di Padova Nord
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OTTOBRE 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 221
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Vigodarzere, Consiglio comunale in affanno, e opposizioni fuori dall’aula
Riciclare“Avanti Ruzza: non basta, con la nuova la piattaforma sfida èper dare il biglietto un mercato unico dei trasporti alla plastica recuperata regionali”
Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano
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Regione Veneto al banco di prova del bilancio
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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” PRESSIONE IMMOBILIARE, TRA PREZZI IN SALITA E FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ servizi alle pag. 6-7
SALVINI A CADONEGHE PER SOSTENERE IL SINDACO: “LA LINGUA ITALIANA È FONDAMENTALE”
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VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.
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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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GHIAINO KILLER: I CITTADINI PULISCONO DA SOLI
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a gestione della manutenzione stradale cittadina solleva criticità per chi si sposta su due ruote, specialmente quando i ripristini finiscono per creare nuovi disagi. Nello specifico, per coprire le crepe e gli avvallamenti lungo i bordi delle carreggiate a Vigodarzere viene spesso utilizzato del ghiaietto sciolto. Con il normale transito delle automobili, i sassi vengono progressivamente trascinati verso il centro della strada, rendendo l’asfalto scivoloso e poco stabile per la circolazione di biciclette e motorini. Un paradosso che costringe i residenti a rimediare in prima persona. L’esempio più emblematico arriva da via Perarello, dove Ezio Cavinato, esasperato dal degrado e dai rischi per la circolazione, si è armato di scopa e carriola per rimuovere manualmente il pietrisco disperso sul sedime stradale. Una scena che si ripete a distanza di alcuni mesi da una prima e inascoltata segnalazione inviata agli uffici comunali. “Mesi fa, in occasione di un intervento simile, ho scritto al Comune e alla Polizia locale– spiega Cavinato – ma è rimasta lettera morta”. Le strade a rischio, tuttavia, non si fermano a via Perarello: criticità del tutto analoghe vengono registrate in diverse altre zone del territorio, a partire da via Manzoni e via Lungargine Muson. Proprio su quest’ultima arteria si è consumato l’ennesimo episodio emblematico, denunciato dal consigliere Moreno Boschello, che ha assistito in prima persona alla rovinosa caduta di un ragazzino in bicicletta. “Ripristinare il manto stradale richiede l’impiego di materiali idonei – precisa Boschello – catrame e rulli compressori capaci di garantire la tenuta del fondo nel tempo. Limitarsi a scaricare ghiaino sciolto senza la minima pressatura non significa fare manutenzione, ma solo scaricare sui cittadini e sulla loro incolumità i costi e i disagi di un servizio approssimativo”.
A Vigodarzere la comunità si rimbocca le maniche per le strade più pulite
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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• Cristina Salvato
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Emergenza casa/1. Due nuclei in difficoltà hanno trovato un alloggio con l’intervento dei servizi sociali
CURTAROLO SI MISURA ANCHE CON LE FRAGILITÀ ECONOMICHE DEGLI ANZIANI S ono due le situazioni di emergenza abitativa affrontate di recente a Curtarolo, entrambe oggi risolte grazie all’assegnazione di alloggi non-Erp di proprietà di Ater Padova. Un intervento concreto che ha consentito di dare una risposta a due nuclei familiari che si trovavano in una condizione di particolare difficoltà. Accanto alle politiche di sostegno alle situazioni di fragilità, la questione abitativa deve essere affrontata anche attraverso una visione più ampia dello sviluppo urbanistico. “Curtarolo è prossimo all’approvazione della Variante 3 al Piano degli Interventi, - ricorda l’assessore al sociale Anna Maria Reffo - che rappresenta un passaggio particolarmente significativo: di fatto il primo vero Piano degli Interventi del nostro Comune. L’obiettivo è quello di ridisegnare il territorio,
individuando nuove possibilità di sviluppo e consentendo una maggiore edificabilità laddove questa risulti compatibile con la pianificazione e con le caratteristiche del territorio. Una pianificazione capace di creare nuove opportunità può contribuire anche a rendere Curtarolo più attrattivo per chi cerca una casa e desidera stabilirsi nel Comune. L’obiettivo non è semplicemente quello di costruire di più, ma di ridisegnare il territorio guardando alle esigenze abitative e demografiche dei prossimi anni, cercando un equilibrio tra nuove opportunità insediative, qualità urbana e servizi”. Resta poi il tema delle persone anziane e delle famiglie che faticano a sostenere il costo dell’abitazione. Quando queste situazioni vengono segnalate o intercettate, il Comune può intervenire
L’assessore al sociale Anna Maria Reffo
attraverso i servizi sociali, valutando le singole condizioni e mettendo in campo le forme di sostegno disponibili. “È un lavoro spesso meno visibile rispetto
alle grandi opere o agli interventi urbanistici, - aggiunge Reffo - ma fondamentale per una comunità: individuare le situazioni di fragilità prima che possano trasformarsi in vere e proprie emergenze. Curtarolo non presenta, allo stato attuale, una situazione di emergenza abitativa generalizzata, ma esistono alcune situazioni di fragilità che richiedono attenzione e risposte puntuali. Le due emergenze abitative affrontate e risolte dimostrano la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema. Sul fronte dello sviluppo, la prossima approvazione della Variante 3 al Piano degli Interventi apre invece una fase nuova, con la possibilità di programmare il territorio e accompagnarne l’evoluzione anche sotto il profilo abitativo. La situazione immobiliare di Curtarolo è complessivamente
stabile, - conclude Reffo - ma con alcune criticità da monitorare e con margini di sviluppo ancora significativi. Da un lato occorre continuare a garantire sostegno a chi non riesce a sostenere autonomamente il costo della casa; dall’altro è necessario creare le condizioni urbanistiche perché il Comune possa accogliere nuove famiglie e mantenere quelle già presenti. La sfida dei prossimi anni sarà dunque quella di mettere insieme politiche sociali, edilizia pubblica e pianificazione urbanistica, affinché il diritto ad avere una casa e la possibilità di scegliere Curtarolo come luogo in cui vivere possano trovare risposte concrete all’interno di una strategia complessiva di sviluppo della comunità”. • Nicola Stievano
Vigodarzere, Bano: “Interveniamo prima che la difficoltà diventi emergenza”
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Vigodarzere l’emergenza abitativa viene affrontata attraverso una rete di strumenti che vanno oltre la semplice assegnazione di un alloggio pubblico. “Ci poniamo di fronte al problema dell’emergenza abitativa attraverso una serie di interventi che non riguardano soltanto l’assegnazione di un alloggio pubblico, ma anche il sostegno economico alle famiglie che faticano a sostenere i costi della casa”, spiega l’assessore al Sociale Katia Bano. A occuparsi delle situazioni di disagio è l’Ufficio Servizi sociali, che dispone di diversi strumenti previsti dal regolamento comunale: “Contributi straordinari per le spese legate all’abitazione, bandi regionali per il sostegno al pagamento
degli affitti e interventi destinati alle situazioni di emergenza abitativa”. Il sostegno comprende anche le spese quotidiane più difficili da sostenere per i nuclei fragili, con interventi su bollette di riscaldamento ed energia elettrica e spese condominiali. “L’obiettivo è quello di intervenire prima che una difficoltà economica si trasformi in una vera e propria emergenza abitativa”, sottolinea Bano. Sul fronte degli alloggi, il Comune dispone di alcune unità proprie, a cui si affiancano abitazioni concesse in disponibilità dal Comune di Padova e altre di proprietà padovana assegnate direttamente da quell’amministrazione. Quando si libera un alloggio comunale, “la situazione della persona o del nucleo
familiare viene valutata dai Servizi sociali nell’ambito dei percorsi previsti”. Ma, precisa l’assessore, “l’assegnazione di una casa pubblica non rappresenta l’unica possibilità di intervento: un contributo può aiutare una famiglia a sostenere temporaneamente il costo dell’aff itto, aff rontare le spese più urgenti o cercare una nuova abitazione sul mercato privato”, evitando “che una situazione di difficoltà sfoci nello sfratto”. A supporto dei Servizi sociali opera anche la Stazione di Posta di Vigodarzere, che accompagna le persone in difficoltà abitativa o a rischio sfratto nella ricerca di una soluzione, valutando caso per caso le esigenze di ciascuno.
