisto di arredi speciali. “L’impegno dell’Amministrazione è di mantenere le nostre scuole sicure, efficienti, belle e accessibili con l’attenzione di non lasciare indietro nessuno e costruire una comunità inclusiva a partire dai nostri cittadini più giovani”, dichiarano il sindaco Stefano Tonazzo, l’assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Martinello e l’assessore all’Istruzione Eleonora Paccagnella. Tra i cantieri programmati figurava anche il ripristino della ringhiera alla scuola “Manzoni”, il cui avvio ha subito uno slittamento a causa delle pratiche

La ringhiera della suola Manzoni riparata in questi giorni

burocratiche legate al premio assicurativo. Per garantire l’incolumità degli studenti all’inizio delle lezioni, l’Ufficio Tecnico aveva predisposto un percorso d’accesso protetto da via Garolla; i lavori di riparazione sono stati riprogrammati intorno alla metà di settembre senza interferire con l’attività didattica. • (N.S.)

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CADONEGHE

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Viabilità. La SR308 verso il raddoppio, il commento del sindaco Schiesaro

“NON SI PUÒ AFFRONTARE IL FUTURO CON LE STRADE RIMASTE AL PASSATO” Q uasi 50mila veicoli al giorno, traffico congestionato nelle ore di punta e una strada ormai inadeguata ai flussi che la attraversano. Dopo anni di criticità, per la SR308 arriva la svolta decisiva: Regione del Veneto e Veneto Strade hanno presentato il progetto per portare da una a due corsie per senso di marcia il tratto di 4,2 chilometri compreso tra gli svincoli di Mejaniga, Bragni-Bagnoli e Cadoneghe. I numeri fotografano una situazione ormai al limite. Stando agli ultimi rilievi, effettuati a maggio scorso, nel tratto più carico tra Bragni-Bagnoli e Cadoneghe sono stati registrati in media circa 47.500 veicoli equivalenti al giorno, il 17,5% dei quali mezzi pesanti. La fascia più critica è quella del mattino, tra le 7.15 e le 8.15, con 12.068 veicoli equivalenti rilevati. Nelle ore più congestionate, la velocità può scendere fino a 24-25 chilometri orari, nonostante il limite sulla SR308 sia di 90. L’obiettivo del progetto è ridurre code e rallentamenti e migliorare il funzionamento degli svincoli, oggi penalizzati da tratti di scambio troppo brevi. Secondo le simulazioni, nei tratti più critici la velocità potrebbe salire dagli attuali 24-25 chilometri orari fino a circa 77-82 chilometri orari, con una media attesa

in direzione sud di circa 75. “Un’opera indispensabile richiesta da cittadini e imprese. I nostri uffici sono pronti con la Regione a collaborare alla progettazione. Con oltre 47.000 veicoli al giorno e la sfida del Nuovo Ospedale non si può affrontare il futuro con le strade del passato” commenta il sindaco Marco Schiesaro. La Regione ha già finanziato il successivo livello di progettazione: Veneto Strade prevede di bandire all’inizio del 2027 la gara per il PFTE, il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, per un importo di 5,1 milioni di euro. Sarà questo passaggio a

definire con precisione il costo del primo stralcio, oggi stimato in circa 150 milioni di euro, con una forbice prudenziale che può arrivare fino a 200 milioni. Le risorse necessarie alla realizzazione dell’opera dovranno invece essere reperite successivamente: il cronoprogramma prevede di farlo entro il primo semestre del 2029, per poi procedere con il progetto esecutivo e bandire la gara d’appalto nel primo semestre del 2030. L’obiettivo è completare l’intervento entro la fine del 2032. “Accogliamo questa svolta con profonda soddisfazione: l’allargamento della SR

308 nel nostro territorio non è più solo un’opera pubblica, ma una priorità assoluta per la sopravvivenza economica e la qualità della vita dell’intera cintura padovana. Voglio esprimere un sincero ringraziamento al Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, per l’attenzione concreta e costante dimostrata verso le istanze del nostro territorio. Da parte nostra, gli uffici comunali di Cadoneghe sono già pronti a dare massimo aiuto, supporto e piena collaborazione nella fase di progettazione dell’opera, per fare in modo che l’iter proceda spedito. Dopo decenni di attesa, c’è l’urgenza di aggiornare profondamente questo tracciato, rinnovandolo e innovandolo alla luce di una mobilità che è radicalmente mutata negli ultimi anni. I dati della contabilità del traffico parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni: ogni giorno su questo tratto transitano circa 47.500 veicoli, con una presenza massiccia e significativa di mezzi pesanti che percorrono una strada progettata per volumi di traffico che oggi sono superati” prosegue Schiesaro. Per il Comune il raddoppio non riguarda soltanto chi ogni giorno resta imbottigliato sulla regionale: la SR308 è anche un collegamento strategico verso Padova e

l’area nord-est, fondamentale per aziende, lavoratori e pendolari. “I nostri cittadini e, soprattutto, le aziende e le imprese ci chiedono a gran voce allargamenti e infrastrutture moderne. Avere strade all’altezza significa garantire tempi certi di consegna delle merci, un sensibile risparmio di tempo per i pendolari e un aumento esponenziale dell’attrattività economica per le aziende che vogliono investire qui. A tutto questo si aggiunge una grande sfida all’orizzonte: la realizzazione del Nuovo Polo Ospedaliero di Padova, un’opera fondamentale che cambierà gli scenari socio-sanitari e urbanistici dei prossimi decenni. L’adeguamento e il raddoppio della SR 308 diventano passaggi indispensabili non solo per quando il polo clinico sarà pienamente operativo, ma anche e soprattutto durante la delicata fase del cantiere di costruzione, per evitare il collasso viabilistico dell’intera area a nord di Padova. Dobbiamo avere infrastrutture all’altezza del valore del nostro territorio ed è per questo che la sinergia con la Regione sarà totale” conclude Schiesaro. • Giulia Turato

BICI E MONOPATTINI IN SHARING SONO SBARCATI IN CITTÀ

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a qualche settimana anche a Cadoneghe è possibile spostarsi utilizzando biciclette e monopattini in sharing. Dopo l’avvio a Padova, il servizio di micromobilità condivisa Dott è infatti approdato anche nei Comuni della CO.ME. PA., con l’obiettivo di favorire gli spostamenti tra il capoluogo e i territori dell’hinterland attraverso un’unica rete di biciclette, e-bike e monopattini elettrici.

La prima fase del progetto ha coinvolto Limena, Vigodarzere, Cadoneghe, Vigonza, Ponte San Nicolò e Legnaro, mentre dal 30 luglio il servizio è stato esteso anche a Rubano, Selvazzano Dentro, Albignasego, Mestrino e Casalserugo. Complessivamente la flotta metropolitana conta 282 biciclette tradizionali, 683 e-bike e 200 monopattini elettrici. “L’arrivo di Dott a Cadoneghe amplia le possibilità di spostamento

per cittadini, studenti e lavoratori e rappresenta un’opportunità concreta per scegliere, quando possibile, un mezzo alternativo all’auto”, commenta il sindaco Marco Schiesaro. A Padova il servizio ha già registrato oltre 170 mila noleggi, confermando il crescente interesse verso forme di mobilità sostenibile e condivisa. • (G.T.)

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Messaggio pubbliredazionale

Comune di

COMUNE INFORMA SETTEMBRE 2026

CADONEGHE

Marco Schiesaro Sindaco di Cadoneghe

SCUOLE PIÙ SICURE: lavori estivi alla Don Milani e alla Zanon

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roseguono durante la pausa estiva gli interventi di manutenzione e adeguamento degli edifici scolastici di Cadoneghe, programmati per limitare il più possibile i disagi a studenti e personale. Alla scuola Don Milani è aperto il cantiere nell’area nord dell’edificio, dove sono in corso lavori di adeguamento dell’impianto elettrico e dell’illuminazione di emergenza,

necessari anche ai fini della presentazione della SCIA antincendio. L’intervento, che coinvolgerà anche la scuola Falcone-Borsellino, prevede un investimento complessivo superiore ai 33 mila euro. I lavori più invasivi sono stati concentrati nei mesi estivi e, alla Don Milani, saranno completati prima dell’inizio delle lezioni. Parallelamente prosegue la ristrutturazione

Centro Spinelli, a settembre si torna a stare insieme Il Centro Spinelli si conferma uno spazio vivo, aperto e inclusivo, capace di accogliere persone di ogni età e di creare occasioni di incontro, condivisione e partecipazione. Un luogo in cui trascorrere del tempo insieme, coltivare interessi e costruire nuove relazioni attraverso attività sempre diverse. Settembre al Centro porta con sé tante nuove occasioni per incontrarsi, imparare, creare, giocare e stare insieme. Il program-

ma propone laboratori creativi, giochi per tutte le età, una coinvolgente sfida a colpi di quiz, una nuova rassegna cinematografica dedicata a storie di cambiamento, desideri e nuovi inizi e persino una gita. Intanto, è già in preparazione la programmazione autunnale, che comprenderà nuovi laboratori teatrali gratuiti e molte altre proposte ancora da scoprire. L’invito è semplice: partecipare e vivere il Centro Spinelli.

La prevenzione arriva al mercato di Cadoneghe Sabato 26 settembre, dalle 9 alle 13, il mercato rionale della Castagnara, in via Gramsci 126, ospiterà una tappa del Tour della Prevenzione promosso dal Comune di Cadoneghe in collaborazione con LILT Padova. A bordo dell’ambulatorio mobile sarà possibile sottoporsi a visite senologiche con ecografia

mammaria effettuate da medici specialisti LILT. L’iniziativa anticipa Ottobre Rosa, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, e offre alle cittadine un’importante opportunità di controllo direttamente sul territorio. Perché prendersi cura della propria salute comincia dalla prevenzione.

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completa dei servizi igienici al piano terra e al piano ammezzato della scuola Zanon. Gli spazi saranno risanati e resi più moderni e funzionali in vista del nuovo anno scolastico. Gli interventi rientrano nel programma comunale di manutenzione e progressivo adeguamento delle scuole, portato avanti sulla base delle risorse rese disponibili a bilancio.

