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laPiazza di Padova Nord - Nov25

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di Padova Nord

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I medici Rigatelli e Zuin nella prestigiosa classifica dei migliori ricercatori internazionali pag. 33

Protagonista il ritorno alla politica

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inalmente si intravede la linea del traguardo di questa lunga campagna elettorale. Una campagna elettorale iniziata, di fatto, con la direzione del PD che a fine giugno ha approvato pressoché ad all’unanimità la candidatura di Giovanni Manildo come presidente di Regione. Più travagliato il percorso del centrodestra che soltanto poche settimane ha fatta ha sancito quello che tutti sapevano, ovvero che il candidato sarebbe stato della Lega Nord, nonostante gli appetiti di Fratelli d’Italia. La scelta, come noto, è caduta su Alberto Stefani, uomo di fiducia di Salvini, vicesegretario nazionale e segretario regionale del partito. Una figura giovane che sta conducendo una campagna all’insegna della moderazione e della pacatezza indicando tra le sue priorità il sociale e l’ambiente. Non certo, questi, temi identitari leghisti tanto da far storcere il naso a più di qualcuno che lo ha accusato di essere troppo vicino alle parole d’ordine del centrosinistra. Un centrosinistra che, dal canto suo, sconta in Veneto una certa diffidenza da parte di un elettorato che, negli ultimi trent’anni, ha sempre votato, spesso anche con percentuali bulgare, dall’altra parte. Vincesse Manildo o vincesse Stefani, non ce ne vogliano gli altri candidati se in questo caso non li citiamo, la composizione del consiglio e quella della giunta sono destinate a cambiare profondamente perché decisamente mutati saranno i rapporti di forza interni in entrambi i casi.

C’è un’etica nell’Intelligenza Cadoneghe, è sconto tra Artificiale? Luca Giuman: Partito Democratico meglio cercarla e“E’l’amministrazione nellenuovo nostre comunità” sul asilo nido

Regionali, come si vota: dall’alternanza di genere al voto disgiunto pag. 26

pag. 6

Complessità operative e difficoltà di comunicazione sui benefici delle CER, incontri con i cittadini e contatti con i Comuni per superare gli ostacoli e rispondere ai dubbi Servizi alle pagg. 8 e 9

VIGODARZERE, PAOLETTA ROMPE IL SILENZIO IN CONSIGLIO COMUNALE Il consigliere si è astenuto dal voto sulla variazione di bilancio, evidenziando preoccupazioni sui costi del nuovo asilo nido Servizio a pag. 18

ELEZIONI REGIONALI, TUTTI I CANDIDATI IN CORSA 845 GLI ASPIRANTI PER UN POSTO IN CONSIGLIO Cinque i candidati alla presidenza del Veneto dopo Zaia: si sfidano Bui, Manildo, Rizzo, Stefani e Szumski

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Servizio a pag. 23

Libertà è partecipazione

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pag. 30

TRANSIZIONE ENERGETICA, AVANTI PIANO: FRA NORME DA DECIFRARE E BUROCRAZIA PARTONO LE PRIME INIZIATIVE

segue a pag. 23

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Il mercato dell’auto si rinnova, la formula del Suv compatto di Alfa Romeo e Audi

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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

ono passati 53 anni da quando Giorgio Gaber scrisse “La libertà”, eppure quelle parole continuano ad essere attuali e meritano di essere ricordate in questi giorni di campagna elettorale in Veneto: “La libertà non è star sopra un albero / Non è neanche avere un’opinione / La libertà non è uno spazio libero / Libertà è partecipazione”. Con il suo stile inconfondibile il cantautore mette al termine del ritornello il concetto chiave della sua canzone.

segue a pag. 5

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ELEZIONI REGIONALI VENETO 23 • 24 NOVEMBRE 2025

La PERSONA al CENTRO

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il VENETO nel CUORE

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COMM. RESP. UDC - REGINO BRACHETTI

NOVEMBRE 2025

Periodico d’informazione locale - Anno XXXII n. 238

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L'obiettivo è lo stesso: produrre solo energia da fonti rinnovabili per raggiungere benefici ambientali ed economici. Antenore si pone come catalizzatore sul territorio per dar vita alle comunità con l'ottica di ottenere un risparmio immediato e/o addirittura un guadagno. Gli esperti di Antenore vi sapranno consigliare, aiutare, seguire e supportare in ogni fase del progetto e della sua realizzazione. Un bellissimo modo di stare e fare insieme.

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Cavarzere

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Facciamo il punto

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5 Libertà è partecipazione Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Un concetto già chiaro di per sé che Gaber sviluppa nel resto della canzone: “Vorrei essere libero come un uomo / Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia/ E che trova questo spazio / Solamente nella sua democrazia / Che ha il diritto di votare / E che passa la sua vita a delegare / E nel farsi comandare /Ha trovato la sua nuova libertà”. Ovviamente le canzoni di Gaber sfuggono ad una lettura semplicista o univoca, sono lontane dalla retorica e dal “buonismo” e danno spazio alla complessità, al dubbio, al disincanto. Siamo liberi tanto quanto siamo disposti ad uscire dal nostro “particolare”, dalla nostra “comfort zone” e a sporcarci con la realtà della democrazia, imperfetta senz’altro, come lo imperfetti lo sono i suoi rappresentanti, ma occasione di partecipazione e di scelta. Nel 1972 la politica era tutt’altra cosa, erano gli anni di piombo, le contrapposizioni erano aspre e anche violente, non c’erano internet né i social, ma il messaggio di Gaber, nella sua semplicità, aveva fatto centro. Quelle tre parole, “libertà è partecipazione”, oggi dovrebbero essere ripetute in occasione di ogni appuntamento elettorale per spiegare perché, nonostante tutto, è importante andare a votare. L’inesorabile calo dell’affluenza non è certo ascrivibile al solo Veneto o alla nostra nazione ma una tendenza ormai globale che rispecchia la difficoltà nel sentirsi rappresentanti da questa classe politica e quindi la ritrosia o l’indifferenza nel scegliere da chi “farsi comandare”. Ma questo progressivo allontanamento dei cittadini dai loro rappresentanti nelle istituzioni va ad indebolire anzitutto la nostra libertà, intesa appunto come partecipazione, un dovere e un diritto, esercitato attraverso il voto. Libertà contro rinuncia, partecipazione contro indifferenza: scegliere di non votare è pur sempre una scelta, ma sicuramente non segna un passo avanti nella nostra condizione di libertà. “Tanto non cambierà nulla, tanto a decidere sono sempre gli stessi, quindi a che serve votare”, è il ritornello che accompagna l’astensionismo. Ma noi preferiamo il ritornello intonato da Gaber, perché è nella partecipazione, per quanto limitata e perfettibile, che possiamo ribadire la nostra libertà, affermare il diritto di dare concretezza alle nostre opinioni, di scegliere attraverso il semplice ma tutt’altro che scontato gesto del voto.

Comuni uniti per una soluzione al traffico verso Padova N

ei Comuni di Vigodarzere, Limena e Cadoneghe si è scatenato un vivace scontro politico e pubblico, incentrato su l’urgente necessità di trovare finanziamenti e soluzioni definitive per affrontare la crisi della viabilità che affligge l’area da decenni. In prima fila nel denunciare questa grave situazione ci sono il sindaco di Limena, Stefano Tonazzo, e la consigliera comunale di Vigodarzere, Monica Cesaro. Entrambi hanno manifestato il loro completo sostegno ai residenti, inviando un appello alla Regione Veneto affinché stanzi investimenti significativi e agli enti locali coinvolti perché trovino un accordo su scelte condivise, definendo una strategia politica che ponga il benessere dei cittadini al centro di ogni decisione. La discussione si è fatta particolarmente accesa riguardo alla complessa questione del nodo della Castagnara. La recente comunicazione da parte della Regione Veneto, secondo cui mancherebbero i fondi necessari per l’intervento, è stata giudicata inaccettabile dai due amministratori. Per questo motivo, Tonazzo e Cesaro hanno sollecitato un’azione politica decisa da parte dei sindaci di Vigodarzere (Adolfo Zordan) e Cadoneghe (Marco Schiesaro): devono fare pressione per assicurare che gli investimenti regionali vengano destinati anche a questa zona. Un ulteriore elemento di forte attrito riguarda la potenziale nuova connessione stradale con Limena. Nonostante gli sforzi della Provincia di Padova per raggiungere un’intesa e nonostante i piani regolatori vigenti nei due Comuni prevedano la costruzione di un nuovo ponte a sud dell’attuale Ponte della Libertà, Tonazzo e Cesaro lamentano che l’amministrazione di Vigodarzere persista nel rifiutare l’idea di questo nuovo collegamento.

Scontro su fondi e soluzioni per la viabilità

continua da pag. 1

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Cristina Salvato

ASCOLTA ORA di Padova Nord è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Cadoneghe, Curtarolo, Limena e Vigodarzere per un numero complessivo di 11.375 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del Srl 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 530.000 famiglie del Veneto.

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Chiuso in redazione il 4 novembre 2025


Cadoneghe

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La polemica. Il sindaco risponde alle critiche affermando che non esiste contenzioso

Il PD attacca l’Amministrazione sul nuovo asilo “L

a Giunta ha appena finanziato un servizio legale “per attività stragiudiziale su fase esecutiva della gara per lavori di realizzazione nuovo asilo montessoriano”. Tradotto, significa che sta sorgendo un contenzioso con la ditta che esegue i lavori. Dopo la posa della prima pietra nel dicembre 2024, l’unica novità è stata la gettata di cemento della fondazione, avvenuta mesi dopo, in aprile 2025. Poi nulla più: cantiere abbandonato”. Con queste parole i consiglieri del Pd di Cadoneghe attaccano il sindaco Marco Schiesaro e la sua Giunta per i ritardi nei lavori del nuovo asilo nido montessoriano. Secondo l’opposizione, il cantiere, finanziato

con fondi Pnrr per 1.560.000 euro, è fermo da mesi. “Abbiamo più volte denunciato la lentezza dei lavori, ricevendo rassicurazioni sul fatto che l’opera avrebbe avuto tempi rapidissimi essendo realizzata con moduli prefabbricati. Tra le motivazioni che hanno reso necessario l’incarico legale si legge che si sono verificati ritardi da parte dell’impresa esecutrice, per i quali o si arriva a un accordo bonario o il contratto può saltare”. I dem chiedono chiarezza anche sul destino dei fondi europei: “Non sappiamo quali siano i problemi insorti, dato che l’amministrazione Schiesaro ha sempre negato difficoltà, anche se era chiaro che al cantiere non stava lavorando nessu-

no e che il tempo passava inesorabilmente. Ai nostri occhi è evidente che qualcosa non ha funzionato e i timori che non verranno rispettati i termini di ultimazione e collaudo sono fondati. Cosa ne sarà del finanziamento Pnrr di 1.560.000 euro per l’opera?”. La critica si estende ad altri progetti pubblici: “Forse la spavalderia e la prosopopea del nostro sindaco dovranno ridimensionarsi perché troppe cose non stanno procedendo speditamente, anzi sembrano bloccate: l’allargamento di via Augusta, le opere del quartiere Grosoli, le nuove isole ecologiche, l’ampliamento della zona industriale dove si sono incagliate? Tutti questi segnali ci preoccupano e mettono

in luce gravi incapacità di gestione della cosa pubblica”. Immediata la risposta del sindaco Marco Schiesaro: “Non esiste alcun contenzioso: la ditta incaricata dalla Provincia di Padova, ha semplicemente chiesto una proroga dei tempi di consegna dei lavori. Parliamo di un asilo montessoriano prefabbricato, realizzato in gran parte presso la sede dell’impresa e poi trasportato e montato a Cadoneghe. È per questo che, al momento, nell’area del cantiere non si vedono operai: il cantiere “vero” si trova in stabilimento, dove vengono ultimati i moduli e i serramenti. Gli uffici comunali hanno richiesto un parere tecnico-legale solo per valutare le modalità della proroga, un

atto di ordinaria amministrazione che serve a tutelare il corretto iter procedurale. Nessuno gode se i lavori subiscono ritardi, ma in questo momento, in tutto il territorio, c’è una corsa contro il tempo per la realizzazione delle opere pubbliche: molte aziende devono fare i conti con ritardi nelle forniture di materiali e serramenti. L’asilo montessoriano si farà, e si farà bene. E, come sempre, saranno i risultati a parlare, non le polemiche”. Giulia Turato

Manutenzione straordinaria per la SR308 e rete di gas potenziata Un autunno intenso ha visto Cadoneghe e i comuni limitrofi protagonisti di importanti interventi infrastrutturali, mirati a costruire una rete viaria più sicura e servizi più efficienti per i cittadini. Tra ottobre e novembre, diversi cantieri hanno interessato il territorio, impegnati soprattutto sul fronte della viabilità e del potenziamento delle infrastrutture energetiche. Tra le opere più rilevanti si segnala l’intervento sulla SR 308 Nuova Strada del Santo, nel tratto che attraversa Campodarsego. Dal 10 al 13 ottobre, la strada è stata chiusa al traffico per lavori di manutenzione straordinaria nel tratto tra il km 5+230 e il km 10+700. Per minimizzare i disagi, sono state attivate deviazioni

opportunamente segnalate per automobilisti e mezzi pesanti. I lavori non si sono limitati a una semplice riasfaltatura, ma hanno previsto una stabilizzazione profonda del sottofondo stradale fino a 30 centimetri, accompagnata da fresatura e rifacimento del manto stradale secondo standard tecnici di ultima generazione. Questo intervento strutturale garantisce una durata nettamente superiore rispetto ai tradizionali rifacimenti superficiali, rispondendo alle esigenze del traffico pesante che quotidianamente attraversa questa arteria fondamentale per la mobilità locale. L’opera rientra nel Programma asfaltature 2025 promosso da Veneto Strade, un ambizioso piano

di manutenzione straordinaria con investimenti per oltre 55 milioni di euro nel biennio 2024-2025, finalizzato a rigenerare le infrastrutture viarie regionali e provinciali più ammalorate. Si tratta di uno dei programmi più significativi degli ultimi anni, con l’obiettivo di garantire una rete viaria moderna, sicura e funzionale per tutto il territorio veneto. Un progetto che punta a migliorare la sicurezza stradale, ridurre il rischio di incidenti e assicurare una mobilità più fluida su tutta la rete veneta. Buone notizie anche per quanto riguarda i tempi di esecuzione: i lavori sulla SR 308 si sono infatti conclusi in anticipo rispetto alla tabella di marcia, permettendo la riaper-

tura della strada già nella serata di domenica 12 ottobre. Parallelamente, a Cadoneghe sono iniziati il 23 ottobre i lavori per la posa della nuova rete del gas metano in piazza Berlinguer e piazza Insurrezione, a cura della ditta incaricata da AP Reti Gas S.p.A. Si prevede una durata complessiva di circa tre settimane, durante le quali non sarà possibile parcheggiare nelle aree interessate. Salvo imprevisti, la conclusione dei lavori è prevista entro il 21 novembre. La cittadinanza è stata informata tramite appositi cartelli e divieti di sosta, aggiornati progressivamente per garantire un flusso costante di informazioni e la massima collaborazione da parte dei residenti. (g.t.)