L’assessore al sociale Katia Bano
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7 Emergenza casa/2. I prezzi di vendite e affitti sono diventati insostenibili anche per chi ha un reddito medio
LA PRESSIONE IMMOBILIARE SI FA SENTIRE E GRAVA SULLE FAMIGLIE DI CADONEGHE P arlare oggi di emergenza abitativa a Cadoneghe non significa descrivere un fenomeno esclusivamente locale. Il Comune si trova infatti dentro una trasformazione che interessa tutta l’area padovana e, in particolare, i territori della cintura urbana: trovare una casa in affitto è diventato più difficile e più costoso, mentre la fascia di popolazione che rischia di rimanere esclusa dal mercato si sta allargando. A incontrare difficoltà, oltre a chi si trova in situazione di povertà conclamata, sono anche giovani che cercano autonomia, famiglie monoreddito, lavoratori con contratti precari, nuclei con figli e anziani con pensioni basse. Persone che possono disporre di un reddito, ma non sempre sufficiente a sostenere canoni cresciuti molto più rapidamente degli stipendi. Il dato di Padova aiuta a comprendere la dimensione del problema. Tra il 2019 e il 2025 i canoni di locazione
nel capoluogo sono aumentati di oltre il 40%, mentre la crescita dei redditi è stata decisamente più contenuta. Una pressione che inevitabilmente interessa anche i comuni immediatamente confinanti, come Cadoneghe, tradizionalmente scelti proprio come alternativa alla città. A questo si aggiunge il nodo dell’edilizia residenziale pubblica. Secondo i dati provinciali di luglio 2026, nel patrimonio gestito da Ater Padova risultano 1.672 alloggi senza contratto: solo 164 sarebbero pronti per essere assegnati, mentre 710 risultano da recuperare. Una parte consistente del patrimonio, dunque, esiste ma necessita di interventi prima di poter tornare disponibile. Il problema è soprattutto economico. La sistemazione di un alloggio può richiedere lavori agli impianti, ai serramenti, ai bagni o alle cucine, con investimenti che possono raggiungere
diverse decine di migliaia di euro per unità. I canoni ERP, per loro natura parametrati alla situazione economica degli assegnatari, non possono da soli sostenere questi costi: il recupero del patrimonio richiede quindi risorse pubbliche. Sul versante privato resta poi il tema delle abitazioni che rimangono vuote e non vengono offerte in locazione. Un patrimonio potenzialmente disponibile che, se intercettato attraverso adeguati strumenti di garanzia e incentivazione, potrebbe contribuire ad ampliare l’offerta. “È proprio tra queste due difficoltà sottolinea Sara Ranzato, vice sindaco di Cadoneghe - che si colloca oggi una parte crescente delle famiglie: redditi troppo elevati per accedere rapidamente all’edilizia pubblica, ma insufficienti o poco garantiti per sostenere le richieste del mercato privato. Per Cadoneghe, come per
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quella della casa non è soltanto una questione economica. È sempre più una questione di coesione sociale, autonomia dei giovani e possibilità per le famiglie di continuare a vivere nel territorio in cui lavorano e hanno costruito le proprie relazioni”. • Elisa Bonino
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Case a nord di Padova, Limena la più cara: affitti alle stelle a Cadoneghe (+23%) ssere la prima cintura urbana pesa sul mercato immobiliare. L’area a nord di Padova conferma la propria attrattività residenziale, con prezzi di vendita ovunque in crescita, fatta eccezione per Curtarolo. Secondo i dati di Immobiliare.it relativi ad agosto 2026, Limena è il Comune più caro, con un prezzo medio di 2.312 euro al metro quadro, in aumento del 17,72% su base annua; segue Vigodarzere a 1.924 euro al metro quadro, con un rialzo ancora più marcato, +23,33%. Più contenuti i valori di Cadoneghe, 1.853 euro al metro quadro (+13,89%) e soprattutto di Curtarolo, che con 1.428 euro al metro quadro resta il Comune più accessibile dell’area e l’unico in flessione, -2,39% rispetto all’anno precedente. Sul fronte degli affitti il quadro si ribalta: è Cadoneghe a guidare la classifica dei canoni più cari, con 11,91 euro al metro quadro e un’impennata del 23,29% in un anno, ben oltre la media della provincia di Padova, ferma a 13,09 euro al metro quadro nella rilevazione più recente. Seguono Curtarolo (9,39 euro al metro quadro, +8,55%), Vigodarzere (8,81 euro al metro quadro, +11,38%) e Limena, unico Comune in calo sulle locazioni, 8,57 euro al metro quadro (-11,83%). Comune a tutti e quattro i territori è la scarsità di offerta in affitto: a fronte di centinaia di annunci di vendita - 203 a Limena, 137 a Vigodarzere, 131 a
molti Comuni della cintura padovana, la questione diventa quindi più ampia della gestione delle singole emergenze. Servono il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati, strumenti capaci di favorire l’immissione sul mercato delle abitazioni private vuote e formule che rendano più sostenibile l’affitto anche per i redditi intermedi. Perché
Cadoneghe, 42 a Curtarolo - gli annunci di locazione restano pochissimi, tra i 4 di Limena e l’unico disponibile a Vigodarzere e Curtarolo. Un’area, dunque, dove comprare casa resta possibile a prezzi diversificati da Comune a Comune, ma dove trovare un alloggio in affitto è sempre più difficile. • (N.S.)
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CADONEGHE
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La polemica. Il sindaco Schiesaro interrompe il giuramento di una donna marocchina
IL CASO DELLA CITTADINANZA NEGATA: DALLA SOSPENSIONE DEL GIURAMENTO ALLA PREFETTURA È iniziata il 21 settembre a Cadoneghe una vicenda destinata in pochi giorni a superare i confini comunali e ad aprire un confronto nazionale sui requisiti linguistici richiesti per l’acquisizione della cittadinanza italiana. Quel giorno una cittadina di origine marocchina residente in Italia da circa quindici anni, si presenta in municipio insieme ad altri cittadini stranieri per prestare il giuramento previsto al termine dell’iter di acquisizione della cittadinanza. Durante la cerimonia, però, il sindaco Marco Schiesaro riscontra una forte difficoltà della donna nel comprendere e rispondere autonomamente anche a semplici domande in italiano e nel leggere la formula del giuramento senza aiuto. Decide quindi di interrompere la procedura e di chiedere ulteriori verifiche. La decisione suscita immediatamente un dibattito politico e giuridico. I consiglieri comunali di opposizione si rivolgono alla Prefettura chiedendo di chiarire se rientri nelle competenze del sindaco verificare in quella fase la conoscenza della lingua e se la sospensione abbia un’idonea base giuridica. Nelle prime ricostruzioni emerge inoltre un elemento particolare:
la donna risulta titolare di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Proprio questo aspetto rende il caso meno lineare. La normativa stabilisce infatti, in generale, che per le domande di cittadinanza presentate ai sensi degli articoli 5 e 9 della legge 91/1992 sia richiesta una conoscenza dell’italiano almeno di livello B1. I titolari di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo sono però esonerati dall’obbligo di presentare, al momento della domanda,