Oltre 20 mila euro per educare i giovani alla legalità

Il Comune di Cadoneghe riceverà oltre 20 mila euro dal Fondo nazionale destinato agli enti locali i cui amministratori hanno subito minacce e intimidazioni. Le risorse sono state riconosciute in seguito agli episodi che hanno coinvolto il sindaco Marco Schiesaro durante l’esercizio del proprio mandato. L’Amministrazione comunale ha scelto di destinare l’intera somma ai giovani del territorio, trasformando una vicenda negativa in un’occasione di crescita e sensibilizzazione. Il finanziamento servirà a promuovere iniziative dedicate alla cultura della legalità, al contrasto delle mafie e alla prevenzione del consumo di sostanze stupefacenti. L’obiettivo è coinvolgere ragazzi e famiglie attraverso incontri con testimoni e personalità capaci di raccontare in modo diretto le conseguenze dell’illegalità e il valore del rispetto delle regole. Una risposta alle intimidazioni che guarda quindi al futuro, investendo nella consapevolezza e nella formazione delle nuove generazioni.


CADONEGHE

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Il fondo. Il Comune tra i 427 enti beneficiari del Fondo nazionale

Tre intimidazioni al sindaco: oltre 20mila euro per la legalità O ltre 20mila euro per rafforzare la legalità, dopo i tre episodi di intimidazione che nel 2025 hanno colpito il sindaco Marco Schiesaro. È quanto verrà riconosciuto al Comune di Cadoneghe dal Fondo nazionale per la legalità e per la tutela degli amministratori vittime di atti intimidatori. Per il 2026, la Conferenza Stato-Città e autonomie locali ha infatti approvato il riparto di 6 milioni di euro complessivi destinati a 427 Comuni italiani. Nel dettaglio, a Cadoneghe verranno assegnati 20.124,33 euro: 3.008,64 euro sono calcolati in relazione alla popolazione, mentre 17.115,69 euro sono legati ai tre episodi di intimidazione registrati nel corso del 2025. Il contributo potrà essere utilizzato per iniziative di promozione della legalità, ma anche per interventi di ristoro del patrimonio dell’ente o a favore degli amministratori che abbiano subito intimidazioni nello svolgimento delle proprie funzioni. A Cadoneghe, però, l’Amministrazione ha già indicato una priorità: trasformare quelle risorse in progetti rivolti soprattutto ai più giovani, puntando sul senso civico, rispetto delle regole e cultura della legalità. “Ricevere questi fondi è certamente positivo, perché ci permetterà di trasformare qualcosa di negativo in un’opportunità per la nostra comunità. Vogliamo utilizzare queste risorse soprattutto per iniziative rivolte ai giovani, i cittadini di domani, investendo nella cultura della legalità, nel rispetto delle regole e nel senso civico”, dichiara Schiesaro. Una cifra importante, che però rimanda anche alle ragioni per cui il contributo verrà assegnato. “C’è inevitabilmente anche il rovescio della medaglia: queste risorse vengono assegnate proprio in relazione agli episodi di intimidazione e alle minacce subite dagli amministratori. Aver ricevuto complessivamente oltre 20 mila euro, una cifra mai raggiunta prima dal Comune per questa finalità, significa quindi anche prendere atto di quanto accaduto in questi anni e del livello che certe forme di intimidazione hanno raggiunto”. Il sindaco ribadisce quindi che gli episodi registrati non cambieranno il modo di lavorare dell’Amministrazione. “Amministrare con onestà, assumersi le proprie responsabilità, far rispettare le regole e non voltarsi dall’altra parte può comportare anche questo. Ma minacce e intimidazioni non cambieranno il nostro modo di lavorare. La barra rimarrà dritta: dalla parte della legalità, delle istituzioni

I genitori si rimboccano le maniche

e soprattutto dei tantissimi cittadini onesti che ogni giorno rispettano le regole e chiedono, giustamente, che vengano rispettate da tutti”. Il Fondo nasce proprio per sostenere gli enti locali colpiti da fenomeni intimidatori e, allo stesso tempo, rafforzare sui territori le iniziative dedicate alla legalità. A Cadoneghe l’intenzione è di utilizzare il contributo non soltanto in risposta a quanto accaduto, ma anche come occasione per riportare questi temi dentro la comunità, partendo dalle nuove generazioni. • Giulia Turato

Marco Schiesaro

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uanti, attrezzi, idropulitrice e una piattaforma elevatrice. Non è il materiale di un’impresa di pulizie, ma gli strumenti con cui un gruppo di genitori della scuola dell’infanzia paritaria San Pio X di Mejaniga ha scelto di rimboccarsi le maniche, dedicando il proprio tempo alla sistemazione degli spazi frequentati dai bambini, in vista dell’inizio della scuola. L’intervento ha riguardato anche le strutture ludiche del giardino: il castello e le giostrine sono stati accuratamente lavati e igienizzati, per garantire un ambiente più curato e sicuro per le attività all’aperto. Ultimati i lavori all’esterno, la scuola ha completato l’allestimento degli spazi interni e dell’ingresso, che è stato decorato con un arco di palloncini colorati per accogliere gli alunni e accompagnare l’inizio del nuovo anno scolastico. Un lavoro di squadra che non è passato inosservato al sindaco Marco Schiesaro: “Un gesto concreto, semplice, ma dal grande valore educativo. Perché l’ambiente in cui viviamo, le scuole, i parchi e gli spazi della nostra comunità sono anche nostri. E ciò che sentiamo nostro lo rispettiamo, lo tuteliamo e ce ne prendiamo cura. Troppo spesso siamo portati a pensare che debba essere sempre qualcun altro a intervenire. Le istituzioni hanno responsabilità e doveri, certamente, ma una comunità cresce anche grazie all’impegno, alla partecipazione e al senso civico dei suoi cittadini. Essere cittadini non significa soltanto chiedere, ma anche partecipare. Significa non demandare sempre agli altri, ma domandarsi, qualche volta: “Io cosa posso fare?”. Credo sia un cambiamento di mentalità che dobbiamo coltivare e, soprattutto, trasmettere ai più piccoli. Questi genitori lo hanno fatto con l’esempio, trasformando alcune ore del proprio tempo in qualcosa di bello per un’intera comunità. E di esempi così, nel nostro territorio, ce ne sono tantissimi. Piccoli e grandi gesti che spesso avvengono lontano dai riflettori. Raccontarli fa bene perché le azioni positive sono contagiose, generano altre azioni positive e costruiscono quel circolo virtuoso che rende una comunità più unita, responsabile e consapevole”. • (G.T.)


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LIMENA

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Trasporto pubblico. E’ attiva una nuova linea bus

NASCE LA NUOVA LINEA U17 VERSO PADOVA D al 10 settembre ha preso il via la nuova linea bus, denominata U17 Limena – Capolinea Nord Tram. “Il servizio – spiega il sindaco Stefano Tonazzo – è partito in concomitanza con l’avvio dell’orario invernale 2026/2027, sostituendo il complesso delle predette corse della linea U13 e ridefinendo il collegamento tra Limena e garantendo un accesso al capoluogo più rapido, puntuale, capillare e confortevole. Oltre alla conferma dell’attuale offerta di corse, è previsto l’inserimento di una nuova coppia di corse nella fascia pomeridiano-serale, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente le opportunità di collegamento da e verso Padova”. Il nuovo assetto consente di raggiungere più agevolmente i principali poli attrattori pubblici del quartiere Arcella, tra cui gli Istituti di Istruzione Superiore e gli impianti sportivi, nonché la stazione ferroviaria di Padova; presso il capolinea Nord del Tram sarà, inoltre, possibile l’interscambio con la linea U04, garantendo il collegamento con la sede staccata del Liceo Marchesi a Cadoneghe. “L’attivazione della linea U17 – aggiunge il

sindaco Tonazzo – rappresenta, uno dei primi interventi concreti di riorganizzazione della rete del trasporto pubblico locale dei Comuni contermini a Padova, anticipando il modello di esercizio integrato che entrerà progressivamente a regime con l’attivazione delle nuove linee tranviarie SIR2 e SIR3. La nuova linea U17 consente ai cittadini di Limena di beneficiare fin da subito dei vantaggi derivanti dall’integrazione con il sistema tranviario e contribuendo a costruire un modello di mobilità più efficiente, sostenibile e competitivo rispetto all’utilizzo del mezzo privato”. Una nuova importante novità è rappresentata dal nuovo percorso all’interno del territorio comunale di Limena: la linea, partendo dall’attuale capolinea di via Cabrelle, una volta raggiunto il centro del paese lungo l’asse via Roma – via del Santo, attraverserà una delle principali aree residenziali del Comune mediante il percorso via Beato Arnaldo – via Verdi – via Fratelli Cervi, reimmettendosi successivamente sulla S.P. 47 e raggiungendo il capolinea Nord del Tram mediante il transito nel quartiere di Altichiero.

“Le nuove fermate – conclude Tonazzo – saranno in via Verdi nelle vicinanze delle palestre, in via Beato Arnaldo nelle vicinanze della rotonda sulla SP47 e verrà anche spostato successivamente il capolinea di via Cabrelle nelle vicinanze della nuova Casa della Comunità. La nuova soluzione consentirà di ampliare significativamente la copertura territoriale del servizio, avvicinando il trasporto pubblico ad una delle principali aree

residenziali del Comune e rafforzando ulteriormente la vocazione conurbata della nuova linea”. Busitalia ha comunicato, inoltre, che, per favorire il trasporto scolastico, ha riattivato n. 2 corse (una di andata e una di ritorno) della linea 13, dal lunedì al venerdì. Al mattino, dal capolinea del quartiere Arcobaleno, con partenza alle ore 7:07. A mezzogiorno, da Prato della Valle, con partenza alle ore 14:25 e arrivo

a Limena alle ore 15:15. In definitiva, ci saranno varie possibilità per raggiungere tutti i punti della città: con la corsa U17 fino al capolinea del tram; con la corsa U17, scendendo ad Altichiero per prendere la partenza del 13; oppure con la linea 13 stessa, da e per Limena, negli orari indicati precedentemente.

costruito tra l’Arma dei Carabinieri e le amministrazioni del territorio. La presenza dei sindaci, in rappresentanza delle rispettive comunità, ha dato all’appuntamento un significato che va

oltre il semplice saluto istituzionale. Per Stefania Riscolo si apre ora una nuova pagina professionale a Roma.