I ragazzi di via Bordin tornano a scaldare l’autunno Anche quest’anno, la stagione autunnale profumerà di biscotti grazie ai ragazzi della Cooperativa Sociale Francesco d’Assisi Onlus di via Bordin. Una realtà che da sempre contribuisce a rendere il territorio di Cadoneghe più inclusivo, offrendo a giovani con bisogni speciali l’opportunità di apprendere un mestiere, lavorare in gruppo e prepararsi

al mondo del lavoro, mediante percorsi formativi nei settori dell’ortoflorovivaismo e della ristorazione. Ormai da anni, i biscotti fatti a mano di via Bordin vanno letteralmente a ruba. Nel 2018 i loro zaeti furono protagonisti della rievocazione storica “Cadoneghe e la Serenissima”, arricchendo il menù della giornata e portando sulle tavole i sapori autentici

del nostro territorio. Quest’anno, l’offerta si arricchisce con una novità: i frollini all’arancia e mandorla, una delizia artigianale pensata per conquistare anche i palati più esigenti. E come da tradizione, non potevano mancare i “Cavalli di San Martino”, realizzati con la consueta cura e passione dai ragazzi del centro. Scegliere questi biscotti significa non solo

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gustare un prodotto genuino e ricco di storia, ma anche offrire un sostegno concreto a un progetto che ogni giorno aiuta questi giovani a costruirsi un futuro. (g.t.)


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Transizione energetica/1. Limena sta studiando la possibilità di attivare o accedere ad una CER

“Progetto ambizioso, ma servono regole chiare, da valutare impegno economico e risvolti legali” A Limena, la complessità è anche tecnica: sul territorio insistono tre cabine primarie, e la normativa impone che ogni comunità sia collegata a una sola cabina

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l tema della transizione energetica entra nel dibattito anche a Limena, dove l’amministrazione comunale guarda con interesse alla possibilità di costituire una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), ma con la consapevolezza che la strada è tutt’altro che semplice. “Le direttive governative sono molto interessanti - osserva l’assessore all’Ambiente Lorenza Sartori - ma la realizzazione pratica è complessa, perché il governo non ha ancora fornito indicazioni precise sulla forma giuridica da adottare. Non è chiaro, per esempio, se una CER debba configurarsi come associazione, fondazione o altro soggetto. Sen-

za questo chiarimento, è difficile partire”. Oggi, nell’area padovana, Albignasego è l’unico comune ad aver avviato ufficialmente una propria comunità energetica. “È un’esperienza importante - riconosce Sartori - ma anche costosa. Non è detto che tutti i comuni possano permettersi di sostenerne i costi iniziali e gestionali. L’idea è bella, ma va costruita con prudenza e realismo”. A Limena, la complessità è anche tecnica: sul territorio insistono tre cabine primarie, e la normativa impone che ogni comunità sia collegata a una sola cabina. “Questo rende difficile creare un’unica grande comu-

nità - spiega Sartori -. Esiste la possibilità di una cosiddetta sovra-CER, un coordinamento che gestisca più comunità energetiche, una per ogni cabina, ma l’impianto complessivo diventa molto articolato”. L’obiettivo dell’amministrazione resta quello di favorire l’autonomia energetica locale, coinvolgendo sia imprese che cittadini. “Mettere insieme l’energia prodotta da un’azienda con quella dei privati significherebbe ridurre fortemente l’impatto ambientale e creare zone energeticamente autonome. È un’idea che funziona sulla carta, ma nella pratica richiede strumenti chiari e un forte coordinamento. Le CER funzionano se tra i membri c’è equilibrio tra chi produce e chi consuma, e se i benefici economici vengono redistribuiti in modo equo”. Per ora il Comune di Limena resta in una fase di stu-

Un incontro sulle comunità energetiche organizzato qualche tempo fa a Limena

dio. “Siamo favorevoli e intenzionati a percorrere questa strada - ribadisce Sartori - ma vogliamo capire bene tutti gli aspetti giuridici ed economici. A meno che non sia il Comune stesso a promuovere una fondazione, l’impegno economico non è ancora definito e non vogliamo fare il passo più lungo della gamba. Inoltre, le Cer dei Comuni non possono avere scopo di lucro, e questa è un’altra questione che

va chiarita”. Un confronto con la Provincia di Padova, avvenuto a inizio anno, ha confermato l’interesse per il tema. “C’è la volontà di sostenere le comunità energetiche - conclude Sartori - ma servono norme stabili, strumenti finanziari adeguati e una regia comune. Solo così la transizione energetica potrà diventare davvero una realtà concreta anche per i nostri territori”. Nicola Stievano

Quanto ci costa una transizione energetica in ritardo? Gli esperti concordano: “Ogni rinvio ha pesanti conseguenze” “Il rinvio o l’annacquamento delle politiche climatiche rischia di ritardare non soltanto l’azione di riduzione delle emissioni di gas serra, con pesanti conseguenze sulle infrastrutture e sul benessere dei cittadini, ma anche la trasformazione industriale necessaria perché il Paese resti competitivo”, ha sottolineato Carlo Carraro, professore di Economia Ambientale ed ex rettore di Ca’ Foscari, offrendo una panoramica sullo stato attuale del processo di transizione nel corso dell’incontro “Quanto ci costa una transizione energetica in ritardo?”, organizzato dal Centro

studi di economia e tecnica dell’energia “Giorgio Levi Cases” dell’Università di Padova. Maurizio Delfanti, docente del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, ha illustrato invece il caso studio della Sardegna, spiegando che “il ritardo nella transizione energetica comporta costi economici, sociali, ambientali e sanitari significativi”. L’economista della Banca d’Italia Luciano Lavecchia ha presentato un’analisi basata sugli scenari dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) e del Network for Greening the Financial

System (NGFS), evidenziando come gli investimenti necessari per la transizione potranno generare benefici superiori ai costi. Lavecchia ha richiamato anche l’importanza di un’informazione trasparente e di politiche di sostegno per garantire una “transizione giusta”, capace di non lasciare indietro le fasce più vulnerabili. Nel corso dell’incontro, l’associazione Catharsis ha presentato i risultati di un sondaggio condotto tra oltre cento studenti, in gran parte iscritti a corsi di area STEM e con un’età media di 24 anni. “Gli studenti riconoscono l’urgenza della crisi

climatica e chiedono azioni concrete – ha dichiarato Andrea Giuliano di Catharsis – ma molti ammettono di faticare a cambiare con la stessa rapidità che richiedono a governi e aziende. La transizione ecologica richiede scelte coraggiose da chi governa, produce e consuma ogni giorno”.

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ELETTRICI - FOTOVOLTAICO


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Transizione energetica/2. Nell’area a nord di Padova si stanno organizzando le prime iniziative con l’aiuto di esperti

Complessità operative sulla strada delle CER “La sfida è comunicare i benefici dell’adesione” Le Comunità Energetiche Rinnovabili permettono di condividere energia e generare una parte degli incentivi ad iniziative sociali e ambientali. Cercreator si occupa della costituzione e gestione delle CER, della partecipazione ai bandi e della collaborazione con i Comuni

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nche a nord di Padova si inizia a guardare con interesse alle Comunità Energetiche Rinnovabili come passo necessario per la transizione energetica. Le CER sono organizzazioni (sotto forma di associazione, cooperativa o fondazione) che consentono ai partecipanti che non hanno un impianto fotovoltaico (consumatori) di condividere l’energia prodotta dai partecipanti che invece ne sono possessori (produttori). Maggiore è la quantità di energia che viene prodotta e consumata nel medesimo momento dai partecipanti alla Comunità energetica e maggiore sarà l’incentivo che i soci riceveranno dal Gse, il Gestore della rete elettrica. Con la semplice iscrizione alla Comunità energetica (come produttori o consumatori) i privati, le aziende e gli enti pubblici, possono partecipare alla condivisione dell’energia e ricevere una quota dell’incentivo che la Cer incasserà, e che distribuirà ai propri associati secondo le regole adottate in un regolamento interno. Il calcolo dell’energia condivisa avviene in modo virtuale, quindi ciascun consumatore, se intestatario di una bolletta, può partecipare ad una Comunità energetica con la semplice sottoscrizione del modulo di adesione, mantenere il gestore di energia e ricevere poi, una volta l’anno, una quota dell’incentivo.

La squadra di Cercreator

Invece i proprietari di un impianto fotovoltaico, allacciato dal marzo 2024 in poi, potranno partecipare come produttori e ricevere una quota di incentivo quando questo verrà versato alla Cer. Per conoscere quali comunità energetiche sono attive a nord di Padova, è utile consultare il portale realizzato dalla Regione Veneto (www.venetoverdenergia.it) e inserire il proprio indirizzo di residenza, compariranno così le comunità energetiche attive sul proprio territorio. Attualmente risultano iscritte al portale di questa area: Cer Energia Kilometro Zero, Cerincomune, Facciamo energia soc. coop., LU CEr e Cer Insieme. Nel territorio c’è anche chi si occupa della costituzione e della gestione di Comunità Energetiche, come la società Cercreator. “Siamo convinti che le CER rappresentino una straordinaria opportunità - racconta il fondatore Giorgio Soloni - per condividere energia pro-

dotta da fonti rinnovabili e ottenere un incentivo da redistribuire tra i partecipanti, destinando una parte ad iniziative sociali e ambientali a favore della comunità locale. “Ad oggi abbiamo supportato 13 Comunità Energetiche nella partecipazione al bando regionale dedicato alla loro costituzione e stiamo collaborando con diversi Comuni che desiderano ricoprire un ruolo attivo per i propri cittadini”. Quali sono le principali difficoltà che le CER incontrano nel loro sviluppo? “L’ostacolo principale, per il momento, è riuscire a comunicare in modo semplice e chiaro i benefici dell’adesione a una Comunità Energetica. A questo si aggiungono le complessità operative e i tempi tecnici legati alla gestione dei rapporti con il GSE. Per questo affianchiamo le CER e i loro organi direttivi in tutte le fasi, garantendo supporto continuo per svolgere al meglio questi passaggi fondamentali”. (n.s.)

ELEZIONI REGIONALI VENETO

23 e 24 NOVEMBRE 2025 Sintonizzati sul Veneto24 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio perfetta.

con il

: inua ancora t n o c o n g e L’imp AVANTI! o m ia d n a e assiem

Curtarolo ha approfondito il tema delle comunità energetiche in un recente incontro pubblico, in modo da dare la possibilità ai cittadini di conoscere da vicino queste iniziative e valutare l’adesione o come produttori, sfruttando anche la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto dal Pnrr per l’installazione di un un impianto fotovoltaico, oppure come consumatori, ottenendo dei benefici e sopratutto collaborando ai fini sociali previsti per la Cer. Per illustrare nel dettaglio le caratteristiche della comunità energetica, gli incentivi previsti e le modalità di adesione agli inizi di novembre il Comune ha promosso l’incontro

pubblico “La comunità energetica ‘L’energia dei sindaci’ arriva a Curtarolo”. Lo scopo è favorire una transizione energetica sostenibile, volta alla tutela ambientale, al contrasto del caro bollette e all’autonomia energetica anche attraverso l’utilizzo

delle risorse del Pnrr. I consumatori, anche senza pannelli fotovoltaici, possono ottenere un risparmio sulla bolletta semplicemente modificando le proprie abitudini domestiche in base alle fasce orarie di produzione dell’energia della Cer. I consumatori potranno sfruttare al meglio l’autoconsumo dell’energia prodotta e valutare i costi per la realizzazione di un nuovo impianto. L’incontro ha permesso di approfondire anche gli obiettivi delle CER dal punto di vista economico e sociale e ha fornito ai presenti alcuni consigli utili su come leggere le bollette elettriche e capire come poter risparmiare e ottimizzare i consumi energetici. (n.s.)

Committente responsabile: Riccardo Michelozzo

Cosa c’è dietro una comunità energetica, confronto a Curtarolo

Giulio

O R A N E CENT Vo

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Committente responsabile: Annalisa Sandonà

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SANDONÀ Per un

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ELEZIONI REGIONALI 23 E 24 NOVEMBRE 2025


Cadoneghe

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Lutto nazionale. Tre carabinieri uccisi, funerali di Stato a Padova

Strage di Castel D’Azzano: il cordoglio della città S

ono passate settimane, ma il ricordo e il senso di ingiustizia restano vividi. La tragedia avvenuta a Castel D’Azzano continua a pesare come un macigno, lasciando senza parole un’intera nazione. Una violenza cieca e crudele, quella che ha stroncato le vite del luogotenente Marco Piffari, del brigadiere Valerio Daprà e del carabiniere scelto Davide Bernardello. L’esplosione fatale di quel tragico martedì si è portata via tre uomini che hanno scelto di adempiere con coraggio e onore la loro missione fino all’estremo sacrificio. Una ferita collettiva, che ha lasciato l’Italia paralizzata in un silenzio impotente e pieno di dolore. Lo stesso silenzio che regnava durante i funerali di Stato nella chiesa di Santa Giustina il 18 ottobre, quando l’intera città è rimasta con il fiato sospeso: strade chiuse, tram fermi e bandiere a mezz’asta. Oltre cinquemila i presenti, che dentro la basilica e davanti ai maxischermi in Prato della Valle hanno seguito la cerimonia stringendosi in un unico, grande abbraccio collettivo che ha unito autorità, ministri, familiari e cittadini. Applausi, silenzi e lacrime hanno raccontato il dolore e la gratitudine di un intero Paese. Alla cerimonia hanno preso parte le più alte cariche dello Stato insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, delle Forze Armate e della cittadinanza. Unanime il cordoglio delle autorità politiche, che per tutta la giornata hanno espresso il loro cordoglio con decine di messaggi di dolore e vicinanza. Tra questi il primo cittadino Marco Schiesaro, che con queste parole ha reso omaggio ai tre militari caduti a nome dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità di Cadoneghe: “Provo una grande tristezza per la morte dei tre carabinieri uccisi a Verona, un fatto di una violenza inaccettabile che mi lascia senza parole. Fatico a farmene una ragione e rimango profondamente colpito dal gesto insensato che ha provocato una simile tragedia. Oggi pomeriggio sono stato a Padova per portare, anche a nome di Cadoneghe, vicinanza e gratitudine a chi ha

perso la vita servendo il Paese”. Parole forti anche dalla vicesindaca Sara Ranzato, che ha voluto esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale alle famiglie e all’Arma: “Condoglianze alle famiglie dei tre carabinieri strappati alla vita da follia e disperazione. Un pensiero di cordoglio a tutto il corpo dei Carabinieri, che vive la perdita dei suoi uomini, servitori impavidi dello Stato. Non sfugga mai il loro valore e il loro sacrificio: vorrebbe dire farli morire due volte. Che la terra vi sia lieve, anime in divisa”. Giulia Turato

11 Blitz anti abusivi al mercato Bancarelle abusive camuffate tra i banchi regolari, spazi occupati senza autorizzazione e un malcontento crescente tra i venditori in regola. Siamo al mercato di Cadoneghe, dove la situazione ha esasperato la pazienza di operatori e cittadini, che hanno allertato l’amministrazione comunale con numerose segnalazioni. A finire nel mirino anche chi – pur autorizzato al commercio – si presenta all’alba per occupare postazioni riservate ad altri. La risposta del Comune non si è fatta attendere: qualche settimana fa è scattato il primo blitz della Polizia Locale nell’area compresa tra via Rigotti e piazzetta della Pace. Gli agenti hanno passato al setaccio oltre venti espositori, uno per uno, con verifiche sulla merce esposta, le autorizzazioni e la correttezza

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delle piazzole occupate. All’arrivo degli agenti si è verificato un fuggi fuggi di alcuni “commercianti” che, colti di sorpresa, hanno raccolto la merce alla svelta per sfuggire disperatamente ai controlli. “Qualcuno, sorpreso sul posto, che evidentemente non ne aveva titolo, si è rapidamente allontanato”, ha riportato il sindaco Marco Schiesaro. I controlli sono stati accolti con favore soprattutto dagli operatori regolari, ormai stanchi di dover fare i conti con una concorrenza sleale e con l’occupazione abusiva degli spazi. E la stretta continuerà: l’amministrazione ha annunciato che le verifiche proseguiranno anche nelle prossime domeniche, in accordo con l’Ufficio Commercio. “I controlli, come promesso, continueranno a tutela del commercio, della tranquillità dei nostri concittadini, degli espositori corretti e onesti”, ha dichiarato il primo cittadino. L’obiettivo è chiaro: rimettere al centro la legalità e contrastare l’abusivismo, garantendo pari condizioni a tutti gli operatori che rispettano le regole. (g.t.)