una specifica certificazione linguistica, poiché il loro titolo di soggiorno presuppone già una precedente valutazione della conoscenza della lingua. Il caso arriva quindi al Ministero dell’Interno. Il 29 settembre il Viminale comunica alla Prefettura di Padova di condividere la temporanea sospensione disposta dal Comune e indica di procedere a una nuova verifica, senza l’ausilio di un interprete, della capacità della donna di comunicare in italiano e di leggere la formula del giuramento. In caso di esito negativo, spetta alla Prefettura effettuare gli ulteriori accertamenti relativi al requisito linguistico. Le successive verifiche in municipio confermano le difficoltà linguistiche già emerse durante il primo incontro. Il 1° ottobre è tornata nuovamente in municipio accompagnata dal figlio, ma anche questo terzo tentativo non porta al completamento del giuramento. Schiesaro annuncia quindi la trasmissione dell’intera pratica alla Prefettura di Padova, che dovrà occuparsi dei passaggi successivi. Nel frattempo la vicenda assume anche una forte dimensione politica. Il ministro dell’Interno Matteo
Piantedosi richiama pubblicamente la necessità della conoscenza della lingua italiana, mentre il vicepremier Matteo Salvini si reca a Cadoneghe per manifestare il proprio sostegno alla scelta del sindaco. Sul fronte opposto, esponenti e consiglieri del centrosinistra contestano soprattutto le modalità con cui Schiesaro è intervenuto nella fase del giuramento e chiedono che siano le autorità competenti a definire con chiarezza i limiti e le procedure da seguire. Schiesaro ha sempre sostenuto che la propria decisione non fosse rivolta personalmente contro la donna, ma derivasse dalla convinzione che la conoscenza almeno elementare dell’italiano rappresenti una componente essenziale dell’integrazione e della piena partecipazione alla vita della comunità. Ha inoltre invitato la signora a frequentare i corsi di italiano disponibili sul territorio. Dal canto suo, l’aspirante cittadina italiana ha fatto sapere ai giornalisti, attraverso il figlio, di essere rimasta male per quanto accaduto. Lui ha inoltre spiegato che la madre conduce una vita prevalentemente familiare, ha poche occasioni di parlare italiano e presenta anche alcune diffi-
coltà personali che renderebbero più complesso l’apprendimento. Allo stesso tempo, nell’ultimo sviluppo della vicenda, il figlio ha riconosciuto apertamente la necessità che la madre impari la lingua italiana, pur osservando che in altri casi il giuramento viene completato semplicemente leggendo e ripetendo la formula. La vicenda di Cadoneghe si chiude dunque, almeno per quanto riguarda la fase comunale, senza il completamento del giuramento. La pratica passa ora alla Prefettura. Al di là delle contrapposizioni politiche che il caso ha generato, resta sul tavolo una questione più generale: come debba essere verificato concretamente il requisito linguistico quando il richiedente è titolare di un permesso UE di lungo periodo e, quindi, è esonerato dalla presentazione della certificazione B1 nella fase iniziale della domanda. È proprio su questo punto che l’intervento del Ministero dell’Interno e i successivi passaggi della Prefettura potranno assumere rilievo anche oltre il singolo caso di Cadoneghe. • Elisa Bonino
ALLA DON MILANI DUE POMERIGGI ALLA SETTIMANA TRA STUDIO E LABORATORI
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iparte a Cadoneghe il progetto “Fuoriclasse”, il servizio di doposcuola gratuito rivolto ai ragazzi e alle ragazze dagli 11 ai 14 anni. L’iniziativa, sostenuta dall’Amministrazione comunale e realizzata anche quest’anno dalla cooperativa L’Iride, prenderà il via lunedì 19 ottobre e proseguirà fino alla fine di maggio 2027. Le attività si svolgeranno alla scuola secondaria di primo grado Don Milani due pomeriggi alla settimana, il lunedì e il giovedì, dalle 15.45 alle 18.45. L’obiettivo è offrire agli studenti uno
spazio in cui affrontare i compiti con il supporto degli educatori, ma anche trascorrere parte del pomeriggio insieme ai coetanei attraverso giochi, laboratori e attività di socializzazione. La giornata sarà organizzata in diversi momenti: dopo l’accoglienza iniziale, dalle 16 alle 17.30 sarà dedicato spazio allo studio e allo svolgimento dei compiti. Seguiranno una pausa per la merenda e, nell’ultima parte del pomeriggio, attività ludiche e laboratoriali. Il progetto si inserisce nel più ampio sistema di servizi rivolti alle famiglie e
ai ragazzi in età preadolescenziale, una fascia nella quale il tempo dopo la scuola assume un ruolo particolarmente importante. Non soltanto per le esigenze organizzative dei genitori, ma anche per offrire occasioni di incontro, sostegno educativo e crescita in un ambiente strutturato. In vista dell’avvio, gli educatori della cooperativa L’Iride hanno presentato l’iniziativa direttamente agli studenti della Don Milani nei primi giorni di ottobre. Il 6 ottobre è stato inoltre organizzato un incontro online rivolto alle famiglie, mentre dal 7
ottobre sono state aperte le iscrizioni. Le adesioni resteranno possibili durante tutto l’anno scolastico, consentendo quindi alle famiglie di accedere al servizio anche successivamente all’avvio delle attività. Con “Fuoriclasse” Cadoneghe conferma così l’attenzione ai servizi educativi che accompagnano bambini e ragazzi anche oltre l’orario delle lezioni, mettendo insieme sostegno allo studio, relazioni e opportunità di socializzazione. • (E.B.)
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Messaggio pubbliredazionale
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COMUNE INFORMA OTTOBRE 2026
CADONEGHE
Marco Schiesaro Sindaco di Cadoneghe
A VILLA DA PONTE TORNANO I VENERDÌ MUSICALI: quattro concerti per la XXIV edizione Dal 2 al 23 ottobre quattro appuntamenti nella Sala da Musica, tra Bach, Ravel, Dvorák e Piazzolla.
È
tornata a Cadoneghe la rassegna dei Venerdì Musicali, appuntamento ormai consolidato dell’autunno culturale cittadino, giunto quest’anno alla XXIV edizione. Quattro serate nella Sala da Musica di Villa da Ponte, dal 2 al 23 ottobre, con un programma che attraversa oltre tre secoli di musica. La manifestazione è proposta dalla Pro Loco Cadoneghe con il patrocinio e il contributo del Comune e alterna pianoforte solo, pianoforte a quattro mani, fiati e trio con pianoforte.
Ad aprire la rassegna, venerdì 2 ottobre, è stato il giovane pianista Antonio Pavan, assegnatario della Borsa di Studio “Stefano Geron”. Il concerto inaugurale, a ingresso gratuito, ha proposto musiche di Bach, Beethoven e Chopin. Venerdì 9 ottobre è stata invece la volta di Davide Scarabottolo e Giacomo Dalla Libera, impegnati al pianoforte a quattro mani in un programma dedicato a Rachmaninov e Ravel, con Ma Mère l’Oye e il celebre Boléro. Il terzo appuntamento, venerdì 16 ottobre, vedrà protagonista il Duo Syrinx, formato da Michele Menardi Noguera al flauto e Luca Sciri al clarinetto. In programma musiche del Novecento e contemporanee, da Debussy e VillaLobos a Berio e Muczynski.
La rassegna si concluderà venerdì 23 ottobre con il ritorno del Trio Malipiero, composto da Tommaso Luison al violino, Giancarlo Trimboli al violoncello e Giacomo Dalla Libera al pianoforte. Il programma unirà il Trio “Dumky” op. 90 di Dvořák alle Quattro Stagioni Porteñe di Astor Piazzolla. Tutti i concerti iniziano alle 21. Per le serate del 9, 16 e 23 ottobre il biglietto costa 10 euro, 5 euro per gli Under 26, mentre l’ingresso è gratuito per gli Under 12. Al termine di ogni concerto è prevista una degustazione dei vini della Cantina Ardenghi. Informazioni e prenotazioni al 320 3139435, su info@venerdimusicali.it e sul sito venerdimusicali.it.