• Fanny Xhajanka

Il saluto alla comandante Stefania Riscolo

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n saluto carico di emozione e riconoscenza quello che si è svolto nella sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Padova. Protagonista dell’incontro è stata il Maggiore Stefania Riscolo, comandante della Compagnia di Padova, ormai prossima a lasciare il territorio per assumere un nuovo incarico a Roma, alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri. Per l’occasione l’ufficiale ha voluto incontrare i sindaci dei Comuni che rientrano nella giurisdizione della Compagnia, in un

appuntamento che ha rappresentato soprattutto un momento di confronto e di ringraziamento dopo il lavoro svolto sul territorio. Erano presenti, accompagnati dai rispettivi comandanti di Stazione, i primi cittadini di Noventa Padovana, Vigonza, Villanova di Camposampiero, Cadoneghe, Limena, Villafranca Padovana, Selvazzano Dentro, Saccolongo, Mestrino, Campodoro, Veggiano e Vigodarzere. Dodici amministrazioni riunite per rivolgere alla comandante un saluto prima del trasferimento e per

riconoscere il lavoro portato avanti durante il periodo alla guida della Compagnia di Padova. Nel corso dell’incontro non sono mancati gli auguri per il nuovo incarico e i ringraziamenti per l’attività svolta al servizio delle comunità locali. Un passaggio professionale importante per il Maggiore Riscolo, che a breve inizierà una nuova esperienza nella capitale, all’interno della Scuola Ufficiali. Il momento conclusivo è stato affidato a un brindisi, che ha voluto suggellare simbolicamente il legame

• (R.P.)

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LIMENA

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L’anniversario. Tre giornate hanno ripercorso la storia del gruppo

Protezione Civile, 40 anni di impegno e solidarietà

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i sono svolte tre giornate dedicate alla Protezione Civile con esercitazioni, convegni e molte attività per festeggiare i 40 anni del Gruppo comunale volontari di Protezione Civile di Limena. “40 anni al servizio della comunità – sottolinea il sindaco Stefano Tonazzo –. Festeggiare il 40esimo anniversario del nostro gruppo di Protezione Civile significa celebrare quattro decenni di dedizione, solidarietà e presenza costante al fianco dei cittadini nei momenti più difficili. Il 29 aprile 1982 venne istituito in Italia il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio. A Limena si dovette aspettare qualche anno per la nascita di un primo nucleo di volontari: nell’aprile del 1986, con Delibera di Giunta Comunale, l’allora Amministrazione Fasolato istituì ufficialmente il Gruppo Comunale di Protezione Civile. Il primo coordinatore del gruppo fu Antonio Trevisan, che guidò i volontari ininterrottamente fino al 2000. A livello normativo, con la legge 225 del 24 febbraio 1992 nasceva il Servizio Nazionale della Protezione Civile. Pochi mesi dopo, con nota del 2 ottobre 1992, il Prefetto di Padova Gaetano Santoro certificava l’ufficialità dei primi volontari limenesi riconosciuti dalla Prefettura: Franco Baggio, Paolo Bonetti, Antonio Fasolato, Paolo Giacon, Pietro

Lupi, Ornella Marcato, Antonio Trevisan, Marcello Turetta e Francesco Villatora. Quando pensiamo alla Protezione Civile, il pensiero va subito alle emergenze: alle piene del Brenta, ai maltempi, agli eventi improvvisi che mettono alla prova la tenuta del nostro territorio. In quei momenti bui e complessi, la divisa gialla della Protezione Civile è sempre stata la prima risposta e il primo segno di speranza per le famiglie di Limena. Ma il loro lavoro va ben oltre l’emergenza. C’è un’opera quotidiana fatta di prevenzione, di monitoraggio, di supporto alla comunità, di educazione nelle scuole e di vicinanza costante ai cittadini. Sono il volto operativo e il cuore pulsante della sicurezza del nostro comune. Il nostro grazie più profondo va a chi ha fondato questo gruppo quattro decenni fa, a chi ci ha preceduto e a quei volontari che purtroppo oggi non sono più tra noi, ma il cui esempio continua a guidare il nostro cammino. Allo stesso tempo, guardiamo con orgoglio ai volontari di oggi e ai giovani che decidono di avvicinarsi a questa realtà. La Protezione Civile rappresenta il punto più alto del senso civico e del valore del dono. A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza di Limena, va il mio più sincero e commosso grazie a tutti i volontari che ieri e oggi rendono possibile

questo grande valore”. “Festeggiare 40 anni dalla costituzione del Gruppo comunale di volontariato di Protezione Civile del comune di Limena e i 25 anni della nascita del gruppo SAF, – afferma il coordinatore del Distretto Medio Brenta e responsabile del gruppo comunale volontari di Protezione Civile di Limena Filippo Benetton – è un traguardo molto importante che ci rende orgogliosi. Sono 40 anni di sacrifici, di dedizione al soccorso, di addestramento e formazione continua, di assistenza alla cittadinanza. Anni in cui moltissimi uomini e donne si sono alternati per mettersi a disposizione del prossimo, di chi necessita di soccorso, di un semplice sorriso, di assistenza il tutto fatto con estrema serietà e professionalità. Dalla nascita ad oggi sono stati fatti tantissimi passi in avanti, siamo cresciuti professionalmente, ci siamo costantemente formati con diversi

corsi di specializzazione il tutto per essere sempre pronti per effettuare il soccorso senza mettere a rischio noi stessi in tutte quelle situazioni dove siamo stati chiamati ad intervenire. Avendo l’onore di essere coordinatore di questo splendido gruppo da 26 anni posso solo ritenermi fortunato e ringraziare di cuore tutti i volontari e volontarie che in qualsiasi ora del giorno e della notte senza guardare se sono giorni di festa o no sono sempre pronti a rispondere e mettersi a disposizione sottraendo tempo al lavoro, ma soprattutto alle loro famiglie per poter aiutare chi necessita di soccorso. Un altro importante traguardo raggiunto è quello della squadra SAF, specializzazione di soccorso in acque fluviali, che quest’anno festeggia i 25 anni di attività, avendo effettuato una grande crescita professionale per operare in un ambiente ostile e pericoloso come quello

acquatico, essere pronti per il soccorso durante gli alluvioni con possibili interventi in acqua sicuramente aggiunge un gran valore ai volontari stessi, ma soprattutto al gruppo di Limena. Un forte ringraziamento va all’amministrazione comunale attuale che ci ha sostenuto in questi tre giorni per festeggiare questo nostro meraviglioso traguardo, tre giorni di attività addestrativa formativa, ma anche di gioia e festa condivisa con la cittadinanza, con i familiari e amici, coinvolgendo tutti i volontari che hanno contribuito a rendere grande questo gruppo e che sostiene e stimola a fare sempre di più perché sapere di essere di aiuto a chi ha bisogno non può far altro che riempirci di gioia”. “40 anni di Protezione Civile a Limena e 25 anni di SAF, – conclude il consigliere incaricato alla protezione civile Lorenza Sartori – ai volontari attuali, agli ex volontari e ai fondatori va tutta la riconoscenza per questo servizio dal valore inestimabile. Abbiamo festeggiato insieme, tre giorni pieni di emozioni, di gratitudine e, nella logica di questo gruppo, anche durante i festeggiamenti, ci sono stati momenti di formazione non solo per stare insieme, ma anche per essere sempre pronti ad intervenire in caso di necessità”. • Fanny Xhajanka

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CURTAROLO

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Opere. Dalle gradinate al rifacimento della pista di atletica

IMPIANTI RINNOVATI E PIÙ ACCESSIBILI G radinate rinnovate, nuovi percorsi pedonali, abbattimento delle barriere architettoniche e una nuova pista di atletica: a Curtarolo sono in fase di ultimazione importanti interventi dedicati agli impianti sportivi comunali, realizzati grazie alla capacità dell’amministrazione di intercettare risorse e partecipare ai bandi disponibili. L’obiettivo primario di queste opere è valorizzare strutture fondamentali per la vita sociale del paese, offrendo ad atleti, società locali e appassionati spazi sempre più moderni, accoglienti e sicuri. È in corso di completamento l’intervento

finanziato attraverso il bando della Fondazione Cariparo denominato Work in sport, che ha permesso di intervenire sulle gradinate del campo sportivo. I lavori prevedono il rifacimento delle gradinate, la sostituzione dei seggiolini e il rifacimento della segnaletica a terra, con le strisce che accompagnano il pubblico nell’accesso agli spalti. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla fruibilità e all’accessibilità dell’impianto, con la realizzazione di due percorsi pedonali in cemento spazzolato di colore giallo e interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere

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architettoniche. Tali camminamenti consentiranno a tutti i cittadini, compresi gli utenti con ridotta mobilità o le famiglie con passeggini, di accedere agli spalti in totale autonomia e sicurezza. A questo intervento si aggiunge un’opera ancora più significativa: il rifacimento della pista di atletica, finanziato attraverso il bando ministeriale Sport e periferie. I lavori sono ormai in fase di conclusione e consentiranno di restituire alla comunità un impianto rinnovato e maggiormente adeguato alle esigenze degli sportivi, ponendo le basi anche per un eventuale rilancio delle attività agonistiche ed educative legate all’atletica leggera. Si tratta di interventi dall’importante impatto economico, che il Comune di Curtarolo è riuscito a sostenere anche grazie alle risorse ottenute attraverso la partecipazione ai bandi. “Questi lavori sono il risultato di un’attività costante di ricerca delle opportunità di

finanziamento – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici, Simone Duregon – Partecipare ai bandi richiede impegno, progettazione e capacità di intercettare le risorse, ma permette di realizzare opere importanti che altrimenti sarebbero difficili da sostenere con le sole risorse comunali. I lavori che stanno per concludersi rappresentano quindi non solo un miglioramento concreto degli spazi

dedicati allo sport, ma anche la conferma di una linea amministrativa che punta a cercare continuamente nuove risorse e nuove opportunità, partecipando ai bandi regionali, nazionali e di fondazioni, per portare sul territorio interventi di valore e di significativo impatto economico”. • Cristina Salvato

L’Istituto Comprensivo premiato per la salute

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Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SCARICA L’APP RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE

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’Istituto comprensivo di Curtarolo e Campo San Martino è entrato ufficialmente a far parte della Rete scuole che promuovono salute. A settembre si è tenuto l’evento ufficiale di consegna della targa di riconoscimento, che ha sancito l’ingresso del plesso all’interno di questo importante circuito. Il programma, promosso dalla Regione Veneto attraverso le Aulss e sostenuto dall’Ufficio scolastico regionale, si propone di diffondere tra i banchi una solida cultura incentrata sul benessere, sulla sicurezza e sulla legalità. Per ottenere questo traguardo, la scuola si è impegnata a integrare nel proprio piano dell’offerta formativa una serie di attività e progetti dedicati alla prevenzione, alla pratica sportiva e al rispetto dell’ambiente. Un risultato frutto di un cammino avviato già da

tempo e sostenuto in prima persona dalle istituzioni territoriali. L’amministrazione comunale di Curtarolo ha infatti fornito un contributo concreto al percorso, sostenendo e finanziando nel corso degli anni diversi interventi focalizzati sull’educazione all’affettività. Un traguardo significativo per tutto il territorio, come ha sottolineato anche il

primo cittadino, Martina Rocchio: “Questo riconoscimento conferma quanto sia fondamentale investire, in sinergia con il mondo scolastico e con le famiglie, nella crescita dei nostri ragazzi e nella costruzione di una comunità sempre più attenta al loro futuro”. • (CRIS.S.)