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12 Mandatario elettorale: Alessandra Gazzola

Giovanni

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4.CASA ED EDILIZIA PUBBLICA

Sintonizzati sul

Una casa accessibile è il fondamento di ogni progetto di vita. Dobbiamo restituire stabilità, sicurezza e dignità a chi oggi fatica a trovare o mantenere un alloggio.

mosse Per creare futuro

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Grande Piano Casa per giovani, famiglie e lavoratori. 100 milioni l’anno per recuperare gli alloggi ATER inutilizzati. Sostegno agli affitti, canoni calmierati e incentivi alla riqualificazione. Edilizia pubblica e sociale come leva di sviluppo e coesione.

5.GIOVANI 1.Veneto24 SALUTEpassa al sistema di ultima E FUTURO Egenerazione BENESSERE DAB che permette di ascoltare Una sanità pubblica forte è il primo diritto di cittadinanza. Vogliamo un Veneto che curi tutti, vicino alle persone e ai territori, dove la salute non sia un privilegio ma un diritto.

I giovani sono la forza viva del Veneto. A loro vogliamo dare spazio, fiducia e opportunità per restare, crescere e costruire qui il proprio futuro.

anche la radio con una qualità audio perfetta.

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Sanità pubblica in testa all’agenda regionale. Piano straordinario di assunzioni per medici e infermieri. Case di comunità con personale e servizi per coprire i territori. Riduzione delle liste d’attesa e diritto alla cura garantito a tutti. Salute mentale al centro, con prevenzione e sostegno a chi soffre.

2.SVILUPPO E LAVORO Il lavoro è la base della dignità e dello sviluppo. Vogliamo un Veneto che cresca innovando, che unisca imprese e formazione, e che premi il coraggio di chi investe. • • • • •

Formazione tecnica e universitaria collegata ai distretti produttivi. Fondo per l’innovazione e la transizione energetica delle PMI. Incentivi per chi investe in ricerca, sostenibilità e sicurezza sul lavoro. Cabina di regia regionale sul turismo, per governare i flussi. Parità salariale tra uomini e donne, maggiori opportunità di crescita e di presenza nelle presidenze delle società partecipate

• • • •

Piano casa e affitti agevolati per chi studia o lavora in Veneto. Contratto d’ingresso per integrare i salari dei giovani nei primi anni di lavoro. Percorsi di formazione e lavoro di qualità, con tutoraggio e borse regionali. Sostegno al benessere psicologico: sportelli gratuiti nelle scuole e nei quartieri.

6.ANZIANI E SOCIALE La nostra comunità deve riconoscere il valore di chi ha costruito il Veneto. Garantire dignità, cura e socialità agli anziani significa prendersi cura di tutti. • • • •

Riforma delle case di riposo pubbliche e potenziamento dei servizi. Piano regionale per la domiciliarità e l’assistenza di prossimità. Creazione di 100 cohousing e housing sociali, valorizzazione dei centri diurni. Sostegno a chi si prende cura: caregiver e famiglie non lasciate sole.

3.AMBIENTE, ENERGIA E TERRITORIO

7.TRASPORTO PUBBLICO E MOBILITÀ

Un Veneto sostenibile è una visione di sviluppo. Difendere il territorio e promuovere energie pulite significa proteggere la nostra casa comune, creare lavoro, migliorare la qualità della vita.

Una rete di trasporti efficiente, sostenibile e pubblica unisce città e territori. È la condizione per uno sviluppo moderno e rispettoso dell’ambiente.

• • •

Ascoltaci in tutto il Veneto in • Piano per un trasporto pubblico integrato e sostenibile

1 kilowatt per abitante, con l’obiettivo di 5 gigawatt da rinnovabili entro il 2030. Incentivi e comunità SCARICA L’APP energetiche (CER) per imprese, comuni e cittadini. RADIO VENETO24 • Stop al consumo di suolo e revisione della legge regionale per • favorire la rigenerazione urbana affrontando, nel contempo, gli effetti del cambiamento climatico • Tutela e rinaturalizzazione del territorio, con forestazione urbana e valorizzazione delle campagne come risorsa economica e ambientale.

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Curtarolo

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Il caso. Sconto alle famiglie grazie a un contributo della Fondazione Cariparo

Mazì: il doposcuola si fa insieme, più inclusivo e ricco di attività S

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i chiama Mazì, dal greco che significa “insieme”, il servizio di doposcuola per la scuola primaria che abbraccia i plessi Cappellari a Santa Maria di Non e Umberto I a Pieve, frazioni di Curtarolo. Mazì è una preziosa opportunità per gli alunni di crescere insieme, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità, in una dimensione accogliente dove il gruppo diventa occasione di amicizie, affetto, confronto e valorizzazione di ciò che ciascuno porta con sé. Insieme si pranza, si gioca, si fanno i compiti e si impara a vivere in comunità. L’attività è svolta dalla cooperativa La Bottega dei Ragazzi, che opera nel campo della ricerca e dell’intervento educativo e promuove una cultura dell’infanzia nel territorio, offrendo un contributo di riflessione e progettazione nella realizzazione di proposte formative, aggregative e di animazione per giovanissimi, giovani, adulti, famiglie e comunità. “Abbiamo ricevuto un contributo di 20.000 euro da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – spiega il sindaco Martina Rocchio – e questo ci ha permesso di ridurre di 15 euro al mese il contributo di ogni famiglia, arrivando a una quota agevolata di 130 euro. Un elemento molto importante è che i bambini con disabilità non

pagano, potendo frequentare gratuitamente e beneficiando di un educatore dedicato all’accompagnamento e al supporto compiti. È stato inoltre ampliato l’orario del servizio, che ora va dalle 12.30 alle 16.15 a Pieve e dalle 13 alle 16.45 a Santa Maria di Non, per dare una finestra più ampia ai genitori che lavorano, con possibilità di pranzare e fare merenda. Ci sono stati investimenti sui progetti, introducendo anche teatro, english speaking, danza, musica, body percussion e gioco atletica, e poi è stato incrementato l’organico con un nuovo operatore”. La sindaca continua spiegando che il progetto è cominciato nel 2019 e, sei anni dopo, è notevolmente migliorato. “Ci abbiamo sempre creduto – prosegue il sindaco – e ora il progetto Doposcuola è davvero un servizio completo che risponde alle esigenze delle nostre famiglie. Eravamo partiti a Santa Maria di Non con un investimento di 11.000 euro e con pochissimi bambini. Ora siamo arrivati ad oltre 80.000 euro di fondi con 35 bambini, e si è aggiunta anche Pieve. Siamo orgogliosi di questo risultato, che ci consente di offrire un servizio davvero completo, attento ai bisogni delle famiglie e ancora più inclusivo. Grazie a questo importante contributo potremmo dare ai nostri bambini un

ambiente educativo ricco di attività, garantendo al tempo stesso supporto personalizzato ai bambini che hanno maggiore bisogno e sostegno alle famiglie nel conciliare scuola, lavoro e vita quotidiana”. La prima cittadina conclude che questo nuovo progetto rappresenta un passo in avanti per un servizio innovativo e di qualità: “Siamo costantemente impegnati nel ricercare risorse per ampliare i servizi dedicati alle famiglie e continueremo ad investire nell’educazione e nei nostri giovani, che rappresentano il futuro della nostra comunità”. Cristina Salvato

Si alza il sipario su Il Forum del teatro 2025 L’associazione teatrale Tacaboton, con il patrocinio del Comune di Curtarolo, organizza la seconda edizione della rassegna Il Forum del teatro, un percorso emozionante attraverso vari generi del teatro amatoriale. L’appuntamento è alla Sala Forum di Via Kennedy 10, alle ore 21. La rassegna sarà ricca di comicità e grandi interpretazioni, con spettacoli in programma ogni mese fino a dicembre. Dopo la partenza il 25 ottobre con il Teatro in Musica dei Lunaspina e la loro Asa che tea conta, testo e regia di Nicola Pegoraro, il mese successivo, il 29 novembre, la scena sarà dedicata al Teatro in costume con la Compagnia delle donne, che presenterà Ride ben chi ride ultimo di Sara Vettorello. A dicembre, il 6 si proseguirà con il teatro brillante grazie al Teatro Roncade che porterà in scena il classico Se devi dire una bugia dilla grossa di Ray Cooney. La rassegna si concluderà in bellezza con i padroni di casa, i Tacaboton, e il loro ultimo lavoro, Amore e batticore il giorno 13. Tutti gli appuntamenti saranno arricchiti da un momento speciale che precede la commedia: “Prova d’attore”, una serie di monologhi con Beatrice Levorato, Cristina Altieri, Stefano Carroccia e Renza Pasqualin, che faranno vivere al pubblico momenti intensi, capaci di far sorridere ed emozionare prima dell’inizio dello spettacolo in rassegna. C’è un motivo in più per non mancare: l’ingresso è gratuito con offerta responsabile, e l’intero ricavato, tolte le sole spese di organizzazione, sarà devoluto ai grandi amici e partner dell’iniziativa: Uildm, Aisla e Telethon. (CRI.S.)

Sintonizzati sul Committente responsabile: Ludovico Pizzo

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Limena

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L’opera. Un’opera ad alta efficienza energetica, funzionale e multidisciplinare

Inaugurata la nuova mensa della scuola “Francesco Petrarca” È

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stata inaugurata la nuova mensa della scuola primaria “Francesco Petrarca”. “La nuova mensa – spiega il sindaco Stefano Tonazzo – è stata realizzata in circa venti mesi, un’opera ad alta efficienza energetica, funzionale e multidisciplinare; l’intervento è costato complessivamente 780.000 euro di cui 408.000 euro provenienti dai fondi Pnrr. Ora la scuola primaria “Francesco Petrarca” potrà pensare ad un’offerta didattica che tenga conto dei rientri, uno spazio importante che avrà anche la funzione di sala polivalente. La scuola ha infatti avviato negli ultimi anni una sezione di sperimentazione con due rientri pomeridiani e, grazie anche a questo contributo ministeriale, aggiungiamo un altro tassello che si incastra nel più ampio progetto di adeguamento e riqualificazione dei plessi scolastici del territorio avviato dall’amministrazione comunale”. “All’inaugurazione – continua il sindaco Tonazzo – la giovanissima Francesca, studentessa della scuola secondaria di primo grado di Limena, si è esibita nel canto dell’inno nazionale a inizio cerimonia. Meravigliosi elaborati degli alunni di

tutte le classi che hanno richiamato al rispetto per il luogo, alla bellezza della nuova mensa, all’importanza di non sprecare il cibo”. A gennaio è prevista l’inaugurazione del nuovo nido comunale che sarà intitolato a “Sammy Basso”, un’importante opera, del costo complessivo di 1.263.000 euro, che ha ottenuto un finanziamento ministeriale di 800mila euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). “Un edificio a piano unico di circa 400 metri quadrati, – conclude Tonazzo – dimensionato per ospitare complessivamente quattro sezioni

compresa la sezione lattanti che ora non è presente nella struttura in via Ponterotto a Taggì di Sotto. Grazie alla lungimiranza dell’amministrazione, i cittadini nei prossimi anni potranno giovare di un nuovo importante servizio pubblico che sarà di fondamentale importanza per sostenere le giovani coppie e la natalità. Anche questa nuova struttura sarà un valore aggiunto per il perseguimento delle politiche a sostegno della natalità che da sempre sono prioritarie per la nostra amministrazione”.

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Fanny Xhajanka

I 101 anni del Signor Bruno Scarso 101 anni di vita celebrati il 6 ottobre 2025 per il Signor Bruno Scarso, circondato dall’affetto dei suoi cari e della comunità. Un momento speciale, vissuto con la famiglia, i parenti e i vicini, insieme al presidente del Centro Anziani di Limena Giuseppe Costa, Dino Scarso, al sindaco Stefano Tonazzo e al vicesindaco Cristina Turetta che hanno portato i saluti dell’Amministrazione comunale. “Un compleanno che ci ricorda il valore del tempo e dell’affetto condiviso. – afferma il sindaco Stefano Tonazzo – Un giorno speciale, che segna il traguardo di 101 anni, un’intera vita di esperienze, emozioni, conquiste e sacrifici. Il suo cammino è stato lungo, segnato da momenti di gioia, di dolore e di speranza. Ha vissuto tempi che molti di noi possono solo leggere nei libri di storia. La guerra, con tutto il suo dolore e la sua sofferenza, è stata una parte della sua giovinezza. Ha visto il mondo cambiare, ha combattuto per ciò in cui credeva e ha saputo mantenere la forza per la sua famiglia”. “Bruno Scarso, detto ‘Tepa’, ha festeggiato il traguardo dei 101 anni. – aggiunge il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Cristina Turetta – Accanto a lui, in tutti questi anni, c’è stata la sua amata moglie Franca. Con lei ha condiviso i giorni di sole e quelli di pioggia, gli anni migliori e le sfide più difficili. L’amore che li ha uniti è stato la forza che ha reso la loro vita insieme speciale, un legame che ha superato il tempo e che ha lasciato un segno profondo nel suo cuore quando lo ha lasciato per raggiungere la vita eterna nei cieli. E poi ci sono i loro figli, il frutto del loro amore. In loro ha visto crescere il futuro, ha trasmesso i suoi valori, la sua saggezza e tutto ciò che ha imparato nel suo lungo cammino. 101 anni sono un dono raro e prezioso, siamo felici di poter festeggiare insieme al nostro concittadino Bruno Scarso e alla sua famiglia questo straordinario traguardo”. (f.x.)