“Il Veneto legge” a Cadoneghe: due serate dedicate ai libri e agli autori del territorio Cadoneghe accoglie anche quest’anno “Il Veneto legge”, la maratona regionale di lettura promossa per valorizzare i libri, gli autori, le biblioteche e il piacere della lettura come occasione di incontro e crescita culturale. Nella seconda metà di ottobre la Sala Italo Calvino ospiterà due appuntamenti serali, entrambi alle ore 20.30, dedicati alla narrativa contemporanea e ad autori legati al territorio. Un modo per dare spazio alle storie, ai percorsi personali di scrittura e al dialogo diretto tra pubblico e autori, dentro una rassegna che mette al centro la lettura come esperienza condivisa. Il primo incontro è in programma giovedì 15 ottobre con Giovanni Mari, scrittore di Cadoneghe, che presenterà il suo nuovo romanzo Il viaggio inaspettato, pubblicato da Susil Edizioni, con prefazione di Federico Moro. A moderare la serata sarà l’assessore Sara Ranzato,
che aveva già accompagnato l’autore nella presentazione del suo primo libro. Il romanzo racconta la storia di Giorgio e Sara, due giovani apparentemente immersi in una vicenda realistica tra Padova, Milano e Torino, ma condotti pagina dopo pagina verso un finale inatteso. Martedì 20 ottobre sarà invece la volta di Mirco Gomiero con La congiura dell’equinozio, romanzo investigativo pubblicato da Currenti Calamo Editore. La storia prende avvio dal ritrovamento di resti umani nel centro storico di Padova e intreccia indagine, memoria civile e riflessione sul rapporto tra città, verità e giustizia. Due serate diverse per stile e contenuti, ma con l’obiettivo unico di avvicinare i cittadini alla lettura, valorizzare la biblioteca come luogo vivo della comunità e offrire occasioni di confronto culturale aperte a tutti.
Al Centro Spinelli una festa tra generazioni Una giornata pensata per stare insieme e mettere in relazione generazioni diverse. Sabato 3 ottobre il Centro Spinelli di Cadoneghe ha ospitato “Festa al Centro!”, iniziativa gratuita organizzata in occasione della Festa delle nonne, dei nonni e delle persone care. Per tutta la giornata gli spazi di via Giacomo Leopardi si sono trasformati in un luogo di incontro, gioco e condivisione, con attività rivolte a bambini,
famiglie, adulti e anziani. Tra le proposte anche lo Swap Party, dedicato allo scambio di libri, vestiti e giocattoli, insieme all’area “Barattolino” pensata per i più piccoli. La mattinata ha visto inoltre una lezione introduttiva di swing, jazz e rock’n’roll a cura di Gigglemugs, lo spettacololaboratorio “Viaggio a Bollopoli” e un torneo di bocce aperto a tutte le età. Uno dei momenti centrali è stato il “Pranzo della domenica… di
Piazza Insurrezione, 4, 35010 Cadoneghe PD |
sabato”, occasione conviviale pensata per favorire la socialità e il piacere di stare insieme. Nel pomeriggio spazio poi alla creatività con il Crochetclub, alla tombola intergenerazionale, alle letture animate e ai laboratori dedicati ai bambini. A chiudere la giornata è stata la compagnia Teste Toste con la breve rappresentazione teatrale “Fidarse xe ben, ma non fidarse xe mejo”. L’iniziativa ha confermato ancora una
049 888 1911 | www.comune.cadoneghe.pd.it
volta il ruolo del Centro Spinelli come spazio aperto alla comunità, capace di ospitare attività culturali, ricreative e sociali e, soprattutto, di favorire l’incontro tra persone di età diverse. Una festa che, al di là delle singole attività proposte, ha messo al centro il valore delle relazioni e della condivisione, restituendo al Centro Spinelli la sua funzione più autentica: essere un luogo vissuto dalla comunità.
CADONEGHE
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Opere pubbliche. In arrivo una serie di lavori già programmati
Autunno di cantieri: strade, scuole e mobilità al centro degli interventi U A
Summer Run, successo per la festa finale
utunno di cantieri e manutenzioni a Cadoneghe, con una serie di interventi già finanziati o in corso che interessano strade, scuole, cimitero e mobilità ciclopedonale. Accanto alle opere già definite, l’Amministrazione sta inoltre lavorando su alcune ipotesi progettuali di più lungo periodo legate alla viabilità e ai collegamenti con la SR308. Tra i lavori in fase di completamento c’è il quadrante di strade interne a nord-ovest di via Gramsci. Restano ancora alcuni interventi, tra cui via Firenze, nella zona di accesso alla Parpas. Durante i lavori sono state sostituite numerose caditoie in cemento che rendevano più complessa la manutenzione, con l’obiettivo di migliorare anche la gestione delle acque meteoriche. Alcune aree di parcheggio non verranno asfaltate subito: per il prossimo anno è prevista la possibilità di renderle drenanti, nell’ottica della cosiddetta “città spugna”. In via Guido Franco nord, invece, l’asfaltatura prevista da Etra è stata rinviata. Prima sarà necessario completare i sottoservizi legati al nuovo asilo e le altre lavorazioni sulle reti, evitando così di intervenire sul manto stradale per poi doverlo nuovamente manomettere. Sul fronte delle scuole sono in corso interventi per la sicurezza, tra impianti di illuminazione di emergenza, sostituzione delle tende con tessuti ignifughi e protezioni sulle strutture in acciaio. Per la scuola dell’infanzia Aquilone è stato inoltre affidato l’incarico per la diagnosi energetica, necessaria per tentare l’accesso alle risorse del Conto Termico 3.0. L’obiettivo, qualora il programma venga rifinanziato e il progetto ammesso, è arrivare a una riqualificazione complessiva dell’edificio, compreso il raffrescamento. Sono invece già programmate per novembre le opere al cimitero: 100 mila euro destinati alle operazioni cimiteriali e altri 125 mila euro alla realizzazione di nuovi blocchi ossari. Tra gli interventi finanziati rientra anche il restauro della passerella ciclopedonale Steiner, previsto in compartecipazione con il Comune di Vigodarzere. Più a lungo termine, invece, si collocano alcune ipotesi sulla viabilità. Il Comune sta valutando un terzo stralcio di via Augusta per arrivare al sottopasso e studiare un possibile innesto con la SR308. Il tema si inserisce nel percorso avviato da Veneto Strade con la presentazione del documento preliminare sulle alternative progettuali per l’ampliamento
della regionale. Tra le proposte collaterali avanzate figurano anche il prolungamento di via Cavalieri di Vittorio Veneto, pensato per alleggerire il traffico nel centro di Cadoneghe storica, e il completamento della sistemazione di via Maestri del Lavoro, importante collegamento con l’area industriale. Il quadro, quindi, è su due livelli: da una parte cantieri e risorse già definite, dall’altra progetti ancora da sviluppare che potranno incidere sull’assetto futuro della mobilità cittadina. • Elisa Bonino
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na lunga scia di runner e camminatori sotto le luci della città ha accompagnato la conclusione della Summer Run 2026. La quattordicesima e ultima tappa della manifestazione si è svolta a settembre a Cadoneghe, trasformando le strade del territorio in un grande percorso dedicato allo sport, alla socialità e al piacere di stare insieme. Il villaggio allestito davanti al Municipio, in via Gramsci, ha accolto atleti, famiglie e semplici appassionati. Due i tracciati proposti: uno di circa 9,5 chilometri, pensato soprattutto per i runner, e uno più breve di 5,5 chilometri, aperto anche ai camminatori e a chi desiderava partecipare con un ritmo più tranquillo. Spazio anche ai bambini, alle persone con disabilità e agli amici a quattro zampe grazie alla Summer Dog Run. Protagonista dell’organizzazione, insieme a Libertas Padova, al Comune di Cadoneghe e alle altre realtà coinvolte, è stata Sphera S.S.D., che nel 2026 raggiunge il traguardo dei 25 anni di attività. Un anniversario importante per una realtà che ha saputo fare dello sport non soltanto un’occasione di allenamento e benessere, ma anche uno strumento per costruire relazioni e coinvolgere persone di ogni età. La Summer Run rappresenta bene questa filosofia: non una gara riservata a pochi atleti, ma un appuntamento aperto, nel quale ciascuno può scegliere il proprio passo e sentirsi parte dello stesso gruppo. Un progetto cresciuto nel tempo grazie alla capacità organizzativa, alla presenza costante dei volontari e alla collaborazione con amministrazioni, associazioni e attività del territorio. “Vedere tante persone arrivare al traguardo con il sorriso è la soddisfazione più grande – ha commentato Daniele Rago –. Da 25 anni crediamo in uno sport aperto a tutti, capace di far stare bene ma anche di creare amicizie e senso di appartenenza. La Summer Run racchiude pienamente questo spirito: c’è chi corre, chi cammina, chi partecipa con i figli o con il proprio cane, ma tutti condividono lo stesso percorso. Ringrazio chi ha lavorato all’organizzazione e tutte le realtà che, tappa dopo tappa, continuano a credere in questo progetto”. Dopo il traguardo, la serata è proseguita allo stand gastronomico della Sagra della Parrocchia di Mejaniga con il tradizionale “terzo tempo”, tra bigoli, musica e convivialità. Il modo più autentico per chiudere l’edizione 2026: non con una classifica, ma con una festa condivisa, celebrando insieme anche il lungo cammino compiuto da Sphera in questi 25 anni. • (E.B.)