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VIGODARZERE

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Il caso. Il consigliere comunale Moreno Boschello chiede un tavolo urgente

Odissea del trasporto pubblico

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on la riapertura delle scuole e la ripartenza del trasporto pubblico con l’orario invernale si riaccende il dibattito sulle condizioni e sull’efficienza del trasporto pubblico locale a Vigodarzere. A sollevare la questione, evidenziando le troppe criticità che penalizzano il territorio, è il consigliere comunale Moreno Boschello. L’esponente politico lancia un appello ad amministrazione comunale, Provincia di Padova e BusItalia, affinché si coordinino per risolvere le criticità che riguardano maggiormente i pendolari e in particolare gli studenti. L’analisi del consigliere, resa

pubblica tramite un video reportage sui suoi canali social, mette in luce situazioni di pericolo per l’incolumità degli utenti dei mezzi pubblici, in modo particolare nelle frazioni. Il primo punto nero riguarda la frazione di Tavo: qui una parte dei ragazzi, per andare a scuola, deve utilizzare le fermate posizionate su via Villabozza, che coincide con la Strada Provinciale 46. “Gli studenti sono costretti a percorrere circa 100 metri a piedi lungo il ciglio della carreggiata senza alcun tipo di protezione, in totale assenza di marciapiedi e completamente esposti al maltempo o alle intemperie stagionali”, denuncia con preoccupazione Boschello. Una situazione speculare si registra a Saletto, nello specifico presso la fermata di riferimento di via Soriva. Anche in questo snodo si riscontra una carenza sul fronte della sicurezza stradale: “In via Soriva manca un attraversamento pedonale protetto, la visibilità per gli autisti e per le auto in transito è

insufficiente e manca una tettoia di protezione per ripararsi nei giorni di pioggia e maltempo”, incalza Boschello. Accanto ai problemi di sicurezza infrastrutturale, emerge un’incongruenza logistica legata all’integrazione del servizio. Vigodarzere è servita sia dalle linee urbane (Linea 19) sia da quelle extraurbane, ma la mancanza di coordinamento annulla questo vantaggio. “Ci sono fermate dell’urbano e, a un centinaio di metri più in là, quelle dell’extraurbano: vanno unificate quanto prima. Oggi gli utenti fanno molta fatica a capire quale bus prendere e, se ne perdono uno, non possono sfruttare l’alternativa perché costretti a camminare o correre da una fermata all’altra lungo la strada. Busitalia, Provincia e Comune devono trovare subito una soluzione condivisa: queste sono solo alcune delle tematiche aperte a Vigodarzere, ma la sicurezza dei ragazzi deve avere la priorità”. A causa di scelte di pianificazione ereditate dagli anni passati, Vigodarzere è tuttora priva del trasporto pubblico la domenica: in fase di revisione degli orari, sarebbe opportuno valutare l’inserimento di alcune corse in fasce orarie strategiche. • Cristina Salvato

Sintonizzati sul

P

rende avvio a Vigodarzere, in via del tutto sperimentale, Intrecci creativi, un nuovo mercatino interamente dedicato alle opere del proprio ingegno, agli oggetti fai-da-te, ai prodotti handmade e alla vendita o scambio di libri e giocattoli per ragazzi. L’iniziativa, fortemente voluta e promossa dall’assessorato al Commercio, si svilupperà lungo quattro appuntamenti domenicali, sempre in piazza Bachelet, dalle 9 alle 13 nelle date del 20 settembre, 18 ottobre, 15 novembre e 20 dicembre. “Lo spirito con cui è nato questo progetto – sottolinea l’assessore al Commercio, Cristina Mason – è avvicinare i più giovani alla cultura del riuso e valorizzare la creatività locale, offrendo un mercatino pensato per tutta la famiglia, nato per trascorrere insieme una giornata all’insegna della creatività, della condivisione e del divertimento”. La partecipazione all’evento è completamente gratuita ed è aperta a due distinte categorie di espositori: da un lato i bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, previa autorizzazione e con la presenza obbligatoria di un genitore, che potranno scambiare o vendere giocattoli usati, libri, fumetti, disegni o piccoli manufatti, con pri-

orità ai residenti nel Comune o che frequentano le scuole del territorio. Dall’altro i creativi, ovvero hobbisti che desiderano esporre e valorizzare opere proprie di modico valore realizzate esclusivamente con tecniche manuali e artistiche. L’assegnazione degli spazi avverrà in base all’ordine cronologico di presentazione delle richieste. Per poter esporre è necessario inviare l’apposita domanda di partecipazione almeno 20 giorni prima di ciascuna edizione, fatta eccezione per la sola prima giornata del 20 settembre. La documentazione, corredata dalla copia di un documento d’identità valido, va consegnata o inoltrata all’ufficio Protocollo del Comune di Vigodarzere. • (CRIS.S.)

L’ANELLO CICLABILE DEI COLLI EUGANEI Il percorso cicloturistico per conoscere e riscoprire il paesaggio, la storia e la natura delle colline padovane

L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei attraversa un territorio ricco di paesaggi, storia e tradizioni da scoprire con il ritmo lento della bicicletta. I suoi 63 chilometri possono essere percorsi in un’unica volta oppure suddivisi in più tappe, scegliendo di volta in volta quanto fermarsi e cosa visitare. Il percorso si snoda a pochi chilometri dalle città d’arte e dalle località termali. Lungo il tragitto si incontrano borghi e piccoli centri storici, ville venete, aree naturali e importanti siti storici. È un viaggio attraverso un territorio dove storia e natura convivono. Una parte significativa dell’anello si sviluppa all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un paesaggio caratterizzato da particolari conformazioni geologiche e patrimonio MAB Unesco Riserva della Biosfera. La bicicletta diventa così il filo conduttore di un modo semplice e piacevole di esplorare il territorio. ASCOLTACI SU itinerari di Per facilitare la conoscenza del territorio e la scelta degli WWW.VENETO24.IT è disponibile il sito dedicato https://www.cicloculturando.it/ Ascoltaci in tutto il Veneto in viaggio, auto sul SUL TUO PC O ALEXA (accessibile anche dal sito istituzionale www.provincia.padova.it). Nel sito istituzionale è inoltre disponibile la sezione https://www.provincia.padova.it/padova-natura-e-cultura dedicata a questo e altri itinerari ciclabili presenti nel territorio provinciale e alla descrizione di alcuni punti d’interesse.

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Il viaggio. L’assessore ha trascorso alcune settimane al fianco di fra Luca Santato

ALESSANDRA BERGAMIN IN MISSIONE IN MOZAMBICO C Svestiti temporaneamente i panni di amministratore locale a Vigodarzere, l’assessore all’ambiente Alessandra Bergamin ha scelto di mettere la propria professionalità di infermiera al servizio degli ultimi, volando in Mozambico per sostenere l’opera del missionario fra Luca Santato. Un viaggio profondo e toccante nella periferia della capitale Maputo, dove dal maggio 2024 è attivo il progetto Todos Irmãos, promosso dal frate cappuccino. Una realtà che si articola in tre pilastri fondamentali: un centro medico pediatrico, che offre circa quaranta visite gratuite al giorno grazie alla collaborazione con i Pediatri di famiglia per i bambini nel mondo e il personale locale; un doposcuola per l’alfabetizzazione dei bimbi di strada; un centro nutrizionale che garantisce pranzi comunitari quotidiani a chi non ha nulla. “Quest’anno ho scelto di fare un’esperienza missionaria come infermiera e semplice volontaria, al fianco di Fra Luca – racconta Alessandra Bergamin – e posso dire di aver conosciuto una realtà molto difficile e di estrema povertà, ma anche la gioia di bambini che giocano tra loro senza essere intrappolati dentro ad un cellulare”. Un’esperienza estremamente significativa che l’ha segnata nel profondo: “Ho conosciuto la gioia di poterli aiutare – continua – e di cercare di rendermi utile, dei loro sorrisi contagiosi e dei loro abbracci che conservo nel mio cuore”. L’assessore si è detta colpita dall’incessante operato del religioso, che si divide quotidianamente tra la gestione dei bambini, i campi profughi, i volontari e le complesse pratiche burocratiche. Ma la sfida più grande adesso si chiama Casa San Francesco e Santa Chiara, un orfanotrofio maschile e femminile in fase di costruzione a poca distanza dalla missione principale. L’obiettivo della struttura è strappare alla strada i minori soli, offrendo loro una formazione umana, spirituale e soprattutto tecnica legata all’agricoltura, sfruttando la fertilità della terra africana affinché un giorno possano avviare una propria attività autonoma. I lavori del cantiere sono a buon punto, ma serve l’ultimo sforzo collettivo. Per vedere l’opera completata mancano infatti ancora qualche migliaio di euro. Da qui il caloroso appello dell’assessore Bergamin, che invita l’intera cittadinanza a donare per dare un tetto a questi bambini: le modalità e i canali per effettuare un’offerta o una donazione sono reperibili direttamente sui suoi profili social. • Cristina Salvato

Piccoli gesti, grande bellezza

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na bellissima lezione di senso civico e amore per la propria comunità ha trasformato Vigodarzere in un teatro di generosità spontanea, arte e colori. Tutto è cominciato quando nel parco giochi di via Galilei, a Saletto, il castelletto multifunzione era stato preso di mira da alcuni vandali che lo avevano imbrattato con bombolette spray. Ma durante un sopralluogo sul territorio l’assessore all’Ambiente Alessandra Bergamin aveva notato che qualcuno lo aveva ripulito e ridipinto. Un misterioso residente, rimboccandosi le maniche, si era messo al lavoro di tasca propria con vernice e pennelli, preferendo l’immediatezza dei fatti alla visibilità o ai tempi burocratici dei canali ufficiali. Profondamente colpita da questo gesto disinteressato, l’assessore aveva lanciato un appello pubblico per rintracciare il benefattore. E aveva anche espresso il desiderio di conoscere l’anonimo writer che decora con simpatici animaletti i luoghi pubblici di Vigodarzere e dei Comuni limitrofi. L’invito ad uscire allo scoperto non è caduto nel vuoto: dopo qualche giorno l’enigma si è finalmente sciolto e l’impegno silenzioso ha trovato due volti e due nomi. Il primo cittadino a palesarsi è stato Manuele Carpanase, l’autore materiale del ripristino nel parco di Saletto. Spinto dal dispiacere nel vedere la giostrina dei più piccoli deturpata da immagini oscene, non ha esitato a prendere in mano il pennello e a ridipingere la struttura in pochissimo tempo, restituendo ai bambini uno spazio pulito ed accogliente. Poco dopo ecco comparire anche Mbeh Px che con i suoi piccoli capolavori, realizzati con discrezione e garbo, dimostra come l’arte figurativa e il colore possano abbellire i luoghi che abitiamo tutti i giorni, trasformando angoli anonimi in sprazzi di bellezza. Due persone profondamente diverse per stile ed espressione, ma accomunate dalla medesima filosofia: adoperarsi per il bene collettivo, donando il proprio tempo e il proprio talento senza chiedere assolutamente nulla in cambio. L’assessore Alessandra Bergamin ha voluto incontrarli per esprimere la gratitudine dell’intera comunità e per omaggiarli con un piccolo pensiero simbolico: a Manuele ha regalato un volume dedicato ai lupi, assecondando una sua grande passione personale, mentre per Mbeh Px la scelta non poteva che ricadere su un testo incentrato sulla storia della Street Art. • (CRIS.S.)