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Limena

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Sociale. Il presidente Gioele Rigoni ringrazia i volontari e il pubblico

L’associazione “Ottavo Miglio” dona i proventi del “Porto Vecchio Festival” Circa 3.500 euro del Porto Vecchio Festival: Ottavo Miglio finanzia aiuti umanitari, progetti sanitari, educativi e culturali - dalle motoambulanze in Africa al nuovo murales di Limena, passando per il sostegno alla Palestina e la ricerca sulla leucemia, grazie ai volontari

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L

’associazione “Ottavo Miglio” ha scelto di destinare i proventi, pari a circa 3.500 euro, raccolti dal “Porto Vecchio Festival” a varie realtà e associazioni. “Come di consuetudine — spiega il presidente dell’associazione “Ottavo Miglio”, Gioele Rigoni — anche dopo questa edizione del “Porto Vecchio Festival”, abbiamo scelto a quali realtà destinare i nostri ricavati. Per l’acquisto di aiuti umanitari a favore del popolo palestinese. Al Centro di ascolto di Limena che si occupa di accogliere, ascoltare ed aiutare sia emotivamente che economicamente le persone in difficoltà. Alla Protezione Civile di Limena, per l’acquisto di materiale e attrezzature utili in caso di inondazioni o alluvioni. Al finanziamento di un progetto rivolto alle scuole. All’ospedale del distretto di Kaloleni, in Tanzania, per l’acquisto di materiale utile per migliorare la sicurezza delle madri e dei loro nascituri durante il parto, con la partecipazione di una nostra amica e compaesana. Per la realizzazione di un nuovo mu-

rales nel nostro paese, continuando un progetto di abbellimento, ormai segno distintivo di Limena. All’associazione “Alphabeta” che si occupa di creare percorsi diagnostici, terapeutici ed educativi rivolti a bambini, adolescenti o adulti in difficoltà. Per l’acquisto di motoambulanze in Africa, utili ad effettuare i trasporti più insidiosi. All’ospedale San Raffaele di Milano, per la ricerca nella cura della leucemia”. “Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza le decine e decine di volontari che hanno lavo-

rato con impegno e dedizione per rendere possibile il “Porto Vecchio Festival”. — sottolinea il presidente Rigoni — Hanno dedicato ore e ore del loro tempo, rinunciando a tanto, sacrificando ore di sonno e spendendo tantissime energie. Insieme siamo riusciti a dare un aiuto concreto a queste realtà, e di questo non posso che ringraziarli di cuore. Un ringraziamento speciale anche a tutte le persone che hanno partecipato al Festival con l’invito a rivederli anche alla prossima edizione”. Fanny Xhajanka

Al via la settima edizione di “Cantando in Teatro” Torna anche quest’anno “Cantando in Teatro”, lo show musicale ideato e condotto da Jody Barichello, giunto ormai alla sua settima edizione. Un appuntamento ormai fisso per gli amanti della musica, che nel corso degli anni ha portato sul palco cover band, orchestre e artisti di talento capaci di emozionare e far ballare il pubblico. Per l’edizione 2025-2026 il format si rinnova, dando priorità alle grandi cover band che omaggeranno i grandi artisti della musica italiana e internazionale: da Lady Gaga a Michael Jackson, passando per Lucio Battisti, gli Abba e Ultimo. “Gli spettacoli si svolgeranno da novembre a febbraio e saranno aperti al pubblico con ingresso totalmente gratuito, – sottolinea l’ideatore e organizzatore della rassegna, l’assessore Jody Barichello – confermando la vocazione inclusiva e popolare di un’iniziativa che, anno dopo anno, continua a richiamare centinaia di spettatori”. Il calendario è ricco di appuntamenti im-

perdibili: si parte il 18 novembre 2025 con “Art Pop”, tributo a Lady Gaga, per proseguire con le esibizioni di Saba de Rossi e gli artisti del programma “Io Canto Senior”, “Gli Ultimi” cover band di Ultimo e lo spettacolare “Jackson One” dedicato a Michael Jackson. Non mancheranno poi i tradizionali Canti di Natale, gli Zampognari da Rovereto che gireranno per le scuole con i canti e le zampogne, il Concerto di Capodanno con Enrico Marchiante e serate speciali

con Abba Show, il “Silent Hill Duo” tributo a Cremonini e Sasha Torrisi, voce storica dei Timoria, che canterà Lucio Battisti. Grande appuntamento con il nuovo spettacolo di Barutz il 13 gennaio. “Un cartellone variegato, – conclude l’assessore Barichello – capace di unire generazioni e generi musicali, mantenendo vivo lo spirito originario del progetto: celebrare la musica dal vivo e offrire al pubblico serate di qualità, emozione e condivisione”. (f.x.)


Vigodarzere

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La contestazione. Dura critica del Gruppo Democratici per Vigodarzere sui mancati impegni

Caos sui lavori del ponte di Terraglione: “Amministrazione irresponsabile” I

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l gruppo consiliare Democratici per Vigodarzere, rappresentato da Stefano Spreafichi e Paolo Vallerin, esprime profonda preoccupazione e forte critica riguardo alla gestione dei lavori relativi alla costruzione della nuova passerella ciclopedonale e al rafforzamento strutturale del ponte che unisce la frazione Terraglione con la regionale del Santo. La contestazione principale riguarda il mancato rispetto delle tempistiche annunciate pubblicamente. Già nello scorso dicembre, in un’assemblea a Terraglione, l’amministrazione aveva garantito l’inizio degli interventi sul ponte a gennaio. Invece i lavori della ditta appaltante sono iniziati solo con l’arrivo dell’estate. Allo stesso modo, l’amministrazione non ha mantenuto la promessa di attivare a gennaio la viabilità alternativa. Solo in piena estate è stata istituita una nuova viabilità che imponeva il divieto di traffico in entrata nella frazione, deviando i mezzi pesanti su percorsi anche

esterni al Comune. Nonostante il periodo estivo fosse il più favorevole per clima e per la ridotta circolazione dovuta all’assenza del traffico scolastico, i lavori non hanno visto alcuna significativa accelerazione. La contestazione più forte è la mancata applicazione di un principio di buon senso: concentrare gli interventi più impattanti proprio durante i mesi estivi. Si è arrivati al paradosso in cui l’inizio degli interventi che hanno richiesto la chiusura totale del ponte per almeno due mesi è coinciso con settembre, un periodo che coincide con la fine delle ferie e il problematico rientro degli alunni a scuola. I disagi causati alla circolazione, specialmente nelle ore di punta, sono stati enormi. Basti pensare alle difficoltà incontrate dai genitori nel portare i figli a scuola, con un conseguente sovraccarico viabilistico in direzione di Padova e Camposampiero. Alla luce di questi gravi inconvenienti, il Gruppo Consiliare lancia un forte appel-

Si punta sul biglietto integrato per alleggerire il traffico domenicale

lo, invitando l’amministrazione a sollecitare con urgenza la ditta appaltante affinché proceda con la massima celerità. L’obiettivo minimo è che vengano rispettate almeno le ultime scadenze comunicate, limitando così i disagi in un contesto in cui la viabilità era già complessa prima dell’avvio dell’opera. Inoltre, il Gruppo raccomanda vivamente che l’opera non sia considerata un fatto isolato, ma che venga integrata nella rete ciclabile esistente, collegandosi alla pista di via Manzoni e a quella che unisce Saletto e Curtarolo. Cristina Salvato

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La questione del traffico a Vigodarzere continua a essere un nodo cruciale per la cittadinanza. La cronica difficoltà è legata ai costanti imbottigliamenti che si concentrano sui due unici e stretti punti di accesso alla città. A questa criticità infrastrutturale si aggiunge un problema di servizio: la completa assenza di mezzi pubblici la domenica, una lacuna che impedisce ai residenti più giovani di raggiungere il centro per incontrare i coetanei in autonomia. Per affrontare in modo organico sia la congestione veicolare sia l’isolamento domenicale dei cittadini, il Comune di Vigodarzere sta esplorando una soluzione ambiziosa: la proposta di un biglietto integrato tra il servizio di autobus e quello ferroviario. Non va dimenticato, infatti, che il territorio comunale può contare sulla presenza di una stazione ferroviaria che permette di raggiungere Padova in pochissimi minuti. Da diversi anni, la soppressione del servizio di autobus la domenica ha costretto i cittadini a un ricorso quasi esclusivo all’automobile, anche per le brevi tratte, come accompagnare i propri figli al vicino capolinea del tram. È proprio con l’obiettivo di rendere l’utilizzo dei mezzi pubblici una risorsa preziosa, spingendo le famiglie a lasciare l’auto a casa e favorendo l’autonomia dei ragazzi, che l’amministrazione comunale ha formalizzato una richiesta ufficiale. Questa richiesta è stata indirizzata a Trenitalia e a Busitalia Veneto, con una copia per conoscenza inviata alla Regione, per valutare concretamente l’istituzione di un titolo di viaggio unico. Si tratterebbe, in particolare, di un biglietto integrato a tariffa agevolata specificamente rivolto a studenti e lavoratori residenti. Una proposta che intende rispettare le esigenze dei cittadini e promuovere la sostenibilità ambientale attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico generato dai troppi mezzi privati in circolazione. (CRI.S.)


Vigodarzere

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Politica. Paoletta rompe il silenzio sulla perdita dell’incarico alla Sanità

In Consiglio Comunale scoppia il caso della delega revocata L

’ultima seduta del Consiglio comunale di Vigodarzere è stata segnata da un colpo di scena inatteso. Il consigliere di maggioranza, Mario Paoletta, ha rotto il silenzio riguardo alla revoca della sua delega alla Sanità e, in un gesto di aperta critica, si è astenuto dal voto sulla variazione di bilancio, manifestando forti perplessità in merito ai costi crescenti previsti per il nuovo asilo nido. La rottura si è consumata a seguito della decisione presa dal sindaco Adolfo Zordan, due mesi fa, di ritirare a Paoletta l’incarico di delegato alla Sanità che gli era stato conferito solo nel novembre 2024. Paoletta ha espresso il suo stupore, definendo la situazione “curiosa e anomala”, poiché la delega è stata prima assegnata e poi revocata in meno di un anno, senza che vi fossero stati scandali o moti-

vazioni ufficiali convincenti. La vicenda è ancor più singolare, ha sottolineato il consigliere, considerando che la decisione è stata presa da un sindaco nei confronti di un consigliere dello stesso partito. Paoletta ha voluto evidenziare come questa scelta possa finire per danneggiare l’intera collettività, ritenendo «più grave» il fatto che si sia tolta una delega a una persona con competenze tecniche nel settore sanitario che le stava mettendo a disposizione della comunità. Mario Paoletta, infatti, è un fisioterapista e proviene da una famiglia con una profonda esperienza nel campo, con un padre medico e segretario di una società scientifica. Nonostante il recente allontanamento dalle scelte politiche del gruppo, Paoletta ha voluto chiarire di non avere alcuna intenzione di abbando-

nare la maggioranza, mantenendo fede al mandato ricevuto dagli elettori. Tuttavia, la sua palese posizione critica si è concretizzata nell’astensione durante la votazione sulla variazione di bilancio. Il consigliere ha spiegato di non aver potuto partecipare all’ultima commissione bilancio per motivi di salute e di non aver trovato per questo la necessaria chiarezza su alcune voci di spesa che, a suo avviso, risultano poco trasparenti e discutibili. In particolare, ha espresso grande preoccupazione per gli stanziamenti destinati al nuovo asilo nido, citando i 230 mila euro richiesti per la recinzione e gli 80 mila euro per gli arredi, e ha concluso la sua riflessione lamentando che “Non è stato precisato quanto verrà a costare l’opera al netto del contributo del Pnrr”. ll sindaco Zordan e il consigliere Paoletta

Cristina Salvato

Fidas Vigodarzere resta senza vertici La sezione locale della Fidas a Vigodarzere si trova attualmente senza i suoi vertici, in quanto sia il presidente, Francesco Menelao, sia il tesoriere, Roberto Canton, hanno rassegnato le dimissioni. Questa difficile scelta è una diretta conseguenza dei recenti provvedimenti presi dalla Fidas a livello nazionale nei confronti della sezione provinciale di Padova. La vicenda è iniziata quando il collegio dei probiviri della federazione aveva richiesto in modo esplicito che la Fidas Padova si riallineasse concretamente ai valori fondamentali dell’associazione, pena l’espulsione. In questo contesto teso, Menelao aveva sottoscritto, il 13 settembre, insieme ad

altri diciassette presidenti di sezione, un documento con il quale si chiedeva il mantenimento della Fidas Padova all’interno della federazione, promuovendo contemporaneamente l’avvio di un serio processo di rinnovamento sia statutario che istituzionale. Tuttavia, gli eventi hanno preso una piega diversa quando, il 27 settembre, il presidente provinciale ha convocato un’assemblea mirata al rinnovo della giunta esecutiva e del collegio dei probiviri, agendo in palese difformità rispetto alle direttive federali. Tale azione ha portato come conseguenza immediata la sua esclusione dalla federazione. Riguardo alla sua decisione personale di dimettersi,

Menelao ha dichiarato che si tratta di una scelta difficile, ma pienamente coerente con i suoi principi. Nel frattempo, la sezione padovana ha manifestato l’intenzione di proseguire autonomamente il proprio percorso. Tramite una comunicazione ufficiale, Jacopo Pressato, in qualità di presidente provinciale, ha informato tutti i soci che, a seguito di verifiche più accurate sul numero degli iscritti e dei delegati presenti all’assemblea elettiva provinciale indetta il 27 settembre, questa è stata dichiarata nulla, poiché non era stato raggiunto il quorum costitutivo. Non appena sarà possibile, sarà indetta una nuova assemblea. (CRI.S.)

L‘ex presidente Fidas Vigodarzere, Francesco Menelao

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Economia. I dati della Camera di Commercio di Padova su aziende, export e Pil

Segni di vitalità per l’economia padovana: imprese in crescita e prospettive di stabilità Il fatturato provinciale è stimato a 36 miliardi di euro entro la fine del 2025, con un incremento dello 0,8% rispetto all’anno precedente Le aziende sono 93.347 Il terzo trimestre del 2025 restituisce un’immagine incoraggiante dell’economia padovana, che mostra segnali di tenuta e di rinnovata vitalità imprenditoriale. I dati elaborati dalla Camera di Commercio di Padova confermano che, al termine di settembre, le imprese registrate nella provincia erano 93.347, con un lieve calo di 196 unità rispetto allo stesso periodo del 2024, ma con un andamento complessivo che evidenzia una crescita di iscrizioni e una solida capacità di reazione del tessuto produttivo locale. Rispetto al trimestre precedente, infatti, si contano 951 nuove iscrizioni contro 736 cessazioni: un saldo positivo che testimonia una voglia di impresa viva, sostenuta da dinamiche di ristrutturazione interna e da un graduale rinnovamento dei modelli economici. Il confronto con gli anni

passati è indicativo: il divario tra iscrizioni e cessazioni si è quasi azzerato rispetto al 2013, a conferma di una maggiore stabilità del sistema economico locale e di una maggiore attenzione alla qualità delle iniziative imprenditoriali. A trainare la ripresa sono in particolare i comparti legati ai servizi, al commercio di prossimità e alle attività legate alla persona, che, pur segnando una contrazione del numero di negozi negli ultimi anni, continuano a rappresentare un presidio sociale e relazionale nei centri urbani. Un altro elemento significativo riguarda la progressiva ristrutturazione del sistema delle imprese, con una crescita delle società di capitali, passate dal 30,6% al 31,7% del totale, segno di una maggiore patrimonializzazione e di una spinta verso modelli più solidi e organizzati.

Sul fronte esterno, la situazione è più articolata. La Nota economica 2025-26 evidenzia una flessione dell’export padovano verso la Germania (-11,3%), principale partner commerciale, dovuta al rallentamento del mercato europeo e al ridimensionamento della domanda tedesca nei settori del metalmeccanico e della moda. Tuttavia, cresce l’interscambio con la Cina (+18%) e si mantiene stabile quello con la Francia, a testimonianza di un sistema produttivo che sa diversificare e reagire con intelligenza ai mutamenti geopolitici e di mercato.