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LIMENA
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Al Parco Coccinella. Il sindaco Tonazzo: “Questa parete ha un’anima precisa”
NUOVA PARETE DI ARRAMPICATA DEDICATA AL RICORDO DI MATTEO MASON L ’amministrazione comunale, con la partecipazione del Club Alpino Italiano CAI – sezione di Padova, ha inaugurato la nuova parete di arrampicata al Parco Coccinella, nell’area retrostante la Palestra Romero. La parete è stata dedicata a Matteo Mason, giovane di Limena ed ex direttore della Scuola di Alpinismo Franco Piovan del CAI – Club Alpino Italiano di Padova. “Con questa installazione, – spiega il sindaco Stefano Tonazzo – voluta dall’amministrazione comunale, ampliamo sempre di più l’offerta sportiva di un luogo che è diventato una vera e propria piccola cittadella dello sport a cielo aperto. A pochi metri da qui, nel resto del Parco Coccinella c’è la dimostrazione viva di come lo sport possa essere inclusivo, vario e accessibile a tutti. Qui un giovane può passare dalla rampa di skate alle evoluzioni del parkour, dagli
allenamenti sulla piastra del calisthenics fino alle partite nei campi da pallavolo e basket. Ci sono degli attrezzi per allenare il fisico, per chi ama la corsa e il salto trova le attrezzature per l’atletica, mentre le famiglie possono contare su giochi per i più piccoli, compreso il nostro preziosissimo parco inclusivo, pensato perché nessun bambino si senta mai escluso. Mancava solo un punto d’osservazione verso l’alto, qualche metro verso il cielo, questa parete ha un’anima precisa. E’ dedicata ad un giovane uomo, un papà, un marito che ha vissuto intensamente anche questi luoghi, soprattutto il campo da basket, un amico di tanti, un grandissimo amante della montagna e della vita, che ci ha lasciati troppo presto lasciando un vuoto incolmabile in tutta la nostra comunità”. “Se penso a Matteo, – aggiunge il sindaco
Tonazzo – immagino che avrebbe guardato questa “paretina” con un sorriso ironico ed affettuoso. Lui, abituato alle grandi pareti di ghiaccio, alle ferrate impegnative, alle vette vere e severe della montagna, forse l’avrebbe trovata quasi un gioco. Eppure, ne sono sicuro, Matteo avrebbe condiviso il profondo valore educativo che questa parete avrà per i nostri giovani. La montagna insegna che per salire serve rispetto, serve preparazione, serve fiducia nelle proprie mani e in chi ti tiene la corda. Questa installazione permetterà ai nostri ragazzi di muovere i primi passi, di imparare a superare i propri limiti: passo dopo passo, appoggio dopo appoggio, verticale dopo verticale, sfidando sé stessi prima degli altri. Sarà una palestra di vita, oltre che di sport”. • Fanny Xhajanka
Caterina Di Napoli, direttrice artistica di DanzaCity, riceve il Premio alla Formazione 2026
C
aterina Di Napoli, ballerina, coreografa, docente di tecnica classica, per oltre 10 anni è scritturata presso enti lirici e compagnie per produzioni di balletto e opera lirica. Firma molti eventi con musica dal vivo e coreografie originali per spettacoli in Italia e all’estero; ragguardevoli sono i suoi lavori per l’ambasciata Italiana a Riyad e per il Festival marocchino a Rabat e Marrakech. Promotrice di molti progetti dedicati al sociale e alla beneficenza. Come è nata la sua passione per la danza? “Sono nata e cresciuta in un ambiente artistico: mio padre Edmondo era un artista dell’arte pittorica contemporanea e quindi sono sempre stata supportata nelle mie scelte”. Quali sono le tappe più importanti e significative del suo percorso professionale?
“Ho iniziato a danzare da professionista all’età di 19 anni con contratti e scritture in enti lirici nazionali e compagnie di balletto. Ho ricoperto ruoli da solista in produzioni nazionali molto importanti e lavorato per coreografi e registi di altissima levatura”. Il significato che ha la danza per lei? “La danza è la mia compagna di vita, la mia guida, la mia costante crescita e ricerca di me stessa”. Quali sono le premiazioni ricevute che ricorda con più soddisfazione e perché? Di recente ha ricevuto anche il prestigioso Premio Internazionale al Festival Della Danza di Monfalcone. “Con gli allievi della scuola ho ottenuto classificazioni importanti in concorsi nazionali ma la soddisfazione più significativa è la crescita
artistica che vedo in loro. Negli ultimi anni, quindi come formatrice, ho avuto la possibilità di essere portavoce della danza e del suo enorme valore sociale anche in conferenza stampa alla Camera dei Deputati a Roma, a Casa Veneto e al Parlamento Europeo a Bruxelles. Recentemente ho ricevuto un Premio alla Formazione dal Festival Internazionale della Città di Monfalcone”. Quali sono i suoi progetti futuri? “Il mio progetto futuro è legato alla scuola DanzaCity che è stata fondata quasi 20 anni fa e rispetta tutti i presupposti di alta formazione della danza unita ad una onestà intellettuale sensibile alle famiglie e al tentativo di realizzare i sogni degli allievi con passione e talento”. • (F.X.)
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CURTAROLO
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Taglio del nastro. Riqualificata la sala nell’edificio in via Dalmazia
Si rinnova la sala San Francesco, a servizio della comunità
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a comunità di Curtarolo festeggia il recupero e la riapertura di uno dei suoi luoghi di ritrovo più significativi. Con una cerimonia partecipata e sentita, è stata inaugurata la rinnovata sala San Francesco, situata in via Dalmazia: un’opera di riqualificazione profonda che restituisce alla cittadinanza una struttura moderna, sicura e priva di barriere. La struttura è stata oggetto di un articolato intervento di restyling strutturale ed energetico. I lavori hanno riguardato in primo luogo il rifacimento
completo della copertura e la sostituzione di tutti i serramenti, unitamente a importanti opere di coibentazione volute per garantire un elevato isolamento termico e l’efficientamento dell’edificio. A questo si aggiungono l’installazione di un nuovo ascensore, fondamentale per garantire l’accessibilità totale ai vari livelli dell’edificio, e la sistemazione complessiva con messa in sicurezza degli spazi esterni perimetrali. L’operazione è stata resa possibile grazie alle risorse stanziate negli anni dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, integrate dai contributi del GSE destinati al miglioramento prestazionale degli immobili pubblici. “Un luogo rinnovato – commenta il sindaco Martina Rocchio – ma soprattutto un luogo che torna a vivere e a essere patrimonio di tutti. La sala sarà uno spazio dedicato alle attività di Auser e destinata anche al Centro Sollievo, ma sarà soprattutto uno spazio aperto a tutta la comunità, per incontri, iniziative e momenti di socialità”. Il valore della sala San Francesco risiede nella sua spiccata vocazione sociale ed educativa. I nuovi
ambienti rappresentano un punto di riferimento primario per l’associazione Auser e per le attività del Centro Sollievo Le Querce, realtà attiva sul territorio per offrire sostegno qualificato alle persone con diagnosi di Alzheimer in fase iniziale e alle loro famiglie, grazie alla presenza di volontari formati, psicologi ed educatori. La sala ospiterà i cicli di conferenze di Auser, in partenza già in autunno, e i momenti d’incontro dedicati agli utenti e ai loro familiari. Al tempo stesso, la sala rimarrà un bene collettivo ad ampio spettro. La gestione operativa dello spazio è stata affidata alla Pro Loco di Curtarolo, che si occuperà di coordinare le prenotazioni e l’utilizzo dei locali da parte di privati, cittadini e associazioni locali. Il riuscito intervento, frutto della collaborazione sinergica tra l’amministrazione comunale, la parrocchia di Santa Giuliana, Auser e la Pro Loco, consegna così al paese un centro aggregativo polifunzionale pronto a riempirsi di iniziative, idee e momenti di condivisione per tutte le fasce d’età. • Cristina Salvato
Riqualificato il parco inclusivo di Pieve
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n momento di festa e grande partecipazione ha accompagnato l’inaugurazione ufficiale della nuova area ludico-sportiva del parco di via Gandhi a Pieve di Curtarolo. Uno spazio verde completamente rigenerato, reso non soltanto più sicuro e funzionale, ma soprattutto accessibile e inclusivo per l’intera comunità. I lavori si erano conclusi da qualche mese, ma l’amministrazione ha voluto attendere il completamento degli ultimi interventi di finitura per consegnare ai cittadini un’opera curata nei minimi dettagli. Tra i lavori principali realizzati spicca la sistemazione del percorso pedonale, la cui superficie era stata danneggiata dall’affiorare delle radici degli alberi. Oltre al ripristino del passaggio, sono state installate nuove pavimentazioni antitrauma e giostre moderne concepite per accogliere anche bambini con difficoltà motorie, eliminando ogni barriera al divertimento. Il progetto di riqualificazione è stato reso possibile anche grazie al
contributo del Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità promosso dalla Regione del Veneto. La giornata festosa, animata dall’intrattenimento di Sbirulandia, ha visto la presenza di numerose famiglie, bambini e residenti. L’iniziativa ha richiamato l’attenzione sul valore dei parchi pubblici come luoghi di aggregazione puliti e vivi, fondamentali per presidiare il territorio e contrastare spontaneamente eventuali fenomeni di microcriminalità. Nel corso dell’evento la sindaca Martina Rocchio ha espresso grande entusiasmo per la risposta positiva della cittadinanza, rivolgendo al contempo un accorato appello al rispetto e alla cura dell’area verde: mantenere le strutture efficienti e l’ambiente decoroso è un impegno quotidiano che richiede la collaborazione di tutti, affinché questo patrimonio condiviso possa rimanere bello e accogliente nel tempo per le generazioni presenti e future. • (CRIS.S.)