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LA CITTÀ CHE CAMBIA

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Mobilità. In queste settimane l’attenzione si sposta sul completamento della linea Stazione - Voltabarozzo

TRAM, I LAVORI PROCEDONO SU PIÙ FRONTI ENTRO L’AUTUNNO SIR3 IN PRE-ESERCIZIO Avanza anche il cantiere del Sir2 con la posa della passerella sopra via Friburgo e le altre opere

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l tram torna a scandire le giornate di studenti e pendolari, mentre i cantieri delle nuove linee cambiano strade, percorsi ciclabili e reti sotterranee. A Padova la ripartenza del Sir1, dal 10 settembre in coincidenza con il rientro a scuola, ha segnato una tappa del riassetto della mobilità cittadina. Dopo lo stop estivo, l’attenzione si sposta sul completamento del Sir3, che collegherà la stazione a Voltabarozzo, e sulle opere che accompagnano il Sir2: tra queste, la passerella destinata a portare pedoni e biciclette sopra via Friburgo e la ferrovia per l’Interporto. La sospensione del servizio tra luglio e agosto è servita ad adeguare piazzale Stazione al sistema Smart, la futura rete integrata del tram. Durante i

polinea, servendo quartieri residenziali, scuole, parchi e le aree ospedaliere. Il passaggio successivo sarà quello delle verifiche tecniche, necessarie ad accertare la corretta esecuzione delle opere. Il programma indicato prevede in autunno l’avvio del pre-esercizio, la fase

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due mesi di lavori è stata completata la linea aerea di contatto, che alimenta i convogli, sono state realizzate due nuove fermate funzionali al nuovo assetto e installati due scambi. L’ultima fase del cantiere ha riguardato asfaltature e finiture. Prima della riattivazione, la commissione ministeriale ha effettuato un sopralluogo, indicando alcune prescrizioni da rispettare. Con la nuova configurazione, il tram percorre l’intero anello della stazione senza la necessità di fermarsi per alzare o abbassare il pantografo. Sul fronte del Sir3, la linea è ormai vicina al completamento. Le lavorazioni riguardano gli impianti semaforici e di alimentazione, ma anche le sistemazioni lungo il tracciato: asfalti, marciapiedi e nuove rotatorie, come quella di via Gattamelata. Il collegamento tra Voltabarozzo e la stazione si svilupperà per circa 5,5 chilometri, con undici fermate più il ca-

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che precede il servizio con i passeggeri: un passaggio distinto dall’apertura al pubblico. A est della città, intanto, prende forma uno degli interventi più visibili legati al Sir2. In agosto è iniziata la posa della passerella ciclopedonale lungo il lato nord di via Venezia e via San Marco, parallela al cavalcavia. Lunga complessivamente circa 150 metri, consentirà di superare via Friburgo e i binari diretti all’Interporto attraverso un percorso protetto. L’obiettivo è assicurare continuità alla pista ciclabile che affianca il tracciato tranviario, con una soluzione analoga a quella prevista accanto al cavalcavia di via Chiesanuova. La struttura comprende due rampe di accesso e quattro campate in quota, costruite con elementi prefabbricati in acciaio di lunghezza variabile tra 28 e 40 metri. Le prime operazioni hanno interessato la campata sopra la ferrovia e quella sul lato verso Padova, con il coordinamento dei tecnici di Rfi. Il programma dei lavori prevede poi il completamento delle rampe di raccordo con la ciclabile a terra, la posa delle pavimentazioni e i collaudi necessari prima dell’utilizzo. Una parte consistente della trasformazione resta invece sotto l’asfalto. I cantieri hanno permesso al Comune e ad AcegasApsAmga di intervenire sulle reti idriche e fognarie: venti chilometri di nuove condotte, circa cinquecento allacci e un investimento di 14 milioni di euro. Secondo i dati diffusi, gli interventi hanno consentito di ridurre le perdite idriche di 700 mila metri cubi nell’arco di pochi anni, una quantità paragonata al consumo annuo di una città di diecimila abitanti. Le opere hanno coinvolto anche gas e fibra ottica, insieme alla posa di cavidotti destinati a ospitare servizi futuri senza dover riaprire le strade. Un rinnovo che amplia la portata dei lavori oltre il trasporto pubblico e lascia alla città infrastrutture destinate a durare anche dopo la chiusura dei cantieri. La sfida sarà collegare questi interventi in un sistema capace di rendere più semplici gli spostamenti quotidiani, dall’accesso alle fermate ai tragitti a piedi e in bicicletta tra i quartieri.


TERRITORIO

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L’elezione. E’ il più giovane presidente di provincia d’Italia, 35 anni, sindaco di San Giorgio delle Periche al secondo mandato

CANELLA NUOVO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: “IN PRIMO PIANO SCUOLE SUPERIORI E VIABILITÀ” Con un bilancio di oltre 200 milioni di euro l’ente gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: “La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete”

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aniele Canella è il nuovo presidente della Provincia di Padova. Trentacinque anni, sindaco di San Giorgio delle Pertiche al secondo mandato, è il più giovane a ricoprire l’incarico nella storia dell’ente padovano e il più giovane presidente di Provincia d’Italia. Candidato unico, sostenuto da diverse componenti politiche del territorio, arriva alla guida dell’amministrazione dopo quattro anni da vicepresidente, gli ultimi due con funzioni di vicario. “È una grande responsabilità: saper essere il presidente di tutti e interpretare le aspettative degli amministratori e dei sindaci del Padovano”, commenta il neopresidente. Il primo passaggio

sarà l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri provinciali, per definire la squadra e avviare il mandato. Al centro del lavoro ci saranno le scuole superiori e la viabilità, due ambiti che incidono direttamente sulla vita quotidiana di studenti, famiglie e pendolari. Da oltre un decennio la Provincia ha visto ridursi competenze, risorse e personale, ma conserva un ruolo decisivo nella gestione di un territorio composto da 101 Comuni, con caratteristiche e necessità spesso differenti. “Parliamo di un ente con un bilancio di oltre 200 milioni di euro, che gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: più di 1.300 chilometri di strade, oltre mille ponti e gli edifici delle scuole superiori — sot-

tolinea Canella —. Ho maturato questa esperienza direttamente sul campo e credo che durante il mandato sarà importante far comprendere ai cittadini quanto conti ancora il ruolo delle Province, fondamentali nel raccordo tra il territorio, la Regione e lo Stato”. La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete, individuando le priorità e tenendo insieme le richieste dei diversi territori. Per Canella il passaggio alla presidenza avviene nel segno della continuità amministrativa, dopo un’esperienza che lo ha portato a seguire numerosi settori dell’ente. Il suo percorso amministrativo si è consolidato a San Giorgio delle Pertiche: eletto sindaco nel 2019 con il 61,8 per cento dei consensi, è stato riconfermato nel 2024 con il 77,3 per cento. Dal 2020 presiede il Collegio degli assessori al Turismo della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Vicepresidente dal 2022, nella consiliatura 2024-2026 ha avuto le deleghe alla

Il neo presidente della Provincia di Padova Daniele Canella

pianificazione territoriale e all’urbanistica, al personale e al patrimonio, alle società partecipate, ai contratti e alle gare. Tra le sue responsabilità anche il coordinamento dei progetti Pnrr, i rapporti con l’Unione delle Province italiane e le riforme istituzionali. Un lavoro che

ora proseguirà dalla presidenza, con il compito di trasformare il consenso raccolto attorno alla sua candidatura in un programma condiviso. • Sara Busato

Il gusto guida la spesa dei turisti a Padova, in città si impongono bar e ristoranti

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l comparto della ristorazione e dei pubblici esercizi si conferma il vero motore dell’esperienza turistica nel territorio padovano, trasformando l’enogastronomia da semplice servizio accessorio a pilastro centrale dell’economia locale. L’analisi dei dati rilevati dall’Osservatorio del Turismo Regionale Federato, basata sulle transazioni con carte di credito nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 25 agosto, traccia una mappa dettagliata dei comportamenti di spesa di visitatori ed escursionisti, mettendo in luce dinamiche differenti ma complementari tra il capoluogo e il bacino termale ed euganeo. Nella città del Santo, la voce principale del

budget turistico è rappresentata proprio dalla ristorazione e dai locali pubblici. Bar, enoteche, trattorie e ristoranti intercettano complessivamente il 21,7% della spesa totale tracciata. Nel dettaglio, la sola ristorazione assorbe il 17,13% degli acquisti, mentre il mondo dei bar e della somministrazione di bevande si attesta al 4,54%. A questa quota si affianca la spesa effettuata presso i minimarket, i supermercati e le attività alimentari specializzate, che raggiunge il 21,45%, a testimonianza di una presenza significativa di flussi di passaggio, escursionisti giornalieri e visitatori legati a forme di turismo morbi e fuggi.