Nel complesso, il PIL provinciale è stimato a 36,2 miliardi di euro entro la fine del 2025, con una crescita dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Un risultato in linea con la media nazionale e leggermente inferiore a quella regionale, ma che conferma un andamento equilibrato e sostenibile. Le previsioni per il 2026 indicano un ulteriore incremento, segnale di fiducia nella solidità del nostro tessuto economico. Padova resta dunque un territorio con un’economia diffusa, dove il valore aggiunto non si misura solo in termini di produzione, ma

anche di resilienza, capacità di innovazione e coesione sociale. Occorre continuare a sostenere la competitività delle imprese locali, semplificando i percorsi amministrativi, incentivando l’innovazione tecnologica e rafforzando la rete delle collaborazioni tra istituzioni, associazioni di categoria e mondo produttivo. Solo così – con una visione condivisa e una responsabilità collettiva – potremo consolidare i segnali positivi che emergono e proiettare Padova verso una crescita stabile, inclusiva e orientata al futuro. Vincenzo Gottardo

Affitti brevi, servono regole equilibrate per tutelare turismo e cittadini Il fenomeno degli affitti brevi turistici continua a crescere nel Nordest, con effetti significativi anche nella provincia di Padova. Secondo l’indagine dell’Osservatorio sul Nordest (Demos & Pi, settembre 2025), il 51% dei cittadini ritiene opportuno applicare regole più rigide alle locazioni brevi per favorire l’accesso alla casa da parte di famiglie e giovani, mentre il 49% sostiene la libertà dei proprietari di gestire i propri immobili. Nel contesto padovano, la crescita degli affitti brevi è significativa: negli ultimi dieci anni, nel Nordest, il numero di alloggi destinati a locazioni turistiche è aumentato del

36%, e i posti letto disponibili del 41%. Questo fenomeno contribuisce al dinamismo economico del settore turistico, ma riduce la disponibilità di abitazioni a lungo termine, con ripercussioni sui canoni di affitto per studenti, giovani coppie e lavoratori. Le istituzioni locali ritengono necessario un approccio equilibrato e sostenibile, che permetta di conciliare sviluppo turistico, qualità dell’offerta e tutela della residenzialità. Necessaria quindi una maggior trasparenza e registrazione obbligatoria delle locazioni brevi, anche attraverso piattaforme online e un registro comunale, così come le limitazioni

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nelle aree a forte pressione abitativa, come i centri storici. Vanno introdotti incentivi per le locazioni a lungo termine, rivolti a studenti e giovani famiglie, al fine di preservare l’accesso alla casa e sostenere la coesione sociale. In diverse città europee, come Barcellona e Parigi, sono già stati introdotti limiti per regolamentare le locazioni turistiche. Anche in Italia, comuni come Bologna, Firenze e Venezia hanno emanato normative simili per contenere la pressione sugli alloggi residenziali. Padova, alla luce della crescita del fenomeno, si trova di fronte alla necessità di definire un modello locale di regolamentazione sostenibile. (v.g.)


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segue da pag. 1

Ci aspetta una Regione nella quale il dibattito e il ritorno alla politica saranno protagonisti La prima grande differenza sarà rappresentata dal ruolo dell’opposizione: chiunque vinca l’opposizione avrà una consistenza numerica decisamente maggiore rispetto a quella di cinque anni fa: la vittoria di Zaia con il 77% aveva stretto ai minimi termini il numero di consiglieri di minoranza; nessuno dei due principali competitor vincerà con proporzioni così dominanti, quindi, gli sconfitti avranno una rappresentanza consigliare decisamente maggiore rispetto all’attuale. La seconda grande differenza sarà rappresentata dalla

maggioranza: anche in questo caso l’exploit elettorale della Lista Zaia e della Lega avevano dato vita ad una squadra praticamente monocolore dove i rappresentanti di Fdi e FI si contavano sulle dita di una mano. Oggi tanto che vinca Stefani quanto vinca Manildo la composizione, essendo cambiati i rapporti di forza tra alleati, sarà decisamente più variegata. La terza grande differenza è in Giunta: a fronte dei risultati elettorali, analogamente a quanto accaduto per la maggioranza consiliare, la squadra di governo uscente è composta interamente da leghisti eccezion fatta

Elezioni regionali. Il centrodestra sostiene Alberto Stefani con sei liste

per un assessore di Fratelli d’Italia. Dato, anche questo, destinato a cambiare esattamente per le stesse ragioni per le quali cambierà la composizione degli scranni del parlamentino regionale. Cosa possiamo attenderci, dunque, dal prossimo governo regionale? Certamente un ritorno alla politica, alle trattative, agli equilibri e a un’opposizione che, forte dei numeri, potrà dire la propria. Rispetto a come siamo stati abituati sarà certamente più interessante da osservare e potrà manifestare anche qualche turbolenza.

Veneto al voto: tutti i candidati

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AUTONOMIA PER IL VENETO

STEFANI STEFANI

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Alberto Stefani

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In queste pagine trovate i candidati alle elezioni regionali nelle provincie in cui esce il nostro giornale. Poiché è una pubblicazione mensile, per rispetto alla “par condicio” abbiamo scelto di dare spazio a tutte le liste e di dedicare un articolo alle informazioni utili sul voto. Il dibattito politico, invece, continuiamo a seguirlo quotidianamente sul nostro sito www.lapiazzaweb.it e su radio Veneto24.

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

ZAIA Luca CONTE Rosanna CALZAVARA Francesco SCATTO Francesca DOLFIN Marco SUSANNA Silvia GROSSO Claudio VIANELLO Roberta TOMAELLO Andrea

ZAIA Luca BEDIN Giorgia CENTENARO Giulio CAVINATO Elisa LAZZARIN Filippo MOSCO Eleonora MARCATO Roberto PIZZIOLO Francesca PAN Giuseppe

ZAIA Luca BRESCACIN Sonia BARBISAN Riccardo BORTOLETTO Maria BET Roberto ROMA Paola MARCON Stefano SALVATI Valeria VILLANOVA Alberto

ZAIA Luca LANZARIN Manuela CARRERA Sergio BEVILACQUA Alessia CIAMBETTI Roberto CECCHETTO Milena TONELLO Cristian MARTINI Morena ZECCHINATO Marco

ZAIA Luca CESTARI Laura CORAZZARI Cristiano NOCE Valentina RIZZATO Lorenzo

BALDAN Matteo BESIO Laura LIPANI Michele BOSCOLO “ZEMELO” Cristina PAVANETTO Lucas CAZZAGON Chiara PENZO Matteo ZACCARIOTTO Francesca ROMANELLO Matteo

SORANZO Enoch ARGENTI Antonella PULIN Massimo BALDI Elisabetta GIACINTI Filippo GEREMIA PAOLA TURETTA Matteo CAPPELLINI Elena SANDONÀ Luciano

BORGIA Claudio BORTOLATO Chiara DELLA PIETRA Marco RIGO Francesca PERENCIN Mattia RIZZOTTO Silvia PITTON Arnaldo Stefano SPINA Alexa VERECONDI SCORTECCI Alvina

BERLATO Sergio Antonio PAVAN Elena FORMAGGIO Joe SOTTORIVA Giulia GONZO Francesco Enrico SPEROTTO Maria Teresa NARDIN Andrea ZANINI Cristina RUCCO Francesco

BENETTI Fabio GAGLIARDO Elena MORETTO Mattia MANTOVAN Valeria PRANDO Luca

TOSI Flavio CHINELLATO Erica FORCOLIN Gianluca DINI Alessandra NORDIO Fabio DONA’ Francesca SCATTO Claudio VESNAVER Martina ZARAMELLA Lorenzo

TOSI Flavio CECCHINATO Giorgia BORON Fabrizio HILA Nila INNOCENTI Lorenzo MORETTI Anna Chiara MORETTO Alberto VENTURINI Elisa PATRON Mirko

TOSI Flavio ANDRETTA Cristina CHIES Fabio CIVELLI Annalisa in Ruscica DA RE Gianantonio detto Toni SILVESTRINI Rosy BELLINATO Matteo PIETROBON Michelle MARIN Fabio

TOSI Flavio STRINATI Maria Gabriella MALTAURO Jacopo TESSAROLLO Chiara MARANGON Renzo VIGNAGA Paola Maria RIGONI STERN Roberto ZANELLA Loredana Daniela TASSO Gabriele

TOSI Flavio MARANGONI Laila FRANZOSO Matteo MERLIN Lucia ROSSI Giovanni

CALZAVARA Federico CONVENTO Marianna CASARIN Alessandro DE SABBATA Elisa NUCERA Giovanni Francesco VIANELLO Romina SALIHU Muharrem ZENNARO Elena SPATALINO Vincenzo detto Enzo

CAVAZZANA Massimo BALDO Manuela MARTINELLO Maurizio MARAN Maria Cristina PASQUALON Eric MICHELAZZO Diana TARZIA Luigi MORELLO Federica ZORDAN Nicola

BREDA Alessandra BRINO Eric CAMI Edlira COLLET Mario CARRARO Sara SALIHU Muharrem LAZZARINI Margot SIMIONATO Andrea RIZZO Monia

FRANZÈ Luca GAMBIN Catia CAROTTA Diego LIONELLO Silvia DALLA NEGRA Michele VENCATO Elena MUNARI Emanuele ZAUSA Giulia TESSAROLO Massimo detto Tex

BOREGGIO Irene BORGATO Renato CAPUZZO Francesca SACCOMAN Marco VERONESI Cristina

ANCONA Edoardo Vincenzo MONTAGNER Moira RONCO Andrea detto Andreas CALLEGHER Fabrizia FORNARO Dario ORLANDO Lorenza SBALCHIERO Francesco ZANON Chiara ROZZATO Filippo

RONCO Andrea detto Andreas SAMBUGARO Caterina ARTUSI Mario DI COSTANZO Marlene MANNI Stefano DORIO Sabrina SCAPIN Julien FAVARO Maria Rosa TOSETTO Francesco

ZABOTTI Marco DALLA NORA Maria DA BROI Adriano GALLINA Chiara MARCOLIN Marco LIZZA Mariagrazia POLONIATO Mirco ULIANA Antonella VIEZZER Roberto

VENDRAMIN Luca BISIN Lara GASPAROTTO Matteo DAL BALCON Maria Cecilia LAIN Stefano DAL POZZOLO Liana LAZZARI Luigi MARASCHIN Cinzia RONCO Andrea detto Andreas

ROSSI Adino CASELLATO Jlenia MALASPINA Angelo PANIZZO Armida SACCARDIN Antonio detto Gianni

MOROSIN Alessio VIRGILIO Patrizia PRESOTTO Yves PELOSO Martina CONFORTI Nicolo’ RISMENI Denise SARRI Michele DORIGATO Maria STIVAL Daniele

MOROSIN Alessio PELOSO Martina MUNARETTO Michele MAGNAGNIN Marzia SETTE Gianluigi VIRGILIO Patrizia MERCANTI Gualtiero GARBIN Angelica

ROCCON Franco CECCHETTO Sara PANTO Gianluca TONION Egle SARRI Michele PIETROBON Stefania NICOLETTI Pier Antonio GARBIN Angelica PRESOTTO Yves

SELLA Nicola FOCHESATO Emanuela GENTILIN Massimiliano Max SOMMAGGIO Barbara RIGHI Paolo MAGAGNIN Marzia FERRO Giacomo DORIGATO Maria PIOTTO Gianpietro

CONFORTI Nicolò ROSSI Valeria SETTE Giantuigi VIRGILIO Patrizia


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I candidati/1. Il campo largo è la novità di questa tornata elettorale

Il centrosinistra compatto punta all’alternanza Giovanni Manildo

MANILDO PRESIDENTE

EUROPA MANILDO Presidente

CREARE

FUTURO

MANILDO PRESIDENTE

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

MONTANARIELLO JonatanBRESSANIN Francesca BOLZONI Gabriele DRIGO Irina FERRERO Marco LACHIN Margherita FRANCHIN Enrico SAMBO Monica TRABUCCO Gianluca

CAMANI Vanessa MICALIZZI Andrea DONI Sabrina DAL CORSO Alessandro GUIZZARO Eleonora POZZI Stefano LIBERO Virginia SGUOTTI Luciano BORTOLAMEl Franca

BELTRAMELLO Claudio BRESSAN Elisamaria FABBIAN Lorenzo DE NARDI Barbara GALEANO Paolo PERULLI Sandra Sofia LAPECIA BIS Omar TOCCHETTO Antonella MARCON Raffaele

LUISETTO Chiara CISLAGHI Luca NGAH BILOA Carole DALLA POZZA Antonio Marco SBALCHIERO Ilaria FIPPONI Maurizio STELLA Mattea ZAFFARI Diego ZANETTI Ginevra

ZANELLATO Angelo PIZZARDO Emanuela ZANCA Nicola VALENTINI Michela BORILE Stefano

BALDAN Flavio CALZAVARA Manuela DE CARLO Andrea MERENDA Lucia GATTI Michele PIANTA Lara PACCAGNELLA Marco FERRI Maria Angela KERSTULOVICH Franco

BIASIOLO Daniano SCHIAVON Silvia PACCAGNELLA Marco MARANGON Ornella CUSUMANO Giacomo LAZZARIN Tamara PIZZATO Nicola

DE BLASIS Marco FERRI Maria Angela LODI CASAGRANDE Isac PIANTA Lara DE BIANCHI Paolo MERENDA Lucia CESARO Renato

CONTRO Simone GIOS Monica BORTOLOTTO Edoardo CHIMETTO Michela MARINI Aurelio STAMMELLUTI Francesca FERRAZZI Igor

SUMAN Elena PACCAGNELLA Marco MURARO Enrica

BONARRIGO Luca RIGOLI Margherita SABBADIN Giovanni URUKALO Maja SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia MILANI Federico

SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia ALBERTIN Mattia RIGOLI Margherita CIAVARELLA Luca MARCHESINI Sofia SCATTOLIN Marco

RIGOLI Margherita ZORZI Alessandro PARRINO Rebecca SCATTOLIN Marco CAMPOSTRINI Anastasia ANTONINI Geremia MARCHESINI Sofia BATTOCCHIO Matteo

RIGOLI Margherita ALBERTIN Mattia URUKALO Maja ANTONINI Geremia PARRINO Rebecca ZORZI Alessandro

ZORZI Alessandro RIGOLI Margherita

MARCOMIN Franca BETTIN Gianfranco MESSINIS Anna SIMONELLA Davide TOSI Maria Chiara FUMANA Andrea MAZZASCHI Anna MARCHESE Giovanni MARCON Valentina

OSTANEL Elena TURETTA Alessandro MARTINEZ Maria Elena SANGATI Marco BASSO Lucia GIOGA Gianmaria CEDRETTI Elisabetta RUZZANTE Andrea CITRAN Francesca

ZANONI Andrea PRINCIVALLI Giulia FADINI Amedeo FALOPPA Mariasole FONTEBASSO Sandro POLONIATO Lucia SCOLESE Marco TRINCA Lisa ZANOTTI Gianluca

CAROTTI Adriana MASOLO Renzo CEOLA Erica CUNEGATO Carlo MACCA’ Rossella CAPPELLETTO Fabio Antonio BACCIN Paola GRAZI Davide PELLEGRINI Paola Antonia

CURINA Claudio GREGNANIN Serena BUOSO Enrico MERLO Dina MOTTA Angelo

GASPARINETTI Marco ZANETTI Alice MASCHIETTO Giorgio MOMESSO Luana CALDURA Federico BERTAZZOLO Roberta BEVILACQUA Fabio VANIN Sara MARTINELLI Ivo

LORENZONI Arturo DI MASO Annalisa ROSASPINA Filippo NWOAKENYE Evelyn VOLPIN Renzo VANIN Sara MENEGATO Giovanni CENDRON Rossella

SARDO INFIRRI Francesco CENDRON Rossella SALA Pietro DOZZO Caterina REGOSA Andrea CADONÀ Claudia BONOTTO Ivo BIZZOTTO Antonella CONSON Andrea

MEGGIOLARO Michela CIPRESSO Gianfranco BIZZOTTO Antonella ONGARO Jacopo PANZOLATO Martina MENEGATO Giovanni CORÀ Micaela REGOSA Andrea MISCHI Maria Luisa

PIASENTINI Vinicio BROGNARA Arabella MICHELETTI Andrea BRANDOLESE Giorgia VIDALI Sandro

GERUSA Lisa TANJI Bouchaib ARA Cristina CASTELLARO Virginio BERTAZZO Giulia Diletta SAPRACORDEVOLE Francesco BIDOIA Chiara VARISCO Giorgio VIAN Sabrina

BENVEGNÙ Paolo D’ANDREA Giorgia TANJI Bouchaib AKOUNACH Latifa CISSE Amady AQUILINI Stefania RAGGIOTTO Daniele BEIDAOUI Sarah Linda CHINELLO Mattia