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VIGODARZERE
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La situazione. L’opera inaugurata nel febbraio 2023 resta bloccata
Nuovo ritrovamento di un ordigno al ponte ferroviario: cantiere immobile
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n ennesimo presunto ritrovamento di un ordigno bellico rischia di congelare ulteriormente i lavori nel cantiere gestito da RFI per la costruzione del nuovo ponte ferroviario sul fiume Brenta. Inaugurata nel febbraio 2023 con la cerimonia ufficiale della posa della prima pietra, l’infrastruttura si trova da ormai troppo tempo in uno stato di stasi prolungata e preoccupante. Il quadro reale che si presenta oggi è quello di un’area completamente lasciata all’incuria, dove la vegetazione
cresce senza alcun controllo e finisce per nascondere progressivamente strutture e snodi che dovrebbero garantire servizi e sicurezza alla collettività. Una delle criticità più evidenti e delicate riguarda lo scivolo di attracco situato lungo la sponda del fiume, uno snodo strategico pensato per permettere ai mezzi d’emergenza dei Vigili del fuoco e della Protezione civile di calare rapidamente in acqua imbarcazioni e gommoni durante le operazioni di soccorso. Attualmente lo scivolo appare quasi del tutto sommerso dall’erba
incolta, dai rovi e dagli arbusti: una situazione di palese abbandono che rischia di ostacolare in modo grave ed effettivo le manovre d’intervento tempestivo in caso di necessità. La stessa mancanza di manutenzione si riscontra lungo la sommità arginale, che da tre anni non viene sottoposta agli interventi ordinari di pulizia e sfalcio, finendo per essere progressivamente invasa e divorata dal verde spontaneo. Nel corso delle attività all’interno del cantiere non sono mancate problematiche operative di notevole impatto sul territorio circostante. Lo scorso aprile, infatti, durante le operazioni di scavo condotte dagli operai, è stato tranciato per errore un cavo della fibra ottica, causando un improvviso blackout informativo e interrompendo la connessione internet in gran parte dell’Alta Padovana per diversi giorni. Il successivo intervento di ripristino dell’infrastruttura si è rivelato estremamente precario, con i cavi lasciati sospesi in modo del tutto provvisorio e penzolanti: una condizione di degrado tale da spingere perfino qualche sconsiderato a compiere un vandalico tentativo di incendio ai danni dell’impianto. A tutto questo si aggiunge l’annosa questione della sicurezza e del rispetto del perimetro di cantiere. Nonostante l’intera area
Oneri edilizi: stangata del 35%
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n ritardo di diciotto anni nell’adeguamento delle tabelle parametriche e criteri applicativi risalenti al lontano 2002: è questo il nodo centrale attorno a cui ruota la dura presa di posizione di Demetrio Zattarin, capogruppo della lista civica Siamo Vigodarzere, che critica apertamente la decisione della Giunta di varare d’imperio l’aggiornamento degli oneri edilizi, traducendosi in un rincaro del 35% a carico dei cittadini. “Il vulnus della questione sta proprio nella gestione di questo passaggio”, evidenzia Zattarin. “Siamo di fronte a un ritardo quasi ventennale e a criteri approvati 24 anni fa, mentre nel frattempo la normativa ha introdotto nuove opzioni per applicare riduzioni tabellari. Di fronte a pratiche pendenti che accumulano ritardi nei tempi di rilascio, la strada corretta sarebbe stata il buon senso: portare il tema in Consiglio comunale per rivedere insieme i parametri e garantire la necessaria copertura politica”. Oltre al deficit di condivisione, la critica si concentra sulla scelta di applicare la decorrenza immediata dei nuovi valori a partire dal giorno successivo alla delibera. Un’impostazione che penalizza il legittimo affidamento dei cittadini e dei professionisti, che avevano inoltrato le
sia stata interdetta al transito per evitare pericoli, la realtà quotidiana mostra una totale assenza di barriere efficaci: il passaggio di pedoni, ciclisti e persino persone a cavallo lungo la direttrice che collega Pontevigodarzere a via Papa Giovanni XXIII è continuo. “Per consentire le ordinarie e non più rinviabili operazioni di manutenzione dell’argine – interviene il consigliere
Moreno Boschello – e garantire la reale tutela dell’area, si rende ormai indispensabile un urgente ridimensionamento degli ingombri del cantiere, che allo stato attuale continua a paralizzare e compromettere una porzione rilevante del territorio locale”. • Cristina Salvato
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richieste di titolo edilizio nei mesi scorsi, programmando investimenti basati sui precedenti costi. Secondo Zattarin, l’amministrazione avrebbe dovuto disporre l’applicazione dei vecchi valori alle pratiche già protocollate, riservando i nuovi importi solo alle future istanze. A preoccupare è anche il rischio di un potenziale danno erariale per le casse comunali: la prescrizione decennale sulla riscossione delle minori entrate solleva pesanti interrogativi sugli anni lasciati trascorrere senza aggiornamenti. La revisione automatica ha portato così i parametri di Vigodarzere tra i più alti dell’intero territorio circondariale, capoluogo compreso. • (CRIS.S.)