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Molto più contenuta appare invece la quota d’incasso diretta riservata alle strutture ricettive del capoluogo, dove la voce pernotto tra alberghi, bed and breakfast e locazioni turistiche si ferma al 5,3%. Questo divario evidenzia come la città sia vissuta intensamente all’esterno delle camere d’albergo, lungo le piazze, le vie del centro e i dehors, consolidando l’immagine di Padova come destinazione d’arte e cultura in cui l’esperienza conviviale e la sociabilità attorno a un tavolo o all’ora dell’aperitivo costituiscono parte integrante del viaggio. • (V.G.)

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L’arte della beffa

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Segue da pag. 1

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica

al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se

possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.

Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina

AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.

Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti

stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che

Alberto Stefani

non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso

Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità

“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla

stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza


REGIONE

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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche

La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni

storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le

direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici

con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility

del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.

VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS

L

a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di

DIRETTA SPO T24 T 24

qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado

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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.

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REGIONE

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Meteo. L’assessore regionale al clima: “Adattamento e prevenzione le sfide dei prossimi anni”

Venturini: “Estate 2026 la più calda in Veneto Superato anche il 2003, record da affrontare” L ’estate 2026 entra nella storia climatica del Veneto come la più calda mai registrata. I primi dati sull’intera stagione indicano infatti una temperatura media di 23,5 °C, superiore, seppure di un decimo, ai 23,4 °C dell’estate 2003, che per oltre vent’anni ha rappresentato il principale termine di paragone per il caldo eccezionale nella regione. «Quella che abbiamo appena vissuto è stata un’estate eccezionale. Il confronto con il 2003 ci dà immediatamente la dimensione di quello che è accaduto: quella che per oltre vent’anni abbiamo considerato l’estate fuori scala oggi è stata superata. Ma il dato che deve farci riflettere maggiormente non è il singolo record, quanto la continuità del caldo e la persistenza di temperature molto elevate per gran parte della stagione», dichiara Elisa Venturini, assessore regionale al Clima. A rendere straordinaria l’estate 2026 è stata infatti la successione delle anomalie. Giugno ha fatto registrare temperature medie regionali di 3,1 °C superiori alla norma 1991-2020, risultando il quarto giugno più caldo dal 1991. Particolarmente eccezionale

l’ultima decade del mese, con temperature massime superiori di 6,7 °C alla norma. Il caldo non ha mollato la presa neppure a luglio, risultato il quarto più caldo della serie storica, con una temperatura media superiore di 2,1 °C alla norma. In pianura si sono registrate mediamente 15 notti tropicali e 24 giornate con temperature massime superiori ai 30 °C. Infine agosto, secondo più caldo mai registrato in Veneto e vicinissimo al primato dell’agosto 2003, ha chiuso la stagione con una temperatura media regionale di 3,2 °C sopra la norma. «Giugno, luglio e agosto raccontano tutti la stessa storia: temperature molto superiori alla norma, con pause relativamente brevi tra un’ondata di calore e l’altra. È soprattutto questa persistenza a rendere eccezionale il 2026. Non parliamo di qualche giornata particolarmente calda, ma di settimane nelle quali persone, città, attività produttive ed ecosistemi sono rimasti sottoposti a uno stress termico continuo», sottolinea Venturini. Nel corso dell’estate sono state registrate quattro distinte ondate di calore: dal 17

giugno al 1° luglio sull’intero territorio regionale; dal 7 al 16 luglio su circa il 20% del Veneto; dal 29 luglio al 7 agosto nuovamente su tutta la regione; e dal 9 al 16 agosto su circa il 60% del territorio. Particolarmente significativo anche il disagio fisico provocato dalla combinazione tra temperature elevate e umidità. Le ondate registrate tra giugno e agosto si collocano tra le più lunghe e intense osservate in Veneto, a fronte di una durata media storica di circa quattro giorni. Emblematico anche quanto accaduto durante le ore notturne. Ad agosto in pianura si sono contate mediamente 18 notti tropicali, cioè con temperature minime mai inferiori ai 20 °C: tredici in più rispetto alla norma 1991-2020 e un numero circa sei volte superiore alla media degli anni Novanta. A Chioggia e Pila-Porto Peschereccio le notti tropicali sono state 30 su 31. La stagione ha inoltre fatto segnare numerosi nuovi record assoluti di temperatura: 31 per le minime, 46 per le medie e 17 per le massime. Tra i valori più significativi figurano i 39,2 °C raggiunti a Trebaseleghe,

Elisa Venturini

i 38,8 °C di Teolo e i 37,3 °C di Crespadoro. Sul fronte delle precipitazioni, l’estate è stata caratterizzata da quantitativi complessivamente inferiori alla media e soprattutto da una distribuzione molto irregolare: lunghi periodi asciutti sono stati intervallati da episodi temporaleschi localmente molto intensi, accompagnati da grandine, piogge concentrate e fortissime raffiche di vento. “È questa forse la fotografia più significativa dell’estate che abbiamo vissuto: caldo molto intenso e persistente, periodi prolungati con poche precipitazioni e poi fenomeni meteorologici capaci di manifestarsi con grande violenza in pochissimo tempo.

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Condizioni che hanno conseguenze sulla disponibilità d’acqua, sull’agricoltura, sulle nostre città, sugli ecosistemi e sulla sicurezza del territorio”, evidenzia l’assessore. Gli effetti delle temperature eccezionali sono visibili anche in montagna, dove durante agosto è proseguita la fusione dei ghiacciai e dei rock glaciers insieme al degrado del permafrost. Nel sito di riferimento del Piz Boè, a 2.900 metri, alla fine del mese non risultava più terreno gelato. «I dati ci dicono che il cambiamento climatico non è uno scenario lontano, ma qualcosa con cui il Veneto deve già fare i conti. La risposta deve muoversi su due fronti: continuare a ridurre le cause che alimentano il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, aumentare la capacità dei nostri territori di adattarsi alle conseguenze che sono già evidenti. Adattamento e prevenzione saranno una delle grandi sfide dei prossimi anni: significa proteggere le persone, l’acqua, l’ambiente, le attività economiche e rendere il Veneto sempre più resiliente di fronte a fenomeni climatici che stanno diventando più frequenti e intensi», conclude Venturini.

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L’intervento. Il segretario nazionale Udc sulla tenuta della coalizione di centrodestra e sulla prossime sfide

GOVERNO, DE POLI: “QUATTRO ANNI DI STABILITÀ AVANTI CON FAMIGLIE, CETO MEDIO E AUTONOMIA” I l Centrodestra al Governo con Giorgia Meloni, il 4 settembre scorso, ha tagliato un traguardo storico: è l’Esecutivo più longevo della storia della Repubblica. Per il segretario nazionale dell’UDC, senatore Antonio De Poli, è un risultato che va oltre il dato simbolico: “A parlare sono i numeri, i risultati concreti e tangibili: rispetto al 2022, quando il Governo si è insediato, abbiamo oltre

1,3 milioni di posti di lavoro in più. È un dato importante, che racconta un’Italia che ha cambiato passo e dimostra come la stabilità possa tradursi in risultati concreti”. Secondo De Poli, il dato sull’occupazione segna anche una precisa discontinuità rispetto al passato. “Il Centrodestra ha voltato pagina. Abbiamo lasciato alle nostre spalle una stagione di assistenzialismo che

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ha speso circa 34 miliardi per il Reddito di cittadinanza, senza costruire un vero percorso di ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. La nostra idea è diversa: aiutare chi è in difficoltà, ma soprattutto creare le condizioni perché le persone possano lavorare, essere autonome e costruire il proprio futuro”. Per il segretario nazionale dell’UDC, la stabilità rappresenta dunque uno strumento, non un traguardo. “Quattro anni di Governo hanno consentito al Paese di affrontare una fase internazionale ed economica molto complessa con una guida stabile e una direzione riconoscibile. La coalizione ha dimostrato di saper governare insieme, mantenendo le proprie identità e trovando una sintesi su una visione comune. Ora dobbiamo proseguire su questa strada”. La priorità, per l’UDC, è trasformare la stabilità in risposte ancora più concrete per le famiglie e per il ceto medio. “Per noi queste sono e rimarranno le priorità: ridurre la pressione fiscale su chi lavora, produce e investe, sostenere le famiglie, affrontare con maggiore determinazione la denatalità e dare ai giovani la possibilità concreta di costruire un futuro. La stabilità ha valore se migliora la vita delle persone”. De Poli sottolinea inoltre il valore

Il senatore Antonio De Poli con Giorgia Meloni

politico di un altro risultato che riguarda direttamente il Veneto: il percorso verso l’autonomia differenziata. “Grazie alla determinazione di tutto il Centrodestra, al lavoro del ministro Roberto Calderoli e anche al contributo dell’UDC, abbiamo compiuto un passo decisivo verso l’autonomia del Veneto”. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato lo schema di intesa definitivo sulle prime quattro materie. “È un passaggio storico – afferma De Poli –. Ora siamo all’ultimo miglio, con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Dobbiamo completare il percorso con serietà e responsabilità”. Per il senatore UDC, l’autonomia significa anche rispettare la volontà espressa dagli elettori. “Nel 2017 milioni di cittadini veneti hanno

detto sì al referendum sull’autonomia. Portare avanti quel percorso significa dare seguito a quella volontà popolare, rafforzando l’efficienza delle istituzioni e la capacità dei territori di rispondere ai bisogni dei cittadini, nel rispetto dell’unità nazionale e della solidarietà”. Quattro anni di Governo rappresentano quindi, secondo De Poli, “un traguardo storico, ma soprattutto una responsabilità”. L’UDC rivendica il proprio contributo alla maggioranza, portando nella coalizione “l’attenzione alle famiglie, al ceto medio, ai territori e al mondo produttivo”. “Non ci interessano i record da bacheca – conclude De Poli –. Ci interessa quello che possiamo ancora fare per l’Italia. La stabilità è importante per lasciare agli italiani un Paese più forte, più competitivo e più vicino alle esigenze delle persone”.