ZANELLA Gabriele TUNDO Lucia MANDELLI Stefano SALVADOR Liliana detta Lilli TUONO Marco ALLEGRO Aurora MARANGON Renato BIANCHI Nicoletta ZANATTA Paolo

ORLANDI Marco STOCCHETTI Silvia BENVEGNÙ Paolo TOURE Safietou FANTON Marco GIACINTI Maria Cristina CAMMELLI Francesco LEGGIERI Paola GEREMIA Redento

BRUSCO Guglielmo CESTARI Maria Luisa VERZA Francesco AKOUNACH Latifa BENVEGNÙ Paolo

MORETTO Sara LEONE Giovanni BETTARELLI Agnese “Agnese” BERGANTIN Davide BUSETTO Monica BONAFE’ Paolo VIANELLO MORO CajeroFranco MORO Fosca

FATTORE Silvia PIPITONE Antonino BALBINOT Monica LODDONI Simone AUDITORE Maria Antonietta MARANGON Innocente “Stefano” STORTI Ilaria PITTARELLO Valentino ZANGROSSI Cristiana

ROCCO Nicolò Maria GOMIERATO Maria BOSCARDIN Carlo BANDIERA Elena MARTIN Raffaele DE BORTOLI Martina BARBISAN Federico BETTIOL Loretta SECCHIERI Francesco

SCALABRIN Maurizio CARAMPIN Francesca COMBERLATO Andrea GRAZIANI Rosaria CREAZZO Luigi PEGORARO Valentina TOSCANO Giuseppe Maria STORTI Ilaria VAJENTE Edoardo

TOSCANO Giuseppe Maria PEGORARO Valentina SPADA Gianfranco

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I candidati/2. Sono sostenuti da una singola lista presente in tutte le province

Gli outsider Rizzo e Szumski lanciano la sfida Marco Rizzo Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

RIZZO Marco FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FINCO Monica ALZETTA Marco GIACOMAZZI Cristina BASATO Renato CAPRONI Patrizia SCOMPARIN Enrico

RIZZO Marco FINCO Monica PERIN Lucio FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FLORIS Flaviana Daniela MARAGNO Francesco CAPRONI Patrizia ZANELLA Jacopo

SERENA Antonio GAZZOLA Paola RIZZO Marco FABRIS Deborah REALE Francesco FRANZOI Sonia SONEGO Luciano CAPRONI Patrizia CUNIAL Ennio

RIZZO Marco BERTUZZO Elena TOSCANO Francesco CARIOLATO Elisabetta AGRICOLA Riccardo CARIOLATO Susanna CONTIN Manuel CAPRONI Patrizia CARIOLATO Antonio

RIZZO Marco CASALE Sabina PARTESANI Andrea CAPRONI Patrizia TOSCANO Francesco

Riccardo Szumski

ELEZIONI REGIONALI

RESISTERE VENETO 2025

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

SZUMSKI Riccard AMADIO Carmen AGIRMO Roberto CASTAGNA Stefania CASTAGNETTA Salvatore GUOLO Antonella DONOLATO Ferdinando MIOTTO Silvana LIBRALATO Giorgio

SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen DONOLATO Ferdinando BERTINOTTI Tiziana Bruna FAGAN Manuel CUNIAL Sara VOLPIN Gianfranco SPADA Lisa FAVERO Michele

SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen ABDULA Jurhan detto Yuri BAÙ Nadia BAVARESCO Maurizio SALVADOR Maria Francesca BERNARDELLI Giovanni ZANDONADI Alberta MAZZORATO Loris

SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela ABDULA Jurhan detto Yuri CUNIAL Sara COSTALUNGA Antonio LAZZARETTO Alessia Maria Flavia LOVAT Davide LO GRECO Rosa QUADRI Giulio

SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela PADOAN Giuseppe MODENESE Giovanna PAESANTE Stefano

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I candidati/3. Il padovano, già presidente della Provincia, a caccia di consensi

Bui in corsa per il Veneto con i Popolari Fabio Bui Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

MICHIELETTO Gabriele PAVAN Paola SALMASO Roberto PAVANELLO Federica PERALE Lorenzo TREVISAN Federica FARINATI Jacopo BORTOLOZZO Consuelo BELLEMO Luciano

BUI Fabio CREPALDI Paola DANIELI Alberto FRACCALLANZA Laura GIANESINI Alessandro TREVISAN Giuliana GHEGIN Davide TRIARICO Angela LOVISETTO Andrea

BUI FabioTREVISAN Federica GUGLIELMIN Marco CAPOVILLA Ivete BOTTERO Leopoldo SPOLAORE Rosanna BRION Federico LONGHIN Manuelita POSOCCO Alberto

BUI Fabio STORATO Elena DANIELI Riccardo LONGHIN Manuelita FRACASSO Costantino MARENDA Emanuela BEVILACQUA Angelo MARINI Cristina BETTIN Andrea

BUI Fabio CANDIAN Elena BELLEMO Luciano LONGHIN Manuelita BOTTERO Leopoldo

Ci scusiamo con i diretti interessati per eventuali refusi

Come si vota. Urne aperte domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 dalle 7 alle 15

Dal voto disgiunto alle soglie per avere un seggio, attenzione all’alternanza di genere nelle preferenze I

veneti, per la precisione gli elettori sono 4.463.939, si preparano a tornare alle urne il 23 e 24 novembre per eleggere il presidente della giunta regionale e il consiglio regionale, dando il via alla dodicesima legislatura. Per esprimere il proprio voto, gli elettori devono recarsi al seggio muniti di tessera elettorale e carta d’identità. Si vota domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 novembre dalle 7 alle 15. Una volta ritirata la scheda ed entrati in cabina, si può tracciare una croce sul nome del candidato presidente e un’altra sul simbolo della lista prescelta. Nella scheda elettorale si troveranno 5 candidati sostenute da 16 liste, con 845 candidati consiglieri. È poi possibile indicare un massimo di due preferenze per i

consiglieri, ma è fondamentale rispettare l’alternanza di genere. Chi volesse premiare due persone dello stesso sesso, infatti, vanificherebbe la seconda preferenza; per garantire la validità di entrambe, è necessario alternare il nome di una donna a quello di un uomo. Nonostante i progressi, come il record di 18 donne elette su 51 consiglieri nel 2020, la parità di genere è ancora un obiettivo da raggiungere. Il Veneto è suddiviso in sette circoscrizioni, che coincidono con le Province. Venezia, Padova, Vicenza, Treviso e Verona, nelle quali possono eleggere fino a nove consiglieri ciascuna, mentre Rovigo e Belluno si fermano a due, per un totale di 49 seggi. La legge elettorale regionale prevede un premio di maggioranza: la coalizione

vincente ottiene il 60% dei seggi, lasciando il 40% all’opposizione. Tuttavia, se il presidente supera il 60% dei voti, si applica il proporzionale puro, come accaduto nel 2020, quando il centrodestra di Zaia raggiunse il 76%. La norma che disciplina le modalità elettorali e l’assegnazione dei seggi risale al 16 gennaio 2012. In tale legislatura, il Veneto ha recepito anche la legge nazionale che fissa in due mandati il limite per la carica di presidente della giunta regionale, vincolo poi esteso agli assessori. Dal 2015, il numero degli eletti a Palazzo Ferro Fini è stato tagliato da 60 a 49, con due poltrone aggiuntive garantite ope legis per arrivare a 51. Una è riservata al presidente più votato, che si insedia a Palazzo Balbi, e l’altra è garantita al secondo clas-

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sificato, leader di prassi dell’opposizione. Gli elettori hanno la facoltà di esprimere un voto disgiunto: si può votare un presidente e dare la preferenza a due consiglieri di una coalizione avversaria o di liste minori. Se invece si traccia una croce solo sul simbolo del partito, il voto va automaticamente al presidente collegato a quella forza politica. Sulla scheda non compaiono i nomi dei candidati, che vanno scritti in maniera chiara. Per ottenere un seggio, una lista non apparentata deve superare la soglia di sbarramento del 3%. Nel 2020, il M5S, pur con il suo candidato presidente al 3,3%, vide le liste fermarsi al 2,7%, ma un contenzioso giuridico portò all’elezione di un consigliere dopo il via libera della Corte d’Appello.

Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale

La soglia per una coalizione è invece del 5%, e le liste apparentate si dividono i seggi proporzionalmente, con la prassi che indica l’ingresso con almeno l’1,5%. Infine, i candidati nelle circoscrizioni maggiori possono spendere fino a 44 mila euro per la campagna elettorale, mentre quelli di Belluno e Rovigo hanno un tetto di 40 mila euro, tutti con l’obbligo di rendicontazione.


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DIRETTA LIVE 24 SPO T T24

DIRETTA 24 SPO T T24

ogni campo, ogni emozione. Live

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione

Sabato e domenica dalle 14:00

Radio Ufficiale Calcio Padova

Fabio Natale

Enrico Leo in collaborazione con:

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messaggio elettorale a pagamento

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Regione

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Solidarietà. Un’iniziativa per informare, prevenire e aiutare le vittime a uscire dal silenzio

Despar Nord e Polizia di Stato unite contro la violenza sulle donne

APP

B5

silenzio. Denuncia

gni voce conta

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TRATTAMEN THERMAL CO STAMPA LAT PRINT NUMERO CO NUMBER OF PANTONI PANTONE GU

NERO

Jede Stimme HILFT

La violenza si ferma insieme: la scelta giusta è parlare. Ogni voce può fare la differenza.

Inquadra il QR Code e scopri il centro antiviolenza più vicino: lì troverai ascolto, aiuto e protezione. Fai sentire la tua voce: trova il centro più vicino a te e denuncia la violenza.

Nicht schweigen – Gewalttaten melden! Rufnummer 1522

Every voice MATTERS

Maggiori informazioni su despar.it/it/despar-contro-la-violenza

luogo di acquisto, ma uno spazio di dialogo e un presidio per la comunità. Una visione che si riflette nelle numerose attività legate alla responsabilità sociale d’impresa, uno dei pilastri della strategia di sviluppo dell’azienda. In un tempo in cui l’informazione e il sostegno

possono fare la differenza tra silenzio e denuncia, campagne come questa si rivelano fondamentali. Un piccolo gesto, come ritirare un volantino durante la spesa, può diventare il primo segnale concreto di una possibile via d’uscita dal silenzio e dall’isolamento.

Despar Nord porta il messaggio contro la violenza di genere sugli scontrini di tutti i punti vendita

Don’t be silent. Report instances of violence to the national help line: 1522 .

CONTA

silenzio. Denuncia

1522

Jede Stimme HILFT

Despar Nord trasforma gli scontrini in strumenti di prevenzione e sensibilizzazione. Per tutto novembre, nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar comparirà il numero 1522, un QR code informativo e il gesto ASCOLTACI SU “Signal for Help”, riconosciuto a livello internazionale. Un’iniziativa concreta per diffondere il messaggio: WWW.VENETO24.IT Nicht schweigen – non sei sola. Gewalttaten melden! Per rafforzare ulteriormente il messaggio della campagna informativa realizzata insieme alla Polizia di Stato e alle Questure del Veneto, Despar Nord si fa portavoce di un impegno concreto e visibile attraverso un’ulteriore iniziativa semplice ma d’impatto: nel mese di novembre, infatti, sul retro degli scontrini i clienti troveranno una grafica dedicata alla lotta contro la violenza di genere. Ogni scontrino emesso nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar della rete di Despar Nord, riporta con un messaggio

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Veneto gli opuscoli informativi realizzati per l’occasione, concepiti come uno strumento semplice ma concreto per orientare le persone che vivono situazioni di violenza, o che sono testimoni di tali episodi, verso i canali giusti a cui chiedere aiuto. All’interno dell’opuscolo informativo, oltre a un approfondimento sui segnali che possono aiutare a riconoscere le diverse tipologie di violenza che una donna può subire, si trovano indicazioni pratiche, numeri utili e una presentazione dell’APP YouPol, l’applicazione ufficiale della Polizia di Stato che consente di segnalare situazioni di pericolo, anche in forma anonima, contribuendo così alla tutela delle vittime. Questa iniziativa si inserisce in un percorso che Despar Nord porta avanti da diversi anni al fianco della Polizia di Stato e delle Questure locali. Un impegno costante per informare e sensibilizzare su temi di grande impatto sociale, dalla violenza di genere al bullismo, dalla sicurezza stradale alle truffe agli anziani. Per Despar Nord, infatti, essere parte attiva delle comunità in cui opera significa anche contribuire a creare una rete di relazioni e valori, dove il punto vendita non è solo un

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multilingue il numero antiviolenza nazionale 1522, attivo 24 ore su 24, e un QR code che consente un accesso diretto e immediato a tutte le informazioni sui centri antiviolenza regionali. Per rendere il messaggio ancora più immediato e universalmente riconoscibile, la grafica sullo scontrino include anche la rappresentazione visiva del “Signal for Help”, il gesto con cui una persona può chiedere aiuto in modo silenzioso e discreto: una mano aperta, il pollice piegato, le dita che si chiudono. Un simbolo ormai ri-

conosciuto a livello internazionale per indicare che ci si trova sotto minaccia e si ha bisogno di aiuto. Con questa iniziativa, Despar Nord punta a diffondere in modo capillare un messaggio di sensibilizzazione, attraverso un gesto quotidiano e apparentemente semplice come fare la spesa. Veicolare informazioni utili, messaggi di supporto e strumenti concreti in luoghi inaspettati — come il retro di uno scontrino — può rivelarsi un modo efficace per raggiungere chi ha più bisogno di essere aiutato.

Rufnummer 1522

Every voice MATTERS

Don’t be silent. Report instances of violence to the national help line: 1522 .

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ontinua l’impegno di Despar Nord a sostegno della prevenzione e sensibilizzazione su temi sociali di rilievo, con una nuova campagna dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Nel mese di novembre, in cui ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), torna l’iniziativa “La violenza non è un atto d’amore – Non sei sola”, promossa dalla Polizia di Stato e sostenuta dalle sette Questure del Veneto, con la collaborazione attiva di Despar Nord. Un’iniziativa importante, che intende affrontare un fenomeno purtroppo sempre più attuale. Gli episodi di violenza contro le donne continuano infatti a segnare con drammatica frequenza le cronache quotidiane. Nonostante l’evoluzione degli strumenti legislativi e delle reti di protezione, la violenza di genere resta una piaga che attraversa ogni fascia sociale e culturale. Per questo motivo, la campagna punta non solo a informare, ma anche a prevenire, superare stereotipi radicati e favorire un contatto diretto tra cittadini e forze dell’ordine. Dal 1° al 30 novembre saranno disponibili in tutti i punti vendita Despar, Eurospar e Interspar del

La violenza non è un atto d’amore

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Dal 1° al 30 novembre torna nei punti vendita dell’Abete in Veneto la campagna di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con le Questure della Regione

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NOVEMRBE 2025

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Novità a quattro ruote: Alfa Romeo e Audi riscrivono la formula del SUV compatto Il mercato dell’auto si rinnova con modelli che uniscono tecnologia, efficienza e piacere di guida. Tra le novità più attese, la nuova Alfa Romeo Tonale, simbolo del design italiano che abbraccia l’elettrificazione, e la Audi Q3, SUV compatto tedesco che punta su comfort, sicurezza e connettività. Due interpretazioni diverse dello stesso futuro a quattro ruote. Alfa Romeo Tonale: l’eleganza diventa ibrida

La nuova generazione del SUV compatto italiano unisce stile, tecnologia e sostenibilità, portando il DNA sportivo Alfa nel mondo dell’elettrificazione. La nuova Alfa Romeo Tonale rappresenta il punto d’incontro tra tradi-

zione e innovazione: un SUV compatto che non rinuncia alla sportività ma guarda al futuro con soluzioni ibride evolute. Il design riprende i tratti distintivi del marchio – cofano scolpito, trilobo anteriore e gruppi ottici “3+3” full LED – interpretandoli in chiave moderna, con linee fluide e proporzioni perfettamente bilanciate.