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VIGODARZERE
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Politica. Al Consiglio assenze nella maggioranza e abbandono dell’aula dell’opposizione
La maggioranza scricchiola, variazioni di bilancio e Dup passano con appena sette voti Appuntamento
T
ensione nella seduta del Consiglio comunale di fine settembre, andata deserta in prima convocazione e risolta soltanto in seconda battuta con la presenza di appena sette consiglieri su sedici e con l’assenza della minoranza. A bloccare la prima sessione sono state le numerose defezioni tra i banchi della maggioranza, sommate alla decisione dei gruppi di opposizione e del consigliere di maggioranza Moreno Boschello di abbandonare l’aula subito dopo l’appello. Una spaccatura evidente e dal forte valore politico, arrivata a pochi mesi dalle prossime consultazioni elettorali per il rinnovo dell’amministrazione cittadina. I provvedimenti posti all’ordine del giorno sono stati approvati grazie al voto della sola risicata maggioranza. Tra i punti passati al vaglio figurano questioni importanti come una variazione di bilancio, il Documento Unico di Programmazione e le linee di indirizzo legate alla realizzazione delle opere pubbliche. Netta la posizione del consigliere Moreno Boschello, che motiva così la propria decisione: “Ho abbandonato l’aula consiliare – spiega – perché non condivido le decisioni e i progetti costosi che non sono stati preventivamente concordati e pubblicizzati. Da quasi un anno attendo di conoscere la destinazione di seicentomila euro in opere, che mai mi è stata riferita nel dettaglio: come possono pretendere che si voti a scatola chiusa”. Particolarmente critici si mostrano anche i rappresentanti del Partito Democratico, Stefano Spreafichi e Paolo Alberto Vallerin, che pongono l’accento sui contenuti specifici della manovra finanziaria: “Nel Documento Unico di Programmazione che eravamo chiamati a votare – sostengono infatti – era stata inserita un’opera, il progetto per ristrutturare dei locali dell’ex caserma aeronautica per realizzare un community hub, una struttura sociale e ricreativa comunale dall’importo di circa 330.000 euro. Opera inserita senza un preventivo confronto e nemmeno una comunicazione con il resto dell’amministrazione, della quale anche noi facciamo parte”. Traccia una linea d’attacco severa pure Monica Cesaro per Fratelli d’Italia: “Per due volte la minoranza ha salvato l’amministrazione consentendo che il Consiglio si svolgesse con il numero legale. Adesso basta”. Sulla medesima lunghezza d’onda si pongono Giuseppe Lobascio e Demetrio Zattarin della lista civica La Brentana: “È tempo ormai che
la maggioranza prenda atto che non ha più i numeri per governare – dichiarano i due consiglieri – e che non può contare sul nostro senso di responsabilità per poter governare”. Se da un lato l’iter amministrativo non ha subito un arresto formale, lo scontro in aula ha fatto emergere con chiarezza la fragilità politica e i margini ormai ridotti ai minimi termini per la giunta guidata dal sindaco Adolfo Zordan, ormai proiettata verso la conclusione naturale del proprio mandato. • Cristina Salvato
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con la danza contemporanea, La Sfera presenta 150 artisti in 30 spettacoli
È
entrata nel vivo la XXIII edizione del Padova Festival Internazionale La Sfera Danza, il festival diffuso nella città di Padova che mette al centro la danza contemporanea, la musica dal vivo e alcuni luoghi che meritano di essere riscoperti. Inaugurato il mese scorso, il Festival, diretto da Gabriella Furlan Malvizzi, propone una serie di eventi che danno spazio sia ad alcuni protagonisti della scena internazionale sia a giovani talenti, per fornire un’immagine completa e in evoluzione della scena contemporanea. I numeri di questa edizione parlano chiaro: 150 gli artisti partecipanti, oltre 30 gli spettacoli organizzati e ben 12 i paesi di provenienza delle compagnie e dei coreografi. Organizzato da La Sfera Danza con il patrocinio del Comune di Padova e la collaborazione dell’Università di Padova e del Conservatorio Cesare Pollini, il Festival può contare su location spesso inedite e sull’accompagnamento, per alcuni degli spettacoli, della musica dal vivo. Da non perdere gli ultimi appuntamenti in programma: il 25 ottobre il Teatro Quirino De Giorgio ospita A Prisoner’s Dream di Federica Esposito, Romantica della Compagnia Bellanda, Romantic Gun di Damiano Artale e Orfeo e Euridice / Melancholia del Balletto di Sardegna Cinqueminuti; il 14 novembre il Centro Culturale San Gaetano fa da cornice a Semperiana di Asun Noales (in prima nazionale); il 22 novembre il Festival si conclude al Teatro ai Colli con la Vetrina di Danza Contemporanea, diretta da Gabriella Furlan Malvezzi: un’occasione di incontro fra interpreti, compagnie, critici e direttori di festival. • (F.T.)
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CULTURA
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La rassegna. Un viaggio completo e sfaccettato intorno al palcoscenico e ai suoi protagonisti, appuntamenti dal 27 settembre
“LA REALTÀ NON BASTA”: AL TEATRO VERDI LA NUOVA STAGIONE PROMETTE SORPRESE T utto pronto per la nuova stagione teatrale al Verdi di Padova, che verrà inaugurata il prossimo 27 ottobre dando il via a una serie di appuntamenti da segnare in calendario. Presentata lo scorso luglio, la stagione 2026/2027 del Teatro Stabile del Veneto (che, oltre al Verdi, comprende anche il Goldoni di Venezia e il teatro Del Monaco di Treviso) si caratterizza per una scelta mirata a mescolare generi, prospettive ed epoche, in modo da proporre un viaggio completo e sfaccettato all’interno del mondo del teatro. Il titolo scelto per questa stagione, “La realtà non basta”, vuole sottolineare come il teatro, da sempre, sia in grado di fornire gli strumenti necessari per andare oltre la realtà così come ci si presenta davanti: il teatro è infatti il luogo in cui la realtà può essere osservata, ma anche e soprattutto interrogata e reinventata. In questo senso possiamo dire che il teatro, fin dalla sua nascita, è stato in grado di traghettarci dentro processi
di trasformazione che riguardando sia lo sguardo che la stessa realtà. Per esprimere al meglio questo concetto, per accompagnare il tema di quest’anno è stata scelta l’immagine di una farfalla, elaborata dal designer catalano Javier Jaén. Gli appuntamenti previsti per questa stagione ci parlano inoltre del cambiamento e della trasformazione insita nell’arte teatrale, che nei secoli ha saputo attraversare diverse evoluzioni, dalla tragedia greca alle nuove forme di drammaturgia contemporanea. Gli appuntamenti previsti in calendario toccano tutte le tappe di questa evoluzione, proponendo una panoramica completa delle varie forme che il teatro ha assunto nel corso del tempo e facendole dialogare tra di loro. Sul palco del Verdi si alterneranno infatti sia dei grandi classici (“Alcesti” di Euripide, “Una delle ultime sere di Carnovale” dI Carlo Goldoni, “L’arte della beffa di Molière”) sia drammi contemporanei, come “Incendi” (tragedia che richiama Edipo), e “A casa tutti bene”, trasposizione teatrale dell’omonimo film di
Gabriele Muccino. Non mancheranno nemmeno i grandi drammaturghi del Novecento, rappresentati in questa stagione da Samuel Beckett (“Finale di partita”) e Arthur Miller (“Erano tutto miei figli”), né gli spettacoli ispirati o liberamente tratti da opere di grandi penne come “La cosmicomica vita
di Q”, di e con Luca Marinelli (tratto da “Tutte le Cosmicomiche” di Italo Calvino”) e “Predatori di pianura” di Andrea Pennacchi, tratto da “Bilora” di Ruzante. Completano la proposta del Verdi il “Bestiario Idrico” di Marco Paolini (storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi che attraversano
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SAPORI D’AUTUNNO IN PRATO DELLA VALLE 13 - 14 - 15 novembre 2026
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l’Italia), “Oltre”, che racconta il disastro aereo delle Ande del 1972, e “Il delirio del particolare”, opera in cui aleggia lo spettro di un architetto in cui è facile riconoscere Carlo Scarpa scritta da Vitaliano Trevisan.