De Poli rimette in moto lo scudo crociato: “Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc”

“S

ventoliamo con orgoglio la bandiera dello Scudo crociato. Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc, anche perché senza il Centro la coalizione non può vincere. Oggi è decisivo rafforzare l’area politica e culturale di Centro per far crescere il Centrodestra, dare risposte concrete e rispondere alle attese di quell’elettorato moderato, tanco degli slogan urlati e, alle ultime Politiche, nel 2022, si è rifugiato nell’astensionismo”. Con queste parole il segretario nazionale Udc Antonio De Poli ha concluso la Festa nazionale del partito a Roma. Rivolgendosi alla platea di parlamentari, dirigenti, amministratori, simpatizzanti e militanti dello Scudo crociato, De Poli ha lanciato un appello: “Dobbiamo tornare nelle piazze con i nostri principi e valori e dobbiamo urlarli, non sussurrarli”. “In questa due-giorni, in molti, dalla premier Meloni ai vicepremier Salvini e Tajani, ci hanno detto che siamo fondamentali. Siamo felici che ce lo riconoscano, ma ci devono rispettare a Roma così come nel più piccolo Comune”. Il ragionamento del leader UDC è lineare: alle ultime elezioni, un elettore su 3 non è andato a votare. “Il partito dell’astensionismo è quello maggioritario. Sono i voti dell’area cattolica e moderata, che ha costruito l’Italia e che vuole guardare al futuro”, spiega De Poli che, alla vigilia dell’esame finale della legge elettorale in Senato, esulta per la reintroduzione delle preferenze, “una battaglia storica dell’Udc” e indica le priorità in vista della

prossima Legge di Bilancio: “Bisogna intervenire in maniera coraggiosa su giovani, famiglie e ceto medio”. Il segretario Udc rimarca che “a differenza di qualcun altro, per noi la politica non è un ring, ma ascolto, dialogo, concretezza. A chi parla di classi separate per i disabili e nega il femminicidio, diciamo che noi stiamo dall’altra parte”. “Non possiamo tornare indietro nella storia”, è il suo monito. “Ai nostri amici alleati – continua De Poli – diciamo: torniamo a parlare di noi, del Centrodestra equilibrato, moderno e plurale, dei risultati raggiunti in questi 4 anni di Governo. Il futuro della coalizione non è nella ricorsa agli estremismi”. “Da oggi in avanti si aprirà una delle campagne elettorali più dure della storia repubblicana”, avverte il leader dell’Unione di centro che è pronto a mobilitare il partito: “Da Nord a Sud, nei prossimi mesi, organizzeremo una serie di assemblee. E’ tempo di tornare nei territori, di rimettere in moto la macchina dello Scudo crociato. L’Italia ha bisogno di noi”, ha concluso.


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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale

ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo

Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi

“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.

come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture

Alessandro Berton

all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce

una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.

Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio

IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce

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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche

nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e

Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori

che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto

tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.

TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità

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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.


Sintonizzati Ristrutturare casa a Padova: il vero lusso oggi è non dover pensare a tutto sul Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di

Michela Calzarotto e Filippo Bruseghin raccontano come sta cambiando il modo di affrontare una ristrutturazione completa e perché, nel 2026, il chiavi in mano risponde a un’esigenza sempre più concreta.

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Una ristrutturazione comincia quasi sempre da una bella idea. Aprire la cucina sul soggiorno. Recuperare una stanza. Rendere il bagno più funzionale. Cambiare completamente volto a un appartamento acquistato da poco. Poi arriva tutto il resto. Preventivi, pratiche, impianti, fornitori, materiali, consegne, artigiani, tempi da incastrare. La casa cambia. Nel frattempo cambia anche l’agenda di chi la sta ristrutturando. Da qui nasce uno dei motivi per cui sempre più persone si interessano alle ristrutturazioni chiavi in mano: non per rinunciare alle proprie scelte, ma per evitare che il progetto diventi un lavoro parallelo. Ne parliamo con Michela Calzarotto e Filippo Bruseghin di Edilizia PER, realtà di Limena che segue ristrutturazioni di case e appartamenti a Padova e provincia.

Michela, oggi chi entra da voi vuole davvero “pensare meno”? Michela: Vuole pensare alle cose giuste. Una persona deve poter decidere come vuole vivere la propria casa, quali ambienti sono importanti, cosa sente suo e cosa invece non funziona più. Non dovrebbe passare le giornate a capire se prima deve arrivare l’elettricista o il cartongessista. Il chiavi in mano serve proprio a questo: lasciare al cliente le decisioni che riguardano la sua casa e affidare a chi segue il progetto tutto ciò che serve per realizzarle.

Qual è la prima cosa che osservi quando entri in una casa da ristrutturare? Michela: Come viene usata. Prima ancora dello stile guardo i movimenti, gli spazi vuoti, quelli troppo pieni, le stanze che funzionano male rispetto alla vita reale. A volte non servono più metri quadrati. Serve usarli meglio. Una casa può cambiare moltissimo senza necessariamente diventare più grande.

Filippo: Quando bisogna far succedere le cose nel giusto ordine. Se una lavorazione slitta, può spostare quella successiva. Se una misura non torna, bisogna capire subito cosa comporta. Se durante una demolizione emerge qualcosa che non era previsto, la decisione presa in quel momento può avere conseguenze sul resto del progetto. Il coordinamento serve proprio a evitare che ogni passaggio venga gestito come un problema a sé.

Quindi il vero problema non è l’imprevisto? Filippo: No. Negli immobili esistenti l’imprevisto può capitare. Il problema è quando diventa responsabilità del cliente capire come risolverlo. Una persona che sta ristrutturando casa non dovrebbe ricevere cinque telefonate con cinque versioni diverse dello stesso problema. Dovrebbe avere un riferimento che analizzi la situazione e proponga una strada.

Michela, il chiavi in mano rischia di sembrare un servizio per chi vuole delegare tutto. Michela: Delegare non significa essere esclusi. Spesso succede il contrario. Quando una persona non è sommersa dalle questioni operative, riesce a concentrarsi meglio sulle decisioni che incidono davvero sulla casa. Materiali, distribuzione, funzionalità, priorità, budget. Il nostro compito è dare una struttura a tutte queste scelte.

C’è una richiesta che senti più spesso rispetto al passato? Michela: “Voglio sapere prima dove sto andando.” Mi sembra una sintesi molto chiara. Le persone sono più attente e vogliono comprendere meglio il progetto, il percorso e le priorità. Non cercano soltanto una casa bella alla fine. Vogliono sapere come ci si arriverà.

Siamo a settembre 2026. Anche il calendario fiscale entra nelle valutazioni? Filippo : Sì, soprattutto per chi aveva già in programma di intervenire. Per le spese sostenute nel 2026, nei casi previsti dalla normativa, la detrazione per le ristrutturazioni arriva al 50% per l’abitazione principale. Per gli altri immobili l’aliquota è del 36%. Il limite massimo agevolabile resta di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2027 le percentuali previste scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. Non è un motivo per improvvisare una ristrutturazione. È però un’informazione importante per chi stava già pensando di farla.

Quanto conta quindi partire in questo periodo? Filippo: Conta iniziare a ragionare adesso, non necessariamente aprire il cantiere domani. Prima dei lavori ci sono sopralluoghi, progetto, preventivi, pratiche, ordini e programmazione. Arrivare alla fine dell’anno con un progetto già impostato è molto diverso dal cominciare a pensarci all’ultimo momento.

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Per il bagno avete invece una possibilità specifica fino a fine anno. Michela: Sì. Edilizia PER è partner Fiditalia per i progetti dedicati al rifacimento bagno. Fiditalia è una società finanziaria specializzata nel credito al consumo e questa collaborazione ci permette di offrire una formula di pagamento pensata proprio per chi vuole affrontare questo intervento. La promozione resta attiva fino al 31 dicembre 2026 e prevede la possibilità di valutare fino a 30 rate senza interessi, con un anticipo del 30%. La concessione del finanziamento resta soggetta all’approvazione di Fiditalia.

Perché può fare la differenza proprio sul bagno? Michela: Perché il bagno è uno degli ambienti che si continua a usare anche quando non funziona più bene. Ci si abitua alla doccia scomoda, agli spazi poco pratici, a una disposizione che non risponde più alle esigenze della famiglia. La possibilità di distribuire la spesa nel tempo può aiutare a smettere di rimandare un intervento che spesso è già necessario da tempo.

Se doveste spiegare il chiavi in mano senza usare l’espressione “chiavi in mano”? Michela: Poter immaginare la propria casa concentrandosi sulle scelte che contano davvero. SU Filippo: Sapere che,ASCOLTACI da quel momento in poi, c’è qualWWW.VENETO24.IT cuno che coordina persone, tempi, lavorazioni e imSUL TUO PC O ALEXA previsti.

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Case della Comunità, parte la campagna del Veneto

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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazio-

ni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruo-

lo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle

strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco

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34 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi

West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»

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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territo-

rio padovano. «Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri

agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ricordando l’importanza dei repellenti e

delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è quello della One Health, un approccio

che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo

Influenza aviaria e vaccini: «Proteggono gli animali e non rendono meno sicure carne e uova»

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i nostri microfoni di radio Veneto24, intervistata da Vincenzo Gottardo, la dottoressa Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha affrontato un tema tornato al centro del dibattito: l’utilizzo dei vaccini contro l’influenza aviaria. L’aviaria, spiega Ricci, rappresenta da anni una delle principali emergenze per il settore avicolo. Il problema ha colpito duramente anche il Veneto, in particolare la provincia di Verona, ma con focolai importanti anche nel Padovano. Solo nella stagione 2021-2022 milioni di polli e tacchini sono morti o sono stati abbattuti, con danni economici stimati in circa 300 milioni di euro. Per anni il vaccino è stato considerato una possibile soluzione per ridurre il ricorso agli abbattimenti. Oggi questa possibilità è diventata concreta. I vaccini disponibili si sono dimostrati

efficaci nel prevenire l’infezione e la diffusione del virus e rappresentano uno strumento aggiuntivo per proteggere gli allevamenti e il benessere degli animali. Ma il tema riguarda anche la salute umana. L’influenza aviaria, infatti, è considerata un rischio per l’uomo soprattutto per la possibilità, seppur non automatica, che un virus possa compiere un salto di specie. Da qui l’importanza di controllare la circolazione del virus negli animali. Ricci rassicura anche i consumatori: i vaccini non compromettono la sicurezza delle carni o delle uova. «Non hanno alcun effetto sulle carni e quindi sul consumo né delle carni né delle uova», spiega, ricordando inoltre che si tratta di prodotti autorizzati a livello europeo e nazionale. Dall’aviaria il confronto si sposta poi sulla ricerca scientifica, considerata decisiva proprio per affrontare emergenze come

questa. Secondo Ricci, la ricerca italiana mantiene un livello molto alto, ma continua a scontare difficoltà legate soprattutto alle risorse e alle condizioni offerte ai ricercatori. Molti giovani italiani, osserva, riescono a costruire carriere importanti all’estero anche perché trovano maggiori opportunità e sostegno. Per questo, secondo la direttrice, servono finanziamenti, stabilità e soprattutto fiducia nei ricercatori più giovani. Il punto, però, non è soltanto economico. Ricci richiama anche la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, scienza e istituzioni. Una fiducia che negli ultimi anni, anche sul tema dei vaccini, si è progressivamente indebolita. «Le persone devono ritrovare questa fiducia nella ricerca, nella scienza e anche nelle istituzioni», è l’appello della direttrice. Un obiettivo che, secondo Ricci, richiede un lavoro comune tra ricercatori, istituzioni e mezzi di comunicazione. (V.G.)