All’interno, il Tonale offre un ambiente sofisticato e tecnologico: la plancia orientata verso il guidatore e i materiali soft-touch confermano l’attenzione al dettaglio tipica di Alfa Romeo. Il sistema di infotainment, basato su schermo da 10,25 pollici, è compatibile con Android Auto e Apple CarPlay wireless, mentre il quadro strumenti digitale da 12,3” garantisce una lettura chiara e immediata di tutte le informazioni. Sotto il cofano batte un cuore ibrido: la gamma prevede motorizzazioni Hybrid 48V da 130 o 160 CV e una versione Plug-in Hybrid Q4 da 280 CV con trazione integrale e oltre 80 km di autonomia elettrica. Le prestazioni restano di alto livello, con accelerazioni pronte e consumi contenuti, mentre il cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti assicura fluidità e comfort. La Tonale è anche la prima Alfa a integrare la tecnologia NFT (NonFungible Token), che certifica l’identità e la manutenzione del veicolo in modo sicuro e trasparente. Un’idea innovativa che rafforza il valore del prodotto nel tempo. Prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, il nuovo SUV è disponibile in quattro allestimenti – Super, Sprint, Ti e Veloce – con prezzi a partire da circa 36.000 euro. Una proposta che coniuga passione italiana, efficienza e design, segnando l’inizio di una nuova era per il Biscione.

Nuova Audi Q3: tecnologia e comfort per tutti i giorni

Aggiornata nel design e nei contenuti, la nuova Q3 rinnova la formula del SUV compatto premium con più efficienza, connettività e sicurezza. La nuova Audi Q3 evolve senza stravolgere: le proporzioni restano compatte ma più muscolari, con un frontale ridisegnato dominato dalla calandra single frame ottagonale e nuovi fari a LED Matrix. Il posteriore

adotta linee più pulite e gruppi ottici tridimensionali, mentre i cerchi da 19 o 20 pollici completano un look elegante ma sportivo. L’abitacolo rispecchia la filosofia Audi: materiali di qualità, assemblaggi impeccabili e un’impostazione ergonomica che privilegia la funzionalità. La strumentazione è completamente digitale, con Virtual Cockpit da 10,25” e un nuovo infotainment MMI touch connesso alla rete 5G e ai servizi Audi Connect. L’assistente vocale, aggiornabile via software, permette di gestire navigazione, climatizzazione e intrattenimento con comandi naturali. La gamma motori spazia dai benzina TFSI ai diesel TDI, con potenze comprese tra 150 e 204 CV, fino alla versione ibrida plug-in da 245 CV capace di percorrere fino a 70 km in modalità elettrica. La trazione integrale quattro e il cambio S tronic a doppia frizione garantiscono stabilità e piacere di guida, anche su fondi difficili. Tra le novità spiccano i sistemi di sicurezza attiva: Audi pre sense front, assistente alla guida in coda, mantenimento di corsia e telecamere a 360°, che rendono la Q3 una delle più avanzate della categoria. Ampia la scelta di versioni: Advanced, S line e Business Plus, con listino da circa 39.000 euro. Con consumi ridotti, qualità costruttiva e tecnologia all’avanguardia, la nuova Audi Q3 conferma la sua posizione di riferimento nel segmento dei SUV premium compatti.

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Sintonizzati Fontaniva, “Dolci legami”: la Scintilla che unisce giovani e territorio sul Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di

Rigenerazione, inclusione e comunità. la nuova vita di un’ex scuola

Grazie al bando Luoghi non comuni di Veneto24 passa al sistema di ultima Fondazione Cariparo, un’ex scuola rinasce come generazione DAB che permette di ascoltare biscottificio inclusivo anche la radio con una qualità audio perfetta. e spazio di comunità: tra farine del laboratori e nuovi percorsi di autonomia per i ragazzi sto quartiere si è costruita una parte impor- Accanto a loro, un simbolo della tradizione spazi esterni, pensati come luogo aperto alla

C’

è un luogo, a Fontaniva, che presto tornerà a vivere e a far vivere la comunità. È l’ex scuola di Fontanivetta, chiusa ormai da dieci anni, che sta per rinascere grazie al progetto “Dolci legami”, uno dei 33 selezionati da Fondazione Cariparo attraverso il bando Luoghi non comuni. Un’iniziativa che, con oltre 5 milioni di euro complessivi destinati ai territori di Padova e Rovigo, sostiene la rigenerazione di spazi sottoutilizzati trasformandoli in centri di innovazione sociale, cultura e solidarietà. A raccontarlo è il sindaco Alberto Trento, che parla con orgoglio di una scintilla che si riaccende: «Fontanivetta è un luogo simbolico per la nostra comunità, legato da sempre al fiume Brenta e alla sua storia. Attorno a que-

tante dell’identità di Fontaniva. Poi la scuola ha chiuso e con essa si è spenta anche una parte di quel senso di appartenenza». “Dolci legami” punta a restituire proprio questo: un luogo di incontro e e di creazione di futuro. L’ex scuola diventerà un biscottificio inclusivo, dove una ventina di ragazzi – anche con disabilità lievi – potranno sperimentare percorsi di autonomia, formazione e inserimento lavorativo. Il nome del progetto racconta tutto: “dolci” come i biscotti che nasceranno tra le mura rinnovate, ma anche come i legami che si intrecceranno tra persone, generazioni e competenze. Accanto al Comune, il progetto coinvolge una fitta rete di partner locali, a partire dalla cooperativa sociale Jonathan, che si occuperà della gestione del laboratorio insieme a due cittadini con esperienza nel sociale.

locale: il Mulino Munari, attivo dal 1751, che fornirà le farine per la produzione dei biscotti, riportando così la storia del territorio dentro un progetto di innovazione sociale. Tra i protagonisti anche l’Istituto comprensivo di Carmignano e Fontaniva, che guiderà i laboratori di creatività e identità visiva, coinvolgendo gli studenti nella scelta del nome e del logo del biscottificio, che sarà a tutti gli effetti una piccola startup. Il Rotary Club di Cittadella contribuirà invece al cofinanziamento delle attrezzature – forni, impastatrici e piani di lavoro – mentre il Comitato di quartiere Fontanivetta, nato proprio in parallelo alla candidatura del progetto, seguirà da vicino l’attivazione degli spazi, diventandone custode e promotore. Il cantiere è già in corso: la progettazione architettonica sta definendo gli interni e gli

cittadinanza, verde e accessibile. Al tempo stesso, si lavora al percorso di formazione dei giovani e all’attivazione del laboratorio, che dovrebbe diventare operativo entro il 2027. «L’obiettivo – spiega il sindaco Trento – è riaprire un luogo fisico, ma anche ricostruire relazioni. “Dolci legami” è la metafora di un paese che torna a impastare futuro, mescolando memoria, solidarietà e partecipazione». Per Fondazione Cariparo, che con Luoghi non comuni ha voluto promuovere una visione di rigenerazione dal basso, Fontaniva rappresenta uno dei tanti esempi virtuosi di come un piccolo intervento possa generare grandi cambiamenti. Restituire valore a un edificio abbandonato significa restituire coesione e dignità a una comunità intera. E come ogni Scintilla accesa da Fondazione Cariparo, anche questa nasce da un gesto concreto, ma destinato a durare: un forno che si riaccende, mani giovani che impastano, e un ex edificio scolastico che torna a profumare di vita, comunità e biscotti.

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NOVEMBRE 2025

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Due medici dell’Ulss 6 Euganea tra i migliori ricercatori al mondo secondo la Stanford University Il cardiologo Gianluca Rigatelli e il collega Marco Zuin inseriti nella prestigiosa classifica internazionale “World’s Top 2% Scientists”

fica Elsevier, si basa su dati che misurano l’impatto delle pubblicazioni e delle citazioni ricevute dai ricercatori di tutto il mondo. Solo il 2% degli studiosi più influenti viene incluso nella lista, che copre 22 aree disciplinari e 174 specializzazioni. «Si tratta di un risultato che premia non solo l’impegno dei singoli ma l’intero sistema sanitario e universitario del territorio – commentano dall’Ulss 6 Euganea –. È la dimostrazione che la ricerca di qualità può crescere anche dentro le strutture pubbliche, a beneficio dei cittadini». Spiega il dr. Rigatelli: “L’analisi World top 2% prende in esame sia le pubblicazioni globali di ogni ricercatore e quelle relative all’ultimo anno. All’attivo io ho circa 600 articoli censiti su PubMed, su Scopus e Google Scholar, le 3 maggiori biblioteche scientifiche virtuali. I focus delle mie ricerche hanno incluso ed includono in ordine di rilievo e di numero di pubblicazioni: imaging e tecniche di trattamento percutaneo delle coronaropatie complesse ed in particolar modo l’angiopastica del tronco comune della coronaria sinistra e delle biforcazioni coronariche; studi di Computational Fluid Dynamic (Analisi computerizzata dei flussi in-

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uovo riconoscimento internazionale per la sanità veneta. Due dirigenti medici dell’Azienda Ulss 6 Euganea sono stati inseriti tra i migliori ricercatori al mondo nella nuova edizione della classifica “World’s Top 2% Scientists”, stilata dalla Stanford University e aggiornata al 1° agosto 2025. I premiati sono il dottor Gianluca Rigatelli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud, e il dottor Marco Zuin, medico dirigente della stessa unità. Entrambi si distinguono per i loro studi in ambito cardiovascolare, un settore in cui la ricerca padovana si conferma ai vertici internazionali. La graduatoria, elaborata in collaborazione con la casa editrice scienti-

travascolari ed intracardiaci, simulazione delle tecniche di angioplastica nei vasi coronarici, analisi delle caratteristiche dei flussi intracoronarici per lo studio dell’aterosclerosi coronarica); imaging e trattamento transcatetere delle cardiopatie congenite nell’adulto (ecografia intracardiaca e trattamento dei difetti del setto interatriale e delle anomalie coronariche)”. E ancora: studi sulle tecniche di trattamento endovascolare dell’arteriopatia dei vasi periferici e cardiologia clinica (embolia polmonare, impatto del Covid sulle patologie cardiovascolari, metanalisi su diverse patologie cardiache). “Il dr. Zuin, oltre a collaborare con me negli studi di cui sopra da circa 15 anni, si occupa - continua il dr. Rigatelli - di ricerca nell’ambito dello studio e delle linee guida dell’embolia polmonare, dei risvolti clinici ed ecocardiografici delle tecniche di elettrostimolazione per lo scompenso cardiaco e le aritmie cardiache, dell’impatto del Covid, sulle patologie cardiovascolari, metanalisi su diverse patologie cardiache. Ha all’attivo circa 400 articoli censiti su PubMed, su Scopus e Google Scholar”.

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La testimonianza. A Padova si è svolto un innovativo intervento di neurochirurgia per la cura dell’epilessia

“Ora sono libera e ho le ali”, la storia di Maniola: ha superato l’epilessia grazie alla neuorchirugia “S

ento solo la felicità e la gioia. Sono al settimo cielo, ho le ali”. Ha esordito così la paziente di 42 anni, sottoposta a un intervento di chirurgia resettiva per l’epilessia farmacoresistente. Il tutto è stato un successo che è stato raccontato nella conferenza stampa tenutesi all’Azienda Ospedaliera di Padova. Nella città del Santo il dott. Filippo Dainese e il prof. Andrea Landi, dopo un primo intervento riuscito sulla paziente che ha raccontato la sua storia, hanno trattato 27 casi (21 adulti e 6 bambini). Altre tre persone sono in lista d’attesa. In Veneto, 16.500 pazienti sono seguiti per epilessia, su un totale nazionale di circa 50.000 casi, con 3.000 nuove diagnosi ogni anno. A Padova, 1.200 pazienti vengono presi in carico ogni anno, con 3.100 EEG eseguiti e 100 videoEEG registrati annualmente. Il prof. Andrea Landi ha inizialmente delineato il quadro clinico della donna: “Ricoverata all’età di 2–3 anni, successivamente solo crisi febbrili. Esordio della patologia a 13 anni, con episodi ripetuti nel tempo, con un impatto notevole sulla qualità della vita. Ha fatto molti cambi di terapia, ma è farmacoresistente, quindi perfetta candidata alla chirurgia resettiva. C’è un iter prechirurgico: si studiano le crisi, si individua l’angolo del cervello da cui partono e si definisce

la zona epilettogena su cui intervenire con la neurochirurgia. Il 60–70% dei pazienti guarisce in questo modo; con i farmaci, solo l’1–2%. È un intervento particolare e raro. A Padova c’è un’attrezzatura che acquisisce immagini strutturali della parte di cervello responsabile delle crisi, permettendo di identificare il danno anatomico. Una volta identificato il focolaio, si utilizzano tecniche di microchirurgia per rimuovere la parte che genera l’epilessia. Questo porta alla guarigione dalle crisi nel 90% dei casi e consente di ridurre quasi completamente la terapia farmacologica. È una tecnica che in Italia, in ambito pediatrico, è presente solo qui. Si tratta di una terapia coraggiosa per il paziente, ma molto efficace”. Ha poi parlato la grande protagonista della giornata, la signora Maniola, la paziente che si è sottoposta all’intervento: “Ho questa malattia da quando sono piccola. Sono felicissima di essere qui oggi, grazie ai dottori che mi hanno seguita. Sono contenta di avere preso questa decisione. Sono rinata di nuovo. Sono stata operata il 27 luglio 2024. Da lì non ho più sentito le crisi. Adesso, ogni mese, sto calando sempre di più con i farmaci, sono quasi a 0. Lancio un messaggio per chi soffre di epilessia: non abbiate paura di fare questo intervento, per voi stessi e per chi vi sta intorno. È

una grande gioia sentire di essere liberi, mi sembra di aver lasciato tutto alle spalle. Sento solo la felicità e la gioia. Sono al settimo cielo.” La paziente è scoppiata in lacrime, emozionandosi in un momento davvero toccante. Infine il Dottor Dainese ha concluso con una riflessione: “Purtroppo questi interventi sono ancora poco realizzati. Fanno paura perché toccano il cervello. Per-

mettono però di arrivare alla guarigione nel 60-70% dei casi, ma sono ancora poco conosciuti. Questo è dovuto al fatto che c’è poca conoscenza di questo tipo di percorso. Dobbiamo pubblicizzarlo, può far bene al paziente”. Padova si conferma ancora una volta un’eccellenza della sanità e il sorriso di Maniola vale più di mille parole: una donna che è rinata e ora è libera di volare con le sue nuove ali.

Padova, entra in funzione la nuova Pediatria: prima risonanza per i piccoli pazienti Inaugurata la Salus Pueri: al via gli esami con apparecchiature all’avanguardia È un momento simbolico per la sanità veneta: giovedì 16 ottobre è ufficialmente entrata in attività la nuova Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Padova. Alle 9.45 è stata eseguita la prima risonanza magnetica su un piccolo paziente, segnando l’inizio operativo della Salus Pueri, il moderno polo pediatrico situato in via Giustiniani. L’annuncio è stato dato dal direttore generale Giuseppe Dal Ben, che ha sottolineato come questo sia solo il primo passo di un percorso molto più ampio. La struttura, costata complessivamente 107 milioni di euro, accoglierà bambini e adolescenti da 0 a 18 anni e rappresenterà il nuovo riferimento regionale per la pediatria. La prima area a entrare in funzione è quella della radiologia, dove l’apparecchia-

tura Tesla 1,5 consente di ottenere immagini ad alta definizione, fondamentali per diagnosi precise e tempestive. Nonostante l’attività clinica sia già iniziata, i lavori esterni proseguono. In particolare, è in fase di realizzazione un avancorpo vetrato di 85 metri, che collegherà l’edificio principale con il percorso pedonale nel Parco delle Mura. Al di sotto della nuova struttura, sorgerà un’esposizione permanente dei reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi. Il progetto complessivo prevede un investimento aggiuntivo di 6 milioni di euro per l’area sud. I numeri confermano la centralità dell’ospedale: ogni anno la Pediatria padovana ricovera circa 10.000 bambini, registra 25.000 accessi al Pronto soccorso e oltre 320.000 visite ambulatoriali. A ciò si aggiungono circa 2.800 nascite l’anno.