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TERRITORIO
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Tram. Voltabarozzo collegato alla stazione tra pochi mesi, poi toccherà alla tratta fino a Chiesanuova
TRA DICEMBRE E GENNAIO ATTIVO IL SIR3 SIR2, IL PRIMO TRATTO ENTRO L’ESTATE 2027 I l Sir3 tra dicembre e gennaio, il primo tratto del Sir2 entro la prossima estate. Comune e Aps Holding lavorano per aprire la linea Stazione-Voltabarozzo durante le festività natalizie o nelle prime settimane di gennaio. Il collegamento Rubano-Vigonza partirà invece per stralci: l’obiettivo è attivare prima la tratta dalla caserma Romagnoli, a Chiesanuova, alla stazione. L’intera linea dovrebbe entrare in servizio entro la fine del prossimo anno, salvo imprevisti. Sul Sir3 sono riprese le prove tecniche, con i mezzi in viaggio e i tecnici a bordo per regolare la posizione della linea aerea di contatto. I test saranno intensificati nelle prossime settimane, mentre verranno completati i collegamenti elettrici. Si punta a iniziare il pre-esercizio entro la prima settimana di novembre: una simulazione del servizio senza passeggeri, rispettando orari e frequenze previsti. Questa fase dovrebbe
durare meno di due mesi. La linea unirà la stazione a Voltabarozzo lungo 5,5 chilometri, con 13 fermate, comprese quelle per l’A zienda ospedaliera di via Giustiniani e l’ospedale Sant’Antonio di via Facciolati. Più lungo il percorso del Sir2: 17,5 chilometri e 36 fermate. La piattaforma è stata ultimata a fine luglio, ma restano le opere di completamento. Sul tratto Rubano-Stazione si procede con le asfaltature di strade e marciapiedi e l’allestimento delle fermate. Verso Vigonza si lavora agli allargamenti della carreggiata, dove la piattaforma ha ridotto lo spazio per le auto: a San Lazzaro, davanti alla Kioene Arena, e in via Tommaseo, di fronte all’hotel Mantegna. Conclusa la sistemazione davanti alla cittadella della Stanga. Il pre-esercizio potrebbe cominciare nei primi mesi del prossimo anno sulla tratta Romagnoli-Stazione. Proseguiranno intanto la posa dei cavi e la predisposizione degli impianti.
Alle nuove linee si affiancano quattro parcheggi scambiatori, per un totale di 1.060 posti: 365 al capolinea di Voltabarozzo, 380 a quello di Rubano, 150 alla caserma Romagnoli e 165 al nuovo ospedale di Padova Est. Avranno tariffe giornaliere agevolate e abbonamenti per chi utilizza i mezzi ogni giorno, sul modello del parcheggio della Guizza, oltre a postazioni per la ricarica delle auto elettriche. Si aggiungeranno alla rete di sosta esistente. L’amministrazione ha lavorato per riportare nella disponibilità pubblica aree come il Secret Garden alle porte Contarine, il Green Garden in corso del Popolo e il parcheggio Fiera Est. È in corso il lavoro per rendere nuovamente fruibile il parcheggio di Padova2000; avviati anche i lavori nell’area dell’ex caserma Prandina, accanto al nuovo parco del centro storico. «Ora è iniziata la fase della sistemazione e della ricostruzione delle strade», spiega l’assessore alla Mobilità
Andrea Ragona. La chiama «la fase della cura»: nuovi asfalti, marciapiedi, ciclabili e piantumazioni quando la stagione lo consentirà. Anche le dodici cabine elettriche saranno valorizzate con interventi artistici. Il primo è il murales alla Stanga dedicato alla sicurezza sul lavoro, donato dalla Uil nazionale. Il progetto coinvolgerà artisti e realtà cittadine, nel
percorso della candidatura di Padova a capitale dell’arte contemporanea. I cantieri hanno interessato anche i sottoservizi: venti chilometri di nuove condotte, circa cinquecento allacci idrici e 14 milioni di euro di investimento. La quota maggiore riguarda il Sir2: tredici chilometri di condotte, trecento allacci e 9,5 milioni investiti in due anni e mezzo.
A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo
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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione
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a ritmo di musica. L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente
materiali compostabili e riciclabili. Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che
permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una atmosfera appunto, soft, ma da club. Il 22 ottobre ecco ElettroFolpo, con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino. Venerdì 23 ottobre LadyFolpo, notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese. Sabato 24 FolpoLoco e FolpoBunny con Ali Selecta e con XREITO. Domenica 25 con TechnoFolpo e Fopo Vibes la Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice. Il 26 ottobre Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo, con MC Matt e la celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia. Gran finale martedì 27 con House of Folpo e uno dei padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere del reggae veneto.
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la
maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera
tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto
psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che
sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
alle 600 mila persone finora sole”
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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”
RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia
ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un
sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei
rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia
prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».
BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”
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n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a
valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.
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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio
“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-
ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area
Il senatore Udc Antonio De Poli
per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio
vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di
che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due
chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?
Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come
prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia
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La copertina di “Il mito di Narciso”
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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle
Emanuele Apostolidis
in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per
liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
DESPAR
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
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are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
La spesa più leggera
Non aspettare l’offerta!
2000
Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Influenza, pochi giorni di febbre possono costare un inverno di salute
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i sono inverni che, per una famiglia, si complicano con un solo ricovero. Un anziano che perde autonomia dopo giorni a letto, una persona con problemi respiratori che fatica a recuperare, un malato cronico che vede peggiorare condizioni fino a quel momento stabili. È anche attraverso queste conseguenze che va letta l’influenza: una malattia comune, ma capace di incidere profondamente sulla salute delle persone più vulnerabili. L’avvio delle campagne vaccinali di ottobre riporta quindi una scelta concreta: prepararsi alla stagione dei contagi prima che siano i sintomi a imporre attenzione. Il punto riguarda tanto la salute individuale quanto la capacità delle famiglie e dei servizi sanitari di affrontare i mesi in
cui crescono le infezioni respiratorie. A fare la differenza è soprattutto la condizione di partenza. La stessa infezione può avere un decorso relativamente breve in un adulto sano e diventare impegnativa per chi convive con una patologia cardiaca o polmonare, per una donna in gravidanza, per un bambino piccolo o per chi ha difese immunitarie ridotte. La febbre è soltanto la manifestazione più evidente: ciò che preoccupa sono le possibili polmoniti, le sovrainfezioni batteriche e l’aggravamento di malattie preesistenti. Da questa diversa esposizione al rischio nasce l’offerta vaccinale. Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute indica tra i principali destinatari le persone di almeno 60 anni, i bambini dai sei mesi ai
sei anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone con patologie che aumentano la probabilità di complicanze. La vaccinazione gratuita per le categorie previste è uno strumento per raggiungere chi può pagare il prezzo più alto dell’infezione. Una telefonata al medico di famiglia o al pediatra diventa così il primo passo per capire come accedere alla vaccinazione e quale percorso seguire: i servizi vaccinali territoriali partecipano alla campagna, secondo l’organizzazione delle singole Ulss ed aziende sanitarie. Portare la prevenzione vicino alle persone significa rendere più semplice una decisione che rischia altrimenti di essere rinviata tra impegni, dubbi e la sensazione che l’inverno sia ancora lontano. Il calen-
dario, però, conta. L’organismo impiega circa due settimane a sviluppare pienamente la risposta immunitaria: vaccinarsi quando i contagi sono già aumentati può lasciare scoperto proprio quel periodo. Chi arriva più tardi non deve comunque considerare persa l’occasione, perché il Ministero raccomanda di continuare a offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili durante la stagione influenzale. Anche le aspettative devono essere chiare. La vaccinazione può ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, di sviluppare forme gravi, ma non elimina ogni possibilità di infezione. Inoltre, durante l’inverno circolano altri virus capaci di provocare febbre, tosse e malessere: sintomi comparsi dopo il vaccino non dimostrano, da soli, che la
protezione contro l’influenza abbia fallito. E la dose dell’anno precedente non basta per il nuovo inverno, perché l’immunità si attenua e i virus possono cambiare. Resta una responsabilità quotidiana, anche dopo la vaccinazione. Curare l’igiene delle mani, coprire tosse e starnuti e restare a casa in presenza di sintomi respiratori febbrili contribuisce a contenere la trasmissione. Sono attenzioni che acquistano ancora più valore quando si vive o si lavora accanto a persone fragili. La campagna di ottobre comincia da una scelta personale, ma la sua utilità si estende alla comunità: meno complicanze significano meno sofferenza per i malati, meno difficoltà per chi li assiste e minore pressione sui servizi di cura.
Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre
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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle
strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per
la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027: somministra-
zione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato
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30 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione
Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna
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a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche
individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare
i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici.
Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere
dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)
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