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37 Chirurgia. Il punto del coordinatore trapianti Pietro Paolo Murdaca

«Senza donatore non c’è trapianto»: a Cittadella cresce la cultura della donazione

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enza donatore non c’è trapianto». È una frase semplice, ma racchiude il significato di una scelta capace di trasformare un momento di dolore in una nuova possibilità di vita. La donazione di organi, tessuti e cellule rappresenta infatti uno dei gesti più profondi di solidarietà e responsabilità civile: per chi attende un trapianto può significare la possibilità concreta di curarsi e tornare a guardare al futuro. Diffondere questa consapevolezza è uno degli obiettivi del Coordinamento trapianti dell’ospedale di Cittadella. «Tra gli obiettivi principali del Coordinamento trapianti – spiega Pietro Paolo Murdaca, medico anestesista e rianimatore e coordinatore Trapianti dell’ospedale di Cittadella – c’è proprio la diffusione della cultura della donazione, attraverso informazione e sensibilizzazione, perché ogni persona possa compiere una scelta libera e consapevole». Ogni anno sono migliaia gli italiani che attendono un trapianto. Il sistema nazionale è considerato tra

i più efficienti d’Europa e il Veneto rappresenta una delle realtà più significative sul fronte delle donazioni. Nonostante i risultati raggiunti, però, il numero dei donatori continua a non essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste. «Anche dopo la vita possiamo continuare a fare del bene e regalare una nuova possibilità – sottolinea Murdaca –. Un solo donatore può salvare o migliorare la vita di più persone. Donare gli organi signifi-

ca trasformare una perdita in una nuova speranza». È proprio questo il messaggio che il personale sanitario cerca di portare tra i cittadini: informarsi, conoscere le procedure e decidere consapevolmente se dare il proprio consenso significa contribuire a creare una rete di solidarietà capace di incidere concretamente sulla vita di altre persone. L’Ulss 6 Euganea porta avanti da tempo attività di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti. Nel territorio di competenza dell’ospedale di Cittadella, Murdaca e l’infermiere Pier Paolo Olivo organizzano incontri dedicati al tema della donazione di organi, tessuti e cellule, anche attraverso testimonianze dirette. L’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni corrette e comprensibili, così da favorire una scelta consapevole e permettere a chi partecipa agli incontri di diventare a sua volta portatore di un messaggio di solidarietà. I numeri confermano la presenza

di una sensibilità significativa nel territorio: nel 2025 sono stati più di trenta i donatori nell’area afferente all’ospedale della città murata. E il valore di ogni singola donazione va ben oltre il numero dei donatori: una persona può infatti rendere disponibili diversi organi, tessuti e cellule, consentendo a più pazienti di beneficiare di quello stesso gesto. La decisione di donare può essere presa e formalizzata mentre si è in vita. Esprimere in anticipo la propria volontà è particolarmente importante perché, in assenza di una dichiarazione dell’interessato, nel momento del decesso la scelta può ricadere sui familiari, chiamati a decidere in una situazione di profondo dolore. Il consenso può essere espresso presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. È inoltre possibile registrare la propria volontà online attraverso il portale dell’Associazione italiana donatori organi, utilizzando Spid o Carta d’identità elettronica, oppure rivol-

gendosi alla propria Ulss e compilando l’apposito modulo. Un’altra possibilità è redigere e firmare una dichiarazione da conservare tra i propri documenti personali. La volontà può essere modificata in qualsiasi momento. La donazione degli organi segue una procedura medica precisa e rigorosa, nella quale ogni fase viene verificata da specialisti. L’espianto e il successivo trapianto di organi, tessuti e cellule richiedono il coordinamento di diverse équipe sanitarie e un’organizzazione complessa. A stabilire l’assegnazione degli organi ai pazienti inseriti nelle liste d’attesa è il Centro nazionale trapianti, sulla base di criteri che tengono conto, tra gli altri elementi, dell’urgenza e della compatibilità. Dietro ogni trapianto ci sono dunque una macchina sanitaria altamente organizzata e, prima ancora, una scelta individuale. Quella di una persona che decide di dire sì alla donazione, offrendo anche dopo la propria morte una possibilità concreta a chi sta aspettando una nuova vita.

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Lo studio. Il gruppo guidato dal professor Giuseppe Tarantini protagonista al Congresso della Società Europea di Cardiologia

La cardiologia interventistica guarda al futuro, uno studio su 4mila pazienti può cambiare la cura dell’infarto

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adova è protagonista della cardiologia interventistica mondiale: uno studio su 4 mila pazienti porterà alla stesura delle nuove linee guida per la presa in carico e la cura dell’infarto. Il gruppo guidato dal prof. Giuseppe Tarantini, professore ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università di Padova e direttore della UOSD Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, torna per il secondo anno consecutivo tra i protagonisti del Congresso della Società Europea di Cardiologia che è il più grande appuntamento cardiologico mondiale. Il nuovo studio è stato presentato come Late-Breaking Clinical Trial nella Main Arena davanti a migliaia di specialisti ed è stato pubblicato sul prestigioso European Heart Journal che si conferma la più importante rivista scientifica internazionale nel settore della cardiologia per impact factor. Il lavoro rafforza e amplia i risultati della precedente ricerca pubblicata dallo stesso gruppo padovano sul New England Journal of Medicine estendendo ora l’analisi a circa 4 mila pazienti e includendo, oltre ai Paesi occidentali, anche popolazioni dell’Asia orientale. Al centro dell’indagine clinica c’è un approccio sempre più personalizzato al trattamento dell’infarto. Il principio è non limitarsi alla riapertura dell’arteria responsabile dell’evento acuto, ma valutare l’intero albero coronarico e trattare anche le altre stenosi che presentano un reale significato emodinamico, cioè quelle

effettivamente in grado di provocare ischemia. L’obiettivo è ottenere una rivascolarizzazione completa, ma selettiva riducendo il più possibile il rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Una volta raggiunta una protezione ischemica ottimale, diventa così possibile intervenire anche sull’altro grande fronte della terapia dopo l’infarto: il rischio di sanguinamento. Tradizionalmente, dopo angioplastica e stent, i pazienti venivano trattati per mesi con una doppia terapia antiaggregante. I nuovi dati indicano invece che, nei pazienti adeguatamente selezionati e dopo una rivascolarizzazione ottimale, è possibile ridurre a un solo mese la doppia terapia antiaggregante proseguendo successivamente con una strategia meno in-

tensiva senza perdere protezione dagli eventi ischemici. Il vantaggio è rilevante: una riduzione dei sanguinamenti maggiori nell’ordine di circa il 50 per cento. Il messaggio clinico è, quindi, molto chiaro: trattare tutte le lesioni coronariche realmente pericolose, ridurre il rischio di una nuova ischemia e successivamente evitare una terapia antiaggregante più intensa e prolungata del necessario. La conferma dei risultati in popolazioni occidentali e dell’Asia orientale rafforza la solidità scientifica dello studio e la possibilità di applicare questa strategia su scala internazionale. Si consolida così un percorso scientifico che potrà avere un impatto diretto sulla pratica clinica e sulle future linee guida

internazionali per il trattamento dell’infarto. Un risultato che valorizza la Cardiologia Interventistica e l’intera Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova, insieme all’Università di Padova, confermandone il ruolo di riferimento nella ricerca cardiovascolare e nell’innovazione terapeutica. Prof. Giuseppe Tarantini: “La Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova consolida ancora una volta il proprio ruolo di eccellenza nel panorama della ricerca e dell’innovazione in ambito cardiovascolare. Il risultato testimonia la qualità e la solidità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della Cardiologia Interventistica e dell’Emodinamica di Padova e soprattutto conferma il valore di un modello fondato sull’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica, formazione e innovazione terapeutica. La capacità di sviluppare e di applicare approcci diagnostici e terapeutici sempre più avanzati, insieme alla partecipazione a progetti di ricerca di elevato profilo scientifico, contribuisce a rafforzare il posizionamento dell’Azienda Ospedale Università Padova e dell’Università di Padova come punto di riferimento nel campo della medicina cardiovascolare a livello nazionale, europeo e internazionale. Un risultato che premia, dunque, non solo l’eccellenza delle competenze e delle specificità coinvolte, ma anche la capacità di fare sistema tra assistenza, ricerca e innovazione con l’obiettivo di tradurre i progressi della ricerca scientifica in nuove opportunità di cura e in un concreto beneficio per i pazienti”.

Dall’asilo nido alle superiori, 98 scuole padovane premiate per le iniziative sulla salute

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ono 98 le scuole del territorio padovano, dai nidi alle scuole superiori, che riceveranno il riconoscimento e la targa regionale per aver aderito ad almeno tre iniziative dedicate alla promozione della salute. La consegna avverrà a partire da domani, in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico. Tra le attività alle quali gli istituti hanno partecipato ci sono iniziative come l’Ora della Terra, la Maratona della Lettura, la Merenda

Sana e le Giornate dello Sport. L’obiettivo è fare della scuola non soltanto il luogo dell’apprendimento, ma anche uno spazio nel quale il benessere e la salute entrino nella quotidianità della comunità scolastica. L’iniziativa segue l’approccio dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Onu «Salute in tutte le politiche», collegato all’Agenda 2030, secondo il quale la promozione della salute può contribuire anche al successo for-

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mativo degli studenti, lungo tutto il percorso scolastico, dal nido fino al diploma. La scuola che promuove salute, secondo l’impostazione del progetto, è chiamata a occuparsi direttamente dei processi legati al benessere all’interno del proprio contesto, individuando priorità, obiettivi, strumenti e modalità di intervento. Un approccio che riguarda non solo la didattica, ma anche gli ambienti, l’organizzazione della scuola e le relazioni tra le

persone. In questa prospettiva, la salute non viene considerata semplicemente come una materia da affrontare attraverso l’intervento di esperti esterni, ma come una componente che interessa la vita quotidiana della comunità scolastica e può incidere sul percorso formativo. La consegna delle targhe sarà accompagnata da tre appuntamenti organizzati dal team multidisciplinare «Scuole che Promuovono Salute» dell’Ulss 6 Euganea.

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