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Prevenzione. La rete delle farmacie si conferma un presidio sanitario vicino ai cittadini

Campagne Vaccinali 2025-2026, in farmacia è boom di antinfluenzali Cresce la fiducia nelle farmacie venete, sempre più protagoniste della prevenzione: in 30 giorni somministrate oltre 27 mila dosi tra antinfluenzale e anti Covid. Oltre 460 farmacie hanno già aderito alla campagna. “Le persone trovano in farmacia un luogo familiare e accessibile”, sottolinea Andrea Bellon di Federfarma Veneto

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n Veneto le farmacie si confermano un presidio sanitario di prossimità fondamentale per la salute pubblica. A un mese dall’avvio delle campagne vaccinali 2025-2026, partite il 1° ottobre, si registra un vero e proprio boom di adesioni: al 26 ottobre sono state somministrate 25.050 dosi di vaccino antinfluenzale e 2.363 di anti Covid, superando le cifre della stessa fase della scorsa stagione, quando le vaccinazioni antinfluenzali erano state 23.171. Le farmacie coinvolte con almeno una somministrazione sono già 466, praticamente in linea con le 476 dell’intera campagna precedente. Le somministrazioni gratuite per soggetti esenti sono state 22.604, mentre 2.446 cittadini hanno scelto di vaccinarsi pagando una tariffa calmierata. Nel dettaglio territoriale, l’ULSS 1 Dolomiti ha registrato 875 somministrazioni, la ULSS 2 Marca Trevigiana 4.490, l’ULSS 3 Serenissima 3.135, l’ULSS 4 Veneto Orientale 497, l’ULSS 5 Polesana 1.542, l’ULSS 6 Euganea a.900, l’ULSS 7 Pedemontana 1.155, l’ULSS 8 Berica 2.025 e l’ULSS 9 Scaligera 6.431 Per quanto riguarda la vaccinazione anti Covid, avviata il 9 ottobre, sono 127 le farmacie venete con almeno una somministrazione. Le 2.363 dosi complessive si distribuiscono così: 46 nell’ULSS 1 Dolomiti, 545 nell’ULSS 2 Marca Trevigiana, 181 nell’ULSS 3 Serenissima, 12 nell’ULSS 4 Veneto Orientale, 77 nell’ULSS 5 Polesana, 464 nell’ULSS 6 Euganea, 118 nell’ULSS 7 Pedemontana, 433 nell’ULSS 8 Berica e 487 nell’ULSS 9 Scaligera. Per agevolare ulteriormente l’accesso, dopo il successo dell’Open Day del 25 ottobre, sabato 29 novembre si terrà una nuova giornata straordinaria di vaccinazioni, aperta sia all’antinfluenzale sia all’anti Covid. «Come prevedevamo, le richieste sono state molte, ma il risultato ha superato le aspettative – commenta Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto, che rappresenta circa 1.200 farmacie –. In un solo mese abbiamo quasi raggiunto il numero di farmacie vaccinatrici dell’intera scorsa stagione. È la conferma che i cittadini riconoscono alle farmacie un ruolo centrale e si fidano dei farmacisti, professionisti competenti e facilmente accessibili. L’afflusso al primo Open Day lo ha dimostrato chiaramente».

Le fasce d’età più rappresentate sono quelle over 75 (10.071 vaccinazioni) e 60-74 anni (9.894), ma non manca la partecipazione dei 18-59enni (5.080). «In farmacia – prosegue Bellon – i cittadini trovano un ambiente familiare, la possibilità di prenotare con facilità e, per chi rientra tra gli aventi diritto, la gratuità della vaccinazione».

Sanità, contratto firmato: aumenti in busta e novità per gli infermieri In farmacia possono vaccinarsi gratuitamente gli over 60, i soggetti fragili, le donne in gravidanza, i donatori di sangue e tutti coloro che svolgono professioni di interesse pubblico come operatori sanitari, forze dell’ordine e vigili del fuoco. Per gli altri cittadini maggiorenni il costo è contenuto: 6,16 euro, oltre al prezzo del vaccino. L’anti Covid, invece,

resta gratuito per tutti gli adulti. Restano esclusi dalla vaccinazione in farmacia i minori di 18 anni, chi ha avuto reazioni allergiche gravi o presenta controindicazioni mediche rilevate al triage pre-vaccinale. Gli elenchi aggiornati delle farmacie aderenti sono disponibili sui siti web delle rispettive Aziende ULSS.

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Dopo mesi di trattative, il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del comparto sanità per il triennio 2022-2024 ha ottenuto la sua firma definitiva all’Aran. L’intesa riguarda circa 581 mila professionisti tra infermieri, ostetriche, tecnici e personale amministrativo. Fials, Cisl, Nursind e Nursing Up hanno sottoscritto l’accordo, mentre Cgil e Uil non hanno firmato. Il nuovo contratto prevede un aumento medio lordo di 172 euro/mese su 13 mensilità, con arretrati in pagamento già a novembre. L’Aran lo definisce un passo di continuità che offre una base per il prossimo triennio 2025-2027. Tra le principali novità: ampliato l’accesso all’area di elevata qualificazione anche con laurea triennale e 7 anni di esperienza. Sul piano organizzativo si sperimenta l’orario 36 ore su 4 giorni, con priorità di lavoro agile per disabili o caregiver, e buoni pasto per chi è in smart working. Il contratto introduce l’assistente infermiere, nuove tutele per permessi e congedi, strumenti di age management per il personale più anziano e un supporto legale e psicologico per chi subisce aggressioni. Aggiornate le indennità per specificità infermieristica, tutela del malato e pronto soccorso. Per i sindacati firmatari, come Nursind e Nursing Up, l’accordo è una tappa intermedia in vista della prossima negoziazione, che dovrà affrontare la valorizzazione dei laureati magistrali e l’ingresso di nuove figure nell’area della dirigenza. Novembre sarà il primo banco di prova con l’erogazione degli arretrati, mentre dal 2025 le misure entreranno pienamente in vigore. Il nuovo CCNL rappresenta un passo importante per il riconoscimento economico e professionale del personale sanitario, pur lasciando aperte questioni come la carenza di organico e stipendi ancora distanti dagli standard europei.


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Prevenzione maschile. lo IOV si tinge di blu per richiamare agli screening e ai gesti che salvano la vita

Movember 2025: lo IOV accende i riflettori sulla salute maschile Prostata, lo screening riduce del 13% il rischio di morte

In Italia oltre 40mila nuove diagnosi di tumore alla prostata nel 2024: Movember invita gli uomini a prendersi tempo per sé, chiedere informazioni, fare controlli e trasformare la prevenzione in routine

A

nche quest’anno l’Istituto Oncologico Veneto – IOVIRCCS partecipa a Movember, la campagna internazionale che, ogni novembre, sensibilizza l’opinione pubblica sulla salute degli uomini, puntando in particolare sulla diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori urogenitali. Per l’occasione, la sede dell’Istituto cambia colore: dal rosa di ottobre, simbolo della prevenzione del tumore al seno, al blu, segnale visibile di vicinanza agli uomini colpiti dalla malattia e invito rivolto a tutti a prendersi cura della propria salute. In Italia, nel 2024, il tumore alla prostata è stato diagnosticato in oltre 40mila uomini, confermandosi tra le neoplasie più diffuse dopo i 50 anni. Durante tutto il mese, l’iniziativa invita a farsi crescere i baffi, gesto simbolico per sostenere la ricerca e l’informazione sulla salute maschile. “La prevenzione resta il primo e più

efficace strumento di cura”, sottolinea il Commissario Straordinario dello IOV, dott. Francesco Benazzi. “Prendersi del tempo per un controllo non è segno di debolezza, ma di responsabilità verso se stessi e verso chi ci sta accanto. Individuare una malattia nelle fasi iniziali può davvero cambiare le prospettive di cura.” La diagnosi precoce è centrale in oncologia: permette di rilevare tempestivamente i tumori, migliorando le possibilità di guarigione e facilitando percorsi terapeutici multidisciplinari e trattamenti mirati. Anche nei casi più avanzati, identificare la patologia prima della comparsa dei sintomi consente interventi più efficaci, spesso trasformando il tumore in una condizione gestibile e migliorando la qualità della vita. Per le patologie urogenitali maschili, come i tumori di prostata e testicolo, è fondamentale adottare comportamenti salutari, ridurre alcol e fumo e seguire un’alimentazione equili-

brata. Poiché spesso asintomatiche, queste neoplasie richiedono controlli regolari: autopalpazione testicolare nei giovani e visite urologiche annuali negli over 50. Come le donne hanno imparato a fare prevenzione con i controlli ginecologici, anche gli uomini devono rendere questa pratica una routine essenziale. Il mese di novembre sarà anche l’oc-

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casione per un nuovo appuntamento digitale: mercoledì 26 novembre, in diretta su Facebook, andrà in onda “Lo specialista risponde” con il dott. Marco Maruzzo, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia 3 dell’IOV, per rispondere a domande e fornire informazioni utili sulla prevenzione maschile. Redazione Salute

Uno studio internazionale pubblicato sul New England Journal of Medicine conferma che lo screening del cancro alla prostata tramite dosaggio del Psa può ridurre del 13% il rischio di morte per questa neoplasia. La ricerca, coordinata dall’Erasmus MC Cancer Institute di Rotterdam e avviata nel 1993, ha coinvolto oltre 160 mila uomini in otto Paesi europei, tra cui l’Italia. I risultati, ottenuti dopo 23 anni di osservazione, mostrano che i partecipanti sottoposti al test presentavano un rischio di diagnosi di tumore alla prostata del 30% più elevato – effetto diretto della diagnosi precoce – ma anche una mortalità inferiore del 13%. In termini assoluti, lo screening permetterebbe di evitare un decesso ogni 456 uomini testati e uno ogni 12 con diagnosi di malattia. Nonostante i benefici, gli esperti restano cauti. Il test, infatti, può portare a sovradiagnosi e trattamenti non necessari per tumori che non avrebbero mai messo a rischio la vita del paziente. I ricercatori invitano quindi a sviluppare strategie di screening mirate, riservate agli uomini con fattori di rischio più elevati. (P.B.)


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A tavola

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Idee in cucina, facili e sfiziose

Rubrica a cura di

Sara Busato

In novembre siamo incantati dalle sfumature e profumi offerti dalla natura. Il calo delle temperature e la riduzione delle ore di luce ci spingono a trascorrere più tempo in casa, dedicandoci alla creazione di piatti deliziosi

CREMA DI ZUCCA Una zuppa calda e confortante, perfetta per l’autunno ma anche per tutto il periodo invernale. Si può gustare calda oppure tiepida, come primo piatto o piatto unico. Ingredienti: 00 g zucca; 200 g patate; 80 g cipolle bianche; brodo vegetale (un litro); pepe nero; sale; olio extravergine di oliva; cannella in polvere; noce moscata Preparazione: Scaldare il brodo vegetale. Pulire la zucca, togliere la buccia esterna e i semi, quindi tagliarla a cubetti di circa 4 o 5 centimetri. Pelare le patate e tagliarle a cubetti della stessa dimensione. Pulire la cipolla, tritarla, quindi metterla in pentola con l’olio e farla imbiondire. Unire la zucca e le patate, aggiungere il brodo fino a coprire quasi completamente le verdure, conservando quello in eccesso. Aggiustare di sale e pepe, quindi portare a ebollizione a fuoco alto e ridurre il calore, lasciando cuocere per circa venti minuti. Aggiungere ulteriore brodo se necessario. Cuocere per altri 10 minuti. Frullare con un frullatore a immersione fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Unire la cannella e la noce moscata e mescolare. La crema di zucca è pronta.

SPEZZATINO DI MANZO AI FUNGHI E CASTAGNE Un secondo piatto ricco e avvolgente, perfetto per i pranzi della domenica di novembre.I funghi e le castagne — protagonisti della stagione — donano un gusto terroso e leggermente dolce che si sposa alla perfezione con la carne. Ingredienti: :800 g di spezzatino di manzo; 200 g di castagne cotte; 250 g di funghi misti freschi; 1 cipolla dorata; 1 carota; 1 costa di sedano; 1 bicchiere di vino rosso; 400 ml di brodo di carne o vegetale; 2 cucchiai di concentrato di pomodoro; 1 rametto di rosmarino; 2 foglie di alloro; olio extravergine d’oliva q.b.; sale e pepe nero q.b.; burro (facoltativo). Preparazione: Iniziare con il rosolare la carne in una casseruola capiente con un filo d’olio extravergine d’oliva, fino a farla dorare uniformemente su tutti i lati. Scolare la carne e tenerla da parte. Proseguire con il preparare un soffritto di cipolla, carota e sedano tritati finemente, utilizzando la stessa casseruola. Lasciare appassire dolcemente le verdure per alcuni minuti, quindi unire nuovamente la carne e sfumare con il vino rosso, lasciando evaporare l’alcol. Aggiungere il concentrato di pomodoro, le erbe aromatiche (rosmarino e alloro) e versare il brodo caldo fino a coprire la carne. Coprire la casseruola con un coperchio e lasciare sobbollire a fuoco dolce per circa un’ora e un quarto, mescolando di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi. Nel frattempo, pulire e tagliare i funghi a pezzi regolari. Dopo la prima fase di cottura, aggiungere i funghi e le castagne alla carne e proseguire la cottura per altri trenta minuti, o finché la carne risulta tenera e il fondo di cottura denso e profumato.

TORTA PERE E NOCI Un dolce goloso, soffice e piacevolmente croccante al morso, grazie alla frutta secca sbriciolata. Perfetto per una colazione genuina o da gustare a merenda con un infuso bollente o una tazza di cioccolata calda. Ingredienti: 4 pere; 80 g di noce; 300 g di farina 00; 230 g di zucchero semolato; 150 ml latte; 100 g burro; 16 g lievito in polvere per dolci; 3 uova, estratto di vaniglia; limone Preparazione: Sbucciare 2 pere, eliminare il torsolo e tagliarle a pezzetti. Sistemare i pezzi di pera in un piatto fondo e spruzzarli con il succo di limone per evitare l’ossidazione. Tenere da parte. Rompere le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero e montare con le fruste elettriche fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Versare il burro fuso e il latte a temperatura ambiente. Unire la farina setacciata e il lievito. Profumare con l’estratto di vaniglia e mescolare accuratamente gli ingredienti. Incorporare i pezzetti

di pera e 65 g di gherigli di noce sminuzzati. Versare il composto ottenuto in una tortiera da 24 cm di diametro rivestita con carta da forno. Sbucciare le pere rimanenti, tagliarle a fettine e disporle a raggiera sulla superficie del dolce. Quindi cospargere con i restanti gherigli di noce tritati e spolverizzare con un cucchiaio di zucchero semolato. Cuocere in forno statico a 180°C per circa 40 minuti. Una volta terminata la cottura, sfornare la torta e farla raffreddare per 10 minuti. Sformare il dolce su un piatto da portata e spolverizzarlo con dello zucchero a velo.

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